Vera e propria bandiera del calcio gialloblù nel decennio che va dal 1970 al 1980, Emiliano alias 'Ciccio' MASCETTI detiene ancora oggi il record di presenze in Serie A con il VERONA

Pubblicato da Smarso mercoledì 17 luglio 2019 09:03, vedi , , , , , , , , , , , , , , | Nessun commento

Emiliano Mascetti
Data di nascita:11/03/1943
Luogo di nascita:Como (CO)
Nazionalità:Italiana
Ruolo:Centrocampista
Altezza:180 Cm
Peso:74 Kg
Posizione:
CARRIERA DA DIRIGENTE +   -   =
 SquadraStagioneSeriePartiteRuolo 
Sampdoria2004 - 2005A-Capo Osservatore 
Atalanta1998 - 2003B/A-Direttore Sportivo 
Hellas Verona1997 - 1998B/A-Dirigente 
Roma1988 - 1996B/A-Direttore Sportivo 
Hellas Verona1981 - 1988B/A-Direttore Sportivo 
Hellas Verona1980 - 1981B/A-Dirigente 

CARRIERA DA GIOCATORE +   -   =
 SquadraStagioneSeriePartiteGoal 
Hellas Verona1979 - 1980B12 (+3CI)0 (+0) 
Hellas Verona1978 - 1979A22 (+4CI)1 (+0) 
Hellas Verona1977 - 1978A28 (+4CI)9 (+1) 
Hellas Verona1976 - 1977A25 (+4CI)2 (+1) 
Hellas Verona1975 - 1976A29 (+11CI)7 (+3) 
Torino1974 - 1975A24 (+10CI +2CU)2 (+1 +0) 
Torino1973 - 1974A25 (+4CI +2CU)0 (+0 +0) 
Hellas Verona1972 - 1973A28 (+4CI)7 (+0) 
Hellas Verona1971 - 1972A23 (+4CI)3 (+1) 
Hellas Verona1970 - 1971A28 (+3CI +5Sp)5 (+1 +0) 
Hellas Verona1969 - 1970A28 (+3CI +2Sp)1 (+0 +0) 
Hellas Verona1968 - 1969A21 (+2CI)0 (+1) 
Hellas Verona1967 - 1968B34 (+1CI)3 (+1) 
Pisa1966 - 1967B243 
Pisa1965 - 1966B33 (+1CI)2 (+0) 
Como1964 - 1965C339 
Como1963 - 1964C3311 
Como1962 - 1963B20 
Como1961 - 1962B30 
Giovanili ComoFino al 1961--- 
LEGENDA: CI Coppa Italia, Sp Spareggi per la permanenza in Serie A, CU Coppa UEFA

I 70 anni di Mascetti e la storia del Verona
I grandi del passato dell'Hellas riuniti per festeggiare il compleanno di Emiliano Mascetti. Interviste di Gianluca Tavellin


NEWS E CURIOSITÀ +   -   =
Vera e propria bandiera del calcio gialloblù nel decennio che va dal 1970 al 1980, Emiliano alias 'Ciccio' MASCETTI detiene ancora oggi il record di presenze in Serie A con il VERONA (232 in 9 delle 11 stagioni totali prima del ritiro nel 1980) e solo nel 2015, dopo ben 35 anni, è stato superato da Luca TONI nei gol messi a segno in massima serie con la maglia scaligera.
Numeri che raccontano al meglio cosa ha rappresentato il MASCETTI giocatore dell'HELLAS ma che sono anche superati dalla visione che ha avuto da Direttore Sportivo nel 1984-85 quando ha allestito quella che ad oggi per equilibrio tattico, forza tecnica e carica agonistica è stata forse la miglior squadra allestita in tutta l'ultracentenaria storia calcistica dei blugialli e che infatti ha battuto tutte le altre in una Serie A in cui militavano i più grandi fuoriclasse di quei tempi...

CENTRAVANTI? NO, MEGLIO REGISTA...
Cresciuto nella squadra della sua città natale come centravanti, MASCETTI lascia il COMO dopo 4 stagioni tra B e C e arriva al PISA neopromosso in cadetteria per la stagione 1965-66 ma, con 5 gol in 57 presenze tra campionato e Coppa Italia, non pare avere un grosso avvenire la davanti; senonchè gioca da sorprendente mediano le ultime 10 gare del 1966-67 (coi nerazzurri che arrancano e, con l'arrivo di LUCCHI in panchina, devono fare a meno del titolare BARONTINI) e infatti, come racconta Raffaele Tomelleri, al suo arrivo all'HELLAS il presidentissimo GARONZI non lo vede di buon occhio 'Se 'n centrataco nol segna, che centrataco elo?' ma il diesse LIDDAS ci aveva visto lungo e mister LIEDHOLM convince Ciccio ad arretrare in mediana dove, da regista, il 24enne giocatore sboccerà definitivamente facendo innamorare i tifosi scaligeri e non solo.
Alla penultima la rimonta decisiva al 'Della Vittoria' di Bari con i gol di Ciccio e BONATTI (altro grandissimo dei gialloblù anni '70 insieme a ZIGONI, BUI, CLERICI, MADDÈ, BUSATTA, TRASPEDINI, LUPPI, SIRENA, NANNI, MASCALAITO...) seguita dall'1 a 0 al PADOVA sul neutro di Ferrara ed è promozione a -4 dal PALERMO a pari punti del PISA a +1 da BARI e FOGGIA.

Dal 1968-69 i gialloblù mantengono la categoria per altre quattro stagioni prima di venire retrocessi d'ufficio a causa di illecito sportivo (e quella maledetta telefonata da GARONZI a CLERICI) nel frattempo capitan MASCETTI è emigrato al TORINO dove gioca anche in UEFA ma non riesce a ripetere le prestazioni che lo avevano reso imprescindibile a Verona così, per l'annata 1975-76 torna all'HELLAS neopromosso dove riprenderà esattamente da dove aveva lasciato, contribuendo con gol, assist e giocate a mantenere la Serie A per altre quattro stagioni prima della retrocessione del 1979-80 che coinciderà con l'ultima annata del MASCETTI calciatore che rimarrà con mister VENERANDA in gialloblù nonostante la corte serrata dell'INTER.

DIESSE UN PO' PER CASO E SQUADRA CAPOLAVORO (A BUDGET RIDOTTO)
La storia dell'ormai 37enne Ciccio è però scritta solo a metà: L'ex centrocampista dal sinistro di velluto non immagina nemmeno lontanamente che il meglio in gialloblù deve ancora venire quando l'allora proprietà lo manda a studiare da Direttore Sportivo a Coverciano; al ritorno 9 mesi da dirigente e, dall'annata 1981-82, con l'arrivo di mister BAGNOLI l'inizio di quel sodalizio che durò per altre sette stagioni e, attraverso una promozione in pompa magna, stagioni esaltanti in Serie A culminate con uno storico scudetto, l'approdo alla ROMA di VIOLA nel 1988 ma nel frattempo Ciccio ha portato in maglia gialloblù GARELLA, DI GENNARO, PENZO, Luciano MARANGON, DIRCEU, FANNA, GALDERISI, IORIO, BRIEGEL & ELKJAER, GIULIANI, VIGNOLA, DE AGOSTINI, GALIA, PACIONE... Solo per citare i più famosi prima del ridimensionamento del VERONA e del progressivo smantellamento ala fine degli anni '90.

Otto annate alla ROMA di VIOLA, di CIARRAPICO (con il quale, fra l'altro, scritturò e 'impose' TOTTI a BOSKOV) e nel 1993 dell'iniziale coppia SENSI-MEZZAROMA quando subì l'arrivo dell'omologo MOGGI imposto da MEZZAROMA fino a Novembre prima del recupero della totalità della società da parte di SENSI e l'allontanamento di MOGGI che poi andò (non senza polemiche) alla JUVE a stagione in corso.

Dal 1996 cinque stagioni all'ATALANTA fu ancora Direttore Sportivo e gestì fra gli altri PAZZINI, PINARDI, DONATI, MONTOLIVO, DONI, BIANCHI, MORFEO e i fratelli ZENONI infine il ruolo di Capo Osservatore alla SAMPDORIA prima del meritato pensionamento.


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ANEDDOTI & ALTRO DA RICORDARE +   -   =


Emiliano Mascetti
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Emiliano Mascetti (Como, 11 marzo 1943) è un ex calciatore e dirigente sportivo italiano.

Carriera
- Giocatore
Calcisticamente nato nel Como, viene ceduto successivamente al Pisa per costruire poi una carriera di undici anni nel Verona, con cui ottiene la promozione in massima serie nella stagione 1967-68 e con cui, nel corso di undici stagioni, stabilisce il record di presenze in Serie A (232) della società scaligera; per oltre tre decenni ha inoltre detenuto anche il primato di reti in massima categoria dei gialloblù, superato solo nel 2015 da Luca Toni.

