AGEVOLE 3 A 1 DELL'HELLAS nell'amichevole in Svizzera a casa del LUGANO: L'avversario non era certo di quelli impossibili e tuttavia è sempre meglio vincere che no perché vincere instaura fiducia e ottimismo aiutando a vincere; assenti MULATTIERI, BRADARIĆ (in regolare permesso) e anche l'oggetto misterioso BEGA (che non può portarsi ancora dietro la gastroenterite e a questo punto sta diventando un caso), non s'è visto purtroppo nemmeno SERDAR che pure doveva rientrare dopo queste tre settimane di sosta, evidentemente il tedesco non è ancora in grado di affrontare una partita per cui sarà complicato vederlo in campo a Modena dove però potrebbe esordire EKUBAN dopo la mezz'ora di oggi.
Buone indicazioni invece da FRESE che dopo il lungo stop è sceso in campo nell'ultimo quarto d'ora; importante il gol di MOSQUERA a segno ancora una volta con un'azione da vero centravanti di sfondamento e una conclusione di finezza dopo una finta, ma anche quello di SEZONIENKO che, schierato a destra nelle prove di 4-3-3 che sta portando avanti mister BARONI, ha castigato il portiere avversario con un diagonale da fuori area seguito da quello d'opportunismo di IANNONI ad inizio ripresa.
Magari sarò un ossessivo-compulsivo o avrò un qualche altro problema nella sfera psichica, può essere, fattostà che in questo caso continuo a pensare, visto che al momento si parla di 300 milioni di investimenti privati da parte della proprietà del Club, non poteva una piccola parte di quei 300 milioni (se veramente c'era perché la grana non è che nasce sotto le piante come funghi nel bosco) essere investita in questa drammatica (sportivamente parlando) stagione e mezza in cui 'Presidio' mai 'Investors' non ha investito il becco di un quattrino appoggiandosi, con annesso vanto, sulla presunta autosostenibilità per, magari, combattere di più e meglio onde evitare la retrocessione?
E perché, nonostante la (presunta) montagna di soldi a disposizione del club per il nuovo stadio, anche nell'ultimo mercato si è venduto tutto il vendibile perché diversamente non si poteva fare? C'è qualcosa che non mi torna ma... Boh, è per un limite mio eh?
In ogni caso sarebbe carino che chi sa, spiegasse alle masse prima questo cruciale punto e poi, nel caso, tutto l'ambaradam dello stadio ma del resto è tutto in coerenza con l'intenzione di realizzare uno stupendo impianto in cui gioca una squadra di Serie B da (quasi) sempre con le pezze al culo: Avanti/=\Così partiamo a costruire la casa dal tetto mi raccomando!
PERFETTAMENTE RIUSCITI GLI INTERVENTI CHIRURGICI di ricostruzione del legamento crociato anteriore destro con tendine rotuleo effettuati a Villa Stuart su KORAČ e COMPAGNON recita un comunicato del club, i tempi di guarigione saranno purtroppo lunghi però...
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Il presidente esecutivo Italo ZANZI ha illustrato i passaggi dell’operazione che prevede la demolizione dell’attuale Bentegodi e la costruzione di un nuovo impianto ai microfoni de 'Il Corriere di Verona' «...Solo la ricostruzione consente di dotare Verona di uno stadio moderno, sicuro e accessibile, con una reale certezza su tempi e costi. Circa tre quarti dell’importo saranno coperti da risorse private, attraverso capitale messo a disposizione da Presidio Investors, insieme a finanziamenti bancari. I Club calcistici non hanno né il mandato di sviluppo né le risorse necessarie per sostenere da soli investimenti di questa portata. Al termine della concessione di 90 anni, lo stadio tornerà alla città... L’investimento nella squadra e quello nello stadio procedono di pari passo e si rafforzano reciprocamente nel lungo periodo. Sono infatti strettamente connessi nella visione di lungo termine del Verona. Lo stadio è ciò che può rendere la squadra più forte e più solida nel tempo: genera ricavi che non dipendono esclusivamente dall’ultimo risultato sportivo. Si tratta di un cambiamento strutturale di lungo periodo che potrà sostenere il successo dell’Hellas Verona per molti decenni» CalcioHellas.it
