SETTI E L'HELLAS 2019-2020

Pubblicato da Smarso venerdì 28 giugno 2019 14:01, vedi , , , , , , , , , | Nessun commento


SCATTI DI NATALE ALL'INTERNO DELL'ARENA per i 500 tesserati della squadra scaligera, il presidente SETTI ha commentato 'Non dimentichiamo che il calcio è un’azienda fatta di ricavi. I nostri ricavi e i budget sono nettamente inferiori a quasi tutte le squadre di serie A e quindi dobbiamo fare con le idee la differenza. Credo che in questi otto anni di presidenza l’unica cosa su cui abbiamo tenuto la barra dritta è stata quella di avere un’organizzazione che sta crescendo, che sta facendo le cose fatte sempre meglio ma non dobbiamo mollare di un centimetro perché noi diventiamo competitivi solo quando siamo così. Siamo stati bravi a scegliere un allenatore che sposa a pieno le necessità e le caratteristiche del Verona e di Verona. Gli va dato tanto merito, ha creato un’empatia, un gruppo che ogni domenica dà il 110%. Le nostre prestazioni devono continuare a essere queste perché nel momento in cui ci rilasciamo diventiamo una squadra molto vulnerabile. E’ anche un incitamento a spingere in questo modo perché questo fa la differenza' e a proposito di mercato ha aggiunto 'Ho già detto che non abbiamo bisogno di cedere. È chiaro che è piacevole sapere che i grandi club guardino i nostri calciatori, è un motivo di orgoglio e siamo contenti di questo. Il campionato è lungo e non ci vogliamo privare dei nostri giocatori migliori'

DOPO GLI 'UH UH' RAZZISTI verso BALOTELLI al Bentegodi (peraltro percepiti solo dal calciatore e da 'pochi intimi') un dirigente del movimento politico 'Forza Nuova', che sarebbe stato identificato dai media tra i capi della Curva Sud (prima della smentita ufficiale dello stesso) è stato dichiarato persona non gradita dal club di Via Olanda fino a Giugno 2030. Trattasi di vera e propria DASPO stabilita dalla società scaligera che a quanto pare non tutti hanno gradito tra i tifosi scaligeri: Ecco quindi un nuovo striscione di protesta di una parte dei butei a SETTI '“Sospensione di gradimento”: la tua non scadrà mai!'

AAA CERCASI PRESIDENTE DIFFICILE DA CONTESTARE Geniale lo striscione esposto in Curva Sud contro il presidente SETTI che, al 'Resto del Carlino', aveva affermato 'Grande tifoseria quella dell’Hellas Verona ma dalla contestazione facile'

SETTI INTERCETTATO DA SKY SPORT AL TERMINE DEL CALCIOMERCATO 'È stata una trattativa complicata per Stepinski perché passare da una sponda all’altra della città di Verona, è un discorso importante. Questa idea l’avevamo da tempo, abbiamo lavorato sottotraccia proprio per ottenere questo risultato e alla fine ce l’abbiamo fatta. Era il giocatore che volevamo e ci siamo riusciti. Ha grandi potenzialità. Per il futuro potrebbe anche essere una grande plusvalenza. Stepinski è la ciliegina sulla torta di questo mercato ed è quel tipo di giocatore che mancava nel nostro organico' (HellasLive.it)

FINALMENTE UN RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE! MA DURA 10 GIORNI ESATTI Già interrotto il rapporto tra il VERONA e Andrea Sorrentino ormai ex responsabile della comunicazione; la decisione delle parti non può che lasciare molto perplessi visto che l'arrivo del giornalista risale a soli 10 giorni fa, il 19 Luglio!
L'8 Agosto arriva il turno di Andrea ANSELMI, per 9 anni al SUEDTIROL nella medesima posizione, sarà il nuovo responsabile dell'area comunicazione dell'HELLAS VERONA FC.

IN RITIRO IN MUSTANG... Primo giorno in visita al ritiro di Primiero anche per il presidente che, con il consueto stile sobrio che lo contraddistingue, ha voluto entrare in scena a bordo di una (splendida) Mustang gialloblù comprata per festeggiare il ritorno in Serie A. SETTI ha anche offerto un giro di birre ai butèi presenti prima di intrattenersi col diesse D'AMICO...

SETTI INSISTE 'AGLIETTI STRAORDINARIO MA È STATO GROSSO AD ESSERE FONDAMENTALE PER LA PROMOZIONE' «Torniamo in Serie A per la terza volta in 7 anni, non ripeteremo gli errori del passato. Grosso fondamentale, Aglietti straordinario ma ho scelto Juric, l’uomo giusto per costruire il futuro. Grosso, nonostante i risultati siano stati deludenti, ha comunque portato a casa 49 dei 52 punti totali, mentre Aglietti è stato straordinario, l’uomo giusto al momento giusto. Il merito va diviso tra tutti e due. Juric? Nasce dall’idea di costruire una una squadra che non solo negli uomini ma anche nella mentalità abbia un’identità forte. Juric ha in mente un calcio propositivo. Andranno senza dubbio fatti degli innesti importanti, ma l'idea è quella di mantenere l’ossatura della rosa. Il rapporto coi tifosi? Il mio operato va giudicato sulla base dei risultati. Vogliamo costruire una società vincente e sana: entro l’estate ci trasferiremo nella nuova sede di proprietà, siamo al lavoro su un nuovo centro sportivo e c’è il nostro appoggio alla costruzione di un nuovo stadio. Pazzini? Ha l’ultimo anno di contratto con noi e in questa stagione ha dimostrato di sapersi mettere a disposizione di squadra e mister, sia in campo che fuori: servirà anche nella prossima stagione»

NUOVO STADIO: ASPRO BOTTA E RISPOSTA con l'ex sindaco di Verona Flavio Tosi ora all'opposizione:


Dal mercato si aspetta un attaccante di categoria da affiancare a DI CARMINE e PAZZINI: HellasLive ha intercettato l'ironia scaligera in merito

RIGHI CONFERMATO AL MANTOVA anche a sto giro nonostante la mancata promozione sul campo dei virgiliani: Il Pres si conferma allergico ai cambiamenti in barba a tutto...

NESSUNO CE L’HA CON SETTI A PRIORI In questo post Gianluca Vighini a mio avviso centra in pieno il motivo per cui la piazza scaligera è perlomeno perplessa nei riguardi di SETTI e di chiunque, trovandosi in situazioni similari alla sua, cerchi di cambiare le carte in tavola a priori o una volta ottenuto un risultato inaspettato: 'Nessuno ce l’ha con Setti a priori. Ma la gente si arrabbia se ti contorni di collaboratori incapaci, di allenatori scarsi, di giocatori improbabili. E poi, invece di fare un bagno di umiltà, di dire semplicemente: “Scusate, ho sbagliato”, perché accidenti ci sta di sbagliare, fai il presuntuoso e dici che Aglietti, a cui dovresti fare un monumento, ha lavorato sugli schemi (quali?) di Grosso, sminuendo il lavoro di un allenatore che semplicemente ha fatto cose normalissime. E dici che Grosso (come Pecchia) non ha reso per “problemi ambientali”. E’ lì che si crea, il vulnus, che la spaccatura diventa insanabile'.
Nel mio piccolo vorrei ricordare al Pres e al suo staff di non scambiare la famosa (a tratti purtroppo famigerata) goliardia veronese per stupidità e/o dabbenaggine perchè sarebbe l'ennesimo GROSSO e PECCHIAno errore di questa poprietà.
Purtroppo i segnali che ho raccolto in questo mio post dal giorno dopo l'insperata promozione (il cui merito, ribadiamolo fino allo sfinimento, è solo e soltanto del signor AGLIETTI) non fanno intravvedere nemmeno un minimo di correzione di rotta...

SETTI AVREBBE DUE CLUB PROFESSIONISTICI, NIENTE RIPESCAGGIO PER IL MANTOVA... Come spiegato alla Gazzetta di Mantova direttamente dal patròn, il buon Maurizio si era già attivato concretamente con budget e soluzioni per ripostare i virgiliani in C attraverso il ripescaggio ma è stato bloccato dal direttore generale della FIGC in persona che gli ha spiegato che nessun ripescaggio era possibile se il proprietario della società avesse avuto un'altra società calcistica professionistica (in pratica: SETTI è già proprietrio dell'HELLAS e, col MANTOVA in C, dirigerebbe due squadre professionistiche) a meno che non fosse stato promosso attraverso meriti sportivi.
Molto amareggiato il patròn scaligero ha aggiunto che, essendo l'ostacolo la sua persona, mette le sue quote a disposizione di chiunque volesse acquisirle e avere perciò il nulla osta FIGC al ripescaggio: '...A me dispiace per la piazza e per la tifoseria, visto che il problema in questo caso è proprio la mia presenza nella società. Se trovate qualcuno per il bene del Mantova darei le mie quote e uscirei di scena'

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Maurizio Setti
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Maurizio Setti (Carpi, 5 giugno 1963) è un imprenditore e dirigente sportivo italiano, attuale presidente dell'Hellas Verona e socio di maggioranza del Mantova.

Biografia
Diplomato in ragioneria, è sposato con due figli. Possiede un aereo storico "Falchetto" ed è appassionato della Vespa di cui possiede un esemplare del 1951 esposta nell'atrio della sua azienda a Carpi.

Attività imprenditoriale
Inizia a lavorare come fotografo e successivamente, prima del servizio militare, come magazziniere e autista in un'azienda di moda a Carpi per poi cominciare l'attività imprenditoriale a 22 anni, insieme ad amici, producendo maglieria per i grossisti. Per superare la crisi del settore "conto terzi", nel 1989 crea il Gruppo Antress e punta sul primo marchio proprio, E-Gò, assieme alla socia e stilista Sonia De Nisco, che viene proposto alle catene come Camaieux e Promod.

Per aumentare la marginalità, successivamente acquisisce il brand Manila Grace e lo sviluppa affidandolo alla stilista Alessia Santi, azionista al 20%. Negli anni attorno al 2010 le due aziende, grazie alla creazione sul mercato italiano di negozi mono-marca, alla distribuzione capillare in negozi multimarca e all'internazionalizzazione dei marchi, riscuotono molto successo. Nel 2011 le due aziende vengono fuse nell'unica società Antress Industry Spa che accentra il core business del gruppo. A giugno 2012 Setti ha la maggioranza relativa delle quote ed è l'amministratore unico della holding Moulin Rouge SpA, che controlla la Antress Industry SpA (fatturato di circa 55 milioni di Euro), di cui è Presidente del CdA.

E' amministratore unico della Tex-Spread Srl che fa parte dell'indotto di Antress e possiede la Sfinge Srl e la Murales Srl, due società immobiliari create ad hoc per gestire tutto quanto riguarda l'ambito retail. A fine 2014 il marchio E-gò (Eurofel) è stato trasformato in "SDN - Sonia de Nisco" con la conversione dei negozi E-gò in punti vendita Manila Grace e la creazione di una collezione chic destinata ad una clientela più agiata. Nel 2015 c'è il rilancio del marchio di maglieria Sinä ja??? e l'inserimento degli accessori nelle collezioni Manila Grace (grande successo riscuote la Felicia Bag). Nel 2016, con un finanziamento da un milione di euro garantito da SACE (partecipata al 100% dalla Cassa Depositi e Prestiti) in una iniziativa a sostegno dei piani di sviluppo internazionali, apre quattro boutique mono-brand e un outlet in Polonia, e due store a Berlino.

Nel luglio 2018 acquisisce la licenza del brand "KI6? Who are you" di abbigliamento donna per sviluppare la produzione e distribuzione a livello nazionale ed internazionale; nel successivo settembre, a seguito dell'uscita dalla società di Alessia Santi, assume Gaetano Navarra come direttore creativo di Manila Grace e, a fine anno,tramite Tenax capital, Antress industry emette un prestito obbligazionario da 4 milioni di euro, aumentabile fino a 7 milioni nel 2019, per finanziare gli investimenti in Italia e all'estero per lo sviluppo della società.

A metà novembre 2018, insieme ad altri imprenditori riccionesi e alla ditta sammarinese Armony, intraprende il rilancio del marchio motociclistico Garelli: dapprima si tratta di un contratto d’affitto che in pochi anni dovrebbe sfociare nell'acquisto dell'azienda con diverse quote di partecipazione divise tra le varie figure.

Attività sportiva
Ha militato in gioventù nei dilettanti dell'Athletic Carpi ricoprendo il ruolo di centrocampista. E' stato socio per tre anni del Carpi F.C. con cui ha conquistato due promozioni e dal 2011 fino al 2012 comproprietario e vicepresidente del Bologna (nell'"operazione salvataggio" della società felsinea), finché, nella primavera 2012, non ha rilevato l'Hellas Verona dall'allora proprietario Giovanni Martinelli.

Inizialmente entrato come socio di maggioranza con l'80% delle quote, nel marzo del 2013 acquista l'intero pacchetto azionario del club diventandone proprietario unico. Al termine della stagione la squadra conquista la promozione in serie A, che mancava da undici anni.

Nel campionato successivo in massima serie gli scaligeri sono una delle sorprese del campionato e chiudono al decimo posto.

La stagione successiva ottengono il 13º posto, mentre è completamente negativa la stagione 2015-16 chiusa con il 20º posto e retrocessione in cadetteria.

Nella stagione 2016-2017 la squadra si classifica al secondo posto e torna in Serie A dopo un solo anno di assenza.

L'anno successivo dopo un'altra stagione negativa, conclusa con il penultimo posto e 25 punti, è retrocesso e contestato dalla tifoseria gialloblu.

Durante la sua presidenza militano nella squadra giocatori del calibro di Javier Saviola, Rafael Márquez, Luca Toni, Giampaolo Pazzini, Jorginho.

Il 27 giugno 2018 acquista per 623 mila euro (tramite la Fiduciaria Emiliana) le quote di maggioranza del Mantova, militante in Serie D, anche se non ricopre cariche dirigenziali nell'organigramma virgiliano

FONTE: Wikipedia.org


05 DIC 2019
ALZI LA MANO…
In un periodo in cui è il calcio giocato a farla da padrone, trovo poco utile ribadire concetti tecnico-tattici, motivazionali e di squadra, espressi in maniera più che esaustiva da penne sicuramente più prestigiose e qualificate della mia, quali i colleghi di Blog del TG Gialloblù.

Gennaio (e cioè il mercato) appaiono ancora lontani e non ci è dato sapere le intenzioni di Setti-D’Amico, tantomeno le indicazioni di Ivan Juric al riguardo. Da qui ad allora bisogna pensare solo alle ultime sfide del girone di andata dove, come sostiene Francesco Barana, serve fare i 5 punti in 5 partite per girare con quasi metà salvezza in tasca (toccando ferro naturalmente).

Anche cosa serve per migliorarci è noto da tempo… inutile rimarcarlo come un mantra.

Se il Verona si rafforzerà o meno lo vedremo a breve.

Personalmente sono fortemente dubbioso perché, credo si alle conversioni , ma solo in ambito religioso, e resto convinto che il lupo abbia perso il pelo ma non il vizio (inteso come modo di concepire il business calcio).

Vedo di spiegarmi con un esempio: il Cagliari di Giulini ha capitalizzato in estate 42 milioni di euro dal crack Barella all’Inter. Sono quindi arrivati: Olsen dalla Roma, Rog dal Napoli, Naingolan dall’Inter, il nazionale argentino Nandez, Luca Pellegrini dalla Juventus, Diego Simeone dalla Fiorentina, Castro e Birsa dal ChievoVerona, Lykogiannīs dallo Sturm Graz, Walukiewicz dal Pogon Stettino, Ragnar Klavan dal Liverpool.

Non entro nel merito di acquisti e prestiti nelle diverse forme, che rappresentano comunque una spesa non indifferente. Mi chiedo invece a quanto ammonterà il monte ingaggi dei sardi dopo un’entrata economica così importante.

Bastano gli stipendi dei nuovi arrivati (Naingolan 3,2 milioni- Marko Rog (1,5) – Giovanni Simeone (1,5) – Nahitan Nandez (1,5) – Alberto Cerri (1,0) – Ragnar Klavan (1,0) , Luca Pellegrini(1,0), a cui aggiungiamo quelli per il resto della rosa, per capire quanto il presidente Giulini abbia reinvestito nella competitività della squadra, moltissimi dei 42 milioni incassati dalla vendita di Barella.

Una scelta che gli sta dando ragione vista l’attuale posizione in classifica tra la zona Champions e UEFA League.

