LAZIO 3-3 VERONA: Partita bella e rocambolesca tra due squadre che giocano per un solo risultato, i padroni di casa menano le danze ma l'HELLAS riparte e fa male agli avversari e quando, a pochi minuti dalla fine, gli scaligeri vanno avanti e sono pure in superiorità numerica, ci pensa l'arbitro a regalare il pari agli uomini di REJA


LA GARA & LE IMPRESSIONI +   -   =

Partita molto tattica per quasi mezz'ora in cui la LAZIO mena le danze ma è l'HELLAS a sfruttare con rapide ripartenze alcuni errori degli avversari tanto che è per gli scaligeri la prima palla-gol: Al 12° BIGLIA e BIAVA si contrastano a vicenda, ne approfitta HALLFREDSSON che parte in mezzo a loro e serve TONI ma il Campione del Mondo, in posizione favorevolissima, non trova la porta!
Al 29° Break LAZIO a tutta velocità, MAURI vede CANDREVA a sinistra che dopo un paio di passi la mette al centro per KEITA, il giovane talento laziale ha tutto il tempo di aggiustarsi la palla e battere RAFAEL con un tiro imparabile scoccato ad un paio di metri dalla porta: Tutto troppo facile! Si arrabbia come un matto mister MANDORLINI...
Passano solo otto minuti scarsi ed il VERONA pareggia i conti: Al centro dell'area laziale ma di poco fuori, HALLFREDSSON ruba il tempo ai difensori avversari e la tocca piano per MARQUINHO in agguato ad un paio di metri, il tiro del brasiliano è velenoso e si infila a destra di BERISHA!
Nei minuti finali del primo tempo preme la LAZIO ma i gialloblù si difendono con ordine...

Secondo tempo scoppiettante che si apre con i padroni di casa a premere e a trovare il vantaggio al 15°: Errore della difesa gialloblù che non libera, KEITA trova LULIC che ad un passo da RAFAEL non può sbagliare...
Cinque minuti più tardi MANDORLINI toglie DONADEL e MARQUINHO e fa giocare CIRIGLIANO e ROMULO e al 24° ecco il gran pareggio di ITURBE: SALA trova il corrdidoio giusto dove s'infila in velocità l'ex 'Dragoes' e brucia BERISHA!
Le squadre però giustamente non si accontentano con la LAZIO che continua a fare la partita ma scopre spesso il fianco ai ficcanti contropiede che l'HELLAS non riesce a sfruttare con un TONI in evidente giornata no che si mangia un altra favorevole occasione ma al 38° sembra fatta: CIRIGLIANO intercetta palla in mediana, poi la consegna a ITURBE che vede HALLFREDSSON libero a sinistra, il traversone dell'islandese supera TONI ma non ROMULO che trova il tap-in più facile del mondo! VERONA in vantaggio e due minuti dopo gli scaligeri vanno anche in superiorità numerica: Fallaccio di LULIC su ITURBE che fuggiva sulla destra! Rosso diretto al laziale...
La squadra di REJA si getta in avanti con la forza della disperazione e al primo dei minuti di recupero la frittata (o meglio il regalo del direttore di gara che taglia entrambe le squadre dalla corsa-Europa): ALBERTAZZI commette fallo su KLOSE libero di andare in gol! Rigore un po' generoso ed espulsione per il terzino scaligero... Batte MAURI RAFAEL para ma sulla ribattuta non può fare nulla e la LAZIO pareggia; al 94° il mediocre signor Mazzoleni di Bergamo termina la gara mentre un nervosissimo MANDORLINI bisticcia con l'omologo avversario e viene condotto fuori a forza da MAZZOLA e GARDINI.

LAZIO 3-3 VERONA: Gli highlights

Grande, grande, grande gara dell'HELLAS che sull'imprevedibilità di quell'autentico fuoriclasse in erba che è ITURBE va ad un passo dalla vittoria a casa di una diretta concorrente alla qualificazione in Europa League, purtroppo nessuno aveva fatto i conti con la mediocrità del signor Mazzoleni arbitro che scontenta un po' tutti e si rivela non all'altezza di una partita di questo livello: La giacchetta nera distribuisce qualche ammonizione discutibile tra le sei appioppate all'HELLAS, sbaglia spesso poco assistito dai colleghi e si assume la responsabilità di negare una meritatissima vittoria al VERONA!
Peccato perchè non può che rimanere l'amaro in bocca dopo un campionato fantastico dei gialloblù con la ciliegina che poteva essere il rimandare il sogno di almeno un'altra settimana al 'Bentegodi' e invece con PARMA e MILAN a +1 e TORINO a +2 non è più il caso di pensare ad altro che non sia la prossima stagione...

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DICONO +   -   =

ALBERTAZZI «L’arbitro di linea ha chiamato Mazzoleni e ha confermato che non era rigore. L'hanno sentito anche i miei compagni» TuttoHellasVerona.it

Amarissimo MANDORLINI 'Non meritavamo un finale del genere' «Qualche dubbio in questo episodio c'è. Non è finita ma per quella che è stata la partita c'è rammarico perché la squadra non meritava di pareggiare. Con Mazzoleni evidentemente non siamo fortunati, lo stesso Klose mi sembrava sorpreso della decisione. Gli errori si fanno: chi gioca, chi mette in campo le squadre e anche gli arbitri". Sulla lite con Reja a fine partita: "E' venuto verso di me e ci ha detto che gli avevano annullato un gol buono, ma in realtà l'azione era stata fermata prima. Restano gli applausi a un Verona rivelazione di questo campionato: "Siamo qui, ce la giocheremo fino alla fine. Poi la partita va valutata bene e noi abbiamo dominato in lungo e largo. Cerchiamo di recuperare, anche se dal punto di vista psicologico non è facile. In queste due partite faremo il nostro, quello che sarà vedremo» TuttoMercatoWeb.com

Edi REJA 'Mandorlini ha sbroccato' «Sono calmo e tranquillo però quando c'è da discutere sono pronto anche io. Sono andato da Mandorlini per salutarlo, gli ho detto di riguardarsi le immagini del nostro gol annullato, tra l'altro regolare, lui ha sbroccato, forse l'adrenalina era ancora alta. Ognuno ora va per la sua strada, anche se abbiamo poche possibilità per l'Europa. Abbiamo provato a vincere, sapevamo che il pari non serviva a nessuno. Domenica ci sono altri scontri diretti, può succedere ancora di tutto, nessuna gara è scontata. Tre gol in casa non possiamo subirli. Cerchiamo di fare un gol in più dell'avversario, la gara è stata aperta per entrambe le formazioni. Gli scontri in finale di Coppa Italia? Ci sono delle regole da far rispettare, all'estero si va dentro. Tolleranza zero, invece siamo punto a campo. Qui le decisioni non le prende nessuno» TuttoMercatoWeb.com

...Stavolta si sbilancia anche SOGLIANO 'Forse diamo fastidio a qualcuno' «Abbiamo protestato in maniera civile anche se non era facile. Abbiamo fatto una grande prestazione e meritato anche di vincere e se fosse successo un episodio simile a un'altra squadra avrebbe avuto più risalto. Smettere di sognare dopo questa partita fa male e penso che in Italia le favole non abbiamo vita lunga. All'andata con la Roma con lo stesso arbitro abbiamo avuto un episodio simile: o siamo sfortunati noi o lo è l'arbitro. Sono molto dispiaciuto per la società, i ragazzi e i nostri tifosi. Si va avanti e il Verona tornerà a lottare per la classifica che gli compete di più così non darà più fastidio a nessuno. Con la vittoria potevamo continuare a sognare a due giornate dalla fine, ma smettere di farlo per un episodio è brutto. È stata una brutta botta quella di oggi. Siamo umili e dobbiamo rimanerlo: preferivo non fare risultato perché gli avversari si erano dimostrati più forti e non in questo modo. Ci prepareremo per la prossima e troveremo le motivazioni per far bene anche nelle ultime due. Mercato? Dobbiamo andare a casa dispiaciuti e incazzati e pensare solo alla squadra» TuttoMercatoWeb.com

5 maggio 2014 - Andrea Mandorlini5 maggio 2014 - Sean Sogliano

Vincenzo D'AMICO storica ala della LAZIO «Non è stata una brutta partita anche se mi aspettavo qualcosa di più da entrambe le squadre. Però quando ci sono sei gol in una partita lo spettacolo ne giova sempre. Il rigore? Diciamo che è stato generoso, ma Klose è stato bravo a guadagnarselo con esperienza approfittando della leggera trattenuta subita» TuttoMercatoWeb.com

MAURI capitano della LAZIO «L'Europa? Siamo ancora li ma oggi abbiamo perso due punti importanti. Si fa sempre più difficile ma questa squadra non molla mai, anche oggi lo abbiamo dimostrato. Adesso, però, è davvero dura. Cercheremo di vincere entrambe le partite, ma purtroppo non dipende più da noi. Condizioni fisiche? Adesso sto bene, finalmente mi sento al meglio ma purtroppo è finito il campionato» TuttoMercatoWeb.com

DONADEL 'Grazie a Mandorlini mi sono rialzato' «Per l'ambiente non ero più un calciatore, Mandorlini mi ha dato una possibilità e io l'ho sfruttata. A Napoli dicevano che non potevo più giocare: con Mazzarri e Bigon il rapporto è sempre stato buono, ma altri godevano a parlare male di me, sembrava fossi io il problema. Gli anni più belli? Alla Fiorentina sono stato 7 anni e mi sono trovato davvero bene. Ero in campo a Monaco, dove abbiamo subito quel furto clamoroso. E poi c'era Prandelli, un maestro: dà un'identità alla squadra e sa insegnare tanto. Ancora oggi dispensa consigli su come si stoppa la palla... E poi sa creare gruppi forti: Dainelli, Gobbi e Gilardino sono ancora miei amici. Un ambiente positivo, proprio come quello di Verona dove il mister ha carattere e umiltà. Scendiamo in campo sempre con la sua voglia. Il tifo è spettacolare: è assordante, nonostante ci siano quaranta metri di pistra tra il campo e i tifosi. Iturbe? E' molto forte, alla sue età ho visto solo Jovetic con un talento simile. Futuro? Tornerò a Napoli, ma mi piacerebbe restare qui» CalcioNews24.com

L'ex bomber DE VITIS 'Mandorlini via? Grossa perdita, parla il curriculum...' «Perdere Mandorlini sarebbe un grosso problema per il Verona, non c'è dubbio, basta vedere quanto ha fatto nella sua esperienza in gialloblù. Tuttavia per conoscere bene le dinamiche interne bisognerebbe vivere la situazione da dentro. La proposta di un solo anno di contratto mi sembra poco dopo quello che ha fatto, ma detto questo, credo che una certa tensione tra proprietà e Mandorlini ci sia sempre stata e questo sia il motivo dietro l'insoddisfazione per l'offerta di prolungamento annuale. E' difficile quantificare il merito del tecnico, ma basta guarda il suo curriculum e i risultati colti a Verona per accorgersi di quanto ha fatto. Una percentuale alta, molto alta, ma ripeto: mi viene difficile quantificare» TuttoMercatoWeb.com

Così Marco Lagarto procuratore di RODRIGUES «Sì, c'è una grande possibilità di vedere Ivo a Verona. Che giocatore è? Ha diciannove anni ma gioca nel Porto B: è veloce, ha tecnica, è bravo nell'uno contro uno e sa anche far gol. Su di lui ci sono molti club interessati... Con il Verona i contatti sono in corso, è un'opportunità forte. La formula? Stiamo valutando, se prestito o titolo definitivo. Il ds Sogliano è stato qui in Portogallo, presto dovrei venire in Italia per parlarne» TuttoMercatoWeb.com

Hector VILLALBA nelle mire di HELLAS e NAPOLI «Sono molto legato al San Lorenzo, vorrei aiutare il mio club a vincere la Copa Libertadores. Io sono un calciatore rapido, agile ma allo stesso tempo potente. Iturbe? In qualcosa mi somiglia come caratteristiche. Futuro in Italia? Mi piacerebbbe, seguo molto la Serie A. E poi ci sono tanti argentini come me» CalcioMercato.com


LAZIO 3-3 VERONA: Le immagini

LAZIO 3-3 VERONA +   -   =

Edj REJA decide per un 4-3-1-2 con BERISHA fra i pali, la difesa 'titolare' grazie ai rientri di KONKO, BIAVA e RADU dal primo minuto, BIGLIA, LEDESMA (alla 300esima presenza in maglia biancazzurra) e LULIC in mediana ad appoggiare il 'finto nueve' MAURI che agirà dietro le punte CANDREVA e KEITA (con KLOSE ad attendere in panca); risponde mister MANDORLINI con lo stesso modulo e lo stesso 11 che ha battuto per 4 a 0 il CATANIA nell'ultimo turno di campionato e quindi con PILLUD terzino destro, ALBERTAZZI dalla parte opposta, SALA a centrocampo a sostituire l'acciaccato ROMULO e pure ITURBE dall'inizio nonostante le non perfette condizioni fisiche...

Bella giornata di sole in un Olimpico con ampi spazi vuoti nonostante le perfette condizioni per una gara da dentro o fuori come quella odierna; vola l'aquila Vittoria e dopo in consueti giri dello stadio si posa sul trespolo a ritirare la meritata ricompensa in cibo (mettendo anche un po' di tristezza pensando a come un essere tanto, libero e fiero, è stato costretto).
Clima disteso anche tra le tifoserie notoriamente amiche...
La LAZIO non perde in casa da quasi due mesi ma l'HELLAS ha raccolto ben 4 successi nelle ultime 5 gare.


PRIMO TEMPO
2° Tiro-cross di CANDREVA che costringe RAFAEL a regalare un angolo, sugli sviluppi LULIC prova il tiro a pochi metri dalla porta ma viene contrato sul fondo...
4° LEDESMA al tiro, palla fuori
10° Calcio di punizione di BIGLIA che da posizione molto decentrata a sinistra cerca la porta ma trova il fondo
12° BIGLIA e BIAVA si contrastano a vicenda, ne approfitta HALLFREDSSON che parte in mezzo a loro e serve TONI ma il Campione del Mondo, in posizione favorevolissima, non trova la porta! Che occasione sprecata dall'HELLAS...
18° RADU 'graziato' la prima volta dal signor Mazzoleni per un fallo tattico su SALA, becca l'ammonizione per un secondo fallo duro su ITURBE
21° Dai 30 metri prova a pescare il jolly ITURBE, palla imprecisa che finisce sul fondo...
25° Dalla distanza ci prova BIGLIA, palla altissima
26° KEITA poco fuori il vertice sinistro dell'area scaligera calcia in porta a mezza altezza, blocca facile RAFAEL...
27° MARQUINHO da posizione centrale scocca una rasoiata di interno destro che sorvola di poco la traversa
29° Break LAZIO a tutta velocità, MAURI vede CANDREVA a sinistra che dopo un paio di passi la mette al centro per KEITA, il giovane talento laziale ha tutto il tempo di aggiustarsi la palla e battere RAFAEL con un tiro imparabile scoccato ad un paio di metri dalla porta: Tutto troppo facile! Si arrabbia come un matto mister MANDORLINI...
37° Pareggia l'HELLAS: Al centro dell'area laziale di poco fuori, HALLFREDSSOn ruba il tempo ai difensori avversari e la tocca piano per MARQUINHO in agguato ad un paio di metri, il tiro del brasiliano è velenoso e si infila a destra di BERISHA!
38° CANA con un tiro potentissimo impegna RAFAEL
39° Ancora pericolosa la LAZIO con LULIC poi BIGLIA insacca ma l'arbitro aveva già fischiato un evidente fallo su MORAS...
42° Primo fallo di ITURBE e giallo da parte di Mazzoleni! Troppo fiscale l'arbitro nella punizione di un fallo assolutamente veniale, l'attaccante argentino era diffidato e salterà la prossima...
45° LULIC con un tiro alle stelle! Il signor Mazzoleni chiude il primo tempo

SECONDO TEMPO
3° KEITA con un cross perfetto in mezzo all'area scaligera: MAURI trova l'impatto ma fortunatamente sbatte sulla schiena di MARQUES poi RAFAEL respinge e la difesa scaligera sbroglia
5° CANDREVA salta ALBERTAZZI che lotrattiene in maniera vistosa: Giallo al terzino dell'HELLAS, batte BIGLIA su MAURI che di testa manda altissimo ma l'arbitro fischia un off-side
10° Cacio d'angolo battuto da HALLFREDSSON, MORAS trova l'incornata ma la palla va fuori (non di molto)
12° DONADEL con un fallo ingenuo su LEDESMA: Ammonizione per il centrocampista scaligero
15° Errore della difesa gialloblù che non libera, KEITA trova LULIC che ad un passo da RAFAEL non può sbagliare...
17° Quarto ammonito per l'HELLAS è MARQUINHO per un fallo su KEITA
20° Doppio cambio HELLAS: DONADEL e MARQUINHO fanno spazio a CIRIGLIANO e ROMULO
22° Tiro secco di HALLFREDSSON! BERISHA si oppone con difficoltà..
23° Altro inserimento dell'islandese dell'HELLAS che ignora i compagni ai lati e spreca una potenziale occasione tirando alle stelle
24° Gran pareggio di ITURBE: SALA trova il corrdidoiogiusto dove s'infila in velocità l'ex 'Dragoes' e brucia BERISHA!
27° Tentativo inutile di ROMULO dal limite, palla altissima! Si arrabbia TONI ignorato
28° REJA prova la carta KLOSE, esce BIGLIA e LAZIO che passa al 4-2-3-1...
29° Palla bellissima di ITURBE per TONI che solo soletto a pochi metri da BERISHA gli tira addosso! Serata no per Luca purtroppo anche se di prima non era una palla facilissima...
31° Ammonito RAFAEL che secondo il signor arbitro perde troppo tempo per rimettere in gioco!
35° Palo esterno colto da ALBERTAZZI su calcio d'angolo battuto da HALLFREDSSON!
36° MANDORLINI inserisce GOMEZ al posto di SALA, risponde REJA mettendo ANDERSON per lo stanchissimo CANDREVA e GONZALEZ per CANA...
38° CIRIGLIANO intercetta palla in mediana, poi la consegna a ITURBE che vede HALLFREDSSON libero a sinistra, il traversone dell'islandese supera TONI ma non ROMULO che trova il tap-in più facile del mondo! VERONA in vantaggio...
40° Fallaccio di LULIC su ITURBE che fuggiva sulla destra! Rosso diretto al laziale
43° ROMULO pesca TONI al limite ma ancora una volta Luca non è brillante e spara su BERISHA che respinge facile...
44° HALLFREDSSON frena la ripartenza di ANDERSON, giusta l'ammonizione per l'islandese
46° ALBERTAZZI commette fallo su KLOSE libero di andare in gol! Rigore un po' generoso ed espulsione per il terzino scaligero... Batte MAURI RAFAEL para ma sulla ribattuta non può fare nulla e la LAZIO pareggia grazie al regalo di un discutibilissimo Mazzoleni
49° il mediocre signor Mazzoleni di Bergamo termina la gara

TABELLINO
LAZIO-HELLAS VERONA 3-3
Marcatori: 30' pt Keita, 37' pt Marquinho, 15' st Lulic, 24' st Iturbe, 39' st Romulo, 48' st Mauri.

LAZIO (4-3-3): Berisha; Konko, Biava, Cana (dal 37' st Gonzalez), Radu; Biglia (dal 28' st Klose), Ledesma, Lulic; Candreva (dal 36' st Anderson), Mauri, Keita.
A disposizione: Strakosha, Guerrieri, Ciani, Dias, Pereirinha, Kakuta, Onazi, Perea.
All.: Reja.

HELLAS VERONA (4-3-3): Rafael; Pillud, Moras, Marques, Albertazzi; Sala (dal 36' Gomez Taleb), Donadel (dal 21' st Cirigliano), Hallfredsson; Iturbe, Toni, Marquinho (dal 21' st Romulo).
A disposizione: Nicolas, Borra, Cacia, Donsah, Rabusic, Gonzalez, Cacciatore, Agostini.
All.: Mandorlini.

Arbitro: Mazzoleni di Bergamo.
Assistenti: Ghiandai e Di Fiore.
NOTE. Espulsi: Lulic al 41' st per gioco scorretto, Albertazzi al 47' st per somma di ammonizioni. Ammoniti: Radu, Iturbe, Albertazzi, Donadel, Marquinho, Rafael, Hallfredsson.



LE ALTRE DI A +   -   =

La JUVE è matematicamente Campione d'Italia con due giornate d'anticipo grazie alla partita (non) giocata dalla ROMA a CATANIA: I siciliani ne fanno 4 e riaprono il discorso salvezza con il CHIEVO che perde ancora in casa ad opera del TORINO, il BOLOGNA che non va oltre lo 0 a 0 a Genova con i Grifoni ed il LIVORNO che perde male a Udine.
Il PARMA regola la SAMP per 2 a 0 mentre nel 'Derby della Madonnina' il MILAN gioca meglio e vince di misura sull'INTER grazie al gol di un DE JONG mai così in forma...


Radiografia del Gol gialloblù 2013/2014
GiocatoreCoppaCampionatoTotale
TONI11920
JORGINHO077
ITURBE077
ROMULO066
GOMEZ055
CACCIATORE033
MARTINHO022
JANKOVIC022
MARQUINHO022
HALLFREDSSON011
DONADEL011
SALA011
DONATI011
LONGO101

ALTRE NEWS IN ALLEGATO +   -   =

PRIMAVERA SCONFITTA A LANCIANO, la squadra di PAVANEL perde 3 a 1 in trasferta nonostante un gran primo tempo; soddisfatto della stagione il mister nonostante l'arrabbiatura per quest'ultima gara... «Sono veramente arrabbiato, torneremo subito in campo lunedì. Ho visto in alcuni dei miei calciatori l'atteggiamento che avevano a inizio anno. Molto negativo, nei confronti degli arbitri e degli avversari. Al di là degli episodi, sta di fatto che abbiamo perso la partita. Anche se il campionato è finito non mi importa, abbiamo ancora un mese di stagione da passare assieme, al massimo dell'intensità, per far capire a tutti come vanno fatte le cose. Gli episodi di una partita vanno a tuo sfavore se cominci a litigare e non dare il massimo. Sono veramente deluso, ma le occasioni le abbiamo avute. Se vogliamo formare dei calciatori dobbiamo prima di tutto formare degli uomini, e oggi non siamo stati uomini. E' comunque stata una stagione importante, che poteva finire meglio. Oggi per tanti motivi poteva essere una gara a trabocchetto, ma dovevamo interpretarla in modo diverso. Perdere ci sta, ma non così»

MERCATO: NAPOLI idea ITURBE, VARGAS più conguaglio economico al VERONA.
Dopo l'UDINESE anche la LAZIO, sopratutto se REJA non dovesse centrare l'obiettivo Europa League, è data per interessata a mister MANDORLINI che a sua volta vorrebbe proseguire ad allenare l'HELLAS ma vorrebbe un prolungamento triennale contro quello annuale offerto dal club scaligero...
Oltre a Hector VILLALBA del SAN LORENZO l'HELLAS starebbe monitorando anche l'attaccante 19enne Ivo RODRIGUES in forza alla squadra B del PORTO; a rivelarlo il quotidiano portoghese O Jogo


Primavera TIM: Lanciano-Hellas Verona 3-1 (26a giornata)

IN BREVE A PIÉ PAGINA +   -   =

COPPA ITALIA, Pessimo spot per il calcio italiano superato nel ranking UEFA anche dal Portogallo all'Olimpico di Roma che ospita la finale della coppa di Lega tra NAPOLI e FIORENTINA succede un po' di tutto: 4 tifosi partenopei feriti da colpi di pistola (uno è molto grave), la gara viene rimandata di quasi un'ora a causa delle intemperanze degli ultrà che tirano in campo di tutto e vogliono impedire lo svolgersi della partita, l'inno d'Italia fischiato senza pietà, i tifosi viola che cantano 'Vesuvio lavali col fuoco' e infine il capo ultrà (con una maglietta solidale verso il tizio arrestato a Catania nell'ambito dell'omicidio del commissario Raciti) napoletano che parlamente con HAMSIK e si fa 'convincere'... Si può giocare! Accade solo in Italia: Per la cronaca finisce 3 a 1 per il team di BENITEZ...

