Appoposito della famosa (o forse è meglio dire famigerata) terza maglia... RAFAEL: 'I nuovi arrivati impressionati dai tifosi alla presentazione', MANDORLINI: 'Sarà il campo a dare i giudizi', BORDIN: 'Intensità alla base del lavoro'

Pubblicato da andrea smarso mercoledì 25 luglio 2012 21:47, vedi , , , , , , , , , , , | Nessun commento


SULLA FAMOSA (ANZI FAMIGERATA) TERZA MAGLIA HELLAS
La gialla e la blu, da usare rispettivamente in gare esterne ed interne, poco hanno 'smosso' gli animi dato che non cambiano poi di molto da quelle della (fortunata) stagione 2011-2012 ma la terza....

Beh! Sembra disegnata apposta per far discutere: Perchè lo stemma ha la croce blu in campo giallo? E quelle righr diagonali che c'entrano con la centenaria storia dell'HELLAS? Solo il colore, nero, sembra mettere d'accordo tutti...

Lasciando da parte l'aspetto estetico, sempre discusso e discutibile a seconda delle differenti personalità, lo sponsor tecnico ha raggiunto il suo scopo (dalla pubblicità indiretta che ne è derivata) e la società si è 'difesa' proclamando che la terza maglia è stata creata seguendo i suggerimenti dell'Associazione Culturale Verona Hellas che in teoria tiene vivi miti e tradizioni legati al VERONA.

Tutti d'accordo quindi? Ma nemmeno per idea! Perchè LA maglia non è solo UNA maglia...
Comunque, in assenza di altro su cui discutere al momento, va bene anche così eh eh! [Commenta in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA, contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: BondolaSmarsa.BlogSpot.com]



RAFAEL
Questo è il mio sesto anno. Rimanere per così tanto tempo in una squadra così importante non è facile. Bisogna continuamente dimostrare di meritare questa maglia
Ne hai viste tante. Hai giocato quattro anni in Lega Pro per poi essere protagonista l'anno scorso in Serie B. Quest'anno vi trovate tra i favoriti
"Sono cambiate tante cose da quando sono arrivato. La società ha chiarito gli obiettivi che sono quelli di raggiungere la massima serie. Noi cercheremo di far bene ed impegnarci al massimo per raggiungerlo. La stagione è lunga e fra un mese iniziamo, ora dobbiamo lavorare".
Quanto ti gratifica a livello personale essere sempre al centro del progetto?
"Molto. Al di la delle voci questo significa che ho sempre cercato di dare il massimo in un ruolo che è difficile e delicato. Ormai la scorsa stagione è passata. Bisogna dare il massimo nonsolo a livello personale ma anche di squadra".
Quali sono le sensazioni di questi primi giorni di ritiro?
"Molto buone. Il posto è splendido, le giornate meravigliose. Siamo tutti motivati, sia noi 'vecchi' che i nuovi".
Come sta andando l'inserimento in rosa dei nuovi arrivati?
"Sono dei ragazzi molto seri. Sanno che devono essere disponibili per imparare ed integrarsi. I più giovani hanno più bisogno, come ad esempio Huston, sta imparando l'italiano e noi lo aiutiamo a farlo il più in fretta possibile".
Tu ormai l'ambiente lo conosci, i nuovi arrivati ti hanno detto qualcosa dell'atmosfera alla presentazione? Molti di loro filmavano increduli la curva
"Sono stati impressionati. Molti di loro hanno giocato in categorie superiori, Verona però è un altro mondo. Le persone sono appassionate, vivono la squadra ventiquattr'ore su ventiquattro, tuttii giorni dell'anno. Io ho cercato di fargli capire che qui bisogna lavorare duro perchè bisogna raggiungere obiettivi importanti. Il giorno della promozione in Serie B è stato indimenticabile, voglio ripeterlo con la promozione in Serie A".
Molte sono state le voci di mercato su di te, cosa c'era di vero?
"Durante le vacanze ho staccato da tutto e da tutti per riposare. Qualcosa credo ci fosse, la società non mi ha mai peró parlato di nulla e credo che ora non succederà nulla".
TuttoB.com


DICONO
BORDIN «Capita anche di mettere in campo squadre composte da dodici elementi al fine di dare spazio a tutti come giusto che sia. Il mister ha già fatto alcune prove in questi giorni, ci teniamo a far bene anche se tutte le compagini sono impegnate nel perfezionare la preparazione. Già da venerdì cercheremo di fare alcuni accorgimenti, anche per valutare la situazione dei nuovi arrivi. Il mio ruolo prevede l'aiuto ai giocatori per capire e mettere in pratica quanto richiesto da Mandorlini, hanno già colto che l'intensità è alla base del nostro lavoro. Il mister è come sempre molto concentrato sulla tattica, la TIM Cup è alle porte per cui sfrutteremo le amichevoli per crescere in ogni reparto. Si è cambiato molto, si tratta di un lavoro abbastanza impegnativo» HellasVerona.it

MANDORLINI «In questa fase della stagione tutte le formazioni hanno un denominatore comune: la stanchezza. Ora l’obiettivo è lavorare correttamente, finora ci sono stati pochi intoppi e per questo siamo contenti. Concentriamoci sul primo impegno ufficiale, in programma il 12 agosto. Stiamo valutando tanti giovani presenti in linea di massima siamo sulla stessa lunghezza d’onda degli altri anni. A parte qualche piccolo acciacco procediamo bene. I nuovi sono molto disponibili, hanno voglia di fare e mettersi in mostra. Ritengo sia l’aspetto più importante. Pesoli è un calciatore d’esperienza che va a completare un organico che qualcosa ha cambiato. Avere due giocatori per ruolo è fondamentale, il principio non cambia. L’unico peso che sentiamo ora è dovuto ai metri affrontati in preparazione, i favori della vigilia lasciano il tempo che trovano. Sarà il campo a dare i giudizi. Verona è una piazza importante, esigente ma ricca di passione: chi è arrivato quest’anno l’ha capito già dalla presentazione» HellasVerona.it

SETTI «La prima mossa è stata dare ad una società di questo valore un organigramma completo. Io sono esterno alla realtà, anche se la conosco bene, ma la serata con i tifosi è stata straordinaria anche per i dirigenti di Verona. L’anno scorso ci sono stati 20mila tifosi in media allo stadio ed è un fattore da non trascurare. Anche i bambini, che non hanno vissuto quello scudetto, ne parlano ogni giorno. Poi l’ambiente è positivo, tutta la città è pro-Hellas» SerieBNews.com

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RASSEGNA STAMPA
01:05 - mercoledi 25 luglio 2012
Marketing - Lo strano caso della maglia nera dell'Hellas Vr
L'Hellas Verona riparte in grande stile alla conquista del sogno chiamato Serie A e lo fa sancendo di fatto il passaggio di consegne tra il patron Giovanni Martinelli (ora socio di minoranza) e il nuovo presidente Maurizio Setti, presentandosi ufficialmente alla città di fronte a 4mila tifosi in tripudio. Una serata di festa che ha dato il benvenuto alla nuova società e ai neo acquisti che il direttore sportivo Sean Sogliano ha portato in riva all’Adige per tentare la scalata verso la massima serie.

Dove c'è tanta passione, si sa, non mancano anche enorme pressione e grandi aspettative. La piazza è di quelle importanti, ed è costantemente vigile e attenta ad ogni dettaglio. Spesso nel calcio non esistono le mezze misure: o bianco, o nero. In questo caso, nero.
Già, perchè è proprio la terza maglia dell'Hellas Verona 2012/2013 - quella nera - ad aver suscitato non poche polemiche tra i sostenitori. Una casacca particolare - quella marchiata dallo sponsor tecnico Asics e legata ovviamente alle scelte stilistiche della precedente gestione societaria - che ha fatto parlare di sé in particolare sul web e sui principali social network.

I tifosi veronesi, storicamente appassionati e visceralmente legati all'ultracentenaria squadra cittadina, si sono divisi nei giudizi e negli apprezzamenti. Sul colore, sui simboli e su alcuni dettagli cromatici e stilistici. Non sono mancate ironia e goliardia nei commenti dei tifosi scaligeri, che hanno dato vita a un vero e proprio dibattito mediatico.

La vera pietra dello scandalo, per così dire, pare essere lo stemma che rappresenterebbe il gonfalone cittadino, solitamente composto da una croce gialla su campo blu, e presente sulla terza maglia "in negativo", ovvero con croce blu su fondo giallo.
Altro motivo del contendere, le righe diagonali gialle che, a detta di molti, sembrano avere poco senso logico. Singolare e inusuale anche il logo applicato sulla manica della maglia. Il colore nero, invece, utilizzato altre volte nel recente passato per caratterizzare le divise di riserva, sembra aver riscosso numerosi consensi tra i sostenitori veronesi.

Le critiche, come si diceva, non sono mancate. I puristi sostengono che simboli del passato, per quanto appartenenti alla storia del club, non possano essere utilizzati in maniera frammentaria e disordinata, ed essere utilizzati sulle divise da gioco senza seguire una logica ben precisa o rigidi canoni stilistici che richiamino casacche storiche. Più senso, secondo alcuni, avrebbe avuto realizzare una replica fedele della maglia storica a cui ci si è ispirati e dare vita ad una collezione in edizione limitata, per trainare il classico merchandising che abitualmente ha un enorme successo tra i tifosi gialloblù.

La società, in sede di presentazione, ha poi chiarito le motivazioni delle proprie scelte, effettuate sulla scorta di alcuni suggerimenti dell'Associazione Culturale Verona Hellas, che da qualche anno si occupa di tenere vive la memoria e la tradizione del club scaligero proponendo iniziative culturali e sportive legate alla storia del Verona.

Involontariamente si è creato un caso di marketing sportivo in piena di regola, che tuttavia ha regalato alla maglia nera dell'Hellas Verona grande visibilità ed esposizione mediatica, soprattutto a livello locale. Una polemica, se così la vogliamo chiamare, dettata soprattutto dallo straordinario attaccamento che i tifosi veronesi hanno nei confronti della loro squadra.

Come sempre accade, saranno i numeri del merchandising ad esprimere un verdetto finale sul reale gradimento da parte della tifoseria. Nel frattempo - come si suol dire - nel bene o nel male, purchè se ne parli.
(Verona/di Stefano Marchesi)

FONTE: SportEconomy.it


Maglia nera e polemiche
Ecco tutta la verità

24/07/2012 16:58
La maglia nera divide la tifoseria. La terza divisa preparata dalla società non è piaciuta a molti tifosi. Che hanno fatto sapere il loro dissenso. Chi dice che è troppo legata al ventennio fascista, chi che è stato sbagliato il logo.
In realtà dietro la terza divisa del Verona c'è uno studio approfondito. Non è vero, intanto, che è la maglia del ventennio. In realtà il Verona fin dall'inizio della propria storia ha giocato con delle maglie nere. La prima divisa dell'Hellas era addirittura bianconera, cioè i colori della Bentegodi a cui l'Hellas era affiliato.
Il marchio a colori invertiti compare poi in moltissime divise storiche. E c'è testimonianza in molte fotografie che l'Associazione culturale Verona Hellas ha allegato e dato alla società come documento storico.

