Alfredo AGLIETTI è diventato allenatore dell'HELLAS dopo la disastrosa gestione GROSSO, poi l l'insperata promozione e la beffa del mancato rinnovo...

Alfredo Aglietti
Nato a/il:San Giovanni Valdarno (AR), 16/09/1970
Nazionalità:Italiana
Contratto:Definitivo fino al 30 Giugno 2019 (+opzione in caso di promozione)
Ruolo da giocatore:Attaccante centrale
Altezza:190 Cm
Peso:80 Kg
Posizione:
CARRIERA DA ALLENATORE/VICE +   -   =
 SquadraStagioneSeriePartite  
Hellas VeronaMag. 2019 - 2019B-  
Virtus EntellaNov. 2017 - Mag. 2018B42 (+1CI)  
Ascoli2016 - 2017B42 (+1CI)  
Virtus Entella2015 - 2016B42 (+1CI)  
Virtus EntellaApr. 2015 - 2015B7 (+2POut)  
NovaraFeb. 2014 - 2014B18 (+1POut)  
Novara2013 - Nov. 2013B13 (+2CI)  
Novara2012 - 2013B27 (+2POff +2CI)  
EmpoliFeb. 2012 - 2012B16 (+2POut)  
Empoli2011 - Ott. 2011B7 (+2CI)  
Empoli2010 - 2011B42 (+2CI)  
Sampdoria2009 - 2010Primavera26 (+2FE +2CIP)  
Esperia Viareggio2008 - 2009LP234 (+2POff +4CILP)  
Esperia Viareggio2007 - 2008C234 (+2POut +6CIC)  
Esperia Viareggio2006 - 2007D34 (+2PS +8CID)  
Sestese2005 - 2006D34 (+4CID)  
RondinellaNov. 2004 - 2005D38 (+2POut +10CID)  
LEGENDA: POut=Play Out, CID=Coppa Italia di Serie D, PS=Poule scudetto, CIC=Coppa Italia di Serie C, CILP=Coppa Italia di Lega Pro, POff=Play Off, FE=Final-eight (Fasi finali del torneo Primavera), CIP=Coppa Italia Primavera, CI=Coppa Italia

ALFREDO AGLIETTI, IL PROFILO DEL NUOVO ALLENATORE DEL VERONA

CARRIERA DA GIOCATORE +   -   =
 SquadraStagioneSeriePartiteGoal 
VillacidreseGen. 2004 - 2004D1911 
Milazzo2003 - Gen. 2004D31 
Arezzo2002 - 2003C1150 
Arezzo2001 - 2002C1132 
Pistoiese2000 - 2001B183 
ChievoGen. 2000 - 2000B102 
Hellas Verona1999 - Gen. 2000A12 (+2CI)2 (+0) 
Hellas Verona1998 - 1999B35 (+4CI)7 (+0) 
Hellas Verona1996 - 1997B26 (+4CI)9 (+4) 
Napoli1996 - 1997A28 (+6CI)8 (+1) 
Reggina1995 - 1996B3718 
Reggina1994 - 1995C132 (+2CIC)20 (+2) 
Pontedera1993 - 1994C23422 
Rondinella1992 - 1993CND3011 
Rondinella1991 - 1992Int.3312 
Montevarchi1990 - 1991C2192 
Rondinella1989 - 1990C2318 
Rondinella1988 - 1989C250 
Rondinella1987 - 1988C210 
Giovanili RondinellaFino al 1987C2-- 
LEGENDA: Int.=Campionato Interregionale, CND=Campionato Nazionale Dilettanti, CIC=Coppa Italia di Serie C, CI=Coppa Italia

ALFREDO AGLIETTI IL RE DI REGGIO

NEWS E CURIOSITÀ +   -   = 10 Maggio 2019

Il buon Alfredo AGLIETTI (alias Aglio per amici e butéi) arriva a sostituire l'esonerato GROSSO in un momento in cui l'HELLAS si trova quasi fuori dai playoff di B dopo aver mancato già da Aprile i primi due posti, e quindi la promozione diretta, in una discesa che fino a questo punto è parsa implacabile a causa di soli 4 punti conquistati in 7 partite e vittoria rimandata da quasi 2 mesi.
Patròn SETTI lo ha scelto, sempre con la coerenza, la chiarezza di idee e la consapevolezza del momento che lo contraddistinguono (e che in caso di mancata promozione non dureranno probabilmente più di 15 giorni) perché, parole sue, con l'ormai ex tecnico gialloblù, la Serie A non era raggiungibile tralasciando il fatto che da sesti in classifica, a due giornate dal termine del torneo anche il raggiungimento dei playoff era ormai a rischio.

DA GIOCATORE INIZIA IN TOSCANA MA SI FA CONOSCERE IN CALABRIA, SERIE A NAPOLI E VERONA...
Nato a San Giovanni Valdarno in Provincia di Arezzo, Alfredo debutta in C2 prestissimo ma, prima di esplodere definitivamente, passa per una dura gavetta che lo porta a giocare anche fra i dilettanti prima di arrivare alla REGGINA e mettere a segno 40 gol in due stagioni.
Fisicamente imponente, AGLIETTI non fa della velocità la sua arma migliore ma quanto a tecnica, intelligenza tattica e fiuto del gol ha ben poco da invidiare ai colleghi!

Raggiunta finalmente la C1 col PONTEDERA a suon di gol (furono 22 al termine dell'annata nella quale il buon Aglio si guadagnò il titolo di capocannoniere), inizia col trasferimento alla REGGINA nel 1993-94 l'ascesa dell'attaccante toscano nel grande calcio: Altro titolo di capocannoniere, altra promozione e altra affermazione anche nel torneo cadetto dove mette a segno 18 reti e si piazza al quinto posto della classifica marcatori a soli 5 centri dal grandissimo Dario HUBNER.
Naturale che la Serie A sia interessata dall'ormai 26enne Alfredo: Tra le altre la spunta il NAPOLI dove non è considerato titolare inamovibile né da SIMONI prima né da MONTEFUSCO poi, ma alla fine del campionato, rimane comunque il miglior marcatore di quella squadra con 8 gol in 29 gare.

Nel 1997-98 la prima delle due stagioni e mezza all'HELLAS VERONA dove l'Alfredo nostro non raggiunge mai la doppia cifra (e ha qualche screzio coi tifosi) ma raggiunge ancora la massima Serie nel 1999-2000 con mister PRANDELLI seduto in panchina in quel gran VERONA con bomber del calibro di 'Sorriso' CAMMARATA e 'Totò' DE VITIS.
Da Gennaio 2000 il ritorno in cadetteria con CHIEVO e PISTOIESE, poi di nuovo la C con l'AREZZO prima di terminare la carriera quattro anni più tardi coi dilettanti.

ANCHE DA ALLENATORE PARTE DALLA TOSCANA, POI NOVARA, ENTELLA E ASCOLI PRIMA DELLA 'FICHE' HELLAS...
A Novembre 2004 sostituisce mister BRUNI al PONTEDERA in Serie D ed inizia anche la carriera da tecnico nella società che lo aveva lanciato da calciatore (ma nel frattempo continua a lavorare anche nell'azienda di famiglia attiva nella GDA): L'annata successiva alla SESTESE e quella dopo al VIAREGGIO squadra con la quale vince il girone E della Serie D e viene promosso in C2 categoria nella quale, dopo un paio di stagioni, ottiene un'altra promozione ancora con l'ESPERIA in C1 nel frattempo diventata Prima Divisione di Lega Pro.
Alfredo è ormai in rampa di lancio anche come allenatore e nel 2009-10, alla guida della Primavera doriana, arriva alle Final-Eight del campionato giovanile.

Nella stagione 2010-11 arriva per AGLIETTI la grande occasione tra i professionisti della Serie B alla guida dell'EMPOLI: Un campionato 'onesto', la squadra che si piazza al 9° posto ma nell'annata successiva, a Ottobre 2011, viene esonerato per essere poi richiamato a Febbraio 2012 e salvare gli azzurri ai playout.

Nel 2012-13 Alfredo lascia per la prima volta la Toscana e con il NOVARA ottiene un sorprendente 5° posto in cadetteria e la conseguente partecipazione ai playoff, ma anche in Piemonte l'idillio non dura e a metà Novembre Aglio è ancora una volta esonerato per essere ancora poi richiamato a metà Febbraio senza tuttavia riuscire a salvare i Gaudenziani dalla retrocessione.
Ad Aprile 2015 assume l'incarico al neopromosso ENTELLA che si trova in zona retrocessione: Nonostante un buon filotto i liguri non riescono ad evitare la sconfitta ai play-out ma, a causa dello scandalo calcioscommesse, vengono ripescati in B per l'annata 2015-16 quando i Diavoli neri si rivelano come una delle squadre-sorpresa della stagione ottenendo il 9° posto, grazie anche ad una serie utile di 12 risultati di fila, ad una sola lunghezza dai playoff.
Al termine della stagione 2015-16, in scadenza di contratto, lascia l'ENTELLA a causa di una differenza di vedute con la proprietà ligure e per l'annata successiva si siede sulla panchina dell'ASCOLI che abbandona solo a Giugno 2017 perchè le dimissioni fornite in precedenza (a dimostrare la grande onestà intellettuale del nostro e motivate dal fatto che la squadra non lo seguisse più) furono rifiutate dalla dirigenza marchigiana.

Il 6 Novembre torna a guidare l'ENTELLA (dove nel frattempo è approdato anche il figlio Tommaso portiere della Primavera) subentrando a mister CASTORINA ma a il 6 Maggio 2018, con i liguri terz'ultimi in classifica, viene di nuovo esonerato.
Poco meno di un anno dopo ecco la chiamata dell'HELLAS VERONA che gli propone circa 15 giorni di contratto a meno che i gialloblù non riescano nell'impresa di agganciare playoff e promozione: Tipo una fiche al casinò appunto...



ANEDDOTI & ALTRO DA RICORDARE +   -   =

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Alfredo Aglietti
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Alfredo Aglietti (San Giovanni Valdarno, 16 settembre 1970) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante, tecnico del Verona.

CARRIERA
Giocatore
Conta 10 reti in Serie A, ed è stato autore del secondo gol del Pontedera nella vittoria in amichevole contro l'Italia di Sacchi (2-1 a Coverciano il 6 aprile 1994). Nella stagione a Pontedera segnò 22 reti in Serie C2, vincendo la classifica cannonieri, aiutando i granata a salire in Serie C1.

Nella stagione 1994-1995, nel girone B di Serie C1, segna 20 gol con la maglia della Reggina, ottenendo il titolo di capocannoniere e contribuendo a portare gli amaranto in Serie B, dove l'anno seguente, sempre con la maglia dei calabresi, realizza 18 reti. L'apice della carriera lo raggiunge nella stagione 1996-1997 quando esordisce in Serie A, acquistato dal Napoli. Non gioca tutte le gare da titolare, segnando 8 gol in campionato e 1 in Coppa Italia: tra questi, la rete che all'ottava giornata, il 3 novembre 1996, consente agli azzurri di pareggiare in trasferta con la Juventus 1-1, e la doppietta del 17 novembre 1996 nella vittoria in casa col Perugia 4-2, alla nona giornata.

In seguito passa al Verona per tre stagioni, prima di una parentesi ai concittadini del Chievo, in Serie B. Nel 2000 torna in Toscana, prima con la maglia della Pistoiese e poi con quella dell'Arezzo.

Allenatore
- Dilettanti e giovanili
Il 3 novembre 2004 diventa l'allenatore della Rondinella, in Serie D, subentrando all'esonerato Luciano Bruni. Conclude la stagione al 16º posto. Poco convinto che quella potesse essere la sua nuova professione, per qualche anno ha continuato a lavorare nell'azienda di famiglia, attiva nella grande distribuzione alimentare.

Nel 2005 approda all'AS Sestese di Sesto Fiorentino, in Serie D, subentrando all'esonerato Roberto D'Annibale. Nel 2006 passa al Viareggio dove conquista primo posto nel girone E della Serie D e annessa promozione in C2. Nel 2007-2008 raggiunge la salvezza ai play-out, e nella stagione 2008-2009 ottiene secondo posto e promozione in Prima Divisione, dopo il verdetto del Consiglio Federale.

La stagione successiva è ingaggiato dalla Sampdoria come allenatore della squadra Primavera. Porta la formazione ligure fino alla final eight del campionato di categoria, dov'è estromesso in semifinale perdendo 4-1 il derby col Genoa.

- Empoli e Novara
Dal 2010 è allenatore dell'Empoli, in Serie B. Confermato sulla panchina azzurra nella stagione successiva, è esonerato il 2 ottobre 2011 a seguito della sconfitta in casa 2-4 col Padova, dopo aver ottenuto in totale 2 vittorie, 5 sconfitte e il sest'ultimo posto in classifica. A febbraio 2012 è richiamato a Empoli, subentrando all'esonerato Guido Carboni; non venendo confermato, il 18 giugno seguente lascia il club toscano dopo averlo salvato ai play-out.

Il 17 novembre 2012 è ingaggiato dal Novara con cui, partendo dalla zona retrocessione, raggiunge a fine torneo le semifinali play-off, venendo sconfitto e eliminato dalla sua ex squadra dell'Empoli (1-1 all'andata, sconfitta 4-1 al ritorno). Esonerato il 18 novembre 2013, a causa dello scarso rendimento della squadra (13 punti in 13 gare) e del quart'ultimo posto in classifica, è sostituito da Alessandro Calori; a questi Aglietti subentra il 16 febbraio 2014, quand'è richiamato sulla panchina dei gaudenziani. Il successivo 7 giugno, all'indomani della sconfitta 0-2 in casa nei play-out d'andata col Varese, è definitivamente esonerato dal club piemontese. Il 12 aprile 2015 rescinde il suo contratto con il Novara.

- Virtus Entella
Il 12 aprile 2015 firma con l'Virtus Entella, club emergente militante in Serie B e momentaneamente al quart'ultimo posto della classifica.[13] Non salva direttamente la squadra ligure, nonostante la serie utile messa in fila nello scorcio finale di campionato, e affronta di nuovo i play-out trovandosi di fronte il Modena. A seguito dell'esito della doppia sfida contro gli emiliani, inizialmente l'Entella retrocede in Lega Pro dopo un solo anno di cadetteria.

Ciò nonostante, nelle settimane successive i liguri vengono riammessi in B a seguito delle sentenze dello scandalo calcioscommesse. Nella stagione 2015-2016 l'Entella si rivela una delle sorprese del campionato arrivando al 9º posto, a solo 1 punto dalla zona play-off, grazie a 12 risultati utili consecutivi ottenuti tra ottobre e dicembre. Il 26 maggio 2016, in scadenza di contratto, lascia l'Entella per alcune divergenze con la società riguardanti i piani futuri, subetrandogli Roberto Breda.

- Ascoli e ritorno alla Virtus Entella
Il 16 giugno 2016 diventa il tecnico dell'Ascoli. Dopo aver condotto la squadra alla salvezza, il 1º giugno 2017 lascia il club marchigiano; a stagione in corso aveva peraltro rassegnato le dimissioni, respinte dalla società, poiché a suo vedere la squadra non lo seguiva più.

Il successivo 6 novembre torna sulla panchina della Virtus Entella, in sostituzione di Gianpaolo Castorina; ritrova così anche il figlio Tommaso, classe 2000 e portiere della Primavera biancoceleste. Viene esonerato il 6 maggio, con la squadra terzultima.

In estate è stato accostato alla Juventus Under-23, che tuttavia ha virato su Mauro Zironelli.

- Verona
Il 2 maggio 2019 diventa il nuovo tecnico del Verona in sostituzione dell'esonerato Fabio Grosso. Due giorni dopo al debutto perde contro il Cittadella per 3-0 uscendo dalla zona play-off. Vince però la partita seguente per 2-1 (con doppietta di Samuel Di Carmine, suo giocatore all’Entella nel 2016) contro il Foggia, condannandolo alla retrocessione, qualificandosi ai play-off grazie al sesto posto finale (poi diventato quinto dopo i problemi finanziari del Palermo). Nei play-off la squadra supera il primo turno col Perugia per 4-1, la semifinale col Pescara (0-0 in casa, 1-0 in trasferta al ritorno) e il Cittadella in finale con un 3-0 al ritorno che ribalta il 2-0 dell'andata ottenendo così la promozione in Serie A. Nonostante ciò non viene confermato per la stagione seguente.

Palmarès
- Giocatore
  Competizioni nazionali
      Campionato italiano Serie C1: 1 Reggina: 1994-1995
      Campionato italiano di Serie B: 1 Verona: 1998-1999

  Individuale
      Capocannoniere della Serie C2: 1 1993-1994 (22 gol)
      Capocannoniere della Serie C1: 1 1994-1995 (20 gol)

- Allenatore
  Competizioni nazionali
      Campionato italiano Serie D: 1 Viareggio: 2006-2007 (girone E)


Alfredo Aglietti
From Wikipedia, the free encyclopedia.

Playing career
Aglietti started his career at amateur club Rondinella, before a stint at Pontedera saw him land in Reggina by 1994, playing in Serie C1 at the time. having had a sublime goal scoring record at lower level, Aglietti quickly adapted to his new surroundings, and following a promotion and a successful season in Serie B as the follow-up, Aglietti caught the eyes of the prestigious Serie A club Napoli, where he was involved in taking the club to the Coppa Italia final of 1997, and becoming the club top scorer in the league season, netting eight league goals.

Following Napoli's purchases of Igor Protti and Claudio Bellucci, Aglietti was sold to Hellas Verona, where he spent three seasons, scoring 18 league goals for the club in 73 appearances. He then played for their local rivals Chievo, before going to Arezzo, where he finished his professional career.

Coaching career
Some appearances for amateur clubs later, he then switched to become a youth coach at several clubs, before taking charge at Empoli in 2010. On October 2, 2011 he was sacked and replaced by Giuseppe Pillon On 12 February 2012 he was recalled by the same team as head coach, until the end of the season.

On 18 November 2012 he was named new coach of Novara in Serie B.

He successively served as head coach of Virtus Entella (Serie B) in 2015–16, and Ascoli (Serie B) during the 2016–17 season.

On November 2017, he made a comeback in charge of Virtus Entella. He was sacked from Virtus Entella on 7 May 2018, with the team in the relegation zone with two games to go.

FONTE: Wikipedia.org


News Esclusive
Aglietti a FI.IT: “Il Verona ha messo in difficoltà chiunque. Chiesa è un esterno. Castrovilli? In passato lo avevo chiesto ma…”
Intervista all’ex allenatore dell’Hellas in vista della prossima partita di campionato che vedrà i viola di Montella impegnati al Bentegodi

Di Mattia Zupo - 17/11/2019 17:33

Nel finale della scorsa stagione è subentrato a Fabio Grosso sulla panchina del Verona, riuscendo nell’impresa di riportare gli scaligeri in Serie A. Un mese intenso iniziato il 4 maggio al Tombolato con la sconfitta per 3-0 con il Cittadella e culminato con la finale di ritorno dei Playoff proprio contro la squadra allenata da Venturato, alla quale ha rifilato un 3-0 al Bentegodi dopo la sconfitta 2-0 all’andata. Quando tutto sembrava portare alla riconferma, la dirigenza gialloblù ha deciso di affidare la panchina a Ivan Juric. Alfredo Aglietti, allenatore toscano nato a San Giovanni Valdarno, ha parlato in esclusiva a Fiorentina.it in vista della prossima partita che vedrà i viola impegnati al Bentegodi proprio contro i gialloblù:

Da toscano come ha visto l’arrivo di Commisso nel calcio italiano e nella realtà di Firenze?
“Commisso ha portato grande entusiasmo. È un presidente passionale ed era quello di cui aveva bisogno Firenze. Adesso c’è grande entusiasmo e la gente sicuramente si aspetta tanto”.

Che idea si è fatto sulla Fiorentina dopo un inizio di stagione altalenante?
“Un’ottima squadra composta da tanti giovani e quindi ci vuole del tempo, però ha dimostrato di poter competere con tutte le squadre. Ha fatto ottime prestazioni e ha alternato grandi risultati a partite magari meno belle, ma credo che piano piano si possa togliere delle soddisfazioni”.

C’è un giocatore della Fiorentina che l’ha sorpresa?
“Castrovilli sta facendo qualcosa di straordinario, ma non è una sorpresa per me perché io lo avevo già affrontato svariate volte in Serie B e ne conoscevo e ne apprezzavo le qualità. Più di una volta ne avevo parlato con le società per provare ad acquistarlo, senza tuttavia riuscirci. È un ragazzo che ha grandi qualità e avrà un grande futuro”.

Da ex attaccante come vede l’attacco della Fiorentina?
“Boateng negli ultimi anni ha sempre preferito giocare da falso nueve e lo stesso Vlahovic è un attaccante di grande prospettiva, come ha dimostrato con i due gol segnati al Cagliari di pregevole fattura. Credo che in questo momento la Fiorentina abbia fatto le migliori prestazioni senza punti di riferimento in avanti, con Chiesa e Ribery. Andare a stravolgere qualcosa che funziona prima di provare un qualcosa che è ancora da rodare, forse in questo momento sarebbe un po’ prematuro. Fermo restando che un attaccante centrale permetterebbe a Chiesa di giocare nel ruolo che ama di più, cioè quello di esterno. Ci sono svariate soluzioni. Vincenzo è bravo e credo che le stia valutando, ma credo che ci voglia un po’ di tempo, anche se il materiale c’è”.

