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#RestiamoACasa e #AiuTiAmoVerona raccolta fondi a quasi 2 milioni! Calciomercato: L'INTER punta SILVESTRI...


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Calciomercato: L'INTER cerca un secondo per HANDANOVIC ma i 30 milioni per MUSSO chiesti dall'UDINESE sono troppi per il club nerazzurro che così, dati i buoni rapporti con Via Olanda, si concentra su SILVESTRI in scadenza nel 2021 e sicuramente più abbordabile dell'argentino...

#AIUTIAMOVERONA: Raccolta fondi a 1,7 milioni! Si punta ai 2, per contribuire clicka qui.

Quanto prende chi... Non gioca; Nella sezione 'Rassegna Stampa', su CalcioEFinanza.it, segnalo un'illuminante articolo di Matteo Spaziante dal titolo 'Dipendenti-CdA: gli stipendi di chi non scende in campo'.

Il calcio si deve rifondare. Interessante intervista di Francesco Barana a Pippo Russo sociologo, scrittore e giornalista di Repubblica e Corriere dello Sport 'Si riformulino i campionati nell'anno solare già da adesso, quindi si riprendano a settembre gli attuali tornei. E' una riforma che si sarebbe dovuta comunque fare in vista dei mondiali autunnali nell'emirato. Anticipiamola. Anzi, più in generale, approfittiamo di questo momento per rifondare il calcio'.



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L'ex patròn scaligero Nando CHIAMPAN al 'Corriere di Verona' «I sacrifici li devono fare tutti. Non voglio essere ovvio, ma per un calciatore rinunciare a una parte dell’ingaggio, a certi livelli, è una perdita che va accettata. Chiaro che non c’è solo Cristiano Ronaldo, ma il pallone non può restare gonfio come prima che arrivasse questa crisi. Il ridimensionamento per il Coronavirus sarà inevitabile. Il calcio, inteso come impresa, spesso si sopravvaluta. Un impatto ce l’ha, ma le aziende che determinano la stabilità economica dell’Italia sono altre. Mi rendo conto di come ci siano tanti aspetti da considerare, ma nessuno potrà esimersi dal compiere delle rinunce, società e giocatori compresi. L’attuale Hellas? Posso dire che sono stati bravissimi. Battere la Juventus è sempre una grande soddisfazione. C’è rammarico per l’interruzione, questo è sicuro, vedremo se si potrà riprendere. Mi piacerebbe vedere il Verona nelle Coppe europee: l’ultima volta è stato quando ero io presidente: parecchio tempo fa…» TrivenetoGoal.it

Cesare PRANDELLI, ex allenatore del Verona, ha parlato a 'Il Mattino' raccontando la sua esperienza con l’emergenza Coronavirus «Magari il calcio sarà pronto a ripartire tra due mesi ma siamo sicuri che tra due mesi le persone saranno pronte per il calcio e a mettersi alle spalle così in fretta i lutti e le paure? Perché io fatico a credere che sia così semplice tornare a vedere le partite, passare dalle bare che escono in fila sui camion dell’esercito a fare il tifo per i giocatori che corrono su un terreno di gioco. La situazione migliora? Sì, ma fino ad adesso è stato come un bollettino di guerra. Ci sono stati giorni fuori controllo, in cui le cattive notizie si susseguivano una dietro l’altra. Lì c’è mia mamma Aldina che ha 90 anni e che ogni giorno mi chiede perché non sto da lei. Appena abbiamo intuito la situazione, l’abbiamo blindata in casa, con largo anticipo rispetto alle restrizioni del governo. Negli ultimi giorni le cose pare vadano meglio e ho l’impressione che ci sia un barlume di luce finalmente…La tragedia nella tragedia è quella di non poter stringere la mano al proprio caro negli ultimi istanti della propria vita, provare a dargli conforto, fargli sentire una carezza. È terribile il fatto che li vedi quando li ricoverano in ospedale e poi spariscono per sempre. Senza sentirli più, senza un ultimo saluto. Sappiamo come è importante essere lì quando la persona a cui vuoi bene se ne sta andando. Io ho lasciato il calcio per non abbandonare neppure per un secondo mia moglie nei mesi della sua malattia» CalcioHellas.it


