Calciomercato: L'INTER cerca un secondo per HANDANOVIC ma i 30 milioni per MUSSO chiesti dall'UDINESE sono troppi per il club nerazzurro che così, dati i buoni rapporti con Via Olanda, si concentra su SILVESTRI in scadenza nel 2021 e sicuramente più abbordabile dell'argentino...
Quanto prende chi... Non gioca; Nella sezione 'Rassegna Stampa', su CalcioEFinanza.it, segnalo un'illuminante articolo di Matteo Spaziante dal titolo 'Dipendenti-CdA: gli stipendi di chi non scende in campo'.
Il calcio si deve rifondare. Interessante intervista di Francesco Barana a Pippo Russo sociologo, scrittore e giornalista di Repubblica e Corriere dello Sport 'Si riformulino i campionati nell'anno solare già da adesso, quindi si riprendano a settembre gli attuali tornei. E' una riforma che si sarebbe dovuta comunque fare in vista dei mondiali autunnali nell'emirato. Anticipiamola. Anzi, più in generale, approfittiamo di questo momento per rifondare il calcio'.
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L'ex patròn scaligero Nando CHIAMPAN al 'Corriere di Verona' «I sacrifici li devono fare tutti. Non voglio essere ovvio, ma per un calciatore rinunciare a una parte dell’ingaggio, a certi livelli, è una perdita che va accettata. Chiaro che non c’è solo Cristiano Ronaldo, ma il pallone non può restare gonfio come prima che arrivasse questa crisi. Il ridimensionamento per il Coronavirus sarà inevitabile. Il calcio, inteso come impresa, spesso si sopravvaluta. Un impatto ce l’ha, ma le aziende che determinano la stabilità economica dell’Italia sono altre. Mi rendo conto di come ci siano tanti aspetti da considerare, ma nessuno potrà esimersi dal compiere delle rinunce, società e giocatori compresi. L’attuale Hellas? Posso dire che sono stati bravissimi. Battere la Juventus è sempre una grande soddisfazione. C’è rammarico per l’interruzione, questo è sicuro, vedremo se si potrà riprendere. Mi piacerebbe vedere il Verona nelle Coppe europee: l’ultima volta è stato quando ero io presidente: parecchio tempo fa…» TrivenetoGoal.it
Cesare PRANDELLI, ex allenatore del Verona, ha parlato a 'Il Mattino' raccontando la sua esperienza con l’emergenza Coronavirus «Magari il calcio sarà pronto a ripartire tra due mesi ma siamo sicuri che tra due mesi le persone saranno pronte per il calcio e a mettersi alle spalle così in fretta i lutti e le paure? Perché io fatico a credere che sia così semplice tornare a vedere le partite, passare dalle bare che escono in fila sui camion dell’esercito a fare il tifo per i giocatori che corrono su un terreno di gioco. La situazione migliora? Sì, ma fino ad adesso è stato come un bollettino di guerra. Ci sono stati giorni fuori controllo, in cui le cattive notizie si susseguivano una dietro l’altra. Lì c’è mia mamma Aldina che ha 90 anni e che ogni giorno mi chiede perché non sto da lei. Appena abbiamo intuito la situazione, l’abbiamo blindata in casa, con largo anticipo rispetto alle restrizioni del governo. Negli ultimi giorni le cose pare vadano meglio e ho l’impressione che ci sia un barlume di luce finalmente…La tragedia nella tragedia è quella di non poter stringere la mano al proprio caro negli ultimi istanti della propria vita, provare a dargli conforto, fargli sentire una carezza. È terribile il fatto che li vedi quando li ricoverano in ospedale e poi spariscono per sempre. Senza sentirli più, senza un ultimo saluto. Sappiamo come è importante essere lì quando la persona a cui vuoi bene se ne sta andando. Io ho lasciato il calcio per non abbandonare neppure per un secondo mia moglie nei mesi della sua malattia» CalcioHellas.it
L'ex portiere gialloblù Sébastien FREY ricorda a 'JZsportnews' l'esordio nell'HELLAS del 1999-00 «Ci tengo sempre a ricordare il Verona, tra le squadre in cui ho trascorso la mia carriera. Debuttai a Parma, sostituendo l'espulso Battistini. La domenica successiva, alla prima da titolare al Bentegodi contro il Perugia, mi resi protagonista di una splendida doppia parata (su Melli e Tedesco, ndr), istintiva, indimenticabile. Lo stadio era sempre pieno, il tifo caloroso: sentire il Bentegodi che urla il mio nome a fine partita è stata un'emozione incredibile. Lì ho capito che la mia carriera doveva cominciare a Verona» TuttoHellasVerona.it
