Tutti i rumors di mercato - La trasferta allo Zaccheria? Un salasso per Via Francia! - SETTI entra a tutti gli effetti nell'assetto societario del MANTOVA


#HellasWeeklyNews +   -   =

3 Gennaio, riapre il calciomercato (che chiuderà alle 20.00 del 31): Trovate in questo post tutti i rumors riguardanti l'HELLAS VERONA.

15.500 Euro totali di multa per il club di via Francia dopo la gara dello Zaccheria tra sanzioni a GROSSO, D'AMICO, MAZZOLA, PAZZINI, MATOS e comportamenti dei tifosi gialloblù in trasferta a Foggia...

Dalla Fiduciaria Emiliana spa a Star Ball srl: Maurizio Setti al timone del Mantova. Il nuovo anno porta una prima, sostanziale novità nell’assetto societario del Mantova, con Maurizio Setti che esce dal (virtuale) anonimato della Fiduciaria Emiliana spa ed entra nel capitale dell’Acm con una sua azienda. Da visura camerale, infatti, si scopre che a detenere la maggioranza del club di Viale Te (con il 50,73% e 623mila euro versati) non è più la Fiduciaria Emiliana spa che in estate aveva effettuato l’aumento di capitale per acquisire il controllo della società. Ora la proprietà del Mantova è della Star Ball srl, che ha sede legale a Bologna, in via Cavour 4. “Ed è una società di Maurizio Setti – spiega, interrogato in merito, il presidente dell’Acm Ettore Masiello -. Quella che gestisce le sue attività sportive” (HellasLive.it)

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DICONO +   -   =

Il diesse D'AMICO parla a 'L'Arena' «La scorsa estate insieme a Benevento, Brescia, Lecce e Palermo, abbiamo investito. Adesso bisogna aspettare un attimo, gennaio è lungo. L’Hellas ha una rosa competitiva, migliorarla è dura. Ci sono dei giocatori, come ad esempio Laribi e Cissè, dai quali ci aspettiamo ancora molto. Costa? È un buon giocatore, ci piace, questo si, ora lo stiamo valutando come tanti altri però. Montolivo e Sammarco? Passato importante per entrambi ma non fanno al caso del Verona. Lì in mezzo siamo coperti. Calvano? Simone ci ha chiesto di poter giocare di più. Ci sta. Però tutti hanno disputato una partita in questo girone di andata. Chi partecipa al nostro progetto deve dare il massimo in una, dieci o venti partite. Siamo in tanti. Noi crediamo nei ragazzi che abbiamo. Ci hanno richiesto anche Tupta e Kumbulla, ma resteranno. Lee? C’erano almeno tre club importanti che lo volevano la scorsa estate ma insieme al presidente ed al tecnico abbiamo deciso di tenerlo. A parte Gustafson e Eguelfi che sono prestiti secchi, tutti i giocatori della rosa sono di proprietà del Verona. Su Colombatto abbiamo il diritto di riscatto. Quasi al 90 per cento la rosa è tutta di proprietà. Fossati e Bearzotti? Si, lasceranno Verona, andranno a giocare nel Monza. Ormai è fatta» CalcioHellas.it



IN BREVE A PIÉ PAGINA +   -   =

VITA DA EX: Il LECCE ufficializza 'Pan&Goti' TACHTSIDIS. Damiano TOMMASI, presidente dell'AIC, stigmatizza gli ultimi fatti di razzismo contro KOULIBALY e quell'infame volantino attribuito a (pseudo)tifosi dell'HELLAS 'L’Aic non ha parlato dei fatti di Milano? Non è vero. Abbiamo condannato i fatti all’interno dello stadio. La gara andava fermata? Io non ero allo stadio. Se la panchina del Napoli ha sollecitato più di una volta ad intervenire, la partita si ferma come accaduto in passato. Bisogna capire come individuare i diretti responsabili, senza penalizzare la maggioranza dei tifosi. Volantino dei tifosi del Verona contro Koulibaly? Ho avuto la fortuna di non vederlo. È la deriva che non dobbiamo abituarci ad accettare...'. Claudio WINCK al VASCO DE GAMA.



RASSEGNA STAMPA +   -   =

Finalmente è ufficiale ✍🏻 vestirò la maglia del @monza_1912_official A rendermi ancora più felice è il fatto che la firma è arrivata proprio nel giorno del tuo compleanno, Nonno (♥️) Dopo mesi di inattività ho deciso di ripartire da qui, dove si apre un nuovo capitolo della mia carriera. Dove avrò davanti una sfida complicata, ma allo stesso tempo molto affascinante. Il progetto, l’ambizione di persone serie e competenti a capo di questa società, hanno fatto si che non avessi il minimo dubbio nel prendere questa decisione. Un GRAZIE particolare ai miei agenti: mio fratello @stefanofossati e l’Avv. Vincenzo Buongiovanni per il lavoro svolto. 10 anni insieme, un grande traguardo che è sempre un punto di partenza per migliorarci. Infine volevo ringraziare i miei COMPAGNI dell’ @hellasveronafc per avermi reso, ognuno a proprio modo, un uomo e un giocatore migliore. E i TIFOSI 🔸🔹per tutti i messaggi di stima e affetto che mi hanno recapitato in questi mesi e il sostegno nei miei due anni e mezzo con la loro maglia. Da oggi si riparte con un nuovo e importante obiettivo in testa! #2019 ⚪️🔴 #focus 🔛

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EDITORIALE
Anno nuovo, vita nuova?
02.01.2019 12:00 di Giacomo Mozzo

Ci sono tre fasi ben distinte, sin qui, nella stagione del Verona di Fabio Grosso. La prima è quella corrispondente alle 5 giornate iniziali di campionato, quando i gialloblù, dopo il pareggio contro il Padova all’esordio, conseguirono 4 vittorie consecutive (di cui una a tavolino) che li proiettarono subito in testa alla classifica. La seconda fase è, invece, quella intercorsa tra la sconfitta di Salerno e la batosta di Brescia, il punto più basso della stagione: una sola vittoria in 7 partite, condite da 2 pareggi e ben 4 sconfitte. Infine, nel momento più delicato, il risveglio, cominciato con la partita della contestazione, al Bentegodi contro il Palermo, e proseguita con le prestigiose vittorie ai danni di Benevento, Pescara e Cittadella: una striscia positiva che parla di 3 vittorie e 3 pareggi, utile a chiudere l’anno con maggiore serenità e una classifica più promettente.