NBA PLAYOFF: Niente da fare per Dallas disintegrata in gara 7 dagli SPURS! I MAVERICKS si devono inchinare, ora San Antonio incontrerà i TRAIL BLAZERS...

MOTOGP: Non ce n'è per nessuno! MARQUEZ infila il poker a Jerez... Ma Vale ROSSI arriva secondo davanti a PEDROSA

CHAMPIONS LEAGUE: Remuntada inglese per l'ATLETICO che dopo essere andato sotto tira fuori il carattere e ne rifila 3 a i 'Blues'! 'El Cholo' SIMEONE ringrazia le mamme dei suoi giocatori, finale inedita tra due squadre della stessa città con un derby che deciderà la regina d'Europa!

'USCITE A PIEDI UNITI' DALL'INGHILTERRA: Il tabloid inglese Guardian va giù duro Il NAPOLI è club di una roccaforte della mafia

EUROPA LEAGUE: Niente da fare per la JUVE che non riesce a trovare il gol contro i portoghesi, BENFICA in finale! E CONTE se la prende con l'arbitro... L'altra semifinalista sarà il SIVIGLIA, non è bastata la rimonta del VALENCIA...



RASSEGNA STAMPA +   -   =
Da 0 a 10 il pagellone della 36esima giornata di A
Scritto da Eurosport | Pallonate – mer 7 mag 2014 07:10 CEST
[...]

Voto 8… Alle magiche Torino e Verona
Se non fosse per il sorteggio integrale degli arbitri e lo scudetto già assegnato, si direbbe che la stagione 2013-14 assomiglia parecchio al mitico campionato 1984-85. Quello in cui l’Hellas vinse il tricolore davanti ai granata. La 36esima giornata è infatti la conferma che Verona e Torino sono due tra le più belle sorprese del nostro campionato. Gli uomini di Ventura salgono al sesto posto e ora hanno il destino europeo nelle proprie mani. Quelli di Mandorlini vengono fermati soltanto da un rigore dubbio all’Olimpico contro la Lazio. E, anche se probabilmente così si sono chiamati fuori dalla corsa all’Europa League, hanno dimostrato tutto il proprio valore. Qualità e divertimento. Chapeau.

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Voto 4… Alla rissa post Lazio-Verona
Una partita divertente e ricca di colpi di scena, con un episodio arbitrale contestato e più che contestabile in pieno recupero (era davvero rigore su Klose?) non può essere una scusa per saltarsi addosso al triplice fischio. Le panchine di Lazio e Verona non hanno dato un grande insegnamento.

[...]

Di Mattia FONTANA (Twitter: @mattiafontana83)

FONTE: It.EuroSport.Yahoo.com


06/05/2014 06:04
LAZIO
Un fallimento
Pareggio inutile col Verona, l’Europa League se ne va La partita sintesi di una stagione nera. Su tutti i fronti

Ora è davvero finita, la stagione si chiude col fallimento annunciato dalle mosse sbagliate della società e chiusa con l'autolesionismo dello sciopero del tifo che ha penalizzato la corsa della Lazio nelle partite all'0limpico.

Niente Europa dopo tre anni, il 3-3 col Verona rimediato nel finale dopo essere stati due volte in vantaggio (Keita e Lulic), aver rischiato di perdere (gol di Marquinho, proprio lui, l'ex romanista col dente avvelenato, Iturbe e Romulo) e aver pareggiato nel recupero col rigore generoso trasformato in due tempi da Mauri, è la fotografia di una squadra stralunata che non merita di andare in coppa. Giusto così, peccato per il Verona che aveva la possibilità di lottare fino all'ultimo, ma il pari non serve a nessuno, tanto meno a Mandorlini molto nervoso al fischio finale dell'arbitro Mazzoleni (lite con Reja).

Il tecnico biancoceleste recupera Konko, Biava e Radu ma lascia all'inizio in panchina Klose. Solito 4-3-3 con Mauri finto centravanti, Keita e Candreva incursori con licenza di segnare. Mandorlini schiera Iturbe che aveva avuto problemi fisici per tutta la settimana: mossa devastante per la Lazio.

Si parte con poco più di 10.000 spettatori, lo sciopero della Nord continua nonostante in palio ci sia un posto in Europa League. Ormai il fattore Olimpico non esiste più, si gioca in campo neutro, anzi i duecento tifosi dell'Hellas Verona dominano la scena con i loro spettacolari cori.

Al 12' Biglia e Biava scelgono la via migliore per lanciare in porta gli ospiti fino ad allora tutti chiusi nella loro metà campo: lo scontro fortuito va sorridere gli spettatori, Halfredsson serve a Toni un pallone solo da spingere in porta ma l'ex romanista sceglie il tocco felpato e spedisce fuori mentre Mandorlini. La Lazio? Tanto impegno e la solita confusione che non aiuta perché senza un attaccante vero non c'è profondità ed è facile per il Verona bloccare la spinta sulla due fasce dei biancocelesti. Alla mezz'ora, però, inatteso arriva l'episodio che sblocca la partita: dal manuale del contropiede la premiata ditta Ledesma-Mauri confeziona l'assist per Candreva che serve a Keita il pallone dell'1-0. Quinto gol del giovane aquilotto e Lazio avanti nel momento peggiore, quando soffriva il pressing veronese. Dura poco, troppo poco, solo sette minuti: Marquinho sfrutta un rinvio troppo centrale di Biava e fa secco Berisha. Poi il gol annullato a Biglia (in realtà il solito catastrofico Mazzoleni aveva fischiato prima per un presunto fallo di Lulic) chiude un primo tempo equilibrato macchiato dagli errori della difesa.

Nella ripresa c'è tutta la stagione della Lazio: spinta per un quarto d'ora, gol di Lulic che illude l'Olimpico. Poi la banda di Reja arretra colpevolmente, si disunisce e incassa in contropiede il pareggio di Iturbe. Gravi gli errori del tecnico che non comprende gli stenti dei suoi e non provvede a cambiare qualcuno dei pretoriani in chiaro debito di ossigeno. La Lazio non c'è più, entrano Klose e Gonzalez, si fa male anche Candreva (spazio a Felipe Anderson) ma il Verona è più squadra e poi ha Iturbe nel motore che fiacca con i suoi scatti continui i centrali biancocelesti. Dopo una clamorosa occasione fallita da Toni e il palo di Sala arriva il terzo gol di Romulo a sancire la resa definitiva.

L'espulsione di Lulic (fallaccio su Iturbe) non chiude i giochi solo perché il Verona si suicida così come aveva fatto il Torino due settimane fa. Klose si guadagna un rigore, Mauri lo trasforma in due tempi, solo per aumentare i rimpianti di una stagione maledetta. Tutti in castigo, ora è tempo di rifondare.
Luigi Salomone

FONTE: IlTempo.it


HELLAS VERONA NEWS
Albertazzi: “Il rigore non c’era!”
05.05.2014 22:57 di Alessio Aldrigo Twitter: @Alex_Aldrigo
Michelangelo Albertazzi, difensore gialloblù, ha dichiarato ai giornalisti presenti in zona mista tutta la sua indignazione per il dubbio episodio arbitrale che lo vede coinvolto. Tuttohellasverona.it non si è lasciato sfuggire le sue parole: “L’arbitro di linea ha chiamato Mazzoleni e ha confermato che non era rigore. L'hanno sentito anche i miei compagni”.

FONTE: TuttoHellasVerona.it


Pari tra Lazio ed Hellas: l’Europa si allontana
ANDREA UTTIERI 6 MAG 2014
Il rocambolesco pari per 3-3 di ieri sera tra Lazio ed Hellas Verona rischia di rivelarsi il classico “punto che non serviva a nessuno”, con il Torino in sesta posizione che scappa a +2 con soltanto due match da disputare e due squadre come Parma e Milan a far da ulteriore ostacolo nel mezzo.

Diversi i rimpianti in casa biancoceleste in un match apparentemente dominato per un’ora (ovvero fino al 2-1 di Lulic), ma in realtà sempre in bilico a causa delle importanti e veloci ripartenze di Iturbe e compagni che hanno quasi sempre messo in ambasce la fragile difesa di casa.
Non era bastato, infatti, nemmeno il vantaggio iniziale di Keita (splendida azione di contropiede orchestrata da Mauri e Candreva) per chiudere il primo tempo sull’1-0, dato che, dopo diversi tentativi (sia prima che dopo la rete dello spagnolo) era stato l’ex romanista Marquinho a trovare il pari appena sette minuti più tardi.

Nel secondo tempo, però, il goal di Lulic ha fatto da spartiacque: se prima dell’ora di gioco, infatti, la Lazio era sembrata ampiamente in partita e sempre pericolosa in zona offensiva (con l’Hellas bravo a sfruttare le ripartenze ed i calci piazzati, ma senza mai prendere in mano il pallino del gioco), dopo la rete del bosniaco il Verona sorprendeva i biancocelesti in ben due occasioni con Iturbe e Romulo, ribaltando il risultato in un quarto d’ora di gioco.

Mentre nell’azione che ha portato al goal l’argentino, poi, vanno comunque evidenziati i meriti degli ospiti (nonostante la copertura della profondità di Cana sull’uscita maldestra di Biava lasci decisamente a desiderare), in quella relativa alla realizzazione dell’italo-brasiliano si concretizza un vero e proprio pasticcio difensivo con Radu (schierato da centrale dopo l’uscita di Cana per Gonzalez) che lascia passare un pallone pericolosissimo all’interno dell’area di rigore consentendo al giocatore del Verona di insaccare con tranquillità a pochi metri dalla porta difesa da Berisha (obiettivamente incolpevole su tutti e tre i goal, anzi, autore di una buona prova, sempre pronto quando chiamato in causa).
In pieno recupero, però, dopo l’espulsione giusta per un fallo pericoloso di un nervoso Lulic a centrocampo, un rigore concesso generosamente dall’arbitro Mazzoleni a Klose per una leggera trattenuta in area riporta tutto in parità, sia dal punto di vista degli uomini che del risultato: il giovane Albertazzi, infatti, viene allontanato per doppia ammonizione, mentre Mauri, dal dischetto, prima fa coprire di gloria Rafael, poi interviene sulla corta respinta e fa 3-3.
Un risultato che nel dopo partita farà infuriare Mandorlini (causa penalty molto dubbio), arrivato addirittura a scontrarsi verbalmente con Reja durante le strette di mano di rito di fine match con i direttori di gara.

A questo punto, con la posta in palio divisa equamente, ad entrambe serviranno sei punti nelle prossime due gare per sperare ancora nell’Europa League, ma ora il destino di Lazio e Verona è nelle mani di Torino, Parma e Milan (e chissà, forse anche l’Inter se il risultato dello scontro diretto di San Siro con i biancocelesti della prossima settimana dovesse sorridere agli ospiti), le quali, se non dovessero fallire nessuno dei prossimi due appuntamenti, renderebbero vani gli eventuali sforzi di capitolini e scaligeri.

FONTE: GoalNews24.eu


LAZIO-HELLAS VERONA 3-3, SPETTACOLO ALL’OLIMPICO
Rocambolesco pareggio tra le due squadre che, sino alla fine della partita, si sono date battaglia.
Posted on 5 maggio 2014 by Antonio Menna
Pareggio scoppiettante all’Olimpico tra Lazio ed Hellas Verona. Le due squadre avevano promesso spettacolo e così è stato. 3-3 rocambolesco in cui il risultato è stato in bilico fino alla fine della partita. A Keità ha risposto Marquino nel primo tempo. Nel secondo, invece, le reti portano il nome di Lulic e Mauri per la Lazio e Iturbe e Romulo per l’Hellas.

PRIMO TEMPO – Primo tempo abbastanza vivace in cui le due squadre si dividono equamente il controllo della gara. Per i primi 10 minuti sono i biancocelesti a pressare verso la metacampo degli scaligeri, costrigendoli il più delle volte a giocare verso le retrovie, senza però bucare efficacemente la difesa clivense: solo un tiro/cross di Candreva nel 2′ minuto impensierisce Rafael. L’Hellas prova quindi a reagire e, grazie ad una grande percussione di Hallfredsson e Toni ma, soprattutto, grazie ad un erroraccio di Cana e Biglia, la squadra di Mandorlini rischia il gol, sfiorato solo per pochi centimetri. Qualche minuto più tardi ci prova anche la stella Iturbe dalla distanza ma Berisha battezza fuori.

Al 29′ arriva il gol che apre la partita: perfetto contropiede dei biancocelesti con Mauri che serve Candreva, l’esterno cede un pallone invitante in mezzo l’area a Keità, il quale a tu per tu con Rafael non può che infilarla a rete. L’Hellas prova a reagire e pochi minuti dopo riapre la partita: al 37′ Halfredsson recupera un ottimo pallone e a pochi centimetri serve Marquinho che, dalla distanza, spiazza nell’angolino Berisha. La Lazio sembra però non aver accusato il colpo e, al 40′ Biglia sigla un ottimo gol con un tiro al volo dalla distanza, annullato però dall’arbitro Mazzoleni per fallo di Lulic su Moras pochi secondi prima.

SECONDO TEMPO – La Lazio parte di nuovo a razzo mettendo in gran difficoltà l’Hellas: al 49′ è Keità ad iniziare l’assedio, mettendo un pallone invitante a Mauri che però viene ben contenuto dalla retroguardia scaligera. L’Hellas prova una timida reazione su calcio piazzato grazie a Moras ma sono ancora i biancocelesti a tenere il pallino del gioco e, al 60′ arriva, il raddoppio: grande duetto tra Lulic e Keità, il bosniaco controlla di testa e fredda di nuovo Rafael. Mandorlini prova allora a mischiare le carte ed inserisce Romulo e Cirigliano. La mossa pare esser quella giusta perchè i veronesi iniziano a riaffacciarsi dalle parti di Berisha, trovando anche il pareggio al 70′: ottimo passaggio di Sala che becca Iturbe, l’argentino salta in velocità la difesa della Lazio e insacca alle spalle di Berisha. Dal gol il Verona prende coraggio: al 74′ ci prova anche Toni a marcare il timbro dei marcatori ma Berisha è in ottima forma oggi. Il portierone albanese però non può nulla al 83′ quando Hallfredsson becca in mezzo Romulo che, sfruttando un errore (l’ennesimo) della retroguardia biancoceleste sigla il 3-2.

La partita sembra esser chiusa per i biancocelesti che, pochi minuti dopo, grazie ad una entrata killer su Iturbe, si vede privata di Lulic ma al 92′ Mazzoleni concede un rigore per i padroni di casa: su lancio dal centrocampo, Albertazzi trattiene Klose, rimediando la doppia ammonizione e la doccia anticipata. Dal dischetto di presenta Mauri che si fa parare il rigore da Rafael ma poi insacca facilmente a rete per il definitivo pareggio.
EUROPA – Ennesimo pareggio inutile per i biancocelesti che vedono affievolirsi sempre più la possibilità di giocare la prossima Europa League. Stesso discorso per la squadra di Mandorlini che non sono riusciti a mantenere il risultato sino alla fine.

TABELLINO DELLA GARA
LAZIO (4-3-3) - Berisha; Konko, Biava, Cana (dall’81′ Gonzales), Radu; Biglia (dal 72′ Klose) Ledesma, Lulic; Candreva (dall’81′ F. Anderson), Mauri, Keita. Allenatore: Reja.
VERONA (4-3-3) - Rafael; Pillud, Moras, Marques, Albertazzi; Sala (dall’81′ Gomez), Donadel (dal 66′ Cirigliano), Hallfredsson; Iturbe, Toni, Marquinho (dal 66′ Romulo). Allenatore: Mandorlini.

Marcatori: Keità (L, 29′), Marquinho (H, 37′), Lulic (L, 60′), Iturbe (L, 69′), Romulo (H, 83′), Mauri (L, 90+3′)
Ammoniti: Radu (L, 19′), Iturbe (H, 42′), Albertazzi (H, 49′), Donadel (H, 57′), Marquinho (H, 62′), Rafael (H, 70′), Hallfredsson (H, 89′)
Espulsi: Lulic (L, 85′), Albertazzi (H, 90+1′)

FONTE: Goal.com


WE WANT RADIO | LAZIO, ALTRO PARI DELUDENTE. E L’OLIMPICO È SEMPRE PIÙ VUOTO
SCRITTO DA REDAZIONE ON 6 MAGGIO 2014. POSTATO IN S.S. LAZIO
(We Want Radio) Una dote che deve avere una squadra di calcio è quella di imparare dai propri errori; non è così per la Lazio, che dopo il pareggio rocambolesco contro il Torino in casa, si ripete dopo due settimane con un altro pareggio con l’Hellas Verona. Due volte in vantaggio, poi lo svantaggio 3-2, l’inferiorità numerica ed il pareggio nei minuti di recupero. Lo stesso film declinato in due partite diverse a distanza di pochi giorni l’una dall’altra. Gli uomini di Reja mettono in mostra tutti i propri limiti di tenuta difensiva, di tenuta mentale ed anche la pochezza tecnica di alcuni giocatori; inoltre, se anche i pochi giocatori di buon livello come Radu deludono, vuol dire che questa stagione è davvero da dimenticare.

Imparare dai propri errori dunque, una dote che non ha neanche la società (Lotito), che sembrerebbe aver deciso, per la prossima stagione, di ripartire da un tecnico come Reja e da giocatori come Klose e Mauri, palesemente a fine carriera. Il rinnovo di contratto del tedesco è davvero incredibile, si parla di una cifra che bonus compresi sfiorerebbe i 2,5 milioni di euro per una stagione, con opzione sulla seconda. Il capitano continua a mandare segnali, vorrebbe il rinnovo, così come Dias, mentre invece Biava, l’unico che a dispetto dell’età lo meriterebbe per quanto fatto vedere sul campo, prende tempo, vorrebbe chiudere la carriera all’Atalanta.

Come si può pensare di fare bene la prossima stagione, se si rinnovano i contratti agli ultratrentacinquenni, se si tiene un allenatore come Reja, bravo a salvare le squadre dalla retrocessione ma incapace di far fare il salto di qualità, soprattutto nel gioco? Come fare bene se si cede a gennaio un campione come Hernanes, e se come probabile verrano ceduti Marchetti e Lulic, se non anche Candreva? Come fare bene, se si acquistano giocatori come Novaretti, Pereirinha, Postiga, Kakuta?

Intanto, lo stadio Olimpico è sempre più vuoto, e la prossima stagione non andrà meglio...

FONTE: RomaDailyNews.it


lunedì, maggio 5th | Scritto da Luciano Luca Grassi
Serie A/ Tabellino e voti Lazio-Verona: un Iturbe stellare non basta ai veneti per vincere
SERIE A TABELLINO E VOTI LAZIO VERONA UN ITURBE STELLARE NON BASTA PER VINCERE/ Roma – È finita dopo 4 minuti di recupero con 2 espulsi e 6 reti la splendida Lazio-Hellas Verona in programma oggi alle ore 19.00. In pochi si sarebbero aspettati una partita così piena di emozioni, invece con continui batti e ribatti e la rete su calcio di rigore oltre al 90esimo dei biancocelesti, tifosi e non hanno avuto davanti agli occhi 90 minuti di spettacolo vero. Ecco il tabellino della sfida corredato dai voti assegnati dalla redazione di Calciomercatoweb.it agli atleti scesi in campo:

LAZIO-VERONA 3-3
Marcatori: 29′ Keita (L), 37′ Marquinho (V), 60′ Lulic (L), 69′ Iturbe (V), 83′ Romuo (V), 93′ Mauri (L) rig.
LAZIO (4-3-3): Berisha 6; Konko 5,5, Biava 5, Cana 5 (81′ Gonzalez sv), Radu 6; Biglia 5,5 (73′ Klose 6,5), Ledesma 6,5, Lulic 5,5; Candreva 6 (80′ Felipe Anderson sv), Mauri 7, Keita 6,5.
A disposizione: Strakosha, Guerrieri, Dias, Ciani, Pereirinha, Onazi, Kakuta, Perea. Allenatore: Reja.
VERONA (4-3-3): Rafael 6,5; Pillud 6, Moras 5,5, Marques5,5, Albertazzi 5; Sala 6 (80′ Gomez sv), Donadel 6 (65′ Cirigliano 6,5), Hallfredsson 7; Iturbe 7,5, Toni 6,5, Marquinho 6,5 (65′ Romulo 6,5).
A disposizione: Nicolas, Borra, Cacciatore, Agostini, Gonzalez, Donsah, Cacia, Rabusic. Allenatore: Mandorlini

ARBITRO: Paolo Silvio Mazzoleni (sez. Bergamo)
ASSISTENTI: Ghiandai, Di Fiore
IV UOMO: Vuoto
ADD: Russo, Calvarese
Note: Espulsi Luic (L), Albertazzi (V). Ammoniti Radu (L), Iturbe (V), Albertazzi (V), Donadel (V), Marquinho (V), Rafale (V), Hafredsson (V)
Recupero: 4′st

FONTE: CalcioMercatoWeb.it


Lazio-Hellas Verona, dopo-gara bollente e ricco di polemiche
Luisa Venturini Data news: 05/05/2014
E' un finale di gara bollente quello tra Lazio ed Hellas Verona.

L'episodio del rigore quantomeno dubbio concesso da Mazzoleni al 93' (e non è la prima volta) ha scatenato la reazione del Verona che pensava di aver vinto con merito la partita.

Al fischio finale tra i due tecnici sono volate frasi "non cortesi": Mandorlini si lamentava per l'episodio del rigore, Reja per il gol di Biglia arrivato a gioco fermo e per l'espulsione di Lulic ritenuta eccessiva. E' dovuto intervenire lo stesso arbitro Mazzoleni a separare i due. Ma ancora una volta Mandorlini ha sfoderato tutta la sua grinta e ci ha messo la faccia mettendosi nuovamente le sorti del Verona sulle spalle, entrando così ancora di più nel cuore dei tifosi Hellas.

Non meno polemiche le dichiarazioni post partita.

Per il Verona non hanno parlato i giocatori, ma solo Sogliano e Mandorlini.

In particolare il ds Sogliano non ha risparmiato tutta la sua amarezza ai microfoni di Sky: "Abbiamo protestato in maniera civile ma non era facile. Meritavamo di vincere perché abbiamo fatto una grande prestazione, invece dobbiamo smettere di sognare per un episodio ingiusto che se fosse capitato ad un'altra squadra avrebbe avuto più risalto. Avrei preferito smettere di sognare per una sconfitta meritata, non in questo modo. Si vede che le favole in Italia devono durare poco. Anche all'andata con lo stesso arbitro contro la Roma abbiamo subito un episodio simile: evidentemente o siamo sfortunati noi o lo è l'arbitro. Ora andremo avanti e il Verona lotterà per altre posizioni di classifica così smetterà di dare fastidio a qualcuno".

Mandorlini: "Con Reja nessun problema, non ci siamo insultati né offesi. Noi protestavamo, lui è arrivato verso di me a dire che anche loro hanno subito ingiustizie per il gol annullato, che però è arrivato a gioco già fermo. C'è rammarico perché abbiamo giocato bene e un episodio dubbio al 93' ha deciso la gara. Con Mazzoleni non siamo fortunati, lo stesso Klose era meravigliato per la decisione presa dall'arbitro. Ora recuperare dal punto di vista psicologico non sarà semplice".

Iturbe ha affidato a un tweet tutta la sua rabbia:

Per la Lazio ha parlato Reja: "Sono sempre stato un tipo calmo ma quando c'è da discutere e da difendere il mio non mi tiro indietro. Sono andato per salutare l'arbitro e anche Mandorlini, gli ho detto di rivedere le immagini del gol annullato a Biglia, ma lui ha sbroccato. L'adrenalina in quei momenti è ancora alta. Ora ognuno di noi andrà per la propria strada ma la strada per l'Europa ce la siamo complicata. Può succedere ancora di tutto, ci sono ancora scontri diretti. Però noi dobbiamo migliorare, non è possibile prendere tre gol in casa".