La lunga esperienza veneta fu intervallata da due annate nel Torino (dal 1973 al 1975, e nella fase finale della Coppa Italia 1977-78), prima di concludere la carriera agonistica nella stagione 1979-80, all'età di trentasette anni, appunto nel Verona nel frattempo retrocesso in Serie B. In carriera ha collezionato 282 presenze e 37 reti in Serie A, e 108 presenze e 8 reti in Serie B.

- Dirigente
Una volta appesi gli scarpini al chiodo, seguono nove anni da direttore sportivo nello stesso Verona con lo storico traguardo tricolore nella stagione 1984-85, prima della proposta del presidente romanista Dino Viola. Con i giallorossi lavora per otto campionati, dal 1988 al 1996, vincendo una Coppa Italia e portando la compagine capitolina in finale di Coppa UEFA. Dal 1996 al 2002 ricopre il ruolo di direttore sportivo all'Atalanta, mentre in seguito collabora con la Sampdoria.

FONTE: Wikipedia.org




NEWS
Mascetti e gli altri: compleanno per quattro ex
Il direttore sportivo dell’Hellas da scudetto passò anche da Bergamo compie 76 anni.

di Redazione marzo 11, 2019 - 11:30

Uno, Emiliano Mascetti, è stato il direttore sportivo dal 1998 al 2003 agli ordini del presidentissimo Ivan Ruggeri.
[...]

MASCETTI, L’UOMO MERCATO. Il comasco dalla chioma canuta compie 76 anni. Ex centrocampista di Como, Verona, Pisa e Torino, a Bergamo fa l’uomo mercato per una cinquina di stagioni di cui due in B, tra Bortolo Mutti e Giancarlo Finardi passando da Giovanni Vavassori in panchina. Quotatissimo, come dirigente, avendolo fatto nell’Hellas del mitico scudetto di Osvaldo Bagnoli (1985) e nella Roma. Epoca orobica inaugurata da Nicola Caccia bomber e con nomi famosi: gli Zenoni, Pelizzoli, Bellini, Pinardi e Zauri più Doni, Ventola, Ganz e quel che restava del Mimmo Morfeo baby. I saluti? Dopo i playout persi con la Reggina.

[...]

FONTE: CalcioAtalanta.it


Il “Capitano”: Emiliano Mascetti
By NF Punti di vista - 22 ottobre 2016
Emiliano Mascetti è solo il secondo nella classifica delle presenze “all time” in maglia Hellas dietro Luigi Bernardo, primo con 337 partite disputate a cavallo degli anni ’20 e ’30. E’ il primo però per numero di presenze in serie A. Emiliano si è fermato, si fa per dire, a 330 ma per i tifosi è lui l’icona vivente, il simbolo, la bandiera tra tutti i calciatori che hanno vestito il gialloblu.
Regista di centrocampo, non velocissimo, ma dalla tecnica sopraffina, con il suo sinistro magico disegnava arte pura ed era capace di giocate incredibili tanto che nella sua stagione migliore (1977/78) stregò anche il grande Gianni Brera. “Giuan” lo propose addirittura per la Nazionale nonostante fosse ormai trentatreenne.

Classico regista di centrocampo, dettava con grazia sontuosa i tempi del gioco e dai suoi piedi zampillava la manovra scaligera. Per tutti è stato, ma lo è ancora, il “Capitano”, protagonista della storia dell’Hellas per undici lunghi anni, caratterizzati da ben 232 presenze, contando soltanto la massima serie, condite da ben 35 reti. Una storia iniziata e terminata contro il Napoli; esordio il 29 settembre del 1968 al “San Paolo”, commiato al “Bentegodi” il 12 maggio 1979.

Una carriera, dopo gli esordi con Como, la squadra della sua città, e Pisa, tutta dedicata all’Hellas, con un breve intermezzo nella Torino granata. Fu grande protagonista dell’ascesa scaligera, che fino a quel tempo contava solo una apparizione nella massima serie, nella stagione 1957/58. Architrave del progetto pensato dall’ambizioso Garonzi, che condusse l’Hellas alla massima serie, nella quale rimase per 10 dei successivi 11 campionati.

Il buon Emiliano mise a disposizione della squadra le proprie doti di infaticabile mediano e di ottimo realizzatore, l’intelligenza tattica, la capacità di creare gioco, diventando così il leader della squadra e il beniamino dei tifosi. Non a caso le sue migliori annate coincisero con i migliori campionati dell’Hellas, il 1972/73 e il 1978/79.

L’anno successivo arrivò il declino, complici acciacchi ed infortuni e la squadra retrocesse in cadetteria, dove il nuovo allenatore, Fernando Veneranda, decise di puntare su una squadra giovane e veloce, caratteristiche che spinsero il “Capitano” tra i comprimari. Inevitabile, a fine anno, la decisione di appendere la scarpette al classico chiodo.

Ma non l’esperienza in gialloblu, infatti la società offrì ad Emiliano il ruolo di direttore sportivo e lui ripagò alla grande la fiducia costruendo, anno dopo anno, pezzo dopo pezzo, la squadra che avrebbe stupito il mondo conquistando uno scudetto incredibile, ma vero. Galderisi, Di Gennaro, Tricella, Fanna ma soprattutto Briegel ed Elkjaer sono i diamanti portati al “Bentegodi”. Terminata l’esperienza nella città di Giulietta e Romeo, lavora alla Roma, all’Atalanta ed alla Sampdoria, ma questa è un’altra storia.

FONTE: TifaVerona.net


SERIE A
TMW RADIO - Roma, Mascetti: "Manca poco per arrivare al livello della Juve"
11.05.2016 13.24 di Tommaso Bonan
Emiliano Mascetti, direttore sportivo della Roma dal 1988 al 1996, ha parlato a TMW Radio all'interno della trasmissione VG Radio, svelando anche un retroscena di allora riguardante Francesco Totti: "Nel 1993 Berlusconi propose uno scambio tra Gullit e Totti? E' vero, e il presidente Ciarrapico sembrava tentennare. Avevamo preso Totti per il settore giovanile ma già stava facendo vedere grandi cose, così ho cercato di farlo giocare subito in prima squadra. Allora c'era Boskov e feci pressione perché non aveva nessun contratto. Boskov non era convinto, pensava fosse ancora un bambino. Gli risposi che era sì un bambino, ma molto bravo. E' stata la prima volta che sono andato a dire ad un allenatore di far giocare qualcuno. Poi al resto ci ha pensato lo stesso Totti. L'attuale rinnovo con la Roma? Non sono lì, ma anche adesso è riuscito a fare vedere ancora una volta la sue qualità. Se Totti sapeva allora della possibilità del Milan? Quando c'è il mercato c'è sempre un po' di confusione, per forza lo ha saputo. Dino Viola? E' stato un grande presidente. Con me si è sempre comportato in una maniera perfetta, quindi per me era veramente un presidente classico. Franco Sensi? Per quel poco che ho lavorato con loro mi sono trovato bene. Gullit potevo anche prenderlo in prestito e non dar via nessuno, ma abbiamo cercato di lavorare sui giovani e Totti era il migliore dei giovani. Che cosa manca alla Roma per colmare il gap con la Juventus? L'ho vista giocare ultimamente, non credo manchi molto per arrivare al livello bianconero. Anche perché Milan e Inter, che erano le altre grandi che potevano lottare per i vertici, sono in difficoltà. La mia esperienza al Verona? Col Verona siamo arrivati io e Bagnoli insieme, in Serie B. In A, negli anni successivi, abbiamo fatto un quarto e un quinto posto. Avevamo già in mente di fare qualcosa di meglio, ma non pensavamo di poter vincere il campionato. Un messaggio per Totti? Volevo sentirlo in questi mesi. Lo chiamerò".

ESCLUSIVE
ESCLUSIVA VG - Mascetti: "Quando bloccai la cessione di Totti al Milan..."
11.05.2016 12:47 di Gabriele Chiocchio Twitter: @Gabrioc
Fonte: Redazione Vocegiallorossa
Emiliano Mascetti, direttore sportivo della Roma dal 1988 al 1996, ha rilasciato un'intervista nel corso di VG Radio, programma di approfondimento sulla squadra giallorossa in onda ogni mercoledì dalle 12 alle 13 su TMW Radio.

Nel 1993 Berlusconi propose uno scambio tra Gullit e Totti. Ciarrapico sembrava tentennare…
“L'avevamo preso per il settore giovanile, poi visto che nel settore giovanile faceva ottime cose, ho cercato di farlo giocare in prima squadra. Allora c’era Boskov”.

È vero che minacciò le dimissioni in caso di cessione?
“No, non è vero”.

Mise pressioni a Boskov per farlo esordire?
“Certo, non aveva nessun contratto”.

Una grande soddisfazione aver fatto firmare il primo contratto a Totti…
“Ho dovuto far storie all’allenatore per farlo vedere, lo vedevo nella primavera e aveva ottime qualità. Infatti Boskov l’ha fatto esordire a Brescia”.

Come andò quella firma? Come convinse Boskov a farlo esordire?
“Mi diceva che era un bambino, io gli chiesi se l’aveva visto e se sembrava un bambino, dicendogli che era molto bravo. Era la prima volta che andavo a dire a un allenatore di far giocare questo o quello, ma avevo un buon rapporto con Boskov. Oltretutto è stato bravo Totti a giocare come sa”.

