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VERONA-JUVENTUS: Dopo l'addio ufficiale di SOGLIANO l'ultimo motivo di curiosità legato al campionato di Serie A 2014-15 ormai all'epilogo, riguarda la sfida tra i bomber. Chi sarà il capocannoniere fra TONI e TEVEZ che (forse) si scontreranno Sabato e ICARDI che il giorno dopo con l'INTER potrà essere il terzo che gode?


VERONA-JUVENTUS +   -   =

Le statistiche sembrano favorire il pari (a reti bianche) tra due squadre che nulla più hanno da chiedere a questo campionato ma le variabili da considerare sono molte perchè in ballo c'è il titolo di capocannoniere della Serie A con TEVEZ che fra i 3 papabili insieme a TONI e ICARDI potrebbe rimanere in panchina per essere al meglio nella sfida finale del 6 Giugno che vedrà la JUVENTUS opposta al leggendario BARCELLONA e poi non mancheranno le motivazioni storiche e di blasone che oppongono gli scaligeri alle zebre senza considerare che la prossima gara è l'ultima del torneo e sia i gialloblù che gli avversari vorranno congedarsi al meglio...
Inutile a mio avviso aspettarsi al 'Binti' una JUVE distratta: Anche se l'approssimarsi della finale europea ridurrà mister ALLEGRI a miti consigli nelle scelte degli 11 da opporre al VERONA, la rosa avversaria ha tale e tanta qualità e quantità da spazzare via qualunque avversario (come ha potuto rendersi conto il NAPOLI in cerca di preziosissimi punti Champions appena una settimana fa); auguriamoci tutti una giornata storta degli avversari ed un HELLAS in vena di miracoli per aiutare l'immenso Capitan Luca a raggiungere un altro paio (o più) di record da sommare alla già nutrita serie di cui può sacrosantemente fregiarsi!

Statistiche e curiosità
Su 26 incontri disputati allo stadio di Verona tra A e B, i gialloblù hanno vinto 9 volte e pareggiato per altre 9 (pareggio più frequente lo 0 a 0 uscito in 5 occasioni) come nell'ultimo VERONA-JUVENTUS in ordine cronologico alla 23esima giornata del campionato 2013-14 nel quale Juani GOMEZ conquistò il meritato 2 a 2 nei minuti finali dopo che gli avversari avevano concluso il primo tempo con 2 reti di vantaggio.
28 i gol per gli scaligeri, 2 in meno quelli dei bianconeri al Bentegodi, prima gara che risale alla 18esima giornata della Serie A 1957-58 quando finì 3 a 2 a favore della compagine torinese.

Juventus 4-0 Verona highlights ed immagini della brutta scoppola subita all'andata...

QUI VERONA
Con OBBADI e MÁRQUEZ tornati pienamente in gruppo, GOMEZ che dovrebbe tornare diponibile e la stagione da tempo finita per IONITA, probabilmente l'unico dubbio di mister MANDORLINI rimane quello legato a PISANO che ancora lavora a parte.
Contro la JUVE saranno ancora AGOSTINI e SALA sulle fasce esterne della difesa?

Convocati
Fuori PISANO e IONITA...

Portieri: 1 Rafael, 22 Benussi, 95 Gollini.
Difensori: 2 Rodriguez, 4 R. Marquez, 5 Sorensen, 18 Moras, 25 R. Marques, 28 Brivio, 33 Agostini, 71 Martic.
Centrocampisti: 8 Obbadi, 10 Hallfredsson, 19 Greco, 26 Sala, 27 Valoti, 30 Campanharo, 77 Tachtsidis.
Attaccanti: 7 Saviola, 9 Toni, 11 Jankovic, 17 Lopez, 20 Lazaros, 21 Gomez Taleb, 70 Fernandinho, 93 Fares.

Probabile formazione
4-3-3 con Rafael; Agostini-Marquez-Moras-Sala; Hallfredsson-Tachtsidis-Obbadi; Jankovic-Toni-Gomez


QUI TORINO
PIRLO verrà lasciato riposare di sicuro, qualche dubbio in più permane su TEVEZ che si gioca il titolo di capocannoniere e che ALLEGRI potrebbe far giocare, magari non per tutti i 90 minuti, per tenere alta la tensione in vista della finale di Champions League.
Sicuramente out BARZAGLI vittima di una lesione di primo grado al retto femorale della coscia destra.

Convocati
Buffon, Chiellini, Ogbonna, Pogba, Pepe, Marchisio, Morata, Tevez, Coman, Llorente, De Ceglie, Bonucci, Padoin, Pirlo, Vidal, Lichtsteiner, Sturaro, Storari, Matri, Evra, Pereyra, Del Favero.

Probabile formazione
4-3-1-2 con Buffon; Lichtsteiner-Bonucci-Chiellini-Evra; Pogba-Marchisio-Sturaro; Vidal; Morata-Tevez

[Commenta in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA, contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: HellasVerona-BS.BlogSpot.com]


DICONO +   -   =

Mister MANDORLINI «Chiudere bene con la Juve? Non sarebbe male, ma loro verranno qui molto agguerriti e pronti. Questa è l'ultima prova decisiva, prima della finale di Champions League. Noi ci proveremo, sarebbe bello, avremo tanti occhi puntati ma vogliamo fare una grande, ultima partita. La formazione? Pisano non ci sarà, così come Ionita. Gomez? Si sta allenando con il gruppo da due giorni, valuteremo la sua condizione ma se sta bene gioca. Per il resto ci siamo tutti, anche Fares starà con noi, che sarebbe bello premiare con i tempi e i modi giusti. Riscattare il risultato dell'andata? E' stata una campagna di Torino difficile, da qual momento sono passate tante gare. Noi abbiamo raggiunto i nostri obiettivi, loro anche e ne hanno ancora uno da inseguire, mentre noi non ci siamo dimenticati di quei risultati. Se la Juventus ci sottovaluterà? Non credo, saranno pronti. E' l'ultima prova prima di una finale importante. Quando ci si mette la maglia e si va in campo si pensa sempre a fare il massimo. Noi ci aspettiamo una squadra forte e dinamica, proveranno sicuramente a vincere. Che atteggiamento ci sarà? Noi abbiamo già avuto un calo a Parma, ora abbiamo la fortuna di giocare contro i più forti, che vorranno far di tutto per far vincere la classifica marcatori a Tevez. Sono convinto che con la Juventus faremo una buona gara. Dal punto di vista della mentalità e dell'attenzione dovremo essere pronti. La partita dello scorso anno è ancora negli occhi di tutta la gente, l'ho rivista poco fa e sarebbe bello ripeterla, anche se non sarà facile» HellasVerona.it

Mister ALLEGRI tecnico della JUVE «Tevez non ha giocato neanche sabato scorso, ma domani avrà la possibilità di agganciare e superare Toni. La classifica cannonieri la meriterebbero tutti e due per quello che hanno fatto durante questa stagione. Va un plauso a Toni perchè credo che un giocatore di 38 anni con grande professionalità, fare un'annata del genere, credo non sia da tutti» LArena.it

29 maggio 2015 - Andrea Mandorlini

Sean SOGLIANO saluta ufficilmente la piazza scaligera «Magari vi aspettavate un commento sui numeri, sul mercato e sulle plusvalenze, ma questa non è la sede giusta per farli e non voglio rovinare le poche parole che ho voglia di dirvi. È comunque doverosa una piccola precisazione, soprattutto leggendo qualche giornale: l'Hellas Verona, in questi due anni di Serie A, è stata la società che ha speso meno per l'acquisizione dei calciatori e la gestione dell'organico. Tutte le operazioni di mercato sono sempre state condivise dalla parte amministrativa e dal presidente, Maurizio Setti. Iturbe, invece, ha creato una plusvalenza sicura dopo l'acquisizione. Non voglio fare polemiche, voglio invece ricordare il 24 agosto 2012, giorno della prima partita con il Verona a Modena, mentre sabato 30 maggio, contro la Juventus, sarà la mia ultima sfida da direttore sportivo gialloblù. E' stato un percorso che mi ha reso orgoglioso, e questo vale più di mille parole. Sono stati tre anni molto intensi, fatti di grandi soddisfazioni e grandi emozioni che ho condiviso con tutti i tifosi. Ringrazio quelli che hanno condiviso con me questa bella strada, ringrazio il presidente e la società per avermi dato fiducia, ringrazio anche i tifosi e voi giornalisti. Auguro il meglio al Verona, e spero riesca ad ottenere grandi risultati nei prossimi anni» HellasVerona.it

Pierino FANNA2 sull'addio di Sean «E' stato una figura importante nella sua avventura. Setti ha formato una dirigenza di grandissimo livello, poi le cose si modificano anche perché Verona ha sempre ricoperto il ruolo di trampolino di lancio non solo per i giocatori ma anche per i dirigenti. Che avventura è stata? L'ho conosciuto, mi ha fatto un'ottima impressione. L'importante è che ora ci sia continuità: Bigon è un dirigente di spessore ma ribadisco che al centro di tutto devono esserci le sorti dell'Hellas Verona. Mandorlini verso il rinnovo? Bene, anzi, benissimo. E' una garanzia» TuttoMercatoWeb.com

28 Maggio Sean Sogliano

Pierino FANNA1 «Osvaldo fu un secondo padre per me; anche perché mi rigenerò nel periodo più difficile della mia carriera e - con lui - vinsi per tre volte di fila il titolo di 'miglior ala italiana'. E conta che in quel periodo c'erano anche Causio, Bruno Conti, il primo Donadoni, ecc. Un Mister così me lo sarei tenuto stretto tutta la vita. Invece mi accordai con l'Inter e, fin da allora, continuo a prendermi le mie responsabilità in tale operazione di mercato. Nel 1986 l'elastico Tricella-Fanna non c'era più? Sì, durante le ripartenze Roberto si staccava ed io gli creavo spazi portando via i marcatori, su entrambi i lati del campo. A quel punto la difesa avversaria convergeva su di un libero così alto a centrocampo ed io potevo tranquillamente lanciare in porta Elkjaer o Galderisi. Oppure Sacchetti e Di Gennaro pensavano alla soluzione personale. Agendo così, segnavamo con una certa frequenza un po' a tutte le squadre. Avevamo un signor gioco» CalcioNews24.com

Bosko JANKOVIĆ «La mia stagione? E’ stata un'annata particolare, mi sono rotto perone e malleolo, ma quando la squadra aveva bisogno di rinforzi sono tornato. Il futuro? Non so, non ho ancora parlato con la società, non si sanno ancora tante cose, ma a giorni ci diranno di più. Io qua sto bene, sono felice, Verona è un’ottima piazza, una bella città e i nostri tifosi sono molto calorosi. Quindi, perché non rimanere?» HellasVerona.it

Mister MANDORLINI «La Juve? Probabilmente giocheremo nell’anticipo del sabato, credo che le indicazioni siano quelle, però non c’è ancora la comunicazione ufficiale. Se contro di loro giocheremo come il Barcellona? Magari (ride, ndr). Cosa mi aspetto dai bianconeri? Noi veniamo da una settimana un po’ strana, abbiamo festeggiato anche il trentennale dello scudetto e c’è stato un po’ di calo nella concentrazione, saremo davanti a una squadra che si prepara all’evento, per loro sarà l’ultima prova. Mi aspetto la squadra più forte, poi magari Allegri mi smentisce e cambia 10 undicesimi, ma anche lo loro seconde linee sono valide. Tevez? Se vuole giocare la finale, meglio che vada in finale» (ride, ndr)



ALTRE NEWS IN ALLEGATO +   -   =

ASTA #SAVEMORAS, raccolti 5800 Euro per l'associazione ADMOR Verona (Associazione Donatori Midollo Osseo e Ricerca)

MASTINO DEL BENTEGODI 2014-15: A trionfare è ancora una volta Luca TONI che bissa il successo dell'annata scorsa...


Radiografia del Gol gialloblù 2014/2015
GiocatoreCoppaCampionatoTotale
TONI12122
LÓPEZ055
GOMEZ TALEB044
TACHTSIDIS033
IONITA022
MORAS112
CHRISTODOULOPOULOS112
SAVIOLA112
HALLFREDSSON011
SALA011
VALOTI011
JANKOVIĆ011
OBBADI011
NENÊ101

IN BREVE A PIÉ PAGINA +   -   =

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RASSEGNA STAMPA +   -   =
Hellas Verona-Juventus: precedenti, statistiche e curiosità
Scritto da Daniele Gubbiotti il 29 maggio 2015 alle 09:00.

Classica partita con poco da chiedere e con una Juve in passerella aspettando il vero unico obiettivo rimasto, la finale di Champions con il Barça. 6 i punti guadagnati dai veneti nelle ultime 5 uscite, mentre i bianconeri di Allegri hanno collezionato ben 13 punti nelle ultime 5 partite.

I PRECEDENTI – 25 i precedenti al Bentegodi tra i veneti e la Juve in archivio, con un bilancio a dir poco equilibrato: 9 vittorie dell’Hellas, 9 pareggi e 7 centri per i bianconeri. L’ultimo precedente risale alla giornata numero 23 della stagione 2013/2014 con un 2-2.

LE STATISTICHE – 25 i punti guadagnati dai padroni di casa entro le mura amiche su un totale di 45 punti; la Juventus, invece, in esterna ha conquistato 35 degli 86 punti totali. 56 i gol siglati nell’ambito della Serie A in Hellas Verona-Juventus con 28 reti dei padroni di casa e 28 degli juventini, mentre il momento più propizio per andare in gol sembra essere l’ultimo quarto d’ora di gioco tra il 76' e il 90' con 13 reti siglate. Le statistiche medie a incontro parlano di sostanziale superiorità degli ospiti nel possesso palla (44 vs 56), nei passaggi riusciti (61,4 vs 72,3) e nella pericolosità (43,7 vs 58,8). Venendo ai singoli e ai probabili marcatori particolarmente pericolosi tra i padroni di casa il solito Toni, mentre tra gli ospiti l’attenzione è rivolta principalmente a Llorente e Tevez.

Difficile dare un esito secco con il Verona che potrebbe strappare anche i 3 punti. Consigliata fortemente una scelta più diplomatica come il Gol o l’Over 2,5.

FONTE: MondoPallone.it


Per Tevez test di perfezione Juve a Verona. Domani prova generale anti-Barça: con i big
Niente turnover per l’ultima fatica di campionato: i gialloblù ottimo sparring partner in vista della finale di Berlino

venerdì 29 maggio 2015

di Marina Salvetti
TORINO - Partenza per Verona, con vista Berlino. Stasera la Juventus, dopo l’allenamento del pomeriggio e la partecipazione alla messa in ricordo delle vittime dell’Heysel, volerà nella città veneta per l’ultima giornata di campionato (domani, fischio d’inizio alle 18), ma è ovvio che il pensiero sarà rivolto alla finale di Champions League. Ha un bel che dire Max Allegri di restare concentrati, di pensare al Barcellona soltanto dopo la gara del Bentegodi. E’ normale che i bianconeri affrontino l’ultima fatica della serie A con la testa già a Berlino. E il Verona può diventare un ottimo sparring partner: contro Toni e compagni la Juventus dei titolarissimi farà le prove generali per valutare le condizioni fisiche e mentali dei giocatori a una settimana dall’ultimo, e più importante atto, della stagione.

SFIDA TRA BOMBER - Carlitos Tevez, che sarà in campo a Verona come del resto tutti i big, trattandosi del test anti Barça non ci sarà turn over, ha in ballo domani anche un traguardo personale: vincere la classifica dei marcatori, che ha dominato per quasi tutta l’annata, salvo essere superato di un gol nell’ultima giornata da Luca Toni, complici un paio di partite passate in panchina per riposarsi dalle fatiche della Champions e della finale di Coppa Italia. Poi l’argentino potrà buttarsi anima e corpo sulla finale di Champions che lo vede opposto al connazionale Messi. Si giocano tutto in novanta minuti: la Coppa, il titolo di capocannoniere della massima competizione europea e pure il prossimo Pallone d’Oro. Ma all’Apache, più che i riconoscimenti personali, interessano le vittorie di squadra: ecco perché mette in guardia i compagni e invita il gruppo a raggiungere la perfezione. «Credo che, al momento, il Barcellona sia la miglior squadra del mondo e abbia a disposizione i migliori tre attaccanti del pianeta. Per questo, dovremo lavorare tanto e fare una partita perfetta». Soltanto così si potranno battere i blaugrana: i pensieri e le parole di Tevez indica nel Barcellona la squadra favorita sulla carta, ma il numero 10 bianconero non è uno che si spaventa tanto facilmente. Anzi. «A Berlino lotterò per la mia seconda Champions» il suo grido di guerra. E riduce la sfida a Messi a «un argomento più giornalistico che a una cosa alla quale teniamo davvero tutti e due. Leo penserà più alla partita, che alla sfida tra noi due. E lo stesso vale per me. Siamo compagni in Nazionale ed entrambi vogliamo vincere la Champions».

FONTE: TuttoSport.com


Pubblicato il: 29 maggio 2015
2PAKO
Juventus, 30 anni dalla tragedia dell'Heysel e la probabile formazione contro il Verona
39 angeli, trent'anni dopo l'Heysel 39 angeli, trent'anni dopo l'Heysel

Tragedia dell'Heysel, trascorsi 30 anni, Verona-Juventus, probabili formazioni: c'è Tevez.

29 maggio 1985. Per tutti questa non può essere una data qualsiasi, il ricordo di quanto è accaduto, è ancora atroce. C'era da disputarsi la Finale Champions League che la Juventus doveva contendere al Liverpool, ma in quella sera si ricorderà tutto fuorchè il risultato finale sul campo. Il macabro spettacolo si gioco' sugli spalti dell'Heysel, dove 39 angeli persero la vita. Uno stadio fatiscente, istituzioni come polizia e gendarmi belga si dimostrarono impreparate all'evento e la Uefa che indicò lo stadio come impianto per la finale, senza nemmeno svolgere un sopralluogo. La Juventus vinse la Champions League, ma a perdere sarà il calcio. La Uefa stabilì che la partita si doveva giocare ed i giocatori scesi in campo erano ignari della tragedia avvenuta.

Heysel, trascorsi 30 anni
29 maggio 2015. Sono trascorsi oramai 30 anni da quella tragica serata, ma la ferita resta ancora aperta. La curva bianconera in occasione dell'ultima partita della stagione allo Juventus Stadium ha esposto uno striscione che ricordava le 39 vittime dell'Heysel con la scritta Nessuno muore se vive nel cuore di chi resta, per sempre. Un modo per tenere vivo il ricordo, che noi tutti speriamo possa essere il primo passo per migliorare il nostro calcio, di dire basta alle discriminazioni territoriali ed al razzismo, perchè le tragedie dall'Heysel a Superga non hanno alcuna bandiera.
Verona-Juventus, le formazioni: torna Tevez
A 30 anni dalla prima Champions League conquistata dalla Vecchia Signora, i bianconeri affronteranno il 6 giugno a Berlino la finale contro il Barcellona, ennesimo segno del destino? Prima della partita più importante della stagione però la squadra di Massimiliano Allegri affronterà nell'ultima sfida di campionato l'Hellas Verona. Sarà sfida tra Luca Toni e Carlitos Tevez, per la vittoria della classifica capocannonieri. Ci sarà ampio turnover, ma l'argentino tornerà titolare, questa la probabile formazione della Juventus. Buffon favorito su Rubinho, Padoin, Ogbonna, Marrone ed Asamoah. Sulla mediana spazio per Pogba, Marchisio, Vidal, Pereyra come trequartista ed in avanti la coppia Tevez-Morata.

Pubblicato il: 28 maggio 2015
ALE95
Pronostici Hellas-Juventus, Atalanta-Milan e play-out Serie B
L'ultima giornata di campionato si apre con la Juventus impegnata a Verona. Si gioca anche in Serie B.


[...]

Hellas Verona-Juventus: si decide il capocannoniere
Ultima sfida per la Juventus prima della finale di Berlino contro il Barcellona, Allegri continuerà col suo turnover e proverà magari qualcosa in vista di quella gara. Il Verona, ormai salvo, ha subito 63 reti (solo le retrocesse hanno fatto peggio) e anche in questa partita giocherà all'attacco cercando il più possibile di far segna Toni. Il bomber del Verona è attualmente 1° con un gol di vantaggio su Icardi e Tevez (possibile scampolo di partita per lui) e sarebbe il primo nella storia a vincere la classifica marcatori a 38 anni. Tra campionato e Coppa Italia la Juve ha già rifilato 10 reti al Verona subendone solo 1, ma l'anno scorso al Bentegodi terminò 2-2. Ci aspettiamo tanti gol, consigliamo l'over 2,5 e il goal. Come abbiamo visto le riserve della Juve sono state in grado di battere l'Inter e il Napoli, quindi azzardiamo anche il segno 2 quotato a 1.75.

[...]

FONTE: It.BlastingNews.com


Serie A, Hellas Verona-Juventus: dove vederla, probabili formazioni, quote e pronostico
di Cristian Amadei @CristianAmadei1 29.05.2015 11:53 CEST
La gioia dei giocatori della Juventus dopo il gol di Pogba al Sassuolo (Reuters)

HELLAS VERONA - JUVENTUS (ore 18 del 30/05 allo stadio Bentegodi)
Ultima giornata di serie A in programma al Bentegodi. Hellas Verona e Juventus si affrontano nell’anticipo di sabato alle 18. La formazione bianconera ha già la testa a Berlino, la finale di Champions League contro il Barcellona di sabato è tutto quello che manca alla Juve per una stagione perfetta. Scudetto e Coppa Italia sono già conquistati, si tenta il triplete che poi potrebbe portare alla Supercoppa Europea e al Mondiale per Club. Potenzialmente i bianconeri potrebbero vincere sei titoli in totale nella stessa stagione, con la Supercoppa Italiana in programma contro la Lazio.

Il Verona non ha più nulla da chiedere a questo campionato, salvezza matematica incassata da tempo, buone prestazioni in quantità, unico ultimo obiettivo è quello di Luca Toni, attualmente capocannoniere del campionato a quota 21 reti, che dovrà difendersi dagli attacchi di Icardi (20) e l’avversario diretto Tevez (20). I tifosi dell’Hellas sono inoltre stati chiari, in un comunicato hanno invitato tutti i veronesi a colorare lo stadio di giallo e blu, dichiarando “non ci sarà festa scudetto a Verona per la Juve”. La gara sarà diretta dall’arbitro Di Bello, coadiuvato dagli assistenti Crispo e Tegoni.

Precedenti. La gara di andata a Torino si era conclusa col punteggio di 4-0 (guarda il video a fondo pagina). Nel confronto di coppa Italia, il passivo era stato anche peggiore, 6-1 per i bianconeri. L’ultima sfida al Bentegodi si era invece conclusa col punteggio di 2-2. Il Verona non batte la Juventus dall’aprile del 2000 col punteggio si 2-0.

Dove vederla. La gara sarà trasmessa in diretta tv per gli abbonati di Mediaset Premium al canale Calcio anche in Hd, mentre per gli abbonati di Sky ai canali Sport 1 (ch. 201), Super Calcio (ch. 205) e Calcio 1 (ch. 251). Possibile inoltre lo streaming su Sky Go e Premium Play per oc, smartphone e tablet abilitati. Al termine della gara potrete trovare gli highlights e le pagelle su IBTimes Sport Italia.

Probabili formazioni. Massiccio turn over per Allegri in difesa, centrocampo e attacco invece sono quelli titolari. Pa Mandorlini torna Gomez ma non ci sarà Pisano.

HELLAS VERONA (4-3-3): Rafael; Sala, Marquez, Moras, Agostini; Obbadi, Tachtsidis, Hallfredsson; Jankovic, Toni, J. Gomez. All.: Mandorlini.

JUVENTUS (4-3-1-2): Buffon; Padoin, Marrone, Ogbonna, Asamoah; Vidal, Marchisio, Pogba; Pereyra; Morata, Tevez. All.: Allegri.

ARBITRO: Di Bello.

Quote e pronostico. La vittoria del Verona è data a 4,30 mentre il pareggio a 3,70. La vittoria esterna della Juventus è data invece a 1,70. IBTimes consiglia: gol.

FONTE: It.IBTimes.com


ULTIM’ORA
TORINO, 16:43
CALCIO, JUVENTUS: LAVORO TATTICO A VINOVO IN VISTA DEL VERONA
Dopo la ripresa pomeridiana di ieri, la Juventus si e' nuovamente ritrovata stamattina a Vinovo per proseguire l'avvicinamento alla gara di sabato a Verona nell'ultima giornata del massimo campionato. Come ieri, anche oggi i bianconeri si sono disimpegnati in una prima fase atletica seguita da una serie di esercizi di tecnica, quindi sono passati alla parte tattica e alla piu' specifica preparazione della sfida contro l'Hellas. Domani seduta di rifinitura, la squadra raggiungera' il capoluogo veneto solo in serata dopo che alle 19.30 giocatori, staff tecnico e dirigenza prenderanno parte insieme all'"Associazione fra i Familiari delle vittime dell'Heysel" "alla Santa Messa in programma alla Chiesa della Gran Madre di Dio per ricordare le 39 persone che il 29 maggio 1985 persero la vita a Bruxelles prima della finale Juventus-Liverpool di Coppa dei Campioni.

FONTE: Sport.Repubblica.it


HELLAS VERONA V JUVENTUS – PREVIEW: OLD LADY LOOKING TO FINISH WITH A FLOURISH
May 28, 2015Written by Alasdair Mackenzie
Hellas Verona host Serie A champions Juventus at the Stadio Bentegodi on Saturday evening in the Bianconeri’s final test before the Champions League final.

Juventus will face Barcelona in European football’s showcase event in Berlin next Saturday, but must first overcome the challenge of a Verona side hoping to finish above rivals Chievo.

The hosts are currently two points ahead of the Flying Donkeys and could yet finish the season as high as 11th place if other results go their way.

Although Massimiliano Allegri’s Juve wrapped up the league title weeks ago, they should be firing on all cylinders in order to carry some momentum into their big night in Berlin.

Evergreen Hellas striker Luca Toni will be hoping to score against his former club and has been on sensational form, scoring six goals in his last six matches.

The 38-year-old will hope that his side have learned their lesson after two heavy defeats against the Old Lady already this season.

Juve knocked Verona out of the Coppa Italia in January with a whopping 6-1 win, before recording an emphatic 4-0 victory over the Gialloblu in the league only three days later.

Despite that record, Hellas coach Andrea Mandorlini will be encouraged by his side’s recent form, as they have now lost only once in seven matches.

The visitors’ form has hardly fallen since they secured the title either and they arrive at the Bentegodi on the back of knocking Real Madrid out of the Champions League, beating Lazio in the Coppa Italia final and recording league wins over Inter and Napoli.

Artur Ionita and Juanito Gomez could be absent for the home side due to injury problems.

Juventus defender Andrea Barzagli has also been struggling with a niggle and could join Martin Caceres and Romulo on the absentees list.

