Essere stato il braccio destro di FUSCO lo ha reso inviso a gran parte della tifoseria scaligera e invece D'AMICO, alla sua prima esperienza da Direttore Sportivo, ha condotto uno dei migliori mercati delle ultime stagioni...

Pubblicato da Smarso domenica 2 settembre 2018 16:12, vedi , , , , , , , , , , , , , , | Nessun commento


Tony D'AMICO, nome vagamente italo-americano e passato da modesto centrocampista tra C1, C2 e Serie D, è stato a lungo Direttore Sportivo in pectore dopo le dimissioni di FUSCO (suo mentore) e solo il 3 Luglio, a stagione ampiamente inoltrata, è stato ufficialmente incaricato (ma non ancora presentato) in seno all'HELLAS VERONA.
In realtà il dirigente opera in via Francia già da un paio d'anni come vero e proprio braccio destro dell'ex diesse napoletano conosciuto da giocatore al FOGGIA (col quale collabora peraltro dai tempi del BOLOGNA) e proprio questo lo ha reso inviso a molta parte del popolo scaligero, più propenso a giudicarlo attraverso il lavoro di FUSCO che dal proprio...

E invece D'AMICO alla sua prima esperienza da Direttore Sportivo ha condotto uno dei migliori mercati delle ultime stagioni portando in gialloblù fra gli altri DI CARMINE il capocannoniere dell'ultima Serie B, svincolati di lusso come LARIBI e HENDERSON e giocatori in grado di fare la differenza come RAGUSA, DAWIDOWICZ, e MARRONE e anche se non è riuscito a piazzare gli esuberi FOSSATI e CHERUBIN il rapporto entrate/uscite è ampiamente a suo favore con un paio di prestiti secchi (EGUELFI, e GUSTAFSON) e maggioranza di definitivi o prestiti con obbligo/diritto di riscatto che permetteranno al VERONA (si spera) di poter vedere premiati i propri investimenti pagandoli 'con calma' o ricevendo comunque un giusto premio valorizzazione in cambio.

D'amico sbrocca dopo Verona 1-1 Crotone: Figuraccia mai vista prima in sala stampa...

ANEDDOTI & ALTRO DA RICORDARE +   -   =

CARRIERA DA DIRIGENTE +   -   =
 SquadraStagioneSeriePartite  
Hellas Verona2018 - 2019B (DS)-  
Hellas Verona2016 - 2018B e A (CS)-  
Bologna2014 - 2016B e A (?)-  
LEGENDA: DS=Direttore Sportivo, CS=Responsabile dello scouting
CARRIERA DA GIOCATORE +   -   =
 SquadraStagioneSeriePartiteGoal 
LeccoGen. 2012 - 2012C2150 
Città di Marino2011 - Gen. 2012D20 
CaveseGen. 2011 - 2011C1130 
Gela2010 - Gen. 2011C1131 
EmpoliFeb. 2010 - 2010B130 
Foggia2009 - Feb. 2010C1180 
Foggia2008 - 2009C1320 
Foggia2007 - 2008C1150 
Cavese2006 - 2007C1320 
Cavese2005 - 2006C2324 
Cavese2004 - 2005C2313 
Cavese2003 - 2004C2300 
CaveseOtt. 2002 - 2003D260 
Chieti2002 - Ott. 2002C110 
Chieti2001 - 2002C110 
Chieti2000 - 2001C2150 
Chieti1999 - 2000C2103 
Chieti1998 - 1999C260 
Giovanili PescaraFIno al 1998-- 

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RASSEGNA STAMPA +   -   =
A TU PER TU
...con D’Amico
“Anno con qualche intoppo, ma che gioia la A... Critiche? Normale per chi fa il mio lavoro. Prossimo anno sarà un Verona adatto alla categoria. Pazzini resta, Juric bravo allenatore. E il mercato...”

08.06.2019 00:00 di Alessio Alaimo Twitter: @alaimotmw
Primo anno da direttore sportivo per Tony D’Amico, prima promozione in Serie A. Un anno difficile chiuso col sorriso. L’Hellas Verona il prossimo anno giocherà in A. “Quando raggiungi un obiettivo il bilancio è per forza positivo. L’obiettivo era raggiungere la Serie A, ci siamo riusciti attraverso i playoff. Abbiamo avuto degli intoppi durante l’anno perché la squadra era nuova. Alla fine abbiamo centrato il nostro obiettivo, un sogno”, dice D’Amico a TuttoMercatoWeb.

Durante l’anno ha ricevuto tante, troppe critiche.
“Per chi fa il nostro lavoro le critiche sono anche normali. Sono un po’ focoso, magari ho reagito in maniera eccessiva. Ma so che le critiche fanno parte del nostro lavoro. Ho tanta voglia di fare bene, ho sempre cercato di dare il massimo. A volte le critiche le ascolti, cerchi anche di capire quanto ci possa essere di vero”.

Possiamo dirlo: Tony D’Amico sarà il ds dell’Hellas Verona anche il prossimo anno?
“Stiamo già lavorando in previsione del prossimo anno. Rimango a Verona, lavoriamo per la nuova stagione”.

Avete già individuato il nuovo allenatore?
“Credo che i primi giorni della prossima settimana prenderemo una decisione. Per ora con il Presidente abbiamo deciso di fare alcune riflessioni. Meglio riflettere un giorno in più e non sbagliare”.

Se le dico Juric?
“Rispondo che è un bravo allenatore e che è sul mercato. Dal 30 giugno sarà svincolato. Ma in questo momento si possono fare tanti nomi... non abbiamo ancora preso una decisione”.

Che Verona sarà il prossimo anno?
“Cercheremo di costruire una squadra adatta alla categoria. La A è un campionato difficile, molto complicato. Con un gap importante tra le prime e le ultime. Dobbiamo cercare di fare qualcosa di importante, la base è buona anche se va migliorata. Poi decideremo insieme al nuovo allenatore”.

Intanto lavorate ad alcuni rinnovi. Ripartirete da Pazzini?
“Abbiamo dei rinnovi da fare. Mentre Giampaolo resterà con noi. Queste però sono tutte dinamiche che affronteremo dalla settimana prossima, dopo che avremo individuato il nuovo allenatore. La squadra ha fatto un grande lavoro conquistando la Serie A, il prossimo anno vorrei mantenere parte del gruppo”.

Che Serie A si aspetta?
“Sarà un campionato competitivo. La Juve cambierà, l’Inter ha scelto un grande allenatore, il Napoli c’è sempre... Sarà un campionato molto bello, aperto a tutto. E noi ci auguriamo di fare la nostra parte con grande voglia”.

Curioso di vedere la nuova Fiorentina di Commisso?
“Si, certo. C’è una nuova proprietà, dovrà decidere e programmare. Quando ci sono dei cambi c’è sempre curiosità”.

Lei quest’anno ha vissuto la Serie B: che caos tra retrocessine del Palermo in C (poi tornato in B), playoff sospesi e playout che prima non dovevano giocarsi e alla fine Salernitana e Venezia si contendono la salvezza...
“Partirei anche dall’inizio. Avevamo costruito la squadra pensando ad un campionato a ventidue anziché a diciannove, quindi abbiamo dovuto gestire risorse umane in funzione di tante partite. E alla fine abbiamo giocato sei partite in meno. È stato un campionato difficile perché tante squadre hanno speso e questo non accadeva da tempo. Non sta a me giudicare le vicende di tribunale, ma posso capire lo stato d’animo dei calciatori di Venezia e Salernitana che devono giocare i playout. Però bisogna rimboccarsi le maniche...”.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


NEWS
03 giugno 2019 - 19:11
D’Amico: “Aglietti confermato? Prima la festa, poi riflettiamo”
Il ds del Verona: “Ci prendiamo qualche giorno di riflessione”

di Redazione Hellas1903

Tony D’Amico parla ai microfoni di Sky della promozione del Verona.

Interpellato sulla scelta in panchina per la prossima stagione, tra la conferma di Alfredo Aglietti al vaglio e i contatti che ci sono stati con Ivan Juric.

Dice D’Amico: “Per oggi godiamoci la festa, se lo merita la città, Aglietti e se lo merita il presidente Setti. La nostra è una società forte, che merita rispetto e che commette errori ma che porta a casa i risultati. Ci prendiamo qualche giorno di riflessione e poi faremo le nostre valutazioni per scegliere il giusto percorso per il Verona“.

FONTE: Hellas1903.it


La festa dell’Hellas Verona
giugno 2, 2019

Il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti, in compagnia del direttore operativo Barresi e del direttore sportivo D’Amico, festeggiano il ritorno in Serie A del club gialloblù

FONTE: HellasLive.it


LA DECISIONE DEL GIUDICE SPORTIVO
Minaccioso con giocatore
Tony D'Amico multato

27/05/2019 14:49
Il giudice sportivo di Serie B ha squalificato tre calciatori dopo la disputa delle semifinali play-off. Si tratta di Branca e Panico del Cittadella, che dunque salteranno la finale d'andata contro il Verona, e Scognamiglio del Pescara.

