I PUNTI CARDINE DELLA (RI)PRESENTAZIONE DI BARONI IN CUI HA AVUTO MODO DI PARLARE ANCHE SOGLIANO DOPO IL RINNOVO Il mister:
È tornato perché pensa di poter fare qualcosa di importante al VERONA e, più che dei senatori, terrà conto di chi, giovane o esperto, gli dimostrerà attaccamento alla maglia e voglia di lottare
Il modulo tattico sarà il 4-3-3 o il 4-2-3-1 caro a BARONI, la difesa tornerà in ogni caso ad essere a quattro e in ogni caso vedremo un HELLAS attivo e coraggioso dal punto di vista offensivo
Il diesse:
Ha spiegato che MONTIPO' (e il suo ingaggio) non fanno più parte del progetto del VERONA
Che sarebbe stato facile andarsene ma che, in questo momento di difficoltà per l'HELLAS, ha preferito non abbandonare la nave
Che nemmeno a lui piace vendere i giovani ma che la sopravvivenza del club è legata a certi numeri da realizzare entro il 30 Giugno e che se questi numeri non si fossero fatti con taluni giocatori avrebbero dovuto essere realizzati per forza con altri
Insomma, con la chiarezza che lo ha sempre contraddistinto, Sean ha spiegato che si va avanti col modello SETTI e che la proprietà non è in grado di resistere a certe offerte perché non ha la forza economica per farlo, quindi si cercherà di tenere un certo zoccolo duro di giocatori ma anche che, come ogni anno, dipenderà tutto dalle offerte che eventualmente arriveranno; nessuno piuò dire adesso chi rimarrà e chi no ma che si, in un campionato duro, equilibrato e difficile come la Serie B, si proverà ad arrivare alle posizioni di vertice e magari provare a tornare subito in Serie A
LA PIÙ BELLA GOLIARDIA SCALIGERA colpisce anche mister Trump ('reo' di aver chiamato l'amico INFANTINO, presidente della FIFA, per annullare la squalifica al centravanti USA BALOGUN, espulso ingiustamente secondo il presidente degli Stati Uniti che probabilmente non sa nemmeno se nel soccer la palla sia tonda o quadrata) che, stando al meme di un genio bontempone, potrebbe riammettere il VERONA in Serie A! 🤣 😂 🤣 😂
DASPO DI UN ANNO per ORBAN dopo i fatti del 19 Aprile scorso ai parcheggi dello stadio 'Bentegodi': Nell'alterco col tifoso, il giocatore avrebbe creato una situazione di potenziale rischio per l'ordine pubblico e di conseguenza gli agenti della Divisione Anticrimine hanno notificato a Gift il divieto di assistere alle manifestazioni sportive al 'Bentegodi' da spettatore perché da tesserato lo potrà invece fare (TGGialloblu.Telenuovo.it).
ASSEMBLEA LEGA SERIE B a Milano con tutte le società presenti: Si ribadisce la regola già inserita nel Codice di Autoregolamentazione che vieta la vendita ai tifosi ospiti di biglietti a prezzi maggiori rispetto a quelli applicati alla curva dei tifosi di casa (LegaB.it).
LA NUOVA PRIMA MAGLIA mi lascia abbastanza indifferente, pur apprezzandone i colori di base dal blu HELLAS al giallo di colletto e bordi manica, trovo che la croce a tutto petto che vuole richiamare quella del gonfalone comunale diventi più un supporto all'incorniciamento del main sponsor (troppo invadente in quel senso) che altro, però... Ne abbiamo viste di peggiori via (e poi un Preben testimonial ci sta sempre un gran bene 😊).
Cucita su Verona
#CALCIOMERCATO Ufficiali gli arrivi di LEALI e CERBONE. NIASSE in uscita dal VERONA c’è anche il RUBIN KAZAN', intanto dalla C chiedono lumi su KURTI... MONTIPÒ verso l'addio, non è stato convocato per il ritiro.
...Per BELGHALI spunta anche il MILAN.
Ufficiale NWACHUKWU a titolo definitivo al LUMEZZANE di SAMMARCO e i prestiti di MAGRO e AJAYI alla CASERTANA in Serie C e per PATANÈ si aspetta solo l'ufficialità allo JUVE STABIA. CERBONE, ala sinistra classe 2007 del CASARANO, in procinto di firmare col VERONA.
Ufficiale la cessione del difensore francese classe 2006 BARRY al GUBBIO, intanto la CARRARESE cerca di nuovo il prestito di CALABRESE.
Ufficiale la rescissione consensuale tra l'HELLAS e l'ormai ex Responsabile delle Giovanili gialloblù MARGIOTTA 'sedotto' ma almeno per il momento abbandonato dal diesse D'AMICO che gli aveva prospettato il medesimo ruolo alla ROMA; con lui saluta anche BENUSSI, ex portiere gialloblù e preparatore dei portieri della Primavera nell'ultima stagione. BARÁK può tornare a Verona [...] (tutti i particolari come sempre nel post B/=\S dedicato al #Calciomercato).
