RECAP & IMPRESSIONI
Primo tempo nettamente a favore dei giallobù che si avvicinano (molto) più del COMO al vantaggio nei primi minuti con SUSLOV e poi con BOWIE alla mezz'ora, VAR chiamato in causa un paio di volte ma per il VERONA il fallo non è abbastanza fallo e il (doppio) tocco col braccio non è abbastanza col braccio, in ogni caso i numeri parlano chiaro: I gialloblù concludono più degli avversari e due volte nello specchio contro l'unica dei comaschi, creando un expected gol di 1,19 che è moltissimo più dei biancoblù inchiodati a 0,2 pur con un possesso palla del 68%.
Mister FABREGAS imbufalito entra negli spogliatoi molto prima del termine per studiare le contromosse che si concretizzano in un triplo cambio con SMOLČIĆ, BATURINA e CAQUERET al posto di VOJVODA, RODRÍGUEZ e PERRONE: La tripla mossa paga, il COMO cresce e a metà del secondo tempo ecco EDMUNDSSON che s'impappina nel duello con DOUVIKAS e l'attaccante avversario che buca MONTIPÒ!
Di li in poi match bloccato, continui falli e falletti che puntualmente spezzettano il gioco e 90+5esimo che arriva veloce a sancire la storica qualificazione europea del COMO e la 22esima sconfitta stagionale per l'HELLAS.
Partita come ne abbiamo viste tante in questa pessima annata al Bentegodi (e fuori se è per quello): VERONA che pure merita, sfiora il gol in tante occasione ma, senza un vero finalizzatore, non riesce a passare mentre agli avversari spesso basta un sol tiro in porta.
Inutile rimuginare, ormai è Serie B purtroppo meritatissima sul campo dai gialloblù, mai aiutati dalla fortuna e soprattutto da una proprietà sempre pronta a ragranellare plusvalenze e ad apparire belle elegante nelle occasioni mondane, dimenticando di essere a capo di una piazza importante con tradizione e ambizioni di altrettanto valore.
IL GIORNO DOPO, A MENTE FREDDA...
Volevo entrare in polemica con DAZN perché, oltre a farsi pagare un botto per uno spettacolo della Serie A spesso inesistente, infila pubblicità ovunque disturbando la corretta visione della partita e, non bastasse, è spesso molto inferiore ai concorrenti di Sky sia per quanto riguarda la regia (che spesso si perde, praticamente sempre alle sostituzioni) che per quanto concerne la mera qualità dei commentatori, volevo parlare anche della pessima qualità degli arbitri italiani perché non ho mai creduto alla malafede (anche se dopo le rivelazioni degli ultimi tempi comincio a vacillare pure io) ma spero che, almeno sul fatto di non avere uno stesso metro di giudizio dall'inizio alla fine della partita, non vi siano più dubbi nemmeno da parte del meno attento (usiamo un eufemismo) dei tifosi delle strisciate, volevo anche parlare del fatto che ormai, col VERONA retrocesso sta passando tutto in cavalleria dai torti arbitrali delle ultime partite, agli errori nell'applicare il regolamento da parte dei direttori di gara, dai mancati reclami formali da parte della società ad ingiuste espulsioni (come fu per le due giornate appioppate ad ORBAN quando i giochi erano ancora da farsi) che una volta sussistevano e soprattutto con l'avvocato Fanini (mi pare si chiamasse così ai tempi di SETTI) funzionavano quasi sempre e tornando alla faziosità dei commentatori (soprattutto di DAZN) e invece...
Invece a quasi un anno e mezzo dal suo insediamento, oggi si decide (una buona volta) a parlare mister PUSCASIU, il deus ex machina di 'Presidio' mai fu 'Investors', uno che confronto a ZANZI, con tutto il rispetto, sembra rilevare l'ultimo segreto di Fatima.
Cominciamo col dire che, al contrario del supercazzolaro texano, il presidente di 'Presidio' mai fu 'Investors' è molto più concreto: Frasi brevi, dritto al punto come piace a noi veronesi, immagine un po' inquietante certamente ma in fondo chissené (mica appare in un TG nazionale in fondo...) e ufficializza cose certamente interessanti come il fatto che stanno coprendo un debito importante lasciato dalla precedente proprietà (chissà cosa diranno i Setti Boys che ultimamente hanno ricominciato a ricomparire in giro a difesa del loro paladino che Va bén tuto, però ci teneva in Serie A), che il predetto debito è ormai ridotto al lumicino e che per la prossima stagione è in cantiere una squadra importante perché l'obiettivo è tornare subito in massima serie (anche perché altrimenti col cavolo che il projecto di rivendere l'asset HELLAS, dopo la cura da cavallo che sta subendo, renderebbe lo stesso in cadetteria) ma, lo stesso mi ha lasciato forti perplessità come quando ha detto che con la vendita di GIOVANE, nella loro ottica hanno rinforzato la squadra o che uno degli errori è stato il non aver pensato ad una rosa più profonda e qualitativa di 15 elementi così da sopperire nel momento del bisogno...
Ma davvero erano convinti di aver trovato col metodo-SETTI il modo giusto di salvare capra e cavoli?
Davvero pensavano di aver rinforzato la squadra vendendo il brasiliano quando non solo era da tenere quello, ma in più bisognava arrivare ai due rinforzi arrivati e pure a BALDANZI oltre ad un allenatore di categoria?
Tralasciando il fatto che, come tutti credo, avrei preferito avere chiarezza all'insediamento e non con questo ritardo nel quale, fra l'altro, non ci si degna nemmeno di invitare i giornalisti locali per un confronto serio e aperto alle tante domande che rimangono in sospeso, non so se sono più deluso o persuaso... Certamente sono ancora più preoccupato di prima rguardo alla prossima stagione perché se prima avevo il dubbio che fossimo finiti in mano ad una società di sprovveduti del calcio ora ne ho la certezza e però mi domando se, in tutto questo, SOGLIANO è mai stato interpellato, perché non posso credere che la 'vecchia volpe' Sean non sapesse con largo anticipo di tutte le magagne che negli anni del patròn di Carpi sono state fatte pagare (anche in solido) al VERONA! L'attuale diesse non sapeva della poca profondità della rosa eh? Era convinto di giungere alla salvezza pur vendendo i migliori a Gennaio prendendo due che, se tutto fosse andato bene, avrebbero avuto bisogno di tempo per rendere in un campionato che non conoscevano, vogliamo parlare della vicenda SERDAR che da sola bastava ad accendere una sirena da contraerea (altro che campanello) d'allarme? Quindi è il Direttore quello che non si è preoccupato abbastanza? Scusate ma faccio parecchia fatica a credere questo.
...A ben vedere si torna punto e a capo: Per fare una rosa più profonda e qualitatitva acquistando BALDANZI quando si poteva servivano risorse, per non cedere GIOVANE a Gennaio puntando la solita fiche ad una roulette che se poi rivelata tragicamente russa servivano risorse, per avere un allenatore come D'AVERSA e avere perciò qualche chance-salvezza in più servivano risorse non è che, per dirla alla veronese, s'è voluto Ovo, galina e cul al caldo? Io penso di si e penso che, con un allure diversa, PUSCASIU è venuto a raccontarcela tanto quanto ZANZI: In bocca al lupo vecchio HELLAS! La strada verso il consolidamento e un minimo di normalità è ancora lungheRRima! Anche perché, lungi dal tirare le somme da quanto ha detto, il presidente di 'Presidio' mai fu 'Investors', annuncia (come aveva fatto la THUN la settimana scorsa) importanti novità riguardo al nuovo stadio che evidentemente arriva prima del VERONA sul campo (ed è tutto dire!)
Confermato il 3-5-1-1 per mister SAMMARCO con VALENTINI che rientra come braccetto sinistro in difesa accanto a EDMUNDSSON e NELSSON, FRESE esterno sinistro con BELGHALI dalla parte opposta e la linea mediana formata da destra a sinistra da AKPA-AKPRO, GAGLIARDINI e BERNÈDE, SUSLOV sulla trequarti libero di svariare a sostegno di BOWIE unica punta.
4-2-3-1 per mister FABREGAS con BUTEZ tra i pali, VOJVODA, KEMPF, Diego Carlos e VALLE in difesa DA CUNHA e PERRONE mediani, DIAO, NICO PAZ e Jesús RODRÍGUEZ, al rientro dopo lungo tempo al posto di BATURINA sulla trequarti e DOUVIKAS attaccante centrale.
La partita sarà diretta dal signor Marco Di Bello della sezione AIA di Brindisi.
PRIMO TEMPO
2° BOWIE da sinistra pesca SUSLOV libero in area: pronta la girata di Tomáš e grande parata di BUTEZ a salvare la porta!
3° SUSLOV da destra con un traversone simile al precedente e VALENTINI solo a porta spalancata prende la traversa essendo però in evidente fuorigioco.
17° Trattenuto da dietro e Di Bello lascia tranquillamente andare, nell'azione successiva stessa cosa di VALENTINI su DIAO ma stavolta è fallo! Come mai?
19° Bello spunto di BELGHALI che supera VALLE, entra in area e cerca BOWIE che però spara sul fondo...
20° BERNÈDE sulla sinistra premia la sovrapposizione di FRESE che si guarda in giro, vede BOWIE in off-side e allora prova la conclusione personale che però non gli esce bene: BUTEZ blocca facile.
24° Jesús RODRÍGUEZ da fuori area: Nessun problema per MONTIPÒ.
26° Regia stranamente 'permissiva' di DAZN che inquadra il simpatico striscione campeggia in mezzo alla Sud: 'PRESIDIO VA IN MONA TI, EL PROGETTO E LO STADIO NOVO', poco dopo SUSLOV la mette in mezzo per BOWIE che subisce fallo in area ma... Partendo in anticipo rispetto alla linea del fuorigioco.
31° BERNÈDE in area cerca BOWIE ad un passo dalla linea di porta: Il colpo di testa dello scozzese è purtroppo sopra la traversa... Intanto c'è un check del VAR per un possibile fallo da rigore in area di Diego Carlos SANTOS SILVA su SUSLOV: Ovviamente il fallo è considerato fortuito e non particolarmente grave.
34° VALLE infortunato, FABREGAS cerca un sostituto.
36° Nel COMO entra il numero 18 Alberto Moreno PÉREZ.
