HELLAS VERONA 1-2 INTER: Stavolta i gialloblù, messi ancora in campo da PECCHIA con un equilibrato e compatto 4-4-2, non demeritano contro un avversario tecnicamente e fisicamente più forte ma vengono puniti alla prima occasione da un INTER quasi svogliata... A niente serve il pari di PAZZINI ribaltato otto minuti più tardi da una staffilata di PERISIC dal limite

Pubblicato da andrea smarso lunedì 30 ottobre 2017 23:59, vedi , , , , , , , , , , , | Nessun commento


#VeronaInter +   -   =

RECAP & IMPRESSIONI
...Siamo alle solite: Il VERONA non gioca male e il 4-4-1-1 riproposto da PECCHIA dopo la trasferta di Bergamo funziona con sovrapposizioni veloci che ogni tanto preoccupano un INTER parsa per lunghi tratti svogliata, come ad attendere un vantaggio che prima o poi scenda dall'alto ed è in effetti questo che succede al 36° quando CANDREVA crossa dall'estrema in mezzo sul secondo palo mentre CARACCIOLO e HEURTAUX coprono entrambi su ICARDI lasciando completamente libero BORJA VALERO che infatti insacca facile.
La ripresa si apre con un HELLAS più intraprendente e in una delle sue proiezioni offensive CERCI, che cerca di controllare palla in area, viene travolto dall'uscita di HANDANOVIC: Dopo due minuti di proteste il signor Gavillucci va personalmente a vedere l'azione e decide di concedere la massima punizione.
KEAN viene richiamato in panchina e PAZZINI va a battere il calcio di rigore: Palla nell'angolino a destra del portiere interista e gialloblù che ottengono il pari al 58° ma la gioia dura poco perchè 8 minuti più tardi è PERISIC a riportare avanti i suoi su una palla ribattuta dalla difesa scaligera e scagliata in porta con un destro micidiale del croato.
Il VERONA non ci stà e si ribalta nella metacampo avversaria ma la stanchezza si fa sentire, la lucidità scarseggia e gli errori si moltiplicano: Inutile cercare di impensierire il Biscione con palloni lunghi... E la gara viene chiusa dal signor Gavillucci dopo 5 minuti di overtime.

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Forse l'HELLAS meritava almeno un punto oggi ma d'altra parte l'INTER ha giocato con pazienza e ha colpito duro punendo praticamente gli unici due errori (gravi) commessi dalla squadra di PECCHIA stasera.
Il 4-4-1-1 compatto e veloce nelle ripartenze è equilibrato e gira bene ma anche oggi non basta: Due gol e terza sconfitta di fila nonostante le tante recriminazioni...
Intanto CROTONE, SPAL e UDINESE vincono e il VERONA si ritrova penultimo alla pari col GENOA (ma con una differenza reti imbarazzante in negativo rispetto ai liguri) a -2 da SASSUOLO e dai ferraresi e a -3 da CROTONE e CAGLIARI prossimi avversari degli scaligeri in Sardegna: La situazione non è disperata (ancora) ma poco ci manca.


LA GARA
Senza CÁCERES e FERRARI ancora in recupero dai rispettivi infortuni, mister PECCHIA è costretto ancora ad agire in emergenza in difesa: con RÔMULO che scala ancora a fare il terzino a destra con SOUPRAYEN dalla parte opposta e la coppia HEURTAUX-CARACCIOLO in mezzo nel 4-4-1-1 in cui è FOSSATI ad agire in mezzo accanto a BESSA e VERDE con FARES a presidiare le fasce.
In attacco PAZZINI parte un'altra volta dalla panchina mentre CERCI agirà in coppia con KEAN partendo però qualche metro dietro a Moise.
Nessun turn-over in casa INTER dove mister SPALLETTI conferma in toto il 4-2-3-1 atteso alla vigilia con VECINO e GAGLIARDINI a fare da filtro dietro ai tre trequartisti CANDREVA, BORJA VALERO e PERISIC e a capitan ICARDI unica (ma pericolosissima) punta centrale.
Partirà dalla panchina il rientrante BROZOVIC dopo le tre settimane di stop per infortunio.

Record stagionale di presenze al Bentegodi con quasi 27mila spettatori sugli spalti (circa 3000 i tifosi ospiti) è record stagionale di presenze, si parte agli ordini del signor Claudio Gavillucci della sezione AIA di Latina.

 4° PERISIC ci prova dalla distanza: Palla altissima...
 5° CANDREVA al tiro in area, HEURTAUX lo mura.
 7° Dalla distanza tocca a VECINO ma anche stavolta fortunatamente la precisione latita.
 9° Ottima azione che nasce dalla catena di destra scaligera: RÔMULO si sovrappone a VERDE che la rida al brasiliano sulla fascia, NAGATOMO casca nel dribbling a rientrare del gialloblù che la mette al centro dove CERCI conclude di prima incocciando su un avversario!
14° VERDE dal limite con un destro debole, raccoglie facile HANDANOVIC.
17° PERISIC da destra appoggia al limite per l'interno destro di ICARDI che schiaccia la palla e non impatta al meglio sparacchiando a lato...
22° VECINO pericoloso dall'interno dell'area scaligera, tiro debole che NICOLAS neutralizza tuffandosi a destra.
36° INTER IN VANTAGGIO: CANDREVA crossa dall'estrema in mezzo sul secondo palo mentre CARACCIOLO e HEURTAUX coprono entrambi su ICARDI lasciando completamente libero BORJA VALERO che infatti insacca facile!
38° FARES è falloso su BORJA VALERO prima e sgambetta poi CANDREVA, il signor Gavillucci estrae il cartellino giallo in faccia a Momo.
46° Dopo un minuto di recupero il signor Gavillucci termina il primo tempo.


 3° ICARDI s'inserisce all'improvviso su una palla che arriva dalle retrovie, HEURTAUX cerca di limitare l'argentino col corpo per quanto può ma Maurito è più veloce e riesce a concludere fortunatamente sopra la traversa.
 5° VECINO di poco fuori area cerca l'incrocio ma non lo trova e la palla vola di poco sopra i legni...
 8° CANDREVA da destra la da a in mezzo a PERISIC che schiaccia palla a terra favorendo il facile intervento di NICOLAS.
 9° CERCI va al tiro dal limite da posizione di poco decentrata a destra, palla che non va lontano dall'incrocio.
11° In una delle sue proiezioni offensive CERCI, che cerca di controllare palla in area, viene travolto dall'uscita di HANDANOVIC: Dopo due minuti di proteste il signor Gavillucci va personalmente a vedere l'azione e decide di concedere la massima punizione.
13° PARI HELLAS: KEAN viene richiamato in panchina e PAZZINI va a battere il calcio di rigore: Palla nell'angolino a destra del portiere interista e gialloblù che ottengono il pari!
17° Da calcio d'angolo CANDREVA va ad impattare di testa: La palla sbatte sulla parte superiore della traversa prima di scivolare sul fuondo.
18° Altro cambio VERONA: BESSA lascia il posto a Bruno ZUCULINI.
21° INTER DI NUOVO AVANTI: Con un tiro-cross da destra CANDREVA trova la deviazione sul fondo di NICOLAS, sulla successiva battuta del corner la difesa scaligera rinvia fuori dove PERISIC, completamente libero di battere, spara un siluro micidiale che fa secco NICOLAS...
26° CANDREVA va alla conclusione dal limite, palla alta.
28° Primo cambio INTER: BROZOVIC rileva CANDREVA.
30° FARES da sinistra si fionda su una palla vagante, entra in area e cerca PAZZINI sul secondo palo: Gianpaolo in spaccata arriva con un pizzico di ritardo a porta vuota!
33° Nelle fila interiste BORJA VALERO lascia il posto a CANCELO.
34° Ultimo cambio HELLAS: Dentro LEE per CERCI che è vittima di una forte contusione.
40° Ultimo cambio anche per l'INTER: EDER rileva ICARDI.
43° PAZZINI salta col gomito largo su GAGLIARDINI, il signor Gavillucci vede e provvede: Cartellino giallo al Pazzo.
47° Fallo tattico di BROZOVIC per evitare la ripartenza del guizzante LEE, ammonito il croato.
49° Intervento da tergo di HEURTAUX su D'AMBROSIO terza ammonizione di fila, stavolta tocca al francese.
50° LEE vola sul lato esterno dell'area grande, SKRINIAR lo fa volare con uno sgambetto abbastanza evidente ma il signor Gavillucci incredibilmente punisce col cartellino giallo l'incolpevole coreano dell'HELLAS. Si chiude qui dopo 5 minuti di recupero.

Radiografia del Gol gialloblù 2017/2018
GiocatoreCoppaCampionatoTotale
PAZZINI044
VERDE213
KEAN011
RÔMULO011
ZUCULINI B.101

I VOTI
  • NICOLAS Oggi non deve sudare più che tanto e capitola piuttosto sui gravi errori dei compagni anche se sul primo gol subito magari poteva uscire ma... L'errore più grande è quello di CARACCIOLO: Voto 6
  • RÔMULO Anche oggi corre per tutti e sulla destra con VERDE si intende al meglio, peccato che per lunghi tratti il VERONA giochi di più a sinistra ma quando parte in velocità SPALLETTI suda freddo... Voto: 6,5
  • CARACCIOLO Gravissima la mancanza di copertura su BORJA VALERO che porta al primo vantaggio degli ospiti, per il resto non commette errori ma quell'errata marcatura segna in negativo una gara che fino a quel punto sembrava equilibrata: Voto 4
  • HEURTAUX Un paio di grandi interventi in tackle scivolato e poco più, sempre concentrato e preciso mette in campo oggi forse la miglior prestazione da quando veste il gialloblù: Voto 6,5
  • SOUPRAYEN Senza infamia e senza lode stasera anche se il cross del primo gol arriva dalla sua fascia, quasi nullo in proieziona offensiva ma probabilmente a causa di ordini tattici, voto 5,5
  • VERDE Doma spesso la palla con tocchi sopraffini ma talvolta è lento nel liberarsi della stessa, vecchio difetto di Daniele che comunque gioca saggiamente la maggior parte dei palloni che gestisce: Voto 6
  • FOSSATI Come centrocampista di rottura è meno irruente di ZUCULINI, più compassato magari ma più affidabile dell'argentino nei momenti caldi della gara: Voto 6
  • BESSA Un tempo e mezzo che gioca come al solito in queste prime 11 gare, mai uno spunto sulla trequarti, mai una copertura difensiva (che non è nelle sue maggiori caratteristiche)... Perchè gioca tutte le partite? Chiedere a PECCHIA! Voto 5 (gli da il cambio al 64° Bruno ZUCULINI che oggi sta ben attento a non esagerare, null'altro ha il tempo di far vedere: Voto 6)
  • FARES Un'ora di buona personalita e gamba anche se certe scelte potevano essere più ponderate dal franco-algerino che cala vistosamente nell'ultima mezz'ora sbagliando palloni importanti in ripartenza, voto 6
  • CERCI È sicuramente tra i più positivi anche se lo smalto non è quello dei tempi migliori ma in questa squadra gioca un ruolo importante sia tecnicamente che di dal punto di vista dell'esperienza. Si guadagna un calcio di rigore e va al tiro in maniera pericolosa in un paio di occasioni, esce dopo una botta... Voto 6,5 (gli da il cambio al 79° LEE: Troppo poco il tempo che PECCHIA gli concede per dare un giudizio serio sul coreano che però sembra avere l'entusiasmo e la voglia per emergere, assolutamente ingiusta l'ammonizione che prende nel finale per una presunta simulazione, voto 6)
  • KEAN La velocità c'è, la voglia e l'entusiamo pure ma a 17 anni non potrebbe che essere così, ciò che ancora gli manca è l'andare incontro alla palla e il non buttarsi nello spazio chiamando il passaggio del compagno quando ne ha la possibilità, imparerà prima o poi? Il tempo è dalla sua... Voto 5,5 (gli da il cambio al 58° PAZZINI che entra in tutta fretta per battere il calcio di rigore togliendo la palla dalle mani di CERCI e nonostante una pressione gigantesca non sbaglia! Poi fa quel che può arrivando con un pizzico di ritardo in spaccata su quel cross in cui FARES forse poteva fare un paio di passi in più... Voto 6,5)
  • PECCHIA Come già anticipato il 4-4-1-1 che propone per la seconda volta consecutiva non delude contro una squadra tecnicamente e fisicamente più forte, qualche perplessità desta l'esclusione di PAZZINI anche stasera e l'insistenza su un BESSA evidentemente scarico: Voto 6
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HeurtauxPecchiaCerci

DICONO +   -   =

Mister PECCHIA «Contro una squadra di alto livello, abbiamo saputo tenere bene il campo e rimettere in piedi la gara. Il gol di Perisic ci ha tolto quella soddisfazione che i ragazzi meritavano, ma ho visto una Verona vivo e con animo, e questo mi dà fiducia per il futuro. Pazzini e Kean? Hanno caratteristiche diverse, l'Hellas mi è piaciuto sia con l'uno che con l'altro in campo, anche grazie alle diverse qualità di ciascuno. Ho fatto delle scelte di continuità rispetto alla gara di Bergamo, dove per un'ora avevamo espresso un ottimo calcio. Al di là degli episodi e dei singoli, però, sono molto dispiaciuto perché nelle ultime tre gare la squadra non ha raccolto nulla nonostante abbia seminato tanto. Nelle ultime partite veniamo puniti ad ogni minimo errore, mentre noi non riusciamo ad approfittare di quelli altrui. Su questo bisogna sicuramente migliorare. Io in discussione? Lo sono da 15 mesi, ad ogni risultato negativo. Ho un grande rapporto con il presidente e sono legato a Verona, fino a quando avrà fiducia in me io continuerò a lavorare. L'anno scorso ci è stato chiesto di tornare in Serie A e lo abbiamo fatto, questa stagione l'obiettivo è mantenere la categoria e lotteremo per farlo» HellasVerona.it

Mister SPALLETTI sull'amico Fabio «Conosco bene Pecchia come uomo, come calciatore e come allenatore, se non vi piace allenerà da qualche altra parte, se gli date tempo rimetterà a posto le cose» HellasNews.it

Mister SPALLETTI tecnico dell'INTER «La nostra classifica non è altro che il frutto del lavoro di professionisti di qualità. Il merito di ciò che portano a casa è solo loro. La gara non è stata facile, ma siamo riusciti a vincerla pur attraversando dei momenti di difficoltà. Cosa è andato male? Potevamo tenere palla di più in certe situazioni e fare delle giocate diverse in alcune circostanze. Quando poi subisci un gol su rigore come in quella maniera, la paura un po' si fa sentire ed il Verona ci ha intimorito. Abbiamo vinto soffrendo, ma l'idea di gioco comunque c'è sempre stata. Non volevamo buttare via la palla, ma giocarla partendo dal portiere» TGGialloBlu.it

Beppe BERGOMI, ex terzino interista e campione del mondo nell'82 sul VERONA «Avevo visto il Verona nella trasferta dell’Olimpico con la Roma e mi era sembrato inadeguato, in certi momenti imbarazzante. Sono trascorse alcune settimane e con l’Inter molto è cambiato. Adesso l’Hellas sta diventando una squadra: in questo modo può salvarsi» Hellas1903.it

CERCI «Oggi abbiamo fatto una buona prestazione, ci è mancato il risultato ed è un peccato perché abbiamo fatto la nostra partita lottando con spirito di sacrificio contro un avversario molto forte, che compete per altri obiettivi. Dispiace aver concluso con zero punti, ma noi noi andiamo avanti con il lavoro sul campo. Il rigore? L'arbitro ha consultato il VAR ma il penalty era sacrosanto, il contatto c'è stato eccome, è importante avere l'aiuto della tecnologia per episodi delicati come quello. Non mi ha pesato non calciarlo, Pazzini me lo aveva chiesto, era giusto lo calciasse lui. Lavoriamo insieme quotidianamente, ci siamo stretti tutti quanti attorno al mister, che sta dando tutto se stesso. Il mio rapporto con il Pecchia? Mi chiede di essere decisivo, cerco di dare una mano alla squadra con personalità ed assist. Il gol? La strada è quella giusta ma con questo atteggiamento conto di segnare il prima possibile. Abbiamo la forza di salvarci, credo nella Società e dobbiamo lavorare perché i risultati arriveranno» HellasVerona.it

BORJA VALERO autore del primo gol nerazzurro a TMW Radio «Il Verona ci ha messo in difficoltà, sapevamo che potevano far male nelle ripartenze. Sul gol ho sfruttato il movimento dei due difensori che sono andati verso Icardi. Il gioco dell’Hellas? Fanno un bel gioco, peccato che non stiano facendo punti. Quella dell’Hellas però secondo me è la strada giusta perché ha giocatori forti davanti. Secondo me ha tutto per salvarsi» Hellas1903.it

HEURTAUX «Siamo molto dispiaciuti, con quanto visto in campo avremmo meritato sicuramente di più. Nel primo tempo con l'Atalanta abbiamo fatto molto bene, stasera abbiamo giocato un'ottima gara dal primo all'ultimo, ma le prestazioni non bastano. Abbiamo concesso veramente poco, mettendo in difficoltà una grande squadra, purtroppo non abbiamo portato a casa punti, ma questo è l'atteggiamento giusto sul quale continuare. Ci abbiamo provato fino alla fine, ma dobbiamo sbagliare meno. Se continuiamo con questa voglia di lottare su ogni pallone diremo la nostra nel campionato, il mister ci dice che dobbiamo insistere su questa strada, ripartire da quello che abbiamo messo di buono in campo» HellasVerona.it

Il difensore SKRINIAR a SkySport «Record di punti? Avevamo parlato prima della partita di questo e siamo contenti che abbiamo fatto una piccola riga nella storia dell’Inter. Scudetto? Pensiamo partita dopo partita. Oggi ci attendeva una gara molto difficile ma abbiamo vinto, abbiamo fatto altri tre punti e siamo contenti. Partite come queste sono sempre difficili perché ogni squadra che gioca contro l’Inter vuole vincere, ha fiducia, vuole dare il massimo e per questo la vittoria è importante. Spalletti manda in campo gli stessi? Sì ma abbiamo tanti giocatori molto forti e non è importante chi gioca perché siamo un grande gruppo» CalcioNews24.com


SpallettiBorja Valero

LE ALTRE DI A +   -   =

Negli anticipi di Sabato la doppiette di HIGUAIN ha abbattuto il MILAN a San Siro mentre la ROMA ha ottenuto il massimo contro il BOLOGNA segnando peraltro un solo gol.
Domenica dura lezione della LAZIO a domicilio del BENEVENTO in un 5 a 1 a favore dei biancazzurri che non ha certo aiutato all'esordio di DE ZERBI subentrato a mister BARONI.
4 a 1 della SAMPDORIA al 'Marassi' sul CHIEVO mentre con 3 gol il NAPOLI è tornato da solo in testa alla classifica in cui era stato appaiato dalla JUVENTUS.
2 a 1 del CROTONE sulla FIORENTINA e dell'UDINESE sull'ATALANTA, mentre la SPAL ha battuto di misura il GENOA al 'Paolo Mazza' di Ferrara.



ALTRE NEWS IN ALLEGATO +   -   =

Sconfitta interna per la Primavera scaligera che a Vigasio va sotto dopo 6 minuti e non riesce più a recuperare...

...E tra i fan della Formula 1 nelle prove al GP del Messico spunta una bandiera dell'HELLAS!


HeurtauxPecchiaCerci

IN BREVE A PIÉ PAGINA +   -   =

VITA DA EX: Per IONITA rinnovo fino al 2021 col CAGLIARI. Continuano le fortune di Roberto BORDIN (secondo di mister MANDORLINI al VERONA) in Moldavia 'Le cose stanno andando bene, abbiamo staccato la seconda in classifica di sette lunghezze', Damiano TOMMASI sfoggia sui social la maglia numero 9 del Sant'Anna e l'ex compagno di squadra DE ROSSI lo sfotte Il famoso scarso nueve'

FORMULA 1: In messico VERSTAPPEN brucia VETTEL in partenza, HAMILTON s'infila e incoccia sulla rossa del tedesco forando la posteriore destra. Mentre i due contendenti al mondiale s'attardano ai box l'olandese della RED BULL guadagna terreno e alla fine risulterà imprendibile per tutti e arriverà davanti a BOTTAS, a RAIKKONEN e al rimontante VETTEL. Il britannico della MERCEDES arriva soltanto nono ma i punti sono sufficienti per laurearlo nuovamente Campione del Mondo.

MOTOGP: Doppietta DUCATI a Sepang con DOVIZIOSO che sul traguardo precede il compagno di squadra LORENZO e uno staccatissimo ZARKO. Mondiale che si giocherà nell'ultima gara a Valencia dove MARQUEZ, quarto oggi, porta in dote 21 punti sul Dovi secondo in classifica generale...



RASSEGNA STAMPA +   -   =
Le pagelle di Verona-Inter 1-2: Skriniar e Miranda reggono, Icardi impalpabile
Stefano Silvestri
Ieri alle 23:11 Aggiornato Ieri alle 07:19

Bene i due centrali nerazzurri, non D'Ambrosio e Handanovic, che regalano ai veneti il pareggio. Maurito quasi non si vede, Perisic raddrizza col gol una prestazione non esaltante. Bene Borja Valero. Nei gialloblù emerge Cerci, quanto fiato per Romulo.

Verona
NICOLAS 6 - Può far poco sull'inserimento di Borja Valero e sul tiro, centrale ma fortissimo, di Perisic. Poco impegnato per il resto della gara.

ROMULO 6,5 - Fiato e generosità non gli mancano certamente. Limita Perisic, perde banalmente solo un pallone e per il resto se la cava sempre bene. Uno degli ultimi a mollare.

Antonio CARACCIOLO 5,5 - Tiene bene sull'impalpabile Icardi, ma è grave l'errore che commette nell'azione dello 0-1: si stacca dalla propria posizione liberando Borja Valero davanti a Nicolas.

Thomas HEURTAUX 6 - Meno colpevole di Caracciolo nel vantaggio nerazzurro, se la cava discretamente bene. Ottime due chiusure in area nel primo tempo.

Samuel SOUPRAYEN 6 - Generoso e nel complesso positivo, nonostante debba fronteggiare le avanzate di Candreva. Non è elegante ma non molla mai, spingendosi anche in attacco nella ripresa.

