D'AMICO E L'HELLAS 2019-2020

Pubblicato da Smarso martedì 2 luglio 2019 21:29, vedi , , , , , , , , , , , , , , , , | Nessun commento


...COSÌ AD INIZIO STAGIONE ai microfoni di Hellas Channel 'Stepinski? Merito del Presidente. E fra i nuovi acquisti c’è anche Bessa… E’ un Verona che prosegue sulla linea dei giovani, ma ci sono anche giocatori di esperienza e temperamento. Obiettivo salvezza? Serve unità di intenti da parte di tre componenti fondamentali: Società, squadra e tifosi. Se sapremo essere uniti, possiamo farcela, anche se è uno dei campionati di serie A più difficili degli ultimi anni. Juric? Ha lo spirito Hellas, ed è stato bravo a dare subito un’impronta alla squadra…' (HellasLive.it)

IL DIESSE D'AMICO INTRODUCE MISTER JURIC e sul mercato dice 'Siamo ad un mese dal bellissimo ricordo del 2 giugno. Ora inizia una nuova stagione, non perdiamo l'entusiasmo dopo la 'remuntada' sul Cittadella . Mercato? Stiamo lavorando, più avanti faremo il punto. Stiamo cercando di prepararci al meglio per dare al mister le soluzioni più adeguate. Faremo di tutto per accontentare Ivan, ma ora siamo ancora all'inizio del calciomercato'

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NEWS E CURIOSITÀ DALLE PASSATE STAGIONI +   -   =
  • Stagione 2018-2019: ...Entrato in un nuovo ruolo in punta di piedi (forse troppo visto che non è nemmeno stato mai presentato ufficialmente dando un'impressione di provvisorietà che non è forse mai passata dopo l'addio di FUSCO), l'ormai ex responsabile degli scout scaligeri da un paio d'anni allestisce da Direttore Sportivo una squadra di tutto rispetto per la categoria e indicata da tutti come una corazzata imbattibile.
    Purtroppo decide (chiaramente con l'avvallo di SETTI) anche il nuovo allenatore e purtroppo D'AMICO si rivelerà il vero punto debole della stagione con i suoi continui cambi di schemi, ruoli e interpreti ma verrà esonerato solo a due giornate dal termine con il VERONA quasi fuori anche dai playoff.
    Nel mezzo una difesa strenua dell'amico-allenatore e pure una grave scivolata mediatica, quando chiamato in sala stampa al suo posto, si sfoga malissimamente contro un giornalista che stava facendo né più né meno che il suo lavoro (ma che aveva il grave difetto di non appartenere ad una testata 'amica'). Tre mesi dopo le tardive scuse, poi la conferma da parte del patròn scaligero dopo l'insperata promozione ai playoff targata AGLIETTI quando tutto sembrava perduto.


RASSEGNA STAMPA +   -   =
D’AMICO: «È UN VERONA CHE SIN QUI HA TENUTO TESTA A TUTTI: UN PLAUSO A CHI HA GIOCATO MENO E HA FATTO GRUPPO»
12/NOVEMBRE/2019 - 15:25
Peschiera - Le principali dichiarazioni del Direttore Sportivo dell'Hellas Verona Tony D'Amico, rilasciate a Sky Sport dal centro sportivo 'Paradiso' di Peschiera.

«Se mi aspettavo un avvio così? Sicuramente abbiamo provato a sfruttare appieno il nostro potenziale: quando parte una stagione ci si augura sempre di fare il meglio ma i risultati si guardano a fine anno. La nostra una squadra cresciuta di valore? La più grande soddisfazione, ad oggi, è la continuità di prestazioni: la squadra lotta con tutte le avversarie ed esprime un buon calcio. Sappiamo però che il campionato è lungo e difficile. Dobbiamo sempre essere al 100% per ridurre il gap con le altre, quindi servirà rimanere concentrati e umili perché c'è ancora tanta strada. Quanto c'è di Juric? Tantissimo. Ho conosciuto una gran bella persona, un professionista importante con grandissime qualità, sia tecniche che gestionali. Credo sia un allenatore di alto livello per la categoria e che possa tirare fuori il 110% delle possibilità dei suoi calciatori. I giocatori di spicco di questo Verona? Al di là dei singoli credo che sia merito di tutto il gruppo se stiamo facendo bene. Noi sappiamo che i giocatori più importanti sono anche quelli che giocano meno, perché ogni giorno sono quelli che alzano il livello dell'allenamento: trascinano tutti e, quindi, questo Hellas non può prescindere dal gruppo. Un attaccante a gennaio? Noi siamo concentrati sulla giornata di allenamento di oggi. Gennaio è lontano. In tante partite la squadra ha espresso un buon gioco anche a livello offensivo, poi ci sono tanti fattori che incidono nella difficoltà a segnare: mancanza di precisione o tante volte la bravura dei portieri avversari. Siamo però convinti che i ragazzi, con serenità, riusciranno tutti a sbloccarsi. Salcedo? Il mister lo conosceva dai tempi del Genoa, lo ha fatto esordire a 16 anni. Ha grandissime qualità, è un ragazzo che deve crescere e ovviamente non bisogna caricarlo di troppe responsabilità o aspettative. È sicuramente un patrimonio del calcio italiano e noi cerchiamo di gestirlo al meglio, ma senza voler accelerare la sua crescita. Oltretutto il mister con lui ha un buon rapporto, quindi sa come gestirlo».

