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'Lucky' Luciano MARANGON storia di un terzino al quale la vita del calciatore (almeno quella riguardante la parte meno glamour) andava stretta... Carattere solare, allegro e festaiolo sul suo conto se ne raccontano di cotte e di crude ma lui assicura: 'Leggende metropolitane', sarà stato proprio così?

Luciano Marangon

Data di nascita:21/10/1956
Luogo di nascita:Quinto di Treviso (TV)
Nazionalità:Italiana
Ruolo:Difensore
Altezza:174 Cm
Peso:72 Kg
Posizione:
CARRIERA DA GIOCATORE +   -   =
 SquadraStagioneSeriePartiteGoal 
Inter1986 - 1987A30 
Inter1985 - 1986A190 
Hellas Verona1984 - 1985A29 (+7CI)2 (+0) 
Hellas Verona1983 - 1984A27 (+7CI)0 (+0) 
Hellas Verona1982 - 1983A26 (+13CI)0 (+1) 
Roma1981 - 1982A260 
Napoli1980 - 1981A260 
Lanerossi Vicenza1979 - 1980A334 
Lanerossi Vicenza1978 - 1979A241 
Lanerossi Vicenza1977 - 1978A120 
Lanerossi Vicenza1976 - 1977B300 
Lanerossi Vicenza1975 - 1976B290 
Juventus1974 - 1975A00 
Giovanili JuventusFino al 1974--- 
LEGENDA: CI=Coppa Italia

NEWS E CURIOSITÀ +   -   =
...Dici MARANGON e la prima cosa che ti viene in mente sono feste animate sulle spiagge di Ibiza fino a tardi, 'distrazioni' non esattamente pertinenti alla vita di un atleta modello ma Luciano, carattere allegro e festaiolo, a questo mirava dopo una vita forse troppo stretta nei panni del calciatore che deve evitare gli eccessi, andare a letto presto e condurre una vita 'sana'.
Eppure in campo col pallone tra i piedi il terzino mancino ci sapeva fare e va annoverato certamente tra i migliori interpreti del ruolo in gialloblù: Efficacissimo sia in fase difensiva che nelle sgroppate offensive, non di rado metteva in area invitanti cross per ELKJAER, GALDERISI o la testa del 'Panzer' BRIEGEL sganciatosi a cercar gloria in avanti.

DALLA JUVE AL LANEROSSI
Cresciuto nelle giovanili della JUVENTUS a 18 anni viene aggregato alla prima squadra ma, dopo una stagione a guardare i colleghi più esperti, dalla stagione 1975-1976 viene ceduto al VICENZA in cadetteria dove trova un ambiente che crede in lui, così dopo una difficile salvezza ottenuta con i biancorossi, conquista la promozione nell'anno successivo quando in panchina arriva Giovan Battista FABBRI ed in attacco l'Italia scopre un certo Paolo (futuro 'Pablito') ROSSI.
La prima stagione in Serie A non è fra quelle da ricordare per MARANGON (anche se il LANEROSSI arriva secondo in campionato) utilizzato poco ma nel '79-'80 riprende il suo posto fisso giocando anche in UEFA.
Dopo la retrocessione rimane per un'altra stagione in biancorosso poi nel 1980-81 passa al NAPOLI concludendo 5 stagioni col VICENZA con 128 presenze e 5 reti.

NAPOLI, ROMA E... IL 'MUNDIAL' SFUMATO
Il 24 esterno mancino vola sulla fascia e conquista un terzo posto coi partenopei, piazzamento che replica nella stagione 1981-82 quando si aggrega alla ROMA e, nonostante sia convocato dal cittì della Nazionale azzurra BEARZOT (che sarebbe diventato Campione del Mondo di li a poche settimane) il 14 Aprile 1982 per un'amichevole contro la GERMANIA EST, Luciano non parte coi compagni per la gloriosa avventura iridata in Spagna.