37° Altro check VAR in corso per possibili falli in area del COMO sul cross di SUSLOV, possibili tocchi di braccio da parte di SANTOS SILVA su VALENTINI e EDMUNDSSON: Anche qui nessun problema anche se il secondo braccio sembrava piuttosto largo, si va avanti.
39° DIAO lotta con FRESE per la conquista della palla poi il trequarti comasco cade e invoca Di Bello che fischia! SAMMARCO sbotta e viene ammonito... Boh; sulla successiva battuta del calcio di punizione Jesús RODRÍGUEZ incorna alto.
41° BOWIE approfitta del passaggio errato di VOJVODA e prova la conclusione dalla distanza: Palla sul fondo.
45°+2 RODRÍGUEZ supera BELGHALI a sinstra e sul primo palo cerca DOUVIKAS che anticipa EDMUNDSSON ma fortunatamente non trova la porta; il signor Di Bello termina il primo tempo.
SECONDO TEMPO
46° Due cambi per il COMO: FABREGAS non è per nulla contento del primo tempo dei suoi, dentro SMOLČIĆ, BATURINA e CAQUERET al posto di VOJVODA, RODRÍGUEZ e PERRONE.
47° SMOLČIĆ da destra sul primo palo per DIAO che anticipa di testa VALENTINI e sfiora la porta! Pericolo immediato per l'HELLAS.
56° DA CUNHA semina il panico fuori e dentro l'area dopo l'uno-due con un compagno, poi si presenta a tu per tu con MONTIPÒ ma, anche incalzato da FRESE, colpisce debole favorendo la parata del portiere scaligero.
58° Secondo fallo di CAQUERET che va direttamente su SUSLOV disinteressandosi del pallone e anche stavolta Di Bello chiude entrambi gli occhi sui cartellini che tiene bene nel taschino... Ma che calcio è?
61° Step on foot in ritardissimo di CAQUERET su FRESE e stavolta anche per Di Bello è ora di estrarre il giallo: Alla buon'ora!
63° Tocca a LOVRIĆ tra le fila gialloblù, gli fa spazio BERNÈDE.
69° Pericolosissimo cross da sinistra sul primo palo dove VALENTINI anticipa di un soffio DOUVIKAS e mette sul fondo! 71° Pallone dal fondo di KEMPF sul quale EDMUNDSSON è in vantaggio però non controlla spostato col corpo da DOUVIKAS, sul rimbalzo s'infila ancora l'attaccante del COMO che poi s'accentra e con una rasoiata potente infila MONTIPÒ da distanza ravvicinata: 13esimo centro stagionale per la punta centrale biancoblù.
73° Sinistro di SUSLOV dal limite dell'area in zona centrale deviato sul fondo! BELGHALI da sinistra con un cross sul secondo palo dove VALENTINI in netto fuorigioco va a cercare il pallone insieme a BOWIE che infila in porta: Il guardalinee segnala l'offside ma non si capisce chi ha tirato in porta e come il difensore gialloblù ha inciso nell'azione. Dopo un lungo check del VAR Di Bello annulla la rete...
80° Doppio cambio HELLAS: Dentro ISAAC e VERMEȘAN al posto di AKPA-AKPRO e BELGHALI, spazio anche a VAN DER BREMPT nel COMO al posto di DIAO
82° BATURINA in area a giro da sinistra: MONTIPÒ vola e smanaccia a lato.
83° PAZ lanciato da CAQUERET entra in area e conclude: GAGLIARDINI devia in angolo!
84° Ammonito anche Cesc FABREGAS che protesta fuori dalla sua area tecnica.
89° FRESE duro in fascia su VAN DER BREMPT: Ammonito Martin.
90°+2 LOVRIĆ con un corner da destra sul secondo per VALENTINI che incorna bene ma troppo debole per impensierire BUTEZ.
90°+5 Di Bello fischia tre volte: Il COMO sale al quinto posto e conquista la prima storica qualificazione all'Europa.
VOTI
MONTIPÒ Inoperoso nel prino tempo, cade a metà del secondo su un tiro sottomisura sul aquale nulla poteva fare. Bravo all'82° su quel tiro in area a giro da sinistra di BATURINA 6+
NELSSON Attento come poche volte sul suo lato, gara concreta di Victor 6+
EDMUNDSSON Imperioso e imperiale signore dell'area di rigore fino al duello (forse preso alla leggera) con DOUVIKAS a metà del secondo tempo: Andrias è in netto vantaggio ma non controlla e in più si fa mettere totalmente fuori tempo dalla spintina galeotta dell'attaccante avversario che si libera e va in porta decidendo la partita. Grave errore ma che gli servirà per imparare alcune sottigliezze determinanti nell'affrontare attaccanti di un certo livello... 5+
VALENTINI Buona anche la partita di Nicolás che al 69° è provvidenziale su DOUVIKAS e ogni tanto punzecchia anche la davanti: In netto off-side al 73° quando BOWIE avrebbe conquistato il pari ma non si capiscono bene i ragionamenti a orologeria del VAR... In ogni caso l'argentino merita la sufficienza abbondante per conto mio 6+
BELGHALI Un po' più sveglio che negli ultimi match ma lo spunto che ha al 19° rimane l'unico degno di nota per l'algerino che dovrebbe essere l'unico rimasto a saltare l'uomo ma evidentemente, intristito dalla retrocessione, pensa molto più al futuro che al presente 5,5 (gli da il cambio VERMEȘAN all'80°: Non giudicabile)
AKPA-AKPRO Sempre tanto lavoro di quantità in mediana, uno che si vede poco ma serve sempre a tanto (e anche i piedi non sono male) 6 (gli da il cambio ISAAC all'80°: Non giudicabile)
GAGLIARDINI Vedi AKPA-AKPRO con l'aggiunta di tanta tanta corsa ad ogni partita 6
BERNÈDE Al 20° e al 31° fornisce dei buoni palloni rispettivamente a FRESE e BOWIE poi si nasconde fra le pieghe della partita fino a quando SAMMARCO non lo richiama in panchina. Fa il suo compitino come sempre ma da uno come Antoine è lecito aspettarsi (molto) di più 6- (gli da il cambio LOVRIĆ al 63°: Batte un tre o quattro di corner ma purtroppo con i risultati di sempre dell'HELLAS dalla bandierina 6)
FRESE Forza il tiro al 20° quando poteva fare un altro paio di passi verso BUTEZ e vedere cosa succedeva... Provvidenziale su DA CUNHA al 56°. Ammonito all'89° per un fallo su VAN DER BREMPT. Un po' in ombra quest'oggi nonostante faccia il suo al pari degli altri 6
SUSLOV Molto dinamico sopratutto nel primo tempo, inizia a scaldare le mani di BUTEZ già dopo due minuti. CAQUERET lo stende un paio di volte nel giro di poco tempo ad inizio ripresa ma per Di Bello va bene così. Pericoloso anche al 73° 6+
BOWIE Dopo 2 minuti regala a SUSLOV una gran palla da sinistra. Al 26° subisce un fallo in area che Di Bello, per cambiare, giudica veniale ma io non sono così convinto che che VAR e arbitro decidano per il meglio. Coraggioso dalla distanza al 41° quando sorprende BUTEZ fuori dai pali. Al 73° acciufferebbe pure il pari se dal VAR non annullassero per un off-side presunto influente di VALENTINI 6+
SAMMARCO Anche oggi mette in campo un VERONA convincente ma del resto, più passa il tempo e più capisce le dinamiche e può fare le migliori scelte... Rimane il rammarico per una partenza alla guida dell'HELLAS un po' così, come ammette lui stesso nella conferenza stampa post-partita, ma cosa vuoi pretendere da uno scaraventato alla bell'è meglio dal calcio Primavera al calcio di Serie A grazie ad una proprietà che prima di tutto pensa a spendere il meno possibile? 7
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Mister SAMMARCO «Sono arrabbiato perchè abbiamo avuto tante occasioni, ma dovevamo fare meglio. Come al solito ci condannano gli episodi... Rammaricato per il futuro dopo aver abbandonato la Primavera? Per me aver allento il Verona non lascerà mai posto al rammarico. Potevo entrare più deciso, ma fa parte dell’esperienza. L’unico rimpianto è non aver mai avuto la rosa interamente a disposizione. La situazione legata a Orban? Su Orban credo non ci siano le condizioni per farlo rientrare, sta facendo il suo percorso e ha già saltato tante gare. Bowie migliora giorno dopo giorno, quindi andiamo avanti con lui» CalcioHellas.it
Mister FABREGAS tecnico del COMO «Due anni fa venivamo promossi in Serie A, mentre oggi approdiamo in Europa. Abbiamo scritto una pagina di storia del Como, una società giovane che sta ragionando come una “grande”. La partita? Non sempre si può giocare come si vuole, ma oggi non voglio parlare della partita. Vogliamo solo festeggiare» CalcioHellas.it
Tomáš SUSLOV nella conferenza stampa post-partita «Se resto in Serie B? Questa è una domanda difficile a cui rispondere. Abbiamo ancora due partite e vogliamo chiudere come meglio possiamo. Ho il contratto (in scadenza 30 giugno 2027, ndr) e sono felice qui. Coi tifosi ho un buon rapporto e gli porto grande rispetto. Non so però cosa vorrà fare la società. Con loro parlerò al termine della stagione. Contro il Como abbiamo fatto una buona partita, ma quando perdi non sei mai felice. Per me è stata una stagione difficile, nata con un grosso e lungo infortunio. Purtroppo siamo retrocessi, ma noi tutti vogliamo dare il massimo sino alla fine» HellasLive.it
Assane DIAO attaccante del COMO «L'Europa conquistata? Un obiettivo storico, due anni fa il Como è arrivato in A, dobbiamo capire tutti cosa abbiamo fatto oggi. La prima stagione è stata subito molto buona, nella seconda arriva l'Europa, è una cosa assai difficile. Quanto pensiamo in spogliatoio alla differenza fra Conference, Europa League e Champions? Prima di pensare alla competizione siamo contentissimi per il club e per i tifosi che oggi possono festeggiare. Poi penseremo a quale competizione giocheremo» TuttoMercatoWeb.com
Serie A Enilive 2025/26 | Le voci del post partita: Suslov e Sammarco
Nell'anticipo di Venerdì il TORINO ha battuto di rimonta il SASSUOLO con i gol di SIMEONE e PEDERSEN: 2 a 1 granata con tutti i gol maturati nella ripresa.