Form Guide: Verona (W-D-L-D-W-D) Juventus (L-W-W-D-W-W)

Expected Starting XIs

Verona: Rafael; Sala, Marquez, Moras, Agostini; Obbadi, Tachtsidis, Hallfredsson; Jankovic, Toni, Fernandinho

Juventus: Buffon; Lichtsteiner, Chiellini, Bonucci, Evra; Pogba, Marchisio, Sturaro; Vidal; Morata, Tevez

FONTE: TimesInItaly.it


Luca Toni re dei bomber a 38 anni: mai all'Hellas il titolo dei cannonieri

di Gigi Bignotti
VERONA - Difficile trovare aggettivi per definirlo e ora che è lì vicino a un traguardo (personale) incredibile, lui pensa alla sua Hellas e ricorda che «nessun gialloblu ha mai vinto quel titolo». La favola di Luca Toni da Pavullo (Modena) classe 1977, emiliano doc ma ormai veronese di adozione, si arricchisce di un nuovo straordinario capitolo. Da oggi è il re dei bomber: in testa da solo alla classifica cannonieri e festeggerà il record di longevità - a meno di clamorose sorprese - a 38 anni suonati nell'ultima di campionato, domenica, nella sua Verona proprio contro la regina Juventus.

Lui i 38 anni li compirà martedì - alla ripresa degli allenamenti con mister Mandorlini - dopo aver acceso i riflettori della penultima di campionato: con i due gol segnati nel pari Parma-Verona sorpassa Tevez e Icardi e con 21 gol si porta in testa alla classifica cannonieri festeggiando il gol n. 150 in serie A.

IL MISTER - «Se hai uno come Luca giochi per forza per lui. Oggi abbiamo fatto il peggior primo tempo da quando sono a Verona, ringrazio Luca che ci ha rimesso in piedi». Così il tecnico del Verona, Andrea Mandorlini: «Nel secondo tempo la squadra ha capito e ha creato tantissime occasioni, anche Luca ne ha sbagliate un paio. Ci manca l'ultima partita con i campioni d'Italia. Una sua vittoria della classifica cannonieri sarebbe un traguardo importante. Loro hanno la finale di Champions quindi non so cosa faranno con Tevez, noi ce la metteremo tutta, sarebbe un traguardo incredibile. Nazionale? Non so, sta per compiere 38 anni, sarebbe davvero esagerato», ha concluso Mandorlini con una battuta.

Grande euforia per Luca Toni:«Io capocannoniere? Me la gioco tranquillo e sereno. Vincere la classifica cannonieri sarebbe una bella soddisfazione per me e per la squadra, perché il merito è loro se ho fatto 21 gol. Mai nessun gialloblù è diventato capocannoniere in Serie A, sarebbe bello riuscirci».

Il titolo della classifica dei marcatori all'ex campione del mondo sarebbe un risultato straordinario per un goleador di razza senza tempo, [...]
Lunedì 25 Maggio 14:01

FONTE: Sport.IlGazzettino.it


Zara: "Vi racconto lo scudetto di una brillante anomalia chiamata Verona"
Il giornalista del CorSport racconta i retroscena della favola gialloblù del 1984-85: "Elkjær e Briegel? Li prese Mascetti, Bagnoli forse li aveva visti due volte in tv"


Redazione Tiscali
Garella, Ferroni, Marangon, Tricella, Fontolan, Briegel, Fanna, Volpati, Galderisi, Di Gennaro, Elkjaer. A Verona questo 11 gialloblù viene recitato a memoria dal 1985 così come un rosario. Tutti poi aggiungono un'altra doverosa lode a Osvaldo Bagnoli. Sono passati trent’anni dal primo e unico scudetto dell’Hellas Verona, ma il ricordo di quella squadra fantastica e degli uomini che fecero l’impresa è ancora vivo all’ombra dell’Arena o del Bentegodi. E più passa il tempo e muta il calcio, più quello scudetto assume i contorni dell’impresa irripetibile. Una provinciale costruita con gli scarti delle grandi squadre e che era tornata in serie A solo qualche anno prima (nella stagione 1981-82), sbaraglia la concorrenza e spezza un dominio juventino che, con qualche interruzione, va avanti da dieci anni. E mentre Panini pubblica una raccolta speciale con le immagini delle partite salienti della trionfale cavalcata gialloblù (Hellas Verona 30 – Gialloblù Superstar), il giornalista Furio Zara ricostruisce dettagliatamente lo scudetto impossibile dell’Hellas con aneddoti, segreti e retroscena nel libro Ma è successo davvero? (Ultra Sport edizioni, 2015). Ma l’impresa della squadra gialloblù è per il giornalista del Corriere dello Sport anche l’occasione per raccontare un calcio d’altri tempi dove le squadre erano composte da sedici giocatori e le maglie andavano dall’1 all’11 per i titolari e dal 12 al 16 per le riserve. Dove la vittoria valeva due punti ed i pareggi non erano merce da buttare. Dove si potevano tesserare solo due stranieri per squadra, "la panchina lunga" non esisteva e il turn over nemmeno. Un altro calcio o meglio un altro mondo del calcio. Zara lo paragona ad "Hollywood" come sinonimo di "campionato più bello del mondo".video correlato Il gol senza scarpa di Elkjaer Ma la serie A nella metà degli anni Ottanta brilla di luce propria grazie soprattutto al denaro che gira. "Ho analizzato il contesto generale all’interno del quale è nata la favola dell’Hellas e mi sono reso conto che realmente quello era il campionato più bello del mondo - spiega Zara a Tiscali Sport -. Eravamo i migliori. I più invidiati. La nostra serie A era il sogno di qualsiasi giocatore. Nelle due stagioni della libidine, dal 1983 al 1985, i campi italiani erano calpestati dai piedi d’oro di Maradona, Zico, Platini, Falcao, Rummenigge, Sócrates, Junior, Boniek, Passarella, Elkjær. Tutti insieme, appassionatamente e contemporaneamente. Poi dopo sono arrivati i Gullit e i Van Basten". Senza dimenticare gli azzurri che hanno vinto i Mondiali in Spagna nel 1982.

Zara, la schiera di campioni in campo nel torneo del 1984-85 accresce il valore dell’impresa del Verona?
"Tutti i campioni erano in Italia e quindi giocare in un campionato di altissimo livello e vincere lo scudetto per una squadra provinciale con tante anime differenti che Osvaldo Bagnoli era riuscito ad amalgamare con grande saggezza, non fa che amplificare la portata di quella che ancora oggi resta una delle pagine più belle del calcio italiano".

Lei definisce quella gialloblù una "brillante anomalia che va a colmare un momentaneo vuoto di potere bianconero".
"Non possiamo descrivere un evento storico, e il calcio non si distacca da questa regola, senza aver cercato di comprendere come si è arrivati a quel determinato momento. La Juve con Trapattoni in panchina dominava il campionato di serie A dalla metà degli anni Settanta. Nei dieci anni del Trap vinse sei volte lo scudetto. Una eccezione l’ha fatta la Roma. Dino Viola con Nils Liedholm in panchina e Falcao, Pruzzo, Conti e Di Bartolomei trasformò la Rometta degli anni Settanta in una squadra in grado di dare del filo da torcere ai bianconeri fino alla vittoria del campionato l’anno dopo i Mondiali dell’82. Un’altra è stata l’Inter di Eugenio Bersellini che conquistò l’ultimo scudetto tutto made in Italy prima delle riapertura delle frontiere".

E l’Hellas?
"Il Verona è stata una brillante anomalia perché all’inizio della stagione 1984-85, la squadra di Bagnoli sembrava schiacciata dalla potenza di Juve, Roma e Inter ma non solo. C’erano altre candidate per il titolo come il Torino che non poi arriverà secondo alle spalle dei gialloblù. Quindi è stata una mosca bianca che si inserì a sorpresa tra diverse squadre che legittimamente aspiravano a conquistare lo scudetto".

Arriviamo al grande artefice di questo miracolo: Osvaldo Bagnoli.
"Senza ombra di dubbio è stato Bagnoli la chiave del successo di quel Verona. Riuscì a trasformare un manipolo di giocatori scartati da altri club in una compagine fortissima. Una squadra che però era nata molto prima, quando proprio con il tecnico milanese in panchina conquistò la serie A. Poi negli anni arrivarono i cosiddetti scarti che in realtà erano buoni giocatori che non trovavano spazio nelle squadre d’origine. Fanna e Galderisi venivano dalla Juve, Tricella era cresciuto nell’Inter, Marangon aveva giocato con Napoli e Roma e poi da una buona Fiorentina erano arrivati Sacchetti, Di Gennaro e Bruni. Bagnoli riuscì a trasformare buoni giocatori in ottimi giocatori. Senza dimenticare la scelta perfetta dei due stranieri Elkjær e Briegel".

Come mai questi due giocatori non finirono in squadre di serie A più ricche o blasonate?
"Giocavano entrambi nelle rispettive nazionali: Elkjær con la Danimarca e Briegel con la Germania. Ma allora non c’erano tutte le informazioni che ci sono oggi. Bagnoli convocò Mascetti e chiese due giocatori con caratteristiche precise: un attaccante di peso dal punta di vista fisico e bravo nel contropiede ed un terzino sinistro come alternativa a Marangon dato per partente. Bagnoli prima dell’arrivo dei due a Verona, li aveva visti giocare al massimo due volte e in tv".

Elkjær era chiamato "Cavallo Pazzo" o "Cenerentolo". Perché questi due soprannomi?
"Il primo era stato messo al danese dai suoi compagni. Cenerentolo è dovuto al fatto che in una celebre partita contro la Juve al Bentegodi, giocata il 14 ottobre 1984, s’involò palla al piede dalla sua metà campo, saltò due difensori bianconeri e al momento di calciare perse la scarpa, ma tirò lo stesso la palla che s’infilò in rete. Da quel momento, in un attimo e per sempre, Preben divenne Cenerentolo".

Potrebbe ripetersi oggi un miracolo come quello del Verona?
"Sì, potrebbe ripetersi ma non nell’immediato. Oggi il calcio è dominato da club ricchi con rose immense, ma in Italia stiamo toccando il fondo sia a livello dirigenziale e di federazione che di qualità tecnica espressa. Ormai siamo dietro alla Liga, alla Premier e alla Bundesliga e forse siamo a livello della Ligue 1 francese. Ma prevedo una sorta di inversione a U con i valori tecnici e ambientali che avranno la meglio sui soldi. Non è un caso che mentre gli investimenti iniziano a mancare, emergono casi come la promozione in serie A di Carpi e Frosinone. A parte la favola dei due club, questo significa che i grandi club non riescono più a vincere così facilmente. Il Verona che conquistò lo scudetto, tre anni prima militava in serie B e chi dice che tra dieci anni non si possa ripetere un caso simile?".
26 maggio 2015

FONTE: Sport.Tiscali.it


26.05.2015
Quando Toni era biancorosso
Tanti auguri al bomber

Luca Toni nella stagione 2000-2001 quando segnava per il Vicenza

VICENZA. La stagione non fu delle più felici, in quel lontano campionato 2000-2001 il Vicenza alla fine retrocesse, nonostante una formazione di big, che aveva lasciato ben sperare e alla fine però lasció soltanto l'amarezza del ritorno in B. In quella squadra militava anche lui, il giocatore del momento, il capocannoniere più "anziano" della serie A: Luca Toni, 38 anni, compiuti proprio oggi.
A noi piace festeggiarlo così, con la maglia di quell’esordio in serie A, avvenuto il 1º ottobre del 2000, a 23 anni, con il Vicenza, nella partita persa contro il Milan per 2-0. In quel campionato Toni segnò 9 gol in 31 partite, non sufficienti a salvare i biancorossi di Reja dalla retrocessione.
Toni poi passò al Brescia di Mazzone per 30 miliardi di lire, l’acquisto più costoso nella storia del Brescia. Ma questa è un’altra storia, per noi il capocannoniere della serie A è quello della stagione in biancorosso, anche se oggi veste la maglia dell’Hellas Verona e, a 38 primavere, non ha ancora perso il vizio di metterla dentro. Quest’anno sono 21 i gol, che valgono il primato in solitaria. Tanti auguri bomber, tanti auguri a te che, con il tuo disarmante sorriso, hai dichiarato: “Io di anni me ne sento 15“.
Alberto Tonello

FONTE: IlGiornaleDiVicenza.it


Tanti auguri a Luca Toni, l’eterno ragazzino che non smette di stupire
DENNIS IZZO 26 MAGGIO 2015

Chi di noi non ricorda Peter Pan, il bambino spensierato che poteva volare e che non voleva crescere, vivendo la sua eterna infanzia sull’Isola che non c’è? Lui è solo un personaggio di fantasia, creato dalla mano sapiente dello scrittore scozzese James Matthew Barrie nel 1902, ma casi come lui esistono anche nella realtà, anche se in misure diverse. Basti pensare ad esempio a Luca Toni, attaccante classe ’77 che indossa la maglia dell’Hellas Verona che compie oggi 38 anni. Nonostante l’età, infatti, il bomber di Pavullo nel Frignano non vuole proprio smettere di segnare con una regolarità impressionante, riuscendo praticamente a zittire tutti gli scettici e ad entusiasmare i suoi estimatori più accaniti.

Dopo l’exploit dell’anno scorso, con 21 reti in 36 presenze tra campionato e Coppa Italia con la maglia gialloblu e il secondo posto nella classifica marcatori alle spalle di Ciro Immobile, autore di 22 reti con il Torino, nessuno si sarebbe aspettato una nuova annata da protagonista per l’ex attaccante della Fiorentina, che non solo ha continuato a segnare tantissimo, ma addirittura ha fatto anche meglio della passata stagione.

Attualmente Toni è a quota 22 reti in 38 presenze tra campionato e Coppa Italia, nonché attuale capocannoniere della Serie A ad una giornata dal termine del campionato con 21 reti, una in più di Tévez e Icardi. 43 reti in 74 presenze in due anni con la maglia dell’Hellas Verona, miglior marcatore della storia del club scaligero, 316 reti in carriera: numeri da capogiro per un giocatore e, prima di tutto, un uomo eccezionale, che grazie ai suoi valori e alla sua umiltà è riuscito ad arrivare lontano partendo dal basso, salendo sul tetto del Mondo con l’Italia al Mondiale di Germania 2006, vincendo la Scarpa d’oro con la Fiorentina nel 2005-2006, affermandosi alla grande anche all’estero con il Bayern Monaco e chiudere alla grande la carriera con una seconda giovinezza a Verona sotto la guida del tecnico Andrea Mandorlini.

Sicuramente uno come Toni merita di stare a questi livelli e vederlo giocare e segnare ancora a 38 anni è un piacere e una gioia per tutti gli amanti del calcio, a prescindere dalla fede calcistica, in quanto è innegabile che il numero 9 gialloblu sia uno degli attaccanti più forti e decisivi degli ultimi anni (per lui parlano i numeri), ma anche uno dei più corretti e sportivi, qualità che nel calcio moderno faticano ad essere trasmesse. Quella di Toni è una delle tante belle favole del calcio, la speranza è che ci siano ancora tante pagine da scrivere. Per lui e per tutti gli amanti di questo meraviglioso sport. Gli anni passano, ma lui non smette mai di segnare e regalare emozioni ed è come il vino, più invecchia e più migliora: tanti auguri a Luca Toni!

Hellas Verona, Nico Lopez non sarà riscattato: le ultime
DAVIDE ARTALE 26 MAGGIO 2015
Sembra essere giunta al termine l’avventura di Nico Lopez con la maglia dell’Hellas Verona. El conejo, così come soprannominato dai suoi fan, è in prestito dall’Udinese con diritto di riscatto a favore della società scaligera, la quale al momento non pare intenzionata ad esercitarlo. La motivazione di questa rinuncia da parte della società di Setti risiede nei 17 milioni di euro chiesti dai Pozzo e pattuiti la scorsa estate. L’Hellas credeva che Nico Lopez potesse ripercorrere le orme di Iturbe, acquistato dal Porto e rivenduto alla Roma con un netto guadagno, ma in realtà Lopez ha mostrato la sua classe solamente a sprazzi durante la stagione, e così tornerà ad Udine.

Molto probabilmente le società si metteranno d’accordo per un nuovo prestito durante la prossima sessione estiva, così come riporta Tuttomercatoweb.com , anche se non è escluso un approdo in Spagna o Inghilterra dove i Pozzo sono alla guida di Granada e Watford.

FONTE: VociDiSport.it


PRIMO PIANO
Toni come Ibra, Cavani e Immobile: lascerà l'Italia?
25.05.2015 14:30 di Stefano Bentivogli
La storia si ripete? A volte si, a volte no. Luca Toni con la doppietta di ieri è balzato al comando della classifica marcatori lasciandosi alle spalle Icardi e Tevez. Classifica marcatori vinta nelle ultime tre stagioni da Ibrahimovic, Cavani e Immobile. Tutti e tre l'anno successivo hanno lasciato l'Italia per approdare in Francia al Psg i primi due e in Bundesliga a Dortmund l'ex granata. La storia potrebbe ripetersi anche quest'anno. Toni è in leggero vantaggio su Icardi e Tevez e tutti e tre piacciono a squadre estere. Anche Toni potrebbe cosi seguire le orme dei suoi predecessori.

HELLAS VERONA NEWS
Toni goleador: sarebbe il primo con tre maglie diverse
25.05.2015 14:00 di Stefano Bentivogli
Toni campocannoniere non sarebbe solo l'orgoglio dell'Hellas ma lo stesso centravanti raggiungerebbe alcuni record. Uno di questi è diventare il primo bomber a conquistare il titolo con due maglie diverse, dopo la classifica marcatori vinta con la maglia della Fiorentina nel 2005-06 e nella Bundesliga con il Bayern Monaco.

FONTE: TuttoHellasVerona.it


EX GRANATA
Hellas-Agostini, niente rinnovo
25.05.2015 20:44 di Claudio Colla
Al Toro durante la prima parte del 2012/13, pur senza mai collezionare presenze ufficiali in maglia granata, il terzino sinistro Alessandro Agostini, che compirà 36 anni a luglio, sarebbe in procinto di lasciare l'Hellas Verona a parametro zero, dopo due anni e mezzo tra le file della compagine scaligera, data la mancata proposta di rinnovo da parte del club. L'ex-bandiera del Cagliari potrebbe anche lasciare il calcio giocato, stando a quanto riportato da La Gazzetta dello Sport.

FONTE: TorinoGranata.it


Calcio, Scommesse: Luca Toni favorito per il titolo di capocannoniere della Serie A
La doppietta di ieri contro il Parma gli regala la leadership e il possibile bis dieci anni dopo la Fiorentina

di emt - 25 maggio 2015 15:18

Due reti contro il Parma e Luca Toni balza in testa alla classifica cannonieri con 21 reti a una giornata dalla fine. Classe 1977, e proprio domani suoneranno le 38 primavere. Ha superato Tevez e Icardi con 20 gol e potrebbe rifreggiarsi del titolo di capocannonieri della seria A come nella stagione 2005-06 con la Fiorentina e le sue 31 segnature. E' già suo il traguardo delle 20 reti in un singolo campionato: obiettivo centrato per la sesta volta in carriera (due col Palermo, due col Verona, una con Fiorentina e Bayern Monaco). Nelle ultime due stagioni di Serie A nessuno ha segnato quanto lui (41 reti) per 150 gol totali in serie A. L'attaccante del Verona ora è favorito per il titolo secondo i bookmaker, che bancano Toni vincente a quota 1,60; segue Mauro Icardi 3,75 mentre Carlos Tevez chiude la lavagna a 4,30 volte la posta. Se si aggiudicasse la classifica quest'anno raggiungerebbe il folto club di Italiani a bissare il titolo: Piola, Puricelli, Di Natale, Borel e Boninsegna. e c'è sempre il prossimo anno per sognare di raggiungere Signori, Riva, Pulici, Pruzzo, Meazza e Boffi.

FONTE: IlVelino.it


Luca Toni e quella mano all’orecchio che non vuol proprio smettere di ruotare
Serie A maggio 24, 2015
Il calcio è in grado di regalare storie belle e sempre nuove, racconti di vita di un calciatore che avanza come il pallone che rincorrerà per anni ed anni prima di fermarsi. E poi c’è chi di vite ne vive due o anche di più, con plurime giovinezze annesse: questa è la storia di Luca Toni.

Il gigante di Pavullo muove i primi passi alle Officine Meccaniche Frignanesi nell’annata 1990/1991 e in breve tempo si ritrova a Modena, nelle giovanili. “Andavo a scuola a Pavullo. Prendevo quindi un pullman al mattino per la scuola, poi lo riprendevo per tornare a casa e praticamente non mi fermavo neanche, prendevo la borsa e un panino da mangiare in viaggio e ancora in pullman verso Modena. Rientravo a casa per cena. Il calcio era il mio sogno. E i sogni si conquistano con i sacrifici”. E il suo primo sogno si avvera. A Modena cresce e si forma come calciatore e col club gialloblù, nell’annata 94’/95', esordisce in serie C1, collezionando 7 partite e 2 gol. Resta a Modena anche l’anno successivo, con 5 gol in 25 presenze,ma le partite da titolare non sono tantissime e le sue presenze nemmeno troppo entusiasmanti. Nonostante ciò il gigante attira le attenzioni dell’Empoli, ai tempi in serie B: l’allora emergente Luciano Spalletti gli concede 3 partite e il giovane Luca non va oltre la singola marcatura in quelle tre apparizioni. L’Empoli di allora era una squadra giovane, forse troppo, come giovane era il gigante modenese. Per la prima volta si ritrova a vivere ed allenarsi lontano da casa, dalla sua Modena, con un salto di categoria che fu davvero duro anche per le sue lunghe gambe, che si dividevano tra i campi di allenamento e quelli della caserma, costretto com’era al servizio di leva militare. E allora Toni il salto decide di farlo, ma all’indietro: accetta l’offerta del Fiorenzuola e torna in C per rilanciarsi. Le difficoltà di emergere per uno con il suo fisico, con la sua stazza, sono molte. Lui stesso se ne accorge e mister Cavasin diventa il suo incubo, il suo promemoria: 26 presenze e solo 2 reti, scampoli di partite, poche le gare da titolare e il vecchio Alberto sempre più convinto che Toni, a calcio, non può giocare. Certo è che uno alto 1.96 cm non lo immagini mica con le chiodate a calcare campi di A, lì sono necessarie altre doti: velocità, destrezza, rapidità di esecuzione…Luca è destinato ad altri sport, il basket ad esempio. Allora Toni decide di farsi da parte, basta, si chiude con il calcio. Se a 20 anni non ti fanno giocare in Serie C, c’è qualcosa che non quadra. Troppa tristezza, troppa la rabbia e la delusione, in quel gigante di 196cm nessuno ci crede. Ci crede invece il dirigente Rinaldo Sagramola e con lui mister Attardi della Lodigiani, serie C1. A Toni la numero 9, che ritrova campo voglia e fiducia: la stagione è la 98’/99', i gol sono 15 in 31 partite, vere, intere. Ma non doveva smettere? Se lo sarà chiesto anche lui, seduto a quella scrivania nel 1999, poco prima di realizzare altre 15 marcature in 35 partite, stavolta in serie B, con la maglia del Treviso. E quella domanda gli sarà balzata in testa anche l’anno successivo, forse anche con maggior curiosità, sollecitandole certo pure un sorriso, quando il Vicenza a fine stagione fa carte false per portarlo in biancorosso. Stavolta la categoria è la più alta: la serie A. Il tutto anche grazie al suo angelo custode, il buon Sagramola, passato anche lui in biancorosso.

DA CAVASIN ALLE LUCI DEL SAN SIRO– Il gigante si guarda indietro, il pensiero a due anni fa, a Cavasin, al tanto meditato ritiro, al futuro nel basket o nel volley, ai campi fangosi di periferia, alle panchine, tante. Poi chiude gli occhi e con la testa quasi a sfiorare il cielo immagina il suo futuro in A, immagina i campioni, gli stadi veri, i gol, l’esordio. Lui l’ ha detto che i sogni si conquistano con i sacrifici…e il sogno si avvera, stavolta. 1° ottobre del 2000, Milan-Vicenza(2-0), Luca Toni esordisce in serie A. Per lui 9 reti in 31 partite e quel nome che inizia a girare sui taccuini di direttori e osservatori. Il Vicenza retrocede, ma lui no: lo compra il Brescia per 30 miliardi di lire. Chiare sono le intenzioni del club che punta forte su Luca, Carletto Mazzone stravede per lo spilungone, dietro di lui il divin codino a servirgli assist vincenti. Luca realizza altri due sogni: giocare con una leggenda del calcio come Roberto Baggio e raggiungere la doppia cifra in serie A, al suo primo anno al Brescia. “Roberto Baggio è stato il primo grande campione che ho conosciuto nel mondo del calcio, il più umile. Da lui ho capito che per diventare un grande campione devi essere prima un grande uomo”, Toni lo racconta così. Poi, però, campione finisce per diventarlo anche lui. Chiude al Brescia dopo due annate con un bilancio finale di 15 gol in 44 partite. Luca si aspetta la chiamata di una big, ormai è pronto, lo pensano un po’ tutti, ma quella telefonata non arriverà mai. Allora il gigante decide di fare un altro salto, di nuovo all’indietro: Palermo, serie B. Per Luca c’è da vincere un campionato, c’è da diventare “grandi” seppur in una “piccola”, seppur in cadetteria.

LA “B” DI PALERMO, LA SERIE A RICONQUISTATA…E QUELL’AZZURRO MONDIALE- Tutti si aspettavano un Luca Toni relegato a vita in serie B, a vagabondare qua e la tra squadre dalle non grandissime ambizioni, forse il vecchio Cavasin quasi ci sperava. Il gigante di Pavullo, però, non è più il ragazzino smarrito di un tempo: a 26 anni si rimette in gioco, scommette su se stesso e quella scommessa la vince. E’ il 2003, il Palermo vince il campionato, Toni si laurea capocannoniere con 30 gol in 45 partite, giocando un’annata memorabile da protagonista assoluto. Il Palermo torna in A e con lui anche il suo bomber. Solo un arrivederci per Luca. “Ma quello spilungone 30 gol li ha fatti in B, non riuscirà mai a ripetersi in A, farà una manciata di gol, nulla più”, disse qualcuno alla vigilia di quella stagione del Palermo in massima serie. Morale della favola? Il Palermo vola anche in A, Toni è il trascinatore dei rosanero segnando 20 gol in 35 partite, contribuendo in maniera determinante al raggiungimento del 6º posto valido per l’accesso alla Coppa Uefa. Può bastare? Non proprio, perché lo spilungone riesce anche ad entrare nel giro della Nazionale, diventando uno dei punti fermi della selezione di Marcello Lippi. Il rosa e l’azzurro nell’annata più bella della sua carriera, ma cosa si ottiene se si prova a mescolare questi due colori? Il viola, il viola del suo destino. E’ il 2005 e la Fiorentina lo strappa alle due milanesi versando nelle casse palermitane 10 milioni. Luca rispolvera il suo vecchio numero 30, con il quale iniziò la sua carriera, e si mette a segnare a raffica. La squadra è costruita su di lui, Prandelli punta forte su Luca e il gigante risponde presente, diventando idolo indiscusso del Franchi. Alla fine della prima stagione con la maglia della Fiorentina i gol messi a segno sono 31, supera il record di gol, in una sola stagione in viola, di Batistuta e Hamrin, conquista un posto in Champions League e vince la Scarpa d’Oro, primo italiano in assoluto a riuscire nell’impresa. Che stagione, la migliore in assoluto per Toni. Non riesce a ripetersi l’anno seguente causa un’infiammazione al metatarso, che lo costringe a saltare buona parte del campionato: 16 reti in 29 presenze il suo bottino. In mezzo a tutto questo Toni, insieme ai suoi compagni di nazionale guidati da Lippi, riesce nell’impresa di vincere il quarto titolo iridato nella storia della Nazionale Italiana. Luca realizza una doppietta contro l’Ucraina e sono due traverse a negargli altrettanti gol contro gli Stati Uniti e Francia in finale, ma non ha importanza. Quello spilungone di 196cm è finalmente sul tetto del Mondo, un traguardo forse nemmeno mai immaginato quando, con la testa quasi a toccare il cielo, viaggiava con l’immaginazione, mentre dava calci ad un pallone in periferia e si sporcava di fango in quei campi lontanissimi da quelli che avrebbe calcato di lì a poco.

