#JuventusVerona in anteprima: Vigilia tra le meno serene fuori dal campo per l'inchiesta 'Last Banner' da una parte e le accuse alla Lega di A che fa finta di niente dopo i vergognosi 'Uh Uh' ai giocatori di colore. In campo intanto JURIC farà i conti con un'altra espulsione e l'ex SARRI attuerà un turn-over ragionato...


#JuventusVerona +   -   =

La prossima trasferta allo Stadium di Torino era già attenzionata dagli organi competenti ma, dopo l'inchiesta Last Banner che ha decapitato i vertici del tifo organizzato bianconero, si temono provicazioni e incidenti; il quotidiano 'Tuttosport' ha sentito in merito il questore del capoluogo piemontese Giuseppe De Matteis 'Nella curva si è creato un vuoto. Non penso che la successione dei capi ultrà sia pronta, non è automatico che ci sia qualcuno in grado di sostituire gli arrestati. Aspettiamo di vedere quello che succede'.
Nessuna sanzione per campo e società dopo i cori verso DONNARUMMA e gli 'Uh Uh' a KESSIE (incredibilmente) non rilevati dai giudici sportivi a bordo campo al Binti come al Sant'Elia di Cagliari in occasione della gara con l'INTER (il target fu LUKAKU): Premettendo che ho personalmente e distintamente sentito gli ululati verso il giocatore africano, che la mia TV funziona bene e che il mio senso dell'udito è forse più fine del normale (magari perchè ci vedo male ma non sono stato l'unico a sentire quello che ho sentito), stavolta è andata bene, talmente bene che se io fossi nei panni dei cretini che si divertono a creare problemi infangando un'intera città (coperti dall'anonimato e da qualche media locale evidentemente non libero di fare cronaca intellettualmente onesta per lisciare il pelo a via Olanda), la prossima volta li intonerei anche più alti, tanto si sentono solo grazie ai cattivoni delle TV che evidentemente mettono i microfoni proprio là dove si verifica il triste episodio...

Venendo finalmente al campo, nei parzialissimi dati di inizio stagione, due fatti balzano all'occhio di questo (ottimo e combattivo) HELLAS:

  • Due gol subiti in tre partite tra l'altro su calcio di rigore: Segno che bucare SILVESTRI non è facile ed è una conclusione molto molto confortante se solo si pensa alla faciltà con cui nelle ultime tre annate (almeno) gli avversari hanno saputo castigare la porta scaligera sia in A che in B
  • Ma anche due cartellini rossi al Binti in tre partite... Vanno bene la grinta e l'aggressività dei gialloblù, specie per una squadra spesso inferiore tecnicamente alle avversarie che deve perciò contare su altre caratteristiche per poter competere, ma occhio a non esagerare perchè è un trend che alla lunga non potrà che dimostrarsi svantaggioso

Meno di 1000 i tifosi gialloblù che seguiranno la squadra allo 'Stadium', tifo ultras bianconero che, dopo aver boicottato la trasferta a Madrid, rinuncerà all'ingresso anche contro l'HELLAS (sempre a causa dell'inchiesta Last Banner).

Precedenti
Il VERONA in casa bianconera vinse un'era geologica fa quando nel 1928-29 finì addirittura 4 a 0, ma in Serie A il campo delle Zebre è tabù da sempre.
In particolare la JUVE arriva all'appuntamento allo Stadium con uno score di 11 vittorie consecutive contro i gialloblù che hanno ottenuto solo pareggi in 4 occasioni (l'ultimo nella stagione 1987-88) e ben 24 sconfitte tra le quali il 3 a 0 il 5 Gennaio 2016 con i bianconeri che superarono in surplace i gialloblù di DELNERI ma anche il 4 a 0 del 18 Gennaio 2015 (fra l'altro anticipato 3 giorni prima dal devastante 6 a 1 agli ottavi di finale di Coppa Italia).
Il 2 a 1 con cui il 19 Maggio 2018 la compagine torinese sconfisse l'HELLAS va ricordato per due sole cose: L'addio (durato l'arco un paio di stagioni come abbiamo visto) di BUFFON ed il record più negativo di sempre degli scaligeri nella massima Serie scolpito peraltro da numeri impietosi composti da 27 Sconfitte, 78 gol subiti e 25 miseri punti ottenuti!

La prossima sfida è stata affidata alle cure del signor Federico La Penna della sezione AIA di Roma 1.

Il 19 Maggio 2018 l'ultimo JUVENTUS-VERONA

QUI TORINO (sponda bianconera)
Lesione muscolare di medio grado al muscolo semimembranoso della coscia destra: DOUGLAS COSTA ko per la gara di Champions contro l'ATLETICO MADRID ma anche contro l'HELLAS.
Ovviamente fuori anche gli infortunati di lungo corso come CHIELLINI, PERIN, DE SCIGLIO, e PJACA senza considerare MANDZUKIC sul piede di partenza.
Dopo gli acciacchi rimediati al 'Franchi' non dovrebbero esserci invece problemi per PJANIC e HIGUAIN che magari saranno lo stesso 'risparmiati' da mister SARRI in un'ottica di sensato turn-over (che vede in ballottaggio anche DANILO con CUADRADO sulla fascia destra della difesa e RABIOT con MATUIDI sulla linea mediana).
Situazione non proprio serena in casa JUVE dopo i due pari consecutivi e la lite di CUADRADO coi compagni nel dopogara con i Colchoneros: In particolare sembra che l'esterno colombiano sia stato incolpato per i gol presi nella gara di Champions League di ieri finita 2 a 2 e che per calmare gli animi sia dovuto intervenire BONUCCI.

Convocati
Maurizio Sarri non da la lista dei convocati per Juventus Verona. Come già accaduto per la sfida di Firenze della settimana scorsa il tecnico ha deciso di non redigere la lista dei convocati della squadra bianconera (JuveLive.it).

Probabile formazione
4-3-3 con Buffon; Danilo-De Ligt-Bonucci-Alex Sandro; Khedira-Bentancur-Rabiot; Bernardeschi-Dybala-Ronaldo;


QUI VERONA
Il giudice sportivo a inflitto a Mariusz STĘPIŃSKI una giornata di squalifica dopo l'espulsione di Domenica scorsa quindi il polacco salterà la trasferta allo 'Stadium'. Sarà ballottaggio fino all'ultimo al centro dell'attacco scaligero fra TUTINO e il rientrante DI CARMINE vittima di un brutto infortunio durante la preparazione estiva ma ora perfettamente recuperato.

Convocati
Fuori gli infortunati BESSA e BOCCHETTI, lo squalificato STĘPIŃSKI e WESLEY ancora in attesa del transfer dal Brasile.

1 Silvestri, 3 Vitale, 4 Veloso, 5 Faraoni, 8 Henderson, 10 Di Carmine, 11 Pazzini, 13 Rrahmani, 14 Verre, 19 Tupta, 20 Zaccagni, 21 Gunter, 22 Berardi, 24 Kumbulla, 25 Danzi, 27 Dawidowicz, 32 Pessina, 33 Empereur, 34 Amrabat, 66 Tutino, 88 Lazovic, 96 Radunovic, 98 Adjapong

Probabile formazione
3-4-2-1 Silvestri; Rrahmani-Kumbulla-Gunter; Faraoni-Amrabat-Veloso-Lazovic; Zaccagni, Verre; Di Carmine;

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DICONO +   -   =

Mister SARRI tecnico della JUVENTUS (che sedette anche sulla panchina dell'HELLAS dal 31 Dicembre al 28 Febbraio 2008 prima di venire esonerato dopo un pari e cinque ko di fila) «Abbiamo solo l’allenamento di oggi per preparare la partita. Per capire chi far giocare, devo aspettare la seduta odierna. La squadra deve trovare un’organizzazione forte, e in questa fase la possiamo raggiungere dando continuità nelle posizioni in campo. Qualche cambiamento rispetto alle ultime partite lo farò. Sono molto contento dei giocatori che ho a disposizione. Giocheremo un calcio con le mie idee ma senza andare contro le caratteristiche che hanno i ragazzi. Dybala non è al top della condizione, è arrivato solo ad agosto inoltrato, ma è in grado di giocare e dare una mano alla squadra. Bernardeschi non ha ancora inciso per le qualità che ha, cercheremo di farlo crescere per farlo esprimere al meglio. Ronaldo nell’ultima partita a Madrid ha giocato un numero di palloni nettamente superiore alla media dell’anno scorso. Da lui ci aspettiamo sempre molto: la mia sensazione è che possa crescere, così come può crescere la squadra. Per questo ciclo di partite ci sarà spazio sia per Ramsey che per Rabiot. Si tratta di due giocatori arrivati da due campionati diversi che non parlano ancora l’italiano» Juventus.com

Mister JURIĆ «Se è possibile fare punti a Torino? Bisogna giocare come al solito, con la testa libera e con coraggio, ma non possiamo pensare di fare punti difendendoci tutta la partita. Partita fuori dalla nostra portata? Loro hanno giocatori veramente forti, soprattutto quando cambiano passo, ma non credo sia impossibile fare risultato: sicuramente non dobbiamo sentirci già sconfitti. Tre partite in nove giorni? Contro le altre squadre affronteremo altri tipi di problemi, ora penso alla Juve e giocherà chi sta meglio. La stessa cosa varrà anche nei prossimi impegni. Di Carmine? Giocherà lui perché, come ho già detto, ha tutte le qualità per farsi valere anche in serie A: si sta allenando bene ed è entrato con la carica giusta contro il Milan. Come è cambiata la Juve da Allegri a Sarri? È una considerazione che prima di giocarci contro non posso fare, anche se a Madrid non ho ancora visto la Juve di Sarri, se non in fase difensiva con una linea a quattro diversa rispetto alla precedente gestione. La Juve a Madrid ha disputato una partita eccellente, ma l'Atletico sulle palle inattive è fortissimo, si sa. Noi prepariamo sempre qualcosa sulla base di come difende l'avversario, lavoriamo sugli spazi dove si può attaccare. Cosa servirà per provare a fare risultato? Io sono contento della squadra che ho, tanti possono fare bene e dimostrare di poter stare in serie A. Il rapporto tra squadra e pubblico? Entrambi si trascinano: è una bella cosa, mi piace. L'anno scorso i playoff sono stati di aiuto per tutti e due le componenti, nelle prestazioni in campo e nell'entusiasmo generale. Alcune volte si sottovaluta questo aspetto, perché quando giochi e ti senti apprezzato dai tuoi tifosi dai sempre quel qualcosina in più. Subiamo pochi gol? Non parliamone... So che la squadra sta lavorando bene, specie quando giochiamo undici contro undici e andiamo a pressare nella metà campo avversaria, ma anche quando ci siamo difesi in inferiorità numerica. Circa mille tifosi all'Allianz? Ripeto, sono contento del clima e di quanto la squadra è apprezzata, so che arriveranno anche momenti di difficoltà perché dobbiamo salvarci, ma è bello sapere che siamo tutti consapevoli che questo è il nostro obiettivo. Le fatiche della Juve per la Champions? Loro faranno qualche cambio, ma hanno tutte prime scelte e non saranno condizionati da questo aspetto» HellasVerona.it

Juric#JuventusVerona match preview (Opta)

Il presidente SETTI a 'La Gazzetta dello Sport' «Abbiamo subito 2 gol, entrambi su rigore. Visto che il passato ci ha lasciato ricordi di un Verona troppo generoso, direi che questo è ciò che mi conforta. Il Verona che si fa da sé è il Verona che piace ai veronesi. Mostra il calcio che piace a un popolo a cui piace lottare. Questa squadra mi sta facendo divertire, ho visto una forza ma anche tanta abilità tecnico-tattica nel suo gioco. Sta facendo capire che l’aspetto tecnico non è sufficiente qui, serve di più. Cosa ho chiesto all’allenatore? Una squadra che sappia soffrire, che abbia agonismo. Il che non significa rifiutare di giocare. Noi giochiamo a calcio e lo abbiamo dimostrato non solo a Lecce, ma anche nei primi 20 minuti col Milan. Se esiste una quota salvezza? Non ora, forse più avanti. Non voglio nemmeno pronunciare quella cifra (40, ndr) perché può diventare un obiettivo sbagliato. Penso sia più importante mettere insieme una decina di vittoria per salvarsi. La prossima gara, contro la Juventus? Meglio adesso che a novembre. Se miei avranno la consapevolezza di non aver nulla da perdere, potranno solo fare bella figura. Hanno la capacità fisica di reggere e anche qualche soluzione per infastidire. I cori razzisti verso Kessie? Verona non è una città razzista, però qualche co…. c’è sempre, non solo qui. Non dovremmo enfatizzarli» Hellas1903.it

Il doppio ex Beniamino VIGNOLA a 'La Gazzetta dello Sport' «La Juve? Restano i più forti d’Italia, in Europa hanno iniziato bene, per quanto il 2-2 di Madrid susciti rammarico. Il Verona può e deve andare a Torino con la testa libera, senza farsi schiacciare dal pensiero di chi avrà di fronte. Difendendo bene e innescando il contropiede potrà pungere questa Juve fortissima, ma che si sta assestando. Servirà un Hellas ancora più bello di quello che ha messo in crisi il Milan. Auspicando che il finale sia tutto diverso rispetto a domenica» Hellas1903.it

Eros PISANO alla ricerca di una squadra dopo l'addio al BRISTOL nella Championship «Fare punti allo Juventus Stadium è difficile per chiunque, il Verona credo debba sperare che i bianconeri paghino l’impegno di Champions League contro l’Atletico Madrid. Gli scaligeri sono probabilmente rammaricati per la sfida persa al Bentegodi contro il Milan, nella quale probabilmente non avrebbero meritato di uscire sconfitti per quanto fatto in campo. La squadra di Juric mi è sembrata in palla e pronta a lottare per la salvezza, chiaramente Sabato affronterà una corazzata che avrà voglia di mettersi alle spalle il pareggio di Firenze e rilanciarsi in campionato. La squadra di Sarri vorrà dare un segnale al campionato. Il nuovo Verona targato Juric? La squadra è stata strutturata in maniera corretta, seguendo probabilmente del suo allenatore che ha lavorato tanti anni con Gasperini e quindi speriamo che il tecnico possa seguire la falsa riga del suo mentore, se così fosse il Verona potrà sicuramente stare tranquillo. Può sicuramente lottare per la salvezza perché la squadra ha entusiasmo e gamba per lottare per rimanere nella massima serie. I miei ricordi dell’esperienza vissuta in riva all’Adige? Ho ricordi assolutamente positivi. A Verona ho probabilmente disputato le mie migliori stagioni sia a livello di qualità di gioco e di risultati visto che sono anche riuscito a segnare cinque gol in Serie A. Mi sono trovato benissimo sia con la città ed i tifosi. Non posso che non avere un ottimo ricordo dove ho disputato due ottime stagione in Serie A ed ho vinto un campionato di Serie B supportato sempre da un pubblico molto appassionato. Se sei ancora in contatto con qualche giocatore gialloblu? Dai miei tempi, è rimasto praticamente solo Zaccagni che sta crescendo. Sento anche ogni tanto Verre per il quale sono contento abbia trovato un ambiente che crede in lui e che sicuramente lo aiuterà a crescere ulteriormente”.
» JuveNews.eu

TOMMASI, presidente AIC sul razzismo negli stadi italiani «Il tema è spinoso e c'è scoramento, lo abbiamo sempre detto. Se coloro che insultano sono pochi è facile individuarli, se non sono pochi c'è un problema. Questo argomento non riguarda solo gli atleti, ma il nostro sistema in toto. Vogliamo raccontare un calcio diverso in tutta Italia. La reazione del Verona dopo la gara col Milan? Non ero allo stadio, non so perché il Verona abbia reagito così. L'aria che tira nel nostro Paese non aiuta certe iniziative. I 'Buu' razzisti in ogni caso sono sempre razzisti, non possiamo nasconderci dietro al fatto che la vittima stia antipatica o sia un calciatore avversario. Non abbiamo le idee chiare su quale sia il comportamento da eliminare nei nostri stadi, ma non è possibile che ogni volta che arriva un nuovo giocatore dall'estero si accorga che c'è qualche differenza» TuttoMercatoWeb.com

Samuel DI CARMINE a L'Arena «Sono contento di essere tornato in campo dopo 35 giorni, mi mancava il campo. In più tornare in serie A dopo 10 anni è stato bello perchè la squadra ha fatto molto bene. Peccato perché il rigore ci stava. Cosa ci ha detto Manganiello? Il fallo era iniziato fuori area e che non era rigore. Ha parlato a lungo al “microfonetto” quello del Var. Ormai è andata dai. Han visto tutti che avremmo meritato il pareggio. La cosa più bella del Verona di Juric? Lo spirito. Il primo tempo di Lecce è stato bellissimo e poi c’è che il pubblico lotta con noi. È una cosa importante. Il mister ti loda e poi ti porta in panchina… Sapevo fin dalla vigilia che non avrei giocato. Era solo da tre giorni che mi allenavo con la squadra, poi hanno preso Stepinski ed ora abbiamo un compagno in più con cui giocarsi il posto la domenica. Sabato l’importante sarebbe far gol. Magari col tacco come col Cittadella? No, comodo comodo di piatto a porta vuota vale sempre. Le emozioni sono le stesse. La Juventus è ancora la più forte. Ho visto la gara di Firenze. I bianconeri son tosti e noi dovremmo cercare di sfruttare ogni piccolo loro cedimento» CalcioHellas.it

ADJAPONG si presenta «Il mio arrivo a Verona? E' stata una trattativa lunga, avevo informato il Sassuolo che avevo voglia di provare a giocarmi le mie chance. Ora sono qui e voglio aiutare il Verona a raggiungere la salvezza, ogni volta che sarò chiamato in causa. Cosa posso portare all'Hellas? Forse la mia esperienza sulla salvezza e sul superare i momenti di difficoltà, come mi è capitato a Sassuolo. Che giocatore sono? Mi piace attaccare lo spazio, penso che il gioco di Juric sia adatto alle mie caratteristiche, voglio fare bene. Cercherò ogni giorno di mettercela tutta per dimostrare che merito il riscatto da parte dell'Hellas, voglio dare tutto me stesso. Campionato? L'avvio è stato molto positivo e importante, con quello che ci trasmette il mister in settimana siamo riusciti a pareggiare in 10 contro il Bologna, vincere a Lecce e mettere in difficoltà il Milan. Siamo una squadra che lotta su ogni pallone e penso che finora si sia visto. Juventus? Ci ho debuttato a 16 anni, mi viene ancora la pelle d'oca a pensarci» HellasVerona.it

SALCEDO si presenta «Verona? Una bellissima piazza, una grande occasione per fare il salto di qualità e dare una grossa mano a questa squadra. Ho seguito i playoff del Verona, lo spirito di questa piazza è stato tra i fattori che mi hanno fatto scegliere l'Hellas. Juric? Per me è un grandissimo allenatore, l'ho avuto al Genoa e mi ha fatto esordire in Serie A ad appena 15 anni. Nel lavoro ci mette il cuore, mette la cattiveria giusta in tutto quello che fa, una cattiveria che in pochi hanno e che si trasmette alla squadra. Il mio ruolo? Non importa, posso fare sia l'attaccante esterno che la punta, mi piace attaccare gli spazi ma anche provare il dribbling, sempre finalizzato ad aiutare la squadra. Nazionale? Devo dimostrare di poterci stare ancora, dando tutto in ogni allenamento e in partita. Milan? Penso che senza quel rigore non ci avrebbero mai fatto gol, e che in 11 contro 11 avremmo anche potuto vincere» HellasVerona.it

L'unica vittoria a Torino contro la fortissima JUVE di SIVORI avvenne in Coppa Italia grazie ad un gol allo scadere di Giorgio 'Penel' MAIOLI che a 'La Gazzetta dello Sport' ricorda «Eravamo una squadra di Serie B che sfidava dei campioni. Ci presentammo al Comunale con la testa sgombra, e il nostro allenatore, Biagini, fece giocare pure qualche giovane. Poi successe qualcosa. Riuscimmo a tenere. Ciceri fece delle parate eccezionali. All’ultimo minuto mi arrivò la palla ai venti metri, capii che potevo calciare. Botta precisa, dritta nel “sette”, Mattrel non riuscì a farci nulla. E l’arbitro, Angelini, che fischia la fine» Hellas1903.it


SalcedoAdjapong

ALTRE NEWS IN ALLEGATO +   -   =

L’onda del razzismo invade il campionato: tweet, note ma zero provvedimenti qui l'articolo di Giovanni D'Elia su DailyMilan.it; certo che anche la Lega di A non ci fa una gran figura, probabilmente gli ululati razzisti vengono definiti tali solo ed esclusivamente se vengono percepiti da chi di dovere allo stadio e pazienza se da casa, quegli inqualificabili 'uh uh' iniziati dopo pochi minuti dall'inizio della gara (quando ancora, per essere chiari, l'arbitro non aveva assunto decisioni discutibili), si sono sentiti distintamente.

Come spesso succede in Italia se una regola è 'scomoda' basta modificare la soglia di intervento della regola stessa per risolvere il problema: Una certa sostanza presente nell'acqua in 10 mg/litro fa si che l'acqua non sia potabile? Alziamo quel limite a 15 mg/litro! L'acqua diventerà improvvisamente cristallina, sparirà dai report delle acque velenose e tutti saremo più felici e contenti. Che problema c'è?
Continuiamo come se niente fosse in tanti ambiti ben più delicati del sistema calcio, mi sembra affatto coerente che si sottovaluti la deriva razzista negli stadi... Neghiamo la realtà, ficchiamo pure la testa sotto la sabbia e aspettiamo che le acque tornino calme in attesa della prossima vergogna magari al Bentegodi o magari in qualunque altro stadio italiano: Avanti tutta!



IN BREVE A PIÉ PAGINA +   -   =

VITA DA EX: Il 35enne SFORZINI ricomincia dal PALERMO!



RASSEGNA STAMPA +   -   =
20.09.2019 15:10 - in: Serie A
Parola a Mister Sarri
Il tecnico bianconero ha parlato alla vigilia della sfida contro l’Hellas Verona

Dopo il pareggio del Wanda Metropolitano contro l’Atletico Madrid, la Juventus si rituffa in campionato. Domani, alle ore 18, all’Allianz Stadium arriva l’Hellas Verona. In conferenza stampa Maurizio Sarri ha presentato la sfida. «Abbiamo solo l’allenamento di oggi per preparare la partita. Per capire chi far giocare, devo aspettare la seduta odierna. La squadra deve trovare un’organizzazione forte, e in questa fase la possiamo raggiungere dando continuità nelle posizioni in campo. Qualche cambiamento rispetto alle ultime partite lo farò. Sono molto contento dei giocatori che ho a disposizione. Giocheremo un calcio con le mie idee ma senza andare contro le caratteristiche che hanno i ragazzi».

LE CONDIZIONI DELLA SQUADRA
«Dybala non è al top della condizione, è arrivato solo ad agosto inoltrato, ma è in grado di giocare e dare una mano alla squadra. Bernardeschi non ha ancora inciso per le qualità che ha, cercheremo di farlo crescere per farlo esprimere al meglio. La sua specializzazione in futuro sarà più da centrocampista che da attaccante esterno».

«Ronaldo nell’ultima partita a Madrid ha giocato un numero di palloni nettamente superiore alla media dell’anno scorso. Da lui ci aspettiamo sempre molto: la mia sensazione è che possa crescere, così come può crescere la squadra. Per questo ciclo di partite ci sarà spazio sia per Ramsey che per Rabiot. Si tratta di due giocatori arrivati da due campionati diversi che non parlano ancora l’italiano».

«Douglas Costa ha fatto un inizio di stagione ad altissimo livello, veniva da un periodo di inattività molto lungo. Nei prossimi giorni ci sarà un primo controllo per capire le sue condizioni fisiche, ma essendo l’infortunio di natura muscolare dovrà stare fuori per forza ancora per qualche partita».

IL PAREGGIO DI MADRID
«Abbiamo preparato dei video da far vedere alla squadra. Contro l’Atletico ci sono stati 2-3 momenti dove siamo stati superficiali e li dobbiamo eliminare. Sulle palle alte è stato un difetto di attenzione e aggressività che possiamo risolvere».

20.09.2019 14:00 - in: Serie A
OppositionWatch: l'Hellas Verona
Alla scoperta della squadra di Ivan Juric

Tornato in Serie A dopo la doppia finale dei playoff vinta contro il Cittadella a giugno nel torneo cadetto, l’Hellas Verona ha cominciato bene la stagione.

Quattro i punti conquistati dagli scaligeri, arrivati proponendo un buon calcio e schierando molti giovani in campo.


IL VERONA 2019/20
Dopo le esperienze sulle panchine di Crotone e Genoa, per il croato Ivan Juric si tratta della prima stagione a Verona. Davanti al confermato portiere Marco Silvestri, di solito la squadra si schiera con la difesa a 3. Uno dei volti nuovi della retroguardia è il kosovaro Amir Rrahmani, giunto dopo un biennio vincente alla Dinamo Zagabria.

E’ arrivato invece dal Genoa il tedesco Koray Günter, sempre titolare in questo avvio di stagione. La sorpresa però fino ad ora è stato l’albanese Marash Kumbulla, classe 2000, prodotto del vivaio gialloblù. In mezzo al campo le due novità più rilevanti sono rappresentate dal portoghese Miguel Veloso, subito divenuto il capitano della rosa, e il serbo Darko Lazovic, entrambi già allenati da Juric al Genoa.

n prestito dal Club Bruges ecco il marocchino Sofyan Amrabat, mentre dall’Atalanta con la medesima formula è arrivato Matteo Pessina. Volti nuovi anche in attacco, dove Valerio Verre ha già iniziato con il piede giusto dopo i 12 gol in 36 partite in Serie B con il Perugia. Bottino simile sempre tra i cadetti per Gennaro Tutino a Cosenza (10 reti in 34 gare), punta tecnica e veloce, al primo anno al Bentegodi.

E’ rimasto in città ma ha cambiato casacca il polacco Mariusz Stepinski, ex Chievo, che contro la Juventus non ci sarà perché espulso nell’ultima giornata contro il Milan.


I PRINCIPI DI GIOCO DI JURIC

Un pareggio una vittoria e una sconfitta: questo lo score dell’Hellas Verona nelle prime tre giornate di campionato. Gli scaligeri nelle due gare casalinghe, in cui sono riusciti ad ottenere un solo punto, hanno dovuto giocare in entrambi i casi per più di un’ora in inferiorità numerica dimostrando carattere nel recuperare una situazione di svantaggio (contro il Bologna) o di resistere limitando i danni contro il Milan.

Un personalità di squadra che riflette quella del tecnico croato Juric, da quest’anno sulla panchina del Verona: un allenatore che fa del ritmo, del pressing, dell’intensità nel recupero e della densità in zona palla gli elementi principali del suo gioco. A Verona Juric ripropone il modulo a lui caro del 3 4 3.

Linea difensiva con 3 centrali che impostano dalle retrovie, due esterni di grande corsa come Lazovic e Faraoni e due centrali a comporre la line di centrocampo. In avanti anziché un vero e proprio tridente agiscono due giocatori tra le linee (Verre e Zaccagni) a supporto della punta.

In queste tre gare nel ruolo di attaccante centrale si sono alternati Stepinski e Gennaro Tutino. Quest’ultimo con molta probabilità schierato contro la Juventus data la squalifica del polacco. Il giovane talento italiano, cresciuto nelle giovanili del Napoli, è più una seconda punta, agile e veloce, che con i suoi movimenti garantisce veloce ripartenze oltre agli inserimenti delle due mezze ali.

Contro il Lecce in trasferta, nell’unica gara giocata interamente a parità numerica, la squadra di Juric è giunta 11 volte alla conclusione, 6 delle quali arrivando a tirare all’interno dell’area di rigore, dimostrando così una buona precisione nel gioco offensivo.

Sabato all’Allianz Stadium dovremo però aspettarci una squadra che cercherà di chiudere gli spazi nella propria metà campo, con una linea difensiva che attraverso lo slittamento dei due esterni, si comporrà spesso a 5. Pronta però a ripartire appena ne avrà l’occasione. E giocatori veloci nell’Hellas Verona non ne mancano.

FONTE: Juventus.com


18 SET 2019
CI SIAMO ROTTI IL C…
Mi sono rotto il cazzo. E portate pazienza se l’immagine è forte e volgare ma quando ci vuole ci vuole. Mi sono rotto il cazzo di dovermi difendere, come tifoso del Verona dalle accuse di razzismo. Che è purtroppo una cosa molto più seria di quanto il banalissimo dibattito odierno ci costringe a fare e dove vige una vergognosa strumentalizzazione mediatica. Per carità: a Verona non siamo verginelle. Abbiamo purtroppo a che fare con una miriade di teste di minchia che in questi anni ha spesso aiutato gli spala-letame a infangarci.

Gente che bisognerebbe ridurre al silenzio e che purtroppo invece trova nell’indignazione del politicamente corretto il terreno fertile per diventare protagonista. Non c’è nessun cittadino di questo paese che abbia però subito un continuo e costante processo come lo abbiamo subito noi veronesi in questi anni. E, credetemi, non c’è nessuna tifoseria che si sia così profondamente interrogata sulle sue distorsioni.

Qui invece vince chi è più furbo degli altri, chi si indigna per primo, chi fa un comunicato strappalacrime con qualche hashtag accattivante. In realtà del razzismo non frega niente a nessuno. Il problema è questo. Poi, per carità, ci si può interrogare se un bu o un uh fatto allo stadio e durante una partita sia razzismo, se sia paragonabile a dare del ladro all’arbitro e dove sia il confine tra lo sfottò e un coro che discrimini.

Nessuno ci ha spiegato se urlare offese contro un giocatore bianco e magari biondo abbia la stessa valenza che urlarle ad un giocatore africano e per limite estremo se urlare offese è ancora permesso allo stadio.