Daniele VERDE 5 - Inizia anche bene, con un bel lancio per Romulo, per poi spegnersi inesorabilmente. Va spesso ad allargarsi sul piede meno buono, perdendo così l'opportunità di far male.

Marco FOSSATI 5,5 - Complessivamente fa buon filtro in mezzo al campo, in particolar modo nella prima frazione. Meno preciso quando gioca il pallone.

Daniel BESSA 5,5 - Ha il compito di portare qualità all'azione del Verona, ma patisce la superiore qualità degli avversari e non incanta. Esce nella ripresa (dal 64' Bruno ZUCULINI 5,5 - Al rientro dopo la squalifica, ha un impatto dimenticabile sulla gara)

Mohamed FARES 5,5 - Aiuta poco Souprayen in fase di copertura e quando ha la palla non punge. Anche se proprio un suo insidiosissimo cross per poco non porta al 2-2 di Pazzini.

Alessio CERCI 6,5 - Non fa sempre tutto bene, ma è comunque lodevole per la volontà di provare a far pesare esperienza e qualità. Sfiora il gol da fuori e si guadagna il rigore del momentaneo pareggio (dal 79' Seung LEE s.v.)

Moise KEAN 6 - Si rifà della prova negativa di Bergamo. Non può mai calciare, ma lotta come un leone ed è decisivo, seppur involontariamente, nell'azione del rigore (dal 59' Giampaolo PAZZINI 6,5 - Entra e al primo pallone toccato segna il pesante rigore del pareggio. Porta personalità in attacco, non riuscendo però a ripetersi)

All. Fabio PECCHIA 6 - Segnali di risveglio dopo la batosta con l'Atalanta: aggressività e voglia di combattere pagano, tanto che il Verona sogna fino alla fine il pareggio.

Ivan Perisic, buteur avec l'Inter face à l'Hellas Vérone.Getty Images


Le pagelle di Verona-Inter 1-2: Skriniar e Miranda reggono, Icardi impalpabile

Stefano Silvestri
Ieri alle 23:11Aggiornato Ieri alle 07:19
Bene i due centrali nerazzurri, non D'Ambrosio e Handanovic, che regalano ai veneti il pareggio. Maurito quasi non si vede, Perisic raddrizza col gol una prestazione non esaltante. Bene Borja Valero. Nei gialloblù emerge Cerci, quanto fiato per Romulo.

Verona

NICOLAS 6 - Può far poco sull'inserimento di Borja Valero e sul tiro, centrale ma fortissimo, di Perisic. Poco impegnato per il resto della gara.

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Antonio CARACCIOLO 5,5 - Tiene bene sull'impalpabile Icardi, ma è grave l'errore che commette nell'azione dello 0-1: si stacca dalla propria posizione liberando Borja Valero davanti a Nicolas.

Thomas HEURTAUX 6 - Meno colpevole di Caracciolo nel vantaggio nerazzurro, se la cava discretamente bene. Ottime due chiusure in area nel primo tempo.

Samuel SOUPRAYEN 6 - Generoso e nel complesso positivo, nonostante debba fronteggiare le avanzate di Candreva. Non è elegante ma non molla mai, spingendosi anche in attacco nella ripresa.

Daniele VERDE 5 - Inizia anche bene, con un bel lancio per Romulo, per poi spegnersi inesorabilmente. Va spesso ad allargarsi sul piede meno buono, perdendo così l'opportunità di far male.

Marco FOSSATI 5,5 - Complessivamente fa buon filtro in mezzo al campo, in particolar modo nella prima frazione. Meno preciso quando gioca il pallone.

Daniel BESSA 5,5 - Ha il compito di portare qualità all'azione del Verona, ma patisce la superiore qualità degli avversari e non incanta. Esce nella ripresa (dal 64' Bruno ZUCULINI 5,5 - Al rientro dopo la squalifica, ha un impatto dimenticabile sulla gara)

Mohamed FARES 5,5 - Aiuta poco Souprayen in fase di copertura e quando ha la palla non punge. Anche se proprio un suo insidiosissimo cross per poco non porta al 2-2 di Pazzini.

Alessio CERCI 6,5 - Non fa sempre tutto bene, ma è comunque lodevole per la volontà di provare a far pesare esperienza e qualità. Sfiora il gol da fuori e si guadagna il rigore del momentaneo pareggio (dal 79' Seung LEE s.v.)

Moise KEAN 6 - Si rifà della prova negativa di Bergamo. Non può mai calciare, ma lotta come un leone ed è decisivo, seppur involontariamente, nell'azione del rigore (dal 59' Giampaolo PAZZINI 6,5 - Entra e al primo pallone toccato segna il pesante rigore del pareggio. Porta personalità in attacco, non riuscendo però a ripetersi)

All. Fabio PECCHIA 6 - Segnali di risveglio dopo la batosta con l'Atalanta: aggressività e voglia di combattere pagano, tanto che il Verona sogna fino alla fine il pareggio.

Ivan Perisic, buteur avec l'Inter face à l'Hellas Vérone.
Ivan Perisic, buteur avec l'Inter face à l'Hellas Vérone.Getty Images
Inter

Samir HANDANOVIC 5,5 - Impulsivo quando crolla su Cerci regalando al Verona la possibilità di pareggiare. Poco spaventato, non deve compiere parate ma se la cava bene nelle uscite alte.

Danilo D'AMBROSIO 5,5 - Serata non troppo positiva, pur in un contesto apparentemente non impossibile da gestire. Un po' svagato, commette il banale errore che porta al rigore per il Verona.

Milan SKRINIAR 6,5 - Rischia con un improvvido anticipo su Handanovic, ma rimane l'unica incertezza di una gara ancora una volta ottima. Sereno, guida la difesa nerazzurra concedendo poco o nulla.

João MIRANDA 6,5 - Prestazione all'altezza anche per lui: in coppia con Skriniar gestisce bene gli assalti finali del Verona. Una sicurezza là dietro.

Yuto NAGATOMO 6 - Il Verona attacca più che altro dalla sua parte: il giapponese effettua buone chiusure, ma le accelerazioni di Romulo lo mandano in affanno.

Roberto GAGLIARDINI 6 - In mezzo al campo alterna buone cose a qualche errore di misura. Scampa all'ammonizione nel primo tempo, non nel secondo.

Matias VECINO 6,5 - Uno dei migliori, anche nei non pochi momenti di stanca del primo tempo. Si fa vedere spesso e volentieri dalle parti dell'area avversaria, calciando e colpendo una traversa.

Antonio CANDREVA 6,5 - Tocca parecchi palloni, andando al cross e alla conclusione. Le sue azioni hanno esiti alterni, ma serve a Borja Valero l'ottimo assist del gol (dal 74' Marcelo BROZOVIC s.v.)

Borja VALERO 6,5 - Gioca molti palloni bene e altri meno bene. Sopraffino quando serve con l'esterno D'Ambrosio in area, rapace nel segnare il suo primo gol nerazzurro (dal 79' João CANCELO s.v.)

Ivan PERISIC 6,5 - Decide lui la partita, con un bolide che Nicolas nemmeno vede. E pensare che non è certo la sua miglior prestazione, specialmente nel primo tempo in cui è ben contenuto da Romulo.

Mauro ICARDI 5 - Spauracchio per la difesa gialloblù, quasi non si vede. Strozza un golosissimo tiro dal limite, poi spaventa Nicolas a inizio ripresa. Stop: la sua gara è riassunta così (dall'86' EDER s.v.)

All. Luciano SPALLETTI 6,5 - Un'altra vittoria: la nona nelle prime 11 giornate. E ancora una volta grazie a cinismo e organizzazione. La sua Inter ha sempre più un'identità precisa.

Borja Valero e Perisic riportano l'Inter al secondo posto: 2-1 sofferto a Verona
I nerazzurri non giocano una gara indimenticabile, ma passano anche al Bentegodi: decidono le reti dello spagnolo e del croato. Di Pazzini, entrato da pochissimi secondi, il rigore del momentaneo 1-1 gialloblù concesso con l'ausilio del VAR. La squadra di Spalletti supera Juventus e Lazio riportandosi a -2 dal Napoli.

Stefano Silvestri
Ieri alle 22:43 Aggiornato Ieri alle 23:18
Di nuovo soffrendo fino all'ultimo, di nuovo con i 3 punti in tasca. La cinica Inter di Spalletti espugna anche Verona, supera in un sol colpo Juventus e Lazio e si riporta al secondo posto solitario della classifica, a due punticini dal Napoli capolista. Il colpo del Bentegodi è meno agevole di quel che qualcuno aveva previsto alla vigilia: un 2-1 in bilico fino alla fine e deciso dai colpi isolati di due solisti, ovvero Borja Valero nel primo tempo e Perisic nella ripresa. Non è la miglior Inter stagionale: poche idee offensive, soprattutto nei primi 45 minuti, e qualche difficoltà nel proporre calcio. Merito anche di un Verona che, nonostante la classifica, dà battaglia fino alla fine arrivando a sognare il pareggio: il calcio di rigore (decretato dall'ormai consueto intervento del VAR) con cui Pazzini riporta momentaneamente il risultato in equilibrio è però una gioia isolata, durata lo spazio di appena 8 minuti. L'Inter conquista il nono successo nelle prime 11 giornate: nemmeno nell'anno del Triplete aveva iniziato così bene. Ottimi segnali per una squadra che, adesso, non può più nascondere i propri sogni di gloria.



La cronaca
Tanto equilibrio al Bentegodi. E occasioni da gol che non fioccano. Candreva e Cerci hanno spazio per calciare in area, ma trovano un corpo avversario a coprire la porta. Il Verona chiude bene gli spazi e riparte, e così l'Inter può rendersi pericolosa soltanto sugli sviluppi di un angolo: Vecino raccoglie il cross di Candreva e prova a sorprendere Nicolas, che blocca. Ottima chance per D'Ambrosio, che dopo la mezz'ora viene imbeccato in area da Borja Valero ma viene stoppato da Heurtaux davanti alla porta. Al 36', ecco il vantaggio nerazzurro: Candreva crossa lungo, lo stesso Borja Valero viene dimenticato dalla retroguardia veronese e sul secondo palo non ha difficoltà nel battere al volo Nicolas.

Antonio Candreva - Verona-Inter - Serie A 2017-2018 - LaPresse

Tanta Inter dopo l'intervallo: Icardi e Vecino calciano da fuori, non centrando però i pali veronesi. Anche l'Hellas ha la sua bella chance con Cerci, che dal limite lascia immobile Handanovic peccando di precisione solo per centimetri. Al 59' il Verona beneficia di un rigore: Handanovic crolla su Cerci in area, Gavillucci in un primo momento lascia correre ma, dopo l'intervento del VAR, indica il dischetto, consentendo al neo entrato Pazzini di timbrare l'1-1. La gioia dei padroni di casa dura però solo 8 minuti: dopo una traversa colpita di testa da Vecino è Perisic a riportare in vantaggio l'Inter a 20 dal termine, con un bolide dal limite che Nicolas nemmeno vede partire. Pazzini ha la palla del secondo pari, ma in spaccata non arriva a deviare il centro di Fares. E il finale d'assalto del Verona non porta a nulla: vince l'Inter, che si riporta al secondo posto.

La statistica chiave
29 punti nelle prime 11 giornate per l'Inter: mai, nell'era dei 3 punti (dal 1994/95), i nerazzurri erano partiti così forte in campionato.

Il tweet


Il migliore in campo
Skriniar. Rischia con un improvvido anticipo su Handanovic, ma rimane l'unica incertezza di una gara ancora una volta ottima. Sereno, guida la difesa nerazzurra concedendo poco o nulla.

Il peggiore in campo
Icardi. Spauracchio per la difesa gialloblù, quasi non si vede. Strozza un golosissimo tiro dal limite, poi spaventa Nicolas a inizio ripresa. Stop: la sua gara è riassunta così.

La dichiarazione
Luciano Spalletti: "Che effetto mi fa la miglior partenza della storia dell'Inter? Nessuno: si tira una riga e poi si va avanti. La luce in fondo al tunnel la vedremo a giugno".

Il tabellino
Verona (4-4-2): Nicolas; Romulo, Heurtaux, Caracciolo, Souprayen; Verde, Bessa (64' B. Zuculini), Fossati, Fares; Cerci (79' Lee), Kean (59' Pazzini). All. Pecchia

Inter (4-2-3-1): Handanovic; D'Ambrosio, Skriniar, Miranda, Nagatomo; Gagliardini, Vecino; Candreva (74' Brozovic), Borja Valero (78' Cancelo), Perisic; Icardi (86' Eder). All. Spalletti

Arbitro: Claudio Gavillucci di Latina
Gol: 36' Borja Valero (I), 59' rig. Pazzini (V), 67' Perisic (I)
Note: ammoniti Fares, Gagliardini, Pazzini, Brozovic, Heurtaux, Lee

FONTE: It.EuroSport.com


Serie A, Verona-Inter 1-2: Perisic riporta Spalletti a -2
Borja Valero firma il primo gol in nerazzurro, poi il rigore assegnato dal Var e trasformato da Pazzini riporta i conti in parità. Il croato, al 69', regala la gioia e una striscia di punti da record

di Adriano Lo Monaco
LUNEDÌ 30 OTTOBRE 2017 22:34
© ANSA

VERONA - Il ministro della Difesa prende gol anche di lunedì sera, su calcio di rigore, salvo poi ammirare la bellezza di un Perisic fino ad allora un po’ in ombra che cambia marcia e delibera il 2-1 finale che condanna il coraggio del Verona. L’Inter continua a vincere e in questa serie fortunata c’è tanto di Spalletti: 29 punti nelle prime 11 giornate, in casa nerazzurra, non li aveva toccati neanche José Mourinho nel suo anno di grazia.

Il penalty di Pazzini (dato dal Var) pareggia il conto con la prima rete di Borja Valero con la nuova maglia, ma evapora con il sigillo del croato a quasi venti minuti dal termine. La classifica resta così invariata, l’undicesimo turno di campionato si conclude con il sorriso delle cinque forze del campionato e con il Napoli di Sarri che continua a guardare dall’alto (+2) le tante avversarie di quest’anno.

PRIMO TIRO INTER? AL 22' - Al contrario di quanto si creda, il Verona non si fa per nulla intimidire da chi ha davanti. La partita è quasi sempre di controllo interista, ma la squadra di Pecchia nel momento in cui trova spazio attacca in velocità e almeno sul piano potenziale scoraggia ripetutamente la difesa di Spalletti. Uno dei quadretti porta la firma di Romulo e Cerci con la sterzata del primo che mette fuori causa Nagatomo e con la conclusione del secondo, respinta dal corpo di Miranda. Il possesso palla dell’Inter trova un senso soltanto intorno al 20’ e cioè quando viene messo a referto il primo tiro nello specchio per l’Inter: Vecino prende la mira, Nicolas blocca a terra senza alcun problema.

BORJA GOL - Ma in campo c’è un fenomeno, che fa il suo “sporco” lavoro anche quando non va in rete. Il terrore dei centrali gialloblù nei confronti di Maurito Icardi è talmente forte che lo seguono come i più professionali dei bodyguard: ignorano l’inserimento di Borja Valero e lo spagnolo, in tutta tranquillità, non può far altro che depositare in rete l’assist dalla destra di Candreva (36’).

VAR E PAZZO - Ripresa decisamente più movimentata. Icardi sbaglia la mira, Perisic strozza troppo la conclusione e la maldestra uscita di Handanovic su Cerci impone a Gavillucci l’utilizzo del Var. Nel rivedere l’azione, l’arbitro ritiene effettivamente scorretto il comportamento dello sloveno e indica il calcio di rigore. La responsabilità è del neoentrato Pazzini (fuori Kean) che spiazza il portiere e porta il Verona al pareggio (59’).

LA TOCCA PIANO - L’1-1 ha vita breve, i sogni di Pecchia e dei tifosi durano otto minuti. E se Vecino si ferma sulla traversa, staccando di testa da posizione defilata, Perisic si spinge oltre concentrando tutta la propria potenza sul piede destro (che novità!) e bucando dal limite dell’area la porta dell’incolpevole Nicolas sugli sviluppi di un calcio d’angolo (67’). Il Verona va a un passo dal clamoroso 2-2: l’azione sfuma a causa del Pazzo che non riesce per un soffio a deviare in porta il suggerimento di Fares. I cinque minuti di recupero non portano nessun tipo di gioia ai gialloblù, il fischio finale è invece il benessere di Spalletti che torna a casa con un piccolo pezzo di storia cucito sul petto.

FONTE: CorriereDelloSport.it


Calcio
Calcio, Serie A 2017-2018: Hellas Verona-Inter 1-2. Perisic regala il secondo posto alla squadra di Spalletti
30 ottobre 2017 23:00 Roberto Santangelo

L’Inter espugna il Bentegodi di Verona battendo l’Hellas per 2-1 nel posticipo dell’undicesima giornata del campionato di Serie A e si riporta al secondo posto solitario a due punti dal Napoli e con una lunghezza di vantaggio sul tandem formato da Juventus e Lazio.

Nel primo tempo parte subito bene l’Inter, pericolosa prima con Skriniar, poi con Candreva. Assente ingiustificato Icardi, che non si fa quasi mai vedere, mentre i nerazzurri continuano a tentare la conclusione, prima con Vecino, poi ancora con Skriniar. Pochi i veri pericoli per Nicolas, ma la formazione nerazzurra domina a centrocampo , pur non riuscendo a concretizzare il prolungato possesso palla. Il primo pericolo vero lo porta al 22′ Vecino sugli sviluppi di un’azione d’angolo, con una bella conclusione parata però a terra dal portiere scaligero. Gli ospiti continuano a tenere il pallino del gioco ma la superiorità nel reparto centrale del campo non porta alcun beneficio in zona gol per la Beneamata. Come un fulmine a ciel sereno arriva il vantaggio interista al minuto 36: cross di Candreva, tra i migliori in campo, Borja Valero, lasciato colpevolmente solo dagli avversari nel cuore dell’area può depositare in fondo al sacco da non più di tre metri. La reazione dei padroni di casa è praticamente nulla, Romulo canta e porta la croce per tutta la prima frazione predicando nel deserto: Kean annullato dalla difesa interista, mentre Pecchia continua a tenere in panchina Pazzini. Coosì l’Inter può andare tranquillamente e meritatamente al riposo sul minimo vantaggio.

Nel secondo tempo arrembaggio nerazzurro nei primi minuti, con gli ospiti alla ricerca spasmodica del gol che chiuderebbe la sfida. Icardi, Vecino e Gagliardini sfiorano il raddoppio, ma al 55′ è Cerci a sfiorare il pari, lasciando di sale Handanovic: la sua conclusione è fuori di poco. Al 59′ rigore per l’Hellas Verona, con l’aiuto del VAR per fallo di Handanovic su Cerci: Pazzini, appena entrato va sul dischetto e pareggia. La reazione nerazzurra si trasforma in una traversa colta di testa da Skriniar, che fa da preludio al nuovo vantaggio interista: al 69′, sugli sviluppi di un’azione d’angolo, la difesa scaligera libera, da fuori arriva di gran carriera Perisic che sigla un eurogol battendo l’impotente Nicolas. L’Inter a questo punto amministra senza correre rischi, gli unici pericoli giungono dalla freschezza del neoentrato Lee, giovanissimo attaccante sudcoreano, che crea qualche grattacapo alla retroguardia meneghina. Nell’ultimo dei cinque minuti di recupero proteste scaligere per un fallo al limite dell’area di Skriniar su Lee, ma per Gavillucci, in serata no, è simulazione dell’asiatico. Finisce così 2-1 per l’Inter.

FONTE: OASport.it


L'Inter passa a Verona
Pazzini risponde a Borja Valero, poi Perisic, 2-1 il finale


L'Inter vola al secondo posto alle spalle del Napoli. Lo fa dopo una gara tirata, sofferta ma condotta comunque con personalità. A Verona contro l'Hellas finisce 1-2. Vantaggio per i nerazzurri con Borja Valero al 36', pari momentaneo di Pazzini al 59' su rigore e gol di Perisic otto minuti dopo.

I nerazzurri salgono così a 29 punti, a -2 dai ragazzi di Maurizio Sarri, dopo 11 turni di campionato. Da quando in Serie A ce ne sono in palio tre per vittoria, non era mai successo che riuscisse ad arrivare a questa quota. Mentre il Verona resta in zona rossa, a 6 punti, ecco il record per Luciano Spalletti, che è arrivato alla Pinetina anche per ridare energia. E, con una squadra quadrata, che concede poco agli avversari, fa sognare i tifosi.

Il tecnico di Certaldo conosce bene l'importante della gara e parte al 'Bentegodi' con i migliori a disposizione. Davanti ad Handanovic spazio a D'Ambrosio e Nagatomo sulle ali, Skriniar e Merandi al centro. In mezzo diga con Vecino e Gagliardini e poi Candrevo, Borja Valero e Perisis alle spalle di Icardi. Pecchia manda ancora in panchina Pazzini e affida l'attacco a Cerci e al baby Kean in un 4-4-2 che pensa più a difendersi che ad attaccarsi.

Infatti, nel primo tempo, che parte in sordina, non c'è molto Verona. Anzi, gli scaligeri non si fanno mai vedere dalle parti di Handanovic nei primi 45 minuti di gara, che l'Inter conduce con personalità ma senza particolari sussulti. Fino al 36', quando Candreva mette in mezzo e Borja Valero, lasciato tutto solo da Caracciolo in area di rigore, segna da due passi. Primo gol in nerazzurro per lo spagnolo ex Fiorentina in maglia nerazzurra, che non segnava in campionato da febbraio.

Il secondo tempo è tutta un'altra musica e Cerci si fa vedere con una gran botta di mancino alta di un soffio. Poco dopo, contatto sospetto fra Handanovic e Cerci in area. Intervento della Var, Gavillucci va a rivedere l'azione e concede il rigore all'Hellas. Allora, con l'ex attaccante granata quasi pronto a calciare dal dischetto, Pecchia manda sotto la doccia Kean e mette in campo un altro ex, Pazzini, con un bel carico di responsabilità addosso. Ma il 'Pazzo' si presenta dagli 11 metri e spiazza il portiere per l'1-1. A questo punto il 'Bentegodi' è una bolgia per i giallobù, ma Candreva va dalla bandierina e Vecino colpisce di testa: il pallone bacia la traversa.