Nunzio LELLA nella conferenza stampa di presentazione «Quando ho avuto la possibilità di venire a Verona ho accettato subito, la piazza è grandiosa. I compagni poi mi hanno accolto benissimo, anche perché io sono uno molto estroverso che fa amicizia subito. Siamo un bel gruppo. Mediano? Mi sento un equilibratore, mi piace lottare dando tutto, ma anche attaccare lo spazio e riempire l’area. Il mio modello è un po’ Barella, un giocatore duttile che fa un po’ tutto. In cosa vorrei migliorare? Magari mi piacerebbe fare qualche gol e assist in più, ma posso migliorare in tutto. Baroni non ha bisogno di presentazioni, è un grande allenatore e cerco sempre di fare quello che mi chiede. l derby contro il Vicenza è stata una partita bellissima, avevamo una grande voglia di vincerla soprattutto per Compagnon e Korac. Ci dispiace tantissimo per gli infortuni subiti dai nostri compagni e con questa vittoria gli abbiamo voluto dedicare un piccolo momento di felicità. Alla ripresa del campionato, a Modena, non sarà una partita facile, ma come sempre la prepareremo al meglio» TGGialloBlu.Telenuovo.it
Dopo Luca TONI e Giampaolo PAZZINI anche Emil HALLFREDSSON diventa ambasciatore dei valori dell'HELLAS VERONA FOUNDATION «Tornare a fare parte della famiglia dell'Hellas Verona, per me, non è mai una scelta come le altre: è una questione di cuore. Verona è la mia seconda casa e la gente di questa città mi ha dato tantissimo durante gli anni in campo. Sentivo il bisogno di restituire almeno una parte di quel calore e di quell'affetto. Quando i responsabili di Hellas Verona Foundation mi hanno proposto di diventare Ambassador, non ho avuto il minimo dubbio. Conosco la serietà dei progetti sul territorio e la forza che questi colori riescono a generare quando si parla di solidarietà. Oggi cambiano i miei compagni di squadra, ma il mio impegno resta lo stesso di sempre. Sarà per me un piacere e un impegno contribuire a promuovere le attività della Foundation che portano un aiuto concreto a chi ne ha più bisogno. Saremo una squadra forte anche fuori dal campo» HellasVerona.it
Il telecronista di Sky Sport Daniele Barone a L’Arena «Dove colloco il Verona? In alto, subito dietro al Palermo che dovrebbe, sottolineo il condizionale, fare storia a sé. I gialloblù stanno cercando la quadra. Segnano molto, anche se cinque reti sono arrivate dal match contro l’Arezzo ma subiscono un po’ troppo. Ho visto il derby col Vicenza. Bentegodi pieno di tifosi scaligeri, peccato per il divieto ai vicentini, entusiasmo e squadra strutturata... L’Hellas ha un potenziale importante. Tocca a Baroni trovare l’alchimia giusta. Il complesso è molto forte, forse da completare ma poca cosa. Mulattieri? È una frase abusata ma lui è un attaccante moderno. Per me lui, non è riuscito ancora a confermarsi come merita in Serie A perché è un timido. Ama stare per i fatti suoi. Samuele ha una qualità sublime. Sa far bene tutto. Dallo scambiare con i compagni a finalizzare» CalcioHellas.it
VITA DA EX: Contestualmente alle dimissioni ufficiali di mister PAGLIUCA dall'EMPOLI giunge anche l'esonero di mister CIOFFI alla CARRARESE in una nota altrettanto ufficiale, si attende ora l'annuncio per l'ex tecnico azzurro sulla panchina dei giall'azzurri.
In Serie A salta anche la panchina di CUESTA al PARMA, al suo posto ecco GILARDINO che in Emilia aveva già militato da giocatore dal 2002 al 2005
di Andrea Molinari
2 Ottobre 2026 10:15
Il progetto del nuovo stadio dell’Hellas Verona entra nel vivo: il presidente esecutivo Italo Zanzi ha illustrato numeri, investimenti e prossimi passaggi dell’operazione che prevede la demolizione dell’attuale Bentegodi e la costruzione di un nuovo impianto da 30 mila posti ai microfoni de Il Corriere di Verona. Un investimento complessivo da circa 300 milioni di euro, con il club pronto a sostenere la maggior parte dei costi ma con la richiesta di un contributo pubblico di 71,9 milioni.
Le parole di Italo Zanzi sul nuovo stadio
Di seguito, dunque, le principali dichiarazioni del presidente esecutivo gialloblù.
IL PROGETTO. «Abbiamo confrontato tre opzioni: mantenere lo stadio attuale, riqualificarlo oppure demolirlo e ricostruirlo nella stessa area. Solo la ricostruzione consente di dotare Verona di uno stadio moderno, sicuro e accessibile, con una reale certezza su tempi e costi».
