Il Prefetto di Verona vieta ufficialmente la vendita dei biglietti ai residenti di Padova e Vicenza rovinando così la gioia dei moltissimi che, da una parte e dall'altra, attendevano questo derby e il prossimo al 'Menti' (che subirà con ogni probabilità la stessa sorte), come il match stagionale per eccellenza a distanza di ben 9 anni dall'ultimo: Distonie del calcio moderno che, per garantire tutti, scontenta proprio quelli per cui, in teoria, l'evento avrebbe ragion d'essere...
A dirla tutta ha le sue ragioni anche il capo della sicurezza locale, 'costretto' a dispiegare ad ogni partita uomini e mezzi che sarebbero più congruamente piazzabili altrove, in fondo gli stipendi delle forze dell'ordine sono pagati anche da quelli a cui il calcio non piace (o addirittura lo odia), ma può uno stato che si dice democratico proibire una festa ai suoi cittadini perché, pur schedandoli dalla testa ai piedi con la 'Tessera del Tifoso' che prometteva, in cambio dei dati, di garantire anche la sicurezza negli stadi, semplicemente arrendersi all'evidenza che non è in grado di garantire un bel niente? E stiamo pur sempre parlando di quattro baldi ragazzotti di provincia che, sempre in teoria, sono lontani anni luce da mafie e malvivenza organizzata.
E si che non ci vorrebbe molto, la tecnologia e la fermezza con la quale hanno più o meno risolto il problema hooligans in Inghilterra (esempio su tutti) è disponibile anche alle nostre latitudini, evidentemente la differenza a casa dei sudditi di sua maestà, l'ha fatta la volontà di estirpare il cancro di maleducazione e violenza (anche e soprattutto razziale) una volta per tutte, andando a bussare direttamente a casa di chi si comporta male e facendogli passare la voglia... Da noi invece il garantismo va spesso a braccetto col buonismo e così capita che, proprio nel paese che ha inventato la giurisprudenza, il 'buono' paghi il conto del 'cattivo' che dal canto suo continua a spassarsela (e fin che gira così perché mai dovrebbe cambiare atteggiamento?).
Precedenti
...Come ci ricorda anche Tavellin su 110 (il libro a tiratura limitata che narra le vicende della squadra scaligera dalla sua nascita al 2013) il derby col LANEROSSI ha radici profondissime che risalgono davvero agli albori del calcio italiano quando ancora non c'era un vero e proprio campionato nazionale ma le squadre cittadine disputavano match più o meno dimostrativi all'interno di pochi chilometri dai confini.
In questo contesto si situa il primo match in assoluto tra le due compagini disputatosi addirittura nel 1906 in occasione di un concorso di ginnastica (l'HELLAS aveva 3 anni di vita pensate un po'), seguirono i match di terza categoria organizzati dalla Federazione Italiana Footbal (futura FIGC) ed i tornei locali su invito come la Challenge Pro Verona (prima del 1909).
Per arrivare alla Serie B bisognerà aspettare ancora più di 20 anni! Per un totale di 22 match in cadetteria con 11 vittorie scaligere contro le 6 dei 'divora felini'.
Ad arbitrare la prossima sfida è stato chiamato il signor Andrea Colombo della sezione Aia di Como.
