#RestiamoACasa che forse il campionato riparte entro Maggio (ma senza pubblico). Intanto il calciomercato impazza con i soliti nomi ma... Anche con qualche novità - Quanto vale il calcio in Italia? Nel 2016 lo 0,51% del PIL.
Calciomercato: Damiano Conati di HellasNews fa il punto in questo articolo in rassegna stampa ma è chiaro, come peraltro ammette lo stesso scrivente, che moltissimo dipenderà dalla permanenza di JURIĆ che a tutt'oggi è tutt'altro che scontata.
Intanto, per la fascia sinistra del TORINO, CalcioHellas.it segnala DIMARCO come obiettivo numero uno: Il terzino è arrivato a Gennaio e finora ha giocato poco complici le grandi prestazioni di FARAONI e LAZOVIĆ sulle esterne ma nella prossima stagione le cose potrebbero cambiare... L'ex INTER è all'HELLAS in prestito con diritto di riscatto dei gialloblù ed è una delle pedine, insieme a SALCEDO, che la società del Biscione potrebbe usare per ottenere uno sconto su KUMBULLA.
La Bild, agenzia di informazioni tedesca, riporta dell'interesse del VERONA per Marvin DUCKSCH prima punta dell'HANNOVER classe '94 in rotta con la società tedesca militante in Serie B.
Quanto vale il calcio in Italia? Nel 2016 rappresentava lo 0,51% del prodotto interno lordo secondo la disamina di Marcel Vulpis, analista di economia sportiva, intervistato dal Corriere dello Sport 'Il giro d’ affari del pallone tricolore ruota attorno a cinque pilastri: diritti tv (1,4 miliardi di euro), sponsorizzazioni (1,3 miliardi), plusvalenze cessioni giocatori (800 milioni), biglietteria e abbonamenti (400 milioni) e altri ricavi (1,1 miliardi). L’impatto sul Pil, in termini di ricavi e costi, nel 2016 è stato di 7,4 miliardi di euro, con un peso percentuale pari allo 0,51%'
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Roberto TRICELLA, capitano del tricolore gialloblù «Tornare in campo? Credo che sia ancora davvero troppo presto per dare un’opinione: dobbiamo attendere gli sviluppi e poi valutare. I numeri sembrano migliorare, ma al tempo stesso sembra che i positivi non calino mai. Al momento è stato ipotizzato che si possa tornare in campo il 4 maggio: mancano ancora tre settimane, quindi potrebbe essere una data plausibile, ma stiamo navigando a vista, di giorno in giorno. Sarebbe importantissimo riuscire a mappare tutta la popolazione per avere una vera dimensione del fenomeno, ma al momento la macchina non sembra ancora essersi messa in moto… Sinceramente mi dispiace molto per il Verona, perché stava disputando davvero un ottimo campionato! La situazione è uguale per tutti, tutti partono svantaggiati da questo stop. I giocatori, anche se non si stanno allenando al 100%, stanno comunque cercando di mantenere un tono fisico accettabile. Se si riuscirà a portare a termine tutte le partite, per me il verdetto del campo sarà giusto» CalcioHellas.it
Peter 'Panzer' BRIEGEL a TMW «Emergenza coronavirus? È una situazione grave a livello mondiale, molto pericolosa. Rispetto all’Italia qui in Germania ci sono meno morti ma in giro è tutto chiuso. E le valutazioni andranno fatte tra qualche settimana. Il Verona di quest’anno? Ha fatto un ottimo campionato. L’ho visto con la Samp e mi ha dato l’impressione di una bella squadra che ha avuto una crescita costante. Peccato però perchè per me non si riprenderà a giocare. Qui in Germania vogliono ricominciare senza spettatori ma la vedo dura. Anche in Italia? Sì ma perchè tutti vogliono i soldi dei diritti televisivi, per tanti club questi soldi sono importanti. Vorrei però che si parlasse di più delle categorie inferiori come la C, quelle sì che sono in difficoltà. Un altro Briegel? Sono stato un giocatore molto particolare ed è difficile ritrovare uno come me» Verona.YSport.eu
Preben 'per sempre sindaco' ELKJAER a TMW «In questi giorni sto guardando alcune vecchie partite in televisione: recentemente ho visto il derby di Milano del 1990, terminato 1-0 in favore del Milan con gol di Van Basten. Per ora, però, non hanno trasmesso nessuna partita del Verona... Quest’anno sono riuscito a seguire poco il Verona, però l’ho visto giocare molto bene, e sono contento di questo. Il calcio tuttavia non è nei miei pensieri in questo momento. La ripresa del campionato? Credo che il ritorno in campo dipenda dall’evolversi della situazione e dal relativo parere dei medici. Credo che i giocatori vogliano tornare in campo, ma servirà sicurezza e ci saranno partite a porte chiuse» CalcioHellas.it
Christian BROCCHI ricorda l'avvio veros il grande calcio da Verona e quella maglietta con su scritto Brocchi si nasce, campioni si diventa «La maglietta ce l’ho ancora, la porto nel cuore e l’ho rimessa anche il giorno della vittoria della Champions League a Manchester. La indossavo ai tempi del Verona per sdrammatizzare ed esorcizzare con un sorriso il mio cognome, visto che ai tempi delle giovanili qualcuno diceva ‘Ma come farà a giocare nel Milan uno con un cognome così'. È stata una grande soddisfazione tornare anni dopo al Milan per vincere tutto da protagonista... I primi anni in C sono stati molto importanti. Alla Pro Sesto mi sono affacciato nei professionisti e Lumezzane è stato il trampolino per andare in B a Verona. Negli scontri titanici mi esaltavo, li preferivo ai fighettini. Liverani ti nascondeva sempre la palla, il più forte di tutti era Zidane. Ricordo Juve-Verona: lo marcavo a un metro perché tanto la palla non gliela toglievi mai» Monza-News.it
L'ex portiere scaligero BENUSSI «Che ricordi ho della mia esperienza a Verona? È stata una stagione importante per me perché a 32-33 anni mi sono ritagliato uno spazio importante dietro a un portiere come Rafael che ha fatto la storia. Direi che sono riuscito a sostituirlo bene e soprattutto siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo salvezza già ad aprile. Inoltre ho potuto vivere l’esperienza di Luca Toni, che in quella stagione fu il capocannoniere: non capita spesso di avere in squadra un campione del mondo e un capocannoniere della Serie A. È stata un’esperienza bella, importante e formativa, che mi ha lasciato un bellissimo ricordo in campo ma soprattutto fuori: per un giocatore avere una Curva come quella del Bentegodi che canta per 100 minuti è il massimo. L’Hellas attuale? Sembra riduttivo definirla una sorpresa, ma nella seconda parte della stagione si è consolidata. Ha una sua identità e riesce ad imporre la propria mentalità in casa e fuori. Merita la classifica attuale per quel che ha fatto vedere sul campo. Si vede la mano dell’allenatore, che dopo qualche esperienza è riuscito a mostrare il suo valore: Juric era già un leader quando giocava. Gli anni con Gasperini lo hanno aiutato ad apprendere qualcosa, ma poi ci ha aggiunto le sue idee. Juric è il principale artefice della stagione, insieme alla società, dopo lo scorso campionato che si stava concludendo tra le polemiche per i playoff, ma che poi è terminato con la promozione e un ambiente carico. La dirigenza è stata brava a puntare su giocatori che dovevano riscattarsi e altri che invece sono emersi arrivando dall’estero. L’unico neo, come nella stragrande maggioranza delle squadre di Serie A, sono i tanti stranieri: però se riescono a fare così bene in poco tempo, ben venga, significa che la strada può essere giusta» CalcioHellas.it
Jagoš VUKOVIĆ giocò mezza stagione in B nel 2018 prima di tornare all'OLYMPIACOS per fine prestito «L’Hellas Verona? Per me sono stati sei mesi davvero belli, forse tra i migliori della mia carriera perché ho giocato nel calcio italiano, che è sempre stato il mio sogno. Un club fantastico con persone gentili, ma siamo andati in Serie B. Credo che non avessimo abbastanza qualità per salvarci. Quando sono arrivato a metà stagione, ad essere onesto, non avevamo qualità per restare in A, ma sicuramente abbiamo dato il nostro meglio. Non avevamo abbastanza qualità per rimanere in Serie A, questa era la cosa brutta, tuttavia conservo ricordi fantastici e buoni amici a Verona. Seguo ancora il calcio italiano e l’Hellas, perché ho molti amici che giocano lì. Il Verona gioca davvero bene, un calcio offensivo. È stato fatto davvero un ottimo lavoro sia dal mister che dai giocatori. Peccato per l’interruzione del campionato, ma penso che giochino davvero un ottimo calcio.» CalcioHellas.it
Emmanuel BADU racconta alla BBC «Questi ultimi due anni sono stati i più complessi della mia vita. In estate sono stato vicino alla morte, calcisticamente parlando non è stato un buon periodo se penso agli infortuni, e poi penso a mia sorella. E’ stato veramente difficile, per me e la mia famiglia... Mi sono sentito male, faticavo a respirare. Inizialmente mi sono detto ‘E’ solo stanchezza’, ma non mi riprendevo. Mi sono sentito male, mi hanno detto che dovevamo andare in ospedale ed è lì che ho scoperto di avere un coagulo di sangue nei polmoni. Senza i medici, sarei morto. Li ringrazio infinitamente. Ora penso al Coronavirus che causa problemi simili, ho avuto paura quando siamo finiti in isolamento. Inoltre ora è difficile arrestare l’assassino di mia sorella. Io vivo da solo qua a Verona, è difficile essere così lontano… Mia sorella non l’ho più vista» CalcioMercato24.com
