SETTI E L'HELLAS 2018-2019


CONTENZIOSO SETTI-VOLPI, dalle colone de 'La Nazione' arriva la notizia che il patròn scaligero ha perso entrambe le cause (l'una al tribunale di Genova e l'altra in Lussemburgo) in corso con l'ex amico petroliere e che dovrà sborsare un totale di 19 milioni di Euro! Ovviamente siamo solo al primo grado di giudizio e SETTI farà sicuramente ricorso ma intanto il primo round è perso.
Non si è fatta attendere la replica del presidente che, attraverso il sito web dell'HELLAS VERONA ha chiarito, 'Mi vedo costretto a ribadire, ancora una volta, come l'Hellas Verona FC non sia coinvolto in nessuna controversia e non abbia alcuna posizione debitoria verso Gabriele Volpi o società a lui riconducibili. È importante sottolineare, inoltre, come non esista ad oggi alcuna sentenza di condanna del Tribunale di Genova in merito ai fatti citati: la causa, infatti, è ancora in corso e comunque non riguarda l'Hellas Verona. Appare quindi chiaro che ci troviamo di fronte ad articoli costruiti ad arte e contenenti informazioni false ed approssimative, per i quali gli autori risponderanno di fronte alle autorità competenti. Articoli che, come è abitudine in questi anni, vengono puntualmente pubblicati in momenti particolarmente delicati e importanti per l'Hellas Verona, con l'intento evidente di destabilizzare ulteriormente l'ambiente. Chiudo dicendo che le vicende riportate dagli organi di stampa, delle quali si stanno occupando i miei legali, non riguardano l'Hellas Verona FC che, come ho già ribadito più e più volte, è una società sana, che dà lavoro a centinaia di famiglie'
Qui la nota dei legali di SETTI.


IL PRESIDENTE SCALIGERO INVESTE ANCHE NELLA GARELLI, secondo un articolo apparso su 'Il Resto del Carlino', c'è anche SETTI nella cordata di imprenditori che ha siglato un accordo con la Finsec per rilanciare lo storico marchio...

BATTE SETTI, RISPONDONO TOSI E BOZZA Interrogato in merito al progetto di acquisizione del Forte di Lugagnano per farne una sorta di cittadella dell'HELLAS, il presidente SETTI ammetteva candidamente che non se ne faceva più nulla 'Abbiamo lottato quattro anni con la precedente amministrazione ottenendo poco per vari problemi che si sono creati. Ci siamo mossi in altre direzioni... A Forte Lugagnano è impossibile: il nuovo progetto sarà da un'altra parte'. E la risposta della precedente amministrazione chiamata in causa non s'è fatta attendere: Così l'allora sindaco Tosi 'Setti è male informato, la mia Giunta ha sempre dato tutti gli strumenti all'Hellas Verona per la realizzazione del centro sportivo. Ci sono stati due anni di confronto. E anche da parte della Sovrintendenza Belle Arti, Archeologia e Paesaggio c'è sempre stata la massima disponibilità e apertura. In verità l'impressione è che Setti, al di là delle parole, non abbia mai davvero avuto la volontà di concretizzare' e l'allora Assessore allo Sport Bozza 'Setti scarica su di noi e la Sovrintendenza? Forse la sua scelta ora è cambiata ma non metta in discussione il lavoro fatto negli anni nostri, perché non è corretto. La Sovrintendenza ha sempre considerato fattibile il progetto e anzi lo ha incoraggiato . E da parte nostra c'è sempre stata la volontà di aiutare Setti nella realizzazione della sua idea. C'è sempre stato il confronto con il Verona. Ma Setti non venga a dire che ha "lottato" per il centro sportivo a Lugagnano perché questo implicherebbe che qualcuno volesse ostacolarlo e invece nessuno ha mai opposto resistenza, anzi”'... Dove starà la verità?

L'ACQUISIZIONE DEL MANTOVA È UN PROGETTO WIN-WIN! Così il presidente SETTI parla a 'La Gazzetta di Mantova' «Io ho preso delle quote del Mantova e con me sono rimaste quasi tutte le persone che c’erano prima. Ho tentato tre volte di rilevare la società. Ogni piazza ha una storia e Mantova deve stare fra i professionisti. Poi starà alle nostre capacità vedere in quale categoria riusciremo ad arrivare. I sogni non sono proibiti, ma bisogna fare un passo alla volta. Il Mantova non è la seconda squadra del Verona. Ma bisogna essere intelligenti e capire che va sfruttato la cosa come un vantaggio: sia per portare qui calciatori dell’Hellas che possano far fare il salto di qualità alla squadra e sia per convincere atleti a venire grazie a prospettive di crescita che altrimenti non ci sarebbero»


3 A 0 A TAVOLINO per l'HELLAS dopo la farsa di Cosenza, questo il commento del pres 'La decisione sui fatti di Cosenza-Verona è giusta e frutto di una realtà emersa in maniera molto chiara anche nel comunicato del Giudice Sportivo. Ci dispiace per i tifosi che hanno sostenuto una trasferta lunga e costosa, situazione che abbiamo segnalato anche nel nostro reclamo.'

MERCATO FARAONICO MA ANCORA IN SURPLUS per Maurizio SETTI che è tornato ad allargare i cordoni della borsa clamorosamente stretti nelle ultime due stagioni ma, nonostante ciò, il surplus per le casse scaligere è ancora di circa 7 milioni a fronte del paracadute milionario e delle cessioni di FARES, VIVIANI, VALOTI, NICOLAS, SOUPRAYEN e BROSCO senza contare il gettone arrivato per la valorizzazione di JORGINHO passato dal NAPOLI al CHELSEA...

GUERRA TRA SETTI E TGGIALLOBLU.IT, a farne le spese il giornalista Francesco Barana che viene clamorosamente escluso dalla conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico! Pessima vicenda che coinvolge l'Unione Stampa Sportiva Italiana nonchè l'Ordine dei Giornalisti del Veneto... Piccata la risposta di Via Francia in una guerra senza vincitori ne vinti che soprattutto priva i tifosi gialloblù di una fetta di opinione storica ed importante nel panorama calcistico veronese.

PIAZZA E MEDIA SCALIGERI IN SUBBUGLIO dopo l'annata disastrosa culminata con una retrocessione largamente annunciata: TGGialloblu.it da tempo tra i media più critici, attenti e seguiti verso l'attuale dirigenza scaligera, si chiede a quanto ammonti il debito di Via Francia verso il Comune di Verona per l'affitto del Bentegodi... È solo l'ultima delle inchieste della popolare testata giornalistica che, più di altre, ha attaccato frontalmente SETTI sulle vicende relative all'ex amico VOLPI, alla rottura con l'ex diesse SOGLIANO, alla gestione dei casi CASSANO, PAZZINI e ALBERTAZZI.
Largo il disamoramento della piazza verso i colori scaligeri e scollamento forse mai visto prima fra il VERONA e i suoi tifosi: Gran parte della perplessità è dovuta pure al fatto che il patròn dell'HELLAS sembra non soffrire più che tanto per l'ultima disastrosa stagione e prosegue la sua gestione nel segno della continuità ingaggiando un allenatore di scarsa esperienza come GROSSO ed un diesse come D'AMICO da tutti considerato come il braccio destro di FUSCO...
Nel giorno della presentazione delle nuove maglie, davanti all'Arena Store un tifoso-sandwich espone due cartelli di protesta contro Via Francia: Sul fronte la scritta Chi ha dignità non dà soldi a Setti sul retro Io non sono complice di Setti.


NEWS E CURIOSITÀ DALLE PASSATE STAGIONI +   -   =

  • Stagione 2017-2018: In un'annata in cui è successo un po' di tutto, dal clamoroso ripensamento di CASSANO al litigio con l'ex amico VOLPI (stranamente coinciso con una recessione economica anche da parte di Via Francia) finito sotto la lente di Procura Federale e Guardia di Finanza, culminata con una sacrosanta retrocessione, il presidente ha ribadito che i conti vengono prima del risultato sportivo ma la sensazione generale della piazza è che si sia provata una sorta di puntata alla roulette e sia andata male: Troppa la differenza con le altre squadre anche solo per poter competere fino alla fine.
    Dopo aver fallito nell'acquisizione del MODENA, SETTI ha acquisito la quota di maggioranza del MANTOVA tra la diffidenza e la perplessità dei tifosi virgiliani, sentimento peraltro condiviso dalla piazza scaligera delusa e ferita da una stagione umiliante...
  • Stagione 2016-2017: Imbufalito dall'inaspettata retrocessione in Serie B il presidente può consolarsi con il più abbondante 'paracadute' mai concesso dalle società della Lega di A alle retrocesse (25 milioni nella prima prima stagione più altri 15 in caso di mancata promozione) ma, ben lungi dall'investire quei soldi, ricava il ricavabile dalle cessioni di GOLLINI, IONITA e WSZOŁEK, trattiene PAZZINI e RÔMULO e si affida mani e piedi al nuovo diesse FUSCO e a mister PECCHIA: Una scelta che pagherà (anche quando, dopo alcuni passaggi a vuoto della squadra, la posizione del tecnico non sembrava più così sicura) con il ritorno dei gialloblù nella massima serie senza il passaggio dai playoff...
  • Stagione 2015-2016: La "rivoluzione" societaria del Presidente (meno potere allo staff e più presenza in società) sul campo non paga anche se BIGON fa risparmiare circa 10 milioni sulla gestione; il VERONA va malissimo in campionato e, dopo il fuoco di paglia all'esordio contro la ROMA, è quasi retrocesso già a Novembre! A Dicembre DELNERI sostituisce MANDORLINI, al mercato di Gennaio i rinforzi non sono all'altezza e la prima vittoria arriva a Febbraio... Praticamente inevitabile la retrocessione in cadetteria.
  • Stagione 2014-2015: Stagione tribolata per l'HELLAS col presidente che forse imputa a SOGLIANO scelte non condivise (l'acquisto di SAVIOLA?)... A metà stagione è frattura tra la dirigenza e il diesse e dopo la salvezza SETTI annuncia di voler essere più presente in società e novità nella gestione per la prossima stagione che non convincono Sean, il direttore se ne va e al suo posto viene preso BIGON.
  • Stagione 2013-2014: ...Dopo 11 anni il VERONA torna in Serie A e si fa onore sino alla fine!
  • Stagione 2012-2013: Maurizio SETTI è il 32° Presidente dell'HELLAS VERONA F.C. e dopo 11 anni gli scaligeri tornano in Serie A!

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Maurizio Setti
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Maurizio Setti (Carpi, 5 giugno 1963) è un imprenditore e dirigente sportivo italiano, attuale presidente dell'Hellas Verona.

Biografia
Diplomato in ragioneria, è sposato, con due figli; ascolta i Pink Floyd e i Genesis; gli piace la velocità e possiede un aereo storico "Falchetto", è appassionato della Vespa di cui possiede un esemplare del 1951 esposta nell’atrio della sua azienda.

Attività imprenditoriale
Inizia a lavorare come fotografo, e successivamente, prima del servizio militare, come magazziniere e autista in una azienda di moda a Carpi, per poi cominciare l'attività imprenditoriale, a 22 anni, insieme ad amici producendo maglieria per i grossisti. Per superare la crisi del settore "conto terzi", nel 1989 crea il gruppo Antress e punta sul primo marchio proprio, E-Gò, assieme alla socia e stilista Sonia De Nisco, che viene proposto alle catene come Camaieux e Promod. Per aumentare la marginalità, successivamente acquisisce il brand Manila Grace e lo sviluppa affidandolo alla stilista Alessia Santi, azionista al 20%. Negli anni attorno al 2010 le due aziende, grazie alla creazione, sul mercato italiano, di negozi monomarca e alla distribuzione capillare in negozi multimarca e all'internazionalizzazione dei marchi, riscuotono successo. Nel 2011 le due aziende sono fuse, nell'unica società Antress che accentra il core business del gruppo. A giugno 2012 Setti ha la maggioranza relativa delle quote, ed è l'amministratore unico, della holding Moulin Rouge SpA, che controlla la Antress Industry SpA, di cui è presidente del consiglio di amministrazione; è amministratore unico della Tex-Spread Srl che fa parte dell'indotto della Antress e possiede la Sfinge Srl e la Murales Srl, due società immobiliari. A fine 2014 il marchio E-gò è stato trasformato in SDN Sonia de Nisco con la conversione dei negozi E-gò in punti vendita Manila Grace e la creazione di una collezione chic destinata ad una clientela più agiata. Nel 2015 c'è il rilancio del marchio di maglieria Sina ja??? e l'inserimento degli accessori nelle collezioni Manila Grace.

Attività sportiva
Ha militato in gioventù nei dilettanti dell'Athletic Carpi ricoprendo il ruolo di centrocampista; è stato socio per tre anni del Carpi F.C. con cui ha conquistato due promozioni, è quindi stato, dal 2011, comproprietario e vicepresidente del Bologna Calcio (nell'"operazione salvataggio" della società felsinea), finché, nella primavera 2012, non ha rilevato l'Hellas Verona dall'allora proprietario Giovanni Martinelli. Inizialmente entrato come socio di maggioranza con l'80% delle azioni, nel marzo del 2013 acquista l'intero pacchetto azionario della società scaligera, diventandone proprietario unico. Al termine della stagione la squadra conquista la promozione in serie A, che mancava alla formazione scaligera da undici anni. Al primo anno in serie A è una delle sorprese del campionato e chiude al decimo posto.

FONTE: Wikipedia.org


RASSEGNA STAMPA +   -   =
LE PAROLE DI SETTI
"Ce l'hanno con me ma io li lascio fare"
04/12/2018 17:04
"E' un momento particolare: ce l'hanno con me, ma io li lascio fare. Siamo una società strutturata, che sta bene e che ha voglia di fare. Ora desideriamo solamente un po' di sorrisi, perchè i risultati aiutano e arriveranno: la squadra è forte". Parola di Maurizio Setti. Il presidente del Verona ha parlato così durante la cena degli ex giocatori gialloblù.

L'imprenditore carpigiano vede ancora positivo, nonostante i risultati scadenti degli ultimi due mesi: "Bisogna crescere: c'è stato un momento di pausa, ma può succedere, è normale. Ma se tutti remano dalla stessa parte si possono raggiungere gli obiettivi. Abbiamo un settore giovanile molto organizzato, abbiamo voglia di far bene. Andiamo avanti così, tutti uniti".

FONTE: TGGialloBlu.it


03 DIC 2018
SEMPRE PIU’ GIU’
“I campionato non si vincono a dicembre”, ha detto con poca convinzione l’allenatore del Verona Fabio Grosso. Vero. Dopo 14 giornate però è giusto fare qualche considerazione. Questo Verona ha vinto bene solo due partite, contro Carpi e Crotone, squadre in lotta per non retrocedere. Ha conquistato 3 punti a tavolino con il Cosenza e ha strappato due successi contro Spezia e Perugia senza grandi meriti. Troppo poco per una formazione che punta a vincere il torneo.

Classifica alla mano, i gialloblù oggi sono addirittura fuori dai playoff. L’ambiente è un mix di depressione e disinteresse. La clamorosa protesta dei tifosi è stata snobbata da buona parte della stampa e non credo che sia stata davvero capita dai vertici del club scaligero. Davvero Setti è con le spalle al muro? Davvero è isolato in un angolo? Ho il timore che il presidente, avvolto nella sua presunzione mista a narcisismo, abbia sottovalutato la contestazione pacata (e allo stesso tempo potente) del popolo gialloblù. Continuerà per la sua strada, fregandosene di tutto e tutti, com’è nel suo stile. E’ un signore che pensa semplicemente ai propri interessi, cercando di non affondare con la speranza di essere spinto, prima o poi, dal vento della buonasorte. Magari gli andrà bene, come accaduto già nel recente passato. Ma le prospettive per questo Verona non sono incoraggianti. I tifosi lo hanno capito e molti di loro hanno abbandonato ogni illusione, perdendo attaccamento, passione, fede.

Tutto molto triste. Quasi un mese fa avevo scritto della necessità di cambiare guida tecnica. Setti ha preferito continuare con Grosso, aspettando il Palermo. Qualcuno ha avuto il coraggio di esaltare quel misero pareggio con i rosanero parlando di “buon punto”, “crisi fermata”, “miglior Grosso della stagione”. Miserie. Doveva essere la gara del riscatto, della svolta, della ripresa. Per mezz’ora i gialloblù sono stati in balia dell’avversario. Hanno avuto la fortuna di passare in vantaggio ma non sono stati in grado di approfittarne. Per come la vedo io, è stata un’altra partita negativa che ha semplicemente allungato l’agonia di una squadra incapace di rendere come potrebbe. Prendersela con Grosso non serve, come non serviva prendersela con Pecchia l’anno scorso.
Luca Fioravanti

FONTE: Blog.Telenuovo.it


NEWS
01 dicembre 2018 - 12:45
Curva Sud, striscione contro Setti: “Te ne vai?”
Messaggio da parte della tifoseria dopo che con il Palermo il Bentegodi è rimasto vuoto

di Redazione Hellas1903

Una rappresentanza della Curva Sud si è recata poco fa a Peschiera durante l’allenamento dell’Hellas, stamattina.
I tifosi hanno esposto uno striscione: “VERONA ti ha svuotato uno stadio: batti un colpo o te ne vai?”, il messaggio contenuto.
Chiaramente a esserne il destinatario è Maurizio Setti, il presidente del club, da tempo contestato. Venerdì, nella gara con il Palermo, il Bentegodi è stato disertato dal pubblico.