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L’INVESTIMENTO. «Circa tre quarti dell’importo saranno coperti da risorse private, attraverso capitale messo a disposizione da Presidio Investors, insieme a finanziamenti bancari».
CONTRIBUTO PUBBLICO. «Abbiamo richiesto un sostegno finanziario fino a un massimo di 71,9 milioni di euro, pari a circa il 24 per cento dell’investimento complessivo. Il contributo è legato a tre voci con finalità pubblica: 22,7 milioni per la demolizione dell’attuale stadio comunale, 16,1 per la riqualificazione dello stadio Olivieri, in via Sogare, con i relativi interventi nelle aree degli impianti Guidotti e dell’antistadio, che consentiranno di mantenere il calcio a Verona durante i lavori lasciando alla città strutture migliorate, e 33,1 per arrivare alla capienza di 30.000 posti, rispetto ai 25.000 che sarebbero sufficienti per le sole esigenze del Club. E questa maggiore capienza a consentire a Verona di poter ospitare le partite degli Europei del 2032. I Club calcistici non hanno né il mandato di sviluppo né le risorse necessarie per sostenere da soli investimenti di questa portata. Al termine della concessione di 90 anni, lo stadio tornerà alla città».
I TEMPI. «Secondo l’attuale cronoprogramma, i lavori inizierebbero a inizio 2028 e il nuovo stadio aprirebbe nell’estate 2031. Durante la fase di costruzione, la squadra, come detto, giocherebbe all’Olivieri. Al termine dei lavori, dunque, il progetto prevede quattro campi da calcio: quello del nuovo stadio, due in via Sogare, con l’Olivieri riqualificato e un nuovo campo in sintetico con ulteriori spogliatoi a uso pubblico, e un quarto in sintetico nell’area Guidotti, anch’esso a uso pubblico. I tre campi esterni allo stadio saranno destinati al settore giovanile, all’Hellas Verona Women e ad altre realtà locali».
EURO 2032. «Come abbiamo detto fin dall’avvio di questo percorso, il progetto non è subordinato a Euro 2032. L’eventuale inclusione di Verona tra le città ospitanti dipenderà da molteplici fattori, oltre che dalle tempistiche dell’iter autorizzativo. Da parte nostra faremo il massimo per renderlo possibile, ma anche in caso contrario il progetto andrà avanti».
INVESTIMENTI. «L’investimento nella squadra e quello nello stadio procedono di pari passo e si rafforzano reciprocamente nel lungo periodo. Sono infatti strettamente connessi nella visione di lungo termine del Verona. Lo stadio è ciò che può rendere la squadra più forte e più solida nel tempo: genera ricavi che non dipendono esclusivamente dall’ultimo risultato sportivo. Si tratta di un cambiamento strutturale di lungo periodo che potrà sostenere il successo dell’Hellas Verona per molti decenni».
FONTE: CalcioMercato.com
Lugano – Si è concluso 1-3 il test match tra Lugano-Hellas Verona.
Venendo alla cronaca, parte forte l’Hellas, che pressa alto gli svizzeri e conquista una punizione insidiosa al 1’. Dawidowicz calcia direttamente in porta, con la palla che si alza di poco sopra la traversa.
Altra punizione per il Verona al 4’. Sarr crossa in mezzo, la palla arriva sui piedi di Le Borgne che, dal limite, apre il piattone e sfiora il palo, complice una deviazione avversaria. Sul calcio d’angolo successivo, De Battisti raccoglie la ribattuta della retroguardia e incrocia di destro, non trovando la porta di poco.
Al 12’ il Lugano si rende pericoloso dalle parti di Perilli. Percussione centrale di Dos Santos, che arriva alla conclusione impegnando il portiere gialloblù.
Primo squillo di Mosquera al quarto d’ora di gioco: l’attaccante riceve un bel pallone di prima da Lella nel cuore dell’area di rigore. L’attaccante colombiano protegge palla spalle alla porta, si gira e calcia di mancino, che termina largo alla destra del portiere del Lugano.
Al 19’ il Verona passa in vantaggio. Perilli allontana una palla pericolosa in area gialloblù, trovando in profondità lo scatto di Mosquera. L’attaccante difende palla, salta Gebhardt e deposita in rete lo 0-1 Hellas.
Il Lugano va subito vicino al pareggio, con il sinistro rasoterra di Castro che costringe Perilli al miracolo. Sulla ribattuta i padroni di casa segnano, ma in posizione di fuorigioco. Il punteggio resta 0-1 in favore dell’Hellas.