Ma nonostante gli ultimi discreti risultati, l’idea comunicata dalla squadra del tecnico ex Bari è ancora quella di una certa discontinuità, di una compagine non ancora pronta al definitivo salto di qualità. Soprattutto, il Verona sembra ancora incapace di gestire con maturità e solidità alcuni specifici momenti della gara, come ampiamente dimostrato dall’ultima gara di questo complicato 2018: in vantaggio per due volte sul campo del Foggia, l’Hellas ha subìto per tutta la ripresa la veemente pressione della squadra di Padalino, riuscendo comunque a portare a casa un soffertissimo pari. Una partita che ha ricordato quella di Livorno di 8 giorni prima, sul campo di un’altra squadra impelagata nei bassifondi della graduatoria.


In generale, il Verona, pur con valori tecnici superiori (sulla carta) alla maggior parte della concorrenza, difetta ancora del necessario cinismo e della sufficiente cattiveria per potersi imporre in un campionato duro ed equilibrato come quello cadetto, dove spesso agonismo e concretezza prevalgono su classe e qualità. Tuttavia, è un Verona che ha ripreso la propria marcia, assestandosi nelle zone alte di classifica e migliorando i propri numeri, in particolare quelli difensivi. È infatti nelle ultime 5 partite che sono arrivati gli unici 3 “clean sheet” della stagione di una squadra che fino alla partita di Benevento aveva sempre concesso gol alle avversarie. Anche se, dando un’occhiata alle statistiche della serie cadetta, la formazione di Grosso risulta comunque quella con la quarta miglior difesa dopo Palermo, Cittadella e Cremonese, così come possono in fondo definirsi positive anche le note che giungono dall’attacco, anch’esso il quarto migliore della categoria (dopo Brescia, Palermo e Lecce) nonostante un digiuno di 200 minuti a cavallo tra settembre e ottobre.


Grosso, nella prime partite stagionali, ha spesso ruotato uomini e assetti tattici, alla ricerca del miglior sistema per un gruppo molto rinnovato dopo il mercato estivo. Negli ultimi match sembra aver trovato più certezze e stabilità, in particolare a centrocampo e nel tridente offensivo. Il suo Hellas deve dunque ripartire dalle parate di Silvestri, senza dubbio il miglior portiere della categoria (già 3 rigori parati), dai gol di Pazzini, 8 in 9 partite, con 2 triplette, e una gestione poco chiara da parte di tecnico e società, dalla certezza Zaccagni, sempre tra i migliori, così come dalla bella scoperta Danzi e dalle imprevedibili accelerazioni di Lee e Matos. In attesa del miglior Di Carmine, la cui coesistenza col Pazzo è ancora tutta da valutare e potrebbe costituire un’importante arma nella seconda metà di stagione. Inoltre, dal mercato di gennaio la società gialloblù è chiamata a rinforzare la rosa a disposizione di Grosso, che sembra necessitare soprattutto di un centrale difensivo e di un terzino, oltre probabilmente ad un regista in mediana.


La classifica della Serie B è, da tradizione, molto corta ed equilibrata: alle spalle del Palermo, in fuga con 5 punti di vantaggio sulle immediate inseguitrici, è caccia aperta alla seconda posizione, con Brescia, Pescara, Verona, Lecce e Benevento racchiuse in soli 3 punti. I gialloblù, alla ripresa dopo la sosta, sono chiamati a dare seguito alla propria serie positiva, per mantenere una posto nei quartieri alti e presentarsi nelle migliori condizioni al momento clou della stagione. Perdonerete dunque la banalità del titolo, ma il popolo gialloblù ha voglia di un deciso cambio di rotta che faccia dimenticare le amarezze di questo tortuoso 2018.


FONTE: TuttoHellasVerona.it


NEWS
Gul’a (ct Slovacchia U-21): “Il Verona non ci ha concesso Tupta”
di Redazione gennaio 5, 2019 - 17:57

In vista degli impegni in Turchia della nazionale slovacca u-21, queste le dichiarazioni del ct sull’attaccante dell’Hellas
Il ct della Slovacchia U-21, Adrian Gul’a, ha parlato al canale mediatico della federazione slovacca, spiegando il motivo dell’assenza di Lubomir Tupta dalla lista dei convocati per le amichevoli con Fenerbahce e Uzbekistan U-23:

“Non possiamo dimenticarci Lubomir Tupta del Verona. Tuttavia il club non lo ha rilasciato perché si preparerà con la prima squadra. E’ un giocatore interessante, ed è un talento enorme dal mio punto di vista”.

NEWS
D’Amico: “Pazzini grande esempio. Dobbiamo essere più scaltri. Costa ci piace”
Le dichiarazioni del ds gialloblù all’inizio della sessione invernale di calciomercato

di Redazione gennaio 3, 2019 - 08:40

Tony D’Amico, direttore sportivo dell’Hellas Verona, ha parlato a L’Arena:
“Gli episodi decidono le gare, d’accordo ma a me dà fastidio la gestione globale dell’incontro. I falli a metà campo ed i cartellini risparmiati ad uno e non all’altro. Noi peraltro dobbiamo iniziare ad essere un po’ più scaltri. Gestire meglio certe situazioni“.

CLASSIFICA. “A fine girone d’andata penso che avremmo dovuto avere qualche punto in più. Essere lì in scia del Palermo. Staccati di un paio di punti al massimo dai rosanero”.

