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Gianfranco ZIGONI detto 'Zigo' forse il più amato del Verona di tutti i tempi...


Gianfranco 'ZIGOGOL' Zigoni

Data di nascita:25/11/1944
Luogo di nascita:Oderzo (TV)
Nazionalità:Italiana
Ruolo:Ala sinistra/Centravanti
Altezza:176 Cm.
Peso:78 Kg.
Posizione:
CARRIERA DA ALLENATORE +   -   =
 SquadraStagionePartite  
Basalghelle--  
Ponte di Piave--  
Giovanili Opitergina--  

La zigomania colpisce anche la Spagna!

CARRIERA DA GIOCATORE +   -   =
 SquadraStagionePartiteGoal 
U.S. Piavon1983-198713929 
Opitergina1980-198313929 
Brescia1978-1980404 
Hellas Verona1972-197813929 
Roma1970-19724912 
Juventus1966-19708222 
Genoa1964-19665816 
Juventus1961-196440 
Giovanili Patronato Turroni Oderzo/PordenoneFino al 1961-- 

Zigogol in una recente intervista...

Vi ricordate di un certo Zigoni? Hi hi hi...
Uno dei calciatori più amati nella storia dell'Hellas forse il più amato di sempre... Ma aldilà delle sue "pazzie" era uno che sapeva giocare a calcio e che, vivendo forse un po' più da atleta e un po meno alla George BEST, sarebbe probabilmente diventato uno dei più grandi di tutti i tempi (anche se per la verità è stato uno dei più forti calciatori italiani di sempre), alcuni lo hanno infatti accostato, a torto o a ragione, a gente del calibro di MARADONA e PELE'... Una delle sue frasi celebri è «Metto fuori classifica io, Pelé e Maradona perché calcisticamente siamo tre extraterrestri»



Gli aneddoti di una vita raccolti in uno speciale di Raffaele Tomelleri +   -   =
  • ZIGONI giocatore di rugby mancato! Sognava di giocare con la palla ovale e invece 'finisce' per mettersi in mostra nelle giovanili della JUVE è quello che è successo a Zigo-Gol protagonista della puntata de 'Il Falco e il Gabbiano' di Enrico Ruggeri in onda martedì su Radio 24...
  • ELKJAER? Sono io il più forte! A chi lo paragona al 'Cavallo Pazzo' venuto dalla Danimarca ZigoGol risponde 'Elkjaer Sindaco? E io allora? Non scherziamo, sono io il più forte, avete dei dubbi?'
  • George BEST l'idolo di Zigo era il centravanti del MANCHESTER UNITED a cavallo tra il 1964 ed il 1974: 'Donne, whisky e allegria! Un grande' dice di lui
  • Heriberto HERRERA e... La privacy violata 'Mi chiamava alle 10 di sera per vedere se ero a casa, una volta lo attaccai al muro per questo...'
  • PELÈ, MARADONA e... ZIGONI i tre calciatori più forti di tutti i tempi - ha affermato più volte ZigoGol - ma non necessariamente in quest'ordine - ha anche aggiunto
  • Grande MASCETTI! 'A Ciccio una volta volevo rubare un rigore ma MAZZANTI mi trascinò via...'
  • Solo Dio forse... 'Quand'ero in giornata niente e nessuno poteva fermarmi a parte Dio... Forse'
  • GUIDOLIN? Uno spettacolo... 'Era mio compagno di stanza e alla mattina gli facevo sempre portare il caffè... Proprio un bravo ragazzo ed uno spettacolo di cameriere!'
  • Affezionato a Gigi Simoni che da allenatore del BRESCIA 'Mi faceva fare un po' quel che volevo... Mi aveva capito proprio bene!'
  • L'importante è divertirsi! A chi lo ha accusa dicendogli che, se solo si fosse allenato di più, Zigoni sarebbe stato un fuoriclasse lui è uso rispondere 'Forse è vero, però... Di sicuro non mi sarei divertito così tanto! Fumavo fino a 40 sigarette al giorno e con le donne non mi sono mai trattenuto. E allora?'
  • Pochi i gol di testa realizzati da Zigo 'Ma solo perchè non volevo spettinarmi!' si affretta ad aggiungere...


