Ivan JURIĆ è il nuovo allenatore dell'HELLAS VERONA

Ivan Jurić
Data di nascita:25/08/1975
Luogo di nascita:Spalato (Croazia)
Nazionalità:Croata
Ruolo:Centrocampista
Altezza:175 Cm
Peso:68 Kg
Posizione:
CARRIERA DA ALLENATORE/PREPARATORE +   -   =
 SquadraStagioneSeriePartiteRuolo 
Hellas Verona2019-2020A-Allenatore 
GenoaOtt. 2018-Dic. 2018A7 (+1CI)Allenatore 
Genoa2017-Nov. 2017A12 (+1CI)Allenatore 
GenoaApr. 2017-2017A7Allenatore 
Genoa2016-Feb. 2017A25 (+3CI)Allenatore 
Crotone2015-2016B42 (+3CI)Allenatore 
Mantova2014-2015LP38 (+3CILP)Allenatore 
GenoaSet. 2013-2014Primavera-Allenatore 
Palermo2012-Feb. 2013A-Vice All. 
Inter2011-Set. 2012A-Preparatore 
Genoa2010-2011Primavera-Preparatore 
LEGENDA: Vice All. Vice allenatore, LP Lega Pro, CILP Coppa Italia Lega Pro, CI Coppa Italia
CARRIERA DA GIOCATORE +   -   =
 SquadraStagioneSeriePartiteGoal 
Genoa2009-2010A19 (+1CI +5EL)0 (+0 +0) 
Genoa2008-2009A33 (+2CI)0 (+0) 
Genoa2007-2008A34 (+1CI)0 (+0) 
Genoa2006-2007B25 (+5CI)1 (+0) 
Crotone2005-2006B38 (+2CI)2 (+2) 
Crotone2004-2005B28 (+3CI)0 (+1) 
Crotone2003-2004C124 (+4PO)3 (+0) 
Crotone2002-2003C125 (+1CI +1CIC)1 (+0 +0) 
Crotone2001-2002B33 (+3CI)4 (+0) 
AlbaceteGen. 2001-2001SD201 
Siviglia2000-Gen. 2001SD30 
Siviglia1999-2000PD122 
Siviglia1998-1999SD222 
Siviglia1997-1998SD322 
Hajduk Spalato1996-1997PHNL256 
Hajduk Spalato1995-1996PHNL242 
Hajduk Spalato1994-1995PHNL60 
Giovanili Hajduk Spalato1993-1994--0 
LEGENDA: PHNL Prva Hrvatska Nogometna Liga (Serie A Croata), SD Segunda División (Serie B Spagnola), PD Primera División (Serie A Spagnola), CI Coppa Italia, CIC Coppa Italia Serie C, PO Play Off, EL Europa League

NEWS E CURIOSITÀ +   -   =
La piazza avrebbe voluto AGLIETTI dopo la clamorosa e totalmente inaspettata promozione in Serie A ma Ivan JURIĆ, ovviamente, di questo non ha colpa e male (malissimo a dire il vero) hanno fatto gli ultrà da tastiera, ben protetti dall'anonimato, a prendersela col tecnico croato sui social in maniera preventiva.
Il nuovo allenatore scaligero andrà giudicato esclusivamente per i risultati ottenuti sul campo, com'è sacrosanto che sia, aldilà delle simpatie e delle antipatie dei tifosi.

Personalmente, pur dispiacendomi per il trattamento riservato ad Alfredo (finito dritto tra miti B/=\S per quel che potrà mai valere) e dovendo rinunciare all'uomo che, nei fatti, ha dimostrato grandissimo amore per i colori scaligeri nonché competenze tecniche e umane non indifferenti, avrei preferito altri profili quali ad esempio GUIDOLIN (che pure aveva manifestato interesse) o IACHINI (altro ex molto più esperto) o ancora MALESANI, però l'ex tecnico del GENOA non mi dispiace per carattere, passionale e sanguigno come piace dalle nostre parti (non perdetevi lo sfogo da allenatore del MANTOVA), e idee di gioco corsa, aggressività e 3-5-2 di base: Ora però gli si dovrà fornire una squadra in grado di apprendere e proporre il suo calcio, altrimenti l'ennesimo strappo di SETTI nei confronti della piazza, avrà vita molto breve come l'HELLAS in Serie A...

CANTERA HAJDUK QUADRIENNIO IN LIGA
Dopo un'annata nella primavera dell'HAJDUK di Spalato, squadra della sua città natale, JURIĆ esordisce nella massima serie calcistica croata a 19 anni e dalla stagione successiva diventa subito un perno del centrocampo degli Splitski Bili.
Nel 1997 viene ingaggiato dal SIVIGLIA precipitato in Segunda División ma, dopo una stagione da titolare nei Rojiblancos che non riescono ad agganciare la promozione, l'inamovibilità di Ivan viene messa via via in discussione sino alle sole 3 presenze dal 2000 al Gennaio 2001 prima del passaggio all'ALBACETE.

IL QUINQUENNIO AL CROTONE E L'INCONTRO CON GASPERINI
Nel 2001 il passaggio al CROTONE alla seconda stagione in Serie B della sua storia ma l'annata non ingrana e, dopo cinque allenatori che si susseguono sulla panca dei Pitagorici, il presidente VRENNA non riesce ad evitare la retrocessione.
Nel 2003-04 ad allenare i calabresi arriva Gian Piero GASPERINI che così tanta influenza avrà sull'Ivan allenatore: Il Gasp conduce gli Squali ad una nuova promozione in cadetteria attraverso i playoff e li mantiene in categoria fino all'estate del 2006 quando l'allenatore torinese viene chiamato sulla panchina del GENOA dove porta con sé JURIĆ sempre più suo alter ego sul campo.

QUADRIENNIO AL GENOA E RITIRO
Con il Grifone quattro annate dalla Serie B all'Europa League e, nella primavera 2010 l'addio al calcio giocato, un po' a sorpresa 'È stata una decisione più emotiva che razionale o pensata, dopo 17 anni da professionista. Il Genoa con me è stato grande, mi ha trattato benissimo e mi ha lasciato possibilità diverse'


PRIMA CON CORRADI POI ANCORA CON GASPERINI
Dopo il corso allenatori comincia a praticare come preparatore tecnico nella Primavera del GENOA agli ordini di Sidio CORRADI, poi il patentino di seconda categoria e, nel 2012, segue GASPERINI all'INTER come assistente tecnico.
Fa parte dello staff del Gasp anche nel 2012 quando è promosso a vice allenatore del PALERMO.

DA DICEMBRE 2012 'BALLA DA SOLO'
A Dicembre 2012 Ivan partecipa con successo al corso di abilitazione per il master di allenatori professionisti Prima Categoria-UEFA Pro in compagnia di tanti ex gialloblù, esce dallo staff di GASPERINI e a Settembre 2013 sostituisce ERANIO come allenatore della Primavera del GENOA assumendo per la prima volta l'incarico di capo allenatore.
Nell'annata successiva diventa allenatore del MANTOVA in Lega Pro e, dopo una buona stagione coi Virgiliani, il ritorno al CROTONE in Serie B in veste di tecnico: Coi Pitagorici un calcio aggressivo e spettacolare come poche volte visto in cadetteria e la prima, storica promozione del club calabrese in Serie A.

TIRA E MOLLA AL GENOA
A Giugno 2016 diventa allenatore del GENOA ma, dopo un ottimo girone di andata in cui riesce a battere anche la Juve, una grave flessione, due soli conquistati in 10 partite e il patròn PREZIOSI decide di esonerarlo virando su mister MANDORLINI ma, meno di due mesi dopo, il proprietario del club genovese decide di richiamarlo in tutta fretta e JURIĆ porta la squadra alla salvezza alla penultima giornata.
Confermato nella stagione successiva dura fino ad inizio Novembre quando perde il derby con la SAMPDORIA e viene di nuovo esonerato col GENOA penultimo e 6 punti in 12 partite.
Dopo 11 mesi, il 9 Ottobre 2018, Ivan viene richiamato sulla panchina del GENOA sostituendo a sua volta BALLARDINI ma ancora, dopo aver fermato la Juve a domicilio reduce da 8 vittorie consecutive, ottiene due soli punti in sei partite e PREZIOSI lo licenzia per la terza volta.

...E ORA IL VERONA
Dopo aver esonerato GROSSO a due giornate dal termine del campionato, il presidente SETTI ingaggia AGLIETTI per almeno due partite (probabilmente nessuno nemmeno in Via Francia crede più alla promozione) così, mentre Aglio ne busca 3 all'esordio al Tombolato, il patròn scaligero inizia a guardarsi attorno per contattatare un nuovo tecnico per la stagione 2019-20: Al Binti si vede l'ex Pippo INZAGHI prendere appunti, poi si inizia a parlare di JURIĆ ma nel frattempo Alfredo inizia ad ingranare, conquista i playoff, il PALERMO arrivato terzo viene penalizzato e, partita dopo partita, la rocambolesca promozione scaligera diventa realtà in un Bentegodi gremito il 2 Giugno.
Il resto è storia... O almeno quanto ci viene raccontato: Meno di due settimane di riflessione in Via Francia per confermare Aglio o scegliere JURIĆ e alla fine la (scontata) scelta del tecnico croato in barba alle aspettative di un'intera tifoseria già ampiamente 'scottata' dalle gestioni PECCHIA-GROSSO.

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ANEDDOTI & ALTRO DA RICORDARE +   -   =




Ivan Jurić
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Ivan Jurić (Spalato, 25 agosto 1975) è un allenatore di calcio ed ex calciatore croato, di ruolo centrocampista, allenatore dell'Hellas Verona.

Carriera
- Giocatore
   CLUB
Ha esordito nell'Hajduk Spalato nel 1994 e vi è rimasto fino all'estate 1997 totalizzando 49 presenze e 8 reti.
Nel 1997 viene acquistato dal Siviglia dove resta fino al novembre 2000 con 89 presenze e 12 reti alle spalle.
Viene ingaggiato in seguito dall'Albacete (20 presenze e una rete) e poi nel 2001 dal Crotone. Resta 5 anni in questa squadra (152 presenze complessive e 9 reti).

È stato acquistato dal Genoa nel campionato 2006-2007 sotto consiglio del tecnico Gian Piero Gasperini che lo aveva conosciuto ed apprezzato a Crotone. Al Genoa ha disputato quattro campionati, segna la sua unica rete con la maglia del Grifone in Genoa-Juventus (1-1). Giocatore tra i più apprezzati dalla tifoseria rossoblu, noto anche per il suo look piratesco e per la passione per la musica metal, il 14 giugno 2010 rilascia al giornale Il Secolo XIX un'intervista in cui annuncia il suo ritiro dal calcio giocato.

Con le squadre italiane ha totalizzato 259 presenze (86 in Serie A, 124 in Serie B e 49 in C).

   NAZIONALE
Pur avendo giocato in quasi tutte le rappresentative giovanili croate, è stato convocato ed ha fatto il suo esordio in Nazionale maggiore soltanto a 33 anni per l'amichevole vinta in casa della Romania l'11 febbraio 2009.

- Allenatore
Nel maggio 2010 ha partecipato al corso allenatori e dal 7 luglio è entrato a far parte dei quadri tecnici della squadra Primavera del Genoa guidata da Sidio Corradi.
Nell'estate del 2011 ha seguito il corso per allenatori di seconda categoria presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano[6] e ha superato l'esame il 18 luglio.

Inter e Palermo
Il 5 luglio 2011 entra a far parte dello staff tecnico dell'Inter su richiamo di Gian Piero Gasperini, come assistente tecnico, fino all'esonero del tecnico il 21 settembre 2011, restando comunque sotto contratto con l'Inter.
Il contratto coi nerazzurri viene sciolto quando il 16 settembre 2012 Gasperini diventa l'allenatore del Palermo, in modo tale che Jurić diventi il vice allenatore della squadra siciliana. Viene esonerato insieme a Gasperini il 4 febbraio 2013. Il 25 febbraio Gasperini viene richiamato e l'11 marzo riviene esonerato.
Il 10 dicembre 2012 Juric inizia a frequentare a Coverciano il corso di abilitazione per il master di allenatori professionisti Prima Categoria-UEFA Pro e dal 2013 esce dallo staff di Gasperini.

La reazione del tecnico del Mantova Ivan Juric dopo la sconfitta contro la Giana Erminio

Genoa Primavera e Mantova
Il 23 settembre 2013 subentra a Stefano Eranio alla guida della formazione Primavera del Genoa portando la squadra ad un 11º posto finale in campionato.
Dal 17 giugno 2014 è allenatore del Mantova portandolo ai sedicesimi della Coppa Italia Lega Pro e ad un 12º posto in Lega Pro.

Crotone
Il 9 giugno 2015 torna da allenatore al Crotone in Serie B firmando un contratto biennale. Il 29 aprile 2016, dopo il pareggio per 1-1 in casa del Modena, porta il Crotone ad una storica promozione in Serie A.

Genoa
Il 28 giugno 2016 torna al Genoa, stavolta come allenatore della prima squadra. Dopo un buon girone d'andata, in cui spicca la clamorosa vittoria interna per 3-1 contro la Juventus, nelle sue ultime dieci partite ottiene solamente due punti e il 19 febbraio 2017, in seguito alla sconfitta per 5-0 contro il Pescara ultimo in classifica e con la squadra al 16º posto, viene sollevato dall'incarico e sostituito da Andrea Mandorlini.
Il 10 aprile 2017 è richiamato sulla panchina rossoblù in sostituzione di Mandorlini. Riesce a centrare la salvezza con una giornata d'anticipo.
Confermato per la stagione successiva, è nuovamente esonerato il 5 novembre 2017, dopo la sconfitta per 2-0 nel derby della lanterna, con la squadra al penultimo posto in classifica e con soli 6 punti raccolti in 12 giornate. È sostituito da Davide Ballardini.
Il 9 ottobre 2018, quasi un anno dopo, Ballardini viene esonerato e Jurić viene richiamato al Genoa, che si trova a metà classifica con 12 punti e con una partita da recuperare. Il 21 ottobre, al debutto, pareggia per 1-1 all'Allianz Stadium di Torino contro la capolista Juventus, fermandola così dopo 8 vittorie di fila. Nelle successive sei giornate di campionato, però, la squadra ottiene solo due punti, frutto di due pareggi. Il tecnico croato è sollevato dall'incarico il successivo 7 dicembre, all'indomani della sconfitta interna contro la Virtus Entella dopo i tiri di rigore al quarto turno di Coppa Italia. È sostituito da Cesare Prandelli sulla panchina del club ligure.

H. Verona
Il 14 giugno 2019 viene ufficializzato il suo ingaggio al Verona, neopromosso in Serie A.

Palmarès
- Giocatore
   Campionato croato: 1 Hajduk Spalato: 1994-1995
   Coppe di Croazia: 1 Hajduk Spalato: 1994-1995
   Supercoppe di Croazia: 1 Hajduk Spalato: 1994

- Allenatore
   Panchina d'argento: 1 2015-2016

FONTE: Wikipedia.org


NON SOLO TATTICA, NON SOLO CUORE: IVAN JURIC ALLA SERATA FORMATIVA DELL'AIAC VERONA
10/DICEMBRE/2019 - 09:30
Verona - Quasi due ore "a lezione" con mister Ivan Juric per circa 50 allenatori e tecnici della Sezione veronese dell'Associazione Italiana Allenatori Calcio, che nella serata di lunedì si sono dati appuntamento nelle aule della facoltà di Scienze Motorie dell'Università degli Studi di Verona proprio per scoprire la filosofia e il metodo del tecnico gialloblù.

Juric, con l'aiuto di numerose clip video di allenamenti e partite, ha illustrato ai partecipanti quella che è la settimana-tipo dell'Hellas Verona in preparazione a una gara, con i carichi e la concentrazione che salgono giorno dopo giorno, fino alle sedute prettamente tattiche del venerdì e del sabato. Ma non solo, perché il tecnico croato ha anche parlato degli obiettivi a lungo termine che, insieme allo staff, si è posto fin dal ritiro estivo di Primiero e dei risultati che questo lavoro sta dando. Spazio anche alle numerose domande dei presenti, che hanno dato modo di toccare con mano l'enorme passione che Juric mette in ogni aspetto della sua vita lavorativa.

JURIC: «LA PROVA DEI RAGAZZI MI HA CONVINTO ANCORA UNA VOLTA: QUALCHE INGENUITÀ CI È COSTATA CARA»
07/DICEMBRE/2019 - 18:15
Bergamo - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Ivan Juric, rilasciate al termine di Atalanta-Hellas Verona, 15esima giornata della Serie A TIM 2019/20.

«La gara di oggi? Abbiamo fatto una prestazione veramente importante, ci è mancata l'esperienza. Qualche ingenuità l'abbiamo commessa, ma in generale sono contento di come abbiamo affrontato una squadra come l'Atalanta. Se mi aspettavo un rendimento così? No, non pensavo giocassimo da subito a questi livelli. Ma dobbiamo ancora migliorare sotto tanti aspetti per portare a casa altri punti pesanti. In tante partite ci è mancato qualcosa per andare a vincere o pareggiare. Il 3-4-2-1? E' nato pian piano, durante il ritiro. La nostra idea è sempre stata quella di essere propositivi, di andare a prendere palla molto alti. Parlando della partita con l’Atalanta, mi dispiace per i ragazzi, perchè hanno fatto una grande prestazione senza raccogliere punti. Se voterei per Gasperini alla Panchina d'oro? Per me è il migliore, in assoluto. Con l'Atalanta sta facendo qualcosa di straordinario e lavorare con lui è stato un piacere. Di Carmine? Non ho mai avuto dubbi su di lui, ha fatto bene in B e può fare bene anche in A».

JURIC: «GASPERINI? UN MAESTRO, MA GIOCANDO DA SQUADRA POSSIAMO METTERE IN DIFFICOLTÀ ANCHE QUESTA ATALANTA»
06/DICEMBRE/2019 - 14:15
Peschiera - Le principali dichiarazioni dell'allanatore gialloblù Ivan Juric, rilasciate alla vigilia di Atalanta-Hellas Verona, 15a giornata della Serie A TIM 2019/20.

«Per noi è stata una buona settimana, abbiamo lavorato bene come sempre e cercheremo di trovare le migliori soluzioni sulla base dei calciatori a disposizione. Giocando da gruppo, quale siamo, saremo in grado di metterli in difficoltà. Gasperini? E' un mio maestro e, a mio avviso, il migliore allenatore in Italia, c'è tanto di lui in me. Ha portato l'Atalanta ad essere una grande, che gioca da grande e ha giocatori da grande. Hanno una continuità incredibile, fanno continuamente passi in avanti anno dopo anno, pur mantenendo un'ossatura di squadra e la partita di Champions non influirà sulle scelte di Gasperini. Kumbulla? Sarà convocato, ma non partirà dall'inizio, ha fatto solo due allenamenti parzialmente con la squadra. Veloso invece sta bene. Pazzini? Può essere utile e lo sarà, come è stato contro la Roma quando stavamo attaccando con grande continuità. Bocchetti? E' importante per noi e può migliorare ancora, spero continui in questo crescendo. Stepinski? E' un'opzione per i titolari di domani. Salcedo? Speriamo non debba operarsi, questo abbasserebbe i tempi di recupero che comunque non saranno brevi, è una grande perdita per noi, stavamo solo iniziando a vedere le sue potenzialità».

MISTER IVAN JURIC INCONTRA I PREPARATORI ATLETICI DEL SETTORE GIOVANILE E FEMMINILE GIALLOBLÙ
04/DICEMBRE/2019 - 16:55
Verona - Nella serata di ieri, martedì 3 dicembre, mister Ivan Juric ha avuto modo di confrontarsi con i preparatori atletici del Settore Giovanile e Femminile gialloblù presso lo stadio ‘Olivieri’ di via Sogare. Tema dell’incontro: l’allenamento calcistico secondo Ivan Juric e il suo staff, come viene sviluppato e come interagiscono le varie figure. Assistito dal preparatore atletico, il Prof. Barbero, l'allenatore della prima squadra ha voluto rispondere alle domande dei preparatori gialloblù presenti, che hanno apprezzato il confronto e gli spunti di riflessione sulle tecniche di esercitazione, pur tenendo la partita come costante e principale riferimento. Un momento di condivisione di idee tanto utilli quanto interessanti per tutto lo staff tecnico del mondo Hellas Verona.

JURIC: «PARTITA DECISA DAGLI EPISODI: NOI GRANDE PRESTAZIONE, MA LA ROMA È FORTE»
01/DICEMBRE/2019 - 23:55
Verona - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Ivan Juric, rilasciate al termine di Hellas Verona-Roma, 14esima giornata della Serie A TIM 2019/20.

«Si poteva fare meglio in difesa? I meccanismi hanno funzionato bene, ma in effetti abbiamo commesso qualche errore, anche per meriti che vanno riconosciuti agli avversari. Serviva maggiore precisione? In ogni partita si può migliorare, e poi non dobbiamo certamente perdere di vista chi siamo noi e qual è il nostro obiettivo. La gara è stata decisa dagli episodi: loro hanno sfruttato le occasioni create grazie ai loro grandissimi giocatori e noi non ci siamo riusciti, ma la squadra ha giocato molto bene, offrendo una prestazione notevole. Un grande gioco dell'Hellas che richiede tante energie? È vero che corriamo tanto, ma non è più dispendioso di altri metodi di gioco: per esempio contro la Fiorentina abbiamo percorso lo stesso numero di chilometri degli avversari. Noi quando difendiamo vogliamo andare a rubare la palla, ma molte volte dobbiamo anche difendere la porta. Il mercato di gennaio? Adesso voglio finire al meglio possibile queste ultime due partite che ci mancano prima della sosta, affrontando prima una grande Atalanta e poi il Torino. Dopodichè faremo il punto della situazione e capiremo cosa potremmo fare. Un abbraccio a Mihajlovic? Sinisa sta dimostrando un grandissimo coraggio, penso che pochi possano affrontare una battaglia»

JURIC: «LA ROMA GIOCA UN BEL CALCIO: SARÀ UNA PARTITA DIFFICILE. VELOSO OK, KUMBULLA ANCORA OUT»
30/NOVEMBRE/2019 - 14:26
Peschiera - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Ivan Juric, rilasciate alla vigilia di Hellas Verona-Roma, 14a giornata della Serie A TIM 2019/20.

«Se contro la Fiorentina abbiamo raggiunto la consapevolezza della nostra forza? La squadra sta dimostrando partita dopo partita, indipendentemente dal risultato, di potersela giocare alla pari con ogni avversario. La partita contro la Fiorentina lo ha dimostrato, una volta di più. Sappiamo però anche che ogni match nasconde delle insidie. Noi la sorpresa del campionato? Siamo contenti sia del lavoro che stiamo facendo, sia del bottino di punti sin qui ottenuto. Ci auguriamo di continuare così, ma dobbiamo rimanere umili, attenti e concentrati in ogni partita. Le condizioni di Veloso e Kumbulla? Miguel sta bene: contro la Roma potrebbe essere una soluzione dall'inizio. Kumbulla invece non è ancora recuperato. Bocchetti? Ha fatto una buona gara contro la Fiorentina. Ricordiamoci che veniva da un periodo con molti acciacchi muscolari: adesso sta acquisendo la forma migliore. Rrahmani e Zaccagni? Stanno facendo bene entrambi: siamo contenti per come si esprimono in campo e per come lavorano durante la settimana. Günter? Spostandolo in mezzo alla difesa è migliorato, tanto. Contro la Fiorentina ha fatto veramente bene. Bessa? Sta recuperando, piano piano, ma è un infortunio complesso. Se il gruppo sta continuando a crescere? Lavoriamo in ogni allenamento per cercare di migliorare alcuni difetti e per esaltare i pregi di ogni singolo giocatore. Come sta lavorando l'attacco? Bene, come gli altri reparti. Ma abbiamo margini di miglioramento. Roma squadra competitiva? Gioca un bel calcio ed è una squadra efficace sia in fase offensiva che in quella difensiva. Insomma, è una squadra tosta: sarà una partita difficile. L’entusiasmo attorno al Verona? Bisogna sfruttare il momento positivo, anche in quest’ottica. Mihajlovic? Non è da tutti fare una conferenza stampa dove condividi ogni momento di quello che hai passato. Si è confermato una persona di grande spessore umano».

FONTE: HellasVerona.it


27 NOV 2019
PIENI POTERI A JURIC
Qual è l’elemento di discontinuità col passato, la differenza tra le scelte scellerate di Pecchia, Fusco, Grosso e D’Amico e il presente? Uno solo: Ivan Juric. Non c’è dubbio che questa sia la miglior scelta della gestione di Setti. Come criticavamo pesantemente il presidente per la disgraziata stagione scorsa, che solo Aglietti ha raddrizzato in modo miracoloso, così gli va riconosciuto che stavolta non ha sbagliato il tecnico. Qualcuno, scherzando ma non troppo, ha detto che per la legge dei grandi numeri anche Setti ne ha finalmente imbroccata una, ma sarebbe ingeneroso metterla sotto questo piano.

Credo che invece Setti, pur non ammettendolo mai per orgoglio e per quell’aria da sborone emiliano che non riesce proprio a togliersi a causa del suo Dna, abbia in realtà capito moltissimo dai suoi errori. Finalmente ha scelto un allenatore che per mentalità, gioco, dedizione al lavoro, comunicazione è esattamente ciò che serve al Verona e alla sua tifoseria. Juric è il vero miracolo di questa squadra e su di lui bisogna costruire il Verona del futuro.

L’allenatore è un tassello troppo importante per una società. Inutile che stiamo qui a girarci intorno. La più grande panzana che raccontano è che un tecnico conti solo il venti per cento nelle fortune di una squadra. Alzerei questa percentuale almeno al settanta per cento. Guardate Gasperini all’Atalanta ad esempio. Certo, poi è molto meglio se la società è strutturata e in grado di assecondare il lavoro dell’allenatore. Ma questo aspetto viene dopo. Prima di tutto ci sono i risultati, il campo, l’empatia con la piazza, le scelte di mercato. Juric è esattamente tutto questo ed è evidente che tra il Verona di Grosso e quello di quest’anno la discriminante sta proprio nel tecnico.

Ecco perché, dopo essersela guadagnata sul campo con questi brillanti risultati, sarebbe molto bello che Juric potesse veramente avere carta bianca nel Verona. Un potere che il tecnico si è certamente conquistato e che, comunque, anche qui serve onestà nel dirlo, Setti con chiarezza e senza fronzoli gli ha concesso fino ad oggi. Il discorso è stato chiaro: non abbiamo i soldi delle altre, abbiamo il budget più basso della serie A, per salvarci serve un miracolo, per favore pensaci tu. E Juric ci ha pensato. Ha ispirato il mercato prendendo giocatori che sono andati a comporre in modo quasi perfetto il suo mosaico, ha detto le cose come stavano, ha pungolato, ma non ha mai cercato di scaricare il barile su altri. Consapevole di non poter avere Icardi, ma solo Stepinski si è messo di buzzo buono per trovare soluzioni e gol. Con il suo lavoro sta creando plusvalenze che potrebbero rappresentare il futuro del Verona. Uno così, quando lo trovi, non puoi perderlo. E lo devi responsabilizzare ancora di più. Fino a farlo il cardine del tuo domani.
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


RASSEGNA
L'Arena "Ivan ricorda l'Osvaldo. Poche parole, solo fatti. L'Hellas contagia la città"
26.11.2019 11:00 di Enrico Brigi Twitter: @enrico_brigi
Fonte: L'Arena

Oggi il quotidiano "L'Arena" mette a confronto Ivan Juric con Osvaldo Bagnoli, il tecnico dello scudetto. Nell'analisi di Gianluca Tavellin Il mister gialloblù, come l'indimenticato ex allenatore scaligero, pratica un gioco privo di fronzoli, senza privilegiare più di tanto il possesso palla. Rispetto al Verona scudettato non ci sono grandi individualità come poteva essere il gruppo di Tricella & c, tuttavia la squadra gialloblù, grazie ad un'ottima organizzazione di gioco, si è dimostrata in grado di mettere in difficoltà qualsiasi avversario. L'idea di gioco del tecnico di Spalato richiede grande dispendio di energie fisiche e mentali quindi il pensiero è rivolto a quanto potrà durare. Con questa situazione di classifica, comunque, inutile porsi dei limiti, almeno per il momento.

FONTE: TuttoHellasVerona.it


JURIC: «È STATA LA VITTORIA DELLA CONSAPEVOLEZZA NEI NOSTRI MEZZI. UNA VITTORIA CHE DEDICO A ROBERTO PULIERO»
24/NOVEMBRE/2019 - 18:00
Verona - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Ivan Juric, rilasciate al termine di Hellas Verona-Fiorentina, 13esima giornata della Serie A TIM 2019/20.

«Soddisfazione per la vittoria? Abbiamo fatto un’ottima gara in entrambi i tempi, con buone cose a livello di gioco in ambedue le fasi. La nostra miglior prestazione? Diciamo quella in cui più di tutte le altre abbiamo dimostrato di avere consapevolezza dei nostri mezzi. Un’altra partita senza subire gol? Fino ad ora stiamo lavorando bene. In difesa c’è tanta concentrazione e questo non ha permesso agli avversari di avere molte occasioni da gol. Si stanno le punte? Gli attaccanti prima colpivano i pali, adesso iniziano a segnare. Le prossime partite? Ogni gara è un’opportunità, ma sappiamo che non dobbiamo mollare nemmeno un attimo, perché il valore delle altre squadre è molto alto. Speriamo di fare ancora prestazioni come oggi. Verre può andare via a gennaio? Non c’è nessuna possibilità. Se questa vittoria è il miglior saluto a Roberto Puliero? Non mi era mai successo in vita mia di essere a un funerale di una persona che non conoscevo e di sentirmi così tanto coinvolto emotivamente. È stata una cosa particolare sia per me che per il mio preparatore, il Prof. Barbero: abbiamo conosciuto Verona e stiamo conoscendo il mondo che gli ruota attorno. C’era il fratello di Roberto che mi diceva quanto gli piace la squadra di quest’anno: è un motivo di orgoglio per me e sono molto contento che possiamo dedicargli la vittoria di oggi».

