GLI SPECIALI BONDOLA/=\SMARSA Miti dell'HELLAS: Martins Bolzan ADAILTON dopo 7 stagioni un amore mai finito con Verona e l'HELLAS! Forse quel ragazzino-fenomeno ai Mondiali Under 20 del '97 prometteva di più ma quella tripletta col BOLOGNA e quelle punizioni...

Adaílton Martins Bolzan
Data di nascita:24/01/1977
Luogo di nascita:Santiago (Brasile)
Nazionalità:Brasiliana
Ruolo:Trequartista/Seconda punta
Altezza:172 Cm
Peso:65 Kg
Posizione:

CARRIERA DA ALLENATORE/DIRIGENTE +   -   =
 SquadraStagioneSeriePartiteRuolo 
Vigor Carpaneto2019 - 2020D-Allenatore 
Virtus Verona2017 - 2018D-Vice 

CARRIERA DA GIOCATORE +   -   =
 SquadraStagioneSeriePartiteRuolo 
JuventudeApr. 2013 - 2013CBSB-- 
Vaslui2011 - 2012LI122 
Vaslui2010 - 2011LI2911 
Bologna2009 - 2010A3111 
Bologna2008 - 2009A231 
Bologna2007 - 2008B328 
Genoa2006 - 2007B2611 
Hellas Verona2005 - 2006B3915 
Hellas Verona2004 - 2005B299 
Hellas Verona2003 - 2004B249 
Hellas Verona2002 - 2003B235 
Hellas Verona2001 - 2002A31 
Hellas Verona2000 - 2001A184 
Hellas Verona1999 - 2000A287 
Paris Saint Germain1998 - 1999L1192 
Parma1997 - 1998A132 
Guarani1996 - 1997CBSA85 
Juventude1995 - 1996CBSA160 
Juventude1994 - 1995CBSB191 
LEGENDA: CBSB=Campeonato Brasileiro Série B (Serie B Brasiliana), CBSA=Campeonato Brasileiro Série A (Serie A Brasiliana), LI=Liga I (Serie A Rumena)

Un paio di magie di ADA con la maglia dell'HELLAS contro MODENA e VICENZA...

NEWS E CURIOSITÀ +   -   =
Dopo tre stagioni tra la seconda e la prima serie brasiliana (in cui la Parmalat sponsorizzerà la JUVENTUDE squadra in cui il talento del giocatore inizierà a notarsi), il PARMA lo 'scopre' al Mondiale Under 20 del '97 dove Martins Bolzan è tra i migliori giocatori del torneo, ne diventa con 10 reti il capocannoniere ed i giornalisti, sempre a caccia di paragoni e storie fantastiche e a volte fantasiose, già lo accostano a calciatori del calibro di RONALDO e ROMARIO e lo porta in Italia per ANCELOTTI che lo preferisce addirittura a Roby BAGGIO 'C'erano attaccanti su cui il mister contava già e con Roberto sarebbe stata dura. Ha voluto puntare su un giovane per gestire meglio la situazione, com' è normale'.

ADAILTON segna a ripetizione durante le amichevoli estive ma in campionato viene utilizzato poco e nella stagione successiva viene mandato al PSG in Francia dove disputa una buona stagione e realizza un paio di reti in 19 presenze.
Il patròn GiBi PASTORELLO, che segue il fantasista attaccante già dai tempi 'ducali', lo vuole per il suo VERONA appena promosso in Serie A sotto la guida di mister PRANDELLI: Il matrimonio con la città di Giulietta durerà per ben 7 stagioni in cui il brasileiro metterà a segno 50 gol in 175 presenze (15 nell'ultima) ed instaurerà con squadra e tifosi un rapporto del tutto particolare tanto da comprare casa a Pedemonte per far crescere almeno un paio d'anni il piccolo Rafael prima di tornare a Porto Alegre...

Nel 2006-2007 trascina il GENOA in Serie A con 11 reti ma non rimane in Liguria e, nella stagione successiva, sceglie ancora la cadetteria con l'ambizioso BOLOGNA di ARRIGONI che, anche con l'exploit di MARAZZINA (a fine stagione sarà capocannoniere), conquisterà la Serie A.
Con i felsinei porterà a termine il triennale nel 2010 e a 33 anni 'ricomincerà' dal VASLUI in Romania.

Vive a Verona ma non vuole ancora appendere gli scarpini al chiodo 'Posso giocare almeno un altro paio di stagioni' assicura e nel frattempo si allena con la VIRTUS BORGO VENEZIA dopo aver rifiutato un biennale da giocatore/allenatore coi rumeni.

Ad Aprile 2013 non ricevendo offerte torna in patria per chiudere la carriera nella squadra che lo ha lanciato: Lo JUVENTUDE.


ANEDDOTI & ALTRO DA RICORDARE +   -   =


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Adaílton Martins Bolzan
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Adaílton Martins Bolzan, noto semplicemente come Adaílton (Santiago, 24 gennaio 1977), è un allenatore di calcio ed ex calciatore brasiliano, di ruolo attaccante, tecnico del Vigor Carpaneto.

Biografia
Ha dichiarato di aver scelto la maglia del Bologna numero 85 in quanto anno di nascita della fidanzata e di aver superato la delusione per non essere mai stato convocato in Nazionale maggiore dopo esservi stato molto vicino alla fine degli anni novanta.

Caratteristiche tecniche
In carriera è stato impiegato come seconda punta, trequartista e, più raramente, esterno alto di centrocampo. Intervistato ha pubblicamente dichiarato di preferire la posizione di seconda punta o trequartista. Fra i pregi annovera un ottimo tocco di palla, pur tradendo spesso una staticità eccessiva. Mancino naturale, è uno specialista sui calci di punizione. Intervistato da un tifoso bolognese ha detto di ispirarsi, nel tirare i calci piazzati, a Zico, suo connazionale. Sempre nel corso della stessa intervista ha dichiarato che alcuni lo vedrebbero bene come centrocampista d'impostazione davanti alla difesa, ma di non sentirsi al momento adatto a ricoprire tale ruolo.

Carriera
- Giocatore
Inizia la carriera in Brasile, nella Juventude nel 1993. Milita per tre stagioni in Sud America.

Nell'estate 1997 disputò un ottimo Mondiale U20, laureandosi capocannoniere e aggiudicando l'Adidas golden shoe. Le aspettative attorno a lui divennero altissime e i giornalisti lo paragonano a giocatori del calibro di Ronaldo e Romario. Il Parma decise quindi di acquistare il giocatore con la formula del prestito, che venne preferito dall'allenatore Ancelotti a Roberto Baggio per questioni tattiche. Durante le amichevoli estive Adailton si fece notare per il gran numero di goal segnati, tra cui uno contro il Celtic, ma durante l'anno giocò solo tredici partite segnando due reti. Esordì alla terza giornata di campionato, contro il Piacenza, sostituendo Crespo e fu schierato per la prima volta dall'inizio, anche a causa di una squalifica che aveva colpito Enrico Chiesa, in Empoli-Parma, dove realizzò il suo primo goal in Serie A.

L'anno dopo passa al Paris Saint-Germain, dove disputa una discreta stagione, con 19 presenze e due reti.

Nel 1999 torna in Italia, al Verona, dove gioca tre anni in Serie A e quattro in serie B, in un crescendo di gol e prestazioni, che culminano nella stagione 2005-2006, con 39 presenze e addirittura 15 reti.

Nella stagione 2006-2007 passa al Genoa, con il quale il 10 giugno 2007 raggiunge la promozione in Serie A, grazie anche ai suoi 11 gol.

Il 31 agosto 2007 lascia Genova e firma per il Bologna. Debutta con i felsinei tre giorni dopo sul campo della Spezia segnando il goal dello 0-2 dopo appena 27 minuti di gioco. Il primo campionato in rossoblu si conclude con la conquista della Serie A.

Il 27 settembre 2009 realizza, nel recupero, la rete del pareggio in casa della Juventus. Il 28 febbraio 2010, durante Genoa-Bologna (3-4), mette a segno la sua prima tripletta nella massima serie, battendo così il suo record stagionale di segnature in serie A.

A fine campionato 2009-10 il suo contratto col Bologna scade, e nell'agosto 2010 firma un biennale con i rumeni del Vaslui. Dopo 41 presenze e 13 gol segnati nel campionato rumeno, nel 2012 decide di lasciare la Romania.

Non riuscendo a trovare squadra in Italia, nell'aprile del 2013 decide di ritornare in Brasile nel club che l'ha visto crescere, lo Juventude, in quarta serie.


- Allenatore
Nel 2014 smette di giocare e frequenta un corso di allenatore. Nel luglio 2017 comincia il corso da allenatore a Coverciano che consente di allenare in Serie D. Nella stagione 2017-2018 è vice allenatore alla Virtus Verona, la terza squadra di Verona, in serie D a fine stagione promossa in serie C.

L'11 giugno 2019 diventa il nuovo allenatore della Vigor Carpaneto, squadra piacentina militante nel campionato di Serie D. Viene esonerato il 7 ottobre 2019 dopo 6 giornate e 4 sconfitte consecutive con la squadra al penultimo posto.

Curiosità
Ha dichiarato di aver scelto la maglia del Bologna numero 85 in quanto anno di nascita della fidanzata e di aver superato la delusione per non essere mai stato convocato in nazionale maggiore dopo esservi stato molto vicino alla fine degli anni novanta.

FONTE: Wikipedia.org


STAGIONE 2019-20 +   -   =
NEWS
Adailton: “Il calcio di Juric è bellissimo, ma attenzione…”
L’ex attaccante gialloblù elogia l’Hellas, ma sa bene quanto possa essere pericoloso perdere il senso della propria dimensione

di Tommaso Badia14 Gennaio, 2020 - 16:00

Dopo Fanna e De Vitis è toccato ad Adailton dire la sua sul Verona di Ivan Juric: il brasiliano, oltre ai complimenti, ha però messo in guardia la squadra e l’ambiente gialloblù.

Queste, infatti, le sue principali dichiarazioni:
«Il calcio verticale di Juric è una delle cose più belle di questo campionato. Il Verona finora ha provato a giocarsela alla pari sempre con tutti, e i risultati danno ragione al mister: dopo un intero girone d’andata possiamo infatti dire che il Verona sia la sorpresa della Serie A.

Conosco bene Juric: è uno che non si ferma davanti a nulla, uno che ha Gasperini nelle vene ma che ci mette anche del suo. Ha caricato la squadra valorizzato al meglio i ragazzi e si è messo nella condizione di ottenere il massimo dal gruppo a disposizione.

L’Europa? In passato proprio al mio Verona successe di guardare avanti, senza pensare a quello che stava dietro: viaggiavamo forte, ma finì con una retrocessione (era la stagione 2001-2002, ndr). Questo Hellas dunque non deve perdere il senso della sua dimensione, anche se continuando così può fare davvero grandi cose».

FONTE: CalcioHellas.it


SERIE A
TMW RADIO - Adailton: "Kulusevski impressiona. Fiorentina senz'anima"
03.01.2020 18:25 di TMWRadio Redazione Twitter: @TMW_radio

Martins Adailton, ex giocatore, a TMW Radio durante 'Stadio Aperto': [...]

L'Hellas sta andando bene...
"Credo che nella parte bassa della classifica è la sorpresa più grande per ora.
Nessuno se lo poteva immaginare, sta facendo il massimo con questi 19 punti che non mettono pressione ai giocatori. Hanno fatto i movimenti giusti in estate senza avere un budget grande. Juric ha lavorato bene, anche prendendo giocatori che conosceva bene come Veloso.
L'Hellas gioca con la grinta e l'intensità che caratterizza il suo allenatore, che io ho avuto anche come compagno.
Sono sicuro che continuerà così, ha trovato la quadratura giusta".

[...]

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


LE INTERVISTE
Adailton consiglia l'Hellas: "Il Napoli si può limitare solo se lo aggredisci"
Adailton, ex attaccante dell'Hellas Verona, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli

14.10.2019 21:20 di Redazione Tutto Napoli.net
Twitter: @tuttonapoli

Adailton, ex attaccante dell'Hellas Verona, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli:
"Mi aspetto un Hellas Verona molto aggressivo contro il Napoli. Se si lascia giocare una squadra come quella azzurra, è impossibile batterla o non perdere. Il Napoli ha gran velocità nella manovra di gioco, quindi solo se aggredita dall'inizio viene limitata. Juric comunque ha costruito una squadra propositiva, come s'è visto contro la Juventus".

FONTE: TuttoNapoli.net


NEWS
Adailton: “Juric? I tifosi volevano da tempo un allenatore con questo carattere”
Le dichiarazioni del brasiliano sull’inizio di campionato dei gialloblù e sull’operato dell’allenatore croato

di Mattia Zupo Ottobre 11, 2019 - 11:30

ALCIO
VERONA - Adailton consiglia l'Hellas: "Il Napoli si può limitare solo se lo aggredisci"
15.10.2019 00:11 di Napoli Magazine
Fonte: TuttoNapoli
Adailton, ex attaccante dell'Hellas Verona, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli: "Mi aspetto un Hellas Verona molto aggressivo contro il Napoli. Se si lascia giocare una squadra come quella azzurra, è impossibile batterla o non perdere. Il Napoli ha gran velocità nella manovra di gioco, quindi solo se aggredita dall'inizio viene limitata. Juric comunque ha costruito una squadra propositiva, come s'è visto contro la Juventus".

FONTE: CalcioHellas.it


NEWS
Adailton: “Juric? I tifosi volevano da tempo un allenatore con questo carattere”
Le dichiarazioni del brasiliano sull’inizio di campionato dei gialloblù e sull’operato dell’allenatore croato

di Mattia Zupo Ottobre 11, 2019 - 11:30

L’ex attaccante dell’Hellas Verona ed ex allenatore della Vigor Carpaneto, Adailton ha parlato a Radio Sportiva del momento dei gialloblù:

“Il Verona deve pensare alla salvezza. Juric ha fatto un lavoro spettacolare per riuscire a partire così forte e a ridare entusiasmo a un ambiente diffidente. E’ un allenatore che ha carica e riesce a trasmettere questo ai suoi giocatori. Credo che il pubblico di Verona volesse tanto un allenatore con questo carattere”.

FONTE: CalcioHellas.it


Serie D girone D, si separano le strade tra la Vigor Carpaneto 1922 e il tecnico Martins Adailton: torna Stefano Rossini
La decisione è stata maturata da entrambe le parti dopo un confronto mettendo in primo piano il bene della squadra. Ora il timone sarà guidato dal tecnico già protagonista per buona parte delle prime due stagioni biancazzurre in serie D

Nell’immagine Maurizio Hobby Foto, Martins Adailton.

Si separano le strade tra la Vigor Carpaneto 1922 e il tecnico Martins Adailton, con una decisione consensuale tra il presidente biancazzurro Giuseppe Rossetti e il tecnico brasiliano dopo un confronto tra le parti. La scelta, all’insegna del grande senso di responsabilità e anteponendo il bene della squadra davanti a tutto, arriva in un momento delicato per la formazione piacentina, che occupa il penultimo posto nel girone D di serie D con 2 punti all’attivo in 6 partite, frutto dei primi due pareggi contro Fanfulla e Sasso Marconi Zola seguiti da quattro sconfitte consecutive (cinque contando anche la Coppa Italia), l’ultima delle quali domenica al “San Lazzaro” contro il Crema (0-1), mentre l’unica gioia in partita ufficiale era arrivata nel turno preliminare di Coppa Italia contro il Lentigione. Al tecnico brasiliano la società formula i più sentiti ringraziamenti per i due mesi e mezzo di lavoro insieme e l’in bocca al lupo per il futuro.

Al suo posto ci sarà un ritorno: quello di Stefano Rossini, classe 1971, ex difensore di serie A [...] “Adailton è un grandissimo uomo – spiega il presidente Giuseppe Rossetti – un’enciclopedia del calcio e lo ha dimostrato anche in questo gesto di fare un passo indietro dopo un confronto con il sottoscritto, maturando una decisione condivisa per il bene della squadra. Purtroppo dovevamo compiere una scelta perché siamo in un momento difficile dove ne usciremo stando tutti insieme. Solo così possiamo saltarci fuori, altrimenti non è facile risalire la china in un campionato difficilissimo come la serie D. Ad Adailton ho detto che Carpaneto resta casa sua e può venire quando vuole a trovarci: sarà sempre il benvenuto”.

[...]

FONTE: VigorCarpaneto1922.com


INTERVISTA A TMW
Adailton: Stepinski non è la punta che serviva
24/09/2019 11:26
"Questo Verona ha ottime possibilità di salvarsi stando a quanto visto nelle prime quattro giornate di Serie A. Bravo Juric che è riuscito a dare subito un'organizzazione e grinta a questa squadra. L'Udinese non è da sottovalutare, perché Tudor mi sembra allenatore bravo nel preparare questo tipo di sfide. E' già uno scontro diretto e bisogna interpretare una gara molto diversa dall'ultima. E' una partita che vale sei punti" Adailton parla così del momento del Verona ai microfoni di TMW.

L'ex attaccante dell'Hellas nutre qualche dubbio sull'attacco gialloblù: "C'è qualche problema in zona gol. Anche lo stesso Stepinski, che finora non s'è mai visto perché subito espulso contro il Milan, non è il bomber che serviva - ha detto senza giri di parole Adailton - bisogna sperare in Di Carmine, crescendo può diventare il punto di riferimento di questa squadra. In avanti manca qualcosa".

Adailton ha concluso: "Ma se il buongiorno si vede dal mattino questa è una squadra che ha ottime possibilità di salvarsi. Veloso mi ha impressionato. E' arrivato a Verona con alle spalle già una buona esperienza in Serie A, ma mi è piaciuto come si è calato nella parte. E' in ottima forma ed è il leader di questa squadra".

FONTE: TGGialloBlu.it


Adailton promuove il nuovo Verona
L'ex attaccante gialloblù elogia Juric: "Per salvarsi bisogna essere aggressivi".


Intervistato da Radio Rossonera a due giorni da Verona-Milan, posticipo domenicale della terza giornata, Martins Adailton, ex attaccante e bandiera dell’Hellas.
Il brasiliano ha commentato il buon inizio di stagione dei gialloblù elogiando il lavoro di Ivan Juric: "Juric mi piace molto perché sa lavorare molto bene con i giovani. È una squadra che ha grande aggressività e gioca ad alto ritmo ed intensità. Giocare così è esattamente ciò che ci vuole per salvarsi; il campionato italiano è molto più qualitativo rispetto a pochi anni fa".

Adailton ha poi espresso le proprie preferenze negli attacchi di Milan e Verona: "Del Verona mi piace Di Carmine, del Milan Piatek: un vero bomber, un attaccante imprevedibile che sa attaccare la profondità e anche giocare di sponda".

FONTE: Sportal.it


Adailton: ”In casa del mio Verona non sarà facile per il Bologna. Spero che i gialloblù riescano a salvarsi”
agosto 24, 2019

”Il Verona si salva? Lo spero. Ma quando vieni dalla B il primo anno è sempre il più complicato. Se ti salvi può consolidarti: vedi il percorso che sta facendo la Spal. Dalla sua avrà la grinta di Juric: è stato mio compagno al Genoa, le sue squadre non ti regalano nulla" ha dichiarato il doppio ex, Martins Bolzan Adailton, a Il Resto del Carlino.

FONTE: HellasLive.it


Rantier-Adailton di nuovo insieme: da Verona alla Vigor 14 anni dopo
di Redazione Piacenza Sera - 29 Luglio 2019 - 16:57
Rantier e Adailton (Vigor Carpaneto)

Stesso ruolo ricoperto da giocatori, stesso piede dominante (sinistro), ancora insieme, quattordici anni dopo. Le strade di Julien Rantier (classe 1983) e Martins Adailton (1977) si ritrovano all’incrocio col cartello Vigor Carpaneto 1922, società piacentina militante in serie D.

L’attaccante francese, infatti, si appresta a vivere il suo terzo anno in maglia biancazzurra e ora come nuovo allenatore ritroverà il brasiliano, a sua volta ex attaccante di serie A e di rango internazionale. Tutto questo a distanza di 14 anni, perché insieme avevano condiviso l’annata calcistica 2005-2006 in serie B all’Hellas Verona.

“In panchina – racconta Adailton, ora tecnico della Vigor che sabato scorso si è radunata per l’inizio della preparazione – c’era Massimo Ficcadenti ed era stata una buona stagione, chiudendo a metà classifica con una squadra ricca di giovani. Io ero tra i più esperti insieme a Mazzola ed è stato bello vedere tanti ragazzi, tra cui i vari Munari, Pegolo, Iunco, Papa Waigo e lo stesso Rantier percorrere poi una bella carriera”.

“Julien l’ho conosciuto proprio a Verona, era un ragazzo che ci aveva colpito per la voglia di imparare ed essere professionista fin da subito, lavorando ogni giorno per imparare. Tra noi si è instaurato un bel rapporto, poi durato nel corso del tempo rimanendo in contatto. L’impressione di lavorare con lui ora? All’inizio sembra n po’ strano, ma Julien è un ragazzo intelligente, in campo abbiamo i rispettivi ruoli e sarà molto facile lavorare con lui. Spero di avere con tutti il rapporto di fiducia reciproca”.

“Ho un ricordo bellissimo di Verona – afferma invece Rantier – Adailton ci aveva dato una grande mano, un maestro di calcio e di vita, un signore del calcio. Con lui è nato un bellissimo rapporto ed è stato un maestro di punizioni, calciando tra l’altro con lo stesso piede. Ora è il nostro allenatore, mi fa una bella impressione la cosa, sarà un’opportunità anche per lui per la carriera da tecnico, essendo la prima volta da primo allenatore. Abbiamo davanti un grandissimo, ci si può divertire e sono sicuro possa darci tanto: gli auguro il meglio e so che ci darà una grande mano”.

“Strano vederlo come mister? Neanche più di tanto, non sarà un problema perché lui è il mio allenatore: lo era già in campo all’epoca”. E chissà che tra un allenamento e un altro non nasca un duello a suon di punizioni: uno spettacolo da non perdere.

Nelle foto, Julien Rantier e Martins Adailton nella stagione 2005-2006 con la maglia dell’Hellas Verona in serie B e ora alla Vigor Carpaneto 1922 (serie D)

FONTE: PiacenzaSera.it


STAGIONE 2018-19 +   -   =
Calciomercato Dilettanti - Carpaneto: incontro con Adailton, c'è l'ok per la panchina
Calciomercato Dilettanti - Carpaneto: Adailton è il nuovo tecnico. «Dobbiamo essere una squadra che gioca sempre per vincere»
Trattativa maturata attraverso Rantier, ex compagno di squadra del brasiliano conosciuto per i suoi trascorsi da giocatore in Serie A

Redazione
11 giugno 2019 11:35

Cambio al timone tecnico della Vigor Carpaneto, che oggi ufficializza l’avvicendamento in panchina della prima squadra biancazzurra militante per il terzo anno consecutivo in serie D. La società del presidente Giuseppe Rossetti dà il benvenuto al tecnico Martins Adailton, brasiliano con una gloriosa carriera in serie A e internazionale da attaccante, mentre da allenatore è reduce dall’esperienza come vice alla Virtus Verona, prima vincendo la serie D (2017-2018) e poi affrontando la Lega Pro nella stagione appena conclusa.

Adaliton riceve il testimone da Marco Veronese, tecnico milanese che aveva concluso positivamente la scorsa annata calcistica subentrando a sua volta a marzo a Stefano Rossini. Lo scorso 28 maggio Veronese (già vice di Gianni de Biasi sulla panchina della nazionale maggiore dell’Albania) era stato ufficialmente confermato sulla panchina della Vigor, ma nelle scorse ore avrebbe ricevuto una proposta dalla serie B come allenatore in seconda. Così, il presidente Rossetti ha deciso di percorrere altre strade, cogliendo al volo l’occasione della pista tecnica che portava ad Adaliton.

“Non è stato proprio un fulmine a ciel sereno – spiega il presidente Rossetti - sapevamo che Veronese avrebbe potuto ricevere da un momento all’altro una proposta allettante da categorie superiori; in tal caso, eravamo d’accordo che entro una certa data avrei potuto scegliere io sul futuro in biancazzurro. Non siamo stati colti impreparati, ho avuto modo di conoscere Adailton e ora siamo molto contenti di averlo con noi. Prima, però, non posso che ringraziare Veronese per il lavoro fatto a Carpaneto, due mesi dove si è fatto conoscere e apprezzare al punto, non a caso, di essere stato confermato per la prossima stagione prima di questo epilogo. A lui va il grazie e l’in bocca al lupo per la nuova, stimolante avventura e abbiamo anche un pizzico d’orgoglio nel vedere come anche la nostra piccola realtà possa essere sotto gli occhi di tutti e contribuire a essere un trampolino di lancio per la carriera”.