  • Balotelli? Un dilettante delle bravate! 'Portavo sempre con me una pistola modello Colt 45, sparavo ai lampioni quando mi annoiavo nei ritiri, altrochè Mario Balotelli...'
  • La gloria è tutto e tutto è niente 'No, non festeggiatemi, non ho fatto niente. Non voglio la gloria. La gloria è tutto e tutto è niente'
  • 'La mia maglia, la mia gente' La numero 11 gialloblù era la sua maglia 'La più bella di tutte' - confida - 'Le ho voluto bene, è come se non l'avessi mai tolta'... E sui veronesi 'Vorrei abbracciare tutta la gente di Verona. Mi ha dato molto di più di quello che io ho dato al Verona'
  • Proverbiale la strafottenza zigoniana 'A volte dicevo al mister: Faccia giocare gli altri, io entro dalla panchina e le faccio vincere la partita'
  • A 43 anni giocò l'ultima gara ufficiale con l'U.S. PIAVON in Terza Categoria e si congedò dalle folle con un poker!
  • Anche il Trap si sbilanciò e dopo averlo visto giocare (in Genoa 3-1 Milan degli anni '60 con tripletta del Zigo) confidò 'Zigoni è più forte di Pelè'. In effetti Gianfranco era pure convinto della cosa, poi vide giocare dal vivo la 'perla nera' in un'amichevole col SANTOS e fu preso da istantanea depressione almeno fino a che in quella stessa gara Edson Arantes do Nascimento non sbagliò un rigore e allora Zigo tornò a pensare che in fondo fosse umano...
  • L'invidia di LOGOZZO, la risposta di VALCAREGGI... Il difensore si lamenta col tecnico scaligero per i permessi accordati a Zigo, glaciale la risposta dell'allenatore 'Lui non è come te. Lui è ZigoGol!'
  • SIVORI e quel 10 negato... Quando Zigo arrivò alla JUVE il fuoriclasse oriundo mise subito in chiaro le cose 'Tu giochi col 10?' - disse a Gianfranco - 'Il 10 è mio, tu non giocherai mai nella Juventu'
  • 6 giornate di squalifica e trenta milioni di multa per aver insultato un guardalinee dicendogli di infilarsi la bandierina... Proprio là! 'Il prezzo della mia libertà di opinione' afferma ancora oggi ZigoGol
  • Il 5 a 3 col Milan? Quel giorno entrando in un Bentegodi pieno di bandiere rossonere dissi ai compagni 'Oggi noi non perdiamo!'; poi sappiamo come finì e come il MILAN lasciò a Verona uno scudetto ormai vinto ma io non segnai... In effetti segnavo solo quando serviva!
  • Che Guevara e Gesù Cristo i due miti di Zigo che in un'intervista al Corriere del Veneto racconta di uno stile Juve troppo stretto per i suoi gusti in un periodo in cui, studiando il mito di Che Guevara e i suoi Barbudos, non voleva radersi e portare i capelli lunghi... Come Gesù Cristo l'altra icona che Gianfanco definisce immortale
  • La Nazionale? Poteva attendere... Giocai una sola partita in Nazionale, in Romania: faceva troppo caldo, dopo 45’ uscii...
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Gianfranco Zigoni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

«Metto fuori classifica io, Pelé e Maradona perché calcisticamente siamo tre extraterrestri.»
(Gianfranco Zigoni)

Palmarès
* 1 Campionato Primavera, 1963
* 1 Coppa delle Alpi, 1963
* 2 Scudetti, 1961 e 1967
* 1 Trofeo Anglo-Italiano, 1972
* 2 promozioni in Serie A, 1975 e 1980
* 1 promozione in Seconda categoria, 1984

Presenze in Nazionale
Il 25 Giugno 1967 a Bucarest ROMANIA 0-1 ITALIA valevole per la qualificazione agli Europei del 1968


Gianfranco Cesare Battista Zigoni (Oderzo, 25 novembre 1944) è un ex calciatore italiano.
Idolo delle tifoserie delle squadre in cui ha giocato, si è procurato con gli anni una reputazione di ribelle ed eccentrico a causa del suo amore per l'alcol, le donne e i motori e per alcuni suoi comportamenti piuttosto bizzarri. Divenne per questo uno dei calciatori simbolo degli anni settanta[2].
Ha timbrato 265 presenze e 63 gol in A con le maglie di Juventus, Genoa CFC, Roma, Verona, oltre a tre convocazioni in Nazionale, dove però scese in campo solo una volta.

