AL JAISH 2-2 VERONA: La doppietta di TONI non basta, i qatarioti recuperano nell'ultimo test match stagionale, traversa di SILIGARDI nel finale... Ora testa al primo impegno ufficiale nel terzo turno preliminare di Coppa Italia al Binti contro la vincente nel derby pugliese di domani tra BARI e FOGGIA


#H/=\VNews +   -   =

CON GLI ARABI DELL'AL JAISH finisce 2 a 2 nell'ultimo test match stagionale, alla doppietta di TONI rispondono ABDULGADIR e MANSOUR, traversa di SILIGARDI...

CHIAMATA AZZURRA PER GOLLINI che dal 9 al 13 Agosto parteciperà ad uno stage con la Nazionale Under 20 in preparazione del 'Torneo 4 Nazioni'...

STAGIONE 2015-16 ECCO I NUMERI DI MAGLIA UFFICIALI: Con i 'vecchi' a tenere sulle spalle i numeri della passata stagione ROMULO col 2 del 2013-14, HELANDER che prende il 5, ALBERTAZZI che perde il 3 (ormai di PISANO) e si tiene il 6, LANER con l'8, a PAZZINI l'11 (lasciatogli gentilmente da JANKOVIĆ che prenderà il 7), a SILIGARDI il 16, a BIANCHETTI il 22, a VIVIANI il 24, il 37 a COPPOLA, il 41 a WINCK e il 69 a SOUPRAYEN...

IL FOGGIA BATTE LA LUCCHESE e supera il primo turno di Coppa Italia, ora il derby pugliese col BARI e chi vince se la vedrà con l'HELLAS...

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DICONO +   -   =

Mister MANDORLINI a Sky Sport «Mi piacerebbe avere una squadra solida. Magari anche non bellissima, ma concreta nel raggiungere in fretta l’obiettivo. Cerchiamo però di giocare anche un calcio propositivo e di lanciare qualche giovane importante. Sala? Magari se ritardiamo di un anno il suo lancio in una grande squadra sarebbe meglio per noi. Le altre squadre della serie A? Credo sia ancora la Juventus la squadra da battere. Anche se le altre si stanno rinforzando, i bianconeri hanno un margine di vantaggio anche notevole. In Italia forse non si gioca il calcio migliore, ma è sicuramente quello più difficile perché ti devi confrontare con molti moduli, diverse situazioni di gioco, con allenatori molto attenti all’aspetto tattico. E’ questo che lo rende il calcio più difficile, nonostante non sia ricco e bello come gli altri. I migliori allenatori? Ne sono tanti. Credo che l’allenatore della nazionale rivesta un ruolo importante. Antonio Conte ha dimostrato, e continuerà a farlo anche in nazionale, di essere il miglior allenatore italiano» GianlucaDiMarzio.com

Parla BRUNI il centrocampista Jolly dell'HELLAS di BAGNOLI «Il Verona? A sentire i nomi credo sia una buona squadra, rinforzata o no, alla fine, è sempre il campo a dirlo attraverso i risultati e le prestazioni. Ciò che si dice ora sono opinioni, poi le opinioni devono trovare riscontro sul campo. Bisogna aspettare le prime uscite per poter giudicare e credo che sicuramente Mandorlini valuterà dalle amichevoli se c'è la necessità di fare ulteriori cambiamenti, anche perché il mercato è ancora lungo. Pazzini e Viviani? Viviani è sicuramente un buon giocatore, un centrocampista completo dotato di un buon piede. Poi bisogna vedere: un conto è la serie B, un altro la A. Ma ha dimostrato di avere buonissime qualità e anche temperamento. Riguardo a Pazzini... Lo conosciamo tutti. Per lui Verona potrebbe essere la piazza ideale per rilanciarsi, ma credo che Mandorlini debba cambiare modulo rispetto al suo consueto 4-3-3 per far giocare la coppia Toni-Pazzini. Non penso che Pazzini sia adatto a giocare largo, è una prima punta come Toni; le soluzioni potrebbero essere un 4-4-2 o anche un 4-3-1-2 per mantere il centrocampo a tre che è da sempre caratteristica del Verona. Poi c'è anche Siligardi, che conosco bene perchè allenavo la Primavera del Livorno. Ha avuto problemi fisici, ma ha ottime qualità, un gran mancino; se ha recuperato bene dall'infortunio al ginocchio, ha tutte le qualità per la serie A» Hellas1903.it

Bosko JANKOVIĆ sull'impresa che attende la SAMP in Europa League dopo lo 0 a 4 subito dal VOJVODINA «Zenga è un grande allenatore, l'ho avuto alla Stella Rossa, abbiamo vinto campionato e coppa, quindi ho bellissimi ricordi di lui, anche se le nostre squadre si sono separate. Mai sottovalutare le squadre dell'est: io penso che non sia finita per la Sampdoria, perché è una squadra molto più forte rispetto al Vojvodina, ma non so cosa sia successo a Torino, mi è sembrato un risultato molto strano» TuttoMercatoWeb.com

Verona 2-2 Al Jaish

L'ex terzino scaligero VANOLI, attuale allenatore dell'Uder 19 azzurra, promuove il VERONA dei giovani «Bravo Helander, attenti a Viviani. Ho seguito il difensore svedese contro la nostra Under, un vero gigante. Per Federico sarà l'anno del salto di qualità. Gollini? Immense potenzialità» LArena.it

Capitan TONI «Ho fatto due anni bellissimi al Verona, nel primo sono stato vicecapocannoniere, mentre nel secondo sono riuscito a vincere la classifica marcatori: è stato molto bello per un ragazzino giovane come me (ride nrd). una grande soddisfazione a 38 anni. Sto bene e cercherò di ripetermi anche nella prossima stagione. Non penso alla classifica cannonieri ma al bene della squadra. Il giorno che non avrò più voglia parlerò con il presidente e valuteremo il futuro. Pazzini? Con lui è tutto a posto, ha capito le nostre esigenze e abitudini. È tutto diverso rispetto a dov'era prima. Il ritiro mi piace poco, voglio partite vere. Le nuove leve? Spero che le nostre società si diano una svegliata: è giusto che si punti suoi giovani italiani che sono molto forti. In più hanno la fortuna di fare la preparazione con squadre di A, mentre ai miei tempi era tutto più difficile, dovevi fare molta più gavetta. Sala? Lo terrei, Jacopo è bravo, giovane e con una giusta mentalità. Gli farebbe bene un altro anno con noi, da protagonista. L'anno scorso ha giocato solo metà campionato, potrebbe fare la differenza qui a Verona e poi approdare in un club più ambizioso» TuttoMercatoWeb.com

Vangelis MORAS si confessa alla Gazzetta dello Sport dopo la morte del fratello «Pensavo che mio fratello ce la potesse fare, le cose stavano andando bene. Lo aspettavo a Verona, per l'ultima partita di campionato con la Juve. Poi a marzo ha fatto gli esami, i valori erano sballati: i medici hanno detto che la situazione era disperata e gli hanno permesso di lasciare l'Australia e tornare in Grecia, a Larissa. Una forma di Leucemia rara e molto aggressiva, io ero compatibile al 100% e il trapianto è una mossa che spesso si dimostra decisiva. E' semplice, non è doloroso, non è invasivo. Dopo neanche una settimana sono tornato in campo e senza nessun problema. Spero che il mio gesto serva a dimostrare quanto sia importante aiutare gli altri. Per questo mi sto impegnando con l'associazione donatori di midollo osseo di Verona e con la fondazione che sta nascendo in Australia» GianlucaDiMarzio.com


Bianchetti e Hallfredsson da Bad Kleinkirchheim

IN BREVE A PIÉ PAGINA +   -   =

VITA DA EX: Il 34enne DOSSENA ripartirà dalla Challenge League col CHIASSO! Capitan 'Mimmo' MAIETTA 'Bello ritrovarsi in A, a Verona ho lasciato tanti amici, li riabbraccerò al Bentegodi. Gli anni di Verona sono stati i più belli della mia vita e non dimenticherò mai il mio gol contro il Torino...'. Ufficiale l'arrivo di LONGO al FROSINONE in prestito con diritto di riscatto. NICOLAS all'ambizioso TRAPANI tra presente e futuro 'A Lanciano ho fatto una bella annata, al Verona non ho trovato spazio così ho pensato che era meglio andare a giocare. Faccio un anno bene al Trapani, poi vediamo. Il sogno di tutti è la serie A, tornare mi piacerebbe. Ma intanto penso al Trapani'. RODRÍGUEZ seguito dalla SALERNITANA in Serie B...

SUPERCOPPA alla JUVE con i gol di MANDZUKIC e DYBALA a Shangai...

COPA LIBERTADORES Al RIVER PLATE dopo il 3 a 0 al TIGRES nella finale di ritorno, incredibile se si pensa che solo 4 anni fa i Millonarios erano finiti in Serie B!

EUROPA LEAGUE, la SAMP rimonta a metà a casa del VOJVODINA ma non basta ed è già fuori

MLS: Tripletta all'ORLANDO CITY per GIOVINCO...

RANKING FIFA, l'ITALIA sale al 16° posto, sul podio ARGENTINA, BELGIO e GERMANIA

CALCIOMERCATO: Da esiliato e scartato a bandiera della SAMP: Così FERRERO giustifica l'ingaggio di Fantantonio... DI MARIA al PSG che sborsa 63 milioni, DZEKO finalmente alla ROMA che annuncia ufficialmente pure SALAH. 12esima maglia in carriera per Pablo OSVALDO che stavolta giocherà col PORTO...

SERIE B: BRESCIA ripescato!

ATLETICA Dramma nel salto con l'asta Kira GRUNBERG atterra fuori dal materasso e rimane paralizzata dal collo in giù!

MONDIALI NUOTO: Secondo posto per l'ITALIA nella 4x200 femminile sl primo podio mondiale in assoluto! Medaglia d'argento per la PELLEGRINI nei 'suoi' 200 stile... Secondo posto anche per PALTRINIERI negli 800 maschili A Kazan altre due medaglie per gli azzurri nella 25 km di fondo, RUFFINI oro FURLAN bronzo! 2 Bronzo per la CAGNOTTO nel trampolino da 3 metri ed in coppia sincro misto con VERZOTTO e terzo posto anche per la staffetta 4 x 100 maschile che strappa una medaglia a 8 anni di distanza dall'ultima conquistata a Melbourne!

PREMIER LEAGUE al via con la vittoria nella 'Community Shield' dell'ARSENAL di WENGER che batte il collega per la prima volta, MOURINHO non la prende affatto... All'inglese!

BUNDESLIGA: Il BAYERN perde un'altra supercoppa, troppo tiki-taka... Il WOLFSBURG beffa tutti ai rigori!

SUPERBIKE, Max BIAGGI torna fenomeno a 44 anni e conquista il podio a Sepang!

TORNEO ATP AMBURGO, NAFAL batte FOGNINI in finale ma deve sudarla parecchio...

LIGUE 1: Tutto facile per il PSG che batte il LIONE in meno di 20 minuti e conquista la Supercoppa transalpina

NIZZA-NAPOLI: Per i tifosi non è poi così amichevole...


Immagini dal ritiro austriaco

RASSEGNA STAMPA +   -   =
BRUNI: "TONI E PAZZINI ASSIEME SOLO SE SI CAMBIA MODULO"
Giovedi 06 Agosto 2015, 16:48
Fu uno dei protagonisti dello storico scudetto della stagione 1984-1985, ma non solo. La storia tra i colori gialloblu e Luciano Bruni raccontano di sei anni di passione con le scarpe ai piedi, e un anno (2008-2009), seduto in panchina a fianco di Remondina alla guida dell'Hellas di Prima Divisione. Oggi, allena le giovanili del Piacenza, ma un occhio a Verona ce lo dà sempre.

Cosa dice del mercato del Verona?
"A sentire i nomi credo sia una buona squadra, rinforzata o no, alla fine, è sempre il campo a dirlo attraverso i risultati e le prestazioni. Ciò che si dice ora sono opinioni, poi le opinioni devono trovare riscontro sul campo. Bisogna aspettare le prime uscite per poter giudicare e credo che sicuramente Mandorlini valuterà dalle amichevoli se c'è la necessità di fare ulteriori cambiamenti, anche perché il mercato è ancora lungo".

Pazzini e Viviani?
"Viviani è sicuramente un buon giocatore, un centrocampista completo dotato di un buon piede. Poi bisogna vedere: un conto è la serie B, un altro la A. Ma ha dimostrato di avere buonissime qualità e anche temperamento. Riguardo a Pazzini..lo conosciamo tutti.
Per lui Verona potrebbe essere la piazza ideale per rilanciarsi, ma credo che Mandorlini debba cambiare modulo rispetto al suo consueto 4-3-3 per far giocare la coppia Toni-Pazzini. Non penso che Pazzini sia adatto a giocare largo, è una prima punta come Toni; le soluzioni potrebbero essere un 4-4-2 o anche un 4-3-1-2 per mantere il centrocampo a tre che è da sempre caratteristica del Verona.
Poi c'è anche Siligardi, che conosco bene perchè allenavo la Primavera del Livorno. Ha avuto problemi fisici, ma ha ottime qualità, un gran mancino; se ha recuperato bene dall'infortunio al ginocchio, ha tutte le qualità per la serie A".

Pensando al suo passato targato Hellas Verona, quali sono i suoi ricordi più belli?
"Sicuramente l'anno dello scudetto, ma non c'è un momento particolare. è stata una stagione bella in tutto, ricordo con particolare emozione la partita contro l'Udinese, quando sono entrato sul 3-0 per noi e ci hanno rimontato fino al 3-3, ma poi siamo riusciti a vincere 5-3. Insieme ovviamente al mio gol con l'Atalanta, visto che è stato l'unico".

Poi c'è stato anche l'anno in Lega Pro Prima Divisione in cui lei era accanto a Remondina sulla panchina del Verona...
"Si quella è stata un'annata diciamo transitoria. L'Hellas era un cantiere aperto formato da tanti ragazzi giovani, ma comunque è stata un'esperienza bella, poi ritornare a Verona per me è sempre piacevole".

Un calcio che è cambiato radicalmente negli ultimi anni. Come lo vede lei?
"Quando giocavo io noi abbiamo vissuto un calcio completamente diverso, più genuino, divertente. Certe giocate, concedetemelo, oggi non si vedono più. Anche il mondo del pallone è stato troppo industrializzato: lo spettacolo, soprattutto nelle categorie inferiori, è un po’ scemato".

Un suo parere sull'Hellas Verona e sul ruolo che potrà recitare quest'anno nel campionato?
"Credo che l'obiettivo del Verona, così com'è allestito attualmente, sia principalmente la salvezza, poi il campo e i risultati ci daranno una mano per vedere se potrà essere l'outsider del campionato. Riguardo la società, di quelli dei miei tempi, diciamo, non è rimasto nessuno se non Nicoletta Manfrin, che saluto con affetto, ma dirigenti dell'epoca non ce ne sono più. Però ho visto che è una società che sta lavorando bene".
ANNA FABRELLO

FONTE: Hellas1903.it


Hellas Verona, Mandorlini: “Voglio una squadra concreta. Sala? Se resta con noi è meglio”
Andrea Mandorlini (ph.Grigolini)

Redazione 07-08-2015 12:55
Prendi un centravanti di esperienza e capace di segnare gol a raffica, che ha il volto di Luca Toni. Ed aggiungici tanti giovani di qualità ed un’organizzazione di gioco collaudata da anni. Il risultato è il Verona di Mandorlini, ormai una realtà del nostro calcio. E proprio l’allenatore gialloblù ha parlato così del gioco del suo Verona, e di tanto altro, ai microfoni di Sky Sport: “Mi piacerebbe avere una squadra solida. Magari anche non bellissima, ma concreta nel raggiungere in fretta l’obiettivo. Cerchiamo però di giocare anche un calcio propositivo e di lanciare qualche giovane importante".