Quindi Chiesa lo vedrebbe meglio sulla fascia?
“Chiesa è un esterno, poi che possa giocare in un 3-5-2 a tutta fascia o in un 4-4-2 o un 4-3-3, per me resta un giocatore che deve puntare l’avversario e non giocare spalle alla porta. La sua grande qualità è nell’uno contro uno, in cui riesce veramente a creare sempre qualcosa di importante. Quando ha giocato da centravanti ha fatto bene, anche se forse ci si aspetterebbe qualche gol in più sia da esterno che da attaccante. Su questo aspetto dovrebbe migliorare perché ha tutte le qualità per farlo e lo completerebbe”.

Montella al Bentegodi dovrà fare a meno di Pulgar e Castrovilli…
“Il Verona in questo momento sta molto bene e forse meriterebbe anche qualche punto in più. Una squadra che ha messo in difficoltà tutti. La Fiorentina avrà vita dura a Verona e senza Castrovilli e Pulgar in questo momento può essere una situazione di difficile gestione: sono due giocatori che hanno sempre giocato e che hanno dimostrato grande affidabilità. Sarà una grande opportunità per giocatori come Cristoforo e Zurkowski, che avranno sicuramente grandi motivazioni, così come le dovrà avere il resto della squadra dopo la sconfitta con il Cagliari”.

Però rientrerà Ribery…
“Ribery è un campione, nonostante l’età fa ancora la differenza. Quando c’è, tutti i compagni si sentono più sicuri e nei momenti di difficoltà si appoggiano a lui. Sa gestire i momenti della partita ed è chiaro che la sua assenza si è fatta sentire e il suo ritorno sarà importante”.

Lo scorso anno lei è subentrato nelle ultime giornate di campionato e è riuscito a riportare l’Hellas in Serie A: si aspettava una riconferma?
“È passato tanto tempo e ora bisogna guardare al futuro. Ovvio che me l’aspettassi però ora ho voglia di ripartire da un progetto importante che mi possa permettere di avere quelle soddisfazioni avute la scorsa stagione a Verona”.

Si aspettava un rendimento così positivo da parte della squadra di Juric?
“La squadra, a parte per Faraoni, Silvestri e Zaccagni, poi è stata completamente rivoluzionata. Juric si è affidato a giocatori che conosceva come Lazovic e altri giocatori che avevano giocato nel Genoa e la società glielo ha permesso: questo è sicuramente un aspetto positivo perché ha permesso di plasmare la squadra con le sue idee e i risultati si stanno vedendo”.

Sotto la sua guida Di Carmine aveva fatto molto bene, mentre adesso sta attraversando un periodo difficile: dall’esterno come commenta questa situazione?
“È sempre difficile dare una spiegazione sul perché Di Carmine giochi poco. Il Verona gioca con una sola punta, e quindi a volte ha giocato Salcedo, altre Stepinski o lo stesso Di Carmine. Di Carmine si è dimostrato un giocatore importante. A Firenze lo conoscono perché è cresciuto nella Fiorentina e io lo conosco benissimo perché con me ha fatto bene sia a Chiavari che lo scorso anno a Verona. La Serie A richiede altre cose, ma credo che possa ritagliarsi uno spazio perché ha qualità importanti ed è un professionista serio. Nei momenti di difficoltà riesce sempre a farsi trovare pronto e mi auguro che riesca a trovare le soddisfazioni che merita”.

Tra le rivelazioni del Verona di questa stagione c’è Kumbulla…
“È una domanda che non dovreste fare a me perché l’ho avuto a disposizione per un allenamento perché poi si è infortunato. Lo conoscevo poco e non ho avuto neanche modo di approfondire la sua conoscenza. Sta facendo molto bene ed è forse la sorpresa più importante dell’Hellas sia come ruolo, che per età e personalità. È chiaro che i giocatori fanno la fortuna degli allenatori, ma anche viceversa perché magari danno fiducia incondizionata e loro lo ripagano alla grande. Sono contento per lui e la società che adesso si ritrova un giocatore sul quale fare mercato. Ora deve continuare così, senza alzare troppo la cresta. Come ragazzo mi sembrava molto inquadrato ed educato, un professionista serio e quindi non credo ci sia questo pericolo”.

Lei invece ha avuto qualche proposta?
“Dopo la promozione col Verona cerco una squadra che mi possa dare le stesse soddisfazioni, a prescindere da quale possa essere la situazione. Mi piacerebbe non voglio sbagliare la scelta perché vorrei dare continuità ai risultati ottenuti lo scorso anno. Non ho avuto la possibilità di giocarmi la Serie A col Verona e spero di avere presto un’occasione per magari disputare la Serie A, dopo tanti anni di Serie B credo di essere pronto. Spero che mi verrà data questa opportunità, come è stata data a tanti altri”.

FONTE: Fiorentina.it


LE INTERVISTE
Aglietti avvisa il Napoli: "Può soffrire il Verona, ha tanti giocatori con qualità"
In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Alfredo Aglietti, allenatore

14.10.2019 18:40 di Redazione Tutto Napoli.net Twitter: @tuttonapoli
In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Alfredo Aglietti, allenatore: “L’anno di Napoli fu fondamentale per me. Ricordo l’esperienza fatta lì con un maestro e una persona eccezionale come Gigi Simoni, a cui faccio gli auguri per la guarigione, anche se poi ebbi difficoltà con l’avvento di Montefusco. Ho fatto tanta gavetta, da calciatore e da allenatore. Se ci sono giocatori validi è giusto farli giocare subito, perché mandarli a farsi le ossa è un buon discorso relativamente. Il problema è quando meno qualità e gli vengono fatti contratti che poi gestiscono con difficoltà. Se giocatori come Chiesa e Zaniolo dimostrano di saper stare in questi contesti è giusto poi dar loro determinate responsabilità, anche perché si cresce giocando partite importanti. Non ho preso bene la mancata riconferma a Verona, perché sono arrivato in un momento difficile ed era stato centrato un obiettivo che sembrava irraggiungibile. Alla soglia dei 50 anni sarebbe stato importante avere un’opportunità in Serie A, e penso di essere pronto per questo campionato. Il Verona ora sta bene, sta mettendo in difficoltà tutti: con Milan e Juve probabilmente non meritava da perdere. Fisicamente ci sta, è quadrata, non prende gol e il Napoli li potrebbe soffrire. Un’eventuale chiamata del Verona? Si valuterà al momento. Quest’anno la lotta per la salvezza è più larga: il Lecce gioca bene, così come il Brescia. Una volta tanto le neopromosse non sono vittime, generalmente due su tre retrocedono sempre. Devono fare attenzione tante squadre: Sampdoria, Parma, Udinese, Spal, Genoa e lo stesso Verona. Sassuolo e Bologna le vedo fuori da questa lotta. Il Cagliari ha fatto acquisti importanti, anche il Bologna, anche se lì c’è la brutta situazione di Mihajlovic. Kumbulla ha qualità importanti, poi la squadra è cambiata rispetto allo scorso anno; comunque Amrabat lo vedo pronto per una squadra importante, penso sia la rivelazione del campionato. Stepinski è un giocatore molto fisico, ma non è uno da tanti gol. Tutino ha tante qualità, potrà far bene in futuro. Per lui forse sarebbe stato meglio trovare continuità in una squadra importante di Serie B”.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


SENZA SQUADRA E SENZA STIPENDIO
Aglietti, oltre al danno anche la beffa
30/06/2019 12:00
Alfredo Aglietti si è dimostrato un signore e non ha fatto polemica nonostante la grandissima delusione per non essere stato riconfermato. Il Verona è tornato in Serie A, dopo appena un mese di lavoro, con lui che ha preso in mano la squadra dopo le macerie lasciate da Grosso e dai dirigenti che lo avevano confermato pienamente ed esonerato “a malincuore” solamente alla penultima giornata.

Non gli è stato permesso di allenare in Serie A e adesso oltre al danno è arrivata anche la beffa: le due settimane di stand-by a giugno inoltrato hanno portato il Verona a scegliere Ivan Juric. Mentre le altre panchine si stavano lentamente occupando, Aglietti, aspettando il Verona, è rimasto con un pugno di mosche in mano e ormai tutte le squadre di A e di B hanno già ufficialmente un allenatore.

Non può allenare l’Hellas in Serie A ed ora è costretto a guardare il campionato alla televisione sopra il divano e senza nemmeno lo stipendio o una buonuscita (visto che il suo contratto scadeva oggi, 30 giugno).

Dare tanto per non ricevere nulla in cambio. Un destino professionale che, per ora, sa di beffa atroce.

PARLA L'ARTEFICE DELLA PROMOZIONE IN A
AGLIETTI ROMPE IL SILENZIO
25/06/2019 17:05
Rompe il silenzio, Alfredo Aglietti. Dopo 23 giorni. “Avevo da far sbollire un po' il tutto, ho deciso di non parlare anche per correttezza”. Inutile girarci intorno con vuota retorica: Aglio c'è rimasto male per la mancata conferma. Anche se lui da galantuomo, al telefono dalla sua Toscana, regala solo belle parole. In primis per i tifosi del Verona: “Li ringrazio, c'è stata una manifestazione di stima e affetto nei miei confronti che non mi sarei mai aspettato. Sappiano che è ricambiato”. La voce s'incrina, l'emozione è palpabile, Aglietti apre l'anima: “La gente mi ha fatto vivere un mese straordinario, culminato in una serata che rimarrà nella memoria di tutti, la partita e le festa con il Cittadella credo che ce la ricorderemo per il resto della nostra vita, io, i giocatori, ma anche chi era tra gli spalti quella sera”. Aglietti ha ridato smalto alla passione di una città che covava sotto la cenere da troppo tempo. Non è un caso: “Credo che i tifosi abbiano visto in me non solo l'allenatore, ma anche l'uomo, una persona sincera nei loro confronti e seria, che ha messo il cuore e tutto quello che aveva dentro per poter arrivare all'obiettivo. Un obiettivo sui cui nessuno avrebbe scommesso un euro. E quando dico nessuno intendo proprio nessuno...”.

Chissà se questa è una frecciatina a qualcuno in società, lui dice di no, nega che sia così: “La società devo ringraziarla, il presidente e il direttore sportivo mi hanno dato fiducia e soprattutto la possibilità di allenare il Verona. Poi un pensiero va ai giocatori, sono stati straordinari, la squadra era ben assortita, forse non ci credeva più, poi man mano che siamo stati assieme i ragazzi hanno cominciato a crederci. Con loro i tifosi. L'unità di intenti è fondamentale nel calcio e io cerco sempre di tenerlo a mente. Auguro al Verona di fare bene anche in A, sarà indubbiamente un campionato difficilissimo”.

Chi scrive ha definito Aglietti un allenatore “pane e salame”, lavoratore e poco avvezzo all'estetica mediatica tanto di moda oggi: “Condivido queste parole, mi ci riconosco, sono partito mangiando la polvere della serie D, sia da giocatore che da allenatore. Come allenatore sono uno che ama lavorare tanto e parlare poco. Se mi sento sottovalutato? Oggi vanno cose che proponevo già dieci anni fa, per esempio la ricerca continua del gioco fin dalla difesa. Il fatto è che per esprimere certe idee serve anche la qualità dei giocatori. Con il Verona, che era una squadra forte e ben costruita, ci sono riuscito”. La gavetta, dicevamo: “Da giocatore, quando si andava in trasferta, guidavo i pulmini delle squadre in cui giocavo. Mi sono guadagnato tutto sul campo, senza scorciatoie, vado fiero di questo, forse anche per questo piaccio ai tifosi del Verona”. E si torna a un rapporto intenso da vent'anni, da quando Aglio qui giocava: “Arrivai dal Napoli, c'erano già screzi da anni tra le due tifoserie, eppure la gente di Verona mi accolse in maniera straordinaria. Poi feci un errore io, un brutto gesto e ricordo che andai sotto la curva per scusarmi e prendermi le mie responsabilità. Presi giustamente una marea di fischi e anche qualche applauso, ma da quel giorno nacque con la tifoseria un rapporto meraviglioso, genuino, la gente comprese la mia buona fede e la mia spontaneità, il fatto che ero uno che ci metteva la faccia”.

Con Prandelli poi Aglietti spiccò il volo: trequartista atipico, di tocco e visione, tra i leader della squadra che nel 98-99 conquistò la promozione in A: “Ma questa promozione è più bella, perché da allenatore la vivi in modo più totalizzante, e poi quell'anno con Prandelli da iniziale sorpresa diventammo realtà e la promozione fu abbastanza scontata. Questa volta invece abbiamo scritto una storia incredibile”. Come la sua umanità. Eterna gratitudine Aglio.

FRANCESCO BARANA

FONTE: TGGialloBlu.it


PARADOSSO HELLAS
Aglietti tasche vuote, Grosso stipendio ricco
19/06/2019 16:30
Il calcio italiano e la meritocrazia. Un binomio che spesso è un ossimoro. Tanti sono i giocatori e gli allenatori che vengono scelti per i rapporti stretti con l'amico procuratore di turno. Molti sono i calciatori che vengono selezionati, soprattutto da giovanissimi, per motivi economici, legati anche alle sponsorizzazioni, o perché hanno "un santo in paradiso", piuttosto che avvalersi esclusivamente su criteri legati al valore tecnico del singolo giocatore.

Quando si parla di allenatori, invece, stona molto vedere tecnici preparati fermi da anni senza un contratto e altri che, anche se non hanno una squadra, hanno la fortuna di avere un ottimo stipendio, anche senza lavorare per mesi/anni. Capita quando un tecnico, che ha firmato un contratto lungo, viene esonerato. Passata l'amarezza, ritrova il sorriso quando apre il resoconto online che gli arriva dalla sua banca. Altri allenatori invece firmano per periodi brevi e si ritrovano con un pugno di mosche in mano anche se hanno fatto benissimo.

Questo paradosso è ben espresso dagli allenatori ancora sotto contratto a Verona. Alfredo Aglietti ha firmato ad occhi chiusi l'accordo con l'Hellas: maggio e giugno senza opzioni. Ha compiuto un'impresa, portando l'Hellas in Serie A ma è stato accantonato da Setti e D'Amico. Fabio Grosso, invece, dopo una stagione deludente, è stato esonerato ma il suo contratto scade nel 2020. Oltretutto, il tecnico abruzzese avrà anche lo stipendio raddoppiato per la clausola "promozione in A", nonostante non sia stato lui a portare l'Hellas nella massima serie. Questo a causa del contratto firmato col Ds D'Amico. Un contratto pesante che ha ostacolato l'arrivo di Grosso sulle panchine di Perugia e Frosinone (che hanno preferito altri due Campioni del Mondo 2006: Oddo e Nesta).

Aglietti ha realizzato un miracolo sportivo ma ha le tasche vuote. Grosso ha fallito l'obiettivo ma ha ancora un ricco stipendio (e addirittura raddoppiato). Un altro grande paradosso in casa Hellas dopo una stagione che rimarrà scritta nella storia, con tutti i suoi lati positivi e negativi.

MIRACOLI, COMUNICATI E ALTRE AMENITA'
Amami Alfredo e l’irriconoscenza
16/06/2019 12:04
Sette righe di un freddo comunicato. Sette-righe-sette. Nascoste dalla distrazione generale di un venerdì pomeriggio afoso di inizio estate pre-weekend. Così il Verona, inteso come società, ha ringraziato Alfredo Aglietti. L'uomo a cui una città intera deve la promozione più clamorosa e per certi versi più bella (emozionalmente) della storia congedato come un “la qualunque” a caso di passaggio. Un saluto in sordina, cortese, breve e glaciale, con Setti che, da par suo (non bastasse il resto), ci ha messo il carico d anovanta con il suo personalissimo “omaggio” ad Aglio: “La grandezza del mister è stata quella di riproporre con maggiore efficacia le giocate di Grosso”. Ecco, quello che si dice un complimento...Grosso poi magnificato dal presidente più dello stesso Aglietti: “Con lui si è giocato un gran calcio”. Beffa su beffa.

L'impressione è che Aglietti sia stato quasi un “intruso” nei gangli di questa società. E da vincente ancora più “scomodo”. Colpa d'Alfredo, insomma, che come cantava Vasco “con i suoi discorsi seri e inopportuni mi fa sciupare tutte le occasioni...”. Un Aglietti per animus pugnandi, umanità, immediatezza molto vicino ai veronesi tanto quanto sono lontani Setti e i suoi pretoriani incravattati. Un Aglietti pane e salame, poco mediatico (per come funzionano i media oggi) e genuino e spiccio. Tutto il contrario della triste e lunare “commedia” di parole vuote, stravaganti alibi e balle (intese come amenità) che ci siamo sorbiti in questi quattro anni di grande mediocrità (perché al netto di Aglietti anche l'ultima annata resta tale e in mezzo ci sono le due retrocessioni più vergognose della storia).

Sia chiaro, chi scrive non discute la mancata conferma di Aglietti che, anzi, per quel che conta mi trova pure d'accordo. E Juric non c'entra nulla. Qui si parla di stile, metodo, signorilità. Tutte qualità che Setti ha ancora una volta dimostrato di non possedere. Perché Aglietti, ca va sans dire, andava celebrato e ringraziato diversamente. Ma del resto per dirla con il mio amato Totò: “Signori si nasce e io modestamente nacqui”. Loro, invece, no.
FRANCESCO BARANA

FONTE: TGGialloBlu.it


Un uomo deluso e affranto che sarà sempre ricordato e rispettato dai tifosi dell’Hellas Verona
giugno 16, 2019

Una mazzata. Di quelle difficili da digerire e metabolizzare. Nemmeno l’impresa promozione è bastata ad Aglietti per rimanere ben saldo sulla panchina dell’Hellas Verona. Ma del resto, la scelta era già stata fatta da tempo. L’ex allenatore gialloblù preferisce non rilasciare dichiarazioni, ora, ma ringrazia di cuore il pubblico veronese per l’affetto che gli ha dimostrato. Un attestato di stima conquistato sul campo, ottenuto con merito e senza bisogna di lisciare tifosi e addetti ai lavori. Le strade dell’Hellas Verona e di Aglietti si sono nuovamente divise, ma il popolo veronese, mister, ti riconoscerà in eterno il merito di quanto accaduto pochi giorni fa. Un’impresa dove nessuno ci avrebbe scommesso un euro. Ma tutto ciò oramai fa parte del passato. Il futuro sulla panchina veronese è rappresentato da Ivan Juric a cui rinnoviamo l’in bocca al lupo per la nuova avventura in terra scaligera. Perché l’unica cosa che conta, è sempre e solo, l’amata squadra gialloblù.

“Grazie mister Aglietti”
By Stefano Pozza - 15 Giugno 2019

“Grazie mister Aglietti” questo lo striscione appeso fuori dal Bentegodi dopo la decisione della società di affidare la panchina a Ivan Juric.

FONTE: HellasLive.it




HELLAS VERONA FC - DAL 1° LUGLIO IVAN JURIC SARÀ IL NUOVO ALLENATORE GIALLOBLÙ
14/GIUGNO/2019 - 14:00
Verona - L'Hellas Verona FC comunica di aver affidato a Ivan Jurić la guida tecnica della prima squadra per la prossima stagione sportiva 2019/20. L'allenatore croato ha firmato un contratto che lo legherà al club a partire dal 1° luglio 2019 e fino al 30 giugno 2020.

Con sincera stima il Club ringrazia Alfredo Aglietti e il suo staff, esempi di professionalità, audacia e attaccamento a questi colori dimostrati con il raggiungimento della promozione in Serie A, e augura loro le migliori fortune per il futuro.

FONTE: HellasVerona.it


13 GIU 2019
IL GRAZIE DI UN TIFOSO ANONIMO AD ALFREDO AGLIETTI.
RICEVO DA UN AMICO SU UN GRUPPO WHATSAPP QUESTA STUPENDA LETTERA APERTA DI UN TIFOSO DELL’HELLAS AD ALFREDO AGLIETTI… TROPPO BELLA E TROPPO VERA PER LASCIARLA ALLA SOLA VIRALITÀ DEI SOCIAL. HO QUINDI DECISO DI CONCEDERE IL MIO BLOG PER DIVENTARE SE POSSIBILE IL GRAZIE DI TUTTO IL POPOLO GIALLOBLÙ AD UN UOMO CHE IN UN SOLO MESE HA SCRITTO UNA DELLE PAGINE PIÙ BELLE DELLA STORIA DEL VERONA.

NON CONOSCO IL NOME DELL’AUTORE, DESIDERO TUTTAVIA RINGRAZIARLO PER AVER ESPRESSO IN QUESTO SCRITTO TUTTO L’AMORE E IL SENTIMENTO CHE ALBERGA NEL CUORE DI OGNI TIFOSO GIALLOBLÙ.

