SETTI E L'HELLAS 2017-2018

Pubblicato da andrea smarso mercoledì 19 luglio 2017 21:04, vedi , , , , , , , , , , , , , , | Nessun commento


IL MANTOVA È DI SETTI, entro un mese il proprietario dell'HELLAS VERONA F.C. dovrà versare 623mila Euro attraverso la Fiduciaria Emiliana per sancire la nuova acquisizione. Nei progetti dell'imprenditore carpigiano il trasformare la società virgiliana in una sorta di 'squadra B' del VERONA dove magari far crescere i giovani che in cadetteria e in C non trovano spazio per poi rivalutarli con beneficio di entrambe le società...

BLITZ SETTI, MANTOVA NEL MIRINO Dopo essere stato in una delle cordate che hanno provato ad acquistare il MODENA Calcio ora il patròn dell'HELLAS sarebbe vicinissimo alla chiusura della trattativa che lo porterebbe a detenere la quota di maggioranza del MANTOVA! Prodigo di particolari il quotidiano virgiliano 'La Gazzetta di Mantova' che vede già Emanuele RIGHI (un fedelissimo di SETTI) come Direttore Sportivo e l'ex gialloblù TROIANIELLO nel pacchetto di nuovi acquisti... L'impegno del patròn scaligero ammonterebbe a 623mila Euro.

HELLAS ARRIVA SUNDAS, agente FIFA che si propone come mediatore dell'agenzia Sport Man e vorrebbe acquisire da SETTI il pacchetto di maggioranza gialloblù. Reale interesse o tentativo pacchiano di farsi pubblicità gratuita come abbiamo visto spesso in questi anni? Lo dirà il tempo, quel che è certo (come non manca di sottolineare TGGialloBlu.it) è che Alessio Sundas fino ad ora ha effettuato il medesimo tentativo con TRAPANI, FIORENTINA, PISA, MODENA, VICENZA, TREVISO, RIMINI, AKRAGAS e CAGLIARI ma tutte le sue proposte sono andate a vuoto...

IL FOLLE E BUGIARDO CORAGGIO DI SETTI... Alla fine di una stagione indegna, culminata con una giusta retrocessione, la Curva Sud in questo comunicato esprime qualche chiaro concetto sul recentissimo passato dell'HELLAS e quale ci si aspetta sia il futuro.
Non è tardata la risposta del presidente 'È vero ho sbagliato tanto ma sempre per il bene del club! Non ascoltate le dicerie... Incontriamoci ma comunque decido io!'

VINCE LA CORDATA DI AMADEI, per SETTI non finisce bene nemmeno la corsa all'acquisizione del MODENA...

...ARRIVA ANCHE LA MATEMATICA a stabilire la retrocessione dell'HELLAS il 5 Maggio a San Siro con due giornate d'anticipo rispetto alla fine del campionato, così il presidente SETTI a La Gazzetta dello Sport 'Avrei potuto cambiare allenatore ma la squadra lo ha sempre seguito e di questo bisogna dare atto a Pecchia: per questo non l’ho mai esonerato. La squadra ha messo in mostra grossi limiti caratteriali e poco agonismo. Dal punto di vista tecnico questa squadra si sarebbe salvata, mentre ci sono stati problemi da quello caratteriale. Il campionato ci lascia molto rammarico per come è andata, dovremo cercare fin da subito di risalire. Le colpe ce le prendiamo tutti, giocatori compresi'

SERIE A, ULTIMA FERMATA: Dopo la 24esima sconfitta in campionato (record storico a tre giornate dal termine) con la retrocessione dietro l'angolo, finalmente parla anche il presidente 'Oggi abbiamo perso un altro scontro diretto, dimostrando ancora una volta i nostri limiti. Il campionato ci dice che siamo questi, dobbiamo prenderne atto assumendoci tutti le nostre responsabilità, io per primo, e ripartire più forti di prima. Il mister? Penso che il lavoro di un allenatore vada valutato non solo da quello che si vede la domenica, fino ad oggi ha sempre fatto lavorare bene la squadra attraverso le sue idee e facendo crescere i giovani. Dispiace per l'andamento di questo campionato, in alcuni momenti abbiamo dimostrato di potercela giocare, ma ora dobbiamo pensare solo a ripartire. L'importante in questo momento è avere le idee chiare e partire nel modo giusto l'anno prossimo; abbiamo sempre lavorato in funzione di questo, con una società costruita in un certo modo e con i conti a posto. Capisco la posizione dei tifosi, ma questo è un aspetto molto importante per noi. Dobbiamo ripartire dalle tante certezze che abbiamo, dai nostri giovani, dalla solidità della società e dalle persone che ci saranno l'anno prossimo'

MODENA ECCO LA CORDATA, c'è anche SETTI: Presidente ma prima di investire in giro non era/sarebbe stato meglio allestire un'HELLAS meno scandaloso nel massimo campionato italiano? Soprattutto dopo figure come quelle di Mercoledì non ha proprio niente da dire in merito? Facciamo un'altra sessione di video e lettere sull'argomento? Non vedo l'ora...

DOPO LO SCEMPIO DI BENEVENTO il presidente scaligero è ospite telefonico a Telearena 'Sono arrabbiatissimo. Purtroppo la situazione è inspiegabile, la squadra non è sicuramente quella che abbiamo visto a Benevento, prestazioni che sono figlie della paura. Ma non lo accetto assolutamente, per noi, per la città e per quei 130 tifosi che sono venuti fino a Benevento per tifare. Abbiamo buttato via delle opportunità ma il campionato dice ancora una volta che siamo ancora lì, a quattro punti dalla salvezza. Non accetto una sconfitta come quella a Benevento, per questo ho deciso di mandare la squadra in ritiro ad oltranza e se continuano così li tengo lì sino a giugno. Le colpe? Ce le ha la squadra ed anche il mister. Le dimissioni di Fusco? Grande rammarico per me. Si sente tradito dai giocatori, l’ho visto molto deluso ma la sua non è una fuga. Ha insultato i giocatori negli spogliatoi si è anche spaccato un piede, rimettendoci oltre che la faccia anche i soldi. Se credo ancora alla salvezza? Sì. Sono abituato a lottare e fino all’ultimo ci credo'

SCALATA AL MODENA. Secondo il 'Corriere di Verona' l'attuale patròn scaligero sarebbe in una cordata per rilevare il MODENA fallito che con ogni probabilità dovrà ripartire dalla Serie D. SETTI rileverebbe una quota di circa il 5% e, come LOTITO più o meno fa tra LAZIO e SALERNITANA, avere una società 'satellite' in cui far crescere i giovani dell'HELLAS.

DOPO AVER VISIONATI I BILANCI DELL'HELLAS VERONA, i rappresentanti dell'associazione "Verona col Cuore" intervengono ai microfoni di Telenuovo 'Volpi dentro il Verona? Fisicamente non possiamo dire questo, sicuramente c'è la presenza di soldi che arrivano da persone terze. Aver creato una struttura societaria di questo tipo può essere stato causato da queste necessità. Le dichiarazioni di Setti sulla società "Falco" trasferita dal Lussemburgo all'Italia? Vogliamo leggerla in positivo, il primo bilancio disponibile sarà quella del 30 giugno 2018. Avremo più strumenti per analizzare facilmente la situazione. Abbiamo visionato i documenti e abbiamo trovato una gestione economica in equilibrio, dove si pareggia il bilancio con la cessione di giocatori per creare plusvalenze. Non ci sono debiti con le banche e con l'erario ma da quello che abbiamo capito che non ci sono fondi per investire, era facile da intuire: basta vedere il mercato di gennaio fatto di prestiti secchi. La figura dell'osservatore albanese come amministratore unico della Falco? Non abbiamo nessun dato per comprendere per qualche motivo a capo ci sia questo signore albanese. Comunque un socio può decidere liberamente chi possa amministrare la società'

PECCHIA E FUSCO VIA, NO A TONI NUOVO DS continuano le esternazioni della proprietà del VERONA sul futuro a breve termine della squadra gialloblù e così si scopre che, oltre all'attuale diesse FUSCO, al termine della stagione se ne andrà anche mister PECCHIA e che il nuovo Direttore Sportivo non sarà comunque Luca TONI ancora in cerca di occupazione dopo l'addio al team scaligero avvenuto ad inizio stagione. Quanto vale l'HELLAS? Il presidente dice 70 milioni al Corriere di Verona mentre al TGGialloBlu.it confessa 'Il mio errore? Abbiamo speso troppo in quei due anni con Sogliano a Gardini. Lì sono stato un coglione. Ho delegato. Troppo. Sia a Sogliano sia a Gardini. Non ne faccio una colpa a Sogliano. Lui vuole sempre migliorare, io non avevo la forza per seguire quel progetto. Così gliel'ho detto. Se continuavo su quella strada il Verona falliva. Avevamo fatto il passo più lungo della gamba'... Naturalmente è giunta puntuale anche la risposta dell'ex diesse scaligero 'Ho speso troppo per giocatori inutili? Facciamo 4 conti presidente e poi avevamo già in mano BELOTTI, PAPU GOMEZ e BONAVENTURA...'.
La risposta del presidente? A stretto giro di web! 'Caro Sean ho sorriso davanti alla tua lettera che, sostanzialmente, è una conferma del fatto che sia stato giusto separarsi e che, forse, con l’esperienza di oggi, avrei interrotto prima un rapporto che impostato sul tuo modo di fare calcio, non sarebbe mai stato possibile sostenere da parte mia. Le tue ambizioni personali, il tuo alzare l’asticella senza tenere conto della parte economica di un club come il nostro, avrebbe portato ad un futuro inesistente. Ci siamo andati vicini ma ci siamo fermati in tempo...'

TROPPE MAIL, MEGLIO UN VIDEO! Nella mia lettera al presidente chiesi un confronto pubblico coi giornalisti, mi ritengo soddisfatto a metà in questo video con cui Setti risponde ai tifosi veronesi ad alcune domande da lui stesso selezionate. Attendo quindi con fiducia il prossimo confronto con gli organi di stampa che lo stesso patròn scaligero dice di stare organizzando...

IL PRESIDENTE SETTI ROMPE FINALMENTE IL SUO ASSORDANTE SILENZIO SU QUESTA ASSURDA STAGIONE in questa lettera aperta ai tifosi gialloblù dove, tra (molto) altro, scrive «Sono da sempre a disposizione, molto più avvicinabile di quello che vogliono raccontarvi. Non faccio nessun passo indietro e non per sfida verso i tifosi, ho letto anche questo, ma perché non ho nessun segreto e nulla di cui vergognarmi.
Per questa ragione, perché alle parole preferisco da sempre i fatti, chiunque voglia chiedere chiarimenti, spiegazioni, capire dove va il nostro amato Hellas può scrivermi a presidenteonline@hellasverona.it.
Non ho la presunzione di risolvere il momento con questa iniziativa ma ho la certezza che chi ha interrogativi o dubbi, avrà le risposte chiare senza filtro, stravolgimenti, campagne per favorire chicchessia.
Voglio dare la possibilità a chiunque di sapere la verità su tutto ciò che è Hellas.
Voglio che chi ama l’Hellas porti il suo contributo per centrare la salvezza. Perché passano tutti, ma il Verona resta
» HellasVerona.it

INCHIESTA DEL SETTIMANALE L'ESPRESSO: VOLPI prestò soldi direttamente all'HELLAS VERONA (tramite HV7) ed entrò pure nel trasferimento di ITURBE alla ROMA mantenendo una percentuale in caso di vendita o prestito Juan Manuel dalla società giallorossa ad altre società!

SETTI INTERESSATO AL MODENA? Secondo indiscrezioni riportate dal sito ParlandoDiSport.it il massimo dirigente scaligero avrebbe contattato il comune di Modena per una possibile collaborazione nella rinascita della locale società calcistica in guai finanziari da Novembre...

In tantissimi hanno scritto a presidenteonline@hellasverona.it, il numero uno della società scaligera ha scelto di rispondere più velocemente ed in maniera pubblica attraverso questo video...


LA VERSIONE DI SETTI al quotidiano L'Arena in merito alle 'magagne' col patròn dello SPEZIA 'Con Volpi avevo un bel rapporto che andava oltre gli interessi economici. Tuttavia a fine 2015 ci eravamo accordati di investire congiuntamente nel progetto centro sportivo al Forte di Lugagnano e in un nuovo stadio alla ex Cava Biondani, un investimento da 300 milioni di euro. Poi, per motivi a me sconosciuti, con l’anno nuovo Volpi ha iniziato a farsi negare e a deviare le nostre conversazioni ai legali. Per quel che riguarda il contenzioso, ribadisco che tra Volpi e l’Hellas non c’è alcun tipo di problema. La storia con HV7, proviene da un finanziamento di 5 milioni di euro che la San Rocco, società di Volpi, mi aveva concesso, con scadenza del prestito al 30 giugno 2019. Successivamente i legali della San Rocco mi hanno intimato, senza presentare i titoli obbligazionari, di pagare in anticipo, cosa che mi sono rifiutato di fare. A quel punto la San Rocco ha promosso una causa davanti il Tribunale di Genova'

SETTI-VOLPI IL CONTEZIOSO C'È ECCOME! Ma non si tratta di un 'duello' SPEZIA-HELLAS, piuttosto di grane tra società riconducibili ai due a causa delle quali VOLPI chiede 5 Milioni ed in questo momento sarebbe indirettamente proprietario della società di Via Belgio. A rivelarlo un articolo del 'Corriere di Verona' che riporta anche la voce del presidente del VERONA sul legame con il patròn (tra l'altro) della società di calcio ligure 'Volpi era una persona con cui ho avuto un rapporto ottimo, eccezionale. Poi è sparita. A livello sentimentale mi dà fastidio'

ANCORA GUAI DA LA SPEZIA... Dopo la situazione che qualche tempo fa aveva attirato l'attenzione della Procura Federale e la Guardia di Finanza sui rapporti tra Gabriele VOLPI patròn dello SPEZIA (fra le altre cose) e Maurizio SETTI ci pensa Giampiero Fiorani (banchiere e braccio destro di VOLPI) a gettare un'altro sasso nello stagno: 'Avevamo un interesse nel Verona che non si è concretizzato. C'era una simpatia personale tra Volpi e il presidente del Verona, e in questo senso c'è stato un investimento che il signor Volpi ha ritenuto di fare pur senza avere alcuna partecipazione in quella società o alcun ruolo decisionale. Ma come nascono le simpatie nascono anche le tensioni e i litigi quando non si rispettano le intese. Ma il presidente del Verona Calcio non si è rivelato la persona che sembrava... Era un'attività che sembrava avere una sua logica e poter avere una sua continuità. Un certo tipo di supporto finanziario doveva rientrare nell'alveo della passione sportiva di Gabriele Volpi ma non ha funzionato. Speriamo la cosa si risolva nell'arco di qualche settimana in accordo con i tempi della giustizia civile. Cosa ne sarà del Verona non dipende da noi'. Nel pomeriggio è prontamente arrivata la replica della società di Via Belgio che ovviamente ha smentito tutto minacciando altresì di difendersi in ogni sede e con ogni mezzo da quelle che ritiene accuse del tutto prive di fondamento ma la domanda che sorge spontanea è 'Che interesse avrebbe avuto Fiorani (o chi ha riportato la sua intervista su CittaDellaSpezia.com) a spararla tanto grossa?'... Chi vivrà vedrà, intanto il mistero si infittisce e l'HELLAS sprofonda in campionato tra mille sospetti mai del tutto chiariti.


PECCATI DI GIOVENTÙ Così il presidente SETTI alla cena di Natale dei gialloblù 'La nostra purtroppo è una squadra giovane, sia d'età che di numero di gare giocate in Serie A, ma sta crescendo. Bisogna avere tutti fiducia, quello che aveva detto il mister due mesi fa, poi si è avverato: stiamo crescendo. Siamo tutti fiduciosi: abbiamo le potenzialità per rimanere in Serie A e siamo sicuri che lotteremo fino alla fine'

ARIA NUOVA IN SOCIETÀ? Dopo essere stato vicinissimo all'acquisizione del GENOA, Giulio Gallazzi potrebbe dirottare sull'HELLAS VERONA che, secondo quanto scrive il quotidiano Repubblica, avrebbe già ricevute dal club scaligero la propria situazione contabile certificata... L'interessato però, sentito al telefono dal giornalista Tavellin del quotidiano L'Arena, smentisce categoricamente 'Smentisco nella maniera più assoluta. Conosco Setti perchè tra Bologna, Carpi e Modena ci siamo visti in più occasioni. Con lui ho avuto modo di trattare alcune questioni di lavoro legate ad altre tipologie, non abbiamo mai trattato l'argomento calcio. Non escludo che un domani al di là delle solite frasi in velocità sul calcio, possiamo parlare della questione ma ad oggi mi creda non ho chiesto nulla a Setti e il club gialloblù non mi ha domandato nulla'

RAPPORTO VOLPI-SETTI sotto la lente della Procura Federale nonostante la Guardia di Finanza abbia 'mollato la presa': Il procuratore sportivo Giuseppe Pecoraro chiederà conto al patròn dell'HELLAS VERONA di alcune 'vicende minori' legate alla gestione della società. Ne da notizia 'La Gazzetta Dello Sport' in un articolo ripreso dal portale CalcioNews24.com

VOLPI, IL PARACADUTE E I CONTI... in questa intervista al quotidiano L'Arena il presidente ribadisce alcuni concetti 'Come vanno i conti del Verona? Qualcuno pensa che ci mettiamo via dei soldi ma non è così anzi. C’è grande trasparenza nella nostra gestione. Chi vuole si prende un commercialista e viene a controllare i conti. Spendiamo più di quello che incassiamo... Qualche offerta per rilevare l’Hellas Verona? No, non si è presentato nessuno. Anzi, ribadisco ancora una volta che le mie porte sono aperte per tutti gli imprenditori, veronese e non, che vogliono entrare nel Verona e lavorare con me per far crescere la società. Serie B col paracadute? Una vera follia, come si fa a pensare una cosa del genere? Sarebbe un vero disastro dal punto di vista economico. Volpi dietro al Verona? Una storia che torna fuori ciclicamente. L’Hellas Verona è di Maurizio Setti al cento per cento'

BILANCIO 2016 VIRTUOSO per l'HELLAS VERONA i diritti televisivi crescono, i costi calano e quel paracadute salvifico...

INSULTI VIA FACEBOOK al diesse FUSCO da parte di un consigliere regionale, l'HELLAS potrebbe agire per vie legali. Secondo quanto riportato da TGGialloBlu.it Andrea Bassi avrebbe tra l'altro scritto 'Spero che Pazzini faccia 15 gol per sputtanare quello str... di direttore sportivo dell'Hellas... Prega il tuo dio di non trascinarci in B altrimenti veniamo a prenderti a casa e ti facciamo mangiare mozzarelle scadute prodotte in Campania'


INCREDIBILE CASSANO! 'A VERONA NON AVEVO STIMOLI...' Non si è certo fatta attendere la risposta del presidente in toni civili ma semplici e chiari 'Rimango, e rimaniamo, basiti per quanto appreso riguardo la presunta mancanza di stimoli di Cassano. Nel sottolineare che il calciatore è tuttora un tesserato gialloblù, voglio altresì ribadire che al Verona il gruppo viene prima del singolo e la maglia prima di qualsiasi calciatore. Verona è una piazza storica e appassionata, che merita considerazione e rispetto. Per quanto ci riguarda, proseguiremo nel lavoro per rendere questa squadra in grado di poter lottare per il nostro obiettivo'

'CASSANO? NON CE LA FA CON LA TESTA...' A pochi giorni dall'annuncio dell'addio al calcio, poi ritirato, Antonio CASSANO non ce la fa più e ribadisce di volersi ritirare... Queste le dichiarazioni del presidente all'ANSA 'Questo ragazzo non ce la fa di testa, anche se fisicamente e atleticamente sta molto bene. Professionalmente non gli si può rimproverare nulla, evidentemente non riesce a rimanere sereno e lucido in un gruppo e vuole restare a casa. C'è un up e un down, parla e poi sta muto: peccato, perché dal punto di vista professionale stava facendo tutto per bene'

QUELLA TELEFONATA TRA SETTI E CASSANO... Dietro il ripensamento di 'Fantantonio' di lasciare il calcio ci sarebbe, secondo il retroscena rivelato da Gianluca Vighini su TGGialloBlu.it, una telefonata addirittura commovente del presidente al giocatore nella quale il numero uno della società scaligera avrebbe detto fra l'altro a CASSANO 'Sei una nostra scommessa e sono sicuro che la vinceremo. Devi giocare ancora per far vedere ai tuoi figli quanto sei bravo'. Quella di SETTI potrebbe essere stata davvero la telefonata più importante della stagione chissà! Di sicuro, come diceva la pubblicità, a volte 'una telefonata ti salva la vita'; stavolta potrebbe aver salvato una carriera e magari addirittura l'HELLAS VERONA (e scusate se è poco).

DOPO OTTO GIORNI CASSANO SI VUOLE RITIRARE! Fortunatamente il fantasista ci ripensa dopo aver ricevuto il permesso di parlare con la famiglia nel ritiro di Primiero, ovviamente è felice anche SETTI che sprona Antonio dalle colonne della Gazzetta dello Sport 'Fai vedere al mondo e ai tuoi figli quanto sei forte'!

CASSANO MI HA CONVINTO dicendomi 'Presidente voglio venire e dimostrare di essere ancora vivo. Ho bisogno di uno stadio che mi trasmetta emozioni forti, di sentire il calore del pubblico, di far vedere che sono ancora un giocatore di serie A... Ma l'ho avvertito: Certe cose qui non te le permetto né con l’allenatore né con il magazziniere. Per te sarà sempre come il primo giorno di scuola, se sgarri ti mando a scaricare gli scatoloni nella mia azienda' il presidente rivela al Corriere della Sera di aver promesso al fuoriclasse di Bari vecchia un posto in caso di promozione e, in accordo col tecnico, ha portato 'FantAntonio' in gialloblù.

NEWS E CURIOSITÀ DALLE PASSATE STAGIONI +   -   =

  • Stagione 2016-2017: Imbufalito dall'inaspettata retrocessione in Serie B il presidente può consolarsi con il più abbondante 'paracadute' mai concesso dalle società della Lega di A alle retrocesse (25 milioni nella prima prima stagione più altri 15 in caso di mancata promozione) ma, ben lungi dall'investire quei soldi, ricava il ricavabile dalle cessioni di GOLLINI, IONITA e WSZOŁEK, trattiene PAZZINI e RÔMULO e si affida mani e piedi al nuovo diesse FUSCO e a mister PECCHIA: Una scelta che pagherà (anche quando, dopo alcuni passaggi a vuoto della squadra, la posizione del tecnico non sembrava più così sicura) con il ritorno dei gialloblù nella massima serie senza il passaggio dai playoff...
  • Stagione 2015-2016: La "rivoluzione" societaria del Presidente (meno potere allo staff e più presenza in società) sul campo non paga anche se BIGON fa risparmiare circa 10 milioni sulla gestione; il VERONA va malissimo in campionato e, dopo il fuoco di paglia all'esordio contro la ROMA, è quasi retrocesso già a Novembre! A Dicembre DELNERI sostituisce MANDORLINI, al mercato di Gennaio i rinforzi non sono all'altezza e la prima vittoria arriva a Febbraio... Praticamente inevitabile la retrocessione in cadetteria.
  • Stagione 2014-2015: Stagione tribolata per l'HELLAS col presidente che forse imputa a SOGLIANO scelte non condivise (l'acquisto di SAVIOLA?)... A metà stagione è frattura tra la dirigenza e il diesse e dopo la salvezza SETTI annuncia di voler essere più presente in società e novità nella gestione per la prossima stagione che non convincono Sean, il direttore se ne va e al suo posto viene preso BIGON.
  • Stagione 2013-2014: ...Dopo 11 anni il VERONA torna in Serie A e si fa onore sino alla fine!
  • Stagione 2012-2013: Maurizio SETTI è il 32° Presidente dell'HELLAS VERONA F.C. e dopo 11 anni gli scaligeri tornano in Serie A!

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Maurizio Setti
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Maurizio Setti (Carpi, 5 giugno 1963) è un imprenditore e dirigente sportivo italiano, attuale presidente dell'Hellas Verona.

Biografia
Diplomato in ragioneria, è sposato, con due figli; ascolta i Pink Floyd e i Genesis; gli piace la velocità e possiede un aereo storico "Falchetto", è appassionato della Vespa di cui possiede un esemplare del 1951 esposta nell’atrio della sua azienda.

Attività imprenditoriale
Inizia a lavorare come fotografo, e successivamente, prima del servizio militare, come magazziniere e autista in una azienda di moda a Carpi, per poi cominciare l'attività imprenditoriale, a 22 anni, insieme ad amici producendo maglieria per i grossisti. Per superare la crisi del settore "conto terzi", nel 1989 crea il gruppo Antress e punta sul primo marchio proprio, E-Gò, assieme alla socia e stilista Sonia De Nisco, che viene proposto alle catene come Camaieux e Promod. Per aumentare la marginalità, successivamente acquisisce il brand Manila Grace e lo sviluppa affidandolo alla stilista Alessia Santi, azionista al 20%. Negli anni attorno al 2010 le due aziende, grazie alla creazione, sul mercato italiano, di negozi monomarca e alla distribuzione capillare in negozi multimarca e all'internazionalizzazione dei marchi, riscuotono successo. Nel 2011 le due aziende sono fuse, nell'unica società Antress che accentra il core business del gruppo. A giugno 2012 Setti ha la maggioranza relativa delle quote, ed è l'amministratore unico, della holding Moulin Rouge SpA, che controlla la Antress Industry SpA, di cui è presidente del consiglio di amministrazione; è amministratore unico della Tex-Spread Srl che fa parte dell'indotto della Antress e possiede la Sfinge Srl e la Murales Srl, due società immobiliari. A fine 2014 il marchio E-gò è stato trasformato in SDN Sonia de Nisco con la conversione dei negozi E-gò in punti vendita Manila Grace e la creazione di una collezione chic destinata ad una clientela più agiata. Nel 2015 c'è il rilancio del marchio di maglieria Sina ja??? e l'inserimento degli accessori nelle collezioni Manila Grace.

Attività sportiva
Ha militato in gioventù nei dilettanti dell'Athletic Carpi ricoprendo il ruolo di centrocampista; è stato socio per tre anni del Carpi F.C. con cui ha conquistato due promozioni, è quindi stato, dal 2011, comproprietario e vicepresidente del Bologna Calcio (nell'"operazione salvataggio" della società felsinea), finché, nella primavera 2012, non ha rilevato l'Hellas Verona dall'allora proprietario Giovanni Martinelli. Inizialmente entrato come socio di maggioranza con l'80% delle azioni, nel marzo del 2013 acquista l'intero pacchetto azionario della società scaligera, diventandone proprietario unico. Al termine della stagione la squadra conquista la promozione in serie A, che mancava alla formazione scaligera da undici anni. Al primo anno in serie A è una delle sorprese del campionato e chiude al decimo posto.

FONTE: Wikipedia.org


28 GIU 2018
PICCOLI LOTITI CRESCONO…
Una squadra in serie D. Un’altra in serie B, reduce da una stagione disastrosa. Che senso ha avere due squadre così? Se lo chiedono tutti i tifosi del Verona, allibiti e sconcertati dalla notizia che Setti acquisirà il Mantova. Si dice che il Mantova servirà al Verona per valorizzare i suoi giovani e fare sinergia. Quindi, di fatto, se così fosse, sarà una succursale del Verona. Mi fa ridere l’affanno con cui il neo presidente Masiello che ha venduto un paio di Porsche a Setti, si è prodigato a spiegare ai tifosi virgiliani che il Mantova non sarà una succursale del Verona. E cosa sarà allora?

A parte il fatto che per piazzare dei giovani, la prima regola è che devi averli. Ma il Verona che giovani ha da piazzare in serie D? Anche qui mi appello alla logica: se il settore giovanile, dove la Primavera è appena retrocessa (vale la pena ricordarlo) producesse dei giovani validi sarebbero da subito inseriti nell’organico visto che il patrimonio giocatori è stato azzerato dalle continue cessioni (vedi Danzi e/o Tupta e/o Kumbulla). E se qualcuno di questi ragazzi non fosse adatto al Verona dovrebbero essere fatti maturare o in un’altra di B o se proprio proprio in C. Di certo non in D. Infatti il primo acquisto del Mantova pare che sarà il “giovane” Laner. Non vedo insomma quali benefici possa avere da un simile operazione il Verona.

Credo che Setti avrebbe fatto meglio, molto meglio, a dedicarsi a consolidare il Verona in serie A, che poi era la sua unica promessa, ampiamente disattesa dagli ultimi due squallidi passaggi in questa categoria. Solo dopo una decina di anni di permanenza in serie A, con i bilanci saldi, con le entrate certe dei diritti tv, con un settore giovanile tirato a lucido e in grado di produrre giovani talenti, avrebbe potuto pensare di fare una mossa del genere.

In questo momento è solo uno sgarbo, l’ennesimo, alla piazza di Verona che assiste sempre più disorientata a queste mosse, imbarazzata dal fatto che Tony D’Amico sia il direttore sportivo pur senza ufficialità, che Grosso sia l’allenatore con cui stravincere il campionato, che Almici, Cissè e Matos siano gli uomini del rilancio, che nulla ancora si sa del destino di Pazzini.

Sappiamo già con che spirito saranno lette queste osservazioni dall’entourage del presidente: diranno che non capiamo niente, che loro sono avanti, che Mantova è un affare, che è un’opportunità unica e grandiosa, che le prospettive sono di crescita… Appunto, di crescita… Come amava ripetere Pecchia mentre la nave andava inesorabilmente verso l’iceberg.
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


L'OPERAZIONE
Ora il Mantova è di Setti
27/06/2018 11:15
Maurizio Settii

Seicentoventitremila euro: entro trenta giorni Maurizio Setti dovrà versare questa cifra per diventare il nuovo azionista del Mantova attraverso la Fiduciaria Emiliana, un nuova entità costruita ad hoc per l'acquisizione della società virgiliana.

Obiettivo di Setti è fare sinergia: il Mantova sarà in pratica una succursale del Verona dove verranno piazzati alcuni giocatori in esubero dal vivaio, quelli che in pratica non hanno mercato in B e in C.

Il Mantova milita in serie D, per cui ora è molto difficile vedere in questa operazione un "beneficio" per il Verona essendo il livello di quel campionato molto basso.

Setti piazzerà a Mantova il bolognese Emanuele Righi che dopo un lungo peregrinare (è stato anche osservatore in Nigeria ai tempi in cui i rapporti con Volpi erano idilliaci...) vestirà i panni del ds, dopo essere stato nello scouting di Fusco e consigliere del presidente. E pare che nel cda siederà pure Francesco Barresi, il direttore operativo calabrese, braccio destro dell'ex dg Gardini. Il presidente sarà Masiello, un commerciante d'auto mantovano. L'allenatore Massimo Morgia. Obiettivo: riportare subito il Mantova in serie C.

FONTE: TGGialloBlu.it


OGGI DIVENTERA' PROPRIETARIO DEL MANTOVA
La nuova vita in biancorosso di Setti
26/06/2018 09:40
Setti è pronto a diventare il nuovo proprietario del Mantova: oggi alle 18 nello studio del notaio Fabio Vaini in corso Vittorio Emanuele - come riporta la Gazzetta di Mantova - ci sarà l’assemblea dei soci che sara` chiamata a rinnovare il cda e ad accogliere la proposta irrevocabile di aumento di capitale per 623.000 euro che verranno versati nei giorni successivi dalla Fiduciaria Emiliana di Reggio Emilia, attraverso la quale opera il presidente del Verona.

Nell’assemblea odierna dovrebbe anche essere nominato il nuovo cda. Il commerciante di auto Ettore Masiello diventerebbe presidente. Per il ruolo di Ds il designato è Emanuele Righi e l’allenatore sarà Massimo Morgia. Setti vuole subito puntare alla promozione in Serie C.

FONTE: TGGialloBlu.it


L’esigenza di un digì
By Redazione - 24 giugno 2018
Martedi 26 giugno Setti diventerà azionista di maggioranza del Mantova Calcio. Un impegno in più per un uomo che non ha mai voluto apparire in prima persona nel mondo del calcio e che si fida ciecamente delle persone che delega.

Dall’altro lato proporrà come diesse Tony D’Amico, altro personaggio finora poco incline all’apparire, e come allenatore Fabio Grosso, uno che, a detta dei colleghi baresi, non ha un bel rapporto con le pubbliche relazioni.

Praticamente la società si chiuderà a riccio e diventerà ancora più complicato per tifosi e giornalisti avere risposte a un qualsiasi quesito che la stagione che sta per iniziare potrà porre.

Ecco che allora il ruolo di un direttore generale operativo, presente, capace di metterci la faccia, diventa fondamentale. Per sostituire Setti, per tutelare Grosso e la squadra, per essere scudo e punto di riferimento al tempo stesso per stampa e tifosi. Semplicemente per guidare l’Hellas in un mare che, dopo l’ultima stagione, è ancora in tempesta.
D.C.

FONTE: HellasNews.it


“Se Setti viene qui con l’idea di fare del Mantova una società satellite del Verona ha sbagliato tutto”
giugno 23, 2018
“Il fatto che qualcuno sia contento che il presidente del Verona – afferma uno – venga a portare soldi a Mantova è sintomatico della situazione in cui siamo arrivati. Per il momento c’è qualcosa di poco chiaro e quando arriveranno vogliamo che parlino con noi perché ormai non ci fidiamo più di nessuno – ha raccontato un tifoso virgiliano a La Gazzetta di Mantova – Siamo stanchi, questa è la realtà. Vogliamo finalmente qualcuno che ci riporti nei professionisti, che ci faccia divertire e non ci prenda in giro. Nessuno qui parla di serie A, ci basterebbe una buona C o la serie B». Sostiene un altro supporter. “Dal punto di vista societario i risultati che ha fatto a Carpi, Bologna e Verona parlano per lui – aggiunge un altro – : abbiamo fatto un salto di qualità notevole rispetto alla passata stagione. Ma se viene qui con l’idea di fare del Mantova una società satellite del Verona ha sbagliato tutto. È meglio lo sappia subito". Sembra essere proprio questo il punto: “Noi abbiamo la nostra storia – conclude un tifoso – che non può essere mescolata con nessun altro. Se Setti viene a Mantova con la prospettiva poi di lasciare il Verona, è bene accetto. Certamente negli ultimi otto anni è il nome più importante che abbiamo avuto. Ma dovrà venirci a dire il suo progetto, da troppo tempo ci prendono in giro. Adesso basta”.

FONTE: HellasLive.it


Il progetto Mantova, i giovani e il mercato
By Redazione - 21 giugno 2018

Il prossimo 26 giugno si riunirà l’assemblea dei soci del Mantova e si saprà se Maurizio Setti diventerà l’azionista di maggioranza dei lombardi.

