#RestiamoACasa #Fase2 che il 13 Giugno il campionato riparte ma i club di A non vogliono che tutta la squadra sia bloccata a causa di un contagio e Spadafora ribatte 'Il protocollo l'avete proposto voi...'
L'assemblea dei club di Serie A ha deciso: Con schiacciante maggioranza di 16 a 4 il massimo campionato di calcio italiano ripartirà il 13 Giugno, così da poter possibilmente terminare anche la Coppa Italia.
Ora però la palla passa al Governo che potrà ratificare o decidere per un'ulteriore allungamento sempre tenendo ben presente la spada (che a dir la verità somiglia più ad una pesante mannaia) di Damocle secondo la quale, al primo contagiato in squadra, tutto il team dovrà essere messo in quarantena per un paio di settimane ed in quel caso, tutt'altro che improbabile, sarà interessante vedere cosa si inventerà per proseguire mantenendo una parvenza di garanzia sportiva.
Non a caso i proprietari dei club sono pronti alle barricate per modificare il protocollo che obbliga alla quarantena e prevede ricadute penali per i medici... Ho come l'impressione che la guerra tra il Governo e la Lega di A ci riserverà altri colpi di scena!
CalcioMercato: Dopo la ROMA (a Gennaio) e il NAPOLI, secondo Sky Sport anche la LAZIO sarebbe interessata a FARAONI, per l'esterno cresciuto in biancazzurro che è stato tra i migliori interpreti della stagione nel ruolo in Serie A, SETTI chiederebbe circa 6 milioni; intanto gli estimatori di Marco Davide aumentano (come del resto quelli del tecnico scaligero che dopo la panchina della FIORENTINA è associato anche a quella del CAGLIARI nonostante il nuovo tecnico degli isolani ZENGA non abbia ancora esordito in gare ufficiali a causa del blocco dovuto alla pandemia)... TuttoMercatoWeb.com ricorda invece che CETIN, seguito dai gialloblù nel mercato invernale e poi tolto dal mercato dall'allenatore della ROMA FONSECA, potrebbe essere dato in prestito la prossima estate; sul centrale difensivo della ROMA ci sarebbero anche SAMP e SASSUOLO.
Non solo sarebbe pronto il rinnovo per VELOSO ma D'AMICO si starebbe concentrando su due prospetti molto interessanti per il futuro come il millenial BETTELLA, difensore centrale che gioca nel PESCARA ma il cui cartellino appartiene all'ATALANTA, e PELLEGRI attaccante classe 2001 che al MONACO ha un po' deluso (anche a causa di qualche infortunio di troppo) ma che gode della stima di mister JURIĆ che lo lanciò ai tempi del GENOA; a riportarlo è l'esperto di mercato Nicolò Schira in questo Tweet in rassegna stampa.
Difficile (molto) trattenere PESSINA ma stando a L'Arena il VERONA ci prova, l'ATALANTA non si accontenterà di meno di 7 milioni ma l'attenzione di altri club di A potrebbe scatenare un'asta alla quale i gialloblù non potrebbero partecipare...