Alberto GILARDINO parla anche delle due annate scaligere e della retrocessione più incredibile della storia nel 2001-02 «Rino Foschi mi volle fortemente a Verona e mi acquistò in comproprietà dal Piacenza. Due anni particolari: il primo anno ci salvammo con Perotti allo spareggio contro la Reggina con gol di Cossato. L'anno dopo partimmo fortissimo con Malesani ma retrocedemmo all'ultima giornata. C'erano tanti giocatori importanti: Mutu, Camoranesi e Oddo ma tutti giovani e alla prima esperienza in A. Peccato solo per l’epilogo amarissimo di quella annata» CalcioMercato.it
Francesco Barresi, direttore operativo del Verona, a L'Arena «Abbiamo pensato di portare un po' di gadget e maglie gialloblù negli ospedali di Borgo Trento e Borgo Roma, anche se questo non è nulla, rispetto a quanto fatto in questo periodo da medici e infermieri. Riguardo al campionato, credo sia inutile questo stillicidio di date. La situazione è ancora grave con persone che soffrono e muoiono. L'unica vera strada, rimane quella delle porte chiuse anche se per un club come il nostro il danno sarà pari almeno a due milioni di euro per mancati incassi. Per quanto riguarda gli stipendi il presidente Setti, visto il momento delicato, ha già pagato il mese di aprile» TuttoHellasVerona.it
Serie B 16 Settembre 2011: VERONA 2-2 PADOVA il gran gol di CUTOLO e la sua polemica esultanza fanno infuriare il Bentegodi...
Marco TARDELLI, ex campione del mondo con l’Italia nel 1982, a 'La Repubblica' «Dire che gli stipendi non si toccano non è costruttivo. Molti calciatori hanno già molte rinunce, in Italia e all’estero. La delibera della Serie A di tagliare dalle 2 alle 4 mensilità è una delegittimazione del sindacato. La discussione con i club doveva avere basi diverse. Fa effetto sentire Ceferin che vuole finire le coppe entro settembre. Come fai a fare un discorso così con oltre 500 morti al giorno? Vedo un accanimento nel voler finire la stagione. Capisco i contratti da rispettare e dire chiudiamo tutto è difficile, ma se mandiamo in campo qualcuno rischiamo: accanirsi è pericoloso» Hellas1903.it
Massimo FERRERO presidente della SAMPDORIA a 'TeleNord' «Organizziamoci per dire che questo campionato ormai deve finire qui. Lo dico col dolore perché io voglio ricominciare ma solo vedendo il mio stadio che è il più bello del mondo, con i miei tifosi che battono sui loro tamburi. Pensate a un calcio a porte chiuse: io ho visto così Sampdoria-Hellas Verona e ho avuto un male al cuore a vedere questo silenzio. Personalmente, ho sofferto a non poter esultare perché ditemi come si fa ad andare allo stadio e vedere quella desolazione. La partita senza tifo, ma che partita è? Ma quando vediamo questo derby, con tutti quei colori da una parte e dall'altra, con tutti che suonano, incitano i loro ragazzi, questo è il calcio, questo è lo spettacolo, questo è il mondo, questa è un'ora e mezzo di adrenalina pura. Ma una partita senza i tifosi, che cos'é? Ma perché?» AreaNapoli.it
L’agente Claudio Pasqualin ha parlato al 'Corriere di Verona' della situazione del calcio italiano alle prese con la pandemia da coronavirus «Come finirà? Un modus vivendi lo troveranno ma arrivarci sarà molto complicato. Parti molto distanti. La proposta di tagliare le due mensilità in cui non si è giocato, quattro se salta la stagione, era una base di partenza. Il presidente Aic, Tommasi, l’ha definita “vergognosa” e non mi sembrano risposte da trattativa sindacale, a meno che non si voglia alzare un muro. Capisco partire forte ma così si esagera, forse ci si disallinea pure con le esigenze della categoria. Credo che nemmeno la gente apprezzi. Che il sistema si regga un po’ con lo sputo, che ai livelli più alti si basi su plusvalenze più o meno immaginifiche, è fuor di dubbio. Ma i calciatori dovrebbero rafforzare il concetto di solidarietà. A un taglio dovranno adeguarsi, per forza» CalcioHellas.it