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Aladino VALOTI doppio di VERONA e VICENZA come il figlio Mattia che è ripartito il 23 Luglio scorso proprio dal LANEROSSI «Spiace davvero tanto, per entrambe le tifoserie. È un peccato che i tifosi del Vicenza domenica non possano venire a Verona. Questa è la partita che per molti rappresenta la più importante della stagione e vietarla ai residenti della Provincia di Vicenza e Padova non è giusto. C’è rivalità, com’è normale che sia nel calcio, ma tutti la vogliono vivere. Allo stadio. Ricordo i miei derby, il calore che c’era, l’attesa duramente la settimana e l’emozione del giorno della partita. È davvero triste, non solo per chi domenica rimarrà a casa, ma anche per chi sarà presente allo stadio. Andare a vedere le partite, oggi, è diverso rispetto ai miei tempi. I pericoli che ho vissuto io, adesso non esistono più, anzi è anche bello portare i giovani in curva. Un tempo tutto questo era davvero molto più difficile. C’era paura ad andare allo stadio, adesso invece non è così. Chi ci governa, è evidente che qualcosa sta sbagliando. Mi spiace davvero tanto. Il derby è sempre il derby, ma senza tifosi perdono tutti... Il Verona? Deve ancora trovare il giusto equilibrio in questa categoria, un campionato molto difficile che si deciderà solo all’ultimo. Sorrido quando leggo i pronostici: in Serie B tutto può accadere. Ed il Palermo n’è l’esempio. Due sono i posti per la promozione diretta, poi si passa dai playoff che diventano un nuovo campionato dove tutto si rimette in gioco; anche il Vicenza deve trovare il suo equilibrio. La squadra viene da una promozione impressionante, stravincendo il campionato, ma l’entusiasmo non basta. Deve trovare qualcosa in più per mantenere la categoria. Mattia? Dopo un’annata difficile è contento di essere approdato al Vicenza. Era un po’ preoccupato di non trovare la squadra giusta, poi è arrivata la chiamata dei biancorossi ed è più che consapevole che deve rimboccarsi le maniche, mettendocela sempre tutta per aiutare la squadra a raggiungere l’obiettivo stagionale. È molto legato al Verona ed in questi giorni sta vivendo il suo primo vero derby. Ne parlavo coi miei figli: c’è davvero un legame speciale che lega la famiglia Valoti alla città di Verona ed all’Hellas. Io e Mattia ci abbiamo giocato ed entrambi abbiamo dei ricordi bellissimi di città e tifosi, oggi invece veste la maglia gialloblù l’altro mio figlio, Alessandro, che gioca con la Primavera. Si trova benissimo e gli auguro di togliersi anche lui, con la maglia scaligera, delle belle soddisfazioni...» HellasLive.it
Stefan SCHWOCH storico bomber biancorosso a 'Il Giornale di Vicenza' «Di gol ne ho segnati tanti ma quelli realizzati al Verona nei derby hanno un sapore diverso, erano il pacco regalo da consegnare ai nostri sostenitori. All'epoca noi vivevamo a Vicenza, era normale passeggiare in centro, avere il contatto con la gente. La settimana prima del derby non riuscivi a fare un metro senza essere fermato. Il Verona è forte, gioca in casa, ma nel derby può succedere di tutto, certo il Vicenza dovrà saper soffrire e correre tanto. Vendiere o meno i biglietti del Settore Ospiti? È uno spettacolo straordinario, lasciamo che lo rimanga, lo dico ai tifosi di entrambi i club: facciamo in modo che i commenti non diventino di cronaca, non roviniamo lo sport che con la violenza non ha nulla a che vedere, un domani i ricordi devono essere legati ai gol, non ad altri episodi, solo così avremo vinto tutti davvero» HellasLive.it
RÔMULO grande protagonista dell'incredibile derby del 2016-17 ricorda al 'Corriere di Verona' «... L'incontro era stato pieno di colpi di scena. Noi davanti, loro che recuperano e ci superano. Pioveva. A pareggiare, vicino allo scadere, fu Bessa. Sembrava che il risultato fosse definito, ma agli sgoccioli del recupero un cross di Ferrari mi trovò in area. Per me fu speciale anche perché con il Verona ho un legame forte, sentivo e sento quella maglia in maniera straordinaria. Mi hanno sempre voluto bene. E poi per un'altra ragione. Nei due anni precedenti era stato praticamente fermo. Bloccato dalla pubalgia, avevo dovuto sottopormi a cinque operazioni. Credevo che non avrei più giocato ma poi cambiò tutto. Ho visto le immagini della sconfitta