Al 28’ arriva il meritato raddoppio del Verona con un grande gol dalla distanza di Sezonienko. Il polacco riceve palla dalla trequarti e lascia partire un destro potente che si insacca sotto l’incrocio. 0-2 all’AIL Arena.
Dal gol di Sezonienko, la partita cala di intensità, arrivando al 45’ senza occasioni per entrambe le squadre. Il primo tempo termina quindi sullo 0-2 in favore dei gialloblù.
Nella ripresa, il Lugano dimezza subito lo svantaggio. Lancio lungo su Ajeti, che imbuca per Castro in area. Il bianconero tocca la sfera con la punta del piede, beffando l’uscita bassa di Perilli. Al 46' è 1-2 all’AIL Arena.
Un minuto più tardi i ticinesi vanno vicini al pareggio, con un filtrante per Dos Santos che, solo in area di rigore, strozza troppo il mancino, colpendo il palo a Perilli battuto.
Non ci sta il Verona, che risponde al 50' con un destro al volo di Fallou dal limite dell’area che termina a lato. Poco dopo, anche Harroui va vicino al gol, concludendo alto con il mancino da buona posizione.
Al 56’ il Verona ristabilisce il doppio vantaggio. Harroui ci prova dalla distanza con il destro, Gebhardt respinge corto e Iannoni è il più lesto ad avventarsi sulla ribatutta, depositando nella porta sguarnita l’1-3 per l'Hellas.
Tre minuti più tardi Iannoni va vicino alla doppietta personale, incrociando con il destro da posizione defilata dopo un’azione corale dei gialloblù. Sulla risposta corta di Gebhardt la difesa bianconera allontana.
All’83’ Ekuban si mette in proprio: percussione centrale e destro che trova la risposta attenta dell’estremo difensore dei padroni di casa.
Sul finale di partita il Lugano conquista tre punizioni da posizioni interessanti, senza mai creare problemi alla retroguardia gialloblù.
La partita si conclude senza recupero con il risultato di b.
Il prossimo impegno del Verona sarà domenica 11 ottobre alle 19.30, quando i gialloblù affronteranno il Modena allo stadio ‘Braglia’ nella sfida valida per la 6a giornata di Serie BKT 2026/27.
Arbitro: Luca Piccolo (Sez. di Bellinzona)
Assistenti: Silvano Giulini (Sez. di Ticino), Adrian Lanz (Sez. di Zurigo)
NOTE. Ammoniti: 18' Mosquera, 46' Harroui
Un nuovo stadio multifunzionale da 30.000 posti, progettato per migliorare l’esperienza durante le partite e per essere tutto l’anno destinazione per sport, eventi, hospitality, retail e intrattenimento.
Un’operazione dell’ordine di 300 milioni di euro, finanziata principalmente attraverso investimenti privati da parte della proprietà del Club, che prevede una quota di partecipazione pubblica in linea con analoghi progetti di sviluppo promossi nell’ambito della Legge Stadi.
L’analisi allegata alla proposta stima che il progetto possa generare un forte impatto occupazionale durante la costruzione e, una volta operativo, essere apprezzato per le ricadute economiche durature, in termini di attività e valore aggiunto.
Il progetto è concepito per rafforzare la sostenibilità finanziaria e sportiva di lungo periodo dell’Hellas Verona, valorizzare l’area circostante l’impianto e realizzare una nuova struttura in grado di ospitare partite a partire da UEFA Euro 2032.
Verona, 30 settembre 2026 – Hellas Verona FC ha presentato al Comune di Verona il Documento Di Fattibilità Delle Alternative Progettuali (DOCFAP), avviando formalmente il procedimento previsto dalla normativa italiana sugli stadi e illustrando il piano messo a punto dal Club per il nuovo stadio da 30.000 posti.
Il nuovo impianto della città scaligera sarà allineato ai più elevati standard internazionali, avvicinando i tifosi al campo, garantendo la piena accessibilità e offrendo spazi e servizi hospitality di alto livello.
In linea con il Documento Unico di Programmazione redatto dal Comune di Verona, Hellas Verona FC ha sviluppato una proposta di fattibilità per demolire l’attuale stadio Bentegodi e costruire un nuovo impianto sullo stesso sito. Se approvato, il nuovo stadio soddisferà i requisiti per ospitare le partite già per UEFA Euro 2032. Nell’ambito di un masterplan più esteso, il piano comprende tra l’altro uno stadio temporaneo nelle immediate vicinanze, consentendo al Club di continuare a disputare le proprie partite casalinghe a Verona per l’intera durata dei lavori.