SERIE B 2026-27: 'VERONESI TUTI QUANTI', è iniziata la campagna abbonamenti per la nuova stagione gialloblù.[Puoi commentare in fondo alla pagina oppure continuare la discussione su X | Facebook; i contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: BondolaSmarsa.BlogSpot.com]
Il Direttore Sportivo Sean SOGLIANO «È stato ufficializzato Leali ma con Montipò e il suo entourage abbiamo già parlato da tempo: quest’anno dobbiamo fare delle scelte. Non mi piace rimandare le decisioni e credo che questo non sia nemmeno il momento di lasciare situazioni in sospeso. Quella presa su Lorenzo non è un'esclusione. È una rinuncia perché per giocare in questo campionato dobbiamo fare anche delle valutazioni economiche. In Serie B non possiamo permetterci di mantenere un organico con determinati ingaggi. Non si tratta di una bocciatura ma semplicemente di una scelta condivisa e credo che Lorenzo giocherà in un'altra squadra nella prossima stagione. Se ci saranno punti fermi oppure tutti potrebbero partire davanti a un'offerta importante? Queste dinamiche, purtroppo, non le decide il Verona e non le decide quasi nessun Club. Quando arrivano offerte di un certo livello economico è difficile opporsi. A volte ci proviamo e in qualche occasione abbiamo anche detto di no, ma la realtà è che il Verona deve mantenere un equilibrio economico. Abbiamo obiettivi di bilancio da rispettare e dobbiamo continuare a garantire stabilità alla società. Per questo motivo, in alcune circostanze, siamo costretti a cedere dei giocatori. Ci sono società che possono permettersi di trattenere tutti i propri migliori giocatori. Noi dobbiamo essere realisti e lavorare in un'altra maniera. Le lungaggini del rinnovo? Come ogni anno, finita una stagione, sono sempre molto stanco a livello mentale e voglio prendermi un po’ di tempo per capire se sono pronto ad affrontare un’altra stagione. In più sai benissimo che ci sono squadre che ti chiamano e altre che non ti chiamano; a volte vai sui giornali, ma sai da solo quanto ci sia di vero... Ormai è diventato un mondo molto mediatico, devo onestamente ringraziare il presidente del Lecce ma mia scelta è stata quella di rimanere, perché secondo me non è il momento di abbandonare una situazione difficile. Sono una persona che in questo momento ha ragionato e non ha voluto andarsene in un momento molto problematico. Io non mi nascondo nel dirlo: è un momento in cui una squadra che cambia categoria dopo tanti anni non ha la possibilità di mantenere lo stesso tipo di calcio e gli stessi investimenti. È un momento difficile per la società, però penso che questa decisione sia legata a quello che sentivo personalmente. Io penso che rimanere, in questo momento, sia stata la scelta giusta per me. Mi sono detto: resto con le persone che sono qui con me e daremo il 100% per affrontare questa situazione su tutti i campi. Emotivamente sentivo che quest’anno dovevo dare prima una risposta a me stesso e poi a una città, anche in un momento di difficoltà. La cessione di Egharevba alla Fiorentina? Tu sai come ragioniamo noi. A un certo punto dobbiamo essere coerenti. Io so che vendere un ragazzo del 2010, dal punto di vista del percorso professionale, non è una cosa che mi fa piacere. Però devo anche dire che il 30 giugno c’è una scadenza, ci sono degli obiettivi di bilancio che dobbiamo raggiungere. Se possiamo raggiungerli con determinati giocatori, bene; altrimenti dobbiamo farlo con altri. Abbiamo ricevuto un’offerta veramente importante dalla Fiorentina. Dobbiamo andare avanti. Io la vedo così: il sogno di una società è portare un ragazzo fino in Prima squadra. Però bisogna anche essere realistici...» HellasVerona.it
Le parole di mister Marco Baroni e del Direttore Sportivo Sean Sogliano
Mister Marco BARONI «Verona non ha una categoria: la sua vera categoria è rappresentata dai valori della città e delle persone che la vivono. Per me questo è ciò che conta davvero. Sono convinto, insieme al mio staff, di poter dare tutto quello che abbiamo per fare bene. L'unica certezza che possediamo è il lavoro. Si riparte dalle grandi motivazioni e dalla voglia che ho di ricominciare. Sono convinto che dovremo svolgere un lavoro di grande qualità. Dobbiamo voltare pagina rapidamente. Negli ultimi anni ci sono stati anche esempi negativi: diverse squadre retrocesse dalla Serie A sono addirittura finite in Serie C. Tutti insieme dovremo fare un grande lavoro e ripartire con forza, determinazione e un progetto chiaro. Ci saranno anche cambiamenti dal punto di vista tattico: una delle nostre certezze sarà la difesa a quattro. Da lì dovremo riportare in campo tutti i valori che ho conosciuto in questa città: voglia, determinazione, dedizione, senso di appartenenza, ferocia e qualità. Che cosa cambia oggi rispetto a tre anni fa? Io sono una persona che ogni giorno cerca di uscire di casa per tornare migliore la sera. Quella che ho davanti è una sfida bellissima che affronto con convinzione. Sono questi gli ingredienti fondamentali: lavorare, migliorarsi e cercare di costruire qualcosa di importante. Se vedremo un Marco Baroni ancora più offensivo rispetto a quello della sua precedente esperienza a Verona? Sì, assolutamente. Abbiamo sempre cercato di essere aggressivi, di mettere in difficoltà gli avversari. Io credo che le cose importanti, nella vita e nel calcio, si costruiscano avendo coraggio. Se hai timore, difficilmente riesci a costruire qualcosa di significativo. Questa sarà una caratteristica ben precisa della nostra squadra» HellasVerona.it