a Benevento, ci sono stati molti errori. Forse c'era un po' di distrazione dopo il 5-0 all'Arezzo. Con il Vicenza occorre reagire, penso sia già un bivio. Il Verona deve rialzarsi, deve vincere. Va capita com'è la Serie B. Senza perdere l'umiltà, il Verona sia consapevole di essere forte. Sono convinto delle qualità di questa squadra. Noi, dieci anni fa, partimmo subito vincendo, c'era un gruppo che trainava. Sentivamo di valere molto. Baroni è un allenatore capace, che cerca sempre di proporre un gioco d'attacco. Io penso che sia la via giusta. Adesso vanno tolti gli errori e l'Hellas deve calarsi in un campionato che è difficile. C'è da lottare per andare su» CalcioHellas.it
#PRIMAVERA 1: Con un gol per tempo un orgoglioso HELLAS batte i pari età del MILAN! Così il mister 'Volevamo riscattarci. Prendiamo questa vittoria come un nuovo inizio', a fargli eco GARDIN, autore del primo gol 'Abbiamo dato tutto e siamo stati uniti, come ci aveva chiesto il mister' e il capitano PECI 'Abbiamo fatto una partita di grande intensità. Fiero di essere capitano di questa squadra'
COMUNICAZIONE UFFICIALE
Pubblicato il 17 Settembre 2026
L.R. Vicenza prende atto della decisione dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive di vietare la trasferta ai tifosi biancorossi ed esprime il proprio dispiacere per una misura che incide sulla partecipazione dei sostenitori alla vita sportiva della squadra. Pur nel pieno rispetto delle istituzioni, la società ritiene che il calcio debba continuare a rappresentare valori di condivisione, sostegno e identità, che da sempre caratterizzano il legame con i colori biancorossi.
Il club considera fondamentale che il calcio rimanga un luogo di incontro e passione, capace di unire comunità e generazioni. La presenza dei tifosi, anche in trasferta, costituisce un elemento significativo di questo rapporto e della storia sportiva vicentina.
L.R. Vicenza desidera manifestare la propria vicinanza ai suoi sostenitori, riconoscendone il comportamento corretto e il supporto costante. La passione biancorossa resta un valore condiviso. La società rimane al fianco dei suoi tifosi, con unità e senso di comunità.
FONTE: LRVicenza.net
il blog di Gianluca Vighini VIETARE LA TRASFERTA E’ DARLA VINTA AI VIOLENTI
Sport, 17 Settembre 2026
Diciamolo senza girarci troppo attorno: vietare la trasferta ai tifosi del Vicenza è una sconfitta dello Stato. È la certificazione dell’assoluta incapacità delle istituzioni di organizzare e gestire un evento sportivo che, proprio perché delicato, avrebbe richiesto preparazione, responsabilità e fermezza.
La soluzione scelta è stata invece la più semplice: vietare tutto. Chiudere il settore ospiti, cancellare il problema e presentare il provvedimento come una misura di sicurezza. Ma proibire non significa governare. Impedire a migliaia di persone perbene di assistere a una partita non significa garantire l’ordine pubblico. Significa arrendersi prima ancora di cominciare.
Non è neppure un caso isolato. È ormai un chiaro indirizzo politico nazionale: davanti a una partita considerata a rischio, si vietano le trasferte. Si colpisce indistintamente un’intera tifoseria perché non si è capaci, o non si vuole assumere la responsabilità, di isolare e controllare chi potrebbe creare problemi.
E in questa vicenda i politici veronesi, di qualsiasi partito e schieramento, hanno contato meno di zero. Appelli, dichiarazioni, prese di posizione: tutto inutile. Le loro parole non hanno spostato nulla. È un dato politico evidente e persino umiliante per una città che si è vista imporre una decisione senza riuscire minimamente a incidere.
Attenzione, perché qui nessuno vuole difendere la violenza. Nessuno intende offrire alibi a qualche deficiente che, nel 2026, pensa ancora di trasformare una partita di calcio in un’occasione per fare guerriglia urbana contro le forze dell’ordine. Quella gente non rappresenta il calcio, non rappresenta Verona e non rappresenta Vicenza.
Ma è proprio davanti a quei comportamenti che dovrebbe vedersi la forza dello Stato: nella capacità di prevenire, contenere, identificare e successivamente punire con estrema durezza chi rovina la festa a tutti. Non nel lasciare a casa famiglie, ragazzi e tifosi che volevano soltanto seguire la propria squadra.