"Sala? Magari - ha proseguito l'allenatore gialloblù - se ritardiamo di un anno il suo lancio in una grande squadra sarebbe meglio per noi”. E sulle altre squadre della serie A aggiunge: “Credo sia ancora la Juventus la squadra da battere. Anche se le altre si stanno rinforzando, i bianconeri hanno un margine di vantaggio anche notevole. In Italia forse non si gioca il calcio migliore, ma è sicuramente quello più difficile perché ti devi confrontare con molti moduli, diverse situazioni di gioco, con allenatori molto attenti all’aspetto tattico. E’ questo che lo rende il calcio più difficile, nonostante non sia ricco e bello come gli altri. I migliori allenatori? Ne sono tanti. Credo che l’allenatore della nazionale rivesta un ruolo importante. Antonio Conte ha dimostrato, e continuerà a farlo anche in nazionale, di essere il miglior allenatore italiano”.

Hellas Verona, Toni: “Contento di questi due anni, voglio segnare ancora”
Luca Toni - Hellas Verona (Grigolini)

Redazione 04-08-2015 20:45
Punto di riferimento dell'Hellas di Mandorlini e capocannoniere dell’ultima serie A insieme ad Icardi. Nonostante i suoi 38 anni, Luca Toni ha ancora tanta voglia di segnare e sorprendere. E l’attaccante gialloblù ha parlato così del suo biennio al Verona, e non solo, ai microfoni di Sky Sport: “Sono contento perché nel primo anno sono stato il vice mentre nel secondo ho vinto il titolo di capocannoniere, quindi sono state due stagioni belle per un ragazzino come me. A parte gli scherzi, è stata una bella soddisfazione vincere la classifica cannonieri a 38 anni. Proverò a fare ancora bene, sicuramente non parto con l’idea di vincere la classifica o di fare tanti gol. L’importante è farne di importanti, per aiutare la squadra a raggiungere la salvezza. Il futuro? L’anno prossimo avrò 39 anni, fin quando avrò questa voglia di allenarmi e divertirmi continuerò. Il giorno in cui non avrò più voglia, parlerò con il presidente e cercherò qualcos’altro. Se avremo idee in comune continueremo altrimenti ci ringrazieremo per questi anni bellissimi”.

Sul rapporto con il nuovo compagno d’attacco Giampaolo Pazzini: “Si è calato molto bene in questa realtà, ha capito quali sono le nostre esigenze ed abitudini che sono diverse da quelle di una grande squadra. Si sta ambientando bene, tutti e due non vediamo l’ora di fare sul serio perché il ritiro a me piace poco in quanto le partite non sono mai quelle vere”.

E sui giovani calciatori che giocano in serie A, aggiunge: “Speriamo che i calciatori italiani si diano una svegliata. E’ giusto che i club puntino su di loro ma è importante che dimostrino di poter fare la Serie A. Dico sempre ai ragazzi che sono con noi che hanno una grande fortuna, quella di fare la preparazione con una squadra importante. Ai miei tempi, prima di arrivare in Serie A, dovevi dimostrare di più. Invece loro hanno questa fortuna, spero la sfruttino al massimo perché è importante partire da una base così alta”.

Uno dei giovani del Verona, Jacopo Sala, è diventato un uomo mercato. “I giocatori forti li terrei sempre – prosegue Toni – e Jacopo è bravo, giovane ed ha anche una giusta mentalità. Ha sempre voglia di migliorarsi ed è sulla strada giusta. Credo gli possa fare bene un altro anno con noi, da protagonista, dopo di che sceglierà lui cosa fare. L’anno scorso ha fatto bene ma ha giocato solo metà campionato, quindi una stagione intera nella quale possa aiutarci e fare la differenza gli può solo far bene”.

Verona, Moras: “La morte di mio fratello mi ha stravolto, dedicherò a lui gli ultimi anni della mia carriera”
Vangelis Moras, Hellas Verona (ph: Grigolini)

Redazione 03-08-2015 11:45
Vangelis Moras è pronto a lasciarsi alle spalle un 2015 a dir poco difficile. A marzo un incidente stradale in cui ha rischiato la vita, poi la morte per leucemia del fratello Dimitris: un fatto che hanno stravolto il difensore greco del Verona, che ha parlato del complicato periodo vissuto nel corso di un'intervista concessa a "La Gazzetta dello Sport".

"Pensavo che mio fratello ce la potesse fare, le cose stavano andando bene. Lo aspettavo a Verona, per l'ultima partita di campionato con la Juve. Poi a marzo ha fatto gli esami, i valori erano sballati: i medici hanno detto che la situazione era disperata e gli hanno permesso di lasciare l'Australia e tornare in Grecia, a Larissa. Una forma di Leucemia rara e molto aggressiva, io ero compatibile al 100% e il trapianto è una mossa che spesso si dimostra decisiva. E' semplice, non è doloroso, non è invasivo. Dopo neanche una settimana sono tornato in campo e senza nessun problema. Spero che il mio gesto serva a dimostrare quanto sia importante aiutare gli altri. Per questo mi sto impegnando con l'associazione donatori di midollo osseo di Verona e con la fondazione che sta nascendo in Australia".

Difficile ripartire dopo un dramma del genere: "Lo si fa con il lavoro. Il fatto di non avere ricordi di lui in Italia mi sta aiutando molto a tenere la mente sgombra. Certo che la mia vita da quel giorno è stata stravolta. Ho capito quale è il vero valore delle cose, che è inutile incazzarsi per stupidate o inseguire i soldi o l'ambizione quando poi è Dio a decidere il tuo destino, magari in pochi istanti. Giocherò con meno stress e dedicherò a Dimitris gli ultimi anni della mia carriera. Ha cominciato a giocare con me nel Larissa, poi ha dovuto smettere. Insieme abbiamo aperto una scuola calcio". In chiusura d'intervista si parla del Verona: "Con Pazzini la squadra mi sembra più forte. Certo, ci sono giocatori nuovi, deve crescere ancora, trovare gli automatismi giusto. Io terzino? Chi ce la fa a correre così tanto alla mia età: il 26 agosto saranno 34".

Coppa Italia, il Foggia batte la Lucchese e passa il turno: il racconto

Redazione 02-08-2015 23:39
Ci sono voluti i tempi supplementari per decretare la vincente tra Foggia e Lucchese nel primo turno di Coppa Italia. A spuntarla la squadra di Roberto De Zerbi che batte per 2-1 i toscani allenati da Baldini. É sold out allo Zaccheria per le due squadre che si affrontano nel primo incontro ufficiale della stagione. Pronti via, la Lucchese passa con Espeche che realizza di testa su calcio d'angolo al primo minuto di gioco. Il Foggia peró si risveglia, eccome: é Floriano diventa mattatore della serata. L'ex giocatore del Pisa, cresciuto nel vivaio dell'Inter, prima pareggia i conti con la rete dell'1-1, poi regala anche la qualificazione alla squadra nel primo tempo supplementare. Standing ovation per lui e per il Foggia, che domenica sará atteso al San Nicola. Sará derby con il Bari. Chi vince va al terzo turno preliminare per affrontare il Verona al Bentegodi. Intanto il Foggia vince e sogna. E il Bari aspetta la squadra di De Zerbi.
A cura di Andrea Candelmo

FONTE: GianlucaDiMarzio.com


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Jankovic: "Zenga un grande allenatore, la Samp può ribaltare il risultato"
06.08.2015 17.34 di Ivan Cardia Twitter: @ivanfcardia
Allenato da Walter Zenga nella comune esperienza alla Stella Rossa di Belgrado, Bosko Jankovic, esterno offensivo del Verona, ha parlato del compito che attende l'Uomo Ragno e la sua Sampdoria contro il Vojvodina, ai microfoni di Sky: "Zenga è un grande allenatore, l'ho avuto alla Stella Rossa, abbiamo vinto campionato e coppa, quindi ho bellissimi ricordi di lui, anche se le nostre squadre si sono separate. Mai sottovalutare le squadre dell'est: io penso che non sia finita per la Sampdoria, perché è una squadra molto più forte rispetto al Vojvodina, ma non so cosa sia successo a Torino, mi è sembrato un risultato molto strano".

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Verona, Toni su Sala: "Gli consiglio di restare un altro anno con noi"
04.08.2015 18.17 di Lorenzo Di Benedetto Twitter: @Lore_Dibe88
Luca Toni, ai microfoni di SkySport, ha parlato anche dei giovani italiani e di Jacopo Sala che negli ultimi giorni sarebbe entrato nel mirino del Napoli in vista della prossima stagione: "Spero che le nostre società si diano una svegliata: è giusto che si punti suoi giovani italiani che sono molto forti. In più hanno la fortuna di fare la preparazione con squadre di A, mentre ai miei tempi era tutto più difficile, dovevi fare molta più gavetta. Sala? Lo terrei, Jacopo è bravo, giovane e con una giusta mentalità. Gli farebbe bene un altro anno con noi, da protagonista. L'anno scorso ha giocato solo metà campionato, potrebbe fare la differenza qui a Verona e poi approdare in un club più ambizioso".

SERIE A
Verona, Toni: "Pazzini si è calato nella nuova realtà. Voglio ripetermi"
04.08.2015 17.28 di Lorenzo Di Benedetto Twitter: @Lore_Dibe88
Luca Toni, attaccante del Verona, ha parlato ai microfoni di SkySport in vista della prossima stagione: "Ho fatto due anni bellissimi al Verona, nel primo sono stato vicecapocannoniere, mentre nel secondo sono riuscito a vincere la classifica marcatori: è stato molto bello per un ragazzino giovane come me (ride nrd). una grande soddisfazione a 38 anni. Sto bene e cercherò di ripetermi anche nella prossima stagione. Non penso alla classifica cannonieri ma al bene della squadra. Il giorno che non avrò più voglia parlerò con il presidente e valuteremo il futuro. Pazzini? Con lui è tutto a posto, ha capito le nostre esigenze e abitudini. È tutto diverso rispetto a dov'era prima. Il ritiro mi piace poco, voglio partite vere".

RASSEGNA STAMPA
Hellas, Il Corriere di Verona titola: "Niente bussola, aspettando Viviani"
04.08.2015 08.13 di Pietro Lazzerini
Il Corriere di Verona apre facendo il punto sul momento che sta attraversando l'Hellas di Mandorlini nel corso di questo precampionato estivo. Il titolo recita: "Hella senza bussola, aspettando Viviani". Il nuovo regista, pagato assai caro per le casse veronesi, ovvero 4 milioni di euro, è ancora convalescente dopo le noie fisiche che lo hanno colpito durante l'Europeo Under 21. Il club ha comunque deciso di 'non affrettare i tempi', con Mandorlini che dovrà aspettare ancora prima di avere a disposizione il proprio regista.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


08.08.2015
Greco fa pure il regista «L'Hellas? Un bel mix»
L'ex romanista non si sottrae ai compiti destinati all'infortunato Viviani «Sono a disposizione del mister. Lui sa bene di poter contare su di me»

Luca Mantovani
BAD KLEINKIRCHEIM Roma è la sua città, la famiglia, i primi calci con gli amici nel quartiere di San Basilio, il vivaio giallorosso tutto d'un fiato, dai pulcini alla prima squadra. Verona è il presente, la scelta della maturità, la maglia dell'Hellas, il piccolo Gabriele che veste con orgoglio il gialloblù, le gemelline Mia e Michelle che non vedono l'ora di abbracciare papà prima di spegnere la luce. Sabato 22 agosto, quando andrà in scena al Bentegodi la prima di Serie A, Leandro Greco giocherà il suo derby del cuore. Da una parte il Verona, dall'altra la Roma. «Avrei preferito trovare i giallorossi dopo qualche giornata ma va bene così», ammette il centrocampista. «Ho già affrontato da avversario la Roma non è certo la prima volta ma so già che non sarà una partita come le altre».

Si chiude il ritiro austriaco, come sta Greco? «Abbastanza bene, il lavoro è stato intenso ma sappiamo che questo è un periodo importante e ci siamo sempre allenati con la giusta intensità. Anche a livello personale è stata un'esperienza positiva, senza infortuni, senza problemi fisici. Anche questo è un bel segnale».

E come sta il nuovo Verona? «Il nostro è un gruppo in crescita. Sono arrivati giovani interessanti come Viviani, Bianchetti, Helander. Abbiamo la fortuna di giocare con grandi giocatori come Toni, Rafa Marquez, adesso anche Pazzini. Si sta formando il giusto mix ma c'è ancora tanta strada da fare».

Viviani è infortunato, tocca a Leo fare il regista... «Il mister me l'ha chiesto e io mi sono adattato. Penso che sia importante anche per la mia crescita personale. Purtroppo ho un piede solo e devo fare con il sinistro quello che gli altri fanno con due piedi. Scherzi a parte, Mandorlini sa che può contare su di me, non ho mai giocato con continuità in questo ruolo ma prima di tutto sono al servizio della squadra».

Verona nel destino? «Sono arrivato qua da ragazzo, era la mia prima esperienza da professionista e mi sono legato fin da subito a questa piazza. Ho sempre sentito grande affetto nei miei confronti. Mi sento a casa e quando a gennaio mi hanno proposto di tornare ho accettato subito, sapevo che avrei riallacciato quel legame che non si è mai interrotto».

Si avvicina il debutto in manifestazioni ufficiali. Il presidente Setti ha detto che lui vorrebbe vincere la Coppa Italia... «È un appuntamento importante, ci teniamo tutti a fare bene. Ferragosto tutti al Bentegodi, anche noi abbiamo voglia di scendere in campo, di vedere a che punto siamo. Manca solo una settimana, si comincia a fare sul serio».

Il 22 l'esordio con la Roma? «Bella sfida, un debutto con il botto. Tra l'altro è la prima partita del campionato, tutti i riflettori saranno puntati sul Bentegodi anche perché la Roma ha costruito una squadra veramente forte, avevano già un organico importante, sono arrivati anche Salah e Dzeko, sanno che non possono sbagliare partita».

I ricordi in giallorosso? «Sono tantissimi, tutti molto belli. Per un romano, tifoso della Roma, giocare con la maglia giallorossa è il massimo. Spalletti e Luis Enrique sono due allenatori che mi hanno dato tanto, mi hanno regalato la possibilità di esprimermi ad altissimi livelli. E poi mister Ranieri, le sue scelte mi hanno cambiato in positivo la carriera. I compagni delle giovanili che sono rimasti amici? Uno su tutti, Daniele Magliocchetti, abbiamo giocato anche un anno insieme nel Verona».

I momenti più belli? «Il primo gol con la maglia dell'Hellas, in serie B, al Bentegodi. Sono entrato in campo e ho firmato il pari col Genoa. E poi la rete in Champions con la Roma contro il Basilea. Ero destinato alla tribuna, all'ultimo momento mister Ranieri mi ha voluto in panchina. Sono entrato e ho segnato. Incredibile. Quattro giorni dopo ho giocato anche una manciata di minuti nel derby con la Lazio, il mio debutto stagionale in A. Una settimana da fuori d testa...».

Greco in famiglia? «Portavo a casa tutto. Soddisfazioni ma anche delusioni, stress, amarezze. Qualche infortunio di troppo che mi ha bloccato nei momenti importanti della carriera. Sono maturato anche in questo. In famiglia, con la mia compagna, con mio figlio Gabriele, con Mia e Michelle che hanno solo nove mesi, stacco la spina e cerco di lasciare fuori dalla porta i miei problemi professionali. Faccio il papà, cerco di dare una mano, provo pure a preparare il biberon...».

E Gabriele farà il calciatore? «Intanto si diverte, gioca nella scuola calcio del Verona, ha una passione incredibile. Cerco di fargli fare altre attività sportive, toccherà a lui scegliere più avanti cosa seguire, senza troppi stress. Certo se diventerà un calciatore sarò molto felice ma non deve diventare un'imposizione».

E lui per chi tiferà alla prima di campionato? «Non ci sono dubbi, lui ha in testa solo l'Hellas».