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Preben ELKJAER in diretta Facebook sul sito gialloblù «Spero di poter venire al più presto in Italia: Verona è la mia seconda casa, lì è nato anche mio figlio. So anche che ci sono anche alcuni ragazzi che si chiamano Preben, ma io non c’entro niente (ride, ndr)! Scherzi a parte, mi fa piacere essere riuscito a lasciare un segno profondo nei veronesi, così come loro lo hanno lasciato dentro di me: li ringrazio per come mi hanno accolto... Ho debuttato nel Verona in Coppa Italia, contro il Benevento: nei primi minuti non ho toccato palla, e mi ero arrabbiato e per questo volevo quasi andarmene, ma alla fine ho segnato tre gol e quindi sono rimasto (ride, ndr). Fino a cinque partite dalla fine io pensavo ancora a non retrocedere, ma c’era anche chi pensava allo scudetto da molto prima. D’altronde quando sei primo sin dalla prima giornata è impossibile non pensarci, e settimana dopo settimana ci eravamo convinti di essere i più forti, anche perché quando vinci partite come il 3-5 di Udine vuol dire proprio che è l’anno giusto. La partita di Bergamo? Anche se avevo già un po’ di esperienza internazionale, ero nervoso: vincere quello scudetto era troppo importante. Il mio gol fu un’autentica liberazione!» CalcioHellas.it
Antonio DI GENNARO a 'Hellas Channel' «Arrivammo a giocarci la sfida contro l’Atalanta con un po’ d’ansia. Quando entrammo in campo eravamo però concentratissimi, e abbiamo fatto quel che dovevamo fare grazie al gol di Elkjaer che ha sentenziato il nostro trionfo. Certo, avessimo perso con l’Atalanta avremmo avuto la partita contro l’Avellino, ma è stato meglio così. Noi comunque vincemmo anche quella: ricordo che il nostro ragioniere ci venne anche scherzosamente a chiedere di non vincere per non incassare il premio partita, ma Tricella disse: “Noi non lasciamo un ca**o a nessuno!”. E poi non sarebbe stato corretto non giocarcela al massimo… Quello di allora era un altro calcio: era più “lento” e c’erano solo due stranieri per squadra, ma i pochi che c’erano erano di assoluta qualità visto che tutti volevano giocare in Serie A. Forse era anche un calcio più “umano”: c’era un contatto diretto tra giocatori, tifosi e giornalisti, ma ci hanno sempre lasciato vivere. La nostra era una squadra ben costruita da Bagnoli, Mascetti e Chiampan, che si occupava anche di non fare il passo più lungo della gamba. Mister Bagnoli aveva autorevolezza e un grande merito, ossia quello di farci giocare dove ci divertivamo, nel nostro ruolo. Durante le sedute disputava le partitelle con noi, ma non esitava a farci correre se vedeva che non ci allenavamo come diceva lui. In partita attaccavamo sempre in cinque, sei o sette giocatori, senza il possesso-palla esasperato che va di moda ora. Il mio ruolo? Inizialmente giocavo mezzala, fu proprio Bagnoli a trasformarmi in regista “puro” dopo l’addio di Dirceu: in quella posizione potevo comunque sfruttare la mia lunga gittata per i lanci o per i tiri dalla distanza» CalcioHellas.it
Nanu GALDERISI in diretta Facebook sul sito gialloblù «Sono arrivato all’Hellas che ero un ragazzino con la voglia di spaccare il mondo: arrivavo dalla Juventus, dove avevo davanti a me grandissimi attaccanti, quindi ero ansioso di giocare. Tuttavia, durante il primo giorno del ritiro di Cavalese, il mitico e grande mister Bagnoli scrisse su un foglio la sua formazione titolare di quel momento, e io ero in panchina. Chiamai subito Boniperti dicendogli di riportarmi alla Juve perché al Verona non avrei giocato, e lui mi rimproverò duramente: non lo ringrazierò mai abbastanza per averlo fatto! Quella è stata la mia fortuna, perché quello che abbiamo fatto in quegli anni mi rende molto orgoglioso. La forza di quel Verona erano i valori trasmessi da Bagnoli e Masceti già a partire dalla Serie B. Tricella, Volpati, Fontolan e Sacchetti, tutti più grandi di me, mi facevano sentire importante ma senza esagerare, dandomi poi