#InterVerona in anteprima: Gara proibitiva per l'HELLAS che al Meazza non ha mai vinto e segnato solo 7 gol in 27 precedenti ma, data la situazione, c'è ben poco da perdere per i ragazzi di PECCHIA...

Pubblicato da andrea smarso giovedì 29 marzo 2018 21:30, vedi , , , , , , , , , , , , | Nessun commento


#InterVerona +   -   =

Contro una difesa a tenuta stagna che ha subito solo 21 gol in 28 partite (solo JUVE e NAPOLI hanno fatto meglio) e mantiene il clean sheet difensivo dalla trasferta al Marassi contro il GENOA dello scorso 17 Febbraio (301 minuti di imbattibilità per il portiere interista Samir HANDANOVIC), ai ragazzi di PECCHIA servirà un mezzo miracolo per non essere sconfitti non parliamo poi di giocare per vincere evento che, al Meazza, non è mai riuscito negli annali al VERONA.
Gara quindi segnata...

Statistiche Opta (da It.EuroSport.com)

  • L’Inter è imbattuta da 15 incontri contro il Verona in Serie A (12V, 3N): l’ultimo successo veneto infatti risale al febbraio 1992.
  • In questi 15 incontri i nerazzurri hanno sempre trovato il gol, segnando in media 2.3 reti a partita.
  • I nerazzurri sono inoltre imbattuti in tutti i 27 confronti interni di Serie A contro il Verona, grazie a 16 vittorie e 11 pareggi.
  • L’Inter ha mantenuto la porta inviolata nelle ultime tre partite di campionato: i nerazzurri non arrivano a quattro clean sheet di fila da novembre 2015.
  • L’Inter è imbattuta da sei partite casalinghe, in cui tuttavia ha ottenuto solamente due successi (4N).
  • Il Verona non pareggia in Serie A da dicembre contro la SPAL: da allora per i gialloblu quattro successi e otto sconfitte.
  • Il Verona non è riuscito a segnare in quattro delle ultime cinque trasferte di campionato, segnando tuttavia quattro gol nella restante gara contro la Fiorentina.
  • L’Inter è la squadra che ha segnato più gol di testa in questo campionato (12).
  • Il Verona ha effettuato solo 29 tiri di testa, almeno sette meno di ogni altra squadra in questo campionato.
  • Tra i giocatori dei maggiori cinque campionati europei con almeno 26 tocchi, Mauro Icardi è quello con il miglior rapporto tra palloni giocati e gol: una rete ogni 26 tocchi palla.

Precedenti
Meazza campo tabù per gli scaligeri che mai hanno avuto la meglio a casa dei nerazzurri nei 27 precedenti sin qui disputati (e solo in 7 occasioni sono andati in gol), mentre per 11 volte hanno strappato un punto (l'ultima volta nel 2 a 2 del 9 Novembre 2014 al termine del quale fu esonerato Walter MAZZARRI attuale tecnico del TORINO) e in 16 sono stati battuti (come nell'ultima gara in assoluto tra le due compagini datata 24 Settembre 2015 in cui SALA colse una traversa che lanciò l'azione di contrattacco di MELO per il gol vittoria del Biscione).
Poker nerazzurro il 26 Ottobre 2013: In meno di un quarto d'ora l'HELLAS veniva bucato due volte da JONATHAN e PALACIO prima di reagire con MARTINHO e andare sotto altre due volte... A metà del secondo tempo il 2 a 4 finale di RÔMULO rendeva meno amaro il pomeriggio gialloblù.

Prossima sfida assegnata al signor Rocchi della sezione AIA di Firenze.

Il 2 a 2 del 9 Novembre 2014 l'ultimo pareggio a San Siro dei gialloblù

QUI MILANO (sponda nerazzurra)
Acque agitate in casa del Biscione a causa del sempre più probabile divorzio tra il patròn SUNING e il diesse SABATINI, in ogni caso l'INTER è in gran forma ultimamente e non ha nessuna intenzione di 'sprecare' punti preziosi in chiave Champions contro il VERONA penultimo della classe.
Probabilissima quindi la conferma dell'11 che ha rifilato 5 gol alla SAMP prima della sosta ed è il solo RAFINHA ad essere blandamente in ballottaggio con BORJA VALERO sulla mediana alta...
Indisponibile solo l'infortunato difensore RANOCCHIA.

Convocati
Portieri: 1 Handanovic, 27 Padelli, 46 Berni.
Difensori: 2 Lisandro, 7 Cancelo, 21 Santon, 25 Miranda, 29 Dalbert, 33 D'Ambrosio, 37 Skriniar.
Centrocampisti: 5 Gagliardini, 8 Rafinha, 11 Vecino, 20 Borja Valero, 77 Brozovic.
Attaccanti: 9 Icardi, 17 Karamoh, 23 Eder, 44 Perisic, 87 Candreva, 99 Pinamonti.

Probabile formazione
4-2-3-1 con Handanovic; Cancelo-Skriniar-Miranda-D’Ambrosio; Gagliardini-Brozovic; Candreva-Rafinha-Perisic; Icardi


QUI VERONA
Possibile il rientro di CERCI almeno a partita in corso ma il vero, grosso problema è la prolungata assenza di KEAN fino a Maggio unica vera punta in rosa (dopo l'arrivederci di PAZZINI a Gennaio).
I vari MATOS e PETKOVIĆ altro non sono che 'surrogati' in attesa del rientro di Moise purtroppo ed altre soluzioni la davanti sarebbero pure peggio...
BIANCHETTI scalpita in panchina in vista degli importanti e ravvicinati prossimi impegni in cui ci sarà forzatamente del turn-over, probabile un suo impiego (anche se non dall'inizio) per ritrovare un po' di minutaggio mentre HEURTAUX, che ha accusato un problema al ginocchio, dovrà attendere ancora il suo turno.
Ballottaggio CALVANO-VALOTI in mediana col primo favorito contro un centrocampo in cui più che la qualità varranno i muscoli...

Convocati
CERCI sì, HEURTAUX no...

1. Nicolas, 2. Romulo , 4. Laner, 7. Verde, 8. Fossati, 10. Cerci, 12. Caracciolo, 14. Zuculini, 16. Aarons, 17. Silvestri, 21. Lee, 22. Bianchetti, 23. Calvano, 25. Boldor, 26. Vukovic, 27. Valoti, 28. Ferrari, 30. Matos, 37. Bearzotti, 40. Coppola, 69. Souprayen, 70. Petkovic, 77. Buchel, 93. Fares, 97. Felicioli

Probabile formazione
4-4-1-1 Nicolas; Ferrari-Caracciolo-Vukovic-Fares; Romulo-Buchel-Calvano-Verde; Petkovic; Matos

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DICONO +   -   =

Mister SPALLETTI tecnico dell'INTER «Verona? Ci vuole una vittoria per prepararsi bene, è il miglior allenamento mentale. Non che questa gara sia un allenamento, ma non c'è modo migliore per arrivare al derby che vincere questa gara. Anche perché quella viene dopo, sennò si rischia di fare confusione. Io sono abituato a fare una cosa per volta". Così Luciano Spalletti alla vigilia della sfida contro Il Verona di Pecchia.. Le dimissioni di Sabatini? Hanno fatto rumore visto il suo valore umano e professionale. Mi è dispiaciuto molto. Lascia ma nell'Inter resta gente che crede nella squadra e che è pronta a dare tutto. Sabatini è un samurai del calcio. La Champions è l'obiettivo: questa settimana è venuto a trovarci Ligabue. Dice gli anni passano per non ripassare più. E' un po' come i campionati. Questo è l'obiettivo. Anche per fare contenti i 60mila che domani popoleranno lo stadio. Una soddisfazione che sovrasta i problemi» TGGialloBlu.it

Mister PECCHIA in conferenza stampa «Dovremo avere uno spirito battagliero, la nostra è una squadra che deve lottare e che è già riuscita a fare risultati importanti anche fuori casa, scenderemo in campo con coraggio, personalità e cuore, cercando di metterli in difficoltà fin da subito. Loro hanno una rosa dalla grande qualità e spingeranno già dalle prime battute della gara, dovremo essere bravi a rispondere colpo su colpo restando sempre concentrati e sfruttando le occasioni che capiteranno con il giusto cinismo. La mia squadra è in grado di ripetere le prestazioni fatte contro Torino e Chievo, dobbiamo essere convinti di questo. Le scelte? A parte Heurtaux e Kean la squadra è al completo, sono contento del rientro di Cerci in gruppo, si sta allenando bene ma bisogna essere cauti e gestire in modo ottimale la situazione. Domani farò le mie scelte pensando solo e soltanto alla partita contro l’Inter, non voglio fare calcoli perché quella di domani è ‘la partita’. Scenderà in campo chi saprà dare il massimo delle proprie energie fisiche e psicologiche, dovranno essere tutti pronti, sia se giocheranno dall’inizio che a gara in corso. La fase offensiva? La squadra intera deve essere in grado di mettere in difficoltà gli avversari, gli attaccanti devono continuare a creare occasioni e insistere su questa squadra, poi il gol può arrivare da loro o da qualcun altro» HellasVerona.it

Pierino 'Turbo' FANNA al 'Corriere di Verona' «Possibilità di fare punti a San Siro? È chiaro che a vederla da fuori non ce ne sono molte. Però il Verona non sia arrendevole. A entrare in campo rassegnati finisce che prendere un’imbarcata, e questo è il primo rischio da evitare, dopo il 5-0 subito con l’Atalanta. Dovesse arrivare una sconfitta, che l’Hellas non molli mai gli ormeggi. Mi spiego meglio: c’è modo e modo di perdere. Dunque, prima il Verona le tenti tutte e dopo, se la partita prendesse una piega storta, non crolli» Hellas1903.it

Roberto GAGLIARDINI centrocampista dell'INTER a Inter TV «Siamo contenti della partita contro la Sampdoria, è stata una vittoria netta ma deve essere un punto di partenza. Contro il Verona dovremo confermare quanto fatto vedere a Genova, dobbiamo cercare di continuare così. Loro vengono da una sconfitta e saranno agguerriti, ma noi dobbiamo continuare a vincere anche in vista del derby di mercoledì. Ogni partita è fondamentale. La sosta è stata importante, essere convocato in Nazionale fa sempre piacere» TuttoMercatoWeb.com

Franco ZUCULINI a L'Arena «Non c’è nessuna partita con il pronostico chiuso in partenza. Ogni gara giocata, ed in questo momento in ogni partita della stagione, bisogna scendere in campo per dare il massimo. Anche l’Inter avrà i suoi problemi contro di noi. Ve lo assicuro. La sfida col Benevento? Adesso noi dobbiamo pensare alla partita di sabato. Questa per noi è la partita delle partite. Dalle 17 di sabato inizieremo a pensare alla gara di Benevento. Non prima, non serve. Con quattro vittorie è fattibile la salvezza? Noi dobbiamo cercare di fare il possibile dalla partita di sabato. Alla fine vedremo. Io ci credo, adesso lavoriamo tutti insieme ogni giorno, e so quanto la squadra voglia raggiungere l’obiettivo che ci siamo posti – ha dichiarato Franco Zuculini a L’Arena – Raggiungere la salvezza, per tutti noi deve diventare una ossessione per i prossimi due mesi. Tutti noi, chi giochi e chi non gioca, dobbiamo essere al massimo in questa pazza corsa alla salvezza che, sono convinto, vinceremo. Possono bastare 34 punti per salvarsi? Penso di sì, magari per sicurezza meglio farne 35. Sono alla nostra portata, dobbiamo farli assolutamente. Pecchia ci trasmette una grande carica. Se posso giocare una gara dall’inizio? Io sono pronto. È chiaro che mi devo gestire ma dipende sempre dal mister, chiaramente. Abbiamo due mesi di battaglie. Più punti facciamo e prima arriva questa salvezza. Lo ripeto: noi ci crediamo» HellasLive.it


'Sandokan' MALESANI «Il calcio? Mi manca. Se ricevessi una proposta allettante, l‘accetterei: Giulia e Valentina sono talmente brave da guidare La Giuva anche senza di me. Sa che cosa mi piacerebbe? Allenare una Nazionale, anche piccola: completerebbe il mio bagaglio personale. La mia ultima esperienza a Sassuolo è stata traumatica, ma conosco bene gli incerti del mestiere, anche se avrei voluto avere più tempo rispetto al poco che mi è stato concesso. Una domanda, però, mi porto dietro e, se potessi, la rivolgerei al signor Squinzi, persona eccellente, che stimo e rispetto. Proprio per questo, mi ha fatto molto male leggere la sua risposta al quesito di un cronista: qual è stato l’errore pù grande che lei abbia commesso nel calcio? E Squinzi: “Prendere Malesani come allenatore del Sassuolo”. Se mi ritrovassi di fronte al patron nervoverde gli chiederei semplicemente perché? Perché ha detto questo? A volte mi chiedo da dove nasca il pregiudizio. Evidentemente, a onda la sua origine nel mondo del calcio che pullula anche di invidiosi e di luoghi comuni. Dopo l’esperienza di Sassuolo, un procuratore mi ha detto: “Alberto, rassegnati, non allenerai più”. Sulle prime non ho capito le ragioni della sua a ermazione, ma il tempo passa e quelle parole a volte mi ritornano in mente. Eppure, in ventitré anni di carriera, dal Chievo al Parma al Panathinaikos, credo di avere dimostrato ciò che valgo e, quando ho vissuto momenti no, ho sempre ricominciato, senza dimenticare mai che, nella vita, prima di tutto bisogna essere umili. Io non sono mai cambiato e non cambierò certo adesso.» HellasLive.it

Matteo BIANCHETTI confida a 'La Gazzetta dello Sport' «Sento un fastidio sempre più intenso alla schiena. Penso che sia soltanto un effetto dei carichi di lavoro, un naturale affaticamento. Invece mi sottopongo alla risonanza ed è un colpo: ho un ematoma sotto durale del midollo sacrale. Devo essere operato d’urgenza. Ero preoccupato, scosso. Sono stato sotto i ferri per quattro ore e mezza. C’era il rischio che non potessi nemmeno tornare a giocare a calcio. Più ancora, nella peggiore delle ipotesi, persino che rimanessi in carrozzina... Ora mi sento bene, ci sono. Sarebbe bellissimo poter rientrare sabato con l’Inter, a San Siro, nello stadio in cui ho vissuto le prime emozioni, aggregato alla Prima Squadra ai tempi di Gasperini e Stramaccioni» Hellas1903.it