Quindi aggiunge. “Ora inizia un nuovo ciclo, la carriera da calciatore di Adailton parla da sola e non voglio entrare sui suoi meriti sportivi evidenti. Ha calcato palcoscenici importanti, ha un’esperienza invidiabile e ci potrà essere tantissimo di aiuto. Riempie d’orgoglio e fa quasi emozionare pensare di avere un nome così altisonante a Carpaneto dove soltanto nel 2012 partivamo dalla Seconda categoria”.

LE DICHIARAZIONI DI ADAILTON – “La trattativa è maturata tramite Julien Rantier, mio ex compagno di squadra a Verona e che ora ritrovo alla Vigor. Ha fatto il mio nome al presidente, avevamo svolto insieme il corso federale a Coverciano, poi mi ha parlato benissimo della società, del presidente e di tutto l’ambiente di Carpaneto. Questa proposta mi ha entusiasmato, sapevo come potesse essere una chance importante in una società che vuole far bene. La serie D è un campionato importante, sono contento di aver raggiunto un accordo e penso che occorra fare sempre meglio: la Vigor ha già fatto bene, ha una base da cui partire, il presidente ha lavorato per mantenere uno zoccolo duro della squadra e questo è fondamentale. Cercheremo di fare meglio, crescere, migliorare”. Quindi aggiunge. “La mia primissima impressione è positiva, ho conosciuto un presidente serio, che ha voglia di far bene e che lascia la libertà di lavoro tecnico al suo allenatore; anche come persona ho avuto un’ottima impressione e i rapporti sono importanti: nell’ambiente bisogna avere un’unica intesa”. Infine alcune anticipazioni del suo “credo” calcistico. “Come allenatore non aspetto che succedano le cose: dobbiamo essere una squadra che gioca sempre per vincere, con voglia di aggredire e rubare il pallone e avere qualità nel gioco”.

LA CARRIERA DI ADAILTON – Adailton Martins Bolzan, più conosciuto come Adailton, è nato a Santiago (Brasile) il 24 gennaio 1977 e da attaccante ha avuto una brillante carriera a livello internazionale. Nell’estate del 1997 si è messo in luce nel Mondiale Under 20 con la maglia del Brasile, risultando il capocannoniere con dieci reti. Lo sbarco nel campionato italiano è avvenuto con la maglia del Parma (stagione 1997-1998, 13 presenze e 2 gol), prima di approdare al Paris Saint Germain nell’annata successiva (19 presenze, 2 reti). Lunghissimo, invece, il ciclo a Verona, con 50 gol in 175 partite tra serie A e serie B. Nel 2006-2007 è approdato al Genoa conquistando la promozione dalla B alla A anche con l’aiuto dei suoi gol (11). Poi il triennio a Bologna (86 presenze, 22 reti), prima di chiudere la carriera con le esperienze al Vaslui (Romania) e Juventude, squadra brasiliana che lo ha visto crescere.

IL PUNTO SULLA NUOVA VIGOR – Il tecnico Martins Adailton è il primo volto nuovo della Vigor nella stagione 2019-2020 in serie D, visto che fin qui sono state ufficializzate solo conferme: in campo, sono cinque (i difensori Matteo Rossini, Davide Zuccolini, Samuele Barba, il centrocampista Dario Mastrototaro e l’attaccante Julien Rantier), mentre nello staff tecnico e medico sono stati confermati il preparatore fisico Pablo Lischetti, il preparatore dei portieri Francesco Cavi e il fisioterapista Matteo Burgazzi.

FONTE: SportPiacenza.it


NEWS
Adailton: “Il Verona merita la Serie A, adesso si è ripreso alla grande”
L’ex attaccante gialloblù ha fiducia nella squadra di Aglietti, anche se mette in guardia dal Cittadella. Ma Verona merita il salto di categoria

di Redazione maggio 27, 2019 - 19:01

Adailton, ex attaccante anche di Genoa, Parma e Verona, ha parlato a Radio Sportiva: “Il Verona si è ripreso alla grande, ma il Cittadella sarà un brutto cliente nella finale play off, la gara di andata sarà determinante. Mi auguro che possa tornare in Serie A, merita la categoria”.

FONTE: CalcioHellas.it


Che fine ha fatto? Adailton, da 'Zico' di PSG e Verona all'idolatria per Gasperini
del 15 febbraio 2019 alle 23:15
di Alessandro Di Gioia

Ogni volta nelle domeniche al Bentegodi era sempre la stessa storia: lo speaker dello stadio cominciava a chiamare i nomi dei giocatori dell'Hellas pronti a scendere in campo e quando toccava a lui, a quel brasiliano atipico con il 10 sulle spalle, la curva gialloblu si scatenava con il consueto "Maaartins 'tira la bomba' Adaiiilttooon!". Già, perché il nativo di Santiago de Rio Grande do Sul è stato per sette anni l'idolo indiscusso dei butei veronesi.

L'IDOLO ZICO, IL MONDIALE UNDER 20 E I PARAGONI SCOMODI - Adailton Martins Bolzan comincia a giocare in patria all'età di quattordici anni: seconda punta, trequartista o esterno alto di centrocampo, a malincuore, il brasiliano era dotato di una classe sopraffina e di un tiro al fulmicotone, che lo ha reso per tutta la carriera uno specialista dei calci piazzati. Adailton ha sempre avuto il mito di Zico, al quale ha più volte dichiarato di ispirarsi e del quale ha in un certo senso ripercorso le orme, visto che ha disputato la parte migliore dei suoi anni calcistici in una città a pochi chilometri dal Udine. Dopo tre stagioni in Sud America, tra Juventude e Guarani, disputa un ottimo Mondiale Under 20 con il Brasile, laureandosi capocannoniere e vincendo il premio di miglior giocatore. I giornalisti dell'epoca lo notano e lo esaltano, paragonandolo a Ronaldo e Romario.

ANCELOTTI LO PREFERISCE A CHIESA MA PARMA E PSG... - Il Parma di Calisto Tanzi, sempre attento alle occasioni oltre oceano visto la presenza della Parmalat in Brasile, non se lo fa sfuggire: rilevatolo in presito, lo lancia in Serie A, tanto che l'allora tecnico gialloblù Carlo Ancelotti lo preferisce spesso a Enrico Chiesa, per questioni tattiche. Nellle amichevoli estive Adailton segna con regolarità, ma durante l'anno delude, anche in seguito all'esplosione della coppia gol formata proprio da Chiesa ed Hernan Crespo, riuscendo tuttavia ad esordire in Champions League. Così, l'anno seguente si trasferisce sempre in prestito in Francia, al PSG, non riuscendo per limiti caratteriali a offrire il meglio di sè.

LA STORIA DELL'HELLAS VERONA E IL BRASILE SFIORATO - Ma saranno l'ombra dell'Arena e la città di Romeo e Giulietta ad offrirgli l'opportunità di sfondare nel calcio europeo: il Verona, appena promosso in Serie A, decide di puntar su di lui, e non sbaglia. Adailton diviene una vera e propria bandiera per i gialloblù, giocando per tre anni in Serie A e per quattro in Serie B, segnando in ogni stagione un numero maggiore di reti fino alle 15 del 2005/2006, ed arrivando a un passo dalla convocazione con la nazionale maggiore del Brasile, dopo i 10 gol in 4 presenze nell'Under 20. Nell'età d'oro di Malesani diviene il quarto miglior marcatore della storia dell'Hellas, realizzando 114 gol. SUCCESSI E PROMOZIONI TRA GENOA E BOLOGNA - A malincuore lascia il Veneto a 30 anni compiuti, per trasferirsi prima al Genoa, dove riesce a ottenere un'altra promozione in Serie A, realizzando 11 reti in una stagione, e poi a Bologna, dove rimane per tre stagioni, conqusitando l'ennesima promozione nella massima serie, segnando contro Juventus e Inter e mettendo a segno la prima tripletta in Serie A. Chiude quindi l'esperienza in Italia, concludendo la carriera tra Romania, nel Vaslui, e Brasile, con il ritorno alla Juventude.

ADAILTON OGGI E QUELL'AMMIRAZIONE PER GASP... - Ma la sua esperienza in Italia gli rimane fortemente nel cuore, tanto che torna subito nel Belpaese: inizia a frequentare il corso per diventare allenatore e ottiene il patentino per allenare in Serie D, conquistando da vice la promozione in Serie C con la Virtus Verona, la terza squadra del capoluogo scaligero. Il suo desiderio è quello di proseguire il suo percorso lavorativo nel nostro paese, motivo per cui ha declinato le offerte che gli sono arrivate dalla Romania e dal Brasile. Non solo, ha sviluppato una vera e propria forma di "idolatria" nei confronti del tecnico dell'Atalanta Gian Piero Gasperini, che lo ha allenato nell'esperienza al Genoa: i due si sentono spesso e Adailton ne è fortemente ispirato, per la sua metodologia e per come valorizza i giovani, dando intensità nel gioco e senza paura di rischiare. Un ottimo modello: chissà se nel futuro potrà eguagliarne i risultati...

@AleDigio89

FONTE: CalcioMercato.com


IL NOSTRO OPINIONISTA
ADAILTON, DA TELENUOVO A SKY: TUTTI LO APPREZZANO
12/02/2019 16:34
Martins Adailton, ex attaccante del Verona, sta studiando per iniziare la carriera di allenatore. Appassionatissimo di tattica e di metodologie di allenamento, Adailton vuole approfondire sempre di più la materia. Tra qualche settimana farà uno stage con il suo maestro Gasperini all'Atalanta e poi parteciperà al corso di Uefa A per prendere il patentino che gli permetterà di allenare squadre di serie A. Nel frattempo è diventato un apprezzatissimo opinionista. Prima a Telenuovo dove lavora da qualche mese e recentemente anche a Sky, dove ha debuttato con successo (GUARDA IL VIDEO).

FONTE: TGGialloBlu.it


SERIE A
RMC SPORT - Adailton: "Bologna, aspettative diverse. Tornerei da Ancelotti"
01.12.2018 22:04 di RMCSport Redazione Twitter: @RMCSportnetwork
Ai microfoni di RMC Sport, durante il corso del 'Live Show', l'ex giocatore brasiliano Adailton ha rilasciato la seguente intervista:
[...]

Sul momento difficile che sta attraversando l'Hellas Verona:
"Vivo a Verona e seguo moltissimo la squadra. È un momento complicato, l'Hellas non si riesce ad esprimere bene dopo una stagione difficile in A. In estate sembrava che dovesse vincere tranquillamente la B, ma adesso è addirittura fuori dalla zona play-off. Anche a livello ambientale la situazione non è facile, non c'è l'appoggio della tifoseria che diventa fondamentale in un campionato lungo ed equilibrato come quello di Serie B".

[...]

Ciò che è successo nel ritorno di River-Boca è la pagina più nera del calcio sudamericano?
"L'Argentina sta soffrendo tantissimo. Questo derby sarebbe potuto essere un momento importante per dimostrare che anche in sudamerica si poteva fare grandissimo spettacolo. Credo che dopo questo potrà cambiare il regolamento della Libertadores: spero che verrà messa la finale unica su un campo scelto in partenza, come avviene in Champions".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Adailton: “PSG? Il San Paolo farà la differenza. Allan si merita la convocazione col Brasile”
[...]

Sulle squadre in cui ha giocato: “Ho avuto la fortuna di essermi trovato bene in tutte le squadre in cui ho giocato però ovviamente il mio cuore è gialloblù: ho trascorso 7 anni indimenticabili all’Hellas Verona. Ma sono stato benissimo anche a Genova e a Bologna. Poi a Parma è stato fantastico perché ho avuto la fortuna di essere allenato da Ancelotti e aver giocato con gente come Cannavaro, Crespo, Buffon, Thuram, era una squadra pazzesca. Tutte le squadre mi hanno dato qualcosa, l’Hellas un po’ di più”.

Sul Genoa: “L’esonero di Ballardini è stata una sorpresa ma Preziosi non era contento delle prestazioni della squadra. Con Juric non sta andando benissimo ma ha avuto gare difficili. Forse mancano i due punti con l’Udinese ma a Torino ha strappato un ottimo pareggio e poi perdere con le milanesi può starci. Col Milan ha preso gol al 90'. Adesso per il Genoa ci saranno partite contro avversari più abbordabili”.

Sui migliori allenatori avuti in carriera: “Come nell’intervista di un mesetto fa, confermo i tre nomi che ho fatto: Ancelotti, Prandelli e Gasperini. Con Ancelotti è stata la mia prima esperienza, Prandelli veniva dalla Primavera dell’Atalanta quindi aveva l’intuito giusto e sapeva come lavorare coi giovani. Con Gasperini ero più maturo ma mi ha insegnato tanto, lui è 10 anni avanti”.

Infine, parlando del suo futuro: “Al momento non ho novità professionali, aspetto una chiamata, spero che qualcuno mi dia fiducia. Sono convinto di poter diventare un buon allenatore”.
Europacalcio.it

FONTE: TeleCapriSport.it


STAGIONE 2017-18 +   -   =
CALCIOMERCATO
A.A.A. cercasi uomo immagine per Hellas

29/05/2018 11:29
Setti sta cercando un uomo immagine per il Verona che possa fargli da schermo in vista della prossima stagione.
Si era pensato ad un ritorno di Luca Toni, ma l'entourage del presidente ha sconsigliato questo ritorno.
Ed allora ha preso piede un'altra ipotesi: l'arruolamento di Martins Adailton.

BOLOGNA-VERONA
Adailton: Verona, troppi errori in difesa!
Adailton (Radio Goal 24)

14/04/2018 09:50
“Troppo spesso il Verona ha pagato delle distrazioni in fase difensiva. Questo ha pesato ancor di più a fronte di una squadra che non segna molto. Quindi per non uscire sconfitti dal Dall’Ara la prima cosa sarà essere sempre attenti in copertura”. Così Martins Adailton, ex attaccante del Verona, parla in vista della gara del “Dall’Ara” a “La Gazzetta dello Sport”.

Adailton, ex anche del Bologna, ha aggiunto: “A gennaio sono arrivati Petkovic e Matos, che per caratteristiche non sono dei realizzatori. Kean si è infortunato. Per superare questo problema è fondamentale l’apporto dei centrocampisti, chiamati agli inserimenti in avanti, e la presenza dei difensori sulle palle inattive“.

FONTE: TGGialloBlu.it


Punizioni alla Zico, con Ancelotti e Buffon al Parma, le idee di Gasp: Adailton ci racconta la sua nuova vita da allenatore
Roma

08/03/18 18:00 | Interviste | Autore: Matteo Moretto
La cosa bella è che ‘Ada’ finisce allenamento e continua a correre dietro a un pallone, anche oggi, a 41 anni. “E ci credo! Torno a casa e sento ‘papà…. giochiamo?!”. E via. “Quello di cinque è bello vispo, l’altro di due e mezzo insegue”. Ma impara già, anche se per la tattica è ancora presto. Adailton se la ride, la sua testa meno, perché pensa già ai prossimi impegni: allenamento, allenamento, partita. "Un allenatore non stacca mai!”. La nuova vita di Adaílton Martins Bolzan è sempre in campo, sempre con una palla rotonda in mezzo che rotola, ma la prospettiva corretta è quella dalla panchina. “Adesso faccio il vice allenatore alla Virtusvecomp, in Serie D. Per adesso stiamo andando bene ma bisogna continuare così”. Mentalità martello. Con un approccio da… papà. “Un giocatore è come un figlio per me”. L’indizio che fa la prova schiacciante sta nell’uso della voce. ‘Ada’ ha le idee chiare sul tipo di gestione che vuole portare avanti: "Il passaggio più difficile è capire che non sei più un giocatore ma l’allenatore. Cambiano tantissime cose: l’approccio psicologico con il gruppo, il come comunicare certi messaggi. Cambia il tono della voce, perché il tono ti dà autorità. Io sono uno di quelli che accetta il confronto e lascia margine di dialogo ma sulle decisioni non transige: le prende chi allena. Il riuscire a trasmettere il proprio pensiero è la parte più importante e più difficile allo stesso tempo. Urlare? No. Preferisco parlare il tono fermo e sicuro. In alcuni casi deciso. Ma senza urla. Timore no, rispetto si, sempre. Il giocatore deve capire che fare due metri in più o due in meno è tutto per la squadra. E’ come gestire un… figlio!”. Per l’appunto.


“M’ispiravo a lui! Sono cresciuto studiando ogni minimo dettaglio del suo modo di calciare” anche se “la sua maglietta non me la sono mai comprata, mai! Io tifavo Internacional de Porto Alegre, non Flamengo”. E gol anche a Gigi Buffon. “Si ma solo in allenamento!”. Chiaro, i due hanno condiviso lo spogliatoio per una stagione. “Era il Parma dei campioni quello. Campioni veri, assoluti. E la cosa bella era che, nonostante io fossi al mio primo anno in Italia, al mio primo anno al Parma e avessi appena 20 anni, mi sento uno di loro, mi sentivo considerato. Ho capito perché i vari Thuram, Cannavaro, Buffon sono arrivati così in alto: non mollavano un centimetro. A fine allenamento continuavano a fare lanci, provare, testare. Mi dicevo ‘se loro sono ancora in campo, io non posso andare a casa!’. Ho capito che il vero campione vuole crescere collettivamente ma punta a migliorarsi anche individualmente, allenandosi anche 10 minuti in più”. Tornando a Buffon. “Aveva 19 anni ma era già fenomenale. Eravamo insieme quando ricevette la prima convocazione per la Nazionale maggiore. Sai che mi disse? ‘Mamma mia, in Russia ci sarà un freddo boia’. Perché pensava di fare il secondo per 90 minuti e poi… è diventato un mito del calcio”.

Al Parma è stato allenato da un certo Carlo Ancelotti, che lo preferì a Roby Baggio. Adailton ci chiarisce: “Non per le qualità tecniche ma perché sarei stato più facile da gestire. Aveva Chiesa e Crespo, giocava con il 4-4-2. Con un Baggio in più poteva avere alcune difficoltà nella gestione del gruppo. Io ero giovane, avevo 20 anni e avrei accettato con più serenità la panchina". A Verona - il suo grande amore, città dov’è tornato a vivere con tutta la famiglia - ha imparato molto da Prandelli e Malesani. “Il primo, con i giovani, era fenomenale. Da Cesare ho capito l’importanza dei movimenti senza palla. Malesani puntava tutto sul bel calcio”. Chi, però, gli ha fatto scoccare la scintilla per diventare allenatore è stato Gasperini, ai tempi del Genoa. “Un giorno mi disse ‘sei uno dei calciatori tatticamente più intelligenti che abbia mai allenato’ e credimi è stato un onore. Ricordo quanto si arrabbiava con chi perdeva tempo a giocare alla playstation oppure al fantacalcio! Spero di andarlo a trovare presto e vedere i suoi allenamenti. Mi ha dato convinzione e la forza di puntare sulla carriera da allenatore”.


‘Ada’ è un uomo gentile, sorridente, che non lascia nulla al caso, nemmeno i sorrisi. Da giocatore ha toccato con mano l’ambiente della Selecao, in un Mondiale U-20, e ha conosciuto realtà di livello mondiale, come il PSG. “Lì ho capito che il calciatore è anche un personaggio. Che deve dare l’esempio, che deve pensare al campo ma anche a mille altre cose extra”. Ed è stato vicinissimo alla Roma. “Nell’anno in cui il Verona è retrocesso. Sarei dovuto rientrare nell’operazione Nakata, col Parma. Ma quella Roma aveva campioni assoluti come Totti, Batistuta, Montella, Delvecchio e io volevo giocare, ero giovane. Avrei vinto uno scudetto!”. Ma ha preferito l’amore di Verona dove tutt’oggi è amatissimo. Scaramantico, poco. Molto religioso. ‘Ada’ ci spiega: “Siamo di passaggio. Penso che ci sia qualcuno di grande lassù, più grande di tutti noi, ma bisogna lasciare un segno in questa vita, un segno anche nelle persone, in positivo". E lui lo vuole fare, oggi da allenatore, ambizioso e innamorato del pallone qual è. Perché alla fine papà gioca sempre, anche dopo allenamento.

FONTE: GianlucaDiMarzio.com


Adailton: “Sono sconvolto da questa tragedia. Un forte abbraccio alla famiglia Astori”
marzo 4, 2018

In questi momenti tutto rimane in seconda piano. Sono sconvolto da questa tragedia che a colpito Davide, ci stringiamo tutti in un forte abbraccio alla famiglia Astori. Questo il messaggio e la foto pubblicati sui social dall’ex attaccante dell’Hellas Verona, Adailton, dopo la tragedia per la prematura scomparsa di Davide Astori.

FONTE: HellasLive.it




ANCHE ADAILTON "ASSAGGIA" LE NUOVE AREE LOUNGE DEL BENTEGODI
21/NOVEMBRE/2017 - 18:20
Verona - In occasione di Hellas Verona-Bologna, anche Martins Bolzan Adailton ha voluto toccare con mano le nuove aree dello stadio 'Bentegodi', Fan Area e Hellas Club. Una partita da non perdere per lui, che in carriera ha giocato e segnato per entrambe le squadre in campo, ma che oggi ha deciso di vivere a Verona e difficilmente si perde una gara dell'Hellas.

L'occasione perfetta per provare tutti i servizi e l'ospitalità messi a disposizione dall'Hellas Verona a tutti gli appassionati che vogliano vivere le partite interne da una nuova prospettiva. Anche per Adailton, dopo aver cenato con vista sul riscaldamento delle due squadre, un posto riservato nelle Poltronissime Est, settore su cui si affacciano le aree lounge, per assistere alla gara dalla migliore visuale dello stadio.

Lo stesso hanno fatto, finora, tantissimi tifosi gialloblù: eccezionale la percentuale di riempimento fatta registrare finora, con diverse gare in cui le lounge sono andate sold out.

FONTE: HellasVerona.it


Adailton: “La società deve trovare una soluzione per riportare l’Hellas ad essere competitivo”
By Stefano Pozza - 21 novembre 2017

Queste le parole di Bolzan Martins Adailton dopo aver visto la partita tra Hellas Verona e Bologna: ”Ho avuto la fortuna di fare parte delle due società. Oggi è stata una partita tra due squadre che hanno fatto parte della mia storia, non potevo mancare.

Il Verona aveva fatto benissimo, ha sfruttato bene le fasce, i gol sono arrivati da lì. Poi l’errore di lasciare spazio agli avversari, la linea di difesa non stava più tanto alta e il Verona ha pagato. Nicolas non poteva fare nulla sui gol, troppa libertà agli attaccanti del Bologna.

La contestazione? La società ora deve parlare, e trovare la soluzione per riportare l’Hellas Verona ad essere una squadra competitiva. Si devono trovare delle scosse, delle energie e delle motivazioni nuove.

Lo spogliatoio sento che è insieme allenatore, preoccupa che quando la squadra va in difficoltà si disunisce tantissimo. E questo è molto preoccupante”.

FONTE: HellasNews.it


adailton: malesani tornerebbe al Verona

Pubblicato il 21 nov 2017

FONTE: Canale Youtube TgGialloblu Telenuovo


EX VERONA
Adailton: “Verona, la Serie A è dura, ma lotterai fino alla fine”
L’ex attaccante: “A volte manca il gioco, ma col recupero di Bessa può cambiare”

di Redazione Hellas1903, 08/11/2017, 10:42

Martins Bolzan Adailton, attaccante gialloblù dal 1999 al 2006, ora vice allenatore della Virtus Vecomp, impegnata in Serie D, parla, intervistato da “La Gazzetta dello Sport”, del momento del Verona.
Dice l’ex campione brasiliano: “L’impatto con la categoria è stato difficile, i problemi ci sono, il calendario è stato complicato. A volta manca un gioco, finora la squadra di Pecchia ha vinto soltanto con il Benevento, però anche quello è stato un successo importante”.
Continua Adailton: “Penso che si potrà lottare fino alla fine per la salvezza. Spero nel recupero di Bessa, il giocatore che più può lasciare il segno in questa squadra”.

