#HellasWeeklyNews Tutti i rumors di mercato - Nell'amichevole contro la Primavera in campo anche FARAONI - Parla poco e quando parla finisce sempre per infastidire qualcuno: All'intervista di SETTI su 'La Gazzetta dello Sport' rispondono piccata sia RIGHI, diesse del MANTOVA, che MANDORLINI...


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Parla Don Cristian Tosi parroco a Vago di Lavagno che ha fondato il gruppo di tifosi gialloblù 'Io Credo Risorgerò' «Già alle medie io, ragazzino, prendevo da solo il pullman a Tregnago per andare allo stadio. La fede in Cristo e la fede calcistica sono cresciute insieme, dentro di me, senza mai ostacolarsi. Non sempre sacro e profano sono in conflitto. Sono stati rari i casi in cui mi hanno trattato da diverso oppure mi è stato mancato di rispetto. Perché allo stadio non conta il tuo ruolo sociale ti guadagni la fiducia con il tifo. E io, beh, ci metto molta passione. Quando la gente vede che canto, esulto, stringo i denti e vado in trasferta, le distanze si annullano. Alla fine di un match sofferto sono arrivati da me in tre. “Don”, mi hanno detto, “ci è scappata qualche parola di troppo… Vorremmo confessarci”. Di stucco, ho chiesto da quanto tempo non si accostavano al sacramento della riconciliazione. “Da trent’anni!”. “Ragazzi”, ho concluso, “facciamo un lavoro ben fatto dopo la partita di ritorno”» It.Aleteia.org


Sei gol dell'HELLAS nell'amichevole contro la Primavera, in campo anche FARAONI in attesa dell'ufficializzazione, problemi alla caviglia per MARRONE e CRESCENZI continua nel lungo recupero.

Il presidente SETTI a 'La Gazzetta dello Sport': 'Sono un avventuriero ma col Verona non giocl o e sul Mantova dico che è funzionale allo sviluppo dei giovani dell'Hellas'; dichiarazioni che hanno scatenato la controreplica di RIGHI, diesse dei virgiliani nonchè dipendente del pres scaligero da 7 anni: 'Noi siamo assolutamente autonomi e non subalterni al Verona. Finché io sarò qui, garantisco che non ci sarà, come non c’è stata finora e non c’è adesso, subalternità al Verona.' ma anche l'ex tecnico gialloblù MANDORLINI non ha perso l'occasione per fare dell'ironia sulle affermazioni del patròn e ha postato su Instagram il significato della parola 'Avventuriero' considerate anche le affermazioni del presidente sulle titubanze nel far giocare i giovani...

In attesa del transfer FARAONI si allena già con i suoi nuovi compagni gialloblù a Peschiera.

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COLOMBATTO al termine dell'amichevole con la Primavera «Padova? Non sarà facile, la B è imprevedibile e la loro posizione in classifica non conta. Quello che è importante è farsi trovare pronti e fare di tutto per vincere. È una squadra che si è rinforzata con il mercato, oggi anche noi abbiamo accolto il nuovo difensore Faraoni. Siamo un gruppo unito, quindi non sarà un problema farlo subito sentire a casa, tutti pensiamo solo a mettere a disposizione le nostre qualità. Il mio campionato? Sono contento di essere qui e di come sono andate le cose finora, ora mi voglio impegnare perché i prossimi sei mesi siano ancora meglio dei primi» HellasVerona.it

Il presidente SETTI a 'La Gazzetta dello Sport' «Una parte di tifosi del Verona mi contesta l’eccesso di delega? Ma io speravo di essere un presidente anonimo, quando ho preso il Verona ho seguito la mia passione, non i proclami o la pubblicità. Io scelgo gli uomini perché funzioni il progetto, non per farmi bello con la gente. I presidenti passano, l’Hellas resta. Quando un giorno non ci sarò più, il Verona avrà un patrimonio più solido, uno stadio e un centro sportivo. Grazie a chi lavora per il club. Io penso che la passione consista nel tifare al di là di vincere e al di là di chi gestisce. Un club di calcio è una holding di tanti cervelli: è bello far funzionare una holding così. Sono cresciuto guardando avanti e continuo: dal Verona ai miei marchi di moda, rifarei tutto. Il Mantova? Non è in conflitto con il Verona. La mia idea è un club dove crescere talenti funzionali all’Hellas Verona. Piuttosto che prestarli in giro senza certezze, i potenziali talenti curiamoli noi. La scuola degli errori? Ci vado ancora e ci andrò fino all’ultimo giorno di vita. Gli errori ti fanno ripetere le scelte in modo diverso. Se mi commuovo ogni tanto? Non per il calcio, se è lì che vuole arrivare. Il giorno in cui raggiungemmo la prima A, 2013, non provai commozione, lo sa? Stavo già pensando a come consolidare quel traguardo. Grosso parla poco? Molto poco. Grosso ha una testa superiore, ed è terminato, ora so perché è diventato campione del mondo. Ho conosciuto prima Luca (Toni), poi Fabio. Caratteri diversi ma stessa determinazione: ripeto, ora so perché hanno vinto un mondiale. Grosso crede in quello che fa e non ha paura di pagare gli errori. Ma è anche pronto a cambiare per i suoi progetti. È giovane e si vede da come crede nei giovani. Mandorlini era titubante a lanciare Iturbe, per dire. Una volta ci incrociammo prima di una gara: ”Non so se farlo giocare”. E io: “Ma vai, è giovane, ti farà stare sereno". Se ho scelto io Iturbe? No no! Ho scelto solo un giocatore. Rafa Marquez. Me ne innamorai in tv. Leader silenzioso, sarà sempre il mio idolo. Ma come dicevo, spazio e tempo: forse è arrivato nel momento sbagliato in un calcio non adatto alla sua mentalità» HellasLive.it

...Com'era prevedibile non s'è fatta attendere la risposta di RIGHI, diesse del MATOVA alle parole del suo datore di lavoro SETTI che aveva detto ' Il Mantova? Non è in conflitto con il Verona. La mia idea è un club dove crescere talenti funzionali all’Hellas Verona.': «Noi siamo assolutamente autonomi e non subalterni al Verona. Il mio sogno, anzi, è quello a medio-lungo termine di sorpassare l’Hellas. Io ho preso dal Verona soltanto alcuni giovani perché li conoscevo e li volevo poi è chiaro che esiste un canale privilegiato con il Verona, ma se a fine stagione l’Hellas volesse qualche nostro giocatore, ci si dovrebbe sedere a un tavolo e discuterne. Noi siamo orgogliosamente il Mantova e facciamo il nostro percorso in completa autonomia, quella che ci ha garantito Setti presentandoci il suo progetto. Il mio sogno, a medio lungo termine, è quello di mettere la freccia e sorpassare il Verona, così come tante altre squadre. Finché io sarò qui, garantisco che non ci sarà, come non c’è stata finora e non c’è adesso, subalternità al Verona. Lo dico per tutelare il mio lavoro, quello dei ragazzi e dello staff tecnico. Setti? Non credo di dover parlare con lui di questa cosa. È il mio datore di lavoro da 7 anni, sa come sono fatto» TGGialloBlu.it

Mister BISOLI tecnico del PADOVA prossimo avversario dell'HELLAS all'Euganeo «Verona? Non esistono partite facili o difficili, ogni partita è una finale, non dobbiamo guardare la classifica né l’avversario. Dobbiamo rimetterci in pista e salvarci a maggio, nel peggiore dei casi ai playout» TGGialloBlu.it