Il sempre più probabile acquisto del Mantova da parte di Setti, come abbiamo già scritto, è pensato soprattutto per far giocare molti giovani del Verona che escono dal vivaio scaligero e che non trovano ulteriore sbocco nelle categorie minori. Una sorta di squadra satellite, o di squadra B, che permetta alla società gialloblù di mandare a far maturare i propri ragazzi.

Ma, attenzione, questo non significa che tutti i giovani del Verona andranno a Mantova. Il Mantova avrà una sua organizzazione, una fisionomia specifica, con dirigenti legati a Setti o all’Hellas, ma comunque in maniera autonoma. Quindi anche i prestiti che avverranno tra il settore giovanile gialloblù e la prima squadra virgiliana, che ricordiamo milita in Serie D, saranno mirati e funzionali. Facciamo un esempio pratico. In questi giorni si parla di alcuni ragazzi che potranno trasferirsi su questo nuovo filo diretto. Tra questi c’è anche Pavan, terzino destro dalle belle speranze. Dopo le 17 presenze alla Paganese in Serie C, il ragazzo veronese ha ancora mercato nella terza serie italiana. Prima di mandarlo a Mantova, il Verona cercherà di piazzarlo nuovamente in Serie C in un’altra società.

Il Mantova quindi diventa una valvola di sfogo per quei giocatori che in Serie C non hanno trovato spazio o per quelli che hanno ruoli delicati (vedi il portierino Borghetto) e che hanno bisogno di giocare assolutamente.

L’idea di Setti è bella, non appare dispendiosa dal punto di vista economico ed è pensata per una progettualità legata più al futuro dell’Hellas Verona che del Mantova. Sta a vedere se il progetto andrà in porto.
D.C.

FONTE: HellasNews.it




Marchetti quasi no, Setti cerca un dirigente
By Redazione - 16 giugno 2018
Nei giorni scorsi il direttore generale del Cittadella, attraverso i microfoni di Telenuovo, ha detto che Cittadella è speciale e che fa fatica a muoversi.

Ma ha aggiunto che l’interessamento del Verona è stato molto gratificante dal punto di vista professionale.

Bene. Ha confermato una cosa: il Verona sta cercando un dirigente. Non sappiamo se un dg come Marchetti, con la successiva promozione a diesse di D’Amico o direttamente un direttore sportivo. Certo è che Setti sta pensando di inserire questa nuova figura, altrimenti non si spiegherebbero tutti questi giorni di attesa dopo la fine del campionato, le conferme dei contatti con Marchetti, la promozione non ancora avvenuta di D’Amico che è già sotto contratto.

Nomi? In questo momento sembra che il mercato degli svincolati (Lupo, Foschi) non interessi. Forse l’attesa è legata a qualche dirigente di chi deve disputare le finali play-off (Frosinone, Palermo, Cosenza e Siena), oppure a quelle società che sono sull’orlo del fallimento economico. Forse addirittura si sta cercando di convincere Marchetti mettendola sul piano economico. Forse, appunto. Per ora regna il silenzio e nel frattempo in questa settimana qualcuno (D’Amico) dovrà risolvere tutti i nodi legati ai diritti di riscatto. I termini scadono mercoledì. E la speranza poi è che si possa annunciare anche il nuovo allenatore, Fabio Grosso.

Il tempo c’è, anche se muoversi prima degli altri aiuterebbe a completare la rosa centrando tutti gli obiettivi prefissati.
Damiano Conati

FONTE: HellasNews.it


SEMPRE PIÙ VICINO ALL'ACQUISIZIONE
Setti-Mantova: offerta da 623mila euro
16/06/2018 15:57
Setti è sempre più vicino al Mantova. La società virgiliana ha rilasciato un comunicato ufficiale che parla dell'offerta del presidente del Verona e della società fiduciaria Emiliana S.p.a.

Setti avrebbe fatto un'offerta di 623mila euro. Questo il lungo comunicato della società biancorossa: "La società Fiduciaria Emiliana S.p.a. ha formulato una proposta irrevocabile, volta a sottoscrivere un aumento del capitale sociale della società Mantova 1911 ad essa dedicato, dell’importo di € 623.000,00. In tale proposta si specifica che l’importo di € 623.000,00 sarà versato dalla stessa Fiduciaria Emiliana non appena il relativo aumento di capitale sarà deliberato dagli organi di Mantova 1911. Il Consiglio di amministrazione di Mantova 1911, in adempimento dei propri obblighi di legge e statutari, ha immediatamente convocato l’assemblea dei soci per il giorno 26 giugno prossimo, al fine di discutere e di deliberare su tale proposta. Nella stessa assemblea verrà discussa e deliberata anche la proposta di modifica della composizione del Consiglio di amministrazione, in conformità agli accordi intervenuti con la società Heritage Sports Europe Ltd. Il Consiglio di amministrazione di Mantova 1911 rileva che, ove approvati dall’assemblea dei soci, tanto l’aumento di capitale, quanto il rinnovo dello stesso Consiglio di amministrazione, garantiscono un’ulteriore rafforzamento della società sotto il profilo finanziario, organizzativo e di conseguenza tecnico, in conformità al progetto triennale presentato la scorsa estate, che prosegue e che, maggiormente, si consolida".

FONTE: TGGialloBlu.it


NEWS
16 giugno 2018 - 11:32
Setti-Mantova, l’offerta è di 623mila euro
A tanto ammonta l’aumento di capitale proposto dalla Fiduciaria Emiliana, società di cui fa parte il presidente del Verona

di Redazione Hellas1903

L’offerta per il Mantova da parte del gruppo di cui fa parte Maurizio Setti, presidente del Verona, è di 623mila euro.

Questo è il contenuto della proposta consegnata dalla Fiduciaria Emiliana, società per azioni che sta dando la scalata al club lombardo.

Il testo depositato dal Mantova, reso noto con un comunicato, specifica i termini dell’intervento.

“La società Fiduciaria Emiliana S.p.a. ha formulato una proposta irrevocabile, volta a sottoscrivere un aumento del capitale sociale della società Mantova 1911 ad essa dedicato, dell’importo di € 623.000,00.

In tale proposta si specifica che l’importo di € 623.000,00 sarà versato dalla stessa Fiduciaria Emiliana non appena il relativo aumento di capitale sarà deliberato dagli organi di Mantova 1911.

Il Consiglio di amministrazione di Mantova 1911, in adempimento dei propri obblighi di legge e statutari, ha immediatamente convocato l’assemblea dei soci per il giorno 26 giugno prossimo, al fine di discutere e di deliberare su tale proposta.

Nella stessa assemblea verrà discussa e deliberata anche la proposta di modifica della composizione del Consiglio di amministrazione, in conformità agli accordi intervenuti con la società Heritage Sports Europe Ltd.

Il Consiglio di amministrazione di Mantova 1911 rileva che, ove approvati dall’assemblea dei soci, tanto l’aumento di capitale, quanto il rinnovo dello stesso Consiglio di amministrazione, garantiscono un’ulteriore rafforzamento della società sotto il profilo finanziario, organizzativo e di conseguenza tecnico, in conformità al progetto triennale presentato la scorsa estate, che prosegue e che, maggiormente, si consolida“.

FONTE: Hellas1903.it


SPORT
Calcio Serie D
Mantova, Maurizio Setti pronto a rilevare le quote
pubblicato il 15 giugno 2018 alle ore 16:52
Maurizio Setti

Mantova Manca l’ufficialità, probabilmente arriverà nelle prossime ore o al più tardi domenica. Maurizio Setti, patron dell’Hellas Verona, imprenditore tessile carpigiano, sarebbe pronto a rilevare le quote di maggioranza del club di viale Te. La “bomba” è scoppiata ieri mattina, anche se già qualcosa circolava nelle settimane precedenti. La conferma è arrivata anche da fonti molto vicine al club di viale Te. Le voci su possibili rivoluzioni societarie si facevano insistenti anche mercoledì, dopo l’incontro a Modena tra Penta, Pecchini, Strafinger e Norelli.

Un incontro che sembrava aver dato il via libera al mercato. Ma nei giorni precedenti c’erano stati dei segnali evidenti. Per esempio, la costante volontà di cercare nuovi soci. Inoltre, essendo a metà giugno, ci si aspettava l’annuncio del nuovo allenatore. Il continuo posticipare l’assemblea dei soci, ha scaturito diversi dubbi sulla reale possibilità che il Mantova potesse ripartire con l’attuale compagine. Ed è proprio in occasione dell’assemblea del 26 giugno, che si dovrebbe mettere nero su bianco l’ingresso di Setti.

L’imprenditore è già proprietario dell’Hellas, ma può acquistare il Mantova, perchè i biancorossi sono nei dilettanti. Setti, si dice, potrebbe anche cedere il Verona, ma sicuramente non nell’immediato. Magari al termine della prossima stagione? La trattativa tra l’imprenditore emiliano e il club di viale Te, è partita qualche settimana fa, dopo che il sindaco di Modena Muzzarelli, aveva bocciato il “gruppo Samorì” nella corsa per l’acquisizione dei Canarini, scegliendo Romano Amadei. Setti infatti, risultava tra gli imprenditori legati a Samorì, ma nel Modena avrebbe partecipato con una piccolissima quota. Fonti modenesi non escludono la possibilità che Setti possa essere affiancato da altri imprenditori a lui vicini, ma al momento sembra che il nuovo pacchetto di maggioranza, debba fare riferimento unicamente a lui che, evidentemente, avrà individuato in Penta e soci dei partner affidabili.

Ora cosa cambierà? Per scoprirlo bisognerà attendere l’assemblea dei soci, per capire come verranno ridistribuite le quote societarie e se nella compagine resterà anche Dana, i cui “uomini di fiducia” sembrano molto infastiditi da questa situazione di stallo. Setti potrebbe rilevare anche più del 51%. Il possibile ingresso di Setti, aprirebbe il nuovo corso biancorosso che avrebbe come responsabile dell’area tecnica Emanuele Righi, già collaboratore al Verona. Come allenatore il profilo sarebbe quello di Massimo Morgia. Il sindaco Mattia Palazzi, la scorsa estate, al momento dell’insediamento di Penta e soci, aveva chiesto un impegno triennale. I soci hanno fatto ripartire la macchina, ora sono pronti a proseguire il cammino in minoranza. L’auspicio è che il Mantova possa ritrovare un po’ di serenità e dare finalmente delle soddisfazioni ai tifosi biancorossi. (tombel)
Redazione Sport

FONTE: VoceDiMantova.it


SERIE D
La maggioranza del Mantova a Setti del Verona
L’annuncio in giornata, il patron del Verona porterebbe Morgia per la panchina e Righi come ds, spiazzato il gruppo Dana

15 giugno 2018
MANTOVA. Una vecchia pubblicità di tv diceva testualmente «Potevamo stupirvi con effetti speciali ma noi siamo scienza, non fantascienza...». Bene, ieri i soci mantovani hanno probabilmente messo in pratica questo slogan con una capriola diplomatica degna de «I bulgari» di Aldo, Giovanni e Giacomo. Chi li conosce piuttosto bene con un paziente e fitto lavoro di intelligence è riuscito a scoprire cosa sta per accadere davvero in viale Te. Da qui in poi usiamo il condizionale ma, credeteci, inventiamo nulla.

Il Mantova 1911 asd srl starebbe per cambiare azionista di maggioranza grazie all’accordo con l’imprenditore carpigiano Maurizio Setti, 55 anni, attuale proprietario dell’Hellas Verona neoretrocesso in B e di recente componente della cordata Samorì, che con Toni ha provato ad acquisire invano il Modena.

Prima Setti, che a Verona non è più tanto amato come quando rilevò il club dallo scomparso Giovanni Martinelli, era stato al Carpi e ha anche fatto parte della dirigenza del Bologna. L’industriale modenese, che opera in particolare nel settore dell’abbigliamento, avrebbe già scelto anche il nuovo direttore sportivo e il tecnico. Per la scrivania il nome più probabile è quello di Emanuele Righi, giornalista in passato responsabile dello scouting dell’Hellas e prima collaboratore della «Stampa», dalla quale è stato premiato nel 2011 per un’intervista sulle partite oggetto dell’indagine della Procura di Cremona.

E per la panchina? Mentre la cordata di Victor Pablo Dana, sempre più spazientita per l’inspiegabile (ma forse meno oscura grazie a queste “indiscrezioni” assolutamente fondate) inerzia dei soci lamenta l’accordo saltato con l’ex capitano del Mantova Carmine Parlato, nel silenzio dovuto anche alle vacanze in Grecia di Setti sta venendo avanti ed è quasi certamente già definita (l’annuncio ufficiale potrebbe essere dato oggi intorno a mezzogiorno) la trattativa con il tecnico Michele Morgia, 67 anni, fra i più esperti navigatori della categoria e che negli ultimi anni ha vinto a Pistoia e a Siena. Morgia, del tutto nuovo per la piazza ma mister navigato, potrebbe essere presentato la prossima settimana insieme al nuovo ds e al nuovo azionista di maggioranza. Setti potrebbe anche non essere impegnato in prima persona e lasciare l’onere a persone di sua fiducia; fra queste vi sarebbe anche il responsabile vendite della Porsche di Porto Mantovano, Ettore Masiello.

L’ingresso di Setti diviene sempre più probabile col passare dei minuti, così come l’ipotesi di una vicepresidenza per Nicola Penta e non manca chi indica per oggi il D-day; il nuovo Mantova comunque vedrà la presenza (a parte Setti, che acquisirebbe una percentuale fra il 51% e il 55%) di buona parte dei soci mantovani mentre è tutta da verificare la partecipazione del gruppo Dana al quale lo statuto della società, contrariamente a ciò che pensava Strafinger, avrebbe giocato un tiro nell’articolo 5 dove indica come «diritto dei soci orientati a esercitare il diritto di recesso» la restituzione dei soldi investiti (gli ormai mitici 155.000 euro) a patto che gli stessi siano ancora nelle casse della società e non siano stati già usati per altri scopi.

Un’eventualità di questo tipo, oltre a far scoppiare un matrimonio nei fatti mai nato, renderebbe bollenti i prossimi mesi della società. Sempre che l’accordo con il presidente dell’Hellas Verona non sia un pesce d’aprile. Ma oggi è il 15 giugno...(red)

FONTE: GazzettaDiMantova.Gelocal.it


Satellite Mantova: una società dove far crescere i giovani
By Redazione - 15 giugno 2018

Era stato chiarissimo Setti quando aveva presentato l’offerta di acquisto del nuovo Modena Calcio: avere una società legata anche a lui, dove poter mandare a crescere i tanti giovani del settore giovanile, che troppo spesso altre società dove vanno in prestito non fanno giocare.

Poi il Modena è finito ad un’altra cordata e quindi, a quanto emerso da varie indiscrezioni odierne, Setti si sarebbe buttato sul Mantova. Società di Serie D, con un passato significativo e che può sicuramente permettere al Verona di parcheggiare giovani e farli giocare con continuità, come una vera squadra B.

Setti-Mantova: un matrimonio che non allontana il presidente dal Verona, ma che, anzi, fortifica ulteriormente il progetto Hellas e la crescita dei suoi giovani.
D.C.

FONTE: HellasNews.it


L'OPERAZIONE "SEGRETA"
Setti al Mantova: ecco cosa dicono i giornali
15/06/2018 11:18


Mantova, maggioranza a Setti. Questo è il titolo in prima pagina della Gazzetta di Mantova che riporta la notizia dello sbarco del presidente del Verona alla guida della squadra attualmente in D.

Grande spazio sui giornali mantovani a questo "sbarco". Nelle pagine interne ci sono anche i dettagli dell'operazione: Morgia dovrebbe essere l'allenatore, Emanuele Righi (attualmente nello scouting e uno dei "consiglieri" del presidente) come ds.

Anche la Voce di Mantova dà ampio risalto alla notizia: Il Verona mette le mani sul Mantova, titola con un po' di malizia il quotidiano in prima pagina.

E all'interno si spiega: Mantova: mister x è Setti, Morgia allenatore, Righi ds.

Si fanno anche i nomi dei primi giocatori: Troianiello (già al Verona due anni fa) e Maldonado.

RETROSCENA
Dopo il Modena, Setti vuole il Mantova
15/06/2018 08:22
Dopo aver tentato di acquistare il Modena, la squadra della sua città, Maurizio Setti, presidente del Verona, avrebbe rivolto le sue attenzioni ad un'altra "decaduta" del calcio italiano: il Mantova.

A riportarlo la "Voce di Mantova". Setti sarebbe pronto ad acquistare le quote di maggioranza della società che è caduta nei dilettanti e tutto dovrebbe avvenire nella prossima assemblea dei soci del 26 giugno. Secondo la "Voce di Mantova" Setti potrebbe anche lasciare il Verona, ma non nell'immediato, per buttarsi completamente in questa avventura.

FONTE: TGGialloBlu.it


14 GIU 2018
COLPACRAZIA
Tutto come previsto. Il Verona riparte da Toni D’Amico e Fabio Grosso. Il primo è un direttore sportivo senza esperienza, nonché lo storico collaboratore di un ds (Fusco) di poca esperienza e reduce da un fallimento tecnico. Il secondo un allenatore non certo cuor di leone e con alle spalle dieci soli mesi di professionismo a Bari, senza peraltro grandi acuti (i play off erano l’obiettivo minimo da quelle parti).

Nessuna sorpresa, dicevo. Parlai di D’Amico e Grosso più di un mese fa nell’ultima puntata di Ghe la Femo. Il resto (Foschi, Luca Toni e soprattutto Marchetti) sono nomi usciti più per gettare fumo e spostare l’attenzione. Non a caso non ho mai scritto una riga su Marchetti. Ma davvero qualcuno di voi ha creduto all’ipotesi Marchetti? Suvvia…

Dunque D’Amico e Grosso. Meritocrazia al contrario. Colpacrazia potremmo definirla coniando un neologismo. Sì, a Verona vige proprio la colpacrazia. Sbagli? E io ti promuovo. Hai poco o zero pedigree? Prego, s’accomodi. Sia chiaro, qui non vige il pregiudizio. Seguiremo D’Amico e Grosso e valuteremo i fatti, pronti a elogiarli se è il caso (e lo speriamo di cuore). Il nostro è semmai un giudizio sulla scelta, che non tiene conto dei precedenti (Fusco-Pecchia) e del clima attuale. Perché con la piazza tra il depresso e l’incazzato e dopo una stagione che ha lasciato macerie morali, erano necessarie scelte di altro peso specifico e di totale discontinuità. Con il bilancio sano (come ci è sempre stato detto fino alla nausea), 25 milioni di paracadute e altri milioni di probabili plusvalenze era lecito pretendere un ds affermato e un allenatore vincente e carismatico in grado di ricompattare la piazza. Sarebbe stato anche un gesto di distensione nei confronti dei tifosi.

Sia chiaro, Setti ha ragione quando dice “decido io”, ma ha torto quando questo principio lo porta a chiudersi in se stesso e a incaponirsi. Ed ecco dunque il continuo giocare d’azzardo con scommesse low cost e il solito schema: ds e allenatori deboli. Con un’aggravante: ora il mare è in tempesta.

Sullo sfondo resta irrisolta, almeno dal punto di vista della percezione, la questione Fusco. Con la promozione di D’Amico resta da valutare il suo effettivo peso nell’Hellas. Il diretto interessato al Corriere di Verona ha negato qualsiasi coinvolgimento. A non fare chiarezza però contribuisce la frecciata di Pazzini a margine del recente scazzo pubblico con l’arcinemico: “Auguro al sig. Filippo Fusco di ritrovare un po’ di serenità in questa sua estate apparentemente libera dal lavoro”. Apparentemente?
Francesco Barana

FONTE: Blog.Telenuovo.it


Chi ha comprato Ryder Matos?
By Redazione - 12 giugno 2018
La dirigenza del Verona attuale è composta dal presidente Setti, dal direttore operativo Barresi e dal capo scouting D’Amico. Non c’è un direttore generale e nemmeno un direttore sportivo.

Considerato che Setti si sta muovendo in prima persona per i ruoli più delicati, soprattutto quello dell’allenatore, chi sta facendo il mercato gialloblù in questo momento? Chi ha chiuso la trattativa Matos e sta trattando con il Parma per la cessione di Pazzini? Le ipotesi sono due. La più accreditata è quella che vede Tony D’Amico in prima linea, già operativo nel ruolo di diesse, senza aver ancora ottenuto la promozione ufficiale.

L’altra ipotesi vede un nuovo uomo mercato lavorare in segreto per conto del Verona in attesa dell’ufficialità. Molto più complicata come strada da percorrere, ma comunque possibile.

Comunque sia, qualcuno sta seguendo il mercato del Verona, senza il ruolo di direttore sportivo e senza nomine ufficiali. L’importante è che qualcosa si stia muovendo. A breve scopriremo anche chi sta muovendo i fili.
D.C.

FONTE: HellasNews.it


12 GIU 2018
LE PERPLESSITÀ SU GROSSO E D’AMICO
Non mi permetto di giudicare la capacità di Fabio Grosso. Pare sia un buon allenatore, ho visto giocare il suo Bari, non mi ha fatto impazzire. Caratterialmente lo dipingono come uno chiuso, riservato. Ma anche molto determinato e abile nell’imparare dai suoi errori. E’ lui l’uomo giusto per risollevare il Verona?

Ce lo chiediamo in molti e la perplessità è evidente. Setti ripropone con Grosso lo schema Pecchia. Un allenatore emergente e quindi aziendalista che non imponga la sua linea, a cui fare la squadra, possibilmente imbottita di scommesse e di giovani. E’ una strada lecita, ma in questo momento il Verona ha bisogno di altro. Di molto altro.

Il Verona dell’ultima stagione è stato disastroso e ha scavato un solco tra la città e i tifosi. In molti hanno già deciso di non fare l’abbonamento. La delusione e la rassegnazione ha persino superato la rabbia. C’è una distanza abissale tra questa società e la tifoseria. Mai sono stati raggiunti livelli così elevati di distacco e pensare che basteranno due vittorie per ricreare l’entusiasmo è l’ennesimo errore di valutazione fatto da questa dirigenza.

Il Verona è mio e decido io, dice Setti. Legittimo anche questo. Però noi abbiamo il diritto di giudicare il suo lavoro come presidente del Verona. Un lavoro che è stato pessimo negli ultimi due anni di serie A. Setti ha cercato giustificazioni di ogni tipo per spiegare questo fallimentare cammino sportivo. Oltre a non avere mezzi finanziari, Setti è risultato scarso nella gestione.

Torniamo a Grosso. E’ una scommessa e se vogliamo un’altra “forzatura” nei confronti della piazza. Setti lo ha spiegato molto bene nella sua lettera alla Curva. Le scelte le faccio io. Invece di cercare di ricreare entusiasmo, si parte subito con una “sfida”. Con Grosso e ancora di più con Tony D’Amico, l’uomo che ha voluto Grosso a Verona e che sarà il ds. Ho l’impressione che la società non sappia proprio come far “digerire” il braccio destro di Fusco ai tifosi. E stia cercando di creare un diversivo, uno schermo. Non so chi, non so come. Di certo so che la stagione partirà in salita e che riconquistare la tifoseria stavolta sarà durissima. E se per caso la società decidesse di non presentare D’Amico per virare su qualcun altro sarebbe anche peggio. Perché Grosso sarà sempre una scelta di D’Amico e Fusco. Ve li immaginate Marchetti o Foschi accettare una cosa del genere?
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


LA PROPOSTA
Chi è Sundas professione acquirente
07/06/2018 10:48
E' stato anche ospite del Maurizio Costanzo show dove aveva dichiarato urbi et orbi di "aver baciato oltre 350 ragazze in un anno". Aveva 19 anni, era il 1991, un peccato di gioventù. Alessio Sundas, folta chioma (anche bionda alla Caniggia) è poi sbarcato nel mondo della moda ma il suo pallino è sempre stato il calcio. C'è una società in difficoltà? Ecco arrivare, puntuale, la proposta di Sundas. Fare l'elenco non è tra le cose più semplici. E' più facile trovare una società che non abbia avuto il suo interessamento che stilare i nomi di quelle che Sundas voleva acquistare. Trapani, Fiorentina, Pisa, Modena, Vicenza, Treviso, Rimini, Akragas e il Cagliari sono tutte le sue pretendenti. Ma nonostante il fascino da tronista, nessuna vera trattativa decollata. Nemmeno quella con il Verona partirà mai. (g.vig.)

HELLAS VERONA
ULTIM'ORA: SPUNTA UN ACQUIRENTE
07/06/2018 10:42
Reale trattativa o solo il tentativo di farsi pubblicità gratuita? E' arrivato in redazione da poco un comunicato dell'agenzia Sportman in cui si parla dell'intenzione di acquistare l'Hellas Verona.

Ecco il testo: "Una proposta seria, completa ed articolata. E’ quella che l’agenzia Sport Man ha inviato ai dirigenti dell’Hellas Verona, chiedendo un incontro per presentare ufficialmente un pacchetto di proposte che hanno l’obiettivo di riportare agli antichi fasti una società gloriosa con 115 anni di storia.

A farsi avanti, nel ruolo di mediatore per un gruppo economico interessato ad investire nel calcio, è stato l’agente Fifa Alessio Sundas, da tempo impegnato nella ricerca di club che intendano avviare la collaborazione a vari livelli per rilanciarsi nel football nazionale.

“La nostra lettera – spiega Sundas – offre un ventaglio di possibilità alla dirigenza gialloblu, spaziando dall’acquisizione delle quote societarie al tesseramento di giocatori di ottimo livello, dall’arrivo di sponsorizzazioni importanti alla creazione di una Scuola Calcio ai massimi livelli. Una sorta di Vivaio Nazionale dove coltivare i campioni di domani. L’Hellas Verona è una società che ha scritto la storia del calcio italiano, tra le pochissime realtà di provincia a sconfiggere l’egemonia delle squadre potenti, vincendo un meraviglioso scudetto nel lontano 1985. Sarebbe intenzione degli imprenditori economici che la Sport Man ha l’onore di rappresentare poter rilanciare l’Hellas Verona sui palcoscenici che una tifoseria competente e passionale merita, avviando subito il potenziamento tecnico per una immediata risalita in Serie A. Sappiamo che questa nostra iniziativa susciterà i soliti ironici commenti di alcuni addetti ai lavori, torniamo a ribadire che la Sport Man non intende acquistare direttamente club calcistici, effettuiamo la ricerca e l’opera di mediazione per conto di imprenditori intenzionati ad investire capitali nel calcio. E’ vero che spesso le trattative non vanno a dama per la ritrosia di alcuni dirigenti a cedere le quote di maggioranza di società che ritengono loro giocattoli personali, ma possiamo assicurare che non interromperemo le nostre iniziative nemmeno in presenza di altri dinieghi. Attendiamo un segnale dai dirigenti dell’Hellas Verona, noi siamo pronti all’incontro anche domani”.

Peraltro già alla fine del 2017 l’agente Sundas aveva proposto una collaborazione tecnica ai dirigenti della società gialloblu per inviare nella sessione invernale di calcio mercato alcuni giocatori in grado di condurre l’Hellas Verona alla salvezza. Purtroppo, la proposta cadde nel vuoto.

Infine, il procuratore Sundas in queste ore è impegnato nel calcio mercato, avendo avviato una serie di trattative per giocatori di cui detiene ls procura, come Endri, Balestri, Bradaschia, Cilenti, Gianolla, Tartaglia, Dioka Dietoa Frank Will, Maigini Thair, Di Murro, Dell'Amico e Vaccaro".

LA FOTO DI RICCIONE
Setti, Di Canio e il mistero dei tatuaggi
03/06/2018 22:09
È lui o non è lui? La foto che circolava oggi sui social sembrava il classico scoop estivo: Setti che parlava al mare con Di Canio. Uno più uno fa facilmente due ma forse a trarre in inganno molti tifosi è stata la voglia di avere al più presto un nuovo allenatore. E Paolo Di Canio è sicuramente un profilo gradito alla piazza veronese.

Ma poi ad un’analisi più attenta sono sorti alcuni dubbi: è veramente Di Canio quello che parla con Setti? A vedere le ultime foto di Di Canio parrebbe di no. Di Canio ha infatti le braccia piene di tatuaggi mentre quello della foto non ne ha. Potrebbe essere solo una somiglianza che ha “imbrogliato” l’autore della foto che poi ha fatto il giro del web.

La verità si conoscerà a breve quando Setti ufficializzerà il nome del nuovo tecnico. Con l’uscita di scena del Bari dai play-off di B dopo il pareggio con il Cittadella, Fabio Grosso che è il principale candidato per la panchina dell'Hellas può liberarsi dalla società pugliese e trasferirsi a Verona.

SCHIARITA PER L'ALLENATORE?
Setti si rilassa al mare con... Paolo Di Canio
03/06/2018 18:37
Il Verona è retrocesso da un mese ma non c'è ancora un nuovo Ds e nemmeno un nuovo allenatore.

Intanto Maurizio Setti si rilassa al mare a Riccione in questo caldo week-end della Festa della Repubblica.

Il presidente del Verona è stato immortalato in spiaggia mentre parla con Paolo Di Canio.

L'ex attaccante di Lazio e West Ham è molto vicino all'ambiente Verona e spesso lo si vede allo Sporting club di Peschiera per tornei di calcetto (l'ultima volta ad aprile si è incontrato anche con Pecchia per fare una lunga chiacchierata).

Visto che l'Hellas non ha ancora un allenatore potrebbe essere Di Canio una scelta di Setti per la panchina gialloblù? (forse anche per riavvicinarsi alla piazza).

Di Canio in carriera ha allenato Swindon Town e Sunderland in Premier. Ultima esperienza nel 2013, poi si è dedicato a programmi televisivi sul calcio in onda su Sky.

L'ipotesi sembra molto difficile ma dopo un mese di completo immobilismo potrebbe accadere di tutto...

FONTE: TGGialloBlu.it


01 GIU 2018
MALEDETTA PRIMAVERA
Maledetta Primavera… Setti come Loretta Goggi ha visto giovedì svanire anche l’ultimo appiglio a cui si era aggrappato in questa stagione. Quello del “roboante” progetto giovani. “Che fretta c’era…” e infatti con i giovani non bisogna avere nessuna fretta. Bisogna avere pazienza, costanza e dare tempo. La Primavera del Verona è naufragata a Udine dove ha perso ai play out ed è retrocessa rendendo la stagione una specie di Waterloo. Pecchia, i 25 punti, la serie B “conquistata” il 5 maggio (un mese fa), i tifosi imbestialiti. Però, diceva Setti, io credo nei giovani, nel nostro progetto modello Borussia Dortmund (cit. dall’ultima Lettera di Setti ai Tifosi), nella cantera. Infatti. Come volevasi dimostrare, il Verona è precipitato anche con i suoi ragazzini. “Retrocessione non meritata” ha detto Margiotta, il nuovo responsabile del settore giovanile senza peraltro spiegarci perché non sarebbe stata meritata. Ma ai misteri o alle mezze verità siamo abituati da tempo. Anche perché pure nella Primavera come in prima squadra non ci abbiamo capito nulla. Per esempio: perchè Tupta, il migliore talento di quella squadra, a gennaio era andato in Polonia (guarda qui) e sembrava in procinto di lasciare l’Italia e il Verona? E perchè è poi tornato? E perchè poi, nonostante la penuria di attaccanti (anzi il deserto) Pecchia non lo ha mai fatto giocare? E’ una coincidenza legata a quel trasferimento mancato? Stranezze… Ancora più strano che Setti (e Fusco) abbiano fatto piazza pulita della gestione precedente. Via Calvetti, via Pavanel, via Giancarlo Filippini. Cioè via la migliore gestione che da anni s’era vista a Verona nel settore giovanile. Inutile elencare tutte le vittorie e le conquiste di quel Verona che ha lanciato giovani a ripetizione portando fior di milioni nelle casse del Verona (bastano Gollini e Donsah?). Ora tenteranno di minimizzare la retrocessione. Ci diranno che è capitato anche ad altri, che il nostro girone era il più difficile. Sarà pur vero: io annoto che il Chievo, esempio a due passi, si è salvato tranquillamente e anzi ha sfiorato i play off. E Campedelli non ha mai parlato di modello Borussia Dortmund. Semmai sono altri che parlano di modello-Chievo.

“Se
per innamorarmi ancora
tornerai
maledetta primavera
che imbroglio se
per innamorarmi basta un’ora
che fretta c’era
maledetta primavera
che fretta c’era
se fa male solo a me”.
Gianluca Vighini

28 MAG 2018
INCHIOSTRO SPRECATO
Lettere aperte che non si chiudono mai. Cupo e sordo inchiostro. Parvenza di rabbia epistolare. Ridondanza stucchevole. Solita minestra allungata. Noia e sbadigli. “Un bel tacer non fu mai scritto” scrisse il poeta Iacopo Badoer, ma chi pensa solo ai bilanci forse si occupa poco di letteratura e ancora meno di psicologia, leggi alla voce empatia.

Non c’è gloria in Setti. Non c’è epica neppure nel suo declino (di popolarità e di investimenti). Il presidente e il (si fa per dire) consigliere bolognese collezionista di ruoli, rispondendo alla Curva Sud, denotano ancora una volta la loro scarsa conoscenza della piazza e dell’humus veronese. Servirebbe umiltà, come richiesto dai tifosi, non risposte piccate e al solito senza sostanza e contenuti degni di nota. E trasparenza, appunto, perché se proprio si deve parlare o scrivere sarebbe opportuno rispondere nel merito alle analisi sul marketing pubblicate da Verona col Cuore. Non è (ancora) stato fatto.

Setti non ha mantenuto le promesse del 2012 (consolidamento in A e centro sportivo) e perciò ha perso ogni credibilità. Il Verona è suo e decide lui, dice. Premesso che non stiamo parlando di una fabbrica di bulloni e che c’è un patrimonio morale, ma anche economico (leggi abbonati e indirettamente i diritti tv legati in parte alla piazza) costituito dai tifosi, proprio perché Setti è il presidente di questo affannato Verona retrocesso indegnamente si limitasse a lavorare in silenzio e a fare il minimo sindacale con 25 milioni di paracadute: vincere il campionato e tornare in serie A. Tutto il resto è, al solito, inchiostro sprecato.
Francesco Barana

FONTE: Blog.Telenuovo.it


28.05.2018
Setti apre alla vendita Il Verona sul mercato Grosso si allontana
Emanuele Righi, scoutman gialloblù, con Fabio Grosso e Tony D’Amico

Quando il destino del Bari si incrocia con quello dell’Hellas. Non c’entra nulla l’ex diesse gialloblù Sean Sogliano, ma il tecnico dei galletti Fabio Grosso. Oggi il club pugliese presenterà un ricorso alla Corte d'Appello Federale avverso la decisione del tribunale della Figc che ha inflitto due punti di penalità in classifica e tre mesi di inibizione al presidente Giancaspro, per presunte inadempienze relative alle ritenute Irpef e ai contributi Inps del primo bimestre 2018. Il legale del Bari, Mattia Grassani, punterà a ribaltare la sentenza di primo grado che ha inflitto al Bari due punti di penalizzazione. Intanto però è esplosa la contestazione dei tifosi che hanno attaccato il patron Giancaspro.