08.08.2015
L'Hellas, doppio super Toni
Pareggio 2-2 con l'Al-Jaish

Un doppio Toni non basta all'Hellas per vincere (fotoEXPRESS)

Il Verona ha pareggiato 2-2 a Seebaden oggi l'amichevole con l'El-Jaish, formazione del Qatar allenata da Sabri Lamouchi, in Italia fra il 2000 e il 2005 con Parma, Inter e Genoa.
Assoluto protagonista dell'incontro ancora una volta Luca Toni, a segno nel primo tempo al 44' su rigore per un fallo di mano in area di Lucas Mendes e al 17' della ripresa con una rete da grande attaccante.

Un minuto prima dell'1-0 il Verona ha rischiato di andare sotto, graziato dalla traversa che ha respinto il tiro di Rashidov.
Nel Verona titolare Marquez insieme a Moras, poi sostituito da Bianchetti. A sinistra Souprayen, anche lui uscito dopo 45 minuti per far spazio ad Albertazzi. A destra Pisano, in mediana Sala, Greco ed Hallfredsson. L'Al-Jaish, terzo nell'ultimo campionato del Qatar, va vicino al pari al 4' della ripresa con Geddou, la cui conclusione va fuori di poco.
Pazzini, in panchina inizialmente a vantaggio di un attacco formato da Toni, Jankovic e Siligardi, entra subito dopo l'intervallo e si rende pericoloso già al 6' costringendo ad una gran parata N'Diaye. L'Hellas raddoppia al 17' ancora con Toni, il più veloce di tutti nel concretizzare un'azione rifinita da Hallfredsson.

Passa un minuto solo e l'Al-Jaish accorcia le distanze con Ilyas, che batte Rafael dopo aver superato Bianchetti. Al 26' fuori Toni e dentro Zaccagni, al 28' palo di Siligardi, al 31' gol annullato a Pazzini per fuorigioco, al 41' il pari dell'Al-Jaish con Mansour, che supera anche Rafael dopo un brutto pallone perso a metà campo da Laner. L'Al-Jaish prova anche a vincere, al 43' è provvidenziale Rafael a deviare sul palo una conclusione di Methanami. Finisce 2-2.

Hellas Verona (4-3-3): Rafael, Pisano, Marquez, Moras, Souprayen, Sala, Greco, Hallfredsson, Siligardi, Toni, Jankovic.
A disposizione Coppola, Gollini, Albertazzi, Laner, Pazzini, Zaccagni, Bianchetti, Riccardi, Winck. Allenatore: Mandorlini

Al-Jaish: Khalifa, Raschidov, Khaled, Othman, Yasir, Lucas, Issa, Murad, Wagner, Abdou, Romarinho.
A disposizione Saoud, Fahad, Abdulgadir, Magid, Mosaab, Djeddou, Mansour, Weesam, Mekhani, Mortaeze, Jassim, Shaeen, Raschid, Ahmed, Al Jabri. Allenatore: Lamouchi

ARBITRO: Frohlacher di Villach, assistenti Schmautz e Stossier
Alessandro De Pietro

08.08.2015
Date fiducia all'Hellas che fa rima con "ni"
Sarà il Verona di Toni? Quello di Pazzini? Quello di Mandorlini? Farà bene? La risposta è «ni». Tifosi gialloblù, non allarmatevi. I gialloblù faranno bene, anche se magari ci vorrà un po' di pazienza. Il «ni» più che altro rappresenta le desinenze finali dei tre cognomi più scritti e nominati da tifosi e organi di stampa che seguono il Verona: To-ni, Pazzi-ni e Mandorli-ni. Se il presidente Setti ha voluto regalare alla piazza un colpo vero, allenatore e giocatori hanno subito stabilito un feeling invidiabile. Facciamo un passo indietro. L'Hellas aveva la necessità di trovare un attaccante che potesse avvicinarsi alle immense qualità di Luca Toni senza però rovinarne lo straordinario ed eccezionale tramonto. Chi meglio di un amico vero, stimato come Giampaolo Pazzini? Capitolo allenatore. Dopo aver subìto Bojinov, Nenè e Saviola, Mandorlini si è trovato forse uno degli sms, con tanto di foto, più graditi da parte di Maurizio Setti: «Mister, chi fai giocare ?».

Ovviamente i volti erano quelli dei bomber, compreso l'ex martello dell'Atletico Carpi o una squadra simile: Maurizio Setti appunto. E l'arrivo del numero uno di via Belgio la sera della presentazione della squadra è stato salutato con un fragoroso applauso da parte del pubblico. Insomma, non esulterà ai goal ma Setti è sicuramente molto più gialloblù di quando è arrivato e il colpo di Pazzini lo ha fatto salire notevolmente nella graduatoria dei presidenti del Verona. Dicevamo, l'allenatore. Come fa un tecnico a non far giocare un giocatore che ha lanciato? Già, come fa... Insomma, la luna di miele dei tre - o meglio dei quattro, comprendendo Setti - è cominciata a inizio estate ad un battesimo. D'accordo, il campo è un'altra cosa. Là davanti con Toni e Pazzini lo spazio è più stretto e dietro invece magari sarà più ampio per gli avversari, ma fra amici e persone intelligenti tutto si aggiusta. Il primo ad aiutarli sarà un certo Juanito Gomez. Il giocatore argentino, oltre a tornare in copertura, sa allargarsi e portarsi dietro al «Pazzo» e a Luca come pochi.

Sarà lui e chi verrà chiamato a giocare in quel ruolo a dare equilibrio alla squadra con Toni e Pazzini in campo. E semmai Mandorlini decidesse di schierarne uno soltanto non dovrà mica cadere il mondo. Se l'immenso Toni avesse avuto qualche anno in meno forse si sarebbe cercato un «Coppola» dell'attacco oppure un giovane da far maturare. Ma quello che non deve mai passare in secondo piano è il fatto che la società ha programmato ancora con grande lucidità e professionalità il futuro. Toni è passato e presente mentre Pazzini, comunque vada, sarà il futuro dell'attacco gialloblù. Se il capitano dell'Hellas ha sfiorato la nazionale e il mondiale, Prandelli è naufragato con Balotelli, il «Pazzo» potrebbe andare agli Europei se dovesse ripetere il primo anno che Toni fece in gialloblù. Verona e il Verona di questi anni sono tornate ad essere quelle di trent'anni fa quando gente come Penzo duellava con Platini per il titolo di capocannoniere e Fanna giocava meglio di Iturbe.

Coincidenze? Non crediamo. Oggi come allora società solida e ben organizzata, ottimo tecnico e giocatori bravi e di carattere. Rispetto ad allora è senza dubbio più difficile raggiungere grandi obiettivi ma senza dubbio quella attuale è forse una delle rose migliori della gestione Setti. Adesso la parola va al campo. Con la Roma più cara della storia, si calcola che sia costata di più dell'allargamento del canale di Suez, non importa quale sarà il risultato. Una cosa è certa: uno dei due fra Toni e Pazzini andrà a segno. Perchè non dovrebbe essere così? Sono fra gli attaccanti più prolifici del campionato.

07.08.2015
Lazaros verso l'Atalanta Anche Saviola firma la Libertadores del River
Toni al lavoro in Austria seguito dagli sguardi di Moras e Marquez

Javier Saviola ha vinto la Copa Libertadores col suo River Plate. Il campione argentino, l'ultima stagione comprimario nell'Hellas e tornato all'inizio di luglio nella società che l'aveva lanciato giovanissimo nel grande calcio, è comunque rimasto in panchina tutto il tempo nella doppia finale con i messicani del Tigres di Monterrey che in semifinale avevano eliminato l'Internacional di Porto Alegre, l'ex squadra di Claudio Winck.Marcelo Gallardo, tecnico del River, ha impiegato Saviola appena 5' nella semifinale d'andata vinta 2-0 a Buenos Aires (il 15 luglio contro il Guarani), in campo al posto di Lucas Alario, che aveva sbloccato la finalissima vinta 3-0 dopo lo 0-0 dell'andata.

SEMPRE PIÙ IN ALTO. Molti giocatori del Verona ieri hanno sfruttato il pomeriggio libero concesso da Mandorlini per recarsi nel rifugio Kaiserburg, a 2.041 metri, quasi mille in più rispetto alla sede del ritiro di Bad Kleinkirchheim. Al mattino la squadra è rimasta nella piscina dell'Hotel Pulverer per una seduta di idroterapia. Oggi il ritmo di lavoro sarà ben diverso, con due sedute di allenamento. La prima alle 10.30, la seconda alle 17.30.

SENZA META. L'Hellas deve ancora parcheggiare numerosi giocatori rientrati dai vari prestiti. I principali nodi da sciogliere sono quelli di Alejandro Gonzalez, difensore tornato alla base dopo i cinque mesi al Cagliari e legato all'Hellas da altri due anni di contratto, più Lazaros Christodoulopoulos che in Italia piace all'Atalanta. In sospeso pure Ivano Baldandezzu, l'ultima annata alla Virtus Entella ma fuori gioco per tutta la stagione dopo l'infortunio gravissimo subito contro il Brescia dopo un'entrata di Di Cesare che gli ha fatto saltare il crociato anteriore e posteriore più il collaterale interno del ginocchio destro. Una sistemazione andrà trovata anche a Gennaro Esposito, legato al Verona fino al 2016 reduce dal torneo al Venezia in Lega Pro.

LANCIA GIALLOBLÙ. Il Verona si è assicurato Francesco Lancia, 18 anni il 10 febbraio, prima punta, svincolato dopo il fallimento della Reggina, la scorsa stagione con due presenze in Lega Pro, titolare contro la Casertana ed entrato a partita in corso col Martinafranca, in campo anche in Coppa Italia sempre contro la Casertana, più 14 e cinque gol con la Primavera due anni fa. A Lancia, messinese di Barcellona Pozzo di Gotto, l'estate scorsa si era interessato anche l'Udinese. Per lui, che si è già aggregato alla Primavera e segnato nell'amichevole vinta 6-0 col Plose nel ritiro di Racines, anche una presenza con la Nazionale Under 17, il 21 ottobre di due anni fa nella sfida contro la Lituania.
A.D.P.

06.08.2015
L'Hellas va al «gioco delle coppie» Quante carte sul tavolo gialloblù...
Non solo la convivenza in attacco tra Luca Toni e Giampaolo Pazzini ma anche la difesa con tre centrali il centrocampo con due «registi»

La squadra dei Gialli Hellas festeggia dopo aver vinto la partitella in famiglia a Bad FOTO EXPRESS

Toni più Pazzini sono un elastico più che un vincolo. Dalla necessità e la logica di far coesistere due grandi giocatori, non per tutti miscelabili, nasceranno più versioni dell'Hellas. Una fortuna anche per Mandorlini, che avrà più tavole bianche su cui dipingere il suo calcio. Un «gioco delle coppie», due giocatori per ruolo. Di opzioni, ora, ne ha diverse il mister. Ed una, Toni più Pazzini, praticamente obbligata. L'indirizzo pare chiaro, ma il tridente falso che finora ha lasciato loro due là davanti quando la palla ce l'aveva l'avversario non è l'unica via che il Verona può imboccare.

NUOVE FRONTIERE. Per adesso la scia più sicura è stata quella di chiedere a Gomez più che a Jankovic, due che comunque di chilometri sanno macinarne e di conocenze ne hanno parecchie, di equilibrare il tutto a sinistra non potendo Mandorlini pretendere da Pazzini, comunque sempre molto ben disposto al sacrificio, più di una leggera pressione sulla fascia di destra. Il resto è venuto di conseguenza, a pioggia, con Greco per adesso in regia al posto di Viviani, Sala sul centrodestra a sgobbare anche per Pazzini insieme per lo più a Pisano, in attesa di capire il reale apporto di Winck, grande prospetto in Brasile ma le cui attitudini in Italia sono per adesso tutte da soppesare. Marquez più Moras (o Helander) in mezzo più Souprayen quando starà davvero bene (o Albertazzi) a sinistra chiudono un cerchio e ne aprono un altro. Perché l'apparente sacrificio necessario di uno fra Gomez e Jankovic può diventare una risorsa mai vista prima nei cinque anni di Mandorlini, che storicamente non ha mai gradito troppo il 4-4-2, comunque in certe circostanze già praticato specie quando si trattava di rimontare, ma che adesso ha tutta l'aria di potersi trasformare in una scintilla molto più consistente proprio per l'abitudine alla doppia fase di uno e dell'altro, tutti e due bravissimi nello svolgere vari compiti anche in questo primo scorcio di stagione nonostante Mandorlini, in generale, al centrocampo a tre quasi mai ha voluto rinunciare, non soltanto al Verona.

BATTI IL CINQUE. C'è un altro asso che l'Hellas ancora non ha estratto dal proprio bagaglio ma che comunque è nelle corde gialloblù, quel 3-5-2 che servirebbe anche per attorniare di certezze ulteriori uno come Rafa Marquez, che l'anno scorso di errori ne ha commesso più di uno, ma soprattutto per restare con la mediana a tre e lasciare là davanti Toni e Pazzini senza dover ragionare usando per forza il bilancino. Mandorlini sta provando nell'isolata Austria insieme Marquez, Helander e Moras, garantendo densità alla fase centrale e liberando ai lati gente che sa svolgere bene quel mestiere. Lungo la fascia intera, a destra, Sala è uno di più bravi della A, stranieri compresi, dal peso specifico anche superiore ai sei o sette milioni che serviranno, eventualmente, per lasciarlo partire. Da quella parte c'è anche Winck più che Romulo, continuamente tartassato da guai fisici. A sinistra potrebbe tornare utile un terzino di sistema più che fluidificante come Albertazzi, passista buono anche per conservare certi equilibri tattici, quasi scontati considerando che davanti a lui agirebbe un fedelissimo come Hallfredsson. Souprayen, smaltita la tendinite, è un'altro valore sensibile, anche se al Digione è stato più terzino di una difesa a quattro che laterale di una linea a cinque.

VAI FEDERICO. In mediana la maglia del regista è sulle spalle di Viviani, a cui il Verona consegna la chance di una carriera intera. Non è da tutti, specie agli occhi di una Serie A in cui anche i giocatori più vecchi dei suoi 23 anni sono ancora dei giovani. L'Hellas però non ha mai avuto dubbi. Evviva. Il reparto avrà sempre all'occorrenza una pedina fidata come Greco e riavrà tirato a lucido un cavallo come Ionita, abile ed arruolato dopo l'infortunio di fine marzo il cui contributo, anche in fase offensiva, è stato spesso e volentieri stato bello corposo, almeno fin quando l'ha accompagnato la miglior condizione. Al cocktail va aggiunto Luca Siligardi, che davanti può vestirsi da esterno ma anche da mezzapunta, in grado di inventare e di concludere verso la porta. Utilissimo quando servirà dare un'accelerata alla partita. La miscela è interessante, a Mandorlini scegliere ora i dosaggi più giusti.o
Alessandro De Pietro

05.08.2015
«Non penso alla classifica dei bomber»
Luca Toni

«I gol? La classifica cannonieri? Per fortuna, è andata bene nelle ultime due stagioni: ho fatto cose importanti con la maglia del Verona. Nel primo anno sono stato il vice cannoniere del campionato, la scorsa annata ho vinto il titolo dei bomber. Bello per un ragazzino come me. Ovviamente scherzo ma è veramente una bella soddisfazione raggiungere questi traguardi a 38 anni». Luca Toni sorride davanti ai microfoni di Sky ma il bomber del Verona non ha certo voglia di abdicare. «Non penso mai al via di ogni stagione a vincere la classifica marcatori: l'importante per me è segnare e aiutare il più possibile la mia squadra. Il futuro? Dopo questo campionato avrò 39 anni: non so cosa farò. Fin quando avrò questa voglia di allenarmi continuerò a giocare. Poi, quando questa verrà meno, parlerò con la dirigenza del Verona e assieme decideremo se continuare qui, con altri incarichi, o se interrompere il mio rapporto e proseguire altrove questa o un'altra carriera», ha aggiunto Toni. «Pazzini? Si sta ambientando bene - ha concluso il bomber gialloblù che ha segnato 42 gol negli ultimi due campionati - entrambi non vediamo l'ora di fare sul serio e di giocare partite vere. Sinceramente non amo le gare di precampionato, dove i risultati contano poco o niente».
A.D.P.