I primi anni
Nativo di Oderzo, ha trascorso l'infanzia nel Quartier Marconi, zona ai margini meridionali della cittadina, provenendo da una numerosa famiglia contadina.
Da adolescente giocò nel Patronato Turroni, la squadra giovanile dell'oratorio. Notato dagli osservatori della Juventus, entrò nelle giovanili del Pordenone, all'epoca società satellite dei bianconeri, quindi si trasferì a Torino, debuttando in prima squadra il 10 dicembre 1961 in campionato contro l'Udinese a diciassette anni. All'epoca giocò anche un'amichevole con il Real Madrid, persa dagli juventini per 3 a 1: la leggenda vuole che al termine della gara Josè Emilio Santamaria, difensore del Real, lo paragoni a Pelé con tanto di bestemmia annessa.
Nel 1961 giocò proprio contro Pelè in amichevole contro il Santos.
Zigoni, in tre anni alla Juventus, giocò in campionato quattro partite in Serie A segnando un gol. Con una sola presenza nella stagione 1960/61, ovvero l'esordio in serie A e nei campionati professionistici, poté fregiarsi del titolo di campione d'Italia 1961.

Al Genoa
Nell'estate del 1964, Zigoni si trasferì al Genoa. Nella sua prima stagione in Liguria segnò, in media, un gol ogni tre partite: saranno otto in tutto al termine della stagione in cui però la squadra retrocesse.
Nella stagione successiva esordì in Serie B, segnando 8 gol in 34 incontri: la squadra non ottenne la promozione per due punti, classificandosi quinta.

Alla Juventus
Al termine del prestito Zigoni fece ritorno a Torino: con la Juve nella stagione 1966-67 vinse il suo unico scudetto, contribuendovi con 8 gol in 23 partite. Nella stagione successiva giocò le sue uniche partite in Coppa dei Campioni.
Al 25 giugno 1967 risale invece la sua unica partita in nazionale, Romania-Italia 0-1. Verrà convocato altre due volte, senza però scendere in campo.
Anche nelle stagioni successive le sue presenze in campo non furono mai più di 22-23 all'anno, complici anche le frequenti squalifiche dovute al suo temperamento irrequieto. I gol invece calarono: sette nella stagione 1967-68, appena tre in quella successiva, quattro (in 14 gare) nella stagione 1969-70, l'ultima con la casacca bianconera.
In totale con la Juventus Zigoni segnò 35 gol in 122 partite. Anni dopo dichiarò che tra tutte le squadre con cui aveva giocato, solo la Juventus non gli era rimasta nel cuore, per la freddezza di dirigenti, città e tifosi.

Alla Roma
Zigoni va quindi a giocare nella capitale, nella Roma di Amarildo, Luis Del Sol, Aldo Bet e Franco Cordova. L'allenatore è Helenio Herrera.
Nei suoi due anni con la "Rometta" mise a segno 12 gol in 49 partite, ottenendo un sesto ed un settimo posto in serie A. Nella sua seconda stagione giallorossa vinse il Trofeo Anglo-Italiano, contribuendo tra l'altro con un gol in finale, nel 3 a 1 contro il Blackpool F.C. il 24 giugno 1972.

Al Verona
Nel 1972, a ventotto anni, venne ingaggiato dal Verona. Negli anni passati in Veneto segnò meno che nelle stagioni precedenti, ma continuò a mettersi in evidenza, specie in episodi come il 5 a 3 al Milan del 20 maggio 1973.

