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Classe da vendere, tiro preciso e potente, Beniamino non era fisicamente in grado di sostenere sempre al massimo l'intera stagione calcistica così andava inevitabilmente incontro ad un rendimento altalenante... 12esimo preziosissimo alla JUVE fu determinante in Coppa delle Coppe coi bianconeri

Beniamino Vignola

Data di nascita:12/06/1959
Luogo di nascita:Verona
Nazionalità:Italiana
Ruolo:Centrocampista
Altezza:172 Cm
Peso:64 Kg
Posizione:
CARRIERA DA ALLENATORE/DIRIGENTE +   -   =
 SquadraStagioneSeriePartiteRuolo 
Mantova1993 - 1994C1-Direttore Sportivo 
San Martino Buonalbergo
Hotel Catullo
1990 - 1991LND-Giocatore e Allenatore 
LEGENDA: LND=Lega Nazionale Dilettanti (Promozione)

CARRIERA DA GIOCATORE +   -   =
 SquadraStagioneSeriePartiteGoal 
Mantova1991 - 1992C2285 
San Martino Buonalbergo
Hotel Catullo
1990 - 1991LND-- 
Empoli1989 - 1990C131 (+1CI)9 (+1) 
Empoli1988 - 1989B37 (+1PO)3 (+0) 
Juventus1987 - 1988A13 (+1SU +10CI +3CU)0 (+0 +1 +1) 
Juventus1986 - 1987A15 (+7CI +3CdC)1 (+1 +1) 
Hellas Verona1985 - 1986A19 (+9CI +2CdC)2 (+2 +0) 
Juventus1984 - 1985A27 (+9CI +4CdC)1 (+2 +2) 
Juventus1983 - 1984A25 (+4CI +7CC)5 (+1 +3) 
Avellino1982 - 1983A30 (+7CI)7 (+3) 
Avellino1981 - 1982A30 (+4CI)3 (+1) 
Avellino1980 - 1981A28 (+6CI)6 (+3) 
Hellas Verona1979 - 1980B37 (+3CI)2 (+0) 
Hellas Verona1978 - 1979A6 (+2CI +1IC)0 (+0 +0) 
Hellas Verona1977 - 1978A00 
Giovanili Hellas Verona1970 - 1978--- 
LEGENDA: CI=Coppa Italia, IC=Intertoto Cup (Ex Mitropa Cup), CC=Coppa delle Coppe, CdC=Coppa dei Campioni, CU=Coppa UEFA, SU=Spareggio per accesso alle coppe europee, PO=Playout, LND=Lega Nazionale Dilettanti (Promozione)

NEWS E CURIOSITÀ +   -   =
Talento tutto veronese il buon Beniamino, pur molto dotato tecnicamente, non era fisicamente in grado di sostenere sempre al massimo l'intera stagione calcistica così andava inevitabilmente in contro ad un rendimento altalenante ma quel tiro preciso e potente (leggenda narra che una traversa cedette nell'impatto con un pallone sparato dal suo violentissimo destro nei campetti della periferia veronese in cui è cresciuto), quella classe cristallina e quell'intelligenza calcistica che lo contraddistinguevano, lo rendevano un'arma micidiale in campo soprattutto in una squadra come la JUVENTUS dove fu subito 'adottato' da PLATINI e dove mister TRAPATTONI lo impiegò saggiamente come il dodicesimo titolare per mettere in campo sempre una qualità alta anche con l'inevitabile sopraggiungere della stanchezza nell'arco dei 90 e più minuti.

Peccato per quel ritorno-flop al VERONA scudettato di fresco che non andò come i tifosi gialloblù speravano: 'La carica positiva dell’anno prima che aveva condotto allo scudetto si era quasi esaurita - ricorda Beniamino in un'intervista - A fine stagione c’erano i Mondiali in Messico, magari per qualcuno è stato anche un condizionamento. Nel mio ruolo poi c’era Di Gennaro e anch’io, onestamente, non ho dato il massimo'.
Seguirono un altro paio di stagioni in tono minore in bianconero, poi l'EMPOLI in cadetteria e la discesa in C1 con i toscani che significò per il centrocampista di scuola scaligera anche l'oblio dal grande calcio a soli trent'anni...


SCUOLA HELLAS
Nato a Verona e cresciuto tra le fila del ACDC CADIDAVID (qui una sua foto di quando giocava con i Giovanissimi del '72) entra nelle giovanili dell'HELLAS all'età di 11 anni: Nessuno si aspetta che quel frugoletto biondo con gli occhi chiari diventerà uno dei più bei prodotti della scuola calcistica scaligera.
Dopo il debutto in prima squadra e in Serie A nel 1978 a 19 anni, Beniamino (nomen omen verrebbe da dire) affronta con i gialloblù la Serie B da titolare nella stagione successiva agli ordini di mister VENERANDA in un VERONA in cui PAESE fa da secondo all'intoccabile SUPERCHI, il 20enne TRICELLA impara l'arte della difesa da ODDI e ROVERSI e in mediana figurano i BERGAMASCHI, i FEDELE, i FRANZOT e i PIANGERELLI mentre capitan MASCETTI è coadiuvato nel reparto offensivo da CAPUZZO e D'OTTAVIO con un Bobo BONINSEGNA a fine carriera in più...