Top&flop Lazio-Hellas Verona: Iturbe decisivo, Lulic falloso
Autore: Luisa Venturini Data news: 05/05/2014
Andiamo a scoprire i top e i flop della pirotecnica partita tra Lazio e Verona.

LAZIO

TOP
1. KEITA - Anche se nel finale si è un po' spento, il giovane talento biancoceleste ha sfornato un gol molto bello e un assist altrettanto bello. Chapeau.


2. BERISHA - Sembra strano mettere tra i top un portiere che ha preso tre gol, ma il giovane albanese si è superato in tantissime occasioni su Toni e Hallfredsson. Incolpevole sulle reti subite, si è rivelato decisivo per il risultato finale. Prezioso.


3. BIGLIA - Il gol segnato è arrivato a gioco fermo ma il gesto atletico è da incorniciare. E' sempre nel vivo dell'azione e in campo dà tutto. Sicurezza.

FLOP
1. CANA - Si fa sorprendere dalla velocità di Iturbe in occasione del secondo gol veronese e patisce assieme a tutto il reparto difensivo laziale. Lento.

2. KONKO - Anche lui si perde Hallfredsson in occasione del terzo gol del Verona permettendo all'islandese di scodellare il cross decisivo per Romulo. In più non spinge mai. Impalpabile.

3. LULIC - Realizza un bel gol in tandem con Keita, ma rovina la sua prestazione perdendosi Romulo lasciato libero di segnare il terzo gol gialloblu e commettendo un fallo killer su Iturbe che gli fa rimediare il rosso. Peccato.


HELLAS VERONA

TOP
1. ITURBE - Anche se non è al meglio con la sua velocità si beve la difesa avversaria e l'unico modo per fermarlo è azzopparlo. Segna e tenta di far segnare. Insostituibile.

2. HALLFREDSSON - Prova superlativa per l'islandese: presente ovunque, ruba palloni, imposta il gioco, serve assist, ci prova dalla distanza con il suo micidiale sinistro e per poco non realizza la rete. Valore aggiunto.

3. ROMULO - Bentornato! Dopo una lunga assenza l'italo-brasiliano entra nel secondo tempo e gli bastano pochi minuti per ritrovare la via del gol. L'abbraccio, sentito, a Mandorlini la dice lunga su quanto si sia trovato bene questo ragazzo a Verona e al Verona. Finalmente.

FLOP
1. MARQUES - Prova ordinata come sempre per il brasiliano, ma il gol realizzato da Lulic nasce da un suo grossolano errore. Poco concentrato.

2. PILLUD - Ha di fronte un cliente scomodissimo come Keita, che infatti vince spesso i duelli e gli scappa via. In calo.

3. ALBERTAZZI - E' vero, il rigore molto probabilmente non c'era, ma deve stare più attento quando si trova di fronte un vecchio volpone come Klose. Inesperto.

FONTE: MondoCalcio.info


LAZIO / HELLAS VERONA 3-3
News Serie A Radio grande sport

05/05/2014 22:11 - by gaudiopedalino
Amaro pareggio dell’Hellas Verona, all’Olimpico di Roma, con la Lazio. Mandorlini recupera in extremis Iturbe che, fermo tutta la settimana, è riuscito a smaltire le botte subite con il Catania e conferma l’undici vittorioso con gli etnei. La partenza è dei laziali che pressano gli scaligeri nella loro metà campo. Verso il quarto d’ora, i gialloblù (oggi con la terza maglia total black) escono dal guscio e Luca Toni, lanciato da Hallfredsson, a tu per tu con il portiere, mette a lato. Poco prima del ventesimo una ripartenza dell’imprendibile Iturbe è fermata con un fallaccio da Radu, solo giallo per lui. Alla mezzora perfetto contropiede della Lazio con Candreva che serve il solissimo Keità che fulmina Rafael. L’Hellas non demorde e, dopo sette minuti, pareggia. Hallfredsson serve, al limite dell’area, Marquinho che, con una rasoiata, di destro, mette sul secondo palo. C’è il tempo perché l’ineffabile arbitro Mazzoleni ammonisca, per un fallo d’ostruzione, a centro campo Iturbe che, diffidato, salterà l’Udinese.

Il secondo tempo inizia con il susseguirsi delle ammonizioni dei veronesi che, nel giro di pochi minuti, vedono Donadel, Albertazzi e Marquinho finire sul taccuino dell’arbitro. Al quarto d’ora un’incertezza di Marques permette a Lulic di presentarsi davanti a Rafael e batterlo di potenza. Mandorlini richiama Donadel e Marquinho per Cirigliano e Romulo e, la scelta dell’allenatore, da subito i suoi frutti. Infatti, Sala, recupera palla e lancia centralmente Iturbe che, innesca il turbo, entra in area e batte Berisha. Anche Rafael ammonito ma, l’Hellas è padrona del campo mentre i laziali, che hanno fatto entrare Klose, sono in affanno. Dopo che prima Moras ha sfiorato il goal su angolo e Albertazzi, sempre su tiro dalla bandierina, ha colpito il palo, i gialloblù passano. Iturbe serve Hallfredsson che va sul fondo e traversa per il solissimo Romulo che appoggia in rete. Esce uno stremato Sala per Gomez. Pochi minuti dopo, ne mancano nove alla fine, Lulic commette l’ennesimo fallaccio su Iturbe e va direttamente sotto la doccia. C’è il tempo per vedere ancora una volta Toni murato dal portiere e Hallfredsson finire sul taccuino dei cattivi quando il quarto uomo indica quattro minuti di recupero.

Al primo minuto, dopo uno scatto degno dei migliori velocisti, Iturbe conquista palla e lancia Toni che però è in fuori gioco. Al secondo la Lazio, con la forza della disperazione, butta un pallone in area dove, ingenuamente, Albertazzi appoggia una mano sulla spalla di Klose che stramazza a terra con fosse stato falciato da una raffica. Per Mazzoleni rigore e ammonizione per Albertazzi che è costretto ad uscire. Batte Mauri, Rafael compie il miracolo di respingere ma il capitano biancazzurro recupera e mette in rete. L’Hellas si ributta in avanti e Juanito Gomez è platealmente strattonato in area ma, l’arbitro di Bergamo non ha il coraggio di fischiare il penalty e preferisce il triplice fischio per la fine del match. Immenso Iturbe, grandissimo Hallfredsson, ottimo Sala e, questa volta, purtroppo, insufficiente Toni. Perfetta la gestione della gara da parte di Mandorlini.

FONTE: RadioRCS.it


Lazio - Hellas Verona 3-3 | Highlights Serie A | Video gol
Scritto da: Mirko Nicolino - lunedì 5 maggio 2014
Lazio - Hellas Verona 3-3. Finisce con un pareggio il primo posticipo della 36.a giornata di Serie A: c’era tanta attesa per vedere in campo Lazio e Verona, due squadre ancora in corsa per un posto in Europa League. Alla fine di una gara pirotecnica, la posta viene divisa equamente ed entrambe le squadre si portano a 53 punti, a -2 lunghezze dal Torino sesto in classifica. Sia la Lazio sia il Veron scendono in campo con un modulo molto offensivo: Reja e Mandorlini optano per un 4-3-3 che promette gol e spettacolo. L’inizio di gara è abbastanza equilibrato, con le squadre a studiarsi per i primi 10 minut. La prima azione gol arriva al 13’ con Luca Toni che approfitta di un’incomprensione tra Biglia e Biava, ma su assist di Hallfredsson l’attaccante scaligero la mette di poco fuori a tu per tu con Berisha.

Al 30’ la Lazio passa in vantaggio: il giovane attaccante Keita trova lo spazio giusto per concretizzare una ripartenza biancoceleste, 1-0! Il Verona si desta e al 37’ giunge al pareggio con l’ex romanista Marquinho: è il gol dell’1-1, equilibrio che si manterrà fino alla fine del primo tempo. Nell’intervallo gli allenatori riorganizzano le idee e rimandano gli stessi 22 in campo del primo tempo. Al 60’ la partita si riaccende: è Lulic, esterno che tanto piace alla Juventus, a siglare il gol del 2-1 a favore della Lazio. I biancocelesti rimangono però molto ballerini in difesa e al 69’ il paraguayano naturalizzato argentino, Iturbe, coglie al volo l’occasione per pareggiare i conti, 2-2.

Da qui in poi molto Verona: al 74’ è Luca Toni ad andare vicino al gol, ma Berisha lo ipnotizza. Ci provano ancora gli ospiti all’81’ con Albertazzi: il calciatore scaligero svetta di testa su angolo e colpisce un legno. All’84’ il Verona ribalta la situazione: l’italo-brasiliano Romulo si trova a tu per tu con Berisha e con freddezza lo batte per il gol del 2-3. Partita finita? Niente affatto: all’86’ viene espulso Lulic per un bruttissimo fallo ai danni di un avversario, mentre al 92’ viene mandato sotto la doccia Albertazzi che causa un rigore a favore della Lazio: dal dischetto Mauri prima si fa parare il tiro dagli 11 metri, ma sulla respinta è bravo a ribadire in rete per il 3-3 finale.

Lazio - Hellas Verona 3-3 | Il tabellino
Lazio (4-3-3): Berisha; Konko, Biava, Cana (82′ Gonzalez), Radu; Biglia (73′ Klose), Ledesma, Lulic; Candreva (81′ Anderson), Mauri, Keita. A disposizione: Strakosha, Guerrieri, Ciani, Dias, Pereirinha, Kakuta, Onazi, Perea. Allenatore: Reja.

Hellas Verona (4-3-3): Rafael; Pillud, Moras, Marques, Albertazzi; Sala (81′ Gomez), Donadel (66′ Romulo), Hallfredsson, Iturbe, Toni, Marquinho (66′ Cirigliano). A disposizione: Nicolas, Borra, Cacia, Donsah, Rabusic, Gonzalez, Cacciatore, Agostini. Allenatore: Mandorlini.

Marcatori: 30′ Keita (L), 36′ Marquinho (V), 60′ Lulic (L), 70′ Iturbe (V), 83′ Romulo (V), 90′ rig. Mauri (L)
Ammoniti: Radu (L), Iturbe (V), Albertazzi (V), Donadel (V)
Espulsi: 85′ Lulic (L), 90′ Albertazzi

FONTE: CalcioBlog.it


PAGELLE
PAGELLE - Lazio-Hellas Verona 3-3: Halfredsson e Keita i migliori, difesa laziale da rivedere!
La pagelle del match dell'Olimpico
05.05.2014 20:48 di Carlo Tagliagambe Twitter: @CTagliagambe

LAZIO-HELLAS VERONA 3-3 (29' Keita, 36' Marquinho, 60' Lulic, 70' Iturbe, 85' Romulo, 92' Mauri)

Lazio (4-3-3)
Berisha: si tuffa un po' in ritardo in occasione del gol di Marquinho, poi si riscatta con tre/quattro buoni interventi. Voto 6
Konko: qualche errore di troppo, sia in appoggio che in impostazione. Voto 5
Biava: si scontra con Biglia nell'azione che, per poco, non vale il vantaggio del Verona e poi lotta con Toni come può utilizzando mezzi non sempre ortodossi. Dulcis in fundo, è poco efficace nel contrastare Marquinho sul gol. Voto 5
Cana: si perde Sala in velocità in occasione del pareggio scaligero. Voto 5
dal 36' s.t. Gonzales: entra e fa il danno anche lui, in questa serata sciagurata per la difesa biancoceleste, non riuscendo a spazzare il pallone in occasione del terzo gol dei gialloblù. Voto 5
Radu: Iturbe è un cliente difficile, e lui infatti ricorre spesso e volentieri alle maniere forti, non trovando altri modi per placarne la corsa. Disastroso in occasione del 2-3 del Verona, quando non chiude la diagonale e lascia passare il pallone che poi Romulo insacca puntualmente. Voto 4,5
Biglia: la cosa piuù bella della sua partita la fa a gioco fermo, trovando un sinistro al volo che si insacca nell'angolo. Peccato per lui, perchè avrebbe avuto l'occasione di riscattare una partita così così... Voto 5
dal 71' Klose: vecchia volpe d'area di rigore, è bravissimo a procurarsi il rigore del 3-3 finale. Voto 6,5
Ledesma: primo tempo discreto, con qualche buona invenzione, poi cala nella ripresa. Voto 6
Lulic: non riesce a trovare il giusto equilibrio tra le due fasi, dedicandosi troppo a quella offensiva e trascurando i compiti difensivi contro un Iturbe in serata. Croce e delizia di questa Lazio, prima si inventa un gran gol, poi si fa cacciare dal campo per un fallo assassino su Iturbe dopo essersi perso Romulo sul gol. Voto 5,5
Candreva: subito un bel tiro che impegna Rafael, poi tanta corsa e sprazzi di classe, come in occasione dell'assist per Keita in occasione del gol. Esce esausto nella ripresa Voto 6,5
dal 35' s.t. Felipe Anderson: qualche accelerazione e poco altro. S.V.
Mauri: gioca da falso nueve e, dopo un inizio difficile, riesce a trovare la posizione tra le linee inserendosi bene tra i centali scaligeri. Nella ripresa prima sbaglia il rigore, poi sulla ribattuta di Rafael è lesto ad insaccare. Voto 6,5
Keita: un bel tiro da fuori in avvio, poi tanta corsa e talento purissimo, come in occasione del gol in cui è bravissimo a seguire l'azione e dialogare coi compagni. Voto 7
All. Reja: Lazio che gioca di rimessa e dialoga in velocità in avanti, ma con qualche pecca di troppo in fase difensiva, che in genere è la specialità della casa. Lo spettacolo però è di quelli che piace! Voto 6

Verona (4-3-3)
Rafael: attento in avvia sul tiro di Candreva, non ha colpe particolari sul gol. Fa il capolavoro parando il rigore, ma sulla ribattuta non può nulla. Voto 6
Pillud: Keita è un brutto cliente, e spesso gli sfugge, senza però provocare danni irreparabili dalle sue parti. Voto 5,5
Moras: impeccabile di testa, trova spesso l'anticipo e tiene bene la posizione. Si fa però beffare da Lulic nella straripante occasione che vale il gol della Lazio. Voto 6
Marques: va in palla in occasione del primo gol, quando non riesce a contrastare a dovere Keita, permettendogli di andare al tiro incontrastato e non è impeccabile neanche in occasione della rete di Lulic. Voto 5
Albertazzi: gara diligente con qualche sortita in avanti degna di nota come nel caso del palo colpito. Nel finale di gara perde la testa e si fa espellere per un fallo da rigore su Klose, che costa i tre punti ai suoi. Voto 5,5
Sala: alimenta il gioco in fascia e cerca il dialogo con Iturbe in fase offensiva, come nel caso della rete del Messi Guarinì, che nasce proprio da una sua bella accelerazione. Voto 6,5
dal 35' s.t. Gomez: entra bene in partita nei pochi minuti a disposizione. Voto 6
Donadel: un passo indietro dopo le ultime prestazioni positive. Fatica a trovare la giocata giusta in impostazione e non riesce a fare da filtro sulle ripartenze avversarie. Voto 5,5
dal 20' s.t. Cirigliano: tiene con ordine la posizione e dà lucidità alla manovra gialloblù. Voto 6
Hallfredsson: serve due assist al bacio per Toni (che spreca) e Marquinho (che insacca) e unisce quantità e qualità a metà campo, dedicandosi anche al pressing. Nella ripresa serve un altro assist, questa volta per Romulo. Voto 7,5
Iturbe: un paio di accelerazioni, subito stroncate da altrettanti interventi fallosi che ne mettono a rischio la già precaria incolumità. Quando parte è sempre devastante, e lo si vede nella ripresa, quando sguscia vua agli avversari e trova anche passaggi splendidi per i compagni e anche il gol personale. Voto 7
Toni: si divora un gol solare a tu per tu con Berisha che poteva valere la svolta della partita nel primo tempo, poi il portiere albanese gli nega più volte la gioia del numero 20. Voto 6
Marquinho: tra i più positivi tra gli scaligeri, crea tantissimo sulla fascia provando a scardinare la difesa blindata della Lazio e, quando si accentra, riesce anche a liberare il tiro da fuori, con buoni risultati. Voto 6,5
dal 20' s.t. Romulo: entra, corre come un matto e segna pure! Giocatore sempre più maturo e che potrebbe fare davvero comodo in Brasile... Voto 7
All. Mandorlini: Verona propositivo e a tratti frizzante, bravo a recuperare il risultato in più occasioni e ad imporre il proprio gioco su un campo difficile. Il tecnico azzecca tutti i cambi e viene beffato solo nel finale da un'ingenuità dei suoi... Voto 7

FONTE: Calcissimo.com


Pubblicato il 5 maggio 2014 Giuseppe Landi
Mauri beffa il Verona al 93′: termina 3-3 all’Olimpico
Gli scaligeri vanno sotto ben due volte, ma riescono a riprendere la gara, passando poi in vantaggio con Romulo; nel finale però Mauri pareggia i conti

Verona e Lazio impattano nello scontro diretto per l’accesso in Europa League. Finisce 3-3 dopo un match a dir poco spettacolare, con i biancocelesti che sono riusciti ad ottenere il pareggio soltanto al 93′ grazie al capitano Mauri.

PRIMO TEMPO – Partita subito ad alti ritmi. Al 3′ tiro cross pericoloso di Candreva con Rafael che mette in corner. Due minuti più tardi sono ancora i padroni di casa a provarci con un tiro dalla distanza di Ledesma che finisce alto sopra la traversa. Inizio gara di marca biancoceleste, Biglia su punizione dal limite non inquadra la porta. Ma alla prima occasione il Verona sfiora il vantaggio: Luca Toni, lanciato da Hallfredsson, approfitta di un errore colossale della premiata ditta Biava-Biglia e va a tu per tu con Berisha, ma sbaglia clamorosamente. Gli scaligeri entrano in partita, e in campo regna l’equilibrio. Iturbe con un’azione delle sue scarica un gran sinistro, ma la palla finisce a lato; risponde Keita con un potente tiro centrale disinnescato da Rafael. Al 27′ Marquinho sfiora l’incrocio con un destro da fuori, ma passano tre minuti e la Lazio va in vantaggio: contropiede da manuale con Mauri che serve in profondità Candreva, assist per Keita con il giovane talento che non sbaglia e fa 1-0! L’Hellas non ci sta e prova subito a reagire con Iturbe, che ubriaca la difesa laziale, ma viene ugualmente bloccato. Al 37′ arriva il meritato pareggio: palla di Halfredsson per Marquinho che con un gran tiro a pelo d’erba beffa Berisha! La Lazio ha subito l’occasione di riportarsi in vantaggio, ma Biglia si vede annullare un gol a gioco già fermo.

SECONDO TEMPO – Nella ripresa subito una chance per la Lazio, con Moras che salva sulla linea un colpo di testa di Mauri. La Lazio spinge alla ricerca del 2-1, e lo trova all’ora di gioco: Keita semina il panico tra i difensori veronesi, sulla palla arriva Lulic e con un gran destro di rara potenza e precisione trova la rete e il nuovo vantaggio degli uomini di Reja! Mandorlini prova a cambiare qualcosa, con l’ingresso di Cirigliano e Romulo che danno una spinta in più all’Hellas. E dopo due minuti ecco il 2-2, con un Iturbe imprendibile che riceve palla di Sala e spara un gran sinistro alle spalle di Berisha! L’Hellas continua ad attaccare, Reja manda Klose in campo, ma il copione non cambia. Al 75′ è prodigioso l’intervento dell’estremo difensore biancoceleste su un tentativo ravvicinato di Toni, mentre all’81′ Albertazzi colpisce il palo. Ma gli sforzi vengono sempre ripagati: 83′, cross di Halfredsson e zampata di Romulo che vale il sorpasso! La Lazio dopo pochi minuti resta anche in 10 uomini per l’espulsione diretta di Lulic per un brutto fallo sullo scatenato Iturbe. Ma al 92′ l’episodio che decide il match: trattenuta di Albertazzi su Klose, rosso per il difensore veronese e calcio di rigore per la Lazio. Mauri si presenta dagli 11 metri, si fa parare il penalty ma sulla ribattuta non sbaglia, fissando il punteggio sul 3-3!

Il tabellino della gara:
LAZIO (4-3-3): Berisha; Konko, Biava, Cana (82′ Gonzalez), Radu; Biglia (73′ Klose), Ledesma, Lulic; Candreva (81′ Anderson), Mauri, Keita. A disposizione: Strakosha, Guerrieri, Ciani, Dias, Pereirinha, Kakuta, Onazi, Perea. All.: Edoardo Reja.

HELLAS VERONA (4-3-3): Rafael; Pillud, Moras, Marques, Albertazzi; Sala (81′ Gomez Taleb), Donadel (66′ Cirigliano), Hallfredsson, Iturbe, Toni, Marquinho (66′ Romulo). A disposizione: Nicolas, Borra, Cacia, Donsah, Rabusic, Gonzalez, Cacciatore, Agostini. All.: Andrea Mandorlini.

MARCATORI: 30′ Keita, 60′ Lulic, 93′ Mauri – 37′ Marquinho, 69′ Iturbe, 83′ Romulo
AMMONITI: Radu – Iturbe, Albertazzi, Donadel, Marquinho, Marques, Halfredsson
ESPULSI: 86′ Lulic – 92′ Albertazzi

Giuseppe Landi (@PepLandi)

FONTE: SportCafe24.com


La Lazio acciuffa il pari nel recupero, col Verona finisce 3-3
Pareggio che non serve a nessuno, scaligeri beffati in extremis

Scritto da Stéphane Panetta il 5 maggio 2014 alle 20:58.
I biancocelesti partono spingendo subito sull’acceleratore, pur senza riuscire a creare occasioni pericolose; dal canto loro gli scaligeri attendono sornioni per ripartire e mettono un brivido a Berisha intorno al quarto d’ora, quando Toni ben servito da Hallfredsson mette di poco a lato. Il risultato si sblocca alla mezzora con un’azione magistrale della Lazio, che con tre passaggi va in porta sull’asse Mauri-Candreva-Keita e passa in vantaggio. L’Hellas non ci sta e rimette in equilibrio la partita sette minuti dopo, con un diagonale di destro di Marquinho che non lascia scampo a Berisha.

La ripresa riparte sulla stessa falsariga del primo tempo, con la formazione di Reja determinata sin dalle prime battute: grazie a un’azione caparbia di Lulic, che al quarto d’ora scarica il pallone alle spalle di Rafael, la Lazio riesce a riportarsi avanti. Anche in questo caso, però, la gioia è di breve durata, perché Iturbe ben imbeccato da Sala si ritrova solo davanti e Berisha e lo batte riportando ancora la squadra di Mandorlini in parità. E non è finita, perché a sette minuti dal termine Romulo approfitta di una dormita della difesa biancoceleste e appoggia in rete da due passi il gol del vantaggio ospite. Ma all’Olimpico il film è già visto: proprio allo scadere, così come contro il Torino, i biancocelesti ottengono un rigore per atterramento di Klose: batte Mauri, Rafael respinge, ma ancora il capitano laziale raccoglie la respinta e ribadisce in rete, pareggiando i conti. Finisce con un pari che non serve a nessuno e che allontana il sogno Europa League sia per la Lazio che per il Verona.

Il tabellino
Lazio-Verona 3-3 (1-1)

Lazio (4-3-3): Berisha 6; Konko 6, Biava 5.5, Cana 6 (82′ Gonzalez sv), Radu 5.5; Biglia 5.5 (75′ Klose 6), Ledesma 6, Lulic 6; Candreva 6.5 (81′ Anderson sv), Mauri 6, Keita 6. A disp.: Strakosha, Guerrieri, Ciani, Dias, Pereirinha, Kakuta, Onazi, Perea. All.: Edoardo Reja.

