Campione del mondo da giocatore ma in panchina ha forse anche meno esperienza di mister PECCHIA: Dopo la penosa stagione scorsa tutti si apetttavano qualcosa di diverso a partire dalla panchina e invece SETTI ha scelto la via della continuità, per questo motivo Fabio GROSSO è arrivato tra la perplessità generale...

Fabio Grosso
Nato a/il:Roma il 28/11/1977
Nazionalità:Italiana
Contratto:Definitivo fino al 30 Giugno 2020 (+opzione)
Ruolo da giocatore:Terzino/Esterno di centrocampo sinistro
Altezza:190 Cm
Peso:82 Kg
Posizione:
CARRIERA DA ALLENATORE/VICE +   -   =
 SquadraStagioneSeriePartite  
Hellas Verona2018 - Mag. 2019B36 (+2CI)  
Bari2017 - 2018B42 (+1Po +3CI)  
Juventus2016 - 2017Primavera28 (+1CIP +7UYL +4TdV)  
Juventus2015 - 2016Primavera29 (+8CIP +6UYL +7TdV)  
Juventus2014 - 2015Primavera27 (+4CIP +6UYL)  
JuventusMar. 2014 - 2014Primavera8  
JuventusLug. 2013 - Mar. 2014Primavera (Vice)-  
LEGENDA: Po=Play Off, CI=Coppa Italia, CIP=Coppa Italia Primavera, UYL=UEFA Youth League, TdV=Torneo di Viareggio

Gol di Grosso in Italia-Germania mondiali 2006Il rigore decisivo di Fabio Grosso a Germania 2006

CARRIERA DA GIOCATORE +   -   =
 SquadraStagioneSeriePartiteGoal 
Juventus2011 - 2012A20 
Juventus2010 - 2011A19 (+2CI)0 (+0) 
Juventus2009 - 2010A26 (+2CI +6CL + +2EL)2 (+0 +0 +0) 
LioneAgo. 2009 - 2009L110 
Lione2008 - 2009L122 (+1CdF +6CL + 1SF)1 (+0 +0 +0) 
Lione2007 - 2008L130 (+4CdF +1CF +7CL + 1SF)1 (+0 +0 +0 +0) 
Inter2006 - 2007A23 (+5CI +6CL +1SI)2 (+1 +0) 
Palermo2005 - 2006A33 (+6CI +8CU)0 (+0 +0) 
Palermo2005 - 2006A36 (+2CI)1 (+0) 
PalermoGen. 2004 - 2004B211 
Perugia2003 - Gen. 2004A13 (+4CI +8I +3CU)2 (+0 +0 +0) 
Perugia2002 - 2003A30 (+5CI)4 (+0) 
Perugia2001 - 2002A24 (+4CI)1 (+0) 
Chieti2000 - 2001C2319 
Chieti1999 - 2000C2254 
Chieti1998 - 1999C2124 
Renato Curi1994 - 1998Ecc.124 
Giovanili Renato Curi1994 - 1997-124 
LEGENDA: Ecc.=Eccellenza, CI=Coppa Italia, I=Intertoto, CU=Coppa UEFA, CL=Champions League, SI=Supercoppa italiana, L1=Ligue 1 (Serie A Francese), EL=Europa League, Cdf=Coppa di Francia (Torneo al quale partecipano tutte le squadre di Francia), SF=Supercoppa Francese, CF=Coppa di Lega Francese

NEWS E CURIOSITÀ +   -   =

Dopo la penosa stagione scorsa culminata in una sacrosanta retrocessione ci si aspettava una rivoluzione immediata a partire dal Direttore Sportivo e dalla guida tecnica e invece tutto lascia presupporre che SETTI abbia percorso la linea della continuità scegliendo il braccio destro dell'ex FUSCO come nuovo diesse e un allenatore dall'esperienza molto limitata; per questo motivo Fabio GROSSO è arrivato tra la perplessità generale e quasi di sottecchi essendo stato presentato con molto ritardo rispetto al suo ingaggio.
In effetti sono tanti i punti di contatto tra il nuovo mister e PECCHIA: Entrambi ottimi professionisti come calciatori ma dall'esperienza esigua come capo-coach prima di sedere sulla prestigiosa panchina scaligera.
E se Fabio Primo ha collaborato da vice BENITEZ in squadre di prestigio mondiale, Fabio Secondo è probabilmente ancor meno avvezzo alle pressioni che una piazza come VERONA può portare: GROSSO è stato eliminato subito ai playoff col BARI alla sua seconda satgione in panchina dopo aver guidato la Primavera della JUVENTUS... Con alcuni (non pochi) che dicono che era lecito aspettarsi di più data la rosa a disposizione.
Non un buon biglietto da visita dunque soprattutto in un campionato come questo nel quale la squadra allestita è forse tecnicamente migliore di quella della Serie A un'annata fa!
In ogni caso il lavoro delle persone va giudicato dopo averle viste all'opera quindi: In bocca al lupo a Fabio ma soprattutto all'HELLAS.

TERZINO COI PIEDI DA TREQUARTISTA
Fino al suo approdo al PERUGIA nel 2001 GROSSO giocava da trequartista, fu Serse COSMI ad intravvedere in Fabio delle doti da esterno di centrocampo prima e da terzino poi: Facilità di corsa, gran cross era anche abile nella battuta dei calci di punizione; il nuovo tecnico scaligero è da considerarsi a pieno titoli fra i più abili difensori esterni sinistri degli anni 2000...

RIVELAZIONE NELLA PRIMAVERA BIANCONERA, TRA LUCI ED OMBRE A BARI
Corso di abilitazione per il master di allenatori professionisti Prima Categoria - UEFA Pro a Coverciano da Dicembre 2012 a Luglio 2013, poi la Primavera juventina come vice di ZANCHETTA per poi prenderne il posto otto mesi più tardi.
Con i giovani bianconeri vince un Torneo di Viareggio nel 2016 anno in cui raggiunge anche le finali di Coppa Italia e Campionato Primavera perse contro i pari età di INTER e ROMA.
Col BARI in Serie B nella passata stagione la prima esperienza importante fra i Pro, un'esperienza fra luci ed ombre nella quale ad un certo punto sembra ad un passo dall'esonero, poi il recupero, il raggiungimneto dei playoff e l'uscita al primo spareggio.
Ora è stato chiamato da SETTI sull panchina gialloblù per riscattare doverosamente una delle stagioni peggiori della storia scaligera, quella appena passata.


Fabio Grosso Sfide

ANEDDOTI & ALTRO DA RICORDARE +   -   =

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Fabio Grosso
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Fabio Grosso (Roma, 28 novembre 1977) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore o centrocampista, tecnico del Verona. È stato campione del mondo con la nazionale nel 2006.

Biografia
La sua famiglia è originaria di San Giovanni Lipioni, in provincia di Chieti. È sposato con Jessica, figlia di Giorgio Repetto (dirigente calcistico ed ex giocatore di calcio), dalla quale ha avuto due figli.

Caratteristiche tecniche
- Giocatore
Terzino sinistro e mancino, all'occorrenza poteva essere schierato come esterno di centrocampo; era abile anche nei calci di punizione. È stato considerato uno dei migliori interpreti italiani del ruolo negli anni 2000.
Tra i dilettanti della Renato Curi e in Serie C2 con il Chieti ha giocato stabilmente come trequartista. Successivamente Serse Cosmi, negli anni al Perugia, vista la sua abilità nella corsa e nel cross lo ha trasformato con successo in terzino.

Carriera
- Giocatore

CLUB
Chieti, Perugia e Palermo
La carriera di Grosso cominciò nel campionato di Eccellenza, dove vestì la maglia della Renato Curi, che all'epoca era la seconda squadra di Pescara, con cui segnò 47 gol in poco più di 100 presenze. Il debutto tra i professionisti avvenne con il Chieti nel campionato di Serie C2, con il quale in tre stagioni registrò 17 reti in 68 partite, 9 delle quali nella stagione 2000-2001 che sancì la promozione della squadra abruzzese in Serie C1.
Grazie a quanto messo in mostra con i neroverdi, Grosso venne notato dagli osservatori del Perugia e così, nell'estate del 2001, passato alla squadra umbra allora allenata da Serse Cosmi, cominciò a giocare dapprima come esterno di centrocampo nel modulo 3-5-2, e poi come terzino sinistro, disputando tre stagioni in Serie A e cominciando a imporsi a livello nazionale.
Il 30 gennaio 2004 fu ingaggiato dal Palermo allora militante in Serie B, con il quale conquistò subito il ritorno nella massima divisione (21 presenze e un gol in campionato) e l'anno seguente l'accesso alla Coppa UEFA, dopo aver conquistato il 6º posto contribuendo con 36 presenze e una rete. Restò legato ai rosanero per un altro anno, con un totale di 90 presenze e 2 gol in campionato, 8 presenze in Coppa Italia e 8 presenze in Coppa UEFA. Le prestazioni con il Palermo – che lo resero uno dei migliori terzini del campionato italiano – gli permisero di ottenere la convocazione per i Mondiali 2006, vinti dagli azzurri.

Inter e Lione
Al termine del Mondiale 2006, in cui fu protagonista, il 13 luglio 2006 fu ufficializzata la sua cessione all'Inter (per 6,5 milioni di euro) e, al contempo, l'arrivo a titolo definitivo di Paolo Hernán Dellafiore al Palermo. Nonostante l'esordio in UEFA Champions League e la vittoria della Supercoppa italiana 2006 e del suo primo scudetto, all'Inter non trovò la continuità avuta in Sicilia. Con i nerazzurri raccolse 23 presenze con due reti in campionato e una in Coppa Italia.
Nell'estate seguente fu ceduto all'Lione per 7,5 milioni di euro; vinse la Supercoppa di Francia, la Coppa di Francia e, al culmine di una stagione da titolare, fu determinante per la conquista del settimo titolo francese consecutivo per la sua squadra, segnando il gol partita nel match contro lo Strasburgo. Restò a Lione anche la stagione seguente, collezionando in due anni 71 presenze e 3 gol tra campionato e coppe. Nell'estate del 2009, dopo l'arrivo del giovane terzino Aly Cissokho dal Porto, Grosso decise di lasciare il club.

Juventus
Il 31 agosto 2009, con un accordo raggiunto nell'ultimo giorno della sessione di calciomercato, Grosso tornò in Italia trasferendosi alla Juventus, che versò al Lione circa due milioni di euro; al giocatore fu assegnata la maglia n. 6 che fu, tra gli altri, di Gaetano Scirea. Debuttò con la Juventus il 12 settembre allo Stadio Olimpico di Roma contro la Lazio (0-2), mentre segnò il primo gol il 22 novembre contro l'Udinese, su cross di Martín Cáceres, marcatura peraltro decisiva per la vittoria della sua squadra (1-0). Altrettanto importante fu la rete realizzata il 6 marzo 2010 nella gara vinta 2-1 in trasferta contro la Fiorentina. Chiuse la prima stagione alla Juventus con 26 presenze e 2 gol in campionato, 2 presenze in Coppa Italia, 8 presenze nelle coppe europee (6 in Champions League e 2 in Europa League) per un totale di 36 presenze e 2 gol.
Non rientrando più nei piani della società, in seguito alla mancata cessione nel calciomercato estivo del 2010 Grosso fu messo fuori rosa. Tornò in gruppo nei primi giorni di settembre, debuttando come titolare non prima del 7 novembre 2010 contro il Cesena (3-1 per la Juventus) e ciò per effetto dei molti infortuni che colpirono la squadra e nonostante la contrarietà di qualche dirigente. Tornato una riserva e rimasto ai margini della rosa per due mesi, fu nuovamente utilizzato, da titolare, nella trasferta contro la Roma del 3 aprile 2011, in cui fu l'autore degli assist per i due gol con cui la sua squadra vinse. Chiuse la stagione con 19 presenze in campionato e 2 in Coppa Italia.
La stagione successiva fu relegato nuovamente ai margini della squadra in quanto non facente più parte dei piani tecnici di Antonio Conte. Nonostante ciò il 18 settembre 2011 giocò da titolare nella partita esterna contro il Siena terminata 0-1. Firmò la seconda presenza in questa stagione il 25 settembre contro il Catania, dopodiché non venne più preso in considerazione dal tecnico Antonio Conte. A fine anno vinse lo scudetto con una giornata d'anticipo; nonostante ciò fu l'unico della rosa juventina a non partecipare alla cerimonia di premiazione avvenuta allo Juventus Stadium il 13 maggio 2012. A fine stagione rimase svincolato, per poi ritirarsi dall'attività agonistica il 5 dicembre successivo.


NAZIONALE
Inizi
Esordì in nazionale il 30 aprile 2003, nella partita amichevole Svizzera-Italia (1-2). Sotto la gestione del commissario tecnico Giovanni Trapattoni fu poi utilizzato in altre due occasioni. A partire dal 2005 fu inserito stabilmente nel gruppo degli Azzurri da Marcello Lippi, che dopo poche partite lo promosse a terzino sinistro titolare, spostando Zambrotta sulla fascia destra. Grosso segnò il suo primo gol in nazionale il 3 settembre 2005 a Glasgow, contro la Scozia (1-1).

Mondiali 2006
Grosso integrò il gruppo dei 23 calciatori italiani vincitori del campionato del mondo 2006. Inizialmente impiegato come riserva, divenne titolare a cominciare dalla terza partita del torneo, contro la Rep. Ceca, dimostrandosi da lì in poi determinante per la squadra. Al 3' di recupero degli ottavi di finale contro l'Australia si procurò un rigore poi realizzato da Francesco Totti, che permise all'Italia di passare il turno, pur avendo giocato quasi tutto il secondo tempo in inferiorità numerica.
Il 4 luglio, nella semifinale contro la Germania segnò il gol che sbloccò la partita al 119' dei tempi supplementari, quando da un calcio d'angolo di Del Piero, il pallone arrivò sui piedi di Andrea Pirlo, che servì Grosso smarcato dentro l'area di rigore avversaria; quest'ultimo s'inventò un tiro a giro d'interno sinistro, di prima intenzione, che superò Jens Lehmann sul palo più lontano siglando l'1-0 a un minuto dalla fine della partita. Al 120' arrivò il 2-0 di Alessandro Del Piero e l'Italia conquistò la finale contro la Francia.
Il 9 luglio, nella finale di Berlino risoltasi ai tiri di rigore dopo l'1-1 dei tempi regolamentari e di quelli supplementari, Grosso entrò nella storia del calcio italiano realizzando il quinto e ultimo tiro della sua squadra, chiudendo la partita sul punteggio di 5-3 d.c.r. con cui l'Italia conquistò il suo quarto successo nella competizione, a 24 anni di distanza dall'ultimo.

Dopo la vittoria del Mondiale
All'inizio della gestione tecnica di Roberto Donadoni, Grosso non fu convocato a causa di alcuni infortuni. Tornò a essere selezionato nel 2007, e il 13 ottobre a Genova realizzò il suo terzo gol in Nazionale in occasione di Italia-Georgia (2-0), partita valida per le qualificazioni a Euro 2008.
Grosso fu quindi convocato per il campionato d'Europa 2008e, all'esordio contro i Paesi Bassi (vittoriosi per 0-3), cominciò come riserva subentrando nel secondo tempo. In seguito guadagnò la titolarità per le restanti gare del girone, contro Romania e Francia, giocando ancora positivamente. L'Italia raggiunse i quarti di finale che la videro opposta alla Spagna, e Grosso realizzò il primo tiro di rigore nella serie necessaria per assegnare la vittoria, allorché la partita si protrasse oltre i tempi regolamentari e supplementari sullo 0-0; tuttavia i successivi errori dei suoi compagni fecero sì che a passare il turno fossero gli avversari, in forza del punteggio di 4-2.
In seguito Grosso fu chiamato a far parte della nazionale anche da Lippi, tornato alla guida della squadra, disputando così la FIFA Confederations Cup 2009, dove l'Italia non superò il girone eliminatorio. Poche settimane dopo, il 9 settembre 2009, Grosso realizzò un gol nella partita Italia-Bulgaria (2-0), valida per le qualificazioni al Mondiale 2010 e tenutasi a Torino.
L'anno seguente fu incluso nella lista preliminare dei 30 giocatori scelti per partecipare al Mondiale, tuttavia il 17 maggio fu depennato assieme all'allora compagno di squadra Antonio Candreva.

- Allenatore
Il 10 dicembre 2012 inizia a frequentare a Coverciano il corso di abilitazione per il master di allenatori professionisti Prima Categoria - UEFA Pro, ottenendo la qualifica il 5 luglio 2013.
L'11 luglio ritorna alla Juventus, nominato vice allenatore della formazione Primavera, affiancando in panchina Andrea Zanchetta; l'11 marzo 2014 viene nominato capo allenatore, a seguito dell'esonero di Zanchetta. Confermato sulla panchina per la stagione seguente, nel marzo del 2016 vince con i giovani bianconeri il Torneo di Viareggio, superando in finale i pari età del Palermo; nella stessa stagione raggiunge con la squadra le finali di Coppa Italia Primavera e Campionato Primavera, perse rispettivamente contro Inter e Roma.
Il 13 giugno 2017 si accorda con il Bari, in Serie B. Chiude la stagione al sesto posto finale, in seguito declassato al settimo causa due punti di penalizzazione inflitti al club; qualificato ugualmente ai play-off, viene eliminato nel turno preliminare dal Cittadella, dopo un pareggio (2-2), proprio per il peggior piazzamento in classifica maturato dai pugliesi nella stagione regolare.
Il 18 giugno 2018 rescinde il suo contratto con il Bari, e tre giorni dopo passa alla guida dei pari categoria del Verona.
Il 1° maggio 2019, subito dopo la sconfitta per 2-3 subita in casa contro il Livorno e con la squadra al limite della zona play-off, viene esonerato.

Palmarès
Giocatore
- Club
Competizioni nazionali
Campionato italiano di Serie B: 1 Palermo: 2003-2004
Supercoppa italiana: 1 Inter: 2006
Campionato italiano: 2 Inter: 2006-2007 Juventus: 2011-2012
Supercoppa francese: 1 Olympique Lione: 2007
Campionato francese: 1 Olympique Lione: 2007-2008
Coppa di Francia: 1 Olympique Lione: 2007-2008

Competizioni internazionali
Coppa Intertoto UEFA: 1 Perugia: 2003

- Nazionale
Campionato mondiale: 1 Germania 2006

Allenatore
Competizioni giovanili
Torneo di Viareggio: 1 Juventus: 2016

Onorificenze
Collare d'oro al Merito Sportivo — Roma, 23 ottobre 2006.
Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana — 12 dicembre 2006. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.


Fabio Grosso
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Fabio Grosso, Ufficiale OMRI (Italian pronunciation: [ˈfaːbjo ˈɡrɔsso]; born 28 November 1977) is an Italian professional football manager and a former player, who played as a left-back. He is the current manager of Hellas Verona.
After playing for several smaller Italian clubs, such as Renato Curi, Chieti and Perugia, he made his breakthrough during his two seasons with Palermo, which earned him a move to defending Serie A champions Internazionale in 2006. During his only season with Inter, he helped the club defend the Serie A title and win the Supercoppa Italiana. He later also won titles with Lyon in France and with Juventus. Grosso retired in 2012 after winning the Scudetto with Juventus.
At international level, Grosso made 48 appearances for Italy and scored the decisive late first goal against Germany in the 2006 World Cup semi-final. He also scored the winning penalty in the penalty shootout against France in the final of the tournament which enabled the Azzurri to win the trophy for the fourth time in their history. He also represented Italy at UEFA Euro 2008 and at the 2009 FIFA Confederations Cup.

Club career
Renato Curi
Grosso was born in Rome but hails from Chieti, Abruzzo, where his family soon returned to. Grosso joined Renato Curi Angolana in 1994 and played in the club's youth system until 1995. He was promoted to the senior squad for the 1995–96 season and soon became a key part of the first team. Following the 1997–98 season, he left the Eccellenza club to join Chieti for an undisclosed transfer fee. Grosso made 108 official appearances for Renato Curi, scoring a very impressive 47 goals as an attacking midfielder and left winger.

Chieti
In summer 1998, Grosso transferred to Chieti of Serie C2. An attacking midfielder at the time, he again impressed in his three-season spell with Chieti. He scored 17 goals in 68 league appearances. Following several impressive performances, he was scouted by Serie A club Perugia in 2001, and in mid-summer, Grosso officially transferred to the club.

Perugia
In July 2001, Grosso officially joined Perugia. In his debut Serie A season, he made 24 appearances and scored one goal. By now, he had been converted into a left wing-back by head coach Serse Cosmi and in his second season in Perugia, he maintained a starting position and made 30 league appearances, scoring four goals. In his third season with Perugia, Grosso made just 12 appearances in the first six months of the 2003–04 season. To some surprise, Grosso transferred from Perugia in January 2004 to Palermo, which at the time played in Serie B. In 2003, during his time with Perugia, Grosso earned his first Italy cap.

Palermo
During the winter transfer window in January 2004, Grosso transferred to the Sicilian side and they earned promotion at the conclusion to the season. Grosso made 21 appearances for his new club in the latter portion of the 2003–04 season, scoring one goal, as the club won the Serie B title.
Palermo's first season in Serie A was very successful as the club managed a very impressive sixth-place finish, losing just nine matches and also qualifying for the UEFA Cup. Grosso contributed as a regular starter, making 36 league appearances, also scoring a single goal. During the 2005–06 Serie A season, Grosso made 33 appearances for his club as Palermo impressed, finishing eighth in Serie A. He was one of four Palermo players who made Marcello Lippi's 2006 FIFA World Cup-winning squad, but at the conclusion of the tournament, Grosso was sold to Internazionale.

Internazionale
On July 2006, Grosso joined Inter for a reported €5 million transfer fee (plus Paolo Dellafiore). However, Grosso was in-and-out of the club's starting line-up and was mostly used as a substitute. He made just 23 appearances for Inter in the league, and scored two goals, as the team captured the 2006 Supercoppa Italiana and the Serie A title. Following the disappointing season with Inter, Grosso opted to move abroad and was sold to Olympique Lyonnais in the summer of 2007, just one year after his move to Inter.

Lyon
In July 2007, Grosso moved abroad and signed a four-year contract with Lyon of the French Ligue 1 after passing a medical and agreeing personal terms. The transfer fee was €7.5 million He was issued the number 11 shirt. His first season with proved a successful one as he was a key part of the club's starting line-up in both the UEFA Champions League and Ligue 1, and saw him win the league title, the Coupe de France, and the Trophée des Champions. In his second season with Lyon, Grosso was limited to just 22 league appearances, partially due to injury, but was heavily linked with a move back to Italy during the 2009 summer transfer window. In August 2009, he officially returned to Italy, joining Juventus.


Juventus
On 31 August 2009, it was confirmed Grosso had returned to Serie A to join Juventus following his two-year spell in France. After chasing the defender all summer long, the parties struck a deal on the final day of the transfer market at a €2 million fee plus bonus up to €1 million. He was instantly inserted into Juventus' starting XI and began the season in good form. He scored his first goal in a league game against Udinese in November 2009. He made 28 appearances during the season and scored two goals.
In the 2010–11 season, Juventus released several elder players, but Grosso reportedly refused any transfer. Juve youth product Paolo De Ceglie took back the starting place and Grosso was frozen from the start of season and excluded from 25-men squad for 2010–11 UEFA Europa League. However, after Juventus lost numbers of players due to injury, Grosso and Hasan Salihamidžić were recalled for the first time, on 6 November. He made two appearances in his final season, the 2011–12 season, as new head coach Antonio Conte either preferred De Ceglie or had a winger or wide midfielder deputize as a fullback or wingback in a 3–5–2 formation. Juventus won the title undefeated that season. Grosso's contract ended in the summer of 2012 and he opted to retire from professional football.

International career
Early career
Grosso made his international debut with the Italy national team on 30 April 2003 in a 2–1 friendly away win over Switzerland, under head coach Giovanni Trapattoni. He scored his first goal for Italy in a 1–1 away draw against Scotland, on 2 September 2005, in a 2006 FIFA World Cup qualifying match.

2006 World Cup
From 2005 onwards, Grosso became a regular member of the starting line-up at left-back under Marcello Lippi, and was called up to represent Italy at the 2006 FIFA World Cup by Lippi, playing a key role throughout the tournament as the Italians went on to win the title.
In injury time of the round of 16 fixture against Australia, with the score tied at 0–0, Grosso advanced with the ball into the box from the left flank and was fouled in the penalty area by Lucas Neill, who went to ground, causing Grosso to stumble. Francesco Totti subsequently converted the decisive penalty issued by referee Luis Medina Cantalejo, as a ten-man Italy won the match 1–0 to advance to the quarter-finals. However, Grosso was accused of diving by some media outlets. In 2010, Grosso sat down with an Australian media outlet where he said he did not stay on his feet because he was exhausted and "didn’t have the strength to go forward", he said he "felt contact, so I went down" and "maybe I accentuated it a little bit", but insisted that after reviewing the replay that Neill did commit a foul.
On 4 July 2006, Grosso scored the first goal against hosts Germany in the 119th minute of the World Cup semi-finals with a curling left-footed strike beyond the reach of Jens Lehmann into the Germans' net from the edge of the box, which commentator John Motson would describe as "magnificent", while Grosso ran about screaming "Non ci credo!" ("I don't believe it!") as his teammates celebrated. In the World Cup final, five days later, he scored the winning penalty against France in a 5–3 victory in the resulting shoot-out after a 1–1 draw following extra-time, which allowed the Italy national team to win their fourth World Cup title.

Later career
Grosso was also included in Roberto Donadoni's 23-man Italy squad for UEFA Euro 2008. He made a substitute appearance in Italy's opening match of the tournament, a 3–0 defeat to the Netherlands, but was subsequently started in the remaining two group matches, a 1–1 draw against Romania, and a 2–0 win over France, and was praised in the Italian media for his performances along the left flank as Italy advanced from the group in second place. In the quarter-final match against eventual champions Spain, he helped the team keep a clean sheet and converted Italy's first penalty in the resulting shoot-out, which Spain won 4–2.
Following the tournament, Grosso was also first choice left-back in returning Italy manager Marcello Lippi's Azzurri squad for the 2009 FIFA Confederations Cup and the 2010 World Cup qualifying campaign. For the 2010 World Cup, he was called-up to the pre-World Cup training camp alongside Juventus teammates Gianluigi Buffon, Giorgio Chiellini, Fabio Cannavaro, Nicola Legrottaglie, Mauro Camoranesi, Antonio Candreva, Claudio Marchisio and Vincenzo Iaquinta on 4–5 May, and was included in the 30-men preliminary squad announced on 11 May. However, in the second training camp, he was dropped, alongside Candreva.

Managerial career
At the start of the 2013–14 season, it was announced Grosso would take up a coaching position in the Juventus youth system. On 11 March 2014, he was appointed as the new manager of the Juventus Primavera (U-19) youth team following a string of poor performances under manager Andrea Zanchetta, who was transferred to another position within the youth system.
On 13 June 2017, Grosso was named head coach of Bari.
On 21 June 2018, Grosso was appointed manager of Hellas Verona.

Style of play
A former attacking midfielder, Grosso was a physical, quick, and energetic player, who was sound both defensively and offensively, due to his work-rate, attacking prowess, and stamina. A versatile footballer, regarded as one of the top Italian full-backs of his generation, he was also adept with accurate crossing ability, which even allowed him to be deployed as a winger or as an attacking wing-back on either flank throughout his career, despite being naturally left-footed. Unusually for a defender, he was also a free kick, penalty and corner kick specialist, responsibilities usually held by a striker or midfielder.

Honours
- Internazionale
Serie A: 2006–07
Supercoppa Italiana: 2006

- Lyon
Ligue 1: 2007–08
Coupe de France: 2007–08
Trophée des champions: 2007

- Juventus
Serie A: 2011–12

- International
Italy
FIFA World Cup: 2006

- Orders
CONI: Golden Collar of Sports Merit: 2006
4th Class / Officer: Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana: (2006)

FONTE: Wikipedia.org


STAGIONE 2019-20 +   -   =
Cagni: “Grosso è inesperto”
dicembre 5, 2019

“Se sono stupito dell’ennesimo ribaltone in casa Brescia? Non sono stupito, no. Mi aveva stupito, semmai, il fatto che Cellino avesse esonerato Corini per assumere un tecnico inesperto come Grosso. Senza esperienza non ti salvi. Io non giudico Grosso, ma il fatto che non abbia esperienza è assodato – ha dichiarato l’ex allenatore dell’Hellas Verona, Luigi Cagni, a La Gazzetta dello Sport – È arrivato in una situazione difficile e mi aspettavo che non potesse andare bene, visto anche il calendario. Non è facile subentrare: io l’ho fatto quattro volte in carriera e ho sempre faticato".

FONTE: HellasLive.it


Eugenio Corini subentra a Fabio Grosso sulla panchina del Brescia.

Brescia Calcio comunica che Fabio Grosso non è più l’allenatore della Prima Squadra. A lui e a tutto il suo staff va un sentito ringraziamento per il lavoro svolto e la professionalità dimostrata.

Il nuovo Mister di Brescia Calcio è Eugenio Corini.
L’accordo con l’allenatore bresciano è stato raggiunto al termine di un lungo e chiarificatore incontro tra Corini stesso, la dirigenza di Brescia Calcio e il Presidente, Massimo Cellino.
Si può parlare di un nuovo corso che vede tra i protagonisti un “nuovo” allenatore e un “nuovo” Presidente, uniti e coesi con il massimo impegno per il Brescia Calcio.

FONTE: BresciaCalcio.it


BRESCIA SEMPRE ULTIMO
Disastro Grosso: perde 0-3 anche derby in casa
30/11/2019 17:06

Tre partite: zero gol fatti e 10 reti subite. Continua a perdere Fabio Grosso da quando è subentrato ad Eugenio Corini sulla panchina del Brescia.
L'ex tecnico del Verona ha perso in casa 0-3 anche il derby con l'Atalanta, anticipo del sabato pomeriggio.
Il Brescia rimane fanalino di coda e intanto i tifosi delle rondinelle invocano il ritorno di Corini.
La prima esperienza in Serie A si sta rivelando un incubo per Grosso che ha schierato nuovamente Balotelli dal primo minuto dopo l'esclusione di settimana scorsa.

CAOS BRESCIA
Disastro Grosso, tifosi: "Rivogliamo Corini"
25/11/2019 11:00

Sette gol subiti in due partite (0 gol fatti e 0 punti conquistati). Ancora una sconfitta per Fabio Grosso: dopo lo 0-4 in casa col Torino, il Brescia ha perso 3-0 con la Roma, prossimo avversario dell'Hellas.
Un inizio disastroso per il tecnico abruzzese che ha dovuto anche gestire il nuovo Caso Balotelli (lo ha cacciato dall'allenamento e non convocato). Così il gruppo "Ultras Brescia 1911 ex Curva Nord" ha scritto una lettera aperta al presidente Massimo Cellino nella quale si chiede di riportare in panchina Eugenio Corini.

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FONTE: TGGialloBlu.it


NEWS
22 novembre 2019 - 08:34
Cellino: “Balotelli non ha più sorriso dopo Verona”
Il presidente del Brescia: “Lui cacciato da Grosso? Nulla di grave”

di Redazione Hellas1903

Ieri, all’allenamento del Brescia, Mario Balotelli è stato invitato a lasciare il campo da Fabio Grosso.
Il tecnico non ha gradito l’atteggiamento dell’attaccante.
Interpellato sulla vicenda, il presidente del club lombardo, Massimo Cellino, ha risposto così, come riporta “La Gazzetta dello Sport”: “Non ero al campo, Grosso non mi ha chiamato, devo dedurre che non sia nulla di grave. In ogni caso dopo Verona Mario non ha più sorriso”.

FONTE: Hellas1903.it


22 NOV 2019
QUEL GROSSO RAZZISTA…
Abbiamo un grosso problema: c’è un grosso razzista; è Fabio Grosso, allenatore del Brescia, che ha osato mandare a casa l’eroe dell’antirazzismo da stadio, Mario Balotelli, perché si allenava in maniera svogliata.

Questa la motivazione addetta da Grosso, ma è chiaro che c’entra il colore della pelle di Balotelli, non i suoi comportamenti sempre esemplari…

Perfino la Gazzetta – incarnazione del politicamente corretto contro il razzismo nel calcio – osa ricordare le ultime che ha combinato Balotelli: 2 mila euro al ragazzo che si è buttato in mare con lo scooter, sostituito in Genoa-Brescia scalcia la macchina fotografica di un fotografo, mostra il dito medio ai tifosi dell’Inter.

Mario Balotelli è stato cacciato da tutte le società calcistiche dove ha giocato. Per il colore della pelle o perché le società serie si liberalo di qualunque giocatore si comporti da cialtrone, anche se ha la pelle bianca? Solo quel bauco di Gravina, presidente della Fgci, ha detto che bisogna farlo giocare in nazionale a prescindere…Lo cacciamo o lo teniamo al vertice del nostro calcio?

La domanda vale a 360 gradi: dov’è il razzismo nei confronti dei tanti immigrati che lavorano (anche il sabato e la domenica, più degli italiani…) si sono integrati e non creano problemi? Se poi diciamo che vanno mandati a casa o in galera quelli che arrivano dall’Est a razziare, siamo razzisti? Altrettanto nei confronti degli africani che nelle nostre città gestiscono droga e prostituzione.

Se osiamo criticare quegli islamici che impediscono alle loro donne di uscire di casa e di esercitare la libertà, siamo islamofobi e razzisti o cerchiamo di difendere il poco che resta dei valori fondanti della nostra civiltà?

Per capire qual è la deriva sarà interessante vedere se il presidente del Brescia, Massimo Cellino, caccerà Mario Balotelli o quel grosso razzista di Fabio Grosso. Cartina di tornasole.
Mario Zwirner

FONTE: Blog.Telenuovo.it


NEWS
21 novembre 2019 - 18:27
“Mario vai!”, Grosso caccia Balotelli dall’allenamento
Alta tensione alla seduta odierna tra l’ex Verona e il calciatore

di Redazione Hellas1903
BRESCIA, ITALY - NOVEMBER 09: Mario Balotelli of Brescia shows his dejection during the Serie A match between Brescia Calcio and Torino FC at Stadio Mario Rigamonti on November 09, 2019 in Brescia, Italy. (Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images)

Seduta di allenamento ad alta tensione quella del Brescia oggi. Come riporta Il Giornale di Brescia l’allenatore Fabio Grosso dopo un’ora di lavoro ha allontanato un Balotelli molto nervoso al grido di “Mario vai, Mario Vai!”. Il calciatore si è diretto negli spogliatoi, da dove dopo poco è uscito e sgommando, se ne è andato con l’auto. Il Brescia ha spiegato che “Balotelli è stato sostituito da Grosso durante le prove tattiche della partitella e ha raggiunto anzitempo gli spogliatoi”.

FONTE: Hellas1903.it


10/11/2019 11:31
I tifosi del Brescia sono già contro Grosso
Esordio da incubo per Fabio Grosso sulla panchina del Brescia. Alla sua prima partita in Serie A (dopo due annate negative in B), l'ex allenatore dell'Hellas ha perso 0-4 in casa contro il Torino di Mazzarri (fino a quel momento in crisi) che dilaga al Rigamonti con le doppiette di Belotti e Berenguer. Per il Brescia espulso Mateju al 41' (partita era già sullo 0-2). I lombardi rimangono così ultimi in classifica a 7 punti.

E' bastata una partita e i tifosi del Brescia chiedono già a Cellino la testa di Grosso: sui social i supporter delle Rondinelle si sono scagliati contro il tecnico abruzzese: "Come si può affidare una panchina di Serie A ad un allenatore che l'anno scorso, con uno squadrone a Verona, ha rischiato di non entrare nemmeno nei playoff in B ed è stato cacciato?" scrive un tifoso. Un altro aggiunge: "Ripugnante aver assunto un allenatore cacciato a pedate lo scorso anno in B. Con Grosso abbiamo toccato il fondo. Tutta la vita Corini".

E poi ci sono i tifosi bresciani sarcastici: "Complimenti presidente! Proprio un allenatore che tiene le mani in tasca tutta la partita ci voleva!" rimarca un tifoso. "Abbiamo giocato proprio caricati a mille..." aggiunge un altro sconsolato.

FONTE: TGGialloBlu.it


Cellino dovrebbe già prendere in considerazione l’idea di ingaggiare Aglietti se vuole salvare il Brescia

— Gianluca Vighini (@gvighini) November 9, 2019


BRESCIA-TORINO AL RIGAMONTI
Grosso, esordio incubo perde 0-4 in casa
09/11/2019 16:49
Esordio peggiore non poteva esserci per Fabio Grosso sulla panchina del Brescia. Alla sua prima partita in Serie A, l'ex allenatore dell'Hellas ha perso 0-4 in casa contro il Torino di Mazzarri (fino a quel momento in crisi) che dilaga al Rigamonti con le doppiette di Belotti e Berenguer. Per il Brescia espulso Mateju al 41' (partita era già sullo 0-2). I lombardi rimangono ultimi in classifica a 7 punti.

FONTE: TGGialloBlu.it


IL PRESIDENTE DEL BRESCIA SPIEGA LA SUA SCELTA
Cellino: Grosso tecnico in crescita, eccezionale
08/11/2019 10:55
"Grosso? L'ho chiamato che ero a Londra e in tre ore mi ha raggiunto. Mi ha fatto un'impressione eccezionale, è un allenatore in crescita che si deve completare e lo riconosce". Massimo Cellino spiega così, in un'intervista al Giornale di Brescia, la scelta di puntare sull'ex tecnico del Verona, nonostante non abbia alcuna esperienza in Serie A, oltre ad annate negative in Serie B con Hellas e Bari.

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FONTE: TGGialloBlu.it


SERIE A
LIVE TMW - Brescia, Grosso: "Balo? Discontinuo, ma ha un gran potenziale"
06.11.2019 11:37 di Patrick Iannarelli Twitter: @patrick_iannare
Fonte: dall'inviato al Rigamonti, Brescia
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Come è nato questo contatto con il Brescia?
"È stata una cosa improvvisa, è partito tutto dopo l'incontro con il presidente. Sono orgoglioso e contento di affrontare un'avventura difficile ma stimolante. Faremo il possibile per sfruttare questa occasione".

Difficile subentrare?
"È la prima volta che mi capita di subentrare. Sono felice di affrontare questa avventura, spero il prima possibile di riuscire a trasmettere la mia passione. Eredito una squadra che ha fatto bene in B, in A ha mantenuto la sua identità. Saluto Eugenio che è un amico, ribadisco i complimenti che gli ho fatto in passato. Abbiamo le caratteristiche per fare bene".

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Come ha trovato Balotelli?
"Io l'ho intravisto da ragazzino, all'Inter. Già si intravedevano grandissime doti. Questo sport ti mette dentro un frullatore, poi per qualche errore fatto in passato ti metti al centro delle critiche. Ti devi costruire una corazza che ti difende dagli attacchi. Credo sia un ragazzo generoso e sorridente, vedo un potenziale enorme in lui. A tratti è stato in grado di dimostrarlo, sono convinto che potrà dimostrare il suo grande valore. L'unico neo rimane la continuità, cercheremo di sfruttarlo al meglio".

E sull'episodio di Verona?
"Continuare a parlarne vuol dire dare voce a pochi stupidi che rovinano l'ambiente. Dobbiamo migliorare, spesso guardiamo fuori ma all'interno abbiamo grandissime qualità. Dobbiamo colpire chi all'interno dello stadio rovina tutto. C'è poco da commentare, dobbiamo fare solo passi in avanti".

Ha rinunciato anche all'aspetto economico.
"È la cosa meno importante, è un'occasione talmente grande che tutto il resto è stato relativo. Ho entusiasmo, non ho mai allenato in A. Ogni singolo giorno dobbiamo arrivare a prendere ogni energia per arrivare all'obiettivo".

[...]

Quale sarà la sua idea di gioco?
"Ora abbiamo poco tempo per esprimere, poi avremo più giorni per lavorare. La base del mio pensiero è quello di sfruttare tutti gli interpreti. Ci alleneremo per capire quali saranno i migliori per le partite che arriveranno. Balotelli e Donnarumma sono due attaccanti che cercano la porta, vediamo quale sarà la soluzione migliore. Non ha senso stravolgere e mi piace ciò che è stato proposto, nel tempo cercherò di mettere quello che ho di mio. Voglio esaltare la squadra, insieme si può raggiungere l'obiettivo".

[...]

Come si spiega i due campionati con l'obiettivo non raggiunto?
"È un discorso molto lungo. Ho parlato poco, chi sa analizzare in maniera onesta è in grado di capire. Si possono scoprire tante cose che sono state dette. Poi dipende sempre dall'obiettivo, dopo quattro anni sono arrivato in un momento difficile. Se ricordo bene a due giornate dalla fine eravamo ancora in corsa per i playoff, le cose si possono vedere da varie angolazioni. Con grande onestà mi sono sempre distaccato e mi sono messo sempre in discussione, è importante per migliorare. So di essere al centro di considerazioni e critiche: quelle fatte con onestà me le prendo, le altre mi scivolano".

[...]

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Fabio Grosso è il nuovo allenatore del Brescia Calcio.

Il Brescia Calcio S.p.a. comunica di aver affidato la guida tecnica della Prima squadra a Fabio Grosso.
Il nuovo tecnico condurrà il suo primo allenamento oggi pomeriggio alle ore 15:30, presso il Centro Sportivo di Torbole Casaglia.
Al Mister e al suo staff il Club dà il benvenuto.

FONTE: BresciaCalcio.it


RESCISSIONE CONSENSUALE DEL CONTRATTO CON FABIO GROSSO
05/NOVEMBRE/2019 - 10:50
Verona - Hellas Verona FC comunica la rescissione consensuale del contratto con il Signor Fabio Grosso.
Il Club gialloblù gli augura le migliori fortune professionali per il prosieguo della sua carriera di allenatore.

FONTE: HellasVerona.it


Grosso riparte da Brescia
novembre 4, 2019

Fabio Grosso è il nuovo allenatore del Brescia. Manca solo l’ufficialità. Dopo aver rescisso in mattinata con l’Hellas Verona, l’ex allenatore gialloblù ha sottoscritto un contratto col club di Cellino. Per Grosso, come conferma Sky Sport, contratto fino al termine della stagione con opzione di rinnovo in caso di salvezza.

FONTE: HellasLive.it


L’EX TECNICO DEL VERONA
Cellino sceglie Grosso: rescisso contratto Hellas
04/11/2019 13:46
Cellino non riesce a trovare l’accordo con Diego Lopez così per il dopo-Corini è pronto Fabio Grosso.
L'ex terzino campione del mondo era legato contrattualmente all'Hellas ma ha già trovato l'accordo per la risoluzione: ora viaggia spedito verso la panchina del Brescia e attende la chiamata definitiva di Cellino.

Qualora la situazione nella trattativa per Diego Lopez non dovesse cambiare improvvisamente, Fabio Grosso avrebbe così la sua prima occasione da allenatore in Serie A.

FONTE: TGGialloBlu.it


NEWS
04 novembre 2019 - 13:06
Grosso, contratto risolto col Verona: anche lui per il Brescia
L’ex allenatore dell’Hellas tra i papabili per la sostituzione di Corini

di Redazione Hellas1903

C’è anche Fabio Grosso tra i papabili per prendere il posto di Eugenio Corini al Brescia.

Proprio in queste ore, riferisce Sky, Grosso ha risolto il contratto che lo legava al Verona fino al 30 giugno 2020. Per lui c’è l’ipotesi di un accordo con il club lombardo, che ha esonerato Corini proprio dopo la sconfitta ieri con l’Hellas al Bentegodi.

NEWS
04 novembre 2019 - 15:30
Ex Verona, Grosso nuovo tecnico del Brescia
L’ex allenatore dell’Hellas riparte dal club di Cellino

di Redazione Hellas1903

Fabio Grosso è il nuovo allenatore del Brescia.

Dopo aver rescisso in mattinata con l’Hellas Verona, l’ex tecnico della Primavera della Juventus ha sottoscritto un contratto col club del presidente Cellino. Per il nuovo mister delle Rondinelle, come confermato da Sky, accordo fino al termine della stagione con opzione di rinnovo in caso di salvezza. Nelle prossime ore è attesa l’ufficialità.

FONTE: Hellas1903.it


STAGIONE 2018-19 +   -   =
PARADOSSO HELLAS
Aglietti tasche vuote, Grosso stipendio ricco
19/06/2019 16:30
Il calcio italiano e la meritocrazia. Un binomio che spesso è un ossimoro. Tanti sono i giocatori e gli allenatori che vengono scelti per i rapporti stretti con l'amico procuratore di turno. Molti sono i calciatori che vengono selezionati, soprattutto da giovanissimi, per motivi economici, legati anche alle sponsorizzazioni, o perché hanno "un santo in paradiso", piuttosto che avvalersi esclusivamente su criteri legati al valore tecnico del singolo giocatore.

Quando si parla di allenatori, invece, stona molto vedere tecnici preparati fermi da anni senza un contratto e altri che, anche se non hanno una squadra, hanno la fortuna di avere un ottimo stipendio, anche senza lavorare per mesi/anni. Capita quando un tecnico, che ha firmato un contratto lungo, viene esonerato. Passata l'amarezza, ritrova il sorriso quando apre il resoconto online che gli arriva dalla sua banca. Altri allenatori invece firmano per periodi brevi e si ritrovano con un pugno di mosche in mano anche se hanno fatto benissimo.

Questo paradosso è ben espresso dagli allenatori ancora sotto contratto a Verona. Alfredo Aglietti ha firmato ad occhi chiusi l'accordo con l'Hellas: maggio e giugno senza opzioni. Ha compiuto un'impresa, portando l'Hellas in Serie A ma è stato accantonato da Setti e D'Amico. Fabio Grosso, invece, dopo una stagione deludente, è stato esonerato ma il suo contratto scade nel 2020. Oltretutto, il tecnico abruzzese avrà anche lo stipendio raddoppiato per la clausola "promozione in A", nonostante non sia stato lui a portare l'Hellas nella massima serie. Questo a causa del contratto firmato col Ds D'Amico. Un contratto pesante che ha ostacolato l'arrivo di Grosso sulle panchine di Perugia e Frosinone (che hanno preferito altri due Campioni del Mondo 2006: Oddo e Nesta).

Aglietti ha realizzato un miracolo sportivo ma ha le tasche vuote. Grosso ha fallito l'obiettivo ma ha ancora un ricco stipendio (e addirittura raddoppiato). Un altro grande paradosso in casa Hellas dopo una stagione che rimarrà scritta nella storia, con tutti i suoi lati positivi e negativi.

FONTE: TGGialloBlu.it


Verona, Fabio Grosso ha chiesto la rescissione contrattuale: gli aggiornamenti
venerdì 14 Giugno 2019 - Ore 20:24 - Autore: Dimitri Canello

Trivenetogoal news: Fabio Grosso ha chiesto la rescissione contrattuale al Verona nelle ultime ore. Grosso beneficerà di uno scatto di stipendio dopo la promozione in Serie A e non si è lasciato bene con l’Hellas dopo l’esonero. Dove potrebbe andare Grosso? A Frosinone è volata con Alessandro Nesta, mentre non ci sono altre panchine libere in Serie B a parte lo Spezia, mentre a Benevento è diretto Filippo Inzaghi. Da capire che ne sarà di Trapani e Piacenza dopo la promozione, mentre l’opzione Padova, dove c’è il suo grande estimatore Sean Sogliano, sembra davvero difficile per moltissime ragioni. A cominciare dalla categoria, senza dimenticare l’aspetto economico.

FONTE: TrivenetoGoal.it


NEWS
Grosso in pole per la panchina del Frosinone. Ma prima aspetta la buonuscita dall’Hellas
L’ex tecnico gialloblù è la prima scelta per la panchina dei ciociari. Ma prima deve terminare il suo contratto con l’Hellas

di Redazione giugno 13, 2019 - 09:00

Ieri, come riporta La Gazzetta dello Sport, è stata una giornata di consultazioni in casa Frosinone, alla ricerca del nuovo allenatore in vista della prossima stagione. La corsa è tra i tre ex campioni del mondo Filippo Inzaghi, Alessandro Nesta e Fabio Grosso, con l’ex tecnico dell’Hellas Verona in netto vantaggio.


Grosso ha però ancora un contratto con i gialloblù fino al 2020, che prevede peraltro un netto aumento dell’ingaggio grazie alla promozione in Serie A ottenuta da Alfredo Aglietti.

Prima di firmare con i ciociari quindi Grosso dovrà trovare un accordo per la buonuscita con Maurizio Setti. Qualora tale accordo non dovesse essere trovato in tempi brevi, allora il patron del Frosinone Maurizio Stirpe virerà su altri candidati.

FONTE: CalcioHellas.it


NEWS
04 giugno 2019 - 19:12
Verona-Grosso, accordo da trovare per risolvere il contratto
L’ex tecnico sotto contratto fino al 2020, ma il Perugia spinge per ingaggiarlo

di Redazione Hellas1903

Il Verona e Fabio Grosso sono in fase di dialogo per risolvere il contratto che lega l’ex tecnico dell’Hellas al club gialloblù fino al 30 giugno 2020.
Come riferisce “La Nazione”, Grosso sta parlando con la dirigenza del Verona per accordarsi sulle modalità d’uscita dal vincolo.
Lo aspetta il Perugia.

FONTE: Hellas1903.it


LA "STRANA" CLAUSOLA, IL PERUGIA ADESSO FRENA
Hellas in A? Stipendio raddoppiato per Grosso
04/06/2019 12:15
La promozione in Serie A del Verona ha scombinato i piani del Perugia, che voleva mettere sotto contratto Fabio Grosso.

Nella clausola del contratto, firmato con l'Hellas di Setti e D'Amico, del tecnico esonerato era previsto un raddoppio dell'ingaggio in caso di conquista della massima serie, anche se ci fosse stata una rottura anticipata.

Così, come riporta Sportitalia, gli umbri hanno deciso di puntare forte su Massimo Oddo, che ora è in pole position.

FONTE: TGGialloBlu.it


SERIE B
TMW - Perugia, per la panchina è sfida Grosso-Oddo
31.05.2019 11:27 di Tommaso Maschio
Fonte: Michele Criscitiello
Dopo Alessandro Nesta il Perugia punta un altro campione del Mondo del 2006 per affidargli la panchina. Secondo quanto raccolto da Tuttomercatoweb.com in pole al momento ci sarebbe Fabio Grosso, reduce dall’esonero dell’Hellas Verona, ma nelle ultime ore sono in risalita le quotazioni di Massimo Oddo, reduce dalla parentesi negativa al Crotone e nel mirino anche dello Spezia.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Hellas Verona, avevi un grosso problema
maggio 27, 2019

L’arrivo di Alfredo Aglietti sulla panchina dell’Hellas Verona ha giovato non solo a Di Carmine e compagni ma anche a tutto l’ambiente gialloblù. Dopo un’annata ricca di sofferenza e poche emozioni, quella che oggi scende in campo è ben altra squadra rispetto a quella “ammirata” sino a pochi giorni fa. Tutti gli interpreti sono messi in campo nelle condizioni di rendere al meglio, senza alcun stravolgimento tattico. Unità d’intenti, gioco fluido ed efficace le caratteristiche principali del nuovo Verona targato Aglietti. L’uscita di scena di Fabio Grosso ha rivitalizzato tanti giocatori, Di Carmine su tutti. Ma adesso arriva il bello. È assolutamente vietato fermarsi proprio ora, ad un passo dal ritorno nella massima serie italiana. Solo il Cittadella, squadra ordinata e gestita molto bene da Venturato, separa i gialloblù dal sogno. Da Cittadella a Cittadella. Il cammino di Aglietti è partito proprio al Tombolato e giovedì contro il club di patron Gabrielli, l’allenatore gialloblù ha la grande occasione di avvicinare l’Hellas Verona all’olimpo del calcio italiano. Forza gialloblù!!!

FONTE: HellasLive.it


EX VERONA
24 maggio 2019 - 18:12
Grosso-Perugia, contatto: l’ipotesi prende quota
Incontro tra il dt umbro Goretti e l’ex tecnico del Verona

di Redazione Hellas1903

Fabio Grosso si avvicina al Perugia.
Secondo quanto riferito da “La Nazione”, l’ex tecnico dell’Hellas, esonerato dal Verona tre settimane fa, si è incontrato con il direttore tecnico del club umbro, Roberto Goretti.
Al centro del confronto l’ipotesi di un passaggio di Grosso alla guida del Perugia, squadra di cui è stato una colonna da giocatore, dal 2001 al 2004.
Grosso è sotto contratto con l’Hellas fino al 30 giugno 2020.

FONTE: Hellas1903.it


Calciomercato
Perugia, Nesta lascia: tre i profili per sostituirlo
21/05/19 16:10| Calciomercato | Autore: Redazione
Le strade di Alessandro Nesta e il Perugia si separano. Dopo un anno assieme e il sogno Serie A sfumato nei supplementari della gara playoff contro l'Hellas Verona. Ieri l'incontro tra l'allenatore, Santopadre e Goretti per capire se continuare assieme anche il prossimo anno. Dopo aver fatto le dovute riflessioni le parti si sono divise scegliendo di intraprendere percorsi professionali differenti. Chi al suo posto sulla panchina del club umbro? I profili valutati dalla società, al momento, sono tre: Oddo, Stellone e Grosso.

Nesta ha poi voluto salutare così, con un post su Instagram, [...]

FONTE: GianlucaDiMarzio.com


I numeri di Fabio Grosso all’Hellas Verona
maggio 2, 2019

Fatale la sconfitta, la nona in campionato, la terza nelle ultime quattro giornate, per l’allenatore campione del mondo 2006. Maurizio Setti “a malincuore” ha deciso nel tardo pomeriggio di ieri, dopo il 2-3 incassato al Bentegodi contro il Livorno, di sollevare dall’incarico l’oramai ex tecnico degli scaligeri. Sulla panchina gialloblù, Fabio Grosso ha conquistato appena 49 punti in campionato, compresi i tre concessi a tavolino dal Giudice sportivo dopo lo 0-3 di Cosenza. Un modestissimo attuale sesto posto che non ha quasi mai mostrato il vero potenziale della squadra gialloblù. L’esordio a Verona arriva in Coppa Italia il 5 agosto col successo per 4-1 contro la Juve Stabia, prestazione e risultato non trovati invece a Catania nel terzo turno della TIM Cup, gialloblù che vennero eliminati dai siciliani col risultato finale di 2-1. In campionato si contano, 12 vittorie, 13 pareggi e 9 sconfitte, con 47 gol all’attivo e 42 al passivo. Un bottino troppo scarno per l’obiettivo stagionale. Ora tocca ad Aglietti provare, via playoff, a riportare l’Hellas Verona in Serie A. Missione difficile vista la condizione psicofisica in cui staziona da troppo tempo la squadra gialloblù.