Tim Parks, scrittore inglese autore (tra l'altro) di 'Questa pazza fede (A season with Verona)' che da molti anni vive in Italia, è stato intervistato dal 'Corriere di Verona' «Il calcio sarà superfluo alla fine della crisi sanitaria? Non sono di quest’avviso. Anzi, proprio il ritorno al regolare svolgimento del campionato sarà un segnale del recupero della normalità delle nostre vite. Il calcio è ambivalente: ci fa soffrire e gioire, occupa i momenti di vuoto, riempie e toglie. Per gli italiani, e non solo, non sarà mai irrilevante, sebbene le conseguenze di un lungo periodo di gare a porte chiuse, com’è più che probabile che sarà, possano essere molto dannose» Hellas1903.it
L'agente di BORINI «Fabio è contentissimo di aver scelto Verona. È stata una scelta ponderata e basata sull’aspetto tecnico che sta venendo premiata dai risultati, di club ed individuali. Il futuro? Ha il contratto a scadenza e valuteremo le offerte con calma. Ricordiamoci che parliamo di un giocatore di ventinove anni appena compiuti, con una grandissima esperienza internazionale, di grande carisma in campo e fuori. Sarà un giocatore fondamentale per qualsiasi club che lo prenderà» Verona.YSport.eu
L'agente di FARAONI «Credo che l’Hellas Verona l’abbia fatto rinascere. L’aria di Verona lo ha fatto diventare quel giocatore che già doveva essere da diversi anni. Tutti ci aspettavamo che potesse diventare un profilo importante già da quando giocava in Primavera. Alcuni infortuni e alcune problematiche hanno un po’ complicato il suo percorso, ma Verona gli ha restituito quello che è il suo standard: nel suo ruolo è uno dei migliori interpreti della Serie A. Quanto è stato importante il sistema di gioco di Juric? Non mi piace quando si parla del sistema di gioco di Juric, perché sembra che possono giocare solo con lui e Gasperini, e poi ai fini del mercato che non possa giocare altrove. A Verona aveva già fatto bene con Grosso e Aglietti, nei sei mesi precedenti in cui si giocava un calcio differente. Con Grosso aveva fatto addirittura la mezzala e anche lì aveva fatto benissimo segnando anche qualche gol: in tutti i ruoli nei quali è stato impiegato ha avuto sempre un rendimento molto alto. Non è il sistema di gioco di Juric ma è lui che è tornato ad essere un giocatore importante. Oltre agli inserimenti in fase offensiva, è bravo in difesa perché dispone di una resistenza organica che gli permette di non essere mai saltato facilmente. È pronto per giocare in una squadra importante» CalcioHellas.it
Giovanni Rezza, epidemiologo e dirigente dell’Istituto Superiore della Sanità, a TMW Radio a proposito della possibilità che la stagione del calcio riprenda «Siamo ancora nella Fase 1, poi sarà da valutare se ci saranno le condizioni. Il problema è che è molto complicato a pensare a dei controlli. Dovrebbero effettuare dei tamponi e servirebbe un protocollo molto stretto. La vedo dura attuarlo, ma è da valutare. Sarà una decisione difficile. Non siamo noi a decidere la riapertura dopo il 3 maggio. Noi possiamo dare solo delle indicazioni su come comportarsi, riaprire ora manderebbe un messaggio di “pericolo scampato”, ma non è così purtroppo» Hellas1903.it
Giovanni Castellacci presidente dell’Associazione medici del calcio a 'Lady Radio' «La Figc deve ovviamente pensare alla ripartenza, vedremo quali saranno le linee guida che saranno stilate da questi esperti, anche se vedo difficile fissare la ripresa del campionato per il 30 maggio. Bisogna vedere anche se le linee guida, che saranno sicuramente molto puntuali e precise, saranno veramente attuabili, perché non tutti hanno a disposizione le strutture necessarie, penso per esempio al calcio delle categorie inferiori» Hellas1903.it
Gianluca VIALLI, ex attaccante e oggi capo delegazione della nazionale italiana a 'La Repubblica' «Emergenza coronavirus? È una situazione grave a livello mondiale, molto pericolosa. Rispetto all’Italia qui in Germania ci sono meno morti ma in giro è tutto chiuso. E le valutazioni andranno fatte tra qualche settimana. Il Verona di quest’anno? Ha fatto un ottimo campionato. L’ho visto con la Samp e mi ha dato l’impressione di una bella squadra che ha avuto una crescita costante. Peccato però perchè per me non si riprenderà a giocare» Hellas1903.it
Urbano CAIRO presidente del TORINO all'ANSA «Ha ragione il professor Rezza, riprendere a giocare il campionato a fine maggio è impossibile. Ha parlato un uomo di scienza, e ha detto una cosa che io sostengo da tempo semplicemente perché ho una certa dimestichezza con i numeri. Con la situazione attuale, non esiste pensare a giocare tra un mese e mezzo» Hellas1903.it
Saverio STICCHI DAMIANI, presidente del LECCE, all’emittente 'Centro Suono Sport', «La ripresa? Se sarà a maggio, a giugno, a luglio non lo so e non mi avventuro in previsioni, ma forzare i tempi sarebbe pericolosissimo. All’inizio c’è stato un momento di scarsa coesione tra i club di Serie A, perché ci si avventurava in previsioni scorrette sui tempi dell’epidemia, alcuni volevano riprendere subito, altri interrompere definitivamente. Questo probabilmente non ha rappresentato al meglio un’immagine positiva del nostro calcio. E’ evidente che ci fossero estreme posizioni legate ad interessi diversi. Piano piano si è raggiunta la condizione che era giusto attendere con maggiore calma, lasciando agli esperti la decisione ultima. Se si dovesse andare troppo in là con i tempi, sarebbe forse giusto prendere la decisione di cristallizzare l’attuale classifica, comunicare uno stop definitivo per dedicarsi alla ripartenza ex novo per la prossima stagione. Dovrebbero però comunicarci qual è il termine ultimo per ritornare in campo senza pregiudicare la prossima stagione. Ci sarà anche il problema climatico, qui a Lecce ci saranno temperature elevatissime da giugno in poi. E’ impensabile che io mandi in giro la squadra per l’Italia in zone rosse falcidiate dal virus, con 100 persone al seguito e tornare poi in un’area dove i contagi sono stati minimi» Hellas1903.it
Il presidente della Figc Gabriele Gravina all'ANSA «Tutti si fermano e il calcio no? Non entro nel merito delle scelte che hanno adottato le altre discipline. Il calcio ha una sua specificità: per dimensione, per partecipazione e per impatto economico del lockdown. Siamo comunque in linea con quanto chiedono Fifa e Uefa. Le conseguenze di un'anticipata chiusura dell'attività sono sotto gli occhi di tutti - ha aggiunto Gravina - Provocherebbe un notevole danno sociale, prima ancora che economico, perché rischieremmo la paralisi a causa dei ricorsi di chi si dovesse sentire leso dei propri diritti. Vogliamo concludere quello che abbiamo iniziato nel rispetto della salute di tutti i protagonisti; per questo siamo al lavoro con il Governo e con la nostra commissione medica per stilare tutti i protocolli necessari affinché lo si faccia in piena sicurezza» TGGialloBlu.it
Il presidente della Figc Gabriele Gravina a 'La Repubblica' «Ho massimo rispetto per la scienza e per chi ha la responsabilità di applicarla ma non posso ammainare bandiera. Lavoriamo col come, non sul quando. Se ci fanno giocare a inizio giugno, abbiamo le date utili per terminare a fine luglio. A seguire le coppe. Se invece dovremo ripartire a settembre, chiuderemo questo campionato a novembre. Per ritornare in campo a gennaio... Un campionato sotto il Rubicone, senza partite al Nord, è una possibilità» TGGialloBlu.it
Claudio RANIERI, allenatore della Sampdoria, a 'Radio 1' «Con il Mondiale che si giocherà in inverno, giocando nell’anno solare avremmo più mesi per riprendere e sperare che nel frattempo questo virus si sia indebolito o che ci siano nuove cure. E propongo di passare a cinque sostituzioni visto il logorio cui saranno sottoposti i giocatori. Anche se questo rimarrà comunque un campionato falsato dalla lunga pausa, è giusto che i titoli vengano assegnati sul campo» Hellas1903.it
Massimo CELLINO, presidente del Brescia, al 'Giornale di Brescia' «Ribadisco che se si riprenderà a giocare io non schiererò la squadra. Io non voglio vantaggi e non ho paura di retrocedere perché non fallisco e perché la serie A ce la riprenderemo. Le posizioni prudenti di Fifa e Coni sul fatto di tornare a giocare dicono che il mio punto di vista è quello corretto. Il presidente della Figc vada meno in tv e controlli meglio i conti delle società. E venga a fare un giro a Brescia, poi parliamo di tutto» Hellas1903.it
Una ripartenza del calcio professionistico italiano da effettuare a scaglioni (prima la serie A, poi B e C) per favorire il corretto svolgimento di tutti gli esami necessari, compresi i tamponi, a mettere in sicurezza squadre e addetti ai lavori.
A prospettare l’ipotesi il presidente federale, Gabriele Gravina, nel corso della riunione con la commissione medico-scientifica incaricata dalla Figc di stilare i protocolli di ripartenza di tutto il settore.
“Questa procedura – ha detto nel corso dell’incontro con i medici Gravina – ribadisce che noi del calcio non cerchiamo corsie preferenziali”.