FONTE: Hellas1903.it


FRATTURA ORMAI INSANABILE
L'Hellas di Setti sempre più alieno da Verona
28/11/2018 12:36
L'Hellas e Verona: non era mai capitato che la squadra e la società fossero così distanti dalla città. La protesta è stata vista in tutta Italia: venerdì sera le telecamere Rai hanno immortalato lo stadio desolatamente deserto per la diretta del match col Palermo. Lo sciopero dei tifosi è stato un segnale chiaro e diretto a Setti, che ha deciso comunque di continuare con Fabio Grosso.

La frattura coi tifosi appare insanabile: in città si respira sempre più disamoramento verso l'Hellas, non per la maglia gialloblù (un amore che mai cesserà) ma per il Verona dei giorni nostri che appare sempre più alienato. Allenamenti a porte chiuse, vicende giudiziarie che finiscono sui giornali, prestazioni senza capo nè coda, conferenze stampa asettiche e il silenzio dei dirigenti che non si espongono mai in prima persona (Barresi e D'Amico).

La fotografia di questo momento può darla bene un'immagine: l'Hellas Store completamente deserto, in una foto scattata durante l'orario di punta. L'Hellas di Setti è sempre più distante da Verona e i veronesi...

LO STADIO DESERTO
QUEL CHE RESTA DI UNA PROTESTA CIVILE
27/11/2018 10:41
Cos'è oggi l'Hellas Verona? La domanda è fondamentale per capire l'impatto che la protesta civilissima che i tifosi del Verona hanno messo in atto nella gara di venerdì contro il Palermo.

L'Hellas Verona è una società privata, inscatolata nella galassia societaria probabilmente appartenente a Maurizio Setti (si parla sempre di "società riconducibili" ma non esiste un documento che sia uno che attesta questo essendo queste società in Lussemburgo) o è ancora un patrimonio della città con cui si interseca e interagisce?

Questa è la grande questione che con acume e intelligenza TUTTA la tifoseria dell'Hellas Verona ha posto.

Per capire bene il concetto è giusto fare un po' di storia. Dopo che la famiglia Mazzi cedette il Verona a Pastorello, che aveva alle spalle la "copertura" di un colosso come la Parmalat, il Verona ha conosciuto il punto più basso della sua storia. Evitato per un niente il fallimento, caduto nel baratro della serie C, il Verona ha rischiato seriamente di sparire. La migliore delle ipotesi, in quel momento, appariva la fusione con il Chievo.

Proprio in quegli anni la tifoseria del Verona ha costituito un baluardo formidabile. Un faro nella notte. Da una parte con un viscerale attaccamento alla propria squadra, dall'altra fungendo come pungolo in alcune dissenate gestioni. Senza la tifoseria, sicuramente, il Verona sarebbe morto. La società aveva un valore "commerciale" proprio grazie al numero dei suoi abbonati, delle presenze allo stadio che poi avrebbero permesso l'accesso ai ricchi contratti televisivi, unitamente alla storia del club, l'unica provinciale ad aver vinto uno scudetto, anche questo contabilizzato nel calcolo dei proventi. L'avvento di Martinelli, dopo l'iniziale sbandamento a favore della fusione e il conseguente riallineamento, ha permesso al Verona di tornare nel calcio che conta. Martinelli, prosciugato finanziariamente da un'avventura costosissima e senza energie fisiche consegnò il Verona nella mani di Maurizio Setti.

Questo è il momento cruciale della storia recente. Perchè quel Verona, a quel prezzo, con quei bilanci e quel patrimonio giocatori, era un affarone che la città non volle vedere o capire. Questo è il vero peccato originale che grava su Verona.

La gestione di Setti è stata a due velocità che ora sono evidenti. La prima è stata ambiziosa e foriera di grandi soddisfazioni sportive. I risultati hanno celato alcuni scivoloni evidenti: le magliette della Nike, sempre più brutte, sempre più lontane dalla gente; l'enorme aumento del costo degli abbonamenti in serie A, il distacco del presidente, mai sufficientemente coinvolto in questa avventura, così ignorante da affermare che il Verona fu fondato da alcuni studenti greci.

Pian piano il Verona è diventato altro dalla città. Una realtà parallela e poche volte inserita nel contesto. Un po' alla volta, a qualsiasi livello, la veronesità ha perso efficacia, fino a sparire. Gli "inglesismi" di facciata hanno preso il posto del sano dialetto, il "sentiment" si è dissolto al pari dei risultati pessimi. E' stato sprecato persino l'ingresso in società di un monumento come Bagnoli. L'operazione "ex", in breve tempo si è rivelata per quello che è sempre stata: un'operazione di facciata alla ricerca di consenso immediato e non di un progetto che riportasse nel Verona, con compiti operativi, un patrimonio di esperienze. Internazionalizzare il brand, una delle più gigantesche cavolate mai pronunciate da un presidente di una piccola e radicata provinciale come l'Hellas Verona che ha fatto sempre della sua identità un modo per resistere allo strapotere delle grandi del calcio, la fatal Verona, non a caso.

Un cane che si morde la coda. Un "management" evidentemente non all'altezza della situazione continua a lavorare, nonostante i continui fallimenti. La tifoseria sempre più lontana e disamorata. Il ritiro disertato. E ora la clamorosa protesta di rimanere tutti fuori dallo stadio per prendere le distanze da quel Verona in cui nessuno riesce più a riconoscersi.

Pecchia e Grosso, in questo senso sono solamente l'effetto di una causa che gli permette di allenare una squadra oggettivamente fuori dalla loro portata.

Ma è Setti e il suo orgoglio che oggi si devono guardare allo specchio. Si può fare calcio a Verona senza la gente, senza i tifosi? Ha davvero senso? Basterà una vittoria per cancellare questa protesta così visceralmente vissuta da TUTTI i veronesi (e ribadisco TUTTI)? O è il momento di sedersi ad un tavolo, ripensare questo modello di società, tendere la mano e ritrovare compattezza? L'ultimo errore che Setti può commettere è quello di banalizzare quello che è successo, aiutato in questo da alcuni media che hanno colpevolmente cercato di minimizzare la portata di quanto è avvenuto venerdì sera. Un punto di non ritorno.
GIANLUCA VIGHINI

DESTINO OPPOSTO PER SQUADRE DI SETTI
L'Hellas piange, il Mantova ride
27/11/2018 11:43
L'Hellas piange, il Mantova ride. Destino opposto per le due squadre del presidente Setti. Il Verona è in crisi totale (una vittoria in otto partite) ma l'imprenditore carpigiano ha deciso d andare avanti con Grosso contro tutto e tutti. Neanche il clamoroso sciopero dei tifosi e l'opaco pareggio con il Palermo sottotono ha fatto cambiare idea a Setti.

L'ex socio del Carpi di Bonacini sembra avere la testa rivolta al suo Mantova. I biancorossi sono in testa al Girone B di Serie D a quota 31 punti, grazie alla vittoria contro il Seregno (Ferri Marini e Scotto in rete). Virgiliani in testa a +4 sul Como, in seconda posizione.

Setti e il Mantova, una storia partita molto bene nei dilettanti del calcio italiano.

FONTE: TGGialloBlu.it


25 NOV 2018
SIAMO SOLO NOI
Il pensiero di (quasi) tutti è inconfessabile: si può anche perdere, anzi forse non è poi un male. Per un giorno tornare a vincere, ma soprattutto a essere il Verona. Senza di lui. Perché il nostro Verona, non è il suo Verona. Non è questo Verona che lui ha scolorito, annacquato, fino a renderlo una brodaglia indigesta.

Quando un’intera tifoseria si ribella (con intelligenza e civiltà) a te, significa che sei…altra cosa, che hai passato il segno, che hai trasformato un patrimonio (di storia, di sentimenti) di tutti in roba solo tua. E allora è giusto che giochi da solo, che te la canti e te la suoni. E che magari perdi, resti in B, ché prima o poi i paracaduti finiscono e magari si aprono le condizioni per vendere. Ma puoi anche vincere, buon per te, ma è il tuo gioco, solo il tuo, e allora noi lì ci fermiamo, non vogliamo essere coinvolti, non ci interessa più.

Ora l’unica linea della salvezza è l’identità e l’appartenenza della comunità gialloblu. Rimangono solo quelle migliaia di tifosi là fuori, incazzati, ma uniti e consapevoli. Il Verona, il nostro Verona, è quello. Non è morto, lui là in alto lo ha solo momentaneamente messo in soffitta. Ma se la piazza rimane unita, consapevole e incazzata tornerà, eccome se tornerà. In attesa che anche qualcuno là in alto, in città, nel Palazzo della politica, cambi marcia, senza più foto insieme, sorrisi e inaugurazioni.

Una volta si era “soli contro tutti”. Oggi mi viene in mente Vasco: siamo solo noi. Ma non è poco. Accidenti se non è poco.
Luca Barana

FONTE: Blog.Telenuovo.it


IL CONTENZIOSO SETTI-VOLPI
IL CORRIERE: SEQUESTRO CAUTELATIVO PER HV7
23/11/2018 08:58
Il Verona, dice Setti, non c'entra nulla con i debiti. E in effetti è così. Perchè HV7 una delle tante società contenitore della galassia "settiana" da qualche mese non ha più il controllo della società scaligera. E' in pratica una "scatola vuota".

Ed è vero anche, come riportano i legali del presidente, che la causa intentata da Volpi per riavere il denaro prestato a questa società tramite la San Rocco Immobiliare, è pendente in Cassazione per un conflitto di territorialità. Ma come ha scoperto il Corriere di Verona, con un articolo di Alessio Corazza che già un anno fa si era occupato della vicenda, svelando il contenzioso al Tribunale di Genova, per ben due volte i giudici hanno accolto la richiesta della San Rocco, divenuta nel frattempo "Santa Benessere", nei confronti di HV7 sequestrano cautelativamente beni mobili e immobili per cinque milioni di euro. Esattamente la cifra che HV7 deve a Volpi.

Il Corriere ha anche appurato l'altro contenzioso, quello lussemburghese, che proprio un anno fa al quotidiano Setti smentiva seccamente. E qui esiste anche la sentenza di primo grado della corte del Lussemburgo favorevole alla Lonestar di Volpi per 6,3 milioni (anche se il credito totale sarebbe maggiore, appunto 11 milioni).

FONTE: TGGialloBlu.it


Articolo La Nazione, la replica dei legali di Maurizio Setti
novembre 22, 2018

Il Presidente Setti non è direttamente coinvolto in nessuna causa; il Tribunale di Genova non ha pronunciato alcuna sentenza; è tuttora pendente la causa promossa da San Rocco Immobiliare in liquidazione S.p.A. contro HV7 S.p.A. e Falco Investments (ora diventata H23 S.p.A.), in cui viene chiesto il rimborso anticipato (rispetto alla scadenza naturale) di un presunto prestito obbligazionario di € 5 milioni; la causa è stata sospesa dal Giudice in attesa della decisione della Corte di cassazione, che dovrà dire se il Tribunale di Genova è competente a deciderla; pertanto, San Rocco non ha vinto la causa e non c’è nessuna condanna di HV7 S.p.A. e/o H23 S.p.A. a pagare la somma di € 5 milioni; in questa causa il Tribunale di Genova, respingendo per ben due volte le istanze cautelari di San Rocco Immobiliare, ha rilevato che H23 S.p.A. non ha debiti verso San Rocco Immobiliare; la società Lonestar S.A. aveva promosso una causa in Lussemburgo contro Falco Investments, domandando la restituzione di un residuo prestito di circa € 6 milioni; Falco Investments si era difesa sostenendo: a) di non conoscere la società Lonestar S.A. e di non avere mai avuto rapporti con essa; b) di avere sottoscritto un accordo con una banca a fronte del quale ha ricevuto un finanziamento dalla stessa; c) di averlo in parte già rimborsato alla medesima banca e di essere pronta a rimborsare alla banca anche il residuo prestito; il Tribunale lussemburghese ha sentenziato che Falco Investments è tenuta a rimborsare il residuo prestito a Lonestar S.A., quale titolare delle obbligazioni collocate autonomamente dalla banca sul mercato; il Giudice lussemburghese ha, peraltro, respinto la domanda di Lonestar S.A di autorizzare l’immediata esecuzione della sentenza; la controversia è ancora pendente e dovrà essere decisa dalla Corte d’appello lussemburghese.

FONTE: HellasLive.it


HELLAS VERONA FC - COMUNICAZIONE UFFICIALE
22/NOVEMBRE/2018 - 16:35
Verona - In merito alle notizie riportate in data odierna su alcuni organi di informazione, il presidente dell'Hellas Verona Maurizio Setti intende chiarire quanto segue:

«Mi vedo costretto a ribadire, ancora una volta, come l'Hellas Verona FC non sia coinvolto in nessuna controversia e non abbia alcuna posizione debitoria verso Gabriele Volpi o società a lui riconducibili. È importante sottolineare, inoltre, come non esista ad oggi alcuna sentenza di condanna del Tribunale di Genova in merito ai fatti citati: la causa, infatti, è ancora in corso e comunque non riguarda l'Hellas Verona. Appare quindi chiaro che ci troviamo di fronte ad articoli costruiti ad arte e contenenti informazioni false ed approssimative, per i quali gli autori risponderanno di fronte alle autorità competenti. Articoli che, come è abitudine in questi anni, vengono puntualmente pubblicati in momenti particolarmente delicati e importanti per l'Hellas Verona, con l'intento evidente di destabilizzare ulteriormente l'ambiente. Chiudo dicendo che le vicende riportate dagli organi di stampa, delle quali si stanno occupando i miei legali, non riguardano l'Hellas Verona FC che, come ho già ribadito più e più volte, è una società sana, che dà lavoro a centinaia di famiglie. Rimango concentrato sull'unica certezza che riguarda il Verona, ovvero la delicata e difficile sfida di domani contro il Palermo».

FONTE: HellasVerona.it


LA CAUSA AL TRIBUNALE DI GENOVA
SETTI DEVE A VOLPI 19 MILIONI DI EURO
22/11/2018 10:38
Diciannove milioni di euro. Da restituire. Il presidente del Verona Maurizio Setti è stato condannato a pagare questa imponente cifra a Gabriele Volpi, patron dello Spezia. E' il frutto di due contenziosi aperti da Volpi, uno al Tribunale di Genova e un altro in Lussemburgo, esattamente un anno dopo le dure parole di Fiorani, braccio destro di Gabriele Volpi, patron dello Spezia, dette nel corso della cena di Natale della società spezzina ("C'era una simpatia personale tra Volpi e il presidente del Verona e in questo senso c'è stato un investimento che il signor Volpi ha ritenuto di fare pur senza avere alcuna partecipazione in quella società o alcun ruolo decisionale. Ma come nascono le simpatie nascono anche le tensioni e i litigi quando non si rispettano le intese". Ed aggiungeva sibillino: "Ma il presidente del Verona Calcio non si è rivelato la persona che sembrava").

Setti dapprima smentì, ma poi dopo uno scoop del Corriere di Verona fu costretto ad ammettere che c'era in effetti una contenzioso tra la San Rocco Immobiliare Spa di Volpi e la sua HV7. Un prestito obbligazionario per 10 milioni di euro sottoscritto nell'ottobre 2015 dalla San Rocco ed emesso dalla HV7 che nelle ultime evoluzioni societarie dell'Hellas (come ha dettagliatamente spiegato la ricerca di Verona col cuore) ora non è più la controllante del Verona. Ora Setti dovrà restituire 5 milioni di euro di quel prestito. Non solo: come riporta la Nazione un altro contenzioso era stato aperto in Lussemburgo: per 11 milioni di euro. Anche in questo caso, Setti ha perso la causa. In totale, quindi, sommati gli interessi Setti dovrà restituire qualcosa come 19 milioni di euro. Una cifra, appunto, imponente. Setti presenterà opposizione a questa sentenza. Volpi, per ora, ha vinto il primo round.
GIANLUCA VIGHINI

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FONTE: TGGialloBlu.it


Bulimia notarile. Setti e il via vai di notai. Cose curiose dal mondo Verona...
20/11/2018 - Setti e il via vai di notai. Cose curiose dal mondo Verona...

Ricordate la trionfante inaugurazione (una delle tante) dell'antistadio? Maurizio Setti in quell'occasione si è autoproclamato il “presidente del fare”, peraltro una definizione molto abusata e non certo originale. Non contento ha pure detto che si sente più veronese di tanti altri presidenti veronesi. Convinto lui. Infine ha dato l’importante notizia dell'acquisto della nuova sede sociale da 1400 mq. Ottimo… con riserva.

Che si sia dato molto da fare quest’anno con i notai è sicuro. Una bulimia notarile che svela molte cose... curiose sul rapporto dell'Hellas Verona e delle sue società controllate, con quella del marketing, la Hellas Verona Marketing Communication (HVMC), e i mutamenti delle società controllate (dalla lussemburghese Falco diventata prima H23 e poi Star Ball). Ma prendetevi dieci minuti e leggete insieme a noi.

• 9 febbraio 2018: notaio Carlo Vico: Maurizio Setti, in qualità di Amministratore Unico di Seven 23 spa, chiede di depositare il verbale dell’Assemblea Straordinaria della Società Anonima Falco Investments. Verbale che in data 12 gennaio 2018 (notaio Blanche Moutrier) ha deliberato il trasferimento della Falco in Italia (in Galleria Cavour 4, Bologna) e il suo cambio di denominazione in H23 spa.