FONTE: TGGialloBlu.it


ALTRE NOTIZIE
Verona, Bacinovic: "Felice di giocare con continuità"
23.07.2012 17.33 di Elisabetta Zampieri
Fonte: TuttoHellasVerona.it
In questi giorni si sta allenando in ritiro a Santa Cristina di Valgardena con i compagni del Verona ma, appena qualche mese fa, Armin Bacinovic era nel mirino di club importanti come Manchester United e Chelsea. Il giocatore ha parlato riguardo la sua situazione, ecco quanto riportato dal portale inglese Skysports.com: "Pensavo di lasciare il Palermo a gennaio ma l'infortunio non mi ha permesso di andarmene. Sono felice ora perchè non vedo l'ora di giocare con continuità. L'interesse di Chelsea e Manchester United è ormai storia, non ci penso più. Voglio tornare più forte di prima, non giocherò per sempre in Serie B".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


LE INTERVISTE
Hellas Verona, Rafael: "Ecco cosa devono capire i nuovi"
25.07.2012 19:20 di Federico Errante
Fonte: tuttohellasverona.it
Non usa mezze parole Rafael dal ritiro di Santa Cristina. La sicurezza è quella del veterano che con l'Hellas ha vissuto i momenti più belli e più brutti. Ecco le sue parole a Tuttohellasverona: "Questo è il mio sesto anno. Rimanere per così tanto tempo in una squadra così importante non è facile. Bisogna continuamente dimostrare di meritare questa maglia.

Ne hai viste tante. Hai giocato quattro anni in Lega Pro per poi essere protagonista l'anno scorso in Serie B. Quest'anno vi trovate tra i favoriti
"Sono cambiate tante cose da quando sono arrivato. La società ha chiarito gli obiettivi che sono quelli di raggiungere la massima serie. Noi cercheremo di far bene ed impegnarci al massimo per raggiungerlo. La stagione è lunga e fra un mese iniziamo, ora dobbiamo lavorare".

Quanto ti gratifica a livello personale essere sempre al centro del progetto?
"Molto. Al di la delle voci questo significa che ho sempre cercato di dare il massimo in un ruolo che è difficile e delicato. Ormai la scorsa stagione è passata. Bisogna dare il massimo nonsolo a livello personale ma anche di squadra".

Quali sono le sensazioni di questi primi giorni di ritiro?
"Molto buone. Il posto è splendido, le giornate meravigliose. Siamo tutti motivati, sia noi 'vecchi' che i nuovi".

Come sta andando l'inserimento in rosa dei nuovi arrivati?
"Sono dei ragazzi molto seri. Sanno che devono essere disponibili per imparare ed integrarsi. I più giovani hanno più bisogno, come ad esempio Huston, sta imparando l'italiano e noi lo aiutiamo a farlo il più in fretta possibile".

Tu ormai l'ambiente lo conosci, i nuovi arrivati ti hanno detto qualcosa dell'atmosfera alla presentazione? Molti di loro filmavano increduli la curva
"Sono stati impressionati. Molti di loro hanno giocato in categorie superiori, Verona però è un altro mondo. Le persone sono appassionate, vivono la squadra ventiquattr'ore su ventiquattro, tuttii giorni dell'anno. Io ho cercato di fargli capire che qui bisogna lavorare duro perchè bisogna raggiungere obiettivi importanti. Il giorno della promozione in Serie B è stato indimenticabile, voglio ripeterlo con la promozione in Serie A".

Molte sono state le voci di mercato su di te, cosa c'era di vero?
"Durante le vacanze ho staccato da tutto e da tutti per riposare. Qualcosa credo ci fosse, la società non mi ha mai peró parlato di nulla e credo che ora non succederà nulla".

PRIMO PIANO
Pillole di mercato - Ecco le principali trattative del 24 luglio
25.07.2012 01:00 di Marco Fornaro
Prosegue il mercato anche in un caldo martedì pronto a regalarci altre emozioni delle trattative che vi raccontiamo minuto dopo minuto e che vi riassumiamo nelle "Pillole di mercato" quotidiane.

Spezia, occhi puntati sul centrocampo - Nelso Ricci cerca un centrocampista, un mediano che giochi sul centrosinistra per la precisione. L'impressione è che non ci sia fretta: Morrone resta solo un'idea impraticabile, Cuffa una delle tante, anch'essa poco percorribile.

Hellas Verona, l'ultimo pezzo del puzzle - Per completare un mosaico all'altezza serve l'ultimo pezzo di qualità: il tanto osannato attaccante. Cocco, Sforzini e Cacia i tre nomi caldi, il primo appare in lieve vantaggio.

Bari, si guardan solo le vetrine - La cessione di Marotta alla Cremonese ha racchiuso la giornata del Bari, che cerca di piazzare Ghezzal per poter intervenire nuovamente sul mercato. Si osserve Spendhofer, mentre si segue Luca Orlando. Per il momento non ci si può muovere, ma solo osservare

Annotazioni di mercato - Il Livorno segue Torri. Il Novara prende Manuel Giandonato, il Modena Schiattarella. Mentre il Padova risolve il contratto di Ciccio Ruopolo. Ternana: questa la settimana decisiva per Cia, Zoboli vicinissimo Il Varese riceve richieste da Pescara, Catania e Torino per Terlizzi. Il Sassuolo segue Roberto Merino, Davì ufficializzato al Benevento. La Juve Stabia sostituisce Sau con Bruno: biennale. Il Lecce vicino a Bogliacino, ex Bari.

PRIMO PIANO
Pillole di mercato - Ecco le principali trattative del 23 luglio
24.07.2012 01:05 di Marco Fornaro
Inizia questa nuova settimana all'insegna delle trattative di mercato, riassunte come di consueto, nelle "Pillole di mercato".

Juve Stabia, bis completo - Le vespe ufficializzano Marco Gorzegno e Giuseppe Figliomeni nella retroguardia, con quest'ultimo che ha rifiutato le offerte di Novara e Ternana giunte nelle scorse ore.

Novara, il punto - Rigoni vola in A; prestito al Chievo. Continua l'interesse per Agon Mehmeti. Milanovic è una pista impraticabile, a detta del diesse Giaretta che segue Perquis dello Sochaux.

Hellas Verona, incertezze in avanti - Spunta nuovamente il nome di Daniele Cacia per l'attacco: il leccese seguito dallo Spezia sarebbe entrato prepotentemente nella lista di Sogliano, che continua ad osservare la situazione Sforzini.

Annotazioni di mercato - Il Lecce chiude per il prestito di Kevin Vinetot, il Bari avvicina Zampa, mentre continua a seguire anche Pugliese ambito dalla Ternana, che ufficializza Dumitru. Emanuele Terranova (Sassuolo) piace al Torino che potrebbe replicare il colpo Sansone anche con il difensore emiliano.

PRIMO PIANO
Spezia e Verona, regine incontrastate di un povero mercato. Ecco chi potrebbe stupirci: mentre il Lecce trema...
23.07.2012 01:30 di Marco Fornaro
Abbiamo oltrepassato la metà di luglio, un piccolo quadro di questa sessione di trattative di Serie Bwin è oramai disegnato e l'unica certezza apparsa al momento riguarda la pochezza di pittori presenti a renderne l'opera. Quella di un mercato povero di idee, ma soprattutto di soldi. La crisi economica attraversa anche il calcio come un coltello caldo nel burro, lo fa sciogliere come neve al sole e mostra solo una quantità nettamente minore di realtà solide. Come il neo promosso Spezia, eccelso in un mercato a tratti anche noioso. I liguri si stanno rendendo protagonisti di un'estate calda soprattutto nei tribunali, che tra una combine e l'altra, portano in apprensione società e tifoserie di mezza Serie B.

Gli spezzini, forti di una certa solidità e tranquillità, possono agire con sveltezza, mettendo a segno colpi importanti, tali da poter ambire per i vertici del campionato. La fantasia di Di Gennaro, le geometrie di Bovo e i gol di Pichlmann e Sansovini possono risultare determinanti in un percorso che vede altri giocatori di qualità in rosa, come Garofalo, Benedetti, Rui, Pasini e il giovane portiere Iacobucci a comporre la retroguardia (non è finita, arriverà Di Cesare più un altro attaccante) e le intuizioni di Piccini, Porcari e Mandorlini, con quest'ultimo pronto a "sfidare" per la A il papà Andrea, desideroso di riscatto dopo la cocente eliminazione dai play-off della passata avventura con il Verona. Alle spalle c'è un anno in più di esperienza utile ad evitare che vengano commessi alcuni errori (pochi a dir la verità).

Cambia tutto, il timone a Setti, le operazioni in mano a Sean Sogliano, uno dei diesse più affamati di vittoria in circolazione. Carrozza e Rivas sono il duo-fantasia della prossima stagione, con altri innesti sostanziosi a disposizione del tecnico (Pesoli, Grossi, Crespo e Bacinovic su tutti) che reclama ancora un attaccante. Sforzini e Caracciolo i primi nomi, ma non c'è fretta. La scelta deve essere oculata e ricca di meticolosità. E tra chi si sta distinguendo per altri colpi di rilevanza, notiamo il Padova. Farias è la seconda punta adatta al gioco di Pea, che potrebbe puntare facilmente sul duo Babacar-Granoche davanti con l'Ex Nocerina alle spalle. Chissà che non nasca un tridente da favola.

Meglio partire, questa volta, a fari spenti e sognare "in silenzio" una Serie A che una piazza come quella veneta meriterebbe. Il Modena proverà a ricostruirsi con calma, nella speranza di costruire una squadra autorevole, così come la Juve Stabia è a lavoro per riconfermarsi dopo un campionato all'altezza. Incerta la situazione di Grosseto e Lecce che rischiano seriamente di sprofondare in Lega Pro, mentre Lanciano e Ternana incuriosiscono nei loro movimenti. Il resto sarà tutto da verificare, in quello che giorno dopo giorno si conferma un mercato povero e alquanto incerto. Per adesso godiamoci le poche certezze presenti.

PRIMO PIANO
Pillole di mercato - Ecco le principali trattative del 22 luglio
23.07.2012 01:00 di Marco Fornaro
Anche di domenica il mercato non dorme mai, regalandoci tante altre emozioni che vi racconteremo nel classico appuntamento notturno "Pillole di Mercato".

Lecce, in attesa delle sentenze, il mercato - La Lega Pro appare vicina, ma nel frattempo i Tesoro guardano avanti. Al mercato. Martedì l'incontro per Ledian Memushaj, mentre Burrai e Palumbo sono i prossimi arrivi per la mediana. Ufficiale Diniz per la retroguardia.

Hellas Verona, si riscalda Sforzini - E' l'obiettivo principale degli scaligeri, pronti a far follie per il centravanti del Grosseto. Sogliano ci prova insistentemente, la volontà di chiudere c'è sia da società che dal ragazzo che vorrebbe giocarsi le sue carte in gialloblu.

