#RestiamoACasa e godiamoci il bel messaggio di MARGIOTTA ai ragazzi delle giovanili, intanto D'AMICO e SETTI si guardano intorno per organizzare la squadra della prossima stagione e possibilmente trattenere JURIĆ. Fase 2: Allenamenti di squadra in campo sportivo dal 18 Maggio
Il Presidente del Consiglio CONTE ha appena finito di esporre alla nazione le nuove regole che allegeriranno il lock-down dal 4 Maggio prossimo; per quanto riguarda gli atleti professionisti degli sport di squadra, gli allenamenti in campo sportivo saranno concessi dal 18 Maggio ma ovviamente sempre a porte chiuse...
La ripresa del campionato? Solo se si verificheranno le condizioni con il comitato scentifico e si potranno assicurare tutte le garanzie sanitarie del caso.
ISMAJLI per il dopo RRAHMANI? Stando a quanto scrive il portale croato 'Sport News' in un rumor ripreso da CalcioHellas.it, D'AMICO avrebbe messo gli occhi sul classe '96 dell'HAJDUK in grado di giocare al centro ma anche da terzino destro e in scadenza a Luglio 2022. Ma prima di guardare ai prossimi acquisti il VERONA starebbe cercando di trattenere BORINI arrivato a Gennaio e legato ad un semestrale oltre il quale sarà svincolato (con FIORENTINA, ASTON VILLA e CRYSTAL PALACE che già da un po' starebbero corteggiando il giocatore): L'ingaggio di due milioni di Euro a stagione sarebbe quasi insormontabile per via Olanda che ricaverà sì una bella plusvalenza in estate dalle vendite già definite di RRAHMANI e AMRABAT e la probabilissima del millenialKUMBULLA (sul quale sono puntati i riflettori dei top-club italiani e non solo e per il quale, secondo l'esperto di mercato Di Marzio, il VERONA chiede 30 milioni cash senza contropartite) ma che, nell'ottica di tenere sotto controllo i conti, non potrà fare follie (che poi si tirerebbero inevitabilmente dietro altri aumenti d'ingaggio per altri nella rosa), ecco quindi l'idea, molto in uso attualmente, di spalmare quei due milioni in un contratto pluriennale al 29enne Fabio che non prescinderebbe però dalla permanenza di JURIĆ e dal tipo calcio che quest'ultimo gioca.
Il tecnico croato, artefice massimo della grande stagione disputata dalla squadra scaligera fino all'interruzione pandemica, ha un contratto fino a Giugno e alle domande dei giornalisti ha sempre risposto in maniera evasiva in merito: La permanenza di Ivan è il principale perno attorno al quale gireranno le sorti della prossima annata dell'HELLAS...
Le sirene di mercato lo avranno sicuramente interessato ma se il club di SETTI giocherà bene le sue carte (ragionevole aumento d'ingaggio e magari bonus sui giocatori valorizzati) non è detto che JURIĆ non accetti di prolungare.
La toccante lettera a perta di Massimo MARGIOTTA, responsabile del Settore Giovanile scaligero, ai ragazzi per i quali la stagione è finita anzitempo a causa dell pandemia: 'Nei giorni scorsi molti di noi sono stati raggiunti da una notizia che tutti speravamo di non ricevere, ma che quando è arrivata è sembrata purtroppo inevitabile: la stagione finisce qui [...] So come vi sentite in questo momento. Il vostro sentimento è il mio, è quello del Presidente Maurizio Setti e del Responsabile dell’Attività di Base e Scuola Calcio Alberto Saccuman. Ed è quello di un sogno spezzato o perlomeno lasciato a metà. Ma la mia responsabilità da buon padre di famiglia è quella di dirvi, oggi, che quel sogno tornerà a riscaldare il vostro cuore. Nessuno di voi è alla fine del proprio percorso. Tantissimi di voi non smetteranno di vestire i colori di una delle società sportive più gloriose d’Italia. Noi torneremo, e torneremo con lo spirito e i principi di sempre, onorando ogni giorno la maglia e confrontandoci con avversari che – ricordate? - a volte parevano impossibili da superare. E che invece abbiamo superato. La città di Verona è per molti di voi la vostra città: ce l’avete nel sangue o ci siete nati. Altri sono arrivati da fuori, da ogni parte d’Italia e del mondo. Non importa, il messaggio è lo stesso per tutti: allenatevi in casa come se doveste giocare domani' (nella rassegna stampa allegata e su HellasVerona.it il testo integrale)
Ripresa del campionato Secondo l'autorevole quotidiano 'La Repubblica' 17 responsabili sanitari sulle 20 squadre di Serie A avrebbero inviato una lettera alla commissione tecnico-scientifica della FIGC per fare luce sui protocolli sanitari da attuare qualora si decidesse di ripartire. Solo i medici di JUVENTUS, LAZIO e GENOA non avrebbero ancora chiesto chiarimenti.
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Max 'Prugna' KUMBULLA in diretta Instagram «Ho iniziato a giocare nel Cavalcaselle, poi a nove anni mi sono trasferito all’Hellas, dove ho fatto tutta la trafila delle giovanili, di cui ho peraltro bellissimi ricordi legati anche, per esempio, a quando facevo il raccattapalle. Indossare la maglia della mia città è un’emozione grandissima! Durante l’ultimo ritiro ho lavorato molto e ho cercato di dimostrare le mie qualità. Sono stati mesi molto faticosi, però i risultati si sono visti e sento di essere molto migliorato sia sotto il punto di vista fisico che mentale. Fortunatamente il mister mi ha dato fiducia e quindi sono riuscito ad avere la possibilità di misurarmi con la Serie A e realizzare così questo mio sogno. Quando ho capito che avrei potuto essere un giocatore importante per questa squadra? Alla prima da titolare in Serie A: li ho capito che forse sarei riuscito a ritagliarmi il mio spazio. La rete contro la Samp è stata solo la seconda cosa più bella capitatami quest’anno, perché al primo posto metto la vittoria contro la Juventus. È stata la serata perfetta, era il mio compleanno, abbiamo giocato una grandissima partita e abbiamo battuto la squadra più forte d’Italia e in cui gioca il calciatore che più mi ha messo in difficoltà quest’anno: sto parlando di Paulo Dybala, un giocatore davvero imprevedibile. Quella notte non sono riuscito a chiudere occhio! I miei idoli? Ci sono tanti difensori fortissimi in giro, ma se dovessi indicare i più forti direi Van Dijk, Chiellini e Sergio Ramos... Ho scelto l’Albania per una questione di cuore: sono nato a Peschiera, ma dentro di me mi sento un po’ più albanese, anche se preferisco il cibo italiano! La pearà? Non l’ho mai mangiata» CalcioHellas.it
Antonio CASSANO ne spara un'altra delle sue al quotidiano 'Tuttosport' «Quasi quasi torno a giocare e porto l’Entella in Serie A: è l’unica squadra dove accetterei di tornare per mille ragioni. Se il presidente mi richiamasse per giocare firmerei in bianco, mai incontrato una persona come lui. Solo Riccardo Garrone aveva i suoi valori» AreaNapoli.it
Martins Bolzan ADAILTON si dice più legato al BOLOGNA che al VERONA «Bologna è la squadra in cui ho ancora molti contatti; a Verona, ad esempio, ho giocato con diverse persone per diversi anni ma ora non li sento più. In Emilia invece c'è un affetto diverso, il clima è magico. Qualche rimpianto nella mia carriera? Forse sarei andato via prima da Verona. Chiarisco: lì ho vissuto un periodo importante, c'è però stato un momento in cui avevo molte offerte dalla A e io, invece, rimasi in B per rispetto verso una società che mi ha sempre dato tanto. Alla fine non è un vero e proprio rimpianto, anche perché ancora oggi mi vedono come una bandiera. Ricordati che la carriera passa, ma la stima e l'affetto nei tuoi confronti restano per sempre» 1000CuoriRossoblu.it
Mister Edoardo REJA allenatore del VERONA nell'annata 1992-93 e attuale cittì dell’ALBANIA ai microfoni di 'Radio Kiss Kiss' ha parlato di RAHMANI e KUMBULLA «Devo fare i complimenti al Napoli, ha fatto un gran bel colpo di mercato con Rrhamani del Verona, un gran cavallo davvero. Lo seguivo da diverso tempo. Devo dire che il kosovaro è uno di quei calciatori che si farà sicuramente valere in maglia azzurra. L’ho visto all’opera più volte e devo dire che la società, ancora una volta, ci ha visto molto giusto sul mercato. Un altro gran giocatore da prendere è Kumbulla del Verona, il club azzurro lancerà l’assalto in estate, ma sul calciatore ci sono diversi club italiani. Lo vogliono anche Milan, Inter, Juventus e le altre big. Sarebbe davvero un altro gran bel colpo di mercato della compagine partenopea» CalcioHellas.it
L'ex centrocampista gialloblù Marco Ezio FOSSATI in diretta Instagram col giornalista Nicolò Schira «Giocare al Bentegodi era fantastico, è un vero ambiente da calcio: i tifosi ti sostengono sempre e non smettono mai di cantare, anche quando sei sotto di tre gol, è un pubblico “all’inglese”. Ricordo che avevamo un gran centrocampo per la Serie B: c’eravamo io, Bessa e Zuculini. C’era poi un bellissimo gruppo: Pazzini e Nando Coppola sono stati grandi maestri. Il “Pazzo” poi non è solo un grande giocatore, ma anche un grande amico. Dopo aver guadagnato la promozione approdai finalmente in A, ma retrocedemmo e arrivò Grosso. Con lui feci il precampionato da titolare e da capitano, tuttavia ad agosto mi chiamarono per dirmi che non facevo parte del progetto. Ero fuori rosa a Verona, quando a ottobre mi chiamò Galliani per dirmi che voleva “riportarmi a casa”. Mi bastò sentire la sua voce per capire l’entusiasmo, la voglia e la convinzione pazzesca che avevano lui e il presidente Berlusconi di arrivare in A con il Monza!» CalcioHellas.it
