Filippo FUSCO, nuovo Direttore Sportivo di Via Belgio, presentato oggi in una conferenza stampa al fianco del presidente SETTI. Rinnovo biennale per mister PAVANEL dato anzitempo sulla panchina del SUEDTIROL. Ritiro estivo: Dopo Racines l'HELLAS completerà la preparazione a Storo nel Trentino...


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PRESENTAZIONE DEL NUOVO DS FUSCO: Il neo Direttore Sportivo scaligero ha risposto con parlantina sciolta e svelta (da abilissimo principe del foro qual'è) al fuoco di fila di domande poste dai vari giornalisti presenti, di seguito l'elenco dei punti più interessanti sviscerati dall'avvocato napoletano:

  • 'Non sono mai stato agente FIFA e', per eliminare (almeno parzialmente) potenziali conflitti di interesse, il diesse ha aggiunto 'non seguo personalmente gli interessi di nessun giocatore dal 2010'
  • 'Se Pazzini sarà felice e convinto nel rimanere a Verona come pensiamo, la società sarà altrettanto contenta nel puntare su di lui per l'attacco scaligero futuro: Un giocatore come Gianpaolo non può essere messo in discussione dopo un'annata particolarmente sfortunata come quella appena passata ed è un centravanti che molte squadre in cadetteria possono solo sognare ed è molto appetito anche in Serie A'
  • 'Romulo ha dimostrato di essere completamente guarito, ci dovremo vedere col suo procuratore per capire le sue ambizioni dopodichè vedremo se tenerlo o cercare una soluzione alternativa...' L'impressione è che in società si cerchi di convincere il brasiliano ad allungare il contratto (in scadenza a Giugno 2017) per spalmare l'ingaggio rendendolo più accessibile alla nuova realtà cadetta, se non sarà possibile si cercherà un prestito con diritto di riscatto dell'aquirente o in casi estremi la rescissione consensuale (personalmente ricordando il circo messo in piedi da Firmino, agente del calciatore, due stagioni fa in occasione del riscatto dalla FIORENTINA, sono molto pessimista)
  • 'Rescissione consensuale per Mandorlini? Anche qui dipenderà dalle ambizioni del vecchio mister ma in quel caso, per rescindere consensualmente, bisognerà essere in due...' Al momento non sembrano esserci 'sbocchi' lavorativi per il tecnico ravennate ed il suo staff (anche se oggi è stato dato in corsa per la panchina del BARI), difficilmente il mister accetterà la rescissione consensuale con buona uscita
  • 'Ionita e Gollini? Niente di concreto al momento ma il mercato vero non è ancora partito... Vedremo, di certo i due suscitano un certo interesse' Sul centrocampista che ha chiesto di essere ceduto la JUVENTUS sembra non mollare la presa (il che ne alzerebbe il prezzo) ma a ruota dei bianconeri vengono il BOLOGNA e forse ancora il NAPOLI mentre sul portiere, soprattutto dopo l'esordio da titolare nell'Under 21 azzurra, sembra alto l'interesse della FIORENTINA
  • 'Nicolas? Ha fatto molto bene al Trapani e potrebbe essere uno di quei giocatori su cui puntare in futuro'
  • 'Quando venni ingaggiato dal Bologna la situazione nella società felsinea non era affatto rosea, qui in via Belgio le cose vanno nettamente meglio in ogni caso si punterà su gente motivata, giovani di proprietà come Cappelluzzo, Fares, Zaccagni e lo stesso Checchin e qualche innesto di spessore...'
  • 'Mister Pecchia non è stato scelto dal sottoscritto ma venne vagliato già da Bigon, vero è che fra i 3/4 papabili per guidare il Verona quest'anno era quello del quale conoscevo meglio i metodi d'allenamento e le qualità umane'
  • 'Il mio staff verrà completato da Tony D'Amico che conosco dai tempi del Bologna e che si occuperà dell'area scouting mentre Antonio Porta studierà gli avversari... Emanuele Righi? Ha già collaborato col Verona come osservatore lo scorso anno e proseguirà in questo ruolo'


RINNOVO BIENNALE A MISTER PAVANEL, da molte fonti dato anzitempo sulla panchina della prima squadra del SUEDTIROL: Il tecnico che tanto bene sta facendo con la Primavera scaligera rimarrà con la soddisfazione di tutti alla guida della giovin VERONA sino al 30 Giugno 2018.

PREPARAZIONE ESTIVA, Dopo Racines, l’Hellas raggiungerà la vicina Valle del Chiese e per l’esattezza Storo, località a 500 metri sul livello del mare, che ospiterà il 'Pre Season Training Camp'.

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DICONO +   -   =

Parla Joe TACOPINA l'italo americano presidente del VENEZIA che aprì la strada italiana ai PALLOTTA e ai SAPUTO e che voleva il VERONA «Verona è una città dal grande potenziale. Ho pensato di prendere il Verona l'anno scorso... Ora però sono a Venezia. E tra tutte le squadre e le città che ho girato è quella che ha il maggiore potenziale» TGGialloBlu.it

Luca TONI 'Spero in un futuro da DG... ' «Spero un domani di poter scegliere e fare il dg nella mia società. Adesso però è solo l'inizio, vedremo in futuro. Scelte per l'attacco dell'Italia? Non c'è la punta che ha fatto tantissimi gol, sono tutti sullo stesso piano. Sono convinto che daranno il massimo per il posto da titolare, sarà difficile per Conte trovare la coppia d'attacco giusta per l'Europeo» CalcioMercato.com



IN BREVE A PIÉ PAGINA +   -   =

VITA DA EX: Mister VENTURA sarà il nuovo cittì dell'ITALIA dopo l'addio di CONTE alla fine del torneo europeo... Pippo INZAGHI riparte dalla Lega Pro, allenerà il VENEZIA di TACOPINA.

NBA FINALS: WARRIORS sul 2 a 0 dopo la schiacciante vittoria all'Oracle Arena di Oakland! CAVS battuti di 32 punti ma ora gara 3 e 4 saranno a Cleveland...

TENNIS: La russa SHARAPOVA condannata per doping e squalificata per due anni! Addio olimpiadi...



RASSEGNA STAMPA +   -   =
08 GIU 2016
BUON LAVORO
Il Verona da oggi volta pagina: lo fa con i modi gentili ma anche risoluti e pragmatici di Filippo Fusco. La coraggiosa scelta di Setti ha davanti a sè un’opera titanica. Risollevare una piazza dopo la botta tremenda della retrocessione non è facile. Dire oggi se Fusco ce la farà non è possibile. Ma di certo ci proverà. E lo farà anche attraverso il dialogo. Questa è la risorsa che Fusco userà più dei soldi e più dei proclami.

Ecco… La mia idea è questa. Finalmente ci siamo spogliati della presunzione che ha caratterizzato la gestione precedente, presunzione che ha impedito di fare una seria analisi sugli errori commessi. Con Fusco ci siamo riappropriati dell’umiltà e della normalità. Mi è piaciuto quando Fusco ha preso la parola al posto di Setti per chiarire che Righi non sarà il coordinatore dello scouting. E’ un’assunzione di responsabilità che non ho mai riscontrato in Bigon, che restava sempre un passo indietro nelle decisioni.

A Verona invece bisogna decidere, metterci la faccia con onestà e poi lo sanno tutti che possiamo perdonare anche i peggiori errori. Basta che non ci prendano in giro, basta che che non ci vogliano “cornuti e mazziati”.