FONTE: Hellas1903.it


Adailton: “Napoli e Hellas Verona? Grande rivalità, Juve favorita per lo scudetto”
Di Redazione Cm24 - 29/07/2017


Adailton Martins Bolzan, brasiliano di nascita ma veronese d’adozione. Bandiera del club veneto considerando i 7 anni in gialloblu. L’ex trequartista è intervenuto ai microfoni di CalcioNapoli24.it. Ecco quanto evidenziato da Calciomercato24.com: “Hellas Verona-Napoli? Dalla mia esperienza come ex giocatore gialloblu, vi assicuro che è una partita importantissima per la piazza e sarà una grandissimo match. Da una parte il Verona, reduce dalla Serie B, vorrà sorprendere e iniziare alla grande davanti al proprio pubblico, ma dall’altra gli azzurri giocheranno solo per vincere poiché non potranno perdere nemmeno un punto per puntare alla vittoria finale. Prevedo grande spettacolo, anche perché gli uomini di Pecchia si esalteranno considerando l’arrivo di una candidata allo scudetto. Prevedo una partita dalla grande intensità, con entrambe le compagini che proveranno a imporre il proprio gioco. Poi è chiaro, i partenopei hanno maggior qualità e partono un passo avanti“.

“Era una rivalità molto tra Nord e Sud, perché entrambe le città rispecchiano pienamente i tratti settentrionali e meridionali. Inoltre, anche perché sono piazze che sono riuscite a vincere al di là delle squadre storiche. I tifosi veronesi sentono davvero tanto quest’evento e in campo si sente eccome, purtroppo spesso anche in termini negativi. Lo stadio era puntualmente una bolgia, sembrava arrivasse la Juventus. Il match col Napoli era attesissimo, anche quando gli azzurri non erano ancora al top come ora“.

Sullo Scudetto...
“Sono del parere che la Juventus sia ancora avanti a tutte, almeno per tre motivi: ha una base forte, ha comunque acquistato giocatori importanti ed è abituata a vincere. Tuttavia credo anche che il prossimo campionato sarà più competitivo, questa volta per i bianconeri non sarà così semplice trionfare. Il Napoli è più forte dello scorso anno, più consapevole dei propri mezzi. Il Milan anche si inserirà nella corsa, non so l’Inter anche se ha tutto il potenziale e occhio anche alla Roma. Ma punto soprattutto su Juve-Napoli, con la squadra di Sarri che esprime il calcio più spettacolare d’Italia. Molto sudamericano, fa divertire ma è anche concreto. Sarebbe un bel messaggio per questo sport se una squadra così riuscisse anche a vincere il titolo nazionale“.

Il paragone con Ronaldo e Romario. Poi cosa è successo?
“E’ vero, mi chiamavano così. Arrivavo da un altro calcio, credo che sia stato molto una questione psicologica. All’epoca in Italia giocavano pochi giocatori giovani, verso quest’ultimi si diceva che c’era tempo ma poi alla fine ne passava troppo. Arrivai a Parma dove c’erano grandi giocatori, dopo iniziarono a sorgere anche dubbi sulle mie qualità. Ho perso diversi anni, peccato… ma sono cose che succedono, sono comunque soddisfatto. Ho avuto una buona carriera e va bene così anche se potevo dare di più. Ora avanti con questa nuova avventura, dove cercherò di non ripetere gli stessi errori”.

FONTE: CalcioMercato24.com


Adailton: “L’Hellas Verona deve mettere le basi per restare a lungo in Serie A. Cassano? Meglio che la sua scelta sia arrivata prima dell’inizio del campionato”
luglio 26, 2017

“Il mio desiderio è di cominciare a fare l’allenatore in Italia. E’ l’inizio di una nuova strada da tracciare. A parte il passaporto brasiliano, mi sento anche italiano visto che sono arrivato qui molto giovane. E c’è un po’ di Verona in me, visto che ho casa lì – ha dichiarato Adailton a TMW, ex gialloblù impegnato a Coverciano con i giocatori senza contratto che gli consentirà di prendere il patentino di allenatore UEFA B – Cassano? È una sua decisione personale da rispettare. Non si è sentito nella condizione di continuare. Credo che semmai si dovesse valutare la situazione prima di prenderlo. La sua idea di andare al Verona e poi smettere dopo pochi giorni non è la decisione più giusta per una società importante come il Verona e che ha una sua grande storia: magari un po’ di considerazione rispetto a questo nella sua decisione deve esserci. Meglio comunque che questa scelta arrivi prima dell’inizio del campionato. Diamanti? Si cerca di costruire una squadra con giovani e anche esperti. C’è Pazzini che rappresenta molto per li Verona, i gol li sa fare. Cerci deve ridimostrare il suo valore e per lui è un’opportunità magari pensando anche alla Nazionale. Il Verona deve capire che è il primo anno dopo la retrocessione e che deve mettere le basi per restare a lungo in A”.

FONTE: HellasLive.it


EX DI VERONA E CHIEVO
Adailton e Luciano compagni a Coverciano
23/07/2017 20:22
Adailton e Luciano si ritrovano ad anni di distanza. Entrambi i giocatori, ex di Verona e Chievo, stanno frequentando a Coverciano il corso per il patentino di allenatore Uefa. I due brasiliani sono molto legati a Verona e vorrebbero partire proprio dalla città scaligera per iniziare la loro avventura.

FONTE: TGGialloBlu.it


ESCLUSIVA PSB – Adailton: “Che ricordi di Parma! Serie B molto cambiata rispetto a prima”
Da Alessio D'Errico il 6 luglio 2017 alle 17:44

Mancino letale, gioco spumeggiante e punizioni da brividi: potrebbe essere questa la descrizione più breve e rappresentativa di Adailton Martins, noto come Adailton, che per quasi 20 anni ha deliziato i tifosi italiani tra Parma, Verona, Genoa e Bologna col proprio mancino fatato. Il brasiliano, ora, ha smesso col calcio giocato ed in esclusiva alla redazione di pianetaserieb.it ha parlato dei suoi progetti, del “suo” vecchio Parma e della differenza che c’è tra il calcio odierno e quello dei suoi tempi. Ecco l’intervista completa:

Dopo la Serie D e la Serie C il Parma, quest’anno, tornerà in Serie B. Che ricordi hai della piazza che ti ha accolto in Italia?
“Ho ricordi spettacolari perché sono arrivato in Italia giovane in una squadra di ragazzini come Buffon ed altri. Tutti dalla società ai tifosi ci trattavano come se fossimo in famiglia per farci sentire a nostro agio. In quel periodo, inoltre, il Parma era una grande squadra e lo stadio era sempre pieno. Ho tutti ricordi belli anche della città che è fantastica da vivere: ho trovato, al mio arrivo in Italia, la società perfetta per la mia carriera”.

Alla luce dei tanti campionati disputati in Serie B noti differenze tra la cadetteria di oggi e quella vissuta da te?
“Mi vien da dire che la Serie B è molto cambiata perché i campionati che ho fatto a Verona ed a Genova era tutt’altra cosa: le squadre avevano calciatori completamente diversi rispetto ad ora e se prima una squadra puntava alla promozione aveva le qualità per potersi salvare tranquillamente, ad oggi, in Serie A. Si spendeva di più ed i calciatori erano più esperti quindi la qualità cresceva esponenzialmente; oggi il discorso dei giovani ed il tetto del monte ingaggi è cambiato molto. Oggi la Serie B è più competitiva perché tutti hanno la possibilità di poter fare qualcosa: il Verona questa stagione doveva ammazzare il campionato e per poco non si ritrovava ai playoff”.

Adailton, quali sono i tuoi progetti futuri?
“A breve inizierò il corso a Coverciano da allenatore e la mia idea è quella di entrare nel mondo del calcio in questa veste. Avevo già fatto il corso in Brasile e mi è piaciuto tanto il ruolo da allenatore; siccome il patentino brasiliano non è valido qui in Italia dovrò rifare il corso”.

FONTE: PianetaSerieB.it


STAGIONE 2016-17 +   -   =
NEWS
Adailton: “Serie A meritata, tifosi sensazionali”
L’ex attaccante del Verona: “Col Cesena era dura a livello di tensione”

di Redazione Hellas1903, 18/05/2017, 23:51

Anche Adailton Martins Bolzan, ex attaccante che dal 1999 al 2006 ha vestito la maglia del Verona, ha festeggiato la promozione in A dei gialloblù.
Queste le sue dichiarazioni a “Radio Verona”: “Ho visto la partita con la mia famiglia, il Verona ha sofferto un po’, sono partite dure a livello di tensione. Anche al 90′ il Cesena poteva fare gol. I tifosi gialloblù sono sensazionali, questa Serie A e questi festeggiamenti sono meritati. Quando, come in questo caso, arrivi qui con 41 partite alle spalle, se non fai risultato sembra che tutte le precedenti gare disputate siano inutili. L’Hellas doveva vincere il campionato, si deve giocare per un obiettivo fino all’ultimo”.

FONTE: Hellas1903.it


LA BANDIERA GIALLOBLù
Adailton: Verona per me è indimenticabile
19/04/2017 09:47
"Non posso essere più contento di così, quanto accaduto è qualcosa di incredibile. Mi è sembrato di tornare indietro nel tempo, a 11 anni fa, la passione della gente non è cambiata. Indossare nuovamente la maglia numero 10 gialloblù? Mi sono sentito nuovamente parte di qualcosa di speciale. L'esperienza a Verona per me è stata indimenticabile, mi è quasi venuta voglia di tornare in campo per giocare ancora. Cittadella? Il Verona ha giocato bene ed ha fatto il proprio dovere, riuscendo a portare a casa un risultato importante per raggiungere l'obiettivo che tutti ci auguriamo". Queste le dichiarazioni rilasciate da Adailton dopo la premiazione per la sua carriera in gialloblù (con giro di campo al Bentegodi) a Pasquetta prima di Verona-Cittadella.
L.VAL.

FONTE: TGGialloBlu.it


#BentornatoAdailton: che emozioni al 'Bentegodi'!
18/APRILE/2017 - 19:00

Verona - L'emozione di tornare ad indossare la maglia numero 10. La stessa che ha portato per 7 anni (dal 1999 al 2006), proprio in quello stadio e sotto quella Curva che lui può chiamare "casa". Sette anni rivissuti nel prepartita di Hellas Verona-Cittadella per Martins Bolzan Adailton, 176 presenze e 52 presenze nelle partite ufficiali con i gialloblù, che ha ricevuto dal presidente Maurizio Setti una maglia celebrativa ed un ricordo speciale per quanto fatto con la maglia dell'Hellas. Tutto questo prima del tributo della gente, la sua gente, in un giro di campo lungo 7 anni.

Queste le dichiarazioni rilasciate da Adailton, a margine dell'evento: «Non posso essere più contento di così, quanto accaduto è qualcosa di incredibile. Mi è sembrato di tornare indietro nel tempo, a 11 anni fa, la passione della gente non è cambiata. Indossare nuovamente la maglia numero 10 gialloblù? Mi sono sentito nuovamente parte di qualcosa di speciale. L'esperienza a Verona per me è stata indimenticabile, mi è quasi venuta voglia di tornare in campo per giocare ancora. Cittadella? Il Verona ha giocato bene ed ha fatto il proprio dovere, riuscendo a portare a casa un risultato importante per raggiungere l'obiettivo che tutti ci auguriamo».


Verona - Adailton Martins Bolzan: dal 1999 al 2006, tra Serie A e cadetteria, un'avventura fatta di passione per il calcio e di comprovato amore per i colori gialloblù. Proprio per questo, prima di Hellas Verona-Cittadella, Adailton verrà premiato allo stadio Bentegodi a rinoscimento di quanto fatto per l'Hellas. L'ex bandiera riceverà dal Presidente Setti una foto commemorativa - in ricordo di quegli anni - insieme ad una maglia speciale, prima di salutare i tifosi gialloblù.

FONTE: HellasVerona.it


RITORNO AL BENTEGODI
Adailton: Verona sarà sempre la mia casa

14/03/2017 24:18
"Che bello tornare al Bentegodi. Oggi il Verona ha creato tanto, è mancata un po’ di qualità in fase realizzativa: Pazzini era un’assenza importante, lui è un punto di riferimento per la squadra. È importante tornare in Serie A a qualsiasi costo, c’è tutto per riuscirci, serve un po’ più di cattiveria in zona-gol. Però credo che l’Hellas sia la più attrezzata per la promozione”. Adailton, ex indimenticabile gloria dell'Hellas era presente al Bentegodi per Verona-Ascoli.

Adailton, a Telenuovo, ha proseguito: “Non sempre è facile giocare con la pressione addosso, ci sarà da lottare fino alla fine. Pecchia è un allenatore giovane ma ha fatto esperienze importanti come giocatore, penso che possa fare bene. Anche i senatori devono prendersi delle responsabilità e trascinare la squadra. Il mio futuro? Ho fatto tre anni in Brasile ma non sono riuscito a stare lontano dal calcio. Verona è la mia città e lo sarà sempre: ovunque andrò per la mia carriera, Verona sarà sempre la mia casa”.
L.VAL.

FONTE: TGGialloBlu.it


STAGIONE 2015-16 +   -   =
PALERMO
Adailton: “Fui ad un passo dal Palermo. Gila? Vive per il gol”
Le dichiarazioni dell’ex attaccante del Vaslui.

13/05/2016, 17:30

Intervenuto ai microfoni di Calciomercato.it, l’ex attaccante del Bologna, Martins Adailton, ha svelato un retroscena relativo ad un suo possibile passaggio al Palermo nel corso della gestione Sensi, soffermandosi successivamente su Alberto Gilardino, bomber dei rosanero ed ex compagno del brasiliano ai tempi della contemporanea militanza dei due tra le fila dell’Hellas Verona.

“Fui veramente vicino ad un approdo al Palermo ai tempi della gestione Sensi. Tuttavia, poi l’affare non andò in porto. Avrei senza dubbio giocato in una squadra che nel corso degli anni ha dimostrato tutto il proprio valore, raggiungendo traguardi importanti anche sotto la guida di Maurizio Zamparini – ammette l’ex Vaslui -. Gilardino? Lo conobbi a Verona, all’epoca era un ragazzo dalle belle speranze. Lui, come Toni, ha dimostrato che l’età è soltanto un numero quando vi sono forti motivazioni a fare da traino. Alberto vive per il gol, ed è stato capace di dimostrare quanto valga in Serie A, nonostante l’età non più giovanissima”.
Mediagol11

HELLAS VERONA
Adailton: “Verona, che dolore che mi hai inflitto. Spero che la B sia una parentesi”
Le dichiarazioni dell’ex fantasista di Bologna ed Hellas Verona.

13/05/2016, 17:25

Nel corso di una intervista rilasciata ai microfoni di Calciomercato.it, l’ex attaccante dell’Hellas Verona, Martins Adailton, ha così commentato la sciagurata stagione vissuta dalla propria ex squadra, soffermandosi su quali potrebbero esser state le cause di questa inaspettata retrocessione.

“La retrocessione del Verona mi ha inflitto un lancinante malessere. Non credevo finisse così, specie guardando l’organico a disposizione. Credevo che Mandorlini sarebbe riuscito a risollevare le sorti di una compagine che ormai conosceva da tempo, ma quando si va incontro ad un filotto negativo risulta sempre difficile rialzarsi. Spero che quella in cadetteria sia soltanto una parentesi passeggera per i gialloblu”.
Mediagol11

PALERMO
Adailton: “Carpi? Che guardi in casa propria. Il Palermo avrà una marcia in più”
Le dichiarazioni dell’ex attaccante di Verona e Vaslui.

13/05/2016, 17:20
Intervistato dai microfoni di Calciomercato.it, l’ex attaccante dell’Hellas Verona, Martins Adailton, ha così presentato la sfida al Palermo di domenica prossima, soffermandosi sulle polemiche relative al paracadute spettante ai veneti in caso di salvezza dei rosanero, e alla querele scatenata dal Carpi relativamente al monitoraggio della sfida.

“Premetto, secondo il mio parere l’Hellas andrà a fare la propria partita in Sicilia, nel rispetto della propria tifoseria. Specificato questo, è comprensibile che un gruppo ormai privo di motivazioni possa giocarsi una sfida simile in maniera diversa, al contrario di chi ha ancora degli obiettivi in ballo. Il Carpi farebbe però bene a guardare al proprio orto, cercando di non far dipendere la propria salvezza dal risultato della diretta concorrente. E’ chiaro che il Palermo affronterà il match con uno sprint maggiore, spinto anche dalla enorme carica che il Renzo Barbera avrà modo di offrire”.
Mediagol11

FONTE: MediaGol.it


SERIE A
Bologna, Adailton: "In contatto con Di Vaio. Mi piacerebbe tornare"
15.02.2016 10.30 di Tommaso Maschio
Intervenuto ai microfoni di "Tempi Supplementari", trasmissione in onda su Radio Nettuno, l'ex attaccante di Bologna e Hellas Verona Adailton ha parlato del suo rapporto con la piazza emiliana svelando di voler tornare: "Mi porto dentro l'esperienza con il Bologna forse perfino più di quella con il Verona, sono stati i miei anni più belli. Il gol dell'1-1 contro la Juventus al 92° non lo dimenticherò mai, è stata un'emozione grandissima. - spiega il brasiliano - Voglio tornare in Italia, mi manca Bologna. Sono in contatto con Di Vaio, un amico, e tornare lì per me sarebbe un sogno".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


STAGIONE 2014-15 +   -   =
19:11 | venerdì 17 ottobre 2014
Adailton: «Sarebbe un sogno allenare il Verona»
Continua il brasiliano: «Mandorlini sicuramente è riuscito a dare identità e consapevolezza ai suoi giocatori»

HELLAS VERONA ADAILTON - Ai microfoni di Arena, come riportano i nostri colleghi di Hellasnews24.com, è intervenuto un grande ex di casa Hellas Verona, ovvero il brasiliano Adailton:«Credo che l'Hellas già dalla Serie C abbia sempre avuto l'idea del 4-3-3, un'impronta precisa. E il mister cerca sempre giocatori adatti a questa sua impostazione. È il vantaggio in questo momento del Verona che può contare anche sulla disponibilità, a livello di esperienza, di alcuni giocatori molto importanti. D'altra parte se continui a vincere con quel sistema è più facile crederci. E ripetersi. Poi c'è la bravura del tecnico: Mandorlini sicuramente è riuscito a dare identità e consapevolezza ai suoi giocatori. Quelli vecchi e quelli nuovi. Hanno tutti imparato che, sacrificandosi, si può fare male anche alle grandi. È questo il segreto del Verona, la sua forza più grande: il credo di mister Mandorlini che ha persuaso tutto il gruppo».

CAMPANAHRO, RAFAEL E ADAILTON-TONI - «Campanahro viene dalla mia città, è bravo, gli ho già detto che in Italia può davvero sfondare. Rafael ha dimostrato di poter fare bene anche in A, smentendo gli scettici a oltranza. Il tandem Toni-Adailton? Magari. Avessi qualche anno in meno... Di sicuro Luca è sempre stato un campione e riesce ancora a tenere botta: sono contento perché dimostra che bisogna avere rispetto di tutti, anche se non hai più vent'anni. Lui come Totti: i campioni sono sempre campioni».

CAMPIONATO HELLAS - «Bisogna andarci piano con le mire europee... Guai a perdere di vista l'obiettivo principale. Io a Verona ho vissuto l'esperienza della retrocessione che è arrivata al culmine di un campionato vissuto quasi sempre a ridosso della zona Uefa», ricorda. «Bisogna essere bravi a capire la A. Inutile fare tanti conti prima. Allenare il Verona? Sarebbe un sogno ma prima devo prepararmi. Il Verona merita grandi allenatori, come mister Mandorlini, e grandi risultati. E lo meritano i tifosi che finalmente sono tornati a sorridere dopo tanti, troppi anni difficili».

FONTE: CalcioNews24.com


ESCLUSIVA - Adailton: "Stasera partita bellissima! Felipe Anderson? Ha bisogno di tempo"
05.05.2014 10:00 di Davide Capogrossi per lalaziosiamonoi.it
Fonte: Davide Capogrossi - Lalaziosiamonoi.it
Vedi l'Italia e muori. Parafrasando un celebre detto, Adailton Martins Bolzan, meglio noto come Adailton, vive una saudade al rovescio. Si presentò ad Ancelotti nell'estate del 1997 in quel di Parma e da quel momento piantò le tende nel Belpaese diventando un bomber adottivo del nostro campionato. Oltre un decennio speso tra Parma, Verona, Genoa e Bologna, 83 reti e un amore mai sopito. La Lazio lo incrociò in Europa League nella stagione 2011-12, militava con i romeni del Vaslui (0-0, 2-2). Oggi il fantasioso attaccante è tornato in Brasile, ma il suo cuore per metà è ancora in Italia e in particolar modo all'ombra dell'Arena. Sette stagioni tra le fila dell'Hellas, tra il 1999 e il 2006. Una squadra che rimbalzava tra la A e la B e che oggi insidia le big per un posto in Europa. La redazione di Lalaziosiamonoi.it ha intervistato in esclusiva proprio Adailton, nel giorno della sfida tra il suo prodigioso Verona e la Lazio.

Cosa fa oggi Adailton? "Sto facendo il corso di allenatore perché ho voglia di iniziare questa nuova carriera. Ho molta voglia di allenare qui in Brasile in un futuro prossimo e poi sarebbe fantastico magari rientrare in Italia perchè mi manca tantissimo".

Stasera il tuo Verona farà visita alla Lazio, in un vero e proprio spareggio per l'Europa. "Penso che sarà una bellissima partita perché tutte e due le squadre hanno bisogno di vincere. Poi il Verona è la sorpresa di questo campionato e cercherà di chiudere al meglio, mentre la Lazio è una grande società che ha bisogno di qualificarsi per la competizione internazionale".

Ad inizio millennio il Verona di Adailton navigava tra la A e la B, quest'anno ha completato un percorso tortuoso dalla terza serie sino alla zona Europa. Possiamo parlare di miracolo Hellas? "Come ho detto è la grande sorpresa ma dietro tutto questo c'è un grande lavoro di Mandorlini e dei giocatori. Come ex di questa società sono proprio contento che sia ritornata in Serie A e alla grande".

La Lazio invece continua a lottare per l'Europa League come ogni anno, anche se ogni estate ci si aspetta sempre qualcosa in più... "La Lazio non è riuscita ad essere sempre competitiva e poi ha perso un giocatore importante come Hernanes che era un elemento fondamentale per loro. Credo che tutto sommato se dovesse andare in Europa League, la stagione non sarebbe del tutto negativa".

Intanto i prim'attori della Serie A preferiscono sbarcare in altri campionati, stiamo perdendo di fascino? "Credo che i problemi finanziari delle società italiane abbiano creato questo interesse per altri campionati, il tutto è amplificato dagli stadi più moderni e con più pubblico".

Il suo connazionale Felipe Anderson è sbarcato a Roma dopo una trattativa estenuante, le credenziali erano notevoli, perchè ha incontrato tutte queste difficoltà? "E' giovane e al primo anno in Italia è normale avere delle difficoltà perchè è tutto diverso. Ha bisogno di tempo per capire come rendere al meglio delle sue qualità.

André Dias invece ha ritrovato spazio e sicurezza con Reja, anche se il rinnovo tarda ad arrivare... "E' già da un po' che è alla Lazio e magari ha voglia di cambiare. Le squadre brasiliane stanno vivendo un momento economico importante e per questo motivo molti giocatori brasiliani hanno voglia di rientrare in patria in una grande squadra".

Nei giorni scorsi Miroslav Klose ha prolungato di un anno il suo contratto. E' giusto puntare su elementi di esperienza piuttosto che dare maggiore credito a qualche giovane? "Bisogna trovare il giusto equilibrio. In un gruppo è importante avere giocatori con esperienza proprio per far crescere i più giovani. Sono sicuro che i dirigenti della Lazio sappiano cosa sia meglio per la squadra".

Può indicarci qualche talento del suo Paese che vedrebbe bene nel nostro torneo? "Il campionato brasiliano è appena iniziato e ancora si è visto poco ma in Brasile è sempre pieno di giovani talenti".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


STAGIONE 2013-14 +   -   =
"Oldie but Goldie": A tu per tu con... Adailton
Mag 02, 2014
Il bellissimo pezzo di Sandy Flash Back su Adailton postato oggi sul nostro sito (Sandy Flash Back - Il giorno che segnerà una tripletta...), ci dà l’opportunità di riproporre un’intervista fatta da noi di 1000Cuori al brasiliano di Santiago in quel di Verona a fine novembre del 2012.

In quell’occasione Ada ci parlò dei suoi trascorsi al Bologna (e della tripletta di Genova), ci raccontò il desiderio di chiudere la carriera nel suo Paese (anche se l’Italia è ormai la sua seconda patria) ma non ci svelò la squadra con cui sarebbe andato a giocare.