L'ex terzino gialloblù Alessandro CRESCENZI racconta dei suoi rimpianti scaligeri «Volevo provare ad avere una possibilità in Serie A, ma poi mi sono infortunato di nuovo, questa volta alla coscia, e sono rimasto fuori altri tre o quattro mesi. Questo ha ovviamente inciso sulle scelte del mister, quindi a gennaio ho scelto di “cambiare aria”. Se nel modulo di Juric avrei potuto dire la mia? Quello è uno dei motivi per cui ho tentato di rimanere a Verona: sia il modulo che la grande fisicità che richiede Juric si adattano bene alle mie caratteristiche, quindi volevo dimostrare di poter dire la mia. Chiaramente poi questo è tutto da vedere, però poteva essere un modo di giocare perfetto per me. Lazovic e Faraoni? Sono tra i migliori “quinti” o “quarti” del campionato, e sono giocatori molto importanti per questo Verona. Credo che anche Vitale avrebbe potuto fare la sua parte perché ha grandi doti tecniche e atletiche. L’Hellas quest’anno può contare su un gruppo importante, hanno una solidità pazzesca e i nuovi hanno dato un tocco in più. C’è poi Juric, un allenatore che ha trasferito alla squadra la sua grande fame, oltre ovviamente ai tifosi: ricordo bene la carica che il pubblico di Verona sa trasmettere, e infatti, come detto, rimpiango di non aver potuto far loro vedere tutte le mie qualità» CalcioHellas.it
L'ex attaccante scaligero Sasha BJELANOVIC a L'Arena «Juric piace alle grandi. Prima o dopo farà il grande salto, Verona resta piazza di valore, ma credo che Ivan in futuro troverà una società che lo possa lanciare anche a livello internazionale. Aveva già fatto bene a Mantova, Crotone e pure al Genoa. Gli incidenti di percorso non tolgono valore a quello che ha fatto. Ha grande spessore umano, ha cambiato a modo suo la filosofia di Gasperini, ha mentalità da tecnico. Credo sia destinato a fare grandi cose. A Verona ha vinto anche lo scetticismo iniziale. Non credo tutti fossero contenti del suo arrivo. Ma oggi Juric gode di un credito quasi illimitato. Rivedere il Verona in Europa sarebbe proprio una bella cosa. Kumbulla? Sarà il colpo dell’estate. Potrebbe diventare il trasferimento record dell’era Setti. Il simbolo del Verona di oggi? Lazovic rispecchia in campo Juric. In gialloblù è diventato giocatore importante» HellasLive.it
...Rimpianti gialloblù anche per Gennaro TUTINO al 'Corriere dello Sport' «L’esordio in A è stata una sensazione bellissima, è qualcosa che mi porterò dentro per sempre. A Verona ho imparato molto, grazie anche a un grande allenatore come Juric, forse però non sono stato bravo a sfruttare appieno le occasioni che mi sono capitate. Comunque non rimpiango niente: ho avuto modo di crescere e capire quanto la Serie A sia di altissimo livello. Dovrò dare il massimo sia in allenamento che in partita per poter finalmente competere con quei grandi campioni» CalcioHellas.it
Mario Sconcerti editorialista del 'Corriere della Sera' ha parlato al 'Corriere di Verona' a proposito di mister JURIĆ «Verona è una grande piazza, una realtà che ha storia, tradizione. Non se ne trovano tante in Italia. Prima di lasciarla ci penserei su. Altrettanto chiaro è, allo stesso modo, che a un allenatore in rampa di lancio come Juric servano delle garanzie. Il Verona dovrebbe proporgli, se non l’ha già fatto, un robusto aumento di stipendio, un contratto pluriennale e una programmazione che sia, rimanendo in linea con i mezzi economici della società, ambiziosa. Credo che, su queste basi, a Juric per primo converrebbe restare» Hellas1903.it
Il direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità Gianni Rezza «Far ripartire il calcio dopo la fine del lockdown è una decisione politica. Dal punto di vista tecnico il calcio come altri sport implica un contatto diretto, quindi la necessità di controlli molto stretti su un numero di persone relativamente ampio, anche se non si discute che si gioca a porte chiuse. Ma attorno ai calciatori ci sono 200 persone, i controlli sarebbero in carico delle squadre da quello che ho capito, a scadenze molto strette. È una decisione molto difficile da prendere, non mi sembra ci siano le condizioni per un rischio zero. In questo caso il distanziamento sociale mi sembra scarsamente applicabile, certo il rischio non è zero» TGGialloBlu.it
Massimo FERRERO presidente della SAMPDORIA a 'Un Giorno da Pecora' su Radio1 «Stiamo seguitando a prenderci in giro, finché qualcuno non ci dice che è uscito un vaccino e siamo tutti sereni. Invece di dire ricominciare questo è meglio rimboccarci le maniche per fare un grande campionato l’anno prossimo. Ad esempio, se un calciatore contrae il virus, cosa facciamo, lo mandiamo in quarantena, o viene trattato come se fosse infortunato?. E poi come si fa a pretendere che i calciatori che hanno fatto quarantena vadano poi in ritiro in un albergo altri 30 giorni? Mica stanno ai domiciliari. Sarò felice di riprendere il campionato quando ci daranno delle assicurazioni e si faranno delle proposte accettabili» Hellas1903.it
Claudio LOTITO presidente della LAZIO al TGR «Il calcio, in Italia, è una grande industria, garantisce 1 miliardo e duecento milioni di gettito all’erario. E poi c’è la mutualità che il calcio riverbera anche negli altri sport. Il Coni ha 460 milioni di finanziamento e il calcio produce miliardi di ricavi. Non vorrei entrare su un argomento che in questo momento è in discussione a livello governativo e istituzionale-sportivo. Il calcio ha inoltre una grandissima valenza sociale e la nostra storia, la storia dei romani, è fatta di panem et circenses. Un altro motivo per riflettere sulle scelte da fare» Hellas1903.it
Il presidente del CONI Giovanni Malagò a TgCom «Vediamo quello che succede, è meglio avere la certezza di un piano alternativo che non è il massimo ma rappresenta un punto fondamentale, che invece scommettere tutto su un campionato che si riapre ma soprattutto sulla certezza di un campionato che finisce. Credo che in questo momento nessuno la può dare» TGGialloBlu.it
DOPO QUELLO BELGA ANCHE IL CAMPIONATO OLANDESE CHIUDE I BATTENTI AJAX primo ma scudetto non assegnato, nessuna retrocessione (con ADO DEN HAAG e WAALWIJK staccatissime dalla salvezza ad esultare) e nessuna promozione (con CAMBUUR e DE GRAFSCHAAP prime in B infuriate per la crudele beffa) ma il governo ha decretato la chiusura di ogni attività sportiva fino a Settembre e agli olandesi non è rimasto che adeguarsi.
...INTANTO IN LIGUE 1 il centrocampista del MONTPELLIER Junior SAMBIA (23 anni) è in com farmacologico in terapia intensiva ma l'11 Maggio il torneo transalpino è pronto alla ripresa.
Serie A, i medici di 17 club chiedono chiarimenti sulla ripresa
Di Christian Poliseno - Aprile 25, 2020
Nelle ultime ore La Repubblica starebbe rilanciando la notizia secondo la quale i medici di 17 club di Serie A su 20 avrebbero inviato una lettera alla commissione tecnico-scientifica della FIGC per fare luce sui protocolli sanitari da attuare qualora si decidesse di ripartire con il campionato.
In questa lettera ci sarebbero diverse richieste di chiarimento, diversificate fra loro: dalle procedure da seguire in casa di positività di un tesserato dopo la ripresa, passando per le norme per la sanificazione delle strutture e sull’effettuazione dei tamponi, arrivando addirittura alla gestione del personale dello staff over 65 e alla responsabilità legale a carico del club di fronte ad una nuova positività.
Quasi al completo
Sempre secondo La Repubblica a scrivere ai medici della Federazione sono stati i responsabili sanitari di Atalanta, Bologna, Cagliari, Brescia, Fiorentina, Hellas Verona, Inter, Lecce, Milan, Napoli, Parma, Roma, Sampdoria, Sassuolo, SPAL, Torino e Udinese. 17 club su 20. All’appello mancherebbero solo Juventus, Lazio e Genoa.
FONTE: OkCalciomercato.it
La Cronaca di Verona Hellas, così sei in Europa!
Se il campionato non riprendesse Pazzini e soci qualificati per quoziente-punti
Intanto Malagò continua ad avere dubbi sulla ripresa: “Ci sono le condizioni?”
Di Cronaca di Verona - 24 Aprile 2020
Lo sport ai tempi del Coronavirus. Il calcio italiano lavora per prevedere tutti gli scenari futuri, con l’obiettivo di completare la stagione interrotta dalla pandemia, quando sarà possibile. Tutto, ovviamente, subordinato allo sviluppo dell’emergenza. Qui tutti gli aggiornamenti in tempo reale.