MONACO: “TONI SEI PER ME IL NUMERO UNO!” – Così cantava Matthias Matze Knop nel suo tormentone dedicato al nostro Luca che, a Monaco, è stato davvero il numero uno: nella prima stagione al Bayern Luca segna 24 reti in campionato vincendo il titolo di capocannoniere della Bundesliga e con i suoi 10 gol in Coppa UEFA si laurea miglior marcatore anche in quella competizione. Chiude la prima annata a Monaco con 39 reti totali, tra campionato, coppa UEFA, e coppa di Germania. Vince il campionato tedesco, una Coppa di Germania e una Coppa di Lega tedesca. In totale, nell’esperienza estera, 82 presenze e 57 goal prima dell’arrivo di Van Gaal sulla panchina del Bayern. Per Toni l’aria diventa pesante, capisce che l’olandese non punta per niente su di lui (gli ricorda un po’ Cavasin, se non fosse per i capelli…) ed è costretto a lasciare Monaco.

LA PENSIONE…OPPURE NO?! – Inizia la fase calante di quello che è stato, per almeno 5 anni, uno dei bomber più prolifici e acclamati sul palcoscenico internazionale. Un lungo peregrinare in giro per l’Italia e non solo, al solo scopo di rinviare la “pensione”: Roma, Genoa, Juventus e l’ Al Nasr. Sì, gli Emirati Arabi. E quando queste due paroline si associano al nome di un calciatore, il risultato non può che essere: soldi e pensione. Toni sparisce dai radar, destinato a concludere la sua bella e intensa carriera lontano dalla sua nazione, la stessa che ha portato sulla vetta del mondo. E invece no. L’avevamo detto che esistono calciatori che vivono più di una vita e Luca è un degno rappresentante della categoria: il 31 agosto 2012, a 35 anni, viene tesserato da svincolato dalla Fiorentina di Vincenzo Montella, a cinque anni dalla sua ultima partita in viola, firmando un contratto annuale e rimpossessandosi del suo vecchio numero di maglia, il 30. Chiuderà la stagione con 27 presenze ed 8 reti, ma non basterà per meritarsi la riconferma nella stagione seguente. I Della Valle hanno un posto libero per lui, ma dietro una scrivania. Luca, però, lo conosciamo… a lui stare seduto non piace proprio.

“TONI E FULMINI” A VERONA- Con la voglia e l’entusiasmo di un ragazzino, nel luglio del 2013, a 36 anni, firma un contratto annuale con il neopromosso Hellas Verona. Lo sappiamo che la voglia e l’entusiasmo a Toni non sono mai mancati, ma stavolta è l’età a farsi sentire. Come non detto: Toni chiuderà la stagione con 20 reti in 34 partite di campionato, più un gol in Coppa Italia, per un totale di 21 gol in 36 partite, diventando anche il miglior marcatore di sempre del Verona in un singolo campionato. A 37 anni. Il 13 giugno, all’inizio di questa stagione, non c’è scrivania che tenga e firma il rinnovo con i colori gialloblù del Verona. Il 14 dicembre segna contro l’Udinese e raggiunge quota 300 reti complessive da professionista nella sua partita numero 300 in Serie A, mentre in aprile diventa il miglior realizzatore di tutti i tempi dell’Hellas Verona nella massima serie. Con la doppietta di oggi Luca supera nuovamente i 20 gol stagionali, fa meglio della scorsa annata con una partita ancora da disputare e, superando Icardi e Tevez, si pone al comando della classifica cannonieri con 21 marcature. Quei 300 gol ora sono diventati 316 e Toni si trova ad insidiare, nella classifica dei marcatori italiani di sempre, una sua vecchia conoscenza: Roberto Baggio. Il più grande campione con il quale lui abbia mai giocato, quello dalla “C maiuscola”, ora è ad un passo, a soli 2 gol. Intanto, il gigante di Pavullo, campione lo è diventato pure lui. Un campione che, a 38 anni ( li compirà martedì), non ci pensa nemmeno a smettere, fissando sempre nuovi obiettivi. Il prossimo è il suo vecchio amico, quel campione sempre ammirato. Un giorno Luca gli disse: “-Roberto, hai fatto fare gol a tutti, adesso falli fare anche a me”, e Baggio rispose: “-Tu pensa solo a correre verso la porta e poi ti ritroverai la palla!”. Luca Toni di correre non ha mai smesso, continuando a segnare anche senza il divin codino a dargli la palla buona. Luca non ha mai smesso di credere in se stesso e nei suoi sogni. Luca non ha mai smesso di portare quella mano all’orecchio e di farla ruotare. Perché i sogni si possono avverare e sognare ancora, a 38 anni, non è da bambini…fa solo sentire più giovani!


FONTE: MaiDireCalcio.com


Capocannoniere Serie A: alla fine chi la spunterà?
29 maggio alle 18:19
Il trono del gol in 90 minuti: Verona contro Juventus, Luca Toni contro Carlos Tevez. La sfida per il titolo di capocannoniere, nell’ultima giornata di Serie A, è servita grazie allo scontro diretto tra i due bomber. Ventuno le reti dell’italiano, venti quelle dell’Apache: nelle quote su chi vincerà la classifica marcatori - fa sapere Agipronews - il bomber gialloblu è davanti al suo rivale. Su Luca Toni, dopo la doppietta con cui ha scavalcato Tevez domenica scorsa, l’offerta è passata da 3,50 a 1,57, l’argentino lo segue a distanza, a 4,33. Non è comunque da escludere la rimonta dell’Apache, che ha più chance nelle quote sui marcatori della partita: almeno una rete di Tevez è a 1,75, quella di Toni sale a 2,45, ma è soprattutto la quota su un’eventuale doppietta a lasciare credere al sorpassoa. Tevez in doppia marcatura si gioca a 4,50, mentre due reti di Toni salgono fino 8,00. Da non trascurare però il terzo incomodo: Mauro Icardi dell’Inter, venti reti anche per lui e chiusura di campionato contro l’Empoli. Maurito sul trono dei bomber è una scommessa da 3,75. AG/Agipro

Pres. Verona: 'Sogliano non sarà più il direttore sportivo'
27 maggio alle 18:25
Il preidente del Verona Maurizio Setti è intervenuto ai microfoni di Telenuovo: "Ho parlato con tutti i dirigenti, mi piace parlare e guardare in faccia la gente, la prossima settimana si chiude il cerchio. Ci saranno dei cambiamenti, però di definito non c’è niente. Che tipo di cambiamenti saranno? Potrebbero riguardare più di una persona. Sogliano? Ha fatto benissimo, come Mandorlini. E' la persona più importante che ho avuto vicino, se è finita dipende da noi, non solo da lui. Non so se resterebbe nemmeno se glielo chiedessi. Non c'è solo stima reciproca con lui, ma anche amicizia. Ha un'onestà unica. Non c'è rottura".

Capocannoniere Serie A: Toni stravince su Icardi e Tevez
25 maggio alle 17:53
Trentotto anni e 150 gol in Serie A: con la doppietta al Parma Luca Toni ha raggiunto quota 21 reti in questo campionato, portandosi in cima alla classifica cannonieri. Quando manca solo una giornata a fine campionato il bomber del Verona ha nel mirino due record. Il primo è diventare il capocannoniere più anziano nella storia del torneo, strappando il primato a Dario Hubner, che vinse la classifica marcatori a 35 anni, nella stagione 2001/02. Il secondo è quello di diventare il primo giocatore a trionfare tra i bomber di Serie A con due divise differenti, bissando quindi il successo della stagione 2005/2006, quando arrivò primo con la maglia della Fiorentina. Obiettivi che secondo i bookmaker - riferisce Agipronews - sono ampiamente alla portata del bomber gialloblu, per cui la quota da capocannoniere è letteralmente crollata dopo l’exploit di ieri: da 3,50 a 1,35 (e pensare che a inizio stagione si giocava a 35,00) portandolo quindi davanti agli altri due attaccanti ancora in corsa per il titolo. Mauro Icardi (20 reti) è dato a 3,00, più difficile, a 4,00, la rimonta di Carlos Tevez (20 reti anche per lui), che molto probabilmente nell’ultima di campionato si accomoderà in panchina, in vista della finale di Champions da giocare con la Juventus.

FONTE: CalcioMercato.com


#Amarcord, Hellas-Juventus 1999/2000: Verona fatale anche per i bianconeri, Cammarata si trasforma in eroe nel giorno della salvezza
Fabrizio Cammarata in Hellas Verona-Juventus 1999/2000 (foto: larena.it)

Redazione 30-05-2015 11:00
Corsa, forza fisica, generosità. Ma poca lucidità sotto porta. La storia del calcio è piena di questa tipologia di attaccanti. Chi non ricorda il fenomenale Alen Boksic? Il croato bruciava tutti ma poi, davanti al portiere avversario, era spesso e volentieri impreciso, facendo dannare i suoi tifosi. Nel suo piccolo, si colloca in questa categoria anche Fabrizio Cammarata.

Siamo nel 2000. L’attaccante siciliano, settore giovanile Juve, ha ormai messo radici a Verona. L’Hellas è la sua casa. Ai gialloblù, dopo uno splendido girone di ritorno, serve il sigillo matematico per sancire una salvezza meritatissima. Cammarata, nonostante i 5 gol segnati, è un po’ beccato dal suo pubblico. I tifosi lo chiamano “Cannarotta” e non gli perdonano i tanti errori sotto porta. Lui va avanti per la sua strada, anche perché Prandelli ha cieca fiducia in lui per tutto il lavoraccio che gli garantisce.

E’ il 30 Aprile 2000 e quando mancano 3 giornate alla fine del campionato, al Bentegodi è di scena la sfida tra l’Hellas e Juventus. E’ una partita importantissima, perché il Verona è sì quasi salvo ma, come detto, vuole chiudere anche matematicamente la partita. La capolista Juventus ha invece lo scudetto in tasca. La Lazio è lontana 5 punti e per Del Piero e compagni la conquista del titolo numero 26 sembra ormai una formalità. Sembra…
Il Verona costruito dal presidente Pastorello in estate è un mix tra calciatori esperti e giovani rampanti. In porta arriva dall’Inter in prestito il portiere Frey: farà un campionato mostruoso. I due centrali sono il danese Laursen e l’esperto Apolloni. Sulle fasce Diana a destra e Falsini a sinistra. A centrocampo due tra Marasco, Colucci e Giandebiaggi in mezzo con Brocchi a destra e Salvetti a sinistra. Il jolly Melis pronto a subentrare. In avanti Cammarata coadiuvato dal brasiliano Adaliton. Gli uomini di Prandelli giocano a memoria, in velocità e palla a terra.

La Juve di Ancelotti è una squadra composta dai migliori calciatori italiani ed europei. Gente del calibro di Zidane, Inzaghi, Del Piero e poi Davids, Conte, Montero, Tacchinardi, Pessotto, Van der Sar. Questo scudetto non può e non deve sfuggire.
Quando l’arbitro Braschi dà il via alla gara, fa caldo e, allo stadio veronese c’è il pubblico delle grandissime occasioni. La Juventus parte bene con un bel tiro di Zidane ma i bianconeri sembrano stanchi e compassati. L’Hellas li sovrasta in ritmo ed intensità ed inizia l’assalto alla porta di Van der Sar. Il portiere olandese deve uscire per ben due volte sui piedi degli attaccanti veronesi su sciagurati retropassaggi dei suoi compagni. Al 30’ bel tiro di Marasco che il portiere juventino devia in corner. Al 41’ la girata di testa di Adailton è alta. Un minuto è il palo a fermare Cammarata che si avventa su una respinta corta di Van der Sar. Al 45' il gol del Verona. Palla dalla sinistra verso il centro per Cammarata che con un movimento da grande attaccante lascia sul posto Montero e con un bel sinistro dall'altezza dell'area piccola porta in vantaggio i suoi. Lo stadio impazzisce di gioia e le squadre vanno al riposo.

Nella ripresa continua il monologo del Verona e Cammarata per ben 3 volte nel giro dei primi 10 minuti, ha sui piedi il colpo del ko ma in tutte e 3 le occasioni torna per un attimo “Cannarotta” e sbaglia clamorosamente. E’ solo una parentesi perché al 12’…palla filtrante per il nuovo entrato Melis sulla sinistra, cross basso in mezzo ed ecco ancora Cammarata che, ancora di sinistro, batte Van der Sar. La Juventus non c’è più. La sterile reazione bianconera si riduce ad un paio di calci di punizione sempre ben controllati da Frey. Il Verona vince la partita e chiude i conti salvezza, diventando fatale anche per i bianconeri. La Juventus ha soli 2 punti di vantaggio sulla Lazio. Non basteranno. Perugia è storia nota.

E Cammarata? L’attaccante del Verona chiuderà la stagione a 9 reti e diventerà un pezzo pregiato del successivo mercato. Andrà a Cagliari, in Serie B. Cellino sborserà l’incredibile somma di 14 miliardi di lire per portarlo in Sardegna. E' ancora oggi l'acquisto più costoso della storia del Cagliari. “Cannarotta” invece, morì quel pomeriggio di fine Aprile. Era un altro calcio, era un’altra Italia.

Hellas Verona, Setti: “Sogliano andrà via. Contatto con Bigon, ma ho sentito anche altri. Su Mandorlini…”
Setti e Sogliano - Hellas Verona

Gianluca Di Marzio 27-05-2015 11:20
Un'annata ancora una volta positivo, con l'obiettivo salvezza centrato in scioltezza. E adesso si prepara un'estate di cambiamenti all'Hellas Verona, come confermato dal presidente Maurizio Setti, intervenuto ai microfoni di Telenuovo: "Ho parlato con tutti i dirigenti, mi piace parlare e guardare in faccia la gente, la prossima settimana si chiude il cerchio. Ci saranno dei cambiamenti, però di definito non c’è niente. Che tipo di cambiamenti saranno? Potrebbero riguardare più di una persona. Sogliano? Ha fatto benissimo, come Mandorlini. E' la persona più importante che ho avuto vicino, se è finita dipende da noi, non solo da lui. Non so se resterebbe nemmeno se glielo chiedessi. Non c'è solo stima reciproca con lui, ma anche amicizia. Ha un'onestà unica. Non c'è rottura".

Da Sogliano a Bigon, colui che potrebbe diventare il nuovo direttore sportivo. Queste sono le voci, il presidente gialloblù le commenta: "L'ho incontrato, ma non ho visto solo lui. E' molto simile a Sogliano, segue la squadra quotidianamente come lui. Uno dei due però è più razionale dell'altro, l'altro utilizza più l'istinto. Mandorlini? Ha detto che a fine campionato ci troveremo e ci sarà da discutere, con lui ho già iniziato a parlare. Se gli proporrò un biennale? Sicuramente un ragionamento di lungo termine aiuta a fare programmi. Credo che Verona abbia dato l'opportunità di fare bene sia a Mandorlini, che si è affermato in Serie A, che a Sogliano, che ha fatto due anni completi nella massima categoria. Mandorlini dice che meritiamo quello che abbiamo, io non sono d’accordo, avremmo meritato qualche punto in più".

Dopo il direttore sportivo, testa al mercato. Tra passato e presente: “Iturbe? L’abbiamo venduto a 22 milioni più bonus. Il guadagno di Iturbe è intorno ai 6 milioni: si passa da 16 milioni ai 22 milioni. Avevo dichiarato che non lo vendevo a meno di 30 milioni perché quando si vende si cerca sempre di tenere alto il prezzo. Siccome il procuratore del giocatore era all’estero io gli accordi che ha preso con la Roma non li so e neanche mi interessano. Questa è l’operazione Iturbe. Quest'anno, di cassa, spendiamo 70 milioni su un fatturato di 50-55 milioni di euro. I calciatori a parametro 0? Non esistono, questi vengono portati dai procuratori che richiedono sempre le commissioni".

Il Migliore – Infinito Toni, auguri al re del fantacalcio. A un passo dal sogno
Guglielmo Cannavale 26-05-2015 12:00
Infinito, immenso, unico. Sono finiti gli aggettivi per descrivere Luca Toni. Ancora una volta è lui il Migliore, dopo la doppietta al Parma. Gli anni sono 38, proprio oggi (auguri). I gol, invece, 21. Nessuno come lui in Serie A. Lo inseguono, a quota 20, Icardi e Tevez. Il suo sogno è vicino, a un passo: diventare capocannoniere. Sarebbe il primo a Verona e il più vecchio di sempre in Serie A. L’anno scorso era andato a un passo, si era fermato a 20 dietro ai 22 di Immobile. All’asta però non tutti credevano in lui, almeno non come se fosse un top player. Tevez a 300, 280 per Icardi, 310 per Higuain. Poi magari 100 per Toni, che non ripeterà mai la stagione dell’anno scorso. È vecchio, era merito di Iturbe. E invece no, ha fatto anche meglio. Ora manca ancora una giornata, una sola, tra Luca Toni e il titolo di capocannoniere. Ci tiene molto lui e ci tengono molto i fantallenatori che si giocano tutto all’ultima giornata. Magari sono arrivati a giocarsi lo scudetto proprio grazie a Toni, che soprattutto da gennaio in poi è stato straordinario. In casa contro la Juve, contro i campioni d’Italia. Toni però ama le sfide difficili, quasi impossibili. Come tornare a segnare 20 gol in Serie A tre anni dopo aver giocato negli Emirati Arabi. Toni contro Tevez, aspettando notizie da Inter-Empoli per Icardi. La sfida per il titolo di capocannoniere è aperta, Luca Toni vuole farsi un regalo e farlo anche ai fantallenatori.

E la torta a… Luca Toni: 38 anni da festeggiare in area di rigore, per un bomber che ha ancora (tanta) fame di gol
Luca Toni - Hellas Verona

Redazione 26-05-2015 00:01
Mano destra vicino all’orecchio destro, sorriso a trentadue denti e via ad esultare. Su e giù con quelle dita, come a dire: “Avete capito che ho fatto?!”. Eccome se lo capiamo, caro Luca. Il concetto è chiarissimo anche ai più duri di comprendonio. Toni è ancora lì, in area di rigore a spingere in rete ogni pallone che passa dalle sue parti. Come domenica, doppietta decisiva. Si piazza davanti a tutti nella classifica cannonieri, 21 gol. Corre come un ragazzino, Luca. Ma la carta d’identità dice 38 anni oggi. E meno male che c’è scritto, altrimenti nessuno ci crederebbe.

Papà Giancarlo pittore edile, mamma Valeria bidella in una scuola elementare, Luca è nato a Pavullo ed è cresciuto in area di rigore, la sua seconda casa. Arrivato in Serie A tardi, a 23 anni, l’attaccante si è rifatto con tutti gli interessi. Tanti partner d’attacco, da Kallon (a Vicenza) a Baggio (il Brescia spese ben 30 miliardi per affiancarlo al Codino), passando per Brienza e Zauli a Palermo e Mutu a Firenze. Un unico comun denominatore: il gol. I suoi, quelli che dall’Italia lo hanno fatto emigrare in Germania. Se lo ricordavano bene da quelle parti, per essere stato uno dei protagonisti che nel 2006 hanno alzato la Coppa del Mondo sotto il cielo di Berlino. Stavolta sbarca a Monaco: birra e brezel a Marienplatz, ma anche un Meisterschale, una Coppa di Lega e una Coppa di Germania. Toni conquista la Baviera, “un animale da gol che non vuole mai riposare” lo definisce l’allenatore Ottmar Hitzfeld. Per Matze Knop è il “Numero Uno”, canzone che ha avuto un gran successo in quel periodo, nel 2009 arriva alla posizione numero 24 delle hit parade tedesche per rimanerci ben nove settimane.

Un made in Italy che ha funzionato meglio del Trap e di quella famosa conferenza stampa. Luca ha lasciato un ottimo ricordo in Germania, e anche per lui è stata “una scelta giusta, una scommessa vinta”. Ma l’aria di casa lo richiama, e Toni torna in Italia per vivere una seconda giovinezza: sfiora uno scudetto a Roma, poi Genoa e Juventus.

Nel 2012 gli crolla il mondo addosso. No, lo sport non c’entra. E’ un dramma che va oltre: il figlio avuto dalla compagna Marta Cecchetto li lascia prima di vedere la luce: “E’ stato un terremoto dentro”, il primo commento dell’attaccante. Non ha più voglia di giocare Luca, tutti i pensieri vanno a quella tragedia. Toni pensa al ritiro, poi decide di tornare all’estero. Stavolta va in Arabia all’Al Nasr, lontano da tutto e tutti. Mentalità diversa, un calcio senza pressioni giocato tanto per. Ma quel periodo serve a Luca per schiarirsi le idee.

E una volta presa la decisione, eccolo tornare in… viola. Sì, ancora a Firenze, cinque anni dopo. Lì dove aveva fatto meglio di Batistuta e vinto la Scarpa d’Oro nel 2006 (33 gol). Vecchio numero di maglia sulle spalle e gol all’esordio. Toni è tornato!

La stagione successiva punta su di lui il neopromosso Verona di Mandorlini. Non avrà sette vite come i gatti Luca, ma neanche una sola come ogni comune mortale. Se quella vissuta a Roma era una seconda giovinezza, qui possiamo parlare di una terza. Corre (tanto) e segna (ancora di più). Di destro, di sinistro, di testa, in qualsiasi modo. Toni come Re Mida: ogni palla che tocca è gol. A Verona non hanno mai visto niente di simile, 150 in Serie A. Numeri che vanno oltre.

Un gigante di 193 cm costruito per segnare. Gli ultimi due domenica, di testa (specialità della casa) e su rigore. E allora è già pronta una torta al centro dell’area, nel suo habitat naturale, lì dove si sente padrone assoluto. Anche a 38 anni.
Francesco Guerrieri

FONTE: GianlucaDiMarzio.com


Hellas Verona - Juventus, le probabili formazioni | Mandorlini schiera l'undici migliore
Aiutare Luca Toni a vincere la classifica dei cannonieri è l'ultimo obiettivo dei gialloblu e il tecnico, che dovrà rinunciare a Ionita e Pisano, dovrebbe schierare la migliore formazione possibile per aiutare il suo bomber

La Redazione 29 maggio 2015

La trentottesima e ultima giornata del campionato di serie A vede l'Hellas Verona ospitare allo stadio Bentegodi la Juventus Campione d'Italia, nel match che prenderà il via alle 18 di sabato 30 maggio.

Entrambe le formazioni non hanno oramai più nulla da chiedere al proprio campionato. I gialloblu hanno già raggiunto la salvezza, mentre i bianconeri hanno ottenuto il loro quarto scudetto consecutivo. Chi invece ha ancora qualcosa da giocarsi sono Luca Toni e Carlo Tevez, primo e secondo nella classifica cannonieri con un solo gol di differenza: c'è da scommettere quindi che le due formazioni cercheranno di servire al meglio i propri bomber e, di conseguenza, di non sfigurare in una partita che ha da mettere in palio solo l'onore per i due collettivi.

I PRECEDENTI - Le due formazioni si sono scontrate al Bentegodi per 25 volte. Per 9 volte l'Hellas Verona si è imposto tra le mura amiche, 7 invece i successi dei bianconeri e 9 i pareggi. L’ultimo precedente risale alla giornata numero 23 della stagione 2013/2014 con un 2-2, mentre all'andata i Campioni d'Italia si imposero con il risultato di 4-0.

QUI HELLAS VERONA - "Chiudere bene con la Juve? Non sarebbe male, ma loro verranno qui molto agguerriti e pronti. Questa è l'ultima prova decisiva, prima della finale di Champions League. La formazione? Pisano non ci sarà, così come Ionita. Gomez? Si sta allenando con il gruppo da due giorni, valuteremo la sua condizione ma se sta bene gioca. Per il resto ci siamo tutti, anche Fares starà con noi, che sarebbe bello premiare con i tempi e i modi giusti. Che atteggiamento ci sarà? Noi abbiamo già avuto un calo a Parma, ora abbiamo la fortuna di giocare contro i più forti, che vorranno far di tutto per far vincere la classifica marcatori a Tevez. Sono convinto che con la Juventus faremo una buona gara. Dal punto di vista della mentalità e dell'attenzione dovremo essere pronti. Toni contro Tevez? Noi facciamo tutti il tifo per Luca, e dobbiamo fare di tutto e di più. Oltre a farlo segnare, dobbiamo essere bravi a concedere poco o niente a Tevez. Contro di noi ha sempre segnato, e dovremo essere in grado di neutralizzarlo". Out Pisano e Ionita, Mandorlini schiererà la formazione migliore, sia per aiutare Toni nella sua impresa sia per non sfigurare contro i bianconeri. Sala sarà quindi il terzino destro con Agostini dall'altra parte, mentre a centrocampo ci saranno Hallfredsson e Tachtsidis affiancati da uno tra Greco e Obbadi. In avanti con il numero 9 ci dovrebbero essere Jankovic e Gomez.

QUI JUVENTUS - "Tevez domani giocherà dal primo minuto, avrà la possibilità di agganciare Toni in classifica marcatori. Meriterebbero entrambi la vittoria, non è un'annata qualsiasi per loro. Domani sarà un test importante, l'ultimo prima della finale di Champions. Dobbiamo mantenere alta concentrazione, andiamo a Verona senza pensare a Berlino, per chiudere campionato nel migliore dei modi e mantenere alta la tensione. La formazione anti Verona la decido oggi, ci sono molti diffidati a rischio Supercoppa e tanti che hanno giocato tantissime partite. Barzagli non sapremo se sarà a disposizione o meno per la finale fino a martedì o mercoledì. Lo staff sta lavorando per recuperarlo. Pogba sta bene, è in buone condizioni". Senza Caceres, Romulo e Barzagli, Allegri fa comunque un po' di turnover. Ecco quindi che nella difesa a quattro ci saranno Ogbonna e Marrone, con la possibilità di vedere però Bonucci al posto di uno dei due. A centrocampo Pogba, Pirlo e Marchisio, copriranno le spalle a Pepe schierato come trequartista. In avanti con Tevez ci sarà Alvaro Morata.

