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#RestiamoACasa che forse il campionato riparte entro Maggio (ma senza pubblico). Intanto il calciomercato impazza con i soliti nomi ma... Anche con qualche novità - Quanto vale il calcio in Italia? Nel 2016 lo 0,51% del PIL.


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Calciomercato: Damiano Conati di HellasNews fa il punto in questo articolo in rassegna stampa ma è chiaro, come peraltro ammette lo stesso scrivente, che moltissimo dipenderà dalla permanenza di JURIĆ che a tutt'oggi è tutt'altro che scontata.
Intanto, per la fascia sinistra del TORINO, CalcioHellas.it segnala DIMARCO come obiettivo numero uno: Il terzino è arrivato a Gennaio e finora ha giocato poco complici le grandi prestazioni di FARAONI e LAZOVIĆ sulle esterne ma nella prossima stagione le cose potrebbero cambiare... L'ex INTER è all'HELLAS in prestito con diritto di riscatto dei gialloblù ed è una delle pedine, insieme a SALCEDO, che la società del Biscione potrebbe usare per ottenere uno sconto su KUMBULLA.
La Bild, agenzia di informazioni tedesca, riporta dell'interesse del VERONA per Marvin DUCKSCH prima punta dell'HANNOVER classe '94 in rotta con la società tedesca militante in Serie B.

Ripartenza scaglionata per Serie A, B e C? Questa sarebbe la nuova idea della FIGC per favorire tutti gli esami necessari per non far correre rischi ai tesserati e svolgere le gare col massimo della sicurezza attuabile al momento per concludere i campionati. 'Questa procedura ribadisce che noi del calcio non cerchiamo corsie preferenziali' ha detto il presidente Gravina nel corso della riunione della FIGC con la commissione medico-scientifica. Intanto sono stati ufficialmente sospesi i campionati giovanili ma per la Primavera ancora non è detto...

Quanto vale il calcio in Italia? Nel 2016 rappresentava lo 0,51% del prodotto interno lordo secondo la disamina di Marcel Vulpis, analista di economia sportiva, intervistato dal Corriere dello Sport 'Il giro d’ affari del pallone tricolore ruota attorno a cinque pilastri: diritti tv (1,4 miliardi di euro), sponsorizzazioni (1,3 miliardi), plusvalenze cessioni giocatori (800 milioni), biglietteria e abbonamenti (400 milioni) e altri ricavi (1,1 miliardi). L’impatto sul Pil, in termini di ricavi e costi, nel 2016 è stato di 7,4 miliardi di euro, con un peso percentuale pari allo 0,51%'


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Roberto TRICELLA, capitano del tricolore gialloblù «Tornare in campo? Credo che sia ancora davvero troppo presto per dare un’opinione: dobbiamo attendere gli sviluppi e poi valutare. I numeri sembrano migliorare, ma al tempo stesso sembra che i positivi non calino mai. Al momento è stato ipotizzato che si possa tornare in campo il 4 maggio: mancano ancora tre settimane, quindi potrebbe essere una data plausibile, ma stiamo navigando a vista, di giorno in giorno. Sarebbe importantissimo riuscire a mappare tutta la popolazione per avere una vera dimensione del fenomeno, ma al momento la macchina non sembra ancora essersi messa in moto… Sinceramente mi dispiace molto per il Verona, perché stava disputando davvero un ottimo campionato! La situazione è uguale per tutti, tutti partono svantaggiati da questo stop. I giocatori, anche se non si stanno allenando al 100%, stanno comunque cercando di mantenere un tono fisico accettabile. Se si riuscirà a portare a termine tutte le partite, per me il verdetto del campo sarà giusto» CalcioHellas.it