FONTE: HellasVerona.it


IL DS PARLA A TMW
D'Amico: Bocchetti torna
Mercato? No rivoluzioni

11/11/2019 18:20
Il DS del Verona, Tony D'Amico, è tornato a parlare della stagione del Verona, intervistato da Marco Conterio per Tuttomercatoweb.com.

Ecco l'intervista integrale:

Direttore, la domanda suona scontata: se lo aspettava?
"Quando inizi a lavorare, parte un'annata e speri di fare bene. Di fare il meglio. Non è questione di aspettarsi una cosa o un'altra: tu lavori per il bene, quello che sarà lo vedremo a fine anno".

Ripartiamo dalla classifica: decimi dopo dodici giornate...
"Siamo contenti delle prestazioni, sono un orgoglio. Ci giochiamo sempre le partite, quello che ha creato il mister è importante visto che affrontiamo tutti allo stesso modo, senza paura. La prestazione c'è stata, sempre: è una soddisfazione, è questo il bello. Il mister è l'artefice di questo inizio di stagione, sta facendo un gran lavoro".

E' la sua annata più importante?
"L'anno scorso era la più importante perché era la prima in B, questa lo è perché la prima in A. Quella che viviamo è la più importante, quella che vivremo lo sarà. Noi siamo di supporto, dobbiamo farci trovare pronti per le esigenze del club".

D'estate non mancavano i dubbi. Eppure stupite, due uomini raccontano bene questa storia: Miguel Veloso e Sofi Amrabat.
"Stanno facendo bene, parlare dei singoli però non è la mia passione. Anche perché credo tanto nel gruppo, che è la nostra vera forza. Certo, Miguel ha un passato alle spalle importante, conosce bene il mister. Il loro rapporto è solido, sapevo chi andavo a prendere ma ora ho conosciuto una bella persona che va oltre le qualità tecniche riconosciute dal suo passato. E' un leader, riconosciuto da tutti. In tal senso è una piacevole scoperta, perché anche a livello di personalità ci sta dando tanto".

Una coppia in mezzo bella importante con Amrabat.
"Sofi ha un bel rendimento, però mi piace parlare di tutti, anche di chi ha giocato poco e niente. Tutti alzano il livello dell'allenamento, siamo contenti del gruppo. Non possiamo prescindere da nessuno, chi gioca meno nel mio modo di vedere ha più importanza perché è il motore trainante del Verona".

Siete la seconda miglior difesa. Dietro la Juventus.
"E' un dato importante, che ci rende orgogliosi. Il campionato è lungo, ci auguriamo di continuare così. Non mi stanco di ripeterlo, è merito dell'allenatore che è tosto e qualitativamente importante per la categoria. Riesce a tirar fuori il 110% dai ragazzi".

Davanti... Va meno bene, con dieci gol fatti in dodici gare.
"Guardavo la statistica di pali e traverse, siamo dietro al Napoli... Analizzando le gare, c'è da dire che abbiamo avuto occasioni, che siamo andati vicino al gol più dei dieci fatti...".

Intanto il mercato di gennaio si avvicina.
"Abbiamo quattro partite importanti da qui a gennaio, è davvero presto per parlare di sessione invernale. Per quel che immagino, non stravolgeremo certo la squadra. Dobbiamo recuperare Badu e Bessa, se dovessero tornare come ci auguriamo, saranno acquisti importanti in rosa".

Anche Bocchetti, finora visto poco.
"Si sta allenando, ha avuto una serie di piccoli infortuni che ne hanno ritardato il riadattamento al campionato italiano dopo tanti anni in Russia. Avevamo messo in conto insieme al ragazzo queste possibili difficoltà iniziali, ma dopo questo infortunio siamo certi che tornerà a pieno regime".

E a lei, come va?
"Sto bene, stiamo bene. Col Presidente c'è grande sinergia e sintonia: è atipico, ti fa lavorare liberamente e fare il direttore sportivo non è facile di questi tempi. In questa categoria è una bella avventura, vivo sempre tutto in modo passionale e ci metto tutto me stesso".

FONTE: TGGialloBlu.it

APPROFONDIMENTI
Juric, Veloso, Rrahmani e Amrabat: la rivincita di Tony D’Amico
Dopo le tante critiche dello scorso anno, dovute più che altro alla sciagurata scelta di Grosso, il d.s. gialloblù si gode la suo nuova creatura

di Tommaso BadiaOttobre 13, 2019 - 17:30

Nove punti in sette partite e l’impressione che con un pizzico in più di fortuna sarebbero potuti anche essere di più: il bilancio di questo Hellas Verona, a circa due mesi dall’inizio del campionato, non può che essere positivo.
Gran parte del merito va ovviamente dato a Juric e ai suoi giocatori, ma è indubbio che alla base ci sia il lavoro di una persona che, dopo essere stata “massacrata” per un anno (più o meno a ragione), almeno per il momento si stia prendendo la propria rivincita: stiamo parlando di Tony D’Amico.