Pierpaolo MARINO responsabile dell’area tecnica dell’UDINESE a 'Sportitalia' «La federazione belga ha sancito la fine del campionato, nonostante la minaccia di sanzioni dell’Uefa. L’Inghilterra sta per emettere lo stesso provvedimento, perché la situazione sta diventando gravissima. Parlo della Premier League. Spero che potremo rivivere il calcio ante Coronavirus. Noi dobbiamo scampare questo pericolo, non importa del tempo. Sono preoccupato per le prossime stagioni, non per quella vecchia» HellasLive.it
Gianni Infantino presidente FIFA a 'UOL.com.br' «Sarebbe più che irresponsabile forzare le competizioni a ricominciare fino a quanto le cose non saranno sicure al 100%. In questo momento, abbiamo tre cose in mente, in ordine di priorità. In primo luogo la salute, quindi aiutare la comunità calcistica in questo momento di necessità e anche pensare al futuro su come uscire da questa situazione insieme meglio di prima. In modo strategico e unito. In armonia e ascoltando le idee di tutti. Per nessuna partita e nessuna competizione, vale la pena rischiare una singola vita umana. Tutti nel mondo dovrebbero avere chiaro questo. Se dobbiamo aspettare ancora un po ‘, dobbiamo farlo. È meglio aspettare un po’ più a lungo che correre rischi. Faremo ciò che viene indicato dalle autorità sanitarie. Dopodiché, la nostra priorità deve essere, e ci stiamo lavorando, il come aiutare la comunità calcistica in questo momento di bisogno, quando l’impatto finanziario di questa crisi avrà enormi ripercussioni. Penso che valga la pena fare un’analisi strategica e questo non solo a causa della pandemia. Penso che avremmo dovuto fare questo sforzo collettivo anche prima. Ma ora le persone potrebbero essere più disponibili a parlarne. Se il calcio avrà bisogno di un pacchetto di salvataggio? Stiamo facendo una valutazione dell’impatto economico del Covid-19 insieme alle parti interessate in diversi territori in tutto il mondo, proprio in modo che ci sia una base chiara, trasparente e obiettiva da cui abbiamo iniziato a creare un fondo di aiuti di emergenza. La FIFA ha una solida situazione finanziaria. Abbiamo riserve e credibilità nei mercati. Ma le riserve non sono denaro FIFA. Sono soldi per il calcio. Quindi, quando il calcio ha bisogno, dobbiamo pensare a cosa possiamo fare per aiutare» HellasLive.it
08/04/2020 11:36 Serie A, si riprende a correre dal 4 maggio?
Sembrerebbe la data del 4 maggio quella scelta per cercare di tornare alla normalità nel mondo del calcio.
Come riportato infatti da La Gazzetta dello Sport il lunedì dopo il primo weekend di maggio potrebbe essere la data scelta per tornare agli allenamenti delle squadre delle Serie A. Le sedute non saranno ovviamente quelle standard con una serie di procedure sanitarie di cui tenere conto, senza dimenticare il fatto che i giocatori proverrebbero da quasi due mesi di inattività sul campo. La salute dei calciatori sarà ancora la priorità, con gli allenamenti che potrebbero essere fatti inizialmente a piccoli gruppi e con esercizi che non implicano il contatto fisico: potrebbero trascorrere ancora diversi giorni dunque prima di vedere le prime partitelle in famiglia, almeno fin quando non si avrà la certezza dei risultati dei tamponi a cui inevitabilmente verranno sottoposti i giocatori. La fase di monitoraggio sarà massiccia, specialmente in quelle squadre (Juventus, Fiorentina, Sampdoria ed Hellas Verona) che hanno avuto almeno un’atleta positivo al Covid-19. Il tempo inizia a stringere anche per quei giocatori stranieri che sono riusciti a rientrare nel proprio Paese che dovranno scontare come da prassi i 14 giorni di quarantena non appena rientrati in Italia: alcune società, come l’Inter, stanno già richiamando i propri giocatori per tentare di rientrare in campo il 4 maggio. E la prima partita? Sempre secondo quanto scrive La Rosea, la migliore dell’ipotesi sarebbe quella del 24 maggio, ma è più probabile che slitti al 31 o nel primo weekend di giugno vista anche l’apertura della FIFA a prorogare la data di scadenza di contratti e prestiti oltre il 30 giugno [...]