FONTE: HellasLive.it


02 MAG 2019
DILETTANTI ALLO SBARAGLIO?
Improvvisazione e disperazione. Setti, dopo mesi di melina, decide di esonerare Grosso troppo tardi e preso solamente da una fifa boia. Una società seria che sa fare calcio avrebbe sollevato l’allenatore dall’incarico dopo la sconfitta di Brescia, quando le alternative peraltro non mancavano e c’era tutto il tempo di sistemare la squadra e magari rafforzarla a gennaio. Avrebbe dovuto essere una decisione razionale, non nata da un clima da fine del mondo.

Sembrano dilettanti allo sbaraglio che non sanno cosa fare e come farlo.

Ho sempre trovato ridicolo il “cinema” esonero sì-no-forse culminato con il surreale affaire Cosmi, alla mattina “ingaggiato” e alla sera liquidato. Ho sempre considerato grottesco che bastasse un pari o una vittoria isolata a ridare credito imperituro a Grosso, prima di quel pari o di quella vittoria messo in discussione. A un allenatore o ci credi o non ci credi più, indipendentemente da un risultato positivo casuale.

Ora arriva Aglietti. Una non scelta, una sorta di premio di consolazione. La soluzione migliore era De Biasi, che però non si sarebbe accontentato di un contratto per una manciata di partite. Carriera mediocre quella del simpatico Aglio come tecnico. Ovviamente a lui va l’in bocca al lupo e l’affetto per quello che è stato da calciatore, rifinitore di uno dei Verona più belli (quello di Prandelli in B, giusto vent’anni fa). Aglietti è stato chiamato a tre giorni dalla gara decisiva (in chiave play off) di Cittadella. E anche questo dà il senso della società a cui siamo in mano. Non potrà fare miracoli, ma perlomeno sperò dia un po’ di buon senso in campo, a cominciare dal mettere i giocatori nel loro ruolo. Ci vuole poco.

Per i play off servono 4 punti, poi agli spareggi ci sono due squadre più forti di noi (Palermo e Benevento). Intanto mi basterebbe non perdere a Cittadella e già scrivere questo significa che siamo al cospetto di un fallimento. Ma ormai siamo in ballo e balliamo.
Francesco Barana

FONTE: Blog.Telenuovo.it


HELLAS VERONA FC - ALFREDO AGLIETTI È IL NUOVO ALLENATORE
02/MAGGIO/2019 - 12:35
Verona - L'Hellas Verona FC informa [...]

Il Club desidera inoltre ringraziare Fabio Grosso e il suo staff per l'impegno e la professionalità profusi negli scorsi mesi, augurando loro le migliori fortune per il prosieguo della carriera professionale.

FONTE: HellasVerona.it


01 MAG 2019
CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA
Che si parli di una “morte” sportiva mi sembra superfluo sottolinearlo… ciò che doveva accadere mesi fa è finalmente accaduto. Tardi, troppo tardi, a mio avviso ormai inutile, ma è arrivato l’esonero di Fabio Grosso, terminale di un fallimentare progetto tecnico che ha in Tony D’Amico il grande “regista” e in Maurizio Setti il “mega produttore”.

Mesi fa avrei gioito, avendo intuito da subito l’inadeguatezza tecnica di Grosso… oggi il suo esonero ha invece il sapore di una enorme, stratosferica, presa per il culo… l’ennesima di una Società che da qualche anno sta vivendo in un mondo parallelo che nulla ha a che vedere con la realtà e la storia di una gloriosa squadra come l’Hellas Verona.

Un Verona che per tutta la stagione non ha mai avuto un’anima, non ha mai trovato una formazione tipo, ha visto 11 iniziali estratti a sorte, non ha mai convinto nel gioco, ha annoverato equivoci su equivoci, ha saputo trasformare un potenziale offensivo di prim’ordine per la cadetteria in un problema autolesionista, ha visto giocatori sparire e riapparire come in una giostra; ha giocato senza cuore, senza amore, spesso senza rispetto. Ha saputo allontanare quei pochi tifosi che avevano voluto credere ancora, nonostante tutto. Questo “fu” Hellas Verona, è stato consegnato da Setti all’arroganza di un DS e di un tecnico, pari solo alla loro rispettiva inadeguatezza al ruolo.

A due giornate dalla fine e con i playoff a rischio si cambia allenatore, che per ovvii motivi non avrà nè tempo nè spazio per mettere mani su preparazione, schemi e moduli. E chi arriva?

Dopo settimane in cui è aleggiato il nome di Zeman, la scelta cade sull’ex Alfredo Aglietti.

Chi mi conosce sa che odio i processi alle intenzioni e sarebbe ingeneroso condannare a priori tale scelta.

Ritengo tuttavia che servisse un allenatore carismatico, esperto, altamente determinato, capace di ricreare entusiasmo in una squadra di “walking dead”. Il buon Aglietti non me ne voglia ma mi sembra tutto tranne che carismatico, esperto e determinato. Il suo curriculum da allenatore non è tanto migliore di quello di Grosso. Non mi aspetto quindi da lui alcun miracolo. Ma per rispetto della persona gli auguro un buon lavoro.

Si è cercato un disoccupato disposto a terminare la stagione (che per assurdo potrebbe anche finire tra 15 giorni se non centrassimo i playoff), che costasse poco e non avesse pretese.

Zeman avrebbe avuto un senso in ottica futura come allenatore designato anche per la prossima stagione qualsiasi fosse stata la categoria. L’inizio di un progetto nuovo insomma. Già, progetto.,, facile intuire che mai e poi mai Zeman avrebbe accettato un progetto da chi ha abbondantemente dimostrato di non averne e ammesso li abbia avuti li ha puntualmente disattesi.

Ecco, visto nell’ottica di Setti, Aglietti è il tecnico migliore che si potesse trovare.

Nel calcio certo tutto può accadere… ma ora che “la morte” è arrivata, prepariamoci ad un mesto funerale. La data è un dettaglio, fra due settimane, tre, quattro, poco importa.

Se poi Alfredo “beep beep”, noto sul prato verde per la sua proverbiale lentezza di movimenti ma anche per una riconosciuta tecnica nei piedi e nella testa, saprà trasformare un funerale in una festa di nozze sarò il primo ad esserne felice.

Anche se il mio “SOGNO” non è la Serie A, non almeno con questa società senza futuro.

Il mio “SOGNO” è… Setti via dal Verona… per il resto dei miei giorni.
Mauro Micheloni

01 MAG 2019
FINALE CON PAGLIACCIATA
La pagliacciata è servita. A due giornate dalla fine, a tempo abbondantemente esaurito, il presidente del Verona Maurizio Setti, facendosi beffe della propria coerenza sbandierata solo qualche giorno fa a lettere MAIUSCOLE, ha esonerato Fabio Grosso. Facile dire che è il fallimento di quel progetto societario (sciagurato) intrapreso la scorsa estate contro il buon senso e contro la gente dopo l’indecente campionato che si era appena concluso. Purtroppo Setti ha deciso di andare a sbattere contro il muro e solo dopo che la macchina si è schiantata e ha sentito il rumore delle lamiere contorte accartocciarsi su di sé, il presidente del Verona ha avvertito di “avere paura”. Benvenuto sulla terra. Purtroppo in questa assurdo braccio di ferro che Setti e il suo staff hanno voluto fin dall’inizio della stagione, non ha vinto nessuno.

Ha solo perso il Verona. Oggi c’era lo stadio vuoto, la gente non crede più a Setti e alle sue fregnacce. Non crede più, e questo è peggio, che questa società sia ancora l’Hellas Verona. Anch’io non lo credo più. Grosso, con la sua supponenza e la sua arroganza, ha allontanato i suoi tifosi, ha segnato un punto di non ritorno che l’avallo di Setti ha sancito con puntuale accanimento. La colpa, ovviamente non è di Grosso, ma di chi lo ha messo a guidare il Verona. Cose che i lettori di tggialloblu.it sanno benissimo visto che le diciamo fin dall’inizio.

Ora si tratta di capire come Setti vorrà andare avanti. L’occasione che la storia gli presenta davanti è enorme. L’allenatore che sceglierà nelle prossime ore potrebbe essere anche quello della prossima stagione. Potrebbe essere un nuovo inizio, ma noi temiamo, che restando quelli i suggeritori e le teste, si sprecherà un’altra occasione, l’ultima. Gli uomini come insegna anche questa vicenda sono importantissimi. Non è vero che tutti sono utili e nessuno è indispensabile. Dopo questa enorme pagliacciata, attendiamo, senza fiducia purtroppo, le prossime mosse. Ci fosse un po’ di coerenza non dovrebbe pagare solo Grosso.
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


ZEMAN, AGLIETTI, DE BIASI E MALESANI
Quattro nomi per la panchina dell'Hellas
01/05/2019 19:02
Fabio Grosso non è più l'allenatore del Verona (GUARDA VIDEO ANNUNCIO DI SETTI). Il presidente del Verona ha aspettato maggio per cacciare il tecnico abruzzese, che mai aveva convinto in questa stagione. Ora si deve trovare subito un nuovo allenatore visto che l'Hellas deve scendere in campo sabato, alle 18 al Tombolato, per lo spareggio che vale i play-off col Cittadella.

Sono quattro i nomi sul taccuino di Setti al momento: Zdenek Zeman, Alfredo Aglietti, Gianni De Biasi e sullo sfondo la soluzione "veronese" che porta ad Alberto Malesani.

Il nome più caldo è sempre quello di Zdenek Zeman, già contattato da mesi e avvistato a Carpi da un tifoso a febbraio (che mise la foto sui social). Il boemo è da sempre legato a Filippo Fusco: è un allenatore esperto che ha metodi di lavoro "importanti" e che ha bisogno di molto tempo per preparare la squadra. Subito dietro ci sono Alfredo Aglietti, ex attaccante del Verona che non allena da un anno dopo l'esonero a Chiavari con la Virtus Entella (poi retrocessa), e Gianni De Biasi. L'ex CT dell'Albania era il nome in pole position in caso di esonero di Grosso a La Spezia.

Infine, Alberto Malesani sarebbe la scelta di "cuore". Un tecnico veronese, fuori da tempo dal valzer delle panchine, ma che darebbe tutto per l'Hellas e desideroso di riscattarsi dopo l'amara retrocessione del 2002. Una soluzione "passionale" visto il poco tempo a disposizione.

A causa dei legami, mai interrotti, con il procuratore Tullio Tinti, circola anche il nome di Pippo Inzaghi. Ma l'ex allenatore del Venezia non può arrivare: è ancora sotto contratto col Bologna, così come non può arrivare Andrea Mandorlini (legato alla Cremonese). Il tempo stringe. Chi sarà il prossimo allenatore dell'Hellas? Setti deve decidere subito.

PARLA IL PRESIDENTE
Setti: Grosso esonerato però a malincuore
01/05/2019 17:37
"Sapete come la penso io. Oggi è stata una partita deludente. Mi è venuta l'ansia, così non si può raggiungere il nostro obiettivo che è la Serie A. Ho esonerato Grosso anche se a malincuore". Parla così Maurizio Setti a fine partita contro il Livorno, finita 2-3 per gli amaranto.

Grosso è quindi sollevato dall'incarico a due partite dalla fine del campionato dopo una stagione sempre in discussione, ma ogni volta puntualmente confermato dalla società contro tutto e tutti.

Setti, nel giorno della Festa dei lavoratori, ha cambiato di nuovo idea dopo il comunicato della "consapevolezza del momento" di una settimana fa. L'imprenditore carpigiano non ha accettato le domande dei giornalisti: "Non ha senso rispondere" dice e ha concluso il suo pensiero mettendo pressione ai giocatori: "Ora la squadra con tutti i giocatori deve dimostrare quello che vale. Si devono assumere una responsabilità molto importante. Le colpe vanno distribuite: per il Verona dobbiamo provare a fare qualcosa, la prestazione di oggi mi ha reso insicuro. Abbiamo ancora delle chance e ci possiamo giocare le nostre carte. Per il nuovo allenatore deciderò in serata con il mio staff (il Ds Tony D'Amico, ndr, che quindi dovrebbe restare)".

Il nuovo allenatore dovrebbe arrivare subito visto che sabato alle 18 si scende in campo a Cittadella. "Decisione incoerente dopo il comunicato di settimana scorsa? Mi assumo sempre la responsabilità di quello che dico e lo pago in prima persona - ha concluso il presidente del Verona - dopo oggi, cambiare è la decisione giusta".

FONTE: TGGialloBlu.it


SETTI: «GROSSO SOLLEVATO DALL'INCARICO, ORA CHI SCENDE IN CAMPO SI PRENDA LE PROPRIE RESPONSABILITÀ»
01/MAGGIO/2019 - 18:05
Verona - Le principali dichiarazioni del presidente Maurizio Setti, rilasciate al termine di Hellas Verona-Livorno, 36a giornata della Serie BKT 2018/19.

«Oggi è stata una partita molto deludente. Il nostro obiettivo è quello di andare in Serie A e per questo ho deciso a malincuore di sollevare Fabio Grosso dall'incarico. Mi auguro che questa decisione metta i calciatori di fronte alle proprie responsabilità, perché questa è una sconfitta di tutti. Quella di oggi è stata una partita non interpretata con orgoglio e credo che sia giusto che sia io a comunicare direttamente questa decisione. Mi ha dato fastidio non vedere espresso il potenziale della squadra, e non poter gioire di quello che potrebbe dare mi ha fatto riflettere. Questa era l'unica scelta da fare per provare a giocarci le nostre carte fino in fondo, le chance le abbiamo ancora».

FONTE: HellasVerona.it


NEWS
01 maggio 2019 - 18:16
Allenatore Verona, Zeman resta il nome caldo
Aglietti possibile alternativa, nelle prossime ore la decisione

di Redazione Hellas1903
Getty Images

Dopo l’esonero di Fabio Grosso scatta il toto-allenatore per l’Hellas.
Nome caldo resta quello di Zdenek Zeman, già contattato a febbraio, con in alternativa Alfredo Aglietti. La scelta sarà presa dalla dirigenza del Verona in queste ore.

FONTE: Hellas1903.it


L'ANALISI
VERONA, ECCO PERCHE' NON SI ESONERA GROSSO
29/04/2019 12:37
C'è un aspetto molto serio nel surreale e, per certi versi, involontariamente comico comunicato di Setti della settimana scorsa. Lasciando perdere il tono quasi da psicanalisi (con tanto di parole in maiuscolo), il passaggio su Grosso fa riflettere. Come ha scritto Gianluca Vighini su queste pagine, è una contraddizione in termini parlare di coerenza riguardo la conferma dell'allenatore e poi scrivere che tra due mesi si è pronti a partire anche con un altro staff tecnico. Giocando con le parole mi sembra una coerenza...incoerente.

Siccome Setti non è uno stupido e nemmeno bipolare, sorgono dei dubbi sui reali motivi che portano all'ostinata conferma del tecnico. Setti in cuor suo sa che il Verona, questo Verona, non ha alcuna chance ai play off, che invece andrebbero giocati alla morte per acciuffare l'ultima possibilità di serie A. E siccome credo che Setti la A - alle sue condizioni ca va sans dire - la voglia (al limite, lo dico ai malpensanti, potrebbe fare una squadra con il minimo budget e introitare 27-28 milioni di diritti tv, quasi il triplo che in B), mi pongo delle domande.

Per caso nel contratto di Grosso c'è una sorta di clausola anti-esonero? Per caso la conferma di Grosso è correlata in qualche modo, anche indirettamente, a possibili e future operazioni di mercato estive (non è un segreto che alcune della scorsa estate sono molto legate al suo arrivo)? E sarà un caso che da quando è saltato il quasi accordo con Cosmi (confermato dal suo entourage e confermato al sottoscritto pure da un giornalista suo amico che era con lui quel giorno), parallelamente si è ridimensionata la figura di D'Amico? A quanto mi risulta D'Amico spingeva per l'avvicendamento di Grosso e, a logica, ciò non mi stupirebbe – è un ds giovane che si gioca carriera e credibilità, ed è ovvio che per difendere il suo lavoro (leggi costruzione della squadra) non può più difendere l'allenatore.

Riflessioni in libertà, sia chiaro. Tuttavia mi piacerebbe che Setti, quando verga i comunicati stampa o indice conferenze "pettinate" senza domande, chiarisse questi aspetti. L'ostinazione su Grosso calcisticamente non si spiega, specie ricordando che Setti ha esonerato Mandorlini (che costava di più) per molto meno. Ecco, non mi si venga a parlare di coerenza.
FRANCESCO BARANA

FONTE: TGGialloBlu.it


RASSEGNA
GdS - "Il nodo Pescara. Grosso a casa si gioca tutto. E Verona freme"
26.04.2019 08:30 di Anna Vuerich
Fonte: Gazzetta dello Sport
Domani si giocherà Pescara-Verona, una partita complicata per la rivalità storica tra le due tifoserie, ma ancora di più ora per la lotta ai playoff.
Se Pillon sente la pressione, perché una eventuale sconfitta porterebbe i suoi più lontani dalla zona alta della classifica, il clima in terra scaligera è "ben più rovente", commenta il numero odierno della Gazzetta dello Sport.

Fabio Grosso e il ds Tony D'Amico domani tornano nella loro terra natia non per una visita, ma per giocarsi una partita da dentro o fuori. Soprattutto il tecnico, perché in caso di sconfitta potrebbe essere esonerato dalla sua posizione. L'alternativa già si vocifera: Zdenek Zeman.

RASSEGNA
CdV - Verona-Grosso: senza Serie A le strade si separeranno
25.04.2019 13:30 di Stefano Bentivogli Twitter: @sbentivogli10
Fonte: Corriere di Verona
Come scrive oggi il Corriere di Verona, un’altra batosta a Pescara renderebbe difficilissimo prolungare il rapporto con Grosso. I nomi dei possibili sostituti sono tutti lì ma congelati: da Zdenek Zeman ad Alfredo Aglietti non ci sono stati, stavolta, gli spifferi che uscirono nel pieno dell’altra crisi che ha caratterizzato l’annata dell’Hellas. Il fatto che Grosso abbia un contratto in essere fino al 30 giugno 2020 rende poco agevole la sua sostituzione, secondo la linea che Setti ha sempre adottato, poco, anzi per nulla, orientata a cambiare: e l’aspetto economico non è affatto secondario, da questo punto di vista.

RASSEGNA
CdV - Niente fiducia a tempo: nessun ultimatum di Setti a Grosso
25.04.2019 12:00 di Stefano Bentivogli Twitter: @sbentivogli10
Fonte: Corriere di Verona
Secondo quanto riporta l'edizione odierna del Corriere di Verona, la fiducia manifestata da Setti in Grosso non è, ufficialmente, a tempo. Non ci sono ultimatum come avvenne, invece, prima della sfida con lo Spezia, due mesi e mezzo fa, con Grosso che era stato a un passo dall’esonero, con Serse Cosmi alle porte e Zdenek Zeman in attesa. Nell’occasione, la nota diffusa dalla società comunicava «di aver confermato Fabio Grosso e il suo staff alla guida della prima squadra in vista della decisiva gara contro lo Spezia». Il non detto era intuibile: l’Hellas avrebbe dovuto vincere, altrimenti ci sarebbe stato il cambio di rotta. E lo fece, 2-1, e così il club gialloblù proseguì con Grosso. In quel caso, dunque, c’era un termine, c’era una condizione per continuare o per attuare il ribaltone. Questa volta è diverso.

FONTE: TuttoHellasVerona.it


RITIRO VICINO A CESENA
Setti e D'Amico convinti massima fiducia in Grosso
23/04/2019 16:10
Un punto nelle ultime tre partite, tre nelle ultime cinque. Questa volta non c'è stato neanche un comunicato di conferma, perché non serve: Grosso rimane in sella sulla panchina dell'Hellas.

Massima fiducia del presidente Setti e del Ds D'Amico: sono ancora convinti che il tecnico abruzzese sia l'uomo giusto per l'obiettivo di questa stagione (che dovrebbe essere quello di tornare in Serie A).

Grosso era a Peschiera questa mattina per dirigere la seduta della squadra dopo la sconfitta col Benevento. La società, intanto, ha ufficializzato dove la squadra passerà il ritiro in vista della sfida di Pescara, sabato alle 15: sarà in provincia di Forlì-Cesena a partire da mercoledì.

FONTE: TGGialloBlu.it


NEWS
23 aprile 2019 - 11:36
Grosso via? Ipotesi Aglietti
Anche Zeman è una soluzione possibile in caso di esonero del tecnico del Verona

di Redazione Hellas1903

Un’ipotesi per la panchina del Verona, in caso di esonero di Fabio Grosso (per ora confermato fino alla partita con il Pescara di sabato), porta al nome di Alfredo Aglietti.

Il tecnico, da giocatore all’Hellas per due stagioni e mezzo, sarebbe disponibile per assumere l’incarico.

Resta valida l’idea rappresentata da Zdenek Zeman, già contattato dal club gialloblù a febbraio, quando Grosso era ad un passo dall’addio, in alternativa a Serse Cosmi.

FONTE: Hellas1903.it


UN'ALTRA TELENOVELA
Salta o non salta? Prosegue la farsa
23/04/2019 10:31
Al peggio non c'è limite. Ed infatti il Verona di Grosso continua a fare peggio. Ma il peggio del peggio è assistere per l'ennesima volta al teatrino societario: salta o non salta? Ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate semplicemente davanti alla domanda. E invece ci tocca pure leggere di "summit notturni", di "travagliate ore" di "riflessioni in corso", di "faccia a faccia". Da due anni ormai, con puntualità chirurgica, assistiamo al teatro. Prima con Pecchia, ora con Grosso. La farsa trova la massima espressione quando viene definita la prossima partita "ultima spiaggia". Il confine tra tragedia e opera comica è stato insomma abbondamente superato. Una risata li seppellirà. (g.vig.)

ORA IL SILENZIO STAMPA
L'Hellas va male? Grosso dà la colpa all'ambiente
23/04/2019 08:02
La sfortuna, gli infortuni, il campo mal ridotto. Quando i risultati non arrivano, e le scuse finiscono, allora gli allenatori trovano l'ultimo nemico: "l'ambiente", "i gufi", i tifosi che protestano e i giornalisti non allineati che raccontano la realtà. Anche Fabio Grosso ha voluto usare queste giustificazioni, in conferenza stampa, prima della sfida col Benevento, poi finita con un netto 0-3 per i sanniti.

"L'obiettivo che vogliamo raggiungere è tanto grande - aveva detto Il tecnico abruzzese prima dell'ennesima sconfitta - vogliamo convincere gli scettici ma anche quelli non scettici che in malafede cercano di trasportare dietro di sé le persone deluse dall'annata passata e da 'qualche' brutto risultato di questa stagione. Mi piacerebbe ci fosse un po' di obiettività. Però io so benissimo qual è il mio obiettivo a breve termine".

Poi Grosso ha concluso il suo personalissimo pensiero: "Non basta avere giocatori forti o un allenatore bravo, servono tante altre componenti per vincere. E' difficile da far comprendere soprattutto quando intorno ci sono persone che non aiutano questo gruppo. Questa squadra ha valori importantissimi".

Valori molto nascosti a quanto pare. Il Verona, dopo essere retrocesso vergognosamente insieme ad un mega paracadute, ora si trova sesto in classifica in Serie B: non è nemmeno sicuro di arrivare ottavo per disputare i play-off.

Col Benevento è arrivata l'ennesima dimostrazione dell'inconsistenza di questa squadra. E con questo k.o. sono finite anche le parole: la società si è trincerata dietro il silenzio stampa. Setti, D'Amico e Barresi non ci hanno messo la faccia dopo la sconfitta contro la squadra di Bucchi e porteranno la squadra in ritiro, mantenendo però Fabio Grosso in sella in vista di un altro scontro diretto: in trasferta a Pescara.

FONTE: TGGialloBlu.it


NEWS
22 aprile 2019 - 17:43
Grosso, probabile conferma fino a Pescara
Sabato gara decisiva per squadra e allenatore

di Redazione Hellas1903

Ci risiamo. Fabio Grosso, dopo la pesante sconfitta interna col Benevento, è di nuovo in bilico.

FONTE: Hellas1903.it


GROSSO: «BENEVENTO? UNA SFIDA BELLA DA GIOCARE. HO TANTA FIDUCIA IN QUESTO GRUPPO»
20/APRILE/2019 - 18:15
Peschiera - Le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate in vista di Hellas Verona-Benevento, 34a giornata della Serie BKT 2018/19.

«La gara d'andata? Fu una delle prestazioni più importanti del campionato, anche se siamo inciampati diverse volte e così facendo ci troviamo nella posizione di classifica attuale, assieme a tante altre squadre che lottano come noi per raggiungere un sogno grandissimo che noi abbiamo e vogliamo realizzare. Il dopo Palermo? Ho detto ai ragazzi che lunedì dobbiamo fare una prestazione importante, perché siamo una squadra che ha qualità per proporre gioco e quando riesce a farlo per lunghi tratti all'interno della partita è in grado di ottenere il risultato che vuole. A Palermo abbiamo fatto l'errore di rallentare i ritmi, non avendo la caratteristica di saper gestire la gara dobbiamo invece farla. Abbiamo tante qualità, io sono fiducioso che questo gruppo abbia le potenzialità per giocarsi tutte le carte a disposizione in questo rush finale. Le parole del presidente? Lui vuole che questa squadra ottenga il risultato che è anche il nostro obiettivo, dal primo giorno. Per riuscire a raggiungerlo c'è bisogno di tanta fatica e di esprimere le nostre potenzialità. Non dobbiamo sperare che gli altri inciampino per raggiungere il nostro traguardo, dobbiamo essere consapevoli della nostra forza e di riuscire a esprimerla. Matos? Purtroppo in determinati momenti della stagione ci siamo ritrovati a dover fare a meno di alcuni giocatori che erano al top della condizione proprio come Ryder. Farà parte della gara, è una delle risorse che abbiamo per fare risultato. I tifosi? Solamente con i fatti possiamo farli ricredere, perché non voglio convincere le persone con le parole. Il mio è un gruppo con dei valori tecnici importanti, e anche umani: per questo a volte meriterebbe una soddisfazione importante ma l'unico modo per ottenerla è lavorando forte».

FONTE: HellasVerona.it


Il Bari di Grosso come l’Hellas Verona di oggi
aprile 16, 2019

Il Fabio Grosso dell’Hellas è, nei risultati, lo stesso di Bari, ma adesso inizia un’altra partita è il tecnico gialloblù prova a scrivere un finale diverso. A distanza di un anno è un déjà vu per Grosso, che nello scorso campionato aveva visto svanire le possibilità di salire senza i playoff con netto anticipo – si legge sul Corriere di Verona – Il Bari dopo trentuno partite disputate era quinto ed aveva 47 punti. Dunque uno in meno dell’Hellas di oggi. Il Bari di Grosso uscì al primo turno della roulette degli spareggi promozione.

FONTE: HellasLive.it


VI RICORDATE LA PRIMA FORMAZIONE?
Il caos nella testa di Grosso e D'Amico
14/04/2019 12:11
Solamente Silvestri come unico punto stabile (Verona 4-3-3: Silvestri, Almici, Caracciolo, Marrone, Crescenzi; Henderson, Colombatto, Laribi; Matos, Di Carmine, Ragusa. All. Grosso). Fu questa la prima formazione dell'Hellas che esordì in campionato contro il Padova di Bisoli, fanalino di coda della cadetteria con l'allenatore emiliano esonerato due volte in stagione. Quella gara finì 1-1 dopo una bella punizione di Almici e il gol di Ravanelli. Peggio andò nel ritorno quando la squadra di Grosso fu presa a pallate dai biancoscudati (ormai verso la C) per 3-0 all'Euganeo.

Una formazione che, guardando bene gli interpreti, sembra ad oggi un'altra squadra gialloblù visto che nessuno di questi giocatori è rimasto titolare per un motivo o per l'altro (a parte Silvestri). Almici è sparito dai radar ancor prima che arrivasse l'autunno, Caracciolo è stato "spedito" a Cremona, Marrone (pupillo di Grosso) dopo essere stato schierato come difensore centrale adattato per tutta la stagione (con risultati deludenti) è finito in panchina per due partite di fila e sembra fuori dal progetto. A "completare" la difesa c'è Crescenzi, che non gioca da dicembre.

A centrocampo il regista Colombatto non vede il campo da mesi, mentre Henderson e Laribi passano più tempo in panchina che a correre sul rettangolo verde. Davanti, Ragusa ha finito la sua stagione prima di Natale (rottura crociato), Matos si è rivisto dopo due mesi di stop, mentre D Carmine è sempre in eterna competizione con Pazzini. Il capitano lo batte irrimediabilmente su tutti i fronti, numeri alla mano.

La confusione nella testa di Fabio Grosso sembra regnare sovrana. Il modulo base rimane sempre quello (4-3-3) ma gli interpreti hanno la stessa stabilità di un castello di carte. I continui cambi di giocatori, che vengono messi oltretutto fuori ruolo, hanno portato a questi risultati deludenti. Una squadra costruita (male) dal Ds D'Amico e che non è stata valorizzata da Grosso. Quando è stata progettata la rosa del Verona 2018/2019, Ds e allenatore avevano ben chiaro che tipo di giocatori volevano? Perché, vedendo come è andata finora, sembra esattamente il contrario...

CONTROCANTO
NON SPARARE SOLO SU GROSSO: ECCO PERCHE'
11/04/2019 11:39
Il giochino è presto servito. Attaccare Grosso e (conseguenza involontaria) sminuire gli errori marchiani di D'Amico e la politica a costo zero di Setti. Mi sovviene un chiosa di Fascetti, che di promozioni se ne intendeva: “La ricetta per vincere? I buoni giocatori”. Semplice. Immediato. Tutta la retorica sulle “palle”, il carattere, le motivazioni lascia il tempo che trova. E per comprare i buoni giocatori servono soldi e idee. E se Setti non investe nella squadra, D'Amico ha mostrato lacune gigantesche come uomo mercato.

Ecco, il cuore della questione sta tutto lì. Intendiamoci, Grosso ci sta mettendo tanto del suo: dai continui cambi di formazione alla sciagurata gestione di Pazzini e Di Carmine, dalla scoperta tardiva di Zaccagni alla sterile melina di passaggi orizzontali, fino a un lavoro atletico che lasciava dubbi già ai tempi di Bari. Potrei continuare. Per inciso: chi scrive criticava aspramente l'arrivo di Grosso ancora nel luglio scorso.

Ma oggi mi tocca difendere il tecnico. Per togliere alibi a Setti. Perché il giochino ha stancato: ieri Pecchia, oggi Grosso. La squadra ha dei limiti tecnici (inteso, in rapporto all'obiettivo della promozione diretta). Mancano caratteristiche fondamentali: il regista (può una squadra di basket giocare senza play?) e i terzini. E' stata costruita male e lo dimostrano due fattori. Il primo: al di là dei cambi di formazione, molti titolari di settembre oggi sono finiti ai margini. Il secondo: se Grosso deve mettere un terzino (Faraoni) mediano e un difensore centrale (Bianchetti) terzino, significa che qualche problema strutturale c'è. Ci sarebbe anche un terzo fattore e torniamo ai cambi di formazione: l'altro giorno parlavo con un grande ex bomber di serie B (non ha mai giocato a Verona) e mi diceva: “Quando cambi tanto e di continuo significa che non credi davvero fino in fondo ai tuoi giocatori”. Potremmo aggiungere il quarto fattore: se Setti ha deciso di confermare Grosso significa che crede nel suo allenatore, ergo non crede che la squadra valga i primi due posti. Magari ci sono altre questioni, ma lì siamo nel campo delle illazioni e a me interessano i fatti.

E i fatti dicono che la rosa è stata costruita senza logica tecnica, priva di “chimica”. Ci sono certo individualità interessanti qua e là e a fine anno – comunque vada – tre o quattro plusvalenze Setti le può fare (Silvestri, Zaccagni, il redivivo Bianchetti e perfino il dimenticato Henderson, che ha sempre il suo mercato). Eccola lì forse la vera logica di mercato. Prima il bilancio, no?
FRANCESCO BARANA

HELLAS DELUDENTE
Bianchetti terzino, lo strano vizio di Grosso
10/04/2019 17:21
Non solo l'attacco, anche la difesa si è rivelato un grande problema in questa stagione. Grosso non ha mai trovato l'assetto giusto, cambiando spesso la coppia centrale tra Caracciolo, Marrone (adattato a difensore), Dawidowicz ed Empereur.

Con il ritorno di Bianchetti si erano trovati finalmente degli equilibri. L'ex difensore dell'Empoli aveva dato stabilità al reparto quando, schierato per tre partite di fila come difensore centrale, il Verona non aveva subito gol (al contrario di tutte le altre partite quando puntualmente si incassava almeno una rete a match).

Bianchetti, dopo il terribile infortunio, ha dimostrato di essere il centrale più affidabile in rosa ma Grosso è da un mese che lo mette terzino destro. Se da una parte la società non lo ha aiutato con le scelte in sede di mercato (Crescenzi perennemente infortunato non adeguatamente sostituito perché Grosso vede Faraoni centrocamopista e Almici non adatto a fare il titolare in Serie B per una squadra d'alta classifica), dall'altra parte Grosso sta facendo di tutto per complicarsi la vita da solo.

35 gol subiti in stagione e solamente 41 segnati sul campo (le statistiche riportano 44 per i tre gol "immaginari" di Cosenza). Numeri che possono portare solamente (per un pelo) ai play-off.

FONTE: TGGialloBlu.it


GROSSO: «USCIAMO SCONFITTI, LE OCCASIONI PER EVITARLO LE ABBIAMO AVUTE. ORA DOBBIAMO GUARDARE AVANTI»
08/APRILE/2019 - 23:50
Palermo - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate al termine di Palermo-Hellas Verona, 32a giornata della Serie BKT 2018/19.

«Più Palermo? Abbiamo fatto un buon inizio di gara, eravamo in partita e abbiamo creato delle occasioni, poi però abbiamo lasciato al Palermo il pallino del gioco, e noi non siamo una squadra che può fare questo perché siamo poco smaliziati per leggere le partite come abbiamo fatto nella seconda parte del primo tempo. Nella ripresa abbiamo commesso una grande ingenuità che concessa a una squadra esperta e forte come era oggi il nostro avversario abbiamo pagato subito. Rimane il rammarico di aver creato delle occasioni per ottenere un risultato diverso, ma che non siamo riusciti a concretizzare. Ingenuità? Sì, perché dopo due minuti abbiamo preso gol da una rimessa dal fondo nostra e dovevamo fare meglio. Ci siamo fatti trovare aperti come non dovevamo, abbiamo giocato nel lato dove eravamo meno e con due passaggi sono entrati dentro facendo gol a porta vuota. Un gol che non avremmo dovuto concedere. Potevamo pareggiare con Di Gaudio, sapevamo che potevamo deciderla nel finale di gara ma ci rimane l'amaro in bocca. La promozione diretta? Era una gara tra le due squadre più vicine a rincorrere la coppia di testa, chi otteneva i 3 punti si sarebbe avvicinato di più ed è toccato al Palermo. Non ci doveva venire l'entusiasmo se fosse venuto un risultato positivo e non ci dobbiamo deprimere per questo risultato negativo: dobbiamo continuare a giocare. I playoff? Non abbiamo mai lavorato in funzione di questo, ma con la testa di essere tra le tre squadre che andranno in Serie A perché abbiamo le qualità per poterlo fare, oggi non abbiamo colto l'opportunità e mi auguro che gli errori fatti oggi non li ripeteremo più. La mia espulsione? Ero un po' arrabbiato perché in campo ho visto una gestione un po' particolare: forse sono entrato un po' troppo in campo. Ma ora non ha senso parlare di questi episodi: siamo usciti sconfitti, le occasioni per non farlo le abbiamo avute e dobbiamo guardare avanti. Sarà complicato recuperare terreno sulle tre squadre davanti, ma sono convinto che le qualità per fare bene le abbiamo».

GROSSO: «PARTIAMO FORTE PER FARE UNA GRANDE GARA, DOBBIAMO PRETENDERE SEMPRE DI PIÙ DA NOI»
06/APRILE/2019 - 14:35
Peschiera - Le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate in vista di Palermo-Hellas Verona, 32a giornata della Serie BKT 2018/19.

«Il mio ritorno a Palermo? In quella città ho dei ricordi bellissimi perché mi sono trovato molto bene abbinando anche i risultati sportivi. Per me è sempre un piacere tornare, domani lo farò in altre vesti e con la mia squadra: cercherò con i ragazzi di ottenere un risultato importante. La situazione societaria del Palermo? Non credo che a livello sportivo possa incidere più di tanto, anzi potrebbero essere degli stimoli in più per compattare maggiormente l'ambiente: credo che si siano uniti tutti per "combattere" queste avversità. Troveremo una squadra con dei grandi valori e con giocatori importanti per la categoria, ma abbiamo le qualità per fare una grande prestazione. Il dopo Brescia? L'obiettivo è pensare di saper rifare quanto fatto contro di loro. Ci si può riuscire non accontentandosi, ma pretendendo di più perché solo così si può migliorare. E questa squadra ha ancora dei margini per migliorare e ripetere partite belle come quella di lunedì. Se a Palermo sarà una gara diversa? Noi non dobbiamo esaltarci quando arrivano momenti positivi come la gara contro il Brescia né dobbiamo deprimerci quando non otteniamo quello che vorremmo: abbiamo ben chiari i nostri obiettivi, dobbiamo perseguirli con grande abnegazione come facciamo fin dall'inizio. Alle volte ci siamo riusciti, altre no, ma credo che l'impegno e la professionalità di questo gruppo siano fuori discussione. Andiamo ad affrontare una squadra che parte molto forte, noi dovremo partire ancora più forte per contrastarli. Abbiamo intenzione di andare a giocarcela per andare a guadagnare posizioni in avanti e questa è un'ottima occasione per farlo. La posizione di Lee? Lui è un brevilineo, sa riconoscere gli spazi in mezzo agli avversari, li sa attaccare, sa giocare con i compagni e quindi è nel gioco che deve essere in grado di trovare lo spazio interno per esprimere le sue qualità. Scontro diretto? Chi non dovesse essere in grado di portarsi a casa i tre punti si allontanerebbe tanto dai primi due posti, però non deve essere un pensiero supplementare, quanto piuttosto uno stimolo per raggiungere chi è sopra di noi. Ai ragazzi dirò che dovremo essere bravi a non salire sulle montagne russe dal punto di vista emotivo, dobbiamo essere consapevoli di quello che si fa, riconoscere quando si sbaglia e riconoscere quando si fa bene ma si potrebbe fare ancora meglio. Che clima ci sarà? L'ambiente è caldo, ma noi dovremo essere bravi a imporre la nostra personalità e il nostro gioco. Nella mia testa c'è l'idea di riproporre quasi del tutto la squadra che ha fatto una grandissima partita con il Brescia, con la consapevolezza di doverci stimolare nuovamente per ricercare la stessa prestazione. Non ho ancora deciso definitivamente, ma la maggior parte degli interpreti saranno gli stessi. Zaccagni? Dall'inizio del campionato è maturato tantissimo a livello di consapevolezza di presenza in campo, le qualità sono le stesse ma ora è più continuo, fa entrambe le fasi ed è uno dei giocatori che a noi è in grado di far cambiare passo».

FONTE: HellasVerona.it


05 aprile 2019 - 08:28
Grosso, sfida da ex a Palermo
Il tecnico del Verona in rosanero per due anni e mezzo da giocatore

di Redazione Hellas1903

La sua carriera è arrivata alla piena consacrazione con la maglia del Palermo, da giocatore. Ora, da allenatore del Verona, Fabio Grosso cerca una svolta proprio al Barbera, in una partita da “dentro o fuori” per il difficile obiettivo della promozione diretta, distante 6 punti.

FONTE: Hellas1903.it


ARGOMENTO
VERONA OTTOVOLANTE ECCO PERCHE'
03/04/2019 17:15
Montagne russe. Se non andrà in A direttamente il Verona dovrà recitare un gigantesco mea-culpa. La squadra di Grosso ha buttato via punti pesantissimi contro squadre di basso livello, giocando gare sottoritmo, creando pochissime occasioni, non meritando. E quindi a poco serve poi giocare una gara di buon livello contro il Brescia capolista che ha comunque dato la sensazione della grande squadra al cospetto di una provinciale, volenterosa ma ancora lontana da quella consapevolezza. Non c'è dubbio che questo andamento abbia soprattutto un padre nell'allenatore che ha compiuto una serie di errori autolesionistici fino ad oggi. Eccone un elenco.

IL CENTRALE. Scelta ideologica di Grosso: spostare Marrone in difesa. Perchè? Per avere piedi buoni e iniziare l'azione da dietro. Risultato: Marrone è stato tra i peggiori di questa stagione, colpevole di tanti gol e degli sbandamenti difensivi. Questa scelta ha fatto il paio con l'innesto di Dawidowicz a centrocampo (ricordate?). Un'altra bestemmia che è costata carissima. Con il Brescia, annusata forse l'aria, Grosso ha lasciato Marrone in panchina. Ma ha continuato la sua girandola difensiva. Bianchetti a destra, Empereur in mezzo con Dawidowicz, Balkovec a sinistra. E Faraoni (grande partita) in mezzo al campo. Ma non è che se Faraoni andasse a destra lo si perderebbe mentre Bianchetti, invece, potrebbe giocare in mezzo (il suo ruolo) con Dawidowicz. E a centrocampo c'è da ritrovare un giocatore come Henderson che è una delle grandi incompiute della stagione.

IL PLAY-MAKER. Semplicemente non esiste. L'idea che Colombatto potesse assomigliare a un Gianni Rivera dei poveri è naufragata miseramente. Così Grosso ha messo il buon falegname Gustafson a tagliare rami davanti alla difesa, con due cursori come Zaccagni e Faraoni ai suoi lati. Ma si vede chiaramente (e al cospetto di Tonali ancora di più...) che al Verona manca un vero metromono, uno che sappia dare i ritmi alla partita. Faraoni gioca bene dove lo metti, questo si è capito, ma come detto sopra, giocherebbe bene anche a destra, mentre Henderson è un Ufo. Non si capisce anche perchè Danzi debba fare la mezz'ala quando ha sempre giocato davanti alla difesa (sentire l'intervista che ha rilasciato al proprio ufficio stampa...), Laribi è attualmente nella lista delle persone scomparse in mano a Federica Sciarelli di "Chi l'ha visto?).

IL DUALISMO. Abbiamo detto tutto, scritto tutto, con largo anticipo. E non serviva un genio per capirlo. L'abonimio di aver creato un dualismo tra Di Carmine e Pazzini è una delle peggiori manfrine mai viste a Verona. La società ha perseverato nell'errore, acceccata dall'assurda guerra contro Pazzini, "colpevole" forse di aver firmato un ricco quadriennale. Così è stato preso Di Carmine. Non con lo scopo di rendere più forte il Verona facendolo giocare al fianco di Pazzini, ma con il subdolo fine di "oscurare" il Pazzo. Alla fine tutto si è ritorto contro. Pazzini, in silenzio, è diventato il bomber della squadra. Grosso si è incartato e non sa come uscirne. Di Carmine è diventato la vittima. In ritardo di condizione, soffre il dualismo con il navigato compagno ed è una delle grandi delusioni di questa stagione.

IL TIKI TAKA. Folle progetto di gioco per la serie B. Ma anche in questo senso è folle aver perseverato nell'errore. Già Pecchia due anni fa, dovette in fretta e furia rivedere quel modo di giocare, che pure pagò molto di più nel girone d'andata, riuscendo a salire in serie A direttamente solo per il rotto della cuffia. Incurante di quei "segnali" la società ha deciso di proseguire quell'esperienza tattica prendendo un altro tecnico che crede nel mero possesso palla. Il Verona è stato tutto ma mai divertente, tranne in quelle gare, in cui un avversario più forte (vedi il Brescia) lo ha costretto a giocare più in verticale e in ripartenza. Qui è stata proprio la presunzione di Grosso a fare la differenza. Convinto che il Verona "meritasse" di vincere alcune partite solo perchè ha tenuto tanto il pallone (lo ha detto anche dopo il Brescia, riascoltatevi l'intervista CLICCA QUI). E ora si piange sul latte versato. "Non guardo al passato" ha detto ancora Grosso "ma solo al domani". Invece farebbe bene a dare un'occhiata a tutti gli errori che ha commesso sino ad oggi e probabilmente avrebbe una spiegazione del perchè il Verona non sia primo.
GIANLUCA VIGHINI

FONTE: TGGialloBlu.it


GROSSO: «COMPLIMENTI AI RAGAZZI, SI SONO MERITATI GLI APPLAUSI. RIPETIAMOCI E CI SAREMO ANCHE NOI»
02/APRILE/2019 - 23:45
Verona - Le principali dichiarazioni dell'alllenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate al termine di Hellas Verona-Brescia, 31a giornata della Serie BKT 2018/19.

«Gara in salita? E' mancato il risultato, abbiamo fatto una grandissima prestazione, abbiamo messo qualità, ritmo, pressione e i ragazzi hanno dato tutto sul campo. Abbiamo mancato qualche occasione ma la squadra è stata sempre presente, e alla fine è stata una bellissima partita per entrambe le squadre. Ci dispiace non aver ottenuto la vittoria ma ci teniamo la prestazione: dobbiamo essere in grado di riproporla perché così facendo metteremo tanti punti da qui alla fine. Il Palermo? Oggi non voglio guardare l'aspetto generale, voglio fare i complimenti ai ragazzi che hanno messo tutto quello che avevano ed è questo il punto di partenza per questo rush finale di cui vogliamo essere protagonisti. Quanto pesano punti persi in altre gare? Ci avrebbe fatto comodo averli, soprattutto quelli che avremmo meritato in alcune partite. Ma oggi è giusto e importante per arrivare a questo rush finale sottolineare la prova dei ragazzi, generosa sotto tutti i punti di vista: a livello qualitativo siamo stati bravi, giocavamo contro una squadra in piena fiducia che aveva una leggerezza e una spensieratezza diversa dalla nostra eppure li abbiamo messi in difficoltà. E sono contento che gli sia stato riconosciuto nel finale. Faraoni? Lo avevo messo a suo tempo in mezzo al campo perché ha le caratteristiche per farlo, e gliel'ho detto dopo Cremona: lui è in grado di fare queste partite, ha qualità e deve riconoscersele e oggi nonostante non fosse in grande forma ha fatto grande partita. E anche da lui mi aspetto che si ripeta perché una volta ogni tanto sia per la squadra che per il singolo giocatore non basta. Per quanto riguarda la posizione, da una parte avevamo un giocatore che predilige stare un po' più aperto, dall'altra c'era Lee che ama tanto giocare in mezzo alle linee e quindi si doveva alternare con lui. Chi era in grado di riconoscere lo spazio in possesso di palla alle spalle dei centrocampisti era quello che prendeva la palla e l'altro era pronto ad attaccare»

FONTE: HellasVerona.it


APRILE DECISIVO
La "fantasia" di Grosso e gli scontri diretti
01/04/2019 12:31
E' arrivato il momento decisivo: sarà un aprile di fuoco per l'Hellas. Gli scontri diretti di questo mese daranno un verdetto definitivo sulle ambizioni della squadra di Grosso. Si parte subito domani, martedì 2 aprile, alle 21 al Bentegodi, contro il Brescia di Corini.

Dopo la sfida alla capolista, ci sarà la difficile trasferta in Sicilia a Palermo (lunedì 8 aprile). Passato il turno di riposo, la squadra di Grosso tornerà al Bentegodi a Pasquetta (22 aprile) per sfidare il Benevento di Bucchi. Il tour de force proseguirà il 27 aprile a Pescara contro la squadra di Pillon.

Servono vittorie per puntare alla promozione diretta che, ad oggi, appare sempre più lontana. Grosso deve ancora dare un'identità precisa alla squadra, abituata a "formazioni fantasia" con tanti giocatori fuori ruolo. Paradossalmente, l'unico punto di riferimento della squadra, il bomber Pazzini, rimane in panchina nonostante sia il capocannoniere.

FONTE: TGGialloBlu.it


GROSSO: «BUONO IL PRIMO TEMPO, MA PER VINCERE DOBBIAMO FARE DI PIÙ»
29/MARZO/2019 - 23:50
Cremona - Le principali dichiarazioni dell'alllenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate al termine di Cremonese-Hellas Verona, 30a giornata della Serie BKT 2018/19.

«Nella ripresa non siamo stati bravi a cambiare il ritmo, ci rimane il rammarico di non essere usciti con i tre punti anche se qui hanno fatto fatica tante squadre. Avremmo voluto vincere ma non abbiamo fatto abbastanza per riuscirci. L'assenza di Lee? Abbiamo fatto girare l'avversario che difficilmente veniva a prenderci, quando siamo stati bravi a tirarli fuori abbiamo creato le occasioni ma per vincere le partite devi saperti anche aggrappare a degli episodi e in questo dobbiamo migliorare. Il Brescia? Noi proveremo a dargli del filo da torcere. Pazzini? Avevo un cambio quasi obbligato, che era quello di Zaccagni che rientrava dopo una lunga assenza. Nel finale ho provato a schierare insieme Giampaolo e Di Carmine, aprendo Vitale e giocando con due esterni ma abbiamo fatto fatica a trovare dei cross. Non l'ho fatto prima perché avevo dei ragazzi che avrebbero potuto chiedere il cambio. Promozione diretta? Alla vigilia sono stato realista dicendo che ci sono squadre che hanno fatto meglio di noi, ma che ce la metteremo tutta per raggiungerle. La classifica non ci deve né illudere né deprimere. Mi è piaciuto l'approccio e come abbiamo gestito il primo tempo, nella ripresa non siamo stati pericolosi ed è lì che dobbiamo migliorare: riuscire a cambiare ritmo nella parte finale del campo e prendere dei rischi in più per creare più occasioni».

GROSSO: «CREMONESE? VOGLIAMO FARE UNA GRANDE PRESTAZIONE PER IL NOSTRO OBIETTIVO E PER I TIFOSI CHE CI SEGUIRANNO»
28/MARZO/2019 - 15:30
Peschiera - Le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate in vista di Cremonese-Hellas Verona, 30a giornata della Serie BKT 2018/19.

«Inizia ora un minicampionato? Durante questa stagione abbiamo affrontato tante difficoltà, ma il gruppo si è formato affrontandole sempre con petto in fuori e testa alta, cadendo e riprendendosi. La squadra conosce bene l'obiettivo e tutti insieme vogliamo raggiungerlo: mancano 8 partite e in ognuna di queste vogliamo fare il massimo dando tutto quello che abbiamo. Ogni errore costerà caro? Noi in questo momento non siamo i padroni del nostro destino, perché c'è più di un'avversaria che se dovesse vincere tutte le partite rimarrebbe davanti. Il nostro obiettivo in questo finale è quello di diventare i padroni del nostro destino. Le difficoltà di affrontare la Cremonese allo 'Zini'? Più che degli avversari vorrei parlare di noi, per tenere alta l'attenzione sull'obiettivo. Se riusciremo a fare una grande prestazione, come vogliamo, sono sicuro che usciremo da un campo così difficile con un risultato positivo. Sappiamo che sarà complicato perché affrontiamo una squadra d'esperienza in questa categoria e le difficoltà ci sono, ma dobbiamo superarle con una grande prova. La sosta è servita per recuperare gli infortunati? Rientra Zaccagni, mentre rimangono fuori Matos, Ragusa, Crescenzi e Kumbulla, a cui vanno aggiunti i due giocatori squalificati per questa gara. Gli altri sono pienamente recuperati, abbiamo avuto dei giorni per accumulare allenamenti e benzina e per cercare di preparare al meglio una partita in cui vogliamo ben figurare. Matos e Crescenzi? Ryder non ha ancora fatto allenamenti con noi, quindi è improbabile possa rientrare a breve ma spero di averlo a disposizione il prima possibile. Ci è mancato tanto durante il campionato e anche ora, viste le sue qualità. Su Crescenzi la situazione è chiara: ha avuto un infortunio alla caviglia e non riesce a guarire a causa di un ematoma che fatica a rientrare. Dubbi di formazione per Cremona? Abbiamo tanti ragazzi a disposizione, tutti all'interno di un gruppo che è cresciuto durante questo campionato e che ha grandi doti tecniche ma anche umane. L'importante, aldilà degli interpreti, sarà ottenere i risultati utili all'obiettivo: per questo tutti dovranno essere pronti quando verranno chiamati in causa. Partendo da questo presupposto, domani dovrebbero esserci Silvestri, Dawidowicz, Bianchetti, Faraoni, Vitale e Gustafson e altri si contenderanno gli altri quattro posti. Anche chi subentrerà sarà determinante per lo spirito della squadra, che è la cosa più importante. I tifosi? C'era molta delusione dopo l'ultima partita, ma mi è piaciuto il coinvolgimento del nostro pubblico perché si fa sempre sentire. Il nostro obiettivo è quello di renderlo orgoglioso di quello che sta facendo questo gruppo, tendenzialmente molto giovane e con qualche elemento di esperienza, che vuole raggiungere in tutti i modi e con entusiasmo l'obiettivo, affrontando le insidie che ci saranno come fatto nel corso del campionato. Ho grandissimo rispetto per i tifosi: loro sono quelli che rimangono sempre e se stiamo uniti sarà più facile raggiungere quello che vogliamo tutti. La possibilità di un nuovo stadio e il centro sportivo? Sullo stadio non conosco i dettagli, ma sicuramente quando un club e una città iniziano a mettere basi di questo tipo significa anche avere ambizioni importanti. Le strutture sono ciò su cui appoggi tutto ciò che ruota attorno a una società e quindi anche il centro sportivo rientra in questo».

FONTE: HellasVerona.it


CAMBIA TUTTO MA MAI IL MODULO
L'IMMOBILITA' MANICHEA DI FABIO GROSSO
19/03/2019 10:24
Cambiare tutto per non cambiare niente. Come ne "Il Gattopardo" Fabio Grosso sembra rivoltare il Verona ad ogni partita ma in realtà è il più "manicheo" tra gli allenatori. Se da una parte l'ex tecnico della Juventus Primavera attua una rotazione spinta degli uomini, dall'altra non ha praticamente mai cambiato la filosofia generale: sempre legata al 4-3-3 con una punta centrale e due esterni statici che creano poche sovrapposizioni sulle fasce e che hanno il compito di dialogare con stretti triangoli per arrivare alla conclusione dentro l'area di rigore.

IL SUBBUTEO. Sull'altare di questa concezione, Grosso muove le pedine come al Subbuteo. Prendete la gara con l'Ascoli: ad un certo punto il tecnico ha fatto entrare Di Gaudio per Balkovec, mossa che ha costretto l'allenatore ha cambiare ben quattro ruoli. A quel punto infatti Faraoni è stato arretrato sulla destra (prima mossa), Bianchetti è andato a fare il centrale (seconda mossa), Laribi è stato spostato nei tre di centrocampo (terza mossa) e Di Gaudio si è piazzato sull'esterno sinistro (quarta mossa). In pratica per cambiare un giocatore si sono cambiate le posizioni di mezza squadra.