La tifoseria del Verona, per aggirare le accuse di razzismo e dimostrare l’assoluta ipocrisia del sistema, si inventò di urlare a Balotelli “Mario Mario” ogni volta che toccava la palla. E così la coscienza dei politicamente corretti quella volta non s’indignò.

Mi chiedo anche che armi abbia la società, o un semplice tifoso non razzista ma semplicemente innamorato del Verona, se un deficiente accanto a lui urla “scimmia” o fa uh. Cosa possiamo fare? Ci mettiamo a menare le mani? Smettiamo di tifare per il Verona, dandola vinta a loro? E se dieci venti, cento imbecilli lo fanno, possiamo ogni volta generalizzare e buttare merda su Verona? Sarebbe come dire agli interisti che sono tutti pluripregiudicati adesso che è arrivato un delinquente a dirigere la loro curva. Ho tanti dubbi e poche certezze, ve lo assicuro su questo argomento che non è figlio del calcio, ma della politica e delle incredibili “bombe” sociali che sono state create in questi anni di miopia sociale. So solo che io non sono razzista, che la mia città non è razzista e che sono stufo di difendermi da chi fin dai tempi di Marsiglia (il professore di religione che finse un’aggressione per non essere trasferito) continua a costruire tribunali mediatici su questa città.
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


Ve li ricordate, gli ululati razzisti? Per il calcio italiano non esistono
Mentre l'Italia viene additata come pessimo esempio di razzismo in tutto il mondo, la Serie A è venuta a capo dei “buu” a Lukaku e Kessié, stabilendo che a suo dire non è successo nulla

Romelu Lukaku esulta dopo il suo gol in Cagliari-Inter (foto: Getty Images)

di Giuseppe Pastore
Contributor
17 SEP, 2019

Il giudice sportivo dott. Gerardo Mastrandrea si è fatto attendere fino alle cinque del pomeriggio per deliberare che in Verona-Milan semplicemente non è successo niente, circolare, circolare. Avevamo sentito il bordocampista Sky Manuele Baiocchini intervenire in diretta durante la partita, a pochi secondi dal fischio finale, per segnalare “ululati razzisti nei confronti di Kessié, e poco prima anche degli insulti di discriminazione territoriale verso Donnarumma”. Avevamo distintamente sentito con le nostre orecchie un leggiadro “Donnarumma ebreo” volteggiare nell’aere del Bentegodi, per punire il portiere milanista che si stava prendendo qualche secondo di troppo per il rinvio dal fondo. Avevamo ricevuto conferma di quanto sentito da molti testimoni oculari presenti allo stadio, che ci avevano riportato alcune contumelie urlate anche ai giocatori di colore del Milan in panchina, per esempio il portoghese Rafael Leao. Ma nel comunicato del dott. Mastrandrea, che fa seguito al referto firmato dall’arbitro Gianluca Manganiello, non compare il minimo riferimento a episodi del genere.


Anzi, già che ci siamo: ricordate due settimane fa gli ululati razzisti rivolti all’attaccante interista Lukaku durante Cagliari-Inter, e denunciati pubblicamente dallo stesso Lukaku con un post su Instagram che aveva immediatamente avuto una eco mondiale, essendo Lukaku l’ex centravanti del Manchester United che è soltanto la squadra più tifata al mondo? In quel caso il dott. Mastrandrea aveva preso tempo, annunciando un supplemento d’indagine di due settimane di cui ha reso conto oggi, scrivendo che “i versi da parte di singoli spettatori non sono stati intesi come discriminatori, a causa dei fischi e delle urla” degli altri spettatori. Il senso è: potete fare tutti gli uh uh uh che vi pare, a patto che i vostri compagni di curva fischino e urlino più forte in modo da coprire i vostri ululati. Che è una bella lezione di come si sta al mondo in Italia, se ci pensate.

Nulla dunque è successo, e in effetti sembrava andare in questa direzione il proverbiale Silenzio delle Istituzioni, che nel caso dello sport italiano sono ormai una rassicurante consuetudine. Probabilmente ricorderete anche l’episodio alla fine di Milan-Lazio dello scorso 13 aprile, quando i giocatori neri del Milan Franck Kessié e Tiemoué Bakayoko avevano sventolato la maglietta dell’avversario Acerbi come fosse un trofeo di guerra. Un gesto sgradevole, ma certamente non razzista, per il quale i due responsabili avevano chiesto scusa nel giro di poche ore, accompagnati dalla stessa società del Milan.

In quel caso però erano scesi in campo i due pesi massimi del calcio e dello sport italiano: Gabriele Gravina, presidente della Federcalcio, e Giovanni Malagò, numero 1 del Coni, che avevano auspicato una squalifica che poi non era arrivata (e ci mancherebbe altro). Due episodi di razzismo in due settimane evidentemente non meritano la stessa attenzione di uno sfottò sfuggito di mano. Forse approfittando del prolungarsi della bella stagione, Gravina e Malagò non hanno rilasciato dichiarazioni in merito – fatto notevole in particolare per il secondo, solitamente assai loquace con la bocca e con la penna.

Cogliamo fior da fiore: tra le righe delle notizie sugli arresti a catena nella curva della Juventus, i cui capi stavano da tempo attuando un racket in piena regola verso la società bianconera, si legge che i cori razzisti erano uno strumento di ricatto per ottenere prebende e facilitazioni economiche. È per questo che le società tacciono, o come ha fatto ieri il Verona addirittura negano l’evidenza persino deridendo chi denuncia, e ci sembra di notare una punta di disperazione, come il prigioniero che non può urlare e si scrive “aiuto” col pennarello sulle mani? E cosa deve pensare Lukaku quando legge un comunicato della sua stessa curva che lo invita a non drammatizzare? E cosa devono pensare ancora Lukaku e Kessié quando qualcuno farà loro notare che, per le stesse circostanze, a gennaio l’Inter aveva giocato due partite a porte chiuse, dopo gli ululati a Koulibaly in Inter-Napoli del 26 dicembre 2018? Forse in Italia il razzismo è stagionale, ed esserlo durante le feste di Natale è più grave che a settembre?



Nel frattempo continuiamo a chiudere occhi e orecchie e a porci al di fuori del consesso civile internazionale, mentre sempre più giocatori di livello mondiale, agendo in base alla propria coscienza, stanno parlando chiaro. “L’Italia ha un problema con il razzismo, molto più grave che in Inghilterra”, ha detto il centravanti della Roma Edin Dzeko dopo la partita con il Sassuolo, intervistato dalla tv inglese (la tv italiana non fa certe domande). “Grazie alla tecnologia possiamo individuare i singoli responsabili”, ha proposto il centrocampista della Juventus Blaise Matuidi, francese e nero, anche lui vittima a Cagliari l’anno scorso dei soliti ululati, insieme a Moise Kean – ululati poi minimizzati addirittura dal loro compagno di squadra Leonardo Bonucci (“È colpa sia di Kean che dei tifosi, 50 e 50”).

I social network amplificano tutto, in questo caso giustamente, e così del vecchio trombone che in una tv locale ha insultato Lukaku con una metafora degna di Carlo Tavecchio hanno parlato Bbc, Marca, L’Equipe… sempre associando l’episodio al razzismo dell’Italia, il nostro razzismo. Tutto il mondo ci considera – senza dubbio alcuno – un popolo di razzisti. Se ci pensate è una cosa da impazzire, o da far intervenire direttamente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Invece per i nostri dirigenti – che firmano gli atti ogni settimana – non succede mai niente.

FONTE: Wired.it


NOTIZIE
Cori razzisti, nessuna sanzione a Verona e Cagliari
di Redazione - 17 Settembre 2019
Romelu Lukaku con la maglia dell'Inter (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

E’ arrivata la decisione del giudice sportivo, ma è destinata a fare discutere. Non è infatti stata inflitta alcuna sanzione al Cagliari dopo il supplemento d’indagine per i buu a Lukaku nella sfida con l’Inter della seconda giornata. Stessa decisione anche pr quelli a Franck Kessie in Verona-Milan.
“Il Giudice Sportivo,vista la propria ordinanza istruttoria di cui al C.U. n. 27 del 3 settembre 2019; – si legge – vista la nota della Procura Federale in data 5 settembre 2019; considerato che il responsabile dell’Ordine pubblico ha fatto conoscere che la Questura di Cagliari ha segnalato che nelle fasi antecedenti il calcio di rigore, e solo in quella occasione, dal settore “Curva Nord”, abitualmente occupato dalla tifoseria di casa, si sono levati cori, urla e fischi nei confronti dell’atleta avversario Lukaku che si apprestava ad effettuare il tiro da rigore e che in tale circostanza dalla zona posta a sinistra guardando la porta sono stati percepiti alcuni versi da parte di singoli spettatori che però non sono stati intesi dal personale di servizio, nè in vero dai collaboratori della Procura federale, come discriminatori a causa dei fischi e delle urla sopra menzionati;ritenuto, in ogni caso, che non possono essere integrati i presupposti, in termini di dimensione e reale percezione, prescritti dall’art. 28 comma 4 CGS per la punibilità a titolo di responsabilità oggettiva delle condotte in questione; P.Q.M.Il Giudice Sportivo delibera di non applicare sanzioni a carico della Soc. Cagliari”.

Stessa decisione anche per quelli a Franck Kessie in Verona-Milan, nonostante il giudizio decisamente negativo da parte dell’agente del calciatore che auspicava una presa di posizione da parte delle istituzioni.

FONTE: CalcioEFinanza.it


Lukaku e Kessie, benvenuti in Italia: il Paese dove il razzismo c'è ma non esiste
del 18 settembre 2019 alle 13:00
di Fernando Pernambuco

Cangiante e mutevole il razzismo segue i tempi. E, d’altra parte, le cose cambiano, si trasformano. Diciamo sommariamente che prima dei fenomeno migratori, i razzisti di casa nostra si contavano sulle dita. Anzi, la maggior parte degli italiani si commuoveva per le battaglie di Martin Luther King, per l’apartheid, per i neri che in Alabama potevano prendere solo il proprio autobus. Insomma, detestavamo le discriminazioni. Poi le cose, appunto, sono cambiate e la xenofobia ha contribuito alla diffidenza, all’insofferenza e anche alla paura verso “il negro”.

Certo, gli italiani non sono stati esenti dall’intolleranza e dal disprezzo nemmeno verso i propri compatrioti: vedi l’annosa vicenda dei “terroni” al nord, riproposta poi anche grazie ad un partito che la cavalcava fino a poco tempo fa, rimpiazzandola, oggi, con l’odio verso il migrante di pelle scura. Se te la pigli con uno che parla la tua stessa lingua, che ha condiviso con te guerre e disastri, che pratica la tua stessa religione e ha , addirittura, il colore della pelle uguale al tuo, te lo immagini cosa può accadere di fronte a “un africano negro”? Anche il calcio, sport popolare, in cui il tifo passionale spesso trascende i limiti della decenza civile, non poteva certo essere esente da forme di razzismo. Manifestazioni molto riconoscibili, non solo per le offese esplicite verso chi ha l’indelebile colpa di avere la pelle scura, ma anche per i ripetuti, arcinoti “buu” ogni volta che un giocatore di colore tocca la palla. E’ un fenomeno che, da noi, dura già da parecchi anni.

Nuovo, invece, è il razzismo inconsapevole oppure il razzismo praticato, ma subito negato. Lukaku a Cagliari si becca dei “buu” razzisti e i tifosi dell’Inter accorrono in difesa dei loro colleghi sardi, con un incredibile comunicato in cui si spiega che i “buu” sono tesi a destabilizzare il sistema nervoso dei calciatori di colore e che, quindi, Lukaku può stare tranquillo. Per altro, sempre a Cagliari, l’anno scorso Matuidi, insultato a più riprese, voleva smettere di giocare; Koulibaly, pesantemente offeso durante un'altra gara, anche. A Cagliari, il Presidente dei rossoblù rispose, l’anno scorso, che non si era sentito nulla: al massimo due o tre persone “disturbate”. Dovevano essere tenori, visto che anche in TV le offese si distinguevano chiaramente. Stessa cosa, adesso, a Verona, dove i dirigenti della società gialloblù non hanno sentito nulla di “particolarmente strano” nei confronti di Kessie.

Insomma, nei nostri stadi, il razzismo non esiste, è un’invenzione dei giornalisti, degli ipocriti benpensanti o di quei “complessati” dei giocatori di colore che se lo immaginano, ne sono ossessionati e poi, da poveri visionari, se ne lamentano. Altro che “facciamo qualcosa”, altro che condanne rituali dalle massime istituzioni, altro che “interrompiamo le partite”. E perché mai? In fondo cosa è successo? Non facciamola lunga, per carità: è stato forse ucciso qualcuno? Per essere definiti razzisti, d’ora in poi bisogna incappucciarsi, bruciare qualche crocefisso e provare a impiccarlo qualche “negro”. Nel caso che l’impiccagione non vada a buon fine, trattasi di semplice sfottò.

FONTE: CalcioMercato.com


SERIE A
Lukaku e Kessie insultati per la pelle nera, ma per arbitri e giudice sportivo il razzismo non esiste. E il Verona protegge la sua curva
Domenica sera il centrocampista del Milan è stato pesantemente fischiato allo stadio Bentegodi: tutto il mondo del calcio gli ha manifestato solidarietà, ma la società scaligera ha negato l'accaduto e il giudice sportivo non ha scritto una riga in merito. Per loro il problema semplicemente non c'è. Tanto che anche i tifosi del Cagliari (che due domeniche fa se l'erano presa con l'attaccante dell'Inter) sono stati assolti. Il motivo? Qualche insulto c'è stato, ma non erano discriminatori perché c'era troppo casino

di Lorenzo Vendemiale | 17 SETTEMBRE 2019
Gli ululati a Lukaku? Giusto un paio di “versi”, non sono discriminatori. Gli insulti a Kessie? E chi li ha sentiti. Per il calcio italiano il razzismo non esiste. O almeno così verrebbe da credere leggendo i referti arbitrali o i comunicati del giudice sportivo. Domenica sera la partita tra Verona e Milan è diventata un caso: i giocatori rossoneri si sono lamentati platealmente per i “buuu” che hanno preso di mira Frank Kessié, centrocampista ivoriano del Milan, uditi abbastanza chiaramente all’interno dell’impianto (anche se mischiati a fischi indirizzati all’arbitro e ad altri avversari). Il giorno dopo il giocatore ha ricevuto la solidarietà del suo club e di tutto il mondo del calcio, con la stampa estera che ha dato ampio spazio all’episodio (che fa il paio con quello del giornalista di Telelombardia allontanato per i commenti razzisti su Lukaku). La società veneta, invece, ha negato tutto: “Forse qualcuno è rimasto frastornato dai decibel del tifo gialloblù. Cosa abbiamo sentito noi? Fischi, inevitabili, per decisioni arbitrali che ancora lasciano perplessi e poi tanti applausi ai nostri gladiatori”, il commento sul social ufficiale dell’Hellas che ha preso le parti della sua tifoseria (nota per le sue intemperanze già in passato).

L’elogio di Lukaku è razzista, autogol del commentatore Passirani: il direttore di Telelombardia lo licenzia in diretta
C’era grande attesa, dunque, per la decisione della Lega calcio: il parere del giudice sportivo doveva serviva un po’ per fare chiarezza sull’accaduto. Nel comunicato l’episodio non è nemmeno menzionato, come del resto nei referti del direttore di gara o degli ispettori della Procura Figc presenti al Bentegodi (su cui si basano le scelte del giudice Mastrandrea). Nessuno ha sentito niente. I tifosi dell’Hellas vengono sì citati, ma solo insieme a quelli di altre squadre, colpevoli di aver introdotto “bengala, petardi e fumogeni” contro le norme (e neppure sanzionati). Di cori razzisti nessuna traccia.

Non è tutto. Nello stesso comunicato si torna anche su un altro episodio, della seconda giornata, i “buuu” a Lukaku durante Cagliari-Inter, per cui pure c’erano state polemiche e su cui la Procura federale aveva disposto un supplemento d’indagine. Il risultato è un’altra assoluzione piena, con motivazioni forse ancora peggiori. Per il giudice sportivo “curi, urla e fischi” contro Lukaku ci sono effettivamente stati. Sono stati uditi anche “alcuni versi”, da parte però solo di “singoli spettatori” (una definizione che è già un ossimoro), e che non sono stati “intesi come discriminatori a causa dei fischi e delle urla sopra menzionati”. Come a dire: se c’è casino il razzismo vale di meno.

Cagliari-Inter, cori razzisti contro Lukaku. Calcia il rigore e viene ricoperto da “Buuu”

Ancora una volta il polverone di polemiche, gli appelli, gli interventi istituzionali si rivelano tutte chiacchiere. Certo, resta l’obiezione di fondo che sanzionare i club, chiudere curve e stadi, non sia il modo giusto per combattere razzisti e violenti: come emerso anche dall’ultima inchiesta sulla curva della Juventus, spesso le società sono “ostaggio” degli ultras; punire i cori proibiti di pochi (ma qual è la differenza fra i “singoli spettatori” citati dal giudice sportivo, al plurale, e un insieme di persone?), penalizzerebbe ingiustamente i tanti bravi tifosi, oltre a dare ulteriore potere ricattatorio alle bande. Magari è proprio questo che condiziona le scelte dei responsabili (altrimenti certi comunicati sono inspiegabili). Un’alternativa ci sarebbe comunque: individuare i colpevoli, con telecamere di sorveglianza e steward, e sbatterli fuori dagli stadi. L’Osservatorio per le manifestazioni sportive del Viminale lo auspica da anni, ma per farlo ci vorrebbe l’impegno economico e la volontà concreta delle società. Ieri, invece, il Verona ha difeso i suoi tifosi, spiegando che nessuno ha sentito nulla, quasi dando del visionario a Kessié e a chi si lamentava del razzismo. Evidentemente avevano ragione loro: adesso lo dicono anche Lega calcio e Figc.

FONTE: IlFattoQuotidiano.it


ANALISI
L’onda del razzismo invade il campionato: tweet, note ma zero provvedimenti
Pubblicato 16 ore fa il 17 settembre 2019 da Giovanni D'Elia

Cagliari: una parte della tifoseria di casa prende di mira Lukaku con ululati razzisti; Club assolto dal giudice sportivo. Verona: dalla tribuna autorità alle curve del Bentegodi piovono in campo continui “buu” rivolti a Kessié; l’Hellas minimizza sui social nascondendo l’accaduto.
Il posticipo di domenica sera tra Hellas Verona e Milan ha scritto l’ennesima pagina negativa del gioco più bello al mondo. E siamo soltanto alla terza giornata. Non parliamo di VAR o di decisioni arbitrali più o meno convincenti che fanno e faranno sempre discutere. Giustamente, aggiungiamo. Parliamo invece di quelle reazioni denigratorie nei confronti di alcuni atleti di colore, moda ormai accettata da tutti del nostro campionato. In questo caso, il calciatore al centro del fattaccio è il rossonero Franck Kessié.

Lo sport dovrebbe unire, dovrebbe vivere di momenti dedicati alle famiglie, agli amici, ai bambini, ai ragazzi e alle ragazze di ogni età, a chi si vuole divertire. Il calcio, quello vero e pulito, è di chi lo ama, solo di chi lo ama. I cori, gli insulti, gli ululati dei tifosi del Verona piovuti da ogni settore, anche dalla tribuna autorità, ai danni di Kessié durante tutto l’incontro hanno macchiato di sporco un’altra pagina bianca del nostro calcio, sempre più lontano dai valori di un tempo. E dire che la passione di tantissimi tifosi dell’Hellas, così come in tutte le piazze della nostra Serie A, profuma da sempre di entusiasmo vero. Peccato, però, venga totalmente oscurata dall’inciviltà di pochi imbecilli.

Ancora più raccapricciante è stato il tentativo di minimizzare del club veronese (la c è volutamente minuscola) sul proprio profilo Twitter. L’Hellas si è totalmente schierato dalla parte dei propri sostenitori, come se nulla fosse successo: I ‘buuu’ a Kessie? Gli insulti a Donnarumma? Forse qualcuno è rimasto frastornato dai decibel del tifo gialloblù. Cosa abbiamo sentito noi?. Pazzesco.


In pratica, cosa non dovrebbe mai fare l’area comunicazione di una società sportiva. Il nostro calcio deve cambiare pagina, ma per voltare davvero è fondamentale che gli addetti ai lavori, soprattutto loro, trasmettano a tifosi e appassionati insegnamento e stile. L’Hellas ieri ha perso una grande occasione.

Non si è fatta giustamente attendere la replica del Milan. Lezione di stile quella rossonera: Vogliamo ringraziare tutti i club e gli appassionati di calcio che hanno mostrato il loro sostegno per Franck Kessié – recita il tweet milanista condiviso nel pomeriggio di ieri –. Nel corso della nostra storia, abbiamo sempre onorato i valori dello sport. Ecco perché condanniamo, ancora una volta, tutte le forme di razzismo e discriminazione: il calcio non dovrebbe dividere ma unire le persone.

Proprio come ci ricorda il Milan, con un copy perfetto, il calcio è unione e rispetto sempre. Non si può e non si deve far finta che nulla sia accaduto. Quel pallone dovrebbe ricordarci ogni “benedetta” domenica, quando si gioca sul rettangolo verde e quando ci si confronta nei talk show in tv, che rispetto per il prossimo e uguaglianza sono la base della vita di tutti i giorni e del vivere in comunione. Per chi non vuole seguire questo credo servono esemplari provvedimenti.

Un episodio simile a quello di Verona era accaduto alla seconda ​giornata di campionato a Cagliari: da una frangia della tifoseria di casa erano piovuti in campo ululati razzisti ai danni dell’attaccante dell’Inter Romelu Lukaku. Ancora più clamorosa, anche in quel caso, la nota – per così dire – della Curva Nord dell’Inter a giustificare il fattaccio e i “colleghi” rossoblù. Un vero e proprio inno al razzismo. Segno della generale scarsa cultura del nostro Paese. Dopo il danno, la beffa. Notizia di oggi: il giudice sportivo ha deciso senza un motivo accettabile di assolvere il club sardo: gli ululati – riporta il comunicato – “Non sono stati intesi come discriminatori a causa di urla e fischi”.

A proposito di Lukaku, un secondo episodio di puro razzismo si è registrato durante una trasmissione televisiva in onda sul circuito nazionale di Tele Lombardia: un certo Luciano Passirani, dicono “noto” opinionista sportivo (titolo ormai affibbiato a tutti) con una battuta infelice ha commentato la forza fisica del nuovo giocatore nerazzurro: «Per fermarlo – ha detto quel tale che nemmeno al bar dovrebbe più mettere piede – devi lanciargli dieci banane». Passirani è stato immediatamente allontanato dalla trasmissione, come confermato in diretta e in seguito sui social dal direttore della rete Fabio Ravezzani.

L’@acmilan risponde su Twitter all’@hellasveronafc: “Nel corso della nostra storia abbiamo sempre onorato i valori dello sport. Ecco perché condanniamo, ancora una volta, tutte le forme di razzismo e discriminazione”. Lezione di stile. ♥️👏🏻 - - - 👍 Metti “mi piace” se ti è piaciuto il post ✅ Segui la pagina per restare aggiornato 💻 Visita il nostro sito ufficiale [link in Bio] - - - #Milan #Milano #WeAreACMilan #MercatoMilan #Calciomercato #MilanoRossonera #CasaMilan #Milanello #Rossoneri #SerieA #ChampionsLeague #EuropaLeague #Calcio #CurvaSudMilano #Milanista #FirstPost #Soccer #Italy #Sport #VeronaMilan #NoRacism #Respect

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FONTE: DailyMilan.it


NEWS
19 settembre 2019 - 10:34
L’avversario, la Juventus di Sarri
Ronaldo il punto fermo, ma i bianconeri arrivano da due pareggi

di Jacopo Michele Bellomi, @jjbellomi
(Foto Getty Images)

Il quarto turno di Serie A TIM vede il Verona impegnato in trasferta a Torino, in casa della Juventus campione in carica. I bianconeri, dopo cinque anni sotto la guida di Massimiliano Allegri, hanno scelto di cambiare allenatore e di affidarsi all’esperienza di Maurizio Sarri, vincitore dell’Europa League con il Chelsea ed ex tecnico del Napoli.

COME ARRIVA – La Juventus ha giocato la prima partita dei gironi di Champions League mercoledì sera, contro l’Atletico Madrid, e la partita è terminata con un pareggio per 2-2. Un pareggio anche nell’ultimo turno di campionato, in trasferta a Firenze, condizionato però da tre infortuni durante la gara: prima Douglas Costa, poi Pjanic e Danilo. Due battute d’arresto che, comunque, mostrano una Juve non ancora completamente adattata agli schemi di Sarri. Sappiamo che il tecnico ha bisogno di tempo per fare “girare” la squadra secondo le sue idee: si è visto a Napoli e anche al Chelsea, quindi è una questione di tempo prima che i bianconeri ingranino la marcia giusta del Sarri-ball.

MERCATO – Il colpo è stato De Ligt, difensore prelevato dall’Ajax per 75 milioni di euro. Nello stesso reparto è stato comprato Demiral dal Sassuolo ed è arrivato il terzino Danilo dal Manchester City, a fronte della cessione di Cancelo. Due mosse importanti anche a centrocampo, con il tesseramento a parametro zero di Rabiot e Ramsey, rispettivamente da PSG e Arsenal. Marginale il ritorno di Buffon come secondo portiere, mentre ha pià peso il rientro di Higuain, pupillo di Sarri per l’attacco.

PROBABILE FORMAZIONE – Il punto fermo è solo uno e il tecnico è stato categorico fin dal suo insediamento: Cristiano Ronaldo. Sarri non è mai stato un allenatore a cui piace fare un grande turnover, piuttosto sceglie in maniera più graduale. Questa decisione potrebbe essere presa per il match con il Verona, visto l’avversario e il successivo tour de force in campionato. In porta potrebbe scattare il momento di Buffon, anche se Szczesny è più in forma; Bonucci in questo momento è in capitano della Juve, vista l’assenza di Chiellini, e potrebbe fare coppia con Demiral, mentre i terzini saranno con molta probabilità ancora Danilo e Alex Sandro. A centrocampo può riposare Pjanic, acciaccato, per fare spazio a Bentancur, così come Matuidi può dare il cambio a Rabiot. Ronaldo c’è sicuramente in attacco, a sinistra, al centro uno tra Higuain e Dybala, mentre a destra il ballottaggio è tra Cuadrado e Bernardeschi.

JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; Danilo, Bonucci, Demiral, Alex Sandro; Khedira, Bentancur, Rabiot; Bernardeschi, Dybala, Ronaldo.

CLASSIFICA – La Juventus ha 7 punti, frutto di due vittorie contro Parma e Napoli, e di un pareggio con la Fiorentina. I bianconeri hanno segnato in totale 5 gol, subendone 3, e al momento si trovano alla terza posizione in classifica, a pari punti col Bologna ma con una peggiore differenza reti.

PRECEDENTI – Il match tra Juventus e Verona manca dalla stagione 2017/18. In quel campionato, in entrambe le occasioni, ha avuto la meglio il club bianconero. Nella gara di andata, a fine dicembre, la Juve si è imposta per 1-3 al Bentegodi: alla rete di Matuidi ha risposto il gialloblù Caceres, poi Dybala ha chiuso il match con una doppietta. L’altra partita è stata giocata all’ultima giornata della stagione, con il Verona già retrocesso. I bianconeri hanno vinto 2-1, mandando in rete Rugani e Pjanic, inutile il gol nel secondo tempo di Cerci per l’Hellas.

CURIOSITÀ – I bianconeri, che da 8 anni vincono lo Scudetto, per la prima volta dopo 560 giorni consecutivi non sono più la squadra capolista della classifica. Il 3 marzo del 2018 era avvenuto il sorpasso sul Napoli, allenato al tempo proprio da Sarri, e da quel momento la prima posizione è sempre rimasta in mano della Juventus. Questo fino alla scorsa giornata, col pareggio con la Fiorentina e il sorpasso dell’Inter, ancora a punteggio pieno.

J.M.B.

FONTE: Hellas1903.it


SERIE A
FINALMENTE E' TORNATO IL VERONA
17/09/2019 09:55
Te ne accorgi subito, al primo caffè mattutino. Il Verona è tornato. Nei bar, nelle strade, allo stadio. Dopo due anni e mezzo di vacuità, di media event di plastica, di frasi fatte, di allenamenti a porte chiuse, di balle spaziali, di partite assurde, l'Hellas Verona è finalmente di nuovo tra noi.

Abbandonate le peregrine idee di un calcio che non appartiene alla cultura calcistica di questa città, Setti dopo due smusate, una peggio dell'altra, ha fatto la scelta giusta: Ivan Juric. Una scelta coraggiosa, perchè era davvero difficile non tenere l'uomo che ha riportato il Verona in serie A. Aglietti era stato per l'Hellas la schedina del Superenalotto e sarebbe stato giusto dargli la possibilità di provarsi nel campionato che lui (e solo lui) si era conquistato.

La riflessione (e probabilmente un contratto già stipulato con Juric) ha però interrotto quella storia. E dato vita a questo Verona.

Juric non andava giudicato come successore di Aglietti, nè come usurpatore della sua panchina ma solo per il campo. E il campo ci ha restituito un Verona che non si vedeva da anni.

Juric sta dimostrando di essere un ottimo allenatore. La squadra ha principi fondamentali inalienabili, ruoli determinati, chiarezza di idee, organizzazione. Gli allenamenti sono un martellamento di concetti, altissima intensità, applicazione. Il singolo viene esaltato, e per i giocatori, è più che evidente, c'è una sorta di giocoso divertimento a stare in campo. Per essere chiari: Kumbulla, Amrabat, Lazovic e Veloso con Grosso avrebbero rischiato di essere catalogati alla voce "brocconi".