ARBITRO - Marco Di Bello di Brindisi.

Sogliano e l'Hellas alle battute finali: "Sono stati tre anni intensi, grazie Verona"
Il direttore sportivo annuncia che quella del 30 maggio sarà la sua ultima partita come dirigente gialloblu: "E' stato un percorso che mi ha reso orgoglioso, e questo vale più di mille parole"

La Redazione 28 Maggio 2015
"Magari vi aspettavate un commento sui numeri, sul mercato e sulle plusvalenze, ma questa non è la sede giusta per farli e non voglio rovinare le poche parole che ho voglia di dirvi. È comunque doverosa una piccola precisazione, soprattutto leggendo qualche giornale: l'Hellas Verona, in questi due anni di Serie A, è stata la società che ha speso meno per l'acquisizione dei calciatori e la gestione dell'organico. Tutte le operazioni di mercato sono sempre state condivise dalla parte amministrativa e dal presidente, Maurizio Setti. Iturbe, invece, ha creato una plusvalenza sicura dopo l'acquisizione. Non voglio fare polemiche, voglio invece ricordare il 24 agosto 2012, giorno della prima partita con il Verona a Modena, mentre sabato 30 maggio, contro la Juventus, sarà la mia ultima sfida da direttore sportivo gialloblù. E' stato un percorso che mi ha reso orgoglioso, e questo vale più di mille parole. Sono stati tre anni molto intensi, fatti di grandi soddisfazioni e grandi emozioni che ho condiviso con tutti i tifosi. Ringrazio quelli che hanno condiviso con me questa bella strada, ringrazio il presidente e la società per avermi dato fiducia, ringrazio anche i tifosi e voi giornalisti. Auguro il meglio al Verona, e spero riesca ad ottenere grandi risultati nei prossimi anni".

Con queste parole Sean Sogliano saluta l'Hellas Verona, dove ha svolto il ruolo di direttore sportivo negli ultimi tre anni, contribuendo al ritorno in A del club scaligero. Per il dirigente sembra ormai certo l'approdo al Napoli, il cui ormai ex ds Bigon pare essere il primo candidato ad occuparne il posto.

Setti: "Ci saranno dei cambiamenti. Sogliano? Se è finita dipende da noi, non solo da lui"
Il presidente dell'Hellas Verpona ha rilasciato una lunga intervista al "Vighini Show" su Telenuovo, dove ha parlato del futuro del direttore sportivo, del tecnico Mandorlini e in generale della società gialloblu

La Redazione 27 Maggio 2015
“Le mie riflessioni? Finiscono la prossima settimana, credo sia corretto prima far finire il campionato, voglio chiuderlo nel migliore dei modi. Ho parlato con tutti i dirigenti, mi piace parlare e guardare in faccia la gente, la prossima settimana si chiude il cerchio. Ci saranno dei cambiamenti, però di definito non c’è niente. Che tipo di cambiamenti saranno? Potrebbero riguardare più di una persona, il calcio è un’azienda con uno scopo sociale, quello di far crescere dei ragazzi, e poi fare modello di business e di far quadrare i conti”. Al "Vighini Show in onda su Telenuovo, il presidente dell'Hellas Verona Maurizio Setti, parla del futuro della società e della squadra, annunciando cambiamenti.

Uno di questi cambiamenti potrebbe riguardare il direttore sportivo. Sean Sogliano infatti sembra in procinto di lasciare le rive dell'Adige: "Se io faccio un'analisi di questi 3 anni devo ringraziare il direttore generale e prima di tutto il direttore sportivo, - dice Setti - a cui mi sento di fare i complimenti a 360°. Sogliano ha fatto benissimo, come Mandorlini. Pubblicamente, questa società si è sempre comportata bene, quando si sono lavati i panni sporchi lo si è sempre fatto in casa propria, come ad esempio fa la Juventus, e noi dobbiamo prendere spunto dai più bravi. Sogliano è la persona più importante che ho avuto vicino, se è finita dipende da noi, non solo da lui. Il rapporto con Sean? Mi hanno sempre insegnato che nella vita, anche alla mia età, c'è sempre da imparare e da capire. Nello sviluppo di una società le cose possono evolversi, sono stati 3 anni in cui sono successe tante cose e forse non siamo riusciti a migliorare al massimo dal punto di vista sportivo. In quelle che sarà, in alcune dinamiche certe persone non staranno bene e con queste parlerò, mentre a chi rimarrà cercherò di infondere ritmi di lavoro più rigidi e più duri. Non so se resterebbe nemmeno se glielo chiedessi. Non c'è solo stima reciproca con lui, ma anche amicizia. Ha un'onestà unica. Rottura con Sean? Non c'è rottura. Quando vuoi bene ad una persona, delle volte, devi prendere delle decisioni anche scomode. Se andrà via, avrà modo di accasarsi a delle società che hanno dei valori. Quando doveva andare al Milan gli ho detto che avrebbe dovuto cambiare il suo modo di lavorare, mentre a Verona aveva la libertà di azione. Ora non sarà così, cercherò di essere più presente a Verona e vorrò avere un controllo più diretto dei conti. L'acquisto di calciatori sbagliati? E' normale, non puoi prendere tutti i calciatori giusti altrimenti saremmo veramente dei fenomeni. Bigon in sede? L'ho incontrato ma non in sede. Comunque non ho visto solo lui. Che differenze tra Sogliano e Bigon? Fanno campo tutti e due, pochi seguono la squadra quotidianamente come loro, uno dei due ha un istinto più forte e l’altro una razionalità maggiore”.

Un'altra persona che potrebbe lasciare Verona è il tecnico Mandorlini, con il quale il presidente Setti dice di aver già iniziato a parlare: "Il rinnovo di Mandorlini? Ha detto che a fine campionato ci troveremo e ci sarà da discutere, con lui ho già iniziato a parlare. Se gli proporrò un biennale? Sicuramente un ragionamento di lungo termine aiuta a fare programmi. Credo che Verona abbia dato l'opportunità di fare bene sia a Mandorlini, che si è affermato in Serie A, che a Sogliano, che ha fatto due anni completi nella massima categoria. Tutto questo perché la cosa più importante è avere una società solida alle spalle. Se mi è piaciuto questo Verona? Io credo che l’allenatore a gennaio abbia detto una cosa giustissima, ovvero che abbiamo fatto mercato sugli infortunati. Ho sempre sostenuto che questa era una squadra con un valore tecnico superiore a quella dell’anno scorso, se non più squadra. Guardate la prima ora della partita con l'Atalanta per credere. Mandorlini dice che meritiamo quello che abbiamo, io non sono d’accordo, avremmo meritato qualche punto in più. Il gioco del Verona? In certi momenti mi piace molto, alcune cose mi piacciono meno, come la fase difensiva, ma non mi riferisco ai singoli. Gli errori individuali ci stanno, ma quando prendi 30 gol dalle fasce allora qualcosa va messo a posto. Deve esserci anche una miglior considerazione della Primavera. Un commento su Mandorlini? Penso che sia cresciuto tantissimo sotto il profilo educativo, è migliorato perché dietro ha una società".

Ma come sarà il Verona del futuro? "E' il Verona che avete visto durante questa stagione, l'obiettivo sarà sempre quello di una salvezza tranquilla, devo ancora valutare quello che sarà il budget. In Serie A bisogna correre, le squadre che arrivano dalla Serie B lo fanno molto. Ci daranno filo da torcere. Se restano Obbadi e Tachtsidis? Sono in prestito con diritto di riscatto, valuteremo. Ci sono dei momenti della vita in cui la società deve andare avanti, noi ci stiamo comportando bene con i tifosi, con i fornitori, con la Lega e con l'opinione pubblica. Non c'è da parlare ma da fare. E' troppo facile nel calcio, trovare sempre la parte debole. Qualche acquisto dal Parma? Vedremo se si salveranno o meno, ma ci sono un paio di calciatori interessanti. Pillud? Della gente competente che fa le squadre ha deciso che Pillud non faceva parte del progetto tecnico. Ci sono troppi calciatori in giro. Toni? Ci ha dato una mano a crescere, è diventato molto più uomo. Anche Gomez è indispensabile, ha il giusto equilibrio per dare tanto a una società di calcio come la nostra".

Grazie alla vendita di giocatori come Iturbe, l'Hellas Verona ha incassato nello scorso mercato estivo delle cifre importanti. Ma co stanno le finanze della società? “Iturbe? L’abbiamo venduto a 22 milioni più bonus. Il guadagno di Iturbe è intorno ai 6 milioni: si passa da 16 milioni ai 22 milioni. Avevo dichiarato che non lo vendevo a meno di 30 milioni perché quando si vende si cerca sempre di tenere alto il prezzo. Siccome il procuratore del giocatore era all’estero io gli accordi che ha preso con la Roma non li so e neanche mi interessano. Questa è l’operazione Iturbe, se volete passiamo in rassegna tutte le trattative: Albertazzi è stato acquisito a 150mila euro e l’abbiamo ceduto a 300 mila euro, Martinho l’abbiamo venduto allo stesso prezzo al quale l’abbiamo acquistato. Non ho mai intascato dei soldi, in tre anni ho avuto messo di tasca mia 5 milioni di euro più l’acquisto della società, dal Verona prendo zero lire e uso la mia macchina, fare il presidente è un hobby per me. Quando parlate di plusvalenze dovete avere due strade: essere sicuri oppure informarvi, la società è trasparente. Alla fine c'è sempre un numero, la differenza fra entrate e uscite, e quella è negativa. Nell'arco di tre anni la situazione è cambiata, siamo partiti in una sede diversa con 10 persone, mentre ora lavoriamo in una sede nuova con 40 dipendenti. Poi ci sono altre spese, come il Settore Giovanile e la gestione del personale e della sede. Quest'anno, di cassa, spendiamo 70 milioni su un fatturato di 50-55 milioni di euro. I calciatori a parametro 0? Non esistono, questi vengono portati dai procuratori che richiedono sempre le commissioni. Fra acquisti e procuratori abbiamo speso 10 milioni, dunque non è vero che abbiamo fatto un mercato a parametro 0. Paulinho? La proposta era di un milione per il prestito e altri 6 per l'acquisto, spalmando tutto in 6 anni. Bonaventura? Lo potevamo prendere ad un costo inferiore rispetto a quanto fatto dal Milan, ma ho detto di no perché lo stipendio non andava bene e io rispetto i parametri. Se si è speso troppo? Entriamo in un discorso ampio. Ci vogliono rose da 23 calciatori, non da 27. Gli allenatori usano 16 calciatori più i giovani, e anche noi ci muoveremo verso una riduzione della rosa. Prendiamo Fares ad esempio, che se non avesse avuto un problema al piede avrebbe giocato. In Italia, tra un vecchio e un giovane, gioca un vecchio. Ci deve essere il giusto mix tra esperienza e gioventù, provate a toglierci Toni e vediamo cosa succede. Quando si spendono i soldi c'è sempre un responsabile, e quello sono io, abbiamo un contabile che è sintomo di sicurezza e tutte le squadre stanno andando in direzione di manager che sanno cosa siano i numeri. Fatturiamo 50 milioni, dobbiamo fatturarne 60 per avere una serenità economica che ci permetta di rimanere in Serie A, non pensare se i calciatori rimangono o meno. Se devo andare in Europa ci vado in i conti a posto e con persone che lavorano in un certo modo. Devo comportarmi correttamente anche verso i tifosi, perché loro possono migliorare una stagione e gli abbiamo sempre trattati nel modo giusto. Se vanno protetti andiamo a farlo con convinzione, altrimenti è giusto che siano puniti se hanno sbagliato".

Setti poi, sempre ai microfono di Telenuovo, va avanti parlando della seconda fase della sua gestione della società: "Il secondo step della mia gestione? L’idea è creare un percorso che duri più di un anno nella logica di quello che c’è da fare. Ho dato l'importanza giusta ai ruoli, che vanno messi in una certa condizione di lavorare e io dietro le quinte, dove si imparano tante cose. Dateci fiducia, fateci lavorare, la società è vigile e attenta nelle figure che ci saranno. Stiamo lavorando nel modo giusto per il bene del Verona. Mettete davanti la società e decidete se è seria o meno, la società è fatta da uomini e da professionisti, ci sono 40 persone che tutti i giorni hanno risultati da portare a casa. Abbiamo cominciato una strada col Settore Giovanile che ha dato buoni risultati, io devo continuare su quella storia, noi dobbiamo fare in modo che alcuni calciatori possano arrivare in alto. Il rifacimento dello stadio? Il primo giorno che sono arrivato qua un giornalista mi ha chiesto dello stadio e ho detto che non era una priorità. Se avessi la possibilità di avere uno stadio di proprietà rifarei il Bentegodi, è una buonissima soluzione. Il problema è che uno stadio di calcio non regge se non ha attività quotidiane e giornaliere, la priorità del mio Verona è un centro sportivo per dare serenità ed economicità a tutte le nostre squadre. Io vedo in giro per l’Europa tantissime squadre che giocano con ragazzi che a 18 anni giocano in prima squadra e arrivano dal Settore Giovanile".

Qualche giorno fa però, una voce partita dal web raccontava di alcuni imprenditori statunitensi interessati all'Hellas Verona... "Le voci sugli americani? Credo che sia stimolante avere l'idea di essere una delle società più ambite della Lega Serie A, anche se nessuno ci ha cercato. Su Il Sole 24 Ore di domenica c’è scritto che il calcio è in deficit ma il Verona è fuori da questo. Dire che il Verona è ambito mi fa piacere, ma dire che sono 4 mesi che si discute, che ci sono fax e mail allora si riferiscono solo delle voci in cui non c’è niente di vero. Mi fa arrabbiare chi dice cose che non esistono, voglio proprio vederla la mail degli americani. Non vi rendete conto del danno che crea sostenere una cosa del genere. Magari sto trattando con uno sponsor internazionale e questo può destabilizzarci. Perché queste voci mi avrebbero danneggiato? Con quello che succede nel calcio le analisi vanno fatte in modo diverso, se volessi vendere non mi farei certo beccare dai quotidiani. Mi infastidisce che un tifoso si metta ad alimentare questa cosa, perché quando lo fa destabilizza la sua società. Se ci fosse una trattativa la farei, per portare il Verona in Europa League, il più grande tifoso sono io. Nel calcio di oggi ti massacrano sotto tutti i punti di vista, i giornalisti di Verona dovrebbero sempre verificare le loro fonti, venire in sede per avere delle prove provate".

FONTE: VeronaSera.it


16:47 | giovedì 28 maggio 2015
Juventus, Ogbonna: «Daremo il 150% contro il Barcellona»
Continua: «Mister Allegri? Si è inserito molto bene»

di Massimo Balsamo - twitter:@Massimo_Bals ©imagephotoagency.it

JUVENTUS OGBONNA - Si avvicina l'appuntamento del 6 giugno, giorno della sfida contro il Barcellona in Champions League, per la Juventus e l'atmosfera è calda. Ecco le parole, a JTV, di Angelo Ogbonna: «Il Barcellona è un grandissima squadra, lo sappiamo, in campo daremo il 150%, saremo attenti ad ogni minimo particolare. Il nostro è un gruppo che si compatta ogni giorno di più. Sul campo proviamo a dimostrare tutto il nostro potenziale ed il messaggio più forte che abbiamo mandato è legato alla forza del nostro collettivo».

CONTINUA OGBONNA - «Abbiamo vinto lo scudetto, nostro grande obiettivo, e la Coppa Italia, a venti anni dall'ultimo successo . Il punto di svolta forse si trova proprio nella semifinale di Coppa Italia contro la Fiorentina, con la vittoria di Napoli. Mister Allegri? Si è inserito molto bene, ci ha dato sicurezza e responsabilità. CI stiamo preparando per la sfida del 6 giugno contro il Barcellona: vogliamo fare bene anche con l'Hellas Verona sabato per concludere al meglio il campionato».

13:30 | mercoledì 27 maggio 2015
Verona, Setti: «Ci saranno cambiamenti»
Il presidente degli scaligeri: «Sogliano? Un amico»

di Alessandro Naimo - twitter:@AleNai13 ©imagephotoagency.it

VERONA SETTI FUTURO ULTIME - Maurizio Setti a tutto tondo. Il presidente del Verona parla del futuro del club ai microfoni di Telenuovo, durante la trasmissione Vighini Show, e accenna a dei cambiamenti. Setti inizia parlando proprio di questo: «Ho parlato con tutti i dirgenti, perchè mi piace parlare e guardare in faccia le persone. La settimana prossima si chiude il cerchio. Ci saranno dei cambiamenti, ma di definito non c'è nulla. I cambiamenti potrebbero riguardare più di una persona, il calcio è un'azienda con uno scopo sociale: far crescere dei ragazzi e fare un modello di business per far quadrare i conti».

SOGLIANO - Setti ha parlato anche del direttore sportivo Sean Sogliano, che saluterà il club a fine stagione: «Se faccio un'analisi di questi tre anni, allora devo ringraziare il direttore generale e prima di tutto il direttore sportivo, a cui faccio i complimenti. Sogliano ha fatto benissimo, come Mandorlini. Sogliano è la persona più importante che ho avuto vicino, se è finita dipende da noi, non solo da lui. Nello sviluppo di una società le cose possono evolversi: in tre anni sono successe tante cose, e forse non siamo riusciti a migliorare al massimo dal punto di vista sportivo. Con Sogliano c'è amicizia, oltre a stima reciproca. Ha un'onestà unica, non c'è rottura. Se ho visto Bigon? L'ho incontrato ma non in sede. E non ho visto solo lui».

17:12 | martedì 26 maggio 2015
Jankovic: «Verona, voglio restare»
Il centrocampista ha parlato del suo futuro e di quello di Luca Toni

di Silvana Palazzo - twitter: @silvpalazzo © www.imagephotoagency.it

CALCIOMERCATO HELLAS VERONA JANKOVIC TONI - Non ha voluto sbilanciarsi sul suo futuro Bosko Jankovic, che però ha ribadito la volontà di restare all’Hellas Verona: «La mia annata è stata particolare: mi sono rotto perone e malleolo, ma quando la squadra ha avuto bisogno di rinforzi sono tornato. Futuro? Non ho ancora parlato con la società, tante cose non sono ancora chiare, ma tra qualche giorno ci diranno di più. Io qui sto bene, sono felice. Verona è un’ottima piazza, è una bella città, quindi perché non restare?», ha dichiarato il centrocampista gialloblù ai microfoni di Radio24 durante la trasmissione “Tutti Convocati”.
IL BOMBER – Jankovic ha parlato poi del futuro di Luca Toni, che oggi compie 38 anni: «E’ una grande persona. Ho avuto pochi compagni come lui. E’ il numero in campo e fuori. Spero rimanga anche l’anno prossimo e che faccia tanti gol con il Verona. E’ un professionista, si è sempre allenato, non ha mai saltato una seduta. Dipende solo da lui, per come la vedo io sta molto bene e gli faccio gli auguri per il suo compleanno».

15:00 | martedì 26 maggio 2015
Pierino Fanna, la malinconia dell'ala destra
«Giocare larghi sulle fasce è da sempre il segreto delle squadre vincenti. Io godevo a saltare l'uomo in quel preciso punto del campo...»

di Simone Sacco

PIERO FANNA TEMPI SUPPLEMENTARI HELLAS VERONA JUVENTUS INTER - «Guarda che io all'anagrafe mi chiamo Piero, anzi meglio: Pierino. Non capisco perché Wikipedia si riferisca a me come 'Pietro'. Risalirà ancora ai tempi in cui giocavo con Petruzzo Anastasi o Pietro PaoloVirdis...». Piero (pardon: Pierino) Fanna si presenta e mi accoglie così. Gli ho mandato un SMS (chiamandolo 'Pietro') per accordarci sull'intervista con CalcioNews24 e lui, rapido e gentilissimo, mi dà appuntamento per sbugiardare anni di figurine Panini o refusi nel web. Pierino la peste è al massimo della forma: asciutto nel fisico, sereno nella vita di tutti i giorni, felice che una intera città lo stia celebrando (assieme ai suoi compagni) proprio in questi giorni per una certa impresa epocale andata in scena nel 1985. E desideroso di confidarsi riguardo ai suoi Tempi Supplementari. Lo guardo e ripenso a quando sprintava lungo il campo, indifferentemente di qua o di là, anche se lui nasce "ala destra" nell'Atalanta. Come in seguito Roberto Donadoni.«Un nuovo scudetto in provincia? Non ricapiterà mai più. Ci sono stati gli anni '90 di mezzo e la poesia è terminata allora...»

Lo guardo e l'ammiro, percependo pure un pizzico di languore malinconico in ciò che racconta. Perché è grazie a gente come Fanna se il calcio, per un lungo decennio della mia infanzia, è stato regno della fantasia piuttosto che plafond finanziario dai mille buchi, con il centrocampo perennamente intasato e gli allenatori in piedi a gesticolare come coach invasati del basket NBA. Hey, l'avete mai notato che i mister in giacca e cravatta non stanno più seduti? Osvaldo Bagnoli, in compenso, in panchina ci andava col giaccone a vento color grigio chiaro e, quando si alzava, era per suonare la carica con poche ed essenziali parole. Altro calcio, altro stile.

Nelle foto attuali sembri ancora un ragazzino...
«Grazie, ma la carta d'identità non mente visto che a fine giugno compirò 57 anni. Diciamo che mi tengo ancora in forma con qualche corsetta e le partite benefiche dell'ASD Ex Calciatori Hellas Verona Onlus. Il mondo del pallone professionista? L'ho lasciato da tempo ormai, ovvero da quando è finità la mia vicenda da allenatore, ma sono sereno lo stesso.»

A cavallo del terzo millennio hai fatto da vice a Cesare Prandelli sia a Verona che a Venezia. L'hai più sentito da allora?
«No, il nostro rapporto si è chiuso nel 2002 quando Cesare si è trasferito al Parma. Poteva consolidarsi meglio, la nostra partnership professionale, ma non è andata così. Diciamo che Verona ci ha unito e Venezia ci ha diviso. Come succede a tanti colleghi nel nostro ambiente...»

Parliamo d'altro: sono giorni festosi di ricorrenza, questi di fine maggio, per te...
«Già, il trentennale dello scudetto del Verona mi sta portando ad uscire quasi tutte le sere per cene o festeggiamenti vari. Uno scudetto che, mi duole ammetterlo, non ricapiterà mai più a nessuna squadra di provincia. L'ultima, d'altronde, fu la Sampdoria nel 1991 che non stava neppure in provincia. Ed era pur sempre un grande team formato negli anni da quel nobile presidente chiamato Paolo Mantovani.»

Perché tanto scetticismo?
«Perché di mezzo ci sono stati gli anni '90 e l'ingresso in massa nel calcio di Berlusconi e di tutti i suoi seguaci. La poesia, per me, è finita lì.»

Lo hai già letto il bel libro di Furio Zara ('Ma è successo davvero?') dedicato a quell'incredibile impresa gialloblu?
«Solo delle parti, ma devo dire che mi è piaciuto tantissimo. Quando Zara parla di me e della mia infanzia in particolare, ha davvero centrato il punto e ancora mi chiedo come sia entrato in possesso di certe informazioni... Ha fatto un lavoro giornalistico ragguardevole. Mi prometto di terminare il libro al più presto.»

Un aneddotto ex novo risalente al 1985 ce l'hai in testa?
«Più che un aneddoto, un nome. Uno solo: quello di Osvaldo Bagnoli. Lo scudetto veronese fu il parto della sua bravura mostruosa, del suo essere un po' mister e un po' psicologo. E poi avevamo due soli stranieri da gestire: i grandissimi Elkjaer e Briegel. Al giorno d'oggi te ne ritrovi minimo dieci/dodici per squadra e la faccenda si complica terribilmente...»

Fu dura andarsene da quel Verona con lo scudetto ancora caldo sul petto? Non godersi quella sensazione un po' più a lungo?
«Facile parlarne adesso a trent'anni di distanza... (sospira) Il mio addio, comunque, fu molto difficile e meditato. Da una parte avevo l'Inter, la squadra per cui facevo il tifo da bambino, dall'altra la possibilità di giocare la Coppa dei Campioni col mio Verona; da una parte sapevo cosa lasciavo, dall'altro ero ignaro di cosa avrei trovato. Scelsi i nerazzurri e (in parte) sbagliai. Un po' perché non potei più esprimermi ai miei livelli, un po' perché in quell'Inter non c'era traccia dello spirito di gruppo veronese, ma solo dei campioni più affermati.»

All'Inter, nel 1987, ritrovi in panca Giovanni Trapattoni. Che ti aveva già avuto alla Juventus per cinque lunghe e contradditorie stagioni.
«Il mio col Trap fu un rapporto di odio/rispetto reciproco. Io gli ho sempre dato tutto me stesso come giocatore, ma lui aveva la sua mentalità. Il suo 'vestito giusto' per ogni occasione. Dalla Juve non potevo muovermi per ragioni contrattuali ma, quando Trapattoni firmò per l'Inter, io diedi subito alla società milanese la mia disponibilità a trasferirmi altrove. Il Trap si oppose, mi disse che avrei giocato a lungo con lui. Solo che quando eravamo in vantaggio durante le partite, il primo che faceva uscire - per mettere dentro un mediano o un difensore aggiunto - ero sempre io!»

Una situazione tesa...
«Sì, ma il rispetto tra me e lui non è mai mancato, Neanche per un giorno.»

Con Bagnoli invece tutt'altra musica. Gran bella musica: quasi un valzer viennese.
«Osvaldo fu un secondo padre per me; anche perché mi rigenerò nel periodo più difficile della mia carriera (1982 circa) e - con lui - vinsi per tre volte di fila il titolo di 'miglior ala italiana'. E conta che in quel periodo c'erano anche Causio, Bruno Conti, il primo Donadoni, ecc. Un Mister così me lo sarei tenuto stretto tutta la vita. Invece mi accordai con l'Inter e, fin da allora, continuo a prendermi le mie responsabilità in tale operazione di mercato.»

Nel 1986 l'elastico Tricella-Fanna non c'era più...
«Vedo che hai studiato bene la nostra tattica. (sorride) Sì, durante le ripartenze Roberto si staccava ed io gli creavo spazi portando via i marcatori, su entrambi i lati del campo. A quel punto la difesa avversaria convergeva su di un libero così alto a centrocampo ed io potevo tranquillamente lanciare in porta Elkjaer o Galderisi. Oppure Sacchetti e Di Gennaro pensavano alla soluzione personale. Agendo così, segnavamo con una certa frequenza un po' a tutte le squadre. Avevamo un signor gioco.»

Mettiamo che l'elastico non si fosse 'strappato'...
«Eh, bella domanda! Forse ci si poteva divertire un po' di più, ma la storia non si fa con i se e i ma... (riflette) La sai una cosa? Anche in quel caso ebbe ragione Bagnoli quando (in quel 1985) disse che ormai la bicicletta la guidavamo noi. E avremmo dovuto avere buoni freni per la successiva discesa. Il Mister ce la fece in quanto, dopo un torneo di transizione, il Verona nel 1987 si piazzò quarto conquistando un ragguardevole piazzamento UEFA.»