Fusco merita l’apertura di una linea di credito, primo perchè le colpe dei padri (Gardini e Bigon) non devono ricadere sui figli, secondo perchè criticare a priori è una scemenza, terzo perché questa è la prima vera cilecca di Setti in quattro anni di gestione.

Come ho spiegato a Setti, le società si giudicano in base ai risultati. E i risultati del Verona di quest’anno sono stati pessimi Il compito della stampa e di una seria critica è portare a galla questi errori. E di errori s’è trattato se è vero che della precedente gestione non è rimasto praticamente nessuno.

Fusco avrà un compito durissimo. Creare una squadra vincente con un occhio di riguardo al bilancio. La sua scommessa si chiama Pecchia, di cui non abbiamo sufficienti riscontri tecnici per giudicarlo e che sarà atteso anche lui alla prova dei fatti. Ma già il presupposto che ci sia un ds che lavora al fianco dell’allenatore potrebbe essere una buona notizia per i colori dell’Hellas Verona.
Gianluca Vighini

FONTE: CalcioMercato.it


Al Bentegodi il tributo a Toni
Al ‘Bentegodi’ per Italia-Finlandia l’omaggio a Luca Toni e la consegna delle targhe alle Scuole Calcio

di Redazione, 6 giugno 2016, 17:30

E’ stata una settimana ricca di appuntamenti a Verona, con tante iniziative a fare da prologo all’amichevole di questa sera tra Italia e Finlandia. Una lunga serie di eventi ha caratterizzato ‘Verona Città Azzurra’, il programma promosso dalla FIGC e dall’Amministrazione comunale per coinvolgere i tifosi della Nazionale, affermare i valori positivi dello sport e promuovere l’attività calcistica di base.

Ieri in Piazza Bra si è chiuso il ‘Grassroots’ dedicato ai giovani calciatori e alle calciatrici delle società sportive del territorio. Circa 200 bambini delle scuole calcio del Veneto, categoria Pulcini ed Esordienti, si sono sfidati in partite tre contro tre. Sempre nella giornata di ieri si è svolto il Trofeo ‘CONI 2016’, riservato alle ragazze classe 2003/04: il successo è andato all’AGSM Verona, che si è qualificata per le finali della Fase Nazionale in programma a settembre.
Calcio di base e calcio femminile saranno protagonisti anche stasera allo Stadio ‘Marcantonio Bentegodi’. Dopo la consegna da parte del Presidente del Settore Giovanile e Scolastico Vito Tisci delle targhe alle Scuole di Calcio Élite per la stagione in corso, il pre-partita di Italia-Finlandia vedrà infatti scendere in campo i giovanissimi della categoria Pulcini di alcune società del territorio ed in particolare le bambine tesserate per Hellas Verona, Chievo Verona e AGSM Verona.

Gli applausi degli oltre 25mila tifosi attesi sugli spalti saranno poi tutti per Luca Toni, l’attaccante azzurro Campione del Mondo nel 2006 che nei giorni scorsi ha ufficializzato il suo addio al calcio e che prima del fischio d’inizio di Italia-Finlandia sarà omaggiato dalla Federazione con una maglia celebrativa. E prima della partita verranno premiati anche i vincitori di ‘Vetrina Azzurra’, l’iniziativa che ha visto coinvolti circa 30 esercizi commerciali, chiamati a decorare con i colori della Nazionale le proprie vetrine nel modo più originale possibile.

FONTE: MondoUdinese.it


CALCIOMERCATO
Attacco Verona: Pazzini ma non solo...
09/06/2016 11:41
Due le condizioni: abbassamento dell'ingaggio e volontà di restare in serie B. Soddisfatte queste due premesse Pazzini può restare al Verona.

Lo ha detto chiaramente il ds Fusco. Pazzini continua ad essere un giocatore stimato dai dirigenti scaligeri e anche da Pecchia. E in serie B può fare la differenza.

Ma la società è pronta anche a fare un altro sacrificio per non farsi trovare scoperta in attacco (reparto che Setti ha indicato come il responsabile della retrocessione in B). Al fianco di Pazzini arriverà anche un giovane rampante. Due i candidati: Iemmello (che piace al Crotone, dove potrebbe seguire De Zerbi) e Ganz (sedici gol a Como). Con quest'ultimo il Verona ha già intavolato una trattativa, parlando anche con la Juventus che ne ha acquistato le prestazioni. Resterà sicuramente anche Cappelluzzo, mentre Torregrossa verrà ceduto. (g.vig.)

LA CONFERENZA DEL DS
Fusco: Farò una squadra competitiva
08/06/2016 15:00
All’inizio della conferenza del nuovo Ds del Verona, Filippo Fusco, ha preso la parola Maurizio Setti: “La sua peculiarità è la dedizione al lavoro. È stata una scelta ponderata: Fusco ha conoscenze nazionali ed internazionali. Il mondo del calcio non è facile: il dialogo e il confronto è alla base del progetto futuro".

Fusco prende la parola: “Ringrazio il Presidente per la fiducia. Sento molto la responsabilità: questa piazza è importante. Il vero patrimonio del Verona sono i tifosi".

L’ex Ds del Bologna va avanti: “Ho trovato un grande gruppo di lavoro. Pecchia? Già Bigon aveva iniziato i contatti per portarlo a Verona. Conosco Pecchia, ha l’età giusta e so come lavora: a Latina ha rifondato una squadra e poi ha girato in piazze importanti d’Europa: è il profilo giusto. Il binomio allenatore/Ds è importante ma forse lo è ancor di più il binomio Presidente/Ds. Gollini? È normale avere delle ambizioni, per ora non si è deciso ancora nulla, anche su Pazzini, è ancora giovane, ha 32 anni, può essere un valore aggiunto anche in B. Cercheremo di valutare ogni singola situazione: ogni singolo giocatore è sempre sul mercato".

Fusco continua: “Voglio dare il massimo qui a Verona, per la mia carriera e per la mia vita. Lavorare per l’Hellas è un motivo d’orgoglio. Tornare in A e ripianare il bilancio devono andare di pari passo: possono coesistere. L’obiettivo principale è fare una squadra vincente: creare spirito, condivisione e passione. Luca Toni? È un’icona e sarà una risorsa per il Verona e per il Ds. Con Di Vaio ho vissuto una situazione simile: Marco mi aveva trasmesso una grande umiltà come Luca in questi giorni”.

Fusco prosegue: “Mandorlini ha fatto benissimo a Verona: ha scritto pagine importantissime del Verona. Mandorlini e il contratto ancora in essere con il Verona? Per la risoluzione non si può farla solo unilateralmente. Io sono avvocato conosco queste dinamiche, non sono propriamente un Agente Fifa. Non prevedo assolutamente problemi di conflitto d’interessi che riguardino giocatori in rosa, con il mio ruolo di consulente degli agenti dei giocatori in passato".

Sulle situazioni contrattuali: “I contratti della Serie A, possono e devono essere ridimensionati in alcuni casi: sempre per un discorso di stabilità economica. Ionita non è una situazione impellente: per il mercato è ancora presto per decisioni definitive. Romulo? Ha avuto mesi difficili: adesso sta bene, è un giocatore integro, può essere un giocatore che ha mercato, anche all’estero”.

Su Viviani e Cacia: “Viviani? Non mi sono arrivate offerte, se ci saranno delle offerte le ascolteremo e le valuteremo: non vogliamo mettere le manette a nessuno. Viviani è un grande giocatore e un grosso investimento del Verona. Cacia? Adesso l’attaccante del Verona è Pazzini, che è un attaccante dalle grandi qualità. Il Verona in B può essere un’occasione di riscatto per lui. Con Cacia ho un ottimo rapporto, come con Antenucci, ma questo non significa che Cacia venga a Verona”.