Arriveranno tempi duri e forse durissimi. Ma ora c'è la consapevolezza di non partire mai battuti. Al netto di Var e arbitri marionetta, il Verona se la può giocare ovunque. Anche con la Juventus. Bentornato vecchio Hellas. (g.vig.)

FONTE: TGGialloBlu.it


Juventus, gli ultras disertano il Wanda per protesta contro gli arresti
18.09.2019 12:19 di Pietro Lazzerini Twitter: @PietroLazze
I pochi ultras bianconeri che avevano prenotato il viaggio e i biglietti per la partita di stasera tra Atletico Madrid e Juventus, hanno deciso di non entrare al Wanda Metropolitano per protesta contro l'inchiesta "Last Banner" che ha decimato i vertici dei principali gruppi di tifosi della curva juventina. Intanto la Questura alza l'attenzione intorno alla partita contro Verona del prossimo weekend, quando all'Allianz Stadium per la prima volta non si vedranno i simboli storici dei gruppi ultras coinvolti: parola della Digos. Tira una brutta aria e si vedranno anche gli steward in curva, mai visti prima degli arresti dell'altro giorno. Uno striscione è poi comparso in zona stadio: "Non temete fratelli, non sarete mai soli". I Drughi Giovinezza, le ultime leve del principale gruppo organizzato degli ultras bianconeri, agli ordini del solito Dino Mocciola, leader della curva arrestato l'altro giorno come vertice delle attività criminali riscontrate in ambito juventino. A riportarlo è La Gazzetta dello Sport.

ALTRE NOTIZIE
Caso Kessie, nessun provvedimento del Giudice Sportivo: ecco perché
18.09.2019 11:49 di Tommaso Bonan
Il giudice sportivo - nella giornata di ieri - ha deciso di non sanzionare il Cagliari per gli ululati razzisti indirizzati a Lukaku, nella sfida con l’Inter di tre settimane fa. Ma non solo. Stesso esito - sottolinea il Corriere della Sera - per il caso Kessie. Anche qui nessun provvedimento dopo i buu di domenica sera al Bentegodi di Verona. Nel comunicato del giudice sportivo l’episodio non è nemmeno menzionato, come del resto nei referti del direttore di gara o degli ispettori della Procura Figc presenti al Bentegodi.

SERIE A
Lazio, l’Hellas Verona deve essere un esempio
17.09.2019 08:30 di Riccardo Caponetti
Fonte: Dall'inviato a Roma
Spoiler: il titolo è un’esagerazione. Una provocazione volta a mettere in luce ciò che è mancato alla Lazio domenica nella trasferta di Ferrara e, in parte, anche nelle prime due giornate contro Sampdoria e Roma. La cattiveria, la determinazione e l’applicazione, qualità messe invece in mostra dall’Hellas Verona. In inferiorità numerica dal 21’ del primo tempo, i gialloblù di Juric vanno solo elogiati per l’encomiabile spirito con il quale hanno reso difficile la vita al Milan, passato in vantaggio soltanto grazie a un rigore di Piatek a metà ripresa. L’Hellas ha lottato su tutti i palloni, senza piangersi addosso, cercando di sopperire alle enormi difficoltà. Sapeva di essere inferiore tecnicamente, dunque ha cercato di compensare con l'aggressività. La Lazio no. Si sentiva più forte della Spal e dopo il vantaggio - meritato - di Immobile ha scherzato con il fuoco. Non ha chiuso la partita perché non ha avuto fame, eppure di occasioni ne sono capitate tante.

[...]
SERIE A
Tuttosport - Questore Torino: “Juventus-Hellas? Gara a rischio”
16.09.2019 23:00 di Tommaso Maschio
“Quella di sabato era già una partita attenzionata. Sono due tifoserie con ideologie differenti. Ora aumentano i rischi perché sono prevedibili reazioni”. Così il questore di Torino Giuseppe De Matteis ha parlato in vista della sfida fra la Juventus e l’Hellas Verona dopo l’inchiesta Last Banner che ha portato all’arresto dei capi della curva bianconera. “Nella curva si è creato un vuoto. - continua il questore come riporta Tuttosport - Non penso che la successione dei capi ultrà sia pronta, non è automatico che ci sia qualcuno in grado di sostituire gli arrestati. Aspettiamo di vedere quello che succede".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


15.01.2015
Contro la Juve di Sivori vinse il Verona di Maioli
Un gol del popolare "Penel", realizzato allo scadere, esaltò l'Hellas e condannò all'eliminazione i bianconeri. «Una gioia indimenticabile»

La foto ricordo a fine gara: Savoia e Maschietto assieme al grande Omar Sivori. Indimenticabile...

La palla era lì, se l'era incollata al piede, il sinistro, ovvio. L'idea era quella di un cross, uno dei suoi, di quelli morbidi, in mezzo all'area, più o meno sul secondo palo. Traiettoria arcuata, leggermente tagliata, quelle palle che spiovono giuste oltre la testa del difensore, lì dove dovresti trovare quella di Maschietto, oppure quella di Golin. Giorgio Maioli pensava questo, mentre avanzava, la palla accarezzata dal sinistro, circondato da maglie bianconere. «Siamo 0-0» pensò tra sé. «0-0 al novantesimo con la Juve, adesso si va ai supplementari». Oddio, non era la Juve titolare, però ci assomigliava molto. Dentro, aveva alcune riserve, Caocci e Fochesato, Rossi e Siciliano. Ma c'erano anche Emoli e Salvadore, Leoncini e Del Sol. E poi c'era lui, Omar Sivori. «Già, un mito». Lo avevano fatto giocare, el cabezon, «perché bastava lui per battere il Verona», almeno questa era l'intenzione.

Omar Sivori col 10, «per noi è questo il premio partita più bello, il risultato sembrava scontato» pensavano i ragazzi gialloblù. Così, la formazione era un mix di titolari e riserve, giovani e anziani, con la sorpresa del portiere, annunciato all'ultimissimo momento. Non senza il gusto amaro della polemica. «Ma sì» raccontò un giorno Giorgio Bissoli, il rosso di San Martino. «Dovevo giocare io, invece Facchini mandò in campo Ciceri. Scappai dagli spogliatoi, mi consolò Boniperti, in tribuna. Ti rifarai, ragazzo, mi disse. Aveva ragione, ma che rabbia...» Davanti a Santino Ciceri, c'erano Basiliani a destra e il giovane Verdi a sinistra. La linea mediana era composta da Cera, il centromediano era l'esperto Zannier, il laterale sinistro un altro ragazzo, Ciocchetti. L'attacco, da destra, Maschietto, poi la mezzala Savoia, Golin schierato col 9, il 10 a Maioli e l'11 al piccolo Bonatti. A riposo erano rimasti pezzi da novanta come il bomber Ciccolo, Pacco, Fantini, l'altro vecchio Fassetta, Pirovano. «Tanto, quello che viene, viene. L'importante è uscire a testa alta» pensavano tutti.
Lo stesso viaggio da Verona a Torino era stato qualcosa di speciale. Perché quella non era una partita come tante, era «la partita». Quella che uno immagina da sempre, «noi con la Juve», tu che te la vedi con Sivori, magari gli togli pure il pallone, «però sta' attento alle gambe, chè se quello ha la luna giusta ti piazza un tunnel e buonasera». Facchini, il mister, l'aveva dato in consegna un po' a tutti, lì in mezzo. L'avesse fatta oggi, la chiamerebbero gabbia, allora non era così. «Ohè» aveva detto ai suoi ragazzi. «Uno come lui non possiamo marcarlo da soli. Bisogna aiutarsi, chiuderlo, impedirgli di prendere la palla, proviamo a limitarlo, vediamo come va». Non andò male. «Sivori aveva l'aria un po' svogliata, si divertiva in dribbling, dava l'idea di poterli far fuori tutti, se solo lo avesse voluto. Ma non giocava con grande impegno. L'aria di Coppa non gli procurava grandi brividi. Ma era pur sempre Sivori».

La Juve aveva preso l'impegno alla leggera, «tanto, prima o poi un gol lo facciamo». Ma non aveva fatto i conti con Ciceri. Né con il cuore dei suoi compagni. Era gente che viveva un sogno e non voleva che questo sogno finisse male. «Però, niente male questo Verona» dicevano i tifosi della Juve. Il Verona aveva fatto il suo. Con orgoglio, dignità, umiltà. S'era difeso con autorità, niente catenaccio. E quando poteva, s'era mosso anche per colpire. Golin e Bonatti, assieme a Maschietto avevano tenuto sveglio Mattrel. «Certo, adesso c'erano i supplementari» pensava tra sé Giorgio Maioli. Sinistro divino. Aveva incantato, come sanno fare solo i mancini nelle giornate di grazia. «È il Sivori del Verona» aveva detto qualcuno. Giorgio Maioli e la palla del destino. Avanzava, in quell'ultimo minuto, con l'idea fissa di non sprecare quell'ultimo giro di roulette. Se va, se si ferma sul numero giusto, magari ci sta qualche volta che sbanchi al casinò. Cambiò idea. "Provo il tiro...". Oh, sia chiaro, furono attimi, gli attimi dei giocatori di classe, abituati a ragionare in una frazione, a seguire l'istinto. A decidere. Giorgio Maioli, detto Penel, perché aveva un sinistro che dipingeva, cambiò improvvisamente idea. «Provo il tiro, pensai. Eravamo più o meno a venti metri dalla porta, c'era lo spazio per farlo, i compagni erano marcati». La palla gli rimbalzò appena lì davanti, ma fu nell'attimo giusto. Lui caricò il sinistro e si fermò a guardare. Una frazione di secondo. Capì che stava succedendo qualcosa. Guardavano tutti, guardò anche Mattrel. «La palla finì giusta all'incrocio dei pali». Poi non sentì più niente. Neanche il fischio finale, sommerso com'era da un grappolo gialloblu. Le foto di quel giorno parlano da sole. Majoli e Savoia, Maschietto, Sivori e Savoia, Majoli e Verdi. C'è negli occhi di tutti un sorriso senza tempo e senza età.

Raffaele Tomelleri

FONTE: LArena.it


#JUVEVERONA: LE STATISTICHE...
20/SETTEMBRE/2019 - 18:00
Scopri i numeri, le statistiche e le curiosità fornite da Opta Sports di Juve-Hellas Verona, 4a giornata della Serie A TIM 2019/20, in programma domenica 21 settembre (ore 18) all 'Allianz Stadium'.


I PRECEDENTI - Nei precedenti tra Verona e Juventus abbiamo un totale di 56 incontri: 10 vittorie del Verona, 14 pareggi e 32 vittorie della Juventus. La prima rete realizzata nella storia del Verona in Serie A è arrivata proprio contro la Juventus nel settembre 1957, con Cesare Maccacaro.

LA CURIOSITA' - Il Verona è la seconda squadra che ha subito meno tiri nello specchio (nove) nelle prime tre giornate del massimo campionato in corso, al primo posto troviamo il Milan (otto).

L'AVVERSARIO - La Juventus è imbattuta nelle ultime 22 partite casalinghe in Serie A (18V, 4N): i bianconeri non rimangono per più gare interne senza sconfitte da settembre 2017, quando toccarono addirittura quota 41.

FOCUS GIOCATORI - Il difensore più giovane ad essere sceso in campo in questo campionato è il 2000 gialloblù Marash Kumbulla, mentre è proprio della Juve il secondo posto con Matthijs De Ligt, classe 1999.

[...]

PESCHIERA: REPORT ALLENAMENTO
18/SETTEMBRE/2019 - 19:55
Peschiera - Mercoledì di allenamento in casa Hellas. Allo Sporting Center Paradiso di Peschiera, oggi la squadra ha svolto riscaldamento, esercitazioni sul possesso palla, partite a campo ridotto e partita finale.

PESCHIERA: REPORT ALLENAMENTO
17/SETTEMBRE/2019 - 19:45
Peschiera - Proseguono gli allenamenti dei gialloblù in vista della partita contro la Juventus di sabato prossimo. Nella seduta odierna la squadra ha effettuato un riscaldamento tecnico iniziale, seguito da un'esercitazione tecnica con conclusioni in porta. Infine, esercitazioni basate sul possesso palla e lavoro aerobico.

PESCHIERA: REPORT ALLENAMENTO
16/SETTEMBRE/2019 - 18:10
Peschiera - Sono tornati subito al lavoro i gialloblù dopo la gara contro il Milan. Oggi, allo Sporting Center di Peschiera, la squadra si è divisa in due gruppi: lavoro defaticante per chi è sceso in campo ieri sera; allenamento condiviso con la Primavera di mister Corrent per gli altri.

FONTE: HellasVerona.it




[OFFTOPIC] +   -   =
VITA DA EX: Il 35enne SFORZINI ricomincia dal PALERMO!
News Principali
Palermo: Ferdinando Sforzini, un nuovo bomber al servizio della squadra rosanero
Di Alessandra Botta - 18 Settembre 20190

Dopo aver a lungo cercato il bomber di razza, che potesse garantire, insieme a Ricciardo, gol e buone prestazioni, il Palermo annuncia attraverso il suo profilo Facebook l’innesto di Ferdinando Sforzini.

L’attaccante, classe 84′, va così a completare un reparto che sembrava sprovvisto, fino ad oggi, e che aveva destato non poche preoccupazione. Sforzini sembra accontentare tutti con una carriera ed un’esperienza che pochi giocatori, tra gli svincolati, potevano vantare.

Tra le caratteristiche tecniche del giocatore, non manchiamo di sottolineare la sua abilità nel gioco aereo, la sua forza fisica che gli permette di essere una punta di peso in area di rigore, ma è anche abile nel proteggere palla per favorire gli inserimenti dei compagni e supportare la squadra con diversi assist.

Ripercorriamo quindi la carriera dell’attaccante originario di Tivoli. Muove i suoi primi passi tra i dilettanti nel Tor di Quinto, per poi passare nelle giovanili di Napoli prima e Lazio poi, che lo cede in prestito al Sassuolo in C2, in cui emerge per i 9 gol segnati in 38 presenze. Lo acquista poi l’Udinese che lo cede in prestito al Verona, che gli permetterà di fare l’esordio in serie B durante un Verona- Avellino in cui giocò titolare nella stagione 2005-2006.

Passa senza incidere troppo tra le fila di Bari e Avellino. Voluto fortemente da Andrea Mandorlini nel 2010-2011 passa al CFR Cluj ed esordisce in Champions League contro il Basilea. Ma una volta acquistato dal Grosseto fa vedere le sue qualità migliori: in 78 presenze sono ben 38 i gol. Nel 2013 lo ingaggia il Pescara ma complici i diversi infortuni, non riesce a brillare ed entusiasmare i suoi nuovi tifosi.

Dopo varie esperienze tra Latina, Virtus Entella, Pavia e Viterbese Castrense, decide di sposare il progetto nel nuovo Avellino, dopo il fallimento avvenuto nell’anno 2018. Grazie alle sue doti riporta la squadra campana in serie C garantendo 11 gol in 28 presenze.

Adesso nella sua strada c’è il Palermo, che attende con ansia e giubilo di urlare il suo nome negli spalti del Barbera e di battezzare una categoria superiore con la vittoria del campionato.

Esperienza, grinta, determinazione, gol, tutto questo è Ferdinando Sforzini.

FONTE: TifosiPalermo.it

HELLAS VERONA 0-1 MILAN: Il VERONA in dieci spaventa il MILAN ma oggi il destino aveva deciso diversamente... Corrette a termini di regolamento le decisioni del signor Manganiello che decidono il match. Fare punti contro questo HELLAS sarà complicato per tutti, peccato davvero per quegli ululati schifosi contro KESSIE


#VeronaMilan +   -   =

RECAP
Più di 20mila le presenze al Binti stasera, la più parte sperano in un'altra Fatal Verona mentre gli altri (circa 1600) vogliono vedere all'opera i rossoneri di GIAMPAOLO.
Mister JURIĆ conferma in blocco l'11 che ha sbancato il 'Via del Mare' con la sola novità STĘPIŃSKI (al posto di TUTINO) al centro dell'attacco.
Qualche metro dietro al neoacquisto polacco stazioneranno quindi VERRE e ZACCAGNI mentre AMRABAT darà copertura alle geometrie di VELOSO, sulle esterne agiranno FARAONI a destra e LAZOVIĆ a sinistra mentre la difesa a tre sarà ancora composta dall'ex Primavera scaligera KUMBULLA, il gigante RRAHMANI e l'ex GENOA GÜNTER. Completa la squadra gialloblù SILVESTRI ovviamente tra i pali.
Risponde il MILAN col consueto 4-3-2-1 visto in queste prime uscite: BIGLIA torna a dirigere le operazioni dal primo minuto un po' a sorpresa, PAQUETÀ e SUSO daranno fantasia sulla trequarti e il 'pistolero' PIĄTEK, di nuovo titolare dopo l'esclusione col BRESCIA, agirà da unica punta.
L'ex REBIĆ e HERNANDEZ partiranno quindi dalla panchina.

Ad arbitrare la sfida il signor Gianluca Manganiello della sezione AIA di Pinerolo.

Clicka qui per vedere l'album di HELLAS VERONA 0-1 MILAN

HELLAS AGGRESSIVO SU OGNI PALLA
Bella combinazione scaligera al 2° con VERRE che chiama FARAONI all'affondo, l'ex CROTONE crossa dal fondo per la spizzata di STĘPIŃSKI purtroppo fuori misura.
I gialloblù combattono su ogni palla e il MILAN appare intimidito a tratti; tentano di reagire i rossoneri che tra il 5° e il 6° guadagnano tre corner consecutivi senza creare tuttavia problemi alla retroguardia scaligera.
Occasione HELLAS all'8°: 1-2 ZACCAGNI-FARAONI, l'esterno trova ancora il fondo e mette in mezzo da destra, la difesa ospite respinge corto per il tentativo in rovesciata di ZACCAGNI raccolto da DONNARUMMA...

ROSSO PER STĘPIŃSKI
Al 21° STĘPIŃSKI, già avvertito verbalmente dal signor Manganiello per lo stesso tipo di fallo, commette un'inutile ingenuità alzando il piede sulla faccia di MUSACCHIO nel tentativo di anticipare l'avversario. Il direttore di gara propende inizialmente per l'ammonizione ma poi, richiamato dai colleghi al VAR, decide di espellere il centravanti ex CEO e purtroppo le immagini sembrano dargli ragione...

IL VERONA CHIUDE TUTTO, GRAN NUMERO DI VERRE!
JURIĆ sembra volersi affidare a DAWIDOWICZ poi ci ripensa e tiene la squadra com'è: VERRE avanza un pochino il raggio d'azione, ZACCAGNI agisce sulla trequarti, LAZOVIĆ scende a fare il terzino su SUSO e FARAONI fa più o meno lo stesso dalla parte opposta entrambi pronti a ribaltare l'azione appena se ne presenti l'opportunità.
GIAMPAOLO chiede a ÇALHANOĞLU di alzarsi per un MILAN che si schiera con una sorta di 4-2-4 per approfittare della superiorità numerica ma i gialloblù sigillano tutti gli spazi e sono anzi più pericolosi degli avversari al 28°: Lancio profondo di RRAHMANI sulla corsa di VERRE che stoppa al volo di destra e dal limite, senza che la palla tocchi il suolo, scarica in porta senza purtroppo trovare il bersaglio! Che numero incredibile però...
Alla mezz'ora doppio tentativo KESSIE-PIĄTEK ma per entrambi la porta è un miraggio... Al 32° ci prova anche SUSO a giro dal limite ma la palla vola sul fondo.
Il primo tempo si chiude con il tiro dal vertice destro di CALABRIA: Para facile SILVESTRI.

ENTRA REBIĆ, UN LEGNO PER PARTE
Nella ripresa GIAMPAOLO inserisce REBIĆ al posto di PAQUETÀ e schiera i suoi col 4-3-3, al 48° altro diagonale di SUSO fuoriarea dal centrodestra: Palla a lato sul palo lontano...
Occasionissima MILAN al 57°: La difesa gialloblù respinge palla fuori dall'area sui piedi di CALABRIA che se la aggiusta di petto e, dal vertice destro dell'area, prova la rasoiata in diagonale che sbatte sul palo lontano a SILVESTRI battuto!
Il VERONA non demorde e al 59° pareggia i legni: VELOSO vicino al corner sinistro coglie LAZOVIĆ che ribalta sul palo opposto dove VERRE impatta sporco ingannando DONNARUMMA ma non il palo che si oppone beffardo a quello che sarebbe stato un vantaggio meritato!

INSISTE IL MILAN, RIGORE PER GLI OSPITI
Al 60° dal vertice destro SUSO conclude sul palo opposto ma SILVESTRI c'è, si accartoccia e annulla il tiro piuttosto debole.
Due minuti più tardi conclusione velleitaria dal limite di PIĄTEK direttamente in curva...
Al minuto 65 l'episodio che decide il match: ÇALHANOĞLU dal limite spara in porta, GÜNTER si gira di schiena in scivolata allargando leggermente il braccio destro e con la mano stoppa la palla. Il regolamento è chiarissimo in casi come questi e Manganiello, dopo il consulto col VAR, non fa altro che applicarlo purtroppo.
Alla battuta va PIĄTEK che purtroppo non sbaglia, rigore perfetto che SILVESTRI intuisce ma non riesce a fermare; MILAN in vantaggio!

FINALE INCANDESCENTE
Al 75° calcio di punizione di ÇALHANOĞLU appena fuori dal lato corto dell'area sul fronte d'attacco sinistro degli ospiti: Palla centrale in porta dove SILVESTRI respinge coi pugni...
I gialloblù non ci stanno e reagiscono in maniera rabbiosa, dopo PESSINA entrano anche DI CARMINE e TUTINO, i gialloblù si schierano con un 4-3-2 ma all'83° sono ancora i rossoneri pericolosi con ÇALHANOĞLU che dal limite impegna SILVESTRI con una parata a terra, il portiere inizialmente non trattiene poi si getta indietro e abbranca la palla ma PIĄTEK irrompe e di carambola la caccia dentro; fortunatamente il VAR dimostra il fallo dell'attaccante polacco... Nel frattempo la pressione sale, il pubblico di fede gialloblù spinge e il direttore di gara fatica a tenere in mano la gara.
Al 93° PESSINA avrebbe una gran palla e prova ad inserirsi ma CALABRIA lo ferma con un 'laccio californiano' al collo: Il Bentegodi esplode, Manganiello si consulta col VAR, sventola il secondo giallo in faccia al terzino rossonero ma concede solo un fallo dal limite (anche stavolta la decisione appare corretta purtroppo, il fallo netto inizia fuori dall'area ospite).
Alla battuta va lo specialista VELOSO che stavolta si fa ribattere la conclusione, ci prova LAZOVIĆ di prima intenzione ma scarica a fil di palo e l'arbitro fischia tre volte.
Il VERONA esce sconfitto ma a testa altissima!



IMPRESSIONI
Una squadra di leoni condotta da un tecnico che fa giocare i suoi al meglio esaltando le caratteristiche 'da combattimento' sulle quali ha lavorato dal ritiro.
Come si fa a non innamorarsi di questo HELLAS? Poi succede di perdere col MILAN, ci stà, ma giocando così sarà difficile per tutti giocare contro i gialloblù che, pur retrocedendo in inferiorità numerica, non smettono mai di lottare su ogni pallone e chiudono ermeticamente ogni spazio.
Peccato che per la seconda volta non sia stato possibile giocarsela 11 contro 11 ma anche stavolta è difficile contestare un'espulsione che, a termine di regolamento e col supporto della moviola, appare purtroppo corretta così come il calcio di rigore assegnato al MILAN, semmai è discutibile l'intenzionalità di GÜNTER ma le nuove regole hanno cercato proprio di eliminare l'interpretazione dell'arbitro punendo qualsiasi fallo di mano a prescindere da tutto.

È andata così...
Teniamoci la prestazione e guardiamo con ottimismo al futuro: Que será, será ma l'orgoglio e il rispetto, con prestazioni di questo tipo, non ce lo negherà nessuno!.



ULULATI A KESSIE
Peccato per quegli ululati a KESSIE sentiti distintamente fin dall'inizio della gara, li avranno sentiti anche i giudici a bordocampo e di sicuro li riporteranno sul referto di fine partita: Non è aiutare la squadra, non è 'come funziona negli stadi in Italia' è ignoranza, è razzismo, è becera e indegna frustrazione (chiamando le cose col loro nome) vomitata addosso a tutti, anche a questo HELLAS che davvero non merita vigliaccherie del genere!

Sguaiato, intempestivo e fuori luogo il tono del tweet con cui Via Olanda cerca di cancellare i buuati razzisti; dopo una valanga di risposte indignate (miste, come di consueto sui social in occasioni come queste, a insulti gratuiti) sul sito web ufficiale gialloblù appare un comunicato che fa parziale marcia indietro e opportunamente spiega la posizione del club in merito anche se ribadisce di non aver 'avvertito ne percepito presunti cori nei confronti del calciatore avversario'.

A sottolineare la pessima figura del club scaligero il tweet del MILAN che ha ringraziato per il sostegno a KESSIE... Insomma un'altra 'simpatica' uscita che il settore comunicazione di Via Olanda poteva risparmiarsi e di cui non si sentiva francamente la necessità ma del resto: 'un bel tacer non fu mai scritto'!



VOTI

  • SILVESTRI Un'unica sbavatura all'83° quando non trattiene il tiro di ÇALHANOĞLU, per il resto è sempre attento anche se il MILAN fa poco per impegnarlo ed è ben protetto dai suoi... Cade solo su un rigore (perfetto) di PIĄTEK che peraltro intuisce: 6
  • RRAHMANI Giornata tutto sommato tranquilla anche per il gigante kosovaro che non rischia mai nulla ed è preciso in ogni intervento, ottima l'intuizione con cui lancia VERRE al 28°: 6,5 (gli da il cambio TUTINO al 79°: Ci prova ma la gara ormai è andata... Non giudicabile)
  • KUMBULLA Cresce di gara in gara, dirige la difesa come fosse titolare da sempre in questa squadra nella quale in B non giocava mai (anche a causa di noie fisiche), preciso negli anticipi, autorevole, sicuro: Che il Dio del calcio lo conservi intonso! Anche il VERONA ha il suo piccolo fenomeno Millenial, 6,5
  • GÜNTER Una partita senza sbavature fino all'involontario fallo di mano che decide il match ma Koray inanella la terza gara positiva di fila, senza strafare, sul centrosinistra è un garanzia in attesa del recupero di BOCCHETTI (ma anche no): 6
  • FARAONI Solite cavalcate sulla destra, ottimi i cross al 2° e all'8°, poi si deve sacrificare giocando più indietro a causa dell'inferiorità numerica: 6,5
  • AMRABAT Un leone tra i leoni! Se i compagni non mollano nulla Sofyan incarna appieno lo spirito battagliero della squadra di JURIĆ, va su tutti i palloni, ne recupera parecchi (commovente il ritorno al 58°) e la tifoseria gialloblù lo ama già alla follia: 7
  • VELOSO Anche stasera ottimo direttore d'orchestra, capitano coraggioso e leone in gabbia quando in inferiorità non riesce a far esprimere la squadra come vorrebbe... Geniale la palla a LAZOVIĆ al 59° per il successivo palo colto da VERRE: 7
  • LAZOVIĆ Come FARAONI deve fare il terzino su SUSO per trequarti della gara ma lo stesso riesce ad essere pericoloso; bello scambio con ZACCAGNI al 6°, nel finale quella staffilata fa gridare al gol ma purtroppo è solo un'illusione: 6,5
  • ZACCAGNI Parte bene in coppia con VERRE sulla trequarti e quando ha la palla tra i piedi viene spesso fermato con le cattive, l'espulsione di STĘPIŃSKI lo costringe a calmare i bollenti spiriti ma nonostante questo è tra i gialloblù più pericolosi... 6,5 (gli da il cambio DI CARMINE al 79°: Non giudicabile)
  • VERRE Forse il migliore in campo tra i gialloblù: Sempre lucido, tecnicamente qualitativo, da falso nove è una spina nel fianco per gli avversari... Peccato davvero che anche stasera non trovi il meritato primo gol in Serie A: Da lustrarsi gli occhi quello stop e tiro al volo al 28°, sfortunato al 59° quando coglie il palo, 7,5 (gli da il cambio PESSINA al 67°: Anche oggi da un suo inserimento per poco non si pareggia, il ragazzo tende a sfruttare qualsiasi minutaggio gli conceda JURIĆ ed è una qualità fondamentale per un giovane, verrà il suo momento anche dall'inizio: 6,5)
  • STĘPIŃSKI Pessimo esordio in maglia scaligera, probabilmente Mariusz sente troppo la tensione e non è lucido (prima dell'espulsione era già stato avvisato da Manganiello per un fallo simile a quello che gli costa il rosso); la sua è una grave ingenuità ma aspettiamolo fiduciosi dopo la trasferta allo Stadium, per ora la pagella non può che essere impietosa: 4
  • JURIĆ La sua squadra continua a stupire per grinta, determinazione e voglia. È riuscito in breve tempo a formare un gruppo coeso e a dare un'identità precisa cosa che con altri suoi omologhi sembrava impossibile: 7