FONTE: Centotrentuno.com
Non solo di calciatori milionari è fatta la Serie A. C’è anche una fetta corposa di dipendenti e dirigenti dei vari Consigli d’Amministrazione dei club che compongono il panorama del calcio italiano, con stipendi ovviamente di diversa portata.
Dei 1.581 dipendenti dei club oggi in Serie A, stando agli ultimi bilanci pubblicati, ne abbiamo già parlato (qui l’analisi completa). Ma negli ultimi giorni il tema è tornato alla ribalta, dato che, mentre si tratta per tagliare gli stipendi, sono diverse le società che hanno intrapreso la strada della cassa integrazione per i propri dipendenti non tesserati: club come Napoli, Roma e Sampdoria tra gli altri, con altri club che starebbero valutando l’ipotesi.
Altre società, invece, per ora si sono limitate a scelte diverse, tra smart working, orari lavorativi ridotti e ricorso allo sfruttamento dei giorni di ferie accumulati durante l’anno, soprattutto in quei settori dei club oggi fermi (come ad esempio quelli legati al matchday e al ticketing).
Quanto guadagnano i dipendenti dei club di Serie A, i dati
In termini di stipendi, tuttavia, non sono solo gli ingaggi dei calciatori che potrebbero essere tagliati, ma anche quelli dei dirigenti. In alcuni casi, come l’Udinese, è già accaduto, con il dg Collavino, il dt Marino e tutti i componenti del CdA che si sono autoridotti gli emolumenti. Ma quanto guadagnano i top manager della Serie A?
Considerando infatti gli ultimi documenti resi noti dai 20 club che disputano la massima serie nella stagione 2019/20, sono infatti 131 i consiglieri d’amministrazione delle società in Serie A. Spesso si tratta di consiglieri esterni alla società, ma ovviamente compaiono all’interno i top manager, come presidente e amministratori delegati.
L’unico club con l’amministratore unico è l’Hellas Verona di Maurizio Setti: per gli altri club si va dai due consiglieri della Lazio fino ai 14 consiglieri della Roma.
La cifra complessiva distribuita, stando agli ultimi bilanci, è pari a 17,9 milioni di euro. Ma non tutte le società distribuiscono compensi al CdA: i consiglieri di Brescia, Cagliari, Genoa e Lazio infatti non ricevono compensi, mentre per il Torino si limitano a 10mila euro.
Società
Bilancio
Componenti CdA
Compensi
Media
Atalanta
31/12/18
9
1.010.000
112.222
Brescia
30/06/19
6
0
0
Bologna
30/06/19
7
835.490
119.356
Cagliari
30/06/19
7
0
0
Fiorentina
31/12/18
9
685.000
76.111
Genoa
31/12/18
4
0
0
Inter
30/06/19
9
829.000
92.111
Juventus*
30/06/19
9
1.895.000
210.556
Lazio
30/06/19
2
0
0
Lecce
30/06/19
9
91.235
10.137
Milan
30/06/19
9
2.746.000
305.111
Napoli
30/06/19
5
5.095.000
1.019.000
Parma
30/06/19
5
130.000
26.000
Roma**
30/06/19
14
1.133.000
80.929
Sampdoria
31/12/18
7
1.350.000
192.857
Sassuolo
31/12/18
6
1.649.000
274.833
Spal
31/12/18
3
120.000
40.000
Torino
31/12/18
5
10.000
2.000
Udinese
30/06/19
5
199.744
39.949
Verona
30/06/19
1
209.000
209.000
TOTALE
131
17.987.469
Elaborazione CF su dati bilancio
Dati in euro
*presenti ulteriori 1.315 migliaia di euro per Marotta e Mazzia, usciti dal CdA ad ottobre
**presenti ulteriori 616 migliaia di euro per incentivi a Gandini dopo dimissioni
La cifra maggiore in tal senso è quella incassata dal CdA del Napoli, pari a 5,095 milioni di euro: alle spalle troviamo la Juventus con 1,89 milioni di euro agli amministratori, di cui circa 780mila euro per Marotta e Mazzia, usciti dal CdA ad ottobre e per cui sono presenti anche ulteriori 1,3 milioni di incentivi come buonuscita.