molti consigli. L’arrivo di Elkjaer e Briegel ci diede una concretezza fondamentale per il nostro percorso: tre passaggi e si andava al tiro. Ancora oggi quando ho tempo studio per capire come facevamo e come giocava quella squadra! Ciò che ricordo meglio è però il feeling che si era creato con la tifoseria: la semplicità con cui abbiamo vissuto quel periodo è stata la cosa più bella. Preben prendeva le legnate anche per me: mi ha fatto divertire sia come giocatore che come ragazzo. Ricordo quando, dopo il 3-3 dell’Udinese, gli chiesi se avessimo perso lo Scudetto e lui mi risposte: “Dai, dai, gioca!”. Poi finì 5-3 e tutti a casa. Le sue sigarette durante l’intervallo? Mai visto! (ride, ndr) L'Hellas di oggi? Quest’anno guardando il Verona mi sono divertito, anche se comunque un po’ me l’aspettavo perché ho sempre ammirato Juric. Ho visto una squadra organizzata e che si butta in avanti senza paura, a prescindere dall’avversario: è questo il bello del calcio. Speriamo si continui così, perché c’è davvero tanto potenziale» CalcioHellas.it
Martins ADAILTON a 'Sky Sport' «A Verona sono stati sette anni belli, dove sono cresciuto da uomo e da giocatore. Verona è una città e una società speciale per me. Lì ho tanti amici e sicuramente adesso staranno guardando questa intervista. Ho un gruppo che si chiama Hellas Fathers con i genitori che accompagnavano i figli alla scuola calcio. Il mio cuore batte forte quando entro al Bentegodi perché lo sento ancora casa mia: tante partite e tanti gol. La Curva Sud è bellissima e ho vissuto tante emozioni speciali. Sette anni non banali. Il Verona di adesso? Juric lo conosco perché abbiamo giocato insieme al Genoa. Quando ho saputo del suo arrivo a Verona ho subito pensato che fosse il posto adatto per lui. Quest’anno ha dimostrato di poter trasformare giocatori in cui nessuno ci credeva, in una squadra forte. Giocatori sottovalutati a cui ha dato fiducia, un’idea di gioco e voglia di giocare anche contro grandi squadre. È la rivelazione della stagione, anche perché la promozione dello scorso anno non è stata schiacciante. Il ds e la società hanno lavorato bene» CalcioHellas.it
Matteo LOVATO sul canale Instagram dell'HELLAS «...Personalmente voglio dimostrare molto. Per me è importante far vedere che il Verona ha fatto bene a puntare su di me. Fin dalle giovanili sono abituato a dare il 100%, per cui lo farò anche qui all’Hellas. Sono felice per l’opportunità che mi è stata data. Con questa maglia vorrei tanto giocare in Europa. Siamo ancora in ballo, ci proveremo fino all’ultimo. La Serie A? Ho avuto un impatto fortunato. Dopo che sono arrivato a gennaio, mi sono ritrovato praticamente subito a San Siro contro il Milan, all’Olimpico contro la Lazio e al Bentegodi contro la Juve che è stata la ciliegina sulla torta. Grandi emozioni impossibili da spiegare a parole. Per me essere qua è un sogno. La piazza è fenomenale e l’ho sempre ammirata. Non dimentichiamo poi che sono veneto anche io, per cui è stato facile ambientarmi. C’è molto da imparare e cerco di assimilare le caratteristiche dei compagni più simili a me... Perchè la maglia numero 6? L’ho considerata fortunata. Con questa maglia son passato dalle giovanili alla prima squadra. Ci sono affezionato» TGGialloBlu.it
Zdenek ZEMAN a 'La Gazzetta dello Sport' «Per me si dovrebbe ripartire solo quando tutto diventa chiaro, e oggi non lo è. Tutti aspettano le scelte del governo sul calcio. Ma non è il governo a decidere, è il virus. E se non se ne va, per me non ha senso ricominciare» HellasLive.it
Igli TARE diesse della LAZIO a 'La Repubblica' «Scudetto? Noi ci siamo. Proveremo a vincerlo adesso, se la Serie A riprende, oppure l’anno prossimo. Arriviamo da lontano e non ci fermiamo qui. Riprendere per interesse personale? Chi lo dice non ha capito niente, ci sono ancora 36 punti in ballo e la Lazio non è così egoista o sciocca. Ma sappiamo che il calcio dà da vivere a 370 mila persone, se si ferma sarà il fallimento per tanti e l’Italia perderà pezzi di storia non solo sportiva. Sarà un disastro sociale» Hellas1903.it
