#HellasWeeklyNews 19 Giugno 2011: Dopo quattro anni di sofferenze i gialloblù tornano in Serie B! - Mercato: Non solo RADU per il dopo SILVESTRI, JURIĆ vuole EMPEREUR
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Mister DI FRANCESCO si presenta «Se ci sono giocatori imprescindibili? Nessuno, dobbiamo ragionare con il "noi". Dobbiamo far leva su staff e componenti. Giocare con temperamento e aggressività, al di la dei principi tattici. Di questa squadra bisogna mantenere la mentalità, porterò novità tattiche e principi di gioco, ma non voglio smontare il lavoro fatto fin qui. Se sento la responsabilità del ruolo? Sono abituato alle pressioni. Nulla è scontato, ma voglio dare continuità in tema di risultati e personalità: questo, però, secondo i miei principi. Dobbiamo partire dal meglio che ha, dentro di sé, questa squadra. Gli obiettivi a breve e lungo termine del Club? Di questo ho parlato con il Direttore Sportivo. L'importante è mantenere la Serie A, poi viene il resto. Io e Tony abbiamo già instaurato un ottimo rapporto, c'è grande alchimia e mi auguro che duri a lungo. Ho quindi avuto un confronto con il Presidente, un incontro piacevole e diretto, che ho gradito molto. Se ho già un'idea dell'assetto, del modulo da utilizzare? Vorrei mantenere la difesa a 3, giocando in alcuni casi anche a 4. Questo per sfruttare massimamente gli esterni, che tanto hanno fatto bene» HellasVerona.it
L'ex allenatore gialloblù MUTTI a 'La Gazzetta dello Sport' «A mio parere l’Hellas è la scelta giusta per Di Francesco, il posto giusto per rilanciarsi. Eusebio è un tecnico bravo e preparato, tra i migliori in Italia, e l’ha dimostrato. Arriva in una realtà in cui c’è passione ma al tempo stesso le pressioni sono non eccessive, quindi potrà lavorare nella maniera migliore. Sapere che sarà alla guida del Verona è un piacere, può fare bene. Se lo meritano lui e il club» CalcioHellas.it
L'ex portiere gialloblù ora al VENEZIA Alberto POMINI a proposito di mister DI FRANCESCO che ebbe al SASSUOLO «È un allenatore preparato, capace di dare una personalità alla sua squadra. Un tecnico che crede nel lavoro e meticoloso nel rendere automatici i movimenti e i concetti di gioco da lui proposti. Con la ripetitività delle soluzioni. È una persona squisita a cui devo tanto a livello umano. È un tecnico che cerca di confrontarsi per capire se i concetti da lui richiesti sono stati memorizzati, ma è anche un allenatore che pretende che ogni giocatore sia a disposizione della squadra e del modulo da lui proposto. Noi a Sassuolo abbiamo giocato col 4-3-3 con gli esterni offensivi alti in modo da sfruttare gli inserimenti delle mezzali e a volte anche dei terzini. È molto scrupoloso nel lavoro difensivo e negli automatismi, mentre a livello offensivo lascia spazio anche alla creatività e all’estro del giocatore stesso. La stima nei giovani è uno dei suoi punti forti. Non ha paura ad inserire un ragazzo con poca esperienza se lo merita e ha qualità. Quelli di Berardi e Zaniolo sono due esempi su tutti. A Verona potrà fare veramente bene. La piazza è quella giusta per riprendere la strada di Sassuolo. E mettere in archivio le due ultime sfortunate stagioni Durante le quali più che le prestazioni sono mancati i risultati. Col mister ci sentiamo ancora e spesso. Gli ho augurato con tutto il cuore di fare veramente bene sia per lui che per l’Hellas Verona. Di più: gli ho scritto anche che ora ha una doppia responsabilità nei miei confronti perché, oltre a dover far bene e a tornare al top come ai tempi del Sassuolo, avrà anche l’obbligo di far vincere la squadra per la quale tifo da quando sono nato» HellasLive.it
Stefano SORRENTINO consiglia JURIĆ in caso di partenza di SIRIGU «Fare dei nomi non è mai bello. Io andrei più sul sicuro, e a quel punto prendere un portiere come Marco Silvestri dell’Hellas Verona. Un profilo che mi piace molto, è stato mio compagno di squadra al Chievo e sta dimostrando di essere un portiere all’altezza. Anche per questo è entrato nel giro della Nazionale. È relativamente giovane e può dire la sua. A scanso di equivoci: io terrei comunque Sirigu. Che Torino mi aspetta col nuovo tecnico Juric? Una squadra in stile Hellas, battagliera in campo e con il cuore Toro. Mi aspetto quel Torino che negli anni abbiamo conosciuto e che purtroppo si è visto un po’ meno di recente. Juric saprà quali corde toccare. È un tecnico che ha fatto bene in carriera ma avrà bisogno di tempo per lavorare. E avrà bisogno pure che squadra e società siano al suo fianco. Secondo me al Torino potrà fare bene» TuttoSport.com
