...Come tutti i grandissimi amori, quando è finito ha lasciato un vuoto enorme e un senso di tradimento (vero o presunto) ma in fondo 'I grandi amori non finiscono' come cantava Antonello Venditti 'fanno dei giri immensi e poi ritornano'; un po' come è accaduto a mister Vincenzo ITALIANO

Vincenzo Italiano (Photocredits RaiSport.Rai.it)
Data di nascita:10/12/1977
Luogo di nascita:Karlsruhe (Germania)
Nazionalità:Italiana
Ruolo:Centrocampista
Altezza:175 Cm
Peso:67 Kg
Posizione:
CARRIERA DA ALLENATORE/DIRIGENTE +   -   =
 SquadraStagioneSeriePartiteRuolo 
Spezia2019 - 2020B-Allenatore 
Trapani2018 - 2019C34 (+2CI +5CIC +4PO)Allenatore 
Arzignano Valchiampo2017 - 2018D34 (+3CID +2PO)Allenatore 
Vigontina San PaoloMar. 2017 - 2017D9Allenatore 
Vigontina San Paolo2016 - Gen. 2017D17 (+3CID)Allenatore 
Allievi Luparense San Paolo2015 - 2016--Allenatore 
Venezia2014 - Ott. 2014LP-Vice 
LEGENDA: LP Lega Pro, CID Coppa Italia Serie D, PO Playoff, CIC Coppa Italia Serie C

CARRIERA DA GIOCATORE +   -   =
 SquadraStagioneSeriePartiteGoal 
Padova2009 - 2010B31 (+2Pout +1CI)5 (+0 +0) 
Chievo2008 - 2009A21 (+1CI)3 (+0) 
Chievo2007 - 2008B34 (+1CI)6 (+0) 
ChievoGen. 2007 - 2007A17 (+1CI)0 (+0) 
Hellas Verona2006 - Gen. 2007B15 (+2CI)0 (+0) 
Hellas Verona2005 - 2006B37 (+2CI)4 (+0) 
GenoaGen. 2005 - 2005B90 
Hellas Verona2004 - Gen. 2005B174 
Hellas Verona2003 - 2004B383 
Hellas Verona2002 - 2003B33 (+2CI)6 (+0) 
Hellas Verona2001 - 2002A28 (+1CI)1 (+0) 
Hellas Verona2000 - 2001A22 (+1Sp +2CI)2 (+0 +0) 
Hellas Verona1999 - 2000A120 
Hellas Verona1998 - 1999B30 (+2CI)4 (+0) 
Hellas Verona1997 - 1998B121 
Hellas Verona1996 - 1997A40 
Trapani1995 - 1996C14 (+1CI)0 
Trapani1994 - 1995C130 
Partinico Audace1993 - 1994CND60 
Giovanili RiberaFino al 1993--- 
LEGENDA: CND Campionato Nazionale Dilettanti, CI Coppa Italia, Sp Spareggio per la permanenza in Serie A contro la REGGINA, POut Playout

NEWS E CURIOSITÀ +   -   =
...Come tutti i grandissimi amori, quando è finito ha lasciato un vuoto enorme e un senso di tradimento (vero o presunto) ma in fondo I grandi amori non finiscono come cantava Antonello Venditti fanno dei giri immensi e poi ritornano; un po' come è accaduto a mister Vincenzo ITALIANO, ex calciatore gialloblù nel ruolo di regista (e che regista!) 260 presenze in ben 11 anni di HELLAS, che ammette candidamente il suo amore incondizionato per la maglia scaligera nonostante un primo addio non proprio felice ed un secondo addirittura peggio...

Fuori rosa e ad un passo dalla SAMPDORIA nell'estate 2004 per via del mancato rinnovo e di uno stipendio esagerato poi ridotto e spalmato fino al 2007, le incomprensioni tattiche con l'allora tecnico FICCADENTI e a Gennaio 2005 la cessione in comproprietà al GENOA, il ritorno al VERONA in estate e il gol salvezza alla penultima giornata della cadetteria e infine un inizio campionato 2006 da dimenticare, lo scarso impiego e l'approdo a Gennaio 2007... Al CHIEVO!

Da quel momento (come e più che dopo il passaggio al GENOA) le crescenti accuse della piazza scaligera, i silenzi e le mancate spiegazioni del giocatore fino ad arrivare alle vere e proprie dichiarazioni d'amore di Vincenzo che mai ha dimenticato la squadra e lo stadio in cui è cresciuto.


SCARTATO DAL TORO ARRIVA AL VERONA
Ribera in provincia di Agrigento non è famosa solo per le succose arance che produce ma, per i tifosi gialloblù, anche per aver visto tirare i primi calci a Vincenzo ITALIANO che a 13 anni veniva scartato dal TORINO causa inidoneità fisica, a 15 esordiva in prima squadra del PARTINICO fra i Dilettanti, tra i 16 e i 17 contava 7 presenze in C1 col TRAPANI e finalmente, non ancora 19enne, arrivava all'HELLAS neopromosso in A con Rino FOSCHI diesse e Gigi CAGNI in panca: Quel VERONA scese dalla giostra della massima Serie dopo appena un anno ma l'influenza che ebbero i vari Leo COLUCCI, Eugenio CORINI e Massimo FICCADENTI (che ritroverà come tecnico qualche anno dopo) nella crescita professionale del giovane ITALIANO si sarebbero visti nelle stagioni seguenti...

260 PRESENZE IN GIALLOBLÙ TOLTA LA PARENTESI AL GENOA
Esordio in Serie A ad inizio Febbraio '97 nella disfatta al Dall'Ara di Bologna, quattro saltuarie presenze prima dell'inevitabile retrocessione dei gialloblù, riserva in cadetteria nell'annata successiva con MADDÈ che subentra a CAGNI a stagione in corso e titolare a 21 anni non ancora compiuti con mister PRANDELLI che centrerà subito la promozione in A per il 1999-2000.
Per tutti quella doveva essere la stagione di Vincenzo promessa del calcio tricolore: Gran visione di gioco, capacità di impostare i ritmi partita, tiro al fulmicotone e l'INTER che si interessa al giovane play...

Invece ecco il brutto infortunio ai legamenti del ginocchio che segna quell'annata e pure quella successiva ma la squadra scaligera rimane in A, PEROTTI sostituisce PRANDELLI e per ITALIANO arriva il primo gol nella massima categoria di calcio in Italia, quel gol a FREY con un rasoterra da 25 metri! Una perla che il calciatore siciliano di Germania va a festeggiare sotto la Curva venendo espulso per eccesso di felicità (seguirono polemiche enormi e l'abrogazione di quell'insulsa regola che proibiva l'esultanza troppo accesa).
Stagione epica quella! Conclusasi con lo storico spareggio a Reggio di Calabria e 'Supermike' COSSATO che zittisce il Garilli all'85esimo...

Ma la buona sorte che quel giorno arrise ai gialloblù presentò il pesante conto nella stagione 2001-2002: Dopo essere stata in zona UEFA nella prima metà della stagione, con mister MALESANI a proporre un calcio a tratti incontenibile sugli acuti di MUTU e CAMORANESI diretti da uno splendido ITALIANO, la squadra scaligera precipita nella seconda fino ad occupare l'ultimo posto proprio nell'ultima giornata nella devastante trasferta di Piacenza.


Si ricomincia dalla cadetteria e MALESANI promuove Vincenzino nostro a capitano ma il tanto atteso riscatto non arriva anche perchè 'Sandokan' si ritrova di colpo senza MUTU, FRICK e COLUCCI che il presidente PASTORELLO vende in tutta fretta a seguito del rocambolesco capitombolo nell'annata precedente; 35 presenze e 6 gol saranno purtroppo di scarso aiuto per quell'HELLAS che terminò la stagione al 14esimo posto.
Per il 2003-04 va anche peggio con l'arrivo di SALVIONI in panca, le sue dimissioni a fine Dicembre con l'HELLAS in piena emergenza, il 6 a 0 subito al Partenio e l'incredibile impresa di Sergio MADDÈ che torna al timone scaligero e riesce a conquistare un 19esimo posto che vale comunque la salvezza!

Con FICCADENTI in panchina il rapporto non è dei migliori nel 2004-05: Incomprensioni tattiche col mister e stipendio troppo alto secondo i parametri di Corte Pancaldo spingono fuori rosa il centrocampista siciliano ma dopo le tre sconfitte consecutive in avvio di stagione Vincenzo si riduce lo stipendio, tutto viene appianato e la squadra scaligera comincia a fare meglio fino a sfiorare le zone nobili della classifica al termine del girone d'andata.
A Gennaio (forse per un patto col calciatore?) il presidente PASTORELLO cede la metà del cartellino di ITALIANO al GENOA per 750mila Euro ma anche in Liguria il play fatica ad ambientarsi nello scacchiere tattico di COSMI così finisce il più delle volte in panca e al termine dell'annata, con i rossoblù spediti in C1 per illecito sportivo, viene totalmente riscattato dalla società scaligera che vivacchiano in cadetteria e nella stagione successiva si salvano alla penultima giornata al 'San Nicola' di Bari proprio grazie al gol di ITALIANO che a Marzo 2006, con 235 presenze, era nel frattempo entrato nella top ten dei giocatori più presenti in maglia scaligera.

Nella disgraziatissima stagione 2006-07 parte titolare con mister FICCADENTI ma tra i due permangono i dissensi, il centrocampista è spesso in panca e a Gennaio viene ceduto nuovamente e definitivamente al CHIEVO: Con 11 stagioni e 260 apparizioni in gialloblù è il quinto calciatore più presente di sempre con la maglia scaligera! I suoi compagni invece, nonostante l'esonero di FICCADENTI a fine Dicembre ed il positivo impatto di mister VENTURA, non riescono a scrollarsi di dosso lo SPEZIA, vanno ai playout e soccombono nel doppio confronto coi liguri.


CHIEVO, PADOVA E VICENDA CALCIOSCOMMESSE...
Il ritorno in Serie A con la società della diga dura poco per Vincenzo che torna titolare ma non riesce a salvare i suoi nuovi compagni...
Dal 2007-08 inizia però la riscossa: Il play torna pienamente a dirigere le operazioni e, con 6 gol in 34 presenze, trascina il CEO nuovamente nella massima serie dopo solo un anno di purgatorio e con 3 gol nell'annata successiva contribuisce alla meritata salvezza.

Per il 2009-10 ITALIANO lascia Verona ma si sposta di poco, al PADOVA, dove firma un triennale e diventa subito importante: Nella prima stagione va in gol 5 volte in 34 gare e contribuisce non poco alla salvezza dei biancoscudati anche se per mezzo dei playout con la TRIESTINA.
Nella stagione seguente viene eletto capitano ma fino a Gennaio è un calvario! Prima la frattura di una costola, poi una distorsione alla caviglia quindi un brutto stiramento condizionano il rendimento di Vincenzo ma alla penultima di Serie B trasforma il rigore che trascina i suoi ai playoff e contribuisce all'accesso in finale persa poi col NOVARA.
Nell'ultima stagione col PADOVA l'ormai 34enne regista non è più la prima scelta di mister DAL CANTO in ogni caso con 3 gol il buon Vincenzo spinge i suoi ai piedi dei playoff ma a fine stagione scoppia il bubbone calcioscommesse nel quale ITALIANO è implicato da Filippo CAROBBIO ex del GROSSETO che lo accusa di aver cercato di corrompere il suo compagno TURATI (ex collega di Vincenzo all'HELLAS) in occasione di PADOVA-GROSSETO del 23 Marzo 2010.

Il top 5 gialloblù si dichiara assolutamente estraneo ma tant'è: La Procura Federale della FIGC lo deferisce e, anche se CESTARO patròn del PADOVA gli promette un altro contratto in caso di assoluzione, il calciatore rimane svincolato e perdipiù squalificato per 3 anni in prima istanza.
TURATI e un medico sociale del PADOVA smentiscono qualsiasi approccio di combine ma la Corte di Giustizia Federale della FIGC non vuole sentire ragioni e il 6 Luglio 2012 conferma la squalifica nonostante il ricorso del centrocampista.
ITALIANO continua a professarsi innnocente e si dichiara vittima "vittima di un'inaccettabile ingiustizia" ma solo 7 mesi più tardi, ad inizio Febbraio 2013, il suo ricorso viene parzialmente accolto e la squalifica ridotta a 9 mesi (fino al 18 Marzo 2013).

PERUGIA, LUMEZZANE E RITIRO DAL CALCIO GIOCATO
Il 19 Vebbraio 2013 intanto si aggrega al PERUGIA in attesa che termini la squalifica relativa alle calcioscommesse ed un paio di giorni più tardi viene ufficialmente inserito nella rosa del Grifone con la quale debutta il 5 Maggio nel campionato di Prima Divisione di Lega Pro.
Rimasto ancora svincolato ma con la voglia di continuare a giocare va prima in ritiro con i calciatori svincolati a Coverciano poi si allena in Australia con il SIDNEY dove incrocia Alex DEL PIERO.
A Novembre firma un biennale col LUMEZZANE che milita nel Girone A di Prima Divisione di Lega Pro ma al termine della stagione annuncia il suo ritiro dal calcio giocato e l'intenzione di intraprendere la carriera di allenatore.


PRIMA VICE DI DAL CANTO POI LA PROMOZIONE COL TRAPANI
Dopo aver ottenuto il patentino da allenatore al Centro tecnico federale della FIGC ad Agosto 2014, ITALIANO diventa il vice di mister DAL CANTO al VENEZIA ma dopo soli tre mesi, con l'esonero del capo-coach, anche l'ex gialloblù deve salutare la laguna...

Per il 2015-16 l'ex play gialloblù è ingaggiato dalla LUPARENSE SAN PAOLO, società dilettantistica di San Martino di Lupari in provincia di Padova, per allenare la formazione allievi e finalmente, a Ottobre 2015 la Procura di Padova chiede l'archiviazione del Procedimento penale riguardante ancora la vicenda legata al calcioscommesse.
Nell'annata successiva la LUPARENSE SAN PAOLO diventa VIGONTINA SAN PAOLO e Vincenzo siede sulla panchina della prima squadra fino ad inizio Gennaio 2017 quando rassegna le dimissioni per tornare a Marzo ma non riesce ad evitare la retrocessione in Eccellenza.

Va (molto) meglio sulla panchina dell'ARZIGNANO VALCHIAMPO (in provincia di Vicenza) ancora in Serie D nella stagione 2017-18: I giallocelesti guidati da ITALIANO conquistano un bel terzo posto in classifica e ai playoff batte il MANTOVA in semifinale e il CAMPODARSEGO in finale.

A Luglio 2018 l'ex regista scaligero torna nella natia Sicilia per guidare il TRAPANI in Serie C: Non gli si chiede nulla più di una tranquilla salvezza ma quella squadra ingrana e sorprendemente viaggia nelle zone altissime della classifica gareggiando fino all'ultimo con lo JUVE STABIA per il primo posto; i campani alla fine la spunteranno ma la compagine granata granata, piazzatasi al secondo posto, parteciperà ai playoff battendo prima il CATANIA e poi il PIACENZA ottenendo alla fine la meritata promozione in cadetteria!
Per Vincenzo, alla prima esperienza in una squadra professionistica, è un grande successo che lo catapulta direttamente sulla panchina dello SPEZIA ambizioso club della Serie B.

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ANEDDOTI & ALTRO DA RICORDARE +   -   =

Serie A 2000-2001 Verona 2-2 InterSerie A 2000-2001 Verona 2-1 FiorentinaSerie A 2001-2002 Verona 3-1 Atalanta

Vincenzo Italiano
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vincenzo Italiano (Karlsruhe, 10 dicembre 1977) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista, attuale tecnico del Trapani.
Ha vestito le maglie di Ribera, Partinico Audace, Trapani, Hellas Verona, Genoa, ChievoVerona, Padova, Perugia e Lumezzane. Dell'Hellas Verona e del Padova è stato anche capitano.
In carriera ha vinto due campionati italiani di Serie B: nella stagione 1998-1999 con l'Hellas Verona e nella stagione 2007-2008 con il ChievoVerona.

Biografia
Nato in Germania, dove i suoi genitori erano andati a trovare i nonni che si erano trasferiti lì per lavoro, Italiano è di origini siciliane e a sei mesi ritorna a Ribera dove passa la gioventù giocando al calcio.
È sposato con Raffaella, da cui ha avuto due figli, nel 2002 e nel 2007.

Caratteristiche tecniche
È stato un centrocampista che giocava come play maker-regista davanti alla difesa, dotato di calcio lungo e preciso, si ispirava a Demetrio Albertini e Andrea Pirlo.

La capacità di dettare il giusto ritmo, la visione di gioco, il tiro dalla distanza e i gol da fuori area erano le sue caratteristiche peculiari, con buone doti anche di dinamismo e nei contrasti. La caratteristica che più sorprende è la precocità. Infatti ha debuttato in serie D a 15 anni, in C1 a 16 e in A a 19 appena compiuti.

Carlo Sabatini, che ha allenato Italiano a Padova, lo ha definito il regista perfetto.

È stato anche un ottimo rigorista, calciandone alcuni in modo particolare tirandoli senza rincorsa.

Carriera
- Giocatore
Inizi
Italiano inizia a giocare al calcio a Ribera, nelle giovanili della locale squadra di calcio. A 13 anni viene scartato ad un provino con il Torino in quanto ritenuto fisicamente inidoneo dal responsabile del settore giovanile granata.

A 15 anni fa il suo esordio nel CND a Partinico, dove raccoglie 6 presenze stagionali. Dopo alcuni scampoli di partita in Serie C1 col Trapani (7 presenze in due anni), viene selezionato da Roberto Boninsegna per la Nazionale giovanile di categoria ed attira l'attenzione di Rino Foschi, che lo porta all'Hellas Verona.

Hellas Verona e Genoa
Il 2 febbraio 1997, l'allenatore del Verona Luigi Cagni, lo fa esordire in Serie A, diciannovenne, in Bologna-Verona (6-1); Italiano chiude la prima annata al Verona con 4 presenze. I gialloblu terminano la stagione al penultimo posto e retrocedono in Serie B, categoria in cui ottiene 12 presenze e 1 gol nella stagione 1997-1998; nel 1998-1999 è titolare nella formazione allenata da Cesare Prandelli che vincerà la Serie B, contribuendo alla promozione con 4 realizzazioni e vari assist.


Nella prima stagione in Serie A, in cui colleziona 12 presenze, subisce un infortunio ai legamenti del ginocchio che condizionerà anche quella successiva (25 presenze totali e 2 reti). Il 5 novembre 2000, in Verona-Inter, segna il suo primo gol in Serie A, battendo il portiere Sébastien Frey con un tiro rasoterra da 25 metri, per la gioia va esultare sotto la curva, ricevendo la seconda ammonizione e venendo espulso. Questo episodio ha aperto un dibattito sulla stampa e all'interno della FIGC con l'obiettivo di una modifica delle regole del gioco del calcio in merito a episodi di esultanza puniti dai direttori di gara. La stagione si conclude con la permanenza in Serie A conquistata nello spareggio salvezza con la Reggina.

Nella stagione 2001-2002, dopo essersi ritrovato in gennaio in zona UEFA della classifica, la squadra retrocede in Serie B, dopo la sconfitta di Piacenza e Italiano chiude l'annata con 29 presenze e una rete. Nella stagione 2002-2003 ad Italiano viene assegnata la fascia di capitano del Verona allenato da Alberto Malesani, con il quale gioca 35 partite, segnando 6 marcature. Nella stagione 2003-2004, con 38 presenze e 3 gol, è risultato un elemento importante e continuo per il centrocampo del Verona. All'inizio della stagione 2004-2005 instaura un difficile rapporto con il tecnico Massimo Ficcadenti per incomprensioni tattiche e viene messo fuori rosa per motivi economici ma, dopo che l'Hellas perde le prime tre partite della stagione, viene reintegrato riducendosi lo stipendio e il suo ritorno cambia la squadra: viene schierato come centrocampista d'assalto e sigla 4 reti, di cui 3 da fuori area, e la squadra si avvicina alla zona play-off della classifica.

A gennaio il presidente Giambattista Pastorello lo cede in compartecipazione alla capolista Genoa per 750.000 euro. Esordisce con i grifoni in Genoa-Torino (0-0), ma a Genova ha difficoltà di ambientamento e di innesto nei meccanismi tattici di Serse Cosmi e finisce spesso in panchina, collezionando a fine stagione 9 presenze. Il Genoa termina la stagione al primo posto in classifica, ma viene retrocesso in Serie C1 per illecito sportivo.

Nel 2005-2006 viene riscattato dall'Hellas Verona e nel marzo 2006, a 28 anni, con 235 presenze, entra nella classifica dei primi 10 giocatori più presenti con la maglia gialloblu. Conclude la stagione con 37 presenze e 4 reti, una delle quali, segnata in casa contro il Bari nella penultima giornata, permette di conquistare la matematica salvezza. Nella stagione 2006-2007 parte titolare, per poi successivamente perdere il posto in squadra, raccogliere 17 presenze fra campionato e Coppa Italia e chiudere, dopo 11 stagioni, la sua esperienza con l'Hellas Verona.

Con 260 presenze totali è il quinto giocatore di sempre in termini di presenze con la maglia gialloblù.

ChievoVerona
Nel gennaio del 2007, durante il mercato invernale, si trasferisce al ChievoVerona, ritornando a giocare in Serie A. Esordisce con la maglia clivense in ChievoVerona-Catania (2-1); in campionato gioca 17 partite, terminando la stagione con la retrocessione.

Nella stagione 2007-2008, dopo un inizio difficile, con 34 presenze e 6 marcature conquista il ritorno in Serie A del ChievoVerona. Durante la stagione 2008-2009 dopo aver disputato 21 partite di campionato e segnato 3 reti, tutte da fuori area, arriva la salvezza alla penultima giornata contro il Bologna.


Padova
Il 20 luglio del 2009 si trasferisce al Padova firmando un contratto triennale. Dopo aver esordito alla prima giornata in Padova-Modena (1-0), l'11 ottobre 2009 contro il Mantova segna il suo primo gol con la maglia biancoscudata. Alla fine del primo anno ottiene la salvezza in Serie B, dopo i play-out vinti contro la Triestina, chiudendo la stagione con 34 presenze e 5 realizzazioni.

Nel secondo anno al Padova, Italiano diventa capitano della squadra, e nella prima metà di stagione è condizionata dagli infortuni: ad inizio anno subisce una frattura di una costola e l'incrinatura di un'altra, a dicembre una distorsione alla caviglia e a gennaio uno stiramento alla coscia destra. Nei minuti di recupero della penultima giornata di campionato trasforma il calcio di rigore decisivo che consente al Padova, di mister Dal Canto, di battere il Livorno per 3-2 e di accedere in zona play-off. Nell'andata della semifinale play-off segna il rigore con cui il Padova batte il Varese e grazie al 3-3 del ritorno accede in finale, dove perde e viene eliminato dal Novara. La stagione di Italiano si chiude con un totale di 32 presenze e 3 marcature, tutte su rigore.

Per Italiano la stagione 2011-2012 parte sottotono, in scadenza di contratto con il Padova, il tecnico Dal Canto lo alterna con Omar Milanetto, facendogli perdere il posto da titolare. Nelle occasioni in cui parte dall'inizio continua a portare la fascia da capitano. Il Padova chiude la stagione subito sotto la zona play-off e Italiano raccoglie 23 presenze e 3 reti.

