#VeronaSampdoria in anteprima: Dopo sei giornate la Serie A 'festeggia' un singolare record, mai le neopromosse erano state tutte fuori dalla zona retrocessione prima! Al VERONA è difficile segnare e questo è fondamentale ma bisogna trovare concretezza davanti nello scontro diretto con la SAMP...


#VeronaSampdoria +   -   =

La buona notizia è che segnare al VERONA di JURIĆ è stato maledettamente difficile sin qui anche per la JUVE dei marziani e che su azione si sono presi solo 2 gol (di cui uno a causa di una sfortunata deviazione di GUENTER che ha spiazzato SILVESTRI proprio con i bianconeri) sul totale dei 5 incassati come le Zebre e l'UDINESE peggio solo dell'INTER capoclassifica e della LAZIO e questo è un gran bel segnale perchè avere una fase difensiva organizzata e compatta è fondamentale per ragrannellare punti salvezza.
Anche la capricciosa dea bendata ha cominciato a guardare all'HELLAS più favorevolmente: Dopo i 6 legni colti dai gialloblù è arrivato al 'Sardegna Arena' quello preso da ROG e un gol (peraltro meritato) regalato dagli avversari, episodi senza i quali il pari non sarebbe giunto mai e qui arriviamo alle note dolenti perchè gli scaligeri non sono affatto concreti sottoporta e a causa di questo sono stati almeno 4 o 5 i punti concessi sin qui alle dirette concorrenti.

Forse con un TONI davanti questa squadra sarebbe a ridosso delle prime? Forse sì o magari no anche perchè non è detto che le caratteristiche di Luca si sarebbero poi magari sposate con la tattica dell'allenatore croato...
Personalmente non mi piace rimpiangere e recriminare, preferisco guardare al futuro e alle cose positive (bello ad esempio l'impatto del ragazzino SALCEDO) che ci portano direttamente al prossimo match contro la SAMP che ha speso molto di più dei gialloblù eppure è all'ultimo posto in classifica ancora in cerca di un'identità con un bravo tecnico qual'è DI FRANCESCO: Conserviamo le nostre caratteristiche e continuiamo a 'mangiare l'erba', i conti li faremo alla fine (e in ogni caso ricordiamo che dopo anni di umiliazioni questa situazione che ha fatto ri-innamorare la piazza ai suoi colori è una gran bella cosa).

Precedenti
0 a 0 ricco di emozioni (e purtroppo anche di false speranze) il 21 Settembre 2017 data dell'ultimo match tra VERONA e SAMP al Bentegodi mentre prima di allora, l'8 Dicembre 2014, furono i blucerchiati ad ottenere la vittoria col gol di EDER (temporaneamente pareggiato da quello di TONI) seguito da quelli di OKAKA e GABBIADINI.
Andò molto meglio nel 2013 col VERONA 'sbarazzino' tornato in A dopo 11 anni di purgatorio tra Lega Pro e Serie B: Il 30 Ottobre furono Juani GOMEZ e Luca TONI a giustiziare i blucerchiati e a portare gli scaligeri addirittura al quarto posto in classifica al pari dell'INTER!
Nei 29 precedenti giocati a Verona tra l'HELLAS e DORIA sono i gialloblù ad essere in netto vantaggio con 12 vittorie scaligere, 13 pareggi e 4 sole sconfitte.

Attesi più di 1500 tifosi blucerchiati in trasferta al Binti per la sfida affidata al fischietto del signor Michael Fabbri della sezione AIA di Ravenna.

30 Ottobre 2013: VERONA 2-0 SAMPDORIA, gli highlights

QUI VERONA
Dopo lungo tempo sul campo di allenamento di Peschiera del Garda è tornato Totò BOCCHETTI che ha giocato per 45 minuti nell'amichevole in famiglia contro la formazione Primavera ma, almeno per il prossimo match contro la SAMP, GÜNTER non appare in discussione sul centrosinistra.
Torna ad assaggiare l'erba della cittadina lacustre anche lo sfortunato BADU che ha segnalato l'evento sul proprio profilo Instagram ma ne avrà ancora almeno fino a Gennaio (quando verrà re-inserito in lista) per recuperare dalla microembolia polmonare.
Per JURIĆ un dubbio in difesa (KUMBULLA o DAWIDOWICZ?) ed uno in attacco (STĘPIŃSKI o DI CARMINE?) personalmente vedrei bene il ritorno del giovane Marash al centro della retroguardia perchè Pawel, dopo l'ottima prova con l'UDINESE, ha palesato al 'Sardegna Arena' un'indecisione su JOAO PEDRO che probabilmente è costata il gol subito mentre la davanti, se ha recuperato appieno, la velocità di DI CARMINE potrebbe fare più comodo della (goffa) fisicità di Mariusz...

Convocati
WESLEY con la Primavera, BESSA e DI CARMINE ancora fuori insieme a RADUNOVIĆ ma rientra BOCCHETTI, prima chiamata per il Primavera CIEZKOWSKI.

1 Silvestri, 3 Vitale, 4 Veloso, 5 Faraoni, 8 Henderson, 9 Stepinski, 11 Pazzini, 13 Rrahmani, 14 Verre, 15 Bocchetti, 19 Tupta, 20 Zaccagni, 21 Gunter, 24 Kumbulla, 25 Danzi, 26 Berardi, 27 Dawidowicz, 32 Pessina, 33 Empereur, 34 Amrabat, 66 Tutino, 74 Salcedo, 77 Ciezkowski, 88 Lazovic, 98 Adjapong

Probabile formazione
DI CARMINE verso il forfait, ancora non ha recuperato dalla brutta botta subita contro l'UDINESE...

3-4-2-1 con Silvestri; Rrahmani-Kumbulla-Guenter; Faraoni-Amrabat-Veloso-Lazovic; Zaccagni-Verre; Stepinski;


QUI GENOVA (sponda blucerchiata)
Mister DI FRANCESCO sulla graticola a seguito dei soli 3 punti conquistati dalla sua squadra nelle prime 6 giornate; la SAMP è insieme al MILAN (e più dei rossoneri) la compagine che più sta deludendo in questo avvio di stagione e proprio per questo arriverà al Bentegodi determinata a salvare la panchina al suo allenatore, strappare punti e viepiù a dimostrare di valere molto più dell'ultimo posto in classifica.
Scontata la squalifica il difensore MURILLO è al rientro ma si è fermato il centrocampista LINETTY che, tra i migliori in campo contro l'INTER, ne avrà per almeno tre settimane.
Rimangono in dubbio GABBIADINI, il secondo portiere SECULIN, l'ex gialloblù FERRARI e il centrocampista argentino MARONI (fermo da metà Agosto) ritornati comunque in gruppo in questa settimana.
Allenamento differenziato per i vari EKDAL, QUAGLIARELLA e THORSBY che però non appaiono a rischio per la trasferta di Verona.

Convocati
LINETTY, MARONI e THORSBY indisponibili per la sfida del Binti ma ha recuperato GABBIADINI.

Portieri: Audero, Falcone, Seculin.
Difensori: Augello, Bereszynski, Chabot, Colley, Depaoli, Ferrari, Murillo, Murru, Regini.
Centrocampisti: Barreto, Ekdal, Jankto, Léris, Vieira.
Attaccanti: Bonazzoli, Caprari, Gabbiadini, Quagliarella, Ramírez, Rigoni.

Probabile formazione
3-4-2-1 con Audero; Bereszynski-Murillo-Colley; Depaoli-Ekdal-Jankto-Murru; Rigoni-Caprari; Quagliarella;