Colpaccio dell'UDINESE che vince 2 a 0 sul campo del CAGLIARI e 3 a 0 dell'INTER su quello della LAZIO in inferiorità numerica dal 59esimo a causa dell'espulsione di ROMAGNOLI. VLAHOVIĆ ancora una volta decisivo e la JUVENTUS sbanca il 'Via del Mare' di Lecce.
Alle 15.00 FIORENTINA-GENOA e CREMONESE-PISA, alle 18.00 PARMA-ROMA, alle 20.45 MILAN-ATALANTA; domani alle 20.45 il posticipo tra il nAPOLI e il BOLOGNA.
SERIE B: In attesa degli spareggi tra MONZA, PALERMO, CATANZARO, MODENA, JUVE STABIA e AVELLINO per la promozione in Serie A e tra SÜDTIROL e BARI per non sprofondare nel baratro della C insieme a REGGIANA, SPEZIA e PESCARA, è il FROSINONE a raggiungere il massimo campionato italiano insieme al VENEZIA.
Hellas Verona di Gianluca Vighini, 11/05/2026 14:53 VIGHINI | Il realismo di Puscasiu, il manuale del gatto in tangenziale e cosa ci aspetta
Puscasiu
Non vendiamo sogni ma solide realtà. Finalmente Cristian Puscasiu, presidente della Presidio Investors, proprietaria dell'Hellas Verona ha fatto sentire la sua voce. Una piccola battaglia che abbiamo vinto. Inutile star lì ad ascoltare l'educatissimo e simpatico Italo Zanzi, presidente di “facciata” ed ottimo diplomatico. Stavolta c'era bisogno di “sostanza” e dell'autorevolezza che solo il padrone del vapore può garantire. Ovviamente non viviamo in un mondo perfetto: Puscasiu refrattario alle telecamere e alla ribalta si è rifugiato nel caldo abbraccio dei media di “famiglia”, evitando un confronto pubblico. Ma, nonostante questo, non si può dire che le principali questioni non siano state affrontate. Per la prima volta da quando sono arrivati gli americani abbiamo sentito, per esempio, che il Verona arrivava da una situazione debitoria importante. Abbiamo ascoltato parole di mea culpa e addirittura un'analisi sul fallimento di questa stagione. Abbiamo ascoltato i propositi per il futuro che indicano chiaramente quale sarà l'obiettivo. E soprattutto abbiamo visto una “faccia”, una persona che è sempre una garanzia.
Ci ha convinto? Abbastanza e non del tutto. In primis: si continua a sottovalutare il problema principale del Verona: cioè l'esigenza di continuare a fare plusvalenze per dare continuità finanziaria al club. Questo è il nodo: non la profondità della rosa o il valore dei giocatori come ha detto Puscasiu. Il Verona ha ceduto i migliori addirittura ad ogni semestre e questo girotondo ha provocato la distruzione dello spogliatoio, incapace di sorreggere l'urto quando sono arrivate le difficoltà. E' fondamentale anche per il futuro “stabilizzare” la rosa, creare un minimo nucleo, puntare su alcuni giocatori e permettergli di svolgere qui la loro carriera. Un esempio è Suslov: lo slovacco ha il contratto in scadenza nel 2027. Bene, gli si offra un contratto quinquennale, lo si metta al centro del Villaggio, gli si diano i galloni di capitano, lo si responsabilizzi e attorno a lui si costruisca un nucleo forte. Che non vuol dire non fare plusvalenze o non cedere i migliori. Ma lo si faccia con maggiore equilibrio senza sovvertire continuamente la squadra.
Presidio ha commesso un errore di valutazione. Il Verona lasciato da Setti aveva necessità di avere una iniezione di denaro fresco. Setti, allo stremo finanziario è riuscito, come un gatto in tangenziale, ad attraversare indenne la strada. Giunto dall'altra parte è riuscito a cedere il manuale dell'attraversamento. E la Presidio ha acquistato quel manuale pensando che si potesse ancora attraversare la tangenziale senza essere investiti. Invece, appena hanno fatto due passi, hanno sbattuto, come logica vuole, contro un tir.
Ma è inutile sta qui adesso a piangerci addosso. La Presidio è questa e altre soluzioni per il Verona non ci sono. La città, da sempre, ha “schifato” l'Hellas, gli imprenditori veronesi non ci sentono e si girano dall'altra parte, piuttosto di salvare il Verona, qualcuno ha lavorato per fare la fusione con il Chievo. E' persino difficile se non impossibile trovare uno sponsor veronese. Anni fa, mentre la Banca Popolare di Verona sponsorizzava la squadra di Campedelli, il Verona mise sulle maglie il marchio di un piccolo artigiano di Montorio, Giorgio Zambaldo, il famoso ZG camini che in uno slancio di passione fece quello che grandi imprenditori non hanno mai fatto. E due anni fa, venne un'azienda vinicola piemontese in soccorso del Verona, uno sfregio nella terra del vino.
Questo per dire che alla fine ci tocca pure ringraziare Pastorello, Setti e ora la Presidio che tengono in vita il nostro caro e vecchio Hellas.
Detto ciò, Puscasiu mi è sembrato in buona fede. Penso che abbia capito che a Verona è sempre meglio raccontare la verità e non vendere fumo o illusioni. Accettiamo sicuramente di più l'idea di un sacrificio, rispetto a chi ci vuol far passare da scemotti di provincia.
Ci aspetta una dura battaglia in serie B. Non facciamoci illusioni, partiamo a fari spenti e soprattutto facciamo parlare i fatti e i risultati. La miglior medicina per lenire i dolori di questa disgraziata stagione.
FONTE: TGGialloBlu.Telenuovo.it
il blog di Francesco Barana A PRESIDIO SERVE LA SERIE A PER FAR FRUTTARE L’INVESTIMENTO (ALTRIMENTI TRA UN ANNO RICAPITALIZZA O CEDE, GUADAGNANDO MENO)
Senza categoria, 11 Maggio 2026
Presidio Investors è arrivata a Verona con un obiettivo preciso: risanare i debiti e creare plusvalore, per poi rivendere a un soggetto più forte e guadagnarci. E’ la specialità della casa del fondo texano: far crescere gli asset (finanziari, commerciali e infrastrutturali) e poi cederli, sfruttando i propri canali relazionali e la propria credibilità bancaria.
Quando accadrà? Non a breve, almeno nelle intenzioni. Presidio ha sempre operato sui 7-8 anni con le sue altre società del portfolio. Tuttavia sappiamo che il calcio ha delle variabili indipendenti. Per esempio, 12 mesi fa non era prevista la retrocessione, infatti il monte ingaggi era stato alzato e si era speso di più che negli ultimi tre anni. Ora si vuole risalire immediatamente: grazie al paracadute (25 milioni) e alle plusvalenze, il monte stipendi (pur ridotto) resterà comunque alto per la serie B.
Tornare subito in A, infatti, è l’unica via per Presidio per non essere costretta a rivedere i piani: si dovesse infatti restare in serie B, il fondo sarebbe davanti a un bivio: o ricapitalizza (per riprovare ancora a salire di categoria), o cede il club, però guadagnando meno di quello che potrebbe guadagnare tra 5-6 anni.
Il primo comandamento, tuttavia, è agire dentro dei paletti finanziari precisi. Un anno fa certamente conveniva restare in serie A, come adesso l’interesse è tornarci immediatamente; ma questo non significa buttarsi nel fuoco e fare il passo più lungo della gamba. Ok arrivare al risultato, ma attraverso ciò che è possibile mettere sul piatto. Né più né meno. Perché questo è propedeutico a preparare il Verona a qualsiasi scenario: non solo a non farlo saltare in aria in caso di mancata promozione, ma anche a renderlo appetibile per nuovi investitori (ribadiamo, l’interesse del fondo è andare via guadagnandoci, che sia tra uno o 10 anni).
A ottobre scrivevo che la nuova proprietà è solida. Lo ribadisco. Non va confuso il quadro generale con la contingenza (il risultato sportivo, ergo la retrocessione). Solidi chiaramente non significa avere gli Elon Musk o gli arabi, ma essere strutturati – per esempio nella credibilità con le banche e nelle relazioni finanziarie – per garantire un futuro al club. Setti, che per anni ha (legittimamente) guadagnato con il Verona, non aveva più forza per andare avanti (altrimenti avrebbe continuato) e nemmeno il “potere contrattuale” di sedersi al tavolo per vendere a investitori plurimilionari. Così ha ceduto a un fondo di piccole-medie dimensioni, tuttavia serio, che ha migliorato la struttura della società e la vuole far crescere ancora. Non per carità cristiana, ma perché – ripetiamo – prima o poi dovrà far fruttare l’investimento.
Piuttosto, la retrocessione una cosa la deve insegnare agli americani. Per quanto il calcio sia sempre più finanza apolide, certe regole non scritte rimangono immutabili: una proprietà di un club non può limitarsi a far fruttare il capitale per creare plusvalore, delegando in bianco il resto, cioè la gestione quotidiana. Serve una figura di raccordo tra proprietà e l’amministratore delegato (Zanzi) da un parte, e l’area tecnica dall’altra. Un direttore generale.
il blog di Giovanni Vitacchio IL PAGELLONE DI VERONA-COMO
Sport, 10 Maggio 2026
MONTIPO’ 6 Era lecito aspettarsi un Como dirompente, bravisso ad assaltare quasi sempre l’area di rigore avversaria. E invece, soprattutto nel primo tempo, osserva quasi assonnato, di fronte ai compagni messi decisamente meglio in campo rispetto ai lariani. Quando viene sollecitato, c’è. Magari in qualche frangente potrebbe essere più sicuro, ma non incappa in topiche.
NELSSON 6 E’ in striscia positiva di prestazioni. Non che sia tornato ai livelli di inizio stagione, quando era, di diritto, diventato leader della difesa. Ma è evidente che giocare di fianco al colosso di Edmundsson gli dia una certa tranquillità. E’ sicuro e sempre ben posizionato. Gioca bene in anticipo, con buona prestanza fisica.
EDMUNDSSON 6 Gioca la solita ottima partita, lasciando pochissimo agli attaccanti del Como. Fisicamente è straripante e anche quando è chiamato a usare i piedi, resta concentrato e sempre concreto. Una sola sbavatura, ahimè determinante, sul gol di Douvikas. Bisogna anche capire, però, dove inizi la colpa del difensore faroese e cominci la bravura dell’attaccante del Como. La sbavatura la si può discutere, rimane una prestazione complessivamente positiva.