Il doppio ex FONTOLAN a 'La Gazzetta dello Sport' «L’Inter ha svoltato con la vittoria di Genova. Con la Sampdoria è stata debordante. Credo che si sia messa alle spalle due mesi anonimi. Per l’Hellas sarà una partita proibitiva, ma non impossibile. A patto che non vada a Milano con un atteggiamento remissivo. Nel qual caso, tanti saluti. Ritorno alle parole di Osvaldo Bagnoli, il mio maestro: la tattica da adottare è quella della cosiddetta “sberla”. Ossia, se affronti una grande devi attaccarla per primo, provare a colpire subito, così per far capire che per loro non sarà una passeggiata di salute, che dovranno sudarsela» Hellas1903.it

Il doppio ex BONINSEGNA «Avevo appena concluso il terzo anno alla Juve. Dopo due scudetti e una Coppa Uefa, avevamo appena vinto la Coppa Italia. Boniperti mi propose di fare un’ altra stagione. Con Trapattoni avevo dei problemi e mi si prospettava la panchina. Volevo tornare a casa mia e chiudere la carriera a Mantova. Si fece avanti il Verona. Fu un personaggio straordinario come Garonzi a convincermi. Così accettai. Poi un giorno al ritiro estivo a Pinzolo arrivò un tizio riccioluto con un vistoso foulard. «E questo chi è…?» Mi chiesi. «Buongiorno, sono Giuseppe Brizzi, il nuovo presidente del Verona» disse lui presentandosi. Ecco, fu in quel preciso momento che capii che non sarebbe stata una grande stagione (ride, ndr) Il presidentissimo Garonzi era insostituibile. Quell’anno successe di tutto. Cambiammo qualcosa come quattro presidenti. Incredibile... Eppure quel Verona sulla carta non era una cattiva squadra, l’allenatore era Veneranda. C’erano giovani di prospettiva come Tricella, Vignola, D’Ottavio, Capuzzo e anziani come il sottoscritto, Roversi, Bergamaschi, e Mascetti. L’obiettivo era la serie A. Dopo un buon avvio, crollammo in primavera. Finimmo a metà classifica. Potevamo fare di più. Se il Verona attuale ce la farà a salvarsi? E’ li che combatte. Ha fatto qualche exploit. Ne servono altri. Quest’anno l’ho visto nella gara d’andata al Bentegodi con l’Inter. Fece una buona partita, la decise Perisic. L’ho poi rivisto in un paio di occasioni. Secondo me, il Verona qualche punto in più potrebbe averlo. Gli auguro di tutto cuore di salvarsi. Pecchia, è nel mirino della tifoseria? Verona è una piazza importante, ed esigente. Pecchia è sulla graticola dal primo giorno. Lo conosco per averlo allenato quando ero alla guida della Nazionale Under 21 di C. Giocava allora nell'Avellino; era un buon mediano. E’ un bravo ragazzo, una persona seria. E’ un allenatore giovane e preparato. L’organico che ha tra le mani, è quello che è. Il salto dalla serie B alla A, è sempre molto difficile. Se il Verona riuscirà a salvarsi, il merito sarà suo e dei suoi ragazzi... Sabato? Per l’Inter non sarà affatto facile. Sabato sarò in tribuna a San Siro» TuttoHellasVerona.it

Il doppio ex MANDORLINI colonna dell'INTER da giocatore dall'84 al '91 e trascinatore da allenatore del VERONA dal 2010 al 2015 «L’Inter vista con la Sampdoria è una squadra che sembra aver risolto tanti problemi, sta bene e sembra ripartita. Per l’Hellas in ogni turno c’è l’occasione di portare a casa punti importanti per la salvezza, ma San Siro è un campo difficile per qualsiasi formazione. La sosta? Soltanto dopo la partita sapremo se avrà aiutato o penalizzato una delle due, ma sono del parere che una settimana di riposo non possa di certo cambiare le convinzioni acquisite a Marassi dai nerazzurri» FCInter1908.it

...Anche per la Primavera è corsa salvezza, così mister PORTA «i siamo allenati bene in questi giorni e l’amichevole di sabato ci ha aiutato mantenere il ritmo della settimana. Ci aspettano sette finali per ottenere la salvezza, sono fiducioso, la squadra è motivata e sono convinto che il campionato si deciderà nelle ultime giornate Danzi e Baniya sono recuperati, mentre se Perazzolo non sarà dei nostri per la sfida contro la Sampdoria, ci sarà di sicuro il prossimo turno contro la Lazio» HellasLive.it



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RASSEGNA STAMPA +   -   =
Serie A, le probabili formazioni di Inter-Verona
Sabato alle 15, i nerazzurri cercano punti Champions League contro gli scaligeri: sarà l'antipasto del derby. Ecco le probabili scelte di Spalletti e Pecchia.
di Stefano Fiori
Riparte la Serie A, riparte il campionato di Inter e Verona. In vista del match di sabato 31 marzo (ore 15), scopriamo allora le probabili formazioni delle due squadre, in corsa per obiettivi opposti: i nerazzurri vogliono mantenere il quarto posto, gli scaligeri strappare punti per continuare a credere nella salvezza. Per l'undici di Spalletti è anche l'antipasto del derby di mercoledì: il 4 aprile si recupera la stracittadina contro il Milan, rinviata per la tragica scomparsa di Davide Astori.

Nell'ultima giornata, prima della sosta per le Nazionali, avevamo lasciato Inter e Verona con due risultati identici: 5-0. Il sapore, però, è stato totalmente diverso: da una parte, la manita nerazzurra, con tanto di poker personale di Mauro Icardi; dall'altra la cinquina subita dall'Hellas in casa contro l'Atalanta.

Due film totalmente contrapposti, che però portano i due tecnici verso la medesima decisione: confermare i due blocchi che sono scesi in campo nella 29ª giornata. Gettando un'occhiata alle statistiche, quello di San Siro è un match storicamente a marca interista: i padroni di casa non hanno mai perso in campionato contro il Verona, in tutti e 27 i precedenti incontri al Meazza. Dal 1992, inoltre, i veneti non battono il Biscione: un tabù che resiste da 25 anni.

Le probabili formazioni di Inter-Verona
Il recupero infrasettimanale - mercoledì andranno in scena Milan-Inter e Benevento-Verona - costringerà i due tecnici a scegliere i titolari con un occhio al doppio impegno. Le indicazioni che arrivano dalla Pinetina e da Peschiera, in ogni caso, soffiano a favore della conferma degli schieramenti scesi in campo contro Sampdoria e Atalanta. Non è previsto nessun colpo di scena, insomma, per quanto riguarda le probabili formazioni.

Le probabili formazioni di Inter-Verona: Icardi a caccia di altri gol, dopo il poker alla Sampdoria

In casa nerazzurra, Luciano Spalletti è orientato perciò a confermare il duo in mediana Gagliardini-Brozovic: Vecino partirà ancora dalla panchina, pronto a tornare dal primo minuto nel derby. Rafinha viaggia verso la quarta presenza consecutiva da titolare, al centro della trequarti: Candreva e Perisic confermati ai suoi lati. Icardi è pronto a cercare altri gol preziosi, dopo il poker ai blucerchiati che gli ha permesso di superare il tetto delle 100 reti in Serie A. L'nico assente previsto è Ranocchia, ma occhio ai diffidati: Brozovic, D'Ambrosio ed Eder devono stare attenti in vista della sfida con il Milan.


Per quanto riguarda le scelte di Fabio Pecchia, l'assenza prolungata di Kean porterà alla conferma della coppia d'attacco Matos-Petkovic. Buchel viaggia verso una maglia da titolare, mentre Valoti e Calvano sono in ballottaggio per affiancarlo a centrocampo. Sulle fasce, nel 4-4-2 scaligero, si scaldano Romulo e Verde.

Ecco allora le probabili formazioni di Inter-Verona:
Inter (4-2-3-1): Handanovic; Cancelo, Skriniar, Miranda, D'Ambrosio; Gagliardini, Brozovic; Candreva, Rafinha, Perisic; Icardi. All. Spalletti.
Verona (4-4-2): Nicolas; Ferrari, Caracciolo, Vukovic, Fares; Romulo, Buchel, Valoti, Verde; Matos, Petkovic. All. Pecchia.

FONTE: FoxSports.it


Inter-Verona: probabili formazioni e statistiche
L’Inter è imbattuta da 15 incontri contro il Verona in Serie A (12V, 3N): l’ultimo successo veneto infatti risale al febbraio 1992.
Probabili formazioni

Enrico Turcato

Inter (4-2-3-1): Handanovic; Cancelo, Miranda, Skriniar, D'Ambrosio; Brozovic, Gagliardini; Candreva, Rafinha, Perisic; Icardi. All. Spalletti
Indisponibili: Ranocchia
Squalificati:

Hellas Verona (4-4-2): Nicolas; Ferrari, Caracciolo, Vukovic, Fares; Romulo, Valoti, Buchel, Verde; Matos, Petkovic. All. Pecchia
Indisponibili: Heurtaux, Kean
Squalificati:

Statistiche Opta
L’Inter è imbattuta da 15 incontri contro il Verona in Serie A (12V, 3N): l’ultimo successo veneto infatti risale al febbraio 1992.

In questi 15 incontri i nerazzurri hanno sempre trovato il gol, segnando in media 2.3 reti a partita.

I nerazzurri sono inoltre imbattuti in tutti i 27 confronti interni di Serie A contro il Verona, grazie a 16 vittorie e 11 pareggi.

L’Inter ha mantenuto la porta inviolata nelle ultime tre partite di campionato: i nerazzurri non arrivano a quattro clean sheet di fila da novembre 2015.

L’Inter è imbattuta da sei partite casalinghe, in cui tuttavia ha ottenuto solamente due successi (4N).

Il Verona non pareggia in Serie A da dicembre contro la SPAL: da allora per i gialloblu quattro successi e otto sconfitte.

Il Verona non è riuscito a segnare in quattro delle ultime cinque trasferte di campionato, segnando tuttavia quattro gol nella restante gara contro la Fiorentina.

L’Inter è la squadra che ha segnato più gol di testa in questo campionato (12).

Il Verona ha effettuato solo 29 tiri di testa, almeno sette meno di ogni altra squadra in questo campionato.

Tra i giocatori dei maggiori cinque campionati europei con almeno 26 tocchi, Mauro Icardi è quello con il miglior rapporto tra palloni giocati e gol: una rete ogni 26 tocchi palla.

FONTE: It.EuroSport.com


Inter-Hellas Verona: precedenti, statistiche e curiosità
Di Michael Anthony D'Costa -30 marzo 2018

Archiviata la sosta per le Nazionali torna in scena la Serie A: al Meazza l’Inter di Spalletti, dopo aver asfaltato a domicilio la Sampdoria, ospita un Hellas Verona chiamato a una disperata rimonta salvezza.

I PRECEDENTI – Un girone fa, al Bentegodi, furono Borja Valero e Perisic a siglare il blitz meneghino in veneto, nonostante il momentaneo pari di Pazzini. L’ultimo incontro a San Siro ebbe luogo nel settembre del 2015 con Felipe Melo a sentenziare di testa i gialloblù, mentre novembre del 2014 Toni e Nico López aprirono e chiuserono il 2-2 caratterizzato sul versante opposto dalla doppietta di Icardi che accompagnò l’ultimo punto portato via dall’Hellas Verona da Milano, mentre in Serie A non si è mai ancora registrato un segno due in schedina.

LE STATISTICHE – Come anticipato, la storia in Serie A degli incroci tra Inter ed Hellas Verona non ha ancora mai premiato gli scaligeri, nonostante i precedenti siano numerosi: 27 le gare disputate, con 16 vittorie nerazzurre e 11 pareggi, con 41 reti dei padroni di casa e solo 9 ospiti. Per trovare qualche “hurrà” degli ospiti bisogna allargare lo spettro degli incontri di Campionato alle gare giocate a Verona: 4 in 55 precedenti le affermazioni scaligere, anche se bisogna risalire al febbraio del ’92, quando il Verona di Niels Liedholm piegò l’Inter di Suarez con una rete di Ezio Rossi.

La gara del prossimo turno di Campionato non presenta apparentemente un Hellas Verona capace di infrangere il tabù San Siro. Rinfrancata dalla bella vittoria di Marassi contro la Sampdoria l’Inter di Spalletti sembra centrare i tre punti: puntiamo sul segno 1+Over 2.5, o in alternativa a Perisic marcatore.

FONTE: MondoSportivo.it


Serie A, tutto su Inter-Verona: orario, probabili formazioni e dove vederla
Tutto quello che c’è da sapere sulla sfida tra nerazzurri e gialloblu, valida per la 30^ giornata di Serie A. Come arrivano le squadre, i precedenti e le statistiche

Matteo Zinani28 marzo 2018

Riprende la Serie A dopo la sosta per le nazionali. Entrambe le squadre, con i giocatori rimanenti, hanno potuto allenarsi e riprendere fiato per il rush finale. La gara è fondamentale per entrambe le formazioni: l’Inter è in piena corsa Champions League, mentre l’Hellas Verona ha bisogno di un miracolo per salvarsi.

Come arriva l’Inter
I nerazzurri hanno appena appreso la notizia della rescissione consensuale tra Walter Sabatini e il gruppo Suning. Una scelta tanto forte quanto inaspettata, che però non deve influenzare la squadra. La formazione di Spalletti arriva dalla grande vittoria di Genova contro la Sampdoria: l’ex di turno Icardi è stato assoluto protagonista con 4 reti. Il bomber argentino si è ripreso, e con lui sembra anche tutta l’Inter. Rafinha sta ingranando sempre più, e pure Perisic è tornato al gol. Dopo quasi due mesi senza vittoria, il club milanese è pronto ad affrontare le ultime 10 partite – compreso il recupero con il Milan – come fossero tutte una finale.

Come arriva il Verona
Esattamente al contrario dell’Inter, il Verona arriva da uno 0-5 subito dall’Atalanta. I veneti hanno un disperato bisogno di punti per sperare nella salvezza: al momento la classifica dice penultima posizione, a soli 3 punti dalla Spal quart’ultima. Tutto è ancora aperto insomma, ma l’Hellas deve cambiare atteggiamento: troppi alti e bassi. Nelle ultime 8 partite, sono arrivate 5 sconfitte e 3 vittorie per la squadra di Pecchia.