La Figc ha deciso di sospendere definitivamente 15 campionati giovanili per tutelare la salute dei tesserati e permettere alle società di poter programmare con i dovuti tempi la prossima stagione. Vito Tisci, presidente del Settore Giovanile: "Una scelta dolorosa". Ecco la lista completi dei tornei stoppati
La Figc ha deliberato la sospensione definitiva per i campionati e le altre competizioni giovanili organizzate dal Settore Giovanile e Scolastico, in programma per la stagione 2019/2020. Sono 15, informa la federazione, le competizioni giovanili a carattere interregionale e nazionale che si è deciso di fermare in seguito al decreto del presidente del Consiglio del 10 aprile e in considerazione dell'esigenza di tutelare la salute dei giovani tesserati e delle criticità legate ai termini previsti per la conclusione della stagione al 30 giugno.
Tutti i campionati giovanili definitivamente sospesi
A livello giovanile non si svolgeranno le restanti gare dei Campionati Giovanili Nazionali, Under 18 Serie A e B, Under 17 Serie A e B, Under 17 Serie C, Under 16 Serie A e B, Under 16 Serie C, Under 15 Serie A e B e Under 15 Serie C; le fasi interregionali e finali dei Tornei Under 14 Pro e Under 13 Pro e dei Campionati Giovanili Nazionali Femminili Under 17 e Under 15; la fase eliminatoria e finale Nazionale dei Campionati Under 17 e Under 15 Dilettanti e Puro Settore e dei dei Campionati di Calcio a 5 Under 17 e Under 15 Dilettanti e Puro Settore.
Tisci: "Una scelta dolorosa"
"Vorrei ringraziare il presidente Gravina e tutte le componenti federali per aver accolto la nostra richiesta - ha dichiarato il presidente del Settore Giovanile e Scolastico, Vito Tisci -, una decisione portata avanti assieme al presidente del Settore Tecnico, Demetrio Albertini, e al dottor Zeppilli, presidente della Commissione Medica federale. È una scelta dolorosa e mi dispiace soprattutto per quei calciatori che non potranno concludere la stagione partecipando alle fasi finali dei rispettivi campionati - prosegue Tisci - ma abbiamo la responsabilità di tutelare la salute di tutti i nostri tesserati, degli staff dei club e della classe arbitrale, nonché, considerato il periodo di incertezza, di permettere alle società di poter programmare con i dovuti tempi la prossima stagione".
FONTE: Sport.Sky.it
Onefootball
Giacomo Galardini Ieri, 14:25 🥉 E il peggior giocatore del Verona in questa stagione è...
Mariusz Stepinski ha vissuto una stagione molto complicata all’Hellas Verona. L’attaccante, dopo l’acquisto da parte degli scaligeri dai cugini del Chievo negli ultimi giorni del mercato estivo, non ha ancora sfondato.
Due soli gol in 13 presenze per il polacco, pagato 5,5 milioni di euro, e il suo contratto che ha come scadenza il giugno 2024 a 400mila euro netti a stagione.
L’ex Chievo però ha una concorrenza agguerrita davanti: Di Carmine e Pazzini sono sempre stati davanti nelle gerarchie di Juric, senza contare che il tecnico a volte ha preferito giocare con Verre e PEssina.
Dopo i quindici sigilli in trentasei presenze nell’ultimo anno in Polonia, Stepinski ha messo in fila stagioni rispettivamente da dieci, cinque e sei reti tra Ligue 1 e Serie A.
Ma lavora per la squadra, è cresciuto molto tecnicamente ed è sempre a disposizione del mister. Ci sono i margini per incidere di più.
Onefootball
Andrea Agostinelli Ieri, 11:03 🔍 Verona, giocatori in scadenza e prestiti: ecco la situazione
La conseguenza principale della sospensione forzata del campionato di Serie A riguarda il termine della stagione sportiva che, nel caso ripartisse, avverrebbe oltre il 30 giugno 2020.
Serve quindi un intervento da parte della FIFA per prorogare i contratti in scadenza e i prestiti fino alla nuova data di fine stagione, uno scenario a cui la federazione sta lavorando già da qualche settimana, come comunicato lo scorso 7 aprile.
Ecco quali giocatori del Verona sono interessati da questa modifica regolamentare.
EDDIE SALCEDO (prestito)
Nessun riscatto in vista ma la dirigenza prima della sospensione stava lavorando al rinnovo del prestito.
MATTEO PESSINA (prestito)
L’Atalanta ha già deciso che rientrerà a Bergamo al termine del prestito.
FABIO BORINI (Contratto in scadenza)
Il rendimento avuto nelle partite precedenti alla sospensione giustifica la volontà della dirigenza di rinnovargli il contratto.
FEDERICO DIMARCO (prestito)
Come per Salcedo, la dirigenza proverà a rinnovare il prestito.
VALERIO VERRE (prestito)
In prestito dalla Samp, per ingaggiarlo a titolo definitivo servono 2.1 milioni.
KORAY GÜNTER (prestito)
Il Verona eserciterà il diritto di riscatto, a 4 milioni di euro ma il Genoa lo può controriscattare a 1.5.
CLAUD AJAPONG (prestito)
L’interessamento concreto del Cagliari nei suoi confronti rende minime le possibilità di riscatto.
VALENTIN EYSSERIC (prestito)
Solo panchina per lui, destinato a lasciare l’Hellas.
EMMANUEL BADU (prestito)
La sua permanenza in gialloblu sembra indirizzata verso la fine.
MIGUEL VELOSO (contratto in scadenza)
Impossibile immaginare il Verona nella prossima stagione senza il proprio capitano.
Ancora tutta da decifrare la situazione del portiere in prestito dall’Atalanta.
GIANPAOLO PAZZINI (contratto in scadenza)
Il rendimento avuto in questa stagione giustifica qualsiasi discorso di rinnovo.
FONTE: OneFootball.com
Sport Serie A verso la ripresa. L’Hellas torna il 31 maggio
Sembra certo che la A riprenda in quella data. La partita col Cagliari potrebbe però essere recuperata mercoledì 27 aprile. Cellino (Brescia), parole durissime
Di Cronaca di Verona - 14 Aprile 2020
Spunta il 31 maggio quale data per fare ripartire la serie A. In Lega c’è anche chi spera che si possa fare in tempo per una settimana prima, ma realisticamente si può pensare che al massimo ci sarà margine per recuperare le quattro gare non giocate per la venticinquesima giornata, magari il 27.
Oggi, naturalmente, non si possono avere certezze ma l’obiettivo è riprendere da dove si era rimasti: si farà di tutto per concludere la stagione. La Figc sta approntando un protocollo. Deroga per ripartire il 27 aprile con le visite, quattro settimane di allenamenti e poi il fischio d’inizio.
Attraverso i microfoni di Sky Sport, il presidente Gravina ha fatto chiarezza sulla strategia della FIGC: “Noi non abbiamo una scadenza per la fine della stagione. La Fifa ha indicato di finire la vecchia stagione e poi di iniziare la nuova e noi la seguiremo. L’idea quindi è di completare i campionati ove questo sia possibile”.
Sulle prossime mosse, il presidente della FIGC ha spiegato: “Il 15 avremo una riunione del comitato scientifico federale e avremo una nostra procedura che comunicheremo a tutte le Leghe che le faranno applicare. Inizieremo, mi auguro entro fine mese, i controlli per garantirci la negatività di tutti i protagonisti e dopo partiranno gli allenamenti e poi, spero il prima possibile, i campionati”.
Mentre si ipotizzano nuovi scenari per la ripresa della Serie A, c’è chi, come Massimo Cellino, presidente del Brescia, non è affatto d’accordo e conferma la sua posizione contraria. Il patron delle rondinelle ha dichiarato: “Ribadisco che se si riprenderà a giocare io non schiererò la squadra”.
“Non è una provocazione: mi diano i punti di penalizzazione che vogliono, mi assumo tutte le responsabilità del caso – ha aggiunto Cellino -. Lotito vuol tornare a giocare? Raglio d’asino non giunge in Paradiso, si dice: io ascolto solo chi è degno di essere ascoltato. Tra l’altro non so nemmeno se rappresenti la Lazio visto che del club è solo presidente del comitato di gestione”.
Cellino ha poi rivolto le sue parole al presidente della Figc Gabriele Gravina: “Vada meno in tv e controlli meglio i conti delle società – ha detto -. E venga a fare un giro a Brescia, poi parliamo di tutto. Io non voglio vantaggi e non ho paura di retrocedere perché non fallisco e la Serie A ce la riprendiamo. Le posizioni prudenti di Fifa e Coni sul fatto di tornare a giocare dicono che il mio punto di vista è quello corretto”.
La maggioranza dei presidente di A è comunque allineata con le posizioni della Figc. Il calcio sta tornando. Se le ipotesi dovessero essere confermate, il Verona tornerebbe in campo domenica 31 maggio col Cagliari di Zenga, anche se la partita potrebbe essere “recuperata” il mercoledì precedente, 27 aprile.
FONTE: CronacaDiVeron.com
Flashback 1984 / 1985: Un miracolo tutto gialloblu
Il campionato 84/85 vide il clamoroso miracolo del Verona di Bagnoli che, nonostante l’agguerrita concorrenza, conquistò il suo primo storico scudetto
Il Verona campione d'Italia. (foto: ilnobilecalcio.it)
L’estate 1984 è tutta concentrata su un unico nome: Diego Armando Maradona. L’argentino arrivò a Napoli e divenne subito una superstar, ma non fu l’unico arrivo ad effetto; la Fiorentina prese il brasiliano Socrates, così come l’Inter si concentrò sul centravanti Rumenigge e sul fantasista Brady, mentre il Milan si accontentò non solo di Wilkins e Hateley, ma anche del ritorno di Liedholm e dell’arrivo dell’ex capitano romanista Di Bartolomei. Novità anche nelle panchine, dove Gigi Radice tornò a Torino e la Roma scommise sullo svedese Sven-Goran Eriksson.