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DICONO +   -   =

Mister JURIĆ «È innegabile che il risultato non ci renda merito. Abbiamo creato più del Milan, colpito un palo. Abbiamo fatto una bella prestazione. L’espulsione di Stepinski? Non commento. Di cosa sono soddisfatto? Penso che siamo una squadra tosta e che sa stare in campo. Ma anche che gioca bene a calcio. Dobbiamo continuare su questa strada e affrontare ogni partita con la testa libera, senza pensare troppo e dando sempre il massimo. Squadra che sta bene fisicamente? Sono contento: undici contro undici abbiamo messo in difficoltà il Milan con palleggio e buoni ritmi. Poi, in 10, ci siamo difesi benissimo. Chiaro che c’è rammarico, perché seppur “piccolo’ hai dimostrato di tenere testa ad una ‘grande’ e hai fatto una partita vera, verissima: hai giocato a viso aperto e pressato alto. Dispiace non aver fatto almeno un punto: lo meritavamo. Ci siamo dimostrati una squadra intelligente: non ci siamo mai allungati e abbiamo provato sino alla fine a fare risultato. Pubblico entusiasta nonostante la sconfitta? Mi fa piacere: i ragazzi sono stati apprezzati. Quando il pubblico è dalla nostra parte è meglio per tutti. Se ho chiesto spiegazioni all’arbitro per i due episodi dubbi? Non ho chiesto niente. Verre? Ha fatto molto bene, ma può fare ancora meglio. Perdere Stepinski appena arrivato per squalifica? Dispiace, è arrivato con tanta voglia, ma ci sono altri attaccanti che possono sostituirlo bene. Male il Milan? Merito della mia squadra, loro sono forti» HellasVerona.it

Mister GIAMPAOLO tecnico del MILAN «Primo tempo imbarazzante? L'analisi mi pare esagerata. Abbiamo fatto una partita intelligente dopo l'espulsione, nella ripresa ci siamo presi le posizioni che dovevamo prendere. La resistenza dell'Hellas sarebbe stata comunque difficoltosa. Abbiamo rischiato molto portando tanti giocatori sopra la linea della palla. Abbiamo rischiato niente. Ci sono tante cose da migliorare, non ci sono squadre perfette a questo punto. Le intenzioni per migliorarci ci sono, poi il tempo ci giudicherà» HellasLive.it

Il DO dell'HELLAS BARRESI a 'La Gazzetta dello Sport' a proposito dei cori razzisti sentiti in occasione del match «La nostra necessità di pubblicare il tweet nasce dalla volontà di ribadire che nessuno aveva percepito quanto le persone stavano etichettando come “scandalo”, come ”la solita Verona”. Noi e tutti gli addetti ai lavori non abbiano percepito alcun coro razzista. Nel caso si fosse verificato saremmo stati i primi a fornire il supporto per risalire ai responsabili. Abbiamo difeso una città e una tifoseria che vengono definite razziste. Rifaremmo questa scelta di pubblicare il tweet. Ci dava fastidio sentire che siamo il solito club o la solita città. Le cose cambiano, siamo contrari all’idea di dover tenere un’etichetta per errori del passato. Il comunicato divulgato dopo il tweet? Non si è trattato affatto di una presa di posizione finalizzata a sottovalutare eventuali comportamenti discriminatori che in alcune occasioni si manifestano su diversi campi di gioco. Riteniamo fosse doveroso sottolineare che, a fronte di alcune infondate notizie, salvo sonore bordate di fischi e disappunto generale del pubblico relativo ad alcuni discussi episodi di gioco durante la gara, non sono stati da noi avvertiti nè percepiti presunti cori nei confronti di Kessie.» HellasLive.it

L'agente di KESSIE a Repubblica.it «Come ha reagito Franck? I calciatori africani hanno le spalle larghe, ormai non ci fanno caso più di tanto. Ciò non significa che questi episodi non li feriscano. E che la deriva vada assolutamente fermata. Anche le parole sono importanti. Il comunicato del Verona? L'ho trovato inaccettabile, vergognoso. Smentisce i fatti e conferma la tendenza a considerare normale ciò che non lo è affatto. Non vedo alcuna vera volontà, in Italia, di affrontare e risolvere il problema, come invece accade in altri Paesi europei» TuttoMercatoWeb.com

FARAONI «Episodio? Dispiace molto, ora testa alla Juve. Espulsione Stepinski? C'è un arbitro e una consultazione VAR, la loro opinione è sempre quella definitiva. Se siamo delusi? Dobbiamo essere umili e lavorare a testa bassa come stiamo facendo. Siamo un grande gruppo, qualsiasi cosa succede in campo la risolviamo insieme. Qualcosa in più? Certo, perdere non è mai bello, ma credo che oggi abbiamo fatto il massimo. A Torino andremo a testa alta provando a metterli in difficoltà» HellasVerona.it

GÜNTER «Che partita è stata? Abbiamo fatto una gara incredibile, abbiamo saputo soffrire insieme, con un uomo in meno, dopo quindici minuti. Era una partita difficilissima ma abbiamo fatto tante cose bene e alla fine siamo qua con zero punti dopo questa grandissima prestazione: per la squadra mi sento felice perché abbiamo fatto tutto ciò per cui ci siamo preparati in settimana. Dobbiamo andare avanti così in modo da fare una buona stagione. Manca qualcosa al Verona negli episodi? Manca fortuna, anche nelle decisioni dell’arbitro, queste gare sono così. Al di là di questo, mancava solo il gol oggi, se l’avessimo trovato sarebbe stato ancora tutto aperto. Lo stadio? Oggi ho visto una tifoseria incredibile che ci ha spinto tantissimo, dobbiamo continuare con questo carattere, in modo che loro ci aiutino sempre e, se siamo insieme, siamo più forti. Si può fare una buona gara contro la Juventus? Con prestazioni così possiamo fare una buona gara contro ogni avversario» HellasVerona.it


FaraoniJuricGuenter

LE ALTRE DI A +   -   =

Negli anticipi di Sabato NAPOLI (comodo 2 a 0 alla SAMP) e INTER (Tre vittorie su tre 'sto giro ai danni dell'UDINESE) approfittano del passo falso della JUVENTUS che, al Franchi di Firenze contro i viola, non va oltre lo 0 a 0.
Colpo esterno per l'ATALANTA in trasferta sul campo del GENOA per 2 a 1, del CAGLIARI a Parma per 3 a 1 ma soprattutto per il BOLOGNA che rimonta due gol sul campo del BRESCIA e, sotto per 3 a 1, va a vincere per 4 a 3 in una gara rocambolesca segnata dall'espulsione di DESSENA per le Rondinelle.
Rimonta anche per una SPAL mai doma che a Ferrara batte la LAZIO 2 a 1.
4 a 2 della ROMA al malcapitato SASSUOLO (che pure si gode il quinto gol di BERARDI in due partite).
Domani alle 20.45 TORINO-LECCE.



ALTRE NEWS IN ALLEGATO +   -   =

Esordio positivo per la Primavera di mister CORRENT che in trasferta a Cremona vince grazie al gol di SANE e all'ottima direzione della mediana da parte di FELIPPE.

...Era caduta a causa del vento un paio di anni fa ma ora è stata rimessa al suo posto davanti al liceo Maffei la targa che recita 'Correva l'anno di grazia 1903 quando, nelle aule del Liceo Maffei, nacque e prese forma un'idea destinata a lasciare un profondo segno nella storia della città di Verona. Un gruppo di giovani studenti ispirati dal professor Decio Corubolo e dal conte Carlo Fratta Pasini, diede inizio alla gloriosa e ultracentenaria epopea dell'"Hellas", culminata il 12 maggio 1985 con la conquista del campionato italiano di calcio di serie A'



IN BREVE A PIÉ PAGINA +   -   =

CASSANO ci riprova e a 37 anni si iscrive al corso di Direttore Sportivo...



RASSEGNA STAMPA +   -   =
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Su Facebook Mariusz si dice sorpreso di essere subito un cartellino rosso per la prima volta in carriera, 'Ho solo combattuto per conquistare la palla e non ci vedo niente di male in questo' - aggiunge l'attaccante polacco - ma 'purtroppo le espulsioni fanno parte del calcio. Adesso tutti assieme dobbiamo guardare avanti verso il nostro obiettivo. Forza Hellas Verona FC 💛💙'




Disappointed, we deserved more. Now focus on saturday. Grazie per il supporto

Un post condiviso da Sofyan Amrabat (@sofyanamrabat) in data:







TIFO DA SCHIFO
17 settembre 2019
Sveglia! Il razzismo allo stadio sta diventando legale (e nessuno tenta di fermarlo)
Il calcio italiano è succube delle balbuzie legislative e testimone di un incattivimento dilagante. Cori razzisti e insulti verso i giocatori sono all'ordine di partita, mentre le società vengono minacciate dagli stessi ultras o finiscono per giustificare certi comportamenti. Non certo esemplari
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Non c’è un altro posto del mondo dove l’uomo è più felice che in uno stadio di calcio. Nel calcio di una volta, forse, perché quando Albert Camus pronunciò queste parole, non poteva certo immaginarsi un futuro così grigio. Lo stadio è tutt’altra cosa, in questo momento. È tifo, passione, bellezza ed eternità, ma è anche razzismo, ignoranza, criminalità e diseducazione.

L’indagine “Last Banner” ha aperto un vaso di Pandora colpendo i vertici dei principali gruppi di tifoseria juventina, quello dei Drughi e quello di Tradizione, accusati di aver messo in piedi una struttura organizzata a vario titolo di associazione a delinquere, estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata. Le ritorsioni rivolte alla società torinese erano, ebbene sì, i cori razzisti, fonte di ammende da parte del giudice sportivo in media da 10 mila euro. E non solo.
Senza contare l’episodio degli ululati verso Kessie nella partita giocata domenica sera tra Hellas Verona e Milan, ennesima conferma della presenza di un virus: il calcio italiano è succube delle balbuzie legislative e, con le società sportive, testimone occasionale di un incattivimento dilagante.

Senza scomodare spunti di riflessione su un Di Canio “littorio” nel derby del 6 gennaio 2005, sul ben noto sfogo del giocatore ivoriano Marco André Zoro in Inter-Messina, i cori diretti a Sulley Muntari, o quelli “conquistati” da Moise Kean; per non parlare dell’Udinese con l’israeliano Ronny Rosenthal, al quale dedicarono scritte sui muri come “via gli ebrei”, o dei tifosi della Lazio che - senza troppo sorprese, visti i precedenti - esposero lo striscione “Auschwitz la vostra patria, i forni le vostre case” durante un derby. Il nervo scoperto continua a infliggere staffilate all’intero settore: dal 2000 al 2013 gli stadi italiani sono stati teatro da 630 episodi xenofobi, mentre, secondo l'Osservatorio sul Razzismo e Antirazzismo nel Calcio, solo nella prima metà della stagione 2017/2018 si è registrato un picco di 60 casi.

Il buuuu scimmiesco non è considerato più insulto ma per certi versi una sorta di timore reverenziale provocato dalla forza del giocatore. Un po’ come giustificare il bullismo per la paura dell’intelligenza altrui. Pura idiozia

Un numero preoccupante se si prende in considerazione il giro di spugna che a seguito di ogni exploit triviale cancella l’intenzionalità del fatto. «Lukaku lo fermi solo con le banane», ha commentato l’opinionista Luciano Passirani nel corso della trasmissione Top Calcio 24, a rafforzo di una tesi usata anche, con fatica grammaticale, nella folle lettera dei tifosi nerazzurri a margine della partita con il Cagliari indirizzata sempre al bomber belga: il buuuu scimmiesco non è considerato più insulto (letteralmente “quelli di Cagliari non sono cori razzisti”), ma per certi versi una sorta di timore reverenziale provocato dalla forza del giocatore. Un po’ come giustificare il bullismo per la paura dell’intelligenza altrui. Pura idiozia.

Nonché alimentata e normalizzata, spesso, da quelle che dovrebbero essere le prime barriere contro certi tipi di esternazioni: i club calcistici. L’Hellas Verona, nonostante le copiose segnalazioni fatte in diretta dei telecronisti e successivamente dai presenti allo stadio, nella giornata di ieri ha escluso ogni minimo insulto razzista nei confronti dei giocatori Kessie e Donnaruma durante il posticipo, con un tweet che sa molto di indulgenza per i tifosi delle Brigate Gialloblù, onde evitare abdicazioni o un calo degli abbonamenti per la stagione.
Alla base di tutto, detto ciò, il ministero dell’Interno ha notificato come il tifo organizzato in Italia sia composto di 328 gruppi attivi, 151 politicizzati, 40 sono di estrema destra e 41 di destra. Ai quali come freno la Figc ha deciso di riscrivere le norme sulla discriminazione nel corso delle partite.

Il drastico calo dei fenomeni di razzismo si deve soprattutto ai nuovi criteri di colpevolezza: degli episodi, prima di arrivare a una denuncia, si valuta la durata, l’entità, la forza del coro razzista e il coinvolgimento attivo del pubblico

Il risultato? Nel corso della stagione 2018/2019 i casi di razzismo negli stadi della Serie A sono stati appena 7; un successo assoluto, viene da pensare. Ma non è così. Il drastico calo dei fenomeni di razzismo si deve soprattutto ai nuovi criteri di colpevolezza: degli episodi, prima di arrivare a una denuncia, si valuta la durata, l’entità, la forza del coro razzista e il coinvolgimento attivo del pubblico. Il tutto affidato al fischietto degli arbitri, i quali in quasi vent’anni di Serie A, mai si sono azzardati a sospendere una partita per motivi legati al razzismo.

Il perché è riconducibili a vari motivi, a partire dai costi che un rinvio di una gara può avere per i soggetti coinvolti, società e federazione, che per quanto opportuno non faciliterebbe i conti a fine stagione e gli appuntamenti fissati del calendario; per finire con il più recente caso di intimidazione da parte di una schiera di tifosi juventini - indegni di questa nomina -, orchestranti di un vero movimento sommerso e illegale.
Viene difficile, pertanto, credere al “tolleranza zero”, all’indignazione effimera e alla condanna formale. Resta difficile credere che lo stadio sia quello messo in versi da Camus. È difficile, ormai, assaporare una partita assistendo all’immobilismo generale, mentre a colpi di “uh uh uh” viene trafitta la pelle dei giocatori. È impossibile, o quasi, chiamare tutto questo calcio.

FONTE: Linkiesta.it


15 settembre 2019
Verona-Milan 0-1: gol e highlights. Decide Piatek su rigore, espulsi Stepinski e Calabria
Al Bentegodi i rossoneri battono l'Hellas, in dieci uomini da metà primo tempo per l'espulsione di Stepinski. Nella ripresa Piatek sblocca il risultato trasformando un rigore al 68' e all'83' il Var gli nega il raddoppio. Nei minuti di recuperi rosso a Calabria, che salterà il derby

HELLAS VERONA-MILAN 0-1
68' su rig. Piatek

VERONA (3-4-2-1): Silvestri; Rrhamani (79' Tutino), Kumbulla, Gunter; Faraoni, Amrabat, Veloso, Lazovic; Verre (66' Pessina), Zaccagni (79' Di Carmine); Stepinski. All. Juric

MILAN (4-3-1-2): Donnarumma; Calabria, Musacchio, Romagnoli, Rodriguez; Kessie, Biglia, Calhanoglu; Paquetà (46' Rebic); Suso, Piatek. All. Giampaolo

Espulsi: Stepinski (V) al 21' e Calabria (M) al 94'
Ammoniti: Piatek (M), Paquetà (M), Veloso (V), Gunter (V), Amrabat (V), Silvestri (V), Rebic (M)

Vittoria col brivido per il Milan al Bentegodi. Un successo sofferto, a maggior ragione se si considera la superiorità numerica maturata al 21' per l'espulsione di Stepinski che ha lasciato il Verona in 10 uomini per oltre un'ora di gioco. I rossoneri sbloccano il risultato con un gol che arriva su rigore, nel secondo tempo. Piatek si sblocca e Donnarumma non subisce. I suoi clean sheet sono la forza dei rossoneri, che hanno vinto sei delle ultime sette partite di Serie A (unica macchia la trasferta di Udine al debutto di questa stagione) e in questo parziale ha mantenuto la porta inviolata per 4 volte. Se è vero che la sconfitta di Udine ha condizionato il bilancio stagionale (1 ko e due vittorie, il Milan è a 6 punti) c'è da dire che segnali positivi arrivano proprio dalla difesa di Giampaolo: è quella che ha subito meno tiri nello specchio in queste prime 3 giornate di campionato (soltanto 8). Questo successo però lascia in eredità un'assenza per il derby: Calabria, espulso negli ultimi secondi di recupero, rimedia una squalifica che sconterà sabato sera. A proposito di rossi, per il Verona, al primo ko stagionale, è da registrare un dato allarmante: per la seconda volta in tre partite, la squadra di Juric ha perso un uomo per espulsione nella prima mezz'ora di gioco.

FONTE: Sport.Sky.it


La moviola di Verona-Milan: l'Hellas protesta per il rosso a Stepinski e un mancato penalty
Gli episodi più controversi della sfida del Bentegodi tra l'Hellas Verona di Juric e il Milan di Giampaolo. Sfida condizionata dal cartellino rosso diretto all'indirizzo di Stepinski.

Di Eurosport
15 sett 19

La moviola di Verona-Milan (Arbitro: Manganiello)
- Minuto 21: Intervento molto scomposto e a gamba tesa di Stepinski su Musacchio nei pressi dell’area rossonera; l’arbitro Manganiello estrae in un primo momento il cartellino giallo ma, dopo consulto al monitor, opta per il rosso. Decisione controversa: intervento di certo pericoloso (l’attaccante colpisce infatti il pallone ma sulla prosecuzione impatta il volto del difensore) ma non violento nelle intenzioni. Poteva starci anche solamente il giallo.



- Minuto 63: Destro di Calhanoglu dal limite ribattuto dal braccio largo di Gunter in piena area di rigore: Manganiello non ha dubbi e concede il penalty. Decisione che appare giusta.

- Minuto 83: Annullato con l'ausilio del Var un gol a Piatek per carica sul portiere. Decisione corretta perché il polacco spinge in rete con tackle scivolato quando Silvestri aveva entrambe le mani sul pallone.



- Minuto 94: Manata di Calabria che interrompe una chiara occasione di rete per Pessina. Rosso per Calabria e punizione dal limite per l'Hellas. Fallo avvenuto dentro o fuori dall'area di rigore? Questione di millimetri, il silent check opta per la punizione...


FONTE: It.EuroSport.com


Verona, cori razzisti contro Kessie e Donnarumma
Un gol, ma tanti episodi ed emozioni. Milan-Verona posticipo domenicale della 3a giornata di Serie A è stato un match molto divertente. Purtroppo a rovinare lo spettacolo ci hanno pensato alcuni tifosi del Verona che hanno messo nel mirino Franck Kessié, riservando al centrocampista rossonero gli ormai tristemente noti “buu” razzisti. Cori discriminatori nei confronti di Gigio Donnarumma, portiere originario di Castellammare di Stabia.
MILAN VERONA 15 SETTEMBRE 2019 23:43 di Marco Beltrami

Un gol, ma tanti episodi ed emozioni. Verona -Milan posticipo domenicale della 3a giornata di Serie A è stato un match molto divertente. Purtroppo a rovinare lo spettacolo ci hanno pensato alcuni tifosi del Verona che hanno messo nel mirino Franck Kessie, riservando al centrocampista rossonero gli ormai tristemente noti "buu" razzisti. Cori discriminatori nei confronti di Gigio Donnarumma, portiere originario di Castellammare di Stabia.


Verona, buu razzisti contro Kessie
Ancora una volta i tifosi del Verona fanno discutere. Nel corso del primo tempo della sfida tra l'Hellas e il Milan dalla curva scaligera si sono alzati a più riprese i soliti "buu" razzisti. Nel mirino il giocatore di colore del Milan Franck Kessié. Il tutto accompagnato anche da cori che si sono sentiti distintamente nel primo tempo, e anche nel corso dell'intervallo. Una situazione che fa il paio purtroppo con quanto accaduto a Cagliari prima della sosta in occasione della sfida contro l'Inter, con Lukaku preso di mira da alcuni pseudosostenitori della formazione sarda. Il Milan si è lamentato nel corso della partita per quanto accaduto, con capitan Romagnoli che ha alzato la voce con l'arbitro nel momento del ritorno negli spogliatoi. Ecco allora che attraverso gli altoparlanti è stato diffuso nello stadio un messaggio in cui si promettevano provvedimenti in caso di nuovi cori beceri.

Cori di discriminazione territoriale contro Donnarumma in Verona-Milan
Oltre a Kessie nel mirino di una parte della curva del Verona è finito anche Gigio Donnarumma. Anche in questo caso cori di discriminazione territoriale nei confronti dell'estremo difensore alla luce delle sue origini (nato a Castellammare di Stabia). Anche in questo caso il tutto è durato un tempo, ovvero quando il giovane talento ha giocato sotto il settore occupato dai tifosi gialloblu.

FONTE: Calcio.FanPage.it


EDITORIALI
16 settembre 2019 - 17:09
Il Verona non ha sentito i buu: il virus negazionista da Cagliari al Bentegodi
Lukaku e Kessie: due facce della stessa medaglia

di Redazione DDD
VERONA, ITALY - SEPTEMBER 15:Hellas Verona fans during the Serie A match between Hellas Verona and AC Milan at Stadio Marcantonio Bentegodi on September 15, 2019 in Verona, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

di Franco Ordine –
È già successo a Cagliari, in occasione del rigore calciato da Lukaku. Si è ripetuto, il maledetto coro, a Verona appena Kessiè ha toccato boccia. Di solito due indizi non fanno una prova regina ma certificano una tendenza pericolosissima per il nostro calcio che non gode già di buona stampa all’estero e di esempi virtuosi. Ma l’aspetto più grave di tutta la vicenda è quello che è accaduto il giorno dopo Verona-Milan quando sull’account ufficiale del club veneto è stata messa in discussione l’attendibilità di quei “buuu” raccontati dai giornalisti presenti in tribuna stampa e segnalati, all’intervallo, dal capitano Romagnoli all’arbitro nonché documentati dal collega di Radio24 Giovanni Capuano in un tweet. Verona non è Cagliari. Chi scrive ne ha colto la differenza nei mesi scorsi andando a vedere Verona-Foggia, ultima di campionato della serie B.

Per fortuna non tutto il calcio italiano è stato “attaccato” dallo stesso virus e perciò altri club, a cominciare da Pescara e Cesena, hanno reso omaggio e solidarietà al centrocampista del Milan. Sul punto è bene però che sia la feder-calcio a intervenire per impartire precise direttive ad arbitri e società provvedendo con sanzioni adeguate nel caso di comportamenti “negazionisti”.

Di ben altra natura è quello che è accaduto invece negli studi televisivi di Telelombardia durante una delle tante trasmissioni di Topcalcio24. Luciano Passirani, ex dirigente storico dell’Atalanta, un passato da ds di alcuni club di serie C, è incorso in un gravissimo infortunio. Stava elogiando le qualità di Lukaku quando all’improvviso, pensando magari di fare una battuta, ha fatto riferimento alle banane. Inevitabile il provvedimento di Fabio Ravezzani, direttore della rete, che l’ha “squalificato” immediatamente perché- ha spiegato il collega- sull’argomento non ci possono essere cedimenti. Ecco: forse è il caso di comportarsi così anche con quella curve che continuano a giocare col fuoco. Prima o poi l’incendio brucerà anche il resto del movimento.

FONTE: DerbyDerbyDerby.it


Milan, "buu" razzisti a Verona contro Kessie
Nel mirino della curva dell'Hellas il centrocampista rossonero

15 settembre 2019

Dopo Cagliari è successo anche a Verona. Prima Lukaku e ora Kessie. Ancora cori contro, ancora ululati, ancora "buu" razzisti. E ancora nel mirino degli idioti da stadio un giocatore di colore. Dopo il centravanti dell'Inter è toccato al centrocampista del Milan, preso di mira da una parte della curva dei tifosi del Verona durante il match del Bentegodi. Cori che si sono sentiti distintamente durante il primo tempo della partita e che sono continuati fino all’intervallo,. Poi, fortunatamente, non si sono ripetuti nella ripresa.

FONTE: SportMediaset.Mediaset.it


Razzismo e giustificazioni: basta minimizzare l’odio
Di Francesco Moria - 17 settembre 2019

Se i fischi e i “buu” razzisti rivolti a Franck Kessié durante la sfida di domenica sera non erano già stati abbastanza per provare per l’ennesima volta almeno un senso di disgusto verso questi finti tifosi, ci ha pensato direttamente l’Hellas Verona, sui propri canali social, a gettare ulteriore benzina sul fuoco. Poche ore dopo la diffusione della notizia dell’ennesimo caso di razzismo che ha provocato una nuova ondata di polemiche, la squadra veronese ha deciso di prendere parola, facendo proprio quello che ormai troppi tifosi si sono abituati a fare: alzare le spalle e minimizzare l’accaduto. Evidenti offese, percepite da numerose persone presenti allo stadio, sono diventati fischi inevitabili per decisioni arbitrali, i “buu” in “luoghi comuni ed etichette ormai scucite”. Per poi concludere con un lapidario “rispetto per Verona e i veronesi”. Come se quei criminali (perché così vanno definiti questi pseudo tifosi nascosti sotto la copertura della propria Cruva) che vanno allo stadio per insultare e intonare cori che richiamano a totalitarismi ben noti, fossero davvero rappresentativi della totalità dei tifosi.

L’Hellas Verona, stavolta, si è ritrovata sola. I messaggi di solidarietà verso il centrocampista ivoriano sono arrivati dalle società di ogni categoria, con qualcuna di queste che ha anche mantenuto una velatura polemica verso l’atteggiamento remissivo dei gialloblù, sempre più schiavi di una tifoseria passata agli onori delle cronache più per fatti negativi che per la bellezza delle coreografie. Perché se il razzismo resta una piaga da estirpare, puntando ad allontanare in maniera definitiva chi si macchia di atteggiamenti simili, le giustificazioni da parte di una società sono tanto drammatiche quanto inaccettabili.

Nelle prime tre giornate di campionato, abbiamo già assistito a due episodi di razzismo. L’ultimo giusto qualche settimana fa, a Cagliari, dove il bersaglio è diventato Romelu Lukaku, preso di mira da una parte di tifoseria rossoblù, che già in passato si era fatta notare per gli insulti a Matuidi e Kean. Tutti avevano preso le distanze, dalla stessa società sarda fino a numerosi tifosi (in ultimo, uno striscione comparso nel week-end in cui si affermava “che il popolo sardo non è razzista). Tranne proprio la tifoseria che il belga prova a far felice ogni giornata: quella nerazzurra.

A Cagliari, gli ululati erano diventati “uno dei modi di sostenere la propria squadra facendo innervosire gli avversari”, sottolineando a più riprese che il vero razzismo sarebbe un’altra cosa. L’ex United aveva chiesto semplicemente aiuto e sostegno nella sua battaglia e la risposta ricevuta è stata tutt’altro che di vicinanza: “il razzismo non è un vero problema in Italia, al contrario di alcuni Paesi nel nord Europa”. Un caso minimizzato, appunto, come se fosse possibile trovare una giustificazione a un problema troppo a lungo insabbiato e che invece tocca eccome anche il nostro Paese

I casi continuano e, tra le scorse stagioni e quella attuale, non sembra esserci stato nessun segnale di rottura. Poche reazioni da Lega e dirigenze, troppe giustificazioni a una piaga che andrebbe affrontata diversamente, senza ignorarla per paura di dare risalto a chi compie atti di odio negli stadi. Il campionato va avanti e le soluzioni efficaci non arrivano. E senza l’aiuto di tifosi e, soprattutto, delle società, il calcio italiano rischia di diventare l’occasione per giustificare e ammettere qualsiasi atteggiamento di odio, a sfondo razzista o meno.

FONTE: MondoSportivo.it



VERONA-MILAN, CORI RAZZISTI CONTRO KESSIE, INSULTI A DONNARUMMA, IL CALCIO NON SI FERMA
Inserito da Redazione Calciotoday | Set 15, 2019

Verona-Milan, ululati razzisti nei confronti di Kessie. Questa sera allo stadio Marc’Antonio Bentegodi di Verona è andato in scena il posticipo della 3^ giornata di Serie A tra Verona e Milan. È stata una partita molto intensa, e nervosa. In totale si sono registrati ben due espulsi (Stepinski e Calabria) e sette ammoniti. Il Milan, seppur soffrendo, è risuscito a conquistare un successo fondamentale. A decidere le sorti del match il gol realizzato su rigore da Piatek (il primo stagionale).

KESSIE, ANCORA UN EPISODIO DI RAZZISMO
Il match è stato infuocato non solo in campo. Anche sugli spalti, infatti, il clima è stato piuttosto rovente. Per tutto l’arco del match i tifosi del Verona si sono resi protagonisti dell’ennesimo episodio razzista. Il bersaglio è stato il centrocampista del Milan, Frank Kessie. Ogni volta che l’ivoriano toccava il pallone, il pubblico lasciava partire una serie di ululati davvero vergognosi.

Oltre a Kessie, anche Gianluigi Donnaruma è stato preso di mira dai tifosi veronesi. Contro il portiere rossonero, infatti, il pubblico scaligero ha intonato diversi cori di discriminazione territoriale. Riccardo Cucchi ha commettato così su Twitter: “Se non si sospendono le partite per i cori razzisti vuol dire che si preferisce tollerare. Inutile prevedere questa possibilità”.

Ancora una volta non sono stati presi dei provvedimenti. In molti si aspettavano che la partita venisse sospesa, ma così non è stato, suscitando l’indignazione degli addetti ai lavori e non. Un episodio, questo, che si verifica dopo quello che, qualche settimana fa, ha visto protagonista Romelu Lukaku.

FONTE: CalcioToday.it


EDITORIALE
L'Hellas è da A ma guai a distrarsi
16.09.2019 22:00 di Stefano Bentivogli Twitter: @sbentivogli10
Il Verona può dire la sua. Dopo tre giornate l'Hellas ha quattro punti in classifica e senza lo sciagurato arbitraggio contro il Milan, la classifica poteva essere anche migliore. Si, perchè il Verona meritava nettamente di vincere, al contrario di quanto ha sostenuto Giampaolo nel post partita, probabilmente era mentalmente sintonizzato su un'altra partita. L'Hellas ha pagato a caro prezzo l'espulsione di Stepinski, esagerata ma c'è anche da dire che quelle entrate sono da evitare, e alla fine ha capitolato solo su calcio di rigore. Anche in inferiorità numerica, il Verona non si è disunito e anzi, se c'era una squadra in campo che meritava di segnare era proprio l'Hellas. Peccato, è stata una partita nata male e finita peggio, sia per l'arbitraggio ma anche per l'accanimento del Milan nei confronti dei cori razzisti, smentiti in giornata dal Verona, ai danni di Franck Kessie.