Preben ELKJÆR magnifico testimonial per la nuova prima maglia ha confidato al 'Corriere di Verona' «Quanto è stato emozionante mettere di nuovo la maglia del Verona? E sempre bello. E poi è bella questa maglia, mi è piaciuto indossarla. Bello il disegno, belli i colori, che sono quelli dell'Hellas, e stanno nel cuore. Sono stato contento di aver dato una mano, di aver partecipato... Poi, le foto e il video sono state realizzate in un posto suggestivo, a Porta Nuova, qualcosa di unico. Aggiungo un augurio: che questa maglia porti fortuna alla squadra, che segni una stagione felice» HellasLive.it
L'ex terzino gialloblù Vito DI BARI scommette sul talentino CERBONE prelevato dal CASARANO «Sono davvero molto contento per Salvatore. È un grande talento, uno scugnizzo di Napoli, simile a Kvaratskhelia nel modo di giocare. Nei primi metri, palla al piede, è devastante. Li fa secchi tutti. L’arrivo di Cerbone all’Hellas Verona lo ritengo un gran colpo. Su di lui c’erano tante squadre interessate. È un 2007, è giovane quindi bisogna saperlo anche aspettare. Ma sono sicuro che non deluderà le attese e ripagherà l’importante investimento che ha fatto la società scaligera. È un esterno d’attacco nel 4-3-3 o nel 4-2-3-1, destro di piede che dà il suo meglio quando gioca a sinistra. Il ragazzo, nonostante la giovane età, è sveglio e le responsabilità non lo spaventano. Anzi, lo caricano. L’anno scorso durante i playoff ha mostrato tutto il suo valore, anche in campi importanti. Ha personalità, non si nasconde e davanti a sè, se non si monta la testa, ha un futuro molto importante» Hellaslive.it
VERGOGNA MONDIALE: Trump telefona all'amico INFANTINO e gli chiede di revocare l'espulsione a BALOGUN; detto fatto! Ma il BELGIO, che fa inutilmente ricorso, lo stesso strapazza gli USA per 4 a 1 (e poi sull'account ufficiale nei social scrivono un poco equivocabile 'Ribalta questo' all'uomo più potente del mondo 😂 )
Serie B, i cinque errori da non fare (o ripetere…) in casa Verona
Presidio e Sogliano, dopo alcune decisioni rivelatisi poi errate al termine della scorsa stagione, dovranno cercare di correggersi
di Tommaso Badia
5 Luglio 2026 18:45
La nuova stagione si avvicina: tra esattamente una settimana, infatti, il Verona salirà a Folgaria per dare il via al ritiro in vista del prossimo campionato di Serie B.
Una stagione che sa di “anno zero” per i gialloblù che, verosimilmente, vedranno stravolta quella che fu la rosa dell’anno scorso, con Sean Sogliano che dovrà ricostruire pezzo per pezzo una squadra in grado di tentare l’immediata scalata alla Serie A.
In tal senso, però, direttore sportivo e società dovranno avere le idee ben chiare, cercando di evitare errori “tipici” di chi retrocede e altri già compiuti l’anno scorso.
1) Trattenere giocatori demotivati e non puntare su quelli “di categoria”
In tanti pensano che le retrocesse, portandosi dietro giocatori di categoria superiore, abbiano vita facile in Serie B. Gli ultimi anni ci hanno tuttavia insegnato che non sempre è così. Trattenere un giocatore che resta controvoglia è spesso controproducente, quindi meglio accontentare chi vuole andarsene, puntando su giocatori che credano in ciò che si fa.
Importante sarà poi accaparrarsi giocatori “di categoria“, gente abituata a lottare per il vertice della cadetteria e in grado di trascinare chi fatica a calarsi nella nuova dimensione.
2) Verona in ritardo ai nastri di partenza
Uno dei punti critici della scorsa stagione fu l’eccessivo ritardo nel completamento della rosa. Un elemento cruciale come Orban arrivò per esempio a prima giornata già disputata, mentre altri due giocatori importanti come Akpa Akpro e Gagliardini furono aggregati in rosa il primo il 6 settembre e il secondo addirittura il 12 dello stesso mese.
L’obiettivo quest’anno dovrà quindi essere quello di mettere a disposizione di Marco Baroni una rosa (quantomeno per quanto riguarda i titolari) il più possibile definita già entro i primi giorni di agosto, in modo da presentarsi alla prima giornata di campionato con un gruppo già amalgamato e soprattutto conscio delle richieste dell’allenatore.
3) Squadra senza bomber
Imprescindibile è poi la scelta della punta “da gol”, un fattore determinante per una squadra che giocherà per la promozione. Come fu per Cacia e Pazzini, il Verona dovrà riuscire a trovare il proprio ariete da sfondamento, il centravanti da venti gol stagionali in grado di spostare gli equilibri.
Sotto questo aspetto, Sogliano parte però in vantaggio: il profilo giusto sembra infatti già essere in rosa…
4) Giocatori forti, ma “gracilini”
Vero, per vincere serve qualità, ma a volte non basta. L’ultimo campionato ci ha per esempio ricordato che un giocatore fragile, per quanto forte, difficilmente riuscirà a dare un grande apporto alla causa.
L’Hellas durante la stagione 2025/2026 ha infatti dovuto fare i conti con un’enorme quantità di problemi fisici che non hanno praticamente mai permesso a Zanetti prima e a Sammarco poi di poter avere tutta la squadra a disposizione.
Lasciando perdere Suslov, basti per esempio pensare a quante giornate hanno saltato Bella-Kotchap, Valentini, Belghali (la Coppa d’Africa non è ovviamente inclusa in questo ragionamento) o Akpa Akpro, tutti potenziali titolari che, per un motivo o per l’altro, si sono spesso ritrovati in infermeria.
Nella scelta tra due giocatori, la discriminante “partite giocate” dovrebbe quindi probabilmente iniziare ad assumere un peso maggiore rispetto all’anno scorso.
5) Un Verona “squilibrato” e “corto”
Legato al discorso precedente c’è poi un ultimo aspetto, un elemento di cui anche Cristian Puscasiu ha parlato nel “monologo fiume” di fine stagione: l’equilibrio della rosa.