Bella metafora quella della bicicletta. Ne hai un'altra per descrivere il tuo addio al calcio a 35 anni?
«No, quello fu solo un momento malinconico come succedde ad ogni calciatore di questa Terra. Io erano vent'anni esatti che vedevo lo spogliatoio come una famiglia e l'allenatore come un parente stretto. Quando questo finisce di botto, uno si sente sempre un po' giù. I primi ventiquattro mesi senza pallone sono stati molto tristi per me, però mettermi ad allenare le giovanili del Verona mi ha aiutato ad uscire dal quel vuoto.»

I Piero Fanna - queste benedette ali che saltano l'uomo e creano assist al bacio - esistono ancora nel calcio moderno?
«Forse stanno lentamente tornando visto che oggi abbiamo gli Iturbe, i Candreva, i Cuadrado ecc. Gente che di suo apre le maglie avversarie ma che, per me, non sa giocare larga sulle fasce laterali. Saltare l'uomo lungo la riga bianca era una libidine in quegli anni '80. Io, ad esempio, mi divertivo da matti...»

Anche il Barcellona di questi tempi pare divertirsi molto. E segnare caterve di gol.
«Giocare al Camp Nou, su quel terreno così ampio e maestoso, è un vantaggio non da tutti. Il Barcellona fa bene ad interpretare le gare in quella maniera. Ripeto: giocare larghi è da sempre il segreto delle squadre vincenti. Come fu appunto il Verona di Bagnoli.»

Rubrica a cura di Simone Sacco - per comunicare: calciototale75@gmail.com

11:15 | martedì 26 maggio 2015
Verona - Juventus, probabili formazioni
Sfida tra Toni e Tevez per il titolo di capocannoniere

di Silvana Palazzo - twitter: @silvpalazzo © www.imagephotoagency.it

SERIE A HELLAS VERONA JUVENTUS PROBABILI FORMAZIONI - Ultimo appuntamento con il campionato italiano. L’Hellas Verona e la Juventus al Bentegodi sabato alle ore 18:00 chiuderanno la loro stagione. I bianconeri, che faranno le prove generali in vista della sfida contro il Barcellona, avendo già messo in bacheca scudetto e Coppa Italia, faranno visita ai gialloblù, che si sono già salvati e sono ora impegnati a spingere Toni verso la vittoria del titolo di capocannoniere della Serie A.

INFO UTILI – Nessuno stravolgimento in vista per Andrea Mandorlini, il cui unico dubbio riguarda il ballottaggio tra Agostini e Pisano. Il tecnico del club veneto dovrebbe confermare la formazione schierata con il Parma e, dunque, Jankovic e Fernandinho a supporto di Toni, che sfiderà Tevez per il titolo di capocannoniere. L’Apache sarà in campo dall’inizio, perché Massimiliano Allegri non ha intenzione di far riposare troppo la sua squadra: in campo, dunque, la formazione tipo per riscaldare i motori in vista della finale di Champions League. Fa eccezione Pirlo, che sarà sostituito da Sturaro. Nel frattempo si proverà a recuperare Barzagli dalla lesione di primo grado al retto femorale della coscia destra per la sfida di Berlino.

VERONA (4-3-3): Rafael; Sala, Marquez, Moras, Agostini; Obbadi, Tachtsidis, Hallfredsson; Jankovic, Toni, Fernandinho. In panchina: Benussi, Gollini, Sorensen, Pisano, Rodriguez, Marques, Brivio, Valoti, Christodoulopoulos, Greco, Nico Lopez, Saviola. Allenatore: Mandorlini.

JUVENTUS (4-3-1-2): Buffon; Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Evra; Pogba, Marchisio, Sturaro; Vidal; Morata, Tevez. In panchina: Storari, Padoin, Ogbonna, De Ceglie, Asamoah, Marrone, Pirlo, Pepe, Pereya, Matri, Coman, Llorente. Allenatore: Allegri.

DIRETTA/STREAMING – La sfida di sabato 30 maggio potrà essere seguita in diretta su Sky Sport (satellite) e su Mediaset Premium (digitale terrestre). Il match sarà disponibile anche in streaming tramite le piattaforme Sky Go e Premium Play per pc e dispositivi mobili e/o tablet.

PRONOSTICO – La stagione è finita sia per il Verona sia per la Juventus, che però scenderà in campo con la “formazione tipo” per prepararsi in vista della finale di Champions League. Assai probabile, dunque, che la squadra campione d’Italia chiuda il campionato con un’altra vittoria.

18:15 | lunedì 25 maggio 2015
Marquez: «Voglio restare al Verona»
El Gran Capitan a proposito del suo futuro

di Gianmarco Lotti - twitter:@GianmarcoLotti © www.imagephotoagency.it

RAFA MARQUEZ HELLAS VERONA - Rafa Marquez sta per concludere la sua prima stagione in Serie A con la maglia dell'Hellas Verona. Il giocatore messicano ha parlato oggi della sua prima esperienza in Italia, queste le parole di Marquez soprattutto sul suo futuro con i gialloblu: «Futuro? Ho ancora un anno di contratto e credo di aver disputato un campionato tutto sommato positivo, so di poter fare ancora di più. Spero di poter fare meglio, la mia intenzione è di rimanere al Verona».

MARQUEZ E VERONA - Marquez a lungo ha giocato nel Barcellona prima di tornare in patria e venire al Verona, e proprio il Barcellona sarà avversario in Champions League in finale della Juventus, che nella prossima giornata se la vedrà coi veneti per l'ultima di Serie A. «La Juventus è una grande squadra e noi cercheremo di batterla nella prossima gara. Il Barcellona è molto forte in attacco, per me il favorito rimane il Barça» ha commentato Marquez, come riporta il sito de La Gazzetta dello Sport.

15:58 | lunedì 25 maggio 2015 Hellas Verona, Setti: «Non mi ha contattato nessuno»Il presidente smentisce l'ipotesi di una cessione
di Andrea Bartolone - twitter: @andreabartolone foto: © Imagephotoagency.it

HELLAS VERONA SETTI - L’Hellas Verona ha chiuso egregiamente la seconda stagione consecutiva in Serie A, trovando agevolmente una salvezza che gli garantisce di disputare il torneo anche nella prossima stagione. La formazione scaligera, con un Toni ancora sugli scudi, chiuderà la prossima settimana il campionato nel match interno contro la Juventus campione d’Italia. Intanto, mentre circolano le voci di una presunta cessione della società a un fondo statunitense, è arrivata la secca smentita del presidente Maurizio Setti.

LE DICHIARAZIONI - Intervistato da “La Politica nel pallone” su Gr Parlamento, Setti ha rilasciato queste dichiarazioni per negare l’esistenza di una trattativa: «Società in vendita? Sono cose infondate, notizie inesistenti, stiamo parlando proprio del nulla. Non mi ha contattato proprio nessuno, non sono stato cercato, sto solo pensando a lavorare per costruire una società seria e sana per il futuro. Io presidente nella prossima stagione? Dovranno sopportarmi ancora per un po’, per non essere presidente del Verona dovrei dimettermi».

FONTE: CalcioNews24.com


ALTRE NOTIZIE
Juventus, i convocati per Verona: dentro i big, fuori i tre infortunati
29.05.2015 19.39 di Gianluca Losco Twitter: @MrLosco
Sono 22 i giocatori convocati da Massimiliano Allegri per l'ultima giornata di campionato della Juventus, impegnata domani sul campo del Verona. Questo l'elenco completo: Buffon, Chiellini, Ogbonna, Pogba, Pepe, Marchisio, Morata, Tevez, Coman, Llorente, De Ceglie, Bonucci, Padoin, Pirlo, Vidal, Lichtsteiner, Sturaro, Storari, Matri, Evra, Pereyra, Del Favero.

ALTRE NOTIZIE
Juve, domani ultimo giorno di allenamento e poi la partenza per Verona
28.05.2015 18.21 di Giulia Borletto Twitter: @GiuliaBorliiii
Fonte: Juventus.com
Si avvicina l'ultima giornata di campionato e la Juve vuole onorare fino alla fine il quarto scudetto consecutivo appena conquistato. Certo, c'è anche la finale di Champions all'orizzonte, ma il modo migliore per prepararsi alla sfida contro il Barcellona è lavorare sodo giorno dopo giorno e mantenere alta la concentrazione, anche in vista della gara contro il Verona di sabato. I bianconeri si sono ritrovati a Vinovo questa mattina e, dopo la parte atletica ed esercizi di tecnica, si sono dedicati alla tattica, ai meccanismi e ai movimenti da replicare al Bentegodi.

Domani, vigilia della partita contro i gialloblu, l'allenamento si terrà nel pomeriggio e alle 12.00, prima della seduta, mister Allegri incontrerà i giornalisti in conferenza stampa. La squadra partirà per Verona in serata: alle 19.30 infatti i giocatori e lo staff tecnico, insieme alla dirigenza della società e all' "Associazione fra i Familiari delle vittime dell'Heysel" , parteciperanno alla Santa Messa in memoria delle 39 persone che trent'anni fa, il 29 maggio 1985, persero la vita nella serata più cupa e triste della storia bianconera. La funzione sarà celebrata alle 19.30 presso la Chiesa della Gran Madre di Dio a Torino.

SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Fanna: "Sogliano basilare per Verona. Mandorlini garanzia"
28.05.2015 17.55 di Marco Conterio Twitter: @marcoconterio
Sean Sogliano ha dato oggi il suo addio alla scrivania dell'Hellas Verona. "E' stato una figura importante nella sua avventura -commenta per Tuttomercatoweb.com l'ex scaligero, Piero Fanna-. Setti ha formato una dirigenza di grandissimo livello, poi le cose si modificano anche perché Verona ha sempre ricoperto il ruolo di trampolino di lancio non solo per i giocatori ma anche per i dirigenti".

Che avventura è stata?
"L'ho conosciuto, mi ha fatto un'ottima impressione. L'importante è che ora ci sia continuità: Bigon è un dirigente di spessore ma ribadisco che al centro di tutto devono esserci le sorti dell'Hellas Verona".

Mandorlini viaggia verso il rinnovo.
"Bene, anzi, benissimo. E' una garanzia".

ALTRE NOTIZIE
Pedullà: "Ma Bigon può incontrare il Verona?"
28.05.2015 16.52 di Gianluigi Longari Twitter: @Glongari
Fonte: Alfredo Pedullà
Maurizio Setti ha detto di aver incontrato Riccardo Bigon e di avergli proposto la poltrona di direttore sportivo del Verona. Una soluzione probabile, considerato che Benitez andrà al Real, chiederà a Bigon di seguirlo, tuttavia quest'ultimo potrebbe decidere di restare in Italia e in serie A. "Per avvicinarsi a casa", come ha detto De Laurentiis in conferenza stampa. A conferma che l'addio di Bigon era tutt'altro che improbabile, ve lo abbiamo anticipato diverse settimane fa. Ma il punto non è questo, piuttosto un altro: Bigon ha un altro anno di contratto con il Napoli, immaginiamo che abbia chiesto l'autorizzazione a De Laurentiis. Come immaginiamo lo abbia fatto il presidente del Verona. Diversamente sarebbe stato un doppio errore: quello di Setti, ma soprattutto quello di Bigon nel bel mezzo della volata Champions che vedrà il Napoli giocare una partita decisiva domenica sera contro la Lazio. Il Napoli organizza una conferenza stampa vietando domande sul futuro di Benitez, mentre Bigon incontra il Verona. Complimenti. Un'ultima cosa: il lavoro di Sean Sogliano a Verona è stato eccellente, un valore aggiunto, intuizioni continue e squadra sempre lontana dalla zona retrocessione. Dalle parole di Setti sembra l'esatto contrario, ma i fatti restano e sono incontestabili.

SERIE A
Verona, Setti rompe con Sogliano. I temi alla base dell'addio
28.05.2015 13.49 di Luca Bargellini Twitter: @barge82
Manca oramai solo l'ufficialità per la separazione fra il Verona e il ds Sean Sogliano. Ma cosa c'è alla base della frattura? Secondo quanto riportato dal Corriere Veneto il presidente Maurizio Setti ha imputato al suo dirigente spese eccessive, sopratutto in relazione alle provvigioni degli agenti sui giocatori a parametro zero. Da questo punto in poi è arrivato il mercato di gennaio con numerosi stop ad operazioni orchestrate dal direttore sportivo e un Sogliano sempre più ai margini. Oggi il dirigente parlerà alla stampa. Vedremo come argomenterà l'ultimo periodo in gialloblu. La certezza è comunque già una: l'addio.

RASSEGNA STAMPA
Hellas Verona, il Corriere di Verona: "Setti-Sogliano: all'origine della rottura"
28.05.2015 09.53 di Raimondo De Magistris Twitter: @RaimondoDM
"Setti-Sogliano: all'origine della rottura". E' il titolo col quale il Corriere di Verona oggi in edicola apre la sua sezione sportiva. Il riferimento è all'addio ormai prossimo del direttore sportivo del Verona, Sean Sogliano. "Il presidente dell'Hellas in futuro avrà pieno controllo finanziario dei conti societari - si legge nel sottotitolo -. Contestate plusvalenze e parametri zero: 'Non esistono'. Oggi la replica dell'ormai ex ds".

SERIE A
Verona, confermato il divorzio con Sogliano
28.05.2015 09.48 di Antonio Gaito Twitter: @antonio_gaito
E' rottura tra Maurizio Setti e Sean Sogliano. La Gazzetta dello Sport sottolinea che il direttore sportivo parlerà in conferenza stampa e potrebbe annunciare l'addio dopo che nei giorni ha riscontrato diversità di vedute con la proprietà. "Se è finita dipende da noi, non soltanto da lui. Plusvalenze? Da quando sono all'Hellas non mi sono messo in tasca un euro ed ho sborsato 5mln, più quelli investiti per rilevare il club - ha detto Setti a Telenuovo -, la rosa va ridotta, ci vogliono 23 giocatori e non 27 come ore ed il potere di firma su tutte le operazioni lo avrò soltanto io". Per la sostituzione, il presidente del club gialloblù ha già incontrato Riccardo Bigon.

LE STATISTICHE
Toni-Tevez, in palio il titolo di re dei bomber
28.05.2015 09.21 di Redazione Footstats Twitter: @FootStatsCalcio
E' lo 0-0 (5 caps) il risultato più frequente al termine dei Verona-Juventus di campionato (26 precedenti fra A e B).
Eppure il pareggio ad occhiali, vale a dire senza reti, manca dalla stagione 1977-1978.
Lo scorso campionato la squadra - allora - di Conte andò a riposo dopo il primo tempo in vantaggio di 2 gol. Nella ripresa la reazione dei padroni di casa portò al pareggio per 2-2.
E 2-2 rappresenta anche il risultato del penultimo precedente in A fra le compagini veneta e piemontese: 2001-2002, decima giornata. Prima, nella A 2000-2001, e dopo, nella B 2006-2007, vittoria bianconera di misura, 1-0.
Insomma, i recenti scontri al Bentegodi fra Verona e Juventus sono un alternarsi di successi ospiti e segni "x". Alla luce di quanto appena scritto risulta singolare, quindi, il percorso dei ragazzi di Mandorlini negli ultimi 4 match di campionato fra le mura amiche: un avvicendarsi di sconfitte senza segnare gol (contro Inter ed Udinese) e di vittorie di misura (contro Sassuolo ed Empoli).
Ma Verona-Juventus sarà soprattutto Toni-Tevez. In palio lo scettro simbolico di re dei bomber.
Per l'italiano: 37 presenze (35 da titolare), 21 reti (4 su rigore, 6 calciati), 2 assist vincenti, 1 gol ogni 158 minuti giocati circa.
Per l'argentino: 31 presenze (28 da titolare), 20 reti (2 su rigore, 3 calciati), 4 assist vincenti, 1 gol ogni 130 minuti giocati circa.

CONFRONTI DIRETTI A VERONA (SERIE A E SERIE B)
26 incontri disputati
9 vittorie Hellas Verona
9 pareggi
8 vittorie Juventus
28 gol fatti Hellas Verona
29 gol fatti Juventus

PRIMA SFIDA A VERONA (SERIE A)
Hellas Verona-Juventus 2-3, 18° giornata 1957/1958

ULTIMA SFIDA A VERONA (SERIE A)
Hellas Verona-Juventus 2-2, 23° giornata 2013/2014

ALTRE NOTIZIE
Juve, si torna a lavorare a Vinovo: obiettivo Verona e Berlino
27.05.2015 13.54 di Giulia Borletto Twitter: @GiuliaBorliiii
E' tempo di ripresa degli allenamenti in casa Juventus dopo i 3 giorni di relax concessi da Massimiliano Allegri. Questo pomeriggio l'appuntamento è a Vinovo per iniziare a parlare seriamente di finale e di Barcelona. Nel mezzo ci sarà anche la trasferta a Verona, dove probabilmente verrà schierata la miglior formazione, proprio per rimanere in attività in vista della partita di Berlino. In queste settimane poi ci sarà anche da valutare la questione Barzagli, il cui recupero si tenterà proprio in vista del 6 giugno.

SERIE A
Verona, Setti: "Sogliano? Nulla di definito, ho incontrato Bigon"
27.05.2015 00.33 di Marco Frattino
"Di cambiamenti ce ne saranno, potranno riguardare più di una persona, ma tutto è ancora da definire". Così Maurizio Setti, presidente del Verona, ha parlato a Telenuovo della prossima stagione. Il numero uno dell'Hellas ha proseguito a parlare alla stessa emittente, soffermandosi sul ds Sean Sogliano, come riporta Tggialloblu.it: "I cambiamenti potrebbero riguardare più di una persona. Ci sono tante società in deficit: il Verona invece con i conti è a posto. Chi dice in giro che io non ho speso niente dice solo falsità. Sogliano è la persona più importante che ho avuto in questi anni. Sean ha fatto benissimo, lo ringrazio per il lavoro fatto. Va via? Non è ancora definito nulla. Non c'è rottura con lui, ma si possono prendere anche scelte scomode nella vita. Per lui, io ero il presidente perfetto: era libero di fare quello che voleva. Adesso le decisioni le prenderò principalmente io. Il prossimo anno sarò più presente per il Verona. Mandorlini è un altro che ha fatto benissimo". Infine Setti ammette: "Ho incontrato Bigon nei giorni scorsi". Però ancora nulla è ufficialmente deciso per il direttore sportivo dell'anno prossimo.

SERIE A
Verona, anche la Fiorentina sulle tracce di Sogliano
27.05.2015 00.23 di Marco Frattino
Non c'è solo il Napoli sulle tracce di Sean Sogliano, ds del Verona che potrebbe lasciare l'Hellas a breve. I recenti rumors vogliono gli azzurri in pole, mentre il portale TuttoHellasVerona.it rivela che il dirigente scaligero rappresenta la prima alternativa a Daniele Pradè in casa Fiorentina, qualora l'attuale ds viola dovesse salutare la Toscana.

SERIE A
Verona, Setti: "Ci saranno cambiamenti, tutto è ancora da definire"
26.05.2015 23.23 di Marco Frattino
Maurizio Setti, presidente del Verona, ha parlato del futuro di giocatori e dirigenti dell'Hellas: "La prossima settimana - ha spiegato a Telenuovo - finiremo di riflettere sui contratti dei giocatori in scadenza. Terminato il campionato verranno prese le scelte definitive. Di cambiamenti ce ne saranno, potranno riguardare più di una persona, ma tutto è ancora da definire".

SERIE A
Verona, buon compleanno Toni: l'immortale a caccia del record di Hubner
26.05.2015 17.26 di Pietro Lazzerini
26 maggio del 1977. 38 anni e non sentirli affatto. Oggi è il compleanno di Luca Toni, attuale capocannoniere della Serie A, ad un solo passo da un record che resiste dal 2002. Il più vecchio capocannoniere della Serie A infatti è stato Dario Hubner a 35 anni con 24 reti e la maglia del Piacenza addosso, ma Toni può batterlo semplicemente evitando di far segnare Tevez nella sfida diretta di sabato prossimo, ultima giornata di questo campionato. Il bomber di Pavullo è infatti avanti di una rete rispetto all'attaccante bianconero e quindi parte con un vantaggio importante rispetto al suo avversario diretto. Nella Storia del calcio italiano, nessun attaccante ha vinto la classifica cannonieri alla veneranda età di 38 anni. Vinicio del Vicenza la vincse nel '65 a 34 anni, Nordahl col Milan nel '55 a 33 anni. Totò Di Natale e Del Piero l'hanno vinta a 33 anni. Insomma, nessuno ha mai conquistato la testa di questa speciale classifica alla soglia dei quarant'anni ma Toni potrebbe riuscirci. Dopo un Mondiale e la Scarpa d'Oro, in vista c'è anche questo ultimo grande record.

SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Verona, rinnovo J.Gomez: decisive prossime due settimane
26.05.2015 15.51 di Luca Bargellini Twitter: @barge82
E' una situazione di generale stand-by quella che sta vivendo il Verona. Con la posizione del ds Sean Sogliano ancora da definire, anche il mercato stenta a partire. Non solo, perché i rinnovi di alcuni giocatori della vecchia guardia non hanno trovato soluzione. Fra questi c'è anche quello di Juanito Gomez. L'argentino, pallino di Andrea Mandorlini, è in scadenza il prossimo 30 giugno, ma secondo quanto raccolto dalla nostra redazione ancora non è stato fissato alcun appuntamento ufficiale per valutare la sua situazione. Dopo quattro stagioni il classe 1985 vorrebbe continuare l'avventura in Veneto e per questo motivo è in attesa di una proposta dal club. Decisive le prossime due settimane per capire il futuro del giocatore.

SERIE A
Verona, Setti: "Le voci sulla cessione della società non sono vere"
25.05.2015 21.37 di Simone Bernabei
Il presidente del Verona Maurizio Setti ha parlato oggi ai microfoni di Gr Parlamento commentando le voci sulla possibile cessione della società. Questo quanto riportato da Tuttohellasverona.it: "Non c'è nulla di vero. Parliamo del nulla. Nessuno mi ha contattato, nessuno mi ha cercato o si è interessato al Verona. Il mio pensiero va solo a come costruire una società credibile e sana per il futuro. Io ancora presidente del Verona? Dovrei dimettermi per non esserlo più, dovranno sopportarmi ancora un po'".

SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Udinese, Nico Lopez verso il ritorno: la situazione
25.05.2015 15.58 di Alessio Alaimo Twitter: @alaimotmw
Nico Lopez e l'Hellas Verona, futuro in bilico. L'attaccante è in prestito dall'Udinese con un diritto di riscatto alto che il club gialloblù difficilmente eserciterà. Si va verso il ritorno all'Udinese, magari poi verrà discusso il rinnovo del prestito. Anche perché l'ingaggio di Nico Lopez all'Udinese è nettamente inferiore rispetto a quello che percepisce all'Hellas Verona. Futuro in discussione, l'attaccante uruguaiano intanto può tornare all'Udinese per poi essere collocato sul mercato nuovamente...

ALTRE NOTIZIE
Verona, Toni capocannoniere a 38 anni: il bomber punta due record
25.05.2015 08.23 di Marco Frattino
Luca Toni punta dritto al titolo di capocannoniere della Serie A. La punta del Verona ha superato Carlos Tevez e Mauro Icardi nella classifica marcatori con la doppietta siglata ieri al Parma e, se dovesse confermarsi alla fine del campionato, sarebbe il capocannoniere più anziano del nostro campionato. Toni domani compie 38 anni, il precedente "nonno bomber" è stato Dario Hubner che ha vinto la classifica nel 2001-02 a 35 anni. Il centravanti dell'Hellas, autore di 21 gol finora, punta inoltre un altro record: sarebbe il primo bomber a conquistare il titolo con due maglie diverse, dopo la classifica marcatori vinta con la maglia della Fiorentina nel 2005-06. Nel suo palmares, inoltre, c'è un titolo di top scorer in Bundesliga.

SERIE A
Napoli, non solo Sogliano per il post Bigon: contattato Petrachi del Torino
24.05.2015 18.41 di Marco Frattino
Arrivano novità di mercato legate al Napoli, che a fine stagione potrebbe perdere anche il ds Riccardo Bigon. L'attuale dirigente azzurro potrebbe trasferirsi al Verona, possibile invece il percorso inverso per Sean Sogliano. Tuttavia Sport Mediaset rivela che il sodalizio partenopeo, nella giornata di oggi, ha contattato Gianluca Petrachi - ds del Torino - attraverso un intermediario.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


30.05.2015
Hellas-Juventus, maxi-sfida dalle 18 al Bentegodi
Mandorlini chiede uno sforzo in più alla squadra per battere la Juve «Vogliamo chiudere bene il campionato e dare una mano a Toni»

Il tecnico del Verona Andrea Mandorlini FOTOSERVIZIO EXPRESS

Sono già pronti i titoli di coda. Una sfida da Campioni per chiudere i conti, per festeggiare la seconda salvezza consecutiva dell'Hellas in A, per ricevere l'ultimo abbraccio del Bentegodi. Si pensa già alla prossima stagione, dopo l'addio di Sean Sogliano, ma prima di andare tutti in vacanza bisogna onorare contro la Juve, la squadra già campione d'Italia che sabato prossimo si giocherà la finale di Champions contro il Barcellona. Tutti si aspettavano la Juve 2 o addirittura la Juve 3 ma mister Allegri sembra intenzionato a far le prove generali proprio in vista della grande sfida di Berlino. «Chiudere bene con la Juve non sarebbe male, ma loro verranno qui molto agguerriti e determinati - ammette mister Mandorlini -. Per loro è l'ultima prova decisiva, prima della finale di Champions League. Noi ci proveremo, sarebbe bello, avremo tanti occhi puntati ma vogliamo fare una grande, ultima partita». Da valutare anche la formazione titolare che sfiderà i campioni d'Italia.

«Pisano non ci sarà, così come Ionita - spiega il tecnico gialloblù -. Gomez si sta allenando con il gruppo da due giorni, valuteremo la sua condizione ma se sta bene gioca. Per il resto ci siamo tutti, anche Fares starà con noi, che sarebbe bello premiare con i tempi e i modi giusti. All'andata i bianconeri travolsero Toni e compagni e fu così anche in Coppa Italia. «Diciamo che è stata una campagna di Torino difficile, da qual momento sono passate tante gare. Noi abbiamo raggiunto i nostri obiettivi, loro anche e ne hanno ancora uno da inseguire, mentre noi non ci siamo dimenticati di quei risultati - spiega Mandorlini -. Non credo che la Juve penserà alla Champions, ci aspettiamo una squadra forte e dinamica, proveranno sicuramente a vincere. Noi abbiamo già avuto un calo a Parma, ora abbiamo la fortuna di giocare contro i più forti, che vorranno far di tutto per far vincere la classifica marcatori a Tevez. Sono convinto che con la Juventus faremo una buona gara. La partita dello scorso anno è ancora negli occhi di tutta la gente, l'ho rivista poco fa e sarebbe bello ripeterla, anche se non sarà facile». E se la Juve giocherà anche per Tevez, il Verona penserà a Toni. Luca è in vetta alla classifica cannonieri con 21 gol, Carlito insegue a quota 20. «Ovviamente noi facciamo tutti il tifo per Toni - sorride Mandorlini - e dobbiamo fare di tutto e di più per farlo vincere. Oltre a farlo segnare, dobbiamo essere bravi a concedere poco o niente a Tevez. Contro di noi ha sempre fatto gol, dovremo essere in grado di neutralizzarlo».