Caro Mister Aglietti,

non prendertela, ma guarda il lato positivo: lasci il Verona da profeta in Patria, avendo compiuto un miracolo sportivo in un solo mese, avendo raggiunto il massimo, l’impensabile.

E sei costretto a lasciarlo.

Vantando l’amore e la riconoscenza della tifoseria, di una piazza che prima del tuo arrivo era sfiancata e costretta alla disaffezione, pur covando amore sotto la cenere.

Una passione che hai fatto ritornare fiamma e poi incendio.

Lasci senza esserti macchiato, da vittorioso, dal punto più in alto.

Senza rovinarti con gli insuccessi che potranno arrivare l’anno prossimo, senza contaminarti con probabili giochi e scelte impopolari a cui questa società ci ha abituato.

Lo avrai ben capito: a questa dirigenza non piacciono i capipopolo, non può permettersi di avere in seno emblemi amati dalla tifoseria, che teme possano rappresentare incudini di verità in troppa frequente saccenteria ed un dito puntato dinanzi ad errori a ripetizione.

Da quando sono arrivati si sono preoccupati di eliminare ogni potenziale bandiera gialloblù o riferimento forte e fidato per il popolo scaligero, ad ogni livello ed in ogni settore.

Salvo confermare chi è inviso alla piazza e ribadire stima per quei mozzi improvvisatisi capitani che avevano abbandonato la nave durante la bufera per approdare in porti più sicuri.

Poi puntualmente falliscono, ma in fondo sono pure immeritatamente baciati dalla buona sorte.

Paradossalmente ritieniti fortunato, dai. Ed amato.

Non preoccuparti se si prenderanno i meriti della promozione tentando di far cadere l’oblio sull’ennesimo anno di plurimi errori ed affronti alla tifoseria.

Noi sappiamo che la A, tanto miracolosa quanto per lungo tempo poco meritata, è legata al tuo nome non ai loro, che è arrivata solo grazie a te.

E lo ricorderemo non per “18 o 180 minuti”, non dal 02 Maggio al 02 Giugno, non per “ulteriori 48 ore”… ma sempre!

E, parafrasando chi ti ha silurato, “lascialo fare”: noi, la nostra memoria, la nostra Storia, le nostre vittorie e le nostre battaglie rimarremo; e con noi, nei nostri cuori, chi ha combattuto e si è reso protagonista.

Lor signori prima o poi scompariranno nel dimenticatoio di un grigio bilancio di depressione, apatia ed assenza di passione.

E ancora GRAZIE DI CUORE, ALFREDO AGLIETTI!!!
Mauro Micheloni

FONTE: Blog.Telenuovo.it


UNA STAGIONE INCREDIBILE
Dai 49 punti sul campo alla promozione in A
05/06/2019 10:30
L'Hellas torna in Serie A, salendo sul treno della massima serie all'ultimo secondo, battendo il Cittadella nella finale play-off. Una stagione incredibile: la scelta di Setti e D'Amico di affidare la panchina a Grosso si è rivelata fallimentare. Solamente a due giornate dalla fine si è capito l'errore ed è stato dato il "ben servito" al tecnico abruzzese che non aveva mai convinto in riva all'Adige. Setti aveva addirittura usato la parola "esonerato a malincuore" nel comunicato.

Con Aglietti è tornato quello che è mancato per tutta la stagione: l'entusiasmo. Una squadra che, finalmente schierata con i giocatori nei propri ruoli, è riuscita a centrare l'obiettivo. Una stagione degna di un copione di un film: solamente 52 punti alla fine del campionato (49 conquistati sul campo più i tre a tavolino di Cosenza) e qualificazione ai playoff raggiunta solamente all'ultima giornata.

Durante la lotta, per la A, la squadra più forte (Palermo) è stata estromessa per i noti guai giudiziari e l'altra favorita (il Benevento) si è fatta sorprendere dalla mina vagante Cittadella. La squadra di Venturato, giovane ed inesperta, però si è arresa davanti al pubblico di Verona (25 mila al Bentegodi) che ha spinto la squadra verso una promozione che sembrava insperata.

Una stagione incredibile, piena di errori commessi dalla società: ma alla fine grazie all'arrivo di Aglietti l'obiettivo è stato raggiunto. Però il tecnico toscano non ha ancora in tasca la riconferma. Setti sfoglia la margherita: Ivan Juric o Pippo Inzaghi sono sempre le opzioni più gradite all'imprenditore carpigiano.

FONTE: TGGialloBlu.it


Grazie Aglietti, benvenuto Juric!
giugno 12, 2019
Maurizio Setti ha deciso. Ivan Juric sarà l’allenatore dell’Hellas Verona 2019/20. Per l’ex Genoa contratto annuale con opzione in caso di salvezza. Ad Aglietti non è bastata l’impresa promozione per meritarsi il confronto coi campioni nel massimo campionato italiano. Ma si sa, nel calcio come nella vita, la meritocrazia spesso e volentieri non esiste. Aglietti, a furor di popolo, avrebbe meritato eccome la conferma anche in Serie A, ma la società ha deciso di prendere ben altra strada.

Sui social intanto è già esplosa la protesta, anche da parte di quelli che non lo hanno mai visto allenare, conoscono a malapena il suo nome ma ciò nonostante non evitano di additarlo. Aglietti sarà ringraziato a vita dal popolo dell’Hellas Verona ma oramai “Aglio” fa parte del passato. In Serie A sulla panchina gialloblù siederà Ivan Juric a cui va un grosso in bocca al lupo da parte di Hellas Live.

FONTE: HellasLive.it


VISTO DA NOI
12 giugno 2019 - 08:03
Grazie, grande Aglio
Giù il cappello, tutti in parata: se ne va l’uomo della promozione

di Matteo Fontana, @teofontana

Grazie, grande Aglio.

Cos’altro si può dire, ora? Giù il cappello, ci si metta sull’attenti, in una parata d’onore per l’uomo che, in un mese che ricorderemo per sempre, ha condotto il Verona alla promozione in Serie A.

Quando nessuno ci credeva, lui ci ha creduto. Dove c’era sfiducia, ha portato fiducia, quando tutto era perduto, ci ha spiegato che non era così. Quando chiunque disperava, lui ha dato speranza.

Alfredo Aglietti non sarà l’allenatore dell’Hellas nella prossima stagione. Maurizio Setti, com’era nell’aria, ha scelto di puntare su Ivan Juric. Non serve sottolineare che, così, è stata delusa la passione della tifoseria, che in Alfredo Aglietti ha trovato un simbolo, e non soltanto per i risultati.

Di Juric ci sarà modo di scrivere e leggere in questi giorni. Di Aglietti, invece, è adesso l’ora di farlo. Il ragazzone toscano che, con il suo passo dinoccolato e le lunghe leve, in campo, fece arrabbiare e poi gioire il popolo dell’Hellas, alla fine degli anni ’90. Era Olivia per tutti, a quei tempi. Se ne va da Braccio di Ferro.

Ha fatto un miracolo, rivitalizzando una squadra spenta e finita. Le ha dato identità e cuore. Giocatori che erano divenuti assurdamente degli oggetti misteriosi, su tutti Samuel Di Carmine e Karim Laribi, si sono trasformati in trascinatori.

Cesare Prandelli, il maestro di Aglio, sarà stato orgoglioso del gioco espresso dall’Hellas del suo allievo. C’è un momento che ci fa capire quanto quest’uomo “senta” il Verona: l’abbraccio a Di Carmine alla fine della partita del trionfo con il Cittadella.

Le lacrime sono lì, che spingono per sgorgare dagli occhi di Alfredo. Non è stato solamente calcio, questa storia bellissima con l’Hellas. Questa è la nostra vita.

Dunque, con i versi immortali di Walt Whitman, cantiamo Aglio così.

“O Capitano! mio Capitano! il nostro viaggio tremendo è terminato;
la nave ha superato ogni ostacolo, l’ambìto premio è conquistato;
vicino è il porto, odo le campane, tutto il popolo esulta,
mentre gli occhi seguono l’invitto scafo, la nave arcigna e intrepida“.

Per sempre gialloblù.

FONTE: Hellas1903.it


Aspettando la decisione della società, grazie mister Aglietti!
giugno 8, 2019

La settimana prossima si conoscerà il nome dell’allenatore dell’Hellas Verona per la stagione 2019/20. Il presidente Maurizio Setti, insieme al ds D’Amico, si sono presi ancora qualche giorno per definire la scelta. Aglietti o Juric. L’allenatore protagonista dell’impresa promozione, martedì si è incontrato col direttore sportivo prima di rientrare a casa per le meritate vacanze. Una chiacchierata per valutare l’ipotesi di continuare insieme. Ad oggi però pare sempre in pole l’ex allenatore del Genoa, Ivan Juric, per la panchina gialloblù. Maurizio Setti e Tony D’Amico sembrano orientati su Juric ma ad Aglietti va riconosciuto il merito, a vita, non solo della promozione, pensiero utopico sino al suo arrivo, in Serie A, ma soprattutto di avere riacceso la passione di una piazza che stava vivendo un momento di depressione non solo figlia dei risultati. Grazie ad Aglietti, il pubblico di fede Hellas si è ricompattato, risultando determinante al Bentegodi per l’impresa nella finale di ritorno dei playoff contro il Cittadella. Il nostro personale GRAZIE ad Alfredo Aglietti è d’obbligo, qualsiasi sarà la scelta del club veronese.

FONTE: HellasLive.it


UNA STAGIONE INCREDIBILE
Dai 49 punti sul campo alla promozione in A
05/06/2019 10:30
L'Hellas torna in Serie A, salendo sul treno della massima serie all'ultimo secondo, battendo il Cittadella nella finale play-off. Una stagione incredibile: la scelta di Setti e D'Amico di affidare la panchina a Grosso si è rivelata fallimentare. Solamente a due giornate dalla fine si è capito l'errore ed è stato dato il "ben servito" al tecnico abruzzese che non aveva mai convinto in riva all'Adige. Setti aveva addirittura usato la parola "esonerato a malincuore" nel comunicato.

Con Aglietti è tornato quello che è mancato per tutta la stagione: l'entusiasmo. Una squadra che, finalmente schierata con i giocatori nei propri ruoli, è riuscita a centrare l'obiettivo. Una stagione degna di un copione di un film: solamente 52 punti alla fine del campionato (49 conquistati sul campo più i tre a tavolino di Cosenza) e qualificazione ai playoff raggiunta solamente all'ultima giornata.

Durante la lotta, per la A, la squadra più forte (Palermo) è stata estromessa per i noti guai giudiziari e l'altra favorita (il Benevento) si è fatta sorprendere dalla mina vagante Cittadella. La squadra di Venturato, giovane ed inesperta, però si è arresa davanti al pubblico di Verona (25 mila al Bentegodi) che ha spinto la squadra verso una promozione che sembrava insperata.

Una stagione incredibile, piena di errori commessi dalla società: ma alla fine grazie all'arrivo di Aglietti l'obiettivo è stato raggiunto. Però il tecnico toscano non ha ancora in tasca la riconferma. Setti sfoglia la margherita: Ivan Juric o Pippo Inzaghi sono sempre le opzioni più gradite all'imprenditore carpigiano.

IL FUTURO
Conferma di Aglietti non è sicura
04/06/2019 09:02
Prima dei playoff e della promozione il presidente del Verona Maurizio Setti è stato molto attivo. Con la stagione che si stava indirizzando verso il negativo c’era aria di rivoluzione. Setti aveva contattato Inzaghi con cui pareva essere decollata una trattativa concreta. Ma poi Setti si è raffreddato non completamente colpito dall’ex bomber. Forse hanno influito i report da Bologna e sicuramente non hanno parlato bene di Inzaghi i collaboratori di Setti. Ed Inzaghi è rimasto così in stand-by. Il presidente aveva anche incontrato Juric, l’ex del Crotone e del Genoa. Qui invece il feeling è apparso subito ottimo, tanto che Juric al momento ha grandi speranze di diventare il prossimo allenatore del Verona in serie A. Come Grosso, anche Juric fa parte della scuderia di Beppe Riso e questo conduce direttamente a Tony D’Amico. Il ds resterà a Verona, forte anche di un altro anno di contratto. Ma il suo ruolo potrebbe venire fortemente ridimensionato dall’arrivo di un direttore generale. Una figura forte che possa metterci la faccia anche “politicamente” in serie A. E in questo senso più di un indizio conduce a Perinetti, navigatissimo dirigente del Genoa. L’arrivo di Perinetti, ovviamente, confinerebbe a ruolo di comparse sia D’Amico che il direttore operativo Barresi che resterebbero, ma confinati dietro le scrivanie. E Aglietti? È, per così dire, il terzo incomodo. La sua impresa lo mette in una grande posizione di forza. Puó condurre la trattativa con il Verona con assoluta trasparenza, forte comunque del fatto che in questo momento molti stanno pensando a lui. Se qualche mese fa, però, una collocazione alla Juve Under 23 che gioca in C e che ha Fusco come dirigente responsabile, era una ottima collocazione, oggi davanti alla A del Verona, conquistata per di più sul campo, diventa un vestito molto stretto. Aglietti potrebbe essere l’uomo ideale per non disperdere quel patrimonio di entusiasmo appena ritrovato e per ripartire compatti. Ma resterebbe a quel punto il problema D’Amico che ai tifosi proprio non va giù. Un rebus che Setti scioglierà nel giro di una settimana. (g.vig.)

FONTE: TGGialloBlu.it


NEWS
03 giugno 2019 - 19:11
D’Amico: “Aglietti confermato? Prima la festa, poi riflettiamo”
Il ds del Verona: “Ci prendiamo qualche giorno di riflessione”

di Redazione Hellas1903

Tony D’Amico parla ai microfoni di Sky della promozione del Verona.

Interpellato sulla scelta in panchina per la prossima stagione, tra la conferma di Alfredo Aglietti al vaglio e i contatti che ci sono stati con Ivan Juric.

Dice D’Amico: “Per oggi godiamoci la festa, se lo merita la città, Aglietti e se lo merita il presidente Setti. La nostra è una società forte, che merita rispetto e che commette errori ma che porta a casa i risultati. Ci prendiamo qualche giorno di riflessione e poi faremo le nostre valutazioni per scegliere il giusto percorso per il Verona“.

FONTE: Hellas1903.it


HELLAS PROMOSSO
Aglietti ora merita la A deve essere confermato
03/06/2019 12:00
Dalla depressione con Grosso all'entusiasmo con Aglietti. Il tecnico toscano è riuscito a portare il Verona in Serie A con poche mosse: essenzialmente mettendo i giocatori nei propri ruoli e giocando più in verticale, rinunciando allo stucchevole possesso palla prolungato del tecnico abruzzese (mantenendo sempre la base del 4-3-3).

Aglietti, quando è arrivato un mese fa, ha firmato senza opzioni di rinnovo. Il suo contratto scadrà a breve: ora è Setti che deve decidere su quale allenatore puntare per la A. Pippo Inzaghi e Ivan Juric sono in pre-allarme da giorni, ma non confermare Aglietti sarebbe veramente incredibile dopo la grande festa promozione.

L'ex attaccante dell'Hellas ha dimostrato sul campo di meritare la riconferma, ma intanto, anche attorno a lui, continuano le voci insistenti di mercato. Tuttomercatoweb rilancia il pressing di Fusco che vuole Aglietti sulla panchina della Juventus Under 23 (in lizza con Pecchia che potrebbe tornare dal Giappone). Anche il Benevento sta corteggiando il tecnico dell'Hellas.

PARLA AGLIETTI
“Un altro allenatore non portava l’Hellas in A”
03/06/2019 00:38
"Complimenti al Cittadella. E' stato un grande avversario. Io ci ho creduto più di tutti in questa promozione in A. Con me è cambiata la squadra? Per ogni dottore ci devono essere dei bravi pazienti che vogliono seguire la cura. Ci ricorderemo per sempre questa giornata. Abbiamo fatto un'impresa nell'impresa: prima entrando nei play-off e poi vincendo in finale. Abbiamo trovato un Bentegodi straordinario che ci ha spinto alla vittoria". Alfredo Aglietti parla così in conferenza stampa dopo la vittoria col Cittadella che riporta il Verona in Serie A.

Aglietti non si è sbilanciato sul futuro ma ha lanciato un avvertimento velato a Setti: "Io sono venuto qui a giocarmi le mie chance, sono venuto qua e non ho speculato su un rinnovo automatico in caso di Serie A. Mio futuro? Ora parlerò con la società. Non credo che un altro allenatore sarebbe riuscito a portare questa squadra in Serie A. Lo dico apertamente. Mi sono sempre conquistato tutto, dalla D alla Serie A: ora spero di rimanere".

Aglietti ha concluso: "Tutti sono migliorati con me? Laribi e Colombatto sono stati altri giocatori, lo avete visto tutti. Ma anche molti altri, penso ad Empereur. Arbitro e lamentele? Loro erano molto fallosi, Piccinini ha arbitrato molto bene, i gialli erano giusti. Vincere da giocatore, e poi da allenatore, qui a Verona è stato bellissimo. Zaccagni? Un gran giocatore, voglio allenarlo anche il prossimo anno in A".

Guarda anche:
AGLIETTI: VERONA IN A CON ME
AGLIETTI: L'HO CONQUISTATA

FONTE: TGGialloBlu.it


SERIE C
TMW - Juventus U23, per la panchina Aglietti è il candidato numero uno
03.06.2019 00:32 di Giovanni Albanese Twitter: @@GiovaAlbanese
Fonte: inviato a Torino
Fresco della sua prima promozione in Serie A alla guida dell'Hellas Verona, Alfredo Aglietti è l'uomo del momento. La Juventus lo considera il candidato numero uno per la Seconda Squadra Under 23.

Già accostato fortemente la scorsa estate prima dell'arrivo di Zironelli, il tecnico sembrava potesse giungere in corsa tra ottobre e novembre quando la formazione bianconera appariva in netta difficoltà. Un mese fa la chiamata dell'Hellas dopo l'esonero di Fabio Grosso.

Difficile, adesso, che venga confermato in Serie A (Juric appare favorito): la Juve ci ripensa per la prossima stagione per affidargli il suo patrimonio futuro.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


03 GIU 2019
AGLIETTI, IL POPOLO DEL VERONA E LA PROFEZIA DI ADA…

[...]

Ora deve essere solo festa. Stanotte, domani e per una settimana almeno. Ci sarà tempo per le analisi che ci portano al futuro, per approfondire quello che è stato per capire quello che sarà. Oggi, dopo due anni di merda, permettetemi, godete e godetevela e basta.
Francesco Barana

03 GIU 2019
A COME AGLIETTI
E’ tutto merito suo e che nessuno dica il contrario. Alfredo Aglietti se l’è conquistata da solo, contro tutta la logica del mondo in una pazzesca rincorsa. Lo ha fatto con la normalità del buon senso, ricompattando un ambiente disgregato e senza speranze. Una follia in pieno stile Verona, ma dall’altra parte una folle gestione che aveva ridotto il Verona in uno stato pietoso. Aglietti è arrivato quando tutto pareva finito, con Setti a cui tremava la terra sotto i piedi, con i play-off da acciuffare. Step dopo step Aglietti ha compiuto un capolavoro. Questa promozione è sua e solo sua. Qualche cialtrone che gravita vicino al presidente ci ha già provato a prendersi dei meriti. Ma credo che questa bugia, almeno questa, avrà le gambe cortissime.

Sono chiaro: Aglietti per me deve rimanere a Verona. L’ho detto ieri sera a caldo lo ripeto qui. E’ l’uomo che ha ricucito i fili tra il Verona e la sua gente, è l’uomo che ha ridato dignità e speranza alla piazza. State certi che se non restasse lui non arriverebbero di certo dei Mourinho o dei Conte, dico che è meglio, molto meglio, proseguire con “Aglio” anche in serie A. Fenomeni in giro non se ne vedono e se gli allenatori “fenomeno” (e grandemente sponsorizzati) sono i campioni del mondo… beh meglio tenersi stretta la nostra “Olivia” che almeno sa dove mettere le mani e soprattutto i piedi.