Sul Paracadute: “Quanto sarà il budget per gli acquisti dopo i 25 milioni del Paracadute? Non vogliamo dire pubblicamente che budget avremo per gli acquisti per non dare un vantaggio ai nostri avversari. Cappelluzzo e gli altri giovani saranno utilissimi per quest'anno. Giovanili? Pavanel è confermato, mentre con Calvetti stiamo valutando la sua posizione".

In chiusura: “Vincere è sempre difficile: si deve essere tutti uniti dalla società, allo staff e alla squadra. Nicolas? È un portiere affidabile per la categoria. Cercheremo giocatori adatti al modo di giocare del nuovo mister Pecchia. Asse di mercato Bologna-Verona? Non credo molto a queste cose. L’Hellas è una piazza importante: c’è un'altra pressione rispetto a Lanciano, per fare un esempio. Vincere è sempre difficile ma si farà una squadra competitiva”.

Setti chiude la conferenza: “In linea generale, non capisco certe critiche: per fortuna non vivo a Verona, anche se è una bellissima città. I costi di gestione sono elevati, penso anche solo ai costi del centro allenamenti a Peschiera. Non posso promettere di andare in A, ma faremo una squadra competitiva. Il vero problema quest’anno sono stati gli attaccanti, più che la difesa, oltre ad un problema di 'testa' nel gruppo".
L.VAL.

IL LIBRO
Quell'Osvaldo che faceva miracoli "normali"
07/06/2016 19:38
La scrittura, profonda e lieve al tempo stesso, con cui Matteo Fontana, racconta un personaggio come Osvaldo Bagnoli è un tesoro che Verona farebbe bene a non disperdere.

Pochi scrittori (e giornalisti, Fontana lavora al Corriere di Verona) hanno la capacità di raccontare con le parole il calcio come questo ragazzo veronese, cresciuto a pane e Hellas, ma con il condimento di una robusta cultura e buone letture.

Le influenze anglosassoni sono evidenti. Fortemente ispirato da Tim Parks, con cui ha collaborato, e ovviamente da Nick Hornby, Fontana si cimenta con un compito arduo come raccontare il più grande allenatore che si sia mai seduto sulla panchina del Verona.

"Il miracoliere, Osvaldo Bagnoli, l'allenatore operaio" è il titolo del libro che Fontana ha pubblicato qualche mese fa (edizioni Eclettica, 18 euro) e che merita un posto nella biblioteca di ogni tifoso del Verona. In realtà è un libro trasversale, in cui Fontana racconta il suo Bagnoli, quello che ha fortemente influenzato la sua adolescenza ma anche la Verona degli anni '80, una città ricca e controversa, realtà di provincia che grazie allo scudetto conquistato dal Verona di Bagnoli, diventa famosa in tutto il mondo.

Bagnoli è un uomo normale che compie azioni eccezionali. E l'eccezionalità è comportarsi in modo normale. Sempre e comunque. Un aspetto che Fontana coglie con arguzia, con un lavoro documentale di prim'ordine, infarcito di gustose testimonianze che alla fine riflettono la figura dell'Osvaldo nella sua vita senza fronzoli, fatta della piccola felicità quotidiana e non di grandi imprese.


Si parte e si arriva con Bagnoli che lascia San Siro non da vincitore in quella che è l'ultima avventura calcistica.

Ma anche l'amarezza fa parte della vita e Bagnoli, lontano dalle tragedie greche, accetta anche questo come ineluttabile parte di essa e dei suoi cicli. Fa sorridere a pensare ai Mourinho e alle tecniche comunicative di oggi. Agli uffici stampa che dettano le dichiarazioni e bloccano le interviste, al calcio di plastica, dopato e corrotto.

Bagnoli era un Ligabue naif, ma a suo modo un genio e anche questo emerge nella biografia di Fontana. Matteo non lo dice, ma si capisce: Bagnoli avrebbe preso a calci nel sedere quei gagà benvestiti che oggi si siedono accanto agli allenatori pronti a pesarne le dichiarazioni, facendo capire il loro disappunto tramite il sopraciglio nei momenti in cui il tecnico si lascia magari andare ad un po' di spontaneità.

E diciamoci la verità: tutti noi vorremmo farlo, ogni domenica e forse ogni giorno, per cercare di riavere quel calcio autentico e quei personaggi. Per questo anche un ragazzo che non ha vissuto l'epopea dell'allenatore operaio (si gli operai esistevano, fabbricavano cose, lavoravano tanto, mantenevano con dignità le loro famiglie...) farebbe bene ad acquistare e a leggere questo libro. Molto meglio di un'inutile selfie allo stadio.
GIANLUCA VIGHINI

IL PRESIDENTE DEL VENEZIA AL BENTEGODI
Esclusiva: Tacopina
Volevo il Verona...

07/06/2016 16:08
Joe Tacopina voleva acquistare il Verona. Lo ha confessato ieri sera ai microfoni di Telenuovo. Il business man americano che in Italia ha agevolato l'arrivo di Pallotta a Roma e di Saputo a Bologna, ha spiegato: "Verona è una città dal grande potenziale. Ho pensato di prendere il Verona l'anno scorso... Ora però sono a Venezia. E tra tutte le squadre e le città che ho girato è quella che ha il maggiore potenziale".

Proprio un anno fa di questi tempi uscì la notizia di una cordata americana che voleva il Verona. Notizia smentita seccamente da Setti e Gardini.

ITALIA-FINLANDIA
Tavecchio premia Toni e l'Italia vince 2-0
06/06/2016 22:21
Pochi minuti prima di Italia-Finlandia, Luca Toni è stato premiato in campo dal presidente della Figc Carlo Tavecchio. All’ex capitano gialloblù è stata consegnata una maglia speciale celebrativa, mentre sul maxischermo dello stadio è stato proiettato un tributo al Bomber di Pavullo. Poi, il sindaco di Verona Flavio Tosi e l’Assessore allo Sport del Comune Alberto Bozza, hanno omaggiato Toni con una targa speciale. La partita è terminata 2-0 per gli uomini di Conte: gol di Candreva (su rigore) e De Rossi.
L.VAL.

FONTE: TGGialloBlu.it


Bologna, UFFICIALE: Bigon è il nuovo direttore sportivo

del 06 giugno 2016 alle 15:56
Pantaleo Corvino ha dato oggi il via ufficialmente ad un valzer dirigenziale che comprende, ovviamente, anche il Bologna club dal quale si è separato al termine della stagione. Oggi il club emiliano ha ufficializzato di aver affidato a Riccardo Bigon, ex ds del Verona, l'incarico di nuovo direttore sportivo del club.

Ecco il comunicato ufficiale:
Il Bologna Fc 1909 comunica che a partire dall’1 luglio 2016 il nuovo Direttore Sportivo sarà Riccardo Bigon. La presentazione avrà luogo mercoledì 8 giugno alle 11 presso la sala stampa dello stadio Dall’Ara.

