#HellasWeeklyNews: ZACCAGNI e MUNARI rientrano in gruppo ma CRESCENZI ha una ricaduta e anche KUMBULLA si ferma - PAZZINI in doppia cifra per la sesta volta in carriera - Marzo mese di compleanni per TRICELLA, SACCHETTI e GALDERISI ma anche di un grave lutto per la storia scaligera: nel 2009 moriva Piero ARVEDI


#HellasWeeklyNews +   -   =

7 a 0 Hellas nell'amichevole contro la Primavera, tripleé per DI CARMINE, due gol ciascuno per ZACCAGNI e TRAORÉ, purtroppo però si è di nuovo fermato KUMBULLA.
Ricaduta per CRESCENZI che ha sentito il riacutizzarsi del dolore alla caviglia subito dopo essere tornato in gruppo.
Da Sabato al lavoro coi compagni anche MUNARI.

Dalle colonne de L'Arena si analizza un potenziale futuro dell'attuale rosa scaligera, dal rinnovo cercato con BIANCHETTI e ZACCAGNI alle opzioni su COLOMBATTO e GUSTAFSON, dalle situazioni di RAGUSA, DI GAUDIO e MATOS alla 'blidatura' di giovani come DANZI, KUMBULLA, TUPTA e TRAORÈ...

PAZZINI in doppia cifra, è la sua sesta volta in carriera!

20 Marzo 2009: Moriva uno dei presidenti più amati della storia scaligera, quel Piero Arvedi d'Emilei che rispose a chi gli chiedeva come mai avesse speso così tanto per acquisire il VERONA da PASTORELLO 'Le cose belle costano...' personalmente lo ricorderò per sempre così!

DAWIDOWICZ è tutto gialloblù! Il 20 Marzo 2019 sono maturate tutte le condizioni del caso, il difensore polacco, ormai ex BENFICA, sarà  obbligatoriamente riscattato dall'HELLAS con un contratto triennale...

Nel girone di ritorno HELLAS battuto solo dal BRESCIA, come fa notare HellasLive.it, i gialloblù hanno ottenuto 4 vittorie e 4 pareggi nella seconda metà del campionato ottenendo 16 punti dietro solo alle Rondinelle capoliste con 18 e meglio di PALERMO, PESCARA, LECCE e BENEVENTO...

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DICONO +   -   =

SuperMike COSSATO a 'Che Aria Tira' trasmissione di TeleArena «Il Brescia è la squadra che mi ha impressionato di più. Ho visto qualche partita dal vivo, fanno novanta minuti pieni in pressione sull'avversario. Non mollano mai, per me vinceranno il campionato ma con l'Hellas siamo lì, ce la possiamo giocare fino alla fine. Una squadra che ci sta mettendo gli attributi, anche contro l'Ascoli; sapete chi mi ha impressionato? Lee, nonostante l'espulsione. Salta l'uomo, mette la palla giusta, magari si perde un po' nei momenti chiave ma è giovane. Il gioco? Stanno in campo un po' tutti allo stesso modo. Cercano tutti di partire da dietro, col possesso palla ed il fraseggio. Non è semplice, ci vuole gente adatta. Se, invece, andate a vedere il gol del pareggio si capisce quanto sia meno complicata la B. Recupero palla alto in pressing, passaggio e gol. Facile. Pazzini o Di Carmine? Non voglio alimentare il tormentone, non credo che Grosso sia uno stupido. Se sceglie così, ci sarà un motivo... Vi garantisco che preferirei giocare in questo periodo storico. Dove lo vedete in giro uno con le mie caratteristiche? Adesso fai dieci gol e ti comprano gli squadroni, ai miei tempi ho segnato quaranta reti in un club come il Chievo e sono andato a Venezia. La qualità in giro è mediocre.» CalcioHellas.it

Mister MANDORLINI a L'Arena «In Serie B non credo che sia cambiato molto. I distacchi sono minimi. Perdi due partite e sei in difficoltà, le vinci ed intravedi la serie A. Il torneo è molto lungo e difficile. Io l'ho fatta a 42 ed anche a 46 partite. Quest'anno ci sono meno partite e bisogna essere "cattiviâ" ora per l'obiettivo che si insegue... In cadetteria si vive di momenti. Anche il mio Verona giocava bene due o tre gare e poi la quarta era importante portarla a casa. L'Empoli di Sarri, il Livorno di Nicola, Il Sassuolo di Di Francesco ed il mio Verona, giocavano un buon calcio però in B fatichi a mantenere la continuità di rendimento. Credo che il Brescia e il Lecce giochino un buon calcio. Tutte e due col regista. Anche il Perugia a strappi. Poi naturalmente l'Hellas e il Palermo, anche se hanno avuto delle pause. Non è facile essere i favoriti. Tornare a Verona? L'ho detto un anno fa e lo ripeto ora. Mi piacerebbe lavorare per il Verona, ho casa in città. Con l'avventuriero è dura, ma se riprende a viaggiare...» CalcioHellas.it

Mattia ZACCAGNI a La Gazzetta dello Sport «Confesso: si soffre maledettamente a guardare le partite dalla tribuna. Un calvario, che roba (ride, ndr ). Comunque è un Verona che ha fatto scattare una molla che già avevamo dentro. Le nostre incertezze non sono mai state legate a fattori tattici o tecnici, ma è sul piano mentale che abbiamo mostrato dei difetti. Con l'Ascoli poteva e doveva andare meglio, ma nulla è compromesso... Grosso? Ho ricevuto tantissimo da un allenatore come lui. Ha una dote su tutte: valorizza le tue capacità, ti guarda dentro e cava fuori quello che hai. Io ho iniziato la stagione stando dietro le quinte. Venivo da un lungo stop: l'anno scorso mi sono fermato per un problema al tendine rotuleo, ho dovuto operarmi. Così ho ripreso, di fatto, in ritiro a Primiero. Ho ricevuto la fiducia di Grosso, ha iniziato a impiegarmi più spesso, le cose sono andate bene» CalcioHellas.it


Liam HENDERSON a L'Arena «Il mio pensiero è che non conti chi scende in campo, ma che a farlo siano i ragazzi che stanno meglio e che in quel momento possono dare di più per la causa del Verona. L'importante è che la squadra giochi bene e vinca le partite, per questo il periodo in cui ho giocato meno è stato ugualmente importante per me, mi ha permesso di arrivare in forma in questa fase della stagione. Tutti devono essere pronti a dare il proprio contributo. Joe Jordan? Qui è un mito fra i tifosi... È una assoluta leggenda anche in Scozia, non solo a Verona! Ho parlato con lui per una ventina di minuti e mi ha dato tanti consigli preziosi sul calcio italiano e su quello che i tifosi dell'Hellas si aspettano da noi. È stato fantastico potergli parlare così. I tifosi del Verona? Per me la loro è solo passione, e a me dà una grande carica. Ho giocato ormai in diversi stadi italiani e posso dire che i tifosi del Verona sono unici, per il modo "British" che hanno di vivere la partita, cantando dall'inizio alla fine cori che sento anche in Scozia e diversi dalle altre tifoserie italiane» CalcioHellas.it

Mister MANDORLINI a TMW «Chi salirà dalla B? Una bella lotta, con i play off può succedere di tutto. Punto su Lecce e Brescia, per il resto è un terno al lotto» TuttoMercatoWeb.com

Capitan TRICELLA compie 60 anni e a Tavellin racconta «A Cernusco sul Naviglio siamo nati io, Galbiati e Scirea. Quest'ultimo era di un'altra categoria, però dai anche i primi due hanno fatto qualcosa nel calcio. Il libero? Il più bel ruolo del mondo se è interpretato. La nostra è stata una generazione che ha avuto dei vantaggi. Mandavo sempre Fontolan a saltare di testa e attendevo le spizzicate, così non mi facevo mai male e facevo bella fugura. Ecco il "Fonto" è stato un po' sottovalutato a Verona. Ed invece, dato che mi spingevo in avanti, lui era bravo perchè si trovava spesso da solo con l'attaccante... Proporsi non è mai facile, nel calcio i tempi sono importanti. Come Pirlo anticipava tutti con un lancio, noi col mister Bagnoli eravamo svelti. La velocità di esecuzione nel calcio è fondamentale. Sempre elegante e pulito negli interventi? Oddio qualche legnata l'ho data pure io. Diciamo che avevo i tempi giusti. La differenza che ho notato nel mio gioco dai primi anni di serie B, alla serie A, è stato il movimento senza palla. Mentre prima ero bello da vedere ma inutile quando uscivo dall'area di rigore, andando in sovrapposizione creavo la sorpresa. Non facevo tanti gol, ma li facevo fare. Ero tempista, era difficile saltarmi. A me piace Skriniar dell'Inter. Lui ha un grande tempo, poi ci vuole fortuna» LArena.it



IN BREVE A PIÉ PAGINA +   -   =

VITA DA EX: Nel 2 a 0 dell'ITALIA alla FINLANDIA in gol anche il millenial Moise KEAN. Sebastien FREY shock via Instagram 'Stavo per morire... Mi hanno trovato un virus che mi ha completamente disabilitato'. Parla Gaetano NAVAS arrivato a Gennaio e subito prestato alla PAGANESE 'È successo tutto all'improvviso: allenarsi con Pazzini, Marrone e tanti altri è un onore. Soprattutto essere allenato da Fabio Grosso, anche se per pochissimo tempo, è stata un'esperienza fantastica'. Momo FARES ha conquistato la SPAL dopo un inizio difficile e ora ATALANTA, CAGLIARI e SIVIGLIA lo corteggiano... Odissea turca per CERCI e HEURTAUX da sette mesi senza stipendio e fuori rosa da Gennaio; sperano in un intervento della FIFA. ROMULO nuovo testimonial Lotto...