JURIC: «FIORENTINA? CI ASPETTANO QUATTRO PARTITE DIFFICILI PRIMA DELLA SOSTA. MA SONO FIDUCIOSO»
23/NOVEMBRE/2019 - 13:15
Peschiera - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Ivan Juric, rilasciate alla vigilia di Hellas Verona-Fiorentina, 13a giornata della Serie A TIM 2019/20.

«I Nazionali? Amrabat e Rrahmani stanno bene, anche ad Adjapong ha fatto bene giocare. Fiorentina? Hanno grandi interpreti che possono risolvere le partite con una singola giocata, hanno perso a Cagliari ma restano una squadra pericolosa e avranno sicuramente una reazione emotiva. Kumbulla e Veloso? Non sono ancora recuperati. In difesa e in attacco sto ancora pensando quale sia la scelta migliore da fare, anche in base alle caratteristiche dell'avversario, ma le soluzioni ci sono. Le prossime quattro partite sono fondamentali per noi, finora abbiamo raccolto un buon bottino e sono fiducioso anche per le prossime, siamo concentrati sulle gare da qui a Natale. Ogni partita è, per noi, sia molto difficile che una grande occasione per fare punti. L'atteggiamento in campo? Non solo difesa, siamo anche molto offensivi. I pochi gol presi sono merito del grande lavoro e della concentrazione dimostrati finora. Calciomercato? Ci pensiamo dopo le gare di dicembre, ma già recuperando Badu e Bessa avremo due nuovi giocatori di esperienza e spessore. Roberto Puliero? Non lo conoscevo ma in questi giorni ho capito quello che ha dato alla città. I funerali sono stati tristemente belli, mi sono sinceramente emozionato, ho percepito molto di Verona ieri sera».

FONTE: HellasVerona.it


IL TECNICO CROATO ARTEFICE DEL CAMBIAMENTO
Ivan Juric, l'uomo che ha rianimato l'Hellas
13/11/2019 11:30
Quando era stato annunciato più di un tifoso aveva storto il naso: Aglietti, il vero artefice del miracolo promozione, non era stato confermato dalla società che aveva deciso di puntare sul quel tecnico croato che sì, aveva portato il Crotone in A, ma veniva da più di un esonero dal Genoa. Però sono bastate poche settimane per capire che Ivan Juric, invece, era il tecnico giusto per questo Verona.

Allenamenti intensi che si sono prontamente riverberati nelle prime amichevoli: fin da subito l'impronta dell'allenatore è stata chiara, con la difesa come punto di forza, comandata dal sorprendente Kumbulla. Una squadra che corre, pressa a tutto campo ed è capace di verticalizzare: una gioia per gli occhi dopo anni di sterile tiki-taka improvvisato firmato da Pecchia e Grosso. Ad aggiungere credito a Juric le parole dirette, senza filtri, nelle conferenze stampa. Non più giri di parole o scuse risibili: quando c'è un problema lo affronta senza nasconderlo.

C'è veramente poco da ribadire, è evidente a tutti: Ivan Juric è il vero artefice di questo bel Verona. E' lui che ha rianimato l'Hellas, dopo anni difficili. Nonostante il problema del gol degli attaccanti gialloblù, la squadra viaggia a metà classifica ed è una delle sorprese di questa Serie A (seconda miglior difesa dopo la Juve).

Anche se il valore di mercato dei giocatori è uno dei più bassi della massima serie, l'Hellas può guardare dall'alto molte squadre che hanno speso il doppio, il triplo o anche il quadruplo. E questo grazie a Juric, l'uomo che ha resuscitato l'Hellas, riportando la passione che si era un po' persa negli ultimi anni.

FONTE: TGGialloBlu.it


NEWS
12 novembre 2019 - 20:51
Juric e il suo Verona, come l’Hellas è partito così bene
Il bilancio dopo 12 giornate: 3-4-2-1, difesa-pressing, organizzazione tattica e corsa

di Michele Tossani, @MicheleTossani
Getty Images

Il Verona arriva alla sosta di novembre occupando la decima posizione in classifica, a +6 da Sampdoria e Genoa, cioè le squadre che attualmente sono al terzultimo posto nella massima serie.

Un risultato sorprendente tenendo conto di quali fossero le previsioni della vigilia, tanto è vero che, se non fosse per il Cagliari, la compagine scaligera potrebbe essere tranquillamente considerata come la vera sorpresa di questa prima parte di campionato.

Grande merito per quanto conseguito finora va al tecnico Juric, accolto con diffidenza nella città di Romeo e Giulietta e invece rivelatosi abile tattico. Il suo Hellas ha infatti creato difficoltà a tutte le grandi fin qui incontrate (Juventus, Napoli e Inter) e ha raccolto punti contro compagini che erano destinate o che si sono ritrovate a dover lottare per il medesimo obbiettivo dei veneti, vale a dire il mantenimento della categoria.

Consapevole dei limiti della rosa a sua disposizione, l’allenatore croato ha deciso di puntare su due fattori vitali per cercare di tenere in linea di galleggiamento la barca gialloblù: intensità (fisica e agonistica) e organizzazione tattica.

Il suo 3-4-2-1 è costruito, in fase di non possesso, a immagine e somiglianza del suo tecnico, cresciuto alla scuola di Gasperini. E infatti la fase difensiva scaligera ricalca in qualche modo quanto applicato dall’attuale trainer dell’Atalanta.

Il Verona è infatti squadra che attua una difesa-pressing orientata sull’uomo. Tuttavia, all’interno di questo costrutto tattico si devono distinguere i compiti dei centrocampisti da quelli dei difensori. Infatti, in linea di massima, gli interni di centrocampo (Amrabat e Miguel Veloso) sono disposti in marcatura a uomo ‘battezzata’ sui centrocampisti avversari mentre i centrali difensivi si occupano di marcare (anche con uscite profonde) gli avversari che in quell’azione si trovano a gravitare nella loro zona di competenza.

In alcune occasioni, come ad esempio contro il Milan, una delle due mezzepunte (di solito Zaccagni) ha il compito di ripiegare sulla linea dei centrocampisti per aiutare la squadra a non rimanere in inferiorità numerica contro compagini che utilizzano tre centrocampisti centrali.

Un contesto del genere lascerebbe presupporre un atteggiamento iper-aggressivo con grande enfasi posta sulla ricerca di duelli individuali in fase difensiva. In realtà, se guardiamo alle statistiche, notiamo come il Verona si ultimo in serie A per contrasti a partita (13.7).

La squadra di Juric vince una larga maggioranza di questi contrasti (62.6%) ma, come detto, non è squadra che esaspera la ricerca dell’uno contro uno. Questo dato fa il paio con quello relativo al tipo di pressing effettuato mediamente dagli scaligeri secondo l’indice PPDA (Passes Allowed Per Defensive Action). Il dato dell’Hellas (9.88) è l’undicesimo del massimo campionato.

Queste statistiche difensive confermano quanto si osserva guardando le partite della squadra di Juric. Il Verona è infatti abile ad alternare pressioni ultra-offensive e offensive a situazioni di difesa posizionale bassa, a seconda del contesto. Così, i gialloblù hanno giocato partite con un baricentro basso, come contro l’Inter (45.7m di media) ed altre con un baricentro più avanzato, come nel caso della sfida con la Samp (52.32m).


In generale comunque il Verona corre molto, sia con che senza palla (quinta per km percorsi con 108.297), non ama il possesso palla (47% di media) e non è molto pulita tecnicamente (appena il 75.7% di passaggi riusciti fin qui).

Anche a quest’ultimo punto si possono imputare le difficoltà che la squadra di Juric ha mostrato nella fase offensiva. I veronesi sono penultimi per tiri a partita (10.7) e ultimi per quelli in porta (3.2). Nonostante ciò la squadra riesce comunque a crearsi buone occasioni come dimostra il dato relativo ai npxG (11.81) che colloca i gialloblù davanti ad altre cinque squadre (Udinese, Torino, Spal, Brescia e Lecce).

Una maggior precisione in fase di rifinitura e di conclusione (ben 8 i pali colpiti) potrebbe consentire al Verona di produrre più tiri dall’interno dei sedici metri avversari (ad oggi 6.1 a partita) e di essere più efficace in sede realizzativa.

FONTE: Hellas1903.it


JURIC: «DISPIACE PER IL GOL ALLA FINE, MA ABBIAMO DATO TUTTO CONTRO UN'INTER CHE CONCEDE POCHISSIMO»
09/NOVEMBRE/2019 - 20:45
Milano - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Ivan Juric, rilasciate al termine di Inter-Hellas Verona, 12a giornata della Serie A TIM 2019/20.

«Rimpianti? Abbiamo dato il massimo possibile in questo momento. L'abbiamo preparata così, restando abbassati nel primo tempo, e ci siamo riusciti bene, mentre nella ripresa avremmo voluto alzare di più il baricentro. L'Inter è una squadra molto forte, tosta e ti concede pochissimo, ma alla fine c'è poco da rimproverare ai ragazzi perché credo abbiano dato tutto: chiaro che dispiaccia un po' prendere un eurogol così verso la fine. Serviva più lucidità in ripartenza nel secondo tempo? All'inizio della partita abbiamo fatto esattamente questo perché ci siamo abbassati, ma siamo stati in grado di fare un sacco di ripartenze positive. Nella ripresa ci voleva un po' più di qualità nei passaggi e negli uno contro uno di fronte a un'avversaria del genere, unitamente a qualche accorgimento come, per esempio, andare a prendere Bastoni in scalata, ma era difficile».

JURIC: «CONTE È UN VINCENTE, TROVEREMO UN’INTER FORTE E ARRABBIATA, MA PER NOI OGNI GARA È UN’OCCASIONE PER FARE PUNTI»
08/NOVEMBRE/2019 - 14:10
Peschiera - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Ivan Juric, rilasciate alla vigilia di Inter-Hellas Verona, match valido per l'12a giornata della Serie A TIM 2019/20.

«Come stanno gli infortunati? Non sappiamo ancora, sono infortuni muscolari. Miguel ha una lesione al soleo del polpaccio, che è un muscolo strano. L’infortunio di Kumbulla invece è poca cosa, ma non dobbiamo rischiare. Gunter, invece, sta bene. Quanto è stato importante il gol di Salcedo? Diciamo che quando vinci l’ambiente è sempre positivo. C’è più allegria e ci si allena meglio. Di Carmine? Non ci sarà nemmeno a Milano, ma non ha fatto nulla di particolarmente grave. Il peso delle assenze? Quando mancano due titolari devi cercare alternative, senza creare allarmismi, abbiamo le soluzioni. Pessina giocherà al posto di Veloso perché sta facendo bene in quel ruolo, mentre in difesa devo valutare. I precedenti non favorevoli a San Siro? Noi andiamo a Milano per cercare di giocare, come sempre, a viso aperto, dando tutto, sperando di fare una grande partita e magari di avere qualche episodio a favore. Giochiamo contro una grande squadra. La nostra Primavera come serbatoio naturale per la prima squadra? Seguo tanto i ragazzi di Corrent. Cerco di portare sempre quelli che possono avere una possibilità di giocare. Ci sono tanti ragazzi che possono fare bene. Che Inter mi aspetto? Conte è un vincente. Mi aveva aperto le porte del Chelsea per seguire i suoi allenamenti: con me è stato fantastico, devo ringraziarlo. Prepara le partite con molta cura, è umile e ha le idee chiare. Ha una voglia di vincere incredibile. Credo troveremo un’Inter arrabbiata, vorranno fare il massimo. Verre in crescita? Con il Brescia è stato il migliore e si è creato tante ripartenze. In più sta lavorando davvero bene. Zaccagni? Ha qualità, sono contento di lui. Credo che giocando più vicino agli attaccanti e alla porta riesca a conservare meglio le energie per il suo spunto. Salcedo? Può fare tutti i ruoli lì davanti, ma devo ancora decidere chi giocherà. Il mercato dell’Inter messo a confronto col nostro? Non mi lamento. Al Verona sono stati molto chiari, che è quello che voglio. Il Club ha fatto il massimo. Classifica positiva? Ogni partita è un’opportunità di fare punti. Sono sicuramente soddisfatto del rendimento. Se sono una persona pericolosa? Abbiamo parlato anche troppo di questo episodio. Confermo che il sottoscritto e tutti quelli a cui ho chiesto non hanno sentito nulla. Poi in un video effettivamente qualcosa si sente e questo non va bene, anche se erano in pochi. Queste poche persone hanno fatto un danno enorme, a noi e alla città. Ho parlato anche con Mario, era tranquillo e anche lui ha ammesso che erano molto pochi».

FONTE: HellasVerona.it


LA RISPOSTA DEL TECNICO DEL VERONA
Juric: Superficialità di Thuram è pericolosa
06/11/2019 19:27
“Non sono pericoloso, né ho detto nulla di pericoloso, come parrebbe aver sentenziato Lilian Thuram, senza conoscermi e senza aver compreso il senso delle mie parole, con una superficialità, questa sì pericolosa e irrispettosa della mia storia". Così Ivan Juric, tecnico del Verona, via ANSA, replica all'ex nazionale francese Lilian Thuram (ha giocato anche nella Juve e nel Parma) che lo ha definito “pericoloso" per aver detto, domenica, di non aver sentito gli insulti a Balotelli.

“Non ho mai giustificato, né inteso sminuire, qualsiasi manifestazione di razzismo o discriminazione, essendo peraltro stato io stesso, in passato, oggetto di tali volgari e disgustosi episodi - le parole del tecnico croato che fa sapere di essersi "già chiarito in privato con Balotelli" -. Domenica ho detto di non aver sentito nulla, se non fischi, semplicemente perché nulla ho sentito dalla mia postazione, come altri collaboratori che erano in tribuna ed in altre zone del campo, con i quali mi sono confrontato. Avessi affermato il contrario - aggiunge - cioè di aver sentito, avrei detto il falso. Questo non vuol dire che sono razzista, o che giustifico chi lo è, ma che sono onesto, anche se domenica sarebbe stato più comodo non esserlo".

FONTE: TGGialloBlu.it


Thuram: “Juric persona molto pericolosa”
novembre 6, 2019

L’ex difensore di Parma e Juventus, Lilian Thuram, ospite di Radio 24, ha parlato così del caso Balotelli. “Bisogna dire alle persone che il razzismo una storia, non è vero che parte dall’ignoranza. La storia dimostra che ci sono persone razziste e tante volte questo proveniente dalla politica, credono davvero in questo ideale. Il razzismo esiste da secoli, vuol dire che ci sono persone da sfruttare, è come il sessismo. Se qualcuno crede all’inferiorità delle donne non vuol dire che sia stupido”.

Cosa dice a chi definisce questi buu come folklore, come una cosa normale?
"È molto pericoloso pensarla così, non è normale, ed è grave. Gli altri devono essere abbastanza furbi da denunciare, da non accettare queste cose. Per questo quando sento l’allenatore del Verona, io dico che è una persona molto pericolosa. Ha detto che non ha sentito niente, è questo il pericolo. Quando una persona viene aggredita, sono gli altri a dover dare una risposta giusta, non chi viene aggredito. Quando gli altri giocatori decidono di uscire dal campo, le cose cambieranno velocemente. Se vedi in strada un’aggressione a una donna, che fai? Aspetti che lei trovi una soluzione? Il razzismo è una violenza".

Le frasi di Luca Castellini come se le spiega?
"Questo signore arriva a dire questo perché c’è una storia dietro, la nazionalità deriva dal colore della pelle. Il razzismo c’è allo stadio, ma all’interno della società invece? Molti dicono di non essere razzismi, ma cosa fanno poi per l’uguaglianza? Il discorso chiaramente parte dalla politica, il mondo del calcio deve capire che non è uno scherzo".

La situazione è migliorata da quando giocava lei?
"Prima, durante e dopo la mia attività di calciatore ho conosciuto il razzismo. Quale giocatore bianco è andato dai suoi tifosi a chiedere di smetterla? Nessuno. L’unico allenatore che si è schierato apertamente sul tema è Carlo Ancelotti, che io conosca almeno. I giocatori e gli allenatori bianchi devono avere il coraggio di dire basta".

Suo figlio gioca in Germania: se gli succedesse una cosa del genere, cosa farebbe?
"In Germania non ho mai sentito cose di questo tipo, bisogna chiedere ai giocatori che non fanno niente perché. Il coraggio è dire ai giocatori importanti, agli allenatori importanti, perché non fate niente? Perché non andate a parlare coi tifosi?".

FONTE: HellasLive.it


Il nono posto, a +2 sul Milan: un avvio di stagione magico per gli scaligeri
Francesco Cipriani 04 NOV 2019

Per la rubrica “Tecnici alla Ribalta”, questa settimana ci occuperemo dell’Hellas Verona di Ivan Juric. Un avvio di stagione davvero sorprendente. Quattro vittorie, tre pareggi e quattro sconfitte. Quindici i punti conquistati, che attualmente valgono il nono posto in classifica. A +2 sul Milan, e a -3 dal Napoli. Insomma, nemmeno nelle più rosee aspettative di Setti e di tutta la dirigenza.

Tutti i meriti, ovviamente, vanno alla squadra, e soprattutto al suo allenatore. Quell’Ivan Juric che dopo i diversi esoneri da parte del Genoa, finalmente sta vivendo una personalissima rivincita in Serie A. Unica costante nel gioco del Verona è il modulo: quel 3-4-2-1 che, soprattutto per quel che riguarda il reparto offensivo, ha visto spesso cambiare i propri interpreti. L’unica certezza, lì in avanti, è Valerio Verre. Nelle altre due caselle disponibili, infatti, nel corso di queste undici partite si sono alternati giocatori come Zaccagni, Salcedo Mora, Stepinski e Di Carmine, che all’inizio sembrava essere totalmente al di fuori degli schemi del tecnico croato.

VITTORIE IMPORTANTI

Il dato più significativo riguarda proprio le vittorie. Eh si, perché tralasciando per un attimo il mero concetto dei tre punti conquistati, le vittorie dell’Hellas valgono, in un certo senso, addirittura doppio. Questo perché sono arrivate contro le dirette avversarie per la lotta salvezza. A soccombere, al Bentegodi e non, sono state Lecce (la prima vittima), Brescia, Parma e Sampdoria.

Risultati giunti grazie all’ottimo lavoro, non ce lo dimentichiamo, della difesa. Rrhamani, Kumbulla e Gunter, infatti, rappresentano la miglior difesa della Serie A, al pari di quella della capolista Juventus. E forse, volendo esser precisi, è proprio questa la forza dell’Hellas Verona di Ivan Juric.
FONTE: ZonaCalcio.it


50ª vittoria per Juric
novembre 4, 2019


L’allenatore dell’Hellas Verona, Ivan Juric, contro il Brescia ha conquistato la cinquantesima vittoria nei campionati italiani: 14 successi col Mantova in Serie C, 23 col Crotone in cadetteria, 9 col Genoa in Serie A e 4 con la squadra gialloblù.

FONTE: HellasLive.it


JURIC: «CHE SPIRITO QUESTI RAGAZZI! CONTRO IL BRESCIA CI SIAMO SPINTI OLTRE TUTTI I LIMITI. SALCEDO? UN TALENTO»
03/NOVEMBRE/2019 - 18:25
Verona - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, Ivan Juric, rilasciate al termine di Hellas Verona-Brescia, 11a giornata della Serie A TIM 2019/20.

«La vittoria? Siamo soddisfatti, li volevamo fortemente e li abbiamo ottenuti. Per noi è stata anche una partita critica: Gunter stava male (influenza, ndr) e anche Amrabat che era in camera con lui, mentre Veloso aveva alcuni problemi fisici. Su tutto è stato ottimo il secondo tempo. Cosa ha fatto la differenza? I ragazzi oggi si sono spinti oltre il limite, con tantissime ripartenza di sessanta metri di scatti: sono stati splendidi. Ci tenevamo tantissimo a chiudere così questo ciclo di tre partite. La catena di sinistra? Lì sembrava avessimo più giocatori, abbiamo creato maggiore densità per poi andare a concludere sull'altro lato. Sia Zaccagni che Verre ma anche Lazovic hanno fatto benissimo. Il Verona a 15 punti? Stiamo lavorando bene, è stata una vittoria che ha premiato il gruppo. I ragazzi stanno, pian piano, raccogliendo i loro frutti, grazie al duro lavoro settimanale. Salcedo? È un grande talento, sta facendo vedere il suo carattere e la sua forte determinazione. Kumbulla? Aveva avuto già qualche problema alla schiena quando era andato in Nazionale, in questi casi dobbiamo fare meglio noi nella cura dei giocatori. Credo comunque si tratti di un infortunio muscolare. Di Carmine? È una scelta non tecnica ma di principio, penso che rifletterà. La reazione di Balotelli? Non ho paura di dirlo: oggi non c'è stato niente. Tantissimi fischi e sfottò nei confronti di un grandissimo giocatore, ma non c'è stato altro. Anche io ho preso tanti insulti negli anni, so cosa significa, ma oggi non c'è stato nulla. Sul perché della reazione dovete chiedere a lui. Quando ci saranno cori razzisti non avrò nessun problema a dirlo perché mi fanno schifo anche se provengono dai miei tifosi, ma oggi non ne ho sentito neanche uno. Non creiamo un caso dove non c'è, sarebbe una bugia!».

JURIC: «SCONTRO SALVEZZA COL BRESCIA? E' UN MOMENTO IMPORTANTE DELLA STAGIONE. IL BENTEGODI? CI AIUTERÀ, COME SEMPRE»
02/NOVEMBRE/2019 - 13:45
Peschiera - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Ivan Juric, rilasciate alla vigilia di Hellas Verona-Brescia, match valido per l'11a giornata della Serie A TIM 2019/20.

«Se sarà uno scontro salvezza? Questa è la terza partita della settimana, sarà una sfida importante perché arriva in un momento impostante della stagione. Dobbiamo affrontare tutte le partite allo stesso modo, indipendentemente dall'avversario che affrontiamo. Il Brescia? Possiamo affrontarlo con grande determinazione, è una squadra con ottimi valori tecnici, e quindi da non sottovalutare. La nostra condizione fisica? È ottimale: i dati in nostro possesso indicano che la squadra sta bene. Se mi sarebbe piaciuto allenare Balotelli? Sono contento dei miei ragazzi e orgoglioso di quanto stanno facendo. Tonali? Il Brescia è un'ottima squadra con giocatori importanti: non c'è solo Tonali. Che Bentegodi mi aspetto? Sin dalla prima giornata l'ambiente è stato fantastico, i nostri tifosi ci hanno sempre sostenuto. Lo faranno anche contro il Brescia. Stepinski? A Parma ha fatto una buona prestazione. Ha molta voglia di migliorare. Dawidowicz? Ieri ha fatto un buon allenamento: è recuperato. Salcedo e Tutino? Fino ad ora abbiamo sempre giocato con due punte. Sono entrambi ragazzi con un buon margine di miglioramento; hanno tanta voglia di imparare. Se sarà una gara nervosa? Siamo concentrati sul nostro lavoro: cercheremo di imporre il nostro modo di giocare, che è fatto di pressing e aggressività, ma stando attenti a non cadere in inutili nervosismi. Non dobbiamo farci condizionare dall'importanza del match. Veloso? Ha recuperato pienamente. La forza del gruppo? Abbiamo attraversato momenti di difficoltà, ma sinora li abbiamo sempre superati con la grande coesione da parte della squadra. Qual è il giocatore che mi ha stupito di più? La squadra, nel suo complesso. Miglior difesa come nella storica stagione 1984-85? Speriamo di continuare così: è un lavoro collettivo, di squadra. Una fase che coinvolge anche gli attaccanti, come si è visto nella gara di Parma».

FONTE: HellasVerona.it


L'INTERVENTO
JURIC: ECCO COME SI CREA UNA SQUADRA
30/10/2019 14:07
Come si crea una squadra? Ivan Juric allenatore del Verona lo ha spiegato in un'intervista nel libro "The Goal” di Leonardo Piva, edito da Sometti, riportata da UltimoUomo. Ecco il suo interessante intervento, che ora, dopo dieci gare di campionato, si può capire meglio.

"Lo spirito di gruppo è sopravvalutato. Il valore del lavoro è il più importante. Credo molto nel lavoro, è la base di tutto. Poi il resto sono aggiunte. Il secondo passaggio sono le idee di calcio che voglio applicare alla squadra, cioè lavorare sulla base tecnica prima ancora che sulle chiacchiere e lo spirito di squadra. Quello si crea dopo. Ciò che conta è avere un’idea chiara di come giocare, dove ognuno sa esattamente cosa deve fare. È la base. Se sopravvaluti certe cose, tipo lo spirito di gruppo, poi rischi di trascurarne altre. Io ho avuto la fortuna di poter prendere parte a un incontro con un famoso allenatore di basket, e lui parlava molto di questi aspetti di gruppo nella prima fase della sua carriera*. Ha confessato di aver capito dopo anni e anni che la cosa più importante è che ogni giocatore sappia esattamente cosa deve fare sul campo, che ognuno ha il compito da svolgere. Lo spirito di gruppo rischia di distrarre e di non concentrarsi su cose concrete. E invece, ogni giocatore che sia di basket, rugby o calcio, durante la partita deve eseguire determinati compiti, possibilmente bene. Ognuno deve fare il suo, è così che alla fine si crea un prodotto buono".

FONTE: TGGialloBlu.it


MISTER IVAN JURIC: «È UNA VITTORIA CHE PREMIA LE PRESTAZIONI PRECEDENTI DOVE NON AVEVAMO RACCOLTO PUNTI»
29/OTTOBRE/2019 - 21:45
Parma - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, Ivan Juric, rilasciate al termine di Parma-Hellas Verona, 10a giornata della Serie A TIM 2019/20.

«Tre punti importanti? È stata una partita difficile: oggi il Parma ci ha messi in difficoltà più di una volta con il suo modo di giocare, ma i ragazzi sono stati bravissimi su tutti i fronti. È una vittoria importante che premia, anche, le prestazioni messe in campo nelle ultime gare. Il segreto di questa difesa? I tre dietro lavorano bene insieme ai quinti (gli esterni di centrocampo, ndr). La squadra è sempre tosta e concentrata: tutti stanno facendo bene e devo ammettere che anche il portiere oggi ha fatto una bella partita. Il gol di Lazovic? Finalmente! Finora ha avuto quattro o cinque occasioni e oggi è riuscito a fare un grande gol, se lo merita. L'importanza di Amrabat? L'unico neo è che quando ci sono le soste fa lunghi viaggi con la Nazionale Marocchina ed è un po' stanco, ma finchè è in queste condizioni gioca, perché sta facendo bene. Il ritorno di Faraoni in A? Sono contento per lui perché sta facendo molto bene in questo campionato, può crescere ancora ma per ora è su un buon livello. Hellas sottostimato? No. Dobbiamo dare sempre il massimo senza mai calare».

JURIC: «ANCHE A PARMA PER DARE IL MASSIMO, CON VELOSO. IL GOL? ARRIVERÀ. SAREI PREOCCUPATO SE NON CREASSIMO...»
28/OTTOBRE/2019 - 14:21
Peschiera - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Ivan Juric, rilasciate alla vigilia di Parma-Hellas Verona, 10a giornata della Serie A TIM 2019/20.

«Parma? Squadra diversa dal Sassuolo, veramente una bella formazione, molto tosta. Col Sassuolo abbiamo concesso qualcosa a livello di contropiede, contro il Parma sarà diverso per la loro grande velocità in attacco, servirà essere molto attenti. Le nostre competitor? Tutte le squadre sono alla nostra portata, a patto di dare sempre il massimo di quello che possiamo. Dobbiamo tenere ben presente le cose che sappiamo fare bene, non darle mai per scontate e continuare a farle così. Solo così si può migliorare quello che invece possiamo fare meglio. Di situazioni offensive ne creiamo tante, arriveranno anche i gol perché abbiamo i giocatori in grado di finalizzare. Sicuramente avremmo potuto fare diversi punti in più di quelli che abbiamo, basta guardare il numero dei pali presi, ma sono contento di come sta sul pezzo la squadra. Veloso? A Parma ci sarà. E' mancato contro il Sassuolo, abbiamo avuto tante palle inattive che potevano essere sfruttate meglio. Di Carmine? Mi è piaciuto molto contro il Sassuolo, ha retto bene facendo il lavoro che deve fare un attaccante, gli è mancato il gol. Pessina? E' molto duttile, lo apprezzo per questo, ma gli sarà utile trovare una posizione nella quale specializzarsi. Amrabat? Ci sarà ed lo schiererò sempre se sarà a disposizione. Tutino? Si sta allenando bene, quando arriverà la sua occasione dovrà essere bravo a sfruttarla».

JURIC: «NON DOBBIAMO PERDERE LA FIDUCIA. SONO DISPIACIUTO MA ORGOGLIOSO DEI MIEI RAGAZZI»
25/OTTOBRE/2019 - 23:40
Verona - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, Ivan Juric, rilasciate al termine di Hellas Verona-Sassuolo, 9a giornata della Serie A TIM 2019/20.