05.08.2015
Vanoli applaude il Baby Verona «Bravo Helander, attenti a Viviani»
«Ho seguito il difensore svedese contro la nostra Under, un vero gigante Per Federico sarà l'anno del salto di qualità. Gollini? Immense potenzialità»

Lui ci crede. Al Verona dei giovani e di un futuro neanche troppo lontano. «L'Hellas ha un buon potenziale in casa, ma deve farlo fruttare in fretta», il suggerimento di Paolo Vanoli, che con l'Under 21 di Di Biagio ha avuto sotto mano Matteo Bianchetti e Federico Viviani, monitorato Albertazzi e visto da vicino Helander agli ultimi Europei, uno che con la sua Under 19 guarda tutti i giorni verso Gollini. Dopo una grande carriera fra Nazionale, Parma, Fiorentina e gli inizi nell'Hellas adesso Vanoli da tecnico federale guarda partite, segue giocatori, gira spesso l'Europa. Dove il calcio viaggia molto più velocemente che in Italia, soprattutto quando si parla di giovani promesse.

SVEZIA SULLO SFONDO. Vanoli apre subito la relazione su Helander. «Giocatore potente, forte fisicamente, vista l'altezza difetta negli spazi stretti ma contro di noi ha mostrato tanti lati positivi, soprattutto quando la Svezia è rimasta in dieci ed ha dovuto difendersi dentro la propria area. È un ragazzo da scoprire - il quadro di Vanoli, ospite a RadioVerona di Fuorigioco - che trarrà giovamento dal fatto di aver vinto un Europeo. Anche se in Serie A va verificato. Si aggrega ad una squadra di prospettiva, soprattutto dalla sua ha un'esperienza che a 22 anni pochi altri italiani possono avere viste le partite di Champions che ha giocato col Malmoe. Non è poco».

FRA BIANCHETTI E ALBERTAZZI. Prospetto d'alto livello o giocatore come tanti? Il dilemma attorno a Bianchetti c'è sempre, ma Vanoli lo rivolve in fretta. «Bianchetti, a differenza di Helander, alle spalle ha solo il bagaglio che gli ha offerto l'Under 21 - continua il tecnico delle giovanili azzurre -. Mi dà fastidio che certi giocatori giovani come lui vengano valutati in un attimo, senza dargli tempo. Due partite sbagliate e sei finito. Romagnoli della Roma viene valutato trenta milioni dopo un campionato di Serie A, ma è tre anni che diciamo che Romagnoli è forte. Bianchetti valutiamolo a fine campionato. Se in un ragazzo credi devi continuare ad insisterci. Prendete anche Albertazzi. Giocatore molto intelligente, ma quanta fatica ha fatto per mettersi in mostra? Come centrale al Verona lo vedo chiuso, ma a sinistra può essere utile come terzino di posizione». Vanoli allarga il campo, alza il tiro. «Dopo Cannavaro e Nesta io di grandi difensori in Italia non ne ho visti - sottolinea l'ex difensore del Verona -. Vedremo adesso che sarà di Romagnoli e Rugani, ma anche tanti altri possono ancora crescere. E fra questi c'è pure Bianchetti, uno che vi assicuro ha ancora molto da dare. Se arriverà in Nazionale o giocherà la Champions non lo so, dipenderà dalla sua crescita. Io però in Bianchetti credo, il problema è che a ventidue anni lo consideriamo ancora un giovane ed invece non lo è più. Bisogna dargli fiducia, lui deve contraccambiare con la voglia e la determinazione. Ed è proprio questa la sua forza».

IL CALCIO DI VIVIANI. Di Federico Viviani c'è poco da dire, prodotto già quasi finito. Vanoli non ha dubbi. «Sarà l'anno del salto di qualità - assicura - . Dipende solo dalla sua testa, quella e i suoi sacrifici faranno la differenza. Calcisticamente è un completo, deve solo curare l'aspetto fisico perché per costituzione tende a mettere qualche chilo in più. Proprio l'aspetto atletico sarà determinante, per il resto è pronto. Mettiamoci anche che sa battere le punizioni molto bene, ha davvero un calcio importante che potrebbe dargli lungo la stagione un paio di gol che per uno nel suo ruolo sono sempre importanti».IL

PROSSIMO RAFAEL. Pierluigi Gollini è il più giovane di tutti, potenzialmente fortissimo. Vanoli non ha mezzi termini: «Certe prospettive le aveva già due anni fa e l'anno scorso ha dimostrato di essere bravo davvero. L'errore ci può stare in Serie A, ci sta anche la bravura dell'attaccante, ma Gollini ha fatto un torneo di Viareggio in cui sembrava un adulto in mezzo a tanti bambini. E adesso gli facciamo fare un altro Viareggio? Non penso che quelli del Manchester United siano stati stupidi a prenderlo. Gollini ha prospettive e qualità fisiche, in più è un portiere moderno. Non è al livello di Rafael, ma anche lui coi piedi ci sa fare. Che faccia il suo percorso, ma non accostiamolo a campioni già affermati dicendo che sarà il nuovo Buffon. Sarebbe controproducente».
Alessandro De Pietro

04.08.2015
Hellas, Toni: «Io, ragazzino di 38 anni che fa ancora gol»
Toni in allenameno in Austria (foto EXPRESS)

BAD KLEINKIRCHHEIM (AUSTRIA). «I gol? La classifica cannonieri? Per fortuna, è andata bene nelle ultime due stagioni: ho fatto cose importanti con la maglia del Verona. Nel primo anno sono risultato il vice cannoniere del campionato; la scorsa annata ho vinto il titolo dei bomber. Bello per un ragazzino come me. Ovviamente scherzo; ma è veramente una bella soddisfazione raggiungere questi traguardi a 38 anni».
Così, in un’intervista davanti ai microfoni di Sky, dal ritiro di Bad Kleinkirchheim, l’attaccante del Verona, Luca Toni. «In realtà non penso mai al via di ogni stagione a vincere la classifica marcatori: l’importante per me è segnare e aiutare il più possibile la mia squadra. Il futuro? Dopo questo campionato avrò 39 anni: non so cosa farò. Come dico sempre, fin quando avrò questa voglia di allenarmi continuerò a giocare. Poi, quando questa verrà meno, parlerò con la dirigenza del Verona e assieme decideremo se continuare qui, con altri incarichi, o se interrompere il mio rapporto con i veronesi e proseguire altrove questa o un’altra carriera», ha aggiunto Toni.

«Pazzini? Si sta ambientando bene: entrambi non vediamo l’ora di fare sul serio e di giocare partite vere. Sinceramente, non amo le gare di pre-campionato, dove i risultati contano poco o niente», ha concluso l’attaccante del Verona, autore di 42 reti (in 72 presenze) in due stagioni con la maglia gialloblù.

«È giusto puntare sui giovani ma è giusto anche che loro dimostrino di meritare la serie A. Oggi molti ragazzi, fin da giovanissimi, hanno la fortuna di allenarsi assieme ai giocatori più esperti: questa chance la devono sfruttare al meglio. Sala? Jacopo è bravo, è giovane e ha la giusta mentalità. Non mi sorprende il fatto che sia finito nel mirino di grandi squadre. Io i giocatori forti vorrei che non partissero mai; ma, a parte questo, credo che per lui potrebbe essere molto utile restare un altro anno qui a Verona, al fine di crescere ulteriormente e di completare la sua maturazione, prima di andare in una big».

04.08.2015
Bosko lascia il numero 11 Se lo prende il «Pazzo»
Giampaolo Pazzini avrà l'11

Il sacrificio l'ha fatto Jankovic, levandosi la sua numero 11 e dandola a Pazzini, sostituita con la 7 che era di Saviola. Il gioco delle maglie ha trovato il suo incastro nello spogliatoio del Verona, con un equilibrio anche facile fra le scelte scontate dei senatori, i giocatori nuovi e i giovani. Impossibile che Toni non prendesse la 9, così come Hallfredsson la 10 e Rafa Marquez la numero 4, la preferita la scorsa stagione al Malmoe da Helander che ha ripiegato sulla 5. Ad un adeguamento è stato costretto anche Luca Siligardi, andando verso la numero 16 perché la 26 che aveva a Livorno al Verona è da sempre di Jacopo Sala.

GOLLINI FA 95. Viviani, con la strada sbarrata da Jankovic verso la 7 che aveva a Latina, ha optato per la 24 e non per la 92 che aveva sulle spalle il giorno del debutto in Serie A con la Roma, contro la Juve all'Olimpico. Albertazzi ha coperto un vuoto, andandosi a prendere la numero 6 che la scorsa stagione nessuno aveva avuto, senza un padrone dai tempi di Martinho. Ha seguito la tradizione Romulo, fedele alle numero 2, mentre Winck ha trasformato la 15 che aveva all'Internacional di Porto Alegre nella 41 che avrà all'Hellas. A Bianchetti la 22 che fu di Mimmo Maietta, mentre Souprayen s'è spostato dalla 19 usata al Digione alla numero 69. Ionita ha mantenuto la 23 che ha avuto al Verona e che aveva all'Aarau. Fra i portieri la 1 è di Rafael, la 95 sempre di Gollini, mentre Coppola avrà la numero 37. Maglia numero 8 per Laner, 3 per Pisano, 18 per Moras, 19 per Greco, l'immancabile 21 a Gomez. Fra i giovani la 20 a Zaccagni, la 36 a Boni, la 39 a Riccardi, la 93 a Fares, la 97 a Checchin.

TUTTI IN CAMPO. Altra doppia seduta ieri per il Verona nel ritiro austriaco di Bad Kleinkirchheim. I giocatori sono stati divisi in due gruppi, che fra mattina e pomeriggio hanno svolto lavoro con la palla e tattica con l'aggiunta di una sostanziosa parte atletica. La squadra si è quindi unita al momento della partitella conclusiva. Oggi altri due allenamenti. Il primo alle 10, il secondo alle 17.

AVANTI CON AEROLOGISTIK. Aerologistik, leader nei settori di trasporti e spedizioni, sarà per tutta la stagione official partner dell'Hellas. Da cinquant'anni Aerologistik vanta una posizione di leadership nei trasporti e nelle spedizioni. «Flessibilità, esperienza ed efficenza sono le parole d'ordine e la mission di Aerologistik - si legge nel comunicato ufficiale -. Il gruppo è presente sul territorio veronese con quattro centri attrezzati e tre a Bologna».
A.D.P.

03.08.2015
La Carinzia abbraccia il Verona L'ultima amichevole con l'Al Jaish
Luca Toni e compagni già al lavoro a Bad Kleinkirchheim

Il Verona è Bad Kleinkirchheim, in terra austriaca, per la seconda parte del ritiro. Raggiunta la Carinzia già nella notte fra sabato e domenica, dopo la partita con l'Amburgo e il volo fino a Klagenfurt, la squadra ha svolto il primo allenamento ieri pomeriggio. Al gruppo si sono uniti anche Claudio Winck, Emil Hallfredsson e Rafa Marquez, che non hanno partecipato alla trasferta di Amburgo e che ieri si sono limitati ad una seduta differenziata in vista di tornare con il gruppo. I titolari del match di sabato hanno semplicemente svolto un lavoro di scarico, allenamento ad alta intensità invece fra possesso palla, atletica e partitella per chi non è stato impiegato o ha giocato poco al Volksparkstadion. Oggi due allenamenti: il primo alle 10, il secondo alle 17.

L'ULTIMO TEST. Dopo quella di Amburgo la prossima amichevole del Verona è in programma sabato a Villach contro con l'Al Jaish, formazione del massimo campionato del Qatar allenata da Razvan Lucescu, figlio di Mircea ora tecnico dello Shakhtar Donetsk, già allenatore di Brescia, Inter e Reggiana. La gara avrà inizio alle 18. L'Al Jaish ha chiuso la stagione al terzo posto, a quindici punti dai campioni del Lekhwiya guidati da Michael Laudrup, a dieci dall'Al Sadd secondo e con dodici punti in più sull'Al Arabi ottavo, la squadra di Paulinho, ex attaccante del Livorno che l'estate scorsa scelse il Qatar rinunciando all'ultimo momento alla proposta del Verona. Quello con l'Al Jaish sarà l'ultimo test per il Verona prima dell'inizio della stagione ufficiale, con il debutto in Coppa Italia di Ferragosto nel terzo turno e la partita con la Roma in campionato, sabato 22 agosto al Bentegodi, con l'anticipo delle 18 che inaugurerà la Serie A ormai alle porte.o
Alessandro De Pietro

FONTE: LArena.it


Test match: Hellas Verona-Al Jaish 2-2
Postata il 08/08/2015 alle ore 19:15
Verona 2-2 Al Jaish

Seeboden - Un Verona compatto e con le idee chiare si presenta all'ultimo appuntamento del precampionato con l'Al Jaish. I gialloblù di mister Mandorlini scendono in campo con il consolidato 4-3-3. L'Hellas parte subito forte e si avvicina al gol con Jankovic, Toni e Siligardi, soltanto gli interventi difensivi di N'Diaye evitano ai qatarioti lo svantaggio. Il primo gol dei gialloblù arriva per mano di capitan Toni, che si procura un rigore, poi trasformato, allo scadere del primo tempo regolamentare. Al ritorno degli spogliatoi girandola dei cambi da entrambe le parti, poi Toni al 17' con il piattone confeziona il gol del 2-0. I gialloblù dimostrano di stare bene in campo e tengono bene fino al gol di Abdulgadir che accorcia le distanze. Al 41' Mansour trova il gol del pareggio. Nel finale tanto Hellas ma anche molta sfortuna, con Siligardi, vicino al gol in due occasioni: soltanto una traversa e un tiro impreciso negano il meritato vantaggio dei gialloblù. Finisce 2-2 e il Verona torna a casa con tante certezze: il gruppo è cresciuto e si sta consolidato. Ora testa ai primi, immimenti, impegni ufficiali.

HELLAS VERONA-AL JAISH 2-2
Marcatori: 45' pt (rig.) e 17' st Toni, 20' st Abdulgadir, 41' st Mansour.

HELLAS VERONA: Rafael, Pisano (dal 19' st Wink), Marquez, Jankovic (dal 1' st Pazzini), Toni (dal 26' st Zaccagni), Hallfredsson (dal 23' st Laner), Siligardi, Moras (dal 1' st Bianchetti), Greco, Sala, Souprayen (dal 1' st Albertazzi).
A disposizione: Coppola, Gollini, Riccardi.
All.: Mandorlini.

AL JAISH: N'Diaye (dal 1' st Saoud); Naji (dal 31' st Al Nahawi), Lucas Mendes, Yaqoub (dal 1' st Mosaab), Alawi (dal 1' st Mekhnani); Rashidov (dal 1' st Magid), Hamedallah (dal 15' st Abdulgadir), Issa, Ribeiro (dal 19' st Mansour); Abdeiraouf (dal 19' st Al Jabri), Romarinho.
A disposizione: Fahad, Djeddou, Weesam, Mortaeze, Dassim, Shaeen, Rashid, Aldabri.
All.: Lamouchi.

Arbitro: Frohlacher.
Assistenti: Schmautz e Stossier.

Allievi Nazionali: doppia sconfitta di rigore a Fanano
Postata il 08/08/2015 alle ore 15:00
Fanano (Modena) - Un Verona sfortunato perde con Samp e Carpi ai calci di rigore. Nella prima sfida di 45 minuti, giocata contro i doriani, i ragazzi di mister Vitali vanno in vantaggio al 12' con un gol di Cherubin ma a 10 minuti dal termine la Samp impatta sull'1-1 grazie a Tomic. Contro il Carpi il Verona crea molto ma non riesce a concretizzare, sullo 0-0 si va alla lotteria dei rigori che premia i biancorossi. Al termine del torneo l'Hellas ha fatto ritorno a Verona, in vista della ripresa della preparazione e dei primi impegni ufficiali.