Peter 'Panzer' BRIEGEL a TMW «Emergenza coronavirus? È una situazione grave a livello mondiale, molto pericolosa. Rispetto all’Italia qui in Germania ci sono meno morti ma in giro è tutto chiuso. E le valutazioni andranno fatte tra qualche settimana. Il Verona di quest’anno? Ha fatto un ottimo campionato. L’ho visto con la Samp e mi ha dato l’impressione di una bella squadra che ha avuto una crescita costante. Peccato però perchè per me non si riprenderà a giocare. Qui in Germania vogliono ricominciare senza spettatori ma la vedo dura. Anche in Italia? Sì ma perchè tutti vogliono i soldi dei diritti televisivi, per tanti club questi soldi sono importanti. Vorrei però che si parlasse di più delle categorie inferiori come la C, quelle sì che sono in difficoltà. Un altro Briegel? Sono stato un giocatore molto particolare ed è difficile ritrovare uno come me» Verona.YSport.eu

Preben 'per sempre sindaco' ELKJAER a TMW «In questi giorni sto guardando alcune vecchie partite in televisione: recentemente ho visto il derby di Milano del 1990, terminato 1-0 in favore del Milan con gol di Van Basten. Per ora, però, non hanno trasmesso nessuna partita del Verona... Quest’anno sono riuscito a seguire poco il Verona, però l’ho visto giocare molto bene, e sono contento di questo. Il calcio tuttavia non è nei miei pensieri in questo momento. La ripresa del campionato? Credo che il ritorno in campo dipenda dall’evolversi della situazione e dal relativo parere dei medici. Credo che i giocatori vogliano tornare in campo, ma servirà sicurezza e ci saranno partite a porte chiuse» CalcioHellas.it


Christian BROCCHI ricorda l'avvio veros il grande calcio da Verona e quella maglietta con su scritto Brocchi si nasce, campioni si diventa «La maglietta ce l’ho ancora, la porto nel cuore e l’ho rimessa anche il giorno della vittoria della Champions League a Manchester. La indossavo ai tempi del Verona per sdrammatizzare ed esorcizzare con un sorriso il mio cognome, visto che ai tempi delle giovanili qualcuno diceva ‘Ma come farà a giocare nel Milan uno con un cognome così'. È stata una grande soddisfazione tornare anni dopo al Milan per vincere tutto da protagonista... I primi anni in C sono stati molto importanti. Alla Pro Sesto mi sono affacciato nei professionisti e Lumezzane è stato il trampolino per andare in B a Verona. Negli scontri titanici mi esaltavo, li preferivo ai fighettini. Liverani ti nascondeva sempre la palla, il più forte di tutti era Zidane. Ricordo Juve-Verona: lo marcavo a un metro perché tanto la palla non gliela toglievi mai» Monza-News.it

L'ex portiere scaligero BENUSSI «Che ricordi ho della mia esperienza a Verona? È stata una stagione importante per me perché a 32-33 anni mi sono ritagliato uno spazio importante dietro a un portiere come Rafael che ha fatto la storia. Direi che sono riuscito a sostituirlo bene e soprattutto siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo salvezza già ad aprile. Inoltre ho potuto vivere l’esperienza di Luca Toni, che in quella stagione fu il capocannoniere: non capita spesso di avere in squadra un campione del mondo e un capocannoniere della Serie A. È stata un’esperienza bella, importante e formativa, che mi ha lasciato un bellissimo ricordo in campo ma soprattutto fuori: per un giocatore avere una Curva come quella del Bentegodi che canta per 100 minuti è il massimo. L’Hellas attuale? Sembra riduttivo definirla una sorpresa, ma nella seconda parte della stagione si è consolidata. Ha una sua identità e riesce ad imporre la propria mentalità in casa e fuori. Merita la classifica attuale per quel che ha fatto vedere sul campo. Si vede la mano dell’allenatore, che dopo qualche esperienza è riuscito a mostrare il suo valore: Juric era già un leader quando giocava. Gli anni con Gasperini lo hanno aiutato ad apprendere qualcosa, ma poi ci ha aggiunto le sue idee. Juric è il principale artefice della stagione, insieme alla società, dopo lo scorso campionato che si stava concludendo tra le polemiche per i playoff, ma che poi è terminato con la promozione e un ambiente carico. La dirigenza è stata brava a puntare su giocatori che dovevano riscattarsi e altri che invece sono emersi arrivando dall’estero. L’unico neo, come nella stragrande maggioranza delle squadre di Serie A, sono i tanti stranieri: però se riescono a fare così bene in poco tempo, ben venga, significa che la strada può essere giusta» CalcioHellas.it