Sono state approfonditamente valutate diverse alternative, tra cui il mantenimento dello stadio esistente, la sua riqualificazione e il trasferimento dell’intero progetto in un’altra area della città. A seguito di un‘analisi ponderata e multidisciplinare, la sostituzione edilizia con la costruzione di un nuovo stadio sono state scelte come la soluzione in grado di offrire il migliore equilibrio complessivo tra benefici per la comunità, fattibilità e tempi di realizzazione, risultando al contempo coerente con gli obiettivi urbanistici del Comune.
Anche il feedback dei tifosi ha svolto un ruolo importante nello sviluppo della proposta. Attraverso il recente sondaggio rivolto ai fan del Club, l'Hellas Verona ha cercato di comprendere le priorità dei propri sostenitori e di riflettere tali opinioni nello sviluppo del progetto del nuovo stadio.
L’analisi del Club propedeutica allo sviluppo della proposta ha preso in considerazione aspetti tecnici, funzionali, economico-finanziari, ambientali e urbanistici ed è stata condotta con il supporto di un team specializzato di advisor composto da Gensler, Sportium, iDEAS, Arup, GAD, KPMG, Linklaters e Studio Inzaghi, sotto il coordinamento di Colliers in qualità di project manager.
La proposta, attualmente al vaglio del Comune di Verona, prevede un investimento dell’ordine di 300 milioni di euro. Si prevede che il progetto sarà finanziato principalmente attraverso investimenti privati da parte della proprietà del Club, con l’integrazione di una quota di partecipazione pubblica per concretizzare alcune componenti del progetto a forte impatto urbano. L’obiettivo è trasformare lo stadio esistente in un impianto moderno, accessibile e multifunzionale, capace di vivere ben oltre i giorni delle partite e di generare benefici economici e sociali di lungo periodo per la città scaligera. L’analisi indipendente presentata nell’ambito della proposta indica che il progetto potrebbe avere un impatto fortemente positivo in termini occupazionali durante la costruzione e una volta operativo.
Il progetto è concepito per rendere lo stadio parte integrante della vita della città, superandone l’utilizzo concentrato principalmente nei giorni di gara. Ristoranti, spazi retail, eventi aziendali, concerti e altre attività contribuirebbero a rendere l’area viva e frequentata durante tutto l’anno, attirando persone anche al di fuori del calendario calcistico e ampliando così l’impatto economico e sociale dell’impianto. L’intervento offrirebbe inoltre l’opportunità di valorizzare l’area circostante, trasformandola in un luogo più connesso, attrattivo e accessibile per tifosi, residenti e visitatori.
Allo stesso tempo, il nuovo stadio rappresenta un investimento nel futuro a lungo termine dell’Hellas Verona FC. Oltre ai tradizionali ricavi legati ai giorni delle partite, l’impianto consentirebbe al Club di sviluppare nuove e diversificate fonti di ricavo attraverso hospitality, sponsorizzazioni, eventi non calcistici, il museo del Club e le visite allo stadio. Questa base di ricavi più ampia e diversificata contribuirà a rafforzare la solidità finanziaria del Club e a sostenerne nel tempo la competitività sportiva.
Un ulteriore elemento chiave del programma di trasformazione consiste nel garantire la continuità delle attività sportive del Club durante i circa tre anni di cantiere. Sulla base dell’attuale cronoprogramma di progetto, il completamento del nuovo stadio è previsto per la stagione 2031/32, subordinatamente all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni e alle successive fasi del processo di sviluppo. Per consentire all’Hellas Verona di continuare a giocare in città, il piano prevede l’ampliamento temporaneo dell’attuale impianto Olivieri in via Sogare, insieme a un più ampio programma di interventi nelle aree circostanti.
L’investimento porterebbe infine alla creazione di una rete di quattro campi da calcio, trasformando un’esigenza temporanea legata al progetto dello stadio in un’opportunità duratura per rinnovare e potenziare le infrastrutture sportive destinate alle squadre giovanili e femminili dell’Hellas Verona e, più in generale, alla città di Verona.
Hellas Verona guarda con interesse alle prossime fasi del processo e alla collaborazione con il Comune, i tifosi, gli stakeholder locali e l’intera comunità per sviluppare ulteriormente la proposta e realizzare un progetto capace di creare valore duraturo per Verona.
Verona - Hellas Verona FC comunica che i calciatori Mattia Compagnon e Seid Korac sono stati sottoposti nella giornata di oggi, mercoledì 30 settembre, a un intervento chirurgico di ricostruzione del legamento crociato anteriore destro con tendine rotuleo.