“Abbiamo deciso di investire il budget disponibile privilegiando la qualità dei titolari rispetto alla profondità complessiva della rosa. Questo ha fatto in modo che i diversi infortuni patiti dai giocatori chiave incidessero più di quanto sperassimo“. Queste le parole del dirigente di Presidio che, analizzando la retrocessione, ha di fatto ammesso l’errore di valutazione.
In sostanza, avere a disposizione un nazionale che va a disputare i Mondiali da titolare serve a poco se poi, al primo problemino fisico, a sostituirlo sono un ragazzino che fino all’anno prima giocava in Serie D oppure giocatori da adattare al ruolo.
Meglio quindi puntare su elementi magari più simili tra loro anche a livello di qualità e che, oltre a migliorarsi vicendevolmente grazie a del sano agonismo, siano magari in grado di mettere in difficoltà l’allenatore.
Bonus: non dimentichiamo la Dea Bendata!
I demeriti del Verona 2025/2026 sono evidenti, ma un’attenuante gli va riconosciuta: l’anno scorso all’Hellas non ne è girata una per il verso giusto.
Tra gollonzi tragicomici subiti, reti incassate nel finale, infortuni e sfortune varie ed eventuali, l’Hellas ha senz’altro un grosso credito da riscuotere con la fortuna.
Per rimediare in tal senso, massima libertà: si può puntare su un giocatore “talismano” (come dimenticare Troianiello?), seminare un campo di quadrifogli a Castelnuovo del Garda o magari organizzare una gita di gruppo al cortile di Giulietta per una benaugurante “palpatina” alla statua dell’eroina shakesperiana.
Se invece si volesse puntare più “in alto”, meglio organizzarsi per tempo: ad agosto Lourdes tende infatti a essere piuttosto affollata…
FONTE: CalcioHellas.it
9 luglio 2026 #Folgaria2026 | Tutte le info utili sull'Hellas Village
Verona - Mancano tre giorni all’inizio di Folgaria 2026, il luogo del ritiro precampionato dell’Hellas Verona nel quale i gialloblù si alleneranno e giocheranno le prime partite amichevoli dal 12 al 26 luglio al campo sportivo ‘La Pineta’ in via De Gasperi.
Il programma prevede due allenamenti al giorno (alcune sedute potrebbero subire variazioni che saranno comunicate giornalmente sul sito hellasverona.it e sui profili Instagram e X del Club).
La squadra scenderà in campo per il primo allenamento nel pomeriggio di domenica 12 luglio, in orario da definire.
Anche quest'anno ci sarà l'Hellas Village, che sarà inaugurato ufficialmente con il tradizionale taglio del nastro nel pomeriggio di domenica 12 luglio, prima dell'allenamento della Prima Squadra.
All'interno del villaggio gialloblù saranno presenti aree dedicate ai più piccoli, con gonfiabili e spazi gioco a tema calcistico. Le giornate a Folgaria saranno animate da musica e intrattenimento e ci sarà l’Hellas Store, il negozio del Verona nel quale i tifosi potranno acquistare tutti i prodotti ufficiali del Club, compresa la nuovissima maglia da gara Home che i gialloblù indosseranno nel corso di questa stagione e presentata pochi giorni fa.
Al termine di ogni allenamento e delle partite amichevoli, sarà possibile incontrare due calciatori della Prima Squadra all’interno del Village davanti all'Hellas Store, per foto e autografi.
L'Hellas Village sarà aperto con i seguenti orari:
dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 20;
Sabato e domenica, dalle ore 8.30 alle ore 21.
A completare l'offerta del Village saranno presenti anche gli spazi dedicati al Food & Beverage, affidati per la prima volta all'Impresa Sociale Ape'n Down, una realtà veronese che favorisce l'inserimento lavorativo di persone con disabilità intellettiva.
Anche quest’anno ci saranno infine a Serrada gli Hellas Verona Summer Camp, dedicati ai bambini e ai ragazzi che vogliono giocare a calcio e divertirsi indossando i colori gialloblù. Tutte le informazioni sono disponibili a questo link https://www.hellasverona.it/squadre/giovanili_pages/hellas-camp.
Vi aspettiamo a Folgaria per vivere insieme il ritiro estivo dell'Hellas Verona!
Da 'Veronesi tuti mati' a 'Veronesi tuti quanti': un'espressione conosciuta ai più si trasforma nel claim della nuova campagna abbonamenti dell'Hellas Verona per le partite interne del campionato di Serie BKT.
Perché la fede gialloblù non è una follia isolata, ma un modo di essere condiviso, che unisce un'intera città, generazione dopo generazione. Un'appartenenza che non si sceglie e non si spiega: si eredita, nei gesti, nelle parole, nel modo di guardare il mondo.
Non è una passione che si vive a metà: o si è dentro, o non si può capire. E se si è dentro, allora si è veronesi "tuti quanti" - nel bene e nel male, nei gesti di ogni giorno prima ancora che sugli spalti. È questo il filo che lega la campagna: un'identità che si riconosce prima nella quotidianità e dopo al ‘Bentegodi’, trasformandosi in voci che cantano all’unisono per i colori gialloblù.
Un'occasione per ribadire, senza bisogno di proclami, l'unicità di questa città, di questo Club e della sua gente.
Tra le novità di questa stagione, la società ha deciso di reintrodurre l'offerta dedicata alle famiglie che anagraficamente risultano composte da 2 genitori e almeno un figlio.
Verona - Hellas Verona FC comunica l’interruzione consensuale del rapporto professionale con Massimo Margiotta.