«Due pali e sfortuna? I ragazzi stanno facendo il massimo e devono mantenersi su questi livelli, che sono alti, molto alti. Non ho niente da rimproverare a nessuno: è stata una buona prova, con tante occasioni create nel corso di una bella partita. Abbiamo anche avuto tanti calci piazzati, ma dobbiamo cercare di sfruttarli di più, anche se stavolta mancava Veloso che in questo fondamentale è bravissimo. Abbiamo provato modi differenti di attaccare la porta? Vero. E abbiamo creato palle-gol con molti giocatori: purtroppo non abbiamo concretizzato. Davvero non ho poco da dire ai miei ragazzi, che hanno giocato contro una squadra dalle doti tecniche favolose, abilissima a giocare negli spazi. In alcuni casi, purtroppo, semplicemente gira così. Kumbulla? È giovane e sta crescendo: contro Defrel era un duello difficile, ma ‘Kumbu’ ha fatto benissimo. Ora deve solo rimanere sereno e continuare così. Frenesia nel finale? È vero, negli ultimi 10 o 15 minuti c'è stata un po' di frenesia che non mi è piaciuta, perché abbiamo un gioco e dobbiamo insistere su quello. Se iniziamo a giocare in mezzo o con frenesia non riusciamo invece a fare altrettanto bene. Le assenze e se Pazzini poteva tornarci utile? Sì, in una partita come questa, soprattutto nel secondo tempo, quando ti sei riversato nella loro metà campo e hai messo tante palle in area, uno come il ‘Pazzo’ poteva tornarci molto utile, col suo fiuto del gol. Ma adesso pensiamo a Parma».

JURIC: «FIDUCIA AI MIEI ATTACCANTI, ORGOGLIOSO DELLA SQUADRA. VELOSO È OUT, CE LA GIOCHEREMO COME SEMPRE»
24/OTTOBRE/2019 - 15:30
Peschiera - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Ivan Juric, rilasciate alla vigilia di Hellas Verona-Sassuolo, 9a giornata della Serie A TIM 2019/20.

«Il mio post partita a Napoli? Ero molto dispiaciuto, penso che abbiamo fatto una grandissima prestazione come le altre gare, i ragazzi stanno facendo qualcosa di assolutamente non scontato. Per giocare così ti devi sempre allenare al massimo e i miei attaccanti lo stanno facendo, sono convinto che il gol arriverà e sono super contento della squadra, di come interpreta le gare. Cambiamenti tattici? Abbiamo già provato molte soluzioni diverse a seconda dell'avversario, riuscendo sempre a trovare molte soluzioni offensive, e questa è la cosa più importante. Settimana tosta? Possiamo solo lavorare al massimo per essere al livello di Sassuolo e Parma, non esistono avversari più semplici per noi. Sassuolo? Lo affronteremo nel nostro solito modo, sia pressando che provando a sorprenderli. Purtroppo non avremo Veloso a causa di un affaticamento muscolare e anche Amrabat non è al 100% , ma abbiamo le soluzioni per sostituirli al meglio. Lazovic? Lo vedo lavorare bene sia in fase difensiva che in attacco, e poteva segnare anche un paio di gol. I ragazzi della Primavera? Porto spesso molti di loro in prima squadra e mi piace vederli crescere: ci sono diversi giocatori interessanti, li teniamo monitorati anche in ottica Serie A».

JURIC: «ALTRA BUONA PRESTAZIONE, UN PO’ DI SFORTUNA MA DOBBIAMO ESSERE PIÙ CONCRETI SOTTO PORTA»
19/OTTOBRE/2019 - 21:00
Napoli - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, Ivan Juric, rilasciate al termine di Napoli-Hellas Verona, 8a giornata della Serie A TIM 2019/20.

«Cosa provo ora? Sono contento della prestazione, un po' deluso per non aver raccolto punti. Se rimprovero qualcosa? Non posso rimproverare nulla ai ragazzi. Il Napoli ha sfruttato le occasioni che ha avuto per fare gol. Il rammarico c'è per non aver fatto gol nonostante le occasioni create. I gol mancati? Dobbiamo migliorare in questo, dobbiamo essere più cinici in attacco, soprattutto contro queste grandi squadre. Le occasioni create? Abbiamo avuto un po’ di sfortuna, complice anche le grandi parate di Meret. I nostri attaccanti devono essere più sicuri di se stessi perchè i mezzi li hanno».

JURIC: «NAPOLI FUORI PORTATA? NO, TUTTO È POSSIBILE, MA DOVREMO FARE UNA GRANDE PARTITA»
17/OTTOBRE/2019 - 15:15

Peschiera - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Ivan Juric, rilasciate alla vigilia di Napoli-Hellas Verona, 8a giornata della Serie A TIM 2019/20.

«La condizione della squadra? I ragazzi che non erano impegnati nelle Nazionali hanno lavorato bene. Altri come Amrabat, Danzi e Adjapong invece sono da valutare. Se sarà possibile fare una buona prestazione? Ogni partita è possibile, noi dovremo dare il 100%, fare una grande partita. Nella partita dovremo avere entusiasmo e stimoli giusti. Di Carmine? Ha fatto una buona settimana allenandosi con la squadra. Qualche differenza rispetto alla partita con la Juve? Il Napoli è molto forte in attacco, prepariamo ogni match allo stesso modo. La nostra fase difensiva? Stiamo lavorando bene e subendo pochi gol. L’entusiasmo dei tifosi? Fa molto piacere, noi puntiamo a fare bene ogni domenica. Salcedo? È una possibile opzione, dovrò valutarlo fino all'ultimo istante. Le condizioni di Tutino? Sta crescendo come molti altri giocatori. Stepinski? È un ragazzo che sta migliorando, allenamento dopo allenamento. Giocherà chi sta meglio. Le condizioni di Bessa e Badu? Sono lontani dal rientrare in gruppo. Bocchetti? Ha fatto molto bene in queste due settimane. Le caratteristiche di Wesley? È un esterno, un ‘quinto’. Ha una grande tecnica nel giocare sia a destra che a sinistra: sta migliorando molto. Come si affronta il Napoli? Non è facile per nessuno. Sono forti suli calci piazzati, bisogna stare attenti in ogni occasione. Il Napoli arriva dopo la vittoria con la Samp? È stata una vittoria importante. Ora inizia un nuovo ciclo con altre partite importanti. La nostra motivazione? È sempre forte, dagli allenamenti alle partite. Se c'è un titolare inamovibile? In questo momento tanti giocatori stanno giocando bene: ho molte soluzioni. Pazzini? Mi spiace per il suo infortunio. In alcune partite ci può aiutare con i suoi movimenti offensivi, il suo senso del gol. Verona? È una bella città, vivo molto bene qui e sono contento. I tifosi sono molto calorosi, ma anche rispettosi. A Verona sto bene: mi piace vivere qui».

FONTE: HellasVerona.it


I primi 100 giorni di Juric sulla panchina dell’Hellas Verona. Il 10 giugno la cena decisiva a Milano con Setti e D’Amico
ottobre 9, 2019

In poco tempo l’allenatore dell’Hellas Verona, Ivan Juric, ha fatto ricredere i più. Per non dire tutti. Dal 2 luglio, giorno della presentazione dell’ex Genoa, sono passati 100 giorni. E da allora, la squadra gialloblù di giorno in giorno è cresciuta riuscendo a far divertire il pubblico gialloblù ed a racimolare già 9 punti nelle prime sette giornate. Un bottino di tutto rispetto per una neopromossa. Un matrimonio sancito a Milano, tra il presidente Setti, il ds D’Amico e l’attuale allenatore scaligero, lo scorso 10 giugno. Sondaggi ce ne erano già stati anche prima ma da quella data, il n.1 del club gialloblù spazzò via ogni dubbio e decise di affidare la panchina dell’Hellas Verona 2019/20 a Ivan Juric.

FONTE: HellasLive.it


JURIC: «VOLEVAMO VINCERE A TUTTI I COSTI: KUMBULLA UN TALENTO, MA CHE PARTITA STEPINSKI!»
05/OTTOBRE/2019 - 20:50
Verona - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, Ivan Juric, rilasciate alla vigilia di Hellas Verona-Sampdoria, 7a giornata della Serie A TIM 2019/20.

«Cosa mi ha soddisfatto di più questa sera? La squadra ha fatto una partita importante in tutti i sensi: precisa nel pressing e granitica quando si è difesa. Era importante fare i 3 punti perché altrimenti sarebbe stata solo l’ennesima buona prestazione, e quella non ci bastava più. Cosa mi ha colpito di Kumbulla? Quando facevamo le partitine in allenamento l’attaccante avversario non faceva mai gol: quello per me è stato un segnale di quanto poteva far bene. È un ragazzo molto serio e io ho provato a inserirlo. Poi lui ha testa e grande applicazione: impara sempre tanto, giorno dopo giorno. È veloce, forte fisicamente e ‘legge’ bene le situazioni di gioco: devo dire che fino ad ora ha fatto molto bene. L’identità che sono riuscito a dare al Verona? Con i 5 dietro e i 2 in mezzo abbiamo trovato la quadratura giusta. Veloso e Amrabat iniziano a conoscersi bene e come coppia si completano alla grande: l’uno è più aggressivo, l’altro più riflessivo. In attacco scelgo chi far giocare in base a chi vedo più brillante durante la settimana, in difesa invece ho più certezze ma anche alternative importanti. Quanto mi aiuta il mio ‘Vice’ Matteo Paro? Lui è molto sereno e ragiona con calma, vede le cose che magari io non riesco a vedere in un determinato momento. Per questo motivo parliamo tanto, lui riesce a rimanere lucido e concentrato durante il match. Penso che stiamo lavorando bene. Stepinski? Ha un atteggiamento straordinario per come lavora, ho visto pochi attaccanti cercare di migliorarsi costantemente: rimane ore e ore ad allenarsi e io sono convinto che quando fai così poi arrivano i risultati. Oggi ha fatto bene e sono sicuro che farà ancora meglio perché ha una determinazione pazzesca».

JURIC: «LA CLASSIFICA DELLA SAMP È BUGIARDA, MA SONO FIDUCIOSO SE CONTINUEREMO A GIOCARE CON QUESTO SPIRITO»
04/OTTOBRE/2019 - 16:20
Peschiera - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Ivan Juric, rilasciate alla vigilia di Hellas Verona-Sampdoria, 7a giornata della Serie A TIM 2019/20.

«Derby personale per me contro la Samp? Per me si tratta solo di Verona-Sampdoria. Sarà una partita molto difficile per tanti motivi, stanno passando un momento negativo, ma la loro classifica non racconta la verità. Poi per noi sono tutte sfide difficili, dobbiamo affrontare ogni avversario con la giusta mentalità e determinazione, muovendo bene la palla e attaccando con intensità. La partita a Cagliari? Punto importante, soprattutto moralmente perché abbiamo giocato con una squadra lanciata e forte. Come sta il Verona? Stiamo bene, qualcuno risente di un po’ di fatica, soprattutto i nazionali, ma stiamo bene. Verre e Di Carmine? Di Carmine non ha recuperato: lamenta un risentimento al gluteo rimediato contestualmente alla contusione alla testa nella partita di Torino. Verre è a disposizione come gli altri. Sta lavorando bene, si crea tante occasioni e questo è positivo, forse deve avere qualche pausa in meno, perché in serie A non te le puoi permettere.

Amrabat e Veloso coppia che funziona? Stanno facendo molto bene entrambi. Amrabat è fisicamente devastante, mentre Veloso è più tecnico, ma stanno facendo alla grande entrambe le fasi. Che Verona sarà? Non voglio sbilanciarmi, lo tengo per me. Kumbulla? Decido sempre di schierare chi sta meglio: non guardo età o altro. Lavorare sulla finalizzazione? Tante volte siamo stati sfortunati, il palo per me è per definizione sfortuna. Ma forse contro il Cagliari qualcosa in più potevamo fare, magari mettendoci maggiore convinzione. Stepinsky? L’atteggiamento è quello giusto. Fa il lavoro che deve fare, quello della punta centrale. Sono contento del suo atteggiamento e sono convinto che crescerà ancora. Ma in generale tutti devono migliorare attraverso il lavoro, perché è difficile trovare profili già pronti per la serie A, a maggior ragione se sei un squadra che si deve salvare. Ma vedo in tutti i margini di miglioramento, e questo è positivo. Noi abbiamo una squadra che ha pregi e difetti, e quindi non bisogna andare troppo pesanti con i giudizi e nemmeno pretendere sempre prestazioni perfette, perché non è facile.

Squadra che lavora tantissimo? Non credo che passiamo troppo tempo sul campo. Lavoriamo con tanta intensità, quello sì, per essere sempre presenti durante tutta la gara. Cambiare modulo per segnare di più? Cambiare non è un problema. Cambia poco giocare con una o due punte o con uno o due trequartisti. Salcedo per esempio è entrato bene. Lui è diverso da Kumbulla, gioca con la testa più leggera: è un attaccante ma può fare anche il trequartista. Non so dove sia meglio utilizzarlo, io voglio che sia libero. Si vede che il ragazzo ha l’istinto del calciatore, con lui servono poche parole».

FONTE: HellasVerona.it


SERIE A
A Verona per ripetere il miracolo Crotone: Juric punta al riscatto
29.09.2019 21:12 di Michele Pavese Twitter: @7mp84
Come spesso accade, i giudizi espressi in estate vengono ribaltati nell'arco di poche settimane. Lecce ed Hellas Verona sembravano spacciate ancor prima di cominciare la stagione, ma nelle prime giornate di campionato hanno espresso un calcio piacevole, mostrando di avere le qualità e le motivazioni giuste per raggiungere l'obiettivo della salvezza. L'Hellas, in particolare, è ripartito da Ivan Juric, un tecnico che finora non ha raccolto molte soddisfazioni in Serie A: il Genoa di Preziosi non è il club migliore per progettare e costruire un progetto solido e duraturo, e il croato lo ha capito a proprie spese: esonerato e richiamato diverse volte, ha perso un po' di quella reputazione che si era meritato soprattutto a Crotone, cogliendo una storica promozione.

L'occasione Verona - Dopo la turbolenta esperienza ligure, Juric si è rimesso in gioco accettando la sfida dell'Hellas. Una squadra giovane e ambiziosa, una piazza storica che non trova pace da diversi anni. L'inizio della nuova avventura è sicuramente positivo, considerando anche le avversarie riservate dal calendario: sei punti in sei partite sono un buon bottino, in attesa di sfide più morbide. E anche sul piano del gioco si sono viste tante cose interessanti. In Calabria, l'ex centrocampista ha compiuto un vero e proprio miracolo; chissà che non riesca a ripetersi in terra veneta

SERIE A
Cagliari-Hellas, i voti ai tecnici: Maran rischia poco, Juric sorprende
29.09.2019 20:27 di Michele Pavese Twitter: @7mp84
... L'1-1 maturato alla Sardegna Arena contro l'Hellas Verona, però, è un risultato meritato, figlio di una sfida molto equilibrata e ben interpretata da entrambe le squadre, che hanno provato a superarsi fino al 90'. Gli scaligeri tornano a casa con un punto prezioso e con la certezza di essere sulla strada giusta.

Rolando Maran 6 - Dopo un ottimo primo tempo, il suo Cagliari accusa un po' di stanchezza e soffre il ritorno degli avversari...

Ivan Juric 6,5 - Un'altra prestazione gagliarda dei suoi ragazzi, che convincono soprattutto nella ripresa dopo aver sofferto un po' nella prima frazione. Azzeccata la mossa Salcedo: l'attaccante, che compirà 18 anni il primo ottobre, entra subito nel vivo della partita e mette in apprensione una retroguardia che fino a quel momento aveva rischiato pochissimo. Il finale in crescendo è sintomo di una buona condizione fisica: l'Hellas sta bene e conferma i progressi ammirati nelle ultime settimane.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


JURIC: «MI TENGO STRETTO IL PUNTO. QUI NON È FACILE: PRIMO TEMPO CONTRATTI, MA GRANDE SECONDO TEMPO!»
29/SETTEMBRE/2019 - 20:50
Cagliari- Le principali dichiarazioni del mister dell'Hellas Verona, Ivan Juric, rilasciate al termine di Cagliari-Hellas Verona, 6a giornata di Serie A TIM.

«Un gran Verona nel secondo tempo? All’inizio abbiamo subito la terza partita in pochi giorni, sembravamo meno tosti del solito , ma dopo il gol subìto la squadra ha reagito e ha creato tre palle-gol nitide davanti alla porta. Nella ripresa abbiamo continuato così, concedendo qualche contropiede. Anche il Cagliari ha avuto qualche opportunità e alla fine mi sembra sia stato un pareggio giusto. La sfida tra i due centrocampi e le scelte di Juric? Sono molto contento per Amrabat e Veloso perché hanno giocato contro avversari di grandissimo valore come Nandez e Rog. Su Kumbulla è stata una scelta tecnica, ma non di demerito. Nell’ultima gara mi è piaciuto molto Dawidowicz: gli volevo dare fiducia. Di Carmine invece non ha recuperato dalla contusione alla testa, anche se pensavamo ce la facesse. Ha subìto anche un colpo alla schiena: lo valuteremo in settimana. Cosa manca per avere più incisività negli ultimi metri? Ci sono state certe situazioni dove dovevamo fare gol, come quella di Zaccagni non sfruttata. Su questo dobbiamo lavorare. Sono giocatori che hanno le giuste qualità, ma dobbiamo insistere per imparare anche a essere più cinici e concreti. Se sono arrabbiato per non aver vinto? Non c’è rabbia: sono consapevole delle caratteristiche della mia squadra e dopo gare come questa sono soddisfatto. Dispiace solo perché spesso sfioriamo la vittoria, ma la squadra gioca bene e miglioreremo ancora. Le prestazioni di Verre, Zaccagni e Salcedo? Stravedo per Verre perché ha grandissime doti tecniche, deve crescere tanto, lavora come si deve e sta pagando un po’ per questo. Zaccagni ha fatto di nuovo bene con cose giuste, ma credo debba essere un po’ più cattivo davanti alla porta perché ha sbagliato qualche occasione di troppo: rimane comunque una prestazione positiva. Tutti e tre i cambi oggi sono stati incisivi: sia Pessina che Pazzini e Salcedo. Eddie non ha ancora diciotto anni, ma oggi ha fatto tre-quattro cose davvero molto belle».

JURIC: «CONTINUIAMO AD ANDARE AL MASSIMO, I PUNTI ARRIVERANNO. CAGLIARI? CE LA GIOCHIAMO...»
27/SETTEMBRE/2019 - 15:30
Peschiera - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Ivan Juric, rilasciate in vista di Cagliari-Hellas Verona, 6a giornata della Serie A TIM 2019/20.

«Campionato? Un po' dispiace aver raccolto meno di quanto meritato, ma le sensazioni sono positive e l'idea è quella che, continuando così, i punti mancanti arriveranno presto. Pali e traverse? Un po' di sfortuna c'è, ma resta il fatto che noi dobbiamo continuare a migliorare come gruppo, diventare più lucidi e accumulare esperienza nei giocatori più giovani. Udinese? Loro avevano impostato la gara per partire forte, per questo il nostro approccio iniziale è stato prudente, mentre nel secondo tempo abbiamo aperto qualche spazio in più e i ragazzi sono stati fantastici nel concedere comunque poco. Questa è una squadra che ha bisogno sempre di essere al 100% per essere competitiva. Cagliari? Squadra di qualità, sanno anche vincere soffrendo. Noi affrontiamo tutti a viso aperto, sono convinto che se stiamo bene possiamo giocarcela con tutti, Cagliari compreso. Pazzini? Lo utilizzerò ogni volta che saprò che potrà essere utile, come a Torino contro la Juventus: lui si allena bene. Di Carmine? Non ha recuperato al meglio, la sua situazione è in divenire ma non penso sarà pronto per Cagliari. Stepinski? Ha delle caratteristiche precise e so quello che può darci, con l'Udinese ha allungato bene la squadra e si è inserito alla grande. Verre, Dawidowicz e Rrahmani? Contento di loro e di tutta la squadra, ma c'è margine di miglioramento».

JURIC: «MERITAVAMO DI VINCERE. GRAN SECONDO TEMPO, CON TANTE PALLE-GOL, E NEL PRIMO C’ERA UN RIGORE...»
24/SETTEMBRE/2019 - 21:30
Verona - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, Ivan Juric, rilasciate al termine di Hellas Verona-Udinese, 5a giornata di Serie A TIM 2019/20.

«Il pareggio con l’Udinese? Meritavamo la vittoria, nel secondo tempo abbiamo giocato ad una porta. Penso ci fosse anche un rigore netto nel primo tempo. Comunque la squadra ha fatto di tutto per vincere e ha creato tantissime occasioni. Nella prima frazione siamo stati un po’ più prudenti, mentre nel secondo tempo abbiamo dato più ritmo e portato più pressing. Se sono soddisfatto di questo inizio di campionato? Stiamo giocando delle gare veramente buone: abbiamo raccolto meno di quanto meritassimo e ci è mancato anche un pizzico di fortuna, considerati i tanti pali colpiti. Gli attaccanti possono far meglio? Ripeto: nel secondo tempo abbiamo creato numerose palle-gol. Se crei così tanto, ma il portiere fa i miracoli o manchi di un soffio la porta, vuol dire che l’attacco c’è e sta bene. Tutte le cosiddette ‘piccole’ che scendono in campo spavalde? Si vede che ci siamo stufati di stare sempre coperti e aspettare, perché abbiamo capito che così facendo il gol lo subiamo comunque. Noi come squadra andiamo sempre forte: pressiamo, giochiamo, muoviamo la palla e attacchiamo gli spazi. Poi magari troviamo avversari più rapidi e bravi, ma fino ad ora abbiamo retto tutti i confronti. Vogliamo giocare in questo modo. Perché un Verona che gioca un calcio tanto offensivo? Io mi diverto così. Nel primo tempo volevo essere più prudente e non mi sono divertito. Nel secondo mi sono invece divertito da matti: abbiamo stradominato, rubato palloni e attaccato con tanti giocatori, sfiorando più volte il gol. Anche il pubblico penso si sia divertito».

JURIC: «ALTRA GRANDE PROVA MA FRA MILAN E JUVE CI MANCANO ALMENO DUE PUNTI»
21/SETTEMBRE/2019 - 21:30
Torino - Le principali dichiarazioni del mister dell'Hellas Verona, Ivan Juric, rilasciate al termine di Juventus-Hellas Verona, 4a giornata di Serie A TIM.

«Il Verona ha giocato a viso aperto con la Juve? Noi volevamo fare una partita come questa, sapendo che non potevamo difenderci bassi perché altrimenti prima o poi avremmo preso il gol. Siamo riusciti in quasi tutto quello che avevamo preparato e penso che la sconfitta di oggi sia immeritata: la squadra ha creato più della Juventus e ha dominato la gara per lunghi tratti. Due ottime prestazioni ma zero punti? Avremmo meritato almeno, e dico almeno, il pareggio sia oggi che contro il Milan: abbiamo preso tanti pali e so che i miei giocatori, oltre a molte cose buone, hanno anche commesso qualche ingenuità. Dobbiamo lavorare su questo. Le prestazioni però sono state ottime: solo a lungo andare capiremo se manca più concretezza. Non adesso. Perché per ora è stata solo questione di centimetri: quelli che hanno fatto la differenza in negativo fra pali colpiti e gol mancati di un soffio».

JURIC: «JUVE SENZA PUNTI DEBOLI. NOI PERÒ IN CAMPO CON LA TESTA LIBERA E SENZA PAURA»
20/SETTEMBRE/2019 - 12:25
Peschiera - Le principali dichiarazioni dell' allenatore dell'Hellas Verona, Ivan Juric, rilasciate in occasione della conferenza stampa prepartita di Juventus-Hellas Verona.

«Se è possibile fare punti a Torino? Bisogna giocare come al solito, con la testa libera e con coraggio, ma non possiamo pensare di fare punti difendendoci tutta la partita. Partita fuori dalla nostra portata? Loro hanno giocatori veramente forti, soprattutto quando cambiano passo, ma non credo sia impossibile fare risultato: sicuramente non dobbiamo sentirci già sconfitti. Tre partite in nove giorni? Contro le altre squadre affronteremo altri tipi di problemi, ora penso alla Juve e giocherà chi sta meglio. La stessa cosa varrà anche nei prossimi impegni. Di Carmine? Giocherà lui perché, come ho già detto, ha tutte le qualità per farsi valere anche in serie A: si sta allenando bene ed è entrato con la carica giusta contro il Milan. Come è cambiata la Juve da Allegri a Sarri? È una considerazione che prima di giocarci contro non posso fare, anche se a Madrid non ho ancora visto la Juve di Sarri, se non in fase difensiva con una linea a quattro diversa rispetto alla precedente gestione. La Juve a Madrid ha disputato una partita eccellente, ma l'Atletico sulle palle inattive è fortissimo, si sa. Noi prepariamo sempre qualcosa sulla base di come difende l'avversario, lavoriamo sugli spazi dove si può attaccare. Cosa servirà per provare a fare risultato? Io sono contento della squadra che ho, tanti possono fare bene e dimostrare di poter stare in serie A. Il rapporto tra squadra e pubblico? Entrambi si tarscinano: è una bella cosa, mi piace. L'anno scorso i playoff sono stati di aiuto per tutti e due le componenti, nelle prestazioni in campo e nell'entusiasmo generale. Alcune volte si sottovaluta questo aspetto, perché quando giochi e ti senti apprezzato dai tuoi tifosi dai sempre quel qualcosina in più. Subiamo pochi gol? Non parliamone... So che la squadra sta lavorando bene, specie quando giochiamo undici contro undici e andiamo a pressare nella metà campo avversaria, ma anche quando ci siamo difesi in inferiorità numerica. Circa mille tifosi all'Allianz? Ripeto, sono contento del clima e di quanto la squadra è apprezzata, so che arriveranno anche momenti di difficoltà perché dobbiamo salvarci, ma è bello sapere che siamo tutti consapevoli che questo è il nostro obiettivo. Le fatiche della Juve per la Champions? Loro faranno qualche cambio, ma hanno tutte prime scelte e non saranno condizionati da questo aspetto».

FONTE: HellasVerona.it


NEWS
Seric: “Fidatevi di Juric. Amrabat migliorerà ancora”
di RedazioneSettembre 20, 2019 - 10:00

L’ex difensore gialloblù ha parlato dell’esperienza del suo connazionale sulla panchina dell’Hellas e del suo rapporto con lui
Tony Seric, agente e perfetto intermediario fra Verona e Bruges nell’operazione Amrabat, oltre ad aver militato all’Hellas per tre anni fino alla retrocessione del 2002, ha parlato a L’Arena del suo grande rapporto con l’allenatore gialloblù Ivan Juric:
“Conobbi un ragazzo autentico, vero in un mondo sempre più di gente finta. Non gli importava essere come gli altri, gli interessava solo essere se stesso.

SCUOLA HAJDUK. “Di sacrificio, di disciplina, di regole. Come per tutti. Quando gli allenatori di settore giovanile erano veri maestri, quelli che non si dimenticano per tutta la vita”.

JURIC GIOCATORE. “Ivan non s’è mai dato arie. Diceva di essere un giocatore di sistema. Riduttivo direi, perché un mancino ha sempre qualcosa in più degli altri. La sua grande umiltà l’ha aiutato ma lo ha anche frenato. Tendeva a sottovalutarsi. Eppure è stato al Siviglia, eppure con Modric e Rakitic nel centrocampo della Croazia lui ci ha giocato. Tenete conto che allora, prima della legge Bosman, gli stranieri tesserabili erano soltanto tre. Uscire era difficile, invece lui in Spagna ci andò e ci rimase pure a lungo“.

JURIC FUORI DAL CAMPO. “Vede calcio ovunque. Ventiquattro ore su ventiquattro. Quand’era fermo ha girato l’Europa a veder partite. Non s’è mai fermato. Pretende intensità anche da se stesso, pure nella vita di tutti i giorni. La voglia di migliorarsi è nel dna. Ed è ancora fortissima. Sarà perché nella vita nessuno gli ha mai regalato nulla”.

PREGI. “Aver dato in fretta un’identità a una rosa quasi del tutto nuova. Se io vedessi da lontano il Verona, senza poter riconoscere i giocatori, mi renderei conto subito che quella è una squadra di Juric. Così com’è facile capire Sarri o Ancelotti. Lui è perfetto per la piazza. Il tifoso dell’Hellas non è scemo, sa che senza campioni bisogna far dell’altro per vincere le partite. Se non hai il miglior Giuseppe Rossi o Balotelli devi arrangiarti con la lotta”.

DIFETTI. “Domanda pericolosa. Oggi è facile trasformare un pregio in una lacuna. Ognuno vuole la sua verità, a costo di cambiare le carte in tavola. Se dire in faccia tutto quel che si pensa è qualcosa di negativo allora Juric ha questo difetto”.

RENDIMENTO. “Non ce la farà solo se continuerà a giocare in dieci, altrimenti sì. Nel calcio di oggi ci sono pochi giocatori con qualità tecniche, più facile trovarne con buone doti fisiche. Il punto è questo. Ai miei tempi c’era molto più talento, non avevi bisogno di tirare la corda al massimo. Adesso è un passo necessario, anche per i top club europei. Negli ultimi quindici anni è cambiato tutto”.

DIFFICOLTA’ AL GENOA. “Come tutti gli altri allenatori. Lui almeno s’è guadagnato tutto col sudore della fronte. Non è facile imporsi in Italia da straniero. L’hanno esonerato, ma l’hanno anche richiamato”.

FASE OFFENSIVA. “Juric sa come attaccare. Cerca la profondità il più velocemente possibile ma questo non significa essere sbrigativi. Vuol dire esser pratici. Non è un difensivista, lui è il 3-4-3. Sempre. Nel Verona non ci sono due ali ma due trequartisti che stanno dentro al campo. Cambia poco”.

PAZZINI. “Non entro nel merito. Nessuno però, soprattutto un allenatore, fa una scelta che possa danneggiare la squadra. E se Juric ha detto che adesso non è al massimo bisogna credergli, pur avendo io sempre apprezzato Pazzini”.

AMRABAT. “E non è ancora al meglio, ve l’assicuro. Al Bruges c’era una situazione particolare, in Italia sarà tutto diverso. E lui in Serie A vuole rimanerci a lungo. Amrabat è l’ideale per Juric, uno che sa adattarsi a molte situazioni e rendere sempre al massimo. Sapevo che avrebbe fatto bene. Migliorerà ancora”.

JUVENTUS. “Sarà difficile, conosciamo tutti il valore della Juve. In più con l’Atletico Madrid ha giocato molto bene. Non si sa mai, il divario è alto ma l’energia del Verona è tanta. Dato da non sottovalutare”.

