SETTI E L'HELLAS 2018-2019


GUERRA TRA SETTI E TGGIALLOBLU.IT, a farne le spese il giornalista Francesco Barana che viene clamorosamente escluso dalla conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico! Pessima vicenda che coinvolge l'Unione Stampa Sportiva Italiana nonchè l'Ordine dei Giornalisti del Veneto... Piccata la risposta di Via Francia in una guerra senza vincitori ne vinti che soprattutto priva i tifosi gialloblù di una fetta di opinione storica ed importante nel panorama calcistico veronese.

PIAZZA E MEDIA SCALIGERI IN SUBBUGLIO dopo l'annata disastrosa culminata con una retrocessione largamente annunciata: TGGialloblu.it da tempo tra i media più critici, attenti e seguiti verso l'attuale dirigenza scaligera, si chiede a quanto ammonti il debito di Via Francia verso il Comune di Verona per l'affitto del Bentegodi... È solo l'ultima delle inchieste della popolare testata giornalistica che, più di altre, ha attaccato frontalmente SETTI sulle vicende relative all'ex amico VOLPI, alla rottura con l'ex diesse SOGLIANO, alla gestione dei casi CASSANO, PAZZINI e ALBERTAZZI.
Largo il disamoramento della piazza verso i colori scaligeri e scollamento forse mai visto prima fra il VERONA e i suoi tifosi: Gran parte della perplessità è dovuta pure al fatto che il patròn dell'HELLAS sembra non soffrire più che tanto per l'ultima disastrosa stagione e prosegue la sua gestione nel segno della continuità ingaggiando un allenatore di scarsa esperienza come GROSSO ed un diesse come D'AMICO da tutti considerato come il braccio destro di FUSCO...
Nel giorno della presentazione delle nuove maglie, davanti all'Arena Store un tifoso-sandwich espone due cartelli di protesta contro Via Francia: Sul fronte la scritta Chi ha dignità non dà soldi a Setti sul retro Io non sono complice di Setti.


NEWS E CURIOSITÀ DALLE PASSATE STAGIONI +   -   =

  • Stagione 2017-2018: In un'annata in cui è successo un po' di tutto, dal clamoroso ripensamento di CASSANO al litigio con l'ex amico VOLPI (stranamente coinciso con una recessione economica anche da parte di Via Francia) finito sotto la lente di Procura Federale e Guardia di Finanza, culminata con una sacrosanta retrocessione, il presidente ha ribadito che i conti vengono prima del risultato sportivo ma la sensazione generale della piazza è che si sia provata una sorta di puntata alla roulette e sia andata male: Troppa la differenza con le altre squadre anche solo per poter competere fino alla fine.
    Dopo aver fallito nell'acquisizione del MODENA, SETTI ha acquisito la quota di maggioranza del MANTOVA tra la diffidenza e la perplessità dei tifosi virgiliani, sentimento peraltro condiviso dalla piazza scaligera delusa e ferita da una stagione umiliante...
  • Stagione 2016-2017: Imbufalito dall'inaspettata retrocessione in Serie B il presidente può consolarsi con il più abbondante 'paracadute' mai concesso dalle società della Lega di A alle retrocesse (25 milioni nella prima prima stagione più altri 15 in caso di mancata promozione) ma, ben lungi dall'investire quei soldi, ricava il ricavabile dalle cessioni di GOLLINI, IONITA e WSZOŁEK, trattiene PAZZINI e RÔMULO e si affida mani e piedi al nuovo diesse FUSCO e a mister PECCHIA: Una scelta che pagherà (anche quando, dopo alcuni passaggi a vuoto della squadra, la posizione del tecnico non sembrava più così sicura) con il ritorno dei gialloblù nella massima serie senza il passaggio dai playoff...
  • Stagione 2015-2016: La "rivoluzione" societaria del Presidente (meno potere allo staff e più presenza in società) sul campo non paga anche se BIGON fa risparmiare circa 10 milioni sulla gestione; il VERONA va malissimo in campionato e, dopo il fuoco di paglia all'esordio contro la ROMA, è quasi retrocesso già a Novembre! A Dicembre DELNERI sostituisce MANDORLINI, al mercato di Gennaio i rinforzi non sono all'altezza e la prima vittoria arriva a Febbraio... Praticamente inevitabile la retrocessione in cadetteria.
  • Stagione 2014-2015: Stagione tribolata per l'HELLAS col presidente che forse imputa a SOGLIANO scelte non condivise (l'acquisto di SAVIOLA?)... A metà stagione è frattura tra la dirigenza e il diesse e dopo la salvezza SETTI annuncia di voler essere più presente in società e novità nella gestione per la prossima stagione che non convincono Sean, il direttore se ne va e al suo posto viene preso BIGON.
  • Stagione 2013-2014: ...Dopo 11 anni il VERONA torna in Serie A e si fa onore sino alla fine!
  • Stagione 2012-2013: Maurizio SETTI è il 32° Presidente dell'HELLAS VERONA F.C. e dopo 11 anni gli scaligeri tornano in Serie A!