PERCHE' FARAONI? In molti si sono chiesti poi (ad esempio l'inviato della Gazzetta dello Sport Nicola Binda) a cosa sia servito piazzare un giocatore come Faraoni in mediana contro una squadra come l'Ascoli.

Cosa ha da temere il Verona costruito per fare un campionato di vertice da una squadra che gioca per salvarsi? Non sarebbe stato più logico mettere Faraoni a destra (con relativa importante spinta da quella parte...), Bianchetti ed Empereur centrali (al posto di un Marrone sempre più disorientato e disorientante), Laribi o Colombatto in mezzo al campo e magari provare la soluzione con le due punte (Di Carmine e Pazzini) più Lee trequartista?

SFRUTTARE IL POTENZIALE. Arrivati a otto gare dal termine, il Verona di Grosso non ha mai dimostrato di aver sfruttato pienamente il potenziale a disposizione. Riuscirà l'allenatore, finalmente, a dare qualcosa in termini di lettura della gara, approccio, preparazione che non sia quel noiosissimo e controproducente copione visto fino ad oggi? (g.vig.)

FONTE: TGGialloBlu.it


GROSSO: «DISPIACIUTI PER L'OCCASIONE PERSA, QUESTO AMBIENTE MERITAVA I TRE PUNTI»
16/MARZO/2019 - 20:55
Verona - Le principali dichiarazioni dell'alllenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate al termine di Hellas Verona-Ascoli, 29a giornata della Serie BKT 2018/19.

«Occasione persa? Siamo dispiaciuti perché oggi questo ambiente meritava i tre punti. Passo indietro? La squadra ha fatto un grande primo tempo e fatto anche un grande sforzo per recuperarla, mentre nella ripresa non abbiamo mai cambiato ritmo e ci siamo adagiati sulle perdite di tempo che ci sono state. Se avessimo replicato i primi 45 minuti, l'avremmo fatta nostra. I cambi? Quella di Lee è stata un'ingenuità che purtroppo non ci ha concesso di fare un altro cambio nel momento in cui cercavamo di vincerla, Di Gaudio è entrato con un buon piglio ma abbiamo perso distanze nel pressing e quando non riusciamo a fare la partita non riusciamo nemmeno a creare occasioni sporche. Se mi aspettavo questo Ascoli? Ha buona qualità davanti, sono stati bravi a far scorrere la partita sui binari che volevano. Sosta favorevole per recupero degli infortunati? Abbiamo interpreti forti fuori, la rosa è di valore ma con questi problemi abbiamo alternato poche energie. Ma non sono alibi e nemmeno forme di rammarico. Crescenzi è tornato in panchina ma non aveva ancora la condizione per poter far parte della partita, poi recupereremo Zaccagni e spero il prima possibile anche Matos».

GROSSO: «CLASSIFICA? LE AMBIZIONI VANNO COLTIVATE CON I RISULTATI. ASCOLI SFIDA COMPLICATA, NOI CON UMILTÀ E DETERMINAZIONE»
15/MARZO/2019 - 17:50
Peschiera - Le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate in vista di Hellas Verona-Ascoli, 29a giornata della Serie BKT 2018/19.

«L'Ascoli? E' una partita complicata, anche se non cambia da una all'altra in un campionato equilibrato come questo. Dobbiamo essere bravi a mantenere la lucidità e la determinazione che ci hanno accompagnato ad arrivare a questo momento, sapendo che le difficoltà saranno alte e dovremo essere bravi a gestirle durante la partita per cercare di vincerla. Sfida spartiacque? Noi per primi vogliamo dare questo segnale, quello di una squadra che c'è e che vuole essere protagonista in questo campionato. Mancano ancora diverse giornate e dobbiamo affrontare obiettivi vicini, e al momento c'è quello di affrontare un avversario che viene da quattro risultati utili e da tre trasferte senza sconfitte, che quindi sicuramente ci creerà delle difficoltà. Dovremo fare con pazienza e lucidità una grandissima partita: solo così si porterà a casa il risultato che vogliamo. Gli infortunati? E' bello cominciare a riavere i giocatori a disposizione, perché abbiamo grandi doti all'interno del gruppo: domani sarà importante chi inizierà la partita ma sarà determinante chi subentrerà, cercando di incidere come ultimamente è successo a chi è entrato. Bianchetti leader silenzioso? Lo è tutti i giorni, per il suo modo di fare e l'atteggiamento che ha tutti i giorni: sicuramente è un esempio per tutti i suoi compagni. Ma ognuno dei ragazzi ha le proprie caratteristiche, Matteo è un ragazzo che ha dimostrato - dopo una lunghissima assenza - di avere tutte le qualità per essere un giocatore molto importante per questo Verona. I tifosi presenti numerosi allo stadio? Me lo auguro, noi dalla nostra parte stiamo lavorando tutti per raggiungere un obiettivo comune, ci dà una grande carica quello che sappiamo questa tifoseria può dare alla squadra. Che Ascoli mi aspetto? E' una squadra che si fa valere, che ha qualità nel reparto offensivo ed esperienza a centrocampo abbinata a grande dinamicità negli interpreti più giovani. Ha le armi per poter dare fastidio a chiunque. I nostri margini di miglioramento? Non ci dobbiamo porre limiti, questa è una squadra che deve mettere alla base grande umiltà e determinazione per affrontare quotidianamente gli allenamenti e ogni partita che arriva. E deve essere ambiziosa, caratteristica che va coltivata con i risultati».

FONTE: HellasVerona.it


RISULTATI POSITIVI MA...
La promozione diretta è ancora molto lontana
10/03/2019 12:41
Quattro vittorie nelle ultime cinque partite: sorride Fabio Grosso dopo mesi di risultati deludenti. Il Verona è risalito in classifica, approfittando anche della marcia, non particolarmente spedita, delle prime della classe.

12 punti che non hanno ancora portato l'Hellas virtualmente nel "paradiso" della promozione diretta, a testimonianza del deludente andamento in campionato dei gialloblù fino a pochi giorni fa. Risultati positivi, anche con molte assenze in rosa, ma la fiducia in questa squadra è sempre bassa, perché troppo altalenante nei risultati. I tifosi aspettano, sperando che queste vittorie non siano solamente rondini che non fanno primavera.

Intanto, la promozione diretta appare ancora distante. Il Brescia, dopo la rimonta a Cosenza (da 2-0 a 2-3), è primo a 50 punti, mentre il Verona ha raggiunto il Palermo a quota 45 ma i rosanero hanno due partite in meno e potenzialmente possono scavalcare anche i lombardi andando a 51 punti (sempre che non si distruggano con le proprie mani). Inoltre, anche il terzo posto non è al momento sicuro per il Verona: il Lecce, a quota 44, ha una partita in meno, così come il Benevento, a 43.

Queste vittorie sono risultate fondamentali per rimanere in scia alle prime ma la promozione diretta per Grosso è ancora lontana. Accontentarsi dei play-off sarebbe un mezzo fallimento.

FONTE: TGGialloBlu.it


GROSSO: «C’È DA ESSERE ORGOGLIOSI DEI RAGAZZI. LOTTA E PERSONALITÀ, COSÌ POSSIAMO DIVENTARE AMBIZIOSI.»
08/MARZO/2019 - 23:50
Perugia - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate al termine di Perugia-Hellas Verona, 28a giornata della Serie BKT 2018/19.

«Oggi è stata bella partita sotto tutti i punti di vista: quando hai il giusto atteggiamento, l'impatto nei duelli e la personalità di andare a prendere l'avversario a tutto campo allora viene anche il gioco. Penso che questa sia una vittoria ampiamente meritata. Risultato spartiacque? Dobbiamo rimanere con i piedi per terra, dobbiamo essere soddisfatti per ciò che abbiamo fatto oggi ma continuare a essere ambiziosi cercando sempre di più da noi stessi. Adesso dovremo ripeterci in casa, dopo la grande prestazione di oggi. Penso che i tifosi che sono venuti in trasferta siano orgogliosi di questo gruppo. La classifica? Non mi piace stare a guardarla, preferisco commentare la prestazione di oggi che è stata di livello molto alto: prima della gara ci eravamo detti di essere in un momento difficile dal punto di vista dei giocatori a disposizione ma che c'erano anche ragazzi in grado di fare una prestazione come quella che poi si è vista. Mi auguro di recuperare quanto prima gli infortunati, perché questo gruppo ha bisogno di tutti. Sofferenza negli ultimi minuti? E' vero, ma sarebbe ingeneroso soffermarsi sugli ultimi cinque minuti perché oggi c'è da essere orgogliosi di questi ragazzi: era difficile venire a Perugia e fare ciò che siamo stati in grado di fare. Bianchetti e Henderson? Liam lo conosco dallo scorso anno, ha delle qualità importanti, non ha mai mollato e si è allenato sempre in maniera propositiva e se hai queste caratteristiche poi vieni premiato. Matteo ha passato un momento duro, che l'ha fatto riflettere e che gli ha fatto capire ancor più quanto sia bello giocare a calcio».

FONTE: HellasVerona.it


Pescara, Sebastiani: “Fossi il presidente del Verona darei fiducia a Grosso”
marzo 5, 2019

“Credo che a Verona ci sia ora uno dei giovani più preparati che ci sono in giro, cioè Fabio Grosso. È chiaro che poi, purtroppo, in questo mondo contano sempre i risultati. Il Verona sta lottando per entrare nei playoff, o magari nei primi due posti. Poi ognuno sa in casa sua quali erano gli obiettivi iniziali, ma se fossi io il presidente del Verona darei fiducia a Grosso”. Queste le dichiarazioni rilasciate a seriebnews dal presidente del Pescara, Daniele Sebastiani.

FONTE: HellasLive.it


GROSSO: «ORGOGLIOSO DEI RAGAZZI ANCHE NELLE DIFFICOLTÀ, MA QUESTE PARTITE VANNO CHIUSE PRIMA»
03/MARZO/2019 - 23:50
Verona - Le principali dichiarazioni dell'alllenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate al termine di Hellas Verona-Venezia, 27a giornata della Serie BKT 2018/19.

«Rimpianto di non aver chiusa prima? Oggi è stata una grandissima prestazione di gruppo. Ci siamo presentati con gli uomini contati, eppure abbiamo giocato una buonissima partita. Questa è la dimostrazione che il gruppo ha valori tecnici e morali, oltre al fatto che il risultato è certamente bugiardo. Ma proprio per questo dobbiamo essere arrabbiati perché non si può pensare di tenere in bilico una partita in cui si hanno le occasioni per poterla chiudere e far finire com'è giusto che finisca. Sono orgoglioso della prestazione dei ragazzi, ma dovevamo pretendere da noi stessi un risultato diverso da quello ottenuto. Continuità? Dobbiamo saper colmare alcuni limiti, perché quando riusciamo a fare prestazioni così esprimiamo il nostro meglio e per gli avversari diventa difficile. Ecco il nostro margine di miglioramento, e ci stiamo battendo per questo. Henderson? E' un ragazzo che non ha ancora molta esperienza nel nostro campionato e ha attraversato un periodo di appannamento, però ha sempre lavorato sodo, duramente, seriamente: è un ragazzo positivo, solare con grandissime qualità. A Lecce, nonostante il risultato, quando l'ho fatto entrare ho rivisto la brillantezza che lo aveva accompagnato nella fase iniziale del campionato. E oggi sono contento della sua prestazione, come di quela di tuttigli altri che sono stati sollecitati dopo del tempo e questo è un grande risultato. Reazione dopo il rigore? Oggi siamo stati bravi a creare molto, portando però a casa un risultato striminzito. Ok i tre punti, ma dobbiamo chiudere prima le partite. Abbiamo sofferto pochissimo, e il pubblico alla fine ce lo ha riconosciuto. Dobbiamo saperle ripetere, perché la continuità farà la differenza. Per quanto sia difficile, perché qualcuno ci lascia sempre le penne su qualche campo. Tre punti dalla A diretta? Noi non dobbiamo farci prendere dall'ansia di prendere tutti subito, ma il desiderio è forte e penso che oggi si sia visto. Infortuni? Ho detto ai ragazzi che proprio nei momenti difficili si costruiscono le stagioni importanti, e oggi è stato messo un tassello importante per poter essere più forti in futuro».

GROSSO: «VENEZIA? DIFFICILE, MA VOGLIAMO TORNARE A VINCERE. PRESSIONI PARTE DEL GIOCO, STIMOLO PER FARE SEMPRE MEGLIO»
02/MARZO/2019 - 18:45
Peschiera - Le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate in vista di Hellas Verona-Venezia, 27a giornata della Serie BKT 2018/19.

«La situazione del Verona in classifica alla vigilia del Venezia? Si sta dimostrando un campionato equilibrato in cui tutte le squadre alternano risultati positivi ad altri negativi, chi è in grado di avere più continuità riesce a recuperare più posizioni ed è quello il nostro obiettivo. Vogliamo continuare a fare quello che abbiamo fatto prima della partita di Lecce. In questo momento ci sono cinque squadre che ci precedono e che, quindi, hanno fatto meglio di noi, ma abbiamo ancora il tempo di raggiungerle e provare a superarle. Dobbiamo stringere i denti perché abbiamo tanti interpreti bravi che non sono a disposizione, ma ne abbiamo altri che possono mettere in mostra le loro qualità, dunque abbiamo tutte le capacità per dire la nostra in questo campionato equilibrato. La situazione degli indisponibili? Questa settimana c'è stato poco tempo per recuperare i giocatori infortunati, torna Empereur che ha scontato il turno di squalifica e stringe i denti Di Carmine che, anche se negli ultimi giorni non si è allenato con noi, viene comunque con la squadra e vedremo se ci sarà la possibilità di averlo a disposizione se ci dovesse essere l'esigenza di utilizzarlo. Come detto prima in ottica formazione non abbiamo grandissima scelta visto i tanti indisponibili, ma sicuramente quelli che potranno giocare saranno in grado di offrire una prova di livello, proverò a scegliere quelli che potranno fare la partita migliore sotto l'aspetto fisico e mentale. Crescenzi? Alessandro ha un problema particolare, un infortunio dovuto a un pestone forte sul malleolo che gli ha procurato un danno importante. Piano piano deve riprendere, ma finché non va via il dolore non può avere contrasti e questo nel calcio è inevitabile. Speriamo di riaverlo il prima possibile insieme a tutti gli altri, purtroppo siamo sfortunati perché abbiamo avuto tantissimi infortuni dovuti a dei traumi. I tifosi dopo l'ultima sconfitta? Come noi hanno affrontato un viaggio lungo per venire a Lecce e, come noi, avrebbero voluto un risultato diverso. Siamo i primi a non essere contenti di come è andata, dunque proveremo già dalla partita di domani a riprendere il cammino intrapreso nelle due gare precedenti. Come vivo la sfida? Sento la pressione come l'ho sempre sentita e come spero di sentirla sempre, è ciò che mi deve accompagnare per poter esprimere al meglio le nostre qualità. Questa partita non è diversa, rimane una gara difficile in cui io e i ragazzi vogliamo ottenere una vittoria».

FONTE: HellasVerona.it


GROSSO: «NOI TROPPO LEGGERI, SERVIVA PIÙ ATTENZIONE. PRONTI A RIFARCI CON IL VENEZIA»
26/FEBBRAIO/2019 - 23:50
Lecce - Le principali dichiarazioni dell'alllenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate al termine di Lecce-Hellas Verona, 26a giornata della Serie BKT 2018/19.

«La mia espulsione? Assolutamente affrettata. Nel giro di pochi minuti ci sono stati un paio di episodi poco chiari che non mi sono piaciuti, ho protestato con il quarto uomo che però mi ha allontanato. Sconfitta meritata? La partita si è decisa con due episodi, sarebbe bastato poco per evitare questi gol che hanno compromesso la gara. Usciamo dal campo senza punti e mi dispiace per chi ci ha seguiti qui facendo tanta strada. Però domenica abbiamo già l'occasione per rifarci: dobbiamo recuperare le energie per fare una grande prestazione in casa. Le assenze? Non parlo di altro se non di quello che è accaduto in campo, perché avevamo le qualità per poter ottenere un risultato anche su questo campo. Paghiamo il fatto di essere stati troppo leggeri in certi episodi. I rigori? Parlo poco degli arbitri e non lo faccio nemmeno oggi, perché non mi piace avere alibi. Usciamo dal campo con una sconfitta e ce la portiamo a casa, avremmo dovuto fare meglio. Più che i rigori, la gestione dei cartellini non è stata eccelsa perché ad esempio c'è stato un fallo di mano volontario evidente che avrebbe dovuto essere sanzionato. Domenica? Dobbiamo solo guardare avanti e pensare di rifarci di questa sconfitta. I tifosi? Quando facciamo dei passi positivi non ci dobbiamo fermare, perché abbiamo le qualità per crescere ed è quello che proveremo a fare contro il Venezia».

FONTE: HellasVerona.it


DUE VITTORIE PER RESPIRARE
Vincere e non convincere il trend firmato Grosso
24/02/2019 10:37
Due vittorie di fila. Dopo molti mesi arrivano sei punti e il Verona ora insegue (però ancora a distanza) le rivali per la promozione diretta. Ma due vittorie possono far cambiare idea su questa squadra? Se a La Spezia si è vista una squadra viva (anche se ha concesso troppe occasioni dietro), con la Salernitana è servito un gol di Pazzini (spesso sacrificato in panchina) per portare a casa tre punti.

Vincere e non convincere: sembra questo il trend di Fabio Grosso quando riesce a mettere in fila alcuni punti. Anche quando se ne riescono a conquistare 3 la squadra non convince: una volta per il gioco prodotto (che si appoggia molto ai singoli), un'altra volta per la mancata solidità difensiva, o in altri casi per la poca concretezza in attacco.

Una squadra che a febbraio non ha ancora un'identità precisa: affidarsi ai gol di Pazzini (e non lasciarlo sempre in panchina) potrebbe essere una soluzione per non perdere più terreno dalle prime della classe.

L'ANALISI
VERONA, QUELLO CHE ANCORA MANCA
24/02/2019 10:29
Le vittorie portano entusiasmo e consenso ma attorno al Verona di Grosso c'è ancora freddezza. Come mai?

Questa squadra non ha mai creato entusiasmo, non ha mai "catturato" l'immaginario collettivo di uno stadio che ama un certo tipo di calcio, tutta intensità e ripartenze. Fateci caso: raramente il Bentegodi si "scalda" durante la partita e quando lo fa è solo per qualche sporadica accelerata di qualche singolo giocatore.

Grosso pratica un calcio "ragionato" fin troppo, statico e lento. Uno spostare la palla in orizzontale, mirando ad uno sterile possesso in attesa di creare varchi in verticale, frutto di rapidi uno-due o sulle fasce o centralmente.

A volte questo meccanismo funziona, ma spesso gli avvversari si posizionano, fanno densità nella loro metà campo e basta un po' di pressing sui portatori di palla per "bloccare" i gialloblù.

Il peggio, però, avviene quando la squadra non ha la palla. Il Verona in questo senso è un disastro. La difesa arretra, o meglio rincula, i centrocampisti non coprono, gli avversari si permettono ripartenze di trenta-quaranta metri che spesso diventano letali.

E' proprio su questo aspetto che il Verona è un po' migliorato. Nulla che faccia gridare al miracolo, ma un miglioramento c'è stato.

Ma qui il problema è rappresentato sempre da Grosso e dalle sue scelte. La girandola di giocatori, soprattutto a centrocampo, non permette di creare un adattamento alle posizioni e al ruolo. E' fin troppo evidente notarlo.

Gustafson sembra un altro giocatore quando gioca in mezzo al campo rispetto a quando fa la mezzala. Colombatto ha perso fiducia, non è più nè carne nè pesce. Copre male e costruisce peggio.

Henderson sta in panchina, non sente più fiducia. Lo stesso Danzi non ha il passo per giocare mezzala, da sempre impostato davanti alla difesa dove dà il meglio di sè.

Il migliore è Zaccagni che ha sufficiente personalità per prendere delle iniziative che appaiono più personali che frutto di un lavoro. Grosso cambia tantissimo, ma in realtà è il più conservativo degli allenatori. Non ha mai cambiato, infatti, il modulo della sua squadra se non in qualche sporadica occasione durante il match. Il 4-3-3 che isola la punta centrale, spesso in difficoltà con i difensori avversari (sia Pazzini, sia Di Carmine) è una soluzione che non porta i frutti sperati. Spesso tocca a Pazzini, incredibilmente relegato in panchina in molte/troppe gare, con il suo istinto da goleador, a sbrogliare la matassa.

L'ipotesi di far giocare assieme Di Carmine e Pazzini con Zaccagni alle loro spalle (ruolo che faceva con enormi risultati nella Primavera di Pavanel) è stata abiurata fin dall'inizio, ponendo di fatto la questione del dualismo tra i due centravanti. Una questione voluta e creata dalla società in sede di mercato e per questo ancora più grave.

L'impressione, dunque, anche dopo le due vittorie è che questa squadra non cambierà mai nè l'intensità nè il passo. Migliorerà certamente la convinzione, ma sarà sempre una grande incompiuta.

La cosa grave, infine, sarebbe arrivare ai play-off. Un fallimento per le premesse che c'erano ad inizio stagione, per lo straordinario paracadute goduto, per il blasone. Ma tornando al campo, anche un rischio incredibile: questa squadra non sembra proprio adatta a giocarsi tutto in gare da dentro o fuori.
GIANLUCA VIGHINI

FONTE: TGGialloBlu.it


GROSSO: «IL GRUPPO ALLA BASE DELLA VITTORIA. BELLO SENTIRE UNA CURVA COSÌ»
22/FEBBRAIO/2019 - 23:50
Verona - Le principali dichiarazioni dell'alllenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate al termine di Hellas Verona-Salernitana, 25a giornata della Serie BKT 2018/19.

«Vittoria importante? E' stata fatta la partita che volevamo, abbinata a una prestazione a tratti di qualità: abbiamo dimostrato di poter fare bene e siamo contenti del risultato. Pazzini? Sono contentissimo per il suo gol, perché la squadra ha portato a casa il risultato. I giocatori sono tutti importanti e nel tempo avremo bisogno di tutte le risorse del gruppo che sono grandi, ma riusciremo ad utilizzarle se come in questo momento siamo tutti partecipi e abbiamo tutti lo stesso obiettivo che è quello di portare in alto i colori del Verona. Gustafson? Nel secondo tempo siamo arrivati due tre volte davanti alla porta attaccando gli spazi, ma ci manca un pizzico di cattiveria perché potevamo sbloccarla e poi chiuderla prima. Credo che anche a Lecce il gruppo dimostrerà le proprie potenzialità per continuare ad andare avanti. Io in discussione? Mi piace quello che faccio con i ragazzi, quella è la grande vittoria: riuscire ad avere un gruppo partecipe indipendentemente da chi scenda in campo e che riesca a dare tutto quello che ha per portare a casa il risultato. Questa è la base per costruire le vittorie. Di Carmine? Samuel lo vedo molto tranquillo, sono contento delle sue qualità: l'ultima partita in casa aveva segnato lui, ora è toccato a Giampaolo ma per me la cosa importante è che il Verona abbia conquistato i tre punti e lo faccia anche con interpreti diversi. Questo dimostra come il gruppo voglia ottenere qualcosa di bello. I tifosi? Io sono molto contento, è stato bello sentire nel finale del secondo tempo la curva spingere Di Gaudio a partire in contropiede per cercare di chiudere la partita. Noi non dobbiamo chiedere nulla, solo continuare a fare bene e far sì che continui ad esserci lo stesso supporto».

FONTE: HellasVerona.it


RASSEGNA
GdS - "Quarantenni al potere. Una generazione comanda la B"
22.02.2019 11:00 di Anna Vuerich
Fonte: Gazzetta dello Sport
La Gazzetta dello Sport di oggi mette in campo numeri che non riguardano precisamente le squadre di Serie A, quanto piuttosto i loro allenatori.
"Delle prime otto squadre in classifica, sei sono guidate da tecnici con un'età compresa (a oggi) tra i 41 e i 48 anni", si legge nel primo articolo della sezione relativa alla Serie B.
L'allenatore dell'Hellas Verona, Fabio Grosso, 41 anni, è tra loro: "Dopo Bari, una squadra con qualità ancora superiori. Annata strana, avvitata su se stessa per due volte. Il club spera di averla svitata per sempre a La Spezia".
A proposito di generazioni e abilità, la Gazzetta riporta una citazione di Benjamin Franklin: "A venti anni di età regna la volontà; a trent'anni l'arguzia; a quaranta il giudizio". E la classifica di Serie B sembra dargli ragione.

FONTE: TuttoHellasVerona.it


GROSSO: «ENERGIA E INTENSITÀ PER 90 MINUTI: LE PRESTAZIONI PORTANO AI RISULTATI»
21/FEBBRAIO/2019 - 18:35
Peschiera - Le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate in vista di Hellas Verona-Salernitana, 25a giornata della Serie BKT 2018/19.

«La vittoria di La Spezia? Ora c'è da continuare, ma questa gara può e deve darci la spinta in più per rifare quello che abbiamo fatto e dare continuità ai risultati, che è ciò che vogliamo fare. La gara con la Salernitana? E' importante come lo era quella di La Spezia, perché margine per sbagliare c'è sempre meno. La nostra bravura deve essere quella di pretendere da noi stessi una prestazione importante perché poi, spesso, quando riusciamo a farle vengono anche i risultati che vogliamo. L'andata? Troveremo sempre una squadra esperta e matura che viene da due risultati vittorie in trasferta a Palermo e ad Ascoli. Anche noi, dalla parte nostra, abbiamo le qualità per cercare il risultato pieno. Faraoni mezzala? Lo Spezia, in mezzo al campo, aveva esperienza e fisicità. Noi spesso l'avevamo sofferta e quindi ho provato ad abbinare la qualità degli altri nostri due interpreti alla quantità e alla fisicità di Davide. Non sono mai scelte improvvisate, lavoriamo quotidianamente per trovare diverse soluzioni e non butto mai i ragazzi in campo senza aver provato qualcosa. E la loro partecipazione è un segnale importante. Ovviamente dobbiamo abbinarci i risultati. Due punte? Non credo che inizieremo con due punte, ma ad esempio abbiamo terminato così l'ultima partita casalinga. Nel nostro modo di giocare non c'è l'idea di lanciare lungo e sperare che qualcosa succeda, ma giocare e proporre sfruttando le caratteristiche dei giocatori che sono in campo. Di Gaudio? Sarà tra i convocati, fino all'ultimo proverò a capire quali saranno i giocatori che potranno fare una gara altrettanto importante dopo quella di La Spezia dove il dispendio di forze è stato elevato. Note positive e negative della gara contro lo Spezia? Al di là del risultato mi è piaciuto l'atteggiamento con cui si è giocata la partita, la voglia, l'attaccamento, l'energia e l'intensità che la squadra è stata in grado di mettere per tutti i 90 minuti. Ovviamente quando riesci a fare una partita del genere hai più probabilità di ottenere risultato, fermo restando che poi gli avversari hanno avuto le occasioni per rimettere in gioco la gara. Quanto incide il turno infrasettimanale a Lecce? Poco, perché ai ragazzi dico sempre che bisogna guardare partita per partita sapendo che di volta in volta quelli che sono più in grado di affrontare la gara che arriva, saranno i protagonisti. Ecco perché ora siamo focalizzati solo sulla Salernitana. So quali sono i valori tecnici di questi ragazzi ma conosco altrettanto quelli morali, delle volte le variabili condizionano i risultati ma il mio pensiero su di loro non cambia e so cosa mettono ogni giorno. Il mio approccio? Io sono orgoglioso di quello che faccio e di come lo faccio. Non è mia intenzione convincere gli scettici il giorno dopo, ma di fare il massimo con questo gruppo che ha delle qualità e la possibilità di togliersi delle soddisfazioni. Il mio obiettivo è quello di riuscire a vedere lo stadio come me l'ero immaginato: con i ragazzi abbiamo le nostre responsabilità e lavoriamo quotidianamente per ottenere quello che sogniamo. Continuando a fare quello che abbiamo fatto a La Spezia convinceremo anche le persone più scettiche che questo gruppo, con il supporto di tutti, può togliersi delle grandi soddisfazioni».

FONTE: HellasVerona.it


RASSEGNA
CdS - Scongiurato l'esonero: ora Grosso vuole la vetta
20.02.2019 11:00 di Stefano Bentivogli Twitter: @sbentivogli10
L'ultimatum è servito a qualcosa, dire che il Verona ha di nuovo il passo giusto verso la serie A resta con qualche dubbio allegato. Lecita la diffidenza, di sicuro però Fabio Grosso non ha perso il treno. Dopodomani sarà già una partita-verità: l'avversario è quello giusto, una Salernitana che ha sempre i playoff come obiettivo. Una bella cartina di tornasole, per l'Hellas, il prossimo anticipo di campionato: vincendo a La Spezia, Grosso ha dribblato l'esonero. Messo in stand-by anche la pazienza dei tifosi – si fa per dire... – che pretendono la A al primo tentativo, dopo un mercato all'altezza della situazione compresi gli innesti invernali. Sullo slancio della prima vittoria ottenute nel 2019, il Verona può inserirsi i tra le pieghe di un'altra-classifica in cui nessuno ha mai messo il turbo. D'obbligo però ,altri tre punti contro la Salernitana che all'andata infliggeva all'Hellas la sua prima sconfitta in campionato.

FONTE: TuttoHellasVerona.it


Serie B
Crederci davVero-na: la strada dell’Hellas è quella della fiducia in Grosso

18/02/19 18:40 | News calcio | Autore: Matteo Moretto
Il Verona alza i toni e aumenta i giri del suo motore, che in questo 2019 sembrava leggermente ingolfato: la vittoria per due a uno sul campo dello Spezia, una delle più in forma attualmente - posticipo della 24esima giornata di serie B - è la prima del nuovo anno ma soprattutto è stata una dimostrazione di forza (e di squadra!) che ha messo in evidenza le qualità del gruppo allenato da Fabio Grosso.

In primis il carattere, perché di rimonta si è trattata: nessuna squadra in B ha recuperato più punti di svantaggio in questa stagione (11). Poi tanto altro: verticalizzazione, palla a terra, gioco veloce e tante, innumerevoli, palle gol. Verona vincente e convincente, nonostante la settimana che ha portato alla partita sia stata da incubo, tra voci di un possibile esonero, ritiro e contestazione dei tifosi.

Torniamo su Grosso. E’ vero, dopo il pareggio con il Crotone Setti e il ds Tony D’Amico hanno contattato Serse Cosmi, perché è sempre bene cautelarsi quando le cose non vanno bene, ma la parolina chiave è sempre stata una sola: continuità. A cui aggiungiamo la fiducia in un progetto iniziato a settembre che ha come obiettivo finale in ritorno in serie A.

C’è un altro dato da segnare in rosso: la squadra è con Grosso. E’ sempre stata con Grosso, sin dall’inizio, perché quando serve svoltare e dimostrare qualcosa in più, lo fa. Ieri, dopo il gol di Gustafson, hanno tutti cercato e abbracciato lui. E lo ha confermato anche Zaccagni nel post partita: “Abbiamo giocato anche per l’allenatore”. Che ieri si è ‘inventato’ Faraoni centrocampista. Idea azzeccata.

Ergo, nessun stravolgimento in panchina, nessuna rivoluzione, ma più serenità, quella giusta che serve per preparare la prossima sfida alla Salernitana. Il ds D’Amico, post Crotone, ha alzato tonu in conferenza e si è preso le critiche, da parafulmine; la squadra però ha colto il messaggio, forte e chiaro: “Lotteremo contro tutto e tutti, perché noi combattiamo sempre fino alla fine”. E la fine della serie B è ancora bella lunga.

FONTE: GianlucaDiMarzio.com


SERIE B
Il "Grosso" paradosso. Più il tecnico è in crisi, più l'Hellas vince
18.02.2019 15:24 di Luca Bargellini Twitter: @BargelliniLuca
Più Fabio Grosso appare in difficoltà (e ad un passo dall'esonero) e più il suo Hellas tira fuori carattere e risultati. Sembra un paradosso, ma quanto visto contro lo Spezia, con l'ex allenatore del Bari già con il cartellino di via in caso di mancata vittoria, non è stato il primo "salvataggio in extremis" per il tecnico scaligero. Già nelle primissime battute del campionato cadetto Grosso ha rischiato di essere sostituito: nelle prime dodici giornate l'Hellas mise a referto appena quattro vittorie e Setti pensò seriamente ad un cambio di allenatore. Poi la squadra si riprese e l'allarme rientrò. Ieri al 'Picco' è andata in scena praticamente lo stesso copione, con Serse Cosmi e Zdenek Zeman come spettatori interessati al risultato. I numeri e la vittoria dei gialloblu hanno però dato ragione, ancora una volta, a Grosso che dunque continua ad essere l'allenatore del Verona. Almeno fino al match di venerdì contro la Salernitana. Almeno fino alla prossima crisi.

SERIE A
Hellas, Grosso supera un altro ostacolo. E allontana le voci sul futuro
18.02.2019 13:19 di Tommaso Maschio
A La Spezia Fabio Grosso ha superato un altro ostacolo nella sua avventura sulla panchina dell’Hellas Verona cogliendo un successo che lo tiene in scia promozione e che allontana almeno per qualche settimana le voci di un esonero con Serse Cosmi e Zdenek Zeman pronti a prenderne il posto alla guida dei gialloblù. Non è la prima volta che il tecnico riesce a superare una crisi in queste prime 23 gare di campionato, ma finora la società ha scelto per la continuità nonostante più che i risultati (solo un ko nelle ultime 11 gare) a preoccupare sia il gioco e l’atteggiamento della squadra. Fino a quando durerà questa linea non è dato saperlo, ma per ora Grosso può continuare il proprio lavoro allontanando le nubi sul suo futuro e godendo della fiducia della sua squadra.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


GROSSO: «ORGOGLIOSO DEI RAGAZZI, ORA BISOGNA RIPETERSI VENERDÌ»
17/FEBBRAIO/2019 - 23:50
La Spezia - Le principali dichiarazioni dell'alllenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate al termine di La Spezia-Hellas Verona, 24a giornata della Serie BKT 2018/19.

«Sono contentissimo perché questo gruppo nel suo insieme, indipendentemente da chi abbia giocato o meno, ha dimostrato di avere gli attributi perché non era facile venire qui e fare la partita che abbiamo fatto, giocando a calcio e rimontando una gara in casa di una squadra che qui ha costruito le sue fortune. Faccio tantissimi complimenti ai ragazzi, che hanno dimostrato grandi qualità tecniche ma anche morali. Il gruppo? Abbiamo lavorato come sempre, ma non è stata una settimana semplice. C’era tensione, abbiamo sofferto, però oggi abbiamo fatto una grande partita dimostrando valori tecnici ma anche morali che sono fondamentali per costruire delel stagioni di livello. La mia settimana? Non mi sono mai sentito una vittima. Vivo tutti i momenti nello stesso modo perché credo nel mio lavoro e lo faccio con grande passione. E questo è un gruppo che ha dimostrato che, se sostenuto, riesce a fare cose importanti. Differenze con l'andata? E' stata una partita diversa. Devo fare grandissimi complimenti ai ragazzi perché all'inizio hanno faticato: sono orgoglioso di loro. Il gol di Mora? Penso che noi all'inizio della ripresa ci siamo divorati un gol altrettanto clamoroso, ma questo è un gruppo che ha qualità che è penalizzato dalla grande amarezza vissuta nella scorsa stagione. Dobbiamo fare di tutto per far sì che arrivi il sostegno che ad esempio c'è stato oggi da tutti i tifosi che ci hanno seguito. E venerdì vogliamo dare un altro segnale, perché altrimenti il risultato di stasera sarebbe quasi sprecato. Sassolini? Non ne ho, perché posso tenere la testa alta. Perché lavoro seriamente, sto con i ragazzi e conosco le loro qualità. Non è facile quando non c’è il pieno sostegno. Pazzini? Oggi c'era un clima importante dentro lo spogliatoio tra chi ha giocato e anche chi non ha giocato come ad esempio il nostro capitano: ci continuerà ad aiutare come ha sempre fatto finora. Gustafson? Ha qualità, poi è un ragazzo introverso caratterialmente ma ha delle doti grandi. Non sempre riesce a mettere le sue qualità in campo, ma oggi davanti alla difesa ha tirato fuori personalità. Vincere a La Spezia porta bene per la promozione? Nessuno mi ha chiesto di vincere il campionato a fine febbraio. Noi dobbiamo imparare a convivere con le pressioni quando queste si alzano, perché rappresentiamo una piazza importante e una tifoseria ambiziosa e sappiamo quella che è la nostra responsabilità, lottando fino in fondo per ottenere ciò che vogliamo».

GROSSO: «SONO CONCENTRATO SUL CAMPO E CREDO IN QUESTO GRUPPO. CON LO SPEZIA FONDAMENTALE UNA PRESTAZIONE CORAGGIOSA»
16/FEBBRAIO/2019 - 14:20
Peschiera - Le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate in vista di Spezia-Hellas Verona, 24a giornata della Serie BKT 2018/19.

«Il dopo Crotone? Per me è stata una settimana come le altre, in cui ci siamo allenati nel migliore dei modi. Domani giocheremo contro una squadra che sta bene, ha poche pressioni e molto entusiasmo e sta facendo grandi risultati. Noi ci siamo preparati per affrontare questa partita al meglio e sperando di portare a casa il risultato migliore. Le mie sensazioni come allenatore? A La Spezia bisogna fare una grande prestazione: non abbiamo l’obbligo di vincere, abbiamo l’obbligo di fare bene perché se siamo in grado di farlo possiamo portare a casa i punti. Conosciamo il mondo in cui viviamo, e chiedo ai miei ragazzi di esprimersi come sanno. Abbiamo sbagliato due partite, a Brescia e a Padova, mentre in altre abbiamo fatto la nostra gara portando però a casa meno di quanto avremmo meritato. I punti? Quello che succede fuori mi interessa poco, a me interessa quello che accade dentro lo spogliatoio e in campo. Credo in questo gruppo che ha tanta qualita ed è molto giovane. Ai ragazzi posso rimproverare solo due partite e in quel caso mi metto io davanti a loro. So che i risultati condizionano, ma loro devono fare le prestazioni che conoscono, e devono credere nel lavoro che stiamo facendo. Giorni difficili? Mi metto in discussione quotidianamente. l'ho fatto fin dal primo giorno che sono arrivato in questa città, sapendo quale fosse la mia grande responsabilità e conoscendo la passione che metto in quello che faccio. Lo Spezia? E' una squadra dotata di qualità e brillantezza. Hanno tante potenzialità e sono scorbutici come molti altri avversari. Ma, con rispetto, dobbiamo fare la differenza. L'obbligo di vincere? Io vado avanti come ho sempre fatto. Lavoro cercando di fare il meglio con questo gruppo perché, quando l'abbiamo fatto, spesso abbiamo portato a casa il risultato. Se mi sento delegittimato? Assolutamente no. I giocatori indisponibili? Siamo in 21 e questi dovranno provare a fare il risultato. Le parole del direttore sportivo? Raramente giudico, ognuno si prende la responsabilita delle proprie azioni. Voglio sottolineare però l'ottimo lavoro che ha fatto il d.s. costruendo una squadra con giocatori di qualità. Credo che questa squadra stia pagando anche delle conseguenze di errori non fatti da noi. I contatti con altri allenatori? Fa parte del nostro mondo, bisogna saper accettare queste cose perché fa parte del gioco. Io sono convinto di quello che faccio».

FONTE: HellasVerona.it


14 FEB 2019
COME UN GATTO IN TANGENZIALE
In quanto tifosi del Verona pensavamo di averle viste tutte. Invece no. Ci mancava Tony D’Amico e la sua simpatica band. L’attuale, mai presentato ds del Verona, si è immolato sull’altare delle brutte figure per salvare la panchina dell’amico Grosso. Il risultato ha prodotto uno dei pateracchi più incredibili della storia del Verona. Grosso resta, ma, come da dilettantesco comunicato, la gara con lo Spezia sarà “decisiva”. Nel frattempo è stato contattato Serse Cosmi, ma non solo. Cosmi ha trovato l’accordo, ma è in stand-by. In un colpo solo, insomma, si sono bruciati due allenatori.

Grosso è di fatto delegittimato. Che senso ha una fiducia a tempo con un altro allenatore che come un corvo aspetta sull’uscio? E cosa cambierà di sostanziale se il Verona vincesse con lo Spezia? Si pensa forse di ricucire con la piazza? Dopo quanto successo nell’ultima stagione, Setti non è più credibile. Non basta una gara per riportare entusiasmo a Verona. Quindi è presumibile che, anche andasse bene a La Spezia, poi Grosso avrebbe lo stesso destino di un gatto in tangenziale. Destino segnato anche per D’Amico, l’uomo che non ha paura di nulla. Neanche di affermare che il Verona non perde da dieci giornate dopo essere scivolato a nove punti dalla vetta. A D’Amico, infine, vorrei ricordare che l’unica gigantesca fake news riportata dalla nostra emittente in questi mesi e di cui ci scusiamo con i lettori e con i telespettatori, sono le sue dichiarazioni abbinate a quelle di Grosso in cui si annunciava di voler riportare entusiasmo tramite il gioco. Questa sì la più grande delle cavolate. Almeno fino alla prossima puntata.
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


12/02/2019 DI SALVIO IMPARATO
Hellas Verona, in caso di esonero Grosso spunta anche Zeman

A Verona in casa Hellas è caos, molti vogliono la testa di Grosso e la conferma-ultimatum non convince i tifosi a cui non dispiacerebbe un Malesani-bis, in lizza anche Donadoni e Zeman.
Fabio Grosso sarebbe all’ultima spiaggia, la sfida contro lo Spezia al Poli sarebbe l’ultima occasione per rilanciarsi all’Hellas Verona. Il quotidiano L’Arena analizza la situazione e conferma che in pole per la sostituzione ci sarebbero Aglietti e Serse Cosmi. Sulle pagine del quotidiane è partito anche un sondaggio, Aglietti è al momento allo 0% mentre clamorosamente la piazza sembra orientata verso Malesani, che vola al 60%. Le indiscrezioni confermano anche i nomi di Zeman e Donadoni.

DONADONI E ZEMAN
Maurizio Setti, presidente dell’Hellas Verona pare abbia fatto una telefonata di cortesia anche a Donadoni, che però risulta un profilo troppo impegnativo e soprattutto non interessato al club scaligero. Sempre secondo quanto riporta L’Arena, uno che accetterebbe l’offerta dell’Hellas è Zdenek Zeman. Il suo arrivo potrebbe rianimare il pubblico gialloblù, ma la sua storia recente parla di troppi fallimenti. Il mister comunque si era già incontrato a Pescara con il ds D’Amico in tempi non sospetti. Ora è tutto da verificare.

L’ARENA CONSIGLIA IL CAMBIO
Addirittura il quotidiano veronese da un consiglio al presidente dell’Hellas Verona: “Pensare di andare ai play-off con Grosso ancora in sella, sarebbe un errore madornale. Significherebbe dover superare l’avversario di turno ed anche l’ostilità di una piazza delusa dagli ultimi anni di gestione tecnica approssimativa. Se Grosso ha sbagliato molto e anche vero che il terreno era tutt’altro che fertile, ma già inquinato da chi c’era prima“. Vedremo come andrà a finire, intanto Spezia-Verona sarà decisiva.
SALVIO IMPARATO

FONTE: Zemaniano.com


NEWS
L’Arena controcorrente: “Il nome più caldo per un post-Grosso è Aglietti”
Secondo il quotidiano veronese, in caso di esonero di Grosso, non ci sarebbe solo Cosmi in lizza

di Redazione febbraio 12, 2019 - 11:01

Da giovedì il Verona va in ritiro. E se domenica a La Spezia non dovessero arrivare i tre punti la posizione di Grosso potrebbe risultare definitivamente compromessa.

L’Arena oggi ricalca quelli che potrebbero essere gli scenari in caso di esonero del tecnico romano. A detta di quasi tutti infatti sarebbe Serse Cosmi il nome più quotato per un eventuale subentro, ma secondo il quotidiano veronese non è l’unico. Il favorito infatti sarebbe Alfredo Aglietti, ex gialloblù di fine anni novanta con una parentesi poi anche al Chievo.

DONADONI E ZEMAN. Una telefonata di cortesia Setti l’avrebbe fatta anche a Donadoni, che però risulta un profilo troppo impegnativo e soprattutto non interessato al club scaligero. Sempre secondo quanto riporta L’Arena, un che accetterebbe l’offerta dell’Hellas è Zdenek Zeman. Il suo arrivo potrebbe rianimare il pubblico gialloblù, ma la sua storia recente parla di troppi fallimenti. Il mister comunque si era già incontrato a Pescara con il ds D’Amico in tempi non sospetti. Ora è tutto da verificare.

POCA VOGLIA DI CAMBIARE. Il Verona però non vorrebbe cambiare. Colpa della questione economica e della troppa incertezza sulla possibilità di una promozione. E allora si posticipa la decisione, in attesa di domenica sera.

Il quotidiano veronese però dà anche un consiglio al presidente Setti: “Pensare di andare ai play-off con Grosso ancora in sella, sarebbe un errore madornale. Significherebbe dover superare l’avversario di turno ed anche l’ostilità di una piazza delusa dagli ultimi anni di gestione tecnica approssimativa. Se Grosso ha sbagliato molto e anche vero che il terreno era tutt’altro che fertile, ma già inquinato da chi c’era prima“.

FONTE: CalcioHellas.it


IL PENSIERO DELL'ESPERTO DI MERCATO
PEDULLA': TENERE GROSSO CHE PROVOCAZIONE...
12/02/2019 10:54
Ecco cosa scrive Alfredo Pedullà, esperto di mercato, dopo la decisione di Setti di tenere Fabio Grosso sulla panchina del Verona.

"Ne abbiamo viste tante, ma evidentemente non ci sono limiti. Riepilogando: il Verona ha incontrato Cosmi a Carpi, trovando un accordo totale fino a giugno senza opzioni o vincoli, ma poi ha deciso di dare una chance a Grosso. Dal nostro punto di vista una provocazione, come se aspettasse le dimissioni di un allenatore sfiduciato in più occasioni e che non ha avuto la possibilità di rilasciare dichiarazioni, né alla vigilia della sfida col Crotone e neanche subito dopo. Noi crediamo sempre che alla base di un campionato vinto, perso o… pareggiato ci sia anche l’atteggiamento e l’equilibrio di una società. Ci hanno sempre insegnato che, quando un presidente incontra un altro allenatore rispetto a quello in carica, la svolta dovrebbe essere automatica. Il Verona decide di andare avanti fino a La Spezia, ci spiegheranno con quale stato d’animo Grosso riuscirà a lavorare fino al prossimo impegno".

FONTE: TGGialloBlu.it


Verona, fiducia a tempo per Grosso: Setti vuole De Biasi
del 12 febbraio 2019 alle 09:45

Gianni De Biasi è il sogno del Presidente Setti per la panchina del Verona. L'ex ct dell'Albania non pare intenzionato ad allenare in serie B.

FONTE: CalcioMercato.com


IL CASO
Cosmi alla finestra
L'ultima follia di Setti

12/02/2019 09:14
Un allenatore pronto ad essere esonerato e un altro già "prenotato". Vai avanti tu che mi scappa da ridere ci sarebbe da dire. Il Verona è nel caos totale. Ormai lo si è capito da tempo. Dopo la conferenza stampa di Tony D'Amico, nel pieno di una crisi nervosa, Setti non ha avuto il coraggio di esonerare Grosso, anche se nel frattempo si è accordato con Cosmi. Che senso ha tutto questo? Che modo di gestire il Verona è? Il rischio è di giocare una gara dal destino già segnato e di "bruciare" contemporaneamente anche Serse Cosmi, l'uomo scelto per tentare di riacciuffare una serie A che ormai sembra andata.

E Cosmi come avrà preso questa scelta? Veramente è così "disperato" da accettare di fare il tappabuchi di Grosso?

E poi: cosa cambierebbe se Grosso vincesse a La Spezia? Successivamente si tornerà al Bentegodi dove ormai la situazione si è completamente guastata e l'ambiente non ne può veramente più di questa farsa.

La scelta di non decidere è l'ultima follia di Setti.
GIANLUCA VIGHINI

FONTE: TGGialloBlu.it


Sbagliando, (non) si impara
By Stefano Pozza - 11 Febbraio 2019

Una città intera contro mister Fabio. Squadra con il tecnico, direttore sportivo legatissimo al tecnico, presidente indeciso, ma si continua.
Come se una partita servisse a cancellarne 22 deludenti, senza organizzazione, gioco e anima.
Adesso, dopo la brutta prestazione con il Crotone, arriva la proibitiva trasferta di Firenze dove i giocatori di mister Fabio dovranno fare il risultato pieno per salvare il tecnico e poi iniziare il percorso verso l’obiettivo prefissato.

Déjà vu!
Damiano Conati

FONTE: HellasNews.it


Al peggio non c’è mai fine se tifi e ami l’Hellas Verona
febbraio 11, 2019

Incredibile ma vero. Hai l’ok dell’allenatore che hai contattato (Cosmi, ndr) ma decidi comunque di andare avanti con un tecnico, mai amato peraltro dalla piazza, che non riesce ad ottenere i risultati sperati. Nemmeno questo basta per cambiare e voltare pagina. Pazzesco. Come se bastasse mandare in ritiro anticipato la squadra. E se a La Spezia domenica l’Hellas Verona vince o pareggia, tutti i problemi magicamente saranno risolti? La società così facendo ha comunque delegittimato Grosso, dandogli l’ultimatum per la gara in programma allo stadio Picco. Ci aspettavamo finalmente una presa di posizione netta e decisa da parte del n.1 di via Francia ma ancora una volta non è arrivata.

FONTE: HellasLive.it


VISTO DA NOI
11 febbraio 2019 - 20:55
Questo film lo conosciamo a memoria
Il Verona va avanti con Grosso, nonostante tutto. Un copione già letto

di Matteo Fontana, @teofontana

Il tranquillo lunedì di paura del Verona si chiude con la conferma di Fabio Grosso. Un altro ultimatum, in realtà, per lui, ma dai contorni bizzarri, visto che la dirigenza dell’Hellas ha già raggiunto l’accordo con Serse Cosmi. Comunque sia, alla fine, la montagna ha partorito il topolino, per cui i gialloblù andranno avanti così fino a La Spezia.

Questo film lo conosciamo a memoria. Nel 2015 il ciclo di Andrea Mandorlini si era esaurito, per fisiologica consunzione. Ci vollero 6 punti in 14 partite per decidere di cambiare guida tecnica. Gigi Delneri non riuscì nel miracolo, il Verona andò a fondo: fu Serie B, e l’inedito “paracadute” contribuì a evitare guai peggiori.

Con Fabio Pecchia, poi, ci abbiamo fatto il callo. Dopo un 2-3 con il Bologna in casa gli venne dato tempo per un’ultima prova. Il Verona sbancò Reggio Emilia: 2-0 al Sassuolo, complimenti a tutti. Pecchia “governava” una squadra costruita a zero euro, piena di equivoci e di scommesse, suppergiù una chiatta a rischio perenne d’avaria, non una corazzata che dovrebbe navigare con il vigore di una regina del mare della B, come quella di oggi. La rotta parve persa definitivamente quando il Crotone (vedi un po’ te) maramaldeggiò al Bentegodi, vincendo per 3-0. Francamente, era quello il momento per cercare di variare, per tentarci, perlomeno, per non dire non aver cercato di fare tutto il possibile.

Setti diede l’okay alla conferma di Pecchia, che poi fu bravissimo nella costruzione del 4-1 del Verona a Firenze, ma non invertì il senso della storia. Resta il fatto che l’Hellas, gruppo modesto e senza qualità, tra i più raffazzonati della Serie A nell’ultimo decennio – no money, no party –, a essere generosi, affondò in B, e che la tifoseria, arrabbiata per l’inazione della proprietà, s’inferocì contro il tecnico e Setti, che adesso paga, (anche) quei tentennamenti.

Ci tocca rileggere il medesimo copione. Non c’è due senza tre. Il finale sarà diverso? O meglio, se il Verona saprà vincere con lo Spezia raggiungerà, con Grosso, la promozione, diretta o via playoff? Ci permettiamo di essere perplessi, sebbene il calcio sia un mistero senza fine bello, perché il finale l’abbiamo già visto altre volte. Chissà che non sia diverso. I latini dicevano: “Spes ultima dea“. Il discorso è che siamo nel 2019…

FONTE: Hellas1903.it


SETTI HA DECISO DI NON DECIDERE
SOLITA FARSA GROSSO RESTA
11/02/2019 18:35
La solita farsa come purtroppo tante volte s'è visto in passato. Allenatore in bilico, sostituto cercato, forse contattato, poi la decisione: allenatore confermato. Una volta era Pecchia, ora Fabio Grosso. Nemmeno i nove punti dalla prima, l'ennesima prova incolore, l'ennesimo pareggino insapore, hanno convinto Setti a esonerare il tecnico e con lui D'Amico.

Grosso resterà per un'altra gara, quella dell'ultima spiaggia. Spezia sarà il capolinea oppure il trampolino. Come se bastasse una gara e non il bilancio di un lavoro a decretare la permanenza di un tecnico su una panchina. Nello scorso campionato il Verona vinse a Firenze dopo la scoppola con il Crotone e poi crollò. A Setti la lezione non è servita.

Ecco il comunicato ufficiale: "L'Hellas Verona FC, nell'informare che la squadra anticiperà a giovedì il ritiro pre partita, comunica di aver confermato Fabio Grosso e il suo staff alla guida della prima squadra in vista della decisiva gara contro lo Spezia".

FONTE: TGGialloBlu.it


HELLAS VERONA FC - NOTA UFFICIALE
11/FEBBRAIO/2019 - 18:45
Verona - L'Hellas Verona FC, nell'informare che la squadra anticiperà a giovedì il ritiro pre partita, comunica di aver confermato Fabio Grosso e il suo staff alla guida della prima squadra in vista della decisiva gara contro lo Spezia.

FONTE: HellasVerona.it


Fabio Grosso fai le valigie
febbraio 10, 2019

È il coro che i tifosi dell’Hellas Verona hanno rivolto durante ed al termine della partita contro il Crotone, all’allenatore gialloblù

FONTE: HellasLive.it


Ecco perché è giusto cambiare tecnico
By Redazione - 11 Febbraio 2019

D’Amico a fine gara ci mette la faccia: “Accettiamo tutte le critiche corrette e oneste”, dice. Bene, cerchiamo di essere più onesti possibile nel dire che contro il Crotone, il Verona messo in campo da Grosso non ha avuto nessuna idea di gioco.