Si chiude la stagione agonistica, il Verona deve pensare al campo, alla sfida con la Juve ma non si può cancellare con un colpo di spugna l'addio di Sogliano. «Ci conosciamo da tanto tempo - racconta Mandorlini -, è stato anche un mio calciatore a Ravenna. Il rapporto è buonissimo, e va oltre ai risultati che sono sotto gli occhi di tutti. C'è un feeling splendido, ci sono stati dei confronti anche serrati ma sempre corretti. C'è un po' di amarezza, dopo tre anni insieme non è facile e mi dispiace sia andato via per tanti motivi. Abbiamo condiviso tanto e tutto è andato bene, siamo usciti a testa alta e con i risultati anche dai momenti difficili. Non mi aveva mai detto niente, rimarrà quello che è stato, ovvero un triennio fantastico. Bigon successore di Sogliano? In questo momento non mi sento di dire nulla. L'allenatore deve fare l'allenatore, quello che sarà non lo so. Sean mi ha aiutato, siamo cresciuti entrambi, ma io penso solo alla partita con la Juventus».
Alla fine restanoi risultati, l'Hellas vuole salire ancora in classifica dopo aver raggiunto la salvezza da tempo. «Questo era il campionato più difficile ma anche più bello - continua - e lo sapevamo. Riconfermarsi non è mai facile, anche questo è stato importante. Abbiamo fatto quello che dovevamo fare, potevamo forse fare meglio o peggio, ma siamo contenti e siamo qua. La salvezza l'abbiamo raggiunta da un po' e possiamo toglierci qualche soddisfazione, già a partire dalla sfida con la Juventus». Sogliano sta preparando le valige, Bigon sta arrivando. Cosa farà l'anno prossimo Mandorlini? «Il presidente ha parlato con me ma non abbiamo mai discusso di contratti - conclude -. Confermo il contatto, poi come andrà il futuro non so. Spero di sapere qualcosa la prossima settimana».
Luca Mantovani

30.05.2015
Allegri al «rischiatutto» Tevez oggi sarà in campo
Carlitos Tevez

Meno otto alla finale di Champions League, ma priam c'è l'ultima partita di campionato della formazione bianconera che oggi calerà il sipario contro il Verona. Massimiliano Allegri rivolge il suo pensiero alle vittime dell'Heysel. «Oggi» ha detto «vorrei iniziare a parlare di quello che è successo 30 anni fa, in una tragica serata, in un tragico giorno, una pagina nera dello sport mondiale e della storia della Juventus. Quindi credo che oggi ci sia solo da commerare le vittime e stringersi intorno con affetto ai loro familiari». La partita contro il Verona rappresenta «l'ultimo test che abbiamo prima di giocare la finale di Champions. Ci manca l'ultimo epilogo, quello della Champions e bisogna aspettare solo sette giorni perchè non possiamo giocarla prima». Juve in condizione con la testa a Verona prima che a Berlino per una stagione da incorniciare: «Una stagione così credo sia difficilmente ripetibile, perchè giocavamo su tre fronti e siamo arrivati in fondo a tutti e tre. Due li abbiamo vinti e ora vediamo cosa succede sabato prossimo». Vietato aver paura: «Non bisogna avere l'ansia da Messi o l'ansia da Neymar. Sono grandissimi giocatori».

«Quando giochi queste sfide è normale che giochi contro dei giocatori di livello mondiale, ma questo non vuol dire che dobbiamo avere l'ansia». Tevez oggi giocherà. Per Barzagli bidogna aspettare martedì. Infine una valutazione su Fifa ed Heysel. «Per la Fifa penso bisogna aspettare e capire prima di parlare. Per quanto riguarda l'Heysel, credo sia stato fatto tanto da quel giorno, ma non abbastanza da risolvere tutte le problematiche».
A.D.P.

29.05.2015
Mandorlini: «Faremo di tutto per fare segnare Toni»
Andrea Mandorlini, allenatore dell'Hellas

VERONA. Mandorlini stringe i tempi. «Entro la settimana prossima mi piacerebbe sapere quel che sarà il mio futuro, ne ho parlato col presidente Setti ma non si è mai toccata la questione economica», ha sottolineato il tecnico del Verona oggi pomeriggio in conferenza stampa a Peschiera, alla vigilia della gara con la Juventus. Mandorlini avrà a disposizione il tridente titolare dopo il recupero di Gomez, che dovrebbe partire a fianco di Toni e Jankovic.

«Se sta bene Juanito gioca, se lo merita per tutto quel che ha fatto per noi», ha confermato Mandorlini, che con un pareggio raggiungerebbe quota cento punti in due stagioni di Serie A. L'altro obiettivo è far vincere la classifica cannonieri a Luca Toni, primo con un gol di vantaggio su Tevez e Icardi. «Ci proveremo in tutti i modi – ha sottolineato Mandorlini - facciamo tutti il tifo per lui. Non sarà facile, perché oltre a far segnare Toni dovremo essere bravi a non fare segnare Tevez visto che giocherà e contro di noi ha sempre fatto gol. L’addio di Sogliano? Al di là dei risultati, abbiamo un rapporto splendido. C’è un po’ di amarezza, mi dispiace che sia andato via. I risultati parlano più di tante altre parole».
Alessandro De Pietro

29.05.2015
Domani contro l'Hellas in campo anche Tevez
Tevez

Carlos Tevez giocherà. L'attaccante argentino della Juve, ad un gol da Toni nella classifica cannonieri, sarà in campo domani al Bentegodi nella partita con l'Hellas. «Tevez non ha giocato neanche sabato scorso, ma domani avrà la possibilità di agganciare e superare Toni», ha rivelato oggi in conferenza stampa Massimiliano Allegri, tecnico della Juve. «La classifica cannonieri – ha proseguito Allegri - la meriterebbero tutti e due per quello che hanno fatto durante questa stagione. Va un plauso a Toni perchè credo che un giocatore di 38 anni con grande professionalità, fare un'annata del genere, credo non sia da tutti».
Alessandro De Pietro

29.05.2015
Sogliano dice addio «Tre anni stupendi»
«Domani con la Juventus sarà la mia ultima partita In due stagioni di A l'Hellas è tra chi ha speso meno nell' acquisire calciatori e nel gestire l'organico»

Sogliano insieme al diggì Giovanni Gardini

Commosso. Si è preso quattro minuti per dire addio a Verona. Nessuna possibilità di confronto. Solo un lungo pensiero. Nessuna polemica, nessun botta e risposta con la stampa. Voleva lasciare così Sean Sogliano. «Tre anni stupendi» li ha definiti lui. Perchè il Verona ha preso il volo proprio quando è arrivato Sean. Più volte il Direttore dal volto duro ha dimostrato cuore tenero. Ha dosato le pause per cercare di raccogliere le sue ultime parole cariche di emozioni. Cala il sipario. Succede in un pomeriggio di piena primavera al centro «Paradiso» di Peschiera. La casa del Verona. Da domenica il luogo dei ricordi più intimi di Sogliano.

PRECISAZIONE. «So che magari qualcuno si aspettava potessi parlare di numeri, operazioni di mercato, plusvalenze o quant'altro. Ma questa non è la sede giusta e non voglio rovinare le poche parole che mi sento di dirvi. È doverosa una piccola precisazione: il Verona in questi due anni di serie A è stata tra le società che ha speso meno per l'acquisizione di giocatori e gestione di organici. Tutte le operazioni di mercato sono sempre state condivise dalla parte amministrativa e da parte del presidente. Naturalmente, esclusa la situazione Iturbe dove è stata fatta una plusvalenza sicura dopo l'acquisizione. Lontano da me voler fare polemica in questo giorno. Ma ho ritenuto doveroso fare questa precisazione».

L'ADDIO. Sogliano scandisce le parole, calibra i respiri, pensa a tante cose. Usa i concetti più dolci. Quelli che vanno dritti al cuore: «Voglio ricordare il 24 agosto 2012 che è stata la mia prima partita con il Verona a Modena in serie B. Invece sabato 30 maggio sarà la mia ultima partita da direttore sportivo del Verona contro la Juventus. Questo percorso mi rende orgoglioso e vale più di tante parole che io possa dire. Sono stati tre anni molto intensi, con grandi soddisfazioni e grandi emozioni che ho sempre condiviso con tutti i tifosi. È stato un percorso molto bello».

RINGRAZIAMENTI. Sogliano si ferma per un attimo. Tradisce l'emozione si lascia andare a lungo sospiro. Poi inizia a ricordare: «Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato con me, ringrazio il presidente e la società che hanno puntato su di me tre anni fa. Ringrazio tutti i tifosi e auguro al Verona il meglio e di continuare ad ottenere grandi risultati nei prossimi anni». Lasciando la sala stampa il Direttore si lascia scappare un'altra frase. «La mia è stata una decisione che non è certo dipesa da preaccordi presi con altre società».
Si chiude così l'era Sogliano a Verona. Il bilancio parla nettamente a favore del diesse gialloblù. L'Hellas si è fatta grande anche grazie a lui. Sean ha portato giocatori da urlo. Si è divertito a danzare in A. Non ha voluto entrare nei particolari di questa storia che lo ha visto distaccarsi dal club di via Belgio. L'addio è stato consumato in stile britannico. Poche parole, nessuna polemica, toni sommessi. Il ricordo che lascia è ottimo. Il nuovo Verona partirà senza di lui.
Simone Antolini

29.05.2015
IN CAMPO. Allenamento pomeridiano ieri per i gialloblù sul campo dello Sporting Center «Il Paradiso» di Peschiera. La squadra, agli ordini dell'allenatore Andrea Mandorlini, ha svolto riscaldamento, esercitazioni tattiche e partita.
Mounir Obbadi e Rafael Marquez hanno svolto la seduta con il gruppo. Eros Pisano ha svolto lavoro differenziato in palestra. Cure fisioterapiche per Artur Ionita.

ARBITRO. Sarà l'arbitro Marco Di Bello della sezione AIA di Brindisi a dirigere il match Hellas Verona-Juventus, 38esima giornata del campionato Serie A TIM 2014-15 in programma domani alle 18 al Bentegodi. Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti Crispo e Tegoni, il quarto uomo sarà Pegorin. I due arbitri addizionali: Tagliavento e Merchiori.

BIGLIETTI. I tagliandi per la sfida dell'ultima giornata di Serie A TIM Hellas -Juventus saranno in vendita nei punti vendita appartenenti al circuito Vivaticket presenti sul territorio nazionale. Online l'acquisto del biglietto è possibile da casa tramite il sito di Vivaticket con stampa diretta del voucher valido per l'ingresso senza necessità di passare dalla biglietteria per ulteriori ritiri. Attraverso il sito sarà possibile acquistare i biglietti online anche per chi non possiede la tessera «Non vi lasceremo mai».

28.05.2015
Sogliano: «Addio Hellas
Con me niente spese folli»

Sean Sogliano, direttore sportivo Hellas Verona

Sean Sogliano se ne va. «Quella di sabato con la Juventus sarà la mia ultima partita da direttore sportivo del Verona», ha confermato Sogliano oggi pomeriggio a Peschiera in una conferenza stampa in cui c'è stato spazio solo per le sue parole e non per le domande dei giornalisti. «In questi due anni il Verona è stata tra le società che hanno speso meno di tutte; è una precisazione questa che volevo fare. Ed ogni mia decisione è stata presa d'accordo con la proprietà. Siamo partiti il 24 agosto del 2012 a Modena in Serie B, da allora di strada ne abbiamo percorsa tanta evidentemente. Ringrazio tutti, a partire dal presidente, per tutto quello che abbiamo fatto insieme».
Alessandro De Pietro

28.05.2015
Toni, stagione stupenda È lui il Mastino del 2015
Luca Toni

Emozioni senza fine. Il bomber è entrato nel cuore di tutti. Leader incontrastato dall'inizio alla fine, Luca Toni è il vincitore annunciato della sedicesima edizione del «Mastino del Bentegodi», il concorso promosso dal mensile di Confcommercio Verona «Il Commercio Veronese» in collaborazione con Hellas Verona FC. L'attaccante gialloblù sarà premiato con il «Trofeo Confcommercio As.Co. Verona» allo stadio Bentegodi sabato alle 17.45, prima del fischio d'inizio di Hellas Verona-Juventus, dal presidente di Confcommercio Verona Paolo Arena.

L'attaccante gialloblù chiude con 424 voti e ben 8 successi di tappa: i tifosi lo hanno infatti eletto migliore in campo nelle partite con Palermo, Fiorentina, Sampdoria, Chievo Verona, Parma, Napoli, Cesena e Sassuolo. Al secondo posto Panagiotis Tachtsidis, migliore in campo in 3 occasioni, con 173 preferenze complessivo; sul terzo gradino del podio Emil Hallfredsson, con 134 voti e 2 primi posti. La top ten si completa con Jacopo Sala (120 voti e 2 successi di tappa) Nico Lopez (94 voti e 1 primo posto), Javier Saviola (61), Juanito Gomez Taleb (58), Bosko Jankovic (53 consensi e 1 primo posto), Artur Ionita (51 consensi e 1 primo posto) e Guillermo Rodriguez (50).

ALBO D'ORO. Questo l'elenco dei vincitori delle precedenti edizioni: Antonio Marasco (1999-2000), Martin Laursen (2000-2001), Adrian Mutu (2001-2002), Martins Adailton (2002-2003), Sandro Mazzola (2003-2004), Valon Behrami (2004-2005), Martins Adailton (2005-2006), Gianluca Pegolo (2006-2007), Rafael (2007-2008), Rafael (2008-2009), Giuseppe Pugliese (2009-2010), Emil Hallfredsson (2010-2011), Juan Ignacio Gomez Taleb (2011-2012), Jorginho (2012-2013), Luca Toni (2013-2014).
E adesso Toni dovrà difendere nell'ultima gara di campionato la leadership della classifica cannonieri dall'assalto dello juventino Tevez.

27.05.2015
Hellas, sarà ancora rivoluzione? E Setti vuole «blindare» Toni
Tra scadenze di contratti e prestiti sono 19 i giocatori da ricollocare Moras e Marquez non si muovono C'è incertezza su Juanito Gomez

Juanito Gomez è arrivato a Verona nell'estate del 2008, il suo contratto scade il 30 giugno 2015

«Ci siamo trovati con 18 giocatori nuovi e ripetersi non è mai facile». Pensieri e parole di Andrea Mandorlini, allenatore affezionato al bis per l'ovazione del pubblico pagante. Il tecnico gialloblù la passata stagione si è trovato a lavorare con una «rosa» profondamente rinnovata. E la storia potrebbe ripetersi anche quest'anno. Basta spulciare la situazione contrattuale dei tesserati dell'Hellas per capire che molte cose potrebbero cambiare nel corso dell'estate di mercato. A oggi, infatti, tra giocatori che vanno in scadenza e contratti di fine prestito (con formula del diritto di riscatto) sono ben 19 le situazioni da prendere in considerazione. Quasi due squadre. Maurizio Setti non ha ancora svelato la sua strategia. Presto dovrà farlo, partendo naturalmente da quello che è considerato, oggi, il giocatore imprescindibile per Verona: Luca Toni. L'attaccante gialloblù in due anni ha regalato magie. Potrebbe chiudere il campionato da capocannoniere della serie A. Verona gli ha permesso di vivere una nuova giovinezza e Luca ha ripagato alla grande mettendo a segno in due stagioni 41 reti. Setti non vuole assolutamente rinunciare a Toni e farà di tutto per trattenerlo anche per il terzo anno. Blindare l'attaccante di Pavullo vorrebbe dire lanciare ancora una volta un segnale forte. E la volontà del presidente è quella di dare spessore, qualità e idee anche al Verona del domani.

DENTRO E FUORI. Rafa Marquez e Moras vanno in scadenza. Ma per entrambi è giù previsto lo «scivolo» anche per la prossima stagione. Per il greco era contemplato il rinnovo automatico in caso di salvezza. Per El Gran Capitan è stato messo a corredo della prima sigla sul contratto con il Verona la possibilità di stare insieme per un biennio. Benussi scade, futuro tutto da decidere. Stesso discorso vale per Agostini. Sorensen era in prestito con diritto di riscatto, ma l'impressione è che difficilmente il giocatore verrà riconfermato anche per la prossima stagione. In partenza anche Marques. Il contratto chiude con giugno 2015 e il difensore brasiliano è destinato a rientrare in Brasile. Brivio non ha trovato particolare spazio. C'è il diritto di riscatto in ballo. Ma la soluzione più probabile è che rientri all'Atalanta per essere poi destinato altrove. Per Pisano scatta, invece, il riscatto automatico.

TERRA DI MEZZO. Incertezza anche per gli uomini della mediana. Tachtsidis è giocatore molto apprezzato da Mandorlini. Per il momento il greco resta in sospeso. Ci sarà tempo, poi, per capire quale futuro lo attende. Stessa storia vale per Obbadi. Il centrocampista è in prestito dal Monaco. Il casa Hellas valuteranno la resa stagionale del giocatore che si è espresso tra alti e bassi. Oggi è difficile dare una collocazione immediata a questi due giocatori. In partenza Campanharo che era arrivato al Verona dal Bragantino. Tutto definito, invece, per Leandro Greco il cui riscatto dal Genoa era già fissato. Storia diversa per il giovane Valoti. Arrivava in prestito dall'Albinoleffe con la formula del diritto di riscatto. Il club bergamasco è retrocesso tra i dilettanti proprio quest'anno. E adesso la sua situazione contrattuale, in caso di assenza di riscatto, va rivista da zero.

IL FUTURO DI JUANITO. Gomez va a scadenza il prossimo 30 giugno. Il ragazzo ha numeri, ha dato una grossa mano al Verona in questi anni, ma sembra che su di lui siano pronti a zompare in molti. Il Verona deve alzare la guardia e capire come agire. Di Toni è già stato detto tutto: Setti lo considera uno dei giocatori dai quali ripartire la prossima stagione. A scadenza anche Saviola. All'Hellas si è visto pochissimo. Difficile pensare ad una sua permanenza in gialloblù. Scade Jankovic e per il momento s'addensa una nebulosa sul suo destino. Fine prestito per Fernandinho. Difficile resti.
Simone Antolini

27.05.2015
Confcommercio premia Toni
E' il Mastino del Bentegodi

Luca Toni

Luca Toni è il “Mastino del Bentegodi” per la stagione 2014-2015, miglior giocatore dell'Hellas così come decretato dai tifosi che hanno votato il migliore in campo delle varie gare casalinghe. Il concorso è promosso dal mensile di Confcommercio Verona “Il Commercio Veronese” in collaborazione con l'Hellas Verona.

Toni sarà premiato con il “Trofeo Confcommercio As.Co. Verona” al Bentegodi sabato alle 17.45, prima del fischio d’inizio di Hellas Verona-Juventus, dal presidente di Confcommercio Verona Paolo Arena. Toni ha totalizzato 424 voti ed otto successi di tappa, migliore in campo nelle partite con Palermo, Fiorentina, Sampdoria, Chievo Verona, Parma, Napoli, Cesena e Sassuolo. Al secondo posto Tachtsidis, staccatissimo, con 173 preferenze. Terzo Hallfredsson con 134, quarto Sala con 120, quinto Nico Lopez con 94.
Alessandro De Pietro

FONTE: LArena.it


Hellas Verona-Juventus: 26 convocati
Postata il 29/05/2015 alle ore 20:30
Peschiera - Dopo la rifinitura mattutina sul campo dello Sporting Center "Il Paradiso" di Peschiera del Garda, l'allenatore Andrea Mandorlini ha convocato 26 gialloblù per la sfida contro la Juventus, 38a giornata del campionato Serie A TIM in programma sabato 30 maggio (ore 18) allo stadio Bentegodi. Non saranno disponibili gli infortunati Eros Pisano e Artur Ionita.

I CONVOCATI
Portieri: 1 Rafael, 22 Benussi, 95 Gollini.
Difensori: 2 Rodriguez, 4 R. Marquez, 5 Sorensen, 18 Moras, 25 R. Marques, 28 Brivio, 33 Agostini, 71 Martic.
Centrocampisti: 8 Obbadi, 10 Hallfredsson, 19 Greco, 26 Sala, 27 Valoti, 30 Campanharo, 77 Tachtsidis.
Attaccanti: 7 Saviola, 9 Toni, 11 Jankovic, 17 Lopez, 20 Lazaros, 21 Gomez Taleb, 70 Fernandinho, 93 Fares.
Ufficio Stampa

Mandorlini: "Juventus? Vogliamo chiudere bene"
Postata il 29/05/2015 alle ore 17:00
Peschiera - Le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, Andrea Mandorlini, rilasciate durante la conferenza stampa alla vigilia di Hellas Verona-Juventus, 38a giornata del campionato Serie A TIM.

JUVE? SARA' DURA MA VOGLIAMO CHIUDERE BENE
"Chiudere bene con la Juve? Non sarebbe male, ma loro verranno qui molto agguerriti e pronti. Questa è l'ultima prova decisiva, prima della finale di Champions League. Noi ci proveremo, sarebbe bello, avremo tanti occhi puntati ma vogliamo fare una grande, ultima partita. La formazione? Pisano non ci sarà, così come Ionita. Gomez? Si sta allenando con il gruppo da due giorni, valuteremo la sua condizione ma se sta bene gioca. Per il resto ci siamo tutti, anche Fares starà con noi, che sarebbe bello premiare con i tempi e i modi giusti. Riscattare il risultato dell'andata? E' stata una campagna di Torino difficile, da qual momento sono passate tante gare. Noi abbiamo raggiunto i nostri obiettivi, loro anche e ne hanno ancora uno da inseguire, mentre noi non ci siamo dimenticati di quei risultati. Se la Juventus ci sottovaluterà? Non credo, saranno pronti. E' l'ultima prova prima di una finale importante. Quando ci si mette la maglia e si va in campo si pensa sempre a fare il massimo. Noi ci aspettiamo una squadra forte e dinamica, proveranno sicuramente a vincere. Che atteggiamento ci sarà? Noi abbiamo già avuto un calo a Parma, ora abbiamo la fortuna di giocare contro i più forti, che vorranno far di tutto per far vincere la classifica marcatori a Tevez. Sono convinto che con la Juventus faremo una buona gara. Dal punto di vista della mentalità e dell'attenzione dovremo essere pronti. La partita dello scorso anno è ancora negli occhi di tutta la gente, l'ho rivista poco fa e sarebbe bello ripeterla, anche se non sarà facile".

TUTTI CON LUCA
"Toni contro Tevez? Noi facciamo tutti il tifo per Luca, e dobbiamo fare di tutto e di più. Oltre a farlo segnare, dobbiamo essere bravi a concedere poco o niente a Tevez. Contro di noi ha sempre segnato, e dovremo essere in grado di neutralizzarlo".

TRE ANNI SPLENDIDI CON SEAN
"L'addio di Sogliano? Ci conosciamo da tanto tempo, è stato anche un mio calciatore a Ravenna. Il rapporto è buonissimo, e va oltre ai risultati che sono sotto gli occhi di tutti. C'è un feeling splendido, ci sono stati dei confronti ma siamo contenti. C'è un po' di amarezza, dopo 3 anni insieme non è facile e mi dispiace sia andato via per tanti motivi. Abbiamo condiviso tanto e tutto è andato bene, siamo usciti a testa alta e con i risultati anche dai momenti difficili. Non mi aveva mai detto niente, rimarrà quello che è stato, ovvero un triennio fantastico. Bigon successore di Sogliano? In questo momento non mi sento di dire nulla. L'allenatore deve fare l'allenatore, quello che sarà non lo so. Sean mi ha aiutato, siamo cresciuti entrambi, ma io penso solo alla partita con la Juventus".

QUESTO IL CAMPIONATO PIU' DIFFICILE
"Questo il campionato più bello? Era il più difficile e lo sapevamo. Riconfermarsi non è mai facile, e già questo è stato bello. Abbiamo fatto quello che dovevamo fare, potevamo forse fare meglio o peggio, ma siamo contenti e siamo qua. La salvezza l'abbiamo raggiunta da un po' e possiamo toglierci qualche soddisfazione, già a partire dalla sfida con la Juventus".

IL MIO FUTURO
"Il mio futuro? Il presidente ha parlato con me ma non abbiamo mai discusso di contratti. Confermo il contatto, poi come andrà il futuro non so. Spero di sapere qualcosa la prossima settimana".

E DOPO LA JUVE...
"Ultimi allenamenti dopo la Juventus? Ancora non abbiamo pianificato, vedremo dopo la partita, insieme a tutta la squadra. Siamo comunque tutti allertati per rimanere un'altra settimana, ma vedremo dopo il fischio finale".
Ufficio Stampa

Hellas Verona-Juventus: scarica il "match report"
Postata il 29/05/2015 alle ore 15:15
Verona - Statistiche, numeri e curiosità della partita Hellas Verona-Juventus, 38a giornata di Serie A TIM in programma sabato 30 maggio (ore 18) allo stadio Bentegodi di Verona.

I NUMERI
Con la doppietta segnata a Parma, Luca Toni è salito a 16 reti nell’anno solare 2015, capocannoniere assoluto. Luca Toni ha segnato 21 reti in campionato, ed è davanti a Tevez e Icardi (entrambi a 20).
Nelle sfide giocate al Bentegodi contro la Juventus, il Verona ha vinto 10 partite, ne ha pareggiate 12 e ne ha perse 8.
Andrea Mandorlini, da tecnico, affronta la Juventus per la settima volta e finora il bilancio è questo: una vittoria per l'allenatore gialloblù, un pareggio e quattro sconfitte.

LE CURIOSITA’
Luca Toni, insieme a Karnezis (Udinese), Rugani (Empoli), Callejon (Napoli) e Belotti (Palermo), è l'unico calciatore ad essere sceso in campo in tutte le 37 giornate giocate.
In 5 precedenti ufficiali, da allenatore, contro il Verona, Massimiliano Allegri non ha mai pareggiato con i gialloblù.
In occasione di Hellas Verona-Juventus sono 7 i diffidati per i gialloblù (Hallfredsson, Lazaros, Martic, Nico Lopez, Pisano, Sorensen e Toni) e 5 per la Juventus (Vidal, Sturaro, Pereyra, Chiellini, De Ceglie).
Statistiche a cura di Football Data

Peschiera: seduta pomeriggio
Postata il 28/05/2015 alle ore 18:30
Peschiera - Allenamento pomeridiano per i gialloblù sul campo dello Sporting Center "Il Paradiso" di Peschiera. La squadra, agli ordini dell'allenatore Andrea Mandorlini, ha svolto riscaldamento, esercitazioni tattiche e partita.