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Maurizio Setti
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Maurizio Setti (Carpi, 5 giugno 1963) è un imprenditore e dirigente sportivo italiano, attuale presidente dell'Hellas Verona.

Biografia
Diplomato in ragioneria, è sposato, con due figli; ascolta i Pink Floyd e i Genesis; gli piace la velocità e possiede un aereo storico "Falchetto", è appassionato della Vespa di cui possiede un esemplare del 1951 esposta nell’atrio della sua azienda.

Attività imprenditoriale
Inizia a lavorare come fotografo, e successivamente, prima del servizio militare, come magazziniere e autista in una azienda di moda a Carpi, per poi cominciare l'attività imprenditoriale, a 22 anni, insieme ad amici producendo maglieria per i grossisti. Per superare la crisi del settore "conto terzi", nel 1989 crea il gruppo Antress e punta sul primo marchio proprio, E-Gò, assieme alla socia e stilista Sonia De Nisco, che viene proposto alle catene come Camaieux e Promod. Per aumentare la marginalità, successivamente acquisisce il brand Manila Grace e lo sviluppa affidandolo alla stilista Alessia Santi, azionista al 20%. Negli anni attorno al 2010 le due aziende, grazie alla creazione, sul mercato italiano, di negozi monomarca e alla distribuzione capillare in negozi multimarca e all'internazionalizzazione dei marchi, riscuotono successo. Nel 2011 le due aziende sono fuse, nell'unica società Antress che accentra il core business del gruppo. A giugno 2012 Setti ha la maggioranza relativa delle quote, ed è l'amministratore unico, della holding Moulin Rouge SpA, che controlla la Antress Industry SpA, di cui è presidente del consiglio di amministrazione; è amministratore unico della Tex-Spread Srl che fa parte dell'indotto della Antress e possiede la Sfinge Srl e la Murales Srl, due società immobiliari. A fine 2014 il marchio E-gò è stato trasformato in SDN Sonia de Nisco con la conversione dei negozi E-gò in punti vendita Manila Grace e la creazione di una collezione chic destinata ad una clientela più agiata. Nel 2015 c'è il rilancio del marchio di maglieria Sina ja??? e l'inserimento degli accessori nelle collezioni Manila Grace.

Attività sportiva
Ha militato in gioventù nei dilettanti dell'Athletic Carpi ricoprendo il ruolo di centrocampista; è stato socio per tre anni del Carpi F.C. con cui ha conquistato due promozioni, è quindi stato, dal 2011, comproprietario e vicepresidente del Bologna Calcio (nell'"operazione salvataggio" della società felsinea), finché, nella primavera 2012, non ha rilevato l'Hellas Verona dall'allora proprietario Giovanni Martinelli. Inizialmente entrato come socio di maggioranza con l'80% delle azioni, nel marzo del 2013 acquista l'intero pacchetto azionario della società scaligera, diventandone proprietario unico. Al termine della stagione la squadra conquista la promozione in serie A, che mancava alla formazione scaligera da undici anni. Al primo anno in serie A è una delle sorprese del campionato e chiude al decimo posto.

FONTE: Wikipedia.org


RASSEGNA STAMPA +   -   =
IL COMMENTO DEL PRESIDENTE MAURIZIO SETTI SUL CALENDARIO DELLA SERIE BKT
13/AGOSTO/2018 - 21:45
Verona - Queste le parole del presidente gialloblù, Maurizio Setti, rilasciate a hellasverona.it al termine del sorteggio dei calendari: «Saranno tutte partite dure, sappiamo che la Serie B è una categoria tosta, dove tutte le squadre sono difficili da affrontare. L’esordio con il Padova ci mette subito davanti ad un derby, nella prima giornata di un campionato lungo in cui noi dovremo iniziare al meglio. Sarà importante essere pronti, la partita di Catania deve farci capire che nel calcio non c’è nulla di scontato ma alla base ci devono essere grande volontà e spirito di sacrificio, per far sì che le nostre qualità emergano».