Gli interventi, effettuati a Villa Stuart a Roma dal Professor Pier Paolo Mariani, sono perfettamente riusciti.
I tempi di guarigione saranno quantificabili in base all’evoluzione dei rispettivi quadri clinici.
Verona - Nel nuovo appuntamento con Focus On ritroviamo Emil Hallfredsson, che torna a vestire i colori gialloblù in una nuova veste: quella di Ambassador di Hellas Verona Foundation. Un nuovo capitolo nel rapporto tra Emil, il Club e la città di Verona, costruito questa volta fuori dal campo e nel segno dell’impegno sociale. Ai nostri microfoni, Hallfredsson racconta le motivazioni che lo hanno portato ad accettare questo nuovo ruolo, il desiderio di restituire qualcosa alla comunità veronese e la volontà di mettere la propria esperienza e il proprio legame con l’Hellas al servizio dei progetti della Foundation.
Emil, oggi il tuo percorso con il Verona si arricchisce di un capitolo nuovo: diventare Ambassador di Hellas Verona Foundation. Quando ti è stata fatta questa proposta? Cosa hai pensato? "Ero orgoglioso. Mi hanno contattato quest’estate, mentre stavo facendo il mio camp di calcio. Ogni anno porto tanti islandesi e ragazzi giovani a giocare a calcio qui a Verona. Mi hanno contattato perché volevano incontrarmi lì. Mi hanno spiegato cos’è l'Hellas Verona Foundation e, in un secondo, ho detto di sì. Mi piaceva il progetto e sono molto legato all’Hellas Verona e alla città di Verona".
I tifosi ti hanno dato tantissimo negli anni in cui giocavi. Quanto ha contato la voglia di restituire qualcosa alla comunità di Verona nella tua decisione di sposare questo progetto benefico? "Come detto prima, se riesco a dare una mano per beneficenza, lo faccio molto volentieri. Per me è un piacere, anche se adesso abito in Islanda. Mi hanno chiesto se riesco a venire due o tre volte all’anno in Italia per partecipare a qualche evento e per me non c’è problema. Lo faccio volentieri perché Verona mi ha dato tanto e adesso ho l’opportunità di restituire qualcosa alla città".
Nello sport hai sempre messo determinazione, spirito di squadra e generosità. Pensi che questi stessi valori possano essere la chiave per fare la differenza anche nelle iniziative benefiche e nel sociale? "Sì, penso che queste tre cose siano fondamentali in tutto. Come detto prima, voglio dare qualcosa a questa fondazione. Se riesco a fare anche un minimo per qualcuno, per me è importante".
Hellas Verona Foundation lavora ogni anno su tanti progetti concreti dedicati al territorio e a chi ne ha più bisogno. Quanto è importante, secondo te, che un Club e i suoi tifosi si uniscano per cause che vanno oltre i 90 minuti di gioco? "Secondo me è importantissimo, perché i 90 minuti della domenica non sono l’unica cosa che conta. I tifosi che seguono la squadra sono parte dell’Hellas. Il Verona non è fatto soltanto dagli undici giocatori che scendono in campo o dagli altri convocati: è un’intera città che sostiene la squadra e si riconosce in questi colori. Per questo credo sia importante dare attenzione a tutti, sia a chi sta bene sia a chi attraversa un momento di difficoltà.”
Nel 2016, lasciando Verona, in una lettera indirizzata ai tifosi non hai parlato di un addio definitivo, ma di un arrivederci. Oggi, tornando in un ruolo diverso come quello di Ambassador della Foundation, che sapore ha vedere che quella promessa si è realizzata? "Per me è una bellissima soddisfazione. Venire ancora qua, anche in sede, e vedere che c’è la mia maglia appesa mi dà orgoglio. Vuol dire che in passato ho fatto qualcosa di positivo per l’Hellas. Altrimenti non mi avrebbero chiamato".
Cosa può portare, secondo te, chi ha vissuto lo spogliatoio e la maglia gialloblù dall’interno quando si mette al servizio di progetti sociali? "Io sono a disposizione, come quando giocavo a calcio. Se mi chiedono di fare una cosa e riesco a farla, la faccio. Se dovevo fare il terzino sinistro, facevo il terzino sinistro; se dovevo fare l’attaccante, facevo l’attaccante. Meno male che l'attaccante non l’ho mai fatto! Però, per quello che serve, sono a disposizione e voglio dare qualcosa di positivo".