Rocco COMMISSO, presidente della FIORENTINA, a 'Toscana TV' «Dal 18 maggio si ricomincerà con gli allenamenti, il campionato inizierà il 13 giugno e dovrebbe finire il 2 agosto, ma si dovrà vedere se le regole che sono uscite nelle ultime ore andranno bene. Non so se si arriverà alla fine con questo protocollo che costringerà ad andare tutti in quarantena se verrà trovato un positivo in squadra» Hellas1903.it
Il presidente dell’Assocalciatori, Damiano TOMMASI, intervenuto ai microfoni di Rainews «Ci sono delle criticità che hanno evidenziato i club, speriamo di trovare un modo per superarle in modo da poter ripartire. Sicuramente non avere una data certa per l’inizio della stagione genera incertezza, vorremmo avere più dati ed indicazioni. Il ritiro, vista la gestione dei casi di positività che rischia di bloccare un’intera squadra, è uno dei punti in sospeso. È un grande punto interrogativo, una positività potrebbe interrompere sul piu bello il percorso. Bisogna capire cosa fare in caso di una singola positività» Hellas1903.it
Il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, intervenuto a Rete 4 «Ci sono due cose importanti per il fischio d’inizio avvenga il 13 giugno: lunedì dovevano riprendere gli allenamenti sulle basi di un protocollo FIGC proposto dalla Lega Serie A un mese fa, dal presidente Dal Pino, oggi capiamo che la Lega ha difficoltà ad attuale il protocollo che ci ha proposto. Non lo abbiamo chiesto noi però, lo avevano proposto loro. Non hanno strutture o centri adatti e se ne rendono conto oggi, specie sull’autoisolamento. Lunedì ripartono tutti gli altri sport di squadra e possono continuare ad allenarsi distanziati, la FIGC può farlo con le regole degli altri sport. Ieri un quotidiano italiano ha fatto vedere le immagini di un presidente un po’ furbetto che ha fatto allenare la squadra insieme senza rispettare le regole, in barba alle regole. Se così non possono partire gli allenamenti riparliamone, è giusto che ripartano, ma non vedo perché il 13 giugno non possa ricominciare il calcio» TGGialloBlu.it
Un post condiviso da Javier Saviola (@javier.saviolaok) in data:
Tuttosport: l'Inter potrebbe lasciare Kumbulla a Verona per un'altra stagione
La trattativa per il passaggio di Kumbulla all'Inter prosegue oramai da molte settimane. Laddove il club nerazzurro riuscisse a perfezionare l'acquisto del giovane centrale gialloblù, non è da escludere una sua permanenza a Verona per un'altra stagione se la società interista portasse a termine anche l'acquisto dal Totthenam dello svincolato Vertonghen. Lo riporta oggi "Tuttosport".
Sezione: Calciomercato / Data: Ven 15 maggio 2020 alle 17:00 / Fonte: Tuttosport
Autore: Enrico Brigi / Twitter: @enrico_brigi
Gazzetta dello Sport: Verona, centrocampo da ridisegnare
Come spiega oggi "La Gazzetta dello Sport", il Verona guarda al futuro e al mercato. Il centrocampo sarà il reparto che subirà molte variazioni:
"Amrabat, a fine stagione, passerà alla Fiorentina, che se l’è assicurato a gennaio per 20milionidi euro, lasciandolo intanto in prestito al Verona. Miguel Veloso, invece, va verso il rinnovo con l’Hellas: è in scadenza, il suo contratto sarà prolungato per un anno. Matteo Pessina è il jolly a sorpresa. Non è detto, infatti, che l’Atalanta lo riporti subito a Bergamo: l’ipotesi aperta è che si fermi in prestito a Verona anche per il prossimo campionato. La permanenza di Juric alla guida dell’Hellas è un fattore in più per procedere in questa direzione. Mentre per Emmanuel Badu, pure lui in prestito, verrà aperto un dialogo con l’Udinese: il centrocampista ghanese è stato sfortunatissimo, ha dovuto restare fermo per mesi per una micro-emboliapolmonare. Poco dopo il rientro, si è infortunato, poi lo stop per il coronavirus. Le 13 partite che restano, se sarà possibile giocare, daranno tante risposte".