FONTE: HellasVerona.it


09 AGO 2018
PRIMA (STRA) VINCERE LA SERIE B E POI SI CAPIRA’ CHI E’ SETTI
Intanto bisogna vincere. Non è un accessorio ma un obbligo. Vincere non è mai semplice ma il Verona, grazie al ricco paracadute che incasserà e dopo l’ignobile caduta in serie B ha l’obbligo di farlo. Grazie al “booster” economico che i regolamenti consentono, l’Hellas di Grosso è come se partisse con due giri di vantaggio rispetto a tutte le altre. Capisco che quando si abitua il popolo a un digiuno forzato anche una briciola di pane può sembrare buonissima, ma non mi troverete allineato su questi facili entusiasmi. Credo che la società abbia fatto solo il minimo sindacale, rimandando gli investimenti veri alla prossima stagione e ad un’eventuale serie A. Tranne i giocatori presi a parametro zero perchè liberatesi dai fallimenti di Cesena e Bari, tutte gli altri sono subordinati alla voce “prestito con obbligo di riscatto”.

I parametri per giudicare Setti non possono essere gli stessi usati per giudicare (e lo facemmo con critiche feroci anche allora peraltro) altri presidenti. Perchè nessun presidente del passato ha mai avuto così tanto denaro garantito a disposizione. Pensate un po’ al povero Martinelli ad esempio: per riportare il Verona in serie B (e sfiorare la A…) spese qualcosa come dieci milioni di euro di tasca sua. Avesse vissuto la stessa condizione di Setti, probabilmente avrebbe costruito un Verona da Europa League con un patrimonio giocatori incredibile.

Setti invece ha affossato il Verona in due tra le più umilianti stagioni mai disputate in serie A. Ora è tornato in serie B, dove, se non dovesse salire, godrebbe di un altro incredibile salvagente da 10 milioni di euro. Ma il vero Setti si vedrà una volta tornato in serie A. Perché a quel punto la cuccagna (paracadute) sarà finita e Setti non avrà più la rete. Allora dovrà giocoforza attrezzare squadre competitive con allenatori all’altezza e staff dirigenziali adeguati. Per riavere nuovamente un paracadute (sempre che la perversa legge resista) dovrà salvarsi per due stagioni filate e partecipare al terzo anno di serie A, insomma dovrà consolidare il Verona. Per ora dunque nessun fuoco pirotecnico, nessuna festa anticipata. Quelle riserviamole per altre occasioni e per altre imprese.
Gianluca Vighini

06 AGO 2018
LE CONTINUE CONTRADDIZIONI DI SETTI
Timidi segnali. E passi per l’avversario – la Juve Stabia è quello che è – ma nel Verona s’intravede nuova qualità. Ci sono 3-4 giocatori destinati a marcare il territorio in serie B e credo che tecnicamente questo basti in una categoria albergata da onesti pedatori. Sia chiaro, è il minimo sindacale che ci si aspettava da una società che la scorsa stagione (ma anche due anni fa) ha umiliato colpevolmente la piazza con un’inerme decadenza. E, se vogliamo, ancora manca qualcosa là dietro.

Il legittimo dubbio tuttavia non riguarda il mercato (ripetiamo, in B basta poco) ma l’allenatore: Grosso ha idee, conoscenze, metodo, ma non è (ancora) un vincente. Lo diventerà?

C’è poi sempre quella cappa di malumore, che ora si sente meno grazie ai segnali di distensione di Setti con la piazza e la tregua sancita dalla tifoseria. Ma, si sa, le ferite finché non si rimarginano vanno monitorate e Grosso dovrà essere abile a vincere tanto e subito e a gestire eventuali passi falsi che riaprirebbero antiche e nuove piaghe (ne sarà capace?).

Infine c’è la questione Setti, che rimane aperta. Pare che Ranzani nostro abbia scoperto i tifosi dopo sei anni. Riflessi lenti? O qualcosa di nuovo bolle in pentola? Di certo aver spedito a Mantova certi (cattivi) consiglieri può averlo aiutato. Ma la domanda resta: in A possiamo tornarci immediatamente, ma poi? Continuiamo l’altalena? Il proprietario di Verona e Mantova saprà garantire la stabilità e mantenere (in ritardo, come i suoi riflessi) la promessa che fu, ergo l’agognato consolidamento? E ci sarà ancora lui al vertice del club?