SERIE A: Via NICOLA, all'UDINESE torna TUDOR.

SERIE B: BISOLI non è più l'allenatore del PADOVA, al suo posto ecco CENTURIONI.../p>


RASSEGNA STAMPA +   -   =
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Sesta volta in carriera in doppia cifra Giampaolo #Pazzini: in particolare in #SerieBKT strepitose le sue medie: 42 reti in 91 partite, in campo per 6128 minuti, 1 gol ogni 146'. Scopri tutte le altre curiosità post 29^ giornata 👉 https://t.co/fqpcaD0Ewt pic.twitter.com/vkUPyf6BKT

— Lega B (@Lega_B) 20 marzo 2019


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È UFFICIALE
Maturate le condizioni per l'obbligo di riscatto dall'@SLBenfica: #Dawidowicz è ora tutto dell'Hellas Verona FC.#HVFC https://t.co/cTRUkP99w0

— Hellas Verona FC (@HellasVeronaFC) 20 marzo 2019


RASSEGNA
L'Arena - "Pressione per l'Hellas. Condannato a vincere"
23.03.2019 13:30 di Anna Vuerich
Fonte: L'Arena
"Il Verona, nelle rimanenti otto partite, ha cinque scontri diretti", scrive il numero odierno del quotidiano scaligero "L'Arena".
La squadra di mister Fabio Grosso infatti si troverà ad affrontare molte altre formazioni in lizza per la promozione in Serie A e non sarà affatto semplice: i gialloblù dovranno vincere il più possibile per non rischiare di rimanere fuori dalla zona playoff.

FONTE: TuttoHellasVerona.it


NEWS
Cossato: "Il Brescia vincerà il campionato. Impressionato da Leeâ"
Le parole dell'eroe di Reggio sulla stagione della squadra di Grosso

di Redazione marzo 22, 2019 - 11:30

Michele Cossato, ex attaccante dell'Hellas Verona ha parlato ai microfoni di Che Aria Tira, in onda su Telearena e Radio Verona:

"Siamo lì, ce la possiamo giocare fino alla fine. Una squadra che ci sta mettendo gli attributi, anche contro l'Ascoliâ".

LEE. "Sapete chi mi ha impressionato? Lee, nonostante l'espulsione. Salta l'uomo, mette la palla giusta, magari si perde un po' nei momenti chiave ma è giovaneâ".

GIOCO. "Stanno in campo un po' tutti allo stesso modo. Cercano tutti di partire da dietro, col possesso palla ed il fraseggio. Non è semplice, ci vuole gente adatta. Se, invece, andate a vedere il gol del pareggio si capisce quanto sia meno complicata la B. Recupero palla alto in pressing, passaggio e gol. Facileâ".

PAZZINI-DI CARMINE. "Non voglio alimentare il tormentone, non credo che Grosso sia uno stupido. Se sceglie così, ci sarà un motivoâ".

CARRIERA. "Ma vi garantisco che preferirei giocare in questo periodo storico. Dove lo vedete in giro uno con le mie caratteristiche?Adesso fai dieci gol e ti comprano gli squadroni, ai miei tempi ho segnato quaranta reti in un club come il Chievo e sono andato a Venezia. La qualità in giro è mediocreâ".

BRESCIA. "È la squadra che mi ha impressionato di più. Ho visto qualche partita dal vivo, fanno novanta minuti pieni in pressione sull'avversario. Non mollano mai, per me vinceranno il campionato".

FOSCHI. "Fa il presidente vero? Se non è sempre in mezzo al caos non è contento. Magari il periodo societario poco felice per i siciliani verrà utile al Verona, chissàâ".

TOP COMPAGNI TRA HELLAS E CHIEVO. "Di sicuro in porta Gregori, a destra metterei Moretto, Seeber e Maran centrali, a centrocampo Rinino con Camoranesi da una parte e poi attacco stellare con me, Frick e Mutuâ".

NEWS
Ancora Mandorlini: "Mi piacerebbe lavorare per il Veronaâ"
L'ex tecnico gialloblù ha parlato della stagione dell'Hellas e non solo

di Redazione marzo 22, 2019 - 09:30

Andrea Mandorlini, ex allenatore di Cremonese e Hellas Verona, ha parlato in un'intervista a L'Arena:

SERIE B. "Non credo che sia cambiato molto. I distacchi sono minimi. Perdi due partite e sei in difficoltà, le vinci ed intravedi la serie A. Il torneo è molto lungo e difficile. Io l'ho fatta a 42 ed anche a 46 partite. Quest'anno ci sono meno partite e bisogna essere "cattiviâ" ora per l'obiettivo che si insegueâ".

GIOCO. "Ma in serie B si vive di momenti. Anche il mio Verona giocava bene due o tre gare e poi la quarta era importante portarla a casa. L'Empoli di Sarri, il Livorno di Nicola, Il Sassuolo di Di Francesco ed il mio Verona, giocavano un buon calcio però in B fatichi a mantenere la continuità di rendimento. Credo che il Brescia e il Lecce giochino un buon calcio. Tutte e due col regista. Anche il Perugia a strappi. Poi naturalmente l'Hellas e il Palermo, anche se hanno avuto delle pause. Non è facile essere i favoritiâ".

INTER-ICARDI. "Ma sai, è difficile giudicare. Però vedi un dirigente esperto come Marotta d'accordo con il club ha preso una decisione, dolorosa, ma l'ha presa a tutela del gruppo, dell'allenatore e adesso la cosa sembra risolversiâ".

NAZIONALE. "Beh, credo che Roberto stia facendo un ottimo lavoro. Tanti giovani inseriti da subito, ora sono cresciuti e stanno rispondendo. Il vento è cambiato. E' tornata la qualità. Credo che si possa essere ottimistiâ".

TORNARE A VERONA. "L'ho detto un anno fa e lo ripeto ora. Mi piacerebbe lavorare per il Verona, ho casa in città. Con l'avventuriero è dura, ma se riprende a viaggiare… ".

NEWS
Il futuro dell'Hellas: chi resta e chi va?
Quali giocatori faranno parte della rosa dell'Hellas in futuro? Tra rinnovi e riscatti, la pianificazione ha inizio

di Redazione marzo 21, 2019 - 12:20

Con l'incognita su quale sarà la categoria nella quale giocherà, il Verona inizia a delineare quella che potrebbe essere la rosa della prossima stagione secondo L'Arena. Come anticipato, dopo il riscatto di Dawidowicz si punta al rinnovo di Bianchetti.

Diverso invece potrebbe essere il destino di Colombatto e Gustafson. Per l'argentino esiste un diritto di riscatto da esercitare con il Cagliari, ma ad oggi la sua è stata una stagione tra luci e ombre. Lo svedese invece si trova bene a Verona e vorrebbe rimanere, ma il Torino pare intenzionato a riportarlo alla base.

Perfino Di Gaudio (Parma) e Matos (Udinese) potrebbero alla fine restare, mentre resta tutto da vedere il discorso legato a Ragusa. Molto dipenderà dalla categoria e da come l'esterno guarirà dal grave infortunio.

GIOVENTÙ SCALIGERA. Il Verona ha poi blindato con contratti pluriennali i suoi giovani più interessanti. Da Danzi a Tupta fino a Kumbulla e Traorè. Perché il progetto futuro della società, dal punto di vista tecnico, non può prescindere dai giovani.

ZACCAGNI. L'anno prossimo andrà in scadenza anche il contratto di Mattia Zaccagni, diventato uno dei punti fermi di questo Verona. Quando sarà più chiaro il futuro prossimo dei gialloblù, Setti e D'Amico incontreranno i suoi procuratori Fausto Pari e Tullio Tinti per parlare di un eventuale rinnovo.

NEWS
Zaccagni: "Devo tanto a Grosso. Ci meritiamo la Aâ"
Il centrocampista gialloblù è pronto al rientro. E punta dritto alla promozione, da festeggiare magari con un nuovo tatuaggio

di Redazione marzo 21, 2019 - 09:16

Una prima parte di stagione da vero e proprio protagonista, poi l'infortunio che l'ha tenuto fuori nelle ultime quattro partite. Mattia Zaccagni però ora è pronto al rientro: "Sto bene, finalmente", racconta a La Gazzetta dello Sport.

Guardare le partite dalla tribuna non gli è piaciuto: "Confesso: si soffre maledettamente a guardare le partite dalla tribuna. Un calvario, che roba (ride, ndr ). Comunque è un Verona che ha fatto scattare una molla che già avevamo dentro. Le nostre incertezze non sono mai state legate a fattori tattici o tecnici, ma è sul piano mentale che abbiamo mostrato dei difetti. Con l'Ascoli poteva e doveva andare meglio, ma nulla è compromesso".

ASCOLI. La partita contro i bianconeri è stata una battuta d'arresto per l'Hellas: "Peccato, perché venivamo da una grande partita a Perugia. Sabato c'è mancato qualcosa dal punto di vista dell'atteggiamento, ed è lì che dobbiamo migliorare. Ci giochiamo tutto in otto gare. E ci crediamoâ".

CREMONESE. Ora la sosta, poi ad attendere i gialloblù tra poco più di una settimana ci sarà la Cremonese, sfida che dà il via a un aprile di fuoco: "Dobbiamo vincere questa, prima di tutto. Dopo, avanti con gli scontri diretti. Come si va in Serie A? Banalmente, non sbagliando mai. Il tempo non è molto, ma questo Verona ha le qualità per completare la rimonta".