Approdato all'Hellas Verona nell'estate del 2017, Margiotta ha ricoperto per nove anni il ruolo di Responsabile del Settore Giovanile gialloblù. Sotto la sua direzione, il vivaio del Verona ha saputo crescere e valorizzare numerosi giovani calciatori e ottenuto con la formazione Primavera la promozione nel massimo campionato di categoria al termine della stagione 2020/21 e cinque successive salvezze consecutive.
Il Club saluta e ringrazia Massimo Margiotta e gli augura le migliori soddisfazioni per il prosieguo della sua carriera.
Verona - Hellas Verona e lo Sponsor Tecnico Joma sono orgogliosi di annunciare il nuovo Home Kit che i giocatori indosseranno nella stagione sportiva 2026/27. Per presentare la nuova maglia realizzata insieme a Joma non poteva esserci testimonial migliore: ad indossare la nuova maglia è stato colui che per tutti i tifosi del Verona è il ‘Sindaco’, uno degli eroi dello Scudetto ‘84/’85 e non solo: Preben Elkjaer Larsen.
L’Hellas Verona vestirà la sua identità più riconoscibile nel primo kit della stagione 2026/27. Joma e il Club hanno lavorato sui tradizionali colori gialloblù, per sviluppare una maglia che si lega profondamente alla città che rappresenta.
Il design trasferisce infatti sul tessuto l’emblema storico della città di Verona, il cui stemma incorpora la croce gialla su campo blu. Questo simbolo araldico, integrato nella parte frontale della maglia e legato alla città e ai colori dell’Hellas Verona, è il protagonista della nuova pelle della squadra.
Inoltre, la maglia presenta altri dettagli legati alla tradizione calcistica gialloblù. Sul retro del colletto c'è la scritta ‘DAI VERONA’, una delle espressioni più passionali di incoraggiamento dei tifosi, che passa dagli spalti alla maglia per accompagnare i giocatori in ogni partita. Nella parte interna risalta la frase ‘WE ARE HELLAS’, per sottolineare il senso di appartenenza di tutta la comunità veronese.
Per rendere omaggio a questo connubio tra Club e città, è stata scelta una location che rappresentasse al meglio il simbolo e i colori di Verona e dell’Hellas Verona. È Porta Nuova, monumentale accesso al centro storico della città, a fare da sfondo a Elkjaer e alla nuova maglia Home.
PANTALONCINI E CALZETTONI
Il pantaloncino è completamente blu con il logo del Club posizionato in basso a destra e quello dello sponsor tecnico a sinistra, con due bande gialle laterali. I calzettoni sono anch’essi blu, con un bordo giallo all’altezza del ginocchio.
TECNOLOGIA APPLICATA AL CALCIO DI MASSIMO LIVELLO
A livello tecnico, per la stagione 2026/27, Joma ha introdotto soluzioni tessili all'avanguardia nella realizzazione della prima maglia dell’Hellas Verona. L’innovazione che dà prestigio al marchio ha l’obiettivo di rispondere alle esigenze del calcio attuale. Per tale motivo Joma ha impiegato materiali e tecnologie sviluppati per favorire le massime prestazioni nella fase di competizione.
Realizzata in tessuto 100% poliestere riciclato, ottenuto da bottiglie di plastica PET, un materiale leggero, resistente e di alta qualità che unisce performance sportiva e impegno verso una produzione più sostenibile. Questo materiale contribuisce a ridurre del 75% le emissioni di CO₂ nell’atmosfera rispetto ai tessuti tradizionali.
Struttura tecnica con finitura Jacquard per favorire la ventilazione del sudore. Insieme alla tecnologia MICRO-MESH SYSTEM, posizionata strategicamente nelle zone di maggiore sudorazione, assicura un controllo efficace dell’umidità.
Stemma dell’Hellas Verona realizzato in silicone per ridurre possibili sfregamenti senza compromettere la flessibilità del capo.
Cuciture resistenti e confortevoli, che garantiscono una maggiore durata senza limitare la libertà di movimento.
Le finiture rib su collo e polsini favoriscono una vestibilità comoda e aiutano il kit ad adattarsi meglio al corpo del giocatore.
FONTE: HellasVerona.it
VERGOGNA MONDIALE: Trump telefona all'amico INFANTINO e gli chiede di revocare l'espulsione a BALOGUN; detto fatto! Ma il BELGIO, che fa inutilmente ricorso, lo stesso strapazza gli USA per 4 a 1 (e poi sull'account ufficiale nei social scrivono un poco equivocabile 'Ribalta questo' all'uomo più potente del mondo 😂 ) _
Nicola Ferrari è il nuovo allenatore della Primavera granata.
A seguito di una carriera ventennale da calciatore, con più di 100 gol tra Serie B, Serie C e Serie D, Ferrari ha intrapreso il percorso da allenatore rivolgendo il proprio interesse al Settore Giovanile e allo sviluppo degli atleti. Nelle ultime due stagioni ha guidato la formazione Primavera dell’Union Brescia, dopo avere maturato un importante bagaglio di esperienza all’interno del vivaio della Feralpisalò.
La Società rivolge a mister Ferrari il più caloroso benvenuto e porge i migliori auguri di buon lavoro.
“Mi piace entrare nella testa dei ragazzi per capirli, in un’età delicata, dove hanno tante ambizioni e numerosi stimoli. Voglio cercare di rendere i loro sogni degli obiettivi concreti e raggiungibili, dando il meglio di me per ottimizzare le loro capacità e farli performare al meglio da un punto di vista sportivo e caratteriale. È così che interpreto il ruolo di allenatore a livello giovanile – ha detto mister Ferrari nel suo primo giorno in granata – Ho scelto la Reggiana per la grande sintonia che si è creata in questa fase di dialogo con i rappresentanti della Società oltre che per la storia del Club, che reputo una grande opportunità e un posto dove potere crescere in questa fase della mia carriera”.