[...]

Ha lavorato con Dino Viola, Ciarrapico e Franco Sensi: ce li descrive?
“Dino Viola è stato un grande presidente, questo è indubbio. Con me si è sempre comportato in una maniera perfetta, quindi per me era veramente un presidente classico. Con Viola non sono stato molto, quel poco che sono stato mi sono trovato bene. Gullit potevo anche prenderlo in prestito e non dar via nessuno, ma abbiamo cercato di lavorare sui giovani e Totti era il migliore dei giovani”.

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Lei è stato protagonista di un Leicester nostrano, il titolo dell’Hellas Verona…
“Col Verona siamo arrivati io e Bagnoli insieme, in Serie B. In A, negli anni successivi, abbiamo fatto un quarto e un quinto posto. Avevamo già in mente di fare qualcosa di meglio, ma non pensavamo di poter vincere il campionato”.

[...]

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


20:50 | venerdì 06 maggio 2016
Verona, Mascetti: «Toni può fare bene da dirigente»
Continua: «E' stato decisivo. Impossibile nasconderlo, ha fatto delle cose straordinarie»

di Massimo Balsamo - twitter:@Massimo_Bals ©imagephotoagency.it

HELLAS VERONA MASCETTI TONI - In settimana Luca Toni ha annunciato il suo addio al mondo del calcio giocato. Ma non è da escludere un futuro da dirigente, magari nell'Hellas Verona. A L'Arena, l'ex diesse gialloblu Ciccio Mascetti ha parlato del futuro del campione del mondo 2006: «Toni è stato decisivo. Impossibile nasconderlo, ha fatto delle cose straordinarie ed ha consentito al Verona di fare ottime stagioni. Guardate, sono praticamente paesani, ma a parte questo, a me Toni ricorda molto il mio amico Bui. Forse Luca è più fisico, mentre Gianni era più tecnico. Per carità Luca ha vinto tanto ed è un Campione di livello mondiale, però si assomigliano nel modo di giocare».

CONTINUA MASCETTI - «Io smisi tardi di giocare? Sì, dissi basta a 37 anni. Dovevo fare il vice-Bini all’Inter, ma Veneranda mi volle in B, ma poi le cose non andarono per il verso giusto, meno male che la società mi spedì a fare il primo corso di direttori sportivi a Coverciano. Tornai e feci nove mesi mi sembra da dirigente. Tempo fa ad una cena con gli ex il presidente Setti ci parlò della possibilità che il giocatore restasse, proprio all’interno del club. Non so in quale veste rimarrà o se troveranno un accordo. Dico che uno come Luca ha dimostrato di poter restare a lungo nel mondo del calcio. Ha vinto molto, ma soprattutto si è fatto volere bene in tanti posti. E’ conosciuto nel mondo. Al Verona ha fatto bene da giocatore, può farlo anche da dirigente».

FONTE: CalcioNews24.com


11 MARZO 2016 AMARCORD PISA
Grazie a Mister Lucchi, ho capito chi ero …!! – Emiliano Mascetti
Festeggia quest’oggi 73 anni, essendo nato a Como l’11 marzo 1943, Emiliano Mascetti, centrocampista in maglia nerazzurra nei due anni del ritorno in Serie B a metà anni ’60 …


di Giovanni Manenti
Cresciuto nel Como, dove viene impiegato nel ruolo di centravanti, mettendosi in evidenza in due Tornei di Serie C dove realizza complessivamente 20 reti con la maglia dei lariani, Mascetti viene acquistato dal Pisa nell’estate ’65 quale rinforzo per l’attacco dei nerazzurri, neopromossi in Serie B …

Ma in riva all’Arno, a dispetto delle 33 gare disputate, con esordio alla prima giornata il 5 settembre ’65 nella sconfitta esterna per 2-1 a Reggio Calabria, Mascetti sembra aver completamente smarrito la via della rete, se si considera che in tutto il Torneo ne realizza appena una, per di più ininfluente, nel tracollo per 1-4 subito dal Pisa a Potenza l’1 maggio ’66, venendo comunque confermato per la successiva stagione …

Il Campionato 1966.67 per i nerazzurri, ricalca il “cliché” della stagione precedente, con il Pisa invischiato nella lotta per non retrocedere e, dopo la sconfitta di Arezzo alla 28.a giornata, la Dirigenza decide di sollevare dall’incarico l’allenatore Pinardi, chiamando in sua vece il romagnolo Renato Lucchi …

Con il nuovo Tecnico in panchina, Mascetti, che sino a quel punto aveva disputato solo metà delle gare in calendario, viene impiegato nel nuovo ruolo di mediano in sostituzione dell’infortunato Barontini, ripagando immediatamente la fiducia del Mister realizzando l’unica rete che consente al Pisa di piegare 1-0 il Novara nell’esordio di Lucchi all’Arena Garibaldi e giocando da titolare le restanti 10 partite sino a fine Torneo, concluso in bellezza con la doppietta messa a segno all’ultima giornata a Reggio Calabria che certifica la permanenza dei nerazzurri nella Serie Cadetta …

Nonostante il buon finale di stagione, nell’estate ’67 la Dirigenza nerazzurra, con Barontini pienamente ristabilito, opta per uno scambio con il Verona, dal quale preleva, in cambio di Mascetti e del portiere De Min, l’interno offensivo Sandro Joan e la trattativa si rivela proficua per entrambi i Club che, al termine del Campionato 1967.68, ottengono al Promozione in Serie A, con il ritorno di Mascetti all’Arena in maglia gialloblu terminato con il successo dei nerazzurri per 3-1 con tripletta proprio di Joan …

Il resto dell’attività agonistica, depone però a favore di Mascetti che con il “suo” Verona disputa ben 11 stagioni – con una sola parentesi di due anni al Torino dal 1973 al ’75 – risultando tuttora, con 232 gare al suo attivo, il giocatore scaligero con il maggior numero di presenze in Serie A, proprio nel periodo in cui il Pisa “languiva” in Serie C, e curiosamente, l’ultima Stagione da calciatore disputata da Mascetti fu il 1979.80 in Serie B proprio nell’anno del ritorno dei nerazzurri nella Serie cadetta, incrociandosi per un’ultima volta il 23 settembre 1979, nella vittoria interna del Verona per 2-0 …

Nei quasi venti anni di professionismo, Mascetti si è distinto come uno dei più talentuosi centrocampisti del panorama calcistico italiano, ed il fatto che in detto ruolo si sia calato nella sua esperienza all’ombra della Torre Pendente, non può che farci piacere nel formulargli quest’oggi i nostri più sinceri ed Affettuosi Auguri di Buon Compleanno …!!

FONTE: Pisa24.info


02.06.2015
Tutti pazzi per Toni; Mascetti: «Il Bolt dell'Hellas. Ha segnato la storia»
[...]

GEMELLI DIVERSI. Ciccio Mascetti ha consegnato nelle mani di Toni un primato che durava da una vita. Per l'ex gialloblù 35 reti in serie A. Nessuno aveva fatto meglio prima dell'avvento di Luca. Mascetti? Un signore: «Luca è un'altra cosa rispetto a me. Ha fatto cose straordinarie, per lo più nell'arco di soli due anni. Ne sono passati tanti da Verona. Ricordo con piacere Bui e Penzo. Toni oggi è fenomeno da studiare. E i 38 anni non si sentono se la testa è quella giusta e gli stimoli restano sempre gli stessi di quando eri un ragazzino. Lui è il Bolt del Verona. Lo vedi passare».

[...]

FONTE: LArena.it


SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Mascetti: "Mandorlini a rischio? Fa sorridere, ma il calcio è così"
30.10.2015 21.12 di Raffaella Bon
L'Hellas Verona è precipitato all'ultimo posto della classifica e in vista dello scontro diretto contro il Carpi di domenica Tuttomercatoweb.com ha interpellato l'ex dirigente gialloblù Matteo Mascetti

Si aspettava un inizio così complicato per gli scaligeri?
"E' un anno difficile per il Verona. Riconfermarsi a certi livelli è sempre difficile e ne abbiamo un chiaro esempio sotto gli occhi. Non è stata baciata dalla fortuna perché martoriata da defezioni importanti. A questa squadra quando viene a mancare un terminale offensivo come Toni, viene a mancare il 50% della propria potenzialità. Se a questo aggiungiamo che il normale erede (Pazzini) è indisponibile, la frittata è fatta. Ho assistito al match contro la Fiorentina ed è evidente che concedere Halfredsson, Romulo, Viviani, Pazzini e Toni ad una squadra che è comunque costruita per ben altri obiettivi è un autentico suicidio".