A fine stagione rimane svincolato, anche se il Presidente del Padova Marcello Cestaro afferma che nel caso in cui Italiano fosse assolto dalle accuse di calcioscomesse, possa rimanere nell'ambito della società patavina.

Calcioscommesse
In seguito allo scandalo del calcioscommesse, l'8 maggio 2012 viene deferito dalla Procura federale della FIGC con l'accusa di aver tentato di avvantaggiare la propria squadra in occasione della partita Padova-Grosseto del 23 marzo 2010. Italiano si dichiara estraneo alle accuse.

Italiano è accusato da Filippo Carobbio, all'epoca giocatore del Grosseto, di aver tentato di corrompere Marco Turati, altro calciatore del Grosseto, amico ed ex compagno di Italiano nel Verona, per combinare Padova-Grosseto. Il 1º giugno il Procuratore federale Stefano Palazzi richiede per Italiano tre anni di squalifica ed il 18 giugno 2012 Italiano viene squalificato per 3 anni, in primo grado.

La combine è smentita sia da Turati che da Gino Nassuato, medico sociale del Padova, ma la Corte di Giustizia Federale della FIGC ritiene di avere elementi sufficienti per confermare le responsabilità di Italiano e il 6 luglio successivo ne respinge il ricorso. Italiano continua a dichiararsi "vittima di un'inaccettabile ingiustizia".

Il 4 febbraio 2013, il Tribunale Nazionale d'Arbitrato per lo Sport (TNAS) accoglie parzialmente il ricorso di Italiano, derubricando l'accusa da illecito sportivo a condotta antisportiva e ne riduce la squalifica da 3 anni a 9 mesi (fino al 18 marzo 2013). Contestualmente i due punti di penalizzazione inflitti precedentemente al Padova, vengono commutati in una ammenda da 50 mila euro.

Nell'ottobre 2015 la Procura di Padova ha chiesto l'archiviazione del Procedimento penale nel quale Italiano veniva accusato di aver truccato la partita Padova-Grosseto del 23 marzo 2010.


Perugia, Lumezzane e ritiro
Il 19 febbraio 2013 si aggrega alla rosa del Perugia, in Lega Pro Prima Divisione, per potersi allenare al fine di permettere alla società di valutare un eventuale tesseramento – conseguente alla fine della squalifica per la vicenda del calcioscommesse – il 18 marzo successivo. Il 21 febbraio trova ufficialmente l'accordo col club perugino.

Dopo essere andato in panchina in tutte le partite dalla fine della squalifica, il 5 maggio 2013, subentrando nel secondo tempo della 29ª giornata della Prima Divisione di Lega Pro - girone B, fa il suo esordio contro il Prato nella partita che finisce 3-0. Nell'incontro successivo contro la Paganese fa il suo esordio dal primo minuto. Nell'ultima partita della stagione, nella gara di ritorno dei play-off contro il Pisa, indossa la fascia di capitano. Chiude lo scorcio di stagione con 3 presenze e nessuna rete.

Il 30 giugno 2013 rimane svincolato e il 22 luglio successivo va in ritiro con i calciatori svincolati a Coverciano, sotto l'egida dell'Associazione Italiana Calciatori. Nell'agosto 2013 si allena con il Sydney FC, squadra australiana.

Il 12 novembre raggiunge un accordo biennale col Lumezzane, formazione del girone A di Lega Pro Prima Divisione. Debutta il 16 novembre nella sfida contro il Vicenza persa 1-0, entrando ad inizio del secondo tempo al posto di Mattia Maita. Chiude la stagione con 11 presenze e nessuna rete. Al termine della stagione annuncia il suo ritiro dal calcio giocato e l'intenzione di intraprendere la carriera di allenatore.

- Allenatore
Gli Inizi, Venezia e Luparense
L'8 agosto 2014, dopo aver frequentato il corso per allenatori al Centro tecnico federale della Federazione Italiana Giuoco Calcio, diventa il nuovo vice-allenatore del Venezia di Alessandro Dal Canto. Il 20 ottobre 2014 Dal Canto ed il suo staff vengono esonerati alla nona giornata della Lega Pro 2014-2015.

Nella stagione 2015-2016 allena la formazione Allievi della Luparense San Paolo, della quale la prima squadra, nel frattempo, milita in Serie D.

Vigontina e ArzignanoChiampo
Nella Serie D 2016-2017 diventa il nuovo tecnico della Vigontina San Paolo, formazione della provincia di Padova, erede della Luparense San Paolo. Il 3 gennaio 2017 si dimette dalla guida del club padovano. Il 2 marzo torna alla guida della Vigontina San Paolo, al posto di Vito Antonelli, che tuttavia, al termine della stagione, retrocede in Eccellenza.

Il 31 maggio 2017 firma per l'Arzignano, nella Serie D 2017-2018. Con lui in panchina ci saranno il preparatore Alberto Griggio e l’allenatore in seconda Daniel Niccolini. La stagione, per la squadra, si conclude con un brillante terzo posto e con la vittoria dei play-off di girone, qui dopo aver battuto il Mantova in semifinale e il Campodarsego in finale.

La promozione con il Trapani e il passaggio allo Spezia
Il 28 luglio 2018 il Trapani Calcio ufficializza il suo ingaggio come allenatore per la stagione 2018-2019 di Serie C. Era già stato un calciatore della squadra granata dal 1994 al 1996. Per l'ex giocatore, oltre a un ritorno, sarà la prima volta che allenerà un club professionistico. Debutta all'indomani battendo nuovamente la formazione dilettantistica padovana del Campodarsego, nel primo turno eliminatorio della Coppa Italia 2018-2019.

L'annata di esordio nei professionisti da capo allenatore si rivela un successo: il club, malgrado verrà poi eliminato nella fase successiva di coppa nazionale dal Cosenza, ha un ottimo avvio di campionato già dalle prime battute, permanendo nella vetta della classifica e contendendo, per tutto il campionato, il primato per la promozione diretta in Serie B alla Juve Stabia, che sarà poi vincitrice. Frattanto la squadra trapanese si piazza al 2° posto finale in classifica, qualificandosi così ai play-off promozione e accedendo direttamente ai quarti di finale: superata tale fase dopo la doppia sfida contro il Catania, in cui il Trapani, con due pareggi (2-2 e 1-1), passa per la regola dei gol fuori casa, giunge alla Final Four di Serie C e ottiene il salto di categoria nella serie cadetta a seguito della vittoria per 2-0 contro il Piacenza nella gara di ritorno a Trapani, dato che la gara di andata a Piacenza si era conclusa con un pareggio a reti bianche (0-0). Per Italiano si tratta del suo primo exploit da allenatore. Nella stessa stagione porta i granata in semifinale di Coppa Italia Serie C (tuttora il miglior risultato raggiunto dalla società siciliana in tale competizione), dov'è estromesso dalla Viterbese Castrense, poi detentrice del trofeo.

Il 19 giugno 2019 firma un contratto biennale con lo Spezia Calcio in Serie B.

Palmarès
- Club
   Competizioni nazionali
      Campionato italiano di Serie B: 2
         Hellas Verona: 1998-1999
         Chievo Verona: 2007-2008

FONTE: Wikipedia.org


STAGIONE 2018-19 +   -   =
Vincenzo Italiano riparte dallo Spezia. “Prandelli mi ha trasmesso passione”
L'ex centrocampista di Genoa ed Hellas Verona prosegue l'avventura da allenatore dopo la brillante promozione conquistata con il Trapani. E fu Cesare il "primo tecnico capace di trasmettere amore e passione" (Immagine tratta da Internet)


Di Giorgio Baffo - 21 Giu 2019 12:31
Cambio in panchina per una ligure: dopo l’addio di Pasquale Marino, approdato al Palermo, è Vincenzo Italiano il nuovo allenatore dello Spezia. Reduce da un’ottima stagione con il Trapani, culminata con la conquista ai play-off della Serie B, l’ex centrocampista, tra le altre, di Hellas Verona e Genoa, ha firmato un biennale.

PRANDELLI E PASSIONE – “Sono felicissimo di questa scelta e di aver l’opportunità di intraprendere un percorso con questo club”. Durante la conferenza stampa di presentazione non è mancato uno sguardo al passato: “Arrivo dal basso – ha ricordato Italiano – ma ogni campionato mi ha lasciato in dote qualcosa e nell’ultimo ho avuto modo di ottenere un risultato davvero importante, ma non mi sento appagato e voglio sempre di più; ho imparato tanto dagli allenatori che ho avuto in carriera, in primis da Prandelli: il primo tecnico che ha saputo trasmettermi passione e amore per questo mestiere”. Correva l’anno 1999 quando il Verona conquistò la promozione con Prandelli in panchina ed Italiano a centrocampo. E il nuovo allenatore dello Spezia sembra non averlo affatto dimenticato.

TRA HELLAS E GENOA – Il classe 1977, nato in Germania da genitori siciliani, annovera un lungo passato con la maglia degli scaligeri, difesa per 11 anni tra Serie A e Serie B. Nel mezzo una breve parentesi con quella del Genoa, indossata in Serie B nella stagione 2004/2005: 9 le presenze.

FONTE: BuonCalcioATutti.it


COMUNICATI - 19 giu 2019 - 20:15
Vincenzo Italiano è il nuovo allenatore dello Spezia Calcio
Trovato l'accordo tra lo Spezia Calcio ed il tecnico Vincenzo Italiano, che guiderà la Prima Squadra aquilotta per le prossime due stagioni sportive.


Italiano, nato in Germania a Karlsruhe da genitori siciliani il 10 dicembre 1977, ha vissuto la sua infanzia a Ribera, in provincia di Agrigento, muovendo i primi passi da calciatore proprio con la maglia della formazione locale. Regista preciso ed efficace, metronomo dotato di ottimi piedi e grande intelligenza, dopo le esperienze con le maglie di Partinico e Trapani, vissute rispettivamente a 15 e 16 anni, approda al Verona, dove diventa un vero e proprio totem del centrocampo scaligero, indossando la maglia gialloblù per undici stagioni tra Serie A e Serie B. Dopo le esperienze con le maglie di Chievo Verona, Padova e Lumezzane, nel campionato di Lega Pro 2014/2015 vive la sua prima stagione in panchina come vice di Alessandro Dal Canto a Venezia, mentre la stagione seguente prende il timone della formazione Allievi della Luparense San Paolo. L'ottimo lavoro svolto tra i giovani lo fa approdare in prima squadra, guidando così la Vigontina San Paolo nel campionato di Serie D 2016-2017, ma è nella Serie D 2017-2018, alla guida dell'Arzignano Valchiampo, che Italiano conquista tutti gli addetti ai lavori grazie ad un calcio offensivo e divertente, chiudendo con un brillante terzo posto e con la vittoria dei playoff del proprio girone. Le idee del tecnico italo-tedesco convincono la dirigenza del Trapani, che gli affida la guida della Prima Squadra nella stagione 2018-2019 e mister Italiano non delude le aspettative, contendendo il titolo alla Juve Stabia per tutta la durata del campionato, per poi conquistare la promozione in Serie B ai playoff, eliminando Catania e Piacenza.

Ora mister Italiano ed il suo calcio spumeggiante ed innovativo sono pronti a far divertire il pubblico spezzino ed a portare le Aquile il più in alto possibile.

A mister Italiano, che sarà presentato alla stampa giovedì 20 giugno alle ore 11:00 presso la sala "Capellazzi" dell'Intels Training Center "Bruno Ferdeghini", un caloroso benvenuto nel mondo Spezia Calcio.

FONTE: HellasLive.it


INTERVISTA ESCLUSIVA AL TECNICO CHE HA PORTATO IL TRAPANI IN B
ITALIANO: VORREI DIRE A VERONA CHE L'AMO...
17/06/2019 18:00
"Vincenzo ti ricordi? Siamo io e te nella nebbia dell'antistadio e tu mi dici: Vigo, io sto già studiando da allenatore. Metto via tutti gli appunti. Prendo il buono da ognuno. Se c'è qualcosa che mi colpisce me lo segno e me lo metto via. Vedrai che mi servirà...". Italiano ci pensa un attimo. E mi risponde: "Me lo ricordo come se fosse adesso. Ho sempre voluto fare l'allenatore. Avevo 21 anni, c'era Prandelli. Mi interessava già allora l'aspetto gestionale, vedere come ci si allena. Ho "rubato" qualcosa a tutti. Poi ho elaborato e adesso che ho compiuto un'impresa ti dico che è stato stupendo. A fine gara sono andato in sala stampa e ho detto: "Erano 17 anni che aspettavo questo momento... Ho subito pensato al Verona, a Piacenza, alle mie lacrime di quel giorno... Ho visto il pezzo che avete fatto su Tggialloblu.it... Prima della gara ho detto ai miei ragazzi: "Oggi non fatemi scherzi. Io devo chiudere il cerchio". E l'ho chiuso".

Vincenzo Italiano, nato a Karlsruhe in Germania il 10 dicembre 1977, cresciuto calcisticamente a Verona. Ha conquistato guidando il Trapani una straordinaria serie B, incantando tutta Italia con una calcio bello, aggressivo, spettacolare. E' l'uomo del giorno, il tecnico emergente. Eppure quando pensa a Verona ha un momento di sincera commozione.

Perchè Vincenzo?
"Perchè Verona è casa mia. Il Verona è la mia squadra del cuore. Perchè l'Hellas è il top dei top dei top. E perchè io a Verona ci tornerei mille volte, anche adesso, subito".

Invece?
"Invece pensano che io sia un traditore. E questo mi brucia, mi ferisce dentro. Sto male. Ti dico che ho pensato al Verona un secondo dopo la festa meravigliosa con il Trapani. Mentre correvo come un matto, senza capire più niente, ripensavo al mio primo gol in serie A con l'Inter, quando corsi sotto la Curva Sud e dopo venni espulso per l'esultanza. Ho ripensato anche a Malesani nel derby e l'ho capito. In quel momento ho capito tutto...".

Vincenzo, siamo grandi e vaccinati e oggi ce lo puoi dire: perchè sei andato al Chievo?
"Vedi, è difficile da far capire. Ma cerco di spiegarmi. Io sognavo di essere il Totti di Verona. Sognavo di essere la bandiera di questa squadra. Invece ad un certo punto, le vicende societarie mi impongono una scelta feroce e devastante. Mi dicono che sono in più che devo andarmene. O fuori rosa o al Lecce. Io non volevo lasciare Verona, neanche per tutto l'oro del mondo. E in quel momento si fa avanti il Chievo. Piuttosto di lasciare Verona, accetto. Questo è il motivo".

E adesso sei diventato un tecnico di successo...
"Ho capito che sono diventato credibile quando i miei vecchietti, dico gente come Evacuo e Pagliarulo, non solo mi hanno accettato come allenatore ma per me si sarebbero buttati dal trentesimo piano. E' due anni che mi diverto come un matto. Allenare è bellissimo. Tra Arzignano e Trapani sono state due stagioni meravigliose".

Faccio una battuta: Gigi Fresco ti ha battuto quando allenavi l'Arzignano...
"(Sorride ndr)... E' vero. Però io l'ho battuto all'andata. Siamo 1-1".

Aglietti va in serie A con il Verona contro ogni pronostico. Cosa ne pensi?
"Aglio era un martello. Non lo conosco come allenatore, ma come giocatore era attento e sveglio. Non è difficile capire che abbia lavorato moltissimo e che abbia cambiato il Verona".

E Juric?
"A Crotone ha fatto un calcio bellissimo. E' un altro che potrebbe conquistare il Bentegodi. Se riuscirà a ricreare quella macchina che sorprese tutta la B, ne vedrete delle belle".

Attacco o difesa?
"Ci si difende attaccando".

Difesa a 4 o a 3?
"La preferisco a 4. Dà più equilibrio. Contro le squadre forti a 3 ti esponi moltissimo. E' vero però che a 3 hai tantissime opzioni, anche in attacco. Ma io ricordo che con Malesani ci esponevamo troppo. E così ho pensato di stare a 4".

Gli esterni dei 3 d'attacco come devono essere?
"Mutu e Camoranesi. Forti nella superiorità, furbi, devono inventare. Io li faccio giocare a piedi invertiti, così si aprono spazi per gli inserimenti da dietro. E poi puoi anche giocare con gli inserimenti delle mezzali".

Sarri alla Juve...
"Bella notizia per il calcio. Con il Napoli ha fatto un gioco meraviglioso. Con la Juve può diventare devastante".

Chi è il giocatore più importante della tua squadra?
"Io seguo la vecchia regola: portiere, uno dei due centrali, il mediano e l'attaccante centrale. Quando tu hai questa spina dorsale, puoi fare quello che vuoi".

Vincenzo, ma torneresti a Verona per allenare?
"Non farmela nemmeno questa domanda. Tornerei a piedi, subito. Ti ripeto: il Verona è la squadra che amo, vorrei solo far pace con quelli che mi dicono ancora oggi che sono un traditore. Spero di riuscirci perchè vedere il Verona da lontano è una sofferenza terribile...".
GIANLUCA VIGHINI

FONTE: TGGialloBlu.it


Il Trapani di Italiano in Serie B
giugno 15, 2019

È festa allo stadio Provinciale. La squadra siciliana dopo due stagioni in Serie C torna a confrontarsi nel campionato cadetto. Dopo il pareggio a reti inviolate nella finale d’andata dei playoff contro il Piacenza, questa sera il Trapani di Vincenzo Italiano si è imposto 2-0 grazie alle reti di Nzola e Taugourdeau.

FONTE: HellasLive.it


Vincenzo Italiano, un mister partito dal basso
giugno 11, 2019 Matteo Marranci

Nelle serie inferiori italiane si vedono infrastrutture in pessime condizioni, manti erbosi al limite della praticabilità, società che falliscono e che rinascono in continuazione. Il tifoso è vittima di un sistema calcio che molto spesso si assenta in maniera ingiustificata, lasciando nel buio categorie che ospitano squadre che hanno fatto la storia del nostro calcio; ed è proprio in queste situazioni che coloro che seguono con passione e fedeltà i propri colori, continuano imperterriti a girare lo stivale per sostenere la propria maglia e, quantomeno, per vedere del buon calcio.

Tutto ciò, fortunatamente, accade in Sicilia: a Trapani sono tutti quanti in trepidazione per la finale di ritorno dei playoff tra i granata e il Piacenza (andata finita 0-0 al Garilli), dopo una stagione terminata al secondo posto dietro alla rocciosa Juve Stabia, nella quale al Provinciale si è visto del grande calcio.

E gran parte del merito è dell’allenatore, l’ex metronomo di Hellas e Chievo Verona, Vincenzo Italiano.

🤩 Abbiamo tanta adrenalina in corpo dopo ieri 👏🏻 E di certo queste 📸 foto di mister #Italiano, prima con #Aloi poi con il Direttore #Rubino, non ce la faranno passare 🔝 #ESSERCI ❣️

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DALLA GERMANIA AL CENTRO DEL CAMPO
Vincenzo Italiano nasce nel 1977 a Karlsruhe, città nei pressi di Stoccarda e ad un passo dal confine con la Francia. Il suo essere “tedesco” nasce e finisce lì, perché all’età di 6 mesi i suoi genitori tornano in Italia, più precisamente in Sicilia, dove inizierà a giocare a calcio, fino ad arrivare ad esordire tra i professionisti con la maglia del Trapani (corsi e ricorsi storici tipici del mondo calcistico). Dopo due anni di granata inizia la sua più grande avventura, stavolta al nord, con la maglia dell’Hellas Verona: sarà padrone della mediana per ben 9 stagioni, nelle quali diventerà il sesto giocatore più presente degli scaligeri. Tanta Serie A, qualche annata in B, e una crescita come giocatore specialmente negli anni di Malesani e Prandelli, dai quali erediterà molto una volta seduto in panchina. Poi una breve parentesi con il Genoa, il ritorno per altri due anni all’Hellas, e poi il passaggio ai concittadini del Chievo, dove inizierà il suo lento decadimento; chiuderà la sua carriera passando prima per un’altra squadra veneta, il Padova, per poi terminare definitivamente al Lumezzane.

Di lui si dice che fosse già un allenatore in campo: classico pivote, il regista della squadra che si piazza davanti alla difesa e fa girare tutta la squadra dando tempi di gioco e sempre un appoggio comodo al compagno. Ordinato e diligente, per tutti era scontato che il suo futuro fosse su una panchina ad allenare. Prende il patentino nel 2014 ed inizia come vice di Alessandro Dal Canto – altro allenatore che quest’anno, con l’Arezzo, ha fatto vedere grande calcio – al Venezia, ma l’avventura dei due terminerà solo dopo 9 giornate.

A quel punto Italiano cambia strada: sceglie di mettersi in proprio, e lo fa ripartendo dagli Allievi di una squadra dilettantistica del padovano, la Luparense San Paolo, che poi cambierà nome nell’anno sucessivo diventando Vigontina San Paolo e che lo promuoverà ad allenatore della prima squadra. Non sarà un esordio facile tra i grandi, visto che alla fine di una turbolenta stagione la sua squadra retrocederà in Eccellenza, sebbene già si intravedano buoni spunti. Se ne accorge l’Arzignano, che allestisce una squadra di livello al suo nuovo tecnico e che, a quel punto, spicca il volo: 3° posto (miglior piazzamento storico del club), miglior attacco con 75 gol fatti, ben 16 giocatori a segno, minor numero di sconfitte (5), imbattuto per 8 mesi (14 partite consecutive senza perdere) e una sola sconfitta tra le mura amiche.

Italiano inizia ad essere osservato anche dai club professionistici.
Foto: sito ufficiale Arzignano Valchiampo

CONDIVISIONE E CORAGGIO
Il Trapani si ritrova senza allenatore dopo aver mancato la promozione in Serie B un anno dopo la cocente retrocessione. Non hanno funzionato i grandi nomi, e dato che la gente vorrebbe perlomeno vedere una squadra propositiva, la società tenta l’azzardo: Vincenzo Italiano diventa il nuovo allenatore, e torna da profeta in patria dopo gli esordi in maglia granata di più di 20 anni fa.

La squadra non riesce a vincere il campionato, sebbene fosse una delle favorite, ma quel che è certo è che al Provinciale la gente riempiva più che volentieri gli spalti: una squadra sempre in cerca del pallone, possesso palla sempre superiore all’avversario, ricerca di verticalità e di ampiezza a seconda del posizionamento avversario, e, nella maggior parte dei casi, gol e risultati. 22 vittorie, 8 pareggi e 6 sconfitte, con 60 gol segnati e 34 subiti, che mettono il Trapani tra le prime di entrambe le classifiche; Italiano fin da giocatore non ha mai avuto paura del pallone, lo ha sempre voluto tra i piedi, e per questo motivo ha trasmesso gli stessi concetti ai propri giocatori. Lo stesso coraggio che aveva lui in campo, vuole che lo abbiano i suoi ragazzi: quella che è stata la sua esperienza da calciatore viene condivisa a tutto tondo, perché, come rivelato da lui stesso, “non c’è cosa più bella di vedere la tua squadra che ti segue in tutto e per tutto”.

Il gruppo lo ha seguito e continua a farlo fino all’ultimo passo che arriverà il 15 giugno, nel match contro il Piacenza, dove il Provinciale si vestirà a festa (sperando di poter festeggiare davvero al fischio finale). Il coraggio sta alla base di tutto, perché Italiano, come ogni professionista che si rispetti, non vuole assolutamente perdere.