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DICONO +   -   =

Mister JURIĆ «Derby personale per me contro la Samp? Per me si tratta solo di Verona-Sampdoria. Sarà una partita molto difficile per tanti motivi, stanno passando un momento negativo, ma la loro classifica non racconta la verità. Poi per noi sono tutte sfide difficili, dobbiamo affrontare ogni avversario con la giusta mentalità e determinazione, muovendo bene la palla e attaccando con intensità. La partita a Cagliari? Punto importante, soprattutto moralmente perché abbiamo giocato con una squadra lanciata e forte. Come sta il Verona? Stiamo bene, qualcuno risente di un po’ di fatica, soprattutto i nazionali, ma stiamo bene. Verre e Di Carmine? Di Carmine non ha recuperato: lamenta un risentimento al gluteo rimediato contestualmente alla contusione alla testa nella partita di Torino. Verre è a disposizione come gli altri. Sta lavorando bene, si crea tante occasioni e questo è positivo, forse deve avere qualche pausa in meno, perché in serie A non te le puoi permettere. Amrabat e Veloso coppia che funziona? Stanno facendo molto bene entrambi. Amrabat è fisicamente devastante, mentre Veloso è più tecnico, ma stanno facendo alla grande entrambe le fasi. Che Verona sarà? Non voglio sbilanciarmi, lo tengo per me. Kumbulla? Decido sempre di schierare chi sta meglio: non guardo età o altro. Lavorare sulla finalizzazione? Tante volte siamo stati sfortunati, il palo per me è per definizione sfortuna. Ma forse contro il Cagliari qualcosa in più potevamo fare, magari mettendoci maggiore convinzione. Stepinsky? L’atteggiamento è quello giusto. Fa il lavoro che deve fare, quello della punta centrale. Sono contento del suo atteggiamento e sono convinto che crescerà ancora. Ma in generale tutti devono migliorare attraverso il lavoro, perché è difficile trovare profili già pronti per la serie A, a maggior ragione se sei un squadra che si deve salvare. Ma vedo in tutti i margini di miglioramento, e questo è positivo. Noi abbiamo una squadra che ha pregi e difetti, e quindi non bisogna andare troppo pesanti con i giudizi e nemmeno pretendere sempre prestazioni perfette, perché non è facile. Squadra che lavora tantissimo? Non credo che passiamo troppo tempo sul campo. Lavoriamo con tanta intensità, quello sì, per essere sempre presenti durante tutta la gara. Cambiare modulo per segnare di più? Cambiare non è un problema. Cambia poco giocare con una o due punte o con uno o due trequartisti. Salcedo per esempio è entrato bene. Lui è diverso da Kumbulla, gioca con la testa più leggera: è un attaccante ma può fare anche il trequartista. Non so dove sia meglio utilizzarlo, io voglio che sia libero. Si vede che il ragazzo ha l’istinto del calciatore, con lui servono poche parole» HellasVerona.it

Mister DI FRANCESCO tecnico della SAMPDORIA «Verona-Sampdoria non va vissuta come la partita della vita. Dobbiamo essere bravi a essere sempre in partita. Abbiamo lavorato a livello generale, anche e soprattutto sulla nostra proposta di gioco. Dare troppo peso sulle spalle dei giocatori può essere un errore. Bisogna approcciare alla grande, metterci applicazione e attenzione massime, questo sì. Il Verona ha fatto un ottimo avvio di campionato, segnando pochi gol ma dimostrando di avere un’ottima difesa. Sono sempre stati in partita, anche con avversari di valore. Potremmo avere qualcosa di più a livello tecnico ma sul piano fisico e temperamentale sono una squadra difficile da affrontare. Con quali uomini? Maroni non è convocato, sta facendo un percorso di recupero e la sosta lo aiuterà. Abbiamo recuperato Gabbiadini, Thorsby è invece infortunato al pari di Linetty. Difesa a tre o a quattro poco importa: non devi perdere i duelli, non bisogna avere paura. Perché l’aggressività e la ferocia sono fondamentali; se ti mancano queste la catena di montaggio non funziona. Bisogna tirarsi su le maniche e cercare di fare meglio. I ragazzi hanno bisogno di essere guidati, va migliorato qualcosa: chi è leader in campo, oltre che con l’esempio e con la corsa, deve aiutare gli altri anche con la parola, spronare e dare una mano. La strada è questa» Sampdoria.it


Il doppio ex BRIEGEL su VERONA-SAMP «Se mi aspettavo una partenza così dell’Hellas? E di vedere la Samp in fondo alla classifica? All’inizio non sapevo cosa aspettarmi, soprattutto perché è ci sono tanti elementi nuovi, ma dopo aver visto la partita contro la Juve sono convinto che abbia tutte le carte in regola per rimanere in Serie A. A Torino ho visto una squadra equilibrata, che difende bene e che nel secondo tempo avrebbe potuto pareggiare. Mi ha invece molto sorpreso la Samp: negli ultimi anni ha sempre avuto un’ottima squadra, ma finora ha raccolto solo tre punti. Non mi sarei mai aspettato di vederla in fondo alla classifica…. Juric? Secondo me è un buonissimo allenatore, ha costruito una buona squadra e sta ottenendo ottimi risultati. Poi mi piace molto anche fuori dal campo: è una che parla poco ma che dice cose giuste. Tra i giocatori mi ha impressionato Amrabat, però anche la difesa mi sta piacendo molto. Che partita mi aspetto per sabato? Sarà una sfida molto importante per entrambe le squadre: l’Hellas con un successo andrebbe a metà classifica, mentre la Sampdoria deve vincere per evitare di vedere esonerato il proprio allenatore, e questo potrebbe influire molto sui giocatori. Mi aspetto un primo tempo attento da parte di entrambe le squadre e una ripresa un po’ più “aperta”, soprattutto da parte dei blucerchiati, che dovranno rischiare qualcosa se vorranno portare a casa il risultato» CalcioHellas.it

Koray GÜNTER al quotidiano 'Tuttosport' «Il nostro obiettivo deve sempre essere quello di puntare al massimo: la prossima sarà una gara molto difficile, perché la Sampdoria ha iniziato non bene e arriverà a Verona affamata. Noi dobbiamo dare ancora di più per vincere in casa. Lo vogliamo per noi e per i nostri tifosi. Ora dobbiamo solo pensare a preparare bene la partita» TuttoHellasVerona.it

VERRE a 'La Gazzetta dello Sport' «Samp ultima? Non ci deve importare ciò che accade fuori dal campo. Noi dobbiamo sapere che loro vorranno vincere a Verona, non si accontenteranno del pareggio. L'avvio del campionato è stato buono. Con prestazioni importanti sia contro squadre superiori come Juventus e Milan, sia quando abbiamo giocato contro Bologna e Lecce per esempio. Nesta a Perugia mi ha trasformato in trequartista, è stata una sorpresa: durante un’amichevole nella sosta del campionato. Adoro giocare lì adesso» TGGialloBlu.it

Claudio LOTITO presidente della LAZIO e proprietario della SALERNITANA all'ANSA «Non sempre la vocazione ‘buu’ corrisponde effettivamente a un atto discriminatorio o razzista. Ricordo quando ero piccolo, spesso persone non di colore, che avevano la pelle normale, bianca, gli facevano ‘buu’ per scoraggiarlo a segnare il gol davanti al portiere. Andrebbe interpretato. Noi abbiamo tanti giocatori di colore, non penso che la Lazio faccia distinzione del colore della pelle. I comportamenti della Lazio da questo punto di vista sono sotto gli occhi di tutti» HellasLive.it (piccolo inciso 'E perchè il colore della pelle normale dovrebbe essere proprio il bianco? (Ooops)')

Il gruppo 'Ultras Tito Cucchiaroni' tifosi della DORIA «Andiamo a Verona da ultimi in classifica ma non ci interessa, nei momenti difficili abbiamo sempre dimostrato chi siamo. Al resto penseremo dopo. Andiamo a Verona per trascinarla alla vittoria, andiamo a Verona perché siamo sampdoriani. Ora più che mai bisogna tirare fuori l’orgoglio. Ogni doriano che si consideri tale non deve pensare due volte al da farsi. L’imperativo è solo uno: tutti in trasferta» SampNews24.com

'Gatto' SILVESTRI a L'Arena «Che cosa ha detto il campionato finora? Mancano forse due punti alla nostra classifica. Tra Milan e Juve avrebbero potuto arrivare. La vittoria di Lecce è stata fondamentale. Siamo stati molti bravi, secondo me, a prendere un punto col Bologna in dieci contro undici e a non perdere a Cagliari. La Sardegna Arena è un campo molto difficile. La serie A di quest’anno è molto bella perchè incerta anche nel basso della classifica. A mio parere non esiste una squadra materasso o un’altra già spacciata. Noi, il Lecce e il Brescia, da neo promosse ci stiamo difendendo alla grande. La sfida contro la Sampdoria? Incontro fondamentale. Loro sono in un momento difficile. Noi abbiamo un altro spirito ed un altro atteggiamento. Vincere significherebbe andare a nove punti dopo sette partite. La Samp è in difficoltà di testa. Hanno una rosa per stare almeno a metà classifica. Noi proveremo a vincere l’incontro. Adesso guardiamo avanti con fiducia» HellasLive.it

Il doppio ex NICOLINI che in blucerchiato fu anche giocatore e nell'HELLAS aiutò MANDORLINI come collaboratore «Dal punto di vista psicologico, il Verona è alle stelle grazie ai risultati ed alle prestazioni di livello offerte, la Sampdoria invece è ultima in classifica, con problemi dentro e fuori dal campo. L’Hellas parte avvantaggiato, poi sarà come sempre il campo a determinare il risultato. Ho visto quasi tutte le partite dei gialloblù, una squadra che gioca e propone il calcio di Juric, allenatore che conosco bene avendolo visto lavorare spesso quando era al Genoa. A Genova, è stato molto sfortunato. Quando Juric è arrivato all’Hellas, non tutti però erano contenti della scelta della società, tanti avrebbero preferito la conferma di Aglietti ma Ivan ha saputo, col lavoro sul campo ed i risultati, portare la gente dalla sua parte. Il suo è un calcio aggressivo, sulla falsa riga di quello di Gasperini, con qualche idea di diversa. Di Francesco? Voleva proporre il 4-3-3 ma non sono arrivati i giocatori richiesti. Ha riscontrato poi grandi problemi in difesa, ha deciso quindi di coprirsi di più con un calcio completamente diverso ed al momento purtroppo oltre la classifica, vengono meno anche le prestazioni e quindi i risultati. Ultima spiaggia contro l’Hellas per l’allenatore della Sampdoria? La società non può essere certo contenta, ma il mister di attenuanti ne ha parecchie. Che partita sarà sabato sera al Bentegodi? A Verona il tifo è il valore aggiunto. Sarà difficile per tutti strappare punti in casa dell’Hellas. Avere il pubblico dalla tua è fondamentale e la coesione tra società, squadra e tifosi è molto importante. Se sarò presente sabato al Bentegodi? Certo, anche perché poi domenica scenderò in campo per la storica partita tra gli amici gialloblù e doriani che sancisce uno storico gemellaggio ed amicizia» HellasLive.it