Ora parliamo un po’ della tua carriera da calciatore qui all'Hellas. Quando sei arrivato avevi già vissuto esperienze in Inghilterra, Svezia, Norvegia e in Serie A. Cosa hai trovato a Verona che ti ha permesso finalmente di fermarti e di costruire qualcosa di importante? “Quando sono venuto eravamo in Serie C. Per me era un passo difficile, sinceramente, ma allo stesso tempo è stato il più importante della mia carriera. Non conoscevo tantissimo Verona quando sono arrivato, però già dopo la prima partita ho visto che, anche se eravamo in Serie C, c’erano tanti tifosi. Vedevo una città dietro una squadra che voleva risalire e tornare in Serie A. C’era tanta attenzione e ho capito subito che non era una tipica piccola squadra di Serie C: era una squadra grande. Avevo capito di essere arrivato in una grande società, in una grande squadra".
L’Islanda è la tua terra d’origine, ma Verona è diventata subito una seconda casa. Cosa ha di speciale questa città e la sua gente per un ragazzo arrivato dal Nord Europa? "Verona è una bellissima città. Io e mia moglie abbiamo passato degli anni bellissimi e tutti e due i nostri figli sono nati qua, quindi per noi è veramente importante. Abbiamo vissuto periodi difficili, dalla Serie C alla Serie B e alla Serie A, con tanti alti e bassi, ma anche tante soddisfazioni. Anche nei momenti difficili ho visto una città sempre dietro alla squadra. Ho sempre avuto un feedback positivo dai tifosi. Quando andavamo in città non c’era quasi mai qualcuno che mi dicesse una brutta cosa. Quando perdevamo qualche partita qualcuno diceva qualcosa, però ho sempre ricevuto un feedback positivo. Secondo me l’unica cosa che i tifosi chiedono alla squadra è di dare tutto in campo e di lasciare tutto sul terreno di gioco. Penso di averlo fatto per Verona e per questo sono sempre stato apprezzato".
Quanto è stata importante Verona nella tua crescita, non solo come calciatore ma anche come persona? "Tantissimo. Sinceramente è stato il percorso più importante della mia vita. Abbiamo conosciuto la cultura italiana, il cibo, il calcio, tutto. Grazie anche a questa esperienza, adesso io e mia moglie abbiamo creato una società con cui importiamo cibo italiano in Islanda. Abbiamo aperto anche una pizzeria italiana in Islanda. Grazie all’esperienza in Italia, ho portato un po’ d’Italia nel mio Paese. Grazie a Verona".
C’è un momento preciso della tua esperienza a Verona a cui ti capita ancora di ripensare ogni tanto? "Sì, ma ce ne sono tanti. Quando abbiamo vinto a Salerno in Serie C, quando siamo saliti dalla Serie B alla Serie A… Per me quella promozione è stata una soddisfazione incredibile, perché lì ho pensato: ‘Sono riuscito a tornare in Serie A’. L’obiettivo era proprio quello, perché avevo già fatto due anni nella massima serie con la Reggina. Poi ci sono state tante vittorie, il Napoli in casa… Sinceramente non c’è un solo momento, sono tanti e faccio fatica a sceglierne uno".
L’hai accennato tu: due promozioni dalla Serie C alla Serie A, tante battaglie e tante vittorie. Cosa aveva quella squadra che la rendeva così speciale? "Secondo me eravamo una bella squadra. Avevamo un allenatore, Mandorlini, che aveva costruito un gruppo che sapeva cosa doveva fare in campo. Avevamo anche Sogliano come Direttore, che ci dava una grande spinta. Ci vogliono tante cose insieme per vincere e salire e noi, secondo me, avevamo quella piccola cosa in più: il gruppo. È stato questo, secondo me, a farci raggiungere l'obiettivo".
Quale compagno, considerando tutti gli anni passati al Verona, ti è rimasto particolarmente nel cuore e perché? "Sicuramente Juanito Gomez. Siamo ancora molto amici, così come le nostre mogli. Abbiamo giocato tanti anni insieme ed è una bravissima persona. Siamo sempre rimasti in contatto. In estate viene anche alla mia Academy e mi fa qualche grigliata argentina. È un amico e gli voglio tanto bene".
Se dovessi scegliere un gol con la maglia del Verona da far vedere a un bambino che non ti ha mai visto giocare, quale sceglieresti? "Forse quello contro il Napoli, dopo venti secondi. Era anche la prima partita dopo che avevo perso mio papà e lì c’erano tante emozioni. Mi sembrava strano aver segnato proprio nella prima partita che ho giocato dopo aver perso mio padre, perché ero tornato subito in squadra. Ho fatto gol dopo venti secondi e mi è sembrato un segnale da lassù".
