Altro colpaccio firmato SICILIANO-GIBELLINI alle buste 'vinti' ESPOSITO e anche DI GENNARO (oltre a CAMPISI) per una cifra tutto sommato 'irrisoria'..

Pubblicato da andrea smarso sabato 26 giugno 2010 22:16, vedi , , , , , , , , , | Nessun commento



MERCATO:
Rinnovate le comproprietà di MASSONI e BERTOLUCCI, rispettivamente con SASSUOLO e SANGIOVANNESE, la 'premiata ditta' SICILIANO-GIBELLINI porta a casa con poco più 400mila Euro anche i cartellini di CAMPISI, ESPOSITO e DI GENNARO! E se per il giovane (e combattivo) mediano di scuola ATALANTA la sorpresa non è poi molta (entrambe le società hanno offerto 0 e Luisito è rimasto alla società dove aveva giocato cioè il VERONA) per l'ex SIENA e l'ex GALLIPOLI si può parlare di veri e propri colpi della società scaligera perchè spendendo (molto) meno di quanto ci si sarebbe aspettato, ora MARTINELLI si trova in squadra due autentici pezzi da 90 che può decidere (di comune accordo con mister GIANNINI) di tenere oppure vendere ricavando una discreta somma (il valore di ESPOSITO ad esempio si potrebbe avvicinare al milione di Euro) magari da reinvestire immediatamente in gente capace e motivata.

E su questo punto si auspica un bel colloquio fra 'Il Principe' è quello che in campo dovrebbe fare il suo omologo (con differenze di classe e tecnica decisamente a sfavore di ESPOSITO): sembra che Gennaro stia facendo qualche difficoltà nel giocare ancora in C1 (dietro potrebbe esserci il FROSINONE, il PESCARA o lo stesso SIENA) e piuttosto che tenere gente insoddisfatta meglio monetizzare e cercare un degno sostituto. DI GENNARO invece deve ancora dimostrare quanto vale e, dopo aver clamorosamente scoperto il 'giochino' del GALLIPOLI (che 'minacciava' di mettere in busta cifre importanti al fine di giocare al rialzo) a GIANNINI rimane il felice compito di farci vedere il meglio del centroavanti... Personalmente sono felice che siano rimasti anche MASSONI, BERTOLUCCI e CAMPISI: sono giovani piuttosto interessanti che in C1 (e forse anche in Serie B, chissà!) potrebbero far bene una volta maturati pienamente. Per il difensore centrale si dice da tempo che il VIAREGGIO sia in speranzosa attesa...

Al momento nessuna novità su CAMPAGNA (che tornerà con ogni probabilità alla JUVE e verrà 'girato' in una squadra che gli consenta di giocare titolare e crescere), DALLA BONA (anche lui di ritorno al NAPOLI: peccato davvero) ed INGRASSIA. Sul sito della Lega Pro trovate in questo documento l'esito delle buste per tutte le società di C1 e C2 [COMMENTA in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA]

RuoloNomeStato contrattoIntenzioni della società
ALL.REMONDINAIn scadenza a Giugno 2010Esonerato a fine stagione
POR.CECCHINI?Ha giocato in Serie D nel Villafranca (18 presenze)
POR.INGRASSIAPrestito con diritto di riscatto della comproprietà e controriscatto del PALERMO-
POR.RAFAELDefinitivo, in scadenza a Giugno 2012-
DIF.ANSELMIDefinitivo, in scadenza a Giugno 2011-
DIF.BERTOLUCCIComproprietà con la SANGIOVANNESEComproprietà rinnovata
DIF.CANGIDefinitivo, in scadenza a Giugno 2011-
DIF.CAMPAGNAPrestito dalla JUVENTUS con diritto di riscatto della comproprietà-
DIF.CECCARELLIDefinitivo, in scadenza a Giugno 2011-
DIF.COMAZZIDefinitivo, in scadenza a Giugno 2010Non si è trovato l'accordo col giocatore
DIF.DIANDARientra dal prestito alla SANGIOVANNESE
(30 presenze 3 gol)
-
DIF.MASSONIComproprietà col SASSUOLOComproprietà rinnovata
DIF.PUGLIESEDefinitivo, in scadenza a Giugno 2012-
CEN.BURATOPrestitoTornerà al CHIEVO
CEN.CAMPISIDefinitivo dopo l'apertura delle buste
offerte: HELLAS 0 € ATALANTA 0 €
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CEN.ESPOSITODefinitivo dopo l'apertura delle buste
offerte: HELLAS 120mila € SIENA ? €
-
CEN.GARZONDefinitivo, in scadenza a Giugno 2011-
CEN.PENSALFINIDefinitivo, in scadenza a Giugno 2011-
CEN.RUSSODefinitivo, in scadenza a Giugno 2012-
ATT.BERRETTONIDefinitivo, in scadenza a Giugno 2012-
ATT.CIOTOLADefinitivo, in scadenza a Giugno 2012-
ATT.COLOMBODefinitivo, in scadenza a Giugno 2011-
ATT.DI GENNARODefinitivo dopo l'apertura delle buste
offerte: HELLAS +300mila € GALLIPOLI ? €
-
ATT.FARIASPrestitoTornerà al CHIEVO
ATT.RANTIERDefinitivo, in scadenza a Giugno 2012-
ATT.SCAPINIDefinitivoAlla PRO BELVEDERE VERCELLI in prestito
ATT.SELVADefinitivo, in scadenza a Giugno 2011-
ATT.VRIZAll'ITALA SAN MARCO in prestito-


LEGENDA: In grassetto i nomi sicuri del futuro HELLAS VERONA.
                  I ruoli con il link conducono alla scheda relativa al giocatore/tecnico.
                  I nomi depennati sono già rientrati alle società di appartenenza oppure venduti o girati in prestito.


ALTRI 'MOVIMENTI':
FARIAS e BURATO (prestiti secchi) torneranno alla base clivense e COMAZZI, svincolato a breve, avrà mercato. Andy SELVA è seguito dall'ATLETICO (ex CISCO) ROMA, dal GUBBIO, dallo SPEZIA e dal SAN MARINO e anche il portiere RAFAEL DE ANDRADE sembra destinato a partire: l'HELLAS ha bisogno di garantire un numero uno di esperienza, che dia rendimento costante e sicurezza a tutto il reparto arretrato ma il brasiliano in questo senso non è cresciuto granchè da quando è in riva all'Adige... Ha salvato la squadra con alcuni interventi strepitosi ma ha fatto anche errori pacchiani e nelle uscite non è mai stato un granchè... Brào butèl ma, se se ne andrà, non mi dispiacerà più che tanto essendo (da sempre) d'accordo con quella che sembra la 'nuova' linea della società per quanto riguarda il portiere. Destinazioni? In Italia 'Rafa' è seguito dal WICENZA e dalla REGGINA ma ci sarebbero interessamenti anche da Francia, Germania e Brasile.

In ingresso la Gazzetta dello Sport riporta un interessamento dei gialloblù per Manuel SPINALE, centrocampista 32enne nativo di Verona, titolare nel MANTOVA da 6 stagioni. TuttoMercatoWeb.com scrive che gli scaligeri insieme ad altre squadre starebbero osservando VENEZIA, giovane uomo della mediana del GELA, che ha giocato nell'Under 18 azzurra di ROCCA. Secondo TuttoLegaPro.com infine l'esterno sinistro uruguaiano Sebastián GALÁN RUEDA, 26enne svincolato e comunitario farebbe gola ai dirigenti scaligeri... [COMMENTA in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA]

L'italia va in Waka - Mondiali 2010 by Maxino.netJAPAN FOOTBALL TEAM SMASHING POTS ON CRAZY TV SHOW

[IN BREVE]
FORMULA 1: Toh! Chi si rivede! 'Rigurgito' d'orgoglio della FERRARI che con ALONSO fa il vuoto nelle prove libere di Valencia poi però si fa sul serio e la RED BULL domina ancora con VETTEL (pole) e WEBBER.
MOTOGP: Anche ad ASSEN è dominio YAMAHA aspettando 'Vale'... LORENZO in pole!
MONDIALI: Mesto rientro degli azzurri a Fiumicino tra insulti (pochi) ed indifferenza (molta); su YouTube già impazzano le parodie sugli azzurri... GIAPPONE sorprendente? Per forza, guardate come s'allenano! Ah ah...
TENNIS: Vi ricordate ISNER? Lo statunitense vincitore della partita più lunga della storia (11 ore)? Bene! Nel turno successivo è uscito dopo 74 minuti.
RUGBY: Sudafrica ancora 'letale' agli azzurri che perdono un test match contro la nazionale locale... [COMMENTA in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA]



26/06/2010 - 12:35
Aperte le buste: Campisi, Di Gennaro ed Esposito all'Hellas
Risoluzione a favore del club di Via Torricelli negli ultimi tre casi da definire dopo i rinnovi di Bertolucci e Massoni
MILANO - E' avvenuta pochi minuti fa l'apertura delle buste contenenti le offerte delle squadre che non hanno risolto consensualmente o rinnovato le compartecipazioni per i calciatori. Questi i casi che vedevano impegnato il club di Via Torricelli: Luisito Campisi con l'Atalanta, Francesco Di Gennaro col Gallipoli e Gennaro Esposito col Siena.

La risoluzione è avvenuta per tutti e tre in favore dell'Hellas Verona, che diventa quindi l'unica società detentrice del cartellino degli atleti indicati. Per vedere l'elenco completo clicca qui.

Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


26/06/2010 12:49
Verona, strategia vincente: Esposito, Di Gennaro e Campisi sono tutti dell'Hellas
Gennaro Esposito, Luisito Campisi e Francesco Di Gennaro sono tutti del Verona. E' il risultato dell'apertura delle buste per le risoluzioni delle comproprietà, avvenuta questa mattina poco dopo le 11 nell'Ufficio Tesseramento della Lega Calcio.