Tornano invece a crescere i compensi per gli amministratori del Milan, dopo la riduzione nell’unico anno di gestione di Yonghong Li, passando da 200mila euro a 2,7 milioni. Un incremento che è “conseguenza dell’avvicendamento nel top management avvenuto successivamente al cambio di assetto proprietario del luglio 2018”. La cifra torna così in linea con i numeri degli ultimi anni dell’era Berlusconi.
In calo le cifre invece per la Roma, scesa da 1,9 a 1,1 milioni di euro, a cui vanno aggiunti circa 615mila euro come incentivi all’ex dirigente Gandini dopo le dimissioni nel settembre 2018. E torna a salire anche la cifra relativa ai compensi degli amministratori dell’Inter, passata dallo 0 del 2017/18 a 829mila euro nel 2018/19.
La media, considerando solo i club che versano compensi agli amministratori, è pari a circa 160mila euro: si tratta di poco meno del triplo della media riferita ai dipendenti, pari a circa 59mila euro.
FONTE: CalcioEFinanza.it
APPROFONDIMENTI Coronavirus, un mese senza calcio in Italia: da quel momento tante paure giustificate
La gara tra Sassuolo e Brescia è stata l’ultima in ordine di tempo, preceduta solo da Juventus e Inter. Pochi giorni dopo resa nota la positività di Rugani
di Ignazio Caddeo 8 Aprile, 2020 - 19:30
Un mese, giorno più giorno meno, è passato dall’ultima partita della Serie A. Sassuolo-Brescia giocata al Mapei Stadium alle 18,30 di lunedì 9 marzo (vinta 3-0 dalla squadra di De Zerbi) ferma il carrozzone del calcio, che a differenza di rugby, pallamano e basket, vuole chiudere la stagione agonistica con 13 giornate da recuperare, che per Cagliari, Inter, Hellas Verona, Parma, Sassuolo, Torino, Genoa e Lecce sono 14 .
LA POSITIVITA’ DI RUGANI. In quel periodo, nonostante l’epidemia già in atto nel Nord Italia, non tutti avevano capito che dramma si stava già affrontando, in particolare a Codogno, primo focolaio nel nostro paese. Giovedì 5 era arrivato dal Governo l’ordine della chiusura di tutte le scuole. Decisione tutt’ora in vigore. Attorno alle 23 di sabato 7, a poche ore di Hellas Verona-Cagliari, arrivarono le parole del Premier Giuseppe Conte, con un decreto cui all’interno c’è una frase forte ma di estrema importanza “Restate a casa!”. Domenica 8 ci svegliammo tutti trovando una nostra Italia diversa da quella in cui ci eravamo addormentati. Parola quest’ultima eufemismo, perché a non dormire siamo stati in tanti, con la preoccupazione che saliva di ora in ora, cosa che accade anche oggi.
Nel frattempo sono attualmente 17127 in nostri connazionali deceduti per il Coronavirus e, stando ai dati di ieri, 53 nella nostra Sardegna, i positivi in tutto il Paese sono 135.586. Il primo calciatore della Serie A risultato affetto dall’epidemia, è Daniele Rugani della Juventus seguito da i compagni di squadra Matuidi e Dybala e dai sampdoriani Gabbiadini, Colley, Ekdal, La Gumina, Thorsby, Depaoli e Bereszynsky, (fortunatamente poi tutti guariti) mentre l’ultimo giocatore risultato positivo al tampone, di cui si ha notizia in Italia, è Vacca del Vicenza.
FONTE: CalcioCasteddu.it
Nuova idea nerazzurra per il ruolo di vice-Handanovic. A fine stagione sarà addio con Tommaso Berni e Daniele Padelli potrebbe scalare a terzo portiere. Antonio Conte vuole un secondo più affidabile. La prima scelta resta Juan Musso: l’argentino piace tantissimo, ma l’Udinese ha sparato alto finora (30 milioni) [...]
L’ultimo candidato al ruolo di dodicesimo si chiama invece Marco Silvestri, autore di una stagione strepitosa a Verona. Solo Gigio Donnarumma ha fatto più clean-sheet dell’ex Leeds quest’anno: un'esplosione che accende i radar del mercato visto che Silvestri è in scadenza nel 2021. Ecco perché il prezzo del suo cartellino resta abbordabile nell’ambito dei tanti discorsi tra Beppe Marotta e Maurizio Setti (Salcedo, Dimarco, Kumbulla). Il classe 1991 si sente pronto per il salto di qualità e non avrebbe problemi a ricoprire il ruolo di vice-Handa pur di giocarsi l’occasione della carriera in una big. Il casting è aperto...