Nel primo tempo, tolta l’occasionissima in avvio di Zaccagni, l’Hellas ha giocato 45 minuti vuoti, senza idee e senza un tiro nello specchio della porta. La ripresa è iniziata peggio e soltanto l’espulsione di Rohden e il crollo fisico del Crotone hanno fatto risorgere un Verona che ha prima pareggiato e poi quasi vinto. Ma appunto, quasi.

Se questa disamina tecnica non bastasse per far capire quanto il film Hellas sia carente del regista, nonostante i suoi moltissimi buoni attori, andiamo a riascoltare le parole del diesse D’Amico a fine gara: “La difficoltà maggiore è quella di avere serenità”. E la serenità di ambiente, tifosi, addetti ai lavori, giornalisti, dirigenti e giocatori la danno i risultati. Se i risultati non arrivano per i più svariati motivi, che ora non ci interessano, è più che mai necessario avere sia nella stanza dei bottoni che in panchina, personaggi di polso, capaci di reggere le critiche, anche feroci, le pressioni che non portano la serenità sperata, capaci di fare da scudo per i giocatori, in grado di metterci la faccia con responsabilità e autorevolezza. Figure così in questo Verona mancano e allora è ancora più difficile sperare di risollevarsi. Senza gioco e senza il carattere e l’esperienza per reggere il peso dell’esigente piazza scaligera, non ha davvero senso continuare.

D’Amico accetti che Grosso è stato un grosso errore e riparta con un condottiero dalle spalle larghe, anche più larghe delle sue. Per far sì che il film di questa stagione prenda la svolta giusta verso il lieto fine.
Damiano Conati

FONTE: HellasNews.it


SERIE B
GLI ERRORI CHE HANNO DEMOLITO GROSSO
07/02/2019 08:26
Un impasto tra presunzione e inesperienza. Il Verona che doveva essere la corazzata del campionato veleggia in zona play-off ma ha già fallito il principale obiettivo dopo lo schifo della scorsa stagione. Riconquistare i tifosi. Fabio Grosso sta ripercorrendo in peggio le gesta del predecessore Fabio Pecchia che, almeno, in serie B aveva fatto vedere a tratti un buon calcio e aveva ottenuto la promozione. Ma quali sono stati gli errori di Grosso?

1) LA COMUNICAZIONE. Stantia, debole, un disco rotto. Grosso non entra mai nel merito, non parla mai di calcio. Proprio come Pecchia. Un copione già scritto. Prima della gara le sue parole sono piene di buoni propositi, dopo la gara di rimpianti. Mai una frustata, mai un cambio di passo nella narrazione. A tratti però emerge un carattere permaloso. Non trasmette carica nè alla squadra nè ai tifosi.

2) IDEA DI CALCIO. Ancora oggi ci si chiede come gioca il Verona. La squadra non ha mai un cambio di passo, un guizzo. Il gioco di Grosso, legato a un 4-3-3 statico, prevede un possesso palla lunghissimo e lento al fine di cercare varchi negli avversari. Un gioco che alla lunga è diventato prevedibile oltre che stucchevole. In fase di non possesso il Verona è un disastro. Non si lavora sulle coperture preventive, il pressing è un'optional. La difesa è esposta a contropiedi devastanti e prende gol a grappoli anche sulle situazioni da fermo.

3) I RUOLI. Un'idea di Grosso è che tutti sono utili ma nessuno indispensabile. Una balla colossale. Cosa sarebbe stato il Verona di Mandorlini senza Toni? Questa idea ha portato alla panchina di Pazzini, il gioiello della squadra, uno dei pochi leader che potrebbero fare la differenza. Grosso non ha mai cercato di risolvere il rebus che lui stesso (con la complicità di D'Amico) ha creato: il dualismo con Di Carmine. Non solo. Per mesi abbiamo visto Dawidowicz piazzato in mezzo al campo e Marrone in difesa. Centrali difensivi andare sulle fasce e centrocampisti ruotati come figurine. Insomma un gigantesco "casino" che ha palesamente svuotato di motivazioni tanti giocatori (si prenda Laribi, ormai un fantasma) e la squadra di certezze.

4) IL BUNKER. Non è un aspetto secondario. Grosso crede di essere alla Juventus dove ha lavorato un anno e ha blindato tutti gli allenamenti, aprendoli solo in alcune occasioni sporadiche. E' incredibile che la società non sia intervenuta su questo aspetto, fondamentale, per il rapporto tra l'Hellas e la sua gente. Invece di "nutrire" la squadra con l'entusiasmo e l'affetto dei tifosi, Grosso continua imporre queste assurde sedute a porte chiuse. Il risultato è che il Verona è sempre più lontano dalla sua gente, così come la società aliena ormai completamente dal tessuto sociale.

5) LO STAFF. Grosso si è portato uno staff elefantiaco che però non ha prodotto risultati. La condizione atletica, visti i ritmi, è insufficiente, gli infortuni muscolari una costante. Non c'è nemmeno studio degli avversari nè capacità di leggere la partita in corso. In mezzo, tanta inesperienza, tante scelte poi rimangiate, una confusione generale che si ripercuote poi sulle prestazioni. Ovviamente ampiamente insufficienti.
GIANLUCA VIGHINI

FONTE: TGGialloBlu.it


L’arte di saper allenare: Braglia un maestro. Grosso: tante risorse e zero risultati
Da Alessio D'Errico il 4 Febbraio 2019 alle 11:15
L’arte di saper allenare: in qualsiasi categoria, a qualsiasi latitudine, con qualsiasi approccio e con le più variegate idee. Chi studia per farlo, chi lo ha nel DNA, chi si ritrova in panchina per caso o chi prosegue per inerzia una carriera da calciatore, che sia di alto o di basso livello.

In questa Serie B di diversità in quanto ad allenatori ce n’è molta ed il campo, giudice supremo di questo sport, parla sempre in modo chiarissimo e dà sempre la soluzione ad ogni problema. In questa Serie B, inoltre, ci sono i tecnici come Piero Braglia: anni 64 di cui 20 su una panchina. Una gavetta enorme, infinita, molte soddisfazioni in C, la B con Frosinone e Juve Stabia, le chances con Lecce ed Alessandria ed il capolavoro col Cosenza. Capolavoro che non si è ultimato con la promozione in Serie B tramite l’inferno dei playoff ma, anzi, che è iniziato da quella magica notte per i Silani. Con una difesa confermata, un centrocampo puntellato solo a gennaio ed un mix di attaccanti mai decisivi, eccezion fatta per qualche exploit, nella loro carriera in Serie B, il buon Braglia sta tenendo a galla il Cosenza con abnegazione, idee, garra, gruppo, fame, voglia. I rossoblù sono lo specchio del tecnico ed a Cosenza i tifosi, a prescindere dal risultato, possono lasciare il Marulla sapendo che i calciatori hanno grondato sudore per la maglia che indossano, per 90 minuti, per tutto il campionato.

In questa Serie B, poi, ci sono tecnici come Fabio Grosso: dalla grande carriera da calciatore alle spalle, da eroe di Berlino, da Campione del Mondo, dalla grande volontà, dalle grandi squadre, dai pessimi risultati. Non un’idea, non una trama, non una continuità di risultati, non una coerenza. Che sia il Bari, squadra di livello che si è affannata per raggiungere i playoff persi col Cittadella, o il Verona, corazzata proveniente dalla Serie A con una coppia d’attacco da, numeri alla mano, 50 gol in due. Il cammino del Verona prosegue senza acuti ma, dato l’equilibrio del campionato di Serie B, ancora in lizza per qualsiasi posizione. Gli scaligeri hanno tutte le carte in regola per vincere ogni partita ma nelle ultime 4 gare tra Foggia, Padova, Cosenza (vedi Braglia) e Carpi, sono stati raccolti solo 3 punti ed una cocente umiliazione nel derby col Padova fanalino di coda. Poco, pochissimo, nulla per il Verona.

In questa Serie B ci sono allenatori ed allenatori: gavetta, esperienza, riscatto, freschezza, intoccabilità, intuito. Il parco allenatori della cadetteria è ricco e variegato ed i Braglia ed i Grosso, per caratteristiche, rappresentano due categorie diverse di allenatori.

FONTE: PianetaSerieB.it


Da “Siamo in crescita” a “Abbiamo ampi margini di miglioramento”
febbraio 4, 2019

Le speranze dei tifosi dell’Hellas Verona, col passare delle giornate, diventano sempre più flebili. I gialloblù faticano troppo ad ingranare, anche se le dirette concorrenti non hanno ancora creato del tutto il solco, ed i numeri della squadra scaligera non riescono proprio a far pensare positivo il popolo veronese. Intanto sono già cinque i punti in meno rispetto all’andata, trend che ha fatto scivolare al sesto posto l’Hellas Verona. Ma una delle cose che più stona, non solo a detta dei tifosi, sono le conferenze stampa pre e post partita. Un copione già sentito purtroppo. Troppe volte. Da mesi. Se con Pecchia il motivo dell’anno scorso era “Siamo in crescita” quest’anno con Grosso in panchina siamo passati a “Abbiamo ampi margini di miglioramento”. Arrivati però alla terza giornata del girone di ritorno, tutto ciò non si è ancora visto. La rosa allestita tra l’estate e l’inverno dal ds D’Amico ha tutto per rendere decisamente di più. Ora spetta solo al tecnico Fabio Grosso, mai messo in discussione dal presidente Setti nemmeno dopo la brutta figura di Padova, ottenere risultati. Questa è l’unica soluzione per far ricredere i più e centrare l’obiettivo stagionale che è, come più volte è stato sottolineato dal club, il ritorno in Serie A.

FONTE: HellasLive.it


GROSSO: «PROVATO A VINCERLA, MA CI SIAMO COMPLICATI LA VITA DA SOLI»
02/FEBBRAIO/2019 - 18:05
Carpi - Le principali dichiarazioni dell'alllenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate al termine di Carpi-Hellas Verona, 22a giornata della Serie BKT 2018/19.

«La partita? Se c'è una squadra che ha provato a vincerla è la nostra, purtroppo ci siamo complicati la vita nel primo tempo e usciamo dal campo con un punto. Le occasioni? Non meritavamo di uscire al'intervallo sotto di un gol, avevamo creato le nostre occasioni una su tutte con Di Gaudio. Nel secondo tempo avremmo potuto sfruttare con più malizia le nostre opportunità. Vitale? Ha giocato con personalità, mi è piaciuto nell'atteggiamento. Ho preferito iniziare con Lee e Di Gaudio esterni perché abbiamo attaccato gli spazi con profondità e siamo effettivamente riusciti a metterli in difficoltà. Una volta inserito Matos, ho preferito tenere un giocatore dietro che aiutasse il centrocampo che su un terreno così pesante poteva andare in difficoltà. Perdere punti? Io credo in questa squadra, sono sicuro che riuscirà a colmare anche queste lacune. Il Carpi? Sapevo che avrebbe chiuso tutti gli spazi, sperando di prenderci in contropiede».

GROSSO: «A CARPI PER ASSUMERCI SUL CAMPO LE NOSTRE RESPONSABILITÀ»
01/FEBBRAIO/2019 - 15:00
Peschiera - Le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate in vista di Carpi-Hellas Verona, 22a giornata della Serie BKT 2018/19.

«I nuovi acquisti? Sono molto soddisfatto, penso che il direttore abbia fatto un ottimo lavoro: la squadra è composta da tanti interpreti bravi, c'è qualità nei ragazzi giovani che possono essere supportati da quelli più esperti e quindi abbiamo tutte le caratteristiche per fare un campionato importante, siamo consapevoli delle responsabilità che abbiamo e desideriamo assumercele tutte sul campo. Un possibile esordio dei nuovi? Li vedrò oggi, ma si sono allenati fino a pochi giorni fa con la squadra di cui facevano parte quindi stanno bene. Da questa rosa ampia farò le scelte per Carpi, dove abbiamo la volontà di fare risultato pieno. Analogie tra la vigilia col Padova e questa con il Carpi? Sono entrambe squadre che hanno cambiato abbastanza: siamo all'oscuro di ciò che potranno fare ma sarà invece determinante quello che potremo fare noi. Perché con il Cosenza è stata una buona gara per 80 minuti, mentre gli ultimi 10 mi hanno fatto arrabbiare perché andare a compromettere una partita che avremmo meritato di portare a casa per errori che non possiamo permetterci di fare. Come si fa a stare sul pezzo per 90'? Questo è un gruppo che non ha ancora raggiunto la maturità completa che ti consente di avere quella continuità che ci avrebbe fatto occupare posizioni più alte in classifica. La realtà dice che abbiamo fatto un punto nell'ultima gara e una bruttissima partita nella penultima, però io credo che ci siano ottime basi da cui ripartire per preparare la gara di Carpi. Preoccupazione? No, sono consapevole di quello che sappiamo fare e sono convinto che riusciremo a farlo. Mi piace prendermi le mie responsabilità, abbiamo una buona rosa e con questa dobbiamo fare risultati importanti. Come è cambiata la squadra? Quelli nuovi sono ragazzi con qualità, che dobbiamo essere bravi a saper sfruttare per raggiungere i nostri obiettivi. L'obiettivo è chiaro e dichiarato, non ci spaventa, ma nell'immediato dobbiamo pensare di fare una grande partita a Carpi. Almici? Ad Alberto mandiamo ancora una volta un grande abbraccio, il gruppo gli è stato vicino e mi auguro che presto possa tornare con noi. Intanto spero che riusciremo a fargli un piccolo regalo domani in un momento difficilissimo per lui».

GROSSO: «BLACK OUT CHE FANNO MALE, PERSI DUE PUNTI PER DEMERITI NOSTRI»
28/GENNAIO/2019 - 23:50
Verona - Le principali dichiarazioni dell'alllenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate al termine di Hellas Verona-Cosenza, 21a giornata della Serie BKT 2018/19.

«La partita? E' abbastanza complicata da commentare, avevamo meritato di stare in vantaggio e di portarla a casa. Poi c'è stato un black out che non dovevamo avere e che abbiamo pagato, non possiamo perdere due punti così. Io sono dispiaciuto invece che preoccupato, perché per 80' non abbiamo concesso occasioni da gol. Purtroppo le partite si decidono nei momenti chiave, con carisma e carattere. La promozione? E' un obiettivo e abbiamo le qualità per raggiungerlo, dobbiamo colmare un gap che non sono le qualità tecniche ma bensì caratteriali, quelle che oggi non ti permettono di uscire con una vittoria dal campo. Risultati altalenanti? Nelle ultime otto partite abbiamo perso una gara, ma questo non significa che oggi non avremmo voluto vincere. Non possiamo regalare due punti in una partita del genere. Ritiro? Ai ragazzi posso rimproverare il finale, non dobbiamo fare una cosa del genere dopo aver fatto fatica e speso tanto. Eravamo stati bravi a portarla sul 2-0, anche i ragazzi sono delusi, è inutile sbraitare dopo perché è sempre troppo tardi. Bianchetti e Di Gaudio? Matteo è stato temprato dall'infortunio, ha grande entusiasmo e voglia di fare bene e sono contento della partita di entrambi, semplicemente avrei voluto commentare un altro finale. Più che merito del Cosenza è demerito nostro di non essere rimasti concentrati fino al 90'. E questo è un grande dispiacere. Rotta da correggere? Cercheremo di battere ancora di più, sono convinto che le qualità ci siano, questa squadra deve fare meglio nei momenti chiave, gli interpreti ce li abbiamo. Stasera su quella punizione e quel calcio d'angolo ho visto poca attenzione di una squadra che voleva vincere ma forse non con la giusta cattiveria e determinazione. Siamo delusi e arrabbiati. Cosa manca al Verona? Stasera mancano due punti, che non abbiamo preso per demeriti nostri».

GROSSO: «RABBIA E CATTIVERIA PER ESALTARE LE NOSTRE QUALITÀ E TORNARE A VINCERE»
27/GENNAIO/2019 - 14:20
Peschiera - Le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate in vista di Hellas Verona-Cosenza, 21a giornata della Serie BKT 2018/19.

«Palermo in crisi? Anche noi veniamo da una brutta battuta di arresto, gli stop fanno male ma devono diventare utili per migliorare rispetto a come si era prima. In settimana ci siamo confrontati e vogliamo essere bravi a fare sì che una gara simile non ricapiti più, specialmente quando si viene da un periodo positivo. Vogliamo tornare subito a fare una grande prestazione contro il Cosenza, penso che alla lunga le squadre che arriveranno lontano saranno quelle che avranno maggiore continuità e proprio la continuità è ciò che dobbiamo ritrovare. Cosenza? Squadra che viene da un periodo positivo, che si sa difendere e che è molto solida. In ripartenza sono molto validi e non possiamo assolutamente permetterci di prendere sottogamba le gare. Come sta la squadra? Siamo usciti da Padova con qualche acciacco, ma mi auguro di poter avere tutti a disposizione tranne Crescenzi e Kumbulla. Di Gaudio? Ha energia ed è carico, è quello che ci serviva per pensare sempre in modo positivo, c'è bisogno della forza di tutto il gruppo per arrivare lontano. Abbiamo qualità e il giusto mix tra giovani ed esperti, ma la gara di Padova, per la quale mi assumo le mie responsabilità, ci insegna che senza la giusta rabbia e cattiveria non si va da nessuna parte. Ci sono poi diversi ragazzi, giovani, che hanno tutte le caratteristiche per fare bene e, se sostenuti, per fare ancora meglio. Certo, se siamo quelli di Padova è difficile meritarsi il sostegno della gente, e anche su questo dobbiamo lavorare. Cercherò in ogni gara di mettere in campo gli undici giocatori che reputo più in forma per la gara, vogliamo fare bene e tornare a vincere».

FONTE: HellasVerona.it


SETTI E D'AMICO VANNO AVANTI COSI'
Grosso non si tocca c'è massima fiducia
22/01/2019 09:50
Si va avanti così: Grosso non si tocca. Setti, D'Amico e Barresi non hanno messo minimamente in discussione il tecnico che rimane saldo sulla panchina gialloblù. Il clamoroso 3-0 di Padova non ha minato la fiducia verso Grosso.

L'Hellas non ha mai convinto in questo campionato. Prestazioni sempre altalenanti, scelte tecniche discutibili, fase difensiva assente e soprattutto si avverte ancora la mancanza di un'impronta di gioco. La squadra appare senza identità.

I dirigenti gialloblù però sono fiduciosi: secondo loro Grosso è l'uomo giusto e la rosa a disposizione è di altissimo livello. A giugno prevedono la promozione in Serie A: avranno fatto i conti giusti?

FONTE: TGGialloBlu.it


GROSSO: «SONO DELUSO, LE NOSTRE MOTIVAZIONI DEVONO ESSERE SEMPRE SUPERIORI»
20/GENNAIO/2019 - 18:35
Padova - Le principali dichiarazioni dell'alllenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate al termine di Padova-Hellas Verona, 20a giornata della Serie BKT 2018/19.

«È stata una brutta partita, conoscevamo l’avversario e non abbiamo usato le armi che servivano. Abbiamo fatto la partita nella maniera sbagliata, sofferto duelli e tutto quello che poteva metterci in difficoltà. Non abbiamo messo in campo le qualità che servono per vincere questo campionato. Peggio di Brescia? I paragoni sono inutili, abbiamo sofferto dalle ripartenze ai duelli facendo anche errori grossolani nei gol. Mi auguro possa servire da lezione a partire dalla prossima gara. Il centrocampo? Non sono queste le caratteristiche che ti fanno fare risultato, questa sconfitta brutta ce la dobbiamo portare dietro perché non possiamo prescindere da cattiveria e rabbia. Le nostre motivazioni devono essere sempre più grandi degli avversari, e questa per me è una delusione. Non basta provare a giocare se dentro il campo non metti la determinazione pr provare a vincere i duelli contro un avversario che ha fatto meglio di noi. Io sono responsabile della squadra e sono il primo che si sente colpevole della prestazione: rappresento questi ragazzi nel bene e nel male e sono convinto delle loro qualità che però non bastano da sole in un campionato come questo. Crollo nella ripresa? Nell’intervallo ci siamo detti che eravamo sotto ritmo e avevamo sofferto per nostri errori, invece già nei primi cinque minuti del secondo tempo se possibile abbiamo fatto ancora peggio. Conoscevamo bene le insidie e ci siamo fatti sorprendere da quelle. La vittoria del Padova arriva dalla loro maggiore determinazione e questa è la cosa negativa per noi».

GROSSO: «PADOVA? CI SEGUIRANNO IN TANTI, IMPORTANTE PARTIRE BENE NONOSTANTE LE INSIDIE»
18/GENNAIO/2019 - 15:30
Verona - Le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate in vista di Padova-Hellas Verona, 20a giornata della Serie BKT 2018/19.

«La sosta? Stavamo avendo un trend positivo, ci sarebbe piaciuto proseguire ma come tutti avevamo bisogno di staccare. Ora l'intenzione è di ripartire da dove ci siamo fermati, perché ci siamo allenati bene, abbiamo faticato e stiamo costruendo qualcosa di bello. Per continuare sappiamo che c'è la necessità di ottenere risultati positivi, dunque abbiamo intenzione di andare a Padova per fare risultato pieno, conoscendo le grandi insidie di questa partita. Il Padova? Li conosciamo e sappiamo che hanno qualità e che si sono rinforzati tanto con giocatori che possono fare bene in questo campionato, noi dovremo essere bravi a gestire tutto questo e a sfruttare i limiti altrui. Ogni avversaria è difficile da affrontare e questa lo sarà altrettanto, perché è tanto tempo che il Verona non riesce a fare risultato pieno a Padova e perché si tratta di una squadra che non credo meriti la classifica che ha. La cosa determinante è quello che sentiamo dentro di noi: una grandissima esigenza e responsabilità di fare una bella prestazione, anche perché ci saranno molti tifosi che ci seguiranno. Ripartire con il piede giusto potrebbe significare tanto per questo girone di ritorno. Il nostro obiettivo rimane sempre lo stesso e sappiamo di avere le qualità per centrarlo, ma alle volte non basta e per questo serve pretendere tanto da noi stessi, ricercare il miglioramento continuo e sentire di rappresentare una città e una tifoseria molto importanti. Queste non devono essere pressioni ulteriori, ma stimoli per continuare a fare le prestazioni che abbiamo fatto nelle ultime uscite. Calvano e Cherubin? Due ragazzi a cui abbiamo fatto l'in bocca al lupo, ci farà piacere rivederli perché sono stati esemplari come tutti in questo periodo insieme. Ovviamente li troveremo come avversari e avranno molta voglia di fare bene, mentre noi abbiamo intenzione di continuare a fare quello che abbiamo fatto finora. Ho fatto i migliori auguri anche a Caracciolo, ma il calcio è fatto anche di questo e alcune volte accadono opportunità per entrambe le parti. Faraoni invece si è aggregato da poco con il gruppo ma è un ragazzo in cui crediamo molto. Le condizioni dei gialloblù? È ancora fuori Crescenzi per un infortunio molto fastidioso, lui ha molta voglia di rientrare e spero di riaverlo presto. Purtroppo giovedì si è fermato anche Danzi, che ha avuto una distorsione alla caviglia e non credo sarà a disposizione. Negli scorsi giorni ha avuto qualche problema anche Eguelfi, vedremo se riuscirà a esserci, mentre gli altri sono tutti abili e disponibili. Il mercato? Abbiamo tanti giocatori per fare bene il campionato, se arriverà qualcuno sarà per arricchire questa rosa anche se non credo sia una cosa semplice. Io ho grande rispetto per i ragazzi, perché credo che possiamo fare bene con la nostra rosa attuale. Pazzini? Non c'è nemmeno più bisogno di descrivere le sue qualità, è stato protagonista di bellissime prestazioni nelle ultime partite anche perché è contorniato da tanti ragazzi che lo hanno aiutato a fare bene, da tanti altri che danno sempre molto quando entrano dalla panchina e perché questo gruppo punta solo al bene comune e all'obiettivo di squadra».

FONTE: HellasVerona.it


L'ALLENATORE RISPONDE AL SONDAGGIO
Grosso: Verona va in A Palermo rimane in B
04/01/2019 12:41
Il Lecce di Liverani, con 12 voti su 19, risulta essere la squadra "sorpresa" del campionato. Mentre il centrocampista del Brescia, Sandro Tonali, è il calciatore rivelazione con 6 voti. E' il risultato del sondaggio tra i 19 allenatori della Serie B de “Il Quotidiano del Sud”.

Il Palermo sarà sicuramente promosso in Serie A secondo 18 allenatori. L’unico che non ha votato in favore dei rosanero è Fabio Grosso. 12 voti per l'Hellas, considerata potenzialmente la seconda promossa. Per la terza in A se la giocano Lecce e Brescia (7 voti).

Fabio Grosso ha dato risposte "curiose" rispetto ai suoi colleghi. Oltre ad aver dimenticato il Palermo, capolista a 37 punti, come squadra che sarà promossa in Serie A (l'allenatore del Verona ha risposto con il terzetto formato da Brescia, Lecce e lo stesso Hellas), Grosso ha indicato come giocatore rivelazione della Serie B i due giovani del Verona Danzi e Tupta (pochi minuti per entrambi in tutta la stagione). Mentre la squadra "sorpresa" per Grosso è lo Spezia, attualmente ottavo a 26 punti.

FONTE: TGGialloBlu.it


GROSSO: «SU MATOS RIGORE SOLARE. DIFFICILE GIOCARE, GARA CONDIZIONATA DA EPISODI»
30/DICEMBRE/2018 - 16:10
Foggia- Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso rilasciate al termine di Foggia-Hellas Verona, 19a giornata di Serie BKT 2018/19.

«Bella partita? Sì, ma nella ripresa c’è stato più di qualche episodio che ha condizionato questa gara ed è un grande rammarico perché, nel momento in cui avremmo potuto chiuderla, qualche scelta poteva e doveva essere diversa. Eravamo venuti qui per vincere, portiamo a casa un punto complice anche qualche scelta arbitrale. Il rigore su Matos e il fallo su Almici? Sapevamo che l’avrebbero messa anche sotto questo punto di vista, siamo riusciti a rimanere in partita ma ci sono episodi clamorosi che sono stati decisi in maniera diversa. Sappiamo benissimo che le partite possono essere indirizzate dagli episodi e il rigore su Matos era solare. Punto importante? Il Foggia ha qualità, a tratti noi ci siamo intimoriti e avremmo dovuto fare meglio, ma è un punto ottenuto su un campo difficile e che ci permette di continuare nella striscia positiva. Il mio allontanamento? L’arbitro non mi ha detto nulla. Non mi ha entusiasmato la gestione della ripresa, noi siamo venuti qui per giocare la partita e determinati episodi l’hanno indirizzata. Perché quando il portiere atterra con entrambi i piedi sulla linea dell’area e il braccio davanti al corpo diventa complicato decidere sul non fallo. Loro avevano davanti giocatori di qualità e sono riusciti a creare occasioni, ma se determinati episodi fossero stati gestiti in maniera diversa saremmo stati anche in grado id portare a casa la vittoria. Pazzini provocatore? Non sono d’accordo e non condivido. La partita da allungare per perdita di tempo? Semmai sarebbe stata da allungare perché abbiamo un ragazzo, Almici, da portare in ospedale visto che in occasione del 2-2 è uscito dal campo e dovremo mettergli 4-5 punti di sutura al labbro. A me non piace fare teatrini, ma sono l’allenatore del Verona e devo tutelare la mia squadra: mi piacerebbe improntare le partite sotto il punto di vista del gioco ma a tratti oggi non è stato possibile. Il nostro obiettivo è quello di crederci e applicarci quotidianamente per riportare entusiasmo: ci siamo accorti che quando una squadra è sospinta fortemente dalla gente che le vuole bene risulta più facile essere protagonisti in campo. E siamo contenti perché c'erano tanti tifosi che ci hanno accompagnati qui e ci hanno sostenuto. Mi auguro che presto riusciremo a ricreare un clima bollente anche nel nostro stadio».

FONTE: HellasVerona.it


28 DIC 2018
PAZZINI, SETTI, SENECA E LE “LEZIONI” DI GROSSO
Ora sembrerebbe perfino tutto ovvio. E infatti lo è. Tranne (sembra) che per Grosso, che in sala stampa – tra un congiuntivo sbagliato e l’altro – minimizza QUEL fatto, IL fatto, che vive, luccica ed esplode fragoroso di luce propria. Parla (tanto, troppo) d’altro, Grosso. Dei giovani, dell’anima, del gruppo, dell’ambiente ostile e banalità varie. Pure della stampa, che – dice il nostro, improvvisandosi professore di giornalismo che neanche Bob Woodward, Carl Bernstein, Indro Montanelli e Leo Longanesi insieme – deve essere meno pessimista. Roba da Pulitzer, ecco spiegata dopo secoli la funzione del quarto potere: non essere pessimista. L’avesse saputo, che so, Oriana Fallaci, ecco forse si risparmiava un sacco di guai.

Pazzini non è dibattito, è sentenza. Inappellabile, indiscutibile. Dinanzi a lui si tace e ci si inchina. Ecco, forse non lo insegnano più a Coverciano, dove la “new generation” di allenatori che sembrano tutti uguali (è il fordismo standardizzato tecnico-tattico, bellezza!) probabilmente crede di avere inventato il calcio e in un riflusso tardivo di sacchismo mette il modulo davanti ai giocatori, in un avanzo di anti-luddismo pone la macchina davanti all’uomo, in un’illusione di guardiolismo scimmiotta Guardiola mentre Guardiola ha già cambiato.

Grosso dice che lui non prende ordini. Non capisco l’esigenza di doverlo specificare. Gli crediamo e ne prendiamo atto, ci mancherebbe, ma Pazzini è un caso che Setti, volente o nolente, trascina da due stagioni. Lo ha creato e alimentato lui, inopinatamente e inspiegabilmente. E ancora oggi il presidente non dà spiegazioni. Come peraltro su mille altre cose.

Resta la bellezza stasera del “nostro Verona” (Pazzini per spirito, umiltà ed educazione lo rappresenta appieno) che torna a sorridere e a vincere. Resta pure la sensazione che “l’altro Verona”, quello che non ci appartiene (sapete a cosa e chi mi riferisco), un po’ intimamente rosichi. Resta la rivincita di un vecchio campione che con la classe (in campo e fuori) ha zittito – ancora una volta – le oche starnazzanti, servili, conformiste. E pure contorsioniste, talmente si dannano per difendere l’indifendibile.

“La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l’opportunità” scrisse Seneca. Pazzini non solo deve giocare, ma deve essere messo nelle condizioni migliori di giocare. Magari anche con Di Carmine (i due sono complementari). Non credo che a Coverciano insegnino un solo modulo…
Francesco Barana

28 DIC 2018
LA VERITA’ DEL CAMPO
Più forte delle arrampicate sugli specchi, delle frasi fatte, dei dischi rotti. Più forte di tutto e di tutti. La verità del campo svela uno squarcio di luce sul Verona, sul suo allenatore, sui suoi dirigenti. Nessuna menzogna può resistere alla forza dei gol e alla banalità della realtà. Un giocatore forte va fatto giocare sempre. Non ci sono artifizi dialettici che reggano ai tre gol segnati da Pazzini stasera. Non vederlo in campo è uno scempio calcistico, una bestemmia, uno scandalo. Non ci sono tante alternative: se un allenatore, come Grosso, non lo schiera o è scarso e quindi va sostituito subito, oppure prende ordini. Altre strade non ci sono tanto è evidente ciò che è successo al Bentegodi. Evito di snocciolarvi dati e cifre per testimoniare che Pazzini in serie B è uno che fa la differenza. Solo Grosso continua a reputarlo “uno come gli altri”. Non è vero. Pazzini va fatto giocare sempre, senza se e senza ma, va messo nelle condizioni di essere il leader di questa squadra, va ricollocato al centro del villaggio. Questo urla a squarciagola la verità del campo. Il re è nudo. Ora tutti se ne sono accorti. Quante triplette serviranno per far giocare sempre titolare Pazzini?
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


GROSSO: «GRANDE PARTITA. QUESTO È UN GRUPPO CHE STA DIVENTANDO SQUADRA»
27/DICEMBRE/2018 - 23:50
Verona- Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso rilasciate al termine di Hellas Verona-Cittadella, 18a giornata di Serie BKT 2018/19.

«Una goleada? E' stata una partita giocata contro un avversario complicato, anche se il risultato non lo direbbe, ma il Cittadella ha una modalità di gioco che mette in difficoltà: non per nulla erano 11 partite che non perdeva. E quindi grandi meriti vanno ai nostri ragazzi che hanno fatto una partita di gruppo nonostante le difficoltà, e sono contento che tutti abbiano risposto presente. Una corsa a tappe? La mia sensazione è che dobbiamo essere tutti bravi a creare un bell'ambiente, perché negli ambienti pessimisti è più complicato lavorare. Questo è un gruppo che sta dando l'anima e lo ha dimostrato con il Palermo, con il Pescara, con il Livorno, e con questo 4-0 che in pochi credo saranno in grado di ottenere, un gruppo che ha fatto giocare un ragazzo cresciuto nei Pulcini, Danzi, che ha fatto esordire Kumbulla che è un 2000, un gruppo che dà anima quotidianamente. Pazzini? Io sono felicissimo di tutto quello che è successo oggi, perché io sono l'allenatore del Verona e quando mi era stato chiesto se Giampaolo sarebbe stato ancora utile al progetto io ho risposto 'sì' perché ne ero convinto, perché ho la fortuna di avere un presidente che mi fa decidere quello che voglio, se così non fosse non sarei l'allenatore. Io tengo tantissimo a tutti i giocatori della mia squadra, e questo gruppo sta diventando squadra. Se ho parlato con lui? Io ci ho parlato come ho semrpe fatto, ma non c'è bisogno di tante parole quando c'è rispetto di tutti e coerenza nelle scelte. Noi vogliamo fare bene sapendo che fra due giorni sarà un'altra partita complicatissima. Grande vittoria? Abbiamo sfruttato le nostre occasioni, sono felice che il gruppo stia diventando squadra e spero che se ne accorgano tutti: perché io oggi ho sentito la gente che ci sta vicino. Il gol di Tupta? Sono felice per lui, ha qualità grandi all'interno di una grande squadra e per un giovane non è sempre facile. Sono felice per quelli che avrebbero voglia di giocare e ora non trovano posto, ma io devo fare delle scelte per il bene del gruppo. Sofferenza nel secondo tempo? Era una gara dalle difficoltà enormi, ma non mi piace creare alibi. Siamo stati sfortunati nel perdere giocatori per contusioni o distorsioni, la difesa era nuova, ma è importante saper anche stringere i denti. E' la forza mentale del gruppo a far riprendere la partita in mano, cosa che infatti abbiamo fatto nel finale. Zaccagni? Era normale cedere un po' nella ripresa, la nostra squadra deve sapersi anche difendere e stringere i denti quando gli avversari hanno le energie per metterti in difficoltà».

GROSSO: «CITTADELLA OSTICO. LE ASSENZE? SIAMO TANTI E BRAVI, CHI GIOCHERÀ SARÀ ANCORA PIÙ MOTIVATO»
26/DICEMBRE/2018 - 14:40
Peschiera - Le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate durante la conferenza stampa in vista di Hellas Verona-Cittadella, 18a giornata della Serie BKT 2018/19.

«Che partita ci aspetta? Mancano due gare alla fine del girone d'andata e con in Cittadella sarà una gara complicata: conosciamo le caratteristiche dell'avversario e anche se ogni anno cambiano gli interpreti non cambiano nel modo di presentare la loro squadra. Sarà una partita ricca di insidie, ma noi vogliamo migliorare le nostre prestazioni dando continuità ai risultati. Infermeria affollata? Oltre a Ragusa, non saranno disponibili anche Cissè, Empereur, Crescenzi, Marrone e Calvano. Inoltre abbiamo qualche altro giocatore acciaccato che stiamo cercando di avere a disposizione per inserirlo nel gruppo che domani avrà la grandissima ambizione di ottenere un risultato pieno. L'ho sempre sostenuto e lo ripeto: sono convintissimo che chiunque scenderà in campo farà una grandissima partita, nella sofferenza e nella difficoltà. Pazzini? I miei giocatori sono pienamente consapevoli delle scelte che vengono fatte e ho grande rispetto di tutti quelli che ho a disposizione, per questo non cado nei tranelli che a volte vengono lasciati per strada. Tutti i giocatori, compreso Giampaolo, sanno qual è il nostro percorso, qual è il mio pensiero su di loro, quanto io stimi le caratteristiche di ognuno e quanto per me sia determinante che ognuno di loro si faccia trovare pronto nel momento in cui vengono chiamati in causa. Perché, al di là delle assenze, siamo in grado di presentare una formazione con giocatori super motivati per concludere il girone d'andata come lo abbiamo intrapreso qualche settimana fa. Il secondo tempo di Livorno? Di sicuro non è quello il nostro livello di gioco e possiamo fare meglio: per me non abbiamo fatto una prestazione bruttissima come è stato detto da qualcuno, se lo fosse stato mi sarebbe piaciuto allora leggere di una prestazione magnifica contro il Pescara, detto che per me non lo è stata neppure quella. Con il gruppo analizzo le partite con lealtà, senza cercare di far passare un messaggio rispetto a un altro. Questa squadra ha dato l'anima quotidianamente, sta mettendo tutto quello che ha in un percorso difficile, ma noi vogliamo creare unità e compattezza. Le cose buone le abbiamo fatte, con il Pescara ma anche altrove. Un rammarico? Il mio obiettivo è quello di costruire un gruppo di buoni giocatori e farlo diventare una squadra, non di creare qualcosa che piaccia solo a me. Il fatto di essere stati interrotti spesso, penso a una gara rinviata piuttosto che l'aver giocato due sole partite in un mese, di certo non ci ha avvantaggiati. Ma non c'è alcun tipo di alibi, perché quotidianamente metto a disposizione la mia passione per cercare di ottenere risultati importanti in un ambiente dove sono orgoglioso di stare e dove sono convinto di poter ottenere risultati importanti con questi giocatori. Un'emozione preponderante? La serenità, perché con quella riesci ad affrontare tutti i momenti, quelli belli senza volare e quelli brutti senza sprofondare. E' una caratteristica che mi viene trasmessa dal fatto che credo profondamente in quello che faccio, con grande abnegazione. Quando si fanno le cose dando tutto ciò che si ha non si hanno rimpianti. A me non fanno paura i momenti difficili perché so che fanno parte di tutti i percorsi e sono proprio quelli in cui ci si costruisce e da cui si esce più forti di prima. Io sono orgoglioso di rappresentare questa maglia e la grande passione che i tifosi mi hanno mostrato».

GROSSO: «GESTIONE DEI CARTELLINI PERMISSIVA, MA DOBBIAMO IMPARARE A GESTIRE ANCHE PARTITE SPORCHE»
22/DICEMBRE/2018 - 18:30
Livorno - Le principali dichiarazioni del tecnico gialloblù Fabio Grosso rilasciate al termine di Livorno-Hellas Verona, 17a giornata di Serie BKT 2018/19.

«Verona calato nel secondo tempo? Esiste anche il primo, infatti abbiamo iniziato bene e avremmo anche potuto sbloccare la gara ma la gestione di questa è stata un po' particolare, perché ritrovarsi a dover fare due cambi obbligati e avere nello spogliatoio quattro ragazzi con le caviglie gonfie sicuramente non è stata la condizione migliore per gestirla. Abbiamo subito 24 falli e ne abbiamo fatti 11, abbiamo preso 3 ammonizioni e l'avversario ne ha subite 2 e quindi penso che si sarebbe potuto fare meglio sotto questo punto di vista. Nella seconda frazione abbiamo subito questa grande aggressività concessa anche in maniera eccessiva da chi gestiva la partita. E quindi portiamo a casa un punto. Silvestri da rosso? Non era chiara occasione da gol e quindi non era da espellere. Siamo venuti qui per giocarcela, nel primo tempo l'abbiamo fatto molto bene mentre nella ripresa purtroppo siamo stati condizionati da due cambi forzati. Abbiamo perso un po' le distanze lasciando gioco a una squadra che l'ha messa sotto un punto di vista diverso da quello che noi preferiamo e che gli è stato ampiamente concesso. Sette punti in tre partite? Volevamo vincere anche oggi, abbiamo avuto occasioni per poterla sbloccare, non ci siamo riusciti. Nella ripresa abbiamo subito le distanze e, alla fine, il risultato più giusto è il pareggio. Usciamo dal campo dopo aver provato a vincere, portando a casa un punto e senza subire gol. Nella ripresa purtroppo abbiamo fatto poco, siamo calati in mezzo al campo, con due cambi obbligati abbiamo giocato con una difesa completamente nuova. Ho detto ai ragazzi che quando non si riescono a fare gare pulite come ci piace fare bisogna essere pronti a fare anche quelle sporche, e nella rispresa non siamo stati bravissimi. Per questo dobbiamo crescere ancora tanto. Dawidowicz e Bianchetti? Sono contento per Matteo perché aveva tanta voglia di rientrare e oggi l'ha fatto da protagonista perché non era facile. Dawidowicz e Marrone non stanno bene, abbiamo 4-5 giocatori con le caviglie gonfie e il campo sicuramente era buono per non prendere distorsioni, quindi da qualche parte questa caviglie si sono gonfiate. E però nel tabellino trovo due cartellini gialli per gli avversari e tre per noi che non siamo molto abituati a fare i falli e forse, quando li facciamo, non sappiamo neanche farli».

GROSSO: «PARTITA DI ALTISSIMO LIVELLO. I RAGAZZI HANNO DIMOSTRATO QUANTO TENGONO A QUESTA MAGLIA»
17/DICEMBRE/2018 - 23:55
Verona - Le principali dichiarazioni del tecnico gialloblù Fabio Grosso rilasciate al termine di Hellas Verona-Pescara, 16a giornata di Serie BKT 2018/19.

«La prestazione? Oggi abbiamo fatto una partita di altissimo livello, contro un avversario di qualità. Abbiamo dato tutto in campo, anche se gli errori ci sono sempre. Noi abbiamo bisogno di queste prestazioni per ricreare un’atmosfera magica. Il centrocampo? Abbiamo difeso, sofferto, lottato per recuperare palla… non dobbiamo accontentarci perché abbiamo tanta strada davanti. Ma siamo stati bravi nel continuare a fare quello che avevamo iniziato col Palermo. Zaccagni? Mattia è giovane, fa parte di un gruppo che ha bisogno del calore e del supporto della gente, sono ragazzi che hanno dimostrato di tenere tanto alla maglia. Sono stati tutti bravi a saper soffrire, correre, rincorrere e fare una grande fase difensiva perché l’avversario di oggi ha dimostrato il motivo per cui occupa questa posizione in classifica. Se andiamo a vedere la distinta mi accorgo che abbiamo tanti ragazzi giovani e dobbiamo crescere, per farlo abbiamo bisogno del sostegno del nostro pubblico. Pazzini? E’ vero che sto preferendo Di Carmine, ma ho grandissima fiducia in tutti i ragazzi, non ho preclusioni verso nessuno cercando di fare sempre scelte per il bene della squadra. La posizione di Ragusa? Non è stata una scelta azzardata: ha delle qualità ma purtroppo credo si sia fatto male. Io cerco di mettere in campo sempre quelli che penso essere i migliori: lui ha corsa, gamba, tecnica, fisicità per diventare forte anche in quella posizione. Ma voglio fare i complimenti anche a chi è entrato perché lo ha fatto con la mentalità giusta per portare a casa questa partita.I tifosi? E’ determinante riuscire a creare un’atmosfera che serve per andare oltre le nostre fatiche. Noi possiamo ottenerla facendo vedere che siamo gruppo che ci mette passione per riportare questo pubblico dove merita».

GROSSO: «IMPORTANTE TROVARE CONTINUITÀ DOPO BENEVENTO, QUESTI RAGAZZI MERITANO IL SOSTEGNO DEI TIFOSI»
15/DICEMBRE/2018 - 15:30

Peschiera - Le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate durante la conferenza stampa in vista di Hellas Verona-Pescara, 16a giornata della Serie BKT 2018/19.

LA STRADA GIUSTA
«Anche questa settimana ci siamo allenati bene, a Benevento abbiamo preso una boccata d’aria: era importantissimo fare una grandissima partita. Ora lo step successivo è quello di continuare, e per farlo dobbiamo pretendere tutti qualcosa in più da noi stessi perché è fondamentale riuscire a ripetere una gara ad altissima intensità».

LE PAROLE DEL PRESIDENTE
«Il presidente al termine della seduta ci ha radunato tutti al centro del campo per dirci di credere nelle nostre qualità e di continuare su questa strada».

IL SOSTEGNO DEI TIFOSI E LA CONTINUITA'
«Non mi piace fare gli appelli perché ho tanto rispetto della gente che viene a vederci. Ma credo che questi ragazzi meritino sostegno. A Benevento abbiamo fatto una bella prova, ma non può e non deve bastare. L’infortunio di Crescenzi? Peccato perché ci teneva tanto a giocare lunedì. Ma il gruppo nella sua pienezza si sta allenando bene e questo è determinante per alzare la competitività così che chi è in campo senta la responsabilità di avere fuori dei ragazzi altrettanto importanti. Avere tanta qualità dev’essere un punto a favore. Proprio prima di questo allenamento ho detto che per me è fondamentale che tutti mi mostrino il desiderio di essere protagonisti e che però, quando arriva la partita, dobbiamo riconoscere che abbiamo tutti quanti la stessa maglia. Una maglia molto prestigiosa che ha un tifo importante e quindi insieme dobbiamo essere bravi a rendere orgogliosa la gente che ci viene a vedere. I ragazzi, giovani e nuovi, se vengono sostenuti possono rendere ancora meglio».

IL DEBUTTO DI DANZI E PESCARA
«Non c’è chi mettendolo in campo ci risolleva le partite e questo lo credo da sempre, perché se ci fosse le giocherebbe tutte. Danzi è un ragazzo molto intelligente e ha uno spirito importante. All’inizio ha avuto poche occasioni, ma ci ho sempre parlato perché aveva tutte le qualità per dimostrare le sue doti. Il legame con Pescara? Sono nato a Roma, lì ho vissuto l’infanzia e ci torno volentieri ma per me non cambia niente, perché li ho già affrontati e lunedì voglio i 3 punti con i miei ragazzi».

GROSSO: «VINTO CON MERITO GRAZIE A TUTTI I RAGAZZI: SONO STATI UNA SQUADRA. COSÌ RICONQUISTEREMO I TIFOSI»
10/DICEMBRE/2018 - 01:05
Benevento – Le principali dichiarazioni del tecnico gialloblù Fabio Grosso rilasciate al termine di Benevento-Hellas Verona 15° giornata di Serie BKT 2018/19.

«Un’analisi della gara? Abbiamo fatto una partita importante, perché per venire qui e ottenere quello che abbiamo ottenuto noi c’era bisogno di questo. C’è stata un’ottima partenza, i primi 20 minuti non abbiamo subito nulla. La prima occasione l’abbiamo avuta noi con Di Carmine e poi qualche lancio lungo e qualche palla ribattuta al limite ha fatto sì che il Benevento creasse delle occasioni da fuori area. Poi abbiamo perso il gioco che ci aveva permesso di tenere a bada gli avversari e nei 10 minuti successivi abbiamo un pochino sofferto le loro incursioni. Però ho sempre avuto la sensazione di una squadra presente in campo che ha creato i pericoli e i presupposti per fare male. A inizio secondo tempo siamo sbucati bene un paio di volte, e in una di queste occasioni abbiamo ottenuto la superiorità numerica sbloccando la gara. Poi però abbiamo commesso un peccato d’ingenuità: perché quando sblocchi una gara del genere e ti ritrovi con l’uomo in più devi fare meglio quello che fino a quel momento avevi fatto bene. E invece ci siamo un po’ fermati e abbiamo concesso questo rigore, che Marco è stato bravissimo a neutralizzare. Oggi per la prima volta non abbiamo preso gol, e devo fare i complimenti a tutti i ragazzi perché hanno fatto veramente una partita importante. L’occasione di Crescenzi? Quest’anno ha avuto 3-4 occasioni clamorose che non è mai riuscito a concretizzare. Un pizzico di freddezza oggi forse sarebbe bastata per andare sul 2-0 e mettere un macigno su questa partita. Quinto posto? Abbiamo un grande desiderio di fare risultati e siamo consapevoli di poterlo fare. Siamo una squadra nuova in un campionato difficilissimo e in una piazza esigente. Non è un alibi: deve essere un’arma a nostro favore, perché è un pubblico che ci ha sempre sostenuto. Mi auguro che tornerà a farlo in casa perché noi abbiamo le qualità per fare bene: è più facile farlo essendo sostenuti e per essere sostenuti bisogna fare prestazioni come questa. Matos? Ryder è molto forte ma deve crescere tanto perché con quelle qualità può creare tantissime occasioni per i compagni e per se stesso. Esordio Danzi? Ha le qualità per fare bene, si è sempre allenato al massimo ed è stato molto bravo a saper sfruttare l’occasione, ha giocato con personalità e coraggio. Cissè? È un ragazzo d’oro: ha qualità calcistiche e umane importanti, io sono contentissimo di averlo con me. Tifosi? Ho il mio carattere, che forse a volte non entusiasma, ma ho grandissimo rispetto della piazza nella quale lavoro, sono orgoglioso di lavorare qui, a volte mi riesce e a volte meno, ma ogni giorno faccio il massimo per riportare questa squadra e questa tifoseria dove senza dubbio meritano di stare».

GROSSO: «NIENTE PROCLAMI, RIPRENDIAMOCI VERONA CON I FATTI»
07/DICEMBRE/2018 - 13:29
Peschiera - Ecco le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate durante la conferenza stampa in vista di Benevento-Hellas Verona, 15a giornata della Serie BKT 2018/19.

LA CARICA DEL PRESIDENTE, A BENEVENTO PER CAMBIARE ROTTA
«Abbiamo fatto due settimane di lavoro intense, per cercare di cambiare rotta da subito perché il gruppo non è contento dei risultati che stiamo raccogliendo. A rapporto dal Presidente? Ci ha fatto visita, per salutare e sostenere la squadra perché crede in quello che possiamo fare tutti insieme. Ci ha fatto il suo in bocca al lupo per la gara, visto che per impegni di lavoro non potrà esserci. Con il Benevento uno scontro diretto? Purtroppo la classifica al momento non dice questo, ma sono convinto che andremo ad affrontare una squadra con ottime qualità. Una sfida fra due formazioni che al momento non si trovano in testa ma ci vogliono tornare, mi auguro che il Verona faccia una bella partita e inizi a risalire. I punti a disposizione sono tantissimi, il nostro obiettivo è guardare partita dopo partita già da domenica, consapevoli della difficoltà della sfida ma anche delle nostre qualità. Che gara sarà per Fabio Grosso? Io la vivo come ho cercato di farla vivere alla squadra. In modo lucido, con la consapevolezza di non essere felici per il momento che stiamo passando ma anche che potremo tornare ad esserlo. Torneo spezzettato? Un campionato atipico, ci sono state tante soste e per un gruppo numeroso e nuovo come il nostro non è stato un punto a favore, ma che non determina niente per la gara di domenica».

DAWIDOWICZ DIFENSORE E CALVANO NON CONVOCATO
«Dawidowicz ancora dietro? Credo di sì, per il resto abbiamo tante soluzioni. Kumbulla e Bianchetti giocheranno con la Primavera: il primo perché sta crescendo tantissimo e voglio fargli fare dei minuti, in questa stagione sarà importantissimo per la nostra squadra; il secondo perché deve recuperare al meglio per rientrare. Calvano invece non sarà convocato, ha avuto dei problemi fisici ieri e oggi, ma non sarebbe comunque partito con la squadra: ovviamente nel nostro gruppo ci sono delle cose da rispettare, i ragazzi sono liberi di sbagliare come tutti, ma lui sa che non mi sono piaciute alcune cose che ha fatto in determinati giorni e che quindi in questa partita non sarebbe stato a disposizione. Lunedì sarà nuovamente con noi. Henderson? Ha perso fiducia nel periodo in cui è successo a tutto il gruppo, una rosa che però, per le qualità che ha, con il gioco può mettere in difficoltà chiunque. Non siamo ancora una squadra matura e strutturata per resistere alle intemperie, ma sono convinto che, appoggiandoci alle nostre certezze (perché noi siamo più bravi dei nostri avversari quando giochiamo a calcio) e mettendo tutta l'energia, ogni interprete tornerà a essere protagonista. Di Carmine-Pazzini? Ho tanti ragazzi bravi in rosa e per forza bisogna fare una scelta. Ovviamente tutte le scelte vengono poi valutate in base al risultato, io so di avere a disposizione degli attaccanti bravi e credo che domenica sarà Di Carmine a iniziare la gara».

PER RITROVARE UN CLIMA DI FIDUCIA E RIAVVICINARE I TIFOSI
«I tifosi? A me piace tantissimo lavorare e raccogliere i consensi attraverso il lavoro, voglio continuare a farlo per riuscire a dar loro delle soddisfazioni: sono le persone che tengono vivo questo sport. Vedere uno stadio come il nostro nell'ultima partita è stata una cosa rarissima e che fa male. Noi in questo poco tempo abbiamo fatto una partenza importante ma poi, nonostante all'inizio non siano mancate le prestazioni, non sono arrivati i risultati. A lungo andare questo ci ha tolto certezze fino ad arrivare alla brutta partita di Brescia, per poi risalire la china contro una squadra forte come il Palermo e trovarci a fare un lavoro di due settimane per preparare una partita in cui la squadra dimostrerà di avere le qualità per fare bene in questo campionato. Vogliamo riavvicinare la gente, senza fare proclami ma con i fatti, cioè fare risultato. Solo Matos in gol fra gli esterni? Lui ha saltato diverse partite in uno dei periodi più importanti, ci è venuto a mancare nel momento in cui stavamo facendo un bel campionato. Non credo che il nostro percorso fino a ora possa essere riassunto nella mancanza di gol da parte degli esterni. Dopo un momento di poca fiducia siamo arrivanti a un momento difficile, forse causato da situazioni pregresse, ma io sono convinto che con la serietà e il lavoro di questi ragazzi torneremo a far appassionare la gente».

FONTE: HellasVerona.it


SERIE B
A BENEVENTO ULTIMA CHIAMATA PER GROSSO
07/12/2018 11:11
Benevento è l'ultima chiamata per Fabio Grosso. In caso di risultato negativo nemmeno l'orgoglio di Setti potranno salvare l'allenatore, pena il fallimento della stagione. Grosso si gioca tutto in questa partita, dopo la catastrofe di Brescia e il brodino di Palermo che ha per il momento cristalizzato la situazione.

Il Verona nel frattempo è uscito dalla zona play-off, staziona a 19 punti in classifica, l'ultima vittoria risale alla gara con il Perugia, ottenuta solo grazie alle straordinarie parate di Silvestri.