VALENTINI 6 Attento e senza tanti fronzoli. Fisicamente sembra a posto e questo si riflette, inevitabilmente anche nella sua prestazione.
BELGHALI 5.5 Una giocata interessante in tutta la partita. Da quello che tutti noi, me compreso, abbiamo definito un fenomeno, colui che abbiamo rimpianto con dolore durante l’infortunio, mi pare lecito aspettarsi molto di più. E invece a me pare che giochi in modalità risparmio energetico, come se non volesse arrivare spremuto alla fine. Non dico che dia l’impressione di tirare indietro la gamba, ma il sospetto mi viene. Dovrebbe capire anche lui che per trovare un’altra squadra bisognerebbe mettere in mostro le migliori qualità. Queste sconosciute.
VERMESAN s.v. (dal 36° s.t.)
AKPA AKPRO 6 Motorino inesauribile, sbaglia qualcosina di troppo, ma è sempre bravo a tornare sui suoi passi per tentare di rimediare ai propri errori. Questa volta meglio in fase di contenimento che offensivamente. Accompagna poco l’azione in avanti, ma rimane in ogni caso dentro la partita finché le gambe lo sostengono.
ISAAC s.v. (dal 36° s.t.)
GAGLIARDINI 6 A meno che non sbrachi clamorosamente, io non mi sentirò mai di buttare giù dalla rupe Tarpea il centrocampista gialloblù. Perché comunque dà sempre il massimo. Che magari per qualcuno non è abbastanza, ma è tutto ciò che ha. Anche contro il Como si mette a fare il filtro, e gli riesce bene a fasi alterne. Ma non dà mai la sensazione di sparire dalla partita.
BERNEDE 5 Se non è la sua peggior partita da quando gioca al Verona, poco ci manca. Un disastro sotto ogni punto di vista. E’ impressionante il numero di palloni che manda in malora, che sia pressato dagli avversari o in totale controllo. Mai un fraseggio coi compagni, gira come un bullone spanato. Emblematico un tiro da cento metri che finisce in Curva Sud. Signore, pietà.
LOVRIC 6 Dal 18° s.t.) Indubbiamente più ordinato e centrato di Bernede.
FRESE 6 Prestazione scolastica, non nell’accezione più negativa del termine. Rispetta le consegne, più di controllo che di iniziativa personale in avanti. Buono nelle trame difensive, azzecca gli anticipi giusti, al momento giusto. Decisivo quando sporca quel tanto che basta l’incursione in area piccola di Da Cunha per evitare il vantaggio del Como.
SUSLOV 6 Allora, partiamo dall’assunto che è difficile rinunciare a uno come lui. Se non altro perché dimostra sempre un attaccamento ai colori che i compagni dovrebbero imparare. Detto ciò, è tanto fumoso nel primo tempo, tanto precipitoso nelle scelte. Mi pare poco lucido. Nella ripresa meglio, quando riesce finalmente a rompere il fiato. E’ sempre dentro il gioco gialloblù, si prende tantissimi falli, con enorme generosità. Ha anche una grande occasione di sinistro ma annullata dal guizzo di Butez.
BOWIE 6 Questa volta vede poco la porta, ma anche perché di palloni ghiotti gliene arrivano gran pochi. Ciò nonostante, non dispera e si abbassa per cercare di cucire il gioco con la trequarti. Svaria molto su tutto il fronte, perdendo però di vista il target. L’impressione è che manchi ancora qualche meccanismo coi compagni e non per colpa mia. Si batte davvero come un leone e anche tatticamente è impeccabile.
ALL. SAMMARCO 6 Primo tempo vinto tatticamente sul tanto osannato Como e sul plurivenerato Fabregas, dai più definito il nuovo messia del calcio. Il modesto Verona mette lì i lariani, ancora lanciati nella corsa Champions. I suoi giocano bene, fisicamente girano e tengono il campo a testa alta. Poi a punire c’è un solo errore, che inchioda i gialloblù all’ennesima sconfitta immeritata. Peccato, ma ormai siamo in dirittura d’arrivo.
FONTE: Blog.Telenuovo.it
La moviola di Verona-Como: male Di Bello, Diego Carlos era da rigore
Il fischietto di Brindisi arbitra in maniera superficiale la gara tra gialloblù e lariani
di Redazione
11 Maggio 2026 12:00
Secondo il Corriere dello Sport, non convince la direzione di gara di Di Bello che si prende un 4,5 in Verona-Como, con tanti episodi letti con superficialità.
La moviola di Verona-Como
Kempf da dietro colpisce sul retrocoscia Bowie proprio mentre passa il pallone: lo scozzese era in fuorigioco, ma la procedura era rigore e poi segnalazione dell’offside (oppure overrule, visto che non è stato segnalato). Ancata energica di Diego Carlos a Suslov: anche qui, al limite, ma ci può stare lasciar proseguire. Doppio tocco di mano di Diego Carlos: non punibile su colpo di testa di Valentini, ma poi allarga il destro per affrontare Edmundsson e colpisce il pallone (prima di tirare giù l’avversario). Da rigore. Ok annullare l’1-1: ultimo tocco di Akpa Akpro (che sia involontario conta zero), Valentini interferisce con Moreno cercando il pallone. Il contatto Moreno-Suslov troppo poco.
Secondo La Gazzetta dello Sport, prova da 5 per Di Bello. Al 27′ Bowie in area viene toccato da dietro da Kempf, ma lo scozzese è in sospetto fuorigioco (non segnalato): in questo caso il Var non può intervenire e si lascia il (doppio) errore di campo. Al 31’ check per un contatto in area tra Suslov e Diego Carlos: ancata del brasiliano, troppo poco per un rigore. Al 37′, altro check per un possibile doppio mani di Diego Carlos, su testa di Valentini e in opposizione a Nelsson: dubbi.
Bergonzi: “Manca un rigore per il Verona. Diego Carlos placca Edmundsson con una mossa di wrestling”
Le dichiarazioni dell’ex arbitro sugli episodi da moviola di Verona-Como
di Redazione
11 Maggio 2026 09:31
L’ex arbitro Mauro Bergonzi ha analizzato La Nuova Domenica Sportiva su Rai 2 gli episodi da moviola di Hellas Verona-Como. Queste le sue parole:
“Nel primo tempo secondo me manca un rigore a favore del Verona: c’è un batti e ribatti in area, poi Di Bello fischia un fallo su Da Cunha, ma Diego Carlos prima tocca di mano sul colpo di testa di Nelsson e poi tocca di mano su Edmundsson e lo placca. Il direttore di gara non prende nessun provvedimento, e il Var Camplone non lo richiama. Il primo tocco secondo me non è punibile, ma sul secondo il braccio si allarga e poi va a prendere l’avversario buttandolo giù quasi come con una mossa di wrestling”.
Verona-Como 0-1, le pagelle gialloblù di CH
Edmundsson morbido in occasione del gol decisivo. Bene, nonostante tutto, i due attaccanti
di Tommaso Badia
10 Maggio 2026 15:50
Nonostante un primo tempo di alto livello e qualche recriminazione da avanzare, il Verona cade per 0-1 contro il Como: a decidere la sfida del Bentegodi il gol di Douvikas.
Buona comunque la prova dei gialloblù, con Edmundsson che però sbaglia nel momento decisivo.
MONTIPÒ: 6
Tanta normale amministrazione. Sul gol può davvero poco.
NELSSON: 6,5
Il Verona rischia poco e il merito è anche suo.
EDMUNDSSON: 5,5
Partita di sostanza, ma al 70′ è troppo morbido in occasione del gol di Douvikas. Su di lui un placcaggio in area comasca che, a nostro avviso, poteva valere un rigore…
VALENTINI: 6,5
Efficace in difesa, propositivo in attacco. Sfortunato quando si trova in fuorigioco in occasione del gol annullato a Bowie.
BELGHALI: 6
Un paio di buoni spunti.
AKPA AKPRO: 6
Lotta in mezzo al campo, anche se non è precisissimo in fase di impostazione. Prestazione sufficiente.
GAGLIARDINI: 6
Anche lui disputa una prova attenta e non disdegna di discutere con Di Bello quando l’arbitro prende delle decisioni su cui si potrebbe quantomeno discutere…
BERNEDE: 6
Partita più di sacrificio che di spunti offensivi.
FRESE: 6,5
Su e giù per la fascia, si rende anche pericoloso, trovando però sulla propria strada Butez.
SUSLOV: 6,5
Decisamente più vivo rispetto alle ultime uscite, viene spesso fermato con falli tattici non adeguatamente sanzionati da Di Bello. Dopo pochi secondi ha anche un’ottima occasione, ma Butez si supera con un gran riflesso.
BOWIE: 6,5
Pronti, via e serve a Suslov un cioccolatino che lo slovacco non scarta. Per il resto della partita cerca di fare reparto da solo e tutto sommato non demerita.
LOVRIC: 5,5
Compitino.
ISAAC: s.v.
VERMESAN: s.v.
SAMMARCO: 6,5
Il Verona disputa un ottimo primo tempo, soffrendo un po’ di più nella ripresa e non venendo nemmeno aiutato da una gestione arbitrale a tratti quantomeno rivedibile.
Verona-Como, l’Hellas Army contro Presidio
I tifosi hanno espresso il proprio disappunto senza troppi giri di parole
di Tommaso Badia
10 Maggio 2026 13:17
«Presidio, va in mona ti, el progetto e lo stadio novo!».
Questo lo striscione esposto, senza troppi giri di parole, dall’Hellas Army durante il match tra Verona e Como.
FONTE: CalcioHellas.it
11 maggio 2026 08:27 | HELLAS LIVE Hellas Verona-Como, dalle Isole Faer Oer allo stadio Bentegodi
In occasione della sfida fra i gialloblù ed i lariani, alcuni connazionali del difensore faraoese gialloblù Andrias Edmundsson, hanno esposto con orgoglio sui gradoni del Bentegodi la bandiera della loro nazione.
10 maggio 2026 15:33 | Alberto Fabbri Pagelle gialloblù. Hellas Verona-Como 0-1
VERONA (a cura di Daniele Najjar)
Montipò 6,5- Inoperoso a lungo e il Como gli tira addosso, ma lui è attento. Bel riflesso su Baturina nella ripresa.
Nelsson 6 - Jesus Rodriguez gli crea qualche grattacapo, anche se niente di trascendentale.
Edmundsson 5 - Mura Douvikas fino al 71', quando la combina grossa. La prestazione fino a lì era stata sicura, ma l'errore è grave.