Malagò: “Entro lunedì protocollo per la ripresa. Al calcio già detto ciò che penso” – Giovanni Malagò, presidente del CONI, ha parlato ai microfoni di Rai Radio 2 realizzando il punto della situazione circa la ripresa delle attività sportive nel nostro Paese: “Io faccio un ragionamento che penso sia di buonsenso: c’è una progressione. C’è un inizio, ci auguriamo il 4 di maggio. Magari si farà un discorso diviso in aree geografiche, perché ci sono dei contesti più complessi. Ma anche questo è tutto da verificare. C’è una situazione che logicamente riguarda la parte delle attività per fare movimento, qualunque esso sia, sia a livello professionistico”.
VERONA IN EUROPA. Se il campionato non finisce, Milan o Hellas in Europa League? – In molti, nei giorni scorsi, lamentavano l’assenza di un piano B per il calcio, in caso di stop anticipato alla stagione in corso. E il piano B, nelle scorse ore, è venuto fuori dal meeting UEFA, o almeno alcuni dei suoi contorni che dovranno recepire le federazioni nazionali. In un modo o nell’altro, i vari campionati dovranno definire una classifica finale che permetta di stabilire quali squadre saranno qualificate alle prossime coppe europee. Com’è la situazione in Italia? Ad oggi piuttosto definitiva, se si esclude il duello Hellas Verona-Milan per l’ultimo posto disponibile in Europe League.
Merito sportivo alla base – La Serie A studia eventuali parametri decisionali, ma per la Gazzetta dello Sport tutto lascia pensare che sarà utilizzato il ‘merito sportivo’ per definire la graduatoria, lasciando da parte eventuali rankin UEFA storici o titoli nobiliari. La decisione finale spetterà al Consiglio Federale, con la Lega pronta a fare proposte in merito. E ad oggi ci sono in ballo due diversi criteri decisionali (con due esiti finali diversi, uno che qualificherebbe il Verona, l’altro il Milan):
– Quoziente punti/partite: divide i punti fatti per le gare giocate.
Così la classifica finale sarebbe: Juventus (2,42 punti di media, Champions League), Lazio (2,38, Champions League), Inter (2,08, Champions League), Atalanta (1,92, Champions League), Roma (1,73, Europa League), Napoli (1,5, Europa League) e Hellas Verona (1,40, Europa League). Il club scaligero, attualmente dietro al Milan di un punto, ha una gara in meno e ricavando il quoziente punti fatti/partite giocate finirebbe sopra proprio ai rossoneri (media 1,38). Il Milan, per lo stesso principio, sarebbe superato anche dal Parma ma anche in questo caso il Verona avrebbe la meglio.
FONTE: CronacaDiVerona.com
Verona 1984-85: che fine hanno fatto gli eroi del mitico scudetto
Pubblicato il 25 Apr 2020 - 10:20 autore: Andrea Riva
Il Verona guidato da mister Osvaldo Bagnoli del campionato 1984-85 fu una delle favole più incredibili del calcio italiano con uno scudetto vinto quando nemmeno il più ottimista dei tifosi scaligeri se lo sarebbe mai immaginato nonostante la buona intelaiatura costruita dal club gialloblu con gli acquisti dei due stranieri decisivi per la vittoria finale, ovvero il goleador terzino-marcatore tedesco Hans-Peter Briegel e l’attaccante danese Preben Elkajer Larsen, autori rispettivamente di nove e otto reti, solo “Nanu” Giuseppe Galderisi fece meglio di loro con undici centri. Oltre alla magica coppia l’allora presidente Celestino Guidotti portò a Verona anche Fabio Marangon, Dario Donà e Franco Turchetta.
I ragazzi di Bagnoli andarono subito in testa alla classifica (per non perderla mai) con un gioco “operaio” ma molto redditizio, grazie anche ad una difesa rocciosa (solo 19 le reti alla fine del torneo) guidata alla perfezione da capitan Roberto Tricella e con Claudio Garella tra i pali, tra l’altro protagonista di grandi parate. Alla fine furono 43 i punti conquistati, frutto di 15 vittorie (su 30 incontri), 13 pareggi e solo 2 sconfitte, la prima a sorpresa sul campo dell’Avellino (che si salverà solamente nel finale di campionato) per 2-1 nell’ultima giornata del girone d’andata (13 gennaio 1985), la seconda (25.a giornata) al Bentegodi contro il Torino sempre con il risultato di 2-1, granata oltretutto grandi antagonisti di quella stagione dove si classificarono al secondo posto con 39 punti.
Fu storica la vittoria in casa contro la Juventus per 2-0 nel quinto turno grazie alle reti di Galderisi ed Elkajer con quest’ultimo che realizzò il gol senza scarpino perchè gli si era tolto; la matematica conquista dello scudetto arrivò il 12 maggio alla penultima giornata, quando a Bergamo contro l’Atalanta ci fu il pareggio per 1-1 (rete sempre del danese), mentre nell’ultimo turno, grande passerella finale al Bentegodi contro l’Avellino per 4-2 con gli irpini che si erano salvati la settimana precedente.
Ma che fine hanno fatto tutti i giocatori di questa annata storica? Andiamo a scoprirlo insieme nelle prossime righe.
Verona 1984-85, cosa fanno oggi gli eroi dello scudetto
DIFENSORI
Mauro Ferroni: Si è ritirato a vita privata, vive a Verona
Silvano Fontolan: Allenatore (ora in pensione)
Fabio Marangon: Allenatore delle squadre giovanili (ora in pensione)
Luciano Marangon: Procuratore sportivo e ora proprietario di un beach club a Ibiza
Roberto Tricella: Agente immobiliare
CENTROCAMPISTI
Hans-Peter Briegel: Allenatore, oggi gestisce una fondazione “Asistencia Educativa” che si occupa di ragazzi messicani bisognosi
Luciano Bruni: Allenatore formazioni giovanili (ora disoccupato)
Antonio Di Gennaro: Opinionista calcistico televisivo
Dario Donà: Gestisce un’attiva nel settore dei trasporti
Pietro Fanna: Opinionista radiofonico
Luigi Sacchetti: Allenatore squadre giovanili (ora in pensione)
Antonio Terracciano: “Ambasciatore gialloblu” per gestire i rapporti con città e tifoseria per incentivare le attività benefiche del club
Franco Turchetta: Gestisce due centri estetici a Cesena
Domenico Volpato: Dentista
ATTACCANTI
Preben Elkajer Larsen: Opinionista calcistico televisivo in Danimarca
Giuseppe Galderisi: Allenatore Vis Pesaro (Serie C)
ALLENATORE
Osvaldo Bagnoli: Pensionato (ultima squadra allenata, l’Inter stagione 1993-94)
VICE ALLENATORE E PREPARATORE DEI PORTIERI
Antonio Lonardi: Deceduto il 7 settembre 2018 all’età di 81 anni)
PRESIDENTE:
Celestino Guidotti: Deceduto il 26 novembre 1998 all’età di 75 anni
La Fiorentina sta seguendo con attenzione l’attuale situazione contrattuale con il Verona dell’attaccante Fabio Borini. L’ex Liverpool non aveva iniziato male l’esperienza in Veneto, avendo messo a segno 2 reti in 6 presenze. Poi è arrivato il Coronavirus a stoppare la sua “rinascita”, la quale potrebbe essere lontana dal gialloblù. Secondo L’Arena, nonostante ci sia feeling tra lui e il tecnico Juric, Borini non scarta assolutamente l’idea di trasferirsi altrove e Firenze potrebbe essere la piazza adatta a lui.
Dopo Cutrone, un altro ex rossonero arriverebbe alla corte di Iachini. La rapidità di Borini e la sua capacità di saltare l’uomo in dribbling, si sposerebbero bene con il gioco del tecnico marchigiano. Calciatore esperto e di carattere, Borini è monitorato anche in Inghilterra visto il suo passato Reds. Aston Villa e Crystal Palace lo seguono con attenzione ma forse il giocatore vuole rimanere in Italia.
La Fiorentina di Commisso è ambiziosa
Le ambizioni della Fiorentina di Commisso però potrebbero fare la differenza per convincerlo. Il presidente italoamericano vuole allestire una squadra degna di nota a livello europeo. Le esperienze estere di Borini, porterebbero all’attacco viola quella malizia in più in attacco. Le sue ultime esperienze con Milan e Sunderland, sono state abbastanza buone ma non di certo memorabili. Specialmente quella in rossonero, dove l’attaccante ha messo a segno solamente 4 reti in 54 presenze. Borini non è mai stato un vero bomber in carriera, ma un calciatore abile a rivestire più ruoli in attacco dando equilibrio al reparto. Iachini probabilmente cerca questo per la sua Viola.
FONTE: News.SuperScommesse.it
UEFA Chi va in Europa se i campionati non riprendono? Sfida Milan-Verona, Atletico fuori, il City sorride
La Uefa ha indicato nel merito sportivo il criterio da prendere in considerazione qualora non si riuscisse a portare a termine la stagione
24 aprile 2020
In tutta Europa il mondo del calcio cerca un modo per concludere la stagione in corso, la Uefa ha ribadito la volontà di portare a termine i campionati ma, visto che la pandemia coronavirus al momento non permette di fissare una data certa per la ripresa, ha fissato anche i criteri per stabilire quali saranno le squadre qualificate alle coppe europee della prossima stagione in caso di uno stop definitivo. Il massimo organismo del calcio europeo ha indicato nel 'merito sportivo' il criterio da prendere in considerazione qualora non si riuscisse a portare a termine la stagione e allora vediamo quale sarebbe la situazione nei 5 top campionati.