Fuori casa il cammino del Verona è penoso. Una sola vittoria ottenuta fino ad oggi: quella con il Crotone per 2-1, successo che illuse tutti sulle possibilità di questa squadra. Da quel momento un calvario. Il Verona ha perso a Salerno, ha pareggiato a Venezia, ha perso a Brescia.

Setti ascoltando il suo cerchio magico (l'ex ds Fusco, il ds del Mantova Righi e l'attuale ds D'Amico) ha dato ancora fiducia a Grosso. Nel famoso comunicato di conferma dell'attuale allenatore, Setti spiegò: "(...) Fiducia che nutro nelle qualità del tecnico e della squadra, che dovrà però essere confermata e meritata attraverso risultati e atteggiamenti in campo completamente diversi rispetto a quelli dimostrati ultimamente. Come ho già avuto modo di dire, l’anno scorso ho commesso degli errori che non ho intenzione di ripetere, ma che al tempo stesso non devono condizionare la valutazione della situazione attuale. Tenendo sempre a mente il nostro obiettivo finale“. Ora la gara con il Benevento, vero e proprio spartacque del campionato del Verona e del futuro di Grosso sulla panchina gialloblù.

FONTE: TGGialloBlu.it


03 DIC 2018
SEMPRE PIU’ GIU’
“I campionato non si vincono a dicembre”, ha detto con poca convinzione l’allenatore del Verona Fabio Grosso. Vero. Dopo 14 giornate però è giusto fare qualche considerazione. Questo Verona ha vinto bene solo due partite, contro Carpi e Crotone, squadre in lotta per non retrocedere. Ha conquistato 3 punti a tavolino con il Cosenza e ha strappato due successi contro Spezia e Perugia senza grandi meriti. Troppo poco per una formazione che punta a vincere il torneo.

Classifica alla mano, i gialloblù oggi sono addirittura fuori dai playoff. L’ambiente è un mix di depressione e disinteresse. La clamorosa protesta dei tifosi è stata snobbata da buona parte della stampa e non credo che sia stata davvero capita dai vertici del club scaligero. Davvero Setti è con le spalle al muro? Davvero è isolato in un angolo? Ho il timore che il presidente, avvolto nella sua presunzione mista a narcisismo, abbia sottovalutato la contestazione pacata (e allo stesso tempo potente) del popolo gialloblù. Continuerà per la sua strada, fregandosene di tutto e tutti, com’è nel suo stile. E’ un signore che pensa semplicemente ai propri interessi, cercando di non affondare con la speranza di essere spinto, prima o poi, dal vento della buonasorte. Magari gli andrà bene, come accaduto già nel recente passato. Ma le prospettive per questo Verona non sono incoraggianti. I tifosi lo hanno capito e molti di loro hanno abbandonato ogni illusione, perdendo attaccamento, passione, fede.

Tutto molto triste. Quasi un mese fa avevo scritto della necessità di cambiare guida tecnica. Setti ha preferito continuare con Grosso, aspettando il Palermo. Qualcuno ha avuto il coraggio di esaltare quel misero pareggio con i rosanero parlando di “buon punto”, “crisi fermata”, “miglior Grosso della stagione”. Miserie. Doveva essere la gara del riscatto, della svolta, della ripresa. Per mezz’ora i gialloblù sono stati in balia dell’avversario. Hanno avuto la fortuna di passare in vantaggio ma non sono stati in grado di approfittarne. Per come la vedo io, è stata un’altra partita negativa che ha semplicemente allungato l’agonia di una squadra incapace di rendere come potrebbe. Prendersela con Grosso non serve, come non serviva prendersela con Pecchia l’anno scorso.
Luca Fioravanti

FONTE: Blog.Telenuovo.it


Camoranesi: “Grosso ti ritieni ancora fuori dalla classifica dei tre più brutti della Nazionale del 2006?”
By Redazione - 1 dicembre 2018

Simpatico siparietto organizzato da DAZN che ha visto coinvolti due Campioni del mondo: da una parte l’allenatore gialloblù Fabio Grosso dall’altra il commentatore Mauro German Camoranesi.

Nella scena Grosso è seduto in mezzo ad un prato e attraverso un video via telefono Camoranesi gli chiede: “So che non vuoi parlare di Mondiali e ti capisco, ma la domanda importante che mi frolla in testa da tanto tempo è: ma tu, a distanza di 12 anni, ti ritieni ancora fuori tra i tre più brutti di quella Nazionale lì, o pensi come pensavi allora, di essere fuori dalla classifica?”


FONTE: HellasNews.it


GROSSO A DAZN: «QUI LE BASI PER FARE BENE, RAPPORTO SANO ALLA BASE DI TUTTO...»
01/DICEMBRE/2018 - 16:00
Verona - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate a DAZN in occasione del turno di riposo osservato dall'Hellas Verona in Serie BKT.

«La mia idea di calcio? Per me è fondamentale riuscire a coinvolgere il gruppo che ho a disposizione, provando a migliorare giorno dopo giorno ciascuno degli interpreti e, di conseguenza, il gioco della squadra. Cerco sempre di trasferire le mie idee sul campo, cercando di fare sempre un gioco collettivo. Sono convinto di avere a disposizione tutte le basi per fare bene. La gestione del gruppo? Sicuramente, nel quotidiano, è una delle cose più complesse. Si può e si deve sempre avere un confronto sano ed onesto con tutti, dai collaboratori ai calciatori. Sono convinto che la forza di un gruppo sia ciò che poi fa emergere le qualità di ciascuno, così come i difetti, e alla fine più ci si conosce e meglio si riesce a fare».

L'intervista completa è disponibile sulla piattaforma DAZN.

FONTE: HellasVerona.it


CRISI HELLAS
Grosso e i giocatori che sono fuori ruolo
30/11/2018 11:00
Fabio Grosso, i moduli, gli schemi e i giocatori. L'allenatore pescarese ha sempre dichiarato che tutto questo passa in secondo piano, prima di tutto conta l'identità della squadra e il modo di stare in campo: alchimia, che a quanto pare, non è ancora stata trovata, guardando la classifica e i risultati deludenti.

I dettagli contano. Tra le scelte discutibili di Grosso in primo piano c'è l'utilizzo di giocatori fuori ruolo: Marrone difensore centrale in un sistema a 4, Dawidowicz regista a centrocampo, Laribi un po' esterno sulla fascia, un po' centrale di centrocampo con compiti troppo difensivi e, ciliegina sulla torta, il centrale Empereur spostato a fare il terzino sinistro (che non crossa mai).

Almeno col Palermo qualcuno è tornato nel suo ruolo: Marrone a centrocampo, Dawidowicz in difesa. Nonostante qualche difficoltà i due giocatori hanno trovato finalmente la loro dimensione naturale. Marrone, per quanto possa essere utile avere un difensore centrale che sappia impostare, non è tagliato per fare il marcatore. Troppi i contrasti "uno contro uno" persi ad inizio stagione. Così come il polacco è troppo lento in fase d'impostazione. Grosso continuerà su questa strada o i due giocatori verranno nuovamente scambiati?

FONTE: TGGialloBlu.it


Grosso, -11 punti da Pecchia, -9 da Mandorlini
novembre 29, 2018

L’Hellas Verona di Fabio Grosso nelle prime tredici giornata della Serie BKT 2018/19 ha raccolto 19 punti, frutto di 5 vittorie, 4 pareggi ed altrettante sconfitte. Bilancio non certo confortante visto l’obiettivo promozione della società di Maurizio Setti. Specie se questi numeri vengono comparati ai due precedenti campionati cadetti. Con Fabio Pecchia in panchina nella stagione 2016/17, dopo 13 giornate, l’Hellas Verona vantava ben 30 punti, annata che si chiuse con la promozione diretta in Serie A. Con Andrea Mandorlini invece, dopo tredici giornate nella stagione 2012/13, i gialloblù in classifica erano a quota 28 punti, campionato che l’Hellas Verona chiuse al secondo posto col ritorno in Serie A dopo 11 anni.

Hellas Verona, dodici gare consecutive con reti al passivo: è la quarta peggior serie di sempre
novembre 29, 2018

La squadra di Fabio Grosso entra suo malgrado nella storia del club gialloblù. Come riporta La Gazzetta dello Sport, i gialloblù hanno incassato in dodici giornate ben 16 reti, unica gara con la porta inviolata la sfida di Cosenza vinta 0-3 a tavolino. Per numero di reti incassate, gli scaligeri allenati dal campione del mondo 2006 risultano essere la quarta peggior serie di sempre. Un trend che ha fatto scivolare al settimo posto in classifica l’Hellas Verona, squadra che deve subito invertire la marcia se vuole davvero recitare una parte da protagonista in questo campionato

FONTE: HellasLive.it


CAMPIONATI A CONFRONTO
GROSSO PEGGIO DI PECCHIA
E NON E' UN'OPINIONE

29/11/2018 11:45
Grosso è peggio di Pecchia: non è uno sfogo del tifoso da bar a dirlo ma le cifre. Al primo anno a Verona, dopo tredici giornate di campionato il gap è addirittura imbarazzante.

Pecchia nel 2016-2017 a questo punto del torneo era primo in classifica (seguito dal Cittadella) con 30 punti in graduatoria: ben 11 punti in più rispetto a questo deludente Verona, corazzata, hanno detto, costruita per vincere agevolmente la serie B.

Pecchia aveva già vinto 9 partite, ne aveva perse 3, ne aveva pareggiata una sola. Grosso ha vinto 5 gare, ne ha perse 4 e ne ha pareggiate 4. Non solo: il Verona di Pecchia divertiva e segnava. Ben 31 gol a fronte di 10 reti subite. Il bomber era logicamente Giampaolo Pazzini a cui Pecchia aveva dato i galloni del leader ripagato a suon di gol. Grosso considera Pazzini invece un soprammobile da mettere spesso in panchina nonostante le 4 reti segnate in poco più di 300 minuti giocati.

Dopo il turno di riposo il Verona potrebbe addirittura scivolare fuori dalla zona play-off a poche lunghezze da una pericolosa zona play-out. Considerazioni che, preoccupati, tutti i tifosi del Verona stanno facendo ma che la società ha rimandato al mittente, dopo la pesantissima sconfitta di Brescia quando è stata ribadita ancora la fiducia a Grosso.

Una conferma che a livello logico crea una pesante contraddizione: o la società sa di aver costruito una squadra al risparmio e quindi ritiene il lavoro di Grosso soddisfacente dato il materiale umano fornito, oppure se veramente D’Amico è convinto di aver costruito una corazzata, è evidente che Grosso sta fallendo l’obiettivo.

FONTE: TGGialloBlu.it


GROSSO: «GARA GENEROSA, MA CI SONO ANCORA TANTI PREGI CHE DEVONO EMERGERE»
23/NOVEMBRE/2018 - 23:50
Verona - Le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate al termine di Hellas Verona-Palermo, 13a giornata della Serie BKT 2018/19.

«La gara? E' stata quella che ci aspettavamo, contro una squadra in fiducia. A tratti siamo stati timorosi e abbiamo subito la fisicità del Palermo, ma la generosità da parte della squadra non è mancata ed è questa la cosa più importante in un momento così difficile per noi. Lo stadio? Rispetto la decisione dei tifosi, noi non potevamo che restare concentrati sulla gara. In questo momento non siamo nel pieno della nostra fiducia e abbiamo tanti calciatori che non hanno ancora potuto o saputo esprimere appieno le proprie qualità. Io per primo sto imparando a conoscere appieno gli elementi della rosa, ci sono tanti valori tecnici e umani che sono convinto alla lunga verranno fuori. I ragazzi avrebbero voluto vincere, teniamo questa voglia per la prossima sfida di campionato».

GROSSO: «SERVE UNA PARTITA CORAGGIOSA CONTRO UNA SQUADRA DI VALORE»
22/NOVEMBRE/2018 - 18:45
Peschiera - Ecco le dichirazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate durante la conferenza stampa in vista di Hellas Verona-Palermo, 13a giornata della Serie BKT 2018/19.

«I tifosi? Una situazione complessa, ma è determinante che domani la squadra faccia il possibile per riavvicinare la gente allo stadio e, per farlo, possiamo solo fare risultati. So benissimo che questo sport ti mette di fronte a tante soddisfazioni ma anche tante difficoltà, bisogna affrontarle con ottimismo e coraggio. Con Setti? Con il Presidente ho parlato, mi ha detto il suo pensiero. Io rimango determinato e coraggioso nel mio lavoro per cercare prestazioni superiori rispetto alle ultime gare e so che questa squadra ha qualità. Purtroppo non stiamo facendo quello che volevamo fare, ma non voglio cercare alibi perché a me piace lavorare e ora dobbiamo cercare di fare una prestazione che riavvicini la gente. Un Verona non ancora squadra? Siamo un gruppo con tanta qualità e l'ho sempre detto. La squadra ha un'unione d'intenti, anche se in questi momenti vedendo le reazioni non stiamo facendo bene, ma dentro di noi dovremo trovare le forze per fare una partita coraggiosa contro una squadra con valori importanti in questo campionato. Le mie scelte? Al di là di chi scenderà in campo dobbiamo ritrovare il nostro spirito, penso che in queste circostanze può essere positivo affrontare la squadra capolista. Per noi questa è una partita importante, in cui dobbiamo e vogliamo far vedere che siamo diversi da ciò che abbiamo dimostrato nelle ultime partite».

FONTE: HellasVerona.it


IL CONFRONTO IMPIETOSO
Pecchia surclassa Grosso
12 punti in più in B
16/11/2018 09:49
Pecchia surclassa Grosso. Non c'è paragone confrontando l'avvio di stagione tra gli ultimi due campionati di Serie B. L'allenatore pontino, con Pazzini titolarissimo, collezionò 27 punti, grazie a 8 vittorie dopo 12 giornate.

Il tecnico pescarese, invece, ha portato a casa, sul campo, solamente 15 punti (18 grazie allo 0-3 a tavolino di Cosenza). Per Grosso uno score da metà classifica: 4 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte sul campo.

FONTE: TGGialloBlu.it


EDITORIALE
Riecco la Pravda. Repetita non iuvant
Setti e i comunicati. Nulla di nuovo

14.11.2018 06:00 di Lorenzo Fabiano
Il Soviet Supremo ha partorito il topolino. Il temuto comunicato dell’agenzia Tass attraverso le colonne della Pravda è arrivato: poche righe per confermare Fabio Grosso in sella. Ipse dixit Maurizio Setti. Un paio di giorni convulsi e turbolenti per ridurre il tutto alla più classica delle versioni del Tanto Rumore per Nulla di shakespeariana memoria. Decidere di non decidere pare essere diventata una prassi consolidata dalle parti di Via Francia.

Ci risiamo: due anni fa Setti impiegò 14 giornate (con la squadra all’ultimo posto in classifica e zero vittorie) a chiudere con Andrea Mandorlini un rapporto che già al termine della campionato precedente era arrivato alla fine naturale del suo ciclo. Lo avesse fatto prima, ci saremmo risparmiati una buona dose di acide code velenose e avremmo forse potuto coltivare ancora un briciolo di speranza di salvezza in più. Lo scorso anno l’ostinazione del presidente di proseguire con Fabio Pecchia fino alla fine (ma che comodo parafulmine, vero presidente...?), altro non ha prodotto che retrocedere all’arma bianca, far esplodere la rabbia popolare, e rendere la vita impossibile allo stesso povero Pecchia, fatto oggetto suo malgrado di ogni ingiuria possibile e immaginabile. Umanamente, non un bel quadretto.

In estate si erano gettate le basi per una rifondazione; squadra affidata a una nuova scommessa come Fabio Grosso, direzione sportiva al giovane e tenace Tony D’Amico, autore di una campagna acquisti e trasferimenti a detta di tutti importante e ben condotta anche grazie alle casse risanate da Filippo Fusco (che almeno questo glielo si riconosca). Le premesse per una sana ricostruzione da cui poter ripartire insomma c’erano tutte. E invece dopo qualche giro in altalena, la terra ha cominciato a tremare nuovamente sotto i piedi e le vecchie magagne sono riaffiorate tutte. Che la pazienza della tifoseria fosse ridotta ai minimi, non serviva certo il tonfo di Brescia per capirlo; pur delusa e incazzata, a luglio la gente del Verona si è messa in fila ordinata sotto il solleone a sottoscrivere gli abbonamenti e rinnovare il proprio sostegno. Un atto eroico, un encomiabile gesto d’amore di cui Setti avrebbe potuto (e dovuto) tener conto di fronte allo strazio della situazione attuale.

Nulla abbiamo contro Fabio Grosso, che anzi è una degnissima persona alla quale auguriamo tutte le fortune di questo mondo, ma che questo comunicato riduce ad un Dead Man Walking, alias parafulmine marca Pecchia 2.0. Qui o la andava o la spaccava. Ha spaccato. Nessuno chiedeva a Setti di seguire gli umori della piazza, ma perlomeno di ascoltarla, questo sì. Il sacrificio di Grosso, ma guarda in che razza di manicomio è capitato, poteva essere l’occasione per un riavvicinamento, per tendere una mano e avviare le prove tecniche di ricomposizione di una frattura che se per taluni era già comunque esposta e scomposta, alla luce delle parole pravdiane del presidente risulta ormai insanabile.

Predichiamo da sempre equilibrio, i mangiallenatori alla Zamparini di turno per intenderci non fanno per noi, ma allo stesso tempo apprezziamo interventismo e decisionismo, quando serve. E qui serviva eccome. Decidere di non decidere non è una risposta, dire per dire nulla è anche peggio. Al Verona succede spesso. Ma che il nulla ci tocchi sempre apprenderlo dalle colonne della Pravda e mai direttamente dalla bocca dell’uomo al comando del Verona, è proprio il colmo dei colmi. Repetita non iuvant, caro presidente.

FONTE: TuttoHellasVerona.it


SETTI PRIGIONIERO DI SE STESSO
Tutto come prima, ma peggio di prima. Il Verona ha valutato che la scelta Grosso è ancora la migliore possibile. Questo lascia sconcertati i tifosi gialloblu che vedono polverizzarsi le speranze di riprendere la corsa della classifica con una squadra allo sbando a seguito di un'involuzione tanto preoccupante quanto senza sbocchi. Il problema di fondo è che, nella valutazione societaria, non esistono alternative a Grosso. Quali sono allora i lacci che imbrigliano la libertà di scelta di Setti? Innanzitutto quella di aver affidato baracca e burattini a D'Amico che ha voluto in estate (e difeso con argomentazioni francamente imbarazzanti) il suo vecchio amico in panchina. Ma chi è questo D'Amico? che esperienza ha? perché affidarsi a lui per un così complesso progetto di rilancio? Esonerare il mister significa inevitabilmente sfiduciare Setti, il suo direttore sportivo e il valore di gran parte della rosa (blocco Bari e Perugia) assemblata per rendere più agevole l'aggregazione. Qui non si tratta quindi solo di cambiare un allenatore, si tratta di mettere in discussione l'intero progetto che prevede: 1) contenimento dei costi dirigenziali (D'Amico), 2) ringiovanimento della rosa, 3) ruolo decisionale accentrato nel presidente. Nel Verona attuale manca infatti un direttore generale (sulla cui necessità si era espresso favorevolmente persino Fusco) che sia la sintesi tra la componente societaria, quella tecnica e la comunicazione (media, terzi e tifosi) e di un direttore sportivo autorevole nei rapporti tra allenatore e spogliatoio (la gestione del caso Pazzini su tutti). In più, abbiamo una rosa lunga, piena di giovani ma anche di giocatori che non riescono a dare il loro reale contributo perché impiegati male. Non si tratta quindi di valutare un cambiamento in panchina nell'ambito di una struttura dirigenziale consolidata ed affidabile, ma di ammettere che gran parte delle scelte fatte finora sono errate. Setti ha già dimostrato di non essere un decisionista (certi errori del passato non si dimenticano), e non ha neppure interlocutori terzi e di spessore che lo possano consigliare. E' rimasto solo col suo progetto, prigioniero di se stesso.

La paura più grande che abbiamo noi tifosi in questo momento è quella di trovarci di fronte ad una squadra che, per l'ennesima volta, non sia in grado di affrontare le difficoltà del campionato. Per colpa di scelte sbagliate e di un presidente che non sa trasmettere quello di cui c'è assolutamente bisogno. Lo spirito con cui vedo giocare i gialloblu oggi è lo stesso remissivo e confuso degli ultimi campionati giocati senza lottare.

A tal proposito, c'è un punto che mi pare piuttosto chiaro e che dovrebbe allarmare il presidente. L'assurda difesa ad oltranza di Pecchia, l'anno scorso, era basata su un elemento oggettivo (squadra scarsa e società senza soldi) e uno soggettivo (il gruppo, nonostante tutto, seguiva il mister). Per compiacenza, aggiungo io, non certo per mettersi in discussione. Del resto, metà rosa era in prestito e metà era composta da giovani e giocatori in scadenza contrattuale. Oggi però il Verona è completamente rinnovato, ha acquistato e investito. Volente o nolente oggi c'è un indirizzo. La brutta sconfitta di Brescia, che aveva tutti i significati per essere la partita del riscatto, è testimonianza di un distacco totale tra la squadra e il tecnico. Il quale, senza alcuna logica, contro la Cremonese ha schierato il ragazzino Tupta al centro dell'attacco lasciando in panchina Pazzini e Di Carmine contemporaneamente (un tempo per uno no? troppo complicato?), rischiando in questo modo di bruciarlo; poi ha cambiato completamente modulo, li ha schierati per la prima volta insieme sbilanciando la squadra in una trasferta particolarmente difficile. Se avete notato durante l'intervista, il mister è apparso piuttosto frastornato e continuava a non rendersi conto del perché di una prestazione simile. Si è sentito lui stesso abbandonato dalla squadra.

Il problema è a monte. Grosso, lo abbiamo capito, uniforma i giocatori e li sottomette al modulo che ha in testa in un turnover continuo ed indiscriminato. Non distingue la qualità che ha a disposizione e non riesce ad impiegarla al meglio. Adatta tutti al suo pensiero. Per lui un giocatore vale l'altro. Sono soldatini. Tra l'altro, non riesce neppure a prendere le contromisure necessarie per blindare la difesa. Se pensiamo che a metà novembre non ha ancora trovato l'assetto di centrocampo e l'attacco titolare, ci chiediamo veramente se il gruppo è in grado di seguirlo?

Per quello che si vede poi, Grosso non appare neppure un gran motivatore. I gialloblu, quando sono in campo, esprimono ciò che lui richiede. Ecco perché cercano di addormentare il gioco, non aggrediscono mai, non ci mettono il cuore. Quando l'aspetto tattico ha il sopravvento su quello caratteriale e tecnico non puoi aspettarti prestazioni differenti, caro mister. Del resto, se per te Tupta vale Pazzini, Gustafson vale Zaccagni, Dawidowicz è un centrocampista di riferimento e Laribi sa giocare solo sulla fascia ti stupisci di come si comporta poi in campo la tua squadra?

Come finirà? Facile. Palermo e Benevento, prossimi avversari, hanno altre competenze in tribuna e altra qualità in panchina. Il Verona è destinato a galleggiare con risultati funzionali agli algoritmi che Grosso riuscirà in qualche modo a trasmettere. Oramai i tecnici migliori se li sono già presi, chi resta (Cosmi) può al massimo raddrizzare in primavera il risultato minimo. Setti ha prontamente spostato il progetto a medio termine. Nel frattempo deve chiedere a se stesso se è realmente quell'imprenditore capace di ottenere risultati anche nel calcio oppure mettersi a disparte e avere l'umiltà di affidarsi a collaboratori capaci. Nel frattempo, il cielo sopra Verona è grigio. Umido e sgradevole.
Massimo

Colonna sonora: No ordinary love, Sade

Hellastory, 14/11/2018

FONTE: HellasStory.net


HELLAS VERONA FC - COMUNICAZIONE UFFICIALE
13/NOVEMBRE/2018 - 16:45
Verona - L'Hellas Verona FC comunica di aver confermato Fabio Grosso e il suo staff alla guida della prima squadra.

Queste le parole del presidente Maurizio Setti: «Penso che il rendimento dell'ultimo periodo, culminato con la brutta sconfitta di Brescia, non possa lasciare contento nessuno, me per primo. Dopo l'ultima partita ho deciso di prendermi un momento di riflessione, durante il quale mi sono confrontato con la parte sportiva. Ho potuto constatare grande determinazione a dimostrare qualcosa di diverso al popolo dell'Hellas già a partire dalla gara contro il Palermo. La mia decisione è quindi di continuare il rapporto con uno staff tecnico sul quale abbiamo investito per un progetto a medio termine e nel quale ho riposto grande fiducia a inizio stagione, con l'obiettivo di riportare il Verona in Serie A. Fiducia che nutro nelle qualità del tecnico e della squadra, che dovrà però essere confermata e meritata attraverso risultati e atteggiamenti in campo completamente diversi rispetto a quelli dimostrati ultimamente. Come ho già avuto modo di dire, l'anno scorso ho commesso degli errori che non ho intenzione di ripetere, ma che al tempo stesso non devono condizionare la valutazione della situazione attuale. Tenendo sempre a mente il nostro obiettivo finale».

FONTE: HellasVerona.it


DECISIONE RIMANDATA
Grosso esonerato? Setti prende ancora tempo...
12/11/2018 20:35
La montagna non partorisce nemmeno un topolino. Il vertice Setti-D'Amico non ha portato ancora a nulla: Grosso rimane sempre in bilico. L'imprenditore carpigiano si prenderà ancora qualche ora di tempo per decidere il futuro della panchina gialloblù. Martedì diventa il giorno decisivo.

Intanto, tra i nomi degli allenatori più chiacchierati, Malesani e Baroni hanno confermato di non essere stati nemmeno contattati dalla società scaligera. L'impressione è che Fabio Grosso rimanga in sella nonostante i risultati imbarazzanti. Martedì la verità. Cosa riserverà Setti al popolo gialloblù?

FONTE: TGGialloBlu.it


Grosso: si va verso la permanenza a tempo
By Redazione - 12 novembre 2018

Domani sarà ufficializzata la decisione maturata oggi nella riunione in società tra Setti e D’Amico.
Sembra che il presidente gialloblù abbia deciso, su consiglio del diesse, di concedere l’ultima chance al tecnico ex Bari. Sarà la gara interna contro il Palermo tra due settimane, quindi, l’ultima possibilità per Fabio Grosso per dimostrare di avere in mano le redini di questo Verona.

Domani è attesa l’ufficialità. Ma, visti i risultati disastrosi di questo periodo e l’atteggiamento sbagliato dell’ultimo mese, la speranza di tutti i tifosi gialloblù rimane quella che la notte porti davvero consiglio a Setti.
Damiano Conati

FONTE: HellasNews.it


NEWS
12 novembre 2018 - 20:17
Panchina Verona, Grosso verso la conferma
Giornata di confronti in società, ancora nulla di fatto

di Redazione Hellas1903

Dopo una notte e un giorno di confronti a Carpi tra Maurizio Setti e Tony D’Amico, non è arrivata ancora una decisione definitiva in merito all’esonero o meno di Fabio Grosso, che oggi non era presente a Coverciano alla consegna della “Panchina d’oro” (premiati Allegri e Andreazzoli). Il Verona a stasera non ha trovato una soluzione alternativa, quindi al momento Grosso è confermato sulla panchina gialloblù.

FONTE: Hellas1903.it


SERIE B
TMW - Hellas Verona, Grosso resta per ora. Baroni non convince
12.11.2018 19:21 di Andrea Losapio Twitter: @losapiotmw
L'Hellas Verona non cambia, almeno per il momento. Gli scaligeri hanno deciso di confermare il proprio tecnico, Fabio Grosso, per un'ultima chance dopo la sosta. Questo perché Cesare Prandelli non vorrebbe scendere in B, mentre Baroni non convince come prima opzione alternativa.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


CRISI HELLAS
Summit Setti-D'Amico, Malesani non contattato
12/11/2018 16:44
E' in corso il summit Setti-D'Amico. La società è ad un bivio: esonero o totale fiducia verso Grosso. La decisione è attesa entro la serata.
Intanto, anche Malesani (oltre a Baroni), un nome molto chiacchierato nelle ultime ore, non è stato contattato dal club di via Francia.
Grosso è sempre in bilico ma un sostituto al momento è difficile ipotizzarlo.

GROSSO VERSO ESONERO?
Baroni smentisce: Setti non mi ha chiamato
12/11/2018 12:02
L'Hellas è nel caos dopo l'ennesima sconfitta. Setti deve ancora decidere cosa fare con Grosso (riunione con D'Amico a breve).

Intanto, è già cominciato il toto-allenatore per l'eventuale successione con i primi nomi dei tecnici contattati dalla società gialloblù.

Uno dei candidati, però, al momento smentisce. Marco Baroni, raggiunto da tggialloblu.it, ha ribadito di non essere stato contattato dal Verona (e nemmeno dal Chievo per il dopo-Ventura).

Il tecnico toscano, che si trova a Coverciano per una riunione degli allenatori, non ha ricevuto nessuna chiamata da Setti, per ora.

PANCHINA HELLAS
Grosso o non Grosso? spunta il nome di Cosmi
12/11/2018 11:44
Grosso o non Grosso? Setti deve ancora decidere. Oltre ai nomi già usciti, in caso di esonero dell'allenatore gialloblù, si valuta un altro profilo per la panchina dell'Hellas: Serse Cosmi. L'ex Trapani, però, piace anche al Chievo.

FONTE: TGGialloBlu.it


Serie B
Calciomercato, Verona: oggi la decisione sul futuro di Grosso
La società veneta oggi si riunirà per decidere se esonerare o meno l'allenatore

12/11/18 11:30| Calciomercato | Autore: Redazione

E' sempre più delicata la situazione in casa Hellas Verona, soprattutto intorno al futuro dell'allenatore Fabio Grosso. Dopo l'ultima pesante sconfitta al Rigamonti contro il Brescia, la società sta riflettendo sul suo esonero.

Una decisione che sembra molto difficile, visto che la considerazione sulla sua bravura durante sul lavoro durante gli allenamenti è molto alta, ma il momento pare complicato anche a livello ambientale. Il Presidente Setti sembra sfiduciato, ma ha preferito non prendere una decisione a caldo, perciò oggi si incontrerà con il direttore sportivo D’Amico e capiranno dopo attenta riflessione quale sarà la strada migliore da percorrere.

FONTE: GianlucaDiMarzio.com


12 NOV 2018
HA VINTO SETTI
Il castello di carta della (cattiva) propaganda si è disintegrato. Ed era pure prevedibile. Ecco, non pensavo così in fretta, non credevo che la caduta sarebbe stata così subitanea e clamorosa. Ma che il Verona paghi oggi gli errori estivi (qui anticipati) è acclarato: poche spese, l’improvvisazione di Setti, la debolezza di di D’Amico, l’inadeguatezza di Grosso e di una squadra costruita (al di là di qualche nome) male, con doppioni e ruoli scoperti, senza razionalità e in parte sull’onda delle occasioni in saldo di qualche squadra fallita. Gli stessi errori di presunzione dell’anno precedente, né più né meno. Ma con l’aggiunta di una fake news: Verona corazzata del campionato. Ma quando mai?

Ma qui – Grosso o non Grosso – l’origine di tutti i problemi resta Setti. E siamo sempre lì: si può fare calcio senza veri investimenti? Si può amministrare una società di calcio non considerando la parte sportiva prioritaria (“prima il bilancio”)? Che senso ha? Possibile che nel Verona manchi un direttore generale e che il direttore sportivo sia un giovane novizio? Possibile che ci devono pure prendere in giro con dichiarazioni marziane (vedi D’Amico e Grosso che hanno detto che “l’inizio di campionato è stato al di sopra delle aspettative”, io ricordo un tristissimo pari casalingo con il Padova e una vittoria a tavolino).

Eppure anche la piazza deve fare autocritica. Dove sono finiti quelli che in estate ci insultavano sui social semplicemente perché avevamo il viziaccio di raccontare la verità? Dove sono quelli che “hanno fatto bene a togliervi l’accredito”, come se il torto lo subissimo noi e non lo stesso tifoso che ha il diritto a una vera e plurale informazione (noi siamo solo strumenti)? Vorrei sapere dove albergano ora quelli che “voi criticate sempre, avete rotto” (dovevamo applaudire l’orribile spettacolo?). Non li vedo più, spariti, volatizzati.

A Verona, forse, dovremmo un po’ maturare: imparare a distinguere il tifo dall’esercizio di critica. E questa società da quello che è il nostro Verona. Altrimenti ha ragione Setti e così vince davvero tutto lui. Anzi, ha vinto lui.
Francesco Barana

FONTE: Blog.Telenuovo.it


Chi al posto di Grosso?
By Redazione - 12 novembre 2018

La società sta riflettendo. I tifosi sui social chiedono il suo addio. Lui non può far altro che sperare di rimanere, sapendo di dover lavorare sodo per risollevare le sorti di una squadra che non risponde alle sue indicazioni e che è precipitata in una abulica posizione di classifica, lontana anni luce dai sogni di gloria estivi.

Fabio Grosso resta ad un passo dall’addio al Verona, anche perché l’occasione di cambiarlo è ghiotta, visto che l’Hellas giocherà due partite in un mese circa e quindi l’eventuale nuovo mister potrebbe avere tutto il tempo per iniziare a lavorare con calma con la squadra.

Che arriverà il posto di Grosso? Nelle ultime ore sono usciti moltissimi nomi, ma pochi sembrano essere quelli che interessano veramente alla società. L’indiziato numero uno è Marco Baroni, ancora sotto contratto con il Benevento, ma disponibile a tornare a Verona dove ha lasciato bellissimi ricordi da giocatore nell’anno della promozione con Attilio Perotti.

Il nome di Serse Cosmi, che stamattina si leggeva sulle pagine della Gazzetta, è più legato alle capacità mediatiche dell’ex tecnico del Perugia di Gaucci. Ieri sera Cosmi appariva sul portale TuttoMercatoWeb con un’intervista legata alla sfida del Napoli e stamattina il suo nome era già sulla Gazzetta dello Sport. Un modo come un altro per dire “ci sono anch’io” e per farsi un po’ di pubblicità in questi giorni in cui varie squadre di Serie A e B sono in difficoltà e c’è una sosta in arrivo. Certo è che Cosmi non dispiacerebbe affatto alla piazza gialloblù.

I nomi di Prandelli (contratto assolutamente fuori mercato per l’Hellas) e Malesani, sono più da amarcord che per effettivo interesse, mentre quello di Davide Nicola potrebbe anche essere preso in considerazione, anche se l’ex tecnico del Crotone vorrebbe la Serie A e in questo momento le situazioni di Chievo e Udinese sembrano più allettanti.

Non trova nessuna conferma invece Il trittico di nomi Zeman, Calori, Aglietti.

Tra oggi e domani verrà presa la decisione che se dovesse essere quella della conferma di Fabio Grosso starebbe ad indicare la netta volontà di Setti di continuare su un percorso che finora si sta dimostrando fallimentare, con un tecnico che dice di avere idee chiare ma che da una settimana all’altra decide che Di Carmine e Pazzini non possono giocare insieme, poi non possono giocare proprio, poi giocano dal primo minuto vicini. Sarebbe soprattutto la conferma di un tecnico che non è riuscito a dare un’idea di gioco, un atteggiamento mentale e una predisposizione alla lotta e al sacrificio di una squadra che in realtà rimane ancora la più forte della B, almeno sulla carta. Mai come adesso, cambiare tecnico diventa un obbligo.
Damiano Conati

È arrivato il momento di cambiare Grosso?
By Redazione - 11 novembre 2018

La squadra è uscita umiliata dal derby del Garda giocato contro il Brescia.
I risultati non arrivano e la squadra gioca male, così facendo si allontana sempre più l’obiettivo di tornare in Serie A.
È arrivato il momento di cambiare la guida tecnica dell’Hellas Verona?
La sosta per le nazionali concederebbe al nuovo mister l’opportunità di preparare la durissima sfida al Bentegodi contro il Palermo.
Dalla tifoseria si alza unanime questa richiesta, la palla ora passa al patron Maurizio Setti.
Nelle prossime ore sono attesi aggiornamenti
Stefano Pozza

FONTE: HellasNews.it


RIFLESSIONE DI SETTI
Grosso in bilico, tre ex gialloblù in corsa
11/11/2018 21:27
Nottata di riflessioni per Maurizio Setti. Fabio Grosso è seriamente in bilico dopo la vergognosa sconfitta di Brescia.
La società gialloblù in attesa di chiarire la posizione dell’ex Bari, intanto, valuta altri allenatori per un eventuale incarico.
Tre nomi su tutti: Prandelli, Baroni e Malesani. Tutti quanti sono ex gialloblù che sarebbero molto graditi alla piazza.
Lunedì è il giorno decisivo per il futuro di Fabio Grosso: in caso di esonero la rosa di allenatori disponibili si potrebbe anche allargare.

FONTE: TGGialloBlu.it


11 NOV 2018
INCAPACITA’ TOTALE
Ho evitato di scrivere dopo il triste pareggio con la Cremonese perché andava benissimo il post precedente dal titolo “PIATTUME”. La tentazione di togliere la seconda lettera e intitolare il nuovo post PATTUME è stata forte, lo ammetto. Ha vinto la mia parte moderata e meno volgare. Certo è che lo spettacolo offerto dal Verona con la Cremonese e a Brescia è stato indecente. Roba da impacchettare e gettare nel cassonetto delle immondizie (tanto per restare in tema).

I problemi sono molteplici. C’è un direttore sportivo inadeguato, un allenatore incapace, un presidente presuntuoso, una squadra che non rende come dovrebbe. Soluzioni? La più facile e logica è cambiare guida tecnica. Sono convinto che questa rosa, gestita diversamente può fare molto meglio. Grosso è in confusione totale. Lo vediamo noi, lo vedono i giocatori e dovrebbe vederlo anche il presidente nonostante gli occhiali scuri e il fumo del sigaro che può creare qualche problema di visibilità. Scherzi a parte, se sei convinto di aver costruito una squadra in grado di vincere il campionato, non puoi tenere un tecnico così.

Setti ha commesso tanti errori da quando è presidente del Verona. Ha sbagliato scelte, uomini, programmi, dichiarazioni e silenzi, azioni, tempi e atteggiamenti. Recuperare credibilità è impresa molto ardua. Prendere un allenatore capace, con un certo curriculum e non un’altra scommessa, potrebbe essere un piccolo punto di partenza, anche se i traguardi da centrare per riscattare i tanti fallimenti sono altri. Tornare in A è solamente il primo. Buona fortuna.
Luca Fioravanti

11 NOV 2018
FAKE-ALLENATORE E FAKE-DS
Da agosto ho invocato un Verona a due punte ma dopo Brescia ho capito che quello non è il problema. La gara con il Brescia ha sancito definitivamente che il problema del Verona non sono i moduli né tantomeno gli attaccanti (posto che Pazzini fuori da quattro gare consecutive ha marcato anche oggi…).

Il problema del Verona è l’uomo che la dirige in panchina, fortemente voluto da Setti che per prenderlo ha sfidato la piazza e i tifosi, convinto di avere ragione. Grosso è l’allenatore sbagliato nel momento sbagliato, solo la terribile presunzione del presidente carpigiano ha potuto creare questo ulteriore bubbone esploso alla giornata numero 12 dopo una indegna (si può dire? o mi querelate?) partita a Brescia. Non era difficile capire che Grosso non avrebbe potuto essere l’uomo che risolleva la piazza a Verona. Il suo gioco monocorde, gli allenamenti a porte chiuse, le sue conferenze-stampa carillon (capaci di addormentare anche un neonato col mal di pancia), le sue frasi fatte, non potevano essere la benzina per ripartire dopo lo schifo (si può dire o mi querelate?) della scorsa stagione.

A Bari vedevano Grosso un po’ come noi vedevamo Pecchia. Anzi, anche peggio. Setti però ha voluto continuare sulla stessa strada. Ha confermato il signor Tony D’Amico, il braccio destro di Fusco, dando quindi continuità a quel percorso fallimentare. E al posto di Pecchia ha preso Grosso che ben presto si è rivelato molto peggiore di Pecchia che perlomeno in B aveva fatto un gran calcio.

Mi sembra logico a questo punto che lunedì mattina il Verona stili un comunicato cacciando questo “fake-allenatore” che sta tradendo ogni aspettativa. E con lui ovviamente il “fake-ds” (altra querela? Si chiama ironia, fatevene una ragione…). Ma la logica quando si tratta di Setti e di questa società non può essere invocata. Quindi non mi stupirebbe rivedere Grosso ancora alla guida del Verona quando si tornerà a giocare. Al peggio non c’è mai fine…
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


GROSSO: «PARTITA BRUTTA E NON ALL’ALTEZZA, CI ASSUMIAMO LE NOSTRE RESPONSABILITÀ»
11/NOVEMBRE/2018 - 19:00
Verona - Le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate al termine di Brescia-Hellas Verona, 12a giornata della Serie BKT 2018/19.

«La partita? È stata una brutta sconfitta e un primo tempo ancora più brutto, abbiamo provato a rientrare in gara nella ripresa ma abbiamo commesso un'altra ingenuità che ha di fatto chiuso la gara. Peccato perché avremmo voluto fare tutt'altra prestazione e purtroppo non ci siamo riusciti. Se rifarei queste scelte? Non penso che la partita sia stata determinata dal modulo, ma dall'atteggiamento degli uomini che sono scesi in campo e dall'avversario, che oggi ha fatto tutto meglio di noi e ha portato ha casa una meritata vittoria. Che cosa non è andato? Come ho detto nell'intervallo ai ragazzi, eravamo troppo brutti, e ho chiesto un secondo tempo diverso. Abbiamo allora provato a mettere in campo le nostre qualità, a tratti ci siamo anche riusciti, però abbiamo commesso troppe ingenuità per uscire da un campo e contro un'avversaria del genere con un risultato positivo. Abbiamo fatto tante cose negative e non serve nemmeno parlare tanto degli episodi perché è stata una gara giocata per la maggior parte del tempo sotto le nostre possibilità, dobbiamo assumercene le responsabilità. Non mi sento deluso dai giocatori ma dalla prestazione, sono deluso di non essere riuscito a trasmettere loro il carattere che volevo per questa partita. Grosso in discussione? Io sono l'allenatore di una squadra che ha giocato una brutta partita e ci metto la faccia, per il resto continuo a fare quello che ho sempe fatto, provando a migliorare le cose che oggi si potevano fare meglio. Mi sono sentito in discussione dal primo giorno perché sapevo che sarebbe stato difficile, non è cambiato niente se non che sto commentando questa partita giocata non secondo le nostre possibilità».

FONTE: HellasVerona.it


Verona, Grosso vicino all'esonero
del 11 novembre 2018 alle 17:26

Brutta sconfitta per il Verona, battuto 4-2 dal Brescia. Una sconfitta che, come appreso da Calciomercato.com, dovrebbe essere fatale per Fabio Grosso.

FONTE: CalcioMercato.com


Serie B, Verona e Lecce in difficoltà: ecco la situazione
Da RedazioneSB - 06/11/2018
Fabio Grosso (Photo by Jean Paul Thomas/Icon Sport)

La Serie B 2018/19 inizia ad entrare nel vivo e con essa iniziano a delinearsi le gerarchie nelle zone alte e basse della classifica.

Con il posticipo di ieri andato in scena all’Adriatico tra Pescara e Lecce si è conclusa l’11ma giornata di Serie B, che ha visto il trionfo degli abruzzesi che hanno così potuto riagguantare la vetta della classifica. Lecce che ha dovuto fare i conti con la doppia inferiorità numerica e alla fine sconfitto per 4-2 da una diretta concorrente per la promozione. Difficoltà condivise con un’altra squadra che vaga nei piani alti della classifica, vale a dire l’Hellas Verona.

Serie B, il Verona non ingrana: Grosso traballa
L’Hellas Verona di Fabio Grosso aveva iniziato questo campionato rispettando tutte le pretese. Un avvio magistrale per gli scaligeri, che hanno da subito dimostrato di avere un grande potenziale collettivo, meritevole di un pronto ritorno in Serie A. Le aspettative però, da qualche giornata a questa parte si stanno affievolendo a causa del carattere arrendevole della squadra veneta. Una sola vittoria nelle ultime 6 partite per il Verona, per il resto tre sconfitte e due pareggi che hanno fatto scivolare la squadra dal consolidato primo posto ad un traballante terzo posto. Traballante come la panchina di Grosso, che nel prossimo turno contro il Brescia si gioca il tutto per tutto.

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Guglielmo Gatto

FONTE: SerieBNews.com


MASSIMA FIDUCIA DI SETTI
Grosso? Rimane saldo in panchina
04/11/2018 10:34
Il Verona è in crisi: 3 sconfitte, 2 pareggi e una sola vittoria (col Perugia grazie a San Silvestri) nelle ultime sei partite. Ma Fabio Grosso non è in discussione, la panchina dell'allenatore gialloblù è salda. Grosso gode della massima fiducia del presidente Setti e del Ds D'Amico.

Per ora l'imprenditore carpigiano non sta pensando a cambiamenti e non ha contattato nessun allenatore. Col Brescia però serve una vittoria, un'ennesima (brutta) sconfitta potrebbe cambiare le carte in tavole anche se sembra quasi impossibile che Setti possa esonerare Grosso (così come non aveva fatto con Pecchia).

Dopo la sfida col Brescia, il Verona giocherà solamente una partita in un mese (col Palermo) a causa della pausa per le nazionali (17 novembre) e del turno di riposo forzato (1 dicembre). Il periodo migliore per cambiare l'allenatore è proprio questo, oltre alla pausa di gennaio.

FONTE: TGGialloBlu.it


GROSSO: «DOBBIAMO FARE DI PIÙ, SONO CONVINTO CHE QUESTO GRUPPO CI RIUSCIRÀ»
03/NOVEMBRE/2018 - 00:30
Verona - Le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, Fabio Grosso, rilasciate al termine di Hellas Verona-Cremonese, 11a giornata della Serie BKT 2018/19.

«Abbiamo i punti che ci meritiamo, tutti ci aspettavamo qualcosa di diverso. Dobbiamo migliorare e fare di più, ma credo nelle qualità di questo gruppo e sono convinto che questi ragazzi possano fare bene. Abbiamo giocato tre partite in sette giorni, ho sfruttato le risorse che avevo a disposizione, abbiamo trovato il gol all'inizio prima di prendere la rete del pareggio in modo rocambolesco, ma dobbiamo fare di più. Dobbiamo continuare a lavorare come stiamo facendo, per cercare di vincere le partite. Abbiamo le qualità per fare meglio e sono convinto ci riusciremo».

FONTE: HellasVerona.it


LA CONFERENZA DELL'ALLENATORE
Grosso: Ecco perchè ho scelto Tupta, non Pazzini
02/11/2018 23:51
"Chiaro che vogliamo avere più punti, sappiamo che dobbiamo migliorare. Gli episodi non ci stanno dando una mano (GUARDA VIDEO CONFERENZA). La mia panchina è in bilico? Cerco di dare sempre il 100%, il mio lavoro è sempre in discussione. Porte chiuse a Peschiera e il distacco dei tifosi? Non è di sicuro il motivo dei risultati che non arrivano. Ripeto: gli episodi non stanno venendo dalla nostra parte, dobbiamo continuare a lavorare. Le scelte iniziali? Matos non stava molto bene, ho scelto i giocatori che ritenevo pronti". Fabio Grosso parla così in conferenza stampa dopo il deludente pareggio con la Cremonese di Mandorlini.

L'allenatore del Verona ha continuato: "Dobbiamo fare di più per vincere le partite. I fischi? Quando la gente non è contenta non è facile esprimere al massimo le nostre potenzialità. Pazzini fuori? Ho fatto delle scelte precise: ho preferito mettere davanti un giocatore diverso da Giampaolo, Di Carmine non era al 100% e volevo un attaccante (Tupta, ndr) che legasse di più coi compagni a centrocampo per innescare gli esterni. Poi ho messo Di Carmine e mettere un'altra punta, in quel momento finale, poteva essere rischioso".

Grosso ha concluso con le sue personali considerazioni: "Se analizziamo con onestà le gare passate gli avversari non hanno fatto molto più di noi per conquistare la vittoria. Sono fiducioso delle qualità di questo gruppo. Tiriamo poco in porta? Potevamo fare meglio nelle ultime gare però a Salerno abbiamo tirato 20 volte in porta. Modulo da cambiare? Non siamo focalizzati sul modulo, è il modo di giocare che al momento non ci sta dando soddisfazione. Anche perchè gli episodi non girano dalla nostra parte".

VERSO VERONA-CREMONESE
Hellas, porte blindate e niente conferenze
02/11/2018 11:06
Per la seconda volta di fila Fabio Grosso non parla in conferenza stampa il giorno prima del match. Il silenzio regna sovrano in casa Hellas: dopo gli ultimi risultati (e prestazioni) deludenti il Verona si arrocca.

Questa la strategia comunicativa: dopo il silenzio dei dirigenti che non parlano mai (Barresi e D'Amico) anche Grosso sta limitando i suoi interventi. Hellas blindato: non solo porte chiuse a Peschiera, anche microfoni spenti. Sarà la strategia giusta per uscire dalla crisi?

FONTE: TGGialloBlu.it


GROSSO: «INGENUITÀ FATALE, DOBBIAMO FARE MEGLIO. TANTE POSSIBILI OCCASIONI GESTITE MALE»
31/OTTOBRE/2018 - 00:15
Ascoli - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, Fabio Grosso, rilasciate al termine di Ascoli-Hellas Verona, 10a giornata della Serie BKT.

«E' una sconfitta che brucia tanto. Nel primo tempo non abbiamo sofferto ma abbiamo tenuto i ritmi bassi e non siamo stati in grado di creare occasioni da rete. Nella ripresa il ritmo è aumentato ma siamo mancati nelle decisioni finali per demeriti nostri. Poi è arrivato il gol, dopo una nostra ingenuità, e abbiamo permesso all'Ascoli di risalire. Avremmo dovuto fare sicuramente meglio, noi abbiamo creato tanto noi e nemmeno gli avversari, ma usciamo dal campo a mani vuote. Le partite passano e noi dobbiamo sicuramente fare meglio di quanto visto oggi. Pazzini? Ho una rosa composta da tanti calciatori, di grande qualità, saranno tutti utili nel corso della stagione. La sfida contro la Cremonese? E' positivo tornare in campo tra pochi giorni, mi auguro di fare meglio di oggi. In tutte le partite dobbiamo cercare di ottenere il massimo in un campionato così equilibrato».

GROSSO: «VITTORIA IMPORTANTE, DOBBIAMO MIGLIORARE IN PERSONALITÀ E PRESENZA NELLA GARA. BELLO L’APPLAUSO FINALE»
27/OTTOBRE/2018 - 21:40
Verona - Le principale dichirazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate al termine di Hellas Verona-Perugia, 9a giornata del campionato di Serie BKT.

«I tre punti di oggi? Siamo contenti di essere tornati alla vittoria perché era quello che volevamo. Una partita complicata e difficile, ma sapevamo anche questo perché venivamo da un periodo in cui avevamo meritato più di quello che eravamo stati in grado di raccogliere. Oggi siamo stati bravi a ottenere i tre punti perché era la cosa più importante della giornata. Le mie impressioni? Noi abbiamo intenzione di fare partite piene, siamo partiti bene ma poi ovviamente in determinati momenti dobbiamo acquisire quella personalità e quel coraggio che serve per affrontare palcoscenici importanti. Vogliamo stare nella partita e questo non vuol dire restare novanta minuti nella metà campo avversaria quando gli avversari hanno giocatori bravi, perché il Perugia ha giocatori bravi, ma vuol dire saper essere presenti, giocare, difendere. Queste qualità di squadra arrivano con un percorso comune. Noi ci stiamo provando, ci stiamo strutturando e potremo fare ancora meglio di quanto fatto oggi. L'applauso del Bentegodi? Questi sono tifosi di livello, perché ci tengono su e ci incoraggiano anche nei momenti difficili. Noi ci dobbiamo costruire per dare loro più soddisfazioni possibili. Hanno sempre dimostrato una presenza grande, a partire dalle prime partite, noi dobbiamo essere in grado di rendere questa grande presenza un punto di forza».

GROSSO: «LA FIDUCIA È FONDAMENTALE, SIAMO UN GRUPPO FORTE. VOGLIAMO TORNARE A VINCERE»
26/OTTOBRE/2018 - 17:15
Peschiera - Ecco le dichirazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate durante la conferenza stampa in vista di Hellas Verona-Perugia, 9a giornata del campionato di Serie BKT

«Questione Serie B? Non riusciamo a capire quale sarà il futuro di questo campionato, ma noi rimaniamo concentrati e focalizzati sulla partita di domani. Il Verona gioca bene ma non vince? I dati non si possono smentire e vanno analizzati con onestà. Sappiamo che stiamo facendo buone prestazioni ma purtroppo stiamo raccogliendo meno di quanto meriteremmo. L'obiettivo è dare continuità alla modalità di prestazione che stiamo avendo, cercando di ottenere dei punti in più perché quelli ottenuti nelle ultime partite non possono bastare per le nostre qualità. Serve più cinicità? Dobbiamo crescere anche in questo e analizzare meglio le situazioni. Domenica a Venezia abbiamo avuto le occasioni per chiudere la partita, poi abbiamo preso gol nel momento di difficoltà ma abbiamo subito reagito. Noi dobbiamo continuare a credere in quello che facciamo, perché questo è un gruppo che sta lavorando bene. Il Perugia giocherà la sua partita? Noi abbiamo il nostro modo di giocare, ci piace quando gli avversari vogliono proporre il loro. Le squadre che si chiudono cercando solo di impedire le trame di gioco avversarie hanno un compito più agevole. Noi stiamo avendo le occasioni, ma spesso non riusciamo a concretizzare quanto di buono fatto in campo, quindi ribadisco che serve l'equilibrio per capire che non basta fare buone partite, bisogna anche mettere qualcosina in più per vincerle. Ballottaggi? Non è importante il nome di chi scenderà in campo, perché la squadra che parte dall'inizio è un gruppo composto, qualsiasi sia la scelta di formazione, da calciatori preparati che rappresentano una squadra e una città importante. Noi dobbiamo continuare a fare il tipo di prestazione fatta finora, se continuiamo con questa qualità arriveremo ad ottenere di più. Chi scenderà in campo lo dovrà fare con abnegazione perché rimarranno fuori giocatori altrettanto bravi. In questa settimana avremo bisogno di tutte le nostre risorse per affrontare tutti gli impegni. Pazzini e Di Carmine insieme? Domani non partiremo con tutti e due, ma credo che nel tempo potremmo anche optare per questa soluzione. Magari con un rientrate Matos in più? Lo spero perché era in grado di attaccare, stava mettendo in campo delle buone prestazioni, mi auguro di riaverlo a disposizione il più presto possibile».

GROSSO: «BUONA PRESTAZIONE, MA RACCOGLIAMO MENO DI QUANTO SEMINIAMO»
21/OTTOBRE/2018 - 18:45
Venezia - Le principale dichirazioni dell'allenatore gialloblù, Fabio Grosso, rilasciate al termine della sfida contro il Venezia, 8a giornata del campionato di Serie BKT.