APPROCCIO BURRASCOSO. Riavvolgiamo il nastro all’inizio della scorsa stagione: dopo una fallimentare annata di Serie A e l’addio di Fusco, a prendere il suo posto da d.s. è appunto Tony D’Amico, sostanzialmente il suo “delfino”. La scelta di Setti, che pare voler dare “continuità” al progetto, non trova l’appoggio dei tifosi gialloblù, che in aperta contestazione con la presidenza non vedono di buon occhio l’insediamento del nuovo direttore sportivo.

I DUE ERRORI. Il mercato di D’Amico tuttavia non è assolutamente da buttare, tant’è che sia in estate che durante la sessione invernale costruisce una rosa di assoluto livello, un’autentica corazzata per la Serie B. A fare da contraltare ci sono però due errori sciagurati e che gli costeranno parecchio in quanto a indice di gradimento: stiamo parlando della scelta di Fabio Grosso, un allenatore rivelatosi totalmente inadeguato, e la scenata post-Crotone, pane per i denti dei suoi detrattori. Questi due “scivoloni” (il primo dei quali costa all’Hellas un campionato molto più complicato del previsto) oscurano infatti quasi completamente gli ottimi colpi messi a segno, lasciandolo alla berlina.

SCOMMESSA JURIC… Dopo aver raggiunto la promozione grazie alla scelta di Aglietti, il d.s. gialloblù in estate è tornato al lavoro, attirandosi nuove critiche quando, insieme a Setti, ha optato per non confermare il tecnico toscano e per dare invece fiducia a Ivan Juric. La scelta, in un primo momento non troppo gradita ai tifosi, almeno per il momento si è però rivelata vincente: il croato si è rivelato un allenatore “da Hellas“, combattivo, senza fronzoli e terribilmente schietto. Dopo due presunti “innovatori” come Pecchia e Grosso ci si è insomma rivolti a un operaio, un guerriero, una decisione che al momento sta dando i propri frutti.

… E MERCATO AZZECCATO. Anche la squadra costruita in estate (tra le immancabili critiche: vi ricordate per esempio il 5 dato dalla Gazzetta al mercato gialloblù?) si è rivelata adatta alla categoria: il giusto mix di vecchi volponi (uno su tutti Veloso, un “bollito” fino a qualche tempo fa…), giocatori in cerca di riscatto (Günter, Badu, Lazovic…), giovani scommesse estere (Rrahmani e Amrabat su tutti), la conferma della zoccolo duro della scorsa stagione (Zaccagni, Silvestri, Faraoni) e anche un pizzico di occhio per i talenti cresciuti in casa (Kumbulla) hanno permesso al d.s. di costruire un gruppo che per ora si sta rivelando la sorpresa del campionato. E pensate se Stepinski, uno dei pochi a non aver ancora pienamente convinto, cominciasse pure a segnare…

SI IMPARA DEGLI ERRORI. Insomma, se tutto dovesse continuare a girare così, è innegabile che parte del merito andrebbe a chi questa squadra l’ha costruita, peraltro con un budget decisamente limitato per i tempi che corrono. Ora, quindi, bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare: D’Amico ha incassato le critiche (alcune giustificate, altre meno…), continuando a lavorare, costruendo squadre all’altezza e dimostrando di saper imparare dei propri errori (la scelta dell’allenatore). Per il momento dunque chapeau, Tony, ma non ti adagiare troppo sugli allori…

FONTE: CalcioHellas.it


HELLAS VERONA
D’Amico: Segniamo poco? Siamo solo all’inizio
13/10/2019 00:02
“L’Hellas sta bene, stiamo facendo un buon lavoro, la squadra segue Juric, siamo molto contenti. Stiamo approfittando di questa sosta per recuperare qualche infortunato. Siamo concentrarci già per la ripresa perché siamo attesi da un match molto difficile contro il Napoli, una squadra molto forte”. Tony D’Amico ha parlato così su Radio Kiss Kiss Napoli.

Il Ds del Verona ha continuato: “Subiamo poco e segniamo poco? I dati sono indiscutibili, poi bisogna analizzare le prestazioni e devo dire che abbiamo sempre avuto occasioni da gol che per centimetri o precipitazione non siamo riusciti a realizzare. Siamo solo all’inizio, ci conforta la compattezza difensiva anche perché abbiamo cambiato tanto e ci sono diversi giocatori che giocano per la prima volta in Serie A, poi dobbiamo rimanere sempre umili se vogliamo centrare il nostro obiettivo che è la salvezza”.

D’Amico ha concluso: “Tutino cresce bene, è un ragazzo perbene e ha grandi qualità umane e tecniche, vede bene la porta, siamo molto contenti di lui e siamo convinti che ci darà una grande mano. Napoli? Credo che lotterà fino alla fine con Juve e Inter per lo Scudetto, anche se i bianconeri sono ancora avanti”.

FONTE: TGGialloBlu.it


Bilancio del mercato un mese dopo
By Redazione - 7 Ottobre 2019

La finestra del mercato è chiusa da poco più di un mese e qualche considerazione sulle scelte di D’Amico sono d’obbligo.

Se i vari Günter, Veloso, Salcedo e Lazovic sono consigli di Juric, mentre Stepinski un investimento di Setti in prima persona, molte altre sono le idee e gli affari conclusi dal diesse scaligero e che meritano più di una menzione.