E’ stato un anno pessimo e non cambio idea, nonostante il finale inaspettato. Il Verona ha dato per tanti mesi l’idea di un’accozzaglia di dilettanti allo sbaraglio, tanto da vanificare l’enorme vantaggio di scendere in campo forte dei 25 milioni di paracadute. Già arrivare al secondo posto avrebbe rappresentato un fallimento. Invece siamo stati addirittura fuori dai play off a una giornata dalla fine. Incredibile. Poi, appunto è arrivato Aglietti e le cose sono cambiate. Se lui sarà un punto fermo, Setti dovrà lavorare con la ruspa per rimuovere le incompetenze che lo attorniano. Ma di questo parleremo a brevissimo. Adesso godiamoci questa vittoria. Senza esagerare.
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


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02 giugno 2019 - 23:33
Aglietti: “Fatto qualcosa di straordinario”
Il tecnico gialloblù: “Abbiamo messo il cuore oltre l’ostacolo”

di Redazione Hellas1903

Alfredo Aglietti commenta ai microfoni di DAZN la promozione: “È qualcosa di straordinario. Questa sera ce la ricorderemo per la vita. Un mese fa io e il mio staff siamo arrivati con tanto entusiasmo. Forse i giocatori erano un po giù. Ho cercato di mettere la mia mano e dare le mie idee. Questa sera ce la godiamo. Faccio i complimenti ai miei ragazzi. Senza di loro non ce l’avremmo fatta. Veniamo da un tour de force durante i playoff, ma questa sera abbiamo messo il cuore oltre l’ostacolo. Questa era l’unica cosa che potevamo fare per battere il Cittadella. Ero convinto che avremmo potuto ribaltare il risultato. Questa sera si è concretizzato qualcosa di bellissimo. Pazzini? Ero molto indeciso su chi schierare prima della partita, poi ho deciso Samuel per come ha giocato tutti i playoff. Giampaolo si è messo a completa disposizione del gruppo e questa sera si è meritato la mezz’ora in cui ha giocato. Adessio siamo stra felici. Questa società si merita di giocare in Serie A e spero che si appianino le diverse vedute tra società e tifosi. Il presidente ama questa squadra. Rinnovo? Il mio l’ho fatto, poi vedremo”.

FONTE: Hellas1903.it


AGLIETTI: «2-0 BUGIARDO, IL POPOLO DELL'HELLAS DOMENICA SARÀ DECISIVO: CREDIAMOCI!».
30/MAGGIO/2019 - 23:45
Cittadella - Le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Alfredo Aglietti, rilasciate al termine di Cittadella-Hellas Verona, Finale di andata della Serie BKT 2018/19.

«E' difficile commentare il risultato di stasera perché la partita l'abbiamo fatta noi, a parte i primi 7-8 minuti iniziali: sapevamo che sarebbero partiti forte, così come era accaduto in campionato. Il Cittadella è stato bravo a difendersi ed è stato anche fortunato, perché abbiamo preso un palo e una traversa e certamente Paleari ha fatto alcuni interventi prodigiosi. Ma questa è altresì la dimostrazione che al ritorno ce la possiamo fare, con lo spirito che abbiamo avuto e con un pizzico di fortuna e di precisione in più sotto porta siamo nelle condizioni di vincere anche con due gol di scarto, trascinati dal popolo dell'Hellas che domenica sarà decisivo. Se ho pensato di giocare a due punte? Sì, ero tentato, ma mettersi col 4-4-2 contro questo Cittadella e dopo tante partite sulle spalle ci sarebbe stato il rischio di aprirsi e prendere la giocata alle spalle sul trequartista, non riuscendo più ad accorciare su Iori. Quindi ho preferito rimanere con il 4-3-3, passando al 4-2-3-1 dopo il 2-0. Di cross in area ne sono arrivati tanti, e certamente dobbiamo essere più cattivi in quelle occasioni, coprendo meglio la porta e riempiendo meglio l'area».

FONTE: HellasVerona.it


Hellas Verona, avevi un grosso problema
maggio 27, 2019

L’arrivo di Alfredo Aglietti sulla panchina dell’Hellas Verona ha giovato non solo a Di Carmine e compagni ma anche a tutto l’ambiente gialloblù. Dopo un’annata ricca di sofferenza e poche emozioni, quella che oggi scende in campo è ben altra squadra rispetto a quella “ammirata” sino a pochi giorni fa. Tutti gli interpreti sono messi in campo nelle condizioni di rendere al meglio, senza alcun stravolgimento tattico. Unità d’intenti, gioco fluido ed efficace le caratteristiche principali del nuovo Verona targato Aglietti. L’uscita di scena di Fabio Grosso ha rivitalizzato tanti giocatori, Di Carmine su tutti. Ma adesso arriva il bello. È assolutamente vietato fermarsi proprio ora, ad un passo dal ritorno nella massima serie italiana. Solo il Cittadella, squadra ordinata e gestita molto bene da Venturato, separa i gialloblù dal sogno. Da Cittadella a Cittadella. Il cammino di Aglietti è partito proprio al Tombolato e giovedì contro il club di patron Gabrielli, l’allenatore gialloblù ha la grande occasione di avvicinare l’Hellas Verona all’olimpo del calcio italiano. Forza gialloblù!!!

FONTE: HellasLive.it


AGLIETTI: «GODIAMOCI QUESTA GRANDE NOTTE. DA DOMANI TESTA AL CITTADELLA»
26/MAGGIO/2019 - 23:55
Pescara - Le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Alfredo Aglietti, rilasciate al termine di Pescara-Hellas Verona, Semifinale di ritorno della Serie BKT 2018/19.

«Il segreto di Aglietti? È il risultato del lavoro mio e dello staff. Quando sono arrivato qui ho trovato persone disponibilissime, io ci ho messo lavoro, passione e idee, però non mi piace celebrare qualcosa che non è ancora realizzato, siamo arrivati alla finale e ora dobbiamo vincerla. Crederci? Ci credevo perché vedevo come stava la squadra e come lavorava ultimamente. All'andata abbiamo fatto 0-0 solo per i miracoli di Fiorillo e per un po' di imprecisione nostra sull'ultimo passaggio, questa sera invece non abbiamo avuto le stesse occasioni ma la mole di gioco è stata comunque grandissima, al momento giusto siamo riusciti a colpire e poi abbiamo tenuto bene. Siamo contenti, ma il tutto deve essere condito da ciò che tutti ci auspichiamo. Di Carmine? Sapevo che Samuel avrebbe risposto presente, ma sono contento per tutta la squadra: tanti in questo momento sono riusciti a cambiare marcia e atteggiamento. Anche in difesa si stanno comportando molto bene, abbiamo preso solo un gol (su rigore) nelle ultime tre partite. Credo che tutto questo sia frutto del lavoro ma anche della disponibilità dei ragazzi. Tornare a Cittadella uno scherzo del destino? Quando sono arrivato dissi che le cose nel calcio cambiano in fretta, iniziammo là, prendemmo una scoppola e i tifosi ci contestarono giustamente. Giovedì abbiamo l'occasione di giocarci tanto su quel campo dove abbiamo disputato una delle peggiori partite della stagione, dovranno essere diversi la prestazione e il risultato, ma sarà anche un Verona diverso. Un'avventura che si è prolungata turno dopo turno? Un allenatore credo vada anche visto lavorare, i risultati a volte possono essere troppo altisonanti o l'esatto contrario. Per me è una grande soddisfazione arrivare qui, è la prima volta in finale Playoff per me: troveremo un Bentegodi sicuramente strapieno al ritorno, ma prima servirà una buona partita a Cittadella perché questa squadra va presa assolutamente con le molle».

AGLIETTI: «FIDUCIA E CONSAPEVOLEZZA: A PESCARA SAPPIAMO QUELLO CHE DOBBIAMO FARE»
25/MAGGIO/2019 - 18:20
Pescara - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Alfredo Aglietti, rilasciate a hellasverona.it alla vigilia di Pescara-Hellas Verona, Semifinale di ritorno dei Playoff della Serie BKT 2018/19.

«Il ritorno con il Pescara? Arriviamo con fiducia e con la consapevolezza della prestazione fatta all'andata, in cui purtroppo ci è mancato solo il gol. L'importante però è che abbiamo dimostrato di esserci a livello fisico, mentale e di gioco. Ora affronteremo una partita da dentro fuori, sappiamo quello che dobbiamo fare e andiamo dunque a Pescara per vincere. Indisponibili? Non riesco a recuperare né Di Gaudio né Zaccagni, perciò siamo gli stessi della scorsa partita, ma dobbiamo stringere i denti perché non si può stravolgere una squadra che comunque sta facendo bene. Si può valutare qualche cambiamento a centrocampo o davanti, considerato che iniziano a farsi sentire le quattro partite disputate finora, ma se vogliamo andare avanti non dobbiamo pensare a queste cose bensì arrivare freschi mentalmente alla partita di domani. Verona in credito con la fortuna? Fiorillo all'andata è stato il migliore in campo, anche se forse anche noi avremmo potuto fare meglio sugli ultimi passaggi, magari con un pizzico di fortuna in più per raccogliere ciò che purtroppo non siamo ci è riuscito al 'Bentegodi'».

AGLIETTI: «CONTENTO DELLA PRESTAZIONE, È MANCATO SOLO IL GOL. ANDIAMO A PESCARA CONSAPEVOLI DELLA NOSTRA FORZA»
22/MAGGIO/2019 - 23:50
Verona - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Alfredo Aglietti, al termine di Hellas Verona-Pescara, Semifinale di andata dei Playoff di Serie BKT 2018/19.

«Creato tanto? Anche nel secondo tempo abbiamo avuto diverse grandi occasioni, nel complessa abbiamo fatto un'ottima partita ed è mancato solo il gol. Dovevamo fare questo tipo di prestazione e la squadra ha risposto, quindi sono fiducioso perché se ripetiamo questa gara a Pescara potremmo fare l'impresa. Dobbiamo recuperare energie, ma si sapeva che questa è una partita da giocare in 180'. Se non altro è stato un bello spettacolo visto che entrambe le squadre hanno avuto le loro chance: chiaro che l'ago della bilancia penda un po' più dalla parte nostra, Fiorillo ha fatto alcuni interventi importanti. Un pizzico di cinismo in più questa sera avrebbe fatto la differenza. Gara intensa? Noi eravamo reduci da 120' con il Perugia e si è sentito, ma a livello fisico abbiamo tenuto. Un po' di stanchezza è normale e alcune volte annebbia, specie nell'ultima parte di gara in cui è mancata un pizzico di lucidità. Accorgimenti tattici? Avevamo studiato i movimenti di Brugman in uscita su Gustafson con il taglio a imbucare: lo abbiamo fatto molto bene soprattutto nel primo tempo con le mezze ali, Matos spesso è andato in uno contro uno con Pinto mentre Laribi stava più largo. Nella ripresa c'era più pressing sul nostro play e si è creato spazio oltre la linea. Da questo punto di vista abbiamo giocato un'ottima partita e, ripeto, ci è mancato soltanto il gol. Non dobbiamo essere scoraggiati o avere rammarichi perché oggi meritavamo, dobbiamo invece essere fiduciosi per la prestazione. Pazzini-Di Carmine? Stanno bene entrambi, oggi la squadra si è comportata bene con l'uno e con l'altro in campo. Abbiamo tante partite ravvicinate quindi devo gestire le forza, certo che se ce ne fosse la necessità avere due punte in campo può essere una soluzione. Gli applausi dello stadio? Fanno piacere perché oggi la squadra se li è meritati. Il pubblico di Verona è intelligente e va al di là di una vittoria o di una sconfitta, oggi i ragazzi hanno dato tutto e sono stati ripagati dagli applausi dei tifosi, speriamo di vincere a Pescara e prenderci la finale: ce la meriteremmo tutti, noi e il pubblico».

FONTE: HellasVerona.it


EDITORIALE
Scacco matto in quattro mosse
21.05.2019 12:00 di Enrico Brigi Twitter: @enrico_brigi
In poco più di quindici giorni il Verona è diventato una squadra. In sole due settimane si è verificato ciò che l’ambiente gialloblu attendeva da quasi dieci mesi, sin dal ritiro estivo di Fiera di Primiero. Strano e inaspettato ? Probabilmente si ma assolutamente vero.L’intero merito di questa repentina metamorfosi è da ascrivere in toto ad Alfredo Aglietti - chiamato al capezzale gialloblu in sostituzione di Fabio Grosso - e a un gruppo di giocatori capace sin dal primo giorno di arrivo del nuovo tecnico di mettersi a sua disposizione con estrema professionalità e voglia di cambiare il corso delle cose. La rivoluzione “copernicana” apportata dal tecnico di San Giovanni Valdarno si è articolata in poche semplici mosse, frutto dell’esperienza e di una salutare dose di grano salis.

Dopo la batosta di Cittadella, Aglietti ha avuto l’apprezzabile onestà intellettuale di tornare sui propri passi, scegliendo di lavorare sullo spartito che i giocatori conoscevano quasi a memoria, cercando di individuare nel più breve tempo le possibili aree di miglioramento. Preso atto che la squadra aveva abbondantemente “digerito” il 4-3-3, la prima mossa è stata quella di mettere i giocatori nel proprio ruolo, così da consentire loro di rendere al meglio delle proprie possibilità. Sui verdi prati di Peschiera è, poi, iniziato una "full immersion" sui meccanismi difensivi con l’obiettivo di aiutare la retroguardia gialloblu a trovare nel più breve tempo possibile una maggior solidità. Non è mancata, naturalmente, la cura della parte tattica attraverso la messa a terra di una nuova ma tutt'altro che innovativa idea di gioco. L'infruttuoso gioco in orizzontale praticato in maniera fin ossessiva dal suo predecessore ha lasciato finalmente posto a una maggior verticalità, più bella da vedere e senza dubbio più efficace. Infine, un accurato lavoro sulla parte atletica attraverso una lunga serie di intense doppie sedute giornaliere che ha consentito ai gialloblu di riguadagnare gamba e condizione..

Tradotto sul campo, l’attento lavoro di Aglietti e del suo staff ha prodotto l’effetto di due vittorie estremamente convincenti. Vittoria in rimonta sul Foggia e passaggio del turno preliminare di playoff contro il Perugia, in una gara dai ritmi molto alti, terminata a favore dei gialloblu solamente dopo la coda dei tempi supplementari.

Ora il destino sembra essere cambiato tutto d’un tratto. Da una potenziale clamorosa esclusione dai playoff si i è passati, senza passare dal via, alla semifinale che vedrà la squadra di Aglietti incrociare le armi con il Pescara. Sulla carta ora nulla è precluso. Gli abruzzesi, guidati da quel vecchio marpione di Bepi Pillon, hanno dalla loro il fatto di essere arrivati in posizione migliore al termine della stagione regolare ma dovranno fare i conti con la rinata squadra gialloblu, decisamente rivitalizzata nella testa e nel gioco dall'arrivo dell'allenatore toscano.

Il calcio insegna che il vento può cambiare da un momento all’altro quando meno te lo aspetti. Da qui in poi, tutto può succedere. E’ il bello di questo sport.

FONTE: TuttoHellasVerona.it


VISTO DA NOI
19 maggio 2019 - 20:55
Tutta colpa d’Alfredo
Con il nuovo tecnico il Verona si è rianimato e ha ripreso a correre

di Lorenzo Fabiano, @lollofab

Che tipo Alfredo Aglietti. State certi che su uno come lui Buffa non ci ricamerà mai un poema onirico, né Adani un sermone tattico. Troppo uomo qualunque l’Alfredone, uno che con la fenomenologia delle tv poco o niente ci azzecca. E poi oggettivamente, un perticone dinoccolato con quel tutone operaio addosso, mica si può vedere. E dai…! A noi però, quelli un po’ così, quelli di tutti i giorni, ruvidi e genuini, piacciono. Sono come il vino schietto di Luigi Veronelli. Alfredo Aglietti non è venuto qui a sciroppare profezie da Mago Otelma, né a spiegarci le scienze del calcio nella noia del political-pallonese dei colletti bianchi con l’indice sull’I-Pad. Parla come mamma gli ha insegnato.

È da sempre domiciliato nella serie B avendola assiduamente frequentata sia da giocatore che da allenatore; appese le scarpe al chiodo, tra salvezze raggiunte ed esoneri servitigli, la sua carriera in panchina è sinora stata assai altalenante. Al suo arrivo a Verona ha trovato una squadra in stato comatoso, svuotata di ogni energia ed autostima, avvinghiata alle sue paure. Eppure lui, Verona la voleva. Fortemente. L’ha amata quando segnava con la maglia dell’Hellas, e sognava in cuor suo di ritornarci un giorno. L’opportunità gliel’ha data Setti quando la frittata tiki-takesca spadellata da Fabio Grosso gli è andata (e ce n’è voluto. Che esofago, presidente…!) di traverso.

Diciamo la verità, lo scetticismo che l’ha accolto era una piena dell’Adige che all’indomani del disastro nel giorno del debutto a Cittadella pareva esondare. E invece…piano piano e quatto quatto, Alfredone come Gesù ha rimesso in piedi il suo Lazzaro. E così il Verona si è rianimato e ha ripreso a correre. È ora in semifinale di un playoff dal quale ha seriamente rischiato di rimanere escluso. Poche cose e chiari concetti: Aglietti ha prima messo alfieri, cavalli e torri al loro posto sulla scacchiera per poi alzare le frequenze e conferire ritmo e intensità su linee verticali. Su tutto, il cuore in mano. Quando pareva morto, ed eravamo pronti a scriverne un epitaffio non certo benevolo, il Verona ha trovato quell’anima, che mai in realtà quest’anno aveva mostrato.

Aglietti ha anche il merito di aver ripescato gente della quale stava per occuparsi Federica Sciarelli. E, giusto per non far nomi, ci riferiamo in primis a Samuel di Carmine e Karim Laribi, due oggetti misteriosi solo fino a un paio di settimane fa, oggi pienamente recuperati. Senza ricorrere a straordinarie alchimie, l’Alfredone ha messo la normalità della logica al centro del suo lavoro. Ma c’è di più. Il Verona di Grosso alla prima difficoltà annaspava e affogava nella sua cronica incapacità di soffrire. Questo, secondo noi, il suo peccato originale. Non aveva capito che è invece proprio la sofferenza a essere il karma di una tribù come quella dell’Hellas Verona. Già…soffrire come cani, per poi (a volte) gioire. E che male c’è…!

Sebbene sia oggi una città fiorente di grandi capitali, capitani d’industria, fior di professionisti, abbia un’ateneo di tutto rispetto, e sia meta di un turismo che in massa accorre da ogni angolo del globo ad ammirarne le bellezze, non dobbiamo mai dimenticare che Verona affonda le proprie radici nell’anima contadina, sinonimo di bucolico e umile sacrificio. La storia della sua squadra di calcio riflette quest’aspetto. Sudore, fatica, lacrime e polvere; ogni tanto, un bel raccolto vien pure fuori. La gente qui non ha fame di successo né tantomeno chiede vittorie per fare la conta dei trofei in bacheca con il pallottoliere: no, noi non siamo quella roba lì. La gente dell’Hellas Verona chiede proprio sudore, fatica, lacrime e polvere. In una parola, cuore. Pretende una squadra in cui rispecchiarsi. Serie A o meno, a noi questo Verona che ha finalmente ritrovato la voglia di tornare in campo con zappa e rastrello piace un sacco. È la nemesi che ci ricorda chi siamo e da dove veniamo. È campagna abbandonata e fortunatamente riscoperta. E in campagna si sgobba. Se questo avviene, lui magari non lo sa, ma la colpa è tutta di Alfredo.

FONTE: Hellas1903.it


19 MAG 2019
ELOGIO DI UN UOMO NORMALE
Alfredo Aglietti, un uomo normale che arriva dopo un “fenomeno”. La normalità: quella sana che porta con sé la logica. Aglietti ha rivitalizzato il Verona. Niente di eccezionale (echissenefrega), ma ora il Verona è una squadra. In mille mesi di gestione Grosso nulla di simile abbiamo visto.

Col Perugia la normalità ha messo i giocatori dove devono stare, quelli che devono segnare hanno segnato, si è sofferto perché nel mondo normale la sofferenza è una componente indispensabile. Magari si è sofferto troppo, per colpa di un calo di tensione che ha causato l’errore di Henderson, ma tutto è servito poi per tirare fuori il meglio da un gruppo che finalmente non è più frenato dalle masturbatorie elucubrazioni del proprio allenatore (esonerato “a malincuore” dal presidente, va ricordato).

Grazie Aglio, te lo dico sinceramente, per avere (con normalità) scoccato una scintilla di speranza. Sembrava tutto finito, era tutto finito, ora quantomeno c’è una semifinale play-off da giocare. Ciò, va detto, non cambia nulla nel giudizio generale sul Verona e su questa annata e soprattutto su quella inadeguata dirigenza che ha causato tutto questo disamore. Anzi, peggiora semmai le cose: il presidente Setti è doppiamente responsabile per le sue sbagliatissime scelte e la riprova è che bastava un uomo normale come Alfredo Aglietti per pilotare il Verona in serie A.

Anche se purtroppo non ne avremo la controprova è facile presupporre che con Aglietti il destino del Verona sarebbe stato diverso. Lo si era intuito con il Foggia, lo si è capito stasera. Allenamenti a porte aperte (avete notato che ora la società è tornata a scrivere che si può andare a Peschiera?), risposte finalmente che parlano di calcio, sintonia con la piazza: la normalità di Aglietti può rendere nuovamente straordinaria l’aria del Monte Baldo.
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


AGLIETTI: «VITTORIA DEL GRUPPO, SOFFERTA E MERITATA IN UN BENTEGODI MAGICO»
18/MAGGIO/2019 - 23:59
Verona - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Alfredo Aglietti, rilasciate al termine di Hellas Verona-Perugia, Turno Preliminare dei Playoff di Serie BKT 2018/19.