GROSSO. Sotto la guida di Fabio Grosso Zaccagni ha fatto un vero e proprio salto di qualità: "Ho ricevuto tantissimo da un allenatore come lui. Ha una dote su tutte: valorizza le tue capacità, ti guarda dentro e cava fuori quello che hai. Io ho iniziato la stagione stando dietro le quinte. Venivo da un lungo stop: l'anno scorso mi sono fermato per un problema al tendine rotuleo, ho dovuto operarmi. Così ho ripreso, di fatto, in ritiro a Primiero. Ho ricevuto la fiducia di Grosso, ha iniziato a impiegarmi più spesso, le cose sono andate bene".

VERONA. Arrivato all'Hellas nel 2013, partito dalla Primavera, Zaccagni ha poi esordito in A in una partita con l'Inter, a San Siro. "Il Verona mi prese dal Bellaria, qui adesso mi sento a casa, vivo in una città meravigliosa e gioco per una squadra unica. Sono cresciuto come giocatore, come persona. Devo molto all'Hellas".

TATUAGGI. Oltre al calcio, una delle grandi passioni di Zaccagni sono i tatuaggi: "Ce n'è uno che preferisco: un pallone, con sotto due date. Una, quella del mio debutto in Serie A, il 23 settembre 2015, e l'altra, invece, il 18 maggio 2017, il giorno in cui sono stato promosso con l'Hellas".

Adesso Mattia punta ad aggiungere un'altra data a quelle sopracitate: "Già, per celebrare una nuova promozione con il Verona. È l'obiettivo da raggiungere. Perché Verona, la città, i tifosi, la squadra, tutti noi, ce lo meritiamo. E stando insieme, uniti e forti, ci si va".

NEWS
Henderson: "Non conta se gioco o no, conta il Verona. Joe Jordan un idolo. I nostri tifosi…â"
Parla il centrocampista scozzese, che nelle ultime partite è tornato a prendere in mano il centrocampo di Grosso

di Redazione marzo 20, 2019 - 12:42

L'approdo al Verona con tante aspettative da parte di tutti. L'inizio importante e poi la lunga attesa. Liam Henderson sembra essersi ripreso definitivamente la maglia da titolare. Dopo il flop nella prima di ritorno col Padova, la grande serata di Perugia. «C'è stato dell'altro in mezzo» dichiara il ventitreenne scozzese, «adesso, dopo il gol e il salto di Perugia, voglio guardare avanti». Oggi, sulle pagine sportive de L'Arena, troviamo una sua lunga intervista. Eccone alcune parti salienti

Sul fatto di aver giocato poco: "Il mio pensiero è che non conti chi scende in campo, ma che a farlo siano i ragazzi che stanno meglio e che in quel momento possono dare di più per la causa del Verona. L'importante è che la squadra giochi bene e vinca le partite, per questo il periodo in cui ho giocato meno è stato ugualmente importante per me, mi ha permesso di arrivare in forma in questa fase della stagione. Tutti devono essere pronti a dare il proprio contributo".

Su Joe Jordan: "Qui è un mito fra i tifosiâ€¦È una assoluta leggenda anche in Scozia, non solo a Verona! Ho parlato con lui per una ventina di minuti e mi ha dato tanti consigli preziosi sul calcio italiano e su quello che i tifosi dell'Hellas si aspettano da noi. È stato fantastico potergli parlare così".

Sui tifosi del Verona: "Per me la loro è solo passione, e a me dà una grande carica. Ho giocato ormai in diversi stadi italiani e posso dire che i tifosi del Verona sono unici, per il modo "Britishâ" che hanno di vivere la partita, cantando dall'inizio alla fine cori che sento anche in Scozia e diversi dalle altre tifoserie italiane".

Sui compagni: "Ho un ottimo rapporto con tutti, davvero, ma mi piace uscire con Dawidowicz, Gustafson e Balkovecâ".

NEWS
Caccia al Brescia, le armi del Verona: recupero degli infortunati e Lee. Ma la A passa dagli scontri diretti
Focus del Corriere dello Sport in edicola stamani, che fa le carte al campionato di Serie B. Dopo la sosta ci saranno squadre che daranno la caccia al Brescia capolista

di Redazione marzo 20, 2019 - 11:20

Sull'Hellas Verona, questo l'approfondimento del quotidiano:

CONDIZIONE FISICA. Il pari pre-sosta non può aver fatto smarrire la credibilità che il Verona si è costruito. Al rientro, la buona notizia per Fabio Grosso sarà il recupero di alcuni infortunati: l'Hellas si era trovato pure a dover gestire gare con 10 assenti. Ma ha saputo resistere. Crescenzi, Zaccagni e Vitale sono alcuni di quelli che torneranno nell'anticipo con la Cremonese, il 29. Fermi Matos e Munari oltre a Ragusa.

CALENDARIO. La trasferta di Cremona e poi la capolista Brescia, in casa, in 4 giorni. Quindi il riposo e un trittico con Palermo, Benevento e Pescara. Il girone d'andata s'è chiuso in crescendo sfruttando gli scontri diretti. Ora c'è in ballo la A senza i play off.

UOMINI CHIAVE. Il coreano Lee – forse più di tutti – è la variabile impazzita di questo Hellas. Prima dell'espulsione contro l'Ascoli, ha fatto il diavolo a quattro. Prezioso in entrambe le fasi, un problema per gli avversari in copertura: non per niente, è un prodotto della cantera del Barcellona. Il 4-3-3 di Grosso non contempla Pazzini e Di Carmine insieme, mentre Di Gaudio – da gennaio al Verona – può essere l'uomo in più nel tridente. Occhio anche a Henderson.

ESCLUSIVE
ESCLUSIVA CH – Tricella: "Sette punti nel tour de force per crederci fino alla fineâ"
Il capitano dello Scudetto non ha dubbi: con almeno due vittorie e un pareggio si può continuare a crederci fino all'ultimo

di Tommaso Badia marzo 18, 2019 - 19:37

L'ultima volta lo avevamo sentito a giugno, in pieno calciomercato estivo: oggi, nel giorno del suo compleanno, abbiamo voluto fargli un'altra telefonata, sia per (ovviamente) fargli gli auguri che per sentire la sua opinione sul "nuovoâ" Verona targato Grosso-D'Amico.

Parliamo ovviamente di capitan Tricella, che nel pomeriggio ha scambiato due chiacchiere con noi riguardo alla stagione dell'Hellas e al rush finale che attende i gialloblù.

Di seguito, dunque, la nostra intervista esclusiva al capitano del Verona dello storico Scudetto.

Quando ci siamo sentiti a giugno, non aveva ancora un'idea ben definita del nuovo Verona targato D'Amico-Grosso: ora, a distanza di nove mesi, può darci un'opinione a riguardo?
«Premettendo che quest'anno non ho visto moltissime partite dell'Hellas, se andiamo a vedere i risultati mi sembra una buona stagione. Non parliamo di un'annata positivissima, perché tutti si aspettavano di tornare subito con facilità in Serie A, ma essere comunque lì a giocarsela a nove giornate dal termine è un buon risultato».

Sempre quest'estate, aveva evidenziato la mancanza di continuità della squadra, un problema che sembra essere ancora presente…
Â«È chiaro che se si vuole vincere i campionati si deve avere continuità, e ultimamente sembrava anche che il Verona l'avesse trovata nonostante il passo falso contro il Lecce, che comunque ci può stare. Quest'ultima partita con l'Ascoli lascia invece un po' di rammarico, perché con l'avvicinarsi della fine della stagione vincere tutte le partite contro le squadre di minor levatura diventa obbligatorio. Inoltre fare bottino pieno avrebbe garantito di arrivare agli scontri diretti sull'onda dell'entusiasmo…».

Ecco, parlando proprio del prossimo tour de force che attende il Verona, secondo lei quale sarebbe un numero di punti considerato "accettabileâ" per continuare ad avere ambizioni di promozione diretta?
«Io penso che con 7 punti si potrebbe arrivare alle ultime giornate con ancora tutto in gioco: ci sta che una delle quattro partite contro Brescia, Palermo, Benevento e Pescara vada male, l'importante è non perdere le altre, vincendone almeno due».

Chiudiamo con una domanda secca: chi va in Serie A?
«A questo punto la situazione inizia a delinearsi, anche se adesso arriva il periodo clou: è ad aprile che bene o male si definisce la classifica, e fare qualche punto in più o in meno può avere un enorme peso, perché in questo momento una vittoria o una sconfitta potrebbero segnare la differenza tra una squadra che rinuncia definitivamente ai propri obiettivi e un'altra che invece inizia a crederci seriamente. Arrivati a fine marzo, penso che ormai a giocarsela siano le prime sei, ma è normale che se dovessi seguire il cuore direi innanzitutto Verona…».

FONTE: CalcioHellas.it


21 MAR 2019
SLIDING DOORS… rimorsi o rimpianti
"Meglio vivere di rimorsi che di rimpiantiâ"… quante volte questa frase si è affacciata nel corso della nostra vita.

Raramente tuttavia ci si sofferma sul suo reale significato.

Il rimorso è il sentimento che accompagna ogni singolo fallimento, ogni errore, peggio se irreparabile. Ovvero quanto nel nostro vivere quotidiano avremmo potuto fare diversamente, scegliendo, consapevolmente o meno, la soluzione peggiore anzichè quella per noi migliore.

Questione di scelte. Le "Sliding Doorâ" della nostra vita. Ne prendi una che ne apre ad altre e ogni volta è un viaggio a sè, un destino senza ritorno totalmente diverso da quello segnato nell'altra porta… in sintesi "è ciò che decidiamo della nostra vitaâ". Se apriamo la porta sbagliata, l'abbiamo aperta noi. Abbiamo scelto.

Il rimpianto no, quello è ben altra cosa. Non è dover accettare uno sbaglio ma la consapevolezza di non aver scelto affatto. Di aver preferito uno status quo ad una decisione, più o meno radicale, più o meno importante e fondamentale, per indirizzare il nostro percorso umano.