In caso di sconfitta domenica Mandorlini potrebbe essere esonerato. Al suo posto è pronto Guidolin.
"Mandorlini ha fatto grandi cose. Pensare sia in bilico, mi fa sorridere, perché nel calcio è così: si è fenomeni a Maggio, ma si è da cambiare ad Ottobre. Da semplice spettatore mi piacerebbe vedere più utilizzato un ragazzo come Bianchetti, ma sono ben conscio che il Mister li alleni e valuti tutta la settimana e le sue scelte siano ben ponderate. E' un campionato che si delineerà presto perché il divario tecnico delle ultime 4 squadre è, ad oggi, evidente e molto si giocherà negli scontri diretti, già dalle prossime due domeniche con Carpi e Bologna".

Anche il Bologna, squadra che in passato ha avuto come diesse suo padre Emiliano, non se la passa bene...
"Il Bologna ha cambiato da poco il Mister ed eventuali fratture di spogliatoio saranno di facile risoluzione per un allenatore moderato come Donadoni. Sono fiducioso".

In chiave scudetto sono in ascesa le quotazioni del Napoli.
"Ho avuto modo di seguire la squadra in un paio di occasioni. E' evidente la mano del miser e di un grande lavoro svolto, sia fisico che tattico. La scelta di Giuntoli e di Mister Sarri, che leggevo con stupore essere criticata ad inizio campionato, si sta rivelando vincente. Ci vuole tempo e pazienza, perché se il Napoli ha optato su certe figure vuol dire che crede in un progetto che ha bisogno di tempo per dare i suoi frutti".

Possono restare in alto sino allo fine?
"A differenza di Fiorentina e Lazio, il Napoli ha probabilmente delle seconde linee in grado di garantire lo stesso apporto tecnico, soprattutto nel reparto offensivo. Se pesiamo a Mertens, Callejon , Insigne, Higuain e Gabbiadini è chiaro che in ogni ruolo, anche grazie al duttilità Manolo, c'è sempre un'alternativa e per i Club che affrontano tre competizioni in una stagione è un valore aggiunto non da poco. Forse soffre un pochino nel reparto arretrato, dove invece la Roma può contare su individualità più pronte. Rispetto all'inter è chiaro che abbia molta più qualità e meno fisicità. In mezzo al campo ha ritrovato un Hamsik nel ruolo di mezzala di grande personalità e al centro della mediana c'è l'imbarazzo della scelta con un Valdifiori più tecnico, geometrico e in grado di verticalizzare come pochi in Italia ed un Jorginho che ha dalla sua più attidunini in fase di riconquista della palla e sette mesi in più di esperienza in una piazza esigente come Napoli".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


PRIMO PIANO
Mascetti: "Stagione condizionata dagli infortuni. Mandorlini? Non è in discussione"
21.10.2015 10:00 di Stefano Bentivogli Twitter: @stefanobenti
L'ex dirigente dell'Hellas Emiliano Mascetti ha parlato ai microfoni di Tuttomercatoweb.com in merito del momento del Verona: "Il momento è difficile con gli infortuni che sono senza dubbio il problema principale. In particolare quello di Toni che ha cambiato gli equilibri della squadra e anche per quello che riguarda le realizzazioni. Pazzini, il naturale sostituto di Toni, si è infortunato ed è rientrato solo ora. Vederli giocare insieme sarebbe bello, ma ancora manca molto tempo".

Sulla posizione di Mandorlini: "Non è in discussione. Sarebbe assurdo metterlo in discussione ora dopo tutto quello che ha fatto. Non c'è alcun motivo per cambiare la guida tecnica".

Crede che ci sia il rischio di passare il campionato a lottare nelle parti basse della classifica? "Pensavo potesse fare meglio ma c'è ancora molto tempo per recuperare. Speriamo che gli infortunati rientrino presto perché potrebbe essere la chiave di volta per uscire da questa crisi momentanea".

FONTE: TuttoHellasVerona.it


02.06.2015
Il primo bomber gialloblù e il più vecchio di sempre
Mai nessun attaccante del Verna, prima di Luca Toni, era riuscito a vincere la classifica marcatori del campionato di serie A. L'ex aequo con Mauro Icardi non cambia il senso delle cose. Toni entra nella storia del club di via Belgio ancora di più di quanto si potesse immaginare e consegna all'Hellas, ai suoi tifosi e a se stesso un premio che vale per l'onore, per la gloria e per i ricordi.

Toni è l'uomo dei record. Prima di tutto ha superato Ciccio Mascetti, che con 35 gol era rimasto a lungo il miglior marcatore in serie A del Verona. E poi, laurendosi capocannoniere del torneo a 38 può vantare anche un altro record personale: Luca è il bomber più vecchio di sempre della serie A. Lui, che tra l'altro, la classifica marcatori l'aveva già vinta nel campionato 2005-2006 quando era alla Fiorentina. Quella fu una stagione magica, conclusa con 31 reti finali. Dario Hubner si era issato in testa alla classifica dei bomber di A quando aveva 35 anni. Due miti come Luis Vinicio e Gunnar Nordhal c'erano arrivati, rispettivamente, a 34 e 33 anni. Dunque, nessuno come Luca Toni. Tra l'altro i suoi 31 gol della stagione in Viola valgono anche il miglior rendimento delle ultime dieci stagioni di serie A.

Cavani, nel torneo 2012-2013 si era fermato a 29. Stessa cifra per Di Natale, bomber della A nel 2009-2010 ma anche nella stagione successiva quando i gol erano stati, invece, 28.
Toni, dunque, è re tra i re del gol. E battere il suo record ora sarà davvero difficile.

FONTE: LArena.it


SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Mascetti: "Verona, vittoria meritata. Inspiegabile il turnover viola"
21.04.2015 12.26 di Raffaella Bon
Il Verona ha raggiunto la salvezza battendo in trasferta la Fiorentina. Un grande risultato che mancava da anni al club scaligero. Per parlare di questa partita, la redazione di Tuttomercatoweb.com ha contattato in esclusiva l'ex giocatore gialloblu Emiliano Mascetti: "Non capisco perché la Fiorentina abbia schierato tutte quelle seconde linee, ma il Verona ha meritato la vittoria giocando un'ottima partita".

Cosa ne pensa del troppo turnover di Montella?
"Per la Fiorentina le coppe europee sono giustamente importanti, ma considerata la loro posizione in classifica, penso che il tecnico viola abbia fatto una scelta troppo azzardata. Anche perché non credo sia impossibile giocare due partite in una settimana".

A questo punto si può dire che il Verona è salvo?
"Penso proprio di sì, questi tre punti aiutano. La Fiorentina si è fatta sfuggire l'ennesima occasione per restare attacco al treno delle grandi".

SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Mascetti: "Romulo merita la convocazione. Toni? Lo avrei portato"
15.05.2014 19.35 di Pietro Lazzerini
Il Verona non è ancora escluso matematicamente dalla corsa all'Europa League anche se la trasferta a Napoli sembra veramente compromettere l'ultimo sogno di questa bellissima stagione. Annata che ha anche evidenziato le prestazioni di giocatori come Romulo e Toni, uno convocato da Prandelli per il Mondiale, l'altro lasciato a casa nonostante i 20 gol segnati nel corso del campionato. Per parlare di questi temi la redazione diTuttomercatoweb.com ha contattato in esclusiva l'ex giocatore dell'Hellas e noto dirigente del calcio italiano Emiliano Mascetti:

Il Verona può ancora credere all'Europa? Come valuta la stagione da neopromossa?
"Penso che all'Europa non ci credano più neanche i giocatori. Tra l'altro dovranno andare a giocare a Napoli, un campo difficile anche per i rapporti tra le tifoserie. Credo comunque che la stagione, al di là della qualificazione o meno, è stata strepitosa".

Di chi è il merito di questo grande risultato?
"Sicuramente la società ha fatto dei grandi acquisti. Ha creduto in un giocatore come Luca Toni, ha rilanciato Romulo e scoperto il talento purissimo di Iturbe. Soprattutto la coppia formata dall'ex viola e dall'argentino è stata la chiave di volta della stagione gialloblu".

Romulo è stato convocato da Prandelli, cosa ne pensa?
"Si merita la convocazione. Ha giocato una grande stagione dimostrando una continuità importante che ha aiutato tutta la squadra. Magari c'erano anche altri giocatori da poter convocare, ma credo che Prandelli abbia fatto la scelta giusta".

Invece Toni non è stato chiamato nonostante i 20 gol...
"Le dico una cosa: io non sono il commissario tecnico nè un allenatore, però se avessi dovuto effettuare una scelta di questo tipo, Luca Toni lo avrei portato senza ombra di dubbio".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


IERI A COVERCIANO
UN ALTRO MASCETTI DS MATTEO, FIGLIO DI CICCIO
19/06/2014 15:14
Ciccio Mascetti ha un erede. Il direttore sportivo del Verona dello scudetto, poi alla Roma, all'Atalanta, alla Sampdoria, bandiera del calcio scaligero ha da ieri trovato il suo degno epigono in famiglia.

Il figlio Matteo, che aveva lavorato anche nel Verona come responsabile del marketing, si è infatti "laureato" a Coverciano, iscrivendosi da ieri nell'albo dei direttori sportivi italiani.