“Io non gioco contro una squadra in particolare. Io gioco per battermi contro l’idea di perdere”.

La gente, come detto, si diverte. Normale quando hai un allenatore così: Italiano fa parte della scuola di allenatori che non si limita a voler vincere, ma vuole farlo nel miglior modo possibile, ossia regalando spettacolo a chi paga il biglietto. L’ex mediano ritiene che, come detto dal neo campione d’Europa Jurgen Klopp, un allenatore, oltre al mondo del calcio, non sia niente, e per questo motivo ha il dovere di divertire; in primis sé stesso, per gratificarsi nel lavoro che svolge, successivamente i giocatori che si allenano con e per lui, e infine – ma non per importanza – il pubblico. Giocare per il pareggio sarebbe magari più semplice, ma probabilmente stancherebbe tutte le componenti sopracitate. Ed ecco perché il calcio del Trapani è prima di tutto “bello da vedere”.

Non vi sorprenderà che, come la maggior parte degli allenatori che condividono questa mentalità, prenda spunto da quella specie di “animali da panchina” che comprende gente come Pep Guardiola, Maurizio Sarri e il già nominato Klopp.


PRINCIPI DI GIOCO
Una volta spiegata la mentalità, non è difficile entrare dentro a quella che è la proposta in campo. Italiano parte con un 4-3-3 prevalentemente offensivo, nel quale i due centrali devono sapersi muovere in relazione al proprio compagno, sapersela cavare anche in inferiorità numerica e soprattutto, saper giocare il pallone anche nelle situazioni più scottanti. E quest’ultima caratteristica deve assolutamente appartenere anche al portiere. I due laterali spingono, tanto, perché il 4-3-3 granata è un modulo cangiante che vede l’abbassamento del mediano che, in fase d’impostazione, diventa quasi un centrale difensivo aggiunto, e i due suddetti terzini che diventano due laterali di centrocampo, rendendo il modulo iniziale una sorta di 3-4-3. Il centrocampo è invece un mix di quantità, qualità, inserimenti e capacità di aiutare la manovra offensiva, mentre in attacco sono fondamentali i due esterni che hanno il compito di dare ampiezza quando la squadra è schierata a 4, e di supportare l’unica punta quando si alzano i terzini. L’attaccante ha invece un ruolo decisivo, dato che è colui che detta i movimenti dei suoi compagni: quando verrà incontro a palleggiare, saranno esterni d’attacco e uno degli interni di centrocampo ad inserirsi, mentre dovrà attaccare la profondità per allungare gli avversari e lasciare maggior spazio per il fraseggio dei compagni.

Il Trapani propone, coinvolge tutti i giocatori nella manovra, affinché possa avere il maggior numero di soluzioni per palleggiare, ragionare, far faticare e muovere il più possibile le linee avversarie. La volontà è quella di non aspettare mai l’avversario, perché come si deduce dalle parole di Italiano, il primo schiaffo non vuole mai prenderlo: la squadra deve imporre il proprio gioco e le proprie idee, senza badar tanto a chi trova davanti.

La metodologia dell’ex mediano si basa su due principi fondamentali: partecipazione e trasmissione delle idee. Nel primo caso si parla di una partecipazione a tutto tondo, che rende l’allenatore un vero e proprio giocatore durante l’allenamento; Italiano mette a disposizione la sua esperienza per il gruppo, gioca con i suoi ragazzi e mostra, sia con i concetti spiegati che fisicamente durante le sedute, che crede seriamente in quello che fa. Non è un caso questo approccio, tipico di chi lavora o ha lavorato bene in un settore giovanile, dove il ragazzo che osserva l’allenatore deve essere affascinato dalla passione e dalla convinzione del proprio mister.

Per quanto riguarda la trasmissione delle idee, detto della condivisione, la squadra lavora in modo oscuro: è tipico delle squadre che propongono calcio, sentirsi dire il solito ritornello “bel gioco ma difesa da rivedere”. Non è così. Il lavoro offensivo, sia in fase di possesso che di non possesso, è finalizzato alla sistemazione e alla preparazione di quello difensivo, dove marcature preventive e posizionamenti in determinate zone di campo sono date dal pressing studiato dei giocatori d’attacco; allo stesso modo, il palleggio e il giropalla – un modo per rifiatare e risistemare la squadra – permette agli attaccanti di valutare al meglio e con più calma il posizionamento o lo spazio da attaccare.

Il fraseggio parte da dietro, con il portiere Dini e il centrale Da Silva che fanno da primi registi, per poi essere aiutati da Taugourdeau e Corapi, che si alternano nel ruolo di mediano e incontrista. Nzola, l’attaccante, è una forza della natura nell’attaccare lo spazio, ma allo stesso tempo è cresciuto molto nella fase di sostegno e appoggio durante il palleggio, e le sue scelte influenzano il movimento di Tulli (o Fedato) e Ferretti che attaccheranno lo spazio o si allargheranno a seconda della decisione presa da Nzola. In tutto questo sono fondamentali gli inserimenti di Costa Ferreira, leader tecnico dei siciliani.

La difesa si ricompone quando il pallone lo ha tra i piedi, lo scaglionamento offensivo parte già da inizio azione, e chi non conosce a fondo il calcio non nota come tutto il lavoro difensivo nasca da situazioni in cui si gioca in zona offensiva del Trapani. Se dovessimo fare un parallelismo con una squadra più conosciuta, la proposta di gioco di Italiano ricalca molto le idee di Roberto De Zerbi e del suo Sassuolo: metodologie moderne, spesso fraintese, nelle quali però si vede sempre la crescita del singolo e un coinvolgimento totale della squadra nella filosofia proposta. Sono facili anche i paragoni tra i giocatori, dove Costa Ferreira svolge il compito che hanno Sensi e Locatelli, Taugourdeau gioca davanti alla difesa approcciandosi in modo molto simile a Magnanelli, Tulli che è esterno più “tecnico” alla Berardi e Ferretti più uomo sprint alla Boga, mentre Nzola ricalca la figura di un Babacar meno statico ma più dinamico.

In Serie C ci sono tanti di questi allenatori – si veda l’ex Juve U23 Zironelli o il già citato Dal Canto – che hanno scelto di partire dal basso, magari infilandoci anche un’esperienza con i giovani, e che hanno fatto delle proprie idee il loro credo. E quando l’idea è dinamica, sviluppabile ma, soprattutto, condivisa, la strada si fa meno ripida. Ed è per questo che non ci sorprenderà vedere Vincenzo Italiano tra i papabili di panchine di categoria superiore in breve tempo.

🗣🎙 “Avremmo rispettato tutte le squadre. Arrivati a questo punto sono tutte squadre fortissime. Conosciamo la forza del #Catania, sia per il valore di una squadra che è una vera corazzata, sia per l’ambiente caldissimo, che ci aspettiamo e che trascina la squadra”. Questo il commento di mister Vincenzo #Italiano dopo il sorteggio svoltosi nella sede della #LegaPro per gli accoppiamenti delle squadre che prenderanno parte al secondo turno nazionale dei play off. 🎤 “Il Catania è galvanizzato dalle tre partite già affrontate, che gli ha certamente dato grandi vantaggi, soprattutto sul piano mentale. Ma noi prepareremo al meglio questo impegno, che è davvero troppo importante. Andremo dunque a Catania con grande rispetto, consapevoli di affrontare una squadra fortissima, sostenuta da una tifoseria caldissima, ma altrettanto consapevoli di essere noi una squadra che può mettere in difficoltà tutti”.

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L’immagine di copertina è tratta dalla pagina ufficiale instagram del Trapani Calcio.

FONTE: Numero-Diez.com


Libidine Trapani, Italiano: "Come un luna park sennò rimaniamo a casa"
Trapani calcio - Ph. Joe Pappalardo

09/10/18 22:00 | Interviste | Autore: Lorenzo Buconi
Coraggio. E’ il valore differenziale per la realizzazione delle nostre vite. In un mondo che spesso, troppo spesso, ci induce nella direzione opposta, del comodo, del tranquillo (e controllato) ‘rischio zero’. Dobbiamo avere coraggio, in ogni ambito della nostra vita. Dobbiamo vivere in simbiosi con il coraggio: custodirlo e accettarlo per quello che è. Ma non precludiamoci mai al coraggio. Chi osa, (probabilmente) vince. Chi non osa, ha perso prima di giocare. Non è calcio, non è matematica, non è sociologia. E’ vita.

La vita di Vincenzo Italiano, attuale allenatore del Trapani (primo nel girone C di Serie C con tredici punti in cinque giornate, non a caso…). Una vita – mai – da mediano. Perché non è la posizione che ricopriamo a dar peso alla nostra esistenza, ma è come la interpretiamo. Come raccontiamo, con le parole e le azioni, chi siamo veramente. E’ qui il coraggio, signori. Nel non nascondersi dietro un tanto convenzionale quanto inutile velo di maya che caratterizza la stragrande maggioranza delle interviste calcistiche. I nostri eroi (mi viene da ridere) si nascondono, ma da che cosa si nascondono? Da chi gli permette di avere stipendi da ultra privilegiati?

Vincenzo Italiano ci piace proprio perché non si nasconde. Racconta se stesso, parla senza filtri… “Sono italo-tedesco, ma solo all’anagrafe. Sono nato in Germania, ma dopo sei mesi i miei genitori sono tornati in Sicilia quindi mi reputo siciliano a tutti gli effetti. Il tedesco? Cumpà che ti devo dire, non lo so…”. Ventidue anni dopo il ritorno a casa. L’Isola è sempre l’Isola. La ami quando la vivi, ti manca da morire quando sei lontano… “Pensa, ventidue anni fa, il Trapani è stata la mia prima squadra da calciatore professionista ed oggi è la prima squadra da allenatore professionista. Il destino aveva progettato questo per me ed io ne sono molto felice. Mi sono avvicinato alla mia Ribera. Mi sembra di esser tornato indietro nel tempo ai ruggenti anni ’90 quando da ragazzino appena diciannovenne mi affacciavo al calcio vero”.

Poi una valigia e un biglietto di sola andata per Verona. Quel ‘vado a fare i cartoni’ caro a molte famiglie italiane, alla ricerca di un qualcosa di nuovo e – giustappunto – migliore per la propria esistenza. Il coraggio di lasciare la propria terra, le proprie radici. Il coraggio, già. Che è lo stesso di chi oggi si fa undici ore in mezzo ad un mare con l’incertezza di toccar di nuovo terra. Il calcio allieta tutto, rende tutto magico e migliore. Ma il calcio è pur sempre parte della vita, di un ragazzino di diciannove anni che dalla sera alla mattina parte e va a più di mille chilometri da casa, da solo… “Beh all’inizio non è stato facile, tutto nuovo. Vi racconto un aneddoto, anche simpatico, io in Sicilia non avevo mai visto la neve. Quando, a dicembre, uscii di casa e vidi tutto bianco in terra mi spaventai… Cavolo e ora che bisogna fare? (ride). Scherzi a parte, Verona sarà per sempre parte di me. Lì ho conosciuto Raffaella, la donna della mia vita, che mi ha regalato due splendidi bambini. Poi l’Hellas, undici stagioni indimenticabili. Dalla prima volta nello spogliatoio con i vari Corini, Paganin e De Vitis che prima avevo visto solo nell’album delle figurine all’emozione di giocare per quei tifosi, per quella maglia. Giocare nell’Hellas Verona è un’emozione perpetua impossibile da descrivere, ogni calciatore per almeno una stagione nella sua vita calcistica dovrebbe indossare quella maglia per capire cosa significhi”.

Il passaggio al Chievo Verona, poi il Padova. Due tappe significative di una carriera lunga, avvincente, battagliera. Il minimo comune denominatore del pallone tra i piedi, sempre. “Se, in campo, stavo per trenta secondi senza toccarlo mi sentivo male”. Il pallone, già. Dal campetto di Rubiera alla fredda-calda Verona. Lui c’è sempre stato nella vita di Vincenzo Italiano. Un mediano atipico, lì ad impartire ordine davanti alla difesa. Non il solito play, del passaggetto a mezzo metro ed ‘il mio l’ho fatto’. Perché – per fortuna – ci è concesso libero arbitrio e possiamo scegliere, liberamente, la nostra identità. Le strade sono due. Ce n’è una, la più sicura, lineare e uniforme, ma ad un certo punto si ferma, si chiude: più in là non ci puoi andare. Poco male nell’istante esatto in cui arrivi alla fine (‘il mio l’ho fatto’), ma tra vent’anni? Tra trenta? Come spiegherai a te stesso il motivo per il quale hai deciso di non percorrer la seconda strada? Come appagherai l’insaziabile sete di rimpianto?

Ma per percorrere la seconda strada, quella arida, impervia, faticosa, quella del sudore che gronda dalla fronte, serve averla mangiata la strada. Ma quella vera! Quella delle ginocchia sbucciate, delle sculacciate di mamma per aver saltato i compiti il pomeriggio, dei ragazzini più grandi che tra una legna e l’altra, alla fine avevan sempre l’ultima parola. “Quando ero ragazzino – racconta Vincenzo Italiano ai microfoni di GianlucaDiMarzio.com – a Ribera c’era un campettino per giocare a calcio che era contesissimo. C’eravamo noi, ‘i piccoli’ e poi c’erano i temutissimi ‘grandi’. La legge della strada è chiara: chi arriva prima si prende il campo. Ma quando arrivavamo noi per primi, i grandi si mettevano fuori dalla rete e cominciavano a urlare a squarciagola una frase ben precisa che ancora oggi me la immagino davanti ogni secondo prima del calcio di inizio di una partita… ‘Chi perde, esce!’. Ma perdere aveva un significato esistenziale per i nostri interminabili pomeriggi: significava tornare a casa con il broncio perché loro avrebbero giocato fino a sera e noi al massimo saremmo potuti rimanere lì fuori a guardarli. Da quel momento ho cominciato ad odiare la parola ‘perdere’. E quell’odio me lo porto dentro oggi, immaginandomi quel frammento in cui me ne torno a casa tutto triste perché per quel pomeriggio non avrei potuto giocare a pallone. La parola perdere la odio, mi da fastidio, mi provoca nausea. Se perdo sto male, non posso perdere”.

Lo si evince ben bene dal suo stato WhatsApp, ‘Io non gioco contro una squadra in particolare. Io gioco per battermi contro l’idea di perdere’. Una frase pesante, la quale implica ben più di un istante di riflessione – in primis – su quanto stiamo sbagliando nelle scuole calcio a crescer i bambini come polli da allevamento. “Questa locuzione in realtà l’ho rubata a Cantona, gliel’ho sentita dire e mi ci sono molto immedesimato. Mi fa riveder me trent’anni fa al campetto a lottarmi la sopravvivenza…”. Uno slogan da mescolare, con cura, con un’altra frase altrettanto significativa. Veritiera nella sua dimensione più assoluta, un manifesto programmatico che ogni tesserato FIGC dovrebbe riquadrettare in un angoletto di casa… “Come dice Klopp noi non salviamo vite umane, non siamo scienziati, non siamo super-eroi, oltre il calcio noi non siamo niente. Abbiamo un compito, un obiettivo: far divertire la gente. Questa è la mia filosofia, sia prima da calciatore che ora da allenatore. Io mi devo divertire e devo far divertire. Non ci sono mezzi termini o è così o niente. Se devo vivacchiare per il punticino, per il calcoletto o per dodici difensori dietro la linea della palla, sapete cosa me ne faccio: sto a casa. Faccio un favore, a me stesso e alla gente che viene allo stadio!”.

Ad Arzignano (Serie D) anno scorso aveva costituito un vero e proprio luna park, Vincenzo Italiano. Dai 40 paganti della prima giornata ai 600 della finale playoff (vinta!). 75 gol fatti in campionato, 90 complessivi. Fraseggi, propositività, attacco: coraggio, coraggio, coraggio. Come quel pomeriggio di fine luglio, “quando dopo mezzo secondo di chiamata dell’Ad del Trapani sono preso e sono partito. Il giorno dopo abbiamo giocato in Coppa Italia contro il Campodarsego! Esordio in panchina ventiquattrore dopo la firma, se non è un record poco ci manca!”.

Quando parliamo, in profondità, di calcio, Italiano s’illumina d’immenso. Un po’ come la classifica del suo Trapani: tredici punti in cinque partite, quattro vittorie e un pareggio. Al diavolo i numeri, viva l’aspetto ludico. Viva il coraggio, viva la sfrontatezza, viva il divertimento… “Il mio sistema di gioco deve far divertire giocatori e tifosi. Non m’importa più di tanto dei risultati, se i ragazzi o i tifosi non si divertono, ho perso anche se abbiam vinto 3-0! Dobbiamo essere positivi, propositivi e coraggiosi. Verticalizzazioni e ampiezza degli esterni nel 4-3-3. Tenere palla, giocarla in avanti, fraseggiare attacando! Dobbiamo esser quelli che voglion fare un gol in più degli altri, non quelli che vincono 1-0, non quelli che aspettano lo schiaffo degli altri per giocare. Concludo dicendo una cosa, soprattutto ai più giovani, a chi domani, per la prima volta, metterà piede in una scuola calcio: abbiate coraggio, in primis di essere voi stessi”.

Il calcio è qui, in questa dimensione. In Roberto De Zerbi, in Mauro Zironelli, in Vincenzo Italiano, in tutti quelli che hanno il coraggio di portare avanti le proprie idee in un mondo che rema – tristemente – verso la direzione opposta. Ma – e qui un po’ profanamene prendo in prestito una citazione aulica – che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare per forza così…

FONTE: GianlucaDiMarzio.com


Serie C, il primato di Vincenzo Italiano col Trapani ispirandosi a Maurizio Sarri
ottobre 3, 2018
L’ex centrocampista dell’Hellas Verona, Vincenzo Italiano, dopo quattro giornate alla guida del Trapani, può vantare 12 punti in classifica. Primato a punteggio pieno grazie a 10 reti all’attivo ed una sola al passivo. Nato a Karlsruhe in Germania ma cresciuto in Sicilia a Ribera vicino ad Agrigento, l’ex gialloblù si racconta a La Gazzetta dello Sport. “Mi piace il 4-3-3, le mie squadre devono avere un gioco propositivo. L’allenatore a cui mi ispiro? Mi piace Guardiola, ma anche Giampaolo e Di Francesco sono molto bravi. Ma il mio preferito forse è Maurizio Sarri”. Trapani nel destino di Vincenzo Italiano, prima come calciatore e oggi come allenatore.

Italiano nuovo allenatore del Trapani
luglio 29, 2018

L’ex centrocampista dell’Hellas Verona, Vincenzo Italiano, dopo la buona esperienza in Serie D con l’Arziagnano Chiampo col terzo posto finale, è il nuovo allenatore del Trapani in cui ha militato dal 1994 al 1996. Oggi l’esordio sulla panchina siciliana in coppa Italia.

FONTE: HellasLive.it


STAGIONE 2017-18 +   -   =
Serie D
"Proporre, condividere, coinvolgere". Italiano, dal Verona di Prandelli e Malesani alla vita da allenatore

15/02/18 14:50 | Interviste | Autore: Matteo Moretto
“Vincenzo Italiano? Un allenatore in campo”. Dicevano. Perché da giocatore era un valore aggiunto, in personalità, carisma, ma soprattutto testa: andava semplicemente più veloce di tanti altri. Capiva prima. Stop. Adesso che Italiano allena davvero però, “è tutta un’altra storia…”. Meno romantica, più intensa e passionale. "Da allenatore non stacchi mai. Finisci un allenamento e pensi già a quello dopo, a come migliorare, a che esercizi fare, pensi al ragazzo giù di morale". Esperienza totalizzante. "È un ruolo completamente diverso, ne sono consapevole, per questo è necessario sapersi mettere in discussione e continuare ad aggiornarsi, a imparare, ad approfondire. Il calcio è in continua evoluzione, la capacità di lettura e di adattamento alle situazioni - dentro e fuori dal campo - è fondamentale per competere ad alti livelli". Il segreto è solo uno per lui: "Il calcio è sempre stato la mia vita e fin da ragazzino, quando ho fatto la valigia dalla Sicilia per andare al Verona, il mio unico pensiero è sempre stato quello: far diventare la mia grande passione un lavoro. Ci sono riuscito da calciatore, ora voglio ripetermi da allenatore".

A lezioni di Italiano. Che poi Vincenzo è nato in Germania, a Karlsruhe."Nessuna lezione, ogni allenatore ha il suo modus operandi” puntualizza Vincenzo, uno che fa sempre di testa sua e non dimentica chi gli ha insegnato tanto, da calciatore. "Nella mia carriera da calciatore ho avuto molti allenatori, da tutti ho imparato qualcosa, nessuno escluso. Ricordi indelebili mi legano a Prandelli, Malesani, Delneri e Iachini. Le vittorie, le sconfitte, le promozioni, le retrocessioni. Da ciascuno di loro ho saputo cogliere un insegnamento, un dettaglio, un'idea che hanno contribuito a costruire il mio modo di essere un allenatore". Parte uno: partecipare attivamente all'allenamento. "Io lo faccio, sempre. Alza la tensione, la concentrazione, i ragazzi recepiscono più velocemente. Però non so quanto durerò fisicamente....". Quarant'anni e non sentirli. La parte due è meno faticosa ma decisamente più incisiva: la forza delle idee. "Molti pensano che la differenza tra un allenatore e l'altro stia nel modulo o negli schemi, nella capacità di imporre, insegnare, gestire. La realtà è che un bravo allenatore deve saper proporre, condividere e coinvolgere. C'è una grande differenza, che sta nella capacità di trasmettere le proprie idee, la propria visione di calcio e saper tirare fuori il meglio da ogni singolo calciatore. Non è facile, ma far migliorare i singoli è l'unico modo sostenibile per far crescere la squadra e il gruppo. I risultati sono una diretta conseguenza della disponibilità dei giocatori a condividere la stessa idea di calcio e a proporla applicando dei principi di gioco nei quali loro stessi si sentono partecipi e coinvolti. E oggi con i miei ragazzi cerco innanzitutto cerco di essere un uomo che con idee ed esperienza possa contribuire alla loro crescita individuale e collettiva, dentro e fuori dal campo. La principale gratificazione è vedere la dedizione e l'attenzione con cui mi seguono, mi ascoltano e si applicano. Il risultato del campo è la logica conseguenza di un percorso di crescita di ciascun singolo che dà il suo contributo al gruppo". Di modelli ne ha due, Vincenzo: "Se una squadra si diverte, si esprime con armonia e spirito di gruppo è perché alla base c'è un lavoro di condivisione e coinvolgimento che crea un collante molto forte. Sotto questo aspetto Guardiola e Sarri sono due modelli da studiare, ai quali spesso faccio riferimento nel mio lavoro quotidiano”.