Toni: 'Spero un domani di fare il dg nella mia società'

del 06 giugno 2016 alle 15:50
Luca Toni è stato intervistato da Sky: "Spero un domani di poter scegliere e fare il dg nella mia società. Adesso però è solo l'inizio, vedremo in futuro. Scelte per l'attacco dell'Italia? Non c'è la punta che ha fatto tantissimi gol, sono tutti sullo stesso piano. Sono convinto che daranno il massimo per il posto da titolare, sarà difficile per Conte trovare la coppia d'attacco giusta per l'Europeo"

FONTE: CalcioMercato.com


20:47 | lunedì 06 giugno 2016
La Figc omaggia Toni: «Grazie Luca»
L'attaccante ha deciso di abbandonare il calcio giocato

di Francesco Toscano - twitter:@FrancescoTosky © Foto: www.imagephotoagency.it

NAZIONALE FIGC LUCA TONI - Luca Toni, attaccante 39enne, dopo la retrocessione in B con l'Hellas Verona, ha deciso di appendere le scarpette al chiodo. Il calciatore, che l'anno scorso era riuscito nell'impresa di vincere la classifica dei marcatori della Serie A, quest'anno non è riuscito a ripetersi, anche a causa dei troppi infortuni. La delusione e i problemi fisici hanno portato l'ex campione del mondo alla decisione di abbandonare il calcio giocato, dopo una carriera davvero ad alto livello.

IL REGALO DELLA FIGC - Prima della partita della nazionale di Antonio Contecontro la Finlandia, la Figc ha deciso di omaggiare Luca Toni, campioni del Mondo in Germania nel 2006, mostrando un breve video in cui venivano riproposte le gesta del calciatore durante la propria avventura in azzurro. Il video è terminato con un ringraziamento: «Grazie Luca». Un gesto che sicuramente avrà colpito Luca Toni, uno dei migliori attaccanti a vestire la maglia della nazionale negli ultimi anni.

FONTE: CalcioNews24.com


Setti: «Con Fusco il dialogo sarà alla base di tutto»
08/GIUGNO/2016 - 16:34
Verona - Le dichiarazioni del Presidente gialloblù, Maurizio Setti, rilasciate a margine della conferenza stampa di presentazione del nuovo Direttore Sportivo, Filippo Fusco:

«Presentiamo il nuovo Direttore Sportivo, una persona che conosco da un po' e che ho imparato ad apprezzare nell'onestà e nella dedizione al lavoro. E' chiaro che è stata una scelta ponderata, ho avuto modo di valutare anche alternative. Ma ho ritenuto prendere questa persona, che ha conoscenza internazionali, che ha conoscenza nazionali, che ha un'esperienza che io ritengo adeguata e in linea con quelli che sono i nostri principi. Ha un bel modo di lavorare, diverso da quello precedente ma nel quale il dialogo e il confronto sono alla base di tutto.
Credo che siamo stati coerenti in tutti questi anni nel cercare di fare una cosa: avere il risultato sportivo e una società che cresce. Gestire una società così, solo di gestione, stipendi esclusi, costa 10 milioni di euro all'anno. Una volta di più la mia scelta sarebbe stata più semplice prendendo un allenatore affermato o un direttore sportivo di vecchio stampo. Ma non perché non possano andare bene, ma perché sono sempre stato alla ricerca di qualcosa che fosse più fresco, incisivo. Per Peschiera spendiamo 400 mila euro l'anno, se si riuscisse a fare il centro tecnico sarebbe qualcosa che rimane. Insomma, vogliamo fare una società che possa vivere nel tempo. Non ho perso la voglia, lo spirito di andare avanti. Quello che non posso promettere è che andremo automaticamente in Serie A, ma sicuramente le persone che abbiamo inserito sono profili validi. Pecchia, per chiarire, lo avevamo sentito anche l'anno scorso prima di confermare Mandorlini. Non è un allenatore che non avevamo nel nostro taccuino. Quest'anno chi ci ha tradito è stato l'attacco, ma questo lo sa anche Toni, per mille motivi. Alla fine abbiamo sbagliato a non capire che non c'era un'anima forte nel gruppo, perché giocatori che a metà classifica rendono in un certo modo, non è detto facciano lo stesso in fondo alla graduatoria. Fusco ha cominciato a guardare i giocatori in faccia uno per uno per capire prima di tutto cosa si può ottenere, che tipo di uomini sono. La qualità tecnica e del contratto sono più facili da capire, quella umana è più difficile. Sappiamo che andremo a giocare in campi difficili e che ci considereranno come i primi della classe, ma noi saremo come tutti gli altri e chiunque arriverà deve avere questo spirito. Se si hanno valori tecnici che ci sono anche di testa sarà giusto tenerli, poi è normale che non si possa tenere tutta la rosa, solo un'ossatura che dia sicurezza dal punto di vista caratteriale».

Fusco: «Sento la responsabilità della maglia gialloblù»
08/GIUGNO/2016 - 16:30

Verona - Di seguito il contenuto, relativo alla Società e agli obiettivi, della conferenza di presentazione del Direttore Sportivo Filippo Fusco.

CHE SITUAZIONE HO TROVATO
«La retrocessione è normale che porti delle difficoltà psicologiche a livello ambientale, nella società, nei dirigenti, nei giornalisti. Il Verona ha sempre dimostrato di sapersi rialzare anche dai momenti più difficili e il mio intento è quello di riportare quel tipo di atteggiamento positivo, di ristabilire una condivisione di valori, di riportare l'Hellas dove merita. Accanto a ciò, ho il compito di creare un equilibrio economico, perché al giorno d'oggi una società di calcio deve essere un'azienda sostenibile, con spese adeguate a quelli che sono gli introiti e questo deve essere un obiettivo anche nel medio-lungo periodo perché una società forte crea squadre forti. Nessuno può fare nulla da solo, io sono semplicemente uno strumento del Presidente e degli altri dirigenti, tra i quali ho trovato in questi giorni altissima professionalità, oltre a una sede meravigliosa, sinceramente degna di categorie importantissime. Un gruppo di giovani dirigenti con grande entusiasmo che mi responsabilizza ancora di più. Noi adesso vogliamo fare una squadra con uno spirito condiviso da tutti quanti e dobbiamo farlo con l'aiuto dell'ambiente che ci circonda. Qui c'è una base di squadra importante, ci sono calciatori forti e dei giovani di grande prospettiva. Bisogna capire come tutto l'ambiente possa diventare una squadra vincente che dia le soddisfazioni che tutti meritano, quindi il mio obiettivo è creare una condivisione e una passione, un gruppo che sappia dare tutto questo. Infortuni? I motivi sono vari, molti sono stati anche di tipo traumatico. L'importante è che i calciatori siano pronti e a disposizione dell'allenatore. L'attenzione allo staff medico può darti quei 4-5 punti in più che ti fanno vincere o perdere un campionato. Le ragioni dello scorso anno non le conosco perché non ero qui, ho visto che c'è stata un'inversione di tendenza ma sono più fattori quelli che possono aver inciso».

VERONA, GRANDE RESPONSABILITA'
«Voglio ringraziarvi per essere qui e per il garbo con cui mi avete accolto in questi giorni. Voglio ringraziare anche il Presidente per la fiducia che mi ha dato con i fatti, scegliendomi per un incarico prestigioso, importante e di cui sento la responsabilità. Responsabilità verso il Presidente stesso, ma soprattutto verso i tifosi, verso la città di Verona, verso una società prestigiosa e un pubblico che è sempre stato vicino alla squadra nei momenti belli e nei momenti più difficili. Il punto di forza del Verona sono i tifosi e il rapporto tra l'Hellas e la città. Farò di tutto per essere all'altezza del compito, sentendo ogni giorno il peso di questo incarico. Ho dato fin da subito una disponibilità di massima, poi le scelte le fanno i presidenti. Noi professionisti possiamo solo mettere a disposizione la nostra passione, la nostra capacità, la nostra voglia di dare noi stessi per il lavoro. Chiaro che c'erano altri profili, ma io metterò fin dall'inizio il mio entusiasmo per questa avventura, perché secondo me lavorare a Verona è un obiettivo professionale per qualunque direttore sportivo. Il più importante incarico della mia carriera è sempre quello che sto svolgendo, quindi ora il Verona è la cosa più importante non della mia carriera ma della mia vita».