UDINESE. “In più nel mio Bentegodi. Non me la perderei per niente al mondo. Juric e Tudor sono grandissimi amici, vanno in vacanza insieme, conoscono tutto uno dell’altro. Non sarà semplice ma sia il Verona che l’Udinese possono salvarsi. Fidatevi di Juric”.

FONTE: Hellas1903.it


Setti: “Juric soddisfatto del calciomercato, merito anche di D’Amico”
settembre 20, 2019

“Rimpianti nell’ultimo calciomercato? Per fortuna no. Mi ricordo le parole che mi ha detto Juric, è rimasto soddisfatto. Merito anche del ds D’Amico che dopo aver costruito la squadra che ho ottenuto la promozione è stato in grado recepire tutto il buono che il mercato poteva offrire. L’unico rimpianto è non essere riusciti a far capire a chi è rimasto fuori lista che le offerte ricevute andavano accettate – ha dichiarato Maurizio Setti a La Gazzetta dello Sport – Che Serie A ho ritrovato? Penso sia la stagione più difficile sul campo. In Lega non vedo cambiamenti. Io dico a malincuore. Ritrovo individualismo. Che modiche farei? Contratti declinati in caso di A, B e C per tutti i giocatori, anche nei top club. E poi tornerei a una Lega di A e B unite. Favorevole al Var? Sì. Al salary cap? Sì. Alle squadre B? Indifferente".

FONTE: HellasLive.it


JURIC: «MERITAVAMO DI PIÙ. C’È RAMMARICO, MA CHE PRESTAZIONE I MIEI RAGAZZI!»
15/SETTEMBRE/2019 - 23:44
Verona - Le principali dichiarazioni del mister dell'Hellas Verona, Ivan Juric, rilasciate al termine di Hellas Verona-Milan, 3a giornata della Serie A TIM 2019/20.

«È innegabile che il risultato non ci renda merito. Abbiamo creato più del Milan, colpito un palo. Abbiamo fatto una bella prestazione. L’espulsione di Stepinski? Non commento. Di cosa sono soddisfatto? Penso che siamo una squadra tosta e che sa stare in campo. Ma anche che gioca bene a calcio. Dobbiamo continuare su questa strada e affrontare ogni partita con la testa libera, senza pensare troppo e dando sempre il massimo. Squadra che sta bene fisicamente? Sono contento: undici contro undici abbiamo messo in difficoltà il Milan con palleggio e buoni ritmi. Poi, in 10, ci siamo difesi benissimo. Chiaro che c’è rammarico, perché seppur “piccolo’ hai dimostrato di tenere testa ad una ‘grande’ e hai fatto una partita vera, verissima: hai giocato a viso aperto e pressato alto. Dispiace non aver fatto almeno un punto: lo meritavamo. Ci siamo dimostrati una squadra intelligente: non ci siamo mai allungati e abbiamo provato sino alla fine a fare risultato. Pubblico entusiasta nonostante la sconfitta? Mi fa piacere: i ragazzi sono stati apprezzati. Quando il pubblico è dalla nostra parte è meglio per tutti. Se ho chiesto spiegazioni all’arbitro per i due episodi dubbi? Non ho chiesto niente. Verre? Ha fatto molto bene, ma può fare ancora meglio. Perdere Stepinski appena arrivato per squalifica? Dispiace, è arrivato con tanta voglia, ma ci sono altri attaccanti che possono sostituirlo bene. Male il Milan? Merito della mia squadra, loro sono forti».

JURIC: «IL MILAN È UNA BIG MA SONO FIDUCIOSO: PUNTIAMO ANCHE SUL FATTORE BENTEGODI»
14/SETTEMBRE/2019 - 16:30
Peschiera - Le principali dichiarazioni dell'allenatore dell'Hellas Verona, Ivan Juric, rilasciate in occasione della conferenza stampa prepartita di Hellas Verona - Milan.

«La preparazione della partita? Abbiamo lavorato bene durante gli allenamenti nonostante l'assenza dei nazionali. Siamo molto fiduciosi e puntiamo a fare una buona prestazione. Feeling con la squadra? Lavoriamo duramente giorno per giorno, sono molto contento. C'è grande impegno. Come mettere in difficoltà il Milan? Dovremo avere la testa libera e dare il massimo. Stepinski? Sta bene fisicamente e lavora duramente. Ha voluto fortemente l'Hellas. Cosa possono aspettarsi i tifosi gialloblù? Massimo impegno e determinazione. Certamente vogliamo migliorarci ancora rispetto alle prime due partite: il Milan è una squadra molto forte ma dobbiamo anzitutto credere in noi stessi. Fattore Bentegodi? Vogliamo positività e tanto calore da parte del nostro pubblico, e anche questa volta sono certo non mancherà. Stepinski punta centrale? E' un attaccante molto duttile: può giocare in coppia come punta unica. Giampaolo mi ha fatto i complimenti? Fa sempre piacere e tra di noi c'è profondo rispetto e stima. La chiave per domenica? L'obiettivo è preparare varie alternative per mettere in difficoltà il Milan puntando sulla fase difensiva e sulle ripartenze. Pessina titolare? Dobbiamo ancora valutare la sua condizione, ma è una delle opzioni. Di Carmine recuperato? Ha lavorato bene durante la settimana: è un giocatore per noi importante».

FONTE: HellasVerona.it


L'INDAGINE DELLA GAZZETTA DELLO SPORT
Juric tra gli allenatori meno pagati della A
11/09/2019 12:00
Continua l'analisi della Gazzetta dello Sport sugli stipendi della Serie A. Dopo aver analizzato i salari dei giocatori, la "Rosea" ha fatto i conti in tasca agli allenatori della massima serie.

Ivan Juric, insieme a Corini del Brescia, risulta l'allenatore meno pagato con 600 mila l'euro l'anno. In realtà sulla carta il meno ricco è Igor Tudor dell'Udinese (con 500 mila) ma l'ex Juventus ha dei bonus consistenti che faranno lievitare l'ingaggio.

I più ricchi? Conte dell'Inter (11 milioni), seguito da Sarri della Juventus (5,5) e Ancelotti del Napoli (5).

FONTE: TGGialloBlu.it


JURIC: «RAGAZZI FANTASTICI, SIAMO UNA SQUADRA TOSTA. FELICI DI ESSERE PARTITI COSÌ»
01/SETTEMBRE/2019 - 23:30
Lecce - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Ivan Juric, rilasciate al termine di Lecce-Hellas Verona, 2a giornata della Serie A TIM 2019/20.

«Vincere? Serve sempre, il primo tempo è stato splendido con tante palle gol, meritavamo di segnare due-tre gol e dovevamo riuscire a segnare, poi ci siamo riusciti nel secondo tempo e penso che il risultato sia giusto. La avevamo preparata così, aggressiva, provando ad andare a prenderli alti e su questo abbiamo sorpreso il Lecce in avvio. Nel secondo tempo ci siamo chiusi per ripartire bene, oggi voglio dare i giusti meriti ai ragazzi, l'unico rammarico è non aver fatto altrettanti gol rispetto a quanto abbiamo creato. Il secondo tempo? Abbiamo tanti nuovi arrivati e alcuni elementi non ancora al top della condizione, quindi il calo ci stava ma abbiamo tenuto botta alla grande. Il nostro obiettivo, ripeto, è chiarissimo e proprio per questo può essere una bella stagione cercando di raggiungerlo. Milan? Siamo contenti di essere partiti così, ora arrivano appunto Milan e Juve e dovremo essere tosti come in queste due partite nonostante la maggiore difficoltà degli avversari».

JURIC: «A LECCE UN VERONA CORAGGIOSO, CON L'AMBIZIONE DI PROVARE A VINCERE»
30/AGOSTO/2019 - 16:30
Peschiera - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Ivan Juric, rilasciate alla vigilia della partenza per la trasferta di Lecce.

«Lecce? Dobbiamo essere coraggiosi, con lo spirito giusto e l'ambizione di giocare per vincere. Liverani ha fatto un grande lavoro, hanno un gioco sviluppato nel corso degli anni, e questo è il loro punto di forza, come hanno dimostrato anche contro l'Inter dove nonostante il risultato hanno fatto la loro partita. Come l'ultima, è una gara che vale molto perché contro una diretta concorrente. Il nostro obiettivo è chiarissimo, ovvero la salvezza e tutto sarà pensato in quest'ottica. Ogni gara deve essere affrontata tenendolo presente, fermo restando che abbiamo le caratteristiche per fare un bel calcio aggressivo, su questo abbiamo lavorato costruendo la squadra. Bologna? Abbiamo difeso con ordine e senso del sacrificio, il pubblico ha apprezzato il fatto che i ragazzi abbiano dato tutto. E anche per loro è importante questa vicinanza. La squadra fino all'espulsione mi era piaciuta molto, avevamo fatto anche qualcosa in più dei rossoblù, dopo il gol abbiamo dovuto difenderci e lo abbiamo fatto bene. Mercato? Gli ultimi arrivati, Pessina e Amrabat, sono in grande condizione e gli servirà solo entrare negli schemi della squadra, ma sono pronti. Sappiamo quello di cui abbiamo bisogno, cioè un attaccante forte e la società sta lavorando in questo senso».

FONTE: HellasVerona.it


26 AGO 2019
C’E’ UN ALLENATORE
C’è un allenatore. E’ questa la notizia di Verona-Bologna. Perchè il pareggio è tutto merito di Ivan Juric che ha dato un senso ad una squadra senza qualità, in cui però ordine tattico, disciplina e carattere hanno fatto la differenza. C’era il rischio di sbracare, in dieci contro undici dopo la cavolata di Dawidowicz, il rigore e l’espulsione. Invece il Verona ha tenuto, ha trovato il pareggio con il piede di uno dei pochi che hanno serie A alle spalle, ha rischiato pochissimo, ha sofferto il giusto.

Juric parla di calcio, spiega: il perchè di una sostituzione, il perchè delle sue scelte. Il suo è un calcio muscolare, ma non solo, il Verona è ancora un abbozzo della sua idea. Troppi uomini fuori condizione, troppo poco il tempo per sistemare i meccanismi. Ma quello che è evidente è che c’è un’idea calcistica. In questa idea anche qualche buon giocatore: Amrabat è una sorpresa molto positiva, Rrahmani è stato solido, Silvestri una garanzia. Tutino si è sbattuto nonostante non fosse la sua partita. Lazovic deve crescere ancora moltissimo, Faraoni può fare molto meglio, Verre nè carne nè pesce, mentre Henderson ha finalmente trovato una sua dimensione e può diventare un giocatore importante.

Basterà per salvarsi? No, assolutamente no. Il Verona ha bisogno come l’aria di un attaccante che faccia la differenza e l’unico nome vero che può aiutarci è quello del giovane Simeone. A Firenze, s’è capito, non giocherà mai e non dovrebbe avere nè Barcellona nè Real Madrid che lo inseguono. A Verona troverebbe un allenatore che stravede per lui e una piazza che è pronta ad infiammarsi ai suoi gol. Dovrebbe pensarci pochissimo in realtà: Verona è la miglior soluzione che possa trovare. Arriveranno anche Pessina e Salcedo. Poi bisognerà vendere perchè la rosa è francamente troppo ampia e ci sono troppe situazioni che possono generare tensione. Bessa è un problema ma neanche eccessivo. E’ un buon giocatore che va riconsegnato alla causa. Se il 2 settembre sarà ancora qui, sarà semplice rimetterlo in rosa.

La serata con il Bologna, non esaltante, ci ha fatto capire tre cose: 1) il Verona non è spacciato. 2) il Verona non è spacciato perché questa volta, a differenza delle altre, ha trovato un allenatore capace. 3) Se il Verona si vuole salvare deve prendere Simeone.
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


JURIC: «RAGAZZI FANTASTICI, E SI PUÒ FARE ANCORA MEGLIO. FORZA SINISA!»
25/AGOSTO/2019 - 23:40
Verona - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Ivan Juric, rilasciate al termine di Hellas Verona-Bologna, 1a giornata della Serie A TIM 2019/20.

«Analisi? Non so come sarebbe andata in parità numerica, ma ero soddisfatto di come era iniziata la partita. In quei tredici minuti avevo sensazioni positive perché siamo partiti con il piglio giusto e anche con un buon pressing. Dopo l'espulsione in pochi avrebbero detto che saremmo riusciti a pareggiare, i ragazzi sono stati fantastici: hanno sfruttato il momento giusto e hanno lottato con uno spirito che mi è piaciuto molto. Il carattere che voleva dopo la Coppa? Se avessimo giocato così per 90' contro la Cremonese sarebbe stata un'altra cosa, ma in settimana abbiamo cercato di lavorare anche su questo aspetto: portare a casa il risultato e la squadra lo ha fatto bene. Cercando un passo avanti? Non tutti sono al meglio e qualche altro infortunato è fuori, nei prossimi giorni potrebbe arrivare qualcuno. Abbiamo dei margini di miglioramento, ma dipenderà soprattutto da noi e dal nostro lavoro. Kumbulla e Amrabat? Il primo deve crescere ancora molto, oggi ha fatto una bella partita. Amrabat lo conoscevo bene già da prima, è un giocatore che ci può dare tanto. Mihajlovic? È stato un grande gesto di coraggio da parte sua quello di dimostrare alla gente come affronta la sofferenza, gli do un grande abbraccio. Spero che vinca questa battaglia il più presto possibile»

JURIC: «BOLOGNA? POCHI PUNTI DEBOLI, MA DOVREMO ESSERE BRAVI A SFRUTTARLI»
24/AGOSTO/2019 - 18:30
Peschiera - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Ivan Juric, rilasciate alla vigilia di Hellas Verona-Bologna, 1a giornata della Serie A TIM 2019/20.

«I giocatori all'esordio? Punterò su chi ha assimilato meglio le nostre caratteristiche e chi le ha acquisite durante il lavoro di queste settimane, guardando però anche agli avversari. La squadra sarà vicina a quella proposta in Coppa Italia, con qualche cambio ma su quel concetto di gioco. I nuovi e Bessa saranno convocati? Daniel Bessa ha avuto un problema negli ultimi giorni e non ha potuto allenarsi, per questa ragione non sarà convocato, mentre Amrabat e Adjapong ci saranno: come loro anche Verre e Tutino lavorano da poco con noi e cercherò di inserirli al più presto. La carica del Bologna per Mihajlovic? È una situazione molto emotiva per tutti, non so quanto possa influire sulla prestazione ma l'importante è che lui esca da questa battaglia e il resto conta meno. Tupta o Pazzini? Sto valutando entrambi. Su Giampaolo vorrei dire che è un ragazzo splendido e un grande professionista, si impegna sempre al massimo, è il capitano, il più rappresentativo, quello che guadagna di più e il più amato. Io e lo staff però non lo vediamo in condizione ottimale per via dell'età e problemi fisici, adesso abbiamo fatto un programma speciale per provare a portarlo alla condizione necessaria per darci una mano. Se lui fosse in forma come prima, sarei un pazzo a non farlo giocare. Un'alternativa potrebbe essere anche Tutino. Kumbulla, Empereur, Dawidowicz: la difesa? Kumbulla è una delle opzioni che valuterò ancora oggi, ma ho dubbi anche sugli altri. Henderson? Ha lavorato bene e sta crescendo sotto tanti punti di vista, si allena sempre al meglio. Ora è arrviato anche Amrabat che ha caratteristiche più simili a Badu, ma ha fatto un solo allenamento con noi. Il Bologna? Mihajlovic ha dato una svolta a questa squadra, con grandi giocatori e grandi prestazioni: hanno tanti punti forti e pochi punti deboli, dovremo cercare di sfruttarli. Juric trasmette grinta e voglia? Noi dobbiamo cercare di arrivare un po' ovunque, a livello tecnico, di gioco, di combattimento o compattezza. Dobbiamo fare di tutto per arrivare al risultato e dobbiamo farlo sempre. Salcedo? È un attaccante giovane e talentuoso che verrà a darci una mano, ma se parliamo dell'attaccante che ci serve e vogliamo essere chiari non è quello. L'attaccante giusto? Un giocatore che ha fame di dimostrare tanto, che si possa calare nella nostra realtà senza la puzza sotto il naso e che, dall'altra parte, abbia anche le qualità giuste e qualcosa in più di ciò che già abbiamo. Ammonizioni anche per gli allenatori? Un tasto dolente per me, cercherò di stare calmo. Comunque con il Bologna sarò in panchina»

FONTE: HellasVerona.it


Juric: “All’Hellas Verona gente esperta in cerca di rivincite e giovani da Serie A. Ho fiducia: abbiamo fame”
agosto 23, 2019

“Alcuni giocatori sono alla ricerca della piena forma. Non siamo al top, ma ho fiducia: abbiamo grande fame. Ci sono giovani con mezzi per affermarsi, uomini d’esperienza messi da parte dai loro club precedenti che hanno voglia di dimostrare che chi non ha creduto in loro si è sbagliato. Alle mie squadre non chiedo solo corsa e aggressività, sarebbe limitativo. La mia mentalità vincente? Sono di Spalato. Noi siamo così: crediamo. Il più grande con cui ho giocato a fianco? Thiago Motta, più di Milito. Un artista vero, un campione capace di fare cose incredibili – ha dichiarato l’allenatore dell’Hellas Verona, Ivan Juric, a La Gazzetta dello Sport – Cosa rappresenta per me Gasperini? C’è un rapporto speciale, è un allenatore che mi ha trasmesso tanto, molto concreto. E pensare che l’ho incontrato a Crotone, in C, quando stavo per andarmene. Se non fossi rimasto, non ci sarebbe stato il resto. Una coincidenza fortunata. I giovani? Se vali, giochi. Prendete Kumbulla, qua a Verona. Ha la testa d la qualità per stare in A. Non è l’unico. Attenzione però: non mi piace la retorica per cui se non si mettono in campo i giovani si sbaglia. Anche loro devono darsi una svegliata. Mihajlovic? Vincerà, sono sicuro che ce la farà. Uno come lui non conosce la sconfitta. Lo abbraccio”.

FONTE: HellasLive.it


JURIC: «NEL PRIMO TEMPO IL VERONA CHE VOGLIO, NELLA RIPRESA CALO E POCA CATTIVERIA»
18/AGOSTO/2019 - 23:30
Verona - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Ivan Juric, rilasciate al termine di Hellas Verona-Cremonese, III Turno della Coppa Italia 2019/20.

«Nel primo tempo ho visto quello che volevo, potevamo chiuderlo con diversi gol di scarto e l'unico neo è proprio non averli fatti. Nel secondo tempo invece no, ci siamo abbassati, abbiamo perso aggressitività e ritmo, pur rischiando poco. Abbiamo poca esperienza in certe situazioni, certe partite vanno portate a casa e non si può prendere gol così all'ultimo minuto. Abbiamo raccolto quindi tante indicazioni, sia positive che negative. Si può migliorare molto, anche fisicamente, in molti elementi specie tra quelli che hanno iniziato da poco ad allenarsi con noi. Stiamo facendo un percorso e voglio che alziamo ancora il livello fisico in questa ulteriore settimana di lavoro verso il Bologna. Il calcio è così, quando le cose ti riescono devi essere bravo a capitalizzare e quando soffri devi essere tosto e portarla comunque a casa: serve un altro atteggiamento. Sono arrabbiato, accetto il calo fisico ma non accetto gli errori banali del secondo tempo».

JURIC: «STA NASCENDO UN GRUPPO CHE HA FAME, IN COPPA VOGLIO GIÀ VEDERE LO SPIRITO HELLAS»
16/AGOSTO/2019 - 18:00
Peschiera - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Ivan Juric, rilasciate in vista Hellas Verona-Cremonese, III Turno della Coppa Italia 2019/20.

«Cremonese? Squadra molto forte per la Serie B, ha una proprietà che investe molto e quindi non sarà affatto facile, ma noi vogliamo fare bella figura. È la prima partita ufficiale quindi ha decisamente la sua importanza, noi abbiamo tanti giocatori nuovi che dovranno adattarsi al più presto, ma tutti stanno lavorando bene. Non sarà tutto perfetto, però voglio vedere un’identità chiara nonostante gli errori che ci potranno essere e qualche tempistica di gioco sbagliata: conta lo spirito. A una settimana dal campionato? Comincio a vedere qualcosa, ma siamo lontani dal massimo che dovremo dare anche a livello di forma fisica. Penso che stiamo facendo cose interessanti, i nuovi arrivati sono di livello e mi incuriosiscono molto perché hanno fame e potranno fare bene. In generale abbiamo tanto entusiasmo e voglia di dare del nostro meglio, ci sono giocatori che devono dimostrare che qualcuno in passato si è sbagliato su di loro e altri che esordiranno in A, per cui la fame è tanta. Siamo pronti per giocarcela, anche in campionato tra poco più di una settimana. Cosa serve per salvarsi? Non è solo questione di corsa e 'botte', ma ci vuole mentalità, intensità, capacità di resistere nelle situazioni difficili. Lazovic, Gunter e Bocchetti? Hanno iniziato da poco tempo a lavorare allo stesso livello degli altri, dunque ci vorrà tempo perchè tutti arrivino alla stessa intensità. Badu? Una brutta botta per noi, in questo mese abbiamo conosciuto un ragazzo che sia a livello umano che di gioco poteva darci tantissimo. Ora starà fuori per un po', dobbiamo stargli vicino perché non è facile affrontare questi momenti. Per domenica al suo posto giocherà uno tra Henderson e Danzi. Mercato? Il Direttore sta lavorando al massimo, mentre io sono al 100% concentrato sulla partita».

FONTE: HellasVerona.it


VISTO DA NOI
05 agosto 2019 - 22:00
La dura legge di Juric
Il tecnico di Spalato chiede rinforzi. E lo fa senza usare mezze misure

di Matteo Fontana, @teofontana
hellasverona.it

A chi gli domandava se il Verona attuale sia competitivo per la salvezza, Ivan Juric ha risposto con una tagliente secchezza: “No”.

L’Hellas necessita di rinforzi, e questo è palese. Nelle amichevoli disputate dai gialloblù si è scorta un’identità già marcata, che si è tradotta in una tenuta difensiva adeguata. La fase offensiva, al contrario, è stata poco efficiente. Non è una questione di attaccanti (non solo), bensì di qualità complessiva della rosa, di tempi di gioco, di cifra tecnica.

Juric ha detto una verità palese, di cui avrebbe dovuto essere conscio – e non è detto che non lo fosse, eh – nel momento in cui ha accettato l’incarico e firmato il contratto. Qualche giorno fa, si scriveva su queste colonne di quel che si sa: il Verona, in A, dovrà sempre lottare per confermarsi in categoria. E di soldi per costruire la rosa è dura pensare che ne arrivino più di quanto si sia visto.

La prossima Serie A sarà di livello superiore rispetto ai primi tornei con Maurizio Setti alla guida del club. Il “ceto medio” del campionato ha più quattrini in tasca. Non soltanto ai vertici si mettono euroni. Pure chi ha ambizioni meno elevate (mica da Champions League, s’intende), perlomeno sulla carta, ha scucito molti danari. Il Cagliari, il Parma, il Bologna, il Genoa tanto per cominciare. Se vogliamo essere ancora più espliciti: tutti titolari ben più “forti” di Setti, sai che novità. Ed è in questo contesto che si muoverà il Verona.

Quindi, ha sbagliato Juric a evidenziare una criticità? Aziendalismo sì, ma entro un certo limite, verrebbe da dire, parafrasando Rino Gaetano. Perché aziendalismo significa anche mettere in risalto quel che manca per far “produrre” di più la struttura, e guadagnarci tutti, in termini di risultati e di valutazione del patrimonio tecnico.

Tony D’Amico sta lavorando con il consueto budget risicato (sai che sorpresa, aridaje). Deve fare esercizi di cerchiobottismo che neanche ai tempi della Pi-Ru-Bi si vedevano, da “io speriamo che me la cavo”. Ha fatto quel che gli ha concesso il “paron”, il resto è roba da capire. Quindi, in sintesi: ha ragione Juric quando dice che il Verona di adesso non è adeguato all’obiettivo. Però c’è un mese prima dei consuntivi , e del doman non v’è certezza, verseggiava Sua Maestà il Magnifico Lorenzo.

Dura lex, sed lex: chi meno spende, più perde, e i miracoli, l’unico che li faceva, absit iniuria, l’hanno messo in croce. Ce lo si ricordi.

FONTE: Hellas1903.it


Dritto, schietto e sincero: Ivan Juric
agosto 5, 2019

”Lazovic, Tutino e Balotelli: il primo è già arrivato e se arrivassero anche gli altri due, questo Verona sarebbe competitivo per la salvezza?” la domanda posta ieri dopo l’amichevole pareggiata contro la Spal all’allenatore dell’Hellas Verona. La sua risposta? “No”. Dritto, schietto e sincero come oramai ci ha abituati. Questo è il nuovo tecnico gialloblù. Ora spetta solo alla società mettergli a disposizione una squadra in grado di raggiungere l’obiettivo stagionale.

FONTE: HellasLive.it


JURIC: «LA SQUADRA HA TANTO MARGINE, MA HO VISTO COSE POSITIVE CONTRO UNA SPAL ESPERTA»
04/AGOSTO/2019 - 21:00
Trento - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Ivan Juric, rilasciate al termine di SPAL-Hellas Verona, test match disputato allo stadio 'Briamasco' di Trento.

«La gara? SPAL squadra solida, che gioca da molto tempo con lo stesso modulo e lo stesso allenatore. Nonostante questo e il fatto che in attacco si potesse fare molto meglio, ci sono state tante situazioni positive che avremmo potuto sfruttare. Su molte palle rubate dovevamo fare più male alla SPAL. Henderson? Posizione nuova per lui, penso che possa mettere ancora più qualità nei passaggi, ma ho visto cose positive. In difesa abbiamo concesso pochissimo alla SPAL, sia Rrahmani che Kumbulla hanno fatto bene. Balotelli? Abbiamo bisogno di diversi elementi in vari ruoli, se poi arrivasse un grande giocatore sarebbe ottimo, ma è compito del presidente e del DS. Vogliamo rendere la rosa ancora più competitiva con i nuovi arrivi. La squadra? Sta cambiando, in tanti momenti della gara il Verona mi piace e abbiamo tanti margini di miglioramento. Oggi non abbiamo perso contro una squadra molto più affiatata, ci teniamo questo fatto positivo. Kumbulla? Mi sta dando soddisfazioni, deve continuare così e allenarsi sempre al massimo».

JURIC: «OGGI ALTRI PASSI IN AVANTI, MA SERVE PIÙ PRECISIONE SOTTO PORTA»
29/LUGLIO/2019 - 21:45
Bad Zell (Austria) - Le principali dichiarazione dell'allenatore gialloblù Ivan Juric, rilasciate al termine di Hellas Verona-Trabzonspor, seconda amichevole internazionale del ritiro di #Feldkirchen2019.

«La partita con il Trabzonspor? Ho visto cose positive, ma anche altre che invece sono da migliorare: comunque tutto sommato bene. Buon primo tempo? Sicuramente abbiamo iniziato a giocare, abbiamo anche fatto bene in fase di pressing e scalata là avanti, ma dobbiamo essere più concreti e sfruttare le occasioni: questo lo abbiamo pagato. L’aspetto da migliorare è proprio questo: in A non capitano tante occasioni e bisogna essere in grado di sfruttarle. Verona dà buoni segnali contro squadre di livello? Il Trabzonspor non schierava tutti i titolari e quando sono entrati si è vista la differenza, per noi è stato più complicato. Di certo la squadra inizia a mostrare la propria fisionomia e a fare i movimenti giusti con ancora tanti margini di miglioramento. Si vede la mano dell’allenatore? È ancora presto e le partite non sono preparate con grande attenzione, ma abbiamo creato e fatto bene il pressing alto. Oggi rispetto all’Hoffenheim si sono visti passi avanti. Bologna alla prima giornata? Prima o poi vanno affrontate tutte, ma dobbiamo partire e farci trovare pronti alle prime due giornate prima della sosta. Non saranno gare facili, specie con il Bologna che ha uomini di valore. Più avanti con lo sguardo sul calendario non vado, restiamo concentrati sulle prime due per poi fare un primo bilancio. Bocchetti e Gunter? Devono recuperare la forma migliore, sicuramente sono due giocatori di esperienza quindi spero tornino fisicamente a posto. Bessa? Si sta allenando bene, ma non lo vedo convinto come dovrebbe essere e ho preferito non schierarlo in questo momento. Ragusa? Doveva chiudere e segnare nell’occasione capitatagli».

JURIC: «TEST IMPORTANTE, SONO CONTENTO. LAVORIAMO PER DARE FASTIDIO A TUTTI»
25/LUGLIO/2019 - 20:10
Bad Wimsbach (Austria) - Le principali dichiarazione dell'allenatore gialloblù Ivan Juric, rilasciate al termine di Hellas Verona-Hoffenheim, prima amichevole internazionale del ritiro di #Feldkirch2019.

«La partita che ci si aspettava con l'Hoffenheim? Sapevamo che loro sono molto più avanti e come squadra sono più forti. Abbiamo complessivamente retto e fatto le cose giuste per quanto si possa fare in questo momento, anche se potevamo fare qualcosa in più in certe situazioni ma va bene comunque. Competitività anche dopo i cambi? Ognuno ha fatto il proprio dovere. Secondo me saremo in grado di rubare più palloni quando alzeremo la condizione fisica, saremo più propensi ad attaccare mentre adesso arriviamo vicini ma senza riuscire a rubarne: questo ci fa correre un po' a vuoto in questo momento, ma lo faremo meglio quando finiremo la preparazione. Secondo tempo migliore del primo? È stato più equilibrato e noi abbiamo creato maggiormente. Abbiamo anche cambiato il modo di pressare, posizionandoci un po' meglio e questo ha dato i suoi frutti. Nervosismo? Ci sta ora, perché stanno lavorando tanto. Poi ne parleremo perché comunque quando si comincerà a giocare per davvero l'unica cosa importante sarà il risultato e ogni cosa si paga. La cattiveria agonistica un fattore positivo? Noi dobbiamo diventare rognosi e far giocare male le altre squadre, poi cercheremo di proporre il nostro gioco con qualità ma sarà comunque importante che le altre squadre non si divertano contro di noi. Questo sarà il modulo? Per ora stiamo ancora lavorando e provando, poi vedremo anche che tipo di calciatori arriveranno dal mercato e allora cercheremo di adattarci alle caratteristiche di chi scenderà in campo. Quanto manca? Siamo ancora lontani da alcuni concetti e il tipo di aggressività, ma stiamo lavorando».