COLPO ESPOSITO. L'affare più importante era quello legato a Gennaro Esposito. Il Verona ieri a Milano ha cercato a più riprese prima di rinnovare la comproprietà, trovando però l'inaspettata opposizione del giocatore che ha detto apertamente a Siciliano e Gibellini di voler andare a giocare in serie B, e poi di prendere la seconda metà del cartellino del centrocampista dal Siena, che però forte di alcune offerte e convinto della propria strategia ha deciso di andare alle buste.

Il consigliere delegato Siciliano si è sentito a lungo con il Presidente Martinelli e insieme sono arrivati all'offerta vincente depositata all'ultimo, un minuto prima delle sette; anche per spiazzare il Siena. Alla fine Esposito è tutto del Verona per 120 mila euro. Ora Siciliano e Gibellini riparleranno con il giocatore e il suo procuratore, Palomba, per chiarire il fastidioso rifiuto al Verona di ieri e verificare la volontà di Esposito di far parte della nuova squadra di Giannini. Nel caso in cui il giocatore confermasse la volontà di giocare il prossimo campionato solo in serie B (Frosinone), allora il Verona valuterebbe la possibilità di mettere Esposito sul mercato, dettando però le condizioni per la cessione e fissando per lui una valutazione importante (tra i 700 mila e il milione di euro). Soldi che andrebbero reinvestiti per l'acquisto di un altro play basso davanti alla difesa e, data l'entità della cifra, in altre operazioni.

A POCHI EURO. Per poche migliaia di euro restano in gialloblù anche l'attaccante Francesco Di Gennaro e il centrocampista Luisito Campisi. Ieri il Gallipoli ha forzato la mano, facendo capire al Verona di poter arrivare ad un'offerta anche importante per la seconda metà del cartellino del giocatore. Ma Siciliano e Gibellini non sono caduti nella trappola e con un'offerta decisamente bassa si sono presi anche la seconda metà di Di Gennaro, costato alla fine poco più dei 300 mila euro spesi a gennaio scorso. Zero e zero le offerte per Campisi di Atalanta e Verona, che per regolamento resta nell'ultima società di tesseramento, quindi l'Hellas. (s.rasu)

24/06/2010 16:58
Gallipoli in crisi: sequestro cautelativo per la metà di Di Gennaro
Il Gallipoli è ad un passo dal fallimento e così i creditori si buttano avanti, nel tentativo di recuperare qualche euro. L'ultimo atto (e più clamoroso) riguarda il sequestro cautelativo della metà di Francesco Di Gennaro, l'attaccante ceduto a gennaio al Verona.

L'Hellas è comunque abbastanza tranquillo. Un giocatore infatti non può essere ritenuto un "bene materiale" come una scrivania o un'auto. In realtà, dunque, la mossa non dovrebbe avere ripercussioni sulla compartecipazione.

FONTE: TGGialloblu.it




[OFFTOPIC]

FORMULA 1: Toh! Chi si rivede! 'Rigurgito' d'orgoglio della FERRARI che con ALONSO fa il vuoto nelle prove libere di Valencia poi però si fa sul serio e la RED BULL domina ancora con VETTEL (pole) e WEBBER. MOTOGP: Anche ad ASSEN è dominio YAMAHA aspettando 'Vale'... LORENZO in pole! MONDIALI: Mesto rientro degli azzurri a Fiumicino tra insulti (pochi) ed indifferenza (molta); su YouTube già impazzano le parodie sugli azzurri... GIAPPONE sorprendente? Per forza, guardate come s'allenano! Ah ah... TENNIS: Vi ricordate ISNER? Lo statunitense vincitore della partita più lunga della storia (11 ore)? Bene! Nel turno successivo è uscito dopo 74 minuti. RUGBY: Sudafrica ancora 'letale' agli azzurri che perdono un test match contro la nazionale locale...
F1, PRIMA FILA RED BULL TERZO HAMILTON, 4°ALONSO
Sebastian Vettel ha conquistato la pole position del Gran Premio d’Europa. Sul circuito di Valencia, il pilota della Red Bull ha chiuso in un miglior giro di 1’37”587 (record della pista) ed ha preceduto il compagno di squadra Mark Webber (1’37”662). Terza posizione per la McLaren di Lewis Hamilton. Quarto e quinto posto per le due Ferrari di Fernando Alonso e Felipe Massa. Nelle prime due sessioni, che hanno subito fato vedere il grande equilibrio in pista (migliori tempi per Kubica e Vettel), l'eliminazione eccellente è stata quella di Michael Schumacher, solamente quindicesimo. Anche il suo compagno alla Mercedes Nico Rosberg, che molto spesso gli è stato davanti in questa stagione, è rimasto fuori dai primi dieci. In carriera solo sei volte Schumi si era qualificato peggio di così.

RUGBY, TEST MATCH: ITALIA KO IN SUDAFRICA 55-11
Il Sudafrica ha battuto 55-11 (27-6) l'Italia in un test match di rugby disputato oggi ad East London. I padroni di casa sono andati in meta sette volte con Steyn (2), Spies, du Plessis, Habana, van der Merwe e Botha. Per gli azzurri una segnatura di Sepe e due calci di Mirco Bergamasco. Gli Springboks, campioni del mondo in carica, si erano già imposti sugli azzurri 29-13 in un incontro disputato sabato scorso a Witbank. Con questa seconda partita si è chiusa la tournee dell'Italia del rugby in Sudafrica.

WIMBLEDON,VINCE DOPO 11 ORE POI ISNER PERDE IN 74 MINUTI
Lo statunitense John Isner, che ieri aveva vinto il match più lungo della storia (durato ben 11 ore e 5 minuti) è stato eliminato al secondo turno del torneo di Wimbledon dall'olandese Thiemo De Bakker in tre set, con il punteggio di 6-0, 6-3, 6-2. Provato dal match maratona con il francese Nicolas Mahut, il tennista statunitense contro De Bakker non è riuscito a bissare nemmeno in minima parte i numeri del match precedente. Isner ha perso in appena un'ora e 13 minuti di gioco, ha perso il servizio per sette volte (contro Mahut lo aveva perso una volta sola). In difficoltà fisica, lo statunitense ha anche dovuto chiedere l'intervento del fisioterapista durante l'incontro.

"L'ITALIA IN WAKKA": PARODIA FA BOOM SU YOUTUBE -VIDEO
"Tutto in vacca", anzi, in Waka. Sulle note di Waka Waka, impazza su YouTube la parodia che prende in giro l'Italia, eliminata dopo il primo turno dei Mondiali. Tra le parole di Lippi, la paura delle vuvuzelas e le foto degli azzurri sconsolati, l'autore della simpatica canzoncina consiglia al ct e ai giocatori di restare in Africa per non venire linciati. Si fa per scherzare, ma la figuraccia della nostra Nazionale, parodie a parte, è stata decisamente epocale.

GIAPPONE SORPRESA MUNDIAL ECCO IL LORO SEGRETO -VIDEO
Il Giappone è una delle sorprese di questo Mondiale. La selezione nipponica ha stupito tutti per il suo bel gioco, la tecnica dei propri giocatori e la precisione delle loro punizioni. Il loro segreto? È chiarito in questo video che dimostra quanto nel calcio conta anche la precisione nel tiro…

AZZURRI IN ITALIA, IRA TIFOSI: "VERGOGNATEVI" -FOTO
Il clima all'arrivo degli azzurri è cambiato quando sono usciti alle 8 e 30 dalla sala arrivi: una ventina di tifosi hanno accolto i giocatori con ripetute grida: «Vergognatevi, vergogna». I più colpiti dalle urla sono stati Cannavaro e Gilardino. Ad attendere l'uscita degli azzurri anche un «plotone» di giornalisti e fotoreporter. Gli azzurri sono quindi sfilati, mestamente ed in silenzio, protetti da un cordone di agenti di polizia e alla spicciolata via via si sono infilati dentro delle auto private che li attendevano fuori dalla aerostazione. Il tutto è durato alcuni minuti. Il grido vergogna è stato rivolto da alcuni tifosi anche a Marcello Lippi. Il commissario tecnico della nazionale eliminata ai Mondiali era uscito prima dei giocatori dallo scalo di Fiumicino, e quando è salito in macchina quattro ragazzi gli hanno prima gridato 'vergognà, poi hanno ripetuto l'urlo col viso attaccato ai finestrini prima che la macchina, con a bordo Lippi, lasciasse Roma

CALDEROLI: «LIPPI RINUNCI ALLO STIPENDIO» «Se qualcuno si assume la responsabilità di tutto, ho ascoltato Lippi, si assuma anche la responsabilità di rinunciare al suo stipendio». Così Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa, interviene durante un convegno in corso a Milano dal tilolo 'Le donne della Lega si incontranò. L'atalantino Calderoli non risparmia frecciatine ai giocatori della Nazionale e al ct Marcello Lippi. Quanto alla disponibilità data dalla Nazionale di devolvere, in caso di vittoria il premio finale ai festeggiamenti per i 150 anni dell'unità d'Italia, Calderoli replica: «tutti sapevano che dopo due amichevoli si stava parlando di aria fritta perchè il premio non si sarebbe visto». Quanto alla destinazione del premio Calderoli non si dice d'accordo: «Abbiamo la ricerca sul cancro, i disoccupati, altre cose di cui preoccuparci». Anche se il ministro dice di non intendersi di calcio, sottolinea: «lì qualcuno ignorava che la palla era tonda. Dove vogliamo andare se tutti i club hanno giocatori stranieri?».

QUAGLIARELLA: «ABBIAMO CHIESTO SCUSA» «Abbiamo già chiesto scusa, abbiamo fatto tutti mea culpa. Avrei preferito passare il turno piuttosto che giocare bene». Fabio Quagliarella manifesta tutta la sua amarezza per il flop azzurro ai Mondiali. L'attaccante del Napoli è stato uno dei giocatori a concedersi ai microfoni nello scalo di Fiumicino, dove l'aereo della Nazionale è atterrato stamattina. Poche battute anche da Riccardo Montolivo: «Ci rendiamo conto dell'occasione che abbiamo sprecato. C'è poco da giudicare e discutere».