Valentini 6,5 - Controlla abbastanza bene Diao, a parte quando gli concede un colpo di testa pericoloso. Regge l'urto.
Belghali 6 - Qualche buona discesa delle sue nel primo tempo, nella ripresa non si accende, ma non demerita. (Dall'81' Vermesan s.v.).
Akpa-Akpro 5,5 - Un fattore di fastidio per la manovra costante del Como, palla al piede combina poco. (Dall'81' Isaac s.v.).
Gagliardini 6 - Arrivato come toppa di mercato, quando è stato disponibile prima Zanetti e poi Sammarco non ne hanno mai fatto a meno. Tanto contenimento davanti alla difesa e pochi errori, pur senza picchi.
Bernede 5- Entra in campo un po' svagato con errori di misura non da lui, pur mettendo la solita dose di sacrificio. Fatica ad entrare nel match. (Dal 63' Lovric 6- Disegna qualche buona traiettoria su piazzato, geometrie lineari).
Frese 6- Torna quinto di centrocampo, difensivamente è affidabile ed è anche pericoloso con diverse sgroppate sulla fascia.
Suslov 6- Pur con la 10 sulle spalle non si risparmia una rincorsa. Va vicino al gol due volte, negli ultimi 30 metri, non riesce ad accendersi come vorrebbe, ma prova sempre qualcosa di diverso.
Bowie 6 - Sempre attivo e pericoloso lì davanti, è una minaccia per la difesa del Como e manda anche in porta Suslov. Non riesce a indirizzare un tiro deviato di Bernede (era in fuorigioco?).
Allenatore Paolo Sammarco 6 - Il Verona in un clima non facile dopo la matematica retrocessione ha poco da dare in questa partita, quantomeno la squadra non tira i remi in barca. Primo tempo combattuto, in generale l'Hellas ha dato del filo da torcere ad una rivale più forte, anche se nella ripresa i gialloblu creano meno.
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COMO (A cura di Pietro Celeste)
Butez 6,5 - Suslov gli dà il buongiorno costringendolo all'attenti fin da subito. Sarà l'unica grande volta in cui viene impegnato, ma senza la gara avrebbe potuto prendere un'altra piega.
Vojvoda 5,5 - Non riesce a entrare in partita commettendo numerose imprecisioni con la palla tra i piedi, una delle quali per poco non frutta il vantaggio agli scaligeri. Dal 46' Smolcic 6 - Mette immediatamente un cross al centro sulla testa di Diao, facendo già più di quanto fatto dal kosovaro.
Diego Carlos 6,5 - Comanda la retroguardia usando le maniere forti, rischiando il doppio tocco con la mano nella propria area. Prestazione solida a testimonianza della miglior difesa del campionato.
Kempf 6,5 - La coppia con Diego Carlos è funzionale. Duttile nel calarsi nel nuovo assetto difensivo optato da Fabregas nella ripresa e iniziatore con una gittata profonda nel gol dei tre punti.
Valle 5,5 - Attaccato continuamente da Belghali, il quale lo salta con costanza. Costretto ad abbandonare il campo dopo poco più di mezz'ora. Dal 36' Moreno 6 - A sinistra prima, a destra più alto poi; nessuna differenza per lui.
Perrone 5,5 - Stenta a decollare il gioco del Como nel primo tempo. Non riesce a dettare il ritmo e innescare la trequarti. Dal 46' Caqueret 5,5 - Tampona a più riprese Sulsov, flirtando con il cartellino, poi ottenuto.
Da Cunha 6 - Mette un pizzico di qualità nella zona nevralgica del campo, combinando anche a stretto contatto nell'area di rigore del Verona.
Diao 5,5 - Meglio nella ripresa rispetto a una prima frazione totalmente buia. Non brillantissimo, ma il discorso è analogo ai compagni. Dal 81' Van der Brempt s.v.
Nico Paz 6 - Prova a toccare palloni per mantenere la sensibilità anche se ogni tanto la concede agli avversari. Partita di sacrificio in cui è richiesta anche tanta battaglia.
Rodriguez 6 - L'unico ad accendersi in una prima frazione complessivamente opaca dei suoi. Un paio di lampi sia a puntare il fondo che nel venire dentro il centro del campo. (Dal 46' Baturina 6 - Aggiunge vivacità per poi abbassare il proprio raggio d'azione a seconda anche delle necessità della partita).
Douvikas 7 - Poco coinvolto nella flebile manovra, ma ci mette lo zampino creandosi il gol tutto da sé e, quando l'attaccante segna, il resto passa in seconda istanza.
Cesc Fabregas 6 - Conquista l'Europa con ben due giornate d'anticipo grazie a una partita non brillante ma di grande caparbietà corale.
Il Como vince al Bentegodi una gara né facile, né scontata contro il già retrocesso Verona: a decidere è una rete di Douvikas su gentile concessione di Edmundsson. Un successo che permette alla squadra di Cesc Fabregas di centrare l'Europa matematicamente e di continuare a insidiare chi insegue la Champions (a partire dal Milan).
Tifo e contestazione dagli spalti
Per i gialloblu è la prima in casa dopo la matematica retrocessione. Dagli spalti una linea chiara fin dai primi minuti: tifo sospinto per la squadra (ma non per i singoli giocatori, fischiati prima del calcio d'inizio) e contestazione con striscioni e cori nei confronti della proprietà, in particolare.
Primo tempo acceso, ma senza gol
Il Como mantiene il possesso palla, ma è il Verona a rendersi più pericoloso nella fase iniziale. Butez para su Suslov (sinistro da centro area) e Frese lanciato a rete, nel mezzo una traversa rocambolesca di Valentini con dubbio fuorigioco rilevato. Il Como calcia per la prima volta al 24' con il destro centrale dai 20 metri di Jesus Rodriguez, poi Bowie da pochi metri non riesce a correggere in porta un tiro di Bernede. Ancora Rodriguez di testa va vicino alla traversa, poi Bowie prova a beffare Butez dalla distanza, senza centrale i pali. Nel recupero Jesus Rodriguez scappa e pesca Douvikas, che viene murato da Edmundsson.
Fabregas cambia, Douvikas segna
All'intervallo Fabregas cambia subito ben 3 giocatori: fuori Jesus Rodriguez, Vojvoda e Perrone, dentro Baturina, Caqueret e Smolcic. Riprende il gioco e Diao di testa manda il pallone a fil di palo. Poi Da Cunha scambia con Baturina, penetra in area e, in caduta, calcia addosso a Montipò. Il Como passa in vantaggio al 71' a segnare è Douvikas con un bel destro che si infila all'angolino superando Montipò, dopo aver approfittato di un erroraccio di Edmundsson. Bowie pareggia, ma Valentini era in fuorigioco. Il Verona ci prova con l'orgoglio, ma non riesce a raddrizzarla.
FONTE: TuttoMercatoWeb.com
Verona - Le dichiarazioni del Presidente di Presidio Investors Christian Puscasiu.
La stagione si è conclusa con la retrocessione del Club in Serie B, portando con sé tutta la delusione di una tifoseria e di un ambiente da sempre legati in modo speciale all’Hellas Verona. Qual è il primo messaggio che la proprietà desidera esprimere dopo questa profonda delusione? "Prima di tutto, voglio ringraziare i tifosi e la città di Verona. Siamo altrettanto delusi dai risultati di questa stagione. Alla fine, come proprietà, siamo responsabili di questi risultati. Eravamo convinti di aver costruito una squadra in grado di essere competitiva in Serie A. La realtà della stagione si è rivelata diversa e dobbiamo imparare da quanto accaduto per andare avanti insieme e ricostruire l’Hellas Verona, riportandolo al livello che questa città e i suoi sostenitori meritano".
Dal punto di vista dei risultati, delle prestazioni e del progetto sportivo complessivo, avete individuato cosa non ha funzionato? "I risultati parlano da soli: quando una stagione si conclude in questo modo, significa che diversi fattori non sono andati secondo i piani. Abbiamo deciso, nell’ambito del budget disponibile per la stagione, di investire in una squadra che ritenevamo potesse competere per mantenere la categoria in Serie A. Eravamo convinti che i giocatori messi a disposizione fossero in grado di raggiungere questo obiettivo, ma abbiamo anche compiuto una scelta consapevole: privilegiare la qualità del nucleo principale della rosa rispetto alla profondità complessiva dell’organico.
Questo ha significato che gli infortuni - e ce ne sono stati molti, anche a giocatori chiave come Serdar, Suslov, Belghali, Bella-Kotchap e altri - hanno inciso sulla squadra e sui risultati più di quanto sperassimo. Abbiamo scelto la qualità dell’undici titolare, o comunque dei primi 14 giocatori della rosa, piuttosto che costruire un gruppo più ampio, magari composto da 22 giocatori di livello medio ma con maggiore profondità.
Non è necessario ripercorrere tutti i risultati sportivi della stagione. Una combinazione di sfortuna, errori di valutazione ed episodi sfavorevoli ha portato a questa retrocessione. Ma questo è lo sport: un giorno il pallone può rimbalzare a tuo favore, il giorno dopo contro di te. Non vogliamo cercare alibi: il risultato delle nostre decisioni semplicemente non è stato sufficiente. Impareremo da queste scelte e lavoreremo per ottenere risultati migliori in futuro.
Ci sono stati anche alcuni aspetti positivi dal punto di vista sportivo. L’area sportiva continua a individuare, acquisire e sviluppare giocatori di valore, capaci di competere ai massimi livelli del calcio italiano ed europeo. E continuiamo a reinvestire i profitti generati da questi giocatori in nuovi talenti, come nel caso della cessione di Giovane per acquisire Edmundsson e Bowie. Continueremo ad affidarci al nostro dipartimento sportivo anche in futuro".
C’è la volontà da parte della proprietà di costruire una squadra capace di puntare a un immediato ritorno in Serie A già dalla prossima stagione? "La priorità immediata è chiara: affronteremo la Serie B con un solo obiettivo, tornare in Serie A il prima possibile, già dalla prossima stagione. Abbiamo le risorse per perseguire questo obiettivo con serietà. Mi auguro che, insieme all’area sportiva, riusciremo a costruire una delle squadre più forti del campionato.
Credo sinceramente che una stagione dell’Hellas Verona in lotta per la promozione al Bentegodi - con tifosi che non desiderano altro che vedere questo Club tornare dove merita - possa diventare qualcosa di speciale. Quell’energia è una risorsa. E noi la utilizzeremo".