Sezione: Esclusive / Data: Ven 10 Aprile 2020 alle 11:28
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
FONTE: FcInterNews.it
Corriere di Verona: "Il calcio ha subito uno choc devastante, ma ritroverà peso umano"
Sull'attuale situazione del calcio italiano, sospeso per l'emergenza coronavirus, il "Corriere di Verona" ha sentito il professor Pippo Russo, conosciuto studioso del sistema calcio. «Il sistema calcio - commenta il docente - rischia un choc che potrebbe essere addirittura superiore a quello economico. Se in serie A si ha una dimensione differente, nelle categorie inferiori l'impatto della crisi porterà un effetto spaventoso. Sono d'accordo sulla ripresa - aggiunge - ma solo quando ci saranno le condizioni per farlo. In questa situazione - chiuse - sarà possibile per il calcio ritrovare un po' di peso umano».
Sezione: Rassegna / Data: Sab 11 Aprile 2020 alle 14:00 / Fonte: Corriere di Verona
Autore: Enrico Brigi / Twitter: @enrico_brigi
Vedi letture
Corriere di Verona: "Il calcio ha 4 miliardi di debiti, rischia il crac"
L'edizione odierna del "Corriere di Verona" analizza la situazione economica del calcio, fermo a causa di questa emergenza sanitaria, che corre il rischio di un imprevisto crack finanziario. Esprime il suo parere sul tema Marcel Vulpis, analista e esperto di informazione applicata all'economia e alla politica dello sport. «I proprietari dello società - commenta - dovranno ribaltare il proprio modo di gestire le aziende. Il coronairus ha peggiorato una situazione già grave. I club sommano già oltre 4 mld di debiti, perlopiù verso banche e fornitori. Riguardo al tema degli stipendi dei calciatori, siamo davanti a una situazione atipica. Appaiono come dei liberi professionisti ma nella forma e nella sostanza sono dei lavoratori dipendenti. Il mondo del calcio - chiude il professionista - si è reso conto di non rappresentare una necessità primaria per l'Italia, dovrà convivere con il ridimensionamento»
Sezione: Rassegna / Data: Ven 10 Aprile 2020 alle 10:00 / Fonte: Corriere di Verona
Autore: Enrico Brigi / Twitter: @enrico_brigi
FONTE: TuttoHellasVerona.it
In una delle aree geografiche più colpite dall’emergenza Covid-19, l’Hellas Verona ha vissuto momenti contrastanti in questi giorni di stop forzato.
Fare i conti con una realtà territoriale messa in ginocchio dalla pandemia ha messo in secondo piano l’ottimo campionato dei gialloblù, mai cosi solidi e concreti dai tempi dello scudetto.
Ad un solo punto dalla zona Europa, tra l’altro con una partita in meno del Milan settimo, il Verona ha costruito la sua stagione all’insegna del pragmatismo tattico e della compattezza del gruppo che hanno permesso ai gialloblù di andare oltre le più rosee aspettative con trentacinque punti meritati, arrivando anche a battere la Juve al Bentegodi in una partita thriller.
Un ottavo posto a meno cinque punti dalla salvezza già archiviata, congelato, chissà per quanto, per l’emergenza mondiale. Ad una situazione non facile, soprattutto a livello economico per una realtà piccola rispetto alle squadre che la precedono in classifica, il mondo gialloblù ha preso un enorme spavento quando Mattia Zaccagni è risultato positivo al Covid-19, in un susseguirsi di eventi che hanno fatto traballare l’intero sistema. Un allarme poi rientrato, come confermato poco tempo più tardi dal centrale di Cesena che ha ripreso a fare attività fisica tra le mura domestiche.
Il Verona, in una lenta risalita verso la riscoperta della normalità, si sta attivando giorno dopo giorno nella campagna benefica #aiutiAMOVERONA (già raccolti 1,7 mln stando ai dati di due giorni fa, ndr) e portando i tifosi nelle case dei giocatori, capitanati da un Miguel Veloso che, in un’intervista recente alla Gazzetta, ha suonato la carica ricordando che “sarà bello tornare ad abbracciarsi”, ma senza dimenticare quanto fatto finora.
Parole verso il futuro, in un presente più enigmatico che mai. Anche davanti ad un problema a cui non si ha ancora una soluzione, l’ambiente gialloblù si è dimostrato unito e compatto come nel rettangolo di gioco. Nonostante le sensazioni contrastanti delle ultime settimane.