Mounir Obbadi e Rafael Marquez hanno svolto la seduta con il gruppo. Eros Pisano ha svolto lavoro differenziato in palestra. Cure fisioterapiche per Artur Ionita.

PESCHIERA - PROGRAMMA ALLENAMENTI*

Venerdì 29 maggio: seduta pomeridiana (ore 17) a porte chiuse
Sabato 30 maggio: Hellas Verona-Juventus (ore 18)

*L'orario delle sedute può subire variazioni all'inizio dell'allenamento in base ad esigenze di squadra, stabilite dallo staff tecnico.
Ufficio Stampa

Sogliano: "Tre anni stupendi, grazie a tutti"
Postata il 28/05/2015 alle ore 15:45
Peschiera - Le dichiarazioni del direttore sportivo gialloblù, Sean Sogliano, rilasciate al durante la conferenza stampa in vista della partita Hellas Verona-Juventus.

28 Maggio Sean Sogliano

GRAZIE A TUTTI, SONO STATI TRE ANNI STUPENDI
"Magari vi aspettavate un commento sui numeri, sul mercato e sulle plusvalenze, ma questa non è la sede giusta per farli e non voglio rovinare le poche parole che ho voglia di dirvi. È comunque doverosa una piccola precisazione, soprattutto leggendo qualche giornale: l'Hellas Verona, in questi due anni di Serie A, è stata la società che ha speso meno per l'acquisizione dei calciatori e la gestione dell'organico. Tutte le operazioni di mercato sono sempre state condivise dalla parte amministrativa e dal presidente, Maurizio Setti. Iturbe, invece, ha creato una plusvalenza sicura dopo l'acquisizione. Non voglio fare polemiche, voglio invece ricordare il 24 agosto 2012, giorno della prima partita con il Verona a Modena, mentre sabato 30 maggio, contro la Juventus, sarà la mia ultima sfida da direttore sportivo gialloblù. E' stato un percorso che mi ha reso orgoglioso, e questo vale più di mille parole. Sono stati tre anni molto intensi, fatti di grandi soddisfazioni e grandi emozioni che ho condiviso con tutti i tifosi. Ringrazio quelli che hanno condiviso con me questa bella strada, ringrazio il presidente e la società per avermi dato fiducia, ringrazio anche i tifosi e voi giornalisti. Auguro il meglio al Verona, e spero riesca ad ottenere grandi risultati nei prossimi anni".
Ufficio Stampa

#SaveMoras: raccolti 5.380 euro!
Postata il 27/05/2015 alle ore 18:00


+++Concluse le aste #SaveMoras+++

Con la prima asta sono stati raccolti 2.800 euro...

Con la seconda asta sono stati raccolti 1.700 euro...

Con la terza asta sono stati raccolti 880 euro...

Concluse le aste gialloblù sulla piattaforma CharityStars. L'Hellas Verona FC ed Evangelos Moras ringraziano tutti i supporters, che grazie alle generose offerte hanno permesso di donare 5.380 euro ad ADMOR Verona (Associazione Donatori Midollo Osseo e Ricerca). Gli aggiudicatari dell'asta avranno la possibilità di vivere l'experience di un walkabout esclusivo, allo stadio Bentegodi, in occasione di Hellas Verona-Juventus in programma sabato 30 maggio (ore 18) e di assistere alla partita dalla Tribuna d'Onore (Poltronissime Ovest).
Ufficio Stampa

Luca Toni è il "Mastino del Bentegodi 2014-15"
Postata il 27/05/2015 alle ore 12:45
Verona - Leader incontrastato dall’inizio alla fine, Luca Toni è il vincitore annunciato della sedicesima edizione del "Mastino del Bentegodi", il concorso promosso dal mensile di Confcommercio Verona “Il Commercio Veronese” in collaborazione con Hellas Verona FC. L'attaccante gialloblù sarà premiato con il “Trofeo Confcommercio As.Co. Verona” allo stadio Bentegodi sabato alle ore 17.45, prima del fischio d’inizio di Hellas Verona-Juventus, dal presidente di Confcommercio Verona Paolo Arena.

L'attaccante gialloblù chiude con 424 voti e ben 8 successi di tappa: i tifosi lo hanno infatti eletto migliore in campo nelle partite con Palermo, Fiorentina, Sampdoria, Chievo Verona, Parma, Napoli, Cesena e Sassuolo. Al secondo posto Panagiotis Tachtsidis, migliore in campo in 3 occasioni, con 173 preferenze complessivo; sul terzo gradino del podio Emil Hallfredsson, con 134 voti e 2 primi posti. La top ten si completa con Jacopo Sala (120 voti e 2 successi di tappa) Nico Lopez (94 voti e 1 primo posto), Javier Saviola (61), Juanito Gomez Taleb (58), Bosko Jankovic (53 consensi e 1 primo posto), Artur Ionita (51 consensi e 1 primo posto) e Guillermo Rodriguez (50).

"Il Mastino del Bentegodi" - Albo d'Oro

Antonio Marasco (1999-2000)
Martin Laursen (2000-2001)
Adrian Mutu (2001-2002)
Martins Adailton (2002-2003)
Sandro Mazzola (2003-2004)
Valon Behrami (2004-2005)
Martins Adailton (2005-2006)
Gianluca Pegolo (2006-2007)
Rafael (2007-2008)
Rafael (2008-2009)
Giuseppe Pugliese (2009-2010)
Emil Hallfredsson (2010-2011)
Juan Ignacio Gomez Taleb (2011-2012)
Jorginho (2012-2013)
Luca Toni (2013-2014)
Luca Toni (2014-2015)

Classifica "Il Mastino del Bentegodi" contro l'Empoli

1) Sala 22 voti
2) Obbadi 20 voti
3) Fernandinho 19 voti
4) Hallfredsson 10 voti
5) Toni 6 voti
6) Moras 4 voto
Ufficio Stampa

Setti: "Ecco il Verona che sarà..."
Postata il 27/05/2015 alle ore 00:10
Verona - Le dichiarazioni del presidente gialloblù, Maurizio Setti, rilasciate durante la trasmissione "Vighini Show", in onda su Telenuovo e condotta dal giornalista Gianluca Vighini.

LE MIE RIFLESSIONI, PRESTO SAPRETE TUTTO
“Le mie riflessioni? Finiscono la prossima settimana, credo sia corretto prima far finire il campionato, voglio chiuderlo nel migliore dei modi. Ho parlato con tutti i dirigenti, mi piace parlare e guardare in faccia la gente, la prossima settimana si chiude il cerchio. Ci saranno dei cambiamenti, però di definito non c’è niente. Che tipo di cambiamenti saranno? Potrebbero riguardare più di una persona, il calcio è un’azienda con uno scopo sociale, quello di far crescere dei ragazzi, e poi fare modello di business e di far quadrare i conti”.

IL RAPPORTO CON SOGLIANO
"Se io faccio un'analisi di questi 3 anni devo ringraziare il direttore generale e prima di tutto il direttore sportivo, a cui mi sento di fare i complimenti a 360°. Sogliano ha fatto benissimo, come Mandorlini. Pubblicamente, questa società si è sempre comportata bene, quando si sono lavati i panni sporchi lo si è sempre fatto in casa propria, come ad esempio fa la Juventus, e noi dobbiamo prendere spunto dai più bravi. Sogliano è la persona più importante che ho avuto vicino, se è finita dipende da noi, non solo da lui. Il rapporto con Sean? Mi hanno sempre insegnato che nella vita, anche alla mia età, c'è sempre da imparare e da capire. Nello sviluppo di una società le cose possono evolversi, sono stati 3 anni in cui sono successe tante cose e forse non siamo riusciti a migliorare al massimo dal punto di vista sportivo. In quelle che sarà, in alcune dinamiche certe persone non staranno bene e con queste parlerò, mentre a chirimarrà cercherò di infondere ritmi di lavoro più rigidi e più duri. Non so se resterebbe nemmeno se glielo chiedessi. Non c'è solo stima reciproca con lui, ma anche amicizia. Ha un'onestà unica. Rottura con Sean? Non c'è rottura. Quando vuoi bene ad una persona, delle volte, devi prendere delle decisioni anche scomode. Se andrà via, avrà modo di accasarsi a delle società che hanno dei valori. Quando doveva andare al Milan gli ho detto che avrebbe dovuto cambiare il suo modo di lavorare, mentre a Verona aveva la libertà di azione. Ora non sarà così, cercherò di essere più presente a Verona e vorrò avere un controllo più diretto dei conti. L'acquisto di calciatori sbagliati? E' normale, non puoi prendere tutti i calciatori giusti altrimenti saremmo veramente dei fenomeni. Bigon in sede? L'ho incontrato ma non in sede. Comunque non ho visto solo lui. Che differenze tra Sogliano e Bigon? Fanno campo tutti e due, pochi seguono la squadra quotidianamente come loro, uno dei due ha un istinto più forte e l’altro una razionalità maggiore”.

IO E MANDORLINI
"Il rinnovo di Mandorlini? Ha detto che a fine campionato ci troveremo e ci sarà da discutere, con lui ho già iniziato a parlare. Se gli proporrò un biennale? Sicuramente un ragionamento di lungo termine aiuta a fare programmi. Credo che Verona abbia dato l'opportunità di fare bene sia a Mandorlini, che si è affermato in Serie A, che a Sogliano, che ha fatto due anni completi nella massima categoria. Tutto questo perché la cosa più importante è avere una società solida alle spalle. Se mi è piaciuto questo Verona? Io credo che l’allenatore a gennaio abbia detto una cosa giustissima, ovvero che abbiamo fatto mercato sugli infortunati. Ho sempre sostenuto che questa era una squadra con un valore tecnico superiore a quella dell’anno scorso, se non più squadra. Guardate la prima ora della partita con l'Atalanta per credere. Mandorlini dice che meritiamo quello che abbiamo, io non sono d’accordo, avremmo meritato qualche punto in più. Il gioco del Verona? In certi momenti mi piace molto, alcune cose mi piacciono meno, come la fase difensiva, ma non mi riferisco ai singoli. Gli errori individuali ci stanno, ma quando prendi 30 gol dalle fasce allora qualcosa va messo a posto. Deve esserci anche una miglior considerazione della Primavera. Un commento su Mandorlini? Penso che sia cresciuto tantissimo sotto il profilo educativo, è migliorato perché dietro ha una società".

IL VERONA CHE SARA'
"Il Verona del futuro? E' il Verona che avete visto durante questa stagione, l'obiettivo sarà sempre quello di una salvezza tranquilla, devo ancora valutare quello che sarà il budget. In Serie A bisogna correre, le squadre che arrivano dalla Serie B lo fanno molto. Ci daranno filo da torcere. Se restano Obbadi e Tachtsidis? Sono in prestito con diritto di riscatto, valuteremo. Ci sono dei momenti della vita in cui la società deve andare avanti, noi ci stiamo comportando bene con i tifosi, con i fornitori, con la Lega e con l'opinione pubblica. Non c'è da parlare ma da fare. E' troppo facile nel calcio, trovare sempre la parte debole. Qualche acquisto dal Parma? Vedremo se si salveranno o meno, ma ci sono un paio di calciatori interessanti. Pillud? Della gente competente che fa le squadre ha deciso che Pillud non faceva parte del progetto tecnico. Ci sono troppi calciatori in giro. Toni? Ci ha dato una mano a crescere, è diventato molto più uomo. Anche Gomez è indispensabile, ha il giusto equilibrio per dare tanto a una società di calcio come la nostra".

MERCATO E PLUSVALENZE
“Iturbe? L’abbiamo venduto a 22 milioni più bonus. Il guadagno di Iturbe è intorno ai 6 milioni: si passa da 16 milioni ai 22 milioni. Avevo dichiarato che non lo vendevo a meno di 30 milioni perché quando si vende si cerca sempre di tenere alto il prezzo. Siccome il procuratore del giocatore era all’estero io gli accordi che ha preso con la Roma non li so e neanche mi interessano. Questa è l’operazione Iturbe, se volete passiamo in rassegna tutte le trattative: Albertazzi è stato acquisito a 150mila euro e l’abbiamo ceduto a 300 mila euro, Martinho l’abbiamo venduto allo stesso prezzo al quale l’abbiamo acquistato. Non ho mai intascato dei soldi, in tre anni ho avuto messo di tasca mia 5 milioni di euro più l’acquisto della società, dal Verona prendo zero lire e uso la mia macchina, fare il presidente è un hobby per me. Quando parlate di plusvalenze dovete avere due strade: essere sicuri oppure informarvi, la società è trasparente. Alla fine c'è sempre un numero, la differenza fra entrate e uscite, e quella è negativa. Nell'arco di tre anni la situazione è cambiata, siamo partiti in una sede diversa con 10 persone, mentre ora lavoriamo in una sede nuova con 40 dipendenti. Poi ci sono altre spese, come il Settore Giovanile e la gestione del personale e della sede. Quest'anno, di cassa, spendiamo 70 milioni su un fatturato di 50-55 milioni di euro. I calciatori a parametro 0? Non esistono, questi vengono portati dai procuratori che richiedono sempre le commissioni. Fra acquisti e procuratori abbiamo speso 10 milioni, dunque non è vero che abbiamo fatto un mercato a parametro 0. Paulinho? La proposta era di un milione per il prestito e altri 6 per l'acquisto, spalmando tutto in 6 anni. Bonaventura? Lo potevamo prendere ad un costo inferiore rispetto a quanto fatto dal Milan, ma ho detto di no perché lo stipendio non andava bene e io rispetto i paramentri. Se si è speso troppo? Entriamo in un discorso ampio. Ci vogliono rose da 23 calciatori, non da 27. Gli allenatori usano 16 calciatori più i giovani, e anche noi ci muoveremo verso una riduzione della rosa. Prendiamo Fares ad esempio, che se non avesse avuto un problema al piede avrebbe giocato. In Italia, tra un vecchio e un giovane, gioca un vecchio. Ci deve essere il giusto mix tra esperienza e gioventù, provate a toglierci Toni e vediamo cosa succede.Quando si spendono i soldi c'è sempre un responsabile, e quello sono io, abbiamo un contabile che è sintomo di sicurezza e tutte le squadre stanno andando in direzione di manager che sanno cosa siano i numeri. Fatturiamo 50 milioni, dobbiamo fatturarne 60 per avere una serenità economica che ci permetta di rimanere in Serie A, non pensare se i calciatori rimangono o meno. Se devo andare in Europa ci vado in i conti a posto e con persone che lavorano in un certo modo. Devo comportarmi correttamente anche verso i tifosi, perché loro possono migliorare una stagione e gli abbiamo sempre trattati nel modo giusto. Se vanno protetti andiamo a farlo con convinzione, altrimenti è giusto che siano puniti se hanno sbagliato".

IL SECONDO CICLO E LE PRIORITA’
“Il secondo step della mia gestione? L’idea è creare un percorso che duri più di un anno nella logica di quello che c’è da fare. Ho dato l'importanza giusta ai ruoli, che vanno messi in una certa condizione di lavorare e io dietro le quinte, dove si imparano tante cose. Dateci fiducia, fateci lavorare, la società è vigile e attenta nelle figure che ci saranno. Stiamo lavorando nel modo giusto per il bene del Verona. Mettete davanti la società e decidete se è seria o meno, la società è fatta da uomini e da professionisti, ci sono 40 persone che tutti i giorni hanno risultati da portare a casa. Abbiamo cominciato una strada col Settore Giovanile che ha dato buoni risultati, io devo continuare su quella storia, noi dobbiamo fare in modo che alcuni calciatori possano arrivare in alto. Il rifacimento dello stadio? Il primo giorno che sono arrivato qua un giornalista mi ha chiesto dello stadio e ho detto che non era una priorità. Se avessi la possibilità di avere uno stadio di proprietà rifarei il Bentegodi, è una buonissima soluzione. Il problema è che uno stadio di calcio non regge se non ha attività quotidiane e giornaliere, la priorità del mio Verona è un centro sportivo per dare serenità ed economicità a tutte le nostre squadre. Io vedo in giro per l’Europa tantissime squadre che giocano con ragazzi che a 18 anni giocano in prima squadra e arrivano dal Settore Giovanile".

GLI AMERICANI? VERIFICATE MEGLIO LE VOSTRE FONTI
"Le voci sugli americani? Credo che sia stimolante avere l'idea di essere una delle società più ambite della Lega Serie A, anche se nessuno ci ha cercato. Su Il Sole 24 Ore di domenica c’è scritto che il calcio è in deficit ma il Verona è fuori da questo. Dire che il Verona è ambito mi fa piacere, ma dire che sono 4 mesi che si discute, che ci sono fax e mail allora si riferiscono solo delle voci in cui non c’è niente di vero. Mi fa arrabbiare chi dice cose che non esistono, voglio proprio vederla la mail degli americani. Non vi rendete conto del danno che crea sostenere una cosa del genere. Magari sto trattando con uno sponsor internazionale e questo può destabilizzarci. Perché queste voci mi avrebbero danneggiato? Con quello che succede nel calcio le analisi vanno fatte in modo diverso, se volessi vendere non mi farei certo beccare dai quotidiani. Mi infastidisce che un tifoso si metta ad alimentare questa cosa, perché quando lo fa destabilizza la sua società. Se ci fosse una trattativa la farei, per portare il Verona in Europa League, il più grande tifoso sono io. Nel calcio di oggi ti massacrano sotto tutti i punti di vista, i giornalisti di Verona dovrebbero sempre verificare le loro fonti, venire in sede per avere delle prove provate".

IL MIO RAPPORTO CON IL VERONA
“Il mio rapporto con il Verona? Non vado in giro con le sciarpe, non è nel mio stile. Ho detto che questo per me è un hobby, è nato così. Faccio un doppio lavoro, sono impegnato sette giorni su sette, 18 ore al giorno, non avrò lavorato bene se non ho avuto degli utili e quindi devo lavorare di più. Sono più tifoso di qualcun altro che mi ha preceduto. Come mai non esulto? Credo che sia coerente e da persona responsabile, non sono freddo, vivo internamente le mie emozioni sia quando le cose vanno bene che quando vanno male. Il caso Donsah? E’ stato deciso di venderlo per fare una plusvalenza, ritenendo che da noi non avrebbe giocato quest’anno. Saviola? Sono dell’idea che le cose vanno fatte in condivisione, trovarsi con un calciatore che non è propedeutico nel gioco dell’allenatore può diventare un problema, poi sul campione non si discute".

ABBONAMENTI , LEGA CALCIO, SPONSOR E...
"Abbonamenti? Non credo verranno abbassati i prezzi, ma se dobbiamo migliorare non ci tireremo in dietro. Abbiamo speso più di un milione e mezzo di euro per migliorare lo stadio. Anticipi e posticipi? La Lega ha sempre il veto finale, c'è una società che va in finale di Champions, e una piccola parte di incasso, in caso di vittoria finale, credo possa arrivare anche a noi. Quando giochiamo alle 12.30, ad esempio, viene data grande visibilità in mercati che ci permettono di sopravvivere. La Lega decide, i tifosi devono sottostare a qualche cose che gli permettono di avere una squadra di calcio. Centro sportivo? Se arriviamo a compimento di un certo percorso, si può fare in due anni dall'ok del Comune. Sponsor americani? Non so di chi stiamo parlando. Se resta la Nike? Certo, fino al 2017. Stiamo trattando anche il rinnovo. Campo sintetico al Bentegodi? Con l'iniezione, al campo attuale, del 30% di sintetico, il manto del Bentegodi sarà perfetto".
Ufficio Stampa

Peschiera: seduta pomeriggio
Postata il 26/05/2015 alle ore 18:30
Peschiera - Allenamento pomeridiano per i gialloblù sul campo dello Sporting Center "Il Paradiso" di Peschiera. La squadra, agli ordini dell'allenatore in seconda Roberto Bordin (Andrea Mandorlini assente in regolare permesso concordato con la società) è stata divisa in due gruppi: chi ha giocato contro il Parma ha svolto una seduta defaticante sul campo, mentre chi non ha giocato ha svolto riscaldamento, lavoro atletico, possesso palla e partita.

Pierluigi Gollini ha svolto l'intera seduta insieme al gruppo. Lavoro atletico per Ivan Martic. Mounir Obbadi ha effettuato lavoro di recupero in palestra, mentre Eros Pisano ha svolto lavoro differenziato in palestra. Cure fisioterapiche per Juanito Gomez e Artur Ionita.

PESCHIERA - PROGRAMMA ALLENAMENTI*

Mercoledì 27 maggio: seduta pomeridiana (ore 17)
Giovedì 28 maggio: seduta pomeridiana (ore 17) a porte chiuse
Venerdì 29 maggio: seduta pomeridiana (ore 17) a porte chiuse
Sabato 30 maggio: Hellas Verona-Juventus (ore 18)

*L'orario delle sedute può subire variazioni all'inizio dell'allenamento in base ad esigenze di squadra, stabilite dallo staff tecnico.
Ufficio Stampa

Jankovic: "Tanti auguri a Toni, un campione vero"
Postata il 26/05/2015 alle ore 15:40
Verona - Le dichiarazioni dell'attaccante gialloblù, Bosko Jankovic, intervenuto alla trasmissione radiofonica "Tutti convocati" su Radio24 condotta dai giornalisti Carlo Genta e Pierluigi Pardo.

LUCA, TANTI AUGURI CAMPIONE!
"Un commento su Luca Toni? Si parla di una grande persona, ho avuto pochi compagni come lui, in campo e anche fuori è il numero uno. E’ un ottimo calciatore che sta bene fisicamente, speriamo rimanga anche l’anno prossimo e che faccia ancora tanti gol con il Verona. Il suo segreto? Quello che sta facendo non è un caso, lui è un professionista, si è sempre allenato e non ha mai saltato una seduta, in questo campionato e anche nello scorso non ha mai saltato una partita. Se rimarrà a Verona? Dipende solo da lui, per come lo vedo io sta molto molto bene. Gli faccio gli auguri per il suo compleanno".

TRA PRESENTE E FUTURO
"La mia stagione? E’ stata un'annata particolare, mi sono rotto perone e malleolo, ma quando la squadra aveva bisogno di rinforzi sono tornato. Il futuro? Non so, non ho ancora parlato con la società, non si sanno ancora tante cose, ma a giorni ci diranno di più. Io qua sto bene, sono felice, Verona è un’ottima piazza, una bella città e i nostri tifosi sono molto calorosi. Quindi, perché non rimanere?".

DISPIACIUTO PER IL GENOA
"Un commento sul Genoa? Da ex dico che quest’anno hanno fatto un campionato molto simile a quello della stagione 2008-09, quando c’erano Diego Milito e Thiago Motta, anche in quell’anno mancava poco per la Champions e siamo andati in Europa League. Quest’anno hanno fatto molto bene, conosco bene e stimo il loro allenatore, in particolare mi ha impressionato la loro prestazione con l’Inter. Mi spiace che il prossimo anno non giocheranno in Europa League, sono ragazzi veramente forti che corrono il doppio rispetto alle altre squadre".
Ufficio Stampa

Hellas Verona-Juventus si gioca sabato alle ore 18
Postata il 25/05/2015 alle ore 16:08
Verona - La Lega Serie A comunica che la sfida Hellas Verona-Juventus, 38a giornata di Serie A TIM, è stata anticipata e si giocherà sabato 30 maggio alle ore 18.00.

I biglietti precedentemente acquistati e riportanti data 31/05/2015 sono validi a tutti gli effetti per l'ingresso allo stadio e non necessitano di essere sostituiti.

LEGA SERIE A - COMUNICATO UFFICIALE
Ufficio Stampa

#ToniBomber - Tutti i numeri di un campione infinito
Postata il 25/05/2015 alle ore 15:50

21
Le reti segnate da Luca Toni nella Serie A 2014-15, a una giornata dal termine.
L'attaccante gialloblù è momentaneamente primo nella classifica cannonieri,
davanti a Tevez e Icardi (20).

150
I gol segnati da Luca Toni in Serie A. Di questi, 41 sono stati realizzati
con la maglia dell'Hellas Verona.
L'attaccante gialloblù è al 4° posto nella classifica goleador all-time tra i calciatori attualmente in attività, dietro a Totti, Di Natale e Gilardino.

147,23
I minuti che passano fra un gol e l'altro di Luca Toni in gialloblù.
La sua media gol in carriera è di 173,08 minuti,
mentre quella in Serie A è di un gol ogni 168,90 minuti.

9
Le doppiette realizzate da Luca Toni con la maglia dell'Hellas Verona,
l'ultima nella sfida di domenica 24 maggio con il Parma.
Le doppiette totali realizzate in Serie A sono 27.

3.143
I minuti giocati da Luca Toni nella Serie A 2014-15. E' il gialloblù più presente in campo, oltre che in termini di minuti, anche di presenze (37).

Ufficio Stampa
Statistiche a cura di Football Data

Mandorlini: "Contro la Juve chiudiamo bene"
Postata il 25/05/2015 alle ore 10:32
Verona - Le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, Andrea Mandorlini, intervenuto alla trasmissione televisiva "La Domenica Sportiva" su Rai2 condotta dalla giornalista Sabrina Gandolfi.

COL PARMA TONI CI HA RIMESSI IN PIEDI
“Il pareggio col Parma? Ci sta, assolutamente. Il Verona gioca per Luca Toni capocannoniere? Il primo tempo non abbiamo aiutato nessuno, nè noi nè lui, ma Luca ci ha rimesso in piedi. Come ho detto nel post partita, è stato un bruttissimo primo tempo, forse il più brutto di questi 5 anni a Verona, ma lui ha riacceso la fiamma della speranza. Poi le partite si rimettono in piedi, alla fine avremmo meritato di vincerla”.

TONI E SAVIOLA
“Come si allena un campione? Ho avuto fortuna di giocare con grandi calciatori e quindi sono stato facilitato con Luca, ho messo in atto quello che ho imparato. Toni è un grande campione, la città e la squadra gli vogliono bene. Il Verona gioca per lui e Toni ripaga i compagni come sa fare. Come gestisco Toni in campo? Chiedergli percentuali di lavoro nelle due fasi è dura, anche da giovane non l’avrebbe fatto. Noi siamo una squadra che gioca per il suo attaccante centrale, noi gli chiediamo di fare questo. A volte mi arrabbio perché è troppo generoso, ma meno va in giro per il campo più è essenziale per noi. Saviola? Avrebbe meritato di giocare di più, è un grande calciatore, ma noi giochiamo in maniera diversa. Avere due calciatori così in campo (Toni e Saviola, ndr) sarebbe molto difficile, quando abbiamo cambiato modulo giocando con il 3-5-2 senza gli esterni ha dato il suo contributo. Javier è un campione, si è messo a disposizione della squadra”.

JUVE, SCENDERANNO IN CAMPO CON I TITOLARI
“La Juve? Probabilmente giocheremo nell’anticipo del sabato, credo che le indicazioni siano quelle, però non c’è ancora la comunicazione ufficiale. Se contro di loro giocheremo come il Barcellona? Magari (ride, ndr). Cosa mi aspetto dai bianconeri? Noi veniamo da una settimana un po’ strana, abbiamo festeggiato anche il trentennale dello scudetto e c’è stato un po’ di calo nella concentrazione, saremo davanti a una squadra che si prepara all’evento, per loro sarà l’ultima prova. Mi aspetto la squadra più forte, poi magari Allegri mi smentisce e cambia 10 undicesimi, ma anche lo loro seconde linee sono valide. Tevez? Se vuole giocare la finale, meglio che vada in finale (ride, ndr)”.