Reggina, le operazioni di Foti - A lavoro i calabresi che oggi chiudono per Rodrigo Ely. Stuani potrbebbe restare, mentre si tenta Filippo Falco, che resterà a Lecce. Intanto piace Chiaretti, che a Reggio ritroverebbe il mentore Dionigi pronto a chiederlo in prestito al Pescara dopo l'esperienza di Taranto. Si stringe per Bergamelli

Annotazioni di mercato - Sosa si accasa al Cittadella, il Brescia ufficializza Rosso, mentre Davì (Juve Stabia) si accasa al Benevento. In difesa le vespe sono vicine a Figliomeni, mentre Masi potrebbe non finire in prestito alla Pro Vercelli per via dell'infortunio di Caceres. Il Varese studia l'ipotesi Puggioni tra i pali; calda anche la pista che porta a Moreau. Il Lanciano chiude per Marceta dal Verona (prestito).

PRIMO PIANO
Hellas Verona, la caccia al bomber ha sempre un obiettivo primario
22.07.2012 23:00 di Federico Errante
Fonte: tuttohellasverona.it
Ci sono sfumature che vanno spiegate bene. Rileggere le dichiarazioni di Sean Sogliano e Maurizio Setti sull'arrivo dell'attaccante che manca a Mandorlini, può spiegare cosa c'è dietro alla trattiva più complicata di questo mercato del Verona: quella che può portare a Nando Sforzini. Spiega Sogliano: "Ci sono momenti in cui una trattativa resta bloccata. Diamo tempo al tempo". Aggiunge il presidente Setti: "Non mi faccio prendere in giro nè tantomeno per il collo".

Traduzione: il Verona non ci sta a prezzi che in questo momento sono assolutamente fuori mercato. Ma quello che non va bene oggi potrebbe (il condizionale del mercato è sempre d'obbligo...) andare bene domani. E' chiaro che il Grosseto di Camilli sta rischiando terribilemente sul fronte calcioscommesse. Potrebbe essere addrittura deferito per responsabilità diretta. Il che significherebbe penalizzazione pesantissima (migliore delle ipotesi) o retrocessione in Lega Pro. A quel punto, cosa servirebbe Sforzini al Grosseto? E' evidente che questo passaggio sarebbe determinante per mettere le mani sul bomber.

D'altro canto c'è la posizione di Sforzini e del suo procuratore Alessandro Moggi. Il quale ha ribadito a Camilli, proprio in questi giorni che il giocatore vorebbe andare a giocarsi le sue chance al Verona.

Ed è proprio questa motivazione su cui cerca di fare leva il Verona.

Sforzini non ha mai dimenticato quella breve ma intensa esperienza all'hellas. Allora era solo un ragazzo alle prime armi, ma la città gli entrò dentro. Tanto da provarci ad ogni calciomercato a vestire il gialloblù. Solo oggi però le condizioni sembrano favorevoli. Fnalmente a Verona è arrivata una proprietà amibiziosa (Sforzini visse l'appendice della presidenza Pastorello) e il Verona parte per fare un campionato da protagonista. Ce n'è abbastanza per aspettare ancora un po'. Perchè, è chiaro: Sforzini resta l'obiettivo numero uno per Mandorlini e Sogliano.

PRIMO PIANO
Hellas Verona, riflessioni su uno slogan
22.07.2012 16:10 di Federico Errante
Fonte: hellas1903.it
“Soli contro tutti”, ha ripetuto Andrea Mandorlini dal palco della presentazione ufficiale dell’Hellas, venerdì sera. Lo slogan comparve su un volantino diffuso dalla curva Sud nell’anno dello scudetto. Era il 27 gennaio, il Verona giocava con l’Ascoli e attorno all’Hellas spiravano le pressioni della grande stampa nazionale, che dava il sogno gialloblù in fase di esaurimento. L’Inter di Altobelli, Rummenigge, Zenga, Bergomi e proprio di Mandorlini aveva appena raggiunto i ragazzi di Osvaldo Bagnoli in testa alla classifica e l’Italia dei big reclamava il sorpasso.

“Soli contro tutti”, recitava quel comunicato del settore più caldo della tifoseria dell’Hellas, che tra l'altro all'epoca era al vertice del panorama ultrà del Paese. Un motto che appartiene alla storia del Verona, ma di cui non c’è ragione di abusare. Non può diventare un mantra, un’ossessione. Non ha senso alimentare la sindrome da accerchiamento. Far credere che essere dell’Hellas sia un’equazione il cui risultato porta a chissà quali complotti o congiure di palazzo è errato.

Maurizio Setti vuole costruire un Verona che sia forte sul campo e fuori dal campo. Ha arruolato una dirigenza quotata e ben introdotta nei salotti buoni e nelle stanze federali e di lega, laddove tante decisioni vengono prese. “Soli contro tutti” è un modo di essere per i tifosi, un patrimonio che appartiene a loro, ed in via esclusiva. Non è invece un’espressione che possa sempre spiegare una sconfitta o fare da retropensiero per motivare una multa o un arbitraggio negativo.

L’Hellas, per ritornare nell’élite del calcio italiano, ha bisogno di altre logiche. E di accettare determinate regole. Da mesi sostengo che alimentare il vittimismo a tutti i costi, la convinzione che non si voglia il Verona in A per un qualche piano superiore sia il modo peggiore per cercare di arrivarci sul serio, in A.

A proposito: quel giorno di gennaio del 1985 l’Hellas vinse per 2-0 con l’Ascoli, l’Inter pareggiò per 0-0 ad Avellino. Il Verona tornò primo da solo. E tutti sapete come andò a finire dopo…

FONTE: TuttoB.com


mercoledì, luglio 25th, 2012 | Posted by Matteo Fantozzi
Calciomercato Verona, Setti: “Dobbiamo dare valore a questa squadra!”
Setti ha parlato oggi durante il programma Speciale Calciomercato su Sky: “La prima mossa è stata dare ad una società di questo valore un organigramma completo. Io sono esterno alla realtà, anche se la conosco bene, ma la serata con i tifosi è stata straordinaria anche per i dirigenti di Verona. L’anno scorso ci sono stati 20mila tifosi in media allo stadio ed è un fattore da non trascurare. Anche i bambini, che non hanno vissuto quello scudetto, ne parlano ogni giorno. Poi l’ambiente è positivo, tutta la città è pro-Hellas”.

FONTE: SerieBNews.com


L'Hellas punta alto e decide un ritiro stile «Marines»
PREPARAZIONE. Sveglia alle 8 del mattino e alla sera a letto alle 22.30. A Santa Cristina i gialloblù sono «sotto torchio» dalla mattina alla sera, Mandorlini li fa sgobbare con ritmi serrati e senza lasciare spazio agli svaghi

25/07/2012
Non si scherza a Santa Cristina. Non c'è il tempo, ma nemmeno la voglia. Se stai in campo più di cinque ore al giorno la sera non ti va di pensare ad altro se non a una buona dormita. Le vittorie si costruiscono anche così. Domina la quiete al Diamant Hotel, circondato dalla pace più assoluta. Qui è di casa Massimo Boldi, qui è passato tante volte Michele Alboreto, qui sono partiti anche la Lazio di Delio Rossi nel 2005 e il Cagliari di Giampaolo l'anno dopo.

GIORNATA LUNGA. La sveglia (sincronizzata) suona presto al mattino, alle otto in punto sono tutti in piedi. Camere da due, divise su più piani, dotate di tv, radio, cassaforte e un balcone per godersi il panorama. Senza dimenticare altri valori aggiunti, piscina e centro benessere in primis. Entro le nove la colazione con tè, latte scremato, caffé, fette biscottate, biscotti secchi, pane, crostata di marmellata, marmellate varie, miele, yogurt, succhi di frutta e cereali a scelta fra avena, muesli e farro. I pulmini devono partire mezzora prima di ogni allenamento, fissato per le dieci. Non si sgarra. Una leggera discesa, prima della svolta a destra e di una a sinistra. Arrivati. Meglio un minuto prima che un minuto dopo, finora è stato così. L'Hellas può sfruttare una palestra assorbita nella struttura, con vista direttamente sulla pista d'atletica e quindi sul campo. Comoda. Mandorlini dirige, anche col megafono. Atletica e tattica a volontà. Si finisce tardi, ma prima della doccia ci sono gli autografi. Tanti. D'altronde la porta degli spogliatoi è incollata alla rete di recinzione. Si fermano tutti, com'è normale che sia. Gomez, Maietta, Bacinovic, Ceccarelli e Hallfredsson i più gettonati, ma anche Huston ha il suo bel da fare. La gente aspetta anche all'uscita per la seconda razione di firme, di fronte al camion dell'Official Store dell'Hellas i cui affari nel fine settimana sono andati decisamente bene.

PRANZO E LETTO. A pranzo c'è la pasta, anche al pesto. Bresaola e prosciutto crudo chiudono il conto. La sera i piatti non dicono molto altro di diverso fra riso alla parmigiana, nasello al forno con patate, crostata di marmellata e lievi varianti assortite. A tavola ci si siede alle 13, a volte anche un po' dopo. Pazienza, il lavoro di campo ha la precedenza. La sala del Diamant riservata al Verona si svuota in fretta, meglio salire subito nelle camere che temporeggiare nella hall o sedersi sulle poltrone del bar. La sveglia si fa sentire di nuovo alle 16.30, più o meno tre ore di riposo vero. Si dorme o si resta comunque sdraiati, giusto per accelerare il recupero. Meglio distesi che in piedi, la regola è sempre valida. Intanto è già tempo della seconda seduta, ma stavolta la macchinetta del caffé diventa tappa irrinunciabile. Facce vispe ma anche occhi da sonno. Basta uscire per svegliarsi, l'aria fresca di Santa Cristina è energia pura. Quella non basta mai, perchè alle 17.30 si riprende a sudare. La bella fontana del Diamant scompare in fretta alle spalle dei giocatori. Ad aspettarli corsa e pallone, come scandito dal programma.

SI VA A NANNA. La cena è in tavola alle otto, la notte incalza, Santa Cristina sta per adagiarsi leggiadra nel cuore della Val Gardena. Il tempo per una passeggiata ci sarebbe anche, ma il Diamant è leggermente fuori dal paese e camminare dopo aver sgobbato tanto non è esattamente l'idea più gettonata. Qualche eccezione c'è, ma per raggiungere il centro di Santa Cristina ed Ortisei bisogna marciare per un chilometro e mezzo. Meglio andare a letto, spegnere le luci. Le 22.30, tempo di salire in camera. In piedi c'è solo qualche cliente del Diamant, nessuna tuta gialloblù. Tutti a nanna, con pensieri diversi. Domani si riparte, venerdì c'è la Fiorentina e il calcio vero. Il campionato, in fondo, non è così distante.
Alessandro De Pietro

Mandorlini ha idee chiare. Il Verona ha già un'anima
LE PRIME VERITÀ. Sono bastati pochi giorni di lavoro per far capire ai nuovi il credo del mister. Per ora soltanto esperimenti, ma sempre con grande qualità. Venerdì c'è la Fiorentina, il primo test vero per un gruppo che promette molto

24/07/2012
Non c'è tempo da perdere. Santa Cristina è lo specchio delle idee di Andrea Mandorlini. Vecchi concetti e nuove soluzioni. Il materiale umano permette di sbizzarrirsi. I giocatori sono entrati nella parte in un attimo, senza pause se non quella del riposo in camera e del caffé prima dell'allenamento del pomeriggio. Grande spirito, grande concentrazione. Mandorlini parla il giusto e lavora a testa bassa. Non fiata nessuno, sembra che il campionato dell'Hellas debba iniziare domani.