MONTOLIVO: «ERAVAMO IPNOTIZZATI» «Non ho ancora rivisto in tv le immagini della partita persa a Johannesburg contro la Slovacchia, ma nella mia testa l'ho rivissuta tante volte come una specie di incubo». Lo ha detto il centrocampista Riccardo Montolivo, all'arrivo della comitiva azzurra a Fiumicino, di rientro dal Sudafrica. «Eravamo come ipnotizzati, di fronte ai nostri avversari, bloccati, una cosa davvero incredibile», ha aggiunto Montolivo che, come il compagno di squadra Gilardino, è stato avvicinato da parecchi tifosi per le foto e gli autografi di rito. «Siamo distrutti - ha aggiunto a Fiumicino Montolivo - il rammarico è enorme: più passa il tempo e più ci rendiamo conto dell'occasione che abbiamo buttato via, e dispiace». «L'affetto della gente - ha detto commentando le richieste di foto e le attestazioni in sala arrivi, prima delle contestazioni all'uscita - non l'abbiamo mai messo in dubbio: dispiace non aver potuto dare ulteriori soddisfazioni. Prandelli? È ancora presto, ancora scotta l'esperienza appena passata: per il futuro ci penseremo».

BONUCCI: «CT HA FATTO ALTRE SCELTE» «La delusione è forte, non tanto per non aver giocato quanto la conclusione così affrettata dell'avventura». Così Leonardo Bonucci poco prima di lasciare Fiumicino.«Ero a disposizione del mister - ha aggiunto - che ha ritenute giuste altre scelte: su questo nulla da commentare. Purtroppo è andata male sia del punto di vista personale che della squadra, soprattutto. Ora torno a casa un paio di giorni, poi vado in vacanza. Dopo un anno così tirato ho bisogno di pausa per ricaricarmi bene per il prossimo anno». Poi uno sguardo al futuro: 'Bari è una città che porterò sempre nel cuore, mi ha dato tanto così come i tifosì, che saluto con tanto affetto. Spero di fare presto un salto a Bari per poter salutare tutti. La Juventus? Al momento non so ancora nulla: se le notizie arriveranno a breve, ne saprete qualcosa in più in più«. «In futuro per me penso ci possano essere in nazionale chance in piu e penso questo sia stato solo un punto di partenza e non di arrivò». È quanto detto ancora a Fiumicino da Leonardo Bonucci. «Se ci aspettavamo contestazioni in più? Un pò di apprensione per l'arrivo c'era ma era anche giusto che i tifosi sfogassero la delusione: è andata male ma noi ci abbiamo messo sempre il massimo in tutto».

CANNAVARO: «GENTE HA CAPITO» Alle 8.45 in punto con la partenza in auto di Morgan De Sanctis si è chiuso, all'aeroporto di Fiumicino, il concitato e mesto rientro del primo gruppo di azzurri in Italia. Poco prima, era stato Pepe, il più scuro e tirato in volto tra tutti, anch'egli contestato, a lasciare lo scalo, inseguito da troupe e giornalisti, per chiedergli i motivi di una sua presunta arrabbiatura durante il viaggio di ritorno. Ma Bonucci, interpellato sull'argomento, ha detto «No, non è vero nulla». Un'uscita quella degli azzurri dalla sala arrivi che si è svolta in maniera concitata, tra inseguimenti a zig zag dei giornalisti ai giocatori man mano che, protetti dalla polizia, si infilavano nelle varie auto. Alle spalle ancora gli echi delle urla, limitate a non più però di una ventina di persone e però ancora proseguite all'uscita, «Vergogna, mandateli a lavorare» e «Troppi soldi». Solo poco prima il clima all'interno dell'aerostazione, nell'attesa dei bagagli durata circa mezz'ora, era stato di tutt'altro tenore: ripetute foto ricordo con i passeggeri ed operatori aeroportuali, qualche sorriso, nessun ombra di sfottò e contestazioni. E capitan Cannavaro aveva detto a tal proposito: «Contestazioni? La gente ha capito». E Pazzini invece non vede l'ora di girare pagina: «Ora voglio andare subito in vacanza e mettermi dietro le spalle questa brutta avventura e smaltire la delusione».

GILARDINO RINGRAZIA LIPPI «Sono grato e riconoscente a Lippi per quello che ha fatto per me». Sono state queste le prime parole pronunciate da Alberto Gilardino, all'uscita dell'aeroporto di Fiumicino, dopo l'arrivo della Nazionale di rientro dal Sudafrica. «Peccato essere usciti prematuramente, questa è stata la cosa più dolorosa», ha aggiunto. Gilardino, nonostante le prove opache offerte in azzurro ai Mondiali, non è stato nè contestato e neppure acclamato dalla gente. Ma è stato avvicinato da diversi tifosi che volevano farsi immortalare assieme a lui. «Il mio futuro in Nazionale? Prandelli mi conosce benissimo - ha concluso l'attaccante della Fiorentina - con lui ho trascorso stagioni entusiasmanti».

AZZURRI A FIUMICINO Dopo l'amara eliminazione dai mondiali in Sudafrica, la nazionale di calcio è rientrata in Italia. Il volo charter di Alitalia, con a bordo gli azzurri e tutta la delegazione, proveniente da Johannesburg, è atterrato all'aeroporto di Fiumicino alle 7 e 47. Dopo lo sbarco a Roma di alcuni azzurri, il volo proseguirà alla volta di Milano Malpensa dove, alle 10 e 45, sbarcherà tutto il resto della spedizione.(

PEPE: «GIORNALI BECCHINI» «Chi scrive per il Giornale tra di voi? Non c'è nessuno? Allora visto che ha messo 11 bare azzurre in prima pagina fategli sapere che è un becchino?». L'aereo che riportava gli azzurri in Italia dopo la disfatta al mondiale era appena partito, quando Simone Pepe, brandendo una copia di ieri del quotidiano milanese (con una vignetta di Forattini molto dura in prima pagina) si è avvicinato in coda, dove si trovavano gli inviati al seguito: voce alta, visibilmente alterato, il giocatore ha gettato ai cronisti il quotidiano. «Le bare - ha poi spiegato il neo juventino - sono davvero troppo, una cosa vergognosa. Se noi siamo morti, chi ha deciso di pubblicare una cosa del genere è un becchino. E se tanto mi dà tanto, mi verrebbe da dire che spero gliela facciano presto a lui, una bara: ovviamente non azzurra ma di colore marrone».

ABETE NON SI DIMETTE «Dimissioni? Se è legato alla scelta di aver richiamato Lippi il problema non si pone. Ma la logica della poltrona non mi appartiene. Mi assumerò le mie responsabilità di fronte alla base che mi ha eletto e al governo del calcio». Lo ha detto il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete nella conferenza stampa dopo l'eliminazione dai Mondiali.

AMATO: «NON SI PUÒ VINCERE SEMPRE» Giuliano Amato prova a stemperare sul tema dei Mondiali in Sudafrica, il giorno dopo dell'amara sconfitta degli italiani con la Slovacchia e l'addio alla competizione. «Non possiamo vincere sempre noi, non volevamo esagerare», ha detto il presidente della Treccani in occasione dell'incontro organizzato dalla fondazione Italianieuropei all'istituto italo-latinoamericano per parlare dei rapporti tra Europa e America Latina. «Ci tenevamo a non avere un atteggiamento imperialista, e abbiamo fatto un passo indietro», ha aggiunto Amato con una ulteriore sottolineatura ironica a proposito del passaggio agli ottavi degli Stati Uniti: «Allora, subito si sono fatti avanti gli Stati Uniti». Alla platea, formata ovviamente da esponenti della cultura e delle istituzioni di paesi sudamericani, Amato ha anche sottolineato: «Forse il Brasile vincerà i Mondiali, forse lo farà l'Argentina. L'Italia no, non vincerà».

LA RUSSA: «LIPPI TROPPO TESTARDO» «L'aspetto negativo del carattere di Lippi è la testardaggine che sconfina talvolta nell'arroganza...». Il giorno dopo il 'tonfo azzurrò, Ignazio La Russa, ministro della Difesa e coordinatore nazionale del Pdl, torna a parlare della Nazionale ' ai microfoni della trasmissione 'La zanzarà. «Non alzo il dito contro i singoli giocatori, hanno fatto quello che potevano -dice La Russa- Domani gli azzurri tornano in Italia, con questi risultati non meritano accoglienza nè positiva, nè negativa».

PSICOLOGA: «AZZURRI BATTUTI DA ANSIA E STRESS» I giocatori della Nazionale di calcio non sono riusciti a vincere per colpa «di stress e ansia», spiega la psicologa Paola Vinciguerra, presidente dell'Associazione europea disturbi da attacchi di panico (Eurodap), precisando che «sono scesi in campo impauriti, tesi ed agitati», al punto che ora «avranno bisogno di essere seguiti» per evitare il ripetersi di queste situazioni anche in futuro. «Erano bloccati dalla paura, incapaci di reagire e con un'ansia paralizzante», afferma l'esperta, e «se non supereranno la vergogna e la paura, queste si ripresenteranno nelle loro prestazioni sportive future mettendo in pericolo la carriera calcistica e non solo». Lo stress, prosegue Vinciguerra, è una risposta normale del nostro corpo a situazioni che potrebbero comportare un pericolo per la nostra esistenza, trattandosi di un meccanismo che ha avuto origine con l'evoluzione e che continua ad aiutarci a sopravvivere. Il problema si presenta quando stress ed ansia diventano patologici, e invece di facilitare i comportamenti adattivi li inibiscono: «Proprio ciò che è accaduto agli azzurri», commenta. Secondo la psicologa «la maggior parte di noi oggi si definisce stressato. Purtroppo, a lungo andare, lo stress può produrre danni gravi alla salute: ipertensione, danneggiamento del tessuto muscolare, infertilità, inibizione delle risposte infiammatorie, depressione del sistema immunitario», fino alla morte, in casi gravi, dei neuroni del cervello. Proprio per questo motivo Eurodap sta promuovendo corsi volti ad insegnare ai partecipanti come affrontare le situazioni stressanti che ci capitano tutti i giorni, prima che diventino patologie e che creino problemi alla salute.