CHI E' FILIPPO FUSCO
«Ho iniziato a fare il dirigente nel 1995, nel 1999 avevo già responsabilità importanti, ho sempre scelto società nelle quali ci fosse feeling e passione. Non sono mai stato un agente FIFA, sono un avvocato e come tale per una fase della mia vita ho assistito calciatori e società, l'importante è fare ogni funzione con la massima trasparenza. Non assisto calciatori dal 2010 e i conflitti di interesse ci sono dovunque se uno li cerca, non ci sono se la condotta è limpida e non ci sono secondi fini. Matuzalem non era un mio assistito, è per me un calciatore importante perché lo presi a 18 anni quando lavoravo nel Napoli e poi ha fatto una carriera fantastica. Il mio rapporto con lui va oltre la professione, il suo secondo figlio si chiama Filippo, sono stato il padrino dei suoi figli ed è un ragazzo che è venuto a Bologna tagliandosi l'ingaggio di oltre l'80%, per gratitudine nei mie confronti. Avere rapporti personali che possano portare un vantaggio alla società in cui si lavora penso possa essere un fatto positivo. Per quelli della mia generazione lo Scudetto del Verona rimane un'impresa unica e meravigliosa. A prescindere dal fatto che sia nato a Napoli. E il calcio è una faccenda talmente globale che la mia provenienza è un fatto relativo. Io sono felice, onorato e sento il peso enorme di questa responsabilità di fare una squadra in cui i tifosi possano identificarsi».

GLI OBIETTIVI DELLA STAGIONE
«Non c'è crescita sportiva senza crescita economica. Naturalmente il Verona non può non essere ambizioso e puntare al massimo obiettivo, il che però non vuol dire sacrificare l'equilibrio economico. Le due cose devono necessariamente andare di pari passo, quindi il Presidente mi chiede entrambe le cose. Il Verona oggi lo ha Setti, ma magari tra dieci anni non sarà più così e l'Hellas ci sarà ancora, quindi non dobbiamo preoccuparci solo delle nostre ambizioni personali ma al futuro del club. Per alcuni calciatori è prevista una riduzione dell'ingaggio dovuta alla categoria, per gli altri sarà possibile una negoziazione e qui si torna al discorso della disponibilità a capire che l'Hellas purtroppo è in Serie B e quindi alcuni contratti devono e possono essere rinegoziati. La Serie B ha dei limiti di rosa, perciò è normale che alcuni movimenti in entrata siano già abbastanza sviluppati, perché è normale che dobbiamo immaginare i calciatori che possano sostituire quelli che partiranno. Queste idee di mercato per ora sono solo in forma embrionale, diventeranno concrete quando avverranno delle partenze da rimpiazzare per fare una squadra competitiva.
Una società non si valuta solo nelle entrate ma anche nelle uscite. Il paracadute è una giusta tutela che prendono le squadra che retrocedono e che ha le sue logiche, perché si suppone che le squadre che sono in Serie A da più tempo abbiano contratti più stabilizzati verso cifre importanti. Quindi si suppone sia uno strumento per mantenere l'equilibrio economico rispetto a impegni presi precedentemente. Altro introito deriva dalla cessione dei calciatori, ma la differenza tra qui e quando ero a Bologna è che qui c'è una società solida dal punto di vista finanziario. Lì dovemmo fare una rincorsa contro il tempo e il Bologna è riuscito a superare quel momento e ad andare in Serie A. La prima regola è rispettare gli impegni presi, una volta fatto si potrà discutere il budget di mercato che comunque non andrà ad incidere sulla competitività della squadra. Abbiamo giovani importanti che in Serie B possono essere utili sia dal punto di vista delle regole legate alle rose sia per le loro qualità. Qualcuno giocherà titolare, qualcuno giocherà meno, il tempo dirà. Spesso i giovani hanno bisogno di qualche tempo e questa può essere la situazione giusta. Anche in questo caso bisognerà capire le disponibilità di ciascuno a far parte di una rosa. Nel calcio l'amicizia non esiste, esistono i professionisti. Verranno con me Tony D'Amico nell'area scouting e Antonio Porta come osservatore delle squadre avversarie. D'Amico ha lavorato con me a Bologna, un ragazzo giovane. Nel calcio si parla sempre di amicizie, ma noi facciamo i professionisti. Se poi dal rapporto professionale può nascere amicizia è un valore aggiunto, ma io sono arrivato al Bologna e non ho portato nessuno in un primo momento. Sono convinto che anche qui troverò persone competenti che mi arricchiranno, ma l'amicizia nel lavoro non esiste. Emanuele Righi ha già collaborato col Verona come osservatore lo scorso anno e proseguirà in questo ruolo. Le regole della B possono essere l'occasione per valorizzare giovani, possibilmente di proprietà del Verona. Tenere una rosa ristretta è un’occasione di mantenimento dei costi, crescita dei giovani, limitare le rose troppo lunghe. Per noi in particolare che ci portiamo dietro un fardello più pesante.
L'Hellas è una società prestigiosa e la pressione di far bene dobbiamo sentirla noi per raggiungere gli obiettivi prefissati. Vincere è sempre difficile, ancora di più dove ci sono aspettative, ma per questo ancora più bello».

Fusco - Mercato e Settore Giovanile
08/GIUGNO/2016 - 16:30
Verona - Di seguito il contenuto, relativo a mercato e Settore Giovanile, della conferenza di presentazione del Direttore Sportivo Filippo Fusco.

LA SCELTA DI PECCHIA E IL RAPPORTO CON TONI
«Pecchia era stato incontrato dalla società prima del mio possibile arrivo. Quindi ho trovato già un lavoro per cui Pecchia era uno dei candidati, e la mia opinione una volta subentrato, valutati anche gli altri profili, tutti di assoluto livello, è andata verso di lui in quanto ne conosco il modo di lavorare. Ha l'età giusta, ha fatto cose importantissimi a Latina, dove ha costruito una squadra da zero portandola a lungo in cima alla classifica, ha fatto esperienze internazionali allenando giocatori di grandissimo livello, ha un passato importante come giocatore. Credo che possa essere il profilo giusto, ma non era una condizione per il mio arrivo, era un profilo già valutato. Il binomio Direttore Sportivo-allenatore è importante, ma ancora più importante è quello Direttore Sportivo-Presidente. Il confronto tra allenatore e Direttore Sportivo sarà costante e ci sarà un periodo iniziale per conoscersi ed entrare in sintonia, un periodo che penso potrà essere abbreviata vista la mia conoscenza pregressa di Pecchia.
Il rapporto con Toni è ottimo e sono onorato che abbia deciso di continuare con l'Hellas Verona, perché ha fatto tanto per questa maglia e per il calcio in generale. Sarà una risorsa per l'Hellas Verona e per Filippo Fusco. Mi ha trasmesso grande umiltà e grande voglia di capire cosa succede quando si smette di giocare ed è ancora più importante nel caso in cui a fare questo percorso sia un grande campione. Sicuramente a me piacerà condividere con lui scelte, opinioni che mi potrà dare con la sua esperienza sul campo che io non ho, non avendo mai fatto il calciatore professionista».