FONTE: HellasVerona.it


L'ANALISI
UN MESE DI JURIC E' L'UOMO GIUSTO?
23/07/2019 11:28
Tre anni di deserto possono indurre a ritenere una goccia d'acqua come la più buona e dissetante bibita della terra. La premessa è d'obbligo dopo aver vissuto due anni di Pecchia (uno comunque vincente, bisogna ricordarlo) e, ancora di più, un anno di Fabio Grosso.

Per essere chiari: Juric, rispetto questi due può apparire come la bibita di cui sopra. Magari e questo sarà il tempo a dirlo, è solo una goccia d'acqua. Intanto però Pecchia e Grosso sembrano lontanissimi.

Dopo quasi un mese dalla presentazione del 2 luglio, ci sono sufficienti elementi per tracciare un bilancio e un primo giudizio. Juric non è nè Pecchia nè Grosso.

Intanto la sua comunicazione è diretta, veloce, concreta e apparentemente trasparente. Non gira intorno ai discorsi e spesso esprime il suo disaccordo con la domanda. Lo ha fatto in più occasioni. Ad esempio quando si cercava il bicchiere mezzo pieno dopo la deludente prestazione con i Top 22, Juric ha sollevato lo sguardo e con il sorriso ha chiesto all'intervistatore: "Sei ironico?". Poi, con naturalezza quasi sfuggevole ha fatto sapere che in molti di questa squadra non erano abituati a lavorare e su Pazzini è stato chiarissimo. Grande giocatore ma deve lavorare di più. Cosa che Pazzini sta facendo, ha poi aggiunto per non far scoppiare equivoci, ma finalmente ci ha fatto capire che dietro possibili esclusioni del Pazzo ci può essere una questione fisica non di poco conto.

Inoltre ha messo la parola su ogni acquisto del Verona. D'Amico fino ad oggi è apparso come un'appendice operativa dell'allenatore che ha suggerito tutte le mosse, compresa quella di Rrahmani, anche se sorridendo l'allenatore ha dato il merito dell'acquisto al ds. Come abbiamo già rilevato, Juric sta realmente lavorando in sintonia con la società (e ci mancherebbe dopo un mese...) ma ha sottolineato sempre "per adesso..." nelle interviste come dire che questo stato di cose non è eterno e sarà sottoposto sempre al suo giudizio.

Dal punto di vista calcistico si è visto, invece, ancora poco. La rivoluzione non si è ancora compiuta e forse non è ancora partita. Ma è comprensibile. Il gioco di Juric si basa su ritmi alti, impossibili da perseguire in questa fase. La fase difensiva, quella che passando da quattro a tre difensori cambierà di più, non è stata minimamente sollecitata dai test compiuti fino ad oggi. Qualcosa di più probabilmente lo si vedrà nelle prossime due amichevoli del 25 e 29 luglio con Hoffenheim e Trabzonospor. L'intenzione di usare il doppio trequartista con Zaccagni e Bessa alle spalle di Di Carmine, è stata la novità più rilevante del ritiro. Un esperimento che ha funzionato a metà. Non si è capito bene, infatti, se l'intenzione di Juric sia quella di avere una maggiore densità a centrocampo (ripiegando i due sulla mediana si va a comporre quasi una linea a sei, considerando i due esterni che però a loro volta ripiegheranno sicuramente in difesa per una linea a 5 e quindi si comporrebbe un 5-4-1) o se questa soluzione serve per avere un impatto offensivo migliore. In questo senso le prestazioni non sono state all'altezza perchè c'è il rischio di appiattirsi sulla linea difensiva avversaria con pochi sbocchi sulle fasce. Attaccando centralmente con certe difese, rischi di non vedere mai una conclusione.

D'altro canto il modulo con tre attaccanti richiede due esterni di grande qualità che in questo momento il Verona non ha in rosa. Per questo si è andati alla carica per Ciano che potrebbe essere il tassello giusto.

E' importante, da quello che riferiscono da Genova, continuare a motivare con entusiasmo Juric, un tecnico che nella difficoltà si fa coinvolgere molto emotivamente fino a deprimersi come è successo in rossoblu. La vicinanza della società, del direttore sportivo e del presidente sono fondamentali in questa opera. Ma ancora di più il sostegno dei tifosi che Juric spera di non disperdere con un avvio di campionato difficile.
GIANLUCA VIGHINI

CALCIOMERCATO
VERONA, SERVE ANCHE QUALITA'
22/07/2019 12:02
La manovra offensiva del Verona fatica sempre oltremisura, non si vedono spunti di qualità sulle fasce, il giocatore che in questo momento ha più classe si chiama Daniel Bessa che, pur blindato da Juric è sempre sul mercato per la società.

Juric ha provato ancora il modulo con il doppio trequartista, modulo che rappresenta la più grande novità della sua gestione. Un modulo che forse offre una maggiore densità in mezzo al campo, ma che diventa anche stantio e prevedibile se non ci sono sovrapposizioni sulle fasce e tempi di gioco che sfiorano la perfezione. Serve insomma un'iniezione di qualità dal mercato.

FONTE: TGGialloBlu.it


VISTO DA NOI
22 luglio 2019 - 11:00
Corsa, carattere, qualità e 3-4-3: il metodo Juric
Dopo il ritiro di Primiero, il punto sul lavoro del tecnico croato. Partendo dalle idee di cui ha scritto

di Michele Tossani, @MicheleTossani
Foto Grigolini-Fotoexpress

Già in precedenza avevamo trattato la questione relativa a quale sia il calcio predicato da Juric. Approfondiamo il tema utilizzando la tesi per l’abilitazione al patentino Uefa Pro scritta dallo stesso allenatore croato nel 2013 e intitolata La costruzione del gioco con il modulo 3-4-3.

In essa il nuovo tecnico gialloblù esprime il modo in cui sviluppare il proprio modello di gioco ‹‹basato sul possesso palla con l’idea di dominare la partita utilizzando il modulo a me più congeniale: il 3-4-3››.

Dopo una parte inziale dedicata alla fase offensiva del 3-4-3 contro un ipotetico 4-4-2, Juric passa ad analizzare ‹‹i criteri che adotto per scegliere i giocatori che meglio possono supportare il mio modulo di gioco ed il mio tipo di lavoro sia da un punto di vista tecnico sia da un punto di vista atletico e caratteriale››. Infatti, è noto come l’ex tecnico del Genoa prediliga lavorare ad alta intensità. Questo si riflette nella scelta degli uomini che devono andare a comporre la sua rosa ideale, i quali appunto devono possedere anche un tasso elevato di resistenza alla fatica.

Per quanto riguarda i giocatori, Juric vuole un portiere che sia abile con i piedi, ritenendo comunque che si possa migliorare tecnicamente anche un no.1 più classico (a tal proposito viene citato l’esempio di Buffon).

I difensori centrali devono essere in grado di proporre gioco in fase di possesso. Questo è il motivo per il quale, nel suo undici tipo, Juric vorrebbe dei terzini come braccetti e un giocatore ‹‹con esperienza o qualità da centrocampista›› da impiegare come centrale della difesa a tre.

Dei centrocampisti centrali abbiamo già scritto. Riguardo gli esterni, Juric li vuole in grado di ‹‹partecipare in tutte e due le fasi di gioco››. È chiaro quindi come questi esterni debbano avere grandi qualità atletiche per giocare a tutta fascia. In caso contrario, secondo Juric si dovrebbero schierare un esterno più offensivo ed uno più difensivo per garantire comunque equilibrio alla squadra.

Infine gli attaccanti, i giocatori che, a detta del 43enne allenatore croato, ‹‹determinano le partite››.

Tutta la manovra offensiva della squadra è rivolta a mettere gli attaccanti esterni in condizione di giocare fronte alla porta. Proprio gli esterni d’attacco devono essere abili nell’uno contro uno e, avendo i centrocampisti laterali a dare ampiezza, sono idealmente da collocare nei mezzi spazi. Inoltre, la preferenza di Juric va ad uno schieramento con questi esterni offensivi a piede invertito.

La punta centrale, infine, deve essere un finalizzatore in grado di smarcarsi nell’area avversaria.

Tutto l’allenamento deve essere rivolto al fine di mettere a disposizione del giocatore degli schemi motori che verranno poi utilizzati al momento opportuno, così da permettere al calciatore di agire liberamente ma non in modo arbitrario.

Questo un breve riassunto di quanto Juric scriveva nel 2013. Molto tempo è passato e magari qualcosa, man mano, si è modificato. Tuttavia, tenere di conto queste parole potrà essere utile per valutare meglio il tipo di lavoro che Juric sta svolgendo in ritiro e le caratteristiche dei giocatori che arriveranno in questa fase di mercato.

FONTE: Hellas1903.it


JURIC: «BILANCIO DEL RITIRO MOLTO POSITIVO, MI HA COLPITO L'AFFETTO DEI TIFOSI»
21/LUGLIO/2019 - 12:00
Mezzano (Trento) - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Ivan Juric, rilasciate in chiusura del ritiro di #Primiero2019.

«Dobbiamo tutti dare qualcosa in più. Il divario tra B e A è grande, solo in questo modo possiamo ottenere il nostro obiettivo. Penso che abbiamo lavorato bene, in modo diverso da come era abituata la squadra ma tanti si sono già adattati bene, in generale c'è ancora tanto da fare ma il primo bilancio è molto positivo. Austria? Incontreremo grandi squadre, sicuramente saranno test utili per mettere in evidenza punti deboli e di forza. Ai ragazzi dico di lavorare tanto, per arrivare al campionato pronti, i frutti di queste fatiche si vedranno durante la stagione. Mercato? La società è sempre stata chiara e chiari sono anche i nostri obiettivi, faremo il massimo per quelle che sono le nostre possibilità e bisogna avere pazienza. Il ritiro mi ha fatto capire quanti e quanto siano attaccati alla squadra i tifosi del Verona, se anche allo stadio avremo questo tipo di sostegno, come quello della finale Playoff, i tifosi saranno il nostro dodicesimo uomo».


JURIC: «TEST POSITIVO. MERCATO? LAVORIAMO IN SINTONIA CON LA SOCIETÀ, FAREMO IL MASSIMO»
14/LUGLIO/2019 - 19:50
Mezzano (Trento) - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Ivan Juric, rilasciate al termine di Hellas Verona-Primiero, prima amichevole del ritiro estivo di #Primiero2019.

«La prima amichevole? È andata bene ed è arrivata dopo tre giorni di lavoro, non si è fatto male nessuno ed è stato un buon allenamento. Sistema di gioco? Moduli contano poco, davanti eravamo in tre attaccanti stretti, perché anche loro difendevano a tre, e siamo andati bene. Ragusa, Crescenzi e i nuovi arrivati? I primi due rientrano da lunghi infortuni e devono lavorare ancora per crescere. I nuovi sono giocatori che hanno già fatto la Serie A e si vede da come stanno in campo, ad ogni modo si sono inseriti bene. Rinforzi? Non so di quanti giocatori abbiamo ancora bisogno per presentarci competitivi alla prima giornata e pronti a dare battaglia. Fino ad adesso devo dire siamo stati in grande sintonia e credo che abbiamo lavorato molto bene con la società in quest’ottica. Magari non abbiamo la disponibilità di altre società ma stiamo facendo un ottimo lavoro. Badu e Veloso: i loro problemi fisici? Miguel Veloso è stato fermo per dei problemi ma ora sta bene, Badu viene da un infortunio, ma non prendiamo certo giocatori che non possono giocare e sono certo che saranno grandi colpi per noi. La posizione di Zaccagni? Mi piace vederlo più avanzato, come oggi, perché se si realizzano bene gli spunti che ha si può fare male all’avversario, ma detto questo è il primo anno che arriva in Serie A da protagonista e dovrà confrontarsi con giocatori forti e fisicità diverse. Di Carmine e il sogno della A a 31 anni: può realizzarlo? Sì. Pazzini? Si sta allenando bene, noi contiamo su di lui. L’entusiasmo dei tifosi? Sono contento ed è un’ottima cosa, spero che loro siano davvero il dodicesimo uomo in campo. I giocatori hanno avvertito quello e sentono l’entusiasmo. Mihajlovic? Mi dispiace molto per lui, ma se penso a lui come persona credo che ce la farà».

FONTE: HellasVerona.it


04 LUG 2019
JURIC E IL CERINO IN MANO A SETTI
Ivan Juric non ci ha pensato più di tanto martedì in conferenza stampa. La dichiarazione che conta è una e solo una: “Bessa e Pazzini sono tra i pochi della rosa che hanno dimostrato di poter giocare in serie A”. La frase, se da un lato sottintende che anche altri potranno dimostrarlo, svela quello che oggi è il vero problema del Verona: non solo salvarsi, ma costruire una squadra che (perlomeno) possa giocarsela. Il contrario, cioè, di quanto accaduto due anni fa. E meno del minimo sindacale per un Setti che – smarrita la promessa di consolidamento – dobbiamo quasi pregare per chiedergli di poter concorrere con orgoglio. E poi dicono che siamo di grandi pretese…

Tornando a Juric: le sue parole spengono la musica e le luci della festa di un mese fa. Si torna a guardare l’orizzonte con lucidità. La considerazione è presto fatta, il Verona è salito in A per tre fattori: Aglietti, una botta di culo e i problemi del Palermo. Non certo per un progetto, o per una squadra così competitiva da permetterle oggi solo qualche ritocco di sostanza.

In particolare il pensiero del tecnico di Spalato per Bessa mi ha fatto piacere. Intanto perché ho un debole per il talento di questo ragazzo. E poi perché due anni fa Bessa fu trattato male, forse quasi per giustificare alla piazza la sua cessione con la squadra in piena zona retrocessione.

Tuttavia nominare Bessa (che potrebbe andarsene) e Pazzini (che presto ne fa 35) come tra i pochi da serie A, dà proprio l’idea della strada in salita e del tanto lavoro che attende la società. Il tempo c’è e io non sono mai stato nemmeno contrario ai colpi last minute di agosto. Ma quel poco che si è visto finora (prestiti, o riserve in campionati inferiori) è largamente insufficiente ed è bene dirlo subito. Aspettiamo con fiducia da protocollo. Al Verona servono cinque pedine di peso (tra cui un centravanti, un regista arretrato e due esterni di mediana) e quel tipo di giocatori, almeno negli ingaggi, qualcosa costano.

Ora insomma tocca a Setti, che si ritrova in mano con il cerino delle responsabilità. E Juric lo ha detto chiaramente.
Francesco Barana

03 LUG 2019
E’ FINITA L’ERA DELLA SUPERCAZZOLA E DELL’ALLENATORE DI PLASTICA
Inutile star qui adesso a dire se Juric è uno scarso, buon, o ottimo allenatore. Sono discorsi che lasciano il tempo che trovano. Si saprà dopo due tre mesi dall’inizio del campionato e soprattutto lo capiremo in base alla sua capacità di incidere sulle scelte societarie in fatto di mercato. Insomma se, al di là delle apparenze, sarà succube anche lui degli indirizzi di mercato della società volta a risparmiare e a fare plusvalenze non appena ce ne sarà l’occasione. Assomigliasse anche in questo a Gasperini, Setti avrebbe in casa, finalmente un osso duro con cui confrontarsi.

Quello che possiamo dire con certezza è che finalmente è finita l’epoca delle supercazzole. Non c’è stata domanda a cui Juric ieri non abbia risposto con chiarezza. Per qualcuno persino eccessiva. Ha spiegato di essere stato contattato dopo l’esonero di Grosso, confermando quindi l’idea che nessuno in società credeva ad Aglietti e al miracolo serie A, ha detto che Bessa è ”Tra i pochi giocatori della rosa che ha dimostrato di poter giocare in serie A” e con lui Pazzini, ha detto di voler giocare con la difesa a tre, ha detto che dopo l’impresa ha temuto che Aglietti restasse alla guida della squadra.

Insomma, una buona boccata di aria fresca, senza voli pindarici e con tanta normalità. L’epoca della plastica pare essere sepolta. E’ già qualcosa.
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


Staff tecnico Juric, Barbero nuovo preparatore atletico. Con lui anche Ostojic
luglio 3, 2019

Ivan Juric allenatore, Matteo Paro vice. Il preparatore atletico sarà Paolo Barbero, ex Genoa, insieme a Ostoijc, con cui Juric ha già lavorato a Mantova, Crotone ed in Liguria. Inizia a prendere forma il nuovo staff di Ivan Juric. Ufficialità sono attese nei prossimi giorni. Foto: piazza levante

Staff tecnico Juric, Paro vice allenatore, confermato Cataldi preparatore dei portieri
luglio 2, 2019

Il nuovo allenatore dell’Hellas Verona, Ivan Juric, avrà come vice l’ex centrocampista Matteo Paro, come anticipato da Hellas Live. Confermato in riva all’Adige il preparatore dei portieri Massimo Cataldi, arrivato a Verona nella passata stagione. Attesa l’ufficialità del nuovo staff tecnico nei prossimi giorni da parte del club gialloblù.

FONTE: HellasLive.it


JURIC: «UNA GRANDE SFIDA IN UN AMBIENTE UNICO. SERIE A DIFFICILISSIMA MA CONTERÀ IL CARATTERE»
02/LUGLIO/2019 - 18:00
Verona - Le principali dichiarazioni di Ivan Juric, rilasciate durante il Media Event di presentazione.

PERCHÉ VERONA: «QUI UN GRANDE AMBIENTE, A O B NON ERA IMPORTANTE»
«L'arrivo a Verona? Per me è sempre stato un piacere giocare qua, ho sempre visto un grande ambiente quando venivo o assistevo alle partite. L'anno scorso è stato, a mio avviso, un po' particolare perchè tutto l'ambiente ha ritrovato la carica giusta solo alla fine e questo si è visto nel risvolto positivo per la squadra. I primi contatti sono stati dopo l'esonero di Fabio Grosso, da quel momento nella mia testa c'era solo Verona e ho dato la mia disponibilità sia per la Serie A che per la Serie B, ma per fortuna è andata bene. L'Hellas come riscatto? Non la vedo così, ma come una nuova fase. Sono molto contento che fra le varie possibilità si sia presentata Verona perché è speciale, è una piazza particolare rispetto alle altre e per questo sono felice. Cosa chiede il Presidente? Lui mi ha chiesto una squadra battagliera, è ciò che vuole anche la piazza ed è quello che vogliamo essere noi. Aglietti? Ha fatto un grandissimo lavoro, puntando sulle motivazioni e ricaricando l'ambiente. Quando ha raggiunto la Serie A ero effettivamente preoccupato sul mio arrivo a Verona (ride, ndr)».

IL CALCIO DI JURIC: «UN'IDEA DA APPLICARE AI NOSTRI GIOCATORI, UNA SFIDA BELLISSIMA»
«Coraggio? Per me è una sfida bellissima e io la vivo così, se riusciremo a salvarci e a far crescere i nostri giocatori si apriranno prospettive molto interessanti. Non è coraggio, ma una sfida. Allievo di Gasperini? La mia idea di calcio parte da quella di Gasp, perché con lui ho lavorato tanto sia da giocatore che da collaboratore o vice. Questa idea dipende però anche dai calciatori, perché servono giocatori con la gamba giusta per applicarla, ma se non ci sono bisogna adattare e mantenere l'idea e la predisposizione all'essere molto propositivi e recuperare presto palla. L'impronta della squadra dipenderà dunque dai calciatori che avremo, ma cercheremo di creare superiorità numerica attaccando il più possibile, ma senza un possesso esagerato. La difesa? In Serie A devi essere forte fisicamente e mentalmente, altrimenti fai fatica. Non mi piace certamente prendere tanti gol e lavoro molto perché i calciatori siano tosti e concedano il meno possibile. Palle inattive? Il lavoro da fare dipende sempre dalle caratteristiche dei giocatori in rosa. Tutti si concentrano molto su questo aspetto, ma a fare la differenza sono le caratteristiche mentali dei calciatori, la loro volontà di segnare o non subire».

IL PROSSIMO VERONA: «POCHI HANNO GIÀ DIMOSTRATO DI POTER GIOCARE IN SERIE A, MA TUTTI POTRANNO DIMOSTRARLO»
«Come conquistare la piazza? Con l'idea di gioco, con una squadra che vuole fare le cose giuste e con umiltà. Io lavoro tanto, chiedo molta intensità ai giocatori e sono attento alla preparazione fisica. Punto di forza ad oggi e obiettivo? La nostra forza deve essere l'entusiasmo di chi ha vinto i Playoff, loro dovranno trasmetterlo a chi arriverà. Io lavorerò su questo gruppo che andrà a formarsi e mi piacerebbe riuscire a fare grandi cose. Il recente arrivo di Rrahmani? Lo conosco e so che ha carattere e può ricoprire diversi ruoli difensivi. Arriva in un campionato molto difficile ma credo che possa fare bene, comunque in quel reparto dobbiamo migliorarci. Bessa? È un giocatore interessante con cui ho lavorato tanto a Genova ed è l'unico, con Pazzini, ad aver già dimostrato nelle scorse stagioni di Serie A di poter giocare questo campionato, però è ancora presto per capire cosa dirà il mercato. Chi potrà restare? Dovranno tutti dimostrare di potersi mettere alla prova in A, ma conoscevo già tutti i giocatori e le loro caratteristiche, per esempio Zaccagni lo seguo da quando era a Venezia e sono curioso di vederlo dal vivo. Dawidowicz e Di Carmine? Anche loro devono dimostrare di avere le qualità per il campionato, ma hanno fatto dei grandi Playoff e sono positivo. Porte aperte agli allenamenti? Non sono un allenatore geloso del lavoro che faccio quotidianamente sul campo, per me non è un problema che i tifosi assistano alle sedute e io non voglio certo che ci siano separazioni. Non è tanto l'allenatore, ma più spesso i giocatori che se devono essere sgridati non hanno piacere che avvenga davanti a tutti, ma gli allenamenti si potranno vedere, tranne quando proveremo quelle cose più delicate come le palle inattive. Il Verona cerca un attaccante da doppia cifra? Qui è tutto nuovo e anche se negli anni scorsi ci sono stati problemi con il gol io non ne faccio un'ossessione, se avremo la possibilità di migliorarci lo faremo».

FONTE: HellasVerona.it


IL COMMENTO
COSA CHIEDIAMO A JURIC
02/07/2019 11:31
Stufi di fenomeni, esacerbati dal tiqui taqua, stanchi di ascoltare "media event" di plastica, schifati da allenatori senza spina dorsale, appiattiti sulle indicazioni della società, quest'ultime veri e propri insulti al buon senso. I tifosi del Verona attendono il nuovo allenatore dopo aver vissuto due anni da incubo.

Per essere un allenatore da Verona a Ivan Juric basterà semplicemente non seguire il cammino dei suoi due predecessori. Facilissimo.

Juric, sicuramente, non appartiene alla schiera dei tecnici allevati in batteria come chi è venuto prima di lui. Non è un predestinato, è uno che ha conosciuto la dura vita del centrocampista-gregario, che non ha mai vestito maglie prestigiose, nè vinto campionati del mondo. In questo senso, si può dire che venga dal popolo e non sia il frutto di aristocrazie pallonare.

Calcisticamente è sempre stato il vice Gasperini. Suo uomo di fiducia in campo, suo scudiero in panchina. Un'etichetta prestigiosa, ma anche ingombrante.

Ma quello che più si attende il tifoso del Verona è un allenatore "normale". Quello che è stato Alfredo Aglietti, per esempio. Calciatori messi al posto giusto, formazioni comprensibili, autostima migliorata esponenzialmente, concretezza tattica.

Niente di più e niente di meno, serve al Verona in questo momento. Aglietti consegna idealmente a Juric un testimone pieno di entusiasmo ma anche un'eredità non facile.

Perchè Aglietti aveva finalmente riavvicinato il Verona alla gente. Ora Juric non deve rovinare questo patrimonio. E dimostrare che Setti al terzo tentativo, finalmente ha trovato un vero allenatore da Verona.Tutto il resto sarà solo una piacevole conseguenza.

GIANLUCA VIGHINI

FONTE: TGGialloBlu.it


NEWS
Asse Juric-Gasperini per gli esuberi
Il rapporto d’amicizia tra il tecnico croato del Verona e quello dei nerazzurri alla base di accordi di mercato sul punto di essere definiti

di Redazione giugno 25, 2019 - 11:30

Arkadiusz Reca, il laterale sinistro. Luca Valzania, il mediano di ritorno dal semestre a Frosinone a cui continuare a far fare esperienza in serie A. Infine, Andreas Cornelius, il bomber mancato a cui il colpaccio Luis Muriel ha tolto perfino il numero 9. Secondo la Gazzetta dello Sport il trait-d’union fra gli esuberi dell’Atalanta e l’Hellas Verona come possibile destinazione è il saldo rapporto d’amicizia e stima fra Ivan Juric e Gian Piero Gasperini.

TECNICI AMICI. Ex giocatore anche al Crotone e poi vice allenatore del Gasp al Genoa (oltre che al Palermo e all’Inter), il neo tecnico croato della neopromossa ne condivide le idee di fondo. Di qui l’identikit delle caratteristiche richieste ai possibili innesti: muscoli, aggressività, corsa e ricerca del gioco. Per Valzania i gialloblù hanno la concorrenza del Cagliari, per il danese si prende comunque tempo fino a ridosso della chiusura della finestra estiva del calciomercato: Juric può attendere anche fino al 2 settembre.

FONTE: CalcioAtalanta.it


EDITORIALE
Sull'orlo del pregiudizio
22.06.2019 09:00 di Enrico Brigi Twitter: @enrico_brigi
Il benservito dato ad Alfredo Aglietti, vero ed indiscusso artefice di una promozione in serie A acciuffata all’ultimo respiro, ha ridato fiato alla contestazione dei confronti della società gialloblù. Il presidente Maurizio Setti, infatti, ignorando volutamente gli umori della piazza – che chiedeva a gran voce la conferma del tecnico toscano – ha scelto di affidare la conduzione della prima squadra al croato Ivan Juric. I numeri con i quali il tecnico arriva in riva all’Adige sono tutt’altro che un beneaugurante biglietto da visita. Solamente 9 vittorie su 51 incontri disputati – in mezzo a tre esoneri – rappresentano un pedigree non certo da fare invidia. Il pubblico gialloblù ha naturalmente storto il naso mostrando tutto il suo disappunto per il trattamento riservato ad Aglietti, autore di un’insperata promozione e giubilato sull’altare delle mancanza di esperienza nella massima serie. La sua conferma sulla panchina gialloblù era sicuramente meritata ma la meritocrazia non è di questo mondo, figuriamoci se parliamo di calcio.

Secondo molti, viste le intenzioni della società di affidarsi a un allenatore con più esperienza (Aglietti non ha mai allenato in serie A ndr) la piazza avrebbe gradito una scelta diversa tipo Iachini o Guidolin. Entrambi ex calciatori gialloblu e allenatori di comprovata esperienza, tutti e due rappresentavano sicuramente un profilo di maggior affidabilità senza dimenticare il fatto che sia l’uno che l’altro sarebbero stati disposti a rivedere le proprie pretese economiche pur di allenare in riva all’Adige. Per Guidolin, in particolare, Verona avrebbe rappresentato la naturale chiusura della sua carriera, iniziata proprio con il debutto in prima squadra intorno alla metà degli anni 70, ai tempi di Zigoni & Luppi, tanto per capirci.

La premiata ditta Setti & D’Amico, invece, mostrando “orecchie da mercante” ha puntato tutte le proprie fiches su Juric, reduce da un’esperienza poco felice con il Genoa, ma artefice qualche anno fa con il Crotone della prima promozione in serie A della squadra calabrese. Ha destato molto stupore l’immediata disapprovazione mostrata dalla tifoseria nei confronti del tecnico croato, ancora prima che costui metta piede a Verona. Serve ricordare che ai piedi della lanterna la vita da mister non è mai stata facile per nessuno – per referenze citofonare ad Andrea Mandorlini o Cesare Prandelli - e che le fortune di un allenatore dipendono molto anche dall’organico che gli viene messo a disposizione. Questo per dire, quindi, che le polemiche, assolutamente ingiuste e ingiustificabili, debbono rimanere fuori dalla porta. La squadra, qualunque essa sarà, ha bisogno sin dall’inizio del sostegno del proprio pubblico – è in questo il popolo gialloblù non è secondo a nessuno – che rappresenta la benzina necessaria per qualsiasi risultato. Laddove il campo desse una risposta non soddisfacente ci sarà tempo per pensarci. Tutto il resto, almeno per il momento, è noia.

FONTE: TuttoHellasVerona.it


APPROFONDIMENTI
Juric: prima di giudicarlo, quantomeno diamogli una possibilità
Il tecnico croato è stato accolto dallo scetticismo generale, ma prima di trarre conclusioni affrettate vorremmo concedergli una chance

di Tommaso Badia giugno 16, 2019 - 15:25

«Un brocco, peggio di Grosso». «Non è un allenatore da Verona». «Che miserie butei…». «Uno più scarso non c’era?». «Ma a questo punto non possiamo giocare senza allenatore?». «Ma chi va a trovare certa gente? Non va bene nemmeno per fare il bollito». «No comment».

Se in questo momento proponessimo questi commenti a cento tifosi del Verona, crediamo che almeno novanta di questi li collegherebbero a Ivan Juric, il neo-tecnico gialloblù ufficializzato un paio di giorni fa.