Da lì a poco si accordò con la Juventude di Caxias do Sul per la stagione 2013, i bianco-verdi erano la squadra con cui aveva debuttato nei professionisti in gioventù, era la chiusura di un cerchio, era veramente un "tornare a casa".

In quel 2013, noi di 1000cuori lo seguimmo con la rubrica Forever Rossoblu tutte le settimane tifando per lui.

Il ritorno in patria non fu forse come lo aveva sognato: non giocò molte partite da titolare ed una serie da infortuni lo tennero lontano dal campo da gioco. In quell’anno comunque vi fu la promozione in serie C nel campionato brasiliano e, soprattutto, la finale nel campionato gaucho (il campionato dello stato di Rio grande do sul) persa con l’Internacional di Porto Alegre, una squadra che faceva la Libertadores!

Quest’anno Ada ha appeso le scarpette al chiodo ma rimane sempre nel nostro cuore rossoblù, e non solo per quella magica tripletta al Genoa quel giorno.

Se qualcuno mi avesse detto 3 mesi fa che avrei fatto un intervista ad Adailton per un sito di tifosi del Bologna, avrei pensato che questo qualcuno era abbastanza in là con il tasso alcolico.

Invece no, aveva ragione lui!!! Ragazzi, oggi ho incontrato “Ada” a Verona nella splendida cornice di Piazza delle Erbe, uno dei posti più belli della città scaligera e, con quella grande cortesia e disponibilità che lo contraddistingue da sempre, ho passato una buona mezzora con lui a rivangare vecchi ricordi (soprattutto in chiave bolognese) e a parlare del suo futuro.

Molto onestamente devo dire in molti momenti mi sono emozionato non poco e non penso perché sia stata la mia prima intervista in assoluto.

Penso di non sbagliarmi dicendo che Ada è rimasto nei cuori della tifoseria rossoblù (ma in generale in tutti i posti in cui ha giocato) per essersi distinto per le sue grandissime qualità umane prima che sportive: sicuramente si tratta di un Campione di calcio conla Cmaiuscola di grandissima caratura che solo situazioni girate non nel verso giusto (nel calcio regna anche l’imponderabile) non lo hanno elevato al rango di mostri sacri del pallone mondiale.

Ada rappresenta un po’ la sintesi del mio giocatore ideale, è brasiliano (sapete che con il Brasile ho un legame particolare), ha giocato nella mia squadra del Cuore (e come ha giocato!!) ed è un grandissimo specialista nel gesto tecnico che maggiormente adoro in un giocatore di calcio, il gol su punizione a scavalcare la barriera in quell’angolino dove il portiere non potrà mai arrivarci.

Prima di cominciare l’intervista (che spero non sia troppo banale), vorrei ringraziare di cuore oltre che ovviamente Ada, Danieleang per avermi messo in contatto con lui tramite Matteo Mascetti (che ringrazio), mia moglie per il supporto e la pazienza (c’era il figlioletto che correva perla Piazza Erbe…) e tutti i ragazzi di millecuori (My e Danilo in primis).



MILLECUORI: Ada, sei sempre rimasto nei cuori di tutti, un grandissimo Campione prima nella vita poi nel calcio.

ADA: Io credo tanto che il nostro sia un mestiere bellissimo che coinvolge la passione di tanti tifosi ed è bello condividere questa passione. Non mi sento superiore a nessuno solo perché vado in campo, io rappresento solo qualcosa di grande ossia i colori della squadra e della città. E’ bello condividere soprattutto momenti belli (ovvio) ma anche i momenti meno belli (si parla sempre di uno sport). I tifosi sono la parte del calcio che rimane, il giocatore se ne può andare ma i tifosi rimangono a tifare per quei colori con grande passione e quindi grande rispetto per loro innanzitutto.

MILLECUORI: veniamo subito al punto che interessa un po’ tutti i tifosi rossoblù, la tua carriera nel Bologna. 31 agosto 2007, che succede?

ADA: succede che dopo una trattativa molto difficile, lascio il ritiro del Genoa (col quale avevo appena conquistatola Serie A) e arrivo a Bologna. Appena arrivato ho capito di aver fatto la scelta giusta, ho trovato subito l’ambiente ideale, dalla squadra, alla città, alla grande voglia del presidente. Sono situazioni che non capitano tutti i giorni.

MILLECUORI: dopo 3 giorni, il debutto e gol aLa Spezia.

ADA: sì, ero appena arrivato, entro dalla panchina e segno il secondo gol, meglio di così…Tra l’altro il Bologna era partito un po’ così quell’anno (pareggio in casa con il Rimini e gioco non proprio brillante, ndr) quindi è stata una vittoria importante.

MILLECUORI: e poi la partita dopo il match-point con il Ravenna al 92’.

ADA: guarda è la situazione che pensi tante volte in allenamento, è il sogno di ogni calciatore, partita in pareggio al novantesimo, una punizione da battere. Quando sei lì ti chiedi…e adesso, che succede? Allora, sto sistemando il pallone arriva Castellini e mi fa “Guarda che è l’ultima palla, appena calci l’arbitro fischia, quindi devi fare gol”. Gli rispondo “Ti ringrazio che non mi metti pressione” (ride). Faccio gol e lui per primo come capitano viene ad abbracciarmi. E’ stato bellissimo, una grandissima emozione, aver fatto vincere il Bologna. Era passato così poco tempo dal mio arrivo a Bologna ed ero già così parte del gruppo.

MILLECUORI: quel giorno (come sempre da abbonato storico) io ero allo Stadio, mi giro verso il mio amico del cuore (Pigi, in arte Petisso, più avanti ci sarà una sua domanda ndr) e gli dico “questo giocatore è un lusso perla Serie B, con lui veniamo su sicuri”. E infatti a fine campionato veniamo su, finalmente ritorniamo in serie A.

ADA: guarda, bellissimo. Mi ricordo ancora in Piazza Maggiore con il pullman, un mare di gente, tutti con le sciarpe rossoblù. Vedevo proprio nella gente quella fame di tornare nella massima serie, di tornare ad essere protagonista come una volta. Abbiamo fatto un campionato incredibile, 84 punti e regalare queste emozioni alla gente è la cosa più bella del calcio.

MILLECUORI: e qui, a differenza di Genova,la Serie Ate la sei giocata.

ADA: vero. Il primo anno è stato un anno difficile per me perché giocavo molto fuori ruolo (giocava spesso esterno destro, ma come si fa?? ndr) e ti porti dietro quella sensazione di non riuscire a esprimere completamente il tuo potenziale, però me la sono giocata e ho provato a dare il massimo.

MILLECUORI: il secondo anno (2009-2010) invece, le cose sono andate nettamente meglio.

ADA: sì. Il secondo anno mi sono ritrovato a giocare nel mio ruolo e mi sono conquistato il posto da titolare, ero partito dalla panchina e mi sono tolto parecchie soddisfazioni. E’ stata principalmente una vittoria mia personale di mostrare a me stesso e a tutti quelli che non ci credevano, che potevo giocare bene al calcio in Serie A. Ecco, Bologna mi ha ridato questa grande fiducia in me stesso.

MILLECUORI: domanda scontata ma non si può a questo punto non parlare della fantastica tripletta a Genova.

ADA: partita incredibile. Penso sia stata indimenticabile non solo per me ma anche per i nostri tifosi. Essere indietro tre volte in trasferta con il Genoa che in quel periodo andava alla grande e andare a vincere, ti capita una volta sola nella vita.

MILLECUORI: ma rientrati nello spogliatoio dopo i 3 gol cosa ti hanno detto i tuoi compagni?

ADA: (sorride)….ehhhh mi ricordo la frase di Mingazzini che mi fa “se continui così puoi sfidare Messi”. Una battuta, certo, però è bello vedere come i tuoi compagni ti guardano sapendo che li hai trascinati alla vittoria, prendendo la squadra per mano e, ripeto, portandola alla vittoria.

MILLECUORI: e allora già che ci siamo godiamo fino in fondo, parliamo del gol del pareggio al92’a Torino con la Juve.

ADA: io penso che per un tifoso pareggiare a casa della Juve con un gol al secondo minuto di recupero sia perfetto, sia il massimo. Era la domenica prima di festeggiare il centenario, quindi un’occasione storica anche per quel motivo. Avevamo anche giocato benissimo, meritavamo tanto, è stata una grandissima soddisfazione personale e, credo per tutti quanti, incredibile. Mi ricordo che poi sono andato a cena con alcuni amici, tra questi c’erano anche milanisti e interisti i quali mi hanno offerto la cena per il gol fatto, dicevano che gli avevo fatto il più bel regalo del mondo!

MILLECUORI: quindi con il Bologna un rapporto speciale.

ADA: guarda col Bologna ho vissuto dei momenti importanti che rimarranno indelebili per tutta la mia vita e che racconterò a mio figlio.

MILLECUORI: parliamo di allenatori. Dei 5 allenatori che hai avuto a Bologna, se posso azzardare mi sembra che con Colomba hai avuto il miglior feeling.

ADA: infatti, io ho avuto un rapporto molto bello con lui perché è una persona fantastica. Bravissimo allenatore e persona incredibile: è stato bello anche pur essendoci stati a volte momenti di scontro, che ci possono stare durante la partita, si superavano arricchendosi entrambi. Spero che possa fare ancora molto bene in futuro.

MILLECUORI: ce ne sono tanti ma il gol più bello in maglia rossoblù?

ADA: mi è piaciuto molto quel gol in casa con il Siena, quella fucilata da fuori area, però guarda il secondo gol a Genova che fa il 3 a3, il mio secondo gol, mi arriva una palla al limite dell’area me la porto sul sinistro, evito l’intervento del difensore e sinistro a giro sotto la curva del Genoa…una serie di emozioni incredibili, tra l’altro io da ex…gol bello e speciale.

MILLECUORI: ti faccio una domanda che mi manda il mio amico Petisso, la cabala più bizzarra o divertente che hai mai visto nello spogliatoio (senza fare nomi).

ADA: ho visto di tutto, è difficile dirti, nel mondo del calcio ci sono dei personaggi incredibili. Ci sono dei giocatori che vogliono la fasciatura del piede che deve girare sempre uguale negli stessi punti, ho visto il massaggiatore diventare matto per rifare anche 4 volte la stessa fasciatura per farla proprio come la voleva il giocatore solo per un motivo di cabala, anche se in teoria la fasciatura andava bene. Oppure gente che si baciava i santini e poi se li metteva nei parastinchi!!! (risata di entrambi)

MILLECUORI: ti faccio una domanda su Di Vaio, tu sei un grande amico di Marco che viene a giocare giovedì un amichevole con i Montreal Impact contro il “suo” Bologna. Dimmi qualcosa su di lui.

ADA: Marco innanzitutto è un amico. Io e lui abbiamo giocato insieme a Genova, poi ci siamo ritrovati a Bologna, è stato Capitano, è stata una persona importantissima anche fuori dal campo. Lui è un esempio che ho sempre indicato ai giocatori più giovani e rimarrà uno dei giocatori più forti con cui ho giocato insieme. Mi auguro che possa avere ancora tante soddisfazioni anche in Canada, come ha avuto a Bologna. Lo chiamerò sicuramente per salutarlo quando arriverà in Italia per la tournee.

MILLECUORI: lo segui il Bologna quest’anno? Secondo te cos’è che non sta girando?

ADA: Non vedo le partite perché mi viene un po’ l’angoscia, seguo i risultati e vedo i gol. Per me il Bologna quest’anno ha una bellissima squadra, probabilmente i problemi che sta attraversando adesso sono legati al fatto che in estate si sono cambiati molti giocatori e fino ad ora non si è riusciti ancora a trovare l’amalgama e i meccanismi giusti e, credimi, è una situazione che succede spesso. Ma sono convinto che si risolleverà in fretta, è solo una questione di tempo.

MILLECUORI: a proposito, un pensiero su Gilardino.

ADA: Gila è un grande bomber che vede la porta, 150 gol in Serie A parlano da soli. Certo è che è un giocatore che ha bisogno di fiducia e soffre magari quando non ne ha.

MILLECUORI: chiusa la parentesi Bologna, adesso parliamo di te. Cosa stai facendo?

ADA: Sto sistemando tutte le mie cose per tornare in Brasile, partirò ai primi di dicembre per Porto Alegre (lui è di Rio Grande do Sul) e ho già dei contatti con 4/5 squadre brasiliane per giocare da gennaio (scoop!!). Non so ancora quale squadra, lo deciderò di persona negli incontri che avrò con i dirigenti delle varie squadre. E’ una cosa che ci tengo molto, riuscire a giocare nel mio Paese perché di fatto in Brasile ho giocato un campionato e mezzo quando ero un ragazzino, avevo 18 anni, e da allora sono sempre stato all’estero. Potere tornare a fare uno o due campionati, da giocatore vero, sarebbe il massimo. Ho tanta voglia di fare bene e di mettermi ancora in discussione.

MILLECUORI: quindi ti stai allenando? Come sei messo fisicamente?

ADA: mi alleno 5 volte a settimana con una squadra qui nel veronese, vado anche in palestra quindi sono in ottima forma.

MILLECUORI: il futuro lo vedi facendo la spola tra l’Italia e il Brasile? (domanda un po’ autobiografica, ndr)

ADA: sì è quello che vorrei fare. L’Italia è la mia seconda casa, ci sono tante cose che amo di questo Paese, tante cose che questo Paese mi ha dato. Sono grato all’Italia perché sono cresciuto e migliorato come uomo. Questo è l’atteggiamento che ho sempre avuto nel mio girovagare, cercare di prendere sempre il meglio della cultura del Paese dove ho vissuto in modo da arricchirmi interiormente.

MILLECUORI: nel tuo girovagare, sei arrivato fino in Romania, come ti sei trovato?

ADA: ti dico, è stato un po’ un cambiamento. Parlando di calcio è un campionato un po’ particolare, non è come l’italiano, non ha i campioni che ci sono qui. Per me è stata una bella soddisfazione giocare in una squadra che ha lottato tutti e due gli anni per vincere lo scudetto e ha giocato in Europa League, dove abbiamo fatto molto bene, per poco non siamo riusciti ad accedere alla fase ad eliminazione. Di fatto, abbiamo eliminato la Lazio dalla competizione rischiando addirittura di vincere all’Olimpico quindi, a livello calcistico sono state belle sensazioni. Certamente, come vita sono più indietro rispetto all’Italia. Mi hanno più volte chiesto dei rumeni come persone, ci tengo a dire che tutti i problemi che mi dicevano qua, là non li ho trovati per niente: sono persone estremamente gentili, disponibili, molto semplici ma anche pieni di calore.

MILLECUORI: nel sito millecuori tengo una rubrica chiamata Caminho ao Brasil 2014 dove ho fatto un pezzo su Zico, un mio idolo e, devo dire che tu mi ricordi lui nel battere le tue meravigliose punizioni. Qual è il tuo segreto?

ADA: in questa squadra dove mi sto allenando qui a Verona, l’allenatore mi ha chiesto di spiegare ai ragazzi come batto le punizioni. Loro provano a copiarmi, ma io gli dico che ognuno ha il suo modo di battere la punizione. Il segreto è tanto allenamento, tanta concentrazione quando si batte e cercare sempre di capire dov’è l’errore quando si sbaglia. Scherzando con i ragazzi dicevo che se volevano mettermi in difficoltà invece delle punizioni dovevano darmi da battere qualche rigore (ride).

MILLECUORI: parlami di questa cosa, com’è che per te è più difficile il rigore della punizione?

ADA: battere le punizioni mi è sempre piaciuto perché da bambino vedevo Zico e provavo a fare come lui. Adesso alla fine della carriera mi rendo conto di questa grande qualità di cui non ne ero tanto consapevole quando ero più giovane e infatti penso che allora non l’ho sfruttata appieno. Sembra strano dirlo, ma quando batto le punizioni, mi viene facile fare gol, mi viene naturale, senza fatica.

MILLECUORI: ultima cosa prima di salutarci, il motto del nostro sito è “sempre per unire mai per dividere”. Cosa ti viene in mente in proposito?

ADA: è una frase vincente. I vincenti sono così, si mettono insieme per vincere in qualsiasi situazione, nonostante i momenti di difficoltà. E’ facile battere quelli che cercano le divisioni al loro interno.



Caro Ada, Ti ringrazio di nuovo per questi momenti passati insieme (oggi ho coronato un sogno grazie a millecuori), e penso molto sinceramente (e non sono l’unico vero Gege?) che nel Bologna di oggi potresti giocare tranquillamente.

Un grandissimo bocca al lupo di cuore perla Tuanuova avventura nella Tua Terra verde-oro e restiamo in contatto, magari chissà che non ti venga a trovare nel mio prossimo viaggio da quelle parti ….



FONTE: 1000CuoriRossoBlu.it


STAGIONE 2012-13 +   -   =
05.04.2013
Adailton riparte con la sua Juventude
VITA DA EX. Il fantasista brasiliano è tornato in patria e ha chiuso un accordo con la squadra che l'ha visto crescere
«Sono felice, non avevo voglia di smettere adesso Come sta andando l'Hellas? Qui ha un tifoso in più...»

Di nuovo a casa, là dove aveva cominciato da bambino. Martins Adailton si è rimesso maglietta e pantaloncini, è tornato a correre e a segnare, ha ripreso ad essere quello di sempre. Il quarto miglior marcatore della storia del Verona gioca per la Juventude, in un angolo seminascosto della Quarta Serie brasiliana, dopo che il pallone era rimasto per mesi negli scantinati della sua casa di Pedemonte. Martins ha aspettato a lungo una chiamata italiana, ha declinato ben presto un prolungamento del contratto in Romania con il Vaslui che gli offriva anche il ruolo di viceallenatore dopo averlo apprezzato come uomo e come calciatore in campo. In estate ha corso e sudato con la VirtusVecomp di Gigi Fresco con il cellulare a bordocampo sempre acceso e la suoneria bella alta. Silenzio, invece. L'Italia non l'ha voluto. Solo qualche contatto qua e là, ma niente di concreto a parte una mezza parola con il Brescia, per ripartire dalla serie B con Alessandro Calori in panchina e un gruppo di ragazzi da far crescere. Non se n'è fatto niente.

Così Martins ha fatto le valigie, senza dimenticare però gli anni all'Hellas e quei 52 acuti fra foglie morte e tocchi di classe che l'hanno sistemato subito dietro Arnaldo Porta, Sergio Sega e Guido Tavellin nella classifica marcatori di 110 anni di storia. Davanti ad Elkjaer e Mascetti, a Galderisi e Cammarata. Nomi che hanno fatto la storia della squadra gialloblù. «Come se la passa il Verona? Ricordate che l'Hellas qui ha un tifoso in più», il primo messaggio che Adailton ha voluto mandare dall'altra parte dell'Oceano, sempre affezionatissimo ad una città che al di là delle sette stagioni col Verona ha dato i natali anche al piccolo Rafael. La Juventude, che quest'anno festeggerà i cento anni di vita, è stata una scelta romantica. Il club dello stato di Rio Grande do Sul ha visto crescere Adailton, prima del Guarani e dell'arrivo del Parma, tappa che ha messo le fondamenta per una carriera europea proseguita anche fra Paris Saint Germain, Genoa e Bologna. «Sono partito ragazzo e qui sono tornato uomo.

Alla Juventude sto bene, l'affetto per la società in tutti questi anni non è cambiato anche se in Europa ho vissuto grandi momenti e con l'Hellas annate meravigliose. Sono felice. Il ritiro? Non è ancora il momento», la fotografia scattata da Adailton, 36 anni all'anagrafe ma ancora circondato dalla voglia di chi ha cominciato l'altro ieri a tirare punizioni e ad usare il sinistro. Una nuova vita, sempre col sorriso sulle labbra e il gol facile. Anche in Quarta Serie.
Alessandro De Pietro

15.01.2013
Saluti dal Brasile. E Adailton spinge il Verona in serie A
MARTINS ADAILTON
Di nuovo a casa, lontano da Verona. Di nuovo in Brasile, dove l'avventura è partita. I pensieri di Martins Adailton per l'Hellas sono ancora vivi, anche dall'altra parte del mondo. Una scelta di vita la sua, non solo perché l'Italia non gli ha dato un'altra occasione dopo la parentesi rumena al Vaslui. «Dopo 17 anni era un passo che dovevo compiere», racconta il quarto marcatore della storia del Verona, 52 gol distribuiti in 176 partite. Dal 2-0 al Cagliari del 5 dicembre del 1999 con Cesare Prandelli in serie A al 2-2 su rigore contro il Bari il 21 maggio di sette anni dopo in B con Massimo Ficcadenti. Dopo aver chiuso con il Vaslui si è allenato con la Virtus, ideale parcheggio prima di una chiamata. Il telefono invece è rimasto silenzioso, a parte qualche squillo da La Spezia in estate e un'ipotesi-Brescia un paio di mesi più tardi. Da qui la scelta di volare verso il Brasile, dove il campionato parte proprio a gennaio e una maglia dovrebbe trovarla. Ada lancia messaggi dal Brasile. «Sto parlando con un paio di società, la voglia di rientrare e sentirmi di nuovo importante è tanta. Non mi sento finito, sto bene e al calcio posso dare ancora qualcosa. Verona? Mi manca, ma su quello non avevo dubbi».

Un brasiliano che torna in patria e sente la saudade...
«Sì, saudade di Verona. Non posso dimenticare tutti gli anni trascorsi nell'Hellas così come le grandi amicizie nate giorno dopo giorno in una città che mi è entrata nel cuore. Penso a Luciano, che va alla grande col suo Chievo. E penso anche a tanti altri. Ogni volta che passeggiavo per le vie del centro, anche di recente, in tanti mi hanno fermato chiedendomi di rimettermi la maglietta gialloblù. Mio figlio Rafael è nato a Verona, da voi avrò sempre radici profonde anche se qui in Brasile ritrovo persone care a cui in questi anni non ho potuto dedicare tutto il tempo che avrei voluto».

Proprio sicuro della scelta?
«Massì, il calcio in Italia non vive un grande momento ed io devo adeguarmi. La crisi si sente ovunque. Qui in Brasile la stagione sta per entrare nel vivo, il mercato è aperto. Qualcosa troverò».

Poteva restare al Vaslui...
«Potevo, certo. Una proposta di contratto l'avevo ricevuta, con la mezza promessa di diventare poi allenatore. Ho ringraziato, ma ho dovuto pensare anche alla mia vita e al posto migliore dove far crescere mio figlio».

Cinquantadue gol nel Verona, quale il più bello?
«I due al Como nel 2004 all'ultima giornata, davanti ad uno stadio tutto gialloblù. Si era messa male, potevamo retrocedere. Fu un campionato duro, ne prendemmo sei ad Avellino con Zeman e raccogliemmo per strada tante altre delusioni. Al momento giusto la squadra però ritrovò l'orgoglio e la forza di reagire. Penso anche alla punizione al Venezia l'anno dopo, così come il gol al Napoli nel 2001. Ma potrei andare avanti ancora a lungo. Come l'applauso di tutto lo stadio del Celtic dopo un mio gol ai tempi del Parma. Non capivo, avevo segnato alla loro squadra eppure settantamila spettatori mi stavano applaudendo. Fantastico».

Il rimpianto vero?
«Quello di non essere riusciti ad andare in A nel 2005 con il Verona di Ficcadenti. C'erano tutti i presupposti giusti. Giocavamo un gran calcio, eravamo determinati, ci veniva tutto facile. Abbiamo pagato caro un periodo non proprio positivo nel girone di ritorno, ma potevamo farcela comunque. Sarebbe bastato poco per centrare l'obiettivo».