Un salto nel passato: Italiano con gli occhi del giocatore. “Ho avuto la fortuna di misurami con giocatori veri, campioni assoluti: Zidane, Baggio, Ronaldo, Del Piero, Totti… già dal sottopassaggio annusavi il loro carisma, mi vengono ancora i brividi”. Per ogni ricordo, una maglia! “Ho quasi tutte le maglie delle squadre che ho affrontato! E’ una collezione a cui tengo molto, ogni tanto me le riguardo perché da piccolino ero nato con il sogno di diventare calciatore”. E che bel calciatore che era, Vincenzo Italiano. “Ti voleva l’Inter, non è vero?”. “Sì! Stagione 98/99, faccio molto bene con il Verona, in B. Vinciamo anche il campionato, il tutto con un giovanissimo Prandelli allenatore. L’Inter mi segue per due mesi circa, mi viene a vedere e tutto e poi…”. Poi? “In un allenamento del giovedì mi rompo il crociato”. Da un ‘peccato’ a un altro. Stagione 2001/2002, in quel Verona di Malesani c’era anche Italiano. “Mutu, Gila, Camoranesi, Oddo…. abbiamo giocato i primi sei mesi a mille, divertendoci tantissimo. La seconda parte di stagione si è trasformata in un incubo, forse in uno dei momenti peggiori della mia carriera”. Retrocessione e tantissima amarezza. “Ancora oggi, tra noi compagni di squadra, ci chiediamo come sia stato possibile”. Passato. Ora Vincenzo guarda avanti, non perde tempo e pensa al prossimo allenamento del suo ArzignanoChiampo, Serie D. "Vogliamo restare lì in alto". Ambizioso. Un allenatore che vuole dimostrare in campo.

FONTE: GianlucaDiMarzio.com


STAGIONE 2016-17 +   -   =
SERIE D
UFFICIALE: ArzignanoChiampo, panchina a Vincenzo Italiano
30.05.2017 17:53 di Fabio Tranquilli
Come sembrava ormai nell'aria si è celebrato il matrimonio sportivo tra l'Arzignano Chiampo e l'ex tecnico della Vigontina San Paolo Vincenzo Italiano. Dopo aver valutato diversi profili, la scelta del giovane direttore Serafini e ricaduta sull'ex metronomo di centrocampo del Verona. Ufficiale anche lo staff che coadiiverà il lavoro del mister: vice allenatore Niccolini, preparatore atletico Griggio, preparatori dei portiero Nogara.

FONTE: NotiziarioCalcio.com


VINCENZO ITALIANO torna alla guida della Vigontina San Paolo.
Published on 02/03/2017
E’ ufficiale, VINCENZO ITALIANO torna alla guida della Vigontina San Paolo dopo 8 gare condotte da Vito Antonelli .
E’ stato richiamato al timone della squadra il tecnico che aveva condotto i bianconeri per tutto il girone d’andata.
La societò Vigontina San Paolo ringrazia Mr. Antonelli per il lavoro svolto, la professionalità’ dimostrata e saluta il ritorno di Vincenzo Italiano atteso Domenica prossima dall’importante match casalingo contro la Triestina.

FM

FONTE: PadovaSport.TV


NEWS CALCIO VENETO
04 gennaio 2017 - 12:18
Vigontina in affanno, Italiano si dimette. Ecco chi arriva al suo posto
di Redazione PadovaSport.TV

Una piccola-grande rivoluzione in casa della Vigontina: via Vincenzo Italiano , dentro Vito Antonelli. L’ex regista di Hellas Verona, Chievo e Padova, alla prima esperienza in Serie D, ha rassegnato le dimissioni (fra l’altro «irrevocabili») lasciando così la squadra – attualmente penultima in classifica a quota 13 punti, gli stessi della Calvi Noale – nella settimana di preparazione del match casalingo contro l’Altovicentino, già fondamentale in chiave salvezza. Insomma, dopo un girone di andata abbastanza deludente e un mercato piuttosto corposo (in entrata e in uscita), il neonato sodalizio tra Vigontina e San Paolo ha conosciuto l’ennesimo scossone.

«Italiano ha maturato la decisione in questi ultimi giorni», chiarisce il presidente della “Vigo” Cristian Bozzato. «La società aveva grande fiducia nel tecnico che perònonse l’è sentita di continuare, anche per dareunsegnale a tutto l’ambiente». Oggi, alle 15.30, al centro sportivo “Noventello” di Noventa Padovana, si terrà una conferenza stampa in cui verranno spiegate ulteriormente le ragioni dell’addio di Italiano. Ci sarà pure il nuovo allenatore Vito Antonelli [...] (Da Il Mattino)

FONTE: PadovaSport.TV


NEWS
Italiano: “Hellas, sarei rimasto per sempre. Ecco perché andai al Chievo”
L’ex regista, trapanese d’origine: “Il Verona di Pecchia è forte. Bessa, che giocatore. E Zaccagni è un talento”

di Redazione Hellas1903, 28/10/2016, 08:06

Nel Verona ha giocato dal 1996 al 2006, esclusi alcuni mesi al Genoa.

Vincenzo Italiano, originario di Trapani, con i siciliani debuttò da professionista, prima di passare, diciottenne, all’Hellas. Intervistato dal Corriere di Verona oggi in edicola, dice: “In casa l’Hellas è incontenibile. Il Trapani si è risollevato battendo il Benevento. Sono certo che uscirà dalla sfavorevole posizione in classifica in cui è, però domenica sarà durissima per loro prendere punti a Verona”.

Quando, a gennaio 2007, Italiano, dopo 260 presenze e 25 gol in gialloblù, passò al Chievo, divamparono le polemiche. L’ex regista, ora allenatore della Vigontina in Serie D, a distanza di anni chiarisce: “C’erano delle incomprensioni con la società, il momento era complicato. Io, all’Hellas, sarei rimasto per sempre. Ma non fu possibile. Qualcuno interpretò la mia scelta come un tradimento, e ne soffrii”.

Italiano, sul centrocampo del Verona di Fabio Pecchia, commenta: “Bessa è un talento cristallino, Maresca un veterano di gran classe, Fossati ha un tocco raffinato. Ma sono bravi anche altri: Valoti, una mezz’ala che fa gol e ne fa fare. E Zaccagni, che ho conosciuto quando ero vice-allenatore al Venezia e lui arrivò in prestito dal Verona: farà strada”.

FONTE: Hellas1903.it


06.07.2016
A scuola di Italiano per vincere in B «Verona, serve qualità e quantità»
Vincenzo Italiano in campo con la maglia gialloblù e la fascia da capitano FOTO EXPRESS

La Serie B è stata a lungo la casa di Vincenzo Italiano. Regista dell'Hellas di Prandelli che nel 1999 stupì mezza Italia, punto fermo del Chievo di Iachini che nove anni dopo si lasciò tutti alle spalle. In tutto 304 presenze e 37 gol, nel 2005 promosso sul campo anche col Genoa di Cosmi poi spedito in C1 per illecito. Un maestro Italiano, da agosto nuovo allenatore della Vigontina San Paolo Padova. «È tutto molto stimolante, la Serie D ha acquisito più peso da quando è sparita la C2. Mi auguro possa diventare per me il primo di tanti anni in panchina. Adesso è giusto che faccia la gavetta», racconta Italiano dal mare della sua Sicilia fra una granita, qualche pensiero verso Verona e un campionato che spesso ha dominato. «Sarà la solita Serie B, dove le più forti non sempre arrivano a destinazione e le sorprese sono all'ordine del giorno. Per questo bisognerà essere perfetti e pianificare tutto in maniera scrupolosa».

Segreti di quel Verona da trasferire all'Hellas di oggi?
«Mi piacerebbe che il gruppo avesse lo spirito che avevamo noi. Creammo qualcosa di straordinario, grazie alla mano di Prandelli e al contributo di tutti. Giocando davvero un calcio di grande spessore».

In quella Serie B c'erano Napoli, Genoa, Torino, Atalanta...
«Il livello era in effetti altissimo, in una stagione comunque inedita perché trovammo molte squadre solo di passaggio in B e che non a caso ora sono in pianta stabile in Serie A. Proprio per questo la nostra vittoria ebbe un sapore diverso. Partimmo per salvarci, invece vincemmo il campionato».

Le favorite sono sempre le retrocesse dalla Serie A?
«È ovvio, all'inizio gli occhi di tutti saranno su Carpi, Frosinone e soprattutto Verona. Se d'altronde tutte e tre dovessero conservare l'intelaiatura dell'anno scorso si assicurerebbero un bel vantaggio sulle altre. Il problema è che la Serie B non dà molti riferimenti, perché ogni anno spunta una sorpresa e basta un grande giocatore per cambiare le carte in tavola. Basti pensare al Pescara con Lapadula, sono bastati i suoi gol per fare la differenza».

Che s'aspetta da Pecchia?
«Per lui è il primo anno ad un certo livello da primo allenatore, ma alle spalle ha esperienze da vice di Benitez che certamente l'avranno fatto maturare. In fondo è stato vice di Napoli, Real Madrid e Newcastle. Le occasioni di formarsi nel modo giusto certo non gli sono mancate. Anche se da ora in avanti ogni decisione spetterà a lui. Può fare bene, ma a Verona non deve sbagliare».

Consigli a Viviani?
«Se resta il Verona avrà un top player, ma Viviani è uno di livello medio-alto per la Serie A. Non ce ne sono molti in giro coi suoi piedi e quindi certamente avrà mercato. Mi auguro possa rimanere, ma non potrei biasimarlo se prendesse un'altra strada. La sua visione di gioco e i suoi colpi su punizione credo facciano gola a molti».

Pazzini invece non si muoverà...
«Ha fatto bene. Il consiglio migliore gliel'ha dato Toni. La sua carriera cambiò dopo i trenta gol in Serie B a Palermo ed allo stesso modo deve ragionare Pazzini. L'età è diversa, Toni era più giovane, ma il senso del discorso è lo stesso. Pazzini non è più quello di una volta, l'Hellas però può ridargli slancio. Viene da una stagione difficile ma ha le qualità del bomber di razza. E lui sa bene che giocare a Verona sarà sempre come essere in Serie A. Per come la città vive il calcio e per le aspettative dei tifosi».

Più forte il Verona del 1999 o il Chievo del 2008?
«Il Verona diventò forte strada facendo, ma era partito a fari spenti e senza troppe pretese. Tra la fine dell’andata e l’inizio del ritorno cambiò marcia. Il Chievo di Iachini era molto diverso e il valore della rosa parecchio alto già in partenza. Dovevamo andare in Serie A e ci siamo andati. Non ci fossimo riusciti sarebbe stato un mezzo fallimento».

Come si vince la Serie B?
«Non puoi prescindere dalla qualità, visto che si tratta di un campionato molto duro e molto lungo. Tutti parlano di un campionato muscolare e fatto di corsa, ma gli equilibri li spostano i giocatori bravi. Quelli con talento e tecnica, anche se in Serie B tutti dovranno immedesimarsi in piccoli robot perché si giocherà anche ogni tre giorni e le limitazioni alle rose non permetteranno di avere troppe alternative. Senza dimenticare l’aspetto ambientale. Inciderà la mano dell'allenatore così come lo studio dell'avversario. Nessuno regalerà un punto. La partita la vinci se la prepari bene in settimana».

Alessandro De Pietro

FONTE: LArena.it


STAGIONE 2015-16 +   -   =
NEWS
Ex Verona, Italiano allenerà in Serie D
Il giocatore, all’Hellas dal 1996 al 2006, alla guida dei padovani della Vigontina San Paolo

di Redazione Hellas1903, 19/06/2016, 12:46

Dieci anni al Verona da giocatore, salvo una breve parentesi al Genoa.
Vincenzo Italiano è stato un centrocampista dell’Hellas dal 1996 al 2006, e a lungo capitano della squadra gialloblù. A gennaio 2007 si trasferì al Chievo, suscitando più di qualche malumore nella tifoseria del Verona.
Ora, chiusa la carriera da professionista, Italiano ha intrapreso quella di allenatore. E nella prossima stagione sarà alla guida della Vigontina San Paolo.
Si tratta di una formazione della provincia di Padova, impegnata nel campionato di Serie D.

FONTE: Hellas1903.it


«Italiano, l’ex capitano del Padova non ha truccato alcuna partita»
di Cristina Genesin
«Il mio sogno? Era quello di concludere la mia carriera calcistica nel Padova. Un sogno che mi è stato rubato. Sono stato colpito da un'accusa infame che mi ha fatto stare male, male e ancora male. E mi ha sottratto 9 mesi di vita. Quel bruttissimo periodo non me lo restituirà più nessuno. Ma ora, finalmente, un pubblico ministero ha detto la sacrosanta verità. Ora, almeno, è stata riconosciutala mia onestà».

È commosso il centrocampista Vincenzo Italiano, classe 1977, l'ex capitano dei biancoscudati siciliano d'origine, una residenza a Verona e una casa a Padova dove, di fatto, vive con la famiglia. La procura di Padova ha chiesto l'archiviazione del procedimento penale che contestava al calciatore (ex Genoa, Chievo e Verona, prima di approdare al Padova) di aver offerto danaro a un collega del Grosseto Calcio per truccare la partita Padova-Grosseto, svoltasi nella città del Santo il 23 marzo 2010. Non se n'era fatto nulla: la partita era stata ugualmente vinta dai padroni di casa per 1 a 0.

Il reato contestato? Frode in competizioni sportive, reato disciplinato dalla legge 401 del 1989. Il procedimento era un troncone partorito dalla mega-inchiesta avviata dalla procura di Cremona sul calcio-scommesse, 130 indagati tra calciatori di serie A, B e Lega Pro, ex giocatori e dirigenti. Il fascicolo sul giocatore biancoscudato era stato trasmesso per competenza al pm padovano Benedetto Roberti. Ed è stato proprio il magistrato, esperto in reati sportivi (dalle scommesse al doping) a sollecitare l'archiviazione delle accuse per Italiano perché «sulla base della lettura dei documenti acquisiti e degli interrogatori (in particolare quelli del calciatore Marco Turati) non ci sono gli estremi per l'esercizio dell'azione penale dato che l'indagato nega il fatto e Turati, il suo interlocutore, nega l'addebito» si legge nella richiesta.

Vincenzo Italiano era stato accusato da un giocatore del Grosseto, Filippo Carobbio: quest'ultimo era stato a sua volte denunciato per calunnia dal presidente della squadra toscana, chiamato in causa come istigatore della compravendita di alcune partite. Nel febbraio 2012 Carobbio riferisce alla Figc (Federazione gioco calcio) di aver saputo che Turati, suo compagno di squadra, era stato contattato da Italiano disponibile a offrirgli danaro in cambio di una sconfitta del Grosseto. Gli atti vengono trasmessi alla magistratura ordinaria. Turati viene interrogato il 12 maggio e l'11 luglio 2012: ammette un contatto telefonico con Italiano, suo amico, prima della partita ma esclude in modo categorico qualsiasi richiesta di combine, un patto illecito per concordare il risultato. Eppure Turati «in numerosi interrogatori confessava la sua partecipazione in illeciti di altre numerose partite» rileva il pm Roberti.

Insomma, perché avrebbe dovuto mentire? In più, non è mai stata trovata la prova regina, l'ammontare del danaro offerto. E poco importa che la giustizia sportiva abbia condannato Italiano a 3 anni di squalifica in primo grado per frode, poi ridotti a 9 mesi per condotta antisportiva: la giustizia sportiva riguarda illeciti disciplinari (non violazioni penali) e si fonda su regole meno stringenti (non serve la prova oltre ogni ragionevole dubbio). «Non so perché Carrobbio mi abbia tirato in campo: l'ho incontrato solo in gara» racconta Italiano, oggi allenatore della squadra Allievi Luparense-San Paolo, «È vero che la sera prima della partita, dal ritiro ad Abano, avevo telefonato all'amico Turati: era per un saluto, la promessa di scambiare le maglie... Figuriamoci, da quella partita uscii dopo 5 minuti per uno strappo. Purtroppo ho finito la carriera nel Lumezzane dopo 9 mesi di fermo. Sono stato offeso sui Solcial e c'è stata gente che mi ha etichettato per quella persona che non sono».

13 ottobre 2015

FONTE: MattinoPadova.Gelocal.it


Vincenzo Italiano: "La vittoria in Champions riporterà la Juve sulla giusta strada"
19.09.2015 20:30 di Redazione TuttoJuve
Twitter: @Tuttojuve_com
[...]

Di cosa ti occupi attualmente?
"Ho appena ricevuto l'abilitazione per il patentino di seconda categoria.
Sto aspettando l'opportunità giusta, come l'esperienza al Venezia da vice-allenatore.
Ho capito tanto, soprattutto che il mestiere da allenatore non è per niente facile".

FONTE: TuttoJuve.com


STAGIONE 2014-15 +   -   =
INTERVISTA AL DOPPIO EX
ESCLUSIVA Italiano: "Il derby finirà..."
06/05/2015 24:27
“Dopo tanti anni dico che il mio trasferimento al Genoa nel gennaio 2005 fu un grandissimo errore. Fu un peccato perché il Verona era in zona promozione a gennaio e poteva anche andare in A”.

Vincenzo Italiano conosce bene Verona: quasi tredici anni passati in riva all’Adige. Bandiera del Verona, collezionerà ben 260 presenze con la maglia scaligera: attualmente è sesto nella classifica all-time. Forse anche per questo destò scalpore il suo trasferimento alla corte di Campedelli. Al Chievo rimase due anni e conquistò la promozione in A con Iachini.

Per tggialloblu.it, Italiano racconta il suo passato a Verona su entrambe le sponde dell’Adige, perché domenica all’ora di pranzo ci sarà un nuovo derby da disputare:

Al Verona l’esperienza più lunga della tua carriera. Cosa ti porti dietro di quegli anni?
“Undici anni indelebili. Sono grato alla maglia dell’Hellas per tutto quello che mi ha dato e per tutte le emozioni trascorse con quella casacca. Ci sono state tante gioie, ma anche qualche dispiacere”.

Tra l’altro sei il sesto giocatore con più presenze con la maglia scaligera: 260…
“È un motivo ancor più di orgoglio. Sono felicissimo di far parte di questa classifica, insieme a mostri sacri che hanno vestito la maglia dell’Hellas”.

Il ricordo più bello a Verona?
“Ci sono tantissimi ricordi fantastici. Il primo che mi viene in mente è la salvezza strepitosa dopo lo spareggio di Reggio Calabria: non dimenticherò mai la folla dei tifosi che ci aspettava all’aeroporto. Come dimenticare poi la bellissima promozione con Prandelli da titolare, il primo anno in cui un allenatore mi diede fiducia incondizionata. A livello personale ricordo con piacere il primo gol in Serie A contro l’Inter davanti ad un Bentegodi pieno per il posticipo in notturna”.

Il ricordo più brutto?
“Ebbi un brutto infortunio che mi fece perdere il finale di stagione l’anno in A con Prandelli: mi ha fatto soffrire tantissimo quell’infortunio. Ma il ricordo peggiore fu senza ombra di dubbio il 5 maggio: retrocedere con una squadra forte come avevamo all’epoca è stato qualcosa di incredibile. Ancora adesso quando ne parlo con i miei ex compagni rimane un grande dolore per quella retrocessione”.

Nel gennaio 2005 vai al Genoa. Rifaresti quella scelta? Quante responsabilità ha Pastorello?
“Andai a Genova mentre la squadra stava facendo molto bene, se non sbaglio era terza in classifica. Quell’anno, all’inizio, Pastorello mi mise da parte per discorsi contrattuali ma poi rientrai in squadra, anche se mi disse che se a Gennaio fosse arrivata un’offerta importante, lui l‘avrebbe presa in considerazione. All’ultimo giorno di mercato il Genoa fece una grande proposta e si decise di fare questa scelta. A Genova giocai poco: si rivelò un trasferimento flop”.

È opinione comune che il Verona senza la tua regia perse del potenziale e non andò in A…
“Dopo tanti anni dico che il mio trasferimento a Genova fu un grandissimo errore: innanzitutto perché ho sofferto e ho lasciato una città come Verona dopo 9 anni, poi la squadra con la mia assenza non stava più viaggiando ad altissimi livelli. È stato un peccato perché da come ci stavamo esprimendo si poteva andare in A. Stavamo giocando un buon calcio, stavano venendo fuori le qualità dei singoli: su tutti Adailton, Behrami, che poi in futuro dimostrò tutto il suo valore, e Bogdani che stava facendo una caterva di gol”.

Con il pubblico come ti lasciasti? Molti non ti perdonarono….
“Non penso che il pubblico se la prese con me per il trasferimento al Genoa, perché comunque sono tornato e ho giocato altre due stagioni. Più che altro credo non sia stato digerito il mio trasferimento al Chievo. Ma l’ultimo anno al Verona ci sono state situazioni poco piacevoli, che sinceramente non voglio tirare fuori adesso dopo tanti anni. Ma sicuramente con l’Hellas, se ci fosse stata l’opportunità, sarei rimasto fino alla fine della carriera. Ho dato tutto me stesso con la maglia scaligera in ognuna delle 260 presenze, ho amato quella maglia”.

Che ricordi hai degli anni al Chievo?
“Mi trovai bene, a Veronello si lavora ottimamente. C’era un gruppo di lavoro consolidato, battemmo numerosi record l’anno della promozione con Iachini dalla B alla A. In quegli anni mi sono divertito tanto. Anche se non mancarono ricordi amari: la retrocessione subita sul campo neutro di Bologna contro il Catania”.

Quale è la differenza più lampante tra le due piazze? A parte il numero dei tifosi…
“Le pressioni sono completamente diverse. Ogni calciatore deve costruirsi da solo le proprie motivazioni però è normale che hai più stimoli se giochi in una grande piazza. Con l’Hellas, visto il folto pubblico e l’amore incondizionato dei suoi tifosi, ti senti più in discussione. Con il Chievo lavori più sereno e forse questo è uno dei segreti del Chievo, anche se alla fine per crescere al massimo serve sempre il confronto con una piazza esigente”.

Qual è stata la più bella promozione dalla B alla A? Quella con il Chievo 2008 o con il Verona 1999?
“L’Hellas mi ha costruito come giocatore e ho un ricordo meraviglioso perché ricevetti fiducia anche se ero giovanissimo e vincemmo il campionato senza i favori dei pronostici, fu strepitoso. Con il Chievo di Iachini invece eravamo costretti a vincere, ma fu comunque difficile perché la Serie B è sempre un campionato molto imprevedibile. Nonostante questo abbiamo mostrato un bel calcio e superato molti record”.

Tra i tanti derby che hai giocato, quale ti è rimasto più impresso?
“Certamente il primo derby storico in Serie A: fu spettacolare. Il calore del pubblico era impressionante, il Bentegodi era colmo: se non sbaglio fu l’unica volta dove anche le Parterre erano esaurite. Ci fu un ambiente spettacolare, anche la settimana di preparazione fu molto diversa dalle altre. Poi per noi fu eccezionale ribaltare il risultato dallo 0-2 al 3-2. Fu il derby più importante e una delle partite più belle che io abbia mai giocato nella mia carriera”.

Che impressione ti ha fatto il Verona quest’anno?
“Credo che il lavoro di Sogliano e Mandorlini quest’anno sia stato eccezionale. Senza dimenticare che dalla C si è arrivati alla A. In questa stagione la salvezza è arrivata in anticipo e nella massima serie è sempre difficile superare la quota 40 punti. Il Verona ha avuto un momento di difficoltà ma ne è uscito in maniera eccezionale. Il binomio Sogliano-Mandorlini sta dando ottimi risultati e mi auguro che possano continuare su questa strada”.

Chi è più regista tra Obbadi e Tachtsidis?
“Hanno caratteristiche differenti: Tachtsidis è forte fisicamente e tende a verticalizzare di più, Obbadi ha grande tecnica e dinamismo. Secondo me è più regista Tachtsidis proprio perché ha la capacità di verticalizzare, non a caso rubò il posto a De Rossi perché Zeman voleva come regista un giocatore con le sue caratteristiche”.