Rrahmani si sta dimostrando difensore affidabile e di categoria, Amrabat piccolo fenomeno, Verre, Pessina, Tutino trequartisti preziosi e dalla grande tecnica. E non abbiamo ancora scoperto per vari motivi Bocchetti, Bessa, Wesley, Adjapong e Badu: tutti giocatori che sono da Serie A.

Dopo anni di vacche magre, l’Hellas non solo ha deciso di investire, ma lo ha fatto con attenzione e abilità. D’Amico sembra non aver sbagliato un colpo e non gli vanno negati i complimenti.

Qualcosa va ancora migliorato: deve convincere Di Gaudio e Crescenzi a lasciare Verona, Lazovic a sinistra non è propriamente a suo agio e con ogni probabilità manca un vice Veloso. Però questo Hellas è solido, ha la seconda miglior difesa del torneo e se l’è giocata alla pari con tutti finora.

Bravo Setti a spendere qualche euro in più, ottimo D’Amico nella campagna acquisti, superbo Juric nel fare il resto.
Damiano Conati

FONTE: HellasNews.it


Setti: “Juric soddisfatto del calciomercato, merito anche di D’Amico”
settembre 20, 2019

“Rimpianti nell’ultimo calciomercato? Per fortuna no. Mi ricordo le parole che mi ha detto Juric, è rimasto soddisfatto. Merito anche del ds D’Amico che dopo aver costruito la squadra che ho ottenuto la promozione è stato in grado recepire tutto il buono che il mercato poteva offrire. L’unico rimpianto è non essere riusciti a far capire a chi è rimasto fuori lista che le offerte ricevute andavano accettate – ha dichiarato Maurizio Setti a La Gazzetta dello Sport – Che Serie A ho ritrovato? Penso sia la stagione più difficile sul campo. In Lega non vedo cambiamenti. Io dico a malincuore. Ritrovo individualismo. Che modiche farei? Contratti declinati in caso di A, B e C per tutti i giocatori, anche nei top club. E poi tornerei a una Lega di A e B unite. Favorevole al Var? Sì. Al salary cap? Sì. Alle squadre B? Indifferente".

FONTE: HellasLive.it


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Rivoluzione targata D’Amico
By Redazione - 23 Agosto 2019

Radunovic, Günter, Rrahmani, Bocchetti, Adjapong, Amrabat (Badu), Veloso, Lazovic, Bessa, Verre, Tutino. Questo è un potenziale 11 che potrebbe scendere in campo in questa stagione. 11, 12 con Badu, facce nuove e il mercato non è ancora finito.

12 acquisti che di fatto rivoluzionano la rosa che ha centrato la promozione, della quale solo Silvestri, Faraoni e Zaccagni potrebbero avere un posto da titolari quasi sicuro. Gli altri, da Dawidowicz a Kumbulla, da Empereur a Vitale, da Henderson a Danzi, da Pazzini a Di Carmine se lo devono sudare.

D’Amico per il secondo anno consecutivo opera una rivoluzione estiva nella rosa gialloblù. E se i tanti prestiti con diritto o obbligo di riscatto della stagione scorsa li ha pagati quest’anno, tutti i prestiti con diritto di riscatto di questa stagione andranno sulla contabilità della prossima stagione.

Comunque sono pochissimi i prestiti secchi (solo Radunovic e Tutino) e non c’è nessun obbligo di riscatto, per non ripetere gli errori dell’ultima annata. Per gli altri prestiti c’è il semplice diritto di riscatto e tutto dipenderà dalla stagione che faranno i protagonisti in gialloblù.

Damiano Conati

FONTE: HellasNews.it


NEWS
D’Amico: “Balotelli? Sarebbe un grande colpo. Raiola spinge per l’Hellas ma…”
Le dichiarazioni del direttore sportivo gialloblù in merito alle possibilità di vedere Balotelli al Bentegodi nella prossima stagione

di Redazione agosto 8, 2019 - 08:30

Il ds dell’Hellas Verona, Tony D’Amico, ha commentato così a L’Arena la trattativa per Mario Balotelli:
“Sarebbe un grande colpo. Raiola ed i suoi agenti spingono per la soluzione Hellas, il suo entourage fatto di famigliari e amici un po’ meno. Resta tutto molto complicato. Ripeto: è un’operazione complicata, ma Balotelli farebbe crescere dal punto di vista tecnico molti giocatori, senza contare che fra assist e gol potrebbe avvicinarci moltsissimo all’obiettivo della salvezza. Staremo a vedere…”.

FONTE: CalcioHellas.it


CALCIOMERCATO
VERONA, SERVE ANCHE QUALITA'
22/07/2019 12:02
La manovra offensiva del Verona fatica sempre oltremisura, non si vedono spunti di qualità sulle fasce, il giocatore che in questo momento ha più classe si chiama Daniel Bessa che, pur blindato da Juric è sempre sul mercato per la società.

Juric ha provato ancora il modulo con il doppio trequartista, modulo che rappresenta la più grande novità della sua gestione. Un modulo che forse offre una maggiore densità in mezzo al campo, ma che diventa anche stantio e prevedibile se non ci sono sovrapposizioni sulle fasce e tempi di gioco che sfiorano la perfezione. Serve insomma un'iniezione di qualità dal mercato.