ZONA ROSSA. Il triangolo difensivo tanto caro a Mandorlini sarà diverso rispetto a un anno fa. Bacinovic al posto di Tachtsidis sposta qualche equilibrio, il Verona avrà probabilmente meno protezione preventiva ma certamente più qualità in fase di impostazione. Il mister si sta concentrando molto in quella zona di campo, educando Bacinovic e sistemando subito Pesoli vicino a Maietta. Autorità da vendere, esperienza già al servizio dell'Hellas. Pesoli è entrato nel Verona con la disinvoltura giusta. D'accordo, dopo pochi giorni di verità ne esistono poche. La carriera però parla per lui, le qualità anche. L'Hellas vuole accelerare i tempi, venerdì d'altronde c'è già la Fiorentina. Bisogna farsi trovar pronti, anche se è solo calcio d'estate. Tutto fila. Maietta è già in forma campionato, ha iniziato così come aveva chiuso la stagione. Perfetto in ogni suo intervento. Bacinovic naturalmente sarà sostenuto anche dagli altri mediani, a cui Mandorlini ha consegnato le giuste distanze e movimenti precisi. L'altra variante è Jorginho, provato in questi primi giorni da vice-Bacinovic. Il ruolo non gli è sconosciuto, sperimentato alla Sambonifacese ma solo abbozzato all'Hellas. I risultati però per adesso sono molto buoni, in attesa delle prime severe verifiche.

GOMEZ OVUNQUE. Juanito al centro dell'attacco non è una novità. Dopo una prima stagione in serie B da 14 gol, Gomez ricomincia con una maggiore conoscenza della categoria ed un'esperienza già solida. Anche in mezzo può fare sfracelli. «Ha già giocato lì, so quanto vale», osservava giorni fa Mandorlini, che da tempo ha memorizzato una soluzione che può far saltare i piani di molte difese. Trentatrè centri in due campionati fra Hellas e Gubbio sono tanti, la serie B è avvisata. Attorno a lui c'è adrenalina in abbondanza, gli esterni saranno uno dei grandi punti di forza del Verona. Un paio di accelerazioni di Rivas hanno strappato applausi a scena aperta, l'intraprendenza di Grossi è subito piaciuta, l'agilità di Carrozza giura di essere un'arma molto affilata, Martinho finora è stato utilizzato da centrocampista a sinistra ma può benissimo spostarsi qualche metro in avanti. Bene così, il Verona ha tante armi anche senza l'attaccante centrale. Figurarsi dopo.

EQUILIBRI MANCINI. Tutto sta andando a posto. Manca il bomber, ma anche a sinistra qualcosa potrebbe muoversi. Fatic è una scommessa. Mandorlini ci crede, Sogliano pure. Il mister lo voleva da un pezzo, il diesse certe scommesse le ha sempre accettate e molte le ha pure vinte. Pugliese, rimasto per l'offerta della Pro Vercelli a Scaglia, sta lavorando sodo per garantirsi la conferma. Lui vuole l'Hellas, ma il biennale del Bari non sarebbe affatto da buttare. Dipende tutto dal Verona e dalla volontà di intervenire o meno da quella parte. Per adesso va bene così, ma Fatic più Pugliese non è un binomio definitivo.

SQUADRA DI LEADER. Tanta personalità, su quello non ci piove. Il nuovo Verona è più consapevole di valere, te ne accorgi in fretta. Ricco di uomini su cui scommetteresti ad occhi chiusi. Gente da serie A, d'esperienza e di carattere. Bacinovic ha messo subito le cose in chiaro, Jorginho pare giochi a questi livelli da dieci anni, Hallfredsson è il solito straordinario valore aggiunto. Crespo ha giocato campionati d'alto livello col Siviglia e vinto coppe europee, Pesoli conosce la B come le sue tasche, Carrozza e Rivas sapranno gestire i momenti caldi. E alle loro spalle la qualità abbonda in ogni zona del campo. Verona favorito? Etichetta scomoda, ma l'Hellas ha spalle sufficientemente larghe per convivere col ruolo.
Alessandro De Pietro

Sogliano non si ferma più Cocco c'è, ora Sforzini ?
24/07/2012
Ci siamo, dopo qualche giorno servito per far capire a tutti che era il Verona a gestire i tempi della trattativa. Andrea Cocco è dell'Hellas, prima punta in doppia cifra con il povero Albinoleffe destinata a diventare l'alter ego di lusso dell'attaccante centrale già individuato in Nando Sforzini.
Il suo primo ammiratore è stato Simon Laner, suo compagno a Bergamo in una stagione disgraziata. «Potrà darci una bella mano, Andrea è un giocatore di qualità e certamente molto utile a chi lo prende», ricordava Simon il giorno della sua presentazione, dopo aver visto Cocco muoversi e segnare con il piglio del giocatore di razza. La sua vita calcistica ha viaggiato spesso in altalena.

A 19 anni era già in serie A col Cagliari, pochi mesi dopo si è ritrovato in C1 col Venezia a farsi le ossa prima delle annate senza troppa gloria di Pistoia e Rovigo. Cocco è andato in doppia cifra nel 2010, infilandone 15 di gol con la maglia dell'Alghero, in C2, recuperando così categorie perdute e raggiungendo la serie B con l'Albinoleffe, con cui ha realizzato 17 reti negli ultimi due campionati. «Mi piace lavorare per la squadra, oltre che far gol. La storia del Verona parla da sola, per me è una grande occasione», racconta Cocco, pronto ad unirsi al gruppo e a lavorare coi nuovi compagni nel ritiro di Santa Cristina di Val Gardena.

In questi mesi il ragazzo si è messo in evidenza con grandi giocate ed un prodigarsi per la squadra che hanno colpito molti direttori sportivi. Sogliano come sempre ha giocato d'anticipo, ha bloccato Cocco da un bel pezzo prima di perfezionare l'accordo alle sue condizioni. Cocco ha atteso da Cagliari la chiamata giusta, allenandosi da solo con un programma specifico consegnatogli dai preparatori atletici dell'Albino. Altro tassello del mosaico. Il nome non sarà altisonante, ma Cocco promette di essere l'acquisto giusto al posto giusto. Perché sa cantare e portare la croce, vede la porta e si sbatte per gli altri. Senza paura, senza l'assillo del gol. Più importante lavorare per gli altri.

L'Hellas prende forma e «Bacio» è già un leader
GIALLOBLÙ IN CAMPO. In attesa di due attaccanti, l'allenatore sperimenta il gioco e gli schemi. I concetti di Mandorlini: allargare il campo e sfruttare l'uno contro uno Il primo gol della stagione lo firma Carrozza, su taglio di Hallfredsson

23/07/2012
Santa Cristina. Il pallone non esce quasi mai, di solito succede solo se di qualità ne hai tanta. Il lento scorrere del ruscello quasi a bordo campo accompagna movimenti e giocate, direttive e correzioni. Santa Cristina è uno spettacolo, ma anche il nuovo Verona non scherza.
Mandorlini fa il direttore d'orchestra, attorno a lui un nuovo giocattolo che attende solo di essere plasmato. «Sulla riga», ripete fino alla noia il mister, messaggio chiaro per centrocampisti ed attaccanti.
I concetti-chiave sono semplici in fondo: allargare il campo il più possibile e sfruttare l'uno contro uno degli esterni. Recepisce in fretta Bacinovic, il vero ago della bilancia.
«Bacio», lo chiama Mandorlini, solito martello dedito soprattutto a educare la mediana. Armin ci mette un attimo a comandare la manovra con la sicurezza propria del metodista di razza. Guarda ammirato anche un ragazzino con la maglia dell'Hellas numero 77, quella di Tachtsidis, probabilmente già convinto che la nostalgia per Panagiotis durerà ancora poco.

IDEE CHIARE. Mandorlini si piazza nel cerchio di metà campo, pilota sicuro di un bolide che deve solo trovare i giusti ingranaggi. Ci vuole tempo, anche per questo il Verona ieri mattina sul campo c'è stato per più di tre ore, fra lavoro fisico e tattica. E nel pomeriggio la musica non è stata tanto diversa. «Cerca di mangiare l'erba», l'input a Martinho, altro ragazzo che coi piedi ci sa fare parecchio. Non serve dir nulla a Laner, che ha già il fuoco nelle vene. Ma l'adrenalina giunge da più parti. Dura scegliere i migliori undici in un organico così, pensi subito. Meglio così, bei problemi per Mandorlini.
Col gruppo c'è anche Tony Huston, colpo di Sean Sogliano sottratto a mezza serie A, già punto di forza del Le Mans. Ha diciannove anni, ma non sembra. Dalla sua parte, a destra, si passa a fatica. Il problema è l'italiano, ma un'insegnante di francese è già pronto a colmare la lacuna.
Roberto Bordin, braccio destro di Mandorlini, distribuisce le prime casacche. E l'Hellas prende forma, in più versioni. Di rosso si colorano Rafael, Crespo, Ceccarelli, Maietta, Pugliese con Russo, Bacinovic ed Hallfredsson più Grossi, Bjelanovic e Carrozza. Il verde in difesa va a Nicolas, Huston, Bordin (non male, nonostante la carta d'identità), Pesoli e Fatic.
Jorginho si veste da regista, una strada su cui l'Hellas vuole continuare ad insistere. Mandorlini ad un certo punto lo prende da una parte, ferma il gioco, si sbraccia. Giorgio capisce al volo. Laner lo sostiene a destra, sull'altro versante Martinho corre da vice-Hallfredsson.
Davanti Rivas si diverte a destra, ma con Pugliese trova pane per i suoi denti. Berrettoni si danna l'anima a sinistra, Gomez in mezzo dimostra una volta di più che quella può essere la sua vera mattonella adesso che gli esterni veri abbondano.
La stagione di Gubbio insegna. All'appello mancano solo Abbate e Calvano, ancora alle prese con acciacchi vari. Presto arriverà anche il loro turno.
Il primo gol della stagione lo firma Ale Carrozza, raccogliendo lo squisito taglio di Hallfredsson. Applaude la gente, almeno in duecento ieri sulle risicate tribune del Mulin da Coi a toccare con mano la promettentissima creatura di Maurizio Setti.
C'è anche Federico Sboarina, ex assessore allo sport del Comune di Verona, sempre fedele alla sua grande passione.