HELLAS VERONA: Bianchi, Cinti, Polato, Prandini, Cottini, Dall'Agnola, Cherubin, Forgia, Morselli, Dentale, Gecchele, Quartarolo, Guerrini, Franchetto, Kumbulla, Peretti, Cabroni, Gardini.
All.: Vitali.

Arrivederci Bad
Postata il 08/08/2015 alle ore 14:10

Bad - L'Hellas Verona FC ringrazia tutti i dipendenti dell'Hotel Pulverer per la cortesia e la disponibilità palesata nei confronti di squadra e staff tecnico e gli abitanti della regione di Bad Kleinkirchheim per l'ospitalitá offerta anche ai sostenitori dell'Hellas, che hanno seguito ancora una volta con grande passione la squadra in ritiro.

Ultima giornata piena a Bad
Postata il 07/08/2015 alle ore 19:15
Ultima giornata a Bad

Bad - Siamo praticamente giunti al capolinea di questo nuovo ritiro austriaco. Oggi si è consumato l'ultimo doppio turno di allenamenti: suddivisione del gruppo in due tronconi la mattina (esercitazioni tecnico-tattiche e potenza) e schemi nel pomeriggio, di fronte a un centinaio di supporter pronti domani a sostenere i gialloblù, a Seeboden (fischio d'inizio alle 17 - 10euro il biglietto d'ingresso) nel sesto test match pre season dell'estate contro i qatarioti dell'Al Jaish. Domattina rifinitura a Bad poi lo spostamento nella sede della gara dopo pranzo. Al termine del match previsto il rientro su Verona a bordo del pullman ufficiale. Intanto per quanto concerne l'infermeria Fares è ai box per una distorsione alla caviglia. Fermi pure Helander, per una lieve distorsione al ginocchio e Ionita, per un colpo anche lui rimediato a un ginocchio. Differenziato programmato fuori sede per Juanito, Romulo e Viviani.

Oggi idroterapia e riposo, domani di nuovo in campo
Postata il 06/08/2015 alle ore 17:01

Bad - Dopo il test in famiglia di ieri, la squadra ha goduto di mezza giornata di riposo. La mattina e' stata trascorsa nella piscina dell'Hotel Pulverer, per una seduta di idroterapia. Dopo pranzo invece il rompete le righe. La maggior parte della squadra si e' recata nel rifugio Kaiserburg, a 2.041 metri, per una gita rilassante in altura. Domani due gli allenamenti in programma: 10.30 e 17.30 a porte aperte, salvo contrordini in base alle esigenze dello staff tecnico.

BAD KLEINKIRCHHEIM - PROGRAMMA*

Venerdì 7 agosto: seduta mattutina (ore 10.30) e seduta pomeridiana (ore 17.30).

*L'orario delle sedute può subire variazioni in base ad esigenze di squadra, stabilite dallo staff tecnico.

Partitella in famiglia a Bad
Postata il 05/08/2015 alle ore 19:30

Bad - Avanti a tutta forza la preparazione in quel di Bad. Nel corso della mattinata la squadra e' rimasta al coperto, in palestra, per preparare al meglio la partitella in famiglia disputata nel pomeriggio: 30 minuti per tempo, gialli contro neri. Con mister Mandorlini, affiancato dal Ds Bigon, a supervisionare i lavori sulla torretta affacciata sul campo. In palio? Un giro di pizze e pure 2 coppe rimediate dal prof. Bellini, a testimonianza dell'ottimo clima che si respira nel gruppo, decisamente affiatato. Da segnalare la presenza sulle tribune di oltre un centinaio di encomiabili tifosi, che hanno raggiunto la sede del ritiro gialloblù (il meraviglioso Parco Nazionale del Nockberge) a metà settimana. La prima frazione di gara e' terminata 0-0. Nella ripresa Winck porta in vantaggio i gialli, raggiunti sulla sirena da una rete di Sala al termine di un letale contropiede. Si va cosi ai calci di rigore: 10-9 per i gialli, Toni e compagni pagano le pizze!

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Giovedì 6 agosto: seduta di idroterapia in albergo al mattino e riposo il pomeriggio.

*L'orario delle sedute può subire variazioni in base ad esigenze di squadra, stabilite dallo staff tecnico.

Gollini convocato in Under 20
Postata il 05/08/2015 alle ore 11:50

Verona - Pierluigi Gollini torna a vestire l'azzurro dell'Under 20, per uno stage di preparazione a Folgaria che si terrà dal 9 al 13 agosto. Il raduno e' stato previsto per prepararsi al meglio in vista degli impegni della prossima stagione nel Torneo 'Quattro Nazioni', in cui gli Azzurrini esordiranno il 3 settembre a Lucca contro la Germania.

Terzo giorno di lavoro a Bad
Postata il 04/08/2015 alle ore 19:15

Bad - Terzo giorno di ritiro per l'Hellas a Bad. Nel corso della mattina la squadra e' stata divisa in due tronconi: lavoro di rapidità per un gruppo, esercitazioni tecnico-tattiche per l'altro, prima di concludere la seduta con una sfida a calcio tennis a cui hanno preso parte anche mister Mandorlini e il collaboratore tecnico Zanchetta. Nel pomeriggio, dopo il riscaldamento, il gruppo ha svolto esercitazioni tattiche per reparti e tiri in porta. Domani altro doppio allenamento in programma, uno alle ore 10 e uno alle ore 17.30.

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Mercoledì 5 agosto: seduta mattutina (ore 10) e seduta pomeridiana (ore 17.30)

*L'orario delle sedute può subire variazioni in base ad esigenze di squadra, stabilite dallo staff tecnico.

La Primavera verso la conclusione del ritiro
Postata il 04/08/2015 alle ore 15:05

Verona - Ultimi giorni di ritiro per la Primavera di mister Pavanel. La squadra, impegnata a Racines fino a giovedì 6 agosto, sosterrà un'amichevole mercoledì alle 19 contro il Plose, formazione che milita nel campionato di Eccellenza. La conclusione del ritiro e' fissata dopo il pranzo di giovedì, quando la squadra farà rientro a Verona. Si e' trattata anche quest'anno di un'esperienza utile per mettere parecchia benzina nelle gambe e per costruire l'identità di un gruppo nuovo che si appresta a iniziare la stagione ufficiale nel migliore dei modi.

Forza e tattica in Carinzia
Postata il 03/08/2015 alle ore 19:30

Bad - Prosegue sotto il sole della Carinzia il ritiro dell'Hellas a Bad. Doppia seduta per Toni e compagni anche oggi, con il gruppo diviso in due fin dalla mattina: una parte ha svolto riscaldamento con la palla ed esercitazioni tattiche, mentre il resto del plotone ha effettuato circuiti di forza e trasformazione. Nel pomeriggio plotoni di lavoro invertiti, prima della partita finale che ha visto riunirsi la squadra. Iniziano ad arrivare anche i primi tifosi, addirittura da Prova di San Bonifacio, che anche in Austria vogliono far sentire tutto il loro affetto ai propri campioni. Domani tutti in campo sempre per due allenamenti, uno in programma alle 10 e uno alle 17.

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Martedì 4 agosto: seduta mattutina (ore 10) e seduta pomeridiana (ore 17)

*L'orario delle sedute può subire variazioni in base ad esigenze di squadra, stabilite dallo staff tecnico.

Assegnati i numeri di maglia per la stagione 2015/16
Postata il 03/08/2015 alle ore 16:45
Verona - Nel pieno rispetto del regolamento, l'Hellas Verona FC ha inviato in mattinata la lista con la numerazione ufficiale delle maglie per la stagione 2015/16.

Di seguito l'elenco completo:
1. DE ANDRADE RAFAEL (GK)
2. ROMULO SOUZA ORESTES CALDEIRA
3. PISANO EROS
4. MARQUEZ ALVAREZ RAFAEL
5. HELANDER FILIP
6. ALBERTAZZI MICHELANGELO
7. JANKOVIC BOSKO
8. LANER SIMON
9. TONI LUCA
10. HALLFREDSSON EMIL
11. PAZZINI GIAMPAOLO
16. SILIGARDI LUCA
18. MORAS EVANGELOS
19. GRECO LEANDRO
20. ZACCAGNI MATTIA
21. GOMEZ TALEB JUANITO
22. BIANCHETTI MATTEO
23. IONITA ARTUR
24. VIVIANI FEDERICO
26. SALA JACOPO
36. BONI FILIPPO
37. COPPOLA FERDINANDO (GK)
39. RICCARDI DAVIDE
41. WINCK NETO CLAUDIO
69. SOUPRAYEN SAMUEL
93. FARES MOHAMED SALIM
95. GOLLINI PIERLUIGI (GK)
97. CHECCHIN LUCA

Allievi Nazionali: è iniziato il ritiro di Fanano
Postata il 03/08/2015 alle ore 15:30
Fanano (Modena) - Gli Allievi Nazionali in ritiro a Fanano. Una settimana fra gli appenini modenesi per i giovani gialloblù allenati da Andrea Vitali, che fino a sabato 8 agosto saranno ospiti dell'Hotel Parco Eden e si alleneranno nel vicino centro sportivo "Lotta", composto da due campi regolari in erba, ampi spogliatoi, sala massaggi e sala attrezzi. Giornate di lavoro duro e intenso, per preparare al meglio il campionato e i primi impegni ufficiali e per far nascere un gruppo vincente. Prima della partenza la squadra affronterà un triangolare con Carpi e Sampdoria, in programma venerdì 7 agosto (ore 20.30) al centro sportivo "Lotta", test importante per testare lo stato di forma dopo una settimana di preparazione.

Prima seduta a Bad
Postata il 02/08/2015 alle ore 19:00

Bad - E' iniziata con una seduta pomeridiana l'avventura in terra austriaca dell'Hellas Verona. Il gruppo e' stato diviso in due da mister Mandorlini: chi è sceso in campo contro l'Amburgo ha svolto del lavoro di scarico, mentre chi non ha preso parte al match o ha disputato uno spezzone di gara si è dedicato ad un allenamento ad alta intensità fatto di possesso palla, lavoro atletico e partitella conclusiva. Hanno raggiunto il gruppo anche Winck, Hallfredsson e Rafa Marquez; per loro lavoro differenziato sul campo. Domani per Toni e compagni in programma una doppia seduta a porte aperte (alle10 e alle 17).

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Lunedì 3 agosto: seduta mattutina (ore 10) e seduta pomeridiana (ore 17)

*L'orario delle sedute può subire variazioni in base ad esigenze di squadra, stabilite dallo staff tecnico.

Postata il 02/08/2015 alle ore 09:21

Tanti auguri Pazzo!
Il Presidente Setti, la Società, lo staff tecnico e tutti i compagni di squadra
augurano buon compleanno a Giampaolo Pazzini.
L'attaccante gialloblù compie oggi 31 anni.

FONTE: HellasVerona.it




[OFFTOPIC] +   -   =
VITA DA EX: Il 34enne DOSSENA ripartirà dalla Challenge League col CHIASSO! Capitan 'Mimmo' MAIETTA 'Bello ritrovarsi in A, a Verona ho lasciato tanti amici, li riabbraccerò al Bentegodi. Gli anni di Verona sono stati i più belli della mia vita e non dimenticherò mai il mio gol contro il Torino...'. Ufficiale l'arrivo di LONGO al FROSINONE in prestito con diritto di riscatto. NICOLAS all'ambizioso TRAPANI tra presente e futuro 'A Lanciano ho fatto una bella annata, al Verona non ho trovato spazio così ho pensato che era meglio andare a giocare. Faccio un anno bene al Trapani, poi vediamo. Il sogno di tutti è la serie A, tornare mi piacerebbe. Ma intanto penso al Trapani'. RODRÍGUEZ seguito dalla SALERNITANA in Serie B...

SUPERCOPPA alla JUVE con i gol di MANDZUKIC e DYBALA a Shangai...

COPA LIBERTADORES Al RIVER PLATE dopo il 3 a 0 al TIGRES nella finale di ritorno, incredibile se si pensa che solo 4 anni fa i Millonarios erano finiti in Serie B!

EUROPA LEAGUE, la SAMP rimonta a metà a casa del VOJVODINA ma non basta ed è già fuori

MLS: Tripletta all'ORLANDO CITY per GIOVINCO...

RANKING FIFA, l'ITALIA sale al 16° posto, sul podio ARGENTINA, BELGIO e GERMANIA

CALCIOMERCATO: Da esiliato e scartato a bandiera della SAMP: Così FERRERO giustifica l'ingaggio di Fantantonio... DI MARIA al PSG che sborsa 63 milioni, DZEKO finalmente alla ROMA che annuncia ufficialmente pure SALAH. 12esima maglia in carriera per Pablo OSVALDO che stavolta giocherà col PORTO...

SERIE B: BRESCIA ripescato!

ATLETICA Dramma nel salto con l'asta Kira GRUNBERG atterra fuori dal materasso e rimane paralizzata dal collo in giù!

MONDIALI NUOTO: Secondo posto per l'ITALIA nella 4x200 femminile sl primo podio mondiale in assoluto! Medaglia d'argento per la PELLEGRINI nei 'suoi' 200 stile... Secondo posto anche per PALTRINIERI negli 800 maschili A Kazan altre due medaglie per gli azzurri nella 25 km di fondo, RUFFINI oro FURLAN bronzo! 2 Bronzo per la CAGNOTTO nel trampolino da 3 metri ed in coppia sincro misto con VERZOTTO e terzo posto anche per la staffetta 4 x 100 maschile che strappa una medaglia a 8 anni di distanza dall'ultima conquistata a Melbourne!

PREMIER LEAGUE al via con la vittoria nella 'Community Shield' dell'ARSENAL di WENGER che batte il collega per la prima volta, MOURINHO non la prende affatto... All'inglese!

BUNDESLIGA: Il BAYERN perde un'altra supercoppa, troppo tiki-taka... Il WOLFSBURG beffa tutti ai rigori!

SUPERBIKE, Max BIAGGI torna fenomeno a 44 anni e conquista il podio a Sepang!

TORNEO ATP AMBURGO, NAFAL batte FOGNINI in finale ma deve sudarla parecchio...

LIGUE 1: Tutto facile per il PSG che batte il LIONE in meno di 20 minuti e conquista la Supercoppa transalpina

NIZZA-NAPOLI: Per i tifosi non è poi così amichevole...

La Juve vince la Supercoppa: 2-0 alla Lazio, a segno i nuovi acquisti Mandzukic e Dybala

Sorride la Juventus di Massimiliano Allegri, che allo Shanghai Stadium si aggiudica la finale di Supercoppa italiana battendo 2-0 la Lazio, che aveva già superato lo scorso 20 maggio nella finale di Coppa Italia all'Olimpico di Roma. A regalare il primo titolo della stagione ai campioni d'Italia ci pensano nella ripresa due neo acquisti, al 69' Mandzukic sblocca l'incontro di testa, quattro minuti più tardi mette in cassaforte il risultato Dybala, con un sinistro potente dal cuore dell'area.

Nell'11 iniziale Allegri opta per una difesa a tre con Barzagli, Bonucci e Caceres, davanti non parte dall'inizio il neo acquisto Dybala a cui viene preferito Coman. Tutto confermato in casa biancoceleste con Djordjevic e Milinkovic lasciati in panchina, davanti Klose con Felipe Anderson e Candreva alle sue spalle. Tra le assenze in casa Lazio quelle di Parolo e Lulic.

Primo tempo avaro di emozioni, anche a causa delle pessime condizioni del manto erboso e del forte vento, al 5' affondo di Felipe Anderson che penetra nell'area bianconera ma viene fermato da Caceres. La Juve risponde con un colpo di testa alto di Pogba pescato in area da un cross di Lichtsteiner.