«Ho visto una squadra presente in campo, che ha cercato di fare la partita. Siamo andati in vantaggio e abbiamo chiuso meritatamente avanti un primo tempo in cui potevamo anche raddoppiare. Nei secondi 45' siamo tornati in campo con la giusta mentalità, costruendo ancora occasioni, ma non siamo stati in grado di chiudere la partita. Abbiamo preso un gol evitabile, usciamo da un campo difficile con una buona prestazione. Prendiamoci questo punto e andiamo avanti. I cali nell'arco della partita? Raramente si riesce a tenere lo stesso ritmo per tutti i 90', questo vale anche per le altre squadre. E' un periodo in cui non riusciamo a chiudere le partite, dobbiamo saper resistere ai momenti difficoltà. Stiamo raccogliendo meno di quello che seminando, abbiamo provato a vincere fino all'ultimo minuto e ci riproveremo col Perugia. Sono soddisfatto della prova di tutti i calciatori».

GROSSO: «A VENEZIA PER FARE RISULTATO. I 1352 TIFOSI? UN GRANDISSIMO SEGNALE»
19/OTTOBRE/2018 - 14:00
Verona - Ecco le dichirazioni dell'allenatore gialloblù, Fabio Grosso, rilasciate durante la conferenza stampa in vista di Venezia-Hellas Verona, 8a giornata del campionato di Serie BKT

«La partita dopo la sosta? Avremmo voluto affrontarla con risultati diversi da quelli ottenuti, ma analizzando le due sconfitte credo che le prestazioni fatte siano state buone, anche se purtroppo è mancato il risultato. Proveremo ad invertire la rotta già dalla prossima gara, un derby contro una squadra con interpreti forti, che ritroverà entusiasmo dopo il cambio di allenatore. Questo è un campionato di valore, noi dovremo essere bravi a limare qualche dettaglio perché sarà importante uscire dal campo con un risultato positivo, che ci manca da due partite. Ci vorranno attenzione e determinazione per fare una grande partita. Nel nostro gruppo, tutti hanno le qualità per far sì che il Verona possa essere protagonista in questo campionato, tutti hanno la volontà di creare una squadra forte. Il recupero di Matos? Non ci sarà con il Venezia e probabilmente neanche con il Perugia. E’ stato protagonista in questo inizio e stava facendo bene. Sicuramente chi lo sostituirà saprà farlo al meglio. Ragusa? E’ una delle possibilità per sostituire Ryder, è un ragazzo che ha grandi potenzialità e sta ritrovando la condizione. I 1.352 tifosi a Venezia? E’ un grandissimo segnale, ci fa capire il calore e la voglia che hanno i nostri tifosi. Noi possiamo ricambiarli solo cercando di ottenere i risultati, con il lavoro quotidiano e con grandissimo impegno. Pazzini e Di Carmine? Fanno parte di un gruppo forte, saranno entrambi protagonisti durante il campionato. Per domenica non ho ancora deciso, ma saranno tutti importanti, sia chi entrerà e sia chi giocherà dall’inizio. La vittoria a tavolino di Cosenza? Siamo concentrati su quello che stiamo facendo, ora abbiamo l’opportunità di rifarci dopo due partite andate storte».

FONTE: HellasVerona.it


Grosso: “Sì alla Var”
ottobre 18, 2018

A Riccione, ieri si sono confrontate le 19 società cadette, rappresentate dai capitani e tecnici. Presenti anche gli arbitri. Sul tema Var, favorevole l’allenatore dell’Hellas Verona, Fabio Grosso: “Sì, ci vuole, evita gli errori” ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport

FONTE: HellasLive.it


GROSSO: «CREATO MOLTO SENZA RACCOGLIERE PUNTI: LAVORIAMO SUI NOSTRI ERRORI»
05/OTTOBRE/2018 - 23:30
Verona - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate al termine di Hellas Verona-Lecce, 7a giornata della Serie BKT 2018/19.

«La gara? Tante occasioni, un ottimo primo tempo e nonostante questo usciamo dal campo a mani vuote. Abbiamo fatto degli errori, subendo dei contropiedi, bisognava leggere meglio delle situazioni che ci avrebbero permesso quantomeno di chiudere in parità il primo tempo. Da salvare c'è il fatto di non essere mai usciti dalla gara e le tante occasioni create: guardiamo avanti per fare sempre meglio. Matos? Giocatore importante, si è fatto male in uno degli episodi dubbi della gara, ne abbiamo visti tanti oggi, purtroppo. Lavoreremo per migliorare, c'è tanto su cui riflettere, abbiamo perso qualche pallone di troppo. Dobbiamo crescere molto nella mentalità e nella freddezza in zona gol, sicuramente avremmo meritato qualcosa di diverso per le tante occasioni create. Le insidie del campionato sono tante, ripartiamo dal nostro primo tempo provando a migliorare nelle cose che non hanno funzionato».

GROSSO: «CON IL LECCE SERVIRÀ UNA PROVA DA GRANDE SQUADRA, COMPATTA E COESA»
04/OTTOBRE/2018 - 15:10
Peschiera - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate in vista di Hellas Verona-Lecce, 7a giornata della Serie BKT 2018/19.

«Salernitana indolore? Le sconfitte non sono mai indolore, ma dobbiamo sempre analizzarle per saper riemergere e continuare a fare bene come è successo nelle prime partite e per lunghi tratti a Salerno. Il dispiacere è quello di aver lasciato sul campo tre punti in una gara che poteva concludersi in tutt'altro modo, ma dobbiamo prendere spunto da questa sconfitta e provare a ripetere la prestazione migliorando ancora qualche dettaglio. Tutte le partite saranno difficili, ma noi abbiamo tanti elementi in rosa per fare sempre bene. Ora il Lecce, avversario insidioso? Conosciamo il loro percorso, è una squadra che gioca con entusiasmo e verrà a Verona con serenità per proporre il proprio gioco. Finora ha messo in difficoltà tante avversarie, all'inizio non ha raccolto quello che avrebbe meritato ma poi ha trovato punti importanti anche fuori casa. Per noi questo deve essere un campanello d'allarme, ma dobbiamo essere consapevoli delle nostre qualità e dimostrarle in campo, affrontando le difficoltà che ci saranno durante la partita. Che sfida sarà? Loro sono bravi a stare vicini, a lasciare poco spazio e a ripartire. Noi dobbiamo sfruttare le nostre caratteristiche, sarà una partita tosta, in cui servirà una prova da grande squadra, compatta e coesa. Come giocheremo? Ogni componente in squadra ha le sue caratteristiche, ma è sempre più importante il modo in cui si fanno le cose e saper occupare bene gli spazi. Guardando gli allenamenti cerco di mettere in campo i ragazzi che stanno meglio fisicamente e mentalmente e sono contentissimo della disponibilità di questi ragazzi. Ognuno avrà il suo spazio e quando scenderà in campo non dovrà sentirsi sotto una lente d'ingrandimento, perché al di là degli errori è fondamentale uscire dopo aver fatto una partita piena, come a Salerno. Avere quindi l'amaro in bocca per la sconfitta, ma essere consapevoli di avere fatto bene e convinti di fare ancora meglio la successiva. Sono tutti a disposizione tranne Almici, che dovremmo rivederlo dopo la sosta, e Bianchetti, che sta proseguendo nel programma di recupero. Di Carmine? Ha ripreso in settimana ad allenarsi con la squadra, sarà difficile vederlo dall'inizio, ma ha tanto entusiasmo e voglia di dimostrare il suo valore come tutti quanti. Pazzini? Si sta allenando molto bene, facciamo tanto affidamento sulle sue qualità sia in campo che fuori».

GROSSO: «PARI RISULTATO PIÙ GIUSTO, MA DOBBIAMO FARE DI PIÙ»
29/SETTEMBRE/2018 - 18:55
Salerno - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate al termine di Salernitana-Hellas Verona, 6a giornata della Serie BKT 2018/19.

«Come arriva questa sconfitta? È stata una partita strana perché i ritmi non sono stati tanto alti nel primo tempo. Siamo stati bravi a tenere la gara, a soffrire pochissimo e a creare i presupposti per trovare il gol del vantaggio. Nella ripresa ci sono stati dei minuti di pressione con qualche calcio piazzato consecutivo, però senza subire granché. Poi, all'improvviso, abbiamo preso un gol che potevamo evitare, con tanti calciatori schierati. La partita di lì in poi si è incanalata nei binari che la squadra avversaria avrebbe voluto. Nonostante si sia giocato poco abbiamo creato le basi per poter pareggiare, ma purtroppo torniamo a casa a mani vuote. Se mi aspettavo una Salernitana così? Sapevamo che l'avversario avrebbe fatto di tutto per trovare il risultato. In uno delle poche occasioni vere sono andati in vantaggio e sono stati bravi a tenerselo fino alla fine. Noi lo siamo stati un po' meno perché anche se abbiamo cambiato ritmo nel finale non siamo riusciti a pareggiare. Andiamo via a mani vuote ma la prestazione non è tutta da buttare e ora guardiamo avanti. Il gol subito? Bisogna stare attenti negli episodi perché sicuramente nell'occasione della rete subita avremmo potuto fare meglio. È stato l'episodio che ha poi determinato il risultato finale, credo ingiustamente per noi perché aldilà di qualche demerito che abbiamo avuto penso che il risultato di pareggio sarebbe stato il più giusto».

GROSSO: «VITTORIA DI MATURITÀ, FONDAMENTALE IL CALORE DEI TIFOSI»
25/SETTEMBRE/2018 - 23:30
Verona - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate al termine di Hellas Verona-Spezia, 5a giornata della Serie BKT 2018/19.

«La gara? Molto difficile, sapevamo avremmo trovato una squadra tosta, lo Spezia ha caratteristiche difficili da affrontare e a tratti ha saputo metterci in difficoltà, ma la squadra ha saputo dimostrare grande maturità. Abbiamo saputo soffrire tutti insieme quando necessario, e pungere quando è stato possibile farlo, portando a casa una vittoria che alla fine credo meritata. E' proprio negli inevitabili momenti di difficoltà che si vedrà la nostra forza. Lo Spezia ci ha costretto a prendere qualche rischio e ad alzare il ritmo, nonostante questo abbiamo concesso molto poco. Salernitana? Altro avversario difficile, sicuramente avranno voglia di vincere ma penso che se usiamo bene le nostre caratteristiche e qualità possiamo fare la nostra partita. Il pubblico del Verona? Caloroso e soprattutto generosissimo quando vede che i propri giocatori danno tutto in campo. Il loro entusiasmo può essere un fattore fondamentale per la nostra stagione».

GROSSO: «VITTORIA MERITATA SU UN CAMPO DIFFICILE. NEL FINALE...»
22/SETTEMBRE/2018 - 19:00
Crotone - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate al termine di Crotone-Hellas Verona, 4a giornata della Serie BKT 2018/19.

«Sapevo non sarebbe stato facile, credo la squadra abbia risposto presente con un bell'atteggiamento, creando tantissime occasioni con grande personalità e meritando la vittoria. Abbiamo un po' rallentato nel finale, permettendo al Crotone di rifarsi sotto, su questo dobbiamo ancora lavorare, abbiamo grandi margini e possiamo fare ancora meglio. Tupta? Grande gara, a disposizione della squadra e bravo ad attaccare gli spazi. Sono molto contento, tutti avranno le opportunità per mettere in mostra le qualità che hanno. Abbiamo diversi giocatori duttili e anche questo sarà importante. Spezia? Partita complicatissima, appena si molla un attimo le altre ti mettono in difficoltà, cercheremo di mettere in campo chi sta meglio. Tifosi? Anche oggi ci hanno sorpreso per attaccamento e passione, vogliamo dare loro delle soddisfazioni».

GROSSO: «CROTONE FORTE E ORGANIZZATO, MA NOI AVANTI PER LA NOSTRA STRADA»
21/SETTEMBRE/2018 - 13:15
Peschiera - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate alla vigilia di #CrotoneVerona, 4a giornata della Serie BKT 2018/19.

«Crotone? Avversario molto difficile, conosciamo il loro percorso. Le insidie saranno numerose, ma penso che abbiamo le qualità per poter fare la partita che abbiamo preparato, con coraggio e personalità. Sicuramente il Crotone sarà in grado di proporsi, dovremo essere pronti e consapevoli di avere di fronte una squadra forte, cui piace giocare e sa occupare bene il campo. Di gare facili, abbiamo già potuto vedere, non ce ne sono: noi andiamo avanti per la nostra strada, provando sempre a fare il nostro gioco. Pazzini? Non dovrebbe essere nulla di grave, sfortunatamente questo risentimento gli impedirà di essere con noi domani. Abbiamo tante soluzioni, come Cissé e Tupta, e sono sicuro che chi lo sostituirà sarà in grado di fare la gara che tutti ci aspettiamo. Ci auguriamo di riavere presto a disposizione tutti gli infortunati, sono importanti per noi».

GROSSO: «LA NOSTRA FORZA DEVE ESSERE UN VERONA CON QUALITÀ A PRESCINDERE DA CHI SCENDE IN CAMPO»
16/SETTEMBRE/2018 - 18:00
Verona - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate al termine di Hellas Verona-Carpi, 3a giornata della Serie BKT 2018/19.

«La gara? Ho fatto i complimenti ai ragazzi, grande passo avanti rispetto alla partita contro il Padova, l'atteggiamento è stato giusto. Siamo stati aggressivi provando sempre a giocare la palla. Prendiamo questa vittoria per quello che è, ovvero una partita ricca di passi in avanti ma anche di tante cose che ancora vanno migliorate. Penso che abbiamo grossi margini di miglioramento e tante cose su cui lavorare, come la gestione di alcune fasi della partita. Non hanno ancora trovato spazio tanti calciatori di qualità della nostra rosa, il campionato ci permetterà di sfruttare le qualità di tutti. L'importante per me è vedere, come oggi, che a prescindere da chi scende in campo siamo un collettivo che ha sempre le caratteristiche per fare bene. Ho tanta passione, sento l'entusiasmo di un ragazzino e questo mi fa lavorare ogni giorno al massimo per cercare di raggiungere i nostri obiettivi. Questo ambiente ha tanta voglia di tornare ad essere protagonista, se saremo bravi a farlo potremo costruire qualcosa di bello».

GROSSO: «FINALMENTE SI GIOCA! CARPI? SQUADRA CON UN’IDENTITÀ PRECISA»
15/SETTEMBRE/2018 - 14:50
Peschiera - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate in vista di Hellas Verona-Carpi, 3a giornata di Serie BKT 2018/19.
«Il Verona alla ripresa del campionato? Finalmente si ricomincia, dopo la pausa e dopo tante cose che sono capitate. La nostra bravura dovrà essere quella di farci trovare pronti. Sappiamo che in questo campionato le partite sono tutte equilibrate, ma dovremo essere presenti nell'arco di tutta la gara e cercare di ottenere la vittoria. È quello che vogliamo fare sempre. La nostra mentalità è quella di una squadra che attacca e che vuole fare la partita, rispettando un'avversaria che avrebbe meritato più di quanto ha raccolto finora. Una ripartenza dopo gli ultimi sviluppi sul campionato? In questo periodo si stanno delineando tante cose. È un'annata particolare, ma noi non dobbiamo farci condizionare. Dobbiamo pensare al campo e a fare il massimo per riportare in alto questa squadra. Che Carpi mi aspetto? È una squadra con caratteristiche che possono metterci in difficoltà. Sono avversari che da anni portano avanti un'identità ben precisa. Sono molto bravi a sapersi difendere tutti insieme e hanno delle capacità importanti davanti per ripartire, ma noi sappiamo anche quali sono le nostre qualità e vogliamo dimostrarle domani. Su Dawidowicz? Ho scoperto ieri di poterlo utilizzare. È un ragazzo giovane e di qualità e noi ne abbiamo tanti così. Sono loro che ci danno la speranza di poter fare bene durante tutta la stagione, sapendo che dovremo essere bravi a supportarli nei momenti di difficoltà. Gli altri rientranti? Lee è tornato felice dai Giochi Asiatici, potrà essere un'arma in più, così come Cissé e Ragusa. Avere tanti calciatori a disposizione non è un problema per me, ma un valore aggiunto per tutti noi. Dovrò essere bravo io a capire quali interpreti, aldilà del modulo, utilizzare di partita in partita, facendo riferimento alle caratteristiche di tutti».

GROSSO: «AGGRESSIVITÀ E DETERMINAZIONE PER DIMOSTRARE LE NOSTRE QUALITÀ»
31/AGOSTO/2018 - 14:20
Peschiera - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate in vista di Cosenza-Hellas Verona, 2a giornata di Serie BKT 2018/19.

«Il Cosenza? Sarà una squadra aggressiva, concentrata, che terrà alta l'attenzione su tutte le situazioni di gioco. Vogliamo essere pronti a giocare una partita tosta, per poi esprimere le nostre qualità. Dovremo pareggiare l'aggressività e la competitività dei nostri avversari. L'essere favoriti è una pressione? Noi dobbiamo avere l'equilibrio giusto che ci faccia vivere i momenti difficili e quelli felici allo stesso modo, lavorando quotidianamente per diventare più forti di quello che siamo. Sicuramente ci vengono riconosciute tante qualità, ma ripeto che non bastano gli interpreti bravi per essere protagonisti di un campionato difficile in cui le sorprese non mancano. Conosciamo le caratteristiche di queste squadre, andremo in un ambiente caldo e vogliamo farci trovare pronti. Abbiamo le qualità per competere con gli avversari e conosciamo già questo tipo di partite. Miglioramenti? Io vedo grande partecipazione da parte di tutti. Siamo un gruppo numeroso, ma questo è un campionato logorante e già da domani sarà importante chi giocherà dall'inizio e chi subentrerà».

GROSSO: «RISULTATO GIUSTO, LAVORIAMO SUI NOSTRI ERRORI»
26/AGOSTO/2018 - 20:30
Verona - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate al termine di Hellas Verona-Padova, 1a giornata della Serie BKT 2018/19.

«Non era il risultato che volevamo, ma portiamo a casa questo punto espressione di quanto visto in campo. Siamo consapevoli di aver dato tutto dal punto di vista dell'applicazione e di avere quindi ampi margini di miglioramento per provare a fare meglio in futuro. Dovremo essere bravi a diventare una squadra prima possibile, oggi il Padova è stato bravo a portare a casa un punto approfittando dei nostri errori, soprattutto nel nostro collegamento tra i reparti e il palleggio che sono da migliorare. Nel finale abbiamo creato i presupposti per portarla a casa e questo non ci rende contenti del risultato, mi auguro che col tempo sapremo eliminare i tanti errori commessi. I nuovi entrati? Sono molto contento di tutti, solo una grande parata ha impedito a Pazzini di segnare. La testa è già al Cosenza».

FONTE: HellasVerona.it


13 AGO 2018
LA CONFUSIONE DI GROSSO
Non eravamo fenomeni una settimana fa quando per molti il Verona era già in serie A, non siamo dei brocchi oggi dopo che il Catania ci ha eliminato. Ci sta in questo momento della stagione, altre formazioni anche di A sono andate in difficoltà.

La preoccupazione, però, è un’altra e porta direttamente al tecnico. Alcune scelte di ieri lasciano perplessi, molto, ed entrano nel campo degli esperimenti eccessivi. Non mi piace, intanto, e non mi piacerà mai la duttilità di ruoli e moduli. La specializzazione è fondamentale al pari della conoscenza che si acquisisce sul campo ripetendo e ripetendo i movimenti fino a farli diventare automatici.

Catapultare un giocatore a destra, a sinistra, al centro, in mezzo, in attacco, significa creare e creargli solo imbarazzo. Ci sono distanze, automatismi che si trovano solo con la specializzazione e la costante applicazione in una specifica zona del campo. Bagnoli la applicava negli anni ’80, senza usare paroloni. Un terzino deve fare il terzino e un’ala, l’ala. Punto. Marrone ieri è stato schierato centrale difensivo, Crescenzi che aveva sempre giocato a sinistra è stato spostato a destra, ad un certo punto del match, quando si perdeva 2-0, Ragusa è stato sostituito da Dawidowicz, mentre Pazzini languiva mestamente in panchina fino al 30' del secondo tempo. Incomprensibile.

Aggiungiamoci il fatto che il Verona dal punto di vista fisico è apparso imbarazzante e il risultato è stato la logica conseguenza.

Tutta questa confusione è quella che ha seppellito Pecchia. Leggo che a Bari Grosso ha cambiato 21 formazioni in 22 partite. Speriamo che a Verona la musica sia diversa.
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


GROSSO: «CI TENEVAMO A PASSARE IL TURNO, IL CATANIA HA MESSO PIÙ INTENSITÀ»
12/AGOSTO/2018 - 23:15
Catania - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate al termine di Catania-Hellas Verona, III turno della Coppa Italia 2018/19.

«La sconfitta di Catania? Non siamo soddisfatti del risultato, determinato da una prestazione sottotono. Nel primo tempo non abbiamo tenuto i ritmi che dovevamo tenere, il pressing degli avversari ci ha messo in difficoltà e abbiamo fatto fatica a giocare. Per fare risultato qui serviva un altro tipo di atteggiamento però portiamo a casa un insegnamento per il futuro, per quando incontreremo questo tipo di squadre e noi dovremo sicuramente fare meglio. Siamo stati più passivi rispetto all'ultima gara, era importante per noi riuscire a passare il turno. Il Catania ci ha messo più intensità, ha vinto più duelli, soprattutto nel primo tempo»

GROSSO: «CATANIA TEST IMPORTANTE, CI ASPETTA UNA PARTITA TOSTA»
10/AGOSTO/2018 - 15:10
Verona - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate in vista di Catania-Hellas Verona, III turno della Coppa Italia 2018/19.

«Catania? Conosciamo il valore dell'avversario, ci aspetta una partita tosta, ed è questo l'aspetto più positivo perché ci farà capire il tipo di avversarie che troveremo in campionato. Ci sarebbe piaciuto giocare in casa, come sembrava dovessimo fare, dovremo essere ancora più bravi. Ci saranno anche dei tifosi al nostro seguito, questa per noi è una responsabilità in più, ci hanno dimostrato dal primo giorno che passione c'è attorno al Verona. Il Catania è una squadra con interpreti di esperienza e qualità, quindi sarà un test difficile e importante per capire a che punto siamo. Ci alleniamo ogni giorno per migliorare, le partite sono il resoconto di come si è lavorato in settimana. Il nostro deve essere l'atteggiamento di una squadra che sa dove vuole arrivare, mettendo in campo tutte le nostre potenzialità con grande spirito di gruppo e sacrificio. Dobbiamo pretendere tanto dalle nostre qualità, non basterà avere singoli di livello, servirà soprattutto saperli far esprimere nel modo migliore sul campo. Questo vuol dire avere tanta disponibilità da parte di tutti a lavorare di squadra. Verona? Città bellissima, ho conosciuto tanti amici che l'hanno vissuta e che hanno fatto parte di questa squadra, spero di potermi godere nel tempo le bellezze di questa città e dei suoi dintorni, ma per ora sono concentrato sull'obiettivo che mi sono posto quando sono arrivato».

GROSSO: «BUONA PRESTAZIONE, CONTINUIAMO A LAVORARE A TESTA BASSA»
05/AGOSTO/2018 - 23:00
Verona - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate al termine di Hellas Verona-Juve Stabia, II turno della Coppa Italia 2018/19.

«Siamo stati bravi a tirare fuori una buona prestazione, non era facile in questo momento in cui ci stiamo ancora tutti conoscendo e non siamo insieme da molto. Ho visto tante buone cose e altrettante che si possono migliorare, continuiamo a lavorare a testa bassa come stiamo facendo. Cerchiamo sempre di migliorare, le potenzialità ci sono per fare ancora meglio. Ogni giorno ci devono accompagnare l'umiltà e la perseveranza nel voler raggiungere i nostri obiettivi. Catania? Dovremo dare tutto ogni giorno per arrivare alla gara senza rimpianti».

GROSSO: «BRAVI A RESISTERE NEI MOMENTI DIFFICILI. OGGI I TIFOSI CI HANNO DIMOSTRATO COS'È LA PASSIONE PER L'HELLAS»
28/LUGLIO/2018 - 21:30
Heidenheim (Germania) - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate al termine di Heidenheim-Hellas Verona.

«Abbiamo fatto una buona gara, siamo stati bravi a saper resistere nei momenti in cui gli avversari hanno saputo metterci in difficoltà e a creare qualche buona occasione. C'è ancora tantissimo da migliorare, con il lavoro quotidiano. I tifosi? Non mi aspettavo di vedere così tanta gente qui per noi, questa è una cosa molto bella. L'unico modo che abbiamo di ringraziarli è dare sempre tutto in campo e provare a vincere più partite possibili. La loro è una passione immensa, che anche dopo le delusioni resta forte e oggi ce lo hanno dimostrato. Coppa Italia? Vogliamo scendere in campo per cercare di essere protagonisti, dando sempre il massimo a prescindere dal modulo. Chi sarà con noi in questa stagione dovrà avere ben chiaro in che Club si trova e con che ambizioni».

GROSSO: «SACRIFICIO E PASSIONE PER RICREARE ENTUSIASMO»
14/LUGLIO/2018 - 20:30
Mezzano (Trento) - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate al termine di Hellas Verona-La Fiorita, seconda amichevole nel ritiro di #Primiero2018.

«L'importante in questo periodo è riuscire a far giocare l'intero organico, lavorare al massimo, prepararci al meglio ed essere pronti a vincere le partite. Noi lavoriamo per arrivare alla Coppa Italia e successivamente al campionato cercando di essere pronti, queste sono tappe che ci aiuteranno ad arrivarci nelle migliori condizioni. Pazzini? Sta mettendo minuti nelle gambe, che gli serviranno. È un calciatore importante, come lo è tutto il gruppo. In queste partite stiamo provando al massimo le cose per cui ci siamo allenati. Laribi? Ha grandissima qualità ma non è l'unico, ci sarà utile in questo campionato che conosce molto bene. Mi auguro che possa esprimersi al massimo per tutta la stagione. Fiorentina? Affronteremo una squadra di una categoria superiore, dovremo essere compatti e uniti anche nelle difficoltà, in un campionato lungo come quello della B ne troveremo, ma dovremo essere bravi a superarle nel migliore dei modi. Mercato? Sono contento di avere tanti calciatori in rosa, siamo coperti in tutti i ruoli, tutti siamo lavorando al meglio per far sì che questo Club torni a vivere emozioni forti. Uno dei nostri obiettivi è quello riavvicinare i nostri tifosi e dovremo farlo con il lavoro, la passione, il sacrificio e l'umiltà. Vogliamo ricreare l'entusiasmo che tutti noi sappiamo questa piazza può dare al Verona».

GROSSO: «UMILTÀ E LAVORO: DARÒ IL MASSIMO»
11/LUGLIO/2018 - 16:30
Primiero (Trento) - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Grosso, rilasciate durante l'evento di presentazione nel ritiro di #Primiero2018.

Mister Grosso si presenta

LA SCELTA DI VERONA
«Sono contentissimo e orgoglioso di iniziare questa nuova avventura, so che sarà difficile ma soprattutto stimolante, sono molto motivato a dare il massimo. La società mi ha seguito e ha creduto in me, per me è una grande responsabilità rappresentare un Club e una piazza così importanti come quelli di Verona. Qui ho trovato una società molto seria e organizzata, con tantissime persone che si mettono a disposizione ogni giorno. Le componenti per fare bene ci sono tutte. Quando ho smesso di giocare mi sono allontanato in silenzio, mi sono preso del tempo per dedicarmi alla mia famiglia; poi si è riaccesa la fiammella dentro di me, che mi spinge a conquistare terreno. Oggi il mio terreno si chiama Hellas Verona, voglio fare il massimo con questa squadra».

UMILTA’ E LAVORO: LE COMPONENTI FONDAMENTALI
«Il mio obiettivo è quello di creare un gruppo di grandi uomini, sono convinto che le caratteristiche tecniche vengono valorizzate soltanto da una solida base di valori umani. Sicuramente quello che si riesce a fare in campo è determinato dalla qualità dei calciatori, ma se non si riesce a costruire una forte mentalità comune difficilmente si ottengono risultati. Ho parlato in modo chiaro e sereno alla squadra, voglio persone che si mettano a disposizione con umiltà per dare il massimo, perché questa sia la migliore stagione della carriera di ognuno di loro. So di essere in una società ambiziosa che sta facendo di tutto per mettere a disposizione una squadra di qualità, capace di vincere il più possibile».

IDEA DI GIOCO ED ENTUSIASMO
«Voglio far giocare bene i miei giocatori, valorizzando le qualità individuali in favore del gruppo e cercando fin da subito di ottenere risultati. So di essere in una città con una bellissima tifoseria, che anche nelle delusioni non ha mai abbandonato la squadra. Noi dobbiamo soltanto lavorare sodo per far tornare l’entusiasmo a una grande piazza come è quella del Verona».

FONTE: HellasVerona.it


Pubblicato il 3 lug 2018
Pino Martini feat. Barrio Dani Alves - Fabio Grosso

Dedicato a tutti gli assenti, gli italiani all'estero e a Fabio Grosso,
l'ultimo rigore di Germania 2006.

FONTE: Pagina Youtube di Martino Pini


MUSIC CAFÈ | martedì 10 luglio 2018, 15:59
Fabio Grosso nel video made in Biella di Pino Martini: "Guardo l'Italia che ce la fa"

È stato registrato anche in Provincia di Biella, oltre che in Spagna, Portogallo e a Torino, il video di "Fabio Grosso", primo singolo di Pino Martini realizzato in collaborazione con la formazione locale del "Barrio Dani Alves". Uscito il 4 luglio, a dodici anni esatti dalla storica Germania-Italia dei Mondiali 2006, il brano racconta di un giovane di belle speranze che in una Italia in difficoltà sceglie la via del trasferimento all’estero ma si porta nel cuore la sua origine, quell’amato e odiato paese che sembra ritrovarsi unito solo nelle occasioni sportive più altisonanti. La canzone parla di quei momenti in cui anche se siamo fuggiti, sentiamo quel richiamo fatto di orgoglio e di nostalgia, di passione spennellata di imprecisione, di coraggio e di faccia tosta. E allora Fabio Grosso, l’Italiano quasi sconosciuto che sul palcoscenico più importante del calcio mondiale si scopre decisivo e passa alla storia nel calcio dei campionissimi pluricelebrati, calciando un rigore che lo porta nella storia insieme al suo paese. Fabio Grosso siamo noi, quando ci vogliamo provare, facciamo pasticci, prendiamo strade sbagliate, ma ci buttiamo il cuore e alla fine, qualche volta, vinciamo la partita.

Nato quasi per caso, il progetto Pino Martini sta riscuotendo un successo quasi inaspettato, con tanto di proposte di live all’estero nella zona della penisola iberica citata dalle immagini del video. In previsione la registrazione di nuovi pezzi e la partenza di un tour di presentazione. In alcune scene dello stesso video compaiono diversi musicisti biellesi che hanno collaborato con entusiasmo al lancio del progetto. “Guardo il rigore di Fabio Grosso, guardo l’Italia che ce la fa”.

FONTE: NewsBiella.it


IL NUOVO MISTER GIALLOBLU'
Grosso a Verona senza i collaboratori storici
07/07/2018 12:31
Fabio Grosso è pronto per la nuova avventura sulla panchina dell'Hellas. L'ex allenatore del Bari, rispetto a Fabio Pecchia, avrà uno staff molto più corposo con l'aggiunta di due collaboratori tecnici (che l'allenatore pontino non aveva).

Il vice di Grosso sarà Mauro Carretta, che l'anno scorso era il vice allenatore di Porta, alla Primavera gialloblù.

Grosso ha abbandonato i suoi collaboratori storici. Valeriano Recchi, suo vice, e Giuseppe Zappella, collaboratore da molti anni. Evidentemente non ritenuti adeguati per l’avventura veronese.

QUESTO LO STAFF COMPLETO
Allenatore: Fabio Grosso
Allenatore in seconda: Mauro Carretta
Team Manager: Sandro Mazzola
Collaboratore tecnico: Stefano Raponi
Collaboratore tecnico: Stefano Petrini
Preparatore dei portieri: Massimo Cataldi
Preparatore atletico: Stefano Cellio
Preparatore atletico e recupero infortuni: Riccardo Ragnacci
Match analyst: Guido Didona.

FONTE: TGGialloBlu.it


NEWS
07 luglio 2018 - 11:35
Ecco Grosso: lo staff del nuovo tecnico del Verona
Allenatore in seconda sarà Carretta, preparatore atletico Cataldi

di Redazione Hellas1903

A guidare il gruppo del Verona a Primiero è Fabio Grosso.
Il nuovo allenatore dell’Hellas si è presentato per la partenza verso il Trentino insieme al suo staff, così definito.

Allenatore in seconda: Mauro Carretta
Collaboratore tecnico: Stefano Raponi
Collaboratore tecnico: Stefano Petrini
Preparatore dei portieri: Massimo Cataldi
Preparatore atletico: Stefano Cellio
Preparatore atletico e recupero infortuni: Riccardo Ragnacci
Match analyst: Guido Didona

FONTE: Hellas1903.it


Tommaso Giagni 4 luglio 2018
Oltre i sogni
Foto di Alex Livesey / Getty Images

L’impensabile carriera da calciatore di Fabio Grosso, che divenne un eroe del Mondiale del 2006 quasi per caso, e la sua ascesa da promettente allenatore.

26 giugno 2006. Huang Jianxiang è un telecronista della CCTV cinese e sta raccontando Italia-Australia, ottavi di finale della Coppa del Mondo. La gara sembra avviata ai supplementari, quando Fabio Grosso guadagna un calcio di rigore. Huang inizia a gridare: «Grosso ce l’ha fatta! Il ritorno del grande italiano! Il successore della grande tradizione italiana! Non è la battaglia di un solo uomo. Facchetti, Cabrini, Maldini, le loro anime si sono infuse dentro di lui in questo momento!».

In seguito all’episodio, l’emittente TV rimprovera Huang e lo punisce, per il mancato equilibrio e l’offesa indiretta agli australiani. Lui si ritrova all’angolo e dopo i Mondiali finirà per lasciare il lavoro. Pubblicherà anche un libro, dal titolo: Non è la battaglia di un solo uomo.

Fabio Grosso non era Facchetti, né Cabrini, né Maldini. A 21 anni, in prestito al Teramo, non giocava mai perché veniva considerato scarso per la categoria (C2) dall’allenatore, Roberto Pruzzo. Sembrava destinato a un calcio minore. «Da bambino fantasticavo qualche partita in A. Sono andato oltre i sogni».

La sua storia è quella di un gregario che si prende la scena. Un rincalzo su cui nessuno avrebbe scommesso. Grosso però non la chiama rivincita, è una parola che non gli piace. Il suo approccio è positivo, sempre: anche nel periodo in cui la Juve lo mette da parte e lui sta praticamente lasciando il calcio giocato, anche allora, Fabio Grosso dice che quello che gli manca in carriera è «quello che verrà».

Ha vinto molto, moltissimo. Eppure non è riuscito a disegnarsi addosso la figura del vincente. Ed è per questo, probabilmente, che è piacevole immedesimarsi in Fabio Grosso. Un terrestre capitato sullo stesso campo degli alieni del calcio. Un ragazzo troppo alto (190 cm) sulla fascia, per non portarsi dietro la goffezza nella corsa. Troppo magro per non sembrare l’adolescente cresciuto all’improvviso, ospite di un corpo nuovo.

Tommaso Giagni è nato a Roma, nel 1985, e tifa per la Lazio. Ha pubblicato due romanzi per Einaudi Stile libero: "L'Estraneo" (2012) e "Prima di perderti" (2016).

Foto di Andreas Rentz / Getty Images

Il suocero, Giorgio Repetto, ha fatto il calciatore negli anni Settanta e Ottanta (Sampdoria e Pescara soprattutto) e poi il dirigente. Nel settembre 1977 è stato lui a segnare il primo gol in Serie A della storia del Pescara. Poche settimane dopo, il 28 novembre, sarebbe nato Fabio Grosso.

Nasce a Roma, per desiderio della madre romana, ma la sua terra è l’Abruzzo dov’è cresciuto. Il padre viene da qui, e lui ha iniziato a giocare alla Renato Curi di Pescara e al Chieti. Anche il padre giocava, da ragazzo. La squadra era quella di un paesino dell’Alto Vastese, San Giovanni Lipioni, che oggi presenta Fabio Grosso come prodotto locale, perché trascorreva «le vacanze qui in paese».

Alla Renato Curi lo tira su Cetteo Di Mascio, che lui continuerà a chiamare maestro. Uno che ha scoperto e cresciuto anche Massimo Oddo e Marco Verratti. Il soprannome che Di Mascio ha dato a Grosso, per come sa combinare la tecnica e il cervello, è “la Centralina”. Insieme vinceranno un campionato Eccellenza, che per Grosso avrà «lo stesso sapore» dei campionati vinti in Serie A e in Ligue 1.

A 23 anni Fabio Grosso fa il trequartista, ha la maglia numero 10 e gioca in serie C2. Fino a due anni prima era nei Dilettanti. Il calcio è un hobby: parallelamente si è iscritto all’università, Scienze Politiche, e ha dato un paio di esami. Le sue prestazioni e i suoi gol (11) permettono al Chieti di raggiungere la C1 e a lui di essere notato dal Perugia di Gaucci. Il DS Salvatori lo strappa all’Ascoli, dopo averlo visto in un Castel San Pietro-Chieti.

Così, di colpo, per Grosso arriva la Serie A. E con un’intuizione di Serse Cosmi (in realtà del suo vice, Palazzi), si abbassa a fare il terzino. Il tutto in uno stadio intitolato a Renato Curi, lo stesso che dava il nome alla squadra abruzzese in cui aveva cominciato.

2001/02, a Firenze con il Perugia, festeggia il suo primo gol in Serie A (Foto Firo Foto / Stringer).

Arriva in Umbria, a zero, da scommessa che costa poco fare. Per molti non è all’altezza del ruolo, “dopo le imprese di Mirko Pieri (ora all’Udinese)” come scriveva la Gazzetta dello Sport. In squadra ci sono Zé Maria, Dellas, Vryzas e Bazzani. E poi Sean Sogliano e Fabio Gatti, che Grosso ritroverà come dirigenti a Bari, sedici anni dopo.

Gli bastano pochi mesi per diventare il titolare della squadra. Pochi mesi per ambientarsi nel calcio che diventerà il suo, e che prima era una fantasia. Perugia è una rampa di lancio, un’opportunità grandiosa, che lo trasforma in un giocatore affidabile e consapevole. La sua ultima gara con i “Grifoni” finisce per un’espulsione: è il primo di una serie di epiloghi che guastano i suoi addii. Quel giorno Grosso era nervoso: poco prima aveva comunicato alla società di voler andar via, fare un altro salto.

Ha 26 anni e due stagioni e mezza di A sulle spalle, quando il DS Foschi lo acquista per il Palermo, nel gennaio 2004, sfilandolo al tentativo dell’Inter di inserirsi. «Ho sempre scelto chi puntava su di me», spiegherà Grosso a fine carriera.

I rosanero segnano la svolta della sua vita. Perché cresce enormemente, in altre due stagioni e mezza, in un contesto che vede la squadra passare dalla Serie B al quinto posto in A. In quella rosa, in quegli anni, ci sono altri futuri campioni del mondo: Toni, Barzagli, Zaccardo, Barone. E poi giocatori di talento come Corini, Brienza, Di Michele e Zauli.

Quando inizia l’avventura dei Mondiali in Germania, Fabio Grosso ha 28 anni e una carriera in provincia. In quel gruppo dai nomi altisonanti, lui è quasi una mascotte.

Prima dei Mondiali 2006, in azzurro aveva raccolto 17 presenze. Non aveva giocato neanche un minuto nelle nazionali giovanili. Aveva esordito nel 2003, ma solo dalla primavera 2005 era entrato in pianta stabile. Il giorno del debutto dell’Italia, contro il Ghana, Fabio è in campo, il padre siede in tribuna e piange, e la madre a casa in Abruzzo dice una preghiera, “una sola”.

Foto di Shaun Botterill / Getty Images

«Sono emozioni che posso raccontare, le ho raccontate e le racconterò. Ma non si riescono mai a capire. Raccontarle non renderebbe mai quello che in realtà è stato», spiegherà Grosso.

Ottavi di Finale, “Fritz Walter Stadion” di Kaiserslautern. Italia e Australia sono bloccate sullo 0-0 e mancano venti secondi alla fine, quando Grosso riceve palla. Andare oltre i tempi regolamentari è un rischio, anche perché l’Italia è in dieci, ma ormai pare inevitabile.

Dalla fascia Grosso punta l’uomo, subisce un primo fallo ma resiste perché vede la porta. Supera il marcatore, entra in area. Un secondo fallo: rigore. Lui si raccoglie contro il terreno di gioco, batte i pugni sull’erba. Il rigore è dubbio e contestato: «È stata l’azione della vita, non me la potete sporcare», dirà Grosso qualche giorno dopo. Comunque il rigore viene assegnato, ed è gol. L’arbitro non fa nemmeno ricominciare: l’Italia è ai quarti. Quell’estate in Australia fanno un sondaggio sull’uomo più odiato del Paese: Grosso si colloca al quinto posto, davanti a Osama Bin Laden.

«Non ero arrivato a sognare una partita così importante nella mia carriera», dirà anni dopo.

Di nuovo, gli ultimi istanti di una gara paralizzata, senza reti. Stavolta il pallone pesa di più, perché è la semifinale e perché l’avversario è la Germania padrona di casa. Dopo un calcio d’angolo, Pirlo serve Grosso: è da solo, in area, ma anche molto decentrato. Tira di prima, sul secondo palo. «Ho cercato di trovare un angolino, senza guardare la porta, immaginandola». La immagina bene: 1-0.

Probabilmente la sua corsa cieca, infantile, mentre fa no col dito e scuote la testa («Non potevo credere che quella cosa fosse capitata a me»), è l’equivalente dell’esultanza di Tardelli nel 1982. L’immagine che rimarrà con più intensità nell’immaginario, da quel Mondiale, al netto della testata di Zidane. Arriva poi il raddoppio azzurro, e i tre fischi che mandano l’Italia in finale.

L’Olympiastadion di Berlino è esausto, eppure la tensione continua a prendersi la serata, a strappi, dopo 120 minuti, due gol e un’espulsione come quella rifilata a Zidane. I Mondiali 2006 arrivano fino in fondo, oltre i tempi regolamentari della finale, oltre i supplementari. È il 9 luglio 2006.

I primi quattro italiani segnano tutti, per la Francia tre gol e l’errore di Trézéguet. Il quinto a dover battere è Fabio Grosso, l’ha deciso Lippi a fine partita, e lui gli ha chiesto «se veramente fosse sicuro». Non batte un rigore da cinque anni: l’ultima volta era stata in serie C2. Non guarda la porta. Tira forte. Palla da una parte, Barthez dall’altra. L’Italia è campione del mondo.

2008/09, a Lione con Karim Benzema (foto di Philippe Merle / Stringer).

«Non bisogna contenere le ambizioni», dichiara Grosso all’arrivo in nerazzurro, pochi giorni dopo, ancora stravolto dalle emozioni. Si è rasato i capelli a zero, per una scommessa legata ai Mondiali, e simbolicamente sta iniziando una nuova fase. Ha provato a rilassarsi, in vacanza, ma ogni volta che accendeva la TV si ritrovava davanti quel rigore.

L’Inter è il suo ritorno sulla Terra. Vince uno Scudetto, viene impiegato abbastanza, ma il posto non è al sicuro con la concorrenza di Maxwell e lui non conferma le promesse degli ultimi mesi. D’altronde, come spiega: «Se avessi sempre giocato così, a casa avrei sette o otto Palloni d’Oro…». Se ne va dopo una sola stagione: non si era mai fermato così poco in un club.

Il Lione deve sostituire Abidal e la conoscenza della lingua francese viene considerata una skill importante dall’allenatore Perrin. Così Fabio Grosso ritrova la Francia lungo il suo percorso. E saranno due stagioni felici, con una sola ombra: gli attacchi dell’allenatore dello Strasburgo, Jean-Marc Furlan, che lo chiama “italiano di merda”, dopo aver perso per un suo gol, e dichiara ai giornalisti: «Non si può dire che abbia rinnegato la sua razza».

Il Lione viene da una striscia ininterrotta di successi nazionali, in squadra ci sono Juninho e i ventenni Ben Arfa («Il più forte che abbia mai visto in carriera», dice Grosso) e Benzema. Lui si ambienta in fretta, i compagni scherzano se sbaglia un rigore in allenamento: «Visto? Mica hai Barthez, di fronte».

Grosso riceverà fiducia, giocando sempre, sia in campionato sia in Champions. E vincerà, ancora: Ligue 1 (settimo titolo consecutivo del club), Supercoppa e Coppa di Francia.

2009/10, Fiorentina-Juventus, dopo il gol decisivo (foto di Gabriele Maltinti / Getty Images).

Alla Juve arriva l’ultimo giorno del mercato estivo 2009. E gli viene data la maglia numero 6, quella di Scirea.

Affronta piuttosto bene, sul piano individuale, una stagione deludente e burrascosa. È dopo, paradossalmente, che arrivano difficoltà e attriti: nelle due stagioni che seguono, le sue ultime da calciatore, Grosso viene messo fuori rosa e richiamato, a singhiozzo, in caso di infortuni dei compagni. Il giorno della festa per lo Scudetto del 2012, è l’unico della rosa a non partecipare alla premiazione.

La società ha deciso di venderlo, ma lui si impunta, vuole decidere il proprio destino: «Uno, prima di essere un calciatore, è una persona. Con dei diritti». Grosso rimane ai margini, finisce per ritirarsi. Un altro epilogo un po’ triste.

Tanto l’estate 2006 segna forse l’apice della sua vita (in due mesi, i Mondiali e la nascita del primo figlio), quanto la seconda parte del 2010 segna il tramonto da calciatore. Nonostante la buona stagione con la Juventus, Grosso non rientra nei convocati per il Mondiale in Sudafrica. Escluso dall’edizione successiva a quella che ne aveva fatto un antieroe nazionale. Tagliato fuori dalla lista preliminare, dove pure era stato inserito.

L’allenatore è lo stesso, Marcello Lippi, che gli aveva dato più fiducia di quanto sembrasse normale dargli. Una specie di tradimento del mentore. «Non è una cosa che mi piace raccontare. Non ho condiviso la scelta, ma l’ho accettata», dirà Grosso.

Esce dalla nazionale, un po’ malamente, e non ci rientra più. L’ennesimo epilogo più amaro di quanto sarebbe stato giusto, dopo 50 presenze in azzurro.

Dicembre 2017, allenatore del Bari (foto di Giuseppe Bellini / Stringer).

Alcune carriere, nel calcio e fuori, possono restare chiuse in un solo gesto. La vita professionale di una persona, costretta in un momento. La vita e basta di una persona, sintetizzata da un frammento di quella vita. La canzone dell’estate, la conclusione di un affare leggendario, la manciata di giorni che dura un Mondiale di calcio.

Fabio Grosso non ha rivisto spesso le immagini tv del suo Mondiale in Germania. «Non serve. È come se le avessi dentro gli occhi». E dice di non sentirsi schiavo di quell’esperienza: «Come sempre, dopo una cosa bella o brutta, sono ripartito».

«Per compensare le soddisfazioni che questo sport mi ha dato», ha confidato nel 2010, cioè il suo Annus Horribilis, «ci vorrebbero trenta o quarant’anni di delusioni continue. E forse non basterebbero».

A quarant’anni, oggi, Fabio Grosso è un giovane tecnico che sembra destinato a una solida carriera. Ne è convinto il suo maestro, Di Mascio: «Diventerà un grande allenatore».

Ha iniziato nel 2013 con i giovani della Primavera della Juventus, vincendo un Viareggio e perdendo in finale un Campionato e una Coppa Italia di categoria. Nell’estate 2017, la chiamata del Bari l’ha portato tra gli adulti e nel professionismo, e l’eliminazione ai playoff col Cittadella non cancella una buona stagione.

Per un’inversione beffarda, il calciatore che ha vinto tanto ora è un allenatore che sfiora soltanto l’obiettivo. E il calciatore che è arrivato tardi nel grande calcio, ora è un allenatore precoce. Proprio la sua storia dimostra che c’è il tempo per recuperare, e che lui ne ha le capacità.

Così deve aver valutato l’Hellas Verona, che l’ha scelto per la sua panchina. Grosso ha accettato la proposta. Lavorerà con Tony D’Amico, nuovo DS del club, che era suo compagno quando Fabio Grosso era il fantasista del Chieti.

FONTE: UltimoUomo.com


26.06.2018
INTERVISTE
«Grosso nel posto giusto: Verona, ti porterà lontano»
Mondiali 2006

L’ultimo lo tira Fabio. «Gli ho dato fiducia e lui mi ha ripagato. Vedrete, con l’Hellas andrà d’accordo». Sigari e nuvole. Marcello Lippi è in vacanza nella sua Toscana. Gli accenti del passato. Orizzonti familiari. Ricordi che riaffiorano a comando. Campioni del mondo con vista su Verona. Fabio Grosso è il nuovo che avanza. Lo ha scelto Maurizio Setti per riprovare a riprendersi la serie A.
Lippi, lei lo ha scelto dodici anni fa, una notte di luglio, a Berlino, per provare a prendersi il mondo.
«E non ho mai dubitato di avere fatto la scelta giusta. Fabio meritava di giocare quel Mondiale. Non arrivava da un grande club. Lui insieme ad altri ragazzi, però, erano la scelta giusta per quella squadra».

Perché lo ha messo in fondo alla lista de rigoristi?
«Perché meritava di essere lì. Perché sentivo che andava fatto. Perché conoscevo il valore e i valori che lo hanno portato a tirare il calcio di rigore più importante della sua vita».

Una sorta di illuminazione? Grosso aveva già fatto piangere la Germania in semifinale...
«Prima ancora, però, si era procurato il rigore contro l’Australia che ha permesso a Totti di regalarci la qualificazione».

Lei aveva già capito tutto su Fabio?
«Contro l’Australia abbiamo giocato un’ora in dieci. Eravamo pari, il tempo scaduto. Potevano stare lì. Rifiatare e aspettare. Fabio era dietro. Ha pensato di fare qualcosa di diverso, di speciale. Ha spinto sull’esterna. Si è fatto trovare al posto giusto per la giocata di Totti. E in area alla fine si è preso il rigore».

Uno che non si accontenta insomma. Lo passiamo come messaggio ai tifosi veronesi che ancora non lo conoscono?
«Fabio crede in se stesso. È andato a rischiare perché sentiva di poterlo fare. La vita da allenatore è fatta anche di queste sensazioni».

Quindi ha fatto bene a scegliere Verona come nuova scommessa per la vita?
«Credo proprio di sì. Verona è la piazza giusta. E Fabio è l’allenatore giusto per l’Hellas. Sono convinto che andranno d’accordo».

A pelle?
«No, parlo per quello che conosco. Una piazza di qualità, che esprime qualità su diversi piani. E Fabio è un ragazzo che ha qualità. È un allenatore di qualità. Per questo sono convinto che ne uscirà qualcosa di buono».

Grosso il giocatore?
«In azzurro al momento giusto. Mi piaceva, ho sempre creduto in lui. Non parlo io ma i fatti».

Grosso l’allenatore?
«Non lo conosciamo ancora. Dovrà svelarsi. Deve fare ancora molta strada. L’impatto con i giovani è stato molto buono. La credibilità si costruisce attraverso i valori che porti con te. Sono quello il tuo bagaglio di vita».

Insomma, Marcello Lippi lo consiglierebbe...
«Ha la testa sulle spalle e porta avanti principi importanti».

Vi sentite ancora?
«Capita, certo, ci siamo sentiti di recente».

Un tecnico campione del mondo può dare sempre consigli preziosi a chi è all’inizio di una carriera...
«Poco da dire a Grosso: tieni la testa sulle spalle, crea feeling con il tuo nuovo ambiente. E, soprattutto, fa che tutto possa diventare esperienza. Fondamentale è prendere le misure del nuovo mondo».

Lippi, dodici anni dopo: perché avete vinto voi il Mondiale?
«Avevamo fame, avevamo tanta fame».

Pure gli altri.
«Ma noi non ci siamo accontentati. Avevamo voglia di andare oltre. Più su, sempre più su. Credo sia scontato: la Coppa del Mondo è la cosa più bella che mi è capitata in carriera. Tutto nasce dal desiderio di affermazione. La voglia di vincere fa la differenza. Che sia una partita, uno scudetto, una Champions».

Molti dei suoi ragazzi campioni del mondo oggi allenano o provano la via della panchina. Pensa di avere lasciato qualcosa di sé in ognuno di loro?
«Stare insieme vuol dire condividere. Ognuno porta qualcosa di importante».

Lei metteva Zidane sulle nuvole, ricordando però che un campione, da solo, non può bastare.
«Il talento è un dono di natura. Che va coltivato. Ce l’hai o non ce l’hai. Ma è il mondo che ti permette di rivelarlo agli altri. Se non esce è fine a se stesso. I compagni di squadra sono una specie di strumenti dell’artista. Impossibile dipingere un bel soggetto senza di loro».

FONTE: LArena.it


22 GIU 2018
IL DIRITTO DI ESSERE SCETTICI
Qualcuno mi può spiegare perchè oggi ci sarebbe da gioire per l’arrivo di Fabio Grosso? Boh, io veramente non capisco e rivendico il mio diritto di essere scettico. Ovviamente non posso sapere che cosa riserverà il futuro, non ho la sfera di cristallo, per un giudizio mi devo basare su quanto ho visto fino ad oggi. Come tutti i tifosi. Faccio una premessa indispensabile a scanso di equivoci: qui non c’è nessuna preclusione nei confronti di Grosso. Valuteremo il suo lavoro e i suoi risultati. Unica fonte di giudizio. E sono proprio i risultati a rendermi pessimista: che cosa ha fatto Grosso fino ad oggi? Cosa ha vinto? Niente. E’ stato un buon (ottimo) giocatore, uno dei simboli del 2006, ma questo non c’entra un piffero sulla sua carriera successiva. Il suo Bari poteva forse fare qualcosa di più ai play-off, è uscito sì per la penalizzazione ma anche perché non è riuscito a battere il Cittadella, mica il Real Madrid.

Comunque, al di là di Grosso, sono i risultati della società in cui assume il ruolo di allenatore che mi preoccupano di più.