Matteo Mascetti, 40 anni, ha superato brillantemente l'esame, discutendo la tesi "Gli esuberi di rosa", con una valutazione di 108/110.

FONTE: TGGialloBlu.it


NEWS AS ROMA
24 gennaio 2014 - 10:59
Mascetti: “Domenica sarà dura vincere sia per il Verona che per la Roma. Quando ero DS volevo Conte a Trigoria”
di finconsadmin

Intervenuto nello spazio di Dario Bersani e Augusto Ciardi, parla ai microfoni di Tele Radio Stereo, Emiliano Mascetti, ex calciatore del Verona, dirigente sportivo italiano. Queste le sue parole:

Verona-Roma: è la sua sfida?
E’ una sfida importante, stanno facendo bene tutte e due le squadre: sarà una partita difficile da poter vincere, sia per la Roma che per il Verona.

Verona e Roma: gli obiettivi. Si aspettava questo cammino?
Qui erano partiti per salvarsi, adesso 32 punti non sono pochi. La Roma pensavo potesse fare bene, avevano giocatori importanti.

Il lavoro di Walter Sabatini?
Gli devo fare i complimenti.

Juventus irraggiungibile a 8 punti?
Ha una squadra che sta facendo molto bene. In casa le ha vinte tutte, è una squadra forte.

Conte miglior tecnico italiano?
Quando ero direttore sportivo alla Roma lo avevo chiesto dal Lecce. Era ed è un martello.

Interviene anche THOMAS BERTHOLD, ex calciatore di Roma e Verona, che con il direttore Emiliano Mascetti ha un rapporto particolare, essendo stato da lui a portato nella capitale.
Questo il saluto di Mascetti: “E’ un piacere. Ogni tanto lo vedo nelle televisioni tedesche, non l’ho più sentito“.

Come stai Thomas?
Più o meno bene, mi sento bene e sono in forma nonostante i kg in più.

Roma e Verona le tue città?
Sono state due città diverse, più pressioni a Roma con la gente, la stampa. Abbiamo fatto bene, purtroppo perdemmo la Coppa Uefa contro l’Inter. Con la Germania, poi, nella capitale vincemmo il mondiale in Germania.

Domanda a Mascetti. Fu difficile la trattativa per portarlo a Roma?
No, assolutamente. E’ stato chiesto dal Bayern Monaco dopo un anno di Roma e lo abbiamo poi ceduto alla squadra più importante di Germania.

Domanda a Berthold. La sfida a distanza Juventus-Roma.
I giallorossi hanno avuto un inizio molto forte, con le dieci vittorie consecutive. E’ un campionato equilibrato ed è bello anche per la Serie A che ci siano più squadre a poter vincere lo Scudetto, Napoli compreso.

Botta e risposta:
La tenuta difensiva della Roma?
E.M.: Questo Benatia mi ha sorpreso, sta facendo benissimo.
T.B.: So che l’Udinese ha uno scouting eccezionale…

La situazione della Germania.
T.B.: In Germania di centrocampista ne abbiamo molti, con tanto potenziale. La difesa, forse, è il nostro reparto debole. Per vincere un mondiale ci vuole pure un attaccante forte, come Voeller quando eravamo nella Roma.
E.M.: Bisogna fare i complimenti a Rudi, eh…

Per chi farete il tifo domenica?
E.M.: Devo dire Verona, altrimenti mi menano (ride, ndr).
T.B.: Io faccio il tifo per la Roma, tanto non vivo più in Italia.

FONTE: ForzaRoma.info


ALTRE NOTIZIE
Emiliano Mascetti: "Verona-Roma sarà una gara difficile"
24.01.2014 09.59 di Chiara Biondini
L'ex calciatore del Verona Emiliano Mascetti, dirigente sportivo italiano, è interventuto ai microfoni di Tele Radio Stereo ,per parlare della sfida di campionato contro la Roma.

Verona-Roma: è la sua sfida?
"E' una sfida importante, stanno facendo bene tutte e due le squadre: sarà una partita difficile da poter vincere, sia per la Roma che per il Verona".

Si aspettava questo cammino?
"Qui erano partiti per salvarsi, adesso 32 punti non sono pochi. La Roma pensavo potesse fare bene, avevano giocatori importanti".

Il lavoro di Walter Sabatini?
"Gli devo fare i complimenti".

Juventus irraggiungibile a 8 punti?
"Ha una squadra che sta facendo molto bene. In casa le ha vinte tutte, è una squadra forte.

Conte miglior tecnico italiano?
"Quando ero direttore sportivo alla Roma lo avevo chiesto dal Lecce. Era ed è un martello.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


20.11.2013
«Derby, uno show per la città»
Mandorlini racconta la sua esperienza in partite così delicate e speciali «In carriera ne ho giocati tanti, di solito vanno all'incontrario, vedremo»
Tra amarcord ed attualità. Con la passione comune per l'Hellas Verona sullo sfondo. Il museo Nicolis di Villafranca è stato teatro di un evento speciale. Un incrocio di emozioni. Un singolare dibattito moderato da Raffaele Tomelleri e Gianluca Tavellin, giornalisti sportivi rispettivamente del quotidiano L'Arena e dell' emittente Telearena.
Tema di partenza quello dell'impresa. Concetto approfondito nella serata sotto un profilo prevalentemente sportivo. Il motivo? I quattro personaggi d'eccezione presenti. Icone intramontabili del calcio scaligero. Sul palco, infatti, sono intervenuti Osvaldo Bagnoli, Andrea Mandorlini, Pietro Fanna e Emiliano Mascetti. Le loro parole hanno offerto molteplici chiavi di lettura. Tanti gli argomenti trattati. Fra cui anche una parentesi su quello probabilmente più atteso: l'ormai imminente derby.

«Il derby vive sulla passione di un' intera città», la riflessione di Andrea Mandorlini, a pochi giorni dalla sua prima stracittadina sulla panchina dell'Hellas Verona. «In carriera ne ho giocati tanti, può succedere di tutto. Di solito vanno all'incontrario. Vediamo stavolta cosa succede».
L'impresa vincente. Non è stato però il derby l'argomento più dibattuto. Interessanti spunti, infatti, sono emersi sul termine impresa ed in particolar modo su quella sportiva. A parlare in proposito i due allenatori più amati della storia gialloblù: Mandorlini e Bagnoli. Concordi su alcuni punti focali.

«Fondamentale è la sinergia del tecnico con il proprio apparato dirigenziale», la loro opinione. « Senza questo tassello è impossibile raggiungere grandi traguardi. Questo è il punto di partenza per ogni impresa sportiva che si rispetti. A questo, poi, si devono sommare i valori umani del gruppo a disposizione. Questi sono imprescindibili, proprio come in ogni ambito della vita».

Il racconto dello scudetto. Valori umani che hanno rappresentato il vero segreto della stagione 84'-85, quella conclusasi per l'Hellas Verona con lo storico scudetto. «Eravamo un gruppo molto unito», le parole di Pietro Fanna. «Ci sono vari aneddoti che potrebbero testimoniarlo. Il più curioso è certamente quello relativo al Capodanno trascorso da ben 13-14 giocatori di quel Verona a Cavalese. In quell'occasione il gruppo parlò per la prima volta apertamente di scudetto. Personalmente in quella circostanza mi lasciai scappare anche un sibillino: "Sarà il nostro anno”. Fu una giusta intuizione».

Le intuizioni di Mascetti. Non l'unica di quel capitolo vincente di calcio scaligero. Molte, infatti, furono quelle che il direttore sportivo dell'epoca Emiliano Mascetti adoperò nella costruzione di quel gruppo poi scudettato. «E' vero, feci parecchie scommesse», il suo ricordo. «Acquistai riserve di altre squadre come Fanna, Di Gennaro o Bruni e puntai su giocatori considerati a fine carriera dalla maggioranza degli addetti ai lavori». L'esempio più eclatante? «Hans Peter Briegel», continua Mascetti.
«Era ritenuto un giocatore sul viale del tramonto. Venne a Verona, vinse uno scudetto e partecipò al mondiale del 1986. E' una storia a cui sono particolarmente legato. Fu una scommessa stravinta».

I sogni dell'Hellas. Sul fronte nuove scommesse, infine, gli interlocutori del Nicolis stuzzicano mister Mandorlini sul talento argentino Iturbe. Lui risponde: «E' un ragazzo di grande intelligenza. Deve soltanto mettere a disposizione del collettivo le sue grandi qualità. E' un giocatore di grande prospettiva. Può calcare grandi palcoscenici».

Quelli che i tifosi sognano sicuramente anche per l'Hellas Verona. Una fiaccola alimentata anche da Pietro Fanna. «In questo Verona rivedo lo stesso spirito di quello di Bagnoli. Quello del primo anno dopo la promozione. Potete aprire un ciclo, ci sono molte analogie». Mandorlini incassa sorridendo. Replica con un «sarà impossibile ripetere le vostre imprese», ma poi a voce bassa si lascia sfuggire «magari ci proviamo ad imitarvi».
Alessio Faccincani

FONTE: LArena.it


SENZA CATEGORIA
30 marzo 2013 - 12:14
Ex Dg Roma:”Quando Totti andò al Milan e Gullit..”