L'ex portiere gialloblù Sébastien FREY ricorda a 'JZsportnews' l'esordio nell'HELLAS del 1999-00 «Ci tengo sempre a ricordare il Verona, tra le squadre in cui ho trascorso la mia carriera. Debuttai a Parma, sostituendo l'espulso Battistini. La domenica successiva, alla prima da titolare al Bentegodi contro il Perugia, mi resi protagonista di una splendida doppia parata (su Melli e Tedesco, ndr), istintiva, indimenticabile. Lo stadio era sempre pieno, il tifo caloroso: sentire il Bentegodi che urla il mio nome a fine partita è stata un'emozione incredibile. Lì ho capito che la mia carriera doveva cominciare a Verona» TuttoHellasVerona.it

Alberto GILARDINO parla anche delle due annate scaligere e della retrocessione più incredibile della storia nel 2001-02 «Rino Foschi mi volle fortemente a Verona e mi acquistò in comproprietà dal Piacenza. Due anni particolari: il primo anno ci salvammo con Perotti allo spareggio contro la Reggina con gol di Cossato. L'anno dopo partimmo fortissimo con Malesani ma retrocedemmo all'ultima giornata. C'erano tanti giocatori importanti: Mutu, Camoranesi e Oddo ma tutti giovani e alla prima esperienza in A. Peccato solo per l’epilogo amarissimo di quella annata» CalcioMercato.it

Aniello CUTOLO e quella discutibile esultanza da ex sotto la Sud, raccontata a 'Il Mattino di Padova' «Mamma mia che spettacolo. A distanza di anni sorrido, è stato emozionante, anche divertente. Era l’unico modo che avevo per rispondere alla marea di offese che mi sono piovute addosso. E che non mi aspettavo, avendo lasciato Verona già da cinque anni seppur con una retrocessione sul groppone. Chiunque al posto mio avrebbe reagito così, rifarei tutto quello che ho fatto. I giorni successivi sono stati turbolenti, la polizia postale mi bloccò il profilo Facebook a causa delle minacce che mi arrivavano. C’era un po’ troppa pressione, ma a mente fredda mi resta solo il ricordo divertente ed emozionante di quella serata» TrivenetoGoal.it

Francesco Barresi, direttore operativo del Verona, a L'Arena «Abbiamo pensato di portare un po' di gadget e maglie gialloblù negli ospedali di Borgo Trento e Borgo Roma, anche se questo non è nulla, rispetto a quanto fatto in questo periodo da medici e infermieri. Riguardo al campionato, credo sia inutile questo stillicidio di date. La situazione è ancora grave con persone che soffrono e muoiono. L'unica vera strada, rimane quella delle porte chiuse anche se per un club come il nostro il danno sarà pari almeno a due milioni di euro per mancati incassi. Per quanto riguarda gli stipendi il presidente Setti, visto il momento delicato, ha già pagato il mese di aprile» TuttoHellasVerona.it

Serie B 16 Settembre 2011: VERONA 2-2 PADOVA il gran gol di CUTOLO e la sua polemica esultanza fanno infuriare il Bentegodi...

Marco TARDELLI, ex campione del mondo con l’Italia nel 1982, a 'La Repubblica' «Dire che gli stipendi non si toccano non è costruttivo. Molti calciatori hanno già molte rinunce, in Italia e all’estero. La delibera della Serie A di tagliare dalle 2 alle 4 mensilità è una delegittimazione del sindacato. La discussione con i club doveva avere basi diverse. Fa effetto sentire Ceferin che vuole finire le coppe entro settembre. Come fai a fare un discorso così con oltre 500 morti al giorno? Vedo un accanimento nel voler finire la stagione. Capisco i contratti da rispettare e dire chiudiamo tutto è difficile, ma se mandiamo in campo qualcuno rischiamo: accanirsi è pericoloso» Hellas1903.it