Usciamo da un anno disgraziato, in cui Setti ne ha combinate peggio di Bertoldo, in cui la retrocessione è apparsa programmata, in cui gli alibi hanno superato il confine con la fantasia, in cui un allenatore è stato tenuto in sella a dispetto dei santi, in cui un direttore sportivo ha abbandonato la barca per stimolare la squadra e forse salvare l’allenatore, in cui si sono visti giocatori improponibili per la piazza e per la serie A, in cui s’è vista la peggior campagna acquisti di sempre e un mercato di gennaio da Zelig, in cui è stato accantonato il bomber dell’anno prima per fare giocare Fares finto centravanti, in cui infine abbiamo fatto appena 25 punti, crollando in B a tre giornate dalla fine.

Dopo tutto questo solo una netta discontinuità con chi ha creato tutto ciò avrebbe potuto portare a considerazioni più ottimistiche. Insomma per farla breve: fosse arrivato (chenesò) Marchetti, fosse arrivato un altro ds, fosse stato preso un allenatore di grande esperienza e magari legato alla storia dell’Hellas Verona, allora si poteva pensare di cambiare pagina.

Invece Setti ha preferito continuare sulla via già segnata da Fusco. Ha scelto Tony D’Amico come ds, cioè il braccio destro di Fusco, il quale ha partorito l’idea di Grosso. C’è troppa continuità, di persone, di idee, di modo di fare, per poter vincere anche lo scetticismo. Setti rivendica il diritto della scelta, i tifosi rivendicano il diritto di non essere per niente contenti (vedi anche il nostro sondaggio sul gradimento a Grosso).

A Verona questo nuovo allenatore lavorerà senza rete, senza nessuna protezione. Dovrà da solo gestire la piazza, ricreare entusiasmo, ricreare un gruppo. Dovrà, in breve, vincere e se possibile tantissimo: l’unica medicina per vincere anche il nostro scetticismo. Buon lavoro mister.
Gianluca Vighini

22 GIU 2018
GROSSO E IL VERONA CHE VERRA’
Con l’ufficialità del nome del nuovo allenatore è arrivato il momento di voltare pagina, di chiudere con “Fallimento totale” e guardare avanti. Non ho sufficienti elementi per inquadrare il nuovo tecnico del Verona, di sicuro rappresenta l’ennesima scommessa del presidente Setti. Lo scetticismo generale che accompagna un po’ tutto il popolo dell’Hellas ha toccato e sta toccando anche buona parte della stampa veronese, compreso il responsabile di questo blog che nell’ultimo periodo ha cercato di dedicarsi ad altro, mettendo da parte le vicende pallonare gialloblù.

La scelta del nuovo allenatore apre di fatto la discussione sul Verona che verrà. Se dovessi giudicare Setti da queste prime mosse, prevale in me la diffidenza. Non ho buone sensazioni. Gli unici elementi che potranno cancellare o almeno limare questo senso di sfiducia saranno i primi risultati sul campo. Di parole, promesse, giustificazioni, lettere pubbliche, diffide, querele, chiusure ne ho abbastanza. Servono solo i fatti: vincere il campionato di B ed evitare un’altra annata da incubo come sono state le ultime due in A. Tutto il resto non conta.
Luca Fioravanti

FONTE: Blog.Telenuovo.it


Verona - L'Hellas Verona FC comunica di aver affidato la conduzione tecnica della prima squadra a Fabio Grosso. Il tecnico, nato a Roma nel 1977, ha firmato un contratto con il Club gialloblù fino al 2020.

Ecco le prime parole del nuovo allenatore gialloblù, rilasciate ad hellasverona.it: «Felice e orgoglioso di essere il nuovo allenatore dell'Hellas Verona, non vedo l'ora di cominciare questa avventura. Ci vediamo presto, un saluto».


FONTE: HellasVerona.it


PRIMA DI VERONA +   -   =
Si attende il colpo Grosso
By Redazione - 19 giugno 2018

Tra oggi e domani è attesa l’ufficialità del nuovo tecnico del Verona. Sarà Fabio Grosso, che ormai da qualche settimana è ufficiosamente l’allenatore gialloblù, ma che solo ieri si è svincolato dal Bari.
Grosso è il quarto allenatore della gestione Setti ed è stato fortemente voluto dal presidente, tanto che è stato acquistato un giocatore dei pugliesi, Cissè, pur di sbloccare una trattativa per liberare il mister.

È giovane, è un ex campione del mondo, ha fatto molto bene in panchina con la Juventus Primavera e quest’anno a Bari ha disputato un buon campionato con una squadra talentuosa ma con molti giocatori sul viale del tramonto.
L’Hellas è una squadra molto più giovane e con una società alle spalle più solida di un Bari che è sull’orlo del baratro.

Certo è che Setti, dopo le polemiche degli ultimi mesi, ha deciso di ripartire con una nuova scommessa. Bisognerà vedere se Grosso avrà le spalle abbastanza larghe per sopportare le pressioni veronesi. Solo il campo può dargli ragione.
D.C.

FONTE: HellasNews.it


PENDENZE DA RISOLVERE
Grosso-Verona, ecco perchè manca ufficialità
19/06/2018 10:55
Fabio Grosso non è più ufficialmente l'allenatore del Bari. L'ex allenatore della Primavera della Juventus ora è libero di firmare un biennale col Verona.

Ma l'annuncio ufficiale, da via Francia, non è ancora arrivato. Perchè Grosso, prima di arrivare a Verona per firmare, è a Bari per sistemare delle pendenze (stipendio degli ultimi mesi) con la dirigenza pugliese, che in questa settimana deve risolvere gravi problemi societari.

FONTE: TGGialloBlu.it


FC Bari 1908 – Comunicato
18 giugno 2018 7 Views
FC Bari 1908 comunica di aver risolto il contratto con il tecnico Fabio Grosso. La società ringrazia il sig. Grosso e il suo staff per il lavoro fin qui svolto.

FONTE: FCBari1908.com


Calciomercato Verona, preso Cissé dal Bari. Via libera anche per Grosso

15/06/18 13:40| Calciomercato | Autore: Redazione
Comincia a definirsi l'Hellas Verona della prossima stagione: la squadra ripartirà dalla Serie B dopo la retrocessione e lo farà sotto la guida di Fabio Grosso, da tempo in cima alla lista della società per prendere il posto di Pecchia. Il via libera è arrivato dopo la conclusione di un'altra operazione tra Bari e Verona, quella che ha portato in gialloblu Karamoko Cissé (contratto di tre anni): di fatto un indennizzo per liberare Grosso, che aveva una clausola di due milioni di euro e che dunque allenerà Cissé anche il prossimo anno.

FONTE: GianlucaDiMarzio.com


NEWS
15 giugno 2018 - 10:41
Grosso al Verona, accordo fatto: i dettagli dell’intesa col Bari
All’Hellas passerà Cissè. Oggi lo scambio dei documenti, ufficialità entro lunedì

di Redazione Hellas1903

Accordo fatto tra Verona e Bari per il trasferimento di Fabio Grosso all’Hellas.
Gli incontri tra i ds dei due club, Tony D’Amico e Sean Sogliano, e il summit tra lo stesso Sogliano e il patron biancorosso, Cosmo Antonio Giancaspro, hanno portato alla quadratura.
Il Verona, a titolo di indennizzo per la risoluzione contrattuale di Grosso, ingaggerà Karamoko Cissè, giocatore gradito al tecnico.
In queste ore sarà effettuato lo scambio dei documenti tra le parti. Grosso e il Bari dovranno chiudere gli ultimi rapporti e poi scatterà l’ufficialità, attesa entro l’inizio della prossima settimana, probabilmente lunedì.
Grosso firmerà con l’Hellas un’intesa con durata biennale.
M.F.

NEWS
14 giugno 2018 - 13:31
Grosso-Verona, incontro Sogliano-Giancaspro per svincolarlo
Presidente e ds del Bari hanno parlato dell’addio al tecnico. Sabelli possibile contropartita

di Redazione Hellas1903

Il Bari sta per definire l’addio di Fabio Grosso, che passerà alla guida del Verona.

Nelle scorse ore c’è stato un incontro tra il presidente biancorosso, Cosmo Antonio Giancaspro, e il ds Sean Sogliano, per valutare i programmi futuri (la permanenza di Sogliano non è certa), anche alla luce delle difficoltà economiche evidenziate dal club in questi mesi.

Al centro dell’appuntamento, poi, la situazione di Grosso. Il Bari, riporta il “Corriere dello Sport”, vorrebbe inserire una contropartita: il cartellino di Sabelli, valutato 500mila euro, da cedere all’Hellas.

Il Verona preferirebbe una soluzione diversa, con il pagamento di un indennizzo ridotto per svincolare Grosso.

FONTE: Hellas1903.it


Features
HOW FABIO GROSSO BECAME AN UNLIKELY ITALIAN ICON
06/13/2018 by JAMES KELLY

As the clock inside Dortmund’s Westfalenstadion ticked towards 11:15pm in the July night, the watchful eyes of some 65,000 people are witnessing a frantic World Cup semi-final. The 0-0 draw between the hosts Germany and Italy has been a breathless match, featuring chances galore between two of the world’s best teams. For all the talent on the pitch, however, it appears, in the 28th minute of extra-time, that there will only one thing capable of concluding the contest.

Penalties are on the mind, although for the Italians’ sake, the heroics of Gianluigi Buffon are not needed. A corner from Alessandro Del Piero is partially cleared, only for the masterful eye of Andrea Pirlo to thread a no-look pass between Bastian Schweinsteiger and Christoph Metzelder. It falls at the feet of left-back Fabio Grosso, with the Palermo man hitting it first time. His left-footed strike curls around Michael Ballack and into Jens Lehmann’s far post, sending Italy to the World Cup final.

Up until this point, Grosso had enjoyed an unspectacular career. Unlike many of his World Cup teammates he had to work his way up the calcio ladder, born in Rome in 1977 and starting out at fifth tier Renato Curi. An attacking midfielder at the time, he recorded a commendable 17 goals across three seasons, prior to making the switch up to fourth division Chieti in 1998. Another series of impressive displays, including assisting in promotion in his final season, caught the attention of Serie A side Perugia.

During these early stages of his career, Grosso featured further forward than for what he would later be remembered as, utilised either as an attacking midfielder or left winger. Upon his arrival at Perugia in 2001, however, head coach Serse Cosmi quickly decided his talents would best be suited further back. This resulted in a switch to left-back, a role that he would play for the rest of his career.

His debut for Perugia went the worst possible way, as he hit the post before being sent off in a 4-1 loss to Inter. The distinct change in quality meant Grosso was gradually eased into proceedings, vying for the role with Mauro Milanese. He was used mainly as a substitute in these opening months, only really forcing his way into contention owing to a suspension for Milanese. Starting against Fiorentina, Grosso would play the full 90 minutes and score in a 3-1 win.

Milanese returned to the starting line-up after his suspension, but two heavy losses to Lazio and Inter prompted Cosmi to throw Grosso in for the late January fixture with Hellas Verona. He impressed in a 3-1 win, going on to play every remaining minute of the season, bar missing the match with Juventus in early April 2002 for his own yellow card ban.

The following season saw Grosso now firmly employed as a regular, with 28 league starts and a further two off the bench. In 2002/03 he hit four goals, although none contributed to a winning result. Regardless of this, the form he had shown throughout the season had piqued the interest of Giovanni Trapattoni, prompting the Azzurri boss to hand Grosso his first Italy cap in the April 2003 friendly with Switzerland.

Another solid first half of the season came in 2003/04, so it was a surprise when Grosso dropped down to Palermo of Serie B at the end of the January transfer window. It was to prove a move of great foresight, though, with the Sicilian side going on to achieve promotion as Perugia were relegated. Grosso made 21 appearances during the second part of that campaign, playing as a more conventional full-back in a flat back four as opposed to the more marauding wing-back role he was tasked with in Umbria.

A stellar return to Serie A was to greet Grosso, who featured in all but two games as a stalwart of a defence featuring fellow international Andrea Barzagli. He only scored one goal during this campaign, however it was a wonderfully taken free-kick at the Stadio Olimpico as he drove past Carlo Zotti to earn a point against Roma. Meanwhile, it was also a thoroughly successful season for his new club, with Palermo exceeding all expectations to finish in sixth place and qualify for Europe for the first time in their history.

On the back of another consistent campaign in 2005/06, Marcello Lippi included Grosso in his 23-man squad for the World Cup in Germany. It was a decision that would prove to elevate the defender to new heights. Throughout 2005 he had become a mainstay at left-back for Italy, scoring his first international goal with a well-taken volley at Hampden Park to salvage a crucial 1-1 draw in Scotland.

In the opening game of the tournament, a 2-0 win over Ghana, Grosso unexpectedly played the full 90 minutes after first choice left-back Gianluca Zambrotta strained his thigh in training. The next match with the USA saw Zambrotta return in Grosso’s place, although right-back Cristian Zaccardo played poorly and scored an own goal. In response, Lippi decided the versatile Zambrotta should switch flanks, with Grosso returning at left-back for the final group match with the Czech Republic.

A 2-0 victory saw the Italians progress as Group E winners, being drawn against Australia in the round of 16. Grosso was to prove instrumental in sealing the 1-0 win. Receiving an arching pass from Francesco Totti deep into stoppage time, he took the ball on his chest and drove at Mark Bresciano. He cut inside to leave the Australian on the floor before advancing into the area.

In his way was Lucas Neill, with Grosso using all his defensive knowledge in the opposition box. Instead of attempting to cut back, he slowed to walking pace, awaiting the next move of his adversary like a high stakes game of chess. Neill decided to go in for the challenge, spreading his legs in a scissor motion. In response, Grosso fell to the floor, anticipating the contact, and in controversial circumstances, Luis Medina Cantalejo awarded a penalty.

Grosso fell to his knees as Vincenzo Iaquinta comes across to congratulate him, grabbing him in celebration prior to Totti converting the spot kick. A fairly routine 3-0 dispatching of Ukraine in the quarters was to prove a dress rehearsal for the next two games, which would change Grosso’s life.

Italian football expert John Foot mentions that before the tournament, most Italians didn’t even know what Grosso looked like. How that month in the German sun would change that. As if his goal to take against Germany was memorable enough, it would be in the final where his legendary status would be truly attained. Unlike in the semi-final, there was to be no dramatic ending in extra time, and the match was to be decided on penalties. All those that stepped up scored, apart from the unfortunate David Trezeguet.

As the fifth and final taker, this presented Grosso with both a boyhood dream and nerve-shredding moment. He chose to go for a run up involving small steps, slowly advancing to the ball before placing it high into the left side of the goal. France goalkeeper Fabien Barthez went the wrong way and that was it: Italy were world champions, and Fabio Grosso was the man who’d sealed it.

Shortly after the conclusion of the tournament he moved on to Inter, a club who had been tracking his progress for a number of years. Unfortunately it was to prove a missed opportunity for Grosso, who vied with and ultimately lost out to Maxwell for the left-back spot. Either way, he picked up his first club honours, winning both the Scudetto and Supercoppa Italiana during his sole season at San Siro.

Following this disappointing year, Grosso opted to move abroad for the first time in his career, joining French champions Lyon in a £7.5m transfer. Initially this was a success, with Grosso rediscovering his form to help Les Gones win both Ligue 1 and the Coupe de France. A particularly memorable match came away to Strasbourg in April 2008, where Grosso got Gabon international Éric Mouloungui sent off before heading home the winner from Abdul-Kader Keïta’s corner.

The 2008/09 season, however, was more of a struggle, with injuries and inconsistent form leading to him losing his place to a combination of John Mensah and Lamine Gassama. Despite this Lippi continued to show faith, with Grosso playing both the 2009 Confederations Cup and 2010 World Cup qualifying campaigns as first choice. Despite that, the situation in France was less than ideal, and with Lyon signing Porto’s Aly Cissokho in the summer, Grosso returned home on the final day of the summer transfer window.

Signing on at a rebuilding Juventus, once again it was to be a mixed three-year spell for the World Cup hero. The first season saw Grosso playing regularly, with winning goals against both Udinese and Fiorentina and a string of impressive performances. Unfortunately this wasn’t enough for Lippi, who surprisingly omitted Grosso from the 2010 World Cup squad as Italy were about to embark on their disastrous defence of their crown.

Back at club level, Grosso was omitted from the 25-man Europa League squad and only reinstated to the team following an injury to Paolo De Ceglie. Upon the appointment of Antonio Conte in the summer of 2011, several older players were moved on, and while Grosso remained in Turin, the situation deteriorated even further. Frozen out of the squad entirely, he made just two appearances in his final year of football.

Upon the expiry of his contract in the summer of 2012 he chose to retire, pursuing his coaching badges prior to returning to Juventus as youth team boss in 2013. He spent four seasons in charge of the under-19s prior to flying the nest and transferring to Bari in the summer of 2017. His first season in Serie B has been a successful one, as Grosso steered the Cockerels into sixth place. Whilst losing out to Cittadella in the playoff quarter-finals, it is a promising start, and from all accounts it would appear he has a bright future in management.

Regardless of what the future holds, it is fairly certain any other achievements will not match the defining image of Fabio Grosso. Running away from that penalty spot in Berlin, arms outstretched amidst a commentating backdrop of “Italia, Campioni del mondo!”, his place in history is secure as the man who sealed the 2006 World Cup.

By James Kelly @jkell403

FONTE: TheseFootballTimes.com


CALCIOMERCATO
IL BARI ASPETTA
L'OFFERTA DEL VERONA

12/06/2018 19:44
Il Verona sta cercando di formalizzare l'offerta al Bari per pagare la clausola che lega Grosso alla società pugliese.

Due le opzioni: o il Verona paga al Bari una cifra in contanti o acquista un giocatore gradito al tecnico. L'offerta arriverà nei prossimi giorni, probabilmente già mercoledì. Dopo di che, Grosso sarà libero di arrivare al Verona.

FONTE: TGGialloBlu.it


12.06.2018 | 18:55
Esclusiva: Verona-Grosso entro un paio di giorni con indennizzo

Fabio Grosso sarà liberato dal Bari nel giro di 48, massimo 72 ore per diventare il nuovo tecnico del Verona. Nei giorni scorsi vi avevamo raccontato la svolta imminente. Ci sarà un incontro per trovare gli accordi definitivi: non ci sarà una contropartita tecnica, ma il Verona pagherà un minimo indennizzo per liberare Grosso rispetto alla penale che lo lega al Bari. Fumata bianca in arrivo.
Foto: Bari Twitter

FONTE: AlfredoPedulla.com


CALCIOMERCATO
AFFARE FATTO: GROSSO NUOVO ALLENATORE HELLAS
11/06/2018 08:55
"Verona? Non ho mai parlato con ness11/06/2018 11:43
Fabio Grosso sarà il prossimo allenatore del Verona. Tutto fatto: trattativa avviata con buonuscita nei confronti del Bari. L’incontro risolutore sarebbe avvenuto venerdì scorso. Grosso è da tempo d’accordo con il Verona, ritiene la piazza gialloblù quella ideale per lanciarsi nel mondo del calcio. Bari e i problemi del presidente Giancaspro lo hanno indotto a lasciare la piazza pugliese.

A convincerlo è stato Tony D’Amico che sarà il suo braccio destro e il futuro direttore sportivo del Verona. Anche su questo non ci sono più dubbi. La scelta Setti l’ha fatto da tempo all’insegna della continuità. D’Amico è l’ideale prosecuzione del lavoro di Filippo Fusco, che evidentemente Setti ha apprezzato nonostante il campionato fallimentare e i 25 punti.

L’ostacolo della clausola di Grosso sarà bypassato facilmente: o dando ai baresi una contropartita economica ancora da stabilire, o acquistando un calciatore del Bari gradito al tecnico che il Verona pagherebbe a Giancaspro aiutandolo a superare i problemi economici.

Grosso piace molto a Setti: l’ha scelto prima che il Verona cadesse matematicamente in serie B, è convinto di avere tra le mani un tecnico emergente che possa far dimenticare questa stagione.

Ma i rischi sono elevatissimi: la piazza non vede di buon occhio questa situazione, D’Amico e Grosso non sono graditi, in più il Verona dovrà rifondare quasi completamente la squadra dove partirà un altro pezzo come Fares, l’unico da cui potrà scaturire un’altra plusvalenza. E poi c’è il caso clamoroso di Pazzini da gestire: il Verona dovrà per forza trovare una soluzione per l’attaccante, probabilmente una risoluzione. (g.vig.)

FONTE: TGGialloBlu.it


IN PRIMO PIANO
GdS - Bari, Sogliano studia la via d'uscita per Grosso: accordo col Verona
11.06.2018 09:33 di Redazione TuttoCalcioPuglia.com Twitter: @redazionetcp
La storia d'amore tra Grosso e il Bari è destinata a finire. È ormai soltanto questione di giorni: un rapporto logorato da tante piccole cose che non consentiranno al tecnico pescarese di continuare in riva all'Adriatico. La Gazzetta dello Sport spiega la situazione: "È destinata a sbloccarsi presto la matassa Grosso­Bari. Il quaran­tenne tecnico e` sempre piu` vicino al Verona (ci sarebbe pronto un biennale), pur es­ sendo sotto contratto con la societa` biancorossa e legato da una clausola rescissoria di due milioni di euro. Pro­ babile che nel frattempo il d.s. del Bari Sean Sogliano abbia individuato una via d’uscita con il club scalige­ ro, per risolvere consensual­ mente il problema, non po­ tendo trattenere controvo­ glia chi non ha alcuna inten­ zione di continuare l’avventura barese. Ipotesi: il Verona potrebbe operare in tempi brevi un investi­ mento importante per uno dei gioielli del Bari."

FONTE: TuttoCalcioPuglia.com


Hellasmania: Grosso-D'Amico, ecco i primi tasselli del nuovo Verona
del 11 giugno 2018 alle 09:30
di Nicola Corona

L'ufficialità non è ancora arrivata, ma ormai sembra essersi definita in maniera chiara la soluzione che già da qualche settimana era nell'aria: Fabio Grosso sarà il nuovo allenatore del Verona. Dopo il fallito assalto alla Serie A sulla panchina del Bari, il club pugliese ha deciso di liberarlo per puntare su un altro allenatore. Il Verona di Setti, da diverse settimane alla finestra, non si è fatto scappare l'occasione. Per Grosso si profila un contratto biennale con opzione per il rinnovo. Insieme a lui, il club gialloblù ha deciso di promuovere al ruolo di direttore sportivo l'attuale capo degli osservatori Tony D'Amico.

I due si conoscono molto bene avendo militato in squadra assieme con la maglia del Chieti nei primi anni 2000. Ad indicare e "promuovere" Grosso come nuovo allenatore dell'Hellas sarebbe stato Fabio Gatti, suo ex compagno di squadra al Perugia e attuale collaboratore di Sean Sogliano proprio al Bari.

Si verrà a comporre così l'inedita accoppiata Grosso/D'Amico, il binomio chiamato a sostituire quello formato da Pecchia e Fusco, con il compito dichiarato di riportare al più presto il Verona di nuovo in Serie A. Una scelta fortemente voluta dal presidente Setti, ma apertamente osteggiata da gran parte della tifoseria gialloblù, preoccupata soprattutto dalla "promozione" di D'Amico, uomo parecchio legato proprio a Filippo Fusco. Una scelta di continuità che, al netto dei risultati ottenuti nell'ultima stagione, molti tifosi avrebbero voluto evitare.

Insomma, dopo settimane di assoluto silenzio, finalmente qualcosa comincia a muoversi in casa Verona. L'ufficialità di Grosso dovrebbe arrivare in settimana, subito dopo che il Bari annuncerà di averlo liberato (per quest'operazione il Verona è disposto a pagare il club pugliese, anche se si tratterà di una cifra di molto inferiore ai 2 milioni paventati in un primo momento). Per D'Amico invece non sono ancora state chiarite in modo definito le tempistiche di insediamento. Sicuramente anche per lui l'ufficialità dovrebbe essere data in tempi piuttosto stretti. Il calciomercato si sta già muovendo in maniera frenetica e i gialloblù hanno la necessità di allestire una nuova formazione praticamente partendo da zero.

Con Grosso e D'Amico il Verona ha collocato i primi tasselli della nuova stagione, ora andrà completato al meglio tutto il resto del puzzle.

FONTE: CalcioMercato.com


CALCIOMERCATO
Contatto Verona-Bari: Grosso sarà liberato
10/06/2018 15:29
Incontro nel week-end sull'asse Verona-Bari: si va verso la "liberazione" di Fabio Grosso. Le due società hanno trovato un accordo, per l'ex Juventus sulla panchina gialloblù, che verrà limato nei prossimi giorni: l'Hellas pagherà il Bari per liberare Grosso ma sarà una cifra nettamente inferiore ai 2 milioni.

RIMANE NODO CLAUSOLA
Grosso vuole solo il Verona ma...
10/06/2018 11:08
E' passato più di un mese dalla retrocessione matematica dell'Hellas ma ancora tutto tace in via Francia. L'allenatore designato è Fabio Grosso però c'è da risolvere il nodo della clausola.

L'intenzioni dell'ex Juve, intanto, appaiono chiare: "Grosso vuole il Verona ma occhio alla clausola", scrive questa mattina La Gazzetta del Mezzogiorno.

Il Bari ha in mano il rinnovo automatico e punta a fare cassa con la clausola da circa 2 milioni, anche perchè ha gravi problemi societari in questo momento.

Grosso non è entrato in sintonia con la città pugliese e Verona sarebbe la destinazione più gradita per il pescarese.

FONTE: TGGialloBlu.it


Grosso si avvicina all’Hellas Verona
giugno 8, 2018

Il Bari è pronto a liberare l’allenatore Fabio Grosso, il cui contratto col club pugliese scade il 30 giugno 2019. Il futuro ds dell’Hellas Verona, Tony D’Amico, braccio destro di Filippo Fusco, punta forte sull’amico campione del mondo 2006. Da quanto appreso da Hellas Live, il Bari è disposto a liberare Grosso se l’allenatore lascerà le ultime spettanze che ha accumulato con la società del presidente Giancaspro.

FONTE: HellasLive.it


SERIE B
Hellas, il punto sulla panchina: volata a tre, ma i tempi sono lunghi
08.06.2018 17:57 di Tommaso Maschio
In casa Hellas Verona domenica un occhio, se non di più, sarà rivolto allo Stirpe di Frosinone dove il Cittadella si giocherà le chance di approdare nella finale dei play off di Serie B. Qualora i veneti dovessero essere eliminati infatti il club scaligero andrebbe con forza sul duo Stefano Marchetti-Roberto Venturato come direttore sportivo e tecnico per programmare la prossima stagione in cui puntare a tornare nuovamente in Serie A. Al momento è questa la pista più calda in casa gialloblù, ma per ovvie ragioni bisognerà attendere di capire quale sarà il cammino del Cittadella. L'alternativa porta sempre alla conferma di Tony D'Amico come direttore sportivo e in questo caso il dirigente andrebbe su Fabio Grosso, suo ex compagno di squadra, del Bari. Gli ostacoli a questa trattativa non mancano perché per liberare l'ex terzino bisognerebbe pagare la clausola di rescissione, cosa che l'Hellas vorrebbe evitare. Le ultime voci dicono che il Bari sarebbe anche disponibile a liberare Grosso se questi rinunciasse alle ultime spettanze accumulate. La terza pista porta infine a Massimo Oddo con cui nei giorni scorsi ci sarebbero stati alcuni contatti. Prima di lunedì comunque non sono previste novità con la concreta possibilità che una decisione in merito all'allenatore possa slittare ulteriormente sopratutto se il patron Setti non prenderà una decisione in merito al prossimo direttore sportivo, a cui è legata a doppio filo la scelta del tecnico.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


CALCIOMERCATO
GROSSO E QUELLA CLAUSOLA DA 2 MILIONI
08/06/2018 11:04
Per liberare Grosso servono due milioni di euro. A scriverlo è la Gazzetta del Mezzogiorno che ricorda come l'allenatore sia ancora legato alla società barese da un contratto sino al 2019.

Riuscirà quindi Setti a strapparlo senza pagare? I giorni passano e il Verona non ha fatto ancora nessun passo ufficiale nei confronti dei pugliesi che attendono notizie.

Sogliano (che ha un contratto con il Bari sino al 2020) potrebbe anche confermare Grosso facendogli rispettare il contratto.

Per evitare un braccio di ferro controproducente, Setti dovrà intavolare una trattativa proprio con il suo ex dirigente con cui aveva avuto un'aspro confronto "epistolare" durante la stagione. (g.vig.)

FONTE: TGGialloBlu.it


Ipotesi Galano per arrivare a Grosso
By Redazione - 7 giugno 2018
Correva l’anno 2000 quando Zamparini, pur di strappare Prandelli al Verona, supervalutò il cartellino di Antonio Marasco, 30enne pupillo del tecnico bresciano, e lo portò a Venezia insieme al tecnico.

Situazione simile potrebbe accadere tra Verona e Bari. L’Hellas non ha intenzione di pagare la clausula rescissoria dell’ex tecnico della Primavera della Juve, ma potrebbe sborsare una cifra importante per un giocatore del Bari, magari più alta dell’effettivo valore di mercato, per portare così a Verona anche l’allenatore.

Tra i possibili giocatori coinvolti potrebbe esserci Cristian Galano, bomber tascabile dei baresi. 34 presenze con Grosso quest’anno, oltre 2500 minuti giocati. Un attaccante legatissimo al tecnico e capace di segnare 17 gol in stagione.

Ipotesi percorribile pur di portare Grosso in gialloblù.
Damiano Conati

FONTE: HellasNews.it


CALCIOMERCATO
Grosso, strada in salita
Setti pensa a Brocchi

06/06/2018 11:45
Si complica la strada che porta a Fabio Grosso. L'allenatore del Bari ha concluso la sua stagione con l'eliminazione dai play-off ma sia il Ds Sogliano che il presidente Giancaspro non vogliono mollarlo tanto facilmente, facendo valere un contratto che scade nel 2019.

Il Verona deve tirare fuori i soldi per liberare il Campione del Mondo (nel 2006 a Berlino) dal Bari. Grosso rimane in assoluto la prima scelta di Setti ma nel caso il braccio di ferro venga vinto dai pugliesi, l'imprenditore carpigiano pensa alla seconda alternativa: Cristian Brocchi.

FONTE: TGGialloBlu.it


L’Hellas Verona ha scelto Fabio Grosso
giugno 6, 2018

La società di Maurizio Setti vuole ripartire da Fabio Grosso. La certezza è che il campione del mondo 2006 non resterà a Bari nonostante il contratto sino al 2019. L’ex ds gialloblù Sogliano ha già dato il via libera a Grosso e Tony D’Amico, il braccio destro di Fusco pronto a diventare il nuovo direttore sportivo dell’Hellas Verona, punta forte sull’amico ed ex tecnico della Primavera della Juventus per ripartire dopo una stagione fallimentare. Se il presidente del Bari dovesse mettersi di traverso, l’alternativa a Fabio Grosso è Cristian Brocchi.

FONTE: HellasLive.it


RASSEGNA STAMPA
Corriere del Mezzogiorno sul Bari: “Grosso come Sarri”
06.06.2018 08:23 di Tommaso Maschio
“Grosso un po' come Sarri. La clausola che lo inchioda”, così il Corriere del Mezzogiorno edizione di Bari titola in un box in alto sulla prima pagina riguardo la situazione del tecnico Fabio Grosso. L'allenatore piace molto all'Hellas Verona, ma anche Sassuolo e Cagliari lo hanno messo nel mirino, ma per liberarlo bisogna pagare una penale e questo rallenta ogni operazione.

SERIE B
Verona, Grosso primo nome per la panchina. Brocchi alternativa
06.06.2018 00:43 di Ivan Cardia Twitter: @ivanfcardia
Verona alla caccia del nuovo allenatore: secondo quanto riferito da Sky, il primo nome resta quello di Fabio Grosso, che in stagione ha guidato il Bari. L'alternativa porta il nome di Cristian Brocchi.

SERIE B
Hellas Verona, Grosso e Oddo per la panchina. Foschi ds?
05.06.2018 10:21 di Luca Bargellini Twitter: @BargelliniLuca
Con l'uscita dai playoff del Bari per Fabio Grosso inizia ufficialmente il calciomercato. Su sul tecnico ex Juve, come scrive oramai da tempo L'Arena, c'è il forte interesse dell'Hellas Verona con Tony D'Amico ds in pectore che punta forse su di lui nonostante una clausola rescissoria col Bari da due milioni di euro.

La situazione però potrebbe cambiare qualora il presidente Maurizio Setti decidesse di affidare la gestione della parte sportiva a Rino Foschi, fresco di divorzio con il Cesena.

Per la panchina, infine, rimane da tenere sotto osservazione il profilo di Massimo Oddo già contattato da Setti alcune settimane fa.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Ultime dal mercato allenatori
By Redazione - 5 giugno 2018
[...]

Nicola rimane l’obiettivo numero 2 del Verona nel caso in cui non si riuscisse a liberare Fabio Grosso dal Bari. Infatti è ancora l’ex tecnico della Primavera della Juventus l’obiettivo principale di Setti.
Tutto fa credere che comunque in questa settimana ci possano essere sviluppi definitivi.
D.C.

FONTE: HellasNews.it


CALCIOMERCATO
Bari fuori dai play-off Verona su Grosso
04/06/2018 11:24
Un unico indirizzo che non è mai cambiato e, anzi, negli ultimi giorni si è rafforzato. Setti ha praticamente deciso: sarà Fabio Grosso il prossimo allenatore. E Tony D'Amico, braccio destro di Fusco sarà il ds. Operazione ispirata da Emanuele Righi, simpatico showman e giornalista bolognese, già nello staff di Fusco come osservatore e principale consulente di Setti in questo momento (è stato anche osservatore in Nigeria per conto di Volpi, quando i rapporti tra il padrone dello Spezia e l'imprenditore carpigiano erano idilliaci). Righi da qualche mese sta cercando di cambiare rotta alla comunicazione del Verona, anche con iniziative sorprendenti come le risposte di Setti alle mail dei tifosi su youtube. Cambio di comunicazione che poi si è scontrata con i pessimi risultati della squadra di Pecchia, divenendo una specie di boomerang.

Righi è un fedelissimo di Fusco e quindi avrebbe ispirato questa via per il Verona anche se ufficialmente nulla trapela dagli uffici dell'Hellas Verona. Ma quali sono gli indizi che portano a questa scelta? Vediamoli assieme.

1) GROSSO E D'AMICO GRANDI "AMICI". Il primo e più importante: Grosso e D'Amico sono grandi amici. Grosso era a Benevento ad assistere alla disfatta del Verona, D'Amico e lo staff tecnico del Verona (Setti compreso) hanno seguito più volte il Bari. Grosso è stato visto proprio a Verona in un ristorante cittadino del centro storico in compagnia di D'Amico. Insomma tutto lascia presupporre che sia proprio Grosso l'allenatore e D'Amico il ds.

2) L'ANNUNCIO RIMANDATO. Il Verona è in serie B dal 5 maggio. Un mese fa. Un tempo sufficiente per trovare un nuovo tecnico e voltare pagina. Il fatto che ancora ci siano bocche cucite in via Belgio si spiega proprio con il fatto che è stato scelto un allenatore in corsa per i play-off, altrimenti la scelta sarebbe stata già ufficializzata. E lo stesso concetto è applicabile per il ds. Certo, nel frattempo c'è stato anche qualche "depistaggio": per esempio i contatti con Marchetti del Cittadella, o quelli con Faggiano, o le voci su Lupo, o più recentemente quelle su Foschi e poi su Toni. Può essere che nella testa di Setti sia passato tutto questo e che magari abbia anche avuto qualche contatto a prescindere dai suoi consiglieri. Ma poi tutto si è fermato.

3) GLI OSTACOLI. Sono due: il primo è che Grosso è ancora legato al Bari da un contratto sino al 2019. Giancaspro lo dovrà liberare e potrebbe iniziare una trattativa con Setti. Ora che il Bari è uscito dai play-off se ne discuterà. Setti dovrà per forza aprire i cordoni della borsa, magari girando qualche giocatore al Bari. E poi c'è l'ostacolo "piazza". Grosso e D'Amico non sono graditi e il rischio di ripercorrere lo "schema" Pecchia-Fusco è elevatissimo. Forse per questo Setti ha messo le mani avanti rispondendo al comunicato della Curva Sud. "(...) il Verona non si fa imporre scelte esterne da nessuno. Nessuno. Purtroppo tra i miei mille difetti c’è la testardaggine. Decido io, individuando professionalità che tutelino la società, il futuro del club, il risultato sul campo nel rispetto della storia che rappresentiamo". Un messaggio chiaro. Setti è pronto anche al braccio di ferro pur di salvaguardare la sua scelta: che sarebbe appunto Fabio Grosso e Tony D'Amico. Per questo si continua a parlare anche di qualche "schermo" tra Setti e la piazza. Un personaggio legato al Verona che possa riportare un po' di serenità in vista della prossima stagione. Chi? Forse è questo il colpo di teatro che Setti si riserva di giocare quando svelerà le sue carte. (g.vig.)

LA FOTO DI RICCIONE
[...]

La verità si conoscerà a breve quando Setti ufficializzerà il nome del nuovo tecnico. Con l’uscita di scena del Bari dai play-off di B dopo il pareggio con il Cittadella, Fabio Grosso che è il principale candidato per la panchina dell'Hellas può liberarsi dalla società pugliese e trasferirsi a Verona.

FONTE: TGGialloBlu.it


NEWS
03 giugno 2018 - 22:01
Il Bari termina la stagione, ora l’Hellas va su Grosso, con D’Amico ds
Setti con un sosia di Di Canio, ma è l’allenatore dei pugliesi a cui si punta

di Redazione Hellas1903
Getty Images

Fabio Grosso e Tony D’Amico è la coppia su cui l’Hellas punta. Non l’unica soluzione su cui si ragiona in via Belgio, ma di certo, dopo l’eliminazione dai playoff di questa sera del Bari, il Verona può andare a discutere in termini più concreti con l’allenatore che dovrà però svincolarsi dal club pugliese.

[...] A.S.

FONTE: Hellas1903.it


...L'Hellas è un cantiere aperto (dove al momento è tutto fermo): Setti non ha ancora rotto il silenzio in vista della prossima stagione. L'allenatore preferito è Fabio Grosso ma si dovrà aspettare l'esito dei play-off del Bari per capire il futuro dell'ex Campione del Mondo (Giancaspro intanto lo ha blindato).

[...]

FONTE: TGGialloBlu.it


Ex Juve: minacce a Fabio Grosso prima di Pescara-Bari
del 14 aprile 2018 alle 12:31

Un episodio spiacevole ha contrassegnato l'avvicinamento a Pescara-Bari, match in programma questo pomeriggio in Serie B. Alla vigilia della gara in programma allo stadio “Adriatico”, sui muri della villa dove abitano i familiari del tecnico Fabio Grosso, nella località abruzzese di Spoltore, sono comparse scritte minacciose nei confronti dell'ex tecnico biancorosso. E' apparsa anche la frase “Grosso rispetta la tua città”, facendo chiaramente riferimento alle origini pescaresi del tecnico ex Juventus. Inoltre sul cancello - si legge su Il Quotidiano Italiano - è stato appeso un galletto spennato (forse finto), chiaro riferimento al galletto, simbolo del Bari. Sul caso indaga la Digos.

FONTE: CalcioMercato.com


Vandali imbrattano la casa di famiglia di Fabio Grosso
Pubblicato il: 14/04/2018, 10:38 | di Redazione Sport

Spoltore - nel prossimo mach di serie B, il Pescara dovrà vedersela con il Bari allenato dal Pescarese Fabio Grosso. A far salire la tenzione, ancora di più, in vista di questa gara, gia considerata ad alto rischio per l'ordine pubblico, ci hanno pensato dei vandali, che nella notte di giovedì hanno imbrattato la casa di famiglia dell'ex calciatore, campione del mondo, oggi allenatore del Bari, a Santa Teresa di Spoltore

Sull'episodio indagano i carabinieri di Spoltore, ma anche la Digos è stata messa a conoscienza, al fine di incrementare le misure di sicurezza in vista della gara di oggi pomeriggio.

Intanto queste le parole di Fabio Grosso
Grande rispetto per la città di Pescara e la sua gente, ma lì voglio andare a fare una grandissima partita. Abbiamo tutte le qualità per far bene. Non vogliamo farci superare da chi c’è dietro, vogliamo raggiungere chi c’è davanti. Sono consapevole che mancano 8 gare, 6 si disputeranno in 14 giorni. Domani ci vuole una grande partita per uscire indenni dal campo di Pescara

FONTE: CollineDOro.net


NEWS
GdS - Pescara-Bari: Grosso sfida suocero e... teppisti
14.04.2018 10:15 di Redazione TuttoBari
"Una partita che divide in due una famiglia. Pescara­Bari, ovvero Fabio Grosso contro il suocero Giorgio Repetto. L’allenatore pescarese del Bari è sposato con Jessica Repetto, figlia del responsabile dell’area tecnica del club abruzzese". Così stamane La Gazzetta dello Sport presenta la gara che attende i biancorossi allo stadio 'Adriatico' di Pescara.

EPISODIO - Anche la rosea parla del discutibile gesto di alcuni tifosi del Pescara: "Peccato che a rovinare questo curioso incrocio ci abbiano pensato i soliti teppisti: nella notte tra giovedì e venerdì l’abitazione dei genitori di Fabio Grosso, nella vicina Spoltore, è stata imbrattata con scritte offensive (“Grosso rispetta Pescara, Bari m….”) siglate P.R. e con un gallo morto lasciato penzolante sul cancello".

FONTE: TuttoBari.com


NEWS
ASCOLI PICCHIO
28.03.2018 | 20:42
Cosmi: “Inventai io Fabio Grosso terzino? Sì e sta diventando anche un grande allenatore”

Il tecnico dell’Ascoli, Serse Cosmi, ha parlato così ai microfoni di Sky prima dell’anticipo contro il Bari: “La salvezza con l’Ascoli come la Champions con l’Udinese? Le difficoltà per un allenatore rimangono le stesse, gli obiettivi una volta raggiunti ti danno lo stesso sapore. Grosso l’ho fatto diventare io terzino? Ero convinto che sarebbe diventato un grande calciatore ma sta diventando anche un grande allenatore, anche se di strada ancora deve farne. Al Perugia ebbe qualche difficoltà iniziale, ma la maniera in cui si è adattato in quel ruolo mi ha fatto conoscere la sua intelligenza. A La Spezia abbiamo giocato male, tatticamente non ci siamo espressi, ma siamo stati fortunati nel recuperare comunque un risultato che sembrava ormai perso. Oggi dobbiamo fare meglio”.

Foto: sito Ascoli

FONTE: AlfredoPedulla.com


Serie B, il Bari cade pesantemente a Venezia: Fabio Grosso a rischio esonero
Viene messa in discussione la permanenza di Fabio Grosso sulla panchina del Bari, per una vittoria che manca dal 16 dicembre: i possibili sostituti

Di Andrea C. - febbraio 3, 20183
Il Bari è ufficialmente in piena crisi. La squadra di Fabio Grosso, nella 24a giornata di campionato, è nuovamente caduta pesantemente per 3-1 al Pierluigi Penzo contro il Venezia di Pippo Inzaghi. Bari scivolato adesso all’ottavo posto in classifica a 35 punti, anche se in compagnia degli stessi lagunari e del Carpi. Ma il dato a preoccupare la piazza barese è il “crollo” verticale che Galano e compagni hanno avuto da metà dicembre in poi, a corto di fiato e idee. Il Bari era in testa alla classifica, o comunque nei piani altissimi (sempre nelle prime tre posizioni), poi tre pareggi consecutivi e soprattutto due sconfitte pesantissime contro Empoli e appunto Venezia, con 7 goal subiti e solo uno realizzato, quello inutile di oggi di Sabelli sul punteggio di 0-3.

Bari, Fabio Grosso a rischio esonero: i possibili sostituti
E adesso la situazione di Fabio Grosso non è più così rosea. Già nei giorni scorsi si era paventato un possibile cambio alla guida del Bari dopo il tonfo interno per 4-0 contro l’Empoli, ma senza poi reali conseguenze. Una pesante sconfitta che aveva mandato su tutte le furie i tifosi biancorossi che avevano fischiato la squadra alla fine della partita. Ma questi rumors sono nuovamente tornati ad aleggiare sull’ex tecnico della Primavera della Juventus, specie dopo un primo tempo non giocato contro il Venezia e chiuso già con lo svantaggio di tre reti. E dunque occhio alle prossime ore, perché potrebbe anche arrivare il ribaltone in casa Bari, a precedere un altro match complicatissimo, quello di sabato prossimo al San Nicola contro la capolista Frosinone.

Tra i nomi dei possibili sostituti si fanno quelli di Domenico Di Carlo, Massimo Drago e Andrea Mandorlini. Quella col Frosinone potrebbe essere, nel caso ovviamente possibile di conferma di Grosso, l’ultima chance per reagire. Empoli e Venezia le due pagine più brutte della stagione biancorossa, una terza sarebbe intollerabile.

Credits Foto: corrieredellosport.it

FONTE: ZonaSport.it


SPORT
Grifo, prima da ex per Fabio Grosso

14.12.2017 - 22:09
Se Grosso è diventato Grosso, grande, grandissimo nel panorama del calcio azzurro una buona parte del merito è del Grifo dell’inizio del nuovo millennio, quello capace di scovare talenti anche negli angoli più nascosti del pallone italiano. Domani, alla guida del suo Bari, Fabio Grosso torna per la prima volta da avversario a Perugia. In carriera non si è mai incrociato, nemmeno da giocatore, con il Grifo: né prima, né dopo la lunga e trascinate parentesi in biancorosso dal 2001 al 2004.

La biografia di Grosso è ormai nei libri “mondiali”. Gli inizi in Eccellenza nella Renato Curi, nella sua terra d’origine, e poi la piccola vetrina a Chieti tra i professionisti. La vittoria del campionato di C2 e la svolta nell’estate 2001. Il Perugia di Gaucci lo porta in serie A e Serse Cosmi lo trasforma da “numero 10” in esterno mancino.

FONTE: CorriereDellUmbria.Corr.it


giovedì 30 novembre 2017
Fabio GROSSO

Nasce a Roma, il 28 novembre 1977 e tira i primi calci nel campionato di Eccellenza con la maglia della Renato Curi, squadra di Città Sant’Angelo: «Il mio percorso è stato un po’ atipico, ho viaggiato in quasi tutte le categorie e la mia carriera ha avuto diversi passaggi. È un’esperienza che mi è servita molto e ha contribuito a farmi trovare pronto quando sono stato chiamato in Nazionale. Tutte le esperienze sono state utili, dai Dilettanti in poi, nessuna esclusa. Ho giocato nei Dilettanti e dentro di me è rimasto tantissimo di quei giorni. Anzi, sono state quelle le esperienze che mi hanno arricchito di più: ho trovato tantissima umanità e piacere nel militare in un calcio lontano dal professionismo. Ho creato qui le basi per affrontare con una certa tranquillità tutto quello che è venuto dopo. Non avevo campioni ai quali ispirarmi. Ammiravo il bel calcio e basta, non c’era un nome su tutti».

Il debutto tra i professionisti avviene con il Chieti nel campionato di Serie C2, con il quale in tre stagioni registra diciassette reti in sessantotto partite, nove delle quali nella stagione 2000-01 che sancisce la promozione della squadra abruzzese in Serie C1. Grazie alle ottime prestazioni, Grosso è notato dagli osservatori del Perugia e, nell’estate del 2001, passa alla squadra umbra allenata da Serse Cosmi, che lo schiera come esterno di centrocampo nel suo modulo 3-5-2.
«Quando sono passato dalla C2 alla A è stato un momento fondamentale. Però la vera svolta è l’essere riuscito a dimostrarmi degno dell’opportunità che mi era stata offerta. Rimanere in vetta è più difficile che arrivarci, l’ho capito in fretta e lo dice uno che, comunque, vi è approdato con un triplo salto di categoria. Ho saputo cogliere l’opportunità, dovevo assolutamente sfruttare l’occasione che mi si era presentata. Per arrivare a certi livelli ho dovuto migliorare tanti aspetti del mio modo di giocare, sotto il punto tecnico e anche fisico. All’inizio della cartiera agivo in avanti, facevo il rifinitore e talvolta sono stato utilizzato anche come punta. Probabilmente nelle squadre in cui ho giocato, ero anche l’elemento più tecnico, cosa ovviamente non più verificatasi in seguito. È stato un grosso aiuto per il futuro avere maturato un’esperienza in quegli altri ruoli, perché quando ho cambiato posizione, ho mantenuto certe caratteristiche e ne è uscito fuori un giocatore un po’ atipico. Una grande spinta me l’ha data il fatto di avere trovato nel Perugia un allenatore come Cosmi che dava fiducia ai ragazzi più giovani e a quelli che arrivavano da categorie più basse come me. È chiaro che così acquisisci molta sicurezza nei tuoi mezzi, ti entra dentro la voglia di sfruttare al meglio questa fortuna e ci metti tutto l’impegno».

Nel gennaio del 2004 si trasferisce al Palermo in Serie B, con il quale conquista la promozione in Serie A e l’anno successivo l’accesso alla Coppa Uefa. Le prestazioni in maglia rosanero gli permettono di ottenere la convocazione per i Mondiali tedeschi del 2006.

Dopo la rassegna mondiale è ingaggiato dall’Inter. In neroazzurro non riesca a confermare le belle prestazioni siciliane e, nonostante riesca a vincere il campionato e la Supercoppa italiana, è ceduto al Lione. Sarà determinante per la conquista del settimo titolo consecutivo della squadra francese, segnando il goal partita nel match contro lo Strasburgo. Rimane in Francia anche la stagione successiva, ma nell’estate del 2009, dopo l’arrivo del giovane terzino Aly Cissokho dal Porto, decide di lasciare il club lionese.

Il 31 agosto 2009, con un accordo raggiunto nell’ultimo giorno della sessione di calciomercato, Grosso si trasferisce a Torino ereditando la gloriosa maglia numero sei: «Esistono tanti grandi club, ma la Juventus non è uguale a nessun altro. La Juventus è la squadra, è la maglia che da bambino sogni d’indossare. Esserci arrivato a trentuno anni mi riempie di soddisfazione e darò tutto per sfruttare al meglio quest’occasione», dichiara il giorno della presentazione.
Il debutto in maglia bianconera avviene il 12 settembre, allo stadio Olimpico di Roma contro la Lazio. Mette a segno il primo goal juventino il 22 novembre contro l’Udinese, rete decisiva per la vittoria. Altrettanto importante è la rete realizzata il 6 marzo 2010 nella gara vinta 2-1 in trasferta contro la Fiorentina. Chiude la prima stagione con ventisei presenze e due goal in campionato, due presenze in Coppa Italia, otto presenze nelle coppe europee (sei in Champions League e due in Europa League).

L’arrivo di Delneri sulla panchina bianconera non giova a Fabio che viene messo fuori rosa. Per effetto dei tanti infortuni che colpiscono la Juventus, torna in gruppo nei primi giorni di settembre, debuttando come titolare il 7 novembre 2010 contro il Cesena. È nuovamente utilizzato nella trasferta contro la Roma del 3 aprile 2011, fornendo gli assist per i due goal con cui la sua squadra vince la partita. Chiude la stagione con diciannove presenze in campionato e due in Coppa Italia.

«Sono state fatte delle scelte, ed io ero tra quei giocatori che si voleva cambiassero aria. Sono arrivate delle proposte, ma non le ho volute prendere in considerazione. Dopo un’annata così, non me la sono sentita: sarebbe stato un rammarico, arrivare alla Juve e farci parte solo nell’anno più brutto della storia. Questione di orgoglio? Non volevo che qui si fosse vista solo la brutta figurina. Cosa avrei voluto dire in quegli otto mesi? Nulla. Preferisco lavorare, ho sempre fatto così. Non mi sono mai esaltato nelle tante cose positive che mi sono successe, non mi butto giù nelle cose negative. Non mi ha fatto piacere la situazione, uno dei momenti più difficili della carriera. Ma l’ho sempre accettata con serenità, sapendo e sperando che prima o poi potesse capitare un’occasione. Chi mi ha aiutato? Brazzo Salihamidžić che era nella mia stessa situazione: venivamo al campo e ci davamo conforto a vicenda. È un tipo intelligente, e una brava persona. Se ero depresso? Mai, sono un ottimista. Funziona che vai al campo e ti alleni: spesso l’ho fatto con il sorriso, anche se non è che c’era tanto da ridere. Com’è andata con Delneri? Magari non era semplicissimo, ma ho rispettato le sue decisioni e quelle della società. E mi sono sempre comportato da professionista».

La stagione successiva è nuovamente relegato ai margini della squadra, non facente parte dei piani tecnici di Antonio Conte. Nonostante ciò, il 18 settembre 2011 gioca da titolare nella partita esterna contro il Siena terminata 0-1 per la Juventus. Firma la seconda presenza e ultima presenza il 25 settembre contro il Catania. Nonostante vinca il campionato, è l’unico della rosa juventina a non partecipare alla cerimonia di premiazione avvenuta allo Juventus Stadium il 13 maggio 2012. Nel dicembre 2012 decide di ritirarsi dall’attività agonistica.

Esordisce in Nazionale il 30 aprile 2003, nella partita amichevole Svizzera-Italia. Dal 2005 è inserito stabilmente nel gruppo degli Azzurri guidati da Lippi, che lo utilizza come terzino sinistro, spostando Zambrotta sulla fascia destra. Grosso segna il suo primo goal in Nazionale il 3 settembre 2005 a Glasgow, contro la Scozia, nella partita terminata 1-1.

Convocato per il Mondiale del 2006, diventa titolare dalla partita contro la Repubblica Ceca, diventando determinante per la squadra azzurra. Negli ottavi di finale contro l’Australia si procura un rigore, poi realizzato da Francesco Totti, che permette all’Italia di passare il turno. Nella semifinale contro la Germania Grosso segna il goal che sblocca la partita al 119’ minuto dei tempi supplementari, con un pregevole sinistro a rientrare all’interno dell’area avversaria, su assist di Pirlo. Il 9 luglio, nella finale di Berlino contro la Francia risolta ai calci di rigore, Grosso ha l’onore di realizzare il decisivo quinto tiro, chiudendo la partita sul punteggio di 5-3 con cui l’Italia conquista il quarto titolo mondiale.

Il nuovo Commissario Tecnico Roberto Donadoni, non convoca Grosso, causa alcuni infortuni. Torna in Azzurro nel 2007 e il 13 ottobre realizza il suo terzo goal in Nazionale in occasione di Italia-Georgia, partita valida per le qualificazioni a Euro 2008 disputata a Genova.

Grosso esordisce agli Europei 2008 subentrando nella partita contro l’Olanda, persa rovinosamente per 3-0. Contro Romania e Francia è schierato titolare, fornendo buone prestazioni. L’Italia raggiunge i quarti di finale che la vedono opposta alla Spagna. La partita si protrae fino ai calci di rigore: Fabio realizza il suo tiro, ma gli errori dei compagni fanno sì che a passare il turno sia la compagine iberica.