LUPI: «O GIOCANO ITALIANI O IL CALCIO SCOMPARE» «La riflessione che tutti dobbiamo fare di fronte alla sconfitta dell'Italia ai Mondiali di calcio è quella di valorizzare i vivai, ossia di far giocare i talenti italiani, altrimenti il calcio è finito. Dopotutto, se c'è una squadra come l'Inter che vince la Coppa dei Campioni, il Campionato e la Coppa Italia e che non dà un solo giocatore alla Nazionale non possiamo pretendere assolutamente nulla». Così Maurizio Lupi, Vice Presidente Pdl della Camera dei deputati.

COLDIRETTI: «DANNI ECONOMICI E D'IMMAGINE» Se sul piano emotivo la sconfitta della nazionale di calcio colpisce profondamente gli italiani, rilevanti sono anche i danni economici e di immagine per l'uscita prematura da un campionato del mondo destinato per quasi un mese a calamitare l'attenzione internazionale. È quanto afferma la Coldiretti. A risentirne - secondo l'organizzazione agricola sarebbero soprattutto i settori simbolo del Made in Italy più vocati all'esportazione come l'agroalimentare. Dopo la vittoria dei mondiali del 2006 si era registrato - ricorda la Coldiretti - un aumento delle esportazioni del 12% e una sostanziale riduzione del deficit commerciale nell'agroalimentare, rispetto all'anno precedente, nel primo mese utile per registrare gli effetti positivi sui mercati del successo Tricolore nei campionati di calcio di Germania. Una tendenza che si era riscontrata - continua la Coldiretti - anche all'indomani della vittoria azzurra dei mondiali di Spagna del 1982. Il deludente risultato della nazionale di calcio ha dunque - conclude la Coldiretti - riscontri negativi in un momento di particolare difficoltà economica che un eventuale successo avrebbe senza dubbio aiutato a superare.

SONDAGGIO SKY: «PER 66% COLPA DI LIPPI» Il ct Marcello Lippi è il principale responsabile dell'eliminazione dell'Italia dal Mondiale. Lo pensa il 66% dei partecipanti al sondaggio quotidiano di Sky Tg24 dopo la clamorosa sconfitta degli azzurri con la Slovacchia. Il restante 34% dei votanti, invece, attribuisce ai giocatori la colpa della mancata qualificazione agli ottavi. Il canale all news diretto da Emilio Carelli attraverso il servizio active, il sito www.skytg24.it e gli sms, consente quotidianamente, a chi lo voglia, di dare la propria opinione su una fra le principali notizie del giorno. Per chi desideri farlo attraverso la tv è sufficiente utilizzare i tasti del telecomando Sky. «I sondaggi - precisa Sky - non hanno alcun valore statistico, in quanto rilevazioni aperte a tutti e non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di dare la possibilità di esprimersi sui temi di attualità».

"GUFI" LIVORNESI FANNO FESTA CONTRO LIPPI Si sono ritrovati anche ieri pomeriggio, hanno fatto 'merendà con scampi, ostriche e polpo lesso e hanno 'gufatò contro il ct della Nazionale Marcello Lippi. I 'gufì di Livorno questa volta hanno fatto centro: si sono riuniti al ristorante 'Da Undicì, nel rione storico del Pontino, uno dei più noti in città, per tifare «non contro l'Italia, ma contro Lippi», come hanno ripetuto a più riprese nel corso di questi giorni. In occasione della gara degli azzurri contro la Slovacchia a tavola erano undici. «Abbiamo esultato dopo il primo gol - racconta Fabiano Freschi, gestore del locale e ideatore del gruppo dei 'Gufì - I nostri giocatori erano molli come bambini, undici criceti impauriti quando invece guadagnano milioni di euro e dovevano sembrare lupi affamati». «Poi però dopo il secondo gol abbiamo guardato la partita con amarezza e rammarico. È stata una festa amara», ha aggiunto.

SCONFITTA COSTA 140 MILIONI L'uscita dell'Italia dai Mondiali in Sudafrica «costa» al sistema Paese quasi 140 milioni di Euro. Questa, infatti, è la cifra stimata se la nazionale degli azzurri fosse arrivata fino in finale, in termini di indotto tra pubblici esercizi e shopping sportivo, derivato da chi avrebbe assistito dall'Italia alle partite sui maxischermo allestiti nelle diverse città (oltre 70 milioni di euro) e chi avrebbe visto le partite tra bar, pizzerie e pub (circa 67 milioni di Euro). È quanto emerge da una stima dell'Ufficio studi della Camera di commercio di Monza-Brianza su dati Isnart, Ciset, Sky, Istat, Makno. Sono complessivamente oltre 27mila le imprese attive in Italia nell'economia sportiva, che spazia dalla fabbricazione e dal commercio di articoli sportivi fino alla gestione di impianti e palestre. Nonostante la crisi, le imprese legate allo sport fanno registrare in un anno in Lombardia una crescita del +0,4%, con un aumento delle imprese soprattutto nel settore della gestione di impianti, palestre e club sportivi (in Lombardia +1,6%, in Italia +1,5%), secondo una elaborazione dell'Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese.

UN MILIONI DI VISITE SU SITI RAI Record sul web per la disfatta dell'Italia ai Mondiali di calcio. Oltre un milione di utenti unici hanno seguito la gara di ieri con la Slovacchia in diretta sui siti della Rai. Lo comunica Rai Net, specificando che si tratta del miglior risultato di sempre nella storia dello streaming web in Italia. Il dato equivale a circa il quintuplo rispetto ai picchi precedenti, registrati nel corso delle Olimpiadi di Pechino (il 22 agosto del 2008) e in occasione di altri eventi. La punta di traffico è stata raggiunta nel secondo tempo, con 1,4 milioni di pagine viste e 500 mila utenti unici connessi in contemporanea. A favorire il risultato, probabilmente, la programmazione del match nel pomeriggio di un giorno lavorativo. Per quanto riguarda le altre gare, la diretta della partita inaugurale, Sudafrica-Messico, è stata seguita sul computer da circa 500 mila utenti unici. Al secondo posto l'esordio serale degli azzurri contro il Paraguay, con 310 mila utenti unici. La partita Italia-Nuova Zelanda, giocata il pomeriggio ma di domenica, è stata seguita da 282 mila utenti unici

RECORD GAZZETTA DELLO SPORT.IT Ieri 1,5 milioni di lettori online per La Gazzetta dello Sport. Nel giovedì nero della nazionale azzurra, La Gazzetta dello Sport.it ha registrato il record assoluto, con un milione e mezzo di lettori collegati al sito, che offriva la cronaca in diretta della fatale partita Slovacchia-Italia, i commenti e tutte le notizie e gli approfondimenti sui Mondiali di Sudafrica.

DE LAURENTIIS: «DISPIACERE PER L'ITALIA» Il presidente del Napoli ai Mondiali non dimentica Gargano. «Gioca in una squadra come l'Uruguay che è attrezzata e forte. Questo testimonia anche lo straordinario campionato che ha fatto il Napoli e la qualità del gruppo che abbiamo costruito in questi anni. Tutti gli investimenti del Napoli sono stati positivi, -spiega- forse li abbiamo pagati un pò troppo, forse in serie C e in serie B si potevano fare contratti meno lunghi e forse pagarli un pò meno, ma io ho pagato lo scotto di entrare in un mondo dove non sapevo nulla ed è giusto. Abbiamo fatto anche delle cose non fantastiche, ma dico ai tifosi del Napoli: chi vi rappresenta è la squadra. Anche ai mondiali quelli che vincono non sono i singoli calciatori ma la squadra e bisogna che i calciatori rappresentino con grande disponibilità i colori per i quali giocano». De Laurentiis apprezza molto anche le performance di Maradona in panchina. «Con Maradona ci divertiremo e tiferemo per chi ci farà divertire di più, non vogliamo un calcio noioso. L'Argentina mi incuriosisce perchè è bello vedere così serio e compenetrato nel suo ruolo Maradona. Lo vedo soffrire a bordo campo. Poi mi ha molto colpito anche il Brasile, sempre capace di crescere, e lo vedremo più spettacolare ancora. L'Uruguay ne dirà delle belle e anche gli Usa saranno una delle sorprese. Ho visto giocare anche un ottimo Giappone, è intrigante. L'Italia, invece -continua il numero uno del Napoli- non è stata neanche capace di battere una squadra che ci ha messo poco alle corde. L'Italia dovrebbe incutere timore e rispetto quando scende in campo e invece siamo fuori. Ora vedremo cosa esprimeranno l'Inghilterra e la Germania, mentre l'Olanda ha spopolato».

SIPRA: "PUBBLICITÀ SOPRA LE STIME" «Ad oggi la pubblicità è andata meglio delle stime. L'evento mondiali non si conclude oggi, pur con la dolorosa assenza dell'Italia. Non abbiamo ricevuto alcun segnale critico questa mattina ma come sempre la Sipra se i dati saranno sotto le stime saprà come ricompensare i suoi clienti», commenta all'ANSA Aldo reali, il direttore generale della Sipra, società che si occupa della raccolta pubblicitaria per la Rai. Il giorno dopo la disfatta, «è prematura - dice Reali - ogni ulteriore previsione. Bisogna però dire che anche senza Italia è ragionevole aspettarsi ascolti d'eccezione appetibili per gli inserzionisti pubblicitari». Ad oggi l'audience dei break pubblicitari rispetto alla stima che la Sipra aveva presentato, «ha il segno +, a due cifre», e questo naturalmente nel bilancio finale avrà il suo peso.