Conferenza stampa #Primiero2021, Official Summer Retreat di Hellas Verona
Di Francesco: “Voglio un Verona con lo spirito e il coraggio degli ultimi due anni”
Il Presidente Setti e tutto Hellas Verona FC esprimono cordoglio e vicinanza alla famiglia Boniperti e a @juventusfc per la scomparsa di Giampiero Boniperti, grande uomo di sport e Presidente fra i più iconici e rappresentativi della storia del calcio italiano, e non solo.#HVFC
CALCIO / SERIE A / TORINO
Alberto Gervasi
14.06.2021 12:08 4 MIN Torino Sorrentino esclusivo: "Toro, tieni Sirigu o scegli Silvestri"
L'ex portiere dice la sua sulla squadra allenata da Juric e sull'estremo difensore granata, ora impegnato con la Nazionale
Dal campo, a difesa dei pali, alle trattative di mercato. Stefano Sorrentino ha sempre dimostrato di amare le sfide, anche quando non riguardavano direttamente il rettangolo di gioco. Così, dopo il ritiro dal calcio professionistico annunciato a inizio 2020 - salvo poi tornare a giocare tra i dilettanti: prima al Cervo, in Liguria, e poi in Piemonte alla Torinese, antenata del Toro - da poco ha intrapreso la carriera di agente dei calciatori.
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A proposito, come giudica l’ultima stagione di Salvatore Sirigu?
«Alti e bassi, come la stagione del Torino in generale. Ci può stare per un portiere che ha fatto vedere di cosa è capace nell’arco della sua carriera. Diciamo che l’ultima stagione è stata un po’ al di sotto delle potenzialità di Salvatore».
Che idea si è fatto sul futuro del portiere sardo?
«Non lo so, non sono l’agente. Lui e il suo procuratore avranno certamente l’esperienza per prendere la decisione migliore. Da fuori non mi piace quando si parla di situazioni che non si conoscono. È chiaro che, fossi io il Torino, non mi priverei di Sirigu. È un calciatore importante anche per lo spogliatoio, non a caso è uno dei tre portieri della Nazionale. Ci sarebbe, poi, il problema di rimpiazzarlo vista la crisi di portieri e di soldi che c’è in questo momento».
Nel caso in cui scegliesse di lasciare il Torino, c’è qualche portiere in Italia o all’estero che la stuzzica particolarmente e che potrebbe fare al caso dei granata?
«Fare dei nomi non è mai bello. Io andrei più sul sicuro, e a quel punto prendere un portiere come Marco Silvestri dell’Hellas Verona. Un profilo che mi piace molto, è stato mio compagno di squadra al Chievo e sta dimostrando di essere un portiere all’altezza. Anche per questo è entrato nel giro della Nazionale. È relativamente giovane e può dire la sua. A scanso di equivoci: io terrei comunque Sirigu».
Milinkovic-Savic ha avuto poche possibilità di dimostrare il proprio valore ed è in scadenza di contratto. Merita un’altra possibilità? Il Torino sembra intenzionato a rinnovargli il contratto.
«Non lo so. Vista l’età, a mio avviso dovrebbe andare a giocare e non fare la riserva. Due partite all’anno in serie A non servono praticamente a nulla. Ha bisogno di giocare e di sbagliare, di sentire la pressione e di dimostrare il suo valore».
Che Torino si aspetta con il nuovo tecnico Juric?
«Una squadra in stile Hellas, battagliera in campo e con il cuore Toro. Mi aspetto quel Torino che negli anni abbiamo conosciuto e che purtroppo si è visto un po’ meno di recente. Juric saprà quali corde toccare. È un tecnico che ha fatto bene in carriera ma avrà bisogno di tempo per lavorare. E avrà bisogno pure che squadra e società siano al suo fianco. Secondo me al Torino potrà fare bene».
FONTE: TuttoSport.com
HELLAS VERONA di Gianluca Vighini, 16/06/2021 19:11 Vighini: Sincero, umile, concreto. Difra è già veronese
Di Francesco
Nessuna supercazzola. Nessun “andiamo a comandare”. Tanto rispetto per il lavoro di Juric, tanta umiltà “ho sbagliato tantissimo, dovrei star qui a lungo a parlarvene”, tanta concretezza (“pensiamo solo alla salvezza”).