Tante domande. Chi pensa se le fa, perché Setti pare andare a cicli contraddittori: primi tre anni vacche grasse (fino alle spese di Gardini-Bigon per Pazzini e Viviani), poi altri tre di prestiti e investimenti pressoché inesistenti. Adesso – grazie ai nuovi milionari incassi del paracadute e delle ennesime plusvalenze, e alla scadenza di vecchi pesanti contratti – s’intravede un minimo d’equilibrio, con l’ingaggio di molti giocatori svincolati ma di proprietà e con contratti pluriennali.

Ma la credibilità e l’affidabilità non si riconquistano in una sola estate. E’ ancora troppo poco. E’ ancora troppo presto. E le andature altalenanti dei cicli settiani ci inducono a restare diffidenti e guardinghi, e a vigilare. Il Setti del Verona è ondivago. Come possiamo fidarci?
Francesco Barana

FONTE: Blog.Telenuovo.it


Setti: “Questa città e questo pubblico meritano di fare il massimo per tornare in Serie A”
agosto 4, 2018

“Si comincia. Dobbiamo solo stare zitti e lavorare perché questa città e questo pubblico meritano di fare il massimo per tornare in Serie A. Noi lo faremo ed i fatti li mostreremo sul campo”. Queste le dichiarazioni del presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti

FONTE: HellasLive.it


28 LUG 2018
È SETTI CHE DEVE VOLTARE PAGINA, NON IL TIFOSO
Voi la fate facile. Le storie di ieri già morte, sepolte, dimenticate. Capisco: anche il mio alter ego tifoso, come un innamorato, anela sempre una nuova speranza. Anzi ne necessita, di essa si nutre. Sennò che senso avrebbe ogni cosa? Intendo, il Verona: sostenerlo, seguirlo, gioire, imprecare. La vita è già dura, è fatica, l’elisir è di diritto.

Eppure io non posso. Non posso con disinvoltura scrollare le spalle e, noncurante, voltare pagina. Da giornalista devo essere razionale. Vi piaccia o no. Setti è in crisi di credibilità da tempo e non bastano due-tre strapuntini ruffiani o qualche foto con gli ex leggenda per colmare il gap. E sarebbe da miopi pensare di creare consenso solido e non effimero con la narrazione positivista e la sponda mediatica degli embedded.

Il tifoso oggi è informato e maturo e sa separare le cose: ama il Verona a prescindere, ma chiede altro al suo presidente. Serve tornare in serie A, investire lì e restarci. Come da promessa disattesa. Poi ne riparliamo. Le altalene ci piacciono con i nostri figli o nipotini al parco giochi. Di Carmine è un buon acquisto, ma basta? Chiaramente no e non metto fretta a nessuno, il mercato chiude a fine agosto e io sono della teoria che se sono forti possono arrivare anche all’ultimo. Ma se vogliamo vincere il campionato (minimo sindacale per la forza economica del Verona) servono altri quattro titolari (due difensori, un mediano e una punta esterna). Ma poi impertinente domando: i soldi per Di Carmine (a prescindere dalla formula tecnica dell’acquisto) non potevano essere messi a gennaio per due-tre giocatori? Domando, non affermo. Con terribile insolenza chiedo: perché alcune comparse l’anno scorso ingaggiate per la A, oggi vengono cedute (giustamente, intendiamoci) in B? Se non sono ritenuti all’altezza ora, come potevano esserlo un anno fa?

Ma non è solo quello, non c’è solo il campo. Per recuperare terreno va completamente cambiata l’impostazione filosofica settiana: il mantra “prima il bilancio” come feticcio assoluto, il surreale “io non vi faccio fallire” (ma dai? Grazie), danno l’idea di una società in affanno, senza spessore e grande prospettiva. E la percezione di un’altalena quasi programmata (non affermo che sia così, lungi da me, scrivo di una percezione della gente).