Ci riuscirà questo Verona?
«Le potenzialità le ha tutte, ci sono ottimi giocatori e una società solida. È già tanto, soprattutto in un periodo difficile come questo. Mandorlini è un allenatore bravo e il Bentegodi è sempre il dodicesimo uomo in campo. Condizioni ideali per arrivare in fondo. Festeggerò anch'io, se andrà come tutti quanti vogliono. So che anche in Brasile ci sono tanti tifosi del Verona. Di sicuro, ora, l'Hellas qui ne ha uno in più».
Alessandro De Pietro

FONTE: LArena.it


Martins Bolzan ADAILTON intervistato subito dopo 'La partita perfetta'

CALCIOMERCATO
Brescia, Corioni stoppa le voci su Adailton
12.10.2012 15.00 di Michele Zomer per tuttohellasverona.it
Gino Corioni, intervistato da Tuttomercatoweb.com, ha fatto capire che Martin Bolzan Adailton non rientra nei possibili futuri rinforzi per il suo Brescia. Queste le parole del patron dei lombardi: "Non abbiamo bisogno di calciatori con quelle caratteristiche. In avanti abbiamo già Corvia, è un ragazzo che può far bene ma deve inserirsi al meglio negli schemi del nuovo allenatore. E' un giocatore su cui puntiamo perché conosce bene la categoria"

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


4/9/12
VIRTUS, DEBUTTO DA PROTAGONISTA. MA A BRONZATO VA BENE L'UEFA!
... Adailton, intanto, si allena al “Gavagnin-Nocini”: “Sì, ma non credo che voglia fermarsi in borgo Venezia perché nutre ancora miraggi professionistici”

FONTE: Pianeta-Calcio.it


Adailton e la Virtus, il calcio è amicizia
VITA DA EX. In attesa di una chiamata il fantasista brasiliano si sta allenando con la formazione rossoblù
«Mi sarei aspettato qualche telefonata in più ma questo è un momento difficile per tutto il calcio»

31/08/2012
Parcheggiato al Gavagnin, in attesa di una chiamata. Il telefonino di Martins Adailton è rimasto a lungo muto in questi mesi di mercato. Qualche sondaggio, un paio di idee, alcuni dirigenti che non l'hanno dimenticato ma nemmeno preso nonostante Martins sia svincolato dopo gli anni di Vaslui e quindi disponibile a cifre molto contenute. Un affarone, che nessuno però ha saputo fiutare. Peggio per loro. Solo intenzioni, nulla più. Così Adailton ha bussato alla porta sempre aperta di Gigi Fresco e chiesto ospitalità alla VirtusVecomp. «Un piacere averlo con noi», il primo pensiero di Fresco, che ha accolto Martins come uno dei suoi ragazzi. Fretta non ce n'è, Adailton è libero e quindi tesserabile anche nel corso della stagione, senza dover correre più in fretta delle 19 di stasera così come per tanti altri giocatori sotto contratto. Una sorpresa vederlo a spasso, senza squadra, dopo anni di gol e punizioni nel sette, di partite decise grazie ad una sua prodezza e un biglietto da visita fatto anche di tanta lealtà e correttezza.

Il sorriso è quello di sempre, nonostante tutto. «Qualcosa mi sarei aspettato, ma è un momento difficile per il calcio», riconosce Adailton, rientrato a Verona dopo l'esperienza in Romania e dal 25 luglio papà del piccolo Rafael. Una nuova vita, dopo essersi lasciato alle spalle l'arida Vaslui e un ambiente che non era più il suo. Là è rimasto un idolo autentico, il Vaslui era pronto ad allungargli il contratto e a promuoverlo ad allenatore-giocatore. Adailton ha ringraziato e risposto di no, con la solita educazione e la voce bassa. Ha voluto voltare pagina, andare sul sicuro, scegliere non solo in base al lavoro e ai soldi. L'Italia finora l'ha considerato poco, nonostante anni da protagonista ai massimi livelli e 52 gol con la maglia dell'Hellas. Anche se l'ultimo è lontano più di sei anni, in quel pareggio due a due con il Bari del 21 maggio 2006 al Bentegodi.

Nella storia del Verona c'è già da un pezzo, quarto marcatore di sempre dopo Arnaldo Porta, Sergio Sega e Guido Tavellin. Ricordi, sperando in tempi migliori. Ogni momento è buono. Per adesso Adailton respira aria pulita, calcio sano ed un ambiente professionale come pochi. Soluzione ideale dirigersi verso Borgo Venezia, a due passi da casa e circondato da amici veri. Quello del Gavagnin è solo un parcheggio, Adailton si sente ancora un professionista e la Virtus in attacco è al completo. Ma è il modo migliore per restare allenato e farsi trovare pronto quando quel benedetto cellulare tornerà a squillare.
Alessandro De Pietro

FONTE: LArena.it


L'AVVERSARIO
Adailton tifa Vaslui: "Spero che passi con l'Inter"
Il presidente Porumboiu progetta il ritorno del brasiliano

21.08.2012 22:30 di Christian Liotta
Il Vaslui, prossimo avversario dell'Inter nel play-off di Europa League con l'Inter, prepara un colpo a sorpresa: il ritorno del brasiliano Martins Adailton, vecchia conoscenza del campionato italiano viste le sue esperienze a Parma, Genova e Verona, già al Vaslui nelle ultime due stagioni. Lo stesso presidente del club Porumboiu ne dà l'annuncio ad una tv romena: "Adailton tornerà nella Liga. Potrebbe essere una sorpresa, mi piacerebbe molto vederlo tornare a giocare per il Vaslui. Merita grande rispetto, è un ragazzo di grande carattere".

Dal canto suo, il brasiliano ha detto: "Il Vaslui è rimasto nel mio cuore. E spero che possano qualificarsi nella sfida contro l'Inter, mi fido molto di loro".

FONTE: FCInterNews.it


«Ada» manda un messaggio d'amore a Verona
VITA DA EX. Ha giocato due stagioni nel Vaslui, adesso il quarto miglior marcatore di sempre nella storia dell'Hellas ha deciso di tornare nella sua casa di Pedemonte. «Sarebbe un sogno indossare ancora la maglia gialloblù. Ci sono andato vicino lo scorso febbraio Magari torna l'occasione buona»
10/07/2012
Le finestre di casa sua, a Pedemonte, sono di nuovo aperte. Martins Adailton è tornato là dove ha lasciato il cuore. Dalla Romania a Verona, dopo due anni al Vaslui. Il quarto miglior marcatore della storia dell'Hellas ha voltato pagina. Doveva. «È stata una bella esperienza ma è giusto sia finita. A 35 anni devo guardare anche ad altro, non solo al calcio. Mi avevano proposto un biennale: uno da giocatore, l'altro da allenatore. Ma non me la sono sentita, la mia vita adesso è qui». A metà agosto diventerà papà. Il piccolo Rafael nascerà a Verona, così ha voluto anche sua moglie Emilia. Si è dato altri due anni Martins, prima di riabbracciare la sua Porto Alegre. Da qui a quel volo per il Brasile manca però ancora tanto, perché Adailton all'Italia qualche altro gol vuole ancora regalarlo. E perché uno come lui, per lo più svincolato, può far gola ancora a molti.

Adailton, quanto le è mancata Verona?
«Enormemente. Della città sono innamorato, dell'Hellas anche. Mi mancavano le passeggiate in centro, gli amici, il calore di Verona. La gente mi ferma per strada e mi chiede di tornare, ma ovviamente non dipende da me».

E se invece dipendesse da lei?
«Indossare di nuovo la maglia del Verona sarebbe un sogno, è scontato direi. A febbraio c'è mancato poco».

Cioè?
«Mi chiamò Martinelli un giorno, ero in ritiro con la squadra in Turchia per la pausa invernale. Ci eravamo dati appuntamento a Verona nel periodo di Pasqua. Poi però Martinelli ha dovuto dedicarsi alla sua salute, così ci siamo persi di vista. Al telefono mi aveva preannunciato l'intenzione di prendermi per la prossima stagione. Ed io avrei detto di sì».

Fra i suoi ex compagni è rimasto Mazzola, il team manager del Verona?
«Anni importanti quelli, grande capitano Sandro. C'erano Italiano e Pegolo, c'era anche Biasi che poi ho ritrovato a Genova. Tutto molto bello, anche nei momenti duri».

Come la salvezza strappata a Como nel 2004, due gol di Adailton?
«Indimenticabili, così come quelli al Napoli e al Mantova. Verona mi ha dato tutto».

Contatti in questi giorni?
«Qualcosa con il Pescara, anche con lo Spezia. Niente di sicuro però, almeno per ora».

Fisicamente come sta?
«Non sono più giovanissimo, ma sto bene. Sono integro, al Vaslui ho giocato tutte le partite senza mai far fatica nonostante l'Europa League, la Coppa e un campionato compresso in pochi mesi. Abbiamo tenuto testa alla Lazio, pareggiando all'Olimpico e giocandocela fino in fondo in casa. Ho fatto anche l'esterno di centrocampo. Più di così?».

Il Chievo ha puntato sui suoi ex compagni Papp e Farkas. Il suo giudizio?
«Papp è giovane, credo possa fare bene in Italia anche se avrà bisogno di un periodo di ambientamento così come tutti gli stranieri. Deve migliorare, è logico. Soprattutto in certi movimenti, ma al Chievo avrà modo di crescere. Un conto è giocare in Romania, un conto è l'Italia. Farkas è più esperto, più pronto, ha già giocato a certi livelli. Il Chievo ha scelto bene. A parlare bene di Verona ci ho pensato io?».

Che dicono di Mandorlini in Romania?
«Il primo anno è stato bravissimo, il Cluj ha vinto campionato e Coppa di Romania. Il secondo, quando sono arrivato io al Vaslui, qualcosa è cambiato. In poco tempo sono usciti da ogni competizione, ma è stata un'annata strana con quattro allenatori diversi e difficoltà societarie. Mandorlini ha lasciato un ottimo ricordo e fatto un grande lavoro per arrivare alla Champions».

E del calcioscommesse?
«I giocatori del Vaslui mi prendevano in giro, brutto colpo per l'Italia. Io per di più sono stato compagno di Milanetto, Masiello, Italiano,
Gervasoni, Carobbio. Non avrei mai pensato che potessero essere coinvolti fino a questo punto».

Il Verona viene da un gran campionato, serie A sfiorata?
«Ho seguito tutto il campionato, partita dopo partita. Mi spiace per come è finita, magari è mancata un po' d'esperienza nei momenti importanti. Peccato, Verona deve stare in serie A. Il nuovo progetto è ambizioso, mi auguro sia questa la volta buona».

Che farà Adailton dopo il calcio?
«Magari l'osservatore, di sicuro non l'allenatore. Non ho più voglia di troppi spostamenti, devo pensare alla mia famiglia. Quella data però è lontana, mancano ancora due anni e tanti altri gol?».
Alessandro De Pietro

FONTE: LArena.it


STAGIONE 2011-12 +   -   =
EUROPA
Vaslui, Adailton affronta la Lazio: "Occhio alle mie punizioni"
14.09.2011 10.42 di Alessio Alaimo
Fonte: lalaziosiamonoi.it
Giovedì sera, all'Olimpico di Roma, inizia l'avventura europea della Lazio. Il primo ostacolo da superare si chiama Vaslui, piccola società che, in neanche dieci anni dalla sua fondazione, è arrivata ai vertici nella massima serie del suo Paese. Sarà della gara anche una vecchia conoscenza della serie A, il centrocampista Adaìlton Martins Bolzan, ex-Bologna. Il brasiliano si è fatto conoscere nel nostro campionato a suon di gol, realizzati con le sue micidiali punizioni calciate dal limite dell'area di rigore avversaria: Marchetti è avvisato. I microfoni di Radiosei, all'interno del programma "9 gennaio 1900", sono andati a disturbare proprio Adaìlton per sapere come si sta preparando per l'esordio in Europa League contro la prima squadra della Capitale.

"Ci mancheranno tre titolari che si sono infortunati. In campionato siamo saliti in classifica, anche se siamo partiti inizialmente male per colpa di molti infortuni. Abbiamo un giocatore molto forte, Lucian Sanmartean, centrocampista esterno rumeno. Poi abbiamo Wesley, che ha avuto esperienze in Portogallo ed in Spagna, centrocampista esperto che fa anche molti gol". Questa squadra, sconosciuta a molti, sembra l'agnello sacrificale del girone. "Siamo gli outsider del girone, nessuno punterebbe mai su di noi. Cercheremo di fare punti, sfruttando al massimo le partite in casa, specialmente contro lo Zurigo. E' difficile competere contro squadre blasonate come Lazio e Sporting che hanno fatto una campagna acquisti così importante. Siamo tutti carichi, è la prima esperienza internazionale per molti dei nostri ragazzi, cercheranno di dare il massimo".

Adaìlton ha guardato Milan-Lazio di venerdì scorso per farsi un'idea della rosa di Reja.
"Mi ha sorpreso a San Siro, ha dimostrato di avere grande personalità. E' impressionante come mister Reja abbia fatto crescere così tanto la Lazio. Sono molto compatti, bisognerà sfruttare le fasce per sorprenderli. L'attacco biancoceleste fa la differenza". Klose riposerà ma, al suo posto, è pronto capitan Rocchi che affianchera il francese Cisse. "La coppia Cisse-Rocchi mette molta paura. Sono due giocatori di movimento che attaccano bene la profondità. Cisse ha potenza fisica e velocità, Rocchi ha una qualità nei movimenti che mette difficoltà a qualsiasi difensore. Bisognerà limitarli al massimo bloccando i centrocampisti e non facendogli arrivare i passaggi".

L'ex-Bologna da un suo personale consiglio al suo connazionale Hernanes per migliorare alcuni suoi black-out durante la partite. "Secondo me deve muoversi di più, fare parte del gioco con più consistenza. A molti giocatori brasiliani, nel campionato brasiliano, capita di rimanere assenti dal gioco per qualche minuto come Hernanes, anche se hanno grandi qualità. Non ci si può permettere questo atteggiamento in serie A". Punta tutto sulle qualità della Lazio e su una sua possibile vittoria finale. "Può giocarsela con tutte ed arrivare in finale. In questa competizione non credo ci sia una squadra superiore alla Lazio, magari di pari livello sì. In Europa bisogna essere in forma specialmente quando si passa alla fase dei confronti diretti con andata e ritorno altrimenti, anche se hai la squadra più forte, rischi di perdere". Il brasiliano non si è dimenticato come calciare le punizioni. "Le punizioni le tiro ancora bene (ride,ndr), mi alleno apposta per tirarle così".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Dove Gioca Adailton?
Pubblicato il 5 settembre 2011 da lupo.av
Molti tifosi si domandano dove gioca Adailton Martins, simbolo dell’Hellas Verona ai tempi della serie A. Ebbene adesso l’attaccante brasiliano gioca per i romeni del Vaslui, dove finora ha realizzato già ben undici reti. Più importante il bottino di realizzazioni in Italia, dove Adailton vanta presenze in serie A, oltre che con la maglia degli scaligeri, anche con Genoa e successivamente Bologna. Memorabile per i tifosi emiliani la sua tripletta, proprio a Marassi contro la sua ex squadra e supera perciò il record di marcature nella massima serie: in quella stagione furono ben 20. Adesso che ormai è alla fine di una gloriosa carriera possiamo dire che questo atleta, fin dagli inizi avrebbe meritato almeno qualche presenza in nazionale brasiliana, cosa che non gli è stata mai permessa, forse perchè non è mai stato famoso come Romario o Leonardo.

FONTE: SchedeCalciatori.it


Bologna: pass invalidi, indagato Adailton
C'e' anche Martins Adailton fra gli indagati nell'inchiesta sui pass auto per il centro di Bologna, il brasiliano non aveva diritto al permesso. Multe non pagate per 65.000 euro
di Lorenzo Nicolini - 27 luglio 2011
Il brasiliano Martins Adailton, rossoblu' dal 2007 al 2010, nello stesso giorno del gennaio 2009 in cui vennero rilasciati diversi permessi di residente temporaneo, ne ricevette due per le sue Porsche. Pass illegittimi perche' il giocatore aveva avuto solo una residenza temporanea, scaduta nel 2008. Nelle indagini sono anche emerse multe non pagate per oltre 65.000 euro dallo stesso attaccante e da Mudingayi
(ANSA)

FONTE: BolognaToday.it


STAGIONE 2010-11 +   -   =
CALCIOMERCATO
Adailton sbarca ... in Romania!
03.08.2010 08.59 di Redazione Tuttocesena.it per tuttocesena.it
Come ha riportato in esclusiva TMW, l'attaccante brasiliano Adailton, dopo aver risposto stizzito alla pausa di riflessione chiesta dal Cesena, avrebbe già chiuso con l'FC Vaslui, squadra rumena classificatasi terza nell'ultima stagione.
L'ex Bologna avrebbe così deciso di abbandonare la serie A accettando un biennale che potrebbe firmare già in giornata. Su di lui, dopo la fumata nera col Cesena, era rimasto il Chievo che però nutriva ancora qualche dubbio sulla durata e l'entità dell'ingaggio.

A TU PER TU
...con Adailton
"Più Cesena che Chievo"

23.07.2010 00.00 di Andrea Lolli
Fonte: Intervista realizzata da Raffaella Bon
Una buona stagione al Bologna non è bastata per guadagnarsi la riconferma. Martins Bolzan Adailton inizia così l'annata 2010/11 senza un club, ma con le attenzioni di Chievo e Cesena nella massima serie. Ai nostri microfoni il giocatore commenta queste piste e quanto successo negli ultimi mesi in maglia rossoblu.

Per te si continua a parlare di Chievo e Cesena, a chi sei più vicino?
"Sicuramente il Cesena".

E con il Chievo com'è la situazione?
"Il Chievo mi sembra sia in trattativa con un attaccante del Palermo. Ho parlato con il direttore, che mi ha detto di essere interessato, ma che erano in corso discorsi anche con altri giocatori".

Dalla tua c'è il fatto di essere senza contratto
"Questo sì, quindi mi aspetto una mossa da parte delle società. Attendo proposte concrete e le valuterò assieme al mio procuratore e a mia moglie".

Tu gradiresti entrambe le soluzioni?
"Sono due piazze diverse: una ha l'entusiasmo di una promozione in A dopo tanto tempo e l'altra è un'ottima società che da anni regge la massima serie. Accetterei entrambe e, forse, dopo l'ultimo campionato mi aspettavo anche altre possibilità, ma non posso dire che queste non siano già scelte valide".

Tu e gli altri in scadenza vi aspettavate un mancato rinnovo?
"Il Bologna ha preso questa posizione e sicuramente quando un giocatore fa bene pensa di essere riconfermato. La società, comunque, è libera di fare le proprie valutazioni e quello che si fa rimane comunque nel passato".

Se non fosse arrivata la nuova proprietà saresti rimasto?
"Non lo so perché anche lo scorso anno la società non si è manifestata con chiarezza. Forse, poi, la trattativa con la nuova società ha fatto sì che la vecchia non prendesse posizione".

Durante l'anno avevate il sentore che i Menarini avrebbero lasciato?
"Nell'aria si sentiva qualcosa, ma uno non ci crede finché la cosa non accade".

Tu sei nel calcio da tanti anni, sei preoccupato per questo mercato così difficile?
"Da tanto non vedevo un mercato così bloccato, con le società che si muovono con così poco entusiasmo. E' comunque una cosa normale, ma ad un certo punto le squadre dovranno andare sul mercato e fare investimenti per raggiungere i propri obiettivi".

Prima hai detto che ti saresti aspettato richieste da altri. A chi pensavi?
"Ad inizio anno avevo altri contatti in Spagna e anche ora, perciò spero si possano portare avanti. Il mio procuratore ha parlato con Levante, Malaga, Maiorca ed Espanyol, ma anche lì il mercato è rallentato".

Chi vedi come allenatore per il Brasile?
"Prima avrei detto Scolari, ma ora credo sia difficile lasci il Palmeiras. Al momento vedo Leonardo".

In Brasile c'è stata la caccia a Melo
"Non credo sia stato solo lui il colpevole. E' stato tra i protagonisti dell'ultima partita, con un assist e poi l'incomprensione con Julio Cesar. Gli episodi, purtroppo, si pagano a caro prezzo".

Ti aspettavi l'esonero di Dunga?
"L'obiettivo era vincere, questo si vuole in Brasile. L'esonero era quindi una cosa inevitabile".

Cosa vuoi dalla tua prossima squadra?
"Voglio ripetere questa stagione e magari fare anche meglio".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Si avvicina Succi, Adailton non convince
16.07.2010 11:32 di Francesco Satanassi
Fonte: Corriere di Romagna
Il brasiliano Martin Adailton (svincolato) non convince a pieno Campedelli e Minotti, mentre resta calda l'operazione-Succi. il giocatore del Palermo (sposato con una ragazza di Forli) sta facendo di tutto per convincere il Cesena ad acquistarlo.

FONTE: TuttoCesena.it


STAGIONE 2009-10 +   -   =
CALCIO
LA SECONDA GIOVINEZZA DI ADAILTON
08.03.2010 11:54 di Giovanni Montopoli
Fonte: di Tommaso Romanin
Sembrava destinato a un finale di carriera da gregario raffinato. Invece la stella di Martin Bolzan Adailton è tornata a brillare a Bologna, 13 anni dopo l'effimero exploit ai mondiali under-20 in Malesia, dove vinse il titolo di capocannoniere e sembrò una promessa assoluta del calcio internazionale. Dopo la tripletta inventata sotto l'acqua a Marassi, il brasiliano ha piazzato un nuovo colpo decisivo anche ieri contro il Napoli. Le nove reti fin qui segnate, oltre a renderlo protagonista dell'ottimo girone di ritorno rossoblù, gli stanno regalando la miglior stagione e il record di gol in A. E gli hanno riconsegnato, a 33 anni, la sicurezza che aveva forse troppo precocemente gustato e, altrettanto rapidamente, visto svanire. Era il 1997 quando, con dieci gol in cinque partite, trascinò ai quarti i suoi giovani compagni in verde-oro.

Con lui, in quella rassegna, si misero in evidenza Henry, Trezeguet e Owen e gli argentini, alla fine vincitori, Riquelme, Aimar e Cambiasso. Oltre a Marcelo Zalayeta e Stephen Appiah, che Adailton ha ritrovato a Bologna. E a meteore degli stadi italiani, come il giapponese Yanagisawa della Samp o lo spagnolo Farinos, dell'Inter. Del 'suò Brasile, invece si ricordano solo il terzino sinistro Athirson, cinque presenze nella Juve, o il trequartista del Parma Alex, tornato in patria dopo 12 gare e poi in Turchia, al Fenerbahce. Finita l'esperienza malese, il giovane Adailton il biglietto da visita se l'era guadagnato. Ma, come purtroppo a volte accade alle speranze, rimase tale. Approdò prima al Parma di Ancelotti, poi al Paris Saint Germain. Ma deluse, in entrambe le circostanze.

Ridimensionate le aspettative, il brasiliano dal sinistro chirurgico, ma dall'infortunio facile, riuscì in parte a rifarsi una vita in Italia, nei sette anni a Verona, soprattutto in serie B e, ancora in B, con il Genoa. Grazie anche ai suoi 11 centri, i rossoblù si ripresero la massima serie. Lui, però dovette aspettare un anno per riconquistarsela, con un'altra maglia rossoblù, del Bologna di Arrigoni. Contribuì con 8 gol alla promozione, ma poi l'anno scorso ne fece solo uno, di testa, a Catania. Così, nell'ultima estate, sembrava uno di quelli a cui, anche vista l'età e il rendimento, la società della famiglia Menarini poteva rinunciare. Oscurato da Di Vaio, dall'acquisto di Osvaldo e, dopo, anche da quelli di Zalayeta, Succi e dell'uruguaiano Gimenez. Ecco però, come Di Vaio insegna, dalle parti delle Due Torri può succedere che, allo scoccare dei 33 anni, sia giunta l'ora di risorgere, calcisticamente.

FONTE: 24OreDiSport.com


Storie, amori, compleanni e scaramanzie così le maglie rossoblù danno i numeri
La scelta dell'85 di Adailton non è lunica stravaganza
di Francesco Saverio Intorcia

Si può sognare anche senza un numero 10: chiedete a Adailton Martins Bolzàn, hombre del partido a Marassi. Fra i rossoblù è il più Dieci di tutti, ma la maglia di Signori e Baggio non l'ha mai indossata, anche se a malincuore. Avrebbe voluto, certo: ma quando arrivò dal Genoa, se l'era appena presa Bombardini, oggi numero 3 dell'Albinoleffe. Allora Ada s'armò di calcolatrice: chiese il 5 il primo anno, il 20 il secondo, metà e doppio del numero magico. Ora che ha trovato l'amore in Emilia, intesa come la sua fidanzata, ha scelto l'85, anno di nascita della futura sposa. E conquistato una città per cui finora l'85 era solo il bus per l'Ausl di Casalecchio.