Sezione: News / Data: Gio 14 maggio 2020 alle 15:00 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Stefano Bentivogli / Twitter: @sbentivogli10
Corriere di Verona: Hellas pronto ma al primo contagio sarà quarantena
"Hellas pronto ma al primo contagio sarà quarantena" scrive il "Corriere di Verona" in prima pagina. Non c’è chiarezza per la serie A: rimpallo tra Figc
e governo, pesano le misure a carico dei medici in caso di positività. Intanto l'Hellas Verona si prepara: Parc Hotel sigillato in attesa degli atleti. Due campi a disposizione, quattro spogliatoi, 46 stanze d’albero fruibili, al centro sportivo di Peschiera del Garda e al Parc Hotel contiguo.
Sezione: Rassegna / Data: Mer 13 maggio 2020 alle 11:00 / Fonte: Corriere di Verona
Autore: Stefano Bentivogli / Twitter: @sbentivogli10
FONTE: TuttoHellasVerona.it
Il #Verona guarda già al futuro: occhi puntati su Davide #Bettella e Pietro #Pellegri (Monaco): per il primo possibile operazione in prestito dall’Atalanta. Pronto il rinnovo per Miguel #Veloso. #calciomercato
One Footbal Data Unit ha calcolato il potenziale risultato delle partite rimaste nei 5 maggiori campionati europei arrivando a stilarne le classifiche finali. Lo studio si basa sui risultati, le qualità, e l’andamento che le singole squadre hanno tenuto durante l’anno considerando anche i tiri effettuati, i goal subiti, e il diverso approccio tra sfide in casa ed in trasferta. Andiamo quindi a spulciare che esito è stato previsto per la Serie A:
Scudetto: Per quanto riguarda la corsa al titolo ci sono il 58% di possibilità che alla fine la spunterà la Juventus, anche se Lazio conta un ottimo 38%, che potrebbe assicurare un finale affascinante per tutti gli appassionati; solo il 4% per l’Inter di Antonio Conte, che al momento è terza in classifica.
Champions League: Per quanto riguarda la partecipazione alla prossima Coppa dei Campioni, 100% di probabilità che la Juventus si qualifichi, 99% per la Lazio e 97% per l’Inter. Per la quarta qualificata lo studio indica un 68% di possibilità che possa essere l’Atalanta, 29% la Roma; molto distanti le altre solo un 2% di possibilità di partecipare alla Champions per il Napoli ed 1% per l’Hellas Verona.
Europa League: Per quanto riguarda la qualificazione in Europa League, la Roma è la squadra che con più probabilità si qualificherà (68%), segue il Napoli con il 29%; poi molto vicine Hellas Verona (19%), Milan (19%) ed il Parma (17%).
Retrocessione: Chi ha più probabilità di scendere di categoria? praticamente spacciate Brescia e SPAL, rispettivamente con il 94% e l’82% di possibilità di retrocedere, mentre è molto incerta la terza retrocessa. Il Lecce, al momento terzultima, ha il 40% di probabilità di retrocedere, il Torino il 34%, 19% la Sampdoria e 15% il Genoa.
FONTE: RadioGoal24.it
Cagliari, Zenga deve ancora iniziare a giocarsi le sue carte ma si pensa già al prossimo futuro: Fabio Liverani o Ivan Juric, pallini di Giulini
Walter Zenga deve ancora cominciare a tutti gli effetti il suo lavoro col Cagliari, ma allo stesso tempo la società rossoblù vuole farsi trovare pronta per il futuro. L’attuale tecnico sarà valutato in base ai risultati nelle restanti giornate.