PALERMO. “Le rose si equivalgono ma loro hanno più esperienza, intesa come maggior conoscenza. È un gruppo che bene o male sta insieme da tre anni. Queste cose contano. Il Palermo meglio di noi sa come e quando soffrire durante una gara e quando è il momento di chiuderla. Noi siamo maturati sotto questo punto di vista, ma ci manca ancora qualcosina. Arriverà”.

SORPRESA. “Senza dubbio lo Spezia. Sia il Lecce che il Brescia, erano pronosticabili. I liguri stanno facendo un grande campionato”.

GIOCATORE RIVELAZIONE. “Okereke, sempre dello Spezia“.

MERCATO. “La scorsa estate insieme a Benevento, Brescia, Lecce e Palermo, abbiamo investito. Adesso bisogna aspettare un attimo, gennaio è lungo. L’Hellas ha una rosa competitiva, migliorarla è dura. Ci sono dei giocatori, come ad esempio Laribi e Cissè, dai quali ci aspettiamo ancora molto“.

COSTA. “È un buon giocatore, ci piace, questo si, ora lo stiamo valutando come tanti altri però”.

MONTOLIVO E SAMMARCO. “Passato importante per entrambi ma non fanno al caso del Verona. Lì in mezzo siamo coperti”.

CALVANO. “Simone ci ha chiesto di poter giocare di più. Ci sta. Però tutti hanno disputato una partita in questo girone di andata. Chi partecipa al nostro progetto deve dare il massimo in una, dieci o venti partite. Siamo in tanti. Noi crediamo nei ragazzi che abbiamo. Ci hanno richiesto anche Tupta e Kumbulla, ma resteranno“.

LEE. “C’erano almeno tre club importanti che lo volevano la scorsa estate ma insieme al presidente ed al tecnico abbiamo deciso di tenerlo. A parte Gustafson e Eguelfi che sono prestiti secchi, tutti i giocatori della rosa sono di proprietà del Verona. Su Colombatto abbiamo il diritto di riscatto. Quasi al 90 per cento la rosa è tutta di proprietà”.

FOSSATI E BEARZOTTI. “Si, lasceranno Verona, andranno a giocare nel Monza. Ormai è fatta”.

PAZZINI. “Avete visto, per chi c’era, gli abbracci negli spogliatoi a Foggia? Il Pazzo è un grande giocatore e si è fatto trovare pronto. Grande esempio e segnerà ancora molto. Noi la scorsa estate abbiamo deciso di avere due giocatori forti per ruolo. Poi le decisioni tecniche spettano al mister. Bisogna essere lucidi e ricordare che la scorsa estate, il Verona per non farsi trovare impreparato ha fatto un mercato per un torneo a 22 squadre. I cambi continui, hanno portato ad un campionato a 19. Ci sono sei partite in meno e quasi tutti i calciatori buoni hanno trovato posto”.

LIVELLO CAMPIONATO. “Mediocre? Tutt’altro. Degli ultimi due o tre anni è la migliore. Direi un torneo medio-alto”.

TIFOSI. “Ho visto una nostra grande curva a Foggia. I ragazzi che scendono in campo, perchè a parte qualcuno siamo molto giovani. Non mi permetterò mai di giudicare i tifosi dell’Hellas, abbiamo bisogno di loro. Per il resto lavoriamo per raggiungere l’obiettivo e basta. Solo a Brescia, il Verona abbia fallito di brutto. Nelle altre partite poco felici, l’impegno non è mai mancato“.

NEWS
Gazzetta: “Verona da 6,5 in pagella, ma i tifosi…”
La Rosea promuove l’Hellas, lanciando tuttavia un paio di frecciatine ai suoi sostenitori, “rei” di “contestare a prescindere” e di dare troppa importanza a Pazzini

di Tommaso Badia gennaio 2, 2019 - 10:41

Fine del girone d’andata, tempo di pagelle, e La Gazzetta dello Sport non poteva essere da meno: sulle pagine odierne della Rosea è infatti presente il tabellone con tutti i voti (corredati dai relativi commenti) riguardanti le squadre di Serie B.

Se si va a guardare il trafiletto dedicato all’Hellas, ciò che salta all’occhio non è però tanto la valutazione data ai gialloblù, un 6,5 che tutto sommato ci pare condivisibile, quanto la spiegazione sottostante.


Come si può infatti vedere, già dalla prima riga la Gazza punta il dito contro i tifosi, accusati di “contestare a prescindere“, ma non solo: quello che colpisce ancora di più è la chiosa finale, da cui sostanzialmente si evince che secondo i supporters gialloblù i goal di Pazzini avrebbero più “peso” rispetto alle reti messe a segno dagli altri calciatori.

Il che probabilmente è anche vero, ma il discorso non sembra reggere: appare infatti normale che una piazza esalti un proprio giocatore se questi, pur avendo giocato dal primo minuto solamente 6 volte su 18 gare a disposizione, è terzo in classifica marcatori con 8 goal segnati e una media di circa una rete ogni ora di gioco.

Soprattutto se questi, pur avendo calcato il campo per appena 530 minuti, è il capocannoniere della squadra. Soprattutto se questi è il capitano della sopracitata squadra. Soprattutto se questi si chiama Giampaolo Pazzini.

FONTE: CalcioHellas.it


31 DIC. 2018
L’ANNO CHE VERRÀ… (SETTI VENDERÀ?)
Il Verona saluta un anno disastroso sotto tutti i profili. Tecnico e gestionale. Tecnico, per la seconda retrocessione vergognosa in tre stagioni. Gestionale, perché il mercato di indebolimento di un anno fa (e quello dell’estate precedente) – nel momento in cui avresti dovuto lottare per salvarti – grida ancora vendetta. Senza dimenticare il mancato esonero di un allenatore (Pecchia) inadeguato alla categoria. Fatti a cui è seguita l’epigrafe settiana su qualsiasi sogno di gloria, cioè di un Verona stabilmente in serie A (come promesso nel 2012, quando Setti divenne presidente): “Prima viene il bilancio” disse la scorsa primavera Setti. Inteso, prima della permanenza in A.