Il giudice ha inoltre inflitto un’ammenda di 5 mila euro con diffida al direttore sportivo dell’Hellas Verona, Tony D’Amico: ”per avere, a fine primo tempo contro il Pescara, nel tunnel che adduce agli spogliatoi, assunto un atteggiamento minaccioso nei confronti di un calciatore della squadra avversaria al quale rivolgeva epiteti insultanti”.

FONTE: TGGialloBlu.it


D'AMICO: «ABBIAMO TUTTO PER COSTRUIRE INSIEME QUALCOSA DI BELLO, CREDO NEL POTENZIALE DELLA SQUADRA»
11/MAGGIO/2019 - 18:30
Verona - Le principali dichiarazioni del direttore sportivo gialloblù Tony D'Amico, rilasciate al termine di Hellas Verona-Foggia, 38a giornata della Serie BKT 2018/19.

«Per come siamo arrivati a fine stagione è sicuramente una soddisfazione aver raggiunto i Playoff, ma è altrettanto innegabile come inizio stagione il nostro obiettivo fosse un altro. Ora però è un nuovo inizio i Playoff sono un nuovo campionato e dobbiamo lavorare per prepararci per affrontarlo al meglio. Primo turno in casa? Può essere un fattore importante, sarà uno scoglio difficile quello della partita secca ma se saremo bravi a superarlo sarà una grande cosa. Oggi i ragazzi hanno dato tutto in campo come accaduto altre volte, ma avevano uno sguardo diverso dato anche dall'importanza della sfida. I tifosi? Hanno la libertà di dire, pensare e fare quello che ritengono giusto, noi siamo professionisti pagati che possono solo dare l'anima per il nostro obiettivo. L'impegno non deve mai mancare. Quando si costruisce una squadra forte e si pensa che se la possa giocare con tutti devi però, poi, diventare davvero una squadra. Gli intoppi in una stagione arrivano, un gruppo diventa forte proprio nel modo in cui li supera, probabilmente noi non siamo stati bravi in questo. Aglietti? Ha portato le sue idee e il suo carisma, ora possiamo solo tenere quanto di buono si faceva prima e migliorare quello che si faceva meno bene. Voglio comunque ringraziare Fabio Grosso e il suo staff per quanto fatto nei mesi qui. La partita? Oggi sì, il Verona aveva gli occhi della tigre, ma il gruppo è sempre stato sano e se mi sono esposto per questa squadra è perché li vedo allenarsi ogni giorno. Resto convinto che abbiamo tutto il potenziale per costruire insieme qualcosa di bello».

FONTE: HellasVerona.it


D'AMICO: NON E' MOMENTO DI FARE PROCESSI
03/05/2019 13:06
"Non è il momento di fare processi". Così il ds del Verona, Tony D'Amico, ha aperto la conferenza stampa di presentazione di Alfredo Aglietti.

L'ANALISI
VERONA, ECCO PERCHE' NON SI ESONERA GROSSO
29/04/2019 12:37
C'è un aspetto molto serio nel surreale e, per certi versi, involontariamente comico comunicato di Setti della settimana scorsa. Lasciando perdere il tono quasi da psicanalisi (con tanto di parole in maiuscolo), il passaggio su Grosso fa riflettere. Come ha scritto Gianluca Vighini su queste pagine, è una contraddizione in termini parlare di coerenza riguardo la conferma dell'allenatore e poi scrivere che tra due mesi si è pronti a partire anche con un altro staff tecnico. Giocando con le parole mi sembra una coerenza...incoerente.

Siccome Setti non è uno stupido e nemmeno bipolare, sorgono dei dubbi sui reali motivi che portano all'ostinata conferma del tecnico. Setti in cuor suo sa che il Verona, questo Verona, non ha alcuna chance ai play off, che invece andrebbero giocati alla morte per acciuffare l'ultima possibilità di serie A. E siccome credo che Setti la A - alle sue condizioni ca va sans dire - la voglia (al limite, lo dico ai malpensanti, potrebbe fare una squadra con il minimo budget e introitare 27-28 milioni di diritti tv, quasi il triplo che in B), mi pongo delle domande.

Per caso nel contratto di Grosso c'è una sorta di clausola anti-esonero? Per caso la conferma di Grosso è correlata in qualche modo, anche indirettamente, a possibili e future operazioni di mercato estive (non è un segreto che alcune della scorsa estate sono molto legate al suo arrivo)? E sarà un caso che da quando è saltato il quasi accordo con Cosmi (confermato dal suo entourage e confermato al sottoscritto pure da un giornalista suo amico che era con lui quel giorno), parallelamente si è ridimensionata la figura di D'Amico? A quanto mi risulta D'Amico spingeva per l'avvicendamento di Grosso e, a logica, ciò non mi stupirebbe – è un ds giovane che si gioca carriera e credibilità, ed è ovvio che per difendere il suo lavoro (leggi costruzione della squadra) non può più difendere l'allenatore.

Riflessioni in libertà, sia chiaro. Tuttavia mi piacerebbe che Setti, quando verga i comunicati stampa o indice conferenze "pettinate" senza domande, chiarisse questi aspetti. L'ostinazione su Grosso calcisticamente non si spiega, specie ricordando che Setti ha esonerato Mandorlini (che costava di più) per molto meno. Ecco, non mi si venga a parlare di coerenza.
FRANCESCO BARANA

RITIRO VICINO A CESENA
Setti e D'Amico convinti massima fiducia in Grosso
23/04/2019 16:10
Un punto nelle ultime tre partite, tre nelle ultime cinque. Questa volta non c'è stato neanche un comunicato di conferma, perché non serve: Grosso rimane in sella sulla panchina dell'Hellas.

Massima fiducia del presidente Setti e del Ds D'Amico: sono ancora convinti che il tecnico abruzzese sia l'uomo giusto per l'obiettivo di questa stagione (che dovrebbe essere quello di tornare in Serie A).

Grosso era a Peschiera questa mattina per dirigere la seduta della squadra dopo la sconfitta col Benevento. La società, intanto, ha ufficializzato dove la squadra passerà il ritiro in vista della sfida di Pescara, sabato alle 15: sarà in provincia di Forlì-Cesena a partire da mercoledì.

VI RICORDATE LA PRIMA FORMAZIONE?
Il caos nella testa di Grosso e D'Amico
14/04/2019 12:11
Solamente Silvestri come unico punto stabile (Verona 4-3-3: Silvestri, Almici, Caracciolo, Marrone, Crescenzi; Henderson, Colombatto, Laribi; Matos, Di Carmine, Ragusa. All. Grosso). Fu questa la prima formazione dell'Hellas che esordì in campionato contro il Padova di Bisoli, fanalino di coda della cadetteria con l'allenatore emiliano esonerato due volte in stagione. Quella gara finì 1-1 dopo una bella punizione di Almici e il gol di Ravanelli. Peggio andò nel ritorno quando la squadra di Grosso fu presa a pallate dai biancoscudati (ormai verso la C) per 3-0 all'Euganeo.

Una formazione che, guardando bene gli interpreti, sembra ad oggi un'altra squadra gialloblù visto che nessuno di questi giocatori è rimasto titolare per un motivo o per l'altro (a parte Silvestri). Almici è sparito dai radar ancor prima che arrivasse l'autunno, Caracciolo è stato "spedito" a Cremona, Marrone (pupillo di Grosso) dopo essere stato schierato come difensore centrale adattato per tutta la stagione (con risultati deludenti) è finito in panchina per due partite di fila e sembra fuori dal progetto. A "completare" la difesa c'è Crescenzi, che non gioca da dicembre.

A centrocampo il regista Colombatto non vede il campo da mesi, mentre Henderson e Laribi passano più tempo in panchina che a correre sul rettangolo verde. Davanti, Ragusa ha finito la sua stagione prima di Natale (rottura crociato), Matos si è rivisto dopo due mesi di stop, mentre D Carmine è sempre in eterna competizione con Pazzini. Il capitano lo batte irrimediabilmente su tutti i fronti, numeri alla mano.

La confusione nella testa di Fabio Grosso sembra regnare sovrana. Il modulo base rimane sempre quello (4-3-3) ma gli interpreti hanno la stessa stabilità di un castello di carte. I continui cambi di giocatori, che vengono messi oltretutto fuori ruolo, hanno portato a questi risultati deludenti. Una squadra costruita (male) dal Ds D'Amico e che non è stata valorizzata da Grosso. Quando è stata progettata la rosa del Verona 2018/2019, Ds e allenatore avevano ben chiaro che tipo di giocatori volevano? Perché, vedendo come è andata finora, sembra esattamente il contrario...