ABETE: "NON RINNEGO LIPPI"«Ho fatto una scelta, quella di Marcello Lippi, che non rinnego. Dopo gli Europei 2008 abbiamo preso il tecnico che ci ha fatto vincere il Mondiale». Giancarlo Abete, presidente della Figc, non si pente per la decisione di affidare nel 2008 la guida della Nazionale al ct protagonista del trionfo ai Mondiali 2006. Due anni fa, Lippi è tornato sulla panchina azzurra sostituendo Roberto Donadoni. «Mi assumo completamente la responsabilità per la scelta del tecnico, che ha tutte le autonomie decisionali per il proprio ruolo. Questo è accaduto per Roberto Donadono e accadrà per Cesare Prandelli, fa parte della linea politica della federazione», dice Abete nella conferenza stampa dopo l'eliminazione dell'Italia dai Mondiali 2010.

CANNAVARO: "COME CONTRO COREA? PEGGIO" «È stata una delle serate più brutte, nessuno si sarebbe aspettato un mondiale così e che l'Italia finisse ultima nel girone, sapevamo che vincere il mondiale sarebbe stato molto difficile, ma la speranza era di andare avanti. Come la Corea? Questa è una sconfitta peggiore». Il capitano dell'Italia, Fabio Cannavaro, non cerca alibi e definisce la sconfitta con la Slovacchia e l'uscita al primo turno dell'Italia ai Mondiali in Sudafrica peggiore di quella contro la Corea del Nord nel mondiale del 1966. «È difficile spiegarlo, siamo passati da campioni del mondo ad essere eliminati al primo turno, forse abbiamo vinto il mondiale in età troppo avanzata e non abbiamo potuto riproporre la stessa squadra, come ha fatto la Spagna dopo aver vinto l'Europeo. Il mister ha cercato dei cambi anche rispetto alla Confederations Cup dello scorso anno e di portare qualcosa di nuovo, ma non è andata bene», spiega il capitano azzurro il giorno dopo l'uscita dal mondiale.

VACCARI (LEGA NORD): "SCHIAFFO A EMIGRANTI" «Grave schiaffo ed umiliazione ai nostri emigrati che con onestà e sacrificio si sono fatti valere ed hanno fatto riconoscere le loro terre d'origine». Lo afferma il senatore della Lega Nord, Gianvittore Vaccari ricordando come in Sudafrica sono moltissimi gli italiani che vivono e lavorano in quel paese, «quelli di quarta generazione, ma anche coloro che con tanto sacrificio arrivarono nel sud di quel continente per portare l'ingegno e la laboriosità dei lavoratori italiani, anche dal bellunese». «Se esistono i premi partita, allora che devolvano i quattrini in beneficenza. Ma non capisco perchè, se ci sono i premi, non ci debbano essere anche le penalità partita...» conclude il senatore del Carroccio.

MENEGHIN: "USCIRE COSÌ FA MALE" «Uscire così mestamente da un mondiale fa molto male. È un grande dispiacere, anche perchè il ricordo del trionfo in Germania, quattro anni fa, era ancora impresso nella memoria». Così il presidente della Federbasket, Dino Meneghin, ha commentato con amarezza la disfatta dell'Italia di Lippi nel mondiale sudafricano. «Mi dispiace molto soprattutto per il ct azzurro - ha aggiunto, a margine del Consiglio Nazionale del Coni - ma bisogna capire che nello sport si può perdere. Come non bisogna esaltarsi troppo quando si vince, adesso non è il caso di buttarsi giù».

ABETE: "DOVERE DI RIPARTIRE" «La mia gratitudine non verrà mai meno, il mondo del calcio non riuscirà a cambiare il mio modo di essere, non ci sarà mai nessuna logica di cinismo e di voltagabbana. Le vicende tristi e quelle liete accompagnano il mondo del calcio, ora abbiamo il dovere e la necessità di ripartire.La tristezza e l'amarezza è un fatto soggettivo ma ripartire è un obbligo che prevede l'assunzione e la condivisione di responsabilità». Sono le parole del presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete, il giorno dopo la sconfitta dell'Italia con la Slovacchia per 3-2 e l'eliminazione dal Mondiale di calcio di Sudafrica 2010. «Non possiamo intristirci, abbiamo il dovere di ripartire dopo questo risultato fortemente negativo. È un obbligo della federazione e dell'intero movimento calcistico italiano», dice Abete. «Non si tratta di essere pessimisti, si tratta di essere realisti e determinati. Tutto deve essere valutato in base alle situazioni attuali: se l'Under 21 ha difficoltà a qualificarsi per la fase successiva degli Europei, è un fatto oggettivo. È un fatto oggettivo se la nostra Nazionale non ha vinto nel 2010», aggiunge il numero 1 della federazione in conferenza stampa. Il momento attuale del calcio italiano è complesso: «C'è legittima preoccupazione, ma non pessimismo», dice Abete, che si sofferma per un attimo anche sulla situazione delle principali società. «Le anime del calcio italiano sono la Nazionale e i club. C'è un problema soprattutto di qualità dei giocatori selezionabili. Molti grandi club non hanno calciatori italiani e quindi ottimi giocatori italiani sono poco esperti a livello internazionale». «Ricordare il trionfo del 2006 non è sintomo di un atteggiamento di presupponenza. Abbiamo percepito le difficoltà della squadra in termini di competitività e non da oggi», osserva ancora. «La critica è sempre giusta, ma l'insulto è assolutamente gratuito. L'impegno c'è stato, così come la buona fede. Siamo adulti e vaccinati: se arriveranno gli insulti, saranno presi. Ognuno rimane con il suo sistema di valori. Essere sereni non significa essere irresponsabili: significa mantenere equilibrio in un momento difficile».

PSICOLOGA: "STRESS E ANSIA" «Purtroppo ieri abbiamo assistito in diretta tv all'effetto dello stress da ansia». È questo il nemico che ha provocato la disfatta degli azzurri, secondo Paola Vinciguerra, psicologa, presidente dell'Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico). «Il gioco dei nostri ragazzi era bloccato dalla paura, evidente già nella seconda partita con la Nuova Zelanda: in campo erano lenti - spiega all'Adnkronos Salute - perchè l'ansia paralizza e rende incapaci di reagire. Il cervello risponde con 1-2 secondi di ritardo, così anzichè prevedere un'azione, non si può neanche seguirla in tempo». Un rallentamento cognitivo, fisico e percettivo che blocca anche la reazione emotiva, «non permette di usare le risorse fisiche ed intellettive per costruire il gioco e ribaltare il risultato. Come ha detto anche Marcello Lippi ieri sera - prosegue - la paura nel cuore, nella mente e nelle gambe ha tagliato fuori l'Italia dal Mondiale». Attenzione però: «Questa è un'esperienza che lascerà il segno. I giocatori dovranno essere seguiti per superare l'effetto di quello che, a livello psicologico, si può definire come un trauma». Una debacle davanti a tutto il mondo e al Paese, «che rischia di modificare anche il rendimento futuro, se il giocatore non viene seguito e trattato. Ma soprattutto - dice l'esperta - occorre prevenire simili episodi. Perchè anche un allenatore sensibile, come si è dimostrato Lippi nel dopo-partita, può non essere in grado di prevedere i pericolosi effetti dell'ansia e dello stress. Se il problema verrà seguito e trattato - prevede la Vinciguerra - il recupero sarà veloce. Altrimenti - avverte - c'è il rischio di si instauri una sorta di blocco». Capace di 'avvelenarè le prestazioni future in campo.

PETRUCCI: "MOMENTO AMARO" «L'eliminazione dell'Italia al primo turno rappresenta un momento amaro per il calcio e per tutto lo sport italiano». Con queste parole il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ha commentato la disfatta degli azzurri campioni del mondo in carica alla rassegna iridata del 2010, in apertura del 215/o Consiglio Nazionale.

14 MILIONI DAVANTI ALLA TV Oltre 14 milioni di spettatori hanno seguito la disfatta dell'Italia ai Mondiali del Sudafrica ieri alle 16 su Raiuno. In termini assoluti è il risultato peggiore, ma lo share è il più alto registrato dalle tre gare degli azzurri. Nel raffronto occorre considerare che la prima gara con il Paraguay si era giocata di sera, mentre la seconda con la Nuova Zelanda nel pomeriggio, ma di domenica. La partita di ieri è stata seguita da 14 milioni 243 mila spettatori con il 74,28% di share. Il primo tempo è stato visto da 13 milioni 659 mila spettatori con il 63,05%, il secondo da 14 milioni 791 mila spettatori con il 75,38%. La seconda partita degli azzurri con la Nuova Zelanda, giocata domenica scorsa alle 16, aveva totalizzato il 68.36% pari a 15.820.000 telespettatori. Erano stati invece 18 milioni 907 mila gli spettatori, il 14 giugno scorso, per l'esordio dell'Italia con il Paraguay, trasmesso sempre su Raiuno ma in prima serata. Lo share era stato pari al 63.18%.

PETRUCCI: "ORA ANALISI" «È andata come è andata, ma la mia esperienza sportiva mi ha insegnato a non fare processi sommari e ad analizzare le cose a freddo. Per questo, quando torneranno in Italia parlerò con il presidente della Figc, Giancarlo Abete, a cui darò tutto il mio contributo e appoggio, così come il sottosegretario, Rocco Crimi, che vedrò la prossima settimana». Nonostante l'eliminazione clamorosa dell'Italia di Lippi al mondiale sudafricano, il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ritiene prematuro un processo alla fallimentare spedizione azzurra. «Non faccio il buonista, ma solo il realista - ha aggiunto in apertura dei lavori del Consiglio Nazionale - Siamo all'opposto di quattro anni fa: eravamo i primi al mondo, adesso siamo usciti subito. Purtroppo non eravamo brillanti in questo mondiale. Parliamo di una federazione che ha vinto comunque tanti mondiali, regalando grandi soddisfazioni allo sport italiano». «Adesso è necessario tenere i piedi per terra senza processi sommari e affrettati - ha continuato Petrucci - È chiaro che provo grande amarezza, come presidente del Coni e come italiano quello che mi sento di dire e che darò tutto il mio sostegno necessario al presidente Abete. Ho già parlato con lui, con Lippi e anche con Crimi. Ora serve un'analisi severa per capire quello che bisogna fare». «Non tutto è da buttare - ha concluso - Prandelli? Preferisco restare nell'attualità e ricordare che quattro anni fa si parlava degli azzurri come eroi. Certo speravamo in un altro risultato».