Ora: alzi la mano chi pensa che Maurizio Setti avrebbe fatto gli stessi investimenti; tenendo per sè solo una parte della plusvalenza, e non il contrario.
Mauro Micheloni

FONTE: Blog.Telenuovo.it


AL CONI CONSEGNATO AL PRESIDENTE SETTI IL PREMIO ‘ANDREA FORTUNATO - LO SPORT È VITA’
04/DICEMBRE/2019 - 13:55

Roma - Nella sala della Giunta del Coni di Roma, alla presenza di personaggi di spicco del mondo dello sport e della medicina e con il Presidente del Coni Giovanni Malagò a fare gli onori di casa, al nostro Presidente, Maurizio Setti, è stato consegnato questa mattina, mercoledì 4 dicembre, il prestigioso premio ‘Andrea Fortunato - Lo Sport è vita’ (categoria miglior Presidente) per l’impegno, suo e di tutto l’Hellas Verona, nel campo sociale e della beneficenza.

Oltre al nostro Presidente, sono stati premiati anche altri autorevoli e virtuosi rappresentanti del mondo dello sport, del giornalismo e della medicina, quali Claudio Marchisio, Morgan de Sanctis, Eugenio Corini, Fabrizio Castori, Mara Sant’Angelo, il giornalista di Sky Marco Nosotti e il Professore Franco Locatelli, Direttore del dipartimento di onco-ematologia dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Il Premio, istituito nel 2008 dall’Associazione sportiva e sociale Fioravante Polito, ora Fondazione, è intitolato al calciatore Andrea Fortunato, scomparso prematuramente all’età di 25 anni a causa di una grave malattia ematica, la leucemia.

Il Premio è nato con l’obiettivo di far conoscere e promuovere il valore sociale ed educativo del calcio e sensibilizzare le problematiche inerenti la leucemia e altre malattie ematiche, al fine di prevedere l’obbligo dei controlli ematici per i ragazzi dai 6 ai 18 anni per il rilascio della certificazione medica per l’idoneità alla pratica sportiva.

Il Presidente gialloblù Maurizio Setti, al termine della premiazione nella sala della Giunta del CONI di Roma, ha così commentato l'impegno dell’Hellas Verona in ambito sociale e nel campo della beneficenza:

«L’impegno nel sociale dell’Hellas Verona? Da sempre lavoriamo in questa direzione, fa parte del nostro DNA. Dopo la vittoria del campionato 2012/2013 abbiamo voluto sostenere fattivamente il progetto Busajo, che si occupa di recuperare, di dare un alloggio sicuro ma anche una istruzione ai bambini e ai ragazzi di strada in Africa, segnatamente in Etiopia. Oltre a questo collaboriamo con ABEO Verona, rinnovando anno dopo anno nuove iniziative a sostegno di questa benemerita Associazione. Lo sport deve insegnare anche questo. Quanto può fare il calcio in ambito sociale? Ogni giorno 3 miliardi e mezzo di persone parlano di calcio: credo dovremmo andare oltre al passaggio sbagliato o al gol annullato, lasciando quindi da parte le sterili polemiche e impegnandoci invece sempre più a trasmettere messaggi positivi».

FONTE: HellasVerona.it


NEWS
29 novembre 2019 - 12:15
Setti e il mercato: “Non vendiamo i nostri gioielli”
Il presidente del Verona: “Non abbiamo la necessità di cedere. E il campionato è lungo”

di Redazione Hellas1903
Getty Images

Maurizio Setti blocca le voci di mercato.

In vista della sessione invernale di gennaio, il presidente del Verona, intervistato da Sky, spiega: “Ho già detto che non abbiamo bisogno di cedere. È chiaro che è piacevole sapere che i grandi club guardino i nostri calciatori, è un motivo di orgoglio e siamo contenti di questo. Il campionato è lungo e non ci vogliamo privare dei nostri giocatori migliori“.

FONTE: Hellas1903.it


IL COMUNICATO DI VERONA COL CUORE
Conti a posto, ma il marketing ancora stenta
29/11/2019 10:30
Verona col Cuore ha controllato l’ultimo bilancio del Verona. Ecco tutte le considerazioni nel comunicato integrale dell'associazione:

"Da qualche giorno sono a disposizione i bilanci al 30 giugno 2019 dell’Hellas Verona S.p.A. e dell’Hellas Verona Marketing & Communication s.r.l., tramite i quali verificare, seppur ex post, lo stato di salute “economico-finanziaria” del nostro Verona.

Con il 30 giugno 2019, si è chiusa la settima stagione della gestione Setti che dal punto di vista sportivo ha portato alla promozione in A, seppur passando dai playoff (entusiasmanti, dal nostro punto di vista personale, che ci hanno permesso di riconciliarci con un campionato durante il quale abbiamo vissuto momenti di grosso sconforto). Dal punto di vista economico, la settima stagione dell’era Setti, si chiude per l’Hellas Verona con un utile d’esercizio di Euro 218.571 a fronte di una perdita della precedente stagione di Euro 704.959.

Ma cerchiamo di capire meglio come si arriva a questo risultato. I ricavi caratteristici (incassi da “botteghino”) ammontano a Euro 2,5 milioni, segnando una flessione di Euro 1,6 milioni rispetto la precedente stagione. Evidentemente, la B tira molto meno della A, basti pensare che nell’ultimo campionato il Verona ha avuto 7.674 abbonamenti contro i 10.721 abbonamenti della stagione sportiva attualmente in corso.

Tra gli altri ricavi,troviamo i contributi in c/esercizio che per una “neo retrocessa” significa “paracadute”. Si precisa peraltro che “a decorrere dall’esercizio 2018-2019, le società che usufruiscono del c.d. paracadute si impegnano a versare alla LNPB una percentuale del 20% di quanto ricevuto a tale titolo; poiché tale delibera è stata assunta a stagione iniziata”... il Verona “ha ottenuto la riduzione a Euro 1,15 milioni”.

Proseguendo nell’analisi degli altri ricavi, si notano proventi da sponsorizzazioni per Euro 1,950 milioni (sponsor ufficiali e Macron), in aumento rispetto a Euro 1,2 milioni della stagione precedente. Buon segnale.

Ancora, i ricavi da cessione diritti audiovisivi e mutualità ammontano ad Euro 6 milioni (Euro 28,9 milioni nel 2017-2018, in A): flessione inevitabile.

I ricavi legati alla “gestione” dei calciatori comprendono ricavi per cessioni temporanee per Euro 475 migliaia, plusvalenze da cessione giocatori per Euro 5,4 milioni e altri proventi da gestione calciatori per Euro 3,5 milioni.

Nel soffermarci su questa voce, vogliamo far notare che le plusvalenze del nostro Verona, poca cosa rispetto ai bilanci di altre società, riguardano Fares (Euro 2,6 milioni)e Valoti (Euro 2,5 milioni) entrambi ceduti alla SPAL Ferrara. Altre minori plusvalenze riguardano Caracciolo (Euro 0,1 milioni) e Souprayen (Euro 0,2milioni).

Si evidenziano anche gli Altri proventi da gestioni calciatori, come detto pari a Euro 3,5 milioni,che riguardano premi di rendimento e valorizzazione maturati dalla Società per quasi Euro 2 milioni (purtroppo non è disponibile un dettaglio) e a contributi di solidarietà verso Società terze per trasferimenti in ambito internazionale per Euro 1,5 milioni (tra cui Jorginho Frello per Euro 1,4 milioni, altri piccoli importi per Gollini, Behrami e Iturbe). Tale “sorpresa” potrebbe manifestarsi anche in futuro se qualche nostro ex giocatore dovesse essere ceduto all’estero, anche se le cifre relative alla cessione diJ orginho Frello al Chelsea sono difficili da raggiungere.

Fin qui i ricavi. Passiamo brevemente ai costi evidenziando come il costo del personale si sia assestato a fine stagione a Euro 21 milioni di cui Euro 20 milioni per tesserati (Euro 26,3 milioni nel 2017-2018). Peraltro, il costo del personale è influenzato da compensi variabili legati ai risultati sportivi per circa Euro 2,5 milioni, segno che in caso di mancata promozione la riduzione del costo dei tesserati sarebbe stata più elevata.

Sull’esercizio hanno inoltre pesato il contributo alla Lega B di Euro 3 milioni dovuto dalle promosse in A, costi per acquisizione temporanea di giocatori per Euro 954 migliaia (Euro 28 migliaia nell’anno precedente), tra cui Samuel Di Carmine per Euro 400 migliaia, premi di rendimento per Euro 1.475 migliaia (collegati per Euro 940 migliaia alla promozione in A e per Euro 535 migliaia alla disputa di gare ufficiali di Lee Seung Woo). A proposito, la cessione di Lee ha permesso la realizzazione di una plusvalenza di Euro 950 migliaia, rilevata nell’esercizio in corso.

Dal punto di vista economico si evidenzia comunque un’estrema attenzione al contenimento dei costi, politica che prosegue anche per la stagione in corso come evidenziato anche nella relazione sulla gestione.

Da un punto di vista patrimoniale finanziario ci preme evidenziare alcuni aspetti rilevanti. Il valore contabile dei giocatori di proprietà ammonta complessivamente ad Euro 8,9 milioni, tra cui Euro 2,46 milioni per Dawidovicz, Euro 1,5 milioni per Samuel Di Carmine, Euro 974 migliaia per Ragusa (peraltro già entrati in ammortamento), Euro 701 migliaia per il giovane Franchetti (contratto risolto nel luglio 2019).

Proseguendo nell’analisi dello stato patrimoniale, troviamo come il Verona abbia fatto anche investimenti nell’esercizio appena concluso, per Euro 1,4 milioni circa(gran parte legati alla nuova sede di via Olanda), e nell’acquisto dell'11% residuo di HVMC per Euro 1,2 milioni (acquisto di cui abbiamo in passato già dato notizia).

I crediti verso HVMC, per la cessione del marchio avvenuta nel 2013, ammontano a Euro 10 milioni, in riduzione rispetto allo scorso esercizio (Euro 12 milioni). Per tali crediti è “in via di definizione il piano di ammortamento del debito della controllata”.

I crediti verso altri derivanti dalla cessione di giocatori ammontano ad Euro 8,5 milioni, di cui Euro 6,6 milioni verso la SPAL (per Fares, Valoti e Viviani). Al tempo stesso, vi sono debiti per acquisti giocatori per Euro 8,6 milioni, segno che le operazioni di mercato sono fatte sulla base di quanto si riesce a incassare dalle cessioni. Tra i debiti principali, Euro 2 milioni verso il Perugia (Di Carmine), Euro 1.050 milioni verso il Sassuolo (Ragusa), Euro 3,2 milioni verso il Benfica (Dawidowicz).

Dalla lettura del bilancio non emergono ritardi nel pagamento di imposte, ritenute e contributi previdenziali. I debiti verso i giocatori, in aumento rispetto la scorsa stagione per effetto dei premi legati al raggiungimento della A, sono saldati nei mesi successivi. L’indebitamento è complessivamente pari a circa Euro 6 milioni, in aumento rispetto l’esercizio precedente dove però si deve tener conto che il Verona aveva ricevuto l’anticipazione di Euro 10 milioni del paracadute. Unico elemento da monitorare è l’incremento dei debiti verso fornitori (Euro 3,1 milioni a fronte di Euro 1,2 milioni).

Per quanto riguarda i rapporti con il Comune di Verona, il Verona deve circa Euro 2,7 milioni da cui detrarre l’importo speso per lavori straordinari effettuati sull’impianto sportivo del Bentegodi. È in corso una CTU per definire le rispettive posizioni creditorie / debitorie.

Ne emerge un quadro sostanzialmente positivo e prudente, certo che non lascia sperare in colpi da top player ma che permettono forse di guardare al futuro con maggiore serenità, anche se lo sviluppo del nostro Verona passa sempre dai risultati sportivi e da eventuali operazioni sul mercato che possano permettere l’afflusso di risorse da investire.

Qualche ombra invece deriva ancora dal bilancio di HVMC, che chiude con una perdita di Euro 857 migliaia (perdita di Euro 389 migliaia nel 2017-2018). Ritorneremo per i dettagli, in questo momento ci preme sottolineare come la B ma anche la pesante contestazione alla proprietà della scorsa stagione si possono misurare in una riduzione dei ricavi di HVMC di circa Euro 1,5 milioni".

FONTE: TGGialloBlu.it


EUROPA LEAGUE
Hellas, i 500 tesserati all'Arena di Verona per la foto di Natale
Prima squadra, squadra femminile, giovanili e vertici del club si sono ritrovati all'Arena per uno scatto che sarà distribuito ai tifosi per Natale. Maurizio Setti: "Siamo competitivi con la forza delle idee"
28 nov 2019 - 20:51

Una foto particolare che sarà distribuita ai tifosi per Natale. Tutti i 500 tesserati dell’Hellas Verona si sono ritrovati all’interno dell’Arena per uno scatto che sarà distribuito ai tifosi per Natale. In posa prima squadra, squadra femminile, le giovanili e al centro della foto lo stesso presidente Maurizio Setti e il figlio con i colori del club. L'intento è quello di trasmettere lo spirito familiare dell'Hellas e l'unione necessaria per raggiungere qualsiasi risultato.


“Competitivi con la forza delle idee”
In occasione della foto di squadra all'Arena di Verona, il presidente dell’Hellas ha parlato dell’ottimo inizio stagione della sua squadra. E dei talenti come Amrabat, Rrhami e Gunter già nel mirino dei grandi club. “Non dimentichiamo che il calcio è un’azienda fatta di ricavi. I nostri ricavi e i budget sono nettamente inferiori a quasi tutte le squadre di serie A e quindi dobbiamo fare con le idee la differenza. Credo che in questi otto anni di presidenza l’unica cosa su cui abbiamo tenuto la barra dritta è stata quella di avere un’organizzazione che sta crescendo, che sta facendo le cose fatte sempre meglio”. Per questo motivo allora: “Non dobbiamo mollare di un centimetro perché noi diventiamo competitivi solo quando siamo così. Siamo stati bravi a scegliere un allenatore che sposa a pieno le necessità e le caratteristiche del Verona e di Verona. Gli va dato tanto merito, ha creato un’empatia, un gruppo che ogni domenica dà il 110%. Le nostre prestazioni devono continuare a essere queste perché nel momento in cui ci rilasciamo diventiamo una squadra molto vulnerabile. E’ anche un incitamento a spingere in questo modo perché questo fa la differenza”.


FONTE: Sport.Sky.it


26 NOV 2019
IL CLUB A UN BIVIO
Godiamoci il momento e – perché no? – sogniamo in libertà. Non costa nulla. A dirla tutta, detesto da sempre la “retorica della salvezza”, molto conformista e ipocrita. Aggiungerei: molto italiana. Da che mondo è mondo ognuno in campo vuole vincere e cerca di migliorare. E la classifica la guarda, eccome. Qualcuno mi ricorderà, al solito, il Verona di Malesani: paragone che non regge, quel caso non fa scuola per le “stranezze” e l’unicità del contesto in cui si consumò.

Altra cosa è cercare di capire la consistenza reale del Verona di Juric. Abbiamo diritto di sognare, ma anche il dovere di guardare in faccia la realtà. La squadra in difesa e a centrocampo (su Pessina le mie fonti estive non si sbagliavano, che giocatore!) è probabilmente da prime otto; l’attacco chiaramente non è all’altezza degli altri reparti, sebbene Salcedo sia già un ottimo giocatore (diventerà un big) e Di Carmine abbia finalmente segnato. Ma le analisi non possono cambiare per un gol. Servirebbe una spalla al predestinato italo-colombiano. Provate a immaginare un Verona con Veloso e Amrabat in mezzo e Pessina a suggerire a Salcedo e a un mister X. E qualcosa andrebbe fatto per “allungare” la panchina sugli esterni, in modo da poter dare fiato ogni tanto a Faraoni e Lazovic.

Ecco, è questo il punto. A gennaio capiremo le intenzioni e le possibilità di Setti: rafforzare la squadra per provare a stupire, oppure risparmiare accontentandosi di vivere di rendita. L’ultima analisi dei bilanci dei commercialisti di “Verona col Cuore” dimostra che il club si sta gradualmente consolidando sul piano economico. Non penso dunque che si ripeterà un caso Jorginho, spero invece che si possa pure investire qualcosa. Il Verona è tornato ad appassionare la città, sarebbe antipatico disperdere questo patrimonio. La società, da questo punto di vista, è a un bivio.

E come avrebbe detto Roberto Puliero: alè alè alè bum bum bum.

P.s. Toccanti e vere le parole di quel gran uomo che è Juric su Roberto. “Al suo funerale ho capito molto di più di Verona”. Juric è arrivato al punto con grande intelligenza e sincerità, senza ruffianerie o velleità da capo-popolo. Mi dicono che l’allenatore di Spalato sia una persona di raffinata cultura e ottime letture. Si percepisce.