Il rimpianto è null'altro che starsene a guardare le due porte con dentro i nostri destini diversi, scegliendo di lasciarle entrambe chiuse.

Se il rimorso tuttavia ti sbatte in faccia sempre e comunque il conto, spesso salato, dei nostri errori, il rimpianto, al contrario, lascia spazio all'immaginazione, per ciò che avrebbe potuto essere e non è stato. Una serie infinita di supposizioni fini a stesse che alla lunga logorano più di qualsiasi senso di colpa conseguente ai nostri errori. Di questi infatti, prima o poi ce se ne fa una ragione… in qualche modo ci si perdona. Delle opportunità non colte, per paura o per convenienza, invece no. Restano un tarlo che ci accompagna per sempre: "Se avessi fatto… se avessi detto… se… se…â"

Che c'entra tutto ciò con il nostro Verona? C'entra eccome.

Gli eventi succeduti dall'arrivo di Maurizio Setti alla guida del Verona sono un catalogo di errori interminabile. Errori che abbiamo sotto gli occhi, che possiamo contare uno per uno.

C'è ne siamo fatti una ragione… sino a che Setti sarà presidente del Verona, ci dovremo convivere. Rappresentano tuttavia una certezza, che in quanto tale è assimilata dal nostro subconscio al fine di lenire la nostra sofferenza di tifosi e andare avanti.

Quello che fa più male sono invece i rimpianti. Di ciò che sarebbe stato se Martinelli non si fosse ammalato e avesse avuto più tempo per scegliere a chi affidare il suo e nostro Verona. Che campionati sarebbero stati se l'esonero di Mandorlini fosse arrivato alla sosta per la nazionale di Novembre. Se, sempre per la sosta della Nazionale di Novembre fossero arrivati quelli mai arrivati di Pecchia un anno fa e Grosso quest'anno. Dove saremmo ora con un Iachini, con un Malesani, Cosmi o ancora Zeman? A questo non c'è risposta. Solo dubbi.

Al termine della mia vita vorrei poter contare i miei tanti errori, ma se Dio vuole, spero pochi o nessun rimpianto.

Di sicuro "qualcun altroâ" conterà di certo gli errori ma state tranquilli, di sicuro non i rimpianti. Perché affinché tali siano, è implicito siano oggetti di sentimento puro e incondizionato.

Questo "qualcunoâ" non ha invece sentimenti per il nostro Verona, che non sia il mero "Business is businessâ"… per questo, la porta aperta è stata, è…e sempre sarà, volutamente, fottutamente… quella "sbagliataâ".
Mauro Micheloni

FONTE: Blog.Telenuovo.it


Il paracadute attenua le perdite dell'Hellas Verona
By Redazione - 22 Marzo 2019

Interessante articolo di Marco Iara nell'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport dove viene presa in analisi la situazione economica dell'Hellas Verona, bilancio 2017/18:

FONTE: HellasNews.it


Subite due reti in più rispetto alle prime dieci giornate
marzo 19, 2019

L'Hellas Verona di Fabio Grosso, nelle prime dieci gare del campionato cadetto 2018/19 ha subito 10 reti, due in più invece quelle incassate da Silvestri e compagni nella seconda parte di campionato.

Hellas Verona, realizzati tre gol in meno rispetto all'andata
marzo 19, 2019

La squadra di Fabio Grosso, nelle prime dieci giornate del girone d'andata, aveva realizzato 15 reti, 12 nelle prime cinque compreso lo 0-3 di Cosenza. Nella seconda parte di campionato, dopo 900', l'Hellas Verona ha invece realizzato 12 gol.

Hellas Verona, un punto in meno rispetto al girone d'andata
marzo 19, 2019

La squadra gialloblù allenata da Fabio Grosso, nelle prime dieci giornate del girone di ritorno, ha raccolto 16 punti grazie a quattro vittorie ed altrettanti pareggi. Nel girone d'andata, l'Hellas Verona aveva raccolto invece un punto in più, con 5 vittorie, tre sconfitte e due pareggi.

Hellas Verona, 16 punti nel girone di ritorno. Solo il Brescia ha fatto meglio
marzo 18, 2019

La squadra di Fabio Grosso nelle dieci giornate del girone di ritorno, ha raccolto 16 punti, frutto di 4 vittorie ed altrettanti pareggi. Due le sconfitte nella seconda parte di campionato, contro Padova e Lecce. Solo la capolista Brescia ha fatto meglio dei gialloblù, con 18 punti raccolti. Perugia, Cosenza, Livorno e Lecce ne hanno totalizzati invece 15, 14 il Benevento, 13 il Pescara e 12 il Palermo.

FONTE: HellasLive.it


VISTO DA NOI
19 marzo 2019 - 16:44
Il Verona e quel possesso palla che resta troppo sterile
L'analisi di Michele Tossani

di Michele Tossani, @MicheleTossani

Il Verona ha finora dimostrato di essere una squadra capace di creare molto ma non sempre di essere in grado di finalizzare la mole di lavoro prodotta.

Questa sorta di inconsistenza si accompagna a una certa discontinuità, non tanto a livello di risultati (quattro vittorie, un pareggio e una sconfitta nelle ultime sei partite) quanto invece per quanto concerne il gioco.

Anche con l'Ascoli, infatti, la squadra di Fabio Grosso si è distinta per un buon primo tempo, al quale però ha fatto seguito una ripresa così così.

Queste problematicità si accentuano quando la squadra si intestardisce in un possesso sterile, che non riesce a trovare sbocchi offensivi. Tutto ciò sembra in parte dovuto alle caratteristiche dei giocatori a disposizione di Grosso e, in parte, al tipo di calcio predicato dal tecnico gialloblù.

La formazione utilizzata contro la squadra di Vivarini può in tal senso aiutare in questa disamina. Se prendiamo infatti in considerazione i reparti di centrocampo e attacco, escludendo il centravanti Pazzini, vediamo come ci siano in pratica soltanto due elementi (Lee e Henderson) in grado di attaccare lo spazio e ricevere palla sulla corsa, guadagnando cioè metri in profondità.

Altri elementi come Laribi e Faraoni si muovono, ma prediligono ricevere palla da fermo, dopo aver conquistato la nuova posizione. Se a questo aggiungiamo il fatto come, dalla difesa, il solo Balkovec possa essere considerato un elemento di spinta, notiamo come il Verona si caratterizzi per essere una squadra che, in fase di possesso, incontra a volte qualche difficoltà nel guadagnare campo. Difficoltà che si accentuano contro compagini che difendono con un blocco medio-basso.

Per guadagnare campo si deve spostare il pallone oltre le linee difensive avversarie. Diverso è farlo muovendo i giocatori in una struttura posizionale per poi passare la palla, rispetto al muovere la sfera in uno spazio libero attaccato nei tempi e nei modi giusti dal compagno che arriva da un'altra posizione. Nel secondo caso, la manovra dovrebbe teoricamente risultare più veloce.

È chiaro come questa seconda tipologia di gioco risulti più difficile da eseguire contro un blocco difensivo basso. Tuttavia, alcune squadre (come il Napoli di Sarri) riuscivano a farlo in virtù di una qualità tecnica che permetteva agli azzurri di muovere velocemente e con efficacia il pallone fra le maglie difensive rivali.

Se questa traccia sia riproponibile a Verona, fatte le dovute proporzioni, resta ancora da verificare.

Foto: Hellas Verona

FONTE: Hellas1903.it


DIECI ANNI FA LA SCOMPARSA
PIERO ARVEDI, L'UOMO CHE SALVO' IL VERONA
20/03/2019 10:32
Non ci sarebbe l'Hellas Verona senza Piero Arvedi. Questo è sicuro. Dieci anni fa moriva, dopo un lungo calvario in seguito alle ferite riportate in un drammatico incidente, uno dei presidenti più amati ma anche più controversi della storia del Verona.

Arvedi aveva 77 anni. Aveva rilevato il Verona da Pastorello, un Verona gravato di debiti e sull'orlo del fallimento. Nella società aveva immesso capitali notevoli, raccogliendo però pochissimo. Scelte scellerate, collaboratori sbagliati e più in generale una squadra che era da rifondare portarono il Verona in serie C. (GUARDA IL SERVIZIO CON LE ULTIME IMMAGINI, GIRATE TRE GIORNI PRIMA DEL TRAGICO INCIDENTE)

Sotto la presidenza Arvedi il Verona conobbe uno dei momenti più difficili della sua storia con lo spareggio di Busto Arsizio per evitare la C2.

Il 20 dicembre, mentre tornava dalla trasferta di cesena, Arvedi restò senza benzina in autostrada e la sua auto venne investita con lui a bordo. Trasportato all'Ospedale Carlo Poma di Mantova, fu poi trasferito al reparto di terapia intensiva di Borgo Trento.

Prima dell'incidente aveva firmato una lettera d'intenti in cui dichiarava di voler cedere il Verona a Giovanni Martinelli.

LA VOLATA FINALE
VERONA, PER LA A DIRETTA TI SERVONO 20 PUNTI
19/03/2019 16:16
Quanti punti servono per andare direttamente in serie A al Verona? Facendo un po' di calcoli, confrontando questo campionato con gli ultimi tre di serie B, almeno una ventina. Quindi l'Hellas di Grosso dovrebbe vincere almeno sei delle ultime otto partite e pareggiarne due. Una bella impresa.

GLI ULTIMI TRE CAMPIONATI. Nella scorsa stagione sono state promosse direttamente in serie A Empoli (85) e Parma (72). Nel 2017-2018 andarono direttamente in serie A Spal (78) e il Verona di Pecchia (74). Nella stagione precedente (2016-2017) andarono in A direttamente Cagliari (83) e Crotone (82).