Orario partita e dove vederla
Il match di San Siro della 30^ giornata di Serie A si giocherà sabato 31 marzo alle ore 15. La partita sarà trasmessa sia sulla piattaforma Sky, quindi i canali Sky Sport 1 (201) e Sky Calcio 1 (251) sia su quella Premium, ovvero sul canale Premium Sport (370). Per tutti gli abbonati sarà possibile assistere al match anche in streaming tramite i servizi SkyGo e Premium Play.

Probabili formazioni
Luciano Spalletti sembra intenzionato a riproporre l’11 che ha annichilito i blucerchiati. Terzini quindi Cancelo e D’Ambrosio, mentre Gagliardini e Brozovic in mezzo al campo. Sugli esterni sicuramente Candreva e Perisic, mentre ci sarà Rafinha nelle vesti del trequartista. Il brasiliano probabilmente sarà preferito ancora una volta a Borja Valero. Davanti, manco a dirlo, Mauro Icardi, che non è nemmeno stato convocato da Sampaoli con l’Argentina.

Per quanto riguarda Pecchia, invece, il centrocampo dovrebbe essere a 4 con Romulo a destra e Verde a sinistra: in mezzo invece Buchel e Calvano. I due attaccanti, infine, con Kean ancora fuori, dovrebbero essere Petkovic e Matos.

Inter (4-2-3-1): Handanovic, Cancelo, Skriniar, Miranda, D’Ambrosio; Brozovic, Gagliardini; Candreva, Rafinha, Perisic; Icardi All. Spalletti

Verona (4-4-2): Nicolas; Ferrari, Caracciolo, Vukovic, Fares; Romulo, Buchel, Calvano, Verde; Petkovic, Matos All. Pecchia

Statistiche e precedenti
La gara d’andata è finita 1-2 per i nerazzurri. Il Verona non batte l’Inter dal 1992, quando Rossi segnò l’1-0 decisivo. Da allora, in 15 confronti sono state 12 le vittorie dei milanesi, mentre 3 i pareggi.

FONTE: CalcioDAngolo.com


SERIE A
Inter-Verona: probabili formazioni, orario e dove vederla in Tv e streaming
Inter alla ricerca di conferme dopo il convincente successo di Genova: a San Siro arriva il Verona che vuole punti per la salvezza.

Redazione Goal Italia
06:40
Il netto 5-0 arrivato sul campo della Sampdoria ha riacceso le quotazioni Champions dell'Inter, ora quarta con un punto di vantaggio ed una gara in meno rispetto alla Lazio: a San Siro affronterà il Verona, reduce dal pesante ko interno contro l'Atalanta.

DOVE E QUANDO
Inter-Verona avrà luogo allo stadio 'Giuseppe Meazza' di Milano, sabato 31 marzo alle ore 15.

DOVE VEDERLA IN TV E STREAMING
L'incontro sarà visibile su Sky sui canali Sky Calcio 1 e Sky Sport 1. Su Mediaset Premium sul canale Premium Calcio 1. Sarà inoltre possibile vedere la partita in streaming grazie alle piattaforme SkyGo e Premium Play, riservate agli abbonati.

PROBABILI FORMAZIONI
Spalletti sembra essere intenzionato a confermare in blocco l'undici che ha avuto la meglio sulla Sampdoria a Genova: Brozovic confermato a centrocampo insieme a Gagliardini, Rafinha trequartista alle spalle di Icardi. Vecino e Borja Valero verso una nuova panchina.
Pecchia recupera Cerci ma l'ex Roma dovrebbe comunque lasciare ancora spazio a Matos e Petkovic in avanti. Buchel favorito su Calvano per un posto a centrocampo, difesa confermata con Vukovic che sta ben impressionando.

INTER (4-2-3-1): Handanovic; Cancelo, Skriniar, Miranda, D'Ambrosio; Gagliardini, Brozovic; Candreva, Rafinha, Perisic; Icardi.
VERONA (4-4-2): Nicolas; Ferrari, Caracciolo, Vukovic, Fares; Romulo, Valoti, Buchel, Verde; Matos, Petkovic.

FONTE: Goal.com


COPERTINA
ESCLUSIVA Mandorlini: “Inter, sarà Champions. Skriniar super ma un anno non basta. La sosta…”
L’ex calciatore dell’Inter ed ex allenatore dell’Hellas Verona ha parlato ai microfoni di Fcinter1908.it

di Daniele Vitiello, @DanViti 27 marzo 2018, 19:02

Quella di sabato non sarà una partita come le altre per Andrea Mandorlini, col cuore diviso a metà e tanti ricordi legati alle esperienze con Inter ed Hellas Verona. Guarderà il match del Meazza con un sorriso particolare, ripensando alle emozioni vissute nei diversi anni a lottare per l’una e per l’altra maglia, da giocatore a Milano e da allenatore a Verona. Lo abbiamo raggiunto, in esclusiva per Fcinter1908.it, per parlare proprio della partita fra nerazzurri e gialloblu: “L’Inter vista con la Sampdoria è una squadra che sembra aver risolto tanti problemi, sta bene e sembra ripartita. Per l’Hellas in ogni turno c’è l’occasione di portare a casa punti importanti per la salvezza, ma San Siro è un campo difficile per qualsiasi formazione. La sosta? Soltanto dopo la partita sapremo se avrà aiutato o penalizzato una delle due, ma sono del parere che una settimana di riposo non possa di certo cambiare le convinzioni acquisite a Marassi dai nerazzurri”.

L’Inter arriverà in Champions League?
“Secondo me sì. Sono fiducioso, li ho visti bene e mi auguro che con la Primavera possa sbocciare definitivamente la qualità di questa squadra. Spalletti ha fatto bene, deve far di tutto per arrivare lì e poi si programmerà la prossima stagione almeno per competere con chi è davanti. Ad inizio campionato sembrava potesse competere già da quest’anno, poi qualcosa è andato storto, ma ora l’Inter è in ripresa”.

Intanto continuano a stupire le doti di Skriniar
“Quest’anno sta facendo una stagione bellissima. E’ rapido nonostante la sua struttura fisica ed è bravo palla al piede, ma soltanto la continuità di rendimento lo renderà un grande campione. Credo sia presto per paragonarlo ai grandi del passato dell’Inter, ciò però non cancella il grande campionato che finora ha disputato”.

Chi vedrebbe bene sulla panchina della Nazionale fra i nomi che si fanno?
“Sono tutti nomi dal grande curriculum. Ancelotti, Mancini, Ranieri, persone che hanno vinto tanto in carriera e rappresentano il meglio del panorama calcistico non solo italiano. Di Biagio al momento sta facendo quello che è nelle sue possibilità, bisogna comunque voltare pagina al termine di questa stagione”.
Daniele Vitiello

FONTE: FCInter1908.it


RASSEGNA
L' Arena: "Hellas,la storia adesso ti sorride. Guarda chi è riuscito a recuperare"
Negli ultimi 13 anni ben otto volte chi era retrocesso dopo 29 giornate è riuscito a raggiungere la salvezza. Per il Verona sarà un aprile decisivo

28.03.2018 08:30 di Enrico Lamonea
Fonte: L' Arena
C’è chi ce la fatta, recuperando nelle ultime giornate di campionato una situazione che pareva compromessa. Negli ultimi 13 anni, da quando la Serie A è tornata a 20 squadre, ben otto squadre in sette stagioni sono riuscite a ribaltare la classifica provvisoria dopo 29 giornate ed a salvarsi alla fine del torneo. Un motivo in più per l’Hellas per sperare di riagganciare il treno della salvezza, che al momento dista tre punti ma con un calendario favorevole ai gialloblù: che sabato incontreranno l’Inter a San Siro con il rischio che qualche rivale possa allungare in classifica, ma che poi mercoledì saranno impegnati a Benevento per un recupero forse decisivo per il futuro. Quindi toccherà al Cagliari al Bentegodi, in trasferta a Bologna e di nuovo sul terreno amico dello stadio scaligero per ospitare il Sassuolo, prima di andare a Marassi contro il Genoa e tornare al Bentegodi con la Spal: un mese di aprile determinante, aspettando poi le ultime tre giornate contro Milan, Udinese e Juventus all’ultima di campionato. Nonostante un’annata piena di alti e bassi, con tanti musi lunghi anche da parte dei tifosi la storia sorride al Verona: spesso infatti la classifica delle ultime tre posizioni è stata rovesciata nelle nove o dieci giornate rimanenti, con nuove speranze quindi per Nicolas e compagni rinvigoriti dai successi con Torino e Chievo prima della pesante batosta casalinga contro l’Atalanta.

L’ESEMPIO DEL CROTONE
L’impresa più recente risale all’anno scorso, quando il Crotone di cui hanno parlato spesso i dirigenti gialloblù - il diesse Fusco in primis - come esempio da seguire per il Verona, è riuscito a rimontare ed a salvarsi complice anche un finale di campionato disastroso da parte dell’Empoli piombato in Serie B dopo una prima parte di torneo in cui nessuno avrebbe immaginato la retrocessione. Niente stravolgimenti la stagione precedente, con protagonista proprio il Verona che abbandonò la massima serie assieme a Carpi e Frosinone. Da applausi la rimonta del Sassuolo nel campionato 2013-2014 con mister Di Francesco,richiamato in panchina dopo la breve esperienza senza punti di Malesani, che riuscì a salvarsi mandando in Serie B invece il Bologna di Davide Ballardini.

CIAO CIAO SAMP
Nessun “miracolo” dal 2011 al 2013, mentre nel torneo 2010-2011 fu il Lecce a riuscire nell’impresa disalvarsi nonostante una posizione di pericolo dopo 29 giornate: i giallorossi pugliesi allenati da Di Canio riuscirono a mettersi al sicuro sfruttando anche il crollo verticale della Sampdoria di Cassano e Pazzini, che risulterà il miglior marcatore in campionato con sei reti assieme a Pozzi. Nessuna rivoluzione in classifica dal 2008 al 2010, con le tre squadre che erano nelle ultime tre posizioni dopo 29 giornate confermate in fondo anche al termine della stagione. Furono addirittura due invece le formazioni capaci di cambiare il loro destino nell’annata 2007-2008: il Cagliari passato prima da Marco Giampaolo, poi Nedo Sonetti e infine da Davide Ballardini, ma anche la Reggina che aveva iniziato la stagione con Massimo Ficcadenti e Renzo Ulivieri prima di concluderla con Nevio Orlandi. A farne le spese furono sia il Parma allenato da Mimmo Di Carlo, Hector Cuper e Andrea Manzo, che il Livorno inizialmente allenato da Fernando Orsi e poi sostituito da Giancarlo Camolese, piombato tra i cadetti dopo un girone di ritorno disastroso. Lo stesso Parma però l’anno prima era riuscito a sua volta a cambiare il suo destino, dopo l’avvicendamento tra Claudio Ranieri e Stefano Pioli con la squadra penultima a metà torneo: ai danni del Chievo guidato assegnato a Giuseppe Pillon e poi a Gigi Delneri. Salvezza della Lazio l’anno prima, in cui però ci fu la retrocessione a tavolino della Juventus per lo scandalo di Calciopoli.

BRAVO SIENA
Nel 2004-2005, l’anno in cui si tornò alle 20 squadre, fu il Bologna di Carlo Mazzone a crollare facendo sorridere invece il Siena che con Luigi Di Canio -subentrato a Luigi Simoni - riuscì a strappare la salvezza. Esempi che regalano altre speranze al Verona di Fabio Pecchia, in piena corsa per la salvezza grazie anche al calendario favorevole. Che potrebbe davvero cambiare volto ad un’annata che fino a pochi mesi fa sembrava compromessa. L’Hellas visto negli ultimi incontri fa vedere invece che restare in Serie A è possibile eccome. Lo dicono le ultime prestazioni di Nicolas e compagni, magari provando a dimenticare la batosta con l’Atalanta. E lo dice la storia più recente, tutto si può ancora rimediare.

ESCLUSIVE TUTTOHELLASVERONA
Roberto Boninsegna: «Contro il Verona per l'Inter non sarà affatto facile»
Nostra intervista a Bonimba, bandiera interista che chiuse la carriera con la maglia dell'Hellas

27.03.2018 17:00 di Lorenzo Fabiano
«Oggi ho avuto una discussione con un mio amico; lui... lui è uno di quelli bravi, bravi a credere a quello in cui gli dicono di credere. Lui dice che se uno non crede in certe cose non crede in niente. Be' non è vero... anch'io credo... Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards». Così sentenziava “Freccia”, alias Stefano Accorsi, nel monologo di Radiofreccia, prima pellicola firmata dalla regia di Luciano Ligabue. Basettoni, sguardo ruvido e cazzuto, baricentro basso, e la potenza del tuono nei muscoli operai: gli anni settanta li rivivi nelle figurine di Roberto Boninsegna sugli album Panini. Bandiera dell’Inter (sette anni, uno scudetto e due titoli di capocannoniere) e protagonista in azzurro nell'epopea messicana, dopo aver oltrepassato la cortina di ferro del pallone italico con un trasferimento alla Juventus che provocò più di un mal di pancia, nell’estate del 1979 arrivò trentaseienne al Verona a comporre l’ultimo capitolo della sua storia. Di rovesciate non ne vedemmo, anzi (rimane semmai il doloroso ascesso di un rigore fallito al Bentegodi contro il Brescia). I giorni dei tuoni erano belli che andati. Spentisi i fulmini della tempesta, le sue fibre logore da tante battaglie chiedevano solo quiete. L’Hellas, appena retrocesso in B, viveva giorni di rifondazione e incertezza. Il “Commenda” Garonzi, ormai stanco, era lì lì per lasciare. Si sperava in una pronta risalita, finì in un campionato anonimo. Pur tuttavia, aver visto una leggenda come Bonimba in maglia gialloblù è qualcosa da raccontare ai nipotini. Un onore per la storia dell’Hellas Verona.

Buonasera Bonimba. Sabato nel suo San Siro c’è Inter-Verona. Se parliamo d’Interismi, chi meglio di lei…?
Ahahahah. Questa è buona. In effetti…

Torniamo indietro di quarant’anni. Vogliamo ricostruire le fasi del suo trasferimento a Verona?
Avevo appena concluso il terzo anno alla Juve. Dopo due scudetti e una Coppa Uefa, avevamo appena vinto la Coppa Italia. Boniperti mi propose di fare un’ altra stagione. Con Trapattoni avevo dei problemi e mi si prospettava la panchina. Volevo tornare a casa mia e chiudere la carriera a Mantova. Si fece avanti il Verona. Fu un personaggio straordinario come Garonzi a convincermi. Così accettai.