Un disastro. Lasciando poi perdere, per carità di patria, le vicende dei rapporti con quella parte di stampa critica. Si è cominciato con l’allontamento dallo stadio del sottoscritto (a marzo), per finire alle querele a Vighini e Micheloni. Vicende che non sono private, dal momento che noi svolgiamo una funzione pubblica. Vicende, altresì, che attestano la debolezza del “potere” settiano, che non ha un vero e solido progetto e men che meno argomentazioni.

Ed è da qui che parte la riflessione sull’anno che verrà. Setti quali intenzioni ha? Lui dice che vuole tornare in serie A. Bene, dunque sull’immediato che mercato farà a gennaio? Con l’organico attuale (e il tecnico attuale) il Verona sta scherzando con il fuoco. Lo conferma la classifica. Ma assodato che per Setti Grosso non si tocca, allora servono almeno due innesti in difesa: un centrale e un terzino sinistro. E forse pure un regista in mezzo.

Ma il discorso è più ampio e conduce alla domanda chiave: in caso di promozione, Setti sarà in grado di garantire la serie A? Le ultime due esperienze dicono di no e, allo stato attuale, è difficile pensare che la prossima stagione sarebbe diversa. Diciamolo con franchezza: se torniamo in A, o Setti cambia dieci giocatori (e ne prende di buoni, dunque investe) e alza il livello del suo management (e dunque investe), altrimenti rischiamo di battere i record (negativi) di punti di Gardini-Bigon-Mandorlini-Delneri nel 2015-16 e Barresi-Fusco-Pecchia nella scorsa annata.

E se non dovessimo salire in A, che farà Setti? Non avrà più il paracadute (hanno tolto quello bis) e senza i contributi di diritti tv e appunto paracadute finora non lo abbiamo mai visto all’opera (se non nella sua prima stagione, ma quella era ancora l’epoca degli investimenti…). Setti, che ha detto che il Verona si deve autofinanziare (tradotto: lui non ci mette un soldo): amministrerà le finanze con la sola mutualità (che significa forte ridimensionamento tecnico anche in B), o comincerà seriamente a pensare di passare la mano? Perché se Setti – come ha dichiarato – pensa che il Verona valga 70 milioni di euro, a me sembra chiaro che allo stato attuale non abbia poi tutta questa voglia di vendere.Ma senza paracadute ragionerà ancora così?

Considerazioni sparse e di cui abbiamo pieno diritto. Perché se il Verona si autofinanzia, come ha detto Setti, lo fa direttamente (abbonamenti) e indirettamente (pay tv e sponsor) per buona parte grazie alla sua gente. Perciò è sacrosanto fare anche i conti in tasca e ricordare (sempre, ogni giorno) la “promessa madre” di Setti, ad oggi disattesa: il consolidamento in A. Se Setti non è più in grado di mantenerla, mi sembra legittimo chiedergli di fare un passo indietro.
Francesco Barana

FONTE: Blog.Telenuovo.it


Giudice Sportivo: sanzioni importanti dopo il match di Foggia
By Redazione - 2 Gennaio 2019

L’ultima partita del 2018 che il Verona ha giocato lo scorso 30 dicembre ha dato gran da fare al Giudice Sportivo che ha applicato le seguenti sanzioni per il comportamento dei tifosi e di alcuni uomini dello staff gialloblù:

- Ammenda di € 5.000,00: alla Soc. HELLAS VERONA per avere suoi sostenitori, al 10° ed al 25° del primo tempo, intonato un coro insultante di matrice territoriale nei confronti della tifoseria avversaria.
- AMMONIZIONE ED AMMENDA DI € 1.000,00 (PRIMA SANZIONE) a PAZZINI Giampaolo (Hellas Verona): sanzione aggravata perche? capitano della squadra.
- AMMONIZIONE ED AMMENDA DI € 1.500,00 (TERZA SANZIONE) a MATOS SANTOS PINTO Ryder (Hellas Verona): per avere simulato di essere stato sottoposto ad intervento falloso in area di rigore avversaria.
- AMMONIZIONE CON DIFFIDA ED AMMENDA DI € 3.000,00 a GROSSO Fabio (Hellas Verona): per avere, al 35° del secondo tempo, entrando sul terreno di giuoco, contestato platealmente una decisione arbitrale; infrazione rilevata dal Quarto Ufficiale; alla notifica del provvedimento di allontanamento ritardava l’uscita dal recinto di giuoco, che avveniva dopo circa due minuti grazie all’intervento del capitano della squadra.
- AMMONIZIONE CON DIFFIDA a MAZZOLA Sandro (Hellas Verona): per avere, al 50° del secondo tempo, uscendo dall’area tecnica, contestato platealmente una decisione arbitrale; infrazione rilevata dal Quarto Ufficiale.
- INIBIZIONE A SVOLGERE OGNI ATTIVITA’ IN SENO ALLA F.I.G.C. A RICOPRIRE CARICHE FEDERALI ED A RAPPRESENTARE LA SOCIETA’ NELL’AMBITO FEDERALE A TUTTO IL 13 GENNAIO 2019 ED AMMENDA DI € 5.000,00 a D’AMICO Tony (Hellas Verona): per avere, al 32° del secondo tempo, contestato platealmente l’operato arbitrale e rivolto ad un Assistente espressioni ingiuriose, reiterando tale atteggiamento con un calciatore della squadra avversaria.