SERIE A - Se il nostro campionato non dovesse finire, per le quattro qualificate alla Champions League non ci sarebbero dubbi (Juve, Lazio, Inter e Atalanta), ma la scelta di chi arriverà settimo e andrà quindi ai preliminari di Europa League dipenderà da quale criterio verrà scelto. Milan (36) e Verona (35) sono infatti distanziati da un punto, ma gli scaligeri hanno giocato una partita in meno. Secondo La Gazzetta dello Sport, se si terrà conto del quoziente punti/partite, ad arrivare settimi sarebbero i veneti (e anche il Parma supererebbe i rossoneri), mentre se si guarderà la classifica alla 25esima giornata, sarà il Diavolo a qualificarsi ai preliminari della prossima Europa League. C’è però anche la variante Coppa Italia: se il Milan dovesse vincere la competizione, infatti, la squadra di Pioli accederebbe direttamente alla fase a gruppi dell’Europa League e la classifica del campionato non conterebbe più nulla.
PREMIER LEAGUE - Lo stop del campionato e il criterio del merito sportivo fanno sorridere il Manchester City, che sarebbe qualificato alla prossima Champions League nonostante lo scorso 14 febbraio la Uefa abbia escluso il club dalle competizioni europee per due anni. Contro questa sentenza i campioni d'Inghilterra hanno fatto ricorso al TAS di Losanna, ma al momento è tutto sospeso a causa della pandemia e questa è una buona notizia per la squadra di Guardiola: la squalifica infatti - se verrà confermata - sarà operativa soltanto dopo la sentenza del TAS e se questa dovesse arrivare a stagione già iniziata, i Citizens parteciperebbero alla prossima Champions 'posticipando' il divieto di partecipazione al 2021/2022. Oltre al City sarebbero qualificate Liverpoo, Leicester e Chelsea, mentre il Manchester United, attualmente quinto in classifica, sarebbe praticamente certo di un posto in Europa League. Insieme ai Red Devils lo Sheffield, che è appaiato al sesto posto in classifica col Wolverhampton, ma avendo giocato una gara in meno verrebbe premiato in virtù della sua miglior media punti. Non tutto è perduto però per i Wolves, che possono sperare di qualificarsi anche col settimo posto: in Inghilterra, infatti, oltre alla quinta classificata vanno in Europa League le vincitrici di FA Cup e Carabao Cup, ma quest'ultima l'ha vinta il City (già in Champions) e l'FA Cup è ferma ai quarti di finale e potrebbe non ripartire.
LIGA - Il criterio del merito sportivo fa sorridere anche la Real Sociedad, che in classifica ha gli stessi punti del Getafe (e anche la stessa media gol fatti/subiti: +12), ma fin qui ha realizzato più reti e, dato che il doppio confronto tra le due squadre non è andato in scena, è avanti in classifica grazie a questo dettaglio. Club basco dunque in Champions insieme a Siviglia, Real e Barcellona, mentre per i tre posti in Europa League la palla alla Federazione. Sicure di un posto sarebbero il Getafe (quinto) e l'Atletico Madrid (sesto), ma la terza squadra dovrebbe essere la vincente della Coppa del Re, che però non è ancora nota. Le due finaliste sono Real Sociedad (già in Champions) e Athletic Bilbao e quindi sarà la Federazione, in caso non si giocasse la finale, a decidere: il Bilbao finalista o il Valencia (settimo) ai preliminari di Europa League?
LIGUE 1 - Pochi dubbi in Francia, dove Psg (primo) e Olympique Marsiglia (secondo) accederebbero ai gironi di Champions League, mentre il Rennes (terzo) si qualificherebbe al terzo turno preliminare (percorso piazzate). E in Europa League? Normalmente si qualificano la quarta classificata e le due vincitrici della Coppa di Francia e della Coppa di Lega, ma entrambe le competizioni sono ferme in attesa di disputare la finale (Psg-Lione in Coppa di Lega e Psg-Saint-Etienne in Coppa di Francia). In caso in cui gli atti conclusivi delle due coppe non dovessero essere disputati, secondo la stampa francese non ci sarebbe alcuna possibilità che Lione e Saint-Etienne possano qualificarsi alla prossima Europa League, dove accederebbero invece le due squadre attualmente al quinto e al sesto posto: Reims e Nizza.
BUNDESLIGA - In Germania l'ipotesi stop definitivo del campionato è molto lontana, la Bundesliga si prepara a ripartire. Già nelle scorse settimane le squadre della massima divisione tedesca hanno ripreso gli allenamenti (con tutte le limitazioni del caso) e anche se al momento non esiste ancora una data ufficiale, in moltissimi credono che il 9 maggio possa essere la data buona per il nuovo calcio d’inizio. Giovedì la task force tedesca ha illustrato il piano per la ripresa ai vari club di Bundes e ha chiarito che anche se dovesse saltare fuori un nuovo caso di positività fra i calciatori, il campionato non verrebbe interrotto.
PANCHINE Viaggio tra le panchine di Serie A: la panoramica in attesa della ripartenza
Meno della metà dei club di massima serie ha mantenuto la guida tecnica di inizio stagione: c'è chi guarda al futuro e chi, inevitabilmente, non può che concentrarsi sul presente
24 aprile 2020
Fino al momento della sospensione per l’emergenza coronavirus, arrivato in coda alla surreale ventiseiesima giornata, ben undici delle venti squadre iscritte al campionato di Serie A hanno cambiato allenatore, ben tre in più rispetto all’intera stagione 2018/19. In ottica futura, poi, non è detto che i nove club che hanno conservato la guida tecnica di inizio stagione lo facciano anche nella prossima. Molto dipenderà, com’è facile immaginare, dalla possibile ripartenza dei tornei, e dalle conseguenze in generale della pandemia. Scorrendo la classifica, quindi, vediamo qual è la situazione di ciascuna delle venti attuali squadre della massima serie italiana.
Sul presente e sul futuro della panchina dell’attuale capolista, la Juventus, si è discusso ben prima della sospensione. Il gioco proposto dalla squadra di Maurizio Sarri non ha convinto appieno, ma le venti vittorie complessive in un campionato più competitivo rispetto agli ultimi anni non possono certo essere considerate un cattivo risultato. Per il futuro di Sarri, con tutta probabilità, sarà decisiva la Champions League, anche qui con tutti i dubbi del caso sulla ripartenza. Sembra invece delineato il futuro delle panchine di Lazio, Inter e Atalanta. Simone Inzaghi è il tecnico artefice di un vero e proprio miracolo sportivo e difficilmente Lotito se ne priverà, per quel che riguarda la Milano nerazzurra si punta fortissimo su Antonio Conte, con la squadra sempre più a immagine e somiglianza del tecnico salentino, mentre a Bergamo nessuno ha dubbi su Gian Piero Gasperini, condottiero della sorprendente Dea. Appena fuori dalla zona Champions c’è la Roma, ma ogni possibile cambiamento dipenderà dal futuro societario. Per adesso Paulo Fonseca sta convincendo, nonostante qualche stecca, e dovrebbe restare al suo posto. Scendendo al sesto posto troviamo il Napoli: dalla 16esima giornata Gennaro Gattuso ha rilevato il suo maestro Carlo Ancelotti (finito in Inghilterra, all’Everton, dopo le polemiche dello scorso autunno) riuscendo anche a togliersi qualche soddisfazione come la vittoria contro la Juventus, il buon pareggio contro il Barcellona in Champions League (il ritorno va ancora giocato) e l’approdo alle semifinali di Coppa Italia. Difficile però prevedere il futuro del tecnico calabrese: molto, anche in questo caso, dipenderà dalla ripresa o meno dei tornei. Per quel che riguarda il Milan, tanto si è detto e tanto ancora si dirà in futuro: dall’ottavo turno è Stefano Pioli a guidare i rossoneri, dopo l’infelice parentesi Giampaolo, e qualche risultato si è anche visto complice anche l’innesto, a gennaio, di Zlatan Ibrahimovic. I cambiamenti a livello di dirigenza, però, potrebbero modificare anche l’assetto tecnico e non è un mistero l’interesse da parte di Ivan Gazidis per Ralf Rangnick, ex allenatore del Lipsia: una vera e propria telenovela, destinata a continuare nelle prossime settimane. Dietro il Milan c’è una schiera di club piuttosto soddisfatti dell’andamento della stagione. Ivan Juric all’Hellas Verona, Roberto D’Aversa al Parma, Sinisa Mihajlovic (che nel frattempo sta affrontando battaglie ben più importanti) al Bologna e Roberto De Zerbi al Sassuolo non soltanto hanno guidato finora le loro squadre verso zone tranquille della classifica, ma non hanno neanche perso la speranza di fare capolino nella zona Europa.
Ben diversa la situazione dal dodicesimo posto in giù, dove solo il Lecce (al momento terz’ultimo assieme al Genoa) non ha cambiato guida tecnica, lasciandola al tecnico della doppia promozione Fabio Liverani. Il Cagliari è stato l’ultimo club in ordine di tempo a dare il benservito al tecnico di inizio stagione, ma Walter Zenga, sostituto di Rolando Maran, non ha fatto in tempo a sedersi in panchina prima della sospensione del torneo. Risultati discreti, invece, sono arrivati da Beppe Iachini alla guida della Fiorentina e Luca Gotti sulla panchina dell’Udinese. I due hanno rispettivamente sostituito Vincenzo Montella dalla diciottesima giornata e Igor Tudor dall’undicesima, rianimando due squadre in forte crisi d’identità e riportandole perlomeno nella pancia della classifica. Ancora in sospeso, invece, il giudizio su Moreno Longo, che dalla ventitreesima giornata ha sostituito Walter Mazzarri alla guida di un Torino sprofondato in classifica dopo un inizio discreto. Anno a rischio anche per le due genovesi: la Sampdoria, dopo un inizio shock con Di Francesco, si è rialzata con Claudio Ranieri (subentrato all’ottava giornata) ma non ha ancora abbandonato i bassifondi, mentre il poco distante Genoa, dopo il fallimento dei progetti Andreazzoli (esonerato dopo l’ottava giornata) e Thiago Motta (mandato via dopo la diciassettesima), si è affidato a Davide Nicola per cercare di evitare la retrocessione.