Poche ore e Difra è diventato veronese. E se il buongiorno si vede dal mattino, il nuovo allenatore ha “bucato” lo schermo. Insomma siamo lontani da Grosso e si capisce che l’uomo è di spessore e il tecnico pure. Pare addirittura che vi sia sintonia con Setti e questa potrebbe essere la grande novità. Soldi ce ne saranno pochi, forse il vero acquisto sarà Zaccagni, Di Francesco dovrà fare la guerra con armi limitate ma rodate. La speranza è che Verona ora lo faccio tornare quello di Sassuolo quando sbarazzino se la giocava ovunque. Raccontando sempre la verità ci avrà al suo fianco. E uniti si può fare un miracolo.
FONTE: TGGialloBlu.Telenuovo.it
SERIE A Il nuovo Verona parla pescarese: che intesa tra Di Francesco e D'Amico
17/6 ALLE 09:25
di LUCA CHIARINI
Via il velo, l'Hellas Verona di Eusebio Di Francesco è ufficialmente pronto a decollare. La conferenza di presentazione, un'ideale posa della prima pietra nella splendida cornice della terrazza panoramica del Due Torri, hotel che ha sede nel cuore della città, ha sancito l'inizio dell'avventura in gialloblù del tecnico. Idee chiare, desiderio di rivalsa e di rilancio, insieme ad una certa contezza degli errori commessi in passato: il primo approccio all'universo Hellas di Eusebio è stato un condensato di concetti, idee, ammissioni ed emozioni, ovviamente.
Il nuovo corso ha radici ben salde in Abruzzo. A Pescara, per l'esattezza, la terra di DiFra e del d.s. D'Amico. Che proprio a Pescara ha iniziato a corteggiarlo. Un matrimonio che, sin da quel primo incontro, era destinato a compiersi: "È stato un piacere parlare di calcio con lui - ha rivelato Eusebio -. Sotto questo profilo ci siamo trovati subito". Un colpo di fulmine, dunque: di lì in poi è stato (quasi) tutto in discesa, se si esclude la due giorni di contrattazioni serrate con il Cagliari per la risoluzione del contratto. Ma Di Francesco e il Verona si erano scelti, si sono voluti, e sono andati oltre gli ordinari intoppi tipici di ogni trattativa.
La parola d'ordine sarà evoluzione, e non smantellamento. Perché qualche coordinata significativa Di Francesco l'ha già data: la difesa a tre sarà presumibilmente assetto di partenza ma non dogma, perché si contemplerà l'opportunità di traslare a quattro, all'occorrenza. E guai a parlare di calcio "palleggiato", e dunque in contrapposizione all'aggressione alta e a tutti i costi di Juric: quello spirito Eusebio vuole conservarlo, e alimentarlo. "Un po' vi siete dimenticati come alleno", ha osservato ieri divertito, come a voler dire: nelle ultime due esperienze non sono riuscito ad esprimermi come speravo, ma la mia identità è rimasta immutata, semmai si è evoluta nel tempo, ma non nei principi fondanti.
La missione di DiFra sarà dunque cercare "di rubare il meglio" che il Verona abbia mostrato nell'ultimo biennio, adattandolo ad una filosofia certamente diversa rispetto a quella precedente. E soprattutto con un bagaglio d'esperienze arricchito dalle recenti delusioni, frutto di errori che Eusebio si augura "di non commettere più". La full immersion vera e propria nel mondo gialloblù avrà inizio il dieci luglio, quando l'Hellas raggiungerà il ritiro di Primiero, che si protrarrà fino al ventiquattro. Il diciassette, il ventuno e il ventiquattro sono in programma tre amichevoli di difficoltà (presumibilmente) crescente, contro avversari già individuati ma non ancora ufficiali.
FONTE: TuttoMercatoWeb.com
Verona - Hellas Verona FC e Trentino, un binomio che si ripropone per la quarta volta negli ultimi cinque anni e una sinergia che si ripristina alle porte della terza stagione in Serie A consecutiva del Club gialloblù. Sarà infatti nuovamente Primiero San Martino di Castrozza l'Official Summer Retreat del Verona, dopo il soddisfacente triennio 2017-2018-2019.
La presentazione di #Primiero2021 è avvenuta oggi, mercoledì 16 giugno, sulla panoramica terrazza dell'Hotel Due Torri a Verona. Ad illustrare il programma del ritiro erano presenti, in qualità di relatori, Pantaleo Longo, Direttore Operativo di Hellas Verona FC, Roberto Cozzio dell'Area Sport e Sponsorship Sportive di Trentino Marketing, e Antonio Stompanato, Presidente dell'APT di San Martino di Castrozza.