Hellas Verona (4-3-3): Rafael 6; Pilloud 6.5, Moras 6, Marques 5.5, Albertazzi 5.5; Sala 6.5 (81′ Gomez Taleb sv), Donadel 5.5 (66′ Cirigliano 6), Hallfredsson 6.5, Iturbe 6.5, Toni 5.5, Marquinho 6.5 (66′ Romulo 6.5). A disp.: Nicolas, Borra, Cacia, Donsah, Rabusic, Gonzalez, Cacciatore, Agostini. All.: Andrea Mandorlini.

Reti: 30′ Keita (L), 37′ Marquinho (V), 60′ Lulic (L), 69′ Iturbe (V), 83′ Romulo (V), 90′+3′ Mauri (L).
Arbitro: Mazzoleni di Bergamo.
Note – Ammoniti: Radu (L), Iturbe (V), Donadel (V), Marquinho (V), Rafael (V), Hallfredsson (V). Espulsi: Lulic (L), Albertazzi (V).

FONTE: MondoPallone.it


Mercato Lazio, Reja perde l'Europa e la panchina
Il tecnico goriziano dovrebbe lasciare a fine campionato

Lazio | 06/05/2014 - 10:00
CALCIOMERCATO LAZIO REJA LOTITO / ROMA - Il folle pareggio 3-3 di ieri contro l'Hellas Verona costa al 99% alla Lazio il sesto posto e ad Edy Reja la panchina. Lo scrive oggi il 'Messaggero', secondo cui senza Europa il patron Lotito deciderà di dare una scrivania al tecnico goriziano, puntando dunque su una nuova guida tecnica: Simone Inzaghi, Mihajlovic e Yakin sempre i nomi più caldi.
M.D.F.

FONTE: CalcioMercato.it


CALCIOMERCATO, NEWS di Alessio Pediglieri1 maggio 201414:26
Calciomercato Verona, per Iturbe si fa avanti il Liverpool
Valutato 10 milioni di euro il paraguaiano naturalizzato argentino è entrato nella lista dei possibili nuovi acquisti del tecnico Rodgers.

Dall’Inghilterra arriva la notizia che il Liverpool stia seriamente pensando a qualche colpo grosso per il prossimo mercato estivo. Dopo la sonora sconfitta di Anfield dove il Chelsea di Mourinho ha vinto 2-0 riaprendo la sfida per la Premier, i reds stanno valutando quali rinforzi avere in vista della stagione futura che li vedrà in Champions League. Tra le tante voci, quella più rumorosa è relativa al gioiellino attualmente all’Hellas Verona autore di un campionato entusiasmante. Il paraguaiano naturalizzato argentino è però di proprietà del Porto. Il riscatto a fine alto è molto alto per la società scaligera e un possibile accordo con il club inglese potrebbe tornare comodo.

Reds ma non solo - L’esterno offensivo del Verona è però da tempo anche nel mirino della Roma di Garcia. In Italia, non solo i giallorossi si erano fatti avanti perchè anche l’Inter a gennaio aveva provato a convincere la società scaligera di cedere fino a fine anno il giocatore. Adesso alle due contendenti italiane si aggiunge il Liverpool con il gradimento del tecnico Rodgers, così come riportano i principali tabloid inglesi sportivi. Qualora i reds riuscissero a convincere il Verona ci sarebbe poi da accordarsi con il Porto che vorrebbe monetizzare dalla cessione di Iturbe, aprendo possibilmente un’asta al rialzo. In cui potrebbe partecipare anche il Real Madrid, altro club che non aveva nascosto un certo interesse.

FONTE: Calcio.FanPage.it


Il Napoli sfida l’Hellas Verona per Villalba
di: Giuseppe Romano
Il Napoli a 7 anni dall’operazione Lavezzi starebbe provando ad imbastire un altra trattativa con il San Lorenzo.
Il club azzurro e in particolare Maurizio Micheli, vorrebbe portare in Italia il ventenne trequartista Hector Villalba. Trattativa che non si preannunica facile perchè sul giocatore c’è già il Verona che vede in Villalba l’erede di Juan Manuel Iturbe che quasi sicuramente lascerà il club scaligero.

Hector Villalba che ha parlato del proprio futuro in un’intervista a calciomercato.com:
“Sono molto legato al San Lorenzo, vorrei aiutare il mio club a vincere la Copa Libertadores. Io sono un calciatore rapido, agile ma allo stesso tempo potente. Iturbe? In qualcosa mi somiglia come caratteristiche. Futuro in Italia? Mi piacerebbbe, seguo molto la Serie A. E poi ci sono tanti argentini come me”.

FONTE: IlTalentoCheVerra.it


Bilancio di fine campionato della serie A
02-05-2014 - Maurolling
E' arrivato il momento di fare quattro conti alla quasi chiusura del campionato della massima serie
La massima serie del nostro calcio volge ormai al termine ed è il momento come tutti gli anni di fare un bilancio finale. Tra le squadre che più si sono distinte ovviamente non possiamo non citare la regina del campionato, la Vecchia signora. La Juventus porta a casa con sé anche questo campionato per la terza volta consecutiva ed è un enorme successo se si considera che la squadra allenata da Antonio Conte veniva da ben due settimi posti.

La vera sorpresa di questo campionato è stata però la Roma allenata da Rudi Garcia, il tecnico francese ha saputo plasmare perfettamente e nel migliore dei modi questa squadra proveniente da due annate molto sotto le attese con i vari Luis Enrique e Zeman. Oggi la rosa della Roma vale ben 60 milioni in più del valore di inizio campionato. Le due milanesi, invece, non hanno saputo mantenersi nelle zone alte della classifica, l'Inter e il Milan hanno risentito entrambi dei problemi societari. Ottime le annate di Torino e Parma. Il Bologna invece lotta per non retrocedere, di certo la cessione di Diamanti nel calciomercato invernale non ha giovato ai felsinei.

Splendida l'annata di una neopromossa, l'Hellas Verona allenata da Mandorlini. Il tecnico della squadra di Verona ha saputo rilanciare un enorme Luca Toni. Con un mondiale ormai alle porte e con un parco attaccanti costituito dai vari Destro, Immobile, Balotelli, Toni, Cassano sognare non costa nulla. Il CT Prandelli dovrà scegliere quel mix perfetto tra esperienza e voglia di "spaccare". La rassegna è ormai alle porte e dobbiamo farci trovare pronti.

FONTE: News.SuperMoney.eu


Hellasmania: materiale buono verso l'Europa
Di: Adriano Ancona
02 maggio alle 23:19
Una sterzata come si deve. Il Verona è miniera di sorprese anche in questo. Vada come deve andare, questo finale che, nel peggiore dei casi, avrà comunque visto i gialloblu avvicinarsi molto seriamente all'Europa. Riecco la macchina da gol che, prima di Natale, in casa sbriciolava gli avversari. Soltanto che mesi fa non si poteva ancora parlare di obiettivi. Un po' perché qualcuno pensava che portasse male, con l'analogia della retrocessione di dodici anni fa.

Giusto per dirne una: col Catania Mandorlini ha cambiato più di mezza difesa, ricavandone le migliori indicazioni. Se uno come Agostini – che quanto ad esperienza è secondo solo a Luca Toni – ammette la necessità di essere utile anche dalla panchina con Albertazzi sempre più padrone del ruolo, vuol dire che la miscela è di tutto rispetto. Marques sta prendendo dimestichezza col nostro calcio, anche Pillud in qualche maniera può concludere questo campionato come un giocatore davvero pronto. Morale: il Verona fino a qualche settimana fa non convinceva granché all'infuori dell'undici titolare, ora è un insieme che funziona.

Mica finita: ci sono Sala e Marquinho, Donadel e Gomez. Giocatori che hanno storie diverse, e magari molte incognite al momento di affidare loro una maglia. Marquinho, ad esempio, dopo l'equivoco sulla posizione in campo, ha ritrovato sé stesso. Sprigionando il proprio valore. Letale come lo voleva il Verona. Come dev'essere questo Hellas, nei prossimo 270 minuti per guarnire un dolcissimo sogno.

FONTE: CalcioMercato.com


SERIE A
Lazio, difesa da riassettare. Verona, oltre il danno la beffa
06.05.2014 07.35 di Gaetano Mocciaro Twitter: @gaemocc
Le ultime due partite casalinghe della Lazio sono il classico esempio di bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Quel che si è visto contro il Verona ricorda molto sia per il risultato finale, sia come sia stato raggiunto, la partita contro il Torino. Anche contro i granata i biancocelesti si sono fatti agguantare due volte per poi subire il 2-3 nei minuti finale, a suggellare un vero e proprio harakiri e di conseguenza l'addio all'Europa League. Poi, nei minuti di recupero, la Dea bendata riporta in corsa la squadra di Reja: se contro il Toro Darmian lascia in gioco Candreva a partita praticamente finita, stavolta la salvezza si materializza in un rigore generoso nei confronti di Klose.

Sabato un'altra partita dal sapore di spareggio: c'è l'Inter distante quattro punti uscita male da un derby sottotono. Servirà riassettare una difesa che ha ballato praticamente dal primo all'ultimo minuto contro Iturbe, Toni e Marquinho.

Capitolo Verona: difficile rimproverare qualcosa a una squadra che ha messo alle corde un avversario grazie alle accelerazioni di Iturbe, la grinta di Hallfredsson, gli spunti di Marquinho. L'episodio di Albertazzi è stato semplicemente sfortunato, così come il giallo rimediato da Iturbe, preso spesso con le cattive dai biancocelesti: diffidato, salterà la prossima partita contro l'Udinese. Oltre il danno, la beffa.

SERIE A
Verona, Mandorlini: "Non meritavamo un finale simile"
05.05.2014 21.40 di Gaetano Mocciaro Twitter: @gaemocc
Ai microfoni di Sky Andrea Mandorlini commenta il 3-3 del suo Verona contro la Lazio, tornando sul rigore concesso alla Lazio nei minuti di recupero: "Qualche dubbio in questo episodio c'è. Non è finita ma per quella che è stata la partita c'è rammarico perché la squadra non meritava di pareggiare. Con Mazzoleni evidentemente non siamo fortunati, lo stesso Klose mi sembrava sorpreso della decisione. Gli errori si fanno: chi gioca, chi mette in campo le squadre e anche gli arbitri". Sulla lite con Reja a fine partita: "E' venuto verso di me e ci ha detto che gli avevano annullato un gol buono, ma in realtà l'azione era stata fermata prima. Restano gli applausi a un Verona rivelazione di questo campionato: "Siamo qui, ce la giocheremo fino alla fine. Poi la partita va valutata bene e noi abbiamo dominato in lungo e largo. Cerchiamo di recuperare, anche se dal punto di vista psicologico non è facile. In queste due partite faremo il nostro, quello che sarà vedremo".

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Lazio, Reja: "Mandorlini ha sbroccato, il pari serve a poco"
05.05.2014 21.39 di Antonio Vitiello Twitter: @AntoVitiello
Edy Reja, tecnico della Lazio, ha parlato ai microfoni di "RaiSport" dopo il pareggio con l'Hellas Verona: "Sono calmo e tranquillo però quando c'è da discutere sono pronto anche io. Sono andato da Mandorlini per salutarlo, gli ho detto di riguardarsi le immagini del nostro gol annullato, tra l'altro regolare, lui ha sbroccato, forse l'adrenalina era ancora alta. Ognuno ora va per la sua strada, anche se abbiamo poche possibilità per l'Europa. Abbiamo provato a vincere, sapevamo che il pari non serviva a nessuno. Domenica ci sono altri scontri diretti, può succedere ancora di tutto, nessuna gara è scontata. Tre gol in casa non possiamo subirli. Cerchiamo di fare un gol in più dell'avversario, la gara è stata aperta per entrambe le formazioni. Gli scontri in finale di Coppa Italia? Ci sono delle regole da far rispettare, all'estero si va dentro. Tolleranza zero, invece siamo punto a campo. Qui le decisioni non le prende nessuno".

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Lazio, Reja: "Era una partita da dentro o fuori"
05.05.2014 21.32 di Cristina Guerri
Così il tecnico della Lazio Edy Reja al termine della partita con il Verona. "Il rigore? Ho visto Klose andare a terra; rigori come questi a volte si concedono. Mi è dispiaciuto per quello che è successo a fine partita: sono andato a salutare Mandorlini ma lui non ha avuto modi molto gentili. Pareggio? Questa era una partita da dentro o fuori, mancano ancora due partite ma sarà difficile. Noi ce la giocheremo fino in fondo. Dobbiamo arrivare all'ultima partita con la speranza di raggiungere questo obiettivo. La difesa. L'Inter? Andremo a Milano cercando di vincere, non c'è nessun risultato scontato. Mauri? E' un giocatore ritrovato, sta facendo delle ottime cose. Mi aspetto da lui altre prestazioni importanti".

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Le pagelle del Verona - Iturbe irresistibile, Hallfredsson ovunque
05.05.2014 21.29 di Gaetano Mocciaro Twitter: @gaemocc
Rafael 6: nulla può sui gol subiti, anzi: respinge anche un calcio di rigore.

Pillud 5.5: Keita spesso gli va via. Un passo indietro rispetto la partita col Catania.

Moras 6: ci mette una pezza in più di un'occasione, si rende pericoloso in attacco.

Marques 5: ha sulla coscienza il gol del raddoppio di Lulic.

Albertazzi 5.5: sfortunato in occasione del calcio di rigore, che gli costa anche il cartellino rosso. Ferma gli avversari anche con le cattive e va vicino al gol, prendendo un palo.

Sala 6.5: tanto dinamismo e uno splendido assist per Iturbe. (st 37' Gomez Taleb ng).

Donadel 6: solita prova di sostanza a recuperare palloni e dar via alle ripartenze. (st 20' Cirigliano ng).

Hallfredsson 7: prestazione eccellente: ci prova spesso dalla distanza, spaventando Berisha. Pressa e ruba palloni, per poi servire assist favolosi. Toni non approfitta dei suoi cioccolatini, Romulo sì.

Iturbe 7: fa a fette la difesa biancoceleste andando via in velocità. Molti falli subiti, per una sua ostruzione viene ammonito e salterà la prossima partita. Bello il gol del momentaneo 2-2.

Toni 6: spesso nel vivo dell'azione, spreca troppo davanti alla porta.

Marquinho 6.5: gol di grande precisione, ma anche bravo a ripiegare e non mollare mai. (st 21' Romulo 6.5: entra subito in partita: prima prende la mira dalla distanza, poi legge bene un'azione di contropiede e segna l'illusorio 2-3).

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Hellas, Sogliano deluso: "Dispiace smettere di sognare"
05.05.2014 21.29 di Antonio Vitiello Twitter: @AntoVitiello
Sean Sogliano, direttore sportivo dell'Hellas Verona, è intervenuto ai microfoni di "Raisport" dopo il pareggio con la Lazio: "Siamo molto dispiaciuti perché dopo una partita del genere smettere di sognare per un episodio come questo è una cosa brutta, ci dispiace molto. Verona stava sognano qualcosa di importante, le favole in Italia evidentemente devono durare poco, invece di far bene al calcio ci fanno tornare subito con i piedi per terra, l'episodio era imbarazzante", in riferimento al rigore concesso all'ultimo minuto alla Lazio ed espulsione di Albertazzi.

Poi su Iturbe il ds del Verona ha detto: "Oggi Iturbe era l'unico diffidato, è stata una caccia all'uomo, nel primo tempo è scivolato ed è stato ammonito, siamo proprio sfortunati".

SERIE A
Hellas Verona, Sogliano duro: "Probabilmente diamo fastidio a qualcuno"
05.05.2014 21.20 di Tommaso Maschio
Il direttore sportivo dell'Hellas Verona Sean Sogliano ai microfoni di Sky Sport ha commentato duramente il pareggio contro la Lazio e sopratutto il rigore fischiato nel recupero ai biancocelesti: "Abbiamo protestato in maniera civile anche se non era facile. Abbiamo fatto una grande prestazione e meritato anche di vincere e se fosse successo un episodio simile a un'altra squadra avrebbe avuto più risalto. Smettere di sognare dopo questa partita fa male e penso che in Italia le favole non abbiamo vita lunga. All'andata con la Roma con lo stesso arbitro abbiamo avuto un episodio simile: o siamo sfortunati noi o lo è l'arbitro. Sono molto dispiaciuto per la società, i ragazzi e i nostri tifosi. Si va avanti e il Verona tornerà a lottare per la classifica che gli compete di più così non darà più fastidio a nessuno. Con la vittoria potevamo continuare a sognare a due giornate dalla fine, ma smettere di farlo per un episodio è brutto. È stata una brutta botta quella di oggi. Siamo umili e dobbiamo rimanerlo: preferivo non fare risultato perché gli avversari si erano dimostrati più forti e non in questo modo. Ci prepareremo per la prossima e troveremo le motivazioni per far bene anche nelle ultime due. Mercato? Dobbiamo andare a casa dispiaciuti e incazzati e pensare solo alla squadra".

SERIE A
ESCLUSIVA TMW - D'Amico sulla Lazio: "Annata negativa. Per l'Europa si fa dura"
05.05.2014 21.19 di Tommaso Maschio
Intervistato a caldo dalla redazione di Tuttomercatoweb.com l'ex centrocampista della Lazio Vincenzo D'Amico ha spiegato di vedere in salita il cammino dei biancocelesti verso l'Europa League e giudicata negativa la stagione in generale: "Non è stata una brutta partita anche se mi aspettavo qualcosa di più da entrambe le squadre. Però quando ci sono sei gol in una partita lo spettacolo ne giova sempre".

La Lazio ha pareggiato nel finale con un rigore un po' dubbio
"Diciamo che è stato generoso, ma Klose è stato bravo a guadagnarselo con esperienza approfittando della leggera trattenuta subita".

Ora il cammino verso l'Europa si complica?
"La Lazio deve andare a Milano contro l'Inter e poi ha in casa il Bologna. Saranno due partite molto complicate perché nessuna delle due può regalare nulla essendo in lotta per i rispettivi obiettivi. Inoltre mentre l'Hellas Verona è una neo promossa che sta facendo molto bene e disputando un campionato al di sopra delle aspettative, la Lazio sta vivendo una stagione che sarà comunque negativa. Secondo quanto detto dal presidente Lotito a inizio stagione i biancocelesti dovevano giocare per i tre posti, ma la distanza dal Napoli terzo è di 17 punti al momento".

ALTRE NOTIZIE
Lazio, Mauri: "Europa? Persi punti importanti, ora non dipende più da noi"
05.05.2014 21.12 di Simone Bernabei
Stefano Mauri ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo il rocambolesco 3-3 contro il Verona: "L'Europa? Siamo ancora li ma oggi abbiamo perso due punti importanti. Si fa sempre più difficile ma questa squadra non molla mai, anche oggi lo abbiamo dimostrato. Adesso, però, è davvero dura. Cercheremo di vincere entrambe le partite, ma purtroppo non dipende più da noi. Condizioni fisiche? Adesso sto bene, finalmente mi sento al meglio ma purtroppo è finito il campionato".

SERIE A
ESCLUSIVA TMW - De Vitis: "Mandorlini via? Grossa perdita, parla il curriculum"
02.05.2014 13.40 di Simone Lorini Twitter: @Simone_Lorini
La Lazio sembra essersi interessata al tecnico dell'Hellas Verona Andrea Mandorlini, tra i grandi protagonisti della rinascita scaligera. Per chiedere un commento su questo scenario di mercato abbiamo contattato l'ex bomber gialloblù Totò De Vitis: "Perdere Mandorlini sarebbe un grosso problema per il Verona, non c'è dubbio, basta vedere quanto ha fatto nella sua esperienza in gialloblù. Tuttavia per conoscere bene le dinamiche interne bisognerebbe vivere la situazione da dentro. La proposta di un solo anno di contratto mi sembra poco dopo quello che ha fatto, ma detto questo, credo che una certa tensione tra proprietà e Mandorlini ci sia sempre stata e questo sia il motivo dietro l'insoddisfazione per l'offerta di prolungamento annuale".

In quanto si può quantificare il merito del tecnico nella stagione degli scaligeri?
"E' difficile quantificare, ma basta guarda il suo curriculum e i risultati colti a Verona per accorgersi di quanto ha fatto. Una percentuale alta, molto alta, ma ripeto: mi viene difficile quantificare".

SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Ivo Rodrigues-Verona, l'ag: "Stiamo valutando la formula"
02.05.2014 15.26 di Marco Conterio Twitter: @marcoconterio
Verona-Oporto. L'asse di mercato è segnata e non solo per Juan Manuel Iturbe. Perché ieri O'Jogo parlava dell'obiettivo Ivo Rodrigues per gli scaligeri e Tuttomercatoweb.com ha contattato l'agente del calciatore, Marco Lagarto. Che conferma il tutto. "Sì, c'è una grande possibilità di vedere Ivo a Verona".
Che giocatore è?
"Ha diciannove anni ma gioca nel Porto B: è veloce, ha tecnica, è bravo nell'uno contro uno e sa anche far gol. Su di lui ci sono molti club interessati".
Come il Verona, ci diceva.
"Sì, i contatti sono in corso, è un'opportunità forte".
Che formula?
"Stiamo valutando, se prestito o titolo definitivo. Il ds Sogliano è stato qui in Portogallo, presto dovrei venire in Italia per parlarne".

SERIE A
Lazio, Reja resta in caso di Europa: spunta l'ipotesi Mandorlini
01.05.2014 16.58 di Antonio Gaito Twitter: @antonio_gaito
In corsa per un posto in Europa League, la Lazio però pensa anche al futuro della guida tecnica. Edy Reja ha un contratto fino a giugno 2015 ed in caso di sesto posto difficilmente la società potrebbe scegliere un'altra strada, ma nonostante tutto il club di Lotito non vuole farsi trovare impreparato. Secondo quanto rivelato da Lalaziosiamonoi.it l'identikit del possibile nuovo tecnico porta ad Andrea Mandorlini, tecnico del Verona che è in scadenza di contratto al termine di questa stagione.

SERIE A
Verona, dal Portogallo: nuovo affare col Porto, nel mirino c'è Ivo Rodrigues
01.05.2014 16.23 di Marco Frattino
Il Verona cerca un nuovo affare col Porto. Dopo quello legato a Juan Manuel Iturbe (20) - che sarà riscattato dall'Hellas prima di essere ceduto a un top club - la società scaligera ha messo nel mirino Ivo Rodrigues (19), attaccante lusitano nel giro della squadra B dei dragoes che milita nella Segunda Liga. In questa stagione il centravanti classe '95 ha siglato due reti in trenta presenze maturate in campionato, giocando inoltre cinque gare in Youth League senza tuttavia andare a segno. A svelare l'interesse dell'Hellas per Rodrigues è il quotidiano portoghese O Jogo.

SERIE A
Verona, tesoretto da Iturbe-Romulo. Cirigliano via, occhi su Donsah
01.05.2014 15.00 di Gianluca Losco Twitter: @MrLosco
Due cessioni, due fondamentali operazioni in uscita che il Verona effettuerà per progettare il proprio futuro al termine della stagione dei miracoli dopo essere stata appena promossa in Serie A. Un anno in cui hanno pesato tantissimo i gol di Luca Toni, così come le accelerazioni di Juan Manuel Iturbe e le corse di Romulo. La punta molto probabilmente resterà, c'è già l'accordo fra le parti per il rinnovo contrattuale; gli altri due andranno via.