Il futuro allenatore dell’Hellas (ufficialmente assumerà l’incarico solamente il 1° luglio) per molteplici motivi non sembra infatti convincere il popolo dell’Hellas, che (come dargli torto?) avrebbe quantomeno voluto dare una chance ad Aglietti.

Il punto è che le frasi riportate all’inizio non riguardano Juric, bensì proprio l’eroe della promozione in Serie A! Avete letto bene: i commenti che vi abbiamo riportato li abbiamo ripescati dai post in cui annunciavamo che sarebbe stato l’allenatore toscano a prendere il posto di Fabio Grosso sulla panchina scaligera.

EREDITÀ PESANTE. Ciò dà ovviamente da pensare: nonostante fosse arrivato tra lo scetticismo generale, “Aglio” ha messo tutto se stesso per rilanciarsi, portando l’Hellas a compiere un’impresa in cui fino a un paio di mesi fa non credeva nessuno. Ciò purtroppo (e sottolineiamo “purtroppo”, perché anche secondo noi avrebbe meritato di giocarsi una categoria che si era conquistato) non è bastato, e la società ha optato per cambiare, ma questo non vuol dire che il sostituto non possa anche lui mettersi completamente in gioco per la causa gialloblù.

I NUMERI CONTANO… Oltre ad arrivare subito dopo un allenatore entrato nel cuore dei tifosi, Juric paga anche un curriculum (eufimisticamente parlando) non eccelso in Serie A, con 9 vittorie, 14 pareggi e 28 sconfitte totali, nonché tre esoneri. Numeri non certo rassicuranti, ma come vedrete nel prossimo paragrafo ci sono due elementi da prendere in considerazione.

… MA FINO A UN CERTO PUNTO. Il primo è che Juric ha allenato in una polveriera come il Genoa, squadra che dal 2010 ha cambiato allenatore qualcosa come sedici volte (ci sembra una buona attenuante), il secondo è che non sempre il passato è indice di cosa accadrà nel futuro. Pensiamo per esempio a Maurizio Sarri, che dopo aver accumulato una discreta quantità di esoneri, compreso quello con il Verona, quest’anno ha portato a casa una Europa League. Ma ci vengono in mente anche Prandelli e Mandorlini, due degli allenatori più apprezzati dal popolo gialloblù, ma che approdarono all’Hellas dopo annate caratterizzate da più ombre che luci.

IL BICCHIERE MEZZO PIENO. Al posto di concentrarci sul numero di esoneri o sui risultati conseguiti finora, cerchiamo quindi di pensare agli aspetti positivi. Di Juric (ve l’abbiamo fatto leggere ieri) ne parlano gran bene molti dei suoi ex giocatori, che lo descrivono come un guerriero, un martello e un gran lavoratore, tutte caratteristiche che a Verona piacciono, e non poco. Inoltre il tecnico croato è molto abile nel lanciare giovani talenti (Simeone e Romero, giusto per fare un paio di nomi…), e potrebbe quindi valorizzare l’ottima materia prima a disposizione dell’Hellas. Insomma, diciamo che, almeno fino a ottobre o novembre, sarebbe cosa buona e giusta concedergli quantomeno il beneficio del dubbio, non credete?

FONTE: CalcioHellas.it


Ivan Juric, sognando di imitare Cesare Prandelli e Andrea Mandorlini
giugno 16, 2019

I numeri in Serie A del nuovo allenatore dell’Hellas Verona, Ivan Juric, hanno creato allarmismo e malumore tra i tifosi gialloblù. Ma l’ex tecnico del Genoa pare essere in ottima compagnia grazie ad illustri predecessori sulla panchina scaligera. Come ad esempio Cesare Prandelli: prima di pilotare l’Hellas appena salito in A nel 1999/2000, aveva diretto senza successo l’Atalanta (da subentrato a Francesco Guidolin) nel 1993/94 e il Lecce nel 1997/98. Racimolò appena 6 vittorie, perdendo 25 volte in 42 gare, tra gli uni e gli altri. L’Atalanta finì retrocessa. A Lecce se ne andò e la squadra, comunque, scese in B. Poi, venne a Verona e con l’Hellas creò qualcosa di unico. Quanto a Mandorlini invece, nel 2004/2005, con l’Atalanta, fu esonerato dopo quattordici partite giocate e zero vittorie – si legge sul Corriere di Verona – A Siena, nel 2007/2008, Mandorlini rimase per dodici turni, ottenendo un unico successo, per poi venire sostituito. Anche la leggenda Osvaldo Bagnoli, nel 1982/83 era, con l’Hellas, poco più che al debutto in serie A, frequentata sette anni prima a Como, per poco più di un girone, una volta preso il posto di Beniamino Cancian, senza riuscire a portare a termine l’impresa della salvezza.

FONTE: HellasLive.it


VISTO DA NOI
15 giugno 2019 - 18:10
Come gioca Juric, il nuovo allenatore del Verona
Allievo di Gasperini, il croato pratica difesa a tre, calcio offensivo e pressing continuo

di Michele Tossani, @MicheleTossani
Getty Images

Per Ivan Juric è l’occasione del rilancio dopo le tre stagioni altalenanti passate al Genoa. Che tipo di allenatore arriva a Verona? Dal punto di vista tattico, molto è stato detto del legame col suo antico maestro Gasperini.

Sicuramente, del suo mentore Juric ha preso l’idea di giocare un calcio offensivo, fondato sull’aggressività e sul pressing continuo. Tuttavia, fra i due allenatori esistono alcune differenze, a partire dalla ricerca di una certa fluidità nella fase di possesso. Juric infatti chiede di impostare a tre da dietro. Questo vuol dire partire con una difesa a tre ma anche modificare l’eventuale linea a quattro in modo da avere sempre tre giocatori in fase di costruzione bassa. La difesa a tre non è quindi un dogma per Juric. Tutto questo per la ricerca di una superiorità numerica che garantisca alla squadra una uscita più sicura da dietro attraverso il quadrilatero (questo sì gasperiniano) formato da difensore centrale in avanzamento, esterno di centrocampo, centrocampista centrale di parte e esterno offensivo. Dopo di che, verticalizzazione e velocità: questi sono i dettami del gioco di Juric in fase offensiva.

L’ex allenatore di Mantova, Crotone e Genoa non vuole un possesso palla fine a se stesso, ma la ricerca immediata della profondità. In fase difensiva invece, l’idea è quella di riconquistare palla il più avanti possibile. Se la riconquista avviene nell’altra metà campo, allora la giocata successiva è rivolta alla ricerca della verticalità. Di contro, in caso di riconquista in zone più basse di campo, si cerca il consolidamento del possesso ma sempre fatto alla massima velocità possibile al fine di trovare una zona dove attaccare la profondità.

In fase di non possesso il riferimento è l’uomo più che la posizione della palla. Da qui la richiesta di aggressività e la costante ricerca dell’uno contro uno in fase difensiva. La squadra deve difendere in avanti prestando al contempo massima attenzione alle coperture preventive. Questa è la filosofia di gioco mostrata finora da Juric e che l’allenatore di Spalato mette in pratica solitamente con esercitazioni svolte ad alta intensità. Un calcio quindi dispendioso sul piano energetico. Per questo sarà fondamentale il lavoro del preparatore Stjepan Ostojic e, magari, l’acquisto di giocatori resistenti in grado di supportare le idee del nuovo tecnico.

FONTE: Hellas1903.it


NEWS
Si definisce lo staff di Juric: a Verona arrivano anche Paro e Ostojic
I due saranno rispettivamente vice-allenatore e preparatore atletico dell’Hellas

di Tommaso Badia giugno 15, 2019 - 10:00

Dopo l’ufficialità dell’arrivo di Juric, inizia a definirsi anche lo staff del Verona 2019/2020: a quanto infatti riportato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, sia Stjepan Ostojic che Matteo Paro seguiranno il tecnico croato nella sua avventura gialloblù.

I due, dopo aver già a lungo collaborato con il nuovo mister dell’Hellas, ricopriranno infatti rispettivamente la carica di preparatore atletico e quella di vice-allenatore.

FONTE: CalcioHellas.it


VISTO DA NOI
14 giugno 2019 - 16:14
Inizia un’altra storiA, in bocca al lupo a Ivan Juric
Scelto l’allenatore croato l’Hellas dovrà costruire una squadra all’altezza

di Andrea Spiazzi, @AndreaSpiazzi
Getty Images

Notizia certa che abbiamo dato già da alcuni giorni, ora è ufficiale l’arrivo del nuovo allenatore del Verona, il croato Ivan Juric. Tra la gente (e la stampa) ci sono i favorevoli (o quantomeno i non belligeranti) e i contrari.

Dopo Malesani, e quindi con Setti, l’Hellas ha sempre avuto, nel primo anno di A, allenatori dal curriculum che non brillava certo né per esperienza, né per risultati. Andando a ritroso peschiamo solo Delneri con le “carte in regola”. Pecchia era un debuttante (con una squadra a costo zero con cui la salvezza era chiaro fin da subito che sarebbe stata un’impresa da iscrivere al Guinnes), e anche Mandorlini si accingeva alla massima serie con una media punti personale in A ben al di sotto della salvezza. Bravo lui e la squadra che gli fu costruita (certamente all’altezza) a fare bene per due anni, per poi crollare nel terzo. I numeri, spietati, dicono che Aglietti la A non l’ha mai fatta da allenatore, e anche Juric non se la passa troppo bene. Il primo anno di Genoa (2016/17), dopo essere stato sollevato a torneo in corso (arriva Mandorlini) l’allenatore di Spalato viene richiamato e ottiene la salvezza: è l’unica annata conclusasi positivamente. La stagione successiva è esonerato dopo 6 punti in 12 gare. Richiamato nel torneo scorso al posto di Ballardini, con lui il Genoa fa tre punti in 7 partite e arriva un altro esonero (Prandelli centra poi la salvezza per un soffio).

Questi i fatti. Aglietti meritava per quanto fatto una chance in A? Il cuore dice sì. Così non è stato, a molti dispiace, ma ora non resta che vedere Juric al lavoro.

Sia chiaro un concetto però: che fosse stato Aglietti, o che ora sia Juric nulla conta se la società non provvederà a costruire una squadra all’altezza, invertendo di brutto la tendenza di due anni fa, quando Fusco dovette riparare i guai finanziari imbastendo, giocoforza, un team di molte scommesse e poche “certezze”.

Né Aglietti, né Juric, infatti, potrebbero condurre al porto sicuro un gruppo che non fosse in grado, già sulla carta, dato che solo Gesù trasformava l’acqua in vino, di arrivare all’obbiettivo. Che sarà, ancora una volta, tutto da sudare in un campionato che si preannuncia di fuoco.

L’allenatore del Verona, a molti piace e a molti no, è Ivan Juric. In bocca al lupo a lui, dunque, perché possa riuscire nell’impresa (giusto chiamarla così se si vuol essere realisti) di centrare la salvezza.

FONTE: Hellas1903.it


HELLAS VERONA FC - DAL 1° LUGLIO IVAN JURIC SARÀ IL NUOVO ALLENATORE GIALLOBLÙ
14/GIUGNO/2019 - 14:00
Verona - L'Hellas Verona FC comunica di aver affidato a Ivan Jurić la guida tecnica della prima squadra per la prossima stagione sportiva 2019/20. L'allenatore croato ha firmato un contratto che lo legherà al club a partire dal 1° luglio 2019 e fino al 30 giugno 2020.

Con sincera stima il Club ringrazia Alfredo Aglietti e il suo staff, esempi di professionalità, audacia e attaccamento a questi colori dimostrati con il raggiungimento della promozione in Serie A, e augura loro le migliori fortune per il futuro.

FONTE: HellasVerona.it


PRIMA DI VERONA +   -   =
"NON ROMPERE IL C..."
Juric, carattere duro: al giornalista rispose così
14/06/2019 12:15
Un allenatore dal carattere forte che non guarda in faccia nessuno. Non è ancora arrivata l'ufficialità ma Ivan Juric ormai è pronto per la nuova esperienza sulla panchina dell'Hellas.

Il croato è un tecnico che non le manda a dire in conferenza stampa. Dopo Genoa-Napoli del 10 novembre (1-2 per i partenopei, ndr) si è scontrato duramente con un giornalista dopo che gli era stato chiesto se avesse parlato col presidente dopo la sconfitta: "Che c... di domande fai. Non romper il c... io mi preoccupo di allenare la squadra" sbottò Juric in conferenza (GUARDA VIDEO).

L'allenatore croato verrà poi sollevato dall'incarico il successivo 7 dicembre 2018, all'indomani della sconfitta interna contro la Virtus Entella (che era in C) dopo i calci di rigore al quarto turno di Coppa Italia.

FONTE: TGGialloBlu.it


NEWS
Zigoni: “Juric uomo vero e allenatore con le idee chiare. È la persona giusta”
Le dichiarazioni dell’ex attaccante gialloblù sull’arrivo dell’allenatore croato e sul ritorno in Serie A degli scaligeri

di Redazione giugno 14, 2019 - 09:03

L’ex attaccante dell’Hellas Verona, Gianfranco Zigoni, ha parlato a La Gazzetta dello Sport della promozione dei gialloblù e dell’arrivo di Ivan Juric. Queste alcune delle sue dichiarazioni:

“Quello che è successo in questa stagione è stato incredibile. Lo confesso: non riuscivo più a credere che il Verona potesse essere promosso. Nei playoff è cambiato tutto, finalmente si è visto tutto il potenziale di questa squadra. Ma la sconfitta all’andata con il Cittadella mi ha spaventato. E invece al ritorno c’è stato l’effetto del Bentegodi. So che cosa accade in certi momenti, in quello stadio: i gialloblù diventano leoni, gli avversari sono terrorizzati. E quando va così non ce n’è per nessuno. Parlo per esperienza. Il mio Verona, in casa, poteva battere chiunque. In trasferta faticavamo, io per primo non avevo le motivazioni che mi dava il fatto di giocare davanti alla nostra gente”.

PAZZINI O DI CARMINE. “Nessuno dei due. A me i gol piaceva sì farli, come a tutti, ma il gioco, per me, non era tutto lì. Preferivo usare la fantasia. Ecco, credo che con me al fianco ne avrebbero fatti una valanga, in questa stagione”.

JURIC. “È uno bravo. Tramite le parole di Gianmarco, che l’ha avuto come allenatore nella Primavera del Genoa. Di lui mi ha sempre detto ottime cose. È un uomo vero e un tecnico con le idee chiare. All’Hellas dovrà entrare nel cuore dei tifosi. Per com’è fatto Juric, è la persona giusta: non si risparmia, è un grintoso. Certo, a fare la differenza sono i risultati”.

GENOA E VERONA. “Saprà farsi apprezzare. A Verona c’è un rapporto profondo con la squadra, per la tifoseria
è un credo essere dell’Hellas”.

FONTE: CalcioHellas.it


NEWS
12 giugno 2019 - 07:46
Juric, l’allievo di Gasperini in cerca di riscatto
Il tecnico croato è reduce dalla difficili esperienze al Genoa

di Raffaele Campo

Manca solo l’ufficialità, ma ormai è certo che Ivan Juric sarà il nuovo allenatore del Verona. Nelle ore precedenti si erano fatti anche i nomi di Nicola, Iachini e Guidolin, ma alla fine sarà l’ex centrocampista a sedere sulla panchina gialloblu.

Il tecnico croato è chiamato al riscatto, poiché reduce dalla pessima esperienza al Genoa di quest’ultima stagione: subentrato a ottobre a Davide Ballardini, dopo l’incoraggiante 1-1 in casa della Juventus ha ottenuto soltanto 3 punti, frutto di altrettanti pareggi, in sette gare di campionato. Fatale per lui era stata l’eliminazione ai rigori in Coppa Italia contro l’Entella ai calci di rigore. Proprio al termine di quella partita il club rossoblu aveva comunicato il suo esonero, optando per l’ex Hellas Cesare Prandelli.

Ma per conoscere meglio Juric, bisogna andare a ritroso. Fedelissimo di Gian Piero Gasperini, in quanto prima suo giocatore al Genoa e al Crotone e successivamente suo assistente all’Inter e al Palermo, la vera carriera da allenatore di Ivan inizia nel 2014, quando viene ingaggiato dal Mantova, in quella stagione in Lega Pro. Importante per il suo approdo in Lombardia il rapporto di collaborazione tra gli stessi virigliani e il Genoa, che gira ai biancorossi anche i giovani Said, Marchiori, Blaze e Zima. Nonostante le non facili vicende societarie interne, Juric si dimostra subito tenace e con le idee chiare. Il suo modulo è il 3-4-3, lo stesso del maestro Gasperini, e con non poche difficoltà riesce a ottenere il dodicesimo posto con 46 punti.

Conclusa l’esperienza mantovana, il tecnico firma un biennale con il Crotone, realtà da lui ben conosciuta. E infatti la sua esperienza in Calabria nelle vesti di allenatore è trionfale: a maggio conquista infatti la Serie A, con la squadra che chiude il campionato in seconda posizione. Diversi sono inoltre i giocatori che riescono a mettersi in luce: su tutti Ante Budimir, capocannoniere con 16 gol, e il difensore Gian Marco Ferrari, ora pilastro della difesa del Sassuolo. Allo stesso modo, altri protagonisti sono Raffaele Palladino, Adrian Stoian, Federico Ricci e Leonardo Capezzi.

Quell’annata sembrava per Juric solo il preludio a un grande percorso. E invece proprio da quel per l’allenatore inizia una lunga crisi. Nell’estate 2016 è il nuovo allenatore del Genoa. Dopo un buon inizio, con le vittorie contro Cagliari, Crotone e Fiorentina, i liguri incappano, specie da novembre in poi, in una serie di risultati negativi che fanno scivolare la squadra in una brutta posizione di classifica. E alla fine di febbraio, dopo il ko per 5-0 in casa del Pescara, Juric viene esonerato, sostituito da Mandorlini. Viene poi richiamato meno di due mesi dopo, e alla penultima di campionato, grazie al successo casalingo sul Torino per 2-1, ottiene la matematica salvezza che gli vale la conferma per la stagione successiva.

Ma a novembre 2017, a seguito della sconfitta nel derby contro la Sampdoria della 12^ giornata, è nuovamente esonerato: il Genoa aveva raccolto solo 6 punti, con una sola vittoria all’attivo. Il resto è la storia recente sopra indicata.

Ora Juric è chiamato al riscatto, in una piazza che sa esaltare al meglio le qualità dei singoli, allenatori o giocatori.

FONTE: Hellas1903.it


LA STORIA
JURIC, DA FENOMENO A ESONERATO CRONICO
07/06/2019 15:13
Storia in double face quella di Ivan Juric, l'uomo che potrebbe diventare a breve il nuovo allenatore del Verona. Juric è passato in breve tempo dall'altare alla polvere dopo aver conosciuto ben tre esoneri a Genova, la società che nel bene e nel male lo ha cresciuto e poi scaricato.
Nato nella ex Jugoslavia a Split (oggi Croazia) il 25 agosto 1975, Juric è stato un buon centrocampista e ha conosciuto proprio al Genoa i suoi anni migliori da giocatore.
Amatissimo dalla tifoseria rossoblù per il grande altruismo e la grande dedizione, Juric è stato un pupillo di Gianpiero Gasperini che lo aveva avuto come giocatore a Crotone. Un rapporto profondissimo tra i due. Tanto che Juric, finita la carriera, viene chiamato all'Inter proprio da Gasperini che lo volle nel suo staff.
Juric segue Gasperini a Palermo diventando il suo vice. Dopo aver preso il patentito di prima categoria a Coverciano, nel 2013, Juric inizia l'avventura come tecnico. Diventa l'allenatore della Primavera del Genoa e poi del Mantova, in Lega Pro, dove si piazza 12'.
Nel 2015 firma un contratto biennale con il Crotone che porta incredibilmente in serie A.
L'anno dopo torna così al Genoa, dove fa un ottimo girone d'andata battendo anche la Juventus con un clamoroso 3-1 ma poi la squadra si inceppa e Juric a febbraio viene esonerato.
Al suo posto arriva Andrea Mandorlini, ma anche l'ex tecnico del Verona sarà esonerato e sulla panchina genoana tornerà Juric che alla fine comunque riuscirà a centrare la salvezza.
Parte sulla panchina genoana anche la stagione successiva ma il 5 novembre 2017 dopo aver perso il derby con la Sampdoria lascia la panchina a Ballardini. Non è finita: perchè quasi un anno dopo il 9 ottobre 2018, Juric torna ancora sulla panchina del Genoa e stavolta è lui a prendere il posto di Ballardini.
Ma ancora una volta viene esonerato quando il Genoa viene sconfitto in Coppa Italia dall'Entella. Al suo posto è poi arrivato Prandelli.
Adesso il contatto con il Verona e forse la panchina gialloblù la prossima settimana.

FONTE: TGGialloBlu.it


06 dicembre 2018
Genoa, esonerato Juric. Al suo posto arriva Cesare Prandelli
00:32 min
L'eliminazione ai sedicesimi di Coppa Italia contro l'Entella (pareggio 3-3 e ko ai rigori) costa la panchina a Ivan Juric. L'allenatore, che aveva preso il posto di Ballardini, viene esonerato: al suo posto arriva Cesare Prandelli

Non c'è pace per il Genoa: dopo la sconfitta ai calci di rigore contro l'Entella e l'eliminazione dalla Coppa Italia, altro cambio in panchina per i rossoblu. Preziosi ha infatti deciso per l'esonero di Ivan Juric, che a sua volta aveva sostituito Ballardini all'inizio di ottobre. Al posto di Juric sarà Cesare Prandelli a sedersi sulla panchina del Genoa: l'ex Ct torna così ad allenare una squadra di club in Italia 8 anni dopo l'ultima volta, a Firenze. Poi la panchina azzurra e tre esperienze all'estero: Galatasaray, Valencia e Al-Nasr. Prandelli dirigerà il primo allenamento nel pomeriggio di venerdì, alle 14:30. E contestualmente alla conferenza stampa di vigilia del match contro la Spal, ci sarà anche la sua conferenza di presentazione.
KO in Coppa Italia decisivo, ma in campionato...

Ivan Juric era stato richiamato sulla panchina del Genoa dopo la sconfitta subita dai rossoblu con Ballardini in panchina, a Marassi contro il Parma (1-3). La nuova gestione era iniziata sotto i migliori auspici: Juric, all'esordio, era infatti riuscito a strappare un punto alla Juventus all'Allianz Stadium. Dopo quell'impresa però sono arrivati soltanto due punti nelle successive sei partite, frutto di due pareggi contro Udinese e Sampdoria e delle sconfitte contro Napoli, Milan, Inter e Torino. Il calendario non è stato dalla sua parte, ma Juric non è riuscito a invertire la tendenza. E adesso paga l'ultimo pareggio, che però si è tramutato in una cocente eliminazione in Coppa Italia contro una squadra di una categoria inferiore.

FONTE: TGGialloBlu.it


Juric, ignoto ci è il finale
Preziosi lo guarda, lo ama, lo odia, lo ama ancora e domani chissà. Il derby come una sfida sulla scena con la chitarra elettrica e l’adrenalina tra le mani

di Alessandro Bonan
25 Novembre 2018 alle 06:12

Imprevedibile. Può godere e soffrire con la stessa faccia. Difendersi con una preghiera, sventolando una bandiera, oppure gridare come un esorcista contro il diavolo. Ivan Juric è l’uomo che in silenzio assiste al funerale o al matrimonio, poi, all’improvviso, si dà alla chiacchiera come un protagonista di un romanzo russo, dove la chiacchiera è così lontana che sembra un dialogo tra muti. Cupo come una rullata di timpano, andante allegro come una sonata di violino, malinconia infusa nell’anima. Giocava a calcio con un buon sinistro e correva al centro per catturare il pallone. Oggi si trova sulla fascia, allenatore precario, costretto al bilico da un capo incerto e a tratti anche spietato.

Se perde il derby, la partita per eccellenza a Genova, dovrà tornare a casa anche se è difficile immaginare una sua casa senza un tetto di colore rosso e blu. E’ nato a Spalato, il padre era un professore universitario, un giornalista battagliero contro le oppressioni. Anni Settanta, maresciallo Tito. E battagliero è lui, il figlio. Calciatore invasore e mediano difensore nella filosofia d’assalto di Gasperini, il suo mentore.

Allenatore di trama di corsa, prima a Mantova e poi Crotone, dove porta la squadra in serie A – impresa già dimenticata – e fa segnare tutti, in nome della rosa, verrebbe da dire (ecco come si spiega l’odierno Piatek meno protagonista). A Genova diventa presto un idolo della gente ma s’inceppa. Fa bene, poi improvvisamente male, di nuovo migliora e ancora cade. Preziosi lo guarda, lo ama, lo odia, lo ama ancora e domani chissà. Il derby come una sfida sulla scena con la chitarra elettrica e l’adrenalina tra le mani, che sfidano le corde di una chitarra che sprizza scintille. Un assolo di Angus Young, ma più probabilmente un passaggio psichedelico di Jimi Hendrix che magari non è considerato (a torto) abbastanza heavy da Ivan il metallaro.

Perché Juric ama il rock pesante, la voce di sabbia, il clima incandescente, il fuoco che arde sul palco. E lui che sale e scende, come se fosse un maledetto alla Black Sabbath, inventore di un satanismo panchinaro dovuto più all’immagine che alla sostanza. In quanto Juric ti può guardare e suscitare tenerezza o spavento, dipende dal momento. Mentre il suo calcio tende all’ignoto, difficile sapere dove ci porterà. Il derby darà qualche risposta, di sicuro non definitiva. Si gioca nella città compressa tra le montagne e il mare, una costante discesa che si blocca. Alle spalle il ponte spezzato è ancora lì, delitto senza volto. Se passi da Genova e lo guardi ti viene da piangere. E’ la metafora del nulla all’improvviso, del vuoto inesplicabile della vita.

FONTE: IlFoglio.it


09 ottobre 2018
Genoa, ufficiale: esonerato Ballardini, Juric è il nuovo allenatore
Il presidente Preziosi ha deciso di sollevare dall'incarico Ballardini, affidando la panchina del Genoa a Juric. E' ufficiale. Secondo esonero in serie A dopo quello di D'Anna, sostituito da Ventura alla guida del Chievo

Davide Ballardini non è più l'allenatore del Genoa, il presidente Preziosi ha deciso di sollevarlo dall'incarico dopo il ko casalingo con il Parma. Al suo posto il numero uno rossoblu ha deciso di chiamare Ivan Juric, già in passato alla guida della formazione ligure. Si tratta del secondo esonero in questa stagione di serie A, dopo quello di Lorenzo D'Anna, sostituito sulla panchina del Chievo da Ventura. Da tempo i rapporti tra Ballardini e Preziosi si erano deteriorati, prova ne è la lunga riunione andata in scena tra i dirigenti del Genoa subito dopo il ko con gli emiliani. Inizialmente la decisione era stata quella di proseguire con l'attuale allenatore, calcolando anche il calendario difficile che aspetta i rossoblu alla ripresa del campionato. Considerando però la scarsa fiducia di Preziosi in Ballardini, si è deciso per l'esonero immediato, che ha portato alla chiamata di Juric.

Juric scelta non di comodo
La decisione di Preziosi di puntare su Juric non è una scelta di comodo, essendo l'allenatore croato già sotto contratto con il Genoa. C'è al contrario la volontà del numero uno rossoblu di dare una nuova opportunità a Juric, per permettergli di riscattare i cattivi risultati della precedente esperienza. Il nome di Nicola, sondato per sostituire Ballardini, non ha convinto Preziosi, che ha deciso di affidarsi nuovamente all'allenatore croato, chiamato adesso a ripagare sul campo la fiducia del presidente.

Il comunicato del Genoa
Questa la nota ufficiale del club: "Il Genoa Cricket and Football Club comunica che il tecnico Davide Ballardini è stato sollevato dall’incarico di allenatore della prima squadra. Nel ringraziarlo per la dedizione profusa durante il suo mandato, la Società rende noto di aver affidato la conduzione del team a mister Ivan Juric. Il nuovo allenatore incontrerà i giornalisti e i rappresentanti degli organi d’informazion mercoledì 10 ottobre, alle ore 14, presso la sala stampa del Centro Sportivo G.Signorini. Alle 15:30 è previsto l’allenamento a porte aperte per la ripresa dei lavori"

FONTE: It.Eurosport.com


Juric esonerato dal Genoa: Ballardini verso il ritorno in rossoblù
Di Eurosport
Il 05/11/2017 alle 18:25
Aggiornato Il 05/11/2017 alle 18:30
Fatale al tecnico la sconfitta nel derby con la Sampdoria, associata al penultimo posto con soli 6 punti ottenuti in 12 giornate di campionato: si va verso il ritorno del tecnico già sulla panchina del Grifone nella seconda parte delle stagioni 2010-11 e 2012-13.
Ora è ufficiale. Ivan Juric non è più l’allenatore del Genoa. Al tecnico è stata fatale la sconfitta nel derby con la Sampdoria. E, nel pomeriggio di domenica, il club rossoblù ha ufficializzato il suo allontanamento, il secondo dopo quello avvenuto (con successivo ripensamento) nella passata stagione.

" Il Genoa Cricket and Football Club rende noto di aver sollevato dalla guida tecnica della prima squadra mister Ivan Juric, a cui vanno sentiti ringraziamenti per l’impegno profuso in questa difficile prima parte di campionato. "

Nella giornata di lunedì è attesa l’ufficializzazione del ritorno di Davide Ballardini, già tecnico del Genoa nella seconda parte della stagione 2010-11 (28 partite al posto di Gian Piero Gasperini) e nella seconda parte della stagione 2012-13 (17 partite al posto di Gigi Delneri). In entrambi i casi arrivò una comoda salvezza. Ripeterà l’impresa anche questa volta?