FONTE: ReggianaCalcio.it
Nato a Perugia il 13 febbraio 1983, Beati è cresciuto nel settore giovanile dell'Inter, con cui ha conquistato il Campionato Primavera nella stagione 2001/02, arrivando anche a esordire in Serie A e in UEFA Champions League con la prima squadra. Nel corso della sua carriera da centrocampista ha inoltre vestito, tra le altre, le maglie di Triestina, Spezia, Arezzo, Crotone, Frosinone e Sorrento, collezionando anche una presenza con la Nazionale italiana Under 21.
Terminata la carriera da calciatore, ha intrapreso quella da allenatore. Dopo due stagioni nello staff della Primavera dell'Inter, prima come collaboratore tecnico e poi come vice allenatore, dal 2021 ha affiancato Paolo Zanetti come collaboratore tecnico, seguendolo nelle esperienze con Venezia, Empoli e, nell'ultima stagione, Hellas Verona.
La Società dà il benvenuto a Nicola Beati e gli augura buon lavoro.
FONTE: Atalanta.it
’AS Roma comunica di aver affidato l’incarico di Responsabile del Settore Giovanile a Massimo Margiotta.
Il dirigente ha sottoscritto un contratto triennale, fino al 30 giugno 2029, con opzione per altre due stagioni sportive.
Ex calciatore professionista, di ruolo attaccante, con trascorsi in Serie A tra Perugia e Udinese, Margiotta ha intrapreso la carriera manageriale ricoprendo dal 2017 al 2026 la carica di responsabile del settore giovanile dell’Hellas Verona.
La scelta si inserisce nella volontà della Proprietà di continuare a investire sulla qualità del proprio vivaio, consolidando la tradizione che ha reso l’AS Roma uno dei bacini di talenti più floridi a livello internazionale.
"Accolgo questo incarico con grande orgoglio e senso di responsabilità”, le prime parole di Margiotta.
“Roma rappresenta un'eccellenza assoluta per il calcio giovanile e il mio obiettivo sarà quello di lavorare quotidianamente per trasmettere ai ragazzi i valori del Club, aiutandoli a realizzare il loro potenziale umano e sportivo", ha detto.
Il Club rivolge a Massimo un caloroso benvenuto nella Capitale e i migliori auguri di buon lavoro per questa nuova e stimolante avventura.
In seguito alla sconfitta per 3-2 subita dal Messico contro l'Inghilterra negli ottavi di finale della Coppa del Mondo FIFA 2026, la Federcalcio messicana (FMF) e Javier Aguirre hanno concordato di porre fine al suo mandato come commissario tecnico della nazionale. Come previsto, l'ex difensore del Barcellona e della Nazionale, Rafael Márquez, è stato ufficialmente annunciato come suo successore.
"L'eredità di Aguirre rimarrà per sempre nella nostra storia", ha dichiarato la federazione messicana sui social media. Durante il suo terzo ciclo alla guida della squadra, durato quasi due anni, Aguirre è diventato il commissario tecnico con il maggior numero di vittorie nella storia della Nazionale: ha diretto 50 partite, ottenendo un bilancio di 33 vittorie, nove pareggi e otto sconfitte, e ha conquistato la CONCACAF Gold Cup e la Nations League nel 2025.
"Il sogno è finito, ma siamo più vicini alle grandi squadre", ha dichiarato il commissario tecnico uscente del Messico nella conferenza stampa post sconfitta contro l'Inghilterra. "Sono i giocatori a vincere le partite, mentre sono gli allenatori a perderle; dunque, la responsabilità della sconfitta è mia".
Nel corso della conferenza, Aguirre ha comunicato che avrebbe lasciato l'incarico e ha annunciato informalmente la nomina di Márquez, che ha ricoperto il ruolo di suo vice durante questa gestione. "Ho abbracciato forte Rafa Márquez... ha davanti a sé quattro anni ottimi; le basi sono solide", ha affermato Aguirre.
Márquez, che ha rappresentato il Messico in cinque edizioni della Coppa del Mondo ed è tra i calciatori più vincenti nella storia del Paese, si è distinto in Europa – in particolare con il Barcellona – prima di intraprendere la carriera di allenatore alla guida del Barcellona Atlètic, la squadra riserve dei blaugrana.
Nel corso delle sue due stagioni in Catalogna, ha allenato oltre 20 giocatori poi diventati grandi in prima squadra, tra cui gli attuali nazionali spagnoli Pau Cubarsí, Lamine Yamal e Fermín López.
Rafael Márquez, assistant coach of Mexico, arrives before the FIFA World Cup 2026 Group A match between Mexico and South Africa at Mexico City Stadium on June 11, 2026 in Mexico City, Mexico
L'annuncio di Márquez è stato accompagnato dalla frase: "La prosecuzione di un'eredità, con un progetto a lungo termine e di transizione".
Questa idea ha iniziato a prendere forma durante il Mondiale di quest'anno, in cui il Messico ha dato spazio a una nuova generazione di giocatori – tra cui Gilberto Mora, Mateo Chavez, Brian Gutierrez, Armando Gonzalez e Obed Vargas – tutti alla loro prima esperienza mondiale.
Saranno loro le fondamenta su cui il Messico cercherà di costruire il prossimo ciclo.