• 12 marzo 2018: scrittura privata con la quale, Maurizio Setti cede a Aelia srl la quota di partecipazione dell'Hellas Verona Marketing e Communication (HVMC) in Fly Slot (quella degli aerei, ricordate?) per 1.000 euro, comprensivi delle quote di versamenti effettuati da HVMC in Fly Slot. Ma al 30 giugno 2017 risultava un finanziamento di 127.400 euro di HVMC a Fly Slot. Quindi, salvo movimenti finanziari che non è possibile conoscere allo stato attuale, la perdita sofferta da HVMC in questa operazione dovrebbe essere pari a € 127.400.

• 16 marzo 2018: notaio Carlo Vico: Maurizio Setti, in qualità sempre di Amministratore Unico di Seven 23 spa, delibera la scissione della partecipazione in H23 spa (la ex Falco) e dei crediti / debiti verso le società controllate da quest’ultima, inclusa l’anticipazione finanziaria ottenuta da HVMC, in una nuova società denominata STAR Ball srl (palla stellare in italiano, denominazione che richiama vagamente il logo della Uefa Champions League). Insomma tra gennaio e marzo il Verona ha cambiato due volte la società controllante (prima la Falco che diventa H23 e infine la Star Ball).

• 28 maggio 2018: notaio Carlo Vico: è redatto l’atto di scissione di cui sopra. Ne risulta, quindi, una catena di controllo come segue: Star Ball — H23 — HV — HVMC.

• 26 giugno 2018: assemblea straordinaria del Mantova 1911, società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata, in cui si delibera un aumento di capitale riservato al nuovo socio, vale a dire la Fiduciaria Emiliana spa, riconducibile a Setti, che ne detiene così la maggioranza. Tra gli amministratori Francesco Barresi (attuale direttore tecnico del Verona) e Daniela Scalabrini (quest’ultima ex amministratore unico di HV7 S.r.l, una delle controllanti del Verona). La squadra pur partecipando a un campionato dilettantistico è sicuramente frutto di investimenti consistenti visti i risultati che ha ottenuto fino a oggi.


Parentesi: il nostro auspicio e speranza è che i conti del Mantova non incidano, neanche indirettamente, sui conti dell’Hellas Verona. Avendo adottato la forma giuridica della srl sarà possibile conoscerne comunque le risultanze di bilancio benché tra 12 mesi… se tutto va per il meglio.

• 13 luglio 2018: notaio Aldo Fiori, costituzione di Women Hellas Verona società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata e nomina quale amministratore unico di Francesco Barresi (l’uomo ovunque), capitale sociale di Euro 10.000. Diversamente da sopra, visti gli risultati, non deve aver investito molto di più in questa squadra, facendo quindi supporre che la compagine femminile nasca più che altro da un obbligo federale.

• 6 settembre 2018: notaio Aldo Fiori: acquisizione da parte dell'Hellas Verona delle quote di Hellas Verona Marketing & Communication (HVMC) possedute da H23 spa (la ex Falco). Prezzo? 1,2 milioni di euro. Interessante, cedere a € 1,2 milioni l’11% circa della società HVMC significa valutare quest’ultima più o meno 11 milioni di euro. Nell'atto di compravendita (infragruppo) non è menzionato se sia stata operata una perizia di stima, anche solo per evitare dubbi sull’operazione stessa, così come venne fatto d’altronde al momento dell’acquisto del marchio da parte di HVMC. Sta di fatto che il rapporto Hellas Verona – HVMC è curioso da quando è nato. Abbiamo già avuto modo di analizzare l’andamento degli scorsi anni della gestione di HVMC, società nata per gestire il marchio commerciale del Verona, ma da cui il Verona non ha avuto ritorni economici, anzi.

Non andiamo oltre in questa sede, ma avremo sicuramente in futuro occasione di tornarci.


Ultimo passaggio notarile, quanto meno stando alle dichiarazioni di parte:

• 12 ottobre 2018: acquisizione della nuova sede sociale, di mq 1.400. Verificheremo chi ha effettivamente comprato la sede, a che titolo, e a che costo l’Hellas Verona usufruirà dell’unità immobiliare. Avremo sicuramente modo e occasione di ritornare anche su questo argomento.

In mezzo a questi principali atti non mancano diverse assemblee per nominare e/o sostituire amministratori e sindaci della galassia Star Ball. Solo di una società non si ha più notizia, l’HV7, ancora ferma al 2015 come deposito dei bilanci, ma ancora operativa secondo il Registro delle Imprese.

Setti, sempre all'antistadio, ha confermato che lui dà “un occhio sempre attento ai bilanci…”. E ci mancherebbe altro. Una banalità trasformata in una virtù.

Analizzando quando detto e quanto fatto appare chiaro che è sempre e solo l’austerità del bilancio dell’Hellas Verona, fatto di continue rinunce e mancati investimenti, di retrocessioni obbligate per non fallire, come recentemente dichiarato da qualcuno, che riesce a tenere su tutta la baracca sportiva e… non sportiva.

Ci teniamo a sottolineare, in conclusione, che la nostra analisi non è mai stata “contro” qualcuno, ma si è sempre basata esclusivamente sui fatti e sui bilanci. Fatti che nessuno ha mai confutato e informazioni tratte da bilanci pubblici ai quali si può liberamente accedere con un piccolo investimento economico... e anche un po’ di preparazione in materia. La nostra analisi ha voluto sempre essere “pro”, sempre a favore dello sviluppo di una società trasparente, di una società maggiormente partecipata, di una società del territorio e per il territorio. Dietro non c’è alcun interesse del singolo ma solo la volontà di essere una delle forze trainanti nella formazione di una coscienza comune che oggi più che mai deve riuscire a porre il “tifoso” nel ruolo di primo interprete.


Verona col Cuore

A.C. Verona Hellas Supporters Trust

Ufficio Stampa (W.W.)


Verona col Cuore è uno strumento di partecipazione con il quale si intende, in un prossimo futuro, partecipare alla vita ed ai programmi dell’Hellas Verona favorendone la crescita economica e sportiva, anche attraverso la partecipazione diretta al capitale sociale del Club, coinvolgendo tutti coloro che hanno a cuore il nostro futuro.

Parole chiave, trasparenza nella gestione delle risorse e partecipazione attiva di tutti.

FONTE: VeronaColCuore.it


"STEMMA HELLAS DEVE ESSERE TOLTO"
Dopo con i tifosi, Setti rompe anche coi tassisti
20/11/2018 11:53
Dopo la frattura coi tifosi, ora Setti "rompe" anche con i tassisti. Dopo che si è chiuso l'accordo economico di partnership con Radiotaxi Verona, la società dell'Hellas ha intimato a tutti i tassisti scaligeri di togliere l'adesivo con lo stemma del Verona da ogni veicolo che gira in città.

Finita la pubblicità (quindi soldi) al Bentegodi, da via Francia non è ammissibile che lo stemma del Verona giri "gratis" per le strade, così "senza pudore" visibile a tutti...

L'ennesimo segnale di allontanamento dalla città in vista della cruciale sfida col Palermo.

FONTE: TGGialloBlu.it


Complimenti dottoressa Elena Setti
novembre 20, 2018

La figlia del presidente dell’Hellas Verona, Elena Setti, si è laureata allo IULM in relazioni pubbliche e comunicazione d’impresa. Nella foto pubblicata sui social, Elena è in compagnia del fratello Federico, insieme a mamma e papà. Congratulazioni a Elena Setti da parte di Hellas Live per l’importante traguardo raggiunto

FONTE: HellasNews.it


DOPO LA CONFERMA DI GROSSO
Caro Setti... Lettera di un tifoso milanese
16/11/2018 12:08
Caro signor Setti,


mi permetto di scriverle questa lettera, che preciso viene dal cuore di un tifoso, nell’eventualità sempre meno remota che di quello che accade in questi giorni a lei sfugga la dimensione grottesca e la grande sofferenza che la società ma soprattutto la squadra di cui lei è presidente ed azionista di maggioranza stiano arrecando a noi tifosi dell’/=\ellas Verona.

Prima di porle dei quesiti basilari sul futuro prossimo che attende la nostra squadra, mi permetta di spiegarle chi sono, e che cosa sono l’/=\ellas Verona Football Club e la gente che lo circonda. L’/=\ellas possiamo paragonarla ad un’automobile affascinante, prestigiosa, forse un po’ agée. Un’automobile che certamente ha visto giorni migliori e ma certamente può darle ancora grandi soddisfazioni. Noi tifosi invece, vecchi e giovani, lontani e vicini, siamo le etichette pubblicitarie, i festoni attaccati a quell’automobile che lei sta conducendo, quelli che fanno un terribile e gioioso casino e che la rendono unica.

E’ vero, lei è al volante, l’automobile ci trascina, ma noi trasformiamo questa automobile in qualcosa di speciale, di bello. Senza di noi è solo un’auto, forse anche un po’ triste. Lei tanti anni fa ha acquistato l’/=\ellas ma temo non le abbiano spiegato che in qualche modo questa società è anche nostra.

Non mi fraintenda, in Italia la proprietà privata è ben tutelata, ma il fatto che io abbia volutamente associato questo aggettivo di possesso all’/=\ellas è solamente per farle comprendere che i colori gialloblu, la sua storia centenaria, il suo essere sono parte integrante di ognuno di noi, tifoso, veronese, cittadino o persona che sia.

La nostra pazienza e la nostra dignità sono state messe a dura prova negli ultimi anni, per essere più precisi negli ultimi quattro anni dove abbiamo visto scivoloni clamorosi, risalite non del tutto diritte, pochi momenti di gioia contrapposti a parecchie situazioni dolorose, il tutto vissuto tra clamori e silenzi.

Credo che ora il tempo delle parole o delle mezze misure sia terminato, è giunto il tempo di agire, di agire concretamente per il bene dell’/=\ellas, investendo un po’ di quel denaro che credo, signor presidente, lei abbia percepito grazie ai diritti tv, alle plusvalenze ottenute dalla vendita di determinati giocatori, e al sostanzioso paracadute concesso dalla Lega per il risultato sportivo ottenuto lo scorso anno, la retrocessione in serie B.

Vede, non conta spendere tanto o poco, bisogna spendere oculatamente il capitale di cui si dispone con scelte ponderate. Lei è un imprenditore, conosce perfettamente il mondo degli affari, di certo non mi metto ad insegnarle il mestiere, però vedendo gli ultimi risultati e gli investimenti fatti per riportare il blasone di questa società dove merita, ovvero in serie A, mi sembra che siano stati commessi degli evidenti errori, o possiamo chiamarle anche maldestre imperfezioni, se la parola “errore” per lei non è contemplata.

A nome mio, ma credo per certo anche a nome di un intero popolo, quello gialloblù, le chiedo seriamente di riflettere su queste semplici domande: il signor Fabio Grosso lo ritiene un allenatore da /=\ellas Verona? Secondo lei è giusto proseguire ancora con la sua guida tecnica, In base ai risultati conseguiti sino ad ora?

Giusto per informare, prima di una sua risposta in qualità di capo dell’azienda /=\ellas Verona, le sottopongo alcuni dati meramente statistici e tecnici della nostra squadra: in campionato stazioniamo attualmente al sesto posto; su 12 gare abbiamo ottenuto 5 vittorie 3 pareggi e 4 sconfitte, nelle ultime 7 partite abbiamo racimolato solo 5 punti, il che significa ben 4 sconfitte; sempre nelle ultime 7 partite abbiamo segnato 6 gol subendone 11 (forse un po’ troppi) determinando di conseguenza che la nostra difesa è la sesta peggiore della categoria… Tralasciando le statistiche, purtroppo ci sarebbe ancora molto da dire, e venendo ai dati tecnici, la nostra squadra è statica, involuta, senza grinta e non propone un gioco proficuo subendo spesso la pochezza dell’avversario.

Credo che con questi pochi dati alla mano, preciso reali e non inventati visto che sono verificabili su ogni giornale e/o almanacco della stagione 2018/2019, qualsiasi presidente avrebbe tranquillamente preso la decisione di esonerare l’allenatore, invece la notizia che tutti noi ci aspettavamo, stampa compresa, non è arrivata. Al contrario abbiamo appreso che la fiducia è stata nuovamente riposta all’allenatore Fabio Grosso ed il suo staff. Che dire, complimenti!!!!

Magari un giorno, spero non troppo lontano, potrà spiegare a tutti noi il Vero motivo della sua scelta, visto che le poche righe riportate sul sito ufficiale sono di circostanza. Credo che un incontro faccia a faccia con tutta la stampa, senza le solite restrizioni sugli accrediti, sia doveroso vista l’attuale situazione.

Lasciando da parte per le miriadi di contestazioni, di fischi, di divergenze, di cattiverie in generale che in queste ore immagino le saranno rivolte, visto il periodo triste e teso che sta vivendo l’intero popolo gialloblù, mi permettevo comunque di sottolinearle quanto servisse in questo momento prendere una decisione estrema: “l’esonero di Fabio Grosso”.

Purtroppo non so se questa lettera possa aprirle per un attimo gli occhi e la mente, ma la prego di ripensare alla decisione che ha appena preso. La figura dell’allenatore è un ruolo chiave all’interno di una squadra e di uno spogliatoio, il suo carisma spesso può determinare la vittoria o la sconfitta di una partita. Io sono convinto che la fortuna di una squadra sia frutto non solo della rosa di giocatori che possiede, ma anche dalla guida tecnica che c’è dietro.

Puntare ancora su Fabio Grosso, personalmente parlando, la vedo come un perseverare su una scelta sbagliata, ma soprattutto la vedo come un ennesimo affronto a tutti i tifosi dell’/=\ellas Verona. Serviva una scossa che potesse riaccendere l’ardore sportivo, la passione, ormai assopiti e riavvicinare il popolo gialloblù alla squadra ed alla società stessa.

Non so se lei se ne sia reso conto, ma ad oggi l’indice di gradimento nei suoi confronti è calato a picco, e i tifosi sempre di più si stanno allontanando con decisione ed enorme tristezza dall’/=\ellas, un sacrilegio che nessuno pensava potesse mai avvenire (su questa mia ultima frase può trovare riscontro passeggiando brevemente tra le strade del centro, oppure in piazza Bra… domenica sera, dopo la partita con il Brescia, di tali commenti nei suoi confronti ne ho sentiti parecchi).

Se lei provasse ad affidarsi a persone competenti si renderebbe conto che sul mercato ci sono due allenatori esperti, entrambi legatissimi alla piazza e al bene dell’/=\ellas. Se ascoltasse le loro interviste passate, reperibili su internet e/o youtube, capirebbe dalle loro dichiarazioni quanto legame ci sia tra loro e noi. Alla luce di questo, le chiedo, perché non ha provato a contattare il sanguigno Alberto Malesani, veronese doc, oppure il metodico Francesco Guidolin pupillo, mai dimenticato, del nostro Osvaldo?

Il tempo giocava, per una volta, a nostro favore, vista la sosta delle nazionali ed il successivo turno di riposo, contrariamente ripartiamo per l’ennesima volta da un allenatore non adatto alla categoria e da una forte disaffezione che sta colpendo gran parte dei tifosi.

Le mie saranno, alla fine di questa lunga lettera, semplici parole di un tifoso che seppur non di Verona, abito a Milano, rimane legatissimo da generazioni alle radici di questi colori, i colori dell’/=\ellas. L’/=\ellas è un Amore, il primo, e quindi non lo si potrà MAI dimenticare, è tuo e vive con te per sempre… sentimenti che probabilmente non l’hanno mai toccata o più semplicemente che non ha mai compreso a fondo.

Massimiliano

PS: prima di congedarmi definitivamente vorrei lasciarle una citazione, mio nonno diceva sempre: "il valore di una persona si misura dai fatti, non dalle parole".


VERONA SEMBRA SEMPRE PIU' TRASCURATA
Setti, Mantova e Garelli ironia social dei tifosi
16/11/2018 09:39
E' notizia di pochi giorni fa del coinvolgimento di Maurizio Setti nel progetto di rinascita della Garelli, la storica casa motociclistica italiana.
Dopo l'acquisto del Mantova e la conferma di Grosso contro tutto e tutti, Verona sembra sempre più trascurata. Così ai tifosi è rimasta solamente l'amara ironia da esprimere sui social...

IL PRESIDENTE DEL VERONA
Setti investe per la nuova Garelli
14/11/2018 14:46
Anche Maurizio Setti affiancherà gli imprenditori romagnoli che rilanceranno la storica Garelli, partendo dalla produzione del modello ‘Ciclone’.
Il presidente del Verona, insieme ad Andrea Casadei e Giacomo Galeazzi ha siglato un accordo con la Finsec.
Si tratta di un contratto d’affitto che in pochi anni dovrebbe sfociare nell’acquisto della storica casa motociclistica italiana. A riportarlo è il Resto del Carlino.

IL "NON ESONERO" DI GROSSO
Setti tira dritto e va ancora contro la piazza
14/11/2018 09:40
Non c'è due senza tre. Setti l'ha fatto di nuovo: non ha esonerato un allenatore nonostante i risultati pessimi e nonostante tutta la piazza spingesse per il cambio in panchina.

