LA CONFERENZA STAMPA DI ZANZI? Nulla mi aspettavo di diverso dalle altre e, nella sostanza, nulla ha aggiunto o tolto rispetto alle altre volte in cui ha parlato: Si farà una squadra competitiva (che vuol dire tutto e niente) ma rimanendo nei rigidi paletti economico-finanziari vissuti da due anni a questa parte, non è facile avere a che fare con giocatori che vogliono andarsene e con i loro procuratori (e lo sarà sempre di più se continuerete in questo modo com'è da peggior tradizione settiana), c'è un projecto (quale? Anche questo sarebbe bello sapere) a medio-lungo termine, la città merita un nuovo stadio ma ci sono dei concorrenti, BAGNOLI era ed è una leggenda a cui tutta Verona ha voluto bene e quindi va onorato in pensieri, parole, opere e i soliti bla, bla a cui ormai siamo abituati.
Alle uniche domande 'puntute' di Gianluca Vighini e Gianluca Tavellin il nostro Presidente Esecutivo non ha risposto direttamente ma con circonlocuzioni in italo-americano strambo che, com'e altrettanto solito, non hanno chiarito nulla e quindi si rimane esattamente al punto di partenza...
Ma se permettete un appunto lo vorrei fare anche io da questo mio piccolo pulpito al caro Italo ed è il seguente: Non c'è bisogno che ringrazi i 9mila e più che hanno fatto l'abbonamento alle partite casalinghe dell'HELLAS 2026-27 perché non l'hanno fatto per la fiducia nei tuoi confronti o nei confronti di 'Presidio' mai 'Investors' (perdipiù dopo una stagione di record in negativo come l'ultima nella quale, va ricordato ancora una volta, quando la squadra aveva più bisogno della proprietà, quest'ultima ha pensato bene di vendere il miglior presente come GIOVANE e il miglior futuro di allora come CISSÈ), l'hanno fatto per la passione infinita verso i nostri colori e l'HELLAS VERONA, voi niente siete stati fino ad ora e niente resterete quando (speriamo presto) deciderete di andarvene.
Le parole del Presidente Esecutivo Italo Zanzi
#CALCIOMERCATO ...Allora vediamo n'attimo di riassumere:
Facendo i conti della serva al VERONA che si autosostiene senza investimento e ricapitalizzazione (nella visione attualmente delirante di 'Presidio' mai 'Investors' che al contempo vuole anche tornare in Serie A unendo le esigenze della capra e dei cavoli) servivano 20-25 milioni a prescindere dai soldi del 'paracadute' e dai 10 milioni ricevuti per BELLA-KOTCHAP già ascritti alla stagione passata
Di questi 20-25 milioni circa 5 saranno arrivati dalle cessioni 'minori' di NWACHUKWU, CAZZADORI, LAMBOURDE ecc...
Mancano ancora una 20ina di milioni che evidentemente da BELGHALI non prendereanno mai (anche perché i compratori sanno che basta aspettarti al varco per farti cedere, abbassando notevolmente il prezzo dell'algerino come di chiunque abbia un po' di mercato da queste parti) e ti andrà già bene se riuscirai a venderlo a 10 milioni o poco più
Ecco perché, nonostante l'intenzione di SOGLIANO fosse quella di blindare EDMUNDSSON e BOWIE a meno di cifre folli (che non arriveranno), dalla proprietà sarà già partito l'ordine di cedere anche lo scozzese (al SASSUOLO o ad altri) per una decina di milioni così poi da arrivare ai famosi 20-25 milioni e fare mercato con ciò che rimane (che sono briciole, come al solito)... Dagli emiliani potrebbe anche arrivare MULATTIERI ma certo, prendere un CHEDDIRA in quest'ottica, senza soldi veri, la vedo gran dura
MONTIPÒ? Sta decidendo se accettare la corte del VENEZIA che sembra non lo voglia se non in prestito pagandogli però l'intero stipendio divenuto, date le circostanze, assolutamente insostenibile per Via Olanda
Ma come? Se fino ad un paio di giorni fa anche il mister diceva che si sarebbe venduto un solo giocatore (che tutti, per forza di cose, avevamo individuato in BELGHALI) e ne sarebbero arrivati quattro o cinque? Questo era prima di capire che vendere il solo terzino, reduce fra l'altro da un buon mondiale, non sarebbe bastato (evidentemente)...