In coda alla classifica due club che hanno operato cambiamenti importanti con modalità diverse. La Spal ha provato fino alla ventitreesima giornata ad andare avanti con Leonardo Semplici, che resterà comunque per sempre nel cuore dei tifosi estensi per aver riportato il club in Serie A nel 2017, ma alla fine i risultati negativi hanno costretto al cambio, con l’arrivo di Gigi Di Biagio. Il Brescia, invece, è il club che ha più volte mutato la guida tecnica in questa stagione, senza mai riuscire a trovare la quadratura del cerchio: dopo aver iniziato con Eugenio Corini, il presidente Massimo Cellino si è affidato a Fabio Grosso dalla dodicesima alla quattordicesima giornata prima di ingaggiare nuovamente l’ex calciatore e allenatore di Chievo e Palermo. La situazione in classifica, però, ha portato il vulcanico patron delle rondinelle a cambiare per la terza volta, affidando i suoi giocatori a Diego Lopez a partire dalla ventitreesima giornata. Per queste squadre resta quindi impossibile guardare alla prossima stagione: va prima salvata quella di quest’anno, sempre che si riprenda a giocare.
FONTE: SportMediaset.Mediaset.it
CALCIOMERCATO Contratti e prestiti da prolungare: il caso Hellas
La Gazzetta dello Sport fa il punto: il Verona ha in ballo ben dieci giocatori in prestito e tre giocatori in scadenza
di Tommaso Badia Aprile 25, 2020 - 12:30
Con il prolungamento della stagione al 2 agosto, continua a tenere banco il vuoto normativo legato ai contratti e ai prestiti che, in attesa di nuovi provvedimenti, scadrebbero al 30 giugno.
Se si riprenderà a giocare, è chiaro che si dovrà trovare una soluzione, ma al momento sono tanti i giocatori “in bilico”, ben tredici dei quali in casa Hellas (la squadra con più “dubbi” a riguardo, segue il Genoa con dodici).
Di chi stiamo parlando? A rispondere a questa domanda ci ha pensato La Gazzetta dello Sport: andiamo quindi a vedere i nomi dei calciatori “a rischio”.
I PRESTITI. L’Hellas al momento ha in casa ben dieci prestiti, alcuni dei quali a fine stagione torneranno sicuramente alla casa madre: stiamo parlando di Boris Radunovic, Eddie Salcedo e Valentin Eysseric, ai quali si aggiungono ovviamente Amir Rrahmani (acquistato e lasciato temporaneamente a Verona dal Napoli) e Sofyan Amrabat (stesso discorso di Rrahmani, anche se ovviamente la nuova proprietaria del suo cartellino è la Fiorentina e non il Napoli). Prolungare i loro contratti fino all’effettiva fine della stagione consentirà quindi al Verona di godere un po’ più a lungo dei loro “servigi”.
RISCATTI E CONTRORISCATTI. Leggermente diversa la situazione di Valerio Verre, Claud Adjapong e Federico Dimarco, in prestito con diritto di riscatto, così come quella di Koray Günter e Matteo Pessina, sui quali c’è anche un controriscatto da parte di, rispettivamente, Genoa e Atalanta. Il “prolungamento” della stagione potrebbe dunque fornire all’Hellas un po’ di tempo in più per pensare soprattutto ad Adjapong e Dimarco, i quali al momento hanno avuto davvero poco tempo per mettersi in mostra.
I CONTRATTI IN SCADENZA. Come ormai ben sapete, sono tre i giocatori che al 30 giugno si ritroverebbero senza squadra: stiamo parlando di Miguel Veloso, Fabio Borini e Giampaolo Pazzini. Il portoghese, dopo la “rinascita” in terra scaligera, dovrebbe rinnovare, mentre il futuro del capitano e del numero 16 è ancora un rebus: in caso di “stagione extra-large“, comunque, il tempo per parlare non mancherebbe di certo…
CALCIOMERCATO Dalla Croazia: D’amico guarda in casa Hajduk, nel mirino c’è Ismajli
Nuovo nome per rinforzare la difesa gialloblù in vista della prossima stagione
di Mattia Zupo Aprile 24, 2020 - 20:25
Secondo il portale croato Sport News, l’Hellas Verona ha messo nel mirino Ardian Ismajli dell’Hajduk Spalato. Dopo l’operazione Rrahmani, prelevato da D’Amico la scorsa estate dalla Dinamo Zagabria, la società gialloblù si sarebbe dunque interessata a un altro difensore del campionato croato.
L’albanese è un profilo duttile, proprio come il kosovaro passato al Napoli a gennaio, e può essere impiegato sia come difensore centrale che come terzino destro.
Il classe 1996 ha collezionato in questa stagione 24 presenze e 2 assist, ha un contratto che scadrà il 30 luglio 2022 e, avendo già collezionato 11 presenze con la Nazionale albanese, può anche vantare una buona esperienza internazionale
FONTE: CalcioHellas.it
NEWS
24 aprile 2020 - 08:54 Verona in Europa? Ecco come
In caso di stop definitivo alla stagione, “derby” con il Milan per un posto Uefa. Il fattore quoziente
di Redazione Hellas1903
Il Verona aspetta di capire se la stagione riprenderà o meno.
L’Hellas, prima dello stop, ha totalizzato 35 punti. Uno in meno del Milan, che però ha disputato una partita in più (i gialloblù hanno saltato quella con il Cagliari).
Nel caso in cui l’annata dovesse chiudersi definitivamente, la Uefa ha raccomandato che i posti per le competizioni continentali siano assegnati secondo criteri di merito.
Su “La Gazzetta dello Sport” oggi in edicola, viene spiegato come si potrebbe procedere in Italia. Si prospetterebbe un “derby” tra Verona e Milan per il settimo posto, ultimo utile per l’accesso all’Europa League (a meno che il Milan non acceda alla finale di Coppa Italia).
Da una parte c’è la classifica “cristallizzata”, a prescindere, alla venticinquesima giornata, con i rossoneri davanti all’Hellas.
Dall’altra, c’è il fattore dato dal quoziente punti. Il Verona, a -1 dal Milan, è in vantaggio sul Parma per differenza reti – gli emiliani sono alla pari con l’Hellas – e, rispetto al Diavolo, sarebbe davanti: 1.40 punti a gara per la squadra di Ivan Juric, Milan a 1.38.
Quindi, gialloblù settimi.
La decisione in merito spetterebbe alla Lega A.
FONTE: Hellas1903.it
Blog: Verona: Setti, attenzione alle plusvalenze, il salto di qualità si può
Giovanni Mutinelli
21 aprile 2020 15:32
Di quello che il Verona sta facendo in questa stagione ne hanno parlato tutti ed è stato detto tutto. Si è però discusso poco su come il Verona si è costruito e come si costruirà. Dobbiamo quindi tornare indietro di qualche anno, fino all'estate del 2014, quando il patron Setti metteva nelle mani del Ds Sogliano 25 milioni di euro, ottenuti dalla cessione di Iturbe alla Roma. In quella sessione di mercato, seppur la spina dorsale in campo rimase la stessa dell'anno precedente, arrivarono in riva all'Adige ben 17 nuovi giocatori, tra cui Rafa Marquez e Javier Saviola, campioni assoluti ma che non rispettarono le aspettative, di certo l'età e le ultime annate potevano far in modo che Verona fosse una delle ultime tappe della loro longeva e gloriosa carriera. Quell'anno il Verona si salvò abbastanza tranquillamente, ma con qualche preoccupazione in più rispetto all'anno precedente, probabilmente dovuta al fatto che non c'era una stabilità nei titolari e si vedevano in campo ogni volta giocatori diversi. L'anno successivo fu disastroso, con l'esonero di Mandorlini, forse uno degli allenatori più amati dai tifosi, a metà stagione mentre a luglio ci fu la separazione dal Ds Sogliano e infine arrivò la retrocessione dopo tre stagioni in A.
Noi tifosi demmo le colpe principalmente a Setti, tutt'oggi malvisto, visto solo come figura di rappresentazione della società a livello burocratico e invece erano Sogliano e Mandorlini i veri artefici delle operazioni di mercato e del buon rendimento della squadra che, senza due linee guida stabili ed esperte, nelle stagioni successive, complici anche delle scelte di mercato non accurate, ottenne un'immediata promozione in Serie A, non mancarono le difficoltà, culminata con un'altra retrocessione l'anno seguente e un'altra immediata promozione, stavolta si sudò ancora di più essendo stati promossi come vincitori dei playoff e aver chiuso un campionato che, per le aspettative iniziali, poté essere definito disastroso.
L'ultima promozione, ottenuta l'anno scorso, diede modo al neo Ds D'amico di gettare le basi per un futuro promettente sebbene il gruppo della scorsa stagione è stato quasi totalmente sembrato l'estate passata. Rimasero solo il portiere Silvestri, i difensori Dawidowicz e Faraoni, il centrocampista Zaccagni, la punta Di Carmine e l'eterno Pazzini, oltre ad altri giocatori distanti dai riflettori dei protagonisti. Per preparare la squadra a lottare per la salvezza, arrivarono giocatori esperti che già conoscevano bene la serie A e soprattutto che avevano già avuto rapporti con il mister, Ivan Juric, in cerca di riscatto dopo le ombrose parentesi di Genova, insieme ad alcune scommesse di D'amico e qualche giovane della primavera.