Marco SILVESTRI parla a 'L'Arena' «È un bel momento personale e di tutto il gruppo. Deve durare a lungo perché noi vogliamo raggiungere l’obiettivo. Qual è stato il rigore più difficile da parare? Quello di Coda, perché per un portiere è una scelta molto difficile stare fermo. Quanto rammarico c’è per la vittoria sfumata a Foggia? Ci sono state delle decisioni arbitrali che ci hanno penalizzato molto. Il Foggia ha giocato una gara “sporca” in cui l’arbitro non ha avuto polso. Per me questo è il campionato più importante è che sto disputando un me la mia carriera, a 27 anni bisogna iniziare a fare le cose sul serio. Ho l’età giusta per poter dire la mia, soprattutto perché sono in una piazza importante. L’anno scorso ho giocato solo quattro gare ma quest’anno sento la fiducia di tutti. In Serie B in alcune gare serve un certo tipo di centrocampo e in alcune un altro. Questa scelta paga più spesso, perché il nostro è un campionato molto fisico. La parata più difficile ed il gol che avrei voluto evitare? Il gol che avrei voluto evitare è quello di Crotone, perché era un pallone che avevo in mano e non so riuscito a tenerlo fuori. La parata più difficile è stata quella su Mancosu, in casa contro il Pescara dopo 2’, perché è stata una parata atipica: ero fuori della porta e mi sono dovuto tuffare a coprire lo specchio il più possibile. Ma anche quella su Galano a Foggia è stata difficile. Quali sono le squadre favorite per la promozione? Noi e il Palermo, Pescara, Benevento e Brescia. Occorreranno minimo 60 punti…» HellasLive.it


Hellas Verona 2018/19: tutti i gol del girone di andata

IN BREVE A PIÉ PAGINA +   -   =

VITA DA EX: Javier SAVIOLA pagherà i 50mila dollari necessari per ridare la vista ad un bimbo affetto da retinopatia. 'Buon compleanno amico, ti voglio bene' questi gli auguri di Pedro TROGLIO a Claudio Paul CANIGGIA in occasione del 52esimo compleanno della freccia bionda, suo compagno di squadra al RIVER PLATE prima e al VERONA nel 1988. L'ormai ex gialloblù CHERUBIN alla presentazione in biancoscudato: 'Addio burrascoso col VERONA? Sarebbe facile parlar male ma sono una persona intelligente e prefersico rispondere sul campo...'. I tifosi dei Blues ce l'hanno con JORGINHO: 'Duemila passaggi e ha fatto meno assist di…Ederson!'. L'ex diesse Filippo FUSCO lavorerà per la JUVE quale responsabile delle formazioni Under 23, Under 19 e dei giocatori in prestito agli ordini di PARATICI. Fabrizio PAGHERA, arrivato 20enne all'HELLAS nel 2010-11, ingaggiato dalla TERNANA.



RASSEGNA STAMPA +   -   =


NEWS
“Io credo risorgerò” il canto di Chiesa adottato dai tifosi dell’Hellas
C'è chi si indigna per l'uso di questo canto, ma non è forse un segno di un seme ancora piantato in profondità?

Wikimedia

Lucandrea Massaro | Gen 08, 2019
Il calcio è forse rimasto l’unico rito collettivo che riesce ad unire gli italiani, è un’altra chiesa, per così dire, che mette fianco a fianco persone di tutti gli strati sociali, di tutti gli orientamenti, tutti uniti in quella che – non a caso – viene chiamata “fede”. Non c’è nulla di male, se essa non genera violenza o comportamenti antisociali. La sportività è un valore richiamato perfino da San Paolo che usa la metafora del lottatore per spiegare l’atteggiamento del cristiano di fronte al peccato, la stessa unzione crismale richiama agli oli che questi si mettevano addosso per diminuire la presa dell’avversario. Per il cristiano il Nemico è Satana, l’olio crismale l’aiuto contro la presa demoniaca. Non stupisce quindi di vedere in curva preti e – talvolta – suore, sorprende invece – e tutto sommato positivamente – il grido a cui la curva del Verona (attualmente quarta in serie B) si è appellato da qualche anno a questa parte per i momenti di gioia o di sconforto, per invocare la Salvezza, fosse anche solo quella dalla retrocessione. La curva infatti canta “Io credo risorgerò”, senza parodie, senza intenti canzonatori, ciascuno certo a modo suo, chi devoto, chi ateo, chi indifferente. Sanno che è un canto di chiesa, sanno cosa vuol dire, ma in fondo in fondo sperano, e la speranza è già un moto positivo dello spirito


In questa curva, tra i tifosi, troviamo appunto un giovane sacerdote Cristian Tosi, 31 anni, oggi parroco a Vago di Lavagno, fondò con il nome dello stesso canto un Hellas club che oggi conta 120 persone. «È proprio quando le cose vanno male», sentenzia, «che bisogna avere fede» dice a L’Arena, storico giornale di Verona.

«È il coro giusto per questa stagione», spiega, non senza un sospiro. «Un canto che, però, ha fatto da sottofondo anche ai momenti felici: 18 maggio 2013, Verona-Empoli, promozione in serie A». Don Cristian è tifoso gialloblù da sempre: «Già alle medie io, ragazzino, prendevo da solo il pullman a Tregnago per andare allo stadio. La fede in Cristo e la fede calcistica sono cresciute insieme, dentro di me, senza mai ostacolarsi. Non sempre sacro e profano sono in conflitto».

Il sacerdote tiene a precisare che «il nostro gruppo è aconfessionale e aperto a tutti. Il più giovane ha sei mesi, figlio di una coppia di tifosi. Il più anziano? Dico solo che, alla cena natalizia del club, ci ha raccontato gli aneddoti su Brescia-Verona 1947. Che noi abbiamo ascoltato, ovviamente, in religioso silenzio».

Lui sa che la tifoseria non gode di ottima reputazione: «È una grande forza che va incanalata», risponde semplicemente.

«Come un fiume, che non deve essere imbrigliato, né lasciato strabordare, ma convogliato nel giusto percorso». Ormai tutti, al Bentegodi, sanno che Cristian è don Cristian.
«Sono stati rari i casi in cui mi hanno trattato da diverso oppure mi è stato mancato di rispetto. Perché allo stadio non conta il tuo ruolo sociale», sottolinea, «ti guadagni la fiducia con il tifo. E io, beh, ci metto molta passione. Quando la gente vede che canto, esulto, stringo i denti e vado in trasferta, le distanze si annullano».

Inizialmente c’è stata, è vero, un po’ di «diffidenza» da parte di alcuni: «Una volta c’era un tale, proprio in fianco a me, che inanellava una bestemmia dietro l’altra. Sembrava lo facesse apposta. Gli ho detto: “Poi io e te facciamo un discorso”. Ma lui mi ha mandato a quel paese. “Lascia perdere, sono anticlericale e odio i preti”, mi ha ringhiato. “Grazie”. “Come, grazie?”. “È per gli irriducibili come te se il mio lavoro è a tempo indeterminato”». Sono diventati amici

Una presenza ormai apprezzata dalla curva, una presenza che suscita qualche conversione e che ci fa dire che forse la strada intrapresa da don Cristian è quella giusta: stare in mezzo a questo gregge, moderarlo, e farsi trovare pronto:

«Alla fine di un match sofferto sono arrivati da me in tre. “Don”, mi hanno detto, “ci è scappata qualche parola di troppo… Vorremmo confessarci”. Di stucco, ho chiesto da quanto tempo non si accostavano al sacramento della riconciliazione. “Da trent’anni!”. “Ragazzi”, ho concluso, “facciamo un lavoro ben fatto dopo la partita di ritorno”».

FONTE: It.Aleteia.org


APPROFONDIMENTI
Da imprescindibili ai margini: Laribi e Henderson adesso serve il riscatto
Un cammino simile fatto di alti e bassi sin qui per i due giocatori arrivati la scorsa estate

di Redazione gennaio 11, 2019 - 12:08

Come si apprende da La Gazzetta dello Sport, Kevin Laribi e Liam Henderson sono arrivati la scorsa estate all’Hellas Verona. Ad entrambi Fabio Grosso aveva consegnato subito la maglia da titolari, da imprescindibili, costruendo intorno a loro la squadra. Poi nel periodo di difficoltà, sono finiti ai margini, in fondo alle gerarchie dell’ex tecnico del Bari.