Quella più importante riguarda Iturbe, che il Verona entro la fine di maggio dovrà riscattare per poterne esercitare tutti i diritti. La cosa non è in dubbio, c'è la volontà di farlo ed un documento con la conferma è già stato inviato al Porto. 15 milioni la cifra pattuita per il riscatto, almeno 25 quelli chiesti dal club veneto a chiunque lo volesse. Ma non sarà un problema trovare acquirenti, dato che per Iturbe si sono fatti avanti club ricchi come Real Madrid e PSG, oltre a Liverpool, Chelsea e, in Italia, la Roma. Di fatto, 10-15 milioni di plusvalenza, soldi freschi per costruire la rosa del futuro. Un po' diversa è la situazione che riguarda Romulo: il centrocampista è in prestito, il diritto di riscatto in questo caso riguarda solo la metà. Fiorentina ed Hellas si incontreranno, lo scenario più probabile vede i veneti riscattare la metà e poi un accordo fra i due club per vendere il giocatore al miglior offerente (Juventus o PSG).

Ci sono poi altre situazioni "minori" da affrontare. Il contratto di Moras scade a giugno, al momento non si registrano progressi e il futuro del greco resta in dubbio. Fra i giocatori in prestito, molto difficile, se non impossibile, il riscatto di Cirigliano; il giocatore è arrivato l'estate scorsa dal River Plate e non ha mai convinto troppo. Diverso il discorso per Marquinho, sul quale il Verona ha diritto di riscatto e che potrebbe rientrare in un discorso allargato con la Roma per Iturbe. Infine i gialloblu nutrono grandi speranze future per Donsah, prodotto dalla Primavera che ha esordito quest'anno in prima squadra; sulle sue tracce c'è il Borussia Dortmund.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


CALCIOMERCATO
Verona, si lavora per il rinnovo del prestito di Marquinho
01.05.2014 13:44 di Matteo Rocchini Twitter: @RoccoN71
Un giocatore sorprendente arrivato come semplice innesto e diventato presto una colonna portante del centrocampo e anche dell'attacco gialloblù. Marquinho non ci ha messo tanto ad ambientarsi e prendersi il Verona stregando anche i tifosi. La società, decisa a tenerlo anche per la prossima stagione, sta già avviando i contatti con la Roma. Secondo quanto riporta Calciomercato.com Verona e Roma stanno discutendo sul rinnovo del prestito del giocatore, visto che il brasiliano ha un contratto con la Roma fino al 2016.

FONTE: TuttoHellasVerona.it


20:53 | 05/05
Serie A, 36^ giornata: Lazio - Hellas Verona, pagelle
SERIE A LAZIO HELLAS VERONA PAGELLE - Questo pomeriggio alle ore 19.00 allo Stadio Olimpico di Roma è andata in scena la sfida tra i padroni di casa della Lazio e l'Hellas Verona valida per la terzultima giornata del campionato italiano di Serie A, la trentaseiesima in totale. Le due squadre hanno smesso da poco di darsi battaglia, andiamo a vedere come si sono comportati i giocatori in campo: ecco le pagelle dell'incontro.

LAZIO
Berisha 6.5: Si dirà che il primo gol della Lazio è un po' colpa sua ma, anche se l'albanese va giù lento, il tiro di Marquinho è angolatissimo. Si riscatta nella ripresa su un tiro a botta sicura di Toni. Altra bella parata a fine gara sempre su Toni.
Konko 5.5: Iturbe è un fenomeno in divenire, su questo siamo d'accordo. Lo soffrono tutti i mortali, figurarsi la difesa della lazio che non fa della velocità un punto di forza. Konko è uno dei meno peggio ma pure lui sul 2-3 guarda e non favella.
Cana 5.5: Viene sostituito verso la fine della partita per un duro colpo alla testa ma non è un alibi per la partita giocata non al meglio, come ci si aspettava. Più che Toni, patisce Road Runner Iturbe. (82' Gonzalez s.v.)
Biava 5: Toni è una bestia nera, nerissima come la maglia che indossa e buon per Biava che oggi ha fallito due gol incredibili. Biava, al rientro, ha mostrato parecchie lacune e anche la posizione sui due gol laziali è rivedibile.
Radu 4.5: Dalla sua parte transitano a turno Jacopo Sala e Juan Iturbe. Quando arriva il primo le cose vanno leggermente meglio, ma con Iturbe l'unico schema difensivo possibile è ripetere in loop l'Ave Maria. Poi ci mette del suo e sul gol del 2-3 fa una sciocchezza lasciando sfilare il cross.
Biglia 7: Il solito lavoro di geometria per la Lazio, condito anche da un golazo al volo annullato dal signor Mazzoleni con qualche dubbio. Ormai è ufficiale, la Lazio non può giocare senza di lui e senza la sua visione di gioco. Inoltre, fa anche da schermo davanti alla difesa. (73' Klose 7: Non fa nulla, eccetto prendersi il rigore che può salvare la stagione...)
Ledesma 6: Non è il migliore là in mezzo ma non può nulla se i difensori dormono in occasione di tutti e tre i gol. Prova a portare ordine lì nel mezzo ma non ce la fa, cala fisicamente alla distanza.
Lulic 6: Settimo gol in campionato per il (forse) più poliedrico giocatore della Serie A. Lo sfondamento in occasione del momentaneo 2-1 è da giocatore dei Denver Broncos, ma è in tutta la partita che mostra la sua caparbietà. Sciupa tutto col rosso al'85'.
Candreva 7: Come al solito si dimostra un giocatore essenziale per la Lazio, perché sul gol del vantaggio è una sua intuizione a liberare Keita. Poi tanta corsa e tanto dinamismo uniti alla solita qualità, superato il centrocampo è lui il cervello della Lazio. (81' Anderson s.v.)
Mauri 6: Sottotono stavolta Mauri nelle vesti di falso nueve eppure giocava contro una difesa che ha lasciato spesso spazi ma il sei laziale ha fatto un passo indietro rispetto alle ultime uscite. D'altronde stiamo parlando di un centrocampista. Si salva col rigore del 3-3.
Keita 6.5: Il gol del vantaggio della Lazio e molto altro ancora, come ad esempio qualche ghiotto pallone in mezzo per Mauri. Destro o sinistro non fa la differenza, però alla lunga cala e uno con la sua frizzantezza non dovrebbe eclissarsi così.
All. Reja 6: Il risultato lo premia ancora una volta all'ultimo respiro ma questa Lazio troppo spesso perde la brocca e rimane in dieci e soprattuto in difesa non convince affatto. Buoni però i cambi.

HELLAS VERONA
Rafael 6: Il primo gol di Keita è imparabile e anche quello d Lulic, la colpa non è sua ma dei difensori. Non a caso è il portiere che fa più parate in Europa, su questo dovrà far qualcosa soprattutto Sogliano. Aveva pure parato il rigore...
Pillud 6.5: La sorpresa lieta di questo Verona, perché sostituisce bene Cacciatore e tra l'altro sembra averlo superato nelle gerarchie di Mandorlini. C'è da migliorare un po' la fase difensiva ma in avanti scende in appoggio a Iturbe e lo fa con successo.
Moras 6: Dietro balla un po', non che Mauri crei danni ma comunque i laziali arrivano spesso nell'area veronese. Si fa valere comunque a livello di fisicità e senso della posizione, poi va pure vicino al gol con un imperioso stacco di testa.
Marques 5: Non gioca male la prima frazione, anche se pure lui dormicchia sul gol di Keita, nella ripresa compie un erroraccio sulla rete di Lulic: un difensore che si rispetti non cincischia così in area ma manda la palla fuori dal Raccordo Anulare.
Albertazzi 4.5: Molto spesso, troppo spesso in difficoltà, come certifica il cartellino giallo a inizio ripresa. Certo, Keita e Candreva a turno non è che siano i clienti migliori, ma Albertazzi impiega poco ad andare in bambola, si vede la posizione errata sull'1-0. Fallo ingenuo al 91' per il rigore.
Hallfredsson 6.5: Buona partita da parte dell'islandese, che ha giocato di quantità e non solo. Sul centro-sinistra nella linea mediana del Verona fa il suo e prova pure a mettere qualche pezza in attacco. Suo l'assist del 2-3.
Marquinho 7: Tornare all'Olimpico per di più contro la Lazio dev'essere un'emozione non da poco per l'ex romanista, che infatti segna e lo fa con il piede sordo, il destro. Non solo il gol, anche molta grinta e parecchia qualità a sostegno del centrocampo veronese. (66' Romulo 7: Entra e potrebbe decidere il match con un golletto facile facile, ma è l'approccio alla partita che lo premia)
Donadel 6: Due anni di inattività sono tanti ed è per questo che Donadel gioca sempre meglio, dopo le ultime partite sottotono da un periodo a questa parte si è riscattato. Sufficiente pure oggi, partita senza errori ma anche senza lodi particolari. (66' Cirigliano 6.5: altro grande ingresso, marca bene la sua zona e mette il cartello "divieto d'accesso all'area")
Iturbe 7.5: Iturbe non ha nulla da invidiare alla Moto GP: sfreccia a destra, a sinistra e al centro, piega e scatta verso la porta manco fosse la Yamaha di Valentino Rossi. Qualità e velocità che il prossimo anno, purtroppo per i Butei, brilleranno altrove. Il migliore in campo, anche per il gol del 2-2.
Toni 5: Il gol che sbaglia a inizio partita è clamoroso per uno come lui che di solito segna anche bendato. L'errore un po' lo segna perché si vede meno in avanti, ma va sottolineato come Toni oggi giocasse contro due difensori prettamente fisici come Biava e Cana.
Sala 6: Il giovane ex Amburgo ha scalato posizioni nelle preferenze di Mandorlini e il perché si vede al 71' quando con una gran verticalizzazione imbecca Iturbe per il pareggio. Per il resto non benissimo ma l'assist riscatta una prestazione non eccelsa. (81' Gomez s.v.)
All. Mandorlini 6.5: La partita fino al 90' lo premia, ma poi l'erroraccio di Albertazzi fa forse sfumare la zona Europa League. Aveva azzeccvato i cambi, questa squadra però va rivista senza il fenomeno Iturbe.
by Gianmarco Lotti

20:52 | 05/05
Per Lazio e Verona sfuma il sogno europeo: all' Olimpico è 3-3
Per Lazio e Verona, entrambe a quota 52 punti in classifica, l'unico risultato utile per restare aggrappate al sogno europeo è la vittoria. Reya si affida al 4-3-3 con Mauri nei panni del falso 9 affiancato da Candreva e Keita; modulo speculare per il Verona che in avanti si affida al trio Iturbe-Toni-Marquinho.

PRIMO TEMPO Dopo appena sessanta secondi sul cronometro Candreva scalda i guantoni a Rafael con un tiro dal limite dell'area che l'estremo difensore gialloblu devìa con i pugni sopra la traversa. La formazione allenata da Reja parte con il piglio giusto pressando alto e costringendo gli avversari nella propria metà campo. Da una palla rubata a centrocampo nasce una bella combinazione tra Ledesma e Lulic con il tiro del numero 24 che termina lontano dallo specchio della porta. Il Verona regge bene l' avvio deciso della Lazio e prende le adeguate contromisure. Al 12' Biava e Biglia pasticciano al limite della propria area di rigore, ne approfitta Halfredsson che arriva a tu per tu con Berisha e tocca per l'accorrente toni che tira di punta stile calcerto ma manda incredibilmente a lato. La Lazio trema dopo la grande occasione concessa al verone e spinge con meno intensità; la partita, dopo un inizio promettente, cala decisamente di ritmo e non regala grandi emozioni. Al 25' Keita prova a risvegliare gli animi con una discesa sulla sinistra, converge poi verso il centro e lascia partire una conclusione di collo destro bloccata in due tempi dal portiere. Risponde agli stimoli la squadra di Mandorlini che si fa vedere in avanti con una conclusione dal limite di Marquinho che sorvola la traversa della porta difesa da Berisha.

Alla mezz'ora contropiede da manuale dei biancocelesti: Ledesma ruba palla a centrocampo e tocca per Mauri che serve Candreva sulla sinistra, tocco al centro per Keita che riceve al limite dell'area, avanza indisturbato e con un destro ad incrociare potente e preciso condanna Rafael. Alla mezz'ora è Lazio 1 -Verona 0.

Al 36' azione insistita del Verona con Toni che ti testa appoggia al limite dell'area per Halfredsson che vede e serve Marquinho; stop e tiro del numero 7 che che trova l'angolo basso alla destra del portiere e firma il goal dell' 1-1. Reazione furiosa dei biancocelesti che si portano in vanti con Keita, assist di testa per Lulic che conclude al volo in area di rigore, sul tiro arriva coraggiosa l'opposizione di Moras che respinge il pallone e va a terra; sulla ribattuta arriva Biglia che dal limite batte a rete di prima intenzione e trafigge Rafael, ma il tutto a gioco fermo perchè l'arbitro Mazzoleni aveva fermato il gioco per una presunta scorrettezza su Moras. Il replay condanna la decisione del direttore di gara.

Primo tempo che si conclude in parità con la Lazio che, per la convinzione messa in campo e per il goal ingiutamente annullato dal giudice di gara, avrebbe meritato qualcosa in più.

SECONDO TEMPO Nella ripresa parte bene il Verona che prova aprendere in mano le redini del gioco ma commette troppi errori in fase di rifinitura e lascia troppi spazi alle ripartenze biancocelesti. Al quarantottesimo minuto bello spunto del solito Keita che sulla sinistra trova spazio per il cross in mezzo a due avversari, mauri colpisce di testa ma non riesce a dare forza al pallone che Moras allontana senza troppe difficoltà. La Lazio ci crede e guadagna metri sulle fasce grazie alle iniziative di Keita e Candreva, mentre il Verona si affida ai lanci lunghi e alle iniziative personali di Iturbe. Al 55' calcio d'angolo dalla sinistra battuto da Halfredsson, terzo tempo preciso del numero 18 che colpisce bene ma il suo tentativo sfiora il palo e si perde sul fondo. La Lazio sfrutta bene le corsie esterne ma manca l'uomo da area di rigore in grado di sfruttare i continui cross. Al 60' si concretizzano gli sforzi dei padroni di casa con Lulic che riceve al limite dell'area da Keita, si porta avanti il pallone di testa e batte Rafael con una precisa conclusione di interno destro. Mandorlini capisce le difficoltà della propria squadra e prova a cambiare qualcosa in mezzo al campo: fuori Donadel per Cirigliano e fuori un nervoso Marquinho per Romulo. Le sostituzioni sortiscono l'effetto sperato e il Verona torna a pungere in avanti con Halfredsson che dalla distanza impegna Berisha con un intervento in presa bassa. La Lazio rimane spiazzata dal cambio di ritmo degli avversari e si scopre; al 69'Marques trova un corridoio per Iturbe che si infila in velocità tra le maglie della difesa biancoceleste e davanti a Berisha non trema; conclusione angolata e pallone in fondo al sacco.

Reja non ci sta, sa che la Lazio deve vincere e getta nella mischia Klose al posto di Biglia. Al minuto 73 ripartenza travolgente di iturbe che arriva in velocità ai sedici metri e scarica per Toni che tira di piatto ma centra Berisha in uscita sbagliando così un calcio di rigore in movimento. All'80' ospiti ancora pericolosi su calcio d'angolo, stavolta il colpo di testa è di Albertazzi ma il pallone colpisce il palo e termina sul fondo.

All'82' cross di Halfredsson dalla sinistra, Radu lascia sfilare al limite dell'area piccola mettendo fuori causa anche Berisha che non trova il tempo dell'uscita, ne approfitta allora il neo entrato Romulo che a porta praticamente sguarnita apre il piattone e deposita in fondo al sacco. il goal mette alle corde la squadra di casa che all'ottantacinquesimo perde Lulic per rosso diretto. L hellas prova ad approfittarne per chiudere la partita con Toni che servito da uno scatenato Romulo stoppa destro e incrocia di sinistro, ma sulla sua conclusione è bravo ad opporsi Berisha. Al 91', a partita ormai chiusa, mauri cerca Klose in area di rigore, Albertazzi allarga il braccio, l'arbitro vede una trattenuta e assegna il rigore. Dagli undici metri parte Mauri, Rafael respinge e ancora il capitano bancoceleste ribadisce in rete.

Una buona Lazio per gran parte della gara pareggia contro un Verona capace di rialzarsi nei momenti più difficili della partita e soprattutto in grado di concretizzare i propri sforzi. Il verdetto del campo parla chiaro: per Verona e Lazio l'Europa ora è solo un miraggio..
by Nicolò Olia

09:24 | 03/05
Hellas Verona, Donadel: «Grazie Mandorlini, mi hai fatto rinascere»
Il centrocampista scaligero: « A Napoli mi davano per finito, ora mi sono rialzato»

DONADEL HELLAS VERONA SERIE A - Intervistato dai microfoni de 'La Gazzetta dello Sport', Marco Donadel, centrocampista dell'Hellas Verona, ha commentato il momento positivo che sta attraversando: «Per l'ambiente non ero più un calciatore, Mandorlini mi ha dato una possibilità e io l'ho sfruttata. A Napoli dicevano che non potevo più giocare: con Mazzarri e Bigon il rapporto è sempre stato buono, ma altri godevano a parlare male di me, sembrava fossi io il problema».

CHE RICORDI - Gli anni più belli risalgono ai tempi della Fiorentina, con Prandelli in panchina: «Sono stato 7 anni e mi sono trovato davvero bene. Ero in campo a Monaco, dove abbiamo subito quel furto clamoroso. E poi c'era Prandelli, un maestro: dà un'identità alla squadra e sa insegnare tanto. Ancora oggi dispensa consigli su come si stoppa la palla... E poi sa creare gruppi forti: Dainelli, Gobbi e Gilardino sono ancora miei amici».

CHE TIFO - Un ambiente positivo, proprio come quello di Verona. A partire da Mandorlini: «Il mister ha carattere e umiltà. Scendiamo in campo sempre con la sua voglia. Il tifo è spettacolare: è assordante, nonostante ci siano quaranta metri di pistra tra il campo e i tifosi. Iturbe? E' molto forte, alla sue età ho visto solo Jovetic con un talento simile. Futuro? Tornerò a Napoli, ma mi piacerebbe restare qui».
by Giovanni Maffeis

17:35 | 01/05
Lazio, lunedì si sfida il futuro?
Mandorlini potrebbe sostituire Reja in caso di mancato approdo in Europa League

SERIE A LAZIO REJA - Subentrato al tecnico svizzero Vladimir Petkovic il quattro gennaio scorso, Edoardo Reja alla guida della Lazio è alla caccia di un piazzamento Europa League, attualmente in bilico vista la concomitanza di tre squadre , biancocelesti, Hellas e Torino, al sesto posto; in caso di mancato raggiungimento di tale obiettivo, il tecnico di Gorizia potrebbe essere esonerato, nonostante la scadenza del contratto sia fissata 30 giugno 2015.

MANDORLINI IL POST-REJA? - Uno dei tanti nomi, come riportato da LaLaziosiamonoi.it, che circolano attorno all'orbita capitolina è quello di Andrea Mandorlini dell'Hellas Verona, formazione che lunedì affronterà la stessa Lazio in quello che è uno scontro diretto che varrà tantissimo in termini di classifica. In scadenza di contratto il prossimo 30 giugno, l'ex calciatore dell'Inter riveste alcuni dei caratteri che la dirigenza biancoceleste apprezza in qualità di tecnico.
by Massimo Balsamo

14:07 | 01/05
Verona, riscatto Romulo: poi però c'è il PSG...
Il giocatore verso il riscatto dalla Fiorentina, ma su di lui i parigini ed anche due tedesche

CALCIOMERCATO FIORENTINA VERONA ROMULO PSG - Il centrocampista dell'Hellas Verona Romulo è forse una delle rivelazioni di questo campionato, già di suo non molto fiorente in fatto di talenti. Il brasiliano è in realtà al momento un giocatore in parte della Fiorentina, ma tutto porta a pensare che gli scaligeri da qui alle prossime settimane lo riscatteranno esecitando il proprio diritto a farlo. Ci sarà mercato: Romulo piace al Paris Saint-Germain.

ROMEO E ROMULO - Il fatto è che, secondo "Sky Sport", Romulo potrebbe essere riscattato dal Verona proprio per poi essere ceduto ad un prezzo maggiorato al PSG, alla ricerca del centrocampista da qualche mese a questa parte: è un'ipotesi abbastanza verosimile. Tra l'altro Romulo non interessa solo ai parigini, ma anche a squadre tedesche come Schalke e Hoffenheim.
by Michele Ruotolo

FONTE: CalcioNews24.com


07.05.2014
Arbitro, pochi alibi «Quel fallo non c'è»
Mazzoleni massacrato dagli inviati dell'Olimpico Però Albertazzi «è ingenuo nell'allungare la mano»

Aveva ragione il Verona. Di dubbi ce n'erano pochi, diventati ancora meno la mattina dopo coi giornali in mano.
Mazzoleni la sufficienza non la vede mai. L'arbitro del rigore all'ultimo respiro è stato sonoramente bocciato. Quella mano di Albertazzi su Klose certo non era fallo. Mazzoleni è da 4 per «Il Messaggero», storico quotidiano di Roma, da 5 per Repubblica, Gazzetta dello Sport e Tuttosport, da 5.5 per il Corriere della Sera, che titola: «Tra Lazio e Verona un pareggio al veleno che allontana l'Europa».
Qualcuno è un po' più tenero: «Sul rigore vede male, perché il tocco di Albertazzi è veniale. Qualche pecca nella distribuzione dei cartellini», scrive la Gazzetta, che giudica Albertazzi «comunque ingenuo nell'allungare la mano».
Anche Tuttosport la pensa più o meno allo stesso modo.
Il 5 va a Mazzoleni perché «il rigore in pieno recupero appare alquanto generoso» e «la gestione della gara lascia a desiderare». E la moviola parla chiaro secondo la Gazzetta e Francesco Ceniti: «Mazzoleni vede una spinta di Albertazzi a Klose e concede il rigore per la Lazio. In realtà il contatto è minimo, quasi una “carezza”: errore dell'arbitro»

QUALCHE SPERANZA. Repubblica tiene ancora aperta al Verona la strada per l'Europa: «Il pareggio fa più comodo agli ospiti, che hanno un calendario migliore». Allargata a tutta la compagnia invece l'analisi della Gazzetta dello Sport, concentrata già nell'attacco del pezzo di Stefano Cieri: «Lazio e Verona pareggiano, esultano tutte le altre pretendenti all'Europa League. Che ora hanno due avversari in meno con cui fare i conti». Sul rigore Cieri è netto: «Se la Lazio ha poco da recriminare, perché dopo aver retto bene il confronto per un'ora, crolla letteralmente nell'ultima mezzora, il Verona giustamente non si dà pace. Perché dopo aver sprecato, con Toni, la palla del 4-2 subisce il 3-3 nel recupero per un rigore che non c'è».

RETROVIE DA RIVEDERE. Repubblica punta l'indice sulle due difese, partendo dalla Lazio: «Il sogno di sorpassare l'Inter di Hernanes, sabato al Meazza, è finito: troppo fragile in difesa - incredibile per Reja - per meritare l'Europa. Stesso difetto del Verona, peraltro: micidiale in avanti con Iturbe (stavolta Toni divora gol, addirittura tre), insicura e spesso in tilt nella propria area».
Del fatto che la Lazio non sia stata granché ne è convinto anche «Il Messaggero» e il 4 secco a Edy Reja: «La Lazio non gioca bene e soffre. Nel momento migliore, sul 2-1, ritarda troppo le sostituzioni». Anche la Gazzetta tocca lo stesso tasto: «Ancora una volta quella di Mandorlini si rivela squadra double face. Solida e imprevedibile quando propone gioco, inaffidabile in difesa».

MAGNIFICO ITU. Di tutt'altro tenore le pagelle a Iturbe, da 7,5 per Tuttosport: «Una furia: dopo una settimana senza allenamento, corre per tre, inventa, prende calci, colleziona cartellini gialli per gli avversari, segna un gol e dispensa assist. Perdere questo talento per la Serie A sarebbe un vero peccato». Il voto è lo stesso anche per la Gazzetta dello Sport: «Era in dubbio, altro che. Un gol e mille accelerazioni. Vale davvero quel che Real Madrid e Roma si dice siano disposte a pagare».
A.D.P.