Il campionato partì subito con la falsa partenza della Juventus campione in carica che, dopo nove partite, conquistò soltanto otto punti e si tagliò fuori dalla lotta scudetto. Con i bianconeri fuori dai giochi, ne approfittò a sorpresa il Verona di Osvaldo Bagnoli che conquistò subito il primato; i gialloblu si sono rinforzati nel mercato grazie a Briegel ed Elkjaer, mentre l’ossatura della squadra non è cambiata rispetto agli anni precedenti. A contrastare il cammino dei veneti ci pensò inizialmente il Torino, trascinato da Junior, ma i granata vennero sconfitti nello scontro diretto in casa. Al termine del girone d’andata il Verona si laureò campione d’inverno, ma perse ad Avellino (sotto la neve) e vide l’arrivo dell’Inter di Castagner.
Il ritorno partì subito con l’aggancio dei nerazzurri in vetta, ma durarono pochissimo perchè gli scaligeri presero il sopravvento e riuscirono a resistere, ottenendo un 1-1 nella sfida al Bentegodi. Poco dopo la formazione milanese si defilò e il distacco aumentò a sei lunghezze. Il Verona però rischiò di riaprire il campionato a causa di una sconfitta interna con il Torino, ma tale caduta non venne captata in pieno dalle avversarie e il 12 Maggio 1985 si scrisse la storia: grazie al pareggio di Bergamo, i gialloblu diventarono per la prima volta campioni d’Italia. Dietro ai veneti arrivarono Torino, Inter, Sampdoria (vincitrice della Coppa Italia) e il Milan che, dopo diversi anni disastrati, riuscì a tornare in Europa. La Juventus si classificò a pari punti con i rossoneri, ma si consolarono (in parte) sia con la conquista della Champions League nella tragica notte dell’Heysel, sia con Michel Platinì, che vinse per la terza volta di fila la classifica marcatori. Delusero Roma, dove scoppiò il caso Falcao, e Fiorentina, con Socrates completamente avulso dagli schemi, mentre Maradona trascinò il Napoli ad un passo dalla qualificazione in Coppa Uefa dopo un grande girone di ritorno. In coda si assistette al dramma della Lazio, retrocessa in B assieme alla Cremonese e all’Ascoli. Da segnalare nell’annata l’esordio di tre calciatori: Gianluca Vialli, Giuseppe Giannini e Paolo Maldini.
Un tacco poco divino
Il mercato 1984 portò in Italia diversi talenti e calciatori già affermati nel massimo campionato, tra cui Socrates, il centrocampista del Brasile che vestì la maglia della Fiorentina. Il calciatore ebbe come colpo caratteristico il suo celebre tacco che, in molti, sostennero come tale gesto avesse discendenza divina e i tifosi toscani tornarono a sognare lo scudetto dopo averlo accarezzato negli ultimi anni. La viola partì abbastanza bene in campionato e già alla quarta giornata il brasiliano si sbloccò nel 5-0 all’Atalanta, con un fantastico pallonetto da fuori area.
Socrates, centrocampista brasiliano che deluse le aspettative con la maglia viola. (foto: lastampa.it)
Nonostante le buone premesse, la Fiorentina crollò vistosamente e nemmeno l’esonero di De Sisti, sostituito da Ferruccio Valcareggi, salvò la stagione, con la formazione toscana che dovette chiudere al nono posto, fuori dalla zona Europa. Ma chi deluse realmente fu proprio il nuovo centrocampista che non entrò mai nel cuore dei tifosi e segnò soltanto sei reti. Il brasiliano, medico e calciatore allo stesso tempo, venne evidenziato in negativo soprattutto per la sua lentezza in campo e il suo “tacco divino” illuminò pochissimo la platea del Franchi. Al termine del campionato, Socrates decise di tornare in Brasile, lasciando il campionato italiano dopo molte ombre e pochissime luci.
Il primo Maradona
Una delle trattative più incerte del mercato estivo fu sicuramente quella che portò Diego Armando Maradona a Napoli, con la società partenopea che sudò le proverbiali sette camicie per convincere il Barcellona a cedere il suo centrocampista. Alla fine i blaugrana cedettero l’argentino, con Corrado Ferlaino che sborsò ben 13 miliardi di lire. L’arrivo del Pibe de Oro suscitò grandissimo entusiasmo in città, tanto che alla presentazione del nuovo calciatore vi furono ben settantamila spettatori al San Paolo ad assistere ai primi palleggi del nuovo pupillo.
Diego Armando Maradona. (foto: TgGialloblu.it)
La stagione non partì benissimo, con il Napoli che si ritrovò subito nella zona calda; ma l’argentino riuscì a prendere per mano i suoi e a risollevarli dopo un grande girone di ritorno, sfiorando di poco un piazzamento in Coppa Uefa. Inoltre, Maradona iniziò a dare un saggio del suo incredibile talento, realizzando diverse reti spettacolari (come quella contro la Lazio) e chiuse il campionato con 14 marcature.
FONTE: LaNotiziaSportiva.com
Marash Kumbulla: quale squadra dovrebbe acquistarlo e perché?
Di Paolo Pegoraro
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Con i Top 5 campionati europei fermi a causa dell'emergenza Coronavirus, abbiamo provato a ipotizzare gli scenari del prossimo mercato. Chi è destinato a far parlare di sé sarà senz'altro Marash Kumbulla, difensore centrale di sicuro affidamento prossimo al grande salto. Cerchiamo di capire insieme cosa può succedere.
Se l’Hellas Verona di mister Ivan Juric ha la quarta difesa del campionato – ad appena tre “lunghezze” dalla Lazio capolista in questa speciale classifica – una parte del merito va senz’altro riconosciuta a Marash “Max” Kumbulla, difensore centrale 20enne destinato a infiammare la finestra estiva di calciomercato. Insieme a Rrahmani e Gunter, l’albanese con cittadinanza italiana ha blindato la retroguardia di Juric e ora ha ben donde di guardarsi in giro: il centrale roccioso e affidabile è merce rara e Max sembra avere le stimmate del campione. Le pretendenti non mancano, a cominciare da qualche big del nostro campionato.
"Nell'ultimo periodo si formano difensori che sono bravi nella prima costruzione ma hanno lacune in fase difensiva. Kumbulla invece è un difensore 'difendente', la prima cosa che pensa è difendere la propria porta e non prendere goal. Anche per caratteristiche fisiche Kumbulla mi ricorda un po' il primo Giorgio Chiellini (Balzaretti @DAZN)"
Inter: restyling dietro
L'Inter di Conte è a caccia di un sensibile restyling là dietro: se parte Godin l’indiziato numero uno per rinfoltire il reparto è proprio Kumbulla: roccioso sì, centrale vecchia maniera per certi versi, ma tutt’altro che “ruvido” quando si tratta di contribuire all’impostazione dalla prima linea. Il destro, insomma, è piuttosto educato. Conte si sfrega già le mani: dopo Bastoni avrebbe a disposizione un’altra potenziale sicurezza per il futuro. NB: per lui bisogna sborsare una cifra oscillante tra i 20 e i 25 milioni; potrebbe essere un affare.
Napoli pronto a tornare alla carica
Ma come, Kumbulla non era già del Napoli? No, i partenopei hanno da tempo ufficializzato il compagno di squadra Rrahmani ma non sono riusciti a chiudere per il difensore albanese. Orfana di Albiol, la difesa azzurra ha traballato senza soluzione di continuità e pare scontato che punti a rinforzare l’organico assicurandosi qualche centrale di sicuro rendimento. Il nazionale albanese (sotto l’egida del ct Edy Reja) farebbe comodo eccome a Gattuso nella caccia ai primi piazzamenti del massimo campionato italiano: i palloni alti sono roba sua, dall’alto dei sui 190 centimetri, e nell’economia della lotta Champions un paio di “golletti” su scorribanda offensiva non guasterebbero.
Report statistico di Kumbulla (Fantacalcio/Opta)
Presenze da titolare: 18
Minuti giocati: 1460
Gol: 1
Respinte difensive: 53
Percentuale di passaggi completati: 84,2%
Percentuale duelli aerei vinti: 64,5%
Cartellini gialli/rossi: 4/1
Gli outsider: Fiorentina e Lazio… E poi?
I sondaggi per il calciatore nato a Peschiera del Garda e cresciuto nel settore giovanile del Verona li hanno effettuati anche Fiorentina e Lazio, anche se al momento paiono più defilate rispetto a Inter e Napoli. Non sono da escludersi, tuttavia, colpi di scena quali l’inserimento di qualche “incomoda”, magari proveniente da campionati esteri: torniamo a sottolinearlo, i difensori centrali “predestinati” sono merce rara e come tale molto appetibile. Situazione da monitorare giorno per giorno.
FONTE: It.EuroSport.com
CALCIOMERCATO Henderson, Casale e Tupta: dalle esperienze in prestito a risorse per il futuro
Sono stati girati ad altri club per giocare con maggior frequenza e adesso sono pronti al rientro
di Mattia Zupo 17 Aprile, 2020 - 13:03
Come riportato da La Gazzetta dello Sport, sono tanti i giocatori di proprietà dell’Hellas Verona che sono stati mandati a giocare in prestito in giro per l’Italia e all’estero. Alcuni di loro sono maturati e potrebbero far ritorno in gialloblù per avere una possibilità.
Tra questi c’è Liam Henderson. Lo scozzese è stato uno dei protagonisti dello scorso di campionato di Serie B e a gennaio è passato in prestito all’Empoli dove ha avuto un buon impatto. Ivan Juric lo stima, sebbene l’abbia impiegato poco. Con un contratto con il Verona fino al 2022, il centrocampista potrà tornare rilanciato dall’esperienza in Toscana.