Intanto, Pecchia si gioca un'altra carta e butta nella mischia Zuculini per un poco ispirato Bessi. Ancora, tiro-cross di Candreva liftato, Nicolas si tuffa e manda la palla sul fondo. Sul corner seguente, Perisic raccoglie una respinta centrale di Heurtaux e scaglia un destro potentissimo che (quasi) buca la porta di Verona. Così il croato si riprende dopo una buona parte di gara giocata senza troppi sussulti. Intanto, al 73', Spalletti fa rifiatare Candreva e sceglie di mandare sul rettangolo verde Brozovic. Cinque minuti dopo, i tecnici mettono ancora mano alla panchina: nell'Inter c'è Cancelo per Borja Valero, mentre il sudcoreano Lee prende il posto di Cerci tra i gialloblù.

Infine, ecco Eder per uno spento Icardi. L'Hellas si butta disperatamente in avanti. Il pubblico di casa protesta per un contatto fra Lee e Skriniar al limite, giudicato regolare. Certo è che la squadra di Spalletti è tosta almeno quanto il suo allenatore e porta a casa la nona vittoria in campionato. lunedì, 30 ottobre 2017, ore 22.44

FONTE: RaiSport.Rai.it


Pagelle Hellas Verona – Inter 1-2: Borja Valero e Perisic regalano tre punti sofferti all’Inter! – Voti Fantacalcio
Buona prestazione per l’Hellas Verona di mister Pecchia che nel secondo tempo trova anche il pari momentaneo, ma un super gol di Perisic rovina la festa.

di Voti Fantamagazine, 30/10/2017, 22:55

Partita ricca di emozioni quella del Bentegodi, con l’Inter che vince ancora e rafforza il secondo posto. Borja Valero ha il merito di sbloccare una gara complicata per i suoi, ma nella ripresa uscita rivedibile di Handanovic che travolge Cerci e Gavillucci, dopo il confronto con la Var, concedere il rigore che Pazzini – appena entrato – realizza con estrema freddezza. Ma il punto esclamativo sulla gara lo mette Perisic che pochi minuti dopo, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, scarica un potente destro dal limite che fulmina Nicolas e regala i tre punti ai suoi.

PAGELLE HELLAS VERONA
Redazione Voti Fantamagazine: Le pagelle Hellas Verona
NICOLAS 6 – Incompelvole su entrambi i gol subìti; quando viene chiamato in causa risponde sempre presente.

ROMULO 6 – Tanta corsa e sacrificio per il brasiliano che però non riesce a incidere in termini di qualità; gioca a tutto campo, sfruttando spesso le sovrapposizion di Verde, ma non trova mai la giocata giusta.

HEURTEAUX 5.5 – Gara nella media per il difensore francese, macchiata però dall’errore sul primo gol – in coabitazione con Caracciolo – che ha poi indirizzato la gara. Nella ripresa argina bene Icardi, che esce dal campo senza aver mai tirato verso la porta.

CARACCIOLO 5.5 – Da rivedere anche la sua prestazione, sul cross di Candreva si fa attirare dal pallone, dimenticandosi completamente Borja Valero; gravi responsabilità sul gol.

SOUPRAYEN 5.5 – Solita gara “semplice”, fa il compitino in maniera precisa ma in fase offensiva fa pochissimo.

VERDE 6 – Inevitabilmente perde tanto in lucidità a causa del ruolo inedito (esterno in un centrocampo a 4) che lo costringe a una corsa più frequente. Diversi cross pericolosi in area, sfruttati male dai suoi attaccanti.

BESSA 5.5 – Bene i primi minuti di gara, quando l’Inter non pressava alto e aveva maggiore libertà di palleggio; col passare del tempo calo di intensità e subisce sin troppo la fisicità di Vecino

FOSSATI 5.5 – In ombra, pecca di precisione e raramente riesce a schermare le giocate di Borja e Vecino.

FARES 6.5 – Il jolly di Pecchia, gioca ovunque e lo fa con dedizione e impegno massimo; in fase offensiva l’uomo in più, con D’Ambrosio che fatica molto ad arginare le giocate del 93 scaligero.

KEAN 6.5 – Ottima prova per il giovane attaccante scaligero che gioca molto bene per la squadra svariando tanto su tutto il fronte offensivo; bravo a tener palla e attirare su di sè sempre due uomini. Assolutamente positvo l’apporto dato.

CERCI 6.5 -Gara in crescendo per il 10 veronese che sale d’intensità nel momento migliore dei suoi, con giocate importanti e diverse conclusioni verso la porta. Importante azione personale a inizio ripresa, con un gran destro che supera di poco la traversa. Con grande professionalità lascia il rigore a Pazzini.

PAZZINI 6.5 – Freddezza esemplare del capitano dell’Hellas che entra appositamente dalla panchina per calciare il rigore che aveva momentaneamente pareggiato la partita; nel corso della ripresa ha anche l’occasione di segnare una doppietta, ma arriva con un secondo di ritiro sul cross preciso di Fares.

ZUCULINI 6 – Pecchia lo manda nella mischia, dà forza e muscolatura al centrocampo.

SW LEE 6 – Quarta presenza per il giovane nordcoreano che con molta personalità si procura una punizione, e calcia verso la porta avversaria. Man mano cresce di condizione, da tenere sott’occhio.

A cura di Antonio Capizzi


PAGELLE INTER
Redazione Voti Fantamagazine: Le pagelle Inter

Handanovic 5,5 – Completa il pasticcio con D’Ambrosio, Pazzini lo spiazza. Non ha occasioni per rimediare.

D’Ambrosio 5 – Non è servita la spinta dei terzini questa sera, anche se resta quello più propositivo della coppia. Non è comunque in giornata: regala diverse occasioni all’avversario, rigore compreso.

Miranda 6 – La difesa bloccata lo mette a suo agio. Mette il fisico e lascia il lavoro sporco a Skriniar.

Skriniar 7 – Ha le movenze di Robocop, ma la potenza è quella di Hulk. Non inganni l’aspetto minaccioso, con i piedi ci sa fare. Quasi perfetta la percentuale di passaggi riusciti.

Nagatomo 5,5 – Anche lui in difficoltà nella versione “bloccata”. Timoroso, Skriniar lo deve bacchettare spesso.

Gagliardini 6 – Sbaglia qualche passaggio di troppo ma ci mette pezze per tutti.

Vecino 6,5 – Pistone centrale che porta ossigeno tra i reparti. Poco lucido negli ultimi trenta metri e sfortunato sulla traversa da calcio d’angolo.

Borja Valero 7,5 – Prende per mano la squadra. Crea un’aurea di sicurezza intorno a lui. È ovunque, oggi anche nell’area piccola. Spalletti è costretto a toglierlo quando finisce le pile.

Candreva 6,5 – Serve l’assist a Valero. Si sposta per il fronte con il resto della truppa. Gira gira è sempre quello che crea più palle gol, finché regge.

Perisic 7 – Un po’ confuso. Spalletti gli chiede di accentrarsi e ci mette un tempo per capire. Sempre pericoloso e intelligente. Ormai padrone di entrambi i piedi: il bolide di destro è stata l’ultima prova.

Icardi 6 – Sradica palloni oltre la metà campo ed è il primo a riprenderli sui cross dei compagni. Gli fa da sponda, gli crea spazio in area. Non fa gol ma Borja gli deve una cena.

Brozovic 6 – Fa poco ma entra voglioso, buon segno.

Cancelo 6 – Ha capito cosa fare, ora deve vincere l’emozione. Non ancora pronto per San Siro.

Eder S.V.

A cura di Marco Grano

FONTE: FantaGazzetta.it


30 ottobre 2017
Hellas Verona-Inter 1-2, segnano Borja Valero e Perisic.
Al Bentegodi la sblocca Borja Valero con un tocco ravvicinato su cross di Candreva. Nella ripresa Handanovic travolge Cerci e il Var concede un rigore all'Hellas: Pecchia fa entrare Pazzini per la battuta dal dischetto e trova il pareggio, che però dura solo 8'. 29 punti in 11 partite per i nerazzurri, ancora imbattuti


VERONA-INTER 1-2
36' Borja Valero (I), 59' su rig. Pazzini (V), 67' Perisic (I)

Tabellino
Verona (4-4-2): Nicolas; Romulo, Heurtaux, Caracciolo, Souprayen; Verde, Fossati, Bessa (64' B. Zuculini), Fares; Cerci (79' Lee), Kean (59' Pazzini).

Inter (4-2-3-1): Handanovic; D'Ambrosio, Skriniar, Miranda, Nagatomo; Gagliardini, Vecino; Candreva (74' Brozovic), Borja Valero (78' Cancelo), Perisic; Icardi (86' Eder).

L'Inter soffre fino all'ultimo dei 5 minuti di recupero ma torna a Milano dalla trasferta di Verona con 3 punti che mantengono la squadra di Spalletti a -2 dal Napoli capolista. Match sbloccato da un gol di Borja Valero (un habituet, contro l'Hellas) nel primo tempo ma riaperto nella ripresa da un rigore di Pazzini, entrato proprio in occasione del penalty. Pareggio che dura solo 8', perché Perisic si sveglia dal suo torpore e trafigge Nicolas con un gran destro.
Nerazzurri che conquistano il nono successo in campionato e restano imbattuti.

Borja V...erona
Chi mastica calcio (e fantacalcio) lo sa bene: Borja Valero non è propriamente un goleador. Proprio per questo, fa specie il dato che già lo vedeva "bestia nera" dell'Hellas, unica squadra a cui ha mai segnato una doppietta in carriera. Prima di questo Monday Night, lo spagnolo aveva segnato 3 gol ai gialloblù in cinque sfide. Al sesto appuntamento, Borja non si smentisce e colpisce ancora: è il minuto 35 quando Candreva trova il cross giusto dalla destra, permettendo al compagno di arrotondare il suo score contro il Verona. E adesso i suoi gol all'Hellas salgono a 4. Viene da chiedersi se chiuderà la carriera al Chievo...

La freddezza del Pazzo: che rischio sfidare Handanovic
Pazzini è entrato in campo rilevando Kean, appositamente per calciare il rigore goffamente provocato da Handanovic. Il Pazzo si prende un'enorme responsabilità, andando a cercare il pareggio a freddo contro uno dei migliori pararigori della Serie A. Ma attenzione: Pazzini dal dischetto è un cecchino: conta 21 rigori realizzati in Serie A su 22. L'unico errore dal dischetto risale a quando il Pazzo, con la maglia dell'Inter, si fece parare il rigore proprio da Handanovic, allora nell'Udinese. Che storie che ci regala il calcio.

Ivan il terribile
Tutti si aspettavano Icardi (quattro gol negli ultimi quattro match di Serie A contro il Verona per lui) e invece al Bentegodi la decide Perisic. Il croato, protagonista di un primo tempo anonimo se non insufficiente, diventa il match winner rimediando al pasticcio con cui Handanovic aveva riportato in partita il Verona. Micidiale la sua botta di destro dal limite dell'area con cui l'Inter trova il definitivo 2 a 1.


FONTE: Sport.Sky.it


31 OTT 2017
IN ASSENZA DI CARISMA (PECCHIA, FUSCO E SETTI)
Sarà stata l’ora, mezzanotte inoltrata, sarà che a vederlo, Fabio Pecchia, mi è sembrato un cane bastonato. Così il mio lato marzullesco, fino ad allora inconsapevole, si è manifestato: “Pecchia. perché non è mai sbocciato l’amore tra lei e Verona?”. Sì gliel’ho chiesto, perché la cronaca lo imponeva dopo i cori e lo striscione in curva sud, ma soprattutto perché, gira che ti rigira, è una domanda decisiva.

Mi rendo conto che scomodare Marzullo con il Verona è pericoloso, sai mai che poi arrivi Setti a ricordarci che l’Hellas è stato fondato dagli studenti greci, però che volete, la domanda mi è uscita così…

Devo aver toccato un tasto dolente perché Pecchia non mi ha fatto finire, ha lasciato perdere per un attimo l’abituale compostezza e con un lampo d’anima è uscito dall’archetipo del solito copione professionale, interrompendo quella stanca recita che sono diventate le conferenze stampa degli allenatori italiani. Pecchia, finalmente, si è acceso: “Io sono innamorato di Verona, vivo qui con la mia famiglia, qui le mie figlie vanno a scuola. Da parte mia c’è il totale innamoramento per questa città, ma io devo pensare ai risultati. L’anno scorso ci chiedevano di andare in serie A e siamo andati in serie A, quest’anno ci chiedono di mantenere la categoria e manterremo la categoria”.

Ecco, credo che a Pecchia, come a Fusco, sia sempre mancata l’empatia con questa piazza. Certo, in tal senso mica potevano andare a scuola da Setti, che del distacco con Verona ne ha fatto un manifesto. Così Verona, piazza identitaria, si ritrova non solo con un presidente poco passionale, ma anche con ds e allenatore privi di “chimica”. Aggiungo: siamo passati da un estremo all’altro, dagli strabordamenti del Mandorlini “capopopolo”, caudillo tale da saper diventare per alcuni quasi un’entità indipendente dal Verona, un club parallelo da tifare, all’assenza totale di carisma di Pecchia e Fusco (e di Setti).

Pecchia dice di pensare solo ai risultati. Ma anche quelli, in serie A e dopo undici giornate,latitano. Credo che la quota salvezza s’aggiri sui 35-36 punti, tenendo conto di un Benevento già spacciato e di un girone di ritorno in cui le pericolanti storicamente accelerano. Il Verona deve portare a casa almeno 10 punti nelle prossime 8 giornate per chiudere il girone d’andata a 16 e tenere accesa la fiammella della speranza. E se con Juve e (in parte) Milan la faccenda pare proibitiva, saranno le sei partite con Cagliari, Bologna, Sassuolo, Genoa, Spal e Udinese a dare le carte al nostro campionato. E’ lì il nostro futuro: sofferenza o condanna senza appello già a gennaio?
Francesco Barana

31 OTT 2017
SBAGLIATO LO STRISCIONE CONTRO PECCHIA
Non mi è piaciuto lo striscione contro Pecchia. E’ sbagliato nella sostanza e nasconde il problema. L’allenatore è un’emanazione della società e addossare a lui tutte le colpe vuol dire assolvere Setti. Ed è sbagliato perchè arriva dopo un’ottima prestazione, la migliore di tutto l’anno. Se lo striscione voleva indebolire l’allenatore, in realtà lo ha molto rafforzato. Pecchia ha responsabilità? Moltissime. Compreso il fatto di aver trovato una quadratura alla giornata undici dopo aver fatto una girandola che neanche al Luna Park si vede.

Ma cosa ha fatto la società per metterlo nelle migliori condizioni? Pochissimo. Gli ha dato giocatori mezzi rotti e molti sono arrivati in ritardo. Il resto sono giovani scommesse che Pecchia cerca di far crescere. Ovvio che Pecchia è complice di questa situazione, accettando tutto di buon grado. Ma c’è qualcuno più in alto di lui che lo vuole e che ha costruito una squadra al risparmio. La colpa non è di Pecchia ma della società. Quindi lo striscione è fuorviante.

Detto ciò, Pazzini non può essere diventato un problema. Kean non è ancora pronto per giocare contro Miranda e Skriniar ed è inutile che Pecchia si indispettisca quando qualcuno glielo chiede. Pazzini è il più grosso equivoco che c’è in questa squadra, un equivoco che nè Pecchia nè Fusco hanno voluto, ma che hanno gestito malissimo. Pazzini se ne andrà a gennaio, è quasi certo e da un verso è anche auspicabile, visto che è il giocatore che prende di più ma l’allenatore lo tratta come se fosse Kumbulla, con tutto il rispetto per Kumbulla. Io penso che se hai Pazzini, Pazzini lo devi far giocare. Non c’è verso, non se ne esce da questo loop.

Il Verona mi è piaciuto molto. Ora è una squadra che ha un senso, con il Pazzo lo avrebbe avuto ancora di più, i risultati arriveranno, giocando così non possono non arrivare. Non si può vedere però una squadra che continua prendere gol su calcio piazzato. Il Verona si allena un’ora e mezza al giorno di mattina. Un solo allenamento al giorno. E’ un’eresia pensare di fare un doppio allenamento per dedicarlo ai calci piazzati?
Gianluca Vighini

31 OTT 2017
VERONA-INTER: TUTTO COME PREVISTO
Il Verona lotta, combatte, resiste, va sotto, acciuffa il pareggio su rigore assegnato con il var e infine alza bandiera bianca. Con onore. Non è stata una bella partita, almeno per come intendo io il bel calcio. E’ stato un match comunque emozionante perché il piccolo Verona, ha tenuto fino al termine, mettendo un po’ di apprensione alla corazzata nerazzurra, scesa al Bentegodi piuttosto svogliata, forse sicura di poter vincere senza particolari problemi.

Tutto come previsto, nel senso che ha vinto la squadra più forte. Il campionato del Verona inizierà da domenica prossima contro avversari sulla carta più abbordabili, nell’ordine: Cagliari, Bologna, Sassuolo, Genoa e Spal. Saranno queste cinque partite che ci daranno risposte più precise sulle possibilità di salvezza dei gialloblù. Giocare per lunghi tratti alla pari con l’Inter, senza raccogliere punti, è senza dubbio positivo, ma serve davvero a poco. Un po’ quello che era accaduto a Bergamo mercoledì scorso: ottimo approccio, alcune clamorose palle gol fallite non solo per sfortuna (sotto porta ci vuole qualità, serve il fiuto giusto, la cattiveria del killer) prima della resa.

Kean e Pazzini. Purtroppo l’argomento centravanti resta d’attualità. Lasciare il Pazzo ancora fuori è sembrato l’ennesimo azzardo di Pecchia. Kean non ha inciso, Pazzini ha creato una certa apprensione nella difesa dell’Inter. Sarebbe cambiato qualcosa con il capitano in campo dall’inizio? Non si sa. Di sicuro la scelta di Pecchia, risultato alla mano, non ha pagato. Il Verona ha perso e ha perso anche Pecchia. Ho sentito Spalletti a fine gara commentare la prova di Icardi, rispondendo a chi ipotizzava un turno di riposo per il centravanti argentino. “Con lui in campo abbiamo vinto. Questo è ciò che conta. E se avessimo cambiato e perso qualche punto?”. Giustissimo. Spalletti non sarà il massimo della simpatia, ma è un allenatore intelligente. La sua Inter non è sempre spettacolare, ma vince spesso ed ha il doppio dei punti dell’anno scorso. Ha ragione lui.

Pecchia sceglie in base ad una sua logica. Può avere un senso, ma se non fai punti passi dalla parte del torto. E in questo momento il Verona è in zona retrocessione con 6 punti dopo 11 turni. Per fortuna mancano ancora 27 partite alla fine del campionato e, come ricordato, il calendario adesso non prevede avversari impossibili nelle prossime cinque giornate.
Luca Fioravanti

FONTE: Blog.Telenuovo.it


Quelli che…sui calci piazzati facciamo davvero fatica
By Federico Messini - 1 novembre 2017

Secondo gol dell’Inter. Ennesima rete subita su calcio piazzato. Da due anni a questa parte il Verona subisce gol da calcio da fermo. E Pecchia non è ancora riuscito a trovare una soluzione.

I calci da fermo, sia difensivi che offensivi, al giorno d’oggi sono uno degli aspetti fondamentali del gioco del calcio. Si vincono le finali dei Mondiali con un calcio d’angolo, le finali di Coppa dei Campioni con un colpo di testa da corner.

Il Verona non segna praticamente mai da calcio piazzato, se non su rigore, e subisce praticamente sempre gol quando gli avversari hanno il tiro a proprio favore.

È colpa della disattenzione della squadra?

Colpa di una banda di giovanotti che spesso può avere delle amnesie o dimenticarsi l’uomo?

E in attacco colpa di Romulo che vuole battere tutti i piazzati lui, sbagliandone il 90%?

In parte può essere vero, ma è anche e terribilmente colpa di un allenatore che l’anno scorso aveva una corazzata in Serie B e, nonostante ciò, ha subito un sacco di gol da calcio piazzato e ne ha segnati pochissimi.

Non si chiedono i 33 schemi di Sarri nel terribile anno di Lega Pro, ma almeno mezz’ora in più di allenamento sul campo al giorno dedicato a questo fondamentale, quello parrebbe sacrosanto.

Il Verona gioca bene ultimamente ed è giusto ammettere la bravura dell’allenatore in questo senso, ma non è possibile regalare ogni settimana questo fondamentale agli avversari.

Forse “Pecchia vattene” degli spalti è esagerato, ma questo striscione serve anche al tecnico gialloblù per fare un esame di coscienza e capire che in mezzo a tanti errori di società e giocatori, i suoi sono i più importanti.
D. Conati

É più facile spezzare un atomo che un pregiudizio
By Federico Messini - 31 ottobre 2017
“È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio”.

Questo avrebbe detto il fisico cervellone di Ulma, al secolo Albert Einstein, se avesse assistito al posticipo del lunedì fra Verona e Inter.

Focus: nei minuti finali di gara, con il Verona proteso in avanti alla ricerca del meritato pari, una buona parte della tifoseria gialloblù invitava caldamente il tecnico scaligero a fare le valigie, rimarcando il concetto con uno striscione.

Questo dopo che l’Hellas aveva disputato una buonissima gara, tenendo testa fino all’ultimo ad una delle compagini più forti del campionato, accreditata alla vittoria del titolo.

A dirla tutta, nelle ultime tre gare il Verona sembra aver trovato, dal punto di vista del gioco, la quadratura del cerchio, senza purtroppo essere riuscito a muovere la classifica.

Ora i gialloblù sono chiamati ad affrontare un ciclo di partite alla loro portata e, alla luce dei segnali incoraggianti che la squadra ha lanciato, questa presa di posizione aprioristica risulta veramente poco obiettiva.

Sulla scia di un rapporto mai decollato e di una scintilla mai scattata, si rischia di creare una frattura insanabile tra la piazza e una squadra giovane che sta dalla parte del suo allenatore.

Atomi e pregiudizi, si sa, viaggiano su binari paralleli ma i secondi, a differenza dei primi, non sono soggetti a leggi scientifiche.