Al 27' l'austriaco si accentra e prova la conclusione da fuori ma la palla sorvola la porta difesa da Marchetti. Al 32' Marchisio lancia Mandzukic, l'attaccante anticipa Gentiletti e serve Lichtsteiner ma Radu interrompe la trama offensiva. Cambio di fronte, questa volta è Klose a provare a fare da sponda per un compagno nell'area juventina su invito di Onazi ma il controllo aereo del tedesco è impreciso. Allo scadere Felipe Anderson dal limite serve Candreva in area ma Bonucci fa buona guardia.

Dopo un primo tempo poco brillante le due squadre rientrano in campo senza effettuare alcun cambio. Il primo acuto della ripresa vede protagonista Felipe Anderson che con una accelerazione delle sue penetra in area ma al momento del cross non trova compagni liberi. Al 47' grande occasione per Mandzukic che parte in campo aperto, l'ex Atletico Madrid arriva a tu per tu con Marchetti che di piede intercetta la conclusione del croato. Una manciata di secondi dopo è Pogba, oggi in campo col numero 10, a infiammare gli animi con una conclusione potente da fuori area che finisce a lato d'un soffio.

La Lazio prova a reagire con Radu, il rumeno tenta la conclusione dalla grande distanza ma la palla termina alta sopra la traversa. Al 56' azione prolungata della Lazio con conclusione finale di Onazi centrale respinta da Buffon. Ci prova anche Klose da fuori, la sortita del tedesco finisce sul fondo. Allegri gioca la carta Dybala, l'ex Palermo al 60' prende il posto di Coman. Nella Lazio esce Klose ed entra Djordjevic. Al 69' la partita si sblocca grazie a un perentorio colpo di testa di Mandzukic pescato in area da un suggerimento aereo di Sturaro dalla destra.

La Lazio risponde col brasiliano Felipe Anderson, il tiro dal limite si spegne tra le braccia di un attento Buffon. Al 73' raddoppio bianconero con Dybala che festeggia con un gol l'esordio grazie a una gran botta di sinistro dall'altezza del dischetto su assist di Pogba. La Lazio non si arrende e Candreva ci prova su punizione, il tiro è alto. Sempre il centrocampista all'86' mette a sedere mezza difesa ma la conclusione è murata da Bonucci in scivolata. Dopo 4 minuti di recupero Banti fischia la fine della partita, la Juventus vince per la settima volta nella sua storia la Supercoppa italiana

Sampdoria, Cassano fa le visite mediche.
Ferrero: "Sarà la nostra bandiera"


Antonio Cassano ritorna a casa, nella squadra alla quale si è sempre dichiarato legato e non ha mai mancato in questi due anni di mandare continui segnali di vicinanza. L'ex Parma ha effettuato oggi le visite mediche preventive e per lui è pronto un contratto biennale. Un ritorno dopo quattro anni con l'approvazione diretta del presidente Ferrero: "Non lo prendo per due anni, ma per farne la nostra bandiera: dimostrerà di essere un grande uomo"

Sampdoria, il 2-0 sul Vojvodina non basta: blucerchiati eliminati dall'Europa League

La vittoria per 2-0 a Novi Sad sul, campo del Vojvodina, non basta l'estromissione dal terzo turno di qualificazione dell'Europa league. Inutili le reti di Eder e Muriel. I blucerchiati di Walter Zenga erano stato battuti in casa all'andata per 4-0 dai serbi.

IL TABELLINO
Vojvodina (4-2-3-1): Zakula 6, Vasilic 5,5, Ivanic 5,5, Stanisavljevic 5,5 (41' st Lakicevic sv), Puskaric 5,5 (34' st Palocevic), Pankov 5, Nastic 5,5, Duric 5,5, Sekulic 6, Maksimovic 5,5; Ozegovic 6 (6 Pekaric, 27 Pavkov, 25 Kordic, 16 Babic, 31 Stamenic). All. Zagotcic 6
Sampdoria (4-3-1-2): Viviano 7, Cassani 6, Silvestre 6,5, Coda 6, Zukanovic 5, Barreto 6, Fernando 5,5, Krsticic 5 (39' st Ivan sv), Eder 7, Soriano 6,5 (40' st Wszolek sv), Muriel 7 (30' st Bonazzoli sv) (57 Brignoli, 19 Regini, 15 Salamon, 95 Ivan, 80 Oneto). All. Zenga 6 Arbitro: Raczkowski 5
Reti: 15' pt Eder, 25' st Muriel
Angoli: 7 a 4 per la Samp
Ammoniti: Soriano, Fernando, Eder, Maksimovic, Coda, Krsticic, Cassani, Ivan
Recupero: 2' e 4' ***
I Gol 15' pt Eder. Muriel da sinistra aspetta l'arrivo di Eder che dal limite dell'area riesce a segnare con un rasoterra di piatto destro che finisce alle spalle di Zacula 25' st Muriel. Su assist di Eder, il colombiano tira di sinistro da centro area indirizzando la palla nell'angolino in basso a destra.

Calciomercato, Di Maria al Psg per 63 milioni.
Roma, Destro verso il Bologna


Mercato sempre ricco di sorprese e grandi colpi. Lo dimostra l'annuncio della Roma, perchè l'arrivo di Dzeko sta facendo impazzire la parte giallorossa della città, ma anche l'ufficializzazione di Di Maria che lascia Manchester per Parigi. Il Psg lo ha pagato 63 milioni, il 2/o colpo più caro fin qui dopo Sterling (68 mln). L'acquisto del bosniaco, in casa Roma, va ad aggiungersi a quelli di Salah (problemi burocratici a parte), Szczesny e Gerson (a gennaio), e si può star certi che il lavoro del ds Walter Sabatini non è finito qui. Cessioni comprese visto che Romagnoli è destinato al Milan, che a sua volta farà partire Paletta.

JUVE, IDEA GAURIN Intanto la Juventus ci riprova per Draxler, e c'è stato un nuovo contatto con i dirigenti dello Schalke 04 prima che il d.g. Marotta partisse per la Cina. I tedeschi però hanno risposto di nuovo no: la proposta era stata di 15 milioni più altri 9 di bonus, cifre oltre le quali la Juve non vuole andare, anche se il giocatore piace moltissimo ad Allegri. Un nuovo incontro fra le parti è previsto al ritorno della Juve da Shanghai. Ma gli uomini del mercato bianconero continuano a seguire anche la pista che porta a Guarin: per il colombiano l'offerta all'Inter è di 10 milioni.

ROMA SUI TERZINI Tornando alla Roma, sembra più vicino Bruno Peres, per il quale erano stati offerti 12 milioni al Torino, mentre per la fascia sinistra serve uno tra Digne e Adriano. Ma in casa Roma servono anche le cessioni. In uscita c'è Doumbia: il West Bromwich è interessato, mentre il Cska Mosca riprenderebbe l'ivoriano solo in prestito, soluzione che non piace a Trigoria. Per il giovane Sanabria il Betis è in vantaggio sull'Espanyol, mentre per Destro c'è un'operazione in via di definizione con il Bologna. Sarà un prestito con obbligo di riscatto fissato a 11-12 milioni, c'è già l'ok del giocatore.

HONDA VERSO LA PREMIER Il Bologna ha chiuso anche per Pulgar, cileno dell'Universidad Catolica, e ora vuole l'interista Andreolli. Lazio e Fiorentina (che per la difesa punta a Felipe del Corinthians) avevano cercato Borini per rinforzare l'attacco ma ora per l'ex romanista si sarebbe fatto sotto con decisione il West Ham. In Premier potrebbe finire anche il milanista Honda, che piace a Everton e Tottenham.

L'INTER MOLLA PERISIC L'Inter invece non sarebbe più così convinta di prendere Perisic, e ora punterebbe a Perotti del Genoa o a Gabbiadini, al quale però Sarri ha promesso spazio nel Napoli. In casa nerazzurra c'è fiducia sull'arrivo di Felipe Melo, e con il Galatasaray si parla anche del possibile trasferimento in Turchia di Hernanes e Nagatomo.

LE ALTRE La Sampdoria non ha preso Samaras, ma è più vicino il ritorno di Cassano. In caso di arrivo di Donadoni sulla panchina doriana, il tecnico avrebbe chiesto tre acquisti: Andreolli, Taider e Biabiany, e per Ferrero si può fare. De Maio potrebbe lasciare il Genoa, perchè piace in Inghilterra a Everton e West Ham. Il Sassuolo ha ufficializzato l'arrivo di Defrel, l'Atalanta tratta Lollo del Racing Avellaneda per sostituire Benaloune, mentre Maxi Moralez può andare all'Al Ittihad. Grandi manovre per i terzini sinistri, perché se Ansaldi dovesse andare al Porto, ciò libererebbe Alex Sandro per il Paris SG, che a quel punto cederebbe Digne alla Roma. Così la Juventus sarebbe praticamente certa di prendere l'ex laziale Siqueira.

Roma, il giorno di Dzeko in giallorosso: arrivato da Amsterdam a Fiumicino

L'attaccante bosniaco Edin Dzeko è sbarcato nel tardo pomeriggio nella Capitale per sbrigare le ultime formalità riguardo il suo trasferimento alla Roma. Ad attenderlo all'aeroporto di Fiumicino centinaia di tifosi giallorossi. Il giocatore che arriva dal Manchester City via Amsterdam, tra la giornata di oggi e domani svolgerà le visite mediche di rito e firmerà il contratto. L'attaccante potrebbe poi raggiungere i nuovi compagni di squadra per l'amichevole di sabato con il Valencia. Dzeko all'uscita dallo scalo romano si è concesso a delle foto con i tifosi ed ha mostrato una sciarpa giallorossa.

Incontenibile l'entusiasmo di un migliaio di tifosi che hanno accolto Dzeko al varco 5 dell'aeroporto di Fiumicino, dove l'attaccante bosniaco è stato condotto per salutare i supporter giallorossi. «Olè olè-olè-olè, Dzeko! Dzeko!» e «vinceremo il tricolore»: questi i cori festosi che a più riprese i tifosi hanno scandito all'indirizzo del giocatore, che indossa giacca e maglietta nera con jeans grigi, ai quali l'attaccante ha risposto più volte con grandi sorrisi e alzando in alto la sciarpa giallorossa.

Avvicinandosi ai tifosi, Dzeko ha prima abbracciato un piccolo sostenitore assieme al papà che gli hanno messo al collo una seconda sciarpa e poi un tifoso in carrozzina. Quindi passando tra due ali di folla, a stento contenute da un imponente cordone di agenti di polizia, il bosniaco ha lasciato alle 19.33 lo scalo romano.

Roma, Salah adesso è ufficiale: al Chelsea 5 milioni per il prestito. Avrà il numero 11

ROMA - La Roma formalizza attraverso una nota l'acquisto dell'attaccante egiziano Mohamed Salah. «L'A.S. Roma - si legge nel comunicato - rende noto di aver sottoscritto con il Chelsea F.C.

il contratto per l'acquisto a titolo temporaneo, fino al 30 giugno 2016, dei diritti alle prestazioni sportive del calciatore Mohamed Salah, a fronte di un corrispettivo di 5 milioni di euro. L'accordo prevede inoltre il diritto di opzione per l'acquisizione a titolo definitivo, a decorrere dalla stagione sportiva 2016-2017, e condizionato al verificarsi di determinate situazioni sportive».

LE PRIME PAROLE «Penso che la Roma sia uno dei più grandi club al mondo e sono felice di farne parte. Tutti quanti qui sono ambiziosi e vogliosi di vincere il titolo. Ognuno darà il massimo per rendere i tifosi felici». Queste le prime parole in giallorosso del nazionale egiziano Mohamed Salah, arrivato nella Capitale dal Chelsea. L'ex esterno della Fiorentina indosserà la maglia numero 11. Salah, intervistato dal sito ufficiale della Roma, ha sottolineato di voler fare della sua avventura in giallorosso un punto fermo della sua carriera. «Non possiamo mai sapere quello che accadrà nella prossima stagione. Vediamo cosa succederà, ma ho voglia di rimanere in una squadra a lungo perchè nelle ultime due stagioni sono stato alla Fiorentina per sei mesi e al Chelsea per un anno. Mi piacerebbe rimanere a lungo nello stesso club - confessa -. Obiettivi? Penso che tutti quanti qui abbiano l'ambizione e la voglia di vincere il titolo. Sarebbe bello per noi e stupendo per i tifosi. Tutti daranno il massimo per rendere i tifosi felici». «Credo dobbiamo dare tutto per vincere il titolo o altri trofei in questa stagione - aggiunge -. Sarebbe la cosa più importante per noi. La Champions? È una delle ragione per le quali ho scelto la Roma. Voglio giocare qui e voglio giocare in Champions. Ai tifosi giallorossi posso dire che daremo tutto in questa stagione. Tutti quanti combatteremo e daremo il massimo per la nostra squadra. Speriamo di poter vincere».

3-0 al Tigres nella finale di ritorno in Argentina

Il River Plate stende il Tigres e conquista la Coppa Libertadores per la terza volta nella sua storia. Dopo il pareggio a reti inviolate dell'andata, giocata una settimana fa a Monterrey, gli argentini si sono imposti per 3-0 davanti ai 60mila spettatori dello stadio Monumental di Buenos Aires in un match giocato a lunghi tratti sotto una pioggia intensa.


La sfida è stata decisa dalle reti di Lucas Alario (44') nel primo tempo e di Carlos Sanchez (74') e Ramiro Funes Mori (78') nella ripresa. All'esterno dello stadio si sono registrati alcuni incidenti: la polizia, intervenuta per impedire l'ingresso a centinaia di tifosi senza biglietti, ha fermato 25 persone.

Il River torna così protagonista anche a livello internazionale a circa quattro anni dall'incubo della retrocessione nella seconda divisione argentina. Per il Tigres sfuma invece il sogno di diventare la prima squadra messicana a vincere la Libertadores.

Giovinco show a Toronto: la Formica atomica segna una tripletta nel 4-1 sull'Orlando City

È Giovinco show a Toronto, dove la 'Formica Atomicà ha trascinato la squadra canadese al successo per 4-1 sull'Orlando City segnando una tripletta. L'ex attaccante della Juventus ha realizzato il suo primo gol su rigore, poi ha magistralmente trasformato una punizione, infine ha triplicato al 43' st con una bella conclusione su assist di Cheyrou, che ha mandato in visibilio i 26.643 spettatori presenti.

E a proposito di passaggi decisivi, la stampa canadese sottolinea che Giovinco è un «maestro» anche in questo senso, visto che finora ne ha 'collezionatì dieci. In più ha segnato 16 gol, quota che è il nuovo record assoluto per un giocatore del Toronto nella stagione regolare della Mls: finora il primato apparteneva a De Rosario, che nel 2010 ne aveva realizzati 15.

Nel corso del match contro Orlando (squadra ieri priva di Kakà), il pubblico ha più volte invocato l'ex juventino, incantato dalle sue giocate, mentre l'allenatore dei canadesi Greg Vanney ha sottolineato che «Sebastian è speciale ogni volta che lo vedi giocare, tira sempre fuori qualche magia».

Ranking FIFA, l'Italia sale al sedicesimo posto.
Sul podio Argentina, Belgio e Germania


I campioni del mondo della Germania scendono al terzo posto della classifica Fifa, la cui leader è sempre quell'Argentina che Goetze e compagni batterono poco più di un anno fa nella finale iridata al Maracanà.

Il nuovo numero 2 del ranking mondiale, che prende il posto dei tedeschi è il Belgio, mentre sale di un posto, dal 6/o al 5/o, anche il Brasile, che ha davanti a sè anche la Colombia (4/a). Sale di una posizione anche l'Italia del ct Antonio Conte, che era 17/a e ora è 16/a. Per la prima volta tra i primi dieci è il Cile, grazie al successo in Coppa America.

La squadra che ha 'scalatò più posizioni, 21, è la Giamaica, che grazie al raggiungimento della finale della Gold Cup è ora 55/a. Il tonfo più fragoroso è invece quello della Serbia, che passa dal 43/o al 66/o posto perdendo quindi ben 23 'postì. Scivola indietro anche l'Olanda, che passa dal n.5 al n.12 del ranking.