Serie A? Per quanto mi riguarda, l'ho già scritto e lo ribadisco, la nostra attuale dimensione non è la Serie A ma se anche per miracolo la coppia SOGLIANO-BARONI riuscisse nel riconquistarla, l'odierna realtà (che non cambierà nel medio lungo periodo) imporrà di creare altre plusvalenze (al netto di quelle del Gennaio 2027 perché ormai abbiamo capito che funziona così) che nella prossima estate faranno ripartire da zero uno spogliatoio in eterna costruzione qual'è quello dell'HELLAS per provare a difendere poi, fino all'ultimo secondo dell'ultima giornata, la massima serie, continuando così fino a che l'innominabile fondo non riuscirà a piazzare il VERONA in mani più ambiziose e capaci oppure si continuerà a sopravvivere in questo purgatorio che tarperebbe le ali a qualunque piazza e prima o poi lo farà anche con la nostra [...] (tutti i particolari come sempre nel post B/=\S dedicato al #Calciomercato).[Puoi commentare in fondo alla pagina oppure continuare la discussione su X | Facebook; i contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: BondolaSmarsa.BlogSpot.com]
L’ex attaccante e allenatore dell’HELLAS, Davide PELLEGRINI, a L’Arena «Baroni scelta giusta? Assolutamente sì, é un allenatore molto preparato che negli ultimi anni ha dimostrato il suo valore. Trovo che il suo acquisto sia il primo mattone per fare un campionato importante. Se mi aspettavo una stagione così deludente lo scorso anno? No, ma purtroppo non sempre le cose vanno come vorremmo. Dal mio punto di vista la conferma di Sogliano é fondamentale per ripartire. Una persona competente e preparata. Può portare il Verona dove merita di stare. Bagnoli? Una persona di un’umiltà unica. difficile da trovare nel nostro ambiente. Ha portato Il Verona a un livello che nessuno aveva raggiunto prima. Il primo a soffrire per la retrocessione dell’89 è stato lui. Aveva Verona nel sangue» CalcioHellas.it
Hellas Verona di Gianluca Vighini, 28/07/2026 9:43 VIGHINI | Ora è chiaro a tutti: non esiste nessun progetto per il Verona
Italo Zanzi
Non sono d'accordo con chi dice che nella conferenza stampa di lunedì Italo Zanzi non abbia detto niente: in realtà il presidente esecutivo del Verona ha detto chiaramente quello che abbiamo capito ormai da tempo: e cioè che non esiste un progetto di Presidio riguardo l'Hellas Verona e che la questione è ridotta solo galleggiare, sperando nella bravura di Sogliano e in quella di Baroni.
Niente di nuovo sotto il sole. Da quando questa proprietà si è insediata nulla è cambiato rispetto al passato. Il Verona reduce dalla "cura Setti" era una società allo spasimo, ormai derelitta dal punto di vista finanziario, potremmo dire "spolpata" e che aveva necessità di importanti investimenti e/o ricapitalizzazioni per restare competitiva a livello sportivo e ipotizzare una crescita di ricavi.
Il punto è esattamente questo: un progetto è tale quando poggia su importanti basi finanziarie, quando il proprietario ha intenzione di alzare il livello partendo proprio dalla base sportiva.
Basti vedere quello che sta accadendo al Como, dove questo processo è così accelerato da aver portato la squadra dalla B alla Champions in soli due anni. Prima il campo, il vero prodotto di chi fa calcio, poi tutto il resto arriva di conseguenza. Stadio, merchandising, marketing, brand, sviluppo di sinergie con il territorio.
Il Verona di Presidio è esattamente come quello di Setti. Naviga a vista, galleggia, è costretto ogni sei mesi a fare plusvalenze per pagare gli stipendi, non ha un progetto sportivo.