TUTTI I NOMI DEL MERCATO
«Gollini è un portiere che ha fatto benissimo in un momento complicato per il Verona e ha debuttato brillantemente con la Nazionale Under 21, è un patrimonio di questa società e del calcio italiano ed è normale che possa avere ambizioni differenti. Ora come ora sono tutti sul mercato e nessuno è sul mercato, bisogna capire le singole ambizioni e disponibilità. Tra società, volontà degli agenti e dei giocatori si deciderà l'opzione più adeguata per ogni singolo profilo.
Pazzini è incappato in una stagione sfortunata, ma credo che il Pazzini calciatore non sia discussione visti gli oltre 100 gol in Serie A e il suo essere professionale e appassionato. Credo sia il primo a volersi riscattare, poi dipenderà dalle scelte che faranno il calciatore e i suoi agenti, ma come elemento sarebbe una risorsa importante in B come lo sarebbe stato e lo è stato in Serie A. Parliamo di un calciatore ancora giovane, e se deciderà di rimanere sarà un valore aggiunto per il Verona in B, lui che è stato una scelta ponderata fatta da questa società un anno fa e che si vedrà col tempo se è stata una scelta giusta, come io credo, o meno. Penso che piaccia a qualsiasi allenatore, la condizione essenziale perché resti è che tutti capiscano che il Verona farà un campionato di Serie B e tutto condizionato alla Serie B. Tutto deve essere modulato su questo, sperando che la categoria sia transitorio.
Romulo è importante che dal punto di vista fisico abbia dimostrato di essere pienamente recuperato, in questi ultimi mesi. E' un giocatore forte, tant'è che lo aveva preso la Juve e anche il suo contratto è figlio di quel trasferimento. Oggi è un giocatore integro di meno di 30 e con qualità e credo sia un elemento trasferibile. Ha un anno di contratto, parleremo con il suo procuratore per vedere le possibilità sul mercato internazionale e valuteremo le offerte, ma ovviamente tutto dipende anche dalla volontà di Romulo stesso.
Ionita ha tante richieste di mercato, il Verona è nelle condizioni di decidere se tenerlo o cederlo e di valutare le aspirazioni del calciatore, che se vorrà provare nuove avventure troverà un Hellas pronto a sedersi al tavolo e trattare una eventuale cessione. Ma non è una situazione impellente in un mercato che ancora deve cominciare.
Per Viviani ad oggi non abbiamo offerte, è un giocatore forte e su cui il Verona ha fatto un investimento importante. Aveva fatto stagioni discrete ma mai la Serie A. Non vogliamo mettere le manette a nessuno, chi rimane a Verona deve farlo sentendo il peso di giocare con questa maglia così come lo sento io, queste sono le condizioni. Valuteremo insieme al suo agente le eventuali offerte, ognuno guardando ai propri interessi, ma ad oggi è un giocatore del Verona.
Zuculini viene da un anno difficile. A Bologna aveva conquistato il cuore di tutti per atteggiamento e attaccamento, ciò che serve in Serie B. E' un giocatore in scadenza e non so se i rossoblù glielo rinnoveranno, ma la piazza lo vorrà sicuramente e noi valuteremo se è un profilo adatto al Verona. Potrebbe essere un'idea così come lo sono tanti altri giocatori.
Cacia? Oggi qui c'è Pazzini, un ragazzo del 1984 che può essere un valore aggiunto per molte squadre in A e lo è per il Verona. Poi bisognerà capire le sue intenzioni, ma se capisce, e secondo me lo capirà, che Verona può essere un'occasione di riscatto per lui, allora io sarà felice che Pazzini sia e sarà l'attaccante del prossimo Hellas. Se così non dovesse essere, Cacia e altri che hanno fatto altrettanto bene potranno essere valutati. Ho un ottimo rapporto con lui e con tanti altri calciatori, ma questo non comporta che sia lui l'eventuale sostituto di Pazzini.
La difesa del Verona ha dei profili importanti, Souprayen, Helander, Bianchetti, Pisano, Gollini eccetera. Ad oggi l'Hellas ha una difesa forte, bisognerà chiaramente valutare i chi entrerà e chi uscirà: tanti giocatori bravi possono diventare una squadra forte.
Nicolas è reduce da ottime stagioni, è un calciatore del Verona che rientrerà al Verona e insieme e a lui valuteremo, ma sicuramente è un portiere affidabile per questa categoria.
L'obiettivo è questo. Una ottima base di partenza sono i giovani che rientreranno dai prestiti, la stagione scorsa è stata sfortunata sotto tanti aspetti però credo che a livello tecnico la squadra avesse i valori per salvarsi. La B è difficile, vincere ancora di più, creare l'attitudine vincente è l'obiettivo principale.
Il Bologna oggi è una società stabile, a livello economico hanno tra i proprietari più facoltosi al mondo. Se ci sarà un reciproco interesse di giocatori lo dirà il mercato. Bigon guarderà con attenzione al Verona così come guarderà anche ad altre realtà, agli assi di mercato non credo molto. Credo che il calcio sia fatto anche di rapporti e Setti ha buoni rapporti con tutti, ma alla base di tutto c'è la valutazione tecnica dei singoli. Ho valutato tutti i giocatori della rosa del Verona, alcuni, come Cappelluzzo, penso sia il caso di tenerli con noi, altri dovremo valutare se per loro è la cosa migliore restare qui. Per Torregrossa e altri faremo più avanti le opportune valutazioni, si tratta di giocatori forti.
Mandorlini ha fatto cose eccezionali e se Pecchia riuscisse a fare altrettanto saremmo felicissimi. Però i cicli finiscono, quindi bisogna guardare avanti e credo che se Mandorlini avrà voglia di nuove sfide professionali ne avrà l'occasione. Ha fatto grandi cose a Verona così come a Bergamo e in Romania, quindi verso di lui bisogna avere rispetto, gratitudine e speriamo di poter fare altrettanto. Il suo futuro dipenderà dalle sue ambizioni».

IL SETTORE GIOVANILE
«Il settore giovanile deve essere nei fatti e non solo nelle parole un valore aggiunto, ma a lungo termine. Quindi non è mai una sola persona che lo porta avanti, ma un gruppo di lavoro che insieme fa un percorso. Perché i calciatori vanno accompagnati nel loro percorso di crescita che sfocia nell'esordio in Serie A. L'obiettivo è quindi quello di creare profili adatti alla prima squadra, la vittoria di tornei spesso è una conseguenza che può anche dipendere da situazioni occasionali. La base sono la strutture e gli istruttori, poi i percorsi individuali sono variabili ma deve tutto avvenire in un clima di condivisione assoluta. Non credo alle società divise per compartimenti stagni, c'è un 'noi' assoluto che è l'Hellas Verona.
Pavanel confermato con un contratto biennale, su Calvetti, stiamo valutando insieme la situazione perché sono arrivato ieri. Ci dovremo confrontare con lui e capire le sue ambizioni e le sue aspirazioni e in base a questo verranno prese delle decisioni».

Dopo Racines, tappa in Valle del Chiese
08/GIUGNO/2016 - 16:25
Verona - Prima le montagne del bolzanino, poi il Trentino. Dopo Racines, l’Hellas raggiungerà la vicina Valle del Chiese e per l’esattezza Storo, località a 500 metri sul livello del mare, che ospiterà il 'Pre Season Training Camp'. Una scelta fortemente voluta dal Club, che ha preferito una meta italiana, più agilmente raggiungibile dai tifosi, piuttosto che una località estera come accaduto la passata stagione. La delegazione gialloblù raggiungerà la nuova destinazione giovedì 28 luglio, per una 5 giorni di lavoro intenso, come da prime indicazioni di mister Pecchia. In programma un'amichevole che, salvo imprevisti, verrà giocata domenica 31 luglio alle 18 (orario soggetto a potenziali modifiche a seconda delle esigenze dello staff).