La solita storia verrebbe da dire, ma invece quest'anno il Verona, dato per molti già spacciato ancor prima della partenza del campionato, sta dimostrando di aver meritato la A, ma anche di poterci stare. Grinta, intensità, non mollare mai, sono le caratteristiche che Juric sta trasmettendo alla squadra. Caratteristiche che vanno oltre le qualità dei singoli giocatori. Ma anche questo aspetto non deve essere sottovalutato. La difesa si dimostra molto solida, nonostante si guidata da una banda di 'ragazzini' con pochissima esperienza in Serie A. Kumbulla ne è l'emblema. Il difensore classe 2000 non ha paura di nulla e lo sta dimostrando. Gioca con personalità da veterano guida la difesa. In mezzo al campo Miguel Veloso è una sicurezza e li davanti, in attesa di Stepinski, c'è un Verre scatenato e in splendida forma. E' stato lui il migliore in campo contro il Milan, segno che Verre sta arrivando alla maturazione completa. C'è tanto da lavorare anche su di lui, ha detto Juric nel post partita. L'allenatore dell'Hellas vuole tenere tutti con i piedi ben piantati per terra. Piovono complimenti sul Verona, ma siamo solo all'inizio di una stagione lunga e difficile. L'atteggiamento della squadra fa ben sperare, ma sono vietate qualsiasi tipo di distrazioni, ora c'è la Juventus.

LE PAGELLE
Le Pagelle del Verona: Un bel Verona in 10 cade immeritatamente in casa contro il Milan.
15.09.2019 23:30 di Enrico Brigi Twitter: @enrico_brigi
Silvestri 6 Fa correre qualche brivido in uscita su un calcio d’angolo (2’). Salvato dal palo sulla conclusione da fuori area di Calabria (57’). Indovina l’angolo sul rigore di Piatek ma non è sufficiente. Salvato giustamente dal Var sulla seconda rete di Piatek, poi annullata (83’).

Rrhamani 6,5 Pesca Verre con un millimetrico lancio di oltre 30 metri (29’). Paquetà o Rebic non fa differenza, dalle sue parti non si passa. (dal 78’ Tutino 6 qualche spunto volenteroso. Mette in area un invitante pallone ma non trova nessuno a rimorchio (87’).

Kumbulla 6,5 Conferma di avere grinta e personalità da vendere, nonostante la giovane età. Riduce Piatek ai minimi termini, al quale concede solo l’occasione del rigore vincente.

Gunter 5,5 Concede lo spazio a Suso che conclude a lato di poco (49’). Tiene il braccio troppo largo sul tiro di Calhanoglu quando il direttore di gara, in virtù delle nuove regole, assegna il rigore, poi trasformato da Piatek (68’).

Faraoni 7 Stantuffo inesauribile sulla corsia di competenza. Dopo pochi minuti serve un invitante pallone in area per la testa di Stepinski (2’). Nel finale, passa a fare il terzo di difesa.senza evidenziare sbavatura alcuna. Tra i migliori.

Veloso 7 Dirige il traffico con la consueta autorità e precisione. Quando serve sa farsi anche rispettare. Strappa applausi in più di un’occasione. Allo scadere, la sua punizione dal limite si infrange sulla barriera.

Amrabat 6 Combatte senza sosta nel mare magnum del centrocampo. Più quantità che qualità. Becca il giallo quando stende Rebic con un’entrata in scivolata (73’).

Lazovic 6 Attento in fase difensiva. Sempre pronto a far ripartire l’azione, non lesina energie al servizio della squadra. Meno appariscente rispetto alle prime uscite.

Verre 7 Imbeccato da Rrhamani controlla in corsa e spedisce alto di poco (29’), avesse segnato sarebbe venuto giù lo stadio. Coglie un palo clamoroso che fa gridare al gol (59’). Esce tra gli applausi meritati del Bentegodi. ( dal 66’ Pessina 6 Il fallo subito da Calabria in pieno tempo di recupero, non sanzionato con il rigore, grida sicuramente vendetta. Sulla punizione di Veloso ribattuta dalla barriera, calcia a lato di un soffio, facendo gridare al gol i venticinquemila del Bentegodi.

Zaccagni 6,5 inesauribile come sempre. Sfiora la rete nel primo tempo con una rovesciata da dentro l’area (7’). esce stremato. (dal 78’ Di Carmine sv non riceve palloni giocabili).

Stepinski sv Al suo esordio in maglia gialloblu. Ha la palla sul destro appena dentro l’area ma non conclude (13’). La sua partita termina dopo 20 minuti quando il direttore di gara, dopo aver consultato il VAR, gli mostra il rosso diretto per un’entrata in gioco pericoloso sul Musacchio. Punizione apparsa ai più decisamente eccessiva.

Juric 6,5 Si trova ancora una volta a dover fare i conti con un’espulsione - questa volta ingiusta - che manda all’aria tutti i piani studiati in settimana. Rivede lo spartito tattico passando al 3-5-1 con Verre unica punta. La squadra, tuttavia, non si arrende e risponde colpo su colpo ai rossoneri, senza mai perdere la bussola. mostrando una condizione fisica e mentale invidiabile. Per quanto si è visto il pareggio era sicuramente meritato. La strada imboccata, comunque, è quella giusta.

FONTE: TuttoHellasVerona.it


Blog: A Verona, lo schifo vero del calcio: quando di mezzo c'è una bambina...
Luca De Marchi
16 settembre 2019 21:20

Sono passate solo tre settimane da quando andai alla Dacia Arena a vedere Udinese-Milan. Da tifoso milanista ne uscii triste vedendo la squadra rossonera perdere e giocare un brutto calcio.
Così decisi di dare ai ragazzi di Giampaolo una seconda opportunità e acquistai il biglietto per me e la mia ragazza in occasione della partita Verona-Milan. Pur non giocando benissimo il Milan ha vinto, ma sono uscito dal Bentegodi ancora più triste e indignato. Perché il 15 settembre 2019 non ha perso il Milan o il Verona: ha perso l'intero giuoco del calcio.

Ciò che ho potuto vedere con i miei occhi e ciò che ho potuto sentire con le mie stesse orecchie è stato qualcosa di vergognoso e da condannare in maniera decisa.
Dopo pochi minuti l'inizio della partita si sentiva già che l'ambiente era "caldo", ma i fischi ai giocatori e le proteste contro l'arbitro le posso anche tollerare. Ciò che per me è assolutamente inconcepibile sono gli attacchi dei tifosi della squadra di casa contro i tifosi ospiti senza alcun motivo.
Ed è ancora più grave il fatto che le vittime di questi attacchi siano stati una bambina di 7-8 anni e una coppia di pensionati. Voglio andare con ordine.

Il primo episodio riguarda proprio la bambina.
Ad un certo punto, verso il 20esimo di gioco, sento un tifoso del Verona urlare contro un altro signore una frase del tipo "voi non potete venire in casa nostra con la maglia del Milan". Di fianco al signore c'era questa bambina, che indossava una maglia del Milan, e la sento scoppiare in lacrime e rispondere: "ma non è colpa mia se sono milanista".
Questa risposta, con la voce interrotta dal singhiozzo del pianto, mi ha gelato il sangue. Immediatamente ho detto alla mia ragazza "ora ci tocca far finta di tifare Verona". Fortunatamente alcune signore scaligere hanno avuto la decenza di far sedere questa bambina in mezzo a loro e consolarla. Il padre della bambina era a dir poco in imbarazzo perchè probabilmente si sentiva responsabile per aver causato un trauma alla figlia.

Come ho citato prima, il secondo episodio è stato un altro attacco verbale ad una coppia di pensionati che dopo un'esultanza (non mi ricordo per quale episodio favorevole al Milan) hanno esultato. Immediatamente sono stati insultati con tanto di "vi aspettiamo fuori e vi riempiamo di botte".

Oggi ho letto i tweet del Verona in cui la società afferma che non ci sono stati alcuni cori razzisti contro Kessiè e/o insulti verso Donnarumma. Purtroppo ero vicino alla curva e posso affermare di aver sentito entrambe le cose.
Voglio precisare, perché amo l'onestà: i versi scimmieschi verso Kessiè si percepivano appena appena, probabilmente era opera di qualche decina di "tifosi". Gli insulti contro Donnarumma invece sono stati urlati in coro da tutta la curva in modo netto e distinto: si alternava un "Donnarruma terrone di m..." ad un "Donnarumma figlio di p...".

Ciò che è evidente è che nel comunicato del Verona, uscito dopo i tweet, si parla solo dei versi contro Kessiè (meno udibili) e tralasciano quelli contro Donnarumma. La società dell'Hellas Verona dovrà prima o poi prendere in mano la situazione perchè se oggi la passa liscia, un domani non credo succederà nuovamente. Mi sono anche stancato della solita risposta che "sono solo pochi ignoranti"... a Verona ieri sera non erano solo pochi ignoranti. Di sicuro non erano tutti (lungi da me fare di tutta un'erba un fascio), ma non erano di certo pochi.


Concludo dicendo che, per quanto riguarda quella partita, gli insulti contro i giocatori possono passare anche in secondo piano perchè vi dirò la verità: se guadagnassi 6 milioni di euro, gli insulti, benchè siano sbagliati e da condannare, li potrei anche sopportare.
Ma quando ho visto quella bambina piangere terrorizzata da un tifoso avversario ho capito che il calcio, inteso come sport, è definitivamente morto.


RIP

Luca

P.S.: a questo punto voglio fare i complimenti alla tifoseria dell'Udinese che in occasione di Udinese-Milan ha creato un clima di convivenza serena e pacifica.

Lettera shock di un tifoso del Milan a Verona: 'Insulti, minacce e pugni. Paura per mio figlio'
del 16 settembre 2019 alle 18:30

Una serata da incubo allo stadio: Panorama ha deciso di pubblicare una lunga lettera-mail, testimonianza della serata di un tifoso milanista in trasferta con il proprio figlio al Bentegodi di Verona per il match contro l'Hellas, che ha suscitato diverse polemiche in merito ai cori contro Gigio Donnarumma e gli ululati come Franck Kessie: Ecco il testo riportato integralmente:

"Avevo già scritto tre anni fa in occasione di Verona Milan per un episodio assurdo accaduto a mio figlio che allora aveva 9 anni. Da quel giorno mi ero ripromesso di non andare più in quello stadio per la qualità delle persone che lo frequentano.
Purtroppo passa il tempo e anche le cose più brutte si dimenticano e dato che un mio carissimo amico che lavora nell’ambiente del calcio mi ha offerto due biglietti ci sono di nuovo ricascato.

Poltrone ovest, buonissimo posto. Memore dell’altra volta niente sciarpe o magliette del Milan. Ci sediamo sotto ad un gruppo di signori tutti oltre la sessantina. Appena arrivati questi iniziano ad insultare tutti i milanisti: bastardi, figli di puttana, perfino “terroni”. La cosa che più mi sorprende è il modo arrogante e pieno di rabbia che usano. All’arrivo sembravano dei signorotti anche mezzi sfigati, passatemi il termine, che si godono la partita di calcio. In branco si sono trasformati.

Inizia la partita e gli insulti si fanno sempre più pesanti. Espulso Stepinski, un milanista esulta pacatamente, mai lo avesse fatto, partono con minacce: “Tanto passi di qui quando esci, ti spacchiamo le gambe, etc…”. Mio figlio prende paura e mi chiede di andare via. Eravamo appena a 25 minuti dall’inizio.

Decido di rimanere perché altrimenti hanno vinto loro. Da quel momento io poi non mi godo più la partita e penso a proteggere mio figlio da tutta quella violenza verbale e fisica che aumenta sempre di più. L’episodio più grottesco accade quando annullano il secondo goal al Milan: un povero vecchio (solo così si può definire) scende nel corridoio davanti alla balaustra e va verso un gruppo di presunti Milanisti tirando pugni a tutti quelli in prima fila. Questi, sorpresi, non hanno nemmeno il tempo di reagire e lui si rifugia nel suo branco che intanto minaccia da lontano.

Intendiamoci questi sono dei poveretti, ma credetemi che non è un episodio isolato in quello stadio e soprattutto non ha nulla a che fare con i cosiddetti ultras. Si tratta di persone comuni che diventano bestie in branco. Non deve e non può accadere.

Mi creda? Ho girato il mondo e visto partite di ogni genere, anche confronti accesi come Chelsea-Liverpool o i derby brasiliani. Ma niente di quello che mi è successo allo stadio di Verona

Scusatemi ma questo non è lo sport di cui siamo innamorati io e mio figlio.
Queste persone vanno allontanate dallo stadio.
Dimenticavo: ovviamente niente stewart nel settore!!!!
Io ho visto partite ovunque nel mondo. Mai visto uno spettacolo penoso del genere"

Distinti saluti
Marco Bergozza"

Il Milan è destinato ad essere mediocre. Vince con fortuna e rigore, ma giocando così sarà schiantato dall'Inter
Il Milan è destinato ad essere mediocre. Vince con fortuna e rigore, ma giocando così sarà schiantato dall'Inter

di Giancarlo Padovan
del 15 settembre 2019 alle 23:55

Quando mai avrebbe segnato il Milan, nonostante un uomo in più per un’ora e dieci minuti, se il difensore veronese Gunter non avesse deviato con il braccio dentro la propria area una conclusione ravvicinata di Calhanoglu, determinando un rigore inevitabile? E cosa avremmo detto e scritto se Veloso su punizione o Lazovic sulla respinta avessero regalato il pareggio al Verona seppur in inferiorità numerica?

Non essendomi mai fatto condizionare dal risultato, non cambierò proprio ora il mio metro di valutazione sul calcio. Perciò scrivo che il Milan di Giampaolo ha vinto immeritatamente, ha sei punti in classifica per due colpi di fortuna (prima con il Brescia, poi a Verona) e se gioca così (ma non si vede come potrebbe migliorare nel giro di una settimana scarsa) nel derby di sabato sarà schiantato dall’Inter che, in un colpo solo, raddoppierà il vantaggio e relegherà i rossoneri alla mediocrità cui, quest’anno più che prima, paiono votati.

Come a Udine il Milan non è una squadra che abbia un gioco. L’unica attività riconosciuta da qualsiasi avversario è un giro palla lento e sgrammaticato con la sfera che invariabilmente finisce a Suso. Lo spagnolo fa sempre la stessa cosa e, a Verona, meno bene che in altre occasioni. Accenna ad una finta a destra, cui non abbocca neanche il più stolido dei difensori, rientra sul sinistro e mette in mezzo. O, in subordine, tira in porta in modo sempre più fiacco e prevedibile. Nel primo caso il cross è quasi sempre preda degli avversari, nel secondo il portiere deve chinarsi a raccogliere un pallone che potrebbe controllare anche con i piedi.

A Verona, complice anche la cervellotica scelta di schierare Biglia e non Bennacer al centro della manovra, non si è visto un passaggio filtrante neanche per sbaglio. Unica eccezione la combinazione Calhanoglu-Piatek-Calhanoglu, tutto sullo stretto e ad un tocco, che ha portato al tiro del turco in occasione del rigore, trasformato da Piatek (68’).

Il polacco, che non segnava in campionato dal 19 maggio contro il Frosinone, ha esultato a lungo e, con un gesto inequivocabile davanti ad una telecamera, zittito qualche critico che, forse, aveva osato dargli del sopravvalutato. Piatek non lo è, però non è nemmeno un campione, né un fuoriclasse. Che non segnasse sta più nella data che nei numeri e se non è in grado di sopportare la pressione del Milan può sempre cambiare squadra o campionato. Non ha fatto un gol memorabile e non lo sarebbe stato nemmeno il secondo annullato, dopo consulto con il Var Orsato, per aver strappato il pallone dalle mani del portiere. Insomma a Piatek serve ben altro per rilanciarsi.

Era l’82’ di una partita che il Verona, in dieci per l’espulsione di Stepinski (anche in questo caso con il Var) dal 21’, ha giocato con coraggio, corsa e resistenza. Il MIlan stava vincendo, ma i gialloblù avevano da una parte pareggiato il numero dei pali (1-1: Calabria per il Milan al 57’, Verre per il Verona al 59’) e dall’altra portato una minaccia, sempre con Verre, poco dopo la metà del primo tempo. E’ accaduto che su lancio di Rhamani dalla propria metacampo, i due centrali del Milan non abbiamo arretrato (palla coperta ci si alza, palla scoperta si scappa), lasciando all’ex doriano la possibilità di un controllo prodigioso al volo e di un tiro, apparentemente più semplice, finito fuori di poco.

Ora va bene tutto, ma subire un gol da una squadra con un uomo in meno su contrattacco in campo aperto sarebbe stato delittuoso. Ciononostante il Milan ci è andato vicino. Così come a tempo scaduto c’è stata la concreta possibilità di farsi riprendere. Pessina, subentrato a Verre, ha raffinato un pallone sporco e si è liberato con un pallonetto al limite dell’area di Calabria che lo ha steso. A me sembrava dentro l’area, ma un più accurato controllo da parte del Var ha stabilito che il fallo è cominciato fuori. Calabria, espulso, salterà il derby. Veloso ha battuto la punizione centrando la barriera, mentre sulla respinta Lazovic ha spedito fuori di un palmo.

Peccato perché Juric, che negli ultimi dieci minuti era passato dal 3-5-1 al 4-3-2, avrebbe meritato il pareggio. Giampaolo non può sorridere. Il 4-3-1-2 con Paquetà trequartista e Suso-Piatek davanti ha fallito. Il 4-3-3 con Rebic (una giocata degna, il resto da dimenticare) sull’esterno pure. Fino a sabato il Milan può anche sognare di raggiungere l’Inter. Ma si annuncia un derby ruvido e dalle conseguenze per nulla indolori.

15 settembre 2019
PIĄTEK SI SBLOCCA, 1-0 MILAN A VERONA
Un gol su calcio di rigore del polacco regala tre punti ai rossoneri al Bentegodi

Tre punti in più in classifica, ma una vittoria davvero sofferta al Bentegodi. Su un campo storicamente difficile il Milan strappa un successo di misura grazie al ritorno al gol di Kris Piątek, che trasforma un calcio di rigore e interrompe un digiuno che in Serie A durava dal 19 maggio. Pur senza brillare, arriva un successo importante, cruciale, che permette alla formazione di Mister Giampaolo di salire a quota 6 punti in classifica dopo tre giornate di campionato. Il Verona, costretto in dieci uomini dal 19' del primo tempo, si è dimostrato formazione ostica e molto coriacea fino all'ultimo minuto di partita. Per la seconda giornata consecutiva, Gigio Donnarumma mantiene inviolata la porta, indizio rassicurante in vista del Derby del prossimo sabato. La serata del Marcantonio Bentegodi porta in dote anche il debutto con la maglia del Milan di Ante Rebić, arrivato da pochi giorni a Milanello e in campo dal primo minuto della ripresa. Il prossimo appuntamento con i rossoneri è da non perdere: sabato 21 settembre alle 20.45 a San Siro si gioca il Derby contro l'Inter.


LA CRONACA
Il primo squillo del match è di Piątek, il cui destro deviato sfiora la traversa. Il Verona è molto aggressivo e al 19' perde un uomo: Stępiński alza troppo la gamba su Musacchio. Manganiello prima ammonisce ma, dopo l'on-field review, estrae il rosso. In dieci i padroni di casa non cambiano atteggiamento e al 28' Verre controlla al volo e calcia di destro, mettendo paura a Donnarumma. Il Milan fatica a trovare fluidità nella manovra e si rende pericoloso con due incursioni di Kessié e con un tiro-cross di Suso, non raccolto da Piątek. Nella ripresa Mister Giampaolo toglie Paquetá e regala l'esordio in rossonero ad Ante Rebić. Aumenta la pressione dei rossoneri, che colpiscono il palo con un meraviglioso destro da fuori di Calabria. Il vantaggio arriva al 67': un fallo di mano di Günter viene sanzionato con un calcio di rigore che Piątek non sbaglia, trovando il primo gol in Serie A in questa stagione. Lo stesso attaccante polacco all'82' segna il gol del raddoppio, annullato dopo il secondo on-field review di serata per una carica sul portiere Silvestri. Nel finale, Calabria viene espulso per una sbracciata su Pessina: la punizione dal limite di Veloso viene respita dalla barriera e Lazovic calcia fuori dal limite prima del fischio finale.


IL TABELLINO
HELLAS VERONA-MILAN 0-1

Hellas Verona (3-4-2-1): Silvestri; Rrahmani (34'st Tutino), Kumbulla, Günter; Faraoni, Amrabat, Veloso, Lazovic; Zaccagni (34'st Di Carmine), Verre (22'st Pessina); Stępiński. A disp.: Berardi; Adjapong, Danzi, Dawidowicz, Empereur, Henderson, Pazzini, Radunovic, Vitale. All.: Juric

Milan (4-3-2-1): Donnarumma G.; Calabria; Musacchio, Romagnoli, Rodriguez; Kessie, Biglia, Calhanoglu; Suso, Paquetá (1'st Rebić); Piątek. A disp.: Donnarumma A., Soncin; Conti, Duarte, Hernández; Bennacer, Bonaventura, Krunić; Castillejo, Borini, Leão. All.: Giampaolo

Arbitro: Manganiello di Pinerolo
Gol: 22'st rig. Piątek (M)
Ammoniti: 24' Piątek (M), 35' Paquetá (M), 39' Veloso (V), 19'st Günter (V), 29'st Amrabat (V), 40'st Silvestri (V), 41'st Rebić (M)
Espulso: 19' Stępiński (V)

FONTE: CalcioMercato.com


16 SET 2019
LO STADIO NON E’ UN TEATRO
Ci sono commissari della Lega (Calcio) che non vedono l’ora di segnalare ululati razzisti, soprattutto quando vengono spediti al Bentegodi a seguire un match del Verona. Ci sono giornalisti che anziché preoccuparsi dei problemi del Milan o del gioco asfissiante dell’Hellas, aspettano con ansia qualche sporadico “buuuu” per poter ribadire il solito stancante motivetto, infiocchettato di falso buonismo.

C’è anche qualche imbecille che razzista lo è sul serio e non riesce a trattenersi. E ci sono tanti altri che razzisti non lo sono, ma che riversano allo stadio la loro rabbia repressa, colpendo gli avversari con svariate tipologie di “apprezzamenti” che farebbero impallidire gli scaricatori di porto più rozzi e beceri.

Ho seguito Verona-Milan dalla televisione e gli insulti a Donnarumma si sono sentiti molto chiaramente. Resta da chiarire il confine tra offese personali e sfottò. Si può dare ancora del cornuto all’arbitro? Evidentemente no, non si può. Si può mandare a quel paese un avversario? Assolutamente no, se usiamo una terminologia offensiva. Se urli buuuu a qualcuno passi per razzista, quindi conviene non farlo. Eppure una volta il buuuuu era molto differente dal verso della scimmia (uh uh uh). Potremmo disquisire a lungo sul tema senza arrivare ad una conclusione condivisibile. Per me lo stadio non è un teatro e il calcio non è il tennis. Ma è una mia idea e non vorrei passare per incivile, retrogrado o limitato (ma succederà, non ho dubbi in proposito).

Gli sfottò tra tifoserie mi hanno sempre fatto sorridere, mai arrabbiare. Coloriti epiteti verso i giocatori idem. Tutto però dovrebbe chiudersi al fischio finale, senza rancori o incidenti. Come avviene quasi sempre tra le squadre in campo. Ci si arrabbia, alle volte ci si insulta, ma a fine partita tutto passa (o dovrebbe passare).

Capisco che non è facile e capisco anche che se esistono delle regole, bisogna rispettarle. E’ stato deciso che non si può più dare del cornuto all’arbitro? (è un esempio). Ok, non sono d’accordo, ma devo rispettare la norma. E chi sgarra va punito. Multare le società non serve a niente. Colpire un’intera tifoseria o addirittura una città è sbagliato. Mi fermo qui perché ho già speso troppe parole sull’argomento.

Avrei preferito parlare di calcio, delle buone indicazioni arrivate dal Verona di Juric, ma ho visto che i colleghi Barana e Vighini hanno espresso molto bene concetti in linea con il mio pensiero.
Luca Fioravanti

16 SET 2019
PENSIAMO POSITIVO (E NO VITTIMISMO)
Ora però non entriamo nel loop del vittimismo. Lamentarsi non serve a nulla, anzi può essere controproducente. Da sempre chi scrive trova discutibile “l’arbitrio” che si cela dietro all’uso del Var. Ieri ne abbiamo avuto una nuova conferma e il fenomeno non tocca solo il Verona. Non contesto e nemmeno trovo scandalose le decisioni in sé (ho visto di peggio, gli episodi incriminati sono discutibili ma non fuori dal mondo), quello che urta (e parecchio) è l’ormai bulimico ricorso alla tecnologia di arbitri privi di personalità e spogliati di responsabilità.

Prendete il fallo di Stepinski: al 20′ e in quel contesto di gioco un arbitro deve assumersi l’onere della decisione valutando la dinamica in cui avviene l’intervento scorretto. Stepinski non vuole far male e non ha intenzione nemmeno di commettere fallo. Bastava il giallo. Ma è chiaro che se ricorri al Var – che fissa solo il fatto in sé decontestualizzandolo – la prospettiva cambia. Ma allora dovremmo chiederci: è ancora calcio? Il calcio è sport dinamico e di contatto, non è per definizione “oggettivo” o “scientifico”, insomma non è il tennis o la pallavolo che si prestano alla tecnologia o nei quali infatti la tecnologia funziona benissimo. Storia vecchia, direte, di cui si discute da un anno, dall’ingresso della “moviola in campo”. Sia chiaro, bene la tecnologia, ma se da strumento di aiuto diventa soggetto prevaricante allora si trasforma in tecnocrazia.

Ma dicevo, guai a piangere vittimismo. Juric intelligentemente non si è prestato, sa come funzionano certe cose. Il rischio involontario sarebbe dare alibi alla squadra, che sarebbe più debole se si sentisse perseguitata. Alla terza giornata e con 4 punti in classifica sarebbe ridicolo. Meglio ripartire dalle (tante) cose buone viste ieri sera e analizzare quello che ancora non va.

Mi è piaciuta la difesa: qui si sta confermando Rrhamani e imponendo Kumbulla, sempre più bravo. Gunter ancora non mi convince e l’ingenuità sul rigore non è un errore veniale. Difetti? Noto una certa lentezza, si soffre sulle infilate verticali. Juric – in attesa di avversari più dinamici del Milan - deve metterci una toppa con la tattica. Mentre poco si può fare sull’altra carenza: siamo “corti”, non vedo alternative all’altezza dei titolari. Durante il mercato, mentre tutti parlavano della punta, scrivevo che serviva inserire almeno un altro difensore. Messaggio inascoltato.

Si conferma il centrocampo. Il reparto è ben assortito, ci sono qualità, quantità e alternative. Attenzione a Pessina: questo che tu lo metta regista o sulla trequarti ha le movenze del grande giocatore. Lazovic a sinistra è sacrificato: aspettando Adjapong, Juric rifletta.

In attacco Stepinski, in quei venti minuti, ha confermato i limiti noti su quel pallone giocato male (cento tocchi fino a perdere il tempo) nei pressi dell’area. Deve ambientarsi e lavorare per migliorare i fondamentali. Contro la Juve proporrei Di Carmine e non Tutino falso nove: il Verona deve abituarsi a giocare con un centravanti vero per trovare la sua fisionomia offensiva, oggi ancora carente.

Infine un plauso a Juric: la squadra è organizzata e ben disposta in campo e con una notevole condizione atletica (da anni non vedevo il Verona a questi ritmi). Il tecnico però deve incidere maggiormente sul gioco sulle fasce laterali e sulla fase offensiva in generale.
Francesco Barana

16 SET 2019
SOLO APPLAUSI
Sappiamo riconoscere una squadra che merita gli applausi. Una squadra organizzata in cui tutti hanno un ruolo e in cui tutti sanno cosa fare. Una squadra che lotta. Una squadra che anche se perde esce vincitrice.

Ha fatto bene Juric dopo la gara con il Milan a non parlare dell’arbitro e della Var. Ma se non lo fa lui, lo facciamo noi. Dopo questa partita ci resta un vago sapore di vomito in bocca. Il fallo di Stepinski era abbondantemente sanzionato con il primo giallo, ma poi Orsato, addetto alla Var, quello che non sanzionò la gamba tesa di Pjanic in Inter-Juventus della scorsa stagione ha pensato bene di attirare l’attenzione di Manganiello, il quale in evidente soggezione al cospetto del collega più famoso, più esperto, più carismatico, ha cacciato fuori il polacco. Stepinski tocca prima la palla, con evidente irruenza, ma non poteva certo segarsi il piede per non andare sulla faccia di Musacchio. Il giallo era sufficiente, l’espulsione di Stepinski ha rovinato la partita del Verona.

Il resto è stato una conseguenza. Nonostante l’handicap, il Verona ha costruito due lapalissiane palle gol con Verre, bravissimo quanto sfortunato a concludere. Il rigore c’era, così come era giusto annullare il gol di Piatek. L’ultima vergogna è stata sul fallo subito da Pessina: Dentro? Fuori? sulla linea? Perchè Manganiello che in precedenza aveva sempre guardato le immagini non è andato a verificare? Il dubbio è che si voglia lasciare il… dubbio per potersi tenere un margine di discrezionalità. Fa male non aver raccolto punti con una squadra che qualche collega ha definito “imbarazzante”. Ma state sicuri: giocando così ci si salva. Applausi.
Gianluca Vighini

16 SET 2019
LA VAR IGNORANTE…
I continui complimenti del cronista Sky e dei grandi campioni che hanno commentato il dopo partita (sempre su Sky), sono insieme agli applausi di tutto il Bentegodi, quanto porta a casa il Verona dalla superba prestazione con il Milan.