Ci si ricordi di questo, se non altro per il bene del Verona.
F. Mess.

I fotogrammi del monday night gialloblù
By Federico Messini - 31 ottobre 2017
Probabilmente per la prima volta in stagione, il tifoso gialloblù se ne torna a casa con la consapevolezza che questa squadra ha la possibilità di salvarsi. E già questo potrebbe bastare per dire che finalmente il Verona ha dimostrato di esserci, ha giocato alla pari con una big e ha dato prova di impegno, grinta e spirito di sacrificio davanti al pubblico veronese.

Si salverà, non si salverà? Quello che conta è aver dimostrato di non essere inadeguati alla categoria.

Andiamo a leggere la partita con l’Inter attraverso i nostri consueti fotogrammi gialloblù.

Primo fotogramma spetta di diritto a Giampaolo Pazzini, leader silenzioso. Segna il rigore più difficile della carriera (20 su 21, l’unico errore proprio in maglia interista qualche anno fa): perché lo segna a freddo, entrato da pochi secondi e contro il più forte portiere della Serie A. Scippa la palla a Cerci che stava per calciare, ma che consegna subito l’incombenza al suo capitano. Scalda i cuori dei tifosi ed è vero trascinatore di questo gruppo. Probabilmente il nuovo schema pecchiano non è adatto a lui e la panchina, da un punto di vista tattico, è giusta. Lui però sa aspettare, in silenzio, nonostante colui che gli ha rubato il posto fatichi enormemente in zona gol. Chapeau per il Pazzo.

Secondo fotogramma lo dedichiamo al pubblico di Verona che tifa Hellas. Troppi veronesi che tifano “strisciata” ancora sugli spalti, ma il pubblico gialloblù ha dominato dando dimostrazione di civiltà e tifo genuino. I supporter interisti se ne tornano a casa con 3 punti ma con la consapevolezza che il Bentegodi, quando gioca il Verona, non è terra di conquista.

Infine un piccolo fotogramma spetta a Lee. “Ma dove c… valo el corean?” cantavano alcuni tifosi di tribuna superiore sulle note della ben più famosa canzoncina legata a Caverzan. Già: dove va il coreano? Probabilmente troppo spesso in panchina perché ha dimostrato di essere pronto per più minutaggio, per maggior fiducia e, perché no, per una maglia da titolare. Ci pensi, Pecchia, perché i tifosi hanno bisogno di essere infiammati dalle giocate di questo piccolo talento che “sulla fascia va!”
D. Conati

Le pagelle di Verona-Inter
By Federico Messini - 31 ottobre 2017
NICOLAS 5,5: Disinnesca senza particolari patemi le poche conclusioni nerazzurre dirette verso la sua porta. Non pare esente da colpe sul primo vantaggio interista quando rimane a guardare l’insidioso traversone di Candreva. L’impressione è sempre quella che non riesca ad infondere adeguata sicurezza all’intero reparto difensivo.

ROMULO 6: Nel ruolo di interno basso garantisce come sempre tanta corsa sulla corsia di competenza . Più disciplinato nel primo tempo – occupato a contenere le incursioni di Perisic – aumenta la spinta nel finale con la squadra riversa in avanti alla ricerca del pari. In occasione della prima rete nerazzurra non chiude adeguatamente la diagonale difensiva.

CARACCIOLO 5,5: Sempre attento e preciso sbroglia con esperienza diverse situazioni complicate. Sbaglia il movimento in copertura sul vantaggio interista quando raddoppia su Icardi, lasciando aperta un’autostrada per l’inserimento di Borja Valero.

HEURTAUX 6,5: Prova decisamente convincente del granatiere francese. Argina senza particolari difficoltà Icardi che, anche se meno vivace del solito, rappresenta sempre un gran brutto cliente.

SOUPRAYEN 6: Prova convincente priva di sbavature particolari. Ben supportato in fase difensiva da Fares, riesce ad arginare le folate offensive di Candreva. Nella ripresa si getta in avanti con maggior continuità.

VERDE 6: Partenza vivace dove, grazie alla sua velocità, garantisce alcune rapide ripartenze. Si spegne a cavallo dei due tempi per riemergere nel finale con i gialloblù protesi in avanti alla ricerca del pari.

FOSSATI 6: Nella prima frazione di gara sbaglia qualche appoggio di troppo. Molto meglio nella ripresa dove, oltre alla solita proficua azione di contenimento, contribuisce fattivamente alla fase di costruzione del gioco.

BESSA 5: Prosegue inesorabilmente la sua parabola discendente. Poche volte nel vivo dell’azione, non si ricordano di lui giocate degne di menzione. Mostra anche una condizione fisica non al top che costringe Pecchia a richiamarlo in panchina a mezz’ora dal termine.

FARES 6,5: Conferma i tangibili progressi evidenziati nelle precedenti uscite. Bravo nel coadiuvare Souprayen in fase difensiva. Nel concitato finale mette al centro alcuni invitanti traversoni. Su uno di questi, Pazzini manca per un soffio la deviazione vincente.

CERCI 7: In continua evidente crescita, frutto di una condizione fisica in progressivo miglioramento. Sicuramente più a suo agio nel ruolo di seconda punta entra più volte nel vivo del gioco. Sfiora la meritata rete ad inizio ripresa con un gran tiro da fuori mentre nel primo tempo, ben servito da Romulo, viene “murato” dai centrali nerazzurri. Bravo a procurarsi il rigore che, con lodevole altruismo, cede al subentrante Pazzini. Una “zampata” assassina di Miranda lo costringe a chiedere anzitempo il cambio quando mancano dieci minuti al termine.

KEAN 5,5: Il ragazzo ha sicuramente dei numeri ma rimane un talento ancora grezzo per essere mandato allo sbaraglio davanti a difensori forti ed esperti come quelli nerazzurri. Il suo percorso di crescita merita maggior pazienza. Come amava ripetere Trapattoni, i giovani sono come i ghiaccioli, devono essere “ciucciati” un po’ alla volta.

PAZZINI 6,5: ll motivo della sua nuova esclusione dall’undici di partenza rimane un mistero. Entra in campo al posto di Kean, giusto per sistemarsi la palla sul dischetto e trasformare con consumata esperienza un rigore pesantissimo. Il pensiero generale, tuttavia, è quello che uno come lui non dovrebbe mai partire dalla panchina.

ZUCULINI 6: Entra al posto di uno spento Bessa. Disciplinato tatticamente evita fortunatamente di incorrere in falli pericolosi.

LEE 6: Pochi minuti ma sufficienti per far capire che si può contare anche su di lui. Non difetta in personalità. Merita sicuramente un maggior minutaggio. Il giallo che si becca per simulazione all’ultimo giro di lancette lascia più di qualche ragionevole dubbio.

PECCHIA 6: Ripropone con coraggio il 4-4-2 che si dimostra modulo maggiormente adatto alle caratteristiche dei giocatori a sua disposizione. Rimane offuscata dal mistero la sua decisione di rinunciare ancora una volta all’apporto iniziale di capitan Pazzini. Legge con discreta attenzione la partita operando bene nella scelta dei cambi. La sua squadra mostra discreti segnali di vitalità e la sconfitta appare tutt’altro che meritata. Nei prossimi cinque incontri con dirette concorrenti – Cagliari, Bologna, Sassuolo, Genoa e Spal – compagini sicuramente alla portata dei gialloblù, si gioca una buona fetta di stagione.
E. Brigi

La quadratura del cerchio
By Redazione - 31 ottobre 2017

Il Verona perde ma convince. Come avevamo anticipato lo scorso giovedì, Mister Pecchia ha individuato la strada giusta e trovato la quadratura del cerchio con l’inserimento del duo Bessa-Fossati http://www.hellasnews.it/fossati-bussa-alla-porta-di-pecchia/.

La coppia garantisce a centrocampo dinamicità, geometria, interdizione e maggior copertura al reparto difensivo, ora meno esposto alle folate avversarie. Fossati in particolare, da “panchinaro” si sta ritagliando un posto da titolare fisso, dimostrando di saper usare compasso, goniometro e righello in fase di impostazione e clava in ripiegamento. È duttile nel ruolo perché intelligente quando dispensa gli interventi fallosi: dosa con giudizio le mazzate e per questo è meno scriteriato di B. Zuculini. Rispetto a Buchel è invece maggiormente educato nel tocco di palla e più lucido nella lettura dell’impostazione.

Il meccanismo della cabina di regia dell’Hellas inizia a girare: nel centrocampo a quattro, Bessa e Fossati si alternano nei compiti di copertura e al contempo sfogano il talento innescando le due punte.

Pur nell’amarezza della sconfitta, la gara con l’Inter conferma le buone impressioni del primo tempo di Bergamo e rilancia le aspettative in previsione del ciclo di partite da non sbagliare contro le dirette concorrenti. Forse non sarà disfatta, l’equilibrio è stato trovato nel momento giusto.
M.C.

Spalletti: “Date tempo a Pecchia”
By Federico Messini - 30 ottobre 2017

Le dichiarazioni di Luciano Spalletti in conferenza stampa:
“Conosco bene Pecchia come uomo, come calciatore e come allenatore, se non vi piace allenerà da qualche altra parte, se gli date tempo rimetterà a posto le cose.
Il campionato? Siamo tutte lì, io ho una grande squadra e l’ho sempre detto, sia per attenzione che per disponibilità al lavoro.
Vogliamo sempre giocare un calcio offensivo e spesso ci siamo riusciti, questa sera Icardi è stato marcato bene ma ha lavorato per la squadra”.

L’Hellas combatte ma perde 2 a 1 con l’Inter
By Stefano Pozza - 30 ottobre 2017

L’undicesima giornata del campionato di serie A vede scendere in campo l’Hellas Verona contro l’Inter, nel posticipo del lunedì sera.

Bentegodi delle grandi occasioni, con molti spettatori giunti ad assistere ai campioni che di solito si vedono alla TV.

Partita proibitiva ma molto importante, poiché molte delle concorrenti hanno guadagnato i 3 punti nelle gare della domenica.

Tra le scelte di formazione gialloblù, ancora una volta la notizia è la clamorosa esclusione di capitan Pazzini, a cui viene preferito Moise Kean.

Inizia la gara, e i gialloblù partono bene. Consci dell’inferiorità tecnica dei singoli, il Verona prova a giocare di squadra, e tentando di colpire l’Inter con dei veloci contropiedi.

Al 35° la partita si sblocca, cross dalla destra di Antonio Candreva che pesca Borja Valero solo in mezzo a due dei nostri difensori e insacca il gol del momentaneo vantaggio.

Peccato, il Verona stava mantenendo un buon equilibrio, ma ancora una volta un errore ci penalizza incredibilmente. Si chiude con il vantaggio degli ospiti un buon primo tempo, in cui i gialloblù di mister Pecchia, con un pizzico in più di attenzione avrebbero potuto strappare un pareggio.

Inizia il secondo tempo, e tutto scorre sulla falsa riga dei primi 45 minuti. Al 9° minuto Cerci viene atterrato in area Cerci da Handanovic. L’arbitro non fischia e lascia correre, ma viene chiamata la VAR: rigore! L’Hellas fa entrare capitan Pazzini al posto di Kean. Ed è proprio il pazzo ad incaricarsi della battuta: goooooool! Pazzini insacca!!

Ora l’Inter attacca, e al 17° colpisce una traversa con Vecino. 18° fuori Bessa dentro Bruno Zuculini. Passano tre minuti i l’Inter torna in vantaggio, con un missile terra aria di Perisic, che dal limite dell’area trafigge Nicolas.

L’Hellas non molla, i gialloblù ci credono. Arriva al 33° il turno di Lee che prende il posto di Cerci, che abbandona il campo esausto.

Nulla da fare per gli Scaligeri, che hanno il merito di averci provato giocando una partita più che dignitosa.

Formazioni ufficiali:
Hellas Verona: Nicolas – Romulo – Verde – Fossati – Kean (13° 2t Pazzini) – Cerci – Caracciolo – Bessa (18° 2t Bruno Zuculini) – Souprayen – Heurtaux – Fares. Allenatore: Fabio Pecchia

Inter: Handanovic – Gagliardini – Icardi (39° 2t Eder) – Vecino – Borja Valero (32° 2t Cancello) – Miranda – D’Ambrosio – Skriniar – Perisic – Nagatomo – Candreva (28° 2t Brozovic). Allenatore: Luciano Spalletti

Arbitro: Gavillucci
Assistenti: Crispo – Di Violi
IV ufficiale: Baroni
VAR: Irrati – Preti

FONTE: HellasNews.it


Striscione Curva Sud: Pecchia vattene. L’allenatore gialloblù: “Non mi sono accorto”
ottobre 31, 2017

Il più bel Verona della stagione non è bastato per fermare l’Inter. Una prestazione generosa quella dei gialloblù, ma ancora una volta Pazzini e compagni si possono accontentare solo dei complimenti ricevuti. Una partita archiviata con la contestazione nel finale di gara da parte della Curva Sud nei confronti di Fabio Pecchia. “Fai le valigie” hanno cantato i fedelissimi scaligeri, con tanto di striscione “Pecchia vattene”. Una presa di posizione netta, commentata così dal diretto interessato: “Non mi sono accorto di un clima ostile nei miei confronti”. Questo invece il commento de La Gazzetta dello Sport. “Viene fischiato a prescindere: ingiusto”. Voi cosa ne pensate? I Vostri commenti sulla pagina Facebook di Hellas Live.

Pagelle
ottobre 31, 2017

Nicolas 6, Romulo 6, Caracciolo 6, Heurtaux 6, Souprayen 6; Bessa 5.5 (B.Zuculini 6), Fossati 5.5; Verde 5.5, Cerci 6.5 (Lee 6), Fares 6; Kean 5.5 (Pazzini 6). All: Pecchia 6

Finale, Hellas Verona-Inter 1-2
ottobre 30, 2017

Terza partita in nove giorni e terza sconfitta per l’Hellas Verona di Fabio Pecchia. I gialloblù pagano a caro prezzo i pochi errori commessi contro un’Inter che, pur non brillando al Bentegodi, non perdona. I gialloblù confermano il modulo di Bergamo, 4-2-3-1 con Nicolas, Romulo, Caracciolo, Heurtaux, Souprayen; Bessa, Fossati; Verde, Cerci, Fares; Kean. Per Pazzini sesta panchina in undici giornate. Posticipo che si apre al 4’ col sinistro alto di Perisic, replicato all’8’ da Vecino che non inquadra la porta gialloblù difesa da Nicolas. Un minuto dopo si fa vedere l’Hellas Verona: buona trama di gioco sulla destra tra Romulo e Verde, palla a Cerci, sinistro dell’ex Atletico Madrid che viene però murato dalla difesa nerazzurra. Al 13’ cross di Romulo, con Skriniar che anticipa di testa Handanovic e manda il pallone in angolo. Minuto 15’ quando Verde cerca ma non trova sul primo palo Cerci, attaccante gialloblù che non riesce a controllare il pallone in area ospite. Due minuti dopo Icardi recupera il possesso sulla trequarti e arriva persino alla conclusione, sporca e direttamente sul fondo. Al 22’ conclusione ravvicinata ma debole di Vecino, facile da bloccare a terra per Nicolas. Il gol è nell’aria e arriva al 36’: cross da destra e colpo di testa vincente di Borja Valero, libero di saltare indisturbato in area gialloblù.

Il secondo tempo si apre col coro della Curva Sud “Hellas Verona segna per noi” e col destro alto sopra la traversa di Perisic. Croato che al 3’ verticalizza per Icardi che calcia di poco alto, stesso copione anche per Vecino al 6’. Monologo nerazzurro in avvio, con Perisic ancora protagonista, Hellas Verona che si fa però vedere con Cerci al 9’, sinistro velenoso che si perde però sul fondo. Al 10’ episodio chiave: Handanovic frana su Cerci in area nerazzurra, il direttore di gara chiede l’intervento del Var e dopo più di 2’ viene concesso il calcio di rigore ai gialloblù. Pecchia manda in campo Pazzini al posto di Kean ed è proprio il bomber gialloblù a presentarsi sul dischetto spiazzando Handanovic. Per Pazzini 4º gol in campionato, tutti realizzati su rigore. L’Inter però non ci sta e al 18’ Vecino colpisce la parte alta della traversa. Un minuto dopo, secondo cambio per i gialloblù, con Bessa che lascia il posto a Bruno Zuculini. Dura però appena otto minuti il risultato di parità al Bentegodi. Ci pensa infatti Perisic con un destro potente dal limite al 22’ a portare nuovamente in vantaggio la squadra di Spalletti, conclusione che non dà scampo a Nicolas. Prova a reagire la squadra di Pecchia al 30’, gran palla da sinistra di Fares ma non ci arriva di un nulla Pazzini. Terzo ed ultimo cambio per i gialloblù al 34’, con Lee al posto di Cerci, il migliore in campo tra i gialloblù. Il cuore gialloblù non basta ed al triplice fischio finale, l’Hellas Verona deve incassare la settima sconfitta in campionato. Con la Curva Sud che espone lo striscione “Pecchia vattene”.

Hellas Verona-Inter, 26.948 spettatori al Bentegodi
ottobre 30, 2017

Record di spettatori e di incasso questa sera al Bentegodi per Hellas Verona-Inter, posticipo dell’undicesima giornata di Serie A. Presenti 26.948 spettatori, venduti 15.420 biglietti, 11.528 abbonati.

FONTE: HellasLive.it


NEWS
Bergomi: “Verona diverso, così può salvarsi”
L’ex campione: “Tutta un’altra squadra rispetto a quella che avevo visto”

di Redazione Hellas1903, 01/11/2017, 08:33

Beppe Bergomi, storico campione ora apprezzatissimo commentatore e opinionista Sky, dopo la sconfitta del Verona con l’Inter ha parlato dell’Hellas.
Bergomi, sulla situazione gialloblù, ha detto: “Avevo visto il Verona nella trasferta dell’Olimpico con la Roma e mi era sembrato inadeguato, in certi momenti imbarazzante. Sono trascorse alcune settimane e con l’Inter molto è cambiato. Adesso l’Hellas sta diventando una squadra: in questo modo può salvarsi”.

VISTO DA NOI
C’è la siccità? Colpa di Pecchia
Il tecnico del Verona tra cori e striscioni: ce la si prende con lui i anche quando il Verona gioca bene

di Lorenzo Fabiano, @lollofab 31/10/2017, 11:36

Vi chiedo una cortesia: trovatemi chi ha detto che il tempo è galantuomo, perché col Verona non si sta dimostrando nient’altro che un farabutto. Avrei infatti più di qualcosina da obiettargli. La squadra è in salute, ha trovato finalmente una sua quadratura, ma non raccoglie nulla. Tre prestazioni egregie, zero punti. Qualcosa non torna. Ieri sera per lunghi tratti ha messo alle corde l’Inter: sempre corta e compatta, si è fatta apprezzare per intensità e aggressività con cui rubava palla ai portatori del socratico Spalletti e ripartiva verso Handanovic. Cerci, finalmente quello vero e non il cugino intravisto negli ultimi due anni, è stato una costante spina nel fianco della retroguardia interista. I suoi piedi fatati, e la leggiadra eleganza della sua corsa hanno seminato panico, il rigore che si è guadagnato e scaturito nel meritato momentaneo pareggio realizzato dal freddo Pazzini, è stato il giusto riconoscimento a una prestazione importante. La stangata di Perisic ha spento ogni sogno. Una punizione troppo severa per il Verona o, comunque la si voglia leggere, un premio oltremodo generoso per i nerazzurri, ieri a dire il vero piuttosto sottotono. Un Verona da applausi, ma ancora a bocca asciutta e amara nel retrogusto.

Risultato a parte, la nota stonata è l’atteggiamento che una cospicua fetta del pubblico continua a mostrare nei confronti dell’allenatore gialloblù. È la storia di un rapporto mai decollato, e frenato per molti suoi aspetti dalla prevenzione. Eccola allora la cronaca di una serata difficile in campo e sulle tribune: per l’ennesima volta Fabio Pecchia è oggetto di contestazione colorita d’insulti. Con il Verona in avanti alla ricerca del pari, qualcuno non trova di meglio che scagliarsi contro di lui. Lo invitano ad andarsene con la forza dell’ugola e, se non fosse abbastanza, con l’esposizione di uno striscione sin troppo eloquente. Alla lettura delle formazioni, il suo nome è subissato di fischi e ricoperto dei peggiori epiteti collegati alla sua carta d’identità. Un collega di Milano che sta a mio fianco mi chiede: “perché ce l’hanno con lui?”. “Lasciare fuori Pazzini è lesa maestà. Diciamo che come puoi vedere non lo amano, ma lui ci mette pure del suo” è il mio understatement. A partita in corso mi strattona per dirmi: “è la prima volta che vedo il Verona. Gioca davvero bene ed è ben messo in campo. Meriterebbe una classifica diversa”.

Dietro di noi, dall’anello superiore spunta però un energumeno che in preda al demonio lancia i suoi strali su Pecchia. Più che un visigoto è un viso-da-goto sul quale gli effetti collaterali hanno preso il sopravvento. Ce l’ha con i cronisti di Sky, Marchegiani e Compagnoni, li invita (eufemismo) a parlar male e denunciare le malefatte di Pecchia, il colpevole di ogni che. Se piove la colpa è del governo, ma la siccità è da imputare a Pecchia. A questo siamo arrivati. Finisce la partita, il Verona si piega con l’onore delle armi. Il mio nuovo amico meneghino comprende il mio stato d’animo e mi saluta con un rincuoro: “vedrai che se giocate così, vi salvate di sicuro”.Come se non bastasse, Spalletti, che in sala stampa tiene il consueto sermone a La Sapienza, ha parole di stima per il grande accusato: “non vi piace Pecchia? Sappiate che se va via da qui, andrà ad allenare altrove. Perché lui ha il timbro dell’allenatore nel DNA, è un uomo serio e preparato. È giovane, dategli tempo, vi porterà fuori da questa situazione”.