Laribi ha perso incisività, mentre Henderson ha rallentato i suoi ritmi di gioco. Entrambi non scendono in campo dal primo minuto dalla sconfitta nel derby del Garda, contro il Brescia, adesso però con l’aver ritrovato alcuni risultati positivi, il tecnico potrebbe decidere di rispolverarli, perché la risalita del Verona passa anche dalla loro qualità.

Vedremo se il derby veneto contro il Padova sarà l’occasione giusta.

APPROFONDIMENTI
Hellas, riparti dalle certezze e rendi il Bentegodi un fortino
Strepitosa la media punti dell’ultimo periodo, ma serve aumentare il bottino delle partite casalinghe

di Tommaso Badia gennaio 9, 2019 - 11:01

Una prima metà di stagione in crescendo per il Verona, che dopo una partenza così così e un periodo a dir poco buio è riuscito a rialzarsi e a riportarsi a ridosso delle prime della classe.
Ora, con il girone di ritorno alle porte, bisognerà quindi ripartire proprio dall’ultimo mese, cercando poi di alzare ulteriormente il tiro.

MEDIA PUNTI DA PRIMATO. Partiamo da alcuni numeri: il Verona nelle ultime gare ha tenuto un passo da capolista. Con 14 punti in 6 partite (2,33 di media) l’Hellas è infatti la squadra più in forma del periodo insieme al Brescia, l’unica squadra a tenere il passo di Pazzini e soci. Nemmeno la capolista Palermo è riuscita a tenere un ritmo simile, “accontentandosi” di 12 punti in 6 gare.

COOPERATIVA DEL GOAL… Un altro dato interessante riguarda sicuramente i giocatori gialloblù andati a rete, che sono ben 12. Solo il già citato Palermo, mandandone a rete due in più. Un dato sicuramente positivo, che certifica la qualità della rosa e la capacità di tutti gli elementi dell’Hellas di rendersi pericolosi in avanti.

… MA IL BOMBER È FONDAMENTALE. Altrettanto sotto gli occhi di tutti è però un fatto innegabile: serve un punto di riferimento là davanti, l’attaccante che sblocchi le partite sporche con un’intuizione o un goal da rapinatore d’area. Per il Verona questo giocatore è ovviamente Giampaolo Pazzini: il capitano, ultimamente titolare a causa dell’infortunio di Samuel Di Carmine, nonostante lo scarso minutaggio concessogli finora è comunque il capocannoniere dell’Hellas con 8 reti e la spaventosa media di un goal ogni 66 minuti.

SILVESTRI SICUREZZA, LA DIFESA UN PO’ MENO. Oltre al Pazzo, l’altro assoluto protagonista di quest’anno si chiama Marco Silvestri: spesso decisivo con interventi prodigiosi, il portierone gialloblù si è anche concesso il lusso di parare ben tre rigori. Il fatto è sicuramente confortante per la squadra e i tifosi, ma al tempo stesso dà da pensare, perché se l’estremo difensore gialloblù è stato così spesso chiamato al miracolo, vuol dire che qualcosa davanti a lui non funziona…

RIPARTIRE DA VECCHIE E NUOVE CERTEZZE… Pazzini e Silvestri sono ovviamente solo gli estremi di una squadra che per funzionare deve rendere al meglio in tutte le zone del campo. Ecco perché quindi, dal prossimo 20 gennaio, servirà puntare forte su chi nell’ultimo mese ha permesso al Verona di rimontare posizioni su posizioni e su chi, in generale, si è distinto in questi primi mesi di campionato. Parliamo ovviamente dei due sopracitati, ma anche ad esempio di Lee, Matos e dell’inesauribile Zaccagni, senza dimenticare Crescenzi, uno dei migliori prima dell’infortunio da cui tutti speriamo si riprenda presto.

… E MIGLIORARE AL BENTEGODI. Ovviamente, però, servirà anche fare qualcosa in più, e la cosa che salta più all’occhio è il dato relativo alle partite casalinghe. L’Hellas al Bentegodi ha infatti totalizzato 5 vittorie, 3 pareggi e una sconfitta: se l’1-1 con il Palermo e il K.O. col Lecce tutto sommato ci possono stare, un po’ meno accettabili sono le due “X” con Padova e Cremonese, 4 punti persi che pesano incredibilmente sull’attuale classifica gialloblù. 4 punti che, nel girone di ritorno, non sarà nemmeno concepibile lasciare per strada.

APPROFONDIMENTI
Lee, altro che Messi… lui è il Caverzan venuto dall’Oriente!
Il talentino sudcoreano, prelevato nell’estate del 2017 dal Barcellona, è diventato in poco tempo uno degli idoli della tifoseria gialloblù

di Tommaso Badia gennaio 6, 2019 - 19:42

“Caversan, Caversan, sulla fascia va! Caversan, Caversan, ma ndo c…o ‘l va? Caversaaan, Caversaaan, ma dove c…o valo Caversan?“.

Quante volte avrete sentito questo coro al Bentegodi? Decine? Centinaia? Migliaia? Eppure, come avrete sicuramente notato, negli ultimi tempi il testo della canzone sembra essere leggermente diverso.

MA DOVE VALO EL COREAN? Sì, perché da qualche tempo il buon Caverzan è stato sostituito da un non troppo misterioso “corean“. Fin troppo facile infatti capire che il giocatore in questione è Lee, il folletto asiatico arrivato nell’estate del 2017 dalla squadra B del Barcellona.

IN SERIE A CON PECCHIA. Sbarcato a Verona con il pesantissimo appellativo di “Messi sudcoreano“, il giovane esterno d’attacco gialloblù debutta il 24 settembre nel match perso 3-0 contro la Lazio. A fine anno totalizzerà 16 presenze (14 in campionato, 2 in Coppa Italia), mettendo anche a referto una rete tanto bella quanto inutile contro il Milan.

IL LUMINOSO FUTURO DEL CALCIO COREANO. Le buone prestazioni nella massima serie italiana non passano certo inosservate in Corea, e così Paulo Bento prima e Hak-bum Kim si affidano a lui rispettivamente per Russia 2018 e per i Giochi Asiatici dello stesso anno. Lee gioca così due partite del Mondiale ma, soprattutto, trascina la sua Under-23 alla vittoria dei Giochi mettendo a segno quattro reti, di cui due in semifinale e uno nella finalissima contro il Giappone. Questo trionfo, oltre a esentarlo dalla leva militare, consacra la giovane stellina gialloblù nel Paese natio, tanto che, nel giorno del compleanno, la sua Federazione l’ha voluto omaggiare definendolo “il luminoso futuro del calcio coreano“.

UN STRANA ESCLUSIONE… Un potenziale fenomeno del genere, in grado di simili giocate, avrebbe dovuto essere uno dei protagonisti del retrocesso Verona, ma nelle prime partite non è così: complice anche i già citati Giochi Asiatici (che sostanzialmente l’hanno reso disponibile a partire dalla terza giornata), Lee gioca infatti solo qualche spezzone di gara. Grosso sembra infatti preferirgli altri giocatori in quella posizione, come Ragusa o Laribi.

…PRIMA DEL BOTTO. Alla 13a di campionato, però, ecco la sua occasione: l’Hellas, reduce dalla disfatta di Brescia, affronta al Bentegodi il Palermo nel big match di giornata. Tra gli undici titolari gialloblù c’è anche Lee: vuoi per la disperazione, vuoi perché qualcosa bisognava pur cambiarlo, il talentino asiatico parte dal primo minuto. Una svolta: la sua è una prestazione non solo di grande tecnica e rapidità, ma anche di grinta degna di un Guerriero Taeguk. Ed è proprio questo aspetto a esaltare il pubblico scaligero che, pur essendo sempre stato piuttosto restio a celebrare il singolo giocatore, inizia a dedicargli il coro di cui abbiamo parlato all’inizio.

MA QUALE MESSI, MEGLIO CAVERZAN! Sì, perché è questo che i tifosi del Verona vogliono: gente come Caverzan, magari tecnicamente non eccelsa, ma che in campo sputa sangue per la maglia. È proprio questo il “nuovo” Lee che piace, “bello” da vedere, ma soprattutto in moto perpetuo, “sporco” e polemico quando serve. Perché sì, con “i Messi” regali spettacolo, ma in Serie B è con “i Caverzan” che vieni promosso!