OBIETTIVO DIFFICILE. Molto dura dunque per Grosso ed i suoi ragazzi, in questo clima, cercare di far centro nell’unico posto rimasto disponibile per la serie A: il terzo posto. Play off in salita, dunque, per i galletti e Grosso che avrebbe maturato l’idea di cambiar aria. Col mister del Bari avrebbero già parlato sia Setti che D’Amico, l’attuale diesse dei gialloblù dopo l’addio di Fusco. D’Amico, buon giocatore professionista, è amico di Grosso fin dai tempi della serie C.

CLAUSOLA IMPORTANTE. A frenare il probabile arrivo di Grosso in gialloblù ecco la clausola rescissoria. Una follia, considerando la «giovane» carriera fin qui di tecnico dell’ex terzino mondiale di Lippi. Il Verona per avere Grosso dovrebbe pagare qualcosa come cinquecentomila euro. Un cifra ragguardevole che fino ad ieri sembrava non rappresentare un ostacolo. La valutazione di un giocatore o un ingaggio più basso di Grosso e altri aggiustamenti del caso potevano liberare il mister. Ma oggi tutto quanto appare più difficile. Molto legato alla vicende che stanno circondando Giancaspro e il suo Bari.

D’AMICO SI, D’AMICO NO. La piazza si è già espressa su Tony D’Amico, calciatore di modesto livello ma soprattutto talent scout di buon lignaggio portato a Verona da Filippo Fusco all’inizio della sua avventura in terra veronese. Eccolo il peccato originale. Setti non parla e lascia per il momento che D’Amico gestisca la parte tecnica. Il filo con il passato, però, non può essere interrotto ed è qui che cresce il malumore della piazza col rischio di bruciare Tony D’Amico. D’altra parte il pregiudizio è un male tipico di una piazza come Verona. In Serie B non sono arrivati cattivi giocatori e alla fine è giunta anche la promozione. Gestione tecnica e scelte opinabili come escludere Giampaolo Pazzini hanno giocato contro Fusco, che se ne è andato da tempo. Ma se D’Amico fosse il nuovo Foschi? D’altronde anche il popolare Rino arrivò a Verona sotto l’ala di Previdi, in fin dei conti non era che un tifoso delle «Weisschwarz» Brigaden del Cesena e poi fece una grande carriera. Toccherebbe a Setti proporre in modo diverso D’Amico. Un colpo di mercato ad esempio potrebbe aiutare. Fatto sta che oggi è difficile imporre ad una piazza giustamente arrabbiata per la retrocessione più amara del Verona, un profilo come quello di D’Amico troppo legato al passato.

SOCIETÀ IN VENDITA. Maurizio Setti non l’ha mai nascosto che l’Hellas sia in vendita. La sparata dei settanta milioni di valore del club, è stata una provocazione per dissuadere quanti vorrebbero farsi della pubblicità con il Verona. La verità è che per avvicinarsi, bisogna farlo seriamente. Per questo è richiesta una garanzia di cinque milioni di euro per sedersi al tavolo e trattare. Un chip d’entrata per far capire alla proprietà la volontà di poter trattare l’acquisto del club e di avere liquidità a disposizione. Se qualcuno si è avvicinato oggi l’ha fatto con altri intendimenti. Compratori anche esteri più interessati al business dello stadio che alla gloria del club. Perché, se è vero che Setti ha fallito, è altresì corretto consegnare il club a chi realmente riuscirebbe a mantenerlo in A. Cosa molto difficile di questi tempi, dove a fronte di un torneo di seconda fascia, vi sono prezzi elevati per interpreti modesti.
Gianluca Tavellin

FONTE: LArena.it


NOTA DEL PRESIDENTE
25/MAGGIO/2018 - 19:45

Curva Sud,

ho letto la vostra lettera e, tanto per liberare il campo da eventuali fraintendimenti, vi informo, ma già dovreste saperlo, che sono disponibile quando volete ad un confronto con concetti e passaggi basati su fatti concreti, non su voci che spesso raccontano falsità. Non era mia intenzione rendere pubblica questa comunicazione, ma visto che avete scelto i media, allora mi sembra giusto utilizzare lo stesso mezzo: comunicate quando una vostra delegazione vorrà avere certezze, non dicerie, e non avrete mai alcun ostacolo ad incontrarmi alla presenza delle figure preposte, come impone il codice di giustizia sportiva della FIGC.

Detto questo, voglio rispondere sommariamente alle vostre domande. La premessa del “filtrano solo voci” è grottesca. Normale sia così in questo circo: ognuno racconta la propria verità e ognuno soffia sul fuoco della vostra passione per tornaconto personale.

“Clan di avvoltoi campani” è un'espressione vergognosa che rispedisco al mittente con forza. Un campionato positivo e uno negativo non possono trovare questa considerazione, su questo punto non ci siamo. Vi chiarisco subito: il Verona non si fa imporre scelte esterne da nessuno. Nessuno. Purtroppo tra i miei mille difetti c’è la testardaggine. Decido io, individuando professionalità che tutelino la società, il futuro del club, il risultato sul campo nel rispetto della storia che rappresentiamo. Non come è successo in passato quando, in nome del risultato sul campo, si è messa fortemente a rischio la storia dell’Hellas, anche sotto la mia gestione. Ma anche di questo, come del pessimo campionato appena giocato, mi assumo le responsabilità, così come farò con le mie scelte future, qualunque esse siano, che dovranno portare il Verona dove gli compete calcisticamente, ma sempre in equilibrio con il bilancio. Ho fatto il massimo, nelle mie convinzioni, per salvare il Verona e non ho problemi nel dire che ho sbagliato tanto e ripetutamente. Anche io ho avuto dei dubbi sulla guida tecnica in questa stagione ma, in quei momenti, quando ho pensato di esonerare il mister, la squadra ha risposto vincendo, in modo convincente, dandomi quindi motivi per non procedere all’esonero. Alla fine, esonerare tanto per accontentare pressioni esterne non fa parte, e mai farà parte, del mio modo di essere. È stato il mio errore non esonerare l’allenatore? I risultati sono inequivocabili. Ho sbagliato, mi contestate, fa parte del gioco ma non si va oltre le questioni di campo. Dalle procure e dagli organi preposti il Verona è da sempre sottoposto ai giusti controlli che non hanno mai rilevato comportamenti non leciti della mia persona. MAI.

Io vorrei vedere una squadra che si impegna fino all’ultima goccia di sudore e questo, al di là della retrocessione, non è avvenuto. Di questo mi scuso, perché abbiamo sbagliato gli uomini, non l’aspetto tecnico dei calciatori. Retrocedere costringe il Club a rinunciare a circa 25 milioni di euro, oltre al prestigio di giocare nella massima serie. Questo per mettere a tacere la storia del paracadute, usata ad arte da qualcuno che specula sul vostro amore per l’Hellas. Ogni stagione trascorsa in B crea un disagio economico rispetto al giocare in A. Con questo spero di rispondere definitivamente alle illazioni sulla voglia di retrocedere o prendere altri paracaduti... sul resto aspettate gli eventi per giudicare. Sia dal punto di vista tecnico, in termini di giocatori, che di progetti inerenti al mondo Hellas Verona. Perché una società si fa con la squadra, con i risultati, ma anche mettendo basi fondamentali per il futuro. Non dimentico ciò che ho detto in questi anni. Giudicatemi per i fatti che ci sono stati e che ci saranno. Contestatemi, sino a quando riterrete giusto farlo, ma prima approfondite i vostri dubbi direttamente con il sottoscritto senza presunti mediatori o filtri. Ricordando che comunque, sino a quando sarò il proprietario, le decisioni le prenderò io e non saranno mai fatte per ruffianeria verso nessuno: tifosi, stampa, sistema... deciderò solo per il bene aziendale e sportivo, con la possibilità anche di sbagliare come, purtroppo, è successo nell’ultima stagione. Resto a disposizione, se lo riterrete opportuno.
Maurizio Setti

FONTE: HellasVerona.it


25 Maggio 2018, il comunicato della Curva Sud:



VINCE AMADEI
Setti e Toni, svanisce il "sogno" Modena
19/05/2018 10:49
Niente Modena per Setti e Toni. Dopo il fallimento di sette mesi fa, il Modena calcio torna a vedere la luce. Il sindaco della città, Giancarlo Muzzarelli, ha infatti comunicato venerdì pomeriggio il nome della cordata vincitrice. La società è finita nelle mani del gruppo del Pro Modena, capeggiato dall’ex presidente dei gialloblù Romano Amadei.

Bocciati invece i gruppi dell’US Modena di Samorì e Gibellini (di cui faceva parte anche Setti), che era stato il primo a farsi avanti in ordine di tempo, e quello del Modena Calcio SSD, guidata dal bresciano Roberto Mara e che contava al proprio interno anche Luca Toni.

MANCA LA TERZA RETROCESSA IN B
Paracadute l'anno dopo, ecco per chi tifa Setti
18/05/2018 11:32
Manca solo una partita alla fine di questo desolante campionato per il Verona. C'è ancora da decidere chi sarà la terza retrocessa in Serie B insieme all'Hellas e al Benevento. Cinque squadre lottano per la salvezza (Udinese a quota 37, Chievo 37, Cagliari 36, Spal 35, Crotone 35).

Chi sarebbe meglio che retrocedesse con il Verona? In virtù del paracadute Setti riceverà 25 milioni subito. Nel caso l'Hellas non dovesse essere promosso il prossimo anno, ci potrebbe essere un altro fondo da cui attingere ma solo in determinate condizioni: se a retrocedere domenica saranno o Crotone o Spal.

Con Cagliari (o più difficilmente Udinese o Chievo) in B, per il secondo anno non ci sarà alcun fondo mentre se dovessero retrocedere i pitagorici o gli estensi, il fondo per l'Hellas sarebbe di 10 milioni (col Crotone in B) e addirittura di 15 milioni (con la Spal retrocessa) in virtù degli ultimi anni trascorsi nella massima serie.

Quindi chi "tiferà" Setti domenica? Sampdoria e Napoli che affronteranno Spal e Crotone... ma anche il Cagliari che gioca in casa con l'Atalanta.

L'ANALISI DI MARCO BELLINAZZO DE "IL SOLE 24 ORE"
IL VERONA CAMPIONE DI "PARACADUTISMO"
16/05/2018 11:04
Maledetto o benedetto. Sicuramente uno strumento controverso che altera i campionati e che in Italia ha creato le solite storture. Nato per "aiutare" le squadre che incorrono in una stagione "storta", in realtà è diventato una sorta di assistenzialismo che genera nei tifosi sospetti e crea uno spettacolo al ribasso. Si parla del paracadute, uno strumento che il Verona retrocesso due volte su tre campionati, conosce bene. Tanto da essere citato come esempio da Marco Bellinazzo, esperto de "Il Sole 24 ore" che all'argomento ha dedicato un'interessante riflessione.

Dieci anni di paracadute in Serie A. In attesa di sapere se l'intero indennizzo da 60 milioni verrà diviso o meno fra le tre retrocesse di questa stagione, il "fondo di solidarietà" per chi va in Serie B si avvicina a quota 300 milioni da quando è stato istituito, ovvero dalla stagione 2008/09. All’epoca era previsto un totale di 22,5 milioni a favore delle retrocesse. Negli anni il bonus è quasi triplicato e prevede anche l’assegnazione successiva di eventuali cifre residuali. L'Hellas, già primatista per "contributi di solidarietà" negli ultimi anni (25 milioni nel 2016 e altri 25 nel 2018), aspetta con particolare attenzione proprio per sapere se rimarrà qualche milione non assegnato: qualora a retrocedere fossero Udinese (affrontata al "Bentegodi" nella scorsa giornata), Chievo o Cagliari, l’intero fondo da 60 milioni andrà diviso tra le tre squadre destinate alla B e non vi sarà alcun residuale, che invece sarà disponibile se tra i cadetti dovessero tornare Crotone o Spal.

I criteri di ripartizione sono infatti i seguenti: le società che hanno preso parte a tre degli ultimi quattro campionati di A, una volta retrocesse, hanno diritto a un indennizzo da 25 milioni. La cifra scende a 15 milioni se hanno partecipato a due delle ultime quattro stagioni e a 10 milioni se solo a una delle ultime quattro. All'Hellas va dunque la cifra massima, mentre al Benevento, esordiente in A, solo 10 milioni. Rimangono altri 25 milioni da assegnare alla terza retrocessa: la militanza di Udinese, Chievo e Cagliari in massima serie è tale che, in caso di retrocessione di una delle tre, l'intero "fondo paracadute" andrebbe svuotato. Se a retrocedere dovesse essere il Crotone, in A da due stagioni, rimarrebbero 10 milioni liberi. Con la Spal in B, 15.

Dove vanno questi soldi non assegnati? Vengono "congelati" per un anno e diventano una sorta di polizza per la retrocessa di lungo corso, in questo caso il Verona, qualora nella prossima stagione in Serie B non dovesse riuscire a ottenere la promozione. Un caso già vissuto dagli scaligeri, quando nella stagione 2015/16 finirono tra i cadetti ed essendo accompagnati da due "matricole" come Carpi e Frosinone si trovarono una "assicurazione" da 15 milioni sulla mancata promozione. La squadra di Pecchia però riuscì a tornare in A e quei 15 milioni vennero suddivisi tra tutte le squadre di massima serie salvatesi nella stagione 2016/17 e fuori dalle competizioni europee. Lo stesso Verona, un anno prima di festeggiare la promozione, dovette fronteggiare le polemiche per aver perso a Palermo all'ultima giornata. I siciliani, coinvolti nella corsa alla salvezza col Carpi, qualora fossero retrocessi avrebbero ottenuto 25 milioni di paracadute, a differenza dei 10 milioni riservati agli emiliani, eliminando ogni residuale. Un ragionamento che è stato riproposto nella passata stagione, quando stavolta ad essere già retrocesso era il Palermo e a contendersi la salvezza erano Empoli e Crotone. I toscani, però, vennero sconfitti al "Barbera" e i rosanero (che rischiano ora di mancare la promozione quanto meno diretta in A) si ritrovano senza alcun residuale a disposizione.

Nei fatti, però, quanto aiuta questo paracadute? Da quando nella stagione 2015/16 si è deciso di aumentarlo a 60 milioni, finora, solo due squadre su sei sono riuscite a tornare direttamente in massima serie. Chi è riuscito nel ritorno immediato, però, è proprio chi ha avuto a disposizione un indennizzo da 25 milioni: il Verona nel 2017 e l’Empoli nel 2018. Negli anni passati, invece, l’incidenza dell’aiuto appare minore: la promozione diretta l’hanno ottenuta cinque squadre su diciannove, mentre altre due formazioni hanno dovuto affrontare i playoff. Società come Reggina, Siena e Brescia hanno dovuto fronteggiare problemi economici che hanno anche portato al fallimento, Livorno e Novara sono addirittura retrocesse in Lega Pro, dove è finito anche il Lecce per via del doppio salto all'indietro compiuto nel 2012.

I salentini, retrocessi dalla A alla B in quell'anno, vennero relegati in terza serie per illecito sportivo. Per questo motivo, la Lega non ha assegnato ai giallorossi un paracadute che sarebbe dovuto essere di cinque milioni di euro. Paracadute che solo in due occasioni non ha avuto destinazione, per il Lecce appunto e per il Parma, fallito nel 2015. C’è persino chi ha provato ad anticipare i tempi, come il Messina, che nel 2007 ha iscritto a bilancio un importo di 5 milioni. Peccato che all'epoca il paracadute era stato solo annunciato dalla Lega Serie A e che per entrare in vigore fossero necessari altri due anni. I siciliani, alla stagione 2008/09, nemmeno presero parte: fallimento, ripartenza dalla Serie D e condanne per i fratelli Franza, all'epoca presidente e vicepresidente. Nella sostanza, quel paracadute mai esistito avrebbe permesso alla società peloritana di ripianare i conti per iscriversi alla Serie B. In certi casi, il paracadute è un vero e proprio salva vita.

FONTE: TGGialloBlu.it


Il bilancio dell’Hellas Verona con Maurizio Setti presidente
maggio 16, 2018

I risultati ottenuti dal presidente Maurizio Setti con l’Hellas Verona tra cadetteria e Serie A. Due promozioni nella massima serie italiana ed altrettante retrocessioni in Serie B, economicamente rese meno amare grazie al paracadute. Info grafica La Gazzetta dello Sport

FONTE: HellasLive.it


VISTO DA NOI
07 maggio 2018 - 08:26
Lettera aperta
Dopo la caduta in B, Setti faccia le scelte migliori per il futuro del Verona

di Lorenzo Fabiano, @lollofab

Egregio presidente Setti,
«Non mi preoccupo mai del futuro, arriva sempre abbastanza presto». Sa chi lo disse presidente? Fu Albert Einstein, mica uno di noi, ma un genio illuminato dal dono di saper rendere accessibile a tutti ciò che non lo è, ovvero la sfera dell’intelligenza. Stando su cose più consone a noi poveri cristi, il momento non solo è amarissimo, ma pensi che è così crudele che la retrocessione del Verona è stata sancita nel sedicesimo anniversario del dramma (sportivo, s’intende) di Piacenza. A differenza di questa, quella del 2002 fu una caduta tutt’altro che annunciata, e per questa ragione è ricordata ancora oggi come la più dolorosa nella lunga storia dell’Hellas Verona. Avrà capito che quando c’è da farsi del male, tra queste pazze mura le cose le facciamo in grande. Siamo l’Ipermercato Tafazzi noi, quello dove succede che prendi due e paghi tre, e di rado il contrario. È un po’ il nostro karma schizoide. A quanti, e sono la stragrande maggioranza, non la amano, suggeriamo (non si preoccupi, glielo diciamo noi) di non perdersi nei piagnistei, né tantomeno di lasciarsi andare alla collera sulle tastiere. Se la facoltosa imprenditoria locale se ne sta buona rintanata negli agi dei circoli di bridge e di golf, se la politica cittadina altro che propaganda a taglio di nastrini non fa, vivere nell’illusione e lamentarsi non solo non serve a nulla, ma ha l’effetto di tafazzarsi ancora di più. Cinismo, dice Lei? No, semmai realismo, ci creda. Sorvoliamo.

A Milano Lei ha dichiarato di voler riportare subito il Verona dove gli compete. Bene ha fatto, ma rimane da capire come. I numeri sono dalla sua: se in serie A Lei ha fatto due retrocessioni su quattro campionati, in serie B ha centrato due promozioni su due, gliene diamo atto. Lei è un imprenditore self-made fedele a ferrei principi di management, secondo i quali il risultato sportivo è imprenscindibile dalla salute finanziaria. Giusto. Converrà che il risultato sportivo di quest’anno, è però pure il frutto di una forzata spending review. Se la squadra è stata messa insieme senza un budget di spesa in ottemperanza a rigide ragioni di bilancio, se Filippo Fusco ha fatto il mercato bussando il più delle volte al portone del Monte di Pietà e giocandosi i pochi spicci rimasti alla Ruota della Fortuna, significa che qualcosa in passato non ha quadrato. Lo ha ammesso del resto Lei stesso. Il pegno di quegli errori lo abbiamo pagato. Passi ora dalle promesse ai fatti, impegnandosi per prima cosa a dare una nuova governance tecnica al Verona. In questo ore si sussegue una girandola di nomi. Un gioco che poco ci appassiona, ma che va secondo copione in casi come questi. Attraverso le nomine del nuovo ds e il nuovo allenatore, sveli le sue reali intenzioni dando un concreto seguito alle sue dichiarazioni uscendo dalle frasi di circostanza.

Se ci permette, è però un altro l’aspetto che ci preme di più. Sa bene anche Lei quanto il Verona sia un fuoco che arde di passione, come pochi. La sua gente è da sempre abituata a ingoiare rospi, ma è sui sentimenti che non transige. Bene il marketing, bene il management, ingredienti del calcio di oggi, ma quella gente lì ha bisogno di un po’ di anima e un po’ di cuore, ingredienti del calcio di ieri. Quello è ciò che chiede. Nelle sue scelte, non venga meno a concedergliene almeno qualche porzione. Guardi che mica le chiediamo la luna piena, può star bene pure una fetta. Non tentenni presidente, si faccia consigliare bene, ponderi, e infine decida. Se Mattarella sta pensando di ricorrere ad un governo di tregua per uscire dal muro contro muro in cui si è cacciato da oltre due mesi il paese, chissà che non possa essere un’ idea utile pure a Lei per ricomporre un tantino la frattura con la comunità. Faccia presto, dia un segnale forte e chiaro. Lei dice che c’è e ci sarà? Mai come ora è il momento di dimostrarlo. Vede che alla fine aveva ragione Einstein (quando mai del resto ne sbagliò anche solo mezza): il futuro del Verona non è domani, è adesso.

P.S. Pur con tutti i suoi difetti, questa è una città meravigliosa. La sua bellezza è imbarazzante. Viverla di più e meglio l’aiuterebbe a capirla un tantino di più. Abbiamo sentore ne abbia bisogno. Ci pensi.
In fede

FONTE: Hellas1903.it


IL PRESIDENTE DELL'HELLAS
Setti: Ecco perchè non ho esonerato Pecchia
06/05/2018 10:57
"Avrei potuto cambiare allenatore ma la squadra lo ha sempre seguito e di questo bisogna dare atto a Pecchia: per questo non l’ho mai esonerato. La squadra ha messo in mostra grossi limiti caratteriali e poco agonismo. Dal punto di vista tecnico questa squadra si sarebbe salvata, mentre ci sono stati problemi da quello caratteriale. Il campionato ci lascia molto rammarico per come è andata, dovremo cercare fin da subito di risalire. Le colpe ce le prendiamo tutti, giocatori compresi“. Così Maurizio Setti, come riporta la Gazzetta dello Sport, dopo la matematica retrocessione del Verona.

DOPO L'ENNESIMO FALLIMENTO SPORTIVO
Hellas Verona, una società da rifondare
02/05/2018 11:18
"E' tutto sbagliato, è tutto da rifare". Ci vorrebbe il vecchio Gino Bartali alla guida dell'Hellas Verona per affrontare questo momento.

Il fallimento sportivo è evidente. La squadra di Pecchia ha battuto tutti i record negativi e non è all'ultimo posto in classifica solo perchè il Benevento ha fatto peggio nel girone d'andata. Ma è tutta la società che batte in testa. Senza investimenti e senza soldi, Setti ha perso la bussola.

Il Verona oggi non ha nessun punto di riferimento in città, nessuna "mente pensante", manca completamente una strategia. Ed è stato lo stesso Setti a smantellare quanto di buono aveva costruito.

Se ne sono andati negli anni (e molti sbattendo la porta) fior di professionisti. Da Sogliano a Gemmi, dal segretario Dibrogni al capo della comunicazione Fabrizio Cometti, dal responsabile del settore giovanile Claudio Calvetti al tecnico della Primavera Massimo Pavanel. Sarà un caso, ma la credibilità di Setti a Verona passa proprio da queste persone e da queste stagioni. La cosa incredibile è che Setti ritiene questi anni come un errore...

Dopo di loro...il diluvio. Lasciamo perdere la stagione con Bigon alla guida in cui sono arrivati giocatori "rotti", "brocchi" e con contratti impossibili da reggere (Pazzini). L'incapacità decisionale di Bigon ha portato il Verona a retrocedere con ignominia in un campionato il cui livello era ancora più basso di questo. La guerra di Toni a Delneri, uno spogliatoio che era una polveriera, la solita manfrina con lo staff medico e i primi problemi economici di Setti che non pagò per mesi gli stipendi, fecero precipitare il Verona in B.

Poi venne Fusco, il signor Wolf di Pulp Fiction. Doveva risolvere problemi, salvare capra (il bilancio) e cavoli (il risultato sportivo). Ci è riuscito per un pelo in serie B (ma chi vince ha sempre ragione) ma poi si è infilato in un tunnel fatto di inesperienza e poca capacità di analisi. Fusco aveva un budget ridicolo. Poteva fare meglio? Forse sì. Ma sicuramente poteva fare anche peggio. La sua colpa è aver sopravvalutato alcuni giocatori (Nicolas, Souprayen) e aver cercato scommesse azzardate (Cerci, Cassano) invece di solide certezze. Gli è mancata la lucidità nell'analizzare il lavoro di Pecchia e lo ha mandato in confusione con il mercato di gennaio, passando dal calcio offensivo a un obbrobrio difensivista senza capo nè coda. Tutti gli riconoscono onestà e coerenza ma queste qualità non contano nulla quando si parla di risultati. Fusco ha fallito al pari di Pecchia. Ha pagato la mancanza di risultati non la prevenzione nei suoi confronti.

Resta il problema: il Verona non ha punti di riferimento in città. E' slegato. Senza identità. Il direttore operativo Barresi, calabrese, non pare avere la personalità necessaria per esercitare un ruolo centrale e fondamentale come quello. Nelle fasi cruciali si è defilato. L'ufficio stampa, composto da personale che non è nemmeno giornalistico ha infilato topiche a ripetizione ed errori di comunicazione giganteschi. Tanto che lo stesso Setti si è affidato ora ad un "consigliere" come Emanuele Righi, bolognese e osservatore. Sarà lui forse il prossimo responsabile della comunicazione.

Il dottor De Vita, da mesi si è defilato. Ha pagato l'esposizione mediatica dei casi Albertazzi e Cerci. Macerie, insomma. Su cui bisogna adesso ricostruire con serietà e investimenti cospicui. E con uomini giusti. A Verona non mancano.
GIANLUCA VIGHINI

FONTE: TGGialloBlu.it


30 APR 2018
EPPURE SETTI NON È A FINE CORSA
Un fatto è assodato e pure il diretto interessato – ancora ieri parlando in primis di bilanci – lo ha a modo suo confermato: Setti non è in grado di mantenere stabilmente il Verona in serie A, come promesso all’inizio del suo mandato. Questo, a mio modo di vedere, è il suo vero fallimento tecnico e morale che lo relega a presidente senza più credibilità.

Ed è da qui che bisogna partire nel ripensare al futuro dell’Hellas. Setti, conscio pure lui delle corbellerie che ogni tanto si lascia sfuggire, ieri davanti all’ottimo Vitacchio perlomeno ha ridimensionato la storia dei 70 milioni per cedere la società: “Chiedo una cifra in linea con il mercato. Il Verona ha zero debiti”.

Ora si tratta di capire cosa significa in soldoni (anzi in soldi) l’espressione “in linea con il mercato”. Ma occorre ancor di più domandarsi: Setti ad oggi è interessato davvero a vendere? Perché prima di cadere nel solito e ormai stanco cliché del “nessuno vuole il Verona” bisogna capire quali siano le reali intenzioni dell’attuale proprietario e interiorizzare un fatto nuovo: rispetto all’epoca pre-Setti, quando quel cliché forse aveva qualche ragione di essere, il calcio è diventato un grande business e fa gola a molti.

Ora come ora Setti ha ancora benzina sufficiente (leggi paracadute) per avere interesse ad andare avanti. Dunque è tuttora in una posizione contrattuale di forza di fronte ai potenziali acquirenti (che certo non vengono a raccontare ai giornali le loro intenzioni, ma anzi giocano scientemente su un doppio binario: prima mettono in giro le voci poi mandano avanti i loro peones a smentire).

Tuttavia non darei per scontato l’assioma: finito il paracadute (se il Verona non torna a stretto giro in A) Setti vende. E’ plausibile, ma (ripeto) non scontato. Setti, al netto dell’apparente ranzanismo ruspante emiliano e delle tante gaffes mediatiche, è uomo che sa fare bene i suoi conti e potrebbe decidere di gestire anche un Verona navigante in serie B con la mutualità.

E’ chiaro che la retrocessione e una presumibile difficoltà a risalire subito (aspettiamo ds, allenatore e mercato, ma è certo che non partiremo favoriti come due anni fa) potrebbero togliere al proprietario Setti un po’ dell’attuale forza contrattuale nei confronti di terzi. Eppure sarei cauto ad affermare che Setti è a fine corsa.
Francesco Barana

FONTE: Blog.Telenuovo.it


VERONA RETROCESSO
L'Hellas, il paracadute e la B di alto livello
30/04/2018 10:58
Dopo solo un anno l'Hellas torna in cadetteria. Una stagione fallimentare che ricalca la retrocessione dell'anno Mandorlini-Delneri, con Bigon Ds, quando il Verona chiuse il campionato a 28 punti.

La prossima stagione di Serie B si annuncia molto dura. Molte piazze importanti, con tanti anni in A, sono salite dalla C: Lecce, Livorno e Padova. La quarta verrà decisa ai play-off (la favorita sembra un'altra grande piazza come Catania).

Non sarà una passeggiata, serviranno idee ed investimenti sulla rosa per tornare in Serie A: ma Setti, rispetto alle avversarie, potrà contare sul Paracadute da 25 milioni...

FONTE: TGGialloBlu.it


SETTI: «MI ASSUMO LE MIE RESPONSABILITÀ. IDEE CHIARE PER IL FUTURO»
29/APRILE/2018 - 19:10
Verona - Le principali dichiarazioni del Presidente gialloblù Maurizio Setti, rilasciate al termine di Hellas Verona-SPAL, 35a giornata della Serie A TIM 2017/18.


«Oggi abbiamo perso un altro scontro diretto, dimostrando ancora una volta i nostri limiti. Il campionato ci dice che siamo questi, dobbiamo prenderne atto assumendoci tutti le nostre responsabilità, io per primo, e ripartire più forti di prima. Il mister? Penso che il lavoro di un allenatore vada valutato non solo da quello che si vede la domenica, fino ad oggi ha sempre fatto lavorare bene la squadra attraverso le sue idee e facendo crescere i giovani. Dispiace per l'andamento di questo campionato, in alcuni momenti abbiamo dimostrato di potercela giocare, ma ora dobbiamo pensare solo a ripartire. L'importante in questo momento è avere le idee chiare e partire nel modo giusto l'anno prossimo; abbiamo sempre lavorato in funzione di questo, con una società costruita in un certo modo e con i conti a posto. Capisco la posizione dei tifosi, ma questo è un aspetto molto importante per noi. Dobbiamo ripartire dalle tante certezze che abbiamo, dai nostri giovani, dalla solidità della società e dalle persone che ci saranno l'anno prossimo».

FONTE: HellasVerona.it


PARLA IL PRESIDENTE
Setti: Paracadute e Pecchia, vi spiego tutto
Il presidente del Verona Maurizio Setti

29/04/2018 17:29
"Questa sconfitta ci porta davanti alle nostre responsabilità. Questo campionato ci dice che oggi siamo questi, non come due anni fa quando siamo stati molto sfortunati. Adesso ripartiremo più forti di prima. La Serie B non è la Serie A ma noi cercheremo di dare sempre il massimo. Pecchia rimane? Ho preso una decisione tempo fa, cambiare adesso non avrebbe molto senso". Maurizio Setti parla così dopo la bruciante sconfitta con la Spal che condanna il Verona alla Serie B (anche se non c'è ancora la matematica).

Il presidente del Verona ha continuato: "Pecchia? Il lavoro di un mister viene valutato per tutta la settimana, non solo per la domenica. Pecchia ha fatto lavorare bene la squadra e ha fatto crescere i nostri giovani. Certi giocatori non hanno dimostrato carattere e sono andati in affanno in certe situazioni. Adesso dobbiamo pensare a ripartire: tutti abbiamo sbagliato quest'anno. Questo è il gioco del calcio: si va giù dalla A e poi si può tornare su dalla B. Abbiamo sbagliato anche nel mercato. Ma non abbiamo fatto mercato al risparmio, abbiamo valutato la situazione e abbiamo deciso di fare certe operazioni".

Setti ha proseguito: "La nostra rosa vale questo e ce la terremo così fino alla fine di quest'anno. Lavoreremo fino alla fine. Paracadute? E' sempre quello il meccanismo non cambia, come c'è stato anche due anni fa. Ma solo un matto andrebbe in Serie B per interesse, il paracadute serve solo per aiutare economicamente chi retrocede. Mercato? Abbiamo scelto di essere onesti con i giocatori che volevano andare via come Bessa. Pazzini? E' stata una scelta per farlo stare bene, noi avevamo bisogno di giocatori che dovevano correre al massimo. Fusco? Non è scappato, è una persona onesta che ha voluto dare una scossa".

Setti ha concluso: "Futuro? Valuteremo prossimi Ds e allenatore, adesso lavoreremo per dare un futuro all'Hellas. Pecchia è uno tosto, è sempre difficile prendere insulti. Siamo stati onesti e lineari, purtroppo i risultati non sono arrivati. Centro Sportivo? Stiamo lavorando da 4 anni ma abbiamo rallentamenti per la burocrazia. Noi vogliamo fare il centro, così come ci piacerebbe il progetto del nuovo stadio. Tifosi? Io devo solo pensare di fare al meglio possibile, se i tifosi ci contestano non posso farci niente. Il Verona ha fatto molti anni in A ma molti di più in B. Fino a che io sarò qua il Verona avrà i conti a posto. Abbiamo zero debiti".

FONTE: TGGialloBlu.it


24 APR 2018
MACERIE
Questo campionato non lascerà i conti a posto. Lascerà macerie. Come un terremoto. Solo che i terremoti sono eventi imprevisti mentre la retrocessione che sarà è un evento ben programmato. Fin dal momento in cui Setti ha elaborato il suo teorema. Prima i bilanci, poi il risultato sportivo. In quell’esatto momento il Verona è finito.

L’aridità di quelle parole, l’incapacità di fare calcio, di investire, la cruda verità che è emersa dalle parole del presidente hanno spento la luce. E reso paradossalmente tutto chiaro. Con Setti non c’è possibile di investire, quindi il Verona sarà condannato sempre alla mediocrità. E’ evidente che il Verona dei primi tre anni era il frutto di altri investitori e altre disponibilità. Finito Volpi, finito il Verona, gridava un tifoso esacerbato a Setti. Nella sua estrema sintesi, la spiegazione di tutto ciò a cui abbiamo assistito.

Ora restano macerie. Sottoforma di delusione, di disaffezione, di stanchezza generale. Dopo la vergognosa retrocessione di due anni fa costellata di errori ed alibi, questa è ancora più grave. Allora almeno c’erano dei giocatori, qui c’è solo da fare tabula rasa. Andremo incontro a delusioni ancora più gravi se la società penserà di poter ricostruire su qualcuno di questi giocatori. Quello che c’è da fare è un piano serio di ricostruzione che parta da un direttore sportivo qualificato e onesto, un allenatore di spessore, e investimenti onerosi.