Nel corso del mercato invernale ha lasciato Verona e l’Italia, anche Lubomir Tupta. Lo slovacco si è trasferito al Wisla Cracovia. Il suo approccio nell’Ekstraklasa polacca è stato positivo: quattro partite disputate e un gol all’attivo.
Dopo tutta la trafila nel settore giovanile scaligero e le esperienze in prestito a Perugia, Prato e Südtirol, il difensore Nicolò Casale questa stagione è stato uno dei protagonisti con la maglia del Venezia. Difensore dal forte atletismo e di grande stazza fisica, nei mesi scorsi è stato convocato nell’Italia Under 21 dal c.t. Paolo Nicolato.
Sembra esserci un nome nuovo sul taccuino di Tony D’Amico: come infatti riportata dalla Bild, l’Hellas Verona avrebbe manifestato un timido interesse per Marvin Ducksch, attaccante (prima punta) attualmente in forza all’Hannover 96.
Il classe ’94 (6 reti e 5 assist in 19 presenze nella Serie B tedesca) sarebbe infatti ai ferri corti con l’allenatore Kenan Kocak (subentrato all’esonerato Mirko Slomka durante lo scorso novembre), e di recente avrebbe anche cambiato procuratore, affidandosi alla stessa agenzia di Koray Günter, giocatore con il quale ha peraltro condiviso qualche anno nelle giovanili del Borussia Dortmund.
Se l’ottima esperienza del turco-tedesco sarà di aiuto in un’eventuale trattativa, lo sapremo però solo vivendo…
La Gazzetta dello Sport in edicola oggi fa una panoramica di mercato sugli obiettivi Under 23 del Torino. Per la fascia sinistra, la società granata starebbe pensando a Federico Dimarco, terzino di proprietà dell’Inter in prestito con diritto di riscatto all’Hellas Verona.
L’ex Parma è arrivato a gennaio in gialloblù, dove fino a questo momento ha collezionato solo una presenza da subentrato nella vittoria contro la Juventus. Per il classe 1997 la società di Cairo e del ds Bava aveva fatto un tentativo anche la scorsa estate.
NEWS Momento amarcord, Udinese-Verona 3-5 visto dai bianconeri
Zico, De Agostini e Cattaneo (questi ultimi anche ex Hellas) ricordano una delle partite più spettacolari della storia gialloblù
di Tommaso Badia14 Aprile, 2020 - 18:00
12 febbraio 1985, stadio Friuli: il Verona futuro campione d’Italia batte l’Udinese padrona di casa per 3-5 e compie un altro piccolo grande passo verso lo storico scudetto.
Una sfida al cardiopalma quella vinta dai gialloblù, i quali dopo essere andati avanti di tre reti (Briegel, Galderisi, Elkjaer) subirono un’incredibile rimonta (Edinho, Carnevale, Mauro), salvo poi rimettere a posto le cose (ancora Elkjaer e Briegel) e portare a casa un successo fondamentale.
A raccontare quella giornata a L’Arena sono gli allora bianconeri Zico, Gigi De Agostini e Cesare Cattaneo (gli ultimi due, come ben sapete, in carriera hanno vestito anche la casacca scaligera): di seguito, dunque, le loro principali dichiarazioni.
ZICO. «È stata la partita più emozionante che io abbia giocato in Italia. Elkjaer e Briegel a parte, rimasi molto impressionato da Garella, un portiere che visse tre o quattro anni da protagonista indiscusso: era lui il vero uomo in più di quella squadra, anche se il segreto di quel Verona era che tutti sapevano mettersi al servizio della squadra. Ricordo con nostalgia quegli anni perché sono stati gli ultimi con una dimensione “naturale” delle cose: la giusta dose di calcio in TV e tanta gente sugli spalti. Quel campionato era il più bello del mondo e quella fu, forse, la partita più spettacolare»
DE AGOSTINI. «Quel Verona era completo in tutti i reparti, e molti sarebbero stati miei compagni in gialloblù due anni dopo. Mi impressionò la cattiveria che misero in campo una volta raggiunti sul 3 a 3. Volevano riprendersi la vittoria, e così fu».
CATTANEO. «Di quel match ricordo la forza di Briegel e la classe di Elkjaer, ma c’era anche una grande Udinese e Zico era il migliore di tutti. Il nostro era un calcio senza intermediari, agenti o direttori sportivi, e quel campionato era stupendo: ogni squadra aveva almeno un paio di grandi campioni. Un saluto a Verona: ho indossato con orgoglio la maglia gialloblù».
NEWS Da Udogie a Felippe, passando per Sane e Terracciano: Juric studia i talenti per il futuro
Di loro è già stato scritto che sono entrati nella storia del Verona, ma presto potrebbero anche essere parte del futuro del club
di Redazione 14 Aprile, 2020 - 09:30
La Primavera gialloblù avrebbe dovuto giocare la finale di Coppa Italia, venerdì scorso, affrontando la Fiorentina: prima volta di sempre, per il club. Tutto rinviato a causa del coronavirus. Ivan Juric attende che i ragazzi allenati da Nicola Corrent crescano. Nei mesi scorsi li ha testati sul campo del centro sportivo di Peschiera del Garda. Le risposte? Serve «coltivarli» con pazienza, perché le qualità sono certe, scrive oggi La Gazzetta dello Sport.
Dopo Marash Kumbulla, l’Hellas punta a far maturare in casa altri talenti. Il settore giovanile ha avuto un notevole impulso in questi anni, guidato in successione da Roberto Gemmi, Claudio Calvetti, Giancarlo Filippini e, dal 2017, Massimo Margiotta. Sono fiorite le doti di molti giocatori. Nella covata attuale si segnala, tra gli altri, Destiny Udogie, presenza fissa nell’Italia Under 17 del c.t. Carmine Nunziata (vicecampione d’Europa dietro all’Olanda, un anno fa, e arrivata nei quarti al Mondiale disputato tra ottobre e novembre in Brasile) e già nel giro di Under 18 e 19, laterale di fascia sinistra dai grandi mezzi atletici. Attenzione, tra gli altri, anche a Lucas Felippe, regista dai piedi fini, e alla punta Adama Sane, mentre nell’Under 17 spicca Filippo Terracciano, centrocampista polivalente. Il domani del Verona passa anche da loro.
FONTE: CalcioHellas.it
Corriere di Verona: "Con la A ferma l'Hellas riflette: primo obiettivo trattenere Borini"
Dom 19 apr 2020 15:00
Il Corriere di Verona titola oggi in taglio basso di prima pagina sull'Hellas Verona: "Con la A ferma l'Hellas riflette: primo obiettivo trattenere Borini". Il blocco del campionato ha messo nel freezer le trattative che erano sul punto di prendere corpo con maggior consistenza, a cominciare da quella del rinnovo contrattuale di Miguel Veloso. Lo stesso discorso va ricalcato per Fabio Borini, che ha firmato un accordo con il Verona che andrà in scadenza il 30 giugno. L’attaccante, arrivato a gennaio dopo essersi svincolato dal Milan, è stato autore di ottime prestazioni con la maglia gialloblù. Le richieste, per lui, non mancheranno, a campionato infine concluso (o definitivamente sospeso) quando riaprirà il mercato. Confermare Borini, per l’Hellas, sarebbe il primo passo per la ripartenza.
Sezione: Rassegna / Data: Gio 16 Aprile 2020 alle 11:00 / Fonte: Corriere di Verona
Autore: Stefano Bentivogli / Twitter: @sbentivogli10
L'apertura del Corriere dello Sport: "Calcio, stai sbagliando!"
"Calcio, stai sbagliando!", titola il Corriere dello Sport oggi in prima pagina, riportando le parole del presidente del CONI Giovanni Malagò. Il numero uno dello sport italiano parla così: "Io avrei chiuso FIGC, AIA, Lega, AIC, UEFA e TV in una stanza e li avrei fatti uscire solo dopo aver redatto un documento condiviso. Invece si procede a vista ed in ordine sparso. Spero che dal 4 maggio ci si possa allenare. La Pellegrini ha ragione, il danno è generale".
Sezione: Rassegna / Data: Gio 16 Aprile 2020 alle 12:00 / Fonte: Corriere dello Sport
Autore: Stefano Bentivogli / Twitter: @sbentivogli10
Corriere di Verona: "Tutti presenti in attesa del via libera"
Il calcio italiano tenta di ripartire e rimane in attesa del comunicato della commissione medica della Figc per verificarne l'eventuale disponibilità. Tutti i componenti della squadra gialloblù sono rimasti a Verona quindi in caso di ripresa nessuno dovrà sottoporsi a quarantena. L'unico contagiato in casa scaligera è stato Zaccagni che, tuttavia, sembra aver già smaltito l'attacco virale. Nel frattempo, sul fronte stipendi la società attende nuovi sviluppi prima di mettersi al tavolo con i calciatori mentre ha già anticipato gli stipendi di aprile a tutti i dipendenti. Lo riporta oggi il "Corriere di Verona".
Sezione: Rassegna / Data: Mer 15 Aprile 2020 alle 10:00 / Fonte: Corriere di Verona
Autore: Enrico Brigi / Twitter: @enrico_brigi
FONTE: TuttoHellasVerona.it
In questo periodo di chiusura generale, sono molte le voci che si rincorrono sui giocatori del Verona e su quello che sarà nella prossima stagione.
È difficile oggi fare previsioni, soprattutto perché tutto ruota intorno a Ivan Juric e alla sua permanenza in gialloblù, ma alcune certezze già ci sono, come pure alcune idee molto più concrete di altre.