EUROPA E TRICOLORE CON L'HELLAS
Arruolato da MASCETTI nel VERONA neopromosso in Serie A per la stagione '82-83 (quando proprio gli ex compagni della ROMA torneranno a vincere lo scudetto dopo 40 anni!) Luciano deve aver cominciato a pensare di essere l'uomo dalle occasioni perse ma proprio in gialloblù comincerà la parte più fulgida della carriera che troverà l'apice con la conquista dello scudetto 1984-85 col fratello Fabio giovane panchinaro.

INTER E RITIRO...
In un trasferimento che fece molto scalpore all'epoca, MARANGON venne ceduto dal patròn CHIAMPAN all'INTER insieme a Pierino FANNA ma a dire il vero ne il terzino ne l'ala tornante ebbero molta fortuna in nerazzurro e per Luciano il colpo fu talmente grosso che dopo la seconda stagione a Milano conclusa con sole 3 presenze lasciò il calcio a soli 31 anni in polemica con un mondo che tanto gli aveva dato ma, coerentemente col suo personaggio, lasciò ai posteri una celebre frase 'Il calcio italiano non mi merita!' fattostà che nemmeno il calcio estero seppe cosa farsene di lui e, dopo una breve esperienza come procuratore, l'ex terzino dello scudetto scaligero lasciò definitivamente il calcio aprendo locali ad Ibiza e Formentera...

Questa la pagina Facebook ufficiale del terzino campione d'Italia con l'HELLAS ma Luciano è molto attivo anche sul web: Qui il profilo Twitter (con cinguettii protetti da copyright) mentre questo è l'account LinkedIn...

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ANEDDOTI & ALTRO DA RICORDARE +   -   =
  • Tra gli organizzatori del 110° anniversario dell'HELLAS in Arena festa con grandissime premesse e molte attese per le Onlus locali che avrebbero dovuto ricevere il ricavato (al netto delle spese) in beneficenza ma alla fine in cassa non rimarrà praticamente nulla come ammesso da Luciano... Grande amarezza in cità, ne nasce addirittura un caso politico col sindaco Tosi che volle vederci chiaro ma finì tutto in una bolla di sapone.
    Clickando qui la descrizione dell'indimenticabile serata dell'orgoglio scaligero alla quale partecipai...
  • Luciano nottambulo playboy? Una leggenda metropolitana a sentire il giocatore che si racconta in questa bella intervista a CalcioNews24.com (che va peraltro parecchio in conflitto con l'immagine che il calciatore ha sempre dato di sé sopratutto sul web dopo aver smesso) 'La mia si chiamava solo curiosità, voglia di vivere, desiderio di avventura. Ma confinavo il tutto alla domenica sera, quando la partita era finita da ore ed il giorno dopo non c'era allenamento da svolgere. Solo che i giornalisti ci ricamavano sopra: mi vedevano al ristorante con qualche graziosa signorina e da lì partivano i pettegolezzi, le esagerazioni, le falsità. Quanta gente ci ha marciato sopra alla mia vita privata...' Certo che se si rilasciano interviste come questa a TGCom24 del 2005 la gente fraintende sicuro!
  • Tra fantasia e realtà il fare l'amore con 7 donne contemporaneamente, le avventure coi compagni di squadra e il Best 11 dei festaioli... E' successo veramente o MARANGON le spara un po' grosse? Giudicate voi lui intanto le racconta così 'Farlo con più donne è il sogno di tutti gli uomini, e io ho un record: sette donne contemporaneamente. Mica tutti i giorni, solo una volta nella vita. Ma mi è successo... Chi ricordo degli ex compagni? Rudy Krol che era sposato e diceva alla moglie - vado a far compagnia a Luciano che è solo - E io stavo in giro tutta la notte per farlo divertire a casa mia con le mie amiche e poi Elkjaer: Andiamo a giocare a Copenaghen, siamo in macchina, alcune ragazze lo riconoscono e ci fermano, nel giro di un attimo sono tutte distese sul parabrezza, tette al vento e gesti provocatori. E io: Evvai che ci divertamo. Il "best 11" dei festaioli? Garella, Nela, Fontolan, Krol, io, Sacchetti, Falcao, Volpati, Cerilli, Galderisi e Elkjaer. Allenatori Trap e Bagnoli'