La squadra prima di tutto. Altroché. Il resto (nuovo stadio compreso, caro sindaco) sono solo cazzate.
Gianluca Vighini

24 APR 2018
SETTI INVESTA O SI FACCIA DA PARTE
Dove siete piccoli giannizzeri del piccolo imperatore Setti? Voi che additavate Pazzini e Bessa come mele marce di uno spogliatoio per il resto lindo e puro? Narrazione semplicistica e furbetta, da veline ufficiali e acritiche. Bene, bravi, bis, per dirla con Franco e Ciccio, dacché è meglio ridere per non piangere.

C’è un senso tristissimo di nemesi in questa vergognosa retrocessione del Verona. Dopo il karma Pazzini (di sicuro consumato, forse bollito, ma mai sostituito, ancora pagato e tutt’ora capocannoniere), il cerchio si chiude con Bessa. Dice Ballardini in sala stampa: “Bessa è un talento puro, ma è arrivato da noi che era indietro, probabilmente non abituato a certi metodi di allenamento. Poi si è messo in pari”. Populista anche lui? Non ottimista anche lui? Anche lui facente parte del famigerato “ambiente ostile”?

Quante cazzate abbiamo sentito. Quante cazzate ci hanno raccontato. E se anche è diventata abitudine togliere l’accredito ai giornalisti critici (decisione partorita da chi giornalista non è) e querelare un blogger passionale e tifoso che ha presentato Sanremo, conosciuto i più grandi personaggi e girato il mondo, le cazzate rimangono cazzate.

La verità è una: Setti non è più credibile. Ha disatteso le promesse (consolidamento in A e centro sportivo), è stato smentito dai fatti nelle sue dichiarazioni su Volpi e – nonostante i ricavi milionari di plusvalenze, diritti tv e paracaduti – da tre anni non è in grado finanziariamente di garantire la serie A al Verona, club blasonato che come ha ricordato stasera anche il radiocronista di Radio Rai “ha vinto una scudetto e ha una grande tifoseria”.

Motivi sufficienti per chiedergli un netto passo indietro. C’è una responsabilità nel guidare e presiedere una società come l’Hellas. E’ necessario un rispetto, sostanziale e formale. Oggi c’è un presidente che senza più un vero investimento non può chiedere realisticamente 70 milioni per la cessione del club.

Oggi Setti è di fronte a un bivio: o investe, o forse è meglio che si faccia da parte. Il Verona deve ripartire.
Francesco Barana

19 APR 2018
RICOSTRUIRE
Addio serie A. Solo la matematica tiene ancora aperte le speranze. Non il Verona di Setti. Perché questo è il Verona di Setti, prima che di Fusco e prima di Pecchia. Poi, certo, vengono loro due che hanno accettato e avallato ogni scellerata scelta dirigenziale. Ma questo è il Verona di Setti, non dimentichiamocelo. Uno dei più brutti Verona che abbiamo mai visto, un Verona che ci sta facendo disamorare (ma non succederà, statene certi, nonostante i vostri sforzi) e che non ha ancora toccato il fondo.

La sconfitta con il Sassuolo è un’altra pietra tombale su questo campionato. L’ennesima. Dopo Crotone, dopo Benevento, dopo Bologna. Si chiude una delle peggiori pagine della storia gialloblù. Una retrocessione figlia degli errori del passato e dell’inconsistenza economica del suo presidente.

Compito di un’azienda è produrre qualcosa. Chi fa i tortellini cerca di fare dei buoni tortellini. Chi fa i pandori deve cercare di fare buoni pandori. Chi fa calcio deve produrre risultato sportivo.

Certo, se sei la Juventus e hai un alto fatturato devi vincere lo scudetto. Se sei il Verona devi cercare di salvarti e devi farlo in maniera onorevole. Come fa l’Atalanta, ad esempio.

Setti da due anni (gli ultimi due di serie A) è stato altamente incapace di raggiungere questo risultato. Non è all’altezza di una piazza come la nostra. Sarebbe utile che ne prendesse coscienza e con un atto di onestà si facesse da parte.

Cosa vuol dire questo? Vuol dire per esempio dare una valutazione congrua al Verona. Sparare “70 milioni” significa dire che il Verona, Setti non lo venderà mai. Nessuna persona sana di mente, neanche l’imprenditore più innamorato dell’Hellas potrebbe mai iniziare una trattativa a queste cifre in una società con un patrimonio azzerato come questo Verona, senza un centro sportivo, senza nessun asset, se non il marchio che tra l’altro non appartiene più alla società ma è stato ceduto per far quadrare i conti ad un’altra società collegata.

L’aggravante di Setti è stata l’incapacità di gestire la più alta quota di denaro garantito che il sistema abbia mai dato ad un presidente del Verona. Una montagna di denaro che doveva essere sufficiente a garantire un futuro solido in serie A per tanti anni, come nessuno ha mai avuto. Nè il povero Giovanni Martinelli, nè prima Arvedi, nè tantomento Pastorello che quando andò in serie B non prese una lira.

Senza contare che Setti non ha mai (dico mai) “sacrificato” un giocatore per far godere la piazza. Ha sempre ceduto tutti quelli che avevano un minimo di mercato e fornivano una minima plusvalenza, da Jorginho, sacrificato addirittura a gennaio e venduto non al miglior offerente ma al Napoli che lo svalutò inizialmente, agli ultimi.

Ora non so se domani ci sarà qualcuno disposto a iniziare una trattativa per l’acquisto del Verona. E’ probabile che tutti si tengano alla larga, soprattutto in presenza delle sparate di cui sopra. E quindi toccherà a Setti iniziare la ricostruzione del Verona. Una ricostruzione seria, che preveda investimenti veri, che preveda un direttore sportivo all’altezza, che consegni a questa città un allenatore che sappia accendere l’entusiasmo e giocatori che ci facciano dimenticare lo schifo di questo mercoledì 18 aprile 2018. Non sono sicuro che accadrà.
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


Quando l’imprenditore non fa i conti con i sogni
By Redazione - 6 aprile 2018

Nessuna delle aziende di Setti è in fallimento. Stanno bene, fruttano e danno risultato economico. Anche il Verona, dopo la cura Fusco, è in attivo, si sostiene economicamente, non rischia.

Setti è così sereno in questo ambito, che ha deciso addirittura di investire nuovamente nel mondo del calcio. Il 5% di una neonata società è poca cosa, come pure, crediamo, sarà minimo il suo coinvolgimento fisico. Quello di Modena, è un approccio più emotivo, più di sangue, legato alle sue radici. E poi, diciamocela tutta, un imprenditore dei suoi soldi può farne ciò che vuole.

Però in tutto questo, Setti non ha fatto i conti con i sogni. Se Manila Grace vendesse meno, nessuno avrebbe ripercussioni. Se fosse in difficoltà sul mondo del mercato, a rimetterci sarebbe qualche dipendente e nulla più.

Ora giriamo la medaglia dal lato sportivo. E se il Verona retrocede? Se delude ogni settimana e si fa umiliare? Ok, non fallisce. Ok, non sparirà. E probabilmente anche qui perderà il lavoro qualche dipendente per un ovvio ridimensionamento della società, ma per Maurizio Setti non cambia nulla. E qui sta l’errore. Il Verona, come qualsiasi altra societá sportiva di un certo livello, storia e blasone è fatto anche di amore. È fatto di genitori che comprano la maglia, la sciarpa, il berrettino ai loro figli. È fatto di libri ingialliti che raccontano le gesta di giocatori ai più sconosciuti, di imprese che resteranno per sempre, di campioni in pelliccia in panchina, in gol senza una scarpa o con un dito sulla bocca nel silenzio di una città calabra. Il Verona è il primo pensiero del tifoso appena sveglio e l’ultimo prima di addormentarsi. È il cliccare tutte le app che parlano di Hellas in rapida successione per vedere se ci sono novità. È ripetersi ogni tanto a memoria la formazione attuale, Nicolas, Ferrari, Caracciolo…, oppure quella che più ha segnato la storia personale di ognuno.

Il Verona non è soltanto soldi, bilanci positivi, dirigenti soldatini che parlano di società sana e con il futuro assicurato: l’Hellas è costruito anche sulle speranze di migliaia di persone, su una passione che va al di là del rischio del fallimento, su un amore incondizionato verso dei colori che segnano la vita. L’Hellas è fatto di sogni e non è certo un libro contabile che li può cancellare.
Damiano Conati

FONTE: HellasNews.it


Setti: “Sono innamorato dei tifosi dell’Hellas. Chiedo scusa per Benevento. Fusco si è sentito tradito dai giocatori. Contro il Cagliari decisiva per tutti. Non accetto di andare avanti così”
aprile 6, 2018
“Sono arrabbiatissimo. Purtroppo la situazione è inspiegabile, la squadra non è sicuramente quella che abbiamo visto a Benevento, prestazioni che sono figlie della paura. Ma non lo accetto assolutamente, per noi, per la città e per quei 130 tifosi che sono venuti fino a Benevento per tifare. Abbiamo buttato via delle opportunità ma il campionato dice ancora una volta che siamo ancora lì, a quattro punti dalla salvezza – ha dichiarato il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti, ospite telefonico a Telearena – Non accetto una sconfitta come quella a Benevento, per questo ho deciso di mandare la squadra in ritiro ad oltranza e se continuano così li tengo lì sino a giugno. Le colpe? Ce le ha la squadra ed anche il mister. Le dimissioni di Fusco? Grande rammarico per me. Si sente tradito dai giocatori, l’ho visto molto deluso ma la sua non è una fuga. Ha insultato i giocatori negli spogliatoi si è anche spaccato un piede, rimettendoci oltre che la faccia anche i soldi. Se credo ancora alla salvezza? Sì. Sono abituato a lottare e fino all’ultimo ci credo. Sicuramente non passa dalle prestazioni di Benevento. Dobbiamo giocarcela con dignità e sacrificio. Pecchia? Anche lui ha le sue responsabilità. Contro il Cagliari sarà una partita decisiva per tutti, anche per i magazzinieri. Sono innamorato dei tifosi del Verona anche se certe volte non approvo certi comportamenti ma questo fa parte del tifo e lo devo accettare. Chiedo scusa a loro per la prestazione di Benevento e li invito a continuare a crederci”.

FONTE: HellasLive.it


NEWS
06 aprile 2018 - 11:34
Fusco, il tentativo di Setti, il no del ds
Il presidente ha chiesto al dirigente di ritirare le dimissioni, ma la decisione è definitiva

di Redazione Hellas1903

Nelle ore successive alla sconfitta di Benevento, e poi ieri, Maurizio Setti ha cercato di convincere Filippo Fusco a rimanere, ritirando le dimissioni rassegnate al “Vigorito”.
Una richiesta che è andata a vuoto: Fusco ha ribadito al presidente del Verona la propria volontà, chiarendogli che la decisione è irrevocabile.
Fusco avrebbe comunque lasciato il Verona a fine stagione.

FONTE: Hellas1903.it


LE SCELTE PER LA PROSSIMA STAGIONE
Toto ds: Setti ora deve accelerare
Setti e Fusco

06/04/2018 11:01
Dopo le dimissioni di Fusco è iniziato il casting per la scelta del prossimo direttore sportivo del Verona. Scelta fondamentale, visto che toccherà al nuovo dirigente designare il prossimo allenatore (da qui anche lo stallo con Pecchia di questi giorni).

Nelle ultime ore si è fatto il nome dell'ex dell'Empoli Marcello Carli, una candidatura che potrebbe essere stata suggerita a Setti dall'ex dg Gardini. Ma evidentemente non è la sola: c'è anche quella di Marchetti, ds del Cittadella che l'anno scorso doveva andare al Chievo, ma che poi ha scelto di rimanere alla corte di Gabrielli.

Più sfumata l'idea Capozucca che non appare assolutamente tra i papabili. C'è anche una soluzione che porta a Mauro Gibellini: talent scout di valore, non avrebbe problemi a lavorare con budget limitati. Da non prendere nemmeno in considerazione l'idea Bonato che a Verona fallì pesantemente con la presidenza Martinelli.

Pare lontana anche l'ipotesi di un ritorno di Luca Toni. Setti ha più bisogno di un uomo che conosca le categorie che di un uomo di relazioni come l'ex bomber.

Impossibile anche un ritorno di Sogliano, amatissimo dalla piazza, ma ormai in rotta con Setti dopo il recente scambio "epistolare". (g.vig.)

FONTE: TGGialloBlu.it


I soci di Modena FC 1912 si presentano: c’è Maurizio Setti
aprile 5, 2018
Si è presentata ufficialmente questo pomeriggio, data che coincide con il 106º anno dalla fondazione del club geminiano, la nuova compagine societaria Modena Fc 1912, composta da dieci imprenditori che si candidano alla guida e alla “resurrezione” della squadra gialloblu. Ne fanno parte: Gianni Gibellini, Maurizio Setti, Edoardo Rossetti, Giampiero Samorì, Graziano Verdi, Maurizio Bratomi, Giovanni Improta, Giovanni Palma, Antonio Tazzioli e Carlo Alberto Bulgarelli – si legge su modenatoday.com – La società ha l’obbiettivo di acquisire il marchio del club gialloblu all’asta fallimentare e a riprendere l’attività sportiva, auspicabilmente dalla Serie D. Ancor prima che in tribunale, tuttavia, le formalità che attendono la neonata società riguardano il bando pubblicato dal Comune di Modena, che si pone l’obbiettivo di vagliare tutte le proposte imprenditoriali che giungeranno. A guidare formalmente il gruppo di imprenditori è l’istrionico Gianni Gibellini, che ricopre la carica di presidente. Sul piatto sono stati annunciati investimenti per 16 milioni nel prossimo triennio, che da un lato puntino a far ricominciare da zero l’attività sportiva vera e propria e dell’altro rilanciano l’idea della costruzione di un vero e proprio centro sportivo.

FONTE: HellasLive.it


ENTREREBBE COL 5% DI QUOTE
Setti prova la scalata al Modena
Maurizio Setti

30/03/2018 10:38
Maurizio Setti e il Modena: un amore mai tramontato. Il presidente del Verona sta cercando di rilevare la società emiliana, fallita in autunno (insieme ad altri piccoli-medi imprenditori emiliani). La cordata è pronta a rilevare il Modena e Setti ha dato la sua disponibilità. Secondo quanto riportato dal Corriere di Verona l'imprenditore carpigiano entrerebbe in punta di piedi nell'operazione, con il 5% delle quote. Una quota ridotta: Setti diventerebbe "solo" consigliere e non avrebbe incarichi dirigenziali. Il ruolo come presidente del Verona non dovrebbe avere nessun condizionamento (almeno formale).

A fare da coordinatore dell’affare è Gianpiero Samorì, avvocato con trascorsi in politica con Forza Italia. I nomi degli altri possibili soci di Setti restano al momento top secret. L’accordo previsto, secondo quanto stipulato, prevede un impegno triennale a supporto del Modena, con il versamento complessivo di 800mila euro all'anno, suddiviso in base alle quote acquistate.

CALCIOMERCATO
Toto ds: Setti inizia a pensarci
Fusco (foto Grigolini)

27/03/2018 11:02
Non è la principale preoccupazione con il Verona in piena bagarre salvezza, ma è certo che un pensiero al Verona del domani Setti ha iniziato a farlo.

Preso atto che Fusco se ne andrà ("Non voglio essere un problema per il presidente, solitamente sono uno che aggrega e non che crea divisioni"), Setti si trova davanti ad una scelta molto importante. Dopo il turbolento rapporto con Sogliano, dopo quello fallimentare con Bigon, con Fusco Setti aveva trovato il collaboratore ideale. Aziendalista ma capace anche di assumersi in prima persona responsabilità e critiche, Fusco è stato "logorato" dall'austerity che la società ha dovuto imporre ad ogni livello dopo gli anni di vacche grasse.

Un lavoro che il ds ha svolto con coerenza cercando di "mascherare" alcuni nodi che il passato gli aveva consegnato.

Centrando il ritorno in serie A, dopo aver abbassato il tetto degli ingaggi, Fusco aveva centrato il suo primo obiettivo. Il secondo è ovviamente la salvezza in serie A. Ma il rapporto con la piazza non è mai decollato. Fusco ha difeso strenuamente Pecchia, ha difeso Setti, ha fatto da baluardo davanti alle critiche e alla protesta.

Si è insomma "bruciato" sull'altare del Verona e delle sue convinzioni.

Innegabile che chi arriverà dopo di lui avrà il vantaggio di trovarsi una lavagna pulita, i conti in ordine ma anche una squadra da ricostruire.

L'identikit quindi porta ad un ds capace di scovare talenti, capace di avere una visione anche aziendale, di personalità visto che Setti da sempre ha delegato ai suoi collaboratori la gestione sportiva.

Chi? nei giorni scorsi Alfredo Pedullà ha fatto il nome di Marchetti, il ds del Cittadella che il Chievo aveva, invano, tentato di convincere l'anno scorso. E' un candidato "papabile", ma non "il candidato". Setti ci sta pensando in sottofondo, ma prima di tutto è indispensabile sapere in che categoria giocherà il Verona. Sicuramente quella di Capozucca sembra solo una boutade. E per il momento ogni sforzo è teso a questo obiettivo.

E Fusco? Ovvio che una miracolosa salvezza lo lancerebbe nel taccuino di molti presidenti di A e B. E forse, lo rilancerebbe anche a Verona. Gli umori, davanti alle imprese sportive cambiano in fretta... (g.vig.)

FONTE: TGGialloBlu.it


25 MAR 2018
TUTTI ZITTI
Più o meno deve essere andata così. Setti compra il Verona che costa molto meno del Bologna e lo fa con l’aiuto dell’amico Volpi. Setti sceglie Sogliano che in quel momento è il più rampante ds giovane d’Italia. Con Volpi allestisce una strategia. Non c’è solo il Verona ma anche il Rjieka e lo Spezia. Pensano persino di acquistare una società in Spagna, e un mezzo pensiero di prenderne una in Inghilterra lo hanno fatto. Setti fa lo sborone. Si stente stra-coperto dai soldi e dalla potenza finanziaria di Volpi, spende e spande. Sogliano ha il compito di cercare talenti e lo fa egregiamente sbagliando qualche colpo come è nella logica del calcio. Setti vola altissimo. Non gliene frega un cazzo della città, degli imprenditori locali e i tifosi sono perfetti solo come clienti a cui vendere orribili magliette Nike con i colori sbagliati. Parla di internazionalizzazione del brand perchè l’obiettivo è un trading di calciatori mondiale. Il Verona conosce un periodo di vacche grasse come da tempo non si vedeva. Poi ad un certo punto Volpi (e qui non si capisce cosa sia successo) si allontana da Setti. Le parole o gli accordi verbali li porta il vento, Volpi nel Verona non c’è mai entrato, il suo era solo un appoggio strategico. Al massimo il contatto è un prestito obbligazionario in cui l’Hellas Verona, comunque pare non centrare anche se l’Espresso (mai smentito) dice che quei soldi servivano proprio a finanziare la societa scaligera.

E Setti si caga addosso. Resta da solo con il cerino in mano e con i conti fuori controllo. Dietrofront. Sogliano paga gli anni di vacche grasse, non è più l’architrave del progetto, nel frattempo Gardini porta Bigon e i due inchiodano ancora di più la società con l’aggravante della retrocessione.

Setti procede a colpi di paracadute e diritti televisivi, finanziariamente è tenuto a galla solo da questo, e meno male. Il Verona subisce una pesantissima cura da parte del “dottor” Fusco il quale cerca di salvare capra e cavoli. Da una parte il bilancio e dall’altra il risultato sportivo. Tornando in serie A, Fusco centra l’obiettivo e Setti gli affida totalmente la guida dell’auto Hellas Verona. Fusco si arrabatta come può, invoca coerentemente il modello Crotone sapendo in anticipo a che razza di sofferenza sarà condannata la squadra che sta per allestire.

Il Verona ora costa così poco che anche una eventuale serie B non è più uno spauracchio, anche e soprattutto per il fatto che c’è sempre un paracadute da 25 milioni di euro. E’ ovvio, però, che restare in serie A con una prospettiva di prenderne 40 è tutta un’altra storia.

Il resto è storia di oggi, una parte ancora da scrivere. E un futuro che con il Setti attuale non può non essere mediocre. Setti ha cambiato strategia. Senza Volpi e il suo appoggio si è messo a fare il modesto e a invocare l’aiuto di quei tifosi e di quella città che lui stesso snobbava. Ecco perchè non sarà mai simpatico. Ma ecco perchè il Verona non può fare a meno di lui. In un modo o nell’altro Setti ha pilotato il Verona in questi anni, con i soldi di Volpi lo ha fatto benissimo dal punto di vista del risultato sportivo, mentre la città ha sempre guardato da un’altra parte. Verona ha questo peccato originale. Si merita Setti e lo sa.
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


Il mistero Hellas Verona: la matrioska col Lussemburgo e uno scout dirigente
del 02 aprile 2018 alle 21:30
di Pippo Russo

Prosegue l'approfondimento sul mistero che avvolge la società Hellas Verona. dopo il focus sull'acquisizione da parte del presidente Setti e i rapporti con l'imprenditore Gabriele Volpi (LEGGI QUI LA PRIMA PUNTATA)

[...] In fondo alla catena del controllo societario si trova l'Hellas Verona Football Club S.p.A., il club che ha contribuito a fare la storia del calcio italiano ma sta vivendo in modo sofferto la fase più recente della propria. E fin qui è tutto perfettamente visibile e riconoscibile. Ma se si sposta l'analisi verso i livelli superiori, ecco che il quadro comincia a complicarsi.

Perché il club gialloblù è stato per qualche anno controllato da HV7, società con sede legale a Bologna, Galleria Cavour numero 4. Successivamente le quote di controllo dell'Hellas sono state cedute a Falco Investments, soggetto di cui si parlerà fra poco. HV7 deteneva 100% dell'Hellas Verona Football Club S.p.A. e la quota di 11,11% di Hellas Marketing & Communication S.r.l. Ma perché è stata scelta quella sigla per denominare la società? Risposta sicura per due terzi, e probabile per il terzo mancante. H e V stanno ovviamente per Hellas Verona. Quanto a "7", probabile richiami il ragionier Setti Maurizio, presidente dell'Hellas nonché amministratore unico di HV7. Del resto, la tendenza di Setti per il culto della personalità è stata illustrata nella precedente puntata.

Dunque non c'è da stupirsi se egli piazza il proprio nome ovunque capiti. A ogni modo, la HV7 ha concesso il 26 maggio 2014 a Hellas Verona FC SpA un prestito di 14 milioni di euro con un tasso d'interesse del 6%. Il documento di bilancio datato 30 giugno 2015 (pagina 10 della nota integrativa) informa inoltre che: "In ragione del fabbisogno finanziario della controllata Hellas Verona F. C. S.p.A., a seguito della stima dell'andamento economico della stagione sportiva 2015/2016, la Vostra Società, successivamente al 30 giugno 2015, ha convertito crediti per l'importo di Euro 2,5 milioni in conto capitale ed eseguirà versamenti in conto capitale per Euro 5 milioni ed ulteriori Euro 2 milioni a titolo finanziamento infruttifero soci". Così sta scritto nel bilancio approvato dall'assemblea che si tiene il 16 ottobre 2015, e che vede come partecipanti lo stesso Maurizio Setti come amministratore unico di HV7 e Daniela Scalabrini in rappresentanza della menzionata Falco Investments S.A.

Ma cosa è Falco Investments? Rispondendo a questa domanda si tocca il terzo anello della catena di controllo, dopo quelli costituiti da Hellas Verona FC SpA e da HV7. Falco Investments è una società che dallo scorso febbraio ha sede legale a Bologna in Galleria Cavour numero 4, stesso indirizzo di HV7. E cambiando sede ha anche cambiato nome, convertito in H23. Ma fino a poco prima, Falco/H23 faceva base in Lussemburgo, al numero 3 di Place Dargent. Come mai il nome Falco? Si può solo ipotizzare, e ricordare che Setti è proprietario di un aereo "Falchetto".

La società che aveva sede in Lussemburgo prestava denaro a HV7, con un tasso d'interesse del 5,5%. Costituita il 21 giugno 2012, la Falco Investments è stata amministrata per il triennio 2014-2017 da un terzetto di professionisti che operano nel Granducato. Ci sono i due Caurla: Roger, classe1955, e Fabrice, classe 1983, entrambi lussemburghesi. Il terzo è Stephane Cosco, classe 1976, cittadinanza francese. Cosa dire di questi signori?

Quanto ai Caurla, sia Roger (LEGGI QUI) che Fabrice (LEGGI QUI) si sono visti dedicare delle schede personali nel database degli Offshore Leaks, creato dall'Investigative Consortium of Investigative Journalism (ICIJ), il gruppo internazionale d'inchiesta che ha portato alla luce i Panama Papers. Riguardo a Cosco, le informazioni fornite dal sito Dato Capital riferiscono che riveste o ha rivestito cariche in 69 società (LEGGI QUI).

In data 27 gennaio 2017 i tre giungono al termine del mandato. A loro subentra un amministratore unico. Si tratta di Dritan Dervishi, cittadino albanese classe 1970 residente a Corciano, provincia di Perugia. A dicembre 2013 Dervishi ha conseguito a Coverciano il diploma da direttore sportivo (LEGGI QUI). Si tratta di un passaggio che avviene a pochi mesi dalla conclusione della sua esperienza a Varese come osservatore (LEGGI QUI). Da lì passa quasi subito all'Hellas, per un'esperienza che stando a quanto riferisce il suo profilo Linkedin (QUI) continua ininterrotta da allora. In realtà, nel frattempo, Dervishi è stato anche direttore sportivo del Partizani Tirana. Un'esperienza che viene ricordata anche per la megarissa durante un derby di Tirana del maggio 2016, dalla quale Dervishi esce malconcio (QUI). Un anno dopo il Partizani nominerà come direttore generale un signore chiamato Luciano Moggi (LEGGI QUI), mentre Dervishi se ne torna all'Hellas a fare lo scout.

Ma nonostante il modestissimo ruolo ricoperto nell'organigramma gialloblu, egli diventa anche amministratore unico della società che pompa denaro nell'Hellas attraverso HV7. Non è meraviglioso tutto ciò? Dal bilancio di HV7 citato in precedenza risulta che al 30 giugno 2014 essa avesse un debito di poco più di 21 milioni di euro verso Falco, ridotto (per effetto anche di rinunce della stessa Falco per 6 milioni di euro) a 6.266.833 euro durante l'esercizio chiuso il 30 giugno 2015. Dunque Falco Investments finanzia HV7, ma a sua volta è controllata da un altro soggetto. Che si chiama Seven23 Srl, e verrà illustrato fra poco.

Dopo la ridenominazione da Falco Investments a H23, amministratore unico viene nominato ancora una volta Dritan Dervishi. Una recentissima indiscrezione parla di sue dimissioni dalla carica. Ma ancora nella mattina di sabato 31 marzo, da verifica via web, lo scout albanese risulta alla guida della società. La catena non si è ancora conclusa. Perché Falco/H23 è a sua volta controllata dalla citata Seven 23 Srl. E ancora una volta c'è un riferimento al nome di Setti. La società ha sede a Milano, al numero 6 di via Paleocapa. Dal 21 giugno 2016 ne è amministratore unico Maurizio Setti, che ha avvicendato nella carica Daniela Scalabrini, a sua volta detentrice del ruolo a partire dal 20 luglio 2012. Sono le stesse due persone che nel corso dell'assemblea di HV7 tenuta il 16 ottobre 2015, quella in cui è stato approvato il bilancio chiuso il 30 giugno 2015, partecipavano come amministratore unico della stessa HV7 (Setti) e rappresentante di Falco Investments (Scalabrini).

Manca l'ultimo pezzo. La Seven 23 è a usa volta controllata da Argos, una società fiduciaria che ha il medesimo indirizzo: via Paleocapa 6, Milano. Per conto di chi Argos controlla l'intera catena che porta all'Hellas Verona? Non si sa. E questa condizione di opacità spinge Mario Gerevini, il giornalista del Corriere della Sera che nel 2015 ha illustrato per primo questo complesso intreccio societario (LEGGI QUI), a porre l'interrogativo cruciale: ma l'Hellas è controllato da Setti o da qualcun altro? Il ragioniere carpigiano continua a affermare che il club è suo, e non si può fare altro che registrare questa sua affermazione. A patto che egli spieghi quale sia il ruolo di Argos in tutto questo costrutto societario.

Il fatto è che gli interrogativi su questa contorta catena di controllo dell'Hellas non si esauriscono qui. Ne sorgono di nuovi a proposito dell'attuale situazione economico-finanziaria di Falco/H23. Che nella prima fase del funzionamento di questo assemblaggio di società e sigle finanziava indirettamente l'Hellas assumendone come contropartita gli asset strategici. Questi dubbi sono stati recentemente sollevati da Verona col Cuore, il trust dei tifosi dell'Hellas che ha svolto un lavoro di scavo e informazione sui documenti pubblici del mondo Hellas Verona, in nome di una maggiore trasparenza (LEGGI QUI).

Dall'analisi emerge che vi sia stata una prima fase in cui l'allora Falco Investments era destinataria di proficui finanziamenti giunti dall'esterno, raccolti anche attraverso l'emissione di prestiti obbligazionari: 5 milioni di euro iscritti nel bilancio chiuso il 30 giugno 2013, ulteriori 15 milioni al 30 giugno 2014. Arriva invece un momento in cui Falco/H23 smette di raccogliere denaro dall'esterno, mantenendo però il peso di un debito da onorare. Per esempio, nel prossimo luglio va saldata una quota di 3,5 milioni di euro. Falco/H23 sarà in grado di onorare la scadenza? Ecco il primo degli interrogativi gravosi. Che va a impattare su una situazione in cui gli attivi societari coincidono con le sole partecipazioni in HV7 SpA, Hellas Verona SpA e Hellas Verona Marketing Communication, per un ammontare complessivo di 17.938.000 euro.

E a questo punto merita d'essere citato il passaggio del documento firmato da Verona col Cuore in cui vengono esposti i dubbi più inquietanti: "Altri dati interessanti: i debiti iscritti nell’ultimo bilancio chiuso al 30/06/2017 ammontano complessivamente a 18.190.000 euro, mentre le attività della società sono costituite quasi esclusivamente dalle partecipazioni in HV7 SpA, Hellas Verona SpA e Hellas Verona Marketing Communication (HVMC) per 17.938.000 euro. Semplificando: a fronte dei suddetti debiti ci sono attività di non immediata liquidabilità. E la domanda sorge spontanea: possiamo davvero escludere che non ci siano beni del Verona a garanzia dei debiti della Falco e dell'HV7?".

Pare che questo articolo abbia creato fibrillazione nella sede sociale dell'Hellas. E non soltanto lì, probabilmente.

Il mistero Hellas Verona: Setti e il rapporto con Volpi, lo 'Zio d'Africa'
del 21 marzo 2018 alle 17:30
di Pippo Russo

Da qualche tempo a questa parte il signor Maurizio Setti ha preso il vezzo d'esternare. Rilascia interviste, scrive lettere aperte, divulga video-messaggi. Il tema è sempre quello: la situazione economica e societaria dell'Hellas Verona. E a questo punto, alla gamma dei canali multimediali usati da questo imprenditore carpigiano della moda, mancano il braille e l'apparizione sui vetri dei microonde nelle case dei tifosi gialloblu. A quel punto il cerchio dell'offensiva mediatica sarebbe compiuto. Senza che, invero, l'auspicato effetto-trasparenza scalfisca minimamente l'opacità che avvolge il club di cui Setti è proprietario dal 2012. Un anno che è stato l'inizio di tutto, senza che ancora si sia capito di cosa.

Soltanto l'anno precedente il signor Setti fa parte della cordata che, ispirata da Giovanni Consorte, rileva il Bologna. Del club rossoblu viene eletto vicepresidente, appena una poltrona sotto quella del geometra centese Albano Guaraldi. Al quale riserva parole molto dure nel momento di andarsene a Verona. Parla di "concezione lobbistica del fare sport", e per rimarcare la propria diversità afferma d'essere portatore di una visione romantica del calcio e di non credere "che si debba mescolare lo sport con gli affari che possono venire di conseguenza" (LEGGI QUI).

Parole che tornano indietro come boomerang, allo stesso modo in cui con costanza si ripresenta una figura che è il convitato di pietra dell'intera vicenda calcistica di Setti: Gabriele Volpi, l'imprenditore italiano con passaporto nigeriano che dopo il rientro in Italia ha preso a investire nello sport. Nel suo portafoglio sono entrati la Pro Recco di pallanuoto (club della sua città natale) e i club calcistici dello Spezia e del Rjeka, in Croazia. Negli ultimi anni Volpi è stato dato vicinissimo anche all'acquisizione della Sampdoria, senza che l'operazione si sia mai concretizzata. E soprattutto è stato indicato come molto prossimo a Setti. Sia nei giorni in cui l'imprenditore carpigiano è vicepresidente del Bologna, come riferisce l'articolo appena menzionato, sia dal momento in cui mette le mani sull'Hellas.

Riguardo a quest'ultima avventura calcistica, per Setti la gestione dell'ombra di Gabriele Volpi è sin da principio fonte di imbarazzo. Difficile per lui negare che vi sia un rapporto, e allora per lungo tempo si tratta di sminuirne la portata. Amici sì, ma nulla più. E pazienza se quel perfido archivio che è il web pullula di reperti da cui si evince una prossimità parecchio simile alla promiscuità. A cominciare dalle notizie del periodo in cui Setti s'appresta a lasciare il Bologna e insieme al ricchissimo imprenditore tornato dalla Nigeria pare impegnato nelle grandi manovre. Pallone e alta finanza come fosse Antani.

Nella primavera del 2012 i due si muovono da gran compari, con Volpi che fa addirittura da spin doctor per il suo rampante amico della provincia modenese. A fine marzo 2012 il magnate italo-nigeriano affida una confidenza alla Gazzetta dello Sport, e racconta che Setti acquisirà il Verona ma lui non c'entra nulla (LEGGI QUI). I due sono appena stati a contatto di gomito per vedere la gara della Coppa Italia di Lega Pro tra Spezia e Foggia (6-0 per i padroni di casa), con lo Zio d'Africa a fare da anfitrione sugli spalti dello stadio Picco (LEGGI QUI).