Jagoš VUKOVIĆ giocò mezza stagione in B nel 2018 prima di tornare all'OLYMPIACOS per fine prestito «L’Hellas Verona? Per me sono stati sei mesi davvero belli, forse tra i migliori della mia carriera perché ho giocato nel calcio italiano, che è sempre stato il mio sogno. Un club fantastico con persone gentili, ma siamo andati in Serie B. Credo che non avessimo abbastanza qualità per salvarci. Quando sono arrivato a metà stagione, ad essere onesto, non avevamo qualità per restare in A, ma sicuramente abbiamo dato il nostro meglio. Non avevamo abbastanza qualità per rimanere in Serie A, questa era la cosa brutta, tuttavia conservo ricordi fantastici e buoni amici a Verona. Seguo ancora il calcio italiano e l’Hellas, perché ho molti amici che giocano lì. Il Verona gioca davvero bene, un calcio offensivo. È stato fatto davvero un ottimo lavoro sia dal mister che dai giocatori. Peccato per l’interruzione del campionato, ma penso che giochino davvero un ottimo calcio.» CalcioHellas.it

Emmanuel BADU racconta alla BBC «Questi ultimi due anni sono stati i più complessi della mia vita. In estate sono stato vicino alla morte, calcisticamente parlando non è stato un buon periodo se penso agli infortuni, e poi penso a mia sorella. E’ stato veramente difficile, per me e la mia famiglia... Mi sono sentito male, faticavo a respirare. Inizialmente mi sono detto ‘E’ solo stanchezza’, ma non mi riprendevo. Mi sono sentito male, mi hanno detto che dovevamo andare in ospedale ed è lì che ho scoperto di avere un coagulo di sangue nei polmoni. Senza i medici, sarei morto. Li ringrazio infinitamente. Ora penso al Coronavirus che causa problemi simili, ho avuto paura quando siamo finiti in isolamento. Inoltre ora è difficile arrestare l’assassino di mia sorella. Io vivo da solo qua a Verona, è difficile essere così lontano… Mia sorella non l’ho più vista» CalcioMercato24.com

Tim Parks, scrittore inglese autore (tra l'altro) di 'Questa pazza fede (A season with Verona)' che da molti anni vive in Italia, è stato intervistato dal 'Corriere di Verona' «Il calcio sarà superfluo alla fine della crisi sanitaria? Non sono di quest’avviso. Anzi, proprio il ritorno al regolare svolgimento del campionato sarà un segnale del recupero della normalità delle nostre vite. Il calcio è ambivalente: ci fa soffrire e gioire, occupa i momenti di vuoto, riempie e toglie. Per gli italiani, e non solo, non sarà mai irrilevante, sebbene le conseguenze di un lungo periodo di gare a porte chiuse, com’è più che probabile che sarà, possano essere molto dannose» Hellas1903.it


L'agente di BORINI «Fabio è contentissimo di aver scelto Verona. È stata una scelta ponderata e basata sull’aspetto tecnico che sta venendo premiata dai risultati, di club ed individuali. Il futuro? Ha il contratto a scadenza e valuteremo le offerte con calma. Ricordiamoci che parliamo di un giocatore di ventinove anni appena compiuti, con una grandissima esperienza internazionale, di grande carisma in campo e fuori. Sarà un giocatore fondamentale per qualsiasi club che lo prenderà» Verona.YSport.eu