CONTROCANTO
NON SPARARE SOLO SU GROSSO: ECCO PERCHE'
11/04/2019 11:39
Il giochino è presto servito. Attaccare Grosso e (conseguenza involontaria) sminuire gli errori marchiani di D'Amico e la politica a costo zero di Setti. Mi sovviene un chiosa di Fascetti, che di promozioni se ne intendeva: “La ricetta per vincere? I buoni giocatori”. Semplice. Immediato. Tutta la retorica sulle “palle”, il carattere, le motivazioni lascia il tempo che trova. E per comprare i buoni giocatori servono soldi e idee. E se Setti non investe nella squadra, D'Amico ha mostrato lacune gigantesche come uomo mercato.

Ecco, il cuore della questione sta tutto lì. Intendiamoci, Grosso ci sta mettendo tanto del suo: dai continui cambi di formazione alla sciagurata gestione di Pazzini e Di Carmine, dalla scoperta tardiva di Zaccagni alla sterile melina di passaggi orizzontali, fino a un lavoro atletico che lasciava dubbi già ai tempi di Bari. Potrei continuare. Per inciso: chi scrive criticava aspramente l'arrivo di Grosso ancora nel luglio scorso.

Ma oggi mi tocca difendere il tecnico. Per togliere alibi a Setti. Perché il giochino ha stancato: ieri Pecchia, oggi Grosso. La squadra ha dei limiti tecnici (inteso, in rapporto all'obiettivo della promozione diretta). Mancano caratteristiche fondamentali: il regista (può una squadra di basket giocare senza play?) e i terzini. E' stata costruita male e lo dimostrano due fattori. Il primo: al di là dei cambi di formazione, molti titolari di settembre oggi sono finiti ai margini. Il secondo: se Grosso deve mettere un terzino (Faraoni) mediano e un difensore centrale (Bianchetti) terzino, significa che qualche problema strutturale c'è. Ci sarebbe anche un terzo fattore e torniamo ai cambi di formazione: l'altro giorno parlavo con un grande ex bomber di serie B (non ha mai giocato a Verona) e mi diceva: “Quando cambi tanto e di continuo significa che non credi davvero fino in fondo ai tuoi giocatori”. Potremmo aggiungere il quarto fattore: se Setti ha deciso di confermare Grosso significa che crede nel suo allenatore, ergo non crede che la squadra valga i primi due posti. Magari ci sono altre questioni, ma lì siamo nel campo delle illazioni e a me interessano i fatti.

E i fatti dicono che la rosa è stata costruita senza logica tecnica, priva di “chimica”. Ci sono certo individualità interessanti qua e là e a fine anno – comunque vada – tre o quattro plusvalenze Setti le può fare (Silvestri, Zaccagni, il redivivo Bianchetti e perfino il dimenticato Henderson, che ha sempre il suo mercato). Eccola lì forse la vera logica di mercato. Prima il bilancio, no?
FRANCESCO BARANA

ESPULSO A PERUGIA
Tony D'Amico ammonito dal giudice
12/03/2019 17:51
[...] Il Giudice ha redarguito il Ds dell’Hellas, Tony D’Amico, “per avere, al 30° del secondo tempo, alzandosi dalla panchina aggiuntiva, contestato una decisione arbitrale; infrazione rilevata dal Quarto Ufficiale”.

[...]

PROTESTA HELLAS
Lo striscione dei tifosi contro Tony D’Amico
16/02/2019 12:15

Non si ferma la protesta contro la società. Dopo Maurizio Setti (blitz a Mantova con lo striscione "Setti Buffone" fuori dal Martelli e gli adesivi raffiguranti la faccia dell'imprenditore carpigiano, con il solito immancabile slogan "buffone", in tutta la Provincia) ora nel mirino dei tifosi è finito il Ds Tony D'Amico.

"Tony, ghera scrito fa’ el serio, no el semo!" firmato Curva Sud. E' lo striscione apparso nella notte tra venerdì e sabato fuori dal centro sportivo di Peschiera dove si allena l'Hellas.

POCHI PUNTI PER AMBIRE ALLA SERIE A
I numeri che inchiodano l'Hellas targato D'Amico
16/02/2019 07:51
Solamente 4 punti e 9 gol subiti nelle ultime 5 partite. E' questo il tema della domanda che voleva porre il nostro Giovanni Vitacchio al Ds Tony D'Amico prima di essere interrotto (e insultato, così come tutta la redazione sportiva di Telenuovo: GUARDA VIDEO) nella conferenza stampa al Bentegodi dopo il pareggio deludente col Crotone, in inferiorità numerica.

Certi numeri non sono interpretabili: riproducono semplicemente la realtà. D'Amico, alzando la voce ed impedendo ad un giornalista di fare una domanda, ha provato a portare l'acqua al proprio mulino, parlando di una sola sconfitta nelle ultime 10 partite. Tutto vero, a parte il "piccolo" dettaglio che non sono stati menzionati quanti punti sono arrivati nelle ultime 10 partite: solamente 15.

Una sconfitta sì, ma anche solamente tre vittorie e tantissimi (sei) pareggi con tutte squadre di bassa classifica, a parte il Palermo. Totale: 15 punti in 10 partite. Un buon bottino solamente per una squadra che vuole una salvezza tranquilla o arrivare a metà classifica a ridosso della zona play-off. In proiezione sono 50-55 punti in campionato (contando che ci sono 36 partite da disputare per squadra).

Numeri assolutamente insufficienti per la promozione in Serie A. Ma ancor più dei numeri (che non si possono contestare) preoccupano le prestazioni dell'Hellas di Grosso: una squadra che appare senza identità, priva di solidità difensiva e sprovvista di un gioco offensivo produttivo.

Dal mercato invernale i tifosi si aspettavano due giocatori che non sono arrivati: un difensore centrale affidabile (dopo l'addio del titolare Caracciolo) e un vero regista in grado di costruire buone trame offensive. Ma purtroppo non sono arrivati: la Serie A diventa sempre più una chimera con questo andamento e il settimo posto a quota 33 punti ne è la testimonianza inconfutabile.
L.VAL.

FONTE: TGGialloBlu.it


14 FEB 2019
COME UN GATTO IN TANGENZIALE
In quanto tifosi del Verona pensavamo di averle viste tutte. Invece no. Ci mancava Tony D’Amico e la sua simpatica band. L’attuale, mai presentato ds del Verona, si è immolato sull’altare delle brutte figure per salvare la panchina dell’amico Grosso. Il risultato ha prodotto uno dei pateracchi più incredibili della storia del Verona. Grosso resta, ma, come da dilettantesco comunicato, la gara con lo Spezia sarà “decisiva”. Nel frattempo è stato contattato Serse Cosmi, ma non solo. Cosmi ha trovato l’accordo, ma è in stand-by. In un colpo solo, insomma, si sono bruciati due allenatori.

Grosso è di fatto delegittimato. Che senso ha una fiducia a tempo con un altro allenatore che come un corvo aspetta sull’uscio? E cosa cambierà di sostanziale se il Verona vincesse con lo Spezia? Si pensa forse di ricucire con la piazza? Dopo quanto successo nell’ultima stagione, Setti non è più credibile. Non basta una gara per riportare entusiasmo a Verona. Quindi è presumibile che, anche andasse bene a La Spezia, poi Grosso avrebbe lo stesso destino di un gatto in tangenziale. Destino segnato anche per D’Amico, l’uomo che non ha paura di nulla. Neanche di affermare che il Verona non perde da dieci giornate dopo essere scivolato a nove punti dalla vetta. A D’Amico, infine, vorrei ricordare che l’unica gigantesca fake news riportata dalla nostra emittente in questi mesi e di cui ci scusiamo con i lettori e con i telespettatori, sono le sue dichiarazioni abbinate a quelle di Grosso in cui si annunciava di voler riportare entusiasmo tramite il gioco. Questa sì la più grande delle cavolate. Almeno fino alla prossima puntata.
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


ATTACCO ALLA REDAZIONE DI TELENUOVO
D'Amico e gli insulti, solidarietà Assostampa
11/02/2019 16:05
Assostampa Verona prende posizione dopo gli insulti, in diretta Tv, di Tony D'Amico contro tutta la redazione sportiva di Telenuovo (GUARDA VIDEO). L'associazione, che critica il comportamento verbalmente violento del Ds dell'Hellas Verona, chiede un incontro alla società di via Francia affinchè si ristabilisca il rispetto dei ruoli:

"Assostampa Verona esprime la propria solidarietà nei confronti dei colleghi di Telenuovo, oggetto di un ingiustificato quanto verbalmente violento attacco da parte del direttore sportivo dell’Hellas Verona Tony D’Amico, durante la conferenza stampa che ha seguito la partita di domenica - si legge nel comunicato -. I toni e le espressioni usate dal Ds non solo diffamano la professionalità dei colleghi, ma vanno a fomentare un clima di ostilità nei confronti di una categoria che, anche a Verona, di recente è stata pubblicamente presa di mira da chi non apprezza o non vuole un’informazione libera".