IL VERONA TRA PASSATO E FUTURO
“Il mio Verona? In due sessioni di mercato abbiamo cambiato 18 giocatori, vorremmo arrivare a 100 punti in due anni ma il più grande obiettivo è far vincere la classifica marcatori a Toni. Fermare Tevez non sarà facile e poi c’è anche Icardi. Come sono arrivato a Verona? Venivo da un’esperienza all’estero in cui stavo per debuttare in Champions, poi sono stato esonerato. Non sapevo dove andare e così ho pensato di provare con il Verona, non era la mia prima scelta, ma mi sono detto ‘proviamoci’. Il futuro? Non ho mai visto un futuro lontano da Verona, ma si deciderà alla fine, in questa società è sempre stato così e ci siamo sempre trovati bene. Abbiamo molti calciatori in prestito, quindi potrebbe esserci un ulteriore rinnovamento, credo che l’orientamento sia quello”.

CALCIOSCOMMESSE: IL PROBLEMA VA AFFRONTATO A MONTE
“Un commento sul calcioscommesse? In Lega Pro sono pagati poco e male, allora si vendono le partite per guadagnare di più, questo è male. I nuovi allenatori iniziano la loro esperienza in quelle categorie ed è avvilente. Il problema è a monte, andrebbero vietate le scommesse, anche in Lega Pro e nei dilettanti. Ma sarà possibile?”.

IL CAMPIONATO: LE MIE ANALISI
“L’Europa League? Secondo me la classifica è abbastanza delineata, poi c’è la questione delle licenze, vediamo se valgono o meno. Al di là di questi discorsi, il Genoa sul campo se l'è meritata, è stato un crescendo continuo, mentre l’Inter ha avuto occasione di tornare in corsa ma le ha sbagliate tutte. Un commento su Andrea Ranocchia? Ho sentito molte critiche, a me personalmente piace e ha qualità. In generale questa è un’Inter che non è mai sembrata compatta dal punto di vista difensivo. Non me ne voglia Mancini, ma da allenatore vedo che i centrali difensivi nerazzurri sono troppo larghi, e lo dico io che ho preso una caterva di gol (ride, ndr). L’Inter si allena molto, poi però ci sono anche le situazioni individuali. Empoli? Loro partono forte ma alla fine partita non ne hanno più, è stato un campionato lungo per tutti. Sampdoria destabilizzata? Personalmente non credo che l’arrivo di un grande campione possa essere deleterio, anche se Eto’o è arrivato con qualche chilo in più, ci vuole tempo per ambientarsi. La Juve? E’ la squadra più brava, costante, non molla mai. Ha un nucleo di italiani che danno i princìpi in campo e nello spogliatoio, sono in grado di prendere e dare il ritmo alla squadra, tutti quelli che arrivano imparano da loro. Un commento sul campionato del Napoli? Le stagioni nascono in una maniera e finiscono in altri modi, ma questi discorsi si possono fare anche per altre”.
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it




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Il Siviglia vince l'Europa League: 3-2 al Dnipro.
Paura per Matheus, svenuto in mezzo al campo


VARSAVIA - C'e' chi punta al triplete, vedi Barcellona e Juventus, e chi intanto cala un poker, come il Siviglia, che stasera a Varsavia ha vinto l'Europa League (in precedenza Coppa Uefa) per la quarta volta nella sua storia, come mai nessun'altra squadra era riuscita a fare.

Il pronostico è stato rispettato e la squadra di Unai Emery ha alzato la coppa per la seconda volta consecutiva, ma gli ucraini del Dnipro si sono rivelati avversario per nulla arrendevole, come dimostra il 3-2 finale, segnato dalla doppietta del bomber colombiano Bacca. Il Siviglia centra anche l'accesso diretto alla Champions League, che vedrà schierate la prossima stagione cinque squadre spagnole.

La partita ha avuti ritmi elevati ed è stata a tratti spettacolare, grazie anche all'atteggiamento volitivo del Dnipro, che è andato in vantaggio al 7' con Kalinic, puntuale di testa su cross del brasiliano Matheus. La squadra di Emery ha impiegato venti minuti per reagire a dovere, pareggiando al 28' con il polacco Krychowiak e trovando il vantaggio tre minuto dopo con Bacca, lanciato in modo perfetto da Reyes tra le fila ucraine. Sembrava una finale segnata e invece il Dnipro ha rialzato la testa e al 44', su una precisa punizione del suo capitano Rotan, ha trovato il 2-2.

Nella ripresa il Siviglia ha accentuato la pressione fino a dare la palla giusta a Bacca, che al 28' non ha sbagliato, siglando il 3-2. Momenti di paura nel finale, quando il brasiliano del Dnipro Matheus si è accasciato a terra, perdendo i sensi, probabilmente in seguito ad un precedente colpo subito alla testa in un contrasto di gioco. Il giocatore è stato portato fuori in barella nel silenzio assoluto e più tardi, ripresa conoscenza, condotto in ospedale.

Golden State Warriors volano alle finali NBA. I Rockets battuti 4-1 grazie al solito Curry

Grande festa all'Oracle Arena dove
Golden State batte 104 a 90 i Rockets approdando alla finalissima Nba dove sfideranno per la conquista dell'Anello i
Cleveland Cavaliers. I Warriors si impongono nella finale di Conference a Ovest in gara cinque, 4-1, e tornano alle Finals dopo 40 anni.

A spingere al successo Golden State Stephen Curry autore di 36 punti e 8 rimbalzi, 24 punti per Harrison Barnes, 20 per Klay Thompson. Parte male la gara per la franchigia guidata da coach Steve Kerr sotto 17-22 dopo il primo parziale ma i Warriors cominciano a macinare gioco e arrivano all'intervallo lungo avanti 52-46, distanza invariata nel terzo parziale, nel finale Golden State resta in controllo e aumenta il distacco chiudendo con 14 punti di vantaggio.

Per quanto riguarda i Rockets si devono arrendere alla forza dei Warriors, non brilla la stella della franchigia texana James Harden, autore di 45 punti nella sfida di lunedì, che registra un record negativo per il playoff di 13 palloni persi, per lui 14 punti. Il migliore dei Rockets è Dwight Howard con 18 punti e 16 rimbalzi. L'appuntamento tra Cavs e Warriors è ora per le Finals, la prima sfida è fissata per il 4 giugno.

Benitez saluta il Napoli: "La mia esperienza si chiude qui, lascerò la squadra in Champions"

«Ringrazio il presidente, la società e tutti i tifosi perché dopo due anni finisce la mia esperienza qui a Napoli». Si è aperta così, subito con l'annuncio atteso, la conferenza stampa di Rafa Benitez, presentatosi davanti ai giornalisti in compagnia del patron De Laurentiis. «Domenica ci aspetta una partita importantissima e voglio concludere i miei due anni con una vittoria e portando il Napoli in Champions», ha detto il tecnico spagnolo, prima di lasciare il microfono al presidente. «Ringrazio Rafa per questo periodo insieme, mi conquistò subito a Londra 2 anni fa e mi ha confermato quell'impressione – ha detto De Laurentiis - Il contratto prevedeva due anni e l'opzione per il terzo, mi sono fatto una ragione di questa scelta e gli auguro ogni fortuna».

Di Matteo lascia la panchina dello Schalke: "Esonerato? No, mi dimetto da solo..."

Roberto Di Matteo si è dimesso come allenatore dello Schalke 04. Lo ha annunciato il club tedesco in un comunicato. È stato il tecnico italiano a rassegnare le dimissioni, nonostante il contratto in scadenza nel 2017, dopo una serie di incontri con Horst Heldt, general manager della società.

L'allenatore ha avuto un confronto «costruttivo» con il direttore sportivo Horst Heldt, in cui entrambi hanno capito di avere «punti di vista diversi sul futuro», spingendo il tecnico a lasciare la squadra, ha spiegato il club tedesco che non ha fatto nomi di potenziali successori. Di Matteo è arrivato allo Schalke nel mese di ottobre dello scorso anno al posto di Jens Keller con un contratto fino al 30 giugno 2017.

Un brutto girone di ritorno, che si è concluso sabato con una sconfitta per 2-0 contro l'Amburgo, ha lasciato la squadra di Di Matteo in sesta posizione, senza centrare l'obiettivo di ottenere uno dei primi quattro posti in classifica per l'accesso alla Champions League. Domenica scorsa erano circolate delle voci sull'esonero dell'allenatore ma oggi lo Schalke ha smentito queste voci, spiegando che l'addio di Di Matteo è stato deciso di comune accordo, dopo la conversazione con Heldt. «La insoddisfazione per la seconda parte di campionato è troppo grande. E in queste condizioni non posso garantire al club quanto sperava», ha detto Di Matteo. «Quindi un nuovo inizio mi sembra la cosa migliore per tutti».

Il Real Madrid esonera Ancelotti, Perez: "La squadra ha bisogno di impulsi nuovi"

MILANO - Carlo Ancelotti non è più l'allenatore del Real Madrid, ma non sarà nemmeno l'allenatore del Milan. Ieri il patron madridista Florentino Perez lo ha esonerato, nonostante la Decima. «Era il momento di dare una scossa alla squadra per raggiungere nuovi trofei. Sono stato con Carlo prima di venire qui, posso solo dire che è un signore. Il nuovo allenatore si conoscerà la prossima settimana, sarebbe molto bello che il nuovo allenatore fosse castigliano, parlasse castigliano», le sue parole dopo il direttivo. I segnali di affetto di Modric, Casillas e soprattutto di Cristiano Ronaldo per Carlo non sono bastati «ma sono giusti, non mi hanno infastidito», rivela Perez.

In mattinata Adriano Galliani era volata a Madrid per far compere. «Carlo fa parte della storia del Milan, ha vinto due Champions come allenatore e altre due come giocatore». Galliani ha ammesso incontri «pure con qualche dirigente dell'Atletico. Mandzukic? Mi piace molto, sì».

Ma prima la cena con Carletto e l'intermediario Ernesto Bronzetti. «Fino a quanto rimarrò? Sarebbe bello restare per tutta l'estate. Un po' a Ibiza, un po' a Formentera, un po' a Siviglia... Per Emery? Siviglia non va bene, andiamo a Valencia (ride, ndr)». Meglio andare a Firenze da Vincenzo Montella. Nel pomeriggio si era sparsa la voce che l'ad rossonero avesse varcato la porta di casa Atletico per confermare l'intenzione di tenersi Alessio Cerci e soprattutto avanzare una prima offerta per Mario Mandzukic. Ma l'appuntamento è oggi. Se la richiesta dei colchoneros dovesse essere proibitiva, Casa Milan sarebbe pronta a puntare su Jackson Martinez del Porto, altro obiettivo dichiarato.

E la cena? A tavola all'hotel Wellington con Carlo e la moglie si è fatto un tentativo di convincerlo a tornare a Milano con un progetto tecnico importante e investimenti. Ma la risposta è stata la stessa, “no grazie”. Parole già ripetute in un'intervista al “Il Giornale”: «Mi devo operare alla cervicale per via di una stenosi. E non so francamente quanto tempo dovrò stare fisicamente fermo, per la fase post-operatoria e per la successiva rieducazione. Mi riposerò nella mia casa in Canada. Galliani? Un piacere averlo ospite a cena, ma non posso cambiare programma. Il dado è tratto». Intanto Pippo Inzaghi continua a sperare.

FONTE: Leggo.it


PESCARA CALCIO/FRANCESCO ZAMPANO, PLAY OFF "GIOCHEREMO PER VINCERE"
Lunedì 25 Maggio 2015 16:17 | Scritto da MASSIMO SANVITALE
L'intervista di Massimo Sanvitale

Tra i più positivi di una stagione altalenante c’è sicuramente Francesco Zampano del Pescara calcio: terzino classe 93’ che con le sue giocate si è guadagnato un posto da titolare e la stima dei tifosi. Nato a Genova e cresciuto nelle giovanili della Sampdoria vanta già una carriera ricca di esperienze. Due i campionati disputati con la Virtus Entella in Lega Pro (seconda poi prima divisione), passato lo scorso anno alla Juve Stabia in B. E’ a Pescara in prestito dall’Hellas Verona, ma tutti i tifosi si augurano una sua riconferma.

Lo abbiamo incontrato dopo la vittoria sul Livorno che ha sancito l’inizio dell’avventura playoff per i Biancazzurri:
Sei reduce da un infortunio, ci sarai contro il Perugia?
In questi giorni proverò a recuperare, ho buone sensazioni. Vediamo come va.

Il Pescara ha esonerato Baroni e ha affidato la squadra a Oddo, cosa è cambiato?
E’ una domanda difficile. Il Mister ha portato una gran voglia di vincere e tanto entusiasmo, infatti c’erano tanti tifosi allo stadio.

Il primo ostacolo è il Perugia, che impressione ti ha fatto nel doppio confronto in campionato?
E’ meglio affrontare il Perugia rispetto a Spezia e Vicenza, noi giocheremo per vincere sapendo di dover battere una buona squadra.

Forse Lanzafame, giocando tra le linee, è il giocatore che più ha messo in difficoltà il Pescara in questa stagione, sei d’accordo?
Lui e Fabinho sono davvero forti, sarà una partita difficile, però con l’entusiasmo che ci ha dato il Mister possiamo farcela.

C’è qualche differenza che tra Oddo e Baroni nella preparazione di una partita?
Oddo ha smesso di giocare da poco, ci mette più a nostro agio. Sa capire il ruolo dei giocatori, ad esempio ha messo Pasquato a sinistra e Bjarnason dietro le punte. Riesce ad immedesimarsi con noi, è stato un giocatore importante.

Sembrava che il Pescara avesse trovato equilibrio giocando 4-4-2, però le ultime partite con Baroni in panchina abbiamo visto un centrocampo a tre. Quanto la squadra ha sofferto l’assenza di esterni e dunque l’uscita di Politano?
Politano ha giocato quasi tutte le partite, non era in un momento di forma, probabilmente il Mister voleva farlo rifiatare. Poi come esterni a destra non c’erano molte alternative, così siamo passati al rombo con Bjarnason dietro le punte. Prima del cambio cercavamo l’ampiezza, poi secondo me abbiamo fatto bene anche con il rombo. Per esempio contro lo Spezia se Melchiorri avesse segnato quel gol (avrebbe portato il Pescara sul 3 a1 ndr) sarebbe stata un’altra partita. Anche ad Avellino è stata una buona prestazione. Ci sono stati episodi sfavorevoli e i risultati non sono arrivati.

Ti saluto chiedendoti se a questo punto è lecito credere nell’impresa di vincere i playoff.
Assolutamente si! Noi ci crediamo, altrimenti non scenderemmo nemmeno in campo. Prepareremo bene la gara, speriamo di vincere. Mi auguro che i tifosi vengano a sostenerci.

FONTE: GiornaleDiMonteSilvano.com


24.05.2015
Gp Monaco, vince Roseberg
Vettel secondo, thriller finale

Rosberg festeggia a Monaco

MONACO. Il tedesco Nico Rosberg, su Mercedes, ha vinto il Gran Premio di Monaco, sesta prova del mondiale di Formula 1, conquistando il suo terzo successo di fila a Montecarlo. Secondo posto sul podio per la Ferrari di Sebastian Vettel, terzo l’altra Mercedes di Lewis Hamilton. Sesto Kimi Raikkonen con la seconda Ferrari. Il quarto posto è andato al russo della Red Bull Daniil Kvyat, mentre il compagno di squadra Daniel Ricciardo ha chiuso quinto. A punti sono andati anche Sergio Perez con la Force India, settimo, Jenson Button (McLaren), ottavo, Felipe Nasr sulla Sauber, nono, e infine, decimo, Carlos Sainz jr (Toro Rosso).

LA SAFETY CAR E IL FINALE THRILLER. Ingresso della safety car al 64/o giro, su 78, del Gp di Monaco, per un incidente al giovane olandese della Toro Rosso, Max Verstappen. Nel tentativo di superare la Lotus di Romain Grosjean, Verstappen l’ha tamponata e ha perso il controllo della sua monoposto, finendo con violenza contro una barriera di protezione. Per sfruttare l’occasione, Hamilton è andato ai box per cambiare le gomme, ma all’uscita si è trovato terzo alle spalle di Rosberg, ora in testa, e Vettel. La safety car ha lasciato la pista al 70/o giro e Nico Rosberg si è lanciato in testa inseguito da Vettel e Hamilton per un finale incandescente. Il gruppo si è ricompattato, con Kvyat al quarto posto, davanti a Raikkonen e Ricciardo.

LA DELUSIONE DI HAMILTON. All’arrivo Lewis Hamilton si è fermato per qualche istante lungo la pista prima di portare la sua Mercedes nei pressi del palco che ospita i primi tre del GP di Monaco. Forse per far sbollire un pò la rabbia per una vittoria buttata alle ortiche per un errore di strategia del team. Poi, al momento della premiazione, a testa bassa e con il magnum di champagne ancora chiuso, tra le mani, si è allontanato ancora, prima di tornare e rispondere alle prime domande sul perchè di quanto accaduto. «Non è stata tra le corse più facili per me e per il team. È andata bene per tutta la stagione. A volte si vince in altre si perde» risponde laconicamente il campione del mondo che poi, aggiunge: «Sono certo che poi ne parleremo e cercheremo di migliorare per il futuro». Una gara quasi vinta... «Ritornerò per vincere il prossimo» dice al pubblico di Monte Carlo Lewis Hamilton che qualche minuto dopo in conferenza stampa alla domanda se in qualche modo centri anche lui nella decisione di effettuare il pit stop supplementare, risponde: «Onestamente è accaduto tutto così velocemente che non ricordo - ammette -. È stata una bella corsa fino al quel momento, Comunque ho preso buoni punti per il campionato e come ho già detto andremo ad analizzare per capire cosa abbiamo sbagliato. Per capire come team, come squadra quello che è successo». Hamilton, quindi, invitato ad esternare il suo stato d’animo, le sue sensazioni, esterna: «Non saprei esprimere quello che provo. Io chiaramente mi fido del team e quindi, durante la corsa se viene richiamati ai box, semplicemente si rientra perchè si pensa che sia la scelta giusta. Ma per quella che è stata la situazione, purtroppo, non è stata la scelta giusta» dice. Forse un attimo di confusione al box? «Non ho idea, io stavo guidando!» Conclude un sempre più laconico Lewis Hamilton.

FONTE: LArena.it


L'FBI arresta 7 membri della Fifa: '25 anni di corruzione. Blatter non indagato'

27 maggio alle 18:15
18.05 LO SFOGO DI MARADONA - Diego Armando Maradona, uno dei più grandi nemici di Blatter, ha detto la sua sulla vicenda ai microfoni di Radio La Red: "Mi hanno trattato da pazzo, ora basta mentire la gente. Io non sparo a vuoto, avevo avvisato di queste cose. E Blatter può ancora vincere le elezioni, perché stanno ancora girando soldi di tangenti. Le brave persone resteranno, i cattivi non hanno avuto rispetto del calcio e della sua dignità. Io, i miei soldi, me li guadagno lavorando. Dobbiamo restituire il calcio alla sua famiglia. Blatter ora dovrà rinunciare a quelli che sono risultati compromessi".

18.00 LE PAROLE DEL MINISTRO DELLA DIFESA USA - Il ministro della giustizia Usa, Richard Weber, attacca: "Dall'indagine sono emersi milioni di dollari frutto di riciclaggio e attività della criminalità organizzata: vogliamo liberare il calcio, questa è la Coppa del Mondo della corruzione. E' un cartellino rosso alla FIFA".

17.03 LE PAROLE DEL DIRETTORE DELL'FBI COMEY - Nel corso della conferenza stampa indetta negli USA dal procuratore generale e dal direttore dell'FBI, sono arrivati ulteriori dettagli sulla maxi operazione scattata in mattinata nei confronti della FIFA. Ecco le parole del Direttore dell'FBI Comey: "Gli indagati ricoprono diversi ruoli di potere. Sono state alterate le normali procedure del calcio internazionale. Quanto fatto finora è solo l'inzio perché vogliamo estirpare il male della corruzione dal mondo del calcio. Abbiamo riscontrato che alcune compagnie di marketing si sono dichiarate colpevoli. Possiamo dire che c'è stata la reiterazione del reato".

16.58 LE PAROLE DEL PROCURATORE GENERALE LYNCH - Nel corso della conferenza stampa indetta negli USA dal procuratore generale e dal direttore dell'FBI, sono arrivati ulteriori dettagli sulla maxi operazione scattata in mattinata nei confronti della FIFA. Ecco le parole del Procuratore Generale Lynch: "Vogliamo che il calcio resti libero. E' stata aperta un'indagine su membri della FIFA per evitare una frode a livelli internazionale. Alcune posizioni di potere sono state usate per vantaggi personali. E' stato scoperto un sistema generalizzato che interessa gli ultimi 20 anni. Sono stati già due gli arrestati che si sono dichiarati colpevoli. Nell'inchiesta è interessato anche l'ex presidente della Concacaf. . Coinvolto il vice presidente FIFA Warner. Indagato per tangenti dal governo sudafricano pari a 10 milioni di dollari a favore dell'assegnazione dei Mondiali 2010. La posizione di Blatter? Non possiamo parlare di chi non è stato coinvolto direttamente quest'oggi. Non sarebbe corretto. Ringrazio le autorità svizzere che hanno agevolato gli arresti".

15.30 Ci sono nuovi sviluppi sull'inchiesta portata avanti dalla polizia svizzera su input dell'FBI contro la gestione della Fifa degli ultimi 20 anni. Sette altissimi dirigenti sono stati arrestati stamattina a Zurigo su richiesta delle autorità statunitensi. L'accusa è di associazione a delinquere e corruzione per un arco di 24 anni. Per la precisione, sono 14 le persone indagate, come reso noto dal ministero della Giustizia americano: nove funzionari dell'organo di governo del calcio mondiale e cinque uomini al vertice. È stata perquisita la sede della Concacaf, la confederazione che governa il calcio in America centrale e settentrionale e nei Caraibi, a Miami, in Florida. In un comunicato, il procuratore generale Loretta Lynch, ha spiegato che l'inchiesta riguarda "due generazioni di funzionari del calcio" che avrebbero "abusato della loro posizione" per accaparrarsi "milioni di dollari in tangenti e bustarelle". "La corruzione - ha detto la Lynch - ha danneggiato profondamente molte vittime, dalle leghe giovanili ai Paesi in via di sviluppo - che avrebbero beneficiato dalle entrate generate dai diritti commerciali - ai tifosi il cui amore per il calcio rende preziosi quei diritti". "Pagamenti segreti e illeciti, tangenti e mazzette sono diventate il modo di fare affari nella Fifa - ha spiegato il direttore dell'Fbi, James Comey -. Quando i leader di un'organizzazione arrivano a ingannare gli stessi membri che dicono di rappresentare, allora devono rispondere delle loro azioni". Un'altra novità importante riguarda la posizione del presidente della Fifa Sepp Blatter, che risultava indagato ma non incriminato secondo i primi lanci di agenzia. Il numero uno della Fifa non sarebbe invece indagato dall'Fbi. Secondo una nota diffusa dall'Ufficio federale di giustizia svizzero (Ufg) i sei sono sospettati di aver accettato bustarelle per oltre 100 milioni di dollari. Ora sono in carcere in attesa delle procedure di estradizione.

12.00 LA RISPOSTA DELLA FIFA - Conferenza stampa nel quartiere generale della Fifa di Zurigo, nella quale ha preso la parola il responsabile della comunicazione Walter De Gregorio, che ha chiarito la posizione degli arrestati e degli indagati, tra cui il presidente Sepp Blatter, e le possibili implicazioni dell'indagine dell'FBI sull'assegnazione dei Mondiali del 2018 e del 2022:

"Vogliamo collaborare con la giustizia americana e fornire tutte le informazioni necessarie per aiutare chi sta portando avanti l’inchiesta. Voglio continuare a ribadire che la FIFA è parte lesa in questa vicenda, la FIFA intende collaborare e fornire tutte le indicazioni necessarie ai procuratori che si stanno occupando del caso. E’ nel nostro interesse che tutti i dubbi vengano chiari, che tutte le risposte vengano date, ricordando che il 18 novembre 2014 la FIFA ha emesso un richiamo ufficiale in merito all’indagine che poi è stata aperta. Ci teniamo a precisare che il Presidente non è implicato al momento, il comunicato stampa del procuratore generale chiarirà alcuni informazioni necessarie per inquadrare il caso. Non posso confermare nome e numeri degli arrestati, so che le Coppe del Mondo del 2018 e del 2022 saranno disputate regolarmente in Russia ed in Qatar. Questa indagine non è buona per la nostra immagine, ma lo è per la nostra pulizia. Abbiamo collaborato perché ci interessava questo. Non è un momento felice, ma possiamo dire che è una buona giornata perché ci aiuterà a fare chiarezza e pulizia. Finché non ci saranno certezze, non possiamo fare speculazione però. La reazione di Blatter? Nessuno di noi aveva idea che stamani alle sei si sarebbero svolti quei blitz. Eravamo sorpresi, abbiamo deciso di convocare una conferenza stampa anche se le informazioni sono relative. Siamo sorpresi quanto voi, ci saremmo preparati in altro modo se lo avessimo saputo".

7.30 IL BLITZ DELL'FBI - Accuse di corruzione dalle autorità statunitensi nei confronti dei vertici della Fifa. Alle prime luci dell'alba a Zurigo è scattata un'operazione delle autorità svizzere che, stando a quanto riferito dal New York Times, ha portato all'arresto di 14 dirigenti dell'organo di governo del calcio mondiale che saranno estradati negli Usa: Jeffrey Webb, Eugenio Figueredo, Jack Warner, Eduardo Li, Julio Rocha, Costas Takkas, Rafael Esquivel, José Maria Marin, Nicolas Leoz, Alejandro Burzaco, Aaron Davidson, Hugo Jinkis e Mariano Jinkis.


LA RETATA - La retata è avvenuta al Baur au Lac, l'hotel dove è in corso il meeting annuale della Fifa durante il quale il presidente uscente Sepp Blatter affronta la sfida del principe giordano, Ali bin Al Hussein, nella speranza di essere rieletto per il quinto mandato. Dopo essersi fatti consegnare le chiavi, gli agenti in borghese sono saliti nelle camere del lussuoso albergo e hanno eseguito gli arresti.

BLATTER INDAGATO - Secondo i mezzi di informazione statunitensi, Blatter è indagato dall'Fbi ma per ora non è tra coloro per i quali il dipartimento della Giustizia Usa ha formalizzato l'accusa di corruzione. Le accuse di corruzione, riciclaggio e frode mosse dalle autorità americane riguardano gli ultimi 20 anni e le gare per aggiudicarsi i campionati Mondiali così come gli accordi per il marketing e i diritti televisivi.

FONTE: CalcioMercato.com