Il sito calciomercato.com racconta un episodio di mercato curioso relativo al 1993. Salvatore Castello, ex dirigente della Roma, ai microfoni dell’emittente radiofonica Radio Stereo 92.7, rivela i retroscena di un accordo già sulla parola: “Nel 1993 ero il direttore organizzativo della Roma e mi relazionavo sempre con il presidente Ciarrapico. In uno dei nostri colloqui nel suo ufficio, ricevette una telefonata da parte di Berlusconi, che aveva conosciuto nelle vesti di mediatore nella vicenda Mondadori. Il presidente del Milan, in quella circostanza, propose uno scambio tra Ruud Gullit, allora trentunenne, e Totti. Era il mercato di gennaio e Totti era da sempre la punta di diamante del settore giovanile e tutti riponevamo speranze nel suo talento. La chiusura della conversazione fu un “Ci risentiamo” che mi preoccupò molto. Il direttore sportivo Mascetti, che avvisai immediatamente, si precipitò bloccando l’operazione, minacciando di dimettersi dall’incarico. Il danno sarebbe stato incalcolabile. Il presidente chiamò Berlusconi, lo ringraziò e declinò la proposta. Boskov, di lì a meno di tre mesi, lo fece esordire su nostra pressione, per dimostrare il valore di Totti ed evitare un’eventuale cessione”.

FONTE: MediaGol.it


12.03.2013
Il sempreverde Mascetti ha spento 70 candeline
Ciccio Mascetti, 232 presenze in serie A e 35 gol con la maglia gialloblù: un doppio bellissimo primato

Tutto in quel nome, Ciccio. Sa d'affetto, di confidenza. Ciccio può essere solo un amico. Se una storia può stare in un nome, quella di Emiliano Mascetti, per tutti Ciccio, sta lì, racchiusa, riassunta, «stretta» in queste poche lettere. Vent'anni di Verona, una vita, forse più... «Puoi dirlo» sorride. «Undici da giocatore, nove da dirigente, ma non solo...». Verona è oggi la sua vita, la famiglia, gli affetti, gli amici da ritrovare come alla fine di un lungo viaggio. Verona è un album da sfogliare con nostalgia e tenerezza, con molti sorrisi e qualche inevitabile lacrima. Ciccio, da dove cominciamo? «Dall'inizio, no?».

L'ARRIVO. «Il Verona era in B, mi pare fosse il '67-'68, l'anno ni cui poi vincemmo il campionato». Liedholm in panchina, Mascetti arriva dal Pisa, l'almanacco recita «centravanti» anche se gli ultimi due anni a Pisa non ha segnato molto. Saverio Garonzi, alla sua maniera, storce un po' il naso: «Se 'n centrataco nol segna, che centrataco elo?» Liddas non fa una piega. «Vedrà, commendatore, vedrà...». Mascetti arretra, Liddas che di calcio capisce come pochi, completa un'inversione già in atto. Il Verona con Mascetti in mezzo al campo, vive una stagione da grande. «Bellissima», ricorda Mascetti. «La risolvemmo nel finale, riacciuffandola per i capelli, dopo essere stati quasi sempre tra le primissime». Un paio di battute d'arresto, «... ormai pareva compromessa, prima del gran finale». La A ripresa per i capelli. «Andammo a Bari, era uno spareggio. O noi, o loro, non c'era alternativa. Loro davanti, noi ad inseguire». Scappa il Bari, con Mujesan. Sembra finita, ma ecco Ciccio. «Gol mio e di Bonatti, vincemmo». Entusiasmo alle stelle, sette giorni dopo, neutro di Ferrara, la serie A a portata di mano. «Vincemmo 1-0, gol del povero Bonatti. Era serie A». Dice in un soffio, «il povero Bonatti», l'indimenticabile Bonatti. «Uno di quelli che avrebbe meritato molto di più. Come tanti altri di quel Verona, del mio Verona». I ricordi volano, s'incrociano, spaziano di qua e di là. A tutto campo, come giocava Mascetti. «Bui, Clerici, Traspedini, Busatta, Maddè, Batistoni, Luppi, Zigoni, Sirena... ma capite che grandi giocatori aveva il mio Verona?».

LA BANDIERA. Di quel Verona, da ricordare adesso con un filo di malinconia, Ciccio Mascetti divenne l'anima. Il capitano. La bandiera. «Uno come lui poteva davvero arrivare alla nazionale» disse un giorno zio Uccio Valcareggi. Mascetti scoppia a ridere. «Quando lo vedevo gli dicevo sempre, mister, lei ha sbagliato a non convocarmi mai in Nazionale. Per questo gli avevo fatto venire i rimorsi...». Una storia gialloblù, passi per due stagioni al Toro, «...prima di tornare a Verona, per sempre». Eppure il finale poteva essere... e non è stato. «Ultimo anno, siamo appena retrocessi» racconta Mascetti. Il Verona in B, arriva Veneranda. «Mi vuole l'Inter, avevo già parlato con Mazzola e Bersellini. Vieni con noi, mi dicono...». L'idea non dispiace a Mascetti. Ha 36 anni, ma è ancora grande, se è vero che l'Inter lo cerca. «In A avevo fatto bene, nonostante la retrocessione. E l'Inter cercava gente d'esperienza, era l'anno prima della riapertura degli stranieri. Mi dico, chiudi la carriera in una grande...». Resterà un pensiero. Veneranda dice di no. «Non fu una grande stagione, purtroppo. Ebbi un paio di infortuni, feci fatica a recuperare e sul campo nemmeno la squadra riuscì a centrare l'obiettivo...».

LO SCUDETTO. Lui e l'Osvaldo, lo scudetto nasce così. «Grandi campioni, ma anche giocatori sui quali magari pochi credevano ancora. E se adesso è facile pensare a Elkjaer, Briegel, Tricella, Di Gennaro, Galderisi, Fanna, io dico che i colpi veri, alla fine, furono ad esempio Volpati, oppure Fontolan. Il Volpe era al Brescia, voleva smettere di giocare per dedicarsi agli studi. Venne al Verona per diventare quello che è diventato». Campioni d'Italia, Mascetti si passa una mano sugli occhi. «Ce lo dicevamo anche allora, forse il tempo ci aiuterà a capire che cosa abbiamo combinato. Indimenticabile». Lui sempre al fianco di Bagnoli. È come se lo scudetto non fosse mai passato. Lo scudetto è come un diamante. Lo scudetto è per sempre. Come quel nome che non gli toglieranno mai. Ciccio è per sempre.
Raffaele Tomelleri

FONTE: LArena.it


11 marzo 2013 - 11:00
I 70 anni di Mascetti: auguri Ciccio!
Recordman di gol e presenze in A col Verona, è stato il ds dello scudetto

di Redazione Hellas1903
Auguri Ciccio!
Emiliano Mascetti compie oggi 70 anni. Leggenda gialloblù tra le più grandi, è recordman di presenze in A (232) e gol fatti nella massima categoria (35) con la maglia del Verona.

In totale, con l’Hellas, ha giocato 330 partite, segnando 46 volte.
Da dirigente, Mascetti ha costruito il grande Verona degli anni ’80: ds dal 1982 al 1989, con Osvaldo Bagnoli ha formato la coppia più bella di sempre dell’Hellas, con lo scudetto, le qualificazioni europee, le finali di Coppa Italia.

Un mito vero.

FONTE: Hellas1903.it



EMILIANO MASCETTI: le bandiere esistono ancora!
Scritto da Mar 08, 2013
Gran bella intervista quest'oggi della nostra redazione con una delle ultime storiche bandiere del Verona calcio, nel calcio da sempre, da tutti conosciuto come una delle figure leader del calcio italiano e il figlio (foto) un dirigente rinomato e stimato da tutti. Ecco il punto di papà Emiliano che saluto con tanta ammirazione.

Abbiamo contattato telefonicamente il direttore sportivo Emiliano Mascetti per un punto di vista a 360 gradi sul campionato di calcio. Con la sua proverbiale pacatezza ci concede una piacevole e amichevole chiacchierata.
[...]

1000 Cuori: Un’ultima considerazione sul suo Verona. Sembra che la squadra non riesca ad ingranare la quinta per il rush finale. La sconfitta in casa col Padova ne è la riprova. Cosa manca ad una corazzata del genere, dato che sul mercato non ha badato a spese?
Mascetti: A inizio campionato la squadra era dipinta dalla stampa come la corazzata invincibile , assieme allo Spezia. Ora sono le grandi deluse del campionato cadetto a sentire la stampa. Io credo che al Verona probabilmente qualche giocatore debba ancora dimostrare il suo valore, ma, nonostante tutto, sono terzi in classifica e tra dieci giorni incontreranno il Livorno. Salvo ulteriori passi falsi , il secondo posto è alla portata.

1000 Cuori: In chiusura, in previsione dell’11 Marzo, ci permetta di farle i nostri migliori auguri di compleanno!
Mascetti: Vi ringrazio e saluto tutti i vostri lettori.