La nota si conclude: "Per questo Assostampa Verona ribadisce il proprio sostegno a tutti i colleghi ingiustamente attaccati, condanna l'episodio e chiede un incontro con la società Hellas Verona affinchè si ristabilisca il rispetto reciproco delle persone e dei ruoli".

FONTE: TGGialloBlu.it


L’uscita infelice di D’Amico
febbraio 10, 2019

Colpa non solo dei risultati che non arrivano. Ma a tutto c’è un limite. Va bene la delusione e la rabbia, ma il rispetto deve esserci sempre. Ed oggi è venuto a dir poco meno. La conferenza stampa del direttore sportivo Tony D’Amico, presente al posto dell’allenatore Fabio Grosso, è iniziata con un attacco ad una testata giornalistica veronese, occasione non certo consona per esprimere davanti alle telecamere il disappunto del dirigente gialloblù. Specie quando ad ascoltarti ci sono centinaia di tifosi davanti alla televisione, delusi per l’ennesima prestazione sottotono del loro amato Verona. Così non si va da nessuna parte. E lunedì intanto è attesa la decisione del club veronese sul futuro di Grosso.

FONTE: HellasLive.it


D’Amico e quella scelta da amico
By Redazione - 29 Gennaio 2019
Di Damiano Conati

È la stagione 1998-99 quella in cui si incrociano le vite di D’Amico e Grosso. Il primo centrocampista centrale, il secondo fantasista dal meraviglioso piede mancino. Tre anni insieme a Chieti, una promozione dalla C2 alla C1 e un’amicizia che nasce proprio sul campo. Grosso poi farà la carriera che tutti conosciamo, incontrando un Serse Cosmi (a proposito, il buon Serse è libero) che lo trasfermerà in terzino, mentre D’Amico incontrerà a Chieti quel Braglia che ieri sera ha dato lezioni di organizzazione al suo piccolo Verona.

Quella bella amicizia oggi non può più bastare. Grosso dimostra di settimana in settimana di essere inadeguato, prepara male le partite, manca totalmente di allenamento sui calci piazzati offensivi (22 corner battuti in due gare senza una sola occasione scaturita) e prende sistematicamente gol su quelli difensivi. Il suo Verona fisicamente va in difficoltà nei secondi tempi, fatica a creare occasioni e in difesa barcolla ogni settimana, ne è la riprova un Silvestri sempre migliore in campo, anche nelle vittorie. Squadra senza mordente, in cui l’allenatore dichiara che ha perso una volta in 8 giornate senza rendersi conto che con i pareggi non si va da nessuna parte e che a Verona, giocare per il pareggio senza anima non è cosa gradita. E l’anima di una squadra deve essere forgiata dal mister.

D’Amico ha costruito in realtà una bella squadra. Non sarà la corazzata distruggi campionato, ma è la migliore di questa Serie B e probabilmente è anche più forte dell’accozzaglia che l’anno scorso ha deluso in A. Però continua a puntare su questa guida tecnica, quando magari un personaggio più carismatico e di polso avrebbe anche la possibilità di sollevare questa squadra dalle pressioni di un ambiente molto esigente come è appunto Verona.

Mancano pochi giorni alla fine del mercato, urge sicuramente un terzino sinistro, che potrebbe arrivare da Empoli (Antonelli) o da Salerno (Vitale), ma adesso come adesso l’esigenza principale sembra quella di cambiare guida tecnica. Però sembra proprio che l’amicizia possa prevalere sulla professionalità e soprattutto sul buon senso. Foto: Grigolini- Fotoexpress

FONTE: HellasNews.it


SETTI E D'AMICO VANNO AVANTI COSI'
Grosso non si tocca c'è massima fiducia
22/01/2019 09:50
Si va avanti così: Grosso non si tocca. Setti, D'Amico e Barresi non hanno messo minimamente in discussione il tecnico che rimane saldo sulla panchina gialloblù. Il clamoroso 3-0 di Padova non ha minato la fiducia verso Grosso.

L'Hellas non ha mai convinto in questo campionato. Prestazioni sempre altalenanti, scelte tecniche discutibili, fase difensiva assente e soprattutto si avverte ancora la mancanza di un'impronta di gioco. La squadra appare senza identità.

I dirigenti gialloblù però sono fiduciosi: secondo loro Grosso è l'uomo giusto e la rosa a disposizione è di altissimo livello. A giugno prevedono la promozione in Serie A: avranno fatto i conti giusti?

FONTE: TGGialloBlu.it


D’AMICO: «IL CAMPIONATO NON CI ASPETTA, DOBBIAMO SUBITO DARE TUTTI DI PIÙ»
20/GENNAIO/2019 - 18:45
Padova - Le principali dichiarazioni del Direttore Sportivo gialloblù Tony D'Amico, rilasciate al termine di Padova-Hellas Verona, 20a giornata della Serie BKT 2018/19.

«Un brutto inizio? Una cattiva prestazione, non certo quella che volevamo e dovevamo fare, anche se sapevamo di incontrare una squadra che avrebbe dato tutto e noi dal punto di vista caratteriale siamo venuti meno. Ora possiamo solo ripartire e capire che il tempo passa, bisogna essere veloci perché il campionato non ci aspetta e le altre squadre corrono. Noi dobbiamo tornare a correre come abbiamo fatto nell'ultimo periodo prima della sosta. Noi abbiamo grande fiducia in questo gruppo, questa è una squadra che ha tutto il potenziale per fare bene e raggiungere l'obiettivo però bisogna che tutti facciano di più. Rimaniamo fiduciosi, sappiamo che ci sono ragazzi che possono esprimere ancora tanto e che finora hanno fatto forse meno delle aspettative, ma crediamo in questa squadra e sappiamo che con la giusta convinzione si possono raggiungere gli obiettivi. Rimanere sulla scia delle prime due in classifica? Noi dobbiamo guardare di partita in partita, il campionato è lungo e solitamente in Serie B i mesi decisivi sono marzo e aprile. Ovviamente noi dobbiamo rimanere attaccati al treno delle prime e arrivare al momento clou pronti a fare uno sprint, ma non bisogna guardare troppo lontano perché questo campionato nasconde insidie ogni giornata. Pensiamo a noi, alle nostre partite e alla prossima partita con il Cosenza. Sul mister? Ha le capacità, come noi, di capire cosa è successo in campo oggi. Da domani affronterà la settimana sapendo che oggi è stata fatta una brutta partita: ci vuole più anima. Un esterno d'attacco? L'obiettivo è valorizzare i giocatori che abbiamo, dopodiché il mercato si muoverà in base alle opportunità che ci saranno. Credo che questa squadra abbia gli elementi per un campionato di vertice, con il giusto atteggiamento ce la possiamo fare».

FONTE: HellasVerona.it


NEWS
D’Amico: “Pazzini grande esempio. Dobbiamo essere più scaltri. Costa ci piace”
Le dichiarazioni del ds gialloblù all’inizio della sessione invernale di calciomercato
di Redazione gennaio 3, 2019 - 08:40

Tony D’Amico, direttore sportivo dell’Hellas Verona, ha parlato a L’Arena:
“Gli episodi decidono le gare, d’accordo ma a me dà fastidio la gestione globale dell’incontro. I falli a metà campo ed i cartellini risparmiati ad uno e non all’altro. Noi peraltro dobbiamo iniziare ad essere un po’ più scaltri. Gestire meglio certe situazioni“.

CLASSIFICA. “A fine girone d’andata penso che avremmo dovuto avere qualche punto in più. Essere lì in scia del Palermo. Staccati di un paio di punti al massimo dai rosanero”.

PALERMO. “Le rose si equivalgono ma loro hanno più esperienza, intesa come maggior conoscenza. È un gruppo che bene o male sta insieme da tre anni. Queste cose contano. Il Palermo meglio di noi sa come e quando soffrire durante una gara e quando è il momento di chiuderla. Noi siamo maturati sotto questo punto di vista, ma ci manca ancora qualcosina. Arriverà”.

SORPRESA. “Senza dubbio lo Spezia. Sia il Lecce che il Brescia, erano pronosticabili. I liguri stanno facendo un grande campionato”.

GIOCATORE RIVELAZIONE. “Okereke, sempre dello Spezia“.

MERCATO. “La scorsa estate insieme a Benevento, Brescia, Lecce e Palermo, abbiamo investito. Adesso bisogna aspettare un attimo, gennaio è lungo. L’Hellas ha una rosa competitiva, migliorarla è dura. Ci sono dei giocatori, come ad esempio Laribi e Cissè, dai quali ci aspettiamo ancora molto“.