Nel caso in cui non andasse come tutti sperano, L’Unione Sarda fa sapere che il presidente Giulini ha le idea ben precise per il prossimo anno con due pallini del patron. Il sogno sarebbe Ivan Juric, al momento alla guida della sorpresa Hellas Verona. Più realistico Fabio Liverani, oggi sulla panchina del Lecce.
FONTE: CagliariNews24.com
Il jolly Matteo Pessina è una delle piacevoli sorprese della squadra di Ivan Juric. L’Atalanta, proprietaria del cartellino, valuta almeno 7 milioni di euro il classe 1997 come conferma L’Arena. Il club gialloblù proverà a confermarlo in riva all’Adige, una soluzione che farebbe piacere sia all’allenatore che ai tifosi scaligeri.
FONTE: HellasLive.it
NEWS
15 maggio 2020 - 08:26 Ripresa, il blocco del no al “protocollo stretto”: c’è anche il Verona
Il club gialloblù è tra le società che domandano delle modifiche alle attuali richieste
di Redazione Hellas1903
C’è anche il Verona nel gruppo dei club che spingono per una netta modifica al protocollo per la ripresa della stagione (e. intanto, degli allenamenti di squadra).
Un blocco che ha raggiunto compattezza ieri e di cui fanno parte, tra gli altri, Inter, Napoli, Milan, Cagliari, Brescia, Atalanta, Sassuolo, Fiorentina, Sampdoria e Genoa. Il fronte del no, inoltre, sarebbe in fase di allargamento.
Niente quarantena per tutti in caso di contagio di un singolo giocatore, niente responsabilità gravante per intero sui medici sociali: queste le richieste principali per uscire dalle “strettoie” poste dall’attuale protocollo.
Tra Figc e Lega A serve una mediazione. Al momento, l’intesa è distante. Come pure il ritorno del campionato, per cui i tempi si fanno sempre più ridotti.
FONTE: Hellas1903.it
In molti stereotipano il Verona di Juric come una squadra soprattutto difensiva, piuttosto rinunciataria. Ciò è un falso mito: prima di tutto, l’Hellas ha un sistema di pressing intenso e coraggioso, molto simile a quello di Gasperini.
Inoltre, la produzione offensiva della squadra non è certo bassa: 36.52 Expected Goals totali, il nono della Serie A (purtroppo per Juric, i gol segnati sono però solo 36). Il dato sugli xG va relazionato con quello dei tiri: il Verona effettua infatti solo 11.6 conclusioni ogni 90′, il terzo dato più basso della Serie A. Questo vuol dire che, pur tirando poco, l’Hellas fa conclusioni in media di una pericolosità elevata, in cui è alta la probabilità di segnare.
FONTE: CalcioNews24.com
Corriere di Verona: "Frenata dei club: Hellas, ripartenza al singhiozzo"
15/5 ALLE 09:48 RASSEGNA STAMPA
di MATTIA VERDORALE
"Frenata dei club: Hellas, ripartenza al singhiozzo". Questo il titolo in taglio alto sulla prima pagina del Corriere di Verona in edicola stamani: "Le società chiedono nuove garanzie e deroghe, il ritiro di lunedì ritorna in stand by. Il conto alla rovescia per il via si ferma di nuovo. Doveva essere ormai in discesa la strada per il ritorno agli allenamenti di squadra, in programma lunedì. Il Verona si era mosso per replicare gli esami medici già effettuati la settimana scorsa, prima che iniziassero le sedute individuali. Analisi del sangue, spirometria, tamponi, ma anche un’implementazione, con specifici controlli cardiaci. Tra oggi e domani avrebbe dovuto partire l’iter delle verifiche".
La Lazio vorrebbe riportare nella Capitale Davide Faraoni, esterno attualmente all'Hellas Verona e cresciuto nelle giovanili laziali. Anche il Napoli è interessato al giocatore che si è messo in mostra nell'ottima stagione della squadra di Juric, con i giallorossi che chiedono 6 milioni di euro per lasciarlo partire. A riportarlo è Sky Sport.