FONTE: Blog.Telenuovo.it


NEWS
Setti: “Di Carmine mai stato un caso. Rinforzi? Abbiamo attaccanti bravi”
Le dichiarazioni del presidente gialloblù prima della partita contro i viola

di Mattia ZupoNovembre 24, 2019 - 14:49

Maurizio Setti, presidente dell’Hellas Verona, ha parlato a DAZN prima del match con la Fiorentina:

“Calendario duro sino alla sosta? Sì, ma ce la giocheremo con tutti. Rinforzi in attacco? Abbiamo attaccanti bravi. Di Carmine? Mai stato un caso: Juric sa cosa fare. Rivelazione? Kumbulla credo sia troppo facile dirlo. Una grande scoperta credo sia stata Amrabat, che nessuno conosceva tranne il nostro direttore: onestamente sta facendo vedere che in questo campionato ci sta alla grande e ha una grande tenuta atletica”.

FONTE: CalcioHellas.it


“Sospensione di gradimento”: la tua non scadrà mai! Curva Sud
novembre 10, 2019

A seguito delle dichiarazioni e della decisione del club gialloblù dopo Hellas Verona-Brescia, lo striscione esposto dalla Curva Sud in via Olanda, davanti alla sede della società di Maurizio Setti.

FONTE: HellasLive.it


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BARRESI A SKY SPORT: «CASTELLINI? NON TOLLERIAMO COMPORTAMENTI SIMILI. IL GIUDICE SPORTIVO? PER POCHI INDIVIDUI PUNITO UN INTERO SETTORE: SIAMO PERPLESSI, VALUTEREMO GLI ATTI»
05/NOVEMBRE/2019 - 17:55
Verona - Le principali dichiarazioni del Direttore Operativo dell’Hellas Verona Francesco Barresi, rilasciate a Sky Sport.

«Il provvedimento nei confronti di Luca Castellini? E’ una decisione presa dopo un’attenta riflessione nella giornata di lunedì. Non abbiamo mai tollerato e mai tollereremo comportamenti di questo tipo, combattendo qualsiasi forma di discriminazione. Abbiamo proceduto ad emettere questo provvedimento perché il soggetto in questione si è dimostrato estraneo a quelli che sono i principi e i valori che il Club pretende da qualsiasi sportivo e appassionato che possa far parte del nostro mondo e, quindi, venire allo stadio. La chiusura per un turno del settore Poltrone Est? E’ una decisione appena arrivata: valuteremo gli atti e poi decideremo come muoverci. Devo però dire sin d'ora che il provvedimento ci lascia perplessi e anche stupiti, giacché lo riteniamo molto duro, specie se si arrivasse all'individuazione di quei pochi soggetti, come specificato dal Giudice Sportivo, nel contesto di un settore di migliaia di tifosi (ce n'erano 3150, contro il Brescia). Vogliamo vederci chiaro, perché riteniamo che non sia corretto punire un intero settore per pochi individui, che stiamo cercando di individuare per tutelare le tantissime persone e le famiglie che tifano in modo sano l’Hellas Verona da molti anni».

NOTA UFFICIALE DEL CLUB
05/NOVEMBRE/2019 - 12:30
Verona – Hellas Verona FC comunica di aver adottato nei confronti del Signor Luca Castellini una misura interdittiva che, proporzionata alla gravità dei fatti, alla luce di quanto previsto dagli artt. 6 e 7 del Codice Comportamentale, essendosi trattato di un comportamento basato su considerazioni ed espressioni gravemente contrarie a quelle che contraddistinguono i principi etici ed i valori del nostro Club, prevede la sospensione di gradimento nei confronti del Signor Luca Castellini da parte di Hellas Verona FC sino al 30 giugno 2030.“Sospensione di gradimento”: la tua non scadrà mai! Curva Sud
novembre 10, 2019

A seguito delle dichiarazioni e della decisione del club gialloblù dopo Hellas Verona-Brescia, lo striscione esposto dalla Curva Sud in via Olanda, davanti alla sede della società di Maurizio Setti.

FONTE: HellasVerona.it


SETTI: «DA SEMPRE CONTRO IL RAZZISMO, MA BASTA GENERALIZZARE SUL VERONA E I NOSTRI TIFOSI»
03/NOVEMBRE/2019 - 18:30
Verona - Le principali dichiarazioni del Presidente gialloblù Maurizio Setti, rilasciate al termine di Hellas Verona-Brescia, 11a giornata della Serie A TIM 2019/20.

«Balotelli? Confermo che noi non abbiamo percepito nulla. Sono arrivato a Verona 8 anni fa e ho subito potuto vedere come i tifosi veronesi siano sì ironici ma assolutamente non razzisti, come è accaduto 6 anni fa al nostro debutto contro il Milan proprio di Balotelli. Quando ci sono episodi di razzismo siamo i primi a condannarli, lo abbiamo sempre fatto, ma è sbagliato generalizzare, parlando di cori e tifoseria razzisti, se su 20.000 persone fra il pubblico un paio possono, magari, aver detto qualcosa. Quelle due-tre persone, se ci sono, siamo pronti a prenderle e punirle perché condanno fortemente qualsiasi episodio di questo tipo. Ma parlare di Verona come fossimo fermi a 30 anni fa è sbagliato: noi siamo un Club e una tifoseria che ha solo lo sport nel proprio DNA. Sono tantissimi i ragazzi di colore che vestono gialloblù dalle Giovanili alla Prima Squadra, il razzismo è un discorso che per noi non esiste e Verona non è il posto giusto per simili generalizzazioni. Su 8 anni della mia presidenza, potete constatarlo, l'atteggiamento dei nostri tifosi è stato assolutamente corretto. Balotelli l'ho incontrato e mi sono scusato nell'eventualità che qualcuno gli possa aver detto qualcosa».

FONTE: HellasVerona.it


Blog: Analisi del fenomeno "Setti buffone"
Tobia Rossi16
29 ottobre 2019 16:47

Chi abita a Verona città o nei dintorni non può non averli notati. Sono ovunque, per strada e agli incroci. Sto parlando della forma di protesta intrapresa dalla Curva Sud dell’Hellas Verona nei confronti del proprio presidente, cioè gli adesivi con la scritta “Setti buffone”, che ricoprono più della metà dei cartelli stradali, semafori e lampioni dell’intera provincia. Alcuni sono anche corredati da un disegno della sua faccia. Perfino coloro che non si sono mai interessati al calcio hanno iniziato a farsi qualche domanda: “Ma chi è questo Setti?”, o ancora “Cos’ha fatto di così terribile per essere diventato lo zimbello di Verona?”.

La risposta breve, alla prima domanda, è la seguente: Maurizio Setti, nato a Carpi e diplomato in ragioneria, è un imprenditore che dal 2013 è diventato proprietario dell’Hellas Verona.

La risposta più completa è inevitabilmente più lunga: Maurizio Setti è un imprenditore carpigiano attivo nel settore tessile e della moda. È CEO della Antress Industry SpA, nata dalla fusione delle sue due precedenti aziende, nonché proprietario del marchio Manila Grace. Da sempre appassionato di calcio, si è avvicinato al mondo del pallone per la prima volta nel 2011, sotto le vesti di imprenditore, diventando comproprietario e vicepresidente del Bologna. Lascerà la carica e cederà il suo pacchetto azionario nell’anno successivo per decidere di puntare fortemente sull’acquisizione dell’Hellas Verona, operazione che concluderà definitivamente nel marzo 2013, arrivando a possedere la totalità delle azioni del club. Nel 2018 diventa inoltre primo azionista del Mantova, che attualmente milita in Serie D.

Il perché la tifoseria gialloblù abbia deciso di attuare una forma di protesta così eclatante è un po’ più complesso. Le principali motivazioni derivano delle svariate dichiarazioni fatte dell’imprenditore riguardo il rapporto tra le sue aziende e la squadra: Setti ha sempre ribadito come questi due mondi siano per lui totalmente separati.

Nascendo imprenditore tessile le sue aziende vengono al primo posto, perché costituiscono la fonte principale dei suoi guadagni, mentre il club scaligero è spesso stato definito come “una scelta di passione” che non porta a lui e alla sua famiglia alcun vantaggio economico. Da qui la scelta di mantenere la carica di presidente, delegando però la quasi totalità della gestione del club al direttore operativo Barresi e a quello sportivo D’Amico, nonché al team manager Sandro Mazzola. I costi di gestione del club, afferma, sarebbero così alti che nel migliore dei casi i bilanci annuali si chiudono in pareggio.
Queste dichiarazioni non possono certo rendere felici i tifosi, che hanno sempre accusato il loro presidente di essere lontano dalla squadra e di non fare investimenti adeguati. Se poi aggiungiamo anche qualche controversia legale, la frittata è fatta. Verso la fine del 2018 infatti, con la squadra impegnata nel campionato di Serie B in una posizione di classifica non proprio agevole, si sparge la notizia che il presidente gialloblù sia stato condannato a risarcire Gabriele Volpi, imprenditore con il quale aveva condiviso investimenti in passato, sempre nel settore della moda. Setti si è affrettato a dichiarare come questa notizia fosse falsa, o comunque non avesse alcuna ripercussione sulla sua gestione del club, ma il malcontento tra i tifosi si era già sparso a macchia d’olio.
Come se non bastasse, a metà del girone di ritorno, si è visto costretto a esonerare l’allenatore preso a inizio stagione, Fabio Grosso, a causa degli scarsi risultati sul campo: la squadra galleggiava infatti a metà classifica, nonostante le dichiarate intenzioni di centrare la promozione diretta fatte a inizio stagione.

Nonostante tutte queste turbolenze l’Hellas riesce ad ottenere il 5° posto e partecipare così ai play off, che gli permetteranno di tornare nella massima serie dopo un solo anno di B.

Proprio durante la pausa estiva Setti prenderà un’altra decisione destinata a far aumentare l’attrito tra lui e la tifoseria: decide di esonerare il tecnico che li ha portati ad una promozione che sembrava ormai un miraggio, Alfredo Aglietti. Al suo posto arriverà Ivan Juric, allenatore che ha già avuto esperienza della Seria A. Il mercato estivo, criticato da molti, è stato invece a mio parere molto oculato e ha visto l’arrivo di giocatori funzionali al progetto e al gioco di Juric.
Come leader della squadra è stato scelto Miguel Veloso, giocatore tecnico e di grande esperienza, al quale è stata affidata la fascia di capitano e le chiavi del centrocampo; al suo fianco in giovane Amrabat, centrocampista box to box infaticabile. Altri arrivi importanti sono stati Lazovic e Gunter, entrambi già allenati dal croato al Genoa, insieme a Veloso, e Valerio Verre, mezz’ala dinamica e offensiva.

Grazie a queste scelte l’Hellas ha ben figurato nelle prime giornate di campionato, mettendo in mostra un’ottima solidità difensiva (miglior difesa con 8 goal subiti in 9 partite, al pari della Juventus) ma anche qualche problemino di troppo in attacco.

Per ora le premesse per ottenere una salvezza tranquilla ci sono tutte e prima di definire Setti un buffone suggerirei di aspettare la fine del campionato.

FONTE: VivoPerLei.CalcioMercato.com


SETTI: «SPIACE AVER GIOCATO IL 1. TEMPO SENZA IL SOSTEGNO DEI NOSTRI TANTI TIFOSI VENUTI A NAPOLI. CHIEDEREMO SPIEGAZIONI»
19/OTTOBRE/2019 - 22:20
Napoli - Le dichiarazioni del Presidente gialloblù, Maurizio Setti, rilasciate a hellasverona.it al termine di Napoli-Hellas Verona, 8a giornata della Serie A TIM 2019/20.

«Peccato aver giocato tutto il primo tempo senza il sostegno dei nostri tanti tifosi (600, ndr), arrivati a Napoli in gran numero per sostenere la nostra squadra. Ma non sappiamo ancora i motivi per cui sono entrati al San Paolo solo ad inizio secondo tempo. Chiederemo le dovute spiegazioni agli organi competenti».

NUOVA FIGURA MANAGERIALE: BENVENUTO MARCO PISTONI!
15/OTTOBRE/2019 - 14:00
Verona – Hellas Verona FC comunica l’ingresso nella governance gialloblù di una nuova figura manageriale, segnatamente quella di Marco Pistoni, cui il Presidente Maurizio Setti ha assegnato l’incarico di Chief Revenue Officer, affidandogli il controllo, la pianificazione e lo sviluppo strategico delle attività commerciali, con piena responsabilità su tutte le linee di ricavo del Club.

Marco Pistoni ha una lunga esperienza in qualità di manager di numerose aziende internazionali. Fra i suoi trascorsi professionali spiccano gli incarichi di Direttore di Sky Sport Channels, di dirigente del Gruppo Infront e di Managing Director del Gruppo Aser Media.

Hellas Verona FC dà il benvenuto a Marco Pistoni, augurandogli buon lavoro in seno alla nostra Società.

Contestualmente Hellas Verona FC ringrazia Gian Luca Schmidt per il lavoro svolto in qualità di Revenue Manager, augurandogli le migliori fortune per il prosieguo della sua carriera professionale.

FONTE: HellasVerona.it


RASSEGNA
L'Arena : "L'oro di Setti"
10.10.2019 09:00 di Enrico Brigi Twitter: @enrico_brigi
Fonte: L'Arena
L'edizione odierna del giornale "L'Arena" parla dei giocatori gialloblu che in questo inizio di campionato che hanno impressionato di più.
Parliamo di Kumbulla, Rrhamani e Amrabat che iniziano già ad attirare l'attenzione di qualche squadra e che ha fine anno potrebbero rappresentare per il presidente Maurizio Setti un'importante plusvalenza.
Indubbio merito, in particolare per Rrhamani e Amrabat al direttore sportivo D'Amico, abile ad individuare i due talenti. Senza dimenticare la fiducia riposta dalla società e dallo stesso Juric nei confronti del giovane Kumbulla.

FONTE: TuttoHellasVerona.it


Bilancio del mercato un mese dopo
By Redazione - 7 Ottobre 2019

La finestra del mercato è chiusa da poco più di un mese e qualche considerazione sulle scelte di D’Amico sono d’obbligo.

Se i vari Günter, Veloso, Salcedo e Lazovic sono consigli di Juric, mentre Stepinski un investimento di Setti in prima persona, molte altre sono le idee e gli affari conclusi dal diesse scaligero e che meritano più di una menzione.

Rrahmani si sta dimostrando difensore affidabile e di categoria, Amrabat piccolo fenomeno, Verre, Pessina, Tutino trequartisti preziosi e dalla grande tecnica. E non abbiamo ancora scoperto per vari motivi Bocchetti, Bessa, Wesley, Adjapong e Badu: tutti giocatori che sono da Serie A.

Dopo anni di vacche magre, l’Hellas non solo ha deciso di investire, ma lo ha fatto con attenzione e abilità. D’Amico sembra non aver sbagliato un colpo e non gli vanno negati i complimenti.

Qualcosa va ancora migliorato: deve convincere Di Gaudio e Crescenzi a lasciare Verona, Lazovic a sinistra non è propriamente a suo agio e con ogni probabilità manca un vice Veloso. Però questo Hellas è solido, ha la seconda miglior difesa del torneo e se l’è giocata alla pari con tutti finora.

Bravo Setti a spendere qualche euro in più, ottimo D’Amico nella campagna acquisti, superbo Juric nel fare il resto.
Damiano Conati

FONTE: HellasNews.it


SETTI ALL’ULTIMO SALUTO A SQUINZI: «DIETRO L’IMPRENDITORE DI SUCCESSO C’ERA UN GRANDE UOMO»
07/OTTOBRE/2019 - 17:00

Milano - C’era anche il nostro Presidente, Maurizio Setti, al Duomo di Milano, oggi pomeriggio, lunedì 7 ottobre, per l’ultimo saluto al Patròn del Sassuolo Calcio, Giorgio Squinzi: «Per chi, come me, ha avuto la fortuna di conoscere Giorgio ha subito capito che il grande imprenditore e l’uomo di successo - anche in campo sportivo - erano figli dello straordinario spessore umano, fatto di sani principi e nobili valori, che lo ha sempre contraddistinto».

Hellas Verona FC rinnova i sensi del più profondo cordoglio e delle più sentite condoglianze all’US Sassuolo Calcio, ma anzitutto a famigliari ed amici tutti del Dott. Giorgio Squinzi.

IL PRESIDENTE SETTI: «NON MERITAVAMO DI PERDERE. PECCATO, MA LA STRADA È QUELLA GIUSTA»
21/SETTEMBRE/2019 - 21:55
Torino - Il Presidente Maurizio Setti commenta così la prestazione della squadra di mister Ivan Juric all’Allianz Stadium di Torino:

«Questa squadra mi emoziona: perché non ha solo spirito e carattere ma gioca anche un bel calcio. E riuscirci qui, all’Allianz Stadium, contro la Juve, non è facile. I risultati delle ultime due partite non ci premiano. Ma non dobbiamo scoraggiarci: forza ragazzi!»