Arriviamo quindi ad oggi, quando le scommesse Amrabat e Rrahmani del Ds hanno fruttato 35 milioni di euro dalle loro vendite a gennaio, per nostra fortuna ci sono stati lasciati in prestito fino al termine della stagione, mentre altri 25 milioni circa dovrebbero arrivare dalla cessione Marash Kumbulla, talento cristallino del vivaio gialloblu che secondo i media è molto vicino all'Inter, per un totale di 60 milioni di euro circa.
A questo punto gli scenari sono due, investire su tanti giocatori dal buon prospetto allungando di molto la rosa o, specie dovesse arrivare una storica qualificazione in Europa League, su giocatori già formati in serie A e magari qualche giocatore scartato delle big, arriveranno in ogni caso altri colpi alla Rrahmani di Tony D'Amico, come anticipato da Fabrizio Romano (il quale ringrazio per aver risposto alla mia curiosità).
Da monitorare la situazione di Ivan Juric, che già in estate disse: "Prima penso a salvare il Verona, poi si vedrà". Non sono stati sondati altri allenatori dalla società fino ad oggi, convinti di continuare con Juric senza particolari problemi, speriamo che vada così, soprattutto per non rischiare di perdere lo stile che ci ha contraddistinto quest'anno più che il tasso tecnico della rosa, visto che in estate eravamo i canditati numeri 1 per la retrocessione e poi è successo quel che è successo.
Analizzando ruolo per ruolo come migliorare il Verona, si può tranquillamente saltare la porta dove Marco Silvestri, grazie ad un rendimento elevatissimo e costante, è stato incoronato da grandi ex gialloblu e non solo, come futura bandiera del contesto Verona, come pilastro della squadra che verrà, ma anche come simbolo per i tifosi, un po' ad imitare Rafael. Come secondo quest'anno a luglio arrivò Radunovic in prestito, si riuscisse a trattenerlo potrebbe essere una buona mossa mentre per aumentare l'ingresso in prima squadra di giovani il ruolo di terzo portiere, se non addirittura di secondo, potrebbe essere ricoperto da loro. Rimane sempre anche Alessandro Berardi come "tappabuchi".
Nella difesa a 3 ci sarà una rivoluzione, ceduti Rrahmani e molto probabilmente Kumbulla, dovranno essere presi giocatori in grado di farne le veci senza far emergere rimpianti ma prima verrà riscattato Gunter dal Genoa per 4 milioni di euro, nonostante non abbia offerto sempre prestazioni all'altezza, è un pupillo di Juric che lo vorrà con sé.
Altro giocatore del Grifone che potrebbe arrivare a Verona è Biraschi, cercato anche dal Torino, che però è molto legato alla squadra rossoblù ma, in caso di retrocessione dei genoani e l'aver già lavorato molto con Juric, sono delle variabili che potrebbero far smuovere la trattativa verso un lieto fine.
Nel caso in cui Biraschi dovesse vestire granata, si potrebbe andare a pescare nella sovrabbondanza difensiva che andrebbe a crearsi nel Torino, con almeno uno tra Lyanco, Bremer, Djidji e Bonifazi in vendita.
A gennaio si era parlato di un interessamento per Cetin della Roma, contatti che potrebbero essere riallacciati e magari anche espansi visto che in uscita da Trigoria c'è Juan Jesus, dal canto suo però dovrebbe ridursi notevolmente l'ingaggio, motivo per cui non ha lasciato la capitale nella scorsa sessione di mercato. Stimolanti anche i nomi di Cistana, mostratosi alla serie A e alla nazionale maggiore solo da quest'anno, ha già fatto vedere aspetti interessanti di sé e con Juric potrebbe maturare definitivamente e anche quelli di Ceccherini, che probabilmente lascerà Firenze a luglio e Caceres, sarebbe un ritorno, seppur quest'ultimo abbia la fiducia di mister e società Viola oppure Troost-Ekong, pilastro della difesa dell'Udinese, ma che di fronte ad un'offerta abbastanza importante potrebbe partire, stessa discorso vale per Gagliolo e Iacoponi del Parma. Come comprimario dei titolari anche Vicari della Spal non farebbe certo male, dopo i tanti anni a Ferrara e una discreta esperienza nella massima serie, potrebbe essere arrivato il momento di cambiare aria e Mattia Gabbia, giovane promessa del vivaio del Milan, un anno di prestito in serie A gli farebbe bene.
Per quanto riguarda le corsie laterali, a sinistra non ci dovrebbero essere sorprese, con la quasi sicura conferma di Lazovic titolare e Dimarco che, coinvolto nell'affare Kumbulla o meno, ha chance di rimanere. Sul lato opposto tutto gira intorno alla volontà di Faraoni e della società, che al momento non c'è, di interrompere i rapporti per un'altra plusvalenza intorno ai 10 milioni di euro, per lui si parlava di Lazio e se dovesse veramente andare a Roma, il viaggio opposto lo potrebbe fare Marusic, che diventerebbe la terza scelta nei biancocelesti e la prima da noi, per un scambio quasi alla pari. I piani di riserva potrebbero essere rappresentati da Calabria e Conti, almeno uno in uscita da Milan e quest'ultimo tornerebbe a giocare come quando era all'Atalanta, i quali pero andrebbero a costare leggermente di più. Per il ruolo di riserva potrebbe entrare in gioco l'intuito di D'amico nel scovare talenti in giro per l'Europa e a tal merito alcuni giocatori molto promettenti sono Frimpong del Celtic, Dodò dello Shakhtar Donetsk, Gummy del Lech Poznan, Hefti del San Gallo e Jaba del PAOK Salonicco.
Parlando degli interni di centrocampo possiamo allargare il discorso fino alle mezze punte o trequartisti, vista la grande intercambiabilità dei giocatori. Partendo dal presupposto che non sarà possibile trovare un altro giocatore che faccia quello che fa Amrabat e che il modo di giocare di Juric comporta propensioni offensive dei centrali di difesa, a fare coppia con Veloso l'ideale sarebbe un giocatore bravo in fase di interdizione e che faccia filtro, in altre parole un mediano e il lusso in questa zona è rappresentato da Gagliardini, che molto probabilmente lascerà l'Inter, ma il suo acquisto comporterebbe un dispendio notevole per il Verona, detto che se non ci dovessimo qualificare per l'Europa League sarebbe difficile portare giocatori come lui in squadra, ma in caso contrario anche Milan Badelj rappresenterebbe un'occasione interessante. Più economico sarebbe Lukic del Torino oppure, anche se non rispecchia in pieno le caratteristiche, Bourabia del Sassuolo così come Bisoli del Brescia. Rimane spinosa la questione legata a Pessina dato che, anche se noi lo riscattassimo, l'Atalanta lo potrebbe contro riscattare e rivendere per una cifra ben più alta ma, se le offerte non dovessero arrivare e la volontà attualmente è quella di rimanere a Verona, sarebbe possibile trattenerlo in questa maniera o in un'altra, ovvero organizzarsi con la futura squadra di Pessina, che dovrebbe essere un top club come la Roma o il Napoli, per averlo in prestito un altro anno ed evitare che scaldi la panchina, altrimenti lo si riscatterà e se l'Atalanta lo vorrà a tutti i costi riacquistare e vendere nuovamente, almeno si sarà fatta una plusvalenza di mezzo milione di euro. Rimangono Zaccagni e Borini ed è stato riscattato Verre dalla Sampdoria per 2 milioni, a differenza di Eysseric, mentre potrebbe essere interessante intavolare una trattativa con il Napoli per tentare di avere Elmas in prestito per dargli modo di maturare definitivamente, cosa che ora come ora a Napoli non può fare.
Per ampliare il pacchetto di "fantasisti" sono intriganti i profili di Saponara e Di Francesco, entrambi in uscita dai rispettivi club e che quando erano in forma hanno dimostrato di poter dare il loro contributo. Un ritorno in riva all'Adige ma sull'altra sponda potrebbe essere il viaggio intrapreso da Birsa o Castro, pupilli dell'ex allenatore Maran e ora fuori dal piano tecnico, certo il lungo passato da beniamini del Chievo potrebbe intromettersi a rovinare tutto. Sull'aspetto della valorizzazione dei giovani si potrebbe parlare col Torino per dare modo ad Edera di avere, forse, l'ultima chance in serie A e a Millico per esplodere, esattamente quello che non ha fatto fino ad oggi Agudelo a Firenze, arrivato con grandi aspettative ha visto poco il campo e un prestito sarebbe una buona soluzione. Infine da tenere sott'occhio Selim Amallah, 23enne che possiamo definire, tenendoci larghi, nuovo Amrabat, per nazionalità e campionato di provenienza ma non certo per caratteristiche, lui è molto più offensivo, lo dimostrano i 7 gol e 5 assist con la maglia dello Standard Liegi quest'anno condite da 7 ammonizioni, sinonimo di grande grinta e spirito di sacrificio.