FONTE: CalcioHellas.it


Dicesi avventurriero...


Setti a La Gazzetta: “Sono un avventuriero ma con il Verona non gioco”
By Stefano Pozza - 10 Gennaio 2019

Il Presidente del Verona Maurizio Setti è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport dal giornalista Andrea Fanì, e ha parlato di vari temi, dal Verona al Mantova, da Grosso a Iturbe.. questo in piccolo sunto:

Una parte dei tifosi del Verona le contesta l’eccesso di delega
Ma io speravo di essere un presidente anonimo, quando ho preso il Verona ho seguito la mia passione, non i proclami o la pubblicità, io scelgo gli uomini perchè funzioni il progetto, non per farmi bello con la gente. I presidenti passano, l’Hellas resta. Quando un giorno non ci sarò più, il Verona avrà un patrimonio più solido, uno stadio e un centro sportivo. Grazie a chi lavora per il club. Io penso che la passione consista nel tifare al di là di vincere — altrimenti uno tiferebbe solo Juve, Milan o Inter per estremizzare — e al di là di chi gestisce. Un club di calcio è una holding di tanti cervelli: è bello far funzionare una holding così.

E il Mantova?
Non è in conflitto con il Verona. La mia idea è un club dove crescere talenti funzionali all’Hellas. Piuttosto che prestarli in giro senza certezze, i potenziali talenti curiamoli noi.

Grosso parla poco…
Molto poco, Grosso ha una testa superiore, è determinato, ora so perché è diventato campione del mondo. Ho conosciuto prima Luca (Toni), poi Fabio. Caratteri diversi ma stessa determinazione: ripeto, ora so perché hanno vinto un Mondiale. Grosso crede in quello che fa e non ha paura di pagare gli errori. Ma è anche pronto a cambiare per i suoi progetti. È giovane e si vede da come crede nei giovani. Mandorlini era titubante a lanciare Iturbe, per dire. Una volta ci incrociammo prima di una gara: “Non so se farlo giocare”. E io: “Ma vai, è giovane, ti farà stare sereno.

Ma Iturbe l’aveva scelto lei?
No no! Ho scelto solo un giocatore. Rafa Marquez. Me ne innamorai in tv. Leader silenzioso, sarà sempre il mio idolo. Ma come dicevo, spazio e tempo: forse è arrivato nel momento sbagliato in un calcio non adatto alla sua mentalità.

Quando il calciomercato fa riflettere gli addetti ai lavori
By Redazione - 10 Gennaio 2019
Di Damiano Conati

Premessa. Vendere è molto più difficile che acquistare e D’Amico in questi mesi ha dimostrato di saperci fare in merito alle cessioni.

Saper liberarsi di giocatori dal contratto pesante e dalla carriera ormai in declino come Gomez, Gonzalez, Nicolas e Souprayen non era semplice e il giovane diesse scaligero in estate ci è riuscito brillantemente. E in inverno sta continuando l’opera. Poi, se è vero quello che dicono i colleghi di Padova, che ha dovuto ricorrere a qualche aiutino (si parla di una sostanziosa buonuscita per Cherubin), allora i meriti diminuiscono un po’. Rimane però il tentativo di lasciare l’Hellas senza contratti onerosi a lungo termine e senza una rosa lunghissima.

Nel frattempo con Cherubin si vanno a rimpolpare i ranghi della prossima avversaria, ma in teoria non la si rinforza, altrimenti il centralone mancino sarebbe rimasto in gialloblù. Invece è stato acquistato da Fusco nell’anno in B sul gong del mercato con un contratto faraonico: 5 presenze da titolare con Pecchia da settembre a dicembre 2016, poi un grave infortunio che lo ferma per il resto della stagione. L’anno scorso parte da fuori rosa perché infortunato e a gennaio passa in prestito all’Ascoli: dieci presenze senza brillare. Adesso se ne va a titolo definitivo al Padova, dove il tecnico Bisoli l’ha definito “un trascinatore”, ma a 32 anni e 3 stagioni con pochissimo minutaggio non si può certamente definire l’acquisto del secolo.

Una riflessione però va fatta. Viste le condizioni della difesa gialloblù, che prende gol ogni santa domenica, vista l’assenza di un centrale d’esperienza e soprattutto di un centrale mancino, una chance, nonostante il contratto altissimo, la società poteva anche dargliela. Il posto in lista c’era, i guai fisici superati e lo stipendio gli veniva pagato ugualmente. C’è da dire che Cherubin fa meno rumore ed è meno incisivo in rosa di Pazzini, ma a noi piace pensare che la valutazione sia stata squisitamente tecnica e che sia giusto così.

L’epurazione estiva ha dato ragione a D’Amico, sarà il campo a dire se anche i Cherubin e i Fossati avrebbero potuto dare ancora qualcosa alla causa gialloblù.

FONTE: HellasNews.it


Primo allenamento per Faraoni con l’Hellas Verona
gennaio 13, 2019

Grazie al nulla osta del Crotone, stamattina primo allenamento in gialloblù per Faraoni

Setti: “Col Verona non gioco. I presidenti passano, l’Hellas resta. Quando non ci sarò più, il Verona avrà un patrimonio più solido, uno stadio ed un centro sportivo”
gennaio 10, 2019

“Ho sempre rischiato nella mia vita, ma con i piedi per terra. Sono figlio di operai che si sono sacrificati per il loro unico erede: mio padre aveva capacità di applicazione, mia madre era determinata, questa è la loro eredità umana. Fino a 23 anni ho dormito sul divano-letto di casa, ho finito la ragioneria e assaggiato l’università. L’obiettivo che vedevo da grande era andare a cena fuori tutte le volte che avrei voluto. Non pensavo certo a un club di calcio. Come inizia la mia avventura? Andai da uno zio che produceva per aziende di moda, un façonnista in gergo. Da lì entrai in un’altra azienda, due giovani soci, riuscivano a stimolarmi a dare sempre di più. Mi sentivo in famiglia: magazziniere, autista, una volta andai col titolare in Germania per una spedizione. Quattro giorni a guidare, scaricare e riposare, ma io e lui, gomito a gomito. Dentro di me facevo una specie di gara, volevo vedere come reagivo sotto la pressione del lavoro, era un modo per dire a chi mi stava attorno “potete fidarvi di me”. Se amo la fotografia? Oh sì! A 15 anni aiutavo un fotografo ma ero trattato davvero male. Partecipai allo shooting del restauro del teatro di Carpi e capì che volevo operatività, prendermi più responsabilità. Lui non me ne dava, lo mollai. Cosa mi hanno dato quegli anni? Non mi lascio sopraffare, vedo sempre una via d’uscita. E credo di avere sviluppato una forte tendenza a riconoscere le persone sane. Ho imparato a delegare, perché è segno di sicurezza, di fiducia negli altri. Una parte di tifosi del Verona mi contesta l’eccesso di delega? Ma io speravo di essere un presidente anonimo, quando ho preso il Verona ho seguito la mia passione, non i proclami o la pubblicità. Io scelgo gli uomini perché funzioni il progetto, non per farmi bello con la gente. I presidenti passano, l’Hellas resta. Quando un giorno non ci sarò più, il Verona avrà un patrimonio più solido, uno stadio e un centro sportivo. Grazie a chi lavora per il club. Io penso che la passione consista nel tifare al di là di vincere e al di là di chi gestisce. Un club di calcio è una holding di tanti cervelli: è bello far funzionare una holding così – ha dichiarato il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti, a La Gazzetta dello Sport – Vespa ed il volo le mie passioni? Non la Vespa in sé ma la sua anima. L’anima degli oggetti che hanno il potere di segnare un’epoca. Il volo invece è libertà, ho preso il brevetto e comprato un monomotore. Poi l’ho venduto perché avevo smesso di usarlo e mi dispiaceva vederlo immobile. Un aereo non è fatto per stare immobile. Spazio e tempo condizionano la vita. Sono cresciuto guardando avanti e continuo: dal Verona ai miei marchi di moda, rifarei tutto. Il Mantova? Non è in conflitto con il Verona. La mia idea è un club dove crescere talenti funzionali all’Hellas Verona. Piuttosto che prestarli in giro senza certezze, i potenziali talenti curiamoli noi. La scuola degli errori? Ci vado ancora e ci andrò fino all’ultimo giorno di vita. Gli errori ti fanno ripetere le scelte in modo diverso. Se mi commuovo ogni tanto? Non per il calcio, se è lì che vuole arrivare. Il giorno in cui raggiungemmo la prima A,2013, non provai commozione, lo sa? Stavo già pensando a come consolidare quel traguardo. Mi commuovo, ma più se ripenso a uno spaghetto dentro il furgone col mio primo titolare. Meglio i ciarlieri o i taciturni? Meglio i valori silenziosi. Grosso parla poco? Molto poco. Grosso ha una testa superiore, ed è terminato, ora so perché è diventato campione del mondo. Ho conosciuto prima Luca (Toni), poi Fabio. Caratteri diversi ma stessa determinazione: ripeto, ora so perché hanno vinto un mondiale. Grosso crede in quello che fa e non ha paura di pagare gli errori. Ma è anche pronto a cambiare per i suoi progetti. È giovane e si vede da come crede nei giovani. Mandorlini era titubante a lanciare Iturbe, per dire. Una volta ci incrociammo prima di una gara: ”Non so se farlo giocare”. E io: “Ma vai, è giovane, ti farà stare sereno". Se ho scelto io Iturbe? No no! Ho scelto solo un giocatore. Rafa Marquez. Me ne innamorai in tv. Leader silenzioso, sarà sempre il mio idolo. Ma come dicevo, spazio e tempo: forse è arrivato nel momento sbagliato in un calcio non adatto alla sua mentalità. Che padre hanno i miei figli? Elena mi somiglia molto, sempre alla ricerca del miglioramento. Federico mi vede come un modello, forse troppo. Penso di essere un papà affettuoso ma esigente. Se mi sento mai smarrito? Oh, sì! Non parlo con nessuno per giorni. Vedo nuvole nere, poi piano piano scorgo il sereno e riparto. Sono ottimista, un po’ emiliano e un po’ romagnolo. Se, con un mare così, Rimini è ancora e sempre Rimini…”.