FONTE: HellasVerona.it


NEWS
20 settembre 2019 - 09:49
Setti alla Gazzetta: “Verona, dieci vittorie per salvarsi”
Il presidente gialloblù: “Questa squadra mi sta facendo divertire”

di Redazione Hellas1903

Maurizio Setti ha rilasciato una lunga intervista, pubblicata oggi sulle pagine della Gazzetta dello Sport.

Il presidente del Verona ha affrontato diversi temi, partendo dall’attuale rendimento della squadra: “Abbiamo subito 2 gol, entrambi su rigore. Visto che il passato ci ha lasciato ricordi di un Verona troppo generoso, direi che questo è ciò che mi conforta. Il Verona che si fa da sé è il Verona che piace ai veronesi. Mostra il calcio che piace a un popolo a cui piace lottare.”

Continua Setti, parlando del tecnico Juric: “Questa squadra mi sta facendo divertire, ho visto una forza ma anche tanta abilità tecnico-tattica nel suo gioco. Sta facendo capire che l’aspetto tecnico non è sufficiente qui, serve di più. Cosa ho chiesto all’allenatore? Una squadra che sappia soffrire, che abbia agonismo. Il che non significa rifiutare di giocare. Noi giochiamo a calcio e lo abbiamo dimostrato non solo a Lecce, ma anche nei primi 20 minuti col Milan”.

Esiste una quota salvezza? “Non ora, forse più avanti. Non voglio nemmeno pronunciare quellaa cifra (40, ndr) perché può diventare un obiettivo sbagliato. Penso sia più importante mettere insieme una decina di vittoria per salvarsi”.

Sulla prossima gara, contro la Juventus: “Meglio adesso che a novembre. Se miei avranno la consapevolezza di non aver nulla da perdere, potranno solo fare bella figura. Hanno la capacità fisica di reggere e anche qualche soluzione per infastidire”.

Un pensiero al calciomercato: “Mi ricordo le parole che mi ha detto Juric, è rimasto soddisfatto. Merito anche del d.s. D’Amico che dopo aver costruito una squadra che ha ottenuto la promozione è stato in grado recepire tutto il buono che il mercato poteva offrire. L’unico rimpianto è non esser riusciti a far capire a chi è rimasto fuori lista che le offerte ricevute andavano accettate”.

Sul rapporto con il pubblico: “Nessun problema. Con la curva, se ci sono stati, i problemi forse sono nati per colpa nostra per non essere stati chiari. Ora speriamo di essere entrati in una fase di comprensione reciproca”.

E sui cori razzisti verso Kessie: “Verona non è una città razzista, però qualche co…. c’è sempre, non solo qui. Non dovremmo enfatizzarli”.

Parole anche su Pazzini, capitano della squadra: “In 5 anni le cose cambiano. Quando hai una certa età o certe caratteristiche devi decidere cosa vuoi fare della tua carriera. Ora toccherà a lui cercare di recuperare il terreno o fare scelte diverse. Noi lo dobbiamo solo rispettare”.

FONTE: Hellas1903.it


LO STRISCIONE CONTRO IL PRESIDENTE
L’ironia dei tifosi e la protesta contro Setti
16/09/2019 01:15

Nonostante la buona prestazione del Verona col Milan (finita 0-1 per i rossoneri, con i gialloblù di Juric battaglieri e in inferiorità numerica) non si ferma la contestazione dei tifosi contro Maurizio Setti.

Esposto lo striscione in Curva Sud: “AAA tifoseria dalla contestazione facile cerca presidente difficile da contestare” che si riferisce ad un’intervista dell’imprenditore carpigiano a “Il Resto del Carlino“. Setti, in quell'occasione, affermava che i tifosi del Verona avevano il difetto della contestazione facile.

GLI ERRORI DEL PREISDENTE
LA MOSSA DI SETTI CHE HA CAMBIATO L'HELLAS
12/09/2019 10:28
Fateci caso: Setti non ammette mai un errore. Ma nessuno come lui è pronto a cambiare rotta dopo annate disastrose e incomprensibili. Era successo con Bigon: definito "tedesco", "gran lavoratore", "Perfetto per il Verona e la nostra società". Di quella stagione, per fortuna è rimasto pochissimo. Setti ha fatto piazza pulita, venne cacciato persino l'addeto stampa, anche se poi gli "ispiratori" del presidente sono rimasti gli stessi. Da Righi, attuale ds del Mantova nonostante la fallimentare stagione scorsa in D, a Fusco a D'Amico: che è come dire che cambiando l'ordine dei fattori il prodotto non cambia.

Così arrivò Pecchia, una scelta fatta per imitare un calcio spagnolo inapplicabile in Italia, una scommessa che pareva vinta per metà campionato di B e che poi è rumorosamente crollata.

Fusco venne sacrificato sull'altare di Pecchia che venne a sua volta sacrificato sull'altare della peggiore campagna acquisti di sempre.

Non pago di aver offerto ai tifosi del Verona quella stagione, Setti proseguì l'esperienza con Grosso e il suo ipertrofico e inutile staff. Un altro flop, ancora più incredibile del precedente, che stava per costare al Verona la serie A, nonostante il gigantesco paracadute da 25 milioni.

Acciuffata per il grande merito di Aglietti che era stato scelto senza tante speranze dal presidente, visto che in realtà aveva già messo sotto contratto Juric per un altro probabile campionato di B, circostanza raccontata dallo stesso allenatore croato.

Ed eccola la scelta finalmente in sintonia con la piazza. Abbandonate le velleità di tiki taka, di guardiolismo e altre amenità del genere, Setti ha scelto un allenatore concreto, senza fronzoli, lavoratore vero sul campo, diretto, burbero nei modi ma gentile nei fatti. Insomma uno che (potenzialemente) ha tutto per piacere ai veronesi. Ed infatti, nonostante l'iniziale perplessità, Juric sta facendo breccia.

La squadra interpreta alla perfezione il sentire dello stadio e della sua gente. Gli allenamenti sono tornati ad essere a porte aperte. L'idea tattica è chiara e di conseguenza è stata chiara la campagna acquisti. I giocatori hanno ruoli e all'interno dello schema scelto si esaltano. Persino un caso spinoso come Pazzini è stato risolto con chiarezza. Stop con le dichiarazioni fumose e che lasciavano sempre aperti dei dubbi: semplicemente, ha detto Juric, Pazzini non è ancora in forma per farlo giocare da titolare.

Dopo gli anni d'oro della strana coppia Mandorlini e Sogliano, Setti non ne aveva più azzeccata una. Ora con Juric si è rimesso sulla strada giusta. Anche se non lo ammetterà mai: come quando ha detto che Aglietti ha lavorato sul solco del grande lavoro fatto da Grosso... (g.vig.)

FONTE: TGGialloBlu.it


VISTO DA NOI
29 agosto 2019 - 11:31
Pagare moneta, vedere cammello
Per restare in A il Verona ha bisogno di rinforzi in attacco: se non si mettono soldi, non arriveranno

di Matteo Fontana, @teofontana

Lo sprint del mercato è complicato quanto affrontare la crisi di governo italiana. Soprattutto se, come nel caso del Verona, il budget è limitato. Tuttavia, c’è un dato di fatto di cui tutti i protagonisti devono essere consapevoli: se non apri il portafoglio, non vinci. Vuoi restare in Serie A? Il low cost non è contemplato. Dunque: pagare moneta, vedere cammello.

Per questo gli ultimi giorni della sessione estiva diranno con chiarezza se l’Hellas potrà realisticamente lottare per la salvezza o se, al contrario, dovrà appellarsi a imbizzarrite congiunture astrali, o al transito della cometa di Halley, per mantenere la categoria. Fin qui, occorre sottolineare che la rosa allestita non manca di buone qualità (sempre tarando il giudizio sull’obiettivo cui mira il Verona), con uomini d’esperienza – Bocchetti, Veloso, Lazovic – abbinati a giovani rampanti, da Rrahmani a Tutino, e a idee che possono sorprendere (Amrabat). A mancare è il valore aggiunto decisivo: l’attaccante. Meglio fossero due, peraltro, con tutta la fiducia da nutrire per chi già c’è.

Ma i gol hanno un prezzo, le botteghe si fanno care quando cerchi chi te li possa assicurare. L’Atalanta non ha intenzione di lasciar partire Musa Barrow finché non avrà un nuovo giocatore là davanti. Mariusz Stepinski non vuole più saperne di restare al Chievo, ha fatto capire che il suo desiderio è il passaggio al Verona, ma 3 milioni non bastano per rilevare il suo cartellino. Giovanni Simeone era un’asticella collocata molto (troppo) in alto per l’Hellas.

Le trattative sono state imbastite e avviate. Maurizio Setti ha garantito, detto e ripetuto che il centravanti che serve arriverà. Non fosse così, sarebbero guai. Dalle parole ai fatti, quindi. Altrimenti, meglio allacciarsi le cinture, perché il grande cuore mostrato dal Verona con il Bologna non sarà sufficiente per evitare la caduta.

FONTE: Hellas1903.it


SERIE A
QUEL TOP PLAYER CHE TUTTI ASPETTANO
28/08/2019 09:51
Un colpo che faccia sognare, che regali speranza e gol. Tutti lo aspettano, ma difficilmente arriverà. L'illusione di Balotelli è apparsa come un miraggio estivo, l'idea Ribery solo un'ipotesi da fantacalcio. Così man mano che sono passate le settimane il Verona ha ridotto le proprie speranze e le proprie ambizioni. Si sono fatti i nomi di campioni, mezzi campioni, campioni al tramonto. Sul tavolo è rimasto pochissimo. Barrow che l'Atalanta è pronta a dare in prestito, Stepinski per il quale il Chievo chiede soldi e Simeone che però pare andrà alla Sampdoria.

Al Verona resta il cerino in mano. Simeone era la strada che si doveva percorrere in tempi non sospetti, ci ha provato Juric, ma poi il Verona non è riuscito a scalare il muro.

Così restano in piedi le altre due ipotesi: Barrow e Stepinski, nessuno dei due scalda i tifosi, questo è chiaro, chissà se scaldano Juric...

Resta il sogno: lunedì si chiude il mercato (orario posticipato alle 22 per esigenze televisive, pensate a dove si è arrivati...) un colpo dell'ultima ora, imponderabile in questo momento, è ancora una speranza.

FONTE: TGGialloBlu.it


Setti: “Non cerco soci. Squadra in ritardo? Vero, mancano giocatori ma arriveranno. Aglietti? Lo richiamerei altre dieci volte. Juric ha le caratteristiche ideali per il nostro club”
agosto 22, 2019

“Lo so, mi rimproverano di non vivere a sufficienza la città, ma io ho la mia azienda a Carpi, da quella non posso prescindere. Cerco di fare, più che posso. E di circondarmi di collaborati capaci. Ma non sempre va bene. Tre promozioni non sono poche? E un decimo posto con Mandorlini, allenatore pratico che i risultati li ottiene. Com’è Pecchia? Uno che tiene molto al gioco, ma che secondo me, come anche Grosso, si deve ancora completare, nel senso di capire che lavorare sugli esseri umani, soprattutto nel club non è al top, è fondamentale. Essere un po’ più papà, per capirci. La non conferma di Aglietti? Bravo e gran persona: uno che richiamerei altre dieci volte. Ho preso Juric che conosce un po’ la A e che ha secondo me quelle caratteristiche ideali per un club come il nostro: grinta, motivazioni, cattiveria sportiva. Squadra in ritardo? Vero, ci mancano giocatori, e arriveranno: alcuni di quelli in rosa non sono al top. Non sarà una partenza facile, lo sappiamo – ha dichiarato il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti, a La Repubblica – Le birre pagate in ritiro? Ho speso 500 euro ma l’ho fatto volentieri, li ho visti al campo e li ho invitati. Quant’è dura la Serie A? Sempre più difficile, ogni domenica sarà una battaglia. Il futuro? Vado avanti, non cerco soci, solo di provare a fare bene”.

Setti: “Vorrei trovare stabilità in Serie A. Grande tifoseria quella dell’Hellas Verona ma dalla contestazione facile”
agosto 22, 2019

“Bologna? Una palestra, che in due anni mi ha insegnato mille aspetti del calcio. Verona? Una piazza bella, con una tifoseria bellissima che dà tanto e chiede tanto. Ma non sempre si riesce ad accontentare tutti. Adesso che sono tornato nel piano nobile della serie A vorrei tanto restarci, ovvero trovare una stabilità duratura. Che campionato sarà? Molto difficile. La forbice tra le medio-grandi e le neopromosse va sempre più allargandosi. Se hai un occhio attento ai bilanci allora devi avere delle idee: ma purtroppo le idee le hanno anche club con maggiori risorse. Pensiamo quindi a salvarci, lottando partita dopo partita – ha dichiarato il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti, a Il Resto del Carlino – Il Bologna? Mi faccio subito dire una cosa: mi dispiace tanto per Sinisa Mihajlovic che conosco bene. Con lui il club ha fatto una grande cosa conformandolo nonostante la malattia. Sarebbe stato stato più facile percorrere l’altra strada, ovvero ingaggiare un nuovo allenatore in attesa della sua guarigione. Invece il Bologna ha tracciato un solco: bravissimi. Bigon? Persona seria e corretta: ma non si può giudicare l’operato di un diesse sulla base di una sola stagione. I tifosi dell’Hellas Verona non hanno una buona idea nei miei confronti? Lo ripeto: grande tifoseria, ma dalla contestazione facile. Ma sono stati contestati anche Berlusconi, Moratti e Della Valle, che di soldi ne hanno spesi tanti. Diciamo che sono in buona compagnia. Come finisce domenica? Forse il Bologna ha i favori del pronostico, ma in casa nostra non possiamo mica regalare punti”.

FONTE: HellasLive.it


PARLA IL PRESIDENTE
Setti: Europa sfiorata c'è mancata fortuna
12/08/2019 12:42
“L’obiettivo è come sempre salvezza, di sicuro proviamo a fare le cose per bene. Abbiamo confermato larga parte dell’organico. Juric? Lo abbiamo scelto perché ha le caratteristiche giuste da Verona, grinta e carattere, corsa e tanto agonismo, è l’uomo giusto per restare in Serie A". Maurizio Setti parla così in un'intervista concessa al quotidiano "Il Gazzettino".

L'imprenditore carpigiano è tornato a parlare del primo anno in Serie A quando il Ds era Sogliano e l'allenatore Mandorlini: "L’Europa? L’avevamo avvicinata con Luca Toni capocannoniere, adesso però è lontanissima, soprattutto in questo momento, in Italia, con questi prezzi di mercato. Oggi arrivare in Europa League è veramente difficile, quelli erano tempi in cui le cose sono state fatte bene e sei andato anche oltre le aspettative. Con un pizzico di fortuna saremmo arrivati sesti, resto felice di esserci andato vicino".

Setti ha concluso: "Chievo? Ho un rapporto buonissimo, sia col presidente Campedelli che con il suo staff. Scudetto può tornare in provincia? Non credo, è impossibile. Quello dell’Hellas resta una bella favola".

FONTE: TGGialloBlu.it


HELLAS VERONA FC - NOTA UFFICIALE
08/AGOSTO/2019 - 17:35
Verona - L'Hellas Verona FC comunica di aver deciso di implementare e rafforzare l’Area Comunicazione e Media del Club con la figura professionale di Andrea Anselmi in qualità di responsabile dell'Area Comunicazione.

Bolzanino di nascita, ma già 'veronese', avendo vissuto nella nostra città quando ha frequentato il corso universitario di Lettere Moderne, in 20 anni di professione è stato giornalista sportivo di carta stampata ma anche di emittenti televisive e radiofoniche altoatesine. Ha fondato a Bolzano l’Agenzia di Comunicazione Echo e per 9 anni è stato Responsabile della Comunicazione e dell’Ufficio Stampa di F.C. Südtirol Srl.

Andrea Anselmi, che potrà contare sulla consolidata professionalità del Capo Ufficio Stampa, Matteo Viscione, ricoprirà il nuovo incarico a partire da lunedì 19 agosto.

L'Hellas Verona FC dà ufficialmente il benvenuto ad Andrea e gli augura un buon lavoro all'interno del nostro Club.

FONTE: HellasVerona.it


NO AI 25 MILIONI
Occhio Setti, se vai giù niente paracadutissimo
11/08/2019 12:00
Non c'è due senza tre, si dice di solito. Ma in questo caso no: c'è due senza tre: se il Verona dovesse retrocedere per la terza volta consecutiva dalla Serie A (dopo le due imbarazzanti retrocessioni nelle stagioni con Mandorlini-Delneri e poi Pecchia) questa volta Setti non potrà usufruire del paracadutissimo da 25 milioni, ma si dovrebbe "accontentare" di un paracadute, anche in base alle combinazioni con le altre retrocesse, da 15 milioni.