Mister Pavanel ancora con noi!
08/GIUGNO/2016 - 16:20
Verona – L’Hellas Verona FC comunica di aver prolungato il contratto del tecnico della Primavera Massimo Pavanel fino al 30 giugno 2018. All’allenatore di Portogruaro, che nella stagione appena conclusa ha conquistato il record di punti (46) in campionato della sua gestione, va l’in bocca al lupo del Presidente Setti, del Direttore Sportivo Filippo Fusco e di tutto il Club per il prosieguo dell’attività in gialloblù.

Toni e una maglia azzurra davvero speciale
07/GIUGNO/2016 - 10:08
Verona – Le risate con De Rossi al termine del riscaldamento, le pacche sulle spalle di Chiellini e di tutto lo staff tecnico, gli omaggi di ogni singolo componente della rosa. Luca Toni l’azzurro lo ha tatuato sulla pelle. L’abbraccio dell’Italia al bomber gialloblù è stato di quelli dal sapore antico, romantico. La maglia, consegnatagli dal Presidente Figc Tavecchio e la targa dell’amministrazione comunale sono le testimonianze concrete di quanto Luca abbia dato al calcio, in tutta la sua interezza. Il resto lo ha fatto il pubblico del ‘Bentegodi’, straordinario ancora una volta. 27.000 sugli spalti, una pioggia di applausi per Luca e la Nazionale tutta. Toni ha salutato per l’ultima volta il mondo azzurro, con cui rimarrà indissolubilmente legato. Adesso lo aspettano altre mansioni.

FONTE: HellasVerona.it




[OFFTOPIC] +   -   =
VITA DA EX: Mister VENTURA sarà il nuovo cittì dell'ITALIA dopo l'addio di CONTE alla fine del torneo europeo... Pippo INZAGHI riparte dalla Lega Pro, allenerà il VENEZIA di TACOPINA.

NBA FINALS: WARRIORS sul 2 a 0 dopo la schiacciante vittoria all'Oracle Arena di Oakland! CAVS battuti di 32 punti ma ora gara 3 e 4 saranno a Cleveland...

TENNIS: La russa SHARAPOVA condannata per doping e squalificata per due anni! Addio olimpiadi...

Le prime parole di Ventura da ct: «Sono molto emozionato»

Fresco di firma, quella che lo legherà alla panchina della nazionale italiana per i prossimi due anni, Giampiero Ventura ha rilasciato le sue prime parole da ct. «Emozionato? Ci mancherebbe altro, alla mia età...Felice? Io sono sempre felice».
All'uscita dalla sede della Figc era accompagnato dal presidente Carlo Tavecchio. «Sensazioni? Le stesse di quando sono entrato. Due matrimoni in pochi giorni? Impegnativo è il primo. Ho fatto due matrimoni, di cui uno è importante perché se mia moglie lo sente e non lo dico già mi separo», ha aggiunto l'allenatore riferendosi alle nozze con la moglie Luciana.

Venezia, ecco mister Pippo Inzaghi: «Puntiamo ad andare in serie A»

VENEZIA - «Oggi è un grande giorno per noi». Non ha dubbi il presidente del Venezia Joe Tacopina presentando il nuovo allenatore del Venezia, Filippo Inzaghi all'Hotel Cà Sagredo. «Siamo obbligati a vincere e vinceremo. Benvenuto Filippo Inzaghi nella nostra famiglia» aggiunge il numero uno del club lagunare parlando della nuova esperienza in Lega Pro con l'ex attaccante e allenatore del Milan in panchina.
«Abbiamo fatto una scelta non mediatica, ma tecnica. Lui, Inzaghi, ha professionalità. Se è qui il merito è di Joe Tacopina» aggiunge il direttore sportivo, Giorgio Perinetti che non nasconde le difficoltà che il club incontrerà nella prossima stagione dopo la promozione dalla Serie D. «Sappiamo che sarà un campionato difficile. E sappiamo che probabilmente saremo la squadra da battere. Ma siamo attrezzati e lo saremo ancora di più» aggiunge Perinetti. Parola quindi al nuovo mister del Venezia. «Se i nostri giocatori saranno ambiziosi come il presidente, andremo presto in alto. Perché Tacopina è un presidente da Champions League, Non da Lega Pro. Comunque la cosa non ha minimamente scalfito i rapporti con il Milan, anzi auguro pronta guarigione a Berlusconi e sarò sempre rossonero» dice Filippo Inzaghi.

Sharapova squalificata per due anni per doping: addio Olimpiadi

La tennista russa Maria Sharapova è stata squalificata per doping per due anni. La squalifica è retrodatata al 26 gennaio 2016 per essere risultata positiva al meldonium. La sentenza la escluderà automaticamente dalla spedizione della Russia alle prossime Olimpiadi in programma a Rio de Janeiro il prossimo agosto.

FONTE: Leggo.it


UNA LUNGA CARRIERA
Ventura, dal Verona in C a CT dell'Italia
08/06/2016 24:08
Giampiero Ventura è il nuovo allenatore dell'Italia (prenderà il posto di Conte, promesso sposo del Chelsea, dopo la fine degli Europei). Ventura è arrivato sulla panchina più prestigiosa per qualsiasi allenatore italiano dopo una gavetta lunghissima (il tecnico genovese ha 68 anni). Tante le tappe: dall'Albenga al Rapallo Ruentes, dalla Centese al Giarre, fino a Lecce, Cagliari, Venezia, la "sua" Sampdoria, Napoli in C, Udinese e il Messina. La svolta? Arrivò dopo l'esperienza sullo Stretto, l'anno dopo, proprio a Verona.

TRA CUTOLO E DO PRADO. Fu Ventura a portare rovinosamente l’Hellas in C nel 2007, ma in realtà quell'anno sfiorò un’impresa. Subentrò a Ficcadenti a Natale 2006, e sotto la sua guida il Verona fece un girone di ritorno pazzesco, ma i pochi punti fatti all’andata non portarono alla salvezza diretta e il Verona retrocesse nel play-out contro lo Spezia di Antonio Soda (che ora è senza panchina dopo l'esonero al Rapallo Bogliasco in D) e dello scatenato Do Prado con Aniello Cutolo protagonista in negativo per i gialloblù (sbagliando un gol incredibile all'andata al Picco, che non avrebbe sbagliato neanche Dzeko quest'anno...).

ASCESA INARRESTABILE. Dopo la retrocessione, arrivò la svolta per il tecnico ligure: prima diede spettacolo con il Pisa di Cerci in B (il secondo anno però andò male) e poi fece sognare Bari (anche lì prese il posto di Antonio Conte) portando i pugliesi al decimo posto in Serie A. Il resto è storia recente: Ventura arriva al Torino e realizza un ciclo incredibile, portando i granata dalla B in Europa, dimostrando sempre grande flessibilità tattica. Abbandonando il suo 4-2-4 per il 3-5-2 ha dato un’identità precisa al Torino, la sua squadra ha sempre dato l’impressione di sapere cosa fare in campo, appoggiandosi sulla solidità della sua difesa. Ora l'Italia, con la sfida più difficile: fare bene ai Mondiali 2018 in Russia.
L.VAL.