Punire tutti perché qualcuno potrebbe sbagliare non è autorevolezza. È impotenza.
Così si uccide il calcio. Lo si scollega dalle nuove generazioni, da quei ragazzini che non hanno mai visto un derby e che avrebbero potuto scoprirne per la prima volta l’attesa, i colori, i cori, la tensione e l’emozione. A loro resterà uno stadio mutilato, un settore vuoto e una partita privata di una parte fondamentale della propria anima.
Si perde la poesia. Si calpesta la tradizione. Si banalizza la rivalità sportiva, confondendola volutamente con la violenza. Ma la rivalità è il sale del calcio: significa appartenenza, memoria, identità. È aspettare quella partita per mesi, discuterne al bar, sfottersi e poi tornare a casa. La violenza è un’altra cosa e deve essere combattuta senza esitazioni.
Verona-Vicenza senza i tifosi del Vicenza non sarà un vero derby. Sarà una partita amministrativamente più comoda, forse. Ma anche più povera, più triste e infinitamente più vuota.
E davanti a quel settore ospiti deserto non vedremo il successo delle istituzioni. Vedremo soltanto la misura del loro fallimento.
FONTE: Blog.Telenuovo.it
15 settembre 2026 08:59 | Alberto Fabbri Prime quattro giornate storiche: nessuno 0-0
Per la prima volta nella storia, sia in Serie A che in Serie BKT, non è stato registrato nessuno 0-0 nelle prime quattro giornate della stessa stagione.
FONTE: HellasLive.it
Hellas Verona di Redazione, 15/09/2026 21:04 Derby senza tifosi del Vicenza: così si uccide il calcio
Derby senza tifosi
Salvo clamorosi ripensamenti, Verona-Vicenza si giocherà senza i tifosi biancorossi. Le indiscrezioni raccolte in queste ore confermano infatti che la trasferta sarà vietata ai sostenitori del Vicenza. Il provvedimento dovrebbe diventare ufficiale mercoledì mattina. E sui social è già scoppiata la rabbia, da una parte e dall’altra.
Diciamolo subito: sarebbe una sconfitta.
Una sconfitta per il calcio, per le due città, per le due tifoserie e anche per chi dovrebbe garantire che una partita di pallone possa svolgersi regolarmente con i sostenitori di entrambe le squadre presenti sugli spalti.
Verona-Vicenza non è una partita qualsiasi. È il derby. Quello vero, quello storico, quello che manca da anni. Una rivalità feroce, sentitissima, fatta di sfottò, cori, bandiere, ricordi e inevitabili provocazioni. Proprio per questo aveva un senso aspettarlo con il Bentegodi pieno e con il settore ospiti colorato di biancorosso.
Invece la strada scelta sembra essere ancora una volta quella più semplice: vietare.
Naturalmente nessuno può ignorare i rischi di ordine pubblico. Nessuno vuole incidenti, scontri o violenze. E nessuno può pensare che il calcio debba diventare il pretesto per regolare conti lontano dal campo.
Ma c’è una domanda che ormai va posta: se per garantire la sicurezza di una partita la soluzione diventa impedire a migliaia di persone di assistervi, non stiamo forse certificando un fallimento?
Il paradosso è ancora più evidente perché proprio nelle ore precedenti i sindaci di Verona e Vicenza, Damiano Tommasi e Giacomo Possamai, avevano lanciato un appello di segno completamente opposto. Avevano chiesto che il derby potesse essere vissuto sugli spalti da entrambe le tifoserie, trasformando una rivalità storica in una dimostrazione di civiltà e passione.
Un messaggio di buon senso.
Che, a quanto pare, non sarà ascoltato.
La notizia del probabile divieto ha immediatamente acceso i social. Tifosi veronesi e vicentini, sorprendentemente uniti almeno su questo punto, contestano una decisione che priverebbe il derby di una parte essenziale del suo spettacolo.