E poi?
Un giorno al ritiro estivo a Pinzolo arrivò un tizio riccioluto con un vistoso foulard. «E questo chi è…?» Mi chiesi. «Buongiorno, sono Giuseppe Brizzi, il nuovo presidente del Verona» disse lui presentandosi. Ecco, fu in quel preciso momento che capii che non sarebbe stata una grande stagione (ride, ndr). Il presidentissimo Garonzi era insostituibile. Quell’anno successe di tutto. Cambiammo qualcosa come quattro presidenti. Incredibile

Eppure quel Verona sulla carta non era una cattiva squadra
L’allenatore era Veneranda. C’erano giovani di prospettiva come Tricella, Vignola, D’Ottavio, Capuzzo e anziani come il sottoscritto, Roversi, Bergamaschi, e Mascetti. L’obiettivo era la serie A. Dopo un buon avvio, crollammo in primavera. Finimmo a metà classifica. Potevamo fare di più

Veniamo a noi. Come lo vede il Verona attuale. Ce la farà a salvarsi, secondo lei?
E’ li che combatte. Ha fatto qualche exploit. Ne servono altri. Quest’anno l’ho visto nella gara d’andata al Bentegodi con l’Inter. Fece una buona partita, la decise Perisic. L’ho poi rivisto in un paio di occasioni. Secondo me, il Verona qualche punto in più potrebbe averlo. Gli auguro di tutto cuore di salvarsi

Pecchia, è nel mirino della tifoseria
Verona è una piazza importante, ed esigente. Pecchia è sulla graticola dal primo giorno. Lo conosco per averlo allenato quando ero alla guida della Nazionale Under 21 di C. Giocava allora nell'Avellino; era un buon mediano. E’ un bravo ragazzo, una persona seria. E’ un allenatore giovane e preparato. L’organico che ha tra le mani, è quello che è. Il salto dalla serie B alla A, è sempre molto difficile. Se il Verona riuscirà a salvarsi, il merito sarà suo e dei suoi ragazzi

Sabato come la mettiamo?
Per l’Inter non sarà affatto facile. Sabato sarò in tribuna a San Siro

Già, ma intanto Spalletti pare aver trovato la quadra
In difesa l’inter è a posto. Davanti c’è Icardi. I maggiori problemi sono a centrocampo. L’uomo giusto dalla Fiorentina sarebbe stato Badelj. Invece hanno preso Borja Valero e Vecino. Ora Spalletti ha varato la formula dei due trequartisti, Brozovic e Rafinha; Perisic e Candreva sono in ripresa: a Genova contro la Sampdoria le cose hanno funzionato a meraviglia, ma una partita non fa testo. Serve la controprova.

Un’ultima battuta sulla Nazionale
Mandare in campo una formazione sperimentale contro squadre del calibro di Argentina e Inghilterra, non ha senso. Meglio sarebbe stato affrontare avversari più abbordabili, evitando così di dare i giovani in pasto alla stampa. Siamo in crisi, e non da oggi. L’errore a mio avviso, fu quello di richiamare Lippi per i mondiali sudafricani. Bisognava svoltare e aprire una nuova pagina, e invece Donadoni lo mandarono a casa optando per la restaurazione. Detto questo, vedo un campionato con troppi stranieri e pochi campioni.

AVVERSARI
Il Sannio: "Chi retrocede finisce per mettere soldi in cassa"
27.03.2018 13:30 di Anna Vuerich articolo letto 401 volte
Fonte: Il Sannio
Il Sannio: "Chi retrocede finisce per mettere soldi in cassa"
Il numero odierno del quotidiano "Il Sannio" titola così in prima pagina, alludendo alla possibilità di ottenere l'agevolazione del cosiddetto "paracadute" in caso di retrocessione in B. Questa opportunità viene concessa alle società per permettergli di riformare una squadra in seguito al cambio di categoria.

AVVERSARI
CdS: "L'Inter ha chiuso la porta, 301 minuti senza subire reti"
25.03.2018 14:00 di Giorgia Segala
Oltre 300 minuti di imbattibilità (301' per la precisione) e un’affidabilità difensiva che permette all’Inter di affrontare le ultime 10 partite di campionato (compreso il recupero del derby di mercoledì 4) con maggiore fiducia. Tra i segreti della rinascita della formazione di Spalletti - riporta il Corriere dello Sport - c’è la ritrovata sicurezza del reparto arretrato che, dopo il gol del 2-0 di Pandev nel ko contro il Genoa del 17 febbraio, non ha più messo reti al passivo.
Da allora sono trascorsi i 31' di quel match più 3 incontri completi contro il Benevento, il Napoli e la Sampdoria: niente rispetto alla striscia della Juventus, che nel 2018 in Serie A ha la porta ancora inviolata, ma comunque numeri importanti che l’Inter non ripeteva dal dicembre 2016.

GOL E TIRI. L’Inter ha la terza miglior retroguardia del campionato con 21 gol subiti nelle prime 28 giornate. Meglio dei nerazzurri solo la Juventus (15) e il Napoli (19), mentre le altre formazioni in lotta per la zona Champions hanno tutte numeri peggiori: la Roma è a quota 23, la Lazio a 37, il Milan a 32.
Dall’inizio dell’anno solare il discorso è invece diverso e, a parte i bianconeri che hanno ancora la porta imbattuta, meglio dei nerazzurri (7 gol subiti) hanno fatto il Milan (5), il Napoli (6) e l’Atalanta (6).
La ritrovata solidità della difesa nerazzurra (dopo 16 giornate era, insieme a quella del Napoli, la meno battuta del torneo con appena 10 reti al passivo) affonda le sue radici in una fase difensiva che adesso viene svolta in maniera più convincente da parte di tutta la squadra. Handanovic non è costretto agli straordinari perché gli avversari vengono fermati in anticipo. La conferma arriva dalle 5 parate che il numero 1 sloveno ha dovuto compiere negli ultimi 3 turni. E di questi interventi nessuno era da supereroe.
Contro la Sampdoria una mano l'ha data il palo sul quale si è spento il colpo di testa di Zapata e un bell'aiuto è arrivato dall'imprecisione di Insigne contro il Napoli, ma il segnale è comunque inequivocabile: in mezzo al campo e là dietro la situazione è notevolmente migliorata per i nerazzurri, che da inizio gennaio a metà febbraio avevano collezionato una serie di 6 incontri con almeno un gol al passivo.
Con quei numeri sognare la Champions era complicato, mentre adesso Icardi e compagni sono di nuovo in corsa. Ecco perché, come riportato da Premium, Spalletti ieri ha scherzato nella sua Firenze con alcuni tifosi milanisti incontrati per strada: «Cosa succede se perdiamo il derby 3-0? Che restate comunque sotto».

FONTE: TuttoHellasVerona.it


Inter – Hellas Verona: la probabile formazione veneta
Francesca Gagliardi marzo 27, 2018

L’Hellas Verona FC comunica che il calciatore Moise Kean è stato sottoposto ad esami diagnostici che hanno evidenziato una lesione distrattiva di 3° grado del tendine dell’adduttore lungo della coscia destra. Infortunio avvenuto lo scorso 13 marzo.
Il calciatore ha già iniziato l’iter riabilitativo e non potrà essere a disposizione di mister Pecchia per la pomeridiana di sabato 31 al Meazza.
La riabilitazione media di 45 giorni dovrebbe far rientrare l’attaccante in prestito al Verona non prima del 20 aprile prossimo.

Il mister dovrebbe quindi schierare il modulo 4-4-2 contro l’Inter di Spalletti con i seguenti giocatori.
Probabile formazione Hellas Verona (4-4-2): Nicolas, Ferrari, Caracciolo, Vukovic, Fares, Romulo, Buchel, Valoti, Verde, Petkovic, Matos.

FONTE: ZonaInter.it


HELLAS VERONA

25.03.2018 | 23:45
L’indiscrezione: il Verona e il diesse del futuro, piace molto Marchetti del Cittadella
Il Verona confida giustamente di ottenere la salvezza in volata, ma sta preparando il futuro. Dovrà cambiare sia direttore sportivo che allenatore, Fusco e Pecchia andranno altrove, e ha tempo e modo per decidere. Se resterà ancora Setti al timone del club, un profilo che piace moltissimo per il ruolo di diesse è quello di Stefano Marchetti, da sempre grande protagonista con il Cittadella.

FONTE: AlfredoPedulla.com


Verso l’Inter: Cerci e Bianchetti scalpitano
By Redazione - 29 marzo 2018

Pecchia non toccherá il 4-2-3-1 consueto per la trasferta di San Siro, ma cambierà sicuramente alcuni uomini per schierare una formazione più guardinga e pronta a ripartire. Il pronostico è facile, ma il Verona cercherà di vendere cara la pelle e non prendere una nuova imbarcata come nell’ultima sfida con l’Atalanta.

Dietro il quintetto è scontato, anche se i pericoli squalifica potrebbero portare ad alcune scelte importanti a gara in corso.

Davanti a Nicolas agirà Vukovic supportato dai tre diffidati Ferrari, Caracciolo e Fares. Ecco perché a gara in corso dovrebbe fare il suo debutto stagionale l’ex Bianchetti, pronto a mettere minuti nelle gambe prima di un’eventuale sostituzione dal primo minuto di un compagno in aria di squalifica.

In mediana Calvano, rientrante dopo l’influenza, sarà affiancato da Büchel con Valoti spostato nei tre trequartisti. Questo consentirà di avere un centrocampo più coperto, ma al contempo di non snaturare il credo tattico di Pecchia. A destra Romulo, a sinistra ballottaggio tra Matos e Aarons, visto che Verde e Felicioli sono appena rientrati dalle fatiche azzurre. Infine l’unica punta sarà il diffidato Petkovic, con Cerci pronto alla staffetta.
D.Con.

Lee e Felicioli: quando i frutti li raccoglierà qualcun altro
By Redazione - 28 marzo 2018
Il sudcoreano classe 1998 è un modello per dedizione, impegno e voglia di fare bene. È stato un investimento molto importante del mercato estivo (1,5 milioni di euro dal Barça). Felicioli invece ha un anno in più, è nazionale giovanile italiana e al Verona è costato zero. Per ora. Perchè il suo prestito è biennale e può essere riscattato a giugno 2019 per 3 milioni di euro dal Milan.

Due giovanissimi, due scommesse di Fusco che finora hanno giocato pochissimo. Meglio Felicioli, che ha trovato anche la maglia da titolare contro il Chievo in un ruolo non propriamente suo, mentre Lee con l’Atalanta è finito addirittura in tribuna. Ma Pecchia sta lavorando su entrambi, per farli crescere e maturare in gialloblù. E il Verona ci crede, sapendo di avere in casa degli ottimi prospetti.

Due piccole sementi depositate nel fertile terreno scaligero e dove direttore sportivo e allenatore stanno lavorando ogni giorno. Peccato che, visto l’annunciato addio, i frutti che sicuramente nasceranno da questi due giovani talenti non saranno raccolti da Pecchia e Fusco.
D.Con.

Quando il campo non c’è, i diesse ballano
By Redazione - 27 marzo 2018

C’era una volta il calciomercato. Il vero motore del calcio quando il calcio vero non c’è. Pausa estiva e pausa invernale: di cosa si parla su giornali, siti e tv? Di trattative, vere e presunte, di sogni, di contratti, di nomi esotici e di formule strampalate per comprarli: prestito con diritto di riscatto in caso di tot presenze e di controriscatto con contropartita tecnica con diritto di recompra biennale a seconda degli obiettivi raggiunti. Senza una virgola in mezzo, senza capirci niente e magari senza spendere un soldo. Poi se uno si chiama di cognome Bianchi e arriva dalla C italiana non se lo fila nessuno. Se invece avesse una bella pronuncia brasileira, tipo Bianchinho con quel nho pronunciato gno e provenisse da un qualsiasi Sampaio Correa (che poi è la Serie C brasiliana, livello più basso della C nostrana), sarebbe un campione da ammirare fin dal ritiro.

E adesso? con la sosta per le nazionali, cosa accade? Il calciomercato è chiuso e allora si parla di mercato dei direttori sportivi e degli allenatori. Si può fare, non costa nulla. E quindi al Verona viene accostato il nome di Marchetti che sta facendo un capolavoro a Cittadella. Ma Marchetti sta pensando al Verona adesso? Neanche per sogno. Sta provando a conquistare la Serie A con una minuscola matricola padovana, è concentrato sul pezzo e difficilmente ha la testa altrove. Anche perché un conto è il Verona in A, un conto è il Verona retrocesso. Stesso discorso vale per l’accoppiata ex Cagliari Capozucca diesse e Rastelli allenatore. È vero, sono liberi. Come liberi saranno a giugno Fusco e Pecchia, comunque vadano le cose. Ma è presto per parlare di mercato a fine marzo. Prestissimo. I giochi sul campo non sono fatti e c’è bisogno ancora di tanto tempo. Ma il mercato, si sa, permette di sognare. E quando il calcio giocato sta riposando o è in letargo, sognare non costa davvero nulla.
D.Con.

Bianchetti ed Heurtaux: con l’Inter uno dei due
By Redazione - 26 marzo 2018

Con Ferrari e Caracciolo in diffida, ma comunque sicuri del posto da titolare a San Siro, Pecchia probabilmente lancerà nella mischia a gara in corso uno tra Matteo Bianchetti, ex nerazzurro, e Thomas Heurtaux. Il tecnico ha bisogno di dare minuti a uno dei due centrali difensivi e di far prendere di nuovo confidenza con il terreno di gioco ad entrambi. Si rigioca a Benevento dopo pochi giorni ed è comunque impensabile che Ferrari e Caracciolo riescano a non farsi più ammonire da qui al termine della stagione, evitando così la squalifica.

Bianchetti (favorito) ed Heurtaux: il rientro è vicino.
D.Con.

Con Cerci non si cambia
By Redazione - 26 marzo 2018

Rientra Cerci, ma di fatto non cambierà il modulo del Verona. L’ex Atletico Madrid prenderà il posto di Kean al centro dell’attacco scaligero, supportato da Petkovic in mezzo, Romulo a destra e uno tra Matos, Verde e Aarons a sinistra.
D.Con.