L'agente di FARAONI «Credo che l’Hellas Verona l’abbia fatto rinascere. L’aria di Verona lo ha fatto diventare quel giocatore che già doveva essere da diversi anni. Tutti ci aspettavamo che potesse diventare un profilo importante già da quando giocava in Primavera. Alcuni infortuni e alcune problematiche hanno un po’ complicato il suo percorso, ma Verona gli ha restituito quello che è il suo standard: nel suo ruolo è uno dei migliori interpreti della Serie A. Quanto è stato importante il sistema di gioco di Juric? Non mi piace quando si parla del sistema di gioco di Juric, perché sembra che possono giocare solo con lui e Gasperini, e poi ai fini del mercato che non possa giocare altrove. A Verona aveva già fatto bene con Grosso e Aglietti, nei sei mesi precedenti in cui si giocava un calcio differente. Con Grosso aveva fatto addirittura la mezzala e anche lì aveva fatto benissimo segnando anche qualche gol: in tutti i ruoli nei quali è stato impiegato ha avuto sempre un rendimento molto alto. Non è il sistema di gioco di Juric ma è lui che è tornato ad essere un giocatore importante. Oltre agli inserimenti in fase offensiva, è bravo in difesa perché dispone di una resistenza organica che gli permette di non essere mai saltato facilmente. È pronto per giocare in una squadra importante» CalcioHellas.it

Giovanni Rezza, epidemiologo e dirigente dell’Istituto Superiore della Sanità, a TMW Radio a proposito della possibilità che la stagione del calcio riprenda «Siamo ancora nella Fase 1, poi sarà da valutare se ci saranno le condizioni. Il problema è che è molto complicato a pensare a dei controlli. Dovrebbero effettuare dei tamponi e servirebbe un protocollo molto stretto. La vedo dura attuarlo, ma è da valutare. Sarà una decisione difficile. Non siamo noi a decidere la riapertura dopo il 3 maggio. Noi possiamo dare solo delle indicazioni su come comportarsi, riaprire ora manderebbe un messaggio di “pericolo scampato”, ma non è così purtroppo» Hellas1903.it

Giovanni Castellacci presidente dell’Associazione medici del calcio a 'Lady Radio' «La Figc deve ovviamente pensare alla ripartenza, vedremo quali saranno le linee guida che saranno stilate da questi esperti, anche se vedo difficile fissare la ripresa del campionato per il 30 maggio. Bisogna vedere anche se le linee guida, che saranno sicuramente molto puntuali e precise, saranno veramente attuabili, perché non tutti hanno a disposizione le strutture necessarie, penso per esempio al calcio delle categorie inferiori» Hellas1903.it

Gianluca VIALLI, ex attaccante e oggi capo delegazione della nazionale italiana a 'La Repubblica' «Emergenza coronavirus? È una situazione grave a livello mondiale, molto pericolosa. Rispetto all’Italia qui in Germania ci sono meno morti ma in giro è tutto chiuso. E le valutazioni andranno fatte tra qualche settimana. Il Verona di quest’anno? Ha fatto un ottimo campionato. L’ho visto con la Samp e mi ha dato l’impressione di una bella squadra che ha avuto una crescita costante. Peccato però perchè per me non si riprenderà a giocare» Hellas1903.it


Urbano CAIRO presidente del TORINO all'ANSA «Ha ragione il professor Rezza, riprendere a giocare il campionato a fine maggio è impossibile. Ha parlato un uomo di scienza, e ha detto una cosa che io sostengo da tempo semplicemente perché ho una certa dimestichezza con i numeri. Con la situazione attuale, non esiste pensare a giocare tra un mese e mezzo» Hellas1903.it