Queste le prime posizioni della classifica Fifa:
1. Argentina (stabile)
2. Belgio (+1)
3. Germania (-1)
4. Colombia (stabile)
5. Brasile (+1)
6. Portogallo (+1)
7. Romania (+1)
8. Inghilterra (+1)
9. Galles (+1)
10. Cile (+1)
11. Spagna (+1)
12. Olanda (-7)
16. Italia (+1).

Osvaldo giramondo, ufficiale al Porto: sbarca nel dodicesimo club in carriera

Osvaldo riparte dal Portogallo. L'ex attaccante di Roma, Juventus e Inter (ultima stagione al Boca) è da oggi un giocatore del Porto che ha ufficializzato il trasferimento via twitter («Bem-vindo, Osvaldo!»), con tanto di foto. L'italo-argentino avrà la maglia numero 10. Svincolatosi dal Southampton a giugno, dopo sei mesi trascorsi al Boca, Osvaldo ha curriculum agonistico molto movimentato, avendo giocato anche con Atalanta, Lecce, Fiorentina, Bologna ed Espanyol, Boca, Roma Juventus.

Mondiali nuoto, Paltrinieri d'argento sugli 800 stile con record europeo

KAZAN - Gregorio Paltrinieri ottiene la medaglia d'argento negli 800 stile libero maschili ai mondiali di nuoto di Kazan. L'azzurro ha chiuso con il record europeo 7'40«81, alle spalle del campione olimpico cinese Sun Yang che lo ha preceduto di 0»85, 7'39«96, terzo l'australiano Mack Horton, 7'44»02. Paltrinieri è stato in testa per buona parte della gara salvo cedere nel finale al cinese.

Paralisi totale per la 21enne Kira Grunberg.
"Non riesce a muovere nemmeno le braccia"


VIENNA - Le condizioni di Kira Grunberg, la 21enne astista austriaca atterrata fuori dal materasso in allenamento e ricoverata ad Innsbruck, sono sempre più drammatiche. "Kira è paralizzata dal collo in giù. Dunque non può muovere né le sue gambe né le sue braccia", ha comunicato il suo manager Thomas Herzog. I medici nella clinica universitaria di Innsbruck, dov'è ricoverata nel reparto intensivo traumatologico, avrebbero inoltre diagnosticato che queste lesioni sarebbero permanenti. Kira sarebbe perfettamente lucida e cosciente.

Bronzo per l'Italia nella 4x100 stile libero.
Magnini: "Non potevamo chiedere di meglio"


Il quartetto dell'Italia composto da Dotto, Orsi, Santucci e Magnini ha conquistato la medaglia di bronzo nella gara di staffetta 4x100 stile libero dei Mondiali di Kazan. Gli azzurri hanno nuotato in 3'12''53. Oro alla Francia e argento alla Russia. Subito dietro l'Italia la staffetta brasiliana, 3'13''22.

La festa però è tutta tra i ragazzi della 4X100, ed è lontana «quell'aria irrespirabile» che aveva inquinato l'acqua ai Giochi di Londra dove si era alzata la rivolta dei velocisti proprio contro il capitano: sotto accusa la love story con la Pellegrini e il gossip a seguire («qui si fa audience sulle nostre spalle» lo sfogo di allora). A Kazan lo strappo è più che ricucito e tutti ora incensano il veterano dei Bad boys. «Grande il nostro capitano- dice Dotto - è una medaglia che inseguivamo da anni, ci era sfuggita per poco, stavolta non abbiamo sbagliato nulla». Il numero uno con la frazione a chiudere è stato proprio super Pippo che adesso si gode la medaglia: «Sono contento perchè ho sempre pensato che questa fosse la staffetta più forte e che ha raccolto meno di tutte - dice Magnini - Non potevamo chiedere di meglio. Chi ben comincia è a metà dell'opera, questa medaglia ha già galvanizzato l'ambiente».

L'Arsenal trionfa nel Community Shield: 1-0 al Chelsea. E Mou non saluta Wenger
di Benedetto Saccà
Arsene Wenger ha battuto José Mourinho per la prima volta in carriera e ha conquistato così il Community Shield, la supercoppa inglese, nella cornice di Wembley. All’Arsenal è bastato un solo gol per vincere il derby con il Chelsea (1-0): ha deciso Alex Oxlade-Chamberlain, bravo a indovinare il sinistro a giro, planato sotto l’incrocio di Courtois. A voler sintetizzare, i Gunners si sono dimostrati più brillanti rispetto ai rivali, hanno costruito diverse occasioni e, in fondo, hanno legittimato l’esito del risultato. Hanno sollevato il trofeo per la seconda volta in serie, per la 14esima nella storia. Sul versante del Chelsea, a stupire è stata soprattutto la mancanza di freddezza e di cinismo, due doti generalmente sovrabbondanti nelle squadre di Mourinho. Ma la stagione è appena all’avvio e certo ai Blues non si sarebbe potuta chiedere una prestazione densa di meraviglie. Falcao ha comunque ben esordito, per dirne una, Ramires ha tentato la via del pareggio, e Courtois ha protetto l’area. È vero, il debutto di Cech con la maglia dell’Arsenal è filato liscio sui binari della tranquillità: qui però la difesa dei Gunners può appuntarsi più meriti di quanti demeriti non spettino ai Blues. Al fischio finale, come era naturale, la scena l’ha occupata ancora una volta Mourinho, che ha stretto le mani di tutti giocatori dell’Arsenal, ma ha preferito ignorare Wenger, il rivale di sempre.

Max Biaggi fenomeno: si vive solo due volte, a 44 anni ancora sul podio nella Superbike

SEPANG - Il tempo non sembra scalfirlo. Max Biaggi, a 44 anni torna sul podio della Superbike, tre anni dopo il suo addio alle corse. A Sepang, in Malesia, il pilota romano con la sua Aprilia è terzo in gara 1, un risultato che lo riporta alla ribalta, se solo si pensa che il ritorno alle competizioni è di appena un mese e mezzo fa.

«Il podio è un risultato incredibile. È una scommessa vinta - le parole del Corsaro, sei volte iridato - la scommessa è quella di alzare l'asticella fino a qualcosa che nessuno aveva mai fatto». Biaggi - che subito dopo il terzo posto in gara 1 a Sepang ha affidato ad un tweet la sua gioia «Questo podio è un sogno! Grazie a tutti quelli che ci hanno creduto! Dopo 3 anni ancora sul podio» - si era ritirato nel 2012 dopo aver vinto il mondiale Superbike.

Dopo tre anni - durante i quali si è dedicato all'attività di commentatore tv - la decisione di rimettersi in moto e dopo il sesto posto a Misano, oggi il podio di Sepang. «Il mio passo di gara era consistente - aggiunge Biaggi - Rea, Davie e Sykes sono subito scappati via, io ho cercato il mio passo cercando di non distruggere la gomma scaldandola troppo. Non è stato facile perchè nello stesso tempo devi spingere. Dopo aver passato i miei compagni di squadra ho cominciato a pensare a Sykes che si avvicinava sempre più. Ce l'ho fatta a prenderlo e a passarlo proprio all'ultimo giro».

«Sono stracontento, è il risultato che sognavo, una vera ciliegina sulla torta e il massimo che potessi ottenere - sottolinea - La caduta di gara 2 non toglie niente alla mia soddisfazione. La fine di questo weekend mi permette ora di rivelare che la caduta che ho patito qui nei test della scorsa settimana mi ha regalato una dislocazione della spalla sinistra e una ferita da punti alla caviglia destra. È stata principalmente la spalla a darmi fastidio, soprattutto nella parte guidata. Ma abbiamo stretto i denti ed è andato tutto magnificamente, un motivo in più per correre felice in vacanza felice». Il Corsaro è tornato.

Amburgo, Nadal fatica e vince con Fognini: per lo spagnolo è il terzo titolo dell'anno

Rafa Nadal ha vinto il torneo di Amburgo battendo in finale con un doppio 7-5, in 2h34', Fabio Fognini. Per il 29enne spagnolo, numero 10 Atp e prima testa di serie, è il 67/o titolo in carriera (alla 96/a finale), il terzo di quest'anno dopo Buenos Aires e Stoccarda, il secondo ad Amburgo dopo quello del 2008.
Nelle sfide con l'azzurro, numero 32 del ranking, il mancino di Maiorca è ora in vantaggio 5-2.

Cagnotto, terza medaglia ai mondiali di Kazan: bronzo nel sincro con Maicol Verzotto

Dopo l'oro nei tuffi dal trampolino 1 metro e il bronzo di ieri nel trampolino 3 metri, Tania Cagnotto conquista la sua terza medaglia ai mondiali in corso di svolgimento a Kazan.
L'azzurra ha ottenuto il bronzo nel sincro misto 3 metri assieme a Maicol Verzotto. L'oro è andato alla coppia cinese composta da Han Wang e Hao Yang, argento al Canada.

Supercoppa amara per il Bayern: Wolfsburg vince ai rigori. In Francia la spunta il Psg

Il Paris Saint-Germain e il Wolfsburg hanno conquistato, rispettivamente, la supercoppa di Francia e la supercoppa di Germania, liquidando il Lione (2-0) e il Bayern Monaco di Pep Guardiola ai rigori (6-5).

Allo stadio Saputo di Montreal, Canada, i parigini di Blanc hanno archiviato la pratica in meno di venti minuti: ha sbloccato Aurier, sfruttando un assist di David Luiz, e a timbrare la sentenza ha provveduto Cavani. In campo fino al 90’ ma a digiuno Ibrahimovic. Così, i parigini si sono aggiudicati il titolo per la terza estate in sequenza, per la quinta volta nella storia. Era una formalità, è vero, ma la squadra ha comunque mostrato una determinazione piuttosto pronunciata. Bene Thiago Silva, espulso Gonalons per raddoppio di ammonizioni.

Alla Volkswagen Arena, invece, a risolvere dal dischetto sono stati il tiro indovinato dell’ex juventino Bendtner e l’errore di Xabi Alonso. Bisogna registrare che i rigori sono piovuti immediatamente dopo il 90’, al tramonto di una partita sbloccata da Robben e pareggiata proprio da Bendtner in extremis. In avvio Boateng aveva colpito la traversa, mentre De Bruyne era riuscito a sbagliare un gol a porta vuota. A stringere, il Wolfsburg ha vinto la prima la supercoppa della propria storia e ha anche sfilato il titolo al Borussia Dortmund. Al contrario, pare davvero incredibile che il Bayern abbia perso la supercoppa per la terza stagione in sequenza. Quanto alla sfida, pochi i veri palpiti. Contratte e ancora tatticamente in maschera, le due squadre hanno declinato manovre stanche: va comunque annotato che se il Bayern, colpito al 90’, avesse condotto in porto il successo, non avrebbe certo scippato nulla. Debutto per l’ex bianconero Vidal: a segno nella serie finale.

Alta tensione a Nizza: scontri tra polizia e ultrà del Napoli prima dell'amichevole
di Pino Taormina
Nizza. Tensione all'esterno dello stadio Allianz Riviera di Nizza dove è in programma stasera l'amichevole tra la squadra francese e il Napoli.
Si sono registrati scontri tra gli agenti e trecento tifosi napoletani che avevano dato fuoco ad alcuni cassonetti della spazzatura. Al momento, non si registra la presenza di tifosi del Nizza, club che è gemellato con la tifoseria dell'Inter.

FONTE: Leggo.it


06.08.2015
SuperFede trascina l'Italia
Argento nella 4 x 200

Federica Pellegrini trascina le azzurre: argento nella 4x200

KAZAN (RUSSIA). Grazie a una strepitosa Federica Pellegrini, autrice di una impossibile rimonta, l’Italia porta a casa l’argento nella staffetta 4X200 sl femminile ai Mondiali di Kazan. Il quartetto composto da Alice Mizzau, Erica Musso, Chiara Masini Luccetti e Federica Pellegrini chiude alle spalle degli Stati Uniti.

05.08.2015
Una «Fede» d'argento
Pellegrini seconda nei 200 sl

Federica Pellegrini a Kazan

KAZAN (RUSSIA). Federica Pellegrini ha vinto la medaglia d'argento nei 200 stile ai mondiali di Kazan in Russia. Si tratta della sesta medaglia iridata per la veneta nel giorno del suo 27esimo compleanno a dieci anni di distanza dalla prima conquistata. Oro per la statunitense Katie Ledecky in 1'55''16 davanti a Federica Pellegrini in 1`55''32, ed alla statunitense Melissa Franklin in 1'55''49.

04.08.2015
Batticuore Maietta «Bello ritrovarsi in A»
«Ho lasciato tanti amici, li riabbraccerò al Bentegodi Gli anni di Verona sono stati i più belli della mia vita e non dimenticherò mai il mio gol contro il Torino...»

«Pronto Mimmo? Tanti auguri...». Un attimo di silenzio e poi ecco la risposta. «Grazie, amici... Perchè a Verona ho soltanto amici. A dir la verità qualcuno ha tradito e altri se ne sono andati, ma non si può avere tutto dalla vita».

Domenico "Mimmo" Maietta ieri ha compiuto 33 anni e non potevamo dimenticarci dell'ultimo vero difensore rapido che ha avuto l'Hellas. «Ah, ah troppo buoni - ride il centrale del Bologna - diciamo che a Verona ho vissuto gli anni più belli della mia carriera di calciatore e di uomo. A Bologna mi rispettano molto perchè non ho mai nascosto questa verità. Alla fine dello spareggio con il Pescara ha ribadito il mio amore per i colori gialloblù e per i tifosi dell'Hellas. Se me ne sono andato dal Verona non è stata una scelta mia e nemmeno del mister. Qualcuno ha parlato troppo su questa storia e ci ha ricamato pure. Sento spesso Hallfredsson, Rafael, Gomez e Nicolas. A Tachtsidis ho ceduto il mio appartamento in affitto a Verona. Insomma il gruppo storico è questo più qualche altro. Con Mandorlini abbiamo fatto qualcosa di eccezionale dalla C alla A. Resterà nel mio cuore e non vedo l'ora di giocare al Bentegodi per riabbracciare tutti. Verona è nel mio cuore e i tifosi sono unici».

Ha la voce tremolante Mimmo quando parla dell'Hellas. Lui capitano di mille battaglie che non ha potuto salutare come avrebbe voluto i tifosi del Verona a Napoli nell'ultima giornata del campionato 2013/2014. «È vero mi è dispiaciuto parecchio. Ho pagato forse qualche parola di troppo, ma sono fatto così. Se qualcosa non mi va giù la dico. Giovanni Martinelli è stato un uomo coraggioso, il club è diventato importante e sono felice per il presidente Setti, che ha investito molto in tempo e denaro. Società e squadra sono cresciuti insieme. Spero che ciò avvenga anche a Bologna. Avete visto? Nemmeno un anno e ci ritroviamo. Bellissimo».

Mimmo è al settimo cielo. Una porta "amica" con l'Avellino e il Pescara hanno aiutato il Bologna a risalire subito in serie A. «Taci va là. Hai visto che legni che hanno colpito gli avversari? Ci vuole anche un po' di c...., altrimenti non si va da nessuna parte».

A Mimmo manca l'Hellas e pure all'altro calabrese Doc, Daniele Cacia. «È vero, da quando non è più all'Hellas gli è cresciuto il naso ancora di più...». Scherza Maietta e manda un treno di saluti. «A tutti i tifosi e al mio amico Coppola. Un grande uomo e un grande portiere. Aiuterà Rafael e Gollini, ne sono sicuro».