Perché un derby senza gli avversari sugli spalti è inevitabilmente un derby dimezzato.
Si dirà che vengono prima la sicurezza e l’ordine pubblico. Ed è naturalmente vero. Ma sicurezza non dovrebbe significare automaticamente proibizione. Altrimenti rischiamo di arrivare a un calcio nel quale le partite più belle, quelle più sentite e quelle con maggiore tradizione diventano proprio quelle nelle quali è più difficile andare allo stadio.
È un cortocircuito.
E c’è anche una questione di responsabilità individuale. Chi commette violenze deve essere identificato, perseguito e tenuto lontano dagli stadi. Senza sconti. Ma far pagare preventivamente migliaia di persone per ciò che qualcuno potrebbe fare significa scegliere una logica completamente diversa: non colpire chi sbaglia, ma impedire a tutti di esserci.
Verona-Vicenza tornerà domenica al Bentegodi dopo anni di attesa.
Avrebbe potuto essere uno spettacolo di colori, cori e rivalità. Avrebbe potuto rappresentare esattamente ciò che avevano auspicato i due sindaci: dimostrare che si può essere rivali senza essere nemici.
Salvo sorprese dell’ultima ora, non sarà così.
Mercoledì mattina dovrebbe arrivare l’ufficialità del divieto. E sarà difficile considerarla una vittoria per qualcuno.
Hellas Verona di Redazione, 15/09/2026 16:38 I sindaci di Verona e Vicenza: "Il derby deve essere aperto ai tifosi"
Tommasi e Possamai
"Il calcio è, per tantissimi tifosi, una vera e propria passione. Andare allo stadio, sostenendo la propria squadra, significa anche partecipare, condividere emozioni e colori in uno dei modi più autentici per vivere il legame con la propria città.
Per questo, in occasione del ritorno in Serie B di una delle sfide più sentite e attese del calcio veneto, come sindaci di Vicenza e Verona ci rivolgiamo alle istituzioni competenti e, soprattutto, alle tifoserie di entrambe le città.
Auspichiamo che il derby possa essere vissuto sugli spalti da tutti coloro che desiderano sostenere la propria squadra, nel rispetto delle regole e dell'altra tifoseria. Crediamo che Vicenza e Verona abbiano l'opportunità di dimostrare che una rivalità così forte e sentita può essere anche un'occasione di festa, di passione e di sport.
Sarebbe un bellissimo segnale per le nostre comunità e per tutto il calcio italiano: consentire ai tifosi di vivere pienamente una partita così importante significa dare valore alla passione autentica e, allo stesso tempo, rispondere con i fatti a chi pensa che il tifo debba necessariamente sfociare nella violenza.
La rivalità fa parte del calcio. La violenza no.
Facciamo quindi appello a tutti perché questo derby possa essere ricordato per il calore delle due tifoserie, per i colori sugli spalti e per lo spettacolo in campo.
Vicenza e Verona possono e devono dimostrare che si può essere rivali sul campo e, insieme, protagonisti di una grande festa di sport".
Questo l'appello dei sindaci di Verona e Vicenza Tommasi e Possamai in vista del derby di domenica prossima allo stadio Bentegodi.
FONTE: TGGialloBlu.Telenuovo.it
Verona – Si è conclusa 2-0 Hellas Verona-Milan, 4a giornata del campionato Primavera 1 2026/27.
Venendo alla cronaca, il Verona parte forte e si fa subito vedere in avanti al 2’ con un calcio d'angolo insidioso. Mischia in area piccola, ma nessun gialloblù riesce a ribadire in rete.
Anche il Milan comincia a salire dalle parti di Borghi: al 5’ Anastasio ci prova con un tiro dal limite, respinto in corner dalla difesa gialloblù.
Dopo una fase con poche occaisoni, Albertini commette fallo su Domnitei al 15’ da posizione pericolosa. Nolli crossa in mezzo e trova la testa di Cullotta, che spedisce alto il pallone.
Al 18’, Casagrande sguscia sulla sinistra e guadagna un corner. Sugli sviluppi dell’angolo, la difesa rossonera allontana senza problemi.