Saverio STICCHI DAMIANI, presidente del LECCE, all’emittente 'Centro Suono Sport', «La ripresa? Se sarà a maggio, a giugno, a luglio non lo so e non mi avventuro in previsioni, ma forzare i tempi sarebbe pericolosissimo. All’inizio c’è stato un momento di scarsa coesione tra i club di Serie A, perché ci si avventurava in previsioni scorrette sui tempi dell’epidemia, alcuni volevano riprendere subito, altri interrompere definitivamente. Questo probabilmente non ha rappresentato al meglio un’immagine positiva del nostro calcio. E’ evidente che ci fossero estreme posizioni legate ad interessi diversi. Piano piano si è raggiunta la condizione che era giusto attendere con maggiore calma, lasciando agli esperti la decisione ultima. Se si dovesse andare troppo in là con i tempi, sarebbe forse giusto prendere la decisione di cristallizzare l’attuale classifica, comunicare uno stop definitivo per dedicarsi alla ripartenza ex novo per la prossima stagione. Dovrebbero però comunicarci qual è il termine ultimo per ritornare in campo senza pregiudicare la prossima stagione. Ci sarà anche il problema climatico, qui a Lecce ci saranno temperature elevatissime da giugno in poi. E’ impensabile che io mandi in giro la squadra per l’Italia in zone rosse falcidiate dal virus, con 100 persone al seguito e tornare poi in un’area dove i contagi sono stati minimi» Hellas1903.it

Il presidente della Figc Gabriele Gravina all'ANSA «Tutti si fermano e il calcio no? Non entro nel merito delle scelte che hanno adottato le altre discipline. Il calcio ha una sua specificità: per dimensione, per partecipazione e per impatto economico del lockdown. Siamo comunque in linea con quanto chiedono Fifa e Uefa. Le conseguenze di un'anticipata chiusura dell'attività sono sotto gli occhi di tutti - ha aggiunto Gravina - Provocherebbe un notevole danno sociale, prima ancora che economico, perché rischieremmo la paralisi a causa dei ricorsi di chi si dovesse sentire leso dei propri diritti. Vogliamo concludere quello che abbiamo iniziato nel rispetto della salute di tutti i protagonisti; per questo siamo al lavoro con il Governo e con la nostra commissione medica per stilare tutti i protocolli necessari affinché lo si faccia in piena sicurezza» TGGialloBlu.it

Il presidente della Figc Gabriele Gravina a 'La Repubblica' «Ho massimo rispetto per la scienza e per chi ha la responsabilità di applicarla ma non posso ammainare bandiera. Lavoriamo col come, non sul quando. Se ci fanno giocare a inizio giugno, abbiamo le date utili per terminare a fine luglio. A seguire le coppe. Se invece dovremo ripartire a settembre, chiuderemo questo campionato a novembre. Per ritornare in campo a gennaio... Un campionato sotto il Rubicone, senza partite al Nord, è una possibilità» TGGialloBlu.it

Claudio RANIERI, allenatore della Sampdoria, a 'Radio 1' «Con il Mondiale che si giocherà in inverno, giocando nell’anno solare avremmo più mesi per riprendere e sperare che nel frattempo questo virus si sia indebolito o che ci siano nuove cure. E propongo di passare a cinque sostituzioni visto il logorio cui saranno sottoposti i giocatori. Anche se questo rimarrà comunque un campionato falsato dalla lunga pausa, è giusto che i titoli vengano assegnati sul campo» Hellas1903.it

Massimo CELLINO, presidente del Brescia, al 'Giornale di Brescia' «Ribadisco che se si riprenderà a giocare io non schiererò la squadra. Io non voglio vantaggi e non ho paura di retrocedere perché non fallisco e perché la serie A ce la riprenderemo. Le posizioni prudenti di Fifa e Coni sul fatto di tornare a giocare dicono che il mio punto di vista è quello corretto. Il presidente della Figc vada meno in tv e controlli meglio i conti delle società. E venga a fare un giro a Brescia, poi parliamo di tutto» Hellas1903.it


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VITA DA EX: Serie B 2020-21 in fila per GROSSO? Così parrebbe stando a quanto riporta SerieBNews.com con SPAL, EMPOLI e LECCE su tutte... JORGINHO ricorda il poco felice periodo al NAPOLI con BENITEZ 'Una cosa che non farei? Al primo anno di Napoli dopo sei mesi decisi di andare in vacanza in Brasile, per un mese non feci niente, non mi allenai e mangiai tanto. Quando tornai a Napoli ero completamente fuori forma e persi la fiducia di Benitez, persi il posto da titolare, il tecnico aveva ragione, c’erano compagni nettamente più in forma di me. Tornando indietro non farei mai più quel mese'



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