QUOTA. Questo vuol dire che se questo campionato fosse a 22 squadre il Verona dovrebbe arrivare a una quota tra i 72/74 punti per essere promosso. Ma, come sappiamo questo torneo è a 19 squadre, così ne basteranno sicuramente di meno. Quanti? Abbiamo diviso gli ipotetici 74 punti dell'ultima promozione di Pecchia, una quota attendibile, per 42 partite per ricavare la media necessaria ad andare in serie A: 1,76 punti a gara. Moltiplicando questa media per le 38 gare si ottiene 66, l'ipotetico traguardo.

LA MEDIA DI QUEST'ANNO. Il Verona di Grosso attualmente a 46 punti sta viaggiando ad una media inferiore: 1,66 punti a gara. Continuando così arriverebbe a 63 punti. Probabilmente non sufficienti al salto diretto.

GLI SCONTRI. Il calendario adesso prevede un ciclo terribile. Il Verona non dovrà sbagliare nulla. Dopo la sosta ci saranno la Cremonese fuori casa, poi Brescia in casa, Palermo fuori, la sosta, e infine Benevento in casa, Pescara fuori e ultima con il Foggia al Bentegodi. Per la serie A servono ragionevolmente tra i 18 e i 20 punti. Significa che gare come quella con l'Ascoli non si possono più tollerare. (g.vig.)

IL DIFENSORE CHE NON E' UN VERO DIFENSORE
Il pupillo Marrone e l'equilibrio che manca
19/03/2019 12:41
Quattro partite fuori per infortunio. Luca Marrone è stato subito schierato in campo da Fabio Grosso, nel match contro l'Ascoli, appena è tornato fisicamente disponibile. E ancora una volta l'ex Bari ha deluso, messo in un ruolo non propriamente suo.

Marrone è uno dei punti fermi del tecnico abruzzese: ogni partita in campo. Quando gioca, la difesa appare sempre in affanno. Non dà mai sicurezza al reparto ed è spesso in ritardo sulla marcatura. Marrone non ha i movimenti naturali per fare il difensore centrale in una linea a 4.

Ma a parte una gara al Bentegodi, dove era stato messo nel suo vero ruolo a centrocampo, Marrone è stato costantemente posizionato a comandare la retroguardia gialloblù. Pur di metterlo in campo, Grosso ha alterato gli equilibri spostando Bianchetti terzino e Faraoni a centrocampo. Ormai è un dato di fatto: quando gioca Marrone la difesa "balla". Quando non c'è, spesso capita di non subire gol.

VERSO SFIDA DI CREMONA
Infortunati recuperati la speranza di Grosso
19/03/2019 10:25
In vista della sfida con la Cremonese, Fabio Grosso sfrutterà il week-end di pausa per le nazionali per recuperare gli infortunati, mentre non ci saranno gli squalificati Marrone e Lee.

Il primo obiettivo di Grosso è recuperare al 100% Zaccagni. L'ex perno della Primavera di Pavanel è un giocatore indispensabile per Grosso. E' l'unica mezzala vera in rosa in grado di garantire dinamismo e quantità, oltre che a una discreta qualità tecnica.

Ma l'allenatore abruzzese conta di recuperare anche i terzini Vitale e Crescenzi, in panchina contro l'Ascoli e anche il centrocampista Munari, che sta recuperando dopo l'operazione al menisco.

CAMBIA TUTTO MA MAI IL MODULO
L'IMMOBILITA' MANICHEA DI FABIO GROSSO
19/03/2019 10:24
Cambiare tutto per non cambiare niente. Come ne "Il Gattopardo" Fabio Grosso sembra rivoltare il Verona ad ogni partita ma in realtà è il più "manicheo" tra gli allenatori. Se da una parte l'ex tecnico della Juventus Primavera attua una rotazione spinta degli uomini, dall'altra non ha praticamente mai cambiato la filosofia generale: sempre legata al 4-3-3 con una punta centrale e due esterni statici che creano poche sovrapposizioni sulle fasce e che hanno il compito di dialogare con stretti triangoli per arrivare alla conclusione dentro l'area di rigore.

IL SUBBUTEO. Sull'altare di questa concezione, Grosso muove le pedine come al Subbuteo. Prendete la gara con l'Ascoli: ad un certo punto il tecnico ha fatto entrare Di Gaudio per Balkovec, mossa che ha costretto l'allenatore ha cambiare ben quattro ruoli. A quel punto infatti Faraoni è stato arretrato sulla destra (prima mossa), Bianchetti è andato a fare il centrale (seconda mossa), Laribi è stato spostato nei tre di centrocampo (terza mossa) e Di Gaudio si è piazzato sull'esterno sinistro (quarta mossa). In pratica per cambiare un giocatore si sono cambiate le posizioni di mezza squadra.

PERCHE' FARAONI? In molti si sono chiesti poi (ad esempio l'inviato della Gazzetta dello Sport Nicola Binda) a cosa sia servito piazzare un giocatore come Faraoni in mediana contro una squadra come l'Ascoli.

Cosa ha da temere il Verona costruito per fare un campionato di vertice da una squadra che gioca per salvarsi? Non sarebbe stato più logico mettere Faraoni a destra (con relativa importante spinta da quella parte...), Bianchetti ed Empereur centrali (al posto di un Marrone sempre più disorientato e disorientante), Laribi o Colombatto in mezzo al campo e magari provare la soluzione con le due punte (Di Carmine e Pazzini) più Lee trequartista?

SFRUTTARE IL POTENZIALE. Arrivati a otto gare dal termine, il Verona di Grosso non ha mai dimostrato di aver sfruttato pienamente il potenziale a disposizione. Riuscirà l'allenatore, finalmente, a dare qualcosa in termini di lettura della gara, approccio, preparazione che non sia quel noiosissimo e controproducente copione visto fino ad oggi? (g.vig.)

IL RIENTRO
E speriamo in San Zaccagni...
19/03/2019 10:20
San Zaccagni pensaci tu...

Non c'è dubbio che il centrocampista sia stato il migliore del Verona in questa stagione (assieme a Silvestri) e che la sua assenza abbia pesato notevolmente. Zaccagni ha personalità, passo, corsa ed è l'unico che ha tempi per inserirsi in verticale nel noiosissimo tiki taka del Verona di Grosso.

Ora pare possa tornare in campo dopo la sosta, contro la Cremonese. Un recupero importantissimo in vista delle ultime otto gare.

FONTE: TGGialloBlu.it


SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Mandorlini: "Inter? Bene il derby ma serviva un trofeo"
20.03.2019 08:20 di Tommaso Bonan
Fonte: dall'inviato a Sansepolcro Lorenzo Marucci
[...]
La lotta salvezza in Serie A? Anche in questo turno di campionato, ad esempio, la vittoria del Bologna ha rimesso tutti in gioco. Tranne forse Chievo e Frosinone per il terzo posto sarà battaglia fino all'ultimo. Chi salirà dalla B? Una bella lotta, con i play off può succedere di tutto. Punto su Lecce e Brescia, per il resto è un terno al lotto".

SERIE B
FOCUS TMW - Serie B, la volata verso la A: calendari a confronto
19.03.2019 12:04 di Luca Bargellini Twitter: @BargelliniLuca
Due posti per la promozione diretta in Serie A e sei squadre ancora in corsa per contenderselo. E' una Serie B tutt'altro che scontata quella che si appresta a vivere le ultime giornate di campionato. Una volata finale che dovrà sancire chi fra Brescia, Palermo, Hellas Verona, Pescara, Lecce e Benevento potrà festeggiare subito la promozione e chi, invece, dovrà attendere quantomeno la fine della lotteria dei playoff. Meno di dieci giornate (in alcuni casi undici e in uno dodici) per un unico obiettivo. Ecco il calendario a confronto delle sei squadre che sognano la Serie A:

BRESCIA - 50 punti
30^ giornata: Brescia-Foggia
31^ giornata: Hellas Verona-Brescia
32^ giornata: Brescia-Venezia
33^ giornata: Livorno-Brescia
34^ giornata: Brescia-Salernitana
35^ giornata: Lecce-Brescia
36^ giornata: Brescia-Ascoli
37^ giornata: Cremonese-Brescia
38^ giornata: Brescia-Benevento

PALERMO - 49 punti
30^ giornata: Cosenza-Palermo
31^ giornata: Pescara-Palermo
32^ giornata: Palermo-Hellas Verona
33^ giornata: Benevento-Palermo
34^ giornata: Palermo-Padova
35^ giornata: Livorno-Palermo
36^ giornata: Palermo-Spezia
37^ giornata: Ascoli-Palermo
38^ giornata: Palermo-Cittadella

HELLAS VERONA - 46 punti
30^ giornata: Cremonese-Hellas Verona
31^ giornata: Hellas Verona-Brescia
32^ giornata: Palermo-Hellas Verona
33^ giornata: RIPOSO
34^ giornata: Hellas Verona-Benevento
35^ giornata: Pescara-Hellas Verona
36^ giornata: Hellas Verona-Livorno
37^ giornata: Cittadella-Hellas Verona
38^ giornata: Hellas Verona-Foggia

PESCARA - 45 punti
30^ giornata: Lecce-Pescara
31^ giornata: Pescara-Palermo
32^ giornata: Ascoli-Pescara
33^ giornata: Pescara-Perugia
34^ giornata: Carpi-Pescara
35^ giornata: Pescara-Hellas Verona
36^ giornata: RIPOSO
37^ giornata: Venezia-Pescara
38^ giornata: Pescara-Salernitana

LECCE - 45 punti
Recupero 22^ giornata: Lecce-Ascoli
30^ giornata: Lecce-Pescara
31^ giornata: Lecce-Cosenza
32^ giornata: Cremonese-Lecce
33^ giornata: Lecce-Carpi
34^ giornata: Perugia-Lecce
35^ giornata: Lecce-Brescia
36^ giornata: Padova-Lecce
37^ giornata: RIPOSO
38^ giornata: Lecce-Spezia

BENEVENTO - 43 punti
30^ giornata: Ascoli-Benevento
31^ giornata: Benevento-Carpi
32^ giornata: Perugia-Benevento
33^ giornata: Benevento-Palermo
34^ giornata: Hellas Verona-Benevento
35^ giornata: Benevento-Cosenza
36^ giornata: Crotone-Benevento
37^ giornata: Benevento-Padova
38^ giornata: Brescia-Benevento

* in neretto gli scontri diretti

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


18.03.2019
Tricella, i 60 di una leggenda Auguri capitano!

«Purtroppo si, è vero. Oggi si scavalla e quando lo si fa è un attimo raggiungere gli anta successivi. Comunque grazie degli auguri, sono sessanta». Dall'altra parte del telefono Roberto Tricella, il capitano del Verona dello scudetto. Il «Trice» è una vera leggenda del Verona. Arrivato a diciannove anni dall'Inter nel Verona di Veneranda. «Vero. Proprio l'altro giorno mi sono sentito con Mancini, un difensore coriaceo e mio ex compagno all'epoca. Ha la figlia che lavora qui a Milano e mi ha chiesto una cosa». Già perchè Tricella è questo. Un ragazzo di sessant'anni, sul quale puoi contare sempre, un vero capitano.