COSTA. “È un buon giocatore, ci piace, questo si, ora lo stiamo valutando come tanti altri però”.

MONTOLIVO E SAMMARCO. “Passato importante per entrambi ma non fanno al caso del Verona. Lì in mezzo siamo coperti”.

CALVANO. “Simone ci ha chiesto di poter giocare di più. Ci sta. Però tutti hanno disputato una partita in questo girone di andata. Chi partecipa al nostro progetto deve dare il massimo in una, dieci o venti partite. Siamo in tanti. Noi crediamo nei ragazzi che abbiamo. Ci hanno richiesto anche Tupta e Kumbulla, ma resteranno“.

LEE. “C’erano almeno tre club importanti che lo volevano la scorsa estate ma insieme al presidente ed al tecnico abbiamo deciso di tenerlo. A parte Gustafson e Eguelfi che sono prestiti secchi, tutti i giocatori della rosa sono di proprietà del Verona. Su Colombatto abbiamo il diritto di riscatto. Quasi al 90 per cento la rosa è tutta di proprietà”.

FOSSATI E BEARZOTTI. “Si, lasceranno Verona, andranno a giocare nel Monza. Ormai è fatta”.

PAZZINI. “Avete visto, per chi c’era, gli abbracci negli spogliatoi a Foggia? Il Pazzo è un grande giocatore e si è fatto trovare pronto. Grande esempio e segnerà ancora molto. Noi la scorsa estate abbiamo deciso di avere due giocatori forti per ruolo. Poi le decisioni tecniche spettano al mister. Bisogna essere lucidi e ricordare che la scorsa estate, il Verona per non farsi trovare impreparato ha fatto un mercato per un torneo a 22 squadre. I cambi continui, hanno portato ad un campionato a 19. Ci sono sei partite in meno e quasi tutti i calciatori buoni hanno trovato posto”.

LIVELLO CAMPIONATO. “Mediocre? Tutt’altro. Degli ultimi due o tre anni è la migliore. Direi un torneo medio-alto”.

TIFOSI. “Ho visto una nostra grande curva a Foggia. I ragazzi che scendono in campo, perchè a parte qualcuno siamo molto giovani. Non mi permetterò mai di giudicare i tifosi dell’Hellas, abbiamo bisogno di loro. Per il resto lavoriamo per raggiungere l’obiettivo e basta. Solo a Brescia, il Verona abbia fallito di brutto. Nelle altre partite poco felici, l’impegno non è mai mancato“.

FONTE: CalcioHellas.it


L’esultanza del ds D’Amico
dicembre 10, 2018

Al triplice fischio finale allo stadio Vigorito, il direttore sportivo dell’Hellas Verona, Tony D’Amico, è corso in campo ad abbracciare uno ad uno i gialloblù vittoriosi in casa del Benevento. Un successo che rilancia nei quartieri alti della classifica cadetta la squadra di Fabio Grosso, chiamata ora a ripetersi lunedì prossimo contro il Pescara al Bentegodi

FONTE: HellasLive.it


12 NOV 2018
HA VINTO SETTI
Il castello di carta della (cattiva) propaganda si è disintegrato. Ed era pure prevedibile. Ecco, non pensavo così in fretta, non credevo che la caduta sarebbe stata così subitanea e clamorosa. Ma che il Verona paghi oggi gli errori estivi (qui anticipati) è acclarato: poche spese, l’improvvisazione di Setti, la debolezza di di D’Amico, l’inadeguatezza di Grosso e di una squadra costruita (al di là di qualche nome) male, con doppioni e ruoli scoperti, senza razionalità e in parte sull’onda delle occasioni in saldo di qualche squadra fallita. Gli stessi errori di presunzione dell’anno precedente, né più né meno. Ma con l’aggiunta di una fake news: Verona corazzata del campionato. Ma quando mai?

Ma qui – Grosso o non Grosso – l’origine di tutti i problemi resta Setti. E siamo sempre lì: si può fare calcio senza veri investimenti? Si può amministrare una società di calcio non considerando la parte sportiva prioritaria (“prima il bilancio”)? Che senso ha? Possibile che nel Verona manchi un direttore generale e che il direttore sportivo sia un giovane novizio? Possibile che ci devono pure prendere in giro con dichiarazioni marziane (vedi D’Amico e Grosso che hanno detto che “l’inizio di campionato è stato al di sopra delle aspettative”, io ricordo un tristissimo pari casalingo con il Padova e una vittoria a tavolino).

Eppure anche la piazza deve fare autocritica. Dove sono finiti quelli che in estate ci insultavano sui social semplicemente perché avevamo il viziaccio di raccontare la verità? Dove sono quelli che “hanno fatto bene a togliervi l’accredito”, come se il torto lo subissimo noi e non lo stesso tifoso che ha il diritto a una vera e plurale informazione (noi siamo solo strumenti)? Vorrei sapere dove albergano ora quelli che “voi criticate sempre, avete rotto” (dovevamo applaudire l’orribile spettacolo?). Non li vedo più, spariti, volatizzati.

A Verona, forse, dovremmo un po’ maturare: imparare a distinguere il tifo dall’esercizio di critica. E questa società da quello che è il nostro Verona. Altrimenti ha ragione Setti e così vince davvero tutto lui. Anzi, ha vinto lui.
Francesco Barana

11 NOV 2018
INCAPACITA’ TOTALE
Ho evitato di scrivere dopo il triste pareggio con la Cremonese perché andava benissimo il post precedente dal titolo “PIATTUME”. La tentazione di togliere la seconda lettera e intitolare il nuovo post PATTUME è stata forte, lo ammetto. Ha vinto la mia parte moderata e meno volgare. Certo è che lo spettacolo offerto dal Verona con la Cremonese e a Brescia è stato indecente. Roba da impacchettare e gettare nel cassonetto delle immondizie (tanto per restare in tema).

I problemi sono molteplici. C’è un direttore sportivo inadeguato, un allenatore incapace, un presidente presuntuoso, una squadra che non rende come dovrebbe. Soluzioni? La più facile e logica è cambiare guida tecnica. Sono convinto che questa rosa, gestita diversamente può fare molto meglio. Grosso è in confusione totale. Lo vediamo noi, lo vedono i giocatori e dovrebbe vederlo anche il presidente nonostante gli occhiali scuri e il fumo del sigaro che può creare qualche problema di visibilità. Scherzi a parte, se sei convinto di aver costruito una squadra in grado di vincere il campionato, non puoi tenere un tecnico così.

Setti ha commesso tanti errori da quando è presidente del Verona. Ha sbagliato scelte, uomini, programmi, dichiarazioni e silenzi, azioni, tempi e atteggiamenti. Recuperare credibilità è impresa molto ardua. Prendere un allenatore capace, con un certo curriculum e non un’altra scommessa, potrebbe essere un piccolo punto di partenza, anche se i traguardi da centrare per riscattare i tanti fallimenti sono altri. Tornare in A è solamente il primo. Buona fortuna.
Luca Fioravanti

11 NOV 2018
FAKE-ALLENATORE E FAKE-DS
Da agosto ho invocato un Verona a due punte ma dopo Brescia ho capito che quello non è il problema. La gara con il Brescia ha sancito definitivamente che il problema del Verona non sono i moduli né tantomeno gli attaccanti (posto che Pazzini fuori da quattro gare consecutive ha marcato anche oggi…).

Il problema del Verona è l’uomo che la dirige in panchina, fortemente voluto da Setti che per prenderlo ha sfidato la piazza e i tifosi, convinto di avere ragione. Grosso è l’allenatore sbagliato nel momento sbagliato, solo la terribile presunzione del presidente carpigiano ha potuto creare questo ulteriore bubbone esploso alla giornata numero 12 dopo una indegna (si può dire? o mi querelate?) partita a Brescia. Non era difficile capire che Grosso non avrebbe potuto essere l’uomo che risolleva la piazza a Verona. Il suo gioco monocorde, gli allenamenti a porte chiuse, le sue conferenze-stampa carillon (capaci di addormentare anche un neonato col mal di pancia), le sue frasi fatte, non potevano essere la benzina per ripartire dopo lo schifo (si può dire o mi querelate?) della scorsa stagione.

A Bari vedevano Grosso un po’ come noi vedevamo Pecchia. Anzi, anche peggio. Setti però ha voluto continuare sulla stessa strada. Ha confermato il signor Tony D’Amico, il braccio destro di Fusco, dando quindi continuità a quel percorso fallimentare. E al posto di Pecchia ha preso Grosso che ben presto si è rivelato molto peggiore di Pecchia che perlomeno in B aveva fatto un gran calcio.