Non più 25 milioni per affrontare un nuovo campionato di Serie B ma il 40% di fondi in meno. Se questa volta si retrocede non si avranno le enormi agevolazioni rispetto alle avversarie (come era successo nel primo anno di Pecchia e con Grosso) ma agevolazioni di minor rilievo.

Anche se, con molta fatica, quest’anno Setti sta cercando di rinforzare la rosa con giocatori da Serie A rispetto al passato. Se due anni fa il regista titolare era Calvano (o Buchel), ora si è preso un giocatore di categoria come Miguel Veloso, anche se a costo zero. Due anni fa l'esterno d'attacco era Aarons, ora è arrivato un giocatore di categoria come Lazovic (anche lui svincolato).

In queste mosse di mercato si nota un maggior impegno (almeno con i nomi dei calciatori) per tentare la salvezza in tutti i modi. Questa volta, se si dovesse scendere in cadetteria, sarebbe dura per Setti costruire l’anno dopo una squadra altamente competitiva per i primi posti. La salvezza, mai come quest'anno, è fondamentale per la società di via Olanda. Juric deve fare un miracolo: ma questa volta la rosa può almeno contare su qualche giocatore di categoria.

FONTE: TGGialloBlu.it


CALCIOMERCATO
09 agosto 2019 - 18:43
Esclusiva – Setti: “Mercato per ora buono, una punta arriverà”
Il presidente del Verona a hellas1903.it: “Probabile che un attaccante entri a fine mercato”
di Redazione Hellas1903

Il presidente del Verona Maurizio Setti, ai microfoni di hellas1903.it, commenta l’andamento del calciomercato dell’Hellas a tre settimane dalla chiusura.

“Finora – dice Setti – abbiamo fatto cose buone. Il mercato, purtroppo, dura molto, e questo significa che per noi qualche altro calciatore potrà essere ingaggiato verso la fine delle trattative, probabilmente nell’ultima settimana. La punta? Arriverà, abbiamo più di un’idea. Si tratta, come detto, di aspettare ancora un po’”.

FONTE: Hellas1903.it


06 AGO 2019
IL RE E’ NUDO
C’era una volta un imperatore che amava così tanto la moda da spendere tutto il suo denaro soltanto per vestirsi con eleganza. Non aveva nessuna cura per i suoi soldati, né per il teatro o le passeggiate nei boschi, a meno che non si trattasse di sfoggiare i suoi vestiti nuovi: possedeva un vestito per ogni ora del giorno, e mentre di solito di un re si dice: “E’ nella sala del Consiglio”, di lui si diceva soltanto: “E’ nel vestibolo”.

Nella grande città che era la capitale del suo regno, c’era sempre da divertirsi: ogni giorno arrivavano forestieri, e una volta vennero anche due truffatori: essi dicevano di essere due tessitori e di saper tessere la stoffa più incredibile mai vista. Non solo i disegni e i colori erano meravigliosi, ma gli abiti prodotti con quella stoffa avevano un curioso potere: essi diventavano invisibili agli occhi degli uomini che non erano all’altezza della loro carica, o che erano semplicemente molto stupidi.

“Quelli sì che sarebbero degli abiti meravigliosi!”, pensò l’imperatore: con quelli indosso, io potrei riconoscere gli incapaci che lavorano nel mio impero, e saprei distinguere gli stupidi dagli intelligenti! Devo avere subito quella stoffa!”.

E pagò i due truffatori, affinché essi si mettessero al lavoro.

Quei due montarono due telai, finsero di cominciare il loro lavoro, ma non avevano nessuna stoffa da tessere. Chiesero senza tanti complimenti la seta più bella e l’oro più brillante, se li misero in borsa, e continuarono a così, coi telai vuoti, fino a tarda notte.

“Mi piacerebbe sapere a che punto stanno con la stoffa!”, pensava intanto l’imperatore; ma a dire il vero si sentiva un po’ nervoso al pensiero che una persona stupida, o incompetente, non avrebbe potuto vedere l’abito. Non che lui temesse per sé, figurarsi: tuttavia volle prima mandare qualcun altro a vedere come procedevano i lavori.

Nel frattempo tutti gli abitanti della città avevano saputo delle incredibili virtù di quella stoffa, e non vedevano l’ora di vedere quanto stupido o incompetente fosse il proprio vicino.

“Manderò dai tessitori il mio vecchio e fidato ministro”, decise l’imperatore, “nessuno meglio di lui potrà vedere che aspetto ha quella stoffa, perché è intelligente e nessuno più di lui è all’altezza del proprio compito”.

Così quel vecchio e fidato ministro si recò nella stanza dove i due tessitori stavano tessendo sui telai vuoti. “Santo cielo!”, pensò, spalancando gli occhi, “Non vedo assolutamente niente!”

Ma non lo disse a voce alta.

I due tessitori gli chiesero di avvicinarsi, e gli domandarono se il disegno e i colori erano di suo gradimento, sempre indicando il telaio vuoto: il povero ministro continuava a fare tanto d’occhi, ma senza riuscire a vedere niente, anche perché non c’era proprio niente.

“Povero me”, pensava intanto, “ma allora sono uno stupido? Non l’avrei mai detto! Ma è meglio che nessun altro lo sappia! O magari non sono degno della mia carica di ministro? No, in tutti casi non posso far sapere che non riesco a vedere la stoffa!”

“E allora, cosa ne dice”, chiese uno dei tessitori.

“Belli, bellissimi!”, disse il vecchio ministro, guardando da dietro gli occhiali. “Che disegni! Che colori! Mi piacciono moltissimo, e lo dirò all’imperatore.”

“Ah, bene, ne siamo felici”, risposero quei due, e quindi si misero a discutere sulla quantità dei colori e a spiegare le particolarità del disegno. Il vecchio ministro ascoltò tutto molto attentamente, per poterlo ripetere fedelmente quando sarebbe tornato dall’imperatore; e così fece.

Allora i due truffatori chiesero ancora soldi, e seta, e oro, che gli sarebbe servito per la tessitura. Ma poi infilarono tutto nella loro borsa, e nel telaio non ci misero neanche un filo. Eppure continuavano a tessere sul telaio vuoto.

Dopo un po’ di tempo l’imperatore inviò un altro funzionario, assai valente, a vedere come procedevano i lavori. Ma anche a lui capitò lo stesso caso del vecchio ministro: si mise a guardare, a guardare, ma siccome oltre ai telai vuoti non c’era niente, non poteva vedere niente.

“Guardi la stoffa, non è magnifica?”, dicevano i due truffatori, e intanto gli spiegavano il meraviglioso disegno che non esisteva affatto.

“Io non sono uno stupido!”, pensava il valente funzionario. “Forse che non sono all’altezza della mia carica! Davvero strano! Meglio che nessuno se ne accorga!” E così iniziò anche lui a lodare il tessuto che non riusciva a vedere, e parlò di quanto gli piacessero quei colori, e quei disegni così graziosi. “Sì, è davvero la stoffa più bella del mondo”, disse poi all’imperatore.

Tutti i sudditi non facevano che discutere di quel magnifico tessuto. Infine anche l’imperatore volle andare a vederlo, mentre esso era ancora sul telaio. Si fece accompagnare dalla sua scorta d’onore, nella quale c’erano anche i due ministri che erano già venuti, e si recò dai due astuti imbroglioni, che continuavano a tessere e a tessere… un filo che non c’era.

“Non è forse ‘magnifique’?”, dicevano in coro i due funzionari; “Che disegni, Sua Maestà! Che colori!”, e intanto indicavano il telaio vuoto, perché erano sicuri che gli altri ci vedessero sopra la stoffa.

“Ma cosa sta succedendo?”, pensò l’imperatore, “non vedo proprio nulla! Terribile! Che io sia stupido? O magari non sono degno di fare l’imperatore? Questo è il peggio che mi potesse capitare!”

“Ma è bellissimo”, intanto diceva. “Avete tutta la mia ammirazione!”, e annuiva soddisfatto, mentre fissava il telaio vuoto: mica poteva dire che non vedeva niente! Tutti quelli che lo accompagnavano guardavano, guardavano, ma per quanto potessero guardare, la sostanza non cambiava: eppure anch’essi ripeterono le parole dell’imperatore: “Bellissimo!”, e gli suggerirono di farsi fare un abito nuovo con quella stoffa, per l’imminente parata di corte.

“‘Magnifique’!, ‘Excellent’!”, non facevano che ripetere, ed erano tutti molto felici di dire cose del genere.

L’imperatore consegnò ai due imbroglioni la Croce di Cavaliere da tenere appesa al petto, e li nominò Grandi Tessitori.

Per tutta la notte prima della parata di corte, quei due rimasero alzati con più di sedici candele accese, di modo che tutti potessero vedere quanto era difficile confezionare i nuovi abiti dell’imperatore. Quindi fecero finta di staccare la stoffa dal telaio, e poi con due forbicioni tagliarono l’aria, cucirono con un ago senza filo, e dissero, finalmente: “Ecco i vestiti, sono pronti!”

Venne allora l’imperatore in persona, coi suoi più illustri cavalieri, e i due truffatori, tenendo il braccio alzato come per reggere qualcosa, gli dissero: “Ecco qui i pantaloni, ecco la giacchetta, ecco la mantellina…” eccetera. “Che stoffa! E’ leggera come una tela di ragno! Sembra quasi di non avere indosso nulla, ma è questo appunto il suo pregio!”

“Già”, dissero tutti i cavalieri, anche se non vedevano niente, perché non c’era niente da vedere.

“E ora”, dissero i due imbroglioni, se Sua Maestà Imperiale vorrà degnarsi di spogliarsi, noi lo aiuteremo a indossare questi abiti nuovi proprio qui di fronte allo specchio!”

L’imperatore si spogliò, e i due truffatori fingevano di porgergli, uno per uno, tutti i vestiti che, a detta loro, dovevano essere completati: quindi lo presero per la vita e fecero finta di legargli qualcosa dietro: era lo strascico. Ora l’imperatore si girava e rigirava allo specchio.

“Come sta bene! Questi vestiti lo fanno sembrare più bello!”, tutti dicevano. “Che disegno! Che colori! Che vestito incredibile!”

“Stanno arrivando i portatori col baldacchino che starà sopra la testa del re durante il corteo!”, disse il Gran Maestro del Cerimoniale.

“Sono pronto”, disse l’imperatore. “Sto proprio bene, non è vero?” E ancora una volta si rigirò davanti allo specchio, facendo finta di osservare il suo vestito.

I ciambellani che erano incaricati di reggergli lo strascico finsero di raccoglierlo per terra, e poi si mossero tastando l’aria: mica potevano far capire che non vedevano niente.

Così l’imperatore marciò alla testa del corteo, sotto il grande baldacchino, e la gente per la strada e alle finestre non faceva che dire: “Dio mio, quanto sono belli gli abiti nuovi dell’imperatore! Gli stanno proprio bene!”

Nessuno voleva confessare di non vedere niente, per paura di passare per uno stupido, o un incompetente. Tra i tanti abiti dell’imperatore, nessuno aveva riscosso tanto successo.

“Ma l’imperatore non ha nulla addosso!”, disse a un certo punto un bambino.

“Santo cielo”, disse il padre, “Questa è la voce dell’innocenza!”. Così tutti si misero a sussurrare quello che aveva detto il bambino.

“Non ha nulla indosso! C’è un bambino che dice che non ha nulla indosso!”

“Non ha proprio nulla indosso!”, si misero tutti a urlare alla fine. E l’imperatore rabbrividì, perché sapeva che avevano ragione; ma intanto pensava: “Ormai devo condurre questa parata fino alla fine!”, e così si drizzò ancora più fiero, mentre i ciambellani lo seguivano reggendo una coda che non c’era per niente.



PS: Ogni riferimento a fatti e persone è assolutamente voluto.
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


CALCIOMERCATO
VERONA, CACCIA AL NOME DEL TOP PLAYER
31/07/2019 08:38
"Un top player potrebbe arrivare". Il presidente del Verona Maurizio Setti ha stuzzicato così la fantasia dei tifosi, esponendosi in una difficile e affascinante promessa. Perchè quando un presidente dice una cosa del genere in un'intervista crea un'aspettativa che è difficile da contenere. Insomma, a questo punto non arrivasse un "vero" top player o venisse mascherato sotto questa etichetta un giocatore di fascia "media", Setti passerebbe per l'ennesima volta come un presidente che non sa dare seguito ai proclami.

Ma chi sarebbe il top player inseguito dal Verona dove non abbondano i soldi tanto da considerare eccessivi i due milioni per Ciano?

La lista è lunga. Più che logico che il Verona attingerà dagli svincolati, perchè è praticamente impossibile andare a prendere un top player già sotto contratto. Tra gli svincolati, comunque ci sono nomi che fanno sognare. Il primo è Mario Balotelli, ancora senza squadra, in attesa della migliore occasione. Un nome che "scotta" per mille motivi, ma anche il più affascinante. Balotelli a Verona sarebbe una notizia e alla città in generale farebbe molto bene.

Svincolati sono anche gli ex juventini Marchisio, Lichtsteiner e Llorente. Molto meno affascinanti rispetto a Balotelli, ma sicuramente più affidabili. Ma non c'è dubbio che il nome che sposterebbe gli equilibri sia quello di Ribery. Amicissimo di Luca Toni, Ribery è un sogno quasi irrealizzabile. Ma con lui si sognerebbe davvero in grande.

Attenzione anche a Ben Harfa, del 1987 e a Wilfred Bony che il Verona aveva cercato già nel gennaio del 2018 con Fusco. Anche l'ex del Barcellona Dani Alves aspetta un contratto. Servisse un difensore di grande temperamento ed esperienza il nome giusto è quello di Cahill, 1985, rimasto senza contratto al Chelsea. Per il ruolo di esterno invece sarebbe libero l'ex del Real Madrid Fabio Coentrao, 1988.

Non sarebbe male neanche puntare sul ritorno di Guarin, ex dell'Inter, svincolato dai cinesi dello Shangai Shenua. E se servisse esperienza, carisma e classe ecco Juanfran, svincolato dal Real Madrid, anche lui del 1985.

Infine due idee che in queste settimane sono circolate sul web. La prima è Daniel Sturridge, svincolato dal Liverpool, il secondo è Danny Welbeck, che ha avuto un grave infortunio alla caviglia e da tempo non gioca.

FONTE: TGGialloBlu.it


30 LUG 2019
MR. SETTI ALL’ENNESIMA LOTTERIA?
Le discussioni sul calendario – se è bello o brutto, le grandi prima o dopo e balle varie – mi appassionano come una lezione di botanica sistematica. Ancor meno la chiosa, originale come la base di un Karaoke di provincia, “prima o poi bisogna incontrarle tutte”. Se proprio, l’unica cosa sensata sarebbe guardare le ultime giornate e non le prime e immaginare la situazione delle avversarie a fine campionato. Perché, si sa, che a quel punto le partite sono condizionate dalle motivazioni e i punti vengono concessi o guadagnati allegramente. Può essere ovviamente un esercizio pleonastico, ma forse anche più verosimile di quanto si immagini (e comunque, ripeto, migliore dei soliti dibattiti) guardando la fascia tecnica e lo storico delle avversarie. E il Verona chiuderà con Atalanta, Torino, Lazio, Spal e Genoa. Fuori casa solo Toro e Genoa. Buono, o non buono? Ovviamente oggi non si può sapere: Spal e Genoa, con cui i rapporti societari sono molto buoni, potrebbero essere impelagate nella bagarre salvezza; la Lazio dell’amico Lotito in corsa per la Champions, l’Atalanta e il Toro chissà. Ci fermiamo qui.

Di mercato invece ho promesso di parlarne dopo metà agosto, ma oggi si possono già valutare alcuni fatti. Il primo: il protagonista della campagna estiva è Ivan Juric, tuttologo, allenatore manager di questo Verona. Setti pare avergli dato carta bianca, lasciando a D’Amico il mero lavoro operativo. Veloso, Rrhamani, Gunter e Bocchetti, cioè quattro delle cinque new entry, sono roba sua. Giocatori anche interessanti, ma – come ho scritto nelle schede di presentazione per questa testata e qui siamo al secondo fatto – con l’incognita della tenuta atletica per Bocchetti, Badu e Gunter, reduci da infortuni seri, e dell’impatto ambientale (ergo il calcio italiano) per Rrhamani. Mentre su Veloso resta la spada di Damocle di una carriera da (parziale) inespresso. Terza questione, sono ancora scoperti ruoli cruciali nel sistema di gioco dell’inquieto allenatore di Spalato: i due esterni di mediana, il trequartista (o la mezzapunta) e il centravanti. Manca ancora un mese alla chiusura delle trattative, ma è evidente che questi non sono dettagli. Giusto procedere con razionalità, altrettanto darsi un po’ una mossa.