Concludiamo quindi con i centravanti, sicuro del posto di leader sia in campo quando gioca ma soprattutto fuori Giampaolo Pazzini e con lui dovrebbe essere confermato Di Carmine, che dimostrato di poter essere una validissima alternativa, manca però un numero 9 di peso, un rapace d'area di rigore ma che sappia anche giocare con e per la squadra vista la presenza, oltre ai due già citati prima, del solo Stepinski che, per quanto a me lui piaccia già dai tempi del Nantes, non penso possa avere una seconda possibilità, rimane poi Eddie Salcedo che spero vivamente riusciremo a riprendere dall'Inter, a titolo definitivo o anche in prestito. I papabili per il ruolo di prima punta titolare, a mio avviso, potrebbero essere Gianluca Lapadula, alti e bassi a Lecce e un rapporto scremato con Preziosi, Donnarumma e Torregrossa hanno dimostrato di poter dire benissimo la loro anche in serie A mentre sono in cerca di riscatto Lasagna, nonostante sia il capitano dell'Udinese da troppi anni non incide in Friuli e di fronte ad una buona offerta potrebbe partire, così come è quasi sicuro che capiterà ad almeno uno tra Nestorovski e Teodorczyk, che non hanno fatto bene come con Palermo e Anderlecht. Non ha fatto benissimo nella sua seconda esperienza a Sassuolo Defrel e nemmeno il ritorno a Genova ha rivitalizzato uno scomparso Destro, ad entrambi un'esperienza totalmente nuova potrebbe far bene, stesso discorso vale per Santander, ha perso il posto da titolare e da gennaio pure quello di primo sostituto, porterebbe anche esperienza internazionale, mentre i top, per le disponibilità economiche del Verona, sono Inglese, se si ha la certezza di una condizione fisica stabile con rischi ridotti al minimo di ricadute per gli innumerevoli infortuni di questi due anni e infine Cornelius, ora al Parma ma di proprietà dell'Atalanta, quest'anno ha fatto vedere i colpi ai tempi del Copenaghen che gli valsero la chiamata dei Bergamaschi.
Spero vivamente che la società possa portare a termine degli acquisti indirizzati su questi binari ma soprattutto spero e speriamo poter rivedere in campo al più presto il nostro amato calcio.
FONTE: VivoPerLei.CalcioMercato.com
L’Inter accelera per Marash Kumbulla. Giovane, 20enne, rivelazione assoluta del Verona di Juric alla sua prima stagione in Serie A con 18 presenze, un gol e prestazioni da assoluto leader contro grandi squadre come, tra l’altro, la Juventus. Il nazionale albanese cresciuto a Peschiera del Garda è nel mirino dei nerazzurri da un po’, precisamente da gennaio, quando su di lui aveva messo gli occhi anche il Napoli.
Anzi, specifichiamo: il club di De Laurentiis aveva addirittura trovato un accordo con il Verona sui 25 ma il calciatore insieme al suo entourage ha preferito prendersi del tempo per decidere. Ed ecco che negli ultimi giorni il Napoli è tornato a farsi vivo, con decisione, riproponendo di fatto le stesse condizioni di gennaio ma il calciatore, lusingato, è verso il no.
L'Inter affonda il colpo
L’Inter, attenta, non ha mai smesso di dialogare con le parti - contatti anche recentemente - e adesso sembra avere strada libera, a meno di offerte economiche superiori provenienti dall’estero, tipo Germania. Il Verona, che ha cresciuto e creduto nel difensore sin dagli inizi della sua carriera, chiede 30 milioni ma si può trattare: no all’inserimento di calciatori nell’affare. L’Inter studia la strategia giusta ma un piano in testa ce l’ha già: avere Kumbulla nella difesa del futuro. Come? Probabilmente prima servirà cedere, per una questione di conti che devono tornare: poi l'affondo. Nuovi giocatori, stesso progetto. Un mix tra giovani forti ed esperti che possa soddisfare Conte.
Fabio come back to England? L’ipotesi ritorno è tutt’altro che fantacalcio. Saranno settimane di passione per l’attaccante gialloblù, quando la squadra riprenderà gli allenamenti. Innanzitutto si capirà se questo campionato verrà ultimato o meno. E poi spazio al futuro.
BINARIO MORTO. Al Milan, il suo ciclo era giunto al termine. Ricky Albertosi, portiere dello scudetto della “stella“ rossonera ci disse chiaramente: «Meglio per il Verona, ma non mi capacito di come il Milan abbia rinunciato a Borini». Il vecchio Ricky, che in questi giorni festeggia i cinquant’anni dello scudetto del Cagliari, aveva ragione.
PRONTI, VIA E GOL. E Borini non si è fatto attendere. Ingresso e gol da cannoniere al «suo» Bologna. Una gioia immensa per un calciatore ritrovato. Juric l’uomo giusto per la rinascita e l’attaccante invece, la mezzala o esterno più bravo della rosa ad interpretare il difficile ruolo del terminale offensivo, visto che l’allenatore ha preferito spesso giocare senza un vero attaccante o con una puntata, come Borini che resta un jolly offensivo. Con la Juventus l’apoteosi di una serata vissuta da protagonisti da parte di tutti i calciatori dell’Hellas. Borini l’ha costruito e finalizzato quel gol che ha dato il là alla rimonta gialloblù. A Udine dopo avere sfiorato la rete, l’infortunio. Ma Bora Bora, come lo chiamava Pelegatti cantore delle imprese del Diavolo, era nuovamente in moto. Se ne sono accorti i dirigenti di Aston Villa e Palace che lo vorrebbero in Premier. In Italia c’è la Fiorentina.
QUESTIONE DI CUORE. Borini non ha deciso, perché a Verona si è trovato subito bene. «Ambiente, compagni e allenatore. Tutto fantastico e poi la città». Ecco sintetizzate le parole dell’ex rossonero. Per lui Juric significa molto: «Uno da bianco o nero», ha detto dopo l’esordio in gialloblù Borini. Inglese però è l’altra metà del cielo di Fabio, la signora Erin che con la splendida Stella compone il nucleo familiare. La love story nacque a Liverpool dove la punta gialloblù ha disputato 25 partite segnando 2 reti con i Reds ma con molto Sunderland prima e dopo. Non è facile decidere perché la Premier è sempre il primo campionato al mondo.
L’INGAGGIO. Che il Verona avesse messo sotto contratto un top player, forse, se ne erano resi conto in pochi. Le colpe vanno sempre suddivise, forse qualche partita opaca ma soprattutto il grande via vai di giocatori, allenatori e dirigenti delle ultime stagioni non ha aiutato nè il Milan, né Borini. Fatto sta che il Verona si è sobbarcato la metà degli emolumenti del calciatore, che a giugno sarà in scadenza di contratto. Prima del suo arrivo, era Pazzini il calciatore più pagato con il suo milione e 350mila euro, ma Borini l’ha superato visto che per sei mesi l’Hellas scucirà un milione di euro. Borini però, sarebbe disposto anche a lavorare sul compenso in cambio della certezza di poter lavorare con Juric ed avere, magari la stessa cifra però spalmata in tre stagioni, con vari bonus legati a presenze e reti. Di più il Verona non vorrebbe fare, visto che il giocatore ha appena spento le 29 candeline e un triennale sarebbe senza dubbio un buon affare per entrambe le parti in gioco. Hellas che ha abbastanza calmierato gli ingaggi visto che in scia di Borini ci sono Di Carmine con 800mila e Lazovic con 500mila euro all’anno. Insomma qualche buona possibilità che rimanga al Verona esiste. Molto dipenderà da cosa accadrà da qui ad un mese, dalle offerte e dalle questione di cuore.
LA BELLA NOTIZIA. Mattia Zaccagni ha dribblato il coronavirus. La guarigione del calciatore risultato positivo a metà marzo. In un comunicato stampa del Verona che fa sapere: «Secondo protocollo, Mattia Zaccagni ha effettuato nelle scorse ore il controllo con test diagnostico (tampone) per il coronavirus-Covid 19. L’esame ha dato esito negativo. Il calciatore è pertanto guarito e non dovrà più essere sottoposto al regime di isolamento domiciliare». Subito dopo la notizia della positività arrivata lo scorso 17 marzo, il giocatore, classe 1995, aveva rassicurato i tifosi su Instagram: «Volevo ringraziare tutti voi per l’affetto ricevuto in questo delicato momento! Vi rassicuro dicendo che sto bene, torneremo presto a gioire tutti insieme!», Le parole di Zaccagni. Chissà se veramente si tornerà in campo e magari la prima rete del nuovo campionato non sia proprio lo sua, visto che a Genova ha segnato l’ultima prima dello stop. •
Gianluca Tavellin
FONTE: LArena.it
Verona - La lettera aperta inviata dal responsabile del Settore Giovanile dell'Hellas Verona, Massimo Margiotta, alle famiglie di tutti i calciatori del vivaio gialloblù.
Cari ragazzi, mamme e papà,
nei giorni scorsi molti di noi sono stati raggiunti da una notizia che tutti speravamo di non ricevere, ma che quando è arrivata è sembrata purtroppo inevitabile: la stagione finisce qui.
Inevitabile perché la salute viene prima di tutto, inevitabile perché questi sono tempi che richiedono grandi sacrifici. E tutti noi siamo chiamati a farli, a prescindere dall’età, dal lavoro o dalla scuola che facciamo.
So come vi sentite in questo momento. Il vostro sentimento è il mio, è quello del Presidente Maurizio Setti e del Responsabile dell’Attività di Base e Scuola Calcio Alberto Saccuman. Ed è quello di un sogno spezzato o perlomeno lasciato a metà. Ma la mia responsabilità da buon padre di famiglia è quella di dirvi, oggi, che quel sogno tornerà a riscaldare il vostro cuore.
Nessuno di voi è alla fine del proprio percorso. Tantissimi di voi non smetteranno di vestire i colori di una delle società sportive più gloriose d’Italia. Noi torneremo, e torneremo con lo spirito e i principi di sempre, onorando ogni giorno la maglia e confrontandoci con avversari che – ricordate? - a volte parevano impossibili da superare. E che invece abbiamo superato.