FONTE: It.Eurosport.com


UFFICIALE IL RITORNO DI MISTER JURIC
10 aprile 2017, 11:06

Il Genoa Cricket and Football Club rende noto di aver richiamato alla conduzione della prima squadra il tecnico Ivan Juric, in aggiunta al vice allenatore Alberto Corradi e al collaboratore Stjepan Ostojic. L’incarico conferito è esecutivo a partire dalla data odierna con il primo allenamento in programma al Centro Sportivo G. Signorini.

FONTE: GenoaCFC.it


RASSEGNA STAMPA
Ursino dopo la Panchina d'Argento: "Juric una persona splendida, un grandissimo allenatore"
30.03.2017 08:36 di Matteo Bursi Twitter: @matteobursi
Fonte: Tuttomercatoweb.com
Raggiunto da Sky Sport 24, il direttore sportivo del Crotone Giuseppe Ursino ha commentato la dedica di Ivan Juric dopo aver vinto la Panchina d'Argento: "Ivan è una persona splendida, un grandissimo allenatore. Detto da lui mi fa molto piacere, abbiamo visto la grande importanza che hanno i direttori sportivi nel raggiungere il risultato".

FONTE: TuttoMantova.it


L’addio amaro di mister Juric al Genoa
L’ex tecnico biancorosso esonerato: paga colpe non sue. Preso Mandorlini


Andrea Gabbi
21 FEBBRAIO 2017
GENOVA. Si è chiusa con la brutta sconfitta di Pescara l’avventura di Ivan Juric al timone del Genoa. Il tecnico croato, che ha mosso i primi passi come allenatore proprio a Mantova due stagioni fa, è stato esonerato dal presidente Preziosi. Al suo posto è stato chiamato Andrea Mandorlini, che nei giorni scorsi si è svincolato dall’Hellas Verona.

Juric lascia il Genoa al sedicesimo posto in classifica con 25 punti raccolti in 25 giornate. Un vero peccato per il trainer di Spalato, arrivato nella città della Lanterna dopo l’esaltante cavalcata in B alla guida del Crotone. Girone d’andata di alto livello per i Grifoni, condito dal successo storico ottenuto contro la Juventus. Poi al termine del girone d’andata qualcosa si è rotto. La società ha deciso di mettere mano alla rosa, cedendo i giocatori di maggior talento (Rincon alla Juve, Pavoletti al Napoli, Ocampos al Milan). In più c’è stata la doppia tegola con gli infortuni di Perin e Veloso.

All’interno dello spogliatoio rossoblù c’è stata una sorta di spaccatura e Juric ha pagato dazio. Dopo la batosta di Pescara la squadra ha dovuto incassare anche una pesante contestazione da parte della tifoseria che ha atteso il rientro dei giocatori dopo la trasferta all’aeroporto. Un diverbio che è sfociato in una serie di insulti ai componenti della rosa e ai massimi vertici della dirigenza (in modo particolare patron Preziosi e il capo degli osservatori Milanetto). Nessun tipo di contestazione diretta nei confronti di Juric che, numeri alla mano, paga per colpe non sue. L’ex allenatore biancorosso resterà legato al Genoa (ha un contratto di tre anni) ma nel frattempo cercherà sicuramente di rimettersi in gioco.

FONTE: GazzettaDiMantova.Gelocal.it


GENOA CFC – COMUNICATO STAMPA
19 febbraio 2017, 23:49
Il Genoa Cricket and Football Club rende noto di aver affidato la conduzione tecnica della prima squadra a mister Andrea Mandorlini. Il nuovo allenatore ha sottoscritto un contratto con scadenza giugno 2018.

FONTE: GenoaCFC.it


CALCIO
Leonardo Piva 26 agosto 2016 14'
Non si vince senza gioco
Intervista a Ivan Juric tratta dal libro “The goal. Le vie dello sport sono infinite”, edito da Sometti nel 2015.

Foto di Valerio Pennicino/Getty Images

Pubblichiamo un estratto del libro “The Goal” di Leonardo Piva, edito da Sometti. Il testo contiene un’intervista a Ivan Juric che risale al 2015, quando il tecnico sedeva sulla panchina del Mantova. Alcune domande dell’intervista sono state tagliate e l’ordine con cui sono state pubblicate non è lo stesso del libro originale.

Alla base di un gruppo vincente servono sempre dei valori, tanto quanto una chimica sviluppata e un buon affiatamento. Quali sono i valori e le regole imprescindibili senza le quali per un gruppo non si prospetta un grande futuro?
Il valore del lavoro è il più importante. Credo molto nel lavoro, è la base di tutto. Poi il resto sono aggiunte. Il secondo passaggio sono le idee di calcio che voglio applicare alla squadra, cioè lavorare sulla base tecnica prima ancora che sulle chiacchiere e lo spirito di squadra. Quello si crea dopo. Ciò che conta è avere un’idea chiara di come giocare, dove ognuno sa esattamente cosa deve fare. È la base. Se sopravvaluti certe cose, tipo lo spirito di gruppo, poi rischi di trascurarne altre. Io ho avuto la fortuna di poter prendere parte a un incontro con un famoso allenatore di basket, e lui parlava molto di questi aspetti di gruppo nella prima fase della sua carriera. Ha confessato di aver capito dopo anni e anni che la cosa più importante è che ogni giocatore sappia esattamente cosa deve fare sul campo, che ognuno ha il compito da svolgere. Lo spirito di gruppo rischia di distrarre e di non concentrarsi su cose concrete. E invece, ogni giocatore che sia di basket, rugby o calcio, durante la partita deve eseguire determinati compiti, possibilmente bene. Ognuno deve fare il suo, è così che alla fine si crea un prodotto buono.

Su quali aspetti bisogna rivolgere l’attenzione nella fase di conoscenza e giudizio di un possibile giovane talento?
La capacità di leggere il gioco è il primo aspetto che guardo. Rispondo con un esempio: Zammarini non ha grandi doti fisiche o particolari doti tecniche. Però è un giocatore che secondo me potrà fare un grandissima carriera perché percepisce il gioco, nonostante la sua giovane età sa esattamente quello che deve fare. Ed è per quello che l’ho voluto in prima squadra. È un dono fantastico. Se lui riesce a migliorarsi tecnicamente e fisicamente potrà raggiungere un livello importante.

Julio Velasco negli anni ’90 ha scosso molto la mentalità sportiva italiana. Cos’è rimasto di quella rivoluzione e ora com’è la situazione?
La mia tesi a Coverciano era proprio sugli aspetti motivazionali, e la base di tutto è il miglioramento. Io lavoro molto con video e immagini, e davanti a questo un giocatore non può trovare alibi. Finché tu parli magari un giocatore può avere in testa un altro film della partita, ma attraverso i filmati vedi esattamente gli errori che fai. È fondamentale che i giocatori riconoscano gli errori, li percepiscano. Non è facile riconoscere i propri errori, ma non appena ci si riesce e si lavora per eliminarli, vuol dire che diventi veramente più forte. Sai che con il lavoro e l’impegno interiore puoi migliorare e correggerti. Se invece si ha sempre un alibi per qualsiasi cosa allora non cresci come giocatore e non cresci come persona. È fondamentale questo passaggio.

Tra l’altro ho sempre notato moltissima differenza nell’approccio a questo aspetto in base alla provenienza culturale, fin da quando ero giocatore. All’inizio della mia carriera ho giocato con un giocatore australiano e uno danese, avevano un approccio fantastico. Molto anglosassone. Hanno grande professionalità, lavorano sempre al massimo e allo stesso tempo si preoccupano molto poco dopo le partite. Se vincevamo o perdevamo il loro atteggiamento era pressoché lo stesso. Quello gli permette di essere sempre sereni, di non sprecare energie inutili in rammarico o troppa euforia. Queste due Nazionali, per esempio, hanno poche qualità tecniche, ma proprio grazie a questo approccio serio al lavoro e privo di eccessive preoccupazioni, riescono a fare spesso bella figura nelle competizioni internazionali. Ho notato anche la differenza tra giocatori africani ed europei. Quelli africani sono un po’ più complicati da affrontare, ma quando li conquisti e vedono che sei una persona sincera e si inseriscono nel gruppo allora probabilmente ti danno anche qualcosa in più rispetto agli altri. Non arrivo a dire che gli italiani hanno un approccio all’alibi pessimo, però si adattano rispecchiando una caratteristica che è di tutto il popolo. Si adatta alle situazioni. Se ne trova una negativa si adatta alla negatività, che è quello che è successo negli ultimi anni nel vostro calcio con le scommesse e quant’altro. Se vede che è una situazione positiva dove si lavora bene si adegua. Siete persone che si adattano. Noi dei Balcani abbiamo uno spirito più pericoloso, nel senso che se vediamo una situazione che non ci piace possiamo diventare anche cattivi, però siamo molto competitivi. Quando ci alleniamo o giochiamo una partita abbiamo una competitività importante. Non è facile affrontarci come persone, perché siamo molto diretti. Quando c’è da giocare non ci nascondiamo.

Viene spontaneo pensare e collegare la corretta crescita umana e sportiva di un ragazzo alla preparazione degli allenatori e istruttori dei settori giovanili. Quanta attenzione dedicano le società allo sviluppo del settore giovanile?
Il problema dell’Italia in generale è la competitività, tutti gli allenatori lo sono. Questo accade anche nei settori giovanili, tutti cercano solo di vincere e qui torniamo anche al discorso dell’utilizzo forzato di giocatori già strutturati. Io ho avuto esempi durante il periodo a Genoa in cui c’erano buonissimi allenatori che però faticavano a ottenere risultati, e si tendeva a farli allenare di volta in volta una categoria sempre più bassa. Se allenando i ragazzini di 13/14 anni non vincevi, l’anno dopo magari allenavi quelli di 10. E invece bisogna fare il contrario. Il primo allenatore che può iniziare a cercare un po’ il risultato è quello della Primavera, perché comunque li devi preparare per il calcio professionistico. Ma in altre categorie bisogna cercare maggiormente il gioco, formando i ragazzi come giocatori e persone, dimenticando il risultato.

È giusto che le giovanili giochino tutte con lo stesso schema della prima squadra?
Secondo me no. Certo, quando vedo Barcellona e Ajax non posso dire che è un sistema sbagliato, loro lo fanno benissimo. Però credo che il ragazzo debba imparare a giocare in più moduli. A Genoa quando allenavo la Primavera giocavamo con il 3-4-3, era un periodo in cui andavamo molto bene e di conseguenza il direttore sportivo voleva che anche gli Allievi giocassero con lo stesso modulo. Io mi sono opposto, anzi volevo proprio che l’allenatore degli Allievi giocasse con uno schema diverso in modo che i giocatori imparassero altri sistemi di gioco e altri modi di pensare, in modo da diventare più completo. Anche qui a Mantova non cerco continuità. Con Elia Pavesi, allenatore della Primavera, e Ciccio Graziani, allenatore degli Allievi nazionali, non cerco continuità di schemi. Loro sono due ragazzi in gamba, e ho cercato di valorizzare molto il settore giovanile del Mantova. Abbiamo tirato fuori un giocatore come Zammarini, che quando sono arrivato non era neanche nei piani della prima squadra. Ma in questo settore si può fare di più e meglio, il nostro grande problema sono le strutture che sono indecenti. Anche il livello economico del settore giovanile è basso ed è difficile pensare di far crescere altri giocatori interessanti se non si ha la capacità di investire più soldi. I modelli devono essere Atalanta ed Empoli, sono andato a vedere come lavorano e sono fantastici. Sono tutti giocatori italiani, addirittura proprio della zona, investono molto nelle strutture e negli allenatori. Parlando con qualcuno dell’Atalanta, ho capito che loro crescono ragazzi della zona fin dai 10 anni o anche meno, poi ogni anno possono introdurre due o tre giocatori provenienti da fuori, che però devono alzare il livello della qualità del gioco e degli allenamenti, e possono anche arrivare a pagarlo tanto. Però la base è il territorio. Anche se poi ci sono altri modi di lavorare, quando ho affrontato la Primavera della Juventus avevano 7 stranieri su 11.

In apparenza il risultato potrebbe essere collegato anche a eventi fortunosi, per non dire casuali. José Mourinho ed Ettore Messina durante le loro contemporanee esperienze a Madrid si sono anche confrontati su questo aspetto. È davvero possibile controllare la casualità?

Nel calcio non possiamo escluderla completamente, però ridurla sì. Io faccio molta analisi con i filmati, e questo mi permette sempre di vedere che il nostro risultato dipende dai gesti tecnici, oltre naturalmente a fase difensiva, offensiva, tenuta atletica e altre cose. Ricordo sempre un famoso allenatore di pallacanestro dire: «Noi siamo cinque contro cinque, di conseguenza uno contro uno. Se un giocatore limita il diretto avversario e riesce a giocare bene in attacco, la squadra ha il 20% in più di vincere la partita». Così ragiono anch’io durante l’analisi dei filmati: se il mio attaccante ha cinque volte un uno contro uno e riesce a superare l’avversario tre volte, c’è una grande possibilità di vincere la partita. Se invece non ci riesce è molto probabile che non la vinciamo, e anche i giudizi di tutto il resto saranno condizionati dal non aver vinto la partita. Perché dopo cosa succede? Che il giornalista italiano, il direttore sportivo italiano, e ancora peggio il presidente italiano, valuta prestazione sulla base del risultato. Invece io credo molto nella capacità di eseguire correttamente il gesto tecnico, nell’uno contro uno e nelle statistiche di questo tipo.

Ho visto partite giocate ottimamente ma perse perché il gesto tecnico non è stato eseguito bene. Gli aspetti che curo con più attenzione sono la posizione in campo dei giocatori e spiegargli cosa deve fare, i cosiddetti automatismi. Curo molto anche la posizione del corpo, sono questi particolari che poi fanno fare il salto di qualità. Se un giocatore è di schiena all’avversario non vede il gioco. Magari sono piccoli particolari, ma messi tutti insieme ti alzano il livello della prestazione di tutta la squadra. La capacità di leggere il gioco è fondamentale, a certi giocatori poi riesce naturale. Riescono a sentire e percepire le situazioni. Io come giocatore magari sono maturato tardi su quest’aspetto, però quando sono arrivato a maturare queste cose capivo esattamente cosa bisognava fare in ogni momento della gara. Ci sono giocatori che hanno questo talento naturale, gli altri invece vanno aiutati con gli automatismi anche se in generale è un talento che è poco allenabile.

Si parla tanto di cultura del gioco, attraverso la quale si potrebbe arrivare anche a vivere lo sport senza esasperazioni e derive. Coloro che hanno il compito di trasmetterla, come settori giovanili, scuole, media ecc. stanno svolgendo bene il loro compito?
Assolutamente no. I primi a doverla trasmettere sono comunque gli allenatori, che devono analizzare la qualità del gioco, le cose fatte bene e quelle fatte male indipendentemente dal risultato finale. Nelle società forti poi i direttori sportivi poi devono andare in questa stessa direzione, che devono percepire le stesse cose che percepisce un allenatore. Poi ci sono i presidenti, che li considero incompetenti e che dovrebbero stare proprio ai margini del sistema, e secondo me stanno facendo molti danni. Trasmettono cose non vere. Vantarsi di una vittoria arrivata però con una brutta prestazione significa mandare un messaggio completamente negativo alla squadra.

Ajax e Barcellona curano molto il gioco, che poi le porta a divertire tutto il mondo quando vincono. Per quanto riguarda le scuole, e parlo dell’esperienza che ho visto di persona attraverso le mie figlie, c’è un periodo in cui le cose mi sembra funzionino bene, sia alle elementari ma anche medie. Anche a livello di cultura dello sport, le mie figlie sono state educate molto bene, anche in termini di apertura mentale. Magari sono state fortunate loro ad aver avuto brave maestre, per carità, però sono state educate bene fino alle medie. È dalle superiori in poi il percorso si inceppa, e noti che probabilmente i ragazzi che arrivano dall’estero hanno una marcia in più. Forse è il periodo in cui i ragazzi italiani iniziano a essere troppi viziati. In Spagna i media spingono per il bel gioco. Mi ricordo un caso clamoroso: giocavo nel Siviglia ed eravamo riusciti a portare a casa un pareggio contro il Real Madrid. Il risultato era ottimo, ma come era stato raggiunto? Eravamo andati in vantaggio 1-0, ma dopo quel gol avevamo fatto una partita esclusivamente difensiva. Abbiamo smesso anche solo di pro- vare a giocare, il Real è comunque riuscito a pareggiare e la partita è finita 1-1. In Italia magari sarebbe stata una prestazione esaltata dalla stampa e dai tifosi, perché comunque è stato un grande risultato per la squadra. Invece ci eravamo presi talmente tanti fischi e critiche che era diventata una situazione allucinante, perché loro non accettano questo atteggiamento. Loro quando pagano il biglietto, si presentano allo stadio con sigaro e bocadillos da mangiare e vogliono guardare bel gioco in un ambiente abbastanza rilassato. È un fatto culturale. Un italiano è competitivo e vuole vincere, bisogna trovare l’equilibrio tra bel gioco e competitività. Mi sento vicino a entrambe le filosofie, devono andare di pari passo. Mi arrabbio quando magari vinciamo senza aver giocato bene, perché oggi posso aver vinto ma alla lunga senza gioco non si ottengono risultati.

Il commissario tecnico Cesare Prandelli durante la sua gestione ha scommesso tanto sul codice etico. È davvero un chiodo su cui battere per ottenere determinati risultati di immagine e cultura e non solamente sportivi? Proprio Andrea Anastasi nel commentare su Twitter una gomitata di Chiellini che avrebbe impedito al difensore di rispondere alla convocazione della Nazionale ha commentato: «Il codice etico nel calcio è come direbbe Fantozzi una cagata pazzesca, Chiellini ha sbagliato ma solo chi gioca con tutto quello che ha può sbagliare, viva l’imperfezione…».

In Italia è difficile da applicare. Magari come idea era buona, però poi ti massacrano non appena una tua decisione rischia di venire interpretata come incoerente. Qui è molto difficile applicarlo. Conte mi sembra uno che giudica solo ed esclusivamente quello che vede in campo, sia in partita che in allenamento. So che anche alla Juve si comportava nello stesso modo. Se ti alleni bene hai possibilità di giocare, se non ti alleni bene come Balotelli ti lascia a casa. È molto semplice. Io sono per la libertà completa fuori dal campo. Il mio codice etico è l’educazione di base, quello che fanno fuori mi interessa relativamente poco. L’importante è che uno non sbagli in allenamento e in partita. Penso sia un modo per responsabilizzare: se io metto limiti ovunque, comunque il giocatore che vuole sgarrare trova il modo di farlo di nascosto. Invece se lo lascio libero lo responsabilizzo: il giocatore ha libertà di fare, però se si comporta e perde il posto in squadra dimostra di essere una persona stupida. Devono pagare ogni errore, così crescono a livello mentale.

Ogni sport è in continua evoluzione, nel basket la sempre maggiore capacità dei lunghi di tirare da fuori ha cambiato il corso della crescita, così come nel calcio l’aver abbassato dalla linea mediana a quella arretrata il compito di impostare il gioco. Cosa dobbiamo aspettarci dallo sport fra cinque, dieci o quindici anni?
Se penso agli allenatori, io stravedo per Guardiola. Per me è un genio del calcio, ed è stata una vera fortuna vederlo lavorare per sette giorni. Ha esasperato il possesso palla, ma questo sta solo a indicare come la squadra si muovesse globalmente in spazi ridotti. E questo è utile anche in fase di non possesso, appena qualcuno perdeva palla l’avversario si ritrovata contro subito qualche altro avversario. La mia idea tende ad andare in queste direzione, che poi non vuol dire non sfruttare la ripartenza veloce o altri modi di giocare. Però il gioco di Guardiola è il metodo che mi ispira e che mi piace, avere controllo della partita e muovere bene la palla. Stare allo stesso molto larghi e molto corti ti permette di correre meno ma in velocità, pochi metri ma più esplosivi. Anche Mancini mi sembra stia provando ad adottare questo sistema, Montella lo sta facendo bene. Coloro che applicheranno questo metodo di gioco sicuramente avranno vantaggi nel futuro.

Anche la geografia del gioco è in costante mutamento. Quali sono le realtà che potranno inaspettatamente dire la loro?
Non credo che il Belgio sia un esempio che durerà molto, hanno sicuramente una generazione ottima ma non andranno alla grande per i prossimi vent’anni. Vedo il modello tedesco molto più a lungo termine. La mia Croazia è un popolo di talento, però corrotti anche peggio dell’Italia. Nell’epoca del comunismo c’erano tanti limiti, dalla mancanza di libertà d’espressione all’impossibilità di arricchirti perché chiaramente tutto era statale. Lo sport però era una via che ti permetteva di arricchirti, ti poteva tirare fuori dal sistema a differenza di altri campi perché economicamente non potevi emergere nonostante avessi capacità. Lo sport ti permetteva di andare all’estero e guadagnare, e in quel periodo avevamo una grande cultura. Basta pensare alla squadra di basket della mia città, l’allora Jugoplastika Spalato Split, è stata tre volte Campione d’Europa con giocatori esclusivamente del territorio senza americani, che erano riusciti a vincere anche alcune coppe e campionati nazionali. Avevamo Kukoc, Tabak, Perasovic e Rada, giocatori incredibili. E stiamo parlando di Spalato, una città di 250.000 persone, quindi non una grandissima città o metropoli. Negli anni abbiamo avuto tre diverse squadre che sono state Campioni d’Europa di pallanuoto, con giocatori esclusivamente di Spalato. Questo vuol dire che c’era una grandissima etica del lavoro e del gioco. E con la generazione che arrivava da quell’epoca, la Nazionale di calcio è arrivata terza ai Mondiali di Francia ’98, lo stesso gruppo che qualche anno prima aveva vinto il titolo Under 21.

Adesso manca completamente quella grande cultura del lavoro, specialmente nella mia città. A Zagabria riescono ancora a produrre grandi giocatori, ma a Spalato molto meno. C’è una flessione allucinante, poca cultura del lavoro, finti procuratori che mettono pressione su giocatori e società, genitori che vogliono fare i soldi grazie ai figli. Manca tutto il vecchio lavoro. In questo momento nel calcio non si lavora bene, nel basket poi non ne parliamo nemmeno: negli anni ’90 andavamo in finale contro gli Stati Uniti, eravamo un esempio per tutti e ora non abbiamo neanche una squadra decente che giochi in Eurolega.

Faccio questi riferimenti costanti al basket perché mi piace molto, è un grande sport da cui rubo certe idee. Per esempio mi piace l’idea di avere un giocatore centrale in grado di attirare l’attenzione di più difensori, e per questo mi piaceva un sacco Shaquille O’Neal che erano tutti costretti a raddoppiare, così facendo si libera qualcuno, nel calcio per esempio sulle fasce agli attaccanti esterni. Ho studiato il triangolo offensivo e il modo di gestire lo spogliatoio di Phil Jackson e sono tutte cose stupende. È stato bravissimo a togliere egoismo dalle sue stelle e metterle al servizio della squadra per ottenere tante vittorie, ha una psicologia fantastica nel far andare tutti nella stessa direzione. Così come è interessante che nei momenti di difficoltà a inizio stagione non chiami timeout, ma preferisce lasciarli giocare per farli crescere anche attraverso gli errori e i periodi negativi, li mette nelle condizioni di assumersi responsabilità. Io ho uno stile diverso, sono molto presente e urlo molto. Ma è perché sono fatto così, tutti mi dicono che il mio modo di fare sprona i giocatori ma non ci credo molto. Non credo che il mio atteggiamento sia quello necessario, mi comporto così solo perché sono fatto così. Anche Ettore Messina è un esempio per me. Bozidar Maljkovic è stato un grandissimo allenatore e un grande psicologo, lo caratterizza il fatto che non ha mai fatto un complimento a un suo giocatore: lui ha vinto tutto con la Jugoplastika Spalato, ma ai giocatori bastava non essere insultati per sentirsi già bene. Il suo modo di lavorare portava a risultati straordinari, magari rientravano alle 3 di notte da una trasferta e alle 8:30 erano già pronti in palestra per allenarsi. Questa era una grandissima cultura del lavoro, che ora nella mia città si è persa.

Quanto è stato importante lo sport nella vita e per la formazione personale?
Io rientravo nella parte di giocatori meno talentuosi, e di conseguenza nella mia carriera sono sempre dovuto andare a mille all’ora per competere con altri che magari erano più bravi. Sicuramente in questo modo sono diventato uno tosto, molto tosto. Ho avuto anche la fortuna di conoscere persone come Gasperini che ha valori umani impressionanti per un italiano, perché ha veri valori di onestà e di lavoro, non cerca mai scorciatoie. E lui mi ha cresciuto molto come persona.

Alla fine di tutto, quand’è possibile riuscire a sentirsi appagati dal proprio lavoro? A sapere di essere arrivati alla fine di un percorso?
Io lavoro con molta intensità, chiedo molto ai miei giocatori. Per raggiungere questo obiettivo nei primi mesi devi urlare molto, ogni minimo errore cerco di mettere pressione. Specialmente ai giocatori che non sono abituati a lavorare con grande intensità sia fisica che mentale. Quando riesco a vedere un allenamento fatto bene e che non abbia richiesto delle mia urla, allora è il primo segnale che la squadra inizia a essere la mia squadra. Vuol dire che non hanno più bisogno più di me, che si aiutano tra di loro e che ognuno esige dal compagno grande intensità. Faccio un esempio: quando a stagione in corso sono arrivati due giocatori nuovi, Beleck e Gyasi, non erano abituati a rincorrere l’avversario che gli aveva appena portato via palla. Rincorrere l’avversario alla fine è più una questione mentale che fisica, è un concetto che va capito e reso automatico. Non appena i compagni si sono accorti che non lo applicavano, sono stati loro stessi i primi a farglielo presente. Non c’è stato nemmeno bisogno del mio intervento. Mi sento veramente felice quando facciamo una prestazione fatta bene a livello di gioco che ci permette di portare a casa anche una vittoria, e quando contemporaneamente vedo i giocatori molto soddisfatti.

Leonardo Piva collabora con la Gazzetta di Mantova e con la Gazzetta dello Sport. È autore del libro "The Goal. Le vie dello sport sono infinite".

FONTE: UltimoUomo.com


News rossoblu
UFFICIALE: Ivan Jurić è il nuovo allenatore del Genoa
Il tecnico croato sarà presentato oggi alle ore 18 a Villa Rostan

di Alessandro Legnazzi -28 Giugno 2016

Il Genoa comunica ufficialmente che Ivan Jurić è il nuovo allenatore rossoblù. Il sito del club più antico d’Italia aggiunge che Stjepan Ostojić (classe ’75, ex centrocampista con esperienze da allenatore in Arabia Saudita) sarà il secondo allenatore mentre il professor Alberto Corradi (di Cogoleto, segue Jurić dai tempi del Mantova) coprirà il ruolo di collaboratore tecnico.

FONTE: PianetaGenoa1893.net


Divertimento Juric
Come ha fatto l'emergente tecnico croato a portare il Crotone in A? Tra metal e 3-4-3, il credo tattico di Ivan Juric, artefice di un calcio brillante e ordinato.
Di Michele Tossani

Alzi la mano chi ci aveva creduto alla prima promozione in Serie A nella storia del Crotone. Probabilmente nessuno, neanche i protagonisti di questa impresa. Per la Calabria, un momento storico: il Crotone sarà infatti la terza squadra della regione nella massima serie, dopo le epopee di Catanzaro e Reggina. Non male per un club che rappresenta una delle città più povere d’Italia, dove il tasso di disoccupazione toccava, nel 2015, l’incredibile vetta del 31%. Ancora una volta, dopo Carpi e Frosinone, un’altra piccola realtà del calcio italiano disputerà almeno una stagione nella massima serie. Con i suoi 62.430 abitanti, Crotone sarà uno dei centri più piccoli ad essere rappresentati nella serie A 2016/17 (soltanto Sassuolo e Empoli hanno un minor numero di abitanti).

Buona parte del merito di questa entusiasmante impresa si deve a Ivan Juric, allenatore croato, un’altra felice intuizione del Ds Giuseppe Ursino (a Crotone dal 1995), il dirigente che ha portato in Calabria tanti giocatori e allenatori che, da Crotone, hanno poi spiccato il volo. Fra i tanti nomi, Alessandro Florenzi, Danilo Cataldi, Daniele Gastaldello, Antonio Mirante e Federico Bernardeschi. Fra i tecnici, Gian Piero Gasperini su tutti, ma anche Eugenio Corini e Massimo Drago sono passati da qui. Ursino ha avuto coraggio nel puntare su un allenatore con una sola stagione di esperienza in prima squadra, a Mantova in Lega Pro. Per Juric si è trattato di un ritorno a Crotone dove era già stato come giocatore per cinque stagioni, dal 2001 al 2006, fra l’altro anche alle dipendenze dello stesso Gasperini, cominciando così quel sodalizio umano e tecnico che sarà molto importante nella formazione dello Juric-pensiero.


Nato a Spalato il 25 agosto 1975, Juric ha cominciato la sua carriera di giocatore professionista nell’Hajduk Spalato, la squadra della sua città. Centrocampista di interdizione ma dai piedi discreti, viene notato dal Siviglia e si trasferisce in Spagna nell’estate del 1997. Rimane in Andalusia tre stagioni per essere poi ceduto all’Albacete. Qui lo nota Ursino, che lo porta in Calabria nel 2001. Nel 2006, dopo aver collezionato 152 presenze complessive e 9 reti con i Pitagorici, passa al Genoa, fortemente voluto da Gasperini, diventando uno degli uomini chiave del tecnico dei rossoblù dentro e fuori del campo. Con il Genoa, Juric rimarrà fino al 2010, quando deciderà di appendere le scarpette al chiodo, non prima di aver registrato 111 presenze con il Grifone e di aver anche assaporato, seppur brevemente (5 presenze), la gioia di vestire la maglia a scacchi della nazionale croata.