Sensazioni che spengono l’anima (e il dato degli abbonati in tal senso fa riflettere). Il resto è turbamento, disaffezione, disagio, sospetto, irritazione. La morte, lenta e agonizzante, del sentimento. E vale per chi si è abbonato e per chi ha deciso di non rinnovare. Così è se vi pare.
Francesco Barana

FONTE: Blog.Telenuovo.it


VISTO DA NOI
23 luglio 2018 - 10:44
Setti torna a spendere, il Verona a sperare. E non finisce qui…
Già dieci ingressi nel nuovo Hellas, il patron investe per una B da protagonista

di Andrea Spiazzi, @AndreaSpiazzi

Tornano i denari, torna un mercato all’altezza delle migliori ambizioni.
Vuoi per le cessioni di Fares, il riscatto di Viviani, il tesoretto arrivato dalla vendita di Jorginho da parte del Napoli, vuoi per il paracadute.

Maurizio Setti conferma che la società è risanata nei conti, e torna a spendere come non faceva da quasi tre anni. Soldi veri i 2,5 milioni per Di Carmine, i 500 per Cissè, e un budget per gli stipendi all’altezza per pagare calciatori di livello per una B da protagonisti. Sarà Fabio Grosso a plasmare un gruppo che vuole arrivare in Alto. La promozione (termine da non usare mai per gli scaramantici) non è mai garantita. L’equazione spendo = salgo spesso non appartiene al calcio. Il Bari in due anni ha investito montagne di quattrini ed è saltato per aria. Il Palermo quasi, e si potrebbe continuare coi fallimenti societari e sportivi.

Capacità dell’allenatore, calciatori seri, e vicinanza dei sostenitori alla squadra saranno i propellenti fondamentali per un motore che possa arrivare lontano. La concorrenza non mancherà. Il Benevento piglia tutto e tutti, il Palermo vorrà riprovarci, la Cremonese punta alla promozione, il Perugia non scherza. E poi le sorprese e le insidie che la B riserva sempre. 42 partite, una vita.

Nel frattempo esplodono le società, non si iscrivono. Questo, almeno, non appartiene al Verona.
Setti è tornato a spendere, D’Amico si muove con solerzia e scaltrezza.
E Grosso ringrazia. Ma non finisce mica qui, come diceva Corrado Tedeschi. C’è una difesa da ricostruire, e un altro esterno nel mirino. Per lo meno.
In attesa di un Verona protagonista in campo, ed è questa la speranza che conta, osserviamo intanto quello protagonista nel mercato, come non accadeva da mo. Perchè le vacche magrissime che ha dovuto mungere Fusco, follia per pensare lo scorso anno di mantenere la categoria, sono, almeno per quest’anno, sparite.

Arrivi:
Cissè
Matos
Laribi
Crescenzi
Almici
Gustafson
Eguelfi
Di Carmine
Balkovec
Henderson
Boldor

Cessioni:
Valoti
Fares
Brosco
Felicioli

FONTE: Hellas1903.it


HELLAS VERONA FC - COMUNICATO UFFICIALE
13/LUGLIO/2018 - 12:00
Verona - L’Hellas Verona FC, nel prendere atto di quanto comunicato dall’Ordine dei Giornalisti del Veneto tramite il proprio sito ufficiale in data 12 luglio 2018, intende chiarire quanto segue:

L’Hellas Verona FC ribadisce ancora una volta come qualsiasi propria attività o scelta non sia e non sarà mai volta a limitare la giusta e utile libertà di stampa, critica e satira. Una precisazione dovuta, senza la quale la posizione del Club, ricostruita in maniera pressappochista dall’Ordine, non può avere logica e senso.

La lettera inviata all’Ordine contiene infatti motivazioni assai più variegate rispetto a quelle riportate nel suddetto comunicato, che toccano temi (questi sì) gravi e rilevanti, quali il rispetto delle norme della Lega di Serie A e dichiarazioni di discriminazione razziale nei confronti dei nostri tesserati. Motivazioni che l’OdG evita di riportare, ma sulle quali il Club non può soprassedere. La posizione dell'Hellas Verona FC, inoltre, sposa appieno i concetti espressi dallo stesso presidente dell'Ordine dei Giornalisti Gianluca Amadori che, in una lettera aperta del 2015 (CLICCA QUI), ribadisce l'importanza fondamentale della verifica delle fonti e delle notizie e del rispetto altrui.

Attendiamo ora, con la medesima puntualità con la quale è arrivata una pubblica risposta alla lettera della Società, la definizione di questo momento atto alla ricerca di una soluzione da parte degli organi interessati e della testata. Fino ad allora la scelta dell’Hellas Verona FC, che per primo si è impegnato nella risoluzione della problematica ricevendo, come risposta, dei comunicati stampa tutt’altro che concilianti, rimarrà immutata.