TRONCHETTI: "NO DANNI A IMMAGINE" L'Italia fuori dai Mondiali non creerà alcun danno economico, semmai un danno psicologico, «togliendo agli italiani degli stimoli per un certo periodo». È l'analisi del presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, intervistato da La Stampa. «C'è un impatto iniziale - afferma Tronchetti - ma le aziende italiane sono forti e riusciranno a superare la sconfitta». Quanto al risultato deludente del match, il presidente di Pirelli sottolinea che «è un pò tutta la Vecchia Europa ad aver perso colpi in questo Mondiale sudafricano. Forse per noi è un insegnamento che potrà portare ad un rilancio del calcio italiano».

LIPPI:" COLPA MIA" Quattro anni fa fumava il sigaro sul terreno dell'Olympiastadion stringendo la Coppa del Mondo, oggi nasconde le sue lacrime e si arrende: «Mi prendo tutte le responsabilità, nessuna esclusa: la colpa è tutta mia». Marcello Lippi, il vincente per eccellenza, saluta la nazionale con una disfatta. Non basta parlare di eliminazione, sconfitta, delusione, vergogna: quelle parole le usano i suoi ragazzi, lui preferisce prendersi tutta la colpa. È una resa senza condizioni, con parole dure e autoaccusatorie. «I processi? Figurarsi se non me li aspetto: li facevate prima, ora sarà logico sia così. Sono pronto: io mi sono già autocondannato», dice dopo aver detto addio al Mondiale da campione in carica, così alla prima botta, tre partite e neanche una vittoria, sempre in sofferenza, sempre in svantaggio, mai un colpo ad effetto, mai l'impressione di esser padroni. Una distanza abissale dall'Italia di Berlino. Nel processo ci mette dentro tutto, senza mai nominarlo, e quel che non lascia intendere possono aggiungerlo tutti i suoi accusatori. I moduli, la fissazione per il gruppo, le preferenze per giocatori più congeniali alla sua idea di calcio, l'accantonamento di talenti anarchici: tutte immagini che scorreranno veloci nella mente di Lippi. Ed è suo l'unico vero guizzo di tutta l'avventura azzurra in Sudafrica.

"MI DISPIACE DA MORIRE" «Mi prendo tutte le responsabilità - ripete per l'ennesima volta nella sala stampa dell'Ellis Park - perchè se la squadra si presenta in campo col terrore nelle gambe, nella testa e nel cuore, significa che l'allenatore non l'ha preparata come doveva. La colpa è sempre del capo: quattro anni fa, senza modestia, mi presi i miei meriti. Ora mi dispiace da morire chiudere così i miei quattro anni, per la maggior parte fantastici e in parte deludenti». Dispiace da morire «per i tifosi, per la squadra, per la Federcalcio e i suoi dirigenti», dice dopo aver parlato negli spogliatoi a squadra e al presidente Abete. «Mi prendo le responsabilità delle scelte, di come ho preparato, di tutto - aggiunge - Quagliarella troppo tardi? Ci sta anche questo. Credevo in questi ragazzi, ci credo ancora: ero convinto di fare tutt'altro Mondiale, non certo di rivincerlo, ma tutt'altra figura. Ecco perchè la responsabilità è di chi ha costruito e preparato questa squadra: non ho dato i giusti presupposti psicologici, non ho trovato la formula giusta». Ma parla anche di costruzione, cioè del percorso di due anni con le scelte finali: l'esclusione di Rossi, la rinuncia a Totti, Cassano no quello non è un rammarico. Semmai «gli infortuni di Pirlo e Buffon, non poca roba» per questa Italia senza campioni. «Sia chiaro, non mi sono pentito di essere tornato. Quando parlo di anni fantastici - aggiunge Lippi - intendo quelli che ci hanno portato a vincere il Mondiale. La delusione è ora, anzi stasera». Segno che Lippi si sente tradito, da se stesso, dalla serata, forse anche da qualche senatore.

"IL CALCIO NON VIVE UN BEL MOMENTO" «Prima della partita, ho radunato la squadra e ho detto: finalmente è arrivato il Mondiale. Era un anticipo di ottavo, dentro o fuori. Doveva essere la serata della nostra esplosione. Invece la squadra non si è espressa, non ha pressato, non ha giocato, non ha fatto nulla». Colpa del livello del calcio italiano? «Non viviamo un bel momento, certo: ma non siamo quelli di questa sera». Sarà dura rialzarsi, ammette Lippi, augurando al successore Prandelli «di fare in fretta a rimettere in sesto la situazione. Io invece - aggiunge - starò fermo qualche mese, e poi vedrò cosa fare». Ma guai a dirgli che la squadra non lo seguiva perchè sapeva che sarebbe andato via: «Tutto si può dire a questa nazionale, meno che offenderla cosi». Addio Italia.

FINITA L'ERA DEI SENATORI La generazione degli eroi di Berlino finisce nel primo mondiale africano della storia del calcio. La nazionale che nel 2006 aveva sollevato la coppa iridata, complice anche l'anagrafe, non scenderà sicuramente in campo al torneo che nel 2014 migrerà in Brasile: da Gigi Buffon, che in Sudafrica ha giuocato solo un tempo piegato dai dolori alla schiena, ad Andrea Pirlo, che si è ripresentato per uno spezzone di gara con la Slovacchia dopo l'infortunio della vigilia, la carica degli ultratrentenni sparirà. Del resto a Sudafrica 2010 l'Italia si è presentata 'vecchià, ed è altamente improbabile rivedere anche nella nazionale di Cesare Prandelli i giocatori degli anni '70. Un gruppo nutrito, perchè oltre al portiere simbolo della squadra campione nel 2006, classe 1978, sono diversi quelli che hanno superato i trenta: dice addio, e non con la sua istantanea migliore Fabio Cannavaro. Il capitano azzurro, 36 anni, è l'ombra della colonna della difesa di un tempo: lui lo aveva detto già alla vigilia che questo sarebbe stato l'ultimo mondiale. Stesso discorso per Gianluca Zambrotta, che alla prossima coppa avrebbe 37 candeline. Si chiude il ciclo anche per Gennaro Gattuso, smarrito nel centrocampo con la Slovacchia: anche su Ringhio a 32 anni cala il sipario azzurro. Nel gruppo dei senatori vincenti che escono di scena c'è anche il regista della nazionale Andrea Pirlo, che a 31 anni difficile possa guardare avanti fino ai mondiali brasiliani, anche se si metterà a disposizione di Prandelli. Nello stesso gruppo Mauro Camoranesi, classe '76, e una prestazione insufficiente accompagnata dall'anagrafe impietosa per poterlo immaginare nella nazionale del futuro. Nel reparto offensivo i 'vecchiettì sono Vincenzo Iaquinta, campione nel 2006, 31 anni a novembre e anche Totò Di Natale, che a 33 anni ha sprecato la sua chance mondiale. Difficile che il capocannoniere della serie A possa indossare di nuovo la maglia azzurra alla prossima coppa.

POCHI GIOVANI Pochi sprazzi, ma gli unici di un'Italia spenta, quelli mostrati da Fabio Qaugliarella: l'attaccante del Napoli ha già 27 anni, ma la porta per lui potrebbe non essere definitivamente chiusa. È poco quel che si salva della nazionale che torna massacrata dal mondiale sudafricano: tra i pali il passaggio di Federico Marchetti (27 anni) non è stato di quelli da ricordare, e Prandelli dovrà pescare altrove per sostituire Buffon. Quelli per cui non saranno gli anni a fare la differenza, ci penserà il flop sudafricano a lasciarli fuori dal prossimo ciclo. In difesa Giorgio Chiellini ha 25 anni e fatto malissimo con gli slovacchi; amari gli esordi per Domenico Criscito (23 anni) e Christian Maggio (28). Del centrocampo potrebbe salvarsi in vista del prossimo mondiale il romanista Daniele De Rossi, che nel 2014 avrà 30 anni: anche lui in Sudafrica ha fallito. Tra i 'giovanì a disposizione di Prandelli ci sono Simone Pepe (classe '83), Riccardo Montolivo (25 anni) e Claudio Marchisio (24 anni). I 28 anni da compiere il prossimo 5 luglio pesano sul futuro azzurro di Alberto Gilardino, almeno quanto il passaggio incolore in Sudafrica. A casa Lippi aveva lasciato Antonio Cassano: Prandelli invece potrebbe non voler fare a meno del fantasista barese che a 28 anni può ancora sognare un mondiale. La prossima Italia potrebbe anche avere il volto di Mario Balotelli, il giovane ribellè dell'Inter: fuori rosa sono rimasti, insieme ai veterani Totti e Del Piero che più d'uno ha rimpianto in questo mondiale sciagurato, anche Miccoli e Giuseppe Rossi. Prandelli dovrà guardarsi intorno, puntando sui giovani veri.