FONTE: HellasNews.it


Mandorlini: “All’Hellas tornerei a piedi. Forse per il Verona ho fatto degli sbagli per troppo amore”
marzo 30, 2018
“Non sarò allo stadio ma seguirò la partita alla tv. So già che sarà una grande emozione. Cos’è l’Inter per Mandorlini? Il grande sogno che si realizza. Vi rendete conto che cosa vuol dire andare a giocare per la squadra che tu hai sempre amato? Non ci credevo finché non ho indossato quella maglia nerazzurra per la prima volta e per quella maglia ho sempre dato tutto. Penso di essere entrato nel cuore dei tifosi soprattutto per questo. L’Hellas Verona? Due storie diverse, due vite diverse. Verona è l’amore della maturità, non avrei mai voluto andare via, mi sono sentito sempre a casa, fin dal primo giorno. Il ricordo più bello? Sono tanti, penso ai playoff di Lega Pro. Siamo diventati ancora più forti nelle avversità. Non volevo certo fare il capo popolo prima di Salerno ma dovevo fare quella dichiarazione, volevo alzare la tensione su quella partita, perché meritavamo di andare in serie B in modo corretto. Non volevo accusare e attaccare nessuno, solo difendere i miei ragazzi, la società, il presidente Martinelli, la città. Ho pagato a caro prezzo per quelle frasi, probabilmente sto pagando ancora adesso ma non ho mai pensato di aver fatto un errore – ha dichiarato l’ex allenatore dell’Hellas Verona, Andrea Mandorlini, a L’Arena – La retrocessione del 2016? A dire il vero non sono retrocesso, mi hanno esonerato alla fine del girone d’andata. Ho sofferto molto per l’esonero, ho sofferto molto per l’Hellas in B. Sono ancora convinto che c’era ancora il tempo per arrivare alla salvezza. Basta vedere cosa sta succedendo quest’anno, mister Pecchia viene tutelato anche dopo risultati negativi e questo concede al tecnico e alla squadra di lottare ancora per la salvezza. Potevamo farlo anche noi, nel girone d’andata abbiamo pagato tanti infortuni, qualche gara sfortunata, qualche partita buttata via per una questione di testa ma con il recupero di Viviani, di Ionita, di Toni al 100%… Io ci speravo. Invece dopo dopo Frosinone mi hanno messo la porta. Ma non ho mai sentito la fiducia della società, mi avevano messo in discussione già dopo sei o sette giornate. Avevo portato Il Verona dalla C alla A, la mia resta ancora la squadra che ha fatto tanti record, per tre anni abbiamo avuto il capocannoniere del campionato, nonostante questo ho sempre dovuto elemosinare il rinnovo del contratto. Anche quell’estate, prima della firma, la società aveva contattato un altro allenatore. L’ho saputo dopo. Forse ho sbagliato ma si può sbagliare per troppo amore. Volevo rimanere a Verona tutti costi, restare in serie A con l’Hellas. Tutto il resto non mi interessava. C’erano tutti i presupposti per mettere le basi per una storia importante. Dopo anni difficili, grazie al lavoro in primo luogo della società, l’Hellas aveva ritrovato dignità nel calcio. Eravamo in A, stavano crescendo giovani interessanti, giocatori di buon livello e grandi campioni, vedi Toni o Rafa Marquez, erano pronti a mettersi in gioco. Leggo in questi giorni che ci sono offerte del Manchester o di altre squadre inglesi per Jorginho. Nel gennaio del 2014, quando andò al Napoli aveva cercato di convincere il presidente Setti, avevo detto che se restava con noi alla fine dell’anno avrebbe guadagnato il doppio e noi potevamo lottare per la Uefa fino all’ultima giornata. Diciamo che è stato sacrificato sull’altare del bilancio. Se tornerei a Verona? Mai dire mai. La proprietà è una cosa, la squadra un’altra. Ho comprato casa a Verona, lì sono sempre stato bene, mi sento amato. Se chiamasse l’Hellas… tornerei anche a piedi”.

San Siro da sempre tabù per l’Hellas Verona
marzo 30, 2018

Nella sua storia ultracentenaria storia, l’Hellas Verona non è mai riuscito a vincere allo stadio San Siro. Sono 27 i precedenti in casa dell’Inter, uno in meno col Milan e mai l’Hellas è riuscito a tornare a Verona con l’intera posta in palio. Contro l’Inter al Meazza si contano anche 11 pareggi, con 41 gol realizzati dai nerazzurri e solo 9 dagli scaligeri.

Franco Zuculini: “Pazza corsa verso la salvezza. Noi ci crediamo. Ci attendono due mesi di battaglie. Contro l’Inter non partiamo battuti”
marzo 29, 2018

“Non c’è nessuna partita con il pronostico chiuso in partenza. Ogni gara giocata, ed in questo momento in ogni partita della stagione, bisogna scendere in campo per dare il massimo. Anche l’Inter avrà i suoi problemi contro di noi. Ve lo assicuro. La sfida col Benevento? Adesso noi dobbiamo pensare alla partita di sabato. Questa per noi è la partita delle partite. Dalle 17 di sabato inizieremo a pensare alla gara di Benevento. Non prima, non serve. Con quattro vittorie è fattibile la salvezza? Noi dobbiamo cercare di fare il possibile dalla partita di sabato. Alla fine vedremo. Io ci credo, adesso lavoriamo tutti insieme ogni giorno, e so quanto la squadra voglia raggiungere l’obiettivo che ci siamo posti – ha dichiarato Franco Zuculini a L’Arena – Raggiungere la salvezza, per tutti noi deve diventare una ossessione per i prossimi due mesi. Tutti noi, chi giochi e chi non gioca, dobbiamo essere al massimo in questa pazza corsa alla salvezza che, sono convinto, vinceremo. Possono bastare 34 punti per salvarsi? Penso di sì, magari per sicurezza meglio farne 35. Sono alla nostra portata, dobbiamo farli assolutamente. Pecchia ci trasmette una grande carica. Se posso giocare una gara dall’inizio? Io sono pronto. È chiaro che mi devo gestire ma dipende sempre dal mister, chiaramente. Abbiamo due mesi di battaglie. Più punti facciamo e prima arriva questa salvezza. Lo ripeto: noi ci crediamo”.

Malesani: “Il calcio mi manca. Mi piacerebbe allenare una Nazionale”
marzo 29, 2018

“L’idea di aprire un’azienda vitivinicola mi era venuta in occasione di una trasferta di Coppa con il Parma, a Bordeaux. Era il ‘99. La Giuva ha cominciato a prendere forma quattro anni più tardi: ho restituito alla mia terra molto di ciò che il calcio mi ha dato. Vivo ancora con mia moglie e con Giulia e Valentina, le mie figlie, il mio orgoglio. Ho dato occupazione a giovani come Giacomo Dai Pré, 21 anni, il nostro cantiniere factotum e come il gruppo dei miei bravissimi dipendenti albanesi, altro che veronesi razzisti. Essi dimostrano quanto l’integrazione sia possibile, quando si è onesti e si ha voglia di lavorare. Quella che molti italiani non hanno più, se non proponi loro un incarico impiegatizio o dirigenziale, da colletto bianco, purchè stacchi il venerdì alle cinque del pomeriggio e riattacchi il lunedì mattina alle nove – ha dichiarato Alberto Malesani al Corriere dello Sport – Il calcio? Mi manca. Se ricevessi una proposta allettante, l‘accetterei: Giulia e Valentina sono talmente brave da guidare La Giuva anche senza di me. Sa che cosa mi piacerebbe? Allenare una Nazionale, anche piccola: completerebbe il mio bagaglio personale. La mia ultima esperienza a Sassuolo è stata traumatica, ma conosco bene gli incerti del mestiere, anche se avrei voluto avere più tempo rispetto al poco che mi è stato concesso. Una domanda, però, mi porto dietro e, se potessi, la rivolgerei al signor Squinzi, persona eccellente, che stimo e rispetto. Proprio per questo, mi ha fatto molto male leggere la sua risposta al quesito di un cronista: qual è stato l’errore pù grande che lei abbia commesso nel calcio? E Squinzi: “Prendere Malesani come allenatore del Sassuolo”. Se mi ritrovassi di fronte al patron nervoverde gli chiederei semplicemente perché? Perché ha detto questo? A volte mi chiedo da dove nasca il pregiudizio. Evidentemente, a onda la sua origine nel mondo del calcio che pullula anche di invidiosi e di luoghi comuni. Dopo l’esperienza di Sassuolo, un procuratore mi ha detto: “Alberto, rassegnati, non allenerai più”. Sulle prime non ho capito le ragioni della sua a ermazione, ma il tempo passa e quelle parole a volte mi ritornano in mente. Eppure, in ventitré anni di carriera, dal Chievo al Parma al Panathinaikos, credo di avere dimostrato ciò che valgo e, quando ho vissuto momenti no, ho sempre ricominciato, senza dimenticare mai che, nella vita, prima di tutto bisogna essere umili. Io non sono mai cambiato e non cambierò certo adesso. Il ciclismo è un’altra mia grande passione. Ha visto come le ho disposte? Una in direzione salita, l’altra verso la pianura, la terza in discesa: è una metafora della vita, delle pedalate che dobbiamo fare ogni giorno. Senza arrendersi mai. Ne parlo spesso con Giulia e con Valentina. Condividono i miei pensieri – continua Malesani – Le mostro i miei libri. Mi piace leggere, studiare. La cultura ha un valore assoluto. Prezioso. Come l’umiltà, la lealtà, il rispetto. Sa perché la scomparsa di Astori ha suscitato un’emozione collettiva tanto profonda, così come la morte di Frizzi? Perché se ne sono andate due persone molto, molto per bene. Due persone ricche di valori autentici, che hanno saputo parlare al cuore della gente e la gente le ha riconoscute, le ha apprezzate per il modo in cui hanno vissuto. Siamo anime fragili e, in quanto tali, abbiamo bisogno di esempi come Astori e di Frizzi. Buffon? Gigi è un fenomeno. No, non mi riferisco alla sua longevità sportiva, al fatto che a quarant’anni sia ancora uno dei più forti portieri del mondo. Sarei banale se dicessi: io che l’ho avuto giovane al Parma, sapevo che sarebbe diventato il migliore. Mi riferisco alla metamorfosi di Gigi: un fenomeno quanto a leadership, comunicazione, senso di responsabilità, capacità di arrivare immediatamente al nocciolo delle questioni, senza se e senza ma. L’ho ammirato la sera con la Svezia a San Siro: ci ha messo subito la faccia, da vero capitano. Spero che, il giorno in cui lascerà l’attività agonistica, il nostro calcio sappia valorizzare l’enorme patrimonio a nome Buffon – conclude l’ex allenatore dell’Hellas Verona – Il mio lavoro alla Canon prima di fare l’allenatore? E’ lì che ho imparato quali siano i quattro punti cardinali cui fare riferimento. Me li ha indicato un manager giapponese:1) la passione: se non ce l’hai, non vai da nessuna parte; 2) lo spirito d’iniziativa: se resti con le mani in mano o ti accontenti di fare il compitino, rimani un mediocre; 3) la condivisione perché a vincere è sempre il gioco di squadra; 4), avere chiaro in testa l’obiettivo che vuoi raggiungere». I suoi li ha raggiunti, signor Malesani? “Assolutamente sì”.

Il ritorno di Bianchetti: “Grazie alla famiglia dell’Hellas Verona. Ritrovare il campo a gennaio una liberazione. Pecchia uomo giusto per la salvezza”
marzo 29, 2018
“Potevo alzarmi soltanto indossando il busto. Non uscivo mai. Momenti duri, che ho superato con l’aiuto della mia ragazza, Debora, dei miei cari e della mia “famiglia” del Verona. Il luglio scorso mi trovavo in ritiro, sento un fastidio sempre più intenso alla schiena. Penso che sia solo un effetto dei carichi di lavoro. Invece mi sottopongo alla risonanza ed è un colpo: ho un ematoma sotto durale del midollo sacrale. Devo essere operato d’urgenza. Ero preoccupato, scosso. Sono stato sotto i ferri quattro ore e mezza. C’era il rischio che non potessi nemmeno tornare a giocare. Più ancora, nella peggiore delle ipotesi, persino che rimanessi in carrozzina. L’intervento era delicatissimo. L’equipe che l’ha eseguito, i dottori Damante e Barone del reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Borgo Trento a Verona, è stata eccezionale, come pure lo staff medico dell’Hellas, il dottor De Vita, il dottor Brotto. In quella fase il pallone non era la priorità. Dovevo star bene, rincominciare a muovermi. Ritrovare il campo a gennaio è stata una liberazione. Ora mi sento bene, ci sono. Sarebbe bellissimo poter rientrare con l’Inter, a San Siro, nello stadio delle prime emozioni, aggregato alla prima squadra ai tempi di Gasperini e Stramaccioni. Non ho debuttato, ma sono andato in panchina ed era già splendido così: ero un ragazzino, stavo tra i campioni. L’Inter rappresenta per me il club che mi ha cresciuto e in cui ho imparato molto. Dell’Inter ero tifoso da bambino, col mito di Javier Zanetti. E vedere al mio fianco uno come Samuel, per un difensore come me, era da brividi. Questo, però, è il passato – ha dichiarato Matteo Bianchetti a La Gazzetta dello Sport – Prendere punti contro un avversario in grande salute, travolgente con la Samp, ma che già era parso in ascesa contro il Napoli. La Spal ha bloccato la Juve, dobbiamo cercare di fare lo stesso con l’Inter. Per salvarsi c’è bisogno di “grattare“ dappertutto. Si sapeva che avremmo dovuto lottare. Siamo qui per questo. E Pecchia è l’uomo giusto per cogliere l’obiettivo. Cambiata la nostra difesa? L’arrivo di Vukovic ha rappresentato un innesto importante. Ma se penso alla gara con l’Inter dico che deve essere tutta la squadra a sapersi proteggere bene, e non soltanto da Icardi. Da perno dell’Under 21 con Immobile, Insigne e Florenzi, se penso di raggiungerli? Ho pagato degli errori che ho commesso, non sono riuscito a rimanere e quei livelli, ma lavoro per recuperare il tempo perduto. Ho 25 anni, posso migliorare. Comunque adesso c’è il Verona, ed è quello che conta. Di Biagio? Con lui sono diventato capitano dell’Under 21. Persona di valore. La FIGC cerca nomi altisonanti, ed è comprensibile, ma ritengo che se rimanesse lui sarebbe una scelta azzeccata. Cosa farei in caso di “esordio” a San Siro e risultato postivi dell’Hellas? Mi taglio la barba: non lo faccio da sette anni. Rasarmi i capelli a zero? Quello meglio di no: la mia fidanzata si arrabbierebbe troppo”.