«Abbiamo sofferto perché il Perugia è un’ottima squadra e perché abbiamo commesso un’ingenuità. Però fino a quel momento stavamo controllando e rischiando poco. Mi è piaciuto come la squadra ha saputo reagire. Di Carmine? Lo conoscevo e so quelle che sono le sue qualità e il suo carattere, sono felice per l’applauso dello stadio per lui. Poi entra il Pazzo e fa due grandi gol. Questo è lo spirito di gruppo che ci anima e ci deve portare lontano. Complimenti al Perugia perché ha espresso davvero un buon calcio, per questo la nostra vittoria ha un sapore ancora più speciale. Lo stadio? Secondo me il Bentegodi è magico e quando ci sono queste partite ti può dare davvero tanto, stasera sono stati fondamentali per spingerci a reagire. Sono contento per la prestazione, l’abbiamo preparata così. Sono contento per me, per i ragazzi e per la società. Il Pescara? Nella doppia sfida qualcosa cambia, ma una partita dobbiamo comunque vincerla, non sarà facile ma ci arriviamo carichi».

FONTE: HellasVerona.it


APPROFONDIMENTI
L’Hellas ora sogna con Aglietti “Il Normalizzatore”
Il tecnico toscano, dopo avere preso in mano un gruppo allo sbando, sembra avere già in pugno la situazione grazie a scelte semplici ma efficaci

di Tommaso Badia maggio 14, 2019 - 10:15

Lo sappiamo, è troppo presto per tessere le lodi di un allenatore arrivato da così poco tempo, però c’è da dire che in queste due settimane scarse a Verona Aglietti sembra aver già rimesso in piedi la squadra e conquistato la piazza, un obiettivo quest’ultimo dovuto non solamente al raggiungimento dei play-off.

CORAGGIO. La prima parola che ci viene in mente pensando al nuovo allenatore del Verona è “coraggio”. Sì, perché per prendere una squadra allo sbando, demolita psicologicamente, a un passo dal fallimento di una stagione e con solo due partite per invertire la rotta ci vogliono gli attributi, così come ci vogliono per andare a Cittadella e provare a giocarsela a viso aperto con le due punte e il trequartista nonostante i soli due allenamenti a disposizione. Certo, al Tombolato è arrivata una batosta piuttosto pesante, ma almeno c’è stata la voglia di dare una svolta, di rompere con il passato. E poi vedi mai che anche le tre sberle incassate abbiano favorito il “risveglio” dell’Hellas…

LA PIAZZA. Arrivato tra i mugugni del popolo del Verona, il tecnico ci ha impiegato poco a conquistare la piazza con poche semplici mosse. Sicuramente il fatto di essere già stato apprezzato in gialloblù come calciatore ha aiutato, così come il suo già citato coraggio, ma “piccole rivoluzioni” come gli allenamenti a porte aperte o l’immediata apertura al tandem Pazzini-Di Carmine (scelta fatta sicuramente per una questione tattica, ma anche molto utile sotto il punto di vista “mediatico”) hanno permesso ad Aglietti di portare dalla propria parte una buona fetta di tifosi.

COACH MENTALE. Ciò che però spicca tra i meriti del mister è la capacità di lavorare sulla testa dei giocatori, abilità chiaramente messa in risalto nell’ultima partita dal rendimento di Samuel Di Carmine e Karim Laribi. Pensiamo per esempio al primo gol del numero 10, arrivato grazie a una botta a fil di palo con il “piede debole”, tra l’altro preceduta da uno stop non perfetto che ha notevolmente alzato il tasso di difficoltà dell’esecuzione: alzi la mano chi non pensa che fino a un mese fa quel pallone sarebbe finito in Curva! A risentire positivamente dell’influenza del nuovo allenatore è comunque stata la squadra in generale, come dimostrano la reazione al vantaggio del Foggia e la rimonta portata a termine con successo, impresa che non riusciva da quasi tre mesi (Spezia-Verona 1-2, era il 17 febbraio).

TIKI-TAKA? NO, GRAZIE. Stesso modulo, stessi interpreti, risultato diverso: il 4-3-3 di Aglietti ha senz’altro entusiasmato più di quello di Grosso. Verticalizzazioni, giro palla più incisivo, giocatori al loro posto, uno Zaccagni “più incontrista”, un Laribi più nel vivo del gioco (nonostante giocasse esterno nel tridente) e conclusioni da fuori: tanti piccoli accorgimenti se vogliamo ovvi, “normali”, ma che hanno reso il Verona decisamente più efficace. Sia chiaro, l’Hellas visto contro il Foggia non è stato perfetto, tutt’altro, ma porre rimedio a tutti i problemi di questa squadra (in primis quello difensivo) con appena sette allenamenti alle spalle sarebbe stato qualcosa di molto simile a un miracolo…

VERSO I PLAY-OFF. Confermate le date degli spareggi, adesso il tecnico avrà a disposizione un altro po’ di tempo per continuare a inculcare nuove idee e approntare le giuste modifiche a quelle vecchie. Oltre a Danzi e Faraoni (che hanno scontato la propria squalifica), da qui a sabato Aglietti recupererà quasi sicuramente anche Pazzini e Bianchetti, due potenziali titolari in vista del Perugia. Le premesse insomma sono buone, e se è vero chi ben comincia è a metà dell’opera allora l’allenatore toscano ha tutte le carte in regola per centrare un’impresa che, dopo un’annata con più bassi che alti, avrebbe quasi dell’incredibile.

FONTE: CalcioHellas.it


AGLIETTI: «SOGNAVO DI VINCERE COSÌ, GRAZIE AI RAGAZZI IN CAMPO E A QUELLI SUGLI SPALTI»
11/MAGGIO/2019 - 18:15
Verona - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Alfredo Aglietti, rilasciate al termine di Hellas Verona-Foggia, 38a giornata della Serie BKT 2018/19.

«Traguardo importante? Nel primo tempo la squadra mi è piaciuta, perché è scesa in campo con determinazione in una gara nella quale la posta in palio era altissima. Quindi oggi devo fare i complimenti ai ragazzi, perché siamo andati sotto ma siamo stati capaci di riprenderla anche grazie alla spinta della Curva. La immaginavo e speravo fosse così la prima vittoria, grazie ai tifosi e grazie ai ragazzi. Questo era l'obiettivo minimo per come era partito il Verona a inizio stagione, ma ci arriviamo con il morale giusto. Giro palla? Io credo che bisogna cercare di andare in porta velocemente, è il mio dogma. Sono qui da poco e sto cercando di portare le mie idee. Verona? Abbiamo un sogno da portare avanti, io ho vissuto tanti anni qui e sono felice di essere tornato, ora speriamo di avere ancora tante partite davanti a noi, vogliamo andare ai Playoff per vincere, serviranno testa e convinzione. Unità con la piazza nata oggi? Assolutamente sì, questo è un nuovo inizio».

AGLIETTI: «LUCIDITÀ E CATTIVERIA PER DIVENTARE PADRONI DEL NOSTRO DESTINO»
10/MAGGIO/2019 - 14:00
Peschiera - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Alfredo Aglietti, rilasciate alla vigilia di Hellas Verona-Foggia, 38a giornata della Serie BKT 2018/19.

«La settimana verso il Foggia? Un po' di scorie dopo la sconfitta di Cittadella ci sono state, per questo abbiamo dovuto cercare di spronare il gruppo e far capire che se noi domani vinciamo entriamo ai Playoff. Abbiamo lavorato bene durante la settimana, abbiamo provato cose nuove e altre già acquisite e adesso mi rimane solamente da sciogliere gli ultimi dubbi. Confronti in settimana? I valori di questa rosa sono importanti ma se siamo in questa situazione di classifica significa che per vari motivi la squadra non è riuscita a dare il massimo. È vero però che abbiamo ancora un'opportunità e la dobbiamo sfruttare al meglio. Io cerco di motivare i ragazzi perché loro rendano al meglio, ma poi i protagonisti sono sempre i calciatori, noi come staff dobbiamo metterli nelle migliori condizioni ma poi serve anche qualcosa da parte loro. Bisogna essere concentrati e dentro la partita, perché non tutte le situazioni che si creano nell'arco di novanta minuti sono preventivabili. Domani sarà difficile sia per noi che per loro, dovremo essere bravi a leggere ogni momento della gara e a interpretarlo a seconda delle situazioni e senza farci condizionare da quello che succede sugli altri campi. Lavoro sui calci piazzati? Questa squadra ha subito 21 gol su palla inattiva e sono troppi, sono mancate cattiveria e determinazione, abbiamo rivisto gli errori commessi a Cittadella e sono sia individuali che collettivi perché se un giocatore sbaglia dev'essercene un altro pronto ad aiutare. Idea tattica? Abbiamo provato due sistemi di gioco, qualcosa di nuovo e qualcosa di vecchio ma con degli accorgimenti, con un modo di giocare più verticale. Questa squadra ha lavorato in un determinato modo per dieci mesi e già a Cittadella ho proposto qualcosa di diverso perché volevo dare un segnale di rottura, non è andata bene e in settimana ho avuto modo di parlare con loro e adesso ho le idee più chiare. Si tratta comunque di una squadra abituata a giocare e non a fare la guerra, ma certamente bisogna cercare di vincere più duelli personali ed essere più incisivi anche nel possesso palla. Infermeria? Abbiamo ancora qualche elemento che non è al meglio, dovrò tenere in considerazione anche questo perché domani servirà dare il 100%: conterà molto anche chi può subentrare visto il valore della nostra rosa. Saranno tutte situazioni che valuterò in queste ventiquattro ore. Pazzini? Giampaolo si è fermato in settimana e ha avuto un paio di giorni di stop. È uno dei punti interrogativi che avrò da qui a domani. I tifosi? Verona è stata e sarà sempre con la squadra, questa tifoseria non fa mancare mai il suo affetto. È chiaro che i risultati possono incidere sull'entusiasmo, ma mi fa piacere sapere che il pubblico tiferà e sarà con noi per tutti i novanta minuti e dall'altra parte toccherà a noi ricambiare quello che loro ci daranno».

FONTE: HellasVerona.it


APPROFONDIMENTI
Una settimana di… Aglio per eliminare le scorie
Il nuovo tecnico ha a disposizione pochissimo tempo per rimettere in sesto i gialloblù in vista del decisivo match contro il Foggia

di Tommaso Badia maggio 7, 2019 - 13:27

È iniziata ieri la “settimana corta” che porterà il Verona alla decisiva sfida di sabato (ufficializzato l’orario della gara, che inizierà alle 15) contro il Foggia, una partita da vincere a tutti i costiper tornare in zona play-off al fotofinish.

Dopo le sole 48 ore avute a disposizione per preparare la sfida di Cittadella, Aglietti potrà ora contare su qualche giorno e qualche allenamento in più per farsi trovare al meglio contro i Satanelli e riportare l’Hellas verso l’obiettivo minimo stagionale.

DOPPIE SEDUTE… Sono due gli allenamenti previsti per oggi a Peschiera, una scelta che non stupisce più di tanto: il neo-tecnico gialloblù ha infatti bisogno di massimizzare il tempo a propria disposizione per inculcare qualche dettame tattico ai suoi giocatori, uno su tutti quello riguardante il tandem Pazzini-Di Carmine, ovviamente poco abituati a coesistere. Probabile quindi che quella odierna non sia l’unica doppia seduta da qui a sabato.

… A PORTE APERTE. “Abbiamo bisogno dei nostri tifosi“: quante volte quest’anno abbiamo sentito questa frase, salvo poi ritrovarci sempre ad assistere (o meglio, a non assistere) a sedute a porte chiuse? Ottima dunque la scelta di rendere gli allenamenti accessibili ai supporters gialloblù, un segnale importante di riavvicinamento alla piazza che, se ripetuto nel tempo, non potrà altro che fare bene a tutti (squadra in primis).

AZIONE “DEPURATIVA”. Tante, troppe le problematiche che si trascinano dalla precedente gestione, in primis una squadra con il morale a pezzi, mai in grado di reagire davanti alle difficoltà. Un gruppo distrutto nelle proprie certezze, reduce da due mesi senza vittoria, con giocatori che compiono errori da scuola calcio (Dawidowicz e Silvestri in Verona-Livorno, tanto per dirne una…) o che, al momento decisivo, prendono sempre la decisione sbagliata (il tiro da fuori, sempre per fare un esempio, sembra essere diventato un peccato mortale). Subito dopo viene l’aspetto tattico, dove si nota una confusione che regna sovrana: calciatori sulla carta fortissimi che, a forza di girare per il campo, sembrano essersi dimenticati come si gioca nel proprio ruolo, perdendosi le marcature, sbagliando i movimenti più elementari e fallendo occasioni più facili da capitalizzare che da sbagliare. Insomma, siamo in una situazione certamente non facile, uno status quo a cui Aglietti dovrà in qualche modo porre rimedio. Come? Beh, sinceramente speriamo lo sappia lui…

FONTE: CalcioHellas.it


RASSEGNA
GdS - Verona, Aglietti ha una squadra in coma da rianimare
07.05.2019 12:00 di Stefano Bentivogli Twitter: @sbentivogli10
Fonte: Gazzetta dello Sport
Il cambio in panchina della Salernitana ricorda quello di Alfredo Aglietti la settimana scorsa, quando il Verona (club numero 11 di B che ha cambiato) si è deciso a esonerare Grosso dopo settimane di tentennamenti, salvataggi in extremis e fiducie incondizionate, anzi no. Il signor Wolf dell’Hellas non ha fatto in tempo a ordinare un caffè con molta panna e molto zucchero per concentrarsi: gli sarebbe andato di traverso, visto il debutto di Cittadella (3-0 già al 41’). Forse Aglietti si è preoccupato più di ravvivare la sua squadra che di arginare l’avversario, e l’ha pagata cara. Ora ha una partita per conquistare i playoff e poi chissà. Se Wolf aveva un cadavere senza testa da far sparire, Aglietti ha una squadra in coma da rianimare.

FONTE: TuttoHellasVerona.it


AGLIETTI: «DIFFICILE SPIEGARE QUESTA PRESTAZIONE. SONO DELUSO, SABATO VOGLIO DIGNITÀ E VOGLIA DI VINCERE»
04/MAGGIO/2019 - 21:05
Cittadella - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Alfredo Aglietti, rilasciate al termine di Cittadella-Hellas Verona, 37a giornata della Serie BKT 2018/19.

«La prestazione? Questa partita è stata difficile subito dopo il loro gol, perché non siamo riusciti reagire. Nel calcio si può andare sotto, ma bisogna rimanere in partita e soffrire insieme, uniti e compatti, così si può anche pareggiare e vincere nel secondo tempo. Nella ripresa poi, dopo l'espulsione di Faraoni, la gara è finita. Delusione? Sono qui da sole quarantotto ore, ma quando sono arrivato mi è sembrato di vedere negli occhi dei ragazzi la voglia di fare bene, ero convinto per questo motivo che avremmo fatto una prestazione diversa. Dovremo analizzare i motivi che hanno portato a questo risultato, in un derby e in una partita che vale quasi una stagione, ma noi ce la siamo complicata fin da subito. Se credi in qualcosa, e io credo in questa squadra, e poi non hai la risposta che ti aspettavi è normale che ci sia delusione, ma non voglio scaricare le responsabilità su nessuno ed è giusto che tutti si prendano le proprie. Tutto in 90'? Si decide tutto sabato e se vinciamo sono convinto che abbiamo buone possibilità di entrare nei playoff. Se giochiamo come oggi però sarà difficile arrivarci, anche perchè affrontiamo una squadra che darà tutto per raggiungere la salvezza in Serie B. Abbiamo la possibilità sabato di trasformare i fischi di oggi in applausi, perché dobbiamo avere dignità e voglia di vincere. I tifosi? Era giusto andarci a prendere davanti a loro tutte le responsabilità e quindi anche i fischi».

AGLIETTI: «HO TANTA CARICA E VOGLIA DI FARE BENE. QUESTA È UNA SQUADRA FORTE, A CITTADELLA UNA BATTAGLIA»
03/MAGGIO/2019 - 14:15
Peschiera - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Alfredo Aglietti, rilasciate alla vigilia di Cittadella-Hellas Verona, 37a giornata della Serie BKT 2018/19.

«Dobbiamo avere fiducia. Perché questa è una squadra forte, una squadra che da qui alla fine della stagione può ottenere grandi risultati. Sono carico a molla, sarei felice di trasmettere ai ragazzi almeno la metà della mia voglia. Ma non ce ne sarà bisogno, perché anche per loro l'obiettivo è chiarissimo e importante. A Cittadella sarà uno spartiacque importante, troveremo un avversario tostissimo. Come ho trovato la squadra? C'è poco tempo, due giorni sono pochi quindi l'importante in questo momento è che i ragazzi si tolgano di dosso le scorie della sconfitta e quello che ne è seguito. Dovremo essere lucidi, sia noi che il Cittadella ci giochiamo tanto. Sarei venuto a Verona non solo per 180 minuti di campionato ma anche solo per 18, tornare qui per me è una cosa grandiosa. Non ho mai avuto a disposizione, nella mia carriera, una rosa così forte e la voglio sfruttare. Sfruttare al 110%. Modulo? Sto pensando alle varie soluzioni, ma queste considerazioni avranno più senso dopo la partita di Cittadella, stravolgere completamente una filosofia di gioco in due giorni non sarebbe semplice. Le scelte? Di Gaudio ha avuto un problema muscolare e Zaccagni è squalificato, parlando con i ragazzi valuteremo quella che può essere la migliore soluzione per noi, ma conterà soprattutto il modo in cui approcceremo alla partita. E' un derby, il Cittadella parte in sordina ma ha sempre grandi ambizioni, quindi sarà una battaglia e dovremo essere un Verona concreto più che bello, abbiamo solo un risultato. Ogni palla, ogni contrasto, ogni calcio piazzato dovrà trovarci concentrati e attenti. L'obiettivo attuale non può che essere entrare nei Playoff, solo una volta ottenuti potremo fare altre considerazioni. La piazza di Verona? Conosco l'ambiente e so che questa tifoseria dà sempre una mano alla squadra, dobbiamo evitare brutte sconfitte come mercoledì, secondo me a livello tecnico siamo una squadra fortissima in questa categoria e quindi se diamo il 110% non ce n'è per nessuno. E' sulla testa che si lavora adesso, per sbloccare quel qualcosa che può farci raggiungere i nostri obiettivi. La tecnica c'è ma non basta, va abbinata alla voglia. Tifosi? Spero ne vengano tanti, sia domani a Cittadella che poi sabato col Foggia. Il loro appoggio in tanti anni non è mai mancato, e sarà fondamentale».

FONTE: HellasVerona.it


RASSEGNA
CdV - "L'amuleto Aglietti per l'Hellas"
03.05.2019 11:00 di Anna Vuerich
Fonte: Corriere di Verona
Il numero odierno del Corriere di Verona si concentra oggi sul cambio in panchina effettuato da Maurizio Setti: al posto di Fabio Grosso, alla guida dell'Hellas Verona è arrivato Alfredo Aglietti, che giocò nella squadra scaligera tra il 1997 e il 2000.

Dopo aver fatto il punto della situazione attuale del Verona, il Corriere locale si concentra su cosa dovrà affrontare ora Aglietti: "Rimettere insieme i pezzi è un affare complicato", commenta il quotidiano. Più di tutto, bisognerà cambiare la mentalità in campo. Per questo, Aglietti (in scadenza con la fine della stagione) ha portato i suoi rinforzi: Vinicio César come collaboratore tecnico e Daniele Sorbello come preparatore atletico.

FONTE: TuttoHellasVerona.it


NEWS
03 maggio 2019 - 10:49
Aglietti all’Hellas, Cammarata: “Vai Alfredo, porta il Verona in A”
L’ex compagno di squadra: “Può farcela, conosce l’ambiente e ha idee e capacità”

di Redazione Hellas1903
di Redazione Hellas1903

Fabrizio Cammarata, ex centravanti dell’Hellas, ha fatto coppia con Alfredo Aglietti nell’attacco del Verona per un anno e mezzo, dal 1998 a inizio 2000.

Intervista dal “Corriere di Verona” oggi in edicola, parla della nuova guida tecnica dell’Hellas.

Dice, tra l’altro: “Di certo potrà far valere le idee che ha e le capacità umane che lo contraddistinguono. Inoltre conosce bene la piazza di Verona, una realtà che chiede alla squadra di dare tutto quello che ha, a prescindere dal risultato. Alfredo lo sa e questo è un punto di partenza favorevole per lui. C’è poco tempo per rimediare, Alfredo può riuscirci e, una volta ai playoff, il gioco è del tutto diverso e credo che l’Hellas potrà mostrare quel che è in grado di fare“.

FONTE: Hellas1903.it


PESCHIERA: REPORT ALLENAMENTO
02/MAGGIO/2019 - 19:45

Peschiera - Si è tenuta nel pomeriggio, presso lo Sporting Center 'Paradiso' di Peschiera e davanti a un'ottantina di tifosi, la prima seduta diretta dal nuovo allenatore gialloblù Alfredo Aglietti. Dopo il riscaldamento la squadra ha svolto una sessione di rapidità e ha concluso l'allenamento con una serie di partitelle a campo ridotto.