FONTE: CalcioNews24.com
GLI EFFETTI DEL CORONAVIRUS. NOSTRA INTERVISTA AL SOCIOLOGO-GIORNALISTA PIPPO RUSSO IL CALCIO SI DEVE RIFONDARE
12/04/2020 11:34
Chissà che direbbe oggi Pasolini. “Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra rimastaci” scrisse l'autore di Ragazzi di vita. Eppure il virus, con le preoccupazioni che porta con sé, è riuscito nell'impensabile: ha spazzato dalla testa degli italiani quel “rito laico” - fino a ieri - a loro più caro. “Ora i tifosi hanno altri pensieri – mi dice Pippo Russo, sociologo, scrittore e giornalista di Repubblica e Corriere dello Sport – e, checché se ne dica, sono cittadini ancor prima che tifosi, al contrario di un'immagine distorta di fanatismo che con superficialità si è voluta cucire loro addosso”. Russo, docente di Sociologia all'Università di Firenze, perciò non si stupisce: “La stragrande maggioranza dei tifosi ora non solo non pensa minimamente al calcio, ma dimostra molta più maturità e responsabilità dei presidenti nel frenare la ripartenza”.
Come te lo spieghi?
“I tifosi in questa vicenda sono l'anello debole e ne sono consapevoli. Se il calcio dovesse ripartire a porte aperte sarebbero i più esposti e a rischio contagio, e questo comprensibilmente li preoccupa. Se si dovesse invece giocare a porte chiuse – che, permettimi di dire, è la negazione stessa del calcio come ritualità – sarebbero esclusi dal rito. In entrambi i casi sarebbero la vittima sacrificale. C'è poi un ragionamento semplice ma profondo dettato da quello che io chiamo il buon senso popolare...”.
Che sarebbe?
“Il cittadino-tifoso pensa: non può riprendere il calcio finché il resto della società è fermo, sarebbe ingiusto”.
I presidenti invece si dividono. Lotito avrebbe già cominciato, Cellino e Ferrero invece annullerebbero tutto.
“Sono posizioni opposte, ma mosse da un fattore comune: i propri interessi. Ognuno ragiona secondo i suoi calcoli, in base alla sua classifica. Il Brescia di Cellino e la Sampdoria di Ferrero vogliono chiudere perché rischiano di retrocedere, Lotito con la Lazio pensa di vincere lo scudetto”.
Molti club di serie A comunque spingono per la riapertura...
“Sono mossi solamente da una motivazione industriale. Sono terrorizzati di vedersi rinegoziare al ribasso i diritti tv. Del resto è comprensibile che le emittenti che pagano fior di quattrini per la rappresentazione di uno spettacolo, si tirino indietro se quello spettacolo è fermo. In Francia, per dire, le tv sono già in ritirata. Eppure...”
Eppure?
“Chi è causa del suo mal pianga se stesso: sono le stesse società che in questi anni si sono dati questo legaccio delle televisioni. Il virus, da questo punto di vista, ha solo scoperchiato il vaso di Pandora, su questo ma anche altri aspetti”.
Per esempio?
“I calendari. Da anni erano ingolfati, ma ce ne accorgiamo ora nel pensare all'eventuale ripresa del campionato”.
Ripartirà la serie A?
“Sì, ma non presto. Non a giugno o luglio come si pensa. Che poi la Lega Calcio può discuterne finché vuole, tanto decide il governo. Auspico e credo si riprenda a settembre: anche le parole di Gravina (presidente Figc) vanno in questa direzione, ma io direi che sono i fatti e la logica a suggerirlo”.
Quindi stop all'attuale campionato e via al nuovo?
“Io avrei un'altra soluzione, anche in linea con i Mondiali del Qatar nel novembre del 2022...”
Quale?
“Si riformulino i campionati nell'anno solare già da adesso, quindi si riprendano a settembre gli attuali tornei. E' una riforma che si sarebbe dovuta comunque fare in vista dei mondiali autunnali nell'emirato. Anticipiamola. Anzi, più in generale, approfittiamo di questo momento per rifondare il calcio”.