Il match con i rossoneri è la prova che la “Legge di Murphy” è tutt’altro che ironia e retorica.

Per il Verona infatti la teoria che “se qualcosa può andar male, lo farà” si è materializzata nei molti episodi che hanno segnato la sconfitta immeritata dei gialloblù.

Orsato al Var ha infatti applicato il nuovo regolamento alla lettera: espulsione di Stepinski, fallo di mano/rigore di Gunther. Ma ha toppato clamorosamente il mancato rigore per il Verona in pieno recupero.

Ecco alcuni commenti su episodi simili a quello incriminato, tratti dal sito “arbitri.com” in cui i direttori di gara si confrontano, in particolare sull’applicazione delle recenti nuove regole.

1) Nel caso di uno sgambetto, di un fallo di mano o, in generale, di un fallo di “contatto”, il fallo si concretizza laddove avviene il contatto, mentre la trattenuta ha una dinamica diversa: non è necessariamente “istantanea”, ma può essere “prolungata”, può cioè iniziare in un punto e proseguire, concretizzandosi, in un punto diverso da dove è iniziata. Non si tratta, quindi, di concedere un “vantaggio”, ma di attendere che il fallo si concretizzi; solo dopo, l’arbitro dovrà valutare se sussistono le condizioni per concedere il “vantaggio” o meno.

2) Se la trattenuta non prosegue dentro l’area, non ha rilevanza dove cade l’attaccante: la “concretizzazione” del fallo non ha niente a che vedere col punto di “caduta” del calciatore trattenuto, caduta che può avvenire anche successivamente alla concretizzazione del fallo (difensore trattiene l’avversario e poi molla la presa ancora fuori area, l’avversario sbilanciato entra in area e cade: il fallo non è proseguito all’interno dell’area, quindi si è concretizzato all’esterno della stessa). Laddove invece la trattenuta prosegua anche all’interno dell’area determinando la caduta del giocatore anch’essa dentro l’area di rigore, verrà meno il punto di inizio del contatto ma l’incidenza del fallo al momento della sua conclusione. Qualora il fallo si concluda in area impedendo di fatto il concretizzarsi della giocata, si deve considerare il fallo punibile con il calcio di rigore.

Il fallo su Pessina inizia effettivamente appena fuori area, ma il giocatore prosegue l’azione e viene atterrato definitivamente dentro l’area. Il vantaggio concesso ad inizio fallo non si è quindi concretizzato a causa del prolungarsi del fallo stesso dentro l’area. Andava concesso il rigore per l’Hellas, senza se e senza ma, ( tanto più se il fallo ha impedito una chiara occasione da gol sancita dall’espulsione di Calabria in quanto reo di fallo da ultimo uomo).

Si può accettare o meno la Var, non l’Ignoranza sul regolamento da parte di arbitro di campo e arbitro Var.

ORSATO E MANGANIELLO… tornino sui banchi a studiare.

VAR BATTE VERONA 1-0
Mauro Micheloni

16 SET 2019
IL PAGELLONE DI VERONA-MILAN
SILVESTRI 6.5 L’unica piccola sbavatura, peraltro recuperata, quando si fa sfuggire il tiro di Calhanoglu. Si rituffa immediatamente sul pallone e subisce la carica di Piatek che segna lo 0-2 poi annullato da Manganiello, dopo aver consulato il Var. Non che il Milan lo chiami a fare gli straordinari, ma in ogni caso lui si fa sempre trovare presente all’appello.

RRAHMANI 6.5 Concede poco o nulla agli attaccanti del Milan, mantiene bene la posizione, in grande sintonia con i compagni di reparto. Consolida quanto di buono sta facendo vedere ormai da diverse settimane. Portargli via il posto sarà impresa ardua per chi ora siede in panca.

TUTINO (dal 34′ s.t.) 6 Entra bene e prova disperatamente a rompere le scatole ai difensori del Milan. Si butta con generosità su ogni pallone. Chissà che a Torino, contro la Juve, non tocchi ancora a lui giocarsi il ruolo di “falso nueve”.

KUMBULLA 6.5 Mezzo voto in meno perché in occasione del fallo di mano di Gunter, che porta al calcio di rigore del Milan, esce troppo frettolosamente dall’area per cercare l’anticipo e lascia sguarnita una zona cruciale del campo. Ma questo ragazzo è davvero forte. Elegante, non dà mai l’impressione di andare in difficoltà. Gioca con una naturalezza impensabile per la sua età. E con quella malizia da furbastro. Piatek trova il gol solo dal dischetto, perché Marash ci ha messo del suo per eclissarlo.

GUNTER 6 Qualcuno diceva che “se la fortuna è cieca, la sfiga ci vede benissimo”. La palla gli arriva sul braccio e il calcio di rigore è inevitabile. Peccato perché anche lui, come Rrahmani e Kumbulla, sbaglia poco o niente. Quel poco, però, è decisivo. Mannaggia.

FARAONI 6.5 Che bello vederlo finalmente vangare quella fascia destra come solo lui sa fare. Dopo aver vagabondato per il campo, vittima dei deliri tattici di Grosso, Faraoni ha trovato la sua strada. Che porta a tanta corsa, ma anche a buona qualità e cross succulenti per gli “avanti” gialloblù. Sta crescendo di partita in partita. Bene così.

AMRABAT 7 E’ già idolo della Curva Sud che, alla lettura iniziale delle formazioni, lo accoglie con giubilo. E ci sarà un motivo se è già nel cuore del popolo gialloblù. Ci mette l’anima fino all’ultimo secondo. Corre come un matto. Lo vedi a difendere e trenta secondi dopo sta andando a cercare gloria dalle parti di Donnarumma. Fondamentale per l’idea di calcio di Juric.

VELOSO 6 Questa volta il regista dal sinistro d’oro non brilla come al suo solito. Meno geniale nelle giocate, si limita al compitino e quello lo fa in abito da sera. Sicuramente essere rimasti in dieci non gli ha dato una mano nei rifornimenti verso chi era già andato sotto la doccia.

LAZOVIC 6 Parte benissimo facendo vedere i sorci verdi a Calabria che fatica a stargli dietro. Un paio di spunti bellissimi che, purtroppo, non si concretizzano a dovere. Come Veloso, paga l’espulsione di Stepinski e da quel punto in poi gli tocca fare il difensore e badare a Suso. Finisce addirittura esterno basso. Cosa gli si può chiedere di più?

VERRE 7 “Rischia” di fare un gol da cineteca: stop acrobatico su un lancio da trenta metri e tiro al volo che finisce alto non di molto. Che meraviglia. Ma la sua partita è molto di più rispetto a questa giocata. Tanta, tantissima qualità. Praticamente da solo tiene a galla l’attacco del Verona dopo il rosso al polacco. Costretto a lasciare il campo con i crampi. Ma che bello aver trovato un talento così.

PESSINA (dal 20′ s.t.) S.V.

ZACCAGNI 6.5 Un altro che non smette di stupire. Sapete perché? Perché oltre all’aspetto tecnico-tattico, in campo mette anche le palle. Non abbassa mai la testa, non tira mai indietro la gamba. E se c’è da andare a muso duro con Calhanoglu, lui ci va. Personalità da vendere. Fondamentale nel sostenere Verre in avanti.

DI CARMINE (dal 34′ s.t.) S.V.

STEPINSKI 5 A parti invertite avrei invocato il calcio di rigore? Sì, sono sincero. Ma solo dopo averlo visto alla moviola. Perché a velocità normale, in diretta, sembrava sì un brutto fallo, ma non così violento. Se vai a vedere il Var, però, fai fatica a non cacciarlo. Forse un po’ zelante Manganiello (comunque mediocre) ma non la trovo una decisione scandalosa. Del resto lui mi è parso un po’ impacciato, magari emozionato per il debutto. Con quella smania addosso di voler fare grandi cose, che poi, però, lo ha fregato.

JURIC 7 L’errore più grande che si possa commettere nel commentare il suo Verona è dire che giochi solo con cuore, grinta e determinazione. E’ una mezza verità. Perché il suo Verona gioca un gran bel calcio. Veloce, compatto, con i giocatori che sanno esattamente cosa fare e quando farlo. E’ riuscito in un paio di mesi a dare un’identità precisa ai suoi e soprattutto a creare un gruppo solidissimo. Da anni non si vedeva il Verona uscire dal campo tra gli applausi nonostante un ko. Bravo mister, avanti tutta, senza paura. Anche a Torino, contro la Juventus dei fantastiliardi.
Giovanni Vitacchio

FONTE: Blog.Telenuovo.it


Pagelle
settembre 15, 2019

Silvestri 6, Rrahmani 6.5 (Tutino 6), Kumbulla 7, Gunter 6; Faraoni 6.5, Amrabat 6.5, Veloso 6.5, Lazovic 6.5; Verre 6.5 (Pessina 6.5); Zaccagni 6.5 (Di Carmine 6), Stepinski 5. All: Juric 7

Perché non si è consultato il VAR?
settembre 15, 2019

Nell’ultimo minuto dei tre concessi di recupero dall’arbitro Manganiello, episodio più che dubbio con protagonista Pessina. Il centrocampista gialloblù viene atterrato da Calabria. Dal fermo immagine pubblicato pare evidente che l’infrazione sia stata commessa in area al difensore rossonero, che è stato poi espulso. Per il direttore di gara però non c’erano gli estremi per il calcio di rigore, nemmeno per consultare il VAR. Perché?

Finale, Hellas Verona-Milan 0-1
settembre 15, 2019

In una splendida cornice di pubblico, l’Hellas Verona di Juric contro il Milan di Giampaolo si presenta col 3-4-1-2 con Silvestri, Rrahmani, Kumbulla, Gunter; Faraoni, Amrabat, Veloso, Lazovic; Verre; Zaccagni, Stepinski. Inedita coppia d’attacco per i gialloblù. Scaligeri che partono bene col colpo di testa dopo 2’ di Verre alto sopra la traversa, su invito da destra di Faraoni. Replica subito il Milan con la conclusione di Piatek deviato in calcio d’angolo. Al 5’ Silvestri anticipa Romagnoli in uscita alta e tre minuti dopo, Faraoni mette in mezzo, Stepinski non ci arriva e viene anticipato dal portiere rossonero, ci prova allora in rovesciata Zaccagni ma Donnarumma è fortunato nel chiudere lo specchio della porta. Al 19’ episodio chiave: dopo aver visionato il VAR, il direttore di gara, che aveva subito ammonito Stepinski, decide di espellere l’attaccante gialloblù per gioco pericoloso su Musacchio lasciando così, dal 20’, la squadra di Juric in inferiorità numerica. Decisione a dir poco discutibile. Il vertice offensivo dell’Hellas Verona diventa così Verre. Ed è proprio l’ex Sampdoria al 28’ a non riuscire a concretizzare un‘ottima verticalizzazione di Rrahmani, calciando di poco alto sopra la traversa. Ammonito Veloso al 39’, con Kumbulla che subito dopo si immola su Kessie, salvando così la porta di Silvestri. Primo tempo che si chiude a reti inviolate dopo 1’ di recupero — Ad inizio ripresa, Juric conferma la stessa formazione iniziale, mentre Giampaolo manda in campo Rebic al posto di Paquetà. Ed è proprio l’ex gialloblù al 12’ ad incespicare sul pallone ed a mangiarsi così il possibile vantaggio. Milan che colpisce 1’ dopo il palo alla destra di Silvestri con Calabria. Hellas Verona che replica subito dopo col legno colpito da Verre. Il Bentegodi è una bolgia. La Curva Sud espone lo striscione ”AAA tifoseria “dalla contestazione facile" cerca presidente difficile da contestare”. Cala il gelo al 19’ quando Gunter (ammonito, ndr) ferma col braccio la conclusione di Piatek. Primo cambio per i gialloblù, con Pessina al posto di Verre al 22’. Sul dischetto si presenta il polacco che non dà scampo a Silvestri. Ammonito Amrabat al 29’ e cinque minuti dopo, Juric manda in campo Di Carmine e Tutino per Zaccagni e Rrahmani, gialloblù che passano al 4-3-2. Direttore di gara ancora protagonista al 38’ quando prima convalida e poi annulla la rete di Piatek. Il fantastico pubblico di Verona cerca di spingere i gialloblù all’impresa. Siamo al 48’ quando viene espulso Calabria per fallo al limite dell’area su Pessina. Punizione dal limite per l’Hellas Verona. Il Bentegodi attende la punizione di Veloso che sbatte sulla traversa, sulla ribattuta ci prova Lazovic ma il pallone esce di un nulla alla destra di Donnarumma. Al triplice fischio finale, dopo soli 3’ di recupero, nonostante la sconfitta, applausi meritati per tutti.

FONTE: HellasLive.it


16 settembre 2019 - 10:39
Porcellum, bugie e videotape
Oggi una partita di calcio è una fattispecie di «Truman Show», in campo l’arbitro è teleguidato via etere

di Lorenzo Fabiano, @lollofab
Getty Images

Quando nel 2005 l’allora maggioranza parlamentare estrasse dal cilindro, l’ennesima legge elettorale dalle bizantine fattezze, il suo ideatore, Roberto Calderoli ebbe almeno il pudore della confessione: «Abbiamo fatto una porcata» disse. E così la sua creatura passò agli annuali come il «Porcellum». Stando alle storie di futile pallone, in passato di «Porcellum» al Bentegodi ne abbiamo visti a iosa, il più delle volte quando a farci visita è toccato a Madama: nel 1976 il braccio galeotto di Bettega (il fischietto era Lattanzi), che ci costò la partita, fu immortalato in un memorabile fotogramma del Guerin Sportivo; l’anno dopo fu la volta del «gol fantasma» di Carlo Petrini: solo Michelotti vide fuori la palla sul cross di Zigo; nel 1983 nella partita di andata di finale di Coppa Italia, il terzo gol del Verona firmato da Marangon fu annullato per un fuorigioco inesistente: in tal modo si tenne una porta aperta alla Juve per la partita di ritorno a Torino. Sappiamo purtroppo bene come andò a finire. E non ci prendiamo la briga (già soffriamo abbastanza) di rispolverare la madre di tutte le rapine, combinata da Wurtz e la sua cricca in Coppa dei Campioni.

A dire il vero, simili torti, così eclatatanti almeno, col Milan non ne avevamo subiti: ricordiamo un arbitraggio indisponente di Farina alla penultima giornata del 2002, che spianò la strada alla rimonta del Diavolo (il Verona grazie a un gol di Mutu alla fine del primo tempo era salvo) e ci condannò alla resa incondizionata di Piacenza. Nulla più. Fine delle brutte storie. Va detto che ai temp di Lattanzi e Michelotti il calcio era LoBelliano: tutto era a discrezione dell’arbitro, immortalato sul grande schermo da un immesso Lando Buzzanca: a lui e solo a lui spettava l’insindacabile giudizio. La rivoluzione digitale era nulla più che una passeggiata nel futuro con Martin Landau sulla navicella di «Spazio 1999». La tecnologia stava nel monitor sbiadito che il fido Vitaletti metteva a disposizione di Carlo Sassi: preistoria.

La Vartruppen: nulla sfugge agli occhi invadenti del Grande Fratello. Il fischietto digitale vede e provvede, sorvola, annota, segnala: vero che a quello in campo spetterebbe la decisione finale, ma il più delle volte, più che di giudice veste i panni del notaio. Mala consuetudine cui non si è sottratto nemmeno il signor Manganiello: brutta, brutta serata davvero la sua. Al di là delle partigianerie, Milan-Verona era una gran bella partita: i nostri mangiavano l’erba, loro (parafrasando Brera) alla chetichella inciampavano nei petali di quel che rimane dei gerani estivi.

Lo spettacolo è durato una ventina di minuti, troppi evidentemente per i custodi della rivoluzione digitale: l’eccesso di foga di Stepinski (ma poteva evitare), era stato già punito con un sacrosanto giallo, ma su indicazione del demiurgo Orsato, Manganiello lo ha tramutato in rosso: Verona in dieci per 70 minuti e partita rovinata. Poi battaglia, solito cuore, un rigore messo dentro dalla mummia Piatek, un altro non concesso dalla Vartruppen (Manganiello manco è stato invitato a verificare sullo schermo) nel concitato finale. Morale: tre punti a un Milan paonazzo, applausi scroscianti all’orgoglio del Verona.

Ci sta, anzi no, ma tant’è. Al fischio finale ancora non sapevamo che il peggio dovesse ancora venire: in sala stampa Giampaolo ha parlato di «vittoria meritata, di un Verona che ha giocato solo per non far giocare, e di un Milan che non ha corso alcun rischio»: sue parole testuali. Basiti, pensando di essere stati catapultati a commentare il campionato di Marte, ci siamo immediatamente chiesti che razza di partita avesse visto l’allenatore rossonero. Giampaolo era di fronte a tre strade: accodarsi a Calderoli e ammettere il «Porcellum»: impossibile; dare sfoggio di signorilità rendendo omaggio all’avversario: quantomeno consigliabile; oppure, snocciolare un pippone barocco decorando di merli e merletti la scialba prova dei suoi: ha optato per quest’ultima terza via, la più comoda, la peggiore, e per questo ci dispiace. Detto che un bel tacer non fu mai scritto, ieri sera gli ha detto bene, ma andando alzando le diottrie della miope convenienza, in quanto a bugie e videotape Giampaolo ci ha riempito un’arca di Noè. La prossima volta, se lo ricordi. Quanto a noi, avanti i blu.

VISTO DA NOI
16 settembre 2019 - 00:30
Pagelle, Kumbulla artista della difesa, Amrabat alla Marasco
Rrahmani è un muro, Verre dà spettacolo. Stepinski, espulsione incomprensibile

di Matteo Fontana, @teofontana

SILVESTRI 6
Il Milan gli gira attorno senza pungerlo. Calabria lo spaventa centrando il palo, poi deve inchinarsi al rigore di Piatek. Non è impeccabile sulla ribattuta corta che darebbe il bis al polacco, ma subisce una carica, quindi il fatto non rileva.

RRAHMANI 6,5
Il solito muro di granito. Gli vanno addosso e lui li ricaccia indietro, neanche fosse la Cosa dei Fantastici 4. Dal suo lato gira (a vuoto) Paquetà, poi entra Rebic, pure lui sistemato per le feste dal Nostro.

KUMBULLA 7
Un’altra volta sontuoso. Non sbaglia un intervento. Esce a testa alta, palla al piede, e imposta con la levità degli artisti della difesa. Si mette nel taschino Piatek, che per segnare deve aspettare la chance di rigore.

GUNTER 6
Ha la jellaccia di incappare in un movimento con il braccio che lo porta a incocciare il pallone calciato da Calhanoglu: di lì il penalty che decide la partita. Peccato, perché, per il resto, se la cava senza problemi.

FARAONI 6
Lottatore puro, gli tocca abbassarsi molto nel momento in cui il Verona rimane con un uomo in meno. In questa maniera, le galoppate in avanti non si vedono più, finché non ne tenta un paio, nella spinta finale dei gialloblù.

AMRABAT 7
Dimmi quanto corri e ti dirò chi sei. Ma questo ragazzo non è solamente un pedalatore, ha anche i piedi per far girare palla. Inesauribile, è una forza della natura che incendia la passione del pubblico. Ricorda un altro grande mediano della storia dell’Hellas, Totò Marasco.

VELOSO 6
Più di altri patisce l’inferiorità numerica, perché gli tocca ridurre il raggio d’azione e rinunciare alla giocata limpida, per muoversi in direzione della quantità, mentre è la qualità il suo pregio migliore.

LAZOVIC 6
Un rombo per 20’. Ecco, anche lui deve schiacciare il pedale del freno a fronte della condizione in cui si trova l’Hellas, in 10 per tre quarti di partita. Aveva cominciato andando a mille all’ora.

ZACCAGNI 6
Sempre più a proprio agio nel ruolo di supporto della punta, inizia proponendosi con costanza in fase offensiva, poi gli obblighi dettati dalla ragion di Stato cambiano e si adegua, facendo qualche passo indietro a scopo di copertura.

VERRE 6,5
Con un colpo di straordinaria bellezza sfiora il vantaggio per l’Hellas nel primo tempo: controllo sublime, tiro alto. Nel secondo centra un palo, e il Bentegodi pare abbia le scalmane per l’emozione. Juric dice che i margini di miglioramento per lui sono ampi e c’è da credergli.

STEPINSKI 6
La sua espulsione appare cervellotica ed eccessiva. D’accordo, il suo gesto è goffo, il contatto con Musacchio merita la sanzione, ma il giallo era la misura corretta. Manganiello, chiamato dal VAR Orsato, cambia opinione e lo caccia, rovinando il tema della partita. Fin lì, si era visto l’attaccante che serve al Verona: tanto movimento, molta sostanza.

PESSINA 6
Da subentrato, stava per essere di nuovo risolutivo. Calabria lo stende con un “laccio californiano” che pare, a rivederlo, effettuato dentro l’area. Invece Manganiello, ancora lui, di concerto con Orsato (aridagli), opta per la punizione dal limite.

DI CARMINE ng

TUTINO ng

JURIC 6,5
Meriterebbe mezzo voto in più per come sta facendo giocare il Verona e per la prova della squadra con il Milan. Purtroppo sempre di una sconfitta si è trattato, quindi la manica si restringe. Certo che un Hellas come questo non si vedeva da parecchio tempo. C’è da continuare.

NEWS
15 settembre 2019 - 22:48
Verona sei gran bello ma decide Manganiello. 0 a 1 al Bentegodi
Gara falsata dall’arbitro che espelle Stepinski col Var. Per il Milan decide Piatek su rigore

di Andrea Spiazzi, @AndreaSpiazzi
VERONA, ITALY - SEPTEMBER 15: Miguel Veloso of Hellas Verona competes for the ball with Hakan Calhanoglu of AC Milan during the Serie A match between Hellas Verona and AC Milan at Stadio Marcantonio Bentegodi on September 15, 2019 in Verona, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Se Manganiello da Pinerolo non avesse falsato la gara dopo 20 minuti cambiando il giallo in rosso per Stepinski su suggerimento di Orsato dal Var avremmo assistito a una gara con, molto probabilmente, un risultato diverso. Stavolta andiamo con i se a palla, eccome, perchè a vedere la difficoltà del Milan nel misurarsi contro l’Hellas guerriero di Juric, e faticare, dopo aver rischiato il passivo, per ottenere il rigorino della vittoria vien da pensare senza dubbio così. Al Bentegodi si deve assistere a una gara nettamente falsata dall’arbitro. Ed è un peccato enorme, oltre che un danno, perchè l’Hellas sul campo si meritava almeno un pari. Gli applausi scroscianti dei tifosi gialloblù lo testimoniano, mentre Manganiello esce subissato di fischi.

Juric non ha dubbi e getta subito nella mischia Mariusz Stepinski. Dietro a lui ci sono Zaccagni e Verre. Davanti a Silvestri Rrahmani, Kumbulla e Gunter, a centrocampo Faraoni, Amrabat, Veloso e Lazovic.
Il Milan si schiera con: Donnarumma – Calabria, Musacchio, Romagnoli, Rodriguez – Kessie, Biglia, Calhanoglu – Paquetà, Suso – Piatek.
Arbitra Manganiello. Grande pubblico al Bentegodi: sono 24.363 gli spettatori.

PRIMO TEMPO, VERONA VICINO AL VANTAGGIO
Ritmi subio alti in campo, e pure sugli spalti dove ai 2800 milanisti risponde una Curva Sud esaurita in ogni ordine di posto.

Il Milan vuole aggredire, il Verona risponde con Lazovic che scappa a sinistra e serve Zaccagni che guadagna un corner. All’8’ Faraoni crossa, Stepinski sfiora l’incornata e Zaccagni rovescia, Donnarumma respinge. Kumbulla comanda la difesa con personalità da vendere e di fronte ai clienti scomodissimi dell’attacco rossonero.

In contropiede prima Verre poi Stepinski ritardano il tiro e sfuma un’azione avvincente al 14’.

MANGANIELLO ROVINA IL MATCH, GIALLO-ROSSO A STEPINSKI
Al 20’ Manganiello ammonisce Stepinski per un fallo fuori dall’area del Milan in gioco pericoloso su Musacchio. Il Var (Orsato) richiama l’arbitro che va allo schermo, cambia idea ed estrae il rosso in faccia al numero 9. Il pubblico veronese è inviperito. Juric di più. Il piede che di striscio va verso il collo di Musacchio c’è, ma non pare esserci l’intenzionalità.

L’Hellas reagisce con rabbia e orgoglio e al 29’ rischia di passare con un gol che sarebbe passato alla storia. Rrahmani lancia dalle retrovie Verre che in corsa aggancia al volo e sempre al volo calcia dal limite mandando alto di poco: scrosciano applausi.

Il Milan cerca la densità in area gialloblù, Kessie calcia sulla diga, poi Suso manda alto da fuori al 32’. Il Verona difende a 5-3-1 ma non si abbassa troppo. Kessie e Veloso finiscono sul taccuino per falli tattici, il tempo scorre e si va all’intervallo sullo 0-0 con un ottimo Verona (vicino al gol in due occasioni) che tiene in 10, mentre il Milan cerca la giocata ma non riesce a passare. Kumbulla si immola su Kessie. Il ragazzo ha un talento cristallino.

SECONDO TEMPO, HELLAS DI LOTTA. AL MILAN SERVE UN RIGORE
Giampaolo manda subito in campo Rebic e toglie Paquetà. Al 3’ Suso calcia a giro, la palla esce alla destra di Silvestri. Nel dubbio i fuorigioco del Verona vengono inesorabilmente fischiati. A rivederne uno, al 6’, di Verre, non c’è proprio.

PALO DI CALABRIA
Al 13’ Calabria lascia partire un destro da fuori area che in diagonale centra il palo e torna in campo.

PALO DI VERRE!
Il verona lotta e ribatte. Lazovic guadagna un corner al 15’. Sugli sviluppi Veloso recupera palla e pennella a destra per Verre che calcia: la palla va lentamente a sbattere sul palo alla sinistra di Donnarumma battuto.

Il pubblico si esalta, la squadra, in 10, lotta che è un piacere.

MANO DI GUNTER, RIGORE E 1 A 0 PER IL MILAN
Un tiro di Kessie dal limite al 21’ incoccia nel braccio aperto di Gunter. Il rigore per il Milan ci sta, Manganiello lestissimo lo fischia senza Var, poi guarda e conferma. Piatek fa 1 a 0. Nel frattempo Juric manda dentro Pessina al posto di Verre.

Il Verona accusa il colpo ma non cede, il Milan prova il raddoppio ma trova una difesa furente. Al 34’ Juric giustamente si gioca tutto: dentro Tutino e Di carmine per Rrahmani e Zaccagni.

GOL SI’ GOL NO, E L’ARBITRAGGIO E’ QUESTO QUA
Al 38’ Calhanoglu calcia, Silvestri respinge, il polacco si getta sulla palla che Silvestri ha appena abbrancato e mette dentro. Gol per Manganiello, ma non per il Var. Costretto a riguardare, l’arbitro annulla, poi ammonisce Silvestri per proteste.

L’Hellas si getta in avanti, Juric sembra giocare anche lui, il Bentegodi è una bolgia.

Solo tre i minuti di recupero nonostante I cambi e due interventi Var, Manganiello la vuol fare completa.

MANGANIELLO NON SI SMENTISCE E NEGA UN RIGORE AL VERONA
Calabria stende Pessina all’ultimo di recupero in area con un gomito a girocollo e prende il rosso. L’arbitro dice che il fallo è iniziato prima. Peccato che Pessina stesse proseguendo prima di essere strangolato. Incredibile che Manganiello non vada a rivedere ma senta solo i suggerimenti di Orsato. Dal limite Veloso calcia sulla barriera, poi Lazovic spedisce fuori.

Il Verona esce beffato e perdente, ma non per il pubblico che lo osanna perché ha capito che la sua squadra è tosta di brutto. I Manganiello di turno permettendo, ne vedremo delle belle.

FONTE: Hellas1903.it


Milan, sofferenza e vittoria: 1-0 contro un Verona in 10 dal primo tempo
del 15 settembre 2019 alle 22:40

Il Milan vince, ma soffre, contro il Verona, in 10 dal 24esimo minuto del primo tempo. Decide un gol di Piatek, che realizza, dal dischetto, la rete decisiva, prima del suo campionato: per il resto, due pali, una magia sfiorata da Verre, e un gol annullato sempre al polacco con l'ausilio del Var.

Parte bene il Milan, nei primi 10 minuti, poi meglio il Verona, che si affaccia dalle parti di Donnarumma con Stepinski. Poi, proprio il centravanti del Verona si vede sventolare in faccia un rosso: gamba alta, tacchettata in faccia a Musacchio. E' giallo per Manganiello, non per il Var: rosso. Da qui, inizia un'altra gara: Verona dietro la linea della palla, Milan che non riesce a oltrepassare il muro scaligero. E sono proprio i padroni di casa ad andare vicino al gol del vantaggio: aggancio al volo di Verre, lanciato da Faraoni, che poi col destro calcia alto.

Nella ripresa palo di Calabria, con un destro dal fuori, al quale ha risposto sempre Verre, con un altro palo. Poi il rigore, realizzato da Piatek, e il gol annullato, con Piatek che in scivolata toglie dalle mani di Silvestri la sfera facendo gol. 2 gol fatti in 3 partite, uno subito. Sei punti in classifica. Il Milan vince, ma soffre.