Negli ultimi mesi si sono rincorse molte voci sulla situazione finanziaria del Club. Potete chiarire una volta per tutte quale sia la situazione attuale? "Dal punto di vista finanziario, il debito è stato significativamente ridotto. Gli obblighi fiscali e contrattuali ereditati dalla precedente gestione - e ce n’erano di concreti - sono stati identificati, gestiti e in parte risolti. Non esistono più impegni salariali improduttivi verso giocatori che non fanno più parte del Club.
Siamo pienamente in regola sia dal punto di vista normativo sia da quello finanziario. Lo dico chiaramente perché, nel calcio italiano, non è qualcosa che si possa dare per scontato. Il Club poggia su basi economiche solide e ogni euro di plusvalenza viene reinvestito per migliorare il Club, sia sotto il profilo sportivo sia sotto quello operativo.
Un altro tema che è stato spesso sollevato riguarda i costi legati agli agenti e alle commissioni. È importante chiarire che queste dinamiche sono parte strutturale del sistema calcistico moderno, soprattutto nei mercati internazionali e nelle operazioni multilivello. In molti casi si tratta di accordi complessi, legati a operazioni ereditate o a strutture contrattuali già esistenti al momento del nostro arrivo. Da parte nostra, l’approccio è sempre quello di valutare al meglio l’economicità generale delle operazioni".
Il Presidente Esecutivo Italo Zanzi lo ha ribadito più volte, ma per mettere definitivamente a tacere queste voci, può confermare anche lei che l’obiettivo di Presidio non è vendere il Club, ma proseguire con un progetto di medio-lungo termine? "Il nostro obiettivo non è cambiato: stiamo costruendo le fondamenta di un Club che dovrà essere ancora qui tra cinquant’anni. Abbiamo una visione di lungo periodo e gli investimenti che stiamo realizzando hanno una natura strutturale e duratura.
Nei prossimi giorni faremo un annuncio importante riguardo allo sviluppo del nuovo stadio. La nostra intenzione è portare avanti questi investimenti, non vendere il Club nel breve termine".
Dopo la prima stagione completa di Presidio alla guida dell’Hellas Verona, qual è la valutazione di Christian Puscasiu? "Siamo retrocessi perché non abbiamo raccolto abbastanza punti per salvarci. Come già espresso in modo chiaro, la classifica non mente e noi non siamo qui per sostenere il contrario.
Quello che posso fare è spiegare, con la massima onestà possibile, quali riteniamo siano state le cause che hanno portato a questo risultato. Comprenderle è la condizione necessaria per non ripetere gli stessi errori. E credo che, osservando il quadro nella sua interezza, la situazione sia più articolata del semplice 'la squadra non era abbastanza forte'. Ci sono cause precise che, combinate tra loro, riteniamo siano state straordinarie e non strutturali.
C’è anche un dato molto concreto che non va letto come scusante ma che racconta bene il margine con cui si è decisa questa retrocessione: abbiamo perso più di dieci punti subendo gol dopo il settantesimo minuto. Parliamo di partite che erano in equilibrio o sotto controllo e che, negli ultimi venti minuti, hanno preso una direzione diversa. In un campionato come la Serie A, questo rappresenta la differenza tra la salvezza e la retrocessione.
A questo si aggiunge un elemento di analisi più profondo: se si guardano le prestazioni espresse in campo nel corso della stagione, emerge uno scostamento significativo tra i punti che la squadra avrebbe meritato e quelli effettivamente ottenuti.
Questo non cambia il risultato finale - che accettiamo - ma aiuta a comprenderne la natura. Non stiamo parlando di una squadra strutturalmente non competitiva, ma di una stagione in cui diversi fattori, anche statistici, si sono combinati in modo sfavorevole.
Questo non è un alibi, ma un elemento di analisi. Significa che, in molte partite, la squadra è stata competitiva e all’altezza, ma non è riuscita a trasformare questa competitività in risultati. È un aspetto su cui dovremo lavorare con grande attenzione, perché riguarda concretezza, gestione dei momenti chiave e maturità complessiva del gruppo.
La retrocessione fa male. Non era ciò che volevamo. Ma posso dire con assoluta certezza che oggi il Club è strutturalmente più forte rispetto al momento del nostro arrivo. Le fondamenta che abbiamo costruito non scompaiono con una retrocessione. Ed è proprio questa base - profondità manageriale e investimenti infrastrutturali - che ci dà ogni motivo per credere che si tratti di una battuta d’arresto temporanea, non dell’inizio di un declino.
Ma al di là dell’analisi sportiva, credo sia giusto aggiungere un messaggio diretto anche a chi lavora quotidianamente per questo Club e a chi lo sostiene a livello istituzionale e commerciale. Ai nostri dipendenti, ai collaboratori, agli sponsor e ai partner finanziari e ai nostri tifosi voglio dire chiaramente che comprendiamo la delusione che questo risultato porta con sé, e che riconosciamo pienamente il loro impegno e il loro contributo.
Non è un messaggio formale, ma un riconoscimento concreto: senza il lavoro quotidiano di queste persone e senza la fiducia di chi supporta il Club, nulla di ciò che stiamo costruendo sarebbe possibile. Meritano di sapere che la responsabilità di questo risultato è nostra, come proprietà e come leadership sportiva".
È corretto dire che tutte le operazioni di plusvalenza che il Club ha effettuato e continuerà a effettuare sono necessarie per garantire l’auto sostenibilità finanziaria e preservare la stabilità nel lungo periodo? "Sì, è corretto dire che tutte le operazioni in uscita - come quelle relative a Coppola, Tchatchoua, Cisse, Ghilardi e Giovane, che in questa stagione hanno generato importanti plusvalenze - sono necessarie per garantire l’auto sostenibilità del Club e assicurargli una posizione più forte per il futuro. Ogni euro derivante da queste operazioni - al netto di commissioni e obblighi verso i club precedenti - è stato reinvestito nel Club: nella rosa, nelle infrastrutture e nel futuro.
Voglio essere molto chiaro su questo punto, perché credo sia importante per i tifosi: questa proprietà non sottrae valore al Club. Il modello basato sulle operazioni di mercato esiste per finanziare la crescita del Club, non per distribuire capitale agli azionisti. La proprietà è impegnata a reinvestire il 100% di ciò che riceve.
Allo stesso tempo, credo sia fondamentale spiegare perché questo modello sia necessario. La sostenibilità non è una rinuncia all’ambizione, ma la condizione che permette a un Club di rimanere competitivo nel tempo, senza mettere a rischio la propria stabilità. Vogliamo costruire un Hellas Verona che possa crescere, competere e durare, non uno che ottiene risultati nel breve periodo per poi pagarne le conseguenze negli anni successivi".
Siete pienamente consapevoli del divario economico tra Serie B e Serie A, e come intendete affrontarlo? "Sì, naturalmente, ne siamo consapevoli. Conosciamo molto bene la differenza tra Serie A e Serie B. L’obiettivo è costruire una squadra competitiva sul campo, mantenendo al tempo stesso grande attenzione alla stabilità economica e finanziaria del Club".
Alla luce di questa situazione e considerando gli sforzi di Presidio per il bene del Club, quanto sarà importante costruire una rosa in grado di puntare all’immediato ritorno in Serie A già dalla prossima stagione? "La priorità immediata è chiara: affronteremo la Serie B con un solo obiettivo, tornare in Serie A già dalla prossima stagione. Abbiamo le risorse per perseguire questo obiettivo con serietà. Spero che, insieme all’area sportiva, riusciremo a costruire una delle squadre più forti del campionato.
Credo sinceramente che una stagione dell’Hellas Verona in lotta per la promozione al Bentegodi - con tifosi che non desiderano altro che vedere questo Club tornare dove merita - possa diventare qualcosa di speciale. Quell’energia è una risorsa. E la useremo.
Stiamo costruendo le basi giuste. Non ripeteremo gli errori che hanno contribuito a questa stagione. E andremo avanti con questi obiettivi: verso la Serie A, verso un nuovo stadio, verso un Hellas Verona costruito davvero per durare nel tempo.
La nostra visione è chiara ed è di lungo periodo. Tutte le decisioni che stiamo prendendo - dagli investimenti infrastrutturali alla costruzione della squadra - vanno nella direzione di rafforzare il Club in modo stabile e duraturo. Non stiamo lavorando su un orizzonte di breve termine, ma su un progetto che abbia continuità e ambizione negli anni".
Più nello specifico, per raggiungere la promozione, la vostra idea è mantenere un nucleo di giocatori di questa stagione oppure effettuare una nuova rivoluzione tecnica? "È molto difficile rispondere a questa domanda. Quando si definisce la composizione di una squadra, ci sono molti fattori da considerare: la volontà del giocatore di restare, il tipo di offerta che potrebbe arrivare da un altro club per noi e soprattutto per il giocatore, oltre alle normali dinamiche del mercato dei trasferimenti, che conoscete tutti molto bene".
Senza fare nomi, una delle priorità potrebbe essere individuare il nuovo allenatore il prima possibile, così da pianificare meglio il futuro? "Senza fare alcun nome, posso confermare che questa è oggi la nostra priorità numero uno".
Dal vostro arrivo avete mostrato una forte volontà di ascoltare il sentimento dei tifosi. Come pensate di riconquistarli dopo una stagione così negativa e frustrante? "Essendo onesti, come ho cercato di essere oggi, e poi passando ai fatti. L’analisi è stata fatta. Abbiamo imparato dai nostri errori. Il lavoro ricomincia ora: costruire la squadra per la Serie B con l’obiettivo specifico di tornare in Serie A in una sola stagione, con maggiore chiarezza e fondamenta più solide rispetto a dodici mesi fa. È su questo che si concentra tutta la nostra attenzione. Analizzare il passato è necessario. Restarne bloccati, no".
Questione stadio: a novembre è stata presentata al Comune la manifestazione di interesse. Potete spiegare la visione della proprietà riguardo alla costruzione di un nuovo stadio? "Il Bentegodi è stato costruito nel 1963. È uno degli stadi più grandi d’Italia, ma presenta reali limiti strutturali ed è di proprietà del Comune di Verona. Questo significa che siamo in affitto nella nostra stessa casa, con un controllo limitato su un asset fondamentale sia per l’esperienza dei tifosi che quella commerciale. Non è una situazione sostenibile per un Club con ambizioni di lungo periodo.