Chiusa la carriera in campo, per Juric si aprono le porte della panchina. Comincia così per il croato una nuova avventura. Dopo essere entrato a far parte dei quadri del settore giovanile del Genoa Juric, ottenuto il patentino UEFA A (nella stessa classe di Roberto Baggio), lascia Genova per seguire il suo mentore Gasperini, che lo chiama con sé come assistente all’Inter. L’avventura con i nerazzurri finisce male per entrambi, con l’esonero di Gasperini nel settembre 2011. Un anno dopo, Gasp viene chiamato dal Palermo e, ancora una volta, si porta dietro il fido croato come assistente. Dopo aver frequentato il corso UEFA Pro, per Juric arriva il momento di fare il grande passo: cominciare la carriera di primo allenatore. Esce quindi dallo staff di Gasperini e accetta l’offerta di Enrico Preziosi, che lo rivuole a Genova come allenatore della Primavera, al posto dell’esonerato Stefano Eranio.

Juric, da giocatore, contrasta David Beckham in Milan-Genoa del gennaio 2009 (Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Il 17 giugno 2014, Juric comincia la sua carriera con i grandi. Viene infatti scelto dal Mantova per guidare i virgiliani. Juric si trova ad aver a che fare con una situazione difficile. Il Mantova è infatti costretto a partire con 3 punti di penalizzazione e con una squadra fatta in ritardo, costruita praticamente senza attaccanti. Un accordo con il Genoa permette ai lombardi di ottenere alcuni giovani del vivaio e lo stesso Juric, che viene proposto nell’accordo di collaborazione dalla dirigenza rossoblù. Sarà l’inizio di un periodo entusiasmante, ma anche turbolento. Juric viene infatti scelto da Michele Lodi, presidente del sodalizio lombardo. Tuttavia, nel giro di poche settimane l’allenatore croato si ritrova a cambiare ben tre presidenti. Il secondo, Antonio Esposito, entra subito in contrasto con lui per questioni tecniche. Inizia il campionato e, dopo una sconfitta con l’Alessandria, Esposito decide di esonerare Juric. L’esonero dura circa tre ore perché i soci mantovani di Esposito si mettono in mezzo. Risultato? Juric torna in sella ed è Esposito a lasciare la società nelle mani di Nicola Di Matteo. Importante è il ruolo avuto nella vicenda da Bruno Bompieri, uno di questi soci, che spinge molto per far tornare l’uomo di Spalato. Tanto è vero che l’allenatore, dopo la vittoria con il Como che, di fatto, ha sancito la promozione in serie A del Crotone, ha voluto ricordare l’episodio, dedicando a Bompieri non soltanto i tre punti ma anche i risultati ottenuti in una carriera che aveva rischiato di interrompersi sul nascere.

Il Mantova 2014-15 comincia male la stagione, ottenendo 3 punti nelle prime 7 partite, utili appena ad annullare la penalizzazione iniziale. Tuttavia, la squadra gioca bene e nessun altro si mette in testa di contestare Juric. Pian piano, il croato riesce a risollevare i mantovani, conquistando tutti per il bel gioco ma anche per un rapporto sincero con la tifoseria e la città. Sotto la guida di Juric, il Mantova raggiunge una salvezza tranquilla, a tre giornate dal termine del campionato. Il croato ha ancora un anno di contratto ma la situazione societaria e le sirene che arrivano da Crotone, ambiente a lui caro, lo convincono a salutare e a trasferirsi in Calabria.


«Juric è una bravissima persona, schietta, diretta», dice Massimo Biribanti, de La Gazzetta di Mantova. «Un tecnico preparato, a cui piace parlare di calcio». Con una passione particolare, quella per la musica metal. Di questa sua passione, Juric ha parlato al mensile Rolling Stone nel 2010. «Ho cominciato a 14 anni con Metallica e Megadeth, poi sono passato a cose più aggressive. Il death metal è la mia passione, band come Napalm Death, Obituary e Carcass, artisti veri». Una passione rara fra i giocatori nostrani. «Il fatto è che i calciatori non capiscono un cazzo di musica», ha continuato Juric, «la conoscono superficialmente, la vita che fanno li condiziona e non hanno modo di scoprire a fondo altre cose». Eppure, una passione che non deve essere così strana in Croazia, dove un altro ex giocatore e ora allenatore, Slaven Bilic, non soltanto si è dichiarato fan dello stesso genere musicale, ma ha anche trovato il tempo di suonare in una band, i Rawbau (famosi per aver scritto un inno per la Croazia in vista di Euro 2008), oltre ad aver utilizzato il metal per caricare i giocatori dello West Ham prima delle partite.

«Devo molto a Gasperini e mi piace attaccare, aggredire alto e pressare con continuità». Così Juric il giorno della presentazione a Crotone, la scorsa estate. «Ha un gioco molto simile a quello di Gasperini. Io ho la fortuna di giocarci insieme e adesso lo ritrovo come allenatore, da allenatore credo che diventerà ancora più forte, sono rimasto impressionato dalla sua voglia, dalla sua grinta», ha ricordato Raffaele Palladino, ex enfant prodige del calcio italiano, a Crotone con Juric. E proprio da Gasperini Juric ha imparato molto, ereditando sopratutto l’applicazione di determinati princìpi di gioco. E il gioco di Juric è proprio legato più a questi princìpi che ad un sistema tattico preciso. Nonostante l’obiettiva influenza esercitata da Gasperini sul croato, il legame con il 3-4-3 gasperiniano è stato probabilmente troppo enfatizzato.

Il 3-4-3 del Crotone

Ricerca della superiorità numerica; verticalizzazione; pressing e velocità; riconquista immediata della palla. Questi sono i cardini del gioco di Juric. In fase offensiva, il tecnico croato non chiede un possesso palla fine a se stesso, ma la ricerca della palla in verticale, appena possibile. Il Crotone di Juric pressa per conquistare la palla: se la riconquista è alta, la giocata successiva è alla ricerca della porta avversaria. Se, invece, la conquista è bassa, si parte con il fraseggio, sempre allo scopo di trovare una zona di campo da dover poter muovere in verticale la palla. Sono i difensori centrali a gestire la fase di costruzione, pronti anche a salire per accompagnare la fase offensiva.

«Io parto dai tre dietro nell’impostazione dell’azione. Se si parte a tre ok, altrimenti ci muoviamo per formare la linea a tre. Questo può avvenire in diversi modi: si può abbassare un centrocampista fra i due centrali, come fa Luis Enrique con Sergi Busquets o come faceva a Roma con Daniele De Rossi oppure si può stringere un terzino e alzare l’altro. Dipende». Fondamentale è infatti la costruzione, in fase di possesso palla, di un quadrilatero costituito da difensore centrale in avanzamento; esterno di centrocampo; centrocampista centrale di parte; esterno d’attacco. Con questo quadrilatero, il Crotone cerca la superiorità numerica in zona palla, pronto comunque a cambiare velocemente gioco ove questa non si realizzasse. Sempre in fase offensiva, sono importanti le coperture preventive. Il Crotone non ha paura della parità numerica, con Juric che è disposto ad accettare il due contro due dietro (con il terzo difensore che è avanzato).

Il quadrilatero laterale dei rossoblù

Il quadrilatero laterale dei Rossoblù, costituito da difensore centrale in avanzamento; esterno di centrocampo; interno di centrocampo; esterno offensivo

Tutti questi cardini del gioco offensivo di Juric vengono allenati tramite esercitazioni ad alta intensità, nelle quali ci si esercita sempre a tocco libero. Infatti, nel modo di intendere il calcio di Juric non c’è spazio per le classiche partitelle a due tocchi, a suo avviso troppo limitanti. Meglio giocare a tocco libero, per costruire un giocatore pensante, in grado di saper scegliere quando passare la palla o quando dover avanzare. «Non giocare a due tocchi non vuol dire permettere ai giocatori di usarne 100. Bisogna sempre giocare velocemente ma lascio che i giocatori si esprimano al meglio. Ci sono situazioni nelle quali è necessario giocare a un tocco, altre in cui è meglio usarne di più».

Una manovra offensiva classica, con palla all’esterno d’attacco e sovrapposizione del laterale di centrocampo

Anche in fase di non possesso palla, il Crotone è molto aggressivo. Juric vuole che la sua squadra attacchi subito una volta persa palla, difendendo in avanti attraverso una serie di scalate difensive. In queste situazioni, la difesa a 3 non è un dogma. «Non bisogna fossilizzarsi con la tattica», ha dichiarato Juric, «mi è capitato di variare sistema di gioco e passare anche a 4. Bisogna essere aperti e pronti ad ogni tipo di soluzione. In realtà, io il 3-4-3, quest’anno, l’ho fatto quattro, cinque volte. Nelle altre partite ho utilizzato sistemi diversi. Quello che conta sono i principi di gioco in fase offensiva e difensiva». Biribanti ricorda: «Qui a Mantova attaccava con il 3-4-3, ma difendeva anche con altri sistemi, ad esempio trasformando il 3-4-3 in un 4-5-1 in fase difensiva, tramite l’arretramento di un esterno di centrocampo sulla linea difensiva; lo scivolamento centrale dell’altro esterno e l’arretramento dei due esterni d’attacco».

L’aggressività difensiva e la ricerca dell’uomo: il centrale Yao esce alto sull’interno avversario

Contro il 4-3-1-2 del Cagliari, Juric chiede al suo esterno Ricci di accentrarsi, in fase difensiva, per coprire il vertice basso avversario

Contro squadre schierate con una punta ed un numero dieci alle sue spalle, il Crotone difende con un centrale che marca il trequartista e con gli altri due difensori che si schierano uno in anticipo e l’altro a copertura della profondità. Contro due punte ed un trequartista fra le linee, è un centrocampista centrale ad occuparsi di quest’ultimo. Il punto di riferimento primario è l’uomo. «Se si parla di concetti, ci sono allenatori come Maurizio Sarri o Marco Giampaolo che hanno come punto di riferimento la palla, in fase di non possesso. Io non ho invece problemi a rompere la linea. Il mio calcio è basato sull’andare a rubare palla, quindi sull’attaccare l’uomo». Un’organizzazione difensiva che ricorda quella di Gasperini, soprattutto per la prevalenza dell’attenzione all’uomo rispetto alla palla. Grazie a questa struttura difensiva, i pitagorici hanno subito soltanto 36 gol in 42 partite, seconda miglior difesa del campionato, dietro al Novara.


Nell’immagine in evidenza, Ivan Juric durante Crotone-Como dello scorso 23 aprile. Maurizio Lagana/Getty Images

Pubblicato in data 3 Giugno 2016
Di Michele Tossani

FONTE: RivistaUndici.com


IL CAPOLAVORO DI JURIC
Il Crotone a un passo dalla Serie A: il tecnico croato può festeggiare venerdì a Modena con un pareggio. Ma se perde è promosso sabato solo se il Trapani non batte il Novara.
di Tullio Calzone
© Getty Images

DOMENICA 24 APRILE 2016 01:39
IL CROTONE IN SERIE A - C'è solo Cosmi tra il Crotone e la A. Ma la festa della capolista calabrese, implacabile e spietata, è già cominciata dopo aver battuto anche il Como e nonostante quel punto che manca alla matematica certezza di un'impresa pazzesca, ormai una pura formalità. Anche per un uomo prudente e autentico come Ivan Juric, principale artefice di questa inenarrabile cavalcata: il tecnico croato finalmente si scioglie in un sorriso e nell'abbraccio alla sua famiglia, ammettendo per la prima volta che il trionfo è lì a portata di mano. Quella dedica da condividere con il suo ex presidente al Mantova Bompieri - che non lo esonerò un anno e mezzo fa - la dice lunga sulle qualità umane di questo allenatore silenzioso e anti divo, che non va in panchina con la cravatta firmata e le idee confuse. Senza quella fiducia non sarebbe mai arrivato sin qui.

[...]

FONTE: CorriereDelloSport.it


9 GIUGNO 2015
News
JURIC È IL NUOVO ALLENATORE DEL CROTONE. BENTORNATO IVAN!

Scritto da
Ufficio Stampa
Il Football Club Crotone comunica di aver affidato l’incarico di Responsabile tecnico della Prima squadra al Sig. Ivan Juric.

Sarà dunque una vecchia conoscenza rossoblù a guidare la squadra: Ivan Juric, grande protagonista con la casacca pitagorica per ben 5 stagioni, dal 2001 al 2006. In totale ha vestito la maglia del Crotone 152 volte condite da 10 reti ed ha contribuito alla seconda promozione in B nel 2003/04. Il neo tecnico degli squali, felice di tornare in una società che conosce e stima, è pronto per iniziare la nuova avventura.

Il giovane allenatore croato, 40 anni da compiere ad Agosto, nell’ultima stagione ha allenato il Mantova in Lega Pro con ottimi risultati; in precedenza ha avuto esperienze al fianco di Gian Piero Gasperini all’Inter e al Palermo ed ha anche guidato il Genoa Primavera.

Il neo tecnico rossoblù ha firmato un contratto biennale nel quartier generale della V&V Group, alla presenza del Presidente Raffaele Vrenna.

La conferenza stampa di presentazione di Ivan Juric si svolgerà domani, mercoledì 10 giugno, alle ore 10 presso la sala stampa dell’Ezio Scida.

FONTE: FCCrotone.it


ALTRE NOTIZIE
Mantova, sirene dalla B per il tecnico Juric
06.04.2015 20:56 di Lorenzo Di Benedetto Twitter: @Lore_Dibe88
Ivan Juric, tecnico del Mantova, sta facendo molto bene sulla panchina del club lombardo e alcuni club di Serie B si sarebbero interessate a lui in vista della prossima stagione.

Anche Feralpisalò e Pordenone si sarebbero messe sulle sue tracce, ma l'ex centrocampista del Genoa è legato al suo attuale club anche per la prossima stagione e non è da escludere che possa rispettare il suo contratto.

A riportarlo è TuttoMantova.it.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Telemantova
Pubblicato il 3 apr 2015

La reazione del tecnico del Mantova Ivan Juric dopo la sconfitta contro la Giana Erminio.
2 aprile 2015

FONTE: Canale youtube Telemantova


Mantova, le prime parole del neo tecnico Ivan Juric
MANTOVA, 18 giu. - Il nuovo allenatore del Mantova Ivan Jurić è stato presentato ufficialmente questo pomeriggio presso la sala stampa dello stadio Martelli.

Il tecnico croato, che ha stipulato un contratto biennale con la società biancorossa porta con sé anche il secondo allenatore Alberto Corradi e il preparatore atletico Stjepan Ostojic. Rimangono confermati all'interno dello staff tecnico biancorosso Corrado Merighi e Mirko Bellodi.

Alla presentazione ufficiale, oltre ai membri dello staff tecnico, hanno partecipato il Direttore Generale Alessandro Dusi e il Direttore Sportivo Alfio Pellccioni.

Queste le prime parole di Jurić in biancorosso:
"Mantova è una grande piazza e sono convinto che, nonostante le difficoltà che potremo incontrare, possa tornare ai livelli di cinque o sei anni fa. Ho avuto modo di iniziare a conoscere la città, le strutture e i campi sui quali andremo a lavorare: c'è sicuramente del buon potenziale e con qualche piccolo accorgimento non potremo che migliorare ulteriormente. Vorrei proporre un calcio offensivo, dove sia la mia squadra a condurre il gioco. Oltre a questo, però, ai giocatori che manderò in campo chiederò sempre tanta corsa e intensità. Gasperini per me è un modello, ma devo dire che mi ispiro anche all'ex ct dell'Argentina Marcelo Bielsa. E' vero, è la prima volta che sono l'allenatore di una prima squadra, ma credo proprio di essere pronto. Allenare una Primavera vuol comunque dire aver a che fare con ragazzi giovani ma che già hanno la mentalità di un calciatore professionista; aver fatto il secondo allenatore all'Inter e al Palermo, poi, è stata un'esperienza che mi ha fatto crescere ed imparare molto. Dovremo noi, col bel gioco e le prestazioni, a far innamorare sempre più i tifosi della squadra, spero davvero di rivedere un Martelli colmo di entusiasmo come quello vissuto qualche anno fa quando, con la maglia del Genoa, venimmo sconfitti all'ultimo minuto".

[...]

FONTE: AltraMantova.it


Mantova, Juric è il nuovo allenatore: il comunicato del club

17/06/14 17:43 | News calcio | Autore: Gianluca Di Marzio
Il Mantova pianifica il futuro e ufficializza Juric in panchina. Il collaboratore di Gasperini al Genoa, ex giocatore del Grifone, sarò il nuovo allenatore del Mantova. Questo il comunicato ufficiale del club: "Sarà Ivan Jurić l'allenatore del Mantova. Il tecnico croato ha trovato l'accordo col club virgiliano, legandosi ai colori biancorossi con un contratto biennale. Jurić porterà con sé anche alcuni collaboratori: il secondo allenatore Alberto Corradi e il preparatore atletico Stjepan Ostojic. L'allenatore e lo staff tecnico verranno presentati domani, mercoledì 18 giugno, alle ore 17.00 presso la sala stampa dello stadio Martelli".

FONTE: GianlucaDiMarzio.it


CALCIOMERCATO
23 settembre 2013 - 14:53
GENOA: esonerato Eranio, Primavera a Juric
di Redazione ITASportPress
La Primavera del Genoa cambia ancora la guida tecnica dopo il passaggio da Liverani a Eranio. A comunicarlo è stato lo stesso club rossoblù attraverso il proprio profilo ‘Twitter’. La guida dei giovani del ‘Grifoni’ è stata affidata a Ivan Juric, visto l’esonero da parte del presidente Preziosi di Stefano Eranio, arrivato dopo 5 sconfitte consecutive tra campionato e coppa.

FONTE: ITASportPress.it


PRIMO PIANO
Juric: "Non lavorerò più con Gasperini. Gattuso? Spero faccia bene"
08.06.2013 15:23 di Giancarlo Casà
Fonte: Tmw - Alessio Alaimo
"Liverani e Gattuso al Genoa e Palermo? Se prendi un allenatore esperto non rischi di meno...". Cosi a TuttoMercatoWeb.com Ivan Juric, ex centrocampista del Genoa ed ex vice allenatore del Palermo di Gasperini.

"L'Inter? Dopo anni in cui ha vinto tutto ci può stare una flessione, ma con Mazzarri tornerà competitiva. Gattuso al Palermo? Spero faccia bene perché Palermo è una piazza in cui sono stato bene e la squadra non meritava di retrocedere.

Il mio futuro? Non sono più nello staff di Gasperini, ho fatto esperienza con lui da secondo e ora è giusto che trovi la mia strada. Dalle esperienze negative ho imparato tanto".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Master Uefa a Coverciano: iscritti anche Stramaccioni e Inzaghi
del 05 ottobre 2012 alle 17:29
Lunedì prossimo prenderà il via a Coverciano il corso Master per l’abilitazione ad Allenatori professionisti di Prima categoria – UEFA Pro, indetto dal Settore Tecnico della Federcalcio e organizzato dalla Scuola allenatori diretta da Renzo Ulivieri.

Al corso sono stati ammessi i seguenti allenatori: Elisabetta Bavagnoli, Antonio Benarrivo, Eugenio Benuzzi, Massimo Brambilla, Giovanni Bucaro, Nicola Campedelli, Fabio Cannavaro, Fabrizio Cesana, Francesco Colonnese, Leonardo Colucci, Francesco Cozza, Jorge Hernan Crespo, Tiziano De Patre, Alberto De Rossi, Massimo Drago, Silvano Fiorucci, Daniele Franceschini, Giovanni Galli, Fabio Grosso, Filippo Inzaghi, Mark Iuliano, Ivan Juric, Claudio Luperto, Riccardo Maspero, Marco Materazzi, Tommaso Napoli, Paolo Negro, Massimo Oddo, Armando Pantanelli, Mario Petrone, Sergio Porrini, Giuseppe Rigoli, Pasquale Domenico Rocco, Sebastiano Siviglia, Andrea Sottil, Francesco Statuto, Andrea Stramaccioni, Salvatore Sullo, Domenico Toscano, William Viali, Jesmond Zammit, Paul Zammit.

FONTE: CalcioMercato.com


18 SETTEMBRE 2012 - 17:20
LO STAFF DEL MISTER
Questo lo staff che da oggi collaborerà con Gian Piero Gasperini, nuovo tecnico del Palermo.

Allenatore in seconda: Ivan Juric.

[...]

FONTE: FCInterNews.it


Inter-Gasperini, il preparatore atletico Trucchi racconta
29.09.2011 15:59 di Redazione TMW.
[...]

Gasperini ha rescisso il suo contratto con l'Inter, mentre qual è la sua situazione e quella degli altri collaboratori?
"Solo lui ha rescisso, mentre io, Ivan Juric e Bruno Caneo (rispettivamente assistente e collaboratore tecnico di Gasperini, ndr) siamo ancora sotto contratto e, quindi, dei dipendenti dell'Inter".

[...]

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


L'ok del Genoa è arrivato: Juric nello staff dell'Inter
© foto di Federico De Luca

A sorpresa, ci sarà anche Ivan Juric nello staff dell'Inter. Lo ha reso noto poco fa Gian Piero Gasperini, il quale ha svelato come possa essere preziosa la figura dell'ex centrocampista con cui lavorò a Genoa e Crotone per vicinanza d'età con i giocatori e esperienza diretta sul campo. Juric lo scorso anno ha allenato la Primavera del Genoa in contatto diretto con il Gasp.

FONTE: FCInterNews.it


SERIE A
Genoa, addio al calcio giocato per Juric
14.06.2010 23:20 di Claudio Colla
Clamorosa rivelazione del centrocampista del Genoa Ivan "Uncino" Juric (34) rilasciata a "Il Secolo XIX": il croato ha infatti annunciato, un po' a sorpresa, il proprio ritiro dal calcio giocato, specificando comunque la volontà di intraprendere la carriera di allenatore: la sua intenzione sarebbe quella di succedere a Luca Chiappino, attuale tecnico della Primavera rossoblù Campione d'Italia in carica (ma dalla Lega Pro sembra già esserci l'offerta dell'Arezzo). «È stata una decisione più emotiva che razionale o pensata, dopo 17 anni da professionista. Il Genoa con me è stato grande, mi ha trattato benissimo e mi ha lasciato possibilità diverse», ha spiegato il giocatore, noto, oltre che per la grinta sempre pervenuta sul terreno di gioco, per la sua passione per il metal estremo e per il suo aspetto "piratesco". Juric lascia dunque il Genoa da giocatore dopo quattro stagioni, caratterizzate da 108 presenze in campionato e una rete segnata (contro la Juventus in Serie B, nel 2006/07); dopo aver militato anche in Hajduk Spalato, Siviglia, Sibenik, Albacete e Crotone, Juric è riuscito a entrare nel giro della nazionale maggiore croata (dopo aver collezionato presenze in tutte le rappresentative giovanili) all'età di 33 anni, esordendo l'11 febbraio 2009 contro la Romania.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Ivan Juric, midfielder of the faith
9 MAGGIO 2010
by trainspotting
Il metallo e il calcio, le due più grandi passioni del metallaro italiano. Per anni si sono rincorse leggende metropolitane e mezze verità sull’esistenza di calciatori metallari, sorta di figure paramitologiche da bestiario medievale come l’ippogrifo e la gallina con la testa umana: se per il danese Stig Tofting detto ‘pitbull‘ le dicerie erano alimentate dai tatuaggi hardcore e l’aspetto minaccioso (così come per Jaap Stam, che però mi si assicura fosse davvero metallaro), nella provincia italica si tramandano storie secondo le quali Moreno Torricelli (qui in uno scatto decisamente grim) fosse stato avvistato a un concerto dei Sepultura negli anni ’90, o ancora non accennano a placarsi le voci che vogliono lo splendido Felice Centofanti assiduo frequentatore dei concerti metal dell’Italia centrale.
Ora però arriva la prima conferma inequivocabile: il mensile Rolling Stone, nel numero 78 del mese scorso, ha intervistato il croato Ivan Juric, tignoso centrocampista trentacinquenne in forza al Genoa con la discografia dei Morbid Angel nel tinello.


“I calciatori non capiscono un cazzo di musica. La conoscono molto superficialmente, la vita che fanno li condiziona e non hanno modo di scoprire a fondo altre cose. L’unico altro metallaro con cui ho giocato in 15 anni di carriera è stato un portiere argentino del Crotone“. Tra l’altro se prima di giocare ascoltassero i Manowar giocherebbero tutti meglio. Magari le partite finirebbero 8 contro 8, ma vuoi mettere?

“Ho cominciato a 14 anni con Metallica e Megadeth, poi sono passato a cose più aggressive. Il death metal è la mia passione, band come Napalm Death, Obituary e Carcass, artisti veri. Non mi piace il nu metal. I nuovi gruppi death sono senza sentimento, pensano solo alla velocità“: Osservazione, quest’ultima, talmente old school che pare uscita dalla bocca di quei metallari quarantenni sfatti con il gilet di jeans e le toppe dei Massacre che ogni tanto incontri ai concerti mentre aspetti che ti spillino la birra al bancone. Ciccio Russo diventerà così fra qualche anno. Alla domanda ‘la tua top five di tutti i tempi’ l’Idolo risponde: “Sicuramente ‘Kill’em All’: mi ha cambiato la vita. I primi quattro dischi dei Metallica sono tutti bellissimi, quelli dopo no, ma ‘Kill’em All’ è il disco più grande. Poi ‘The Sound of Perseverance‘ dei Death: Chuck Schuldiner è un artista assoluto. E ovviamente ‘Leaders Not Followers 2‘ dei Napalm Death (che è un disco di cover, ndbarg). Mi sono sempre piaciuti i Ministry, anche se non sono una band di metal classico, e il loro live ‘In Case You Didn’t Feel Like Showing Up’. La prima volta che li ho sentiti mi hanno toccato profondamente. Per concludere i Soundgarden: li ho ascoltati tantissimo ai tempi di ‘Superunknown‘. Chris Cornell mi è piaciuto finchè è stato con loro, ma le cose che fa ora proprio no“.


Perfetto Ivan, chiede il giornalista di Rolling Stone, ma non ti pesa dover rinunciare ai concerti o quantomeno rinunciare a pogare a causa del tuo lavoro?
“Sì, sinceramente sì. L’anno scorso sono andato a vedere i Soulfly a Milano e buttandoti nel pit rischi davvero“.

Ma no Ivan, tutta salute. Io Ciccio e il Romani siamo andati agli Obituary qualche tempo fa e su ‘Chopped in Half‘ non ho potuto resistere, dopo anni di inattività.
“Però sai, ascoltare un cd a casa e andare a un concerto non è la stessa cosa. Sono andato tre volte a vedere i Napalm Death e pogando rischiavo sempre di farmi male. Una volta mi sono detto ‘faccio il bravo e ascolto solo il concerto’, ma dopo mezza canzone ero già nel pit“.

Di solito se ai giocatori gli chiedi ‘cosa vuoi fare quando appenderai gli scarpini al chiodo’ loro ti risponderanno che vorrebbero rimanere nel mondo del calcio, o dedicarsi alla famiglia, oppure, come diceva Roberto Baggio, rinchiudersi nel proprio eremo di campagna a cacciare storni e bere vino rosso. Ecco invece Juric:
“Quando smetterò di giocare voglio passare un’estate intera in giro per l’Europa a vedermi tutti i festival“, che è esattamente quello che farei io se potessi vivere di rendita.

E per quanto riguarda il Big Four? “Non ho i biglietti, però Slayer, Megadeth e Metallica sono il massimo, e poi gli Anthrax… Se posso andrò a vederlo a Praga, c’è gente più aggressiva, vivono di più il concerto. Ai Soulfly a Milano la gente stava ferma; ho notato che gli italiani non hanno sangue metallaro, sono più per cose tipo Eros Ramazzotti. Sicuramente c’è tanta gente che ascolta metal, ma per la strada non lo noti come a Spalato o a Londra. Quando vado a un concerto in Brasile o nell’Europa dell’Est c’è un’atmosfera più calda, lì hanno più anima per questo tipo di musica. Ricordo i Napalm Death a Zagabria nel ’91, c’era un casino totale, ma proprio totale“.

A casa, gli si chiede, sei uno di quelli che fa headbanging da soli?
“Quando sono con mia figlia di 4 anni ascoltiamo i Soulfly, ‘Seek and Strike‘ è la sua canzone preferita. Saltiamo, ci buttiamo sui divani, come se fosse un concerto solo per noi due.”

E poi LA frase:
“Vorrei che anche lei, crescendo, ascoltasse death“.

Sembra tratta da una conversazione tra me e Ciccio. Ora basta, voglio Juric all’Inter. Anche solo per il gusto di comprarmi la maglia nerazzurra e farmi scrivere dietro JURIC 666, sarebbe l’unico caso in cui potrei girare con quella maglia a Roma: la soddisfazione di indossare una cosa del genere varrebbe anche il rischio di essere pestati a sangue. Ma lui è un uomo vero, ascolta death metal ed è attaccato alla sua gloriosa maglia rossoblu:
“Pur di vincere di nuovo il derby contro la Sampdoria sarei disposto ad ascoltare Ramazzotti per un mese intero“.

Ivan, forse non verrai mai a giocare nella mia squadra, ma possiamo sempre diventare consuoceri. Sarebbero le riunioni di famiglia più belle che si possano immaginare: i nostri figli, sposati, a parlare di death metal e pallone, e noi vecchiardi con l’amaro Averna in mano a guardarli con orgoglio, ricordando i tempi in cui anche noi eravamo come loro. Pensaci, Ivan. (barg)

FONTE: CalcioNews24.com


SERIE B
Genoa, un regalo per Gasperini: Juric
05.07.2006 17:07 di Claudio Cordova
Enrico Preziosi, Presidente del Genoa, accontenta il suo nuovo allenatore, Giampiero Gasperini. Dal Crotone arriva infatti il centrocampista croato Ivan Juric. L'arrivo del giocatore era stata una precisa richiesta del tecnico, subito dopo la firma del contratto. Preziosi aveva dichiarato che avrebbe fatto di tutto per soddisfare la volontà del neo trainer e così è stato.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com

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