Con siffatte premesse, inevitabile che il chiacchiericcio sul reale assetto proprietario dell'Hellas si faccia ricco di allusioni. Rispetto alle quali Setti ha per lungo tempo risposto con fermezza, e talvolta in modo piccato. Questione di reputazione e d'autostima, per un soggetto che ci ha sempre tenuto a coltivare l'ego. Per capire, basta dare una sbirciatina alla sua pagina su Wikipedia. Una di quelle che, a chi come me si tassa per 5 euro al mese per sostenere l'enciclopedia collettiva del web, suscita il dovuto disappunto per l'inadeguata sorveglianza sui contenuti che vengono inseriti nelle pagine biografiche. Pagine che a volte rischiano di essere un pelino apologetiche, per via di quel trasformarsi in un ibrido fra il curriculum vitae e l'autobiografia. Ovviamente ci si guarda bene dall'asserire che la pagina Wiki su Maurizio Setti sia stata vergata da Setti Maurizio. L'uomo è troppo impegnato a gestire le aziende e le ospitate da Gigi Marzullo (LEGGI QUI), per dedicarsi alla fureria biografica di sé medesimo.

E tuttavia leggendo certi passaggi vien da dire che, se non proprio da lui, essi paiono scritti dalla mano di una mamma o di un'amorevole zia. Per dire, quell'inizio in cui si riferisce ch'egli "possiede un aereo storico 'Falchetto'", e che è "appassionato della Vespa, di cui possiede un esemplare del 1951 esposta nell'atrio della sua azienda", pare parecchio intimista (QUI LA CONFERMA). Non certo in linea col distacco e i contenuti informativi che un'enciclopedia web dovrebbe riportare. E lasciamo pure perdere quel riferimento al periodo in cui è stato "socio del Carpi F. C. con cui ha conquistato due promozioni". Come se in campo fosse sceso lui.

Ma al di là di quale sia la mano apologetica che ha vergato queste note sul web, rimane il fatto che per il signor Setti il senso dell'ego sia una stella polare. Per cui figurarsi quanto possa fargli piacere sentire insinuare che non sia lui, bensì lo Zio d'Africa, il vero proprietario dell'Hellas. E infatti, fino a un dato periodo, il proprietario-di-un-esemplare-di-Vespa-del-1951 reagisce con decisione a ogni voce che riporti questa ipotesi. Per un articolo della Gazzetta, firmato da Nicola Binda e pubblicato nel 2013, parte addirittura una querela (LEGGI QUI). Da informazioni riservate risulta che quel procedimento giudiziario sia stato archiviato dal Tribunale di Milano esattamente un anno fa. E durante il comodissimo lasso di tempo in cui la giustizia ha fatto il suo corso, per Setti l'ombra di Volpi è stata una compagnia costante.

A novembre 2015, durante il programma televisivo "Lunedì nel pallone" mandato in onda da Telearena, arriva a sostenere che le voci sull'amicizia col magnate italo-nigeriano siano "leggende metropolitane". E tutti gli articoli di giornale pubblicati nel 2012? E le foto scattate sulle tribune dello stadio Picco? Niente d'importante. E anzi, per rafforzare il concetto Setti fa riportare quella versione sul sito ufficiale dell'Hellas, in una notizia che riferisce tutte le altre varie amenità pronunciate nel corso della serata televisiva. Compresa l'affermazione di avere lo stesso numero di telefono portatile dal '90 (IL COMUNICATO).

Poi però quel granitico smentire comincia a mostrare delle crepe. Quando a ottobre 2015 un articolo firmato da Mario Gerevini per il Corriere della Sera mette in evidenza il complesso intreccio di società cui fa capo l'Hellas (con tanto di diramazione lussemburghese), e pone esplicitamente in dubbio il fatto che Setti sia proprietario del club (QUI L'INCHIESTA), le reazioni sono meno bellicose, e di querelare non se ne parla proprio. Tanto più che ormai le voci sul rapporto fra Volpi e l'Hellas si fanno incontrollabili.

Ad agosto 2017 l'ipotesi viene avanzata dalla Guardia di Finanza, mica da Nicola Binda della Gazzetta o dai vari Criscitielli. Emerge a margine di un'inchiesta condotta dalla Procura di Como e dalle Fiamme Gialle locali, in cui si ipotizza il reato di autoriciclaggio per il proprietario e presidente onorario dello Spezia. Una storia di spalloni che porterebbero ogni mese dall'Italia in Svizzera la somma di 250 mila euro in contanti. E in quel milieu trovavano spazio le intercettazioni che hanno come protagonista Gianpiero Fiorani, l'ex ammistratore delegato della Banca Popolare di Lodi travolto dagli scandali esplosi nell'estate dei Furbetti del Quartierino, rientrato nel giro grande proprio come consigliere di Gabriele Volpi.

Secondo la Guardia di Finanza, alcuni frammenti di discorso pronunciati da Fiorani lascerebbero intendere che il vero proprietario dell'Hellas sia Volpi (LEGGI QUI). La notizia è grave abbastanza da indurre a muoversi la solitamente torpida Procura della Figc. Che apre un fascicolo a settembre 2017 e tre mesi dopo archivia l'inchiesta dopo aver stabilito che l'Hellas Verona, così come quella Vespa del 1951, è di Maurizio Setti e non di Gabriele Volpi (LEGGI QUI). E per l'uomo giunto in Veneto da Carpi per predicare un calcio alieno da concezioni lobbistiche e affaristiche sarebbe anche una notizia da festeggiare a champagne, se non fosse che nel frattempo gli arrivi un siluro dal devastante impatto. A sganciarlo è Gianpiero Fiorani, per conto di Gabriele Volpi. Che d'improvviso smette d'essere per Setti lo Zio d'Africa e si trasforma in figura ostile. Nel corso della cena pre-natalizia dello Spezia Calcio, Fiorani annuncia pubblicamente che c'è un contenzioso fra il suo boss e l'Hellas Verona.

Oggetto? Un finanziamento che Volpi avrebbe concesso al club gialloblu. Una cosa "che nn ha funzionato", anche perché "il presidente del Verona non si è rivelato quello che sembrava" (L'ACCUSA QUI).

E a quel punto, per il povero Setti, si tratta di cominciare ad ammettere qualche verità. Non tutte e non per intero, tuttavia. Solo quelle che man mano vengono a galla e non possono più essere negate. Gli scoprono le carte, e allora gli tocca spiegarle una per una. Sembra un remake de La Zingara, il vecchio format del pre-serale Rai. Gli facessero indossare un turbante, Setti potrebbe tranquillamente prendere il posto di Cloris Brosca.

Davanti a quelle carte scoperte da altri, Setti si trova nelle condizioni di dover dare delle spiegazioni. Pochi giorni dopo il siluro di Fiorani, concede un'intervista all'Arena e racconta un po' di cose fin lì omesse o negate (LEGGI QUI). Parla di un prestito erogato da Volpi che effettivamente c'è stato, ma non nella misura da lui auspicata. In un primo tempo avrebbero dovuto essere 7 milioni di euro, ma poi il magnate italo-nigeriano avrebbe deciso di sottoscrivere soltanto 5 milioni attraverso la San Rocco Immobiliare. Ma allora le famose "leggende metropolitane" che fine fanno?

Non c'è tempo per soffermarsi su ciò, anche perché l'intervista vira immediatamente sul tono sentimentale, prossimo all'effettaccio strappalacrime. Perché Setti racconta dei bei tempi in cui era amicone con Volpi, come se davvero fossero lo Zio d'Africa e il Nipote di Carpi. Ma poi qualcosa fra i due si è rotto, e lui non sa perché. D'improvviso Volpi prende a farsi negare al telefono, e poi gli manda a dire che parleranno soltanto tramite intermediari, fino a fargli comunicare di non insistere con le chiamate ché altrimenti c'è il rischio di andare per vie legali. Trattato come uno stalker.

Un colpo mortale, con lui che dall'altra parte della comunicazione non si dà pace. Magari se avesse cambiato il numero del cellulare, anziché tenere lo stesso dal '90, sarebbe riuscito a farsi rispondere dall'ex zio mutato in parente serpente. Ma intanto che a Setti piange il telefono cellulare, la situazione dell'Hellas si fa sempre più critica in campo e opaca in società. Per questo il presidente avvia una campagna comunicativa ispirata a un nuovo stile di rapporto con la piazza e la tifoseria. Più diretto, con rivendicazione di trasparenza.

Scrive dapprima un lungo messaggio in forma di lettera aperta, per dire che la sua gestione dell'Hellas è improntata al rispetto della sostenibilità economica, e che la salute dei conti societari viene prima dei risultati sul campo (LEGGI QUI). Poi divulga un videomessaggio di circa un'ora, manco fosse Fidel Castro, per rispondere alle domande dei tifosi (LEGGI QUI). Mosse che paiono tardive. Comunque inefficaci, a giudicare dalle reazioni della piazza. La storiella della società virtuosa suona stonata, e le perplessità sull'assetto societario rimangono irrisolte. Soprattutto, c'è che finalmente prendono a essere ascoltate le voci di chi sa leggere i conti e le carte societarie.

Quelle letture raccontano di una situazione dell'Hellas che, nella più ottimistica delle ipotesi, è stagnante. Al di là di ciò che Setti possa raccontare, se anche si mettesse a cavallo della sua Vespa del 1951 e avviasse un road show della trasparenza per le vie della città. Ché di leggende metropolitane da dissipare ce ne sono ancora parecchie. Se ne darà conto nei prossimi articoli. Perché il racconto di questa lunga storia è appena iniziato.

(Capitolo 1. continua).
@pippoevai

FONTE: CalcioMercato.com


SETTI: «IMPEGNO, LAVORO E COMPATTEZZA: TUTTI INSIEME CE LA POSSIAMO FARE»
13/MARZO/2018 - 18:00
San Martino di Castrozza (Trento) - Le principali dichiarazioni del presidente dell'Hellas Verona Maurizio Setti, rilasciate in occasione della conferenza stampa di presentazione del ritiro estivo di #Primiero2018, avvenuta oggi al rifugio Colverde nell'ambito del Winter Business Break, nei luoghi che accoglieranno i gialloblù dal 7 al 22 luglio.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA
«Molte delle cose che sento oggi tra tifosi e addetti ai lavori le sentivo già negli scorsi mesi dette dal mister. Stiamo portando avanti un percorso di crescita che si deve concludere all'ultima giornata di campionato con la salvezza del Verona. Gli ultimi risultati non sono frutto della fortuna ma del lavoro svolto in precedenza, così come gli ultimi protagonisti sono figli di scelte fortemente volute e portate avanti, oltre che di un lavoro quotidiano in cui persone preparate valutano il momento adatto di inserire gli elementi. Arriviamo a questa parte finale di stagione con la consapevolezza di potercela giocare con tutti, e questa secondo me è la cosa più importante. Aprile sarà un mese decisivo, in tutte le zone della classifica, dobbiamo pensare a fare il nostro in ogni gara».

SENSAZIONI POST DERBY
«Il derby? A fine gara sono entrato negli spogliatoi e ho detto ai ragazzi 'Non abbiamo fatto ancora niente'. Fare tre punti nel derby è bello, ma sempre di tre punti si tratta e l'importante è allenarsi bene, impegnarsi, avere costanza nel portare a casa risultati. Due vittorie filate danno entusiasmo, ma dico ai miei giocatori di non abbassare mai la guardia. Ho visto anche un grandissimo sostegno nei confronti della squadra, il Bentegodi deve essere un punto di forza per noi e può fare la sua parte in questo rush finale. Pensiamo che gli sforzi che molti tifosi fanno per seguire la squadra siano davvero importanti, ci sembrava giusto ringraziare e agevolare in qualche modo chi è venuto fino a Benevento senza poi vedere la partita, offrendo loro due biglietti omaggio per la gara contro l'Atalanta. A proposito della partita di domenica, all'andata contro i nerazzurri avremmo potuto chiudere il primo tempo in largo vantaggio, e quindi dobbiamo tenere presente che, con consapevolezza dei nostri mezzi e impegno, ce la possiamo fare».

FONTE: HellasVerona.it


PARLA "VERONA COL CUORE"
"Setti, la Falco e il capo albanese"

27/02/2018 16:24
"Volpi dentro il Verona? Fisicamente non possiamo dire questo, sicuramente c'è la presenza di soldi che arrivano da persone terze. Aver creato una struttura societaria di questo tipo può essere stato causato da queste necessità. Le dichiarazioni di Setti sulla società "Falco" trasferita dal Lussemburgo all'Italia? Vogliamo leggerla in positivo, il primo bilancio disponibile sarà quella del 30 giugno 2018. Avremo più strumenti per analizzare facilmente la situazione". Così i rappresentati dell'associazione "Verona col Cuore" intervengono ai microfoni di Telenuovo dopo aver visionato i bilanci dell'Hellas Verona.

"Abbiamo visionato i documenti e abbiamo trovato una gestione economica in equilibrio, dove si pareggia il bilancio con la cessione di giocatori per creare plusvalenze - hanno continuato i rappresentati dell'associazione, Alex Sometti e Giampaolo Marcolini -. Non ci sono debiti con le banche e con l'erario ma da quello che abbiamo capito che non ci sono fondi per investire, era facile da intuire: basta vedere il mercato di gennaio fatto di prestiti secchi".

In conclusione si è parlato anche di Dritan Derwishi, l'osservatore albanese che risulta a capo della Falco, come emerso nei giorni scorsi anche sulla stampa nazionale: "La figura dell'osservatore albanese come amministratore unico della Falco? Non abbiamo nessun dato per comprendere per qualche motivo a capo ci sia questo signore albanese. Comunque un socio può decidere liberamente chi possa amministrare la società".


FONTE: TGGialloBlu.it


26 FEB 2018
LA TRASPARENZA È ANCORA LONTANA
Setti dice che “viene prima il bilancio del risultato sportivo”, che “l’importante è non fare la fine di chi è fallito” e che “se retrocederemo cercheremo di fare una squadra per tornare su”, ma che se non dovessimo farcela non sarebbe un dramma perché “guardate altri club che fanno fatica a risalire”. Sembra un inno al sei politico, alla mediocrità: il massimo che possiamo ambire con lui è un affanno in A, se non un’altalena tra A e B, ma forse nemmeno quella. La miglior risposta l’ha data un grande ex come Domenico Volpati, uomo intelligente e libero, da sempre un po’ coscienza critica delle vicende gialloblu: “Ok i bilanci, ma ai tifosi non puoi togliere i sogni”.

Altroché il consolidamento nella massima categoria tanto sbandierato, la prima grande promessa disattesa da Setti. La seconda è il centro sportivo, di cui Setti tanto si riempie la bocca da cinque anni e mezzo, ma a parte un rendering e i soliti proclami mediatici ad oggi non c’è ancora nulla di concreto.

Potremmo poi ricordare i tanti dinieghi, poi anch’essi smentiti, sulla figura di Gabriele Volpi per misurare la credibilità del nostro amministratore unico. Potremmo rammentare i bilanci della Falco analizzati da Verona col Cuore che attestano che ci sono state due gestioni Setti, una danarosa (con circa 20 milioni ricevuti da Falco) e l’altra austera (il flusso finanziario si è interrotto), ed è facile intuire che Sogliano era solamente la pedina manageriale del disegno del primo Setti, quello danaroso. Dunque accusare Sogliano di aver speso troppo, non solo è inelegante (ma si sa ognuno ha lo stile che si merita), ma significa negare i motivi, la ragione sociale per cui Setti ha preso il Verona ed è anche l’ennesima mezza verità che distoglie dalla verità completa: quel Verona poteva spendere, anzi doveva, per investire e creare plusvalenze. Meccanismo perfettamente riuscito nella gestione dell’ex ds e dunque del primo Setti. Se poi è cambiato qualcosa (ed è cambiato qualcosa, dicono i bilanci di Falco) non è certo colpa di Sogliano, ma di storie consumate immagino nei piani più alti.

Setti, tra le altre cose, nell’incalzante intervista di Vighini dice: “Più volte ho provato a far entrare Volpi nel Verona”. Ma poi mi chiedo: se i conti lasciati da Sogliano erano tanto disastrati perché chi è venuto dopo (Gardini e Bigon) ha speso milioni di euro per Viviani (cartellino più contratto) e Pazzini (contratto milionario quinquennale)? Spese milionarie che, a differenza di quelle di Sogliano (che hanno garantito 25 milioni di plusvalenze e tre anni in A più il paracadute, dunque indirettamente 100 milioni di ricavi), sono state una zavorra economica per il Verona. Fatti questi che smontano la narrazione settiana.

Potremmo poi chiederci: perché un talent scout contrattualizzato dal Verona, intendo Dritan Derwishi, era da un anno l’amministratore unico della Falco e al momento lo è anche della nuova società che è stata trasferita in Italia, la H23? E’ come se un collaboratore di Marotta, per dire, fosse l’amministratore della controllante della Juventus. Inusuale. Magari Setti, da qualche settimana improvvisamente verboso con i media, ci spiegherà anche questo.

Qualche timidissimo passo avanti verso la chiarezza l’amministratore unico lo sta facendo, ma ancora non basta. Siamo ancora lontani da una vera trasparenza.
Francesco Barana

FONTE: Blog.Telenuovo.it


HELLAS VERONA
Lettera di Sogliano, la risposta di Setti
24/02/2018 14:33
Dopo la lettera aperta di Sogliano, questa la risposta di Setti all'ex Ds del Verona: "Caro Sean ho sorriso davanti alla tua lettera che, sostanzialmente, è una conferma del fatto che sia stato giusto separarsi e che, forse, con l’esperienza di oggi, avrei interrotto prima un rapporto che impostato sul tuo modo di fare calcio, non sarebbe mai stato possibile sostenere da parte mia. Le tue ambizioni personali, il tuo alzare l’asticella senza tenere conto della parte economica di un club come il nostro, avrebbe portato ad un futuro inesistente. Ci siamo andati vicini ma ci siamo fermati in tempo.... Il tuo modo di lavorare non è compatibile con le mie possibilità e la tua lettera, con profonde inesattezze su tanti tesserati e alcune casuali dimenticanze su certi passaggi non gratificanti, suona per me e per chi era presente in quei giorni e sa come hai operato, come ulteriore conferma.

Ti auguro tutte le soddisfazioni che hai avuto a Verona, con la speranza che tu comprenda che il bene di un club viene prima delle ambizioni personali. Io lavorerò per restare in serie A o, se sarà, per tornarci e restarci più a lungo possibile non mettendo mai a rischio il futuro di questo club”.

FONTE: TGGialloBlu.it


Setti: Ritorno al passato
By Redazione - 24 febbraio 2018
La riapertura a Roberto Puliero, l’addio al marchio Nike, il ritorno a colori gialloblú più vicini alla storia dell’Hellas, la spinta verso il settore giovanile e verso ragazzi giovani da valorizzare piuttosto che operazioni di marketing puro come l’acquisto del Gran Capitan del Messico.
È un Maurizio Setti che sembra essere tornato sui propri passi, dopo gli inizi di gestione con slanci e decisioni prese a volte contro il volere del popolo.
Ed invece ha spiegato che deve parlare di più in pubblico, che lascerà Nike per avere più autonomia nella scelta di colori e modelli, ha addirittura riaperto lo spiraglio del ritorno di Puliero. Tutto abbastanza strano, ma comprensibile dopo alcune scelte impopolari. Senza dimenticare l’abbandono della radio di proprietà per mettersi nelle mani della radio cittadina, o la nomina di Osvaldo Bagnoli come presidente onorario, o ancora il rilancio dell’Antistadio, nel cuore della città e dei tifosi gialloblù.
Serviranno tali mosse, il suo costante apparire di queste settimane, il tentativo di riportare il marchio Hellas in città, senza internazionalizzare il brand, a ricucire il rapporto con i tifosi? Forse ci sarà meno astio nei suoi confronti, ma una cosa è certa: a parlare è sempre e solo il campo. Diversamente, anche il più affezionato supporter del Verona prenderebbe le distanze dal presidente. Setti può diventare più umano, più terra terra, più vicino ai tifosi, ma senza risultati, anche il contorno ha poco senso.
D.Con.

FONTE: HellasNews.it


RASSEGNA STAMPA
Setti al Corriere di Verona: "Il mio Hellas è sano e vale 70 milioni"
23.02.2018 08:23 di Pietro Lazzerini Twitter: @PietroLazze
Il Corriere di Verona di questa mattina apre in prima pagina con le parole del presidente scaligero Maurizio Setti: "Il mio Hellas è sano e vale 70 milioni". Per i gialloblu è il tempo delle risposte: dalla possibile retrocessione al futuro del club e dei protagonisti in negativo di questa stagione.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Setti: “Toni non sarà il direttore sportivo dell’Hellas Verona. Il futuro di Fusco e Pecchia? Sono seri ed onesti, non potrebbero rimanere”
febbraio 22, 2018

“Luca Toni non sarà il direttore sportivo dell’Hellas Verona. Il futuro di Fusco e Pecchia? Presumo che se ne andranno da soli a fine anno. Sono seri e troppo onesti, non potrebbero rimanere a Verona, per diversi motivi. Chi arriverà? Stiamo già lavorando per il futuro. Ci vuole un direttore sportivo che spacchi i numeri ed un allenatore che sappia lavorare coi giovani. Cerchiamo continuità nel nostro progetto”. Queste le dichiarazioni del presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti.

FONTE: HellasLive.it


SETTI: «LA SALVEZZA È IL PRIMO OBIETTIVO. E SUL FUTURO...»
22/FEBBRAIO/2018 - 20:40

Verona - Ecco le dichirazioni del presidente gialloblù, Maurizio Setti.
«Abbiamo già detto che la nostra gestione della società è regolare. Abbiamo fatto vedere agli addetti ai lavori il fatto che noi siamo gente seria e onesta, teniamo a svolgere il nostro compito nel migliore dei modi e siamo intransigenti quando vengono minate delle verità. I temi toccati sono stati quelli che negli ultimi mesi abbiamo sentito più frequentemente. Volpi? Non ha niente a che fare con l'Hellas Verona e lo hanno accertato tutti gli enti preposti. La Falco è di mia proprietà, il centro sportivo è in programma e l'Antistadio è quasi ultimato. Dobbiamo salvarci a tutti i costi, abbiamo la possibilità di riuscirci stando tutti uniti e facendo in modo che la squadra, fino al termine del campionato, venga incitata. Resto fiducioso sul raggiungimento del nostro obiettivo, da domenica ci aspettano 13 gare in cui noi possiamo fare risultato, conta solo quello per ottenere 6 punti in più della quart'utima al termine della stagione. La salvezza resta un obiettivo raggiungibile, con il pubblico e la città che potranno essere un grande aiuto per la squadra. Il futuro del Verona? Essere un'azienda amministrata nel miglior modo possibile e, in funzione della categoria, cercare di ottenere i risultati migliori: la salvezza è il nostro obiettivo più grande, se invece sarà Serie B lotteremo per tornare in Serie A, sapendo che il Verona non è solo la prima squadra ma tanto altro, come le persone che ogni giorno lavorano in sede e il settore giovanile, da far crescere bene per avere maggiori risorse in futuro. Il derby Primavera? Spero ci sia tanta gente all'Antistadio e mi auguro sia una bella partita dove l'Hellas possa ottenere il massimo risultato».

FONTE: HellasVerona.it


L'INTERVISTA
SETTI: VOLPI, LA FALCO
I DEBITI: DICO TUTTO

22/02/2018 19:05

VIGHINI INTERVISTA SETTI

"Sono questo qui, non ho niente da nascondere. Da trent'anni ho lo stesso numero di cellullare, questa è la mia azienda, quello che vedete l'ho fatto tutto da solo. Mi dà fastidio che non mi credete, mi dà fastidio che mettiate in dubbio la mia onestà". E allora presidente Setti ci dica. Dica la verità e le crederemo.

Pomeriggio piovoso. Bassa padana. Zona industriale di Carpi. Via dei Barrociai, dove Maurizio Setti ha la sede della sua azienda: la Antress Spa. E' lì che il nuovo stratega della comunicazione del Verona, Emanuele Righi, giornalista bolognese, diventato poi amico e confidente di Setti, fino ad un ruolo di osservatore nell'Hellas Verona dove cura lo scouting, ha convocato alcuni giornalisti veronesi. Non è una conferenza stampa. Ma si potranno fare delle interviste. Cioè domande. Quindi, finalmente, un confronto. Setti parla. Prima distaccato, poi infervorato, poi incazzato. Spiega: "La verità te la racconto per bene. Volpi lo conosco dai tempi di Bologna. Mi stimava, mi chiamava tre quattro volte al giorno. Gli dico più volte di entrare nel Verona. Non vuole. Ma si fa prendere dal progetto calcio. Mi vuole come suo rappresentante di una serie di squadre. Il Rjeka, lo Spezia, il Verona e anche una squadra spagnola che doveva comprare: l'Alicante. Aveva grandi progetti. Mi chiede anche di curare altri progetti. Deve costruire una città in Nigeria. Gli dico che io non ho le possibilità. Insiste. Ti ripeto: c'era un progetto enorme. Poi, il 24 dicembre, abbiamo una riunione. E da lì in poi sparisce. A quella riunione c'era anche Fiorani, questo banchiere che ora cura i suoi interessi. Non l'ho più sentito. Mi è arrivato un fax per dei soldi che mi aveva prestato. Ci sono rimasto malissimo. Quei soldi non erano per il Verona, ma per un altro affare. Nel Verona, lo dico e lo ripeto, Volpi non c'è. Volpi poteva solo avere un ruolo di finanziatore esterno".

E' già un passo avanti, rispetto al "Volpi non c'entra niente". Volpi, dunque, ha avuto rapporti con Setti, gli ha prestato del denaro, e ora è sparito. Forse si legge anche così l'andamento double face del Verona sotto la gestione di questo presidente. Ma Setti si arrabbia: "No, no e no. Io sono sempre stato questo. Non ho mai promesso niente. Il primo giorno vi dissi che non ero nè un cinese nè un Moratti. E lì sono sempre rimasto".

Però c'è il Verona che arriva decimo in A, il Verona che si salva tranquillamente e poi il Verona che crolla in B. Setti dice: "Ecco il mio errore. Abbiamo speso troppo in quei due anni. Lì sono stato un coglione. Ho delegato. Troppo. Sia a Sogliano sia a Gardini. Non ne faccio una colpa a Sogliano. Lui vuole sempre migliorare, io non avevo la forza per seguire quel progetto. Così gliel'ho detto. Se continuavo su quella strada il Verona falliva. Avevamo fatto il passo più lungo della gamba". E Gardini? "Ha la colpa di non aver vigilato. Anche lui è responsabile".

Il disastro, sportivo e finanziario arriva però con la serie B: "Vi dico tutto anche qui. Avevo contattato Guidolin. Affare fatto. Preso. Lui tentenna, sembra aspettare altre proposte. Quindi mi arrabbio e lascio stare. Poi ci provo con Donadoni: mi piace ma costa troppo. E allora dico meglio andare avanti con Mandorlini. Un errore perchè era ora di cambiare pagina. La responsabilità di Bigon è di non avere voluto cambiare pagina. Pazzini, Mandorlini e Toni li avevo seduti attorno ad un tavolo. Tutti d'accordo. Toni era il titolare, Pazzini l'alternativa. Tinti è un amico. Ma quando fa affari cambia faccia. E' bravissimo nello spuntare il massimo per i suoi assistiti. Con lui devo solo rimanere amico, non posso più fare affari con te, gli ho detto". E Cassano, che era assistito sempre da Tinti? "Dovevamo prenderlo in B ma gli dissi di no. Non serviva. E in A sarebbe stato l'alternativa a Pazzini. Detto anche questo a Tinti. E lui: "Ma no possono giocare assieme". Tu fai il tuo mestiere, al resto ci pensiamo noi. Con Tinti non posso più lavorare".

Setti è pagato come presidente del Verona? "Mi viene da ridere. Zero. Zero. Non prendo un euro. Il Verona non farà la fine del Vicenza. Lo dico chiaro e tondo. Oggi la società è sana. Sana. Non c'è un debito, non c'è un affidamento bancario. E noi l'Iva la paghiamo. Vedete... E' facile non pagare l'Iva e poi prendere un giocatore in più a gennaio. Ma questa non è una competizione leale. E' falsata. Questa è la verità. Per questo dico che prima viene il bilancio".

Certo, ma nessuno a Verona ha mai chiesto la luna nel pozzo, tantomeno di rivincere lo scudetto. Basterebbero quaranta punti e qualche bella partita. "Questo tentiamo di fare. La serie A è un patrimonio da difendere. La cazzata che io voglio retrocedere mi fa rabbia. Ma come si fa a dire una roba del genere? Questo clima di rassegnazione è il nostro nemico peggiore. Invece ce la dobbiamo giocare. Dobbiamo provarci".

Si ma poi se escono gare come quella con la Lazio, come si fa a sperare? "E secondo voi io sono contento di aver visto quello spettacolo? Mi sono molto incazzato. Questa squadra ha dei valori ma è una squadra troppo timida".

Delle due l'una però: se ha valori allora vuol dire che Pecchia non la sa condurre. "Sbagliato. Pecchia è quello che sta facendo crescere tutti questi ragazzi. Qui ci sono dei valori che non avete visto. Fares è uno che farà strada. Ai veronesi dico: andateci piano a bocciare la gente, guardatevi indietro e pensate a quanti giocatori nel passato sono stati etichettati come brocchi e poi sono finiti in nazionale. Il calcio è strano. Pensate a Iturbe. Qui da noi sembrava un fenomeno, poi pareva un brocco. Pecchia ha le qualità giuste per fare crescere il gruppo. I singoli e i giovani".

Capitolo prestito obbligazionario: "E' vero. Volpi mi ha dato quei soldi. Ma non per il Verona. Su questo ha indagato la finanza e la procura federale. Non temo smentite". E poi la Falco. Mentre Setti parla arriva il comunicato di Verona col cuore che è entrata in possesso dei bilanci. Setti dice: "Incontrerò Verona col cuore con i miei legali e il mio commercialista. Mi ha dato fastidio che abbiano fatto intendere che l'incontro non c'è stato per colpa nostra. Erano loro che avevano impegni. La Falco è diventata una società italiana. Quindi cade anche questo pregiudizio. E farò fronte a tutti gli impegni".

Il Verona è in vendita e quanto vale? "Sempre aperti. Ma a compratori seri. Non a chi vuole farsi pubblicità. Quanto vale? Diciamo 70 milioni di euro".

Infine l'ultima domanda proprio sul commercialista del Verona: Antonio Guastoni. Già vicino alla Sampdoria, alla famiglia Garrone, alla Erg e all'Inter. Cosa c'entra Guastoni con il Verona? "Mi fu consigliato da alcuni dirigenti" dice Setti. Uno dei questi era Marotta? "Si era Marotta. E l'altro è stato uno dell'Inter.".
GIANLUCA VIGHINI

FONTE: TGGialloBlu.it


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VIDEO – Setti: “Il mio anno più difficile, crediamo alla salvezza”
Il presidente risponde alle domande dalla sua azienda a Carpi

di Redazione Hellas1903, 22/02/2018, 18:13
Il presidente del Verona, Maurizio Setti, è stato intervistato nella sua azienda a Carpi e ha parlato della situazione della squadra gialloblù.

FONTE: Hellas1903.it


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VIDEO – Parla Setti, le risposte a tutto tondo ai tifosi
Lungo video nel quale il presidente del Verona chiarisce la sua posizione in risposta alle mail arrivate

di Redazione Hellas1903, 14/02/2018, 19:57

Questo il lungo video pubblicato dal Verona con il presidente Maurizio Setti che tratta i più svariati argomenti relativi all’Hellas, rispondendo alle mail arrivate dai tifosi.
“Mi dispiace, non trovo giusto che al sesto anno dal mio insediamento ci siano ancora macchie da chiarire. È giusto che parli pubblicamente, rispondendo alle domande di chi ci ha scritto in questi giorni”. Così esordisce il presidente Setti nel video, poi aggiunge: “Quando sono arrivato non c’era una società e si cercava una persona che facesse calcio per passione, cosa che mi ha sempre contraddistinto nel mio lavoro”.

Alcune domande sono relative agli investimenti dei primi tre anni: “Penso che il cammino del Verona sia stato trionfale perchè dalla B siamo saliti subito in Serie A con due campionati di livello. Oltre alla cifra spesa per acquistare il club ho messo a disposizione un capitale per formare una squadra. Il giudizio è legato al campo, ma davanti al conto economico bisogna riflettere. Il primo anno e mezzo abbiamo investito ed è andata bene, il secondo anno e mezzo siamo partiti forte ed eravamo già salvi. Venduto Jorginho, ottimo affare a quella cifra, i soldi sono stati reinvistiti per altri giocatori per cercare un obiettivo più alto. Ho dato il benestare ma a fine anno alcuni giocatori sono costati troppo per il relativo tempo in campo. Questi sono investimenti a perdere e ci hanno indebolito alla fine dell’anno. Occorre dare stabilità economica. Il calcio oggi è possibilità in relazione alla città, purtroppo lo scudetto non si vincerà più a Verona. Dopo tre anni di Sogliano il monte ingaggi era di 38 milioni e non si poteva più reggere questo ritmo perchè non fa il bene della società. Non abbiamo investito meno, siamo stati più attenti alle possibilità della società. Purtroppo le gestioni ci hanno messo in condizione di avere un atteggiamento diverso”.

Altre domande su Toni: “Abbiamo avuto la fortuna di avere con noi un giocatore che faceva la differenza, un gran professionista e bomber. Toni si è voluto allontanare, io ho insistito perchè rimanesse con noi, è una persona seria. L’anno che ha passato con me è stato di crescita, per cercare di fargli capire cosa volesse fare. Ha detto di non voler fare il ds né l’allenatore, a fine anno si è allontanato da solo, penso che sia stata una valutazione di istinto, sarà sempre il benvenuto da noi”.

Su Albertazzi: “Il giocatore ha rifiutato cinque offerte per giocare, tra cui Miami, Sion e squadre di B. Aveva un anno di contratto e l’ho chiamato personalmente. Non era stato convocato per il ritiro e gli era stato proposto l’allungamento del contratto a cifre consone per un giocatore che non giocava da due anni. La cosa che mi ha dato più fastidio è stata che abbia filmato conversazioni private, c’è una premeditazione per cercare di andare in rottura con la squadra. La mia società agli occhi dell’Italia è passata come una società che non vuole bene ai propri giocatori: ricordo Guglielmelli, operato per un problema al cuore, ora è tornato in campo. Anche Bianchetti ha subito un grave infortunio e si allena con noi, così come Laner che fa parte del gruppo, Zuculini a cui tutti vogliono bene, Gonazalez che è ancora nostro e si comporta da professionista. Questo non posso dirlo di Albertazzi, che non si è assolutamente comportato correttamente”.