FONTE: HellasVerona.it


NEWS
02 maggio 2019 - 19:36
Il Verona ad Aglietti, il primo allenamento
Il tecnico a Peschiera del Garda, la seduta dei gialloblù

di Redazione Hellas1903

Primo allenamento del Verona con Alfredo Aglietti alla guida della squadra.
A Peschiera del Garda il nuovo tecnico ha diretto la seduta dei gialloblù.
Domani Aglietti verrà presentato, in occasione della conferenza di presentazione della gara con il Cittadella.

VISTO DA NOI
02 maggio 2019 - 19:34
Aglietti, che tecnico è il nuovo allenatore dell’Hellas
Vari i sistemi di gioco utilizzati con preferenza a tre riferimenti offensivi
di Michele Tossani, @MicheleTossani
Foto Hellas Verona

Alla fine, il tanto agognato (da parte di stampa e tifoseria) cambio di allenatore è avvenuto. Il Verona esonera Fabio Grosso e, al suo posto, chiama Alfredo Aglietti. Ex attaccante proprio dell’Hellas, Aglietti non lavora dal 2018, quando venne esonerato dalla Virtus Entella.

L’allenatore toscano ha battuto in volata Zdenek Zeman, forse ritenuto non la scelta migliore a poche giornate dal termine del campionato, dato il tempo che solitamente è necessario alle sue squadre per assimilarne i concetti di gioco.

Che tipo di allenatore si presenta al Bentegodi? Il 48enne di San Giovanni Valdarno è allenatore pragmatico e non integralista, vale a dire non legato ad un solo sistema di gioco.

In carriera ha utilizzato il 4-2-3-1 (Empoli), il 4-3-3 (Novara) ma anche il 4-3-1-2 (Entella). In linea di massima, come si evince, la preferenza è rivolta allo schieramento di almeno tre riferimenti offensivi, con un numero 10 alle spalle di due punte o con due esterni larghi e un attaccante centrale. Idealmente, Aglietti predilige una squadra che non butti via la palla e che sappia costruire a partire dalla difesa. Ai centrocampisti chiede molti inserimenti, soprattutto al trequartista, quando ha deciso di utilizzarlo.

In fase difensiva Aglietti, se possibile, opta per una squadra aggressiva, in grado di pressare alto per disturbare fin da subito la fase offensiva avversaria.

Queste, in generale, le caratteristiche dell’Aglietti allenatore per quella che è stata finora la sua carriera in panchina. La rosa che troverà a disposizione è di qualità e sembra adatta per il tipo di calcio che ha contraddistinto Aglietti nelle sue precedenti esperienze.

È chiaro che, con due partite dal termine della stagione regolare, il nuovo tecnico non potrà stravolgere il lavoro fatto dal suo predecessore. Tuttavia, ad Aglietti sarà chiesto non soltanto di intervenire a livello piscologico su un gruppo che, partito per vincere il campionato, si trova ora a lottare per un posto nei playoff ma anche di aggiustare (pur nel poco tempo a disposizione) quanto tatticamente non è andato con Grosso. Per iniziare, l’ex allenatore dell’Entella dovrà cercare di velocizzare una manovra che fin qui è stata alquanto farraginosa, col risultato che il Verona ha spesso faticato a creare occasioni da gol contro squadre che difendevano basse.

Un giro palla più veloce, insieme ad una manovra che vada più in profondità, più per linee verticali, è quanto chiede la piazza e, soprattutto, è quanto sembra essere più adatto ad una rosa che ha esterni e centrocampisti in grado di inserirsi in avanti.

Foto: Hellas Verona, il primo allenamento di Aglietti coi gialloblù (2 maggio ’19)

FONTE: Hellas1903.it


Bentornato mister #Aglietti... e buon lavoro! #DaiVerona

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SERIE B
Aglietti torna all'Hellas: come da calciatore l'obiettivo è la Serie A
02.05.2019 16:57 di Tommaso Maschio
Dopo aver vestito la magia dell’Hellas Verona per due stagioni e mezzo (83 presenze e 22 gol) conquistando la promozione in Serie A nel 1998-99 Alfredo Aglietti è tornato nella giornata di oggi in gialloblù questa volta per sedere sulla panchina del club.

Chiamato per il finale di campionato, e quasi certamente i play off, il tecnico – fermo dal maggio del 2018 quando venne esonerato dalla Virtus Entella – proverà a replicare quanto fatto da calciatore ovvero conquistare la promozione in Serie A. Un obiettivo non impossibile visto il valore della rosa scaligera, specialmente se l’allenatore riuscirà a far convivere due attaccanti di razza come Pazzini e Di Carmine – che Grosso vedeva alternativi l’uno all’altro – per giocarsi tutte le carte nei play off che rappresentano sempre un terno al lotto. Le prossime due gare saranno molto importanti sia per confermare la presenza dell’Hellas ai prossimi play off (con sei squadre racchiuse in appena cinque punti e con soli quattro posti a disposizione) sia per dare la propria impronta alla squadra.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com

Sorbello, il nuovo preparatore atletico gialloblù
maggio 2, 2019

Dopo Empoli, Novara e Ascoli, Daniele Sorbello seguirà Alfredo Aglietti anche all’Hellas Verona. Sarà lui il nuovo preparatore atletico del club di Maurizio Setti

César, il collaboratore tecnico di Aglietti
maggio 2, 2019

Brasiliano classe 1979, Cèsar Vinicio Cervo de Luca entra nello staff tecnico di Alfredo Aglietti, nuovo allenatore dell’Hellas Verona. Ex difensore, Cèsar in carriera ha vestito le maglie di Fluminense, Chievo, Catania, Padova, Juve Stabia, Cremonese e Virtus Entella, dove ha ricoperto anche il ruolo di team manager.

Il contratto di Aglietti
maggio 2, 2019

Alfredo Aglietti subentra sulla panchina dell’Hellas Verona al posto dell’esonerato Fabio Grosso. L’ex allenatore di Rondinella, Sestese, Viareggio, Sampdoria (Primavera), Empoli, Novara, Virtus Entella ed Ascoli dovrebbe firmare un contratto col club gialloblù sino al termine della stagione, con opzione in caso di promozione in Serie A.

FONTE: HellasLive.it


HELLAS VERONA FC - ALFREDO AGLIETTI È IL NUOVO ALLENATORE
02/MAGGIO/2019 - 12:35
Verona - L'Hellas Verona FC informa di aver affidato ad Alfredo Aglietti la conduzione tecnica della prima squadra fino al termine della stagione sportiva. Sarà affiancato da César Vinicio Cervo de Luca (collaboratore tecnico) e Daniele Sorbello (preparatore atletico). Al nuovo mister il Presidente Setti e tutta la società fanno i migliori auguri di buon lavoro.

Il nuovo allenatore dirigerà la sua prima seduta alle 15.30 allo Sporting Center 'Il Paradiso' di Peschiera, a porte aperte.

Il Club desidera inoltre ringraziare Fabio Grosso e il suo staff per l'impegno e la professionalità profusi negli scorsi mesi, augurando loro le migliori fortune per il prosieguo della carriera professionale.

FONTE: HellasVerona.it


PRIMA DI VERONA +   -   =

💪

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Il contratto di Aglietti
maggio 2, 2019

Alfredo Aglietti subentra sulla panchina dell’Hellas Verona al posto dell’esonerato Fabio Grosso. L’ex allenatore di Rondinella, Sestese, Viareggio, Sampdoria (Primavera), Empoli, Novara, Virtus Entella ed Ascoli dovrebbe firmare un contratto col club gialloblù sino al termine della stagione, con opzione in caso di promozione in Serie A.

FONTE: HellasLive.it


IL NUOVO ALLENATORE DELL'HELLAS
Aglietti tra il 4-3-3 e le due punte centrali
03/05/2019 12:15
Nel segno del 4-3-3. Dopo gli anni con Mandorlini, anche Pecchia e Grosso hanno usato quasi sempre questo modulo, che è il preferito per la maggior parte degli allenatori italiani. Anche Alfredo Aglietti è uno di questi, ma il tecnico toscano, nel corso della sua carriera, ha saputo variare disposizione tattica davanti (specie ad Ascoli e a Chiavari), con l'utilizzo delle due punte, supportate da un trequartista.

Per Aglietti il dogma è quello della difesa a quattro. Così come preferisce essere coperto in mezzo al campo con tre uomini a fare densità nella zona più nevralgica del rettangolo verde. Meno integralismo invece davanti: si può giocare con due esterni e una punta centrale ma anche provare la soluzione 1+2 che porterebbe dal primo minuto Pazzini e Di Carmine insieme con magari Laribi da "10", vero ruolo naturale dell'italo-tunisino.

In vista del Cittadella, però, Aglietti ha pochissimo tempo: è più probabile che parta col 4-3-3, usato sempre dalla squadra in questa stagione.

FONTE: TGGialloBlu.it


VISTO DA NOI
02 maggio 2019 - 08:19
La lezione
Setti cambia allenatore in ritardo. Un errore già commesso

di Matteo Fontana, @teofontana

Tanto tuonò che piovve: Maurizio Setti ha deciso di cambiare allenatore e l’ha fatto. Fabio Grosso è stato esonerato dopo la grottesca sconfitta con il Livorno al Bentegodi (seconda consecutiva in casa), per l’arrivo di Alfredo Aglietti è questione di pochi dettagli.

[...]

Siamo ai giorni nostri, con il Verona che, seppure colmo di grandi nomi, perlomeno secondo i pronostici, ha perso pressoché senza combattere le chance di promozione diretta, e l’ha fatto ai primi di aprile, mentre a inizio maggio ha messo in pericolo l’accesso ai playoff, ultima carta per rincorrere la A.

Vada come vada, l’augurio è che la lezione sia servita a Setti per capire come avere coerenza significhi tentare di centrare l’obiettivo anche correggendo in corso d’opera una rotta che, a seguirla, ti porta verso metaforici scogli. E non può essere, dunque, una mera questione di budget: la fiducia, per essere confermata, va conquistata.

In bocca al lupo ad Aglietti, che noi che si era ragazzi negli anni ’90 ricordiamo alzare le gambe da fenicottero e smistare palloni con intelligenza finissima in un Hellas che fece sognare una generazione. Il suo arrivo ci fa sentire più vecchi e ci impone di riascoltare la compilation di quei tempi, che va dai Chumbawamba e dei Liquido, passando per le Spice Girls, Alanis Morrissette e, udite udite, Ricky Martin con la sua vida loca .

Bando alla nostalgia, una sistemata ai capelli grigi e via: Aglio inventava calcio e segnava gol di classe. Auguri a lui.

NEWS
02 maggio 2019 - 07:22
Dai gol in gialloblù al (nuovo) obiettivo Serie A: Aglietti torna a Verona
Durante la carriera da giocatore, l’ex centravanti ha vestito la maglia dell’Hellas per due stagioni e mezzo

di Raffaele Campo

Nelle prossime ore arriverà l’ufficialità, ma Alfredo Aglietti è di fatto il nuovo allenatore del Verona, chiamato dal presidente Setti per sostituire Fabio Grosso. Il tecnico toscano è fermo da un anno dopo l’esonero alla Virtus Entella.

Per Aglietti si tratta di un ritorno al Bentegodi, in quanto, durante la lunga carriera da attaccante, ha militato per due stagioni e mezzo all’Hellas, che nell’estate 1997 lo acquista dal Napoli. Con la casacca gialloblu realizza un totale 22 gol in 83 presenze.

Nel corso della prima annata sotto la guida di Gigi Cagni – poi sostituito da Sergio Maddè – Aglietti segna 13 gol, tra i quali le doppiette importanti e decisive realizzate a Monza, Chievo, Foggia e Reggina, altra squadra dove aveva militato pochi anni prima lasciando peraltro un ottimo ricordo. Proprio dopo la partita di Reggio Calabria, della 35^ giornata e terminata 0-3 per il Verona, Aglietti lancia la propria maglia ai tifosi calabresi, gesto per nulla gradito ai sostenitori veneti, che lo fischiano per tutta la partita successiva contro la Lucchese, salvo poi dimenticare l’espisodio di sette giorni prima e chiarire tutto.

Nel 1998/1999 è uno dei protagonisti dello storico ritorno in A di quell’Hellas targato Cesare Prandelli, che a maggio vince il campionato di Serie B. Grazie alle 7 marcature realizzate, è il terzo marcatore della squadra dietro a Fabrizio Cammarata e Stefano Guidoni.

Nel gennaio del 2000, lascia il club e passa al Chievo. Nelle vesti di allenatore ha già incontrato diverse volte il Verona, che ora guiderà con il compito di restare nella zona play-off e di tentare di salire in Serie A, proprio come da calciatore.

FONTE: Hellas1903.it


02 MAG 2019
DILETTANTI ALLO SBARAGLIO?
Improvvisazione e disperazione. Setti, dopo mesi di melina, decide di esonerare Grosso troppo tardi e preso solamente da una fifa boia. Una società seria che sa fare calcio avrebbe sollevato l’allenatore dall’incarico dopo la sconfitta di Brescia, quando le alternative peraltro non mancavano e c’era tutto il tempo di sistemare la squadra e magari rafforzarla a gennaio. Avrebbe dovuto essere una decisione razionale, non nata da un clima da fine del mondo.

Sembrano dilettanti allo sbaraglio che non sanno cosa fare e come farlo.

Ho sempre trovato ridicolo il “cinema” esonero sì-no-forse culminato con il surreale affaire Cosmi, alla mattina “ingaggiato” e alla sera liquidato. Ho sempre considerato grottesco che bastasse un pari o una vittoria isolata a ridare credito imperituro a Grosso, prima di quel pari o di quella vittoria messo in discussione. A un allenatore o ci credi o non ci credi più, indipendentemente da un risultato positivo casuale.

Ora arriva Aglietti. Una non scelta, una sorta di premio di consolazione. La soluzione migliore era De Biasi, che però non si sarebbe accontentato di un contratto per una manciata di partite. Carriera mediocre quella del simpatico Aglio come tecnico. Ovviamente a lui va l’in bocca al lupo e l’affetto per quello che è stato da calciatore, rifinitore di uno dei Verona più belli (quello di Prandelli in B, giusto vent’anni fa). Aglietti è stato chiamato a tre giorni dalla gara decisiva (in chiave play off) di Cittadella. E anche questo dà il senso della società a cui siamo in mano. Non potrà fare miracoli, ma perlomeno sperò dia un po’ di buon senso in campo, a cominciare dal mettere i giocatori nel loro ruolo. Ci vuole poco.

Per i play off servono 4 punti, poi agli spareggi ci sono due squadre più forti di noi (Palermo e Benevento). Intanto mi basterebbe non perdere a Cittadella e già scrivere questo significa che siamo al cospetto di un fallimento. Ma ormai siamo in ballo e balliamo.
Francesco Barana

01 MAG 2019
CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA
Che si parli di una “morte” sportiva mi sembra superfluo sottolinearlo… ciò che doveva accadere mesi fa è finalmente accaduto. Tardi, troppo tardi, a mio avviso ormai inutile, ma è arrivato l’esonero di Fabio Grosso, terminale di un fallimentare progetto tecnico che ha in Tony D’Amico il grande “regista” e in Maurizio Setti il “mega produttore”.

Mesi fa avrei gioito, avendo intuito da subito l’inadeguatezza tecnica di Grosso… oggi il suo esonero ha invece il sapore di una enorme, stratosferica, presa per il culo… l’ennesima di una Società che da qualche anno sta vivendo in un mondo parallelo che nulla ha a che vedere con la realtà e la storia di una gloriosa squadra come l’Hellas Verona.

Un Verona che per tutta la stagione non ha mai avuto un’anima, non ha mai trovato una formazione tipo, ha visto 11 iniziali estratti a sorte, non ha mai convinto nel gioco, ha annoverato equivoci su equivoci, ha saputo trasformare un potenziale offensivo di prim’ordine per la cadetteria in un problema autolesionista, ha visto giocatori sparire e riapparire come in una giostra; ha giocato senza cuore, senza amore, spesso senza rispetto. Ha saputo allontanare quei pochi tifosi che avevano voluto credere ancora, nonostante tutto. Questo “fu” Hellas Verona, è stato consegnato da Setti all’arroganza di un DS e di un tecnico, pari solo alla loro rispettiva inadeguatezza al ruolo.

A due giornate dalla fine e con i playoff a rischio si cambia allenatore, che per ovvii motivi non avrà nè tempo nè spazio per mettere mani su preparazione, schemi e moduli. E chi arriva?

Dopo settimane in cui è aleggiato il nome di Zeman, la scelta cade sull’ex Alfredo Aglietti.

Chi mi conosce sa che odio i processi alle intenzioni e sarebbe ingeneroso condannare a priori tale scelta.

Ritengo tuttavia che servisse un allenatore carismatico, esperto, altamente determinato, capace di ricreare entusiasmo in una squadra di “walking dead”. Il buon Aglietti non me ne voglia ma mi sembra tutto tranne che carismatico, esperto e determinato. Il suo curriculum da allenatore non è tanto migliore di quello di Grosso. Non mi aspetto quindi da lui alcun miracolo. Ma per rispetto della persona gli auguro un buon lavoro.

Si è cercato un disoccupato disposto a terminare la stagione (che per assurdo potrebbe anche finire tra 15 giorni se non centrassimo i playoff), che costasse poco e non avesse pretese.

Zeman avrebbe avuto un senso in ottica futura come allenatore designato anche per la prossima stagione qualsiasi fosse stata la categoria. L’inizio di un progetto nuovo insomma. Già, progetto.,, facile intuire che mai e poi mai Zeman avrebbe accettato un progetto da chi ha abbondantemente dimostrato di non averne e ammesso li abbia avuti li ha puntualmente disattesi.

Ecco, visto nell’ottica di Setti, Aglietti è il tecnico migliore che si potesse trovare.

Nel calcio certo tutto può accadere… ma ora che “la morte” è arrivata, prepariamoci ad un mesto funerale. La data è un dettaglio, fra due settimane, tre, quattro, poco importa.

Se poi Alfredo “beep beep”, noto sul prato verde per la sua proverbiale lentezza di movimenti ma anche per una riconosciuta tecnica nei piedi e nella testa, saprà trasformare un funerale in una festa di nozze sarò il primo ad esserne felice.

Anche se il mio “SOGNO” non è la Serie A, non almeno con questa società senza futuro.

Il mio “SOGNO” è… Setti via dal Verona… per il resto dei miei giorni.
Mauro Micheloni

FONTE: Blog.Telenuovo.it


01.05.2019 | 23:30
Aglietti, l’Hellas Verona per dimenticare le ultime delusioni

Alfredo Aglietti riparte da Verona. Sarà lui, come raccontato, il nuovo allenatore dell’Hellas dopo l’esonero di Grosso, che ha pagato la sconfitta odierna per 3-2 incassata con il Livorno al Benteodi. Il club gialloblù aveva pensato anche a Zeman, ma dopo alcune valutazioni ha preferito ripiegare su Aglietti, che torna così in pista dopo due stagioni piuttosto deludenti sulle panchine di Ascoli (16° posto in Serie B) e Virtus Entella (esonerato a maggio con la squadra terzultima). Lo stesso Aglietti ai microfoni di hellaslive.it ha confermato: “Ho dato la mia massima disponibilità, non vedo l’ora. Contratto, staff? Nessun problema, tornare a Verona per me rappresenta una grande opportunità”. Aglietti, infatti, da giocatore ha militato tra le file dell’Hellas, con cui è sceso in campo dal 1997 al 2000, cogliendo da grande protagonista la promozione in A del 1998-99. Ora ritrova gli scaligeri per una nuova avventura, stavolta da allenatore, con l’obiettivo di risollevare le sorti della squadra in chiave playoff e dimenticare le ultime delusioni personali.

Foto: Ascoli sito ufficiale

FONTE: AlfredoPedulla.it


Aglietti: “Orgoglioso della chiamata dell’Hellas Verona”
maggio 1, 2019

“Ho dato la mia massima disponibilità per tornare. Sono in attesa. Non vedo l’ora”. Manca solo l’ufficialità. Alfredo Aglietti subentra sulla panchina dell’Hellas Verona all’esonerato Fabio Grosso. “Sono molto carico, è un anno che sono fermo e mi auguro di avere la possibilità di sedermi sulla panchina dell’Hellas. Contratto, staff? Nessun problema, il Verona per me rappresenta una grande opportunità. Da calciatore all’Hellas ho trascorso tre anni bellissimi, ho ricordi stupendi come la nascita dei miei figli e di un grande rapporto coi tifosi – ha dichiarato l’allenatore Alfredo Aglietti a HELLAS LIVE – In questo momento bisogna essere lucidi, i miracoli non li fa nessuno, sono i calciatori i protagonisti. Conosco la piazza di Verona, ci ho vinto un campionato e ho indossato la fascia di capitano. Mancano 180’ al termine della stagione regolare, poi ci saranno i playoff. Ma non andiamo oltre, fermiamoci qui ed aspettiamo l’eventuale ufficialità da parte della società”.