E’ un’ovvietà affermare “aspettiamo il verdetto del campo”, ma l’esercizio della critica (e dei tifosi pensanti) è cercare di capire prima cosa possa mancare, senza per questo passare da menagrami o “gufi”, i ridicoli insulti gentilmente “dedicati” a chi esce dal conformismo. Quelli che oggi ancora mancano, per esempio, sono adeguati investimenti per la serie A. Finora il grosso del mercato è fatto da prestiti o svincolati e visti gli ultimi anni la fiducia scarseggia. Perfino le altre neopromosse (il Brescia in particolare) sembrano avere qualcosa in più a livello di denari, in generale quest’anno non si vedono concorrenti già spacciate. L’impressione è che si voglia, ancora una volta, giocare con il fuoco e provare a vincere la lotteria. Aspettando agosto, così è (se vi pare).
Francesco Barana

FONTE: Blog.Telenuovo.it


SETTI: «SALVEZZA? L'ASTICELLA SI È ALZATA, MA NON SEMPRE LE STATISTICHE VALGONO»
29/LUGLIO/2019 - 22:40
Milano - Le principali dichiarazioni del presidente gialloblù Maurizio Setti, rilasciate in occasione dei sorteggi del calendario della Serie A TIM 2019/20.

«La prima giornata con il Bologna? Iniziamo contro una squadra che si è rinforzata tantissimo e che punta ai piani alti: servirà un Verona pronto fisicamente e a livello di organico per iniziare bene nel nostro stadio, che è il nostro uomo in più. Juric top player in panchina? È una componente importante per fare sì che questo campionato si concluda secondo i nostri obiettivi, ma non abbiamo ancora chiuso la rosa quindi diciamo che il top player potrebbe ancora arrivare. Cerchiamo ancora un giocatore per reparto ma dobbiamo aspettare i momenti giusti da cogliere. Che Serie A sarà e le favorite? Il livello per salvarsi si è alzato tantissimo quindi sarà un campionato molto difficile, ma la statistica ci dice che le cose girano anche per le medio-piccole quindi vedremo. Per la vittoria finale credo che la Juventus stia facendo una squadra ancora più forte e che, comunque, le altre non siano ancora pronte a darle battaglia, le dirette avversarie avranno momenti per fare molto bene ma alla lunga la Juve avrà ancora tanto margine di vantaggio».

FONTE: HellasVerona.it


NEWS
29 luglio 2019 - 19:28
Setti sul mercato: “Ci muoviamo con parsimonia, arriveremo agli obbiettivi”
Il presidente dell’Hellas: “Il Verona sarà una squadra battagliera”
di Redazione Hellas1903

Il presidente del Verona Maurizio Setti ha parlato prima della stesura dei calendari per la nuova stagione di serie A. “Se mi chiedete che Verona dobbiamo aspettarci dico una squadra guerriera e battagliera, questo è l’unico modo possibile per rimanere in Serie A. Il mercato? Ci stiamo muovendo con parsimonia, ma arriveremo agli obiettivi”.

FONTE: Hellas1903.it


HELLAS VERONA FC - NOTA UFFICIALE
29/LUGLIO/2019 - 16:50
Verona - L'Hellas Verona FC, in seguito a una decisione presa di comune accordo tra le parti, comunica di aver interrotto il rapporto lavorativo con il responsabile della comunicazione Andrea Sorrentino.

Il Club intende ringraziare Andrea per la serietà e la professionalità dimostrate e gli augura le migliori fortune per la sua carriera professionale.

FONTE: HellasVerona.it


22 LUG 2019
FREGNACCE
C’è una cosa che non sopporto e non sopporterò mai. Quando mi raccontano fregnacce. La mia stima nei confronti di una persona è pari al livello di credibilità che questa si conquista. Non sopporto quando si raccontano balle e si pretende l’applauso. Faccio veloci esempi: due anni fa mi raccontarono che Bearzotti e Calvano rappresentavano il futuro del Verona. Erano loro la grande prospettiva di questa società.Vi ricordate? Setti si affannava a prendersi i meriti di aver scoperto Calvano, mentre i cantori di regime incensavano le doti di mago del presidente. Oggi uno è ai margini della squadra, l’altro è stato ceduto in serie C con due righe di comunicato senza uno straccio di ringraziamento.

Ci raccontavano anche che gli staff di Pecchia e Grosso erano i migliori del mondo, guai a mettere in discussione la preparazione atletica. Se lo facevi manipoli di randellatori virtuali intervenivano per confutare la tesi. Oggi Ivan Juric ci dice con molta tranquillità che molti giocatori del passato non erano abituati a lavorare, sottointendendo “con un po’ di impegno”, le stesse parole che usò Ballardini quando arrivò al Genoa a gennaio uno sfiancato Bessa. Potrei continuare all’infinito, ma mi fermo per carità di patria. Aggiungo solo che c’è solo una cosa che è peggiore delle fregnacce che ci hanno raccontato. I megafoni che le hanno amplificate.
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


HELLAS VERONA FC - NOTA UFFICIALE
19/LUGLIO/2019 - 16:00
Verona - L'Hellas Verona FC comunica di aver riorganizzato e integrato l’area media del Club, che per la stagione 2019/20 vedrà Andrea Sorrentino come responsabile dell'Area Comunicazione. Il nuovo dirigente sarà coadiuvato dal capo Ufficio Stampa Matteo Viscione.

Andrea Sorrentino è nato a Roma. Giornalista professionista dal 2001, ha lavorato come inviato nei maggiori eventi sportivi nazionali e internazionali, maturando un’esperienza ventennale nel settore della comunicazione sportiva.

FONTE: HellasVerona.it


19 LUG 2018
LA FORZA DELLE IDEE
La chiusura del calciomercato è lontana. Da qui al 2 settembre l’attuale rosa del Verona subirà svariati cambiamenti tra giocatori in uscita e qualche innesto che nei piani di D’Amico e Juric dovrebbe essere sinonimo di rinforzo.

Le risicate disponibilità economiche del presidente Setti sono note. Impossibile arrivare a giocatori di qualità già affermati (troppo costosi). Per evitare di recitare il ruolo della piccola comparsa con destino già scritto (retrocessione) c’è solo una strada da percorrere: idee giuste in base al progetto di gioco dell’allenatore.

E’ troppo presto per esprimere giudizi sul Verona di adesso, su quanto visto (e non visto) in ritiro, sulle presunte qualità di gente che ha fatto una fatica tremenda a competere nella passata stagione in B.

Il taglio prematuro di Aglietti ha di fatto azzerato ogni cosa, compreso il fattore entusiasmo-gruppo unito che spesso aiuta le neopromosse a reggere il confronto con squadroni sulla carta molto più forti.

Tardivamente Setti ha capito che il progetto Grosso era fallito e che bisognava ripartire da un profilo diverso, da un allenatore con personalità e con idee diverse rispetto ai suoi predecessori incapaci di fare breccia tra i tifosi.

Nei piani del presidente, Juric avrebbe dovuto rappresentare una svolta decisa, un nuovo corso con l’obiettivo di vincere il campionato di B, riacquistare credibilità tra il popolo gialloblù e quell’entusiasmo di piazza indispensabile per reggere la serie A.

Non è andata così e paradossalmente aver anticipato di un anno i programmi ha di fatto complicato un po’ tutto. Mai come in questo caso servono giusti agganci e buone idee. Offrire qualche birra ai tifosi in ritiro non basterà per far dimenticare errori e spettacoli indecenti degli ultimi anni.
Luca Fioravanti

18 LUG 2018
HELLASVINCOLATI
Passano gli anni ma il refrain non cambia: “Se non son svincolati… non li vogliamo”. Ma alla peggio ci vanno bene anche i quasi a fine contratto, ma pure i reduci da infortuni seri… e molto gradite sono sempre le vere e proprie scommesse su Tizio o Caio. Per non parlare dei prestiti secchi che accogliamo sempre a braccia spalancate. .

Un’altra frase refrain in voga in società di quest’anno è: “non abbiamo le possibilità economiche di altre società…”. Falso, gli introiti sono i medesimi (escluse le big e alcune di fascia medio-alta) di tutte le squadre neopromosse o che la scorsa stagione sono state coinvolte nella lotta per non retrocedere.

La verità è che: “Setti non ha le possibilità economiche di altri presidenti”, e le figure da egli scelte non sanno produrre plusvalenze, da cessioni di giocatori di proprietà

Ovvio che preferiamo i bilanci a posto, ai fallimenti in stile Bari e Palermo, ma fare impresa nel calcio professionistico di oggi con ridotti patrimoni economici della proprietà, implica, anzi impone che operino solo persone capaci ed esperte.

Riprendo quindi un concetto recentemente espresso dall’amico Gianluca Vighini, “se non hai soldi per fare calcio ad alti livelli, devi far bene attraverso figure societarie e tecniche di livello e di provata capacità, in grado di sopperire a tale gap.

Per capire ia qualità del lavoro di Tony D’Amico la scorsa stagione, si è preso come metro di misura la promozione ottenuta. Il che ci può stare, tuttavia l’esamina va completata.

Ieri cercavo sulla Gazzetta Sportiva le trattative di mercato e relativi obiettivi di tutte le squadre di A e B.

Ebbene, non c’è una squadra tra le 43 di entrambi i tornei, interessata a un giocatore che sia uno dell’Hellas Verona. Mi dicevo, ma possibile che manco in B interessi qualcuno tra i vari Almici, Empereur, Di Gaudio, Ragusa, Marrone, Vitale? Possibile che questi calciatori scoperti dall’ex Talent Scout, oggi DS, Tony D’Amico, (scusate se sono scurrile), “non se li caghi” letteralmente nessuno? Azz che affari eh? (Ok, vesamina finita)

Meno male che alla fine del mercato manca ancora molto tempo… e per fortuna, lo stesso abbonda di svincolati, ex infortunati, scommesse e prestiti, ancora oggi senza maglia e quindi sotto osservazioni dal nostro DS

È la dimensione del Verona direte voi. No! è quella di Setti.
Mauro Micheloni

17 LUG 2018
MAURIZIO NOSTRO È TORNATO (RANZANI)
Ranzani splende in estate. Che, si sa, è la stagione dell’amore e delle smargiassate. Il Setti che si presenta in ritiro con la Mustang gialloblu, o che mette sul banco 50 euro e offre la birra ad alcuni tifosi, riveste i panni del suo alterego più amato. Ranzani – in pieno smalto nei primi tempi del Setti presidente - ci aveva (apparentemente) lasciato in questi anni difficili per il Verona. Maurizio nostro parlava come un triste e cereo ragioniere: “Prima il bilancio” ammoniva con tediosa nenia moralisteggiante, neanche fosse una mamma petulante. Eppure, cogliendo gli attimi di un’espressione, i millimetri di un sopracciglio alzato o abbassato, o di un nervoso sbuffo, capivi che il Setti in quei panni minimalisti ci stava stretto. Gli emiliani mica sono veneti: il basso profilo non lo amano, al limite lo sopportano per contingenza.

Sarà la serie A, sarà che le stagioni cambiano, saranno le grandi velleità che si respirano in città (il nuovo stadio), sarà che Setti lo hanno pure invitato alla prima de La Traviata in mondovisione con tutti i vips (e la camicia dello smoking un po’ stroppicciata e l’occhialino scuro-trasparente erano due perle in quell’ingessatissimo contesto istituzionale), sarà tutto questo, ecco, ma Maurizio nostro sembra tornato in lui.

Nel frattempo ora si occupa pure in prima persona delle trattative di mercato e ha assunto (sempre a buon mercato, sia chiaro) un allenatore che ha il pregio perlomeno di parlare con nettezza inusitata e poca diplomazia. Domenica scorsa Juric è stato trasparente quando ha confermato che i nuovi Veloso e Badu sono tra i pochi a essere giocatori di serie A, che servono ancora molti altri innesti per non ripetere gli ultimi due campionati di serie A da comparse. Juric poi ha spiegato nei dettagli cosa si aspetta da uno dei nostri calciatori più forti, Zaccagni.

Insomma, ancora non mi sbilancio sul Verona che sarà (troppo presto), ma perlomeno siamo qui che possiamo parlare di calcio e sfottere amabilmente Setti che torna a regalarci le sue teatrali gestualità e che certo nell’estetica del racconto ci piace di più così. Il resto rimane tutto da capire e da realizzare: gli investimenti, il consolidamento eccetera. E le perplessità e le critiche ovviamente rimangono forti. Aspettiamo una ventina di giorni per saperne di più.
Francesco Barana

FONTE: Blog.Telenuovo.it


13 luglio 2019
Hellas Verona, il presidente Setti in ritiro: si presenta con una Mustang gialloblù

Non poteva passare inosservata l'auto del presidente del Verona Setti che si è presentato in ritiro con la sua nuova Ford Mustang gialloblù, auto-regalo per la promozione in serie A della squadra. In versione più "dimessa" la visita di Di Carmine e Ragusa all'Hellas Village di Primiero per salutare i tifosi: hanno preferito il motorino

Il presidente del Verona, Maurizio Setti, si è fatto un bel regalo per festeggiare la serie A: una macchina speciale con i colori dell'Hellas. Il numero 1 della squadra veneta è arrivato nel ritiro di Fiera di Primiero con una Ford 5.0 V8 Mustang giallo blu che non è passata inosservata. L'auto è stata osservata a lungo dai giocatori e dai tifosi saliti in Trentino per sostenere la squadra in vista della prima amichevole della formazione di Ivan Juric prevista per domenica contro i dilettanti del Primiero. Hanno invece preferito il motorino Di Carmine e Ragusa in visita all'Hellas Village per salutare i tifosi.


FONTE: Sport.Sky.it


13.07.2019
Mustang gialloblù per Maurizio Setti per celebrare la A
La Mustang gialloblù di Setti (Fotoexpress)

Maurizio Setti, presidente dell'Hellas Verona, si è presentato ieri al ritiro a Fiera di Primero al volante di una fiammante Mustang GT (5000 cc). È il bolide che il patron si è concesso per la promozione in serie A della squadra e che ha fatto personalizzare in gialloblù.

Come è noto, oltre agli ultraleggeri, Setti ha una grande passione anche per le auto veloci e i motori in generale: è anche proprietario della Garelli e oggi, al ritiro, ha provato un modello elettrico.

Gianluca Tavellin

FONTE: LArena.it


Birre offerte dal presidente Setti
luglio 13, 2019

Il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti, è arrivato ieri sera in ritiro a Primiero e questa mattina ha raggiunto il campo di Mezzano. Fermato da alcuni tifosi gialloblù, il numero uno del club gialloblù ha messo sul banco 50 euro e ha offerto delle birre ai presenti.

La Mustang gialloblù del presidente Setti
luglio 13, 2019

Questo pomeriggio al campo comunale di Mezzano, il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti, si è presentato con la Mustang gialloblù, regalo per la promozione in Serie A.

FONTE: HellasLive.it


12 LUG 2019
DIVIDE ET IMPERA
Tutti contro tutti. I social hanno scatenato una guerra tra poveri, accuse, offese. Uno spettacolo degradante. Coperti nella maggior parte dei casi dall’anonimato, i tifosi del Verona si scagliano gli uni contro gli altri. Anche in questo sito, anche in questo blog. Nel frattempo il Verona opera un’azione verticale che trapassa le coscienze. Io so’ io, e voi non siete un cazzo, diceva il marchese del Grillo. L’apparente democrazia dei social in realtà ha creato l’humus perfetto per chi, come Setti impone la sua visione. Un pensiero unico e liquido che non riesce ad essere frammentato da nessun commento perché per ogni commento c’è il suo esatto contrario. Il fronte comune, che tante battaglie ha fatto vincere anche in passato (penso alla fusione con il Chievo) non esiste più.

Siamo alla teorizzazione massima del “divide et impera”, inventato dai latini. E così chi si abbona offende chi non si abbona, e viceversa. Senza rispetto. Chi deve lavorare e non va in trasferta viene giudicato non degno di parola. E via così. Fino al concetto massimo: chi critica Setti, attacca il Verona. La sovrapposizione perfetta tra dio e la realtà. Come se criticare Renzi o Salvini volesse dire criticare l’Italia. Attenzione all’ultimo passaggio perché credo che ci siamo vicini anche nel paese. Nel calcio, che resta un formidabile laboratorio sociale, ci siamo già da un pezzo. Il cervello del tifoso è costantemente lavato e stirato. Gli spazi per la critica e il dissenso sempre più ristretti. Nel calcio e a Verona è già realtà. Setti non va criticato perchè lui è l’Hellas Verona. L’evidenza dei fatti viene distorta con sapiente uso dei media compiacenti. Alla terza volta che dici in un’intervista che Grosso è stato importante per la conquista della serie A, c’è il serio rischio che in molti ci credano. E che tantissimi si dimentichino la merdina che è stata loro propinata per otto mesi. C’è perfino il rischio che Grosso venga considerato tra un po’ come un bravo allenatore. L’eroe Aglietti, nel frattempo, è stato in frettissima accantonato e quando lo nomini vedi il loro malcontento salire.