Hellas Verona, 4º attacco cadetto. Sono 12 i gialloblù andati in gol
gennaio 9, 2019

La squadra di Fabio Grosso, dopo il girone d’andata, può vantare il quarto attacco (29 reti) della Serie BKT. Sono ben 12 i gialloblù andati a segno: Pazzini, Di Carmine, Henderson, Matos, Zaccagni, Caracciolo, Laribi, Danzi, Almici, Colombatto, Tupta e Lee. È la capolista Palermo la squadra ad avere più giocatori andati in rete, ben 14.

Hai mangiato il pandoro buffone?
gennaio 9, 2019

Lo striscione esposto stamane sotto la sede dell’Hellas Verona dalla Curva Sud

Silvestri: “Andremo in Serie A col Palermo. Occorreranno almeno 60 punti”
gennaio 8, 2019

“È un bel momento personale e di tutto il gruppo. Deve durare a lungo perché noi vogliamo raggiungere l’obiettivo. Qual è stato il rigore più difficile da parare? Quello di Coda, perché per un portiere è una scelta molto difficile stare fermo. Quanto rammarico c’è per la vittoria sfumata a Foggia? Ci sono state delle decisioni arbitrali che ci hanno penalizzato molto. Il Foggia ha giocato una gara “sporca” in cui l’arbitro non ha avuto polso. Per me questo è il campionato più importante è che sto disputando un me la mia carriera, a 27 anni bisogna iniziare a fare le cose sul serio. Ho l’età giusta per poter dire la mia, soprattutto perché sono in una piazza importante. L’anno scorso ho giocato solo quattro gare ma quest’anno sento la fiducia di tutti – ha dichiarato il portiere dell’Hellas Verona, Marco Silvestri, a L’Arena – In Serie B in alcune gare serve un certo tipo di centrocampo e in alcune un altro. Questa scelta paga più spesso, perché il nostro è un campionato molto fisico. La parata più difficile ed il gol che avrei voluto evitare? Il gol che avrei voluto evitare è quello di Crotone, perché era un pallone che avevo in mano e non so riuscito a tenerlo fuori. La parata più difficile è stata quella su Mancosu, in casa contro il Pescara dopo 2’, perché è stata una parata atipica: ero fuori della porta e mi sono dovuto tuffare a coprire lo specchio il più possibile. Ma anche quella su Galano a Foggia è stata difficile. Quali sono le squadre favorite per la promozione? Noi e il Palermo, Pescara, Benevento e Brescia. Occorreranno minimo 60 punti…”.

Il giovane Fioretti in prova all’Hellas Verona
gennaio 6, 2019

Il nostro piccolo grande Federico Fioretti (2004) in prova con l’Hellas Verona FC! Una convocazione che ci riempie il cuore di orgoglio e di felicità. In una sorta di filo diretto, che parte dal nostro Presidente Antonio Di Gennaro (Campione d’Italia con gli scaligeri nel 1985) e arriva fino a questo giovane campione dei giorni nostri. Complimenti Federico, complimenti Pro Calcio Bari! Questo il messaggio e la foto pubblicati sui social dalla Pro Calcio Bari.

Hellas Verona, il podio dei più presenti nel girone d’andata
gennaio 7, 2019

È Marco Silvestri il giocatore più utilizzato da Fabio Grosso nella prima parte di campionato. Il portiere gialloblù ha giocato tutte le partite, per un totale di 1620 minuti. Secondo posto per Luca Marrone, con 1428’, chiude il podio Antonio Caracciolo, utilizzato per 1295’.

FONTE: HellasLive.it


NEWS
13 gennaio 2019 - 09:11
Faraoni, il terzino all’inglese al servizio di Grosso
Cresciuto nei vivai di Lazio e Inter, sarà il nuovo esterno destro gialloblù

di Raffaele Campo

Nelle scorse ore, il Verona ha concluso l’operazione di mercato con cui regala al tecnico Fabio Grosso Davide Faraoni, terzino destro proveniente dal Crotone, squadra in cui giocava da luglio 2017.

Lunga è la storia calcistica del nuovo calciatore gialloblù. Nato nel 1991 e crescuito nel settore giovanile della Lazio, nell’estte 2010 si trasferisce all’Inter. E’ considerato una delle promesse più interessanti del panorama calcistico italiano. In nerazzurro vince il Torneo di Viareggio con la squadra Primavera.

Nella stagione 2011/2012 è aggregato alla prima squadra, inizialmente guidata da Gian Piero Gasperini. In tolale, da agosto a maggio colleziona 11 presenze. L’annata successiva viene girato all’Udinese. Anche con la maglia friulana totaliza 11 apparizioni, e a maggio 2013 il club di Pozzo riscatta interamente il suo cartellino.


Il suo periodo più imporante è però in Inghilterra: a luglio dello stesso anno il Watford lo acquista infatti a titolo definitivo. A Londra riesce a giocare continuità. La squadra arriva terza in Championship, ma poi perde ai play-off contro il Crystal Palace. Per gli “hornets”, Faraoni è una pedina fondamentale

Tornato in Italia nell’estate successiva, complessivamente positive sono le esperienze al Perugia e al Novara.

Tuttavia, in Italia la vera svolta arriva con la maglia del Crotone, che lo ingaggia la scorsa estate. Specie con Zenga in panchina, Faraoni è uno dei migliori della squadra calabrese, che lotta quasi fino all’ultimo per un posto in Serie A. L’amara retrocessione arriva infatti solo alla penultima giornata, nella sifda in casa del Napoli.