Altro non aggiungo, la mia posizione ben la conoscete. Consentitemi una tuttavia sola cosa: la frattura tra allenatore e buona parte della tifoseria se non è insanabile, poco ci manca. Siamo al muro contro muro. Cerchiamo allora di recuperare tutti un po’ di buon senso, stampa compresa. Un passo indietro non guasterebbe. Il catapecchismo imperversa ormai su ogni fronte, dalla curva alle tastiere. Criticare e contestare a prescindere Fabio Pecchia, anche di fronte a una bella prestazione della squadra, è un refrain senza il dono dell’obiettività. Se alla radice qualche motivazione può essere condivisibile, mantenere la barra a dritta dell’onestà intellettuale è un dovere etico oltre che deontologico. Il bene del Verona viene prima di tutto. È giunta l’ora di dimostrarlo con una prova di maturità di tutte le parti in causa. La strada è ancora molto lunga; uniti, possiamo farcela.

NEWS
Borja Valero: “Bel Verona: ci ha messi in difficoltà”
Il centrocampista dell’Inter: “L’Hellas non sta facendo punti, ma se gioca così si salverà”

di Redazione Hellas1903, 31/10/2017, 00:51

Borja Valero, centrocampista dell’Inter, autore del primo gol dei nerazzurri con il Verona, ha parlato ai microfoni di TMW Radio.
Queste le sue dichiarazioni: “Il Verona ci ha messo in difficoltà, sapevamo che potevano far male nelle ripartenze. Sul gol ho sfruttato il movimento dei due difensori che sono andati verso Icardi. Il gioco dell’Hellas? Fanno un bel gioco, peccato che non stiano facendo punti. Quella dell’Hellas però secondo me è la strada giusta perché ha giocatori forti davanti. Secondo me ha tutto per salvarsi”.

NEWS
Pagelle Verona, Cerci corre e va. Freddezza Pazzo, Heurtaux attento
Bessa ancora in difficoltà. Romulo spinge, Verde non si vede, Fares cresce

di Matteo Fontana, @teofontana 31/10/2017, 00:40

NICOLAS 6
Borja Valero gli si materializza davanti come uno spiritello cattivo di Halloween. D’accordo, puoi chiedergli di essere meno tentennante e di uscire con prontezza, ma non c’è una controprova e così si finisce per parlare del sesso degli angeli. Fuori discussione, invece, l’imparabilità della folgore curva sparata da Perisic.

ROMULO 6
Nel primo tempo è una forza della natura sulla fascia destra. Nella ripresa rallenta. Spesso salta l’uomo e aggiunge pericolosità alla manovra del Verona. Coinvolto nella dormita generale che consente all’Inter di centrare il primo vantaggio.

CARACCIOLO 6
Altra prestazione temperamentale. Sbaglia a raddoppiare su Icardi in occasione dell’1-0. L’amnesia è collettiva, tuttavia, perché non si sa come Borja Valero riesca a godere di tanta libertà nel suo inserimento.

HEURTAUX 6,5
Grande attenzione in ogni fase della gara, respinge una raffica di palloni e lo fa sempre con intelligenza. Sul gol dell’1-0 va correttamente su Icardi: la sua lettura è giusta. Spazza via quando occorre e, se può, cerca di impostare partendo dalla difesa.

SOUPRAYEN 6
Dal suo lato salgono D’Ambrosio e, soprattutto, Candreva. Li contiene aspettandoli oppure puntando sull’anticipo. Proprio a Candreva concede un unico cross pericoloso. Dice bene al nerazzurro, perché sul suo spiovente irrompe Borja Valero e segna.

VERDE 5,5
Soffre la fisicità interista e presto si eclissa. Dal suo lato corre Romulo e lui non riesce a offrirgli il necessario supporto. Sul gol di Perisic è largo in fascia, quando avrebbe potuto stare più basso per difendere sul limite dell’area.

FOSSATI 5,5
Fatica a reggere l’atletismo del centrocampo dell’Inter e gli difetta la precisione in diversi appoggi, con il pallone che finisce fuori misura. Sulla sterzata di Borja Valero resta indietro.

BESSA 5,5
Resta lontano dalla migliore versione di sé. Risente di un ritardo di condizione, e non per caso in settimana ha seguito un programma differenziato. Non assicura quel supplemento di qualità tecnica che gli viene richiesto.

FARES 6
Il ruolo di ala sinistra sembra essere quello che più gli si addice. Sotto pressione per 45’, scioglie la briglia e corre sia prima del pareggio del Verona che dopo il definitivo 2-1 per l’Inter. Mette in mezzo palloni insidiosi.

CERCI 7
Stavolta garantisce un rendimento continuo (ed efficacissimo) per ben più di un tempo. Fino a 15’ dalla fine è una presenza offensiva costante. Si guadagna il rigore del pari e, con un gesto intelligente, e per nulla scontato, cede la battuta a Pazzini. Da seconda punta incide con frequenza.

KEAN 5,5
Gli tocca lottare con due colossi di Rodi, Skriniar e Miranda. Paga l’età, che gli va invidiata perché, cantando con Adriano Celentano, il tempo se ne va e chiunque vorrebbe tornare indietro. Questa è filosofia. La pratica racconta di un giocatore che ha talento ma che è da costruire.

PAZZINI 6
Celestiale freddezza sul rigore del pareggio. Fanno quattro su quattro in stagione. Parte dalla panchina e la decisione di Pecchia è sempre controversa, ma il cruccio è che il Pazzo va gestito per ragioni fisiche. Dopo l’1-1 non ha occasioni per infastidire la difesa dell’Inter.

B. ZUCULINI 6
Nessun intervento folle, bontà sua. Agisce in tamponamento.

LEE 6
Ci mette sempre il pepe. Gavillucci lo sanziona con un cartellino giallo per simulazione mentre il fallo nel finale su di lui c’è eccome.

PECCHIA 6
Si becca fischi, cori e striscioni. Il mestiere dell’allenatore è fatto anche di queste cose e lui non se la prende. Di certo le contestazioni non possono riferirsi alla gestione della partita con l’Inter, preparata bene e interpretata con metodo. Dopo, però, rimangono gli errori che costano punti e una classifica che balla.

NEWS
Verona di lotta e coraggio, l’Inter passa ma trema al Bentegodi
Borja Valero e Perisic a segno. Momentaneo pareggio di Pazzini su rigore, gara emozionante in un Bentegodi pieno

di Andrea Spiazzi, @AndreaSpiazzi 30/10/2017, 22:49
Hellas Verona's Italian forward Giampaolo Pazzini (R) kicks and scores a penalty during the Italian Serie A football match Hellas Verona FC vs Inter Milan at the Bentegodi stadium in Verona on October 30, 2017. / AFP PHOTO / MIGUEL MEDINA (Photo credit should read MIGUEL MEDINA/AFP/Getty Images)

Un gran bel Verona, oltre le aspettative, fa tremare l’Inter. Il risultato premia i nerazzurri, che passano per 1-2, ma l’Hellas non solo regge bene contro una grande, ma segna (rigore di Pazzini) e lotta fino all’ultimo quando un pari ci sarebbe anche stato. Zero restano i punti e la classifica è amara, ma un Verona così dà speranza, un Verona che spinge e cerca di superare i suoi limiti conforta.

Formazioni confermate da entrambi gli allenatori rispetto alla gara precedente.
Pecchia ripropone il 4-4-2 con Romulo, Heurtaux, Caracciolo e Souprayen dietro (ancora out Ferrari e Caceres), Verde, Fossati, Bessa e Fares in mezzo e in avanti Kean e Cerci.

Questo il 4-2-3-1 di Spalletti: Handanovic – D’Ambrosio, Skriniar, Miranda, Nagatomo – Vecino, Gagliardini – Candreva, Borja Valero, Perisic – Icardi.

Il colpo d’occhio è notevole, al Bentegodi è grande pubblico con 26.948 spettatori. In circa quattromila gli interisti. Arbitra Gavillucci di Latina.

PRIMO TEMPO, BUON VERONA, EQUILIBRIO FINO AL 36’
Avvio di gara dai ritmi piuttosto blandi con l’Inter che mantiene il possesso palla e cerca di arrivare sul fondo per servire gli attaccanti. Il Verona col 4-4-2 bada a difendere per poi provare il contropiede sfruttando la velocità di kean con l’ausilio di Cerci. Al 10’ buona azione di Romulo a destra, il brasiliano entra in area e serve cerci il cui tiro è murato da Miranda. Il Verona si accende e il pubblico spinge. L’Inter spreca con Icardi dal limite. Si capisce che ogni minimo errore dei gialloblù può costare carissimo.

Verde ha le occasioni per partire veloce, ma il centrocampo non lo sostiene, traccheggiando, e Kean ne ha due addosso. La manovra, così, rallenta e non produce. Ma è un Hellas coraggioso, che non si limita a difendere. Fossati ringhia, ma i piedi, ad impostare, lasciano alquanto a desiderare. Bessa è più ispirato del solito, sarà la febbre da ex. Intorno alla mezzora l’Inter prova ad alzare il ritmo. Heurtaux si prodiga in un altro intervento decisivo al 32’. Vecino azzoppa Kean a centrocampo. Il giovane attaccante resta a terra al 33’, poi riesce a rientrare.

DIFESA ALLA CAMOMILLA, BORJA VALERO FA 1-0
Al 36’ l’Inter passa per gentile concessione della difesa gialloblù. Candreva crossa da destra, i centrali del Verona vanno su Icardi ma resta libero Borja Valero, che con dormita di Fossati e Nicolas (che prima esce e poi si ferma) di testa insacca. Fares viene ammonito per un fallo su Candreva, non così Gagliardini che va ancora duro su Kean. Il pubblico spinge unito, l’Hellas non si abbatte dopo il gol come in altre occasioni. Romulo, quando parte a destra, è il più pericoloso. Si chiude il primo tempo sullo 0-1.

SECONDO TEMPO, GRANDE REAZIONE HELLAS
Vecino è il perno intorno a cui ruota il gioco dell’Inter. Al 3’ il suo lancio libera Icardi che dal Limite spara alto. Un giallo si vede anche dalle parti dell’Inter. Kean fa e disfa al 5’ rubando palla e partendo in contropiede ma servendo male CerSempre Gagliardini abbatte Romulo al 6’ e stavolta l’arbitro non può esimersi.

Al minuto 9 Cerci si invola e si accentra da destra, il tiro dal limite è insidioso ma alto.

VAR: RIGORE PER IL AL VERONA! PAZZINI GOL, 1-1
E’ l’11. Cerci raggiunge un pallone in area dopo un contropiede del Verona, Handanovic, al limite dell’area lato sinistro, gli frana addosso. A occhio nudo è rigore sacrosanto ma Gavillucci fa proseguire, salvo 30’ dopo venire sollecitato da quelli del Var. Servono tre minuti poi, il verdetto: rigore! Pecchia mette Pazzini e toglie Kean. Il Pazzo va sul dischetto e al minuto 14’ fredda Handanovic piazzando la palla nell’angolo alla destra del portiere. Il boato del Bentegodi è assordante. Al 20’ entra Zuculini ed esce Bessa.

PERISIC, NUOVO VANTAGGIO INTER
L’Inter non ci sta, ovviamente, e tenta subito di tornare avanti. Ci riesce, purtroppo al 22’ quando da corner una palla respinta giunge a Perisic che poco dentro l’area calcia violentemente sotto la traversa.

L’Hellas prova ad andare oltre i propri limiti ancora, esponendosi al rischio del terzo gol ma cercando di premere sull’acceleratore. I gialloblù si sfilacciano. Pazzini e Cerci restano in avanti ma ne hanno quattro che li braccano, l’impostazione resta deficitaria. Cerci si spreme come un limone e tiene alta la squadra. Verde, invece, come spesso accade, fatica alla distanza

Al 30’ Fares confeziona un assist crossando teso dalla sinistra, Pazzini non ci arriva, grande occasione. Il pubblico applaude un Verona che ha coraggio da vendere. Lee per Cerci è il terzo cambio di Pecchia.

Lee scappa e serve Fares che la mette, Pazzini è bloccato in corner al 42’.

Cinque i minuti di recupero, solamente il Var ne ha fatti perdere 3. Lee lanciatoverso l’area viene ammonito per una simulazione che non c’è (era fallo di Skriniar). Gavillucci chiude così una pessima direzione arbitrale. I gialloblù ci provano fino all’ultimo ma finisce con una sconfitta.

Il Verona visto stasera, questo Verona, se continua a lottare, potrà e dovrà far punti nelle prossime gare. Anche perché alternativa non c’è.

NEWS
Serie A, vincono Crotone, Spal e Udinese, perde il Sassuolo
Balzi in avanti nel fondo della classifica, Verona penultimo

di Redazione Hellas1903, 29/10/2017, 17:00
CROTONE, ITALY - OCTOBER 29: Ante Budimir of Crotone celebrates after scoring his team's opening goal goal during the Serie A match between FC Crotone and ACF Fiorentina at Stadio Comunale Ezio Scida on October 29, 2017 in Crotone, Italy. (Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)

Il Crotone batte la Fiorentina per 2-1 e sale a 9 punti in classifica. Importante vittoria, in zona salvezza, anche della Spal sul Genoa per 1-0. L’Udinese batte l’Atalanta 2-1, mentre il Sassuolo cade a Napoli perdendo 3-1. La Samp, infine, regola il Chievo con un sonoro 4-1.

FONTE: Hellas1903.it


L'ATTACCANTE
Cerci: A Cagliari possiamo farcela

31/10/2017 24:25
«Avevamo di fronte una delle più forti squadre del Campionato, ma non ci siamo risparmiati. In campo abbiamo messo spirito di sacrificio, determinazione e le occasioni create son state davvero tante. Il rigore? L’arbitro doveva darlo senza l’aiuto del VAR. C’era tutto». Queste in sintesi le parole dell’attaccante del Verona, Alessio Cerci, al termine del match perso contro l’Inter per 1-2. Continua il gialloblù: «Il mister vuole che io sia decisivo e vuole che faccia la differenza. Sinceramente penso di essere migliorato rispetto all’inizio del torneo, ma devo fare ancora altri progressi. Fisicamente sto prendendo forma e col tempo farò sempre di più. La mia prestazione? Mi manca non aver ancora segnato, ma mi sto rendendo utile fornendo assist ai compagni. I gol arriveranno».

Sul prossimo match contro il Cagliari: «E’ una diretta concorrente per la salvezza, per cui il match è fondamentale. Abbiamo tutta la settimana per riprenderci un po’ di energie e scendere in Sardegna a raccogliere punti. I rossoblù sono una squadra alla nostra portata e son sicuro che giocando come stasera potremo farcela».
A.F.

IL DIFENSORE
Heurtaux: Rispetto a Bergamo siamo cresciuti

31/10/2017 24:13
«C'è molto dispiacere ma stasera alla squadra non può esser detto nulla. Ce la siamo giocata contro una big del torneo e anche se non abbiamo raccolto punti, c’è da stare tranquilli proprio per l’atteggiamento espresso. La strada che stiamo percorrendo è quella giusta. Soltanto giocando così, abbiamo la consapevolezza che potremo farcela». Queste in sintesi le parole del difensore del Verona, Thomas Heurtaux, al termine del match perso contro l’Inter per 1-2. Continua il gialloblù: «Abbiamo retto tutta la partita non facendoci mettere sotto completamente dai nerazzurri. Rispetto alla gara di Bergamo, dove abbiamo giocato solo un tempo, stasera abbiamo fatto vedere di essere cresciuti e le occasioni concesse agli avversari sono state davvero poche».
A.F.

IL MISTER GIALLOBLU'
Pecchia: Gara ok, ma adesso serve fare punti
30/10/2017 23:50
«Quando si gioca contro queste grandi squadre, al minimo errore vieni punito e noi abbiamo commesso qualche ingenuità. Al di là di questo, da parte dei miei ragazzi ho visto una grande prestazione. Sono amareggiato perchè non abbiamo raccolto nulla. La strada però è tracciata e bisogna continuare a lavorare in questo modo. La squadra ha voglia di lottare e di giocarsela anche contro chi sulla carta è notevolmente più forte». Queste in sintesi le parole dell'allenatore del Verona, Fabio Pecchia, al termine del match perso al Bentegodi contro l'Inter per 1-2. Prosegue il mister gialloblù: «Il cambio di Pazzini? Sarebbe entrato anche senza l'assegnazione del rigore. Il suo ingresso era già in programma. Il penalty poteva essere battuto sia dal "Pazzo" che da Cerci. La decisione l'hanno presa loro. E' andata bene così, però dispiace perchè dopo un'altra bella prestazione, restiamo a mani vuote. Vedo comunque una squadra viva che non deve perdere l'autostima e l'entusiasmo. Anzi, deve insistere su questi binari perchè può prendersi le sue soddisfazioni».

Sulla disposizione difensiva: «Volevo una squadra alta, per non concedere troppi centimetri all'Inter. Nell'azione dell'1-2 però, purtroppo c'è stata una disattenzione che è stata pagata a caro prezzo. Se anche con le big vogliamo fare risultato, queste disattenzioni devono essere evitate».

Sul 442/433: «Questi sistemi di gioco mi danno più affidabilità. Sono contento per Cerci perchè sta crescendo di condizione e per noi è fondamentale. Contro una squadra molto forte, ho messo in campo un 11 parecchio offensivo. C'era Verde esterno, e con lui, Romulo terzino destro pronto a spingere. In mezzo, non dimentichiamoci anche di Bessa. Un altro che di certo sa offendere. Ciò che conta è mantenere l'equilibrio e una buona compattezza al di là degli uomini e degli schemi. La squadra sa tenere bene il campo, mi dà importanti indicazioni, ma adesso servono anche i risultati non solo le buone prestazioni».

Sul "clima" fuori dal campo: «Sinceramente non mi sono accorto di quest'attegiamento così ostile nei miei confronti da parte dei tifosi».
A.F.

IL MISTER NERAZZURRO
Spalletti: Il Verona ci ha messo paura
30/10/2017 23:26
«La nostra classifica non è altro che il frutto del lavoro di professionisti di qualità. Il merito di ciò che portano a casa è solo loro. La gara non è stata facile, ma siamo riusciti a vincerla pur attraversando dei momenti di difficoltà». Queste in sintesi le parole dell'allenatore dell'Inter, Luciano Spalletti, al termine del match vinto al Bentegodi contro il Verona per 1-2. Prosegue il mister nerazzurro: «Cosa è andato male? Potevamo tenere palla di più in certe situazioni e fare delle giocate diverse in alcune circostanze. Quando poi subisci un gol su rigore come in quella maniera, la paura un po' si fa sentire ed il Verona ci ha intimorito. Abbiamo vinto soffrendo, ma l'idea di gioco comunque c'è sempre stata. Non volevamo buttare via la palla, ma giocarla partendo dal portiere».
A.F.

LA BANDIERA GIALLOBLU’
Hellas senza confini anche in Messico per F1
28/10/2017 19:23
E’ proprio vero che l’amore per l’Hellas non conosce confini. Non solo quelli di Verona, del Veneto e dell’Italia ma anche quelli dell’Europa.

Al Gp del Messico di Formula 1 sventolava anche la bandiera gialloblù con il glorioso stemma dell’Hellas.

I tifosi del Verona sono ovunque nel mondo...

FONTE: TGGialloBlu.it


Hellasmania: il ritorno del "caso" Pazzini
del 31 ottobre 2017 alle 04:41

di Nicola Corona
Sembrava proprio che dovesse essere una serata diversa dalle altre. In una giornata fredda di fine ottobre, con un Bentegodi che finalmente tornava a riempirsi per una partita del Verona. Invece è finita per risultare una serata come tante, troppe altre prima d'ora. Il Verona gioca, lotta e corre, ma finisce per perdere. Stavolta i panni del cinico boia spettano all'Inter, che torna a casa con tre punti pur senza brillare. Ancora una volta non è bastata la volontà ai ragazzi di mister Pecchia, incapaci di reagire alla "sassata" decisiva di Perisic. Ancora una volta il Verona è costretto a lasciare il campo a testa bassa, alimentando il malcontento dei tifosi verso una squadra che fatica a di dimostrarsi tale, almeno a certi livelli. Ancora una volta si finisce per prendere di mira l'allenatore e le sue scelte, una su tutte, l'ennesima panchina stagionale per Giampaolo Pazzini, il giocatore simbolo di questo Verona.

Discutere di Pazzini, Pecchia e la società da queste parti, è ormai diventata prassi comune. Tra le varie opinioni e le diverse supposizioni che si possono fare, vale la pena di evidenziare alcune delle poche certezze che caratterizzano questa vicenda.

La prima è che Pecchia, al di la di tutto, è un allenatore coraggioso. Ha sempre rivendicato le scelte fatte, compresa quella estremamente impopolare di lasciare in panca il Pazzo, preferendogli la fisicità del giovane Kean. E non è un caso che questa scelta sia avvenuta in particolare contro squadre brave nel fare la partita e nella gestione della palla, come Napoli, Roma ed Atalanta. I risultati non gli stanno dando ragione e l'allenatore ne sta pagando le conseguenze, almeno a livello di popolarità.

La seconda è che Pazzini, anche se entrato spesso dalla panchina, rimane un giocatore decisivo per questo Verona. Quattro gol, tutti su rigore, ma una capacità unica di guidare e trascinare la squadra oltre i suoi limiti e le sue paure. Con lui in campo, il Verona sa essere più pericoloso, soprattutto all'interno dell'area avversaria.

La cosa curiosa è che nonostante il cambio di modulo (dal 4-3-3 al 4-4-2) delle ultime giornate, la situazione di Pazzini non è cambiata, escluso dall'undici titolare sia con l'Atalanta che con l'Inter. Sembra un paradosso, visto che con l'inserimento di due punte centrali al posto di una per il Pazzo lo spazio avrebbe dovuto essere maggiore di prima. Così non è stato. Pecchia ha preferito fare delle scelte diverse. Probabilmente, l'allenatore gialloblù non ritiene che Pazzini possa garantire quello che al momento gli riescono a dare Kean e Cerci, almeno sul piano del movimento e dell'aiuto alla squadra.

Il problema è che la situazione di mister Pecchia al momento non è delle migliori, inviso a gran parte del tifo gialloblù che gli contesta sì la mancanza di risultati, ma anche l'atteggiamento tenuto nei confronti di un giocatore simbolo come Pazzini. Le difficoltà ci sono e sono evidenti, ma per poterle affrontare servirà un clima più disteso rispetto ai veleni che serpeggiano al Bentegodi ormai da qualche tempo. Anche per questo è auspicabile che Pecchia riesca a trovare una soluzione che permetta di coinvolgere maggiormente un giocatore come il Pazzo, uno di cui questo Verona non può davvero pensare di fare a meno.