FONTE: TGGialloBlu.it


18 LUG 2018
HELLASVINCOLATI
Passano gli anni ma il refrain non cambia: “Se non son svincolati… non li vogliamo”. Ma alla peggio ci vanno bene anche i quasi a fine contratto, ma pure i reduci da infortuni seri… e molto gradite sono sempre le vere e proprie scommesse su Tizio o Caio. Per non parlare dei prestiti secchi che accogliamo sempre a braccia spalancate. .

Un’altra frase refrain in voga in società di quest’anno è: “non abbiamo le possibilità economiche di altre società…”. Falso, gli introiti sono i medesimi (escluse le big e alcune di fascia medio-alta) di tutte le squadre neopromosse o che la scorsa stagione sono state coinvolte nella lotta per non retrocedere.

La verità è che: “Setti non ha le possibilità economiche di altri presidenti”, e le figure da egli scelte non sanno produrre plusvalenze, da cessioni di giocatori di proprietà

Ovvio che preferiamo i bilanci a posto, ai fallimenti in stile Bari e Palermo, ma fare impresa nel calcio professionistico di oggi con ridotti patrimoni economici della proprietà, implica, anzi impone che operino solo persone capaci ed esperte.

Riprendo quindi un concetto recentemente espresso dall’amico Gianluca Vighini, “se non hai soldi per fare calcio ad alti livelli, devi far bene attraverso figure societarie e tecniche di livello e di provata capacità, in grado di sopperire a tale gap.

Per capire ia qualità del lavoro di Tony D’Amico la scorsa stagione, si è preso come metro di misura la promozione ottenuta. Il che ci può stare, tuttavia l’esamina va completata.

Ieri cercavo sulla Gazzetta Sportiva le trattative di mercato e relativi obiettivi di tutte le squadre di A e B.

Ebbene, non c’è una squadra tra le 43 di entrambi i tornei, interessata a un giocatore che sia uno dell’Hellas Verona. Mi dicevo, ma possibile che manco in B interessi qualcuno tra i vari Almici, Empereur, Di Gaudio, Ragusa, Marrone, Vitale? Possibile che questi calciatori scoperti dall’ex Talent Scout, oggi DS, Tony D’Amico, (scusate se sono scurrile), “non se li caghi” letteralmente nessuno? Azz che affari eh? (Ok, vesamina finita)

Meno male che alla fine del mercato manca ancora molto tempo… e per fortuna, lo stesso abbonda di svincolati, ex infortunati, scommesse e prestiti, ancora oggi senza maglia e quindi sotto osservazioni dal nostro DS

È la dimensione del Verona direte voi. No! è quella di Setti.
Mauro Micheloni

FONTE: Blog.Telenuovo.it


D’Amico: occhio alla lista
By Redazione - 12 Luglio 2019

Il regolamento della Serie A prevede un massimo di 17 calciatori senior, più 4 formati nel vivaio di un club italiano, più altri 4 (se possibile) formati nel vivaio del Verona. Quindi un totale di 25 giocatori possibili con infiniti under 22, cioè nati dal 1997 in poi.

Andiamo a vedere la situazione attuale in casa del Verona.

Giocatori formati nel vivaio del club (0).
Giocatori formati nel vivaio di altro club nazionale (15): Silvestri, Berardi, Almici, Bocchetti, Crescenzi, Empereur, Faraoni, Vitale, Bessa, Marrone, Zaccagni, Di Carmine, Di Gaudio, Pazzini, Ragusa.
Altri elementi della rosa (5): Balkovec, Dawidowicz, Günter, Rrahmani, Henderson.
Under 22: Borghetto, Casale, Kumbulla, Danzi, Lucas, Lee, Traore, Tupta.
Da questa lista sono stati tolti i 13 giocatori attualmente fuori rosa e non ci sono Miguel Veloso e Radunovic i cui trasferimenti non sono ancora ufficiali e che comunque andrebbero ad occupare posto nella lista over.

Ciò significa che il Verona è abbastanza in linea con il regolamento, anche se qualche cessione va fatta visto che, oltre agli esuberi, ci sono oggi 20 giocatori in lista over più 2 in arrivo, su 21 possibili giocatori accettati. Ancora una volta non viene sfruttata la casella dei quattro formati nel vivaio del Verona, perché per “cresciuti nel vivaio del club” si intende un triennio consecutivo di militanza nello stesso club tra i 15 e i 21 anni, senza dunque prestiti ad altre società e Zaccagni, ad esempio, non ne entra a far parte.

Damiano Conati

FONTE: HellasNews.it


10 LUG 2019
TROPPE ZAVORRE = INCAPACITÀ
Incapacità di consolidamento in A, altalena tra A e B, Diritti tv, paracadute… tutti aspetti che accomunano due realtà molto diverse tra loro (non fosse che per blasone e storia calcistica): Empoli ed Hellas Verona.

La differenza tra le due società si chiama oggi Pietro Accardi, classe ‘82, ex difensore, oggi DS dei toscani, capace di scovare calciatori che hanno prodotto in apertura di calcio mercato, la bellezza di 40 milioni di entrate dalle rispettive cessioni.