Mi sembra logico a questo punto che lunedì mattina il Verona stili un comunicato cacciando questo “fake-allenatore” che sta tradendo ogni aspettativa. E con lui ovviamente il “fake-ds” (altra querela? Si chiama ironia, fatevene una ragione…). Ma la logica quando si tratta di Setti e di questa società non può essere invocata. Quindi non mi stupirebbe rivedere Grosso ancora alla guida del Verona quando si tornerà a giocare. Al peggio non c’è mai fine…
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


ALLA GAZZETTA DELLO SPORT
D'AMICO: HO FIDUCIA IN GROSSO
08/11/2018 10:48
Flessione, non crisi. Tutti in discussione. Gare verità. Ecco cosa ha raccontato il ds del Verona Tony D'Amico alla Gazzetta dello Sport.

"Più che di crisi parlerei di un periodo di flessione. Ma proprio in questi momenti ci si compatta: è un passaggio per molti versi necessario per costruire una squadra forte. I numeri sono oggettivi e li vediamo tutti, ma allo stesso modo serve analizzare le prestazioni: dopo un avvio che è stato positivo, persino al di sopra delle aspettative, in alcune gare, come a Salerno, con il Lecce e a Venezia, abbiamo raccolto meno di quanto seminato, e questo ha rallentato il processo di maturazione del gruppo e di acquisizione della consapevolezza dei mezzi che ci sono".

Grosso in discussione? «Lo siamo tutti, ed è così per ognuno di noi, da quando siamo arrivati a Verona, sapendo quali siano gli obiettivi e le ambizioni che ci sono all’Hellas. Poi serve ragionare con equilibrio. Se c’è stato questo calo, è doveroso giudicarlo anche in quanto figlio del grande rinnovamento avvenuto in sede di mercato, con una squadra che è stata ricostruita per il 70% dell’organico. Una rivoluzione. Quella di Brescia sarà una partita importante, come tutte quelle che abbiamo disputato e che verranno».

D'Amico ha confermato poi il legame con il tecnico. «Abbiamo un confronto continuo: Fabio Grosso è una persona riflessiva, che ascolta con attenzione e che le decisioni le prende sulla base del lavoro che fa quotidianamente. Vogliamo che il nostro sia un grande campionato e c’è fiducia in lui: sono convinto che sia l’uomo adatto per portarci dove desideriamo essere».

E naturalmente c'è stato il riferimento a Pazzini che da quattro gare va in panchina. «Giampaolo Pazzini - ha spiegato D'Amico - è un giocatore che fa parte di questo progetto, per tre volte è partito dall’inizio. Capisco che per quanto ha dimostrato nel corso della sua carriera, per quel che rappresenta per Verona e per il suo valore le sue esclusioni facciano rumore. Ora è così, ma questo non significa che non sarà utile all’Hellas, come già ha saputo essere. Sono certo che anche lui darà il contributo che serve per raggiungere il nostro traguardo».

E Di Carmine sempre più deludente? Ecco cosa ha detto D'Amico. «Per lui vale quanto già detto riguardo agli altri: deve migliorare non il singolo giocatore, ma il complesso dell’intesa tra tutti. Non bastano quattro partite da titolare, più una da subentrato, per emettere verdetti: un attaccante è il finalizzatore del lavoro dell’intera squadra, è stato preso perché ha le caratteristiche che riteniamo siano adatte all’impostazione che abbiamo voluto dare al Verona. E lo dimostrerà»

«Mi aspettavo che potesse esserci questo genere di difficoltà, tanto più in una B che ha un livello più alto rispetto alle ultime stagioni, cosa che si era già intuita quando sul mercato si è visto un numero elevato di società che hanno investito in modo cospicuo: noi, il Benevento, il Brescia, il Palermo, il Perugia, con il Crotone che ha tenuto l’ossatura dello scorso campionato. La competitività è elevata, la concorrenza forte, siamo qui per lottare e per vincere. Non credo esistano squadre ammazza-campionato».

Continua D'Amico: «Prima delle partite di Ascoli e con la Cremonese stava nascendo un feeling con una tifoseria che ha cuore, occhi e passione per giudicare. Con il Lecce abbiamo perso la seconda partita consecutiva, dopo Salerno, e siamo stati ugualmente applauditi dalla Curva Sud. La gente di Verona sa riconoscere quello che dai: se siamo stati fischiati probabilmente le nostre prove sono state al di sotto delle possibilità che abbiamo. Sta a noi conquistarla. Senza fare proclami, perché le parole se le porta via il vento».

E ora quattro partite che non possono mentire.
«Queste sono le gare più belle, quelle che ci daranno la misura del nostro valore. Saranno grandi sfide. Io non posso dire quando sbocceremo, perché nessuno lo sa, ma di sicuro da questa serie di incontri avremo modo di comprenderlo. E in tutte le partite questo Verona può acquisire quella consapevolezza di sé che gli consentirà di avere una struttura solida per affrontare il resto del campionato mantenendosi sempre nelle posizioni di vertice».

I DIRETTORI NON PARLANO
L'Hellas e dirigenti che non ci mettono la faccia
26/10/2018 11:59
Due sconfitte e un pareggio: il Verona fatica ad ingranare. La squadra di Grosso è ancora un cantiere aperto anche perchè lo stesso tecnico dell'Hellas non sembra avere idee chiare sui ruoli dei giocatori (spostati troppo frequentemente). Così ad ogni post-partita si assiste al solito copione: Grosso spiega le ragioni di cosa non è andato, restando fin troppo ottimista, giustificandosi della prestazione della squadra (che ha tenuto palla, che ha avuto occasioni etc etc).

Ma quando le cose vanno male stona la mancanza di un dirigente che non vada davanti ai microfoni a spiegare la situazione. Una volta c'era Sogliano che ci metteva la faccia, poi è arrivato Fusco che nonostante tutti gli errori (dovuti anche ai pochi fondi messi a disposizione da Setti per avere una squadra un minimo competitiva in Serie A), andava sempre davanti ai microfoni, in prima linea per far scudo a mister e giocatori.

Chi sono oggi i dirigenti di riferimento del Verona? Il Ds Tony D'Amico e il D.o. Francesco Barresi. I tifosi non conoscono la loro voce e a malapena riuscirebbero a riconoscerli per strada. Non sono mai stati presentati in conferenza stampa: non si vedono mai, non parlano davanti ai microfoni. In una società i dirigenti sono essenziali, sono figure di prima importanza: nell'Hellas di oggi l'impressione non è questa...

FONTE: TGGialloBlu.it


Spendere senza spandere (e i verdetti del campo)
23 AGOSTO 2018 | di Matteo Fontana - Il Giallo e il Blu
foto hellas verona

Un mercato in attivo per l’Hellas. Venerdì scorso, alle 20, si è chiusa la sessione estiva, con il Verona che ha totalizzato 17 acquisti e 10 cessioni. Una rivoluzione, quella effettuata dal ds gialloblù Tony D’Amico, che non ha, però, sforato i vincoli di budget fissati dalla proprietà e che, anzi ha consentito alla società di avere un saldo favorevole. I conti dell’Hellas, quanto ad entrate ed uscite, in rapporto all’area tecnica (nella gestione del club rientrano molti altri parametri e centri di spesa), tornano.

L’analisi parte da un’avvertenza, ossia dal fatto che alcune operazioni sono state completate con la formula del prestito con obbligo di riscatto, cosa che comporterà il pagamento di quanto pattuito a fine stagione: si tratta di puri accorgimenti di bilancio, dal contenuto temporaneo, che, nei fatti, cambiano la forma, ma non la sostanza, della linea d’investimento adottata dal Verona. Che, dal canto suo, ha realizzato un complessivo “più” pari a due milioni di euro nel computo tra chi è arrivato e chi è andato via. Tutto questo, allestendo una rosa che, in chiave di pronostico, è competitiva per lottare al vertice del campionato. Qualità senza perdere di vista i numeri, era non soltanto l’obiettivo, ma l’imperativo da soddisfare.D’Amico ha agito di conseguenza.

L’Hellas ha speso 4 milioni per i cartellini acquistati. Per Di Carmine (che rientra nella lista dei giocatori che sul piano della formula sono dei prestiti, ma che, in realtà, è per intero del Verona) sono stati sborsati 2.5 milioni di euro, da versare al Perugia. Questa è la fetta principale di quanto pagato sul mercato dall’Hellas. Ci sono da registrare, in via principale, i 500mila euro per Karamoko Cissé, entrato nel giro con cui Fabio Grosso è stato svincolato dal Bari, i circa 250mila per Crescenzi, prelevato dal Pescara, più tutti gli altri interventi onerosi in entrata, da Ragusa a Boldor (poi andato in prestito al Foggia, con il Verona che ha ottenuto in cambio Empereur), compresi i riscatti dei giovani Saveljevs dai lettoni dello Svyturys Marijampole e Borghetto dal Belluno, di seguito passato al Mantova di Maurizio Setti.

