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Che VERONA quel VERONA! Immaginate quella squadra gialloblù vista con gli occhi di un ragazzino di 13 anni che proprio allora, grazie alla fede incrollabile del padre, si avvicinava alla passione (diventata poi sfrenata) per i colori scaligeri....


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...Che VERONA quel VERONA!
Immaginate quella squadra gialloblù, che già da tre anni dopo il ritorno in Serie A col 'mago' BAGNOLI, partecipava costantemente alle competizioni europee, vista con gli occhi di un ragazzino di 13 anni che proprio allora, grazie alla fede incrollabile del padre, si avvicinava alla passione (diventata poi sfrenata) per i colori scaligeri.

Partita dopo partita, da quel 17 Settembre 1984 d'esordio contro il NAPOLI del fenomeno Diego Armando MARADONA, gomito a gomito col mio papà a sentire Roberto Puliero narrare le imprese scaligere dai microfoni di Radio Adige, ecco dipanarsi il campionato di un HELLAS outsider assoluto, che aveva perso STORGATO, GUIDOLIN (quanto s'incazzò l'Osvaldin de la Bovisa nel vedere andar via il suo alter ego sul campo!) e soprattutto bomber IORIO autore di 21 gol tra campionato e Coppa Italia nella stagione precedente, e che si trovava a dover fare per l'ennesima volta di necessità virtù nel campionato più bello e difficile del mondo dove arrivavano solo i più grandi fuoriclasse stranieri come MARADONA, ZICO e PLATINI (limitati ad un massimo di due per squadra).
Dal calciomercato estivo erano arrivati tre emeriti Carneade come MARANGON II (sponsorizzato dal fratello Luciano), DONÀ e TURCHETTA nonché i due stranieri d'ordinanza ELKJAER e BRIEGEL messisi in luce (ma nemmeno più di tanto) ai recenti campionati europei in Francia.


...Pronti-via e i gialloblù sono subito davanti ma nessuno crede nell'effettivo valore di questa provinciale (a parte quel ragazzino di cui sopra e altri sognatori come lui) che sarebbe presto stata ricondotta nei ranghi di appartenenza, o almeno così pensavano i soliti 'parrucconi impolverati' e invece l'HELLAS, che pure secondo mister BAGNOLI avrebbe fatto fatica a salvarsi (questo ovviamente si sarebbe saputo solo molto dopo grazie ad una rivelazione di GARELLA), a fine Novembre è a +2 su SAMPDORIA e TORINO dirette inseguitrici e perde per la prima volta solo a metà Gennaio, nella gara in trasferta ad Avellino.
Alla prima di ritorno il VERONA pareggia al San Paolo di Napoli e l'INTER ne approfitta per agganciare i gialloblù in testa alla classifica ma è un fuoco di paglia e alla 17esima la squadra scaligera è ancora davanti dopo la vittoria sull'ASCOLI al Bentegodi seguita dal magnifico 5 a 3 in trasferta al Friuli di Udine!

Quell'incredibile HELLAS è davvero una gioia per gli occhi col grandissimo capitan TRICELLA a dirigere una difesa granitica e a rilanciare l'azione appena se ne presenta l'occasione e quel DI GENNARO, 'esiliatò' da Firenze in quanto chiuso dall'icona gigliata ANTOGNONI, direttore di un centrocampo mixato alla perfezione con la possente forza di Hans Peter, la devastante velocità di Pierino FANNA ed il preziosissimo jolly VOLPATI mentre in attacco lo scaltro Nanu GALDERISI combina alla perfezione con l'irriverente Preben (si... Quello del gol senza scarpa alla JUVE!).


Soltanto a metà Aprile arriva la seconda sconfitta stagionale e fa malissimo al Bentegodi contro la diretta concorrente TORINO che con SERENA e SCHACHNER rischiava di rovinare tutto... Ma i gialloblù non mollano e ripartono a testa bassa: Pari a San Siro col MILAN, vittoria di misura in casa con la LAZIO, altro pari casalingo col COMO e finalmente l'1 a 1 di Bergamo griffato ELKJAER che sancisce, il 12 Maggio '85, la conquista del primo, storico tricolore con una giornata d'anticipo!

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Verona Campione d'Italia 1984/85