Reparto difensivo
Silvestri piace in Inghilterra, ma offerte concrete non ce ne sono. Dovesse arrivare una proposta irrinunciabile saluterà Verona, ma per ora l’ipotesi è lontana. Rrahmani andrà a Napoli, con Dawidowicz, Lovato e il rientrante Casale pronti a sostituirlo. Günter verrà riscattato per 4 milioni di euro ed è difficile pensare che il Genoa possa esercitare il controriscatto per 5,5 milioni, soprattutto se i liguri dovessero finire in B. Infine Kumbulla: ormai l’Inter sembra aver superato tutti nella corsa al centrale albanese. 20 milioni cash al Verona, che potrebbero aumentare o restare gli stessi a seconda degli accordi che le due società potrebbero prendere per altri interpreti legati alla vicenda: Dimarco e Salcedo con il rinnovo del prestito di entrambi e la possibilità di inserire il diritto di riscatto a favore del Verona, ma anche il prestito secco dello stesso Kumbulla che potrebbe così rimanere un altro anno in gialloblù.
Esterni
Faraoni, Lazovic e Dimarco potrebbero comporre il terzetto che si alternerà l’anno prossimo nei due ruoli da esterni. Faraoni piace molto alla Roma, ma solo un’offerta irrinunciabile lo porterebbe lontano da Verona. Acquistato per 350mila euro poco più di un anno fa, oggi D’Amico chiede 7/8 milioni per il suo cartellino. Già a gennaio è stato vicino all’addio, con il Verona che aveva bloccato Jacopo Sala per sostituirlo, oggi, anche se non è sul mercato, è di nuovo sull’agenda di Petrachi. Chi saluterà invece è Adjapong che non sarà riscattato e tornerà a Sassuolo.
Centrocampo
Addio ad Amrabat ufficiale, quello a Pessina quasi, con il Verona che lo riscatterà dall’Atalanta, che a sua volta effettuerà il controriscatto fruttando 500mila euro alle casse gialloblù. Tornerà Henderson, verrà confermato Badu, una delle questioni aperte riguarda il rinnovo del contratto di Miguel Veloso, in scadenza. Infine occhio a Udogie che potrebbe essere inserito in pianta stabile in prima squadra.
Trequartisti
Il Verona riscatterà Verre per 2,7 milioni di euro, cercherà di trattenere Salcedo un altro anno e proverà a convincere Borini a rinnovare il contratto in scadenza. Il sogno di Juric in questo ruolo resta Ninkovic, con l’Ascoli che ha notevolmente abbassato le pretese che lo avevano tenuto lontano da Verona nel luglio scorso. Zaccagni confermatissimo, a gennaio tornerà Bessa, che prima dello stop generale stava facendo benissimo in Brasile, mentre Eysseric farà ritorno a Firenze.
Attacco
Addio a Pazzini sempre più probabile. Si potrebbe trovare una soluzione per un rinnovo a cifre molto più abbordabili per le casse gialloblù, ma le 36 primavere del bomber iniziano a pesare in sede di valutazione sul rinnovo. Confermato Stepinski, più di un dubbio rimane su Di Carmine il cui contratto va in scadenza nel 2021. In questo reparto i tifosi si attendono l’investimento maggiore per l’anno prossimo. Foto: Zimbio
“Il giro d’ affari del pallone tricolore ruota attorno a cinque pilastri: diritti tv (1,4 miliardi di euro), sponsorizzazioni (1,3 miliardi), plusvalenze cessioni giocatori (800 milioni), biglietteria e abbonamenti (400 milioni) e altri ricavi (1,1 miliardi).
Questi numeri sono ancora più signifi cativi se si analizza il valore socio-economico dell’ industria calcio. L’ impatto sul Pil, in termini di ricavi e costi, nel 2016 (ultimo dato disponibile) è stato di 7,4 miliardi di euro, con un peso percentuale pari allo 0,51%.
Un comparto tra l’ altro che occupa più di 89mila addetti, senza considerare i ritorni garantiti per le casse dello Stato (le tasse generate, su base annua, sono pari a 1,7 miliardi di euro)“.
Questa la disamina di Marcel Vulpis, analista di economia sportiva, intervistato dal “Corriere dello Sport”, sui conti del calcio e il giro d’affari prodotto dal mondo del pallone.
NEWS
16 aprile 2020 - 09:57 Il calcio vuole ripartire, ma attenzione (anche) al grande caldo
Tra giugno e luglio sono attese temperature molto elevate con un alto tasso di umidità
di Redazione Hellas1903
Corre per ricominciare a giocare, il mondo del pallone.
Eppure, già non fosse già difficilissimo pensare a una ripartenza nel pieno dell’epidemia di coronavirus, c’è un altro fattore che, come evidenziato da www.gazzetta.it, mette a rischio la corretta disputa delle partite: si tratta del grande caldo.
Tra giugno e luglio, mesi in cui tornerebbero i campionati, sono attese temperature molto elevate, al di sopra delle medie stagionali, con un alto tasso di umidità.
Carlo Testa, meteorologo, esperto del settore, ha scritto sul sito specializzato ilmeteo.it :”Come successo negli ultimi anni l’estate scalderà i motori tra luglio e agosto, quando il famigerato anticiclone africano potrebbe diventare una presenza costante su buona parte del bacino del Mediterraneo, abbracciando quindi l’Italia nella sua morsa. Le conseguenze saranno piuttosto rilevanti ,in particolare per quanto riguarda le temperature che aumenteranno sempre di più, con scarti rispetto alle medie climatiche di riferimento fino a più 1,5/2°C. Insomma, potrebbero tornare le ormai classiche ondate di caldo, vere protagoniste delle ultime estati italiane, con punte massime oltre i 35 gradi“.
Andare in campo in un contesto di questo tipo, giocando ogni tre giorni, sarebbe un’ulteriore complicazione.
NEWS
14 aprile 2020 - 18:02 Calcio in campo, tre ipotesi per la ripresa
Tra fine maggio e inizio giugno il possibile ritorno delle partite
di Redazione Hellas1903
In questi giorni, dopo gli incontri istituzionali e, soprattutto, le riunioni del comitato medico Figc, sarà possibile capire quali margini ci siano a tutti gli effetti per la ripresa dei campionati di calcio.
Sono tre, secondo quanto riportato dal “Corriere dello Sport”, le date al vaglio per ricominciare a giocare: il 27 maggio, il 31 maggio o 3 giugno.
Il calendario resta compresso: in Serie A ci sono dodici turni da affrontare più quattro gare da recuperare (tra cui anche Verona-Cagliari). Inoltre vanno considerati gli incontri di Coppa Italia e quelli di Champions ed Europa League.
NEWS
14 aprile 2020 - 11:50 Maxi-ritiri per le squadre, l’ipotesi per tornare a giocare
Calciatori e staff “blindati” sarebbero in un’unica struttura fino al termine della stagione
di Redazione Hellas1903
Un maxi-ritiro per le squadre, per riprendere la stagione del calcio e portarla a termine.
Questa è una delle ipotesi che sono sul tavolo degli esperti che lavorano per trovare il modo di completare l’annata. Una soluzione non agevole da applicare, perché comporterebbe per giocatori, staff, magazzinieri, addetti ai diversi settori organizzativi la permanenza in un’unica struttura fino alla conclusione dei campionati.
Una situazione sul genere di quella che si verifica per i grandi tornei internazionali, a cominciare dal Mondiale, o per le Olimpiadi, ma naturalmente in un contesto sanitario e logistico (ogni club dovrebbero prenotare per settimane camere d’albergo) più complesso.
FONTE: Hellas1903.it
Verona, Borini è stata un super scelta. E quel contratto in scadenza...
14/04/20 14:42
Fabio Borini è stato uno dei giocatori più corteggiati nel calciomercato di gennaio. Il Genoa ci aveva provato in tutti i modi a strappargli il 'sì', Samp e Parma hanno cullato a lungo l'ambizione di poterlo regalare ai rispettivi allenatori. Alla fine a spuntarla è stato il Verona di Juric che ha messo sul piatto un progetto tecnico soddisfacente: dopo diverse stagioni al servizio tattico del Milan, a Borini è stato proposto di poter, finalmente, giocare nel suo ruolo più congeniale. Più vicino alla porta, dove sa far male. Com'è successo ben 2 volte in 4 partite: gol pesante al Bologna, sigillo d'autore alla Juve. Una scelta vincente e che può avere delle ripercussioni anche sul futuro. Fabio è tornato a brillare e può diventare una grandissima occasione nel prossimo mercato. Perché un giocatore così a parametro zero può fare gola a tanti, così come successo a gennaio...
FONTE: CalcioMercato.com
L'EX ATTACCANTE E DS DEL VERONA PARLA DELLA SQUADRA SCALIGERA E DELL'EMERGENZA SANITARIA GIBELLINI: CHE PECCATO FERMARE QUESTO HELLAS
16/04/2020 17:31
"Un peccato che questo campionato si sia interrotto. Stavamo vedendo un Verona bellissimo, in cui tutto stava funzionando a meraviglia. Una squadra dove tutto si era incastrato alla perfezione e dove c'era un'armonia perfetta con l'allenatore". Così Mauro Gibellini, ex attaccante del Verona nel primo Verona di Bagnoli ed ex ds della squadra scaligera ha fotografato il momento, dopo che il campionato è stato sospeso per l'emergenza coronavirus. "Una cosa è certa" ha spiegato Gibellini a Tggialloblu.it "questo è il momento in cui o il calcio cambia o non cambia più. E' il momento in cui devono lavorare le persone che hanno merito e conoscenza e non chi si è infilato in questo mondo in qualche maniera".
Tornando al Verona Gibellini spiega: "Questa emergenza può aiutare il Verona a trattenere Juric. Ma poi toccherà a Setti. La squadra andrà nuovamente rifondata, c'è un gruppo, bisogna tornare a investire perchè nel passato si è fatto poco".