FONTE: HellasVerona.it


LIBERTA' DI STAMPA A RISCHIO
Telenuovo escluso
L'intervento dell'Ordine

12/07/2018 15:28
Sul caso del mancato accredito a Francesco Barana è intervenuto anche l’Ordine dei giornalisti del Veneto.

"È inaccettabile che una società sportiva decida di ammettere o escludere dalle proprie conferenze stampa e dallo stadio un giornalista o una testata giornalistica poco gradita”. Lo dichiara il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Gianluca Amadori, in relazione alla decisione assunta unilateralmente dalla società Hellas Verona “di voler escludere Telenuovo dai luoghi in nostra disponibilità“.“Tale decisione appare ancora più inspiegabile alla luce della risposta che l’Hellas Verona ha inviato poche settimane fa all’Ordine dei giornalisti, in merito ad altre contestazioni francamente minori, nella quale nessuna delle motivazioni addotte oggi, riferite a “gravi fatti” che vengono contestati a Telenuovo, erano mai stati citati. Salvo che non si ritenga un grave comportamento il mancato ritiro di un accredito in precedenza richiesto. Eventuali “fatti gravi” possono essere denunciati e perseguiti nelle sedi opportune, come previsto dalle norme e come peraltro già fatto in un’occasione recentemente dalla società calcistica. L’Ordine dei giornalisti chiede pertanto all’Hellas Verona di recedere dai comportamenti messi in atto, rendendosi disponibile fin d’ora alla definizione di una soluzione. Della vicenda saranno informati Lega calcio e Federazione gioco calcio”.

L'INTERVENTO DELL'UNIONE STAMPA SPORTIVA ITALIANA
L'USSI:RIFIUTO ACCREDITO
NON E' ACCETTABILE

12/07/2018 13:56
Dopo l'inaccettabile rifiuto dell'accredito al nostro Francesco Barana in occasione della conferenza stampa di Fabio Grosso è intervenuta con un comunicato l'Unione Stampa Sportiva Italiana (Ussi) gruppo veneto con un comunicato firmato dal presidente Alberto Nuvolari.

"La posizione dell'Unione Stampa Sportiva Italiana (USSI) Gruppo Veneto in merito alla decisione della società Hellas Verona di "escludere l'emittente Telenuovo dai luoghi in nostra disponibilità" (comunicato Hellas del 10 luglio u.s.), è che il rifiuto dell'accredito non può essere accettato come soluzione a "atteggiamenti, dichiarazioni, prese di posizione difficilmente riconducibili alla libertà di espressione..." come recita lo stesso comunicato.

Se la società si ritiene lesa in questo senso, può rivolgersi nelle sedi competenti per far valere le proprie ragioni, mentre la testata Telenuovo può appellarsi anche alle istituzioni di riferimento - Lega e Federazione Gioco Calcio - nel caso tale "provvedimento" dovesse perdurare. L'Ussi Veneto si augura che tale esclusione possa rientrare immediatamente ed è disponibile ad intervenire ad un incontro chiarificatore".

LA CONFERENZA STAMPA "FANTASMA"
GROSSO SENZA ORARIO
PAURA DI BARANA?

11/07/2018 16:55
Deve essere stato un bel problema per l'ufficio stampa dell'Hellas Verona affrontare il tema "presentazione alla stampa e alla città di Fabio Grosso".

Come far coincidere infatti la "fuga" da Verona, con l'esigenza di lavarsi la coscienza e dire "la conferenza stampa l'abbiamo convocata", evitando al contempo i giornalisti scomodi e le testate non gradite? Semplicemente non ammettendo chi racconta "verità" scomode.

I fatti: l'ufficio stampa dell'Hellas Verona in cui non ci sono giornalisti professionisti assunti (è bene ricordarlo) scrive ieri sera (martedì 10 luglio) alle ore 19.30 (CLICCA QUI) un comunicato in cui si annuncia con meno di 24 ore di tempo (il minimo che un ufficio stampa serio concede a chi deve far coincidere tutte le esigenze giornalistiche della giornata) che oggi si sarebbe tenuta la conferenza stampa di Fabio Grosso.

A che ora? Si dice che l'incontro "precederà" la gara amichevole in programma oggi.

Quindi in teoria in un arco temporale che va da mezzanotte alle 17.29 di oggi mercoledì 11 luglio. Si aggiunge poi che i giornalisti che parteciperanno all'evento (evento?) devono essere accreditati.