FONTE: HellasNews.it


Rimonte promozione, l’Hellas Verona vuole confermarsi specialista
gennaio 4, 2019

Nelle nove stagioni in cui i gialloblù hanno concluso il campionato con la promozione in Serie A, in cinque occasioni il club ha migliorato la posizione nel girone di ritorno. Con l’augurio dei tifosi scaligeri che questo si verifichi anche quest’anno, dopo che la squadra di Fabio Grosso ha chiuso la prima parte di campionato a quota 30 punti, a -2 dalla promozione diretta. Nella stagione 1956/57, i gialloblù di Angelo Piccioli chiusero l’andata al primo posto a quota 23 punti, primato confermato anche alla chiusura del campionato che valse la prima storica promozione nel massimo campionato italiano a girone unico. Nella stagione 1967/68, con Niels Liedholm in panchina, l’Hellas Verona chiuse al terzo posto (24 punti) l’andata ed il ritorno al secondo con 48. Con Mascalaito invece nella stagione 1974/75, secondo posto all’andata (26) e terzo al ritorno (45). Con la leggenda Bagnoli nella stagione 1981/82, i gialloblù chiusero l’andata al quarto posto con 21 punti, ma chiusero la stagione al primo posto con 48 punti. Nel campionato 1990/91, l’Hellas Verona di Fascetti chiuse l’andata al quinto posto, con 21 punti, per poi chiudere la stagione a quota 45 punti in seconda posizione. Con Perotti nel 1995/96, sesto posto in chiusura d’andata con 27 punti, gialloblù che conquistarono poi la Serie A grazie al secondo posto finale a quota 63 punti. Con Prandelli poi, nella stagione 1998/99, primo posto sia all’andata (40) che al ritorno (66), mentre con Mandorlini nel campionato 2012/13, terzo posto (40) dopo l’andata e secondo posto finale che valse il ritorno in Serie A grazie agli 82 punti finali. L’ultima promozione nella stagione 2016/17, con Pecchia, gialloblù che chiusero la prima parte di stagione al primo posto con 47 punti, secondo (74) posto finale che permise agli scaligeri il pronto ritorno in Serie A.

Dalla Fiduciaria Emiliana spa a Star Ball srl. A Maurizio Setti il 50,73% del Mantova
gennaio 3, 2019

Dalla Fiduciaria Emiliana spa a Star Ball srl: Maurizio Setti al timone del Mantova Il nuovo anno porta una prima, sostanziale novità nell’assetto societario del Mantova, con Maurizio Setti che esce dal (virtuale) anonimato della Fiduciaria Emiliana spa ed entra nel capitale dell’Acm con una sua azienda. Da visura camerale, infatti, si scopre che a detenere la maggioranza del club di Viale Te (con il 50,73% e 623mila euro versati) non è più la Fiduciaria Emiliana spa che in estate aveva effettuato l’aumento di capitale per acquisire il controllo della società. Ora la proprietà del Mantova è della Star Ball srl, che ha sede legale a Bologna, in via Cavour 4. “Ed è una società di Maurizio Setti – spiega, interrogato in merito, il presidente dell’Acm Ettore Masiello -. Quella che gestisce le sue attività sportive” – si legge su La Gazzetta di Mantova – “È decisamente un segnale molto bello – commenta Masiello -, l’ennesima dimostrazione che il proget-to avviato è importante e non ha assolutamente breve scadenza. La Fiduciaria era intervenuta in estate per motivi principalmente tecnici – aggiunge Masiello -, ma adesso anche a livello di proprietà l’impegno di Setti in prima persona nel Mantova sarà chiaro a tutti”. La Star Ball srl è anche la controllante dell’Hellas Verona, società che Setti punta a riportare in A (è quarta in B) ma la cui gestione non è certo resa semplice dalla totale rottura con la piazza. I tifosi gialloblù continuano infatti da mesi a contestare Setti in ogni circostanza: l’ultima addirittura durante la cena di Natale della squadra al Bentegodi, quando 150 ultrà veronesi hanno sfilato davanti allo stadio per urlare la loro rabbia contro il presidente. Va da sè che una situazione del genere potrebbe spingere prima o poi Setti a valutare un addio all’Hellas. E di tanto in tanto da Verona rimbalzano voci di interessamenti e possibili trattative, per ora comunque mai concretizzatesi. Al momento, stando a quanto spiegato dallo stess patron biancorosso, la sua intenzione è quella di sfruttare sinergie con il Verona per riportare il Mantova nei professionisti e magari non fermarsi alla riconquista della serie C. Se la piazza risponderà “presen- te” come sta facendo (anche a livello di sponsor) e l’entusiasmo tornerà quello dei bei tempi, la strada sarà più semplice, questo è certo. Perché il calcio non si può fare senza mezzi e capacità, ma il suo motore trainante resta la passione.

Hellas Verona bancomat della Lega B
gennaio 2, 2019

Il Giudice Sportivo, a seguito di Foggia-Hellas Verona 2-2, ha inflitto al club gialloblù del presidente Maurizio Setti un totale di 15.500 euro di multe.

La Gazzetta dello Sport, il pagellone d’inverno. Hellas Verona: voto 6.5
gennaio 2, 2019

Superata la crisi è l’ora di decollare. L’idea del pubblico di contestare a prescindere non ci pare una genialata. Dopo un inizio che rischiava di attorcigliare il progetto, Grosso si è ripreso. Per la cronaca non c’è differenza tra un gol di Pazzini o uno di Laribi, Henderson, Colombatto, Zaccagni, Matos, Di Carmine, Danzi e Tupta. Valgono i tre punti. Questo il commento della rosea in edicola oggi.