Sul mercato e sulla cessione a gennaio di Amrabato e Rrahmani il "Gibo" scherza: "C'è da dire che Setti è anche un uomo fortunato (ride ndr)... Ma questa è una dote per chi ce l'ha".
Invece per quanto riguarda Kumbulla, Gibellini ha dubbi sulla quotazione: "Credo che ci sarà un ridimensionamento delle quotazioni. Certi fenomeni sono finiti. Si tornerà sulla terra e di conseguenza anche la valutazione di Kumbulla si abbasserà".
Resta il "mistero" Stepinski e Gibellini aggiunge: "Non lo conosco troppo bene. A vedere quanto ha fatto fin'ora ha sicuramente deluso. Ma per un attaccante tutto gira velocemente. Basta segnare due tre gol. Per cui magari il prossimo anno può diventare l'anno di Stepinski".
Infine Gibellini non ha dubbi sulla rivelazione del campionato gialloblù: "Per come gioca, per come si muove e come interpreta il calcio mi piace moltimissimo Pessina. Ci fosse la possibilità di prenderlo dall'Atalanta, lo prenderei subito. E' un giocatore che secondo me può arrivare in nazionale".
CALCIOMERCATO VERONA, SARA' UN'ALTRA RIVOLUZIONE
16/04/2020 12:10
Si profila un'altra rivoluzione in casa del Verona. Finito questo campionato (se finirà) la società dovrà provvedere a rifondare nuovamente la rosa. Tra giocatori già ceduti, altri in partenza e con i vari prestiti, la prossima squadra potrà contare su pochi punti fermi. Sicuramente resteranno a Verona Silvestri, Zaccagni, Lazovic e Verre. Se ne andranno invece Rrahmani e Amarabat, già ceduti a Napoli e Fiorentina, mentre Faraoni e Kumbulla, come si sa, avevano (prima dell'epidemia) molte richieste. Ci sono poi tanti giocatori in sospeso: da Bocchetti, a Gunter (che è in prestito con riscatto a 4 milioni dal Genoa), da Badu a Veloso (contratto in scadenza), all'intero reparto d'attacco, dove Pazzini lascerà l'Hellas (a meno di pesantissime decurtazioni sull'ingaggio con il contratto in scadenza), mentre Di Carmine e Stepinski, entrambi "di proprietà" non hanno pienamente convinto dal punto di vista tecnico, con Salcedo in prestito e Borini in scadenza.
Il nodo più importante da sciogliere è ovviamente quello relativo a Juric. In questo senso, il coronavirus, ha "raffreddato" l'interesse attorno al tecnico croato, che potrebbe anche rimanere (con garanzie sulla costruzione della prossima squadra) per completare u lavoro che oggi è incompleto.
INTERVISTA ESCLUSIVA ALL'AGENTE SPORTIVO VERONESE ANDREA D'AMICO Kumbulla e gli altri, ecco il mercato Hellas
13/04/2020 17:08
Questa l'intervista esclusiva ad Andrea D'Amico, procuratore veronese, che ha spiegato a Tggialloblu.it il suo punto di vista sull'emergenza che sta attraversando il nostro paese e le ripercussioni che il Covid19 avrà anche sul mondo del calcio.
"Tutto quello che sta succedendo in questo ultimo periodo è un qualcosa di straordinario in negativo, non solo per il calcio ma per la storia in generale. Una chiusura di quasi tutti i paesi del mondo, di tutti i settori produttivi tranne quelli essenziali è un qualcosa di mai visto prima. Sono state rinviate le Olimpiadi e gli Europei e quasi tutti i campionati del mondo.
Io spero che la situazione si risolva al più presto, con tutto il rispetto per le vittime e le persone che stanno soffrendo in questo momento, perchè la situazione economica potrà diventare ancora più grave di quella sanitaria.
Il calcio, come tutti gli sport, dipenderà molto da come si evolverà la situazione a livello sanitario. Se il tutto verrà risolto in tempi comunque brevi allora si potrà tornare a vivere le manifestazioni sportive come prima, se no più tempo passa e più la situazione di conseguenza si complica. Io spero che dai piani alti dell'Europa arrivino delle risposte serie e degli aiuti concreti a breve, se no non ci vedo più tanto senso a rimanerci dentro se poi dobbiamo arrangiarci da soli".
"Avendo molti contatti per lavoro anche con gli Stati Uniti, la situazione sanitaria e quindi sociale è uguale in tutto il mondo purtroppo e ora gli Usa sono una delle nazioni più colpite dal Virus. Purtroppo questa pandemia non conosce confini e le risposte devono arrivare dai governi nazionali e dalle organizzazioni internazionali. Sulla questione dei tagli degli stipendi dei giocatori vorrei fare un po' di chiarezza. Ovviamente la proposta della Lega Serie A di un taglio di 2/4 mensilità in base alla ripresa dei campionati è una possibilità ma ci sono situazioni molto diverse anche tra gli stessi calciatori. Quando si pensa ai salari dei giocatori si pensa solo a quelli più ricchi, ma un professionista è anche un giovane che gioca in Lega Pro e la differenza è abissale. Per non parlare poi delle diverse situazioni contrattuali, di chi magari è in scadenza e di chi invece ha ancora tre anni di contratto. Io penso che in questa situazione tragica l'unico organo che può fare qualcosa per le società sportive, ma anche per le aziende in generale, sia esclusivamente lo stato con aiuti concreti per tutti".
Come ne uscirà il calcio mercato dopo questa pandemia? Kumbulla valerà ancora 30 milioni?
"Purtroppo penso che anche il calciomercato ne uscirà molto ridimensionato dopo questa situazione. La priorità essenziale per le società ora è far quadrare i bilanci, visto che non è ancora definita chiaramente la ripresa dei campionati. A questo punto penso che il Verona abbia fatto bene a vendere Amrabat e Rahmani a gennaio, giocando così d'anticipo.
I giocatori si stanno comunque continuando ad allenare ogni giorno, rimanendo disponibili per la società, restando, la maggior parte, nella città in cui giocano. Da questo punto di vista sono danneggiati anche loro perchè il fatto di non poter giocare la partita non è una loro volontà. I giocatori sono pagati dalle società con soldi privati, fino ad ora non ho ancora sentito un esponente politico dire di volersi tagliare lo stipendio vista la situazione d'emergenza nazionale, eppure loro sono pagati con soldi pubblici, figuriamoci poi tutti i parlamentari europei, senatori e tutto quello che ci va dietro".
FONTE: TGGialloBlu.it
Corriere di Verona: "Hotel, isolamento e niente partitelle: il piano dell'Hellas"
17/4 ALLE 09:35 RASSEGNA STAMPA
di ANTONIO PARROTTO @ANTONIOPARR8
"Hotel, isolamento e niente partitelle: il piano dell'Hellas": così il Corriere di Verona in riferimento alla possibile ripartenza della Serie A. Dal 4 maggio possibile ripresa degli allenamenti, anche l'Hellas studia il piano per la ripresa. Le incognite restano tante ma la pubblicazione del protocollo stilato dalla commissione medica della FIGC richiede che i club si facciano trovare pronti per un’eventuale luce verde.
Semifinali di Coppa o i quattro recuperi di A: le due ipotesi di ripresa del calcio
16/4 ALLE 10:45 SERIE A
di MARCO CONTERIO @MARCOCONTERIO
La Gazzetta dello Sport oggi in edicola fa il punto su quelle che sono le due ipotesi di ripartenza in quanto a calendario del calcio italiano. La prima, ventilata ieri in Assemblea, è quella di ripartire il 27 e 28 maggio con le semifinali di Coppa Italia: Napoli-Inter e Juventus-Milan. Queste si aprirebbero con un omaggio a medici e infermieri impegnati negli ospedali. L'alternativa sono 30 e 31 maggio con le gare saltate all'inizio della pandemia: Inter-Sampdoria, Hellas Verona-Cagliari, Atalanta-Sassuolo e Torino-Parma.
Corriere di Verona: "Con la A ferma l'Hellas riflette: primo obiettivo trattenere Borini"
16.04.2020 08:53 di Alessandro Tedeschi
Il Corriere di Verona titola oggi in taglio basso di prima pagina sull'Hellas Verona: "Con la A ferma l'Hellas riflette: primo obiettivo trattenere Borini". Il blocco del campionato ha messo nel freezer le trattative che erano sul punto di prendere corpo con maggior consistenza, a cominciare da quella del rinnovo contrattuale di Miguel Veloso. Lo stesso discorso va ricalcato per Fabio Borini, che ha firmato un accordo con il Verona che andrà in scadenza il 30 giugno. L’attaccante, arrivato a gennaio dopo essersi svincolato dal Milan, è stato autore di ottime prestazioni con la maglia gialloblù. Le richieste, per lui, non mancheranno, a campionato infine concluso (o definitivamente sospeso) quando riaprirà il mercato. Confermare Borini, per l’Hellas, sarebbe il primo passo per la ripartenza.
Corriere di Verona: "Hellas, porte chiuse e perdite. Solo l’Inter vale 800mila euro"
14/4 ALLE 09:35 RASSEGNA STAMPA
di ANTONIO PARROTTO @ANTONIOPARR8
Sulle pagine del Corriere di Verona si analizzano le possibili perdite per l'Hellas, a causa della possibile ripresa a porte chiuse. "Hellas, porte chiuse e perdite. Solo l’Inter vale 800mila euro" scrive il quotidiano. Minori incassi per la Serie A stimati tra 75 e 95 milioni. Un dato, questo, che rileva anche sui fatturati dei club, sia pure con un’incidenza che è contenuta rispetto al volume d’affare totale. Si parla del 10% circa, in media.