La sostenibilità finanziaria, diciamocelo chiaramente, è una panzana. Non serve un genio laureato a Berkley per capire che se il Verona fallisse il "rimbalzo" in serie A in questa stagione, sarebbero guai seri. Fine del paracadute, fine delle plusvalenze, fine di tutto. Inizierebbe un percorso durissimo, fatto di giovani del vivaio, fatto di allenatori emergenti e di tanta tanta serie B. Senza investimenti, oggi o domani, Presidio sarebbe comunque al capolinea. Tanto vale provarci oggi.
Attenzione: qui non si chiede Chalobah o di contendere al Real Madrid Nico Paz. Si chiede di mantenere un giovane talento, coltivato con pazienza, per più di sei mesi, si chiede di non cedere un attaccante appena sbarcato, il minimo sindacabile. Presidio non è in grado di assolvere nemmeno a questo ed è quindi inadeguata a guidare il Verona.
Su una cosa Zanzi ha ragione: il calcio resta una variabile e quindi c'è la possibilità che nonostante la Presidio il Verona possa essere comunque competitivo nel prossimo campionato. Un gap che Sogliano, Baroni con l'aiuto fondamentale dei tifosi e della piazza che molto spesso hanno avuto l'intelligenza di unirsi alle squadre, ai tecnici restando fieramente contro proprietà inadeguate (tante, troppe per la nostra città in cui vi è una responsabilità vergognosa del mondo imprenditoriale e politico incapaci di costruire una guida sicura e importante di un asset importante come l'Hellas...) potrebbero colmare con lavoro, dedizione, professionalità. Come sempre: soli contro tutti.
FONTE: TGGialloBlu.Telenuovo.it
27 luglio 2026 Le parole del Presidente Esecutivo Italo Zanzi
Verona - Le dichiarazioni del Presidente Esecutivo dell'Hellas Verona, Italo Zanzi, rilasciate in occasione della conferenza stampa di oggi, lunedì 27 luglio.
Presidente, come sta il Verona dopo la retrocessione, che inevitabilmente coinvolge a 360 gradi tutta la vita della società? Che cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi, considerando la necessità di mantenere un equilibrio tra la parte tecnica e quella economica? "Come sempre, rispondo con grande onestà: è stato un colpo duro. Abbiamo affrontato questa situazione con molta serietà. Ovviamente si tratta di un evento negativo e non c’è un altro modo per definirlo. Allo stesso tempo, però, restano solide la nostra fiducia nel futuro e la consapevolezza del lavoro che dobbiamo svolgere per risalire e dare continuità a una società che ha molte opportunità. Sono momenti che il Club e la società hanno già vissuto in passato e non sono certamente felici. Non siamo qui con il sorriso, ma con impegno, grinta e con la consapevolezza che anche i tifosi vogliono risalire e ottenere di più. Faremo tutto il possibile, nei limiti delle nostre possibilità, per raggiungere questo obiettivo. Sappiamo anche quanto sarà grande la sfida, perché non basta arrivare in Serie B e dire: "Siamo il Verona, quindi risaliremo." Non funziona così e ne siamo consapevoli. Ci aspetta un lavoro duro, che affrontiamo con grande serietà".
Sono state stanziate le risorse necessarie per raggiungere il grande obiettivo della risalita? Ci sarà la possibilità di intervenire sul mercato per costruire una squadra in grado di centrarlo? "Secondo me sì: avremo una squadra competitiva e questa è sempre stata la nostra idea. Nel calcio, però, bisogna tenere conto anche della sostenibilità economica nel lungo periodo. Non ci si può permettere di andare oltre le proprie possibilità e assumersi rischi eccessivi. Esistono pressioni provenienti da persone e piattaforme diverse, che spingono a fare qualsiasi cosa, ma il nostro obiettivo è semplice: provare a risalire nei limiti delle nostre possibilità e, allo stesso tempo, garantire all’Hellas una continuità molto solida, oggi e domani. La componente economica è importante nella costruzione di una squadra, ma non è l’unico elemento. Prima di tutto abbiamo scelto un allenatore che ritengo molto adatto: è una persona capace, che conosce questa realtà e ha già vinto due volte il campionato di Serie B. Abbiamo inoltre un Direttore Sportivo che conosce molto bene questa categoria e che vi ha già ottenuto risultati importanti. Per questo nutriamo fiducia, pur mantenendo grande rispetto per la difficoltà della sfida".