FRANCESCO BARANA
FONTE: TGGialloBlu.it
La Serie A e la ripresa: Hellas Verona, la squadra è in città. E Setti vuole tornare a giocare
10/4 ALLE 17:45 SERIE A
di SIMONE LORINI @SIMO_LOR
fonte ha collaborato Luca Chiarini
La Serie A prova a pensare ad un futuro senza Coronavirus, in cui riprendere il campionato 2019-20 da dove si è fermato e tentare di programmare una normalità che possa dare un avvenire allo sport nazionale. In attesa di capire le mosse del Governo circa la possibile ripresa degli allenamenti, i venti club di massima serie si stanno muovendo in tre direzioni: quella di una ipotetica ripresa del campionato, tra favorevoli e contrari, quella di un necessario taglio degli ingaggi per la salvaguardia dei conti e infine quella di un rientro programmato degli stranieri che in alcuni casi hanno scelto di rientrare in patria durante questo difficile momento.
HELLAS VERONA
Ripresa del campionato - "Noi siamo per la ripresa del campionato. Ci piacerebbe giocare e la politica non ci interessa". Ancora una volta, una posizione molto chiara e definita: l'Hellas Verona, qualora ce ne fosse la possibilità, sarebbe per il ritorno in campo.
Taglio ingaggi - Sulla questione stipendi non c'è ancora stato un confronto ufficiale tra le parti, ma se ne sta discutendo.
Giocatori all'estero - I giocatori di Juric sono tutti a Verona, nessuno ha lasciato la città e l'allenamento potrà riprendere non appena arriverà l'ok del governo.
Corriere di Verona: "Tagli agli stipendi, l'Hellas fa i conti"
8/4 ALLE 07:53RASSEGNA STAMPA
di ALESSANDRO TEDESCHI
Il Corriere di Verona titola oggi in prima pagina: "Tagli agli stipendi, l'Hellas fa i conti". Niente forzature. L’Hellas non accelererà per chiudere un’intesa con giocatori e staff sul taglio degli stipendi. Anzi: il Verona ha intenzione di aprire formalmente un tavolo di confronto soltanto più avanti, quando lo scenario sarà meno indecifrabile di ora e, soprattutto, nel momento in cui si potranno avere maggiori elementi di giudizio in merito all’eventuale ripresa della stagione (e, ancor di più, sulla data in cui si potrà tornare a giocare).
FONTE: TuttoMercatoWeb.com
Verona – L’unione fa la forza e il gioco di squadra fa la differenza. E’ con questo spirito, e con la generosità che è uno dei segni distintivi della città scaligera, che Hellas Verona FC si è schierato – compatto, sin dalle prime settimane – al fianco del Gruppo Athesis, promotore dell’iniziativa e media partner del nostro Club, ma anche del Comune di Verona e della Fondazione della Comunità Veronese, per contribuire - direttamente e indirettamente - alla raccolta fondi di #aiutiAMOverona, che destina l’intero ricavato all’acquisto di materiali e attrezzature per gli ospedali della città e della provincia, a seconda delle varie necessità del momento.
Una raccolta fondi che è arrivata alla considerevole cifra di 1,7 milioni di euro. E sinora, altro elemento caratterizzante della corsa di solidarietà che mira ad interventi immediati per contrastare l’emergenza sanitaria, sono state già erogate le prime due rate, rispettivamente di 490 e 570 mila euro.
Ma #aiutiAMOverona non si ferma qui. In questo momento ogni euro donato può fare la differenza. Come l’unione e il gioco di squadra, concetti cari al nostro Club, non solo in campo.
Per contribuire alla raccolta fondi di #aiutiAMOverona, CLICCA QUI.
DISTANTI MA... COMUNICANTI: A CASA DI MARCO DAVIDE FARAONI
08/APRILE/2020 - 19:15
Verona - Noi #RestiamoACasa, ma le rubriche di Hellas Verona Channel non si fermano. Perché comunicare, parlare e ascoltare, in un momento come questo dove le relazioni umane sono fisicamente ridotte al minimo, è socialmente utile.
Per la quinta puntata di 'Distanti ma... comunicanti' siamo entrati, virtualmente, nella casa di Marco Davide Faraoni, cuore e polmoni della fascia destra del Verona. Con la semplicità e la pacatezza che lo contraddistinguono, Davide ci ha raccontato le sue settimane lontano dal calcio e vicine alla famiglia. Ma anche di quella che, in attesa di poterla riprendere quando sarà il momento, è per lui una delle più belle pagine della propria carriera sportiva.
FONTE: HellasVerona.it
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