Primavera, obiettivo salvezza! Porta: “Ci aspettano sette finali”
marzo 27, 2018

Due settimane di sosta per la Primavera dell’Hellas Verona in concomitanza col torneo di Viareggio. I gialloblù di Antonio Porta sabato hanno superato 9-1 in amichevole i giapponesi dell’Okayama e sabato sono pronti a ripartire dalla trasferta di Genova, in casa della Sampdoria. In palio tre punti importanti in ottica salvezza. “Ci siamo allenati bene in questi giorni e l’amichevole di sabato ci ha aiutato mantenere il ritmo della settimana. Ci aspettano sette finali per ottenere la salvezza, sono fiducioso, la squadra è motivata e sono convinto che il campionato si deciderà nelle ultime giornate – ha dichiarato l’allenatore della Primavera dell’Hellas Verona a hellasverona.it – Danzi e Baniya sono recuperati, mentre se Perazzolo non sarà dei nostri per la sfida contro la Sampdoria, ci sarà di sicuro il prossimo turno contro la Lazio”.

Panchina d’Argento 2016/17 a Semplici. Terzo posto per Pecchia
marzo 26, 2018

La Panchina d’Argento per la stagione 2016/2017 se l’aggiudica l’allenatore della Spal, Leonardo Semplici. Il tecnico toscano vince davanti a Marco Baroni del Benevento e Fabio Pecchia per l’Hellas Verona. Semplici vince con 28 voti, Baroni 6 e Pecchia 3.

FONTE: HellasLive.it


NEWS
30 marzo 2018 - 08:30
Fanna: “Verona con l’Inter, niente rassegnazione”
L’ex gialloblù: “L’Hellas ci provi, non può crollare come con l’Atalanta”

di Redazione Hellas1903

Piero Fanna, ex dell’Hellas, per quattro anni all’Inter, parla della gara di domani, intervistato dal “Corriere di Verona” oggi in edicola.
Dice, tra l’altro: “Possibilità di fare punti a San Siro? È chiaro che a vederla da fuori non ce ne sono molte. Però il Verona non sia arrendevole. A entrare in campo rassegnati finisce che prendere un’imbarcata, e questo è il primo rischio da evitare, dopo il 5-0 subito con l’Atalanta”.
Poi: “Dovesse arrivare una sconfitta, che l’Hellas non molli mai gli ormeggi. Mi spiego meglio: c’è modo e modo di perdere. Dunque, prima il Verona le tenti tutte e dopo, se la partita prendesse una piega storta, non crolli“.

NEWS
29 marzo 2018 - 19:17
Inter, Zhang: “Pronti in 60mila per sabato”
Il consigliere nerazzurro: “Attorno a noi creano confusione, ma noi andiamo avanti”

di Redazione Hellas1903

DÌ LA TUA 0
Steven Zhang, componente del CdA dell’Inter e figlio del patron nerazzurro Jindong, è intervenuto tramite il proprio profilo Instagram sul momento del club e in vista della partita con il Verona.
Scrive Zhang: “Immagino che certa gente non capisca che nonostante la confusione che creano, non riuscirà mai ad impedirci di andare avanti, di lottare, di diffondere la nostra passione nerazzurra per fare grandi cose nel mondo. Compagni nerazzurri, state concentrati! Non lasciate che la negatività vi abbatta! Ps: grande lavoro della Primavera, meritate di rappresentare l’Inter. Inoltre: chi è pronto per la partita di questo weekend? Io conosco oltre 60mila interisti che lo sono”.

NEWS
29 marzo 2018 - 11:16
Verso l’Inter, sale Aarons
Con Verde appena rientrato dall’Under 21, possibile chance per l’ala inglese

di Redazione Hellas1903

NEWS
29 marzo 2018 - 09:42
Bianchetti: “Potevo restare in carrozzina, ora sono tornato”
La storia del difensore: “Quanta paura per l’operazione alla schiena. Adesso sto bene”

di Redazione Hellas1903
Foto Grigolini-Fotoexpress

Matteo Bianchetti ha vissuto un’odissea personale che è cominciata a luglio.
Intervistato da “La Gazzetta dello Sport”, il difensore racconta quanto accaduto a luglio: “Sento un fastidio sempre più intenso alla schiena. Penso che sia soltanto un effetto dei carichi di lavoro, un naturale affaticamento. Invece mi sottopongo alla risonanza ed è un colpo: ho un ematoma sotto durale del midollo sacrale. Devo essere operato d’urgenza. Ero preoccupato, scosso. Sono stato sotto i ferri per quattro ore e mezza. C’era il rischio che non potessi nemmeno tornare a giocare a calcio. Più ancora, nella peggiore delle ipotesi, persino che rimanessi in carrozzina”.

Prosegue Bianchetti: “Mi sento bene, ci sono. Sarebbe bellissimo poter rientrare sabato con l’Inter, a San Siro, nello stadio in cui ho vissuto le prime emozioni, aggregato alla Prima Squadra ai tempi di Gasperini e Stramaccioni”.

VIDEO
28 marzo 2018 - 21:55
VIDEO “Andiamo a fare gol!”
Allenamento ad alta intensità a Peschiera. Pecchia lavora sulle soluzioni per andare a rete

di Redazione Hellas1903

Allenamento ad alta intensità, come di consueto, oggi a Peschiera. La squadra ha lavorato, tra le altre cose, sulle soluzioni in avanti per trovare la via della rete.
In questo nostro video alcuni spezzoni dei 3 contro 2 effettuati sotto la direzione di Fabio Pecchia.

NEWS
28 marzo 2018 - 18:56
Verona, quattro i diffidati a rischio squalifica
Anche in casa Inter in quattro sono arrivati alla quarta sanzione

di Redazione Hellas1903

Sono quattro i calciatori del Verona in diffida, e tutti titolari. Si tratta di Caracciolo, Fares, Ferrari e Petkovic.
Sabato a Milano, quindi, servirà particolare attenzione da parte loro per non incorrere nella squalifica che li costringerebbe a saltare, mercoledì 4 aprile, l’importantissima trasferta di Benevento.
Anche l’Inter, che dopo l’Hellas disputerà il derby, ha quattro giocatori in diffida: Brozovic, D’Ambrosio, Eder e Ranocchia. Quest’ultimo, peraltro, non prenderà parte alla sfida con l’Hellas perchè infortunato.

NEWS
28 marzo 2018 - 08:30
Fontolan: “Verona, a San Siro per provarci”
L’ex difensore: “Se i gialloblù saranno remissivi non avranno nessuna speranza”

di Redazione Hellas1903

Silvano Fontolan, grande stopper del Verona dal 1983 al 1988, parla della gara dell’Hellas con l’Inter, intervistato da “La Gazzetta dello Sport” oggi in edicola.
Dice Fontolan: “L’Inter ha svoltato con la vittoria di Genova. Con la Sampdoria è stata debordante. Credo che si sia messa alle spalle due mesi anonimi. Per l’Hellas sarà una partita proibitiva, ma non impossibile. A patto che non vada a Milano con un atteggiamento remissivo. Nel qual caso, tanti saluti”.

Prosegue l’ex stopper gialloblù: “Ritorno alle parole di Osvaldo Bagnoli, il mio maestro: la tattica da adottare è quella della cosiddetta “sberla”. Ossia, se affronti una grande devi attaccarla per primo, provare a colpire subito, così per far capire che per loro non sarà una passeggiata di salute, che dovranno sudarsela”.

NEWS
Kean, si spera in un recupero più veloce del previsto
L’attaccante lavora a Peschiera per ristabilirsi dopo l’infortunio al tendine

di Redazione Hellas1903, 26/03/2018, 09:40

Il 13 marzo è stata riscontrata a Moise Kean una lesione distrattiva di terzo grado al tendine dell’adduttore.
Il giovane attaccante di proprietà della Juventus manca, e non poco, al Verona, che deve sopperire alla sua assenza con soluzioni diverse in avanti, spesso non in grado di garantire la giusta pericolosità sotto-porta.
Rispetto ai tempi di recupero previsti, che per un guaio simile sono clinicamente stabiliti in 45 giorni, al minimo, filtra però ottimismo sul rientro di Kean, che sta lavorando a Peschiera per ristabilirsi.
La forte fibra muscolare e la giovane età, potrebbero accorciare le date, e l’attaccante potrebbe tornare a disposizione intorno al 20 di aprile.

FONTE: Hellas1903.it


BALLOTTAGGIO A CENTROCAMPO
Buchel, Calvano e Valoti due posti per tre
30/03/2018 17:36
L'Hellas è pronto alla sfida con l'Inter a San Siro, stadio dove non hai mai vinto nella sua storia. Pecchia confermerà il 4-2-3-1 con Nicolas in porta, Ferrari a destra, Fares a sinistra e l'affiatata coppia Caracciolo-Vukovic al centro della difesa. A centrocampo c'è un ballottaggio a tre per due posti: Calvano-Valoti, Buchel-Valoti, o Calvano-Buchel? Pecchia non ha ancora deciso. Mentre davanti sicuramente ci sarà Petkovic come prima punta (l'unico in rosa). Dietro di lui agiranno Romulo, Matos e Verde (Aarons e il rientrante Cerci pronti dalla panchina).

Verona (4-2-3-1): Nicolas; Ferrari, Caracciolo, Vukovic, Fares; Calvano, Valoti (o Buchel); Romulo, Matos, Verde; Petkovic. All: Pecchia.

FORMAZIONE INTER
La difesa del Verona e lo " spauracchio" Icardi
30/03/2018 17:33
In vista della sfida con il Verona a San Siro, Spalletti confermerà il 4-2-3-1 con Handanovic in porta difeso dalla consolidata coppia Skriniar-Miranda con Cancelo a destra e D'Ambrosio a sinistra. A centrocampo spazio a Gagliardini e Brozovic. Davanti, a supportare l'inamovibile punta Icardi, ci saranno Candreva, Rafinha e Perisic.

Inter (4-2-3-1): Handanovic; Cancelo, Skriniar, Miranda, D'Ambrosio; Gagliardini, Brozovic; Candreva, Rafinha, Perisic; Icardi. All: Spalletti.

LA CONFERENZA
Spalletti: Con il Verona non sarà un allenamento
Spalletti in conferenza (Il nerazzurro)

30/03/2018 17:17
"Verona? Ci vuole una vittoria per prepararsi bene, è il miglior allenamento mentale. Non che questa gara sia un allenamento, ma non c'è modo migliore per arrivare al derby che vincere questa gara. Anche perché quella viene dopo, sennò si rischia di fare confusione. Io sono abituato a fare una cosa per volta". Così Luciano Spalletti alla vigilia della sfida contro Il Verona di Pecchia.

L'ex tecnico di Empoli e Roma ha concluso: "Le dimissioni di Sabatini? Hanno fatto rumore visto il suo valore umano e professionale. Mi è dispiaciuto molto. Lascia ma nell'Inter resta gente che crede nella squadra e che è pronta a dare tutto. Sabatini è un samurai del calcio. La Champions è l'obiettivo: questa settimana è venuto a trovarci Ligabue. Dice gli anni passano per non ripassare più. E' un po' come i campionati. Questo è l'obiettivo. Anche per fare contenti i 60mila che domani popoleranno lo stadio. Una soddisfazione che sovrasta i problemi".

INTER-VERONA, I PRECEDENTI IN A
A San Siro: salvezza e sfatare il tabù
foto sportal.it

29/03/2018 18:21
Inter e Verona si son scontrate in Serie A, a San Siro ben 27 volte, senza che l'Hellas sia mai riuscito a vincere.

Il primo match fu disputato il 3 novembre 1957 con vittoria nerazzurra per 1-0.

I gialloblù conquistarono il primo punto a Milano il 28 dicembre 1969 col risultato di 0-0.

L'Inter si è aggiudicata 16 delle 27 gare giocate, mentre i pareggi sono stati 11, l’ultimo dei quali nella stagione 2014/15 (9 novembre 2014): 2-2 (10' Toni, 18' e 48' Icardi, 89’ Nico Lopez). Questa “x” interruppe la serie di 6 ko consecutivi dell’Hellas a San Siro che andavano dal 15 settembre 1991 (sconfitta per 2-0) al 26 ottobre 2013 (4-2). Nell’ultimo incrocio (23 settembre 2015) vittoria nerazzurra per 1-0 (Felipe Melo al 56’).

Inter in netto vantaggio anche nei gol fatti: 41 contro 9.

La trasferta di sabato 31 marzo (in campo alle ore 15), appare ovviamente proibitiva per i gialloblù ma il sogno resta sempre quello di sfatare il tabù alla Scala del Calcio. L’Hellas dista dalla zona salvezza 3 punti (è a quota 22, mentre Spal e Chievo sono a 25) ed un successo oltre che storico, sarebbe fondamentale per il sogno salevzza. Per quanto riguarda l’Inter invece, appaiata al 4° posto, in caso di vittoria, possibile avvicinamento alla Roma che occupa il 3° gradino della graduatoria.

PRECEDENTI INTER-H.VERONA IN SERIE A:
Partite giocate: 27
Vittorie Inter: 16
Pareggi: 11
Vittorie H.Verona: 0
Gol fatti Inter: 41
Gol fatti H.Verona: 9
ANDREA FAEDDA

IL RETROSCENA
NUOVO STADIO? ECCO LA VERITA'
Stadio Bentegodi - foto chievoverona.it

29/03/2018 11:48
Federico Sboarina, attuale sindaco di Verona, è sempre stato contrario alla costruzione di un nuovo stadio. Fin dai tempi in cui era assessore allo sport nella prima giunta Tosi. Perchè di costruire un nuovo stadio a Verona si parla da tantissimo tempo, e s'iniziò a farlo proprio in quel periodo. Sboarina però opponeva all'esigenza di costruire un nuovo impianto, argomenti inappuntabili: perchè buttare giù il Bentegodi per fare un nuovo stadio e creare ulteriore speculazione? Molto meglio, diceva allora Sboarina, ristrutturare l'attuale stadio.

Nei suoi cassetti stazionava anche un progetto in piena regola che avrebbe potuto decollare se l'Italia si fosse aggiudicata i campionati Europei.

Cos'è cambiato da allora e perchè ora la giunta Sboarina è andata addirittura in Inghilterra (presenti l'assessore Rando e il presidente di Agsm Croce) per visionare lo stadio del Tottenham?