Così come era successo con Mandorlini (14 partite e 0 vittorie) e Pecchia, dopo l'umiliante sconfitta in casa col Crotone, anche per Grosso, dopo la disfatta di Brescia, è andato in scena lo stesso copione.

Il vertice con D'Amico (così come quelli con Bigon e Fusco) ha partorito un topolino: il solito comunicato del presidente che ribadisce fiducia all'allenatore, auspicando un miglioramento dei risultati.

Setti ancora una volta si è messo contro la piazza: la frattura questa volta potrebbe essere insanabile. Una sconfitta nella decisiva partita in casa contro la corazzata (quella sì) Palermo potrebbe far aprire definitivamente il vaso di Pandora (e questa volta chiuderlo sarebbe impossibile).

FONTE: TGGialloBlu.it


EDITORIALE
Riecco la Pravda. Repetita non iuvant
Setti e i comunicati. Nulla di nuovo

14.11.2018 06:00 di Lorenzo Fabiano
Il Soviet Supremo ha partorito il topolino. Il temuto comunicato dell’agenzia Tass attraverso le colonne della Pravda è arrivato: poche righe per confermare Fabio Grosso in sella. Ipse dixit Maurizio Setti. Un paio di giorni convulsi e turbolenti per ridurre il tutto alla più classica delle versioni del Tanto Rumore per Nulla di shakespeariana memoria. Decidere di non decidere pare essere diventata una prassi consolidata dalle parti di Via Francia.

Ci risiamo: due anni fa Setti impiegò 14 giornate (con la squadra all’ultimo posto in classifica e zero vittorie) a chiudere con Andrea Mandorlini un rapporto che già al termine della campionato precedente era arrivato alla fine naturale del suo ciclo. Lo avesse fatto prima, ci saremmo risparmiati una buona dose di acide code velenose e avremmo forse potuto coltivare ancora un briciolo di speranza di salvezza in più. Lo scorso anno l’ostinazione del presidente di proseguire con Fabio Pecchia fino alla fine (ma che comodo parafulmine, vero presidente...?), altro non ha prodotto che retrocedere all’arma bianca, far esplodere la rabbia popolare, e rendere la vita impossibile allo stesso povero Pecchia, fatto oggetto suo malgrado di ogni ingiuria possibile e immaginabile. Umanamente, non un bel quadretto.

In estate si erano gettate le basi per una rifondazione; squadra affidata a una nuova scommessa come Fabio Grosso, direzione sportiva al giovane e tenace Tony D’Amico, autore di una campagna acquisti e trasferimenti a detta di tutti importante e ben condotta anche grazie alle casse risanate da Filippo Fusco (che almeno questo glielo si riconosca). Le premesse per una sana ricostruzione da cui poter ripartire insomma c’erano tutte. E invece dopo qualche giro in altalena, la terra ha cominciato a tremare nuovamente sotto i piedi e le vecchie magagne sono riaffiorate tutte. Che la pazienza della tifoseria fosse ridotta ai minimi, non serviva certo il tonfo di Brescia per capirlo; pur delusa e incazzata, a luglio la gente del Verona si è messa in fila ordinata sotto il solleone a sottoscrivere gli abbonamenti e rinnovare il proprio sostegno. Un atto eroico, un encomiabile gesto d’amore di cui Setti avrebbe potuto (e dovuto) tener conto di fronte allo strazio della situazione attuale.

Nulla abbiamo contro Fabio Grosso, che anzi è una degnissima persona alla quale auguriamo tutte le fortune di questo mondo, ma che questo comunicato riduce ad un Dead Man Walking, alias parafulmine marca Pecchia 2.0. Qui o la andava o la spaccava. Ha spaccato. Nessuno chiedeva a Setti di seguire gli umori della piazza, ma perlomeno di ascoltarla, questo sì. Il sacrificio di Grosso, ma guarda in che razza di manicomio è capitato, poteva essere l’occasione per un riavvicinamento, per tendere una mano e avviare le prove tecniche di ricomposizione di una frattura che se per taluni era già comunque esposta e scomposta, alla luce delle parole pravdiane del presidente risulta ormai insanabile.

Predichiamo da sempre equilibrio, i mangiallenatori alla Zamparini di turno per intenderci non fanno per noi, ma allo stesso tempo apprezziamo interventismo e decisionismo, quando serve. E qui serviva eccome. Decidere di non decidere non è una risposta, dire per dire nulla è anche peggio. Al Verona succede spesso. Ma che il nulla ci tocchi sempre apprenderlo dalle colonne della Pravda e mai direttamente dalla bocca dell’uomo al comando del Verona, è proprio il colmo dei colmi. Repetita non iuvant, caro presidente.

FONTE: TuttoHellasVerona.it


SETTI PRIGIONIERO DI SE STESSO
Tutto come prima, ma peggio di prima. Il Verona ha valutato che la scelta Grosso è ancora la migliore possibile. Questo lascia sconcertati i tifosi gialloblu che vedono polverizzarsi le speranze di riprendere la corsa della classifica con una squadra allo sbando a seguito di un'involuzione tanto preoccupante quanto senza sbocchi. Il problema di fondo è che, nella valutazione societaria, non esistono alternative a Grosso. Quali sono allora i lacci che imbrigliano la libertà di scelta di Setti? Innanzitutto quella di aver affidato baracca e burattini a D'Amico che ha voluto in estate (e difeso con argomentazioni francamente imbarazzanti) il suo vecchio amico in panchina. Ma chi è questo D'Amico? che esperienza ha? perché affidarsi a lui per un così complesso progetto di rilancio? Esonerare il mister significa inevitabilmente sfiduciare Setti, il suo direttore sportivo e il valore di gran parte della rosa (blocco Bari e Perugia) assemblata per rendere più agevole l'aggregazione. Qui non si tratta quindi solo di cambiare un allenatore, si tratta di mettere in discussione l'intero progetto che prevede: 1) contenimento dei costi dirigenziali (D'Amico), 2) ringiovanimento della rosa, 3) ruolo decisionale accentrato nel presidente. Nel Verona attuale manca infatti un direttore generale (sulla cui necessità si era espresso favorevolmente persino Fusco) che sia la sintesi tra la componente societaria, quella tecnica e la comunicazione (media, terzi e tifosi) e di un direttore sportivo autorevole nei rapporti tra allenatore e spogliatoio (la gestione del caso Pazzini su tutti). In più, abbiamo una rosa lunga, piena di giovani ma anche di giocatori che non riescono a dare il loro reale contributo perché impiegati male. Non si tratta quindi di valutare un cambiamento in panchina nell'ambito di una struttura dirigenziale consolidata ed affidabile, ma di ammettere che gran parte delle scelte fatte finora sono errate. Setti ha già dimostrato di non essere un decisionista (certi errori del passato non si dimenticano), e non ha neppure interlocutori terzi e di spessore che lo possano consigliare. E' rimasto solo col suo progetto, prigioniero di se stesso.

La paura più grande che abbiamo noi tifosi in questo momento è quella di trovarci di fronte ad una squadra che, per l'ennesima volta, non sia in grado di affrontare le difficoltà del campionato. Per colpa di scelte sbagliate e di un presidente che non sa trasmettere quello di cui c'è assolutamente bisogno. Lo spirito con cui vedo giocare i gialloblu oggi è lo stesso remissivo e confuso degli ultimi campionati giocati senza lottare.

A tal proposito, c'è un punto che mi pare piuttosto chiaro e che dovrebbe allarmare il presidente. L'assurda difesa ad oltranza di Pecchia, l'anno scorso, era basata su un elemento oggettivo (squadra scarsa e società senza soldi) e uno soggettivo (il gruppo, nonostante tutto, seguiva il mister). Per compiacenza, aggiungo io, non certo per mettersi in discussione. Del resto, metà rosa era in prestito e metà era composta da giovani e giocatori in scadenza contrattuale. Oggi però il Verona è completamente rinnovato, ha acquistato e investito. Volente o nolente oggi c'è un indirizzo. La brutta sconfitta di Brescia, che aveva tutti i significati per essere la partita del riscatto, è testimonianza di un distacco totale tra la squadra e il tecnico. Il quale, senza alcuna logica, contro la Cremonese ha schierato il ragazzino Tupta al centro dell'attacco lasciando in panchina Pazzini e Di Carmine contemporaneamente (un tempo per uno no? troppo complicato?), rischiando in questo modo di bruciarlo; poi ha cambiato completamente modulo, li ha schierati per la prima volta insieme sbilanciando la squadra in una trasferta particolarmente difficile. Se avete notato durante l'intervista, il mister è apparso piuttosto frastornato e continuava a non rendersi conto del perché di una prestazione simile. Si è sentito lui stesso abbandonato dalla squadra.

Il problema è a monte. Grosso, lo abbiamo capito, uniforma i giocatori e li sottomette al modulo che ha in testa in un turnover continuo ed indiscriminato. Non distingue la qualità che ha a disposizione e non riesce ad impiegarla al meglio. Adatta tutti al suo pensiero. Per lui un giocatore vale l'altro. Sono soldatini. Tra l'altro, non riesce neppure a prendere le contromisure necessarie per blindare la difesa. Se pensiamo che a metà novembre non ha ancora trovato l'assetto di centrocampo e l'attacco titolare, ci chiediamo veramente se il gruppo è in grado di seguirlo?

Per quello che si vede poi, Grosso non appare neppure un gran motivatore. I gialloblu, quando sono in campo, esprimono ciò che lui richiede. Ecco perché cercano di addormentare il gioco, non aggrediscono mai, non ci mettono il cuore. Quando l'aspetto tattico ha il sopravvento su quello caratteriale e tecnico non puoi aspettarti prestazioni differenti, caro mister. Del resto, se per te Tupta vale Pazzini, Gustafson vale Zaccagni, Dawidowicz è un centrocampista di riferimento e Laribi sa giocare solo sulla fascia ti stupisci di come si comporta poi in campo la tua squadra?

Come finirà? Facile. Palermo e Benevento, prossimi avversari, hanno altre competenze in tribuna e altra qualità in panchina. Il Verona è destinato a galleggiare con risultati funzionali agli algoritmi che Grosso riuscirà in qualche modo a trasmettere. Oramai i tecnici migliori se li sono già presi, chi resta (Cosmi) può al massimo raddrizzare in primavera il risultato minimo. Setti ha prontamente spostato il progetto a medio termine. Nel frattempo deve chiedere a se stesso se è realmente quell'imprenditore capace di ottenere risultati anche nel calcio oppure mettersi a disparte e avere l'umiltà di affidarsi a collaboratori capaci. Nel frattempo, il cielo sopra Verona è grigio. Umido e sgradevole.
Massimo

Colonna sonora: No ordinary love, Sade

Hellastory, 14/11/2018

FONTE: HellasStory.net


12 NOV 2018
HA VINTO SETTI
Il castello di carta della (cattiva) propaganda si è disintegrato. Ed era pure prevedibile. Ecco, non pensavo così in fretta, non credevo che la caduta sarebbe stata così subitanea e clamorosa. Ma che il Verona paghi oggi gli errori estivi (qui anticipati) è acclarato: poche spese, l’improvvisazione di Setti, la debolezza di di D’Amico, l’inadeguatezza di Grosso e di una squadra costruita (al di là di qualche nome) male, con doppioni e ruoli scoperti, senza razionalità e in parte sull’onda delle occasioni in saldo di qualche squadra fallita. Gli stessi errori di presunzione dell’anno precedente, né più né meno. Ma con l’aggiunta di una fake news: Verona corazzata del campionato. Ma quando mai?

Ma qui – Grosso o non Grosso – l’origine di tutti i problemi resta Setti. E siamo sempre lì: si può fare calcio senza veri investimenti? Si può amministrare una società di calcio non considerando la parte sportiva prioritaria (“prima il bilancio”)? Che senso ha? Possibile che nel Verona manchi un direttore generale e che il direttore sportivo sia un giovane novizio? Possibile che ci devono pure prendere in giro con dichiarazioni marziane (vedi D’Amico e Grosso che hanno detto che “l’inizio di campionato è stato al di sopra delle aspettative”, io ricordo un tristissimo pari casalingo con il Padova e una vittoria a tavolino).

Eppure anche la piazza deve fare autocritica. Dove sono finiti quelli che in estate ci insultavano sui social semplicemente perché avevamo il viziaccio di raccontare la verità? Dove sono quelli che “hanno fatto bene a togliervi l’accredito”, come se il torto lo subissimo noi e non lo stesso tifoso che ha il diritto a una vera e plurale informazione (noi siamo solo strumenti)? Vorrei sapere dove albergano ora quelli che “voi criticate sempre, avete rotto” (dovevamo applaudire l’orribile spettacolo?). Non li vedo più, spariti, volatizzati.

A Verona, forse, dovremmo un po’ maturare: imparare a distinguere il tifo dall’esercizio di critica. E questa società da quello che è il nostro Verona. Altrimenti ha ragione Setti e così vince davvero tutto lui. Anzi, ha vinto lui.
Francesco Barana

11 NOV 2018
INCAPACITA’ TOTALE
Ho evitato di scrivere dopo il triste pareggio con la Cremonese perché andava benissimo il post precedente dal titolo “PIATTUME”. La tentazione di togliere la seconda lettera e intitolare il nuovo post PATTUME è stata forte, lo ammetto. Ha vinto la mia parte moderata e meno volgare. Certo è che lo spettacolo offerto dal Verona con la Cremonese e a Brescia è stato indecente. Roba da impacchettare e gettare nel cassonetto delle immondizie (tanto per restare in tema).

I problemi sono molteplici. C’è un direttore sportivo inadeguato, un allenatore incapace, un presidente presuntuoso, una squadra che non rende come dovrebbe. Soluzioni? La più facile e logica è cambiare guida tecnica. Sono convinto che questa rosa, gestita diversamente può fare molto meglio. Grosso è in confusione totale. Lo vediamo noi, lo vedono i giocatori e dovrebbe vederlo anche il presidente nonostante gli occhiali scuri e il fumo del sigaro che può creare qualche problema di visibilità. Scherzi a parte, se sei convinto di aver costruito una squadra in grado di vincere il campionato, non puoi tenere un tecnico così.

Setti ha commesso tanti errori da quando è presidente del Verona. Ha sbagliato scelte, uomini, programmi, dichiarazioni e silenzi, azioni, tempi e atteggiamenti. Recuperare credibilità è impresa molto ardua. Prendere un allenatore capace, con un certo curriculum e non un’altra scommessa, potrebbe essere un piccolo punto di partenza, anche se i traguardi da centrare per riscattare i tanti fallimenti sono altri. Tornare in A è solamente il primo. Buona fortuna.
Luca Fioravanti

11 NOV 2018
FAKE-ALLENATORE E FAKE-DS
Da agosto ho invocato un Verona a due punte ma dopo Brescia ho capito che quello non è il problema. La gara con il Brescia ha sancito definitivamente che il problema del Verona non sono i moduli né tantomeno gli attaccanti (posto che Pazzini fuori da quattro gare consecutive ha marcato anche oggi…).

Il problema del Verona è l’uomo che la dirige in panchina, fortemente voluto da Setti che per prenderlo ha sfidato la piazza e i tifosi, convinto di avere ragione. Grosso è l’allenatore sbagliato nel momento sbagliato, solo la terribile presunzione del presidente carpigiano ha potuto creare questo ulteriore bubbone esploso alla giornata numero 12 dopo una indegna (si può dire? o mi querelate?) partita a Brescia. Non era difficile capire che Grosso non avrebbe potuto essere l’uomo che risolleva la piazza a Verona. Il suo gioco monocorde, gli allenamenti a porte chiuse, le sue conferenze-stampa carillon (capaci di addormentare anche un neonato col mal di pancia), le sue frasi fatte, non potevano essere la benzina per ripartire dopo lo schifo (si può dire o mi querelate?) della scorsa stagione.

A Bari vedevano Grosso un po’ come noi vedevamo Pecchia. Anzi, anche peggio. Setti però ha voluto continuare sulla stessa strada. Ha confermato il signor Tony D’Amico, il braccio destro di Fusco, dando quindi continuità a quel percorso fallimentare. E al posto di Pecchia ha preso Grosso che ben presto si è rivelato molto peggiore di Pecchia che perlomeno in B aveva fatto un gran calcio.

Mi sembra logico a questo punto che lunedì mattina il Verona stili un comunicato cacciando questo “fake-allenatore” che sta tradendo ogni aspettativa. E con lui ovviamente il “fake-ds” (altra querela? Si chiama ironia, fatevene una ragione…). Ma la logica quando si tratta di Setti e di questa società non può essere invocata. Quindi non mi stupirebbe rivedere Grosso ancora alla guida del Verona quando si tornerà a giocare. Al peggio non c’è mai fine…
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


IL VERONA E IL PROBLEMA "COMUNICAZIONE"
INVITO A CENA (SENZA DELITTO)
08/11/2018 18:33
Caro presidente sono convinto che la maggior parte dei problemi di questo mondo sia il difetto di comunicazione; quest’ultima può mancare del tutto, oppure essere carente, oppure essere esercitata male.

Ho frequentato, per i miei studi, la provincia modenese ed ho sempre trovato persone trasparenti nelle azioni e dirette nel modo di esprimere i concetti che – mi permetta – non ravviso nella Sua persona, probabilmente perché non ci conosciamo…ecco, per l’appunto, la mancanza di comunicazione comporta anche l’impossibilità di una effettiva conoscenza.