GLI INIZI. «Come tutti» ricorda Tricella, «giocavamo all'oratorio. Quelle partite 50 contro 50. A me capitava in dote sempre una maglia più grande di taglia. E poi» precisa, «erano divise con dei colli allucinanti. Già sudate da quelli che avevano fatto la partita precedente. Capito che tempi». Eppure l'infanzia del «Trice» è stata, per quanto riguarda il gioco, stupenda. «Avevo le biglie. Le "marmorelle" erano quelle che valevano di più. Tutte coloarte. Partivo da casa con un sacchetto pieno. A volte perdevo, altre invece tornavo con un bel numero. Interista? No, milanista. Nonostante giocassi con i ragazzi nerazzurri, ho sempre tifato per il Diavolo. Mio fratello juventino e mio padre interista». All'Inter Tricella non giocò subito. «Anzi, feci tanta fatica. Pensavo che a fine anno mi mandassero in qualche squadra di dilettanti ed invece ci fu la Primavera. «Devo ringraziare tutti i miei allenatori. Quando sei giovane, queste cose non le capisci.Ognuno di loro mi ha dato qualcosa».

IL LIBERO. «A Cernusco sul Naviglio siamo nati io, Galbiati e Scirea. Quest'ultimo era di un'altra categoria, però dai anche i primi due hanno fatto qualcosa nel calcio. Il libero? Il più bel ruolo del mondo se è interpretato. La nostra è stata una generazione che ha avuto dei vantaggi. Mandavo sempre Fontolan a saltare di testa e attendevo le spizzicate, così non mi facevo mai male e facevo bella fugura. Ecco il "Fonto" è stato un po' sottovalutato a Verona. Ed invece, dato che mi spingevo in avanti, lui era bravo perchè si trovava spesso da solo con l'attaccante». Tricella si sganciava senza palla per creare subito la superiorità numerica a metacampo. «Proporsi non è mai facile» racconta l'ex capitano gialloblù, «nel calcio i tempi sono importanti. Come Pirlo anticipava tutti con un lancio, noi col mister Bagnoli eravamo svelti. La velocità di esecuzione nel calcio è fondamentale». Tricella era unico quando affrontava nell'uno contro uno la punta. La sua zampata non lasciava scampo. Sempre pulito, sempre sulla palla. «Oddio» ride, «qualche legnata l'ho data pure io. Diciamo che avevo i tempi giusti. La differenza che ho notato nel mio gioco dai primi anni di serie B, alla serie A, è stato il movimento senza palla. Mentre prima ero bello da vedere ma inutile quando uscivo dall'area di rigore, andando in sovrapposizione creavo la sorpresa. Non facevo tanti gol, ma li facevo fare. Ero tempista, era difficile saltarmi. A me piace Skriniar dell'Inter. Lui ha un grande tempo, poi ci vuole fortuna». La fortuna di Tricella si chiama anche Bagnoli? «L'Osvaldo è unico. In panchina era un mago, però ad esempio anche Nando Veneranda non era male. Entrambi insistevano nel voler far gol fuori casa. Perchè al Bentegodi- dicevano- prima o poi il gol sarebbe arrivato. Erano avanti».

IL GOL A ZOFF. Un suo gol resterà nella storia del Verona. Un esterno sinistro a raddoppiare la rete di Fanna nella prima vittoria del Verona di Bagnoli sulla Juve nel 1982. «Zoff la prima giornata aveva subito una rete da Ferroni della Samp e quella dopo da me. Mi disse che era arrivato il momento di smettere» ride di gusto Tricella. Il mio più grande dispiacere è stato il gol annullato ad Udine, era regolare. Meno male che poi vincemmo 5 a 3. La mia fortuna è stata quella di avere un gruppo di ragazzi intelligenti con grandi doti umane. Senza il cervello non si va da nessuna parte. Mamma mia che discorso da vecchio». Il «Trice» è uno spasso, come quando racconta di Garella. «Claudio era mio compagno di camera durante i ritiri. Aveva un tarlo. Non era convinto delle sue possibilità. Grande chiacchierate per convincerlo e poi è partito. Lui e Tacconi i portieri più forti con cui ho giocato. L'attaccante? Ti direi Maradona ma come faccio a non nominare Preben, quello arriva dalla Danimarca per menarmi. E poi Volpati dove lo mettiamo? È stato per il Verona, il Marini dell'Inter. Sono quei giocatori che risolvono un sacco di problemi agli allenatori».

L'AZZURRO. «Noi vogliamo Tricella in nazional, Tricella in nazional...». Era il coro che partiva dalle Brigate Gialloblu e si estendeva in tutto lo stadio. «Lo sentivo in campo, eccome. Credo senza presunzione di essere stato per almeno due anni il libero più forte d'Italia. Baresi del Milan non era ancora quello che poi con Sacchi sarebbe diventato e poi c'era Scirea. Ho avuto la fortuna di giocarci insieme ed essere allenato da lui. È stato il libero italiano più forte di tutti i tempi. Faceva le cose difficili con una semplicità unica. Difendeva, attaccava, giocava in mezzo. Un fenomeno. Bearzot? Un buon ricordo. Era una persona corretta. Ha sempre difeso i suoi giocatori e lui era ricambiato».

UOMINI VERI. Tricella ha avuto la fortuna di incontrare tanti personaggi, fra questi tre gli sono rimasti dentro: «Giovanni Paolo II. Il Papa mi colpì, perchè andammo in udienza con l'Hellas e mi disse: "lei Tricella, a soli 23 anni, già capitano? Ma bravo". E poi ci sono due presidenti: Nando Chiampan e Giampiero Boniperti. Quest'ultimo è un grande motivatore e conoscitore del calcio. Chiampan invece è la signorilità fatta persona. Lo vorrei sempre alla mia tavola. Lo ricordo come una persona corretta, avrebbe potuto essere mio padre. L'Hellas? Si sono ripresi anche se hanno pareggiato con l'Ascoli. Si può ancora andare in A. Salutatemi tutti i tifosi gialloblù».

Gianluca Tavellin

FONTE: LArena.it


PESCHIERA: REPORT ALLENAMENTO
23/MARZO/2019 - 15:10
Peschiera - Proseguono gli allenamenti dell'Hellas Verona in vista della trasferta di Cremona. Nella seduta odierna la squadra, dopo il riscaldamento, ha svolto lavoro tecnico e fisico. Gianni Munari ha svolto l'intero allenamento con i compagni.

PESCHIERA: REPORT ALLENAMENTO
22/MARZO/2019 - 15:35
Peschiera - E' proseguita questa mattina allo Sporting Center 'Il Paradiso' di Peschiera del Garda la preparazione dei gialloblù in vista della sfida contro la Cremonese di venerdì 29 marzo. Nell'amichevole in famiglia contro la Primavera, la squadra di mister Fabio Grosso si è imposta per 7-0: nei primi 45 minuti sono andati a segno Mattia Zaccagni (doppietta) e Abdoulaye Traoré; nella ripresa, alla tripletta di Samuel Di Carmine si è aggiunta sul finale la seconda rete di Traoré.
Marash Kumbulla ha interrotto anzitempo la partita a causa del riacutizzarsi del fastidio al flessore sinistro.

EMPEREUR: «ABBIAMO ANCORA TANTI SCONTRI DIRETTI, MA ADESSO PENSIAMO SOLO ALLA CREMONESE»
22/MARZO/2019 - 14:00

Verona - Le dichiarazioni del difensore gialloblù Alan Empereur, rilasciate a margine della partitella in famiglia con la Primavera che si è svolta questa mattina presso lo Sporting Center 'Il Paradiso' di Peschiera.