FONTE: 1000CuoriRossoblu.it


PRIMO PIANO
ESCLUSIVA TUTTOHELLASVERONA.IT - E. MASCETTI: "ALL'HELLAS MANCA LA GIUSTA BRILLANTEZZA"
16.05.2012 09:30 di Alberto Pecchio
Visti i risultati della serata di ieri, una vittoria avrebbe rilanciato notevolmente le ambizioni gialloblù in ottica Serie A. Purtroppo questa non è arrivata, ma gli scaligeri sono ancora tenuti a galla dall'aritmetica. Senza promozione diretta, la truppa di Mandorlini se la dovrà vedere con la lotteria dei play-off. Si prevede, dunque, un inizio di giugno a dir poco infuocato. La redazione di TuttoHellasVerona.it, ha contattato in esclusiva Emiliano Mascetti per discutere di tali tematiche:

Il pareggio ottenuto contro l'AlbinoLeffe potrebbe essere una mazzata che distrugge i sogni di promozione diretta per i gialloblù. Cosa non è andato?
"E' difficile dirlo. Sicuramente c'è stata molta sfortuna, ma l'Hellas conferma comunque di non essere in un momento di forma esaltante. Non c'è la brillantezza di qualche partita fa. Questo si vede soprattutto nei suoi uomini chiave: mi viene in mente Hallfredsson che, dopo gli infortuni, ci sta mettendo abbastanza tempo per ritrovare la giusta condizione".

Il Verona di Mandorlini sembra proiettato a disputare i play-off. Che speranze hanno i gialloblù di raggiungere la Serie A tramite la porta di servizio?
"Aspettiamo a sparare sentenze. La matematica tiene accessa ancora la fiamma della promozione diretta. La cadetteria riserva, infatti, sorprese ad ogni giornata. Nel caso in cui la squadra non dovesse farcela, sono certo che si farà trovare pronta per un altro mini-campionato di quattro partite".

FONTE: TuttoHellasVerona.it


FLASH NEWS
ESCLUSIVA TB - Emiliano Mascetti: "Vi racconto i segreti dell'Hellas dello scudetto e chi fra gli attuali giocatori potrà avere un grande futuro in A"
13.05.2012 07:30 di Nicolò Schira
Sono passati ventisette anni dal 12 maggio 1985 ovvero il giorno in cui si materializzò il primo ed unico scudetto della storia dell'Hellas Verona. Abbiamo voluto rendere omaggio alla compagine scaligera intervistando Emiliano Mascetti ovvero il direttore sportivo di quella squadra per rivivere l'impresa di Fanna e compagni oltre a fare il punto sull'attuale compagine gialloblù.

A distanza di tanti anni si è riparlato del vostro Scudetto in paragone a quello della Juve: che ne pensa?
"Siamo onorati del paragone, ma le cose stanno diversamente. La Juventus rimane un grande club, non invece all'epoca fummo una sorpresa per tutti. Gli avversari ogni settimana erano convinti di sorpassarci e che saremmo durati sino alla fine. Anche a livello economico noi non potevamo sforare, ma dovevamo attenerci al budget che non era quello della grandi come Juventus, Milan, Inter e Napoli".

Allora cosa risponde a Conte?
"A Conte che si è dimostrato un grande allenatore dico che un'analogia la intravedo anche io. Entrambe le squadre erano reduci da campionati di centroclassifica e nel giro di un anno sono riuscite ad arrampicarsi in cima alla classifica, vincendo il campionato".

L'Hellas sta ritornando grande: da ex storico come lo vede?
"La volata finale è molto equilibrata, ma il Verona può arrivare direttamente in A".

Come?
"Vincendo tutte e tre le gare che deve disputare. Ce la può fare, anche se nelle ultime uscite i ragazzi di Mandorlini hanno smarrito un po' di brillantezza".

Quali fra i talenti scaligeri possono ambire ad una grande carriera?
"Sicuramente Juanito Gomez. Un giocatore d'altissimo livello con colpi strepitosi. Poi vedo molto bene anche Jorginho".

Il brasiliano lo accostano alla Roma, altra sua ex squadra. Jorginho è pronto per un tale palcoscenico?
"Ha fatto molto bene e credo possa starci in Serie A. L'età è dalla sua".

Che idea si è fatto della vicenda Setti?
"Penso che Martinelli in caso di Serie A abbia bisogno di nuovi soci, perciò in caso di A è ben accetto chi possa investire con passione per questi colori".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


06.12.2011
E Mascetti racconta: «Bagnoli? Mai litigato ma discusso tanto»
Osvaldo Bagnoli e Ciccio Mascetti sulla panchina del Verona che ha vinto lo scudetto nell’84-85

Normale, per loro, camminare uno a fianco all'altro. Allora come adesso, alla fine di un allenamento all'antistadio ai tempi dello scudetto ma anche ora, magari per incamminarsi verso il Bentegodi.
«Tante volte io e Bagnoli qualche diversità di vedute l'abbiamo avuta, senza mai litigare però», ricorda Emiliano Mascetti, la storia dell'Hellas in persona e una vita fra allenatori e presidenti. Non vuole entrare nella questione Gibellini-Mandorlini, lo chiarisce subito. «Non conosco la situazione, non vivo l'ambiente. Posso solo parlare di quel che è stata la mia esperienza».

A cominciare dal Verona, da Bagnoli, da un paio di giocatori per i quali uno la pensava in un modo ed uno in un altro. «Io e Osvaldo parlavamo, discutevamo, ma quasi sempre avevamo le stesse idee di fondo. Tranne che in rare eccezioni. Prendete Turchetta, uno che per me avrebbe potuto avere una carriera molto migliore. Aveva spunti importanti e una tecnica di base invidiabile. Bagnoli però non ne era molto convinto. Turchetta veniva dal Varese, costava poco e soprattutto aveva grandi qualità. Ecco, su Turchetta non avevamo la stessa idea. Mica però allenatore e direttore sportivo devono essere d'accordo su tutto, importante è trovare un punto d'incontro. Come e dove ritoccare la squadra si stabilisce insieme. Anche se mai, ad esempio, Osvaldo mi ha chiesto di prendergli questo o quel giocatore. Facile pretendere quello bravo, in quei casi è meglio non dimenticarsi della volontà della società e della sua disponibilità».

A Roma non fu tanto diverso, anche se la piazza aveva un peso specifico differente e di variabili ce n'erano molte. Roma non era Verona. «Appena arrivato Dino Viola mi disse che soldi non ce n'erano, in più a causa dei Mondiali la Roma avrebbe giocato al Flaminio e non all'Olimpico. Mi adeguai, come era giusto che fosse. Richiamai Liedholm, che Viola aveva appena esonerato, e in generale lavorai bene con tutti gli altri. Con Gigi Radice avevo un buon rapporto, Ottavio Bianchi aveva chiesto un paio di suoi giocatori. Carnevale, ad esempio. La questione però erano i paletti imposti dal presidente. Mazzone? Un grande, con lui parlavi di tutto in maniera molto serena. Un allenatore deve lavorare anche per la società, senza pretendere l'impossibile». Mascetti ha sempre vissuto anche il campo, gli allenamenti. Parlava quotidianamente coi giocatori, dispensava consigli e idee. «Non ho mai imposto nulla, per carità. Ci sono allenatori che una parola la ascoltano, altri che invece confondono un suggerimento con il tentativo di sconfinare nella loro sfera di competenza. Bisogna muoversi molto attentamente in quei casi, sempre tenendo conto del rispetto dei ruoli. Da una parte e dall'altra. Ricordo i tempi della Roma in cui c'era Boskov e, nella Primavera, un giovanissimo Totti che stava mostrando quello di cui era capace. Era evidente che il ragazzo aveva grande talento, ma Boskov esitava. Non potevo forzare troppo la mano, a volte la buttavo lì: «Ma quand'è che fai debuttare Totti? Il ragazzo mi sa che è pronto». Boskov non ci sentiva tanto, era d'accordo con me ma credeva che avesse ancora bisogno di tempo. Totti era invece già giocatore vero, ricordo bene quel giorno in cui giocò a Brescia la sua prima partita in serie A. Voglio solo dire che a volte gli allenatori devono accettare il confronto. I direttori sportivi non hanno mica trascorso gli anni dietro una scrivania o facendo i commercianti. Sono stati anche loro calciatori. Ricordate però che oltre ad un tecnico e ad una figura che si occupa di mercato c'è anche e soprattutto un presidente. A lui, alla fine, bisogna rendere conto».
Alessandro De Pietro

FONTE: LArena.it


Marzo 2008 - RADIO VERONA intervista Ciccio Mascetti...
Dopo aver salutato l'altro ieri una delle leggende dell'Hellas Verona, Giuseppe GALDERISI, tocca stasera a Emiliano MASCETTI proseguire il turno; un uomo sempre molto amato dai tifosi gialloblù: insieme a Osvaldo BAGNOLI costruì la squadra che vinse il magico scudetto nel campionato 84/85 e rimase 9 anni prima di approdare alla Roma del compianto presidente Dino Viola, ma Ciccio ha divertito e vinto con il Verona anche da giocatore (undici anni nell'Hellas per un totale di 260 presenze, due stagioni nel Torino dal 1973 al 1975, chiude la carriera sul campo nella stagione 1980-81 a 38 anni da noi) con record di presenze e goal in serie A della nostra società.