Ecco il motivo del mio invito che non è solo provocatorio ma, mi creda, effettivo e reale; vede presidente dal mio punto di vista trovo che Lei e la società che ella presiede siate incorsi in tutte e tre le fattispecie elencate.

Vi è stata sempre l’assoluta mancanza di comunicazione ad esempio nel non spiegare, non solo ai tifosi, ma a tutti veronesi dove ponga le radici effettive il gruppo che detiene la maggioranza delle azioni dell’Hellas; certamente Lei è liberissimo di non farlo e di non dirlo ma questo genera una serie di pensieri a cascata e di considerazioni ad effetto domino che portano alle peggiori congetture. Mi chiedo, se non vi è nulla di strano, perché non dirlo, si creerebbe quella conoscenza di cui parlavo e si eliminerebbero preoccupazioni in tutti coloro che hanno a cuore i colori gialloblu.

Vi è stata carenza di comunicazione quando non si dice realmente come stanno le cose – ad esempio sul campionato dello scorso anno – o su la situazione di Pazzini ora, e si ricevono poi dichiarazioni come quelle recenti di Pecchia (su cui mai è arrivata una rettifica) che ci delineano un quadro totalmente diverso da quello prospettato.

Vi è un uso erroneo della comunicazione ad esempio laddove Lei si rivolge con una lettera ai tifosi, feriti ed umiliati da una stagione disastrosa, ai quali si doveva a mio avviso solo chiedere scusa.

Vede Presidente la Società è giuridicamente Sua, ci mancherebbe, ma è un patrimonio di affetti di tutta Verona che, mi consenta un consiglio – Lei dovrebbe vivere maggiormente, e affermare di essere il padrone e di fare quello che vuole non è un bel modo di porsi e continuando di questo passo – mi permetta – si perderanno anche i tifosi ora rimasti.

Ecco il perché del mio invito a cena, che Le ho rivolto parafrasando il titolo di un noto film, perché magari il dialogo che ne scaturirebbe potrebbe portare a modificare le mie opinioni che, mi creda, sono condivise da molti.

Massimo Belligoli

FONTE: TGGialloBlu.it


VISTO DA NOI
03 novembre 2018 - 16:21
Verona a stento e quel “Non fatemi parlare” di Setti
Momento difficile in casa Hellas: risultati magri e contestazione. L’ira del presidente

di Andrea Spiazzi, @AndreaSpiazzi

A volerci vedere del buono è andata bene a non perdere con la Cremonese, perché gare così spesso presentano il conto totale da pagare. Buon per i gialloblù che il “Mandorla”, che doveva salvare la panchina, nella ripresa si è rifugiato nella sua metà campo rispolverando per lunghi tratti il caro buon vecchio catenaccio. L’Hellas, chiamato alla svolta dopo la delusione di Ascoli, non si è presentato all’appello preparato e ha steccato, seppure a metà. Assistente e traversa non hanno dato una mano, ma sono alibi fragili a fronte di un’altra partita nella quale il portiere avversario ha dovuto preoccuparsi davvero poco e in cui non si è visto un gioco continuo e produttivo quanto basta per essere degno di una pretendente alla promozione.

La sfiducia dell’ambiente ha raggiunto livelli elevati. Uno stadio che dileggia la propria squadra, del resto, la dice tutta sul grado di credito che ha la truppa di Grosso, allenatore in testa. Per non essere esonerato il tecnico dovrà ora centrare partita e risultato a Brescia.

L’Hellas ha perso il suo ritmo promozione alle prime difficoltà, precisamente dalla sconfitta di Salerno, arrivata dopo tre vittorie di fila (quattro con Cosenza). Poi col Lecce si è persa la gara e soprattutto Ryder Matos, vero mattatore e anima del valido inizio di torneo nel quale non si può dire che non si sia visto del buono. Sono venute quindi a galla la paura di perdere e dunque una personalità carente in vari momenti chiave delle partite. Il Verona, poi, non ha saputo inspiegabilmente capitalizzare l’energia positiva arrivata dopo aver battuto il Perugia, seppur in una gara “sporca” e ben giocata solo per mezzora, andando a far brutta figura ad Ascoli. Ieri il brodetto con i grigiorossi.

Maurizio Setti a fine gara era nero in volto come la pece. “Non fatemi parlare”, il suo commento prima di scartare di lato verso la sua auto. Non è escluso che in settimana il patron del Verona voglia tenere tutti a rapporto, per incalzare squadra e allenatore. Setti, che è tornato a mettere soldi, vuole salire in A ed è ovvio che non sia contento. Nessuno oggi scommetterebbe su un Verona di nuovo vincente e sulla permanenza di Grosso in panchina. O questa squadra riuscirà a cementarsi nelle difficoltà o sarà impossibile venirne fuori. Chi di dovere, quindi, dovrà provvedere a far ricredere gli scettici, ai quali certo oggi non si può dar torto. La ricetta è una sola: vincere. E poi vincere ancora.

FONTE: Hellas1903.it


03 NOV 2018
NON NE VALE LA PENA… NON COSÌ. IO MI FERMO QUI.
Ci sono momenti nella vita in cui si ha il dovere di guardarsi dentro e se ciò che appare è in totale distonia con la propria coscienza, se si è uomini e non burattini, ci si ferma; quel tanto che basta per capire se valga ancora la pena andare avanti.

E così quando la partita, gli aspetti tecnici e tattici, diventano paradossalmente secondari… quando tenere alta l’attenzione su colui che tutti considerano il vero male del Verona, ti porta solo rogne… e per assurdo nel momento in cui cerchi di smuovere le coscienze semi-addormentate, diventi addirittura il bersaglio da colpire… beh, forse è davvero il momento di riflettere… e bene anche.

Sono sinceramente stanco di attaccare allenatori totalmente inadeguati, schiavi della Società, che anziché ambire a diventare grandi si accontentano del contrattino annuale o biennale… e obbediscono ”, anche a costo di appiattire con la loro mediocrità una rosa non eccelsa ma da tutti riconosciuta tutt’altro che mediocre.

Quante parole abbiamo sprecato ad esempio, a criticare l’ex Fabio Pecchia, un quaquraquà che ha recitato la parte, salvo dichiarare in tv di recente: “con quella squadra fatta a costo zero era impossibile salvarsi”.

E quante parole stiamo sprecando per Fabio Grosso, l’ennesima terza scelta asservita alle logiche aziendali. Uno che per zittire chi lo critica per lasciare Pazzini in panca, in panca ci manda anche Di Carmine, mandando in campo un ragazzino della Primavera. A uno così che gli vuoi più dire? Primo: sei scarso. Secondo: fatti vedere da un bravo analista. Questo gli puoi dire.

Persino chiedere ai tifosi di unirsi in una protesta collettiva forte si è trasformata in “lesa maestà”… e dall’alto dei miei prossimi 60 anni vissuti con il massimo rispetto e la massima dignità, mi spiace ma non accetto lezioni da nessuno.

Un coro con tutta la rabbia e il risentimento contro Setti da parte di tutto il Bentegodi vale i mille post di tre ardui “Don Chisciotte” che scrivono su un blog.

I cronisti non potrebbero ignorarlo nè in diretta TV nè sulla carta stampata.

Un coro dall’effetto deflagrante, perché la “voce” di chi ama il Verona che si fa sentire.

Aspettando quel coro, costante nella sconfitta come nella vittoria, io mi fermo… mi siedo… guardo il mulino a vento che dovrei combattere (Maurizio Setti) e mi rendo conto che si, mollare è sbagliato, ma continuare non serve a niente. Non così.

Le battaglie si fanno tutti insieme in nome di un’unica fede.

Mi rialzerò quindi solo quando scoprirò di avere al mio fianco un vero esercito, quello che, piaccia o no, ora non esiste.

Ne godrà Maurizio Setti che avrà un accanito detrattore in meno che puntualmente lo attacca, ma non canti vittoria… tornerò più forte di sempre.

Staranno sereni anche coloro che pensano più ad attaccare chi attacca Setti che non il contrario. Una vittoria di Pirro. Contenti loro.

Sono stati mesi bellissimi quelli vissuti sentendomi tifoso tra i tifosi. Prendendomi critiche e parole… ma anche tante, tantissime condivisioni e sostegno morale.

Mesi anche difficili perché vissuti all’insegna del “mai una gioia”, ma tant’è, troppo comodo scendere in campo per “vincere facile”.

Mi vanto di non aver mai e ripeto mai “bannato” nessuno. Mai!

Sono fiero di aver dato voce a chi ama davvero l’Hellas Verona, tra i quali un gruppo di fedelissimi che ho scoperto persone meravigliose dalla passione smisurata. .

Il mio post migliore? La lettera di un Butel da Lassù nel Ciel, ispiratami dal Fuss, ragazzo che conoscevo e ho visto spegnersi circondato dall’effetto dei so amici Butei, in una stanzetta di ospedale piena di sciarpe e bandiere gialloblù.

Il più visitato? Quello completamente vuoto. Post querela di Setti. Nessun titolo e all’interno una pagina bianca: oltre 10mila visualizzazioni e migliaia di persone che sono entrate per riempirla di passione, di amore, di Gialloblù.

Grazie amici gialloblù.

Grazie Butei.

È stato bello… davvero.

a presto… io… io non mollo… mai!
Mauro Micheloni

31 OTT 2018
IL POST PIÙ PERICOLOSO… e forse ultimo!
Un Vero Presidente dopo la soporifera, impalpabile, partita di Ascoli, “meritatamente” persa (quando non fai nulla per vincere meriti di perdere), contro una modestissima squadra, si sarebbe presentato alla stampa chiedendo umilmente scusa.

Un Vero Presidente, ad un allenatore che nel post partita dichiara “il pareggio era risultato giusto” “siamo venuti per vincere”, direbbe “ma che cazzo dici?” “Stai zitto che è meglio”.

Ma un Vero Presidente potrebbe farlo solo se “libero” di farlo.

Se Grosso è frutto della sua strategia low cost (DS che porta il Mister, Mister che porta svincolati da fallimento societario) diventi complice di tale mediocrità. Sei un presidente furbo, scaltro, non disonesto (sino a prova contraria) ma straordinariamente “mediocre”

Un Vero Presidente si sarebbe già mangiato un allenatore che si permette di lasciar marcire in panchina un giocatore come Pazzini (soprattutto alla luce dei venti fuorigioco di Di Carmine a cui va la scusante di un 4-3-3 che lo abbandona davanti a far reparto da solo che è l’ultima delle sue caratteristiche).

E un Vero Presidente che in passato ha urlato per acquisti costosi poco utilizzati (Saviola remember?) non puó accettare che un giocatore da oltre un 1 milione di euro netti a stagione (con contratto sino al 2020) sia messo ai margini. A meno che (ed è quello che i più pensano) non sia cosa voluta per ragioni immaginabili ma non sostenibili senza prove (sennò giù querele).

Un Vero Presidente, di fronte a una tifoseria “totalmente contro”, una città che non lo ama (ricambiasemplicemente iL medesimo sentimento) penserebbe seriamente a mettere in vendita la Società al giusto prezzo (e non sparando milioni a cazzo).

Un Vero Presidente non si nasconde. non si trincera dietro interminabili silenzi (salvo esternare in video-mega-sermoni non credibili e terribilmente noiosi).

Un Vero Presidente prende il suo DS e lo manda in tv a dire qualcosa di più intelligente di quanto esternato dal suo allenatore, ma soprattutto a prendersi le proprie responsabilità. (D’Amico del suo mentore Fusco ha preso tutto tranne l’unico pregio che gli abbiamo sempre riconosciuto: l’averci messo la faccia nei momenti peggiori).

Gentile presidente (il minuscolo è non solo voluto ma meritato), lei stesso ha ammesso (solo a retrocessione avvenuta) che aver difeso Pecchia non avendo capito la situazione è stato il suo grande errore della scorsa stagione (a mio avviso è il minore, di responsabilità ne ha di enormi e lo sa).

Ora, alla luce di prestazioni patetiche come Padova, Salerno, Lecce, Venezia, Ascoli, prestazioni convincenti contro Carpi, Spezia e Crotone e tre punti presi a tavolino, un attacco super sulla carta che non segna, un gioco sempre uguale e sempre più noioso, pensa ancora che Fabio Grosso sia l’allenatore giusto per centrare l’obiettivo promozione? (per altro mai pronunciata nè da lei nè dal mister).

presidente… ascolti me, lasci perdere i poveri mortali come noi blogger tifosi… e si concentri a fare il Presidente, ma un Vero Presidente… ne guadagneremmo tutti.

Lasci perdere le querele come atto di intimidazione , più che tutela della sua persona, che a Verona mi creda, è compromessa da tempo anche senza bisogno dei nostri post.

(A proposito, glielo anticipo… un’eventuale sua prossima querela nei miei confronti sarebbe un bel casino per il carabiniere di turno chiamato a notificarmela, dal momento che io sarò presto dall’altra parte del mondo).


Ed ora la parte più pericolosa del post, dalla quale dipenderà il mio proseguo o meno in questa difficile quanto stimolante esperienza da blogger dell’Hellas Verona.

APPELLO ALLA CURVA SUD E A TUTTI I TIFOSO GIALLOBLÙ.

Personalmente mi sono rotto il cazzo di vedere che a rischiare il culo contestando e mettendoci la faccia (in questo caso la firma) siamo sempre i soliti noti (io, Vighini, Barana & C.).

NON BASTA CANTARE… È ORA DI SCHIERARSI… NEMICI O COMPLICI.

Perché non si discute la passione e il sostegno sempre e comunque, in casa e fuori, di cui siamo riconosciuti maestri in Italia e in Europa, ma è troppo comodo limitarsi al “coretto contro” a partita e lasciare i cazzi di avvocati e tribunali agli altri.

“Fuori i coglioni” di tanto in tanto nella vita è bene urlarlo anche a se stessi.
Mauro Micheloni

31 OTT 2018
CI MERITIAMO SETTI?
Zero-tiri-zero. L’incipit è rivelatore e assoluto. C’è da aggiungere altro? No, perciò la tentazione è di utilizzare lo straordinario metodo del sommo “Scriba” Gianni Clerici, che una volta a Wimbledon – dovendo commentare un vuoto 6-0 6-1 – non sapendo come riempire la consueta paginata di Repubblica senza propinare un pastone di banalità ai lettori, scrisse un meraviglioso racconto sulla gambe di una tennista.

Noi ahimè non possiamo: non siamo Clerici e ieri ad Ascoli non c’erano belle gambe da celebrare. Dunque, scusate la noia, ci tocca raccontare del solito Verona di Grosso: lezioso, velleitario, sonnolento, ridondante e narcisista. Un campionario di tutto quello che non serve per vincere le partite. Il tecnico sta confermando tutti i suoi limiti di Bari, né più né meno. O forse, e sarebbe il caso, potremmo disquisire del solito Verona di Setti: zero investimenti degni di nota, zero passione e un eterno vivacchiare sperando sempre nella mediocrità generale e non nelle proprie capacità.

Già perché ora non si cominci la battaglia dell’ovvio, cioè il tiro al bersaglio a Grosso come fu con Pecchia. Sia chiaro, in questo spazio ho manifestato fin dalla scorsa estate – in mezzo alla consueta grancassa celebrativa - le mie forti perplessità sull’allenatore e pure sulla squadra, costruita con qualità sparsa ma senza logica, doppioni e ruoli scoperti. Inutile guardare ai 3-4 nomi buoni, il calcio non è come le figurine. Ma chiedo: ce la prendiamo con Grosso e D’amico (a proposito dov’è?), o con chi li ha messi lì? Nei mesi scorsi avvertivo del clima oppiaceo e di facile rimozione che si percepiva in città tra i mass media e parte della tifoseria. Scrivevo che non ci faceva bene dimenticare la vergogna della recente retrocessione (sommata a quella di tre stagioni fa).

Grosso mi pare inadeguato per la nostra piazza e il nostro obiettivo (ma vogliamo davvero tornare in A?), così come lo era Pecchia. Ma la domanda vera e sostanziale è sempre quella: Setti è adeguato al Verona? Ce lo meritiamo? Lui legittimamente porta avanti il suo metodo, ma è altrettanto legittimo che qualcuno là in alto in città lo legittimi? Non è uno scioglilingua, è la domanda.
Francesco Barana

30 OTT 2018
LE VERITA’
Le verità fanno male. E solo quelli con la schiena diritta raccontano la verità. Le verità servono a crescere. A dubitare. A ragionare. Dubbi, non certezze. La verità è che questo Verona non potrà lottare per la serie A. Dopo dieci partite ormai s’è capito tutto. Grosso è questo. Le sue conferenze stampa sono nenie, il suo gioco un gigantesco sbadiglio. Un passo avanti e due indietro, un compitino che non morde, che non lascia traccia. Quattro punti in cinque partite, tre sconfitte, un pareggio, una vittoria arrivata con il fattore C. Grosso in panchina, il nulla accanto. Dirigenti invisibili, mai un’intervista, un’assunzione di responsabilità, un pensiero. Tutti a giocare a nascondino, nessuno che ci mette la faccia. E’ il Verona di Setti, di Grosso, di D’Amico e Barresi. Un Verona senza anima, paracadutato, che dovrebbe essere primo e in fuga e che invece è un’accozzaglia di giocatori mediocri. Setti è tornato a spendere, dicevano gli aedi quest’estate. Forse all’Ikea, non certo per il Verona. Abbiamo raccontato che non era vero, cifre alla mano. Il Verona è costruito con parametri zero, Grosso è stato un grimaldello per arrivare ai giocatori del Bari che si sono svincolati. Tutto previsto. Grosso come Pecchia è congenito a Setti. Dubito che verrà mai esonerato anche se le cose si mettessero al peggio.