La "Fatal Verona"
Il 20 maggio 1973, ultima giornata di campionato, il Milan in testa alla classifica doveva vincere a Verona per vincere lo scudetto: il giorno precedente l'allenatore rossonero Nereo Rocco aveva definito la gara una pura formalità. Furono invece i veronesi a vincere per 5 a 3, permettendo alla Juventus di superare di un punto i rossoneri e vincere il quindicesimo titolo. Zigoni in quella gara non segnò, ma realizzò gli assist al a Livio Luppi. Questo fu il primo dei due episodi che fece diventare la città scaligera per i milanisti la Fatal Verona. Zigoni quindi per la terza volta aveva contribuito a far vincere uno scudetto ai bianconeri; stavolta, però, vestendo la maglia di un'altra squadra.


Gli anni successivi
Nel 1974 la squadra venne retrocessa d'ufficio all'ultimo posto per illecito sportivo: Zigo, nonostante una generosa offerta dell'Inter, rimase, contribuendo nella stagione successiva all'immediata promozione con 9 gol, il massimo numero di reti da lui segnato nelle sei stagioni veronesi. Nelle due annate successive segnò 2 gol in 18 presenze e 6 gol in 26 presenze: la squadra si classificò rispettivamente undicesima e nona. Nella stagione 1975-76 la squadra raggiunse, e perse, la finale di Coppa Italia.
Nella stagione 1977-78, l'ultima a Verona, andrà a segno soltanto una volta in 26 partite.

Al Brescia
Nel 1978, ormai 34enne, passò al Brescia. La squadra, in Serie B, stava per uscire da uno dei periodi più bui della sua storia grazie all'allenatore Luigi Simoni. Durante il suo primo anno segnò 4 gol in 21 partite: la squadra arriva ottava.
Nella stagione successiva invece i lombardi ottennero il terzo posto e la promozione in A. In quella stagione Zigoni non andò mai in rete in 19 presenze, uscendo quindi dai piani della società.

Il ritorno a casa
Nell'estate del 1980, quella dello scandalo del "Totonero", Zigoni fu contattato di nuovo da Luigi Simoni, nuovo allenatore del Genoa, per tornate a giocare in Liguria, ancora in Serie B. Zigoni, ormai trentaseienne, preferì tornare ad Oderzo abbandonando il professionismo e andando a giocare nella squadra della sua città, ritrovandosi in squadra il suo concittadino Renato Faloppa. Nella cittadina trevigiana giocherà tre anni.
La dirigenza biancorossa, potendo contare su due "stelle" come Zigoni e Faloppa, puntava alla promozione in serie C2: la squadra invece finì il campionato penultima. Nella stagione 1981/82 invece la squadra perse la promozione soltanto allo spareggio contro il Pro Gorizia, mentre l'anno successivo arrivò terza.

A Piavon
Zigoni accettò poi la proposta dei dirigenti dell'Unione Sportiva Piavon, squadra di Terza Categoria, dove ottiene una promozione alla Seconda Categoria.
A Piavon, frazione comunale di Oderzo, terminò la carriera a quarantatré anni, contribuendo alla salvezza della squadra: l'ultima partita della carriera, nel maggio 1987, la giocò contro il Musile di Piave, segnando quattro gol: la gara finì 5 a 4 e la notizia venne pubblicata perfino dalla Gazzetta dello Sport.
Nello stesso periodo gestiva un negozio di articoli sportivi a Oderzo sempre insieme a Faloppa.

Dopo il ritiro
Dopo il ritiro Zigoni entrò come allenatore nel settore giovanile dell'Opitergina. Una decina di anni dopo lasciò polemicamente la società per andare ad allenare i giovanissimi nel Ponte di Piave e nel Basalghelle, due società dilettantistiche della zona.
Ha avuto quattro figli: di questi, uno ha tentato la carriera sportiva, così come alcuni suoi nipoti.
Nel 2002 ha pubblicato, per le edizioni Biblioteca dell'Immagine di Pordenone, il libro Dio Zigo pensaci tu, un'irriverente e romanzata biografia, scritta dall'amico e collega Ezio Vendrame.
Oggi è responsabile della Scuola Calcio del Basalghelle a lui intitolata, e viene spesso invitato a partecipare come opinionista in trasmissioni calcistiche in televisioni locali.

FONTE: It.Wikipedia.org

Gianfranco ZigoniZigo: 1-2 e gooool!