FONTE: HellasLive.it


NEWS
01 maggio 2019 - 21:47
Il Verona ha deciso: arriva Aglietti
Superato Zeman, accordo in vista

di Redazione Hellas1903

Alfredo Aglietti è vicinissimo alla panchina del Verona.
L’ex attaccante gialloblù è a un passo dalla firma con l’Hellas: ha superato Zdenek Zeman.
Nelle prossime ore club e allenatore definiranno i dettagli per l’accordo. Salvo sorprese, Aglietti guiderà la squadra sabato a Cittadella.

NEWS
01 maggio 2019 - 21:35
Panchina Hellas, continua il testa a testa Zeman-Aglietti
Setti valuta, crescono le quotazioni dell’ex attaccante gialloblù

di Redazione Hellas1903

Testa a testa in corso per la panchina del Verona.
Maurizio Setti ha già incassato la disponibilità di Zdenek Zeman, ma ha sondato anche Alfredo Aglietti. Sono queste le due ipotesi più forti, con l’ex attaccante gialloblù (all’Hellas dal 1997 al 2000) che risale.
Entro domattina è attesa una definizione in un senso o nell’altro

FONTE: Hellas1903.it


Serie B
Panchina Verona, in arrivo Aglietti

01/05/19 21:30| Calciomercato | Autore: Redazione
Dopo l'esonero di Grosso, il Verona ha scelto il nuovo allenatore dopo vari colloqui: si tratta di Aglietti. Nelle prossime ore si proverà a trovare l'accordo finale che sembra soltanto una formalità.

Domani le parti si vedranno per definire il tutto per il post-Grosso, anche perché il Verona non ha così tanto tempo visto che la squadra sarà di nuovo in campo il 4 maggio (contro il Cittadella) e sarà una partita da non sbagliare per centrare i playoff.

FONTE: GianlucaDiMarzio.com


ZEMAN, AGLIETTI, DE BIASI E MALESANI
Quattro nomi per la panchina dell'Hellas
01/05/2019 19:02
Fabio Grosso non è più l'allenatore del Verona (GUARDA VIDEO ANNUNCIO DI SETTI). Il presidente del Verona ha aspettato maggio per cacciare il tecnico abruzzese, che mai aveva convinto in questa stagione. Ora si deve trovare subito un nuovo allenatore visto che l'Hellas deve scendere in campo sabato, alle 18 al Tombolato, per lo spareggio che vale i play-off col Cittadella.

Sono quattro i nomi sul taccuino di Setti al momento: Zdenek Zeman, Alfredo Aglietti, Gianni De Biasi e sullo sfondo la soluzione "veronese" che porta ad Alberto Malesani.

Il nome più caldo è sempre quello di Zdenek Zeman, già contattato da mesi e avvistato a Carpi da un tifoso a febbraio (che mise la foto sui social). Il boemo è da sempre legato a Filippo Fusco: è un allenatore esperto che ha metodi di lavoro "importanti" e che ha bisogno di molto tempo per preparare la squadra. Subito dietro ci sono Alfredo Aglietti, ex attaccante del Verona che non allena da un anno dopo l'esonero a Chiavari con la Virtus Entella (poi retrocessa), e Gianni De Biasi. L'ex CT dell'Albania era il nome in pole position in caso di esonero di Grosso a La Spezia.

Infine, Alberto Malesani sarebbe la scelta di "cuore". Un tecnico veronese, fuori da tempo dal valzer delle panchine, ma che darebbe tutto per l'Hellas e desideroso di riscattarsi dopo l'amara retrocessione del 2002. Una soluzione "passionale" visto il poco tempo a disposizione.

A causa dei legami, mai interrotti, con il procuratore Tullio Tinti, circola anche il nome di Pippo Inzaghi. Ma l'ex allenatore del Venezia non può arrivare: è ancora sotto contratto col Bologna, così come non può arrivare Andrea Mandorlini (legato alla Cremonese). Il tempo stringe. Chi sarà il prossimo allenatore dell'Hellas? Setti deve decidere subito.

FONTE: TGGialloBlu.it


NEWS
01 maggio 2019 - 18:16
Allenatore Verona, Zeman resta il nome caldo
Aglietti possibile alternativa, nelle prossime ore la decisione

di Redazione Hellas1903
Getty Images

Dopo l’esonero di Fabio Grosso scatta il toto-allenatore per l’Hellas.
Nome caldo resta quello di Zdenek Zeman, già contattato a febbraio, con in alternativa Alfredo Aglietti. La scelta sarà presa dalla dirigenza del Verona in queste ore.

FONTE: Hellas1903.it


CALCIOMERCATO
Novara, oggi l'esonero di Viali. Piace Aglietti per la sua sostituzione
18.02.2019 10:10 di Claudia Marrone Twitter: @claudilyn_emma
L’avventura di William Viali sulla panchina del Novara sembra essere giunta al capolinea: nella giornata odierna, infatti, stando almeno a quanto riferisce tuttomercatoweb.com, sarà ufficializzato l'esonero del mister, nonostante il pareggio contro la Pistoiese.

Per il post, di pensa a un ulteriore ritorno, dopo quelli di Buzzegoli e Gonzalez in campo: piace infatti il profilo di Alfredo Aglietti, alla guida degli azzurri nel bienno 2012-2014.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Juventus B: scelto il tecnico, sarà Alfredo Aglietti
Di Giovanni Albanese - 18 Luglio 2018
© foto www.imagephotoagency.it

Sarà Alfredo Aglietti il tecnico della Juventus B, che parteciperà al prossimo campionato di Serie C girone A

La rosa dei nomi al vaglio del direttore sportivo della Juventus B, Federico Cherubini, era piuttosto ampia. Da Federico Giunti a Vincenzo Vivarini, passando per Paolo Bianco e qualche altro ex giocatore bianconero dal profilo affascinante per i tifosi. Il cerchio si è chiuso intorno ad Alfredo Aglietti, tecnico di 47 anni con una buona esperienza tra terza serie e cadetteria. Sarà lui a guidare la prima seconda squadra bianconera nel prossimo campionato di Serie C.

FONTE: JuventusNews24.com


CALCIOMERCATO
TC - Juventus B, per la panchina duello tra Giunti e Aglietti
14.07.2018 11:00 di Claudia Marrone Twitter: @claudilyn_emma
Prende sempre più corpo l'ipotesi delle squadre B, e in tal senso la Juventus sta già scaldando i motori.

Il club bianconero, infatti, starebbe vagliando alcuni profili per la panchina della propria seconda squadra e, secondo quanto raccolto da TuttoC.com, i profili seguiti sono quelli di Federico Giunti e Alfredo Aglietti, al momento in pole.

FONTE: TuttoC.com


SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Juventus B, Aglietti in pole per la panchina
08.07.2018 12:12 di Gianluigi Longari Twitter: @Glongari
Passi avanti decisi per la costruzione della squadra B della Juventus.

Dopo i retroscena legati alla direzione sportiva affidata a Cherubini e alle mosse di mercato che verranno intraprese, si stringe il cerchio anche per chi dovrà sedere sulla panchina della seconda squadra dei bianconeri.

Tra i candidati, il profilo che attualmente è in pole position è quello di Alfredo Aglietti. Il prescelto potrebbe essere lui.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Aglietti sollevato dall’incarico, la squadra affidata a Volpe
06 Maggio 2018
La Virtus Entella comunica di aver sollevato dall’incarico di responsabile tecnico della prima squadra Alfredo Aglietti. A lui e al suo staff (il vice Lazzarini e il preparatore atletico Sorbello) vanno i più sentiti ringraziamenti per l'impegno, la serietà e la correttezza dimostrati. La conduzione della squadra è affidata a Gennaro Volpe, attuale allenatore dell’Under 17.

Il presidente Gozzi: “Una decisione dolorosa, ma la salvezza è ancora possibile, non vogliamo lasciare nulla d’intentato per provare a cambiare l’inerzia negativa che ha contraddistinto l’ultimo periodo. La scelta di puntare su Gennaro Volpe trova spiegazione nella sua crescita professionale evidenziata con i giovani, nel suo grande senso di appartenenza, nella sua conoscenza dei giocatori, nel suo essere uno di noi. Sarà un’impresa, ma Gennaro è un combattente nato e ha accettato immediatamente questa sfida. Specie nei momenti difficili le bandiere devono sventolare alte e lui è uno dei simboli della nostra Entella, che resterà, comunque, in futuro un grande patrimonio per i suoi valori non solo calcistici”.

Volpe che domani dirigerà il primo allenamento alle 15 al Comunale, incontrerà i giornalisti martedì alle 12 nella sala stampa dello stadio.

FONTE: Entella.it


Home / Storie
"Dopo 3 secondi aveva già deciso di tornare". Entella - Aglietti, via all'atto secondo per "riprendere quel percorso lasciato a metà"
Serie B

07/11/17 22:15 | Storie | Autore: Alberto Trovamala
Una abbraccio al presidente Gozzi, una stretta di mano alla dirigenza e via verso una nuova (vecchia) avventura per Alfredo Aglietti. Sì, perchè la panchina di Juric non è stata l’unica a saltare dalle parti di Genova nello scorso weekend. Poco più in là, a Chiavari, è toccato anche a Castorina. Un campionato finora non all’altezza delle ambizioni societarie, quello dell’Entella: troppo poco il diciassettesimo posto a quota 14. Tempo di riflessioni sul sostituto. Tante. Al contrario dei dubbi: inesistenti. L’indiziato numero uno è sempre stato uno e uno solo. “Ciao Alfredo, sei pronto a riprendere il tuo percorso a Chiavari?”. Rieccolo, Aglietti. Alla sua seconda esperienza sulla panchina dell’Entella. “È stato il primo ed unico allenatore contattato. Dopo 3 secondi aveva già espresso la volontà di tornare a lavorare qui. Si è riacceso il vecchio fuoco che si era spento”, parola del ds Superbi. Una scelta non scontata ma immaginabile. Perché nonostante un percorso continuato lontano da Chiavari, il rapporto di Aglietti con la città e con l’Entella non si è mai interrotto. Questione di risultati, di affetti. Di feeling. Come se il tempo in casa Entella si fosse fermato in attesa del suo ritorno.

E pensare che… “Ero poco convinto di far l’allenatore”
Aglietti, prima di diventare allenatore, è stato calciatore. Attaccante per la precisione. Toccando l’apice “coi due campionati in Serie A: il primo a Reggio Calabria ed il secondo a Napoli”. Con tutta probabilità pensava che il suo viaggio nel mondo del calcio sarebbe terminato una volta appesi gli scarpini. Non riteneva di essere portato per la panchina anche e soprattutto per quel bel caratterino che l’ha sempre contraddistinto. “Diciamo pure che ero un rompiscatole. Ma in senso positivo, perché la voglia di lavorare non mi mancava. Però avevo personalità e quando una cosa non mi convinceva all’allenatore glielo dicevo”. Tanto che “ho iniziato in Serie D al Rondinella ed ero così poco convinto che quella potesse essere la mia nuova professione che, per qualche anno, ho continuato a lavorare nell’azienda di famiglia. Facciamo antipasti di mare per la grande distribuzione, i miei nonni erano di Marina di Pietrasanta ed hanno avuto alberghi e ristoranti”. Poi, la svolta. La panchina della Primavera della Samp. “C’erano Soriano e Regini, che poi mi portai all’Empoli, e Obiang. Ma il primo a esordire in serie A fu un certo Testardi”. Aglietti ha sempre avuto dalla sua la capacità di riconoscere e lanciare i talenti. Dai giovani della Samp a Saponara ad Empoli, passando ai tempi dell’Entella per Keita del Bologna, fino ai più recenti Cassata, Orsolini e Favilli, giusto per citarne alcuni. Proprio ad Empoli “gettammo le basi per la squadra con la quale Sarri sarebbe poi salito in serie A. La scelta di andare via fu mia. Io e Maurizio abbiamo iniziato a fare gli allenatori part time e viviamo a soli 15 chilometri di distanza. Ha anche allenato la Sangiovannese, la squadra del mio paese”. Come Sarri, Aglietti è legatissimo alla propria terra. “Non mi sono mai staccato dal Valdarno e mi capita spesso di buttare un occhio a quel che succede. I ricordi più belli sono legati alle piccole cose: gli amici, l’essere cresciuto insieme a tanti ragazzi che nel calcio non hanno avuto la mia stessa fortuna ma ai quali sono ancora legato. Sfumature, meno importanti di quello che mi è successo dopo, ma altrettanto piacevoli”. L’apice della carriera per risultati ottenuti l’allenatore dell’Entella invece l’ha toccato al suo primo anno a Novara. Stagione 2012/13: “Presi la squadra in corsa e dal penultimo posto la portai ai play off, perdendo proprio con l’Empoli. Nel girone di ritorno fummo la squadra che fece più punti di tutti. Il campionato dopo invece non andò bene”. Anche l’ultima esperienza all’Ascoli, prima del ritorno a Chiavari, non è stata all’altezza delle ambizioni personali nonostante un quindicesimo posto e l’obiettivo salvezza centrato pienamente. Addirittura, ad un certo punto della stagione, Aglietti rassegnò le dimissioni. Voce del verbo: affrontare ogni situazione di petto assumendosi ogni responsabilità. Sosteneva che la squadra non lo seguisse più come prima. La società bianconera però non ne volle sapere, rifiutandole immediatamente.

Entella – Aglietti: atto secondo
Come dicevamo, il legame tra l’Entella e Aglietti non si è mai spezzato. Ops, gli Aglietti. Anche il figlio, Tommaso, fa parte infatti della famiglia biancoceleste ma come portiere della Primavera. Ora che è tornato anche papà Alfredo, l’Entella è diventata davvero una questione di famiglia. Sperando che la musica – intesa come risultati – cambi. Allenatore dal carattere maggiormente distaccato rispetto a Castorina, Aglietti. Grande motivatore, poi. Di quelli che non fanno sconti a nessuno e che esigono e assicurano il massimo rispetto. Senza troppi fronzoli, come nella vita privata. “Campo e albergo, il Monte Rosa. Io sono un tipo tranquillo, non corro il rischio di essere paparazzato”. I primi mesi a Chiavari - quando nel 2015 prese in mano la squadra in quartultima posizione per le ultime 7 giornate raccogliendo altrettanti punti - non furono fortunati. Non riuscì ad evitare la retrocessione anche se “fu immeritata e, come si è scoperto, determinata anche da fattori extra campo”. Riammissione e via, campionato champagne. In quella Serie B 2015/16 vinta dal Cagliari scrisse la storia dell’Entella col miglior campionato di sempre per i ‘Diavolo neri’. 64 punti totali sfiorando per un punto i playoff ma soprattutto giocando un bel calcio che ancora oggi dalle parti del ‘Comunale’ elogiano. Proprio lo stadio di Chiavari divenne un fortino quasi inespugnabile con 2 sole sconfitte contro le prime due classificate: Cagliari e Crotone. Mise in fila 11 risultati utili consecutivi tra febbraio e aprile e altri 12 tra ottobre e dicembre. 4-3-1-2 il suo mantra, con un parco attaccanti davvero da… wow: Petkovic (fino a gennaio), Masucci, Di Carmine (da gennaio), Cutolo e Caputo. Riuscì a rilanciare l’attaccante di Altamura attualmente in forza all’Empoli, protagonista con 17 gol alla pari di Cacia, vice capocannoniere alle spalle di quel Lapadula da 27 reti con la maglia del Pescara. Al termine della stagione non ci furono i presupposti per continuare. Se ne andò col suo cruccio più grande, quello di “voler vedere la città più coinvolta. Per fare un ulteriore salto di qualità servirebbe un centro sportivo ed uno stadio nuovo, ma è complicato in una regione, come la Liguria, avara di spazi”. Ora ecco la possibilità di porgli fine. “Mi sono venuti i brividi appena ricevuta la chiamata del ds. Due anni fa abbiamo lasciato un percorso a metà anche se il passato rimane passato e torno qua con ancora più motivazioni”, ha dichiarato Aglietti alla sua seconda presentazione biancoceleste. “Il motivo principale per cui sono tornato è che… reputo che la squadra sia davvero forte. Sono d’accordo col Presidente Gozzi riguardo al fatto che questa sia l’Entella più forte di sempre. Possiamo giocarcela con tutti. Con un’altra rosa ci avrei pensato un po’ di più anche se alla fine… sarei tornato lo stesso”, ha continuando ridendo. Conosce già gran parte della squadra. L’ha vista giocare direttamente dallo stadio parecchie volte in questa stagione. “Ho firmato un contratto di 8 mesi. Se le cose vanno bene andremo avanti, altrimenti prenderemo altre scelte e amici come prima". Per farli incontrare nuovamente, forse ci ha messo lo zampino anche il destino. “Quando sono stato contatto, non avevo guardato il telefono praticamente per tutto il giorno e appena l’ho preso in mano ecco la chiamata di Superbi”. Non solo. “Tempo fa regalai a mio fratello una tuta dell’Entella. Mi ha detto che non l’aveva mai messa e per puro caso la prima volta che l’ha usata è stata proprio l’altro giorno, quando sono stato richiamato”. Destino a parte, ora toccherà al campo parlare: obbligatorio far punti già dal prossimo turno ad Avellino. Ops… altra ironia della sorte: anche al suo primo avvento a Chiavari affrontò l’Avellino alla prima trasferta in biancoceleste. E ora dopo abbracci e strette di mano è tempo di dedicarsi al campo. ci siamo: Entella-Aglietti via all'atto secondo. Si va in scena.

FONTE: GianlucaDiMarzio.com


Entella, Aglietti: “Ad Ascoli i venti erano cambiati, ho preferito essere subito libero”
Redazione Picenotime
07 Novembre 2017

E' stato presentato stamane, nella sala stampa dello stadio "Comunale" di Chiavari, il nuovo allenatore della Virtus Entella Alfredo Aglietti. Al suo fianco il direttore sportivo Matteo Superbi.

Il 47enne tecnico toscano, che ha firmato un contratto fino al 30 Giugno 2018 con il club biancoceleste, a margine della conferenza è tornato a parlare della sua ultima avventura alla guida dell'Ascoli Picchio: "E' vero che ad Ascoli c'era una clausola di rinnovo automatico in caso di salvezza, ma nel corso della stagione avevo percepito che i venti erano cambiati - ha detto Aglietti al microfono di Tele Nord -. Ho capito che in caso di mia permanenza, alla prima occasione, qualcosa sarebbe successo e avrei rischiato, prima o poi, di interrompere il mio lavoro. Per questo motivo ho preferito non continuare e lasciarmi aperte altre possibilità per accasarmi altrove. Abbiamo trovato un accordo a fine stagione con la società bianconera per risolvere il contratto, un accordo che ha soddisfatto entrambi. Ho preferito rimanere subito libero per trovare nuove occasioni di lavoro e rimettermi subito in pista. Fortunatamente è arrivata la chiamata della Virtus Entella e sono felice di essere tornato qui, secondo me a livello di organico questa è l'Entella più forte di sempre. Ormai ci conosciamo con la proprietà della Virtus, per questo ho firmato un contratto di 8 mesi. Se le cose vanno bene andremo avanti, altrimenti prenderemo altre scelte e amici come prima".

FONTE: PicenoTime.it


Ascoli, storie di ex: Aglietti torna all’Entella...
By redazione - 6 novembre 2017

E’ durata pochi mesi la disoccupazione di Alfredo Aglietti, ex allenatore dell’Ascoli Picchio nel passato campionato di Serie B. Il tecnico toscano (47 anni) è stato ingaggiato dall’Entella al posto di Castorina, esonerato dopo gli ultimi risultati negativi e la sconfitta di sabato scorso a Palermo. Per Aglietti si tratta di un ritorno sulla panchina dell’Entella che aveva già allenato nella stagione 2015-216 prima di passare all’Ascoli. Aglietti aveva ’opzione per restare un altro anno ad Ascoli (scadenza 2018) ma la società bianconera non lo ha confermato e lui se ne è andato garantendosi comunque la parte economica del contratto. Tornerà da avversario al “Del Duca” con l’Entella sabato 9 dicembre nella quart’ultima di andata, mentre l’Ascoli giocherà a Chiavari l’1 maggio 2018.

FONTE: AscoliLive.it


UFFICIALE: Virtus Entella, Aglietti torna sulla panchina ligure
06.11.2017 13:04 di Tommaso Maschio
Fonte: Entella.it
La Virtus Entella annuncia che Alfredo Aglietti sarà il nuovo allenatore della prima squadra nell'attuale stagione sportiva. Con lui il vice Alessandro Lazzarini e il preparatore atletico Daniele Sorbello.