Hellas Verona-Padova è la 2ª partita più vista del girone d’andata. Media spettatori: terzo posto per i gialloblù
gennaio 1, 2019

Fine di girone di andata e tempo di primi bilanci per la Serie BKT. Quelli del pubblico sugli spalti sono numeri confortanti, partendo dal trittico di Natale. Ma andiamo per ordine, i dati comunicati dalle società dicono innanzitutto che in totale gli spettatori sono stati, in questo girone d’andata, 1.206.136 con una media che supera i 7mila spettatori (7053) confermando dunque il trend della stagione 2017/18. Per due volte nel trittico natalizio si è superata questa media, nella 18a giornata giocata fra mercoledì 26 e giovedì 27, una delle più frequentate della prima parte del campionato con 7520 spettatori di media, e nella 19a giornata seguita allo stadio da una media di 7168 spettatori. Dati che confermano come giocare a Natale sia una scelta azzeccata. La partita più vista durante l’andata è stata Benevento-Salernitana con 13622 spettatori, seguita da Hellas Verona-Padova, l’altra partita che ha superato quota 13mila (13503). Un ultimo dato: sempre il Benevento con 11128 è il club con la media spettatori più alta, seguito da Lecce (10445), Hellas Verona (10287) e Foggia (10243). Anche gli abbonati in leggera crescita rispetto alla scorsa stagione, 4328 rispetto i 4272 della 2017/18.

I numeri del girone d’andata dell’Hellas Verona
dicembre 31, 2018

La squadra di Fabio Grosso chiude l’andata al quinto posto a quota 30 punti, con due soli punti di ritardo dalla promozione diretta. In diciotto gare giocate, l’Hellas Verona ha conquistato 8 vittorie, compresa quella a tavolino di Cosenza: 5 conquistate al Bentegodi (Carpi, Spezia, Perugia, Pescara e Cittadella) e tre in trasferta (Cosenza, Crotone e Benevento). Sono invece sei i pareggi e quattro le sconfitte (Salernitana, Lecce, Ascoli e Brescia). I gialloblù hanno realizzato 29 reti ed incassate 19, con Pazzini che si conferma il bomber della squadra grazie alle 8 reti realizzate.

Hellas Verona in vacanza
dicembre 31, 2018

Dieci giorni di riposo per la squadra di Fabio Grosso. I gialloblù riprenderanno gli allenamenti il 9 gennaio per poi tornare in campo per la prima giornata del girone di ritorno domenica 20 gennaio, ore 15, allo stadio Euganeo di Padova.

FONTE: HellasLive.it


NEWS
02 gennaio 2019 - 09:08
Gol, così è salita la media per il Verona
Due reti a partita per l’Hellas nelle ultime cinque partite

di Redazione Hellas1903

Per dodici giornate il rendimento offensivo dell’Hellas era stato modesto: 16 gol fatti, una media di 1.33 a giornata.

Troppo poco per puntare in alto, e infatti i gialloblù erano scesi al di sotto persino della soglia-playoff.

Negli ultimi cinque turni, come evidenzia il “Corriere di Verona” oggi in edicola, la situazione è cambiata, e in meglio. L’Hellas, infatti, ha segnato 10 reti, ossia due per gara.

Quattro le ha firmate Giampaolo Pazzini, ma poi le marcature sono state suddivise tra cinque giocatori: Matos, Danzi, Di Carmine, Tupta e Lee, aggiungendo al totale l’autogol del pescarese Del Grosso.

In questo modo il Verona è riuscito anche a salire in classifica, fino ad avvicinare il secondo posto, ora due punti sopra, con la coppia formata da Brescia e Pescara.

VISTO DA NOI
01 gennaio 2019 - 08:42
Ricominciamo
Il 2018 è stato difficile per il Verona, ma dicembre è un punto di (ri)partenza per il nuovo anno

di Matteo Fontana, @teofontana

Cattivi risultati, scelte sbagliate, delusioni, umiliazioni, una retrocessione talmente scritta da essere grottesca, polemiche, contestazioni, uno stadio vuoto: il 2018 è stato questo, per il Verona.

Di momenti luminosi ce ne sono stati gran pochi. Resta, a frugare nella memoria, la sera della vittoria nel derby con il Chievo, quando sembrava che l’Hellas potesse credere alla fine alla salvezza. Fu una lunga notte di speranza, presto esaurita nel disastro dei risultati che seguirono.

Il nuovo campionato è stato un saliscendi. Allestita una rosa con molti uomini e qualità, il Verona ha iniziato bene e poi è calato, finendo in crisi. Si sono acuite, nel frattempo, le distanze tra la tifoseria e Maurizio Setti. Il boicottaggio del Bentegodi, con il “tutti fuori” decretato per la gara con il Palermo, è stato un picco estremo, il Continental Divide gialloblù.


Il bello del calcio è che permette di giocare sempre un’altra partita. Che puoi rimettere a posto le pedine e provarci ancora. Che non è finita finché non è finita. A dicembre, sull’ultima coda dell’anno, il Verona ha ripreso credibilità. Tre vittorie e due pareggi hanno consentito all’Hellas di non veder svanire moralmente in anticipo le ambizioni di risalita in Serie A.

Si tratta di un modo per ripartire. Il gol di Andrea Danzi, un ragazzo che è cresciuto nell’Hellas da quando era un bambino, nel 3-1 inflitto al Pescara, i rigori parati da Marco Silvestri, la velocità da cartoon di Lee Seung-woo, entrato nei cori scherzosi del pubblico, il rientro di Matteo Bianchetti al termine di mesi di patemi fisici, le reti da pirata di Giampaolo Pazzini: ci si tenga questi fermo-immagine per vedere il 2019 in una maniera diversa. Ricominciamo.

Perché, ce lo si ricordi, proprietari, allenatori, giocatori, loro sì che cambiano, ma il Verona resta. Per descrivere certi sentimenti viene da pensare al titolo di una delle più belle canzoni di Gino Paoli: “Senza fine”.

Tanti auguri.

FONTE: Hellas1903.it


L'ALLENATORE RISPONDE AL SONDAGGIO
Grosso: Verona va in A Palermo rimane in B
04/01/2019 12:41
Il Lecce di Liverani, con 12 voti su 19, risulta essere la squadra "sorpresa" del campionato. Mentre il centrocampista del Brescia, Sandro Tonali, è il calciatore rivelazione con 6 voti. E' il risultato del sondaggio tra i 19 allenatori della Serie B de “Il Quotidiano del Sud”.