Al contrario non me ne voglia il nostro buon Tony D’Amico, noi non solo non sappiamo produrre plusvalenze milionarie, (esclusi Fares e Valoti farina di altri sacchi) ma rischiamo addirittura il primato di giocatori-zavorra sotto contratto.

Non si offendano i vari Almici, Balkovec, Empereur, Marrone, Di Gaudio, Ragusa, Tuptà, Danzi, (ma aggiungerei anche i vari Vitale, Crescenzi, Faraoni, Dawidowicz e Lee a tutt’ora grandi incognite), ma tra inadeguati, reduci da infortuni seri, mai affermati in A, troppo acerbi o ancora oggi eterne scommesse… di fatto sono tutti giocatori a libro paga, che poco o nulla possono dare alla causa/salvezza del Verona.

Il fatto poi che nessuno li richieda seriamente (nemmeno in B mi sa) è la prova che fare mercato oggi è qualcosa di più che completare una rosa, nella “speranza” di rafforzarla.

Importante nel sistema calcio attuale è prendere calciatori che in campo dicano la loro ma che possibilmente diventino delle future plusvalenze.

Specialmente quando le risorse arrivano quasi completamente da entrate esterne (Lega, Diritti Tv, Sponsor, ecc.), e nulla dalla proprietà, è importante investire bene e andare il più possibile sul sicuro. Non sono ammessi dubbi, nè perplessità, men che meno speranze, o peggio ancora, scommesse.

In attesa che l’asse con l’Atalanta dia i suoi frutti (stiamo ancora aspettando quelli dell’asse con Lotito, ma alle prese per il culo ci siamo abituati) e la paventata “amicizia” con la Juve porti qualche buon giocatore (credeghe…), noi si aspetta il grande colpo promesso da Setti. Sicuramente un fine carriera di gran nome, tra la speranza di un nuovo Luca Toni e il terrore di un altro Rafa Marquez.

Per il resto immagino D’Amico a spulciare l’elenco dei fine contratto o dei possibili saldi di fine mercato, cercando nel frattempo di sistemare altrove e con il minor danno, i suoi tanti flop della scorsa stagione, tutti super svalutati a dismisura dall’ottimo lavoro del suo amico Fabio Grosso.

Manca tuttavia un mese e mezzo alla fine del calciomercato… magari arriva un’altra botta di culo (dopo quello di Alfredo Aglietti per dare un’idea, arriva qualche crack)… perché diciamocelo… è ormai di botte di culo che da qualche anno si va avanti.
Mauro Micheloni

10 LUG 2019
CALMA. MA NON TROPPA
Il Verona ha bisogno di rafforzarsi. Tanto e ovunque. Lo diciamo con sano senso del reale e visto cosa è successo nell’ultima vergognosa comparsata in serie A (noi non dimentichiamo).

Siamo d’accordo che il mercato non si fa adesso (completamente) ma una squadra che ha le idee chiare e non naviga a vista, il mercato in realtà lo fa adesso. Se non hai tanti soldi, vincono le idee e i rapporti. Un rapporto che, si spera, il Verona di Tony D’Amico coltiva è quello col ds Fusco. Il quale è alla Juventus e qualcosa di buono potrebbe girarlo. Mancuso poteva essere un’idea, brutto segnale che l’Empoli lo abbia soffiato, mettendoci soldi veri (cinque milioni mi sembrano comunque un’esagerazione, ma cavoli loro).

Su Bessa, Juric vorrebbe costruire qualcosa, ma anche qui, siamo sospesi. Arrivasse un’offerta… bye bye Bessa.

Si è lavorato in difesa. Due scommessone (Rrahmani e Gunter) e una certezza Bocchetti. Questo mi pare il primo vero nome da serie A.

Mi sfugge la super valutazione data al polacco Dawidowicz: spendere tre milioni e mezzo per il riscatto di questo giocatore mi pare una follia. Almeno per quello che s’è visto in serie B. Speriamo di essere smentiti in serie A.

Come scrivevamo il Verona ha posposto i pagamenti della scorsa stagione: sono stati spesi adesso 12,4 milioni di euro e tranne Rrahmani sono serviti a finanziare la squadra che stava clamorosamente fallendo la risalita in serie A (sempre sia benedetto Alfredo Aglietti e anche un po’ Iemmello che ha sbagliato quel gol clamoroso col Foggia).

Con sano realismo Setti (impegnato sempre più in prima persona nelle trattative) e D’Amico, si devono anche chiedere se Di Carmine e Pazzini possono garantire i gol necessari per stare in serie A. Lo devono dire loro, senza prendersi in giro e facendo una valutazione serena. Io ho dei dubbi. Un conto è la B, dove Pazzini è un lusso e Di Carmine un buon giocatore (che ha faticato oltremisura, ricordiamocelo), un conto è la serie A.

Ora come ora la campagna acquisti è ingiudicabile. Finisse adesso sarebbe ovviamente da grave insufficienza. Per fortuna c’è tempo. Quindi calma, ma non troppa…
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


09.07.2019
Verona saldamente in serie A soltanto con grandi rinforzi
Tony D’Amico

Tre stagioni fa, Tony D’Amico era un collaboratore tecnico del Verona. Oggi con merito, visto le operazioni soprattutto in uscita con la Spal e tre rinforzi decisivi come Faraoni, Vitale e Di Gaudio a gennaio, ne è il diesse. Budget alla mano, fino a questo momento l’Hellas si è mossa discretamente sul mercato.