«La sosta è arrivata quando serviva? È arrivata nel momento giusto, dopo una serie di partite positive e peccato per l'ultima. Stiamo recuperando tutto per questo rush finale di campionato. La gara con l'Ascoli? È stato un peccato, loro sono una squadra tosta che ha fatto quello che doveva fare ma la partita è diventata più complicata del previsto per noi. La classifica? Ogni tanto la guardo, ma dobbiamo pensare partita dopo partita, a cominciare da venerdì contro la Cremonese: una squadra importante contro cui dobbiamo fare la nostra partita. Penso che manchino ancora alcune partite e tanti scontri diretti. Quanti punti bisogna fare? Io non voglio fare calcoli perché se iniziamo a pensare in avanti ci concentriamo meno di venerdì. Dobbiamo semplicemente fare partita dopo partita senza fare i conti. L'andata? Ricordo una partita difficile, un pareggio con un po' di sfortuna per il gol preso. Adesso dobbiamo andare là ed essere squadra, dare il massimo e poi il risultato viene da sè: se ci presentiamo concentrati e uniti possiamo vincere. Il buon rendimento personale? Mi fa piacere perché quando si gioca si è sempre contenti. Io sono a disposizione del mister, ho fatto tre partite nel mio ruolo naturale ma darò sempre il massimo quando sarò chiamato in causa per questa squadra. I tifosi? Contro l'Ascoli loro ci hanno dato una grossa mano, possono essere il dodicesimo uomo in campo e se siamo compatti possiamo raggiungere il nostro obiettivo. Dobbiamo dimostrarlo a fatti sul campo».

PESCHIERA: REPORT ALLENAMENTO
20/MARZO/2019 - 14:25
Peschiera - Sono proseguiti questa mattina gli allenamenti in vista della gara di venerdì 29 marzo contro la Cremonese. La squadra, dopo una prima fase di riscaldamento, ha svolto lavoro aerobico, esercitazioni sui possessi palla e torelli concludendo la seduta con partitelle a campo ridotto.

PESCHIERA: REPORT ALLENAMENTO
19/MARZO/2019 - 18:40
Peschiera - Sono ripresi questo pomeriggio gli allenamenti per la squadra allenata da mister Fabio Grosso. Dopo una prima fase di lavoro in palestra, sono seguite esercitazioni sul possesso palla, torelli e partitella finale. Mattia Zaccagni e Marash Kumbulla hanno svolto l'intera seduta con il gruppo, mentre Alessandro Crescenzi ha svolto un lavoro differenziato a causa del riacutizzarsi del fastidio alla caviglia sinistra.

BRANDI, IL POLMONE DELLA PRIMAVERA: «SO DI DOVER DARE SEMPRE TUTTO PER MERITARE QUESTA MAGLIA. VOGLIAMO CHIUDERE AL MEGLIO LA STAGIONE»
19/MARZO/2019 - 14:05

Verona - Nunzio Brandi è un mediano e questo è il primo inevitabile dettaglio per descriverlo. Ma oggi è soprattutto parte dei muscoli e della corsa della Primavera gialloblù. Venne notato e seguito dagli osservatori del Verona nella primavera del 2017 e, quindi, invitato a sostenere un provino. Tutto andò bene e per la prima volta Brandi si allontanò da casa per seguire il sogno di giocare a pallone. Un percorso iniziato nella stagione 2017/18 con l'Under 17 gialloblù, quando si è schierato nel centro del campo con 20 presenze stagionali, di cui 18 da titolare, e 3 gol. Poi il salto in Primavera che all'inizio, come lui stesso ammette, non è stato facile. C'è voluto del tempo perché Nunzio si inserisse definitivamente nello scacchiere tattico dei gialloblù, ma con il tempo e con il lavoro è riuscito a far valere le sue qualità: sostanza in lì nel mezzo e tanta fisicità, evidente nei tre gol messi a segno finora in campionato e arrivati tutti di testa da situazione di corner. Ora la nostalgia di casa è solo un ricordo, perché la sua famiglia lo segue tantissimo e il suo augurio, oggi, è che questa stagione si concluda nel modo migliore per lui e per la sua squadra.

Ha parlato così della sua esperienza e delle sensazioni per le ultime tre sfide di campionato a Hellas Verona Channel: «La mia annata? A inizio stagione non giocavo titolare, poi piano piano con il lavoro e la fiducia del mister sono riuscito a conquistare questo posto. Sento la fiducia ma anche la responsabilità, anche perché sono 2001 e a questa età non è facile trovare spazio, ringrazio l'allenatore per avermi dato questa opportunità. Tutto sul campo a ogni partita? Sono consapevole delle mie abilità, ma non sono un giocatore tecnico quindi devo dare tutto alla squadra per aiutare i compagni a fare meglio. Il buon periodo della squadra verso le ultime partite? Ora, dopo gli ultimi buoni risultati, abbiamo tre finali da giocare una dopo l'altra e dovremo affrontarle alla pari con tutte le avversarie. Siamo sulla buona strada, perché abbiamo capito gli errori commessi nelle gare in cui abbiamo perso punti. Ora non ci dobbiamo fermare: obiettivo entrare ai play-off nella miglior posizione possibile e conquistare la promozione in Primavera 1. Il mio arrivo a Verona? I primi mesi dopo essermi allontanato da casa sono stati quelli più difficili, vorresti quasi abbandonare il calcio e tornare dalla tua famiglia. Poi piano piano capisci che questo è il tuo mondo e bisogna dare tutto, queste sono le ultime possibilità che ci possiamo giocare. Io cerco di dare il massimo, ho una famiglia alle spalle sempre presente e che spesso mi viene a trovare. Spero dunque che questa stagione si possa concludere al meglio».

FONTE: HellasVerona.it




[OFFTOPIC] +   -   =
VITA DA EX: Nel 2 a 0 dell'ITALIA alla FINLANDIA in gol anche il millenial Moise KEAN. Sebastien FREY shock via Instagram 'Stavo per morire... Mi hanno trovato un virus che mi ha completamente disabilitato'. Parla Gaetano NAVAS arrivato a Gennaio e subito prestato alla PAGANESE 'È successo tutto all'improvviso: allenarsi con Pazzini, Marrone e tanti altri è un onore. Soprattutto essere allenato da Fabio Grosso, anche se per pochissimo tempo, è stata un'esperienza fantastica'. Momo FARES ha conquistato la SPAL dopo un inizio difficile e ora ATALANTA, CAGLIARI e SIVIGLIA lo corteggiano... Odissea turca per CERCI e HEURTAUX da sette mesi senza stipendio e fuori rosa da Gennaio; sperano in un intervento della FIFA. ROMULO nuovo testimonial Lotto...

SERIE A: Via NICOLA, all'UDINESE torna TUDOR.

SERIE B: BISOLI non è più l'allenatore del PADOVA, al suo posto ecco CENTURIONI...

L'EX HELLAS
Kean in gol con l'Italia dalle stalle alle stelle
24/03/2019 11:13
Dalle stalle alle stelle. Da una retrocessione imbarazzante in B con l'Hellas di Pecchia e Fusco, al gol in Nazionale. E' una serata da predestinato, quella del 19enne Moise Kean, a segno contro la Finlandia. E' il primo "millennial", cioè nato nell'anno Duemila, a realizzare un gol con la maglia della Nazionale maggiore.

Il ct azzurro Roberto Mancini lo ha scelto per sostituire l'infortunato Chiesa nel tridente con Immobile e Bernardeschi. E l'ex Hellas, il "predestinato", lo ha ripagato con una prestazione di qualità e sostanza.

"Imparo da Cristiano Ronaldo, in allenamento gli rubo i segreti: questa e' una serata bellissima, ma so che ho ancora tanti record da battere", dice il 19enne attaccante juventino, nato a Vercelli da genitori ivoriani.

FONTE: TGGialloBlu.it


ESCLUSIVE
ESCLUSIVA CH – Navas: "Mi ispiro a Nainggolan. Allenarsi con Pazzini un sogno. Grosso mi ha detto…â"
Le dichiarazioni del giovane centrocampista in prestito alla Paganese, acquistato dall'Hellas nel calciomercato invernale

di Mattia Zupo marzo 21, 2019 - 16:00

Tra i giocatori acquistati dall'Hellas Verona nel mercato di gennaio c'è anche Gaetano Navas. Mediano classe 1997 prelevato dal ds D'Amico dalla Reggina e immediatamente ceduto in prestito alla Paganese, per poi valutarlo nel prossimo ritiro estivo. Per conoscerlo meglio la nostra Redazione ha deciso di contattare direttamente il giovane centrocampista.

Di seguito dunque la nostra intervista esclusiva al giovane centrocampista.

Come procede la tua avventura alla Paganese?
«Bene, purtroppo la classifica ci condanna, però abbastanza bene per il resto. L'obiettivo della stagione è provare il tutto per tutto per salvarci, oppure quantomeno disputare i play-out, anche se non è facile…».

Cosa non ha funzionato nella tua esperienza alla Reggina?
«Ogni allenatore fa le sue scelte, ed evidentemente quello della Reggina preferiva altri rispetto a me, soltanto questoâ".

Quali sensazioni hai avuto quando hai saputo dell'Hellas Verona?
Â«È successo tutto all'improvviso: mi trovavo a Napoli e il mio procuratore mi ha detto che dovevamo andare a Verona. Io ero all'insaputa di tutto ed è stata un'emozione bellissima. Quando mi sono allenato con loro ho realizzato un piccolo sogno: allenarsi con Pazzini, Marrone e tanti altri è un onore. Soprattutto essere allenato da Fabio Grosso, anche se per pochissimo tempo, è stata un'esperienza fantastica ».

C'erano altri club interessati?
«Si, ma ho deciso di andare a Pagani per mettermi in mostra. A Reggio ho trovato pochissimo spazio e avevo bisogno di andare vicino casa. Prima che arrivasse la chiamata del Verona c'erano diverse squadre, però appena il mio procuratore mi ha detto della possibilità dell'Hellas non ci ho pensato neanche un secondo».

Che impressione ti hanno fatto la sede e il centro sportivo?
«Sembrava di stare in Serie A perché è "devastanteâ" e bellissimo. Un centro sportivo così si trova da poche parti».

Hai avuto modo anche di parlare con Grosso?
«Si, quando me ne stavo andando mi ha detto sorridendo "Già vai via Gaetano?â" e gli ho spiegato che andavo a giocare a Pagani vicino casa e lui mi ha risposto "In bocca al lupo e continua così!â". In allenamento mi spronava e sinceramente mi ha fatto molto piacere, soprattutto perché sentirlo dalla bocca di un campione per me è un piacere e un onore».