Verona, Cerci: 'Siamo tutti con Pecchia. Non capisco lo striscione contro di lui...'
del 30 ottobre 2017 alle 23:48

Alessio Cerci, esterno offensivo del Verona, parla a Premium Sport dopo la sconfitta con l'Inter: "Ho subito una brutta entrata, ho un taglio sul ginocchio ma niente di particolare. Oggi abbiamo fatto un'ottima prestazione, è mancata la vittoria, peccato perché abbiamo giocato con sacrificio creando alcune palle gol. Abbiamo fatto il nostro, peccato per essere tornati a casa a zero punti. Striscione contro Pecchia? Noi siamo con lui, lavoriamo tutti i giorni e sta mettendo tutto sé stesso per questa causa. Dispiace che escano questi striscioni dopo una prestazione così, non fanno il bene della squadra. Facciamo cerchio attorno a lui e continuiamo con il lavoro".

Inter, nessun tocco di Icardi nell'area del Verona
del 30 ottobre 2017 alle 23:27

Serata deludente per Mauro Icardi. Nonostante la vittoria della sua Inter, il capitano e bomber nerazzurro non ha mai toccato palla nell'area del Verona.

Verona-Inter, l'analisi tattica: Spalletti centra la vittoria col minimo sindacale
del 30 ottobre 2017 alle 23:23

di Fryderyk Ognissanti

GLI SCHiERAMENTI INIZIALI
Il Verona va in campo con un 4-4-2 in cui la linea difensiva la compongono Romulo, Heurtaux, Caracciolo e Souprayen. Quella di centrocampo vede Verde, Bessa, Fossati e Fares. La coppia d'attacco è Cerci-Kean.

In fase offensiva Verde spesso è in linea con gli attaccanti, mentre Fares, nonostante sia attivo ed intraprendente, spinge un po' meno. Lo stesso vale per i laterali bassi, Romulo è più alto in fase offensiva, mentre Souprayen tiene più la posizione. Comunque il limite tattico del Verona in fase offensiva è un 2-4-4, che in alcune situazioni è chiaramente visibile, anche se spesso vediamo in atto un vediamo un 3-4-3.

L'Inter si schiera con il classico 4-2-3-1 di Spalletti: in difesa giocano D'Ambrosio, Skriniar, Miranda e Nagatomo. I centrocampisti sono Vecino e Gagliardini. Candreva, B.Valero e Perisic si muovono alle spalle del capitano, Mauro Icardi.

In fase difensiva Perisic e Candreva si allineano ad i centrocampisti e lo schema diviene così un 4-4-1-1. In fase offensiva Nagatomo e D'Ambrosio si propongono regolarmente e si alzano in linea con i centrocampisti, perciò possiamo dire che il limite offensivo di Spalletti è un 2-4-3-1.

IL PRIMO TEMPO
Buono l'approccio del Verona di Pecchia, che in fase difensiva è ben concentrato ed equilibrato. Buono anche il controllo degli spazi e buona la fase di interdizione, con Fossati, Bessa e Cerci che riescono ad attuare numerose transizioni positive, ed a far quindi ripartire la propria squadra.
Da questo buon approccio scaturiscono due situazioni pericolose, una all'8' ed una al 14', entrambe tra i piedi di Cerci, la prima volta servito da Romulo, la seconda da Verde. In entrambe le circostanze l'attaccante ex Atletico Madrid non riesce a concretizzare.
Per vedere il primo tiro in porta dell'Inter bisogna aspettare il 21', ed il tiro sporco di Vecino non è certo da ricordare.
La partita si tiene in equilibrio fino al 34', quando un Borja Valero, dinamico e pimpante, realizza un gol facile facile, dopo esser stato veramente bravo nel gesto tattico individuale dello smarcamento.
Altrettanto bravo Candreva a trovarlo in area, con un cross al bacio. Colpevoli nella circostanza i centrali di Pecchia, entrambi superati dalla traiettoria della palla.
Il primo tempo non registra altre azioni pericolose, con i ragazzi di Spalletti che, un po' al minimo sindacale, controllano la gara senza preoccupazioni, ma senza intraprendenza.

IL SECONDO TEMPO
La seconda parte di gara vede una buona partenza dell'Inter, ma al 55' ecco l'errore difensivo di D'Ambrosio, che rinvia addosso ad un abile Kean, in azione di pressing. La palla carambola tra i piedi di Cerci, che viene travolto da Handanovic in uscita. L'arbitro non fischia immediatamente, ma il Var dà il rigore. Pazzini, appena entrato in campo al posto proprio di Kean, tocca il suo primo pallone della gara, e lo spinge in rete, spiazzando Handanovic.
L'Inter però ci mette poco a riportare la gara dalla sua, ed infatti al 65', un ottimo Candreva, calcia bene sul secondo palo, una palla che Nicolas devia in angolo. Sulla seconda palla è abilissimo Perisic a calciare di prima intenzione dal limite dell'area, una bordata che trafigge l'incolpevole Nicolas.
Dopo il goal del due a uno, Spalletti inizia i suoi cambi, ed inserisce Brozovic per Candreva al 72', Cancelo per B.Valero al 77' ed Eder per Icardi al 85'. Quindi nel finale di gara vediamo un attacco con Perisic a sinistra, Brozovic rifinitore, Cancelo a destra ed Eder centravanti.
Da segnalare anche il cambio di Pecchia, che sostituisce Cerci con Lee al 78', ed il nuovo entrato si fa notare per intraprendenza e dinamicità.
Comunque l'unico sussulto che abbiamo dopo il goal del due ad uno ,è un cross di Fares sul quale Pazzini è in ritardo di un attimo. Per il resto la gara scorre con un certo equilibrio, con l'Inter che si accontenta del vantaggio di una rete, e che, con una certa solidità ed un carattere da grande squadra, porta a casa i tre punti.

I SINGOLI
Per i padroni di casa, molto buona la prova di Romulo, sempre il migliore dei suoi. In miglioramento Cerci, che a sprazzi illumina il gioco. Non male Kean e Fossati. Incerto Souprayen.

Per l'Inter molto positiva la prova di Candreva, che entra in entrambe le azioni da goal. Molto bene Skriniar, sopratutto nel gioco aereo. Importante Borja Valero, per il goal e per la personalità, anche se da lui ci si aspetta qualche giocata in più. Solido Vecino. Ingenuo d'Ambrosio. Depotenziato Icardi.

Verona, Pecchia: 'Meritavamo di più, io darò sempre il massimo'
del 30 ottobre 2017 alle 23:20

Dopo la sconfitta del suo Verona contro l'Inter, Fabio Pecchia ha parlato a Premium Sport: "Sono amareggiato perché la squadra ha fatto una grandissima partita, ma non è stata premiata. Abbiamo sofferto, come giusto che sia contro una squadra come l'Inter, ma non siamo mai usciti dalla gara e solo una giocata di Perisic ci ha punito: meritavamo qualcosa in più. Abbiamo avuto personalità, cercando di impostare la manovra dal basso: vedo una squadra viva e questo mi dà fiducia per il futuro. Perché l'esclusione di Pazzini? Anche Kean ha fatto bene, come poi ha fatto Giampaolo una volta subentrato: capisco il vostro modo di vedere le cose, io le guardo più ad ampio raggio. Guardo la prestazione della squadra, non dei singoli e sono dispiaciuto che la squadra non abbia raccolto quanto seminato. Veniamo puniti al primo errore, mentre noi facciamo fatica ad approfittare di quelli degli altri. Se sento di meritare la fiducia della società? Sono quindici mesi che lavoro così: anche l'anno scorso si diceva fossi in discussione alla prima sconfitta, poi siamo arrivati in Serie A. Ho un buon rapporto con il presidente e finché mi darà la sua fiducia continuerò a lavorare dando sempre il massimo".

Hellas Verona, le pagelle di CM: il centrocampo fatica, Pazzini non basta
del 30 ottobre 2017 alle 22:48

di Nicola Corona
Hellas Verona-Inter 1-2

Nicolas 6: gioca una partita attenta, svolgendo bene il suo compito. Incolpevole sui due gol dell'Inter.

Romulo 6: molto concentrato nel primo tempo e generoso nella ripresa quando si spinge spesso in avanti per aiutare Verde nella manovra offensiva. In generale gioca un buon match.

Caracciolo 5,5: insieme ad Heurtaux gestisce bene Icardi, ma è disattento in occasione del gol di Borja Valero.

Heurtaux 6: anche lui colpevole in occasione del primo gol nerazzurro, disputa per il resto una buona partita. Imposta bene l'azione da dietro con lanci precisi e puntuali.

Souprayen 6: attento e concentrato, disputa una discreta partita su Perisic senza dargli troppo spazio.

Verde 5,5: riesce spesso a mettere in difficoltà Nagatomo con la sua tecnica. Sbaglia ancora troppe volte l'ultimo passaggio.

Fossati 5: nel primo tempo sbaglia parecchio in impostazione. Meglio nella ripresa.

Bessa 5,5: tenta di dare ordine al centrocampo gialloblù, ma rimane spesso imbrigliato tra i centrocampisti dell'Inter.

(dal 64' Zuculini 5,5: entra per dare fisicità al centrocampo ed i suoi subiscono subito il secondo gol. Sfortunato).

Fares 6: corre tanto, si impegna tanto, ma sbaglia pure tanto. Mette qualche buon cross dalla sinistra non sfruttato dalle punte. Sebra aver trovato il suo ruolo.

Cerci 6,5: gioca una buona partita, mettendo spesso in difficoltà la difesa nerazzurra con i suoi movimenti. In costante miglioramento.

(dal 78' Lee sv: dieci minuti o poco più, abbastanza per mostrare tutto il suo carattere e la sua grinta).

Kean 6: ancora una volta schierato titolare da Pecchia, gioca una partita grintosa con qualche buon guizzo. Commette alcuni errori di inesperienza. Esce par dare spazio a Pazzini.

(dal 58' Pazzini 6,5: entra per tirare il rigore e lo segna. Poi lotta facendo a sportellate con Miranda e Skriniar. Molto nervoso nel finale).


All. Pecchia 6: il suo Verona gioca una buona partita contro un'Inter opaca. Il 4-4-2 sembra dare qualche garanzia in più, anche se la scelta di lasciare ancora fuori Pazzini dall'11 titolare non paga e fa infuriare la piazza.

FONTE: CalcioMercato.com


Pecchia: «Spalletti ha detto che non vi piaccio? Come se n’è accorto?»
Un pizzico di fortuna in più e forse l’Hellas avrebbe potuto portare a casa un pareggio ieri sera contro l’Inter. «Sono orgoglioso dei miei giocatori».

Di Monica Borga - 31 ottobre 2017
Comincia con una battuta la conferenza stampa post-partita di Fabio Pecchia. Il pareggio di ieri sera nel posticipo di campionato al Bentegodi contro l’Inter è il frutto però di una partita ben giocata da parte degli scaligeri.
Le domande al tecnico gialloblù partono dalla considerazione di Luciano Spalletti che ha fatto i complimenti a Pecchia e lanciato una frecciatina ai giornalisti presenti: «A voi non piace, ma farà una grande strada».

«Spalletti ha detto che non vi piaccio? Chissà come se ne è accorto! Luciano è un grande allenatore. Per me è stato un confronto importante con un allenatore top e sono amareggiatissimo perchè la mia squadra non ha avuto la fortuna o la bravura di portare a casa un risultato assolutamente meritato. Io sono innamorato di questa città e di questo club , la mia famiglia, le mie figlie vivono qui, ma quello che mi si chiede è di mantenere la categoria e io cercherò di portare a termine il mio compito. Bisogna continuare a martellare perchè sono convinto che alla fine la squadra riuscirà a fare il suo campionato».

Uno dei giocatori fondamentali nella partita di ieri sera è stato Alessio Cerci. «Cerci per noi è un giocatore fondamentale, il mio compito è quello di centellinarlo. Deve solo avere pazienza perchè non è semplice riprendersi da due anni di inattività, oggi abbiamo prolungato il minutaggio e per fortuna poi è uscito solo per una contusione e non per infortunio e quindi questo è importante per noi».

«Sono orgoglioso dei miei e anche dispiaciuto perchè hanno speso tantissimo e raccolto poco. Abbiamo fatto una grande prestazione, ma torniamo a casa con zero punti. Ma la squadra è viva e mi fa guardare al futuro con grande fiducia. Vedo una condizione generale che cresce e anche la convinzione di volersela giocare con una squadra che lotta per lo scudetto e con grandi campioni. Abbiamo subito poco contro una squadra forte e creato situazioni per andare in vantaggio; abbiamo reagito allo svantaggio ma qualche piccola indecisione ci ha punito oltre misura. L’Inter è una squadra di livello straordinario, l’Hellas è riuscita a spingere e trovare il pareggio, ma loro, su una grande giocata di Perisic portano casa il risultato. L’anima della squadra è viva e deve continuare a lavorare in questo modo. Sono certo che riuscirà a prendersi le sue soddisfazioni. Se volete dire che ce la siamo giocata alla pari con una grande squadra mi fa piacere. Adesso azzeriamo e guardiamo avanti».

Spalletti esalta l’Inter: «Siamo nella storia, do a tutti 10! Fortuna? Abbiamo preso un altro palo!»
Le parole del tecnico dell’Inter, Luciano Spalletti, dopo la gara di Verona contro l’Hellas. Ecco le sue dichiarazioni

Di Antonio Parrotto - 30 ottobre 2017
L’Inter ha vinto per 1-2 in casa dell’Hellas Verona grazie ai gol di Borja Valero e Perisic che hanno reso vano il penalty di Pazzini. Luciano Spalletti ha fatto meglio di Mourinho dopo 11 giornate e ha parlato a “Sky Sport” commentando il successo del Bentegodi: «Meglio di Mourinho? E’ un dato di fatto e vanno fatti i complimenti ai nostri professionisti perché ci sarà poi un discorso di quello che hanno portato a casa i giocatori dell’Inter ed è giusto dar loro merito di questo. La partita non è stata facile ma noi siamo riusciti comunque a vincerla. Per soffrire di meno in queste partite bisognerebbe riuscire a tenere di più palla però quando subentrano gli infortuni come quello del rigore subentra la frenesia. Siamo passati a un modo differente di giocare e non buttiamo via la palla, se poi il rigore nasce da un rimpallo, si può accettare».

Prosegue l’allenatore parlando del turnover e di Perisic: «Poco turnover? Non credo che qualcuno si possa deprimere, non ne vedo il motivo. Gli allenatori pensano a mettere in campo la miglior formazione possibile. Bisognava trovare delle certe, c’era da trovare una quadratura, far sentire diversi giocatori importanti, riuscire a riscoprirli leader di questa squadra: e se avessimo perso dei punti cambiando squadra? Io parlo con i giocatori e mi sembrano tutti stimolati e contenti del lavoro che stiamo facendo. Cosa ho detto a Perisic? Ivan fa dei recuperi in apnea da 80 metri fondamentali per noi. Anche Candreva ne ha fatti diversi. Mauro è rientrato tante volte a rincorrere. Quando non riusciamo a gestire la palla bisogna fare questo».

Chiosa finale su Icardi, sui voti alla squadra e sulla fortuna: «Qualche voto poi lo do io all’interno dello spogliatoio. Questa sera si dà 10 a tutti perché sono entrati nella storia: la solita Inter, si dà 10. Icardi ha avuto pochi palloni in avanti? Stasera è stato eccezionale perché si è mosso benissimo su quei palloni che abbiamo messo in mezzo. Le partite non le vincono solo i calciatori, le vincono le squadre. Tutti si allenano alla Pinetina e pedalano con gli altri. Poi c’è quello che fa più gol e lui ne ha fatti tantissimi ma conta la squadra. Altrimenti Eder mi dice: quando faccio io i gol se non mi fai giocare. Spero che il palo di questa sera non metta in discussione la questione sulla nostra fortuna».

Skriniar esulta: «Record di punti? Piccola riga nella storia dell’Inter»
L’Inter ha battuto l’Hellas Verona per 1-2 al Bentegodi. Skriniar ha parlato al termine della sfida commentando la vittoria dei suoi

Di Antonio Parrotto - 30 ottobre 2017
Hellas Verona-Inter 1-2. Partita di sofferenza per i nerazzurri che sono riusciti a portare a casa 3 punti che hanno permesso alla formazione di Spalletti di centrare il record di punti della storia dell’Inter. Milan Skriniar, difensore centrale interista, ha parlato a “Sky Sport” al termine della gara del Bentegodi commentando così il successo interista: «Record di punti? Avevamo parlato prima della partita di questo e siamo contenti che abbiamo fatto una piccola riga nella storia dell’Inter. Scudetto? Pensiamo partita dopo partita. Oggi ci attendeva una gara molto difficile ma abbiamo vinto, abbiamo fatto altri tre punti e siamo contenti».

Prosegue il difensore centrale: «Partite come queste sono sempre difficili perché ogni squadra che gioca contro l’Inter vuole vincere, ha fiducia, vuole dare il massimo e per questo la vittoria è importante. Spalletti manda in campo gli stessi? Sì ma abbiamo tanti giocatori molto forti e non è importante chi gioca perché siamo un grande gruppo».

Verona-Inter, le pagelle dei nerazzurri: Skriniar è il solito muro, Handanovic che combini?
Verona-Inter, le pagelle dei nerazzurri: Skriniar è il solito muro, D’Ambrosio pasticcia troppo, Handanovic che combini?

Di Daniele Galosso - 30 ottobre 2017
HANDANOVIC 5 – Mette a repentaglio i tre punti con un’azzardata uscita su Cerci che non paga ma soprattutto che non meritava il rischio. Poi non riesce a farsi perdonare nonostante la fama di para-rigori…

D’AMBROSIO 5 – Primo tempo anonimo, ma la situazione precipita nella ripresa quando regala troppi palloni agli avversari. Compreso quello sanguinoso che porta al rigore del momentaneo pareggio

SKRINIAR 7 – Solito muro difensivo, caratteristica ormai risaputa cui unisce l’innata capacità di far ripartire l’azione a testa alta. Ma davvero ha soltanto 22 anni?

MIRANDA 6.5 – Consueta prova di sostanza, certificata anche dai numeri: l’Inter prende pochi gol, e l’unico di stasera è arrivato soltanto su rigore

NAGATOMO 5.5 – Tante partite consecutive ne offuscano lo smalto: Romulo lo mette in severa difficoltà, ben più di quanto non riesca a fare lui nella metacampo opposta

GAGLIARDINI 5.5 – Troppo spesso impreciso in fase di palleggio, anche perché difficilmente si concede azzardi, nella ripresa rimedia anche un giallo quando va in affanno nel contenere le ripartenze scaligere

VECINO 6.5 – E’ il motore della squadra sulla distanza, un diesel che sale in cattedra nel corso della ripresa: è successo a Verona come già era accaduto a Napoli due settimane fa

CANDREVA 6.5 – L’unico a tentare di creare superiorità numerica in casa nerazzurra in una prima ora di gioco troppo scolastica, spacca la partita con un assist millimetrico per Borja Valero a centro area (27′ st BROZOVIC NG)

BORJA VALERO 6.5 – Celebra nella notte del Bentegodi la sua prima firma con inchiostro nerazzurro, nel contesto di una prestazione priva di grossolani errori ma anche meno ispirata di tante altre volte (32′ st CANCELO NG)

PERISIC 6.5 – Una tremenda sassata dal limite ad illuminare una serata altrimenti piuttosto buia: stenta a forgiare occasioni da rete, ma quel gol pesa come un macigno in classifica

ICARDI 6 – Strappa gli applausi dello spicchio di tifosi nerazzurri rinculando e recuperando palla in un paio di frangenti almeno, ma forse anche per questo fatica poi a garantire consistenza in area di rigore (40′ st EDER NG)

ALL. SPALLETTI 6.5 – Ha dato un’anima alla squadra in estate, ha trovato una quadra per l’undici titolare in autunno. Risultato? Storico record di punti per l’Inter dopo undici turni da quando in Serie A esistono i tre punti a vittoria…

Verona-Inter DIRETTA LIVE: 1-2 pagelle e tabellino
Verona-Inter, 11ª giornata Serie A TIM 2017/2018: cronaca in diretta live con formazioni ufficiali, risultato, pagelle, tabellino e sintesi

Di Andrea Cerrato - 30 ottobre 2017
Con una prova ancora una volta all’insegna dell’orgoglio e della sostanza, e di qualche brivido di troppo, l’Inter riesce a ottenere l’ennesimo successo in campionato espugnando il Bentegodi di Verona nel posticipo dell’undicesima giornata di Serie A, ritrovando il secondo posto in solitaria alle spalle del Napoli.

Verona-Inter 1-2: tabellino
INTER (4-2-3-1): Handanovic 5.5; D’Ambrosio 5, Skriniar 6.5, Miranda 6, Nagatomo 6; Vecino 6.5 , Gagliardini 6; Candreva 6 (28′ st Brozovic 6), Borja Valero 7 (32′ st Cancelo 6), Perisic 6.5; Icardi 5.5(40′ st Eder s.v.)
A disposizione: 27 Padelli, 46 Berni, 13 Ranocchia, 7 Joao Cancelo, 29 Dalbert, 21 Santon, 10 Joao Mario, 77 Brozovic, 17 Karamoh, 23 Eder, 9 Pinamonti. Allenatore: Spalletti 6.