Buonasera e buon compleanno Ciccio - esordisce il conduttore - ti guardi mai indietro? Sopratutto dopo le belle parole del Nanu che ha detto di aver ricordato te e Osvaldo BAGNOLI nella sua corsa verso la Sud Domenica prima dell'inizio di Verona - Foggia pensi mai a tornare o guardi avanti?: "Mah... Io guardo avanti... Sai indietro o dei buoni ricordi e cose stupende che mi rimarranno tutta la vita, momenti esaltanti altri un po' sofferti però... Adesso guardo avanti".

E guarda in che direzione MASCETTI? - chiaro che De Pietro, come tutti i tifosi, vuole sapere se ci potrebbe essere qualche spazio nel Verona che verrà per Cicico - Anche verso Verona?: "Ma no... Ma io guardo avanti nella vita!!! E' chiaro che seguo il Verona perchè è la società dove ho lavorato per 20 anni e ce l'ho sempre nel cuore... Però ora faccio le cose divertendomi di più, senza assilli e pressioni... Vado in giro, seguo il calcio dai ragazzi alla champions ma come semplice passione".

Nicola da casa ricorda la squadra dei MASCETTI dei LUPPI e dei MADDÈ addirittura forse con più affetto che quello dato alla squadra dello scudetto e chiede cosa provò quell'anno in cui venne premiato dalla Domenica Sportiva per il più bel gol dell'anno realizzato a Genova contro il Genoa... "Si... In effetti fu un bel gol e in quegli anni premiavano il più bel gol del mese ed il più bello dell'anno e io vinsi in due mesi, tutti e due i gol premiati li segnai al Genoa, in casa e da loro, tanto è vero che i calcio club della Sampdoria mi mandarono la tessera numero 1 ah ah ah"...

Un tifoso scrive: Ciao Ciccio come mai il Verona non ha pensato a te visto che servono persone di esperienza e serietà, ti hanno mai cercato?: "C'era stato un momento quando la società era gestita da PASTORELLO... Se n'era parlato... Poi non se ne fece nulla" - la domanda cade così senza richieste di ulteriori particolari da parte di Alessandro... Peccato perchè sarebbe stato interessante capire come mai non se ne fece niente e come mai Pietro ARVEDI non ha mai contattato Emiliano fino ad ora... Quest'ultima domanda verrà fatta a MASCETTI anche fra poco... Più direttamente, ma Ciccio nicchierà e svicolerà niente affatto incalzato dal conduttore.

Massimiliano al telefono fa gli auguri a Emiliano e pone due domande la prima è se ritiene possibile per il Verona attuale realizzare un progetto che porti ad avvicinarsi a quello in cui giocava anche lui, la seconda riguarda gli allenatori: c'è qualcuno in giro che possa essere un trascinatore per questo Hellas come lo fu Osvaldo BAGNOLI con il Verona che vinse lo scudetto?: "Mah... Grandi alenatori... Penso alla serie A ed in questo momento il Verona ha ben altre prospettive e altri progetti, deve cercare di guardare avanti... In questo momento sicuramente Davide PELLEGRINI stà facendo le cose migliori dall'inizio dell'anno rispetto a Franco COLOMBA e Maurizio SARRI, quindi cerchiamo di aiutare lui e la squadra a venirne fuori".

Numerosi i messaggi che ricordano i bei tempi di Ciccio MASCETTI e criticano la società per non aver mai pensato fin'ora a quelli che, nel passato, hanno fatto entrare il Verona nella storia del calcio italiano ed europeo; telefona Davide e pone una domanda che avrei voluto fare io: perchè i giornalisti di Verona non indagano sul fatto che la società attuale e Pietro ARVEDI, che si definisce un grande tifoso dell'Hellas, specie in un momento come questo, non cerchi aiuto e contatto con le "vecchie glorie" e leggende dell'Hellas; - si pensi al lasciar andare Giuseppe GALDERISI, oltre che allo stesso Ciccio MASCETTI, ma anche ad Antonio DI GENNARO e Roberto TRICELLA ad esempio, ma anche Pietro FANNA, Domenico VOLPATI, Claudio GARELLA ecc... - MASCETTI è a conoscenza dei motivi, perchè qualcosa ci deve pur essere, a causa dei quali quelli che hanno fatto grande questa società sono tenuti lontano? A mio avviso la loro presenza, oltre che a portare esperienza, competenza, e serietà, contribuirebbe anche a rasserenare ed inorgoglire l'ambiente... "A me sembra che in questo anno e mezzo siano successe le cose peggiori nella storia del Verona; oltretutto delle scelte che sono state rigettate, sono stati cambiati sei allenatori, tre direttori sportivi..." - scappa da ridere a Ciccio e piano piano si toglie "dalle spine" non rispondendo ad una domanda che deve essere stata parecchio scomoda, peccato! - "Non mi sembra una cosa normale!!!" la continuità è un altra cosa no? - abbozza Alessando De Pietro - "Eh sì... Uno se sceglie una persona la sceglie perchè la conosce, perchè la apprezza e perchè sà quello che può dare ma... Evidentemente a Verona non è così" - sfuma così la risposta alla domanda molto interessante dell'ascoltatore, Emiliano è in attesa dal dentista e ne approfitta per cambiare discorso, aiutato in questo anche dal conduttore che chiede come passerà il compleanno e scherza con il diesse tricolore poi lo saluta a nome di tutti.

FONTE: HellasVerona-BS.BlogSpot.com


I SEI ANNI CONSECUTIVI IN A, IL CASO CLERICI, LA FINE DEGLI ANNI SETTANTA
Dal 1968/69 al 1973/74 l'Hellas verona milita per sei anni consecutivi in serie A. Il miglior risultato è il decimo posto del primo e del penultimo anno. Cadè, Lucchi e Pozzan sono gli allenatori che si succedono alla guida della squadra gialloblù nel corso di questi tornei. Tra i giocatori sono gli anni di Emiliano "Ciccio" Mascetti che con 232 presenze e 35 gol è il giocatore gialloblù con il maggior numero di gettoni in serie A e goleador principe.

[...]

FONTE: HellasVerona.it


ULTIM’ORA
GENOVA, 20:33
Calcio, Sampdoria: Mascetti nuovo osservatore
Emiliano Mascetti entra a far parte dello staff tecnico della Sampdoria. L'ex direttore sportivo del Verona ricoprirà l'incarico di osservatore. (21/06/2004) (Spr)

FONTE: Sport.Repubblica.it


IL DS MASCETTI LASCIA LA ROMA DI MOGGI
ROMA - Nessun accordo, l' unica soluzione è la rottura del rapporto che lo legava alla Roma dai tempi di Dino Viola. Il direttore sportivo Emiliano Mascetti ha deciso di lasciare la società di Franco Sensi e Pietro Mezzaroma, poco disposto a fare da controfigura a Luciano Moggi. "Ho parlato con l'amministratore delegato, Marco Mezzaroma, mi ha confermato tutta la sua fiducia, mi ha chiesto di riflettere almeno due giorni".

Poche parole pronunciate con amarezza da Mascetti: il ds veronese non è disposto a tornare indietro, ora resta solo da raggiungere un accordo per la risoluzione del contratto.

La Roma ha perso il direttore sportivo ma, almeno in apparenza, sembra avere riacquistato un po di tranquillità: ieri sono rientrate infatti tutte le polemiche che avevano inasprito i rapporti tra i due soci di maggioranza. "Si è appianata ogni divergenza - ha spiegato Pietro Mezzaroma - mi è dispiaciuto leggere certe frasi di Sensi sui giornali, l' importante è che non ci siano ulteriori incomprensioni. Mi hanno detto che Sensi ha deciso di entrare a far parte del Cda: credo che questo sia stato un gesto poco apprezzato, forse non si fida dei suoi stessi consiglieri".
g m
09 luglio 1993

MOGGI SPACCA LA NUOVA ROMA
ROMA - Forse è lui il colpo del mercato. 'A Roma sono stato in passato, anche con ottimi risultati - ha dichiarato Luciano Moggi- sono contento che qualcuno se ne ricordi ancora. Ringrazio la Roma per la fiducia accordatami e spero di ripagarla con il mio lavoro'.

Moggi chiederà a Mascetti di restare, già oggi sarà a Milano per la campagna trasferimenti. Ma la squadra sembra già fatta. Moggi non dà molta importanza ai dissensi all' interno della società: 'Sono stato contattato pochi giorni fa, ho risposto di sì. Sono sicuro che Mezzaroma e Sensi troveranno un accordo'

dal nostro inviato BENEDETTO FERRARA ha collaborato gianluca moresco
08 luglio 1993

FONTE: Sport.Repubblica.it

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