Massimo FERRERO presidente della SAMPDORIA a 'TeleNord' «Organizziamoci per dire che questo campionato ormai deve finire qui. Lo dico col dolore perché io voglio ricominciare ma solo vedendo il mio stadio che è il più bello del mondo, con i miei tifosi che battono sui loro tamburi. Pensate a un calcio a porte chiuse: io ho visto così Sampdoria-Hellas Verona e ho avuto un male al cuore a vedere questo silenzio. Personalmente, ho sofferto a non poter esultare perché ditemi come si fa ad andare allo stadio e vedere quella desolazione. La partita senza tifo, ma che partita è? Ma quando vediamo questo derby, con tutti quei colori da una parte e dall'altra, con tutti che suonano, incitano i loro ragazzi, questo è il calcio, questo è lo spettacolo, questo è il mondo, questa è un'ora e mezzo di adrenalina pura. Ma una partita senza i tifosi, che cos'é? Ma perché?» AreaNapoli.it

L’agente Claudio Pasqualin ha parlato al 'Corriere di Verona' della situazione del calcio italiano alle prese con la pandemia da coronavirus «Come finirà? Un modus vivendi lo troveranno ma arrivarci sarà molto complicato. Parti molto distanti. La proposta di tagliare le due mensilità in cui non si è giocato, quattro se salta la stagione, era una base di partenza. Il presidente Aic, Tommasi, l’ha definita “vergognosa” e non mi sembrano risposte da trattativa sindacale, a meno che non si voglia alzare un muro. Capisco partire forte ma così si esagera, forse ci si disallinea pure con le esigenze della categoria. Credo che nemmeno la gente apprezzi. Che il sistema si regga un po’ con lo sputo, che ai livelli più alti si basi su plusvalenze più o meno immaginifiche, è fuor di dubbio. Ma i calciatori dovrebbero rafforzare il concetto di solidarietà. A un taglio dovranno adeguarsi, per forza» CalcioHellas.it

Pierpaolo MARINO responsabile dell’area tecnica dell’UDINESE a 'Sportitalia' «La federazione belga ha sancito la fine del campionato, nonostante la minaccia di sanzioni dell’Uefa. L’Inghilterra sta per emettere lo stesso provvedimento, perché la situazione sta diventando gravissima. Parlo della Premier League. Spero che potremo rivivere il calcio ante Coronavirus. Noi dobbiamo scampare questo pericolo, non importa del tempo. Sono preoccupato per le prossime stagioni, non per quella vecchia» HellasLive.it

Gianni Infantino presidente FIFA a 'UOL.com.br' «Sarebbe più che irresponsabile forzare le competizioni a ricominciare fino a quanto le cose non saranno sicure al 100%. In questo momento, abbiamo tre cose in mente, in ordine di priorità. In primo luogo la salute, quindi aiutare la comunità calcistica in questo momento di necessità e anche pensare al futuro su come uscire da questa situazione insieme meglio di prima. In modo strategico e unito. In armonia e ascoltando le idee di tutti. Per nessuna partita e nessuna competizione, vale la pena rischiare una singola vita umana. Tutti nel mondo dovrebbero avere chiaro questo. Se dobbiamo aspettare ancora un po ‘, dobbiamo farlo. È meglio aspettare un po’ più a lungo che correre rischi. Faremo ciò che viene indicato dalle autorità sanitarie. Dopodiché, la nostra priorità deve essere, e ci stiamo lavorando, il come aiutare la comunità calcistica in questo momento di bisogno, quando l’impatto finanziario di questa crisi avrà enormi ripercussioni. Penso che valga la pena fare un’analisi strategica e questo non solo a causa della pandemia. Penso che avremmo dovuto fare questo sforzo collettivo anche prima. Ma ora le persone potrebbero essere più disponibili a parlarne. Se il calcio avrà bisogno di un pacchetto di salvataggio? Stiamo facendo una valutazione dell’impatto economico del Covid-19 insieme alle parti interessate in diversi territori in tutto il mondo, proprio in modo che ci sia una base chiara, trasparente e obiettiva da cui abbiamo iniziato a creare un fondo di aiuti di emergenza. La FIFA ha una solida situazione finanziaria. Abbiamo riserve e credibilità nei mercati. Ma le riserve non sono denaro FIFA. Sono soldi per il calcio. Quindi, quando il calcio ha bisogno, dobbiamo pensare a cosa possiamo fare per aiutare» HellasLive.it



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