HELLAS VERONA (4-4-1-1): Nicolas 5; Romulo 6, Caracciolo 5, Heurtaux 5.5, Souprayen 6; Verde 6, Fossati 5, Bessa 5 (18′ st Zuculini 5.5), Fares 5; Cerci 5.5 (33’st Lee 6); Kean 5 (12’st Pazzini 6). A disposizione: 17 Silvestri, 40 Coppola, 97 Felicioli, 4 Laner, 37 Bearzotti, 5 B. Zuculini, 20 Zaccagni, 77 Buchel, 27 Valoti, 21 Lee, 11 Pazzini. Allenatore: Pecchia 5.5

Marcatori: Borja Valero 35′ pt, Perisic 21′ st (I); 12’st Pazzini (V)

INTER – IL MIGLIORE:
BORJA VALERO 7: Il “tuttocampista” dell’Inter dirige perfettamente la squadra, recupera svariati palloni a centrocampo e fa innesca ottimamente il tridente d’attacco. Il gol da vero centrocampista d’inserimento corona una prestazione assolutamente positiva

INTER – IL PEGGIORE:
D’AMBROSIO 5: Prova negativa rispetto alle ultime uscite per Danilo D’Ambrosio, mai pericoloso in fase offensiva, disastroso in quella difensiva. Il suo retropassaggio ad Handanovic causa il rigore trasformato da Pazzini. Forse un po’ di stanchezza comincia a farsi sentire per il terzino italiano

VERONA – IL MIGLIORE:
PAZZINI 6: Appena entrato realizza magnificamente il rigore procurato da Cerci, freddissimo come suo solito dal dischetto. In area avversaria porta sempre un po’ di scompiglio, con Miranda e Skriniar che vanno un po’ in affanno nel cercare di contenerlo

VERONA – IL PEGGIORE:
CARACCIOLO 5: Errore da matita blu nel gol di Borja Valero, si perde completamente il centrocampista nerazzurro e buca diversi interventi a dir poco elementari.

Pazzini miglior rigorista della A: 1 solo errore in carriera
Il centravanti dell’Hellas Verona è il miglior rigorista della storia per rigori trasformati. La statistica pazzesca di Pazzini

Di Antonio Parrotto - 30 ottobre 2017
L’Hellas Verona era riuscito a trovare il pari nel corso del match contro l’Inter (attualmente siamo sul risultato di 1-2) grazie al rigore trasformato da Giampaolo Pazzini. L’attaccante dell’Hellas Verona ha trasformato, in Serie A con quello odierno, ben 21 calci di rigore sui 22 segnati. Pecchia ha deciso di mandare dentro il Pazzo al posto di Kean e di far battere il rigore all’attaccante, togliendo la palla a Cerci.

Il Pazzo è il miglior rigorista della storia della A tra chi ha tirato almeno 20 rigori. L’unico errore del centravanti risale alla stagione 2011/2012, quando militava proprio nell’Inter, nel corso della sfida con l’Udinese. Il centravanti scivolò incredibilmente al momento della conclusione e calciò alto. Ora è un’altra storia: il giocatore ha segnato 4 gol quest’anno, tutti e 4 su rigore. Cecchino!


Pazzini come Pirlo: entra in Hellas Verona-Inter per battere il rigore
Pecchia ordina il cambio ai suoi: dentro Pazzini per battere il rigore. L’attaccante toglie la palla a Cerci in Hellas Verona-Inter

Di Antonio Parrotto - 30 ottobre 2017
Dopo Pirlo, Pazzini. L’attaccante dell’Hellas Verona è stato gettato nella mischia da Pecchia, attorno al 13′ della ripresa della gara contro l’Inter, al posto di Moise Kean, per battere il calcio di rigore che l’arbitro Gavillucci ha deciso di assegnare per un fallo di Samir Handanovic su Cerci (l’arbitro inizialmente non aveva concesso il penalty ma è tornato sui suoi passi grazie al consulto del Var). Il Pazzo è entrato in campo e dopo una ‘chiacchierata’ con Cerci ha tolto il pallone all’ex Toro e ha battuto il rigore.

Pecchia, proprio come fece Ancelotti, all’epoca allenatore del Milan, che mandò in campo Pirlo, praticamente senza riscaldamento, al 31′ della ripresa contro il Modena per far battere il calcio di rigore. Nonostante in campo ci fossero fior di goleador, da Inzaghi a Rivaldo, e tanti piedi buoni, come Redondo e Rui Costa. Pirlo entrò in campo e tolse il pallone a Tomasson. Era il 2 marzo del 2003. Quasi quindici anni dopo Pecchia e il Pazzo ’emulano’ Ancelotti e Pirlo. Entrambi i calci di rigore sono stati trasformati dai due calciatori.



Moviola e Var Verona-Inter: rigore solare su Cerci, dubbi sulla simulazione di Lee nel finale
Moviola e Var Verona-Inter: gli episodi contestati del match del Bentegodi, che chiude l’undicesima giornata di Serie A 2017-2018

Di Paolo Pirisi - 30 ottobre 2017
MOVIOLA E VAR VERONA-INTER – E’ iniziata Verona-Inter, caldissima sfida che chiude l’undicesima giornata della Serie A 2017-2018. La squadra di Spalletti è alla ricerca di tre punti fondamentali per continuare a dare la caccia a Napoli, Lazio e Juve. L’arbitro della sfida del Bentegodi è Claudio Gavillucci della sezione di Latina. Gavillucci avrà come assistenti Crispo e Di Vuolo, mentre il quarto uomo sarà Baroni. Gli addetti preposti alla cura del VAR sono Irrati e Preti. Segui la moviola di Verona-Inter, aggiornata live minuto per minuto, su Calcio News 24.

32′ Duro intervento di Vecino ai danni di Kean con il Verona che provava a distendersi in ripartenza. L’attaccante classe 2000 ha bisogno dell’intervento dello staff medico scaligero e resta a terra per alcuni istanti, ma Gavillucci non estrae il cartellino.

51′ Gagliardini ferma con le cattive Romulo sulla trequarti gialloblu: l’intervento da tergo costa al centrocampista dell’Inter il cartellino giallo.

54′ Calcio di rigore per il Verona: Handanovic travolge Cerci in piena area di rigore senza però riuscire a toccare il pallone. Gavillucci lascia inizialmente proseguire, ma al termine dell’azione va a rivedere le immagini e sancisce un evidente penalty.

75′ Cerci prova a sfondare al limite dell’area, Miranda lo ferma con le cattive “graffiando” il ginocchi del fantasista veronese con i tacchetti: Gavillucci lascia proseguire nonostante le lamentele

95′ Ancora Gavillucci al centro dell’attenzione per una decisione a ridosso dell’area dell’Inter: Lee affronta Skriniar e finisce a terra, il contatto sembra esserci, ma il direttore di gara ammonisce il giovanissimo attaccante per presunta simulazione

FONTE: CalcioNews24.com


RASSEGNA STAMPA
Tuttosport: "Siluro Perisic, Verona affondato"
31.10.2017 08:08 di Luca Bargellini Twitter: @BargelliniLuca
Sulla prima pagina di Tuttosport trova spazio anche il successo dell'Inter nel posticipo del lunedì contro l'Hellas Verona. "Siluro Perisic, Verona affondato" è il titolo del quotidiano sportivo che poi scrive: "Il croato toglie dai guai i nerazzurri, in difficoltà dopo l'1-1 su rigore di Pazzini. Spalletti, record e 2° posto".

RASSEGNA STAMPA
L'Arena: "Pazzini segna, ma non basta"
31.10.2017 07:58 di Luca Bargellini Twitter: @BargelliniLuca
"Pazzini segna, ma non basta" è il titolo che L'Arena, quotidiano della città di Verona, ha scelto per raccontare sulla propria prima pagina la sconfitta degli scaligeri di Fabio Pecchia nel posticipo del lunedì di Serie A. "Vince l'Inter - si legge -, striscione contro Pecchia".

RASSEGNA STAMPA
Corriere di Verona: “Inter vince, ma l'Hellas gioca alla pari”
31.10.2017 07:43 di Marco Frattino Twitter: @MFrattino
“Vince l'Inter ma l'Hellas gioca (quasi) alla pari”. Titola così, in prima pagina, il Corriere di Verona in merito alla gara di ieri sera tra l'Hellas e i nerazzurri. La formazione di Luciano Spalletti è riuscita a vincere 2-1 grazie ai gol di Borja Valero e Ivan Perisic.

RASSEGNA STAMPA
Corriere della Sera: “Inter fatica ma vince e resta seconda”
31.10.2017 07:23 di Marco Frattino Twitter: @MFrattino
Spazio all'Inter nel taglio alto della prima pagina del Corriere della Sera. “L'Inter fatica ma vince e resta seconda”, il titolo del quotidiano che sottolinea il successo nerazzurro allo stadio Bentegodi contro l'Hellas Verona di Fabio Pecchia. I meneghini restano così al secondo posto in classifica con 29 punti, alle spalle del Napoli che ha due lunghezze in più.

RASSEGNA STAMPA
Hellas ko, La Gazzetta dello Sport: “Inter da record”
31.10.2017 07:13 di Marco Frattino Twitter: @MFrattino
L'Inter ha battuto ieri l'Hellas Verona al Bentegodi per 2-1. Spazio ai nerazzurri sulla prima pagina de La Gazzetta dello Sport, che titola: “Inter da record”. La squadra di Spalletti torna al secondo posto, con 29 punti in undici giornate si tratta del miglior avvio di stagione di sempre.

SERIE A
L'Inter resta in scia del Napoli: 2-1 all'Hellas, decide Perisic
30.10.2017 22:44 di Michele Pavese Twitter: @7mp84
L'Inter soffre più del previsto, ma batte l'Hellas Verona per 2-1 e prosegue la sua marcia in campionato. Nerazzurri avanti nel primo tempo con Borja Valero, ma raggiunti nella ripresa da Pazzini su calcio di rigore concesso con l'ausilio del VAR. Pochi minuti dopo però è Perisic a regalare ai suoi tre punti importantissimi, che tengono i ragazzi di Spalletti a distanza minima dal Napoli capolista.

SERIE A
Pazzini, un tocco un gol: perché lasciarlo fuori?
30.10.2017 22:15 di Andrea Losapio Twitter: @losapiotmw
Pochi secondi, il cambio con Kean, la palla sul dischetto. La serata di Giampaolo Pazzini è iniziata così, contro l'Inter - per il più classico dei gol dell'ex - e contro Handanovic, protagonista di un erroraccio pochi secondi prima. Sfera da una parte, portiere dall'altra, uno a uno dopo sessanta minuti. E un'incidenza sul match che, giocoforza, è estremamente più importante di chi ha sostituito.

Certo, è molto più semplice segnare dopo pochi secondi dal tuo ingresso in campo se usufruisci di un tiro libero, ma è altrettanto vero che Pazzini è uno specialista, con 6 gol sugli ultimi 6 tentativi. Di più, con i suoi gol ha portato l'Hellas Verona in Serie A dopo solo un anno di Purgatorio. Ed è indubbio che la capacità di tenere i palloni sia molto differente.

Insomma, Pecchia continua nell'ostracismo verso il proprio attaccante, pur ammettendo che sia probabilmente il migliore che dispone in rosa, mandandolo in campo per togliergli le castagne dal fuoco. Ma non può succedere sempre e non è un jolly da giocare più volte.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


I NUMERI DI #VERONAINTER
31/OTTOBRE/2017 - 14:00
Verona - Vediamo, grazie alle statistiche fornite da Opta Sports e Panini Digital, alcuni dei numeri di Hellas Verona-Inter.

CUORE HELLAS
Grande dedizione nella fase difensiva da parte del Verona contro una delle squadre più forti del campionato, come confermano anche le statistiche. Sono solo 4, infatti, i tiri in porta concessi dai gialloblù all'Inter. Inoltre, per la prima volta in stagione, l'attaccante nerazzurro Icardi non ha toccato neanche un pallone nell'area avversaria. Meglio il Verona anche nei contrasti riusciti: 16 a 12. Tre dati da cui ripartire in vista delle prossime importanti sfide.

E L'ATTACCO...
3-2 per l'Inter il conto totale delle occasioni da rete, a conferma del grande equilibrio visto sul terreno del 'Bentegodi'. Il numero di palle intercettate premia il Verona, che ne ha concesse meno della metà dell'Inter, mentre le cifre confermano la volontà dell'Hellas di iniziare l'azione dalle retrovie, con 74 lanci a 46. 12 a 6, infine, i dribblig positivi.

I RECORD INDIVIDUALI
Oltre al rigore procurato, l'attaccante gialloblù Alessio Cerci è il giocatore ad aver tirato più volte in assoluto nel corso della gara: 4 tentativi. Il rigore tirato da Giampaolo Pazzini è il 21° realizzato sui 22 calciati in carriera in Serie A: il 95%. Lo stesso Pazzini ha segnato 50 secondi dopo l'ingresso in campo, mettendo così a segno il terzo gol più veloce in questo campionato. Daniel Bessa, infine, è il giocatore del Verona ad aver guadagnato più possessi (7), Samuel Souprayen quello ad aver effettuato più passaggi (46).

PECCHIA: «ORGOGLIOSO DI QUESTA SQUADRA, LA NOSTRA ANIMA È VIVA»
30/OTTOBRE/2017 - 23:30
Verona - Le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Pecchia, rilasciate al termine di Hellas Verona-Inter, 11a giornata della Serie A TIM 2017/18.

«Contro una squadra di alto livello, abbiamo saputo tenere bene il campo e rimettere in piedi la gara. Il gol di Perisic ci ha tolto quella soddisfazione che i ragazzi meritavano, ma ho visto una Verona vivo e con animo, e questo mi dà fiducia per il futuro. Pazzini e Kean? Hanno caratteristiche diverse, l'Hellas mi è piaciuto sia con l'uno che con l'altro in campo, anche grazie alle diverse qualità di ciascuno. Ho fatto delle scelte di continuità rispetto alla gara di Bergamo, dove per un'ora avevamo espresso un ottimo calcio. Al di là degli episodi e dei singoli, però, sono molto dispiaciuto perché nelle ultime tre gare la squadra non ha raccolto nulla nonostante abbia seminato tanto. Nelle ultime partite veniamo puniti ad ogni minimo errore, mentre noi non riusciamo ad approfittare di quelli altrui. Su questo bisogna sicuramente migliorare. Io in discussione? Lo sono da 15 mesi, ad ogni risultato negativo. Ho un grande rapporto con il presidente e sono legato a Verona, fino a quando avrà fiducia in me io continuerò a lavorare. L'anno scorso ci è stato chiesto di tornare in Serie A e lo abbiamo fatto, questa stagione l'obiettivo è mantenere la categoria e lotteremo per farlo».

CERCI: «RIGORE SACROSANTO, SIAMO CON IL MISTER. ORA SERVONO I PUNTI»
30/OTTOBRE/2017 - 23:20
Verona - Le dichiarazioni dell'attaccante gialloblù Alessio Cerci, rilasciate al termine di Hellas Verona-Inter, 11a giornata della Serie A TIM.

«Oggi abbiamo fatto una buona prestazione, ci è mancato il risultato ed è un peccato perché abbiamo fatto la nostra partita lottando con spirito di sacrificio contro un avversario molto forte, che compete per altri obiettivi. Dispiace aver concluso con zero punti, ma noi noi andiamo avanti con il lavoro sul campo. Il rigore? L'arbitro ha consultato il VAR ma il penalty era sacrosanto, il contatto c'è stato eccome, è importante avere l'aiuto della tecnologia per episodi delicati come quello. Non mi ha pesato non calciarlo, Pazzini me lo aveva chiesto, era giusto lo calciasse lui. Lavoriamo insieme quotidianamente, ci siamo stretti tutti quanti attorno al mister, che sta dando tutto se stesso. Il mio rapporto con il Pecchia? Mi chiede di essere decisivo, cerco di dare una mano alla squadra con personalità ed assist. Il gol? La strada è quella giusta ma con questo atteggiamento conto di segnare il prima possibile. Abbiamo la forza di salvarci, credo nella Società e dobbiamo lavorare perché i risultati arriveranno».

HEURTAUX: «DISPIACE PER IL RISULTATO, AVANTI CON QUESTO ATTEGGIAMENTO»
30/OTTOBRE/2017 - 23:15
Verona - Le dichiarazioni del difensore gialloblù Thomas Heurtaux, rilasciate al termine di Hellas Verona-Inter, 11a giornata della Serie A TIM.

«Siamo molto dispiaciuti, con quanto visto in campo avremmo meritato sicuramente di più. Nel primo tempo con l'Atalanta abbiamo fatto molto bene, stasera abbiamo giocato un'ottima gara dal primo all'ultimo, ma le prestazioni non bastano. Abbiamo concesso veramente poco, mettendo in difficoltà una grande squadra, purtroppo non abbiamo portato a casa punti, ma questo è l'atteggiamento giusto sul quale continuare. Ci abbiamo provato fino alla fine, ma dobbiamo sbagliare meno. Se continuiamo con questa voglia di lottare su ogni pallone diremo la nostra nel campionato, il mister ci dice che dobbiamo insistere su questa strada, ripartire da quello che abbiamo messo di buono in campo».

SERIE A TIM: HELLAS VERONA-INTER 1-2
30/OTTOBRE/2017 - 19:10
Verona - Il Verona lotta e ci prova, ma esce sconfitto per 1-2 dal 'Bentegodi'. Dopo un avvio molto positivo dei gialloblù, l'Inter trova il gol al 36' del primo tempo con Borja Valero, che finalizza una delle poche azioni offensive dei nerazzurri. Nel secondo tempo l'arbitro concede, con l'aiuto del VAR, un rigore giusto al Verona per l'uscita avventata di Handanovic su Cerci. Pazzini, appena entrato dalla panchina al posto di Kean, trasforma dagli undici metri, e riporta il Verona in parità al 14' del secondo tempo. Al 22' arriva il definitivo 1-2 di Perisic con una conclusione potente da fuori area. Nel finale il Verona ci prova ma non riesce a concludere al meglio le occasioni create.

HELLAS VERONA-INTER 1-2
Marcatori: 36' pt Borja Valero, 14' st Pazzini (rig.), 22' st Perisic.

HELLAS VERONA (4-4-2): Nicolas; Romulo, Heurtaux, Caracciolo, Souprayen; Verde, Bessa (19' st Zuculini B.), Fossati, Fares; Cerci (dal 34' st Lee), Kean (dal 13' st Pazzini).
A disposizione: Silvestri, Coppola, Laner, Zaccagni, Valoti, Bearzotti, Buchel, Felicioli.
All. Pecchia.

INTER (4-2-3-1): Handanovic; D'Ambrosio, Skriniar, Miranda, Nagatomo; Vecino, Gagliardini; Candreva (dal 29' st Brozovic), Borja Valero (dal 33' st Cancelo), Perisic; Icardi (dal 41' st Eder).
A disposizione: Padelli, Berni, Joao Mario, Ranocchia, Karamoh, Santon, Dalbert, Pinamonti.
All. Spalletti.

Arbitro: sig. Gavillucci di Latina.
Assistenti: sigg.ri Crispo di Genova e Di Vuolo di Castellammare di Stabia.
Quarto ufficiale: sig. Baroni di Firenze.
VAR: sig. Irrati di Pistoia.
Assistente VAR: sig. Preti di Mantova.
NOTE. Ammoniti: Fares, Gagliardini, Pazzini, Brozovic, Heurtaux, Lee. Spettatori: 26.948 (paganti: 15.420; abbonati: 11.528).

L'Inter porta a casa tre punti preziosi, al termine di una partita scorbutica. Dopo il vantaggio di Borja Valero, il pareggio dell'Hellas durava meno di dieci minuti, fino a quando Perišić metteva il suo sigillo sulla vittoria. La squadra di Spalletti torna in seconda posizione, alle spalle del Napoli. Verona sempre fermo al penultimo posto.

FINE PARTITA: VERONA-INTER 1-2. Reti di Borja Valero, Pazzini e Perišić.
90+5Min. AMMONITO LEE, per simulazione. L'ultimo assalto scaligero è vanificato dal tuffo del coreano al limite dell'area.
90+4Min. AMMONITO HEURTAUX, per fallo su Gagliardini.
90+3Min. Traversone insidioso di Verde, che, complice una deviazione, finisce nella zona di Fares. Cancelo è decisivo nella chiusura in angolo. Nulla di fatto sugli sviluppi del tiro dalla bandierina.
90+2Min. AMMONITO BROZOVIC, per intervento irregolare su Lee.
90Min. Gavillucci concede cinque minuti di recupero.
89Min. AMMONITO PAZZINI, per uno scontro aereo falloso con Gagliardini.
87Min. Lee allarga su Fares, che questa volta mette in area un cross pericoloso, su cui è molto attento Škriniar.
86Min. Sostituzione INTER: finisce la partita di Icardi; entra Eder.
84Min. Buona manovra avvolgente dei gialloblù, vanificata da uno scivolone di Fares, che così non riesce a crossare.
81Min. Subito un tentativo di conclusione da parte di Lee. La difesa dell'Inter respinge.
79Min. Sostituzione VERONA: Pecchia si gioca anche la carta del coreano Seung-Woo Lee; esce Cerci.
78Min. Sostituzione INTER: entra João Cancelo; esce Borja Valero.
77Min. Ora la squadra di Pecchia ha decisamente alzato il proprio baricentro.
75Min. OCCASIONE VERONA! Cross basso di Fares, che Pazzini non riesce a deviare in porta per pochissimo.
73Min. Sostituzione INTER: esce Candreva; entra Marcelo Brozović.
72Min. Tentativo di conclusione di Candreva, attivissimo questa sera: il tiro termina alto.
70Min. PILLOLA STATISTICA: L'Inter ha segnato almeno due gol in quattro delle ultime cinque partite di campionato.
67Min. Sugli sviluppi di un corner, la difesa scaligera allontana la palla, dimenticandosi però di Perišić: il croato ha la libertà di scaricare un tiro potente dai sedici metri, che non lascia scampo a Nicolas. L'Inter torna in vantaggio.
67Min. VERONA-INTER: 1-2. Gol dell'Inter. Rete di Perišić.
66Min. Diagonale di Candreva, che Nicolas smanaccia in corner.
64Min. Sostituzione VERONA: dentro Bruno Zuculini; esce Bessa.
63Min. OCCASIONE INTER! Su un cross dalla bandierina, Vecino stacca di testa da posizione defilata e spedisce il pallone sulla faccia superiore della traversa.
62Min. PILLOLA STATISTICA: Giampaolo Pazzini ha realizzato 21 dei 22 rigori calciati in Serie A.
61Min. Il pubblico del "Bentegodi" ha ripreso coraggio e aumenta i decibel dei cori di incitamento rivolti all'indirizzo dei ragazzi di Pecchia.
59Min. Appena entrato, Pazzini si incarica di calciare dagli undici metri e non sbaglia: Handanovič va a sinistra, il pallone si infila nell'angolo destro. Pareggio dell'Hellas.
59Min. VERONA-INTER: 1-1. Gol del Verona. Rete di Pazzini.
58Min. Sostituzione VERONA: dentro Giampaolo Pazzini; fuori Kean.
57Min. RIGORE PER IL VERONA! Uscita maldestra di Handanovič su Cerci, che viene toccato dal portiere sloveno appena dentro l'area. Dopo un controllo di Gavillucci al Var, lo stesso arbitro decreta il penalty.
54Min. OCCASIONE VERONA! Sinistro di Cerci da fuori: la sfera finisce alta di pochissimo, con Handanovič immobile.
54Min. Ripartenza in velocità di Vecino, che allarga per Candreva. Quest'ultimo centra su Perišić, che "strozza" la sua conclusione, favorendo la presa di Nicolas.
51Min. AMMONITO GAGLIARDINI, per un intervento da dietro su Rômulo.
50Min. Prova di nuovo il tiro dalla distanza la squadra di Spalletti: Vecino spedisce alto.
48Min. Con tre passaggi, l'Inter buca il Verona per vie centrali: è Icardi ad andare al tiro dal limite, ma la mira è sbagliata.
47Min. Perišić gode di una certa libertà per andare al tiro, ma la sua conclusione dai venti metri termina alta.
46Min. INIZIO SECONDO TEMPO DI VERONA-INTER. Le formazioni sono le medesime del primo tempo.