Il consigliere della SAMP REPETTO a Telenord «Vediamo le novità che ci saranno. La cosa più importante in questo momento è che la Sampdoria faccia punti. L’importante è che Di Francesco riprenda in mano la squadra. Non si può rimanere in fondo alla classifica se ti chiami Sampdoria. Il tecnico deve ancora conoscere bene i meccanismi e le dinamiche della squadra, dobbiamo crescere velocemente» HellasLive.it



ALTRE NEWS IN ALLEGATO +   -   =

Piccolo ma significativo record in Serie A segnalato da CalcioLecce.it: Per la prima volta nella storia della Serie A, le tre squadre salite dalla Serie B non occupano la zona retrocessione dopo sei turni.

Attacco gialloblù numeri impietosi analizzati da 'La Gazzetta dello Sport': In queste prime sei giornate di campionato nessun attaccante di ruolo gialloblù è andato ancora a segno...

Volano le giovanili gialloblù con mister CORRENT alla quarta vittoria in altrettante gare alla guida della formazione Primavera ma anche con mister PORTA che, avvicendatosi proprio con Nicola alla guida dell'Under 17 scaligera, è anch'egli in testa alla classifica a punteggio pieno nel Girone B dopo aver battuto nell'ordine BOLOGNA, CHIEVO, INTER e CAGLIARI: Avanti tutta!



IN BREVE A PIÉ PAGINA +   -   =

VITA DA EX: Il 34enne Gennaro ESPOSITO riparte dal POMIGLIANO in Eccellenza campana. CÁCERES 'Sono stato troppo a lungo un giramondo, ora vorrei mettere radici a Firenze...'

È SCOMPARSO GIORGIO SQUINZI patròn di Mapei, ex presidente degli industriali e fautore del 'miracolo' SASSUOLO preso in C2 e portato in Europa...



RASSEGNA STAMPA +   -   =
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DAY ONE🙏🏻.

Un post condiviso da Emmanuel Agyeman Badu(EAB) (@badu8) in data:



EDITORIALE
La dura legge del gol
02.10.2019 18:00 di Enrico Brigi Twitter: @enrico_brigi
Sei punti dopo le prime sei giornate. Un bottino più che soddisfacente per una neopromossa, frutto di una vittoria, tre pareggi e due sole sconfitte (contro Milan e Juventus ndr). Il portiere gialloblu Marco Silvestri ha raccolto nella propria rete fino ad ora solo cinque palloni, tre dei quali provenienti da calci di rigore. Numeri decisamente confortanti sui quali all’inizio del campionato, in molti ci avrebbero messo la firma. In questo primo breve scorcio di stagione l’impatto sulla squadra e sulla piazza di Ivan Juric è stato assolutamente positivo. L’ex tecnico del Genoa, accolto al suo arrivo in riva all’Adige con un pizzico di esagerato scetticismo, è riuscito in poco tempo a trasmettere alla squadra una precisa identità. Un’identità, soprattutto, figlia del suo passato da giocatore e dei suoi trascorsi in panchina come vice di Gasperini, del quale riprende molti concetti di gioco.

Tra gli aspetti maggiormente positivi sicuramente una ritrovata solidità difensiva, che per una squadra il cui primo obiettivo è la salvezza non è cosa di poco conto. Buone notizie arrivano anche dal centrocampo dove sono saliti in cattedra i nuovi arrivati Veloso e Amrabat. I due, ben supportati anche dal lavoro di copertura dei due esterni, riescono a garantire un ottimo filtro in fase di non possesso e una buona fase di impostazione, con trame di gioco basate su rapide ed efficaci verticalizzazioni.

Ci sono, tuttavia, anche le “dolenti note” riguardanti l’attacco dove mancano ancora all’appello le reti degli attaccanti. Al momento solo occasioni fallite in maniera più o meno eclatante. Le occasioni capitate a Stepinski, il palo colpito da Di Carmine contro la Juve sono gli esempi più lampanti. Il tema non è di poco conto. Prima di tutto perché la mancata capitalizzazione delle occasioni – e ce ne sono – vanifica l’enorme lavoro svolto dalla squadra e poi perché le reti mancate finiscono per influire inevitabilmente sui punti in classifica. Del resto, non è una novità, se non segni un gol più dell’avversario non vinci.

Occasioni sbagliate a parte, secondo alcuni il nuovo modulo di Juric (3-4-2-1 ndr), con due trequartisti e una sola punta , potrebbe rappresentate un piccolo limite, specialmente quando sono i gialloblù a fare la partita. La società scaligera ha puntato le sue fiches su Stepinski attraverso un investimento decisamente importante. L’ex centravanti del Chievo negli anni passati con la maglia dei cugini,non ha certo impressionato per numero di reti tuttavia si tratta di un giocatore di appena 24 anni con ampi margini di crescita e miglioramento. Alle sue spalle scalpita, Di Carmine, di fatto al vero esordio nella massima serie mentre Pazzini – che i gol li ha sempre fatti, e tanti – pare per ora non godere della considerazione del nuovo tecnico. Argomento, quest’ultimo, sempre di attualità sul quale sono già stati spesi fiumi di parole e sul quale, almeno per ora, meglio soprassedere.

L’aspetto realizzativo non lascia tranquillo nemmeno Juric il quale, tuttavia, pur pienamente consapevole della situazione, mantiene ancora una più che giustificabile fiducia nel futuro. Il tema, comunque, rappresenta un punto di attenzione da non sottovalutare perché farlo diventare un problema è un attimo. Ecco perché è meglio trovare subito una soluzione prima che sia troppo tardi.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Da Opti Pobà alla “pelle normale”, quelle gaffe sul razzismo che screditano il nostro calcio
Di Stefano Dolci
Nel giorno in cui la Figc vara la 'svolta epocale' che cancella il concetto di responsabilità oggettiva, Lotito se ne esce con una frase infausta sulla "pelle normale" che assomiglia tristemente a quella di Opti Pobà di Tavecchio e che non fanno altro che screditare la battaglia al razzismo nel nostro calcio.

"Le questioni di accoglienza sono una cosa, quelle del gioco un’altra. L’Inghilterra individua dei soggetti che entrano. se hanno professionalità per farli giocare, noi invece diciamo che ‘Opti Pobà’ è venuto qua che prima mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così... (Carlo Tavecchio, 28/7/2014)"

"Ricordo che quando ero piccolo, spesso a chi non era di colore, che aveva la pelle normale, bianca, gli facevano 'buu' per scoraggiarlo a segnare il gol davanti al portiere" (Claudio Lotito, 1/10/2019)"


Il calcio italiano perde il pelo ma non il vizio. Pure nel giorno in cui la Figc cancella per sempre la “responsabilità oggettiva” e riscrive le linee guida per i Modelli di organizzazione, gestione e controllo adottando strumenti nuovi contro la violenza e il razzismo, le parole di un elemento di spicco del mondo del pallone come Claudio Lotito screditano l’immagine dello sport e del nostro movimento a livello mondiale. A meno di una settimana dal Daspo che la Roma ha emesso nei confonti del tifoso che insultava Juan Jesus su Instagram, il mondo del calcio si trova a dover fare i conti con le parole di patron Lotito, uno dei presidenti tra i più coinvolti nelle dinamiche del palazzo delche - come se fosse la cosa più normale del mondo - parla ai microfoni di “pelle normale” e di buu non sempre razzisti.



Una battaglia a corrente alternata
Parole ed atteggiamenti che non solo gettano nello sconforto ma che lanciano anche un messaggio inquietante per tanti versi, ossia che in Italia si combatta una lotta a corrente alternata (e non senza se né ma) per cancellare il razzismo dai nostri stadi. Già perché se da un lato ci sono società, calciatori, arbitri e soggetti che non prestano il fianco e dimostrano di voler rompere i ponti con chi nel 2019 non trova niente di meglio che insultare la dignità umana, ululando contro un atleta di colore dall’altro però ci sono zone d’ombra e comportamenti che vanno all’esatto contrario. Dalla discutibile presa di posizione del Verona che ha difeso i propri tifosi dall’accusa di razzismo nei confronti di Franck Kessie, a certe “punizioni all’acqua di rose” inflitte dal giudice sportivo anche quando il reato sembrava palese di zone d’ombra purtroppo ce n’è tante e sarebbe ora di provare a debellarle con un no deciso.