Il Palermo sarà sicuramente promosso in Serie A secondo 18 allenatori. L’unico che non ha votato in favore dei rosanero è Fabio Grosso. 12 voti per l'Hellas, considerata potenzialmente la seconda promossa. Per la terza in A se la giocano Lecce e Brescia (7 voti).

Fabio Grosso ha dato risposte "curiose" rispetto ai suoi colleghi. Oltre ad aver dimenticato il Palermo, capolista a 37 punti, come squadra che sarà promossa in Serie A (l'allenatore del Verona ha risposto con il terzetto formato da Brescia, Lecce e lo stesso Hellas), Grosso ha indicato come giocatore rivelazione della Serie B i due giovani del Verona Danzi e Tupta (pochi minuti per entrambi in tutta la stagione). Mentre la squadra "sorpresa" per Grosso è lo Spezia, attualmente ottavo a 26 punti.

QUATTRO GIOCATORI PER LA SERIE A
Ecco cosa serve dal mercato di gennaio
02/01/2019 17:25
Apre ufficialmente il mercato invernale (dal 3 al 31 gennaio). Il Verona ha la possibilità di rinforzare la rosa dopo un girone d'andata sotto le aspettative. Tony D'Amico, con i fondi concessi da Setti, dovrà cercare profili adatti alla rosa per tentare il ritorno in Serie A. Ma di cosa ha bisogno il Verona? Sicuramente due giocatori sulle fasce (un esterno offensivo e un terzino) e in più servirebbero un "vero" regista in mediana e un difensore centrale "puro" per la categoria.

Con l'infortunio di Ragusa (crociato rotto, stagione finita), l'Hellas ha solamente due esterni puri: Matos e Lee, che finora si sono rivelati adatti per il Verona di Grosso delle ultime settimane, un 4-3-3 che punta molto alla velocità in contropiede. Ma dietro di loro ci sono Cissè e Laribi, giocatori adattati in quel ruolo. Manca quindi una vera alternativa nel caso il brasiliano e il sudcoreano dovessero infortunarsi.

Il secondo acquisto necessario è un terzino: i quattro nuovi arrivi (Crescenzi, Balkovec, Almici ed Eguelfi) non hanno brillato e solamente l'ex Pescara appare adatto a giocare titolare nella categoria (buono in fase offensiva, meno in copertura). Almeno un terzino, più sinistro che destro, serve a questa squadra. Se poi ne arrivassero due sarebbe l'ideale ma difficilmente sarà così. Il primo nome sul taccuino di Tony D'Amico è il mancino Filippo Costa della Spal (LEGGI QUI).

Due acquisti essenziali. Ma altri due profili servirebbero a questo Verona: un regista a centrocampo e un difensore centrale. Sicuramente in mezzo al campo ci sono molti giocatori, e anche con delle discrete qualità per la categoria, ma si avverte la mancanza di un vero costruttore di gioco. Dawidowicz, Colombatto, Gustafson, Calvano, Marrone e infine Danzi: Grosso ha cambiato sempre senza trovare una soluzione definitiva in cabina di regia. Il giovane veronese uscito dalla Primavera, alla fine, sembra quello più adatto al ruolo ma, per andare in Serie A, un vero regista esperto servirebbe come il pane.

Capitolo difensore. Dopo un anno in chiaroscuro in Serie A ci si aspettava molto di più da Caracciolo in B, ma il vice capitano gialloblù, in molte occasioni, ha fatto errori esiziali e in questo girone d'andata è uno dei giocatori che più ha deluso. Per quanto riguarda Marrone, è adattato in questo ruolo: non ha le caratteristiche di un centrale (in una difesa a 4) e lo si vede sempre in difficoltà in marcatura (per quanto poi possa essere utile avere un centrale con buoni piedi che imposta la manovra). Un difensore di livello darebbe una marcia in più ad un reparto che subisce (quasi) sempre un gol a partita.

Quattro acquisti per puntare alla Serie A: Setti aprirà il portafogli?

D'AMICO DEVE TAPPARE I BUCHI
Il Ds silenzioso e gli errori in estate
02/01/2019 12:40
Pazzini, Silvestri, Zaccagni, Matos e Lee. Sono gli unici calciatori dell'Hellas che si sono salvati nel girone d'andata. Tutti calciatori che già facevano parte della rosa del Verona: l'Hellas è dentro la battaglia per i play-off grazie, e soprattutto, a loro.

Il resto della rosa, chi più e chi meno, ha deluso le aspettative. Grosso non ha saputo ancora dare un'identità alla squadra "creata" da Tony D'Amico. L'ex braccio destro di Filippo Fusco, che si è dovuto arrangiare con il budget messo a disposizione da Maurizio Setti, in estate ha acquistato prevalentemente giocatori a parametro zero e collezionato prestiti con diritti di riscatto (solo in caso di promozione).

Il mercato fatto in estate, ad ora, non può che avere un bilancio negativo. L'unico giocatore per il quale sono stati spesi soldi "importanti" (2,5 milioni da pagare a fine anno al Perugia) è Samuel Di Carmine. Il "bomber" che ha deluso con le sue prestazioni, costringendo Pazzini in panchina (per le decisioni di Grosso).

D'Amico, il Ds che non parla mai, deve quindi rimediare agli errori estivi e cercare nuovi innesti per l'inverno. L'obiettivo di tornare in Serie A deve passare anche da nuovi giocatori in grado di alzare il livello qualitativo della rosa.

FONTE: TGGialloBlu.it


SERIE B
Il Corriere di Verona titola: "Hellas, la rabbia giovane nel motore"
04.01.2019 10:09 di Lorenzo Di Benedetto Twitter: @Lore_Dibe88
"Hellas, la rabbia giovane nel motore". Questo il titolo in prima pagina del Corriere di Verona di questa mattina che parla di Danzi, Tupta e Kumbulla come talenti schierati da Grosso per inseguire la Serie A.