Quali sono quindi gli obiettivi e le prospettive del Verona nell’immediato, nel medio e nel lungo periodo? "Come ha detto Christian Puscasiu nella sua intervista di maggio, l’obiettivo immediato è risalire. Nel lungo periodo, però, una società di calcio deve essere gestita in modo responsabile, altrimenti i rischi diventano molto più grandi. Lo vediamo non soltanto nel caso del Verona, ma in tutto il calcio italiano ed europeo. Lei ha giustamente sottolineato quanto sia difficile, oggi, trovare questo equilibrio. Noi siamo molto concentrati su questo aspetto e lo consideriamo serio e fondamentale. È anche un’opportunità, sebbene possa comportare il fatto di non accontentare tutti coloro che chiedono continuamente di spendere di più. Come abbiamo visto, spendere di più non rappresenta sempre la formula per ottenere successo".
Il Club ha già avviato un progetto per la realizzazione del nuovo stadio con interlocutori di alto profilo, mentre sul tavolo del Comune sono presenti anche altri piani e altre soluzioni. Qual è lo stato dell’arte del progetto? Si tratta di un elemento cruciale per il futuro del Verona? "Posso parlare per quanto riguarda il Club e la società. Siamo pienamente consapevoli del fatto che la città, i tifosi e la squadra meritino, in futuro, un nuovo stadio. Per questo stiamo lavorando in modo molto strutturato e impegnativo per trasformare questa possibilità in realtà. È un percorso lungo, come accade per tutti i progetti di questo tipo, ma abbiamo già compiuto passi fondamentali e concreti. Abbiamo un buon rapporto con il Comune per quanto riguarda la procedura e abbiamo svolto uno studio lungo e molto approfondito per individuare, secondo noi, la soluzione migliore: realizzare un nuovo stadio nell’area in cui oggi sorge il Bentegodi. Stiamo proseguendo lungo questo percorso. Ovviamente esistono delle difficoltà, ma sono ottimista. La sfida più grande, che non riguarda soltanto l’Hellas ma tutte le società italiane, è rappresentata dalla burocrazia. Stiamo lavorando anche su questo fronte, insieme al Governo e al commissario, per rendere il percorso più snello e veloce. Per quanto riguarda gli altri gruppi, non sarebbe appropriato commentare le loro iniziative. In questa fase il Comune ha aperto una procedura e tutti hanno il diritto di partecipare, non spetta quindi a me esprimere valutazioni su ciò che stanno facendo gli altri".
Esiste una norma per i Club retrocessi dalla Serie A e militanti in Serie B, che prevede un monte ingaggi intorno ai 18 milioni di euro. Se una società vuole superare questa soglia, la differenza deve essere coperta da una fideiussione bancaria pari almeno al 40%. Secondo i miei calcoli, l’attuale rosa del Verona costa circa 27-28 milioni di euro. La proprietà intende ridurre il monte ingaggi, considerando che i calciatori di Serie B hanno generalmente costi inferiori rispetto a quelli di Serie A, oppure è disposta a sostenere una fideiussione elevata per costruire una squadra più competitiva? "Ha toccato un punto importante. Prima di tutto, non sono d’accordo con questa norma, ma esiste. L’aspetto più rilevante è che sottolinea l’importanza di mantenere un equilibrio tra una squadra competitiva e forte e una realtà economica sostenibile: una sfida che riguarda tutti. Stiamo lavorando in questa direzione. Siamo sempre in regola con tutte le norme e confidiamo di continuare a esserlo. Il mercato, però, è ancora lungo e stiamo lavorando con un’area tecnica e sportiva che ritengo ottima per trovare la soluzione migliore, ma non è semplice".