Moise Kean, No al razzismo, Getty Images

Perché altrimenti c’è il rischio di fermarsi a pensare al fatto che, dall’esternazione di Tavecchio all’uscita di Lotito, sono trascorsi più di cinque anni ma fattivamente poco o nulla è cambiato nell’atteggiamento che certi dirigenti italiani hanno nel liberarsi di alcuni pregiudizi che purtroppo sono duri a morire.

FONTE: EuroSport.com


NEWS
Neopromosse positive: dopo 6 giornate c’è un record
Per la prima volta nella storia della Serie A, le tre squadre salite dalla Serie B non occupano la zona retrocessione dopo sei turni. Merito delle ultime arrivate o partenza lenta da parte di troppe compagini?

di Gabriele De Pandis Ottobre 1, 2019 - 13:45

Lecce, Brescia e Verona oggi fuori dagli ultimi tre posti della graduatoria, occupati da Genoa, Spal e Sampdoria. Potrebbe sembrare una normale situazione di inizio stagione, ma rappresenta un piccolo record che resterà agli annali del massimo campionato italiano.

Le tre neopromosse, infatti, albergano in posizioni che oggi varrebbero la salvezza diretta. Non era mai successo ciò in tutte le edizioni della Serie A a girone unico.

FONTE: CalcioLecce.it


Sampdoria
Finisce il ciclo terribile, ma a Verona “vietato sbagliare”
Di mcallai00 - 1 Ottobre 2019

A metà partita, più che Di Francesco sarà stato arrabbiato Antonio Conte, che si augurava un allenamento probante della sua Inter in vista del Barcellona. Invece i nerazzurri hanno disposto totalmente di una Samp mai pervenuta, ipotecando il successo senza neppure una stilla di sudore. Da incubo quei 45 minuti, che i tifosi sampdoriani hanno vissuto in silenzio, annichiliti anch’essi al pari dei loro beniamini, sovrastati sotto ogni aspetto: fisico, tattico, temperamentale.

Se non altro, al 94′ – dopo il fischio finale – negli occhi della gente blucerchiata sarà forse rimasta qualche immgine di una ripresa giocata con orgoglio e ardore. E qui s’innesta l’inevitabile interrogativo: quel cambio di marcia è derivato da un’autonoma presa di coscienza o – come è pensabile – dall’inferiorità numerica alla quale l’ingenuo Sanchez ha condannato i compagni meneghini? La gara è diventata improvvisamente equilibrata, e il gol del redivivo Jankto ha persin fatto sperare in una rimonta da ricordare a lungo. L’illusione è durata lo spazio di sei minuti, tempo sufficiente alla Beneamata per ristabilire le distanze sfruttando u gigantesca dormita degli avversari, rei di aver aperto un’autostrada per il taglio vincente di Gagliardini. Una mazzata, ma anche la conferma della fragilità difensiva di un undici che, dopo aver visto le streghe per mezzo match, trasformatosi in un tiro al bersaglio, ha sciupato l’opportunità di insidiare realmente i capiclassifica. I quali, sia chiaro, meritano caldissimi elogi, ma, almeno nella ripresa, non sono parsi invulnerabili. Sono piovuti in area ospite corner e cross piuttosto stuzzicanti, che una squadra rispettabile e competitiva avrebbe certamente capitalizzato. Non questa Samp di nanerottoli, indebolita pesantemente dall’eclisse del suo calciatore più rappresentativo, capitan Quagliarella, il quale ha girato a vuoto dl primo al novantesimo. Vero che il modulo del nuovo mister non ne esalta le qualità, vero altresì che i compagni non lo sanno servire a dovere, ma lui ci ha messo del suo, correndo come un fantasma e sfiancandosi senza mai prenderla. La sua involuzione è un problema gigantesco, visto che la società non ha regalato a Di Franesco un altro uomo d’area in grado di far respirare il titolare. Gli altri attaccanti hanno latitato: Rigoni si è distinto solo per esecuzioni pasticciate e sterili e Bonazzoli, inserito nella ripresa, si è mostrato sì frizzante e intraprendente, ma solo lontano dai sedici metri. Nel pressi di Handanovic sono giunti decine di palloni, ma se nessuno dei doriani ha saputo assestare l’incornata o la zampata vincente, non possiamo chiamare in causa il destino. Unico fattore in controtendenza, i progressi di Jankto, che al di là del pregevole diagonale vincente si è dimostrato vivace e brillante. L’impressione è che l’impiego da attaccante esterno sia ideale per lui, che pareva un oggetto misterioso e si stava profilando a livello societario come una spaventosa minusvalenza.

Proviamo a consolarci con il mancato crollo dopo quel primo tempo allucinante, ma la preoccupazione resta, anche se il ciclo terribile è finalmente terminato e sabato, al Bentegodi, finalmente si affronterà un’antagonista alla portata. Certo, il prossimo impegno non sarà un semplice capitolo di campionato, ma un bivio stagionale pericolosissimo: uscire di strada significherebbe affondare e, probabilmente, salutare mister Di Francesco.

Nell’attesa del responso sportivo, l’ambiente doriano fa voti affinché si concretizzino le voci più recenti, che parlano di un Ferrero finalmente prossimo ad ammainare bandiera. La controparte vialliana probabilmente riuscirà pure a prendere per il collo il Viperetta, spuntando uno sconto nella cifra d’acquisto. Anche in questo auspicatissimo caso, tuttavia, una domanda è lecita: se per risparmiare qualche milioncino si sono persi tutti questi mesi, cosa succederà quando occorrerà spendere sul mercato di riparazione per evitare la sentenza peggiore?

Pierluigi Gambino

FONTE: GenoaSamp.com


Verona-Sampdoria è scontro diretto. Che tristezza…
Di Alessio Eremita - 29 Settembre 2019
© foto www.imagephotoagency.it

La Sampdoria si gioca una fetta di stagione contro l’Hellas Verona: si parla già di scontro diretto. Una tristezza assoluta

Inutile girarci intorno. Dopo sei giornate di campionato la classifica assume una forma rilevante e indicatrice di quello che potrebbe accadere tra sette mesi. Non si tratta di essere disfattisti, ma realisti. E sentir parlare di scontro diretto in relazione a Verona-Sampdoria ci atterrisce. Quartultima contro ultima, due punti di differenza e una miriade di cose in comune.

A Verona non c’è il mare, ma per Eusebio Di Francesco il “Bentegodi” rappresenta l’ultima spiaggia. In caso di risultato deludente, l’esonero sarebbe forse la soluzione più razionale in questo momento. Per il bene del tecnico, che non è stupido e ha subito un danno d’immagine enorme, e per il bene della Sampdoria, bisognosa di un’inversione di rotta che Di Francesco non sembra in grado di garantire. E i torni rassegnati e delusi della conferenza stampa di ieri non possono passare inosservati.

FONTE: SampNews24.com


NEWS
03 ottobre 2019 - 10:59
Verona-Samp, attacco e difesa a confronto
I blucerchiati hanno subito 14 reti, l’Hellas solo 5, ma i gol fatti sono pochi per entrambe

di Jacopo Michele Bellomi, @jjbellomi
Amir Rrahmani, difensore del Verona

Sabato sera, allo stadio Bentegodi, andrà in scena Verona-Sampdoria.

I gialloblù di Juric sono chiamati a confermare le buone prestazioni mostrate nelle ultime di campionato e cercheranno di uscire dall’incontro vincitori contro la squadra che al momento è ultima in classifica. I blucerchiati, dalla loro parte, sono alla ricerca di punti e la vittoria rappresenterebbe una boccata di ossigeno per tutto l’ambiente e per il tecnico. Di Francesco è il primo indiziato per l’avvio a rilento del club, tanto che la dirigenza starebbe pensando all’esonero.

Questa è la situazione prima di Verona-Sampdoria, ma questa stessa condizione si può ricavare dai numeri delle due squadre. Le cifre di attacco e difesa spesso sono indicatori evidenti dello stato dei club e permettono di capire il motivo per cui una squadra si trovi in un determinato punto della classifica, oltre ai risultati in campionato.

La Sampdoria non è ultima per caso. I giocatori di Di Francesco hanno incassato 14 reti in sei gare finora giocate, un dato che rende i doriani la peggiore difesa di tutta la Serie A. Unito a questo, c’é lo scarso rendimento offensivo: sono solo 4 i gol messi a referto dai blucerchiati, secondo peggior attacco del campionato.