Domande su Pazzini: “Giampaolo è un giocatore del Verona, massacrato al primo anno perchè non all’altezza di Toni. Non stava bene, ha giocato con infiltrazioni per molto tempo. Al secondo anno Pazzini è stato al centro del progetto, la squadra è stata fatta su di lui e c’era un bonus al superamento del record di gol di Toni. È stato capocannoniere ed ha contribuito alla promozione. In giugno è stato messo al livello degli altri giocatori, è cambiata l’idea di gioco. A gennaio è arrivata una proposta per Pazzini, a cui comunque contribuiamo per lo stipendio, e ha preferito accettarla per giocare di più. Gli altri giocatori che sono arrivati hanno caratteristiche che si adattano al gioco del mister. Bessa ha espresso la volontà di andare via e lo abbiamo assecondato. Zuculini è andato in una squadra top argentina ed è stato un ottimo investimento del Verona”.

I tifosi sono incuriositi sull’ambiente societario: “L’argomento della Falco l’abbiamo affrontato in diverse parti. Il proprietario unico della società sono io. Mi semba una cosa già detta dove non capisco che differenza ci sarebbe se la Falco ci fosse o no. Nella sostanza rimane sempre un’azienda parte del mio gruppo.”

Alcune domande riguardano Pecchia: “Non vedo le caratteristiche da dover esonerare. Voglio ricordare che è l’allenatore che ci ha portato in Serie A. Venire su dalla Serie B non è facile, neanche con grandi investimenti. Fabio Pecchia perchè oltre a essere un grande professionista è una persona che ha in mano il gruppo. Mi viene da ridere quando sento dire che è un allenatore che non ha atteggiamenti consoni. In verità è un grande allenatore e copre molto bene questo ruolo. Voglio ricordare che il Verona è una società neopromossa che percepisce pochi soldi dai diritti tv. Quindi bisogna essere onesti e dobbiamo dire che ci sta la possibilità di soffrire. Siamo a 5 punti dalla salvezza e la squadra può raggiungere l’obiettivo. Abbiamo perso qualche punto nel girone d’andata, un po’ per sfortuna, un po’ per incapacità, ma siamo li. Non serve a nulla andare sul mercato allenatori tanto per cambiare. Pecchia è venuto per allenare. I tecnici internazionali riconoscono in Fabio delle caratteristiche eccezionali. I problemi si risolvono se i tifosi e la città sono dalla stessa parte.”

I tifosi vogliono sapere del settore giovanile e del centro sportivo: “Facciamo molto investimento nel settore giovanile. L’antistadio è praticamente completato per poter fare attività per tanti ragazzi. Il settore giovanile non deve vincere. Deve creare giocatori che possano arrivare a giocare nell’Hellas Verona. La Primavera deve fare in modo che i giocatori diventino patrimonio per il Verona. Abbiamo tanti ragazzi e credo che sia stata una delle prime cose che ho fatto, ovvero di dare importanza al settore giovanile. Il centro sportivo è la cosa più importante. A dicembre abbiamo ripresentato tutta la documentazione e stiamo attendendo di ricevere dal comune la possibilità di andare a discutere con loro. Il problema stadio ce l’hanno la maggior parte della società, anche se vedo, per una società come la nostra, un investimento molto, ma molto difficile.”

Altre domande sulla società: “Io il calcio lo faccio per passione. È un impegno grosso e lo faccio con molta serietà. Nessuno si è mai offerto per aiutarmi. Nessuno vuole il male del verona e se qualcuno volesse venire a darmi una mano sarei contento. L’importante è essere serie e operare in base alla piazza. Il nostro calcio è un calcio di sofferenza, quindi dobbiamo essere concreti. Per fare 70-80 punti serve un discorso di crescita che passa dal settore giovanile. Continuiamo a fare le cose come si può.”

Il presidente conclude: “Chiudo dicendo che molto presto faremo un giro con tutti i giornalisti che saranno invitati a farci tutte le domande che vorranno. Stiamo uniti, forza Hellas e facciamo le cose come vanno fatte”.

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Francesca, imprenditrice abbonata: “Credo che Setti lavori per il bene del Verona, ma i tifosi vogliono i risultati”
Tifosa della Curva, oggi è stata a conoscere il presidente dell’Hellas

di Andrea Spiazzi, @AndreaSpiazzi 14/02/2018, 19:15

Ha scritto a Setti, come il presidente aveva invitato a fare nella sua Lettera Aperta del 9 febbraio. Ne è nato un incontro in sede, nel quale Francesca Mantovani, imprenditrice di Zevio della Mantotech s.r.l., abbonata in curva, ha potuto conoscere da vicino il patron del Verona. Queste le sue parole a hellas1903.it

“Ho scritto a Setti per due ragioni – attacca Francesca – perchè sono tifosa e sono stanca di non avere le idee chiare su cosa stanno facendo e per capire se l’abbonamento che ho fatto in questi anni ha un valore per chi gestisce questa società. Poi perchè da imprenditrice, pur piccola, succede che ti alzi al mattino e devi far quadrare i conti con le aspettative. Ho letto nella sua lettera che lui questo lo voleva fare, così sono venuta qui per verificare se era così”.

Quindi, l’impressione che ha avuto?
“Non è una persona così irraggiungibile o altezzosa come può sembrare. Probabilmente non gli piace apparire ai tifosi e questo a Verona non è il massimo perchè i butei della curva vogliono sentire vicino il loro presidente. A loro non interessano i risultati economici. La soddisfazione di un tifoso è vincere le partite, poter esultare e se possibile rimanere in serie A, anche se ti scontri con realtà molto più grandi di te”.

Altre cose emerse dall’incontro?
“Ho potuto assistere al video che Setti ha fatto per rispondere alle mail dei tifosi, nel quale ha spiegato molte cose e che sarà interessante vedere e ascoltare. Credo sia una persona che sta facendo il bene del Verona. Il tifoso però aspetta i risultati, poi lui potrà avere i meriti, altrimenti è impensabile possa averli”.

Secondo lei Setti vuole restare o vendere?
Non mi ha dato l’impressione di una persona che vuole lasciare. Parla molto della Primavera e del settore giovanile. Questo può essere positivo se vuole far crescere il club. Certo, da tifosa dico che noi vorremmo che puntasse maggiormente sulla squadra che va in campo alla domenica…”

Che le diranno i butei ora che è andata da Setti?
“Boh… Prenderò parole (ride), e sennò mi diranno: “Gheto scroccà el caffè?”

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Centinaia di mail a Setti, le risposte del presidente del Verona
Moltissime le lettere pervenute al patron dell’Hellas da parte dei tifosi gialloblù

di Redazione Hellas1903, 14/02/2018, 17:51

Maurizio Setti risponde alle mail dei tifosi, come promesso la settimana scorsa nella sua lettera aperta pubblicata via web.
All’indirizzo presidenteonline@hellasverona.it il patron del Verona ha scritto oggi dal suo ufficio in via Belgio in risposta alle domande pervenute. Che sono una marea, più di duecento.
La corrispondenza ha i contenuti più diversi: futuro della società, centro sportivo, progetto per il Verona sia in caso di salvezza che di retrocessione, settore giovanile, i casi dei giocatori andati via.
Non mancano le critiche ma quello che prevale dalle istanze è il desiderio di conoscere meglio Setti e le sue intenzioni per l’Hellas che verrà.

FONTE: Hellas1903.it


09 FEB 2018
LETTERA APERTA A SETTI
Caro presidente Setti,

o meglio, caro Maurizio. Voglio confessarti un mio segreto. Si magari non te ne frega niente e forse non fregherà niente a nessuno, ma vedrai che quello che ti racconto alla fine ti servirà.

Io ho un sogno. Un grande sogno che vorrei realizzare. Una cosa che non mi fa dormire la notte, una cosa che desidero ad ogni costo. Vorrei comprarmi una Ferrari. Sì, caro presidente. Proprio una Ferrari. Mi piace da matti, forse per il fatto di aver passato i 50 anni, forse per la classica crisi di mezza età. Mettila come vuoi tu. Ma io sogno, desidero, voglio fortemente una Ferrari. E ci penso tutte le notti. Mi vedo sfrecciare in tangenziale con quella macchina, penso a farmi da Verona a Carpi con il cavallino rampante, magari potrei venire anche a trovarti in azienda, così mi offri un tramezzino e un’acqua minerale. Penso anche all’emozione di vederti fumare mezzo sigaro e più ci penso più mi viene voglia di prendermela questa Ferrari.

Ho fatto anche due conti: alla fine se faccio un bel mutuo, se tiro via dalla banca due risparmi e se il mio amico Gabriele da Sant’Ambrogio di Valpolicella (che qui dalle mie parti chiamano lo sceicco dell’Amarone) ce la faccio. Che figata. E’ il mio sogno, te lo ripeto. Ma stanotte, mentre dormivo, mi sono improvvisamente svegliato e mi sono chiesto: porca vacca, la Ferrari ce la faccio a prendermela ma poi quanto mi costa? Sono andato su Internet e ho cercato. Sai su internet adesso si trova tutto e si può perfino scrivere a Trump (ti ho dato magari un’idea…).

Bollo, assicurazione, benzina. Non ti sto a dire quanto costa mantenere la Ferrari. E poi ho pensato che dovrei ogni mese pagare le rate del mutuo e restituire i soldi al Gabriele che non è uno che passa tanto per il sottile e poi tutti i giorni me lo ritrovo sotto casa a rompermi i maroni per chiedermi di ritorno quello che mi ha prestato per pura amicizia. No, no, no. Non ci siamo. Il rischio è di avere la Ferrari, ma poi di non riuscire neanche a pagarmi la benzina per venire a Carpi a trovarti. Come si fa? Non è roba per me, almeno finchè campo con lo stipendio da giornalista. Meglio lasciar fare a chi ha i soldi, perchè, sarai d’accordo con me, è inutile avere una Ferrari per poi lasciarla in garage perchè non si hanno neanche i soldi per farci il pieno, magari con qualche creditore che ti suona il campanello. Resterà un sogno, ma almeno così non s’incazza nessuno. Scusa se ti ho disturbato, non so se questa mia confessione ti potrà servire, intanto prepara lo stesso tramezzini e acqua minerale. Vengo a trovarti ma con il mio Maggiolone che è quello che posso permettermi.
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


LETTERA APERTA DEL PRESIDENTE
09/FEBBRAIO/2018 - 12:40
«In questo momento decisivo mi sembra giusto sia io a interrompere il nostro silenzio stampa.

Nella primavera del 2012 sono venuto per la prima volta al Bentegodi. Il Presidente era Giovanni Martinelli, che stavo imparando a conoscere. Oltre alla bella vittoria dei gialloblù, ci fu un altro aspetto che ricordo di quella giornata. Fuori dalla tribuna, in coda per entrare, c’era un bambino con una maglietta gialloblù, accompagnato dal padre. Su quella maglietta c’era una frase: “BORN TO TRIBULAR”. “Nati per soffrire”, nati per amare l’Hellas in ogni situazione e categoria. E’ stato in quel momento, che non dimentico mai, che ho capito cosa volesse dire essere veronese, essere uno dell’Hellas. Giovanni Martinelli, insieme all’avvocato Antonella Benedetti, vagliò diversi imprenditori e scelse il sottoscritto perché appassionato di calcio e perché capì che non c’era, e mai ci sarà, interesse di lucrare su questa società. Il mio sogno di essere il presidente del VERONA si realizzò e per questo non nascondo ancora oggi il mio orgoglio che qualcuno vuol far passare come spavalderia. Sono figlio di operai, vengo dalla strada e forse per questo non ho paura. Soprattutto so di agire con onestà e rispetto verso chi ama questa maglia, almeno quanto io amo il mio sogno realizzato.

Proprio per questo non capisco tante cose del momento che stiamo attraversando, o forse mi è tutto talmente chiaro che è arrivato il momento di ribadire certi concetti. Il Verona è in Serie A, sta lottando per la salvezza insieme ad altri club. Può vantare, bilanci alla mano, la migliore gestione economica da molti anni a questa parte.

Mi sono stancato di leggere continue falsità, scritte da persone che non conosco e che non sanno nemmeno chi io sia, che non conoscono me, la mia famiglia e la mia storia. Dal mio primo giorno a Verona ho sempre detto una cosa: io devo fare in modo che questa Società cresca patrimonialmente e dal punto di vista tecnico, cominciando dal Settore Giovanile.

La strada è quella giusta, come dimostrano i vari Danzi, Fares, Tupta, Zaccagni, prodotti del nostro settore giovanile. Oppure gli investimenti Calvano e Valoti, arrivati giovanissimi, e le convocazioni nelle varie rappresentative nazionali di Kumbulla, Corradini, Agbugui, Florio, Coppola, Terracciano, Stefanec e di altri ragazzi gialloblù. E qui si ricollega il “modello Borussia Dortmund”: una società che era vicina al fallimento, proprio come quel Verona che mi venne ceduto, e che in 10 anni di percorso è cresciuta attraverso i propri giovani. La mia idea di calcio parte dal settore giovanile, fonte di sostentamento che ti può portare ad avere calciatori bravi, da far giocare in prima squadra a costi contenuti, o da vendere per reinvestirne i guadagni.

La mia idea di calcio mi porta allo scegliere figure professionali di livello e di indubbie qualità morali. Le falsità che leggo da mesi mi costringono a prendere provvedimenti. Siamo arrivati addirittura all’offesa nei miei confronti per bocca di persone che non ci sono più...il limite è superato.

Nella storia del Verona si sono alternati diversi presidenti e alcuni di questi hanno rischiato il fallimento economico per sostenere l’Hellas. Questa non è la mia filosofia, fare calcio così non mi interessa e l’ho detto fin dal primo giorno.

Viste le continue bugie che si scrivono nei miei confronti, non mi stupisco di come nessun imprenditore veronese di primo livello, si sia fatto avanti per rilevare l’Hellas.

Nell’ultimo periodo si parla del bilancio del Verona e di presunti dubbi sul nostro operato, per questo invito chiunque a venire, con il proprio commercialista, per controllare assieme, passo dopo passo, i nostri conti e la nostra situazione, anche per vedere come lavora in maniera seria e professionale il Club al suo interno. Tutti, dalla parte tecnica agli altri settori, lavorano ogni giorno in un clima surreale che non può essere solo figlio di risultati altalenanti.

Non farò mai calcio mettendo a rischio la mia azienda, il mio percorso di imprenditore, il Verona calcio. Per me i bilanci in regola sono il modo migliore di essere il presidente di questa società. Anche rischiando la retrocessione. Perché 115 anni di storia valgono molto di più di facili applausi. Noi paghiamo IVA, contributi, tasse e stipendi con regolarità e su questo non transigo in nome di nessun risultato sportivo. Ho come priorità la salvaguardia dello stipendio regolare dei 60 dipendenti che abbiamo, per loro e le loro famiglie. Ho come priorità la storia dell’Hellas. Vinceremo campionati e retrocederemo ancora. Ma tutto questo senza mai rischiare di scomparire, anche a costo di contestazioni o scarsa popolarità.

La mia priorità è mantenere un equilibrio, per evitare situazioni come quelle accadute a società non molto distanti da noi.

Il nostro è, oggi, uno dei bilanci fra i più sani della Serie A: questo è il mio compito. E ci siamo arrivati commettendo errori e sbagliando alcune decisioni, come è nella logica di chi lavora. Il calcio è cambiato: oggi l’autosufficienza economica, aumentando il fatturato passo dopo passo, rappresenta il nostro Scudetto. Volendo poi parlare del lato sportivo, i dati ci dicono che stiamo disputando il quarto campionato di Serie A negli ultimi cinque, oltre a due promozioni dalla Serie B. Solo due presidenti, nella storia dell’Hellas Verona, possono vantare più anni di massima serie di me. Abbiamo avuto i tre bomber più prolifici di sempre nella storia dell’Hellas e tutti hanno giocato con contratti firmati dal sottoscritto: Cacia, Pazzini, Toni. Ma di questi dati indiscutibili pare facile dimenticarsi.

Si possono criticare le scelte tecniche, sulle quali nemmeno io posso essere soddisfatto se non arriverà la permanenza in A, ma di sicuro va il mio enorme grazie a Filippo Fusco per aver amato l’Hellas come nessun altro direttore sportivo della mia gestione, mettendo davanti il bene del bilancio alla propria notorietà. Fusco non resterà a Verona come direttore sportivo ma resterà una persona che, come pochissime altre, ha fatto il bene di questa società e resterà una delle persone con cui posso dire di avere un rapporto vero in questo mondo fatto di “furbetti” che ho anche conosciuto da vicino.

Detto questo, il bene dell’Hellas, la difesa della massima serie, deve essere più forte di queste sciocche fazioni. Passeranno i presidenti, i dirigenti, gli allenatori ma non sarò io che cancellerò l’Hellas perché contestato in modo strumentale o goliardico. Per questo vi chiedo di aiutare questi ragazzi che devono mettercela tutta per farci restare in A. Non retrocederemo per colpa dei tifosi ma di sicuro possiamo salvarci con il vostro appoggio alla squadra dal primo minuto al novantesimo.

Tornando ai cosiddetti social o organi di informazione, alcuni non degni di simile dicitura, informo che non accetterò più falsità su di me, sulla mia famiglia, sulla mia società, sui miei dipendenti ed in generale su tutto quello che ruota intorno all’Hellas. Voglio bene al Verona, cerco di difendere questa società e darle un futuro. Sto provando a realizzare il nostro centro sportivo, il ‘nuovo’ Antistadio è realtà, una cosa importante per Verona e il Verona, ma questo evidentemente interessa poco. Osvaldo Bagnoli presidente onorario non è e non sarà mai un gesto per abbindolare la tifoseria. Non sono il tipo, non mi interessano gli applausi. Ho rispetto per la storia e per le persone che hanno dato tanto all’Hellas. Una delle prime cose da presidente che feci fu di regalare due abbonamenti al mister Bagnoli senza che la cosa fosse di impatto mediatico ma, dal cuore, sentivo e sento il bisogno di portare rispetto alla storia e alla gente del club che orgogliosamente presiedo.

Ho voluto scrivere il mio pensiero perché mi piacerebbe che questi ultimi mesi di campionato siano dedicati a sostenere la squadra per raggiungere l’obiettivo di tutti: la salvezza. Se saremo bravi rimarremo in Serie A, in caso contrario ripartiremo dalla Serie B, ma sempre a testa alta e senza rischiare di sparire. “Born to tribular”, diceva quella maglietta, e di sicuro ci sarà da “tribulare” per rimanere in A.

Non amo apparire, sia che si vinca, sia che si perda, e molti mi criticano per questo. Io non cambio ciò che sono per opportunismo o per prendere in giro i tifosi recitando una parte.

Sono da sempre a disposizione, molto più avvicinabile di quello che vogliono raccontarvi. Non faccio nessun passo indietro e non per sfida verso i tifosi, ho letto anche questo, ma perché non ho nessun segreto e nulla di cui vergognarmi.

Per questa ragione, perché alle parole preferisco da sempre i fatti, chiunque voglia chiedere chiarimenti, spiegazioni, capire dove va il nostro amato Hellas può scrivermi a presidenteonline@hellasverona.it.

Non ho la presunzione di risolvere il momento con questa iniziativa ma ho la certezza che chi ha interrogativi o dubbi, avrà le risposte chiare senza filtro, stravolgimenti, campagne per favorire chicchessia.

Voglio dare la possibilità a chiunque di sapere la verità su tutto ciò che è Hellas.

Voglio che chi ama l’Hellas porti il suo contributo per centrare la salvezza. Perché passano tutti, ma il Verona resta».

FONTE: HellasVerona.it


Vuoi vedere che a Setti conviene stare in Serie A?
By Redazione - 8 febbraio 2018

Manca ancora l’ufficialità, ma la Lega Serie A ha chiuso l’accordo per i diritti televisivi con l’emittente spagnola Mediapro per il prossimo triennio.

In questo momento il Verona sta guadagnando circa 27 milioni e mezzo di euro a fronte della necessità di dover costruire una squadra di Serie A, con tutti gli stipendi, gli investimenti, le regole che una massima categoria richiede. Il tifoso astuto sa che in caso di retrocessione ci sarebbero meno sponsor, meno introiti, ma la cifra che entrerebbe dal paracadute sarebbe simile a quella delle tv (25 milioni, se a retrocedere con il Verona fossero due tra Benevento, Spal e Crotone), ma anche le spese per la società sarebbero quasi dimezzate per un campionato cadetto.

Ma adesso arriva Mediapro, che mette sul piatto della bilancia un gruzzolo che fa aumentare il desiderio di non retrocedere: 16 milioni in più per l’Hellas, da 27 a 43. Milioni che permetterebbero di costruire una discreta squadra in Serie A, soprattutto per il monte ingaggi, perchè è quello che crea la grossa crepa tra A e B.

Ma non finisce qui. L’anno prossimo cambieranno anche i criteri di ripartizione. Diminuirà sempre di più il peso dei tifosi abbonati alle tv a pagamento (dal 30% al 20%), per la gioia di squadre con pochissimo pubblico come Sassuolo e Chievo, crescerà notevolmente il peso dell’ultimo campionato (dal 5% al 15%) e ci sarà un abbassamento per le voci relative alla storia (dal 10% al 5%) e all’ultimo quinquennio (dal 15% al 10%). Tutte notizie che fanno piacere a Setti, che comincia a vedere molto più vantaggiosa economicamente la permanenza in Serie A. Poi è chiaro che in tutto ciò, tutte le squadre di massima serie ci guadagneranno (tranne la Juve, per fortuna), quindi il livello della categoria si alzerà e andare in B significherebbe un ulteriore grosso salto che si può ricucire con sempre maggior difficoltà.

Se con la retrocessione, il paracadute poteva sembrare fino a qualche giorno fa una vantaggiosa consolazione, oggi, se verranno confermate queste cifre, una caduta in B diventerebbe svantaggiosa in ogni senso. Speriamo che anche Setti lo abbia capito.
D.Con.

FONTE: HellasNews.it


ANALISI DI CALCIOEFINANZA.IT
43 milioni per Setti con i nuovi diritti Tv
07/02/2018 16:29
La Lega Serie A (in attesa dell’ok dell’Antitrust) ha assegnato alla spagnola "Mediapro", per 1,05 miliardi, i diritti tv per il prossimo triennio. Secondo l'analisi di "calcioefinanza.it" tutte le società di Serie A (da capire poi se nel nuovo accordo lieviteranno anche i ricavi per le società di Serie B) guadagneranno molti più soldi con la nuova ripartizione.

Le squadre veronesi sono tra le prime a sorridere. Secondo le stime il Verona passerebbe da 27,6 a 43,6 milioni all'anno. Mentre il Chievo alzerebbe i ricavi da 29,1 a 47,4 milioni. Questo, nel caso le due squadre rimanessero in Serie A. Però l'Hellas (o anche il Chievo) se dovesse retrocedere avrebbe comunque il paracadute da 25 milioni nel caso scendesse in cadetteria con due squadre tra Spal, Benevento e Crotone. Un'eventuale promozione in A poi garantirebbe la cifra annuale sopra i 40 milioni all'anno.

Con il nuovo accordo - spiega il portale sportivo specializzato in finanza - dalla prossima stagione non cambierà solamente la cifra che riceveranno le squadre, ma anche i criteri di ripartizione. La modifica della legge Melandri infatti cambierà il volto della suddivisione dei ricavi: la fetta da dividere in parti uguali salirà al 50%, diminuirà il peso dei tifosi (dal 30% al 20%) mentre tra i risultati sportivi crescerà il peso dell’ultimo campionato (dal 5% al 15%) e caleranno le voci relativi alla storia (dal 10% al 5%) e all’ultimo quinquennio (dal 15% al 10%).

Secondo questi criteri, salirebbero i ricavi in particolare delle medio-piccole: paradossalmente l’unica in perdita sarebbe la Juventus.

CRISI HELLAS
“Setti Vattene” arriva anche in Lega
26/01/2018 20:09
Il penultimo posto in classifica, la crisi, la contestazione, il ritiro. È un momento delicatissimo in casa Hellas. Complice il mercato che non decolla (sono arrivati giocatori in prestito secco e sono tantissimi i titolari con le valigie in mano) la società è sempre più nel mirino dei tifosi, arrabbiati per la situazione che sta vivendo la squadra della città.

La contestazione a Setti è arrivata anche in Lega: come testimonia la foto qualcuno ha attaccato il cartello “Setti vattene”. La pazienza dei tifosi gialloblù verso l’imprenditore carpigiano sta per finire. I supporter gialloblù ora vogliono fatti in vista della chiusura del mercato.

FONTE: TGGialloBlu.it


22 GEN 2018
SETTI SFIDA VERONA
Prima di tutto è una sfida alla logica e al buon senso. Se dopo una gara come questa non tenti nemmeno la carta disperata dell’esonero del tecnico significa che non hai voglia di salvarti. E Setti, diciamocelo francamente, ha venticinque milioni di buoni motivi per andare in serie B. E poi è una sfida aperta alla città intera. Che ieri ha assistito impotente e attonita all’ultima farsesca sconfitta che era stata preceduta dall’ultima farsesca dichiarazione del presidente proprio alla vigilia del match contro il Crotone: “Bisogna essere positivi”. “Concordo” ha detto qualcuno della claque che accompagna Setti in queste penose celebrazioni.

Come se la colpa fosse sempre degli altri. Colpa degli infortuni (ricordate due anni fa?), della pioggia, dei giornalisti cattivi, dei tifosi. Colpa di tutti, mai della propria incapacità. Tre anni fa il Verona era un modello di organizzazione. Setti ha spazzato via tutto, si è legato alle mele marce e da allora non ne azzecca più una. Due anni fa, isolatamente denunciavo tutto questo, denunciavo ironicamente il silenzio dei tifosi mentre avveniva la catastrofe, venendo al solito attaccato. Qualche cretino che resiste ancora, in mezzo ad una marea di grandi tifosi e amici che mi hanno sempre dato il loro appoggio contando sulla mia infinita libertà di pensiero e indipendenza.

Una serie di errori infinita, di cui questo non sarà l’ultimo capitolo. Setti non ama Verona, non l’ha mai amata. E’ venuto con la spocchia di sprovincializzarci, ha calpestato persino la storia della società, ignorandola. Ha cambiato i colori, ha parlato di modelli che non poteva mantenere. Ora, forse accecato dalla presunzione, prende una strada precisa per dimostrare al mondo di avere ragione. E’ lui e non Pecchia il responsabile, mi dispiace e chi non vuole capire questo messaggio è in evidente malafede.

Pecchia (e con lui Fusco) sono una conseguenza di queste scelte, tutte sbagliate. Setti sfida Verona tenendo Pecchia, ma perderà anche questa partita. Il problema è che la perderemo tutti noi che assistiamo impotenti a questo teatro che ha già nel suo dna tutti i geni che portano ad una veloce disfatta.

Ma poi, amici miei, è al nostro interno che dobbiamo interrogarci: è Verona che si deve chiedere cosa fare dell’Hellas Verona. Il nodo è tutto lì. Finché lasceremo la nostra amata Scala nelle mani di modenesi, carpigiani, vicentini non potremo mai essere pienamente a posto con la nostra coscienza.
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


Lettera a Maurizio Setti
gennaio 22, 2018
Egr. Presidente, sono passati 6 anni e quello attuale è già il settimo campionato della sua gestione. Come Giovanni Chiampan e più di Guidotti, presidente dello scudetto. Dal dopoguerra ad oggi,dopo il leggendario Garonzi, è il presidente più longevo della storia del Verona. Non nascondo il mio scetticismo quando fu presentato dal compianto Martinelli. Non si conosceva molto di Lei e la sua fede juventina non fu di certo un bel biglietto da visita; però garantiva Martinelli, e di lui mi fidavo. La prima stagione in B fu esaltante. Memorabili i gol del capitano Maietta contro il forte Torino e, in casa, proprio contro il suo Crotone. Venne anche in Curva, con l’ex sindaco Tosi; era proprio davanti a me. Salutandola, usai la sua spalla per salire il gradino dietro. Apprezzai molto quel gesto, segno di vicinanza e appartenenza. Rispettò le promesse e l’anno seguente arrivò la promozione in A. Con lei arrivarono risultati, soddisfazioni, investimenti e tanti buoni propositi. Ci riportò finalmente in A e, soprattutto, riportò entusiasmo in una piazza passionale e particolare come Verona. Con Sogliano incravattato e Mandorlini abbronzato formavate un trio di invidiabile fascino e successo. Memorabile la gaffe fatta da Marzullo; venne deriso, ma con la solita goliardia gialloblu! La volontà di plasmarsi nella piazza, però,cozzava con alcune scelte impopolari come quella di privarsi della storica voce di Roberto Puliero. Ma alle parole seguirono i fatti. Cominciai a credere al consolidamento, all’internazionalizzazione del marchio. Arrivarono sponsor e giocatori di spessore, visibilità e tante iniziative volte a rivalutare l’immagine di Verona come squadra e come città. Iniziai a sognare ad occhi aperti; mi immaginavo l’Arena Stadium, le trasferte in Europa… Non mi sembrava vero! In breve tempo ero passato dall’incubo di una retrocessione in C2 a lottare per un posto in Europa. Altrettanto presto, dovetti dire addio ai sogni di gloria, dare l’addio all’ambiziosa Dortmund per fare spazio al modestissimo Crotone. Cominciai allora a rivalutare il suo operato e la sua persona. Non voglio entrare in merito alla gestione amministrativa e finanziaria; non sono un commercialista, sono un mortale tifoso e mi limito a essere tale, pertanto, mi chiedo il perchè di tante scelte non condivise dalla gente: gli addii di Maietta, Halfredsson, Rafael, Moras, Gomez, Toni… L’allestimento della rosa attuale è discutibilissimo, ma la Sua gestione è incomprensibile. Pazzini è passato dall’essere al centro del progetto al margine della squadra. Parlare di mobbing per stipendi a 6 zeri è quasi irriverente, ma non del tutto inopportuno (se si considera anche il caso Albertazzi). Anche Souprayen, dopo aver addirittura indossato la fascia di capitano, è sparito dai radar,Bessa vuole andarsene, Romulo non si sente incedibile, Calvano è passato dal totale anonimato ad essere impiegato al posto di giocatori più esperti come Fossati finito nel dimenticatoio e messo sul mercato; per non parlare di entità astratte come Gonzalez e Cherubin lasciate a marcire. Dopo la batosta di Udine esortai un giocatore sanguigno e grande lottatore in campo ad essere di esempio per i compagni per rafforzare e tenere unito il gruppo. Gli gridai "Tutti uniti!". Lui, sconsolatamente mi rispose che "il problema era proprio quello". Alla luce dell’umiliante sconfitta di ieri, crede ancora che la rosa sia adeguata, il gruppo unito e la salvezza alla nostra portata con l’attuale gestione tecnica? Non crede che affidare il peso dell’attacco a un ragazzino di 17 anni sia stato troppo pretenzioso? Non crede che si pecchi di presunzione e di intempestivo ottimismo nel ripetere che ci salveremo? I risultati sportivi non si possono mascherare; quelli sono desolatamente sotto gli occhi di tutti. Ha l’onore di essere il Presidente dell’Hellas Verona F.C. fondata nel 1903 da studenti Veronesi del Liceo Classico Maffei ispirati dal loro professore di greco. Cerchi di ricordarselo e cerchi di essere, pure Lei , una minima fonte, se non d’ispirazione, almeno di onestà intellettuale.
Matteo Sitta

FONTE: HellasLive.it


BAGNOLI PRESIDENTE ONORARIO DEL VERONA: «GRAZIE, SONO ORGOGLIOSO E ONORATO»

Verona - Sono stati svelati questa mattina i murales dedicati alla storia dell'Hellas Verona, presentati dal Presidente dell'Associazione Culturale Verona Hellas Alberto Lomastro e da Elena Cona, Presidente del Coordinamento Calcio Club Hellas Verona, raffiguranti l'ex attaccante Preben Larsen Elkjaer e l'allenatore dello Scudetto Osvaldo Bagnoli, due leggende che hanno scritto alcuni dei momenti più gloriosi del Club gialloblù. I disegni, pensati dal Coordinamento Calcio Club e dall'Associazione Culturale Verona Hellas, sono stati realizzati in collaborazione con AGSM e Eye Lab vicino all'Antistadio e di fronte al 'Bentegodi', immersi nei luoghi più significativi del passato gialloblù. Presenti all'inaugurazione tifosi, oltre che una delegazione dell'Hellas Verona FC, tra cui il Presidente Maurizio Setti, gli ex gialloblù Terracciano, Fanna e Savoia, a rappresentanza dell'ASD Ex Calciatori dell'Hellas Verona, e lo stesso Osvaldo Bagnoli.

Il Presidente gialloblù ha colto l'occasione per comunicare la decisione di insignire l'ex allenatore della carica di Presidente Onorario dell'Hellas Verona: «Da qualche tempo abbiamo deciso di conferirgli la carica di Presidente Onorario del Club, motivo di orgoglio per lui ma soprattutto per noi. Penso che sia un gesto dovuto, per consacrare quanto fatto da mister Bagnoli per questa città». A margine dell'evento è intervenuto anche lo storico allenatore dello Scudetto, felice ed emozionato per il suo nuovo ruolo «Sono orgoglioso e onorato di aver ottenuto questa carica, è bello sapere che il ricordo di quanto abbiamo fatto sia ancora vivo a distanza di tanti anni».

FONTE: HellasVerona.it


IL SETTIMANALE HA VISIONATO I DOCUMENTI
L'Espresso svela
Volpi finanziò il Verona


14/01/2018 15:05
Volpi non ha finanziato personalmente Setti con l'ormai famoso prestito tra la San Rocco e l'HV7 ma proprio l'Hellas Verona.
A svelarlo è il settimanale L'Espresso che ha dedicato a Volpi e ai suoi affari nel calcio un'inchiesta.
Volpi è un imprenditore ligure che ha fatto fortuna in Nigeria grazie alla logistica per gli impianti petroliferi e da tempo il suo nome è accostato al Verona, nonostante le secche smentite di Setti e della società scaligera.
Qualche settimana fa, però, Giampiero Fiorani, manager di riferimento della galassia di Volpi, ha ammesso che Volpi aveva finanziato Setti che poi non si era rivelato "la persona che sembrava".
Il Verona aveva emesso un comunicato di smentita, ma il Corriere di Verona aveva trovato la traccia di un contenzioso tra la San Rocco srl (società riconducibile a Volpi) e l'HV7 che era fino a poco tempo fa la società che deteneva il pacchetto di maggioranza del Verona, poi passato ad un'altra società lussumberghese (la Falco Investment).
Pareva a quel punto solo un rapporto personale tra Volpi e Setti, pur attraverso due società, ma ora la nuova rivelazione dell'Espresso che svela che il prestito obbligazionario in realtà aveva una ben precisa destinazione.
Il settimanale ha infatti letto il contratto stipulato in occasione del prestito in cui si dice chiaramente: "Le risorse finanziarie rivenienti dal collocamento del prestito obbligazionario in oggetto dovranno essere destinate al sostegno finanziario dell'Hellas Verona".
E a questo punto cade la tesi che i soldi siano stati un prestito a Setti. La faccenda quindi si ingarbuglia ancora di più, considerato che Setti ha successivamente spostato il pacchetto di maggioranza dell'HV7 alla Falco, svuotando di fatto la società che aveva emesso il prestito obbligazionario sottoscritto da Volpi con quella precisa finalità.
L'Espresso si occupa anche di un'altra vicenda: quella dell'acquisto e poi della cessione di Juan Manuel Iturbe. Anche qui con Volpi e le sue società protagonisti.
A ottobre 2014, una società panamense riconducibile secondo l'Espresso a Volpi, la Delta Limits, aveva infatti ricevuto dalla Lastcard di Mascardi, agente del giocatore "il diritto a ottenere il 20 per cento di quanto la Roma incasserà se dovesse vendere o prestare Iturbe".
GIANLUCA VIGHINI

SOSPIRO DI SOLLIEVO PER IL PRESIDENTE
Ladri nella ditta di Setti: scatta l'allarme
13/01/2018 16:02
Sospiro di sollievo per Maurizio Setti. Nella notte fra Natale e Santo Stefano, alcuni banditi hanno cercato di entrare nella sua azienda (ditta Antress) di via dei Barrocciai, nella zona industriale di Carpi, per rubare capi di abbigliamento e probabilmente i macchinari dell'azienda.