Avete avuto, nelle ultime settimane, contatti concreti per la vendita del pacchetto di maggioranza? "Assolutamente no. Non voglio commentare quanto dichiarato da altri, ma posso parlare a nome di Presidio: sono qui, restano i proprietari e, come ha detto Puscasiu, intendono rimanere tali. È un percorso di medio-lungo periodo. Non so da dove provengano determinate indiscrezioni, ma l’impegno della proprietà è concreto. Non posso aggiungere molto sulla situazione, ma posso confermare che da parte di Presidio esistono il massimo sostegno e la massima fiducia".
Che cosa significa avere un progetto di medio-lungo termine senza tenere adeguatamente conto del risultato sportivo, che rappresenta il prodotto principale di una squadra di calcio? "Come ho già detto, questo è un percorso di lungo periodo. Per realizzarlo, prima di tutto, non bisogna andare oltre le proprie possibilità, perché altrimenti i rischi diventano molto più grandi. Ovviamente vogliamo costruire una squadra competitiva. Molti di voi hanno scritto che anche la squadra dello scorso anno fosse forte, ma non siamo riusciti a ottenere il risultato e ci siamo assunti le nostre responsabilità. Il calcio, come sapete meglio di me, non è una formula. Non condivido, però, l’idea che, se non si vince in una stagione, allora sia fallito tutto. Nel lavoro quotidiano riscontriamo oggi un entusiasmo maggiore da parte degli sponsor rispetto a ieri e ci aspettiamo che cresca ancora nella prossima stagione. Esiste chiaramente un collegamento tra i risultati sportivi e quelli commerciali e operativi, ma non possiamo affermare che, se qualcosa non funziona in un determinato anno, allora sia fallito tutto e sia stato compiuto un disastro. Non è così".
Quali sono concretamente le vostre possibilità? "Le pongo a mia volta una domanda: quante società di calcio possono essere sostenibili perdendo soldi ogni anno? L’obiettivo deve essere riuscire ad autofinanziare il Club. Non si può spendere più di quanto si guadagna e questa è la nostra filosofia. Forse il calcio è diventato un mondo un po’ strano, ma scegliere di perdere denaro ogni anno comporta rischi molto maggiori rispetto alla costruzione di un piano equilibrato e ambizioso. L’ambizione non significa rinunciare alla responsabilità e alla solidità economica. Non sono concetti in contrasto: bisogna cercare di perseguirli entrambi, ed è questa la parte più importante del nostro piano".
Questa mattina avete comunicato il raggiungimento di 9.000 abbonati. Secondo lei, perché 9.000 persone hanno già sottoscritto l’abbonamento al Verona? "Perché seguono la squadra con il cuore. È una cosa che apprezziamo moltissimo e che non dobbiamo mai dimenticare".
Avete quindi una grande responsabilità, perché questi tifosi non si sono abbonati in seguito a una grande campagna acquisti o all’arrivo di un campione: vi stanno dando fiducia a scatola chiusa. Sentite questa responsabilità nei loro confronti? "Assolutamente sì, e lo diciamo fin dal primo giorno. Il nostro impegno e la nostra responsabilità più grandi sono verso la città e i tifosi. Cerchiamo di spiegare nel modo migliore che la volontà di competere deve essere allineata alla solidità di lungo periodo della società e del Club, perché questo è nell’interesse di tutti. Voglio inoltre sottolineare che nessuno porta denaro fuori da questa società. Lo abbiamo detto fin dal primo giorno e resta completamente vero: tutti i ricavi generati dalla società rimangono all’interno della società. Vogliamo essere competitivi senza correre rischi eccessivi".
Presidio ha intenzione di effettuare un aumento di capitale? "Come ho detto prima, Presidio rimane proprietario con grande volontà e impegno. Ovviamente esiste sempre un’apertura qualora qualcuno volesse partecipare in modo strategico, ma non ci troviamo in una situazione in cui la proprietà stia cercando denaro da qualsiasi parte. Riteniamo quindi fattibile costruire una squadra competitiva e, allo stesso tempo, mantenere una società solida".