Il numero relativo ai gol segnati vale anche per il Verona. Con gli attaccanti ancora a secco, i gialloblù hanno marcato solo 4 reti, confermando una certa difficoltà a bucare i portieri avversari (e sbattendo spesso sui pali). Il dato che fa dell’Hellas una squadra, a detta di tutti i tecnici finora incontrati, difficile da affrontare è quello della difesa. I gol subiti dal club allenato da Juric sono soltanto 5, terza difesa del campionato, al pari di Juventus e Udinese. La fase difensiva, fatti di grinta e agonismo, è il punto forte di un Verona che è riuscito a mettere in difficoltà anche squadre più quotate. Con poche reti segnate e subite, allora, non è un caso che il Verona sia la squadra che ha raccolto più pareggi (3) tra le venti di Serie A nelle sei giornate disputate.
J.M.B.

NEWS
02 ottobre 2019 - 11:03
L’avversario: la Sampdoria di Di Francesco
Blucerchiati ultimi in classifica, la panchina del tecnico traballa

di Jacopo Michele Bellomi, @jjbellomi
(Foto Getty Images)

Prima della pausa per le Nazionali, c’è ancora tempo per un’altra gara di Serie A. Questa volta, al Bentegodi, arriva la Sampdoria allenata da Eusebio Di Francesco.

COME ARRIVA – La squadra blucerchiata è ultima in classifica, a pari punti con la Spal, ma con una peggiore differenza reti. Questa situazione non piace alla dirigenza della Samp, che sta mettendo in discussione la posizione del tecnico. Di Francesco, contro il Verona, è chiamato alla partita della svolta, altrimenti, molto probabilmente, verrà sostituito e uno dei nomi caldi per la panchina è quello di Stefano Pioli, già contattato in estate.

CLASSIFICA – La Sampdoria ha totalizzato 3 punti in 6 gare, frutto della partita vinta contro il Torino. Ha segnato 4 reti e ne ha subite 14.

MERCATO – Venduti il difensore Andersen e il trequartista Praet per una cifra complessiva di 45 milioni, la Samp ha riscattato il portiere Audero dalla Juventus per 20 milioni e il cartellino di Jankto, pagando circa 15 milioni all’Udinese. In difesa sono arrivati Murillo, in prestito dal Valencia, Alex Ferrari dal Bologna e Chabot dal Groningen. I blucerchiati hanno acquistato Depaoli, che va a giocare sulla fascia destra, e Leris dal Chievo, retrocesso in Serie B. Preso anche il giovane trequartista Maroni, promessa del futbol argentino, e l’attaccante Rigoni, prelevato in prestito dai russi dello Zenit.

PROBABILE FORMAZIONE – Di Francesco in settimana ha perso il centrocampista Linetty a causa di un problema muscolare. Il polacco starà fuori per tre settimane e, di conseguenza, salta il match col Verona. Gabbiadini non è al meglio e si sta allenando a parte, dopo l’infortunio patito contro la Fiorentina: l’attaccante vuole esserci al Bentegodi, probabile l’ingresso dalla panchina. Oltre agli interpreti, i dubbi rimangono anche sul modulo della squadra. Di Francesco nelle ultime uscite ha giocato con la difesa a 3, ma vista l’occasione da non mancare potrebbe schierare la Samp con quattro difensori, come già fatto a inizio campionato.

SAMPDORIA (3-4-2-1): Audero; Bereszynski, Murillo, Colley; Depaoli, Ekdal, Jankto, Murru; Rigoni, Caprari; Quagliarella.

PRECEDENTI – Stagione 2017/18: la gara di andata, giocata in casa del Verona, si era chiusa con un pareggio (0-0), mentre il ritorno aveva visto vincitrice la Sampdoria per 2-0, con le reti di Barreto e Quagliarella.

EX VERONA – L’unico giocatore con un passato al Verona è Alex Ferrari. Il difensore era approdato in gialloblù nel gennaio 2017, in Serie B e aveva partecipato alla promozione in A. Presente anche per la stagione 2017/18, al termine del campionato viene ceduto alla Sampdoria. Ferrari ha giocato 41 partite con la maglia del Verona, segnando un gol.
J.M.B.

VISTO DA NOI
01 ottobre 2019 - 15:37
Il punto tattico: cosa va nel Verona (e cosa può essere migliorato)
Hellas reattivo e verticale, difesa-bunker. Ora servono i gol, ma i gialloblù costruiscono gioco

di Michele Tossani, @MicheleTossani

Con 6 punti dopo le prime sei giornate di campionato (frutto di una vittoria e tre pareggi) il Verona è, ad oggi, una delle note liete della Serie A.

Ad impressionare positivamente, più che i risultati di per sé, sono le prestazioni sciorinate dalla compagine allenata da Juric. Il tecnico croato ha costruito una squadra fortemente reattiva e verticale, che fonda la propria identità tattica sulla ricerca esasperata dell’uno contro uno a tutto campo per poi, dopo la riconquista, dare vita a rapide verticalizzazioni.

Le statistiche dimostrano che questa impostazione sta dando frutti. Dal punto di vista difensivo, il Verona ha fin qui subito appena 5 reti: soltanto la Lazio (4) ha concesso meno gol dei gialloblù. Se guardiamo alle statistiche avanzate possiamo notare come l’Hellas abbia concesso 7.11 non penalty expected goals (npxG). Un dato che colloca i veronesi al nono posto nella classifica dei gol attesi contro, senza includere i rigori subiti (3).

L’indice PPDA, che calcola il rapporto fra i passaggi effettuati dalla squadra avversaria in una determinata zona di campo e gli interventi difensivi (tackle, intercetti) effettuati dalla squadra in non possesso nella tessa porzione di campo, colloca il Verona al tredicesimo posto, con un dato di 11.36. Questo significa che Juric non vuole sempre un pressing ultra-offensivo, scegliendo quando necessario di lasciare campo alle spalle della linea difensiva avversaria da poter poi sfruttare in contropiede.

Quello che andrà sistemato nel prossimo futuro sarà la fase offensiva. Il Verona ha fin qui realizzato appena 4 reti, tante quante Milan e Sampdoria. Peggio ha fatto soltanto l’Udinese (3). I gialloblù hanno comunque generato 7.41 xG, con un differenziale di -3.41 fra i gol realizzati e quelli potenziali. Se Juric riuscirà a migliorare la fase realizzativa della squadra allora il Verona aumenterebbe le proprie possibilità di guadagnare il mantenimento della categoria.

NEWS
01 ottobre 2019 - 09:29
Verona, attacco ancora a secco
Zero gol finora per il reparto avanzato dell’Hellas

di Redazione Hellas1903
Getty Images

L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport fa il punto sul rendimento del reparto avanzato del Verona, evidenziando l’assenza di reti segnate in campionato.

Stepinski, in virtù dell’investimento di 5,5 milioni effettuato in estate, è l’attaccante prescelto da Juric, ma il polacco in 170 minuti di gioco è riuscito a calciare verso la porta in 3 occasioni, non trovando mai la via della rete. Anche Di Carmine è ancora a secco, essendo stato fermato dal palo contro la Juventus e dai punti in testa rimediati nella gara con l’Udinese. Lo stesso vale per Tutino, titolare alle prime giornate per un totale di 174 minuti ed adattato come centravanti: solo 1 tiro ma niente gol.

Il giovane Salcedo si è reso pericoloso contro il Cagliari provando quattro conclusioni, mentre Pazzini (7 minuti) e Tupta, mai entrato in campo, non sono giudicabili.

FONTE: Hellas1903.it


Sampmania: continuiamo a fingere che vada tutto bene
del 29 settembre 2019 alle 14:50
di Lorenzo Montaldo

Questo Sampmania sarà noioso, senza particolari battute o scherzi. Io vi ho avvisato. E’ brutto, è domenica, la Sampdoria ha perso un’altra partita, non siamo neppure ad ottobre – che per inciso è il mese assieme a novembre che odio di più nell’anno - e ci ritroviamo già costretti a guardare alla gara di Verona come ad un match cruciale per il cammino doriano. Provateci voi a essere sorridenti, io non ci penso proprio. Andare alla sosta con 6 punti sarebbe vitale, anche perché il turno successivo a Marassi arriva la Roma, tanto per gradire. Continuo a sentirmi dire che sono pessimista, che il calendario era molto complicato (innegabile), che perdere con Inter, Lazio e Napoli ci sta, e che contro la Fiorentina in serata era plausibile anche una sconfitta. Tutto vero, ma al di là degli slogan da ultrà, quelli tipo ‘Serie A o Serie B noi saremo sempre qui’, credo che sia più interessante lanciarsi in qualche ragionamento magari scomodo, piuttosto che ridursi ad un’analisi buonista del momento, cercando attenuanti e scusanti a tutti i costi. Altrimenti rischiamo di fare come gli struzzi: testa infilata sotto alla sabbia, e via. Alcuni si dilettano in questa pratica già da tempo. A furia di dire che tutto va bene, o peggio ancora di liquidare preoccupazioni e analisi con battute e sfottò, si rischia di arrivare a gennaio con l’acqua alla gola senza nemmeno rendercene conto. Se invece volete leggere un pezzo farcito di ‘ho visto miglioramenti, la Samp è in ripresa’ ogni domenica, non lo troverete qui per adesso. Purtroppo, aggiungo.