II Chievo di quest’anno. Come valuti il lavoro di Maran?
“Maran ha fatto bene, come sempre il Chievo riesce a salvarsi anche con grande anticipo come ha fatto quest’anno. Maran ha rispolverato e dato fiducia al mio carissimo amico Pellissier, che reputo sia uno dei giocatori più forti con cui ho giocato e possiede uno straordinario attaccamento alla maglia. Sono contento anche per loro che abbiano superato momenti di difficoltà e che abbiano mantenuto la categoria”.

Quale centrocampista del Chievo ti ha colpito di più?
“Mi piace molto Radovanovic, apprezzo molto i giocatori come lui che oltre a difendere sanno impostare e non disdegnano spingersi in avanti e provare la conclusione da fuori. Il serbo rispecchia al 100% queste qualità”.

Capitolo Calcioscommesse. Vuoi dire qualcosa a riguardo?
“No, per fortuna è tutto finito. Non ne voglio più discutere. Ho sofferto, sono stato male per questo, ma ci ho messo una pietra sopra. Adesso sono felice di poter lavorare ancora nel mondo del calcio”.

Per il futuro vorresti fare l’allenatore?
“Ho fatto per tre mesi il vice allenatore a Venezia, e sono rimasto a collaborare per il resto dell’annata. Adesso sto studiando per fare l’allenatore: è questa la strada che cercherò di percorrere, è qualcosa che ho coltivato e sto cercando di seguire perché mi piace”.

Eri a Venezia con Dal Canto. Esperienza completamente negativa?
“Purtroppo è stato esonerato. La situazione non era delle migliori. Con l’ambiente non aveva legato tantissimo però sono stati mesi intensi dove ho imparato tanto. Sono rimasto perché la società mi ha chiesto di collaborare come osservatore. Sto ampliando il mio bagaglio personale”.

Pronostico per il derby di domenica?
“Gli ultimi derby in Serie A sono stati sempre equilibrati, si sono risolti da un guizzo: da Lazarevic a Toni fino a Paloschi. Regna l’equilibrio e sinceramente spero vinca il migliore, tanto ormai sono salve entrambe, spero che ci si possa divertire e vedere una partita divertente. Credo che il derby finirà con un pareggio. Pronostico secco? Dico X”.

LUCA VALENTINOTTI

FONTE: TGGialloBlu.it


ESCLUSIVA VdS, Vincenzo Italiano: “I nostri club hanno un piccolo ritardo sulle big d’Europa. Mazzarri? Grande allenatore. E sulle mie ex squadre…”
MARCO DE RITO 8 NOVEMBRE 2014
Come di consueto arriva la rubrica settimanale con l’intervista a un personaggio del mondo dello sport. Questa settimana è il turno di Vincenzo Italiano ex giocatore di Verona e Padova. Italiano è stato a lungo un regista in tutte le squadre in cui ha militato e adesso sta intraprendendo la strada dell’allenatore, che si prepara tutta in discesa per lui, dato che in campo era la mente delle squadre in cui giocava.

[...]

Tra le sue ex squadre si annovera l’Hellas Verona, che sta disputando una grande stagione e si sta riconfermando ad alti livelli, dove può arrivare la squadra di Mandorlini?
“L’anno scorso hanno fatto un grandissimo campionato, quest’anno hanno cambiato tanto e sono arrivati tantissimi giocatori nuovi. Sono partiti bene e penso che la classifica degli scaligeri sia quella attesa da tutti, anche in questa stagione Toni e compagni si potranno togliere delle grandi soddisfazioni. Sta venendo fuori una squadra che rispecchia il carattere calcistico dell’allenatore, penso che possano fare molto bene”.

Il merito della costruzione di questa squadra va attribuito all’allenatore o alle capacità di Sogliano che è riuscito a creare il giusto mix?
“Credo che l’Hellas lavori bene da tanti anni, dalle promozioni dei campionati precedenti sino alla conferma in Serie A della scorsa stagione. Sogliano e Mandorlini sono una coppia ben assortita che sta compiendo miracoli in una piazza che merita il palcoscenico della Serie A. Io penso che il Verona con questi personaggi possa togliersi ancora enormi soddisfazioni”.

Domani ci sarà Inter-Verona, come lo vede il match?
“Sarà una partita molto difficile per la mia ex squadra, i nerazzurri sono in difficoltà ma sono sempre una grande squadra. Le big quando sono in crisi hanno quella marcia in più che gli consente di vincere le partite. Ammetto che, comunque, il risultato è molto aperto”.

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Parlando di lei, in quale squadra si è trovato meglio?
“Io mi sono trovato benissimo ovunque sono stato, ho avuto la fortuna di aver fatto parte di squadre prestigiose. Gli undici anni all’Hellas li ricordo con particolare affetto, ma anche al Chievo e al Padova ho vissuto grandissime esperienze”.

[...]

Adesso ha incominciato una nuova carriera da allenatore, come sta procedendo questa nuova vita?
“Quest’anno ho fatto il vice al Venezia, purtroppo da due domeniche non sediamo più in panchina in quanto siamo stati esonerati. E’ una passione che ho e che vorrei sviluppare sperando di ottenere risultati importanti. In questi tre mesi con Dal Canto ho imparato tante cose che mi serviranno sicuramente”.

Lei era definito come un allenatore, dato il suo ruolo….
“E’ stato il mio ruolo per vent’anni, ho sempre prima pensato il bene per la squadra e penso di aver maturato lì la passione per il mestiere da allenatore. Non è uguale, però, fare l’allenatore e il calciatore in quanto è più complesso e complicato e bisogna vedere le cose con un’altra visione, ma con la mia passione spero di riuscire a conseguire ottimi risultati”.

FONTE: VociDiSport.it


Venezia, ancora un tonfo: esonerato Dal Canto
Calcio Lega Pro. Con il Novara al penzo finisce 1-2.Terza sconfitta consecutiva per l'Unione Venezia, la terza in casa da inizio stagione. Di Raimondi su rigore allo scadere il gol della bandiera. Fischi dalla curva. In arrivo Serena?

di Alessandro Ragazzo
19 OTTOBRE 2014
VENEZIA. Ancora un tonfo, ancora in casa: l'Unione Venezia esce sconfitta dal Penzo per 1-2 contro il Novara e l'allenatore Alessandro Dal Canto viene esonerato. Il match è stato dominato dai piemontesi, altra squadra in fase di difficoltà e che con questa vittoria si rilancia in campionato.

La partita. Novara in vantaggio al 22' del primo tempo con un gol di Evacuo, che ha raccolto e spedito in gol un cross di Garufo. Il raddoppio dei piemontesi arriva al 75' con il gol di Gonzalez che si presenta solo davanti a Zima e lo batte con un gran sinistro. Il gol della bandiera per il Venezia è segnato al 95' da Raimondi su rigore, procurato per un fallo su Zaccagni.

L'esonero. La sconfitta interna di oggi contro il Novara è fatale ad Alessandro Dal Canto, sulla panchina arancioneroverde dall'estate del 2013. Dalla curva erano volati cori contro l'allenatore ed era apparso uno striscione eloquente: "Dal Canto vattene". In sala stampa a fine match si è presentato il direttore sportivo Ivone De Franceschi: "Mi assumo la responsabilità della decisione dell'esonero di Alessandro Dal Canto - ha detto il diesse - e ne parlerò domani con la proprietà". La seduta di domani pomeriggio sarà diretta dall’allenatore della Berretti, Maurizio Rossi.Mercoledì il Venezia è atteso in Coppa Italia all'incontro con la Spal e domenica dovrà affrontare la trasferta di Cremona.

Il futuro. Su nove gare finora disputate il Venezia ne ha perse cinque. Quella con il Novara è la quinta in campionato, la terza consecutiva e la terza in casa.Chi verrà ora sulla panchina del Venezia dopo i 15 mesi di gestione Dal Canto? La società non si sbottona, ma il nome che circola è quello di Michele Serena, già allenatore arancioneroverde negli anni della gestione Poletti. Alla domanda se fosse proprio lui l'uomo che aveva in mente il diesse De Franceschi ha sorriso, rispondendo: "E' un tecnico che mi piace".

[...]

FONTE: NuovaVenezia.Gelocal.it


UFFICIALE: VICENZO ITALIANO, ALLENATORE IN SECONDA DI MISTER DAL CANTO.
Venerdì, 8 Agosto, 2014

La società F.B.C. Unione Venezia comunica che il direttore sportivo Ivone De Franceschi ha trovato l’accordo con il sig. VINCENZO ITALIANO che ricoprirà il ruolo di allenatore in seconda di mister Alessandro Dal Canto per la stagione sportiva 2014-2015.

FONTE: FBCUnioneVenezia.com


LO STAFF
Vincenzo Italiano sarà il secondo di mister Dal Canto

22 luglio 2014
MOGLIANO. Alessandro Dal Canto confermato sulla panchina del Venezia anche per la prossima stagione, ma il suo vice non sarà più Marco Zanchi, passato al Vicenza per allenare gli Allievi. Dal prossimo 8 agosto il ruolo di assistente sarà ricoperto da Vincenzo Italiano, attualmente impegnato al corso di Coverciano, e quindi non ancora disponibile. Italiano, nato a Karlsruhe (Germania) il 10 dicembre 1977, ha militato a lungo nelle squadre italiane tra cui Trapani, Genoa, Perugia, Padova, Lumezzane e su entrambe le sponde veronesi dove ha vinto due campionati di serie B con Hellas e Chievo. Confermato Giorgio Sterchele preparatore dei portieri e Fabio Munfone come preparatore atletico della squadra. Nuovi i fisioterapisti: Endrigo Manfio e Riccardo Cardani. Tutti, a eccezione naturalmente di Vincenzo Italiano, ieri hanno cominciato il loro lavoro in vista dei prossimi impegni di coppa e di campionato.
(s.b.)

FONTE: NuovaVenezia.Gelocal.it


Ribera : Il calciatore Vincenzo Italiano attacca le scarpe al chiodo e andrà a fare l’allenatore
Di Daniele Triolo - 3 luglio 2014

Abbiamo intervistato in esclusiva a Ribera, in piazza, il calciatore riberese Vincenzo Italiano, ex capitano e miglior regista di Verona, Chievo e Padova.

Vincenzo, nell’ultima stagione hai giocato nel Lumezzane e hai un altro anno di contratto, continuerai a giocare per un’altra stagione in lega pro?
Ci ho pensato molto e ho deciso di smettere con il calcio giocato. A 37 anni voglio aprirmi altri scenari per il futuro, come quello di fare l’allenatore. Dopo 20 anni di calcare le erbe dei vari stadi di serie A e serie B, penso sia giusto smettere e cominciare a dedicarmi ai giovani che amano veramente il calcio come me quando ero giovane.
Dal 20 luglio prossimo prenderò parte a Coverciano al primo corso di allenatore per la categoria Uefa B, per ottenere il patentino base che consente di allenare in serie D, fare il vice in lega pro e allenare in tutti i settori giovanili tranne le squadre primavere.


La tua carriera si può dividere in due parti, la prima parte quella che va dal Verona al Padova, la seconda invece riguarda le due ultime stagioni fatte a Perugia e a Lumezzane?
Nella mia prima parte di carriera con l’Hellas Verona dove sono rimasto 11 anni, poi con Chievo dove sono stato 2 anni e mezzo, con una piccola parentesi al Genoa e poi Padova. Diciamo che mi sono tolto molte soddisfazioni a livello nazionale davvero grandi. Esordi e gol in serie A, promozioni dalla serie B alla serie A, periodi dove ho lottato per grandi traguardi come la Coppa Uefa, periodi dove eravamo ad altissimi livelli, periodi di sconfitte clamorose e retrocessioni dolorose.

Il tuo trasferimento a Padova?
Non posso non parlare di Padova dove sono stato capitano per tre anni, dove anche lì mi sono tolto tante soddisfazioni e mi sono molto legato alla città e alla maglia, anche se mi è dispiaciuto perdere un play off in modo assurdo per ottenere la promozione in serie A contro il Novara e posso dire di essere felice della mia carriera.


Le sedi di Perugia e di Lumezzane?
Gli ultimi due anni li ho trascorsi in lega pro prima a Perugia, grande piazza e grandi i tifosi che seguivano dalla mattina alla sera la propria squadra in modo passionale e senza mai perdersi una partita e poi, l’ultimo anno, l’ho trascorso a Lumezzane dove in poche parole mi sono rilassato e divertito poiché in campionato non c’erano retrocessioni per via della riforma che si doveva attuare e quindi dalla società che ha fatto una squadra giovane non c’erano grosse aspettative.

I tuoi allenatori migliori chi sono stati?
Ne ho avuti tanti. Tra tutti cito Prandelli, il quale mi dispiace abbia fallito ai mondiali con la nazionale e penso che un grande allenatore come lui non può permettersi di fallire cosiì e sono sicuro che prima o poi si riprenderà. Un altro grande allenatore per me sicuramente è stato Iachini al Chievo, che quest’anno ha stravinto il campionato di serie B col Palermo e questo dimostra la sua bravura. Altri allenatori importanti che ho avuto sono stati Malesani, Del Neri, Cagni, Cosmi, Dal Canto al Padova e altri meno famosi.

Il gol più bello della tua carriera qual è?
Ne ho fatti tanti di gol tra serie A e serie B e sono orgoglioso di questo. Se proprio ne devo citare uno, dico che il più bello è stata la mia prima rete in serie A a San Siro contro l’Inter con la maglia del H.Verona segnando il gol del 2-1.

Anche se però quel giorno fui espulso subito perchè preso dalla gioia per il mio primo gol in A superai la linea del rettangolo di gioco. Da quel giorno però abolirono, se si può dire grazie a me, quella regola calcistica insignificante.

Tu sei stato vittima del calcio scommesse, a distanza di due anni, oggi cosa ci vuoi dire riguardo a quella brutta esperienza?
Sicuramente è stata la più brutta cosa che mi sia capitata nella vita sportiva. E’ inutile stare qui a parlarne, perché tanto ormai fa parte del passato e ci ho messo una pietra sopra, anche perché le accuse di illecito su di me erano false e sono subito cadute quando la verità è venuta fuori dopo soli sei mesi.

In questi giorni ha visto molti giovani durante il torneo Memorial Fofò Parisi e Tonino Corso al Nino Novara. Qual è il messaggio che vuoi dare a questi giovani?
Ai ragazzi dico che devono credere in se stessi e di non mollare mai. Prima di impegnarsi al massimo per lo sport, devono dedicarsi principalmente allo studio, alla formazione, ad avere un diploma o una laurea. Io ho il rammarico di non aver continuato gli studi e di essermi fermato al terzo anno della scuola geometra. A quelli che vogliono intraprendere la strada calcistica dico loro che ci vuole tanto sacrificio, impegno e lavoro quotidiano, ma soprattutto bisogna crederci.

FONTE: RiPost.it


STAGIONE 2013-14 +   -   =
INTERVISTE
Italiano: "Mi aspettavo che il Palermo avrebbe fatto grandi cose, Iachini è un top player degli allenatori"
16.05.2014 14:15 di Simone Negri
[...]

Ci può dire qualcosa sul suo futuro?
“Con il Lumezzane non abbiamo finito benissimo la stagione, pensavamo di raccogliere di più, ma siamo riusciti a far crescere giovani di prospettiva. Per quanto riguarda me, ho ancora un anno di contratto nel Lumezzane poi vedremo. Sinceramente sono affascinato e ho sempre coltivato la passione per il ruolo di allenatore, man mano che passano gli anni sento più forte questo richiamo, ci rifletterò bene.

FONTE: TuttoB.com


12/11/2013 - PER IL CENTROCAMPO C'E' ITALIANO
L'AC Lumezzane comunica di aver tesserato il centrocampista Vincenzo Italiano con il quale è stato sottoscritto un accordo biennale. Si tratta di un grande rinforzo per la società del presidente Cavagna in considerazione della grande carriera del giocatore classe 77 nato in Germania, ma di origine siciliana. L'esordio di Italiano tra i professionisti fu con il Trapani prima del trasferimento a Verona, maglia Hellas, con la quale Italiano ha giocato dal 96 al 2005. Quindi il trasferimento al Genoa prima di tornare al Verona e passare poi sulla sponda Chievo. Infine le esperienze con Padova e Perugia prima dell'approdo al Lumezzane.

FONTE: ACLumezzane.it


VITA DA EX
Sydney, aggregato l'ex Vincenzo Italiano
14.08.2013 14:30 di Giovanni Bucciano
Vincenzo Italiano si allena col Sydney. Il centrocampista ex Verona, Chievo e Padova - riporta Sky - si sta allenando insieme ad Alessandro Del Piero. La squadra australiana cerca un elemento con le sue caratteristiche e potrebbe tesserarlo se il ritiro dovesse dare indicazioni positive. "È un grande onore allenarmi con Del Piero e pensare di giocare con lui - ha detto Italiano a Sky - Spero in questo ritiro di dimostrare il mio valore".

FONTE: TuttoHellasVerona.it


STAGIONE 2012-13 +   -   =
PRIMO PIANO
VERONA-PADOVA, LA PAROLA ALL' EX VINCENZO ITALIANO
03.03.2013 15:28 di Michele Zomer Twitter: @Mikzomer
Per presentare il derby del Bentegodi e commentare i suoi trascorsi in maglia biancoscudata "Il Gazzettino" ha contattato un ex calciatore di entrambe le compagini, un ex che ha lasciato il segno sia a Verona che a Padova: Vincenzo Italiano. Il centrocampista centrale protagonista di 248 gare con la maglia degli scaligeri e 76 con quella dei biancoscudati, dopo molti anni passati fra i campi di A e B ha deciso di trasferirsi in Umbria, dove cercherà di aiutare l'ambizioso Perugia nel raggiungimento del grande salto, la promozione, obiettivo raggiunto dal calciatore per ben due volte in carriera.

Queste le tematiche affrontate dal calciatore:
IL DERBY: "Sono due squadre forti anche se sulla carta forse il Verona ha qualcosa in più. Il Padova ha giocatori per vincere le partite soprattutto in trasferta, quindi sarà una bella partita. Al Bentegodi, poi, ci sarà un pubblico che solo a Verona si trova in un campo di serie B. Però non saprei fare un pronostico".

IL PADOVA: "A gennaio si è rinforzato molto con giocatori di grande qualità. Sono arrivati Bonazzoli, Iori, De Feudis, Dellafiore, c’è stato il recupero di Vantaggiato. Si sono mossi benissimo sul mercato e hanno tutte le carte in regola per centrare i playoff. Nel campionato cadetto contano molto le ultime 10-12 partite, devi essere bravo a mantenere il passo per raggiungere gli spareggi".

IL RAPPORTO CON CESTARO: "Con il presidente Marcello Cestaro ci vedremo sicuramente perchè non abbiamo avuto ancora modo di incontrarci in questi mesi. Per come si era messa, passare da tre anni di squalifica a nove mesi è stata una mezza vittoria. Il presidente mi aveva proposto un ruolo dirigenziale all'interno della società, ma ho preferito continuare a giocare erchè voglio dimostrare ancora qualcosa".

LA NUOVA ESPERIENZA A PERUGIA: "A Perugia mi hanno dato la possibilità di allenarmi mettendomi a disposizione tutto: un preparatore, campi, piscina. Mi sto allenando due volte al giorno per rimettermi in forma e ho approfittato di questa opportunità perchè ho voglia di giocare, di dimostrare ancora qualcosa e di dare una mano ai nuovi compagni che sto conoscendo e che hanno voglia di arrivare fino in fondo in questo campionato".

FONTE: TuttoHellasVerona.it


UFFICIALE: Perugia, tesserato Vincenzo Italiano
Scritto da Stefano Pantano il 21 febbraio 2013 alle 20:22.
La notizia era nell’aria da diversi giorni, ma ora è arrivata l’ufficialità:Vincenzo Italiano è un nuovo giocatore del Perugia. Il centrocampista classe ’77 ha giocato nelle ultime tre stagioni con la maglia del Padova in Serie B ed era rimasto svincolato dopo la scadenza del contratto con i biancoscudati.

Questo il comunicato della società umbra:
La società AC Perugia calcio comunica che in data odierna, giovedì 21 febbraio, è stato raggiunto l’accordo per la stagione sportiva corrente con il calciatore Vincenzo Italiano.

FONTE: MondoPallone.it


Perugia calcio, il calciatore Italiano si aggrega alla rosa biancorossa

Perugia, 19 febbraio 2013 – La società AC Perugia calcio comunica che in data odierna, martedì 19 febbraio, il calciatore Vincenzo Italiano si aggregherà alla rosa biancorossa per potersi allenare agli ordini di mister Camplone. Si precisa che il centrocampista non ha firmato alcun contratto e che la società si riserva di poter valutare la possibilità di un suo tesseramento.

FONTE: ACPerugiaCalcio.com


Sport
Sabatini: «Perugia, hai preso un leader. Sarà il tuo Pirlo»
Il tecnico perugino lo ha allenato a Padova: «Dargli palla non è un consiglio, è un ordine»


ARTICOLO | MER, 20/02/2013 - 01:00 | DI ANTONELLO FERRONI
PERUGIA - Il botto è stato grosso, il rumore fragoroso. Ieri il 35enne regista Vincenzo Italiano è sbarcato a Perugia, si è infilato la tuta e si è allenato, anche se solo in palestra, mentre fuori gruppi di curiosi ed entusiasti lo aspettavano. Naturalmente la società si è affrettata a smentire qualsiasi firma perchè il contratto non può essere depositato fino al 18 marzo, giorno in cui scadrà la squalifica. Formalità regolamentari. Quello di Italiano (più di 300 gare e qualche decina di gol tra A e B) è il colpo ad effetto, il crac del mercato di Lega Pro, realizzato da Santopadre, Moneti e dal ds Goretti che gli stavano addosso da un mese e hanno messo nel motore un trascinatore per le ultime 6 gare ed eventuali playoff.

Ma per capire la portata dell'acquisto niente di meglio che l'opinione del tecnico perugino Carlo Sabatini che lo allenò al Padova due anni fa: «Innanzitutto Italiano è un gran giocatore - dice Sabatini -, un gran bel vedere per gli occhi e per la Lega Pro un lusso assoluto. Con me e Dal Canto a Padova ha fatto cose incredibili. Fisicamente è ancora integro, un regista classico di enorme qualità, con grande capacità di verticalizzazione, che detta i tempi, gioca corto e soprattutto lungo con grande disinvoltura, capace di pescare il compagno a 40 metri, bravo in copertura dove grazie alla sua esperienza si trova spesso al posto giusto nel momento giusto. In più ha un gran tiro di forza e precisione, con me ha segnato 6 gol, una volta contro il Mantova addirittura da 30 metri. Quante partite ha risolto con Verona, Chievo e Padova di cui è stato anche capitano... Nello spogliatoio e in campo è un leader. Come accade con Pirlo alla Juve, dargli palla non è un consiglio, è un ordine... E badate che nelle caratteristiche il paragone regge. Pirlo è inarrivabile ma Italiano è il regista perfetto, una manna dal cielo per chi attua il 4-3-3 o il 4-3-1-2».