Ma così non si fa calcio, non a Verona, piazza passionale e paziente, ma che non perdona le bugie. Grosso non è l’allenatore per il Verona. Non in questo momento. I sospetti e i miei dubbi estivi sono ora molto più concreti. L’obiettivo era riconquistare la gente. Penso ai 180 ragazzi che stasera torneranno da Ascoli. Nonostante tutto. Nonostante tutti. Nonostante questo Verona imbarazzante. Noi, ci potete giurare, continueremo a raccontare le verità. Di un Verona che è sempre più distante dalla gente, chiuso nel fortino di Peschiera, allenamenti blindati per offrire spettacoli così penosi. Di Pazzini che marcisce in panchina. Di un presidente che ha smesso di investire.

Più forti di chi cerca di minare la nostra professionalità, di chi cerca di farci paura, di querele pretestuose. Quando i nostri giornalisti sono stati tenuti fuori dalla presentazione di Grosso quest’estate vi dissi che quella battaglia era la vostra battaglia. Noi siamo sempre lì a combattere e lo facciamo perché nonostante Setti continuiamo a pensare che il Verona sia un bene e un patrimonio della città. Speriamo siate numerosi al nostro fianco, perché tra poco tutte le verità verranno a galla…
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


IL PATRON DEI VIRGILIANI
Setti gioisce per rigore parato dal Mantova
29/10/2018 15:32
"È stato il weekend dei rigori parati (alludendo anche a quello sventato sabato da Silvestri, ndr): faccio i complimenti a Brazinskas ed a tutto il gruppo per la prestazione di qualità ma anche di sofferenza. Su un campo dove era difficile giocare e cercare una manovra organizzata". Così Maurizio Setti è intervenuto alla Gazzetta di Mantova dopo il successo dei biancorossi grazie ad un rigore parato.

Setti, nella veste di patron del Mantova in D, ha concluso: "Sono contento perché vincere su questi campi non sarà facile per nessuno: anche perché il Villa d’Almé è una buona squadra e lo ha ampiamente dimostrato. Comunque noi dobbiamo continuare a lavorare a testa bassa e restare umili come abbiamo fatto finora”.

FONTE: TGGialloBlu.it


25 OTT 2018
LA SIGNORA DEL RUGBY
Finita l’intervista con Raffaella Vittadello, la signora del rugby veronese, i dirigenti della società mi hanno guardato strabuzzando gli occhi. “Guarda che è successa una cosa incredibile. Raffaella è schiva, non concede mai interviste… Chissà quando mai farà la prossima…”. Mentre mi raccontavano questo, guardavo la bellezza del centro sportivo costruito in via San Marco. Sorto quasi come se non si volesse disturbare. Senza proclami. Un metodo di lavoro che implica una filosofia. Se Raffaella Vittadello avesse voluto spendere quei soldi per costruire una squadra di vertice probabilmente adesso avrebbe portato a Verona facilmente lo scudetto. Si sarebbe presa un bello sfizio, ma niente di più. Invece quel centro rappresenta uno straordinario volano per tutto il movimento, non solo veronese, il cui impatto forse lo capiremo tra qualche anno. Su quei campi, intanto ci giocano decine di ragazzi, via San Marco è tornata a splendere, il degrado non abita più lì. Il Verona Rugby ha iniziato un ciclo, c’è un Accademia privata che non ha eguali in Italia, produrrà giovani talenti. Insomma, un gioiello destinato a durare. E’ evidente che il rugby non gode della popolarità del calcio, nè che Raffaella Vittadello ha avuto in questi anni milioni dai diritti televisivi, dagli sponsor, dai paracaduti. Quando le ho chiesto se ha trovato difficoltà burocratiche mi ha risposto di no. Vuol dire che anche le amministrazioni comunali non sono poi l’orco che qualcuno vuole dipingere.

Parlo a nuora perchè suocera intenda? Certo. E’ evidente. Il metodo di Raffaella Vittadello è un esempio. Come prima lo fu quello di Luca Campedelli che senza fare tanto casino ha dotato il Chievo di un proprio centro sportivo che ha risanato un intero quartiere, facendo sentire i propri benefici su tutta l’area dell’Adige. Nel frattempo anche la società di Stefano Magrini, la Bluvolley ha fatto un’operazione simile. Ha preso in gestione un’area che si stava degradando e ne ha fatto un piccolo gioiellino. Anche lì ora si respira aria buona e sicuramente in futuro sarà una base importante anche per ottenere risorse per la prima squadra. All’appello manca solo l’Hellas Verona, cioè la società che gode del massimo appeal e del massimo interesse a Verona. Inutile ricordare le promesse di Setti quando arrivò. “Lo stadio non è strategico” disse allora il presidente del Verona “ma il centro sportivo sì”. Da quel giorno di acqua sotto i ponti ne è passata tantissima ma il Verona continua a “mendicare” ovunque campi per far allenare i propri ragazzi. Setti si è ingarbugliato nella gestione, ha dato la colpa della sua inazione a Tosi che gli ha risposto per le rime, il centro sportivo che pareva cosa fatta (Gardini lo aveva annunciato come il suo fiore all’occhiello quando se ne andò all’Inter) è una chimera.

Dotare il Verona di un centro sportivo è la distinzione tra chi è qui di passaggio e chi vuole veramente mettere basi solide per il futuro. Non servono proclami, ma come ha dimostrato Raffaella Vittadello, servono volontà e investimenti. Setti è già in pesante ritardo e le sue promesse altro non sono ad oggi che vuote parole.

PS. (Presidente eviti di andare a presentare querela anche per questo blog… Si chiama diritto di critica che continueremo liberamente ad esercitare finché lei sarà presidente dell’Hellas Verona società che continuiamo nonostante tutti i suoi tentativi in senso contrario a ritenere un patrimonio di questa città. E sia chiaro: non sarà una querela a farci paura o a intimorirci o a zittire la nostra libera espressione)
Gianluca Vighini

16 OTT 2018
LA SOCIETA’ DEL FARE (E DISFARE)
Siamo la società del fare, diceva Giovanni Gardini cinque anni fa. E giù annunci: abbiamo comprato la sede (non era vero, era solo in affitto con una promessa di acquistarla), faremo il centro sportivo (cinque anni dopo nemmeno l’ombra), abbiamo aperto un negozio con un brand internazionale (nel frattempo fuggito). Cinque anni dopo Setti ripete, perché ripetere aiuta (a dimenticare). Siamo la società del fare: infatti abbiamo acquistato la sede (di nuovo), faremo il centro sportivo (dove, come, quando?) eccetera eccetera. Nel mezzo abbiamo vissuto almeno otto inaugurazioni per un restauro dell’antistadio. Inaugurazione del manto erboso, inaugurazione della tribunetta, inaugurazione dell’inaugurazione. Ogni volta con annunci, taglio del nastro, partita beneaugurante, regalo della magliettina al sindaco di turno per la foto di rito. L’idea che il Verona torni ad allenarsi lì in pianta stabile è nel frattempo abortita e nelle dichiarazioni ora si parla di “qualche allenamento per stare a contatto con i nostri tifosi”.

In mezzo a tutte queste dichiarazioni ci sono stati due anni merdosi (è la parola giusta, credetemi) in cui la passione dei tifosi è stata risucchiata via, in cui però ci hanno detto che “dovevamo restare tutti uniti perchè i conti si fanno alla fine”. E pure noi siamo stati uniti. Turandoci il naso perché l’odore di merda era veramente troppo forte. Lo fece Montanelli votando Dc, abbiamo tentato di farlo anche noi per l’Hellas Verona. Poi dopo i disastri, le fughe dei ds, abbiamo aspettato (invano) che si facessero i conti, ma Setti ci ha detto solo che la colpa di quei due anni così indecenti era di chi aveva fatto e costruito il suo miglior Verona, quello dei primi tre anni: Sogliano e Mandorlini.

Setti è così appassionato del Verona, che nel frattempo ha comprato il Mantova, forse per scimmiottare De Laurentiis che ha preso il Bari e Lotito che ha la Salernitana. Per quale scopo solo dio lo sa. Avesse consolidato il Verona, fatto dieci anni di serie A, e qualche apparizione in Europa, creato un settore giovanile all’avanguardia con decine di talenti da piazzare, forse (ma forse) avrebbe avuto un senso. Così ha fatto solo imbestialire la gente.

Ho paura adesso perché Setti ha detto dopo due sconfitte consecutive che dobbiamo restare “tutti uniti”. Ancora. Fare e disfare. Tanto poi basterà inaugurare una rete di protezione dell’antistadio per dimenticare tutto… In fondo, come dice quel detto, finché c’è paracadute c’è speranza.
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


L'EX DG AVEVA DICHIARATO CHE SETTI AVREBBE ACQUISTATO LA SEDE DI VIA BELGIO
QUANDO GARDINI ANNUNCIO' L'ACQUISTO DELLA SEDE...
15/10/2018 18:30
Il presidente del Verona Maurizio Setti ha annunciato sabato di aver acquistato una nuova sede del Verona in via Olanda. Testuale ha detto: "Altro passo, avvenuto ieri, è stato l'acquisto della nuova sede del Club, che sarà di circa 1400 metri quadri e che speriamo possa essere pronta per la fine di questo campionato, sarà un patrimonio dell'Hellas Verona. Vorremmo, sempre per quest'area adiacente allo stadio, creare anche un'area dedicata al ristoro e attiva tutta la settimana, non solo il giorno della gara".

Peccato che siano praticamente le stesse parole usate dall'ex dg Gardini il 7 marzo 2013 quando il Verona si spostò da via Torricelli a via Belgio. A una precisa domanda Gardini confermò: "La sede? Già presa, già acquisita, contratto già firmato" (GUARDA L'INTERVISTA). Poi si è scoperto che la sede in realtà non era acquistata ma solo in affitto. E adesso il nuovo annuncio di Setti.

LA REPLICA DELL'EX SINDACO
Tosi: Setti non voleva centro a Lugagnano
15/10/2018 14:45
Flavio Tosi risponde a Maurizio Setti, che in occasione dell'inaugurazione dell'antistadio ha giustificato la dipartita del progetto di centro sportivo al Forte Lugagnano sottolineando problemi con la Sovrintendenza.

Tosi rivela: “Setti è male informato, la mia Giunta ha sempre dato tutti gli strumenti all'Hellas Verona per la realizzazione del centro sportivo. Ci sono stati due anni di confronto. E anche da parte della Sovrintendenza Belle Arti, Archeologia e Paesaggio c'è sempre stata la massima disponibilità e apertura. In verità l'impressione è che Setti, al di là delle parole, non abbia mai davvero avuto la volontà di concretizzare. Una scelta legittima, ma solamente sua, come è legittimo che ora abbia in mente di realizzare il progetto da qualche altra parte non meglio specificata, in tempi non meglio specificati”.

Alberto Bozza, già Assessore allo Sport spiega: “Setti scarica su di noi e la Sovrintendenza? Forse la sua scelta ora è cambiata ma non metta in discussione il lavoro fatto negli anni nostri, perché non è corretto. La Sovrintendenza ha sempre considerato fattibile il progetto e anzi lo ha incoraggiato . E da parte nostra c'è sempre stata la volontà di aiutare Setti nella realizzazione della sua idea. C'è sempre stato il confronto con il Verona. Ma Setti non venga a dire che ha "lottato" per il centro sportivo a Lugagnano perché questo implicherebbe che qualcuno volesse ostacolarlo e invece nessuno ha mai opposto resistenza, anzi”.

LE PAROLE DEL PRESIDENTE
Setti dice no al centro sportivo a Lugagnano
13/10/2018 22:24
“Tutto fermo per il centro sportivo? Abbiamo lottato quattro anni con la precedente amministrazione ottenendo poco per vari problemi che si sono creati. Ci siamo mossi in altre direzioni: fra 6-8 mesi faremo discorsi interessanti. A Forte Lugagnano è impossibile: il nuovo progetto sarà da un'altra parte. Nuovo stadio? Sarebbe un valore aggiunto, stiamo lavorando per una nuova struttura“. Il presidente Setti ha annunciato così la chiusura totale al centro sportivo di Lugagnano in occasione dell'inaugurazione del nuovo antistadio.

FONTE: TGGialloBlu.it


SETTI: «ANTISTADIO PARTE DI UN GRANDE PERCORSO. UN VERONA COMPATTO E ARRABBIATO PER PUNTARE IN ALTO»
13/OTTOBRE/2018 - 14:00
Verona - Le principali dichiarazioni del presidente dell'Hellas Verona Maurizio Setti, rilasciate in occasione dell'#AntistadioDay, durante il quale è avvenuto il taglio del nastro alla presenza degli ospiti e delle autorità cittadine.

«Antistadio? Diamo oggi il via a un percorso importante per questa società, un percorso che punta su strutture di livello come questa. Penso sia diventato un bellissimo impianto dove anche i nostri ragazzi si possano allenare il più spesso possibile, come avvenuto stamattina. Altro passo, avvenuto ieri, è stato l'acquisto della nuova sede del Club, che sarà di circa 1400 metri squadri e che speriamo possa essere pronta per la fine di questo campionato, sarà un patrimonio dell'Hellas Verona. Vorremmo, sempre per quest'area adiacente allo stadio, creare anche un'area dedicata al ristoro e attiva tutta la settimana, non solo il giorno della gara. Campionato? Come tutti sono arrabbiato per le ultime due sconfitte, ma analizzando le partite non posso non notare come in entrambi i casi la prestazione non sia mai mancata. Se il Verona fa gruppo e continua a produrre gioco ed occasioni le vittorie arriveranno. Bisogna fare di più, ma siamo sulla strada buona, abbiamo ancora tante potenzialità inespresse e calciatori che non hanno ancora potuto dimostrare appieno il proprio valore, sia per qualche infortunio che per la grande ampiezza della rosa. Pazzini e Di Carmine? Si vuole creare una dicotomia che non esiste, abbiamo una rosa di circa 30 calciatori, tutti validi e tutti indispensabili. Si gioca in 11, sta al mister gestire e scegliere chi far giocare. Lavorando tutti assieme, dal mister ai magazzinieri ai dipendenti, possiamo puntare in alto e raggiungere il traguardo finale che è solo il bene dell'Hellas Verona. Mister Grosso? Ha in mente un gioco che mi piace molto, con dei meccanismi che richiedono tempo per essere pienamente padroneggiati. A lui chiedo di continuare a lavorare così, abbiamo cambiato molti elementi della rosa con l'idea di avere già una buona base per la prossima stagione».

FONTE: HellasVerona.it


19 settembre 2018 - 16:05
Setti e il Mantova: “I sogni non sono proibiti, il rapporto con l’Hellas è un vantaggio”
Il presidente del Verona, proprietario anche del club lombardo: “Ho tentato per tre volte di rilevare la società”

di Redazione Hellas1903

Maurizio Setti, presidente del Verona, ha acquistato il Mantova, a giugno scorso, e ora parla del suo ingresso nel club lombardo.

Lo fa in un’intervista rilasciata a “La Gazzetta di Mantova”.

Dice Setti: “Io ho preso delle quote del Mantova e con me sono rimaste quasi tutte le persone che c’erano prima. Ho tentato tre volte di rilevare la società. Ogni piazza ha una storia e Mantova deve stare fra i professionisti. Poi starà alle nostre capacità vedere in quale categoria riusciremo ad arrivare. I sogni non sono proibiti, ma bisogna fare un passo alla volta. Il Mantova non è la seconda squadra del Verona. Ma bisogna essere intelligenti e capire che va sfruttato la cosa come un vantaggio: sia per portare qui calciatori dell’Hellas che possano far fare il salto di qualità alla squadra e sia per convincere atleti a venire grazie a prospettive di crescita che altrimenti non ci sarebbero”.

FONTE: Hellas1903.it


SERIE BKT: COSENZA-HELLAS VERONA 0-3, IL COMMENTO DEL PRESIDENTE
14/SETTEMBRE/2018 - 14:23
Verona - Ecco il commento del presidente Maurizio Setti relativo alla decisione del Giudice Sportivo su Cosenza-Hellas Verona, gara non disputata.



COMUNICATO UFF. N. 25 - CLICCA QUI

FONTE: HellasVerona.it





ALTRE NOTIZIE
Setti "Necessaria riduzione organico B"
N.1 Verona:spero Collegio Garanzia confermi iter organi federali

06.09.2018 17:59 di Redazione TMW Twitter: @RMCSportnetwork
Fonte: ANSA
(ANSA) - ROMA, 6 SET - "Quello che noi, così come tante altre realtà non solo di Serie B, abbiamo sempre sostenuto, è che la riduzione dell'organico delle squadre della B fosse necessario. Una assoluta necessità, voglio sottolineare". Così il presidente del Verona, Maurizio Setti, all'Ansa, alla vigilia del verdetto del Collegio di Garanzia del Coni sui ripescaggi e che potrebbe ribaltare il format della serie cadetta. "Detto ciò - aggiunge - mi auguro che il Collegio di Garanzia e il presidente Fratini continuino sul percorso tracciato dalle istituzioni federali, così come auspico che tutti i protagonisti del nostro calcio si facciano guidare da interessi collettivi portando avanti i propri obiettivi sportivi sul campo". "Oggi la Serie B non riesce a trovare un equilibrio finanziario - aggiunge Setti - e la prova è il fatto che ogni anno assistiamo alla mancata iscrizione al campionato di club storici e questo perché il sistema va rivisto. Sono anni che si parla di riforme: io dico che questo è il momento per farle".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


SETTI: «SITUAZIONE CHE SI SAREBBE POTUTA EVITARE, MI DISPIACE SOPRATTUTTO PER GLI 88 TIFOSI»
01/SETTEMBRE/2018 - 19:35
Cosenza - Il commento del Presidente Maurizio Setti in seguito a Cosenza-Hellas Verona, gara non disputata.