  • Le 5 regole del calciatore-playboy secondo Luciano che le racconta a LiberoQuotidiano.it '...A Verona, una volta, passo la notte con una tizia. Dopo una settimana si presenta all’allenamento: “Sono incinta, devi darmi i soldi per abortire”. L’ho mandata a quel paese. Anche perché ero tranquillo. Regola numero uno: usare sempre precauzioni. Quando sei un calciatore sei super corteggiato, le donne ti entrano in casa e c’è il rischio che qualcuna voglia incastrarti. Regola numero due? Essere furbi. Dopo un secondo e mezzo capisci se una donna è affidabile o no. Se non lo è, meglio scappare da un’altra. Tre? Non promettere mai nulla per portarsi una ragazza a letto. Tanto hai la fila. Quattro? Non dire mai “Ti amo”. È la fine. Cinque? Essere chiari, spiegare che vuoi solo un’avventura. Se sei diretto le donne ti rispettano di più. E diventano dirette anche loro. Si diceva che cambiassi squadra ogni anno perché me la faceva con le mogli dei compagni? Non era vero. A proposito di pettegolezzi... Quando giocavo nella Roma ogni lunedì, sulla pagina di gossip del Messaggero, pubblicavano mie foto sempre in compagnia con ragazze diverse. Il martedì Liedholm, alla ripresa degli allenamenti, mi veniva incontro e diceva: “Marangooon, messoooooo ghiacciooo?”. Rispondevo: “Sì, mister, e la caviglia va meglio dopo la botta presa domenica”. E lui, ridendo: “Nooo, Marangooon. In champaaaagne, messo ghiaccio in champaaaaaagne?»'
  • I was not born for one corner, the whole whorld is MY native land è la frase che meglio rappresenta il modo di vivere di Luciano ben spiegato in questa intervista 'Al termine della carriera calcistica, sono partito per New York, dove ho studiato comunicazione e marketing alla New York University. Nel corso degli anni, gli incontri e le nuove amicizie mi hanno portato a viaggiare. Sono una persona curiosa, sempre alla ricerca della conoscenza e, soprattutto, sono sempre stato uno spirito libero, per cui sono sempre andato in giro per il mondo. Una frase che potrete trovare sul mio profilo Facebook rispecchia in pieno quel che sono: “I was not born for one corner, the whole whorld is MY native land”, che tradotta vuol dire: “Non sono nato per essere messo in un angolo, il mondo è la mia terra nativa”'
  • Animo inquieto e festaiolo il profilo di Luciano mal si prestava alla rigorosa vita da atleta e quando smise di giocare, dopo un soggiorno a New York in cui si narrano faville (feste da 500 persone in un loft di 350 metri quadrati su tre piani) ed una decina d'anni da procuratore, lasciò definitivamente l'ambiente del calcio e cominciò ad aprire aprire locali nelle spiagge più frequentate del mondo a Formentera, Santo Domingo ed in Grecia per poi trovare un approdo (forse) definitivo ad Ibiza dove gestisce un locale con il figlio Diego...