L'Hellas Verona respira. Contro la crisi c'è il tesoretto dal mercato in uscita
12/4 ALLE 17:49 SERIE A
di TOMMASO BONAN
Le mosse in uscita sul mercato di gennaio permettono all’Hellas Verona di avere un "cuscinetto" nel momento in cui i conti del calcio sono messi sotto pressione dal Coronavirus. Il Verona - sottolinea La Gazzetta dello Sport - in inverno ha effettuato due cessioni di peso, chiudendo i trasferimenti di Amir Rrahmani al Napoli e Sofyan Amrabat alla Fiorentina: entrambi, peraltro, sono rimasti in prestito al club gialloblù. Poi, l’epidemia di Covid-19 ha travolto anche il mondo del pallone.
Plusvalenze - Le casse dell’Hellas, in una fase delicata, con la ricaduta dell’emergenza che avrà per tutto il calcio un impatto gravoso, possono appoggiarsi al traino delle plusvalenze prodotte dalla doppia operazione completata: circa 30 milioni, l’utile per il Verona, che ha ingaggiato Rrahmani dalla Dinamo Zagabria pagando 2,1 milioni di euro e che riscatterà per una cifra vicina ai 3.5 milioni il cartellino di Amrabat dal Bruges. Per il difensore kosovaro, il Napoli ne ha versati 15, mentre sono 20 quelli sborsati dalla Fiorentina per il centrocampista marocchino. Un affare per l’Hellas, che grazie a questi introiti avrà quel respiro che serve per gestire le complicazioni del periodo, attutendo le perdite, in attesa di capire se e quando la stagione riprenderà.
FONTE: TuttoMercatoWeb.com
12.4.2020 L'oscar a Juric
Verona del calcio ai piedi di Ivan
Marash Kumbulla e Ivan Juric protagonisti dell’annata gialloblù
Ha vinto Ivan, il terribile. A Juric va il nostro Oscar per quello che ha mostrato insieme ai suoi ragazzi in tre quarti di stagione. Una specie di Cangrande d'Oro, altro evento falcidiato dal virus, per il 2019 e quei due mesi, gennaio e febbraio, senza precedenti. Un premio virtuale sul podio dello sport veronese a 360 gradi, ispirato dall’isolamento e dallo stop del calcio e delle altre principali discipline. A Pasqua l’annata per molti sportivi è già finita: il tecnico croato ha sbaragliato il campo in largo anticipo.
IL TERRIBILE. L'aggettivo non dev'essere equivocato. Che pretenda moltissimo dai suoi ragazzi è fuor di dubbio ma Juric è peggio contro i rivali. L'applicazione e l'abnegazione dei gialloblù, come del resto la preparazione fisica, sono frutto del lavoro mentale e di campo del tecnico e dei suoi collaboratori. Nonostante il poco turnover, Juric si è segnalato per la bravura nel saper gestire il gruppo.
PARLAR CHIARO. Arrivato tra lo scetticismo generale in una piazza ancora invaghita di Alfredo Aglietti, l'uomo della Provvidenza, Juric ha parlato poco ma si è fatto capire benissimo. «Balotelli? Ce ne vorrebbero almeno due o tre per essere competitivi...». Una frase che aveva stupito tutti, quando il tira e molla col Verona era una telenovela appassionante. Ricordate poi, quando battezzò senza mezzi termini Pazzini? «Non è in grado di giocare». Dritto per dritto Ivan. Poi, però, complice la professionalità del Pazzo, il cannoniere toscano è tornato ad essere quello vero. A Ferrara la sublimazione della rinascita del capitano e con la Juve la perla del rigore vittoria. E il relativo riconoscimento: «Quando entra a gara in corso vedo una luce diversa negli occhi dei compagni. Per questo è fondamentale».
LO STRATEGA. Molte le mosse importanti del mister. Una su tutte? Portare il gigantesco Kumbulla a fare l'esterno di difesa, per far si che Gunter, più abile nel palleggio rispetto all’albanese, possa impostare da dietro e contrastare col destro, suo piede preferito, l'attaccante pronto a girarsi verso il centro area. Spesso ha rinunciato a punte vere, per attaccare con le mezze. Guastatori veloci, tecnici e capaci di buttare la palla alle spalle dei portieri avversari. Salcedo, Zaccagni, Verre, Pessina coordinati dal generale Borini, quest'ultimo un mix pregiato di tutti, con in più comprovate qualità di attaccante di razza.
CAPOLAVORO TATTICO. Juric è stato fondamentale in partenza. I quattro punti ad inizio campionato, tra Bologna e Lecce, sono stati la pietra sulla quale edificare la splendida stagione. Il diesse D'Amico e i collaboratori Paro e Barbera, la band che non ha mai suonato fuori tempo. Juric è stato rock - pardon, molto heavy metal - quando ha bloccato «fratello Tudor» e l’Udinese al Bentegodi. Un Verona ancora da maturare, aveva impressionato a Torino contro la Juve, senza raccogliere. I gialloblù erano in debito di ossigeno e Juric aveva abbassato la linea di difesa, diminuendo i giri del motore dei suoi. Tanta Udinese nel primo tempo e Verona volutamente a rifiatare per colpire i bianconeri nella ripresa. La strategia perfetta che si infranse sui legni della porta di Musso, nel colpo di testa di Stepinski. Quella l'impresa sfiorata, perchè l'Hellas non aveva Borini e la maturità espressa con Milan, Lazio e Juve. Tre partite top in sei giorni, con 5 punti all'attivo. Ma in quel caso, la mano di Juric aveva già raggiunto da tempo la certificazione.
JORGINHO BENITEZ – Nel corso della diretta con gli Autogoal, ha parlato l’ex calciatore del Napoli Jorginho. L’italobrasiliano ha raccontato un retroscena relativo alla sua esperienza in azzurro. Tra il 2014 e il 2015, infatti, con il Napoli allenato da Benitez, Jorge compì alcune scelte di cui ad oggi si pente.
JORGINHO BENITEZ
“A Napoli ho trascorso anni importanti, ricordo la finale vinta di Coppa Italia, quando a Roma vennero a vedermi anche mia madre e mia moglie, è stata un’emozione grandissima. Anche la finale di Europa League con il Chelsea è un altro grande ricordo. Sarri? Grandissimo tecnico, ha una preparazione incredibile, sa praticamente tutto, ha una risposta per ogni cosa che chiedi. Con lui sai sempre cosa fare in campo, a livello tattico è strepitoso. Una cosa che non farei? Al primo anno di Napoli dopo sei mesi decisi di andare in vacanza in Brasile, per un mese non feci niente, non mi allenai e mangiai tanto. Quando tornai a Napoli ero completamente fuori forma e persi la fiducia di Benitez, persi il posto da titolare, il tecnico aveva ragione, c’erano compagni nettamente più in forma di me. Tornando indietro non farei mai più quel mese”.
JORGINHO NAPOLI
Arrivato a Napoli nel gennaio 2014, Jorginho si era messo in mostra nella prima parte di quella stagione con la maglia dell’Hellas Verona. Era ritenuto uno dei colpi di maggior prospettiva, ma nel primo anno e mezzo non rese come sperato. Fu Sarri a riportarlo tatticamente al centro, in cabina di regia. Con lui, Jorginho si è imposto come perno del centrocampo e con il resto della squadra ha sfiorato uno scudetto nel 2018. Non solo: ha affinato le sue abilità da rigorista. Oggi è il rigorista designato di Italia e Chelsea.
Nel luglio del 2018, seguendo Sarri, passò proprio ai Blues per circa 58 milioni di euro, ma non ha mai nascosto il suo affetto per l’esperienza in azzurro.
FONTE: SpazioNapoli.it
Non è un momento semplice per il calcio italiano, con i campionati interrotti a causa del Coronavirus. Una situazione intricata con la soluzione che potrebbe essere ancora lontana diverse settimane. D’altro canto i club sono ‘costretti’ a pensare alla prossima stagione, a partire dalle riconferme degli attuali tecnici fino al calciomercato. In tal senso, potrebbe fare ritorno una vecchia conoscenza della Serie B già la prossima estate.
Calciomercato Serie B, c’è la fila per Grosso: i possibili scenari
Fabio Grosso (Getty Images)
Il 2020 potrebbe essere l’anno del ritorno in Serie B di Fabio Grosso. Il tecnico romano, reduce dalla sfortunata e brevissima esperienza con il Brescia, pare pronto a tornare su un’importante panchina di Serie B. Molto se non tutto dipenderà dagli esiti dell’attuale stagione, congelata ed in attesa di un epilogo definitivo. Prima di Brescia, Grosso era già stato protagonista in cadetteria soprattutto alla guida dell’Hellas Verona e del Bari. Sull’ex terzino della Nazionale di Lippi ci sarebbe la Spal con Di Biagio, il cui contratto scadrà proprio a giugno, che è legato alla difficile permanenza in Serie A.
Possibile l’interessamento anche del Lecce in caso di retrocessione mentre in B, attualmente, sono 3 le società che pongono Grosso nel mirino. Il Chievo potrebbe ripartire dall’allenatore 42enne per ritentare la scalata alla Serie A. Lotito potrebbe affidargli la Salernitana, con Ventura a scadenza di contratto pronto a lasciare dopo una sola stagione.
Fabio Grosso (Getty Images)
Possibile rivoluzione targata Grosso anche ad Empoli, con il presidente dei toscani Corsi che saluterebbe Marino per poi puntare proprio l’ex difensore. Situazione in divenire ma la via pare ormai tracciata: il destino di Fabio Grosso si chiamerà ancora una volta, con ogni probabilità, Serie B.
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