FONTE: FIFA.com
Dopo le avventure con Roma e Hellas Verona nell'ultima stagione, il futuro di Victor Nelsson potrebbe essere ancora in Italia. Il difensore, dopo la fine del prestito al Verona, ha formalmente fatto ritorno al Galatasaray ma lo stesso club di Istanbul ha già fatto sapere al suo entourage di trovare un'altra sistemazione.
Secondo il media turco Takvim una delle squadre maggiormente interessate al danese è il Monza: il club brianzolo avrebbe mosso passi concreti in questo senso mettendo sul piatto una proposta da 5 milioni di euro per il Galatasaray, offerta che però per il momento non ha soddisfatto i giallorossi.
FONTE: TuttoMercatoWeb.com
Continua a far discutere il caso del calciatore statunitense Falorin Balogun, a cui la Fifa ha sospeso il cartellino rosso durante i Mondiali 2026: dopo l'espulsione contro la Bosnia, la sua squalifica è stata congelata e l'attaccante potrà così giocare l'ottavo di finale contro il Belgio. Oggi il presidente americano Donald Trump ha confermato di aver parlato con Gianni Infantino a proposito del caso: "Non era un fallo, erano due atleti che si sono scontrati". "L'arbitro (il brasiliano Raphael Claus, ndr) è un po' sospetto, se guardiamo al suo passato. Ha preso una decisione alla quale nessuno poteva credere", ha aggiunto il tycoon. Lo stesso Infantino, più tardi, ha a sua volta confermato di aver ricevuto una telefonata da Trump e di avergli detto che il caso era oggetto di un procedimento legale in corso. E ha precisato che gli organi giudiziari della Fifa decidono i casi in modo indipendente e autonomo. "È stata oltrepassata una linea rossa", ha affermato, in una nota, la Uefa, denunciando una decisione "senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile". Intanto, la Fifa ha respinto il ricorso del Belgio, giudicandolo "inammissibile".
Cos’è successo
Nei sedicesimi di finale contro la Bosnia ed Erzegovina, andati in scena mercoledì scorso, Balogun aveva ricevuto un cartellino rosso diretto per un fallo sul difensore Tarik Muharemovic. In questo caso la sanzione comporta automaticamente una giornata di squalifica ai sensi dell'articolo 10.5 del regolamento Fifa per il torneo. Ma, con una decisione inattesa e per molti versi inedita, la commissione disciplinare della Fifa ha deciso di sospendere con la condizionale la squalifica per una giornata. L’articolo 27 del codice disciplinare prevede che "l'organo giudiziario può decidere di sospendere, in tutto o in parte, l'esecuzione di un provvedimento disciplinare", specificando che "se chi beneficia di una sanzione sospesa commette un'altra infrazione di natura e gravità simili durante il periodo di prova, la sospensione sarà revocata dall'organo giudiziario e la sanzione sarà applicata senza pregiudizio per eventuali sanzioni aggiuntive imposte per la nuova infrazione". Subito dopo la decisione in favore dell’attaccante statunitense, ieri era intervenuto proprio il presidente americano, Trump, che, sul suo social Truth, aveva applaudito alla decisione della commissione disciplinare: "Grazie alla Fifa per aver agito secondo giustizia e per aver posto rimedio a una grave ingiustizia!". La Federcalcio belga, invece, aveva subito pubblicato un comunicato molto duro, criticando la decisione su Balogun e sul renderlo disponibile per la partita tra Stati Uniti e Belgio.
Trump: "Il fallo non c'era"
E oggi la polemica continua, dopo le rivelazioni di Trump. "Sono una persona a cui piace lo sport e quello non era un fallo. Sono due grandi atleti che si sono scontrati. L'arbitro che" ha inflitto il cartellino rosso a Falorin Balogun "è un po' sospetto se si guarda al suo passato", ha detto il presidente americano. "Ho chiesto una revisione a un uomo che è molto rispettato", ha poi aggiunto riferendosi a Infantino. "Non gli ho detto cosa fare, non è stato lui a prendere la decisione. È stato un comitato a farlo. È stata una decisione brillante".
Blatter: "Calcio non può essere terreno per il potere"
"I cartellini rossi non devono essere ribaltati da telefonate politiche. Devono essere ribaltati da regole, prove e organismi indipendenti. Il calcio non deve mai diventare un terreno di gioco per il potere politico", ha scritto in un post su X l'ex presidente della Fifa, Joseph Blatter. "Se un presidente degli Stati Uniti interviene sul presidente della Fifa e un giocatore viene improvvisamente scagionato prima di una partita a eliminazione diretta della Coppa del Mondo, la domanda è inevitabile: quo vadis, Fifa?", ha aggiunto.
Ministro degli Esteri del Belgio: "Decisione incomprensibile"
"Se davvero una telefonata avesse portato a questa decisione incomprensibile, ciò equivarrebbe a minare le regole più elementari del calcio e dello sport", ha poi chiarito il vice premier e ministro degli Affari esteri del Belgio, Maxime Prévot, parlando con Politico. "In qualità di ex arbitro di calcio, mi sono sempre impegnato a far rispettare le regole e a garantire decisioni eque. - ha aggiunto Prévot - Questa decisione solleva chiaramente molti interrogativi". Ma sul caso è intervenuto anche il commissario Ue allo Sport, Glenn Micallef: "Molti appassionati di calcio, compresi alcuni ex giocatori, hanno già espresso la propria opinione in merito alla sospensione di Balogun. Da tifoso, anch'io ritengo che sia stata una decisione sbagliata. Detto questo, la mia posizione è sempre stata chiara: le decisioni relative alle regole sportive e alle questioni sportive spettano agli organismi sportivi, non ai politici. Influenzare le decisioni sportive minerebbe l'autonomia dello sport".