Ora questa nuova tappa con la maglia dell’Hellas, per un giocatore che non vuole interrompere questa importante crescita.
Raffaele Campo

FONTE: Hellas1903.it


IL DS DEI VIRGILIANI, EX DIRIGENTE HELLAS
Righi smentisce Setti: "Il Mantova è autonomo"
11/01/2019 10:07
"Noi siamo assolutamente autonomi e non subalterni al Verona. Il mio sogno, anzi, è quello a medio-lungo termine di sorpassare l’Hellas”. Il direttore sportivo del Mantova, Emanuele Righi, risponde così dopo l’intervista di Maurizio Setti a La Gazzetta dello Sport.

L'imprenditore carpigiano aveva detto alla "Rosea" che il Mantova serviva come satellite per far crescere i giovani dell'Hellas. "Io ho preso dal Verona soltanto alcuni giovani perché li conoscevo e li volevo - ha aggiunto Righi alla Gazzetta di Mantova - poi è chiaro che esiste un canale privilegiato con il Verona, ma se a fine stagione l’Hellas volesse qualche nostro giocatore, ci si dovrebbe sedere a un tavolo e discuterne. Noi siamo orgogliosamente il Mantova e facciamo il nostro percorso in completa autonomia, quella che ci ha garantito Setti presentandoci il suo progetto. Il mio sogno, a medio lungo termine, è quello di mettere la freccia e sorpassare il Verona, così come tante altre squadre".

Righi ha concluso: "Finché io sarò qui, garantisco che non ci sarà, come non c’è stata finora e non c’è adesso, subalternità al Verona. Lo dico per tutelare il mio lavoro, quello dei ragazzi e dello staff tecnico. Setti? Non credo di dover parlare con lui di questa cosa. È il mio datore di lavoro da 7 anni, sa come sono fatto".

INTERVISTA ALLA GAZZETTA
Setti: "Faccio errori
Ma il Verona è solido"

10/01/2019 10:47
Una lunga intervista a tutto campo. Il presidente del Verona Maurizio Setti ha parlato alla Gazzetta dello Sport sul presente ma anche del futuro: "Faccio errori ma lavoro giorno dopo giorno per non ripeterli. Non mi pento di aver preso il Verona, stiamo gettando basi importanti per dare un futuro solido alla società. I presidenti passano, l'Hellas resta. Un domani quando non ci sarò più il Verona avrà uno stadio e un centro sportivo". Non cambia linea dunque Setti nonostante le ripetute contestazioni da parte della gente: "Io poco presente? Ho imparato a delegare perchè è segno di fiducia verso gli altri. Non piango per il calcio, dopo che siamo arrivati in Serie A la prima volta pensavo come restarci. Nel mio percorso ho scelto un solo giocatore, Rafa Marquez, un leader davvero unico. Il Mantova? La mia idea una società dove crescere giocatori che siano funzionali all'Hellas". Poi un accenno al presente: "Fabio Grosso parla poco, sa osare non teme i propri errori. E' uno determinato".

LE PAROLE DI BISOLI
"Verona? Ogni partita è una finale"
09/01/2019 11:04
“Verona? Non esistono partite facili o difficili, ogni partita è una finale, non dobbiamo guardare la classifica né l’avversario. Dobbiamo rimetterci in pista e salvarci a maggio, nel peggiore dei casi ai playout". Pierpaolo Bisoli ha parlato così in vista di Padova-Verona, in programma domenica 20 gennaio alle 15, allo stadio Euganeo.

TIFOSI CONTRO SETTI
"Hai mangiato il pandoro buffone?"
09/01/2019 10:42
I tifosi del Verona contro Maurizio Setti: la protesta non si ferma nemmeno con il nuovo anno.

La Curva Sud ha esposto uno striscione con scritto "Hai mangiato il pandoro buffone?" di fronte alla sede dell'Hellas in via Francia.

La frattura tra la società gialloblù e la città di Verona è sempre più insanabile.

IL CASO PAZZINI E LE SCELTE DI GROSSO
Il bomber panchinaro che segna un gol ad ogni ora
08/01/2019 12:42
Seduto tutto il tempo in panchina nelle ultime 7 partite su 11. E' una riserva? No. E' una seconda scelta? No. E' semplicemente il capitano e il bomber della squadra che però non ha convinto molto il suo allenatore (e non si sa neanche il perchè).

La storia di Giampaolo Pazzini e Fabio Grosso è diventata un caso in tutta Italia. L'attaccante più forte in rosa (e di tutta la Serie B) grazie all'infortunio di Samuel Di Carmine è tornato titolare, nonostante Grosso abbia pensato seriamente anche a Tupta titolare, e ha segnato gol a raffica: 4 in 2 partite.

Otto gol in nove partite sono il bottino del Pazzo che anche quest'anno sta togliendo le castagne dal fuoco del forno rovente gialloblù. I numeri sono sempre più impressionanti: Pazzini ha segnato un gol ogni 66 minuti (9 reti in solamente 530 minuti giocati, in pratica neanche sei partite "piene"). Tradotto: un gol ogni ora.

Il Pazzo sta facendo meglio anche del "mostruoso" Alfredo Donnarumma del Brescia (preso a 1,7 milioni da Cellino contro i 2,5 milioni spesi da Tony D'Amico per Di Carmine) capocannoniere del torneo con 14 gol, in 15 partite giocate. Lo "score" dell'ex Salernitana recita un gol ogni 86 minuti. L'attaccante toscano ha superato anche Lorenzo Mancuso, l'esterno rivelazione del torneo con 12 gol su 18 partite (un gol ogni 128 minuti).

Giampaolo Pazzini è il re dei bomber di questo campionato: ma incredibilmente non è considerato un titolare dal suo allenatore, che gli preferisce un giocatore che fatica a centrare la porta. La speranza dei tifosi è una sola: che il Pazzo al 31 gennaio vesta ancora la maglia gialloblù...

FONTE: TGGialloBlu.it


SERIE B
Hellas, Setti: "In eredità stadio e centro sportivo. Mantova? No conflitti"
10.01.2019 10:12 di Luca Bargellini Twitter: @BargelliniLuca
Fra calcio e vita privata Maurizio Setti, presidente dell'Hellas Verona, si è raccontato a La Gazzetta dello Sport. Ecco uno stralcio delle sue parole: "Le critiche della tifoseria del Verona circa un eccesso di deleghe da parte mia? Io speravo di essere un presidente anonimo, quando ho preso il Verona ho seguito la mia passione, non i proclami o la pubblicità. Io scelgo gli uomini perché funzioni il progetto, non per farmi bello con la gente. I presidenti passano, l’Hellas resta. Quando un giorno non ci sarò più, il Verona avrà un patrimonio più solido, uno stadio e un centro sportivo. Il Mantova? Non è in conflitto con il Verona. La mia idea è un club dove crescere talenti funzionali all’Hellas. Piuttosto che prestarli in giro senza certezze, i potenziali talenti curiamoli noi. Grosso? Ha una testa superiore, è determinato, ora so perché è diventato campione del mondo. Ho conosciuto prima Luca (Toni), poi Fabio. Caratteri diversi ma stessa determinazione: ripeto, ora so perché hanno vinto un Mondiale. Grosso crede in quello che fa e non ha paura di pagare gli errori. Ma è anche pronto a cambiare per i suoi progetti. È giovane e si vede da come crede nei giovani".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


COLOMBATTO: «RIPARTIAMO DA DOVE ABBIAMO LASCIATO, TUTTI UNITI PER IL NOSTRO OBIETTIVO»
13/GENNAIO/2019 - 15:30
Peschiera - Le principali dichiarazioni del centrocampista gialloblù Santiago Colombatto, rilasciate in vista di Padova-Hellas Verona, 20a giornata della Serie BKT 2018/19, in programma domenica 20 gennaio (ore 15).