FONTE: TGGialloBlu.it


Nba Finals, gara/2: da San Francisco a Oakland
di MAURO BEVACQUA
06.06.2016

La seconda partita delle finali Nba non ha avuto storia – Golden State ha stracciato Cleveland – ma in America le storie crescono anche su asfalto e cemento, e questa è quella che racconta che cosa succede avvicinandosi alla casa dei Warriors
A Oakland i Golden State Warriors ci giocheranno ancora per tre stagioni, prima che dollari & prospettive di business li spingano a San Francisco, zona Mission Bay. A San Francisco, invece, la Nba sceglie senza esitazioni di insediare il suo quartier generale per il carrozzone di staff e media al seguito delle finali. Lo fa in un hotel nel cuore della città, quella Union Square già di suo non irresistibile che peraltro, a solo un paio di isolati di distanza, confina con il quartiere Tenderloin, dove il paesaggio prevede mini tendopoli di homeless in mezzo alla strada o gruppi di persone accasciate sull’asfalto disperatamente attaccate a una bottiglia. Nella città più ricca di tutti gli Stati Uniti però bastano un paio di blocks e cambia tutto, e così l’hotel che fa da punto di partenza per il nostro viaggio verso il mondo Nba confina con il cubo su tre piani della Apple, rivaleggiando in altezza con i palazzoni di Saks e Tiffany.

Sulla strada verso l’arena si punta su Market Street, ma il traffico è subito intenso, congestionato. Dal finestrino si possono ammirare 500 targate California diligentemente parcheggiate e forse la più alta concentrazione al mondo di negozi che offrono pressed juices, perché anche bere, a San Francisco, dev’essere necessariamente sano. Per strada sono diversi gli avvistamenti di maglie n°30 dell’eroe locale Steph Curry, a cui fanno compagnia chicche vintage recuperate per l’occasione dagli armadi di casa, il n°23 di Jason Richardson (in maglia Warriors vinse due gare delle schiacciate, nel 2002 e nel 2003) o il 3 di Al Harrington. Le pubblicità si adattano con spirito alla realtà cittadina, in maniera anche divertente: «Se il nostro yogurt fosse ancora più ricco, si comprerebbe la vostra start up». A un incrocio si contano al vento una bandiera degli Warriors, una dei Giants (la squadra di baseball cittadina) ma ben quattro color arcobaleno: Castro, rispetto a qui, è all’estremo opposto di Market Street, ma nella città di Harvey Milk i simboli della comunità omosessuale sono presenti ovunque.

Sorpassata anche Mission Street è il momento di imboccare la rampa della Interstate 80, direzione Oakland/Bay Bridge, ovvero il ponte meno famoso di San Francisco. Ammettiamolo, non c’è gara con il tanto celebrato Golden Gate Bridge e quel suo irresistibile pantone International Orange (al mondo solo la Tokyo Tower può vantare lo stesso colore) anche se poi, in fondo, altro non è che il colore dell’antiruggine originale. Lo ha raccontato recentemente Dave Eggers, un cittadino di San Francisco, che con Tucker Nichols ha firmato un simpatico libro illustrato per mettere sotto i riflettori vita e opere di Irving Morrow, l’architetto che si è battuto strenuamente perché this bridge will not be gray. Non è grigio e — nonostante l’altissimo numero di suicidi di cui è stato e continua a essere testimone — non ha barriere che possano impedire questi letterali salti mortali. Vite e disperazioni di alcuni di questi Jumpers sono finiti in un bellissimo pezzo uscito nell’ottobre 2003 sul New Yorker — il sottotitolo: La grandezza fatale del Golden Gate Bridge — articolo che ha poi ispirato, due anni più tardi, una canzone dallo stesso titolo alle Sleater-Kinney.

Ecco, tutta questa mistica il Bay Bridge non ce l’ha neppure lontanamente, ma il suo ruolo lo reclama ugualmente, vitale nel permettere ogni giorno a 240.000 auto di spostarsi back and forth tra San Francisco e Oakland. Quando a fine agosto 2013 è stato definitivamente chiuso il segmento est del ponte, l’apertura solo cinque giorni dopo di una nuova e modernissima costruzione — bianchi tiranti che luccicano al sole — ha monopolizzato completamente tg e siti di news. Le prime centinaia di metri sono le più affascinanti, perché l’orizzonte fino a quel punto imprigionato da grattacieli e nuovissime residenze hi-rise si apre ad abbracciare l’intera baia, in tutta la sua bellezza, mentre alle spalle ci si lascia una San Francisco davvero da cartolina: Embarcadero e Coit Tower sulla sinistra, Alcatraz a galleggiare in mezzo all’oceano, avvicinato con un po’ di timore solo da qualche barca a vela.

Il paesaggio cambia radicalmente quando la corsa sul ponte sta per finire. Gru da cantieri, binari di scambi ferroviari, container di tutti i colori, lunghi treni merci fermi e, in lontananza, i palazzoni di downtown Oakland. È come se qui la città — in questo caso una sua zona portuale — potesse tornare a essere città, non più cartolina, rivendicando quindi anche le sue bruttezze. Non mancano i graffiti sulle pareti di vecchi capannoni che aspettano di essere riconvertiti in loft, nel caso la gentrification dovesse prima o poi spingersi fin qui. Non subito però, perché il cartello LOFT FOR RENT seguito dal numero telefonico è lo stesso dello scorso anno, solo che ora a fargli compagnia ne è arrivato un secondo, blu-con-le-stelline-rosse e la scritta BERNIE FOR PRESIDENT. Downtown Oakland è più vicina, c’è l’immancabile Marriott torreggiante e, appena sotto, una scritta WARRIORS sul tetto tondeggiante di uno strano palazzo che segnala il campo di allenamento di Steph Curry e compagni. Un ritratto del miglior giocatore Nba compare subito dopo sul billboard pubblicitario di un’azienda che vende filtri per acqua potabile (e che difatti ha a Oakland il suo headquarter Usa): «Make every drop amazing» recita, giocando sul fatto che il verbo to drop nel gergo sportivo si presta spesso a descrivere le imprese del n°30 degli Warriors.

Il lungo rettilineo finale che porta alla Oracle Arena vede ancora sulla sinistra un gigantesco Swap Meet, mercatone all’aria aperta di cianfrusaglia varia (quando scarseggiano i dollari a volte vale ancora l’antica legge del baratto) e l’uscita Fruitvale sulla destra. Qui nel 2003 — ben prima di Ferguson, di Trayvon Martin e Tamir Rice, delle proteste per strada al grido di Black Lives Matter — il primo giorno del nuovo anno un ragazzo afroamericano di 22 anni è stato ucciso dalla polizia della BART, la metropolitana locale. Fruitvale Station è così il titolo del film che racconta l’episodio — opera d’esordio di Ryan Coogler, studente di cinema a Usc, vincitore al Sundance e poi capace di confermarsi firmando l’ultimo episodio della saga di Rocky, Creed — ma anche il nome della fermata della BART che precede quella Coliseum, la zona cioè degli impianti sportivi. Dove giocano i Raiders della Nfl e gli A’s delle Mlb (quelli di Moneyball, per restare al cinema), di casa all’Oakland Coliseum, e dove giocano i Golden State Warriors campioni Nba in carica. È lo spettacolo di pallacanestro più bello al mondo: la gente di Oakland se lo gode divertita e compiaciuta, ma conosce benissimo la data di scadenza, quel Nov. 2019 quando la vecchia Oracle Arena andrà in pensione e si inaugurerà l’avveniristico Chase Center. A San Francisco ovviamente, perché la città più ricca d’America reclama un altro giocattolo con cui divertirsi.

FONTE: 24IlMagazine.IlSole24Ore.com

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