Scoperto da Foschi, a Verona (11 stagioni) è una bandiera. Uno che in carriera ha avuto maestri come Cagni, Prandelli, Malesani, per il carattere forte rapporti non sempre idilliaci con Di Carlo, Calori, Ficcadenti, Cosmi (nella parentesi al Genoa) ma che dovunque è stato amato e ha lasciato il segno.

Nella sua carriera le partite memorabili sono decine. Per restare al Padova basti ricordare i gol a Livorno e Torino (storica vittoria 2-0 al Delle Alpi) che nel 2011 portarono i playoff.

Ma un segnale di chi è Vincenzo Italiano lo dà anche la vicenda delle scommesse: scoppiato il bubbone, ha lottato come un leone fino a vedersi assolto al Tnas da qualsiasi accusa di illecito, accogliendo col sorriso la sentenza "politica" di uno stop di 9 mesi comminato per evitare richieste di risarcimento. Chi ieri in sede a Pian di Massiano ci ha parlato e lo ha guardato negli occhi, vi ha letto solo una enorme voglia di riscatto...

FONTE: GiornaleDellUmbria.it


TUTTO PADOVA
04 febbraio 2013 - 15:09
La moglie di Italiano su Facebook: “E’ finito un incubo!”
di Redazione PadovaSport.TV

Tramite il proprio profilo privato su Facebook, la moglie di Vincenzo Italiano ha pubblicato un pensiero in seguito alla sentenza del TNAS.

Raffaella ci ha autorizzato a pubblicarlo, quindi ecco le sue parole:
“Più di un anno di agonia ma finalmente l’incubo è finito!! Ringrazio di cuore TUTTI i veri amici che ci sono stati vicini, anche solo con una parola o con un gesto… GIUSTIZIA E’ FATTA!!!!! :-)))) per il resto ognuno avrà ciò che merita! Noi ora finalmente l’abbiamo avuto!!!!!“

FONTE: PadovaSport.tv


Ridati i due punti al Padova, biancoscudati in zona playoff
Calcio Serie B: accolta parzialmente la domanda della Società presieduta da Cestaro. La penalizzazione trasformata in una multa di 50 mila euro

04 febbraio 2013

PADOVA. Il Collegio arbitrale del Tnas, in merito alla controversia tra Vincenzo Italiano e Padova da un lato e Figc dall’altro, ha depositato il lodo arbitrale, accogliendo parzialmente la domanda di arbitrato: ridotta da 3 anni a 9 mesi la squalifica del giocatore e commutata la penalizzazione di due punti in classifica in un’ammenda di 50mila euro per il Padova. Grazie ai due punti il Padova sale a 34 lunghezze agganciando Empoli e Juve Stabia in piena zona playoff.

I giudici del tribunale hanno derubricato l'accusa ad Italiano da illecito sportivo a condotta antisportiva. La squalifica del giocatore terminerà il prossimo 18 marzo. Vincenzo Italiano non è comunque più tesserato con il Calcio Padova.

FONTE: MattinoPadova.Gelocal.it


4 febbraio 2013
Tnas, tolti i due punti di penalizzazione al Padova. Squalifica ridotta a Italiano
Calcioscommesse, parzialmente accolto il ricorso dell'ex giocatore: stop da 3 anni a 9 mesi e ammenda di 50mila euro

Vincenzo Italiano (foto archivio)

PADOVA - Via i due punti di penalizzazione al Padova e squalifica ridotta a nove mesi per Vincenzo Italiano. Il Tnasha accolto parzialmente il ricorso dell'ex giocatore coinvolto nel processo sul calcioscommesse e condannato in primo grado a tre anni di stop.

Il Collegio arbitrale, nella controversia tra Italiano e il Padova nei confronti della Figc, ha deciso di togliere i due punti di penalizzazione al club, a cui viene inflitta una sanzione di 50mila euro, e di ridurre la sospensione a nove mesi.

La nuova classifica del campionato di calcio di
Serie B. Sassuolo 52; Livorno 51; Verona 47; Varese (-1) 39; Empoli (-1) 34 ; Juve Stabia 34; Padova 34;Brescia 33; Modena (-2) 32; Ascoli (-1) 31; Cittadella 31; Spezia 29; Ternana 29; Cesena 27; Crotone (-2) 26; Lanciano 25; Reggina (-2) 25; Novara (-4) 25; Bari (-7) 25; Vicenza 19; Pro Vercelli 16; Grosseto (-6) 15.

FONTE: IlGazzettino.it


STAGIONE 2011-12 +   -   =
FEDERAZIONE ITALIANA GIUOCO CALCIO
00198 ROMA – VIA GREGORIO ALLEGRI, 14

CORTE DI GIUSTIZIA FEDERALE
Sezioni Unite

COMUNICATO UFFICIALE N. 002/CGF
(2012/2013)


Si dà atto che la Corte di Giustizia Federale –
Sezioni Unite - nelle riunioni tenutesi in Roma
il 2, 3, 5 e 6 luglio 2012, ha adottato le
seguenti decisioni:

Collegio composto dai Signori:
Presidente: Dott. Gerardo MASTRANDREA; Componenti: Prof. Piero SANDULLI, Prof. Mario SANINO, Prof. Mario SERIO, Avv. Carlo PORCEDDU, Dott. Claudio MARCHITIELLO, Avv. Maurizio GRECO, Avv. Lorenzo ATTOLICO, Dott. Salvatore MEZZACAPO; Componenti supplenti: Dott. Luigi IMPECIATI, Prof. Mauro SFERRAZZA - Rappresentante A.I.A.: Dott. Carlo BRAVI; Rappresentante A.I.A. supplente: Dott. Raimondo CATANIA – Segretario: Dott. Antonio
METITIERI.

[...]

39) RICORSO DEL CALC. VINCENZO ITALIANO AVVERSO LA SANZIONE DELLA SQUALIFICA PER ANNI 3, INFLITTA AI SENSI DELL’ART. 7, COMMI 1, 2, E 5, C.G.S.,
IN RELAZIONE ALLA GARA PADOVA – GROSSETO DEL 23.3.2010, SEGUITO DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE - NOTA N. 8011/33PF11-12/SP/BLP
DELL’8.5.2012 – (Delibera della Commissione Disciplinare Nazionale – Com. Uff. n. 101/CDN del 18.6.2012)

La C.G.F. respinge il ricorso come sopra proposto dal calciatore Vincenzo Italiano e dispone incamerarsi la tassa reclamo.

[...]

01/06/2012
LE RICHIESTE DELLA PROCURA: 81 PUNTI AI CLUB, SANZIONI PER 39 TESSERATI
Archiviati i patteggiamenti di ieri, al processo sportivo sul calcio scommesse in corso a Roma è stato il giorno delle richieste della Procura federale per le posizioni ancora aperte: al termine di una requisitoria di un’ora e mezzo, il Procuratore Stefano Palazzi ha chiesto un totale di 81 punti di penalizzazione e una serie di ammende per i club, poco meno di 150 anni di squalifica per 39 tesserati, con pene comprese tra 1 e 5 anni (a parte i 6 mesi di Paoloni, ma in continuazione ai 5 anni già comminati nel 2011) e quattro richieste di preclusione nei confronti di Cassano, Santoni, Sartor, Zamperini. Richieste sulle quali la Disciplinare dovrà esprimersi dopo la conclusione degli interventi dei difensori dei deferiti, iniziati nella tarda mattinata e proseguiti per tutto il pomeriggio fino alle 18.50, quando la seduta è stata aggiornata dal Presidente Artico alle ore 15 di lunedì.

Le richieste del Procuratore, giunte dopo il rigetto da parte della Commissione Disciplinare Nazionale delle istanze di stralcio presentate da Novara (che chiedeva però di continuare il processo relativamente alla gara con il Chievo) e Sampdoria (in quanto "non motivate da novità") non avallate dalla Procura, sono giunte al termine di un intervento nel quale Palazzi ha motivato la propria linea. Queste le penalizzazioni richieste: AlbinoLeffe 27 punti e 90 mila euro di ammenda; Ancona 10 punti; Avesa 1 punto e 200 euro di ammenda; Pescara 2 punti; Empoli 1 punto; Monza 6 punti ed esclusione dalla Coppa Italia; Novara 6 punti, 50 mila euro ed esclusione dalla Coppa Italia; Padova 2 punti; Piacenza 19 punti e 70 mila euro di ammenda; Ravenna 1 punto; Reggina 6 punti; Sampdoria e Siena ammenda di 50 mila euro; Spezia ammenda di 30 mila euro.

Palazzi ha poi chiesto sanzioni per 39 tesserati: Andrea Alberti 3 anni e 6 mesi, Mirko Bellodi 3 anni, Davide Careni 3 anni e 6 mesi, Mario Cassano 5 anni più preclusione, Edoardo Catinali 3 anni e 9 mesi, Roberto Colacone 4 anni, Luigi Consonni 1 anno per omessa denuncia, Alberto Comazzi 4 anni, Achille Coser 3 anni, Federico Cossato 3 anni e 6 mesi, Filippo Cristante 3 anni, Franco De Falco (dirigente) 4 anni e 6 mesi, Nicola Ferrari 3 anni, Riccardo Fissore 3 anni e 9 mesi, Luca Fiuzzi 4 anni, Alberto Maria Fontana 3 anni e 6 mesi, Ruben Garlini (tecnico) 3 anni, Andrea Iaconi (dirigente) 4 anni e 6 mesi, Vincenzo Iacopino 3 anni e 6 mesi, Vincenzo Italiano 3 anni, Thomas Hervé Job 4 anni e 6 mesi, Giuseppe Magalini (dirigente) 4 anni, Salvatore Mastronunzio 4 anni e 6 mesi, Maurizio Nassi 4 anni, Gianluca Nicco 3 anni, Marco Paoloni 6 mesi in continuazione, Cesare Gianfranco Rickler Del Mare 3 anni 6 mesi, Gianni Rosati (collaboratore società) 4 anni, Nicola Santoni (tecnico) 5 anni in continuazione e preclusione, Vincenzo Santoruvo 3 anni, Maurizio Sarri (tecnico) 1 anno, Luigi Sartor 5 anni e preclusione, Alessandro Sbaffo 3 anni e 3 mesi, Mattia Serafini 3 anni e 6 mesi, Rijat Shala 3 anni e 6 mesi, Mirko Stefani 4 anni, Daniele Vantaggiato 3 anni, Nicola Ventola 3 anni e 6 mesi, Alessandro Zamperini in continuazione 5 anni più la preclusione. In mattinata, inoltre, era stata accolta la richiesta di patteggiamento di Tomas Locatelli (ex Mantova), al quale è stata comminata una squalifica di 2 anni.

La Federazione Italiana Giuoco Calcio comunica che il Procuratore Federale, esaminati gli atti di indagine posti in essere dalla Procura della Repubblica di Cremona ed espletata la conseguente attività istruttoria in sede disciplinare, ha deferito alla Commissione Disciplinare Nazionale:
ASSOCIAZIONE PREVISTA DELL’ART. 9 DEL C.G.S.:
[...]

PADOVA - GROSSETO del 23/03/2010 – s.s. 2009/2010
40 - ITALIANO Vincenzo, all’epoca dei fatti calciatore
tesserato per il PADOVA CALCIO S.P.A., per violazione dell’art. 7, commi 1, 2 e 5, del Codice di Giustizia Sportiva per avere, in occasione della gara
PADOVA - GROSSETO del 23/03/2010, posto in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento ed il risultato della gara suddetta, con le modalità specificate nella parte motiva del presente provvedimento e nella relazione allegata agli atti del procedimento, al fine di favorire la vittoria della propria squadra;

[...]

42 - la società PADOVA CALCIO S.P.A., per responsabilità oggettiva, ai sensi dell’art. 7, comma 4, e dell’art. 4, comma e 2, C.G.S in ordine all’addebito contestato al proprio tesserato ITALIANO VINCENZO;


FONTE: FIGC.it


DAL CANTO IN TV
Milanetto e Italiano insieme? «Mai»
L’allenatore: «In una mediana a tre servono due dalla corsa lunga»

14 OTTOBRE 2011

BRESSEO
E adesso qual è il titolare? D’accordo, siamo nel calcio moderno, tutti sono utili, nessuno indispensabile, ma Dal Canto è sempre stato abbastanza chiaro nelle sue scelte. Predilige un undici di base, al quale può apportare modifiche e varianti, anche ricorrendo al turn-over, ma mai snaturando l’ossatura. Ecco perché ad inizio campionato Milanetto sembrava aver preso il sopravvento in cabina di regia, partendo dall’inizio in 4 delle prime 5 partite. Poi è rispuntato Italiano, ha condotto la squadra alla vittoria stoica contro il Modena e da lì in poi è partito dalla panchina solo nel corso del turno infrasettimanale. Bilancio totale: 4 gare dall’inizio per il capitano, 5 per l’ex genoano. Un’alternanza quasi scientifica, certamente non pianificata, ma che non ha alterato gli equilibri della squadra, visto che, per dirla alla Dal Canto, «ovunque si metta le mani, si pesca bene». Tanta qualità, al punto che diversi tifosi si sono posti negli ultimi giorni una domanda: Milanetto, che nel Genoa non giocava da regista arretrato, perché non può essere affiancato a Italiano, magari sul centrodestra, per permettere ad entrambi di giocare assieme? Dal Canto, martedì sera a Telenuovo, ha risposto, escludendo quest’eventualità. «Insieme non li vedo - ha spiegato il mister - E’ vero che Milanetto in rossoblù aveva più liberta d’inserimento, ma giocava in un centrocampo a 4. In una mediana a tre ho bisogno di due mezz’ali che abbiano una corsa lunga. In più, se mettessi Milanetto, in quella posizione perderei la sua qualità migliore: la gestione del pallone». Insieme, mai. E a Varese chi la spunterà?
(s.v.)

FONTE: MattinoPadova.Gelocal.it


PRIMO PIANO
13 settembre 2011 - 15:15
Italiano: “A Verona mi fischieranno? La cosa non mi preoccupa”
di Redazione PadovaSport.TV

15.43: “Che partita ho visto ieri dei due posticipi? L’Empoli, l’ho studiato bene…”

15.39: La moglie di Italiano, Raffaella Vicolo, è di Verona. Per chi farà il tifo venerdì? “Sicuramente per Vincenzo Italiano perchè quando non vinco sono di cattivo umore… quindi le conviene!”

15.33: “Il Verona è una squadra pericolosissima soprattutto quando giocano in casa. Hanno una marcia in più, nonché un bravissimo allenatore. Ci vedranno in tanti, dobbiamo far bene…”

15.32: “Il dualismo con Milanetto? Ci siamo finora sempre alternati senza alcun problema, la B è difficile quindi serve questa abbondanza”

15.30: “Ho già visto situazioni del genere, pochi ex hanno ricevuto applausi, sempre i soliti fischi, ma la cosa non mi preoccupa minimamente. Io penso sempre e solo al Padova, se poi qualcuno ha preso male il mio addio a Verona poco importa perché credo di essermi sempre comportato nel migliore dei modi quando indossavo la loro maglia. Loro sono una squadra pericolosissima che tra le mura amiche ha una marcia in più, nonché un bravissimo allenatore. Ci vedranno in tanti, dobbiamo far bene…”

15.27: Italiano inizia la conferenza stampa: “Il derby? Sarà una grande emozione. Perché ce l’hanno con me? Anche quelli dell’Inter ce l’hanno con Ibrahimovic o quelli del Barcellona con Figo. Mi interessa poco dei fischi, mi sono sempre comportato bene quando indossavo quella maglia. A Verona ho passato undici anni costellati di ricordi indimenticabili. Ho anche casa lì ma in due-tre anni ci sarò andato un paio di volte…”.

15.25: Ritardo per Italiano, i giornalisti lo stanno attendendo nella casetta delle interviste.

15.15: In attesa dell’arrivo di Italiano.

A partire dalle 15.15 Padova Sport, grazie all’inviata Marianna Pagliarin, seguirà in tempo reale l’attesa conferenza stampa di Vicenzo Italiano a Bresseo. Il capitano biancoscudato, che dovrebbe partire titolare venerdì sera contro il Verona, è il grande ex. C’è grande attesa per l’accoglienza che gli riserverà il “Bentegodi”.

FONTE: PadovaSport.tv


STAGIONE 2010-11 +   -   =
TUTTO PADOVA
06 giugno 2011 - 17:09
Finale play-off: tutti i numeri di Padova-Novara
di Redazione PadovaSport.TV
Padova e Novara si contendono l’accesso alla serie A. L’andata della finale play off si disputerà allo stadio Euganeo, il ritorno al Comunale “Silvio Piola”. In semifinale il Novara ha eliminato la Reggina (And. 0-0, Rit. 2-2: qualificazione per migliore posizione in classifica), i bianco scudati hanno superato il Varese (And. 1-0, Rit. 3-3). Approdano all’ultimo atto le formazioni giunte rispettivamente terza (Novara 70 p.) e quinta (Padova 62 p.) al termine della stagione regolare.

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FONTE: PadovaSport.tv


Che botta per il vecchio cuore granata
ROMA. Torino, la maledizione continua. Cominciata il giorno della sciagura di Superga, sembra non avere fine. Anche domenica il Torino ha perso in casa con il Padova, esce dal campo tra le urla dei propri tifosi, dice addio agli spareggi per tornare in serie A. L'ennesimo fallimento coincide con la fuga dallo stadio del presidente Urbano Cairo a 10' dal termine della partita.
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E pensare che proprio nel Padova gioca un 34enne simpatizzante del Torino, Vincenzo Italiano, che era stato bocciato quando aveva 13 anni perché ritenuto inidoneo fisicamente dal responsabile del settore giovanile granata e non venne ingaggiato nel 2004 perché il diesse Foschi non ebbe l'ok da Cairo. E proprio lui è stato il migliore in campo nella partita-spareggio di domenica scorsa, un centrocampista soprannominato 'Fosforo" (per la sua intelligenza di gioco) da tutti i suoi allenatori del Chievo e del Verona in serie A.

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FONTE: Ricerca.Gelocal.it


RIBERA - SPORT
CALCIO: VINCENZO ITALIANO PROTAGONISTA IN SERIE B
Il calciatore riberese realizza un gol e fa due assist nella partita in cui il Padova batte il Livorno ed è vicino ai Play off

21/05/2011 21.08
Il Padova vince una partita emozionante contro un coriaceo Livorno per 3-2 grazie ad un rigore di Italiano al 92', entrando così nella zona play-off. Adesso domenica prossima a Torino ci sarà un altro spareggio per i biancoscudati, ma questa volta basterà solo un pareggio per la certezza matematica dei play-off.

E' il secondo gol stagionale per il calciatore riberese, che a Padova ha ritrovato una seconda giovinezza ed a 34 anni si avvicina alla conquista di un'altra promozione in serie A dopo quelle con il Verona e il Chievo. Italiano è capitano inamovibile della squadra veneta e dopo alcuni problemi dovuti ad infortuni, è riuscito a diventare un vero leader in campo e nello spogliatoio. La sua carriera è ricca di successi e conta anche sei gol in serie A, uno dei quali segnato all'INter. Proprio alla squadra nerazzurra è andato vicino 10 anni fa, ma anche in quel caso un infortunio bloccò il grande salto. Oggi è un giocatore esperto che si trova bene a Padova e con un contratto che scade nel 2012. Contro il Livorno ha giocato una gran partita, ha servito il pallone delle prime due reti della squa squadra ed al 92' si è assunto la responsabilità del rigore vincente che apre le porte dei play off.

Tutta Ribera adesso gli è vicina e spera di riportarlo in serie A con un grande tifo.

FONTE: CorriereDiSciacca.it


Pubblicato il 31 dic 2011

21/05/2011 2010-11 - 41°
Padova: s.t. 24' De Paula,
        s.t. 37' Cuffa,
        s.t. 48' Italiano(R)

Livorno: s.t. 13' Danilevicius,
        s.t. 41' Danilevicius

FONTE: Canale Youtube di MrToshiyuki1974


Parla Vincenzo Italiano: «La caviglia fa male ma col Sassuolo ci sono»
PADOVA. Allarme rientrato per Italiano. Il regista, uscito anzitempo dall'allenamento di martedi dopo una brutta botta alla caviglia, oggi si è allenato regolarmente con i compagni, scongiurando il pericolo di un forfait nell'anticipo di domani. E' lo stesso capitano a rassicurare i tifosi: «La caviglia fa male ma in tutta la mia carriera ne ho subite tante di distorsioni cosi. Il dolore è forte ma dopo 24 ore passa per cui non c'è problema, contro il Sassuolo dovrei essere disponibile». Una assenza in meno e non è poco visto che l'infermeria biancoscudata è sempre piuttosto affollata. Domani Italiano tornerà titolare? «Il mister ha sempre detto di modificare la formazione in base agli avversari che si incontrano di volta in volta. La filosofia è questa, non ci sono intoccabili e c'è da aspettarsi di tutto. Logico che tutti vorrebbero giocare ma è inutile restare col muso se non succede».

Come giudica, fin qui, il suo campionato?
Fra alti e bassi. L'infortunio di inizio stagione mi ha fatto saltare diverse partite e la parte finale della preparazione. Credo di esser stato in linea con le prestazioni della squadra che in casa ha sempre fatto benissimo, mentre in trasferta non è mai riuscita a ripetersi. Io, come i miei compagni, dobbiamo dare qualcosa di più lontano dall'Euganeo. Nelle ultime partite che ho giocato, però, c'è stata molta sfortuna. A Vicenza si poteva benissimo chiudere il primo tempo con largo vantaggio, mentre col Varese abbiamo dominato per 82 minuti. Il calcio è cosi e ci troviamo a fare i conti con 3 sconfitte filate.

Proprio come l'anno scorso. Vi dà fastidio questo paragone?
«Non mi era mai capitato di vivere due anni di seguito un periodo negativo nello stesso mese. Ma sono stati soltanto i risultati a mancare, non il gioco. Adesso non credo sia giusto aprire processi anche perchè la classifica è in linea con le aspettative, a meno 4 dai playoff e più 7 dai playout».

L'obiettivo, a sentire le parole della squadra, non è quello di accontentarsi.
«Vogliamo restare aggrappati al treno playoff e per questo vogliamo vincere col Sassuolo. Sarà una gara delicata, contro una squadra costruita per la promozione e che al gruppo già forte dello scorso anno ha aggiunto elementi di valore come i vari Catellani o Troiano. Dopo un inizio difficile sono in ripresa, ma noi sappiamo che possiamo metterli in difficoltà giocando come abbiamo sempre fatto all'Euganeo».

Ieri allenamento al Vermigli, oltre a Italiano ha recuperato anche Crespo. Oggi rifinitura alle 14.30 a Bresseo.
09 dicembre 2010

«E se fossi io il Corini di Padova?»
PADOVA. L'avevamo lasciato una sera di piena estate, esordio in campionato con il Novara, da capitano oltretutto. Ottanta minuti in cui Vincenzo Italiano era andato anche vicino al gol, prima che Calori lo togliesse dal campo. Il regista era uscito senza fiatare, ma, sistematosi in panchina, aveva discusso animatamente con Foschi («Non c'entrava la partita»).

Il mister aveva spiegato di averlo visto in affanno, dopo un duro colpo ricevuto. Un mese e due... costole incrinate dopo, Calori può invece dire di averci visto lungo. Trentun giorni in cui Italiano non se l'è passata alla grande: «All'inizio pareva una contusione lieve, ma mi faceva male. Non riuscivo a muovermi né a riposare. Ho dovuto dormire due notti sul divano dal dolore. Gli esami approfonditi hanno evidenziato la frattura di una costola e l'incrinatura di un'altra».