06.05.2014
Lazio-Hellas, Tosi a Braschi: «Penalizzati dall’arbitro»
Tifoso gialloblù, sponda Hellas, da sempre il sindaco di Verona Flavio Tosi ritiene che ieri sera in occasione del 3-3 tra Lazio e la squadra scaligera, questa sia stata «palesemente penalizzata» dagli errori dell’arbitro. Tosi lo ha indicato in una lettera inviata oggi al designatore degli arbitri Stefano Braschi. La direzione della gara da parte di Mazzoleni da Bergamo, per Tosi ha danneggiato il Verona «determinandone la possibile esclusione dal ranking finale delle squadre che saranno ammesse alla Europa League 2014-2015».

Come in un’interrogazione politica, Tosi chiede a Braschi «in base a quali criteri sia stato designato Mazzoleni per dirigere un incontro di cartello di tale delicatezza ed importanza, tenuto conto che il medesimo già in precedenza era incappato in arbitraggi particolarmente negativi ai danni della squadra come nel caso Verona-Roma, e che erano stati unanimemente evidenziati come negativi dalla totalità dei quotidiani sportivi, così come d’altronde la direzione di gara del match disputatosi ieri sera». Il sindaco di Verona sottolinea infine che «tali evidenti e grossolani errori hanno penalizzato in modo grave l’Hellas Verona danneggiando, con delle gravi sviste, l’eccellente percorso sportivo sin qui compiuto dal sodalizio scaligero».

06.05.2014
Hellas, sogno finito Un fischio sbagliato ci proibisce l'Europa
Sul 3-2, a partita pressoché finita, l'arbitro Mazzoleni decreta il rigore che Rafael respinge a Mauri e che lo stesso capitano ribatte per il 3-3

Luca Mantovani
ROMA
Hanno ucciso i sogni dell'Hellas e del popolo gialloblù. Un “omicidio” calcistico, s'intende. Ma come? Una “matricola” vuole arrivare in Europa così presto? No, così non va. Serviva un killer in guanti bianchi e giacchetta nera, ops gialla... E allora, ecco Paolo Silvio Mazzoleni di Bergamo, l'arbitro che al Bentegodi aveva regalato un rigore a Totti e chiuso la sfida tra Verona e Roma. L'uomo giusto al posto giusto. Gialloblù in vantaggio all'Olimpico, Lazio in affanno, senza uno straccio di idea, senza forza, senza nemmeno la voglia di attaccare. In dieci contro undici, i biancazzurri non vedono l'ora di andare sotto la doccia a smaltire la delusione. Palla in mezzo dalla trequarti, non ci arriverebbe nessuno, Rafael controlla senza problemi.

In area ci sono Marques, Albertazzi e Klose, c'è un contatto, ce ne sono mille in una partita di calcio. Calvarese, l'arbitro addizionale è lì, a pochi passi, non si muove nemmeno. Si sente un fischio, Mazzoleni indica il dischetto e mostra il rosso al difensore gialloblù. Incredibile. Non servono le proteste del Verona, arbitro irremovibile. Sul dischetto Mauri, botta di sinistro, Rafael respinge, la palla resta lì, il capitano biancazzurro mette dentro. Finisce tre a tre, un punto a testa e le altre scappano via. Addio sogni di gloria. Con rabbia, con sofferenza, con le lacrime agli occhi.

Si parte e Toni va subito vicino al gol. Hallfredsson ruba palla a Biava e Biglia, assist perfetto, il bomber tocca con la punta a Berisha battuto. Fuori di un niente ma si capisce che c'è qualcosa che non va nel bomber campione del mondo. Ci sta, anche lui è “umano”. Il Verona gioca, la Lazio passa in vantaggio. Contropiede ben orchestrato da Mauri e Candreva, traversone basso, sul secondo palo spunta Keita, tutto solo, gran botta palla in rete. Quasi immediata la replica del Verona. Il vichingo difende palla al limite, tocco per Marquinho, il brasiliano prende la mira e batte Berisha. Uno a uno, palla al centro.

Nella ripresa, per un po', solo le accelerazioni di Iturbe regalano qualche brivido ai “butei” che hanno seguito il Verona nella trasferta di Roma. In un clima quasi surreale la truppa di Reja va ancora in vantaggio con Lulic che sfrutta un'indecisione di Marques al limite dell'area e batte Rafael da due passi. Il pugno in faccia non manda ko i ragazzi in gialloblù, Mandorlini capisce che si può ribaltare il risultato. Fuori Donadel e Marquinho, dentro Romulo e Cirigliano. Passano pochi minuti e Sala fa volare Iturbe con un assist al bacio, l'argentino salta tutti in velocità e non perdona Berisha. Due a due, si riparte ma c'è solo una squadra in campo. Il gol è nell'aria, basta solo aggiustare la mira.

Il sorpasso porta la firma di Romulo ma Cirigliano, Gomez e Hallfredsson partecipano alla costruzione di una manovra che taglia a fette la difesa di Reja. Traversone basso dalla sinistra, sul secondo palo spunta il brasiliano che prima segna e poi corre ad abbracciare mister Mandorlini, l'uomo che l'ha rilanciato nel calcio italiano. Che bello, l'Hellas rincorre ancora l'Europa. Allora le favole esistono... No, cari miei, è il momento di svegliarsi, di guardare in faccia la realtà, di fare i conti con il signor Mazzoleni, quello che regala i rigori e ammazza i sogni.

06.05.2014
«Quel rigore? Un episodio inesistente»
Mandorlini molto critico sulla decisione dell'arbitro che ha permesso alla Lazio di pareggiare nel finale «Noi avremo fatto i nostri errori, ma Mazzoleni...»

Francesco Arioli
ROMA
L'Olimpico laziale si rianima all'ultimo minuto ma il pareggio di Stefano Mauri, sullo strano rigore decretato contro Albertazzi, non serve a nessuno. Neppure ai biancazzurri di Reja, a lungo prigionieri del Verona champagne di Mandorlini.
L'allenatore gialloblù lascia il campo - dopo averne raccontate quattro sia all'arbitro che allo stesso Reja - con la faccia scura, il magone alla gola, la bile che tracima.
L'ultima Eurochance stinge presumibilmente su quel fischio storto, su un paio di palloni sprecati in contropiede, sul rimpianto di essere stati a tanto così dall'ennesima impresa lontano da casa potendo invece stringere, alla fine, un punticino ingiusto: «L'adrenalina è sfumata», racconta un'ora dopo la fine. «A bocce ferme si è anche più cauti nelle valutazioni. Comunque siamo contenti della partita ma dispiaciuti del risultato, maturato su un episodio inesistente. Credo che questo sia il peccato: la partita tra due squadre che si giocavano un obiettivo così importante si è decisa su un episodio molto molto molto molto molto... dubbio», e l'avverbio si ripete cinque volte, quasi una cantilena.

«Io penso che i rigori», prosegue il tecnico dell'Hellas, «debbano essere dati in qualsiasi momento della partita, alle fine, nel recupero... Però quel rigore deve essere certo. Stavolta non è andata così. Dispiace, lo accettiamo. Rimane l'amarezza ma anche la convinzione di aver fatto molto meglio della Lazio e di aver perso due punti».
Un cronista romano fa notare che il Verona ha avuto comunque la palla buona per chiuderla, al di là delle interpretazioni dell'arbitro: «Sarà anche vero», replica Mandorlini, «ma le partite neppure si possono riaprire su situazioni del genere...».
E ancora: «Noi eravamo in vantaggio, forse qualche errore l'abbiamo commesso e ci sta anche, in una gara tirata così come è stata... Ma l'obiettivo era in pugno. Diciamo che noi abbiamo fatto i nostri errori come li ha fatti il signor Mazzoleni. E la partita è finita in parità».

Il rewind si ferma sul finale a nervi tesi. Sull'articolato battibecco a centrocampo, sul vivace scambio di opinioni tra i due allenatori: «Ma non c'è stato nessun litigio», sorride Mandorlini.
«Io e Edy ci siamo ritrovati lì, io parlavo del rigore e lui parlava del gol annullato a Biglia nel primo tempo. Che però non è stato davvero annullato perché quando il giocatore calcia in porta Mazzoleni aveva già fischiato e la partita era già ferma... Ma attenzione: non siamo mai arrivati alle offese, eravamo un po' carichi ma ci sta. Io parlo di una stagione bellissima da parte nostra, ci credevamo, eravamo venuti qui a fare la nostra partita, rimontando due volte fino ad arrivare al 3-2... Era difficile fare di più. E ripeto: credo che il pareggio finale non sia stato merito della Lazio».

Quindi una battuta sui cambi effettuati nella ripresa: «C'erano ragioni tattiche, è vero. Come è vero che un po' avevamo speso», spiega.
«Vedevo che penetravamo, che loro erano molto larghi e abbiamo avuto le nostre occasioni... Peccato che abbiamo gestito male alcune situazioni di gioco però», insiste ancora il tecnico, «non l'ha riaperta la Lazio questa partita. L'ha riaperta e chiusa un interprete importante che non gioca in nessuna delle due squadre».

Impacchettate le cose di campo, resta la proiezione sul finale di stagione e su un traguardo che, a questo punto, rischia di essere ormai sfumato: «Sognare ancora l'Europa non costa nulla, staremo in ballo fino alla fine. Mancano due partite», riflette Mandorlini, «credo che le probabilità di qualificazione per noi come per la Lazio si siano ridotte tantissimo, ci sono ancora degli scontri diretti ma - lo ricordavo anche ai ragazzi - sono troppe le squadre davanti. E' molto difficile che si fermino tutte. Peccato», ricomincia lui, «perché anche qui avevamo fatto la nostra partita e avremmo meritato di arrivare a 55 punti. La rabbia? Normale: vedevo che la Lazio faceva fatica, copriva poco il campo e i nostri cambi si erano rivelati preziosi. Li avevamo sorpresi e avevamo avuto ragione nel creare tanto davanti alla porta. Poi ci sta la frenesia, qualche peccato di gioventù, il fatto di esagerare in certi frangenti di gioco. Ma la mia è una squadra che ha dato talmente tanto e fa male constatare come le nostre speranze si siano esaurite non su una giocata avversaria ma su una decisione dubbia, discutibile, ingiusta».

05.05.2014
Hellas spettacolo tradita da un rigore
ROMA. Un pareggio rocambolesco che non serve a nessuno in chiave Europa League tra Lazio e Verona. I padroni di casa passano in vantaggio dopo mezzora grazie ad un’azione di rimessa fatta partire da Mauri, confezionata da Candreva e finalizzata da Keita. Non passano nemmeno 5 minuti e il Verona pareggia: ottimo anticipo di Halfredsson su Biglia e palla a Marquinho, il quale di destro dal limite dell’area manda la palla alle spalle di Berisha. Lulic riporta in vantaggio la Lazio, ma la gioia dura poco perchè i veneti con un uno-due Iturbe-Romulo si portano in vantaggio. Nei minuti di recupero Mazzoleni concede un penalty per un fallo in area di Albertazzi su Klose. Se ne incarica Mauri, Rafael para, ma il capitano laziale mette a segno il tap in vincente.

FONTE: LArena.it


Sogliano: "Ci hanno portato via un sogno" / VIDEO
Postata il 05/05/2014 alle ore 23:00
ROMA - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista a Sean Sogliano. Ecco le dichiarazioni del direttore sportivo gialloblù, rilasciate al termine della sfida contro la Lazio (3-3), 36a giornata del campionato Serie A TIM: "Smettere di sognare per episodi come il rigore assegnato alla Lazio ci fa rimanere male. Siamo dispiaciuti ed incazzati, abbiamo fatto una grande partita ma evidentemente le favole in Italia devono durare poco. Torneremo a lottare per la classifica che più ci compete, così non daremo fastidio a nessuno. Sul campo abbiamo dimostrato di meritare la vittoria, nel calcio ci sta tutto ma un rigore così ci fa rimanere veramente male. L'arbitro di linea non ha detto nulla, ha deciso Mazzoleni, sfortunato quando ci incontra visto che anche contro la Roma ha assegnato agli avversari un rigore che non c'era. Con Iturbe i calciatori della Lazio hanno fatto un gioco al massacro per tutta la partita, mentre lui è stato ammonito per una scivolata e non ci sarà contro l'Udinese. Una vittoria contro la Lazio ci avrebbe fatto sognare, ora è tutto più difficile perché in lizza per L'Europa League ci sono squadre che stanno andando forte. Noi facciamo riunioni con gli arbitri per avere più collaborazione e alla fine non riceviamo nemmeno delle spiegazioni, ci sentiamo come se ci avessero tolto qualcosa, in una partita importante con due grandi squadre questo rigore non sarebbe mai stato fischiato. Oggi andiamo a casa con tanto rammarico. La fine del sogno Europa League? Ora è tutto più difficile, ci prepariamo per fare una grande gara contro l'Udinese. Iturbe? Lo riscatteremo, dal 1 luglio sarà un calciatore dell'Hellas Verona. Poi il mercato è lungo e decideremo cosa fare".
Ufficio Stampa

Mandorlini: "Rigore assurdo, pensiamo positivo" / VIDEO
Postata il 05/05/2014 alle ore 22:55
ROMA - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista ad Andrea Mandorlini. Ecco le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, rilasciate al termine della sfida contro la Lazio (3-3), 36a giornata del campionato Serie A TIM: "Il rigore assegnato alla Lazio? Un episodio molto dubbio, alla fine Mazzoleni ha optato per assegnare il calcio di rigore anche se lo stesso Klose era sorpreso. Non è finita, ma la nostra percentuale di arrivare in Europa League è scesa di molto. Siamo dispiaciuti perché non meritavamo il pareggio, una partita importante è stata rovinata da un episodio e questo ci fa male. Calvarese ha detto che non era rigore, ma ormai la partita è finita e l'arbitro ha deciso diversamente. Io amareggiato? Quello che abbiamo subito è davanti agli occhi di tutti, la squadra avrebbe ampiamente meritato di vincere. Siamo andati sotto nel punteggio, abbiamo rimontato, siamo andati in vantaggio strameritatamente e alla fine tutto è stato determinato da un singolo episodio. Non siamo contenti per quello che è stato lo svolgimento della partita, oggi l'arbitro ha fatto un errore clamoroso. Cosa è successo con Reja? A fine gara è venuto verso di me dicendo che il gol annullato a Biglia nel primo tempo era buono, ma il direttore di gara aveva già fermato il gioco. Eravamo tutti agitati, il nostro obiettivo era vicino e vederlo sfuggire così fa male, ma con Reja non c'è alcun problema. Noi contro i poteri forti? Con Mazzoleni non siamo stati fortunati. Contro la Roma, al ritorno, ha chiuso la partita assegnando un rigore dubbio ai nostri avversari. Contro la Lazio ha determinato un sogno che avremmo meritato tutti. Gli errori ci stanno, oggi abbiamo dovuto subirli noi ma alla fine tutto torna. Toni? E' stato immenso, come tutta la squadra. Il traguardo Europa League? Può succedere di tutto, ora noi dobbiamo recuperare tante energie nervose e giocare contro l'Udinese. Pensiamo solo a vincere".
Ufficio Stampa

Serie A: il rigore non c'è, che delusione
Postata il 05/05/2014 alle ore 19:00
ROMA - La partita perfetta, non fosse per il generoso rigore concesso alla Lazio nei minuti di recupero, che compromette i sogni dei gialloblù. Un vero peccato, perché il resto della partita era stato bello e ricco di emozioni, col Verona meritatamente in vantaggio per effetto delle marcature di Marquinho, Iturbe e Romulo. Hellas che ora non deve scoraggiarsi ma raccogliere le energie per dare tutto nelle due giornate che restano.

LAZIO-HELLAS VERONA 3-3
Marcatori: 30' pt Keita, 37' pt Marquinho, 15' st Lulic, 24' st Iturbe, 39' st Romulo, 48' st Mauri.

Primo tempo
1' Partiti
2' Tiro-cross di Candreva che impegna Rafael
13' Hallfredsson ruba palla sulla trequarti e serve benissimo Toni che incredibilmente manda fuori
22' Iturbe riceve palla sulla trequarti e prova il tiro: fuori
26' Secco tiro di Keita da fuori area, Rafael blocca
30' GOL In contropiede Candreva mette in mezzo per Keita che tutto solo non sbaglia
37' GOL Bellissima rasoiata di Marquinho che la mette dove Berisha non può arrivare
41' Lungo batti e ribatti nell'area gialloblù, la Lazio non ne approfitta
45' Termina qui il primo tempo

Secondo tempo
1' Partiti
4' Keita mette in mezzo dalla sinistra, Mauri ci arriva ma Moras spazza
11' Moras di testa su calcio d'angolo manda a lato di un nulla
15' GOL Una fortunosa serie di rimpalli mette Lulic davanti a Rafael, che non sbaglia
23' Mina di Hallfredsson da fuori, Berisha para ma non trattiene
24' GOL Contropiede micidiale del Verona con Sala che serve Iturbe che incrocia alla perfezione
29' Toni, ben servito da Iturbe, si mangia un gol che sembrava già fatto
36' Palo clamoroso di Albertazzi su calcio d'angolo
39' GOL Traversone velenoso di Hallfredsson che inganna la difesa della Lazio e permette a Romulo di segnare
44' Berisha para ancora un tiro a botta sicura di Toni
48' Rigore molto dubbio fischiato a favore della Lazio, Rafael para la conclusione di Mauri ma lo stesso capitano della Lazio va sulla ribattuta e segna
49' Termina qui la partita

LAZIO (4-3-3): Berisha; Konko, Biava, Cana (dal 37' st Gonzalez), Radu; Biglia (dal 28' st Klose), Ledesma, Lulic; Candreva (dal 36' st Anderson), Mauri, Keita.
A disposizione: Strakosha, Guerrieri, Ciani, Dias, Pereirinha, Kakuta, Onazi, Perea.
All.: Reja.

HELLAS VERONA (4-3-3): Rafael; Pillud, Moras, Marques, Albertazzi; Sala (dal 36' Gomez Taleb), Donadel (dal 21' st Cirigliano), Hallfredsson; Iturbe, Toni, Marquinho (dal 21' st Romulo).
A disposizione: Nicolas, Borra, Cacia, Donsah, Rabusic, Gonzalez, Cacciatore, Agostini.
All.: Mandorlini.

Arbitro: Mazzoleni di Bergamo.
Assistenti: Ghiandai e Di Fiore.

NOTE. Espulsi: Lulic al 41' st per gioco scorretto, Albertazzi al 47' st per somma di ammonizioni. Ammoniti: Radu, Iturbe, Albertazzi, Donadel, Marquinho, Rafael, Hallfredsson.
Ufficio Stampa

Primavera / Pavanel: "E' stata una bella stagione"
Postata il 03/05/2014 alle ore 13:29
LANCIANO (Chieti) - Ecco le dichiarazioni dell'allenatore della Primavera gialloblù, Massimo Pavanel, rilasciate al termine della sfida contro il Lanciano (3-1): "Sono veramente arrabbiato, torneremo subito in campo lunedì. Ho visto in alcuni dei miei calciatori l'atteggiamento che avevano a inizio anno. Molto negativo, nei confronti degli arbitri e degli avversari. Al di là degli episodi, sta di fatto che abbiamo perso la partita. Anche se il campionato è finito non mi importa, abbiamo ancora un mese di stagione da passare assieme, al massimo dell'intensità, per far capire a tutti come vanno fatte le cose. Gli episodi di una partita vanno a tuo sfavore se cominci a litigare e non dare il massimo. Sono veramente deluso, ma le occasioni le abbiamo avute. Se vogliamo formare dei calciatori dobbiamo prima di tutto formare degli uomini, e oggi non siamo stati uomini. E' comunque stata una stagione importante, che poteva finire meglio. Oggi per tanti motivi poteva essere una gara a trabocchetto, ma dovevamo interpretarla in modo diverso. Perdere ci sta, ma non così".
Ufficio Stampa

Primavera: tris Lanciano, gialloblù ko
Postata il 03/05/2014 alle ore 11:30
LANCIANO - Termina il campionato esaltante della Primavera gialloblù. Contro il Lanciano, la squadra allenata da Massimo Pavanel perde 3-1 nonostante un primo tempo giocato alla grande (un palo ed una traversa colpiti da Gatto) ma terminato sul 2-0 per i padroni di casa. Nella ripresa i nostri gialloblù provano a reagire, ma Gentile chiude definitivamente l'incontro al 9', con un tiro dal limite dell'area. Alba rimette in gioco il Verona con un gran diagonale, ma il risultato non cambia.

LANCIANO-HELLAS VERONA 3-1
Marcatori: 38' pt Carpineta, 41' pt Sablone, 9' st Gentile, 17' st Alba.

Primo tempo
1' Partiti
7' Sall pericoloso dal limite, palla alta
9' Fioretti svetta su corner di Degrassi, palla a lato di un soffio
19' Alba pericolosissimo di testa, palla sopra la traversa
23' Traversa del Verona! Splendido lancio in profondità di Alba per Gatto che prova a beffare Terbeshi con un pallonetto. Palla sulla traversa
28' Ancora Gatto! Lancio di Boateng, scatto sul filo del fuorigioco dell'attaccante gialloblù e palla sul palo esterno
34' Fares pericoloso con un potente tiro di sinistro, ma la palla termina sull'esterno della rete
38' GOL Calcio di rigore per il Lanciano. Batte Fioretti, la palla sbatte sul palo ma Carpineta insacca sulla ribattuta
41' GOL Sponda di Fioretti per Sablone che dal limite dell'area non lascia scampo a Borra
46' Termina qui il primo tempo

Secondo tempo
1' Partiti
7' Gentile dal limite, palla deviata in corner da Borra
8' Diagonale velenoso di Gentile, palla a lato di un soffio
9' GOL Trova il gol Gentile, che fredda Borra con un tiro da limite dell'area
17' GOL Zaccagni serve Alba, che prende la mira e con il destro batte Terbeshi
32' Il cross di Ballarini si trasforma il un tiro, palla alta
41' Calcio di punizione battuto da Zaccagni, Fares di poco non arriva sul palla
49' Tiro di Zaccagni alto sopra la traversa
49' Termina qui la partita

LANCIANO (4-3-3): Terbeshi; Giancristofaro, Bei, Sorrentino, Degrassi; Carpineta, Cataldi, Gentile (dal 33' st Verna); Sablone (dal 44' st Colella), Fioretti, Difino (dal 36' st Serafini).
A disposizione: Elezaj, Caruso, Raho, Alessandroni, Cericola, Di Renzo.
All.: Alfieri.

HELLAS VERONA (4-3-3): Borra; Ballarini, Boni, Boateng, Manolache (dall'11' st Tentardini); Salifù (dal 39' st Formigoni), Sall (dall'11' st Speri), Zaccagni; Alba, Gatto, Fares.
A disposizione: Nervo, Rossi, Menolli, Crisci, Cortese, Birlea, Ronconi.
All.: Pavanel.

Arbirtro: Mancini di Fermo,
Assistenti: D'Alberto e Costantini.
NOTE. Ammonito: Colella.
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it



[OFFTOPIC] +   -   =
COPPA ITALIA, Pessimo spot per il calcio italiano superato nel ranking UEFA anche dal Portogallo all'Olimpico di Roma che ospita la finale della coppa di Lega tra NAPOLI e FIORENTINA succede un po' di tutto: 4 tifosi partenopei feriti da colpi di pistola (uno è molto grave), la gara viene rimandata di quasi un'ora a causa delle intemperanze degli ultrà che tirano in campo di tutto e vogliono impedire lo svolgersi della partita, l'inno d'Italia fischiato senza pietà, i tifosi viola che cantano 'Vesuvio lavali col fuoco' e infine il capo ultrà (con una maglietta solidale verso il tizio arrestato a Catania nell'ambito dell'omicidio del commissario Raciti) napoletano che parlamente con HAMSIK e si fa 'convincere'... Si può giocare! Accade solo in Italia: Per la cronaca finisce 3 a 1 per il team di BENITEZ...