Quali sono le tue caratteristiche?
«Sono un centrocampista di rottura, la qualità la lascio agli altri (ride, ndr)».

C'è un giocatore a cui ti ispiri?
«Mi piace molto Nainggolan, anche se è difficile imitarlo perché è un grande giocatore».

Il tuo sogno più grande?
«Arrivare in Serie A. Tutti i giorni mi alleno al massimo per raggiungere questo obiettivo».

FONTE: CalcioHellas.it


CALCIO
Sebastien Frey shock: «Stavo per morire»
L'ex portiere di Inter, Parma e Fiorentina rivela su Instagram la recente, tragica esperienza vissuta: «Mi hanno trovato un virus che mi ha completamente disabilitato»

giovedì 21 marzo 2019 13:43

ROMA - Un annuncio shock, affidato ad un post su Instagram, quello col quale Sebastien Frey ha condiviso con le sue migliaia di followers la tragica, recente esperienza vissuta, partita da una febbre molto alta e culminata con un sospiro di sollievo, dopo aver temuto il peggio: "mi hanno trovato un virus che piano piano mi ha completamente disabilitato e che avrebbe potuto portarmi via da tutti voi". È in questo stralcio che l'ex portiere di Inter, Verona, Parma, Fiorentina e Genoa condivide col mondo gli attimi di assoluto terrore provati in prima persona. Poi, il lieto fine: "la fortuna vuole che ho superato questa prova", condito da una promessa: "ho sempre giocato per vincere e ora, con determinazione e forza, vincerò anche questa battaglia".

FONTE: CorriereDelloSport.it


Nota ufficiale sulla guida tecnica
Mister Nicola sollevato dall'incarico
Udinese Calcio comunica di aver sollevato dall'incarico Mister Davide Nicola e i suoi collaboratori.
Nel ringraziarli per questi mesi di impegno e professionalità Udinese Calcio augura loro il meglio per il futuro.
A breve verranno comunicate le decisioni in merito alla guida tecnica della prima squadra.

FONTE: Udinese.it


SPAL
Serie A Spal, Fares si candida da vice Lazzari
Se l'esterno dovesse partire, l'algerino diventerà il suo erede

mercoledì 20 marzo 2019 12:19
© LAPRESSE

FERRARA - La Momo mania ha preso piede a Ferrara. Mica una cosa poi tanto scontata. Basta riavvolgere il nastro di qualche mese, più o meno a metà del girone d'andata, per accorgersi che sul conto dell'algerino i giudizi dell'ambiente ferrarese non erano poi tanto benevoli. Il tempo però è galantuomo e Fares ha saputo pazientare e prendere i giusti spazi. Tanto da diventare nel tempo una pedina unica e insostituibile nello scacchiere spallino, complice anche l'infortunio di Lazzari che ha costretto Semplici a rimescolare le carte anche per ciò che riguarda l'aspetto tattico. Ma che si giochi a quattro o nell'abitudinario 3-5-2, di posto per Fares ce n'è sempre in abbondanza. Intanto è anche divenuto un punto fermo della propria nazionale. Dopo aver faticato in avvio, sia per l'adattamente a un nuovo modo di vedere il calcio, sia forse per le scorie di un'annata sfortunata a Verona, già al termine del girone d'andata le cose hanno iniziato a girare bene. Il feeling con la piazza è andato aumentato e l'idillio sembra promettere bene. Perché se davvero Lazzari a fine stagione prenderà altre strade, di sicuro di una fascia la Spal può dire già di aver trovato il nuovo padrone.

FONTE: CorriereDelloSport.it


NEWS
Mercato, c'è anche l'Atalanta su un esterno della Spal
Mohamed Fares, di proprietà del Verona, ha guadagnato consensi a Ferrara: verrà riscattato, ma c'è anche l'Atalanta sulle sue tracce

di Redazione marzo 20, 2019 - 15:30
Uno dei nomi che probabilmente animeranno la prossima sessione di calciomercato è quello di Mohamed Fares, terzino della Spal in prestito con obbligo di riscatto dall'Hellas Verona. Sarebbero diverse le squadre sul calciatore classe '96: anche alcuni emissari del Siviglia starebbero monitorando regolarmente le sue prestazioni.

Secondo ‘Sportal.it‘ nel prossimo mercato estivo, "l'Atalanta potrebbe salutare Robin Gosens, richiestissimo in Germania. Uno di nomi per sostituirlo sarebbe proprio quello del giocatore della Spalâ". Insieme all'Atalanta, anche il Cagliari sarebbe sulle tracce dell'esterno.

FONTE: CalcioAtalanta.it


Sollevato dall'incarico Pierpaolo Bisoli, panchina affidata a Matteo Centurioni
Il Calcio Padova informa che nel pomeriggio di oggi la Società ha deciso di sollevare dal suo incarico il responsabile della prima squadra mister Pierpaolo Bisoli e l'allenatore in seconda Danilo Chiodi. A guidare i biancoscudati fino al termine della stagione sportiva corrente sarà mister Matteo Centurioni, mentre l'allenatore in seconda sarà Massimiliano Esposito.

FONTE: PadovaCalcio.it


Storie Calcio
L'odissea di Cerci ed Heurtaux in Turchia. Fuori lista e non pagati da mesi

15/03/19 17:00| Calciomercato | Autore: Redazione
Esclusi dal campo, messi ai margini della rosa e senza stipendio da sette mesi. Situazione attuale di Alessio Cerci e Thomas Heurtaux, compagni nella stagione scorsa a Verona e colpi estivi dell'Ankaragucu, club del massimo campionato turco. Entrambi avevano scelto la Turchia e un'ambiziosa neopromossa per una nuova sfida professionale. Ma dopo poche settimane, la loro avventura si è trasformata in un'odissea. Come accaduto a Loris Karius, portiere del Besiktas non pagato da quattro mesi, persino peggio.

Da sette mesi infatti, né Cerci né Heurtaux ricevono alcun pagamento. Da giocatori più pagati della rosa a reietti. Al termine del mercato invernale sono finiti entrambi fuori lista per l'impossibilità – comunicata dalla dirigenza – di rispettare gli impegni economici presi in estate. Una situazione paradossale: esclusi dagli allenamenti, costretti a lavorare a parte, senza staff medico a disposizione, né preparatore atletico. Dal primo febbraio Cerci ed Heurtaux vivono da "separati in casaâ" all'interno di un club che li aveva scelti prospettando ben altri scenari.


In agosto l'arrivo di Cerci era stato celebrato sul profilo Twitter dell'Ankaragucu con un accostamento cinematografico con "Il Padrinoâ". Annunciato come "The Italian Fatherâ" e scaricato poche settimane dopo. E dire che nelle occasioni in cui è stato impiegato, l'esterno di Valmontone ha dato segnali importanti: sedici presenze fra campionato e coppa, cinque reti e tre assist.

Un contributo che aveva consentito al club turco di attestarsi a metà classifica in posizione tranquilla. Poi, dall'inizio di dicembre, una crisi di risultati e la conferma dei problemi economici. Fuori Cerci e fuori Heurtaux, che si è visto escludere subito dopo il rientro da un noioso infortunio. Per lui soltanto quattro presenze in una stagione che immaginava completamente diversa.

Nei giorni scorsi entrambi hanno deciso di rivolgersi alla Fifa per trovare una soluzione. Al momento, l'Ankaragucu si trova al tredicesimo posto della Super Lig, con quattro punti di vantaggio sulla terzultima. Salvezza o retrocessione non passerà comunque dai loro piedi. Un affronto per due calciatori arrivati in Turchia con grande fame di rivincita dopo la sfortunata stagione di Verona. Cerci sognava di mostrare all'Eryaman Stadiumu le giocate mancine che avevano incantato Simeone, con la voglia di dimostrare che i 41 gol e 39 assist fatti in serie A non sono un quadro sulla parete.


Stesse motivazioni di Heurtaux, arrivato ad Ankara con l'intenzione di ripetere gli anni di Udine. Stagioni in cui il centrale francese si era affermato come colonna insostituibile del club friulano. La Turchia doveva essere un'occasione importante per due ragazzi che hanno superato da poco i trent'anni. Una sfida che adesso non possono combattere. Senza stipendio e senza pallone, con l'unica speranza di un intervento della FIFA.

FONTE: GianlucaDiMarzio.com


Romulo è un nuovo testimonial Lotto
di Redazione - 19 Marzo 2019

Romulo testimonial Lotto – Romulo, centrocampista della Lazio, è un nuovo testimonial di Lotto, brand di abbigliamento sportivo italiano. Il giocatore è stato ospite di Lotto Sport Italia a Trevignano, dove ha firmato il contratto di sponsorizzazione che lo legherà al marchio della Losanga per i prossimi due anni.

Nell'occasione Romulo, che indossa la calzatura Maestro 200, ha avuto modo di visitare l'azienda, incontrare l'ufficio prodotto per condividere importanti informazioni e feedback e conoscere la nuova collezione calcio di Lotto.

Romulo inizia la sua carriera nelle serie minori brasiliane con le maglie del Caxias, del Metropolitano e della Chapecoense e nel 2009 fa il suo esordio nella Serie A brasiliana con il Santo André e successivamente con l'Atlético Paranaense. Nella stagione 2011/2012 arriva in Italia, alla Fiorentina, mentre nelle stagioni successive indossa le maglie di Hellas Verona e Juventus. Nel 2018 approda nelle file del Genoa e all'inizio del 2019 viene ceduto in prestito alla Lazio dove ha esordito il 7 febbraio nella partita casalinga contro l'Empoli.

FONTE: CalcioEFinanza.it

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