«Mi dispiace soprattutto per gli 88 tifosi del Verona che hanno affrontato un viaggio durissimo per essere qui, facendo sacrifici, e ora si vedono costretti a tornare indietro. Ci metteremo a disposizione per cercare di rimediare, con un rimborso, a questa spiacevole situazione. La cosa più grave è la sconfitta di questo calcio approssimativo, ho parlato con il presidente del Cosenza, fino a questa mattina gli ho fatto presente che eravamo disponibili al rinvio ma a questo punto la decisione non spetta più a noi, ci rimettiamo alla decisione dell’arbitro. Le partite siamo abituati a giocarcele, chiaramente ora faremo valere i nostri diritti in tutte le sedi competenti, anche in termini di risarcimento perché abbiamo subito dei danni che sarebbe stato semplice evitare. Il rischio di infortuni era altrettanto serio, la decisione presa mi sembra quella più giusta. Noi già in settimana abbiamo notificato agli enti preposti che non c’erano le condizioni per giocare».

FONTE: HellasVerona.it


Spendere senza spandere (e i verdetti del campo)
23 AGOSTO 2018 | di Matteo Fontana - Il Giallo e il Blu
foto hellas verona

Un mercato in attivo per l’Hellas. Venerdì scorso, alle 20, si è chiusa la sessione estiva, con il Verona che ha totalizzato 17 acquisti e 10 cessioni. Una rivoluzione, quella effettuata dal ds gialloblù Tony D’Amico, che non ha, però, sforato i vincoli di budget fissati dalla proprietà e che, anzi ha consentito alla società di avere un saldo favorevole. I conti dell’Hellas, quanto ad entrate ed uscite, in rapporto all’area tecnica (nella gestione del club rientrano molti altri parametri e centri di spesa), tornano.

L’analisi parte da un’avvertenza, ossia dal fatto che alcune operazioni sono state completate con la formula del prestito con obbligo di riscatto, cosa che comporterà il pagamento di quanto pattuito a fine stagione: si tratta di puri accorgimenti di bilancio, dal contenuto temporaneo, che, nei fatti, cambiano la forma, ma non la sostanza, della linea d’investimento adottata dal Verona. Che, dal canto suo, ha realizzato un complessivo “più” pari a due milioni di euro nel computo tra chi è arrivato e chi è andato via. Tutto questo, allestendo una rosa che, in chiave di pronostico, è competitiva per lottare al vertice del campionato. Qualità senza perdere di vista i numeri, era non soltanto l’obiettivo, ma l’imperativo da soddisfare.D’Amico ha agito di conseguenza.

L’Hellas ha speso 4 milioni per i cartellini acquistati. Per Di Carmine (che rientra nella lista dei giocatori che sul piano della formula sono dei prestiti, ma che, in realtà, è per intero del Verona) sono stati sborsati 2.5 milioni di euro, da versare al Perugia. Questa è la fetta principale di quanto pagato sul mercato dall’Hellas. Ci sono da registrare, in via principale, i 500mila euro per Karamoko Cissé, entrato nel giro con cui Fabio Grosso è stato svincolato dal Bari, i circa 250mila per Crescenzi, prelevato dal Pescara, più tutti gli altri interventi onerosi in entrata, da Ragusa a Boldor (poi andato in prestito al Foggia, con il Verona che ha ottenuto in cambio Empereur), compresi i riscatti dei giovani Saveljevs dai lettoni dello Svyturys Marijampole e Borghetto dal Belluno, di seguito passato al Mantova di Maurizio Setti.

D’Amico è riuscito a combinare in modo virtuoso costi e valore dell’organico giocando d’anticipo per assicurarsi quei giocatori che si sono liberati per il crack dei precedenti club di appartenenza: il caso più eclatante riguarda Henderson e Balkovec, arrivati dal Bari, e sottratti a concorrenti di spicco, e Laribi, che ha lasciato il Cesena sull’orlo del fallimento ed era, peraltro, a fine contratto. In prestito secco è stato ingaggiato, dal Torino, Samuel Gustafson dal Torino.

Guardando l’incasso, il Verona ha fatto bingo sul filo diretto con la Spal: il riscatto di Viviani e l’ingaggio di Fares – divenuto definitivo domenica con il debutto in maglia biancazzurra a Bologna – hanno fruttato una buona plusvalenza, cui va aggiunta quella che sarebbe determinata dalla salvezza della squadra di Semplici. Mattia Valoti, infatti, pure lui trasferitosi a Ferrara, è in prestito con obbligo di riscatto, destinato a innescarsi con la permanenza spallina in A. All’Hellas andrebbero, in questo caso, altri 3 milioni di euro. Inoltre il passaggio di Jorginho dal Napoli al Chelsea permetterà al Verona di introitare più di un milione a titolo di contributo di solidarietà, in base alla vigente normativa Fifa sulla formazione dei giocatori. Per Souprayen l’Auxerre ha pagato 250mila euro.

In chiusura, un aspetto non meno rilevante: il monte ingaggi dell’Hellas è stato compresso a una cifra che oscilla tra gli 11 e i 12 milioni di euro, circa un terzo prodotta dagli stipendi al lordo di Pazzini e Cherubin. Sarà coperta da metà del “paracadute” incamerato dopo la retrocessione. Il resto toccherà ai verdetti del campo.

FONTE: VenetoBlog.CorriereDelVeneto.Corriere.it


IL BILANCIO PROVVISORIO
Calciomercato Hellas: quasi 7 milioni in cassa
22/08/2018 11:33
Il calciomercato dell'Hellas è finito, la parola passa al campo. Ma qual è il bilancio, in termini economici, della società gialloblù? Le entrate sono superiori alle uscite. Anche se il dato definitivo è collegato alla promozione del Verona in Serie A (tantissimi gli obblighi di riscatto, solamente in caso di promozione). Sintetizzando: l'Hellas ha incassato, o meglio incasserà se la Spal riscatterà anche Valoti, circa 11 milioni a fronte di una spesa intorno ai 4 milioni.

L'operazione Viviani-Fares a Ferrara ha portato 6 milioni nelle casse gialloblù, che si riempiranno ulteriormente con i tre milioni per Valoti, che dovrebbe essere riscattato a fine anno dagli estensi. Ai 9 milioni si aggiungono il milione e mezzo arrivato dalla cessione di Jorginho al Chelsea, più i soldi degli addii definitivi di Souprayen e Brosco. Senza contare anche il riscatto l'anno prossimo dell'Udinese per Nicolas.

Per quanto riguarda gli acquisti il Verona ha speso subito un milione di euro con gli acquisti definitivi di Crescenzi e Cissè (necessario per liberare Grosso). Mentre sono circa 2,5 milioni spesi per Di Carmine (soldi che verranno versati solo a fine anno). Piccoli fondi spesi anche per lo scambio Empereur-Boldor (il rumeno era stato acquistato definitivamente dal Bologna a giugno). Si aggiungo altre piccole operazioni per giocatori minori: la cifra è quindi intorno ai 4 milioni.

Un saldo positivo vicino ai 7 milioni (non ancora definitivi per l'opzione di riscatto in prestito di Valoti). Soldi che si aggiungono al Paracadutissimo di 25 milioni (che rimarrà sempre "-issimo" anche se decurtato del 20% per una cifra finale intorno ai 20 milioni). Solo nel caso di una promozione in Serie A e con il riscatto obbligatorio dei vari Dawidowicz, Ragusa, Matos e Marrone, questo tesoretto verrebbe pareggiato (e non ancora del tutto, avanzerebbe ancora un saldo positivo).

Zero euro invece la spesa per gli ex svincolati del Bari voluti da Grosso (Henderson e Balkovec) e Laribi dal fallito Cesena. Un mercato 2018 positivo, in termini di milioni, per le casse gialloblù della società del presidente Setti.

FONTE: TGGialloBlu.it


IL COMMENTO DEL PRESIDENTE MAURIZIO SETTI SUL CALENDARIO DELLA SERIE BKT
13/AGOSTO/2018 - 21:45
Verona - Queste le parole del presidente gialloblù, Maurizio Setti, rilasciate a hellasverona.it al termine del sorteggio dei calendari: «Saranno tutte partite dure, sappiamo che la Serie B è una categoria tosta, dove tutte le squadre sono difficili da affrontare. L’esordio con il Padova ci mette subito davanti ad un derby, nella prima giornata di un campionato lungo in cui noi dovremo iniziare al meglio. Sarà importante essere pronti, la partita di Catania deve farci capire che nel calcio non c’è nulla di scontato ma alla base ci devono essere grande volontà e spirito di sacrificio, per far sì che le nostre qualità emergano».

FONTE: HellasVerona.it


09 AGO 2018
PRIMA (STRA) VINCERE LA SERIE B E POI SI CAPIRA’ CHI E’ SETTI
Intanto bisogna vincere. Non è un accessorio ma un obbligo. Vincere non è mai semplice ma il Verona, grazie al ricco paracadute che incasserà e dopo l’ignobile caduta in serie B ha l’obbligo di farlo. Grazie al “booster” economico che i regolamenti consentono, l’Hellas di Grosso è come se partisse con due giri di vantaggio rispetto a tutte le altre. Capisco che quando si abitua il popolo a un digiuno forzato anche una briciola di pane può sembrare buonissima, ma non mi troverete allineato su questi facili entusiasmi. Credo che la società abbia fatto solo il minimo sindacale, rimandando gli investimenti veri alla prossima stagione e ad un’eventuale serie A. Tranne i giocatori presi a parametro zero perchè liberatesi dai fallimenti di Cesena e Bari, tutte gli altri sono subordinati alla voce “prestito con obbligo di riscatto”.

I parametri per giudicare Setti non possono essere gli stessi usati per giudicare (e lo facemmo con critiche feroci anche allora peraltro) altri presidenti. Perchè nessun presidente del passato ha mai avuto così tanto denaro garantito a disposizione. Pensate un po’ al povero Martinelli ad esempio: per riportare il Verona in serie B (e sfiorare la A…) spese qualcosa come dieci milioni di euro di tasca sua. Avesse vissuto la stessa condizione di Setti, probabilmente avrebbe costruito un Verona da Europa League con un patrimonio giocatori incredibile.

Setti invece ha affossato il Verona in due tra le più umilianti stagioni mai disputate in serie A. Ora è tornato in serie B, dove, se non dovesse salire, godrebbe di un altro incredibile salvagente da 10 milioni di euro. Ma il vero Setti si vedrà una volta tornato in serie A. Perché a quel punto la cuccagna (paracadute) sarà finita e Setti non avrà più la rete. Allora dovrà giocoforza attrezzare squadre competitive con allenatori all’altezza e staff dirigenziali adeguati. Per riavere nuovamente un paracadute (sempre che la perversa legge resista) dovrà salvarsi per due stagioni filate e partecipare al terzo anno di serie A, insomma dovrà consolidare il Verona. Per ora dunque nessun fuoco pirotecnico, nessuna festa anticipata. Quelle riserviamole per altre occasioni e per altre imprese.
Gianluca Vighini

06 AGO 2018
LE CONTINUE CONTRADDIZIONI DI SETTI
Timidi segnali. E passi per l’avversario – la Juve Stabia è quello che è – ma nel Verona s’intravede nuova qualità. Ci sono 3-4 giocatori destinati a marcare il territorio in serie B e credo che tecnicamente questo basti in una categoria albergata da onesti pedatori. Sia chiaro, è il minimo sindacale che ci si aspettava da una società che la scorsa stagione (ma anche due anni fa) ha umiliato colpevolmente la piazza con un’inerme decadenza. E, se vogliamo, ancora manca qualcosa là dietro.

Il legittimo dubbio tuttavia non riguarda il mercato (ripetiamo, in B basta poco) ma l’allenatore: Grosso ha idee, conoscenze, metodo, ma non è (ancora) un vincente. Lo diventerà?

C’è poi sempre quella cappa di malumore, che ora si sente meno grazie ai segnali di distensione di Setti con la piazza e la tregua sancita dalla tifoseria. Ma, si sa, le ferite finché non si rimarginano vanno monitorate e Grosso dovrà essere abile a vincere tanto e subito e a gestire eventuali passi falsi che riaprirebbero antiche e nuove piaghe (ne sarà capace?).

Infine c’è la questione Setti, che rimane aperta. Pare che Ranzani nostro abbia scoperto i tifosi dopo sei anni. Riflessi lenti? O qualcosa di nuovo bolle in pentola? Di certo aver spedito a Mantova certi (cattivi) consiglieri può averlo aiutato. Ma la domanda resta: in A possiamo tornarci immediatamente, ma poi? Continuiamo l’altalena? Il proprietario di Verona e Mantova saprà garantire la stabilità e mantenere (in ritardo, come i suoi riflessi) la promessa che fu, ergo l’agognato consolidamento? E ci sarà ancora lui al vertice del club?

Tante domande. Chi pensa se le fa, perché Setti pare andare a cicli contraddittori: primi tre anni vacche grasse (fino alle spese di Gardini-Bigon per Pazzini e Viviani), poi altri tre di prestiti e investimenti pressoché inesistenti. Adesso – grazie ai nuovi milionari incassi del paracadute e delle ennesime plusvalenze, e alla scadenza di vecchi pesanti contratti – s’intravede un minimo d’equilibrio, con l’ingaggio di molti giocatori svincolati ma di proprietà e con contratti pluriennali.

Ma la credibilità e l’affidabilità non si riconquistano in una sola estate. E’ ancora troppo poco. E’ ancora troppo presto. E le andature altalenanti dei cicli settiani ci inducono a restare diffidenti e guardinghi, e a vigilare. Il Setti del Verona è ondivago. Come possiamo fidarci?
Francesco Barana

FONTE: Blog.Telenuovo.it


Setti: “Questa città e questo pubblico meritano di fare il massimo per tornare in Serie A”
agosto 4, 2018

“Si comincia. Dobbiamo solo stare zitti e lavorare perché questa città e questo pubblico meritano di fare il massimo per tornare in Serie A. Noi lo faremo ed i fatti li mostreremo sul campo”. Queste le dichiarazioni del presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti

FONTE: HellasLive.it


28 LUG 2018
È SETTI CHE DEVE VOLTARE PAGINA, NON IL TIFOSO
Voi la fate facile. Le storie di ieri già morte, sepolte, dimenticate. Capisco: anche il mio alter ego tifoso, come un innamorato, anela sempre una nuova speranza. Anzi ne necessita, di essa si nutre. Sennò che senso avrebbe ogni cosa? Intendo, il Verona: sostenerlo, seguirlo, gioire, imprecare. La vita è già dura, è fatica, l’elisir è di diritto.

Eppure io non posso. Non posso con disinvoltura scrollare le spalle e, noncurante, voltare pagina. Da giornalista devo essere razionale. Vi piaccia o no. Setti è in crisi di credibilità da tempo e non bastano due-tre strapuntini ruffiani o qualche foto con gli ex leggenda per colmare il gap. E sarebbe da miopi pensare di creare consenso solido e non effimero con la narrazione positivista e la sponda mediatica degli embedded.

Il tifoso oggi è informato e maturo e sa separare le cose: ama il Verona a prescindere, ma chiede altro al suo presidente. Serve tornare in serie A, investire lì e restarci. Come da promessa disattesa. Poi ne riparliamo. Le altalene ci piacciono con i nostri figli o nipotini al parco giochi. Di Carmine è un buon acquisto, ma basta? Chiaramente no e non metto fretta a nessuno, il mercato chiude a fine agosto e io sono della teoria che se sono forti possono arrivare anche all’ultimo. Ma se vogliamo vincere il campionato (minimo sindacale per la forza economica del Verona) servono altri quattro titolari (due difensori, un mediano e una punta esterna). Ma poi impertinente domando: i soldi per Di Carmine (a prescindere dalla formula tecnica dell’acquisto) non potevano essere messi a gennaio per due-tre giocatori? Domando, non affermo. Con terribile insolenza chiedo: perché alcune comparse l’anno scorso ingaggiate per la A, oggi vengono cedute (giustamente, intendiamoci) in B? Se non sono ritenuti all’altezza ora, come potevano esserlo un anno fa?

Ma non è solo quello, non c’è solo il campo. Per recuperare terreno va completamente cambiata l’impostazione filosofica settiana: il mantra “prima il bilancio” come feticcio assoluto, il surreale “io non vi faccio fallire” (ma dai? Grazie), danno l’idea di una società in affanno, senza spessore e grande prospettiva. E la percezione di un’altalena quasi programmata (non affermo che sia così, lungi da me, scrivo di una percezione della gente).