D’Amico è riuscito a combinare in modo virtuoso costi e valore dell’organico giocando d’anticipo per assicurarsi quei giocatori che si sono liberati per il crack dei precedenti club di appartenenza: il caso più eclatante riguarda Henderson e Balkovec, arrivati dal Bari, e sottratti a concorrenti di spicco, e Laribi, che ha lasciato il Cesena sull’orlo del fallimento ed era, peraltro, a fine contratto. In prestito secco è stato ingaggiato, dal Torino, Samuel Gustafson dal Torino.

Guardando l’incasso, il Verona ha fatto bingo sul filo diretto con la Spal: il riscatto di Viviani e l’ingaggio di Fares – divenuto definitivo domenica con il debutto in maglia biancazzurra a Bologna – hanno fruttato una buona plusvalenza, cui va aggiunta quella che sarebbe determinata dalla salvezza della squadra di Semplici. Mattia Valoti, infatti, pure lui trasferitosi a Ferrara, è in prestito con obbligo di riscatto, destinato a innescarsi con la permanenza spallina in A. All’Hellas andrebbero, in questo caso, altri 3 milioni di euro. Inoltre il passaggio di Jorginho dal Napoli al Chelsea permetterà al Verona di introitare più di un milione a titolo di contributo di solidarietà, in base alla vigente normativa Fifa sulla formazione dei giocatori. Per Souprayen l’Auxerre ha pagato 250mila euro.

In chiusura, un aspetto non meno rilevante: il monte ingaggi dell’Hellas è stato compresso a una cifra che oscilla tra gli 11 e i 12 milioni di euro, circa un terzo prodotta dagli stipendi al lordo di Pazzini e Cherubin. Sarà coperta da metà del “paracadute” incamerato dopo la retrocessione. Il resto toccherà ai verdetti del campo.

FONTE: VenetoBlog.CorriereDelVeneto.Corriere.it


EDITORIALE
Tony D'Amico, quando i fatti sono meglio delle parole
21.07.2018 17:51 di Lorenzo Fabiano
Profilo basso, parco di parole e carico di lavoro. Lui sta nell’ombra; luce piuttosto sugli acquisti del nuovo Verona, frutto delle sue operazioni. Preso a dileggio al momento della sua nomina quale successore di Filippo Fusco (la carineria più diffusa lo ritraeva come minimo un suo portaborse, se non un mal riuscito copia e incolla), Tony D’Amico si fa in quattro, non parla, non promette, non lancia proclami, ma si limita a depositare transfer su transfer sul tavolo di Setti.

Una volta data a Grosso la scacchiera, ha iniziato a fornirgli le pedine; finora sono arrivati Cissè, Laribi, Almici, Crescenzi, Gustafson, Eguelfi, fino al colpo dell’estate Di Carmine; presto alla compagnia si aggiungeranno Balkovec ed e lo scozzesino Henderson. Aggiungiamoci pure l’ingaggio di Boldor e il prestito dall’Udinese di Matos, stavolta con diritto di riscatto, e quello che sta nascendo ci pare sia proprio un bel Verona. Senza dubbio più forte di quello che è affondato miseramente in serie A la scorsa stagione. Non che ci volesse molto a dire il vero, ma tant'è. Complice l’ennesimo infortunio di Bianchetti, manca ancora un tassello al centro della difesa, dove Ariaudo (o chi per lui) è l’obiettivo; poi si penserà eventualmente a un esterno e a un’altra punta nel caso Pazzini dovesse partire. Diciamo che le caselle sono quasi tutte completate. Si dovrà lavorare in uscita, perché nella rosa attuale qualche esubero da sistemare c’è.

Alla presentazione dell'amico ritrovato Fabio Grosso a Primiero (i due erano compagni giovani in erba a Chieti), D’Amico tradiva una certa emozione. Cosa, che in un mondo fatto di sfingi è sempre apprezzabile. Il buon Tony sa che la scrivania del Verona, è la sua grande occasione. Sa anche che il suo compito non è affatto facile. Non può sbagliare una mossa, perchè tutti sono lì ad attenderlo al varco, pronti ad impallinarlo. Lui vola basso a parla con i fatti. La sua voce l’abbiamo sentita finora in una sola occasione in cui ha espresso concetti stringati e chiari: «Al Verona vogliamo solo giocatori convinti di vestire questa maglia, senza “se” e senza “ma”. Chi non è convinto, si accomodi pure». Tradotto: Felicioli arriccia il naso e mostra insofferenza? Nessun problema caro Gian Filippo, vai al Perugia. Per il resto, zero interviste e zero apparizioni davanti a telecamere e microfoni.

D’Amico è un pescarese con un passato da calciatore che lo ha visto masticare pane duro sui campi della serie C: tanto fango, tanta gavetta, e una vita da mediano come piacerebbe a Ligabue. Ha chiuso la carriera cinque anni fa, quando ne aveva 33, a Lecco con una retrocessione in D. Correva l’anno 2013: per un cavillo non riuscì a svincolarsi entro il 30 giugno, ma solo ai primi di luglio e quindi non più tesserabile fino alla sessione invernale. La sua storia con le scarpe da pallone finì quel giorno, per iniziarne una nuova a caccia di talenti.

Fusco che lo conosceva bene dai tempi di Foggia, lo volle con sé prima a Bologna, e quindi a Verona come Capo Scouting. Il resto è storia recente. All’ombra del suo Pigmalione ha studiato e appreso. Qualcuno di voi con i capelli grigi, ricorderà Enzo Cerusico e James Whitmore in Tony e il Professore, fortunata serie televisiva dei primi anni settanta. Ecco, più o meno le cose stavano così, solo che il Professore si è fatto da parte e allora tocca a Tony. Dandogli fiducia, Setti gli ha affidato una grossa responsabilità, lui l’ha accettata senza remore e ci dà dentro di brutto. Se ai bigonci del Bentegodi si rivede persino la gente in fila per sottoscrivere l’abbonamento, significa che in questa prima metà d’estate la più bella rivelazione del nuovo corso in atto a Via Francia, è proprio lui. La vita è la solita sliding door.

FONTE: TuttoHellasVerona.it


NEWS
11 luglio 2018 - 15:25
D’Amico: “Due prerogative: entusiasmo e attaccamento alla maglia”
Il ds gialloblù: “Grosso è stato scelto in accordo con il presidente Setti”

di Redazione Hellas1903

Il direttore sportivo gialloblù, Tony D’Amico, ha aperto la conferenza di presentazione di Fabio Grosso.

“La scelta del mister è stato condivisa in pieno dal presidente, rispecchia le caratteristiche tecniche e morali che cercavamo”.

Continua il ds: “Ci ha convinto il suo entusiasmo di essere l’allenatore del Verona. Questa sarà la prerogativa per la scelta dei giocatori della squadra: chi verrà a verona dovrà avere tanta voglia di indossare la maglia. Questo è quello che pretenderemo dai giocatori che arriveranno e da chi già forma parte della rosa”.

FONTE: Hellas1903.it


04.07.2018
Tony D'Amico nuovo diesse del Verona
Tony D'Amico

Due anni di contratto. Tony D’Amico dalle 19.15 di ieri è anche ufficialmente il direttore sportivo del Verona, come annunciato dalla società. Successore di Filippo Fusco dimissionario dopo la partita di Benevento, D’Amico ha cominciato il suo percorso a Foggia proseguendo poi a Bologna e a Verona da capo dell’area scouting. Al lavoro da mesi per costruire il prossimo Hellas.

Fra operazioni già concluse ed altre in divenire. La Spal ha l’accordo con Mattia Valoti ma non ancora con l’Hellas. Anche se al punto d’incontro non manca molto. Braccio di ferro fra Verona e Ferrara, dopo l’idilliaco feeling delle scorse settimane sfociato nelle operazioni di Fares e Viviani. La Serie A alletta Valoti, che proprio a casa della Spal giocò una partita sontuosa realizzando due gol nell’anno in cui tutte e due alla fine guadagnarono la promozione. A segno pure al Bentegodi nella gara di aprile, migliore in campo prima di uscire per infortunio.