Poco dopo, Peci imbuca per Casagrande sulla sinistra: il 19 gialloblù salta l’avversario e mette in mezzo per Gardin: l'attaccante anticipa il difensore, ma spedisce il pallone fuori.
Torna a farsi vedere il Milan, con un cross pericoloso di Tartaglia per Zaramella al 26’. Tagne va a vuoto, ma Contarini sventa il pericolo con un grande intervento, subendo poi fallo.
Al 32’, l’Hellas conquista una punizione sulla trequarti. Peci tocca corto per Garofalo, che a sua volta serve Contarini. Il terzino veronese prova il sinistro dalla lunga distanza, trovando la parata sicura di Pantelin.
Al 39', il Verona passa in vantaggio. Il Milan prova a impostare dal basso, ma il portiere Pantelin sbaglia il disimpegno. Akale intercetta il passaggio e serve subito Gardin, che calcia prima ancora che il portiere sia rientrato tra i pali per l’1-0 Verona.
Dopo 1 minuto di recupero il primo tempo termina sull’1-0.
Nella ripresa, il primo squillo è del Verona, con un’azione corale al 53'. Costa Pisani arriva al traversone sulla destra, ma la difesa rossonera allontana e riparte, con Bisoffi costretto a spendere il giallo.
Il Milan alza il baricentro in cerca del pareggio. Al 62', su una gestione sbagliata rossonera, l’Hellas parte in contropiede con la coppia Akale-Casagrande. Il numero 19 aspetta la sovrapposizione di Contarini, che crossa ma per poco non trova Gardin in area.
Dopo una fase confusa della gara, al 76' ci prova De Rossi appena entrato: il 10 prova il dribbling e conquista un calcio d'angolo. Sugli sviluppi, la difesa rossonera allontana senza problemi.
Pochi minuti più tardi, il Verona ha l’occasione per il 2-0. Peci calcia dal limite, la difesa respinge e De Rossi arriva al tiro di destro. Pantelin respinge male e Intrabartolo si avventa sulla ribattuta, con il portiere rossonero che si salva sulla linea.
Sul finale di partita, il Milan sale, lasciando spazio ai contropiedi gialloblù. All’85’, Cavazza riparte sulla sinistra, salta Colombo che lo atterra. Seconda ammonizione per il 47 rossonero e Milan in 10 uomini.
Il Verona approfitta della situazione e trova il raddoppio. Altro errore coi piedi di Pantelin, recupero di Musat che serve a centro area De Rossi: sinistro in porta e 2-0 Verona!
Dopo 5 minuti di recupero la partita si conclude con il risultato di 2-0.
Il prossimo impegno del Verona sarà sabato 19 settembre alle 15, quando i gialloblù affronteranno il Torino allo stadio ‘Mazzola’ nella sfida valida per la 5a giornata del campionato Primavera 1 2026/27.
LA CRONACA
1' All'Olivieri è iniziata Hellas Verona-Milan. Forza ragazzi!
2' Subito Verona in avanti con un calcio d'angolo insidioso. Mischia in area piccola, ma nessuno riesce a ribadire in rete.
5' Si fa vedere il Milan con un tiro dal limite di Anastasio respinto in corner dalla difesa gialloblù.
15' Punizione dal limite per il Milan. Sul cross, Cullotta stacca alto, ma la palla finisce sopra la traversa.
20' Spunto di Casagrande sulla sinistra, dribbling e traversone per Gardin: l'attaccante anticipa il difensore ma spedisce il pallone fuori.
26' Cross pericoloso di Tartaglia a cercare Zaramella a centro area. Tagne a vuoto, allontana Contarini che poi subisce fallo.
32' Squillo di Contarini, che prova il sinistro dalla distanza dopo una punizione battuta veloce da Peci: Pantelin blocca.
35' Angolo Verona. Cross di Bisoffi, Casagrande la rimette sul secondo palo, ma non trova Peci.
39' GOL VERONA! Pantelin sbaglia il disimpegno, Akale recupera palla e serve Gardin, che di destro sorprende il portiere ancora fuori dai pali. 1-0 Hellas all'Olivieri.