Il problema di chi fa il mio mestiere e si occupa della squadra che fin da bambino lo ha appassionato e conquistato, è che spesso si ritrova a dover scindere tra quello che è il lavoro del giornalista – analisi dei fatti, dei numeri, delle situazioni – e quelle che sono le speranze mosse dalle viscere e dalla componente affettiva. Anche io mi auguro che la crisi della Samp sia passeggera, e che questi giocatori siano più forti di quelli del Verona, o di quelli di Bologna, Lecce e Spal (le famose partite abbordabili arriveranno anche per noi, dopo la sosta e la sfida con la Roma). Anche io spero che la difesa cominci a registrare i movimenti, che l’attacco recuperi affiatamento e facilità di trovare la rete. Poi però guardo i numeri, e mi sembrano impietosi: la Samp dopo oggi rischia di mettere a referto il peggior attacco della Serie A, dal momento che mentre scrivo Udinese, Verona e Milan devono ancora giocare, ma in compenso ha già per distacco la peggior difesa. Questo non è catastrofismo, è semplice cronaca.

Non voglio limitarmi a liquidare la sconfitta con l’Inter pensando che a rifilarci tre pappine è stata una formazione in lotta per lo Scudetto. Ritengo sia più giusto andare a fondo nella sfida. L’Inter ad esempio non è mai stata realmente spaventata dalle iniziative blucerchiate. La formazione di Conte non ha neppure particolarmente accusato l’inferiorità numerica, merito di un organico decisamente più forte e meglio allenato, certo, ma colpa anche della pochezza blucerchiata. La Samp del primo tempo è stata rinunciataria, in balia delle iniziative nerazzurre, mentre l’undici della ripresa ha organizzato sì una reazione, ma di breve durata e decisamente troppo arruffona. Gli uomini in campo erano fuori posizione, slegati gli uni dagli altri, e incapaci di muoversi in sincrono. Ciò non dipende dal trovarsi al cospetto dell'Inter o dalla forza dell’avversario di turno, ma da un discorso più complesso che coinvolge numerose concause.

Logicamente questa riflessione riguarda anche l’allenatore della Sampdoria. Nello scorso Sampmania parlavo di ‘confusione’, concentrandomi principalmente sull’aspetto societario, ma in piena confusione pare anche Di Francesco. Quando un allenatore cambia quattro moduli in corso d’opera, è evidente che stia tentando tutte le soluzioni a sua disposizione. Le difficoltà però sono strutturali, più profonde e radicate. Il Doria ha cominciato la gara con la difesa a tre e un folto centrocampo composto da cinque giocatori, poi è passata al 3-4-1-2, poi al 3-4-3 e ha chiuso con una difesa a quattro, il solo Vieira al centro del campo e tre trequartisti alle spalle delle due punte. Qui non si tratta di semplici aggiustatine, bensì di tentativi disperati per rimettere in piedi una gara che non è mai stata realmente in bilico. Per inciso: io non scarico affatto tutte le colpe sul tecnico. Non sono uno di quelli che a fine mercato lo considerava un martire, perché non aveva ricevuto i rinforzi richiesti, e oggi lo mette in croce se la squadra, fondamentalmente, non è così forte.

Altra considerazione probabilmente impopolare: Quagliarella non si tocca per diritto divino, e su questo siamo tutti d’accordo, ma forse è giunto il momento di prendere in considerazione la possibilità di alternarlo ad altri giocatori. Il problema però è che dal mercato non è arrivato il vice Quagliarella tanto atteso: e questo chiude il cerchio, e ci riporta a quella che è la causa scatenante dei problemi doriani, e credo anche delle difficoltà di Di Francesco. In tutta questa situazione, a farne le spese sono i tifosi della Sampdoria, che rimangono sospesi in attesa di un'offerta societaria che, a questo punto, non penso arriverà. Quantomeno, non adesso. Non avrebbe neppure troppo senso: pagare 100 un bene che potrebbe valere 50 soltanto aspettando pochi mesi non sarebbe sensato. E' terribilmente logico, e lucidamente triste.

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FONTE: CalcioMercato.com


LA TATTICA
E se anche Juric "think different"?
03/10/2019 10:10
Pensare diverso. Il "think different" di Steve Jobs, diventato poi un mantra della Apple, una delle più grandi aziende mondiali. "Pensare diverso" per trovare una soluzione, per avere un punto d'osservazione che non avevi prima, per uscire da una crisi. E se anche Juric, ora che ha trovato un'identità al Verona, "pensasse diverso" per cercare una soluzione al problema del gol? Vediamo come.

Fino ad oggi Juric ha giocato con il 3-4-2-1, un modulo che si caratterizza per il doppio trequartista, soluzione che il tecnico ha spiegato così: "L'ho adottato dopo aver visto gli uomini che avevo a disposizione. Zaccagni per esempio. Uno che sa verticalizzare e che in quel ruolo è perfetto". La soluzione ha dato al Verona equilibrio tattico, densità a centrocampo, ma, come una coperta corta, poca concretezza in zona gol. Un problema legato sia alla qualità dei singoli, alla scarsa esperienza, ad un inevitabile periodo di assestamento di una squadra nuova per 6/7 undicesimi, in cui molti dei giocatori che giocano in attacco hanno poca o zero dimestichezza con la serie A.

L'innesto di Salcedo a Cagliari che ha dato alla squadra verve e in pochi minuti tante conclusioni verso la porta avversaria, è stata però la classica scintilla che potrebbe cambiare il modo di pensare del Verona.

Salcedo avrebbe le caratteristiche perfette per essere affiancato ad una prima punta (Stepinski o ancora meglio Di Carmine con cui avrebbe più occasioni di dialogo), con Zaccagni posto alle loro spalle. Un 3-4-1-2, insomma per riuscire ad affrontare con maggiore lucidità e incisività la difesa della Sampdoria. Una soluzione tattica, che magari non è la panacea di tutti i mali, ma che potrebbe aiutare l'Hellas ad arrivare con più facilità in zona gol.

IL BALLOTTAGGIO
VERONA, DI CARMINE C'E'
IN CAMPO CON LA SAMP?

03/10/2019 09:23
Il dolore è passato. Anche quello alla schiena che gli ha fatto saltare la gara di Cagliari. Ed ora è pronto nuovamente a prendere il posto di centravanti nel Verona che cerca disperatamente i gol dei suoi attaccanti. La storia di Samuel Di Carmine con la serie A è tormentata: doti e qualità di primo livello, ma sempre qualcosa a fermarlo. La convinzione, la coscienza dei propri mezzi, la fiducia degli allenatori. Quest'anno è un anno cruciale per Di Carmine. A 31 anni si è conquistato la possibilità di essere protagonista nel Verona e di vincere quelloscetticismo generale che si avverte. Del resto i numeri non mentono. Gli attaccanti del Verona non segnano, tirano poco verso la porta, in questo momento rappresentano il problema numero uno da risolvere. La società per cercare in parte di tamponare la falla, ha acquistato all'ultimo giorno di mercato Stepinski, l'attaccante polacco del Chievo, per 5,5 milioni di euro. Stepinski non è un bomber però. E' giovane e in prospettiva può sicuramente migliorare. Ma non è ancora una certezza. Per questo di Carmine ha ancora le sue carte da giocarsi. Dopo la gara con la Juventus, il rigore conquistato e poi sbagliato davanti alla leggenda Buffon, Juric volle dargli ancora fiducia, conscio che le movenze da punta vera, i tagli in profonidtà e la voglia di cercare il gol erano argomenti sufficienti per insistere su di lui. Ma dopo pochi minuti contro l'Udinese, Di Carmine si è infortunato alla testa, una botta che gli ha causato anche quattro punti di sutura, e poco dopo è stato costretto ad uscire dal terreno di gioco.

Stepinski proprio in quella gara ha avuto una incredibile palla gol che forse poteva cambiare sia il suo destino che quello di Di Carmine. Ma Musso con una parata incredibile e probabilmente anche la scarsa freddezza sotto porta del polacco, hanno lasciato ancora tutto in bilico. Così ora contro la Sampdoria, una gara che il Verona dovrebbe vincere per riappropriarsi dei punti persi per strada fino ad oggi, Di Carmine torna in ballo. Deciderà Juric e forse questo duello non sarà l'ultimo della stagione. (g.vig.)

LA SFIDA DI SABATO
Una Sampdoria disperata cerca punti al Bentegodi
02/10/2019 09:54
Incredibile ma vero. Nessuno avrebbe immaginato che sabato prossimo alle 18 la Sampdoria sarebbe venuta al Bentegodi ultima in classifica a giocarsi un pezzo del suo campionato.