Chi lo fa viene isolato, emarginato, buttato fuori dalle conferenze stampa. Assistiamo a paradossi evidenti che diventano prassi giornaliera. Per fare pubblicità alle nuove magliette che Setti si rivende con un ricarico minimo del settanta, ottanta per cento, forse addirittura del cento per cento vista la qualità dei materiali usata, chiedono ai media di farsi l’accredito. Capite? Siamo al capolavoro. Non solo non pagano la pubblicità, ma decidono pure chi deve entrare per fargliela. Continuano a parlare di tifosi, ma in realtà ragionano con l’idea che siamo clienti. In effetti lo siamo diventati da un pezzo. Siamo somari a cui vendono qualsiasi cosa. Brocconi di proporzioni gigantesche vengono spacciati per fenomeni e la parola “colpo di mercato” è ormai una dolce bustina di eroina da iniettarsi ogni mattina per placare le nostre coscienze in astinenza da calciomercato. E così viene stimolato il nostro essere tifosi, solleticando il bambino che c’è in noi, usando le nostre fanciullesche passioni, in realtà mercificando la nostra passione. E mentre tutto questo succede noi continuiamo a litigare. Anonimi. Sul web.
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


SETTI PARLA AL GUERIN SPORTIVO
"Grosso fondamentale, non faremo stessi errori”
12/07/2019 12:30
“Torniamo in Serie A per la terza volta in 7 anni, non ripeteremo gli errori del passato. Grosso fondamentale, Aglietti straordinario ma ho scelto Juric, l’uomo giusto per costruire il futuro. Grosso, nonostante i risultati siano stati deludenti, ha comunque portato a casa 49 dei 52 punti totali, mentre Aglietti è stato straordinario, l’uomo giusto al momento giusto. Il merito va diviso tra tutti e due". Maurizio Setti torna a parlare in vista della prossima stagione, concedendo un'intervista al Guerin Sportivo.

"Il nostro obiettivo è consolidare la categoria, nell’ultimo anno di Serie A sono stati commessi degli errori che non voglio assolutamente ripetere - ha ribadito il presidente del Verona - Vogliamo essere dentro la mischia delle squadre che lotteranno per la salvezza. Più difficile fare abiti o calcio? Sono due sfide diverse, ma nel calcio c’è una componente emozionale fortissima che è sia il motivo principale per cui ho scelto di investire in questo ambito, sia ciò che lo rende un tipo d'impresa molto complesso".

"Questa promozione, per come è arrivata, è la più bella delle tre. È stato come un film. Juric? Nasce dall’idea di costruire una una squadra che non solo negli uomini ma anche nella mentalità abbia un’identità forte. Juric ha in mente un calcio propositivo" ha continuato l'imprenditore carpigiano.

Setti ha concluso parlando del mercato: "Andranno senza dubbio fatti degli innesti importanti, ma l'idea è quella di mantenere l’ossatura della rosa. Il rapporto coi tifosi? Il mio operato va giudicato sulla base dei risultati. Vogliamo costruire una società vincente e sana: entro l’estate ci trasferiremo nella nuova sede di proprietà, siamo al lavoro su un nuovo centro sportivo e c’è il nostro appoggio alla costruzione di un nuovo stadio".

Ultimo pensiero su Pazzini: "Ha l’ultimo anno di contratto con noi e in questa stagione ha dimostrato di sapersi mettere a disposizione di squadra e mister, sia in campo che fuori: servirà anche nella prossima stagione".

FONTE: TGGialloBlu.it


10 LUG 2019
CALMA. MA NON TROPPA
Il Verona ha bisogno di rafforzarsi. Tanto e ovunque. Lo diciamo con sano senso del reale e visto cosa è successo nell’ultima vergognosa comparsata in serie A (noi non dimentichiamo).

Siamo d’accordo che il mercato non si fa adesso (completamente) ma una squadra che ha le idee chiare e non naviga a vista, il mercato in realtà lo fa adesso. Se non hai tanti soldi, vincono le idee e i rapporti. Un rapporto che, si spera, il Verona di Tony D’Amico coltiva è quello col ds Fusco. Il quale è alla Juventus e qualcosa di buono potrebbe girarlo. Mancuso poteva essere un’idea, brutto segnale che l’Empoli lo abbia soffiato, mettendoci soldi veri (cinque milioni mi sembrano comunque un’esagerazione, ma cavoli loro).

Su Bessa, Juric vorrebbe costruire qualcosa, ma anche qui, siamo sospesi. Arrivasse un’offerta… bye bye Bessa.

Si è lavorato in difesa. Due scommessone (Rrahmani e Gunter) e una certezza Bocchetti. Questo mi pare il primo vero nome da serie A.

Mi sfugge la super valutazione data al polacco Dawidowicz: spendere tre milioni e mezzo per il riscatto di questo giocatore mi pare una follia. Almeno per quello che s’è visto in serie B. Speriamo di essere smentiti in serie A.

Come scrivevamo il Verona ha posposto i pagamenti della scorsa stagione: sono stati spesi adesso 12,4 milioni di euro e tranne Rrahmani sono serviti a finanziare la squadra che stava clamorosamente fallendo la risalita in serie A (sempre sia benedetto Alfredo Aglietti e anche un po’ Iemmello che ha sbagliato quel gol clamoroso col Foggia).

Con sano realismo Setti (impegnato sempre più in prima persona nelle trattative) e D’Amico, si devono anche chiedere se Di Carmine e Pazzini possono garantire i gol necessari per stare in serie A. Lo devono dire loro, senza prendersi in giro e facendo una valutazione serena. Io ho dei dubbi. Un conto è la B, dove Pazzini è un lusso e Di Carmine un buon giocatore (che ha faticato oltremisura, ricordiamocelo), un conto è la serie A.

Ora come ora la campagna acquisti è ingiudicabile. Finisse adesso sarebbe ovviamente da grave insufficienza. Per fortuna c’è tempo. Quindi calma, ma non troppa…
Gianluca Vighini

10 LUG 2019
TROPPE ZAVORRE = INCAPACITÀ
Incapacità di consolidamento in A, altalena tra A e B, Diritti tv, paracadute… tutti aspetti che accomunano due realtà molto diverse tra loro (non fosse che per blasone e storia calcistica): Empoli ed Hellas Verona.

La differenza tra le due società si chiama oggi Pietro Accardi, classe ‘82, ex difensore, oggi DS dei toscani, capace di scovare calciatori che hanno prodotto in apertura di calcio mercato, la bellezza di 40 milioni di entrate dalle rispettive cessioni.

Al contrario non me ne voglia il nostro buon Tony D’Amico, noi non solo non sappiamo produrre plusvalenze milionarie, (esclusi Fares e Valoti farina di altri sacchi) ma rischiamo addirittura il primato di giocatori-zavorra sotto contratto.

Non si offendano i vari Almici, Balkovec, Empereur, Marrone, Di Gaudio, Ragusa, Tuptà, Danzi, (ma aggiungerei anche i vari Vitale, Crescenzi, Faraoni, Dawidowicz e Lee a tutt’ora grandi incognite), ma tra inadeguati, reduci da infortuni seri, mai affermati in A, troppo acerbi o ancora oggi eterne scommesse… di fatto sono tutti giocatori a libro paga, che poco o nulla possono dare alla causa/salvezza del Verona.

Il fatto poi che nessuno li richieda seriamente (nemmeno in B mi sa) è la prova che fare mercato oggi è qualcosa di più che completare una rosa, nella “speranza” di rafforzarla.

Importante nel sistema calcio attuale è prendere calciatori che in campo dicano la loro ma che possibilmente diventino delle future plusvalenze.

Specialmente quando le risorse arrivano quasi completamente da entrate esterne (Lega, Diritti Tv, Sponsor, ecc.), e nulla dalla proprietà, è importante investire bene e andare il più possibile sul sicuro. Non sono ammessi dubbi, nè perplessità, men che meno speranze, o peggio ancora, scommesse.

In attesa che l’asse con l’Atalanta dia i suoi frutti (stiamo ancora aspettando quelli dell’asse con Lotito, ma alle prese per il culo ci siamo abituati) e la paventata “amicizia” con la Juve porti qualche buon giocatore (credeghe…), noi si aspetta il grande colpo promesso da Setti. Sicuramente un fine carriera di gran nome, tra la speranza di un nuovo Luca Toni e il terrore di un altro Rafa Marquez.

Per il resto immagino D’Amico a spulciare l’elenco dei fine contratto o dei possibili saldi di fine mercato, cercando nel frattempo di sistemare altrove e con il minor danno, i suoi tanti flop della scorsa stagione, tutti super svalutati a dismisura dall’ottimo lavoro del suo amico Fabio Grosso.

Manca tuttavia un mese e mezzo alla fine del calciomercato… magari arriva un’altra botta di culo (dopo quello di Alfredo Aglietti per dare un’idea, arriva qualche crack)… perché diciamocelo… è ormai di botte di culo che da qualche anno si va avanti.
Mauro Micheloni

FONTE: Blog.Telenuovo.it


Nuovo stadio, Tosi: “Setti minaccia querele al sottoscritto? Ha paura della verità? Il Verona dice di essere solo spettatore ma non è così”
luglio 8, 2019

Flavio Tosi sorride leggendo la replica di ieri dell’Hellas Verona alle sue dichiarazioni di venerdì scorso sul nuovo stadio: “Dicono un po’ stizziti e molto impermalositi che sbaglio ad affermare che loro sono tra i proponenti del progetto. E minacciano querele non si sa bene per quale motivo, contro le ‘strumentalizzazioni” scrivono. Non capisco di quali strumentalizzazioni parlino, forse qualche dirigente del Verona non comprende il diritto/dovere di attività amministrativa di chi ricopre incarichi in Comune. Forse Setti e Barresi sono talmente disinteressati alla città, che non vogliono che ci sia qualcuno che si faccia portavoce di molti veronesi e dica la verità in mezzo a un mare di opacità, ipocrisie e prese in giro su un progetto che ha tutte le sembianze di una mega-speculazione non si sa bene con quali denari, dato che a oggi manca un piano economico-finanziario, come confermato e verbalizzato pure dagli uffici preposti del Comune. Io da amministratore – per dieci anni come Sindaco e oggi come capogruppo all’opposizione – ho il dovere politico e morale di segnalare le tantissime stranezze di questa operazione. Trovo surreale, se non comico, che il Verona minacci querela al sottoscritto perché adempie ai suoi doveri amministrativi. Si accomodino pure, per carità, mi spiacerebbe solo perché così s’intasano i tribunali per sciocchezze e non per le cose serie. Per quanto mi riguarda certamente non mi fermano e non mi fanno paura”. Tosi poi affila il sarcasmo: “Che poi vorrei sapere: perché allora Setti e Barresi non diffidano Sboarina, che da politico parla del nuovo stadio un giorno sì e l’altro pure? Lui non strumentalizza? Perché tutta questa paura e acredine verso una parte sola? Forse perché Setti e Sboarina sono in perenne luna di miele tanto vanno d’amore e d’accordo? Una storia commovente, la loro. Sboarina che vuole il nuovo stadio in accordo anche con Setti che, confermo (alla faccia delle minacce di querela!), non è spettatore nell’operazione nuovo stadio”. Tosi, al riguardo, ricorda: “Fu il socio del messicano Esparza, l’ex calciatore Thomas Berthold, non certo io, in un’intervista del 30 marzo scorso scorso a dire che l’idea di uno stadio nuovo nacque parlando con Francesco Barresi, direttore operativo del Verona. Fu l’Hellas Verona, non certo io, a stipulare il 26 marzo scorso un accordo scritto con la società Nuova Arena srl del messicano Esparza, che ha la sede italiana nello stesso stabile dell’Hellas Verona. Fatti e dichiarazioni inoppugnabili, pertanto il comunicato dell’Hellas Verona contiene affermazioni ridicole, che aggiungono nuove stranezze alle tante della saga nuovo stadio”. Ufficio Stampa Flavio Tosi

FONTE: HellasLive.it


NONOSTANTE COMUNICATO DI “SCOMUNICA”
Setti non cambia e conferma anche Righi
07/07/2019 15:15
Francesco Barresi e Tony D’Amico a Verona ed Emanuele Righi a Mantova. Setti non cambia e conferma i suoi fedelissimi dirigenti nelle due società di calcio che lo vedono al timone.

Nonostante una fallimentare stagione (persi perfino i play-off ripescaggio) il Ds del Mantova rimane al suo posto. Appena finita la finale playoff col Cittadella Righi, braccio destro di Setti, e con un passato nella dirigenza del Verona, aveva scritto un post polemico indirizzato ai tifosi dell’Hellas con scritto: "Vi saluta il Buffone (Setti, ndr) che ha ragione anche a sto giro".

Setti non l’aveva presa bene (almeno pubblicamente) e con un comunicato aveva preso le distanze dalle parole di Righi. Ma il Ds dei virgiliani, nonostante gli scivoloni mediatici e il fallimento degli obiettivi sul campo, è stato comunque riconfermato.

Ma non ci sarà il ripescaggio dopo il fallimento di molte squadre in C: Setti non può usufruire del ripescaggio perché ha già una società, l’Hellas nei professionisti, e potrebbe avere due squadre tra i ”pro” solamente in caso di promozione sul campo.

Dopo l’inattesa conferma, riuscirà Righi a portare il Mantova in Serie C nella prossima stagione?

FONTE: TGGialloBlu.it


HELLAS VERONA FC - NOTA UFFICIALE
07/LUGLIO/2019 - 13:00
Verona - In merito alle dichiarazioni del sig. Flavio Tosi inerenti al tema del nuovo stadio di Verona, apparse negli ultimi giorni sul sito tgverona.it, il Club intende precisare, ancora una volta, come sia profondamente sbagliato parlare di progetto del Verona o del presidente Setti. La società, si ribadisce per coloro che ancora non abbiano ben compreso la procedura legata alla 'Legge sugli stadi', ha unicamente formalizzato un accordo con la società proponente indispensabile, secondo la normativa, per poter procedere con l’iter di costruzione dell’impianto. Tale accordo prevede semplicemente che, se e quando il nuovo stadio sarà realizzato, il Club lo utilizzerà. Tutto qui.

Infine, provando a chiarire nuovamente la questione legata ai canoni di affitto relativi all’utilizzo dello stadio Bentegodi, si ricorda che questi sono oggetto di un procedimento in corso presso il tribunale di Verona, in quanto ci sono spese da bilanciare che riguardano lavori straordinari e ristrutturazioni fatte nello stadio e all’Antistadio dalla nostra società. Solo per citarne una, che il sig. Tosi dovrebbe ricordare bene, quella relativa al rifacimento del manto erboso in seguito al concerto di Robbie Williams.

In ogni caso il Club diffida chiunque dall'utilizzare e/o menzionare l’Hellas Verona e il suo presidente per meri scopi politici o strumentalizzazioni di fatti non riportati correttamente. In difetto non esiteremo a tutelare il Club e il suo Presidente nelle opportune sedi.

FONTE: HellasVerona.it


TOSI TORNA ALL'ATTACCO
Nuovo stadio, "Dubbi finanziari su Esparza"
05/07/2019 18:10
"Sul nuovo stadio mancano ancora i documenti del piano finanziario. Non lo dico io, ma il Comune. Precisamente i dirigenti dell'area risorse economiche con una circolare ufficiale del 3 giugno scorso. Sboarina vuole procedere con un'operazione al buio sulla pelle della città e del quartiere”. Flavio Tosi torna all'attacco sulla questione del nuovo stadio.

Tosi ha mostrato ai giornalisti la circolare dei dirigenti comunali dove è scritto che “la documentazione prodotta è da ritenersi incompleta e ogni valutazione deve essere condizionata alla presentazione e alla verifica di tali documenti. Tale aspetto assume particolare importanza in rapporto all'elevato importo del capitale a debito. Anche il Tir (tasso interno di rendimento nda) dell'azionista conferma l'elevato livello di rischio del progetto”.