LA DIFESA. Primo dal punto di vista economico, De Ligt a parte, i difensori costano sempre meno rispetto agli attaccanti e secondo per tempistica e modalità di lavoro. Mister Juric infatti, inizierà a lavorare dalle fondamenta della nuova squadra, quindi dalla difesa. Ed il tecnico croato avrà in ritiro la difesa titolare e le seconde linee. Il tutto in attesa di qualche innesto a metà campo e soprattutto in attacco. «Dobbiamo anche iniziare a sfoltire la rosa» s’è lasciato andare in un commento spot proprio Tony D’Amico, che ha rimarcato le difficoltà del prossimo campionato di serie A. «Ancora più difficile di quando l’affrontammo un paio d’anni fa. Tanta la differenza tra le squadre che lottano per non retrocedere e quelle, ad esempio, della zona Europa League».

TORNEI A CONFRONTO. Così abbiamo preso in esame gli ultimi otto campionati di serie A, o meglio ciò che riguarda le neo promosse come il Verona. Iniziando dalla stagione 2011/’12 la massima divisione ha triturato per bene le formazioni che arrivavano dalla serie B. Nei primi quattro campionati, ne è sempre retrocessa una: Novara, Pescara, Livorno e Cesena. Poi la media si è pericolosamente alzata: Carpi e Frosinone (2015/’16), Pescara (2016/’17), Benevento e Hellas (2017/’18). A preoccupare i gialloblù e naturalmente anche Brescia e Lecce, c’è un dato significativo. Le tre retrocesse Empoli, Frosinone e Chievo sono quelle che hanno investito meno nel mercato della scorsa estate. Chi si è salato, sono dati già pubblicati, ha superato quota venti milioni. Stiamo parlando di Parma (20,4), Spal (21,9) e Cagliari (24,3). Ecco che quindi non può bastare una buona ossatura per salvarsi. Servono investimenti di un certo peso. Il Brescia è stata una squadra pressoché perfetta ma forse quella con maggior entusiasmo ed un progetto che arriva da lontano, cioè dai tempi della serie C, è il Lecce di Liverani. Il Verona è una squadra costruita per vincere nella passata stagione con accorgimenti di un certo peso a gennaio. Stando al risultato finale, non ha funzionato Grosso ancora acerbo per gestire al meglio una squadra da promozione. C’è riuscito per fortuna Aglietti.

SQUADRA DIVERSA. Negli ultimi otto anni, undici squadre su ventiquattro sono salite dalla B e retrocesse immediatamente dalla serie A. Quasi la metà e questa la dice lunga sul salto di categoria sia a livello tecnico, che economico. Nell’estate del 2017 con diesse Fusco, il Verona dopo aver centrato la promozione non poté spendere molto per allestire la squadra. La squadra dei 100 punti che poi retrocesse nel 2016, iniziò proprio nell’estate del 2015 con Bigon diesse a recuperare denaro. Quel mercato si concluse con un saldo attivo di 8 milioni di euro ma non bastò perché poi arrivò la retrocessione e, se nell’immediato fece molto bene, la promozione con Fusco come diesse non cambiò la strategia al risparmio del Club. L’Hellas ha bilanci sani e qualcosa in più rispetto a due stagioni fa può pure spendere come dimostrano le prime tre «operazioni difensive» con una dozzina di milioni investiti nei vari Rrahmani, Bocchetti e Gunter. Adesso bisognerà recuperare un regista se è vero come è vero che Gustafson non vestirà la casacca gialloblù e poi una punta ed un esterno. Gente di serie A, gente che costa a tal punto da superare di almeno un paio di milioni quella soglia che garantirebbe, da un punto di vista economico, la permanenza in serie A. Poi ci sono le variabili tecniche, gli infortuni e la quantità e qualità che Juric saprà dare al gruppo. Insomma salvarsi è molto dura come ricorda la tabella degli ultimi otto anni. •

Gianluca Tavellin

FONTE: LArena.it


ESCLUSIVE
ESCLUSIVA D'Amico (ds Hellas Verona): "Gustafson e Bessa? per ora nessuna novità"
Il dirigente dei gialloblu commenta le voci sul ritorno del centrocampistya svedese a Verona e l'eventuale interesse del Toro per l'italo-brasiliano

06.07.2019 14:16 di Federico Danesi
ESCLUSIVA D'Amico (ds Hellas Verona): "Gustafson e Bessa? per ora nessuna novità"
Sono giorni intensi per Tony D'Amico perché il ds dell'Hellas Verona vuole consegnare una rosa quasi completa al nuovo tecnico, Ivan Juric, in vista del ritiro che comincerà il 10 luglio a Primiero in Trentino. Nelle ultime ore la società ha chiuso per il ritorno in Italia di Salvatore Bocchetti che porterà esperienza alla difesa, ma ci sono discorsi aperti anche per altre trattative come quelle che vedono coinvolto il Toro. D'Amico, raggiunto al volo, ha fatto il punto su un paio di situazioni: “Il ritorno di Gustafson? Sicuramente è un giocatore che piace ed è reduce da una buona stagione qui a Verona. Vediamo, ci stiamo ragionando insieme al Toro anche se sappiamo che interessa pure ad altre squadre”. Direttore, Bessa è un nome che possiamo accostare al Toro? “Al momento non ne abbiamo parlato. Il giocatore è sempre nostro, valuteremo”.