  • Stufo dell'imbarbarimento del calcio... 'Per dieci lunghi anni ho fatto il procuratore e devo dire che ero pure bravo.... Venivo dalla scuola di Antonio Caliendo che, a quei tempi, era il numero uno in Italia. Anch'io avevo il mio bel giro di assistiti tipo Stefano Eranio, Francesco Moriero e Fabrizio Provitali... Solo che poi col tempo l'ambiente si è imbarbarito, è diventato una sorta di Far West aperto ad ogni tipo di personaggio improvvisato. Ed io mi sono stufato...'
  • Addio al veleno con l'INTER 'Il calcio italiano non mi merita...' Con questa frase (più o meno fedelmente riportata sui quotidiani dell'epoca) Luciano abbandonò la Serie A dopo un paio di stagioni poco proficue all'INTER sopratutto a causa di un lunghissimo infortunio che, a sentire il giocatore, fu persino aggravato dall'atteggiamento della dirigenza nerazzurra che praticamente lo abbandonò al suo destino alla fine del contratto a 31 anni e, quando volle proseguire la carriera in Premier League, fu pesantemente condizionato dal presidente nerazzurro PELLEGRINI che s'impuntò sul 'Parametro UEFA' e non volle scendere di un centesimo costringendo di fatto MARANGON a chiudere la carriera anzitempo
  • «Luna tonda» è il titolo dell'autobiografia di Luciano Marangon Il libro, scritto a quattro mani con Argia Di Donato, è un viaggio nella vita dell'ex terzino di Inter, Roma e Napoli, ma anche campione d'Italia con il Verona, dagli stadi italiani alle spiagge di Formentera, dove è proprietario di alcuni locali, dalla passione per le donne all'amore per i figli...
  • Col giovane fratello Fabio in quel VERONA di campioni... Nell'HELLAS '84-'85 giocava anche Fabio MARANGON il fratello 23enne di Luciano che giocò solo in 3 gare in quella stagione ma alla fine ottenne lo scudetto sul petto esattamente come gli altri
  • Una sola presenza in Nazionale il 14 Aprile 1982 da sostituto di CABRINI poi si fece male con la ROMA ed il cittì BEARZOT non lo convocò più: Luciano perse così l'occasione di laurearsi Campione del Mondo con l'ITALIA ai mondiali spagnoli del 1982 ma lui la prende a tuttoggi con filosofia 'Deluso? No, quell'estate ero in vacanza a Formentera e feci un tifo pazzesco per gli Azzurri'

Luciano Marangon
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Luciano Marangon (Quinto di Treviso, 21 ottobre 1956) è un ex calciatore italiano, di ruolo terzino sinistro.

Carriera
Dopo essere cresciuto nelle giovanili della Juventus passò al L.R. Vicenzanel 1975, giocando da titolare, diciannovenne, il campionato di Serie B conclusosi con una salvezza di misura. L’anno seguente continuò ad essere titolare e conquistò la promozione in Serie A nel primo anno di Giovan Battista Fabbri e di Paolo Rossi al Lanerossi.

Esordì in massima serie il 23 ottobre 1977, due giorni dopo il suo ventunesimo compleanno, ma nella stagione del secondo posto del Vicenza giocò solo 12 partite, sostituito nel ruolo di titolare dal più espertoVito Callioni. Torna ad essere titolare fisso nella stagione seguente, giocando anche in Coppa UEFA. Dopo la retrocessione in B dei biancorossi rimase per un anno a Vicenza per passare poi al Napoli dove ritrovò Mario Guidetti.

Con i partenopei conquistò il terzo posto in classifica, bissato l'anno successivo con la maglia della Roma. Proprio in quella stagione, alla vigilia del mundial spagnolo, è chiamato in Nazionale: esordì il 14 aprile 1982 contro laGermania Est, tuttavia quella fu la sua unica presenza poiché Enzo Bearzot non lo incluse nella lista dei 22 partenti per la Spagna.

Passato al Verona quella stessa estate, lasciò gli ex compagni che vinsero lo scudetto che mancava nella capitale da 40 anni. Ritrovato per la terza volta come compagno Mario Guidetti, dopo un quarto ed un sesto posto centrò il titolo con il Verona alla terza stagione, guidati da Osvaldo Bagnoli. In quella formazione militò anche suo fratello minore Fabio, di sei anni più giovane.

In seguito passò all'Inter, per 3 miliardi di lire, dove non trovò molto spazio: proprio con i nerazzurri, dopo il campionato 1986-1987 con 3 presenze, lasciò il calcio.
In seguito si cimentò nelle attività di procuratore di calciatori; inoltre è proprietario e socio di alcuni locali in Spagna (ad Ibiza e a Formentera).

Palmarès
- Club
Campionato italiano di Serie B: 1 L.R. Vicenza: 1976-1977
Campionato italiano: 1 Hellas Verona: 1984-1985

- Titoli giovanili
Torneo di Viareggio: 2 Fiorentina: 1978, 1979

FONTE: Wikipedia.org

Luciano Marangon autore di "Luna Tonda" ospite a Letto, il programma di Ecotv condotto da Pino Gagliardi, dedicato al panorama letterario italiano