Il tassello che manca è un ex giocatore dell'Hellas Verona. Thomas Berthold. Ve lo ricordate? Doveva sostituire nel Verona di Osvaldo Bagnoli Hans Peter Briegel, divenne famoso per una scappatella con Loredana Bertè, mentre era in ritiro a Milano.

Berthold è il rappresentante di un gruppo che vorrebbe fare affari a Verona, ma soprattutto vorrebbe costruire uno stadio nuovo. Lo stesso gruppo impegnato ora a costruire lo stadio del Tottenham. E la proposta pare sia molto allettante: stadio gratis in cambio dell'individuazione di un'area e successivamente la gestione dei servizi (che rappresentano l'introito che ripagherebbe la costruzione dello stadio).

Per questo sono state coinvolte le due società (in realtà molto tiepide davanti a questa eventualità). Per il Verona era presente il direttore operativo Barresi, più interessato a vedere come si svolge il match day in Inghilterra che all'impiantistica.

Sboarina nel frattempo, pur procedendo con i piedi di piombo, pare molto allettato dall'idea di avere uno stadio nuovo a costo zero. Tanto da cambiare idea rispetto a quando era assessore.
GIANLUCA VIGHINI

CALCIOMERCATO
E Fusco piace al Benevento...
Fusco - foto Grigolini

29/03/2018 11:43
Filippo Fusco, attuale ds del Verona piace al Benevento. Se, come appare probabile, le strade tra il Verona e Fusco si divideranno a fine stagione, la società campana è in lizza per ingaggiarlo.
Oltre a Fusco a Vigorito piace anche Lupo, ex del Palermo.

VERSO L'INTER
Cerci ancora out
In campo col Benevento

Alessio Cerci (Grigolini)

29/03/2018 11:02
Cerci non giocherà a Milano contro l'Inter. Pecchia non vuole rischiare il suo uomo migliore in vista della gara decisiva con il Benevento di mercoledì 4 aprile (si gioca alle 17). Al massimo il fantasista (se sarà convocato, c'è ancora un piccolo dubbio) farà qualche minuto per ritrovare la confidenza con il campo.

Dopo aver perso Kean (che potrebbe rientrare dopo Sassuolo, ma anche qui c'è grande prudenza), Pecchia non vuole rischiare altri infortuni che hanno penalizzato gravemente il reparto avanzato del Verona. Al Meazza contro l'Inter, quindi, la coppia d'attacco sarà composta da Matos e Petkovic.

LA SFIDA DI SABATO
Inter nel caos
Sabatini dice addio

Walter Sabatini

28/03/2018 11:04
L'Inter non ha pace. Walter Sabatini, l'uomo a cui Suning aveva affidato la gestione della parte sportiva delle sue società, sta infatti trattando la rescissione consensuale del contratto.

Sabatini avrebbe voluto agire con maggiore libertà sul mercato ma si è trovato in mezzo a vincoli e a poca capacità d'investimento di Suning che a sua volta ha dovuto fare i conti con il giro di vite del governo cinese. Sabatini ha quindi preferito lasciare.

IL REPORT
Come si sono comportati i nazionali gialloblù?
Verde (foto Grigolini)

27/03/2018 22:08
Gian Filippo Felicioli, Daniele Verde, Marash Kumbulla e Aleksej Saveljevs hanno preso parte agli ultimi impegni delle rispettive nazionali, prima di tornare a Verona per mettersi a disposizione della Prima Squadra e della Primavera.

Daniele Verde è sceso in campo per 45' con la nazionale italiana Under 21, uscita vittoriosa nell'amichevole contro la Serbia a Novi Sad, finita sul risultato di 1-0. Il numero 7 gialloblù, dopo essere partito da titolare, ha preso parte al primo tempo della sfida, prima di essere sostituito al primo minuto della ripresa. Nel pomeriggio è sceso in campo ad Alessandria anche Gian Filippo Felicioli con l'Italia Under 20 contro la Svizzera. La partita, l'ultima del 'Torneo 8 Nazioni', si è conclusa con la vittoria degli elvetici per 3-2, ma la prova degli azzurrini è stata comunque positiva, rimasti in 10 dal 35' del primo tempo dopo l'espulsione di Coppolaro sul punteggio di 1-1. Il terzino del Verona, schierato titolare dal CT Federico Guidi, è rimasto sul terreno di gioco fino al 72' del secondo tempo, rendendosi protagonista di una buona prestazione in fase difensiva e di disimpegno.

Marash Kumbulla, dopo aver segnato il gol decisivo nella prima amichevole dell'Albania Under 19 contro il Kazakistan, è sceso in campo anche oggi nel 'rematch' tra le due formazioni, terminato 1-0 in favore del Kazakistan, subentrando al primo minuto del secondo tempo. Protagonista con la sua Lettonia Under 19 anche il giovane centrocampista della Primavera Aleksej Saveljevs, che ha contribuito al successo per 3-2 della propria squadra contro l'Ungheria, rimandendo sul terreno di gioco per l'intera durata del match, valido per la fase a gironi del UEFA Elite Round.

L'ATTACCANTE GIALLOBLU'
Kean, si accelera per averlo prima possibile
Kean (foto Grigolini)

27/03/2018 12:19
E' ancora indisponibile Moise Kean dopo la lesione di terzo grado di inizio marzo. Si cerca di accelerare i tempi per il rientro del neo-maggiorenne di proprietà della Juventus.
L'obiettivo è quello di avere a disposizione Kean intorno alla metà di aprile: la sua presenza è molto importante data la penuria di giocatori nel reparto avanzato.
Petkovic è al momento titolare inamovibile ma non si è ancora sbloccato sotto porta...

CALCIOMERCATO
Toto ds: Setti inizia a pensarci
Fusco (foto Grigolini)

27/03/2018 11:02
Non è la principale preoccupazione con il Verona in piena bagarre salvezza, ma è certo che un pensiero al Verona del domani Setti ha iniziato a farlo.

Preso atto che Fusco se ne andrà ("Non voglio essere un problema per il presidente, solitamente sono uno che aggrega e non che crea divisioni"), Setti si trova davanti ad una scelta molto importante. Dopo il turbolento rapporto con Sogliano, dopo quello fallimentare con Bigon, con Fusco Setti aveva trovato il collaboratore ideale. Aziendalista ma capace anche di assumersi in prima persona responsabilità e critiche, Fusco è stato "logorato" dall'austerity che la società ha dovuto imporre ad ogni livello dopo gli anni di vacche grasse.

Un lavoro che il ds ha svolto con coerenza cercando di "mascherare" alcuni nodi che il passato gli aveva consegnato.

Centrando il ritorno in serie A, dopo aver abbassato il tetto degli ingaggi, Fusco aveva centrato il suo primo obiettivo. Il secondo è ovviamente la salvezza in serie A. Ma il rapporto con la piazza non è mai decollato. Fusco ha difeso strenuamente Pecchia, ha difeso Setti, ha fatto da baluardo davanti alle critiche e alla protesta.

Si è insomma "bruciato" sull'altare del Verona e delle sue convinzioni.

Innegabile che chi arriverà dopo di lui avrà il vantaggio di trovarsi una lavagna pulita, i conti in ordine ma anche una squadra da ricostruire.

L'identikit quindi porta ad un ds capace di scovare talenti, capace di avere una visione anche aziendale, di personalità visto che Setti da sempre ha delegato ai suoi collaboratori la gestione sportiva.

Chi? nei giorni scorsi Alfredo Pedullà ha fatto il nome di Marchetti, il ds del Cittadella che il Chievo aveva, invano, tentato di convincere l'anno scorso. E' un candidato "papabile", ma non "il candidato". Setti ci sta pensando in sottofondo, ma prima di tutto è indispensabile sapere in che categoria giocherà il Verona. Sicuramente quella di Capozucca sembra solo una boutade. E per il momento ogni sforzo è teso a questo obiettivo.

E Fusco? Ovvio che una miracolosa salvezza lo lancerebbe nel taccuino di molti presidenti di A e B. E forse, lo rilancerebbe anche a Verona. Gli umori, davanti alle imprese sportive cambiano in fretta... (g.vig.)

SERIE A
Contro l'Inter
Cerci sì o Cerci no?

Cerci (foto Grigolini)

26/03/2018 11:38
Subito in campo contro l'Inter oppure è meglio risparmiarlo per la gara contro il Benevento del 4 aprile? Pecchia non è convinto di rischiare già sabato contro i nerazzurri Alessio cerci appena rientrato in gruppo dopo il brutto infortunio muscolare che lo ha tenuto fuori tre mesi. E' probabile un utilizzo "parsimonioso" con i nerazzurri e poi un impiego dal primo minuto a Benevento.

FONTE: TGGialloBlu.it


Hellasmania: aprile mese decisivo
del 26 marzo 2018 alle 09:50
di Nicola Corona

La sosta delle nazionali per guardarsi tutti negli occhi e ritrovarsi prima di questo infuocato finale di stagione. Serviva, dopo la batosta con l'Atalanta. Una pausa utile per guardare agli errori, cercare di comprenderli e risolverli lavorando tutti insieme. Anche perché, a parte Verde e Felicioli partiti con l'Under 21, tutto il gruppo ha potuto allenarsi compatto a Peschiera. Compreso Cerci, ormai ristabilito e pronto per questa ultima volata per la salvezza.

Sarà un mese tostissimo quello di aprile, decisivo per le ambizioni del Verona e di tutte le altre squadre in lotta per non retrocedere. Dopo la partita di sabato prossimo contro l'Inter a San Siro (difficilissima ma ancora tutta da giocare), arriveranno il recupero con il Benevento, la partita con il Cagliari al Bentegodi, la trasferta con il Bologna e poi Sassuolo, Genoa e Spal, prima di sconfinare in maggio con le ultime tre gare con Milan, Udinese e Juventus.

Quattro scontri diretti (Benevento, Cagliari, Sassuolo, Spal) e tre gare contro squadre in una posizione di classifica ormai tranquilla e senza troppe ambizioni (Bologna, Genoa e Udinese). Una situazione che poche altre formazioni di bassa classifica possono vantare. Ma il Verona non deve commettere l'errore di mettersi a fare dei calcoli. Queste sfide andranno affrontate una alla volta, cercando di trarre il massimo da ogni singolo match. Una banalità da dire, ma estremamente vera soprattutto in questo momento della stagione.

La classifica racconta di un Verona con 22 punti, tre in meno della quota salvezza al momento rappresentata dalla coppia Chievo-Spal (i ferraresi hanno però giocato una gara in più). Le possibilità di rientrare ci sono tutte, ma servirà trovare un po' di continuità di risultati, specialmente negli scontri diretti al Bentegodi. Proprio quella continuità che è sempre mancata alla squadra di Pecchia in questa stagione. Il tonfo con l'Atalanta dopo le belle gare con Torino e Chievo ne è l'esempio più lampante.

L'assenza di Kean lì davanti peserà parecchio, soprattutto adesso che il giovane classe 2000 si stava integrando al meglio con il gioco della squadra. Rientrerà Cerci, che se starà bene con la sua esperienza potrebbe dare una grande mano. Serviranno però anche i gol degli altri attaccanti (Petkovic e Matos su tutti) per vincere gli scontri diretti di questo decisivo mese di aprile.

Pecchia, subissato di critiche per tutta la stagione (a volte a ragione, altre molto meno) ha ancora il gruppo in pugno, pronto a seguirlo fino all'ultima partita. Lo spirito da qui alla fine deve essere sempre quello visto nel derby contro il Chievo. Poi i conti si faranno alla fine. Aprile, il mese decisivo, va affrontato con la lucida fierezza di chi, spalle al muro, sa di non avere più nulla da perdere. Partita dopo partita.

FONTE: CalcioMercato.com


Comune di Verona, Hellas e Chievo pensano ad un nuovo stadio Bentegodi
Una delegazione di rappresentanti dell'amministrazione e dei due club è volata a Londra per vedere il cantiere del nuovo White Hart Lane, l'impianto in costruzione del Tottenham Hotspurs

La Redazione
28 marzo 2018 10:53
Lo stadio Bentegodi

Comune di Verona, Hellas e Chievo pensano ad un nuovo stadio Bentegodi
„Una terza vita per lo stadio Bentegodi di Verona. La prima, quella del "vecchio stadio", è stata vissuta dal 1910 al 1962; la seconda è quella dell'attuale impianto, nato nel 1963 e ammodernato per i Mondiali di Italia '90. La terza è quella a cui stanno pensando gli amministratori comunali e i dirigenti di Hellas e Chievo Verona, i quali vogliono valutare diverse soluzioni prima di dare il via alle procedure. Per questo una delegazione, composta dall'assessore comunale allo sport Filippo Rando e dai rappresentanti dei due club calcistici più importanti della città, è in visita a Londra per vedere il cantiere del nuovo White Hart Lane, lo stadio del Tottenham Hotspurs.“

A riferirlo è Enrico Giardini su L'Arena, il quale descrive come sarà il nuovo stadio londinese, una struttura che potrà ospitare 65mila spettatori e con due campi, uno da calcio e uno per il football americano. Uno stadio privato, di proprietà del club, che dovrà poi coprire le spese attraverso l'affitto del campo, le sponsorizzazioni e anche gli abbonamenti dei tifosi. Ma probabilmente non sarà così l'ipotetico terzo Bentegodi. La capienza potrebbe essere meno della metà, circa 25mila posti, e la proprietà potrebbe restare pubblica. Insomma, uno stadio comunale, come quello attuale, con Hellas e Chievo che pagano l'affitto per utilizzarlo. Possibile anche la formula della convenzione tra pubblico e privato, con i costruttori che sarebbero proprietari della struttura per un determinato periodo, per poi cederlo al Comune. Da decidere, infine, dove costruire il nuovo Bentegodi, anche se la soluzione più vantaggiosa potrebbe essere quella di demolire l'attuale stadio e in quella stessa area edificare il nuovo impianto.

FONTE: VeronaSera.it


ALTRE NOTIZIE
Inter-Verona, i convocati di Spalletti: 21 giocatori, c'è Pinamonti
30.03.2018 15:23 di Raimondo De Magistris Twitter: @RaimondoDM
Luciano Spalletti ha convocato 21 giocatori per Inter-Verona, gara in programma domani pomeriggio a San Siro. Ecco l'elenco completo, nel quale figura nuovamente il nome di Andrea Pinamonti:

Portieri: 1 Handanovic, 27 Padelli, 46 Berni.

Difensori: 2 Lisandro, 7 Cancelo, 21 Santon, 25 Miranda, 29 Dalbert, 33 D'Ambrosio, 37 Skriniar.