Abbiamo preso un impegno serio per cambiare questa situazione. Abbiamo completato uno studio rigoroso di fattibilità economica e di mercato, valutato ogni scenario realistico di sviluppo e concluso che la strada migliore sia un nuovo stadio nell’attuale area del Bentegodi: preservando il luogo che i tifosi conoscono, ma creando al tempo stesso l’infrastruttura moderna di cui il Club ha bisogno.
Abbiamo svolto una procedura competitiva per selezionare l’architetto e, nelle prossime ore, pubblicheremo un importante annuncio a riguardo. Ciò che significherebbe un nuovo stadio è estremamente rilevante: un sostanziale aumento dei ricavi da partite ed eventi, flussi di entrata indipendenti dalla categoria in cui giochiamo e una base finanziaria permanentemente più solida per il Club. Ridurrebbe la nostra dipendenza dal mercato dei giocatori per finanziare le operazioni. Ci permetterebbe di investire con maggiore continuità nella squadra. E offrirebbe ai tifosi un’esperienza all’altezza dell’orgoglio che provano per questo Club.
Ma voglio essere chiaro su un punto: un progetto di questa portata non può essere realizzato soltanto con la volontà privata. Richiede un allineamento politico a livello locale, regionale e potenzialmente nazionale. Richiede che il Comune di Verona sia un vero partner, e stiamo costruendo questo rapporto in modo attivo e in buona fede. Probabilmente servirà una combinazione di investimenti privati e sostegno pubblico affinché il progetto diventi realtà. Nulla di tutto questo è insolito per grandi progetti di sviluppo di stadi in Italia o in Europa: molti degli impianti più importanti dell’ultimo decennio sono stati realizzati attraverso partnership pubblico-private. Ma ciò significa anche che le tempistiche non dipendono interamente da noi".
In città sono circolate voci riguardo a un possibile interesse per il Payanini Center che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe cessare le proprie attività attuali alla fine di giugno. C’è qualcosa di vero oppure ritenete che il centro sportivo di Peschiera sia pienamente adeguato alle esigenze della Prima Squadra e della Primavera? "No, non c’è nulla di vero nelle voci riguardanti quel centro sportivo. La struttura di allenamento di Peschiera è stata significativamente migliorata dal nostro arrivo. Abbiamo investito nell’ambiente della Prima Squadra, nella Primavera, nella squadra femminile e nelle infrastrutture del Settore Giovanile che supportano alcune di queste aree, e riteniamo che queste strutture siano più che adeguate.
Considerato l’elevato numero di squadre che abbiamo nei settori giovanili maschili e femminili, la nostra intenzione è continuare a migliorare le aree e le strutture di allenamento.
Stiamo lavorando attivamente per arrivare a possedere un nostro centro sportivo invece di utilizzarne uno in affitto: una transizione che trasformerebbe un costo operativo annuale in un asset permanente del Club, garantendoci piena autonomia sull’ambiente di sviluppo e permettendoci di costruire un’accademia centralizzata capace di attrarre talenti da tutta la regione e oltre".
Molti tifosi si sono chiesti perché una delle vostre prime decisioni strutturali sia stata vendere il Bottagisio, che era stato acquisito dalla precedente proprietà e destinato a centralizzare tutte le attività del settore giovanile. Può spiegare il motivo di questa scelta? "La risposta è semplice: abbiamo ritenuto che le caratteristiche strutturali di quel centro di allenamento non fossero adatte alle nostre esigenze e ai nostri requisiti".
L’Hellas Verona non è solo la Prima Squadra. Secondo molti, queste sono state due stagioni positive per il Settore Giovanile maschile, da sempre una fonte preziosa di talento. Come intendete continuare a sviluppare quest’area? "La Primavera e il Settore Giovanile non sono semplicemente serbatoi per la Prima Squadra. Sono motori di produzione di valore tecnico ed economico. Coppola, che quest’estate è passato al Brighton per una cifra significativa, è cresciuto nel nostro vivaio. Cisse - che ha firmato con il Milan all’inizio di quest’anno - è entrato nel nostro Settore Giovanile a quattordici anni, ha segnato sedici gol in una singola stagione di Primavera, ha esordito in Serie A con noi, è andato in prestito al Catanzaro in Serie B ed è stato ceduto a diciannove anni a uno dei più grandi club italiani. Oggi è anche un nazionale Under 21.
Questo è il quadro completo di ciò che un settore giovanile ben gestito può produrre. Lo abbiamo individuato, sviluppato e, quando il mercato ne ha riconosciuto il valore, lo abbiamo concretizzato nel momento giusto. Tutto questo è reso possibile dall’eccellente lavoro del nostro Responsabile del Settore Giovanile, Massimo Margiotta, e dal grande e competente gruppo di lavoro che ogni giorno contribuisce alla crescita dei nostri giovani calciatori. La Primavera e il vivaio producono giocatori che arrivano a rappresentare l’Italia a livello giovanile. Questo legame con i giovani talenti del territorio è per noi importante per ragioni che vanno oltre il valore economico che può generare in futuro".
Questa stagione ha visto anche la crescita del settore femminile del Club, con molte nuove tesserate e la Prima Squadra che ha mantenuto la categoria. Sono basi solide per continuare a sviluppare l’Hellas Verona Women? "Questa stagione è stata positiva sotto molti aspetti. Abbiamo aumentato la visibilità del calcio femminile attraverso iniziative come il Double Header, lanciando un format che ha aperto gli stadi del calcio professionistico maschile anche ad altri club di Serie B, come Como 1907, Frosinone e Cesena. Dal punto di vista del Settore Giovanile, abbiamo ottenuto risultati importanti, tra cui il mantenimento della massima categoria con la squadra Primavera e il raggiungimento dei playoff nazionali con l’Under 17, insieme alla continua crescita delle categorie più giovani.
Anche la Prima Squadra ha mantenuto la categoria, creando una base solida su cui costruire la prossima stagione sia dal punto di vista commerciale che della comunicazione. Allo stesso tempo, stiamo lavorando su diversi programmi internazionali per elevare ulteriormente il nostro livello sportivo ed espandere il brand all’estero, anche sulla base di esperienze come il nostro tour estivo in Germania. Nel complesso, si tratta di basi solide che ci danno fiducia e slancio per continuare a sviluppare l’Hellas Verona Women nelle prossime stagioni".
Pochi giorni fa, l’evento benefico della Hellas Verona Foundation ha riunito quasi 400 persone a sostegno delle sue iniziative. A suo avviso, quali sono i valori e la missione principali della Fondazione? "Collegare il Club alla comunità veronese. Lascio che sia il lavoro a parlare. Abbiamo finanziato la costruzione di una struttura residenziale affinché le famiglie dei bambini sottoposti a trapianto nel reparto di Oncoematologia Pediatrica possano avere un alloggio vicino ai propri figli. Doniamo i pasti in eccedenza dopo ogni partita casalinga. Abbiamo realizzato programmi educativi su inclusione e fair play in oltre 130 scuole della provincia. I tifosi non vedenti possono seguire ogni partita casalinga grazie all’audiodescrizione. La collaborazione avviata con la cooperativa Ape ’N’ Down coinvolge giovani con disabilità intellettive nelle attività di hospitality: non come gesto simbolico, ma come membri dello staff.
Il nostro progetto principale di questa stagione, ‘Casa Insieme a Voi’ insieme a Caritas Verona, è una struttura di co-housing per giovani donne in difficoltà abitativa, comprese vittime di violenza. Con grande orgoglio e soddisfazione sosteniamo un’iniziativa per noi particolarmente significativa: Hellas Verona 4 Special, una squadra di ragazze e ragazzi con disabilità intellettive che, grazie ai nostri allenatori, possono vivere il calcio in modo divertente ed educativo. Trovo tutto questo lavoro profondamente significativo. È uno degli aspetti di questo Club di cui sono più orgoglioso di far parte. Un Hellas Verona che sarà ancora qui tra cinquant’anni è un Club che si sarà guadagnato il proprio posto in questa città: non solo in classifica, ma nella comunità. L’Hellas Verona Foundation rappresenta al meglio il modo in cui lavoriamo ogni giorno per raggiungere questo obiettivo".
10 maggio 2026 Serie A Enilive 2025/26 | Al Bentegodi passa il Como
Verona – Si è conclusa 0-1 Hellas Verona-Como, 36a giornata di Serie A Enilive 2025/26.
La prima occasione del match è per il Verona e arriva al 3’: Bowie si libera bene di un avversario sul lato corto dell’area e mette in mezzo un cross basso per Suslov che, di prima intenzione, conclude in porta, ma Butez si fa trovare pronto e devia in angolo.
Al 20’ è ancora il Verona a rendersi pericoloso: triangolazione sulla corsia di sinistra tra Bernede e Frese, con quest’ultimo che si presenta a tu per tu con Butez, ma la sua conclusione è debole e il portiere avversario blocca.
Al 24’ risponde il Como con Rodriguez che prova la conclusione dalla distanza: l’attaccante si accentra e calcia verso la porta, ma il tiro è centrale e Montipò blocca senza difficoltà.
Al 32’ nuova occasione per i gialloblù: Belghali crossa dalla destra e dopo una serie di rimpalli il pallone arriva a Bernede che si sistema la sfera e calcia, ma la difesa comasca respinge; sulla ribattuta Bowie colpisce di testa senza però inquadrare lo specchio della porta.
Al 40’ il Como torna in avanti su calcio piazzato: Da Cunha mette in mezzo un pallone a rientrare per Rodriguez che tenta la girata di testa, ma la conclusione termina alta.
Nel finale di primo tempo, al 45’+2’, ancora Rodriguez protagonista con un’azione personale sulla fascia: cross in area per Douvikas che anticipa Edmundsson sul primo palo e prova il tiro, ma il difensore gialloblù è ben posizionato e devia in angolo.
Dopo due minuti di recupero, il primo tempo si conclude sullo 0-0.
Nella ripresa, al 47’, arriva il cross dalla destra di Smolcic: sul primo palo svetta di testa Diao, ma il pallone termina di poco a lato.
Al 57’ il Como recupera palla con Da Cunha, bravo a dialogare con Baturina. Il numero 33 si presenta al tiro da posizione ravvicinata, ma Montipò blocca.
Al 71’ passa in vantaggio il Como. Douvikas approfitta del lancio lungo di Kempf, supera Edmundsson e firma con il destro il vantaggio degli ospiti.
Al 74’ il Verona risponde con il tentativo con il mancino di Suslov dal limite, che termina fuori.