SERIE B
Il Corriere di Verona sull'Hellas: "Il letargo è finito"
02.01.2019 10:04 di Lorenzo Di Benedetto Twitter: @Lore_Dibe88
Spazio all'Hellas nella prima pagina del Corriere di Verona di questa mattina, con il titolo: "Le statistiche sorridono, il letargo è finito". Media di due reti a partita nelle ultime cinque giornate. Pazzini superstar ma anche le parate di Silvestri fanno la differenza.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


COMUNICATO MEDICO: SAMUEL DI CARMINE
02/GENNAIO/2019 - 14:55
Verona - L'Hellas Verona FC comunica che il calciatore Samuel Di Carmine è stato sottoposto, presso il Centro Polifunzionale 'Don Calabria' di Verona, ad accertamenti diagnostici che hanno evidenziato una lesione di primo grado al bicipite femorale della coscia sinistra, non riconducibile all'infortunio precedente. I tempi di recupero saranno valutati in base all'evoluzione del quadro clinico.

FONTE: HellasVerona.it




[OFFTOPIC] +   -   =
VITA DA EX: Il LECCE ufficializza 'Pan&Goti' TACHTSIDIS. Damiano TOMMASI, presidente dell'AIC, stigmatizza gli ultimi fatti di razzismo contro KOULIBALY e quell'infame volantino attribuito a (pseudo)tifosi dell'HELLAS 'L’Aic non ha parlato dei fatti di Milano? Non è vero. Abbiamo condannato i fatti all’interno dello stadio. La gara andava fermata? Io non ero allo stadio. Se la panchina del Napoli ha sollecitato più di una volta ad intervenire, la partita si ferma come accaduto in passato. Bisogna capire come individuare i diretti responsabili, senza penalizzare la maggioranza dei tifosi. Volantino dei tifosi del Verona contro Koulibaly? Ho avuto la fortuna di non vederlo. È la deriva che non dobbiamo abituarci ad accettare...'. Claudio WINCK al VASCO DE GAMA.
Aic, Damiano Tommasi al fianco del Napoli: “le gare vanno sospese per razzismo”
Il presidente dell’Assocalciatori, Damiano Tommasi, ha parlato dell’ipotesi di sospendere le gare in caso di cori razzisti come con Koulibaly

Tommasi - LaPresse/Garbuio

“Che 2019 sarà per l’Aic? I tavoli di riforma messi in atto dal presidente federale dovranno avere una conclusione. I temi urgenti sono le difficoltà che alcune società stanno avendo in Lega Pro. Alcune squadre destano molte preoccupazioni anche per come sono andate le fideiussioni negli anni scorsi, che determinano incertezza. C’è poi il tema della violenza negli stadi. Siamo in attesa delle direttive del governo per quanto riguarda questo tema. Ci sono poi tanti altri temi. Quest’anno per noi è il cinquantesimo campionato. Le leghe dovranno ragionare sulle modifiche dei nostri rapporti“. Lo ha detto il presidente dell’Assocalciatori, Damiano Tommasi, su Radio CRC. “L’Aic non ha parlato dei fatti di Milano? Non è vero. Abbiamo condannato i fatti all’interno dello stadio. La gara andava fermata? Io non ero allo stadio. Se la panchina del Napoli ha sollecitato più di una volta ad intervenire, la partita si ferma come accaduto in passato. Bisogna capire come individuare i diretti responsabili, senza penalizzare la maggioranza dei tifosi. Ci deve essere un confronto per capire la modalità migliori con cui intervenire. Koulibaly? Ci siamo uniti ai comunicati. Non siamo riusciti a sentire il calciatore, ma condividiamo le parole di Ancelotti. Siamo da sempre vicini al tema. I proclami e gli annunci vanno bene, ma serve qualcosa di più incisivo. Dovremo capire in che termini intervenire su questi temi”, ha aggiunto Tommasi.

“La responsabilità oggettiva? Questo codice di comportamento che diventa il momento in cui una società sceglie i comportamenti da vedere nel proprio stadio e di individuare chi si comporta in un certo modo, quindi sanzionare i presenti. Serve una prova di coraggio e di forza. A me preoccupa che ci siano tifoserie italiane ed europee che si radunano e che vivono il calcio in un certo modo“, ha proseguito il numero uno del sindacato calciatori, che sulla possibilità di fermare il campionato ha precisato: “Dipende a cosa si vuole arrivare. È un tema che bisogna capire se si può risolvere o si può gestire. Chi lo risolve questo problema? Nel momento in cui si può espellere dallo stadio un tifoso che è stato individuato, credo che questo sia uno strumento da utilizzare. Per farlo c’è bisogno anche della collaborazione delle forze dell’ordine“. Se poi vadano interrotte le gare per i cori razzisti, Tommasi ha sottolineato: “so che gli annunci sono stati mandati. Quella è la modalità. Volantino dei tifosi del Verona contro Koulibaly? Ho avuto la fortuna di non vederlo. È la deriva che non dobbiamo abituarci ad accettare. Accanimento su Napoli sta diventando una moda? A me preoccupa che ci siano tifosi del Nizza o di altre squadre che vengano a fare questo contro una squadra italiana. Mi preoccupa che la persona morta sia un tifoso del Varese, mi preoccupa che ci sia questa organizzazione che va oltre il campo. È qualcosa che va oltre il calcio“. (Spr/AdnKronos)

FONTE: SportFair.it





UFFICIALIZZATA L'ACQUISIZIONE DI TACHTSIDIS
03.01.2019 15:07

L’US Lecce comunica di aver acquisito il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Panagiotis Tachtsidis, proveniente dal Nottingham Forest, con la formula del prestito con obbligo di trasformazione dell'acquisizione da temporanea in definitva in caso di promozione in Serie A e alternativamente con diritto di opzione. Il centrocampista greco (classe ’91) in Italia ha già vestito le maglie di Genoa, Cesena, Grosseto, Verona, Roma, Catania Torino e Cagliari.

FONTE: USLecce.it

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