Richiesta strana, un ulteriore ostacolo probabilmente alla libera informazione. Richiedere accrediti ai giornalisti regolarmente iscritti all'Ordine da parte di chi non lo è.

Telenuovo comunque decide di partecipare: e accredita regolarmente Francesco Barana.

Il Verona però annuncia con una email che arriva alle 23.46 che "dando seguito a quanto comunicato in data odierna agli organi competenti USSI Veneto e ODG Veneto, non sussistono i presupposti per prendere in carico la vostra richiesta di accredito che, in attesa di comunicazioni dagli organi sopra citati, viene quindi rifiutata."

Alle 14.30 si materializza così Grosso che risponde a coloro che, evidentemente la società ha invitato "ad personam" e probabilmente con il gradimento del presidente. Sarebbe interessante a questo punto anche sapere che cosa ne pensano di questo trattamento l'ODG del Veneto (Ordine dei giornalisti) e l'Ussi del Veneto, "puntualmente" informati dall'Hellas Verona.

Il sospetto che le domande di Francesco Barana facessero paura è così diventata una certezza. Così come il fatto che il Verona di Setti stia diventando un essere alieno alla città.

11 LUG 2018
UNA PICCOLA SOCIETA’
Quando una società manda querele per un blog ironico o un commento sarcastico, quando decide di non concedere accrediti stampa a colleghi ritenuti scomodi, quando presenta le nuove maglie stabilendo chi invitare e chi no, giustificando la scelta con “è un evento privato”, quando non accetta le critiche e vede complotti e malafede in ogni angolo, non c’è da stare allegri. Sono chiari segnali di una cosa sola: mediocrità. Questa società sta mostrando tutta la sua inadeguatezza per una piazza come Verona.

Non c’è mai stata una disaffezione così grande da parte del popolo gialloblù. Troppe promesse non mantenute, troppe illusioni, troppe chiacchiere e assurde prese di posizione, troppi maldestri tentativi di dialogare con la piazza che si sono rivelati boomerang. E le mosse di questo avvio di nuova stagione mi lasciano molto perplesso. Due anni fa Pecchia venne presentato il 21 giugno nella sede di via Belgio, tre settimane dopo l’annuncio del suo ingaggio. Quest’anno Grosso è stato ufficializzato ancora il 21 giugno, ma la società ha pensato bene (anzi male) di mandarlo in ritiro senza trovare il tempo per presentarlo in città e alla città. Dopo la pioggia di critiche per questa fuga, questa piccola società ha improvvisato una presentazione ufficiale in ritiro, annunciandola il giorno prima dell’evento e chiedendo addirittura alle testate giornalistiche di inviare gli accrediti per essere ammesse all’attesissimo colloquio/incontro! Allucinante.

Intanto il mercato gialloblù viene condotto da un giovane e sconosciuto direttore sportivo, tale Tony D’Amico, classe 1980. Nessuna presentazione per lui, nessuna possibilità di chiedergli pubblicamente strategie e obiettivi o di applaudirlo per queste sue prime grandi intuizioni (parametri zero, prestiti, nessun vero investimento). Ma non escludo che da un giorno all’altro la piccola società convochi una conferenza stampa anche con lui insieme alla solita richiesta di accrediti. Poi succede che vai a questi incontri e ti ritrovi tra gente che non ha nemmeno la tessera dell’ordine dei giornalisti. Ma questa è un’altra storia.
Luca Fioravanti

FONTE: TGGialloBlu.it


Contestato Setti
luglio 7, 2018

Momenti di tensione ieri pomeriggio all’esterno dell’Hellas Store Arena all’arrivo del presidente Maurizio Setti. Un gruppo di tifosi, come racconta La Gazzetta dello Sport, ha voluto esprimere al numero uno del club gialloblù il proprio disappunto.

FONTE: HellasLive.it


NEWS
06 luglio 2018 - 15:45
Protesta contro Setti: “Non diamogli soldi”
Un tifoso all’esterno dello Store espone un cartello per contestare il presidente dell’Hellas

di Redazione Hellas1903

Una protesta silenziosa, con l’esposizione di un cartello “fronte-retro”.
Un tifoso, all’esterno dello Store del Verona, nel giorno della presentazione delle nuove maglie gialloblù, ha contestato Maurizio Setti in questo modo.
Nella parte anteriore del cartello si legge la scritta “Chi ha dignità non dà soldi a Setti”, mentre dietro ce n’era un’altra: “Io non sono complice di Setti”.