LE SEDI DEL RITIRO
La preparazione estiva, primo step di ogni nuova stagione sportiva, vedrà mister Di Francesco, il suo staff e tutta la squadra impegnati in Trentino da sabato 10 luglio a sabato 24 luglio, periodo durante il quale i gialloblù alloggeranno all'Hotel Luis a Fiera di Primiero e si alleneranno al Centro Sportivo Intercomunale di Mezzano, a pochi minuti dall'hotel.
GLI IMPEGNI DELLA SQUADRA
Durante le due settimane, Veloso e compagni sosterranno sedute quotidiane di allenamento presso il già citato centro sportivo, ma disputeranno anche tre gare a carattere amichevole, tutte organizzate da Dolomiti Sport Event, altro qualificato partner di lungo corso di Hellas Verona FC.
Date, orari e avversari dei tre test-match dei gialloblù saranno definiti e comunicati appena possibile.
I ticket per le gare a carattere amichevole e gli accessi per le sessioni di allenamento dovranno essere prenotati preventivamente tramite appositi canali che verranno comunicati nei prossimi giorni. Questa procedura è motivata dalle esigenze di contingentamento degli accessi previste dalle normative nazionali e provinciali in essere alla data attuale ai fini del contrasto alla diffusione della pandemia Covid19.
Verona - Le principali dichiarazioni del nuovo allenatore dell'Hellas Verona, Eusebio Di Francesco, rilasciate in occasione della conferenza stampa dedicata alla sua presentazione tenutasi oggi, mercoledì 16 giugno, presso la terrazza dell'Hotel Due Torri di Verona.
"Quando e come nasce la scelta di Verona? Ho avuto un incontro con il Direttore Tony D'Amico, che ho conosciuto solo un mese fa. Abbiamo parlato piacevolmente di calcio e questo mi ha lasciato sensazioni positive: ho avvertito che la Società mi voleva fortemente. Sono arrivato ieri (martedì, ndr) e ho trovato una città splendida. Voglio mantenere lo spirito di questa squadra, lo spirito di chi, con coraggio, può giocarsela con tutti. Sono venuto per fare un lavoro importante e per dare il meglio di me stesso. Questo il motivo che mi ha spinto a scegliere Verona.
Se ci sono giocatori imprescindibili? Nessuno, dobbiamo ragionare con il "noi". Dobbiamo far leva su staff e componenti. Giocare con temperamento e aggressività, al di la dei principi tattici. Di questa squadra bisogna mantenere la mentalità, porterò novità tattiche e principi di gioco, ma non voglio smontare il lavoro fatto fin qui. Se sento la responsabilità del ruolo? Sono abituato alle pressioni. Nulla è scontato, ma voglio dare continuità in tema di risultati e personalità: questo, però, secondo i miei principi. Dobbiamo partire dal meglio che ha, dentro di sé, questa squadra.
Gli obiettivi a breve e lungo termine del Club? Di questo ho parlato con il Direttore Sportivo. L'importante è mantenere la Serie A, poi viene il resto. Io e Tony abbiamo già instaurato un ottimo rapporto, c'è grande alchimia e mi auguro che duri a lungo. Ho quindi avuto un confronto con il Presidente, un incontro piacevole e diretto, che ho gradito molto.
Se ho già un'idea dell'assetto, del modulo da utilizzare? Vorrei mantenere la difesa a 3, giocando in alcuni casi anche a 4. Questo per sfruttare massimamente gli esterni, che tanto hanno fatto bene.
Se ho già osservato qualche giovane giocatore a Verona? Col Direttore abbiamo già iniziato a parlare di questo. Cancellieri per esempio è uno di quei giocatori che mi piacciono, lo valuterò nel corso del ritiro. Quello che intendo fare, però, è dare spazio ai giovani che si dimostreranno veramente pronti. Questo per non 'bruciare', in un certo senso, tanti ragazzi che in un determinato momento non sono ancora all'altezza di confrontarsi con un campionato come quello di Serie A.
Quanto è importante per me ritrovare il mio 'vice' Tomei? Ho cercato di riportare con me il mio vecchio staff, ci siamo ritrovati e cerchiamo di ripartire da quanto di buono abbiamo condiviso in passato. Tornare a lavorare col mio staff dopo qualche anno, è per me fondamentale".