E cosi l'abbiamo visto sconsolato, a bordo campo, a tenere il cronometro delle partitelle...
«Non mi sono allenato per 15 giorni, non potevo nemmeno fare palestra. Cosi ho dovuto recuperare in fretta la forma, anche se non ho voluto affrettare il rientro per non rischiare ricadute. Ora sto bene, sono pronto, anche se non posso avere i 90' nelle gambe. Deciderà il mister».

Certo che, come si dice a Padova, converrà farsi benedire al Santo.
«In effetti, da quando sono qui, ho avuto tanti infortuni. In 15 anni di carriera non mi ero mai stirato, né rotto qualche costola. Facciamo gli scongiuri».

Almeno il tempo perso è servito per dare qualche consiglio al suo erede Vicente. Il brasiliano dice di imparare molto da lei.
«Non mi permetterei mai di sostituirmi all'allenatore, ma mi piace dare suggerimenti quando posso a tutti i compagni più giovani. Dopo tanta carriera, in un ruolo particolare come il mio, credo di aver imparato qualcosa sia in fase offensiva che difensiva».

Anche perché di maestri in campo ne ha avuti, uno su tutti Eugenio Corini, che ha da poco intrapreso la carriera di tecnico.
«Piacerebbe anche a me, una volta smesso, iniziare a fare l'allenatore. Corini era il mio idolo da piccolo e quando arrivai a giocarci insieme studiavo i segreti delle sue punizioni. Ora però spero di avere ancora tanti anni da giocatore davanti».

Proprio come Corini, che a 30 anni suonati portò il Chievo in A. Un'impresa che Italiano intende ripetere con il Padova?
«L'obiettivo è quello. Voglio giocare finché le ginocchia reggono e vorrei vivere nelle prossime stagioni le annate migliori della mia carriera. A Padova naturalmente».

La squadra da fuori come l'ha vista?
«Bene, dopo il pareggio con il Novara siamo cresciuti. Rispetto allo scorso anno si è aggiunta tanta qualità, soprattutto davanti. Il tecnico sta lavorando molto sulla mentalità di gioco e a Trieste si è visto. Fuori casa, nella ripresa, abbiamo schiacciato gli avversari nella loro metà campo. Un atteggiamento che non si vede dappertutto».

La B finora che dice?
«Che c'è più equilibrio rispetto al solito. Può essere un vantaggio per una squadra con tanta qualità come la nostra. Dobbiamo essere bravi, però, a fare un passo alla volta e raggiungere il prima possibile la salvezza per poi vedere che obiettivi prefissarci».

Stefano Volpe
24 settembre 2010

FONTE: MattinoPadova.Gelocal.it


STAGIONE 2009-10 +   -   =
Il Padova ha fatto il colpo. Preso anche Italiano
Il regista: "Non è vero che volevo il Torino. Mi rimetto in gioco sono carico, motivato e pronto a partire"

21 LUGLIO 2009
Con un blitz nella tarda mattinata di ieri a Verona, il direttore generale Gianluca Sottovia ha concluso definitivamente l’ingaggio del centrocampista Vincenzo Italiano dal Chievo. Il giocatore arriva a Padova a titolo definitivo dopo aver sottoscritto un contratto triennale. Top secret le cifre anche se, dopo aver leggermente abbassato le proprie pretese economiche, il regista nativo di Karlsruhe (Germania) dovrebbe percepire un ingaggio simile a quello dello scorso anno: si parla infatti di una cifra attorno al milione di euro per le prossime tre stagioni.

Vinta dunque la concorrenza del Torino, mostratosi piuttosto titubante nelle ultime ore, complice un mercato in uscita ancora da definire. Lesto ad approfittarne Sottovia, che non nasconde tutta la propria soddisfazione: «Non è stato facile ridefinire l’accordo con società e giocatore, ma alla fine ci siamo venuti incontro. Ho fatto presente ad Italiano la fame di grande calcio che si respira a Padova, ha capito le nostre ambizioni ed è entusiasta di far parte del progetto». Dichiarazioni sottoscritte dallo stesso regista, che compirà 32 anni il dicembre prossimo. «Il Padova mi ha fatto un offerta molto importante - ha detto Italiano - Mi rimetto in gioco. Non è vero che volevo il Torino, sono carico, motivato e pronto a partire».

[...]

FONTE: MattinoPadova.Gelocal.it


STAGIONE 2008-09 +   -   =
Ritorna il Chievo grazie a Italiano la Reggina va ko
VERONA - Vittoria in rimonta per il Chievo, firmata nel finale da Italiano e frutto di una prova di grande carattere. Reggina passiva nel primo tempo e capace tuttavia di reggere l' urto del gioco in velocità di Pellissier e Luciano, pericolosi in poche circostanze.

Ritmi blandi in apertura, ma le squadre si accendono nella ripresa. Al 27' della ripresa Corradi si procura un rigore (trattenuta di Cesar) e poi realizza con una conclusione di potenza, primo tiro in porta per gli ospiti. Quattro minuti dopo il Chievo pareggia. Il neo entrato Langella è cinturato in area da tre giocatori, per l' arbitro è rigore. Marcolini con un sinistro rasoterra spiazza Campagnolo. Le squadre sembrano accontentarsi del pari poi, sugli sviluppi di un calcio d' angolo, il bolide di Italiano, dal vertice sinistro dell' area trova impreparato Campagnolo, fino a quel momento tra i migliori in campo. Le residue energie corrono sui fili del nervosismo. Corradi fallisce a porta vuota (salvataggio sulla linea di Malagò), poi chiede inutilmente un penalty. Sei minuti di recupero ad alta tensione ed è Langella a macchiare la sua prova facendosi espellere: il fallo da dietro su Valdez è tanto pericoloso quanto ingiustificato.
(b. p.)

chievo 2 reggina 1
Chievo (4-3-3) Squizzi 6 Malagò 6,5, Mandelli 6, Cesar 6, Mantovani 6 Bentivoglio 6, Italiano 7, Marcolini 6,5 (36' st Pinzi sv) Luciano 6 (11' st D' Anna 5,5), Pellissier 6, Iunco 6 (15' st Langella 4,5).

Reggina (4-3-2-1) Campagnolo 5,5 Lanzaro 6 (44' st Stuani sv), Valdez 6,5, Cirillo 6, Aronica 5,5 Barreto 5,5, Vigiani 6, Tognozzi 5,5 Hallfredsson 5,5 (40' st Cascione sv), Ceravolo 5,5 (15' st Costa 5,5) Corradi 6.

Arbitro: Celi 6. Reti: 27' st rig. Corradi, 31' st rig. Marcolini, 43' st Italiano.
Note: espulso Langella.
Ammoniti: Mandelli, Tognozzi, Cesar, D' Anna.

01 settembre 2008

FONTE: HellasVerona.it


STAGIONE 2006-07 +   -   =
Sul neutro di Bologna i siciliani battono i gialloblù e si salvano
A segno Rossini e Minelli. Finisce la favola della provinciale che faceva sognare
Catania, prova d'orgoglio il Chievo saluta la serie A
BOLOGNA - Il Catania resta in serie A, il Chievo retrocede in serie B. Questi i verdetti del "Dall'Ara", campo neutro sede dell'atteso match tra i siciliani e i veneti con in palio la permanenza nella massima serie. Il Catania vince 2-0 e festeggia la salvezza [...]

I siciliani vanno in vantaggio con Stovini ma i ragazzi di Del Neri
non si abbattono: pareggia Semioli, poi Pellissier firma la vittoria
Il Chievo batte il Catania e dà il via alla rimonta salvezza
VERONA - Sette minuti per una rimonta che profuma di salvezza. La confeziona il Chievo di Del Neri, che contro il Catania coglie grazie a Semioli e Pellissier il secondo successo casalingo consecutivo con una prova tutta gioco e carattere. Nonostante l'illusorio gol di Stovini, i siciliani cominciano male il 2007, ma mantengono il quarto posto in attesa della partita della Lazio e comunque le tante assenze sono sicuramente un'attenuante importante. Il Catania si presenta infatti al Bentegodi con tante defezioni: Marino porta a Verona solamente 18 giocatori visti gli infortuni di Biso, Falsini, Cesar, Mascara, Corona, Silvestri e la squalifica del secondo portiere Polito. E' comunque 4-3-3 con Colucci e Caserta alle spalle di Spinesi e Izco a centrocampo. Nel Chievo esordio per i due nuovi Italiano e Bogdani. In panchina quindi Zanchetta e Cossato. L'albanese (buona partita) si piazza al centro di un tridente che vede come vertici bassi Semioli e Pellissier (Obinna è squalificato), mentre Marchese sostituisce l'altro appiedato dal giudice sportivo, Lanna.

E' un Catania brillante nel primo quarto d'ora, quando crea due occasioni d'oro. Al 9', Izco lancia Colucci che di prima tocca per Caserta: pronto il tiro al volo del numero 26 e gran risposta di Sicignano. Si ripete il portiere gialloblu due minuti dopo su Spinesi, che calcia a incrociare: deviazione in angolo. Il Chievo lascia sfogare il Catania e col passare dei minuti comincia a prendere in mano il gioco. Del Neri passa al 4-4-2, cominciano a piovere le occasioni in area etnea, e così Pantanelli comincia il suo show.

Nel giro di un minuto il portiere rossoblu dice no prima a Sammarco, poi soprattutto a un colpo di testa di D'Anna su calcio d'angolo. Quindi tocca a Bogdani, ma l'occasione gli capita sul piede sbagliato, il sinistro, e il diagonale termina fuori. Al 38' Italiano calcia dai 25 metri, Pantanelli devia in angolo. Proprio nel momento migliore del Chievo, il Catania passa in vantaggio.
Sugli sviluppi di un calcio d'angolo, Baiocco scodella in mezzo un bel pallone sul quale Stovini si avventa, anticipando Sammarco e battendo imparabilmente Sicignano. E' il secondo gol del difensore toscano in questa stagione. Il Chievo si rialza immediatamente con Sammarco che tira al volo: Pantanelli si distende alla sua destra e smanaccia in angolo.

Si riparte con il Chievo che si riversa in massa nella metà campo catanese e al 13', dopo un tiro di Caserta, trova il meritato pari: azione tambureggiante sulla sinistra, Italiano serve Brighi, tocco centrale per Semioli (tenuto in gioco da Edusei) che beffa Pantanelli in disperata uscita. Catania in apnea, il Chievo ne approfitta e colpisce di nuovo, stavolta con Pellissier, che trasforma un rigore per un ingenuo fallo di Sardo su Sammarco.

I siciliani provano a reagire anche perché il Chievo rifiata un po': e così Caserta, il più pericoloso dei suoi, ha l'opportunità per pareggiare, ma spreca l'ottimo assist di Colucci calciando alto. Marino inserisce Rossini e Millesi per Edusei e Izco, Delneri toglie Semioli e Italiano, dentro Moro e Luciano. Ma il Chievo si difende bene, e neppure i 4' di recupero ordinati dall'ottimo Messina cambiano le cose.

CHIEVO - CATANIA 2 - 1
CHIEVO: Sicignano, Malagò, Mandelli, D'anna, Marchese, Sammarco, Italiano (31' st Luciano), Brighi, Semioli (35' st Moro), Bogdani (40' st Cossato), Pellissier. In panchina: Squizzi, Mantovani, Kosowsky, Zanchetta. Allenatore: Del Neri.

CATANIA: Pantanelli, Sardo (38' st Lucenti) Sottil, Stovini, Vargas, Baiocco, Edusei (26' st Rossini), Izco (31' st Millesi), Colucci, Spinesi, Caserta. In panchina: Ferrante, Minelli, Nardini, Morimoto. Allenatore: Marino.

ARBITRO: Messina di Bergamo.
RETI: 39' pt Stovini; 13'st Semioli; 19'st Pellissier (rig).
NOTE: ammoniti: Sardo, Caserta, Colucci, Sottil, Italiano, Stovini. Angoli: 5-3 per il Chievo. Recupero: 1'; 4'.

(14 gennaio 2007)

FONTE: Repubblica.it


STAGIONE 2005-06 +   -   =
News
HELLAS VERONA - BARI 2-2: ITALIANO E ADAILTON METTONO LA FIRMA SULLA SALVEZZA
Quindicesimo centro per il numero 10 brasiliano, il centrocampista sigla il quarto gol stagionale
Postata il 22/05/2006 alle ore 08:54
VERONA - Con il 2-2 ottenuto contro il Bari, l'Hellas chiude con un turno d'anticipo la pratica salvezza davanti ai quasi diecimila del "Bentegodi": la matematica permanenza in Serie B porta la firma dei due uomini di maggior spessore tecnico, Vincenzo Italiano e Martins Adailton.

Gara che inizia nel migliore dei modi: al 3' cross di Cassani dalla fascia destra Italiano si inserisce e di testa mette in rete per il vantaggio gialloblù. Per Italiano è il quarto sigillo stagionale.
Immediata replica del Bari che va in gol con Santoruvo, imbeccato al limite dell'off-side. Lancio millimetrico di Italiano, grande stop e botta di Adailton col sinistro, miracolo di Gillet.
Al 22' calcio di rigore a favore dell'Hellas: dal dischetto Adailton non riesce ad angolare la traiettoria e Gillet blocca a terra la conclusione dle brasiliano.
Trascorsa la mezz'ora lancio in profondità per Vantaggiato, Vanstrattan si oppone alla conclusione della punta barese e mette a lato. Il primo tempo si chiude in parità.

La ripresa inizia con il Bari vicinissimo al raddoppio: discesa sulla fascia sinistra, palla in mezzo per Santoruvo che in spaccata mette sul fondo.
L'Hellas risponde con una conclusione rasoterra di Adailton dal limite dell'area: Gillet blocca a terra senza problemi.
Altro rigore a favore dei gialloblù pr una trattenuta in area su Iunco: stavolta Adailton dagli undici metri mette la palla nel sacco, 2-2.
La gara prosegue su ritmi abbastanza bassi, complice il gran caldo. Un sussulto al 79', quando Gillet para una conclusione dai venticinque metri di Cutolo, appena subentrato a Rantier.
La domenica del "Bentegodi" si conclude con tutta la squadra sotto la Curva a ricevere i meritati applausi del popolo gialloblù.


Il tabellino
HELLAS VERONA F.C. - BARI 2-2 (1-1)
Reti: 3' Italiano, 6' Santoruvo; 54' Vantaggiato, 59' rig. Adailton

HELLAS VERONA F.C.
Vanstrattan, Cassani, Gervasoni, Biasi, Bonomi, Munari, Mazzola (70' Guarente), Italiano, Adailton, Iunco (83' Sforzini), Rantier (60' Cutolo). (Rossi, Comazzi, Mancinelli, Gladstone). All. Ficcadenti

A.S. BARI
Gillet, Belmonte, Esposito, Goretti, Santoruvo, Carrus, Pagano (61' Romanelli), Vantaggiato (65' Anaclerio L.), Anaclerio M., Micolucci, Fusani. (Spadavecchia, Brioschi, Sibilano, Mora, Ganci). All. Carboni

Arbitro: Giannoccaro di Lecce
Ammoniti: Belmonte
Recupero: 0' - 3'

Ufficio Stampa
Hellas Verona Football Club

VINCENZO ITALIANO NELLA TOP 10 DEI PIU' PRESENTI IN MAGLIA GIALLOBLU'
Postata il 24/03/2006 alle ore 17:15
A soli 28 anni, con le sue 235 presenze, ha superato un autentico mito, Pietro Fanna

VERONA - Il centrocampista Vincenzo Italiano ha scritto ufficialmente il proprio nome nella storia dell'Hellas Verona, entrando nella top 10 dei calciatori più presenti di tutti i tempi in maglia gialloblù.
A Verona dalla stagione 1996/1997, ha debuttato in con la casacca scaligera nel corso della stessa stagione, in Serie A, sotto la gestione di Luigi Cagni.
A soli 28 anni, con le sue 235 presenze, il centrocampista siciliano ha superato un autentico mito gialloblù, Pietro Fanna.

Ufficio Stampa
Hellas Verona Football Club

FONTE: HellasVerona.it


STAGIONE 2004-05 +   -   =
Ecco Noselli e Donazzan, aspettando Italiano
MANTOVA. I fuochi d'artificio restano momentaneamente ben ordinati al loro posto. Il primo giorno di calciomercato milanese è servito alla società biancorossa principalmente per definire due operazioni legate a giocatori che nello scorso campionato vestivano la casacca dell'Acm.
[...]

Le attenzioni maggiori, in ogni modo, anche ieri sono state riservate a bVincenzo Italiano. Il centrocampista è stato riscattato interamente dal Verona ed ora l'Acm può trattare in via diretta con la società veneta. Nel tentativo di far arrivare a Mantova l'ex genoano hanno deciso di dialogare in prima persona Lori e Pastorello.

[...]
28 giugno 2005 sez.

FONTE: GazzettaDiMantova.Gelocal.it


Per Cosmi il rebus Italiano
SI ERA presentato proponendosi come "il Pirlo rossoblù". Non aveva dubbi, Vincenzo Italiano, nel suo primo giorno genoano: «Sono l' uomo del primo passaggio, in dono ho ricevuto un calcio lungo e preciso che cerco di sfruttare nel migliore dei modi». Ma dopo tre partite non ha ancora una sua collocazione nei meccanismi di centrocampo del Genoa.

La grande chance di giocare nel ruolo preferito, davanti alla difesa con due mediani ai fianchi che lavorano per lui, l' ha clamorosamente fallita domenica contro il Perugia. «La verità è che Italiano in questi anni ha sempre avuto bisogno di qualcuno che lo indirizzasse e pilotasse - spiega Adalberto Scemma, giornalista da anni al seguito del Verona - Prima Corini, poi Marasco e infine Mazzola: Italiano è sempre stato un eccellente assistente ai lavori. Davanti alla difesa? A Verona non ci ha praticamente mai giocato, spesso anzi è capitato che si sistemasse alto a supporto delle punte, vertice avanzato di un rombo di centrocampo».

Italiano, pagato 750 mila euro per la metà da Preziosi, che l' ha strappato al Cagliari, rischia dunque di essere un grande equivoco tattico. «Cercheremo con il tempo di capire bene le sue caratteristiche», confida Cosmi, rimasto disorientato dalla prestazione contro il Perugia del centrocampista nato a Karlsruhe, al punto da bocciarlo dopo 45 minuti, ma dandogli tutte le attenuanti del caso: «Nessuno si muoveva senza palla e per lui è stato tutto più difficile».

Massimo Ficcadenti, allenatore del Verona rivelazione, non ha dubbi: appena si sarà ambientato Italiano rappresenterà per il Genoa un valore aggiunto: «Ha bisogno di tranquillità e fiducia. è ragazzo sensibile, molto chiuso: gli servirà un po' di tempo per calarsi in una realtà nuova. Non è neanche stato fortunato a doversi inserire proprio in un momento in cui la squadra è in flessione. Ma alla lunga Italiano riuscirà ad imporsi: ha visione di gioco e un buon piede, con noi aveva anche fatto quattro gol».

Sintetizzando cosa non si deve chiedere ad Italiano? «Non ha grande fisico e dunque gli manca il contrasto per giocare davanti alla difesa e nemmeno ha la corsa per sovrapporsi sull' esterno: lui deve distribuire il gioco. Può giocare in un centrocampo a 3, ma anche nella 4-4-2 a patto che il compagno di reparto garantisca la copertura adeguata. Brevi? Forte fisicamente può essere la spalla ideale, certamente più di Tedesco che è più portato ad andare».

Il problema rischia di essere tattico: Cosmi aveva chiesto Liverani ed alla fine è arrivato Italiano. «Ma sono due giocatori assolutamente diversi - sostiene Ficcadenti - Dovrà essere bravo Cosmi a trovare i giusti equilibri. Nel 4-3-3 del Verona, Vincenzo era il centrale di sinistra con Mazzola a proteggere la difesa e Behrami sul centro-destra ad inserirsi. Italiano era bravo a farsi dare palla e a cucire il gioco, favorito anche dal movimento dei tre attaccanti che non danno punti di riferimento agli avversari».

Ma a inizio stagione il rapporto con Ficcadenti, proprio perché Italiano voleva giocare davanti alla difesa, fu contrastato. «Saltò le prime quattro partite e poi venne sostituito un paio di volte, ma era un problema soprattutto di condizione fisica. Poi, però, è salito in cattedra».

GESSI ADAMOLI
17 febbraio 2005 sez.

Modello Italiano: 'Chiamatemi Pirlo...'
L' ha tradito la voce. Inconfondibile, una delle più imitate del calcio italiano. Perché Serse Cosmi, sguardo basso sul tavolino, sciarpa e berrettone a nascondergli i lineamenti, sembrava davvero un infreddolito addetto alla vendita dei biglietti di Genoa-Torino. E potete immaginare, quand' è stato riconosciuto, cos' è scoppiato al Genoa Store di piazza Portello che ha immediatamente fatto registrare una robusta impennata di vendite dei mitici berrettini di Serse.

La grande arrabbiatura dopo il pareggio di Pescara è solo un ricordo, è tornata la voglia di scherzare. Del resto con una classifica così ci sarebbe da stupirsi del contrario. In più c' è l' ultimo tassello arrivato a rendere ancora più forte la corazzata rossoblù: Vincenzo Italiano. Per lui Cosmi, in forma smagliante, sforna un' altra della sue battute: «Italiano? è venuto per mettere i sottotitoli a Tedesco~».

Scherzi a parte, il quesito ora, alla vigilia dello scontro diretto con il Torino, è solo tattico. Impensabile che Cosmi vada a toccare quel modulo che ha permesso di scavare un solco importante tra il Genoa e le più immediate inseguitrici, insisterà così sul 4-4-2 e dovrebbe essere allora Brevi a fare spazio al centrocampista che arriva da Verona.

Vincenzo Italiano, 27 anni e suo malgrado maglia numero 70 (la 77, quella preferita, ha già un padrone: Lamacchi), dal canto suo si presenta come un play maker. Dipendesse da lui schiererebbe il centrocampo a tre e si sistemerebbe davanti alla difesa: «è quello che so fare meglio, il Signore mi ha donato un calcio lungo e anche abbastanza preciso. È sempre stato Albertini il mio modello, ora, per stare al passo con i tempi, potrei dire che mi piacerebbe giocare alla Pirlo».

Assodato che è quello del regista il ruolo che predilige, va anche rilevato che a Verona ha spesso dovuto adattarsi ad altre soluzioni tattiche, prima perché c' era Corini poi perché i vari allenatori non giocavano a tre a centrocampo e infine perché Ficcadenti, utilizzando come play Mazzola, ha voluto sfruttarlo più come centrocampista d' assalto. «E così - racconta - contro il Vicenza mi è capitato di segnare un gol alla Tedesco. Ovvero scaltrezza e tempismo per l' inserimento in area. Le altre tre reti della stagione sono arrivate con tiri da fuori e quello di Salerno, da 35 metri, si può davvero definire un eurogol».