FONTE: Hellas1903.it


D’Amico, la scelta imprenditoriale di Setti
By Redazione - 4 luglio 2018

Solita scelta controcorrente quella di Maurizio Setti. Nuovo diesse in continuità con il suo predecessore, giovane e senza esperienza. Per l’imprenditore Setti la scelta è coraggiosa, ma dimostra continuità con il passato e quella volontà di anteporre i bilanci ai sogni di gloria. D’Amico sarà in linea con il lavoro iniziato da Fusco, sarà aziendalista e lavorerà guardando prima il portafoglio e poi il campo.Ormai è un dato di fatto: Setti sta gestendo l’Hellas come un’azienda, senza tener conto che agli occhi del tifoso questo non conta. Al tifoso non importa che abbia i conti perfetti, con la maggior delle squadre di A e in B ricoperte da debiti o senza la certezza di un futuro, non importa che abbia totalmente rimesso a nuovo l’Antistadio, che stia per comprare la nuova sede sociale gialloblù o che si sia regalato una società satellite per dare futuro ai giovani gialloblù. Il tifoso vuole anche sognare, chiede risultati sul campo, desidera la “veronesità” del Verona, senza colori o radiocronisti inventati, o tante internazionalizzazioni del brand. Setti fa bene a gestire l’Hellas come un’azienda, soprattutto in questo momento storico dove i controlli sono continui. Però deve recuperare al più presto la dimensione romantica e umana che circonda qualsiasi squadra e i suoi tifosi. E anche il giovane D’Amico adesso ci metta del suo per aiutarlo. D.Con.

FONTE: HellasNews.it


L'INTERVENTO DI TOSI E BOZZA
Quanti debiti ha Setti con il Comune di Verona?
04/07/2018 13:05
“Setti dice che investirà per riportare il Verona in A, che manterrà l'impegno del centro sportivo e che è disponibile a un nuovo stadio. Per questo serve fare luce sul debito per capire se ciò che afferma è possibile. Tuttavia la Giunta Sboarina non sa dirci la somma".

“Ma a quanto ammonta il debito del Verona di Setti con il Comune, e dunque con i cittadini veronesi, dopo un anno di amministrazione Sboarina? Ovviamente s'intende al netto dei canoni scomputati in cambio di lavori allo stadio e all'antistadio. Sarebbe utile saperlo per capire se gli impegni di Setti sul rilancio della squadra, sul centro sportivo a Forte Lugagnano e il nuovo stadio sono realizzabili. Dopo un mese dalla nostra interrogazione, ora l'assessore Rando ci ha risposto che il debito dell'Hellas oltre un anno fa ammontava a quasi un milione e mezzo di euro, ma il dato attuale ancora lo stanno contabilizzando, dunque non lo sa”.

Parole di Flavio Tosi e Alberto Bozza, che il 29 maggio avevano presentato un'interrogazione in Consiglio Comunale. Non a caso, perché avendo amministrato la città fino a poco più di un anno fa, temevano che fosse ancora pendente la questione dei vecchi crediti del Comune con l'Hellas Verona. “Da Sindaco – dice Tosi – avevo dato indicazioni agli uffici di recuperare i crediti vantati nei confronti di Verona e Chievo. Il Chievo concordò una rateazione, il Verona non si rese disponibile, in particolare sul debito dei canoni pregressi per i quali chiese il riconoscimento di interventi eseguiti allo stadio. Dopo più di un anno con l'attuale amministrazione, Rando - rispondendo alla nostra interrogazione - conferma quanto ci avevano già anticipato nelle settimane scorse gli uffici preposti: la pratica di riscossione è in fase istruttoria, dunque di fatto è ancora ferma. Perché?”.

Tosi e Bozza riprendono: “Adesso sarebbe doveroso che l'attuale Sindaco, o Rando riscuotano i vecchi crediti e si facciano contabilizzare quelli dell'ultimo anno. Sapere a quanto ammontano, oltre a essere un fattore di trasparenza per i cittadini, permetterebbe a tutti di valutare se Setti è coerente quando dice che investirà per riportare il Verona in A e che manterrà l'impegno di realizzare il più volte annunciato centro sportivo a Forte Lugagnano, di proprietà del Comune. Aggiungiamoci che nei mesi scorsi la società si è detta disponibile anche a valutare l'ipotesi di un nuovo stadio, con il pieno appoggio di Sboarina e Rando”.

FONTE: TGGialloBlu.it

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