FONTE: TorinoGranata.com


SERIE A
Ripartenza Hellas. Low cost ma idee chiare per la Serie A
04.07.2019 09:30 di Marco Conterio Twitter: @marcoconterio
Il portafogli non è gonfio, sicché il direttore sportivo Tony D'Amico deve ricorrere a intuizioni e fantasia. A rapporti e stabilità, a solidità. A cercare di costruire un Hellas Verona certamente diverso, sicuramente potenziato, indubbiamente low cost. Perché i milioni non son certo garanzia di salvezza e successo ma certamente sono una bella rassicurazione. Necessità, virtù, la formazione di Ivan Juric riparte col diktat del saper sfruttare le occasioni al momento giusto. Ed è così che si sta muovendo il ds D'Amico. Sondando, valutando e vagliando. Perché il tetto a 25 delle rose costringe tanti club a cedere, a vendere, se non a svendere. Pure giocatori importanti, a ogni latitudine, ruolo, e prezzo. Poi ci sono gli obiettivi primari, indicati dal tecnico, ma la sostanza è chiara: rinforzarsi senza svenarsi perché non ce n'è voglia e forse anche disponibilità. Poco importa, però. Perché gli scaligeri studiano nomi che sono garanzie, vedi Marco D'Alessandro dell'Atalanta, che è jolly e giocatore capace di ricoprire tre e anche quattro ruoli, perfetto per gli schemi camaleontici di Juric. In casa Dea c'è l'intenzione di pescare presto un ariete come Andreas Cornelius, perché l'allenatore vuole una punta di fisico e il danese è nome economico ma giusto. L'occasione pesante è il ritorno possibile di Salvatore Bocchetti che ha nostalgia dell'Italia: dovrà decurtarsi pesantemente l'ingaggio ma può aver la garanzia di un ruolo da leader a Verona. Certezze, sorprese, occasioni. Koray Gunter in prestito dal Genoa è una da cogliere, Dusan Vlahovic della Fiorentina per l'attacco un'altra possibile. Può partire Samuel Di Carmine, magari destinazione Empoli. Può arrivare anche un regista, dal sogno Mirko Valdifiori alle altre ipotesi in A. "Servirà pazienza", dice Juric. Non solo. Pure fantasia. E non manca.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


CALCIOMERCATO HELLAS
D'Amico: Mercato? E' ancora presto...
02/07/2019 16:20

"Siamo ad un mese dal bellissimo ricordo del 2 giugno. Ora inizia una nuova stagione, non perdiamo l'entusiasmo dopo la 'remuntada' sul Cittadella . Mercato? Stiamo lavorando, più avanti faremo il punto. Stiamo cercando di prepararci al meglio per dare al mister le soluzioni più adeguate. Faremo di tutto per accontentare Ivan, ma ora siamo ancora all'inizio del calciomercato". Così Tony D'Amico, Ds del Verona, prima della presentazione del nuovo tecnico Ivan Juric.

FONTE: TGGialloBlu.it


VISTO DA NOI
26 giugno 2019 - 23:48
La salvezza? Vietato sbagliare
L’allenatore conta, ma per restare in A la squadra a disposizione è molto più decisiva

di Matteo Fontana, @teofontana

Con la Serie A non si scherza. Il Verona ha salutato la B compiendo un’impresa che non doveva essere tale. La gestione di Fabio Grosso non ha permesso a una rosa di alta qualità di rendere per quel che valeva, cosa che è avvenuta con la saggezza di Alfredo Aglietti. Adesso, però, inizia una storia diversa.

Sia ben chiaro: Aglio o non Aglio, Ivan Juric o meno, o fosse pure per una chiamata di Mou, per salvarsi (e farlo, se possibile, con serena tranquillità, senza chiedere troppo), più che un tecnico di valore, occorre la squadra. Quindi, adesso la palla passa a proprietà e direttore sportivo.

Maurizio Setti e Tony D’Amico saranno i costruttori del prossimo Hellas. Uno dovrà investire, l’altro avere l’abilità di prendere gli uomini giusti e metterli nei posti giusti. Dovesse mancare una delle componenti, potremo star qui a scervellarci a discutere di Juric (o, chissà, di Pecchia o Mandorlini), e non verremmo a capo di niente. Ovviamente, si retrocederebbe.

Per adesso è arrivato Amir Rrahmani, robusto e quotato difensore prelevato dalla Dinamo Zagabria, su suggerimento proprio di Juric. Giusto che un tecnico incida sulle scelte per la squadra che guiderà. Francamente, i connubi precedenti, all’Hellas, non sono stati così positivi.

In chiusura: si metta in piedi un gruppo di valore, lo si dia in mano a chi ne avrà competenza. Se fallirà, occhio: non sarà soltanto colpa sua, ma anche, e pure d più, di quelli che non gli avranno dato gli uomini giusti per i posti giusti. Perché solamente così si resta in A, e il resto sono chiacchiere da fessacchiotti o creduloni.

FONTE: Hellas1903.it

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