NBA PLAYOFF: Niente da fare per Dallas disintegrata in gara 7 dagli SPURS! I MAVERICKS si devono inchinare, ora San Antonio incontrerà i TRAIL BLAZERS...

MOTOGP: Non ce n'è per nessuno! MARQUEZ infila il poker a Jerez... Ma Vale ROSSI arriva secondo davanti a PEDROSA

CHAMPIONS LEAGUE: Remuntada inglese per l'ATLETICO che dopo essere andato sotto tira fuori il carattere e ne rifila 3 a i 'Blues'! 'El Cholo' SIMEONE ringrazia le mamme dei suoi giocatori, finale inedita tra due squadre della stessa città con un derby che deciderà la regina d'Europa!

'USCITE A PIEDI UNITI' DALL'INGHILTERRA: Il tabloid inglese Guardian va giù duro Il NAPOLI è club di una roccaforte della mafia

EUROPA LEAGUE: Niente da fare per la JUVE che non riesce a trovare il gol contro i portoghesi, BENFICA in finale! E CONTE se la prende con l'arbitro... L'altra semifinalista sarà il SIVIGLIA, non è bastata la rimonta del VALENCIA...

SPURS ESAGERATI, DISTRUTTA DALLAS IN GARA 7.
ORA PER SAN ANTONIO CI SONO I TRAIL BLAZERS

Lunedì 5 Maggio 2014
SAN ANTONIO - Spurs show nell'attesissima gara-7 contro Dallas che apriva le porte delle semifinali di conference. Un dominio totale, assoluto quello di San Antonio che con i suoi tre big, Parker, Duncan e Ginobili ha asfaltato un pur straordinaria Dallas.

La chiave è stata la difesa, strepitosa per intensità, che non si era vista nelle gare precedenti. La partita è durata poco, gli Spurs sono andati subito su e hanno preso vantaggio già nel primo quarto. Per poi allungare gradatamente e chiudere i giochi già a metà del terzo quarto. Tony Parker con le sue penetrazioni ha distrutto la difesa di Dallas, in coppia con Ginobili.

I Mavs hanno fatto di tutto per restare aggrappati a un match che si era messo subito male. Dirk Nowitzki è stato l'ultimo ad arrendersi. Serata con poco utilizzo per Marco Belinelli, che ha dato il cambio a Leonard per una manciata di minuti e poi ha giocato, segnando 5 punti, gli ultimi scampoli di gara quando ormai il vantaggio era enorme. Nell'altra sfida, vittoria al fotofinish per i Nets grazie ad una stoppata di Paul Pierce che ha bloccato il tiro di Lowry, il fromboliere dei Raptors.

IL MILAN HA VINTO IL DERBY DELLA MADONNINA, GOL DECISIVO DI DE JONG
Domenica 4 Maggio 2014
MILANO - Questo Derby di Milano non verrà ricordato certamente per lo spettacolo sul rettangolo di gioco. Ma basta un gol di De Jong per far conquistare 3 punti preziosi in chiave europea al Milan, ai danni di un'Inter mai pericolosa.
Poca intensità, scarse giocate di qualità, tanti errori e molta approssimazione. Il Milan va a 54 punti - a una sola lunghezza dal sesto posto - e a tre dall'Inter, quinta in classifica. Per Seedorf sesta vittoria nelle ultime sette partite. Molta attesa per il derby di Milano che si apre nel ricordo di Federico Aldrovandi capace di mettere d'accordo entrambe le curve. La Sud accusa il sindacato di polizia (Sap) che al proprio congresso ha applaudito gli agenti condannati per la morte del giovane ferrarese.

Solidarietà alla mamma, 'Vergogna' scritto in rossonero, striscioni ('L'avete ucciso due voltè e 'Sindacati assassini protetti'), poi gli applausi dei tifosi milanisti e interisti. Un derby diverso dal solito, con meno lustro rispetto al passato: non si lotta per lo scudetto (assegnato con tre giornate d'anticipo alla Juventus) ma per un posticino in Europa League, obiettivo che rispecchia l'altalenante rendimento delle squadre di Milano.

Per Seedorf potrebbe essere l'ultimo, Galliani non si sbilancia ma l'allenatore olandese sembra destinato a un addio quasi ineluttabile. Mazzarri incamera invece la conferma di Thohir ma i conti si faranno alla fine. La partita non entusiasma. Al contrario, il primo tempo è quasi di studio per le due compagini con il Milan che colpisce una traversa con Kakà.

Seedorf schiera un centrocampo a rombo e due punte (Kakà-Balotelli), consapevole di doversi giocare il tutto per tutto. Mazzarri cambia poco o nulla, conferma Ranocchia e schiera Jonathan titolare. In avanti l'inossidabile Palacio viene affiancato da Icardi, opaco e contratto. Poche emozioni nel primo tempo con l'Inter che costruisce la prima occasione: al 19' Nagatomo salta De Sciglio e piazza un cross radente per Palacio, anticipato però da Abbiati.

Si muove bene Taarabt che offre una splendida palla per De Sciglio il quale trova solo l'esterno della rete. Al 27' ci prova Balotelli da fuori, un minuto dopo Kakà non sorprende Handanovic. Il brasiliano cresce e al 37' colpisce la traversa sfruttando un ottimo lancio di De Jong. Meglio il Milan nel finale del primo tempo con un'altra conclusione di Kakà che cerca il destro a giro e ancora un colpo di controbalzo di sinistro al limite dell'impossibile.

Niente recupero per un primo tempo non irresistibile caratterizzato ancora una volta da cori anti-napoletani, fischi e ululati contro Balotelli. Anche nella ripresa, il Milan fa la partita, cerca la vittoria e attacca l'area avversaria: dopo un'ottima occasione per Mexes, al 20' la svolta. Punizione di Balotelli e colpo di testa vincente di De Jong, lasciato solo dalla difesa nerazzurra. L'Inter reagisce in maniera blanda con Palacio sul quale salva De Jong, mattatore di un derby dove lo spettacolo è mancato. Mazzarri cerca di cambiare la faccia alla partita mettendo in campo Guarin al posto di Cambiasso, Alvarez per Jonathan e Milito per Icardi.

Seedorf sostituisce Kakà con Pazzini che devia in rete un radente di Balotelli ma l'arbitro fischia il fuorigioco. Il derby si avvia verso la fine con pochi brividi a parte l'invasione di campo di un tifoso solitario. Un tiro fuori misura di Alvarez e un altrettanto impreciso colpo di testa di Milito chiudono una partita da dimenticare. Galliani esulta al termine dei quattro minuti di recupero. Seedorf è contento anche se la sua vicenda rischia di essere singolare. Buoni risultati e vittorie, il possibile aggancio all'Europa sembrano non bastare e la sua panchina resta incredibilmente in bilico.

INVASIONE PACIFICA Fuori programma a San Siro al 31' del secondo tempo durante il derby tra Milan-Inter con i rossoneri in vantaggio 1-0. La partita è stata fermata per qualche attimo dall'ingresso in campo di un tifoso con una bandiera rossonera in mano. Il supporter ha raggiunto alcuni giocatori a centrocampo, tra cui l'autore del gol De Jong, ma è stato subito fermato dagli steward e dalle forze dell'ordine e portato via.

IL TABELLINO
Milan (4-2-3-1): Abbiati 6; De Sciglio 5,5, Rami 6, Mexes 6,5, Constant 6,5 (40' st Abate sv); De Jong 7, Montolivo 6; Poli 6 (27' st Muntari 6), Kakà 6,5 (31' st Pazzini 6), Taarabt 6; Balotelli 6,5. (1 Amelia, 59 Gabriel, 25 Bonera, 17 Zapata, 28 Emanuelson, 81 Zaccardo, 15 Essien, 10 Honda, 7 Robinho, 92 El Shaarawy). All.: Seedorf 6,5.

Inter (3-5-2): Handanovic 6; Ranocchia 6, Samuel 5,5, Rolando 6; Jonathan 6 (33' st Alvarez 5,5), Hernanes 5, Cambiasso 5 (25' st Guarin 5,5), Kovacic 5,5, Nagatomo 5; Palacio 6, Icardi 5 (37' st Milito). (30 Carrizo, 12 Castellazzi, 14 Campagnaro, 6 Andreolli, 4 Zanetti, 33 D'Ambrosio, 17 Kuzmanovic, 21 Taider, 20 Botta). All.: Mazzarri 5,5. Arbitro: Bergonzi di Genova 5,5. Reti: 20' st De Jong. Ammoniti: Mexes, Cambiasso, Samuel, De Jong per gioco falloso, Ranocchia, Abbiati per gioco non regolamentare. Angoli: 5-5. Recupero: 0' e 4'. Spettatori: 73.855 spettatori per un incasso di 2.804.983,64 euro. ** I GOL - 20' st: calcio di punizione di Balotelli dalla destra e colpo di testa vincente di De Jong.

IL CAPO-ULTRÀ DEL NAPOLI INDOSSA LA MAGLIETTA
PER L'ASSASSINO DI FILIPPO RACITI

Sabato 3 Maggio 2014
ROMA - Doveva essere una festa, Fiorentina-Napoli è stata un'altra pagina di calcio-follia. La finale di coppa Italia si è trasformata in una serata surreale, macchiata dal sangue degli incidenti che hanno caratterizzato il prepartita con una decina di tifosi partenopei feriti di cui uno, in gravi condizioni, ferito da un colpo di pistola.

Ancora una volta, a dettare i tempi del calcio, non è lo sport ma gli ultrà: il via libera a scendere in campo, è infatti arrivato dopo l'ok' dei tifosi. Uno in particolare: Gennaro De Tommaso, detto 'A carognà, capo della curva 'A' del Napoli: è lui che a cavalcioni sulle grate divisorie, maglietta nera con scritta 'Speziale libero' (riferimento all'ultrà del Catania che sta scontando otto anni per l'omicidio dell'ispettore di polizia Filippo Raciti avvenuto il 2 febbraio del 2007 durante i disordini nel derby di Catania) 'media' con dirigenti e forze dell'ordine.

«La partita si gioca ma i tifosi delle rispettive squadre rimarranno in silenzio» l'accordo raggiunto dalle due tifoserie di Napoli e Fiorentina allo stadio Olimpico e comunicato dall'ultrà. Poi i fischi all'inno di Mameli e il tormentato calcio di inizio. Uno spettacolo al contrario, uno show in negativo, un film già visto: al derby di Roma nel 2007 con la falsa notizia del bimbo morto, nel 2010 a Marassi con Ivan il terribile a dettare legge durante Italia-Serbia. «Sto andando all'Olimpico per premiare Fiorentina-Napoli. Scontri con feriti gravi. Questi non sono tifosi ma solo delinquenti!». Aveva twittato il presidente del Senato, Pietro Grasso, sugli incidenti che si sono verificati a Roma prima dell'inizio della finale. «Una partita di calcio non si può trasformare in una guerra tra bande con episodi di violenza - ha poi aggiunto - Siamo qui per vedere uno spettacolo, per gioire in maniera sportiva e questo deve essere lo scopo di queste manifestazioni. Qualsiasi altra cosa è fuori dallo sport, fuori da qualsiasi comprensione. Indigna che ci siano ancora questi fatti». In campo senza la follia si sarebbero viste due squadre, il bel gioco, un vincitore e uno sconfitto. Ma così hanno di nuovo perso tutti.

NAPOLI-FIORENTINA, I TIFOSI VIOLA: "VESUVIO LAVALI
COL FUOCO". TENSIONE IN TRIBUNA ALL'OLIMPICO

Sabato 3 Maggio 2014
«Lavali col fuoco, o Vesuvio lavali col fuoco». È il coro intonato al 27' del primo tempo della finale di Coppa Italia, dalla curva Sud dell'Olimpico di Roma, occupata dai supporter della Fiorentina, nel match in corso con il Napoli.

Un po di tensione nella tribuna Monte Mario dello stadio Olimpico, dopo il raddoppio del partenopeo Lorenzo Insigne. Nel settore dell'impianto capitolino destinato ai supporter della Fiorentina in questa finale di Coppa Italia, sono infatti presenti diversi supporter del Napoli. Qualcuno di questi è stato allontanato dagli steward.

IL NAPOLI ALZA LA COPPA ITALIA: 3-1 AI VIOLA.
I TIFOSI AZZURRI INVADONO IL CAMPO

Sabato 3 Maggio 2014
ROMA - Finale di Coppa Italia vincente per il Napoli nonostante gli scontri precedenti al match.
Benitez si conferma re di coppe, ma il trofeo conquistato dal Napoli, che ha battuto la Fiorentina 3-1, (doppietta del napoletano Insigne e Mertens nel finale, con Vargas che ha accorciato le distanze nel primo tempo) in una finale condizionata dagli incidenti del prepartita con un tifoso napoletano gravemente ferito e cominciata dopo 45 minuti dopo che gli ultrà partenopei avevano insistito perchè non si giocasse, ha un sapore diverso, sicuramente amaro. Eppure in campo (dopo gli odiosi fischi all'inno di Mameli) lo spettacolo non è mancato. Fiorentina e Napoli hanno dato vita ad una gara avvincente, spettacolare, in bilico fino a quasi l'ultimo minuto, quando Mertens, ha segnato il gol del 3-1 che ha chiuso definitivamente i giochi.

Benitez schiera dal primo minuto Higuain reduce da un infortunio alla tibia, Montella deve fare i conti con l'assenza di attaccanti di ruolo, leit motiv di questa stagione, di Cuadrado squalificata e si riserva la carta Pepito Rossi per la ripresa. Il Napoli parte subito forte: al 6' va in vantaggio con Insigne che servito da Hamsik di destro batte Neto. La Fiorentina appare frastornata e il Napoli ne approfitta e al 16' trova il raddoppio sempre con Insigne che sfrutta nel migliore dei modi un cross dalla destra di Higuain e stavolta di sinistro batte ancora Neto.

Potrebbe essere il colpo del ko, invece la Fiorentina non si abbatte e al 28' trova il gol con Vargas che approfitta di uno svarione della difesa partenopea. I ritmi salgono, la viola prende campo e mette alle corde il Napoli. Allo scadere del primo tempo Aquilani va pure a segno ma Orsato annulla per fuorigioco. La ripresa è tutta di marca viola: la formazione di Montella cerca il gol del 2-2 che varrebbe i supplementari e si rende pericolosa in più occasioni senza però mai trovare la rete. Benitez sostituisce Hamsik con Mertens, Montella si gioca la carta Pepito Rossi che torna in campo dopo 5 mesi.
Ma non basta. Il Napoli perde Inler, espulso per doppia ammonizione alla mezzora, i viola in superiorità numerica non riescono ad affondare e Ilicic si mangia un gol praticamente fatto. In pieno recupero il Napoli trova il gol che vale la coppa Italia: porta la firma di Mertens che con un sinistro a incrociare batte Neto. Il Napoli vince la sua quinta coppa Italia. E Benitez si conferma ancora re di coppe.

ARRESTATO ULTRÀ DELLA ROMA. LA POLIZIA:
"HA SPARATO AI TIFOSI NAPOLETANI"

Domenica 4 Maggio 2014
ROMA - E' stato arrestato dalla polizia con l'accusa di tentato omicidio Daniele De Santis, l'ultrà della Roma chiamato "Gastone" dai tifosi in curva, ritenuto responsabile del ferimento di tre tifosi del Napoli ieri prima della finale di Coppa Italia nella Capitale. Secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe provocato i tifosi napoletani lanciando fumogeni contro di loro. Alla loro violenta reazione l'uomo avrebbe risposto esplodendo colpi di pistola. De Santis, 48 anni, ha precedenti di polizia ed è titolare di un chiosco nei pressi del luogo dell'aggressione.

Anche un trentatreenne tifoso napoletano è stato arrestato ieri nella Capitale. L'accusa è di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Il giovane è stato sanzionato con un Daspo per cinque anni. Altri due supporter partenopei sono stati denunciati rispettivamente per resistenza a pubblico ufficiale e possesso di petardo, entrambi sono stati sanzionati anche con Daspo.

Il bilancio definitivo dellonstadio Olimpico parla di cinque agenti delle forze dell'ordine e due steward rimasti lievemente feriti ieri durante l'afflusso di tifosi allo stadio Olimpico per la finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli, nel tentativo di impedire che le opposte tifoserie venissero a contatto.

COPPA ITALIA, 4 TIFOSI NAPOLETANI FERITI DA COLPI
DI PISTOLA: "UNO DI LORO È GRAVISSIMO"

Sabato 3 Maggio 2014
ROMA - Coppa Italia choc, macchiata da spari tra tifosi e scontri. Gravissimo un tifoso del Napoli: il 27enne colpito dagli spari alla colonna vertebrale è in fin di vita e avrebbe avuto due arresti cardiaci durante la notte, come riferiscono i parenti del giovane.
"Vi ammazzo tutti". A sparare sarebbe stato un ultrà della Roma, arrestato con l'accusa di tentato omicidio.

E' stato arrestato dalla polizia per tentato omicidio Daniele De Santis, 48enne tifoso della Roma con precedenti di polizia, chiamato "Gastone" dai tifosi in curva, e titolare di un esercizio commerciale, in relazione al ferimento di tre tifosi del Napoli prima della finale di Coppa Italia. Dalla ricostruzione effettuata dagli uomini della Questura di Roma sembra che De Santis abbia provocato i tifosi napoletani lanciando fumogeni verso di loro. Alla loro violenta reazione l'uomo avrebbe risposto esplodendo dei colpi d'arma da fuoco.

DIGOS: "DINAMICA FOLLE, ULTRÀ HA SPARATO" La dinamica di quanto accaduto ieri a Roma «è tanto semplice quanto folle». A sparare contro i tifosi napoletani è stato l'ultras della ROma, Davide De Santis, che ha prima provocato i supporter partenopei, poi, vistosi circondato ha sparato contro di loro 4 colpi di arma da fuoco. Lo ha detto Diego Parente, capo della Digos.

De Santis, ha spiegato Parente, «si è portato da un circolo ricreativo dove lavorava e ha inteso lanciare artifizi pirotecnici e sfidare i tifosi napoletani che passavano di lì. Questi ultimi hanno raccolto la sfida, lo hanno inseguito. Lui è scivolato, si è visto circondato e ha esploso i colpi di pistola».

Un trentatreenne tifoso napoletano è stato arrestato ieri: l'accusa è di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il giovane è stato sanzionato con un Daspo per cinque anni. Altri due supporter partenopei sono stati denunciati rispettivamente per resistenza a pubblico ufficiale e possesso di petardo, entrambi sono stati sanzionati anche con Daspo.

Violenza e paura. Tre tifosi del Napoli sono rimasti feriti ieri da colpi di arma da fuoco in viale di Tor Quinto, prima della finale di Coppa Italia Fiorentina-Napoli. Uno di loro, centrato al torace, è gravissimoed è ricoverato in ospedale. La sparatoria è esplosa al culmine di una rissa tra tifosi (smentita, quindi, l'ipotesi che non ci fosse relazione con le rivalità tra tifoserie). E' avvenuta poco distante dal luogo di ritrovo dei supporter partenopei, arrivati nella Capitale per seguire la finale di Coppa Italia.

Dieci feriti. Sono complessivamente dieci le persone rimaste ferite. Oltre ai tre tifosi napoletani feriti da arma da fuoco, c'è una persona con una gamba fratturata trasportata al policlinico Gemelli. Inoltre, tre feriti sono stati trasportati in codice verde all'ospedale Sant'Andrea, mentre altri tre hanno rifiutato le cure in ospedale.

La ricostruzione. Tutto sarebbe nato da un pestaggio ad opera di decine di supporter napoletani scatenato contro un ultrà della Roma riconosciuto dai tatuaggi. Si sarebbero accaniti contro di lui all'interno del Ciak Village Roma, una discoteca in viale di Tor di Quinto. Lo sparatore, amico del tifoso accerchiato dai supporter azzurri, avrebbe quindi estratto la pistola facendo fuoco.

L'ultrà romanista. L'uomo è stato interrogato in ospedale in tarda serata. È ricoverato al Gemelli con una gamba rotta. E' probabile il fermo dell'ultrà. Fu coinvolto in una vicenda giudiziaria, poi prescritta, sulla sospensione del derby Lazio-Roma del 21 marzo 2004. La partita venne fermata in seguito alle pressanti richieste dei leader delle curve per le voci, poi rivelatesi infondate, della morte di un bambino investito da un'auto della polizia. L'ultrà avrebbe scavalcato, con altre persone, il recinto di gioco.

Nessun agente ferito. Smentita la notizia del ferimento di un agente di polizia. Il ferito più grave si chiama Ciro Esposito e ha 31 anni. Il proiettile ha raggiunto la colonna vertebrale. Il giovane, ricoverato all'ospedale Villa San Pietro, è stato rianimato, stabilizzato e drenato. È stata chiesta una consulenza a un neurochirurgo per valutare eventuali problemi alla colonna vertebrale. La situazione è definita dai medici «stabile, ma critica». All'ospedale Villa San Pietro si trova ricoverato anche un altro tifoso del Napoli, di 43 anni, ferito alla mano destra. Il terzo supporter partenopeo, 32 anni, ferito da colpo di arma da fuoco a braccio e polso, è ricoverato al Santo Spirito.

La pistola. E' stata trovata una pistola, all'interno del luogo della sparatoria in cui sono rimasti feriti i tre tifosi. E' presumibilmente l'arma utilizzata per ferire le tre persone. Lo fa sapere una nota della Questura di Roma. Ancora non è chiara la dinamica degli spari. I due tifosi feriti in grado di parlare e altri testimoni sono stati ascoltati dalla polizia.

Grasso e Renzi in tribuna Allo stadio anche il premier Matteo Renzi, con moglie e figli, scortato da polizia e carabinieri. La partita è poi iniziata con 45 minuti di ritardo in un clima surreale. «Una partita di calcio non si può trasformare in una guerra tra bande con episodi di violenza» ha commentato il presidente del Senato, Pietro Grasso, all'arrivo allo stadio Olimpico.

ITALIA SPROFONDO ROSSO: QUINTA NEL RANKING UEFA.
BOCCIATI IN EUROPA, CI SUPERA ANCHE IL PORTOGALLO

Sabato 3 Maggio 2014

di Benedetto Saccà
ROMA - Il calcio italiano corre sempre sul filo. Inventa storie, suscita polemiche, incita gli appassionati ad insultarsi nel nome di questo o di quel campione presunto. Poi la Uefa arriva, timbra la sentenza con il ranking e condanna oltre modo la serie A, riducendola puntualmente al silenzio. Pagine già lette e stampate a scansione multipla. Ieri la cronaca non si è sottratta alla tradizione e, così, l’Italia ha scoperto di essere scivolata di una posizione nella famigerata graduatoria europea, adagiandosi (per ora...) al quinto posto. Un record negativo sconosciuto niente meno che dal 1984. D’altronde la Juventus continua a dominare il campionato e a mancare gli appuntamenti internazionali. Il Portogallo ha compiuto insomma un bel sorpasso e adesso ha un vantaggio di 0,623 punti. Pochi, si dirà: certo, pochi, se non fosse che i lusitani potranno accrescere il margine spiccando il volo sulle ali del Benfica, finalista dell’Europa League e carnefice dei bianconeri nel fatale penultimo turno. Eppure noi italiani abbiamo comandato il ranking in maniera pressoché ininterrotta per i 13 anni compresi fra l’86 e il ‘99. Un’era fa.

ZERO RIPERCUSSIONI
Il nuovo scivolone, per la verità, non avrà ripercussioni insormontabili nella pratica: piuttosto, si riverbererà sugli aspetti strutturali del movimento, magari inducendo i vertici ad innestare marce più alte, a registrare i motori, a cambiare strada. Del resto la serie A offre annualmente cinque accrediti europei: due immediati alla Champions, uno conquistabile attraverso i preliminari, due diretti all’Europa League e uno acciuffabile tramite la coppa Italia. Bene, l’intero impianto non muterà di una virgola nonostante la lunga planata portoghese. Certo, se l’Italia dovesse gettare altre due piazze del ranking al vento e finisse dunque superata dalla Francia e dalla Russia, allora perderebbe sì una squadra qualificata alla Champions, acquisendo però un passaporto di più per l’Europa League. La Francia e la Russia, bisogna riconoscerlo, sono tempeste lontane ma anche l’Inghilterra lo era nel ‘99: e il Portogallo stentava ad entrare fra i migliori dieci paesi, figurarsi.