FONTE: CalcioMercato.com


LA MOVIOLA
Era rigore su Pessina lo dice il regolamento
16/09/2019 16:15
C'è chi dice che era rigore e chi no. All'ultimo minuto Pessina, mentre sta per entrare in area, viene trattenuto da Calabria mentre attraversa la linea. L'ex Spezia cade dentro l'area di rigore: Manganiello, su suggerimento del Var Orsato, espelle Calabria ma concede solo la punizione perché secondo la sua interpretazione il fallo era iniziato, e viene effettuato, pochi millimetri fuori dall'area. L'arbitro di Pinerolo non va nemmeno a rivedere il replay sul monitor.

Ma cosa dice il regolamento degli arbitri in materia? Ecco qua il punto 22 sui falli di gioco durante il match: "Un difensore inizia a trattenere un avversario fuori dall'area di rigore, ma finisce di trattenerlo all'interno di detta area. Dove dovrà ritenersi concretizzata l'infrazione e quale deve essere la decisione dell'arbitro? Accorderà un calcio di rigore perché il fallo si è realizzato all'interno dell'area".

Poco spazio ai dubbi, quindi. Il rigore su Pessina doveva essere assegnato pe

LA SQUADRA DI JURIC CONVINCE ANCHE SE PERDE
Non sono arrivati i punti ma è tornato l'entusiasmo
16/09/2019 12:50
Zero punti ma applausi scroscianti del Bentegodi. Sembrerebbe un controsenso invece non lo è: il Verona di Juric sta conquistando tutti giorno dopo giorno. Contro il Milan è arrivata la sconfitta ma il pubblico ha reso omaggio lo stesso alla squadra perché ha lottato per tutta la partita sul campo, giocando più di 70 minuti in inferiorità numerica per l'espulsione di Stepinski. Il Milan, lento, prevedibile e macchinoso, esce coi tre punti in tasca grazie ad un rigore di Piatek. Una vittoria arrivata per "grazia ricevuta", strappata anche per decisioni arbitrali discutibili.

L'unica vera occasione per i rossoneri è un palo di Calabria nella ripresa. Palo colpito anche dal Verona pochi minuti dopo da un ottimo Verre. Tra rigori concessi (al Milan) e rigori negati (al Verona) finisce 0-1 per la squadra di Giampaolo che ottiene il massimo col minimo sforzo. Silvestri è stato chiamato raramente a compiere interventi sugli attaccanti rossoneri, bloccati dall'ordinata retroguardia gialloblù.

Davanti ai 25mila del Bentegodi la squadra ha riconquistato finalmente la fiducia dei tifosi dopo gli anni controversi con Pecchia e Grosso. Juric sta dando una mentalità pragmatica alla squadra. Aggressiva, corta tra i reparti, pungente in contropiede e solida nella fase difensiva. Nonostante il mercato al risparmio (condito da molti prestiti) la squadra, seppur con un livello tecnico inferiore alla media rispetto alle altre squadre di Serie A, sta rendendo al massimo e sembra in grado di giocarsela con tutti. La prima grande vittoria di Juric è già arrivata: riconquistare il pubblico di Verona. E non è certo una cosa di poco conto.

LO STRISCIONE CONTRO IL PRESIDENTE
L’ironia dei tifosi e la protesta contro Setti
16/09/2019 01:15

Nonostante la buona prestazione del Verona col Milan (finita 0-1 per i rossoneri, con i gialloblù di Juric battaglieri e in inferiorità numerica) non si ferma la contestazione dei tifosi contro Maurizio Setti.

Esposto lo striscione in Curva Sud: “AAA tifoseria dalla contestazione facile cerca presidente difficile da contestare” che si riferisce ad un’intervista dell’imprenditore carpigiano a “Il Resto del Carlino“. Setti, in quell'occasione, affermava che i tifosi del Verona avevano il difetto della contestazione facile.

VERONA-MILAN: POLEMICHE SULL'ARBITRAGGIO
Rigori, rossi, minuti di recupero negati e Var
16/09/2019 11:20
Non si fermano le proteste dei tifosi dell'Hellas contro la direzione dell'arbitro Manganiello e del "VAR" Orsato. Tanti gli episodi dubbi a sfavore dell'Hellas: dall'espulsione di Stepinski su decisione del Var dopo l'iniziale ammonizione, al rigore per il Milan (che sembra l'unico episodio davvero chiaro con il braccio largo di Gunter).

Fino agli episodi più contestati: il rigore non dato all'Hellas all'ultimo minuto per un fallo di Calabria su Pessina, giudicato fuori area, anche se Manganiello stranamente non è andato a controllare direttamente le immagini che lasciano ancora molti dubbi, e solamente tre minuti di recupero concessi nonostante sostituzioni, rigore e interventi del Var (sarebbe stato oggettivamente giusto darne il doppio).

Ma la cosa che ha fatto più infuriare i tifosi è la gestione per tutta la gara di interventi e cartellini. "Una partita fortemente condizionata dall'arbitraggio - è il commento più delicato di alcuni tifosi gialloblù fuori dallo stadio - se si fosse giocato contro il Lecce o la Spal sarebbe successo lo stesso?"

L'ANALISI DELLA ROSEA
Gazzetta: Manganiello? Decisioni corrette
16/09/2019 10:45
Sono state molte le polemiche per l'arbitraggio di Manganiello durante Verona-Milan. Ma non per la "Gazzetta dello Sport" che valuta sostanzialmente corretta la direzione di gara dell'arbitro di Pinerolo.

Questo il commento della Rosea: "Una partita complicata, piena di episodi difficili, resa più ostica dall’atteggiamento dei giocatori. L’espulsione diretta di Stepinski al 21’ del primo tempo cambia il volto della gara. L’attaccante del Verona colpisce Musacchio al volto con un’entrata da arti marziali: probabilmente non c’è cattiveria, sicuramente è un grave fallo di gioco. Tecnicamente, dunque, da rosso. Manganiello tira fuori il giallo, Orsato al Var decide di intervenire: chiamata al limite ma la decisione finale – espulsione – è corretta. Giusto anche concedere il rigore al Milan al 63’: il braccio con cui Gunter si oppone al tiro di Calhanoglu è troppo largo per restare impunito. All’83’ Orsato interviene di nuovo per segnalare a Manganiello la carica di Piatek su Silvestri: anche qui, chiamata al limite ma annullamento giusto. Finale concitato: al 93’ Manganiello, che giustamente ignora il precedente fuorigioco di due giocatori del Verona, assegna ai gialloblù punizione dal limite per la cintura di Calabria su Pessina, che cade in area. Decisione corretta, il Var ha valutato che il fallo è cominciato appena fuori. Non convince del tutto, invece, il rosso diretto per aver negato un’evidente occasione da rete".

FINISCE 0-1 PER IL MILAN
Un rigore di Piatek ferma un ottimo Hellas
15/09/2019 20:47
Finisce qui: vince il Milan 0-1 ma ottimo Verona che lotta in 10 e non meritava di perdere.

94’ La punizione di Veloso finisce sulla barriera. Il tiro successivo di Tutino finisce fuori di pochissimo.

93’ Espulso Calabria.

92’ Pessina è atterrato in area. Il pubblico vuole rigore, ma l’arbitro da’ solo una punizione dal limite. Sembrava fallo dentro l’area dagli spalti.

Solamente tre minuti di recupero. Nonostante Var e rigore. Il pubblico fischia.

88’ Il Milan tiene il vantaggio, non rischia solamente grazie alla superiorità numerica.

82’ Annullato gol al Milan per una carica di Piatek su Silvestri. Decisione del Var dopo l’iniziale convalida di Manganiello. Si rimane 0-1. Arbitro contestatissimo dal pubblico.

78’ Juric si gioca la doppia carta offensiva: Tutino e Di Carmine dentro per Rrahmani e Zaccagni

68’ GOL MILAN Piatek segna dal dischetto. Silvestri aveva intuito l’angolo ma la palla è stata calciata in maniera potente.

65’ Entra Pessina per Verre.

64’ Rigore per il Milan per un fallo di mano di Gunter in area.

60’ Il Verona risponde subito con Verre che colpisce il palo a botta sicura dentro l’area. Entusiasmo al Bentegodi: non si vedeva da tanto tempo un pubblico così caloroso dopo gli anni con Pecchia e Grosso.

58’ Lampo del Milan con Calabria: palo pieno del terzino destro.

55’ Il Milan spreca palloni su palloni e sbaglia anche passaggi orizzontali. Il Verona tiene anche in 10.

50’ L’Hellas ha iniziato da dove aveva finito. Aggressivo e compatto. Milan lento e prevedibile.

46’ Nel Milan entra l’ex gialloblù Rebic per Paqueta’

Parte la ripresa

Finisce qui il primo tempo: 0-0 tra Verona e Milan dopo 45 minuti. Partita condizionata dall’espulsione di Stepinski al 20’. Bel Verona fino a questo momento.

Un minuto di recupero

43’ Il Verona si difende ma non rinuncia alle ripartenze. Fischiato un fuorigioco dubbio a Lazovic. Il pubblico rumoreggia.

38’ Il Milan ora fa la partita, mantiene il possesso e chiude il Verona dentro l’area. L’Hellas comunque si difende bene.

33’ Il Milan ha preso coraggio grazie alla superiorità numerica: ci prova Suso da fuori con un tiro a giro. La palla si spegne sul fondo.

30’ Kessie ci prova da dentro l’area. Palla deviata.

28’ Grande occasione per il Verona: Verre sorprende la retroguardia rossonera e calcia potente verso la porta. La palla sfiora la traversa.

25’ Il Verona ora aspetta e si difende in maniera ordinata. Il Milan ha poche idee e confuse.

20’ Esordio amaro per Stepinski. Il polacco viene espulso per un fallo a gamba tesa su Musacchio. L’arbitro prima lo ammonisce poi, dopo consulto col Var, lo espelle. Verona in dieci.

18’ L’Hellas continua a tenere alta la pressione. Milan mai pericoloso fino ad ora.

13’ Buona azione in attacco per l’Hellas ma Stepinski sciupa tutto in area di rigore con un dribbling di troppo.

10’ Grande impatto sul match per la squadra di Juric. I gialloblù sono spinti dal pubblico.

7’ Ci prova Zaccagni con una rovesciata: Donnarumma respinge.

5’ Verona aggressivo e compatto. Bell’inizio per la squadra di Juric.

3’ Colpo di testa di Verre: palla alta.

Live

Sfida dal grande fascino al Bentegodi. Il Verona affronta il Milan nel posticipo della Serie A. Juric conferma il 3-4-2-1 con Rrahmani, Gunter e Kumbulla davanti a Silvestri. A centrocampo c’è Amrabat con Veloso, Faraoni e Lazovic. Davanti Stepinski con Verre e Zaccagni alle sue spalle.

Verona-Milan 0-1 (68’ Piatek su rig.)
Note: espulso Stepinski al 20’ e Calabria al 92’

Verona (3-4-2-1): Silvestri; Rrahmani, Kumbulla, Gunter; Faraoni, Amrabat, Veloso, Lazovic; Verre, Zaccagni; Stepinski. A disposizione: Berardi, Radunovic, Vitale, Henderson, Di Carmine, Pazzini, Danzi, Dawidowicz, Pessina, Empereur, Tutino, Adjapong. All.: Juric.

Milan (4-3-2-1): Donnarumma; Calabria, Musacchio, Romagnoli, Rodriguez; Kessie, Biglia, Calhanoglu; Suso, Castillejo; Piatek. A disposizione: Soncin, Donnarumma A., Bennacer, Bonaventura, Casillejo, Borini, Conti, Rafael Leao, Rebic, Hernandez, Krunic, Duarte.
All.: Giampaolo.

Arbitro: Gianluca Manganiello (sez. AIA di Pinerolo)
Assistenti: Pasquale De Meo (sez. AIA di Foggia), Luca Mondin (sez. AIA di Treviso).

FONTE: TGGialloBlu.it


RASSEGNA STAMPA
Corriere di Verona: "Macché buu razzisti a Kessié"
17.09.2019 09:51 di Antonio Parrotto Twitter: @AntonioParr8
Apertura del Corriere di Verona dedicata alle polemiche post Hellas Verona-Milan. "Macché buu razzisti a Kessié, solo fischi contro l’arbitro" scrive il quotidiano in prima pagina. Si accendono le code delle polemiche, attorno alla partita del Bentegodi tra Hellas e Milan, innescate dai cori rivolti a Franck Kessié. Ululati discriminatori, di natura razzista, che in molti giurano di aver sentitoripetutamente e che, dal capo opposto, altri sostengono di non aver avvertito. O meglio, che, se ci sono stati, sarebbero stati subissati dalla maggioranza del pubblico con fischi. La polemica prosegue.

SERIE A
Le pagelle di Stepinski: giustiziato dal VAR, rovina la gara
16.09.2019 13:15 di Andrea Losapio Twitter: @losapiotmw
Il suo è stato uno dei casi di mercato degli ultimi giorni. Mariusz Stepinski è passato dal Chievo Verona ai cugini dell'Hellas, per quasi cinque milioni di euro. Peccato che il suo esordio sia stato amaro, amarissimo. La sua partita dura ventuno minuti, il tempo di rischiare un giallo (arancione?) per un piede alto su Suso, poi prende il cartellino per la tacchettata in faccia a Musacchio. Il Var richiama l'arbitro e il rosso scatta immediato: lascia in dieci la propria squadra e rovina la gara un po' a tutti. Ampiamente insufficiente, pure se sfortunato.

Gazzetta dello Sport: 5
Corriere della Sera: 4,5
Corriere dello Sport: 4,5
Tuttosport: 5
TuttoMercatoWeb.com: 4

RASSEGNA STAMPA
Il Messaggero: "Piatek fa sorridere il Milan"
16.09.2019 09:09 di Mattia Verdorale
"Piatek fa sorridere il Milan". Questo il titolo a pagina 49 che Il Messaggero dedica alla vittoria del Milan contro l'Hellas Verona grazie al gol del suo numero nove: "A Verona il polacco trasforma un calcio di rigore, zittisce tutti e regala la seconda vittoria consecutiva a Giampaolo. Var protagonista: rosso a Stepinski e gol annullato al Pistolero. Il gruppo Louis Vuitton smentisce l'acquisto del club rossonero".

RASSEGNA STAMPA
La Stampa: "Si sblocca Piatek, Milan ringrazia. 3 punti con vista derby"
16.09.2019 08:58 di Mattia Verdorale
"Si sblocca Piatek, il Milan ringrazia. Tre punti con vista sul derby". Questo il titolo a pagina 34 che La Stampa dedica alla vittoria di ieri sera del Milan sull'Hellas Verona: "A Verona i rossoneri passano su rigore, ma il gioco voluto da Giampaolo ancora non decolla. Sabato sfida all'Inter capolista".

RASSEGNA STAMPA
La Stampa: "Si sblocca Piatek, Milan ringrazia. 3 punti con vista derby"
16.09.2019 08:58 di Mattia Verdorale
"Si sblocca Piatek, il Milan ringrazia. Tre punti con vista sul derby". Questo il titolo a pagina 34 che La Stampa dedica alla vittoria di ieri sera del Milan sull'Hellas Verona: "A Verona i rossoneri passano su rigore, ma il gioco voluto da Giampaolo ancora non decolla. Sabato sfida all'Inter capolista".

RASSEGNA STAMPA
Milan, QS in prima pagina su Piatek: "Scusate il ritardo"
16.09.2019 07:18 di Mattia Verdorale
"Scusate il ritardo". Questo il titolo con cui si apre l'odierna edizione del QS in edicola stamani. Il quotidiano scherza dedicando il titolo all'attaccante del Milan Piatek che ieri ha trovato il suo primo centro in Serie A: "Piatek segna dopo un digiuno di quattro mesi e il Milan vince a Verona".

Lotta scudetto - Spazio in taglio alto alla battaglia a distanza tra Antonio Conte e Maurizio Sarri: "L'interista infiamma la rivalità. Il tecnico nerazzurro: "Deve stare tranquillo, ora è dalla parte forte".

SERIE A
Milan ancora confusionario, ma Piatek si sblocca in vista del derby
16.09.2019 07:15 di Antonio Vitiello Twitter: @AntoVitiello
Bene il risultato, male la prestazione. La sintesi della partita del Milan in casa del Verona sta tuta qui. Una squadra che deve ancora individuare un vero e proprio sistema tattico di gioco, deve migliorare sotto l’aspetto della produzione offensiva, ma che ha portato a Milano tre punti pesantissimi grazie al rigore trasformato da Piatek nella ripresa. La rete del polacco è fondamentale per la classifica, per il morale della squadra in vista del derby e soprattutto per il giocatore, che si è sbloccato dopo 120 giorni di digiuno.

Ma c’è ancora tanto da lavorare e lo stesso allenatore l’ha ammesso senza problemi a fine partita: “Ci sono cose da migliorare ma la vittoria è positiva, ci aiuta a lavorare. Non nascondo la polvere sotto il tappeto, non mi nascondo dietro il risultato positivo, dico alla squadra quello che va migliorato", ha detto il tecnico rossonero dopo il successo contro l’Hellas.

Un Milan che deve ancora trovare identità di squadra, un filo logico da seguire. I nuovi dovranno integrarsi meglio perché col Verona non c’era nessun nuovo acquisto dal primo minuto. Bennacer nemmeno un minuto, Rebic solamente nella ripresa, mentre Leao continua a far panchina. Saranno risorse importanti per il resto del campionato però servirebbe un’accelerata nel processo d’integrazione di squadra. “Ci sono tante cose da migliorare e ci mancherebbe altro. Non ci sono squadre perfette a metà settembre", ha confessato l’allenatore rossonero. E tra cinque giorni arriva la partita più attesa della stagione.

RASSEGNA STAMPA
La Gazzetta dello Sport in apertura: "Pum pum che derby"
16.09.2019 07:03 di Sebastian Donzella
"Pum pum che derby", col pistolero polacco rossonero a esultare. Questa l'apertura odierna de La Gazzetta dello Sport, con una titolazione che continua così: "Piatek-gol e brividi. Milan: 1-0 al Verona. Contro i gialloblù in 10 il polacco si sblocca su rigore ed esulta zittendo le critiche. I rossoneri, con poche idee, soffrono fino alla fine. Ma sabato possono agganciare l'Inter".

Inter-Juve, la sfida continua - Oltre al derby di Milano c'è anche il derby d'Italia, questa volta giocato a distanza: "Quasi nemici. Sarri è in difficoltà. Conte alza la tensione. Juve-Inter già scotta. Dall'afa di Firenze a 'chi sta dalla parte forte'. I due continuano a non risparmiarsi stoccate", si legge nel taglio alto.

Granata per la vetta - Una capolista che non t'aspetti potrebbe far capolino questa sera: "Occasione Toro. Se batte il Lecce supera la Juve e resta in testa. Alle 20:45 il posticipo. Mazzarri: 'Il rinnovo è una formalità'", troviamo sempre nel taglio alto della Rosea.

SERIE A
Hellas, se tre indizi fanno una prova il Verona ha le carte in regola per la A
16.09.2019 00:20 di Ivan Cardia Twitter: @ivanfcardia
E sono tre. Indizi che fanno una prova. Gare che danno una conferma: il Verona di Ivan Juric può dire la sua, eccome, in questo campionato. Anche se è stato piazzato all'ultimo posto in qualsiasi griglia di partenza della nostra Serie A. Anche se stasera ha perso contro un Milan non proprio entusiasmante. Il pareggio col Bologna, la vittoria col Lecce, stasera la sconfitta, probabilmente immeritata, contro il Milan. Il prossimo impegno è da incubo, la Juve a Torino, ma quanto fatto vedere dagli scaligeri merita.

Kumbulla e Verre: sono loro le note più liete della serata. Il difensore albanese, classe '2000, continua a convincere; il centrocampista scuola Roma, sei anni in più, può trovare la ribalta che fin qui non ha avuto. In un trittico di partite non semplici, la truppa gialloblù ha messo in cascina una vittoria nello scontro diretto col Lecce e una prestazione gagliarda contro i rossoneri. Il percorso per rimanere in massima serie sarà lungo e accidentato, ma i presupposti fanno comunque ben sperare.

SERIE A
Il finale alternativo, il pari del Verona: Milan, ci sei andato troppo vicino
16.09.2019 00:10 di Ivan Cardia Twitter: @ivanfcardia
Clamoroso finale al Bentegodi: all'ultimo secondo il Verona agguanta il Milan. A segnare l'1-1 definitivo è, su calcio di punizione, Miguel Veloso. Fallo di Calabria su Pessina nel finale, rosso diretto per il terzino rossonero (Manganiello valuta l'episodio chiara occasione da gol). Non è rigore, ma punizione dal limite. Con Veloso in campo, però, sono dettagli: il portoghese disegna una traiettoria perfetta, Donnarumma vola ma non può nulla e la sfera gonfia la rete alle sue spalle.

Quel che leggete qui sopra è un romanzo che non si è svolto: il Milan ha battuto 1-0 il Verona. In un mondo parallelo, però, è andata così. Il Diavolo ha ricevuto pan per focaccia: non solo l'espulsione di Calabria a fare il paio con quella di Stepinski, ma anche il gol di Veloso su punizione a pareggiare quello di Piatek su rigore. Il karma riequilibrato, il pugnace Hellas di Juric che doma il soporifero Milan di Giampaolo. Quel che leggete qui sopra è un lavoro di fantasia, ma neanche troppo. Perché il Milan ha vinto, ma ci è andato pericolosamente (per se stesso) vicino.

Troppe incertezze. Dal primo minuto, Giampaolo manda in campo una formazione che è quella del Milan di Gattuso senza esserlo davvero. Paquetá è spedito in una terra di nessuno in cui lo stesso allenatore ha già dichiarato di non vederlo. Suso libero di fare quel che vuole a destra non per convinzione ma perché è l'unica collocazione in cui si esalti. E in questo momento è l'unico giocatore a poter esaltare il Milan. Biglia restituito alla regia nonostante la freschezza di Bennacer. Una serie di incertezze e contraddizioni: nel primo tempo dei rossoneri, che il tecnico comprensibilmente non vuole vedere bollato come "imbarazzante", l'unica cosa che funziona è la difesa. Cioè quel che già funzionava prima.

La cosa migliore è capire i propri errori. E di questo, a Giampaolo, va dato atto. L'inserimento di Rebic, il passaggio al tridente, sono passaggi giusti, lo concediamo al mister rossonero. Ma sono anche rimedi a errori pregressi. Il punto è trovare un piano di gioco che assecondi la squadra a disposizione, e crederci: le scosse di assestamento sono inevitabili, alla terza giornata non è certo il tempo delle bocciature e anzi gli esperimenti sono più che comprensibili. Il problema è che, in superiorità numerica per 70 minuti, il Milan è andato vicinissimo a quel finale inventato che leggete qualche riga più in alto. Soffrendo a Verona, contro una squadra inferiore negli undici (dieci) uomini in campo, ma schierata seguendo un'idea chiara, definita. Non è un dettaglio. E se basta questo, per mettere in difficoltà il Milan, la strada che i rossoneri di Giampaolo devono fare è ancora lunga.

SERIE A
Milan, la manovra parte dal basso: record di passaggi per Romagnoli
15.09.2019 23:28 di Ivan Cardia Twitter: @ivanfcardia
Un brutto Milan, un Alessio Romagnoli da record. Come evidenziato da Opta, infatti, il difensore centrale dei rossoneri ha portato a termine ben 95 passaggi nella vittoria dei rossoneri sul Verona. Un primato personale in carriera, per lui, migliorando quello da 92 passaggi nella partita contro l'Udinese, prima giornata di campionato. Un segnale, evidentemente, del fatto che Giampaolo voglia far partire la manovra dei suoi dal basso.

SERIE A
Hellas-Milan, i voti ai tecnici: risultato a parte, meglio Juric di Giampaolo
15.09.2019 23:23 di Ivan Cardia Twitter: @ivanfcardia
Un brutto Milan vince a Verona. 1-0, con fatica, su rigore, contro gli avversari in 10 per oltre un'ora di gioco. E le pagelle non possono che rispecchiare l'andamento di una gara in cui il risultato dice il contrario della prestazione.

IVAN JURIC 6,5 - Perde, ma non può essere certo colpa sua se dopo 20 minuti il suo centravanti, già avventato a inizio gara, decide di stampare una scarpa in faccia all'avversario. Aveva impostato bene la gara e lo conferma anche dopo l'espulsione del polacco, mettendo dieci uomini dietro la linea del pallone e ingabbiando il Milan. Un po' tardive le sostituzioni, ma almeno nel finale ci prova. Difficile chiedergli di più.

MARCO GIAMPAOLO 6 - Lui vince, ma il suo Milan non convince. Anzi: rossoneri lontanissimi dall'avere una manovra definita, un gioco non diciamo spumeggiante ma almeno guardabile. Verona è sempr Verona, e per la storia dei rossoneri è una sfida sempre complicata: delittuoso, però non approfittare di una gara giocata in superiorità numerica per 70 minuti. Deve decidersi sul trequartista: se non crede in Paquetá schierato in quella posizione, inutile perdere un tempo per provarci ancora. Corregge il tiro nella ripresa, allarga l'attacco e le cose vanno un po' meglio. La vittoria però arriva pur sempre su rigore, stentando non poco.

SERIE A
Le pagelle del Milan - Calha il migliore. Piatek freddo, pochi promossi
15.09.2019 23:09 di Ivan Cardia Twitter: @ivanfcardia

HELLAS VERONA-MILAN 0-1 (67' Piatek)

Donnarumma 6,5 - Finché la partita ha un senso per lui, cioè nei primissimi minuti, risponde presente. Poi, al netto della clamorosa occasione di Verre (palla alta, non può intervenire), resta a guardare i compagni giocare.

Calabria 5,5 - Mezzo voto in meno perché, anche se l'espulsione sembra fin troppo severa, nel finale rischia di rovinare una vittoria faticosamente ottenuta. Fin lì, tutto bene. Colpisce anche il palo da fuori.

Musacchio 6,5 - Suo malgrado, al ventesimo fa espellere Stepinski. Da lì in poi non ha un attaccante vero da marcare fino ai minuti finali.

Romagnoli 6 - Verre gli sfreccia accanto e non è poco, considerando che è l'unico vero pericolo per i suoi. Poi vive una serata di grande tranquillità.

Rodriguez 5.5 - Grande sofferenza in fase difensiva sulla corsa di Faraoni, anche lui viene sverniciato da Verre. E, come tutta la squadra, lì davanti non spinge quanto potrebbe, o dovrebbe.

Kessie 5,5 - Un pesce fuor d'acqua in un Milan sbilanciato nel primo tempo. Poi torna al vecchio vestito e le cose vanno meglio. Non di tantissimo, per lui e per gli altri.

Biglia 5 - Una ventata di naftalina rispetto al Bennacer visto prima della sosta contro il Brescia. Non dà velocità al gioco dei suoi, anzi. E soffre contro il centrocampo avversario.

Calhanoglu 6,5 - In avvio pare avere le slick ai piedi: nei primi minuti scivola più di una volta. Nel resto della gara è il migliore dei suoi, uno dei pochissimi ad andare sopra la sufficienza. Dal suo tiro nasce il rigore dell'1-0, da un suo tiro nasce il potenziale raddoppio, non convalidato a Piatek.

Suso 6 - Giampaolo gli restituisce la sua mattonella e lui non ne approfitta più di tanto. Il giochino è sempre lo stesso: quando gli riesce è pericoloso, ma stasera va a corrente alternata.

Paqueta 5 - Prima della sosta, Giampaolo aveva detto di non considerarlo un trequartista. Ci riprova, ma non funziona comunque. Il brasiliano resta ai margini della manovra, ed esce dopo 45 minuti. (Dal 46' Rebic 5,5 - Ha il merito di dare un senso all'attacco del Milan, e in fin dei conti fa più di Paquetà, ma stasera non sembrava volerci poi molto).

Piatek 6 - La sufficienza è un premio, perché il gol vittoria porta la sua firma. E perché anche tirare un rigore così bene come ha fatto lui, con tutta quella pressione addosso, non deve essere facile. Detto questo, non gioca una grandissima partita, anzi. Parecchio innervosito: basterà il gol di oggi a scrollarsi addosso la stizza per le critiche?

SERIE A
Le pagelle dell'Hellas - Stepinski rovina la gara, Verre sfiora un gol da urlo
15.09.2019 22:58 di Ivan Cardia Twitter: @ivanfcardia

HELLAS VERONA-MILAN 0-1 (67' Piatek)

Silvestri 6 - Nessun intervento da ricordare, ma poche incertezze. Rischia soltanto sul raddoppio non convalidato a Piatek. D'altra parte, seppur in due tempi, aveva comunque tenuto la palla.

Rrahmani 6,5 - Bella prova del kosovaro. Forse a sorpresa, non vive di certo una serata difficile contro l'asfittico attacco milanista, ma si impone con anticipi e begli interventi. Qualche difficoltà in più su Rebic, è comunque promosso. (Dal 79' Tutino s.v.)

Kumbulla 7 - Vale il discorso fatto sopra per la pochezza degli avanti rossoneri. Annulla Piatek: il polacco non sarà al meglio, ma per un classe 2000 non è certo cosa da poco.

Gunter 5 - Più goffo che altro, di fatto condanna i suoi con quello sciagurato tocco di mano sul tiro di Calhanoglu. Dalle sue parti agisce Suso, l'unico vagamente in palla tra gli avversari.

Faraoni 6,5 - Parte molto bene, e sulla fascia svernicia un paio di volte Rodriguez. Cala comprensibilmente col passare dei minuti, stanco come tutti i suoi compagni.

Amrabat 5,5 - Fa legna, anche discretamente. Alla voce qualità, almeno per stasera, bisogna cercare altrove.