TUTTI A CASA L'aereo della vergogna è pronto, l'Italia campione del mondo di Marcello Lippi lascia Sudafrica 2010 e torna a casa carica di disonore sportivo: sconfitta 3-2 dalla Slovacchia nello stadio glorioso di Invictus, l'Ellis Park di Johannesburg, dopo avere malinconicamente pareggiato le due gare iniziali con Paraguay e Nuova Zelanda. Fuori dopo il girone eliminatorio, ultima di un gruppo certo tra i meno impegnativi del mondiale, in virtù di un 3-2 firmato per gli avversari da una doppietta di Vittek, centravanti della sconosciuta formazione turca dell'Ankara Gucu, e da una rete della riserva Kopunek su assist da fallo laterale. Mai davvero in partita, nonostante le reti della rincorsa nel secondo tempo di Di Natale e Quagliarella, la nazionale ha regalato una delle pagine più brutte della storia del calcio azzurro. E proprio la rincorsa è la metafora in chiave italiana di questo mondiale: nel cuore, a un passato luminoso e non replicabile a breve. Nel gioco, in punteggi che hanno sempre visto in vantaggio gli avversari, bravi a sfruttare la modestia attuale della squadra fu campione del mondo. A Città del Capo e Nelspruit la rimonta era riuscita, a Johannesburg no. Anche perchè Lippi, nella serata risultata poi dell'addio suo e del capitano Cannavaro, ha clamorosamente sbagliato formazione: lui che è sempre stato bravissimo a tirare fuori il massimo dal materiale umano a disposizione.

FORMAZIONE SBAGLIATA Lippi ha per l'ennesima volta cambiato gli undici e lo schema rispetto a quella precedente. Ne è scaturito un primo tempo tragicomico, una situazione migliorata solo un pò nella ripresa con l'innesto di Pirlo e soprattutto Quagliarella: l'attaccante meno utilizzato finora, sicuramente il più in forma e probabilmente il migliore in assoluto anche per qualità delle giocate. Non è bastato: scattano, forse tardivamente i processi (già contro i rugbysti mancati della Nuova Zelanda era apparso evidente che non c'era motivo di sperare troppo), ma stasera è soprattutto il momento dell'amarezza per l'uscita di scena da una manifestazione che poteva essere affrontata diversamente ma conferma sostanzialmente una cosa: il calcio italiano ha toccato un punto davvero basso della sua parabola. Scoccata l'ora della verità Lippi si era affidato in avvio a Rino Gattuso, uno che della sincerità in campo e fuori ha fatto il suo vessillo. E per curare il mal di gol, un inconsueto tridente: Pepe, Iaquinta-Di Natale, di vaga estrazione udinese ma sicuramente più promettente di quelli con in campo Gilardino (in nazionale non segna dall'autunno 2009, in assoluto dal 28 marzo 2010).

QUAGLIARELLA, LACRIME IN TV Fabio Quagliarella piange anche durante l'intervista a Raisport mentre commenta l'eliminazione dell'Italia. L'immagine del'attaccante del Napoli, nato a Castellammare di Stabia, in lacrime sul terreno di gioco, consolato da Cannavaro, diventeranno probabilmente il simbolo di questa disfatta della Nazionale. Quagliarella è davvero inconsolabile e più volte - mentre cerca di commentare la partita - la voce si incrina: «Il mister mi ha chiamato e mi ha detto di inventarmi qualcosa. Ho fatto del mio meglio ma il sogno di una vita e di una carriera è finito». «Lippi - dice - non ha colpe. Le colpe le abbiamo noi che andiamo in campo. Il tecnico aveva disposizione tanti attaccanti e ci ha fatto giocare un pò tutti». «Comunque - ammette Quagliarella - non è stata una grande partità». «Chiedo scusa all'Italia», conclude tra le lacrime.

GATTUSO: "NOI CAVALIERI DELLA VERGOGNA" «Quando abbiamo vinto il Mondiale ci hanno fatto cavalieri del lavoro ora ci faranno cavalieri della vergogna: è giusto così». Lo ha detto Rino Gattuso dopo l'eliminazione dell'Italia dai mondiali. «Il calcio italiano si deve fare un esame di coscienza - ha aggiunto l'azzurro - stasera abbiamo toccato il fondo».

ZAMBROTTA: "GIUSTO ANDARE A CASA" «La colpa è di tutti, non solo di Lippi. Ci prendiamo le nostre responsabilità, facciamo un esame di coscienza, cancelliamo quanto successo e guardiamo avanti»: Gianluca Zambrotta fa un'analisti lucida dell'eliminazione dell'Italia. «Credo - sostiene ai microfoni di Sky - che l'Italia abbia fatto all'inizio due buone partite. Oggi abbiamo giocato un bruttissimo primo tempo ma nel secondo potevamo pareggiare. Tuttavia, quando si finisce ultimi in un girone con la Nuova Zelanda, il Paraguay, la Slovacchia, con tutto il rispetto per queste squadre, forse è giusto andare a casa».

DI NATALE: "LIPPI CI HA DATO TUTTO" «È colpa nostra, il tecnico ci ha dato tutto noi non siamo stati bravi a vincere questa partita». Così Totò di Natale ai microfoni di Rai Sport. «Gli ultimi 20 minuti ci voleva un pò di fortuna - ha detto - è andata così. Se è andata così vuol dire che abbiamo dato poco». «Quale ricordo mi porterò di questo mondiale? Bello perchè a 32 anni fare un mondiale è una cosa bella ma mi dispiace per come è andata».

MONTOLIVO: "COLPA NOSTRA, NON DI LIPPI" «Le responsabilità sono di noi giocatori che non siamo riusciti a dare quello che dovevamo dare e che non siamo riusciti a vincere una partita su tre»: Riccardo Montolivo ai microfoni di Rai Sport 'assolvè il ct Marcello Lippi. ' Ora non è facile fare una analisi obiettiva. Sono stati commessi tanti errori da parte di tutti. C'è poco da recriminare, siamo distrutti«. Rispondendo ad una domanda se la squadra è da rifare, con l'arrivo del nuovo ct (Prandelli, ndr), il centrocampista della Fiorentina non si sbilancia: «Non lo so e in questo momento non ci voglio pensare. In questo momento faccio fatica a pensare al dopo».

PIRLO: "SI CHIUDE UN CICLO" «Abbiamo fatto una figura vergognosa». Non usa mezzi termini Andrea Pirlo per spiegare a fine gara la delusione degli azzurri. «Non abbiamo vinto la partita - ha proseguito - e la colpa è di tutti. Siamo un gruppo e le responsabilità vanno prese assieme». A chi gli ha chiesto se con oggi si chiude un ciclo, Pirlo ha risposto: «Penso di sì, per il futuro sono a disposizione».

CRISCITO: "RAMMARICO E TRISTEZZA" «C'è grande tristezza e rammarico per non aver passato il turno contro squadre modeste. Peccato, perchè avevamo le forze per andare avanti»: così Domenico Criscito ai microfoni della Rai commenta l'eliminazione dai Mondiali. «Il ct ha fatto il giusto mix tra vecchi e giovani - ha aggiunto Criscito - il gruppo c'era, peccato che non siamo riusciti ad esprimerci. Il futuro? Non lo so, ora c'è una grande delusione per l'eliminazione».

DUNGA: "COLPA NON SOLO DI LIPPI" «Se in questa Coppa del Mondo fossero criticati solo uno o due allenatori la colpa se le cose vanno male potrebbe essere la loro. Ma non è così, vengono criticati tutti, e allora non dite che se l'Italia adesso è fuori la colpa è di Lippi». Lo ha detto Dunga nel corso della sua conferenza stampa alla vigilia della sfida del suo Brasile contro il Portogallo. «Lo stesso vale - ha aggiunto Dunga - per il Sudafrica, la cui eliminazione mi ha reso molto triste: la responsabilità non è solo di Parreira». Ma l'eliminazione di Francia ed Italia mette ancora più pressione sul Brasile e l'Argentina? «No, perchè questo è il Mondiale - ha risposto il ct della Sele‡ao -. La gente che lavora nel mondo del calcio deve evolversi, le tradizioni contano solo a livello di chiacchiere poi vai in campo e giochi undici contro undici. E se non sei concentrato al massimo la paghi cara: oggi tutti sanno tutto di tutti, e in un Mondiale non ci sono più squadre così più deboli delle altre»

BUFFON: "GIUSTO ANDARE A CASA" «È giusto tornare a casa». È l'amaro commento di Gianluigi Buffon ai microfoni Rai dopo la sconfitta contro la Slovacchia che ha sancito l'eliminazione dell'Italia da Sudafrica 2010. «Slovacchia e Nuova Zelanda sono squadre da rispettare ma niente di più. E se non ne battiamo almeno una è giusto andare a casa», ha spiegato Buffon. Secondo il numero uno della Juventus, l'Italia «ha disputato la miglior partita del mondiale contro il Paraguay» mentre «siamo mancati con Nuova Zelanda e Slovacchia». Per Buffon gli Azzurri in questo mondiale non hanno «proposto qualcosa che poteva renderci competitivi» con le squadre più forti e con l'assenza di Pirlo, ha sottolineato Buffon, «è mancato qualcosa in fase creativa». Quindi ha aggiunto che «non c'era qualcuno» a casa «che poteva darci qualcosa in più in fase creativa». «Il panorama del calcio italiano è questo», ha concluso.

BUFFON: "PRANDELLI, NUOVO CORSO" «Abbiamo deluso e questo è sotto gli occhi di tutti», ha aggiunto Buffon ai microfoni di Rai Sport. Rispondendo ad una domanda su Lippi, il numero uno azzurro ha aggiunto. «Ho visto che aveva tanta voglia di far bene. Sapeva che sarebbe stato l'ultimo mondiale e l'ho visto preparare ogni partita con dedizione. Il problema che tra il 2006 e il 2010 non ci sono tanti giocatori come Totti e Del Piero». Sul futuro aggiunge: «Il nuovo ct aprirà un nuovo corso, mi auguro con le idee chiare. La situazione del nostro calcio non è ottimale - ha proseguito - Se 2 anni fa si diceva che c'erano giocatori bolliti vuol dire che in giro di meglio non c'era e anche oggi ne abbiamo avuto conferma. Significa che alternative sono ridotte».

QUAGLIARELLA, PIANTO A DIROTTO Italia eliminata dai Mondiali e, alla fine della partita contro la Slovacchia, è il momento delle lacrime e della tristezza: non si trattiene Quagliarella che scoppia in un pianto a dirotto, consolato e sorretto dal capitano azzurro Cannavaro.