Malagò: "Precedente pericolosissimo"
Mentre dall'Italia, Giovanni Malagò, presidente Figc, a Rai Radio1, ha commentato così l'episodio: "Strana storia, mi è sembrata un'assurdità. Ho guardato questo articolo 27 di cui si parla, che non è replicabile, menomale, nei campionati nazionali altrimenti sarebbe l'Armageddon. È inutile che ce lo raccontiamo, è una decisione che ha un evidente sapore politico". "È un precedente pericolosissimo", ha aggiunto, "spero se ne rendano conto".
Un turno di squalifica, ma con la condizionale. È questa l'inedita decisione della Disciplinare della Fifa per Folarin Balogun, attaccante degli Usa espulso con un rosso diretto nei sedicesimi vinti contro la Bosnia. La sanzione, fa sapere la Fifa, è sospesa per un anno di prova, e così di fatto Balogun è disponibile per l'ottavo di finale contro il Belgio, in programma a Seattle nella notte di martedì prossimo. Una decisione che ovviamente diventa un caso.
Le reazioni, da Donald Trump ai prossimi avversari del Belgio
Immediate le reazioni: il presidente statunitense Donald Trump si è subito espresso sul caso. "Grazie alla Fifa per aver agito secondo giustizia e per aver posto rimedio a una grave ingiustizia!", ha scritto il tycoon sul suo social Truth. Non sono mancate anche le reazioni in Belgio, prossimo avversario degli americani. La Federcalcio belga (RBFA) si è detta "sbalordita dalla decisione della FIFA di dichiarare il giocatore statunitense squalificato Folarin Balogun idoneo a giocare la partita di tra Stati Uniti e Belgio", si legge in un comunicato della federazione pubblicato su Instagram.
Cosa era successo
Nei sedicesimi di finale contro la Bosnia ed Erzegovina, andati in scena mercoledì scorso, l'attaccante venticinquenne, capocannoniere della squadra con tre reti, aveva ricevuto un cartellino rosso diretto per un fallo sul difensore Tarik Muharemovic. In questo caso la sanzione comporta automaticamente una giornata di squalifica ai sensi dell'articolo 10.5 del regolamento FIFA per il torneo: diversi funzionari della FIFA avevano dichiarato al New York Times dopo la partita che una squadra non può presentare ricorso contro un cartellino rosso o la conseguente squalifica.
La Casa Bianca è intervenuta sul caso?
La decisione dell'arbitro aveva provocato le proteste dei tifosi americani, molti dei quali per paradosso avevano chiesto sui social a Trump di intervenire con una grazia. Secondo quanto riferisce The Athletic, la Casa Bianca ha contattato direttamente la Fifa per chiedere a Gianni Infantino la revoca del cartellino rosso. Secondo quanto riferisce il sito, la Fifa, interpellata sulla questione, ha fatto riferimento alle conclusioni della propria commissione indipendente e ai poteri dell'articolo 27, menzionato nel comunicato: "Il comitato disciplinare della FIFA ha imposto la seguente sanzione al giocatore della nazionale degli Stati Uniti Folarin Balogun, espulso a seguito di un cartellino rosso diretto durante la partita della Coppa del Mondo FIFA 2026 tra Stati Uniti e Bosnia ed Erzegovina giocata il 1° luglio 2026 al San Francisco Bay Area Stadium: una giornata di squalifica per violazione degli articoli 14 e 66 del codice disciplinare FIFA (CDF)". Come continua il comunicato FIFA, "ai sensi dell'articolo 27 del codice disciplinare FIFA, l'esecuzione della squalifica per una partita è sospesa per un periodo di prova di un anno".
Grassani: "FIFA ha usato suo potere speciale"
"Si può parlare di VAR differito oppure di un atto di clemenza, una sorta di decisione più legata a garantire lo spettacolo che non ad analizzare il fatto in sé. Quando l'arbitro decide al massimo si può discutere in termini di graduazione della pena, non della cancellazione o della sospensione della stessa", ha dichiarato all'ANSA l'avvocato Mattia Grassani, esperto di diritto sportivo. Secondo Grassani, si tratta dell'applicazione di un potere straordinario della FIFA, non replicabile nei campionati nazionali. "Da un punto di vista strettamente giuridico è un provvedimento che si fa fatica a commentare perché prevede un potere di intervento straordinario che compete alla Fifa. Se questo principio fosse applicabile nei nostri campionati ogni domenica si assisterebbe a un florilegio di richieste di sospensione o cancellazione. Si tratta di un esempo un esempio che difficilmente potrebbe essere seguito e trovare ulteriori applicazioni al di fuori della Coppa del Mondo perché stravolge la fisiologia del procedimento disciplinare sportivo".
I precedenti
La sospensione con condizionale di Balogun è quasi senza precedenti: il caso più vicino a quello del calciatore statunitense ha riguardato Cristiano Ronaldo che, prima del Mondiale nel continente americano, aveva ricevuto tre giornate di stop per una gomitata nelle qualificazioni europee ma con la sospensione con condizionale di due, che gli aveva consentito di disputare l'esordio della competizione. Ancora più celebre il caso di Garrincha nel Mondiale del 1962 in Cile: espulso in semifinale contro i padroni di casa, fu graziato dalla Fifa dopo le proteste del Brasile e poté giocare la finale, poi vinta dalla Seleçao. Anche in nome dello spettacolo, negli ultimi anni la Fifa ha modificato il regolamento sui cartellini, prevedendo l'azzeramento delle ammonizioni dopo la fase a gironi e dopo i quarti per evitare assenze nelle partite decisive.
FONTE: TG24.sky.it
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