La squadra di Di Francesco, scossa dallo stillicidio delle notizie sulla cessione della società, non riesce ad ingranare e il suo nuovo allenatore, succeduto a Giampaolo, non è ancora riuscito a trovare il bandolo della matassa. I

l Bentegodi potrebbe essere il capolinea del tecnico, che giocherà probabilmente una gara disperata in cui il Verona dovrà essere bravissimo a gestire anche l’aspetto psicologico per mettere in difficoltà l’avversario.

Le cifre dicono che i blucerchiati hanno la peggiore difesa della serie A con 14 gol subiti, un’occasione d’oro per le punte del Verona di uscire finalmente dalla crisi e segnare qualche rete nel tabellino che oggi dice zero gol fatti.

Inutile anche ricordare come il Verona abbia comunque disperato bisogno di punti, perchè dopo sei gare giocate ad un livello ottimo i punti raccolti sono troppo pochi e non mettono al riparo da possibili coinvolgimenti nella zona pericolo.

L’occasione è ghiotta perchè vincendo il Verona metterebbe sei punti di distacco con la Sampdoria che finirebbe veramente in crisi.

L'ANALISI
Attacco zero gol
Speranza Salcedo

01/10/2019 10:45
Zero gol. Gli attaccanti del Verona non segnano e il problema sta tutto lì. In una squadra bellissima e che dà del filo da torcere a tutti, non c’è nessuno che finalizza. Stepinski, Di Carmine e Pazzini a cui si devono aggiungere Tutino, Verre e Zaccagni non hanno segnato nemmeno un gol.

L’eccezione è Pessina che, entrato a gara in corso a Lecce, è stato il match winner con un perfetto e chirurgico inserimento. Quell’azione è quanto richiede Juric, cattiveria e cinismo sotto porta.

I giocatori del Verona, invece, in questo momento pare facciano a gara a chi sbaglia di più. Zaccagni voleva segnare il gol dell’anno quando si è inventato una mezza girata al volo che ha avuto un effetto tragicomico.

E non parliamo di Verre che tra stop al volo e tiri a giro, ormai non fa più notizia.

Ma è sulla punta centrale che gran parte del dibattito si sposta. Questione di qualità dei singoli o semplicemente il lavoro estenuante a cui Juric costringe i giocatori avanzati non consente poi di avere spunto e lucidità? Forse tutte e due le cose. Stepinski è un generoso che si danna l’anima ma che tira poco o niente verso la porta. I dati parlano di appena tre tiri nelle gare in cui ha giocato. Stepinski ha qualità tecniche molto limitate (ha perso 21 palloni a Cagliari) ma questo è un discorso relativo. Non è che Inzaghi fosse Maradona con il pallone tra i piedi, ma il senso della posizione, il fiuto per il gol, la capacità di leggere “prima” dove sarebbe finito il pallone in area lo hanno fatto diventare uno dei migliori attaccanti del mondo.

Di Carmine, che ha movenze da punta vera e che nei tagli assomiglia di più ad una attaccante centrale che a uno stopper messo in attacco, deve sbloccarsi per liberare la testa dal peso di non avere esperienza in serie A. Alla prima vera occasione, il rigore in casa della Juve ha ciccato clamorosamente colpendo il palo, forse emozionato per l’ambiente e forse per la presenza di Buffon tra i pali.

Juric per ora non vede ancora Pazzini come titolare, ma solo come arma da inserire a gara in corso e anche quando le circostanze lo consentono, mentre Tutino centravanti era sicuramente un adattamento in attesa dell’acquisto della punta centrale.

Ma c’è la classica eccezione che conferma la regola: Salcedo. Inserito da Juric a Cagliari il giovane attaccante ha fatto capire quanto personalità, doti e senso del gol abbiano in realtà una valenza superiore a tutte le consegne del tecnico. Salcedo ha cercato la porta più di tutti i suoi compagni messi assieme, ha sfiorato il gol e ha dato la sensazione di poter essere la classica carta da usare per sparigliare il banco. Purtroppo la giovanissima età e la scarsa esperienza costringono Juric a non “bruciarlo” fin dall’inizio, ma è sicuro che dopo un percorso di apprendimento Salcedo può diventare quel giocatore che serve al Verona. (g.vig.)

FONTE: TGGialloBlu.it


03.10.2019
Silvestri, «dammi il cinque» L’Hellas è tra le meno battute
Il numero 1 dell’Hellas Marco Silvestri, tra i meno battuti in serie A

Difesa bunker. È quella del Verona di Juric che in sei giornate di campionato, ha subito solo cinque reti. Un passivo che fa ben sperare visto che, da sempre in Italia, per raggiungere scudetto o salvezza, bisogna tenere il più possibile inviolata la propria porta.

SOLO CON LECCE E UDINESE. A dire il vero l’Hellas non ha subito reti soltanto nella fortunata trasferta di Lecce e in casa con l’Udinese, ma nelle altre gare ha sempre difeso con grande bravura la propria porta. È successo in casa col Bologna nella prima giornata di campionato, quando la squadra ha giocato in dieci contro undici. Una cosa simile è accaduta pure con il Milan dove la squadra è stata penalizzata e ciò nonostante ha subito solo un gol. Due reti al passivo in casa dei Campioni d’Italia della Juve ma alla fine poteva starci anche il 2 a 2 finale. Per ultimo l’uno a uno di Cagliari. Insomma non proprio partite agevoli. In queste sei prime giornate ha subito anche un rigore ogni due incontri e colpito, almeno un palo a partita. Questo per cercare di giustificare il magro bottino di 4 gol ed è tra le squadre meno prolifiche del torneo.

COME LA JUVE. Silvestri e compagni hanno incassato 5 gol come Juventus e Udinese. I gialloblù, sono in condominio con le due formazioni bianconere, al terzo posto come reparto difensivo del campionato. Meglio di loro hanno fatto la capolista Inter con 2 gol subiti da Handanovic e la Lazio. Strakosha ha incassato finora 4 reti. Sarà un caso ma al momento i due portieri sono fra i migliori del campionato, come del resto, pagelle alla mano, lo è Marco Silvestri.

NEOPROMOSSE IN DIFESA. Guardando la classifica Brescia, Lecce e Verona come matricole nel torneo di serie A si stanno facendo rispettare. Tutti e tre hanno conquistato un punto a partita e con questa media, oggi, sarebbero salve. Il cammino è ancora lungo si sa, ma la partenza è tutt’altro che da buttare. A differenza del Verona però, Lecce e Brescia hanno subito molto di più rispetto ai gialloblù. I pugliesi hanno raccolto il pallone scagliato dagli avversari dentro la loro porta in 12 occasioni, il Brescia 9 volte. Reparti arretrati tutt’altro che impermeabili quelli di due delle dirette concorrenti dell’Hellas nella lotta per non retrocedere. Al contrario della squadra di Juric, ci sono in queste squadre attaccanti che sulla carta dovrebbero garantire un certo numero di gol. Ad osservare bene però il Brescia(7 reti) e il Lecce(6 gol) non è che abbiano poi segnato molti di più del Verona.

GRANDE EQUILIBRIO. La formazione di Juric sembra aver trovato una propria regolarità, scaturita proprio dall’atteggiamento globale dei giocatori a protezione della porta. Un pressing alto e continuo e le mezz’ali che cominciano già a sporcare sul nascere l’azione degli avversari. Con Juric abbiamo già visto un proficuo uomo contro uomo che magari non garantirà sempre un calcio champagne ma dovrebbe consentire al Verona di lottare sino in fondo per l’obiettivo proclamato ad inizio stagione : la salvezza.

IL RITORNO DI BOCCHETTI. Considerando il budget a disposizione del diesse Tony D’Amico, Salvatore Bocchetti è stato salutato come primo colpo del mercato estivo dell’Hellas. Ad oggi deve ancora incidere. Col Bologna e un scampolo a Lecce non possono bastare. Qualche contrattempo muscolare visto il cambio drastico di lavoro rispetto alla Russia, era preventivabile. Oggi Bocchetti potrebbe finalmente essere arruolato in un reparto dove il giovane Kumbulla e la sorpresa Rrahmani stanno recitando senza dubbio il ruolo di protagonisti. In ripresa sia Gunter che Dawidowicz che sono stati coinvolti in situazioni di gara negative. C’è tutto il tempo di crescere ancora sia come condizione che come capacità di non subire reti. La salvezza del Verona passerà per forza da una difesa bunker. Arriva la Sampdoria che ha segnato quando l’Hellas, cioè 4 reti ma in compenso ne ha subite ben 14. •
Gianluca Tavellin

FONTE: LArena.it


#VERONASAMP: LE STATISTICHE
04/OTTOBRE/2019 - 18:00
Scopri i numeri, le statistiche e le curiosità fornite da Opta Sports di Hellas Verona-Sampdoria, 7a giornata della Serie A TIM 2019/20, in programma sabato 5 ottobre (ore 18) al 'Bentegodi'.