Grosso è chiamato da Lippi a far parte della Nazionale che disputa la Confederations Cup 2009, dove l’Italia non supera il girone eliminatorio. Poche settimane dopo, il 9 settembre 2009, Grosso realizza una rete nella partita Italia-Bulgaria, valida per le qualificazioni al Mondiale e tenutasi a Torino.

L’anno seguente è incluso nella lista preliminare dei trenta giocatori scelti per partecipare al Mondiale sudafricano. Sarà poi escluso dalla lista definitiva, terminando in questo modo la sua avventura azzurra: «Non è una cosa che mi piace raccontare. Non ho condiviso la decisione, ma l’ho accettata. E sono andato avanti. Cosa penso di Lippi? Al di là dell’episodio, che mi ha dato fastidio, non posso avere che un ricordo ultra positivo: mi ha dato delle opportunità. Che ho sfruttato: tanti ne hanno, ma i treni bisogna saperli prendere».

FONTE: CorriereDellUmbria.Corr.it


28 novembre 2017
I 40 anni di Fabio Grosso: da Berlino a Bari è sempre festa

Fabio Grosso è nato a Roma il 28 novembre del 1977 e oggi, dunque, compie 40 anni. Eroe del Mondiale vinto dall'Italia nel 2006 in Germania, adesso allenatore del Bari capolista della Serie B. Dal gol ai tedeschi al rigore di Berlino, riviviamo quelle imprese, non senza un pizzico di nostaglia...

di Alfredo Corallo
Non ci costerebbe nulla raccontare per la miliardesima volta del no-look di Pirlo, ricordare - non senza una certa crudeltà - la bambina tedesca che piange al Westfalenstadion dopo il raddoppio di Del Piero, la festa degli emigranti italiani a Dortmund, pompare di retorica un'estate di fontane, di birre, di popopopopo, di "dov'eri al gol di Grosso?" o quando il numero 3 calciò l'ultimo rigore; vivisezionare il suo volto, provando a decifrare cosa volessero significare quegli occhi al cielo prima del fatidico tiro dal dischetto; e ancora la "goduria" nel vedere il portiere francese Barthez bianco come un morto, con le spalle schiantate sul palo in segno di resa; la commovente dedica di Materazzi alla mamma e la testata di Zidane per sua sorella...; il goffo balletto di Buffon; Totti con il tricolore a mo' di befana; Gattuso che acchiappa Lippi e gli dice "se te ne vai ti ammazzo"; Capitan Cannavaro che sale su, su, e a petto in fuori solleva la Coppa dei Sogni. Tutto perfetto, ma...




Un grasso, Grosso derby
Ma lo facciamo con un velo di tristezza, un misto di rabbia, impotenza, malinconia, nostalgia, frustrazione, rassegnazione. Fabio Grosso compie 40 anni e noi - in realtà - ripensiamo alla Svezia, al fatto di non essere stati capaci di segnare un gol a quei falegnami... Che non andremo ai Mondiali e a giugno tiferemo per l'Islanda o per la nazionale africana "simpatica" di turno. Ma, se l'Italia del calcio - e non solo - è rimasta ferma alla notte di Berlino, Grosso no: domenica ha vinto il derby pugliese, come piace a lui, all'ultimo respiro, e "la Bari" comanda il campionato di B sognando di tornare presto in Serie A. Il neo quarantenne Fabio vorrà essere ricordato anche per qualcos'altro, nella vita.

🎂 I tuoi 40 anni #biancorossi. ⚪🔴 🥂 Auguri mister Grosso! ❤ #amalabari #happybirthday #grosso40

Un post condiviso da FC Bari 1908 (@fcbariofficial) in data:


Grosso chi?
L'epica sportiva abbonda di eroi che hanno vissuto - campato - di rendita per il gesto che li ha consegnati alla leggenda, che li ha consacrati: tanti di loro ne sono stati sopraffatti, imprigionati. Ma Grosso non ha alcuna intenzione di finire nella gallery-horror dei "che fine hanno fatto", sebbene mantenga sempre l'aria un po' incredula di quello che è lì chissà perché, a Berlino come a Bari, perché non era un predestinato da calciatore, e da tecnico aveva allenato soltanto la Primavera della Juventus (conquistando peraltro un Torneo di Viareggio) accolto nello scetticismo generale a giugno quando il club decise di affidargli la panchina, in una piazza così blasonata, e affamata di grande calcio come Bari.


Fabio il canguro
Anche nel 2006, appena inserito da Marcello Lippi nella lista dei 23, in molti storsero il naso. Finché il ct non sposterà di fascia Zambrotta, tornato a destra come ai tempi proprio del Bari, pur di farlo giocare: ce ne accorgemmo il 26 giugno, quando Fabio si procurò il rigore con l'Australia in stile "sabbione" (il gioco da bambino sulla spiaggia di Pescara) e che Totti festeggerà col cuccio, evitandoci i tempi supplementari in 10 uomini e portandoci direttamente ai quarti. E poi ancora in finale con il sinistro a giro nella porta di Jens Lehmann e quel "non ci credo, non ci credo" che ai più anzianotti riportò subito alla mente la corsa e l'urlo di Tardelli al Bernabeu.


Dalla C al rigore Mondiale
Grosso che era già stato ceduto all'Inter (con cui vincerà lo scudetto), ma che di fatto era uno dei 5 giocatori del Palermo scelti da Lippi per la spedizione insieme a Toni, Barone, Zaccardo e Barzagli. Il Palermo di Guidolin che si spinse fino alla Coppa Uefa, che a sua volta lo aveva acquistato da un'altra squadra dei miracoli, il Perugia di Serse Cosmi. Fu il suo "secondo" Palazzi a trasformarlo in esterno da "10" che era al Chieti. Già: Grosso non tirava un rigore dal 27 maggio 2001, era un Prato-Chieti 1-1 dei playoff, al termine dei quali i teatini neroverdi sarebbero stati promossi in C1. Sono due esecuzioni identiche: forti e angolati verso destra, diretti all'incrocio. Dallo stadio "Lungobisenzio" di Prato, a casa di Pablito Rossi, in una linea ideale verso l'Olympiastadion di Berlino: Campioni del mondo dopo 24 anni dall'ultima volta.




Andiamo a Berlino
L'entusiasmo irrefrenabile, contagioso di Fabio Caressa e Beppe Bergomi nel raccontarci la semifinale di Dortmund rimbomberà per sempre nei nostri cuori, ma 11 anni dopo a Berlino ci siamo andati ancora... e non sembra esserci rimasto granchè di quella impresa. All'Olympiastadion hanno pensato bene di spazzare via quella notte, in cui i tedeschi furono costretti a premiare in casa loro il peggiore del nemici, non lasciando praticamente traccia di azzurro. Non abbiamo trovato una cartolina, un'immagine che fosse una nel museo all'entrata dell'impianto (ma la locandina della finale di Champions persa dalla Juve nel 2015 è in bella mostra, altroché); non pretendevamo certo un'incisione al fianco di Jesse Owens o un busto di bronzo a grandezza naturale di Grosso, ma almeno targhetta, "qui, il 9 luglio del 2006...".






Viva l'Italia
E invece l'unico "superstite" del 9 luglio è l'orso all'entrata, la mascotte dei Mondiali. E il povero orsacchiotto sembra non poterne più dei turisti italiani (noi compresi) e dei nostri selfie con le 4 dita della mano a indicare il numero dei Mondiali nel palmarès, che nel frattempo i tedeschi hanno eguagliato e in Russia promettono di superare, senza trovare la nostra resistenza...



FONTE: Sport.Sky.it


Serie B
Fabio Grosso, l’eroe Mondiale: 40 anni da Berlino a Bari, gli auguri degli ex compagni di squadra

28/11/17 21:00 | Interviste | Autore: Luca Guerra
Quando l’eroe di due generazioni, che legano a lui la vittoria dei Mondiali 2006 da parte dell’Italia, festeggia i suoi primi 40 anni, ci sentiamo tutti un po’ più vecchi. E fargli i migliori auguri vien quasi naturale. Già, perché il volto sorridente, festante, quasi incredulo di Fabio Grosso dopo quel 2-0 alla Germania e il calcio di rigore vincente sferrato alle spalle di Barthez resterà per sempre impresso nei nostri cuori: indimenticabile, come il primo giorno di scuola, il primo bacio, la prima vacanza da soli, come il calcio di rigore conquistato contro l’Australia il 26 giugno 2006, quando l’Italia sembrava rischiare una clamorosa eliminazione. Fabio Grosso, nato a Roma e cresciuto a Pescara, ha rappresentato sempre l’antidivo per eccellenza: mai una parola di troppo, mai una copertina fuori posto, in un’epoca nella quale i social e i selfie erano poco più di un’idea. Oggi festeggia un traguardo importante, e lo fa da allenatore del Bari. Primo in classifica, alla prima esperienza da allenatore tra i professionisti, dopo aver guidato per tre stagioni la Primavera della Juventus: a Torino aveva dato l’addio al calcio giocato, dopo che i Mondiali 2006 gli avevano aperto le porte dell’Inter e successivamente quelle del Lione. Gli amici e gli estimatori di Grosso in panchina e del Fabio uomo sono però sparsi per tutta Italia, sotto forma di ex compagni di squadra.

Alla competizione in Germania, che ha inevitabilmente cambiato la sua storia personale, quella della rosa guidata in panchina da Marcello Lippi e del calcio italiano, Grosso ci arrivò dopo due stagioni in ascesa a Palermo: a completare la difesa rosanero all’epoca, con Andrea Barzagli –amico fuori dal campo e uno dei primi a scrivergli per augurargli buon compleanno, come Simone Barone- c’erano anche Cristian Zaccardo, Giuseppe Biava e Cristian Terlizzi, intercettati da gianlucadimarzio.com. “Ho sempre pensato che sarebbe diventato un ottimo allenatore, ne aveva tutte le qualità sin da quando giocava –sorride Terlizzi, che a 38 anni gioca ancora in serie D, nel Paceco- pacato, riflessivo, sereno: ci somigliavamo, anche se lui era chiaramente più forte. Leve lunghe e mancino educato. Però ho fatto qualche gol in più (ride, ndr): a Fabio faccio i miei migliori auguri, ha davanti una grande carriera e lo merita”. C’è chi con Grosso ha condiviso i colori di club e Nazionale: Zaccardo, altro campione del mondo 2006, lo ricorda bene: “Grande Fabietto, tantissimi auguri di buon compleanno per i tuoi 40 anni. Ricordo tantissime risate in tua compagnia nelle tante vecchie cene a Palermo e Mondello: stiamo diventando vecchi, ti abbraccio” ci scrive da Malta, dove difende i colori dell’Hamrun Spartans.In panchina, Grosso ha conservato la pacatezza e l’equilibrio, come successo oggi davanti alle telecamere quando qualcuno gli chiedeva di come vivesse questo compleanno:“Ringrazio tutti per gli auguri, ho avuto la fortuna di percorrere tutte le categorie, anche se molti mi ricordano per la ciliegina sulla torta. In questi anni ho vissuto tante gioie ma anche tante delusioni”.

Umiltà, testa bassa e lavorare. Come nei primi tempi a Chieti, che Mauro Milanese, ex compagno di squadra di Grosso a Perugia e oggi amministratore unico della Triestina, ricorda: “Fabio merita i migliori auguri, è un amico nonché un ottimo ragazzo. Ha ottenuto tutto dal tempo di Perugia quando è arrivato in serie A dal Chieti perché se lo è sempre meritato e sudato”. Non è l’unico ad allenare tra gli ex Palermo, Grosso: in panchina in B ha incrociato e superato due settimane fa a Novara il suo ex capitano Eugenio Corini. Che rilancia con i suoi auguri (“Ti abbraccio forte, è sempre un piacere ritrovarti”) così come Biava, oggi guida della Berretti dell’Albinoleffe: “Oramai sei arrivato anche tu ai 40 anni. Tanti auguri di buon compleanno dal tuo vecchio compagno di camera ai tempi del Palermo. Un abbraccio, Beppe". "Caro Fabio ti giungano da parte mia i migliori auguri per i tuoi primi 40 anni, augurandoti una luminosa carriera da allenatore che certamente farai se rimarrai umile come sei stato da calciatore" è il saluto di Giuseppe Papadopulo. Sono solo alcuni degli sms incassati oggi da Grosso, che ha festeggiato il compleanno con qualche giorno di anticipo. Precisamente domenica, battendo per 1-0 il Foggia nel derby all’ultimo respiro: come in quel Mondiale, dove diventò l’uomo dell’ultimo minuto. E allora, per un giorno, possiamo spostarci su Youtube e tornare al 2006, dimenticando che non andremo ai Mondiali e a giugno tiferemo per la nazionale "simpatica" di turno. Il neo-quarantenne Grosso continua la sua corsa, dalla fascia alla panchina, nel segno della B: da Berlino a Bari (dove ha soffiato sulle candeline con i suoi ex compagni di squadra Franco Brienza, in campo con la maglia numero 10, Sean Sogliano, oggi ds, e il responsabile del settore giovanile Fabio Gatti). L’idea-regalo per i suoi calciatori? Domani i biancorossi sfideranno il Sassuolo in trasferta in Tim Cup…

FONTE: GianlucaDiMarzio.com


Livello Nostalgia, Eroi senza tempo
Perchè Fabio Grosso era così sicuro di segnare quel rigore
Di Redazione | 28 novembre 2017

E’ difficile immaginare come la vita di ognuno di noi possa evolversi da quello che, in maniera apparente, può sembrare un evento privo di significato. Questo è ancor più evidente nel calcio, dove spesso gli episodi possono far prendere una piega differente alle singole partite o alle intere stagioni.

Lo stesso accade anche al divenire della carriera di ogni calciatore, il quale grazie anche all’aiuto della dea bendata, può vedere la propria vita calcistica sgretolarsi sul nascere o spiccare definitivamente il volo.

Questo è il caso del campione del mondo Fabio Grosso, il cui percorso verso il mondo dei professionisti non è stato infatti dei più semplici. Il difensore che in Serie A ha vestito le maglie di Perugia, Palermo, Inter e Juventus, ha mosso i suoi primi passi nel Renato Curi, prima di trasferirsi al Chieti che stazionava in Serie C2 nella stagione 1998/99.


Qui l’allora centrocampista sfoggiava una capigliatura degna dei figli dei fiori degli anni ’70 e sulle sue schiena aveva stampato il numero dei fuoriclasse: il 10.

Le sole 12 presenze in campionato, attirano le attenzioni del Teramo che in Grosso nota una buona propensione alla corsa oltre ad un sinistro raffinato.

L’avventura di Grosso con i biancorossi, che nella stagione 1999/00 punta al salto di categoria, in un girone nel quale figurano squadre come Rimini, Sassuolo e Triestina, ha vita breve. L’allenatore della squadra Roberto Pruzzo, non reputa il calciatore romano all’altezza delle ambizioni della società abruzzese, facendo terminare così l’esperienza del futuro campione del mondo anzitempo, addirittura prima dell’inizio di quella stagione.

Ed è proprio il suo ritorno al Chieti a far iniziare in maniera inesorabile la parabola di Grosso verso la conquista più importante nella carriera di un calciatore, verso quella coppa tutta luccicante che rappresenta il desiderio più intimo e speciale di tutti colori i quali iniziano quasi in maniera involontaria a dare calci ad un pallone.

Con i neroverdi Grosso continua il proprio percorso di crescita, che nella stagione 2000/01 lo vede tra i grandi trascinatori della squadra verso la promozione in Serie C1.


La squadra abruzzese gioca un calcio pimpante, che trova proprio nel suo numero 10 il fulcro del proprio gioco. la squadra allenata da Morganti tuttavia, nonostante i 63 punti a fine campionato che le consentono di chiudere la stagione a pari merito con il Lanciano, è costretta a passare dai play-off per centrare la promozione.

La semifinale d’andata vede gli abruzzesi opposti al Prato. Ed è proprio qui che s’innesca un ulteriore elemento che renderà il mondiale di Fabio Grosso, unico ed irripetibile.

Sul punteggio di 1-0 per la squadra toscana, gli ospiti beneficiano di un calcio di rigore. Dagli undici metri si presenta quel ragazzo, il quale appena un anno prima era stato scartato dal Teramo.

La rincorsa è a piccoli passi e la palla finisce nel sette alla sinistra del portiere. E’ la rete del pareggio.

La gara d’andata tra Prato e Chieti con il gol di fabio Grosso:

Fabio Grosso, passato al Perugia dopo la promozione con il Chieti, oltre a modificare il proprio ruolo sul terreno di gioco, non calcerà mai più un rigore per le successive cinque stagioni.

Correrà in maniera inesorabile sulla fascia sinistra che pian piano diverrà la porzione di campo a lui più usuale.

Niente più colpi di classe, niente più giocate al limite dell’area, niente più calci di rigore…o forse no.

Quel sogno di divenire campione del mondo, Fabio Grosso lo accarezza con mano la notte del 9 luglio 2006. Grazie alle sue prestazioni e la rete messa a segno nel secondo tempo supplementare contro la Germania ha condotto per mano l’Italia verso Berlino.

La finale con la Francia, tiratissima, giunge fino ai calci di rigore. I tansalpini sbagliano con Trezeguet, l’ultimo rigorista designato è proprio Grosso che non si presenta sul dischetto del rigore da ben cinque anni.

I calci di rigore in finale contro la Francia:

Lo sguardo è teso, ma la rincorsa è la stessa di quel pomeriggio a Prato in Serie C2, il sinistro è secco, la palla vola sotto l’incrocio dei pali, l’Italia è Campione del Mondo.

Grazie di tutto Fabio.

FONTE: MaCheNeSanno.it


Giocatori
Fabio Grosso, l’uomo del destino
28 nov 2017
Scritto da: Salvatore Vitello

Può un solo uomo unire un Paese intero grazie ad un semplice gol?

Si, certo che può. Basta chiedere a Fabio Grosso. L’uomo del destino.



Fabio Grosso nasce a Roma il 28 novembre 1977.

Fino ai 21 anni la sua carriera è quella di tanti giovani di belle speranze che navigano nel dilettantismo: quattro stagioni in forza alla Renato Curi, squadra di Eccellenza abruzzese dove Fabio mette a segno ben 47 reti in 108 presenze, grazie anche al ruolo offensivo che ricopriva. Infatti il nostro “Eroe della notte di Berlino” nasce come trequartista, ruolo che riveste abitualmente anche dopo il debutto tra i professionisti, che avviene col Chieti in Serie C2, dove rimane per tre stagioni.

Finché un bel giorno, come nelle più belle favole, gli osservatori del Perugia si accorgono di lui e decidono di catapultarlo in Serie A: era l’estate del 2001, e Fabio Grosso aveva appena fatto un triplice salto di categoria.

Probabilmente in quel momento stava pensando di aver realizzato il più grande sogno della sua carriera calcistica: il debutto in Serie A.

Non poteva nemmeno immaginare cosa lo avrebbe aspettato cinque anni più tardi.

A Perugia Serse Cosmi lo plasma: ne apprezza la corsa e l’abilità nei cross, decidendo di impiegarlo come terzino sinistro.

Probabilmente senza l’intuizione del buon Serse, l’Italia avrebbe oggi un Mondiale in meno.

Dopo tre stagioni a buoni livelli con gli umbri, passa al Palermo.

È qui che Fabio Grosso esprime tutto il suo potenziale, arrivando addirittura a conquistare una storica qualificazione in Coppa Uefa con i rosanero.

Nel frattempo, ridendo e scherzando, siamo già arrivati al 2006: Fabio Grosso è già da tre anni nel giro della Nazionale, e ha messo a referto quasi una ventina di presenze, di cui appena cinque in partite ufficiali.

Nella lista dei 23 convocati al Mondiale 2006 lui c’è e indossa la maglia numero 3.

Tre, come i momenti chiave per cui è stato eletto a “uomo del destino”.

Il Mondiale di Fabio Grosso inizia infatti agli ottavi di finale, contro l’Australia: a 20 secondi dal triplice fischio la nostra Nazionale è ancora ferma sullo 0-0, Totti lancia la palla sulla sinistra per Grosso che salta Mark Bresciano in dribbling, entra in area di rigore e viene atterrato, procurandosi con grande esperienza un rigore che si rivelerà senz’altro fondamentale per il cammino degli Azzurri nel Mondiale.

Francesco Totti, glaciale nemmeno fosse un eschimese, pensa al resto.

Il secondo episodio per cui ci ricordiamo di Fabio Grosso è uno di quei momenti impossibili da cancellare nella vita di ognuno di noi.

Semifinale contro gli odiati tedeschi padroni di casa.

Siamo ai tempi supplementari, precisamente al 119°.

Misurarsi la pressione in quel momento sarebbe stato decisamente sconsigliabile.

Anche in questo caso il risultato è di 0-0. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo la palla arriva a Pirlo, che tra una miriade di maglie bianche riesce a trovare uno spiraglio per un compagno in area di rigore.

Quel compagno di squadra è Fabio Grosso, e segna un gol difficilissimo, liberatorio, provvidenziale.

Se i nostri padri ci hanno raccontato dell’urlo di Tardelli al Mundial ’82, noi potremo raccontare ai nostri figli dell’urlo di un terzino sinistro che col dito dice “No, non ci credo, non può essere che ho segnato proprio io, ditemi che è un sogno!”

E invece è vero Fabio, è tutto vero.

Un ragazzo che fino a cinque anni prima si trovava a disputare Gualdo-Chieti aveva appena deciso una semifinale mondiale.

Ma non è finita.

Manca il tassello più importante.

Il momento finale.

L’essenza dell’intera carriera calcistica di Fabio Grosso.



9 luglio 2006. Finale di Coppa del Mondo. Italia-Francia.

Si decide tutto ovviamente ai calci di rigore. Come nel ’98.

Ma stavolta noi abbiamo un’arma in più.

Stavolta noi abbiamo “l’uomo del destino”.

Stavolta noi abbiamo Fabio Grosso.

Fabio si avvicina con calma verso il dischetto, senza tradire alcuna emozione.

Sistema con delicatezza il pallone per terra.

Prima del fischio dell’arbitro volge per un attimo lo sguardo al cielo.

Magari stava ripensando al playoff di Serie C2 di qualche anno prima contro il Prato.

Anche lì si incaricò della battuta di un calcio di rigore.

Si sarà fatto forza, dicendo tra sé e sé: “Dai Fabio, che vuoi che sia, la distanza è la stessa. 11 metri contro il Prato, 11 metri contro la Francia”.

Fischio dell’arbitro.

E in questo preciso istante ciò che avviene sul campo passa in secondo piano.



In quel momento Fabio Grosso stava scrivendo la storia, perché durante la sua rincorsa milioni e milioni di italiani si stavano abbracciando, soffrendo, sperando, tutti per la stessa ragione. In quell’attimo Fabio Grosso era un moderno Garibaldi, in grado di unire un intero Paese sotto un’unica bandiera tricolore. I suoi occhi su quel pallone erano gli occhi di tutti noi.



Tutti sappiamo dove ci trovavamo quella sera.

Tutti sappiamo come andò a finire quel rigore.

Tutti sappiamo che non l’avrebbe mai sbagliato.

Perché lui in quel momento era “l’uomo del destino”.

E non avrebbe mai potuto deluderci. Mai.



Tanti auguri Fabio Grosso.

Il cielo sarà sempre azzurro sopra Berlino.


di Salvatore Vitello, La leva calcistica della classe '68

FONTE: CalciatoriBrutti.com


Comunicato stampa 13 giugno 2017
13 giugno 2017
F. C. BARI 1908 spa comunica di aver raggiunto un accordo di massima con il tecnico Fabio Grosso. L’allenatore sarà a Bari nella prossima settimana.

FONTE: FCBari1908.com


Juventus, anche il Sassuolo pensa a Grosso per la panchina
By Simone Negri
Apr 12, 2017

Idea Fabio Grosso per il Sassuolo –
A fine stagione, le strade della Juventus e di Fabio Grosso potrebbero separarsi. Il percorso del tecnico sulla panchina della Primavera potrebbe essere arrivato al capolinea, con l’ex terzino pronto al salto nel calcio dei “grandi”.

Non è un mistero l’interessamento da parte del Crotone, che già la scorsa estate aveva intrapreso un discorso con Grosso con l’intenzione di affidargli la guida tecnica della prima squadra: alla fine si concluse tutto con un nulla di fatto, proprio per la volontà dello stesso tecnico di restare in bianconero. Quella che porta in Calabria potrebbe, però, non essere l’unica via percorribile da Grosso: secondo quanto scrive Alfredopedullà.com, anche il Sassuolo starebbe pensando all’allenatore della Primavera bianconera nell’ottica di un’eventuale sostituzione di Eusebio Di Francesco, nel caso in cui quest’ultimo decidesse di lasciare i neroverdi.

FONTE: MondoPrimavera.com


Essere Fabio Grosso
STORIE DI CALCIO luglio 4, 2015
INTRO. GROSSO COME VOLONTÈ: LA CLASSE OPERAIA CI PORTA IN PARADISO.

Io, che compio 30 anni tra decisamente troppo poco, l’eroico mondiale del 1982 non so nemmeno cosa sia. Ho un vago ricordo di qualcuno che in casa mia grida “TOTÒ’”, ho un lacerante ricordo delle lacrime di Baggio e di Di Biagio, ho la voglia di non seguire più il calcio dopo Corea del Sud – Italia e ho un unico e solo working class hero: Fabio Grosso.

Vincere il luogo comune sul binomio difensore in gol-titolo del film di Elio Petri è praticamente impossibile nel mondo del giornalismo sportivo. Tanto vale abbracciare la metafora e immaginarsi Fabio Grosso che impersona Gian Maria Volontè nel suo famoso monologo in fabbrica. Solo che lui lascia parlare un terrificante sinistro a giro che si infila in un angolino della porta e tra le costole di una intera nazione che, calcisticamente, avevamo (e continueremo a fare sei anni più tardi, in una splendida semifinale europea) già tartassato più volte.

Fabio, ad ogni modo, per essere un operaio è piuttosto colto, sportivamente parlando. Un buon metro e novanta, leve leggermente troppo lunghe ma funzionali, discreta corsa e un tocco di palla che la nazione scoprirà solo il 4 luglio del 2006.

ESSERE FABIO GROSSO
Un tunnel per entrare nella testa e nel corpo di Fabio Grosso, da qualche parte, deve pur esistere. E se si potesse tornare al giugno-luglio del 2006 ed entrare in quel tunnel, probabilmente vedremmo tutta l’ellisse di emozione che un ragazzo può provare.

(Intervallo con trailer di About a Boy: Un ragazzo)

Sì perchè Grosso Fabio, nato a Roma il 28 novembre del 1977, nel giugno del 2006 è un ragazzo di 29 anni convocato per i Mondiali. Non è una star, anche se deve condividere l’hotel con gente che si è quasi stufata di dominare tra Italia e Europa. Se però tra il 1999 e il 2001 Cannavaro e Buffon portavano a casa una Uefa con un Parma stellare, Totti vinceva uno scudetto leggendario con la Roma e Del Piero faceva sostanzialmente quello che ne aveva voglia con qualsiasi avversario, Fabio giocava nel Chieti. In C2.

Fabio è solo un ragazzo, ma è un ragazzo con un temperamento da medaglia d’oro olimpica. E oltretutto – e Lippi lo sapeva perfettamente – è tatticamente più importante della pietra filosofale potteriana. Insieme a Materazzi, ad esempio, è l’unico mancino di quella selezione, con la differenza che il fatto che Fabio preferisca il piede sordo – data la posizione del campo in cui gioca – si rivelerà decisiva e non solo per il tocco magico che ha trafitto per sempre Lehman.

Oh, a proposito di tunnel. Fabio Grosso, agli occhi dell’opinione pubblica calcistica – più feroce di quella americana quando si esprime sul tabacco e sulle cause farmaceutiche – passa dall’essere considerato l’ex terzino del Chieti ad un livello di popolarità “Jurij Gagarin”a partire grossomodo dal 26 giugno di quell’anno, quando lanciato da Totti, attraversa Bresciano – precedentemente giustiziato da Materazzi – e si fa mettere giù (“Forse”, cit. Caressa) da Neill, in una partita che sembrava sfigata, maledetta, simile agli ottavi di finale di quattro anni prima e con lo stesso, maledetto, allenatore sulla panchina dei nostri avversari.

Dopo quella partita, nel tunnel che conduceva all’esistenza di Fabio “John Malkovic” Grosso ci sarebbero voluti entrare in tanti, anche se le vere luci della ribalta per il nostro eroe erano ancora distanti. almeno quanto distano Kaiserslautern e Dortmund.


NATO IL 4 LUGLIO
Per essere dei padroni di casa, quelli vestiti di bianco non è che facessero così tanta paura. A differenza nostra tuttavia, loro si presentano con un curriculum fatto di Svezia (con Ibra) e Argentina (partita, quest’ultima, vinta ai rigori con rissa finale e pugno di Frings a Cruz, che gli costerà la squalifica e uno dei più grossi senni di poi della storia del calcio tedesco. Problemi loro, a mio parere). Noi, senza il rispetto dovuto, nel cv portiamo la vittoria con enorme fatica contro i canguri e il successo su chi tra Svizzera e Ucraina (non esattamente tra le favorite, se non ricordo male) l’aveva spuntata nell’ottavo di Colonia (oltretutto ai rigori, tanto per renderci la vita ancora più facile). Insomma: loro sono lo studente tedesco fresco di laurea, esperienza a Stanford, dottorato e borsa di studio. Noi siamo l’italiano appena sbarcato dall’Erasmus a Barcellona in cui ha dato meno esami di Gianburrasca. E allora come mai in finale ci andiamo noi?

La risposta è evidentemente nel titolo di questo pezzo, senza contare che – clamorosi e inspiegabili contropiedi tedeschi da 6 contro 4 – siamo tatticamente leggermente più scaltri (toh…), oltre che più vissuti di quella nazionale che giungerà a piena maturazione solo due edizioni più tardi, travolgendo il Brasile, e vincendo la sua quarta coppa del mondo.

RESERVOIR DOGS
Torniamo però al 4 luglio del 2006. Per vincere in Germania contro la Germania c’è bisogno di organizzare una squadra di rapinatori. Le Iene tarantiniane vanno benissimo, ma facciamo che questa volta lasciamo a casa gli infiltrati e il colpo va a segno. Anzi no. Portiamocelo un infiltrato (Fabio Grosso, e chi se no?), ma facciamo che è come il poliziotto di Hooligans di Philip Davis, quello che invece di segnalare i tifosi violenti, se ne va a braccetto con loro devastando l’Inghilterra post-thatcheriana (che è un crimine, ma fino a un certo punto, ndr).

Dunque. Se Fabione è il Tim Roth della situazione – mister Orange – il matto lo può fare Materazzi, che una certa somiglianza con Michael Madsen ce l’avrebbe anche, specie quando taglia l’orecchio di Zidane (beninteso: solo a parole), godendo – lui pure – dello shift della popolarità (da mulo scalciatore a idolo buddista). Poi c’è Mister White Cannavaro, che cerca di mettere calma anche nelle situazioni più difficili e Steve Buscemi-Iaquinta, che sembra sempre agitato ma riesce poi splendidamente a cavarsela in ogni situazione. In regia ci sono Marcello “Joe” Lippi e alcune vecchie volpi come Francesco “Eddie il Bello” Totti e Andrea Pirlo, eminenza grigia di quel gruppo, che ha il modo di fare del poliziotto che istruisce Tim Roth sul da farsi. Senza contare gli splendidi aiutanti quali Simone Perrotta (Mister Brown, Quentin Tarantino) e Alberto Gilardino, Mister Blue, colore malinconico (come l’espressione del volto del Gila, anche quando esulta col violino) per definizione ma tremendamente efficace per una giusta melodia di colori e suoni. C’è spazio per un ultimo bandito, quello coi guantoni, se non fosse che i personaggi principali sono finiti. Lui – che durante i mondiali ha trasformato la propria area di rigore in un’area di quarantena off-limits – è mister quellochevoletevoi, senza dubbio protagonista di quel colpaccio avvenuto in una grande citta della Ruhr giusto nove anni fa.

ANCORA TIM ROTH: LA LEGGENDA DEL PIANISTA SULL’OCEANO
Il film ha un solo tema: il talento. Che improvvisamente esplode nelle mani, nella testa, nei piedi di un ragazzino ed esce, come un fiume in piena. Magari Fabio non avrà lo stesso talento del ragazzino che ad inizio film sveglia l’intero “Virginian” toccando divinamente i tasti del piano, ma sarete altrettanto d’accordo che dopo il gol alla Germania tutti noi ci siamo sentiti come il comandante di quel transatlantico, assonnati, in vestaglia, sbalorditi, tutti con una gran voglia di chiedere: “Fabio, ma da dove cazzo ti è uscito quel sinistro magico che ci ha permesso di prendere in giro i tedeschi per i prossimi due secoli?”. Ma siamo uomini di sport – così come il comandante era un uomo in divisa – e tutto quello che abbiamo potuto fare è infilarci le mani tra i capelli e renderci conto di quello che era successo urlando – noi e Civoli – MIO DIO FABIO GROSSO.

Sull’azione in sé (la cronologia youtube dice che è uno dei miei video preferiti, roba da almeno due volte al mese, ma sto cercando di affrontare il tema con meno pancia possibile) non c’è praticamente più nulla da dire. Faccia tuttavia un passo avanti chiunque abbia capito, nei primi tre secondi dopo il gol, chi fosse l’autore dello 0-1. Io personalmente avevo pensato a Iaquinta, qualcuno ha gridato “Materazzi!”, altri erano svenuti. Non esiste un singolo telecronista, italiano, tedesco, messicano, argentino, spagnolo, marziano, che abbia detto nella propria lingua “Tiro di Grosso, gol!”. Nessuno lo ha messo a fuoco. C’è voluto un primo piano del regista tedesco (lo so: sto godendo anche io a distanza di quasi dieci anni) per farci doppiamente impazzire. Eppure niente al mondo succede per caso.


HERO, EROE PER CASO
Bernie Laplante, Dustin Hoffman, è un ladro da quattro soldi che sta passando uno dei peggiori periodi della propria esistenza. Il destino gli viene incontro facendogli cadere un aereo a due passi da dove gli si era ingolfata l’auto, rendendolo così – volontariamente o meno – un eroe che aiuta i superstiti a salvarsi. Il film prosegue poi in una metafora, non eccessivamente profonda, della parabola della vita umana e della riconoscenza. Sarebbe ingeneroso paragonare Fabione a Bernie, ma la parabola della sua vita calcistica è arriva a a piena maturazione in quell’estate tedesca.

E che non sia un caso siamo d’accordo. Fabio è come Bernie nel trovarsi nel posto giusto al momento giusto. E lo fa principalmente sul proprio luogo di lavoro, il settore sinistro della difesa di quello stratosferico Palermo di metà anni ’00, forse il migliore di tutti i tempi, che peraltro portò in azzurro anche un altro indimenticato protagonista, Simone Barone, senza contare che Luca Toni – nel luglio del 2006 – era appena uscito dalla maglia rosanero per infilarsi in quella della Viola. Fabio è tatticamente un “tronco”, come si dice nell’ambiente. Il che non significa che è piantato, ma che è esattamente (e, particolare non da poco, sempre) nel posto giusto. Una delizia per chi gioca a centrocampo e viene pressato (Pirlo), una benedizione per chi deve inventare e non ha luce sulle punte (Totti), una manna per gli allenatori (tutti) che per una volta possono sbraitare anche in direzione di chi gioca lontano dalla panchina.

OUTRO: CHARIOTS OF FIRE
Una risposta per chi si chiede cosa ci facesse Fabio in quel punto dell’area, praticamente smarcato, quel giorno di inizio luglio di nove anni fa, quella no, non ce l’ho nemmeno io. Non so nemmeno se ce l’abbia Pirlo, unico umano sulla terra in grado di nascondere le proprie intenzioni (piccolo flashback: in grado di stoppare quel pallone che usciva dall’area al 119esimo minuto di gioco) e fornire una pagnotta calda al proprio terzino sinistro.

Come la vita del protagonista di “Eroe per caso”, anche la carriera di Fabio, dopo Germania 2006, inizia via via la fase dell’atterraggio. Oddio, a guardare i nomi delle tre squadre in cui ha giocato dopo il Mondiale – Inter, Lione, Juventus – ci sarebbe da pensare il contrario. Infatti non è quello. Sta tutto in quello che la gente si aspettava da lui, che tornasse ai livelli di quel mondiale, senza contare che una semifinale contro i padroni di casa ti mette addosso una magia che un lunedì sera invernale in trasferta col Chievo non ti può nemmeno lontanamente offrire. Poi Fabio è Fabio, non è un dio. Lo è stato, ma quei tempi sono andati. C’è però un ultimo episodio che resta
nella mia mente.

Dicembre 2006, Bayern Monaco-Inter, ultima partita del girone di Champions League. Valore della partita? Nessuno entrambe le squadre sono già qualificate. Mister Mancini fa riposare i titolari (proponendo in attacco un fantastico Mariano Gonzalez, anche lui ex Palermo, ma questa è un’altra storia). Verso metà ripresa però sale Fabio. Dall’Allianz Arena piovono fischi, nemmeno entrasse in campo la nazionale inglese del Mondiale del ’66. Seguono pochi istanti di smarrimento, poi tutti capiscono. Non sono fischi, sono grida di dolore che partono dalla Baviera e raggiungono lo Schleswig-Holstein, con il passaggio obbligato nella Ruhr. Per loro, dolori. Per noi – grazie a Fabio Grosso da Roma – Momenti di Gloria.

Alessandro Moretti

FONTE: DelinquentiDelPallone.it


Ma che fine ha fatto Fabio Grosso?
di Luca Pieroni
venerdì 16 maggio 2014

Il suo nome resterà per sempre inciso più che negli annali del calcio, nel cuore di milioni di italiani che hanno vissuto le emozioni dei mondiali di calcio in Germania del 2006. Se c'è un'immagine simbolo della gioia insuperabile di quella notte magica è quella di Fabio Grosso nella sua corsa infinita dopo l'ultimo rigore decisivo, come Tardelli nell'82.

Ma ora, a otto anni di distanza, che fine ha fatto Fabio Grosso? Il terzino romano era stato convocato da Marcello Lippi sull'onda delle due grandi stagioni passate a Palermo in cui si era messo in mostra, al punto da guadagnare la maglia di titolare anche in azzurro, appunto. Al ritorno da Berlino si trasferisce dal Barbera all'Inter di Mancini con cui vince scudetto e supercoppa italiana. Le prestazioni nel corso delle 23 presenze però non sono esaltanti e l'esperienza nerazzurra termina a fine stagione.

La nuova avventura che aspetta Grosso nelle stagioni 2007/2008 e 2008/2009 è nella Ligue 1 a Lione: in Francia riesce a conquistare un campionato con ottime prestazioni e anche qualche gol, ma nel corso del mercato estivo 2009 chiede il trasferimento, dal momento che l'Olimpique aveva acquistato un altro terzino, Aly Cissoko, che lo avrebbe probabilmente relegato in panchina.

Inizia così a 32 anni l'esperienza juventina grazie ad un accordo lampo nell'ultima giornata di mercato. Ottima per lui la prima stagione con molte presenze e tante reti (anche pesanti) ma la stagione bianconera è quella fallimentare delle direzioni Ferrara e Zaccheroni.

Qui finisce la vita calcistica di Grosso, dal momento che nelle due stagioni successive viene messo fuori rosa tanto da Del Neri quanto dal primo anno di Antonio Conte. Si arriva così nella sessione di calciomercato dell'estate 2012 con l'eroe di Berlino trentacinquenne ma svincolato. La decisione definitiva di appendere gli scarpini al chiodo la prende a dicembre di quell'anno.


Intanto in quei mesi finali del 2012 frequenta il corso per allenatori a Coverciano ed alcune foto dimostrano chiaramente che il suo stato di forma non era affatto quello di un atleta. Grosso è il secondo da sinistra, quasi irriconoscibile.


Nonostante i problemi delle ultime due stagioni rimane in ambito juventino ed inizia la stagione 2013-2014 come allenatore in seconda della primavera. L'esonero di Luigi Zanchetta, a marzo di quest'anno, ha fatto sì che Grosso ora guidi le giovanili della vecchia signora, allo stesso modo del compagno di spedizione berlinese Pippo Inzaghi a Milanello.

Repubblica lo è andato a trovare e gli ha fatto questa intervista.

Foto: Calciomercatonews

FONTE: AgoraVox.it


15 MAGGIO 2014
Fabio Grosso: "I miei 50 giorni da fenomeno"

Fabio Grosso ha smesso da poco con il calcio giocato, ora allena la Primavera della Juventus. Nel 2006 è stato uno dei protagonisti della vittoria italiana ai Mondiali in Germania. Il meno atteso. Un "terzino" normale che per 50 giorni si trasforma in fenomeno. Suo il rigore decisivo nella finale contro la Francia. "Non dimenticherò mai quella corsa infinita dopo il gol: avrei voluto abbracciare Buffon ma non sono riuscito a fermarmi".

Intervista di Ivano Pasqualino

FONTE: Video.Repubblica.it


È cresciuto nella Renato Curi
20 luglio 2013
Fabio Grosso è nato a Roma il 28 novembre 1977, ma è pescarese purosangue. Sposato con Jessica, figlia di Giorgio Repetto (responsabile dell’area tecnica del Pescara) dalla quale ha avuto due bimbi, Filippo (7 anni) e Giacomo (4).

Ex difensore, alto 1.85 metri per 74 kg di peso, ha esordito in serie A il 26 agosto 2001 in Inter-Perugia 4-1. Ha giocato per oltre 10 anni ad altissimi livelli in Italia con Perugia, Palermo, Inter e Juventus, ma anche all’estero, in Francia, nell’ Olimpyque Lione.

In Abruzzo ha giocato con la Renato Curi, tra i dilettanti, il Chieti (C2) e il Teramo (una breve parentesi in Coppa Italia nel 1999). Nell’estate del 2001 il grande salto. Il Perugia, dove è rimasto due anni è mezzo, l’ha prelevato a parametro zero dal Chieti.

In nazionale ha esordito il 30 aprile 2003 nell’amichevole Svizzera-Italia vinta dagli azzurri per 2-1. Ha vinto i Mondiali nel 2006, in Germania, dove ha segnato il rigore decisivo nella finale contro la Francia.

Da quest’anno è il nuovo vice allenatore della Primavera della Juve guidata da Zanchetta e tra pochi giorni partirà per il ritiro, che si svolgerà in Austria.

FONTE: IlCentro.it


ALTRE NOTIZIE
Mistero Grosso: Campione senza festa
15.05.2012 11:10 di Sandro Scarpa
Durante la spettacolare premiazione della Juventus Campione d'Italia 2011-2012, ai tifosi bianconeri più attenti (e riconoscenti) non sarà sfuggita un'assenza. Tra i Campioni d'Italia chiamati in passerella e osannati dai 41.000 presenti allo Stadium mancava infatti il Campione del Mondo, Fabio Grosso, giocatori ormai ai margini della squadra da mesi eppure, a pieno diritto, ancora di proprietà della società bianconero.

Arrivato durante l'era Blanc-Ferrara, il terzino delle notti magiche di Berlino ha anche calcato il campo due volte quest'anno (titolare a Siena e Catania) prima di finire nel dimenticatoio ed essere messo fuori squadra dopo la sessione di mercato invernale. Eppure ad essere premiati con medaglia e sfilata di rito sono stati anche altri "bocciati" come Krasic o mai utilizzati come Manninger. Grosso compare nell'elenco dei calciatori campioni d'Italia nel poster ufficiale della società eppure non ha partecipato alla premiazione. Vero è che il terzino ha rifiutato, come Amauri ed altri, qualsiasi trasferimento o rescissione contrattuale, ma non si è mai lamentato né ha mai rilasciato una dichiarazione fuori luogo, allenandosi con impegno e facendosi trovare pronto nelle emergenze.

Questo scudetto spetta di diritto anche a Fabio Grosso, aldilà del contributo povero fornito sul campo in questi ultimi due anni, anche lui è Campione d'Italia, ma senza festeggiamenti.

FONTE: TuttoJuve.com


SERIE A
Grosso appende le scarpe al chiodo
05.12.2012 15:21 di Gaetano Mocciaro Twitter: @gaemocc
Fonte: lequipe.fr
Fabio Grosso chiude definitivamente col calcio giocato. Dopo essersi svincolato dalla Juventus il campione del mondo del 2006 ha deciso di appendere le scarpe al chiodo. Per lui si prospetta una carriera da allenatore.

SERIE A
Juve: per Grosso e Salihamidzic una stagione da separati in casa
01.09.2010 10:06 di Matteo Bursi
Fonte: Tuttojuve.com
Juve: per Grosso e Salihamidzic una stagione da separati in casa
Come rivela la redazione di tuttojuve.com per i due bianconeri Fabio Grosso e Hasan Salihamidzic, che non sono stati ceduti, si prospetta una stagione molto complicata, da separati in casa in attesa della riapertura del mercato, a gennaio. Per Grosso (il cui contratto scade nel 2012) è saltata l'ipotesi di un passaggio al Milan nell'ambito dello scambio con Kaladze.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


31 agosto 2009
Grosso è ufficialmente della Juve: al Lione 3 milioni
La tattativa sembrava essersi arenata dopo le dichiarazioni dell'agente del giocatore ("Non sono ottimista"), ma l'accordo tra i due club è arrivato, insieme all'ufficialità, pochi minuti prima della chiusura del mercato. Ariaudo resta in bianconero

Fabio Grosso è l'ultimo acquisto della Juventus (nella foto con la maglia del Lione)

Grosso passa dai francesi del Lione alla Juventus. La tattativa sembrava essersi arenata dopo le dichiarazioni dell'agente del giocatore rilasciate in mattinata ("Non sono ottimista"), ma ora c'è l'accordo tra i due club. Poco prima della chiusura del mercato è arrivata l'ufficialità:: Fabio Grosso è un giocatore della Juventus. Il difensore della nazionale campione del mondo a Germania 2006 è stato infatti ceduto dal club francese del Lione alla squadra di Ciro Ferrara.

FONTE: VeronaSera.it


June 18 2009
Calcio Debate: Which Left Back Should Juventus Buy?
Italian giants Juventus are hunting for a top class left back in order to reinforce their squad for next season. Goal.com's Subhankar Mondal draws up a list of possible signings…..

Anyone who followed Juventus last season would have observed their vulnerability at the back. The 37 goals conceded in 38 league matches demonstrate how defensively weak Juve were compared to the days under Fabio Capello. Their backfour was often caught out for pace, and under the now-sacked Claudio Ranieri appeared tactically awry.

Following the arrivals of Diego and Fabio Cannavaro, the Bianconeri have made no secret of their desire to sign more players this summer. New coach Ciro Ferrara wants to build a squad in his own vision and has already pointed out the key areas he would like to reinforce.
In this piece we focus on the left-back position. Here are a number of candidates for the role:

1.Fabio Grosso (Lyon): At 31, Fabio Grosso still remains the best left back for the Italy national team and he has had a good season with Lyon in France. He might not be the quickest left-back on earth but he does know how to keep a fine balance between defending and attacking. The World Cup winner was the most impressive of the Italian stoppers in their Confederations Cup opener against the USA, and with Juve coach Ferrara having declared that he is interested in the former Inter man, and Grosso himself remaining open to the suggestion of returning to Italy, this could be a match made in heaven.

2. Andrea Dossena (Liverpool): Andrea Dossena is likely to leave Liverpool in the summer and it is Juventus who are said in be in the hunt for his signature. Dossena was signed by Liverpool last year as a direct replacement for the AS Roma-bound John Arne Riise but the Italian struggled to adapt to the pace of the Premier League. It would be a risk for Juventus if they take him on board and try to revitalize him.

3. Filipe Luis (Deportivo la Coruna): Filipe Luis was the revelation of the Spanish Primera Division in 2008-2009 and made it to Goal.com's La Liga Team of the Season. A marvellous left-back who is also versatile enough to play as a left sided midfielder, Filipe was the only Depor outfield player to feature in all 38 league matches and was the best and most balanced left back in Spain last season. Juventus would do well to sign the Brazilian but the problem is that in spite of one superb season, Filipe remains relatively unproven.

4. Manuel Pasqual (Fiorentina): At 27, Italian international left-back Manuel Pasqual is reaching his peak and is one of the best in the business in Serie A. An exquisite crosser of the ball who moves with pace and finesse, Pasqual has a deadly left foot and takes free-kicks too. Signing Pasqual would guarantee more entertainment and mobility on their left side.

5. Gael Clichy (Arsenal): Regarded by many as the best left-back in the Premier League after Patrice Evra, and rumoured to be leaving Arsenal before long, Gael Clichy is as capable of defending as he is attacking, and his pace would be a huge boost to a somewhat pedestrian Juventus side. It must be kept in mind, though, that although Clichy has been linked with a move to Juventus in the past, these days Real Madrid appear to be in the hunt for the 23-year-old. In any case, Arsene Wenger is certain to hang onto the French international this summer.

6. Eric Abidal (Barcelona): It's no secret that Barcelona coach Pep Guardiola would prefer to replace Eric Abidal. The weak link in the Barcelona backline, the French international endured an inconsistent 2008-09 season, and after two years at Camp Nou appears to have become a liability. At 29, Abidal is at his peak and in a slower league like Serie A, the Frenchman could settle in quite well. Having said that, one has to remember that Abidal is not for sale until and unless Barcelona sign another left-back.

7. Royston Drenthe (Real Madrid): Royston Drenthe should be one of nine players whom Real Madrid president Florentino Perez wants out this summer and Juventus could do well to sign him to safeguard their long term prospects. Drenthe is a versatile player who plays either as a left wing-back or as a left-winger, and looks better when going forward. At 22, Drenthe is still a promise but he is not the finished article and there are one or two question marks on his temperament after clashes with former Madrid coach Bernd Schuster. Signing Drenthe would be a risk for Juventus in the short term.

8. Philipp Lahm (Bayern Munich): Philipp Lahm is a rock in the Bayern Munich defence, also graceful and fluid going forward, with a spooky ability to take on defenders. The German international appears to have made up his mind to stay in Munich but towards the end of last term there were links with Barcelona. In any case, it would be extremely difficult for Juventus to prise away the 25-year-old from Bayern.

Writer's Choice:
Fabio Grosso (Lyon): Lyon left-back Fabio Grosso should be Juventus' first option. Grosso has been in the limelight for just about four seasons and it seems likely that he would be able to carry on for two-or-three more years at the highest level. Also, his understanding and cohesion with his Italy international team-mates Fabio Cannavaro, Giorgio Chiellini and Gianluigi Buffon would be crucial. It would mean four of the five Azzurri backline playing for Juventus.
Subhankar Mondal, Goal.com

FONTE: Goal.com


Grosso è del Lione!
Di vieni_127 venerdì 6 luglio 2007
Un altro campione del mondo che se ne va: dopo Luca Toni in Germania è il giorno di Fabio Grosso in Francia. L'eroe dei mondiali tedeschi, dopo una stagione deludente tra le fila dell'Inter, ha firmato un quadriennale per il club transalpino più forte degli ultimi anni e ha ricevuto pure le giuste garanzie dal presidente Aulas per quanto riguarda il minutaggio sul terreno di gioco. L'ex Perugia e Palermo, come detto, ha firmato un quadriennale mentre nelle casse dell'Inter pare siano andati 5 milioni di euro. Manca ancora l'ufficialità ma la notizia è ormai trapelata e la cosa verrà resa nota dalle società a breve.

[...]

FONTE: CalcioBlog.it


Eventi
Milano - domenica, 13 maggio 2007
Fabio Grosso si rilassa in famiglia

(KIKA) - MILANO, 13 MAGGIO - Nelle immagini vediamo il difensore dell'Inter Fabio Grosso passeggiare per Via Montenapoleone a Milano in compagnia della moglie Jessica e del figlio Filippo. Il giocatore è in questi giorni al centro del mercato, si parla infatti di un possibile scambio fra lui e il giocatore della Roma Christian Chivu.

fotoeddie ©kikapress.com

FONTE: KikaPress.it


Alessandro Biancardi Redazione PdN- 15 Luglio 2006 alle 11:18
IL SUO RACCONTO DI IERI
Casalincontrada (Ch). Cittadinanza onoraria a Fabio Grosso

Il sindaco di Casalincontrada, Concetta Di Luzio, e il consiglio comunale hanno deciso di conferire la cittadinanza onoraria a Fabio Grosso, calciatore abruzzese che si è laureato campione del mondo nei recenti Mondiali di Germania, segnando gol decisivi e vestendo da titolare la maglia azzurra.
«Fabio – ha spiegato il primo cittadino, avv. Di Luzio «lo conosciamo a Casalincontrada fin da bambino: è qui che il papà Tonino è nato, è qui che fino a qualche anno fa risiedeva la nonna, Italia, è nel nostro campo sportivo che l'adolescente e poi il giovane Fabio Grosso calciava i suoi primi palloni quando, d'estate, veniva in vacanza presso i parenti. Per noi è stata una gioia immensa averlo visto giocare da protagonista i campionati del mondo di calcio e ancor di più quando è stato lui a calciare il rigore determinante per la vittoria dell'Italia nell'emozionante finale di Berlino. Mi è sembrato naturale proporre al consiglio comunale di concedere la cittadinanza onoraria ad un ragazzo che non ha mai dimenticato le sue origini e che ama profondamente la sua terra».
La cerimonia ufficiale si terrà il prossimo 31 luglio a sera presso il municipio di Casalincontrada.

15/07/2006 16.17

FONTE: PrimaDaNoi.it


13 Luglio 2006 15:05
Grosso ceduto all'Inter, al Palermo il difensore Dellafiore
Il Palermo ha ceduto a titolo definitivo, all’Internazionale Football Club, il difensore Fabio Grosso. Nell’ambito degli accordi con il club nerazzurro, la società rosanero ha acquistato a titolo definitivo il difensore Paolo Hernan Dellafiore. Dellafiore, nato a Buenos Aires (Argentina) il 2 febbraio 1985, la scorsa stagione era stato ceduto in prestito al Treviso, tra le cui fila ha collezionato 22 presenze e siglato una rete in Serie A.

FONTE: PalermoCalcio.it


30 Gennaio 2004 21:50
PRESO GROSSO DAL PERUGIA, IN CAMBIO BRIENZA E CODREA
L'U.S. Città di Palermo, questa sera, ha acquistato dal Perugia a titolo definitivo il centrocampista Fabio Grosso (nella foto), nato a Roma il 28 novembre 1977. Alla società umbra sono stati ceduti in cambio Franco Brienza, in comproprietà, e Paul Costantin Codrea, in prestito. Il giocatore, 185 cm per 74 kg, in questa stagione ha collezionato con i grifoni 19 presenze tra Campionato, Coppa Italia e Coppa Uefa e realizzato una rete. Grosso non potrà essere utilizzato lunedi sera a Piacenza perchè squalificato.

FONTE: PalermoCalcio.it

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