Sensazioni che spengono l’anima (e il dato degli abbonati in tal senso fa riflettere). Il resto è turbamento, disaffezione, disagio, sospetto, irritazione. La morte, lenta e agonizzante, del sentimento. E vale per chi si è abbonato e per chi ha deciso di non rinnovare. Così è se vi pare.
Francesco Barana

FONTE: Blog.Telenuovo.it


VISTO DA NOI
23 luglio 2018 - 10:44
Setti torna a spendere, il Verona a sperare. E non finisce qui…
Già dieci ingressi nel nuovo Hellas, il patron investe per una B da protagonista

di Andrea Spiazzi, @AndreaSpiazzi

Tornano i denari, torna un mercato all’altezza delle migliori ambizioni.
Vuoi per le cessioni di Fares, il riscatto di Viviani, il tesoretto arrivato dalla vendita di Jorginho da parte del Napoli, vuoi per il paracadute.

Maurizio Setti conferma che la società è risanata nei conti, e torna a spendere come non faceva da quasi tre anni. Soldi veri i 2,5 milioni per Di Carmine, i 500 per Cissè, e un budget per gli stipendi all’altezza per pagare calciatori di livello per una B da protagonisti. Sarà Fabio Grosso a plasmare un gruppo che vuole arrivare in Alto. La promozione (termine da non usare mai per gli scaramantici) non è mai garantita. L’equazione spendo = salgo spesso non appartiene al calcio. Il Bari in due anni ha investito montagne di quattrini ed è saltato per aria. Il Palermo quasi, e si potrebbe continuare coi fallimenti societari e sportivi.

Capacità dell’allenatore, calciatori seri, e vicinanza dei sostenitori alla squadra saranno i propellenti fondamentali per un motore che possa arrivare lontano. La concorrenza non mancherà. Il Benevento piglia tutto e tutti, il Palermo vorrà riprovarci, la Cremonese punta alla promozione, il Perugia non scherza. E poi le sorprese e le insidie che la B riserva sempre. 42 partite, una vita.

Nel frattempo esplodono le società, non si iscrivono. Questo, almeno, non appartiene al Verona.
Setti è tornato a spendere, D’Amico si muove con solerzia e scaltrezza.
E Grosso ringrazia. Ma non finisce mica qui, come diceva Corrado Tedeschi. C’è una difesa da ricostruire, e un altro esterno nel mirino. Per lo meno.
In attesa di un Verona protagonista in campo, ed è questa la speranza che conta, osserviamo intanto quello protagonista nel mercato, come non accadeva da mo. Perchè le vacche magrissime che ha dovuto mungere Fusco, follia per pensare lo scorso anno di mantenere la categoria, sono, almeno per quest’anno, sparite.

Arrivi:
Cissè
Matos
Laribi
Crescenzi
Almici
Gustafson
Eguelfi
Di Carmine
Balkovec
Henderson
Boldor

Cessioni:
Valoti
Fares
Brosco
Felicioli

FONTE: Hellas1903.it


HELLAS VERONA FC - COMUNICATO UFFICIALE
13/LUGLIO/2018 - 12:00
Verona - L’Hellas Verona FC, nel prendere atto di quanto comunicato dall’Ordine dei Giornalisti del Veneto tramite il proprio sito ufficiale in data 12 luglio 2018, intende chiarire quanto segue:

L’Hellas Verona FC ribadisce ancora una volta come qualsiasi propria attività o scelta non sia e non sarà mai volta a limitare la giusta e utile libertà di stampa, critica e satira. Una precisazione dovuta, senza la quale la posizione del Club, ricostruita in maniera pressappochista dall’Ordine, non può avere logica e senso.

La lettera inviata all’Ordine contiene infatti motivazioni assai più variegate rispetto a quelle riportate nel suddetto comunicato, che toccano temi (questi sì) gravi e rilevanti, quali il rispetto delle norme della Lega di Serie A e dichiarazioni di discriminazione razziale nei confronti dei nostri tesserati. Motivazioni che l’OdG evita di riportare, ma sulle quali il Club non può soprassedere. La posizione dell'Hellas Verona FC, inoltre, sposa appieno i concetti espressi dallo stesso presidente dell'Ordine dei Giornalisti Gianluca Amadori che, in una lettera aperta del 2015 (CLICCA QUI), ribadisce l'importanza fondamentale della verifica delle fonti e delle notizie e del rispetto altrui.

Attendiamo ora, con la medesima puntualità con la quale è arrivata una pubblica risposta alla lettera della Società, la definizione di questo momento atto alla ricerca di una soluzione da parte degli organi interessati e della testata. Fino ad allora la scelta dell’Hellas Verona FC, che per primo si è impegnato nella risoluzione della problematica ricevendo, come risposta, dei comunicati stampa tutt’altro che concilianti, rimarrà immutata.

FONTE: HellasVerona.it


LIBERTA' DI STAMPA A RISCHIO
Telenuovo escluso
L'intervento dell'Ordine

12/07/2018 15:28
Sul caso del mancato accredito a Francesco Barana è intervenuto anche l’Ordine dei giornalisti del Veneto.

"È inaccettabile che una società sportiva decida di ammettere o escludere dalle proprie conferenze stampa e dallo stadio un giornalista o una testata giornalistica poco gradita”. Lo dichiara il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Gianluca Amadori, in relazione alla decisione assunta unilateralmente dalla società Hellas Verona “di voler escludere Telenuovo dai luoghi in nostra disponibilità“.“Tale decisione appare ancora più inspiegabile alla luce della risposta che l’Hellas Verona ha inviato poche settimane fa all’Ordine dei giornalisti, in merito ad altre contestazioni francamente minori, nella quale nessuna delle motivazioni addotte oggi, riferite a “gravi fatti” che vengono contestati a Telenuovo, erano mai stati citati. Salvo che non si ritenga un grave comportamento il mancato ritiro di un accredito in precedenza richiesto. Eventuali “fatti gravi” possono essere denunciati e perseguiti nelle sedi opportune, come previsto dalle norme e come peraltro già fatto in un’occasione recentemente dalla società calcistica. L’Ordine dei giornalisti chiede pertanto all’Hellas Verona di recedere dai comportamenti messi in atto, rendendosi disponibile fin d’ora alla definizione di una soluzione. Della vicenda saranno informati Lega calcio e Federazione gioco calcio”.

L'INTERVENTO DELL'UNIONE STAMPA SPORTIVA ITALIANA
L'USSI:RIFIUTO ACCREDITO
NON E' ACCETTABILE

12/07/2018 13:56
Dopo l'inaccettabile rifiuto dell'accredito al nostro Francesco Barana in occasione della conferenza stampa di Fabio Grosso è intervenuta con un comunicato l'Unione Stampa Sportiva Italiana (Ussi) gruppo veneto con un comunicato firmato dal presidente Alberto Nuvolari.

"La posizione dell'Unione Stampa Sportiva Italiana (USSI) Gruppo Veneto in merito alla decisione della società Hellas Verona di "escludere l'emittente Telenuovo dai luoghi in nostra disponibilità" (comunicato Hellas del 10 luglio u.s.), è che il rifiuto dell'accredito non può essere accettato come soluzione a "atteggiamenti, dichiarazioni, prese di posizione difficilmente riconducibili alla libertà di espressione..." come recita lo stesso comunicato.

Se la società si ritiene lesa in questo senso, può rivolgersi nelle sedi competenti per far valere le proprie ragioni, mentre la testata Telenuovo può appellarsi anche alle istituzioni di riferimento - Lega e Federazione Gioco Calcio - nel caso tale "provvedimento" dovesse perdurare. L'Ussi Veneto si augura che tale esclusione possa rientrare immediatamente ed è disponibile ad intervenire ad un incontro chiarificatore".

LA CONFERENZA STAMPA "FANTASMA"
GROSSO SENZA ORARIO
PAURA DI BARANA?

11/07/2018 16:55
Deve essere stato un bel problema per l'ufficio stampa dell'Hellas Verona affrontare il tema "presentazione alla stampa e alla città di Fabio Grosso".

Come far coincidere infatti la "fuga" da Verona, con l'esigenza di lavarsi la coscienza e dire "la conferenza stampa l'abbiamo convocata", evitando al contempo i giornalisti scomodi e le testate non gradite? Semplicemente non ammettendo chi racconta "verità" scomode.

I fatti: l'ufficio stampa dell'Hellas Verona in cui non ci sono giornalisti professionisti assunti (è bene ricordarlo) scrive ieri sera (martedì 10 luglio) alle ore 19.30 (CLICCA QUI) un comunicato in cui si annuncia con meno di 24 ore di tempo (il minimo che un ufficio stampa serio concede a chi deve far coincidere tutte le esigenze giornalistiche della giornata) che oggi si sarebbe tenuta la conferenza stampa di Fabio Grosso.

A che ora? Si dice che l'incontro "precederà" la gara amichevole in programma oggi.

Quindi in teoria in un arco temporale che va da mezzanotte alle 17.29 di oggi mercoledì 11 luglio. Si aggiunge poi che i giornalisti che parteciperanno all'evento (evento?) devono essere accreditati.

Richiesta strana, un ulteriore ostacolo probabilmente alla libera informazione. Richiedere accrediti ai giornalisti regolarmente iscritti all'Ordine da parte di chi non lo è.

Telenuovo comunque decide di partecipare: e accredita regolarmente Francesco Barana.

Il Verona però annuncia con una email che arriva alle 23.46 che "dando seguito a quanto comunicato in data odierna agli organi competenti USSI Veneto e ODG Veneto, non sussistono i presupposti per prendere in carico la vostra richiesta di accredito che, in attesa di comunicazioni dagli organi sopra citati, viene quindi rifiutata."

Alle 14.30 si materializza così Grosso che risponde a coloro che, evidentemente la società ha invitato "ad personam" e probabilmente con il gradimento del presidente. Sarebbe interessante a questo punto anche sapere che cosa ne pensano di questo trattamento l'ODG del Veneto (Ordine dei giornalisti) e l'Ussi del Veneto, "puntualmente" informati dall'Hellas Verona.

Il sospetto che le domande di Francesco Barana facessero paura è così diventata una certezza. Così come il fatto che il Verona di Setti stia diventando un essere alieno alla città.

11 LUG 2018
UNA PICCOLA SOCIETA’
Quando una società manda querele per un blog ironico o un commento sarcastico, quando decide di non concedere accrediti stampa a colleghi ritenuti scomodi, quando presenta le nuove maglie stabilendo chi invitare e chi no, giustificando la scelta con “è un evento privato”, quando non accetta le critiche e vede complotti e malafede in ogni angolo, non c’è da stare allegri. Sono chiari segnali di una cosa sola: mediocrità. Questa società sta mostrando tutta la sua inadeguatezza per una piazza come Verona.

Non c’è mai stata una disaffezione così grande da parte del popolo gialloblù. Troppe promesse non mantenute, troppe illusioni, troppe chiacchiere e assurde prese di posizione, troppi maldestri tentativi di dialogare con la piazza che si sono rivelati boomerang. E le mosse di questo avvio di nuova stagione mi lasciano molto perplesso. Due anni fa Pecchia venne presentato il 21 giugno nella sede di via Belgio, tre settimane dopo l’annuncio del suo ingaggio. Quest’anno Grosso è stato ufficializzato ancora il 21 giugno, ma la società ha pensato bene (anzi male) di mandarlo in ritiro senza trovare il tempo per presentarlo in città e alla città. Dopo la pioggia di critiche per questa fuga, questa piccola società ha improvvisato una presentazione ufficiale in ritiro, annunciandola il giorno prima dell’evento e chiedendo addirittura alle testate giornalistiche di inviare gli accrediti per essere ammesse all’attesissimo colloquio/incontro! Allucinante.

Intanto il mercato gialloblù viene condotto da un giovane e sconosciuto direttore sportivo, tale Tony D’Amico, classe 1980. Nessuna presentazione per lui, nessuna possibilità di chiedergli pubblicamente strategie e obiettivi o di applaudirlo per queste sue prime grandi intuizioni (parametri zero, prestiti, nessun vero investimento). Ma non escludo che da un giorno all’altro la piccola società convochi una conferenza stampa anche con lui insieme alla solita richiesta di accrediti. Poi succede che vai a questi incontri e ti ritrovi tra gente che non ha nemmeno la tessera dell’ordine dei giornalisti. Ma questa è un’altra storia.
Luca Fioravanti

FONTE: TGGialloBlu.it


Contestato Setti
luglio 7, 2018

Momenti di tensione ieri pomeriggio all’esterno dell’Hellas Store Arena all’arrivo del presidente Maurizio Setti. Un gruppo di tifosi, come racconta La Gazzetta dello Sport, ha voluto esprimere al numero uno del club gialloblù il proprio disappunto.

FONTE: HellasLive.it


NEWS
06 luglio 2018 - 15:45
Protesta contro Setti: “Non diamogli soldi”
Un tifoso all’esterno dello Store espone un cartello per contestare il presidente dell’Hellas

di Redazione Hellas1903

Una protesta silenziosa, con l’esposizione di un cartello “fronte-retro”.
Un tifoso, all’esterno dello Store del Verona, nel giorno della presentazione delle nuove maglie gialloblù, ha contestato Maurizio Setti in questo modo.
Nella parte anteriore del cartello si legge la scritta “Chi ha dignità non dà soldi a Setti”, mentre dietro ce n’era un’altra: “Io non sono complice di Setti”.


FONTE: Hellas1903.it


D’Amico, la scelta imprenditoriale di Setti
By Redazione - 4 luglio 2018

Solita scelta controcorrente quella di Maurizio Setti. Nuovo diesse in continuità con il suo predecessore, giovane e senza esperienza. Per l’imprenditore Setti la scelta è coraggiosa, ma dimostra continuità con il passato e quella volontà di anteporre i bilanci ai sogni di gloria. D’Amico sarà in linea con il lavoro iniziato da Fusco, sarà aziendalista e lavorerà guardando prima il portafoglio e poi il campo.Ormai è un dato di fatto: Setti sta gestendo l’Hellas come un’azienda, senza tener conto che agli occhi del tifoso questo non conta. Al tifoso non importa che abbia i conti perfetti, con la maggior delle squadre di A e in B ricoperte da debiti o senza la certezza di un futuro, non importa che abbia totalmente rimesso a nuovo l’Antistadio, che stia per comprare la nuova sede sociale gialloblù o che si sia regalato una società satellite per dare futuro ai giovani gialloblù. Il tifoso vuole anche sognare, chiede risultati sul campo, desidera la “veronesità” del Verona, senza colori o radiocronisti inventati, o tante internazionalizzazioni del brand. Setti fa bene a gestire l’Hellas come un’azienda, soprattutto in questo momento storico dove i controlli sono continui. Però deve recuperare al più presto la dimensione romantica e umana che circonda qualsiasi squadra e i suoi tifosi. E anche il giovane D’Amico adesso ci metta del suo per aiutarlo. D.Con.

FONTE: HellasNews.it


L'INTERVENTO DI TOSI E BOZZA
Quanti debiti ha Setti con il Comune di Verona?
04/07/2018 13:05
“Setti dice che investirà per riportare il Verona in A, che manterrà l'impegno del centro sportivo e che è disponibile a un nuovo stadio. Per questo serve fare luce sul debito per capire se ciò che afferma è possibile. Tuttavia la Giunta Sboarina non sa dirci la somma".

“Ma a quanto ammonta il debito del Verona di Setti con il Comune, e dunque con i cittadini veronesi, dopo un anno di amministrazione Sboarina? Ovviamente s'intende al netto dei canoni scomputati in cambio di lavori allo stadio e all'antistadio. Sarebbe utile saperlo per capire se gli impegni di Setti sul rilancio della squadra, sul centro sportivo a Forte Lugagnano e il nuovo stadio sono realizzabili. Dopo un mese dalla nostra interrogazione, ora l'assessore Rando ci ha risposto che il debito dell'Hellas oltre un anno fa ammontava a quasi un milione e mezzo di euro, ma il dato attuale ancora lo stanno contabilizzando, dunque non lo sa”.

Parole di Flavio Tosi e Alberto Bozza, che il 29 maggio avevano presentato un'interrogazione in Consiglio Comunale. Non a caso, perché avendo amministrato la città fino a poco più di un anno fa, temevano che fosse ancora pendente la questione dei vecchi crediti del Comune con l'Hellas Verona. “Da Sindaco – dice Tosi – avevo dato indicazioni agli uffici di recuperare i crediti vantati nei confronti di Verona e Chievo. Il Chievo concordò una rateazione, il Verona non si rese disponibile, in particolare sul debito dei canoni pregressi per i quali chiese il riconoscimento di interventi eseguiti allo stadio. Dopo più di un anno con l'attuale amministrazione, Rando - rispondendo alla nostra interrogazione - conferma quanto ci avevano già anticipato nelle settimane scorse gli uffici preposti: la pratica di riscossione è in fase istruttoria, dunque di fatto è ancora ferma. Perché?”.

Tosi e Bozza riprendono: “Adesso sarebbe doveroso che l'attuale Sindaco, o Rando riscuotano i vecchi crediti e si facciano contabilizzare quelli dell'ultimo anno. Sapere a quanto ammontano, oltre a essere un fattore di trasparenza per i cittadini, permetterebbe a tutti di valutare se Setti è coerente quando dice che investirà per riportare il Verona in A e che manterrà l'impegno di realizzare il più volte annunciato centro sportivo a Forte Lugagnano, di proprietà del Comune. Aggiungiamoci che nei mesi scorsi la società si è detta disponibile anche a valutare l'ipotesi di un nuovo stadio, con il pieno appoggio di Sboarina e Rando”.

FONTE: TGGialloBlu.it

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