FUOCO E FIAMME. L'intensità sale, Fatic entra duro su Grossi, Mandorlini predica calma. Gomez vede la porta anche ad occhi chiusi, ad un certo punto Juanito si inventa un guizzo dei suoi mettendo tutti a sedere prima di togliere le ragnatele dal sette. Numero d'alta scuola.
La porta semovente accorcia il campo, fino a metà. Cambiano le casacche, Pesoli e Fatic si unisono a Maietta e Crespo. Jorginho si affianca ad Hallfredsson e Bacinovic. Mandorlini mescola le carte e cerca risposte. Probabilmente ne avrà già trovate tante, in attesa dei due attaccanti centrali. Molto presto ne arriverà uno, poi anche l'altro.
«Non c'è fretta», ricordava nei giorni scorsi Sogliano, sempre al lavoro fra contatti e trattative da concludere. La società c'è. Giovanni Gardini, il direttore generale, osserva con attenzione fra una telefonata e l'altra, mentre l'Hellas prova a muoversi da squadra. Tutto fila secondo copione, il resto verrà col tempo.
Alessandro De Pietro

L'Hellas punta alto e decide un ritiro stile «Marines»
PREPARAZIONE. Sveglia alle 8 del mattino e alla sera a letto alle 22.30. A Santa Cristina i gialloblù sono «sotto torchio» dalla mattina alla sera, Mandorlini li fa sgobbare con ritmi serrati e senza lasciare spazio agli svaghi

25/07/2012
Non si scherza a Santa Cristina. Non c'è il tempo, ma nemmeno la voglia. Se stai in campo più di cinque ore al giorno la sera non ti va di pensare ad altro se non a una buona dormita. Le vittorie si costruiscono anche così. Domina la quiete al Diamant Hotel, circondato dalla pace più assoluta. Qui è di casa Massimo Boldi, qui è passato tante volte Michele Alboreto, qui sono partiti anche la Lazio di Delio Rossi nel 2005 e il Cagliari di Giampaolo l'anno dopo.

GIORNATA LUNGA. La sveglia (sincronizzata) suona presto al mattino, alle otto in punto sono tutti in piedi. Camere da due, divise su più piani, dotate di tv, radio, cassaforte e un balcone per godersi il panorama. Senza dimenticare altri valori aggiunti, piscina e centro benessere in primis. Entro le nove la colazione con tè, latte scremato, caffé, fette biscottate, biscotti secchi, pane, crostata di marmellata, marmellate varie, miele, yogurt, succhi di frutta e cereali a scelta fra avena, muesli e farro. I pulmini devono partire mezzora prima di ogni allenamento, fissato per le dieci. Non si sgarra. Una leggera discesa, prima della svolta a destra e di una a sinistra. Arrivati. Meglio un minuto prima che un minuto dopo, finora è stato così. L'Hellas può sfruttare una palestra assorbita nella struttura, con vista direttamente sulla pista d'atletica e quindi sul campo. Comoda. Mandorlini dirige, anche col megafono. Atletica e tattica a volontà. Si finisce tardi, ma prima della doccia ci sono gli autografi. Tanti. D'altronde la porta degli spogliatoi è incollata alla rete di recinzione. Si fermano tutti, com'è normale che sia. Gomez, Maietta, Bacinovic, Ceccarelli e Hallfredsson i più gettonati, ma anche Huston ha il suo bel da fare. La gente aspetta anche all'uscita per la seconda razione di firme, di fronte al camion dell'Official Store dell'Hellas i cui affari nel fine settimana sono andati decisamente bene.

PRANZO E LETTO. A pranzo c'è la pasta, anche al pesto. Bresaola e prosciutto crudo chiudono il conto. La sera i piatti non dicono molto altro di diverso fra riso alla parmigiana, nasello al forno con patate, crostata di marmellata e lievi varianti assortite. A tavola ci si siede alle 13, a volte anche un po' dopo. Pazienza, il lavoro di campo ha la precedenza. La sala del Diamant riservata al Verona si svuota in fretta, meglio salire subito nelle camere che temporeggiare nella hall o sedersi sulle poltrone del bar. La sveglia si fa sentire di nuovo alle 16.30, più o meno tre ore di riposo vero. Si dorme o si resta comunque sdraiati, giusto per accelerare il recupero. Meglio distesi che in piedi, la regola è sempre valida. Intanto è già tempo della seconda seduta, ma stavolta la macchinetta del caffé diventa tappa irrinunciabile. Facce vispe ma anche occhi da sonno. Basta uscire per svegliarsi, l'aria fresca di Santa Cristina è energia pura. Quella non basta mai, perchè alle 17.30 si riprende a sudare. La bella fontana del Diamant scompare in fretta alle spalle dei giocatori. Ad aspettarli corsa e pallone, come scandito dal programma.

SI VA A NANNA. La cena è in tavola alle otto, la notte incalza, Santa Cristina sta per adagiarsi leggiadra nel cuore della Val Gardena. Il tempo per una passeggiata ci sarebbe anche, ma il Diamant è leggermente fuori dal paese e camminare dopo aver sgobbato tanto non è esattamente l'idea più gettonata. Qualche eccezione c'è, ma per raggiungere il centro di Santa Cristina ed Ortisei bisogna marciare per un chilometro e mezzo. Meglio andare a letto, spegnere le luci. Le 22.30, tempo di salire in camera. In piedi c'è solo qualche cliente del Diamant, nessuna tuta gialloblù. Tutti a nanna, con pensieri diversi. Domani si riparte, venerdì c'è la Fiorentina e il calcio vero. Il campionato, in fondo, non è così distante.
Alessandro De Pietro

Mandorlini ha idee chiare. Il Verona ha già un'anima
LE PRIME VERITÀ. Sono bastati pochi giorni di lavoro per far capire ai nuovi il credo del mister. Per ora soltanto esperimenti, ma sempre con grande qualità. Venerdì c'è la Fiorentina, il primo test vero per un gruppo che promette molto

24/07/2012
Non c'è tempo da perdere. Santa Cristina è lo specchio delle idee di Andrea Mandorlini. Vecchi concetti e nuove soluzioni. Il materiale umano permette di sbizzarrirsi. I giocatori sono entrati nella parte in un attimo, senza pause se non quella del riposo in camera e del caffé prima dell'allenamento del pomeriggio. Grande spirito, grande concentrazione. Mandorlini parla il giusto e lavora a testa bassa. Non fiata nessuno, sembra che il campionato dell'Hellas debba iniziare domani.

ZONA ROSSA. Il triangolo difensivo tanto caro a Mandorlini sarà diverso rispetto a un anno fa. Bacinovic al posto di Tachtsidis sposta qualche equilibrio, il Verona avrà probabilmente meno protezione preventiva ma certamente più qualità in fase di impostazione. Il mister si sta concentrando molto in quella zona di campo, educando Bacinovic e sistemando subito Pesoli vicino a Maietta. Autorità da vendere, esperienza già al servizio dell'Hellas. Pesoli è entrato nel Verona con la disinvoltura giusta. D'accordo, dopo pochi giorni di verità ne esistono poche. La carriera però parla per lui, le qualità anche. L'Hellas vuole accelerare i tempi, venerdì d'altronde c'è già la Fiorentina. Bisogna farsi trovar pronti, anche se è solo calcio d'estate. Tutto fila. Maietta è già in forma campionato, ha iniziato così come aveva chiuso la stagione. Perfetto in ogni suo intervento. Bacinovic naturalmente sarà sostenuto anche dagli altri mediani, a cui Mandorlini ha consegnato le giuste distanze e movimenti precisi. L'altra variante è Jorginho, provato in questi primi giorni da vice-Bacinovic. Il ruolo non gli è sconosciuto, sperimentato alla Sambonifacese ma solo abbozzato all'Hellas. I risultati però per adesso sono molto buoni, in attesa delle prime severe verifiche.

GOMEZ OVUNQUE. Juanito al centro dell'attacco non è una novità. Dopo una prima stagione in serie B da 14 gol, Gomez ricomincia con una maggiore conoscenza della categoria ed un'esperienza già solida. Anche in mezzo può fare sfracelli. «Ha già giocato lì, so quanto vale», osservava giorni fa Mandorlini, che da tempo ha memorizzato una soluzione che può far saltare i piani di molte difese. Trentatrè centri in due campionati fra Hellas e Gubbio sono tanti, la serie B è avvisata. Attorno a lui c'è adrenalina in abbondanza, gli esterni saranno uno dei grandi punti di forza del Verona. Un paio di accelerazioni di Rivas hanno strappato applausi a scena aperta, l'intraprendenza di Grossi è subito piaciuta, l'agilità di Carrozza giura di essere un'arma molto affilata, Martinho finora è stato utilizzato da centrocampista a sinistra ma può benissimo spostarsi qualche metro in avanti. Bene così, il Verona ha tante armi anche senza l'attaccante centrale. Figurarsi dopo.

EQUILIBRI MANCINI. Tutto sta andando a posto. Manca il bomber, ma anche a sinistra qualcosa potrebbe muoversi. Fatic è una scommessa. Mandorlini ci crede, Sogliano pure. Il mister lo voleva da un pezzo, il diesse certe scommesse le ha sempre accettate e molte le ha pure vinte. Pugliese, rimasto per l'offerta della Pro Vercelli a Scaglia, sta lavorando sodo per garantirsi la conferma. Lui vuole l'Hellas, ma il biennale del Bari non sarebbe affatto da buttare. Dipende tutto dal Verona e dalla volontà di intervenire o meno da quella parte. Per adesso va bene così, ma Fatic più Pugliese non è un binomio definitivo.

SQUADRA DI LEADER. Tanta personalità, su quello non ci piove. Il nuovo Verona è più consapevole di valere, te ne accorgi in fretta. Ricco di uomini su cui scommetteresti ad occhi chiusi. Gente da serie A, d'esperienza e di carattere. Bacinovic ha messo subito le cose in chiaro, Jorginho pare giochi a questi livelli da dieci anni, Hallfredsson è il solito straordinario valore aggiunto. Crespo ha giocato campionati d'alto livello col Siviglia e vinto coppe europee, Pesoli conosce la B come le sue tasche, Carrozza e Rivas sapranno gestire i momenti caldi. E alle loro spalle la qualità abbonda in ogni zona del campo. Verona favorito? Etichetta scomoda, ma l'Hellas ha spalle sufficientemente larghe per convivere col ruolo.
Alessandro De Pietro

Sogliano non si ferma più Cocco c'è, ora Sforzini ?
24/07/2012
Ci siamo, dopo qualche giorno servito per far capire a tutti che era il Verona a gestire i tempi della trattativa. Andrea Cocco è dell'Hellas, prima punta in doppia cifra con il povero Albinoleffe destinata a diventare l'alter ego di lusso dell'attaccante centrale già individuato in Nando Sforzini.
Il suo primo ammiratore è stato Simon Laner, suo compagno a Bergamo in una stagione disgraziata. «Potrà darci una bella mano, Andrea è un giocatore di qualità e certamente molto utile a chi lo prende», ricordava Simon il giorno della sua presentazione, dopo aver visto Cocco muoversi e segnare con il piglio del giocatore di razza. La sua vita calcistica ha viaggiato spesso in altalena.