Leonardo Semplici s’è ricordato di lui, visto che ha bisogno proprio di un giocatore che sappia buttarsi negli spazi. Il bivio di quest’estate diventa strategico, a quasi venticinque anni, per il futuro della carriera del ragazzo alla Primavera del Milan adottato da Ambrosini e tenuto coi grandi da Max Allegri. L’intesa con la Spal è vicina, tanto più che nel ruolo di mezzala sinistra l’Hellas si è già assicurata Karim Laribi con cui gli ultimi dettagli sono stati sistemati proprio ieri. Per lui contratto triennale. Nella trattativa per Valoti non verrà inserita alcuna contropartita tecnica. L’urgenza dell’Hellas resta la fase offensiva mancina, con tante piste aperte in contemporanea come si fa in pieno mercato. Una delle più percorribili è quella che conduce ad Antonio Di Gaudio, titolare a sinistra per gran parte dell’ultimo campionato del Parma. Più agevole per adesso trattare lui che Ragusa e Ricci, talenti che andranno entrambi in ritiro col Sassuolo. Il Verona nel tardo pomeriggio di ieri ha anche definito ogni dettaglio per la conferma di Boldor, difensore centrale arrivato dal Bologna.

FONTE: LArena.it


CALCIOMERCATO
Finalmente è ufficiale
Tony D'Amico è il ds

03/07/2018 19:39
Tony D'Amico, braccio destro di Filippo Fusco, è il nuovo ds del Verona. Adesso è finalmente ufficiale, come ha comunicato la società scaligera.

Ex giocatore del Chieti, D'Amico era il caposcouting del ds napoletano che aveva dato le dimissioni dopo la sconfitta con il Benevento.

Una scelta di continuità da parte di Setti. D'Amico era stato attaccato dalla Curva Sud in un comunicato.

FONTE: TGGialloBlu.it


UFFICIALE: TONY D'AMICO DS DELL'HELLAS VERONA FINO AL 2020
03/LUGLIO/2018 - 19:15
Verona - L'Hellas Verona FC comunica di aver affidato la direzione sportiva del Club a Tony D'Amico. Il Direttore Sportivo ha firmato, in data odierna, un contratto che lo lega al Club gialloblù fino al 30 giugno 2020.

FONTE: HellasVerona.it


VISTO DA NOI
22 giugno 2018 - 11:43
Tony D’Amico, il ds silenzioso già al lavoro per l’Hellas
Matos, Cissè, Viviani, Fares, Grosso: la firma del nuovo direttore sportivo sulle prime operazioni del Verona

di Andrea Spiazzi, @AndreaSpiazzi

Nell’organigramma del Verona figura ancora come Coordinatore dell’Area Scouting, ma è il nuovo direttore sportivo dell’Hellas già, di fatto, da quando Filippo Fusco si è dimesso dopo la partita di Benevento. Da quel giorno ha conquistato sempre più la fiducia del presidente Setti, che ha appoggiato in toto la scelta di Fabio Grosso come nuovo allenatore e condiviso con lui il progetto del nuovo Hellas.

Tony D’Amico non ama né parlare né apparire, anche se si attende a breve una sua investitura formale nel Verona. Ha già concluso, dopo l’ingaggio di Matos, due operazioni non facili: l’arrivo di Karamoko Cissè (500 mila euro versati al Bari nell’accordo per liberare Fabio Grosso) e contestualmente il riscatto di Viviani della Spal (per nulla scontato) e la cessione di Fares (qui i dettagli).

Classe 1980, mediano in vari club di C (una stagione in B a Empoli), finita la carriera di calciatore D’Amico si è legato a Filippo Fusco con cui già collaborava a Bologna. Nel 2016 l’arrivo a Verona come capo scouting.

Non sopporta l’idea diffusa del “governo ombra” di Fusco per il quale tuttora agirebbe da prestanome e nemmeno l’essere dipinto come una sorta di fotocopia dell’ex ds, concetti su cui da tempo si abbuffano i detrattori a mezzo stampa di cui ha già fatto discreta collezione. Starà, naturalmente, a lui dimostrare di saperci fare, rispondendo coi fatti.

Non facile la sua nuova avventura, e piena di responsabilità. Il carattere per affrontarla pare non gli manchi. I primi passi sono incoraggianti. Poco o tanto (ma chi ha fatto finora vere operazioni ufficiali?) il Verona ha iniziato a muoversi. Con Tony D’Amico come nuovo direttore sportivo.

FONTE: Hellas1903.it


VERONA
15 maggio 2018 - 00:42
Verona, prende quota la soluzione interna Tony D’Amico come d.s.
Per la panchina piacciono Grosso, Brocchi e Bucchi

di Nicolo Schira, @NicoSchira

Maurizio Setti in azione a Milano per scegliere il nuovo allenatore del Verona. Incontro ieri pomeriggio con Cristian Brocchi dopo i sondaggi dei giorni scorsi nei confronti di Christian Bucchi. La prima scelta per la panchina resta però Fabio Grosso che dirà addio al Bari in estate. Per il ruolo di direttore sportivo crescono le quotazioni di Tony D’Amico. Possibile promozione in vista per l’attuale capo-scout gialloblù…

FONTE: GazzaMercato.it


A TU PER TU
...con T.D'Amico
"Hellas Verona, che sfida. Apprendo da Fusco, i segreti dell'area scouting. Ionita-Napoli? Giocatore importante, farebbe bene. Luca Toni una risorsa. E io..."

22.06.2016 00:00 di Alessio Alaimo Twitter: @alaimotmw
"Una bella sfida, sarà un'annata importante per tutti compreso me che sarò uno strumento della società. Perché l'area scouting è uno strumento in mano al direttore sportivo e alla società, ci faremo trovare pronti nei momenti di necessità". Parole firmate Tony D'Amico, un passato da calciatore e un presente da capo dell'area scouting dell'Hellas Verona, al fianco di Filippo Fusco. "Con il Direttore - continua D'Amico a TuttoMercatoWeb - c'è un rapporto professionale che continua dopo l'esperienza di Bologna, cercherò di dare il mio contributo".

Lei Fusco, appunto, lo conosce già da Bologna.
"Parto avvantaggiato. So come vede il calcio. Ci faremo trovare pronti quando ci sarà bisogno in base alle necessità dell'annata".

I mercati dove è specializzato?
"In Spagna come da tante altre parti. Conta essere competitivi, poter rispettare le richieste della società. Arrivare prima per società come l'Hellas Verona è fondamentale".

Primi dovete arrivare anche in campionato.
"L'obiettivo è fare bene, siamo consapevoli dell'importanza dell'opportunità che abbiamo. L'area scouting deve essere pronta a fornire delle risposte al direttore e all'allenatore quando verrà richiesto".

Vi state già muovendo per il nuovo colpo?
"No, questo non è compito mio. Noi siamo degli strumenti in mano al direttore sportivo. Saremo una squadra nella squadra. Poi il Direttore, che di calciatori ne conosce tantissimi, farà le sue valutazioni e sarà sempre lui a decidere".

Ionita in direzione Napoli?
"Non lo so. Non mi occupo di mercato. Sicuramente è un giocatore importante, chiunque lo dovesse prendere farebbe un grande affare: ha qualità atletiche e nel giro di pochi anni sarà un calciatore molto importante".

Quest'anno vi aiuterà Luca Toni, fuori dal campo.
"È sempre presente. Partecipa alle riunioni dell'area scouting, gli piace apprendere. Poi sarà lui a decidere il percorso più idoneo alle sue caratteristiche, per noi è una risorsa importante".

E lei? Per il futuro ci pensa alla poltrona di ds?
"Mi concentro sul presente. Il presente dice che ho una grande opportunità, un incarico importante e la stima della società e del direttore. Il futuro ognuno di noi se lo costruisce partendo dal presente".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Tony D’Amico nuovo responsabile scouting dell’Hellas Verona
giugno 8, 2016

“Sarà Tony D’Amico il nuovo responsabile scouting dell’Hellas Verona. Ha già lavorato con me a Bologna, è direttore sportivo, osservatore, è giovane (1980) ma è un grande professionista. Si chiama poi Tony di nome (ride, ndr) speriamo ci sia una bella sintonia con Luca Toni”. Queste le parole del direttore sportivo dell’Hellas Verona, Fusco, durante la conferenza stampa di presentazione.

FONTE: HellasLive.it


PRIMA DI VERONA +   -   =
CALCIOMERCATO
Il curioso caso di Tony D'Amico
12.11.2012 20:45 di Nicolò SCHIRA Twitter: @BomberNiko
Può un giocatore ambito da parecchi club di Lega Pro e Serie D restare senza squadra a causa di astrusi cavilli burocratici? Nel calcio moderno è ancora possibile. Vittima di questa situazione è il mediano, ex Empoli e Cavese, Tony D'Amico. Il centrocampista nella scorsa stagione era al Lecco che dopo i Playout è retrocesso in Serie D. Il ribaltone societario del club bluceleste ha provocato il mancato svincolo dell'esperto giocatore entro il 30 giugno. Svincolo avvenuto solo ai primi di luglio. Una differenza di qualche giorno che potrebbe sembrare un'inezia a molti, ma che in sede di calciomercato costringerà l'ex capitano del Foggia a non poter firmare per nessuna squadra sino alla riapertura ufficiale del mercato a gennaio.

FONTE: TuttoC.com

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