La città di Verona è per molti di voi la vostra città: ce l’avete nel sangue o ci siete nati. Altri sono arrivati da fuori, da ogni parte d’Italia e del mondo. Non importa, il messaggio è lo stesso per tutti: allenatevi in casa come se doveste giocare domani.
Ascoltate i vostri allenatori, preparatori, tutto il vostro meraviglioso staff. Vi vogliono bene, davvero, e non smetteranno di seguirvi, indicarvi la giusta direzione. Ogni giorno è prezioso in questa fase della vostra vita: continuate a crescere e a coltivare il vostro sogno, perché continuerete a giocare, perché proseguirete il vostro percorso di crescita per diventare calciatori ma ancora prima uomini con valori forti che si forgiano e si cimentano praticando lo sport più bello del mondo.
Impegnatevi ogni giorno in quello che fate, perché ogni minuto ci avvicina al giorno nel quale torneremo in campo, all’Antistadio, all’ombra del Bentegodi. E quel giorno saremo l’Hellas Verona 1903, come lo siamo oggi e come non smetteremo mai di essere.
Un abbraccio a tutti,
vi voglio bene.
Massimo Margiotta
Responsabile Settore Giovanile
LAVORO DI STAFF: MATTEO PARO
24/APRILE/2020 - 16:00
Verona - Al fianco di mister Ivan Juric, alla prima esperienza da assistente-allenatore, c’è Matteo Paro, che è agli inizi della sua nuova carriera… 'a bordo campo'. Superati gli esami di abilitazione all'inizio dello scorso luglio, è stato nominato allenatore in seconda dell'Hellas per la corrente stagione 2019/20. "Un'esperienza importante, che mi permette di imparare tanto e di farlo al fianco del mister (Juric, ndr) con cui lavoro da molto tempo, prima da giocatore e ora da allenatore", - aveva detto lo stesso Paro durante il ritiro estivo. Finora sono 26 le sue panchine da ‘braccio destro’ dell’allenatore croato, che a più riprese ne ha elogiato la lucidità e l’equilibrio durante le partite, elementi preziosi per mister Juric nel momento in cui deve prendere decisioni importanti a partita in corso. Non a caso sono frequenti i conciliaboli fra i due nel rettangolo dell’area tecnica.
I PRIMI ANNI "IN PANCHINA"
Ex centrocampista - fra le altre squadre - di Juventus, Genoa e Crotone, Paro lascia il calcio giocato dopo circa quindici anni di carriera da calciatore. La sua storia, specie negli ultimi anni, è legata a quella di Ivan Juric: la sua carriera da collaboratore di uno staff tecnico inizia infatti con il tecnico croato. Dall'aprile all'ottobre 2017 è assistente tecnico al Grifone, durante la seconda gestione rossoblù di Juric, e viene riconfermato anche nel campionato successivo, nella misura di 8 partite, dall'ottobre al dicembre 2018. La sua prima esperienza da allenatore in seconda è, appunto, sulla panchina del Verona, dove arriva all'inizio della corrente stagione 2019/20 insieme allo stesso Juric.
JURIC E PARO
È un binomio, quello formato da Ivan Juric e Matteo Paro, che trova radici lontane e profonde negli anni rossoblù con Crotone e Genoa. Due centrocampisti che hanno condiviso moltissimi anni insieme, a partire dalla stagione 2003/04: Juric era in Calabria dal 2001 e lì rimase a giocare fino al 2006, mentre Paro, che nel 2003 non trovava spazio al Chievo, venne mandato in prestito dalla Juventus proprio al Crotone. Qui i due si conobbero, sotto la guida tecnica di Gian Piero Gasperini, e ottennero al termine di quell'anno la promozione in Serie B tramite i Playoff. La stagione seguente fu più complessa, ma il Crotone riuscì comunque a salvarsi con un sedicesimo posto finale: Juric e Paro erano quasi sempre in campo insieme, ma le buone prestazioni di quest'ultimo convinsero la Juventus a cederlo in comproprietà al Siena, con cui farà esperienza in Serie A. Negli anni a venire i due si incontreranno anche da avversari: accade nella 14a giornata di Serie B del 1° dicembre 2006, Genoa-Juventus 1-1, con vantaggio bianconero su calcio di punizione di Pavel Nedved e pareggio, pochi minuti più tardi, proprio di Ivan Juric. Con la promozione in Serie A di entrambe le squadre, Paro viene ceduto al Genoa, con cui giocherà per due stagioni, mentre il croato si ritirerà appena un anno più tardi: quello dal 2007 al 2009 è dunque l'ultimo biennio da compagni di squadra. Tra Coppa Italia, Serie C, Serie B e Serie A Paro e Juric hanno giocato insieme complessivamente 59 partite. La prima esperienza del croato da allenatore di una prima squadra è del 2014/15, quando gli viene affidata la guida del Mantova in Serie C. Insieme a lui arriva proprio Paro, suo uomo di fiducia e capitano, quasi sempre in campo quell'anno. Nel 2015/16 fanno tutti e due ritorno al Crotone, uno da allenatore (Juric) e l'altro da calciatore (Paro) nella sua ultima stagione con maglietta, calzoncini e tacchetti. Con la coppia Juric-Paro i calabresi conquistano la prima storica promozione in Serie A. Pochi mesi più tardi Matteo Paro entrerà a far parte dello staff tecnico di Ivan Juric al Genoa.
MATTEO PARO DA CALCIATORE
Dopo essere cresciuto nelle giovanili della Juventus - con un solo anno in prestito al Volpiano in Serie D - esordisce tra i professionisti il 13 novembre 2002, sostituendo Antonio Conte al 25' di Dinamo Kiev-Juventus, gara della fase a gironi di Champions League. In quella stessa stagione vincerà il Torneo di Viareggio con la Primavera, collezionando anche tre presenze in Coppa Italia e una in Serie A. L'anno seguente non troverà spazio al Chievo, iniziando così un importante biennio al Crotone tra Serie C1 e Serie B. Al termine della sua avventura rossoblù, si trasferirà al Siena, dove con 31 presenze stagionali sarà fondamentale per la salvezza dei toscani. Nel 2006/07 la Juventus lo richiamerà a Torino per il campionato di Serie B, per poi cederlo all'altra neopromossa Genoa l'anno seguente: qui partirà titolare, ma, complici due gravi infortuni alle ginocchia nei due anni seguenti, tornerà a giocare praticamente solo nel 2010, prima con il Piacenza e poi, finalmente con continuità, con la maglia del Vicenza. SPAL, Mantova e Crotone, le ultime tre squadre della sua carriera da calciatore.
FONTE: HellasVerona.it
DOPO QUELLO BELGA ANCHE IL CAMPIONATO OLANDESE CHIUDE I BATTENTI AJAX primo ma scudetto non assegnato, nessuna retrocessione (con ADO DEN HAAG e WAALWIJK staccatissime dalla salvezza ad esultare) e nessuna promozione (con CAMBUUR e DE GRAFSCHAAP prime in B infuriate per la crudele beffa) ma il governo ha decretato la chiusura di ogni attività sportiva fino a Settembre e agli olandesi non è rimasto che adeguarsi.
...INTANTO IN LIGUE 1 il centrocampista del MONTPELLIER Junior SAMBIA (23 anni) è in com farmacologico in terapia intensiva ma l'11 Maggio il torneo transalpino è pronto alla ripresa. NEWS
24 aprile 2020 - 19:09 L’Olanda dice basta: il calcio si ferma definitivamente
Il comunicato: “Impossibile completare la stagione, stop a tutte le competizioni”
di Redazione Hellas1903
«Sfortunatamente, con le più recenti misure del governo, è diventato impossibile completare in tempo la stagione 2019/2020 delle competizioni calcistiche professionistiche».
La KNVB, la federazione olandese, con queste parole ha dichiarato chiusa la stagione: «Sarà chiaro a tutti i soggetti coinvolti, dai tifosi e giocatori ad allenatori e arbitri, che la salute pubblica viene sempre al primo posto», si legge nella nota.
Poi, quanto all’assegnazione dei posti per le coppe europee: «Previa consultazione di club, giocatori e allenatori, e con l’approvazione del Consiglio di vigilanza, di interrompere la competizione 2019/2020 e di assegnare i posti per le competizioni europee sulla base dell’attuale classifica, conformemente alle linee guida Uefa. In relazione a promozioni e retrocessioni, è stato deciso di non promuovere e di non retrocedere alcun club».
FONTE: Hellas1903.it
L’EX GIOCATORE DELL’HELLAS Kean viola la quarantena con ragazze in lap dance
26/04/2020 13:42
Brutta figura per l'ex attaccante del Verona Moise Kean, attualmente in forza all'Everton, per aver violato platealmente le regole di distanziamento sociale previste anche in Gran Bretagna per arginare la pandemia in corso. Il giocatore, che ha anche vestito la maglia azzurra, nei giorni scorsi ha postato su un social, condividendolo in un gruppo privato, un video registrato nella sua abitazione, durante una festa con amici, e amiche che ballano in lap-dance.
Ma alcuni fotogrammi del video sono finiti sulle pagine del Daily star suscitando un mare di polemiche. Il club si è detto "sconvolto dalla notizia della violazione delle linee guida del Governo da parte di un suo tesserato. Siamo delusi, tali azioni sono inaccettabili. I medici stanno facendo un lavoro straordinario e il modo migliore per mostrargli rispetto è fare il possibile per proteggerli". Kean si è scusato con il club, ma non basterà a evitargli una multa salata.
FONTE: TGGialloBlu.it
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