FONTE: HellasVerona.it
Nel domino di panchine innescato dal divorzio di Gennaro Gattuso dai viola, entra di prepotenza Ivan Juric. L’uomo di Spalato non è contento dell’incipit granata, laddove club e squadra non avrebbero incontrato appieno il suo favore. Le difficoltà ad intervenire sul mercato fanno il resto con il carattere fumantino dell’ex Verona poco incline ai compromessi. Pertanto non è da escludere un passo indietro per sfruttare l’opzione Firenze che gli garantirebbe un parco giocatori decisamente di suo gradimento con la stella Vlahovic e i pupilli Kouame’ e Amrabat, stelle polari in un suo ipotetico 11 titolare.
Dopo Gattuso, anche Juric potrebbe abbandonare la sua nuova destinazione, quella granata. Il tecnico ex Verona ha appena firmato col Torino ma ha avuto un grave diverbio per alcune scelte di mercato con il direttore sportivo Vagnati.
Il punto è la difesa, Juric spinge per una rivoluzione, che prevede Lovato al posto di Izzo e il lancio di Buongiorno.
Si attendono novità da una situazione che potrebbe anche portare ad un prematuro divorzio.
FONTE: CalcioStyle.it
L’intervista al “Telegraph” di Jorginho ha scatenato polemiche. Mandorlini ha accusato l’ex diesse del Verona, Mauro Gibellini, di essere il “suggeritore” di alcune parole (“Non credo siano parole di Jorge, ma se ci metti di mezzo Gibellini, avrà fatto qualche cazzata” ha detto alla vigilia di Padova-Alessandria) che non hanno fatto piacere all’allenatore del Padova.
E Gibellini ha deciso di replicare. “Mio malgrado sono costretto a intervenire su una vicenda che non mi riguarda personalmente. Era una faccenda fra Jorginho e Mandorlini, ma sono stato chiamato in causa, e quindi devo puntualizzare per difendere la mia dignità professionale. Fra l’altro ho aspettato fino ad oggi, perché non volevo che le mie parole turbassero il lavoro di nessuno durante i play-off. Trovo allucinante quanto detto da Mandorlini nei miei confronti, anche perché credo che Jorginho non abbia bisogno di un mio suggerimento per realizzare un’intervista. Inoltre, vivo da 5 anni a Fossalta di Portogruaro, un paese di 2mila anime, e qui nessuno ha saputo dell’apertura di una redazione del Telegraph. Ma forse ne è a conoscenza Mandorlini… L’intervista di Jorge? La realtà è sempre stata ben diversa da come l’ha descritta l’allenatore del Padova: Jorginho, ripeto, che non ha bisogno del mio aiuto per parlare con i media, ha raccontato la verità su come sono andate le cose. Personalmente mi sono speso tantissimo per lui all’inizio della carriera, ho fatto di tutto per convincere l’allenatore a tenerlo in squadra. Soltanto il compianto presidente Martinelli credeva quanto me alle doti tecniche e umane dell’italo-brasiliano, oltre alla sua piena realizzazione sportiva. E l’allenatore del Padova ha perso l’ennesima occasione per starsene zitto, avrebbe fatto più bella figura”.
FONTE: TGGialloBlu.Telenuovo.it
L’ex difensore dell’Hellas Verona, Giuseppe “Gepy” Pugliese, è il nuovo allenatore dell’Ambrosiana, in Serie D. Subentra a Chiecchi, dopo aver allenato gli Juniores Nazionali del club di Sant’Ambrogio di Valpolicella.
FONTE: HellasLive.it
Deve essere atroce perdere due volte il campionato nella stessa stagione, peraltro in modo così beffardo da sentirsi veramente “sfigato”.
Lui che dieci anni fa etichettò il collega Sarri alla stessa maniera.
Andrea Mandorlini, 40 giorni fa, aveva portato il Padova al primo posto nel girone B della Lega Pro, al termine della stagione regolare, con 79 punti in classifica. Gli stessi conquistati dal Perugia di Fabio Caserta, salito direttamente in serie B, a scapito della formazione padovana che aveva segnato 68 gol subendone 26 mentre quella perugina ne aveva realizzato uno in meno (67) incassandone 4 in più (30).
E’ il regolamento, bellezza!
Decisiva, in quel caso, la differenza reti negli scontri diretti, finiti con lo stesso risultato, una vittoria per parte: all’andata si era imposto il Perugia per 3-0, nella gara di ritorno successo del Padova ma con una sola rete di scarto.
E così il Padova è andato ai playoff, ufficialmente classificatosi secondo, nonostante il primo posto alla pari con il Perugia.