Mert Cetin e il futuro: le voci si sono rincorse nelle ultime ore per il talentuoso centrale turco della Roma, sul cui futuro il club è pronto a scommettere. Niente ritorno in patria, però, come ventilato in Turchia in questi giorni: secondo quanto raccolto da Tuttomercatoweb.com, alla società giallorossa sarebbero arrivate richieste da parte di club di Serie A per prendere Cetin in questa sessione di mercato. Un percorso che proseguirà in prestito, da valutare se con eventuali clausole di riscatto e controriscatto fissate nei contratti: le manifestazioni d'interesse arrivano dalla Sampdoria, alla ricerca di un centrale per luglio. Poi c'è l'Hellas Verona, che cede Rrahmani e farà partire anche Kumbulla. La terza è il Sassuolo che vede in Cetin un potenziale 'nuovo Demiral'.
#iorestoacasa - TMW consiglia: "Questa pazza fede", il viaggio di Parks nella curva dell'Hellas
MERCOLEDÌ 13 MAGGIO 2020 06:10SERIE A
di TOMMASO MASCHIO
Parks decide infatti in quella stagione, iniziata con una campagna acquisti sotto tono, la contestazione all'allora proprietario Pastorello e l'ascesa dei rivali del Chievo, di seguire in prima persona la squadra scaligera assieme ai suoi tifosi per raccontare da dentro la passione che muove tante persone a seguire, sobbarcandosi anche viaggi infiniti e nottate in bianco, la propria squadra del cuore. Un libro dove si descrive tutto, dagli insulti ai cori sarcastici, dalla goliardia alle dediche alla mamma mostrando anche un'umanità che troppo spesso resta nascosta nelle narrazioni mainstream. Un libro in cui emergono le contraddizioni di un mondo ancora legato al calcio romantico di una volta, ma allo stesso tempo legato ai tempi moderni, dove non mancano riferimenti letterali e filosofici alti e in cui l'autore riesce a far emergere il senso d'appartenenza a una curva come alternativa all'isolamento e all'individualismo a cui il mondo moderno spesso tende a portarci.
FONTE: TuttoMercatoWeb.com
15.5.2020 Verona tra certezze e dubbi Sarà il giugno delle verità
Veloso, potrebbe giocare nell’Hellas anche nel 2021 FOTOEXPRESS
Come ripartirà il Verona? Quale squadra i tifosi vedranno alle televisione? È un po’ la domanda che si pongono i tifosi gialloblù.
PARTITA INUTILE. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, l’ha confermato ieri: «Al 99,9% la serie A ripartirà il prossimo 13 giugno». Una data, dunque, finalmente c’è. Le polemiche accompagneranno queste ultime giornate di allenamento individuale, prima della completa ripresa delle sedute quasi regolari. Con l’Hellas c’eravamo lasciati lo scorso 8 marzo. Una partita inutile, quella di Genova, che poi si è trasformata in volano di contagio da Covid-19 per mezza Sampdoria e il solo Zaccagni nel Verona. Una partita a porte chiuse che arrivò dopo un rinvio e la gara non giocata col Cagliari. Silvestri e soci, arrivarono a Genova e furono rispediti a Peschiera una volta, la seconda, l’8 marzo appunto, presero tre gol e se ne ritornarono definitivamente a casa propria per l’inizio del lockdown. Quel Verona giocò un tempo ma la testa era da un’altra parte.