MIGRANTE AL CONTRARIO
Insomma non è un brutto HELLAS sulla carta ma lo stesso, a fine stagione, si piazza solo al 13esimo posto, ben lontano dalla zona promozione ma il campionato di VIGNOLA impressiona gli emissari dell'AVELLINO che dalla Serie A lo chiamano in Campania sborsando un miliardo e mezzo di vecchie lire: Beniamino fa le valige e parte nonostante i Lupi partano con un handicap di 5 punti (a causa di una delle tante vicende del calcio-scommesse che negli anni hanno colpito l'italico calcio) perchè vuole giocarsi le sue carte nella massima serie in una squadra in cui potrà essere titolare.

CON LA JUVE VINCE TUTTO
Nonostante il disastroso terremoto e la penalizzazione gli irpini si salvano bene e VIGNOLA diventa il perno di centrocampo anche per le successive due stagioni in Serie A prima che la JUVENTUS di BONIPERTI 'soffi' il giocatore alla FIORENTINA nello spazio di tempo che va da quando Beniamino prende l'auto da Verona per tornare ad Avellino a fine vacanze a quando effettivamente ci arriva.
In bianconero ha finalmente la possibilità di vincere qualcosa ma nel suo ruolo c'è l'inamovibile fuoriclasse transalpino PLATINI col quale Beniamino instaurerà un ottimo rapporto; la prima stagione a Torino corrisponde anche al miglior periodo in carriera per il facitore di gioco veronese che sarà decisivo nella finale di Coppa delle Coppe con il PORTO grazie ad un gol (strepitoso) ed un passaggio profondo illuminante per la rete della vittoria di Zibi BONIEK.
Dopo lo Scudetto, la Supercoppa UEFA, e la Coppa delle Coppe VIGNOLA vince nella stagione successiva anche una Coppa dei Campioni con le Zebre prima di tornare in gialloblù.

RITORNO-FLOP AL VERONA
'Mi chiamò Mascetti con cui avevo giocato a inizio carriera. Mi ero sposato da poco con Nicoletta, alla Juventus mi sentivo un po’ chiuso, insomma il ritorno nella mia città mi parve una cosa buona. Invece fu un flop. La carica positiva dell’anno prima che aveva condotto allo scudetto si era quasi esaurita. A fine stagione c’erano i Mondiali in Messico, magari per qualcuno è stato anche un condizionamento. Nel mio ruolo poi c’era Di Gennaro e anch’io, onestamente, non ho dato il massimo. Peccato perché pensavo che l’aria di casa mi avrebbe dato una spinta in più' ...E invece i freschi Campioni d'Italia, dopo essere stati eliminati in maniera scandalosa agli Ottavi di Finale di Coppa dei Campioni proprio da parte della JUVENTUS, terminarono la stagione con uno scialbo decimo posto.

ANCORA JUVE, POI IL DECLINO A SOLI 30 ANNI
Tornato alla JUVE nel 1986-87, Beniamino venne utilizzato meno anche se partecipò alle Coppe Europee e rimase in bianconero un altro paio di stagioni prima di accettare la corte dell'EMPOLI in cadetteria, retrocedere in C1 coi toscani e terminare la carriera al MANTOVA in C2.

Trovate qui il suo profilo FaceBook (che non viene aggiornato da un bel po').

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ANEDDOTI & ALTRO DA RICORDARE +   -   =