A 19 anni era già in serie A col Cagliari, pochi mesi dopo si è ritrovato in C1 col Venezia a farsi le ossa prima delle annate senza troppa gloria di Pistoia e Rovigo. Cocco è andato in doppia cifra nel 2010, infilandone 15 di gol con la maglia dell'Alghero, in C2, recuperando così categorie perdute e raggiungendo la serie B con l'Albinoleffe, con cui ha realizzato 17 reti negli ultimi due campionati. «Mi piace lavorare per la squadra, oltre che far gol. La storia del Verona parla da sola, per me è una grande occasione», racconta Cocco, pronto ad unirsi al gruppo e a lavorare coi nuovi compagni nel ritiro di Santa Cristina di Val Gardena.

In questi mesi il ragazzo si è messo in evidenza con grandi giocate ed un prodigarsi per la squadra che hanno colpito molti direttori sportivi. Sogliano come sempre ha giocato d'anticipo, ha bloccato Cocco da un bel pezzo prima di perfezionare l'accordo alle sue condizioni. Cocco ha atteso da Cagliari la chiamata giusta, allenandosi da solo con un programma specifico consegnatogli dai preparatori atletici dell'Albino. Altro tassello del mosaico. Il nome non sarà altisonante, ma Cocco promette di essere l'acquisto giusto al posto giusto. Perché sa cantare e portare la croce, vede la porta e si sbatte per gli altri. Senza paura, senza l'assillo del gol. Più importante lavorare per gli altri.

FONTE: LArena.it


Santa Cristina: anche Sogliano ad osservare gli allenamenti
Postata il 25/07/2012 alle ore 20:06
Al centro sportivo "Mulin da Coi" lavoro atletico con ripetute e possessi palla, seguiti da riscaldamento, torelli, tattiche, cross, conclusioni a rete e partita
SANTA CRISTINA - Prosegue il conto alla rovescia in vista della prima amichevole estiva dell'Hellas Verona, in programma venerdì alle 18:30 a Moena.
Mercoledì i gialloblù hanno svolto una doppia seduta di fronte al direttore sportivo Sogliano ed ai giornalisti veronesi, giunti in Val Gardena in occasione di un ampio spazio interviste organizzato tra la tarda mattinata e la metà del pomeriggio. Al centro sportivo "Mulin da Coi" lavoro atletico con ripetute e possessi palla, seguiti da riscaldamento, torelli, tattiche, cross, conclusioni a rete e partita.
Ufficio Stampa

Mandorlini: "Sarà il campo a dare i giudizi"
Postata il 25/07/2012 alle ore 13:06
"Verona è una piazza importante, esigente ma ricca di passione: chi è arrivato quest’anno l’ha capito già dalla presentazione"
SANTA CRISTINA - Prime parole di fronte agli organi d'informazione dopo l'arrivo dei gialloblù a Santa Cristina da parte di Andrea Mandorlini: "In questa fase della stagione tutte le formazioni hanno un denominatore comune: la stanchezza. Ora l’obiettivo è lavorare correttamente, finora ci sono stati pochi intoppi e per questo siamo contenti. Concentriamoci sul primo impegno ufficiale, in programma il 12 agosto".
"Stiamo valutando tanti giovani presenti - continua l'allenatore scaligero - in linea di massima siamo sulla stessa lunghezza d’onda degli altri anni. A parte qualche piccolo acciacco procediamo bene. I nuovi sono molto disponibili, hanno voglia di fare e mettersi in mostra. Ritengo sia l’aspetto più importante".
"Pesoli è un calciatore d’esperienza che va a completare un organico che qualcosa ha cambiato. Avere due giocatori per ruolo è fondamentale, il principio non cambia. L’unico peso che sentiamo ora è dovuto ai metri affrontati in preparazione, i favori della vigilia lasciano il tempo che trovano. Sarà il campo a dare i giudizi. Verona è una piazza importante, esigente ma ricca di passione: chi è arrivato quest’anno l’ha capito già dalla presentazione".
Ufficio Stampa

Bordin: "Intensità alla base del lavoro"
Postata il 25/07/2012 alle ore 14:45
"Il mister è come sempre molto concentrato sulla tattica, la TIM Cup è alle porte per cui sfrutteremo le amichevoli per crescere in ogni reparto"
SANTA CRISTINA - Avvio di stagione caratterizzato da carichi di lavoro intensi, con lo staff tecnico alla ricerca del volto iniziale della formazione scaligera. Addetti ai lavori presenti sugli spalti intenti a cogliere i primi particolari sullo schieramento dell'Hellas Verona: "Capita anche di mettere in campo squadre composte da dodici elementi al fine di dare spazio a tutti - dice l'allenatore in seconda Roberto Bordin - come giusto che sia. Il mister ha già fatto alcune prove in questi giorni, ci teniamo a far bene anche se tutte le compagini sono impegnate nel perfezionare la preparazione. Già da venerdì cercheremo di fare alcuni accorgimenti, anche per valutare la situazione dei nuovi arrivi".
"Il mio ruolo prevede l'aiuto ai giocatori per capire e mettere in pratica quanto richiesto da Mandorlini, hanno già colto che l'intensità è alla base del nostro lavoro. Il mister è come sempre molto concentrato sulla tattica, la TIM Cup è alle porte per cui sfrutteremo le amichevoli per crescere in ogni reparto. Si è cambiato molto, si tratta di un lavoro abbastanza impegnativo".
Ufficio Stampa

Ritiro estivo, la giornata-tipo dei gialloblù
Postata il 23/07/2012 alle ore 17:25
Sveglia alle 8, colazione alle 9, alle 10 la prima seduta di allenamento. Pranzo alle 13, 16:30 la sveglia, 17:30 la seconda seduta
SANTA CRISTINA - Di seguito la giornata-tipo dei gialloblù a Santa Cristina Val Gardena, sede del ritiro estivo:
ore 8: sveglia
ore 9: colazione
ore 10: allenamento
ore 13: pranzo
ore 16:30: sveglia
ore 17:30: allenamento
ore 20: cena
ore 22:30: riposo

Domenica con due sedute per i gialloblù
Postata il 22/07/2012 alle ore 20:52
Riscaldamento, lavoro di forza in palestra, trasformazione sul campo, tattica, partita e scarico al mattino, possesso palla, esercitazioni tattiche per reparto e lavoro atletico nel pomeriggio
SANTA CRISTINA - Secondo giorno di permanenza in Val Gardena per l'Hellas Verona, caratterizzato da una doppia seduta di allenamento.
Riscaldamento, lavoro di forza in palestra, trasformazione sul campo, tattica, partita e scarico al mattino, possesso palla, esercitazioni tattiche per reparto e lavoro atletico nel pomeriggio.
Ufficio Stampa

Santa Cristina, al via il ritiro estivo
Postata il 21/07/2012 alle ore 20:50
Partiti per la Val Gardena nella mattinata di sabato, scaligeri in campo al "Mulin da Coi" alle 17, per affrontare una seduta caratterizzata principalmente da lavoro atletico
SANTA CRISTINA - Primo giorno a Santa Cristina per la formazione scaligera, reduce dal saluto alla città presso il centro sportivo "Olivieri" di Via Sogare.
Partiti per la Val Gardena nella mattinata di sabato, scaligeri in campo al "Mulin da Coi" alle 17, per affrontare una seduta caratterizzata da riscaldamento e lavoro atletico con ripetute.
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it




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MULTA A CASSANO per l'ignobile frase omofoba agli europei...
RITIRO FORZATO PER POSSANZINI: Il bomber ha scoperto un problema al cuore!
FORMULA 1: Stavolta la vittoria non sfugge ad ALONSO che con la sua FERRARI domina ad Hockenheim...
GAMBARIN, l'artista dell'aratro, disegna lo stemma olimpico

SERIE A
Ciak si gira: spettacolo Roma! Il regista è sempre il boemo
23.07.2012 19.30 di Arturo Minervini
Giovani e di talento. Proprio come piacciono a Zdenek Zeman. Cresce tra i primi, ed ovviamente relativi, consensi la Roma che sotto la guida del nuovo tecnico ha già preso la fisionomia della squadra tipica guidata dal boemo. Tagli continui, verticalizzazioni e tanto spazio alla fantasia. E' solo l'inizio, ma che inzio.

La sorpresa Panagiotis Tachtsidis non poteva scegliere modo migliore per presentarsi ai suoi nuovi tifosi. Nell'amichevole contro lo Zaglebie, vinta 4-0 dai giallorossi, il greco ha convinto tutti piazzato davanti alla difesa, stupendo per quantità e qualità del suo gioco. Prestazione impreziosita da una rete siglata con un cucchiaio da fuori, sotto gli occhi del "maestro" della materia Totti, che ha strappato applausi a scena aperta. Ma c'è tanto oltre il gol. C'è un ragazzo con fisicità, visione di gioco e personalità fuori dal comune. Il direttore Sabatini lo seguiva da ben prima del suo sbarco in Italia, Zeman lo ha ammirato nello scorso campionato di B a Verona. E' grazie a loro se Panagiotis veste il giallorosso. Con queste basi il ragazzo sembra pronto a ripagare a pieno tale fiducia....

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


ESULTANZA OMOFOBA VERSO I TIFOSI AVVERSARI, POLEMICA IN NORVEGIA SU PEDERSEN -VIDEO
Martedì 24 Luglio 2012 - 16:35
OSLO - Scoppia la polemica in Norvegia intorno a Marcus Pedersen, giocatore del Valerenga, che dopo un gol ha rivolto un'esultanza dai toni omofobi nei confronti dei tifosi dello Stabaek. Dopo aver segnato, infatti, Pedersen ha mimato nei confronti dei tifosi avversari del sesso orale e poi ha continuato con insulti verbali. Se il mondo del calcio chiede a gran voce una sanzione esemplare da parte della Federcalcio, Pedersen si è pentito e giustificato: "Ripensandoci, avrei dovuto evitare tutto questo. È stato un gesto istintivo, dopo che i tifosi dello Stabaek mi hanno insultato durante tutto il riscaldamento".

INZAGHI SI RITIRA, ALLENERÀ GLI ALLIEVI NAZIONALI DEL MILAN
Martedì 24 Luglio 2012 - 18:48
MILANO - Filippo Inzaghi è il nuovo allenatore della squadra Allievi Nazionali del Milan. La società rossonera ufficializza l'accordo con l'ormai ex calciatore che ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2014.
Il Milan, che augura buon lavoro a Superpippo, ha anche scritto in un comunicato: "Chissà quali e quanti nuovi record da allenatore ha già in mente! il super-appassionato di calcio Filippo Inzaghi, il server umano di informazioni e conoscenze su tutte le squadre italiane ed estere, sarà l'allenatore degli Allievi Nazionali del Milan fino al 30 Giugno 2014. Il suo gol contro il Novara è stata l'ultima perla sul campo. Da oggi tutti i concetti che ha tramesso, in tanti in tanti anni di interviste ("L'importante è avere passione, crederci, lavorare, non è fondamentale avere il talento dei fuoriclasse per diventare grandi calciatori"), dovrà trasferirli ai giovani rossoneri".