Veloso 6 - Tiene le fila di una mediana che, nei due uomini centrali, ha inevitabilmente qualche difficoltà contro i tre di Giampaolo. Nel finale ha l'occasione per cambiare la storia della serata: dal suo sinistro ci aspettiamo di più.

Lazovic 6 - La catena di destra è l'unica cosa del Milan che funzioni stasera, più o meno. Quindi un po' soffre, e non spinge come può. Vale il discorso relativo a un Verona in 10 per 70 minuti. E sicuramente merita una piena sufficienza.

Zaccagni 6 - Partenza sprint, poi il comandamento unico è quello di essere il primo avamposto difensivo contro il Milan. Rispetto al compagno qui sotto, qualcosa in meno. (Dal 78' Di Carmine s.v.)

Verre 6,5 - Avesse segnato il gol che sfiora nel primo tempo, sarebbe venuto giù lo stadio. Controllo sontuoso, botta troppo potente per centrare la porta. È il primo a rendersi pericoloso, con l'espulsione di Stepinski diventa l'unico riferimento offensivo dei suoi. Nella ripresa colpisce anche il palo. (Dal 66' Pessina 6 - La cosa migliore la fa all'ultimo secondo, quando fa a due centimetri dal conquistarsi il rigore che avrebbe potuto portare al pareggio).

Stepinski 4 - Rischia subito, col piede alto su Suso. Replica dopo venti minuti, rifilando una scarpata (non volontaria di per sè, ma pericolosa) in faccia a Musacchio. L'arbitro lo ammonisce, poi il VAR lo richiama e ne nasce un'espulsione praticamente immediata. Risultato: con la gara tutta da giocare, lascia i compagni in dieci uomini.

SERIE A
Milan espugna Verona, ma che fatica: 1-0, decide Piatek. Espulso Calabria
15.09.2019 22:45 di Ivan Cardia Twitter: @ivanfcardia
Il Milan vince ancora, batte l'Hellas e sale a sei punti in classifica, ma fa una fatica tremenda per espugnare il Bentegodi. Finisce 1-0, con gol di Krzysztof Piatek, che si sblocca su rigore. Grande protagonista, suo malgrado, l'arbitro Manganiello: al 20' è costretto a sventolare il cartellino rosso in faccia a Stepinski. È un episodio che cambia la partita, perché da lì in poi il Verona non può che difendersi. Ai ragazzi di Ivan Juric riesce bene, anche perché quelli di Marco Giampaolo stentano a livello di manovra. Il tecnico rossonero, partito con un 4-3-2-1 asimmetrico, ci prova sparigliando le carte dopo l'intervallo (Ante Rebic esordisce al posto di Paquetà), ma la mossa dà frutti limitati sotto il profilo del gioco. L'altro episodio decisivo è il rigore, causato da Gunter per fallo di mano su tiro di Calhanoglu: dal dischetto si presenta appunto Piatek, freddo e chirurgico nella trasformazione. Nel finale, brivido per il Milan: fallo di Calabria su Pessina, rosso per il terzino e punizione dalla lunetta affidata a Miguel Veloso. Il tiro del portoghese si stampa sulla barriera e finisce così. 1-0 per il Milan, onore delle armi a un Verona che non vince, anzi perde, ma tutto sommato convince più degli ospiti.

STEPINSKI TITOLARE. GIAMPAOLO SI AFFIDA AI "VECCHI" -
Negli scaligeri la novità di formazione è la presenza di Stepinski, centravanti arrivato dal Chievo, sin dal primo minuto. Alle sue spalle preferito Zaccagni a Henderson con Verre. Giampaolo, invece, sorprende non poco: chi si aspettava Bennacer in regia trova Biglia, mentre sulla trequarti va Paquetà (non è un trequartista, ha detto prima della sosta il tecnico) con Suso decentrato a destra e Piatek come terminale offensivo. In pratica, l'undici di partenza rossonero è lo stesso di Gattuso nella parte finale della scorsa stagione, con gli ovvi distinguo tattici.

AVVIO A RITMO ALTO -
Si parte subito, senza studiarsi troppo. Il via alle danze lo dà il Verona, nello specifico Verre che di testa devia un bel cross di Faraoni dalla destra. Palla alta. Poi risponde il Milan: Piatek combina con Suso e arriva al tiro da fuori. Deviazione, palla in corner. Interventi incrociati: al 5' Silvestri esce malino ma se la cava; all'8' Donnarumma è bravo due volte, prima in anticipo su Stepinski e poi sulla rovesciata di Zaccagni.

STEPINSKI LA COMBINA GROSSA -
Al ventesimo, il centravanti polacco inguaia Juric e i suoi compagni. Già nei primissimi minuti aveva alzato troppo la gamba in un contrasto con Suso, rischiando di colpire l'avversario. Al 20' l'ex Chievo ripete lo stesso gesto su Musacchio. Tacchetti praticamente in faccia al difensore argentino: inizialmente il direttore di gara estrae il cartellino giallo. Poi, richiamato al VAR e rivista l'azione al monitor, lo converte in rosso. Fuori dopo 20 minuti: se il Verona aveva iniziato bene, da questo momento tutto si fa più complicato, in dieci contro undici per oltre un'ora di gioco.

JURIC PARCHEGGIA IL BUS, MA FA PAURA AL MILAN -
I veneti, a quel punto, fanno l'unica cosa sensata: dieci uomini dietro la linea del pallone e uniche trame offensive affidate alle ripartenze. Funziona, se consideriamo che al 28' un lancio lungo pesca Verre alle spalle della difesa rossonera. Controllo da mostrare nelle scuole calcio, un palleggio al volo, ma tiro impreciso e occasione sciupata. È l'ultima scossa di un primo tempo ben oltre i limiti della noia: il piano di Juric funziona, il Milan resta ingabbiato e non riesce a creare alcunché.

FUORI PAQUETA, DENTRO REBIC -
Nell'intervallo, Giampaolo decreta la fine dell'esperimento tattico: basta col 4-3-2-1 asimmetrico, basta con Paquetà trequartista, peraltro già bocciato a parole prima della sosta dal tecnico abruzzese. Che butta dentro Rebic e vira al 4-3-3, con l'obiettivo di dare un senso al suo Milan, fin qui ben poco convincente.

CHI HA FATTO PALO? -
Anche col tridente, la sensazione è che ci sia parecchio lavoro da fare, per il mister del Diavolo. Però gli ospiti alzano il ritmo, e qualche guizzo Rebic lo offre. Doppio palo all'ora di gioco: il primo è del Milan, che lo coglie con Calabria dalla distanza. Il secondo del Verona: è ancora Verre l'uomo in più per Rebic, arrivando tempestivo sul bel cross di Veloso.

PIATEK SI SBLOCCA SU RIGORE -
L'altro evento clou della gara vede protagonista ancora l'arbitro. Calhanoglu cerca la porta e trova la mano di Gunter: braccio staccato dal corpo, rigore inevitabile. Dal dischetto si presenta Piatek: nonostante le provocazioni di Silvestri, il polacco spara un missile incrociato che il portiere del Verona può solo sfiorare. Finisce così un digiuno che durava dalla penultima giornata dello scorso campionato, il 9 del Milan trova la sua prima rete stagionale e soprattutto porta in vantaggio i rossoneri.

DUE PUNTE ALL'IMPROVVISO -
In svantaggio, non solo di uomini, ma anche di risultato, a Juric non resta che cambiare il proprio piano di gioco. Fuori Rrahmani e Zaccagni, dentro Di Carmine e Tutino: da zero a due punte in un minuto, per provare a bucare un Milan che conduce senza fare cose dell'altro mondo.

ANCORA PIATEK, ANZI NO -
Dopo il primo gol, il centravanti ex Genoa segnerebbe anche il secondo, ma il 2-0 non è convalidato da Manganiello, aiutato ancora dal VAR. Di nuovo protagonista Calhanoglu: botta da fuori del turco, Silvestri controlla in due tempi. L'irruente scivolata del centravanti rossonero fa sfuggire la sfera alle mani del portiere e la fa carambolare in rete. L'arbitro dapprima sembra intenzionato a convalidare, poi approfitta del monitor in campo e ravvisa la netta carica di Piatek ai danni dell'estremo difensore: decisione inevitabile, la gara resta sull'1-0 in favore dei rossoneri.

BRIVIDO FINALE, ROSSO CALABRIA -
Ultimo scossone, e ultimo intervento dell'arbitro, nel finale. Fallo di Calabria su Pessina, autore di una bella giocata: Manganiello sventola il rosso al terzino rossonero, reo di aver fermato una chiara occasione da gol. Sembra rigore, è punizione dalla lunetta. Sul pallone va Veloso, il cui pallone si stampa sulla barriera. Finisce così: due espulsi, un gol su rigore. Vince il Milan.

Il tabellino
HELLAS VERONA-MILAN 0-1
(67' Piatek)

Ammoniti: 39' Veloso, 64' Gunter, 74' Amrabat, 85' Silvestri nell'Hellas Verona. 25' Piatek, 34' Paquet, 86' Rebic nel Milan.
Espulsi: 20' Stepinski nell'Hellas Verona, 90'+ 3 Calabria nel Milan.

HELLAS VERONA (3-4-2-1): Silvestri; Rrahmani (79' Tutino), Kumbulla, Gunter; Faraoni, Amrabat, Veloso, Lazovic; Zaccagni (78' Di Carmine), Verre (66' Pessina); Stepinski.
Allenatore: Ivan Juric.
MILAN (4-3-2-1): Donnarumma; Calabria, Musacchio, Romagnoli, Rodriguez; Kessié, Biglia, Calhanoglu; Suso, Paquetá (46' Rebic); Piatek. Allenatore: Marco Giampaolo.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


13.09.2019
Hellas, riposizionata la targa al Maffei distrutta nel 2017
La targa fuori dal Maffei (Fotoexpress)

«Correva l'anno di grazia 1903 quando, nelle aule del Liceo Maffei, nacque e prese forma un'idea destinata a lasciare un profondo segno nella storia della città di Verona. Un gruppo di giovani studenti ispirati dal professor Decio Corubolo e dal conte Carlo Fratta Pasini, diede inizio alla gloriosa e ultracentenaria epopea dell'"Hellas", culminata il 12 maggio 1985 con la conquista del campionato italiano di calcio di serie A».

È il testo inciso sulla targa che in via Ponte Pietra, davanti al liceo classico Scipione Maffei, celebra insieme la storia dell'Hellas Verona e quella della scuola fondata nella Repubblica italiana napoleonica, dove il club gialloblù ebbe i natali.

Era stata inaugurata nel 2010, ma due anni fa, pare per delle raffiche di vento forte, cadde e si ruppe. Ora è stata rimessa al suo posto dopo l'intervento comunale ed è tornata a raccontare un pezzo significativo della storia della nostra città.

Riccardo Verzè

FONTE: LArena.it


HELLAS VERONA FC - NOTA DEL CLUB
16/SETTEMBRE/2019 - 15:30
Verona – Hellas Verona FC, in riferimento a quanto riportato oggi sul profilo Twitter del Club, precisa che non si è trattato affatto di una presa di posizione finalizzata a sottovalutare eventuali comportamenti discriminatori che in alcune occasioni si manifestano su diversi campi di gioco. Ciò in quanto abbiamo sempre fermamente stigmatizzato e condannato tali episodi, impegnandoci direttamente con varie iniziative a fronteggiarli ed a combatterli, per quanto possibile e di nostra competenza. Ciò premesso, riteniamo quindi fosse semplicemente per noi doveroso sottolineare che, a fronte di alcune infondate notizie, salvo sonore bordate di fischi e disappunto generale del pubblico relative ad alcuni discussi episodi di gioco durante la gara, non sono stati da noi avvertiti né percepiti presunti cori nei confronti del calciatore avversario Kessie. Fermo restando che, ribadiamo ancora una volta, saremo sempre fermi nel condannare ogni eventuale comportamento scorretto dovesse verificarsi in futuro e ciò con spirito collaborativo e con la sensibilità che ci appartiene.

SERIE A TIM: HELLAS VERONA-MILAN 0-1
15/SETTEMBRE/2019 - 19:50
Verona - Le formazioni ufficiali di Hellas Verona-Milan, 3a giornata della Serie A TIM 2019/20, in programma domenica 15 settembre (ore 20.45) allo stadio Bentegodi.

HELLAS VERONA-MILAN 0-1
Marcatore: 23' st Piatek.


Grazie per avere seguito con noi la diretta di questo match, arrivederci alle prossime partite del campionato di Serie A.

Seconda vittoria consecutiva per il MIlan che si porta a quota sei punti e mette nel mirino il derby di sabato sera contro la capolista Inter mentre il Verona, questa sera protagonista di una partita di grande carattere, sarà impegnata nella trasferta di Torino contro la Juventus.

Successo esterno del MIlan che espugna il Bentegodi grazie al rigore di Piatek trasformato nel corso della ripresa. Verona che resta in 10 uomini già nel primo tempo per l'espulsione di Stepinski ma che, nella prima frazione, controlla senza troppi problemi la pressione rossonera; nella ripresa i pali di Calabria e Verre fanno da preludio al rigore di Piatek che sblocca la partita e regala il successo ai rossoneri.

Finisce qui, Verona-Milan 0-1.
90+8' Tiro di Veloso che si infrange sulla barriera, sulla ribattuta conclusione potente di Lazovic che termina di poco a lato.
90+7' Finale molto confuso al Bentegodi con Veloso sul punto di battuta che si incaricherà della conclusione in porta.
90+6' Calcio di punizione dal limite dell'area per il Verona, partita che presumibilmente si chiuderà dopo questo calcio piazzato.
90+4' Cartellino rosso diretto per Calabria autore di un fallo su Pessina al limite dell'area di rigore.
90+2' Lancio di Amrabat a cercare Tutino, allontana Romagnoli. Ultimi scampoli di partita.
90' Tre minuti di recupero.
87' Verona che cerca di chiudere in attacco alla ricerca del pari dopo il gol annullato a Piatek che tiene aperta la partita.
86' Cartellino giallo a Rebic per gioco falloso.
85' Cartellino giallo a Silvestri per proteste.
84' Manganiello consulta il VAR e annulla la rete del raddoppio di Piatek che aveva approfittato di una respinta corta di Silvestri su tiro di Calhanoglu e aveva depositato in rete caricando irregolarmente il portiere di casa.
80' Sponda aerea di DI Carmine per Tutino che lanciato in campo aperto non impatta bene la sfera. Verona ora più presente in fase offensiva dopo le sostituzioni operate da Juric.
79' Sostituzione per il Verona entra Tutino esce Rrahmani.
79' Sostituzione per il Verona entra Di Carmine esce Zaccagni.
77' Ritmi ora decisamente bassi col Milan che sembra accontentarsi della gestione della sfera.
75' Calcio piazzato di Calhanoglu da posizione defilata che Silvestri allontana coi pugni, non riesce però a ripartire la squadra di Juric.
74' Cartellino giallo per Amrabat autore di un intervento falloso su Rebic.
72' Fuorigioco di Lazovic imbeccato da Veloso sulla fascia sinistra, riparte il Milan.
70' Milan che sblocca il match e continua a gestire la sfera alla ricerca del gol della sicurezza.
68' GOL! Verona-MILAN 0-1! Rete di Piatek. Trasformazione perfetta del polacco che incrocia e non lascia scampo a Silvestri che indovina l'angolo ma non può arrivare sulla potente conclusione.
67' Sostituzione per il Verona entra Pessina esce Verre.
64' Cartellino giallo per Gunter autore del fallo di mano che ha generato il rigore per il Milan.
64' Calcio di rigore per il Milan! Combinazione nello stretto tra Calhanoglu e Piatek che porta il turco alla conclusione, braccio largo di Gunter e massima punizione accordata da Manganiello ai rossoneri.
62' Fase incandescente del match col Milan che prova ad alzare il ritmo nonostante un Verona sempre aggressivo e attento.
60' Palo del Verona! Veloso recupera palla in zona offensiva e serve Lazovic, cross sul secondo palo per Verre che calcia di prima intenzione ma colpisce il palo alla sinistra di Donnarumma.
57' Palo del MIlan! Cross di Rebic allontanato dalla difesa veneta sui piedi di Calabria che raccoglie al limite dell'area e lascia partire una conclusione che si stampa sul legno alla destra di Silvestri.
56' Suso scodella sul secondo palo per Rebic che taglia dietro Faraoni, gioco però fermo per un fallo del croato sull'ex Inter ed Udinese.
54' Suso cerca il cross a centro area, allontana Lazovic ma Milan che ora attacca a testa bassa.
52' Fallo di Calhanoglu su Verre che allenta la pressione rossonera.
50' Non cambia il copione del match in questi primi minuti della ripresa, Milan a fare la partita e Verona arroccato nella propria trequarti.
48' Squillo di Suso che si accentra e dal limite dell'area cerca il palo lontano, si tuffa Silvestri ma pallone abbondantemente largo.
47' Esordio di Rebic che, in queste prime battute, si colloca largo a sinistra nel tridente di Giampaolo.
46' Inizia la ripresa col primo pallone giocato dai rossoneri.
46' Sostituzione per il Milan entra Rebic esce Paquetà.

Milan che ha bisogno di alzare il ritmo e cercare anche la conclusione dala distanza visto il baricentro molto basso dei padroni di casa che, invece, saranno chiamati ad un secondo tempo molto dispendioso dal punto di vista fisico e tattico.

Primo tempo a reti bianche tra le due squadre; padroni di casa vicini al gol con Verre ma costretti in dieci uomini per l'espulsione di Stepinski mentre il Milan, nonostante il forcing e il lungo possesso palla, non è stato mai davvero pericoloso dalle parti di Silvestri.
Int.
Finisce il primo tempo, Verona-Milan 0-0.
45' Un minuto di recupero.
43' Prezioso calcio di punizione guadagnato da Verre nella propria metà campo, alza un po' il baricentro la linea difensiva di Juric.
41' Kessié recupera un pallone vagante in area e guadagna un corner, il seguente calcio d'angolo di Paquetà è però bloccato da Silvestri in presa.
39' Cartellino giallo per Veloso autore di un fallo tattico su Paquetà.
38' Cross di destro di Suso che soprende Paquetà e Piatek, pallone che si perde in fallo laterale.
37' Si difende come può il Verona costretta a difendersi negli ultimi 30 metri.
35' Cartellino giallo per Paquetà autore di un intervento falloso su Zaccagni.
34' Lunga rete di passaggi dei rossoneri che, fino a questo momento, si sviluppa troppo lentamente per impensierire il pacchetto arretrato di Juric.
32' Spunto di Suso che si accentra e dai 20 metri cerca la conclusione mancina sul secondo palo, pallone abbondantemente fuori bersaglio.
30' Manovra avvolgente del MIlan che termina con Calabria che libera Kessié in area, conclusione dell'ivoriano ribattuta in corner dal muro veneto.
28' Occasione per il Verona! Lancio di Rrahmani per Verre che, poco fuori l'area di rigore, controlla al volo e calcia di potenza, pallone di poco alto ma ottimo gesto tecnico del 14 di casa.
26' Partita che si scalda col pubblico di casa che cerca di supportare il Verona a gran voce.
24' Cartellino giallo per Piatek autore di una sbracciata fallosa su Faraoni.
23' Partita in salita per la squadra di Juric costretta a giocare in 10 uomini per il resto del match.
21' Cartellino rosso per Stepinski con Manganiello che cambia la sanzione dopo il contributo del VAR.
20' Manganiello viene chiamato al VAR per valutare un intervento falloso in gioco pericoloso di Stepinski su Musacchio dopo che inizialmente l'arbitro aveva mostrato il cartellino giallo al numero 9 del Verona.
18' Buon ritmo al Bentegodi col risultato però sempre fermo sullo zero a zero.
16' Calcio piazzato di Suso indirizzato sul primo palo ed allontanato da Lazovic ben appostato in area.
15' Calcio di punizione guadagnato da Paquetà al limite dell'area di rigore ma in zona laterale, salgono le torri rossonere.
13' Contropiede del Verona che Stepinski sciupa per un errato controllo del pallone in area di rigore.
12' Faraoni cerca la verticalizzazione per Stepinski ma è attento Romagnoli in anticipo a sventare la minaccia e far ripartire i suoi.
10' Prova a gestire il possesso palla la squadra rossonera anche se il Verona non concede spazi e gioca con aggressività in mediana.
8' Cross di Faraoni allontanato da Donnarumma sui piedi di Zaccagni, prova l'acrobazia il 20 veneto ma è attento il portiere rossonero che blocca la sfera.
6' Corner di Calhanoglu che mette in difficoltà Silvestri non perfetto in uscita, allontana Veloso lesto a liberare l'area di rigore.
4' Suso per Piatek che controlla al limite dell'area e calcia verso la porta, tiro rimpallato in corner dalla difesa veneta.
2' Discesa di Faraoni sulla fascia destra e cross al centro per Verre che stacca bene ma non trova lo specchio della porta.

Inizia il posticipo del Bentegodi, primo pallone giocato dal Verona.

Le squadre completano il riscaldamento e rientrano negli spogliatoi. Pochi minuti al fischio d'inizio del signor Manganiello.

Giampaolo rilancia Biglia in cabina di regia con Calhanoglu e Kessie a completare il reparto; in attacco panchina per Castillejo e fiducia a Piatek supportato da Suso e Paquetà che avanza il suo raggio d'azione. Nessuna sorpresa nel reparto arretrato con la coppia centrale titolare formata da Musacchio e Romagnoli.

Juric conferma la formazione corsara a Lecce con le novità di Stepinski al posto di Tutino al centro dell'attacco e Verre che con Zaccagni agiranno a sostegno dell'ex Chievo. Linea difensiva a tre guidata da Kumbulla e chiavi del centrocampo affidate a Veloso supportato da Amrabat.

Il MIlan si schiera con un 4-3-2-1: Donnarumma - Calabria, Musacchio, Romagnoli, Rodriguez - Kessie, Biglia, Calhanoglu - Paquetà, Suso - Piatek. A disposizione: A.Donnarumma, Soncin, Conti, Duarte, Hernandez, Bennacer, Bonaventura, Krunic, Borini, Castillejo, Leao, Rebic.

Formazioni ufficiali e Verona in campo col 3-4-2-1: Silvestri - Rrahmani, Kumbulla, Gunter - Faraoni, Amrabat, Veloso, Lazovic - Verre, Zaccagni - Stepinski. A disposizione: Berardi, Radunovic,Vitale, Henderson, Di Carmine, Pazzini, Danzi, Dawidowicz, Pessina, Empereur, Tutino, Adjapong.

Partita del Bentegodi molto importante per il Milan che, reduce dalla vittoria sul Brescia del turno scorso e dal KO di Udine al debutto, cerca continuità di gioco e risultati; il Verona invece, grazie al pari casalingo col Bologna e il successo esterno di Lecce, attende i rossoneri con quattro punti in classifica e il giusto entusiasmo per sovvertire il pronostico.

Benvenuti alla diretta del match tra Verona e Milan, posticipo domenicale della terza giornata del campionato di Serie A.


HELLAS VERONA: Silvestri, Rrahmani (dal 34' st Tutino), Kumbulla, Gunter, Faraoni, Amrabat, Veloso, Lazovic, Verre (dal 20' st Pessina), Zaccagni (dal 34' st Di Carmine), Stepinski.
A disposizione: Berardi, Radunovic, Vitale, Henderson, Pazzini, Danzi, Dawidowicz, Empereur, Adjapong.
All.: Juric.

MILAN: Donnarumma G., Calabria, Suso, Piatek, Calhanoglu, Romagnoli, Biglia, Musacchio, Paquetà (dal 1' st Rebic), Rodriguez, Kessie.
A disposizione: Soncin, Donnarumma A., Bennacer, Bonaventura, Casillejo, Borini, Conti, Rafael Leao, Hernandez, Krunic, Duarte.
All.: Giampaolo.

Arbitro: Gianluca Manganiello (sez. AIA di Pinerolo)
Assistenti: Pasquale De Meo (sez. AIA di Foggia), Luca Mondin (sez. AIA di Treviso).

NOTE. Espulso: al 20' pt Stepinski, dal 48' st Calabria. Ammoniti: Piatek, Paquetà, Veloso, Gunter, Amrabat, Silvestri, Rebic. Spettatori: 24.363.

PRIMAVERA: CREMONESE-HELLAS VERONA 0-1
14/SETTEMBRE/2019 - 16:00
Cremona - Vittoria spettacolare della Primavera all'esordio in campionato. Gara combatutta, contro una Cremonese pericolosa sopratutto in contropiede e che nel finale stava per portare a casa il risultato. L'Hellas però ha dimostrato compattezza, coraggio nello spingersi in zona gol fino all'ultimo degli 8' di recupero concessi dal direttore di gara. Coraggio premiato con un gol di Sane, che firma la prima rete stagionale gialloblù e regala tre punti importantissimi che concedono al gruppo di partire col sorriso in volto. Ottima anche la prova di Felippe a centrocampo, superlativo nel garantire palleggio e fluidità alla manovra. L'Hellas guarda ora all'esordio in casa contro la SPAL, per continuare sulla scia positiva inagurata con la prima trasferta stagionale.

CREMONESE-HELLAS VERONA 0-1
Marcatore: 51' st Sane.


SECONDO TEMPO
54' Finisce qui! Vince l'Hellas quando sembrava scritto lo 0-0. Sane decisivo, è suo il primo gol gialloblù della stagione
51' GOOL! Vantaggio Hellas a 3' dalla fine, ci ha pensato Sane! Brandi serve il 9 sulla destra che incrocia sul palo opposto con una conclusione terra aria imprendibile.
45' Saran ben 8 i minuti di recupero
40' Gol annullato a Bingo, Cremonese pericolosa in questo frangente
34' Ciezkowski resta in campo con una vistosa fasciatura e salva sulla linea un pallone insidiosissimo. Terzo intervento decisivo per lui!
30' Gioco ancora fermo. Contrasto duro in area tra un giocatore della Cremonese e Ciezkowski
27' Padroni di casa ancora vicino al gol con Kadjo, questa volta servito da Spino. Colpo di testa alto non di molto
18' Gioco fermo da un paio di minuti. Problemi con la bandierina di uno degli assistenti di gara
15' Cremonese pericolosa con Kadjo, che calcia alto col destro dal limite del'area
11' Sane ad un passo dal gol del vantaggio. Sinistro potente dall'interno dell'area, deviato in calcio d'angolo
2' Intervento pazzesco di Ciezkowski su Bertazzoli! Salvataggio decisivo del portiere gialloblù su un tiro a botta sicura da pochi passi
1' Via col secondo tempo

PRIMO TEMPO
47' Finisce qui il primo tempo, dopo 2' di recupero. 0-0 per ora
46' Super, super intervento di Ciezkowski su una punizione ben calciata da Spini
34' Ancora Felippe! Sinistro morbidissimo dal limite dell'aera che si stampa sul palo. Hellas ad un passo dall'1-0
30' Cosa ha provato Felippe! Tiro da centrocampo a scavalcare il portiere, con la sfera che esce di poco sopra la traversa
25' Cesco è costretto a chiedere il cambio, probabile infortunio al ginocchio per il centrale difensivo. Al suo posto Dal Cortivo
23' Spingono forte adesso i ragazzi di mister Corrent. Jemal col sinistro sfiora il palo dall'interno dell'area
21' Altra occasione per i gialloblù, questa volta con Amayah che di testa trova l'intervento decisivo di De Bono
18' Ripartenza pericolosa dell'Hellas, con Yeboah che serve Sane al centro aerea. Il 9 di poco non arriva sul pallone
10' Primi dieci minuti di gara a ritmi elevati, ma senza chiare occasioni da gol
1' Partiti


CREMONESE: De Bono, Cerri, Perotta, Cella, Bignami, Xohxa, Girelli, Crivella (44' st Pederzoli), Emche (dal 1' st Kadjo), Spini, Bertazzoli (dal 22' st Bingo).
A disposizione: Scarduzio, Battini, Bia, Quaranta, Lamanna, Parmiggiani, Ghisolfi, Salami.
All.: Lucchini.

HELLAS VERONA: Ciezkowski, Bernardinello, Udogie, Costa Cesco (dal 26' st Dal Cortivo), Felippe, Calabrese, Amayah (dal 25' st Jocic), Brandi, Sane, Jemal (dal 10' st Turra), Yeboah.
A disposizione: Aznar, Montanari, Gresele, Bracelli, Agbugui, Squarzoni, Pierobon Zingertas, Nicolau.
All.: Corrent.

Arbitro: Caldera (Sez. AIA Como)
Assistenti: Marchetti (Sez. AIA Trento) e Collavo (Sez. AIA Treviso)

NOTE. Ammoniti: Cella, Calabrese.

FONTE: HellasVerona.it




[OFFTOPIC] +   -   =
CASSANO ci riprova e a 37 anni si iscrive al corso di Direttore Sportivo...
TS: "Cassano, ancora un effetto speciale. Si iscrive al corso di direttore sportivo"
14.09.2019 10:00 di Anna Vuerich
Fonte: TuttoSport
Antonio Cassano sa come far parlare di sè e oggi è tornato protagonista sui giornali con una nuova avventura: "Fantantonio" si è iscritto al corso Figc per diventare direttore sportivo.
Lunedì cominceranno le lezioni e lui, a 37 anni, tornerà a sedersi sui banchi di scuola per imparare un nuovo mestiere "dopo che nelle ultime due stagioni aveva sostanzialmente rifiutato la possibilità di tornare in campo", commenta TuttoSport.
La "cassanata" che tutti ricordano a Verona, e non solo, è stato il tira e molla avvenuto pochi anni fa. Le maglie con il suo nome erano già state stampate (e comprate da qualcuno) ma poi era arrivato il dietrofront: Cassano non avrebbe più vestito il gialloblù.
Il talento napoletano ora potrebbe avere un futuro come diesse, "se riuscirà a seguire le quasi 150 ore di corso", specifica il quotidiano sportivo.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com

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