CALDEROLI: "RIDICOLI" «Che vergogna. Semplicemente ridicoli. Pagati milioni, gambe di gelatina e fiato corto. Con questa sconfitta si conclude indecorosamente questa 'via crucis' della nazionale, il cui epilogo era comunque scontato». È questo il commento del il Ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, senatore Roberto Calderoli. «Mi spiace per i tifosi, mi spiace decisamente di meno quando penso all'arroganza di Lippi e ai capricci di alcuni 'bambini viziatì della nazionale, che non volevano neppure rinunciare a dei premi che tanto tutti sapevano che mai avrebbero preso», aggiunge il ministro. «Questa prematura eliminazione non Š altro che il risultato di una demenziale politica sportiva, che ha portato alla cancellazione dei nostri vivai e che ha fatto s� che a vincere il campionato e la coppa Italia, oltre che la Champions League, sia una squadra che di nostrano non ha neppure l'allenatore». «Purtroppo per Lippi, per•, in nazionale non possono giocare gli immigrati di lusso dello sport e questi risultati ne sono la logica conseguenza. Ora, pensiamo a far giocare nelle nostre squadre di club i giocatori nostrani, i prodotti dei nostri vivai, e prima di finire tutti 'nel pallonè asicamo perdere le discussioni sulla nazionale e sul calcio torniamo ad affrontare i problemi veri del Paese, i problemi che interessano le famiglie, i lavoratori e le imprese....».

DI NATALE IN LACRIME A capo chino e qualcuno in lacrime: così gli azzurri al fischio finale dell'incontro perso contro la Slovacchia che ha sancito l'eliminazione dell'Italia dai mondiali di Sudafrica 2010. Gli azzurri hanno lasciato il capo a capo chino, Di Natale tra le lacrime.

LA FORMAZIONE Pepe, Iaquinta e Di Natale: è questo il tridente d'attacco dell'Italia contro la Slovacchia, come ufficializzato dalla lista consegnata all'arbitro prima della partita della terza giornata del gruppo F dei Mondiali 2010. Sono così confermate le indicazioni della vigilia sulle scelte offensive di Marcello Lippi. A centrocampo, giocano Gattuso, De Rossi e Montolivo; confermata anche la difesa titolare nelle prime due partite, con Zambrotta, Cannavaro, Chiellini e Criscito davanti al portiere Marchetti.

RADIO PADANIA «Un dramma: hanno segnato gli infidi slovacchi, ha segnato Vittek, sembra una colla a presa rapida». Così a Radio Padania si commenta il gol degli slovacchi all'Italia. E parte l'ironia da parte di uno dei conduttori, Matteo Salvini: «Questo è un attacco all'economia del Paese, pensa a Gianfranco Fini, ora parte una mozione di sfiducia a Vittek. A me spiace per tutti tranne che per Lippi. Io spero che l'Italia vinca, sennò abbiamo finito di fare le telecronache: noi che cosa commenteremo?».

FISCHI A TORINO Due ore sotto il sole e i 30 gradi di Torino, in piazza San Carlo, a tifare Italia, sperando in un'impennata degli azzurri. E poi delusi, dopo un anno già ricco di dolori per i tifosi di calcio sotto la Mole, con la Juve solo settima e presto fuori dall'Europa e il Torino ancora in B. Erano in centinaia, quasi tutti giovanissimi, a trepidare davanti al maxischermo installato nel salotto del capoluogo piemontese con cori da curva. Ma l'Italia non consola i torinesi e alla fine è una miscellanea di fischi, recriminazioni e improperi. Bersaglio preferito è il ct Marcello Lippi: «Tutta colpa sua, ha mandato ai Mondiali un cinquantenne come Cannavaro», è uno dei commenti più teneri di chi abbandona la piazza, ridotta a un tappeto di bottiglie di birra rotte, plastica, giornali, trombette e rudimentali vuvuzelas spezzate. «Ridevamo della Francia, adesso rideranno di noi», scuote la testa un pensionato, sotto i portici per ripararsi dal solleone. «Doveva mettere Quagliarella prima», gli fa eco il vicino. «Tutta colpa dell'Inter, ha solo stranieri», sbotta un altro, rimproverando una signora di fede nerazzurra. I fischi rivolti agli azzurri erano arrivati ben presto, dopo il vantaggio slovacco, e qualcuno aveva lasciato piazza San Carlo già nell'intervallo pensando alla serata e al weekend. Poi sussulti di speranza, sul 2-1 firmato da Di Natale e poi il 3-2 di Quagliarella, e a frotte correvano sotto lo schermo per sperare ancora. Alla fine è solo delusione e anche i temerari lasciano il monumento equestre a Emanuele Filiberto, al centro della piazza, che avevano scalato arrampicandosi sui fregi e il bassorilievo. Pochi minuti e arrivano i mezzi dell'Amiat, l'azienda di igiene ambientale, che inghiottono tutti i rifiuti. I sogni azzurri erano già stati spazzati prima.

EMOZIONI A PIAZZA DI SIENA Venti minuti con il cuore in gola in un'altalena di emozioni culminata con la forte delusione per l'eliminazione della nazionale di calcio ai Mondiali in Sudafrica. I tanti tifosi azzurri che si sono radunati a piazza di Siena per assistere all'incontro Italia-Slovacchia hanno vissuto tutto questo in una giornata assolata ma triste per la debacle azzurra.

FONTE: Leggo.it


Lorenzo in pole ad Assen Poi De Puniet e Stoner Melandri ko: niente gara
Jorge Lorenzo domina le qualifiche del Gran premio d'Olanda, ottenendo la seconda pole position stagionale. Senza Valentino Rossi a sbarrargli la strada, il mallorchino è stato sempre il più veloce, anche nelle due sessioni di prove libere, per poi limare il suo tempo giro dopo giro anche quando il cronometro valeva la pole, ottenuta fermando il cronometro su 1'34"515. Alle sue spalle, a circa due decimi, c'è un sempre velocissimo Randy de Puniet con la Honda satellite del team Lcr; poi la Ducati di Casey Stoner, a soli sei millesimi da De Puniet.

Dalla seconda fila partiranno i due statunitensi Ben Spies, con la Monster Yamaha Tech3, e Nicky Hayden, con la seconda Ducati a quattro decimi, mentre Andrea Dovizioso, in sella alla Repsol Honda Hrc, ha ottenuto il sesto tempo con 1'35"015. Problemi per il suo compagno di team Dani Pedrosa, solo settimo, a precedere Marco Simoncelli e Colin Edwards. Undicesimo è Loris Capirossi a 1"149.

Non ha fatto le qualifiche e non sarà al via oggi Marco Melandri: il pilota del team San Carlo Gresini è caduto all'altezza della curva 7 nelle seconde libere, riportando la dislocazione della spalla sinistra. Buone notizie per i colori italiani arrivano invece dalla Moto2. Andrea Iannone (Fimmco Speed Up) partirà dalla pole position dopo aver dominato tutte le libere precedendo la Bimota del thailandese Wilairot.

Nelle 125 cc si scatena ancora lo spagnolo Marc Marquez - quarta pole stagionale - in sella alla Derbi del team Ajo Motorsport.

Ruggito Ferrari a Valencia Alonso fa il vuoto nelle libere
FORMULA UNO. Lo spagnolo è il più veloce nelle prove pomeridiane del Gran Premio d'Europa
Vettel e Webber all'inseguimento. Massa settimo, Schumi solo 11esimo

VALENCIA
Il venerdì di prove libere del Gran Premio d'Europa a Valencia ci riconsegna una Ferrari F10 nuovamente competitiva. Dopo una sessione mattutina in cui l'interesse primario per il Cavallino era quello di valutare le nuove soluzioni applicate a entrambe le vetture, scarichi bassi e aerodinamica (tanto da trovare Massa quinto e Alonso nono, mentre il più veloce era Nico Rosberg con la Mercedes in 1'41"175), nel pomeriggio è stato Fernando Alonso a mettere a segno il miglior tempo di giornata.

Nella seconda sessione di prove libere, infatti, il due volte campione del mondo ha fermato le lancette su 1'39"283.
Alle sue spalle si sono piazzate le Red Bull di Sebastian Vettel e di Mark Webber, rispettivamente a 56 e 144 millesimi. Nico Rosberg, invece, è quarto con la sua Mercedes a 367 millesimi dal ferrarista. Quinto tempo per il leader del mondiale Lewis Hamilton con un ritardo di 0"466, quindi la Renault di Robert Kubica a sei decimi. Settimo Felipe Massa a 0"664 dal compagno di squadra. Ottavo Adrian Sutil con la Force India, quindi Jenson Button con la seconda McLaren-Mercedes. A chiudere la top ten Rubens Barrichello con la Williams, davanti a Michael Schumacher con l'altra Mercedes e Tonio Liuzzi con la Force India.

La Ferrari giudica positivo il bilancio, a dispetto della mezz'ora di prove persa dal pilota brasiliano a causa dello spegnimento del motore: per entrambi i ferraristi il lavoro si è concentrato in funzione della gara e sull'analisi degli aggiornamenti applicati alle vetture che, con diversi quantitativi di benzina, si sono dimostrate sempre competitive.

Il lavoro prosegue oggi nel terzo e conclusivo turno di prove libere in programma alle 11, in vista delle decisive qualifiche del pomeriggio.

Una Ferrari competitiva anche al sabato - e quindi in grado di partire avanti, almeno a ridosso dei primi - potrebbe finalmente consentire ad Alonso e Massa di rientrare appieno nel giro per la vittoria e quindi per i punti pesanti.
Ma le speranze dei tifosi della Rossa potrebbero scontrarsi con il livello di competitività di McLaren e Red Bull. Veloci già al venerdì potrebbero infatti tirare fuori il meglio nell'ora che conta.

FONTE: LArena.it
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Sito stùfo? ...Ma proprio sgionfo? Bon! lora rilàsate n'attimo co' 'stì zugheti da bar dei bèi tempi: ghè PACMAN, ghè SPACE INVADERS, ghè SUPER MARIO BROS e tanti altri! Bòn divertimento ;o)

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