La banda ha utilizzato una scala per raggiungere il tetto. Una volta in cima all’edificio, però, i banditi sono stati colti di sorpresa dall’entrata in funzione dell’allarme.

Sul posto è arrivata la polizia che ha messo in fuga i ladri che sono ancora ricercati dagli agenti.

FONTE: TGGialloBlu.it


SETTI: «SETTORE GIOVANILE E STRUTTURE: QUESTO IL FUTURO DEL VERONA»
13/GENNAIO/2018 - 18:20
Verona - Le dichiarazioni del presidente gialloblù Maurizio Setti, rilasciate all'Antistadio in occasione di Hellas Verona-Milan, 15a giornata del campionato Primavera 1 TIM 2017/18.

«La partita? Abbiamo visto una Primavera molto ordinata, che si è difesa bene creando ottime palle gol. L'Antistadio? La società lotta da anni per avere strutture e impianti adeguati, questo luogo è sia bello che funzionale. Stiamo cercando di lavorare al meglio, ciascuno per le proprie competenze e possibilità. Questo può essere l'inizio di un percorso, per avere campi e impianti adatti per far allenare al meglio i nostri ragazzi. Il Settore Giovanile? Società come la nostra devono fare il giusto uso di questa grande risorsa, in questi ultimi sei anni si è cercato di costruire un percorso a lungo termine, che richiede tempo e lavoro quotidiano. Il dovere e il merito di tutti gli addetti ai lavori è fare in modo che i nostri giovani possano crescere e, chissà, un domani debuttare al 'Bentegodi' con la maglia del Verona».

FONTE: HellasVerona.it


Modena Fc - Maurizio Setti, patron del Verona, ha contattato il Comune

Pubblicato il 13 gennaio 2018
Per tutti i modenesi quelli seguiti alla scomparsa, o meglio, all’omicidio, del Modena Fc sono stati giorni surreali, sospesi tra il dolore per la perdita della squadra della propria città e l’attesa di vedere quali sarebbero state le strade della possibile rinascita. I giorni successivi al 6 novembre sono stati quelli del silenzio, quelli del nuovo anno sono divenuti di speranza, con i primi fortissimi spifferi che arrivano da Piazza Grande. Sono tanti gli imprenditori che hanno manifestato il proprio interesse e se di Amadei, Galassini, Morselli, Luca Toni, Salerno e della cordata samoriniana è già stato scritto, beh, l’ultima richiesta di informazioni al Sindaco è di quelle pesanti. Maurizio Setti, ex socio del Carpi, poi vicepresidente del Bologna e oggi patron dell’Hellas Verona ha infatti fatto arrivare la possibilità a sedersi al tavolo col primo cittadino per discutere della rinascita dei gialli. Che Verona sia piazza passionale, ma anche “pesante” è sotto gli occhi di tutti ed i rumors relativi alla possibile cessione dell’Hellas da parte del proprietario di Manila Grace sono già apparsi sulle testate nazionali. A questo punto al Comune arriva una patata bollente non da poco, l’interesse e i progetti che verranno presentati sono tanti, tanti gli imprenditori, poca la voglia di fare cordate numerose, dunque chi sarà il nuovo patron dei gialli?

FONTE: ParlandoDiSport.it


Assemblea di Lega: Setti a colloquio con Lotito
By Redazione - 10 gennaio 2018

Era il 26 luglio scorso quando all’Assemblea di Lega di Serie A Setti e Lotito concludevano in pochi minuti l’affare Caceres.

Oggi, 10 gennaio, è andata in scena a Milano una nuova Assemblea in vista delle elezioni in Figc. Sicuramente Setti e Lotito si sono incontrati di nuovo. Chissà se saranno riusciti a chiudere definitivamente l’affare, magari con una contropartita favorevole al Verona, dopo che i gialloblù hanno tesserato da extracomunitario, ristabilito, valorizzato e poi regalato alla Lazio un campione come Caceres.
D.Con.

FONTE: HellasNews.it


La FIGC archivia. L’Hellas Verona è solo di Maurizio Setti
dicembre 21, 2017
Il Verona appartiene unicamente a Maurizio Setti. Ora lo certifica anche l’archiviazione disposta dal Procuratore Federale Giuseppe Pecoraro dell’indagine sulla gestione economica del club, in particolare sui rapporti di Setti con il patron dello Spezia e della pallanuoto Recco Gabriele Volpi. Il fascicolo era stato aperto ereditando l’informativa della Guardia di finanza di Como – si legge su La Gazzetta dello Sport – che per mesi, su impulso della Procura della Repubblica aveva ficcato il naso nella galassia societaria di Volpi, indagato per riciclaggio internazionale, inciampando ad un certo punto in un’interpretazione da cui sembrava evincersi che Volpi avesse di fatto messo le mani sul Verona in virtù di un credito insoluto con Setti. Circostanza in realtà mai documentata, oltre che sempre smentita dai diretti interessati, tanto che già a ottobre Pecoraro aveva stralciato dalla sua indagine l’ipotesi più grave, cioè che Volpi fosse il proprietario occulto del Verona. Ora il procuratore federale ha escluso anche il resto: archiviato tutto il procedimento.

Procura Federale: caso Volpi chiuso. L’Hellas Verona è di Maurizio Setti
dicembre 20, 2017
Da quando appreso da Hellas Live, la Procura Federale avrebbe comunicato alle società coinvolte, di non ravvisare elementi che facciano pensare a coinvolgimenti del patron dello Spezia, Gabriele Volpi, nella proprietà dell’Hellas Verona. La società è quindi di Maurizio Setti. Nelle prossime ore sono attesi ulteriori dettagli.

FONTE: HellasLive.it


20 DIC 2017
SETTI, OPERE E OMISSIONI
“Piange il telefono, perché lei non verrà”. Maurizio Setti canta Modugno. Lei in realtà è un lui, Gabriele Volpi, ma la storia assume contorni tragicomici che neanche ai tempi di “C’eravamo tanto amati” di Barbareschi. Setti dipinge Volpi come una femme fatale. Setti sedotto e abbandonato. Storia triste. Inconsolabile patimento. Roba da far impallidire gli sceneggiatori di Beautiful e i loro Ridge e Brooke: “Quello tradito sono io. Provo tanta amarezza” lamenta a L’Arena il presidente del Verona, in un’intervista che già dal titolo svela (“Io, Volpi e l’Hellas. Adesso vi racconto tutta la verità”. Adesso. E prima cosa ci ha raccontato?).

Setti racconta di un Volpi prima amico: “Vacanze con le famiglie, gite in barca, viaggi e cene… Mi chiamava quattro o cinque volte al giorno per un consiglio, per un confronto, per scambiarci un saluto”. Già, proprio una brava persona, salutava sempre. Ma poi Volpi, neanche fosse a sua insaputa un novello Dr Jekyll e Mr Hide, agli occhi di Setti si è trasformato. Irriconoscibile, anzi impalpabile, di più invisibile: “Volpi non s’è fatto più sentire, non ha più risposto. Né alle telefonate, né ai messaggi. Non l’ho più sentito. All’anno nuovo, inizio 2016, ho cominciato a chiamarlo, a mandare messaggi. Niente di niente. Per settimane, per mesi. Finché mi hanno risposto i suoi legali che mi hanno diffidato di parlare con Gabriele Volpi, avrei dovuto parlare solo con loro”. C’è chi ama (“chi mi conosce bene sa cosa vuol dire per me l’amicizia” sottolinea Setti) e chi forse si sente un po’ infastidito da tanta attenzione. Punti di vista.

Ma guai se qualche cattivone di giornalista volesse fare dell’ironia. Ho letto con una certa malinconia l’intervista nel pensare che il fu Ranzani, quello che voleva internazionalizzare il brand e sprovincializzarci, oggi pranza con dei tramezzini, beve acqua minerale, “rigorosamente naturale” of course, in compagnia di un “mezzo sigaro spento che attende di essere fumato”. Mezzo, manco uno intero.

Tralasciando gli omissis sul contenzioso in corso al Tribunale di Genova. Dice a L’Arena Setti: “HV7, la società che all’epoca controllava l’Hellas, aveva emesso, ricorrendo a uno strumento di finanziamento tipico delle società per azioni, un prestito obbligazionario di dieci milioni di euro. Volpi mi aveva dato la disponibilità per sottoscrivere una parte del prestito attraverso la società San Rocco Immobiliare (…), la San Rocco Immobiliare ha sottoscritto cinque milioni del prestito. Scadenza del prestito obbligazionario al portatore il 30 giugno 2019 (…). Qualche mese fa gli amministratori della San Rocco – e non Volpi direttamente – mi hanno chiesto di pagare immediatamente gli interessi del prestito e in un secondo momento mi hanno intimato, senza presentare i titoli obbligazionari, di restituirlo prima della scadenza pattuita. Ma la San Rocco era stata messa in liquidazione e il prestito scadeva solo al 30 giugno 2019. Noi ci siamo doverosamente rifiutati di pagare. A quel punto la San Rocco Immobiliare ha promosso una causa avanti il Tribunale di Genova, che va avanti. Ci siamo difesi convinti di aver ragione”.

Auspicando che Setti abbia ragione, riguardo questo prestito è giusto anche ricordare – come scrive Alessio Corazza sul Corriere di Verona di sabato – che “il prestito emesso da HV7 scade nel giugno 2019, ma la San Rocco ne chiede adesso il rimborso immediato sostenendo che non sono stati pagati gli interessi pattuiti”; e che “a partire dal 31 gennaio 2017 gli obbligazionisti avrebbero potuto chiedere di convertire l’importo rimanente da rimborsare in azioni ordinarie della stessa società di Setti. Se avesse esercitato l’opzione, “San Rocco” (e quindi indirettamente Volpi) sarebbe diventato socio della HV7. E tuttavia in quel momento Hv7 non aveva più alcun rapporto diretto con il club gialloblu perché, nell’agosto 2016, ne ha ceduto tutte le quote alla Falco Investments Sa”.

Perché Hv7 ha ceduto le quote alla Falco pochi mesi prima che la San Rocco potesse esercitare l’opzione? Perché Setti il 12 dicembre nel comunicato stampa ufficiale negava (correttamente) contenziosi diretti tra lui e Volpi o Volpi e l’Hellas, ma non ha menzionato (salvo poi ammetterlo qualche giorno dopo al Corriere di Verona, ma solo perché sollecitato da un giornalista) il contenzioso di Genova tra la San Rocco e l’Hv7? Soprattutto perché Setti ha costituito una società lussemburghese, fatto non chiarito nell’intervista a L’Arena? Perché Setti in tutti questi anni ha sempre negato qualsiasi rapporto finanziario, anche indiretto, suo e-o della sue società con Volpi e-o le sue società, limitandosi a parlare di amicizia, salvo poi ammettere che un prestito obbligazionario di una società riconducibile a Volpi verso la controllante dell’Hellas Verona c’è stato?

Domande che mi piacerebbe porre a Setti. Senza pregiudizio e anzi con rispetto. In nome della credibilità e della trasparenza.
Francesco Barana

FONTE: Blog.Telenuovo.it


20.12.2017
INTERVISTE
«Io, Gabriele Volpi e l'Hellas. Adesso vi racconto la verità»
Il presidente dell’Hellas Maurizio Setti FOTOSERVIZIO GRIGOLINI

Sulla scrivania i giornali che parlano dell’ultima vittoria del suo Verona con il Milan. Un paio di campionari da consultare. Mezzo sigaro spento che attende di essere fumato. Un campo di battaglia accuratamente disordinato. Carpi, quartier generale di Manila Grace. E di Maurizio Setti. Una pausa pranzo di ordinaria amministrazione. Arrivano dei tramezzini, qualche sandwich, acqua minerale, rigorosamente naturale. Si parla di calcio, di Hellas. «Tre punti d’oro con il Milan – racconta il presidente gialloblù – ci hanno portato carica, entusiasmo. Però valgono sempre tre punti per la classifica, l’ho detto anche ai ragazzi, a fine partita, quando sono andato negli spogliatoi per fare i complimenti alla squadra. Adesso bisogna fare risultato a Udine, con la Juve…». Si parla anche di altro. Dei rapporti di Setti con Gabriele Volpi, l’imprenditore ligure che ha in mano lo Spezia. «Mettiamo subito in chiaro una cosa – attacca il patron gialloblù – ho letto di tutto e di più in questi giorni ma quello tradito sono io. Chi mi conosce bene sa che vuol dire per me l’amicizia e adesso provo tanta amarezza».

Cos’è successo?
«Tanti anni fa io e Volpi ci siamo conosciuti per lavoro, prima che entrassi nel Verona, e siamo diventati amici. Un rapporto che è sempre andato al di là delle vicende economiche. Vacanze con le famiglie, gite in barca, viaggi e cene… Mi chiamava quattro o cinque volte al giorno per un consiglio, per un confronto, per scambiarci un saluto. Fiorani ha detto che Setti non s’è rivelato la persona che sembrava? Ma è stato Volpi che non s’è fatto più sentire, non ha più risposto. Né alle telefonate, né ai messaggi».

Un rapporto solido anche negli affari…
«Abbiamo fatto cose insieme e altre si potevano fare. Due anni fa, era la vigilia di Natale del 2015, avevo presentato a Volpi un progetto per un intervento importante a Verona: costruire, unitamente al centro sportivo di Forte Lugagnano, anche un stadio, con il centro commerciale, dove c’è l’ex cava Biondani per intenderci. Un progetto da 300 milioni di euro».

E poi?
«Lui si era dimostrato subito entusiasta, pronto a investire nel progetto. Ci eravamo lasciati con l’accordo che io dopo qualche giorno avrei parlato con la famiglia Biondani per capire quali possibilità di sviluppo ci potevano essere. Non l’ho più sentito. All’anno nuovo, inizio 2016, ho cominciato a chiamarlo, a mandare messaggi. Niente di niente. Per settimane, per mesi. Finchè mi hanno risposto i suoi legali che mi hanno diffidato di parlare con Gabriele Volpi, avrei dovuto parlare solo con loro.

Nasce da lì il contenzioso?
«No, una storia diversa. HV7, la società che all’epoca controllava l’Hellas, aveva emesso, ricorrendo a uno strumento di finanziamento tipico delle società per azioni, un prestito obbligazionario di dieci milioni di euro. Volpi mi aveva dato la disponibilità per sottoscrivere una parte del prestito attraverso la società San Rocco Immobiliare. Prima aveva detto sette milioni di euro, ma poi la San Rocco Immobiliare ha sottoscritto cinque milioni del prestito. Scadenza del prestito obbligazionario al portatore il 30 giugno 2019».

Lei però aveva detto che non esiste alcun contenzioso in corso tra Gabriele Volpi e l’Hellas Verona...
«Infatti è così. Ho anche detto che Volpi non ha mai fatto investimenti o finanziamenti nell’Hellas. Magari li avesse fatti! E quante volte gli ho proposto di entrare in società con me. Ha sempre rifiutato. Qualche mese fa gli amministratori della San Rocco – e non Volpi direttamente – mi hanno chiesto di pagare immediatamente gli interessi del prestito e in un secondo momento mi hanno intimato, senza presentare i titoli obbligazionari, di restituirlo prima della scadenza pattuita. Ma la San Rocco era stata messa in liquidazione e il prestito scadeva solo al 30 giugno 2019. Noi ci siamo doverosamente rifiutati di pagare. A quel punto la San Rocco Immobiliare ha promosso una causa avanti il Tribunale di Genova, che va avanti. Ci siamo difesi convinti di aver ragione».

C’è stata anche un’indagine della Finanza e della Procura federale?
«La nostra posizione è stata chiarita, anche in via documentale, in tutte le sedi competenti, anche in quelle sportive».

E adesso...
«Possiamo costruire per l’Hellas un futuro importante, per farlo dobbiamo seguire un modello di business efficace per dare al club la possibilità di autoalimentarsi. Anche agli ultimi auguri di Natale con gli sponsor, alla riunione che abbiamo fatto in Confindustria ho ripetuto che la porta è aperta, tutti quelli che vogliono entrare per dare una mano sono ben accetti, soprattutto gli imprenditori veronesi. Intanto il nostro programma va avanti».

Quali saranno le strade da seguire?
«Vanno considerati due aspetti: quello sportivo e quello finanziario. Quando sono arrivato, la squadra era in B, abbiamo vinto un campionato, fatto tre anni in A, siamo retrocessi e siamo stati promossi. Ho avuto i tre capocannonieri di serie A e B della storia del Verona. Adesso faremo di tutto per centrare questa salvezza. Però siamo molto attenti anche agli altri aspetti. Investiamo ogni anno oltre due milioni di euro nel settore giovanile perché sappiamo che da lì possono arrivare nuove risorse, anche economiche. Abbiamo ristrutturato l’antistadio e dobbiamo completare i lavori; abbiamo speso due milioni di euro per interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza dello stadio Bentegodi, senza contare il canone di affitto. Il progetto del centro sportivo esiste ed è stato presentato all’amministrazione precedente; ha subito un rallentamento prima delle elezioni, ma adesso abbiamo già ripreso i contatti con il sindaco Sboarina, cui abbiamo già illustrato l’intervento. Siamo a pronti a ripartire».

Luca Mantovani

FONTE: LArena.it


Volpi chiede 5 milioni a Setti che ribadisce: «Il proprietario dell’Hellas sono io»
di Redazione - 16 dicembre 2017
Maurizio Setti

Chi è il vero proprietario dell’Hellas Verona? L’attuale presidente Maurizio Setti o l’uomo d’affari Gabriele Volpi, patron dello Spezia e del Rijeka?

Recentemente, la procura federale della Figc ha archiviato il fascicolo aperto a settembre per far chiarezza su chi sia il vero proprietario dell’Hellas Verona.

Secondo un rapporto della Guardia di Finanza, che aveva portato all’apertura del fascicolo della giustizia sportiva, il patron dello Spezia «avrebbe acquisito anche il Verona Calcio» tramite una «manovra scaturita da un credito insoluto che il tycoon avrebbe dovuto incassare da Setti Maurizio, presidente del club sportivo veneto».

La Gdf precisava però che non «esistono atti che testimoniano l’avvenuto avvicendamento» perché il Verona «risulta interamente» di proprietà della società anonima lussemburghese Falco Investments SA».

PROPRIETÀ VERONA, IL RUOLO DI VOLPI (SPEZIA) INDAGATO DALLA PROCURA SPORTIVA

Il tema relativo agli assetti proprietari del club scaligero, e dunque su chi sia il vero proprietario dell’Hellas, è tornata d’attualità nei giorni scorsi a seguito ad alcune dichiarazioni di Gianpiero Fiorani, l’ex numero uno della Popolare di Lodi travolto dalle inchieste giudiziarie sulla scalate bancarie del 2005, cui Volpi ha affidato il compito di riorganizzare la sua galassia societaria formata da 42 diverse aziende.

Parlando coi giornalisti alla cena di Natale dello Spezia, Fiorani ha rivelato l’esistenza di un presunto contenzioso a proposito di un aiuto finanziario che Volpi avrebbe fatto a vantaggio di Setti e che rientrava «nell’alveo della sua passione sportiva», pur «senza avere alcuna partecipazione di quella società o alcun ruolo decisionale».

Secca la smentita da Verona: nessun contenzioso dell’Hellas o di Setti con Volpi, che non ha mai finanziato il club gialloblù.

Tuttavia Il Corriere di Verona ha scoperto che, al Tribunale di Genova, esiste effettivamente un contenzioso civile in corso se non tra i due patron calcistici, tra due società a loro riconducibili.

La «San Rocco Immobiliare spa», società attualmente revocata, ma parte della galassia di Volpi, nell’ottobre 2015 ha sottoscritto cinque milioni di euro di un prestito obbligazionario da dieci milioni di euro complessivi emesso dalla «HV7 spa», di cui Setti è amministratore unico e che, all’epoca, era la controllante diretta dell’Hellas Verona.

Il prestito emesso da «HV7» scade nel giugno 2019, ma la «San Rocco» ne chiede adesso il rimborso immediato sostenendo che non sono stati pagati gli interessi pattuiti. Setti, che conferma l’esistenza di questo contenzioso specifico, sostiene al contrario di aver mantenuto tutti gli impegni. La parola, per stabilire chi ha torto o ha ragione, passerà ai giudici.

PROPRIETÀ HELLAS VERONA, I DUBBI DEL CORRIERE DELLA SERA SUL RUOLO DI SETTI

Dai documenti societari di «HV7», Il Corriere di Verona ha appreso un particolare interessante riguardo questo prestito.

A partire dal 31 gennaio 2017, gli obbligazionisti avrebbero potuto chiedere di convertire l’importo rimanente da rimborsare in azioni ordinarie della stessa società di Setti. Se avesse esercitato l’opzione, «San Rocco» (e quindi, indirettamente Volpi) sarebbe diventato socio della «HV7». E tuttavia, in quel momento, «HV7» non aveva già più alcun rapporto diretto con il club gialloblù perché, nell’agosto 2016, ne ha ceduto tutte le quote alla «Falco Investments Sa», società di diritto lussemburghese sempre riconducibile a Setti che già controllava direttamente la stessa «HV7».

Il capitale dell'Hellas Verona è detenuto integralmente dalla società lussemburghese Falco Investments SA

Da fonti vicine a Fiorani, il Corriere di Verona ha appreso che un’altra società riconducibile a Volpi chiamata «Lonestar», registrata a Panama, si ritiene creditrice nei confronti della stessa «Falco Investments» per una cifra complessiva di circa 11,3 milioni di euro. Una circostanza, questa, seccamente smentita da Setti, per cui la sua società «Falco» non ha mai intrattenuto rapporti con la «Lonestar».

Il presidente del Verona smentisce con decisione («siete completamente fuori strada») anche l’esistenza di un altro contenzioso, aperto in Lussemburgo, per il rimborso di una parte di quel presunto credito.

FONTE: CalcioEFinanza.it


NEWS
Setti: “Ero amico di Volpi, poi è sparito”
Il patron dell’Hellas: “Con lui ho avuto un rapporto eccezionale, ma ora non c’è più”

di Redazione Hellas1903, 16/12/2017, 10:23

Maurizio Setti, interpellato dal “Corriere di Verona” in merito ai contatti con Gabriele Volpi, ha risposto facendo sapere che si tratta di un’amicizia che si è spenta.
Dice Setti: “Volpi era una persona con cui ho avuto un rapporto ottimo, eccezionale. Poi è sparita. A livello sentimentale mi dà fastidio“.

FONTE: Hellas1903.it


HELLAS VERONA FC - COMUNICATO UFFICIALE
12/DICEMBRE/2017 - 16:00
Verona - L'Hellas Verona FC, riguardo al presunto contenzioso tra Gabriele Volpi e il Club gialloblù, è costretta a precisare quanto segue:

- non esiste alcun contenzioso in corso tra Gabriele Volpi (o società a lui riconducibili) e l'Hellas Verona FC;

- Gabriele Volpi (o società a lui riconducibili) non ha mai fatto investimenti o finanziamenti a vantaggio dell'Hellas Verona FC;

- non esiste alcun contenzioso in corso tra Gabriele Volpi e Maurizio Setti, al quale, in ogni caso, non si può imputare di non avere rispettato asserite e imprecisate intese.

L'Hellas Verona FC e i sui organi si riservano di agire, in ogni sede, contro coloro che continueranno a rappresentare una falsa realtà delle sue vicende societarie.

FONTE: HellasVerona.it


IL CASO
Fiorani, che bomba!
Contenzioso col Verona

12/12/2017 13:03
Sempre La Spezia. Sempre Volpi. Nonostante le smentite. Nonostante le querele. Stavolta la bomba esplode fragorosa. La fa deflagare Giampiero Fiorani, banchiere e braccio destro di Gabriele Volpi, patron dello Spezia.

L'occasione: la cena di "Avevamo un interesse nel Verona che non si è concretizzato" ha detto alla stampa Volpi a fine cena.

Poi è toccato a Fiorani spiegare: "C'era una simpatia personale tra Volpi e il presidente del Verona (Maurizio Setti, ndr), e in questo senso c'è stato un investimento che il signor Volpi ha ritenuto di fare pur senza avere alcuna partecipazione in quella società o alcun ruolo decisionale. Ma come nascono le simpatie nascono anche le tensioni e i litigi quando non si rispettano le intese".

Parole durissime a cui, per ora, la società veronese non ha dato seguito. Fiorani ha aggiunto: "Ma il presidente del Verona Calcio non si è rivelato la persona che sembrava".

La questione è diventata legale. E Fiorani aggiunge al sito cittadellaspezia.com: "Era un'attività che sembrava avere una sua logica e poter avere una sua continuità. Un certo tipo di supporto finanziario doveva rientrare nell'alveo della passione sportiva di Gabriele Volpi ma non ha funzionato. Speriamo la cosa si risolva nell'arco di qualche settimana in accordo con i tempi della giustizia civile. Cosa ne sarà del Verona non dipende da noi".

PARLA IL PRESIDENTE
Setti: Pecchia profetico purtroppo siamo giovani
12/12/2017 24:07
”Questa è una società giovane dove tutti lavorano bene. Il prosieguo del nostro campionato lo vedo bene. Sono convinto che ci saranno soddisfazioni per tutti. Ferrara? Sul risultato finale di ieri è giusto il pareggio, anche se abbiamo giocato meglio noi. Il grande dispiacere è che eravamo sul 2-0 a pochi minuti dalla fine". Così il presidente del Verona, Maurizio Setti, ha parlato a Hellas Verona Channel.

Setti, che ha rilasciato dichiarazioni solamente al suo ufficio stampa durante la tradizionale cena di Natale del club, ha concluso: "La nostra purtroppo è una squadra giovane, sia d'età che di numero di gare giocate in Serie A, ma sta crescendo. Bisogna avere tutti fiducia, quello che aveva detto il mister due mesi fa, poi si è avverato: stiamo crescendo. Siamo tutti fiduciosi: abbiamo le potenzialità per rimanere in Serie A e siamo sicuri che lotteremo fino alla fine”.

FONTE: TGGialloBlu.it


HV24, LA NUOVA PUNTATA DALLA CENA DI NATALE DELL'HELLAS VERONA
11/DICEMBRE/2017 - 22:20

Verona - Una serata dedicata alle persone che ogni giorno, dietro le quinte, lavorano per il Verona. Quest'anno, per la tradizionale cena di Natale, l'Hellas Verona ha scelto il Piper, storico locale veronese sulle Torricelle. Qualche ora tutti insieme, dipendenti, dirigenti, squadra e staff, per farsi gli auguri e stringere i ranghi in vista delle prossime sfide di Coppa Italia e Serie A. Una serata terminata attorno alle 22, quando la squadra è rientrata per preparare i prossimi impegni. Proprio dal Piper arriva la nuova puntata di HV24, con tutti i contenuti sull'attualità del Verona e quelli esclusivi dalla cena, compresa un'intervista al Presidente Setti.

FONTE: HellasVerona.it


Setti: “Anche tu nel club dei 100! Benvenuto campione!”
novembre 30, 2017

Verona, 29/11/07. “Anche tu nel “club dei 100!”. Benvenuto campione! Maurizio Setti”. Questa la dedica del presidente dell’Hellas Verona a Romulo dopo il prestigioso traguardo delle 100 presenze con la maglia gialloblù.

FONTE: HellasLive.it


Mancati esoneri ed analogie nell’Era Setti. Tifosi sconfortati ed ora anche ignorati
By Redazione - 21 novembre 2017

Era il 30 novembre 2015 quando si decise di esonerare Mandorlini. Un cambio tardivo, poi ammesso dallo stesso Setti, che prima di retrocedere aritmeticamente confesso’ che avrebbe dovuto sostituire la guida tecnica molto tempo prima.

Nel 2017 la situazione è la medesima ma l’esperienza non ha insegnato nulla. Sei punti avevamo allora, sei punti abbiamo oggi. Due anni fa l’esonero arrivò il 30 novembre, forse quest’anno si anticiperà di quattro giorni (ma forse anche no, chissà), se la prestazione con il Sassuolo (ma soprattutto il risultato), sarà in linea con le perpetuate sconfitte precedenti.

Benevento a parte, sul quale tutti hanno passeggiato (mentre il Verona lo ha sconfitto a fatica), salvo rari casi, la squadra non ha mostrato di potercela fare. Ma, quasi fosse tutto uno scherzo, si insiste su Pecchia e ci raccontano di un incomprensibile ritiro, probabilmente per non far perdere la tranquillità ai calciatori, da ieri apertamente contestati.

Un quadro nel quale i tifosi, già palesemente sconfortati dalle lacune di una squadra che non rispecchia le comprensibili aspettative, ora sono anche delusi perché non possono liberamente (e giustamente) contestare a Peschiera gli artefici del disastro sportivo.

Il sospetto che Setti stia delegando tutta la gestione al direttore Fusco, maledettamente cocciuto nel tutelare la carriera dell’amico-allenatore-Pecchia, che a sua volta, anche se involontariamente, sta penalizzando il Verona, è fondato. L’Hellas, Patrimonio dei veronesi, è mal amministrato. O forse no. Personalmente non ho alcun dubbio, ma attendo le taumaturgiche evoluzioni del ritiro emiliano. Dopo Sassuolo il verdetto.
M.Cor.

Ora tocca a Setti
By Redazione - 21 novembre 2017

Ha ragione Pecchia quando dice che la squadra si è impegnata e ha dato il massimo. Ha ragione Fusco nel dire che il gruppo è con l’allenatore. Ma chi ha ancora più ragione è Donadoni, che nel dopo partita dichiara che il Verona paga la situazione, la mancanza di entusiasmo, il pubblico che contesta.

Il rapporto tra tifosi e Pecchia, mai veramente sbocciato, è e sarà per sempre incrinato. Giocatori e tifoseria faticano ad infiammarsi e sono caduti nello sconforto. Cinque sconfitte consecutive costerebbero la panchina e forse la seggiola anche al miglior allenatore e al miglior diesse del mondo.

Setti deve prendere in mano le redini della carrozza. Serve energia ed entusiasmo dall’ambiente. Bisogna provarci.

Cacciare solamente Pecchia non avrebbe senso, con il diesse che continuerebbe a comandare e che sarebbe in disaccordo con la scelta. Via Pecchia, via Fusco (e visto che ci siamo via Porta che ha rovinato il giocattolo Primavera creato da Pavanel) e si provi a riaccendere la fiammella della speranza che oggi è terribilmente spenta e fumante.
Damiano Conati

FONTE: HellasNews.it


13 NOV 2017
CESSIONE DEL VERONA E IL FUTURO DI SETTI
Ne ho viste così tante che voi umani non osate immaginare. C’era una volta un truffatore che voleva acquistare il Verona e smerciava salsa di pomodoro scaduta. C’erano una volta i fratelli Carino. Poi un finto cardinale che doveva fare da mediatore. E colleghi che scrivevano di Berlusconi, Galan, Forza Italia e cordate misteriose. Persino soldi falsi. Un teatro dell’assurdo che mai si potrebbe immaginare e forse solo un replicante potrebbe raccontare.

Lungi da me, quindi, alimentare voci sulla cessione del Verona. In questo campo tutto vale il contrario di tutto, tutti smentiscono e poi ammettono fino a quando l’affare non è concluso. C’è un sacco di gente che cerca un quarto d’ora di celebrità ma anche gente seria che analizza i conti e vede i bilanci al di là delle cifre. Solitamente queste trattative non avvengono sui giornali. Ma la carta con cui una cordata americana voleva acquistare il Verona con la richiesta di Setti è ancora in mio possesso, nonostante le smentite della società.

Leggo gli articoli di un collega di Repubblica che mi pare molto ben informato sulla cessione del Genoa ad un finanziere di nome Giulio Gallazzi e vedo spuntare il nome del Verona. So per esperienza che se spunta un nome non è mai a caso. Qualcuno lo deve aver fatto a quel giornalista. Non so se Gallazzi o qualcuno di quella cordata, probabilmente la finalità è diversa da quella che immaginiamo noi a Verona. Probabilmente Gallazzi vuol far capire a Preziosi che il Genoa non è la sola opzione e che altre società possono essere acquistate anche a prezzo inferiore.

Ma perchè proprio il Verona? Ecco è lì che mi insospettisco. Non l’Atalanta di Percassi, non il Chievo di Campedelli ma il Verona di Setti. Che già, dalle parole di Fusco di quest’estate, pure noi abbiamo messo sul mercato. L’operazione di maquillage sui conti del resto è cosa più che evidente. Come il fatto, ammesso dallo stesso Fusco, che da due anni Setti non mette un euro nel Verona che vive, dunque, solo dei proventi che lui stesso (il Verona) genera.

E poi ci sono le voci insistenti di una cordata cittadina di cui è informato anche Palazzo Barbieri. Cordata che avrebbe approcciato Setti chiedendo una valutazione con risposta secca: 35 milioni di euro. Una cifra molto simile a quella che Repubblica riferisce essere stata chiesta a Gallazzi. Strano. Esiste questa cordata veronese? Qualche connotato lo conosciamo, ma i suoi interlocutori per ora se ne stanno al coperto. Credo sia un sintomo di serietà per il fatto che nessuno cerchi notorietà facile da un’operazione simile. Vale 35 milioni di euro il Verona attuale? Ecco su questo possiamo stare qui a discutere in eterno e mi pare sia giusto che sia Setti a fare il prezzo. Non ci sono pregiudiziali nei suoi confronti. Solo l’obbligo di fare un Verona vincente e più vicino alla città e ai tifosi. Un mandato che per quanto riguarda questa stagione è clamorosamente fallimentare. Almeno fino ad oggi. Il mercato di gennaio e le prossime mosse (in base ai risultati) ci diranno se il futuro di Setti a Verona sarà lungo o breve.
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


Setti e quel misto tra disperazione e gratitudine
By Redazione - 11 novembre 2017

Basta farsi un bel giretto tra le vie di Firenze per capire quanto i tifosi viola vogliano la testa di Della Valle. Oppure seguire una partita all’Olimpico della mirabolante Lazio di Simone Inzaghi per farsi un’idea dell’odio che ha il popolo laziale verso il suo presidente Lotito.