BORINI, STEPINSKI E GLI ALTRI. A Genova non c’era Borini, bloccato da un movimento innaturale per cercare di far gol contro l’Udinese. Le gazzelle non hanno portato particolarmente fortuna ai gialloblù, al di là dei due pari senza reti. All’andata un «Musso» e un legno avrebbero condizionato il campionato di Stepinski, mentre al ritorno Borini si è fermato. Due storia diverse per gli attaccanti di Juric. L’ex milanista pare essere destinato al ritorno in Premier. Troppa la voglia di grande calcio dell’ex Chelsea. Elevato poi, l’ingaggio per la linea salariale del Verona. Ci sono ancora, Covid-19 permettendo, 12 gare per andare in Europa e, forse, quell’obiettivo, potrebbe far riflettere Borini, tra una valigia e l’altra. Di certo in queste 12 gare Stepinski dovrà far di tutto per convincere Juric a trattenerlo. È vero che per una punta centrale, il modulo del mister è tutt’altro che semplice, ma il polacco poteva e può dare di più. Non certo nell’impegno ma nella lucidità nell’attaccare lo spazio e presentarsi con una certa lucidità sotto porta. Stesso discorso lo si può fare, anche se sembra essere meno evidente del polacco, per Di Carmine. Gira e rigira è sempre là davanti che il Verona, anche nelle ultime «strane» dodici partite dovrà cercare di trovare più concretezza.
SALCEDO, VERRE E ZAC. «A me le seconde punte!». Pare abbia detto Juric dopo aver trovato nel 3-4-2-1 il modulo più congeniale per il suo Verona. Eddie è quello più offensivo ma è stato messo fuori causa da un infortunio, mentre Verre piace, nonostante qualche passaggio a vuoto. E poi c’è Zaccagni, quello con più gamba. In più nello stretto ha un’ottima tecnica. Tutti i tre sono falsi nove o mezz’ali di «rottura», provate voi a restare sul play avversario e poi suggerire, magari fare pure gol. Davvero dura. I tre però dovranno mettersi in luce in questo assurdo finale di stagione.
IL GENERALE KUMBULLA. «Un generale di vent’anni...» cantava De Andrè e chissà se a Genova la popolare ballata firmata dal veronese Bubola, Juric l’ha mai ascoltata. D’altronde non si può vivere solo di heavy metal. Il generale là dietro è senza dubbio Kumbulla. Baby Duemila è vicino al Napoli e sarà interessante capire come affronterà questo finale del suo primo campionato. Rrahmani e Amrabat hanno già dato prova di non risentirne ma loro sono già sicuri di partire. L’incertezza potrebbe toccare corde finora insospettate del gigante albanese. Di Pessina abbiamo già scritto. Sarà il Bruni o il Di Gennaro del futuro? È più che una speranza. Chiudiamo con Pazzini. Qui il rebus è grande. Chiuderà a porte chiuse o i tifosi gialloblù potranno applaudirlo ancora dal vivo a virus sconfitto? •
Vietati gli abbracci come manifestazione di giubilo, nessuna stretta di mano, e andrà “evitata la produzione di saliva (sputi)”.
Sono queste alcune delle regole che i calciatori della Bundesliga e della Liga 2 dovranno rispettare, tornando in campo in Germania a porte chiuse sabato 16 maggio, dopo il lungo stop dovuto al Coronavirus. Un regolamento di 35 pagine, di cui riportano i media tedeschi, contiene le nuove norme igieniche.
Lo avevano già chiesto con decine di striscioni fuori dagli stadi, da Bergamo a Roma, da Torino a Lecce, da Genova a Napoli. Ma ora lo hanno messo nero su bianco. “Non c’è calcio senza i tifosi. E non può essere solo un’industria, con le società tenute in scacco dalle pay-tv. Business e interessi personali porteranno alla morte del calcio”. E ancora: “Tutta l’Europa affronta una crisi senza precedenti, in questo momento l’obiettivo principale è la salute pubblica”. È il succo del lungo comunicato sottoscritto da circa 350 tifoserie di tutta Europa (italiane, soprattutto, ma anche di Germania, Francia, Spagna, Belgio, Romania), contrarie alla ripartenza dei campionati di calcio, fermati tra febbraio e marzo per l’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus. Fonte: gazzetta.it
FONTE: HellasLive.it
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