«La pausa di campionato? Ne abbiamo approfittato per ricaricare le pile e stare in famiglia, era importante per preparare al meglio i cinque mesi fondamentali che ci aspettano. Siamo rientrati questa settimana, lavorando soprattutto sulla parte fisica. Abbiamo chiuso bene il 2018, ma ora dobbiamo ripartire ancora più forte perché serviranno tanto carattere e tanta voglia. Col passare dei mesi siamo cresciuti come collettivo, siamo diventati un gruppo ancora più unito e con il sostegno della gente siamo stati capaci di fare buone prestazioni, ora dobbiamo essere bravi a continuare meritarci il loro supporto. Il nostro gioco? Nell’ultimo periodo abbiamo potuto esprimere un buon calcio e fare quello che ci chiede il mister, ovvero cercare molto la porta e la profondità. Quanti punti servono? Sicuramente tanti, quindi dobbiamo allenarci e giocare al massimo e tutti uniti, squadra e tifosi, possiamo fare qualcosa di importante. Padova? Non sarà facile, la B è imprevedibile e la loro posizione in classifica non conta. Quello che è importante è farsi trovare pronti e fare di tutto per vincere. È una squadra che si è rinforzata con il mercato, oggi anche noi abbiamo accolto il nuovo difensore Faraoni. Siamo un gruppo unito, quindi non sarà un problema farlo subito sentire a casa, tutti pensiamo solo a mettere a disposizione le nostre qualità. Il mio campionato? Sono contento di essere qui e di come sono andate le cose finora, ora mi voglio impegnare perché i prossimi sei mesi siano ancora meglio dei primi».

PESCHIERA: 6 GOL ALLA PRIMAVERA NELL'AMICHEVOLE IN FAMIGLIA
13/GENNAIO/2019 - 14:00

Peschiera - Termina 6-0 per la prima squadra l'amichevole in famiglia con la Primavera dell'Hellas Verona, che ha così completato la prima settimana di allenamenti in vista della sfida al Padova davanti a un centinaio di tifosi. Buona la condizione atletica messa in mostra sia dai ragazzi di mister Grosso che da quelli allenati da Porta, con le marcatura aperte nel primo tempo proprio da un "prestito" della Primavera alle fila della prima squadra, Amayah. Sempre nel primo tempo Laribi su punizione firma il 2-0, nella ripresa spazio a Zaccagni (doppietta), Pazzini ed Empereur per le altre quattro reti. Subito in campo Marco Davide Faraoni, grazie al nulla osta concesso dal Crotone in attesa dell'ufficialità del trasferimento. Ha interrotto anzitempo la seduta Luca Marrone, a causa di un fastidio alla caviglia destra. Martedì riprenderanno gli allenamenti in vista della gara dell'Euganeo di domenica prossima.

PESCHIERA: REPORT ALLENAMENTO. DOMANI AMICHEVOLE CON LA PRIMAVERA AD ACCESSO LIBERO
12/GENNAIO/2019 - 14:00
Peschiera - Sabato di allenamento per l'Hellas Verona che, guidato da mister Fabio Grosso, oggi dopo il riscaldamento ha svolto esercitazioni tecniche, tattiche e sul possesso palla. In chiusura conclusioni verso la porta e partitella finale. Domani alle 11.30 è in programma un'amichevole in famiglia con i giovani della Primavera, a libero accesso.

PESCHIERA: REPORT ALLENAMENTO
11/GENNAIO/2019 - 17:30
Peschiera - Doppio allenamento per l'Hellas Verona in vista della prima gara del girone di ritorno contro il Padova. In mattinata i gialloblù, guidati da mister Grosso, si sono dedicati al riscaldamento iniziale per poi passare alle esercitazioni tecniche e sul possesso palla, ai torelli e alle partitelle a campo ridotto. Nella seduta pomeridiana spazio invece al lavoro di forza in palestra e agli esercizi di trasformazione sul campo.

PESCHIERA: REPORT ALLENAMENTO
10/GENNAIO/2019 - 14:30
Peschiera - Proseguono gli allenamenti dei gialloblù dopo la ripresa di ieri e in vista dell'impegno di domenica 20 gennaio sul campo del Padova. La squadra si è riunita in mattinata agli ordini di mister Fabio Grosso e ha svolto, dopo il riscaldamento iniziale, una fase dedicata alla tecnica e degli esercizi sul possesso palla. Il gruppo è poi passato alle esercitazioni tattiche e a una partitella, per chiudere infine con una parte fisica. Alessandro Crescenzi e Samuel Di Carmine hanno svolto un lavoro differenziato.

PESCHIERA: REPORT ALLENAMENTO
09/GENNAIO/2019 - 17:30

Peschiera - Sono ripresi oggi gli allenamenti allo 'Sporting Center' di Peschiera. La squadra, agli ordini del mister Fabio Grosso, ha iniziato la seduta con la palestra e il riscaldamento, per poi passare a torelli e partitella. Karamoko Cissé ha svolto l’intera seduta con il gruppo; lavoro differenziato in palestra e in piscina per Alessandro Crescenzi, sempre differenziato in palestra e sul campo per Samuel Di Carmine e Simone Calvano.
Domani è in programma una seduta mattutina (ore 11.30) ad accesso libero.

I NUMERI DEL GIRONE DI ANDATA DELL'HELLAS VERONA
07/GENNAIO/2019 - 16:30
Verona - Nel video, riviviamo tutto il girone di andata dall'Hellas Verona. Di seguito, invece, alcuni dei numeri più interessanti delle prime 19 giornate dei gialloblù.

13,13%
E' la percentuale realizzativa dell'Hellas Verona, la terza più alta del campionato. Il 13,13% dei tiri verso la porta sono entrati in rete, con 26 gol totali realizzati dal Verona

8.254
Sono i passaggi effettuati finora dal Verona, a lungo leader di questa classifica ma scavalcato nell'ultimo turno di andata dal Crotone

81,89
Ancor più importante la percentuale dei passaggi riusciti, dove il Verona è stato secondo solo al Pescara

55,96%
E' invece la percentuale media di possesso palla del Verona, altra statistica nella quale i gialloblù hanno a lungo primeggiato e dove ora comanda il Cittadella. Curiosità: le prossime avversarie esterne del Verona, il Padova e il Carpi, sono viceversa le squadre col possesso medio più basso

19
Sono le convocazioni complessive ricevute dai calciatori gialloblù con le rispettive nazionali in questi primi 6 mesi di stagione. Tra di esse quella a Lee per gli Asian Games, poi vinti proprio dalla Corea del Sud

11
Finale in crescendo: rispetto a una media punti complessiva di 1,58 punti a partita, nelle ultime 6 gare dell'andata il Verona non ha mai perso e ha guadagnato 11 punti e con 1,83 punti di media a gara

12
Sono ben 12 i diversi marcatori dell'Hellas in mezza stagione, più di un'intera formazione

3
Sono i rigori fin qui parati da Marco Silvestri, a Perugia, Benevento e Foggia. Era dalla stagione 2014/15 che non succedeva, quando in 38 gare Rafael parò penalty a Torino, Fiorentina e Juventus. Silvestri ha tutto il girone di ritorno per provare a raggiungere Battistini (5 rigori parati nel 1998/99) e Gregori (sempre 5 rigori parati nel 1991/92)

FONTE: HellasVerona.it



[OFFTOPIC] +   -   =
VITA DA EX: Javier SAVIOLA pagherà i 50mila dollari necessari per ridare la vista ad un bimbo affetto da retinopatia. 'Buon compleanno amico, ti voglio bene' questi gli auguri di Pedro TROGLIO a Claudio Paul CANIGGIA in occasione del 52esimo compleanno della freccia bionda, suo compagno di squadra al RIVER PLATE prima e al VERONA nel 1988. L'ormai ex gialloblù CHERUBIN alla presentazione in biancoscudato: 'Addio burrascoso col VERONA? Sarebbe facile parlar male ma sono una persona intelligente e prefersico rispondere sul campo...'. I tifosi dei Blues ce l'hanno con JORGINHO: 'Duemila passaggi e ha fatto meno assist di…Ederson!'. L'ex diesse Filippo FUSCO lavorerà per la JUVE quale responsabile delle formazioni Under 23, Under 19 e dei giocatori in prestito agli ordini di PARATICI. Fabrizio PAGHERA, arrivato 20enne all'HELLAS nel 2010-11, ingaggiato dalla TERNANA.
NEWS
Ex gialloblù, Saviola pagherà 50mila dollari per far recuperare la vista a un bambino
Bel gesto quello dell’ex attaccante argentino dell’Hellas Verona

di Redazione gennaio 6, 2019 - 20:47

Come riportato da diversi media argentini, Renzo Oliva, bambino di un anno e dieci mesi nato con retinopatia, una malattia che impedisce di vedere correttamente. Nonostante sia sottoposto a cure nella città di Paranà, con stimolazione visiva e neurochinesiologia, il ragazzo avrebbe dovuto recarsi in Cina per ricevere un trattamento di cellule staminali. La famiglia ha cercato aiuto attraverso i social e ad inizio anno hanno ricevuto una risposta inattesa. L’ex attaccante dell’Hellas Verona, Javier Saviola, insieme alla moglie Romanella, hanno fatto visita al bambino nell’ultimo fine settimana in ospedale e si sono offerti di pagare i 50.000 dollari necessari per il trattamento in Cina.