[...]
03 marzo 2010

FONTE: Bologna.Repubblica.it


Adailton, tripletta per la storia dopo Nielsen, Baggio e Signori
LA CITTÀ rossoblù festeggia all' indomani la tripletta di Adailton a Marassi, cuore del trionfo per 4-3 sul Genoa. Alfredo Cazzola, il patron che l' ingaggiò, rivela: «C'erano timori, per via dello stato fisico e del costo, ma volli prenderlo lo stesso». L' impresa colloca intanto Adailton fra i bomber sommi della storia rossoblù: sono solo 20 le triplette negli ultimi 50 anni. Firmate Nielsen e Pascutti, Baggio e Andersson, Signori e Di Vaio. Non Savoldi: che l' avrebbe segnata, ma ad Ascoli il raccattapalle gli levò il terzo gol.
MONARI
02 marzo 2010

FONTE: Ricerca.Repubblica.it


3-4 CONTRO IL GENOA
Tripletta di Adailton E Bologna da sogno
Salvezza più vicina. Il brasiliano: la mia partita perfetta

Pioggia di gol. E non solo: sette reti, tre pali, un rigore. Insomma, spettacolo ed emozioni. Il Bologna si conferma squadra da trasferta mentre il Genoa spreca un’occasione importantissima. L'ero del giorno è Adailtono, che firma tre reti (l'altra è di Buscè): «Ho giocato la mia partita perfetta», è il commento del brasiliano a fine giornata.

Al via formazioni confermate con l’innesto di Mesto a centrocampo per il Genoa e Milanetto ancora in panchina. Sull’altro fronte ospiti che in avanti presentano la coppia Adailton-Zalayeta. Il Genoa parte forte e Suazo è subito protagonista: da un suo tiro deviato nasce infatti il corner che porterà al primo gol. Dall’angolo Zapater mette in mezzo, Papastathopulos di testa serve Dainelli che spara a botta sicura, Viviano respinge ma non trattiene e il più veloce è proprio l’attaccante honduregno che mette in rete da pochi passi. Neanche il tempo di festeggiare e il Bologna pareggia con una azione fotocopia. Angolo di Adailton dalla destra, Criscito nel tentativo di spazzare via indirizza il pallone verso la propria porta. Amelia è bravo ad evitare l’autorete ma sulla respinta il più veloce in questo caso è Buscè.

La partita è spettacolare, i ritmi sono altissimi e la pioggia condiziona i giocatori che a volte faticano a trattenere il pallone. Ne nasce una gara dalle tante emozioni e al 18’ il Genoa torna in vantaggio. Palacio si invola sulla destra, inventa un dribbling a rientrare che spiazza Lanna, il difensore del Bologna con il piede riesce a deviare il tiro ma servendo così involontariamente Sculli appostato al centro dell’area. L’attaccante calabrese è bravo ad anticipare il proprio marcatore e con un rasoterra batte un Viviano non perfetto. Genoa di nuovo in vantaggio la Bologna che riparte subito e poco prima della mezz’ora trova nuovamente il pareggio. Errore a centrocampo di Dainelli che perde scivolando un pallone ricevuto da un fallo laterale, Adailton si avventa sulla sfera e davanti a sè trova solo campo aperto. Amelia tenta l’uscita ma il brasiliano appena entrato in area lo batte con un tiro preciso.

I padroni di casa però non si arrendono e cinque minuti dopo potrebbero già tornare in vantaggio. È Suazo ad inventare un pallone per Sculli che si inserisce dalla fascia sinistra, il numero 14 entra in area e cerca quasi dal fondo di sorprendere Viviano. Il portiere del Bologna respinge, sul pallone arriva Palacio ma il suo tocco non è perfetto e la palla schizza alta sopra la traversa. Per il Genoa però è solo l’antipasto del gol che arriva al 37’. Rossi e Suazo inventano una discesa da centrocampo fatta di continui passaggi sino al limite quando il capitano di casa tocca un pallone perfetto per Suazo. L’ex interista non sbaglia e il suo diagonale riporta in vantaggio in Genoa.

Il Bologna subisce ma non si arrende, sino a rendersi ancora pericoloso ad un minuto dalla fine con Adailton su punizione. Nell’intervallo nessun cambio e alla ripresa del gioco l’unica nota arriva dal meteo con la pioggia che inizia a diradarsi. Non così la voglia di gol e Zalayeta dopo due minuti appena sfiora il pareggio con un tiro angolato dalla sinistra bloccato da Amelia. Il Genoa capisce che non può tirare in remi in barca e cerca di chiudere la gara, ma questa volta trova ad opporsi la traversa che ferma un tiro da fuori area di Zapater. Al 12’ ancora il Bologna in gol con Adailton che, servito da Zenoni, entra e batte con un diagonale Amelia. Il Genoa però non si arrende e dopo appena sessanta secondi potrebbe tornare in vantaggio. Palacio si gira bene in area e tira a botta sicura, Viviano riesce a deviare sulla traversa. Dal corner spunta in mischia Moretti ma il suo tocco finisce sul palo.

La dea bendata non sembra amare i rossoblù di casa che tre minuti dopo ci provano ancora con Sculli ma il suo colpo di testa termina fuori di poco. Zalayeta poco dopo la mezz’ora si rende pericoloso: l’uruguaiano riceve un bel pallone sulla sinistra e in area cerca di superare Amelia in uscita ma il portiere riesce a respingere, il pallone balla sulla linea dell’area con Adailton che è il più veloce a cercare di recuperarlo. Su di lui commette fallo Papastathopulos, per Damato il fatto avviene dentro l’area, per i rossoblù genoani è fuori. Dagli undici metri ancora Adailton che spiazza Amelia e si concede una tripletta senza esultare, avendo conquistato con il Genoa una promozione in serie A. Il Bologna si ritrova per la prima volta in vantaggio e sarà quello definitivo.

Alla fine sono i rossoblù ospiti a festeggiare mentre la rabbia dei tifosi genoani, indirizzata verso l’arbitro, sfocia in cori offensivi e in un razzo che dopo il triplice fischio termina a bordo campo sfiorando un’attrezzatura tecnica.
01 marzo 2010

FONTE: CorriereDiBologna.Corriere.it


17:49 | 28/02/2010
Bologna, Adailton: "Non poteva andare meglio di così"
L'attaccante brasiliano del Bologna, ex della partita contro il Genoa a Marassi, ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa, esprimendo tutta la sua soddisfazione per la vittoria e per la tripletta personale: "Meglio di così non poteva andare: la mia prima tripletta, il record di gol in A, nel contesto di una partita che ha regalato momenti spettacolari e portato a noi tre punti, consentendoci di fare un passo gigante in classifica. Ancora non ho realizzato tutto quello che è successo: è stata una domenica davvero speciale per me; in settimana avevo detto che stavo tornando in forma e che questo mi avrebbe permesso di rendere di più rispetto agli ultimi tempi. Spero che il finale di campionato sia importante per me e per il Bologna. Aver vinto a Genova ci dà la consapevolezza che questa squadra può fare molto bene, ma dobbiamo mantenere i piedi per terra, continuare così e fare al più presto i nove punti che ci mancano per salvarci. Ed è una vittoria che dimostra una volta di più come questo gruppo non molli mai: era difficile rimontare tre volte, in uno stadio così caldo e contro un avversario forte come il Genoa, e andare addirittura a vincere, restando uniti e compatti fino al termine, anche a difesa del risultato dopo il vantaggio. Qui non molla nessuno", si legge sul sito ufficiale dei felsinei.

Sul discorso salvezza, Adailton non vuole perdere la concentrazione e risponde: "Questa la vittoria della salvezza? No: lo sarà quella che ci porterà a 40 punti e oggi ne abbiamo 31".

Sull'intesa con Marcelo Zalayeta, il brasiliano analizza: "Con lui mi trovo molto bene: è in forma, ha qualità importanti, ci fa respirare. Sappiamo tutti che il Bologna ha nel reparto d'attacco tanti ottimi giocatori, con caratteristiche diverse: è importante mettersi a disposizione e adattarsi al compagno di reparto. In questa partita ci siamo trovati bene ed è arrivato un ottimo risultato per noi".
Brando de Leonardis

FONTE: CalcioNews24.com


STAGIONE 2008-09 +   -   =
20 Novembre 2008
"Una vittoria per il salto di qualità"
Marco Gullà Ciao mitico campione, io ti seguo sempre anche da lontano e ti ammiro tanto. Anche se non lo dico mai a nessuno io sono un grande tifoso del Bologna e per me la serie A e la sfida con il Palermo hanno un sapore particolare. Vorrei sapere quali sono secondo te le squadre della stessa fascia del Bologna e chi tra Atalanta, Palermo e Genoa abbia più possibilità di giocarsi la Uefa.
“In questo momento Chievo, Reggina, Cagliari, Lecce, Torino e Siena sono le sei squadre che lottano per il nostro stesso obiettivo, ma c’è tanto da giocare e le cose possono cambiare. Genoa e Palermo, secondo me, si possono inserire tra le squadre che puntano alla qualificazione in Coppa Uefa: il Genoa è molto forte in casa e sfrutta fattore campo, il Palermo ha ottimi giocatori soprattutto in attacco e a centrocampo”.

Simone Carini Ciao Ada! Parlando della partita di domenica, ti chiedo intanto quanto ci tieni a giocare e poi chi temi di più del Palermo... Grazie per la risposta. In bocca al lupo
“Certo, Simone, ovviamente ci tengo tantissimo a giocare questa partita, anche perché è importante: con una vittoria possiamo fare un piccolo salto in avanti in classifica. Un giocatore che nel Palermo è molto importate secondo me è Liverani: è quello che detta tempi di gioco a tutta la squadra e organizza la manovra del Palermo”.

Marco baiocchi Volevo chiederti al di la' della posizione in cui ti ha fatto giocare Arrigoni e adesso Mihajlovic, secondo te qual è la tua posizione ideale in campo dove renderesti meglio? All'ala destra, trequartista o seconda punta?
“Seconda punta o trequartista: sono questi i ruoli in cui penso di esprimermi al meglio. Ma mi metto sempre a disposizione dell’allenatore cercando di dare il massimo anche in un ruolo come quello di esterno destro, pur non essendo quello in cui ho giocato per tanto tempo”.

Marco Che ne pensi del Palermo? Quanto ti preoccupa il momento difficile dei rosanero in vista della partita di domenica?
“Il Palermo è sempre una squadra forte: ha ottimi giocatori, bisogna stare sempre attenti. Non penso che siano in crisi: l’ultima partita l’hanno persa, ma contro l’Inter campione d’Italia, la squadra da battere del campionato. Sicuramente domenica verranno qua per giocarsela apertamente”.

Francesco CIAO ADA! Nonostante questo periodo negativo io credo che nel Bologna ci siano giocatori che in A ci possono stare tranquillamente, uno di questi sei tu. Cosa manca a questo Bologna per trovare la via giusta? Contro il Palermo potrebbe esserci la svolta del campionato? FORZA RAGAZZI!

Francesco “Come dicevo prima, credo che questa con il Palermo sia una partita molto importante: una vittoria darebbe continuità ai risultati che stiamo facendo. Veniamo da due pareggi in altrettante partite difficili e per la prima volta in questo campionato abbiamo ottenuto due risultati positivi di seguito: non era ancora successo e proprio questo ci era mancato in precedenza. Dobbiamo dare continuità ai risultati utili e una vittoria ci potrebbe dare molta più fiducia e tranquillità, oltre a farci fare un salto di qualità: è quello che vogliamo tutti”.

Klaus Caro Ada.. sono tra quelli che pensano che non sei ancora al 100%, non tra quelli che dicono che in serie A non ci puoi stare.. quindi sono sicurissimo che il tuo rendimento migliorerà sicuramente. Volevo chiederti se l'arrivo di Cesar ha compattato ancora di più il piccolo Brasile del Bologna (Cesar, tu e Coelho): se il Milan ha il Ka-Pa-Ro noi abbiamo il Ce-Ad-Co.
“Cesar è un giocatore di alto livello: sicuramente ci darà qualità in fase offensiva, ha giocato parecchi anni in Italia in squadre importanti e anche questo è significativo. A noi brasiliani fa sempre piacere avere nel gruppo altri connazionali ed è così anche nel caso di Cesar, che tra l’altro è un bravo ragazzo e nel gruppo ci sta benissimo”.

Pandry Una curiosità tecnica..... Come fai a tirare delle punizioni così precise??
“Ci sono un po’ di doti naturali, Pandry, poi sicuramente c’è tantissimo allenamento: bisogna sempre cercare di migliorarsi e provare e riprovare le punizioni aiuta tantissimo ad essere più precisi. Ora, tra l’altro, abbiamo anche la fortuna di lavorare con un vero specialista come Mihajlovic: il mister ogni tanto ci prova in allenamento e ci ha già fatto capire che è ancora bravo, che il suo sinistro è lo stesso di un tempo”.

Alberto Ammiro la Sua tecnica raffinata tipica dei giocatori brasiliani, tuttavia nel campionato italiano attualmente prevale, a mio parere, il gioco fisico. I giocatori delle difese e non solo sono piuttosto arcigni. Chiedo: fino a che punto la tecnica può prevalere sulla mole fisica di certi giocatori? A mio avviso i giocatori del Bologna sono soprattutto dotati tecnicamente ma meno fisicamente. Gradirei un Suo parere. Grazie
“Sicuramente quello italiano è un campionato molto fisico, dove se hai un’ottima tecnica devi abbinarla alla parte atletica e muscolare, altrimenti è difficile prendere il sopravvento e avere la meglio su certi difensori o centrocampisti. Tuttavia non penso che le doti fisiche possano bastare per risolvere i problemi di una squadra o per vincere le partite: al contrario, penso che la differenza la faccia ancora la qualità tecnica dei giocatori. Sicuramente nel Bologna molti calciatori sono bravi tecnicamente e questo è importante, ma non ci fanno difetto nemmeno le qualità fisiche: ci sono giocatori molto dotati anche da quel punto di vista”.

Manu Ciao Ada. Come ti senti adesso che sei in serie A? Dopo un anno come ti trovi qui a Bologna? Cosa fai quando non giochi a calcio? Giri mai in centro? Un'ultima domanda: secondo te questo Bologna dove può arrivare in classifica? Grazie di tutto Ada, sei un grande e ti prego di portare il nostro Bologna nelle zone alte che ci competono... 1 abbraccio FORZA BFC X SEMPRE
“Giocare in Serie A è bellissimo: è quello che volevamo tutti l’anno scorso, stiamo realizzando il sogno di una lunga e intensa stagione e penso che il Bologna possa sicuramente salvarsi. A Bologna mi trovo veramente bene, in centro ci vado spessissimo, dato che ci vivo, e mi piace molto girarlo: la città è bella, ci sono molte cose da vedere. Oltre a questo, nel tempo libero mi piace tanto andare al cinema”.

Paolo Ciao Ada!! Innanzitutto complimenti e forza Bologna.. Volevo farti una domanda che penso sia tra i pensieri di tanti bolognesi: quali sono i motivi per il quale la squadra offre certe prestazioni esaltanti e tecnicamente molto buone dimostrando di essere competitiva (come contro la Lazio) e poi purtroppo fa certe partite (come quella a Cagliari) con qualità, tecnica e grinta che non assomigliano per niente alle grandi prestazioni che siete riusciti a fare?? Sono fattori psicologici, tattici, fisici o è l'allenatore?? Grazie Ada!! Complimenti! Un "in bocca al lupo" e tanta grinta per le prossime partite di campionato. Forza Bologna!
“Grazie per i complimenti, Paolo, e crepi il lupo! Credo che siano tanti i fattori ad entrare in gioco quando una squadra ha un rendimento così basso com’è successo a noi a Cagliari: non c’è solo un motivo specifico o prevalente. Sono sicuro che questa squadra abbia le potenzialità per ripetere con frequenza una prestazione come quella contro la Lazio: per riuscirci, dobbiamo mantenere la stessa concentrazione, grinta e voglia di quella partita”.

FONTE: BolognaFC.it


STAGIONE 2007-08 +   -   =
HELLAS VERONA NEWS: Rassegna stampa del 17 Febbraio, parlano ADAILTON e SALA, Osvaldo BAGNOLI e NOTARISTEFANO, MORABITO ce la farà? Verona - Legnano.
Pubblicato da Smarso domenica 17 febbraio 2008 12:25,
Ospite a Furorigioco su Radio Verona MARTINS BOLZAN ADAILTON sempre tanto amato dai tifosi delle squadre dove ha militato a partire dal Parma, passando per il PARIS SAINT GERMAIN, ovviamente l'HELLAS VERONA, poi GENOA ed ora BOLOGNA.
Di MARTINS conosciamo quasi tutto ma forse non tutti sanno che ha origini venete, i suoi nonni erano della provincia di TREVISO, venivano da un paesino chiamato Oderzo che ha dato i natali anche ad un certo Gianfranco "Zigogol" ZIGONI!!! E non aggiungo altro...

Parla sopratutto di Bologna e Chievo ADAILTON ma non può non arrivare la preghiera di un tifoso dell'Hellas: Fai un tempo con noi Lunedì sera MARTINS, il Verona ha bisogno di te! "Guarda se potessi" risponde il fantasista brasiliano col suo struggente accento portoghese "sarei veramente a disposizione perchè per il Verona sarei disposto a fare un sacrificio fisico, mentale e... Di tutto per cercare di aiutare! Lo sto seguendo ogni giorno e mi dispiace ogni giorno di più di vederlo in questa condizione... Spero che quest'anno raggiunga la salvezza e l'anno prossimo partacon un buon progetto per ritornare finalmente ai livelli che le competono nel calcio italiano".

Interviene da casa Nicola, saluta ADAILTON, gli fa i complimenti per la sua stagione e spera che domani Maurizio SARRI faccia giocare il Verona con 2 punte la davanti (ALTINIER e MORANTE) e la coppia VIGNA - STAMILLA sugli esterni... Potrebbe essere la partita della svolta dice, se vinciamo prendiamo coraggio e non ci ferma più nessuno, che ne pensa ADAILTON? "In effetti ci sono alcune partite che ti fanno scattare qualcosa dentro, che ti fanno credere e ti fanno tornare la fiducia, vincendole acquisti convinzione, tutto il gruppo si sente forte e può ribaltare tante situazioni: io me lo auguro, spero che il Verona Lunedì vinca e trovi finalmente quell'entusiasmo che ultimamente sembra essersi smarrito; i giocatori ci sono, quello che sembra mancare è la fiducia, l'entusiasmo!!!". Certo! Se lo dice uno di scuola brasiliana...

FONTE: BondolaSmarsa.BlogSpot.it


il bomber
A Genova ha lasciato già tanti rimpianti, Martins Bolzan Adailton, brasiliano razza Piave (i suoi nonni erano emigrati da Oderzo, provincia di Treviso), ampio sorriso e un' educazione oxfordiana che lo farà apprezzare in fretta anche sotto i portici. Mentalità europea come tutti i gauchos, gli abitanti dello stato di Rio Grande do Sul, ma piedi indubbiamente brasiliani, il nuovo attaccante del Bologna è stato una delle chiavi della promozione del Genoa di Gasperini. In campo e fuori. Capocannoniere della squadra, 11 gol nonostante la pubalgia e un grave infortunio al volto abbiano praticamente reso nullo il suo apporto nel 2007, e uomo fondamentale negli equilibri dello spogliatoio. La conferma delle sue qualità umane? Proprio a La Spezia, dove stasera dovrebbe debuttare con la nuova maglia. E dove a Pasqua si fece male dopo un scontro fortuito con il ginocchio di Ponzo, una botta fortissima al volto e una serie di fratture che potevano mettere a repentaglio la sua carriera.

Lui non si è abbattuto, si è messo di gran carriera ad allenarsi ed è tornato in campo prima della fine della scorsa stagione. A Pescara l' ultimo suo gol da genoano. Indossando quella maschera personalizzata e ormai a molti familiare, a proteggere il viso, colorata di rossoblù, con la bandiera del Brasile e il suo numero, il dieci. Qui invece ha scelto il 5, il numero di Falcao, di Junior, grandissimi connazionali che lo hanno preceduto. Cresciuto nella Juventude di Caxias do Sul, l' attaccante arrivò in Italia nel 1998, al Parma, con il marchio del potenziale fuoriclasse. L' anno precedente era stato infatti il capocannoniere del mondiale Under 20, segnando 10 gol, e mettendosi alle spalle future stelle del calcio mondiale quali Henry, Owen e Trezeguet. Ma l' impatto con il calcio europeo non era stato dei più fortunati, due soli gol a Parma il primo anno, altrettanti la stagione successiva in prestito al Paris Saint Germain. Grazie ai buoni uffici di Gian Battista Pastorello, direttore generale del Parma di Tanzi prima e proprietario del Verona poi (e oggi vicepresidente del Genoa), era finito in Veneto.

Sette campionati in riva all' Adige, tre di A e quattro di B, e ben cinquanta gol. Verona rischiava però di diventare la sua isola di Circe, da dove il brasiliano non riusciva più ad emergere da un eterno limbo calcistico. E così, l' estate scorsa, con il contratto in scadenza, "Ada" aveva deciso di ritentare l' avventura in serie A. Sampdoria e Torino avevano bussato, ma alla fine era arrivato il Genoa, con un ingaggio sontuoso ma senza il massimo campionato. E una promessa quasi solenne: «In A giocheremo insieme fra dodici mesi». La promozione è arrivata, ma per "Ada" non c' era più posto. Il brasiliano si è sentito tradito e per questo ci ha messo molto a metabolizzare la delusione e ad accettare la corte del Bologna. La storia è nota. Ma ora, a trent' anni, è pronto ad offrire alla sua nuova squadra professionalità, esperienza e soprattutto un sinistro implacabile sui calci di punizione. Con una determinazione ancora più feroce. Per tornare fra un anno a giocare in A. Qui a Bologna, però.
LUCA PALMIERI
03 settembre 2007 3 sez. BOLOGNA

FONTE: Ricerca.Repubblica.it


STAGIONE 2006-07 +   -   =
SPORT - CALCIO - SERIE B
Tutto esaurito nella spettacolare sfida tra grifoni e bianconeri
Vanno in vantaggio i torinesi con Nedved, pari di Juric. Tensione sugli spalti
Il Genoa blocca la Juventus Adailton spreca un rigore
GENOVA - Il Genoa blocca la Juve sull'1-1 a Marassi dopo una gara condotta bene e senza risparmio. Il gruppo Gasperini, inoltre, recrimina per un rigore sbagliato dal bomber Adailton. Pubblico da brividi allo stadio "Ferraris" dove si affrontavano il Genoa, società più antica d'Italia, e la Juventus, la più titolata ovvero due squadre che, insieme, hanno vinto 36 scudetti. Il Genoa voleva vincere a tutti i costi perchè era reduce da un periodo terribile ma anche la Juventus, imbattuta in campionato, voleva agguantare quanto prima la testa della classifica.

Gasperini, senza timori, ha schierato la squadra con il 3-4-3 affidando ad Adailton il ruolo chiave d'attacco chiedendogli tagli centrali partendo dalla fascia destra. Insieme al brasiliano Juric che ,dopo la batosta della squalifica di Sculli per 8 mesi, vince il ballottaggio con Tavarez. A centrocampo, invece, è Longo l'uomo che deve assicurare sgroppate perdifiato per supportare il trio d'attacco. Deschamps ritrova in porta Buffon, premiato con il FifPro 2006 World Award prima della gara.

In difesa, all'ultimo istante, viene preferito Balzaretti a Chiellini e a centrocampo viene mixata l'esperienza di Nedved e Camoranesi con la freschezza dei giovani emergenti Paro e Marchisio. In attacco largo alla giovane coppia d'attacco Bojinov-Palladino. Le due squadre,prima della gara, volevano entrambe vincere perchè i rossoblu erano reduci da 3 punti nelle ultime 5 gare mentre la Juve, imbattuta in campionato, ha voglia di arrivare in fretta in testa alla classifica e invertire il trend in trasferta che la vede pareggiare nelle ultime 2 trasferte.

La Juve parte subito forte e Palladino al 4' si vede negato un gol dall'arbitro Farina per un fuorigioco dubbio dello stesso attaccante. Il Genoa capisce che non può far giocare la Juve e inizia a pressare in maniera asfissiante i portatori di palla bianconeri e per due volte, al 12' e al 16', impensierisce Buffon con Greco.

Il Genoa ha la palla del vantaggio, su rigore al 31', concesso da Farina per un inesistente fallo di Birindelli su Longo. Buffon dimostra di meritare il premio dell'associazione mondiale dei calciatori e para, distendendosi felinamente sulla sinistra, il tiro ad Adailton rendendo giustizia all'errore di Farina. E' sempre il Genoa a fare la partita ma è sempre Buffon a superarsi, al 41', deviando in angolo, con la punta delle mani, un bel diagonale di Fabiano. Il secondo tempo si apre col Genoa che insiste in attacco ma è sempre Buffon a superarsi all'8 su un potente sinistro di Coppola che aveva calciato dopo essersi liberato in dribbling di due avversari.