Al 75’ l’Hellas pareggia i conti. Frese mette in mezzo il pallone, che resta vagante nell’area piccola, con Bowie che ne approfitta firmando il tap-in vincente. La rete viene però annullata per fuorigioco.
Dopo cinque minuti di recupero, la partita termina con il risultato di 0-1.
Il prossimo impegno del Verona sarà contro l’Inter allo stadio 'Giuseppe Meazza' nella sfida valida per la 37a giornata di Serie A Enilive 2025/26.
COMO (4-2-3-1): Butez; Vojvoda (dal 46' Smolcic), Diego Carlos, Kempf, Valle (dal 36' Moreno); Da Cunha, Perrone (dal 46' Caqueret); Diao (dall'80' Van der Brempt), Paz, J. Rodriguez (dal 46' Baturina); Douvikas
A disposizione: Tornqvist, Vigorito, Cavlina, Goldaniga, Morata, Sergi Roberto, Lahdo, Kuhn, Van der Brempt
Allenatore: Cesc Fabregas
Arbitro: Marco Di Bello (Sez. AIA di Brindisi)
Assistenti: Alessandro Lo Cicero (Sez. AIA di Brescia), Filippo Bercigli (Sez. AIA di Firenze)
Milano - Al 'Konami Youth Development Center' è terminata 4-2 Inter-Hellas Verona, 37a giornata del campionato di Primavera 1 2025/26.
La sfida si apre a Milano e il Verona parte subito forte: al 2’ Cavazza serve un ottimo pallone per Akale, che calcia di sinistro sul primo palo trovando però la risposta di Taho, bravo a deviare in calcio d’angolo.
La risposta dell’Inter arriva al 4’ con una grande occasione: Maye mette un cross insidioso in area, Borghi devia ma sul secondo palo arriva Zarate, che conclude a botta sicura trovando il salvataggio sulla linea di Szimionas.
Al 15’ i nerazzurri passano in vantaggio: azione sviluppata sulla sinistra da Pinotti, che crossa in area per Kukulis, bravo a colpire di testa e a battere Borghi.
Il Verona prova a reagire al 19’ con una punizione di Feola dalla fascia destra: la deviazione della barriera rende il pallone insidioso, costringendo Taho a distendersi e deviare in angolo.
Al 29’ l’Inter va vicina al raddoppio con Kukulis, che dai 25 metri lascia partire un destro potente che si stampa sull’incrocio dei pali.
Tre minuti più tardi, al 32’, altra occasione per i padroni di casa: Pinotti entra in area, si sposta il pallone sul sinistro e conclude ad incrociare, ma Borghi risponde con un ottimo intervento.
Il Verona torna a farsi vedere al 37’ con una buona iniziativa di Casagrande sulla sinistra: il cross del gialloblù trova Martini al centro, ma il suo destro è debole e facile preda di Taho.
Al 40’ arriva il raddoppio nerazzurro: Maye sfonda sulla corsia sinistra, entra in area e supera Borghi con un potente sinistro sotto la traversa.
L’Hellas prova subito ad accorciare al 42’ con Akale, che controlla in area su assist di Szimionas, si gira e conclude di destro sfiorando il palo.
Nel finale di tempo, al 45’, il Verona conquista un calcio di rigore per un fallo di mano di Cerpelleti sul tentativo in rovesciata di Peci. Dagli undici metri si presenta Feola, che spiazza Taho e firma il 2-1.
Senza recupero, il primo tempo si chiude con l’Inter avanti di una rete.
La ripresa si apre con il terzo gol nerazzurro al 48’: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Kukulis conclude dal limite dell’area, il pallone passa sotto le gambe di Martini e sorprende Borghi, che non riesce a evitare la rete.
Al 51’ il Verona va vicinissimo al gol: Akale serve centralmente Martini, che conclude di esterno di prima intenzione colpendo la traversa; il pallone rimbalza sulla linea prima che la difesa dell’Inter riesca a liberare in angolo.
Il quarto gol dei padroni di casa arriva al 55’ con una grande giocata personale di Zarate, che supera Peci sulla destra e lascia partire un sinistro preciso che si infila all’incrocio dei pali.
Il Verona non smette di provarci e al 67’ accorcia nuovamente le distanze: cross preciso dalla sinistra di De Rossi e inserimento perfetto di Martini, che anticipa tutti e mette in rete il 4-2.
L’Inter torna a rendersi pericolosa al 70’ con Mancuso, che colpisce di testa da ottima posizione senza però trovare la porta.
Al 83’ ancora Mancuso protagonista con un altro colpo di testa insidioso, ma Borghi salva deviando in calcio d’angolo.
Nel finale, all’86’, doppia grande occasione per i nerazzurri: prima Borghi si oppone alla conclusione ravvicinata di Mancuso, poi sulla ribattuta Della Mora calcia a colpo sicuro trovando il salvataggio sulla linea di Intrabartolo.
Al 90’ arriva anche il secondo palo dell’Inter, colpito da Della Mora con un destro potente.
Dopo cinque minuti di recupero, al 90’+5’, arriva il triplice fischio: a Milano l’Inter supera il Verona per 4-2
Il prossimo impegno del Verona, sarà quello allo stadio Olivieri contro la Roma, valido per la 38a giornata del campionato di Primavera 1 2025/26. (Data e orario ancora da definire)
LA CRONACA
1' Fischio d'inizio a Milano. Dai gialloblù!
2' Subito pericoloso il Verona con Cavazza che serve bene Akale in area che calcia con il sinistro sul primo palo ma trova la risposta in angolo di Taho
4' Prima occasione anche per l'Inter con Maye che mette in mezzo un cross pericoloso che Borghi devia, sul secondo pale arriva Zarate a botta sicura ma Szimionas respinge sulla riga
15' Gol dell'Inter. Azione sulla sinistra di Pinotti che mette un bel cross in area di rigore dove arriva Kukulis che con un colpo di testa preciso supera Borghi
19' Prova a rispondere l'Hellas con la punizione dalla fascia destra di Feola, che dopo una deviazione della barriera diventa insidiosa per Taho che deve allungare in calcio d'angolo
29' Palo dell'Inter. Ancora Kukulis che questa volta cerca il gol con con un tiro di destro dai 25 metri, ma il pallone si stampa sull'incrocio dei pali
32' Cerca il raddoppio l'Inter con Pinotti che si presenta in area, si sposta il pallone sul sinistro e calcia ad incrociare, bravo Borghi ad allungarsi sulla sinistra e a respingere
37' Bell'azione sulla sinistra di Casagrande che riesce a mettere un buon cross al centro dove arriva Martini che però con il destro non impatta bene e il tiro diventa di facile presa per Taho
40' Raddoppio Inter. Maye scappa via sulla sinistra ed entra in area di rigore, si presenta davanti a Borghi e lo batte con un sinistro potente sotto la traversa
42' Cerca di accorciare le distanze l'Hellas con Akale, che servito da Szimionas in area, si gira e prova a piazzare con il destro ma il suo tiro finisce di poco a lato
45' Rigore per il Verona. Cerpelleti colpisce con il braccio largo sul tiro in rovesciata di Peci
45' WILLIAM FEOLAAAAA. Riduce le distanze il Verona con il numero 22 che è glaciale dal dischetto e incrociando il tiro spiazza Taho
45' Finisce senza il recupero il primo tempo con i nerazzurri avanti di una rete
46' Incomincia la ripresa. Forza ragazzi!
48' Gol dell'Inter. Kukulis colpisce bene il pallone dal limite dell'area su un'azione di calcio d'angolo, il pallone passa sotto le gambe di Martini e Borghi riesce a toccare ma non a respingere
51' Incredibile occasione per il Verona con Akale che serve bene l'inserimento centrale di Martini che calcia d'esterno di prima intenzione ma il suo tiro colpisce la traversa e poi la riga di porta prima che un difensore dell'Inter metta in angolo
55' Quarto gol dell'Inter. Grande azione personale sulla destra di Zarate che supera Peci dopo un rimpallo e mette il pallone all'incrocio con il sinistro
67' GOL DELL'HELLAS. MARTINI. Cerca di ricucire le distanze il Verona con la rete di Martini bravissimo ad anticipare tutti sull'ottimo cross dalla sinistra di De Rossi
70' Occasione Inter con Mancuso che colpisce di testa da ottima posizione su cross di Zouin ma non inquadra lo specchio della porta
83' Altro colpo di testa pericoloso di Mancuso con Borghi che salva mettendo in angolo
86' Doppia occasione per i nerazzurri: la prima con la conclusione forte di Mancuso sulla quale Borghi compie un grande intervento, sulla ribattuta arriva il tiro a botta sicura di Della Mora che viene salvato sulla linea di porta da Intrabartolo
90' Secondo palo dell'Inter, questa volta con Della Mora che calcia forte con il destro ma la sua conclusione viene respinta dal legno
90'+5' Finisce qui a Milano, 4-2 per l'Inter
SERIE B: In attesa degli spareggi tra MONZA, PALERMO, CATANZARO, MODENA, JUVE STABIA e AVELLINO per la promozione in Serie A e tra SÜDTIROL e BARI per non sprofondare nel baratro della C insieme a REGGIANA, SPEZIA e PESCARA, è il FROSINONE a raggiungere il massimo campionato italiano insieme al VENEZIA.
Il Calcio Caldiero Terme comunica l’ingresso di Marco Pacione nei quadri dirigenziali della società.
Una vita da team manager al ChievoVerona e già Direttore al Vigasio, Pacione assume l’incarico di Direttore sportivo.
La soddisfazione del nuovo diesse per l’ingresso in Gialloverde: “Sono molto felice della fiducia che mi hanno accordato il Presidente Berti e il dg Sebastiani, con cui ho condiviso un percorso di lavoro lungo vent’anni. Questa mia nuova avventura nasce con i migliori propositi, all’interno di una società importante come il Caldiero. Sono molto orgoglioso e spero di poter dare il mio contributo affinché questa società possa migliorare sempre di più“.
Grande soddisfazione da parte di Michele Sebastiani, che ricoprirà dalla prossima stagione il ruolo di Direttore generale: “Sono felice di tornare a lavorare con Marco, di cui ho sempre apprezzato il valore umano e la professionalità. Sono certo che lui possa essere la persona giusta per poter far crescere ulteriormente la società e i nostri calciatori vista la sua esperienza in campo e fuori“.
FONTE: ASDCalcioCaldieroTerme.it
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