Stessa domanda, ma questa volta scegli un assist che ancora oggi ricordi come particolarmente bello o decisivo. "Ho fatto tanti assist, più che gol, questo è sicuro. In particolare c’è stato un anno in cui avevamo anche Luca Toni in grande forma. Io sbagliavo qualche cross, ma lui comunque la metteva dentro. Ricordo un assist contro il Napoli: la palla sembrava fuori, ma sono riuscito a prenderla, ho fatto un coast to coast e poi ho servito un bell’assist per Luca, che ha segnato. Quella partita l’abbiamo anche vinta ed è stata una bella gara".
I tifosi dell’Hellas ti ricordano per tante cose, ma una su tutte è quel soprannome iconico, “Ghiaccio Bollente”. Quando giocavi, soprattutto al Bentegodi, cosa significava per te quella definizione? "Pensavo sempre: ‘Che strano questo Ghiaccio Bollente, non ha neanche senso!’. Ghiaccio Bollente, un ghiaccio che è bollente… Provavo sempre a trovare un senso. Però, allo stesso tempo, era simpatico. In città mi chiamano ancora così".
Negli ultimi anni ti sei dedicato all’organizzazione di camp estivi, portando giovani ragazzi dall’Islanda a svolgere stage e allenamenti proprio a Verona. Com’è nata l’idea di questo scambio e cosa provi nel vedere giovani ragazzi del tuo Paese calpestare i campi della città che ti ha adottato? “L’idea era proprio quella di far venire dei ragazzi qui in Italia, a Verona, e far vivere loro una bella esperienza. Io ho vissuto qualcosa di bellissimo qua e adesso voglio dare a loro la stessa possibilità. Durante tutta la settimana provo a trasmettere tante cose: calcio, cultura, mangiare e vivere insieme. Il mio obiettivo è che tornino in Islanda felicissimi e sta andando molto bene, perché dopo una settimana qua a Verona sono tutti molto contenti".
Se dovessi rivolgere un messaggio diretto ai tifosi gialloblù e alla città di Verona per invitarli a seguire e a sostenere la Foundation, cosa diresti loro con il cuore in mano? "Dateci una mano con l'Hellas Verona Foundation. Io sono orgoglioso di far parte di questa fondazione e spero di poter fare qualcosa per voi, ma non solo per voi: insieme a voi".
FONTE: HellasVerona.it
ALBERTO GILARDINO È IL NUOVO ALLENATORE DEL PARMA CALCIO
Parma, 29 settembre 2026 - Alberto Gilardino è il nuovo allenatore del Parma Calcio 1913. Il nuovo responsabile tecnico della Prima Squadra maschile ha sottoscritto un contratto sino al termine della stagione sportiva 2026/27, con un’opzione in favore del Club per due ulteriori stagioni sportive.
Campione del Mondo con la Nazionale nel 2006, per Alberto Gilardino si tratta di un ritorno a Parma dopo l’esperienza da calciatore che lo ha visto protagonista per diverse stagioni dal 2002 al 2005 durante le quali ha collezionato 116 presenze e 56 reti con la maglia gialloblu.
Al termine della lunga carriera da calciatore, poi, ha intrapreso il percorso da allenatore con Rezzato, Pro Vercelli, Genoa e Pisa, prima di diventare – oggi – la nuova guida tecnica del Parma.
Di seguito anche lo staff tecnico che affiancherà Mister Gilardino:Gaetano Caridi – Allenatore in SecondaFrancesco Valiani – Collaboratore TecnicoAntonio Bovenzi – Preparatore AtleticoMirco Vecchi – Match Analyst
Ad Alberto Gilardino e a tutto lo staff il più caloroso benvenuto da parte del Presidente Kyle J. Krause, del CEO Federico Cherubini e di tutta la società per l’inizio di questa nuova avventura a tinte gialloblu.
FONTE: ParmaCalcio1913.com
Nota Ufficiale
Carrarese Calcio 1908 rende noto di aver sollevato dall’incarico di Allenatore Responsabile della Prima Squadra, Gabriele Cioffi, e contestualmente, l’Allenatore in Seconda, Ivan Franceschini, e il collaboratore tecnico Massimo Belluomini, ad ognuno dei quali si rivolge un sentito ringraziamento per il lavoro svolto con professionalità durante questi mesi trascorsi assieme.
Il Club di Piazza Vittorio Veneto desidera augurare a tutti loro le migliori fortune professionali.
FONTE: CarrareseCalcio1908.it
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