Nonostante qualche difficoltà, imposta da un Verona dinamico e volenteroso, l'Inter è riuscita a sbloccare il risultato con la prima rete nerazzurra di Borja Valero e a portare negli spogliatoi un prezioso vantaggio.
Int.
FINE PRIMO TEMPO: VERONA-INTER 0-1. Gol di Borja Valero.
45Min. Ci sarà un minuto di recupero.
43Min. Due calci d'angolo in successione per l'Inter: nulla di fatto.
40Min. Numero di Kean, che va via in mezzo a due avversari: Gagliardini lo ferma irregolarmente, ma Gavillucci non estrae il giallo.
39Min. PILLOLA STATISTICA: L'Inter ha segnato otto gol a seguito di un cross, più di ogni altra squadra in questa Serie A.
38Min. AMMONITO FARES, per fallo su Candreva.
36Min. Cross di Candreva dalla destra; Icardi attrae su di sè la coppia di centrali gialloblù, che ignora l'inserimento di Borja Valero. Lo spagnolo, solo, non ha difficoltà a mettere dentro con un tocco sotto porta.
36Min. VERONA-INTER: 0-1. Gol dell'Inter. Rete di Borja Valero.
35Min. Cross di Perišić nel cuore dell'area: Borja Valero non riesce ad avvitarsi nel tentativo di colpire di testa.
33Min. Kean rimane a terra in seguito a un contrasto, ma può continuare.
31Min. Filtrante di Borja Valero per D'Ambrosio, chiuso in modo provvidenziale da Heurtaux.
30Min. Un numero di Cerci consente al Verona di sviluppare un contropiede interessante: Rômulo cerca il cross basso per servire Kean, ma Škriniar è bravo a sporcare il suggerimento dell'italo-brasiliano.
26Min. Regna l'equilibrio in questa fase del primo tempo: entrambe le squadre sono molto attente in fase difensiva, ma sembrano non avere brillanti idee in fase propositiva.
24Min. PILLOLA STATISTICA: Nonostante un possesso palla del 68% fino a questo momento, il primo tiro nello specchio per l'Inter è arrivato al 22° minuto.
23Min. Combinazione pericolosa Cerci-Verde sulla destra. Nagatomo chiude in fallo laterale.
22Min. Perišić, ostacolato da Rômulo, guadagna un angolo, sugli sviluppi del quale Vecino prova il tiro, costringendo Nicolas alla parata a terra.
20Min. Fase di possesso palla del Verona, che cerca il varco giusto, senza successo.
17Min. Buona chance per l'Inter: Icardi recupera palla sulla trequarti del Verona e fa ripartire un contropiede di Candreva; l'assist dell'esterno nerazzurro è raccolto dallo stesso centravanti, che, dopo cinquanta metri di corsa, non è lucido per la conclusione e sbaglia.
15Min. L'Inter tiene palla con continuità, ma Spalletti non è soddisfatto, visto che i nerazzurri sembrano poter andare in difficoltà sulle ripartenze veloci dell'Hellas.
14Min. Incomprensione tra Škriniar e Handanovič: sul cross di Rômulo, il difensore slovacco anticipa il suo portiere, pronto a bloccare la palla, e concede un corner, poi non sfruttato dai gialloblù.
13Min. Borja Valero in mezzo per Perišić, chiuso con puntualità da Caracciolo.
11Min. Dopo un inizio guardingo, l'Hellas sta prendendo coraggio, proponendosi con personalità nella metà campo avversaria.
9Min. Ottima azione scaligera: Romulo, ben imbeccato da una palla morbida di Verde, brucia sullo scatto Nagatomo e appoggia centralmente per Cerci, il cui tiro è respinto dalla difesa nerazzurra.
7Min. Ancora Vecino nel vivo del gioco: il mediano uruguaiano si mette in proprio e va alla conclusione, mandando altissimo.
5Min. Appoggio di Vecino per Candreva in area di rigore: il diagonale dell'esterno della Nazionale è murato.
4Min. Tentativo di Perišić da fuori: Nicolas può seguire il pallone spegnersi in curva.
3Min. Traversone tagliato di Candreva per Icardi. Heurtaux fa buona guardia e allontana.
2Min. Lancio di Vecino a cercare Candreva, anticipato dall'attenta uscita di Nicolas.
1Min. Il Verona gioca in completo blu, con numerazione gialla; l'Inter, invece, veste una divisa bianca con numerazione blu.
1Min. Inizio primo tempo di VERONA-INTER. L'arbitro è il signor Claudio Gavillucci. Pallone mosso dall'Inter.

FORMAZIONE INTER: Spalletti conferma la linea della continuità, puntando sullo stesso 11 delle ultime tre uscite. Borja Valero gioca, con Candreva e Perišić, in appoggio di Icardi. João Mário parte dalla panchina, al pari del recuperato Brozović.

Formazione VERONA: Kean parte titolare in attacco, con Cerci in appoggio e Pazzini in panchina. La linea mediana è a 4: Fares-Verde sugli esterni; Bessa-Fossati in mediana. Davanti a Nicolas, spazio a Rômulo, Caracciolo, Heurtaux e Souprayen.

Sta per calare il sipario sull'undicesima giornata di Serie A. Verona e Inter chiudono questo turno, sfidandosi allo Stadio "Bentegodi", dove le due squadre sono da poco scese in campo per il riscaldamento.

PRIMAVERA: HELLAS VERONA-UDINESE 0-1
28/OTTOBRE/2017 - 14:20

Vigasio - Finisce 1-0 per l’Udinese la 7a giornata del campionato Primavera 1, al termine di una partita giocata con generosità e voglia da parte dei gialloblù, puniti da un gol in apertura di Varesanovic. Dopo il vantaggio, infatti, la squadra friulana si è arroccata nelle propria metà campo per difendere il risultato, con il Verona costretto a una lunga attesa. Nonostante i tanti chilometri percorsi, infatti, Danzi e compagni non riescono a rendersi pericolosi con continuità. Finisce così 1-0 per l'Udinese, con l'Hellas che domenica prossima è atteso dall'affascinante sfida a Milano contro l'Inter (ore 10).

HELLAS VERONA-UDINESE 0-1
Marcatore: 6' pt Varesanovic.

HELLAS VERONA (4-3-1-2): Borghetto; Cherubin (dal 35' st Ansah), Nigretti, Righetti, Corradini; Saveljevs, Danzi, Toccafondi (dal 1' st Amayah); Stefanec; Fiumicetti (dal 18' st Dentale), Tupta.
A disposizione: Bianchi, Galazzini, Tedesco, Perazzolo, Numerato, De Zotti, Brandi, Aloisi.
All.: Porta.

UDINESE (4-3-3): Borsellini; Vedova (dal 38' st Donadello), Caiazza, Vasko, Paoluzzi; Filipiak, Brunetti, Varesanovic; Samotti, Siverio (dal 17' st Bocic; dal 44' st Djoulou), Jaadi.
A disposizione: Pizzignacco, Trevisan, Kubala, Ermacora.
All.: Giacomin.

Arbitro: Andrea Colombo di Como
Assistenti: Massimiliano Magri di Imperia e Moreno De Ambrosis di Busto Arsizio
NOTE. Ammoniti: Vedova, Danzi.

FONTE: HellasVerona.it




[OFFTOPIC] +   -   =
VITA DA EX: Per IONITA rinnovo fino al 2021 col CAGLIARI. Continuano le fortune di Roberto BORDIN (secondo di mister MANDORLINI al VERONA) in Moldavia 'Le cose stanno andando bene, abbiamo staccato la seconda in classifica di sette lunghezze', Damiano TOMMASI sfoggia sui social la maglia numero 9 del Sant'Anna e l'ex compagno di squadra DE ROSSI lo sfotte Il famoso scarso nueve'

FORMULA 1: In messico VERSTAPPEN brucia VETTEL in partenza, HAMILTON s'infila e incoccia sulla rossa del tedesco forando la posteriore destra. Mentre i due contendenti al mondiale s'attardano ai box l'olandese della RED BULL guadagna terreno e alla fine risulterà imprendibile per tutti e arriverà davanti a BOTTAS, a RAIKKONEN e al rimontante VETTEL. Il britannico della MERCEDES arriva soltanto nono ma i punti sono sufficienti per laurearlo nuovamente Campione del Mondo.

MOTOGP: Doppietta DUCATI a Sepang con DOVIZIOSO che sul traguardo precede il compagno di squadra LORENZO e uno staccatissimo ZARKO. Mondiale che si giocherà nell'ultima gara a Valencia dove MARQUEZ, quarto oggi, porta in dote 21 punti sul Dovi secondo in classifica generale...

F1, Messico: vince Verstappen, Vettel 4°. Hamilton campione del mondo
Il britannico, nono al traguardo, conquista il quarto titolo dopo una gara compromessa dal contatto con il ferrarista subito dopo il via. Terzo posto per Raikkonen, sul podio anche Bottas

© AP

DOMENICA 29 OTTOBRE 2017 21:43
CITTA’ DEL MESSICO - Max Verstappen domina il Gp del Messico, ma i riflettori sono tutti per Lewis Hamilton. Il pilota della Mercedes conquista il quarto titolo piloti in Formula 1 al termine di una gara funestata subito dopo il via per il contatto con la Ferrari di Vettel (oggi quarto). Il britannico è dovuto ripartire dalle retrovie - sarà nono al traguardo - ma grazie al cospicuo vantaggio in classifica generale sul pilota della Ferrari si prende il Mondiale con due gare di anticipo. Sul podio dell’autodromo Hermanos Rodriguez anche Bottas e Raikkonen, piccola consolazione per la scuderia di Maranello.

CAOS AL VIA La partenza è caotica: alla prima curva Vettel si tocca con Verstappen e danneggia l’ala anteriore, che subisce un ulteriore colpo sulla Mercedes di Hamilton. Sia il tedesco che il britannico sono costretti a tornare ai box e al rientro si trovano in diciottesima e ventesima posizione. Un avvio choc - su cui la Direzione gara non prende provvedimenti - che spiana la strada a Verstappen, primo davanti a Bottas e Ocon.



HAMILTON DOPPIATO Mentre l’olandese prende rapidamente vantaggio, Vettel e Hamilton iniziano la lenta risalita verso l’alto. Tra i due è il pilota della Mercedes a partire più svantaggiato, visto l’ampio distacco dal gruppo al suo rientro in pista. Dopo più di 20 giri il britannico non ha ancora effettuato un sorpasso e anzi deve cedere il passo a Verstappen che sopraggiunge per il doppiaggio: una scena surreale.Meglio va a Vettel, che a metà gara combatte in top ten. Un’altra rimonta d’autore per il ferrarista, che però non è sufficiente per spegnere le speranze di Hamilton: solo una vittoria o un secondo posto del tedesco rinvierebbero il discorso per il mondiale piloti.

SAFETY CAR E PIT STOP Il tedesco riesce a mantenere la posizione dopo il 30/mo giro, quando scatta la safety car virtuale per l’uscita di scena di Hartley (motore in fiamme sulla sua Toro Rosso). Pure in cima le gerarchie rimangono invariate: Verstappen continua la sua fuga davanti a Bottas e a Kimi Raikkonen, risalito al terzo posto. Il tutto mentre Hamilton, dopo essersi sbloccato, torna tra i primi dieci.

FORCE INDIA OK La generosa rimonta di Vettel si ferma al quarto posto, alle spalle del compagno di squadra. Prova maiuscola ma insufficiente visto il nono posto finale del britannico (con tanto di duello finale con Alonso). La giornata sorride anche alle Force India, ancora una volta in primo piano con Ocon (quinto) e Perez, settimo sul circuito di casa. Per Ricciardo invece un’altra giornata no, prima con la penalità per la sostituzione della power unit e poi con il ritiro nelle prime fasi del gran premio.


FONTE: CorriereDelloSport.it


SERIE A
TMW RADIO - Bordin: "In Transinistria per vincere. Mi manda Ionita"
23.10.2017 23:45 di Gaetano Mocciaro Twitter: @gaemocc
Roberto Bordin, tecnico dello Sheriff capolista del campionato moldavo, è intervenuto a "Fuori dai Confini" su TMW Radio: "Le cose stanno andando bene, abbiamo staccato la seconda in classifica di sette lunghezze".

Si punta al grande risultato
"Abbiamo ancora quattro partite. L'anno scorso avevamo +5 sulla seconda perdendo poi il vantaggio e siamo stati costretti a giocare il golden match per il titolo. Ora siamo più tranquilli, ma dobbiamo restare concentrati in queste quattro partite"

Cosa l'ha portata a Tiraspol?
"Dopo cinque anni sono rimasto fuori da un momento all'altro dal progetto tecnico dell'Hellas Verona. E quindi ho dovuto cercare sistemazione. È arrivata in Serie D con la Triestina dove ci siamo salvati e poi è arrivata la chiamata un anno fa dalla Moldavia. Son venuto a vedere, la struttura mi è piaciuta molto, ho visto cose molto serie e una squadra forte. Per cui ho deciso di fare questa esperienza e devo dire che non mi sono pentito. Ho fatto molto bene a farla".

Lo Sheriff sta facendo bene anche in Europa League
"Siamo usciti prima ai preliminari di Champions League dal Qarabag, che per inciso ha poi eliminato anche il Copenaghen e ora fa i gironi di Champions. Siamo finiti a lottare col Legia Varsavia per il passaggio del turno per i gironi di Europa League. È andata bene, ce l'abbiamo fatta e adesso siamo imbattuti con tre pareggi, l'ultimo con la Lokomotiv Mosca giocando molto bene. Adesso abbiamo il ritorno a Mosca cercando di fare risultato. Sognare non costa nulla, noi proveremo a superare il girone".

Come si vive in Transinistria, che è una zona particolare?
"È una regione autonoma all'interno della Moldavia, con un'altra lingua. Non si parla il rumeno o il moldavo, ma il russo. La moneta è il rublo transinistriano, anche se facciamo parte della Moldavia e giochiamo il campionato moldavo. Sto molto bene, ho la fortuna di poter avere una struttura all'avanguardia, una cosa esagerata come pochi in Europa. Ed è una cosa che mi ha convinto a restare, oltre all'ambizione del presidente di vincere sempre. Sto bene, veramente bene".

C'è un baby-prodigio, Vitalie Damascan: soli 18 anni e già 12 reti in 13 partite. Può fare il grande salto?
"Per essere un classe 1999 è già avanti, maturo e ha fame di arrivare, di cambiare campionato. Un ragazzo a posto, con grandi qualità e vede la porta. Non sarà facile confrontarsi con altri campionati ma ha tutte le caratteristiche per poterlo fare".

Potrebbe magari ripercorrere la strada di Ionita, arrivato in Serie A
"Ho avuto la fortuna di allenare Ionita a Verona. Un grandissimo giocatore, un centrocampista moderno. Proprio Artur mi ha consigliato di venire in questo club perché effettivamente lo conosceva molto bene. Mi disse: 'mister, vada perché vince'. Artur è una grande persona, un grande giocatore e sono felice che si sia ripreso dall'infortunio".

La rivedremo in Italia?
"Per il momento si sta bene qui".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


NEWS AS ROMA
Tommasi si ispira a Dzeko: “Il 9? Magari è l’inizio di una nuova carriera!”
L’ex centrocampista giallorosso posta sui social una foto con la nuova maglia del Sant’Anna d’Alfaedo. E De Rossi replica: “Il famoso scarso nueve”

di Redazione, @forzaroma 23/10/2017, 14:10

La passione per il calcio non ha abbandonato Damiano Tommasi, che è tornato a calcare i campi della seconda categoria con la maglia del Sant’Anna d’Alfaedo, paese in provincia di Verona. Il numero di maglia è particolare per un ex centrocampista, e Tommasi l’ha fatto notare. “Il 9?….magari è l’inizio di una nuova carriera! Dzeko ispiratore…”.
Tra i commenti non si è fatta attendere la risposta ironica di Daniele De Rossi: “Il famoso SCARSO NUEVE”.


FONTE: ForzaRoma.info


Mercato, il Cagliari dà fiducia a Ionita: rinnovo fino al 2021
Il centrocampista moldavo, 27 anni, ha prolungato il proprio accordo coi sardi. L’anno scorso siglò la doppietta che portò il Cagliari alla salvezza contro il Palermo, adesso la sfida è ripetere l’impresa dopo un avvio di stagione durissimo.

26 OTTOBRE 2017 17:44 di Maurizio De Santis

Artur Ionita ha 27 anni e da 3 anni gioca in Italia. Nel 2014 l'Hellas Verona lo ingaggiò dagli svizzeri dell'Aarau per 800 mila euro e realizzò una leggera plusvalenza cedendolo al Cagliari per 1.8 milioni di euro. Il centrocampista moldavo ha visto crescere il proprio valore da quando ha indossato la maglia dei sardi (circa 4 milioni, secondo la stima riportata da Trasnfermarkt): la firma in calce al rinnovo del contratto fino al 2021 fa di lui una pedina sulla quale fare affidamento per il futuro. Del resto, fu proprio lui nello scorso torneo a realizzare una doppietta pesantissima nella sfida salvezza contro il Palermo.

Nella stagione attuale sono 11 le presenze registrate (10 in Serie A, 1 in Tim Cup): l'ex scaligero ha vissuto tutta la fase iniziale più difficile del torneo passando da Rastelli a Diego Lopez, che ha esordito in panchina nel turno infrasettimanale (vittoria per 2-1 al 95° con gol di Pavoletti). Missione salvezza, i 3 punti strappati ai sanniti sono solo un altro gradino per staccarsi dalla zona rossa della classifica. Ionita, dunque, continuerà a lottare coi sardi ancora a lungo, come comunicato dalla società che ha dato notizia dell'accordo raggiunto e della firma. Quanto allo stipendio, non è nota la cifra: l'ultimo riferimento all'ingaggio era di 550 mila euro a stagione.

in foto: L'evoluzione del valore di Ionita (Transfermarkt)

A tracciare una scheda del calciatore è il Cagliari che, nella nota ufficiale pubblicata sul proprio sito così descrive Ionita definendolo anzitutto un punto di forza della Nazionale moldava.
E' un centrocampista universale, abile sia nella fase di spinta che di interdizione. Corsa e grinta il suo marchio di fabbrica, sfruttando le sue doti atletiche e tecniche Ionita sa essere efficace anche in zona gol: spettacolare la rete di testa in tuffo, realizzata la stagione scorsa contro il Palermo, in una gara fondamentale per il Cagliari vinta anche grazie a una doppietta del moldavo. 30 presenze sin qui totalizzate con la maglia rossoblù, una storia – quella tra il Cagliari e il suo centrocampista – destinata a durare ancora a lungo.

FONTE: Calcio.FanPage.it


MotoGp Malesia: Dovizioso vince e tiene aperto il Mondiale
Sul podio di Sepang anche Lorenzo e Zarco. Marquez è quarto

domenica 29 ottobre 2017
© www.imagephotoagency.it

SEPANG - Andrea Dovizioso vince il gran premio della Malesia e il Mondiale MotoGp, che dunque si giocherà nell’ultimo appuntamento della stagione, a Valencia. Perfetta la prova del pilota italiano, in una gara alla fine corsa sul bagnato, vista la pioggia copiosa caduta sul circuito poco prima del via. Il pilota del Ducati team ha preceduto il compagno Jorge Lorenzo e Johann Zarco. Quarto posto per la Honda di Marc Marquez, il cui vantaggio in classifica su Dovizioso è sceso a 21 punti. Altra giornata no per la Yamaha, con Rossi settimo e Vinales nono.

DUCATI OK, CROLLO YAMAHA È Zarco a prendere il largo alla partenza: il pilota Tech3 trova subito lo spunto giusto per involarsi, seguito da Lorenzo, come sempre ispiratissimo al via. Il duello tra Marquez e Dovizioso si gioca invece tra la terza e la quarta posizione, ma il pilota Ducati deve vedersela anche con un Pedrosa che prova a rientrare nel gruppo dei primi. Soffrono invece le Yamaha: Rossi scivola al decimo posto, Vinales addirittura al quindicesimo.

DOVI NON MOLLA ‘Dovi’ e Marquez rischiano il contatto al quarto giro, al primo attacco del rider italiano, che poi completa il sorpasso poco dopo. Il momento clou arriva però a metà gara: quando Lorenzo riesce a infilare Zarco, Dovizioso approfitta dello spazio lasciato dal francese e si porta in seconda posizione.

GIOCO DI SQUADRA Con le due Ducati al comando, Marquez non può gestire con la stessa tranquillità la gara. Il talento di Cervera cerca l’assalto al terzo posto, sufficiente per garantirgli il titolo mondiale anche con la seconda posizione di Dovizioso. Che ovviamente non si accontenta: sull’errore del compagno di squadra in curva 15, il pilota italiano sale al comando con quattro giri ancora da disputare. Nessun problema per il forlivese negli ultimi giri, un ritmo che obbliga Marquez a mollare e ad accontentarsi del quarto posto. Nella grande giornata della Ducati la menzione speciale va a Petrucci, partito in fondo allo schieramento dopo un problema elettronico alla sua moto: per lui, alla fine, un brillante sesto posto.

FONTE: TuttoSport.com

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