La Juve sembra intontita dalle "furie" rossoblu che pressano e si inseriscono come dannati togliendo ossigeno agli "architetti" del gioco bianconero Nedved e Camoranesi. Il Genoa continua il suo forcing e all'altezza del calcio di rigore è sempre Adailton a sbagliare di testa praticamente un secondo penalty. Gol sbagliato, gol subito e un minuto dopo la Juve passa con Nedved al 26' che conquista e batte una punizione, al limite sinistro dell'area di rigore , tesa e forte di destro che viene deviata sfortunatamente di testa Juric che batte Barasso. Neanche il tempo di gioire e il Genoa pareggia al 29' con Juric che si inserisce splendidamente e, lasciando fermo Balzaretti, batte con un delizioso sinistro Buffon in uscita. L'ultimo quarto d'ora è al cardiopalma con Nedved, già ammonito, che trova il modo di farsi espellere per un brutto fallo ma il risultato non cambia. A partita conclusa scontri tra polizia e tifosi della Juve. Volano manganellate e un razzo.

GENOA-JUVENTUS 1-1
GENOA Barasso; Bega, De Ros, Criscito; Botta, Longo(27' st Tavarez), Coppola, Fabiano(33' Stellini(; Adailton, Juric (38' st Zeytulayev), Greco. In panchina. Rubinho, Pedro Lopez, Biasi, Forestieri.
Allenatore Gasperini

JUVENTUS Buffon; Birindelli (35' st Zebina) , Kovac, Boumsong, Balzaretti; Camoranesi, Paro, Marchisio, Nedved; Palladino, Bojinov. In panchina: Mirante, Chiellini, Guzman, De Ceglie, Urbano, Maniero.
Allenatore Deschamps

ARBITRO: Farina di Novi Ligure
RETI: 26' st Nedved, 29' st Juric
NOTE: Terreno in non perfette condizioni. 35.000 spettatori circa. Al 31' p.t. Buffon para un rigore ad Adailton. Ammoniti: Birindelli, Greco, Paro, De Rosa, Balzaretti, Nedved. Espulso: Nedved per gioco violento. Angoli: 8-5 per il Genoa. Recupero: 2', 3'.
(1 dicembre 2006)

SPORT - CALCIO - SERIE B
I rossoblù battono il Piacenza 2-0 e si rilanciano dopo la sconfitta di Modena
Doppietta del brasiliano (punizione e rigore). Espluso il tecnico degli emiliani Iachini
Genoa, vittoria e riscatto Adailton si scopre goleador
GENOVA - Senza molti titolari, tra cui il bomber Greco, Milanetto e Juric, il Genoa fa di necessità virtù e vince con merito contro il Piacenza. Guidato dal talento di Adailton che segna due gol (punizione e rigore), il gruppo allenato da Gasperini cambia pelle, correndo meno e ragionando di più, e supera senza grandi affanni la coriacea squadra di Iachini, già vittoriosa su Napoli e Bologna. Il tecnico, beccato dai genoani per precedenti attriti, viene espulso nel primo tempo per proteste dopo un gol annullato ai suoi per fuorigioco. Il vice, Carillo, dopo la gara spiega: "Non ho capito l'espulsione, Iachini non ha detto alcuna frase ingiuriosa, mi è sembrato un episodio strano".

Il tecnico degli emiliani comunque dà atto al Genoa di avere meritato e ai suoi "di avere ben giocato contro un grande avversario". La vittoria consente ai liguri di salire secondi dietro al Brescia (in attesa dei posticipi di Lecce e Bologna) ma oltre ai tre punti e al riscatto dalla sconfitta di Modena, Gasperini ottiene una risposta importante: il Genoa aveva vinto finora correndo tantissimo, oggi, mischiate le carte per l'emergenza, la squadra ha mostrato altre doti, a iniziare dalla gestione della palla con meno corsa, che significa fiato in più di riserva.

Il Piacenza di Iachini voleva confermarsi dopo avere battuto due big e in parte ha dato prova di ottima organizzazione, con il pericoloso Rantier in evidenza. Cade però, anche a causa di episodi, in uno stadio infuocato di rabbia per i precedenti tra l'allenatore e gli avversari, a cominciare dalla partita pareggiata 2-2 alla penultima giornata due campionati fa, prima della famigerata gara con il Venezia.

Il Genoa passa in vantaggio dopo meno di due minuti. Adailton guadagna una punizione al limite dell'area e la batte con un tiro che entra a fil di palo nonostante la respinta del portiere Coppola, che avviene oltre la linea. Il Piacenza non ci sta e crea due occasioni in pochi minuti. La più pericolosa è di Rantier che centra il palo da fuori area con un tiro in corsa al 7'. La folata emiliana si placa quasi subito, il Genoa prende il controllo del gioco e non lascia più spazi. Solo l'imprecisione negli ultimi metri impedisce di essere pericolosi. Dall'altra parte, Nocerino e Patrascu regola il centrocampo piacentino e al momento buono sanno inventare per Simon e Stamilla.

Alla mezz'ora, una iniziativa sulla destra porta il Piacenza vicino al pareggio ma il tiro di Rantier da centro area a portiere battuto è respinto di testa da De Rosa. Il difensore poco dopo viene sostituito per infortunio da Longo. Al 35', il Piacenza va in rete con Rantier di testa ma il gol è annullato perchè il guardalinee segnala un fuorigioco che le immagini televisive confermano. Protestano con furia i piacentini. Il più arrabbiato è Iachini che viene espulso per una parola di troppo all'assistente di Squillace. Il tecnico esce tra una selva di fischi.

Si riparte con la tensione alle stelle e il Genoa ne approfitta chiudendo in attacco e segnando anche un gol con Sculli che però è in fuorigioco. Nella ripresa il Genoa passa al 4-3-3 con Rossi sulla linea dei difensori e attende il Piacenza. Spreca alcuni contropiede con Adailton ma al 9' raddoppia con il brasiliano su rigore per atterramento di Coppola. Il vice di Iachini mette Cacia e Degano e sfiora il gol con il solito Rantier. Il finale è ancora rossoblù: i genoani controllano e sfiorano anche il 3-0.

GENOA-PIACENZA 2-0
GENOA (3-4-3): Barasso; Bega (23'st Stellini), De Rosa (35' pt Longo), Criscito; Rossi, Botta, Coppola, Fabiano; Zeytulaev (16'st Biasi), Adailton, Sculli. In panchina: Russo, Tiago, Tavarez, Aurelio. Allenatore: Gasperini

PIACENZA (4-3-3): F. Coppola, Nef, Miglionico, Olivi, Gemiti, Nocerino, Patrascu, Gobatto (31'st Riccio), Stamilla (15'st Degano), Simon (11'st Cacia), Rantier.
In panchina: Capodici, Anaclerio, Iorio, Padalino. Allenatore: Iachini.

RETI: 1'pt e 10'st (rig.) Adailton.
NOTE: giornata calda, terreno in buone condizioni. Spettatori: 17718. Al 36' pt espulso il tecnico del Piacenza Iachini per proteste. Ammoniti: Rossi, Bega, Zeytulaev, Sculli, Miglionico, Noverino, Gemiti. Angoli: 9-4 per il Genoa. Recupero: 2'pt, 4' st.
(23 settembre 2006)

FONTE: Repubblica.it


STAGIONE 2005-06 +   -   =
"MASTINO DEL BENTEGODI", MARTINS ADAILTON PREMIATO PRIMA DI HELLAS VERONA - BARI
Postata il 22/05/2006 alle ore 12:53
VERONA - Martins Adailton è il primo calciatore gialloblù a scrivere per la seconda volta il proprio nome nella storia del concorso 'Il Mastino del Bentegodi'.
Il numero 10 brasiliano, che nei sette anni di militanza con l'Hellas ha meritato dentro e fuori dal campo il rispetto, la stima e l'affetto dei sostenitori scaligeri, è stato premiato con il 'Trofeo Confcommercio' domenica 21 maggio, prima del fischio d'inizio di Hellas Verona - Bari, ricevendo gli applausi del pubblico del "Bentegodi".

Adailton, accompagnato dal dirigente dell'Hellas Verona Sergio Puglisi, ha ricevuto il prestigioso riconoscimento da Fernando Morando (presidente Confcommercio Verona), Mirko Aldinucci (direttore responsabile 'Il Commercio Veronese'), Michele Rossetto (sponsor del concorso) e Paolo Arena (Giovani Confcommercio Verona).

Ecco l'albo d'oro del premio:
1999/2000 Antonio Marasco
2000/2001 Martin Laursen
2001/2002 Adrian Mutu
2002/2003 Martins Adailton
2003/2004 Sandro Mazzola
2004/2005 Valon Behrami
2005/2006 Martins Adailton

Alle spalle di Adailton, Nico Pulzetti consolida il secondo posto (287 consensi), davanti al portiere Gianluca Pegolo, terzo a quota 152.
Ufficio Stampa
Hellas Verona Football Club

SPECIALE INTERVISTA DE "L'ARENA" A MARTINS ADAILTON
Postata il 19/05/2006 alle ore 12:25
Il brasiliano ha tracciato un bilancio dei sette anni trascorsi in riva all'Adige
VERONA - Giovedì 18 maggio l'attaccante dell'Hellas Verona Martins Adailton è stato protagonista di una speciale intervista rilasciata al quotidiano locale L'Arena, in pieno centro storico a Verona.
Martins ha raccontato la sua esperienza a Verona, tracciando un bilancio dei sette anni trascorsi in riva all'Adige, durante una piacevole chiacchierata con i giornalisti Andrea Sambugaro e Luca Mantovani.

L'esperto obiettivo del fotografo Renzo Udali ha immortalato Adailton in Piazza Erbe e in cima alla Torre dei Lamberti, dalla quale il brasiliano ha potuto ammirare Verona in tutta la sua bellezza.
L'Arena ha voluto dedicare un servizio speciale al numero 10 gialloblù, che per la seconda volta è stato giudicato dai tifosi scaligeri miglior calciatore dell'anno.
L'intervista sarà pubblicata nell'edizione di sabato 20 maggio.
Ufficio Stampa
Hellas Verona Football Club

FONTE: HellasVerona.it


WEDNESDAY, 19 APRIL 2006, 16:12
Martins Adailton is offered to Anderlecht
Italy offered the Brasilian Martins Adailton to Anderlecht. The 29-year-old striker has scored 14 times this season for this club, Hellas Verona. But Anderlecht are not that interested.
According to HLN Anderlecht are interested in a still unknown Argentinian. But the price is reported to be too high.

FONTE: Anderlecht-OnLine.be


Vantaggio di Adailton, poi la doppietta di Possanzini e il gol di Piangerelli chiudono la gara
Postata il 07/02/2006 alle ore 20:30
BRESCIA – Amara sconfitta per l’Hellas Verona allo stadio “Rigamonti” di Brescia contro la formazione di Maran: il 3-2 finale penalizza eccessivamente i ragazzi di Massimo Ficcadenti.

Bruno sfiora il vantaggio dopo soli tre minuti, sfruttando un errore di Teodorani, ma l’attaccante sbaglia davanti alla porta di Pegolo. Pochi minuti dopo il Brescia si lamenta per l’annullamento di una rete a Del Nero, pescato in posizione di fuorigioco. Dopo il quarto d’ora un paio di ottime occasioni per l’Hellas: nella prima un lancio di Italiano mette in movimento Adailton che appoggia di testa per Sforzini, che viene anticipato da Santoni al momento di battere a rete. Poi ancora Adailton, la cui botta dal limite viene sventata ancora dal portiere bresciano. Trascorsa la mezz’ora l’Hellas va vicinissimo al vantaggio, dopo un traversone di Cassani: prima Sforzini poi Rantier non riescono a trovare la deviazione vincente e l’occasione sfuma. Al 35’ Tombolini espelle Mareco per una gomitata a Sforzini in piena area bresciana: calcio di rigore in favore dei gialloblù, che Martins Adailton trasforma, siglando il suo dodicesimo centro stagionale. Dopo un miracolo di Pegolo, nonostante l’inferiorità numerica, il Brescia perviene al il pareggio al 43’ con Possanzini, che colpisce solo in area di rigore, riportando il risultato in parità. Al 46’ viene espulso Teodorani per doppia ammonizione, vanificando così la superiorità numerica dei gialloblù.

Le squadre rientrano in campo per la ripresa, con una novità nella formazione dell’Hellas: è Comazzi che prende il posto di Rantier e si posiziona al fianco di Turati al centro della linea difensiva. Gialloblù pericolosi con Sforzini, il cui colpo di testa viene bloccato dall’estremo difensore delle rondinelle. Al 59’ debutta in gialloblù Craig Davies, che mister Ficcadenti getta nella mischia al posto di Sforzini. Le squadre iniziano ad accusare le fatiche del turno infrasettimanale: nei primi venti minuti della ripresa mancano azioni e spunti di particolare pericolosità da parte di entrambe le formazioni. La partita si rianima dopo il vantaggio del Brescia, ottenuto con un inserimento di Piangerelli che, ben servito da Dallamano, insacca anticipando Munari e battendo Pegolo. I gialloblù reagiscono ma all’86’ il Brescia si porta sul 3-1 grazie ad un rigore di Possanzini, concesso per l’atterramento dello stesso attaccante. Nei minuti di recupero traversa colpita da Turati sugli sviluppi di un calcio di punizione di Adailton. L’Hellas può usufruire di un calcio a due in area: i gialloblù riescono ad accorciare le distanze con Vincenzo Italiano al 93’, pochi secondi dopo Tombolini fischia la fine delle ostilità.

IL TABELLINO
BRESCIA CALCIO 3-2 HELLAS VERONA F.C.
Martins Adailton (rig.) 36'
Davide Possanzini 43'
Luigi Piangerelli 75'
Davide Possanzini (rig.) 86'
Vincenzo Italiano 93'

Brescia Calcio
Santoni, Dallamano, Zoboli, Mareco, Martinez (89’ Milani), Stankevicius, Hamsik, Piangerelli, Del Nero, Bruno (76’ Cortellini), Possanzini. All. Maran
Hellas Verona F.C.
Pegolo, Cassani (78’ Aurelio), Turati, Teodorani, Bonomi, Munari, Italiano, Pulzetti, Adailton, Sforzini (59’ Davies), Rantier (46’ Comazzi). All. Ficcadenti

Stadio: Mario Rigamonti
Spettatori: 4.000
Arbitro: Tombolini di Ancona
Assistenti: Lanciani, Cuttica, Scoditti
Ammoniti: Teodorani, Adailton, Possanzini
Espulsi: Mareco al 35', Teodorani al 45'
Ufficio Stampa
Hellas Verona Football Club

Sconfitta immeritata dopo un ottimo primo tempo, giocato ad altissimi livelli
Postata il 28/11/2005 alle ore 20:45
VERONA - La bestia nera ha colpito ancora: Gionatha Spinesi, autentico incubo dell'Hellas Verona e di Gianluca Pegolo in particolare, ha messo a segno una doppietta. Due gol che hanno permesso al suo Catania di passare per 2-1 al "Bentegodi" e cogliere tre punti preziosissimi. Ai gialloblù di Massimo Ficcadenti rimane il rammarico per una sconfitta giunta dopo un ottimo primo tempo, giocato ad altissimi livelli. L'unico neo è non aver concretizzato le tante occasioni, lasciando aperte le sorti di una gara che pareva segnata dopo l'ennesima prodezza di Martins Adailton.

I padroni di casa iniziano col piede sull'acceleratore: Munari, Adailton scaldano i guanti di Pantanelli. Per il Catania risponde Mascara, Pegolo è attento. Al 27’ l'Hellas passa in vantaggio: Aurelio, per la prima volta titolare al "Bentegodi", conquista una punizione dal limite dell'area. Adailton fa partire un gran sinistro e Pantanelli è battuto. Il primo tempo si chiude con l'ennesima incursione di Aurelio, il cui passaggio per Iunco viene salvato in calcio d'angolo.

Pochi minuti dopo l'inizio della ripresa il Catania trova il pareggio: l'arbitro Girardi vede una trattenuta di Biasi su Cesar e decreta il calcio di rigore. Dal dischetto Spinesi batte Pegolo e fa 1-1. Adailton cerca con insistenza il gol con grandi giocate, ma la fortuna non è dalla sua. Al 63' il Catrania raddoppia: Mascara dal limite dell’area mette Spinesi a tu per tu con Pegolo, il centravanti non sbaglia e firma l'1-2. L'Hellas si getta alla ricerca di un pareggio strameritato, che però non arriva: i tentativi di Gervasoni, Adailton e Sforzini non vanno a buon fine.

IL TABELLINO
HELLAS VERONA F.C. 1-2 CALCIO CATANIA
Martins Adailton 23'
Gionatha Spinesi (rig.) 53'
Gionatha Spinesi 63'

Hellas Verona F.C.
Pegolo, Cassani, Biasi (59' Turati), Gervasoni, Bonomi, Pulzetti, Italiano, Munari, Adailton, Aurelio (79' Rantier), Iunco (82' Sforzini). All. Ficcadenti
Calcio Catania
Pantanelli, Silvestri, Bianco, Cesar, Sabato (93' Sottil), Anastasi (73' Lucenti), Brevi, Caserta,, De Zerbi (84' Zavagna), Spinesi, Mascara. All. Marino

Stadio: Marc'Antonio Bentegodi
Spettatori: 8.806
Arbitro: Girardi di San Donà di Piave
Assistenti: Alvino, Giachero, Beretta
Ammoniti: Sabato, Anastasi, Caserta, Adailton
Espulsi:
Ufficio Stampa
Hellas Verona Football Club

"GALA DEL CALCIO TRIVENETO", MARTINS ADAILTON MIGLIOR GIALLOBLU' DELLA STAGIONE 2004/2005
Postata il 16/11/2005 alle ore 10:14
Il brasiliano succede a Michele Cossato, Vincenzo Italiano, Gianluca Pegolo e Sandro Mazzola
VICENZA - In occasione della quinta edizione del "Gal? del Calcio Triveneto", Martins Adailton è stato eletto miglior calciatore dell'Hellas Verona per la stagione 2004/2005.
Organizzato dall'AIC (Associazione Italiana Calciatori) in collaborazione con USSI Veneto (Unione Stampa Sportiva Italiana) e Associazione Sportiva Sport Planet, il Galà è stato istituito per premiare, i migliori calciatori delle squadre trivenete dei campionati professionistici, dalla Serie A alla C2.

Lunedì 21 novembre, al Teatro San Marco di Vicenza, avrà luogo la cerimonia di premiazione, che sarà preceduta da un dibattito sul mondo del calcio, cui parteciperanno anche Demetrio Albertini e Tullio Lanese.
Nell'albo d'oro della manifestazione, Martins Adailton succede a Michele Cossato, Vincenzo Italiano, Gianluca Pegolo e Sandro Mazzola.
Ufficio Stampa
Hellas Verona Football Club

MARTINS ADAILTON E SANDRO MAZZOLA TESTIMONIAL DI "TRIBUNA FAIR PLAY"
Postata il 14/11/2005 alle ore 13:22
VERONA - Venerdì mattina, presso la sala stampa dello Stadio 'Bentegodi', Hellas Verona F.C., insieme a Panathlon International - Club di Verona e Assessorato allo Sport - Comune di Verona, hanno presentato ufficialmente l'iniziativa 'TRIBUNA FAIR PLAY'.

Il progetto prevede che, in occasione di alcune partite casalinghe dell'Hellas Verona F.C., bambini e bambine in età compresa tra gli 11 e i 14 anni, abbiano accesso gratuito allo Stadio 'Bentegodi', intraprendendo un percorso guidato didattico-educativo di formazione al Fair Play, prima e durante la gara.

La 'Tribuna Fair Play' si radunerà a partire da lunedì 28 novembre 2005 (in occasione della partita Hellas Verona - Catania), una volta al mese sino alla fine del Campionato di Serie B, in occasione delle gare casalinghe della Prima Squadra dell'Hellas Verona F.C. .

Testimonial dell'evento i calciatori dell'Hellas Verona F.C. Martins Adailton e Sandro Mazzola.

Martins Adailton ha sottolineato l'importanza del progetto: "Iniziative come questa vanno senza dubbio accolte con favore. Sarebbe positivo riuscire a dare anche solo un piccolo contributo per cambiare la mentalità, l'atteggiamento intorno alla manifestazione sportiva. I primi segnali devono venire da chi ha un ruolo attivo in questo sport, dagli atleti, dagli addetti ai lavori, dagli organi di informazione. Sotto questo aspetto, Tribuna Fair Play è un esperimento importante e unico nel suo genere".

Dello stesso parere anche il capitano gialloblù, Sandro Mazzola: "L'iniziativa va apprezzata e sottoscritta: come rappresentanti della categoria dei calciatori ci sentiamo parte in causa, perchè i bambini ci guardano e ci prendono ad esempio. Abbiamo il dovere di comportarci correttamente, di rispettare gli avversari, il pubblico e le decisioni dell'arbitro, giuste o sbagliate che siano. E' un primo passo per cercare di dare un senso concreto al concetto di fair play".

Clicca qui e ISCRIVITI a TRIBUNA FAIR PLAY!

Gara fallosa e spezzettata, i ragazzi di Ficcadenti conquistano tre punti d'oro
Postata il 16/09/2005 alle ore 20:45
VERONA - In casa gialloblù, quelle con Atalanta e Catanzaro sono due gare opposte, nel gioco e nel risultato. Grande partita a Bergamo, ma nessun punto. Partita tirata, faticosa, ma conclusa con una vittoria. Questo, del resto, è il bello del calcio.

Tre punti preziosi che l'Hellas Verona conquista grazie all'1-0 firmato Martins Adailton. Al "Bentegodi" il Catanzaro appare tutt'altro che una squadra rinunciataria, ma sempre pronta a chiudersi a riccio per prevenire gli attacchi scaligeri.. La gara non è spetacolare, gli spunti, soprattutto nel primo tempo, sono pochi e non molto incisivi. Al 24' Rantier parte in volata sulla fascia sinistra, mette in mezzo un pallone che Belardi riesce ad agguantare. Poco più tardi ancora Rantier sfrutta una sponda di Sforzini per concludere in porta, ma la risposta del portiere calabrese è attenta.

Nella ripresa i ragazzi di Ficcadenti sembrano più convinti e tentano in tutti i modi di portare a casa la partita. E il gol arriva al 64', quando Pegolo rilancia lungo, il difensore giallorosso Pierotti sfiora di testa servendo involontariamente Martins Adailton, che con grande freddezza batte Belardi e firma l'1-0. Al 77' Pegolo si esibisce in una splendida parata d'istinto sul colpo di testa di Corona, mettendo in angolo. Quattro minuti più tardi dubbio rigore per il Catanzaro, che Corona calcia fuori per la gioia dei tifosi del "Bentegodi". Allo scadere ancora Adailton prova con il suo magico sinistro a raddoppiare su calcio di punizione dalla distanza, la palla sfiora il sette.

IL TABELLINO
HELLAS VERONA F.C. 1-0 U.S. CATANZARO
Martins Adailton 64'

Hellas Verona F.C.
Pegolo, Cassani, Gervasoni, Biasi, Teodorani, Munari, Mazzola, Italiano (79' Pulzetti), Adailton, Sforzini (61' Mancinelli), Rantier (85' Aurelio). All. Ficcadenti

U.S. Catanzaro
Belardi, Pierotti, Ceccarelli, Di Sole, Suss, Nervo, De Simone, Imbriani (76' Myrtaj), Gissi (83’ Calzi), Rizzato, Corona. All. Buso

Stadio: Marc'Antonio Bentegodi
Spettatori: 8.418
Arbitro: Marelli di Como
Assistenti: Comito, Petrella, Burdin
Ammoniti: Gervasoni, Munari, Mazzola, Rizzato, Ceccarelli, Gissi, Nervo, Corona
Espulsi: Nervo al 68'
Ufficio Stampa
Hellas Verona Football Club

La formazione di Massimo Ficcadenti conquista una vittoria esterna che mancava dallo scorso 6 gennaio
Postata il 10/09/2005 alle ore 16:00
CREMONA - Esattamente dieci anni dopo il 2-0 della Coppa Italia 1985/1986, l'Hellas Verona torna al successo allo stadio "Zini". La formazione di Massimo Ficcadenti vince e convince, conquistando una vittoria esterna che mancava dallo scorso 6 gennaio.

La squadra gialloblù domina il campo, crea numerose palle gol e torna a casa con la consapevolezza di avere ancora degli ampi margini di crescita e di miglioramento. Il 2-0 di Cremona porta la firma del talento cristallino di Martins Adailton. Pur privi di Comazzi e Italiano, i gialloblù partono subito forte e già al 3’ solo un miracoloso salvataggio sulla linea nega a Sforzini la gioia del gol. Al 29’ il vantaggio scaligero con al termine di un'azione caparbia: Adailton punisce Mondini con un sinistro magico, palla all’incrocio dei pali e secondo centro in campionato per il brasiliano. Un minuto più tardi proteste gialloblù per un evidente fallo di Dall'Igna su Sforzini, ma l’arbitro lascia correre.