Eppure se Della Valle o Lotito fossero a Verona tutti farebbero i salti di gioia.

D’altra parte non serve fare molta strada per andare nelle vicine Modena o Treviso. Società storiche di calcio e che trasudano di sport in generale. Il Modena non esiste più, scomparso tra i tanti rimpianti della gestione distastrosa di Caliendo. Non sta meglio il Treviso, che negli ultimi anni ha conosciuto più fallimenti che vittorie. Addirittura in Eccellenza è riuscito ad avere problemi societari e il culmine nel febbraio scorso con la sconfitta in casa contro il San Doná per 10-1! Ovviamente la squadra è retrocessa in Promozione dove per ora gode di tranquillità…

Andiamo a passeggiare per Treviso o a mangiare un gelato davanti allo stadio Braglia, chiuso al pubblico modenese per inadempienze economiche, e parliamo di Setti. Chiunque farebbe carte false pur di avere il presidente gialloblù.

Purtroppo nel calcio, come nella vita, non si è mai contenti di ciò che si ha e ci si accorge del suo valore solo quando non c’è più. Quindi lunga vita a Maurizio Setti in gialloblù…sperando che possa cedere il Verona!
Damiano Conati

FONTE: HellasNews.it


11.11.2017
INTERVISTE
Gallazzi: «Rispetto l'Hellas ma penso solo al Genoa»
A movimentare la già delicata situazione del Verona erano arrivate puntuali le notizie di una possibile cessione da parte di Maurizio Setti. In primo piano ci sarebbe stata una richiesta da parte di Giulio Gallazzi, uomo d’affari bolognese, che era stato e lo è tuttora vicino al Genoa di Enrico Preziosi. Un’ipotesi durata lo spazio di una notte, almeno per ora. In attesa di altre voci. Abbiamo infatti rintracciato Gallazzi, attualmente negli Stati Uniti.

Buonasera dottor Gallazzi, qui è L'Arena di Verona
Buongiorno perchè dove mi trovo adesso è mattina...

Scusi dove si trova?
In Texas per affari, mi dica...

Basta Genoa, ora pensa ad acquistare il Verona?
Guardi stamattina presto un mio collaboratore mi ha chiamato e poi ho dato uno sguardo alla rassegna stampa. Questa notizia si è sparsa a macchia d'olio ed ha avuto un grande seguito. Cosa vuole che le dica, l'Hellas ha grande tradizione, ha vinto pure lo scudetto ma al momento non c'è nulla.

Eppure si parlava di libri contabili e di contatti con il club gialloblù...
Smentisco nella maniera più assoluta. Conosco Setti perchè tra Bologna, Carpi e Modena ci siamo visti in più occasioni. Con lui ho avuto modo di trattare alcune questioni di lavoro legate ad altre tipologie, non abbiamo mai trattato l'argomento calcio. Non escludo che un domani al di là delle solite frasi in velocità sul calcio, possiamo parlare della questione ma ad oggi mi creda non ho chiesto nulla a Setti e il club gialloblù non mi ha domandato nulla.

È sincero?
Guardi le dico la verità, si. Sono un grande appassionato di sport. Ho giocato a football americano in gioventù e mi piace andare a cavallo. Negli ultimi tempi, i giornali mi hanno avvicinato perfino alla Fiorentina, ma anche in quel caso ho smentisco in maniera categorica. Vi posso dire che mi hanno offerto la possibilità di entrare in almeno tre quattro club fra serie A e serie B. Il Verona e Setti non hanno mai fatto un passo verso di me in questo senso, anzi auguro all'Hellas di salvarsi.

E il Genoa?
Bravi. Io lavoro in tutto il mondo e ho molti clienti e amici. A Genova le cose sono andate per le lunghe. Abbiamo proposto a Preziosi un progetto e non abbiamo ancora avuto le risposte che cercavamo. Non è serio da parte mia e neppure agli occhi dei tifosi del Genoa o del Verona, buttarmi in un'altra operazione, ne ho abbastanza, per fortuna di lavoro, credetemi. Smentisco dunque quanto è apparso sui giornali e sui siti in Italia riguardo ad un mio interessamento al Verona.
Com’è uscita la notizia? Bel mistero. Forse una chiacchiera di qualche mio collaboratore. Non cerco pubblicità e sanno che ho degli investitori a cui interessa il calcio.

Scusi, ma cosa sta facendo in Texas?
Stiamo seguendo finanziaramente degli imprenditori impegnati nel settore dell'energia rinnovabili.
Gianluca Tavellin

FONTE: LArena.it


GIULIO GALLAZZI INTERESSATO AL VERONA
Un nuovo presidente per l'Hellas?
09/11/2017 17:34
Un nuovo proprietario per l'Hellas? La notizia l'ha lanciata il quotidiano "Repubblica", nella sua versione genovese. Giulio Gallazzi, business-man bolognese, capo di Sri Group, società di investimenti con sede a Londra, starebbe pensando ad acquistare il Verona.

Secondo quanto riporta il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari: "Il Verona ha già provveduto a far avere a Sri Group di Gallazzi la situazione debitoria certificata" in vista di una possibile cessione futura.

Gallazzi vuole essere protagonista nel mondo del calcio e da mesi sta trattando con Preziosi per l'acquisto del Genoa. Ma la trattativa è complicata e come seconda opzione l'imprenditore bolognese starebbe pensando al Verona di Setti. Un'operazione, si stima, da una trentina di milioni.

Giulio Gallazzi ha 53 anni ed è un ex giocatore di football americano. Negli anni Ottanta ha vinto il campionato italiano Super Bowl VI e i campionati europei di Helsinki. Nel 2010 ha ricevuto il prestigioso "Premio Internazionalizzazione Business" dal governo britannico.

FONTE: TGGialloBlu.it


Verona, Setti sposa la linea verde
L'avvio di stagione complicato non spaventa il presidente: «Pecchia è all'altezza del compito, i giovani il nostro futuro»

© www.imagephotoagency.it

martedì 7 novembre 2017
TORINO - In estate si pensava che il Verona, pur appena promosso, non patisse più del dovuto l’ambientamento al campionato di Serie A, invece i pronostici sono stati, al momento smentiti. Il presidente Maurizio Setti e i suoi collaboratori hanno operato bene in sede di mercato (il caso Cassano tutto sommato è stato gestito bene), peraltro orchestrato dal ds Filippo Fusco, e l’obiettivo prefissato, cioè la salvezza, non sembrava così difficile da raggiungere. Ma nel calcio, si sa, il campo è il supremo giudice e l’avvio di campionato ha regalato molte amarezze.

Forse, il Verona, si sta portando dietro problemi dalla passata stagione, mascherati poi da una cavalcata esaltante conclusasi con la promozione. In B l’Hellas era la società con il budget più alto e aveva in squadra parecchi giocatori di categoria superiore, come Giampaolo Pazzini, Romulo e Daniel Bessa. Era il collettivo tecnicamente più forte anche se ha giocato per lunghi tratti al di sotto delle proprie possibilità e alla fine il sospirato traguardo è stato raggiunto. Ma i costi economici per realizzare l’impresa sono stati importanti, a pesare soprattutto la voce ingaggi. La promozione ha sì comportato maggiori introiti economici ma, ovviamente, anche più spese di gestione. In passato, neanche troppo lontano, il Verona era stato condizionato da problemi economici. Adesso la situazione pare essere stata riequilibrata, l’Hellas è di nuovo in Serie A e la squadra presenta comunque eccellenze tecniche di prospettiva.

Ma, in estate, gli investimenti per il rafforzamento dell’organico sono stati numerosi ed hanno riguardato soprattutto il reparto offensivo: Alessio Cerci, Daniele Verde, Moise Kean e il sudcoreano del Barcellona Seung-Woo Lee. A centrocampo è arrivato Marcel Büchel dall’Empoli. In difesa Thomas Heurtaux e Martin Caceres. Si è speso tanto, insomma, ma la resa è stata tutt’altro che positiva. La speranza è che ora Fabio Pecchia e i suoi ragazzi riescano a invertire la rotta. Ripartire da ciò che si ha e cercare di migliorare, difendendo il lavoro Pecchia. Così Setti poche settimane fa: «In lotta per non retrocedere ci sono almeno 8 o 9 squadre. Pecchia è all’altezza del compito. Questa è una squadra che ha valori tecnici, manca un po’ di esperienza ma in prospettiva può crescere tanto. Puntiamo sui giovani, ne abbiamo tanti bravi».

FONTE: TuttoSport.com


26 OTT 2017
CAMPEDELLI, PERCASSI E…SETTI. PERCHÈ ACCONTENTARSI?
“Una risata ci salverà” dice quel fine umorista di Daniel Pennac. Maurizio Setti non sorride mai. Il Setti “attaccante” un po’ ganassa degli inizi, quello per intenderci del modello Borussia Dortmund e dell’Europa, ha lasciato posto a un uomo da tempo “in difesa”. Ricordo il Setti che più di cinque anni fa pronunciò solennemente le due promesse cardine e imprescindibili del suo mandato: centro sportivo e consolidamento in A. Oggi il centro sportivo ancora non c’è e la serie A, nel migliore dei casi (la salvezza), è un faticosissimo e sofferente affanno da preservare con calciatori e allenatore low cost. Tutto questo nonostante dal 2013 il Verona goda di entrate plurimilionarie e abbia potuto beneficiare di diverse plusvalenze. “In passato sono stati commessi degli errori” ha detto il 5 settembre al Corriere di Verona il direttore operativo Francesco Barresi. Non ci è dato sapere quali.

Verona che in caso di salvezza con la riforma Lotti in fase di definizione potrebbe prendere 40 milioni di euro dalla nuova ripartizione dei diritti tv, in caso di retrocessione altri 25 milioni di paracadute. “Ma nessuno vuole il Verona” afferma il conformista che segue acriticamente i cliché. Io sommessamente ma con il gusto della provocazione sposto il tiro: “Ma Setti vuole vendere?”. Non conosco altri settori merceologici con entrate garantite di questo peso. Conviene vendere? Ma come disse uno più importante di me e di Setti: “Se sbaglio mi corrigerete”.

Torno a scrivere di Setti non a caso dopo Chievo e Atalanta, due club che dimostrano (con modi e stili diversi ma entrambi efficaci) come si fa calcio in provincia. Due club presieduti da due imprenditori della città, perché anche nel calcio globalizzato, delle proprietà cinesi o arabe, dei fondi d’investimento e delle cordate opache (Milan), c’è ancora spazio per gli imprenditori vecchio stampo, quelli inseriti nel territorio, che vivono la città, a cui rendono conto. Campedelli e Percassi non sbandierano centri sportivi, li fanno. Campedelli e Percassi non parlano ogni due per tre di internazionalizzare il brand, ma in Europa il primo c’è stato, il secondo c’è. Campedelli è retrocesso ma è ripartito con autorevolezza. Percassi, come Setti, ha preso la squadra in B e l’ha consolidata, lui sì, in A. Percassi non ha mai cambiato i colori delle maglie e non ricordo un suo direttore generale che in tv abbia detto restando serio: “I colori non sono importanti”.

Lo dico a costo di essere impopolare: Chievo e Atalanta, la prima nella nostra Verona, la seconda nella vicina Bergamo, piaccia o meno sono la coscienza della società che dovremmo essere anche e soprattutto noi, più di loro, per storia, tifoseria e tradizione. Perché accontentarsi di essere meno?
Francesco Barana

FONTE: Blog.Telenuovo.it


Verona, Setti: 'Contro il Chievo sarà una guerra'

del 22 ottobre 2017 alle 12:26
Maurizio Setti, presidente dell'Hellas Verona, ha parlato a Sky a pochi minuti dal derby con il Chievo: "Sicuramente le ultime due partite ci hanno dato fiducia, mi aspetto una grande partita. Il Chievo ha grande esperienza in serie A, per noi sarà una guerra. Dobbiamo fare tesoro degli errori delle prime partite".

FONTE: CalcioMercato.com


Volpi-Setti, continuano le indagini sull’Hellas
I legami tra Gabriele Volpi e l’Hellas Verona di Maurizio Setti oggetto d’indagine della Procura federale: la situazione

Di Gabriele Anello - 20 ottobre 2017
Depotenziata, ma resta in piedi. L’indagine della Procura federale sui rapporti tra Gabriele Volpi, patron dello Spezia e della pallanuoto Recco, e l’Hellas Verona calcio, di proprietà di Maurizio Setti, è ancora viva. Ereditata, è bene ricordarlo, dall’inchiesta della Procura di Como sulle attività finanziarie di Volpi, che potrebbe essere rinviato a giudizio per una serie di reati tra cui il riciclaggio. Come riporta “La Gazzetta dello Sport” nella sua edizione odierna, il procuratore Giuseppe Pecoraro – dopo aver riscontrato che non ci sono elementi per ricondurre direttamente la proprietà del club gialloblu all’imprenditore ligure, contrariamente a quanto ipotizzava la Guardia di finanza – ha concentrato le sue attenzioni su vicende minori, riconducibili alla gestione economica del Verona di Setti. Motivo per cui il presidente è stato convocato in Procura federale per rispondere alle curiosità di Pecoraro. L’audizione era stata fissata per questo pomeriggio (inizio alle 15), ma Setti ha chiesto di posticiparla alla stessa ora di lunedì.

FONTE: CalcioNews24.com


Setti: “Ma quale paracadute, la B sarebbe un disastro economico. Volpi è solo un amico, l’Hellas Verona è al 100% di Maurizio Setti”
ottobre 12, 2017

“Come vanno i conti del Verona? Qualcuno pensa che ci mettiamo via dei soldi ma non è così anzi. C’è grande trasparenza nella nostra gestione. Chi vuole si prende un commercialista e viene a controllare i conti. Spendiamo più di quello che incassiamo. Non bastano i soldi che prendiamo dalla Lega, 27 milioni circa e non trenta come leggo per gestire la società. Se l’ultimo fatturato si aggira intorno ai 30 milioni di euro quasi il 70% è servito per coprire gli stipendi dei tesserati ma non pesa solo questa voce nel bilancio finale. Ci sono tante altre uscite da tenere in considerazione. Per il settore giovanile, per esempio, investiamo 2 milioni di euro, quattro volte di più rispetto a cinque anni fa – ha dichiarato il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti, a L’Arena – Centro sportivo, lavori antistadio, stadio di proprietà. Com’è la situazione? Abbiamo ricevuto l’ok della Sovrintendenza per il progetto del nuovo centro sportivo al Forte Lugagnano e abbiamo già riallacciato i contatti con la nuova amministrazione per dare seguito alle nostre intenzioni. I lavori all’antistadio proseguiranno mentre al Bentegodi è difficile fare di più, la gestione dell’impianto è soprattutto un costo e non dà certo ricavi. Certo che non uno stadio di proprietà garantirebbe ad una società calcistica solidità economica per 1000 anni. Qualche offerta per rilevare l’Hellas Verona? No, non si è presentato nessuno. Anzi, ribadisco ancora una volta che le mie porte sono aperte per tutti gli imprenditori, veronese e non, che vogliono entrare nel Verona e lavorare con me per far crescere la società. Serie B col paracadute? Una vera follia, come si fa a pensare una cosa del genere. Con 25 milioni di euro fai fatica a far quadrare i conti visto che i contratti in essere quando sei in A non vengono ridotti dopo la retrocessione, servirebbe una normativa proprio in questo senso. Oltretutto in B non ci sono gli stessi introiti della A, un vero disastro dal punto di vista economico. C’è Volpi dietro al Verona? Una storia che torna fuori ciclicamente. Lo ripeto ancora una volta con Gabriele Volpi ho un rapporto che va aldilà del calcio, qualche volta lui mi ha chiesto delle consulenze ma niente di più. L’Hellas Verona è di Maurizio Setti al cento per cento”.

FONTE: HellasLive.it


#RADIOVERONA SETTI: «BENEVENTO? PARTITA IMPORTANTE, CON L'AIUTO DI TUTTI DIMOSTRIAMO LE NOSTRE POTENZIALITÀ»
11/OTTOBRE/2017 - 19:40
Verona - Le principali dichiarazioni del presidente gialloblù Maurizio Setti, rilasciate a Radio Verona in occasione della firma per la prosecuzione della partnership tra l'Hellas Verona FC e il Gruppo Athesis.

«L'avvio di stagione? Le prime sette partite ci hanno detto che siamo una squadra giovane, bisognosa di trovare nell'entusiasmo del pubblico la propria forza. Abbiamo molti ragazzi, che vanno aiutati e fatti crescere, i conti si fanno solo alla fine. Il potenziale della rosa c'è, credo che sia il campionato che ci aspettavamo di fare, con circa nove squadre con cui giocarsela fino alla fine, delle quali ne abbiamo incontrata solo una. Benevento? Partita determinante, ma non è quella quella della vita. Chiaro che ci aspettiamo tanto, ma l'importante è come si giocano le gare, cosa succede durante le stesse, è quello che ti dà il peso del valore della squadra. Guardare solo il risultato spesso non è veritiero, spero che il Verona metta in campo ciò che sa fare, se lo farà potremo vincere».

FONTE: HellasVerona.it


SERIE A
FOCUS TMW - Hellas Verona, paracadute necessario e salvifico
04.10.2017 15:30 di Andrea Losapio Twitter: @losapiotmw
Il bilancio chiuso al 30 giugno del 2016 è virtuoso per l'Hellas Verona, inserito anche nelle short list per i premi per il migliore risultato. Una sorta di fair play finanziario che ha portato entrate e uscite a pareggiarsi, dopo il rosso di 7 milioni del 2014-15 e l'attivo del 2015-16.

DIRITTI TELEVISIVI - Il fatturato è di circa 56 milioni in totale, mentre la cessione dei diritti equivale a 26 milioni. Insomma, poco meno della metà dell'intero lordo. Con la Serie B il risultato è, come per il Cagliari, molto vicino alla soglia, perché con il paracadute l'Hellas Verona va vicino a pareggiare ciò che già percepiva con la ripartizione precedente. La salvezza arriva anche dalle cessioni, con oltre 12 milioni di plusvalenze.

COSTI - Sono scesi e, sicuramente, per il bilancio chiuso al 30 giugno del 2017, continueranno a decrementare considerati i tanti stipendi pagati in meno, anche pesanti come per Bosko Jankovic, Luca Toni e Christodoulopoulos. Insomma, dai 30 milioni di euro dell'anno precedente è lecito aspettarsi un'ulteriore limatura di qualche milioncino.

LA PROVA DEL NOVE - Il bilancio dell'Hellas Verona andrebbe visto con una continuità in Serie A, ma non si può dire che la gestione non sia oculata. La società lussemburghese che, peraltro, controlla gli scaligeri ha iniettato 7 milioni di euro per la sicurezza della continuità aziendale in futuro.

RASSEGNA STAMPA
Il Corriere di Verona sull'Hellas: "Il fattore Cerci fa salire di giri il motore"
04.10.2017 08:43 di Lorenzo Di Benedetto Twitter: @Lore_Dibe88
Spazio all'Hellas sulle pagine del Corriere di Verona oggi in edicola con il titolo: "Il fattore Cerci fa salire di giri il motore". A Torino prima gara intera in due anni per l'esterno, pronto a diventare un protagonista nella rosa di Fabio Pecchia.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com







Il presidente Setti in visita a Peschiera
settembre 14, 2017

Questa mattina il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti, era presente a Peschiera. Il numero uno del club gialloblù si è intrattenuto con la squadra di Fabio Pecchia, a due giorni dalla sfida dell’Olimpico contro la Roma.

FONTE: HellasLive.it


PASSATO, PRESENTE E FUTURO DEL VERONA
Sogni? Ecco cosa diceva Setti nel 2013
06/09/2017 10:17
"Non vendiamo sogni ma solide realtà". Le parole di Francesco Barresi, direttore generale del Verona riportate ieri dal Corriere di Verona, più che un programma di lavoro sembrano lo spot dell'Immobildream di Roberto Carlino che spopolava sulle tv private qualche anno fa.

Ma è vietato sognare per i tifosi? E non fu proprio Setti, il presidente del Verona, che innescò il sogno? E' molto interessante ripercorrere proprio con le parole di Setti il percorso del Verona, dal 2013 ai giorni nostri. In un'intervista alla Gazzetta dello Sport ecco cosa diceva il presidente del Verona.

Quali obiettivi si è posto acquistando il Verona un anno fa?
"Mi piacerebbe dare al Verona una mentalità d'impresa: l'accordo con Nike è un primo passo e ci darà riconoscibilità nel mondo, non solo in Serie A. Io non sono un avventuriero o lo sceicco con 200-300 milioni da buttare ma garantisco serietà e nel medio-lungo periodo il sogno sportivo è l'Europa League: sì, vorrei riportare il Verona in Europa.

Il suo modello di calcio?
Il Borussia Dortmund: stadio sempre pieno, connubio perfetto tra calcio e famiglia. A Verona c'è questa potenzialità. La rivalità col Chievo? Due realtà tropo diverse per importanza e passione: non c'è paragone. Penso ai 25 mila della gara promozione con l'Empoli: ecco, vorrei 20 mila abbonati, sarebbe un bel segnale.

Quanto investirà sul mercato?
Massima attenzione ai bilanci ma spenderemo perché se l'obiettivo è la salvezza non la voglio all'ultima giornata. Il d.s. Sogliano è in Brasile: dobbiamo aumentare qualità e centimetri. Jorginho? C'è il Milan ma non abbiamo chiuso e vogliamo tenerlo ancora per un anno. Il rinnovo di Cacia? In B fa la differenza, ora deve farla in A e parleremo del suo rinnovo.

Sembra passato un secolo da queste parole, dette quattro anni fa. Probabilmente il primo a risvegliarsi da un bel sogno è stato proprio Setti... (g.vig.)

FONTE: TGGialloBlu.it


Proprietà Verona, il ruolo di Volpi (Spezia) indagato dalla procura sportiva
di Redazione - 5 settembre 2017
Maurizio Setti

Che ruolo ha Gabriele Volpi, imprenditore ligure, patron della Pro Recco di pallanuoto, dello Spezia e del Rijeka, nell’Hellas Verona?

Un’indagine – ripresa oggi tra gli altri dai quotidiani Il Giorno e Corriere di Verona – ha riaperto la questione, dibattuta fin da quando, nel giugno del 2012, Maurizio Setti rilevò le quote di maggioranza del Verona da Giovanni Martinelli.

Il tema è tornato a galla con due articoli pubblicati ieri, uno da La Gazzetta dello Sport, l’altro dal Corriere della Sera, che riferiscono dell’inchiesta sugli affari di Volpi e l’accusa di autoriciclaggio formulata dalla Procura di Como.

Dall’indagine della Procura della Repubblica di Como – su un giro di spalloni attivi per il trasferimento-ripulitura del denaro sporco sull’asse Italia-Svizzera – che ha inguaiato il patron dello Spezia-Calcio Gabriele Volpi ha preso le mosse un’altra indagine, questa volta dalla Procura federale sportiva.

Proprietà Hellas Verona, i dubbi del Corriere della Sera sul ruolo di Setti


Il Verona è intervenuto tramite il proprio sito web con un comunicato di replica che rimarca come la proprietà del club sia del solo Setti e con cui dichiara che la società «è rammaricata di leggere, ancora una volta, notizie sbagliate ed atte a minare la credibilità di una proprietà che già in passato è intervenuta per chiarire e confermare che l’Hellas Verona FC appartiene solo a Maurizio Setti: il club gialloblù non ha alcun contratto di sponsorizzazione né alcun legame di qualsiasi tipo con la menzionata società “Orlean Invest Africa Limited” o con società alla stessa riconducibili».

Così era stata ricostruita la catena di controllo del Verona ai tempi dei primi dubbi emersi sulla stampa.
Proprietà Hellas Verona – La catena societaria

Nel corso delle indagini sarebbero emerse delle intercettazioni di dialoghi tra Volpi e Giampiero Fiorani, ex amministratore della Banca Popolare di Lodi e ora braccio destro dello stesso Volpi, in cui si farebbe riferimento alla proprietà dell’Hellas.

Il procuratore federale Giuseppe Pecoraro ha chiesto di avere copia della documentazione raccolta dai magistrati di Como, ravvisando elementi per aprire un fascicolo in relazione ad un illecito sportivo: quello che impedisce la doppia proprietà di fatto riconducibile ad un unico soggetto di società sportive militanti nello stesso campionato di calcio

Secondo la Guardia di Finanza, nelle conversazioni «è emerso che Volpi abbia acquisito il Verona calcio, manovra scaturita da un credito insoluto che il tycoon avrebbe dovuto incassare da Maurizio Setti, presidente del club veneto».

La Gdf evidenzia inoltre che le realtà sportive di proprietà Volpi verrebbero finanziate tramite sponsorizzazioni con società riconducibili alla Orlean Invest Africa Limited, il cui amministratore è, di fatto, Volpi, magnate con un patrimonio valutato in 3 miliardi di euro con un giro d’affari radicato nella logistica petrolifera in Nigeria, paese di cui ha la cittadinanza.

FONTE: CalcioEFinanza.it


UN POLITICO VERONESE SUI SOCIAL
Insulti a Fusco, Verona: "Agiremo per vie legali"
03/09/2017 17:43
Dopo le pesanti parole contro il Direttore sportivo Filippo Fusco pubblicate su Facebook da parte di un esponente politico veronese (il consigliere regionale Andrea Bassi, ndr), il Verona ha risposto con un duro comunicato nel quale annuncia azioni legali contro il consigliere veneto: "L'Hellas si stupisce e si rammarica dei toni violenti e denigratori utilizzati da un politico veronese. Senza voler in alcun modo ledere la libertà di opinione, il club crede fermamente che i social network non debbano però trasformarsi in una 'zona franca', dove insulti e attacchi personali possano diventare la normalità. Specie se a pronunciarli sono, come in questo caso, figure pubbliche che sarebbero tenute a rappresentare la cittadinanza e ad essere di esempio per la stessa, e non certo ad attaccare verbalmente l'altrui operato. La società si riserva inoltre di agire per vie legali nelle sedi competenti sperando che casi come questi non si ripetano in futuro".

Bassi aveva scritto: "Spero che Pazzini faccia 15 gol per sputtanare quello str... di direttore sportivo dell'Hellas" e poi: "Prega il tuo dio di non trascinarci in B altrimenti veniamo a prenderti a casa e ti facciamo mangiare mozzarelle scadute prodotte in Campania".

FONTE: TGGialloBlu.it


SETTI: «CALENDARIO DIFFICILE? QUESTA È LA SERIE A, LAVORIAMO PER ARRIVARCI PRONTI»
26/LUGLIO/2017 - 21:30
Milano - Le dichiarazioni del presidente gialloblù Maurizio Setti, intervenuto in occasione della compilazione dei calendari della Serie A TIM 2017/18.

SUL CALENDARIO
«Esordio tosto, avrei preferito iniziare contro un'altra squadra, anche a causa della chiusura della Curva Sud. Anche il finale non sarà facile, ma questa è la Serie A: dovremo essere bravi a portare a casa punti in tutte le fasi del campionato. Ora lavoriamo per rendere la squadra pronta per l'esordio contro il Napoli e per lottare per il nostro obiettivo: salvezza a tutti costi».

LA STAGIONE CHE SARA'
«Siamo stati bravi a tornare subito in Serie A, ora ci apprestiamo a fare un campionato dove sarà determinante raggiungere la salvezza. Dobbiamo lottare ogni partita, su ogni pallone, perché è un obiettivo difficile. Quella di Verona è la piazza ideale per chi vuole esaltare le proprie caratteristiche, come Cerci, che penso possa dare moltissimo a questa squadra».

SUL MERCATO
«Colpi di mercato? Vediamo, abbiamo le idee chiare, manca ancora molto alla chiusura e ci muoveremo per rafforzare il Verona. Cassano? E' un dispiacere, era arrivato con le migliori premesse, l'addio dipende dalle motivazioni, perché la tenuta fisica c'era. A questo punto, meglio che sia capitato ora».

FONTE: HellasVerona.it


Setti: “Un altro colpo importante? Vediamo”
luglio 26, 2017
“L’addio di Cassano sotto il profilo umano dispiace, le motivazioni contano e forse è arrivato il suo momento. Un altro colpo importante? Vediamo”. Così il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti, a Sky Sport.

Setti: “Abbiamo le idee chiare, sul mercato ci muoveremo per rendere il Verona ancora più forte”
luglio 26, 2017

“Bravi a tornare subito in Serie A, ora bisogna lottare su ogni pallone. Mercato? Manca un mese e abbiamo le idee chiare, ci muoveremo per rendere il Verona più forte”. Queste le parole del presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti, a Sky Sport.

FONTE: HellasLive.it


HELLAS VERONA
24.07.2017 | 23:55
Setti è basito? Ma allora avrebbe dovuto conoscere meglio Cassano
Il presidente Setti si è detto basito, parole sue, per le evoluzioni della vicenda Cassano. Con tutto il rispetto e la simpatia per il numero uno dell’Hellas Verona, siamo noi a essere basiti per lo stupore di Setti. Il balletto di Cassano (prima lascia, poi resta, poi lascia ma non il calcio, poi lascia ma anche il calcio, aiuto…) fa parte delle contraddizioni striscianti che hanno caratterizzato da sempre il percorso del fantasista di Bari Vecchia. E prima di provvedere alll’operazione, come abbiamo cercato di consigliargli in tempo non sospetti, avrebbe dovuto fare molta attenzione ai rischi che avrebbe corso. Enormi rischi. Ora Setti dice che il gruppo conta più del singolo. Certo, ha ragione ma avrebbe dovuto intuirlo prima. E non restare basito ora, era tutto chiaro e scontato già al momento della firma di Cassano per il Verona.

FONTE: AlfredoPedulla.com


SETTI: «AL VERONA IL GRUPPO VIENE PRIMA DEL SINGOLO»
24/LUGLIO/2017 - 16:55
Verona - Le dichiarazioni del presidente Maurizio Setti, rilasciate in esclusiva a hellasverona.it, riguardo la vicenda relativa ad Antonio Cassano.
«Rimango, e rimaniamo, basiti per quanto appreso riguardo la presunta mancanza di stimoli di Cassano. Nel sottolineare che il calciatore è tuttora un tesserato gialloblù, voglio altresì ribadire che al Verona il gruppo viene prima del singolo e la maglia prima di qualsiasi calciatore. Verona è una piazza storica e appassionata, che merita considerazione e rispetto. Per quanto ci riguarda, proseguiremo nel lavoro per rendere questa squadra in grado di poter lottare per il nostro obiettivo».

FONTE: HellasVerona.it


IL PRESIDENTE ALL'ANSA
SETTI: CASSANO NON CE LA FA DI TESTA
24/07/2017 13:09
"Questo ragazzo non ce la fa di testa, anche se fisicamente e atleticamente sta molto bene. Professionalmente non gli si può rimproverare nulla, evidentemente non riesce a rimanere sereno e lucido in un gruppo e vuole restare a casa. C'è un up e un down, parla e poi sta muto: peccato, perché dal punto di vista professionale stava facendo tutto per bene".

Sono le dichiarazioni del presidente Setti all'Ansa.

IL RETROSCENA
Quella telefonata tra Setti e Cassano...
21/07/2017 21:39
Carolina, i figli, Fusco e una telefonata di Setti.

È stato proprio il presidente del Verona a fare la "mossa giusta" per convincere Fantantonio a tornare sui propri passi dopo aver deciso di ritirarsi.

Chi ha assistito alla telefonata ha confidato di non avere mai sentito Setti così coinvolto. Ha toccato i tasti giusti, fino quasi a commuovere Cassano.

"Sei una nostra scommessa e sono sicuro che la vinceremo. Devi giocare ancora per far vedere ai tuoi figli quanto sei bravo" avrebbe detto Setti. E Cassano, convinto, ha poi ringraziato i dirigenti. "Gente come Setti e Fusco non l'ho mai trovata nella mia vita. Mi hanno "salvato" quando stavo per fare la più grande cazzata della mia carriera" ha detto Cassano. (g.vig.)

FONTE: TGGialloBlu.it


NEWS
Setti a Cassano: “Fai vedere quanto sei forte”
Così il presidente dell’Hellas ha convinto il fantasista a non lasciare

di Redazione Hellas1903, 19/07/2017, 09:12

“Fai vedere al mondo e ai tuoi figli quanto sei forte”.
Con queste parole Maurizio Setti ha convinto Antonio Cassano a non lasciare il Verona e il calcio.
Un retroscena svelato da “La Gazzetta dello Sport”, in un articolo pubblicato nell’edizione di oggi del quotidiano.

FONTE: Hellas1903.it


Cassano, il pres. Setti: “Voleva mollare ma se sgarra paga”
Di Redazione Cm24 - 13/07/2017

Il presidente del Verona, Maurizio Setti, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del Corriere della Sera sull’arrivo di Antonio Cassano all’Hellas: “Mi ha convinto dicendomi: “Presidente voglio venire e dimostrare di essere ancora vivo. Ho bisogno di uno stadio che mi trasmetta emozioni forti, di sentire il calore del pubblico, di far vedere che sono ancora un giocatore di serie A”. Un discorso netto da uomo di strada, come siamo noi due”.

Cassano, ecco le parole del presidente Setti
Niente cassanate: “Gliel’ho detto certe cose qui non te le permetto né con l’allenatore né con il magazziniere. Per te sarà sempre come il primo giorno di scuola, se sgarri ti mando a scaricare gli scatoloni nella mia azienda”.

Sulla trattativa: “Voleva mollare, smettere di allenarsi, ritirarsi. Gli ho promesso: se vado in A non ti mollo. La nostalgia non mi piace, di ricordi non si vive. Verona ha scelto Cassano perché è uno che la palla la manda dove vuole un attimo prima degli altri e Pazzini va a raccoglierla prima che ci arrivino i difensori: questi due, e pure Cerci, sono qui perché sanno giocare a calcio”.

FONTE: CalcioMercato24.com

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Sito stùfo? ...Ma proprio sgionfo? Bon! lora rilàsate n'attimo co' 'stì zugheti da bar dei bèi tempi: ghè PACMAN, ghè SPACE INVADERS, ghè SUPER MARIO BROS e tanti altri! Bòn divertimento ;o)

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