Conferma quanto dichiarato da Baroni, cioè che il Verona potrebbe cedere al massimo un giocatore e che, entro la chiusura del mercato, arriveranno quattro o cinque rinforzi? "Non credo che qualcuno possa garantire oggi come sarà composta la squadra al termine di un mercato che resterà aperto ancora per un mese. L’obiettivo è allestire una formazione competitiva, ma l’evoluzione della rosa non dipende soltanto dalla società: contano anche le intenzioni dei calciatori, i procuratori e molte altre dinamiche. Nel calcio moderno un Club non può semplicemente decidere di non effettuare alcuna cessione o alcun trasferimento. Dipende anche dai giocatori e dagli altri soggetti coinvolti. Il mercato resterà aperto ancora per un mese, e abbiamo dimostrato che a un mercato in uscita corrisponde anche un mercato in entrata. È un percorso lungo. Non voglio fare dichiarazioni assolute sostenendo che non accadrà nulla, perché non è così. Allo stesso tempo, questo non significa che non acquisteremo giocatori: lo abbiamo sempre fatto".
Sappiamo che chi spende di più non ha automaticamente la garanzia di vincere. Le chiedo però: in base a quanto può investire il Verona, quale può essere l'obiettivo del Verona? "L’obiettivo è risalire. Come ho già detto, non conta soltanto quanto spende una società. Un elemento fondamentale è avere giocatori che vogliano essere qui e che abbiano volontà, grinta e amore per la maglia. Non è una qualità che si può valutare da un giorno all’altro o soltanto sulla carta. Per questo riponiamo grande fiducia nel Direttore Sportivo e nell'allenatore, affinché scelgano la squadra giusta per affrontare il percorso. Ci aspetta una battaglia, non sarà semplice. Si possono mettere sulla carta dieci giocatori dai nomi più importanti, ma questo non garantisce la vittoria. Noi dobbiamo costruire una squadra capace di raggiungere il nostro obiettivo".
Per quanto riguarda il progetto di lungo periodo, è corretto affermare che l’obiettivo di Presidio sia costruire una squadra in grado di rimanere stabilmente in Serie A? È un traguardo che si può dichiarare? "Sì. Prima, però, dobbiamo riuscire a tornarci. Questo è sempre stato l’obiettivo dichiarato e continua a esserlo. Non possiamo pensare troppo al futuro senza concentrarci su oggi e domani. Dobbiamo affrontare un impegno alla volta: prima la partita di Coppa Italia del 16 agosto, poi la prima gara di campionato e, successivamente, ogni singola partita. L’obiettivo di lungo periodo è tornare in Serie A e rimanerci, ma guardare troppo avanti può diventare un problema. Per riuscirci non possiamo commettere oggi una follia che comprometta il futuro".
Baroni è stato scelto anche per creare quell’identità di squadra di cui ha parlato in precedenza, considerando che proprio la mancanza di un’identità di gruppo potrebbe essere stata una delle cause della retrocessione dello scorso anno? In ottica mercato, puntare anche su calciatori italiani, che potrebbero adattarsi più facilmente al gruppo e al campionato, può rappresentare una soluzione valida? "Per noi il mister è stato una scelta ottima per molte ragioni. Innanzitutto per la sua esperienza e per le sue capacità, non soltanto tattiche e tecniche, ma anche per la sua abilità nel motivare i giocatori. Lei ha giustamente utilizzato la parola “identità”. Una squadra deve avere una propria impostazione, una struttura e fiducia nel proprio modo di giocare. Siamo convinti che Baroni riuscirà a portare tutto questo. L’unico aspetto sul quale forse non concordo riguarda il tema della nazionalità dei giocatori, perché alla fine il nostro obiettivo è vincere. Naturalmente abbiamo grande rispetto per il calcio italiano e vogliamo che continui a crescere, ma non abbiamo scelto Baroni con l’obiettivo di acquistare più calciatori italiani. I giocatori italiani sono certamente i benvenuti, ma questa non è stata la ragione della scelta dell’allenatore. La decisione è stata presa per i motivi che ho spiegato in precedenza".