È nato a in Germania dove erano immigrati i nonni, ma a sei mesi era a già a Ribera, provincia di Agrigento. Vive con Raffaella, ha un figlio, Christian di due anni e mezzo. Rispetto a tante taciturne e impacciate presentazioni, Italiano ha dimostrato di avere personalità e facilità di comunicazione. Anche per questo è destinato a piacere a Cosmi. «Il mister è un grande, anche a non conoscerlo tutti noi che facciamo questo mestiere siamo affascinati da un personaggio come lui: è un grande stimolo poter lavorare insieme. In mattinata ci siamo incontrati in sede, Cosmi mi ha chiesto di fare qualche gol tirando da lontano e di mollare qualche randellata. Sono contento di essere arrivato al Genoa, anche perché così non troverò più Brevi di fronte: "un cagnaccio", l' avversario peggiore che uno possa pensare di trovarsi di fronte».

Da ragazzo era stato nel mirino dell' Inter, l' estate scorsa in quello della Sampdoria ed in questo mercato di novembre lo pressavano il Cagliari ed il Brescia ("che però lo voleva il prestito, mentre il Verona aveva bisogno di liquidità"). Alla fine l' ha, però, spuntata il Genoa. Con Italiano e Sartor, ora Cosmi si sente in una botte di ferro. «Ho fatto pressioni sulla società perché non ci potevamo permettere di correre neanche il rischio più piccolo, non avrebbe avuto senso».

Per la cronaca Alessandro Gaucci ha rilevato ieri che lunedì il Genoa è arrivato ad offrire 3 milioni di euro per Baiocco, uno dei pupilli di Cosmi: «Ma vogliamo tornare in A e non potevamo privarci di uno dei nostri giocatori migliori».

GESSI ADAMOLI
02 febbraio 2005

Il centrocampo parla Italiano
Vincenzo Italiano: un regalo per Cosmi proprio nell' ultimo giorno del mercato. Acquistato dal Verona (comproprietà libera) per 750 mila euro, giocherà già giovedì sera contro il Torino. è il centrocampista che il Genoa ha inseguito dal primo giorno di questo mercato di gennaio caratterizzato dall' inutile tentativo di raggiungere Liverani, l' oggetto dei desideri di Cosmi al quale però Lotito dava una valutazione di mercato fuori da ogni logica. Anche ieri Preziosi e Capozucca hanno tentato un ultimo assalto al centrocampista della Lazio, tra l' altro bloccato da un infortunio, ma si sono sentiti chiedere 3 milioni e mezzo di euro per la comproprietà. Italiano non è certo una seconda scelta, Preziosi è addirittura raggiante: «L' abbiamo strappato al Cagliari, credo che il Genoa abbia fatto un ottimo affare».

L' estate scorsa era nel mirino della Samporia, ma la trattativa l' aveva portata avanti il procuratore (D' Amico) scavalcando la società e così Pastorello aveva bloccato tutto, rischiando anche di compromettere il rapporto con un giocatore che vestiva da otto anni la maglia gialloblù. Ad inizio stagione così Italiano si era ritrovato fuori rosa, inizialmente anche il rapporto con l' allenatore Ficcadenti non era dei più semplici. Voleva fare il regista e in quel ruolo c' era già Mazzola. Ma superate le incomprensioni Italiano è tornato ad essere un punto di riferimento importante in campo di una squadra che a sorpresa ha saputo inserirsi nel lotto delle candidate alla promozione. La sua collocazione tattica? Quella di sempre: una sorta di "assistente ai lavori", come a suo tempo aveva fatto con Corini. Un "assistente ai lavori" qualificato, perché il piede è discreto ed Italiano è anche uno che vede la porta. L' acquisto del ventisettenne centrocampista del Verona è servito a ridare il buonumore a Cosmi. A Pescara non aveva parlato, un silenzio pieno di significati. Dopo l' ennesima vittoria sfuggita sul filo di lana, ha preferito prendersi un giorno di riflessione.

Il giorno dopo l' ira è sbollita: «Certi sbagli si possono commettere, l' errore nel calcio ci sta. Il problema è che non è la prima volta, siamo recidivi e questo per una squadra come la nostra non ammissibile. Resta il fatto che siamo il miglior attacco della serie B e la difesa, messa in croce dopo Pescara, è la meno battuta insieme a quelle di Empoli e Perugia. Per i due gol di domenica non mi sento di mettere sotto accusa i nostri difensori. Certo, Baldini rivedendosi in televisione si sarà domandato: ma perché non ho fatto fallo? Ma sono decisioni da prendersi in una frazione di secondo. Quello è però stato solo l' epilogo, e dunque il più vistoso di una serie di errori. Ma ce ne sono altri, e forse più gravi, a monte. Da quell' azione sembrava che potesse partire un nostro contropiede importante ed in panchina è come se mi fosse arrivato un pugno da Tyson: da un possibile tre a uno mi sono ritrovato sul due pari senza quasi riuscire a capire cosa fosse successo. Lazetic aveva subito un fallo, ma ha preferito resistere. è rimasto in piedi, poteva scaricare la palla su Sartor o su Tedesco, invece l' ha persa e Giampaolo è partito verso la nostra porta senza che Sartor potesse intervenire».

Anche in occasione della prima rete del Pescara la difesa non aveva convinto, ma su questo gol Cosmi ha però qualcosa da ridire: «A Tedesco la palla era stata portata via in maniera irregolare e Job era in posizione di fuorigioco attivo quando Varricchio ha battuto a rete. Ma Racabulto lo giustifico: già il fuorigioco non era facile da vedere ed era ancora più complicato capire se la posizione dell' attaccante fosse più o meno ininfluente. E poi eravamo sul due a zero: anch' io al suo posto l' avrei convalidato». Con l' occhio lucido per i postumi dell' influenza, Cosmi non ha rinunciato ad una battuta delle sue. «Mi brilla l' occhio? Veramente dopo il pareggio di Pescara ci sono altre parti del corpo che mi girano...»

GESSI ADAMOLI
01 febbraio 2005

Chi è chi è
Dopo Giuseppe Gemiti, nato a Francoforte da genitori pugliesi, Vincenzo Italiano è il secondo "tedesco" del Genoa. Padre e madre si erano trasferiti dalla Sicilia a Karlshure dove il neo acquisto rossoblù è nato il 10 dicembre 1977. Rientra in Sicilia da adolescente ed inizia a giocare a calcio: a 16 anni l' esordio in serie D nel Partinico, poi il trasferimento al Trapani in C1. Sette presenze complessivamente in due anni, ma bastano per farsi notare da Boninsegna che lo lancia nella Nazionale di categoria ed è lì che lo scoprono i talent scout del Verona.

A 19 anni l' esordio in serie A e poco importa se quel giorno al Verona non fa troppo bene. A Bologna finisce 6 a 1 per i rossoblù. Lascia il Verona dopo 8 campionati e mezzo, quest' anno ha avuto un approccio iniziale difficile con Ficcadenti. Piccole incomprensioni di natura soprattutto tattica, superate poi brillantemente tanto che l' Italiano di Germania, era poi diventato il trascinatore di una squadra che a sorpresa è riuscita ad inserirsi nel gruppo che lotta per la serie A. è un centrocampista che segna anche qualche rete: la botta dalla distanza è uno dei pezzi forte del suo repertorio. E a Verona ricordano un gran gol all' Inter con una sassata da trenta metri.

01 febbraio 2005

FONTE: Ricerca.Repubblica.it


News
CALCIOMERCATO, VINCENZO ITALIANO AL GENOA C.F.C.
Postata il 31/01/2005 alle ore 17:59
VERONA - Hellas Verona Football Club ufficializza l'accordo con la società Genoa C.F.C. per il trasferimento del centrocampista Vincenzo Italiano.
L'accordo per il passaggio del calciatore al club rossoblù è stato concluso con la formula della compartecipazione.

In maglia gialloblù Italiano ha collezionato 204 presenze in gare ufficiali, mettendo a segno 21 gol.
A rinforzare il centrocampo gialloblù arrivano Evans Soligo(centrocampista, classe 1979) dall'U.S. Palermo e Domenico De Simone (centrocampista, classe 1975) dall'U.S. Catanzaro.

Per l'attacco, invece, Ficcadenti potrà contare sull'esperienza di Edoardo Artistico (attaccante, classe 1969) dall'A.C. Pistoiese.
In uscita vanno registrate le partenze di Cristian Agnelli (U.S. Catanzaro), Fabio Alterio (Belluno),Marco Fummo (Como Calcio) e Giovanni Foderaro (Vigor Lametia).

Stefano Marchesi
Ufficio Stampa Hellas Verona F.C.

FONTE: HellasVerona.it


STAGIONE 2003-04 +   -   =
Riganò, questione d' ingaggio
[...]

Per il centrocampo la Samp è però vicinissima a Vincenzo Italiano del Verona. Il ventiseienne mediano, di origini siciliane ma nato a Karlsruhe dove i genitori erano emigrati, ha richieste da altri tre club di A (Chievo, Bologna e Brescia) però Marotta sembra essersi mosso in netto anticipo. La Samp dovrebbe acquistare l' intero cartellino del giocatore per una cifra vicina al milione e mezzo di euro e Italiano firmerebbe un contratto triennale. Italiano, centrocampista molto duttile, dovrebbe essere la prima riserva della linea mediana, pronto a dare il cambio agli attuali titolari Volpi e Palombo.

[...]

LUCA PALMIERI
15 giugno 2004

FONTE: Ricerca.Repubblica.it


STAGIONE 2001-02 +   -   =
Il dolore di Malesani retrocesso con il Verona dopo aver sfiorato l'Uefa Piacenza salvo con i gol di Hubner
PIACENZA VERONA 3 0
PIACENZA (4-4-2): Guardalben 7, Sacchetti 6, Cardone 6.5, Lamacchi 6.5, Tosto 6 (39' st Mora sv), Gautieri 6, Statuto 6, Volpi 7, Di Francesco 7, Poggi 6.5 (22' st Caccia sv), Hubner 7 (46' st Amauri). (1 Orlandoni, Miceli). All. Novellino.

VERONA (3-4-3): Ferron 6, Gonnella 5 (22' st Montano 5), Zanchi 5.5, Dainelli 5, Cassetti 5.5 (6' st Oddo 6), Italiano 6, L.Colucci 6, Teodorani 5.5 (6' st Salvetti sv), Camoranesi 6, Frick 5, Mutu 7. (74 Nigmatullin, Gilardino). All. Malesani.

ARBITRO: Bolognino di Milano 6.
RETI: pt 25' Volpi; st 2' (rig) e 39' Hubner.
NOTE: ammoniti Statuto e Lamacchi.

PIACENZA. Verona in B, soprattutto a causa sua (un disastroso girone di ritorno, tre sconfitte di fila nelle ultime tre gare), un pò per colpa dell'Emilia. Il Piacenza l'ha battuta sul campo, il Bologna nel confronto a distanza, perdendo 3-0 sul campo del Brescia, che così si è salvato. Una partita che sembrava virtuale si è invece trasformata in un dramma per una squadra che nel torneo di andata sembrava poter lottare per un posto in Coppa Uefa. Ma quello della squadra di Alberto Malesani è stato un suicidio.

Non si gioca così la partita che può valere salvezza o retrocessione, non si può subire per tutta la gara contro una formazione stanca come il Piacenza. Se è caduto in serie B, il Verona lo deve ai soli 14 punti del ritorno, contro i 25 dell'andata, alle 10 sconfitte subite nella seconda parte del torneo. Novellino aveva promesso di puntare solo alla vittoria. E il Piacenza, trascinato da uno straordinario Dario Hubner (che con la sua doppietta si è laureato capocannoniere), ha mantenuto la promessa. «E' la prima volta che retrocedo ed è una sensazione che non auguro a nessuno»,

Alberto Malesani aspetta un paio d'ore, chiuso negli spogliatoi a piangere, costringendo i giocatori e i cronisti a un'estenuante attesa. Arriva in sala stampa con gli occhi lucidi, il fazzoletto in pugno e parla di «situazione allucinante, brutta». Il suo è il dramma di un uomo provato anche al di fuori della più grossa delusione professionale della sua vita: «E' un periodo che le cose non mi vanno bene. Ho lavorato in un bel clima, ma evidentemente esiste un destino. E' allucinante, non siamo mai stati quartultimi e all'ultima giornata lo siamo diventati. Siamo retrocessi, è una macchia che nessuno potrà cancellare».
06 maggio 2002

FONTE: LaNuovaSardegna.Gelocal.it


STAGIONE 2000-01 +   -   =
24 Giugno 2001: Supermike Cossato gela il Granilli


5 Novembre 2000: Verona 2-2 Inter (Bonazzoli, Farinos, Italiano, Sukur)


I nerazzurri in svantaggio per due volte al Bentegodi ma si salvano con Farinos e Hakan Sukur
L'Inter ritrova Vieri ma soffre a Verona

VERONA - In tre giorni le quotazioni di Hakan Sukur sono risalite: mercoledì ha dato il via alla vittoria dell'Inter sulla Roma e a Verona ha salvato la squadra nerazzurra dall'ennesima sconfitta in trasferta. La formazione di Tardelli ottiene al Bentegodi il primo punto lontanto da San Siro ma ha dovuto soffrire e faticare non poco.

Il Verona si è dimostrato avversario di tutto rispetto, a testimonianza che quello di quest'anno sembra proprio il campionato delle provinciali. L'Inter è stata chiamata per ben due volte a dover rimontare, e nella seconda c'è riuscita con un pizzico di fortuna (ormai sono di norma le papare dei portieri: stavolta di Doardo subentrato a Ferron) e con i gialloblù ridotti in dieci per l'ingenua espulsione subita da Italiano, troppo euforico per contenere la felicità di un gol.

Si è rivisto Vieri, e questa è una buona notizia non solo per Tardelli: è apparso in buona condizione e pronto a sgomitare in area. La vivacità permette al Verona di reggere il confronto con la più quotata Inter.

Anzi, sono gli uomini del centrocampo veronese a prendere le redini del gioco in quel settore del campo. E in particolare Camoranesi che sulla destra fa soffrire Gresko e Cordoba. L'argentino, prelevato dal campionato messicano, al 16' penetra in area, fa sedere Cordoba quindi pone su un piatto d'argento la palla del vantaggio a Bonazzoli. L'Inter va in confusione e il Verona continua a rendersi pericoloso con le proprie punte che godono di abbastanza spazi per agire.

Però invece di insistere la squadra di Perotti arretra piano piano il baricentro regalando metri ai nerazzurri, i quali possono contare sulle individualità di spicco. Come quella di Recoba che al 26' difende astutamente un pallone ai venti metri portandosi dietro tre avversari che non si avvedono di Farinos. Lo spagnolo sopraggiunge da sinistra, riceve palla e in diagonale sigla il pareggio.

Punta nell'orgoglio la squadra di Perotti si rifà sotto e mette alle corde l'Inter. Le provano tutte i gialloblù: da destra, da sinistra, senza riuscire ad arrivare davanti a Frey. Così è giusta l'intuizione di Italiano di provare da fuori (43'): un tiro secco e angolato che supera il portiere nerazzurro. Il giocatore del Verona, ammonito poco prima per un fallo su Cirillo, non contiene la propria gioia e di slancio finisce sotto la curva a festeggiare e si becca il secondo giallo e il conseguente rosso.

Tardelli tenta la carta Vieri; Perotti, con un uomo in meno, si premunisce: toglie una punta, Mutu, e imbottisce il centrocampo con Salvetti. Passano i minuti e la pressione dell'Inter diventa più nevrotica e meno ragionata. Un assedio in piena regola di fronte al quale il Verona resiste. Anche con un pò di fortuna quando Vieri batte di testa su cross di Recoba e colpisce la traversa.

Recoba al 26' dalla distanza: Ferron blocca. Il portiere poco dopo abbandona il campo: risente dei postumi di uno scontro fortuito con Sukur. Al suo posto Doardo. E tocca a lui subire il gol del pareggio al 36': uno svarione difensivo che permette a Sukur di presentarsi in area.

L'uscita del portiere scaligero non è perfetta e il turco sfiora appena di quel tanto da fargli passare la palla sotto le gambe. Subito un'occasione per il Verona: con Mazzola. Un tiro a botta sicura da due passi che Frey respinge con il corpo. Le forze scemano e alla fine il pari è il più giusto.


VERONA-INTER 2-2
VERONA: Ferron (29' st Doardo); Oddo, Laursen, Apolloni, Cvitanovic; Camoranesi, Italiano, Mazzola, G.Colucci; Bonazzoli (6' st Gilardino), Mutu (12' st Salvetti). In panchina: Gonnella, Adailton, Cassetti, Seric. Allenatore: Perotti.

INTER: Frey; Ferrari, Blanc (33' st Pirlo), Cordoba; Cirillo (6' st Jugovic), Di Biagio, Farinos, Gresko; Seedorf (12' st Vieri); Recoba, Sukur. In panchina: Ballotta, Simic, Cauet, Vampeta. Allenatore: Tardelli

Reti: 16' pt Bonazzoli, 26' pt Farinos, 43' pt Italiano e 36' st Sukur

Arbitro: Rodomonti di Teramo
Note: serata temperata, terreno in buone condizioni, spettatori 30mila. Angoli 3-2 per l'Inter. Espulso al 43' pt Italiano per doppia ammonizione. Ammoniti: Farinos, Di Biagio, Ferrari, Mazzola e Gresko

(5 novembre 2000)

FONTE: Repubblica.it


STAGIONE 1996-97 +   -   =
IL BOLOGNA FA TUTTO IN GRANDE
BOLOGNA Avviso ai naviganti della A: occhio al Bologna. Ora che la squadra di Ulivieri, dopo aver sommerso di gol il Verona e infilato la sua terza vittoria consecutiva (prima aveva liquidato Inter e Lazio a domicilio), si è di fatto liberata dall' impegno salvezza, è facile che diventi la scheggia impazzita del campionato. Non tanto per le sei reti ai gialloblù e il susseguente terzo posto in classifica, quanto per la scioltezza con cui ieri ha voluto esagerare. Al Dall' Ara per 45 minuti si è visto un calcio davvero formidabile, capace perfino di zittire la solita domanda che gira in questi casi, sui meriti di chi vince e i demeriti di chi perde. Certo, il Verona ha avuto una difesa a tratti addormentata, ma nel mezzo e in avanti ieri il Bologna ha ballato una rumba calcistica che probabilmente avrebbe dato spettacolo contro chiunque. Aggressività, lucidità di palleggio, perfetti interscambi fra i ruoli e continui inserimenti sulle fasce.

E' scritto negli archivi che le squadre di Ulivieri aumentano quasi sempre passo e rendimento nel girone di ritorno. E se l' andazzo è questo, Bologna può prepararsi a fare festa. Come ha fatto ieri per tutta la partita, cantando l' Happy birthday per i 56 anni del tecnico e accompagnando ininterrottamente con cori e applausi la squadra, durante la sua irresistibile cavalcata. Le prime tre reti (Scapolo, Paramatti e Marocchi) sono tutte nate da calci da fermo nei primi 26 minuti, ma in quella mezz' ora erano già uscite almeno altrettante occasioni nitide su manovra, sprecate da Andersson e Nervo. In mezzo a quello show, sull' 1-0, una palla buona era toccata anche al Verona, che l' aveva sfruttata con Zanini dopo un triangolo volante con Maniero. Pareggio che più fragile non si poteva, al punto da durare solo un minuto, grazie appunto al 2-1 di Paramatti. Lì la partita si è chiusa e si è aperto lo spettacolo. Per dire: il 4-1 di Andersson, su cui si è chiuso il primo tempo, è nato su un assist dello stopper Mangone che, dopo un elegante palleggio di coscia, ha scodellato un preciso pallone allo svedese mentre i veronesi maldestramente tentavano di salire per il fuorigioco. Ecco, se qualche anno fa Berlusconi disse che Filippo Galli era il simbolo del Milan, per abnegazione e serietà, ora i dirigenti rossoblù potrebbero dire la stessa cosa di Mangone. Il suo caso spiega infatti bene la formula su cui posa il successo rossoblù: lui faceva la riserva a Bari in B, Oriali e Ulivieri a novembre chissà come l' hanno individuato e voluto, e ora gioca in A con una tranquillità e un' autorevolezza che lascia sconcertati. E come lui il suo quasi omonimo Magoni, e ancora Cardone, Nervo, Paramatti e Tarozzi. Tutta gente che nessuno acquisterebbe nemmeno al Fantacalcio, tranne a Bologna dove ovviamente vanno a ruba. Come chi rivitalizza aziende in crisi, a Bologna ridanno fiato e idee a giocatori sconosciuti o depressi.

Naturalmente la ripresa è stata accademica: è servita a Scapolo per firmare la sua doppietta con un' altra punizione vincente, a Shalimov per infilare il suo terzo gol stagionale, al nuovo acquisto Brambilla per farsi vedere dai bolognesi. "Pagherei perchè la sosta durasse quindici giorni: così rimango terzo in classifica un po' di più", ha detto alla fine un Ulivieri quasi commosso per i tanti festeggiamenti ricevuti, ma al solito poco disposto ai trionfalismi. Ancor meno trionfalistico il presidente Gazzoni, che in mezzo alla baldoria ne ha approfittato per bacchettare Galliani, ieri praticamente autocandidatosi alla presidenza di Lega, di cui è attualmente reggente. "Mi sembra eticamente scorretto che chi è al vertice di Mediaset voglia anche esserlo nel calcio. E non conta se i diritti televisivi sono già stati venduti: ripeto, è un fatto di opportunità, che se volete potete anche chiamare conflitto d' interessi". Gazzoni ha poi riconfermato di non voler abbandonare la sua candidatura, e facendolo non ha risparmiato attacchi nè ai grandi club nè al suo rivale Matarrese. "La mutualità a cui aspirano Juve, Milan e compagnia, strozzerebbe la società minori. Inutile girarci intorno.

Loro vogliono ridiscutere tutto per avere più soldi e darne meno agli altri. Dicono che il calcio funziona grazie a loro, e che devono rinforzarsi per far fronte alla concorrenza europea. Giusto, ma le altre società dove le mettono? Quanto a Matarrese, vuole salvare il suo ruolo in Uefa e basta. Non gli ho mai sentito proporre un progetto per il calcio del sud, che in teoria dice di rappresentare.
Non vedo facili soluzioni per la Lega: o salta fuori un quarto candidato, ma di cui vogliamo vedere bene il programma, o altrimenti è meglio un commissario".

BOLOGNA - VERONA 6 - 1
BOLOGNA (4-3-3 a zona): Antonioli 6 - Tarozzi 5,5 (1' st Cardone 6), Mangone 7, Torrisi 7, Paramatti 7 - Magoni 6,5, Marocchi 6,5, Scapolo 7 (13' st Shalimov 6,5) - Nervo 6,5 (26' st Brambilla 6), Andersson 7, Kolyvanov 6,5.

VERONA (1-3-4-2 a uomo): Guardalben 6 - Fattori 5 - Paganin 5, Brajkovic 5,5, Vanoli 5 - Orlandini 5, Ametrano 5 (1' st Italiano 5,5), Bacci 6, Giunta 5 - Maniero 5 (1' st De Vitis 5), Zanini 6.

Arbitro: Lana 7.
Reti: 14' pt e 4' st Scapolo, 19' pt Zanini, 20' pt Paramatti, 26' pt Marocchi, 42' pt Andersson, 36' st Shalimov.
Note: ammoniti Vanoli, Brajkovic, Paganin. Spettatori 23.706, incasso 742. 838.793 lire.

Giovanni Egidio
03 febbraio 1997

FONTE: Ricerca.Repubblica.it

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