IL CATANIA OFFRE ABBONAMENTI GRATUITI AI TIFOSI IN DIFFICOLTÀ
Martedì 24 Luglio 2012 - 19:27
CATANIA - Il Catania consegnerà un pacchetto di abbonamenti gratuiti a quei sostenitori che stanno attraversando un periodo di difficoltà economica e che per questo motivo non riusciranno ad abbonarsi e ad andare allo stadio. Lo ha comunicato la società etnea con una nota pubblicata sul proprio sito internet. «Pensando a loro - si legge nella nota - e con la dovuta attenzione alla sfera del sociale, il Calcio Catania metterà a disposizione alcuni abbonamenti gratuiti, che saranno assegnati in base alle segnalazioni degli abbonati 2012/13. A breve, su Calciocatania.it, gli abbonati e/o possessori di tessera »Cuore Rossazzurro« potranno indicare il nominativo di una persona di »comprovata« passione per i nostri colori, colpita da avverse circostanze e significative vicissitudini e impossibilitata oggettivamente a rinnovare o sottoscrivere l'abbonamento». Ci sarà comunque particolare attenzione all'aspetto legato alla privacy. «Comunicazioni e trattamento dei relativi dati personali - scrive la società rossazzurra - avverranno con la massima riservatezza e nel pieno rispetto delle vigenti disposizioni di legge a tutela della privacy. Tali informazioni non saranno in alcun modo rese note o divulgate. Al termine della Campagna Abbonamenti 2012/13, in base alle segnalazioni raccolte, il Calcio Catania consegnerà gli abbonamenti gratuiti ai sostenitori che avranno riportato il maggior numero di menzioni».

MILAN, ESCE IL COMUNICATO SUL RIMBORSO DEGLI ABBONAMENTI
Lunedì 23 Luglio 2012 - 19:33
MILANO - Adriano Galliani lo aveva già annunciato alla stampa, ora c'è anche il comunicato ufficiale sul sito della società: il Milan rimborserà l'abbonamento a tutti i tifosi insoddisfatti della campagna acquisti.
Varie le opzioni per ottenere il rimborso totale delle cifre spese per sottoscrivere l'abbonamento: su internet, tramite il sito ufficiale, per telefono, oppure direttamente ai botteghini di San Siro

ROMA, ZEMAN ELOGIA TACHTSIDIS: "PUÒ FARE MEGLIO, MA CI SARÀ MOLTO UTILE" -VIDEO
Lunedì 23 Luglio 2012 - 16:22
CHICAGO - Zdenek Zeman elogia Panagiotis Tachtsidis al termine dell'amichevole vinta dalla Roma per 4-0 sui polacchi dello Zaglebie Lubin disputata allo stadio Wrigley Field di Chicago. Il regista greco è stato tra i protagonisti dell'incontro grazie a uno splendido gol col 'cucchiaio’ realizzato nel primo tempo. «Tachtsidis per me può fare molto meglio - ha spiegato il tecnico boemo - ma è un giocatore che vede il gioco, che mette la palla di prima. Sono convinto che può darci una grossa mano». Zeman si è poi dichiarato meno soddisfatto del secondo tempo della partita caratterizzato da una formazione rivoluzionata dai cambi, ma con l'ingresso di capitan Totti. «Il primo tempo non mi è dispiaciuto, abbiamo accennato qualche giocata, qualche combinazione e poi abbiamo fatto risultato anche se per me non conta niente - ha concluso l'allenatore giallorosso - Nella ripresa invece abbiamo sbagliato tutto, non si può giocare individualmente, io non lavoro per questo calcio».

TOMMASI A IBRA: "CALCIO ITALIANO SENZA FUTURO? SIAMO ARRIVATI IN FINALE A EURO 2012"
Giovedì 19 Luglio 2012 - 16:47
ROMA - «Ibrahimovic afferma che il calcio italiano non ha futuro? Sono dichiarazioni di un giocatore che ha appena lasciato l'Italia e che sicuramente sarà più ottimista per la nuova avventura rispetto a quella lasciata. La finale dell'Europeo raggiunta, però, è la dimostrazione che dal punto di vista sportivo possiamo ancora dire la nostra». Damiano Tommasi, presidente della Assocalciatori, replica così al campione svedese che ha lasciato il Milan per il Paris Saint Germain.

"CONTRATTO COLLETTIVO? NON MI SBILANCIO PIÙ" - «Quanto manca all'accordo sul contratto collettivo? Siamo andati avanti un anno dicendo che manca la firma, quindi non mi sbilancio». Il presidente della Assocalciatori Damiano Tommasi, entrando in Figc dove è in programma il Consiglio Federale, preferisce non fare previsioni sui tempi necessari al raggiungimento dell'accordo sul contratto collettivo tra Aic e Lega Calcio. «Ottimista? Lo sono di natura. Speriamo che si possa far bene», ha auspicato.

MILAN, GALLIANI: "I CAMPIONI NON VENGONO PIÙ IN ITALIA. JOVETIC? NESSUN CONTATTO"
Giovedì 19 Luglio 2012 - 16:43
MILANO - »Ci proveremo, ma qui ormai i top player non entrano più, perciò vediamo di farli«. Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan, ha risposto così a una domanda sui possibili colpi di mercato del club rossonero dopo le cessioni di Thiago Silva e Zlatan Ibrahimovic al Paris Saint-Germain. Il dirigente rossonero è stato intercettato ieri sera da Sky insieme a Mino Raiola, agente di Ibra, all'uscita di un noto ristorante di Milano. Galliani ha smentito di avere parlato di Stevan Jovetic, attaccante della Fiorentina già nel mirino della Juventus, con il ds viola Daniele Pradè: »No, assolutamente, non abbiamo parlato di Jovetic, Pradè è un amico«, ha assicurato il dirigente del Milan. L'incontro con Raiola, a quanto pare, non era legato ad altre possibili operazioni di mercato: »Non sono più importante per il Milan, non c'è più nessuno qui«, ha affermato il procuratore di Ibra e Mario Balotelli. La cessione dell'attaccante svedese al Psg ha impoverito il calcio italiano e arricchito quello francese. »È difficile capire ma dobbiamo cambiare mentalità, cambiare idea. Non è la fine del mondo, i top player non vengono più. Dobbiamo essere più intelligenti degli altri«, ha sottolineato Raiola.

TENNIS, NADAL RINUNCIA ALLE OLIMPIADI: "NON HO LA CONDIZIONE FISICA GIUSTA"
Giovedì 19 Luglio 2012 - 17:40
MADRID - Rafa Nadal non parteciperà alle Olimpiadi di Londra 2012. Lo ha fatto sapere lui stesso con una nota in cui spiega di non essere "nelle condizioni fisiche per competere". Nadal aveva vinto l'oro a Pechino 2008 e avrebbe dovuto essere il portabandiera della Spagna. "È uno dei momenti più tristi della mia carriera", ha commentato.
SOFFRE DI TENDINITE A metterlo fuori gioco è stata la tendinite di cui soffre periodicamente alle ginocchia e che di recente gli aveva di nuovo creato dei problemi. Così dopo essere stato eliminato al secondo turno a Wimbledon si era sottoposto alle cure del caso in una clinica di Vitoria e gli erano state prescritte due settimane di riposo. Tutto ciò però non gli sarà sufficiente per andare a Londra e difendere il titolo conquistato quattro anni fa a Pechino. "Non ce la faccio per Londra - spiega Nadal - e quindi non viaggerò con la delegazione olimpica spagnola per partecipare ai Giochi. Devo pensare ai miei compagni, non posso essere egoista perchè prima di tutto vengono lo sport ed il tennis spagnolo. Devo lasciare spazio ad un compagno che sia meglio preparato di me".

ALLA FINE HA GETTATO LA SPUGNA "Ho provato a farcela fino all'ultimo momento - continua il n.3 del ranking Atp - ed è uno dei momenti più tristi per me. Avevo un desiderio grandissimo di esserci e di vivere un momento così speciale come essere il portabandiera della Spagna nella cerimonia di apertura dei Giochi di Londra. Potete quindi immaginare quanto per me sia stato duro prendere questa decisione". Ora il comitato olimpico spagnolo deve trovare un altro portabandiera. Dovrebbe essere il velista Iker Fernandez, visto che il ciclista Samuel Sanchez, un altro aspirante al ruolo, è anche lui in forte dubbio per Londra a causa di una frattura del dito di una mano e la forte contusione ad una spalla riportate la settimana scorsa in una tappa del Tour.

L'UEFA MULTA CASSANO PER LA FRASE SUI GAY IN CONFERENZA STAMPA -FOTO/VIDEO
Venerdì 20 Luglio 2012 - 17:31
ZURIGO - La Commissione disciplinare della Uefa ha inflitto una sanzione di 15.000 euro ad Antonio Cassano per «dichiarazioni discriminatorie» fatte alla stampa durante Euro 2012. Nei confronti dell'azzurro era stata aperta un'inchiesta dopo una conferenza stampa del 12 giugno quando, a una domanda sul rapporto tra calcio azzurro e omosessualità, aveva risposto: «Spero non ci siano froci tra gli azzurri, comunque è un problema loro». Parole che avevano scatenato molte polemiche. Il rossonero si era poi scusato.

POSSANZINI SI RITIRA: "HO SCOPERTO UN PROBLEMA AL CUORE" -FOTO
Venerdì 20 Luglio 2012 - 17:43
CREMONA - Davide Possanzini lascia il calcio giocato per un problema al cuore. L'attaccante, che solo una settimana fa aveva firmato il rinnovo con la Cremonese, ha scoperto durante le visite mediche di soffrire di «una fibrillazione atriale» che gli impedirebbe di ottenere l'idoneità per giocare. Il giocatore oggi ha spiegato in conferenza stampa i motivi che lo hanno costretto a non partire con la squadra per il ritiro di Folgaria e, di conseguenza, a dire addio al calcio. «Da due anni ho iniziato ad avere delle sensazioni strane ma è sempre stato tutto nella norma», ha raccontato. Fino al verdetto: «È successo tutto all'improvviso. Durante le visite di routine è emerso il problema. Ho avuto un piccolo problema al cuore. Devo per forza abbandonare il calcio. Mi ritiro a 36 anni ma io me ne sento 22, avrei potuto dare ancora tanto», ha sottolineato con un pò di rammarico. «Io mi sento ancora giovane e mi dispiace molto non poter più giocare a calcio. Ma io dico sempre che a calcio bisogna giocare con il cuore...Ecco perchè non posso più farlo».