I PRECEDENTI - Si contano un totale di 46 incontri tra Hellas Verona e Sampdoria: 11 vittorie per i gialloblù, 17 pareggi e 18 vittorie per i blucerchiati.

LE CURIOSITA' - Tra le squadre affrontate almeno 20 volte in gare interne, la Samp è quella contro cui i gialloblù hanno la miglior percentuale di vittorie (43.5%).

L'AVVERSARIO – Bartosz Bereszynski e Nicola Murru sono gli unici giocatori di movimento della Sampdoria ad aver disputato ogni gara (540 minuti) di questo campionato. La Samp, inoltre, attende ancora la prima rete nel primo tempo nell'attuale Serie A.

FOCUS GIOCATORI – Nessun giocatore straniero ha vinto più duelli di Sofyan Amrabat nelle prime sei giornate di questo campionato (44).

PESCHIERA: REPORT ALLENAMENTO
03/OTTOBRE/2019 - 18:45
Peschiera - Nuova tappa di avvicinamento a Hellas Verona-Sampdoria per i gialloblù, allo Sporting Center 'Paradiso' di Peschiera. Oggi la squadra, dopo il riscaldamento, si è dedicata ai torelli, alla mobilità e alle esercitazioni tattiche. In chiusura, esercitazioni sui tiri in porta.

HELLAS VERONA FC - CORDOGLIO PER GIORGIO SQUINZI
02/OTTOBRE/2019 - 22:08
Verona - Il Presidente Maurizio Setti e tutti i tesserati, dipendenti e collaboratori di Hellas Verona FC esprimono il più sentito cordoglio e le più sincere condoglianze a famiglia, parenti e amici, nonché a tutto il Sassuolo Calcio, per la scomparsa del patron del Club emiliano, Giorgio Squinzi, imprenditore di successo e persona di grande spessore umano.

PESCHIERA: REPORT ALLENAMENTO
02/OTTOBRE/2019 - 18:50
Peschiera - Proseguono gli allenamenti del Verona agli ordini di mister Ivan Juric. La squadra oggi ha effettuato riscaldamento e attivazione muscolare, per poi dedicarsi alle esercitazioni sul possesso palla e alle partitelle, sia a campo ridotto che intero.

Ha assistito alla seduta il Presidente Onorario dell'Hellas Verona, Osvaldo Bagnoli.

PESCHIERA: REPORT ALLENAMENTO
01/OTTOBRE/2019 - 19:20
Peschiera - Sono ripresi oggi, martedì 1 ottobre, gli allenamenti dell'Hellas Verona, in preparazione al match di campionato di sabato allo stadio 'Bentegodi' (ore 18) contro la Sampdoria. I gialloblù hanno disputato una partitella 'in famiglia' a ranghi misti, alla quale hanno preso parte non solo i calciatori della formazione Primavera ma anche - buona notizia di giornata - Salvatore Bocchetti, in campo per tutto il primo tempo e sulla via del graduale recupero dal recente infortunio muscolare.

NON SOLO PRIMAVERA: UNDER 17 A PUNTEGGIO PIENO DOPO 4 GIORNATE
30/SETTEMBRE/2019 - 15:30
Verona - Non è solo la Primavera gialloblù ad aver ottenuto 4 vittorie in altrettante gare ufficiali in questo avvio di stagione, perché anche l'Under 17 ha iniziato alla grande il proprio cammino. I giovani di mister Antonio Porta hanno infatti raccolto 4 successi su 4 in campionato, portandosi in cima alla classifica a punteggio pieno, davanti a corazzate come Atalanta, Inter, Milan e Bologna.

Proprio il Bologna è stata la prima vittima (reti di Jurgens e Atzei, 2-0 finale), poi è toccato al Chievo, superato grazie alla bella rete del figlio d'arte Terracciano. Entusiasmante il 4-1 con cui i gialloblù hanno poi strapazzato l'Inter all'Antistadio (tripletta di Jurgens e gol di Fornari): un risultato che ha fatto fare un ulteriore salto di qualità al gruppo dei 2003, capaci - appena una settimana dopo - di vincere con un netto 3-0 sul campo tradizionalmente ostico del Cagliari grazie ai due gol di Bragantini e alla rete di Atzei.

Domenica all'Antistadio arriverà l'Udinese: siamo solo all'inizio, ma - dopo 12 punti su 12, 10 gol fatti e 1 solo subíto - l'avvio di stagione dell'Under 17 gialloblù è da applausi.

UNDER 17 - GIRONE B

Hellas Verona 12 punti
Atalanta 9*
Inter 9
Cremonese 7*
SPAL 7
Cagliari 7
Udinese 7
Milan 4
Venezia 4
Bologna 3
Pordenone 3
Chievo 2
Brescia 2
Cittadella 0

*una partita in meno

FONTE: HellasVerona.it




[OFFTOPIC] +   -   =
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È SCOMPARSO GIORGIO SQUINZI patròn di Mapei, ex presidente degli industriali e fautore del 'miracolo' SASSUOLO preso in C2 e portato in Europa...



Pomigliano, colpo a centrocampo: ecco Esposito, ex Potenza e Verona
NAPOLI ECCELLENZA GIRONE A 30 Settembre 2019 alle 18:11
L’ASD Calcio Pomigliano comunica agli organi di informazione di aver acquisito le prestazioni sportive di Gennaro Esposito, centrocampista, classe ’85. Esposito vanta una grande esperienza spesa per la maggiore in Lega Pro ed ha indossato le maglie di Hellas Verona, Gallipoli, Perugia, Salernitana, Cesena, Venezia, Potenza, Casarano. Il neo acquisto granata nel proprio palmares vanta la vittoria del campionato con Gallipoli passando dalla serie C alla serie B, la vittoria del campionato di Lega pro con l’Hellas Verona in B , in serie D vince con il Potenza traghettando la compagine della Basilicata in serie C.La scorsa stagione, il centrocampista vince il campionato di Eccellenza pugliese con il Casarano.

Ecco le prime parole di Gennaro Esposito: “Ho scelto per questa stagione di indossare la maglia granata perché questa è una società composta da persone serie con una grande progettualità, e poi ho scelto il Pomigliano anche per il mister Seno. Quest’anno il girone A di Eccellenza campana è una vera e propria serie D2 con compagini che hanno grandi progetti e sono ben strutturate, e il Pomigliano è ampiamente tra queste. Arrivo su un treno in corsa, sul quale sono pronto da subito a salire a bordo, adesso ci aspetta l’impegno di Coppa Italia e poi la gara di campionato. Sono pronto, voglio allenarmi alla grande con la professionalità di sempre. Metto a disposizione della squadra e del mister tutto me stesso e la mia esperienza per gli under. Mi farò trovare sempre pronto. Nell'ultima partita casalinga ho apprezzato molto la bellissima cornice di tifosi che accompagna la squadra, che sono stati il 12° uomo in campo, saranno fondamentali ed insieme a loro festeggeremo le nostre vittorie”.
Dott.ssa Paola Mauro Ufficio Stampa e Comunicazione ASD Calcio Pomigliano

La Redazione

FONTE: Napoli.IAmCalcio.it


NEWS
03 ottobre 2019 - 01:20
Calcio italiano in lutto, si è spento Giorgio Squinzi
Dopo lunga malattia, è spirato l’imprenditore che ha costruito il Sassuolo

di Redazione Hellas1903

Si è spento Giorgio Squinzi.
L’imprenditore, che ha lanciato il marchio Mapei e ha portato il Sassuolo dalla C2 alla Serie A. Oggi è spirato, a causa di una malattia che l’ha provato negli ultimi anni,
Il calcio italiano perde così un suo grande interprete.

FONTE: Hellas1903.it


Calciomercato Fiorentina: Caceres vuole restare a lungo
Alex Alessandrini , 30 Settembre 2019

Martin Caceres, difensore d’esperienza che in Italia ha indossato le maglie di Juventus, Hellas Verona e Lazio, ora ha avviato un nuovo percorso con la Fiorentina, club che lo ha accolto a braccia aperte. Il calciatore uruguagio ha accettato la proposta del Direttore sportivo Daniele Pradè e ora pensa solo ai colori gigliati.

Caceres ha raccontato qualcosa di se, del suo arrivo a Firenze, del modulo di Montella e del futuro: “È la stessa cosa giocare a tre, a quattro o a cinque, è una questione di numeri per quelli a cui piacciono: a me basta giocare. Il mio arrivo a Firenze? Avevo parlato con il direttore Pradè“.

Caceres ha anche aggiunto: “Oltre ad aver visto il mix giusto di giocatori giovani ed esperti ho capito che questa era la soluzione giusta per le mie ambizioni e adesso voglio metterci le radici. Vorrei restare a Firenze almeno tre, quattro o cinque anni. Sono stato un giramondo fino ad oggi, ho trovato casa e voglio starci con la mia famiglia“.

FONTE: CalcioLine.it

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