Il resto è storia nota: il Padova è andato avanti nel suo cammino ed ha battuto pure l’Avellino nella gara di ritorno al Partenio, dopo avere pareggiato 1-1 all’andata all’Euganeo.
La finale per la promozione in serie B si è giocata tra Alessandria e Padova: all’andata pareggio in casa dei padovani, al ritorno stesso risultato.
Per decidere la quarta squadra da promuovere in B, si è reso necessario battere i calci di rigore.
Sapete com’è andata? Ha vinto l’Alessandria, con un rigore di scarto, beffando il Padova come aveva fatto il Perugia.
Dispiace per Mandorlini ma per la stagione appena andata in archivio, l’unico titolo che l’allenatore è riuscito a conquistare è quello di “sfigato” della Lega Pro, in senso buono s’intende perchè professionalmente nessuno mette in discussione un tecnico con un illustre passato come il suo.
A proposito di sfigati, dieci anni fa Mandorlini definì Maurizio Sarri l’allenatore più sfigato della serie B.
Quell’anno lui era alla guida del Verona e Sarri era l’allenatore dell’Alessandria (corsi e ricorsi storici…)
“Sarri porta sfiga”: questo era stato il pensiero di Andrea Mandorlini quando nel 2011, sempre in sella all’Hellas Verona, si apprestava a salire in serie B attraverso i play off dove si scontrò nella finale contro la Salernitana.
Nel lotto di chi si giocava l’accesso in massima serie c’era anche la piccola Alessandria, guidata da uno sconosciuto Sarri che non andò oltre la semifinale lamentando un trattamento arbitrale ingiusto “atto ad aiutare piazze più grandi”.
Fu forse un caso, forse no, ma l’attuale tecnico della Lazio ebbe ragione visto che la promozione se la giocarono tra Verona e Salerno.
Mentre Sarri criticava gli arbitri, Mandorlini criticava – senza motivo – Sarri: “A me non piace parlar male di allenatori ma so che Sarri è uno che veste di nero e non porta proprio bene. Vede le cose negative”: uno schiaffo alla carriera di un collega fatta di sacrifici e costruita sulla passione.
L’allenatore ex del Napoli e ora alla Lazio, sorrise senza replicare. Ha le sue scaramanzie, tra queste c’è quella di indossare spesso il nero. Alternandolo al blu. Insomma gli piace vestire scuro, un look che ha fatto suo da quando ha intrapreso la carriera in panchina.
Ma quella non fu l’unica uscita infelice di Mandorlini. Il suo Verona vinse la finale playoff contro la Salernitana, approdando in serie B, mandando in estasi la tifoseria scaligera.
Per la festa della promozione, il tecnico Mandorlini si esibì in uno show saltellava e ballava con i tifosi gialloblù cantando «Ti amo terrone»: festival del razzismo puro.
Qualche mese più tardi ci pensò un napoletano, Aniello Cutolo, a rispondergli per le rime a nome di tutti i terroni: giocava con la maglia del Padova (corsi e ricorsi storici pure in questo…) e in occasione del derby veneto a Verona, il napoletano dopo avere segnato uno spledido gol con un tiro da venticinque metri, fece di corsa tutto il campo per andare ad esultare in faccia a Mandorlini: «Ti amo coglione».
Alzi la mano chi vorrebbe imitare Cutolo.
FONTE: IrpiniaOggi.it
COMUNICATO
17.06.2021 BIENNALE CON OPZIONE PER IL 27ENNE DIFENSORE
L’FC Südtirol comunica di aver acquisito a titolo definitivo i diritti alle prestazioni sportive del calciatore Filippo De Col. Il 27enne, difensore-terzino destro si è legato al club biancorosso con un contratto biennale più opzione per il terzo anno. Nel corso della stagione agonistica 2019-2020, De Col, ha giocato nel campionato di serie B con la maglia della Virtus Entella, collezionando 15 presenze in campionato e una in Coppa Italia.
Originario di Pieve di Alpago, nato ad Agordo, in provincia di Belluno il 27 ottobre 1993, 183 centimetri per 80 chilogrammi di peso forma, Filippo “Pippo” De Col è un difensore esterno basso di destra, di piede destro, capace di giocare anche sulla fascia mancina. Dotato di ottima resistenza fisica e di buona velocità è abile sua in fase difensiva che in fase offensiva, Vanta quasi duecento partite in serie B, precisamente 193 di campionato (12 assist) e 3 play-off a cui si aggiungono 15 presenze in Coppa Italia (1 rete).