Al contrario, per gli stranieri che nella passata stagione hanno avuto difficoltà ad ambientarsi, questo campionato potrebbe rappresentare un’occasione per conoscere meglio il calcio italiano e comprendere maggiormente il modo in cui si gioca e si vive in Italia? "Ogni giocatore deve essere valutato individualmente sulla base delle sue prestazioni e del suo atteggiamento. Si tratta di aspetti che dovranno essere analizzati da Sean Sogliano e dal mister. Alla fine, però, l’obiettivo rimane sempre lo stesso: provare a vincere ogni partita e riconquistare la Serie A".
Dieci giorni fa è scomparsa la nostra leggenda, Osvaldo Bagnoli. È già in corso un iter per intitolargli lo stadio Bentegodi? "Innanzitutto, Bagnoli è la figura più importante nella storia dell’Hellas. Abbiamo fatto e continueremo a fare tutto il possibile per onorarlo. Per quanto riguarda l’attuale stadio, la decisione spetta al Comune, che ne è proprietario. Noi sosterremo naturalmente qualsiasi iniziativa finalizzata a rendere omaggio a Bagnoli, perché per il Club è una figura fondamentale e conosciamo perfettamente l’importanza che riveste per i tifosi e per tutta la città di Verona".
In pochi giorni i tifosi hanno già sottoscritto 9.000 abbonamenti e sono in grande attesa per la nuova stagione. Inoltre, sembrano avere apprezzato sia la conferma di Sean Sogliano sia l’arrivo di Marco Baroni. "Con Sean Sogliano siamo in completa sintonia. Durante l’estate sono state scritte diverse cose sui giornali, ma lui è sempre stato un pilastro di questo Club e continuerà a esserlo. Insieme a Sean abbiamo scelto un allenatore che riteniamo ottimo sia per questo momento sia per il futuro. Ringrazio tutti i tifosi per la fiducia che ci stanno dimostrando. Credo che abbiamo svolto un buon lavoro per costruire all’interno del Club un gruppo di leader capace di rispettarne la storia, ma anche di guardare al futuro e, soprattutto, animato dalla volontà di vincere".
Come società, avete già pensato a un modo per onorare Bagnoli in occasione della prima partita ufficiale, che sia la gara di Coppa Italia o la prima giornata di campionato? "Ci stiamo pensando. Abbiamo già fatto molto, com’era giusto che fosse, ma abbiamo cercato di farlo in maniera rispettosa. Quando accade qualcosa del genere, e l’ho detto anche personalmente quando si è verificata questa tragica perdita, non vogliamo trasformare tutto in uno spettacolo. Vogliamo innanzitutto rispettare la famiglia, perché è morta una persona e questo è l’aspetto più importante da tenere sempre presente. Naturalmente vogliamo anche onorarne la memoria. Ritengo che abbiamo già fatto tutto il possibile e continueremo a fare ancora di più. Abbiamo in mente un programma appropriato, ma molto dovrà nascere anche dalla piazza. Parlando con estrema sincerità, quando accade una cosa del genere, qualsiasi iniziativa deve essere autentica. Non deve sembrare che l’Hellas Verona voglia semplicemente dimostrare di avere fatto qualcosa: deve essere un’iniziativa vera, sentita e condivisa. So che, in alcuni momenti, i tifosi, la società e anche voi giornalisti possono avere opinioni differenti su determinate situazioni. In questo caso, però, dobbiamo essere tutti uniti. Stiamo quindi riflettendo e programmando, ma allo stesso tempo vogliamo coinvolgere la famiglia, i tifosi e anche voi, perché si tratta di un tema molto delicato. Vogliamo trasformare un momento estremamente doloroso in un omaggio autentico e positivo alla memoria di Osvaldo Bagnoli".
FONTE: HellasVerona.it
Puoi scrivere qui il tuo commento...