  • La legge del Partenio Il play di scuola gialloblù raccontò al 'Guerin Sportivo' di alcune particolarità che rendevano il Partenio uno stadio ostico anche per le grandi 'A parte il fatto che il campo, prima delle partite, veniva sempre bagnato. Il terreno era pesantissimo. Questo sfavoriva le squadre più tecniche, ma anche me. Poi c’era quel corridoio sotterraneo, stretto e lungo, che collegava gli spogliatoi al campo. Ogni tanto, chissà perché, si spegnevano le luci. Ricordo ancora di un giocatore dell’Inter, espulso, che attese la fine della partita per tornare nello spogliatoio insieme ai compagni'
  • Quello schiaffo da SIBILIA... VIGNOLA fu uno dei giocatori più forti nell'AVELLINO neopromosso in Serie A prima di arrivare al grandissimo calcio con la JUVE. Oltre allo spavento per il terremoto del 23 Novembre 1980 la mezzala ricorda molto bene anche la cinquina che gli assestò Antonio SIBILIA, in quegli anni patròn dei Lupi 'Non stavamo giocando al meglio e negli spogliatoi lui imprecava contro di me. Io gli risposi: “ Se non le vado bene, mi dia i soldi che avanzo e mi venda”. Gli mancai di rispetto, secondo lui. Boh, forse sbagliai a pormi in quel modo. Di certo oggi non lo rifarei'. Anni dopo gli chiedono dell'episodio anche alla Domenica Sportiva 'Fortunatamente mi mossi più veloce che in campo e riuscii in parte a ridurre gli effetti del colpo' dice sorridendo
  • FEDELE il mio angelo custode Più semplice giocare se c'è chi in campo ti guarda le spalle e, considerata la sua struttura fisica, anche Beniamino 'Il fisico non mi ha aiutato, nonostante la tecnica fosse molto buona. L’allenatore della svolta è stato Ferruccio Valcareggi, che nei suoi anni a Verona, dava un occhio anche al settore giovanile. Mi ha valorizzato, mi ha fatto fare allenamenti specifici per irrobustire la muscolatura. Gli devo molto... E i miei compagni, vista la mia struttura fisica, presero le mie difese per tutelare ginocchi e caviglie. È Adriano Fedele il mio angelo custode principale. Era agli ultimi anni di carriera, giocava dietro di me sulla fascia sinistra. “Tu vai e non ti preoccupare di niente. In tutti i sensi”'
  • All'HELLAS undicenne con un sogno... VIGNOLA racconta l'ingresso nelle giovanili scaligere: 'Entrai nel vivaio del Verona a undici anni con in tasca il sogno di diventare calciatore. La scuola mi ha sempre appassionato poco, anche se il diploma di geometra alla fine l’ho preso. Andavo allo stadio accompagnato da mio padre che lavorava in Comune e che faceva la “maschera” al Bentegodi. Le prime scarpette me le hanno date lì a Verona. Poi me le feci fare da un artigiano e le portai fino a che non si bucarono'


Beniamino Vignola
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Beniamino Vignola (Verona, 12 giugno 1959) è un imprenditore ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista.

Caratteristiche tecniche
Fu una mezzala molto tecnica, dal fisico minuto, inizialmente paragonato a Gianni Rivera.

Carriera
- Club
Cresciuto calcisticamente nella squadra della sua città, il Verona, esordì in Serie A nelle file degli scaligeri nel 1978. L'anno dopo passò all'Avellino, con cui giocò per tre stagioni consecutive mettendosi in luce assieme ad altri elementi, quali Tacconi e Favero, che ritroverà poi alla Juventus.

Nell'estate 1983 fu infatti acquistato dal club bianconero, su suggerimento di Michel Platini del quale divenne la prima riserva: «Temevo di marcire in panchina, ma riuscii lo stesso a graffiare. [...] mi godo il ricordo di essere stato il vice-Platini e di averci più volte giocato assieme. Non è poco». Nonostante le gerarchie prestabilite, sul finire della stagione 1983-1984 divenne titolare contribuendo alla conquista di scudetto e Coppa delle Coppe; contro l'Udinese siglò una doppietta, e fu assoluto protagonista nella finale di coppa disputata il 16 maggio a Basilea contro il Porto, vinta 2-1 grazie alla sua iniziale segnatura nonché al suo successivo assist per il decisivo gol di Boniek.

Vestì la maglia bianconera fino al 1988, eccetto una parentesi ai campioni d'Italia in carica del Verona nell'annata 1985-1986, che lo acquistarono per 4,8 miliardi di lire. Con i bianconeri vinse nel 1984 il succitato double continentale, nonché una Coppa dei Campioni e una Supercoppa UEFA l'anno successivo. Si accasò quindi all'Empoli, in Serie B, retrocedendo in C1 al termine del campionato 1988-1989.

Chiuse la carriera professionistica nel 1992, in Serie C2, con la maglia del Mantova, squadra per la quale diventò poi direttore sportivo nel corso della stagione 1993-1994. Dopo il fallimento della squadra lombarda e un'esperienza da calciatore-allenatore nel San Martino Buon Albergo, squadra dilettantistica veronese, lasciò definitivamente il calcio.

- Nazionale
Vanta cinque presenze e due reti in nazionale Under-21, con la quale partecipò al torneo olimpico di Los Angeles 1984 chiuso dagli azzurri al quarto posto.

Palmarès
- Club
   Competizioni nazionali
      Campionato italiano: 1 Juventus: 1983-1984

   Competizioni internazionali
         Coppa delle Coppe: 1 Juventus: 1983-1984
         Supercoppa UEFA: 1 Juventus: 1984
         Coppa dei Campioni: 1 Juventus: 1984-1985

FONTE: Wikipedia.org