Il Bologna fino a questo momento ha messo le mani su buoni giocatori ma quasi tutti svincolati. «È giusto così. Dobbiamo salvarci ed essere umili. Come lo è stato il mio Verona. Il primo anno di A è stato straordinario. Qualcuno si lamentava perchè difendevamo bassi ma la verità era che così facendo davamo metri fondamentali per le ripartenze di Romulo e Iturbe. Oggi giorno, a parte la Juve e l'Atletico Madrid, non mi sembra che vi siano molti club con difese arcigne. Bisogna attaccare e fare spettacolo. Il calcio va così. Dentro al mio cuore tengo sempre le due promozioni e il gol di Torino. Salutatemi tutti e grazie per gli auguri».
G.TAV.

KAZAN. Bronzo storico.
La 4x100 stile libero maschile è terza ai mondiali di Kazan e sale sul podio a otto anni di distanza dall’argento di Melbourne 2007.

Kazan, il quartetto azzurro... di bronzo

È la terza medaglia mondiale della specialità nella storia dopo quella australiana (argento Rosolino, Calvi, Galenda, Magnini - 3.14.04) e quella di Calì in Colombia nel 1975 con Pangaro, Barelli, Zei, Guarducci che chiusero terzi in 3.31.85.Volano gli azzurri che fendono le acque della Kazan Arena: Luca Dotto apre al sesto posto in 48''75; poi ci pensa bomber Marco Orsi a riportare gli azzurri sotto lasciando addirittura il cambio al secondo posto (47''75); poi Michele Santucci è bravo a mantenere a galla la staffetta con una frazione da 48''48 (quarto posto), e super Pippo Magnini fa uno dei tanti capolavori della sua interminabile carriera chiudendo in 47''55, per il 3’12''53 che porta i suoi davanti al Brasile (3’13''22); vince la Francia in 3’10''74 davanti alla Russia in 3’11''19.

SUPER MAGNINI E 4X100 È DI BRONZO, TRIS CAGNOTTO.
A Melbourne nel 2007 c’era anche lui sul podio d’argento dell’ultima staffetta azzurra medagliata ai mondiali. Sono passati otto anni e per la zampata vincente l’Italia del nuoto può contare ancora su Filippo Mganini che, tornato in versione Superpippo, a 33 anni trascina la 4X100 stile a uno storico bronzo nella rassegna iridata di Kazan.

Esordio delle gare in vasca ed è subito podio, in una giornata che aveva già regalato all’Italia un altro bronzo, quello con cui Tania Cagnotto, terza nel sincro misto con Micael Verzotto, chiude da protagonista il suo ultimo mondiale (oro da 1 m e bronzo da 3 m).

Dalla piscina poi subito soddisfazioni: con Magnini che batte la fidanzata, Federica Pellegrini (la sua staffetta chiude sesta con record italiano e pass per Rio 2016 però), e si va a prendere un bronzo che vale oro, il terzo podio iridato nella storia della staffetta azzurra dopo quella australiana (Rosolino, Calvi, Galenda, Magnini) e quella di Calì in Colombia, targata 1975.

«Gli obiettivi sono stati raggiunti. Un ingresso in finale che mancava da anni e un record italiano battuto mi rendono orgogliosa - dice l’olimpionica -. Poi ho avuto buone sensazioni in vasca e, in previsione dei prossimi giorni e delle prossime gare sono ottimista». La festa però è tutta tra i ragazzi della 4X100, ed è lontana «quell’aria irrespirabile» che aveva inquinato l’acqua ai Giochi di Londra dove si era alzata la rivolta dei velocisti proprio contro il capitano: sotto accusa la love story con la Pellegrini e il gossip a seguire («Qui si fa audience sulle nostre spalle» lo sfogo di allora).

A Kazan lo strappo è più che ricucito e tutti ora incensano il veterano dei Bad boys. «Grande il nostro capitano- dice Dotto - è una medaglia che inseguivamo da anni, ci era sfuggita per poco, stavolta non abbiamo sbagliato nulla».

Il numero uno con la frazione a chiudere è stato proprio super Pippo che adesso si gode la medaglia: «Sono contento perchè ho sempre pensato che questa fosse la staffetta più forte e che ha raccolto meno di tutte - dice Magnini - Non potevamo chiedere di meglio. Chi ben comincia è a metà dell’opera, questa medaglia ha già galvanizzato l’ambiente».

La tavola del trampolino regala un’altra gioia alla Cagnotto che lascia Kazan da vera regina: sale sul podio anche nella prova mista sincro con Verzotto, portando così a dieci le medaglie iridate in otto rassegne disputate e coronate in Russia proprio dal titolo che le mancava. «È il mondiale più bello della mia carriera, meglio di così non potevo chiudere - sorride l’azzurra - Bisogna saper smettere al momento giusto e penso sia arrivato».

Per gli azzurri della piscina il mondiale di Kazan invece è appena cominciato. Storica anche la 4x100 femminile con l’Italia, tornata in una finale iridata dopo 10 anni e qualifica olimpica ottenuta, stabilisce il suo miglior risultato di sempre dopo le edizioni di Madrid 1986 (settima), Fukuoka 2001 (ottava) e Barcellona 2003 (ottava).
Erika Ferraioli (54''80), Silvia Di Pietro (53''63), Laura Letrari (55''00), e Federica Pellegrini (53''73), chiudono col record italiano di 3’37''16 battendo il 3’37''63 stabilito ai campionati europei di Berlino il 18 agosto scorso che consegnò il bronzo continentale.

Ha vinto l’Australia (3’31''48 col record dei campionati, davanti all’Olanda (3’33''67) e gli Usa (3’34''61). «Gli obiettivi sono stati raggiunti. Un ingresso in finale che mancava da dodici anni e un record italiano battuto mi rendono orgogliosa - dichiara Federica Pellegrini - Poi ho avuto buone sensazioni in vasca e, in previsione dei prossimi giorni e delle prossime gare sono ottimista».

01.08.2015
Cagnotto di bronzo, l'ultimo tuffo è quello vincente
Tania Cagnotto

KAZAN. Tania Cagnotto ha vinto la medaglia di bronzo nella gara del trampolino da tre metri, al Mondiale in corso a Kazan. Oro alla cinese Tingmao Shi, argento alla connazionale Zi He. L’azzurra delle Fiamme Gialle sale sul podio grazie all’ultimo tuffo, totalizzando 356.15 punti. Dominio delle cinesi: oro a Shi Tingmao (383.55), argento a He Zi (377.45). Per la Cagnotto è la nona medaglia in diciotto finali iridate.

«È bellissmo, ma ho avuto così tanta soddisfazione da un metri che oggi sono quasi stupita...». Così Tania commenta la sua seconda impresa ai Mondiali di Kazan, il bronzo dai tre metri dopo l’oro da uno.
«Non me l’aspettavo - spiega la 30enne tuffatrice delle Fiamme Gialle a Raisport - Ho visto la canadese (Ware, ndr) molto in forma, ero convinta di chiudere tra la quarta e quinta posizione e sarebbe andata bene comunque, Poi ho fatto una bella gara, pensando solo a fare un bel punteggio più che ad una medaglia, che la canadese mi ha qausi regalato... Mi dispiace per lei, ma in questi giorni ho una nuvola che mi protegge».

La bolzanina, che domani sarà impegnata nell’ultima prova, il sincro misto, spiega che «è mancata solo la qualifica alle Olimpiadi nel sincro, ma è stato comunque il mio più bel Mondiale. Domani spero di fare una bella gara, mi divertirò: è una cosa nuova e la prenderò, come oggi, serenamente».

«Bravissima Tania, ha fatto una gara non così perfetta come da un metro, ma mi è piaciuta tanto sotto il valore tecnico - è l’analisi del ct azzurro Giorgio Cagnotto - Aveva tanta pressione, c’erano altre atlete che non scherzavano, la Cina è imbattibile, ma ce la possiamo fare. Un bronzo anche a Rio? Ci metterei la firma, abbiamo visto lo spessore di queste due atlete (le cinesi, oro e argento, ndr). Dobbiamo lavorare di più e riuscire a togliere qualche imperfezione: per arrivare a 370 punti abbiamo ancora dei passetti da fare».

01.08.2015
Nuoto, 25 chilometri azzurri: Ruffini oro, bronzo a Furlan


KAZAR (RUSSIA). Vince l’Italia della fatica; dei sacrifici, della cultura del lavoro. Simone Ruffini è il campione del mondo della 25 chilometri e Matteo Furlan lo segue al terzo posto. In mezzo ai due italiani l’argento dell’americano Meyer, studente di biologia nel prestigioso ateneo di Harvard.

Sono un oro e un bronzo che squarciano di luce una giornata ventosa e uggiosa che comunque non aveva mosso le acque del bacino sul fiume Kazanka, piatto e scuro. Medaglie atipiche per la prima storica doppietta dell’Italia sulla distanza più lunga, che aveva già portato l’argento di Sergio Chiarandini a Perth 1991 e di Marco Formentini a Melbourne 2007 e poi la medaglia d’oro di Valerio Cleri a Roma 2009.

Quella di oggi è stata una gara tatticamente perfetta da parte di entrambi gli azzurri, che comunque hanno espresso al meglio le loro peculiarità. In acqua Ruffini rimane sempre tra i primi dieci, nonostante due attacchi di vomito al 5° e 7° chilometro, scalando posizioni gradualmente, senza sprecare energie che si riveleranno determinanti negli ultimi mille metri, quando prende la testa della gara e non consente allo statunitense Meyer di rientrare. L’azzurro chiude in 4h53’10"7 con un vantaggio di 4"4. Furlan, che ha una velocità di base più evoluta, ma meno resistenza, resta nel gruppone fino al sesto giro, quando rientra tra i dieci e si aggancia negli ultimi 2.500 metri alla coppia di testa conservando la posizione che vale il bronzo nonostante il tentativo di rimonta del francese Axel Reymond. Tocca in 4h54’38"0.

«Mi sono svegliato con problemi di stomaco. Ai primi tre giri non stavo molto bene. Al quinto e al settimo chilometro ho vomitato due volte. Per fortuna c’è stato l’intervento del dottore (Sergio Crescenzi, ndr) che mi ha dato qualcosa rimettendo tutto a posto», racconta Ruffini, 26 anni il prossimo 7 dicembre, alla prima medaglia iridata della carriera dopo due noni posti nella 5 chilometri a Roma 2009 e Shanghai 2011 e il settimo posto nella 25 chilometri a Barcellona 2013. «Ho sempre creduto al podio. Alla vittoria non pensavo fino agli ultimi 1500 metri quando ho visto Meyer in seria difficoltà - continua il nuovo campione del mondo -. Ai 1000 metri mi ha lasciato passare e si è incollato ai piedi. Ho avuto un pò paura che rientrasse e sfruttasse la mia scia, ma poi sono riuscito a staccarmi - dice ancora il nuotatore seguito dal tecnico federale Emanuele Sacchi, qualificato alle Olimpiadi di Rio de Janeiro con il settimo posto nella 10 chilometri - Ancora non mi rendo conto di aver conquistato il titolo mondiale. Sono molto contento e desidero dedicare questa medaglia a tantissime persone, ma soprattutto alla mia fidanzata Aurora Ponselè. L’ho vista e già piangeva. Che felicità!».

Così Ruffini dal podio ha mostrato un cartello alla fidanzata collega di nazionale, con la scritta «Aurora, mi vuoi sposare?». Colta di sorpresa, la 23enne di Fano si è commossa, poi ha fatto sì con la testa e il gesto del cuore con le mani. Ruffini in carriera aveva già conquistato il bronzo nella 5 chilometri e l’argento nel Team Event agli Europei di Budapest 2010, nel lago Balaton, ed era arrivato a questi Mondiali dopo il successo in Argentina a Viedma e i terzi posti a Cozumel e Balaton, sempre per la Coppa del mondo.

FONTE: LArena.it


Ricominciamo... dalla B!
Pubblicato Martedì, 04 Agosto 2015
Ricominciamo... dalla B!

Ed ora finalmente l'ufficialità. E' Serie B!
Il Consiglio Federale della FIGC, riunitosi questo pomeriggio a Roma, ha ratificato il ripescaggio del Brescia nel Campionato di Serie B 2015/2016.

#Ricominciamo... e Ricominciamo B ene!

FONTE: BresciaCalcio.it


SAMUELE LONGO AL FROSINONE
martedì, 4 agosto, 2015
Il Frosinone Calcio comunica di aver acquisito le prestazioni sportive del calciatore Samuele Longo. L’attaccante classe ’92 arriva in prestito con diritto di riscatto dall’Inter.

FONTE: FrosinoneCalcio.com


A TU PER TU
...con Nicolas
"Trapani, lavoriamo per fare bene. Verona? Vorrei tornare in A. Buffon idolo. Neto, la Juve ti aiuterà. Cagliari la squadra da battere"
04.08.2015 00.00 di Alessio Alaimo Twitter: @alaimotmw
...con Nicolas
Nicolas Andrade è pronto a difendere la porta del Trapani. Trapani che agli ordini di Serse Cosmi è in ritiro, in attesa di preparare al meglio il campionato di serie B. "Il ritiro procede bene, ci stiamo preparando nel migliore dei modi", dice il portiere brasiliano di proprietà del Verona, a TuttoMercatoWeb.

Il mercato del Trapani sembra positivo. L'obiettivo per la prossima stagione?
"Pensiamo alla salvezza. Centrato questo traguardo, poi vedremo"

Per lei l'anno scorso una stagione importante a Lanciano. Per il futuro, l'obiettivo è tornare a Verona?
"A Lanciano ho fatto una bella annata, al Verona non ho trovato spazio così ho pensato che era meglio andare a giocare. Faccio un anno bene al Trapani, poi vediamo. Il sogno di tutti è la serie A, tornare mi piacerebbe. Ma intanto penso al Trapani".

Il suo modello?
"Buffon, è inarrivabile per tanti".

La Juve, come vice di Buffon, ha puntato su Neto.
"L'ho conosciuto in Brasile, abbiamo giocato insieme. Mi piace ma gli manca ancora qualcosa. È bravo. Ha fatto bene ad andare alla Juve, sarà un'esperienza che lo aiuterà. Poi alla Juve c'è anche Rubinho, che in Brasile giocava nella mia squadra del cuore".

Parla portoghese anche al Trapani, c'è Sodinha.
"Ci siamo subito trovati bene. Ma mi trovo bene con tutta la squadra".

Chi la squadra da battere in serie B?
"Il Cagliari. Sta facendo un grande mercato".

SERIE B
Salernitana, un nuovo obiettivo per la difesa: piace Rodriguez
03.08.2015 09.41 di Luca Esposito Twitter: @lucesp75
Stando alle ultime indiscrezioni raccolte dai colleghi di TuttoSalernitana,com, il club granata avrebbe deciso di virare su un obiettivo ambizioso per quanto riguarda la difesa: piacerebbe infatti l'uruguaiano Guillermo Rodrìguez, centrale di 31 anni alto un metro e novanta. Il calciatore, ex Verona e Torino in Italia, attualmente è svincolato.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


CHALLENGE LEAGUE 07/08/2015 - 18:27
Colpaccio Chiasso: ecco Andrea Dossena
Il terzino, ex nazionale azzurro, ha collezionato ben 277 presenze tra Serie A e Serie B, dove ha vestito le maglie di Treviso, Udinese, Napoli e Palermo


CHIASSO - Nuovo rinforzo per il Chiasso di Marco Schällibaum. Il club rossoblù ha infatti reso noto di aver messo sotto contratto sino al prossimo mese di giugno il difensore Andrea Dossena.

Ecco il comunicato del club:
Il Football Club Chiasso comunica ufficialmente di aver trovato un accordo con il calciatore Andrea Dossena fino al 30 giugno 2016, che vestirà la maglia rossoblù numero 6.

Il terzino, nato a Lodi il giorno 11/09/1981 e cresciuto nelle giovanili dell’Hellas Verona, ha collezionato ben 277 presenze tra Serie A e Serie B, dove ha vestito le maglie di Treviso, Udinese, Napoli e Palermo; il giocatore ha militato anche in Premier League con le maglie di Liverpool e Sunderland, totalizzando 25 presenze. Andrea ha inoltre rappresentato la Nazionale Italiana in 10 prestigiose occasioni.

FONTE: TIO.ch

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