Tosi dice: “Sboarina spaccia per parere favorevole degli uffici comunali ciò che nella sostanza non lo è, date le condizioni poste dall'area risorse economiche, che sottolinea come manchino le carte fondamentali del piano economico-finanziario e tutto sia ad oggi ancora un'incognita. Sboarina vuole andare al voto in Consiglio comunale l'8 agosto esponendo la città e il quartiere stadio al rischio di un'operazione al buio, con la seria ipotesi che poi vengano a mancare poi i finanziatori. Sboarina è ridicolo, vuole far approvare un project financing senza le coperture economiche. A questo aggiungiamoci le perplessità sul messicano Esparza, con la sua società che ha un tasso di rendimento che - come dice il Comune - non dà garanzie e che ha gli uffici di New York presso la sede di un’altra azienda. Quasi un fantasma 'sto messicano, verrebbe da dire per amor di metafora”.

In ogni caso, continua Tosi, “se Setti e il messicano vogliono farsi uno stadio privato, lo vadano a realizzare alla Marangona, evitando di devastare il quartiere”.

Tosi poi ha ricordato “gli oltre 3 milioni di debiti dell'Hellas Verona con il Comune, quindi con i veronesi. L'Hellas Verona che, ricordo, è tra le società proponenti del progetto”.

FONTE: TGVerona.it


NEWS E CURIOSITÀ DALLE PASSATE STAGIONI +   -   =
  • Stagione 2018-2019: Continuano le 'tribolazioni' del Pres alla guida dell'HELLAS dopo l'inopinata retrocessione dalla Serie A in un'annata che abbatte tutti i record più negativi della storia scaligera.
    La piazza è in subbuglio dopo e la disastrosa annata appena passata e la protesta verso SETTI, che nel frattempo ha scelto la continuità con la gestione precedente con un diesse al primo incarico come D'AMICO (capo scout di FUSCO) e un allenatore di scarsa esperienza come GROSSO, inizia alla presentazione delle maglie dove un tifoso-sandwich solitario esprime il suo civile dissenso.
    Si prosegue con l'esclusione dalla conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico del giornalista 'scomodo' Barana: Apriti cielo! Vengono coinvolte l'USSI e l'Ordine dei giornalisti del Veneto che biasimano il comportamento di Via Francia...
    Il patròn scaligero deve difendersi anche lato MANTOVA e spiegare, in maniera convincente a dire il vero, come la società virgiliana non sia un satellite di quella scaligera; è poi il turno della diatriba sul Forte di Lugagnano che doveva diventare una sorta di cittadella dell'HELLAS e invece non è stato così e parte la polemica tra Via Francia e la precedente amministrazione comunale.
    SETTI investe anche nella GARELLI suscitando l'ilarità del popolo scaligero che si esprime con goliardia attraverso i social, nel frattempo VOLPI l'ex amico e socio in affari del presidente vince entrambi i contenziosi contro Maurizio ma i legali spiegano che il club scaligero non rischia nulla da questa vicenda...
    Il patròn ha purtroppo la brutta tendenza a parlarsi addosso, così alla cena di Natale riferendosi ai tifosi dice fra l'altro '...E' un momento particolare: ce l'hanno con me, ma io li lascio fare': La tribù scaligera risponde tappezzando Verona, Mantova e le relative province di adesivi con la faccia del presidente e sotto la scritta 'BUFFONE'! È guerra aperta.
    La stagione non va come previsto e a metà Aprile, con la promozione diretta ormai andata e anche i playoff a rischio, SETTI rompe ancora il silenzio con pessimi risultati, segue una settimana dopo una lettera aperta in cui si parla di COERENZA nella scelta dell'allenatore, CONSAPEVOLEZZA DEL MOMENTO anche se le cose non vanno per il verso giusto e CHIAREZZA di idee per i futuro: Una comunicazione strampalata che non fa altro che esacerbare gli animi ma tuttavia una settimana più tardi, a seguito della sconfitta interna col BENEVENTO, il patròn esonera GROSSO mentre il diesse D'AMICO (mai ufficialmente presentato) rimane ben saldo al suo posto.
    Al posto dell'ormai ex tecnico gialloblù arriva AGLIETTI che riacciuffa i playoff e in poche mosse riesce a ridare una fisionomia all'armata Brancaleone scaligera centrando un'incredibile promozione: Il diesse del MANTOVA RIGHI perde una buonissima occasione per stare zitto e il presidente si dissocia.
    Si chiude l'annata con il mancato rinnovo ad Aglio, vissuto dalla piazza come l'ennesimo sgarbo, e una kafkiana intervista a 'La Gazzetta dello Sport' in cui SETTI ringrazia GROSSO che 'ha avuto il merito di dare alla squadra un calcio di livello altissimo': Roba da matti!
  • Stagione 2017-2018: In un'annata in cui è successo un po' di tutto, dal clamoroso ripensamento di CASSANO al litigio con l'ex amico VOLPI (stranamente coinciso con una recessione economica anche da parte di Via Francia) finito sotto la lente di Procura Federale e Guardia di Finanza, culminata con una sacrosanta retrocessione, il presidente ha ribadito che i conti vengono prima del risultato sportivo ma la sensazione generale della piazza è che si sia provata una sorta di puntata alla roulette e sia andata male: Troppa la differenza con le altre squadre anche solo per poter competere fino alla fine.
    Dopo aver fallito nell'acquisizione del MODENA, SETTI ha acquisito la quota di maggioranza del MANTOVA tra la diffidenza e la perplessità dei tifosi virgiliani, sentimento peraltro condiviso dalla piazza scaligera delusa e ferita da una stagione umiliante...
  • Stagione 2016-2017: Imbufalito dall'inaspettata retrocessione in Serie B il presidente può consolarsi con il più abbondante 'paracadute' mai concesso dalle società della Lega di A alle retrocesse (25 milioni nella prima prima stagione più altri 15 in caso di mancata promozione) ma, ben lungi dall'investire quei soldi, ricava il ricavabile dalle cessioni di GOLLINI, IONITA e WSZOŁEK, trattiene PAZZINI e RÔMULO e si affida mani e piedi al nuovo diesse FUSCO e a mister PECCHIA: Una scelta che pagherà (anche quando, dopo alcuni passaggi a vuoto della squadra, la posizione del tecnico non sembrava più così sicura) con il ritorno dei gialloblù nella massima serie senza il passaggio dai playoff...
  • Stagione 2015-2016: La "rivoluzione" societaria del Presidente (meno potere allo staff e più presenza in società) sul campo non paga anche se BIGON fa risparmiare circa 10 milioni sulla gestione; il VERONA va malissimo in campionato e, dopo il fuoco di paglia all'esordio contro la ROMA, è quasi retrocesso già a Novembre! A Dicembre DELNERI sostituisce MANDORLINI, al mercato di Gennaio i rinforzi non sono all'altezza e la prima vittoria arriva a Febbraio... Praticamente inevitabile la retrocessione in cadetteria.
  • Stagione 2014-2015: Stagione tribolata per l'HELLAS col presidente che forse imputa a SOGLIANO scelte non condivise (l'acquisto di SAVIOLA?)... A metà stagione è frattura tra la dirigenza e il diesse e dopo la salvezza SETTI annuncia di voler essere più presente in società e novità nella gestione per la prossima stagione che non convincono Sean, il direttore se ne va e al suo posto viene preso BIGON.
  • Stagione 2013-2014: ...Dopo 11 anni il VERONA torna in Serie A e si fa onore sino alla fine!
  • Stagione 2012-2013: Maurizio SETTI è il 32° Presidente dell'HELLAS VERONA F.C. e dopo 11 anni gli scaligeri tornano in Serie A!

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04 LUG 2019
JURIC E IL CERINO IN MANO A SETTI
Ivan Juric non ci ha pensato più di tanto martedì in conferenza stampa. La dichiarazione che conta è una e solo una: “Bessa e Pazzini sono tra i pochi della rosa che hanno dimostrato di poter giocare in serie A”. La frase, se da un lato sottintende che anche altri potranno dimostrarlo, svela quello che oggi è il vero problema del Verona: non solo salvarsi, ma costruire una squadra che (perlomeno) possa giocarsela. Il contrario, cioè, di quanto accaduto due anni fa. E meno del minimo sindacale per un Setti che – smarrita la promessa di consolidamento – dobbiamo quasi pregare per chiedergli di poter concorrere con orgoglio. E poi dicono che siamo di grandi pretese…

Tornando a Juric: le sue parole spengono la musica e le luci della festa di un mese fa. Si torna a guardare l’orizzonte con lucidità. La considerazione è presto fatta, il Verona è salito in A per tre fattori: Aglietti, una botta di culo e i problemi del Palermo. Non certo per un progetto, o per una squadra così competitiva da permetterle oggi solo qualche ritocco di sostanza.

In particolare il pensiero del tecnico di Spalato per Bessa mi ha fatto piacere. Intanto perché ho un debole per il talento di questo ragazzo. E poi perché due anni fa Bessa fu trattato male, forse quasi per giustificare alla piazza la sua cessione con la squadra in piena zona retrocessione.

Tuttavia nominare Bessa (che potrebbe andarsene) e Pazzini (che presto ne fa 35) come tra i pochi da serie A, dà proprio l’idea della strada in salita e del tanto lavoro che attende la società. Il tempo c’è e io non sono mai stato nemmeno contrario ai colpi last minute di agosto. Ma quel poco che si è visto finora (prestiti, o riserve in campionati inferiori) è largamente insufficiente ed è bene dirlo subito. Aspettiamo con fiducia da protocollo. Al Verona servono cinque pedine di peso (tra cui un centravanti, un regista arretrato e due esterni di mediana) e quel tipo di giocatori, almeno negli ingaggi, qualcosa costano.

Ora insomma tocca a Setti, che si ritrova in mano con il cerino delle responsabilità. E Juric lo ha detto chiaramente.
Francesco Barana

28 GIU 2019
SE HAI POCHI SOLDI NON PUOI AVERE COLLABORATORI INCAPACI
Setti ribadisce un concetto: “A Verona mi imputano di voler tenere i conti in ordine, ma io vado avanti lo stesso”. Ecco, questo è un falso, per dirla alla Tony, una “fake news”. Nessuno a Verona ha mai pensato di chiedere a Setti di fare il passo più lungo della gamba, nè tantomeno di rovinarsi per il Verona.

Setti ha ceduto, sempre, tutti i giocatori appena hanno avuto un minimo di mercato. E non ho visto gente scendere in piazza per questo. Ricordo che ha venduto Jorginho a metà stagione al Napoli, uno scempio dal punto di vista sportivo, senza che nessuno battesse ciglio. Ha ceduto Donsah, Gollini, Sala, Ionita, Bessa, persino Zuculini. Nessuno ha mai parlato. Per molto meno, Italiano al Genoa, Pastorello fu “lapidato” sulla pubblica piazza.

Il problema sono dunque i risultati con i conti in ordine. Se non hai molti soldi a disposizione devi essere più bravo degli altri. Molto più bravo. Ecco, qui c’è qualcosa da eccepire. Perchè alle poche risorse messe a disposizione della squadra, il Verona ha peccato proprio da questo punto di vista. Ha speso malissimo i soldi garantiti dai diritti televisivi, che, va ricordato, nessun presidente della storia del Verona ha mai avuto in questa quantità. Eppure nonostante questi soldi, cinquanta milioni solo di paracadute incassati, le plusvalenze come dimostrato e i diritti incassati in A, il Verona ha messo in scena due penosissimi campionati nella serie maggiore, diciamo tra i peggiori di sempre, e due di B, in cui invece di stravincere come avrebbe dovuto, ha faticato oltremisura, quest’anno addirittura rischiando di non andare nemmeno ai play-off. Tutti noi abbiamo fatto un semplice sillogismo: ma se il nostro amatissimo presidente Martinelli avesse avuto tutti questi soldi avremmo visto campionati simili? Ma senza toccare le corde sentimentali, pensiamo a Pastorello: con i soldi che Setti ha ricevuto avrebbe fatto meglio o peggio?

Nessuno ce l’ha con Setti a priori. Ma le gente si arrabbia se ti contorni di collaboratori incapaci, di allenatori scarsi, di giocatori improbabili. E poi, invece di fare un bagno di umiltà, di dire semplicemente: “Scusate, ho sbagliato”, perché accidenti ci sta di sbagliare, fai il presuntuoso e dici che Aglietti, a cui dovresti fare un monumento, ha lavorato sugli schemi (quali?) di Grosso, sminuendo il lavoro di un allenatore che semplicemente ha fatto cose normalissime. E dici che Grosso (come Pecchia) non ha reso per “problemi ambientali”. E’ lì che si crea, il vulnus, che la spaccatura diventa insanabile. Ed è lì che la banda degli incapaci continua a scavare.
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


PARLA IL PATRON DEI VIRGILIANI
Setti: Niente ripescaggio e valuta addio a Mantova
28/06/2019 11:10
“Avevo deciso, in vista della vittoria dei playoff, di chiedere il ripescaggio in modo da andare lo stesso in serie C pur essendo arrivati secondi. Poi, quando abbiamo perso gli spareggi, avevo dato per persa la possibilità. Ma, quando s’è capito che potevano essere sei le caselle da riempire in Lega Pro, mi sono mosso di nuovo. In modo concreto, con le fideiussioni e con i soldi, che erano un problema ma l’abbiamo superato. Poi è arrivata la doccia fredda". Così Maurizio Setti, patron del Mantova, parla alla Gazzetta di Mantova sul tema del ripescaggio.

Il presidente dell’Hellas ha spiegato perché il Mantova non verrà ripescato: "Il Mantova aveva già inviato una lettera ufficiale a Gravina, poi io ho parlato con il direttore generale della Figc, Brunelli, che mi ha spiegato nel dettaglio la norma. Avendo io già il Verona, non posso essere proprietario di due club professionistici. A meno che questo accada per meriti sportivi, cioè vincendo il campionato. Una via che si chiama “lodo Lotito” e che ora servirà anche a De Laurentiis con il Bari. Di fronte a queste risposte mi sono dovuto fermare, anche se attendo ancora una risposta scritta. Mi dispiace, a me piace vincere sul campo, lo preferisco; ma avevo fatto uno strappo alla regola per Mantova e per i ragazzi. Non dico che ero gasato, ma avevo preparato tutto e messo a budget ciò che serviva".

"Purtroppo le cose stanno così – ha concluso Setti – Puntiamo a vincere il campionato, questo è poco ma sicuro. Stiamo lavorando su tutti i fronti, anche per ampliare il settore giovanile e realizzare nel tempo un centro sportivo. Io non mi fermo. Poi se non dovessimo vincere, si aprirebbero mille scenari. Nel senso che se non sono in grado di vincere un campionato di Serie D forse è meglio che mi faccia da parte. Se ci fosse qualcuno pronto a rilevare le mie quote e a procedere con il ripescaggio, sarei pronto anche a farmi da parte".

"Non sto scherzando a me dispiace per la piazza e per la tifoseria, visto che il problema in questo caso è proprio la mia presenza nella società. Se trovate qualcuno per il bene del Mantova darei le mie quote e uscirei di scena” ha ribadito l'imprenditore carpigiano.

FONTE: TGGialloBlu.it


VISTO DA NOI
26 giugno 2019 - 23:48
La salvezza? Vietato sbagliare
L’allenatore conta, ma per restare in A la squadra a disposizione è molto più decisiva

di Matteo Fontana, @teofontana

Con la Serie A non si scherza. Il Verona ha salutato la B compiendo un’impresa che non doveva essere tale. La gestione di Fabio Grosso non ha permesso a una rosa di alta qualità di rendere per quel che valeva, cosa che è avvenuta con la saggezza di Alfredo Aglietti. Adesso, però, inizia una storia diversa.

Sia ben chiaro: Aglio o non Aglio, Ivan Juric o meno, o fosse pure per una chiamata di Mou, per salvarsi (e farlo, se possibile, con serena tranquillità, senza chiedere troppo), più che un tecnico di valore, occorre la squadra. Quindi, adesso la palla passa a proprietà e direttore sportivo.

Maurizio Setti e Tony D’Amico saranno i costruttori del prossimo Hellas. Uno dovrà investire, l’altro avere l’abilità di prendere gli uomini giusti e metterli nei posti giusti. Dovesse mancare una delle componenti, potremo star qui a scervellarci a discutere di Juric (o, chissà, di Pecchia o Mandorlini), e non verremmo a capo di niente. Ovviamente, si retrocederebbe.

Per adesso è arrivato Amir Rrahmani, robusto e quotato difensore prelevato dalla Dinamo Zagabria, su suggerimento proprio di Juric. Giusto che un tecnico incida sulle scelte per la squadra che guiderà. Francamente, i connubi precedenti, all’Hellas, non sono stati così positivi.

In chiusura: si metta in piedi un gruppo di valore, lo si dia in mano a chi ne avrà competenza. Se fallirà, occhio: non sarà soltanto colpa sua, ma anche, e pure d più, di quelli che non gli avranno dato gli uomini giusti per i posti giusti. Perché solamente così si resta in A, e il resto sono chiacchiere da fessacchiotti o creduloni.

FONTE: Hellas1903.it

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