FONTE: CalcioHellas.it


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Feliz cumple amigo te quiero mucho pic.twitter.com/i0LLyoSia9

— Pedro Troglio (@TroglioPedro) 9 gennaio 2019



Presentazione Andelkovic e Cherubin: “Gruppo di persone intelligenti, ci tireremo fuori da questa situazione”

Presentazione al Calcio Padova dei nuovi difensori Sinisa Andelkovic, proveniente dal Venezia, e Nicolò Cherubin, prelevato dall’Hellas Verona.

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Nicolò Cherubin: “Ringrazio per la fiducia il presidente, il direttore e il mister perché non arrivavo da una situazione facile. Conoscevo già il mister dai tempi di Bologna, non è cambiato per nulla. L’impressione è positiva, difatti sono molto sorpreso che la squadra sia ultima in classifica. A Verona ero fuori lista ma mi sono sempre allenato con la squadra. Mi manca chiaramente il ritmo partita ma sono carico e credo di poter dare ancora molto al calcio e al Padova nello specifico. Ho avuto un brutto infortunio, ora è alle spalle, già ad Ascoli ho affrontato con successo una situazione critica e ci siamo salvati. A Verona volevo giocarmi le mie chanche ma il mister e la società hanno fatto altre scelte e non avevo offerte che mi stuzzicavano, quindi sono rimasto allenandomi forte e con la voglia di farmi trovare pronto per questa sessione di mercato. Il ruolo? In un’eventuale difesa a tre solitamente gioco sul centrosinistra ma chiaramente mi possa adattare alle richieste del mister. Non credo siamo noi i salvatori della patria, per uscire da questa situazione è necessario che tutti ci impegniamo e lavoriamo di comune intento sul campo, ma per quel poco che ho visto il gruppo è fatto di persone intelligenti e che hanno le possibilità per tirarci fuori di qui. Il contratto? Intanto pensiamo a salvarci, quello é alla base di tutto”.

[...]

FONTE: PadovaCalcio.it


CALCIO
09 gennaio 2019 - 19:13
I tifosi del Chelsea furiosi con Jorginho: “Duemila passaggi e ha fatto meno assist di…Ederson!”
L’ex playmaker del Napoli, portato a Londra da Maurizio Sarri per un prezzo considerevole, piace stilisticamente ma non è mai decisivo: i tifosi del Chelsea si stanno spazientendo e lo sfottono sui social.

di Redazione Il Posticipo

Il gioco di Maurizio Sarri è semplice e intuitivo. Un gioco classico basato sul playmaker vecchie maniere, quello al centro del centrocampo munito di due ‘bodyguard’ ai lati. Era così ai tempi dell’Empoli ed era così a Napoli, dove Jorginho passava le sue giornate a fare il metronomo, a far girare la squadra e a servire palloni al millimetro. Ora, dopo aver causato qualche grattacapo a N’Golo Kanté per avergli cambiato ruolo proprio per schierare l’italo-brasiliano al centro della mediana, Sarri sta facendo i conti con lo scarso rendimento di Jorginho. Per carità, è irremovibile e gioca bene ma…non ha fatto neanche un assist finora e i tifosi lo hanno notato.

SOPRAVVALUTATO – Infatti, molti supporter dei Blues, si sono riversati su Twitter per dire la propria sul playmaker della nazionale italiana, confrontandolo con il rendimento di… altri giocatori piuttosto insospettabili. Secondo gli habitué di Stamford Bridge, infatti, non ci vuole poi tanto per superare il centrocampista: basta essere… un giocatore di calcio e non necessariamente un giocatore di movimento. Già, perché come riporta un tifoso, anche Ederson, portiere del Manchester City, ha fatto più assist dell’ex Napoli e Hellas Verona. Letteralmente, l’utente ha risposto “Mi sono appena reso conto che Ederson ha fatto più assist di Jorginho” alla domanda Footbal Tweets “Qual è il giocatore più sopravvalutato della Premier League al momento?”.



COSA FA – Certo, Ederson avrà fatto anche più assist del regista del Chelsea, ma non ha segnato, cosa che, sebbene una sola volta, Jorginho ha fatto. Il sunto però è che il centrocampista è giustamente uno dei giocatori più cercati dai suoi compagni, ma dei 1896 passaggi fatti, nessuno ha mandato direttamente un giocatore del Chelsea in porta. Certo, moltissimi passaggi dell’italo-brasiliano hanno pescato un uomo libero che a sua volta ha fatto un assist, ma questo le statistiche non lo considerano. Così come non considerano gli assist potenziali, i passaggi perfetti a chi poi spreca sotto porta. C’è poi un tifoso particolarmente infuriato, che risponde alla stessa domanda: ”I suoi passaggi sembrano belli ad alcuni ma una sola grossa occasione creata in circa 2.000 passaggi è qualcosa di patetico. La maggior parte dei suoi passaggi sono ai difensori. Tutto ciò che fa è tenere Kanté fuori dal suo solito ruolo e Loftus-Cheek da un minutaggio consistente”. Insomma, per il povero Jorginho, tempi duri…

FONTE: IlPosticipo.it


08.01.2019 17:00 - in: Comunicati Ufficiali S
Filippo Fusco entra nella Football Teams Area della Juventus
Il dirigente sarà responsabile delle formazioni Under 23, Under 19 e dei giocatori in prestito a riporto di Federico Cherubini


La Football Teams Area della Juventus, facente parte della Sport Area diretta dal Chief Football Officer Fabio Paratici, potrà contare da oggi anche sulla professionalità di Filippo Fusco, che assume la carica di 2nd Teams Area Manager, a riporto diretto di Federico Cherubini, Head of Football Teams and Technical Areas.

Fusco assume la gestione delle formazioni Under 23 e Under 19 e dei giocatori in prestito, e insieme a Stefano Braghin, Head of Women, e a Massimiliano Scaglia, Academy Manager, responsabili rispettivamente del Settore Femminile e delle Academy, completa così il gruppo dirigenziale, deputato al coordinamento delle squadre Juventus.

Nato a Napoli il 26 maggio 1969, dopo la laurea in Giurisprudenza, Fusco ha maturato una notevole esperienza nel mondo del calcio professionistico italiano e internazionale, lavorando per Napoli e Benevento, offrendo la propria consulenza a diversi team europei, quindi proseguendo la propria carriera come responsabile dell'area tecnica di Foggia, Bologna e Verona, prima di approdare in bianconero.

La Sport Area guidata da Fabio Paratici è inoltre composta da Maurizio Lombardo, General Secretary, e Matteo Fabris, 1st Team Manager.


FONTE: Juventus.com


La Ternana ingaggia il centrocampista Fabrizio Paghera
10 gennaio 2019

La Ternana Calcio comunica di aver ingaggiato il calciatore Fabrizio Paghera. Il centrocampista lombardo (è nato a Brescia il 12/12/91) ex, tra le altre, di Virtus Lanciano, Avellino e Pro Vercelli, è già a disposizione del tecnico rossoverde Luigi De Canio.

Foto: Ivan Benedetto

FONTE: TernanaCalcio.com

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