Il mister, che oggi pomeriggio alle 15 dirigerà il primo allenamento, sarà presentato domani martedì 7 novembre alle 12 nella sala stampa dello stadio Comunale di Chiavari. Un caloroso bentornato da parte del presidente Gozzi e di tutta la società che augurano al mister e al suo staff buon lavoro e i migliori risultati.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Calciomercato Ascoli, addio con Aglietti. Panchina a Fiorin e Maresca
Il club bianconero ha comunicato l'avvicindamento alla guida della squadra

© LaPresse

GIOVEDÌ 1 GIUGNO 2017 11:58
ASCOLI - Cambio della guardia sulla panchina dell'Ascoli. Il club bianconero ha infatti comunicato di aver raggiunto l'accordo per l'interruzione del rapporto con il tecnico Alfredo Aglietti. Assieme ad Aglietti, salutano anche il "secondo" Masi e il preparatore atletico Sorbello. Saranno Fulvio Fiorin e Enzo Maresca sono le nuove guide dell'Ascoli, rispettivamente come allenatore "titolare" e vice. L'annuncio è arrivato dal patron bianconero Francesco Bellini nel corso di una conferenza stampa.

FONTE: CorriereDelloSport.it


UFFICIALE: Ascoli, interrotto il rapporto col tecnico Alfredo Aglietti
01.06.2017 11:48 di Luca Bargellini
Fonte: ascolipicchio.com
L’Ascoli Picchio FC 1898 S.p.A. comunica di aver raggiunto l’accordo per l’interruzione del rapporto di lavoro con l’allenatore Alfredo Aglietti, il vice Simone Masi e il preparatore atletico Daniele Sorbello. La Società, nel ringraziare il tecnico e i suoi collaboratori per il lavoro svolto, culminato con il raggiungimento della salvezza, augura loro le migliori fortune professionali.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


News
Mister Aglietti a tutto campo prima di Ascoli-Hellas Verona
14/10/2016
A meno di ventiquattr'ore dalla partita col Verona, Mister Aglietti in conferenza stampa ha parlato del momento della squadra, dello stato di salute dei suoi calciatori e dell'avversario, definito dal tecnico come probabilmente il più forte della Serie B.

"[...] Col Verona sarà una gara molto difficile contro una squadra con un organico importante e che probabilmente è la più forte del campionato, dovremo essere bravi a giocare con grande intensità, dovremo aggredirli e sfruttare le situazioni che ci capiteranno. Una vittoria domani potrebbe sbloccarci sotto tutti i punti di vista. Pazzini? Il Verona non è solo lui, ci sono tanti giocatori importanti; Pazzini lo conosco bene, è un leader e non soltanto per i gol che realizza. In Serie B non ci sono gare scontate ed entreremo in campo per vincere, come sempre, a prescindere dall’avversario; ogni partita può riservare una sorpresa; il Verona è in un momento positivo, reduce da tante vittorie consecutive e magari questo potrebbe far sì che vengano ad affrontarci con più tranquillità e con quel pizzico di sicurezza in più che dobbiamo sfruttare a nostro favore. Difesa loro punto debole? Può essere, spingono molto con i due terzini, sono molto alti, è un tema tattico da sfruttare. Forse il Verona è la squadra giusta da incontrare in questo momento, la squadra ideale per triplicare le forze e ottenere il risultato.

[...]

FONTE: AscoliPicchio.com


AVVERSARI
Ascoli, Aglietti ritrova il Verona
14.10.2016 13:00 di Stefano Bentivogli Twitter: @sbentivogli10

Tra i tanti che ex che il Verona incontrerà nella sfida all'Ascoli c'è anche il tecnico dei marchigiani Alfredo Aglietti.
Nel suo passato da calciatore, Alfredo Aglietti ha giocato due anni e mezzo a Verona tra Serie A e B totalizzando 22 gol in 83 presenze.
Nel palmares anche una promozione in Serie A nella stagione 1998/99 con Cesare Prandelli in panchina.

FONTE: TuttoHellasVerona.it


Home / News calcio
Pisa-Ascoli, la rabbia di Aglietti: "Surreale, non c'era neanche l'acqua calda. Non sapevamo dove avremmo giocato, situazione da risolvere"
Serie B

24/09/16 17:53 | News calcio | Autore: Redazione
Il clima surreale, l'Arena deserta. Un Pisa grintoso e difficile da affrontare, una sconfitta che all'Ascoli ha fatto male. E in sala stampa, a fine gara, l'allenatore bianconero, Alfredo Aglietti, commenta così: "Una gara molto difficile, lo sapevamo bene ed è stata resa ancora più difficile dall'ambiente in cui abbiamo giocato. In questo momento il Pisa è un avversario complicato da affrontare. Oggi è stata una cosa surreale, è complicato giocare qui e non lo auguro a nessuno. Ogni volta in Serie B ce n’è una: prima il Bari che fallisce durante il campionato, poi il Lanciano, poi il Catania che compra le partite e non si sa chi gliele ha vendute e ora il Pisa. So che è una cosa ben diversa, ma per il bene di tutti si deve trovare una soluzione. Non è piacevole sapere dove si gioca a 48 ore dal fischio d’inizio. Dovrebbe essere assicurata la regolarità del campionato, altrimenti le fideiussioni a che servono? Una volta si gioca ad Empoli, una volta qui e non c’è l’acqua calda per fare le docce. Chiariamo, sono cose che direi anche se avessimo vinto, ma è inutile che diciamo che in Italia non funziona nulla e poi non si fa nulla per cambiare le cose”.

FONTE: GianlucaDiMarzio.com


Ufficiale, Aglietti è il nuovo allenatore dell’Ascoli
Pubblicato il 17 Giugno 2016 di Redazione
Nuovi volti in casa Ascoli Picchio FC 1908. La società marchigiana, fresca di salvezza in serie B, ripartirà da Alfredo Aglietti in panchina e dal direttore sportivo Cristiano Giaretta. Entrambi hanno sottoscritto un contratto biennale e sono già al lavoro per costruire la squadra che verrà.
Alfredo Aglietti succede allo sfortunato Devis Mangia, costretto a lasciare per problemi medici sul finale della stagione appena conclusa. “Penso di aver trovato la piazza giusta, dalle grandi tradizioni, dal passato importante e ho la sensazione che si possa fare molto bene in una società che può diventare all’avanguardia” ha affermato Aglietti. “Il nostro obiettivo primario - ha aggiunto - è la salvezza tranquilla, ma attraverso un buon calcio perché è anche giusto che i tifosi si divertano a guardarci giocare; la squadra deve avere un’identità e una mentalità”.
Entusiasta del suo approdo all’Ascoli anche il neo ds Giaretta: “Ascoli è una piazza importante, una società con una progettualità e che potrà crescere ulteriormente attraverso i risultati tecnici, che sono certamente legati anche alla solidità del club. Ringrazio per l’opportunità che mi è stata regalata; sono orgoglioso di essere qui”.

FONTE: BZona.it


UFFICIALE: ALFREDO AGLIETTI E' L'ALLENATORE DELL'ENTELLA
Il tecnico toscano firma fino a giugno 2016 - 12/04/2015

La società Virtus Entella comunica di aver affidato la guida tecnica della Prima Squadra al signor Alfredo Aglietti (San Giovanni Valdarno 16-9-1970). L’accordo legherà l’allenatore toscano al nostro club fino a giugno 2016.

Il tecnico, che ha sposato con entusiasmo il progetto e la filosofia dell’Entella, inizierà il lavoro con la squadra a partire dal pomeriggio di martedì 14 aprile (ore 15). Alle ore 10,30 dello stesso giorno verrà presentato agli organi di informazione presso la sala stampa del “Comunale”.

"Per un allenatore tornare in campo è sempre positivo, a maggior ragione se ci si siede su una panchina come quella dell'Entella - ha dichiarato mister Aglietti -. Incontrare delle difficoltà al primo anno in una nuova categoria è uno scotto quasi inevitabile. Ho seguito l'Entella: in molte partite ha raccolto meno di quanto avrebbe meritato, la squadra ha valori importanti"

FONTE: Entella.it


Home / News calcio
Novara, esonerato Aglietti e sollevato dall'incarico il Ds Larini: il comunicato ufficiale
07/06/14 16:34 | News calcio | Autore: Gianluca Di Marzio

Rivoluzione in casa Novara. Dopo la sconfitta interna nell'andata del playout contro il Varese, la società ha deciso di stravolgere l'assetto interno del club: esonerato l'allenatore Aglietti e il Ds Larini. Ecco il comunicato ufficiale: "Il Novara Calcio Spa comunica che a seguito di decisione assunta dai propri organi direttivi, hanno effetto con decorrenza immediata i seguenti provvedimenti. Il Prof. Luca Faccioli, in qualità di dirigente del Gruppo di controllo della società, continuerà a seguire alcuni importanti progetti affidatigli ma lascia l'incarico di Direttore Generale. I compiti amministrativi in capo alla Direzione Generale saranno concentrati sotto la responsabilità diretta del Presidente del Consiglio di Amministrazione dr Massimo De Salvo. Il Sig. Fabrizio Larini è sollevato dall'incarico di Direttore Sportivo. Il Sig. Alfredo Aglietti è sollevato dall'incarico di allenatore della prima squadra. La guida tecnica per la preparazione e la gestione dell'ultima gara stagionale è affidata al Sig. Giacomo Gattuso che sarà coadiuvato dal suo staff con il coordinamento tecnico del Sig. Mauro Borghetti, già responsabile del Settore Giovanile. Al termine della stagione sportiva, il Novara Calcio valuterà l'inserimento di nuove figure professionali per ricoprire i ruoli dirigenziali vacanti. Nel ringraziare tutti i collaboratori per il lavoro svolto pur in una stagione ad oggi infelice, il Novara Calcio rivolge al nuovo allenatore e al nuovo staff una sola perentoria richiesta: preparare l'ultima gara con determinazione e coraggio per dimostrare a tutti che anche nella eventuale sconfitta non vengano mai meno l'impegno, lo spirito e la determinazione nel rispetto dei tifosi, della maglia e di chi ha creduto in loro, Con lo spirito giusto e la determinazione necessaria nulla e' impossibile!".

FONTE: GianlucaDiMarzio.com


Novara Calcio: esonerato l’allenatore Alfredo Aglietti; si è anche dimesso il ds Luca Cattani
Di Redazione Quotidiano Piemontese 18 Novembre 2013 NOVARA
novaraE’ costata cara al tecnico del Novara Alfredo Aglietti, la sconfitta contro il Trapani che era stata considerata l’ultima spiaggia per l’allenatore. I vertici societari della squadra novarese hanno deciso di cambiare strada comunicando ufficialmente l’interruzione della collaborazione con l’allenatore e con il suo Staff tecnico.

La Società Novara Calcio comunica, in data odierna, l’interruzione della collaborazione professionale con l’allenatore Alfredo Aglietti e con il suo Staff tecnico. Il Club ringrazia in maniera sincera il Mister e il suo Staff per l’impegno e la dedizione profusi alla guida della squadra, augurando loro un sentito in bocca al lupo e un brillante prosieguo di carriera.

Aglietti era subentrato a Tesser, il 17 novembre 2012, guidando il Novara a una rimonta, con il record di punti conquistati nel girone di ritorno della Serie B. Dalla zona-retrocessione, gli azzurri erano arrivati al quinto posto, qualificandosi per i play-off. Al suo posto arriva Alessandro Calori, di 47 anni, che ha guidato lo scorso anno il Brescia fino a portarlo ai play off,

A Novara frattempo si è dimesso il ds Luca Cattani, una decisione che sarebbe maturata proprio dal disaccordo con l’intenzione della società di licenziare il tecnico. Il comunicato del team novarese:

La Società Novara Calcio comunica l’interruzione del rapporto professionale con il Direttore sportivo, Luca Cattani. Al dirigente, che lascia il suo incarico dopo aver presentato richiesta di dimissioni, il Club augura un prosieguo di carriera ricco di soddisfazioni. Le diverse ipotesi per la successione sono attualmente al vaglio dei vertici societari.

FONTE: QuotidianoPiemontese.it


Aglietti al Novara:| 'Resto 3 anni per tornare in A'
del 30 marzo 2013 alle 18:06
Serie B.
Aglietti al Novara: "Resto tre anni per tornare in A".
L'allenatore racconta l'incredibile rincorsa: "Più fiducia, nuovo modulo e siamo ripartiti".

FONTE: CalcioMercato.com


Il Novara calcio conferma mister Aglietti fino al 2016
L'allenatore ha firmato con la società di patron De Salvo prolungando il suo contratto per altri tre anni
Alfredo Aglietti firma il triennale a Novarello

Pubblicato il 13/02/2013
Ultima modifica il 13/02/2013 alle ore 11:42
MARCO PIATTI

NOVARA
Alfredo Aglietti ha conquistato il Novara calcio. Questa mattina la società di patron Massimo De Salvo ha deciso di confermare l'allenatore che aveva raccolto l'eredità di Gattuso a metà novembre. Il mister di San Giovanni Valdarno ha firmato un contratto triennale che lo lega al club azzurro fino al 30 giugno 2016. A pesare sulla sua riconferma sulla panchina del Novara calcio, oltre ai buoni risultati fin qui ottenuti, anche l'appeal che sembra essersi creato con lo spogliatoio e la dirigenza. Patron De Salvo si era sempre espresso in termini positivi per l'investitura al Novara dell'ex tecnico dell'Empoli. Alfredo Aglietti era arrivato al capezzale del Novara con la squadra penultima in classifica e, partita dopo partita, ha saputo trascinarla fuori dalla zona retrocessione. Il suo debutto al Piola la sera di venerdì 23 novembre con una sconfitta maturata nei minuti di recupero (0-1). Il sabato successivo un'altra sconfitta, ancora a tempo scaduto, a Modena. Per brindare al primo successo ha dovuto attendere l'8 dicembre con la bella vittoria sul Padova per 3-1. Il suo curriculum sulla panchina azzurra parla di sei vittorie e quattro sconfitte. Curiosamente nessun pareggio con la sua gestione.

FONTE: LaStampa.it


CONOSCIAMO ALFREDO AGLIETTI, NUOVO TECNICO DEL NOVARA
By Staff Millennium | 3 Agosto 2015
19.11.12 – Dai trascorsi da attaccante in Serie A all’esperienza da allenatore dell’Empoli: conosciamo Alfredo Aglietti
La settimana che condurrà il Novara alla sfida interna di venerdì sera contro il Livorno coincide con l’inizio dell’avventura in azzurro di Alfredo Aglietti, ex tecnico – tra gli altri – di Empoli e Viareggio, nonché ex attaccante di Serie A. Nato a San Giovanni Valdarno nel settembre del 1970, Aglietti ha esordito sia da giocatore che da allenatore coi colori del Rondinella Calcio. Nel 2004 il debutto in panchina, due anni più tardi la prima promozione, dalla Serie D alla C2 alla guida del Viareggio, formazione che un anno dopo riuscirà a portare alla salvezza vincendo nei playout. Pragmatico, votato a un calcio propositivo, ed estremamente attento al rapporto con i giovani, Aglietti prende in mano nel 2009 la panchina della Primavera della Sampdoria, che riuscirà a condurre in semifinale playoff, subendo l’eliminazione nel Derby contro il Genova. Nel 2010 arrivano il battesimo in cadetteria e il nono posto ottenuto sulla panchina dell’Empoli, che guiderà anche l’anno dopo a partire dal mese di febbraio, in una stagione che lo vedrà agguantare la salvezza nel ritorno dei playout, al Carlo Castellani contro il Vicenza.

FONTE: FirenzeToday.it


Sport
Empoli, esonerato Carboni: torna Aglietti
Ennessimo dietro front in casa azzurra. Il presidente Corsi decide di esonerare il tecnico Carboni per richiamare Aglietti sulla panchina toscana

Lorenzo Nicolini 12 febbraio 2012 17:29

L'Empoli ha esonerato il tecnico Guido Carboni. Lo ha annunciato la stessa società azzurra tramite il proprio sito ufficiale, dopo la sconfitta subita ieri a Reggio Calabria per 3-2. Al suo posto è stato richiamato Alfredo Aglietti, il tecnico che aveva iniziato la stagione e venne esonerato il primo ottobre scorso dopo la sconfitta degli azzurri contro il Padova nel girone di andata. Si tratta del terzo allenatore allontanato dalla guida tecnica dell'Empoli dopo anche una parentesi di un mese in cui il gruppo fu affidato alla gestione di Bepi Pillon. Aglietti dirigerà i giocatori già da domani pomeriggio per preparare la prossima sfida di sabato 18 a Padova.

(ANSA)

FONTE: FirenzeToday.it


UFFICIALE: Esonerato Aglietti, arriva Pillon
Di Alessio Cocchi - 2 ottobre 2011
Ore 13:00 di Domenica 2 Ottobre
La società azzurra ha ufficializzato quanto scritto fino a pochi minuti fa ed è arrivato l’esonero di Alfredo Aglietti e la nomina di Giuseppe Pillon.

L’ormai ex tecnico azzurro paga quindi il pessimo avvio di campionato che ha consegnato solo due vittorie e ben cinque sconfitte, ma paga soprattutto l’assenza di gioco e di carattere della squadra che non ha mai (salvo pochi singoli) dimostrato di poter competere per quelli che erano i traguardi prefissati in sede di precampionato.

Aglietti ieri al termine della partita aveva capito che il suo destino fosse segnato ed a confermalo la dura contestazione del pubblico che in lui ha visto la principale, forse unica, colpa di queste prestazioni.

In una nota apparsa sull’organo ufficiale della società, i dirigenti azzurri ringraziano il tecnico di San Giovanni Valdarno per il lavoro comunque svolto in poco più di un anno.

[...]

FONTE: PianetaEmpoli.it


ULTIM’ORA
EMPOLI, 16:14
CALCIO, EMPOLI: AGLIETTI NUOVO ALLENATORE, DOMANI PRESENTAZIONE
Alfredo Aglietti è il nuovo allenatore dell'Empoli e domani pomeriggio è prevista la presentazione nella sala stampa dello stadio Castellani, dove saranno resi noti i termini dell'accordo con la società azzurra guidata dal presidente Fabrizio Corsi. Aglietti, nato a San Giovanni Valdarno (Arezzo), compirà 40 anni il prossimo 16 settembre. Empoli è la sua prima esperienza su una panchina di serie B: finora era salito fino alla Prima Divisione col Viareggio. Appena ieri pomeriggio ha terminato la sua 'avventura' come tecnico della Primavera della Sampdoria, squadra uscita di scena dalla fase finale del campionato perdendo in semifinale a Macerata nel derby col Genoa.
(06/06/2010) (Spr)

FONTE: Sport.Repubblica.it


Serie D: Sestese - Via D’Annibale, tocca ad Aglietti!
Inviato da Anonimo il 9/1/2006 10:41:58
Serie D
La sconfitta di Venturina è costata la panchina a Roberto D’Annibale. Il tecnico di Calenzano è stato esonerato all’indomani del nuovo brutto stop esterno che relega la Sestese ad un punto dall’ultimo posto. D’Annibale paga la striscia negativa di risultati (tre sconfitte consecutive, l’ultima vittoria il 23 ottobre) e la mancata inversione di tendenza che la società rossoblù auspicava. Al suo posto la dirigenza sestese ha scelto Alfredo Aglietti, lo scorso anno subentrato a Bruni nella prima parte della stagione portando alla salvezza i biancorossi della Rondinella. Ad Aglietti, dagli ottimi trascorsi da calciatore professionista (a Reggio Calabria, Napoli, Verona, Pontedera…), un in bocca al lupo affinchè riesca a rimettere quanto prima in carreggiata la squadra del presidente Giusti.

FONTE: CalcioPiu.net


NAZIONALE
DAL TEST DI COVERCIANO CON UNA SQUADRA DI C2 LA CONFERMA DEL MOMENTO NO. MASSARO UNICA NOTA POSITIVA
Realta’ romanzesca: Pontedera vs Italia 2 a 1
Arrigo Sacchi: "Epurazioni? Non credo. È il momento piu' difficile da quando sono c.t.". Lo sfogo: Rossi non accetta l' esclusione. "C'è chi trama contro di me". Ai mondiali per la RAI: radio cronache alla Gialappa


DAL NOSTRO INVIATO FIRENZE. Non e' l' Italia, non e' la Corea: e' il Pontedera, da ieri pomeriggio in testa alle classifiche degli accadimenti meno credibili ma veri nella storia dello sport. Unica squadra quest' anno imbattuta nei campionati professionistici, capolista nel girone B della serie C2, miglior attacco e miglior difesa dell' intero torneo, allenata dal sacchiano Francesco D' Arrigo, il Pontedera segna agli azzurri due gol nel primo tempo (al 19' Rossi, al 22' Aglietti), subisce l' inserimento di Massaro nella ripresa (12' dopo corta respinta su tiro di Donadoni), rischia il pareggio al 24' ancora con Massaro (traversa e palla forse dentro), poi si aggrappa a Giulio Drago, vecchio portiere con un passato nell' Empoli: due parate decisive e l' impossibile va in archivio. Il Pontedera batte l' Italia, quella vera, quella che andra' ai Mondiali americani, quella che subito dopo la qualificazione era salita al primo posto della classifica Fifa.

[...]

FONTE: Web.Archive.org

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