45+1' Dopo un minuto di recupero termina la prima frazione. Verona avanti 1-0.
46' Inizia il secondo tempo all'Olivieri
53' Azione corale del Verona, che manda Costa Pisani al traversone. La difesa rossonera allontana e riparte, con Bisoffi costretto a spendere il giallo.
62' Contropiede Hellas gestito dalla coppia Akale-Casagrande. Il numero 16 aspetta Contarini, che crossa ma non trova Gardin in area.
80' Occasione per il Verona: De Rossi arriva al tiro dopo una ribattuta su Peci, Pantelin respinge male e Intrabartolo si avventa sul pallone. Il portiere rossonero si salva sulla linea.
84' Punizione di Nolli per Cullotta, che stacca di testa trovando l'intervento di Borghi, che devia in corner.
85' Contropiede Hellas con Cavazza che salta Colombo, costretto al fallo. Seconda ammonizione per il 47 rossonero e Milan in 10 uomini.
89' RADDOPPIO HELLAS. Altro errore di Pantelin, recupero di Intrabartolo che serve a centro area De Rossi: sinistro in porta e 2-0 Verona!
90+5' FISCHIO FINALE ALL'OLIVIERI. Un grande Verona batte 2-0 il Milan capolista.
HELLAS VERONA-MILAN: 2-0
Rete: 39' Gardin, 89' De Rossi
Per Selva si tratta di un ritorno ai colori gialloblù: l’ex attaccante della Nazionale, infatti, ha vestito la maglia de La Fiorita da giocatore dal 2014 al 2018, totalizzando oltre 100 presenze e oltre 50 gol, al termine di una lunga carriera professionistica che lo ha visto raggiungere la Serie B.
Da allenatore, nel campionato sammarinese, ha accumulato esperienza sulle panchine di Pennarossa, Tre Fiori e Cosmos.
Insieme a Selva entra a far parte dello staff tecnico Alex Gasperoni, anche lui ex Nazionale sammarinese, nel ruolo di collaboratore tecnico.
“Ad entrambi diamo il benvenuto a La Fiorita – le parole del presidente Alessandro Cianciaruso – anche se Andy Selva ha già fatto parte della storia di questo club, contribuendo a scriverne pagine importanti. Ci auguriamo che anche da allenatore possa dare un fondamentale stimolo nel raggiungimento degli obiettivi che ci siamo prefissati come società”.
FONTE: LaFiorita.sm
Sei gol nelle ultime tre partite e primo posto nella classifica dei cannonieri della Süper Lig. Gift Orban ha cominciato la sua avventura in Turchia nel modo migliore possibile: segnando a raffica.
L’ex attaccante del Verona è stato il grande protagonista della vittoria per 5-0 dell’Amedspor contro il Başakşehir. Orban ha realizzato una tripletta nella ripresa, andando a segno al 52’, al 56’ e al 75’. Tre reti che gli hanno permesso di raggiungere quota sei in campionato.
Il nigeriano aveva già deciso la partita contro il Trabzonspor e, nella giornata successiva, aveva firmato una doppietta contro il Kasımpaşa, entrando dopo l’intervallo e trascinando l’Amedspor alla rimonta dallo 0-2 al 2-2.
Un gol, poi due, infine tre: una progressione impressionante. Orban ha segnato sei reti consecutive della sua squadra prima del gol realizzato da Mbaye Diagne nel finale della partita contro il Başakşehir.
Con sei centri, l’ex gialloblù occupa ora il primo posto della classifica marcatori del campionato turco insieme a Victor Osimhen. Un inizio travolgente per un attaccante che a Verona aveva mostrato talento, potenza e istinto, senza però riuscire a trovare la necessaria continuità.
In Turchia, almeno per il momento, Orban sembra aver ritrovato tutto: fiducia, spazio e soprattutto il gol. Oggi guarda tutti dall’alto, accanto a uno dei centravanti più forti del calcio europeo.
FONTE: TGGialloBlu.Telenuovo.it
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