Nel campionato cadetto ha vestito le maglie dello Spezia Calcio nel 2014-2015 e dal gennaio 2016 al gennaio 2020 (141 gare, 1 gol e 10 assist), della Virtus Entella in due periodi: dal gennaio 2020 al giugno 2021 (58 partire, 2 reti in B) e in C1 nel 2012-2013, della SS Virtus Lanciano 2013-2014 (38 partite, 2 assist) guidata dall’ex tecnico dell’FCS Marco Baroni, del Cesena (5 gare) nel 2015-2016
Vanta 29 presenze (con 3 reti) nel campionato di serie C1 girone A più 2 gettoni nei play-off con la maglia della Virtus Entella nella stagione 2012-2013, disputata dopo l’anno in serie D (2 reti) al Legnago Salus dopo essere uscito dalla Primavera. E’ cresciuto nelle giovanili del Monza prima e del Milan poi.
Dopo la stagione in C1 con la Virtus Entella, nell’estate del 2013 viene acquistato in comproprietà dall’Hellas Verona, che lo cede subito in prestito alla Virtus Lanciano in B dove disputa una stagione da protagonista. Nel 2014 viene ceduto allo Spezia, in B. Debutta con i bianconeri liguri il 16 agosto 2014 nel turno preliminare di Coppa Italia contro il Lecce segnando il suo primo gol con la nuova maglia. Nell’agosto del 2015 viene ceduto al Cesena, in prestito con diritto di riscatto per poi tornare allo Spezia. Il 23 gennaio 2020 il ritorno alla Virtus Entella tra i cadetti.
Ha vestito 4 volte la casacca della nazionale italiana Under 20 e 2 volte quella dell’Under 21 compresa la gara del 5 marzo 2014 valida per la qualificazione all’Europeo di categoria Irlanda del Nord-Italia 0-2 con Luigi Di Biagio c.t. azzurro e Italia-Montenegro 4-0 del 4 giugno 2014. Una presenza, nel 2015 con la nazionale azzurra di serie B in occasione dell’amichevole on la Croazia Under 21 del 15 aprile 2015 (1-1).
F.C. Südtirol rivolge un caloroso benvenuto a Filippo De Col e gli augura un futuro ricco di soddisfazioni - personali e di squadra - in maglia biancorossa.
FONTE: FC-SuedTirol.com
17 giugno 2021
ACF Fiorentina e Mister Rino Gattuso, di comune accordo, hanno deciso di non dare seguito ai preventivi accordi e pertanto di non iniziare insieme la prossima stagione sportiva.
La Società si è messa immediatamente al lavoro per individuare una scelta tecnica che guidi la squadra Viola verso i risultati che la Fiorentina e la Città di Firenze meritano.
FONTE: ACFFiorentina.com
SERIE A Addio Fiorentina-Gattuso, Marani: "Perché i problemi con Mendes non sono emersi alla firma?"
17/6 ALLE 11:36
di SIMONE BERNABEI
Tramite i microfoni di Sky Sport, il giornalista Matteo Marani ha commentato le vicende di casa Fiorentina, con l'addio di Gennaro Gattuso arrivato nella mattinata di oggi dopo divergenze fra la società viola ed il suo procuratore sul mercato: "E' una vicenda abbastanza oscura, mancano ancora degli elementi. L'unica cosa che capisco è che l'arrivo di Gattuso, e quindi di Mendes, nel mondo Fiorentina aveva un "prezzo". Nel momento in cui ti affidi a un agente così è evidente che lui imponga condizioni e voglia avere una sua zona di influenza. Questo spazio evidentemente nella Fiorentina non c'è, ma la domanda che mi faccio è perché scoprirlo un mese dopo e non al momento della firma? Non è un segreto che una parte della società non fosse favorevole a Gattuso e quindi a Mendes, ma questa è una vicenda che non va a rafforzare una Fiorentina che comunque viene da 2-3 anni brutti. E questa è un'altra pagina spiacevole".
ALTRE NOTIZIE Luca Calamai: “Gattuso? Il suo addio lascia pensare a malandrinate”
17/6 ALLE 11:25
di TMWRADIO REDAZIONE
Luca Calamai de La Gazzetta dello Sport interviene a TMW Radio durante la “L’Editoriale” per parlare del terremoto in casa Fiorentina con il divorzio da Gattuso. Queste le sue parole:
“E’ un comunicato che non entra nel merito, noi ci basiamo sulle indicazioni raccolte, ma bisognerà andare al cuore del problema. L’elemento di rottura è stato il rapporto con Mendes. E’ una storia paradossale. Cosa è successo per far sì che la trattativa per Sergio Oliveira porti a tutto questo? Ora non è solo un problema di Commisso, Pradè, Barone o Gattuso. C’è una mancanza di rispetto alla città, va spiegato cosa è successo perché così come viene raccontato fa immaginare malandrinate. Per questo va spiegato l’addio perché sennò poi ognuno racconta quello che vuole. L’altra faccia della medaglia è che la Fiorentina si sia gettata nel progetto Gattuso, capendo solo dopo quanto sarebbe costato ma io non voglio credere che sia così”.