LA SUPREMAZIA
All’opposto oggi la Spagna festeggia garrula l’approdo nelle finali delle due competizioni europee. Tre delle quattro finaliste: un trionfo, via. Il Real Madrid di Ancelotti e l’Atletico di Simeone infiammeranno un derby di Champions da palpiti il 24 maggio a Lisbona, mentre il 14, a Torino, il Siviglia affronterà il Benfica, comunque un ambasciatore iberico. D’altra parte lì nessuno disprezza l’Europa League. E non basta. Incredibile, voltando le spalle, la regolarità degli spagnoli nel saltare l’ostacolo dei quarti dei tornei, specie della Champions. Nelle ultime cinque stagioni, ad esempio, nove delle 20 finaliste della Champions sono venute dalla Liga: così come, fra l’altro, quattro delle otto dell’intero panorama attuale. E solo la Germania e l’Inghilterra tentano di mantenere il passo, ferme a quota sei e tre. E l’Italia può esibire soltanto l’Inter di Mourinho, l’eccesso che fa eccezione. Senza dimenticare, poi, la supremazia montante proclamata dalla Roja di Aragones e di del Bosque, capace di collezionare due Europei e un Mondiale nell’arco di appena quattro anni. I fuoriclasse se li è accaparrati quasi tutti la Liga, è vero, ma lo sport, come la vita, si sa, percorre strade imperscrutabili.

ALESSANDRA AMOROSO FISCHIATA ALL'OLIMPICO MENTRE
CANTA L'INNO D'ITALIA: INDIGNAZIONE SUL WEB

Era successo già nel 2012 nella finale di Coppa Italia tra Juventus e Napoli, e ieri sera il brutto spettacolo di sentire l'Inno d'Italia, in questo caso cantato da Alessandra Amoroso, fischiato da una parte dei tifosi presenti, si è ripetuto nella finale della Tim Cup, tra Napoli e Fiorentina sempre allo Stadio Olimpico, complice probabilmente la tensione inescata dalle drammatiche notizie di cronaca che hanno preceduto la partita.

Una delusione per la cantante che trovato comunque molti consolatori sul web Lo scorso anno venne fischiato anche Psy, superstar coreana mondiale e inventore del 'Gangnam Style', esibitosi con i suoi brani in apertura sempre della finale Tim Cup e sommerso dai fischi. Due anni fa, invece, fu fortemente fischiata Arisa. Ieri sera, a fare le spese delle intemperanze del pubblico è stata la Amoroso che, visibilmente emozionata, è scesa comunque in campo in un clima molto teso, non certo l'atmosfera ideale per la sua esibizione tanto più che durante l'esecuzione sono piombati sulla pista d'atletica anche un paio di petardi.

La Amoroso è andata comunque avanti, determinata a portare a termine la sua esecuzione per rispetto verso il brano che stava eseguendo. Un coraggio applaudito da molti tifosi ma soprattutto dal web che ieri sera si è stretto intorno alla cantante, facendo salire l'hasthag #AmorosoFinaleCoppaItalia tra i trend topics di twitter.

Centinaia i commenti di sostegno all'esibizione della cantante; fra i tanti qualche esempio: «Coraggiosa e brava!!», «Non sono un fan, ma mi è dispiaciuto per lei e vorrei sapere cosa ne ha pensato di quello che stava succedendo ..?», «Ieri vedendo Amoroso così agitata e tesa sarei andata là ad abbracciarla per dirle che eravamo con lei», «l'esibizione di Sandrina ieri, è stata sicuramente la cosa migliore della serata», «ale ieri dire che sei stata stupenda e brava è poco... complimenti, questo è il calcio purtroppo. Brava».

E, ancora, «Quel sorrisone finale è stato un suo »ce l'ho fatta« e la nostra ennesima forza», « Amoroso Sei il nostro orgoglio, quel tuo sorriso rivolto al pubblico dice tutto», «Il tuo sorriso è stato lo schiaffo morale a tutti quei fischi», «Facciamole sentire il nostro #amorepuro». D'altra parte l'inno fischiato è purtroppo una vecchia conoscenza degli spalti italiani e prescinde dagli interpreti: accadde nella finale dei Mondiali di 'Italia 90', sempre a Roma, nella partita Argentina-Germania, e i fischi arrivarono dagli italiani contro i sudamericani con tanto di reazione verbale rabbiosa di Maradona

Accadde anche all'indirizzo dei francesi nel 2007, a San Siro, in occasione della partita valida per le qualificazioni agli Europei Italia-Francia. Nel 2009 a Valencia era stato fischiato l'inno spagnolo durante la finale di Copa del Rey tra Barcellona e Athletic Bilbao: fischi provenienti da baschi e catalani per ostentare la loro identità alla presenza di re Juan Carlos.

LA ROMA CROLLA A CATANIA: 4-1. LA JUVE VINCE LO SCUDETTO
Domenica 4 Maggio 2014
ROMA - La Roma crolla a Catania: 4-1. E la Juve vince lo scudetto.
La Juventus è campione d'Italia. La squadra di Antonio Conte ha conquistato il terzo scudetto di fila, il 30/o, senza scendere in campo: a dare la certezza il ko della Roma, sconfitta 4-1 a Catania.
I bianconeri giocheranno domani sera con l'Atalanta una gara ormai ininfluente. Il successo arriva ad una settimana dalla 'passerella' in programma domenica prossima sul campo proprio della Roma, unica vera rivale in un duello lungo 8 mesi. La Juve fa festa e punta dritta ai 100 punti in un'annata che lascia ai giallorossi una sorta di titolo morale: con 85 punti, a due gare dal termine, pari a quelli raccolti dalla formazione di Rudi Garcia, si dovrebbe passeggiare in vetta alla classifica. Invece, quest'anno bisogna accontentarsi della piazza d'onore perchè davanti c'è chi vince sempre, o quasi.

La Juventus conserva il tricolore grazie a 30 successi in 35 partite, con sole 2 sconfitte al passivo. La prima, il rocambolesco 4-2 incassato il 20 ottobre a Firenze, sembra il trampolino per la fuga capitolina. La Roma, capace di vincere le prime 10 partite, vola a +5 e sogna. Lo stop dei bianconeri somiglia ad una resa anticipata e invece si rivela una svolta. La squadra di Conte dà inizio ad una striscia di 11 vittorie consecutive che rovesciano il tavolo.

Il 24 novembre, con il 2-0 sul campo del Livorno, i torinesi mettono la freccia e si prendono il primo posto che non molleranno più. Il 5 gennaio, allo Juventus Stadium, la Roma viene demolita per 3-0 e precipita a -8. Da lì in poi, il gap tra le prime due della classe non si riduce più.

I campioni d'Italia, bocciati in Champions League con l'eliminazione nella fase a gironi, sono costretti a ripiegare sull'Europa League. Gli impegni internazionali del giovedì non si rivelano un handicap, anche se la squadra non sempre è brillante e i risultati sono legati a doppio filo ai lampi dei big: Carlos Tevez (finora 19 gol) e Fernando Llorente (15) regalano a Conte una dote preziosissima di reti e punti. Al pareggio di Verona, nel 24° turno, fanno seguito 7 vittorie che consentono di portare il vantaggio sulla Roma a 11 lunghezze prima del secondo passo falso del torneo.

La Juve cade a Napoli, il margine scende a 8 punti. Non scatta nessun allarme, perchè la Vecchia Signora riparte con un altro poker di successi: cadono Livorno, Udinese, Bologna e Sassuolo. La Roma vince sempre, colleziona 9 successi di fila ma non riesce ad accorciare le distanze. A Catania, i giallorossi frenano e alzano bandiera bianca: la Juve si tiene lo scudetto.

I RESOCONTI DELLE PARTITE DELLE 15:
Catania-Roma 4-1

Chievo-Torino 0-1

Genoa-Bologna 0-0

Parma-Sampdoria 2-0

Udinese-Livorno 5-3

POKER DI MARQUEZ, DOMINA ANCHE A JEREZ.
STREPITOSO VALENTINO (2°) DAVANTI A PEDROSA

Domenica 4 Maggio 2014
JEREZ - E quattro. Il nuovo feomeno del motociclismo, il giovane spagnolo già campione del mondo Marc Marquez, domina anche sulla pista di Jerez l'unica dove non aveva ancora mai vinto nella sua carriera da leggenda nel motomondiale. Per il pilota della Honda è la quarta vittoria di fila, non accadeva nella classe regina dal 2004, quando Rossi vinse la gara iniziale aggiungendola alle ultime tre della stagione precedente.

Marquez ha preceduto un eccellente Valentino Rossi tornato a tutti gli effetti ad altissimo livello. Vale è infatti riuscito a precedere sul traguardo l'altra Honda di Pedrosa e il suo compagno di squadra Jorge Lorenzo che lo scorso anno lo staccava regolarmente (Rossi vinse ad Assen quando Jorge non partì per la caduta in prova). Bene Dovizioso quinto con la Ducati, mentre Iannone è stato costretto al ritiro dopo essere caduto.

VALENCIA-SIVIGLIA 3-1: IL GOL DI MBIA AL 94'
MANDA GLI ANDALUSI IN FINALE COL BENFICA

Giovedì 1 Maggio 2014
VALENCIA - Il cuore del Valencia non basta, in finale di Europa League va il Siviglia. Al Mestalla, infatti, gli andalusi perdono 3-1 ma in virtù del 2-0 della partita di andata ottengono il pass per Torino.
Dopo la grande rimonta contro il Basilea nei quarti, gli uomini di Pizzi sfiorano la doppia impresa ma vengono beffati da un gol al 94' di Mbia.
I padroni di casa sono andati ad un passo dall'impresa, in vantaggio fino a 3-0 (gol di Feghouli al 14' pt, Beto 26' pt e Mathieu al 25' st), si sono fatti segnare al 94' da Mbia ed eliminare dalla competizione.

JUVE, CONTE: "MERITAVAMO DI PASSARE
NOI, L'ARBITRO CI HA PRESO IN GIRO"

Venerdì 2 Maggio 2014
TORINO - Antonio Conte è visibilmente amareggiato dopo l'eliminazione dall'Europa League per mano del Benfica: ​«Passa la squadra che ha meritato di meno».
«Purtroppo stasera non c'è stato l'episodio a nostro favore - dice a Sky - queste sono partite al limite e il Benfica ha fatto solo ostruzione, si è giocato appena 45 minuti contro i classici 60-65, per non parlare del recupero che è stata una presa in giro», ha recriminato Conte.

Per il tecnico bianconero il Benfica «è stato decisamente più fortunato di noi. Hanno certamente valori assoluti ma nella doppia sfida meritavamo più noi. La Juventus ha dato tutto quello che poteva dare, resta una stagione esaltante e faticosa. Per la prima volta arriviamo quasi in fondo ad una competizione europea, anche se poi vedere questi rigori non dati resta il rammarico. Passa la squadra che ha meritato di meno».

LA JUVE NON SFONDA, IN FINALE CI VA IL
BENFICA: FINISCE 0-0 ALLO STADIUM

Giovedì 1 Maggio 2014
TORINO - Gli attacchi della Juve si infrangono sul muro del Benfica. Allo Stadium finisce 0-0 e i portoghesi di Jorge Jesus, forti del 2-1 dell'andata, approdano alla finale di Torino per il secondo anno consecutivo.

L'Europa continua quindi ad essere terra proibita per i bianconeri, usciti di scena mentre già pregustavano il ritorno ad una finale 11 anni dopo Manchester. Giocarsi la 'seconda' coppa sarebbe stata una buona consolazione, a conti fatti, in un'annata già storta in Europa per l'eliminazione ai quarti della Champions. Serata sfortunata e maledetta per la squadra di onte che nel doppio confronto ha dimostrato di essere più forte dei lusitani. Le è mancato il gol, oggi, ma nel finale è andata via la lucidità, malgrado il vantaggio dal 22' st di giocare in superiorità numerica per l'espulsione di Perez.

I cambi di Conte - dentro Marchisio, Giovinco, Osvaldo - non portato freschezza. Il Benfica ha giocato una gara di puro contenimento, dimostrando in questo un'ottima organizzazione di gioco. E l'abilità a perdere tempo tutte le volte che ha potuto: elle rimesse dal fondo, nei cambi, sui calci piazzati. Il Benfica aveva anche provato a sorprendere la Juve con una partenza 'sparata', ma il tocco di Rodrigo aveva sbattuto sulla testa di Lichtsteiner. Dopo un quart'ora con un pò di tremarella, i bianconeri sono usciti dal guscio ed hanno fatto la partita, in un crescendo rossiniano, lasciando ai campioni di Portogallo solo la possibilità di interrompere le azioni, con il fondamentale apporto di Amorim, centrocampista molto difensivo davanti alla retroguardia del Benfica. Pirlo e Pogba, Vidal e Asamoah hanno prodotto molto gioco, ma è mancato il colpo finale. In pieno recupero di primo tempo la palla-gol migliore: cross di Asamoah, pallone schiacciato di testa da Vidal ma proprio sulla linea, con Oblak battuto, Luisao con la nuca ha alzato oltre la traversa. Ma anche prima erano stati tanti i pericoli corsi dal Benfica, a cominciare da una staffilata da fuori area di Pirlo, schiaffeggiata in angolo da Oblak.

La Juventus ce l'ha messa tutta anche nel secondo tempo, giocato a lungo sotto una forte pioggia, ma nulla è cambiato quando è rimasta in 11 contro 10. Osvaldo è andato in gol, ma la rete è stata annullata per fuorigioco (netto) di Pogba. Il Benfica è stato scaltro a fare innervosire i bianconeri e all'87' si è scatenato un parapiglia davanti alle panchine. Partita interrotta per 5', Vucinic e Markovic (appena uscito) espulsi dalle panchine. Gli ultimi disperati assalti (punizione di Pirlo sulla barriera e colpo di testa di Osvaldo) si sono infranti. E con essi i sogni di un brindisi anche in Europa dei bianconeri.

L'ATLETICO MADRID VOLA IN FINALE DI CHAMPIONS:
CHELSEA TRAVOLTO 3-1. SARÀ DERBY COL REAL

Mercoledì 30 Aprile 2014
LONDRA - Sarà il derby di Madrid a decidere la Champions League 2014: dopo il Real Madrid anche l'Atletico, vincendo in casa del Chelsea, stacca il biglietto per la finale di Lisbona.
Allo Stamford Bridge i Blues passano in vantaggio e si illudono fino al gol del pari degli spagnoli, padroni incontrastati della ripresa. Un epilogo netto quanto meritato che premia la squadra migliore, e punisce l'eccessiva prudenza di Josè Mourinho che per la sesta volta (in otto occasioni) esce in semifinale. Anche questo è un record.

Da consumato showman il portoghese regala sorprese fin dal riscaldamento quando manda in campo Petr Cech salvo poi non includerlo in distinta. Pretattica fino all'ultimo minuto. Incurante delle accuse piovutegli addosso dai «filosofi del calcio», schiera una formazione ultra-difensiva con sei difensori di ruolo. Rinunciando a Oscar per il terzino Cesar Azpilicueta.

Sotto gli occhi di Diego Maradona e Claudio Ranieri, doppio ex di entrambe le squadre, il Chelsea sfiora il rischio di capitolare dopo appena quattro minuti. Sul traversone di Koke, Schwarzer è piazzato male ma è fortunato: la palla sbatte prima sulla traversa quindi sul palo. Il Chelsea tarda ad ingranare, Willian calcia alta una punizione dal limite e David Luiz sfiora il capolavoro in rovesciata. Ma quando finalmente alza il baricentro, passa in vantaggio. Sul centro basso di Azpilicueta, Fernando Torres trova la deviazione di Mario Suarez per battere Thibaut Courtois. Un gol in comproprietà che il centravanti spagnolo non festeggia per rispetto dell'ex squadra di cui è ancora grande tifoso.

Non si fa attendere la reazione degli spagnoli, veemente per intensità. Dopo un colpo di testa di Adrian Lopez, bloccato senza difficoltà da Schwarzer, ecco il meritato pari allo scadere della prima frazione. Tiago lancia nello spazio Juanfran, sul suo cross pasticcia la difesa del Chelsea, Adrian Lopez non sbaglia. Chi si aspetta un inizio di ripresa arrembante da parte del Chelsea resta deluso. Perchè sono ancora gli spagnoli, col turco Arda Turan, a rendersi pericolosi: Schwarzer si salva in angolo. Frastornati, i Blues sembrano in attesa dell'inevitabile colpo del Ko. Mou cambia modulo, ed inserisce Samuel Etòo. Ma è proprio il camerunense, con un inutile fallo in area su Diego Costa, a commettere harakiri: Rizzoli fischia l'inevitabile rigore, dagli 11 metri l'attaccante brasiliano prenota la finale.

Sospinto dall'orgoglio più che dal gioco il Chelsea si scuote ma la deviazione di David Luiz sbatte sul palo. È la resa, che si concretizza quando Arda Turan insacca in tap-in dopo aver colpito la traversa: mentre il centrocampista esulta inginocchiandosi a pregare, Simeone esulta alla Mourinho, corsa folle verso la curva dei 4.000 tifosi madridisti ed esultanza. Game-over, l'Atletico raggiunge i cugini del Real di Ancelotti, all'Estadio da Luz: appuntamento sabato 24 maggio.

SIMEONE E LA FAVOLA DELL'ATLETICO MADRID:
"I MIEI HANNO GLI ATTRIBUTI. BRAVE LE MADRI"

Giovedì 1 Maggio 2014
di Bruno Saccani
La seconda finalista della Champions è l’Atletico Madrid. Eliminato il Chelsea di Mourinho (1-3) dopo lo 0-0 dell’andata, già. E dunque, il 24 maggio, lo stadio di Lisbona sarà il teatro di un derby da brividi che opporrà la squadra di Simeone al Real Madrid di Ancelotti. Gli eroi della notte dello Stamford Bridge sono stati Adrian, Diego Costa e Turan, gli autori dei gol qualificanti, gli uomini che di fatto hanno regalato l’accredito ai biancorossi. Decisivi i tre marcatori, impagabile l’impegno di Tiago e di Suarez al centro, mirabili gli affondi di Koke e di Turan, solida la copertura di Miranda e di Godin. E i complimenti più convinti se li è quindi meritati tutti l’ex laziale Simeone, formidabile davvero nella preparazione tattica. Il tecnico argentino è certo già entrato nella storia del club madridista: i biancorossi, del resto, non acciuffavano la finale della coppa addirittura da 40 anni. Un traguardo giusto, di sicuro legittimo.

LONDINESI BLOCCATI
I Blues di Mourinho non sono riusciti insomma a saltare l’ultimo ostacolo proprio allo Stamford. Inservibile il gol iniziale dell’ex Torres. I londinesi hanno badato soltanto a difendere la porta dell’attempato Schwarzer con un assetto destinato a coprire ogni millimetro del campo. Una sorta di 4-5-1, specie in fase di non possesso, il solito catenaccio. Eppure l’avvio della sfida ha sorriso agli inglesi, visto che David Luiz, impiegato quasi da regista, ha sfiorato il gol dell’anno girando un pallone in rovesciata: sfilato largo. Per la verità, poco prima, Koke era riuscito a colpire la traversa e il palo scoccando un unico tentativo piuttosto fortunoso. Il Chelsea si è proiettato verso Courtois affidandosi solamente alla rimessa, mentre l’Atletico ha tentato di indovinare il tiro sfruttando la manovra, la geometria, l’intensità. Poi però ecco l’incursione laterale di Azpilicueta e il piede proteso di Torres, preciso nell’incrociare oltre Courtois con la complicità di una percettibile deviazione.

ERRORE ETO’O
Otto minuti appena e Adrian ha riequilibrato la partita fulminando il portiere con un destro di controbalzo dal cuore dell’area. Quanto alla ripresa, Turan ha chiamato presto Schwarzer all’intervento e Mourinho ha così esentato Cole per inserire Eto’o. Una pessima intuizione: il camerunense d’altronde ha steso subito Diego Costa in area, obbligando Rizzoli a concedere il rigore. Implacabile lo spagnolo dagli 11 metri. Ancora palpiti, a seguire: la traversa di Luiz e il sigillo fatale di Turan. Una festa biancorossa.

SIMEONE E GLI ATTRIBUTI
«Dopo il gol del 2-1 abbiamo avuto il controllo della partita. Era chiaro che il Chelsea avrebbe dovuto attaccante e che gli spazi sarebbero aumentati. Adesso, però, non c'è molto tempo per goderci questo momento. Nella finale contro il Real nessuno è favorito. La realtà è che ci conosciamo molto bene». Lo ha detto Pablo Simeone, commentando il successo di Londra, sul Chelsea di Mourinho, che vale la finale di Champions contro i 'cuginì del Real. «Devo congratularmi con le madri dei 'mieì giocatori, perchè oggi ho visto come si sono comportati in campo: hanno dimostrato di avere i c... ».

THE GUARDIAN: "IL NAPOLI È CLUB DI UNA ROCCAFORTE DELLA MAFIA", SCOPPIA LA BUFERA
Giovedì 1 Maggio 2014
«Il ds del Napoli, Riccardo Bigon, ha fatto sapere all'agente di Welbeck di essere interessato al suo assistito, ma con Everton e Tottenham a loro volta sulle tracce del giocatore, il club di una delle roccaforti mafiose dell'Italia dovrà fare al Manchester United e allo stesso Welbeck un'offerta che non potrà rifiutare».

Scrive così in un articolo apparso sull’edizione odierna del The Guardian il giornalista inglese Barry Glendenning. Si parla del futuro del talento del Manchester Utd, seguito anche dal club di De Laurentiis, apostrofato in questo modo e con tanto di citazione tratta da Il Padrino («un'offerta che non potrà rifiutare»).

In relazione all'articolo pubblicato su The Guardian, il Direttore della Comunicazione della SSC Napoli Nicola Lombardo ha scritto una lettera al responsabile delle pagine sportive della testata britannica: “Mister Ian Prior, le chiedo di pubblicare questo mio messaggio che indirizzo ad un quotidiano, per me prestigioso, come The Guardian, in riferimento all'articolo pubblicato sul vostro sito internet nel quale si legge: "Napoli sporting director Riccardo Bigon has let Welbeck’s agent know that Napoli are interested in signing up his client, but with Everton and Tottenham also interested, the club from one of Italy’s mafia strongholds will need to make Manchester United and Welbeck himself an offer they can’t refuse". So che può succedere che gli articoli non vengano letti con attenzione prima di essere pubblicati, quindi lei, che è il responsabile delle pagine sportive, potrebbe non aver ben capito quello che è stato scritto. Perchè se così non fosse, il nostro sbigottimento sarebbe straordinario, nel leggere un luogo comune così superato, volgare, stupido, come quello di accostare una città alla mafia. Un luogo comune così arcaico da essere rigettato dagli stessi inglesi che a milioni vengono ogni anno in Italia, Napoli inclusa, per passare le loro vacanze. Non lo farebbero certamente se pensassero che Napoli è la roccaforte della mafia, dove magari sparano per strada o rapinano le persone ad ogni angolo di strada. Ma voglio ancora pensare che lei non abbia letto l'articolo in rete, e in questo caso, mi aspetto, anche a nome dei napoletani e degli italiani, le sue scuse. Vede mister Prior, è come se noi giudicassimo una città come Newcastle e i suoi abitanti degli ignoranti palestrati volgari e sociopatici, nella maniera in cui vengono rappresentati dal reality Geordie Shore in onda su MTV, cosa che naturalmente non pensiamo. Un saluto».

FONTE: Leggo.it

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