DA 'NOMADE' A BANDIERA DEL BRESCIA, ORA DIRIGENTE ALLA CREMONESE? - Nella sua lunga carriera Possanzini ha indossato le maglie di molte squadre, ma è nel Brescia che ha militato più a lungo. Con le 'rondinelle', di cui è anche stato capitano, Possanzini ha collezionato 195 partite e 58 gol tra il 2005 e il 2011. Nel 2009 fu anche al centro di una lunga e spinosa vicenda insieme a Daniele Mannini, all'epoca dei fatti suo compagno di squadra: i due furono squalificati per un anno dal Tas di Losanna dopo essersi presentati in ritardo a un controllo antidoping del 2007, ma lo stesso Tribunale arbitrale sportivo modificò la propria decisione accogliendo l'istanza di revisione proposta dalla Figc e confermando la prima sanzione di 15 giorni emessa dal Giudice di Ultima Istanza in materia di Doping (Gui) del Coni. Possanzini, approdato alla Cremonese lo scorso gennaio, nello scorso campionato ha segnato 6 gol in 11 presenze. Il presidente della Cremonese, Maurizio Calcinoni, ha affermato che «da parte nostra c'è la volontà di continuare la collaborazione con Davide».

FONTE: Leggo.it


CALCIOMERCATO
LIVE TLP HILTON - Portogruaro, preso un ex Verona
24.07.2012 11:00 di Nicolò Schira - twitter: @BomberNiko
Il Portogruaro si è assicurato il terzino, ex Verona e Lecco, Leonardo Moracci. Per il giocatore contratto annuale. Atteso nelle prossime ore l'annuncio ufficiale.

FONTE: TuttoLegaPro.com


Remondina, cuore Hellas «Se ci ripenso, che rabbia»
STORIE DI EX. Domenica ha affrontato il Chievo col suo Feralpi Salò

24/07/2012
Guarda chi c'è a San Zeno di Montagna: Gianmarco Remondina. Guida il FeralpiSalò, squadra tosta di Prima Divisione. 'Depardieu' si concede il lusso di battere il Chievo. Partita fuoriclassifica, certo. Ma fa morale. Verona è a due passi da qui. Il ricordo del tecnico bresciano non si è ancora annacquato. Remondina, il Verona non si dimentica mai. Vero? “Assolutamente. Non ho mai smesso di seguirli. L'Hellas mi è rimasto nel cuore. Lo seguo sempre con grande attenzione e non potrebbe essere diversamente”.

Poteva essere A “E' andata male. Ma sono convinto che quest'anno il Verona riproverà subito a vincere”. Se torna indietro di un paio d'anni... “Mi è dispiaciuto per non avere avuto la possibilità di finire il campionato. Avrei preferito fare io i playoff. Grossi errori, a mio avviso, non ce ne sono stati. Il problema? Bisogna vincere il campionato subito. Ma avendo cambiato 15-16 giocatori nel corso dell'annata non si poteva pretendere di vincere tutto e subito. Resto comunque soddisfatto di quello che ho fatto”.

Martinelli non è più solo. Ha visto? E' arrivato Setti e l'Hellas di è dimostrata molto attiva sul mercato “Martinelli ha fatto grandi cose. Ha trascinato in B il club e ha sfiorato l'accesso alla serie A. Credo gli debbano essere attribuiti grandi meriti. Poi, un aiuto l'aveva chiesto più volte, ci voleva proprio”. Tornando all'Hellas: forse non si è creduto fino in fondo in Remondina nel momento di massima difficoltà? “E' andata così. Ma succede quando una squadra non riesce a vincere o non raggiunge l'obiettivo che si era prefissata. In quei momenti paga l'allenatore. Io di Verona e dell'Hellas conservo grandi ricordi: la Curva e lo stadio pieno. L'amarezza è proprio non aver vinto. Per il resto: solo chi ha allenato e giocato nell'Hellas può sapere cosa vale aver fatto questo”.
S.A.

Alonso sigla il tris a Hockenheim su Vettel e Button
PERFEZIONE. Vittoria di forza della Ferrari su Red Bull e McLaren. A fine gara il campione del mondo è stato retrocesso al quinto posto per un sorpasso che i giudici hanno considerato irregolare

23/07/2012
ROMA In testa dall'inizio alla fine del Gran premio di Germania. Grazie a una gara perfetta alla guida e ai box, Fernando Alonso dopo Sepang e valencia, ha calato il tris a Hockenheim, portandosi a casa una vittoria di forza e allungando in testa al Mondiale sul duo della Red Bull. Lo spagnolo parte bene e gestisce il piccolo vantaggio iniziale fino alla bandiera a scacchi senza commettere alcun errore: dietro all'asturiano si contendono la piazza d'onore Sebastian Vettel e Jenson Button, la spunta proprio all'ultimo il campione del mondo con un sorpasso, giudicato dai commissari a fine gara contrario al regolamento perché è stato effettuato utilizzando la parte esterna della pista. Una manovra che costerà al due volte iridato 20" di penalità e la retrocessione dal secondo al quinto posto e distanza maggiore da Alonso (44 punti) nella classifica piloti. Gran premio da dimenticare per la McLaren di Lewis Hamilton, ritiratosi a pochi giri dal termine, e per la Ferrari di Felipe Massa, arrivato dodicesimo, frenati poco dopo il via rispettivamente da una foratura e da una collisione. Impalpabile il re di Silverstone, Mark Webber, che, con un opaco ottavo posto, resta comunque al secondo posto nella corsa per il titolo (a -34 punti da Alonso) e davanti al compagno di squadra.

Partenza regolare a Hockenheim, con la Ferrari di Alonso che scattava dalla pole position ed era subito in testa alla corsa, davanti alla Red Bull di Vettel subito in battaglia con il connazionale Michael Schumacher che, con la sua Mercedes, ha tentato di prendersi la seconda piazza, dopo il semaforo verde. Subito ai box, la Rossa di Massa per sostituire l'alettone anteriore, in seguito a un contatto al semaforo verde con la Toro Rosso di Ricciardo. Problemi anche per la McLaren di Hamilton che fora una gomma e, come il brasiliano, è costretto a fermarsi per sostituire gli pneumatici: per entrambi gara in salita. Mentre Schumi sembra in grande spolvero sul circuito di casa, la Ferrari di Alonso tiene facilmente dietro la Red Bull del campione del mondo Vettel. Lo spagnolo guadagna anche qualche decimo e al giro 18 va ai box per mettere le gomme medie, lo seguono prima Button, terzo, poi Vettel. Al ritorno in pista dei tre la situazione resta invariata, con Alonso davanti a Vettel (a circa tre decimi) e Button più staccato. Passa qualche giro e la Rossa dello spagnolo comincia a perdere rispetto alla Red Bull del tedesco che si avvicina sempre di più fino ad azzerare quasi il distacco di tre decimi al termine del primo pit-stop. Quando Vettel sembra aspettare il momento buono per passare Alonso, tra i due si intromette la McLaren doppiata di Hamilton: l'inglese con gomme fresche supera Vettel, suscitandone le ire quasi a fare il gioco della Rossa di Alonso che così guadagna qualche millesimo.

Hamilton prova a passare anche lo spagnolo leader del mondiale che però resiste fino al secondo pit-stop al termine del quale resta al comando della davanti non più a Vettel, ma ad un ottimo Button. L'altro inglese delle Frecce d'argento sfrutta così la sosta e il lavoro 'sporcò del compagno di squadra. Con oltre 20 giri al termine del Gp di Germania, la Ferrari di Alonso tiene bene il confronto con gli inseguitori che non mollano la presa, restando col fiato sul collo dell'asturiano: il giovane campione del mondo ce la mette tutta per non perdere di vista il duo di testa Alonso-Button, tagliando le traiettorie fino a rischiare di finire fuori strada. Negli ultimi chilometri la Ferrari del pilota di Oviedo piazza l'allungo decisivo che lo lancia davanti a tutti sotto la bandiera a scacchi come unico vincitore di tre gare dall'inizio della stagione. Dietro allo spagnolo, ormai in fuga nel Mondiale con una F2012 sempre più competitiva, la gara non è finita con Vettel che alle ultime curve sorprende Button con un sorpasso destinato a far discutere. E che a circa due ore dalla fine della Gp di Germania viene ritenuto contrario alle regole ricacciando il tedesco della Red Bull al quinto posto e più lontano nella corsa al titolo.

E Gambarin con l'aratro disegna i cinque cerchi
23/07/2012
È uno speciale omaggio ai Giochi olimpici 2012 di Londra quello che Dario Gambarin, l'artista-avvocato di Castagnaro (in provincia di Verona) e bolognese d'adozione, ha voluto riservare a tutti gli atleti e allo sport in genere, a pochi giorni dall'inizio delle gare olimpiche, che prenderanno il via nel fine settimana dopo la cerimonia di inaugurazione prevista venerdì.

VERSO LE 5 DEL MATTINO, «armato» di trattore con aratro, Gambarin ha raggiunto ancora una volta uno dei suoi appezzamenti di terreno alle porte di Castagnaro (nella Bassa veronese) e nel giro di poco tempo — rigorosamente «a mano libera», cioè senza tracciare prima alcun punto di riferimento — ha realizzato la sua nuova performance di Land Art, intitolata «Londra 2012. Italia, oro nell'alto e record europeo».

A QUASI UN MESE dal ritratto del centravanti della nazionale di calcio Mario Balotelli — ripreso di spalle, con tanto di “cresta” e orecchino in bella vista — Gambarin torna così a occuparsi di sport. Ma, come sempre, il significato dell'opera è molteplice. Sul terreno utilizzato per realizzarla — esteso circa 15mila metri quadrati — non appaiono infatti soltanto i caratteristici cinque cerchi olimpici, ma anche il profilo di The Shard (la scheggia), cioè il grattacielo di cristallo disegnato dal celebre architetto Renzo Piano, che con i suoi 310 metri e 92 piani è diventato il nuovo simbolo di Londra. «Con questo duplice omaggio», spiega Gambarin, raccontando ciò che l'ha portato a comporre l'ultima opera, «ho voluto sottolineare che l'Italia in un certo senso ha già vinto la sua prima medaglia d'oro nel “salto in alto”: l'opera, inaugurata lo scorso 5 luglio, rappresenta un vero record europeo: è il grattacielo più alto del continente».

L'ARTISTA GAMBARIN, lo ricordiamo, è noto anche come pittore, per aver dipinto i ritratti del presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama e di Nelson Mandela, l'ex presidente del Sudafrica eletto dopo l'apartheid, oltre appunto alle opere disegnate a mano libera con l'aratro trainato da un trattore sulla terra, fra il tempo del raccolto e la semina.

«NON TRACCIO mai niente prima», commenta ancora l'artista veronese, spiegando il suo modo di comporre, «ma vado a mano libera. Sono un pittore. Nel giro di qualche giorno il terreno utilizzato per l'opera sul tema delle Olimpiadi sarà seminato. A volte succede che io realizzi l'opera la mattina e la sera il terreno venga seminato. Può durare quindi qualche ora, al massimo qualche giorno». Aggiunge Gambarin: «Io nutro un grandissimo rispetto per la terra, non le reco assolutamente alcun danno», conclude, perché appunto opero nel lasso di tempo che intercorre fra il raccolto e la semina».
Elisabetta Papa

FONTE: LArena.it

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Sito stùfo? ...Ma proprio sgionfo? Bon! lora rilàsate n'attimo co' 'stì zugheti da bar dei bèi tempi: ghè PACMAN, ghè SPACE INVADERS, ghè SUPER MARIO BROS e tanti altri! Bòn divertimento ;o)

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