RASSEGNA STAMPA Corriere Fiorentino: "Viola, rottura con Gattuso. Storia ai limiti dell'immaginazione"
17/6 ALLE 09:49
di NICCOLÒ SANTI
Nemmeno il tempo di depositare il contratto firmato il 25 maggio scorso - scrive il Corriere Fiorentino - che tra Gennaro Gattuso e la Fiorentina l'avventura potrebbe già essere finita. Una storia ai limiti dell'immaginazione che si è trasformata in preoccupante realtà: tutto nasce dal mercato e, in particolare, dal rapporto con Jorge Mendes. Tra i calciatori da lui rappresentati c'è Sergio Oliveira, che appena una settimana fa era a un passo dalla maglia viola. E invece no. Ha avuto il sopravvento uno scontro forte tra il super procuratore portoghese (che d'accordo con Gattuso avrebbe portato a Firenze almeno quattro o cinque giocatori) e la società, per via delle commissioni richieste oltre al gran prezzo che i viola avrebbero dovuto pagare per Oliveira o Guedes. Da qui lo stop. Una rottura difficile da ricomporre, anche se la diplomazia le tenterà tutte.
FONTE: TuttoMercatoWeb.com
Mercoledì, presso il Mapei Football Center, alla presenza dell’AD Giovanni Carnevali e del DS Giovanni Rossi, è stato definito l’accordo per conferire l’incarico di allenatore della Prima Squadra al Sig. Alessio Dionisi.
L’accordo decorre dal 1° Luglio 2021 e prevede una durata biennale fino a Giugno 2023.
La presentazione alla stampa e ai media avverrà nelle prossime settimane.
Benvenuto Mister e buon lavoro da parte di tutto il mondo neroverde!
FONTE: SassuoloCalcio.it
Collecchio, 17 giugno 2021 – Il Parma Calcio 1913 comunica di aver raggiunto un accordo con Gianluigi Buffon per un contratto che lo legherà al club fino al 30.06.2023.
Esattamente vent’anni dopo l’ultima gara giocata con la maglia del Parma, dunque, Gigi torna a vestire i colori gialloblù. Lo fa dopo aver vinto praticamente tutto ciò che poteva conquistare.
— Parma Calcio 1913 (@1913parmacalcio) June 17, 2021
Una carriera, la sua, che è iniziata proprio nel Settore Giovanile del nostro club, nell’estate del 1991, e che l’ha portato a scrivere pagine indelebili del calcio mondiale.
A partire da quella di domenica 19 novembre 1995, quando debuttò in Serie A, ancora minorenne, contro il Milan. Allo stadio Ennio Tardini quel giorno Buffon fu il miglior giocatore in campo.
Con la nostra maglia in 220 partite si fece conoscere al mondo come Superman, debuttò in Champions League, vinse un Europeo U21, esordì nella Nazionale italiana a diciannove anni e alzò al cielo una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e una Coppa Uefa.
In seguito, con la maglia azzurra, con quella della Juventus e con quella del P.S.G. ha messo in bacheca una Coppa del Mondo, dieci Scudetti in Italia e uno in Francia, cinque Coppe Italia, sei Supercoppe italiane e una Supercoppa di Francia. Per non parlare di una lista infinita di titoli personali.
“Siamo entusiasti di dare il benvenuto a Gigi Buffon – ha dichiarato Kyle Krause, Presidente di Parma Calcio – Vogliamo riportare questo club leggendario dove gli compete. Il ritorno di Buffon è un’altra conferma di questa nostra ambizione. È un momento davvero speciale per tutti noi“
“Fin da quando ho condiviso per la prima volta con Gigi l’idea di tornare a Parma – ha dichiarato il Managing Director Sport Javier Ribalta – avevo capito guardandolo negli occhi che era un’idea che lo emozionava. Ha stimoli, ha voglia di dimostrare, conosce la piazza, Parma è casa sua. Siamo orgogliosi di poter contare su di lui, di vederlo tornare dove la sua splendida carriera è iniziata, con davanti a sé altre pagine di storia da scrivere”.
Nei prossimi giorni verranno comunicate data e informazioni utili circa l’evento di presentazione a tifosi e stampa.
FONTE: ParmaCalcio1913.com
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