Centrocampisti: 5 Gagliardini, 8 Rafinha, 11 Vecino, 20 Borja Valero, 77 Brozovic.

Attaccanti: 9 Icardi, 17 Karamoh, 23 Eder, 44 Perisic, 87 Candreva, 99 Pinamonti.

SERIE A
Inter, Gagliardini: "Samp punto di partenza. Ora continuiamo a vincere"
29.03.2018 23:30 di Simone Bernabei Twitter: @Simo_Berna
Il centrocampista dell'Inter Roberto Gagliardini ha parlato a Inter TV in vista della gara contro l'Hellas Verona: "Siamo contenti della partita contro la Sampdoria, è stata una vittoria netta ma deve essere un punto di partenza. Contro il Verona dovremo confermare quanto fatto vedere a Genova, dobbiamo cercare di continuare così. Loro vengono da una sconfitta e saranno agguerriti, ma noi dobbiamo continuare a vincere anche in vista del derby di mercoledì. Ogni partita è fondamentale. La sosta è stata importante, essere convocato in Nazionale fa sempre piacere".

LE STATISTICHE
L'unica volta di un Inter-Hellas alla 30^ di A...
29.03.2018 11:07 di Redazione Footstats Twitter: @FootStatsCalcio
Scordandoci per un po’ del fattore campo scopriamo che l’Inter è in serie positiva contro l’Hellas da 15 sfide.
Una sequenza che ha avuto inizio il 3 novembre 1996, 0-1 al Bentegodi con Zanetti in rete all’85’, ed è poi passata per 11 successi, il più recente un girone fa, e 3 pareggi.
Mai in campionato i nerazzurri avevano raccolto punti contro i gialloblù per così tanti match di fila. Al massimo erano arrivati i 13 risultati utili fra i KO del 1976 e del 1987.
I numeri nel Meazza nerazzurro sono tutti per i padroni di casa.
Su 27 incroci nel massimo campionato contiamo, difatti, 16 vittorie e 11 pareggi. Soprattutto un rapporto in gol fatti/subiti che si avvicina al 5/1. Eppure l’unica volta che Inter-Verona è andata in scena alla 30esima giornata c’è scappato lo 0-0.
Pareggio ad occhiali che tarda dalla stagione 1989-1990, ma che stranamente è il punteggio con più caps fino ad oggi: ben 8.
Chiudiamo ricordando che il Verona ha pareggiato per 299 volte e vinto in trasferta in 49 occasioni nella Serie A col girone unico.

CONFRONTI DIRETTI A MILANO (SERIE A)
27 incontri disputati
16 vittorie Inter
11 pareggi
0 vittorie Hellas Verona
41 gol fatti Inter
9 gol fatti Hellas Verona

PRIMA SFIDA A MILANO (SERIE A)
Inter-Hellas Verona 1-0, 9° giornata 1957/1958

ULTIMA SFIDA A MILANO (SERIE A)
Inter-Hellas Verona 1-0, 5° giornata 2015/2016

RASSEGNA STAMPA
L'Arena: "Cerci il sopravvissuto dell'Hellas. Ma è un'incognita"
26.03.2018 09:58 di Marco Conterio Twitter: @marcoconterio
Cerci, il sopravvissuto dell'Hellas. Pronto al rientro ma è un'incognita. Lo scrive L'Arena nella sua apertura dedicata oggi al Verona. Talento indiscutibile ma tanti acciacchi per l'ex attaccante del Torino. Verrà 'risparmiato' ancora a San Siro con l'Inter per la volata salvezza.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


#INTERVERONA: SEGUILA CON NOI E SCOPRI NUMERI E CURIOSITÀ
30/MARZO/2018 - 17:30

NUMERI & CURIOSITA'
Scopri i numeri, le statistiche e le curiosità fornite da Opta Sports di Inter-Hellas Verona, 30a giornata della Serie A TIM 2017/18, in programma sabato 31 marzo (ore 15) allo stadio 'Meazza'.

- I precedenti sono a favore dei nerazzurri: su 55 confronti in Serie A, sono infatti 31 le vittorie dell'Inter, 20 i pareggi e 4 le vittorie del Verona. Nessuna di queste, peraltro, è arrivata al 'Meazza'

- Il Verona non è riuscita a battere l'Inter negli ultimi 15 incontri consecutivi. Nel 2016 l'ultimo pari, un 3-3 al Bentegodi che aveva anche visto i gialloblù avanti per 3-1

- Su 20 pareggi totali, però, il risultato più frequente è lo 0-0, che si è ripetuto nel 60% dei casi. Mai, però, negli ultimi 28 anni

- Precedenti positivi per Romulo contro l'Inter, che ha segnato due gol in carriera ai nerazzurri. Con 69 dribbling, è anche il gialloblù ad averne tentati di più in stagione

PECCHIA: «CUORE E CORAGGIO CONTRO L'INTER, NON DOBBIAMO FARE CALCOLI»
30/MARZO/2018 - 13:30
Peschiera - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Pecchia, rilasciate in conferenza stampa alla vigilia di Inter-Hellas Verona, 30a giornata della Serie A TIM 2017/18, in programma sabato 31 marzo (ore 15) presso lo stadio 'Meazza'.


L’INTER A MILANO: COME AFFRONTARLA
«Dovremo avere uno spirito battagliero, la nostra è una squadra che deve lottare e che è già riuscita a fare risultati importanti anche fuori casa, scenderemo in campo con coraggio, personalità e cuore, cercando di metterli in difficoltà fin da subito. Loro hanno una rosa dalla grande qualità e spingeranno già dalle prime battute della gara, dovremo essere bravi a rispondere colpo su colpo restando sempre concentrati e sfruttando le occasioni che capiteranno con il giusto cinismo. La mia squadra è in grado di ripetere le prestazioni fatte contro Torino e Chievo, dobbiamo essere convinti di questo».

LE SCELTE
«A parte Heurtaux e Kean la squadra è al completo, sono contento del rientro di Cerci in gruppo, si sta allenando bene ma bisogna essere cauti e gestire in modo ottimale la situazione. Domani farò le mie scelte pensando solo e soltanto alla partita contro l’Inter, non voglio fare calcoli perché quella di domani è ‘la partita’. Scenderà in campo chi saprà dare il massimo delle proprie energie fisiche e psicologiche, dovranno essere tutti pronti, sia se giocheranno dall’inizio che a gara in corso. La fase offensiva? La squadra intera deve essere in grado di mettere in difficoltà gli avversari, gli attaccanti devono continuare a creare occasioni e insistere su questa squadra, poi il gol può arrivare da loro o da qualcun altro».

UN PENSIERO PER MONDONICO
«Quando succedono queste cose preferisco non parlare molto, per rispetto della persona e della famiglia. L’ho affrontato ma è stato anche il mio allenatore in due diverse stagioni, provo grande tristezza e dispiacere, mando ai familiari un abbraccio».

INTER VS HELLAS VERONA
30/MARZO/2018 - 12:35
Peschiera - Seduta di rifinitura per i gialloblù, prima della gara contro l'Inter. La squadra, presso lo Sporting Center 'Il Paradiso' di Peschiera, ha cominciato con una prima fase di riscaldamento e torelli. Successivamente il gruppo ha svolto esercitazioni tattiche e lavorato sulle situazioni di palla inattiva, prima di concludere con una partitella.

Questi i 25 convocati per la sfida contro l'Inter, 30a giornata della Serie A TIM 2017/18, in programma sabato 31 marzo (ore 15) allo stadio 'Meazza'.

#INTERVERONA

25 CONVOCATI

1. Nicolas

2. Romulo

4. Laner

7. Verde

8. Fossati

10. Cerci

12. Caracciolo

14. Zuculini

16. Aarons

17. Silvestri

21. Lee

22. Bianchetti

23. Calvano

25. Boldor

26. Vukovic

27. Valoti

28. Ferrari

30. Matos

37. Bearzotti

40. Coppola

69. Souprayen

70. Petkovic

77. Buchel

93. Fares

97. Felicioli


PESCHIERA: REPORT ALLENAMENTO
29/MARZO/2018 - 17:00
Peschiera - Allenamento per i gialloblù allo Sporting Center 'Il Paradiso' di Peschiera, in preparazione della trasferta di sabato contro l'Inter al 'Meazza'. La squadra, agli ordini dell'allenatore Fabio Pecchia, ha cominciato la seduta con alcuni torelli per il riscaldamento iniziale, prima di passare alle esercitazioni tattiche sulla fase offensiva e difensiva. L'allenamento si è poi concluso con una serie di tiri in porta.

Gian Filippo Felicioli e Daniele Verde si sono allenati con il gruppo, mentre Thomas Heurtaux ha proseguito nel lavoro differenziato.

PESCHIERA: REPORT ALLENAMENTO
28/MARZO/2018 - 18:00
Peschiera - Seduta di allenamento per i gialloblù allo Sporting Center 'Il Paradiso' di Peschiera, in preparazione della sfida di sabato contro l'Inter. La squadra, agli ordini dell'allenatore Fabio Pecchia, ha svolto una prima fase di riscaldamento e un lavoro di forza in palestra. Successivamente spazio ad una serie di esercitazioni tattiche, prima di concludere la seduta con una partitella finale.
Simone Calvano si è allenato con i compagni; lavoro differenziato per Gian Filippo Felicioli e Daniele Verde, rientrati dai rispettivi impegni con la nazionale, e per Thomas Heurtaux, a causa di un sovraccarico al ginocchio sinistro.
Domani è in programma una seduta mattutina (ore 11) a porte chiuse.
Durante la mattinata alcuni ospiti del Partner Azimut, accompagnati dal Team Leader locale, hanno potuto assistere oggi all’allenamento ed incontrare i giocatori gialloblù al termine della seduta (nella foto in basso) nell'ambito del 'Peschiera Day', iniziativa dedicata ai Partner commerciali dell'Hellas Verona.


PESCHIERA: REPORT ALLENAMENTO
26/MARZO/2018 - 16:00
Peschiera - Seduta di allenamento per i gialloblù presso lo Sporting Center 'Il Paradiso' di Peschiera. La squadra ha cominciato la settimana di Inter-Hellas Verona con il riscaldamento tecnico, per poi passare al lavoro atletico. Spazio, successivamente, alle esercitazioni tattiche, per poi concludere la seduta con una serie di partitelle a campo ridotto. Ha diretto le operazioni l'allenatore in seconda Nicola Corrent, con mister Fabio Pecchia impegnato a Coverciano per la cerimonia di consegna della 'Panchina d'Oro' della stagione 2016/17.

Assente Simone Calvano a causa di una lieve sindrome influenzale, differenziato programmato per Thomas Heurtaux. Assenti i nazionali Gian Filippo Felicioli e Daniele Verde.

PECCHIA: «APRILE MESE DETERMINANTE, LOTTEREMO PER LA SALVEZZA»
26/MARZO/2018 - 19:00
Verona - Ecco le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, Fabio Pecchia, rilasciate durante l'assegnazione dei premi relativi alla Panchina d'Oro 2016/17 e inseriti nell'ambito di un incontro di aggiornamento obbligatorio organizzato a Coverciano dalla Scuola Allenatori del Settore Tecnico: «La sfida di domenica contro l'Inter? Siamo in una fase in cui dobbiamo cercare di fare più punti possibili, in casa e fuori casa, contro tutti. Incontreremo una squadra che, tolto un momento di appannamento, vedo in grande ripresa e per questo servirà mettere in campo grande personalità. Dovremo aver voglia di giocare la nostra partita, ritrovando fiducia e convinzione. Icardi? L'Inter è una squadra molto forte nel complesso, con calciatori di valore e qualità. La nostra classifica? L'obiettivo è lì, assolutamente alla nostra portata lo era quando eravamo anche più distanti, la squadra è abituata a lottare in queste posizioni dall'inizio del campionato. Non facciamo tabelle, i conti li faremo alla fine. Vogliamo giocarci le nostre possibilità fino in fondo, la squadra deve continuare a lavorare e a crederci, è ancora tutto in gioco. Il mese di aprile sarà determinante, con tante partite utili per definire la classifica finale».

FONTE: HellasVerona.it




[OFFTOPIC] +   -   =
VITA DA EX: Anche a BORDIN il premio 'Panchina d'Oro' per allenatori italiani che dirigono squadre estere.

ADDIO MONDO! Il calcio in lutto per la scomparsa del 71enne Emiliano MONDONICO ex tecnico di TORINO (che portò in finale UEFA) e ATALANTA tra le altre

Panchina d’Oro speciale a Roberto Bordin
marzo 26, 2018

Panchina d’Oro speciale a cinque allenatori che hanno vinto i campionati esteri la stagione scorsa. Sono Carlo Ancelotti, vincitore col Bayern Monaco in Germania, Antonio Conte, che ha trionfato con il Chelsea in Inghilterra, l’ex vice allenatore dell’Hellas Verona, Roberto Bordin, che ha vinto con lo Sheriff Tiraspol il campionato moldavo, Massimo Carrera, che ha vinto in Russia con lo Spartak Mosca, e Marco Rossi, che ha vinto il campionato con la Honved in Ungheria.

FONTE: HellasLive.it


Calcio in lutto: è morto Mondonico
del 29 marzo 2018 alle 08:45

E' morto Emiliano Mondonico. L'ex allenatore di Atalanta, Fiorentina, Napoli e Torino si è spento all'alba di giovedì 29 marzo a Milano, dove era ricoverato da alcuni giorni per il riacutizzarsi della malattia che lo tormentava da sette anni. Aveva compiuto 71 anni lo scorso 9 marzo, il "Mondo" resterà per sempre un simbolo del calcio italiano, amatissimo da tutti gli sportivi.

Da calciatore Mondonico ha vestito le maglie di Cremonese, Torino e Atalanta: squadre che poi ha allenato. Da tecnico è stato anche sulle panchine di Como, Napoli, Cosenza, Fiorentina, AlbinoLeffe e Novara.
Con i granata ha vinto la Coppa Italia nel 1993, un anno dopo aver perso la finale di Coppa Uefa contro l'Ajax: 2-2 all'andata a Torino e 0-0 nel ritorno ad Amsterdam, dove alzò la sedia per protestare con l'arbitro.








FONTE: CalcioMercato.com

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Sito stùfo? ...Ma proprio sgionfo? Bon! lora rilàsate n'attimo co' 'stì zugheti da bar dei bèi tempi: ghè PACMAN, ghè SPACE INVADERS, ghè SUPER MARIO BROS e tanti altri! Bòn divertimento ;o)

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