Nella ripresa ci provano di testa Munari, con Mondini bravo a parare sulla linea di porta, e Sforzini, ma la palla termina alta sulla la traversa. Adailton è letteralmente l'uomo in più della squadra di Ficcadenti e al 77' raddoppia di testa su un cross pennellato da Rantier.

IL TABELLINO
U.S. CREMONESE 0-2 HELLAS VERONA F.C.
Martins Adailton 29'
Martins Adailton 77'

U.S. Cremonese
Mondini, Dall'Igna (49' Garzon), Iorio, Terni, Manucci, Job (66' De Franscesco), Carotti, Furiani (66' Benin), Coti, Prisciandaro, Marchesetti. All. Roselli
Hellas Verona F.C.
Pegolo, Cassani (74' Rantier), Gervasoni, Biasi, Teodorani, Munari, Mazzola, Pulzetti, Adailton (79' Turati), Sforzini, Iunco (52' Mancinelli). All. Ficcadenti

Stadio: Giovanni Zini
Spettatori:
Arbitro: Stefanini di Prato
Assistenti:
Ammoniti: Cassani, Munari
Espulsi:
Ufficio Stampa
Hellas Verona Football Club

FONTE: HellasVerona.it


STAGIONE 2004-05 +   -   =
MARTINS ADAILTON E' IL "MASTINO DEL BENTEGODI" DI HELLAS VERONA - SALERNITANA
Postata il 08/06/2005 alle ore 16:15
In classifica generale Valon Behrami, ormai imprendibile, domina dall'alto dei suoi 530 voti
VERONA - La sua mancanza in campo si è sentita, e non poco, ma al suo rientro è stato subito premiato dai tifosi gialloblù. Martins Adailton è stato eletto il 'Mastino del Bentegodi' di Hellas Verona - Salernitana.

In occasione della gara casalinga a porte chiuse, l'attaccante brasiliano, al quinto successo parziale, è stato il giocatore più votato nel concorso promosso dal mensile di Confcommercio Verona 'Il Commercio Veronese' in collaborazione con Hellas Verona Football Club.

Adailton, che consolida la sua posizione sul podio nella gara contro i campani ha conquistato 29 voti.
Dietro di lui Behrami e Rosina con 14 preferenze, il bomber Bogdani (10), Gianluca Pegolo (9). Pi? staccati Mazzola e Soligo (3), chiudono Biasi, Cassani e Cossu (1).
In classifica generale, Valon Behrami (nella foto) domina dall'alto dei suoi 530, ormai imprendibile per Erjon Bogdani (411) e Martins Adailton (380).

"Il Mastino del Bentegodi" di H.VERONA - SALERNITANA
1) ADAILTON: 29 voti
2) BEHRAMI: 14
2) ROSINA: 14
4) BOGDANI: 10
5) PEGOLO: 9
6) MAZZOLA: 3
6) SOLIGO: 3
8) BIASI: 1
8) CASSANI: 1
8) COSSU: 1

Totale voti: 85

La classifica generale de "Il Mastino del Bentegodi"
1) BEHRAMI: 530
2) BOGDANI: 411
3) ADAILTON: 380
4) PEGOLO: 168
5) IUNCO: 166
6) ROSINA: 132
7) DOSSENA: 109
8) MAZZOLA: 103
9) ITALIANO: 99
10) COSSU: 74
11) COMAZZI: 53
12) BIASI: 49
13) CASSANI: 48
14) PAPA WAIGO: 45
15) GERVASONI: 41
16) MYRTAJ: 15
17) MANCINELLI: 12
17) DE SIMONE: 12
19) ARTISTICO: 8
20) SOLIGO: 2
21) AGNELLI: 2
21) ANGAN: 2
21) GUARENTE: 2

Totale voti: 2.465
Stefano Marchesi
Ufficio Stampa Hellas Verona F.C.

FONTE: HellasVerona.it


Hellas, rinnovato contratto con Adailton
Scritto da red2 sabato, 02 luglio 2005 02:01
L'Hellas Verona ha raggiunto un accordo con il calciatore Martins Bolzan Adailton per il prolungamento del contratto di prestazione sportiva fino al 30 giugno 2006.
La Società, annunciando con soddisfazione il raggiungimento dell’accordo con l’attaccante brasiliano, esprime il proprio apprezzamento per le sue qualità umane, tecniche e professionali, oltre che per il grande attaccamento ai colori sociali.
Adailton si appresta ad iniziare la sua settima stagione in maglia gialloblù.

FONTE: InfoVerona.it


RISONANZA MAGNETICA PER MARTINS ADAILTON
Postata il 01/03/2005 alle ore 17:41
VERONA - L'attaccante giallobl? Martins Adailton (nella foto) si ? sottoposto ad accertamenti clinici per verificare l'entit? dell'infortunio che lo ha costretto a un nuovo stop nei giorni scorsi.

La risonanza magnetica ha evidenziato una lesione della giunzione miotendinea del bicipite femorale.
Lo staff sanitario del dott. Roberto Filippini ha valutato i tempi di recupero nell'ordine delle quattro settimane.

"MASTINO DEL BENTEGODI", MARTINS ADAILTON CONQUISTA IL PRIMATO IN CLASSIFICA
Postata il 12/11/2004 alle ore 11:00
VERONA - Martins Adailton ? il nuovo leader de il 'Mastino del Bentegodi' il concorso promosso dal mensile di Confcommercio Verona 'Il Commercio Veronese', diretto da Mirko Aldinucci, in collaborazione con Hellas Verona Football Club.

Dopo sei partite interne, l?attaccante brasiliano ha scavalcato di misura Valon Behrami, che era in testa dall'inizio del campionato, grazie ai 32 voti (21 più del centrocampista svizzero) raccolti in occasione dell?ultima sfida casalinga contro l'Albinoleffe. I due sono ora separati da soli tre voti, 237 a 234.

Al terzo posto, a quota 95, un altro giocatore straniero, l'albanese Erjon Bogdani, che i tifosi hanno eletto a larga maggioranza 'Mastino del Bentegodi? nella gara contro i lombardi, attribuendogli ben 91 preferenze.

Seguono quindi, distanziati di un solo voto, Andrea Cossu (48 voti, 14 dei quali contro l'Albinoleffe), Vincenzo Italiano (47 preferenze complessive, 2 per l?ultima gara), Sandro Mazzola (46 e 4) e il portiere Gianluca Pegolo (45).

Il difensore Andrea Dossena ? ottavo a quota 29 (8 voti per H.Verona - Albinoleffe) e precede Florian Myrtaj (15), Carlo Gervasoni (14), Alberto Comazzi (12), Dario Biasi (11), Antimo Iunco (8), Ndiaye Papa Waigo e Mattia Cassani (3), Cristian Agnelli e Tiberio Guarente (2).

I tifosi sono ora invitati a votare 'Il Mastino del Bentegodi' di Hellas Verona - Ternana di venerdì 19 novembre; si potrà esprimere la preferenza entro e non oltre giovedì 25 novembre attraverso il sito internet ufficiale dell?Hellas Verona F.C. o compilando la scheda voto contenuta ne 'Il Commercio Veronese'

"Il Mastino del Bentegodi" di H.VERONA - ALBINOLEFFE
1) BOGDANI: 91 voti
2) ADAILTON: 32
3) COSSU: 14
4) BEHRAMI: 11
5) DOSSENA: 8
6) MAZZOLA: 4
7) CASSANI: 2
ITALIANO: 2
9) BIASI: 1
COMAZZI: 1
GUARENTE: 1

Totale voti: 167

La classifica generale de "Il Mastino del Bentegodi"
1) ADAILTON: 237
2) BEHRAMI: 234
3) BOGDANI: 95
4) COSSU: 48
5) ITALIANO: 47
6) MAZZOLA: 46
7) PEGOLO: 45
8) DOSSENA: 29
9) MYRTAJ: 15
10) GERVASONI: 14
11) COMAZZI: 12
12) BIASI: 11
13) IUNCO: 8
14) PAPA WAIGO: 3
CASSANI: 3
16) AGNELLI: 2
GUARENTE: 2

Totale voti: 871
Stefano Marchesi
Ufficio Stampa Hellas Verona F.C.

FONTE: HellasVerona.it


SERIE B
Verona: Adailton con le valigie in mano, direzione Livorno
I labronici sembrerebbero interessati ad acquistarlo nella sessione invernale del calciomercato

24.11.2004 19.39 di Tommaso Veneri
Seconda punta, piede preferito il sinistro, Martins Bolzan Adailton (classe 1977) ha debuttato giovanissimo nel massimo campionato nazionale brasiliano, con la maglia della Juventude. Dopo una breve parentesi (una stagione appena) in un altro club nazionale, il Guarani, è approdato al calcio che conta e in particolare nel Paris Saint Germain. Risale alla stagione 1997/1998 il suo debutto nel nostro campionato, grazie al Parma, che lo prelevò proprio dal club transalpino. L'anno successivo, infine, passò all'Hellas Verona. Dopo sei lunghe stagioni di onorata militanza, dunque, sembrerebbe essere giunta al capolinea la sua avventura in gialloblù. È stato il suo stesso procuratore, Federico Pastorello, a confermare le indiscrezioni che volevano il Livorno Calcio sulle sue tracce. L'agente del giocatore ha inoltre sottolineato come probabile sia la cessione a Gennaio (nonostante il contratto del suo assistito sia in scadenza nel prossimo Giugno), considerando soprattutto che non sembrerebbe minimamente profilarsi all'orizzonte la possibilità di un rinnovo contrattuale con la società scaligera.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


La squadra di Ficcadenti, anche se in dieci uomini, costringe al pareggio la corazzata di Cosmi
Postata il 26/10/2004 alle ore 20:30
GENOVA - L'Hellas Verona è la prima squadra che riesce ad uscire imbattuta da Marassi dall'inizio del campionato 2004/2005. Con una prestazione di grande carattere e volontà, la squadra di Massimo Ficcadenti conquista un punto importantissimo perchè strappato al Genoa di Serse Cosmi, corazzata costruita da Preziosi per vincere il campionato. Entrambi i tecnici, Ficcadenti e Cosmi, mantengono fede alle previsioni della vigilia, non apportando variazioni agli assetti delle proprie squadre.

Il Genoa parte fortissimo, cercando di mettere i difficoltà i gialloblù imponendo un ritmo forsennato ai primi minuti di gioco. Il Grifone trova il vantaggio al 4', alla prima occasione utile con Milito su cross di Caccia, che però parte in sospetta posizione di fuorigioco. Per il bomber argentino è il settimo sigillo stagionale in campionato. All'11 Scarpi para agevolmente un potente destro da fuori di Italiano, mentre pochi minuti iù tardi Cossu conclude fuori dallo specchio al termine di un'azione ben manovrata. Appena si abbassano i ritmi di gioco, l'Hellas prende maggiori iniziative e tiene bene il campo di fronte ad un avversario sostenuto dai ventimila del Marassi. Il numero 1 rossoblù si ripete al 26' sul missile da circa 30 metri di Andrea Dossena, deviato con i pugni in fallo laterale. Al 29' Caccia manca un'occasione propizia calciando alto da posizione favorevole. Il primo tempo racconta dunque una gara equilibrata, con l'Hellas in vantaggio nel possesso palla sul campo avversario.

La ripresa inizia molto bene per i gialloblù che trovano il pareggio al 52': Bogdani si muove bene ai limiti dell'area di rigore e, favorito da un rimpallo, serve Martins Adailton. La conclusione del brasiliano, sporcata da Stellini, finisce alle spalle di Scarpi: è 1-1 a Marassi. Adailton, con i suoi 5 gol, diventa insieme a Bogdani il miglior marcatore dell'Hellas in campionato. Intorno al quarto d'ora del secondo tempo i due tecnici operano alcuni cambi: Cosmi inserisce Makinwa per Caccia, mentre Ficcadenti getta nella mischia Iunco per Cossu. Proprio Iunco, insieme ad Adailton crea in più occasioni scompiglio nella retroguardia rossoblù. Al 68' Milito elude la guardia di Comazzi e si dirige verso la porta di Pegolo: Mattia Cassani aggancia il destro dell'argentino e lo atterra: per Mazzoleni è espulsione diretta, Hellas in dieci uomini negli ultimi venti minuti di gara. Ficcadenti corre ai ripari e inserisce il difensore Gervasoni al posto di Adailton. Poco dopo un grandissimo Valon Behrami, ex di turno, conclude di poco alto sulla traversa con un potente diagonale dalla destra. Al 73' Gianluca Pegolo salva il risultato su un gran destro dalla distanza di Nocerino, appena subentrato a Brevi. L'estremo difensore gialloblù si ripete all'80' sull'angolato colpo di testa di Milito. Negli ultimi minuti di gara l'Hellas, anche se in inferiorità numerica, con grande determinazione si difende, ma non rinuncia ad attaccare per costringere il Genoa a mantenere alta la guardia. Al fischio finale i gialloblù realizzano di aver compiuto un'impresa fondamentale sul campo di una delle formazioni più accreditate per la vittoria del campionato. Un punto che vale oro per la squadra di Massimo Ficcadenti, che si porta a quota 14 in classifica e si appresta ad affrontare un doppio turno casalingo con Modena e Albinoleffe.

IL TABELLINO
GENOA C.F.C. 1-1 HELLAS VERONA F.C.
Diego Milito 3'
Martins Adailton 52'

Genoa C.F.C.
Scarpi, Lamacchi, Stellini, Sottil Tosto, Lazetic, Brevi (72' Nocerino), Tedesco, Cozza, Caccia (54' Makinwa), Milito. All. Cosmi
Hellas Verona F.C.
Pegolo, Cassani, Comazzi, Biasi, Dossena, Behrami, Mazzola, Italiano, Adailton (69’ Gervasoni), Bogdani, Cossu (62' Iunco, 90' Waigo). All. Ficcadenti

Stadio: Luigi Ferraris
Spettatori: 18.167
Arbitro: Mazzoleni di Bergamo
Assistenti:
Ammoniti: Brevi, Adailton, Stellini, Gervasoni
Espulsi: Cassani al 68'
Ufficio Stampa
Hellas Verona Football Club

Secondo successo stagionale in trasferta per la squadra di Massimo Ficcadenti
Postata il 23/10/2004 alle ore 20:30
TRIESTE - Grazie ai gol di Adailton e Bogdani, al "Nereo Rocco" di Trieste l'Hellas mette a segno un'importante successo esterno, il secondo dopo la vittoriosa trasferta di Cesena. Tredici punti, con tredici gol fatti e sei subiti, l'attacco scaligero è il terzo della Serie B: questo il ricco bottino dei gialloblù nelle ultime sei partite di campionato. Massimo Ficcadenti non cambia l'undici che ha dominato il Catania al "Bentegodi" sabato scorso e, con il passare dei minuti il campo gli dà pienamente ragione: i gialloblù sono padroni del campo, aggrediscono la Triestina con manovre corali ben organizzate, lasciando alla formazione alabadata solo qualche sporadica iniziativa in contropiede.

Al 21’ Dossena entra in area dalla sinistra e mette in mezzo per Bogdani, che viene anticipato di un soffio da un difensore. Sessanta secondi più tardi è però un autentico miracolo di Gianluca Pegolo su colpo di testa di Rigoni ad evitare la rete dei padroni di casa. Allo scadere della prima frazione di gioco, Adailton tenta la botta da fuori area, ma Campagnolo, nonostante la deviazione di un difensore, para a terra.

La Triestina prova ad attaccare ad inizio ripresa con Soligo, la cui conclusione da fuori area termina di poco alta sulla traversa. Al 54' Martins Adailton lanciato a rete viene atterrato fallosamente da Pianu: l’arbitro ammonisce il difensore (poteva starci anche il rosso) e assegna il calcio di rigore all'Hellas: il brasiliano dal dischetto spiazza Campagnolo e firma l'1-0. Per Adilton è il quarto gol personale. Al 62’ il biancorosso Bianchi viene espulso per una scorrettezza a palla lontana ai danni di Italiano: Triestina in dieci uomini. Ma la squadra di Tesser non demorde e, nonostante l'inferiorità numerica perviene al pareggio grazie ad un'intuizione di Godeas, che dal fondo riesce a mettere in mezzo il pallone per Davide Moscardelli: il bomber alabardato di sinistro lo spedisce alle spalle di Pegolo e fa 1-1 al minuto 68. Due minuti più tardi l'arbitro De Marco annulla un gol di Bogdani che, servito ottimamente da Biasi, mette in rete il pallone. Marcatura invalidata per fuorigioco dell'attaccante albanese. Ficcadenti inserisce Iunco per Cossu, ed è proprio l'attaccante brindisino, al 88', a servire una palla d'oro a Erjon Bogdani che vale il raddoppio dell’Hellas Verona: il bomber gialloblù beffa il suo marcvatore e mette il suo sigillo sul definitivo 2-1 per la formazione scaligera. I ragazzi di Ficcadenti hanno dato ancora una volta una grande dimostrazione di carattere, credendo fino in fondo ad una vittoria che andava conquistata a tutti i costi, contro un avversario in inferiorità numerica. Sette giorni orsono, contro il Catania, i gialloblù erano stati spietati, non regalando nulla ai siciliani. A Trieste forse i padroni di casa hanno pareggiato nell'unica sbavatura dell’Hellas nel corso dei 90 minuti. Ma con grande personalità, i ragazzi di Ficcadenti non si sono persi d'animo, ripartendo all’assalto dell’area alabardata alla ricerca di un'impresa fortemente voluta e, dunque, strameritata.

IL TABELLINO
U.S. TRIESTINA 2-1 HELLAS VERONA F.C.
Martins Adailton (rig.) 56'
Davide Moscardelli 68'
Erjon Bogdani 88'

U.S. Triestina
Campagnolo, Bianchi, Pecorari, Pianu, Bruni, Soligo, Munari, Galloppa (57’ Princivalli), Rigoni (71' Piva), Baù (42’ Moscardelli), Godeas. All. Tesser
Hellas Verona F.C.
Pegolo, Cassani, Comazzi, Biasi, Dossena, Behrami, Mazzola, Italiano, Adailton (89’ Waigo), Bogdani, Cossu (78' Iunco). All. Ficcadenti

Stadio: Nereo Rocco
Spettatori: 6.697
Arbitro: De Marco di Chiavari
Assistenti:
Ammoniti: Dossena, Soligo, Cossu, Pianu, Moscardelli
Espulsi: Bianchi al 62'
Ufficio Stampa
Hellas Verona Football Club

FONTE: HellasVerona.it


STAGIONE 2002-03 +   -   =
MARTINS ADAILTON: "IL MERITO DI QUESTA SALVEZZA E' ANCHE DEI NOSTRI TIFOSI, CHE CI SONO SEMPRE STATI VICINI"
Postata il 28/05/2003 alle ore 11:13
Nelle ultime partite di campionato si è dimostrato un giocatore più maturo, consapevole dei propri mezzi, capace di sfruttare al meglio le opportunità che Malesani gli ha concesso, tra l'altro con ottimi risultati.
Martins Adailton (nella foto di hellasverona.it) si sente un uomo nuovo, rigenerato da un finale di stagione che gli ha regalato parecchie soddisfazioni, anche se avrebbe voluto segnare qualche gol in più.

Quei maledetti legni... "Anche contro la Sampdoria mi è andata male, perchè sia il palo che Turci mi hanno impedito di segnare. Certo, sarebbe stato ancora più bello conquistare la salvezza con una vittoria davanti ai nostri tifosi. Quest'anno non ho avuto fortuna, i legni mi hanno tolto la gioia di segnare qualche gol in più".

La salvezza è di tutti "I meriti di questa salvezza sono di tutti quelli che hanno dato il loro contributo, che hanno lavorato per questo obiettivo: la società, il mister, i calciatori, i massaggiatori, i collaboratori, ma anche i tifosi perchè sia in casa che in trasferta ci sono sempre stati vicini, il merito è anche loro".

Ada e il mister "Il rapporto con Malesani è stato un ottimo rapporto fatto di reciproca stima, tra due professionisti che lavorano insieme per ottenere lo stesso obiettivo. Può capitare di avere opinioni diverse, credo sia normale, l'importante è capirsi, confrontarsi, avere un dialogo.
Il mister è un tecnico che ha grandi qualità, ha fatto bene in grandi squadre, forse ha trovato una situazione difficile qui a Verona: dopo la retrocessione ha voluto rimanere e rimettersi in discussione, ha dimostrato grande carattere. Ha dato tanto a questa squadra e parecchi giocatori hanno dato qualcosa in più anche per merito suo".

Rimanere per pensare in grande "Lui è bravissimo a capire quando un giocatore sta bene, quando può metterlo in campo. Lavora tantissimo, lavora sul campo, per questi motivi sono convinto che sia un grande allenatore. Qualsiasi giocatore vorrebbe essere allenato da lui: se il Verona vuole pensare in grande deve ripartire da lui.
Tutti i giocatori vogliono giocare per qualcosa di più importante della salvezza, soprattutto se indossano una maglia importante come quella dell'Hellas Verona.
Personalmente, sono contento per il mio finale di stagione, ma anche e soprattutto per la salvezza ottenuta dalla squadra: Verona è una piazza importante, che mi ha dato tanto, per me è un onore vestire questa maglia. La voglia di rimanere è tanta, magari per ripartire l'anno prossimo con un obiettivo più ambizioso".

A Palermo senza l'assillo dei punti "A Palermo troveremo un ambiente molto carico, perchè loro sono costretti a vincere per lottare ancora per la promozione in Serie A, mentre noi saremo più tranquilli e anche per questo potremo rischiare un po' di più, fare la nostra partita e dare un po' più di spettacolo, perchè non abbiamo l'obbligo di fare punti".

FONTE: HellasVerona.it


PRIMA DI VERONA +   -   =
AL LAVORO META' PARMA, ROMA E BOLOGNA
Arriva Adailton e fa come Baggio: " Voglio giocare "
ROMA - E' sbarcato in Italia il ventenne attaccante Adailton, stella della nazionale brasiliana Under 20, una sorta di nuovo Ronaldo. Giochera' nel Parma. "In prestito per un anno - spiega lui -, perche' il mio cartellino resta di proprieta' della Parmalat. Poi, l'anno prossimo vedro' cosa fare". Bocciato Baggio, perche' si sarebbe dovuto mettere in coda a Chiesa e Crespo, Ancelotti rischia di ritrovarsi con il problema irrisolto. "Io voglio giocare - sostiene Adailton -. Non sono qui per fare panchina".

Nella sua breve carriera, il giovane talento brasiliano ha disputato 11 partite in prima squadra (segnando 4 gol) con le due societa' di cui finora ha vestito la maglia: Juventude Caxias do Sul e Guarani. Si tratta dunque di un elemento ancora acerbo. Addirittura nella Juventude ha giocato assieme a... Baggio. "Con me - conferma - giocava Leandro Baggio, un difensore nipote di emigrati veneti". Intanto oggi un Parma dimezzato si ritrova e raggiunge La Salle, in Val d'Aosta (presentazione della squadra al completo tra una settimana). Raduno anche per Roma e Bologna.
(14 luglio 1997) - Corriere della Sera



PORTA IN FACCIA A BAGGIO 'MA IL BOLOGNA TI VUOLE'
... Ancelotti, che avrà il brasiliano Adailton del Guarani, capocannoniere con 10 gol ai recenti Mondiali Under 20, è stato tranquillizzato da Baggio. "Al Parma ho grandi amici, Dino Baggio, Benarrivo, Cannavaro. Ma non voglio crearti problemi: con Tabarez ho già dimostrato quanto valgo come rifinitore, prima che la sconfitta con il Porto rovinasse tutto. Se devo combattere per un posto in attacco, tanto vale che resti al Milan"...

Di maniera la ricostruzione di Stefano Tanzi: "L' incontro con Baggio e il suo entusiasmo hanno segnato il momento migliore di una vicenda scadente. La notizia è uscita quando ancora stavamo pensando all' acquisto. Ancelotti, a prescindere dalle prime dichiarazioni affrettate, ha riflettuto e ha preferito non prendere il giocatore. Ma non dite che era un' operazione fatta per gli abbonamenti. Ora mio padre è in Nordamerica, dove la Parmalat fattura 4mila miliardi, non abbiamo problemi di questo genere".
Enrico Currò
12 luglio 1997

FONTE: Ricerca.Repubblica.it

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